Relazione Finanziaria Annuale e Consolidata al 31 dicembre 2021
2 SOMMARIO 1. Relazione sulla Gestione Giglio Group S.p.A. 2. Bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 3. Prospetti Contabili Consolidati al 31 dicembre 2021 a. Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata b. Prospetto di conto economico e conto economico complessivo consolidati c. Rendiconto finanziario consolidato d. Prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato 4. Note Illustrative al bilancio consolidato 5. Attestazione ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, nonché ai sensi dell’art. 154-bis del d.lgs. 24 febbraio n.58 6. Relazione società di revisione 7. Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2021 8. Prospetti Contabili del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2021 a. Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria b. Prospetto di conto economico e conto economico complessivo c. Rendiconto finanziario d. Prospetto di movimentazione del patrimonio netto 9. Note Illustrative al bilancio d’esercizio
3 10.Attestazione ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, nonché ai sensi dell’art. 154-bis del d.lgs. 24 febbraio n.58 11.Relazione del collegio sindacale 12.Relazione società di revisione
4 Relazione sulla Gestione
5 Dati Societari Sede Legale Giglio Group S.p.A. Piazza Diaz 6, 20123 Milano Dati Legali Capitale Sociale sottoscritto e versato Euro 4.393.604 REA n. 1028989 Codice Fiscale 07396371002 Iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 07396371002 Sito Istituzionale www.giglio.org Sede Legale e operativa Piazza Diaz 6, Milano Sede operativa Le sedi della società sono: Sede legale – Piazza Diaz 6, Milano Unità locale operativa – Via dei Volsci 163 Roma Unità locale operativa – Piazza della Meridiana 1, Genova Organi Sociali in carica * Consiglio di Amministrazione Alessandro Giglio Presidente nominato dall’assemblea degli azionisti in data 21 giugno 2021 e Amministratore Delegato a partire dall’11 novembre 2021 Anna Lezzi Amministratore con deleghe nominato dall’assemblea degli azionisti in data 21 giugno 2021 Sara Armella Amministratore Indipendente nominato dall’assemblea degli azionisti in data 21 giugno 2021 Francesco Gesualdi Amministratore Indipendente nominato dall’assemblea degli azionisti in data 21 giugno 2021 Carlo Micchi Amministratore cooptato in data 26 gennaio 2022 Collegio Sindacale Giorgio Mosci Presidente Lucia Tacchino Sindaco effettivo Marco Centore Sindaco effettivo Chiara Cosatti Sindaco supplente Gianluca Fantini Sindaco supplente Comitato Controllo e Rischi e Parti Correlate Francesco Gesualdi Presidente
6 Sara Armella Comitato per le Remunerazioni e Nomine Sara Armella Presidente Francesco Gesualdi Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Francesco Barreca Società di Revisione BDO Italia S.p.A. * Il Consiglio d’Amministrazione e il Collegio Sindacale scadono con l’approvazione del bilancio d’esercizio 2023. L’assemblea degli azionisti, in data 9 dicembre 2021, ha conferito a BDO Italia S.p.A. l’incarico di revisione legale dei conti per il periodo 2021 – 2029.
7 1. Introduzione Giglio Group opera nell’industria dell’e-commerce di prodotti di moda di alta gamma, nel mondo dei prodotti di design e nel settore del food. La missione del gruppo è quella di supportare tecnologicamente la trasformazione commerciale verso l’omnicanalità digitale di tutto il mondo di un numero sempre maggiore di brand eccellenti, e di tutte le categorie servite. Fondato nel 2003, il Gruppo offre servizi tailor-made B2B e B2C di varie industrie, con particolare focus sul “made in Italy”, coprendo un’intera catena, dalla creazione di piattaforme e-commerce alla gestione del magazzino a livello globale, alla connessione con i più importanti marketplace digitali. Giglio Group, quindi, non è solo una piattaforma tecnologica B2C per l’industria del mondo fashion, ma propone un’estesa gamma di servizi che mirano a connettere su svariate piattaforme digitali i brand con i consumatori a livello globale, avendo nel frattempo esteso la propria attività verso l’industria alimentare, del design, dell’elettronica, del bricolage, dei prodotti del benessere fisico. Inoltre, tramite la divisione “engagement & marketing automation” offre soluzioni evolute e digitali che consentono alle aziende clienti sia di migliorare le performance dei propri siti e- commerce proprietari, sia di aprirsi a nuovi processi di vendita b2b e b2c o verso nuovi mercati nazionali ed internazionali, fidelizzando la propria clientela, motivando e digitalizzando la forza vendita diretta, incentivando e premiando il trade. La divisione fornisce un supporto sia strategico che operativo supportando i clienti nell’ideazione ed implementazione di programmi di loyalty ed engagement, con tecnologie digitali quali la marketing automation, fornendo un servizio completo dalla identificazione del comportamento digitale dell’utente che, in caso di manifestazioni a premi, porta alla maturazione ed alla gestione dei punti fino alla consulenza sul corretto inquadramento fiscale e legale delle manifestazioni a premio. La proposta innovativa e commerciale di Giglio Group segue e cerca di anticipare il cambiamento del rapporto tra il brand ed il consumatore. Le innovazioni tecnologiche abilitano l’evoluzione dei canali di vendita, il ciclo di vita dei prodotti cambia e si evolve, l’offerta del brand si deve modellare intorno al cliente ed ai suoi percorsi. Nel mercato si aprono nuove opportunità di business che i brand devono presidiare, se non autonomamente, con il supporto di realtà competenti. È l’inevitabile evoluzione della relazione tra i brand e i loro consumatori, non più immutabile e nell’ambito del fashion, non solo legata al cambiamento della collezione ogni stagione, ma in continuo movimento sui diversi touchpoint digitali che, mutando velocemente ed offrendo gamme
8 di offerta sempre più sofisticate, portano ad una continua interazione tra brand e consumatore a livello globale. IL MODELLO DI BUSINESS E I PUNTI DI FORZA Giglio si costituisce come un player che agisce abilitando i brand ad essere presenti nel mondo digitale e della distribuzione selettiva interconnettendo attraverso le tecnologie omnicanale tutti i propri canali di vendita, puntando ad essere una Omnichannel Platform in full outsourcing per i brand del fashion, del design e del food. Con l’avvio delle vendite in ambito design e l’entrata nel segmento del food, il gruppo Giglio detiene un portafoglio di brand primario standing e con una offerta servizi digitali e commerciali a favore dei brand e dei consumatori completa ed innovativa, un’infrastruttura proprietaria omnicanale “Terashop” al servizio delle eccellenze nazionali ed europee delle rispettive categorie verso le nuove frontiere delle vendite digitali ed in canali selettivi interconnessi a livello globale. Giglio dispone di una propria piattaforma direttamente integrata ed integrabile con le più diffuse soluzioni e-commerce adottate dai brand, oltre a primarie partnership tecnologiche che, unitamente al know aziendale, permette al gruppo di essere un key-partner tecnologico e commerciale centrale per le strategie del brand. Nel fashion in particolare, Giglio Group abbraccia le diverse esigenze dei brand in relazione alla loro presenza nello spazio digitale e propone servizi che possono incrementare il valore dell’attuale strategia distributiva: Retail fisico. Per Giglio Group il negozio fisico ha il compito di rappresentare il lifestyle fisico del brand al fine di potenziarne la conoscenza. La tecnologia omnicanale di Giglio Group può potenziarne notevolmente l’efficacia commerciale e di fidelizzazione attraverso i servizi di “click & collect”, registrazione loyalty su punto vendita, cambio e reso in store, supporto in- store per prodotti disponibili on-line attraverso il “kiosk” riservato solo ai punti vendita e altre tecnologie di “drive-to-store” e di riconoscimento dell’utente identificato digitalmente in store con la tecnologia della marketing automation. E-commerce. È il primo pilastro di vendita all’interno del mondo online, un punto di forza consolidato per Giglio Group. Ormai rappresenta parte del DNA del brand, presentando un massimo assortimento di catalogo, un rapporto sempre più personalizzato con i clienti a cui
9 può si possono fare comunicazioni e offerte sempre più mirate grazie alla tecnologia CRM amplificata dai software di marketing automation. È elemento imprescindibile in un piano industriale dei più importanti brand, fattore qualificante la sostenibilità economica dello stesso brand, ed il principale motore di accelerazione della penetrazione in nuove aree o di mantenimento delle vendite nei mercati più maturi in cui il declino delle transazioni fisiche in negozio è più marcata. E-Tailers (o Multi-Brand Stores) e Marketplace. Rappresentano la principale quota a livello mondiale di vendite on-line ed i principali department-stores fisici ormai generano più della metà delle vendite sui propri canali on line. Il canale del Marketplace amplifica la distribuzione online internazionale dei brand aumentando la brand awareness ed incrementando le vendite digitali. La sfida per cui Giglio è il partner tecnologico e commerciale è quella di mantenere il posizionamento desiderato dei brand e di gestire correttamente la distribuzione in-season, delle special sales e della merce off-season all’interno dell’elevata varietà di offerta digitale oggi presente sul mercato. In particolare Giglio ha maturato anche una notevole esperienza nella gestione della merce off-season sui principali canali digitali globali. Distribuzione Internazionale e Travel Retail. Rappresenta un canale estremamente importante per la presenza internazionale dei brand, per aumentare le vendite ed ampliare la conoscenza dei consumatori internazionali. Giglio Group ha l’obiettivo di aumentare le vendite dei brand attraverso tutti i canali internazionali dove la tecnologia proprietaria omnicanale può permettere un’interazione tra fisico e digitale anche nel momento del “leisure travel”. Sostanzialmente la missione di Giglio Group è di guidare i brand attraverso la “Sales Transformation” attivando la migliore combinazione di più canali di vendita e modelli economici, accompagnando i Brand Partner al fine di rendere possibile un sell through del 100% di ogni singola stagione attraverso il corretto bilanciamento dei canali fisici nazionali ed internazionali ed i canali digitali proprietari o di terzi come i markeplaces. Nel 2021 la Società ha operato con piena focalizzazione sul business dell’e-commerce e della distribuzione internazionale. E-commerce Outsourcing S.r.l. è un’azienda di e-commerce che ha investito in modo preponderante sull’omnicanalità nel panorama italiano e la sua piattaforma permette di offrire ai brand ed ai clienti finali un’esperienza d’acquisto completa, interconnettendo
10 retail fisico e digitale in tutti i touch point di interazione con l’utente. Integrando le tecnologie ed il know how di Giglio Group con quelle di E-commerce Outsourcing S.r.l., è stato possibile allargare l’attività del Gruppo verso nuovi settori quali in particolare GDO, GDS e Food con la possibilità di applicare diversi modelli di business: vendite online con consegna a domicilio, ritiro nei punti vendita, chioschi digitali per la vendita in negozio, sistemi di CRM, siti B2B, B2E. L’acquisizione di E-commerce Outsourcing S.r.l. Ha consentito di rafforzare la propria organizzazione tecnica grazie all’inserimento nella propria forza lavoro di figure esperte, con elevata specializzazione nel settore dell’e-commerce. In affiancamento alla tecnologia proprietaria di Terashop ed al know how nel creare portali e progetti di e-commerce di primario standing da parte del team, dal 1° Marzo è stato affittato il ramo d’azienda specializzato nella Marketing Automation da parte dell’azienda 7Hype S.r.l. e lo sfruttamento del marchio 7Hype e Marketing Automation Academy. Il know how verticale sulla marketing automation e le partnership tecnologiche internazionali che 7Hype ha costruito nel tempo sono state inserite nella divisione Digital del Gruppo e nella categoria dei prodotti “Engagement e Marketing Automation” al fine di erogare servizi digitali finalizzati all’incremento delle performances dei portali e-commerce e della digitalizzazione delle strategie di vendita B2C e B2B delle aziende. Inoltre a seguito della acquisizione di Salotto di Brera S.r.l. avvenuta il 12 gennaio 2021 il Gruppo è diventato un player di riferimento per la distribuzione internazionale verso il selettivo ed esclusivo canale del Travel Retail, dove Salotto Brera ha costruito negli anni relazioni commerciali consolidate con le principali compagnie di navi da crociera, aeroporti turistici e diplomatici, catene duty free shops, porti turistici e basi Nato. Infine la divisione Healthcare che ha influito in modo significativo sul risultato del 2020 ed in particolare sul risultato del I semestre 2020, a seguito dell’evoluzione della Pandemia, ha subito un forte rallentamento. Il management sta valutando nuove prospettive per la divisione potendo far leva sul proprio know how digitale e sulla propria presenza internazionale per valutare nuove iniziative nel 2022. IL MERCATO DI RIFERIMENTO Si espongono qui di seguito alcune considerazioni emergenti da uno studio del 2021 “True-Luxury Global Consumer Insight”, condotto da Boston Consulting Group (BCG) in collaborazione con la
11 Fondazione Altagamma. Tale studio, giunto quest’anno alla sua ottava edizione, che rappresenta la ricerca più completa ed innovativa sui consumatori “True-Luxury”. Lo studio è stato progettato con lo scopo di fornire una panoramica esclusiva e a tutto tondo sui consumatori “True-Luxury”: • Tutte le categorie di lusso considerate: dal lusso personale (abbigliamento, accessori, gioielleria, orologi, profumi e cosmetici, …) a quello esperienziale (hotel, ristoranti, vini e liquori, …); • Dimensione e rilevanza del campione: lo studio coinvolge più di 12,000 intervistati con una spesa media sui beni di lusso pari a circa ~€33,000 l’anno, la cui diminuzione rispetto al passato è in linea con la contrazione di mercato del 2020 causata della pandemia da Covid-19; • Ampia copertura geografica: include i 10 Paesi con il livello di spesa sui beni di lusso più alto al mondo – Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Brasile, Cina, Giappone, Corea del Sud e Russia – con l’aggiunta di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita; • Comitato consultivo ad- hoc: composto da più di 20 compagnie del settore lusso, il Comitato fornisce raccomandazioni sui trend principali. Dopo una brusca battuta d’arresto nel 2020 causata della pandemia da Covid-19, che ha generato una perdita per il mercato del lusso mondiale personale ed esperienziale rispettivamente del 22% e del 50%, entrambi i mercati sono in piena ripresa e si stima che chiuderanno il 2021 con una crescita rispetto al 2020 che potrebbe variare dal 20% al 30% per il lusso personale e dal 60% al 70% per quello esperienziale. Questa ripresa è fortemente legata all’ evoluzione positiva del quadro pandemico, che presenta prospettive ancora migliori all’orizzonte, ed in particolare grazie allo sviluppo del vaccino, che ha permesso ai governi di lanciare le campagne vaccinali ed allentare progressivamente, se non addirittura rimuovere del tutto, le restrizioni. Con queste condizioni, alle persone è concesso di riprendere gradualmente lo shopping ed i viaggi, dando così impulso alle vendite dei beni di lusso. Tuttavia, si prevede che questo rinnovato ottimismo non sarà sufficiente a spingere il mercato globale del lusso ai livelli pre-pandemia entro la fine di quest’anno; nello specifico, si stima che il mercato del lusso personale chiuderà il 2021 tra il -5% e la parità con i valori di mercato del 2019; mentre per il mercato esperienziale, ancora in sofferenza a causa del senso di incertezza riguardo ai viaggi, è prevista una chiusura tra il -15% ed il -20% rispetto ai valori 2019. Nonostante ciò, i progressi previsti sul fronte della campagna vaccinale mondiale ed il graduale ritorno allo stile di vita pre-pandemia permetteranno ad entrambi i mercati di tornare ai livelli del 2019 entro la fine del 2022; nel dettaglio, le stime per la ripresa del mercato del lusso Personale sono più ottimiste, in quanto prevedono una chiusura del 2022 tra il 5% ed il 10% al di sopra del valore di mercato del 2019. Al contrario, il mercato esperienziale è soggetto a
12 proiezioni più prudenti, che lo collocano comunque tra il -3% e il +3% rispetto al valore di mercato dell’anno pre-pandemia. I segnali di ripresa per il 2021, già evidenti dai modelli di mercato, arrivano anche direttamente dalla voce dei consumatori stessi, il cui sentiment è stato misurato attraverso il sondaggio Altagamma, con lo scopo di raccogliere le loro sensazioni per i successivi 12 mesi. In linea generale, alla domanda sulle aspettative di spesa sul lusso personale per il prossimo anno, il 35% degli intervistati ha dichiarato di prevedere un aumento nei consumi presso il proprio Paese di residenza, mentre il 24% dei consumatori si aspetta una contrazione nella spesa. Sulla base di questi dati, si stima un aumento della spesa media (€) nel Paese di residenza del 2.5%, mentre sul fronte estero le aspettative sono più pessimiste (diminuzione del 4.7% stimata): solo il 29% dei consumatori si aspetta un aumento nella spesa, mentre il 36% di essi prevede un calo dei consumi. Sul fronte del lusso esperienziale, un aumento del consumo nel Paese di residenza è previsto dal 36% dei consumatori, valore che sale al 52% per quanto riguarda la spesa all’estero, a cui fanno da contraltare il 25% ed il 35% dei consumatori rispettivamente con aspettative ribassiste, con conseguenti previsioni di aumento della spesa che si attestano ad un livello più alto per il consumo Estero (+14.1%) rispetto a quello nel Paese di residenza (+2.4%). Allo stato attuale, il sentiment dei consumatori riguardo al lusso personale ed esperienziale è per certi aspetti opposto, con il primo che si stima andrà a beneficiare maggiormente dalla spesa locale, mentre il secondo da quella estera. Prima dell’emergenza Covid, il gruppo di consumatori più consistente, quello dei cosiddetti “Other Aspirational”, rappresentava il 62% del mercato globale del lusso in termini di valore ed il 90% in termini di popolazione, seguiti dai “True Luxury”, con il 31% del valore di mercato, ed i “Top Aspirational” con il 7%. Con lo scoppio della pandemia, la categoria degli “Other Aspirational” ha sofferto in modo particolare, con una perdita di quasi il 20% dei consumatori e un calo della quota di mercato dal 62% al 55% in termini di valore. Per contro, la categoria dei “True Luxury” ha retto maggiormente l’urto ed anzi, ha conseguito un aumento di market share dal 30% a quasi il 40%. Questo aumento si è reso possibile grazie alle due categorie di consumatori più facoltose, i “Beyond Money” ed i “Top Absolute”, caratterizzati da una spesa annua nel lusso maggiore di €20,000. Entrambe le categorie hanno conseguito una crescita del 17% circa in termini di valore e hanno aumentato la loro share complessiva dal 6% al 12%. Questo salto è stato fortemente facilitato dal regime di smartworking, divenuto popolare con la pandemia, che ha concesso maggiore flessibilità e tempo a queste categorie, ed in ultimo, promosso una maggiore spesa.
13 Guardando al futuro, al 2025, si prevede che il 30% della crescita del mercato globale del lusso, stimata in circa €580 miliardi (15% CAGR rispetto al 2020), verrà generata proprio dai consumatori “True Luxury”. Circa il 60% di essa, invece, arriverà dalla categoria degli “Other Aspirational”, che grazie ad una crescita prevista del 16% (CAGR) nel valore di mercato, innalzeranno nuovamente la loro market share al 57%, tuttavia ancora sotto i livelli prepandemia. Questo aumento verrà fortemente alimentato da una crescita del 30% nel numero di consumatori appartenenti a questa categoria, sospinta a sua volta dalla crescente tendenza della classe media cinese ad affacciarsi progressivamente al mercato del lusso. In un contesto generale che vede i consumatori di beni di lusso europei cauti nei confronti della spesa domestica (le aspettative di variazione della spesa vanno dal -1% al +1% rispetto allo scorso anno) e più pessimisti nei confronti di quella estera (eccezion fatta per la Germania, che si attesta intorno al -1%, i valori viaggiano tra il -5.7% del Regno Unito e il -11% dell’Italia) per i prossimi 12 mesi, i consumatori statunitensi e cinesi si distinguono per il loro ottimismo, ponendosi come papabili promotori della crescita del mercato del lusso personale nel futuro prossimo. Tuttavia, le implicazioni che derivano da tali aspettative rialziste sono differenti per le due geografie. Da un lato, i consumatori cinesi si aspettano di spendere il 6% in più nei prossimi 12 mesi rispetto all’anno passato, a cui fa però fronte un’aspettativa ribassista sul consumo estero, con un -5.6% atteso nella spesa. Queste aspettative, congiuntamente all’intenzione espressa dal 70% dei consumatori cinesi di rimpatriare almeno la metà della propria spesa in beni di lusso anche dopo la fine della crisi, rinforzano ulteriormente la possibilità che il trend di rimpatrio della spesa da parte di questi consumatori in Cina, iniziato con lo scoppio della pandemia, possa proseguire nel futuro immediato. La porzione di spesa effettuata all’estero, stimata al 56% nel 2019, è quindi destinata a restringersi ulteriormente nei prossimi anni, e dato il grande peso di questi consumatori sul mercato globale del lusso, i brand potrebbero essere obbligati ad investire per rinforzare la loro presenza sul suolo cinese e non correre il rischio di perdere le opportunità derivanti da questo scenario. Per contro, i consumatori dagli Stati Uniti hanno manifestato un certo ottimismo sia sulla spesa locale che in quella estera, con la prima che gode di aspettative particolarmente positive, che portano il delta spesa stimato a +7.7% nel prossimo anno rispetto allo scorso, mentre sull’estero le previsioni di spesa sono più miti e scendono al +1.4%. Gli Stati Uniti sembrano dunque pronti a recuperare la loro importanza rispetto al mercato globale del lusso, persa parzialmente negli anni scorsi, ma le implicazioni per i brand del lusso in questo caso non sono rilevanti come nel caso del Paese asiatico, data la sostanziale continuità con le dinamiche di mercato pre-Covid che non richiedono
14 cambiamenti rilevanti a livello strategico. In ogni caso, si prevede che sia i consumatori americani che quelli cinesi supereranno le stime pre-pandemia in termini di incidenza. Nello specifico, per gli americani ci si aspetta un incremento rispetto alle cifre pre-covid di +2-3 p.p., con una rilevanza prevista tra il 19 ed il 21% al 2025. Per i cinesi, l’accelerazione rispetto a quanto stimato prima dello scoppio della pandemia è stata quantificata in +3-4 p.p., con un’incidenza che si prevede si attesterà intorno al 43-45% nel 2025. In termini di categorie, lo scoppio e la propagazione della pandemia nel mondo hanno prodotto diversi effetti sulle varie tipologie di articoli. In particolare, le migliori performance in termini di recupero sono arrivate dai Profumi & Cosmetici e dagli Articoli in pelle & Accessori, che hanno mostrato un ottimo grado di resilienza alla pandemia. Di conseguenza, si stima che queste siano le sole due categorie a poter tornare ai livelli pre-Covid per la fine del 2021. Più nel dettaglio, si stima che le due categorie, dopo aver sofferto tra il 2019 e il 2020 un calo tra il 15% ed il 25% (Profumi e Cosmetici) e tra il 10% ed il 20% (Articoli in pelle & Accessori), chiuderanno il 2021 almeno alla pari rispetto ai livelli del 2019 nello scenario peggiore, e ad un +10% in quello migliore. La virtualizzazione del lusso è una realtà in ascesa e può costituire una grande opportunità per i brand in termini di creazione di nuovi flussi di ricavo. In particolare, le interazioni tra i brand e i consumatori attraverso i videogiochi online sono un fenomeno che sta attraversando stadi evolutivi differenti nelle varie geografie mondiali. Infatti, la popolarità di queste iniziative tra i consumatori è maggiore in Cina e negli Stati Uniti, con circa il 50% dei consumatori a conoscenza di queste iniziative, a prescindere dall’età. Per contro, in Europa e nel resto del mondo il fenomeno è ad uno stadio evolutivo meno avanzato, con circa 3 consumatori su di 10 che affermano di esserne a conoscenza. Lo studio evidenzia come queste iniziative abbiano un alto potenziale sia in termini di fonti di ricavo alternative sia come strumenti di marketing a supporto delle vendite di articoli fisici: infatti, il 55% dei consumatori che dichiarano di essere a conoscenza dell’esistenza di videogiochi online che coinvolgono un brand del lusso ha comprato un articolo virtuale all’interno del gioco, e tra di essi, l’86% afferma di avere poi acquistato la versione “non-virtuale” corrispondente. In aggiunta, un ulteriore 13% dichiara di essere interessato all’acquisto nel futuro. Ciò costituisce una grande opportunità per i brand del lusso, che, se in grado di aumentare la popolarità di tali iniziative, potranno creare una fonte di guadagno alternativa e beneficiare di uno strumento di marketing ad alto potenziale di conversione. Il timore di una potenziale percezione negativa da parte dei consumatori riguardo alle partnership con i fornitori di videogiochi è del tutto infondato, in quanto gli intervistati esprimono giudizi positivi in più del 50% dei casi, e negativi in meno del 10%. I “Non-
15 Fungible Tokens”, conosciuti anche come NFT, ossia quegli strumenti di certificazione digitale con lo scopo di assicurare l’autenticità di questi articoli virtuali, possono anche essere sfruttati per lo sviluppo di altre applicazioni al di fuori del comparto gaming, come ad esempio la creazione di showroom virtuali finalizzati alla vendita ed all’esposizione di articoli digitali, replicando l’esperienza del negozio fisico a livello virtuale. Lo scorso anno, il 46% dei consumatori “True Luxury” ha concluso gli acquisti all’interno dello store, con un 30% di essi che ha dichiarato di aver effettuato ricerche online prima di effettuare la spesa. Questo fenomeno sottolinea l’importanza per i brand di fornire un’esperienza senza soluzione di continuità e rimarca la necessità di riprogettare il ruolo del singolo canale, con l’obiettivo di creare un ecosistema i cui nodi si rinforzano a vicenda, nonché di soddisfare i consumatori che stanno iniziando a stabilire una relazione con i brand che prescinde sempre più dal singolo canale. Nello specifico, il ruolo del negozio fisico è quello destinato a cambiare maggiormente, alla luce del graduale spostamento del loro target principale dalla generazione di vendita alla creazione di un’esperienza. Ciò permetterà ai clienti, anche potenziali, di relazionarsi ai prodotti ed ai valori del brand, lasciando la maggior parte del lavoro di conversione in vendite ai canali online. Ciò è diventato ancora più importante dopo lo scoppio della pandemia, che ha accelerato la migrazione dei canali verso l’online ed accresciuto l’importanza dell’esperienza omnichannel. Infatti, le stime pre-covid al 2023 per il mercato del lusso proiettavano una share del 25% per l’offline, del 55% per l’omnichannel e del rimanente 20% diviso tra brand.com e per multi-brand & piattaforme; ad oggi, le previsioni aggiornate indicano un’importanza ancora minore dell’offline, stimato al 15%, ed una accresciuta rilevanza per l’omnichannel, al 60%, brand.com e multi-brand & piattaforme, all’11% e 14% rispettivamente. In linea generale, se paragonato all’e-ecommerce, l’esperienza omnichannel genera un valore ancora maggiore, stimabile tra il +30% ed il +50% in termini di cross-selling sulle transazioni Click & Collect, dalle 2 alle 3 volte in termini di ATV dagli appuntamenti in-store prenotati online rispetto all’AOV per le pure transazioni online e, in aggiunta, un minore “cost-to-serve” (ad esempio, costi di logistica e spedizione e minori resi). IMPULSO AL SOCIAL & LIVE COMMERCE (LIVESTREAMING) Con le interazioni tra brand e consumatori che diventano sempre più dirette e incentrate sul digitale, si fa più impellente il bisogno di coinvolgere i clienti attraverso canali diversi ed in modo differenziato. I consumatori affermano di sviluppare le proprie opinioni ed arrivare alle decisioni di consumo sul lusso principalmente tramite le comunicazioni digitali (come le riviste digitali, i blog, le chat ed anche gli e-sports), all’interno dello store (ad esempio, tramite i commessi e il personale di vendita all’interno dei negozi) ed attraverso i siti internet dei vari brand,
16 evidenziando ancora una volta l’importanza per i brand di lusso di arrivare all’eccellenza nell’omnichannel per poter influenzare efficacemente le decisioni dei consumatori. Lato digitale, uno degli strumenti più efficaci è costituito dai livestream virtuali, rinomati per le loro capacità in termini di attivazione dei bisogni, di creazione di esperienze di shopping altamente interattive, di possibilità di raggiungere platee differenti e per l’alto dinamismo nella promozione dell’esperienza. Come accade nel caso delle partnership tra i brand del lusso ed i videogame online, anche per i livestream virtuali la penetrazione non è la stessa nelle diverse geografie. Ancora una volta, sono gli Stati Uniti e, in misura maggiore, la Cina a guidare in termini di popolarità dello strumento, con il 55% ed il 73% dei consumatori rispettivamente che affermano di essere a conoscenza dell’utilizzo del livestream da parte delle piattaforme di shopping online o dai negozi fisici, in contrapposizione ad un più modesto 30% europeo e ad una media complessiva del 46%. In media, le sessioni di livestream dimostrano di avere un alto potenziale di conversione, con il 70% degli intervistati in media che affermano di aver comprato durante o in seguito ad esse. Anche se la popolarità, come detto, non è la stessa ovunque, occorre menzionare che l’efficacia in termini di conversione è sempre alta, con gli Stati Uniti che toccano un sorprendente 80% e guidano la classifica davanti ad Europa e resto del mondo, intorno al 70%, e la Cina, con 63%, che, pur essendo prima in termini di popolarità dello strumento, è quella che mostra il tasso di conversione più basso. In particolare, negli Stati Uniti il potenziale di mercato del livestream è stato quantificato a €25 miliardi al 2023. In seguito ai problemi generati dalla pandemia, il mercato globale del lusso si sta gradualmente riprendendo e si stima ritornerà ai livelli pre-Covid entro il 2022. Il rinnovato ottimismo dei consumatori statunitensi rispetto al consumo sia locale che estero, data la loro incidenza sul mercato globale, è un’ottima prospettiva per il futuro. Tale prospettiva positiva è ulteriormente rinforzata dai consumatori cinesi, ma i loro modelli di consumo stanno virando verso la spesa locale e questo rimpatrio potrebbe avere forti implicazioni per il futuro, con i brand potenzialmente chiamati a rinforzare la loro presenza sul territorio cinese per non perdere grandi opportunità di mercato. In aggiunta, il trend di polarizzazione tra mondo orientale e occidentale, innescato dallo scoppio della pandemia, potrebbe anch’esso avere implicazioni per i brand, dal momento in cui anche i consumatori suggeriscono che il trend potrebbe non essere passeggero. In questo caso, i brand potrebbero ritrovarsi dinanzi ad un bivio, tra la decisione di perseguire uno stile più sobrio per incontrare il gusto occidentale e quella di seguire le preferenze del mercato cinese, propendendo per uno stile più estroverso. A prescindere dalla decisione a livello strategico, un focus sempre maggiore deve essere posto sul consumatore e sulle sue preferenze. In primis, le interazioni
17 con i clienti stanno diventando sempre più dirette e diversificate, e la creazione di ecosistemi omnichannel efficaci, insieme alla personalizzazione nelle relazioni con i clienti, stanno acquistando un ruolo chiave al fine di influenzare con successo i processi decisionali. In questa direzione, strumenti emergenti come i livestream virtuali si stanno dimostrando efficaci nella conversione, ma la loro bassa popolarità in mercati come l’Europa potrebbe richiedere uno sforzo promozionale maggiore su questi strumenti. In secondo luogo, i brand devono mirare a diventare sempre più presenti nei vari momenti della vita quotidiana dei consumatori, e gli ambienti digitali rappresentano ora una parte importante di essa. In tal senso, la virtualizzazione del lusso, come accade nel caso delle partnership con i videogiochi online, sta diventando un’opportunità sempre più proficua, con percezioni positive da parte dei consumatori e grande potenziale sia a livello di creazione di nuove fonti di guadagno sia come strumenti di marketing ad alto potenziale di conversione. Ancora una volta, però, la differenza nei tassi di popolarità di questi strumenti tra le diverse geografie può essere un ostacolo da sormontare prima di accedere al pieno potenziale di questa opportunità. In ultima analisi, i nuovi modelli emergenti per accedere ai beni di lusso, o possederli, devono essere considerati. Il mercato del second-hand è sempre più popolare tra le generazioni più giovani, che vedono in questo modello una possibile soluzione ai problemi di budget e di scarsità dei prodotti, nonché una possibilità adottare un modello di consumo più sostenibile. In questo senso, è importante ricordare che l’argomento sostenibilità riveste una rilevanza sempre maggiore nei comportamenti di consumo, soprattutto sui più giovani, che sono pronti a punire i brand che non adottano pratiche sostenibili, violando il benessere degli animali, fornendo poca trasparenza sui materiali utilizzati o ricorrendo a politiche di lavoro non eque, tra le altre cose. Gli effetti della crisi globale correlata all’epidemia COVID-19 A partire dal 2020 e proseguendo nel corso del 2021 l’epidemia di COVID-19 sta modificando le aspettative economiche di interi settori dell’economia a livello globale, comportando una revisione del volume di affari per il settore del fashion, servito da Giglio Group. L’azienda opera principalmente nel settore Fashion. Con alcuni marchi nel settore del Lusso, che meglio ha resistito alla perdurante incertezza della Pandemia, con altri marchi nel comparto Premium che invece è ancora soggetto ad incertezze per la mancata ripartenza dei consumi. In seguito ai “lockdown” imposti dalle autorità in varie aree del mondo e della chiusura del turismo in tutti i principali mercati, intere catene di distribuzione del fashion hanno subito importanti contrazioni di fatturato a causa della riduzione della clientela. Le vendite online del settore Lusso hanno resistito, mentre i modelli tradizionali di negozi e grandi magazzini hanno registrato forti cali
18 in tutte le categorie del lusso; ad esempio, la flessione delle calzature pari al 12% è stata attutita dalla richiesta di sneakers, il settore della gioielleria è stato sostenuto dalla richiesta asiatica che ha tratto beneficio dalle vendite online, mentre sia l’abbigliamento che l’orologeria sono calati del 30%. Con riferimento al 2022, secondo lo studio McKinsey & Company “The State of Fashion 2022” il mercato del fashion avrà una crescita rispetto al 2019 (anno pre-pandemia) che interesserà tutte le vendite complessive in maniera non uniforme dal punto di vista geografico. Tale crescita sarà trainata soprattutto dagli Stati Uniti e Cina. In Europa il mercato è alle prese con un cambiamento nei gusti da parte dei consumatori, in parte dettato dalla pandemia in corso, che sono alla ricerca di un tipo di lusso più discreto e confortevole. Il settore del lusso ha subito un forte calo nel continente Europeo, raggiungendo percentuali, rispetto al 2019, rispettivamente di -35% nel 2020 e tra i -30% e i -20% nel 2021. Per il 2022, secondo lo studio McKinsey & Company, le vendite stimate raggireranno a valori tra il -15% e -5% rispetto al 2019. Alla luce di tali cambiamenti una grande sfida per le aziende e-commerce sarà il monitoraggio costante dei gusti dei propri consumatori e la capacità di diversificazione per area geografica e livello sociale. Azioni intraprese dal Gruppo a seguito della pandemia da Covid-19 Le misure di contenimento adottate a livello mondiale per contrastare la diffusione della pandemia da Covid-19, che hanno causato il blocco della produzione in diversi settori e la limitazione dei viaggi hanno avuto un impatto importante sui risultati del gruppo nel 2021. Giglio Group ha adottato tempestive misure atte a contrastare gli effetti negativi della pandemia adattandosi alla repentina evoluzione dell’ambiente economico circostante. L’obiettivo primario del Gruppo è stato quello di salvaguardare la sicurezza e la salute dei propri dipendenti adottando tutte le misure di sicurezza introdotte dal governo e assicurando la continuità aziendale attraverso il ricorso allo smart-working. Sul fronte dei ricavi le azioni hanno mirato a sviluppare, a seguito del blocco di tutti gli esercizi commerciali non essenziali, una strategia di vendita online con l’obiettivo di supportare i brand nel recupero delle forti perdite di fatturato causate dall’emergenza sanitaria. Complessivamente il settore e-commerce B2B ha risentito dei rallentamenti dovuti agli effetti della pandemia e dello slittamento a periodi successivi degli ordini da parte di molti clienti sia in Europa che negli Stati Uniti, facendo registrare una riduzione di Euro 5,7 milioni rispetto al budget del 2021. Per la divisione del Travel, nel secondo semestre sono ripartite diverse iniziative del travel retail e le Navi da Crociera, motivo per cui si segnala un risultato positivo alla fine dell’anno.
19 Il settore e-commerce B2C ha mostrato segni di ripresa per le vendite on line di prodotti di moda soprattutto a partire dalla seconda metà del 2021 e ha chiuso con una performance sotto budget del -9,5%. Sul fronte dei costi le attività si sono concentrate sul contenimento dei costi di struttura e di rinegoziazione di contratti pluriennali stipulati pre Covid che devono essere necessariamente riadattati al mutato contesto. Per limitare il rischio di liquidità del Gruppo e diminuire gli impatti finanziari della pandemia, la Società, in aggiunta ai finanziamenti a medio termine stipulati con il Gruppo Meridiana, ha avviato la negoziazione con alcuni primari istituti di credito al fine di avvalersi della possibilità di sospendere i pagamenti delle rate dei mutui in essere (c.d. moratoria) in base all’art. 56 del DL 18/2020 (Cura Italia) rinnovato dall’art. 65 del cosiddetto Decreto Agosto DL 104/2020 e prorogato dall’art. 1 comma 248 della Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020 n.178). A seguito dell’ultima proroga, i termini della sospensione accordati dagli Istituti di credito nel corso del mese di aprile 2020 e successivamente prorogati, sono slittati fino al 31 dicembre 2021. Prospettive future del mercato dei beni di lusso Giglio Group vede importanti potenzialità nel mercato di riferimento e cerca di profittarne anche cogliendo immediatamente le dinamiche attuali caratterizzate da un sempre maggiore utilizzo dei canali digitali on line, dalla crescente importanza dei Millennials e dalla crescita dei consumi di lusso in Cina, nel Far East e in altri mercati emergenti. Il nostro obiettivo nel corso del 2022 è di connettere una base globale di consumatori direttamente ai brand di moda di alta gamma di medie dimensioni, prevalentemente eccellenze del Made in Italy che non hanno ancora assunto un livello globale e che, stante la media dimensione e la necessità di ridisegnare le proprie strategie, manifestano la necessità di accesso ai nuovi segmenti di mercato utilizzando un partner tecnologico e commercialmente internazionale come il Gruppo Giglio. Giglio Group prevede di continuare a rafforzare il proprio posizionamento di leadership sul mercato di riferimento, ovvero di abilitatore della trasformazione commerciale delle aziende attraverso servizi digitali, logistici, di marketing e di relazioni internazionali per i brand del fashion, cercando di attirare un numero maggiore di brand, con l’obiettivo di aumentare i volumi gestiti in tutte le aree geografiche e l’aumento di marketplaces integrati con la propria piattaforma, contemperando il rischio di perdere fatturato per l’uscita dei marchi gestiti. La società si attende per il 2022 un aumento dei ricavi dato dalla crescita annuale dei brand attualmente in portafoglio, sia per effetto di una maggiore ripresa del mercato rispetto al 2021, sia per l’accrescimento di funzionalità che
20 costantemente Terashop rilascia ai propri clienti al fine di migliorare i ricavi, sia per la ripesa del mercato duty free grazie ad un allentamento delle restrizioni pandemiche che prefigurano una ripartenze dei viaggi ai periodi pre-pandemia. Il Gruppo Giglio ha esteso la fornitura dei propri servizi ad aree attigue a quella del fashion, in particolare al mondo del design, delle catene retail, dei prodotti alimentari e del faidate, mettendo a disposizione la propria piattaforma omnicanale ai principali player delle relative industrie, per l’integrazione con i punti vendita fisici ed i principali marketplaces di riferimento di ciascun settore. Giglio Group, anche in risposta all’emergenza sanitaria e alle conseguenze indotte, sta intensificando gli sforzi per poter aumentare la capacità produttiva per realizzare sempre più progetti di piattaforme di e-commerce, integrando anche l’esperienza a cui può accedere il consumatore attraverso il travel retail per far fronte dell’eccezionale aumento di domanda di questi beni tramite la vendita on-line. 2. Attività e struttura del gruppo Fondato nel 2003 da Alessandro Giglio, Giglio Group oggi è una e-commerce company 4.0 in grado di promuovere e distribuire il lusso Made in Italy in tutto il mondo. Quotato dapprima sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana dall’agosto 2015, e sul segmento MTA Star di Borsa italiana da marzo 2018, il Gruppo opera in 5 continenti, in oltre 70 paesi, considerando tutte le nazioni servite dai servizi di e-commerce. L’obiettivo di Giglio Group è quello di creare un modello pienamente integrato sia in termini di canali distributivi che in termini di modelli di business. Il gruppo è impegnato sia in ambito B2C, sia nel B2B L’integrazione tra i due principali modelli di business, Principal (B2B) ed Agent (B2C), consente di gestire in maniera ottimale lo stock di magazzino dei brand, sia on-season che off-season, puntando ad un sell-through del 100%. Il modello di business B2C, gestito dalle controllate I-box SA e E-Commerce Outsourcing, il nucleo digitale del gruppo che integra anche le attività di 7Hype, consiste nell’attività di provider di servizi digitali per la gestione non solo dei siti monobrand di marchi del Fashion, del Design e del Food, oltre ad offrire servizi digitali integrati al fine di migliorare le performances. Terashop è una piattaforma tecnologica unica, per gestire il sito monobrand, l’omnicanalità richiesta dai punti vendita, la connessione con i marketplace, l’integrazione con sistemi di pagamento e la logistica. La merce transata appartiene alla collezione On Season dei brand, i quali riconoscono una
21 commissione sulle vendite e con i quali Giglio Group collabora nella loro strategia di marketing digitale. Non è richiesto alcun particolare investimento in circolante e non vi è nessun rischio di magazzino associato. Il modello di business B2B, invece, ha lo scopo di agevolare le vendite indirette on line da parte dei brand sulle più importanti piattaforme e-commerce a livello globale, offrendo ai brand una distribuzione addizionale alle reti fisiche. In data 15 gennaio 2021 è stata acquisita la società Salotto di Brera S.r.l., società attiva nelle forniture B2B di moda, food e gioielleria per i negozi a bordo di navi da crociera e nei negozi duty free in porti ed aeroporti e le basi NATO. Nel B2B, Giglio Group gestisce la logistica direttamente tramite contratti con magazzini esterni, definisce il prezzo di rivendita, gestisce il magazzino con una comprovata capacità di ridurre le scorte in tempi brevi, con un alto indice di rotazione delle merci. Giglio Group lavora con le piattaforme e-commerce clienti sulla base di un piano di vendita definito che diminuisce ulteriormente il rischio di invenduto. La differenza tra i tempi di pagamento ai brand, di solito ad inizio della stagione per prenotare gli stock, e i tempi di incasso dai marketplace, normalmente 90 giorni dopo il fine stagione, genera un fabbisogno finanziario che viene ottimizzato da un attento uso di strumenti a supporto del circolante. Si riporta di seguito la struttura societaria del Gruppo: In data 8 giugno 2021 Giglio TV HK ha ceduto a Giglio S.p.a. la propria controllata Media 360 HK al valore di 100 HKD (Euro 11). Giglio Group S.p.A. Italia Giglio USA USA 100% 100% Cloud Food S.r.l. Joint Venture con Acque Minerali d'Italia S.p.A. Ibox S.A. Svizzera Ecommerce Outsourcing S.r.l. Italia Giglio Shanghai Cina 100% 100% 51% Salotto di Brera S.r.l. Italia 100% Giglio Group S.p.A. Italia Giglio USA USA 100% 100% Cloud Food S.r.l. Joint Venture con Acque Minerali d'Italia S.p.A. Ibox S.A. Svizzera 51% Ecommerce Outsourcing S.r.l. Italia Giglio Shanghai Cina 100% 100% 100% Media 360 Hong Kong Salotto di Brera S.r.l. Italia 100%
22 In data 30 giugno 2021 si è completata la cessione a una società terza della controllata Giglio TV HK per il controvalore di 100 HKD (Euro 11) con contestuale deconsolidamento della partecipazione. 3. Dati di sintesi al 31 dicembre 2021 Indicatori alternativi di Performance Il Gruppo utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, che non sono identificati come misure contabili nell’ambito degli IFRS, per consentire una migliore valutazione dell’andamento del Gruppo. Pertanto, il criterio di determinazione applicato dal Gruppo potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri gruppi e il saldo ottenuto potrebbe non essere comparabile con quello determinato da questi ultimi. Tali indicatori alternativi di performance, sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e determinati in conformità a quanto stabilito dagli Orientamenti sugli Indicatori Alternativi di Performance emessi dall’ESMA/2015/1415 ed adottati dalla CONSOB con comunicazione n.92543 del 3 dicembre 2015. Si riferiscono solo alla performance del periodo contabile oggetto della presente Relazione Finanziaria Intermedia e dei periodi posti a confronto e non alla performance attesa del Gruppo e non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento (IFRS). Di seguito la definizione degli indicatori alternativi di performance utilizzati nella Relazione Finanziaria Capitale circolante operativo/commerciale: è calcolato come somma delle Rimanenze e Crediti commerciali al netto dei Debiti commerciali. Capitale circolante netto: è il capitale circolante operativo al netto degli altri crediti/debiti, crediti/debiti tributari. Capitale investito netto: è calcolato come somma dell’attivo fisso immobilizzato e del capitale circolante netto. Totale indebitamento finanziario (anche Indebitamento finanziario netto) : è determinato conformemente a quanto previsto dalla Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006 e in conformità al Richiamo di attenzione n. 5/21 emesso da Consob in data 29 aprile 2021 con riferimento all’Orientamento ESMA32-382-1138 del 4 marzo 2021, sottraendo dalle disponibilità
23 liquide, dai mezzi equivalenti e dalle altre attività finanziarie correnti i debiti finanziari a breve e a medio e lungo termine, i debiti commerciali e gli altri debiti a medio e lungo termine. EBITDA adjusted: determinato sommando all’EBITDA gli oneri non recurring dettagliati nella Relazione sulla Gestione. EBITDA: è rappresentato dal Risultato Operativo al lordo degli Ammortamenti e delle Svalutazioni di attività materiali ed immateriali. EBIT: EBIT è equivalente al risultato operativo presente nello schema di conto economico riportato nelle Note Illustrative. VALORE AGGIUNTO: è rappresentato dalla differenza tra il totale dei ricavi ed i costi operativi rappresentati dai costi per materie prime, sussidiarie e di consumo, dalla variazione delle rimanenze, dai costi per servizi e godimento beni di terzi normalizzati dagli oneri non recurring. Oneri non recurring: sono rappresentati da componenti reddituali che: (i) derivano da eventi o da operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero da quelle operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento delle attività; (ii) derivano da eventi o da operazioni non rappresentativi della normale attività del business. Analisi della Gestione Patrimoniale e Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2021 I principali valori patrimoniali e finanziari del Gruppo al 31 dicembre 2021, sono di seguito riportati: (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Immobilizzazioni immateriali 16.230 15.411 819 Immobilizzazioni materiali 1.070 1.356 (286) Immobilizzazioni finanziarie 238 671 (433) Totale attivo immobilizzato 17.538 17.438 100 Rimanenze 2.238 1.754 484 Crediti commerciali 9.928 9.951 (23) Debiti commerciali (10.931) (13.591) 2.660 Capitale circolante operativo/commerciale 1.235 (1.886) 3.121 Altre attività e passività correnti (3.939) (3.592) (347) Capitale circolante netto (2.704) (5.478) 2.774 Fondi rischi ed oneri (746) (885) 139 Attività/passività fiscali differite 757 442 315 Capitale investito netto 14.846 11.517 3.329 Totale Capitale investito netto 14.846 11.517 3.329 Patrimonio netto 2.296 (325) 2.621 Indebitamento finanziario netto * (17.143) (11.192) (5.951) Totali Fonti (14.846) (11.517) (3.329) * Per la relativa composizione della voce si veda la tabella sottoesposta.
24 ** La voce “Altre Attività” è stata riesposta alla luce della modifica dell’Indebitamento finanziario netto che nel nuovo schema ESMA32-382-1138 del 4 marzo 2021 non prevede più l’inclusione dei crediti finanziari correnti. Il Capitale Investito Netto del Gruppo al 31 dicembre 2021, pari a Euro 14,8 milioni è costituito principalmente dall’Attivo Fisso Netto, pari a Euro 17,5 milioni, dal Capitale Circolante Netto negativo per Euro 2,7 milioni e dai Fondi rischi e oneri che accolgono principalmente i Fondi per i benefici per i dipendenti. Le Immobilizzazioni Materiali (che includono anche il RoU sulle locazioni in essere) pari a Euro 1,0 milioni (Euro 1,4 milioni al 31 dicembre 2020). Le Immobilizzazioni Immateriali pari a Euro 16,2 milioni (Euro 15,4 milioni al 31 dicembre 2020), sono principalmente costituite dall’avviamento relativo alle acquisizioni di Giglio Fashion, del Gruppo IBOX, di E-Commerce Outsourcing e di Salotto di Brera. La movimentazione, al netto degli ammortamenti del periodo, si riferisce a incrementi per costi di sviluppo capitalizzati sostenuti internamente per l’implementazione e l’integrazione delle piattaforme informatiche e al decremento di immobilizzazioni completamente ammortizzate relative al deconsolidamento della partecipazione Giglio TV. Per quanto riguarda l’acquisizione di Salotto di Brera S.r.l., avvenuta nel primo trimestre 2021, il maggior valore rilevato in sede di acquisizione è stato completamente allocato ad avviamento e la Purchase Price Allocation, ai sensi dell’IFRS3, è stata finalizzata nel corso del 2021. Le immobilizzazioni finanziarie pari a Euro 0,2 milioni sono riferibili principalmente ai depositi cauzionali versati relativamente ai contratti di affitto per gli immobili di Milano e Roma. L’indebitamento finanziario netto ammonta al 31 dicembre 2021 a 17.143 migliaia di Euro, con un incremento di 5.951 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2020. Come già evidenziato, il prospetto dell’indebitamento finanziario è stato modificato nel rispetto del richiamo di attenzione n. 5/21 emesso dalla Consob in data 29 aprile 2021, in merito agli orientamenti dell’ESMA in materia di obblighi di informativa che hanno cambiato, a partire dal 5 maggio 2021, i riferimenti presenti nella Comunicazione n. DEM/6064293 del 28-7-2006 in materia di posizione finanziaria netta. Il dettaglio dell’indebitamento finanziario netto è il seguente: (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione A Disponibilità Liquide 2.474 5.085 (2.611) B Mezzi equivalenti e disponibilità liquide - C Altre attività finanziarie correnti 2 2 (0) D Liquidità (A + B + C) 2.476 5.087 (2.611)
25 E Debito finanziario corrente (2.132) (1.745) (387) di cui con Parti Correlate (16) (493) 477 F Parte corrente del debito finanziario non corrente (3.784) (2.351) (1.432) G Indebitamento finanziario corrente (E + F) (5.916) (4.096) (1.819) H Indebitamento finanziario corrente netto (G - D) (3.439) 991 (4.430) I Debito finanziario non corrente (8.933) (7.879) (1.054) di cui con Parti Correlate (626) (417) (209) J Strumenti di debito (3.695) (4.304) 609 K Debiti commerciali e altri debiti non correnti (1.076) - (1.076) L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) (13.703) (12.183) (1.521) M Totale indebitamento finanziario (H + L) (17.143) (11.192) (5.951) L’indebitamento finanziario netto del Gruppo risulta negativo per Euro 17,1 milioni, evidenziando un peggioramento rispetto al 31 dicembre 2020 (Euro -11,2 milioni) pari a Euro 6 milioni. Nel dettaglio, la variazione dell’indebitamento è inoltre attribuibile ai seguenti fattori: E. Debito finanziario corrente: Il decremento è riconducibile alla riclassificazione dalle passività a breve alle passività a lungo dell’intero debito verso Merdiana Holding S.r.l. con scadenza nel 2023, prima rimborsabile mediante piano di ammortamento. F. Parte corrente dell’indebitamento non corrente: L’incremento è principalmente dovuto all’effetto delle moratorie che ha dato la possibilità alla società di sospendere i pagamenti delle rate in essere fino al 31 dicembre 2021. Tale voce risulta inoltre essersi incrementata per il mutuo detenuto da Salotto di Brera (quota capitale Euro 200 migliaia), società acquisita nel corso del I semestre e il nuovo mutuo di Euro 2.000 migliaia stipulato dalla società controllata eCommerce Outsourcing in data 31 agosto 2021. I. Debito finanziario non corrente: L’indebitamento finanziario non corrente presenta un peggioramento dovuto principalmente al nuovo mutuo stipulato nella seconda parte dell’anno da parte della società eCommerce Outsourcing e al finanziamento di Salotto di Brera S.r.l.. J. Strumenti di debito: L’indebitamento finanziario non corrente rileva, al 31 dicembre 2021, il prestito obbligazionario a lungo verso EBB S.r.l. K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti: Tale voce contiene la parte a lungo termine del debito derivante dall’ accordo transattivo raggiunto in data 07 marzo 2022 con Vertice Trescientos Sesenta Grados S.A. e Squirrel Capital S.L.U., che a seguito della nuova modifica introdotta dall’ESMA è stato rilevato tra l’indebitamento finanziario netto. Come precedentemente descritto, la Società ha ottenuto la possibilità di sospendere i pagamenti delle rate dei mutui in essere (c.d. moratoria) in base all’art 56 del DL 18/2020 (Cura Italia), rinnovato dall’art. 65 del cosiddetto Decreto Agosto DL 104/2020 e prorogato dall’art. 1 comma 248 della
26 Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020 n.178). A seguito dell’ultima proroga, i termini della sospensione accordati dagli Istituti di credito nel corso del mese di aprile 2020 e successivamente prorogati, sono slittati fino al 31 dicembre 2021. L’indebitamento finanziario netto rileva, al 31 dicembre 2021, tra le passività a lungo il debito finanziario relativo al prestito obbligazionario EBB S.r.l.. Il regolamento disciplinante i termini e le condizioni del Prestito Obbligazionario contiene anche taluni impegni e limitazioni a carico della Società, ivi inclusi impegni finanziari (c.d. financial covenants), il cui verificarsi potrebbe comportare la decadenza dal beneficio del termine e l’obbligo per la Società di rimborsare integralmente in via anticipata il Prestito Obbligazionario (c.d. eventi rilevanti). In data 26 luglio 2021 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle Date del test 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021. La Società si è attivata nel richiedere una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari per il 2022 inviando in data 17 marzo 2022 una nuova richiesta di deroga a EBB Export S.r.l. Analisi della Gestione Economica Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2021 Di seguito riportiamo i principali dati economici consolidati. Conto Economico Consolidato Riclassificato (valori in euro migliaia) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Ricavi 38.763 42.286 (3.523) Costi Operativi (34.414) (35.213) 799 VALORE AGGIUNTO 4.349 7.073 (2.724) VALORE AGGIUNTO% 11,2% 16,7% (5,5)% Costi del personale (5.403) (5.127) (276) EBITDA (1.054) 1.946 (3.000) EBITDA% (2,7)% 4,6% (7,3)% Ammortamenti e Svalutazioni (2.174) (4.288) 2.114 EBIT (3.228) (2.342) (886) Oneri finanziari netti (1.587) (22) (1.565) RISULTATO PRE-TAX (4.815) (2.364) (2.451) Imposte 191 (284) 475 RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE (4.623) (2.648) (1.975) RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE ALLA DISMISSIONE adjusted 0 0 0 RISULTATO DI PERIODO (4.623) (2.647) (1.976)
27 EBIT adjusted oneri non recurring (3.228) (2.342) (886) EBIT % (8,3)% (5,5)% (2,8)% RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE adjusted oneri non recurring (4.623) (2.648) (1.975) RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE adjusted oneri non recurring % (11,9)% (6,3)% (5,7)% RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring (4.623) (2.647) (1.976) RISULTATO DI PERIODO % (11,9)% (6,3)% (5,7)% I ricavi consolidati, pari ad Euro 38,8 milioni, sono in diminuzione per Euro 3,5 milioni (-8,3%) rispetto ai dati consolidati relativi allo stesso periodo dell’esercizio precedente (Euro 42,3 milioni). Tale decremento è da ricondursi a due effetti combinati: - Consolidamento di Salotto di Brera S.r.l. per Euro 8,6 milioni di ricavi nel settore B2B; - Mancati ricavi per Euro 10,4 milioni (con una marginalità pari a circa 25%) relativamente alle vendite di DPI realizzate nel 2020 attività non ripetitiva. Il totale dei costi operativi che si attesta a Euro 34,4 milioni (Euro 35,2 milioni dati consolidati al 31 dicembre 2020) sono in linea con l’esercizio precedente. I costi del personale di Euro 5,4 milioni presentano un leggero incremento di Euro 0,3 milioni rispetto all’esercizio precedente per l’effetto combinato dell’acquisizione di Salotto di Brera S.r.l. L’EBITDA ammonta ad Euro -1,0 milione (Euro +1,9 milioni dati consolidati al 31 dicembre 2020), è in peggioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente principalmente per il mancato introito divisione Giglio Salute per la fornitura di Dispositivi di Protezione Individuale. L’EBIT risulta negativo per Euro 3,2 milioni (Euro -2,3 milioni dati consolidati al 31 dicembre 2020 normalizzati dagli oneri non ricorrenti). Il Risultato netto risulta negativo per Euro 4,6 milioni (Euro -2,6 milioni dati consolidati relativi allo stesso periodo dell’esercizio precedente), ed è da ricondursi principalmente ad un peggioramento della gestione caratteristica. Si riporta inoltre che il risultato consolidato dell’anno precedente era influenzato positivamente da operazioni non ricorrenti quali la rinegoziazione dell’earn-out di eCommerce Outsourcing pari ad Euro 0,6 milioni (come previsto dai contratti firmati in data 24 luglio 2020) e gli utili su cambi relativi
28 al finanziamento in Dollari da parte della società Meridiana Holding S.r.l. (parte correlata) per Euro 0,4 milioni e da parte di Azo Asia Limited (parte correlata) per Euro 0,1 milioni Analisi della Gestione Patrimoniale e Finanziaria della capogruppo al 31 dicembre 2021 I principali valori patrimoniali e finanziari della capogruppo al 31 dicembre 2021, sono di seguito riportati: (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Immobilizzazioni immateriali 3.413 3.452 (39) Immobilizzazioni materiali 507 671 (164) Immobilizzazioni finanziarie 13.577 12.426 1.151 Totale attivo immobilizzato 17.497 16.549 948 Rimanenze 1.493 1.596 (103) Crediti commerciali 3.784 4.568 (784) Debiti commerciali (2.974) (4.498) 1.524 Capitale circolante operativo/commerciale 2.303 1.666 637 Altre attività e passività correnti (2.429) (2.193) (236) Capitale circolante netto (126) (527) 401 Fondi rischi ed oneri (276) (389) 113 Attività/passività fiscali differite 943 692 251 Totale Capitale investito netto 18.038 16.326 1.713 Patrimonio netto (235) (1.385) 1.150 Indebitamento finanziario netto (17.803) (14.941) (2.862) Totali Fonti (18.038) (16.326) (1.712) Il Capitale Investito Netto della capogruppo al 31 dicembre 2021, pari a Euro 18 milioni, è costituito principalmente dall’Attivo Fisso Netto, pari a Euro 17,5 milioni (in aumento di Euro 0,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2020), dal Capitale Circolante Netto negativo per Euro 0,1 milioni (Euro -0,5 milioni al 31 dicembre 2020) e dai Fondi rischi e oneri che accolgono principalmente i Fondi per i benefici per i dipendenti. Le Immobilizzazioni Materiali pari a Euro 0,5 milioni (Euro 0,7 milioni al 31 dicembre 2020), la voce si riferisce principalmente all’investimento in beni strumentali e ad attività per diritto d’uso. Le Immobilizzazioni Immateriali pari a Euro 3,4 milioni, si riferiscono principalmente all’avviamento relativo alle acquisizioni di Giglio Fashion per Euro 2,5 milioni e all’avviamento derivante dalla fusione per incorporazione di Ibox S.r.l. per Euro 0,7 milioni. Per maggiori dettagli si faccia riferimento al paragrafo 4 – Avviamento delle Note Illustrative al Bilancio Consolidato. Le immobilizzazioni finanziarie pari a Euro 13,6 milioni sono riferibili principalmente:
29 - per Euro 10,9 milioni alle partecipazioni nelle imprese controllate (tale valore aumenta principalmente a seguito della nuova partecipazione di controllo acquisita nel corso del 2021 in Salotto di Brera S.r.l. per Euro 1,1 milioni); - per Euro 2,5 milioni a crediti verso le controllate Ibox SA e Giglio USA; - per Euro 0,2 milioni a depositi cauzionali; - Analisi della Gestione Economica Finanziaria della capogruppo al 31 dicembre 2021 Di seguito riportiamo i principali dati economico-finanziario relativi al bilancio di esercizio di Giglio Group S.p.A: (valori in euro migliaia) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Ricavi 18.936 29.791 (10.855) Ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations 0 0 0 Ricavi 18.936 29.791 (10.855) Costi Operativi (18.857) (26.292) 7.435 VALORE AGGIUNTO 79 3.499 (3.420) VALORE AGGIUNTO% 0,4% 11,7% (11,3)% Costi del personale (2.049) (2.497) 448 EBITDA adjusted (1.970) 1.002 (2.972) EBITDA% (10,4)% 3,4% (13,8)% Oneri non recurrring 0 0 0 Ammortamenti e Svalutazioni (528) (9.630) 9.102 EBIT (2.498) (8.628) 6.130 Oneri finanziari netti (905) 242 (1.147) RISULTATO PRE-TAX (3.402) (8.386) 4.984 Imposte 279 (33) 312 RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE (3.123) (8.419) 5.296 RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE ALLA DISMISSIONE/DISMESSE 0 0 0 RISULTATO DI PERIODO (3.123) (8.419) 5.296 EBIT adjusted oneri non recurring (2.498) (8.628) 6.130 EBIT adjusted oneri non recurring % (13,2)% (29,0)% 15,8% RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE adjusted oneri non recurring (3.123) (8.419) 5.296 RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE adjusted oneri non recurring % (16,5)% (28,3)% 11,8% RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring (3.123) (8.419) 5.296 RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring % (16,5)% (28,3)% 11,8% I ricavi nel 2021 si attestano ad Euro 18,9 milioni in diminuzione rispetto all’esercizio precedente (Euro 10,8 milioni). Tale decremento è principalmente dovuto al mancato fatturato di DPI generato
30 dalla pandemia da Covid 19 nel 2020 per Euro 10,4 milioni. La linea è stata dismessa nel 2021 in quanto non più richiesta dal mercato. L’EBITDA è pari a Euro -1,9 milione (Euro 1 milioni normalizzato dagli oneri non ricorrenti nel 2020) come precedentemente commentato per i ricavi, il decremento è strettamente legato alla dismissione del settore healthcare. L’EBIT è negativo per Euro 2,5 milioni (Euro -8,6 milioni nel 2020) comprensivo della svalutazione della partecipazione IBOX SA di Euro 250 migliaia. Si riporta che l’EBIT al 31 dicembre 2020 di Euro -8,4 milioni includeva svalutazioni risultanti dai test di impairment per Euro -8,9 milioni. Il Risultato netto è negativo per Euro 3,1 milioni (Euro -8,4 milioni dati consolidati relativi allo stesso periodo dell’esercizio precedente) 4. Informativa di settore Il principio contabile IFRS 8 - Segmenti operativi richiede che siano fornite informazioni dettagliate per ogni segmento operativo, inteso come una componente di un’entità (i) che è in grado di intraprendere un’attività generatrice di ricavi e costi, (ii) i cui risultati operativi sono periodicamente rivisti dal top management ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare e della valutazione della performance e (iii) per la quale sono disponibili informazioni di bilancio distinte. Il Gruppo, segmentando le proprie attività con riferimento alla tipologia dei prodotti, dei processi produttivi e dei mercati di sbocco, ha identificato tre aree di affari (Business Unit): 1. E-commerce B2B 2. E-commerce B2C 3. Corporate. Le unità operative che rientrano nell’ambito delle suddette aree di affari sono le seguenti: 1. E-commerce B2B: Giglio Group Spa, Giglio USA, Salotto di Brera S.r.l. e Giglio Shanghai; 2. E-commerce B2C: IBOX, E-Commerce Outsourcing e Giglio Shanghai; 3. Corporate: comprende le attività centralizzate funzionali al Gruppo non allocabili alle unità di business e principalmente svolte dalla Giglio Group S.p.A.
31 I risultati dei settori individuati (già al netto delle elisioni intercompany) sono rappresentati nel seguito: (in Euro migliaia) E-commerce B2B E-commerce B2C Corporate Totale Ricavi 25.349 12.965 0 38.314 Altri proventi 11 132 4 147 Costi capitalizzati 302 302 Totale ricavi 25.361 13.399 4 38.763 EBITDA 1.680 462 (3.196) (1.054) EBIT 1.669 (1.423) (3.474) (3.228) EBT 1.645 (2.081) (4.379) (4.815) Risultato netto di esercizio 1.573 (2.097) (4.100) (4.623) Nel corso del 2020 come risposta al lockdown e all’emergenza Covid-19, il gruppo aveva diversificato immediatamente le strategie digitali convertendo parte delle proprie attività e-commerce a favore della distribuzione di dispositivi di protezione individuali, quali mascherine. Successivamente, nell’anno in corso tale attività è stata sospesa in quanto non più richiesta dal mercato. Il decremento nel settore B2B è da ricondursi principalmente al mancato fatturato della mascherine parzialmente compensato dai ricavi della società neo acquista nel 2021, Salotto di Brera S.r.l.. Contestualmente l’area digitale B2C chiude con ricavi totali di Euro 13,4 milioni, in linea con i ricavi dell’anno prima. Si forniscono, per confronto, i risultati dei settori al 31 dicembre 2020, sotto riportati: (in Euro migliaia) E-commerce B2B E-commerce B2C Corporate Totale Ricavi 28.457 13.314 0 41.772 Altri proventi 122 73 20 215 Costi capitalizzati 298 298 Totale ricavi 28.579 13.685 20 42.285 EBITDA 4.297 1.245 (3.595) 1.946 Ammortamenti e svalutazioni (1.724) (714) (1.850) (4.287) EBIT 2.573 531 (5.445) (2.341) EBT 2.487 358 (5.208) (2.363) Risultato netto di esercizio 2.489 105 (5.241) (2.647)
32 Il Gruppo non utilizza come driver di controllo interno una visione dei dati patrimoniali suddivisi per settore di attività e, conseguentemente, le attività e passività per settore non sono esposte nella presente relazione finanziaria. 5. Stagionalità del settore di attività I livelli di attività del Gruppo sono correlati alla stagionalità del business e si riflettono sui dati consolidati. Nello specifico, nel settore dell’e-commerce i volumi di vendita sono maggiormente concentrati rispettivamente nel primo, terzo e quarto trimestre in occasione dei saldi invernali ed estivi e delle festività natalizie, ancorché nel corso dell’esercizio influenzate dall’emergenza Covid 19. 6. Risorse umane Il Gruppo, al 31 dicembre 2021, impiega n. 97 dipendenti di cui n. 89 assunti in Italia, n. 6 assunti in Svizzera, n. 1 negli Stati Uniti e n. 1 assunto in Cina. La tabella sottostante mostra l’evoluzione dell’organico del Gruppo negli esercizi conclusi il 31 dicembre 2021 e 31 dicembre 2020. 31 DICEMBRE 2021 31 DICEMBRE 2020 Italia 89 Italia 74 Svizzera 6 (IBox) Svizzera 7 (IBox) U.S.A. 1 dipendente U.S.A. 1 dipendente Cina 1 dipendente Cina 1 dipendente Totale 97 dipendenti Totale 83 dipendenti I dipendenti assunti come tirocinanti/stagisti ammontano a 3 unità. Nel corso del 2021 sono state registrate 17 dimissioni e 22 assunzioni. Inoltre le società Salotto di Brera (acquisita nell’esercizio) e 7Hype (società con la quale è stato stipulato un contratto d’affitto di ramo d’azienda) hanno apportato ulteriori 9 dipendenti. 7. Investimenti Gli investimenti del Gruppo realizzati nel 2021, sono pari ad Euro 989 migliaia, sono riferiti alle attività materiali ed immateriali. Per quanto riguarda quest’ultime, nel corso dell’esercizio la controllata eCommerce Outsourcing ha sostenuto costi di sviluppo della piattaforma e-commerce che sono stati capitalizzati, a fronte di pipeline di brand in contrattazione. Da riportare, tra
33 l’incremento delle immobilizzazioni immateriali il RoU relativo alla contabilizzazione IFRS 16 del Contratto di Affitto di Ramo d’Azienda 7Hype per Euro 255 migliaia. 8. Ricerca e sviluppo nuovi prodotti I costi di ricerca e di sviluppo includono i costi di sviluppo sostenuti internamente per la creazione della piattaforma tecnologica di i-box. I costi sono capitalizzati solo quando è dimostrabile: - la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o la vendita; - l’intenzione di implementare l’attività immateriale per usarla o venderla; - la capacità di usare o vendere l’attività immateriale; - in quale modo l’attività immateriale genererà probabili benefici economici futuri. - la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie o di altro tipo, adeguate a completare lo sviluppo e per l’utilizzo o la vendita dell’attività immateriale; - la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo sviluppo; Nel corso del 2021 la controllata E-Commerce Outsourcing ha generato costi capitalizzabili in quanto soddisfano le sopracitate condizioni. Tali costi per un totale di Euro 0,6 milioni sono stati capitalizzati tra le immobilizzazioni immateriali. 9. Numero e valore azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti possedute dalla società La società non possiede azioni proprie né azioni della società controllante. 10. Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società nel periodo La società non ha acquistato o ceduto nel corso dell’esercizio azioni proprie né azioni della società controllante. 11. Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell’esercizio In data 12 gennaio 2021 Giglio Group S.p.A. ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisto della società Salotto Brera Duty Free s.r.l., azienda che opera a livello nazionale ed internazionale nella distribuzione e commercializzazione di prodotti del settore fashion e food. Stefania Mariani,
34 che deteneva la totalità del capitale sociale di Salotto Brera – Duty Free s.r.l., è entrata a far parte del team della divisione “Distribution” del Gruppo, apportando la sua competenza e la sua esperienza di oltre 20 anni nel settore della distribuzione internazionale dei prodotti fashion e food e del mondo del lusso. Il controvalore dell’operazione è stato convenuto in Euro 1.175.000 inclusivo di una PFN positiva di oltre 450.000 Euro, oltre ad un Earn Out del valore complessivo di Euro 200.000 che verrà determinato sulla base dell’EBITDA raggiunto dalla Società nel corso dei prossimi due esercizi. In data 23 febbraio 2021 E-Commerce Outsourcing S.r.l., controllata da Giglio Group S.p.A., ha sottoscritto un accordo con 7Hype S.r.l., finalizzato ad integrare un ramo d’azienda di 7Hype nella sua organizzazione aziendale. L’accordo consiste in un contratto di affitto di un ramo d’azienda di 7Hype avente ad oggetto la sola attività di marketing automation, della durata di 30 mesi. Al termine dell’affitto E-Commerce Outsourcing ha il diritto di acquistare il ramo d’azienda. 7Hype è la prima azienda italiana specializzata in attività di marketing automation ed opera a livello internazionale utilizzando i propri marchi “7Hype – Marketing Automation” e “Marketing Automation Accademy”. In data 3 marzo 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato un aggiornamento al proprio piano industriale 2021-2025. Con il nuovo piano industriale la società aggiorna le precedenti stime di vendita per gli esercizi futuri, considerando anche l’integrazione degli affari svolti dalla controllata ECO, dalla neo acquisita Salotto di Brera S.r.l. e dall’integrazione del ramo di azienda di 7Hype, le prospettive di business in Cina/Far East alla luce degli effetti della epidemia di Covid-19 e un maggiore peso attribuito alla Distribuzione di prodotto verso le piattaforme di e-commerce nel mondo e i nuovi servizi di connessione con i marketplace. Il Consiglio di Amministrazione della Società, tenutosi in data 10 maggio 2021, ha preso atto di quanto segue in reazione al bilancio chiuso al 31 dicembre 2020: •”La società si trova nella situazione di diminuzione oltre un terzo del capitale per perdite prevista dall’art. 2446, comma 1, c.c.. La norma richiede di procedere alla convocazione dell’assemblea per gli “opportuni provvedimenti” ma consente di non effettuare interventi immediati sul capitale volti a ripianare la perdita, che sono imposti, dal comma 2 del medesimo articolo, soltanto se la perdita non si riduca entro un terzo del capitale entro l’esercizio successivo.
35 • Tale ultimo termine, per le perdite maturate al 31 dicembre 2020 ammontanti ad Euro 8,4 milioni, è spostato al quinto esercizio successivo in forza di quanto previsto dall’art 6 del D.L.8 aprile 2020 n.23, (“decreto liquidità”, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020 n. 40 ) “disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale”, come modificato dalla L. 30 dicembre 2020 n.178, che consente alle società per azioni di sospendere temporaneamente alcune disposizioni in materia di riduzione del capitale per perdite (fra cui l’art 2446, comma 2)., spostando al quinto esercizio successivo l’obbligo di ripianare le perdite. • Il Consiglio ha portato a termine la parte residua dell’aumento di capitale già delegato dall’assemblea del 12 novembre 2020 pari ad Euro 2,2 milioni .” In data 8 giugno 2021 Giglio TV HK ha ceduto a Giglio S.p.a. la propria controllata Media 360 HK al valore di 100 HKD (Euro 11). In data 21 giugno 2021 l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria degli azionisti di Giglio Group S.p.A. si è riunita sotto la presidenza di Alessandro Giglio, alla presenza del notaio Marcello Giuliano. L’Assemblea Ordinaria degli Azionisti ha approvato il Bilancio d’Esercizio al 31 dicembre 2020, nei termini proposti dal Consiglio di Amministrazione. Il bilancio di esercizio civilistico evidenziava una perdita pari ad Euro 8.419.120 che, tenuto conto delle riserve esistenti, aveva prodotto una riduzione del capitale sociale superiore al terzo e quindi rilevante ai sensi e per gli effetti dell’art. 2446, comma 1 c.c.; l’Assemblea ha poi deliberato di riportare a nuovo la suddetta perdita e ha preso atto dell’intenzione del Consiglio di Amministrazione di procedere con l’esercizio della parte residua della delega ad aumentare il capitale sociale già conferita ex art. 2441 comma 4, c.c., dall’Assemblea in data 12 novembre 2020, mediante l’emissione di massime ulteriori 1.221.547 azioni entro il 30 giugno 2021. L’Assemblea degli Azionisti ha inoltre: • Nominato il Consiglio di Amministrazione, determinando in 5 il numero dei componenti e nominando quali nuovi amministratori: o Alessandro Giglio – Presidente del Consiglio di Amministrazione; o Anna Maria Lezzi – Consigliere; o Marco Riccardo Belloni – Consigliere o Francesco Gesualdi – Consigliere indipendente
36 o Sara Armella – Consigliere indipendente L’Assemblea ha fissato in tre esercizi il periodo di durata della carica degli amministratori e stabilito in complessivi Euro 450.000 annui il compenso dei componenti del Consiglio di Amministrazione. • Nominato due sindaci effettivi, Giorgio Mosci e Marco Andrea Centore, e un sindaco supplente, Gianluca Fantini. A causa della rinuncia alla candidatura di un sindaco effettivo e di un sindaco supplente, ai sensi dell’art. 2401 c.c., subentra quale sindaco effettivo il sindaco supplente Gianluca Fantini e la società si impegna a convocare tempestivamente una nuova Assemblea al fine di procedere all’integrazione del Collegio Sindacale. L’assemblea ha deliberato in Euro 38.000 il compenso annuo per il presidente del Collegio Sindacale ed in Euro 32.000 annui quello per i sindaci effettivi. • Autorizzato il Consiglio di Amministrazione all’acquisto di azioni proprie della Società. • Approvato l’adozione del piano di stock option denominato “Piano di Stock Option 2021 2028” • Attribuito al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 2443 c.c., per un periodo di cinque anni dalla data della delibera assembleare, la facoltà di aumentare il capitale sociale, a pagamento e in via scindibile per un importo massimo di Euro nominali 180.000 mediante emissione di massimi 900.000 azioni ordinarie al servizio esclusivo del piano di Stock Option denominato “Piano di Stock Option 2021 – 2028”. In data 28 giugno 2021 Giglio Group S.p.A. ha portato a termine l’operazione di collocamento di n. 1.221.547 azioni ordinarie di nuova emissione, ad un prezzo per azione pari ad 1,78 Euro, per un controvalore complessivo di Euro 2.174.353,66. Il valore dell’aumento di capitale è pertanto pari a Euro 244.309,40 in valore nominale, oltre ad Euro 1.930.044,26 di sovrapprezzo. Meridiana Holding S.r.l., azionista di maggioranza della Società (per maggiori dettagli sul rapporto di correlazione tra la Società e Meridiana Holding S.r.l. si rimanda alla nota 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate), ha sottoscritto n. 485.547 azioni, pari al 39,75% dell’aumento di capitale. La partecipazione all’operazione da parte di Meridiana Holding è da qualificarsi come operazione con parti correlate di minore rilevanza. Per quanto riguarda le operazioni di maggiore/minore rilevanza con parti correlate si rinvia al capitolo 2 del Documento Informativo redatto ai sensi dell’art. 5 del Regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, e disponibile sul meccanismo di stoccaggio autorizzato www.emarketstorage.it nonché sul sito internet della
37 società www.giglio.org sezione corporate governance/assemblee-degli-azionisti/assemblea 12 novembre 2020 unitamente al parere rilasciato dal Comitato Controllo e Rischi e Parti Correlate. In data 30 giugno 2021 si è completata la cessione a una società terza della controllata Giglio TV HK per il controvalore di 100 HKD (Euro 11) con contestuale deconsolidamento della partecipazione. In data 5 agosto 2021 la controllata eCommerce Outsourcing ha sottoscritto con Banca Progetto un finanziamento per Euro 2 milioni per supportare gli investimenti tecnologici. Tale finanziamento rimborsabile in 72 rate mensili a partire dal 31 marzo 2022 e terminanti il 31 agosto 2027, con un tasso d’interesse pari all’Euribor a un mese maggiorato di uno spread del 4,50%. In data 11 settembre 2021 il Consiglio di amministrazione ha approvato la relazione finanziaria intermedia al 30 giugno 2021 che mostrava un risultato negativo per Euro 1.976 migliaia in diminuzione rispetto al primo semestre 2020 in cui il risultato era positivo per Euro 34 migliaia, migliorato del 37% rispetto al primo semestre 2019 a pari perimetro di attività non legate ai ricavi straordinari sulla vendita dei dispositivi DPI COVID avvenuta nel 2020. In data 11 settembre 2021 la società ha raggiunto un accordo con Meridiana Holding S.r.l. tramite il quale il debito residuo relativo ai finanziamenti da essa erogato ripagabile in rate costanti la cui ultima scadente era 30 settembre 2022, è stato prorogato al 31 gennaio 2023 con pagamento in un’unica soluzione. In data 21 settembre 2021, l’Assemblea Ordinaria degli Azionisti della Società, a seguito della rinuncia alla candidatura di un Sindaco Effettivo e di un Sindaco Supplente comunicata da Giglio con comunicato stampa del 21 giugno 2021, ha deliberato la nomina di Lucia Tacchino in qualità di Sindaco effettivo e di Chiara Cosatti in qualità di Sindaco supplente ad integrazione del Collegio Sindacale. In data 11 novembre 2021 il Consiglio di Amministrazione riunitosi per approvare il resoconto intermedio al 30 di settembre 2021, ha deliberato in merito alla nomina di Alessandro Giglio come amministratore delegato in sostituzione di Marco Riccardo Belloni. Al CEO uscente è stato affidato
38 il coordinamento delle operazioni straordinarie del gruppo e il mantenimento delle cariche detenute nelle società controllate. In data 9 dicembre 2021, l’Assemblea Ordinaria degli Azionisti della Società prende atto dell’accordo consensuale di risoluzione tra la Società e EY S.p.A., da ricondursi ad una più ampia attività di riduzione di costi, e conferisce l’incarico di revisione legale per nove anni, con riferimento agli esercizi 2021-2029, a BDO Italia S.p.A.. 12. Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio In data 12 gennaio 2022, Giglio Group SpA (Ticket GG) società quotata sul mercato MTA-STAR di Borsa Italiana, dopo un anno di intenso lavoro e di importanti investimenti, ha aperto la nuova Business Unit “Giglio Meta” dedicata allo sviluppo di progetti Metaverso ed NFT. Nel 2021, secondo Chainalysis, il mercato mondiale degli NFT ha generato transazioni per 26,9 miliardi di dollari in criptovalute; con questa specializzazione il gruppo Giglio rappresenta oggi la prima realtà Italiana completamente strutturata sul mercato per questo segmento digitale futuristico forte dell’esperienza fatta in questi mesi di studio applicato già ai primi progetti in cantiere che a breve verranno annunciati. In data 26 gennaio 2022 il Consiglio di Amministrazione prende atto delle dimissioni ricevute in data 14 gennaio 2022 dal dottor Marco Riccardo Belloni e nomina per cooptazione Carlo Micchi quale nuovo amministratore della Società. In data 6 marzo 2022 la Società ha portato a termine un accordo relativo alla cessione del ramo d’azienda Incentive & Loyaly a Promotica S.p.A.. Il closing dell’operazione è avvenuto con il pagamento di un acconto di Euro 853 migliaia il 4 marzo 2022 da parte di Promotica S.p.A. sull’intero corrispettivo della cessione, pari a Euro 1.200 migliaia rettificato del Capitale Circolante Netto alla data di closing. Al 31 dicembre 2021 il Capitale Circolante Netto del ramo era negativo di Euro 197 migliaia, il che ha portato ad una determinazione preliminare del prezzo di cessione del ramo ammontante in Euro 1.003 migliaia, in tale valore, come da specifica clausola, dell’accordo, sono ricompresi i debiti per il TFR del personale del Ramo ceduto. Il residuo del prezzo, così come determinato dal Capitale
39 Circolante Netto del 31 dicembre 2021 dovrà essere regolato quanto segue: a) Euro 75 migliaia a 60 giorni dal closing; b) Euro 75 migliaia a 90 giorni dal closing. Entro il 20 maggio 2022 eCommerce Outsourcing S.r.l. dovrà inviare all’Acquirente una situazione contabile definitiva alla data del closing sulla base della quale verrà determinato l’aggiustamento di prezzo definito. Il contratto di cessione disciplina inoltre la facoltà da parte di Promotica S.p.A. di avvalersi di service amministrativi erogati dalla eCommerce Outsourcing S.r.l. per un periodo di 24 mesi dalla data del preliminare, 28 febbraio 2022, a fronte di un corrispettivo minimo garantito di Euro 200 migliaia per l’intera durata dell’accordo. Il ramo d’azienda Incentive e Loyalty, oggetto della cessione, ha registrato un fatturato nel 2020 (ultimo dato disponibile) pari a circa Euro 2,4 milioni e un EBITDA di Euro 282 mila (EBITDA Margin pari al 12% circa). L'operazione di cessione risulta in linea con l’obiettivo dichiarato dalla Società di concentrarsi sul core business legato all’E-commerce Full Outsurcing, alla digital traformation e ai nuovi servizi NFT e Metaverso. L’uscita del ramo Incentice & Loyaly agevolerà la migrazione al nuovo sistema contabile di gruppo anche da parte della società. Con riferimento ai nuovi servizi NFT e Metaverso, si riporta inoltre che il 7 Marzo 2022 è stata costituita la società "Meta Revolution S.r.l.", avente sede legale in Milano, in Piazza Generale Armando Diaz, 6. La Società ha come oggetto sociale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Il capitale sociale risulta essere di Euro 120 migliaia di cui il 51% sottoscritto e versato per Euro 0,15 migliaia il 4 marzo 2022, da eCommerce Outsourcing S.r.l. e il 49% sottoscritto da Blockchian Accelerator S.r.l. In data 7 marzo 2022 la Società davanti al Tribunale di Milano ha stipulato un verbale di conciliazione con Vertice Trescientos Sesenta Grados S.A. e Squirrel Capital S.L.U. in merito al debito residuo derivante dalla Closing Letter del 30 ottobre 2019 rimasto insoluto e oggetto di contestazione tra le parti. Tale accordo prevede un pagamento da parte della Società di Euro 3.000 migliaia, comprensivo di interessi, da corrispondersi in 15 rate mensili a partire da marzo 2022.
40 In data 28 marzo 2022 la società ha approvato un nuovo piano industriale 2022-2026, che sostituisce il piano industriale 2021-2025 e le assunzioni sottostanti. 13. Informativa ex art. 2428 comma 3 n. 6-bis c.c. La Controllante Giglio Group S.p.A., nel corso del 2019 ha emesso un prestito obbligazionario non convertibile per un importo di Euro 5 milioni in linea capitale, costituito da 50 obbligazioni al portatore aventi ciascuna valore nominale pari a Euro 100.000,00. L’emissione del Prestito Obbligazionario non convertibile è avvenuta nel contesto dell’operazione denominata “EBB Export Programme” finalizzata al reperimento da parte di selezionate Società di risorse finanziarie destinate al finanziamento e al supporto dei progetti di internazionalizzazione dei rispettivi core business. Le principali caratteristiche del prestito obbligazionario sono: − Importo nominale complessivo: pari ad Euro 5.000.000,00; − Sottoscrittori: il Prestito Obbligazionario è stato integralmente sottoscritto dalla SPV; − Quotazione: le Obbligazioni non saranno quotate su alcun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione; − Modalità di emissione: le Obbligazioni sono emesse in un’unica tranche; − Forma: le Obbligazioni sono titoli al portatore emessi in forma dematerializzata e accentrati presso Monte Titoli S.p.A.; − Prezzo di emissione: il prezzo di emissione è pari al 100% del valore nominale delle Obbligazioni; − Taglio minimo delle Obbligazioni: il taglio minimo di ciascuna Obbligazione è pari ad Euro 100.000,00; − Regime di circolazione: in caso di successiva circolazione, le Obbligazioni potranno essere trasferite esclusivamente ad investitori qualificati, come definiti all’articolo 100 del D.Lgs n. 58/1998 e all’articolo 34-ter, primo comma, lettera b), del regolamento CONSOB n. 11971/1999, come successivamente modificati ed integrati; − Interessi: le Obbligazioni saranno fruttifere di interessi al tasso fisso nominale annuo lordo pari a 4,572% da liquidarsi con cedola semestrale posticipata fino alla scadenza del Prestito Obbligazionario (ovvero, se precedente, fino alla data in cui le Obbligazioni siano state integralmente rimborsate). − Durata e Scadenza legale: le Obbligazioni hanno una durata legale di 8 anni e 6 mesi e la data di scadenza sarà l'ultima data di pagamento interessi dell’anno 2027;
41 − Rimborso: fatte salve le ipotesi di rimborso anticipato ad opzione della Società ovvero, al verificarsi di taluni eventi previsti nel regolamento del Prestito Obbligazionario, ad opzione degli obbligazionisti, le Obbligazioni saranno rimborsate alla pari e, dunque, al 100% del valore nominale, secondo il piano di ammortamento previsto dal regolamento, in 13 rate semestrali di capitale, con un periodo di pre-ammortamento di durata pari a 2 anni; − Agente dei pagamenti e agente per il pagamento sulle Obbligazioni nonché banca agente: le funzioni di agente dei pagamenti saranno svolte da Securitisation Services S.p.A. e le funzioni di agente per il pagamento nonché banca agente saranno svolte da Banca Finanziaria Internazionale S.p.A.; − Regime fiscale: le Obbligazioni saranno assoggettate al regime fiscale di cui al D.Lgs. 1 aprile 1996 n. 239, così come successivamente modificato e integrato; − Legge applicabile: l’emissione delle Obbligazioni ed i rapporti derivanti dalle stesse saranno disciplinati unicamente dalle leggi della Repubblica Italiana ed ogni controversia ivi nascente sarà dedotta in via esclusiva alla giurisdizione italiana, e deferita alla competenza in via esclusiva del foro di Milano. Sono, inoltre, state previste quali forme di supporto del credito: (i) il rilascio da parte di SACE S.p.A. di una garanzia autonoma e a prima richiesta a favore della SPV a garanzia dell’adempimento delle obbligazioni di pagamento a titolo di capitale e interessi della Società derivanti dal Prestito Obbligazionario emesso dalla stessa. In caso di mancato adempimento da parte della Società delle obbligazioni di pagamento a titolo di capitale e interessi derivanti dal Prestito Obbligazionario, la SPV potrà fare fronte al mancato incasso delle somme dovute escutendo la Garanzia SACE. La Garanzia SACE è da intendersi quale intervento di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive beneficiante della controgaranzia dello Stato italiano, nell’ambito di applicazione del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 123 (“Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c), della l. 15 marzo 1997, n. 59”); (ii) la costituzione da parte della Società a beneficio della SPV, di un pegno irregolare su una riserva di cassa (la “DSR”) di importo pari all’ammontare dovuto a titolo di interessi alla prima data di pagamento degli interessi a valere sul Prestito Obbligazionario: (a) al fine di consentire alla SPV di poter adempiere puntualmente ai suoi obblighi di pagamento nei confronti degli Investitori, in caso di mancato puntuale adempimento
42 da parte della Società delle obbligazioni di pagamento a titolo di interessi derivanti dal Prestito Obbligazionario e nelle more dell’escussione della relativa Garanzia SACE; nonché (b) al fine di coprire il c.d. negative carry in capo alla SPV in caso di pagamento di importi in linea capitale sul Prestito Obbligazionario in date diverse da quelle previste dal relativo regolamento. Il rilascio della Garanzia SACE e la costituzione del pegno irregolare sulla DSR non sono incorporati nei titoli rappresentativi del Prestito Obbligazionario e, pertanto, in caso di successiva circolazione, non circoleranno con i titoli. In linea con gli standard di mercato il regolamento disciplinante i termini e condizioni del Prestito Obbligazionario contiene, oltre agli elementi sopra descritti, anche (i) taluni impegni e limitazioni a carico della Società , ivi inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, impegni finanziari (c.d. financial covenants), informativi e industriali e (ii) meccanismi di tutela degli obbligazionisti a fronte del verificarsi di taluni eventi pregiudizievoli per le loro ragioni di credito il cui verificarsi comporterà la decadenza dal beneficio del termine e l’obbligo per la Società di rimborsare integralmente in via anticipata il Prestito Obbligazionario (c.d. eventi rilevanti). Tra gli impegni industriali emerge l’obbligo di finalizzazione del progetto di internazionalizzazione il cui contenuto viene allegato al regolamento del Prestito Obbligazionario. I financial covenants che dovranno essere rispettati durante la vita del Prestito Obbligazionario saranno due e più precisamente: a) un gearing ratio, e b) un leverage ratio, così come definiti nel regolamento del Prestito Obbligazionario. In particolare: (a) il leverage ratio non dovrà essere maggiore di: (i) 4,5 per l’anno 2019 e per l’anno 2020; e (ii) 3,5 a partire dall’anno 2021 e fino alla data di scadenza del Prestito Obbligazionario; e (b) il gearing ratio non dovrà essere maggiore di 2 per l’intera durata del Prestito Obbligazionario. In data 26 luglio 2021 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A. di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle date del test 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021. La Società si è attivata per richiedere una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle Date di test 30.06.2022 e 31.12.2022. Sul punto si segnala che, a maggior cautela, Meridiana Holding si è impegnata a garantire la società nell’improbabile ipotesi in cui il waiver non venisse rilasciato. 14. Evoluzione prevedibile della gestione
43 La permanenza dei rischi e dell’incertezza legati alla pandemia Covid-19 ed al conflitto in Ucraina richiede necessariamente ulteriore prudenza nell’affrontare il prossimo futuro. In tale contesto, l’e- commerce potrebbe risultare agevolato dal rallentamento forzato del retail fisico ed il cambio culturale in atto possa ragionevolmente ipotizzare una crescita costante degli stores digitali, visibile anche nei primi mesi dell’anno in corso, non si può sottovalutare il fatto che il sistema economico si trovi ad affrontare un’incessante crisi dei consumi abbinato ad una riduzione degli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori. È quindi evidente che il beneficio dell’aumento delle vendite nei canali digitali non è sufficiente a supportare la decrescita degli altri canali e che quindi le aziende di prodotto si troveranno costrette ad accelerare processi di cambiamento, di semplificazione operativa e di forte digitalizzazione. In questo scenario la nostra divisione B2C – E-commerce Service Provider si trova inevitabilmente sotto pressione per le numerose richieste di aggiornamenti tecnologici richiesti dai nostri clienti al fine di incrementare le vendite ed il servizio ai clienti in modo più che proporzionale rispetto ad un’organica evoluzione di canale che si avrebbe avuta in un contesto normale. Questa situazione, che evidentemente mira a saturare la capacità produttiva del Gruppo ed obbliga ad un costante investimento per sostenere la crescita, implica anche una costante analisi sulla strategicità del proprio ruolo nei confronti dei brand partner (clienti) diventando sempre più un partner tecnico e di processo, oltre che un erogatore di servizio in outsourcing. La sfida dei prossimi mesi sarà quindi quella di rimanere sempre allineati con le richieste dei propri clienti dando ad essi sempre maggiore attenzione e di concentrarsi su nuovi progetti solo per costruire relazioni di lungo periodo ad elevato valore aggiunto sia per il cliente che per il Gruppo. In questo contesto si procederà a differenziare i settori per ridurre la propria dipendenza dal settore moda, concentrandosi dove l’azienda sta già operando, ovvero l’e- commerce per il retail, il design e home decor, l’healthcare ed il food. La divisione B2B, abilitatore per la commercializzazione di prodotti verso i marketplace e distribuzione internazionale, da una parte beneficia della crescita dei propri clienti marketplace che incrementano i propri volumi e la propria quota di mercato in modo rapido e costante, ma dall’altra parte è soggetta da una costante pressione sui prezzi che l’impoverimento dei consumatori porta a richiedere ai marketplace acquisti costanti solo in presenza di forti promozioni. Unitamente a tale contesto, i dazi applicati negli USA e in CINA per la merce di importazione comprimono ulteriormente la possibilità di crescita della divisione che dovrà operare in modo sempre più selettivo e sempre più strategico con i brand partner aumentando il numero di marketplace e di countries con cui operare ed integrando i processi al fine di incrementare le efficienze. Le aspettative per questa divisione sono quindi di
44 essere trainati dalla crescita dei propri clienti, seppur sempre più esigenti, investendo in sviluppo commerciale per considerare costantemente nuovi operatori e nuovi canali, oltre ad incrementare le categorie merceologiche in cui si opera oltre al settore fashion. Dalle analisi di vendite del primo trimestre 2022 emerge un sostanziale incremento della divisione B2B rispetto ai dati actual dello stesso periodo del 2021, nonostante una leggera flessione rispetto al budget 2022. Con riferimento alla divisione B2C il primo trimestre del 2022 registra una leggera flessione dei ricavi sia rispetto ai dati actual dell’anno precedente sia rispetto ai dati previsionali di budget. Le aspettative della Società per il 2022 non includono eventuali significativi impatti negativi derivanti dal conflitto militare in Ucraina né cambiamenti rilevanti nell’evoluzione dell’emergenza sanitaria e quindi ulteriori discontinuità e rallentamenti nelle attività economiche globali Continuità aziendale Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 del Gruppo è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività, sulla base delle valutazioni fatte dagli Amministratori, così come previsto dallo IAS 1, sulla capacità di continuare ad operare come un’entità in funzionamento, tenendo conto di tutte le informazioni a loro conoscenza sul futuro che è relativo, ma non limitato, ad almeno 12 mesi. Il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2021 ha chiuso con una perdita di Euro 4.623 migliaia, che ha condotto ad un patrimonio netto negativo pari a Euro 2.296 migliaia. In data 28 marzo 2022 il Consiglio di Amministrazione della Società Giglio S.p.A. ha approvato il Piano Industriale 2022 – 2026. Dal mese di novembre 2021 la società si è dotata di un nuovo management commerciale che ha completamente rivisto gli assetti commerciali e le concrete possibilità di sviluppo del business del Gruppo. Il nuovo Piano industriale considera un’accelerazione del GMV (Gross Merchandise Value) ad un tasso di crescita cumulativo di circa il 10% (CAGR), sia per crescita organica, in linea con le aspettative del mercato di riferimento (le vendite on line del fashion di lusso), sia per nuove acquisizioni di brand. Nell’arco del piano, l’obiettivo è un incremento lineare dei ricavi, con una redditività (rapporto Ebitda/Ricavi) sostenibile nel lungo termine, la cui incidenza risulta superiore al 10% nell’ultimo
45 anno di piano. L’obiettivo è ottenere un bilanciamento tra le attività B2B che includono sia la distribuzione ai marketplace digitali (vista in forte sviluppo come canale di smobilizzo di stock, sia l’attività della neoacquisita Salotto di Brera specializzata in forniture c.d. Travel Retail (vendite a bordo di navi crociera e a Duty Free shop di porti e aeroporti) e le attività B2C, con le avanzate soluzioni tecnologiche proposte dalla piattaforma di Terashop (di eCommerce Outsourcing) integrata e personalizzata anche per la clientela di Ibox SA, anche per categorie merceologiche diverse dal fashion, quali il design, l’elettronica, il DIY retail ed il food. Il Piano industriale prevede un miglioramento del profilo finanziario e patrimoniale, contando su una generazione di cassa operativa positiva, un controllo del capitale circolante a supporto delle vendite B2B, fabbisogni per investimenti riparametrati rispetto agli esercizi precedenti, dopo l’acquisizione delle competenze tecnologiche provenienti da ECO e gli investimenti interni effettuati nel corso del 2020 e 2021 sulle piattaforme. Gli amministratori hanno effettuato adeguate analisi di sensitività sulle principali ipotesi del piano. Si evidenzia che il budget 2022 utilizzato dagli Amministratori nella valutazione circa il rispetto del presupposto della continuità aziendale, prevede la generazione di un flusso di cassa positivo con indicatori economici ritornati in positivo. La formulazione di tale previsione include tuttavia alcune assunzioni, la cui eventuale realizzazione non completa (singolarmente e/o cumulativamente), porterebbe una conseguente riduzione del risultato del piano. Di seguito sono riportate le principali assunzioni, utilizzate dagli Amministratori, per la stima del flusso di cassa per l’esercizio 2022: - Crescita organica e commerciale del 3% sui Ricavi e del 10% sul GMV della divisione B2C che ha come caratteristica principale del proprio modello di business l’incasso immediato dagli utenti ed il pagamento differito della merce e dei servizi ai fornitori. Tale crescita, che impatterà sul EBITDA margin in maniera poco significativa è da ricondursi ad un effetto combinato derivante dalla cessione del ramo Incentive & Loyalty (il cui fatturato nel 2021 è di circa Euro 2,4 milioni e un EBITDA di circa 0,3 milioni) e all’acquisizione di due nuovi clienti all’anno; - Crescita commerciale del 20% dei Ricavi della divisione B2B che ha, invece, lo scopo di agevolare le vendite indirette on line da parte dei brand sulle più importanti piattaforme e- commerce a livello globale, offrendo ai brand una distribuzione addizionale alle reti fisiche. Tale crescita, che impatterà sul EBITDA margin del 4% è da ricondursi ad un effetto combinato derivante
46 dalla ripresa degli acquisti post-pandemia e dalla crescita prevista per il 2022 (+30%) della società neo-acquisita, Salotto di Brera S.r.l.. - Miglioramento dei processi e conseguente riduzione dei costi a seguito di un’attività di razionalizzazione del perimetro delle attività aziendali come ad esempio la rideterminazione degli affitti del ufficio a Roma e dell’ufficio a Rho e di altre attività di saving realizzati grazie a sinergie infragruppo (quali ad esempio riduzione costi legali, payroll, costi per consulenze e amministrative…) - Migliore gestione dei tempi medi d’incasso, dovuta contemporaneamente al potenziale ricorso al meccanismo di fattorizzazione pro-soluto del credito risultante dalle vendite ad alcuni grandi clienti attivi nel segmento B2B ed alla migliore gestione dell’affidamento commerciale da parte dei fornitori; In relazione alle assunzioni sopra riportate gli Amministratori evidenziano che: Il budget 2022 ed il piano 2023-2026 sono stati redatti avendo a riferimento azioni concrete e specifiche da intraprendersi nel corso dell’intero periodo di piano, tuttavia per sua natura intrinseca includono assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale legate alle usuali caratteristiche di un piano pluriennale, non potendo escludere che le azioni previste possano realizzarsi in tempi e con effetti diversi da quelli preventivati ma che allo stato attuale non prevedono comunque la mancata esecuzione del piano stesso: 1. Negoziazione con gli istituti bancari di credito a supporto del capitale circolante necessario per alimentare il business dell’e-commerce ed in particolare l’attività di distribuzione di prodotti fashion come dimostrato dall’attivazione di vari contratti di finanziamento sia nel semestre sia nel periodo immediatamente successivo, a tal fine si segnala che a inizio 2022 la controllata Salotto di Brera S.r.l. ha stipulato un contratto di Finanziamento di Euro 150 migliaia con Deutsche Bank ed ha in corso la formalizzazione di un secondo contratto per Euro 1.200 migliaia con Banca Progetto da deliberarsi a seguito del rilascio della garanzia da parte di SACE; 2. Il socio Meridiana Holding S.r.l. ha raggiunto un accordo con la Società tramite il quale il debito residuo relativo ai finanziamenti da essa erogato ripagabile in rate costanti, la cui ultima scadente il 30 settembre 2022, è stato spostato a pagamento in un’unica tranche scadente il 31 gennaio 2023. Ciò finalizzato a permettere all’azienda di completare il proprio percorso di
47 riorganizzazione posticipando al 31 gennaio 2023 i flussi di cassa di rimborso previsti da settembre 2021 a settembre 2022; 3. EBB Export S.r.l., sottoscrittore del prestito obbligazionario, ha concesso, in data 26 luglio 2021, il waiver alla misurazione dei covenant in occasione delle scadenze previste nel 2021 (i.e. 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021; La società si è attivata con EBB Export per richiedere una estensione del waiver alla data di test del 30 giugno e 31 dicembre 2022 ed ha una ragionevole aspettativa che tale sospensione venga concessa, avendola già ottenuta per i due passati esercizi. In data 28 marzo 2022 l’azionista di maggioranza, Meridiana Holding S.r.l., ha sottoscritto una lettera di Garanzia per un importo pari a Euro 500 migliaia attivabile unicamente in caso di richiesta anticipata del Bond da parte di EBB, con un periodo di validità fino al 31 dicembre 2022 e con clausola di decadenza nel momento in cui EBB dovesse aderire alla richiesta di waiver per le prossime scadenze 30 giugno 2022 e 31 dicembre 2022; 4. Stipula mediante la controllata Salotto di Brera S.r.l. in data 14 febbraio 2022 di un accordo di Finanziamento per un importo complessivo di Euro 300 migliaia (di cui Euro 75 migliaia a fondo perduto) con SIMEST nel ambito del programma “Sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri (E-commerce)” a valere su risorse PNRR allocate al Fondo 394/81; 5. Esecuzione di un aumento di capitale sociale, come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2021, “Attualmente è ancora aperta una delega per aumenti in natura esercitabile per cinque anni dalla data della delibera che consente all’organo ammnistrativo di aumentare il capitale sociale per un importo massimo pari a Euro 366.133,70 (10% del capitale allora esistente) oltre al sovrapprezzo. A questa si dovrà pertanto affiancare una delega per aumenti semplificati fino al 10% del capitale oggi esistente ai sensi dell’art. 2441, ovvero anche di una ulteriore delega più ampia con procedura ordinaria”. Gli Amministratori, pur in presenza delle incertezze sopra descritte, si ritengono confidenti nel raggiungimento dei risultati previsti nel Piano e ritengono di poter confermare la sussistenza del presupposto della continuità aziendale per l’orizzonte temporale di almeno, ma non limitato a, dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio.
48 La valutazione è naturalmente frutto di un giudizio soggettivo che ha tenuto conto del grado di probabilità di avveramento degli eventi e delle incertezze sopra evidenziati. Da ultimo gli Amministratori, consapevoli dei limiti intrinseci della propria determinazione, garantiscono il mantenimento di un costante monitoraggio sull’evoluzione dei fattori presi in considerazione, così da poter assumere, laddove se ne verificassero i presupposti, i necessari accorgimenti nonché a provvedere, con analoga prontezza, ad assolvere agli obblighi di comunicazione al mercato. 15. Informazione e gestione sui principali rischi ed incertezze In questa parte della presente relazione, i sottoscritti intendono rendere conto dei rischi, intendendo per tali quegli eventi atti a produrre effetti negativi in ordine al perseguimento degli obiettivi aziendali, e che quindi ostacolano la creazione di valore. I rischi presi in esame sono analizzati distinguendo quelli finanziari da quelli non finanziari e ciò che li divide in base alla fonte di provenienza del rischio stesso. I rischi così classificati saranno ricondotti in due macro-categorie: rischi di fonte interna e rischi di fonte esterna, a seconda che siano insiti nelle caratteristiche e nell’articolazione dei processi interni di gestione aziendale ovvero derivino da circostanze esterne rispetto alla realtà aziendale. Rischi non finanziari Fra i rischi di fonte interna si segnalano: Efficacia/efficienza dei processi: i processi organizzativi sono in corso di perfezionamento soprattutto con riferimento al monitoraggio ed all’implementazione delle procedure aziendali interne. Delega: nel corso della crescita della nostra azienda sarà opportuno procedere ad una distribuzione dei compiti all’interno dell’organizzazione onde favorire i processi informativi e le efficienze interne; Risorse umane: la nostra attività richiede risorse con alte competenze: occorrerà procedere ad aggiornamenti continui delle forze lavoro onde adeguare i nostri reparti alle mutate esigenze del mercato. Fra i rischi di fonte esterna si segnalano: Mercato: sono costituiti dai normali rischi della nostra attività, fortemente legata agli andamenti della domanda del mercato stesso.
49 Normative: la società si è organizzata in modo tale da rispettare puntualmente la stringente normativa soprattutto quella del settore del commercio elettronico italiano ed estero che rappresenta un grado di complicazione significativo Eventi catastrofici: l’anno appena concluso è stato caratterizzato dall’epidemia COVID-19 che ha avuto un impatto considerevole nel corso dell’esercizio e allo stato attuale nonostante le contromisure già intraprese, risulta estremamente difficile fare previsioni attendibili sugli sviluppi futuri. Rischi informatici: la diffusione e l’uso crescente dell’identità digitale-SPID, della firma digitale e della posta elettronica certificata potrebbe comportare l’aumento dei rischi di furto dell’identità digitale nonché dell’utilizzo fraudolento di tali identità. Qualsiasi appropriazione indebita e/o utilizzo illecito di tali informazioni potrebbero determinare, tra le altre cose, una violazione, riconducibile all’Emittente e/o al Gruppo, della normativa sulla protezione di determinati dati, con possibili effetti negativi sulle attività e sulle prospettive dell’Emittente e/o del Gruppo nonché sulla situazione economica patrimoniale e finanziaria dell’Emittente e/o del Gruppo. Durante gli esercizi 2013-2019 e l’esercizio corrente non si sono verificati attacchi al sistema informatico né, per quanto a conoscenza della Società, fenomeni di appropriazione indebita di dati e/o di informazioni sensibili. Qualora il Gruppo non fosse in grado di adottare presidi tecnologici in grado di fronteggiare tali possibili rischi potrebbe essere chiamata a rispondere di danni economici e patrimoniali subiti da terzi con effetti pregiudizievoli sulla situazione economico, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Rischi finanziari Si attesta che nella scelta delle operazioni di finanziamento e di investimento la società ha adottato criteri di prudenza e di rischio limitato e che non sono state poste in essere operazioni di tipo speculativo. Al fine di monitorare i rischi finanziari attraverso un sistema di reporting integrato e consentire una pianificazione analitica delle attività̀ future, la Società sta implementando un sistema di controllo di gestione. La società, inoltre, non ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi legati all’approvvigionamento delle risorse finanziarie. Rischio di cambio
50 La Società predispone i propri dati finanziari in Euro e, in relazione al proprio business model, sostiene la maggior parte dei propri costi sempre in Euro. Il business model adottato permette alla Società di ridurre al minimo i rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di cambio. Al 31 dicembre 2021 la Società ha in essere un debito pari a USD 707 migliaia verso Meridiana Holding S.r.l., società interamente controllata dall’azionista di maggioranza Meridiana Holding S.r.l. (parte correlata), erogato alla capogruppo Giglio Group S.p.A., finalizzato a far fronte agli impegni finanziari del Gruppo e che verrà rimborsato nel 2023. Rischio di Credito Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle sue attività operative (soprattutto per crediti commerciali e note di credito) e dalle sue attività di finanziamento, compresi i depositi presso banche e istituti finanziari. I tempi di pagamento da parte dei maggiori clienti che dettano le condizioni determina la necessità per il gruppo di finanziare il capitale circolante principalmente attraverso l’indebitamento bancario soprattutto per linee autoliquidanti. In particolare, la necessità di finanziare il capitale circolante comporta per il gruppo differenti tipologie di oneri, quali, principalmente interessi passivi per finanziamenti. Rischio di Liquidità Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che le risorse finanziarie disponibili possano essere insufficienti a coprire le obbligazioni a scadenza. La società gestisce il rischio di liquidità cercando di mantenere un costante equilibrio tra fonti finanziarie, derivanti dalla gestione corrente, e dal ricorso a mezzi finanziari da Istituti di Credito, e impieghi di risorse. I flussi di cassa, le necessità finanziarie e la liquidità sono monitorati costantemente, con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse. Al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, nel caso in cui i flussi di cassa generati dall’ordinaria gestione non si rendessero sufficienti, ovvero in caso di uno sfasamento temporale tra gli stessi, la società ha la possibilità di porre in essere operazioni volte al reperimento di risorse finanziarie, tramite, ad esempio, anticipazioni bancarie su crediti e finanziamenti bancari. 16. Raccordo tra Risultato Netto d’esercizio e Patrimonio Netto del Gruppo
51 La seguente tabella mostra la riconciliazione tra il patrimonio netto e il risultato d’esercizio della capogruppo ed il patrimonio netto ed il risultato consolidati al 31 dicembre 2021 e 31 dicembre 2020: (valori in euro migliaia) Patrimonio Netto 31.12.2021 Risultato 31.12.2021 Patrimonio Netto 31.12.2020 Risultato 31.12.2020 Risultato d’esercizio e patrimonio netto di Giglio Group S.p.A. 235 (3.123) 1.385 (8.419) Risultato delle società controllate e differenza tra il valore delle partecipazioni e la quota di spettanza del patrimonio netto (2.531) (1.500) (1.060) 5.772 Totale risultato e patrimonio netto di gruppo (2.296) (4.623) 325 (2.647) Per maggiori dettagli sulla movimentazione del Patrimonio Netto si rimanda alla tabella negli schemi di bilancio ed alla Nota 12. 17. Rapporti con parti correlate Conformemente a quanto previsto dal Regolamento Consob in materia di parti correlate, adottato con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, la Società Giglio Group S.p.A. ha adottato una Procedura per le Operazioni con Parti Correlate (“Procedura OPC”) consultabile sul sito internet www.giglio.org, alla sezione Corporate Governance/Sistema e regole di Governance/Procedura parti correlate. La Società aggiorna costantemente le disposizioni contenute nella Procedura OPC, affinché rimangano coerenti con la normativa di volta in volta in vigore, e mantiene aggiornato il Registro delle Operazioni con Parti Correlate, sul quale vengono iscritte le parti correlate puntualmente individuate, nonché rimosse le eventuali cessate. 18. Andamento del titolo Di seguito viene riportato l’andamento di mercato del titolo Giglio Group S.p.A. nonché i volumi scambiati nel corso del 2021:
52 La capitalizzazione di mercato alla data del 31 dicembre 2021 risultava pari a Euro 35,9 milioni mostrando dunque un valore ampiamente superiore all’entità del patrimonio netto contabile di competenza del Gruppo risultante dall’ultima situazione patrimoniale consolidata approvata. Alla medesima data le azioni in circolazione sono 21.969.022. Di seguito viene riportato l’andamento di mercato del titolo Giglio Group S.p.A. nonché i volumi scambiati nel corso del primo trimestre 2022: 19. Informazioni sul Governo societario e gli assetti proprietari Informativa ai sensi dell’art. 123-bis del D. lgs. N.58/1998 (T.U.F.) Il Consiglio di Amministrazione della Giglio Group S.p.A. in data 11 maggio 2021, ha approvato la relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari (“Relazione”), redatta anche ai sensi dell’art. 123-bis del T.U.F.. La Relazione contiene una descrizione del sistema di governo societario adottato da Giglio Group S.p.A. (la Società), riporta le informazioni sugli assetti proprietari e sull’adesione al Codice di Autodisciplina, le principali pratiche di governance della Società e le caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria.
53 Corporate Governance Per ogni informazione in tema di corporate governance si rinvia alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, redatta ai sensi dell’art. 123 bis del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società contestualmente alla Relazione sulla Gestione messa a disposizione dalla Società presso la sede legale della Società, nonché sul sito internet del Gruppo (www.giglio.org – sezione Corporate Governance). Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno Il sistema di controllo interno di Giglio Group S.p.A. è strutturato al fine di assicurare, attraverso un processo di identificazione e gestione dei principali rischi, il conseguimento degli obiettivi aziendali, contribuendo a realizzare l’efficienza ed efficacia nelle operazioni aziendali, l’affidabilità dell’informazione finanziaria e la conformità alle leggi e regolamenti vigenti. Per ogni informazione si rinvia alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, redatta ai sensi dell’art. 123 bis del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società contestualmente alla Relazione sulla Gestione messa a disposizione dalla Società presso la sede legale della Società, nonché sul sito internet del Gruppo (www.giglio.org – sezione Corporate Governance). 20. Altre informazioni Numero e valore azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti possedute dalla società La società non possiede azioni proprie né azioni della società controllante. Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società nell’esercizio La società non ha acquistato o ceduto nel corso dell’esercizio azioni proprie né azioni della società controllante. Azionisti rilevanti e principali dati relativi alle azioni dell’Emittente
54 Alla data di redazione del presente bilancio (Marzo 2022) i dati ufficiali indicano i seguenti azionisti rilevanti: - 55,66% delle azioni detenute da Meridiana Holding S.r.l. (società partecipata da Alessandro Giglio in misura pari al 99% e dalla signora Yue Zhao in misura pari al 1% del capitale sociale); Azioni detenute da Amministratori, Sindaci e Dirigenti con Responsabilità strategiche Per le informazioni relative alle Azioni detenute da Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche si rimanda alla Relazione sulla Remunerazione, redatta in conformità a quanto previsto dall’art. 123- ter del T.U.F., dall’art. 84-quater e dall’Allegato 3A, Schema 7-bis del Regolamento CONSOB n. 11971/1999 come successivamente modificato (il “Regolamento Emittenti”) e dell’art. 6 del Codice di Autodisciplina, consultabile sul sito internet della Società www.giglio.org, Sezione Corporate Governance. 21. Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021 di Giglio Group S.p.A. – Proposta di deliberazione Signori azionisti, Il Consiglio di Amministrazione della Società, in data 30 Marzo 2022 ha deliberato quanto segue. Il bilancio della capogruppo ha chiuso al 31 dicembre 2021 con una perdita di Euro 3.123 migliaia, che ha condotto ad un patrimonio netto pari a Euro 235 migliaia. La società si trova quindi nella situazione di diminuzione oltre un terzo del capitale per perdite prevista dall’art. 2446, comma 1, c.c.. La norma richiede di procedere alla convocazione dell’assemblea per gli “opportuni provvedimenti” ma consente di non effettuare interventi immediati sul capitale volti a ripianare la perdita, che sono imposti, dal comma 2 del medesimo articolo, soltanto se la perdita non superi un terzo del capitale, entro l’esercizio successivo. Tale ultimo termine, per le perdite maturate al 31.12.2021, è spostato al quinto esercizio successivo in forza di quanto previsto dal decreto Milleproroghe 2022 (D.L. 228/2021 convertito dalla legge n 15 del 25 febbraio 2022) che ha prolungato le disposizione introdotte dall’art 6 del D.L.8 aprile 2020 n.23, (“decreto liquidità”, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020 n. 40 ) “disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale”, come modificato dalla L. 30 dicembre 2020 n.178, che consente alle società per azioni di sospendere temporaneamente alcune disposizioni in materia di riduzione del capitale per perdite (fra cui l’art 2446, comma 2)., rinviando quindi al quinto esercizio successivo l’obbligo di ripianare le perdite
55 Milano, 30 Marzo 2022 Consiglio di Amministrazione Il Presidente
56 GIGLIO GROUP S.p.A. Sede in Milano, Piazza Diaz, 6 Milano Capitale sociale Euro 4.393.604 REA n. 1028989 Codice Fiscale 07396371002 Iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 07396371002
57 Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2021 PROSPETTI CONTABILI - Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata - Prospetto di conto economico e conto economico complessivo consolidati - Rendiconto finanziario consolidato - Prospetto dei movimenti di patrimonio netto consolidato - Note illustrative al bilancio consolidato
58 Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Attività non correnti Attività materiali (1) 318 404 Attività per diritto d'uso (2) 752 952 Attività immateriali (3) 2.877 3.058 Avviamento (4) 13.353 12.353 Partecipazioni (5) 8 8 Crediti (6) 231 663 Attività fiscali differite (7) 949 829 Totale attività non correnti 18.488 18.267 Attività correnti Rimanenze di magazzino (8) 2.238 1.754 Crediti commerciali (9) 9.928 9.951 Crediti finanziari (10) 2 2 Crediti d'imposta (11) 397 1.061 Altre attività (12) 1.848 2.310 Disponibilità liquide (13) 2.474 5.085 Totale attività correnti 16.887 20.163 Totale Attivo 35.375 38.430 Patrimonio Netto (14) Capitale sociale 4.394 4.149 Riserve 22.105 20.376 Riserva FTA 5 4 Risultati portati a nuovo (24.167) (21.542) Riserva cambio (10) (15) Utile (perdita) del periodo (4.623) (2.647) Totale Patrimonio Netto di Gruppo (2.296) 325 Patrimonio netto di terzi - - Totale Patrimonio Netto (2.296) 325 Passività non correnti Fondi per rischi e oneri (15) 73 155 Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) (16) 673 730 Passività fiscali differite (17) 192 387 Debiti finanziari (quota non corrente) (18) 8.933 12.183 Altre passività non correnti (19) 1.076 - Totale passività non correnti 10.947 13.455 Passività correnti Debiti commerciali (20) 10.931 13.591 Debiti finanziari (quota corrente) (18) 9.610 4.096 Debiti per imposte (21) 3.192 3.219 Altre passività (19) 2.992 3.744 Totale passività correnti 26.725 24.650 Totale Passività e Patrimonio Netto 35.375 38.430
59 Prospetto di Conto economico consolidato . Conto economico consolidato (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Ricavi totali (22) 38.242 41.291 Altri ricavi (22) 219 696 Costi capitalizzati (23) 302 298 Variazione delle rimanenze (29) (158) Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (24) (22.122) (22.384) Costi per servizi (25) (11.674) (12.334) Costi per godimento beni terzi (26) (180) (93) Costi operativi (33.976) (34.811) Salari e stipendi (27) (4.285) (3.978) Oneri sociali (27) (908) (931) TFR (27) (209) (217) Costo del personale (5.402) (5.126) Ammortamenti attività immateriali (28) (1.071) (1.048) Ammortamenti attività materiali (28) (456) (828) Svalutazioni (28) (647) (2.411) Ammortamenti e svalutazioni (2.174) (4.287) Altri costi operativi (29) (409) (244) Risultato operativo (3.227) (2.341) Proventi finanziari (30) 73 1.542 Oneri finanziari netti (30) (1.660) (1.564) Risultato prima delle imposte (4.814) (2.363) Imposte sul reddito (31) 191 (284) Risultato netto di esercizio delle attività destinate a continuare (4.623) (2.647) Di cui di terzi - - Risultato delle attività dest. a continuare per azione base e diluito (0,2104) (0,1276) Risultato netto per azione base e diluito (0,2098) (0,1269) Prospetto di conto economico complessivo Conto economico complessivo consolidato (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Risultato netto di esercizio (4.623) (2.647) Altre componenti di conto economico complessivo Altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte Riserva Cambi (5) (19) Totale altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte (5) (19) Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte Perdita Attuariale dei benefici a dipendenti (16) 20 36 Totale altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte 20 36 Risultato complessivo consolidato dell'esercizio (4.608) (2.631)
Prospetto di Patrimonio Netto Consolidato Descrizione (Valori in migliaia di euro) Capitale sociale Riserve Riserva FTA Riserve cambio Risultati portati a nuovo Utile (perdita) del periodo Totale SALDO AL 31 DICEMBRE 2019 3.661 16.240 4 4 (5.719) (15.796) (1.606) Rettifica PPA eCommerce Outsourcing (27) (27) SALDO AL 31 DICEMBRE 2019 riesposto* 3.661 16.240 4 4 (5.719) (15.823) (1.633) Aumento capitale sociale 488 488 Riserva sovrapprezzo 4.100 4.100 Risultato a nuovo (15.823) 15.823 - Riserva IAS 19 36 36 Effetti cambi (19) (19) Risultato di periodo Gruppo (2.647) (2.647) SALDO AL 31 DICEMBRE 2020 4.149 20.376 4 (15) (21.542) (2.647) 325 * La voce “Perdita del periodo” indicata nel saldo al 31 dicembre 2019 è stata riesposta alla luce della finalizzazione della “Purchase Price allocation” relativa all’acquisizione di E-Commerce Outsourcing. Descrizione (Valori in migliaia di euro) Capitale sociale Riserve Riserva FTA Riserve cambio Risultati portati a nuovo Utile (perdita) del periodo Totale SALDO AL 31 DICEMBRE 2020 4.149 20.376 4 (15) (21.542) (2.647) 325 Aumento capitale sociale 245 245 Riserva sovrapprezzo 1.717 1.717 versamento soci in c/capitale - - Risultato a nuovo - (2.647) 2.647 - Riserva IAS 19 20 20 Effetti cambi (5) (5) Deconsolidamento Giglio TV HK (8) 1 10 22 25 Risultato di periodo Gruppo (4.623) (4.623) SALDO AL 31 DICEMBRE 2021 4.394 22.105 5 (10) (24.167) (4.623) (2.296)
RENDICONTO FINANZIARIO Importi in migliaia di euro 31.12.2021 31.12.2020 Flussi finanziari derivanti dall'attività operativa Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate a continuare (4.623) (2.647) Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate alla dismissione / dismesse - - Rettifiche per: Ammortamenti di immobilizzazioni materiali (1) 134 162 Ammortamenti attività per diritto d'uso (2) 322 666 Ammortamenti di attività immateriali (3) 1.071 1.048 Variazione non monetaria dei fondi (15)/(16) (118) (50) Svalutazioni/(Rivalutazioni) (28) 647 2.411 Oneri/(Proventi) finanziari netti (30) 1.587 22 Imposte sul reddito (31) (191) 284 Variazioni di: Rimanenze (8) (932) 108 Crediti commerciali (9) (251) 2.229 Crediti imposta (11) 664 5.306 Crediti finanziari correnti (10) - 3.521 Altre attività (12) 391 (84) Passività fiscali differite (17) (196) 70 Debiti commerciali (20) (2.144) (7.032) Debiti d'imposta (21) 264 (1.173) Variazione Attività per diritto d'uso (2) (121) 285 Variazione debiti finanziari IFRS 16 (18) (52) (892) Altre passività correnti/non correnti (19) 832 (528) Variazione del capitale circolante netto (1.545) 1.810 Variazione dei fondi (15) - - Variazioni attività/passività destinate alla dismissione / dismesse - - Disponibilità liquide generate dall'attività operativa (2.716) 3.706 Interessi pagati (30) (468) (347) Imposte sul reddito pagate (31) - - Disponibilità liquide nette generate dall'attività operativa (3.184) 3.359 Flussi finanziari derivanti dall'attività di investimento Investimenti in immobilizzazioni materiali (1) (29) (184) Investimenti in immobilizzazioni immateriali (2) (865) (502) Acquisizione Salotto di Brera al netto della liquidità acquisita (1.582) - Variazione Altre immobilizzazioni (6);(7) (334) 126 Incremento partecipazioni (5) - (1) Variazioni perimetro consolidamento - - Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di investimento (2.810) (561) Flussi finanziari derivanti dall'attività di finanziamento Aumento di capitale 1.961 3.069 Variazioni di PN 40 15 Accensione nuovi finanziamenti (18) 2.000 8.450 Rimborsi finanziamenti (18) (636) (4.170) Variazione indebitamento finanziario (18) 19 (8.067) Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di finanziamento 3.384 (703) Incremento (decremento) netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (2.610) 2.095 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 1° gennaio 5.085 2.991 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31 dicembre 2.474 5.085
62 NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO INFORMAZIONI GENERALI A. Informazioni societarie La pubblicazione del bilancio consolidato di Giglio Group S.p.A. (la Società) per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 è stata autorizzata dal Consiglio d’Amministrazione in data 30 marzo 2022. Giglio Group è leader in Italia nella progettazione, realizzazione e gestione di piattaforme di e- commerce ad alto valore aggiunto per i mondi Fashion, Design, Lifestyle e, più recentemente, Food ed Healthcare. Ha sede a Milano e filiali a New York, Roma, Lugano e Genova. Grazie alla sua notevole esperienza specifica, Giglio Group accompagna le aziende clienti nella distribuzione dei propri prodotti online attraverso una piattaforma unica nel suo genere, partendo dall’implementazione di e-store monomarca realizzati e gestiti a 360°. Inoltre, integra l’attività con il placement dedicato sui principali marketplace del mondo garantendo la gestione online sia delle nuove collezioni che dello stock di rimanenze. L’unicità di un servizio online “a filiera completa” assicura così un sell through pari al 100%.La Capogruppo Giglio Group S.p.A., costituita ai sensi del diritto italiano come società per azioni e con sede sociale in Italia a Milano in Piazza Diaz, 6 (MN), è attualmente quotata sull’MTA – Segmento Star – di Borsa Italiana. Le attività della Società e delle sue controllate sono descritte nelle presenti note illustrative mentre nella relazione sulla gestione sono presentate le informazioni sulla struttura del Gruppo. Le informazioni sui rapporti del Gruppo con le altre parti correlate sono presentate nella Nota 35. B. Principi di redazione Il bilancio consolidato della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards (“EU-IFRS”) emessi dall’International Accounting Standard Board ed omologati dall’Unione Europea. Per EU-IFRS si intendono tutti gli ”International Financial Reporting Standards”, tutti gli ”International Accounting Standards” (IAS), tutte le interpretazioni dell’International Reporting Interpretations Committee’ (IFRIC), precedentemente denominate ‘Standing Interpretations Committee’ (SIC) che, alla data di approvazione dei Bilanci Consolidati, siano state oggetto di omologa da parte dell’Unione Europea secondo la procedura prevista dal Regolamento (CE) n. 1606/2002 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo del 19 luglio 2002. In particolare, si
63 rileva che gli EU-IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi presentati nel presente documento. Il bilancio consolidato è costituito dal conto economico, dal conto economico complessivo, dalla situazione patrimoniale-finanziaria, dal rendiconto finanziario e dal prospetto delle movimentazioni del patrimonio netto (tutti espressi in migliaia di Euro) e dalle presenti note al bilancio. Il bilancio consolidato è presentato in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato. L’Euro rappresenta la valuta funzionale e di presentazione per la Capogruppo ed è la valuta nella quale è condotta la maggior parte delle operazioni del Gruppo, ad esclusione delle attività relative alle controllate Giglio USA e delle attività della Giglio Shanghai, espresse in Yuan cinese. Il bilancio consolidato fornisce informazioni comparative riferite all’esercizio precedente. Nel proseguo sono descritti i principali principi contabili ed i criteri di valutazione applicati nella redazione del bilancio consolidato. I principi risultano conformi a quelli utilizzati per la predisposizione delle situazioni patrimoniali ed economiche di comparazione ad eccezione dei principi di nuova adozione per cui si rinvia al paragrafo “Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1 gennaio 2021”. Il bilancio consolidato è stato redatto in base al principio del costo storico e nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l’insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità del Gruppo di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi. In particolare, si segnala che la Giglio Group adotta i principi contabili internazionali a partire dall’esercizio 2015, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2014. C. Base di presentazione Il bilancio consolidato è composto dal Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria, dal Prospetto di Conto Economico, di Conto Economico Complessivo, dal Rendiconto finanziario, dal Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto e dalle corrispondenti Note illustrative. In particolare: - nello Stato patrimoniale sono esposte separatamente le attività e le passività correnti e non correnti; - nel Conto economico complessivo l’analisi dei costi è effettuata in base alla natura degli stessi;
64 - per il Rendiconto finanziario viene utilizzato il metodo indiretto. In particolare, le attività e passività nel bilancio del Gruppo sono classificate secondo il criterio corrente/non corrente. Un’attività è corrente quando: - si suppone che sia realizzata, oppure è posseduta per la vendita o il consumo, nel normale svolgimento del ciclo operativo; - è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla; - si suppone che sia realizzata entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio; o - è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti a meno che non sia vietato scambiarla o utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio. Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. Una passività è corrente quando: - è previsto che si estingua nel suo normale ciclo operativo; - è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla; - deve essere estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio; o - l’entità non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio Tutti i valori esposti nei prospetti contabili e nelle note illustrative, laddove non diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro. D. Valutazioni discrezionali e stime contabili significative anche alla luce degli impatti covid-19 La redazione del bilancio consolidato della Giglio Group S.p.A. richiede l’effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento: conseguentemente i risultati che verranno in seguito conseguiti potrebbero differire da tali stime. In particolare, le stime vengono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, ammortamenti, svalutazioni, benefici ai dipendenti, imposte ed altri accantonamenti a fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico. I principali dati oggetto di stima si riferiscono a:
65 - Identificazione delle Cash Generating Unit (CGU): In applicazione delle disposizioni dello “IAS 36 – Riduzione di valore delle attività”, l’avviamento iscritto nel Bilancio consolidato del Gruppo, in virtù di operazioni di aggregazione aziendale, è stato allocato a singole CGU o a gruppi di CGU, che si prevede beneficeranno dall’aggregazione. Una CGU rappresenta il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari largamente indipendenti. Nel processo di individuazione delle predette CGU, il management ha tenuto conto della natura specifica dell’attività e del business a cui essa appartiene, verificando che i flussi finanziari derivanti da un gruppo di attività fossero strettamente indipendenti e ampiamente autonomi da quelli derivanti da altre attività (o gruppi di attività). Le attività incluse in ogni CGU sono state individuate anche sulla base delle modalità attraverso le quali il management le gestisce e le monitora. - Valutazione dell’esistenza dei requisiti del controllo: Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l’esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti. L’esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell’investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti. Ai fini dell’assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell’ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata. Il Gruppo riesamina l’esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. - Fondo obsolescenza delle rimanenze di materie prime ed accessori e delle rimanenze di prodotti finiti: Poiché il Gruppo tratta prodotti soggetti agli andamenti del mercato e all’influenza della moda, le rimanenze di prodotti possono essere soggette a riduzioni di valore. In particolare, il fondo
66 obsolescenza rimanenze di prodotti finiti riflette pertanto la stima del management circa le perdite di valore attese sui prodotti delle diverse collezioni delle stagioni in giacenza, tenendo in considerazione la capacità di vendere gli stessi attraverso i diversi canali distributivi in cui opera il Gruppo. Indicativamente le assunzioni di svalutazione prevedono comunque percentuali di svalutazione crescenti con l’aumentare dell’anzianità dei prodotti acquistati (si ricorda che il gruppo tratta sia collezioni in season sia per off season distribuendole tra i digital retailers più importanti al mondo) in modo tale da riflettere da un lato la diminuzione dei prezzi di vendita e dall’altro la diminuzione della probabilità di vendita col passare del tempo. Alla base della determinazione di tale percentuale c’è sia un’analisi statistica del variare dell’anzianità del prodotto in giacenza che una valutazione di costanza nel tempo di utilizzo di percentuali. Nel caso venga notata una variazione nelle informazioni a disposizione le percentuali vengono rianalizzate ed eventualmente adeguate. - Svalutazione crediti: La Direzione valuta con attenzione, attraverso lo strumento dell’ageing list, sulla base del processo di recupero crediti e sulla base delle valutazioni fornite dalla Direzione Legale, lo stato dei propri crediti e dello scaduto ed effettua un’analisi della recuperabilità; anche queste stime, in quanto soggette ad un naturale grado di incertezza, potrebbero rilevarsi non corrette; La valutazione della recuperabilità dei crediti commerciali è effettuata sulla base del cosiddetto expected credit loss model. In particolare, le perdite attese sono determinate sulla base del prodotto tra: (i) l’esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (c.d. Exposure At Default o EAD); (ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (c.d. Probability of Default o PD); (iii) la stima, in termini percentuali, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (c.d. Loss Given Default o LGD) definita, sulla base delle esperienze pregresse (serie storiche della capacità di recupero) e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali, ecc.) - Pagamenti basati su azioni o opzioni: il costo lavoro include, coerentemente alla natura sostanziale di retribuzione che assume, il costo del piano di incentivazione con pagamento basato su azioni/opzioni. Il costo dell’incentivazione è determinato con riferimento al fair value degli strumenti attribuiti e alla previsione del numero di azioni/opzioni che saranno effettivamente assegnate; la quota di competenza dell’esercizio è determinata pro-rata temporis lungo il vesting period, ossia il periodo intercorrente tra la data
67 dell’attribuzione (cd. grant date) e la data di assegnazione. Il fair value delle azioni/opzioni sottostanti il piano di incentivazione è determinato alla grant date tenendo conto delle previsioni in merito al raggiungimento dei parametri di performance associati a condizioni di mercato e non è oggetto di rettifica negli esercizi successivi; quando l’ottenimento del beneficio è connesso anche a condizioni diverse da quelle di mercato, la stima relativa a tali condizioni è riflessa adeguando, lungo il vesting period, il numero di azioni che si prevede saranno effettivamente assegnate. Al termine del vesting period, nel caso in cui il piano non assegni azioni ai partecipanti per il mancato raggiungimento delle condizioni di performance, la quota del costo afferente le condizioni di mercato non è oggetto di reversal a conto economico. Si specifica che in data 21 giugno 2021 si è tenuta l’assemblea ordinaria e straordinaria della Società. L’Assemblea, in sede ordinaria, ha approvato il Piano di Stock Option 2021-2028 riservato agli amministratori esecutivi e/o dirigenti con responsabilità strategiche della Società o di società controllate che saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione in conformità a quanto previsto dal regolamento del piano di Stock Option. L’Assemblea straordinaria ha attribuito delega al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale di Giglio Group S.p.A., ai sensi dell'articolo 2439 comma 2 del Codice Civile, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, come previsto dall'articolo 2441, comma 8 e - per quanto occorrer possa - comma 5, del Codice Civile, per un importo massimo di Euro 180.000 in valore nominale, mediante emissione, anche in più tranche, di massime n. 900.000 azioni ordinarie prive del valore nominale, al servizio esclusivo del “Piano di Stock Option 2021 – 2028”. Le opzioni assegnate potranno essere esercitate nell’arco di un periodo di vesting triennale suddiviso in tre tranche (fino al 30% il primo anno, fino al 35% il secondo anno, fino al 35% il terzo anno) e matureranno solo qualora vengano raggiunti gli obiettivi (in termini di condizioni di performance) identificati nel piano stesso. Si rileva che gli obiettivi legati al 2021 non sono stati raggiunti e non si è reso necessario alcun accantonamento. Si rileva che gli obiettivi legati al 2021 non sono stati raggiunti e non si è reso necessario alcun accantonamento. - Benefici ai dipendenti, i cui valori sono determinati in base a stime attuariali; per le principali assunzioni attuariali si rinvia alla nota 16;
68 - Avviamento: la recuperabilità dell'Avviamento è testata annualmente e, se necessario, anche nel corso dell'anno. L'allocazione dell'avviamento alle CGU o gruppi di CGU e la determinazione del valore recuperabile di queste ultime comporta l'assunzione di stime che dipendono da valutazioni soggettive nonché da fattori che possono cambiare nel tempo con conseguenti effetti anche significativi rispetto alle valutazioni effettuate dagli Amministratori. Tali valutazioni sono state svolte a livello delle unità generatrici di flussi finanziari alle quali il valore degli avviamenti sono imputati, assumendo, quale valore recuperabile, il maggiore tra il fair value, qualora disponibile o determinabile ed il valore d'uso ricavabile dai piani pluriennali approvati dai Consigli di Amministrazione competenti. - Diritti immateriali: gli Amministratori non hanno identificato impairment indicator alla data di bilancio con riferimento al valore delle immobilizzazioni immateriali. Si rimanda al paragrafo di commento delle attività immateriali per maggiori dettagli. Si sottolinea al riguardo come le immobilizzazioni immateriali sono testate annualmente per svalutazioni durevoli quando ci sono indicazioni che il valore contabile potrebbe non essere recuperato. Quando vengono predisposti i calcoli del valore in uso, gli Amministratori devono stimare i flussi di cassa attesi dall'attività o dalle unità generatrici di flussi e scegliere un tasso di sconto adeguato in modo da calcolare il valore attuale di tali flussi di cassa. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell'esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando valutazioni e stime effettuate dagli Amministratori; - Attività per imposte differite che sono rilevate nella misura in cui sia probabile l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite fiscali potranno essere utilizzate. A tal riguardo, il management del Gruppo stima la probabile manifestazione temporale e l’ammontare dei futuri utili fiscalmente imponibili; - Aggregazioni di impresa e valutazione delle attività e passività acquisite: In caso di aggregazioni aziendali, il processo di allocazione del costo della transazione comporta stime ed assunzioni basate sul giudizio professionale della Direzione, e rende necessaria l’individuazione delle metodologie più appropriate per la valutazione delle attività acquisite e delle passività assunte. La complessità dei processi di stima è mitigata dall’utilizzo, ove necessario, della contabilizzazione provvisoria, come consentita dal principio contabile di riferimento. Per maggiori dettagli relativi all’acquisizione di Salotto di Brera S.r.l.si rimanda al paragrafo “Aggregazioni aziendali”.
69 - Passività potenziali: Il Gruppo accerta una passività a fronte di contenziosi e rischi derivanti da cause legali in corso quando ritiene probabile il verificarsi di un esborso finanziario e quando l’ammontare delle passività può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l’ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio. E. Informativa di settore Il principio contabile IFRS 8-Segmenti operativi richiede che siano fornite informazioni dettagliate per ogni segmento operativo, inteso come una componente di un’entità (i) che è in grado di intraprendere un’attività generatrice di ricavi e costi, (ii) i cui risultati operativi sono periodicamente rivisti dal top management ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare e della valutazione della performance e (iii) per la quale sono disponibili informazioni di bilancio distinte. Il Gruppo, segmentando le proprie attività con riferimento alla tipologia dei prodotti, dei processi produttivi e dei mercati di sbocco, ha identificato tre aree di affari (Business Unit): 1. E-commerce B2B 2. E-commerce B2C 3. Corporate. Le unità operative che rientrano nell’ambito delle suddette aree di affari sono le seguenti: 1. E-commerce B2B: Giglio Group Spa, Giglio USA, Salotto di Brera S.r.l.e Giglio Shanghai; 2. E-commerce B2C: IBOX, E-Commerce Outsourcing e Giglio Shanghai. 3. Corporate: comprende le attività centralizzate funzionali al Gruppo non allocabili alle unità di business e principalmente svolte dalla Giglio Group S.p.A. I risultati dei settori individuati (già al netto delle elisioni intercompany) sono rappresentati nel seguito: (in Euro migliaia) E-commerce B2B E-commerce B2C Corporate Totale Ricavi 25.349 12.965 0 38.314 Altri proventi 11 132 4 147 Costi capitalizzati 302 302 Totale ricavi 25.361 13.399 4 38.763 EBITDA 1.680 462 (3.196) (1.054) EBIT 1.669 (1.423) (3.474) (3.228) EBT 1.645 (2.081) (4.379) (4.815) Risultato netto di esercizio 1.573 (2.097) (4.100) (4.623)
70 Il Gruppo non utilizza come driver di controllo interno una visione dei dati patrimoniali suddivisi per settore di attività e, conseguentemente, le attività e passività per settore non sono esposte nella presente relazione finanziaria. F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari Obiettivi e criteri di gestione del rischio finanziario Le principali passività finanziarie del Gruppo comprendono i prestiti e i finanziamenti bancari, i prestiti da parti correlate, i debiti commerciali e i debiti diversi e le garanzie finanziarie. L’obiettivo principale di tali passività è di finanziare le attività operative del Gruppo. Il Gruppo ha crediti finanziari e altri crediti, commerciali e non commerciali, disponibilità liquide che si originano direttamente dall’attività operativa. Il Gruppo è esposto al rischio di mercato, al rischio di credito ed al rischio di liquidità. Il Management del Gruppo è deputato alla gestione di questi rischi. Il Consiglio d’Amministrazione rivede ed approva le politiche di gestione di ognuno dei rischi di seguito esposti. Si attesta che nella scelta delle operazioni di finanziamento e di investimento la società ha adottato criteri di prudenza e di rischio limitato e che non sono state poste in essere operazioni di tipo speculativo. I rischi finanziari sono monitorati attraverso un sistema di reporting integrato atto a consentire una pianificazione analitica delle attività future. La società, inoltre, non ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi legati all’approvvigionamento delle risorse finanziarie. Di seguito vengono commentati i diversi rischi finanziari cui è esposto Giglio Group. Rischio di mercato Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di cambio, il rischio di tasso e altri rischi di prezzo. Stante il business del gruppo, non si ravvedono esposizioni agli altri rischi di prezzo come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity.
71 Rischio di cambio La Società predispone i propri dati finanziari in Euro e, in relazione al proprio business model, sostiene la maggior parte dei propri costi sempre in Euro. Il business model adottato permette alla Società di ridurre al minimo i rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di cambio. Al 31 Dicembre 2021 la Società ha in essere un debito pari a circa USD 707 migliaia verso Meridiana Holding S.r.l., società interamente controllata da Meridiana Holding S.r.l.. Si rimanda al paragrafo 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate per i dettagli dell’operazione. Rischio di tasso di interesse Le oscillazioni dei tassi di interesse di mercato influiscono sul livello degli oneri finanziari netti e sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie. Il rischio di tasso d’interesse si può classificare in: - flow risk, che si riferisce alla variabilità degli importi di interessi attivi e passivi incassati e pagati a seguito dei movimenti nei livelli dei tassi di interesse di mercato; - price risk, relativo alla sensibilità del valore di mercato delle attività e passività alle variazioni del livello dei tassi di interesse (si riferisce ad attività o passività a tasso fisso). Giglio Group S.p.A. è principalmente esposta al flow risk, o rischio di flusso, cioè al rischio di conseguire a conto economico un aumento dei costi finanziari per effetto di una variazione sfavorevole dei tassi di interesse. La Società utilizza risorse finanziarie di terzi principalmente sotto forma di debito bancario regolato a tasso variabile. Variazioni nei tassi di interesse di mercato incidono solo sul costo dei finanziamenti e sul rendimento delle forme di impiego e quindi sul livello degli oneri e dei proventi finanziari della Società e non anche sul loro fair value. Gran parte della posizione debitoria onerosa è rappresentata da finanziamenti a tasso variabile. Il costo dell’indebitamento bancario è parametrato al tasso di mercato (generalmente euribor/libor di periodo o il tasso di riferimento sul mercato interbancario specifico della valuta in cui il finanziamento è denominato) di periodo più uno spread che dipende dalla tipologia di linea di credito utilizzata. Per maggiori dettagli si faccia riferimento alla Nota 18. Si riporta di seguito la tabella in merito all’analisi di sensitività del tasso di interesse sulle poste a tasso variabile.
72 (importi in €'000) Analisi di sensitività del rischio di tasso su poste a tasso variabile Sottostante Incremento/Riduzione dei tassi di interesse sottostanti Utile ante imposte 31 dicembre 2021 (17.574) +1% 176 31 dicembre 2021 (17.574) -1% (176) Rischio di credito Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle sue attività operative (soprattutto per crediti commerciali e note di credito) e dalle sue attività di finanziamento, compresi i depositi presso banche e istituti finanziari. I tempi di pagamento da parte dei maggiori clienti che dettano le condizioni determina la necessità per la società di finanziare il capitale circolante principalmente attraverso l’indebitamento bancario soprattutto per linee autoliquidanti. In particolare, la necessità di finanziare il capitale circolante comporta per la Società differenti tipologie di oneri, quali, principalmente interessi passivi per finanziamenti. Il rischio di mancato incasso viene gestito dal Gruppo Giglio attraverso una serie di politiche commerciali e procedure interne finalizzate, da un lato a ridurre il rischio espositivo nei confronti dei clienti, e dall’altro lato da monitorare l’andamento degli incassi in modo da intervenire tempestivamente con attività ed azioni correttive. Si riporta nel seguito l’ageing dei crediti commerciali al 31 dicembre 2021 comparato con il dato al 31 dicembre 2020: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 % > 120 gg 2.045 23,4 % 1.474 20,4 % 90<> 120 gg 144 1,6 % 582 8,1 % 60<> 90 gg 294 3,4 % 269 3,7 % 30<> 60 gg 869 10,0 % 323 4,5 % 0<> 30 gg 470 5,4 % 1.048 14,5 % Totale scaduto 3.823 0 3.695 51,1 % Non scaduto 4.905 56,2 % 3.536 48,9 %
73 Totale crediti lordi 8.728 100,0 % 7.231 100,0 % Fondo svalutazione crediti (1.563) (1.393) Inc. fondo su scaduto oltre 120 gg (76,4)% (94,5)% Totale 7.165 5.838 Applicando l’ECL, quale combinazione tra l’anzianità dei crediti e la rischiosità di ogni singolo creditore, nell’esercizio 2021, ad una maggiore anzianità dei crediti è abbinata ad una minore rischiosità degli stessi e ne consegue quindi una minore incidenza del fondo svalutazione crediti sui crediti scaduti oltre i 120 giorni. La seguente tabella mostra l’esposizione al rischio di credito del Gruppo per area geografica: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 % Europa 7.755 88,8 % 6.098 84,3 % Asia 26 0,3 % 190 2,6 % USA 941 10,8 % 915 12,7 % Resto del mondo 6 0,1 % 29 0,4 % Totale crediti lordi 8.728 100,0% 7.231 100,0 % Fondo svalutazione crediti (1.563) (1.393) Totale 7.165 5.838 Il fondo svalutazione crediti è stato determinato attraverso l’elaborazione di una specifica matrice di accantonamento. In particolare, il Gruppo, in funzione della varietà della sua clientela, ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating determinato in base all’esperienza storica della società. Ad ogni tipologia di rating è stata applicata una specifica percentuale di svalutazione in funzione della fascia di scaduto, come espresso nella seguente tabella: Rating > 90 gg 60<> 90 gg 30<> 60 gg 0<> 30 gg Non scaduto A (rischio basso) 4,4% 3,4% 2,4% 1,4% 0,2% B (rischio medio) 5,4% 4,4% 3,4% 2,4% 0,4% C (rischio alto) 6,4% 5,4% 4,4% 3,4% 0,6%
74 Le percentuali così indentificate sono poi aggiustate per tenere conto del tasso di recupero in caso di default (loss given default) o di specifiche considerazioni relative a clienti con situazioni di contenziosi. Rischio di Liquidità Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che le risorse finanziarie disponibili possano essere insufficienti a coprire le obbligazioni a scadenza. La società gestisce il rischio di liquidità cercando di mantenere un costante equilibrio tra fonti finanziarie, derivanti dalla gestione corrente, e dal ricorso a mezzi finanziari da Istituti di Credito, e impieghi di risorse. I flussi di cassa, le necessità finanziarie e la liquidità sono monitorati costantemente, con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse. Al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, nel caso in cui i flussi di cassa generati dall’ordinaria gestione non si rendessero sufficienti, ovvero in caso di uno sfasamento temporale tra gli stessi, la società ha la possibilità di porre in essere operazioni volte al reperimento di risorse finanziarie, tramite, ad esempio, anticipazioni bancarie su crediti e finanziamenti bancari. Al 31 dicembre 2021 si segnala la seguente situazione delle linee di credito accordate e i relativi utilizzi: Ente Linea di credito per anticipo fatture Italia e estere Utilizzato per fatture Italia Utilizzato per fatture estere Fido cassa Utilizzato Totale Utilizzato Banco BPM 1.050 91 654 20 - 745 Banca Popolare di Sondrio 190 111 40 - - 151 IFITALIA Factoring - BNL 5.950 1.797 - - 1.797 Unicredit 50 38 - Totale 7.190 202 2.491 70 38 2.693 Si rimanda inoltre alla tabella indicata al paragrafo 18. “Debiti finanziari correnti e non correnti” ed al paragrafo dell’Informativa ex art. 2428 comma 3 n. 6-bis c.c. per quanto riguarda il rispetto dei covenants.
75 Gestione del capitale Ai fini della gestione del capitale del Gruppo, si è definito che questo comprende il capitale sociale emesso, la riserva sovraprezzo azioni e tutte le altre riserve di capitale attribuibili agli azionisti della capogruppo. Alla chiusura dell’esercizio 2021, la società si trova nella situazione di diminuzione oltre un terzo del capitale per perdite prevista dall’art. 2446, comma 1, c.c.. La norma richiede di procedere alla convocazione dell’assemblea per gli “opportuni provvedimenti” ma consente di non effettuare interventi immediati sul capitale volti a ripianare la perdita, che sono imposti, dal comma 2 del medesimo articolo, soltanto se la perdita non superi un terzo del capitale, entro l’esercizio successivo. Tale ultimo termine, per le perdite maturate al 31.12.2021, è stato spostato al quinto esercizio successivo in forza di quanto previsto dal decreto Milleproroghe 2022 (D.L. 228/2021 trasformato dalla legge n 15 del 25 febbraio 2022) che ha prolungato le disposizioni introdotte dall’art 6 del D.L.8 aprile 2020 n.23, (“decreto liquidità”, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020 n. 40 ) “disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale”, come modificato dalla L. 30 dicembre 2020n.178, che consente alle società per azioni di sospendere temporaneamente alcune disposizioni in materia di riduzione del capitale per perdite (fra cui l’art 2446, comma 2)., spostando quindi al quinto esercizio successivo l’obbligo di ripianare le perdite. Per la gestione del capitale e dei rischi finanziari si rimanda a quanto descritto nel paragrafo 40. “Valutazione della continuità aziendale”. PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE Principi di consolidamento Il bilancio consolidato include il bilancio della Giglio Group S.p.A. e delle società controllate al 31 dicembre 2021. In particolare, una società viene considerata “controllata” quando il Gruppo ha il potere, direttamente o indirettamente, di determinarne le politiche finanziarie ed operative, al fine di ottenere benefici dalle sue attività. Il bilancio consolidato è predisposto sulla base dei prospetti contabili redatti dalle singole società in conformità agli IFRS. Specificatamente, il Gruppo controlla una partecipata se, e solo se, il Gruppo ha:
76 - il potere sull’entità oggetto di investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell’entità oggetto di investimento); - l’esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di investimento; - la capacità di esercitare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti. Generalmente, vi è la presunzione che la maggioranza dei diritti di voto comporti il controllo. A supporto di tale presunzione e quando il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto (o diritti simili), il Gruppo considera tutti i fatti e le circostanze rilevanti per stabilire se controlla l’entità oggetto di investimento, inclusi: - Accordi contrattuali con altri titolari di diritti di voto; - Diritti derivanti da accordi contrattuali; - Diritti di voto e diritti di voto potenziali del Gruppo. Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo. Il consolidamento di una controllata inizia quando il Gruppo ne ottiene il controllo e cessa quando il Gruppo perde il controllo stesso. Le attività, le passività, i ricavi ed i costi della controllata acquisita o ceduta nel corso dell’esercizio sono inclusi nel bilancio consolidato dalla data in cui il Gruppo ottiene il controllo fino alla data in cui il Gruppo non esercita più il controllo sulla società. Le variazioni nelle quote di partecipazione in una società controllata che non comportano la perdita di controllo sono contabilizzate a patrimonio netto. Se il Gruppo perde il controllo di una controllata, deve eliminare le relative attività (incluso l’avviamento), passività, le interessenze delle minoranze e le altre componenti di patrimonio netto, mentre l’eventuale utile o perdita è rilevato a conto economico. La quota di partecipazione eventualmente mantenuta deve essere rilevata al fair value. I prospetti contabili delle società controllate comprese nell’area di consolidamento sono consolidati con il metodo dell’integrazione globale, che prevede il recepimento integrale di tutte le voci del bilancio, prescindendo dalla percentuale di possesso azionario di Gruppo, nonché l’eliminazione delle operazioni infragruppo e degli utili non realizzati. Sono elisi i valori derivanti da rapporti intercorsi tra le entità consolidate, in particolare derivanti da crediti e debiti in essere alla fine del periodo, i costi e i ricavi nonché gli oneri e i proventi finanziari
77 e diversi iscritti nei conti economici delle stesse. Sono altrettanto elisi gli utili e le perdite realizzati tra le entità consolidate con le correlate rettifiche fiscali. Aggregazioni aziendali e avviamento Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell’acquisizione. Il costo di un’acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell’importo della partecipazione di minoranza nell’acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell’acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell’acquisita. In particolare, l’avviamento è iscritto solo per la parte riconducibile alla Capogruppo ed il valore delle partecipazioni di minoranza è determinato in proporzione alle quote di partecipazione detenute dai terzi nelle attività nette identificabili dell’acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell’esercizio e classificati tra le spese amministrative. Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. L’eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall’acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell’oggetto dello IFRS 9 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico. L’avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall’eccedenza dell’insieme del corrispettivo corrisposto e dell’importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l’insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico. Dopo la rilevazione iniziale, l’avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l’avviamento acquisito in un’aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo che si prevede
78 benefici delle sinergie dell’aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell’entità acquisita siano assegnate a tali unità. Se l’avviamento è stato allocato a un’unità generatrice di flussi finanziari e l’entità dismette parte delle attività di tale unità, l’avviamento associato all’attività dismessa è incluso nel valore contabile dell’attività quando si determina l’utile o la perdita della dismissione. L’avviamento associato con l’attività dismessa è determinato sulla base de i valori relativi dell’attività dismessa e della parte mantenuta dell’unità generatrice di flussi finanziari. Qualora l’aggregazione aziendale fosse realizzata in più fasi, al momento dell’acquisizione del controllo le quote partecipative detenute precedentemente sono rimisurate al fair value e l’eventuale differenza (positiva o negativa) è rilevata a conto economico. In caso di acquisto di quote di minoranza, dopo l’ottenimento del controllo, il differenziale positivo tra costo di acquisizione e valore contabile delle quote di minoranza acquisite è portato a riduzione del patrimonio netto della Capogruppo. In caso di cessione di quote tali da non far perdere il controllo dell’entità, invece, la differenza tra prezzo incassato e valore contabile delle quote cedute viene rilevata direttamente a incremento del patrimonio netto, senza transitare per il conto economico. Area di consolidamento Informazioni sulle controllate: Il bilancio consolidato del Gruppo include: Perimetro di Consolidamento Giglio Group S.p.A. Italia Controllante E-Commerce Outsourcing Italia Controllata 100% Salotto di Brera Italia Controllata 100% Giglio USA USA Controllata 100% IBOX SA Svizzera Controllata 100% Giglio (Shanghai) Technology Company Limited Cina Controllata 100% Media 360 HK Limited HK Controllata 100% Società consolidate col metodo integrale: Giglio Group S.p.A. (capogruppo)
79 Sede legale in Milano, Piazza Diaz, 6 e sede operativa ed Amministrativa in Roma, Via dei Volsci, 163 – Capitale sociale sottoscritto e versato Euro 4.149.295. In particolare, la società opera nel campo del commercio elettronico. Dal 20 marzo 2018 la Società è quotata sul mercato MTA segmento STAR, con un flottante pari a circa il 43% e la compagine societaria è presente sul sito: www.giglio.org. E-Commerce Outsourcing S.r.l. Sede legale: Via Sesia 5, 20017 Rho (MI) Capitale sociale: Euro 37.500 La società è uno dei più importanti player nella fornitura in outsourcing di servizi di e-commerce. Salotto di Brera S.r.l. Sede legale: Piazza Diaz, 6 20123 MIlano Capitale sociale: Euro 25.000 La società è attiva nelle forniture B2B di moda, food e gioielleria per i negozi a bordo di navi da crociera e nei negozi duty free in porti ed aeroporti e le basi Nato. GIGLIO USA LLC Sede legale: One Wall Street, 6th Floor BURLINGTON, MA 01803 REPRESENTATIVE OFFICE 111 West 19th Street (6th Floor) 10011 New York, NY USA Capitale sociale Euro 18 migliaia, posseduto per il 100% da Giglio Group S.p.A. La Società ha lo scopo di sviluppare il modello di business della divisione Fashion sul mercato statunitense. IBOX SA Sede legale: Galleria 1 Via Cantonale, 6928 Manno, Svizzera Capitale sociale: CHF 1.882.000 La società è un e-commerce service provider impegnata nella gestione dei siti on line di grandi marchi della moda made in Italy. GIGLIO (Shanghai) TECNOLOGY LIMITED COMPANY Sede legale: Shanghai International Finance Center
80 Century Avenue 8 Room 874, Level 8, Tower II Shanghai, 200120 Capitale Sociale Euro 40 migliaia. La società detiene le piattaforme digitali cinesi, le licenze ICP che consentono di poter operare sul web in Cina e le autorizzazioni per le Trade Free Zone di Shenzen ed è la società del gruppo deputata ad effettuare le vendite per il mercato cinese e coreano e per altri mercati Far East che sono in corso di sviluppo. Media 360 HK Limited Sede legale: 603 Shung Kwong Comm. Bldg 8 Des Vouex Road West' Hong Kong Capitale sociale: HKD 100 La società, detenuta integralmente da Giglio TV HK Limited, è stata costituita in esecuzione dell’accordo per la cessione del comparto Media a Vertice 360. Per ulteriori dettagli relativi alla causa con Vertice 360 si rimanda alla nota 33. Impegni, garanzie e passività potenziali. Aggregazioni aziendali Fair value riconosciuto in sede di acquisizione Attività Immobili, impianti e macchinari (Nota 1) 21 Attività immateriali (Nota 3) 4 Attività fiscali differite (Nota 7) 1 Rimanenze (Nota 8) 447 Crediti commerciali (Nota 9) 273 Disponibilità liquide (Nota 13) 764 1.511 Passività Debiti commerciali e altri debiti (Nota 15) 1.135 Debiti finanziari (Nota 18) 184 Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) (Nota 16) 17 1.336 Totale attività nette identificabili al fair value 175 Avviamento derivante dall'acquisizione (Nota 4) 1.000 Corrispettivo dell'acquisizione 1.175
81 L’acquisizione della partecipazione in Salotto di Brera S.r.l. è stata contabilizzata ai sensi dell’IFRS 3, applicando il c.d. “purchase method”, attraverso la determinazione delle attività e delle passività acquisite al loro fair value. In particolare, in base a tale principio ai fini di una corretta contabilizzazione dell’operazione è necessario: - determinare il costo complessivo dell’acquisizione; - allocare, alla data di acquisizione, il costo dell’aggregazione aziendale alle attività acquisite e alle passività assunte, incluse quelle non rilevate precedentemente all’acquisito; - rilevare l’avviamento acquisito nell’aggregazione. Il valore complessivo dell’acquisizione di euro 1,7 milioni risulta non allocabile e pertanto iscritto completamente a Goodwill, inoltre, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 non si è proceduto alla valorizzazione dei due Earn Out in quanto le condizioni non sono state rispettate. L’avviamento di Euro 1 Milione comprende il valore delle sinergie attese derivanti dall’acquisizione di un portafoglio clienti attivo nei settori di riferimento e dall’ampliamento dell’attività del settore B2B anche al mercato del Duty Free. Corrispettivo dell'acquisizione Prezzo per l'acquisto delle quote di Salotto di Brera 1.175 Totale corrispettivo 1.175 Dalla data di acquisizione, Salotto di Brera S.r.l. ha contribuito ai ricavi del Gruppo per Euro 8,6 milioni e all’utile netto ante imposte del Gruppo per Euro 0,2 milioni. Traduzione dei bilanci espressi in valuta diversa da quella di presentazione Conversione delle poste in valuta Il bilancio consolidato è presentato in euro che è la valuta funzionale e di presentazione adottata dalla capogruppo. Ciascuna impresa del Gruppo definisce la propria valuta funzionale, che è utilizzata per misurare le voci comprese nei singoli bilanci. Il Gruppo utilizza il metodo del consolidamento diretto; l’utile o la perdita riclassificati a conto economico al momento della
82 cessione di una controllata estera rappresentano l’importo che emerge dall’utilizzo di questo metodo. Operazioni e saldi Le operazioni in valuta estera sono rilevate inizialmente nella valuta funzionale, applicando il tasso di cambio a pronti alla data dell’operazione. Le attività e passività monetarie, denominate in valuta estera, sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio alla data del bilancio. Le differenze di cambio realizzate o quelle derivanti dalla conversione di poste monetarie sono rilevate nel conto economico, con l’eccezione degli elementi monetari che costituiscono parte della copertura di un investimento netto in una gestione estera. Tali differenze sono rilevate nel conto economico complessivo fino alla cessione dell’investimento netto, e solo allora l’ammontare complessivo è riclassificato nel conto economico. Le imposte attribuibili alle differenze cambio sugli elementi monetari sono anch’essi essere rilevati nel prospetto di conto economico complessivo. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite ai tassi di cambio alla data di rilevazione iniziale della transazione. Le poste non monetarie iscritte al fair value in valuta estera sono convertite al tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. L’utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie sono trattati coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del fair value delle suddette poste (i.e. le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del fair value è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico). Società del Gruppo Alla data di bilancio, le attività e passività delle società del Gruppo sono convertite in euro al tasso di cambio di tale data, ricavi e costi di ogni prospetto di conto economico complessivo o conto economico separato presentato sono convertiti ai tassi di cambio alla data delle operazioni. Le differenze di cambio derivanti dalla conversione sono rilevate nel prospetto di conto economico complessivo. All’atto della dismissione di una gestione estera, la parte di conto economico complessivo riferita a tale gestione estera è iscritta nel conto economico. L’avviamento derivante dall’acquisizione di una gestione estera e le rettifiche al fair value dei valori contabili di attività e passività derivanti dall’acquisizione di quella gestione estera, sono
83 contabilizzati come attività e passività della gestione estera e quindi sono espressi nella valuta funzionale della gestione estera e convertiti al tasso di cambio di chiusura d’esercizio. Valutazione del fair value Il Gruppo non ha attualmente altri strumenti finanziari o attività e passività misurate al fair value. Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Una valutazione del fair value suppone che l’operazione di vendita dell’attività o di trasferimento della passività abbia luogo: ► nel mercato principale dell’attività o passività; oppure ► in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso per l’attività o passività. Il mercato principale o il mercato più vantaggioso devono essere accessibili per il Gruppo. Il fair value di un’attività o passività è valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell’attività o passività, presumendo che gli stessi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico. Una valutazione del fair value di un’attività non finanziaria considera la capacità di un operatore di mercato di generare benefici economici impiegando l’attività nel suo massimo e migliore utilizzo o vendendola a un altro operatore di mercato che la impiegherebbe nel suo massimo e miglior utilizzo. Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione che sono adatte alle circostanze e per le quali vi sono sufficienti dati disponibili per valutare il fair value, massimizzando l’utilizzo di input osservabili rilevanti e minimizzando l’uso di input non osservabili. Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta: ► Livello 1 - i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione; ► Livello 2 – Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la passività; ► Livello 3 – tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l’attività o per la passività. La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l’input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione.
84 Per le attività e passività rilevate nel bilancio al fair value su base ricorrente, il Gruppo determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull’input di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio. Criteri di valutazione Attività materiali Le immobilizzazioni materiali, iscrivibili in bilancio come attività se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad esse associati affluiranno all’impresa e se il loro costo può essere attendibilmente determinato, sono rilevate al costo storico e sono esposte in bilancio al netto del relativo fondo ammortamento e di eventuali perdite di valore. In particolare, il costo di un’immobilizzazione materiale, acquistata da terzi o costruita in economia, è comprensivo degli oneri di diretta attribuzione ed include tutti i costi necessari alla messa in funzione del bene per l’uso per il quale è stato acquisito. Il valore iniziale del bene viene incrementato del valore attuale degli eventuali costi di smantellamento e rimozione del bene o di ripristino del sito in cui il bene è dislocato, allorquando esista un’obbligazione legale od implicita in tal senso. A fronte dell’onere capitalizzato verrà quindi rilevata una passività a titolo di fondo rischi. Le spese di manutenzione e riparazione non vengono capitalizzate, ma rilevate nel conto economico dell’esercizio di competenza. I costi sostenuti successivamente all’iscrizione iniziale – migliorie, spese di ammodernamento o di ampliamento, ecc. – sono iscritti nell’attivo se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad essi associati affluiranno all’impresa e se si sostanziano in attività identificabili o se riguardano spese finalizzate ad estendere la vita utile dei beni a cui si riferiscono oppure ad aumentarne la capacità produttiva o anche a migliorare la qualità dei prodotti da essi ottenuti. Qualora invece tali spese siano assimilabili ai costi di manutenzione verranno imputate a conto economico nel momento del sostenimento. Le quote di ammortamento, imputate a conto economico, sono state calcolate secondo la durata economico- tecnica dei cespiti, sulla base del criterio della residua possibilità di utilizzazione Le aliquote stimate al fine di ammortizzare sistematicamente i cespiti sono le seguenti: impianti e macchinari: 15% attrezzatura: 15% Server: 12,5%
85 mobili e arredi: 15% Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un’indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore di carico ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività o le unità generatrici di flussi finanziari vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo, che coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita del bene ed il suo valore d’uso. Nel definire il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto ante imposte che rifletta la stima corrente di mercato del costo del denaro rapportato al tempo ed ai rischi specifici dell’attività. Per un’attività che non generi flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore di realizzo è determinato in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari cui tale attività appartiene. Leasing Il Gruppo valuta all’atto della sottoscrizione di un contratto se è, o contiene, un leasing. In altri termini, se il contratto conferisce il diritto di controllare l’uso di un bene identificato per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo. In quanto locatario il Gruppo adotta un unico modello di riconoscimento e misurazione per tutti i leasing, eccetto per i leasing di breve termine ed i leasing di beni di modico valore. Il Gruppo riconosce le passività relative ai pagamenti del leasing e l’attività per diritto d’uso che rappresenta il diritto ad utilizzare il bene sottostante il contratto. i) Attività per diritto d’uso Il Gruppo riconosce le attività per il diritto d'uso alla data di inizio del leasing (cioè la data in cui l'attività sottostante è disponibile per l'uso). Le attività per il diritto d'uso sono misurate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti e i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o prima dell'inizio al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti. Le attività per diritto d’uso sono ammortizzate in quote costanti dalla data di decorrenza alla fine della vita utile dell'attività consistente nel diritto di utilizzo o, se anteriore, al termine della durata del leasing, come segue: Immobili da 4 a 6 anni Veicoli da 3 a 5 anni
86 Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al locatario al termine della durata del leasing o se il costo dell'attività consistente nel diritto di utilizzo riflette il fatto che il locatario eserciterà l'opzione di acquisto, il locatario deve ammortizzare l'attività consistente nel diritto d’ uso dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante. ii) Passività legate al leasing Alla data di decorrenza del leasing, il Gruppo rileva le passività di leasing misurandole al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non ancora versati a tale data. I pagamenti dovuti includono i pagamenti fissi (compresi i pagamenti fissi nella sostanza) al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere, i pagamenti variabili di leasing che dipendono da un indice o un tasso, e gli importi che si prevede dovranno essere pagati a titolo di garanzie del valore residuo. I pagamenti del leasing includono anche il prezzo di esercizio di un'opzione di acquisto se si è ragionevolmente certi che tale opzione sarà esercitata dal Gruppo e i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell'esercizio da parte del Gruppo dell'opzione di risoluzione del leasing stesso. I pagamenti di leasing variabili che non dipendono da un indice o da un tasso vengono rilevati come costi nel periodo (salvo che non siano stati sostenuti per la produzione di rimanenze) in cui si verifica l'evento o la condizione che ha generato il pagamento. Nel calcolo del valore attuale dei pagamenti dovuti, il Gruppo usa il tasso di finanziamento marginale alla data di inizio se il tasso d’interesse implicito non è determinabile facilmente. Dopo la data di decorrenza, l’importo della passività del leasing si incrementa per tener conto degli interessi sulla passività del leasing e diminuisce per considerare i pagamenti effettuati. Inoltre, il valore contabile dei debiti per leasing è rideterminato nel caso di eventuali modifiche del leasing o per la revisione dei termini contrattuali per la modifica dei pagamenti; è rideterminato, altresì, in presenza di modifiche in merito alla valutazione dell’opzione dell’acquisto dell’attività sottostante o per variazioni dei pagamenti futuri che deriva da una modifica dell’indice o del tasso utilizzato per determinare tali pagamenti. Le passività per leasing del Gruppo sono incluse nella nota “Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2019”. iii) Leasing di breve durata e leasing di attività a modesto valore Il Gruppo applica l'esenzione per la rilevazione di leasing di breve durata relativi ai macchinari ed attrezzature (i.e., i leasing che hanno una durata di 12 mesi o inferiore dalla data di inizio e non contengono un'opzione di acquisto). Il Gruppo ha applicato inoltre l’esenzione per i leasing relativi
87 ad attività a modesto valore in riferimento ai contratti di leasing relativi ad apparecchiature per ufficio il cui valore è considerato basso. I canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di attività a modesto valore sono rilevati come costi in quote costanti lungo la durata leasing. Attività immateriali Le attività immateriali, capitalizzabili solo se trattasi di attività identificabili che genereranno futuri benefici economici, sono inizialmente iscritte in bilancio al costo di acquisto, maggiorato di eventuali oneri accessori e di quei costi diretti necessari a predisporre l’attività al suo utilizzo. Tuttavia, le attività acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono iscritte al valore equo alla data di acquisizione. Se il pagamento per l’acquisto dell’attività è differito oltre i normali termini di dilazione del credito, il suo costo è rappresentato dal prezzo per contanti equivalente: la differenza tra questo valore ed il pagamento complessivo viene rilevata come onere finanziario nel periodo di dilazione del pagamento. Le attività generate internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non possono essere rilevate come attività immateriali. L’attività di sviluppo si concretizza nella traduzione dei ritrovati della ricerca o di altre conoscenze in un programma ben definito per la produzione di nuovi prodotti o processi. Il costo di un’attività immateriale generata internamente comprende tutti i costi direttamente attribuibili necessari per creare, produrre e preparare l’attività affinché questa sia in grado di operare nel modo inteso dalla direzione aziendale. Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni immateriali sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammontari complessivi degli ammortamenti, calcolati a quote costanti sulla base della vita utile stimata dell’attività, e delle perdite per riduzione di valore accumulati. Tuttavia, se un’attività immateriale è caratterizzata da una vita utile indefinita non viene ammortizzata, ma sottoposta periodicamente ad un’analisi di congruità al fine di rilevare eventuali perdite di valore. L’ammortamento inizia quando l’attività è disponibile all’uso, ossia quando è nella posizione e nella condizione necessaria perché sia in grado di operare nella maniera intesa dalla direzione aziendale. Il valore contabile delle attività immateriali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore (c.d. impairment test) quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un’indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di
88 realizzo. Tale valore coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita dell’attività ed il suo valore d’uso. Gli utili o le perdite derivanti dall’eliminazione di un’attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio nell’esercizio in cui avviene l’eliminazione. Avviamento Le attività con vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte, con cadenza almeno annuale, alla verifica della recuperabilità del valore iscritto in bilancio (impairment test). Come precedentemente indicato, l’avviamento è sottoposto a impairment test annualmente o più frequentemente, in presenza di indicatori che possano far ritenere che lo stesso possa aver subito una riduzione di valore. L’impairment test, viene effettuato con riferimento a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari (“Cash Generating Units”, o “CGU”) alle quali è stato allocato l’avviamento e oggetto di monitoraggio da parte del management. L’eventuale riduzione di valore dell’avviamento viene rilevata nel caso in cui il valore recuperabile della CGU cui lo stesso è allocato risulti inferiore al relativo valore di iscrizione in bilancio. Per valore recuperabile si intende il maggiore tra il fair value della CGU, al netto degli oneri di dismissione, e il relativo valore in uso, intendendosi per quest’ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per le attività che compongono la CGU. Nel determinare il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell’attività. Nel caso in cui la riduzione di valore derivante dall’Impairment test sia superiore al valore dell’avviamento allocato alla CGU, l’eccedenza residua viene allocata alle attività incluse nella CGU in proporzione al loro valore di carico. Tale allocazione ha come limite minimo l’importo più alto tra: i. il fair value dell’attività al netto dei costi di dismissione; ii. il valore in uso, come sopra definito; iii. zero. Il valore originario dell’avviamento non può essere ripristinato qualora vengano meno le ragioni che ne hanno determinato la riduzione di valore. Attività immateriali e materiali a vita utile definita
89 Per le attività oggetto di ammortamento, a ciascuna data di riferimento del bilancio viene valutata l’eventuale presenza di indicatori, interni ed esterni, che facciano supporre una perdita di valore. Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore di libro a conto economico. Il valore recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi accessori di dismissione, e il relativo valore d’uso, intendendosi per quest’ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Nel determinare il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell’attività. Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato in relazione alla cash generating unit cui tale attività appartiene. Una perdita di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della relativa CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al suo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di CGU sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico che l’attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i relativi ammortamenti. Crediti e Attività Finanziarie I crediti commerciali e i titoli di debito emessi sono rilevati nel momento in cui vengono originati. Fatta eccezione per i crediti commerciali che non contengono una significativa componente di finanziamento, le attività finanziarie sono valutate inizialmente al fair value più o meno, nel caso di attività o passività finanziarie non valutate al FVTPL, i costi dell'operazione direttamente attribuibili all'acquisizione o all'emissione dell'attività finanziaria. Al momento della rilevazione iniziale, i crediti commerciali che non hanno una significativa componente di finanziamento sono valutati al loro prezzo dell'operazione. Al momento della rilevazione iniziale, un'attività finanziaria viene classificata in base alla sua valutazione: costo ammortizzato; fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (FVOCI) - titolo di debito; FVOCI – titolo di capitale; o al fair value rilevato
90 nell'utile/(perdita) dell’esercizio (FVTPL). Le attività finanziarie non sono riclassificate successivamente alla loro rilevazione iniziale, salvo che il Gruppo modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tal caso, tutte le attività finanziarie interessate sono riclassificate il primo giorno del primo esercizio successivo alla modifica del modello di business. La valutazione di “Finanziamenti e Crediti” è effettuata secondo il criterio del costo ammortizzato, rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo ossia applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Le perdite sono iscritte a conto economico al manifestarsi di perdite di valore o quando i finanziamenti e i crediti sono contabilmente eliminati. I crediti sono assoggettati ad impairment e quindi iscritti al valore di presumibile realizzo (fair value), mediante lo stanziamento di uno specifico fondo svalutazione portato a diretta detrazione del valore dell’attività. I crediti vengono svalutati quando esiste una indicazione oggettiva della probabile inesigibilità del credito ed in base all’esperienza storica e ai dati statistici (expected losses). Qualora nei periodi successivi vengano meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività viene ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall’applicazione del costo ammortizzato, se non fosse stata effettuata la svalutazione. Rimanenze Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore fra il costo, determinato facendo riferimento al metodo del FIFO, e il valore netto di realizzo. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita nel corso della normale gestione, al netto dei costi stimati di completamento e di quelli necessari per realizzare la vendita. Il metodo di valorizzazione è pertanto approssimabile a un FIFO e la differenza di valorizzazione tra il metodo utilizzato e il FIFO non è significativa. Disponibilità Liquide Comprendono denaro, depositi bancari o presso altri istituti di credito disponibili per operazioni correnti, conti correnti postali e altri valori equivalenti nonché investimenti con scadenza entro tre mesi dalla data di acquisto. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti sono iscritti al fair value che, normalmente, coincide con il valore nominale. Costi di transazione connessi all’emissione di strumenti di capitale
91 I costi di transazione connessi all’emissione di strumenti di capitale sono contabilizzati come una diminuzione (al netto di qualsiasi beneficio fiscale connesso) della Riserva sovrapprezzo azioni, generata dalla medesima operazione, nella misura in cui hanno natura di costi marginali direttamente attribuibili all’operazione di capitale che diversamente sarebbero stati evitati. I costi di un’operazione sul capitale che viene abbandonata sono rilevati a conto economico. I costi di quotazione non connessi all’emissione di nuove azioni sono rilevati a conto economico. Nel caso in cui la quotazione coinvolga sia la messa in vendita di azioni esistenti, sia l’emissione di nuove azioni, i costi direttamente attribuibili all’emissione di nuove azioni sono rilevati come una diminuzione della Riserva sovrapprezzo azioni, i costi direttamente attribuibili alla quotazione di azioni esistenti sono rilevati a conto economico. I costi riferibili ad entrambe le operazioni sono portati a riduzione della Riserva sovrapprezzo azioni in relazione al rapporto tra le azioni emesse e le azioni esistenti, il resto è rilevato a conto economico. Debiti e Altre Passività Finanziarie Le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al Fair Value, che sostanzialmente coincide con quanto incassato, al netto dei costi di transazione. Il management determina la classificazione delle passività finanziarie secondo i criteri definiti dall’IFRS 9 e ripresi dall’IFRS 7 al momento della loro prima iscrizione. Successivamente all’iscrizione iniziale, tali passività sono valutate al costo ammortizzato secondo quanto definito dal principio contabile IFRS 9. La valutazione delle “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” è effettuata al costo ammortizzato ossia rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo, applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Nel caso di strumenti con scadenza entro i dodici mesi è adottato il valore nominale come approssimazione del costo ammortizzato. I debiti commerciali e gli altri debiti, sono inizialmente iscritte al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso effettivo d’interesse. Se vi è un cambiamento stimabile nei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno di rendimento inizialmente determinato. Imposte
92 Il carico fiscale del Gruppo è dato dalle imposte correnti e dalle imposte differite. Qualora riferibili a componenti rilevate nei proventi e oneri riconosciuti a patrimonio netto all’interno delle altre componenti del conto economico complessivo, dette imposte sono iscritte con contropartita nella medesima voce. Le imposte correnti sono calcolate sulla base della normativa fiscale in vigore alla data del bilancio; eventuali rischi relativi a differenti interpretazioni di componenti positive o negative di reddito, così come i contenziosi in essere con le autorità fiscali, sono rilevati nelle imposte di conto economico con contropartita i fondi del passivo al fine di adeguare gli stanziamenti iscritti in bilancio. Le imposte differite sono calcolate sulla base delle differenze temporanee che si generano tra il valore contabile delle attività e delle passività e il loro valore ai fini fiscali, nonché sulle perdite fiscali. La valutazione delle attività e delle passività fiscali differite viene effettuata applicando l’aliquota che si prevede in vigore al momento in cui le differenze temporanee si riverseranno; tale previsione viene effettuata sulla base della normativa fiscale vigente o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del periodo. Le imposte differite attive, incluse quelle derivanti da perdite fiscali, vengono rilevate soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali sufficienti per il loro recupero. Benefici per i dipendenti I benefici per i dipendenti a breve termine, ossia dovuti entro dodici mesi dal termine dell’esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato la relativa attività lavorativa, sono contabilizzati come costo e come passività per un importo pari all’ammontare non attualizzato di quanto dovrà essere corrisposto al dipendente in cambio dell’attività lavorativa. I benefici a lungo termine invece, quali ad esempio retribuzioni da corrispondere oltre dodici mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui è stata prestata l’attività lavorativa, sono rilevati come passività per un importo pari al valore attuale dei benefici alla data di bilancio. I benefici dovuti successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, quali i benefici previdenziali o le assicurazioni sulla vita, si suddividono in piani a contribuzione definita o in piani a benefici definiti, a seconda della natura economica del piano. Infatti, nei piani a contribuzione definita, l’obbligazione legale o implicita dell’impresa è limitata all’ammontare dei contributi da versare: di conseguenza il rischio attuariale ed il rischio di investimento ricadono sul dipendente. Al contrario nei piani a benefici definiti l’obbligazione dell’impresa consiste nel concedere ed assicurare i benefici
93 concordati ai dipendenti: conseguentemente il rischio attuariale e di investimento ricadono sull’impresa. In base allo IAS 19, il Trattamento di fine rapporto è classificabile tra i piani a benefici definiti. Quando si è in presenza di un piano a contribuzione definita, l’impresa rileva contabilmente i contributi dovuti come passività e come costo. Qualora tali contributi non siano dovuti interamente entro dodici mesi dal termine dell’esercizio in cui i dipendenti hanno svolto il lavoro relativo, essi vengono attualizzati utilizzando il tasso di rendimento dei titoli di stato. La contabilizzazione di programmi a benefici definiti comporta invece le seguenti fasi: - effettuazione, con l’utilizzo di tecniche attuariali, di una stima realistica dell’ammontare dei benefici che i dipendenti hanno maturato in cambio del lavoro svolto nell’esercizio corrente e in quelli precedenti. Ciò richiede la determinazione di quale percentuale del beneficio è imputabile all’esercizio corrente e quale ai precedenti, nonché l’effettuazione di stime delle variabili demografiche – es. la rotazione dei dipendenti – e di quelle finanziarie – es. incrementi retributivi futuri – che influenzeranno il costo dei benefici; - attualizzazione di quei benefici utilizzando il metodo della proiezione del credito unitario previsto al fine di determinare il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti ed il costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti, utilizzando come tasso di sconto il rendimento dei titoli di stato; - determinazione del valore corrente di eventuali attività del programma; - determinazione dell’ammontare degli utili e delle perdite attuariali; - determinazione del profitto e della perdita risultante dall’eventuale modifica o dall’estinzione del programma. L’importo rilevato contabilmente come passività per benefici definiti è rappresentato dal valore attuale dell’obbligazione alla data di chiusura del bilancio di esercizio, al netto del valore corrente dei beni del programma, se esistenti. L’importo da rilevare come costo a conto economico è formato dai seguenti elementi: - il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti; - il costo degli interessi; - i profitti o le perdite attuariali; - il rendimento atteso dai beni del programma, se esistenti. Le indennità di fine rapporto sono rilevate come passività e costo quando l’impresa si è impegnata ad interrompere il rapporto di lavoro di un dipendente o di un gruppo di dipendenti prima del
94 normale pensionamento oppure si è impegnata ad erogare compensi di fine rapporto a seguito di una proposta per incentivare dimissioni volontarie per esuberi. Fondi per rischi e oneri Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri sono rilevati quando, alla data di riferimento, in presenza di un’obbligazione legale o implicita nei confronti di terzi, derivante da un evento passato, è probabile che per soddisfare l’obbligazione si renda necessario un esborso di risorse il cui ammontare sia stimabile in modo attendibile. Tale ammontare rappresenta il valore attuale, qualora l’effetto finanziario del tempo sia significativo, della migliore stima della spesa richiesta per estinguere l’obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato e include gli effetti ulteriori relativi al rischio specifico associabile a ciascuna passività. Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico dell’esercizio in cui avviene la variazione. Qualora il Gruppo sia sottoposto a rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile, tali rischi vengono descritti nelle presenti note esplicative e non si procede ad alcuno stanziamento. Ricavi I ricavi ed i proventi, sono iscritti in bilancio, in accordo con l’IFRS 15, al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. In particolare, i ricavi per la vendita dei prodotti sono contabilizzati quando viene trasferito il controllo dei beni in capo all’acquirente. Tale momento, sulla base delle clausole contrattuali più frequentemente utilizzate, coincide con la spedizione dei beni stessi. I ricavi relativi alla prestazione di servizi vengono rilevati in base allo stato di effettivo completamento del servizio alla data di riferimento del bilancio e sono rappresentati al netto di sconti e abbuoni. Costi I costi sono iscritti quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell’esercizio o per ripartizione sistematica ovvero quando non si possa identificare l’utilità futura degli stessi. Proventi e oneri Finanziari
95 Gli interessi sono rilevati per competenza sulla base del metodo dell’interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza gli incassi futuri, stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario o su un periodo più breve, quando necessario, rispetto al valore netto contabile dell’attività finanziaria. Utile per azione Utile per azione - base L’utile base per azione è calcolato dividendo l’utile di pertinenza del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Utile per azione - diluito L’utile diluito per azione è calcolato dividendo l’utile di pertinenza del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del calcolo dell’utile diluito per azione, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre l’utile di pertinenza del Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte, dell’esercizio di detti diritti. Attività non correnti detenute per la vendita Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti della controllante se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un’operazione di vendita o di distribuzione, anziché tramite il loro uso continuativo. Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono valutate al minore tra il valore contabile e il loro fair value al netto dei costi di vendita o di dismissione. I costi di dismissione sono i costi aggiuntivi direttamente attribuibili alla dismissione, esclusi gli oneri finanziari e le imposte. La condizione per la classificazione come detenuti per la vendita si considera rispettata solo quando la vendita è altamente probabile e l’attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue attuali condizioni. Le azioni richieste per concludere la vendita dovrebbero indicare che è improbabile che possano intervenire cambiamenti significativi nella vendita o che la vendita venga annullata. La Direzione deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione. Simili considerazioni sono valide anche per le attività e i gruppi in dismissione detenuti per la vendita.
96 L’ammortamento degli impianti e dei macchinari e delle attività immateriali cessa nel momento in cui questi sono classificati come disponibili per la vendita o per la distribuzione agli azionisti. Le attività e le passività classificate come detenute per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono presentate separatamente tra le voci correnti nel bilancio. Un gruppo in dismissione si qualifica come attività operativa cessata se è: una componente del Gruppo che rappresenta una CGU o un gruppo di CGU; classificata per la vendita o la distribuzione agli azionisti o è già stata ceduta in tale modo; importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività. Le attività destinate alla dismissione sono escluse dal risultato delle attività operative e sono presentate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio in un’unica riga come utile/(perdita) netto derivante da attività destinate alla dismissione. Pagamenti basati su azioni Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni amministratori, dirigenti, impiegati, consulenti e dipendenti attraverso piani di partecipazione al capitale (Piano di “Stock Option”). Secondo quanto stabilito dall’IFRS 2 – Pagamenti basati su azioni – gli stessi sono da considerarsi del tipo “a regolamento con azioni” (cosiddetto “equity settlement”); pertanto l’ammontare complessivo del valore corrente delle Stock Option alla data di assegnazione è rilevato a conto economico come costo. Deconsolidamento di Giglio TV HK In data 30 giugno 2021 si è completata la cessione a una società terza della controllata Giglio TV HK per il controvalore di 100 HKD (Euro 11) con contestuale deconsolidamento della partecipazione Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2021 Come richiesto dallo IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori ͟ , di seguito sono indicati gli impatti dei nuovi principi o delle nuove interpretazioni sul bilancio consolidato; tali principi sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2021. Interest Rate Benchmark Reform – Fase 2: Modifiche agli IFRS 9, IAS 39, IFRS 7, IFRS 4 ed IFRS 16 Le modifiche includono il temporaneo alleggerimento dei requisiti con riferimento agli effetti sui bilanci nel momento in cui il tasso di interesse offerto sul mercato interbancario (IBOR) viene sostituito da un tasso alternativo sostanzialmente privo di rischio (Risk Free Rate- RFR):
97 Le modifiche includono le seguenti considerazioni: • La possibilità di considerare i cambiamenti contrattuali, od i cambiamenti nei flussi di cassa che sono direttamente richiesti dalla riforma, di essere trattati come variazioni di un tasso di interesse variabile, equivalente ad un movimento di un tasso di interesse nel mercato; • La possibilità che i cambiamenti richiesti dalla riforma IBOR siano fatti nell’ambito della designazione di copertura e documentazione di copertura senza che la relazione di copertura debba essere discontinuata; • Fornisce temporaneo sollievo alle entità nel dover rispettare i requisiti di identificazione separata quando un RFR viene designato come copertura di una componente di rischio. Queste modifiche non hanno impatto sul bilancio del Gruppo. Conceptual Framework for Financial Reporting emesso il 29 marzo 2018 Il Conceptual Framework non rappresenta uno standard e nessuno dei concetti in esso contenuti ha la precedenza sui concetti o sui requisiti di uno standard. Lo scopo del Conceptual Framework è di supportare lo IASB nello sviluppo di standard, aiutare i redattori a sviluppare politiche contabili omogenee laddove non esistano standard applicabili nelle specifiche circostanze e di aiutare tutte le parti coinvolte a comprendere ed interpretare gli standard. La versione rivista del Conceptual Framework include alcuni nuovi concetti, fornisce definizioni aggiornate e criteri di rilevazione aggiornati per attività e passività e chiarisce alcuni concetti importanti. Tali modifiche non hanno avuto alcun impatto sul bilancio consolidato del Gruppo. Modifica all’ IFRS 16 Covid-19 Related Rent Concessions Il 28 maggio 2020 lo IASB ha pubblicato una modifica al principio IFRS 16. La modifica consentiva ad un locatario di non applicare i requisiti nell’IFRS 16 sugli effetti contabili delle modifiche contrattuali per le riduzioni dei canoni di lease concesse dai locatori che sono diretta conseguenza dell’epidemia da Covid-19. La modifica introduceva un espediente pratico secondo cui un locatario può scegliere di non valutare se le riduzioni dei canoni di lease rappresentano modifiche contrattuali. Un locatario che sceglie di utilizzare questo espediente contabilizza queste riduzioni come se le stesse non fossero modifiche contrattuali nello scopo dell’IFRS 16. Le modifiche erano applicabili ai bilanci il cui periodo contabile inizia il 1° giugno 2020 o successivamente. Era consentita l’adozione anticipata. In data 31 marzo 2021, lo IASB ha emesso l'emendamento "COVID 19- Related Rent Concessions beyond 30 June 2021", che ha esteso il periodo per potersi avvalere dell'espediente pratico dal 30
98 giugno 2021 al 30 giugno 2022. Tale emendamento è efficace a partire dagli esercizi che iniziano a partire dal 1° aprile 2021. È consentita un'applicazione anticipata, anche per i bilanci la cui pubblicazione non sia ancora stata autorizzata al 31 marzo 2021. La società ha deciso di non avvalersi dell’espediente pratico che consente di disapplicare i requisiti nell’IFRS 16 sugli effetti contabili delle modifiche contrattuali per le riduzioni dei canoni di lease concesse dai locatori che sono diretta conseguenza dell’epidemia da Covid-19. Dati sull’occupazione L'organico aziendale, ripartito per categoria, rispetto al precedente esercizio: Organico 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni Dirigenti 3 3 - Quadri 15 14 1 Impiegati 79 66 13 Operai - - - Altri - - - Totale 97 83 14 Nel corso dell’esercizio di sono registrate nuove assunzioni finalizzate a rafforzare le funzioni di business development e di vendita (staff) nonché a rimpiazzare le posizioni lasciate libere da alcuni dei dimissionari. Gli importi del presente Bilancio e della Nota integrativa sono espressi in migliaia di Euro salvo quando espressamente indicato.
99 ATTIVITÀ B) Attività non Correnti 1. Attività materiali Saldo 31.12.2021 318 Saldo 31.12.2020 404 La tabella sotto indica la suddivisione delle attività del gruppo: Consolidato in €'000 Attività materiali Impianti Attrezzature Mobili Macchine elettroniche Autovetture Altri Totale Movimentazione Costo Storico 31 dicembre 2020 3.544 122 331 803 574 5.375 Incrementi - - - 29 - 1 30 Aggregazioni aziendali 1 - 10 8 12 - 31 Cessioni - - - - - - - Differenze cambio e riclassifiche - 0 - - - - 0 Decrementi - - - (122) - - (122) 'Decrementi per deconsolidamento Giglio TV (2.506) (2.506) Dismissioni - - - - - - - 31 dicembre 2021 1.039 122 341 718 12 575 2.808 Movimentazione Ammortamenti - 31 dicembre 2020 (3.523) (109) (248) (570) - (521) (4.971) Ammortamenti (10) (5) (32) (56) (3) (30) (136) Aggregazioni aziendali (1) - (2) (3) (4) - (10) Decrementi per deconsolidamento Giglio TV 2.506 2.506 Decrementi - - - 122 - - 122 Dismissioni - - - - - - - 31 dicembre 2021 (1.027) (114) (282) (507) (7) (551) (2.488) Valore Netto 31 dicembre 2021 12 8 59 211 4 25 318 Al 31 dicembre 2021 le immobilizzazioni materiali evidenziano un decremento netto pari a Euro 86 migliaia da ricondursi agli ammortamenti del periodo. Si evidenzia inoltre la dismissione di server
100 relativi alla divisione B2C il cui costo storico ammontava ad Euro 122 migliaia sostituiti da nuovi server acquisiti nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2020. L’acquisizione di Salotto di Brera ha comportato l’incremento netto di immobilizzazioni materiali pari ad Euro 21 migliaia. La società alla data del bilancio non ha identificato indicatori di impairment relativamente alle citate attività materiali, che sono state incluse nel Capitale Investito Netto del test di impairment dell’avviamento a livello di TIER 1. Per ulteriori dettagli sulla procedura di impairment si rimanda alla nota 4. Avviamento. 2. Attività per diritto d’uso Saldo 31.12.2021 752 Saldo 31.12.2020 952 La tabella sotto indica la suddivisione delle attività del gruppo: Consolidato in €'000 Attività per diritto d'uso Immobili Auto Totale Movimentazione Costo Storico 31 dicembre 2020 2.355 256 2.610 Aggregazioni aziendali - - - Acquisizioni 98 154 252 Cessioni - - - Differenze cambio - - - Decrementi (1.309) (235) (1.544) Dismissioni - - - 31 dicembre 2021 1.144 174 1.318 Movimentazione Ammortamenti - 31 dicembre 2020 (1.533) (125) (1.658) Ammortamenti (258) (63) (322) Aggregazioni aziendali - - - Cessioni - - - Differenze cambio - - - Decrementi 1.277 137 1.413 Dismissioni - - - 31 dicembre 2021 (515) (51) (566) Valore Netto 31 dicembre 2021 629 123 752 Al 31 dicembre 2021 gli ammortamenti delle attività per diritto d’uso ammontano ad Euro 322 migliaia, si evidenzia inoltre la sottoscrizione di contratti che hanno portato all’incremento della
101 voce per Euro 252 migliaia e la rescissione di contratti di leasing auto il cui valore non ancora ammortizzato ammontava ad Euro 99 migliaia. Inoltre i contratti di locazione in essere con Max Factory (società facente parte del gruppo Meridiana Holding) sono stati prolungati con il parere positivo del Comitato parti Correlate. Nello specifico per la locazione della sede di Roma i canoni pagati nel primo semestre 2021 vengono riconosciuti a favore degli esercizi 2021 e 2022 senza alcun esborso aggiuntivo, mentre per la sede di Genova il contratto in scadenza al 31 dicembre 2021 è stato prorogato senza nessun esborso aggiuntivo fino al 31 dicembre 2023. Al 31 dicembre 2021 non sono stati rilevati indicatori di impairment e conseguentemente non si è proceduto all’effettuazione del test di impairment relativamente alle attività per diritto d’uso. 3. Attività immateriali Saldo 31.12.2021 2.877 Saldo 31.12.2020 3.058 La composizione delle attività immateriali e le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio sono evidenziate nel seguente prospetto. Consolidato in €'000 Immobilizzazioni immateriali Know-How Attività di sviluppo Altre attività Immateriali Totale Movimentazione Costo Storico 31 dicembre 2020 1.164 1.841 4.810 7.815 Riclassifica costi capitalizzati - - Incrementi 255 593 70 918 Aggregazioni aziendali - - 10 10 Cessioni - - - - Differenze cambio e riclassifiche - 10 3 13 Decrementi - - (45) (45) Decrementi per deconsolidamento Giglio TV - (30) (231) (260) Dismissioni - - - - 31 dicembre 2021 1.419 2.414 4.618 8.451 Movimentazione Ammortamenti 31 dicembre 2020 (263) (408) (4.086) (4.757) Ammortamenti (310) (426) (335) (1.071) Aggregazioni aziendali - - (6) (6) Cessioni - - -
102 Differenze cambio e riclassifiche (1) (0) (1) Decrementi - - - Decrementi per deconsolidamento Giglio TV - 30 231 260 Dismissioni - - - 31 dicembre 2021 (573) (805) (4.197) (5.575) Valore Netto 31 dicembre 2021 846 1.609 421 2.877 Le altre attività immateriali si riferiscono a marchi, software e know-how. Al 31 dicembre 2021 si evidenziano incrementi pari a Euro 918 migliaia riferiti per Euro 255 migliaia alla contabilizzazione dell’affitto del ramo d’azienda dalla società 7Hype, applicando la metodologia dell’IFRS16 e allocando l’immobilizzazione immateriale di riferimento a Know-How. Gli ulteriori incrementi fanno riferimento a costi per acquisto software e a costi di sviluppo interni (Euro 593 migliaia) per l’implementazione della piattaforma informatica dedicata alla gestione delle vendite on-line nell’ambito della divisione e-commerce B2C e B2B2C. I costi di sviluppo sulla piattaforma sono stati ammortizzati a partire dal 1° gennaio 2020 lungo un arco temporale di 6 anni sulla base della vita utile stimata della piattaforma sviluppata, mentre le altre immobilizzazioni immateriali vengono ammortizzate utilizzando un’aliquota pari al 20% in quanto la vita utile ragionevole è stimata in 5 anni. Come previsto dallo IAS 36, si è proceduto a valutare l’eventuale esistenza di indicatori di impairment nell’ambito della procedura descritta alla nota 4. 4. Avviamento Saldo al 31.12.2021 13.353 Saldo al 31.12.2020 12.353 L’avviamento include: Euro 6.823 migliaia inerenti all’avviamento emergente dall’acquisizione del gruppo IBOX avvenuta nel mese di aprile 2017; Euro 772 migliaia: relativi alla fusione della IBOX S.r.l. avvenuta nel mese di giugno 2020; Euro 2.477 migliaia relativi all’acquisizione della Giglio Fashion avvenuta nel mese di marzo 2016; Euro 2.281 migliaia relativi all’acquisizione di E-Commerce Outsourcing avvenuta nel mese di ottobre 2019.
103 Euro 1.000 migliaia relativi all’acquisizione di Salotto di Brera avvenuta nel mese di gennaio dell’anno in corso. Dalla ai sensi dell’IFRS 3 il valore complessivo di euro 1,7 milioni risulta non allocabile e pertanto iscritto completamente a Goodwill, inoltre, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 non si è proceduto alla valorizzazione dei due Earn Out in quanto le condizioni non sono state rispettate. Alla data del 31 dicembre 2021, sulla base degli impairment test effettuati, non si rileva svalutazioni di alcun avviamento iscritto. Il Consiglio di Amministrazione al fine di una valutazione più prudenziale ha preferito adottare come criterio di calcolo del terminal value i flussi espliciti di 4 dei 5 anni di piano (FY23-25) non considerando i risultati dell’ultimo anno (FY26). Sono state invece mantenute tutte le considerazioni sul capitale circolante e sulla crescita perpetua. Il test di impairment si articola su due livelli, il Tier 1 nel quale si verifica il margine (Headroom) rispetto al Capitale Investito Netto Consolidato (CIN), ed il Tier 2 nel quale il test di impairment è stato eseguito con riferimento alle unità generatrici di flussi finanziari (CGU) alle quali gli avviamenti risultano iscrivibili. A livello sia di singola CGU sia di consolidato gli Unlevered Free Cash Flow (UFCF) di previsione esplicita sono stati determinati utilizzando i dati economico-patrimoniali di piano defiscalizzando l’Ebit con una imposizione fiscale teorica del 24%, mentre il terminal value (TV) è stato calcolato come media degli UFCF del periodo di previsione esplicita degli ultimi due anni di previsione in luogo del flusso di cassa operativo dell’ultimo anno di previsione esplicita. Il tasso di sconto utilizzato è il WACC adjusted del 13,01%. Il piano pluriennale utilizzato 22-26 è stato approvato dagli Amministratori in data 28 marzo 2022. TIER 1 Il Tier 1 (livello consolidato) mostra che a fronte di un Capitale Investito Netto (CIN) pari ad Euro 15,9 milioni, l’enterprise value consolidato ammonta ad Euro 20,7 milioni (di cui Euro 3 ,1 milioni derivanti dall’attualizzazione dei flussi da previsione esplicita ed Euro 17,6 milioni dal valore del Terminal Value). Conseguentemente il Tier 1 (verifica del valore d’uso dell’attivo immobilizzato iscritto nel bilancio consolidato per Euro 17,7 milioni circa) ha dato esiti positivi a fronte di una headroom pari ad Euro 4,8 milioni.
104 TIER 2 – B2C. Il Tier 2 della CGU B2C (Business to Consumer) mostra che a fronte di un CIN della CGU pari ad Euro 9,5 milioni, l’enterprise value ammonta ad Euro 14,6 milioni (di cui Euro 2,1 milioni derivante dall’attualizzazione dei flussi di cassa da previsione esplicita ed Euro 12,5 milioni dal valore del Terminal Value). Conseguentemente il Tier 2 della CGU B2C (verifica del valore d’uso dell’avviamento iscritto nel bilancio consolidato per Euro 9,9 milioni circa), di cui Euro 0,2 milioni ascrivibili all’avviamento Ibox e Euro 3,2 milioni ascrivibili a Terashop ha dato esito positivo a fronte di una headroom pari ad Euro 5 milioni. TIER 2 – B2B Il Tier 2 della CGU B2B (Business to Business) mostra che a fronte di un CIN della CGU pari ad Euro 5,8 milioni, l’enterprise value ammonta ad Euro 5,8 milioni (di cui Euro 0,7 milioni derivante dall’attualizzazione dei flussi di cassa da previsione esplicita ed Euro 5 milioni dal valore del Terminal Value). Conseguentemente il Tier 2 della CGU B2B (verifica del valore d’uso dell’avviamento iscritto nel bilancio consolidato per Euro 4,2 milioni circa) di cui Euro 2,4 milioni ascrivibili all’avviamento Giglio Fashion, Euro 1 milioni ascrivibili a Salotto di Brera ed Euro 0,8 ascrivibili alla fusione di Ibox S.r.l. in Giglio Group S.p.A., ha dato esito positivo a fronte di una headroom pari ad Euro -7 migliaia. Sensitivity analysis e stress test In considerazione degli elementi di prudenza nello scenario adottato da Consiglio di Amministrazione per sviluppare il test di impairment le analisi di sensitività sono state effettuate agendo sulla variabile ricavi ipotizzando una riduzione degli stessi in misura crescenti e pari rispettivamente a 2,5%, 5% e 10%. Sulla base dell’analisi di sensitività si evidenzia che a fronte di una generale tenuta dell’avviamento consolidato nelle prime due Sensitivity, con la terza si evidenzierebbe una svalutazione dello stesso. A livello di avviamento di CGU mostrano una tenuta della tenuta dell’avviamento della CGU B2C in tutti e tre casi di Sensitivity, di contro l’avviamento relativo alla CGU B2B evidenzierebbe svalutazioni in tutte e tre le Sensitivity. 5. Partecipazioni
105 Saldo al 31.12.2021 8 Saldo al 31.12.2020 8 La voce, pari al 31.12.2021 a Euro 8 migliaia, si riferisce principalmente alla partecipazione conseguente alla costituzione, insieme ad Acque Minerali Italiane, della società Cloud Food S.r.l. in liquidazione avvenuta a marzo del 2018. Tale partecipazione detenuta al 51% è valutata al patrimonio netto, in conformità a quanto previsto dall’IFRS 11 – accordi a controllo congiunto. Alla data di riferimento del bilancio, la società presenta esclusivamente un capitale sociale pari a Euro 10 mila. Si fa presente che la società al 31 dicembre 2021 non è operativa e non è stata effettuata alcuna transazione con Giglio Group S.p.A. 6. Crediti e altre attività non correnti Saldo al 31.12.2021 231 Saldo al 31.12.2020 663 La voce crediti e altre attività non correnti è composta da crediti di natura finanziaria, come evidenziato nel prospetto che segue: Crediti e attività non correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni Depositi cauzionali 219 210 9 Altri 12 453 (441) Totale 231 663 (432) La voce “Depositi Cauzionali” include i depositi cauzionali versati relativamente ai contratti di locazione per gli immobili di Milano e Roma stipulati con: - Satif S.p.A. per gli uffici amministrativi della sede di Milano; - Rfezia Immobiliare Servizi S.p.A. per gli uffici di Roma; Nell’esercizio precedente, la voce “Altri” si riferiva principalmente alla quota a lungo termine del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre. Tale credito nell’esercizio in corso è classificato totalmente a breve termine 7. Imposte anticipate
106 Saldo al 31.12.2021 974 Saldo al 31.12.2020 829 La voce, pari al 31.12.2021 ad Euro 974 migliaia, si riferisce principalmente alle imposte anticipate calcolate sulle perdite fiscali della capogruppo riferite all’esercizio 2017 (Euro 514 migliaia), successivamente al quale in ottica prudenziale le stesse non sono più state accantonate e all’effetto fiscale relativo agli interessi passivi eccedenti il ROL del 2020 e del 2021 (Euro 296 migliaia). Le imposte anticipate si reputano riassorbibili dagli imponibili futuri derivanti dal piano aziendale. 8. Rimanenze Saldo al 31.12.2021 2.238 Saldo al 31.12.2020 1.754 Le rimanenze di magazzino del gruppo sono costituite da prodotti finiti destinati alla vendita. Al 31 dicembre 2021 il criterio di valutazione utilizzato è il FIFO. Si segnala che le rimanenze, nell’ambito della divisione Fashion B2B, si riferiscono a merce che permane per tempi assai brevi in quanto già preventivamente allocata a clienti finali dai quali si è ricevuto un relativo ordine d’acquisto vincolante. L’incremento rispetto al 31 dicembre 2020 è da ricondursi principalmente all’aggregazione aziendale della società Salotto di Brera, acquisita nel corso dell’esercizio, che detiene merci in conto deposito (Consignment stock) presso i negozi duty free e sulle navi da crociera. Il magazzino valorizzato al 31 dicembre 2021 risulta essere pari a Euro 302 migliaia. Al 31 dicembre 2021, il fondo obsolescenza magazzino è pari a Euro 107 migliaia e si evidenzia che si è provveduto ad effettuare un ulteriore accantonamento durante il 2021 pari a Euro 54 migliaia da ricondursi principalmente a dispositivi di sicurezza personale non rivendibili poiché danneggiati o non conformi con la normativa vigente. Per una migliore comprensione delle modalità di determinazione del fondo svalutazione sopra presentato si rimanda alla nota D. Valutazioni discrezionali e stime contabile significative anche alla luce degli impatti covid-19. 9. Crediti commerciali
107 Saldo al 31.12.2021 9.928 Saldo al 31.12.2020 9.951 Si riporta di seguito il dettaglio della voce: Crediti commerciali 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Crediti verso clienti 10.159 9.566 593 Anticipi a fornitori 1.242 1.662 (420) Depositi cauzionali 73 73 (0) Altri crediti 18 43 (25) Fondo svalutazione crediti (1.564) (1.393) (171) Totale 9.928 9.951 (23) Gli anticipi a fornitori della divisione e-commerce B2B si riferiscono agli acconti sugli ordini della collezione PE e AI 2022. I Crediti verso clienti presentano un incrementano a seguito dell’acquisizione di Salotto di Brera S.r.l.. Si riporta di seguito il dettaglio dei crediti commerciali lordi per area geografica al 31 dicembre 2021 comparato al 31 dicembre 2020: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 % Europa 7.755 88,8 % 6.098 84,3 % Asia 26 0,3 % 190 2,6 % USA 941 10,8 % 915 12,7 % Resto del mondo 6 0,1 % 29 0,4 % Totale crediti lordi 8.728 100,0% 7.231 100,0 % Fondo svalutazione crediti (1.563) (1.393) Totale 7.165 5.838 Si riporta nel seguito l’ageing dei crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2021 comparato con il dato al 31 dicembre 2020: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 % > 120 gg 2.045 23,4 % 1.474 20,4 % 90<> 120 gg 144 1,6 % 582 8,1 % 60<> 90 gg 294 3,4 % 269 3,7 % 30<> 60 gg 869 10,0 % 323 4,5 % 0<> 30 gg 470 5,4 % 1.048 14,5 %
108 Totale scaduto 3.823 0 3.695 51,1 % Non scaduto 4.905 56,2 % 3.536 48,9 % Totale crediti lordi 8.728 100,0 % 7.231 100,0 % Fondo svalutazione crediti (1.563) (1.393) Inc. fondo su scaduto oltre 120 gg (76,4)% (94,5)% Totale 7.165 5.838 Applicando l’ECL, quale combinazione tra l’anzianità dei crediti e la rischiosità di ogni singolo creditore, nell’esercizio 2021, ad una maggiore anzianità dei crediti è abbinata ad una minore rischiosità degli stessi e ne consegue quindi una minore incidenza del fondo svalutazione crediti sui crediti scaduti oltre i 120 giorni. Con riferimento ai crediti verso clienti di seguito si espone la movimentazione del relativo fondo: Fondo svalutazione crediti (valori in euro migliaia) Saldo al 31 dicembre 2020 1.393 Accantonamento 742 Differenza cambio - Utilizzi (571) Saldo al 31 dicembre 2021 1.564 L’accantonamento dell’esercizio pari a Euro 742 migliaia si riferisce prevalentemente alle controllate Giglio Group Spa (Euro 29 migliaia) Giglio USA (Euro 20 migliaia), E-Commerce Outsourcing (Euro 368 migliaia) e IBOX SA (Euro 325 migliaia) resosi necessario al fine di adeguare il valore nominale dei crediti al valore di presunto realizzo. Come già evidenziato nella Nota F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari sul rischio di credito, il Gruppo determina il fondo svalutazione crediti attraverso l’elaborazione di una specifica matrice di accantonamento. In particolare, il Gruppo, in funzione della varietà della sua clientela ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating, applicando ad essi una specifica percentuale di svalutazione. Si rimanda a tale sezione per maggiori dettagli sulla metodologia applicata. 10. Crediti finanziari Saldo 31.12.2021 2 Saldo 31.12.2020 2
109 La voce consiste nel controvalore di n.500 azioni di Vértice Trescientos Sesenta Grados SA, società di diritto spagnolo quotata alla Borsa principale di Madrid. 11. Crediti d’imposta Saldo 31.12.2021 397 Saldo 31.12.2020 1.061 I crediti tributari si compongono principalmente come di seguito riportato. Crediti per imposte 31.12.2021 31.12.2020 Variazione IRES 109 545 (436) IRAP 1 146 (145) Ritenute 5 3 2 INPS - - - INAIL 1 - 1 IVA 154 273 (119) Altri 126 94 32 Totale crediti tributari correnti 397 1.061 (665) La voce include tutti i crediti di natura fiscale per acconti pagati o crediti maturati. Il decremento nel semestre si riferisce principalmente ai minori acconti per imposte correnti versati nel periodo. 12. Altre attività e crediti diversi correnti Saldo 31.12.2021 1.848 Saldo 31.12.2020 2.310 Altre attività 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Altre attività 77 56 21 Ratei e risconti attivi 1.771 2.254 (483) Totale 1.848 2.310 (462) I ratei e risconti attivi si riferiscono principalmente a: - Euro 1.231 migliaia alla controllata Ibox SA: sono risconti relativi ai canoni per l’utilizzo del software gestionale per gli anni 2021 e seguenti fatturati anticipatamente;
110 - La parte rimanente si riferisce a costi per servizi riscontati per la quota non di competenza. Lo scostamento è da ricondursi a: - Chiusura della quota a lungo del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi della autorizzazione di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre, per un importo pari a 142 mila Euro - Chiusura dell’acconto versato in dicembre 2020 per l’acquisto della partecipazione in Salotto di Brera S.r.l., concretizzatosi nel gennaio 2021. 13. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti Saldo 31.12.2021 2.474 Saldo 31.12.2020 5.085 La voce “Disponibilità liquide” si compone come indicato nella sottostante tabella: Disponibilità liquide 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Depositi bancari e postali 2.470 5.081 (2.611) Denaro e valori in cassa 5 4 1 Totale 2.474 5.085 (2.610) Le variazioni intervenute sono relative a normali fatti di gestione e sono connesse alle variazioni evidenziate nel rendiconto finanziario. Si riporta che l’anno scorso le disponibilità liquide includevano l’incasso derivante dalla cessione dei titoli Vertice 360 avvenuti nel mese di Dicembre 2020 per Euro 1.440 migliaia, un operazione da non considerarsi ricorrente nei successivi esercizi Non esistono vincoli alla libera disponibilità e non vi sono costi presumibili di smobilizzo. PASSIVITÀ 14. Patrimonio netto Il capitale sociale al 31 dicembre 2021 risulta essere composto da n. 21.968.022 prive del valore nominale. Le movimentazioni intervenute nel 2021 sono riconducibili a: Destinazione del risultato consolidato al 31 dicembre 2020 pari ad Euro -2.647migliaia;
111 Rilevazione perdita attuariale IAS 19 pari ad Euro 20 migliaia; Aumento di capitale mediante il collocamento privato di n.1.221.547 azioni ordinarie di nuova emissione, prive dell’indicazione del valore nominale ad un prezzo per azione pari ad Euro 1,78, per un controvalore complessivo di Euro 2,2 milioni. Il valore dell’aumento di capitale, interamente sottoscritto, è pertanto paria Euro 0,2 milioni in valore nominale oltre a Euro 1,9 milioni di sovrapprezzo. Tale valore è rettificato di Euro 0,2 milioni di costi di sottoscrizione direttamente imputabili. Meridiana Holding S.r.l. ha sottoscritto n. 485.547 azioni pari al 39,75% dell’aumento di capitale. La partecipazione all’operazione da parte di Meridiana Holding S.r.l. è 78 da qualificarsi come operazione con parti correlate di minore rilevanza, per maggiori dettagli sul rapporto di correlazione tra la Società e Meridiana Holding S.r.l. si rimanda alla nota 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate; inoltre per quanto riguarda le operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate si rinvia al capitolo 2 del Documento Informativo redatto ai sensi dell’art. 5 del Regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, e disponibile sul meccanismo di stoccaggio autorizzato www.emarketstorage.it nonché sul sito internet della società www.giglio.org. sezione corporate governance/assemblee-degliazionisti/assemblea 12 novembre 2020 unitamente al parere rilasciato dal Comitato Controllo e Rischi e Parti Correlate.); aumento di capitale a pagamento mediante procedura di accelerated bookbuilding pari ad Euro 1.310 migliaia di cui Euro 147 migliaia di valore nominale ed Euro 1.163 migliaia di riserva sovrapprezzo Rilevazione delta cambi negativo per Euro 5 migliaia; Risultato consolidato del periodo negativo per Euro 4.623 migliaia. 15. Fondi per rischi ed oneri Saldo 31.12.2021 73 Saldo 31.12.2020 155 Al 31 dicembre 2021 la voce accoglie principalmente il fondo su resi principalmente riferibile alla società Ibox SA per Euro 115 migliaia e il fondo rischi stanziato dalla capogruppo per coprire eventuali perdite generate da Media 360 HK 16. Fondi per benefici per i dipendenti (TFR)
112 Saldo 31.12.2021 673 Saldo 31.12.2020 730 Al 31 Dicembre 2021 il fondo per benefici ai dipendenti (TFR) ammonta ad Euro 713 migliaia e la cui movimentazione è la seguente: (in migliaia di Euro) Fondo TFR al 31.12.2020 730 Aggregazioni aziendali 17 Accantonamento primo semestre 2021 144 Anticipi/utilizzi (98) (Utili)/Perdite attuariali (124) Net Interest 4 Saldo al 31 dicembre 2021 673 Di seguito si indicano le principali basi tecniche demografiche ed economiche adottate ai fini delle valutazioni attuariali: probabilità di eliminazione per morte: tavola ISTAT 2020 (fonte ISTAT – Annuario Statistico Italiano 2020); probabilità di eliminazione per invalidità: nulle; probabilità di eliminazione per cause varie (dimissioni, licenziamenti): pari al 3% annuo per tutto il periodo di valutazione (desunte dai dati rilevati nonché dall’esperienza relativa a realtà similari); pensionamento previsto alla maturazione del primo requisito utile per la pensione I.N.P.S. stabilito dall’art. 24 della legge n. 214/2011 e a quanto previsto dal d.l. n. 4/2019, ipotizzando l’uscita dal servizio dei lavoratori al raggiungimento del primo diritto utile; tasso annuo di inflazione: 1,6% per il 2022, 1,3% per il 2023, 1,5% per il 2024 (fonte: “Nota di aggiornamento del DEF 2021”); dal 2025 in poi è stato ipotizzato un tasso anno dell’1,5%; tasso nominale annuo di incremento delle retribuzioni per sviluppo di carriera e per rinnovi contrattuali: pari all’inflazione per tutto il periodo di valutazione; probabilità di richiesta di prima anticipazione: 2,5% per anzianità da 9 anni in poi; numero massimo di anticipazioni: 1; ammontare di anticipazione di TFR: 30% del TFR maturato.
113 Quanto all’ipotesi finanziaria, si fa presente che il tasso di attualizzazione è stato scelto, tenuto conto delle indicazioni dello IAS 19, con riferimento alla curva al 31.12.2021 di titoli AA emessi da emittenti corporate dell’area Euro e in funzione della durata media residua della passività relativa al TFR al 31.12.2021; pertanto, considerando che la durata media residua della passività è risultata pari a circa 16 anni, il tasso nominale annuo di attualizzazione ipotizzato nelle valutazioni è pari all’1,4% (1% al 31.12.2020). L’analisi di sensitività sul tasso di attualizzazione è stata predisposta utilizzando un tasso rispettivamente inferiore e superiore di mezzo punto percentuale rispetto all’1,4%. Nel seguente prospetto si riportano i risultati delle valutazioni in base al tasso dell’0,9% e del 1,9% (in migliaia di Euro): (importi in €'000) Tasso -0,5% Tasso +0,5% DBO 791,2 673,9 Inoltre, si rileva che l’aggiornamento delle ipotesi demografiche rispetto al 31.12.2020 (riguardante solo le probabilità di eliminazione per morte) ha prodotto solo un lieve effetto sulle risultanze attuariali (+0,1 migliaia di euro), mentre l’aggiornamento del tasso di attualizzazione (1,4% in luogo dell’1% adottato al 31 dicembre 2020) ha prodotto un aumento del DBO di 19,4 migliaia di Euro 17. Passività fiscali differite Saldo al 31.12.2021 192 Saldo al 31.12.2020 387 Al 31 dicembre 2021 il Fondo imposte differite ammonta ad Euro 192 migliaia. Tale saldo accoglie principalmente l’impatto fiscale conseguente all’applicazione della Purchase Price Allocation all’acquisizione di E-Commerce Outsourcing avvenuta nel mese di ottobre 2019. 18. Debiti finanziari correnti e non correnti Saldo al 31.12.2021 18.543 Saldo al 31.12.2020 16.279
114 I debiti finanziari si compongono come riportato nella tabella sottostante: Debiti finanziari 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Correnti 5.916 4.096 1.820 Non correnti 12.627 12.183 444 Totale 18.543 16.279 2.264 Oltre a ridurre l’indebitamento in valori assoluti, nel corso dell’esercizio è stato avviato un processo di ristrutturazione del debito finanziario a vantaggio del debito a medio-lungo termine e verso Meridiana (parte correlata) rispetto al debito a breve termine verso istituti finanziari. Ciò ha consentito, nel primo semestre, di investire risorse nell’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale. Il Gruppo ha avviato la negoziazione con alcuni primari istituti di credito al fine di avvalersi della possibilità di sospendere i pagamenti delle rate dei mutui in essere (c.d. moratoria) in base all’art. 56 del DL 18/2020 (Cura Italia) rinnovato dall’art. 65 del cosiddetto Decreto Agosto DL 104/2020 e prorogato dall’art. 1 comma 248 della Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020 n.178). A seguito dell’ultima proroga, i termini della sospensione accordati dagli Istituti di credito nel corso del mese di aprile 2020 sono slittati fino al 30 giugno 2021. Pertanto, nell’esercizio 2020 la Società ha beneficiato in termini di cassa per minori rimborsi di rate posticipate per complessivi Euro 2,7 milioni circa. In ottemperanza al principio contabile IFRS 9, è stato effettuato il c.d. “test del 10%” sui tali finanziamenti (già rilevati secondo il criterio del costo ammortizzato), allo scopo di valutare la significatività o meno della rinegoziazione e rilevarne i conseguenti effetti contabili. Ciascuno dei test ha dato esito positivo pertanto non si è resa necessaria l’eliminazione contabile delle passività. Nell’ultimo trimestre il debito a lungo termine verso parti correlate è stato convertito all’80% in Equity. Relativamente alla quota corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto: Debiti finanziari correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Quota a breve dei mutui 3.014 1.852 1.162 Totale mutui correnti 3.014 1.852 1.162 Linee anticipi fatture/Linee di credito 1.244 824 421 C/C passivo 480 2 477 Earn-out - 12 (12) Passività per contratti di locazione 392 414 (22)
115 Bond EBB 770 500 270 Debiti verso parti correlate 16 493 (477) Totale 5.916 4.096 1.819 I debiti finanziari correnti fanno riferimento a: Quota a breve termine dei mutui chirografari. le linee di credito autoliquidanti come gli anticipi di fatture; Quota corrente dei debiti verso parti correlate sottoscritti in Dollari. Per ulteriori dettagli si rimanda alla nota 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate. Relativamente alla quota non corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto: Debiti finanziari non correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Mutui passivi 7.749 6.874 875 Bond EBB 3.695 4.304 (609) Passività per contratti di locazione 558 587 (30) Debiti verso parti correlate 626 417 209 Totale 12.627 12.183 445 I debiti finanziari non correnti fano riferimento a: mutui chirografari a lungo termine; Bond EBB. In data 2 aprile 2019 la società ha emesso un prestito obbligazionario non convertibile per un importo di Euro 5 milioni in linea capitale, costituito da 50 obbligazioni al portatore aventi ciascuna valore nominale pari a Euro 100.000,00, con le seguenti condizioni: Sottoscrittori: il Prestito Obbligazionario è stato integralmente sottoscritto dalla SPV; Quotazione: le Obbligazioni non saranno quotate su alcun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione; Modalità di emissione: le Obbligazioni sono emesse in un’unica tranche; Prezzo di emissione: il prezzo di emissione è pari al 100% del valore nominale delle Obbligazioni; Interessi: le Obbligazioni saranno fruttifere di interessi al tasso fisso nominale annuo lordo pari a 4,572% da liquidarsi con cedola semestrale posticipata; Durata e Scadenza legale: le Obbligazioni hanno una durata legale di 8 anni e 6 mesi e la data di scadenza sarà l'ultima data di pagamento interessi dell’anno 2027;
116 Rimborso: le Obbligazioni saranno rimborsate alla pari e, dunque, al 100% del valore nominale, secondo il piano di ammortamento previsto dal regolamento, in 13 rate semestrali di capitale, con un periodo di pre-ammortamento di durata pari a 2 anni. In data 11 marzo 2020 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alla Data del test 31.12.2019, con effetto retroattivo alla data del 31 dicembre 2019, in quanto la società non rispettava a quella data i parametri previsti dai covenant stessi. In data 26 luglio 2021 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle Date del test 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021. La Società si è attivata, come per gli esercizi precedenti, per una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari per il 2022 inviando in data 17 marzo 2022 una nuova richiesta di waiver a EBB Export S.r.l. . Quota non corrente dei debiti verso parti correlate sottoscritti in Dollari. Per ulteriori dettagli si rimanda alla nota 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate; Inoltre, sono ricompresi tra i debiti finanziari, quelli riferiti alle passività per leasing operativo risultanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16. Ai sensi delle modifiche apportate allo IAS 7, la tabella seguente mostra le variazioni delle passività iscritte nel prospetto della situazione patrimoniale finanziaria, i cui flussi sono rilevati nel rendiconto finanziario come flussi di cassa da attività di finanziamento. (importi in euro migliaia) Valore al 01.01.21 Flusso di cassa Valore al 31.12.21 Debiti finanziari non correnti 12.183 (2.573) 9.610 Debiti finanziari correnti 4.096 4.837 8.933 Totale passività da attività di finanziamento 16.279 2.264 18.543
117 La seguente tabella riepiloga i mutui della società Giglio Group S.p.A. in essere alla data del 31 dicembre 2021 ed evidenzia la componente entro ed oltre l’esercizio successivo:
(Valori in Euro migliaia) Banca Tasso di interesse Importo del finanziamento data di sottoscrizione Residuo al 31/12/2021 Scadenza 0<> 12 mesi 1 anno <>2 anni 2 anni <>3 anni Oltre 3 anni INTESA Mutuo Chiro n. 0IC1047064869 Euribor 1 mese + spread 2% 1.000 28/06/2017 477 28/04/2024 202 205 69 - CARIGE Mutuo N.11597713 1,65% 550 23/11/2020 550 31/10/2026 22 134 137 257 Banco BPM Mutuo N.11597713 Euribor 1 mese + spread 2,1% 2.000 23/11/2020 1.799 23/11/2026 351 358 366 723 UNICREDIT Mutuo Chiro 8426426 5,90% 5.000 23/01/2020 5.000 30/04/2024 2.058 1.957 985 - TOTALE Giglio Group 8.550 7.825 2.633 2.656 1.557 980 Deutsche Bank Finanziamento N.2392069 Euribor 3 mesi + spread 2,01% 200 07/08/2020 149 07/08/2025 39 40 41 28 TOTALE SALOTTO DI BRERA 200 149 39 40 41 28 E-Commerce Outsourcing S.r.l Finanziamento N. 0610023767 Euribor (Act/360) 1 mese + spread 4,50% 2.000 13/08/2021 2.000 31/08/2027 272 340 356 1.031 TOTALE E- COMMERCE 2.000 2.000 272 340 356 1.031 Totale complessivo 9.974 2.945 3.036 1.954 2.039
19. Altre passività non correnti e correnti Saldo 31.12.2021 4.068 Saldo 31.12.2020 3.744 Le Altre Passività si compongono come riportato nella tabella sottostante Altre passività 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Correnti 2.992 3.744 (752) Non correnti 1.076 - 1.076 Totale 4.068 3.744 324 Si riporta di seguito le passività correnti: Altre passività correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Debiti v/dipendenti 410 555 (145) Ratei e risconti passivi 212 500 (288) Debiti diversi 2.369 2.689 (320) Totale 2.992 3.744 (752) La voce debiti diversi accoglie prevalentemente la parte residua degli importi conseguenti all’accordo finalizzato al conferimento in Vertice 360 degli assets afferenti al business dell’area media di Giglio Group (Euro 2,6 milioni) ed indicato nella Closing Letter sottoscritta in data 31 ottobre 2019. In data 07 marzo 2022 la società Giglio Group S.p.A. ha finalizzato un verbale di conciliazione con le parti davanti al Tribunale di Milano in cui si è impegnata a versare a partire da marzo 2022 un importo complessivo di Euro 3 milioni in 15 rate, di cui 14 costanti di valore costante e ammontante ad Euro 197 migliaia e l’ultima di Euro 247 migliaia (a maggio 2023). La voce risconti passivi si riferisce sostanzialmente a ricavi di competenza dell’esercizio successivo La quota non corrente contiene la parte del debito verso Vertice 360 da saldare oltre i dodici mesi, così come da accordo di conciliazione sopra dettagliato. Per maggiori dettagli si rimanda al punto 10. Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio Altre passività non correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Debiti diversi (1.076) - (1.076) Totale (1.076) - (1.076) 20. Debiti commerciali Saldo 31.12.2021 10.931
120 Saldo 31.12.2020 13.591 Debiti commerciali 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Anticipi da clienti 1.667 682 985 Fornitori di beni e servizi 9.103 12.840 (3.737) Note credito da emettere 161 69 92 Totale 10.931 13.591 (2.660) La variazione della voce rispetto al 31 dicembre 2020 è da attribuire prevalentemente allo sfruttamento della maggiore disponibilità generata nell’esercizio per ridurre la posizione debitoria verso i fornitori in essere. Si fornisce di seguito il dettaglio dei debiti commerciali scaduti. (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 Debiti commerciali 10.931 13.582 - di cui scaduti oltre 60 giorni 4.369 4.034 - % debiti scaduti sul totale 40,0% 29,7 % 21. Debiti tributari Saldo 31.12.2021 3.192 Saldo 31.12.2020 3.219 Debiti tributari 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Erario c/ritenute 418 261 157 IVA estera 2.167 2.176 (9) Erario C/imposte 400 630 (230) Enti previdenziali 207 152 55 Totale 3.192 3.219 (27) I debiti tributari fanno riferimento: - ai debiti per ritenute ed imposte conseguenti alla normale operatività della società per Euro 418 migliaia; - al debito IVA maturato dalla consolidata Ibox verso i paesi esteri in cui svolge la propria attività tramite apposita rappresentanza fiscale. Ogni paese nel quale si ha una
121 rappresentanza fiscale ha una scadenza diversa, che può essere mensile, bimestrale o trimestrale e a seconda di tale scadenza vengono effettuati i pagamenti; - a enti previdenziali e assistenziali per Euro 207 migliaia; - imposte verso l’erario per Euro 400 migliaia.
122 INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO 22. Ricavi Si fornisce l’indicazione della composizione del valore della produzione, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Ricavi delle vendite e delle prestazioni 38.242 41.291 (3.049) Altri ricavi 219 696 (477) Totale 38.461 41.987 (3.526) Al 31 dicembre 2021 i ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontano ad Euro 38,5 milioni contro i 42 milioni relativi al 31 dicembre 2020. I ricavi da contratti con clienti del Gruppo sono sia nell’ambito B2B, dove ammontano ad Euro 25,4 milioni che nell’ambito B2C, pari ad Euro 13,4 milioni. Mentre nel segmento B2B le società del Gruppo rivestono il ruolo di Principal, nel segmento B2C la fattispecie in cui si inquadra la prestazione è quella riferibile a chi riveste il ruolo di Agent, non controllando i beni nel corso dell’esecuzione della propria performance obligation, e pertanto espone i relativi costi e ricavi su base netta, per quanto concerne i ricavi derivanti dalla gestione in full outsourcing del sito e- commerce del cliente. Per maggiori dettagli sulla suddivisione dei ricavi nei rispettivi segmenti si rimanda al paragrafo 4 della relazione sulla gestione. Si riporta che l’anno 2020 includeva ricavi per Euro 10,4 milioni (con una marginalità pari a circa 25%) relativi al fatturato della Divisione Giglio Salute, creata a seguito della pandemia Covid-19 con il fine di trattare materiale denominato DPI (dispositivi di protezione individuali) tramite le proprie piattaforme di e-commerce e il proprio network commerciale in Cina. 23. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni Gli incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni al 31 dicembre 2021 risultano in linea con l’anno precedente e sono pari ad Euro 0,3 milioni già commentati nell’ambito dell’apposito paragrafo relativo alle immobilizzazioni immateriali. 24. Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Si fornisce l’indicazione della composizione dei costi per materie prime, sussidiarie di consumo e merci, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Costi di acquisto merci 22.079 22.344 (265)
123 Materiali di consumo 43 40 3 Totale 22.122 22.384 (262) La voce accoglie prevalentemente i costi sostenuti dal segmento B2B di Giglio Group, l’incremento rispetto all’esercizio precedente è principalmente all’ingresso nel perimetro di consolidamento della nuova controllata Salotto di Brera Duty Free S.r.l. 25. Costi per servizi Si fornisce l’indicazione della composizione dei costi per servizi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Agenti 2.605 2.359 246 Altri costi per servizi 160 305 (145) Assicurazioni 178 141 37 Commissioni bancarie, postali, d'incasso 860 1.038 (178) Compensi amministratori, sindaci, OdV 495 411 84 Consulenze 2.685 2.817 (132) Costi amministrativi 970 605 365 Customer service 291 547 (256) Magazzinaggio 555 481 74 Manutenzioni 11 22 (11) Pubblicità, promozioni, mostre, fiere 164 151 13 Pulizie e sorveglianza 28 23 5 Trasporti, spedizioni 2.218 2.913 (695) Utenze 243 233 10 Web marketing 123 210 (87) Viaggi, soggiorni e spese di rappresentanza 88 78 10 Totale 11.674 12.334 (660) La voce fa principalmente riferimento: - alla divisione B2B: costi per servizi di trasporto e spedizioni per Euro 0,6 milioni, costi di magazzinaggio per Euro 0,5 milioni e costi per agenti per Euro 0,4 milioni; - alla divisione B2C: costi per agenti per Euro 2,2 milioni, trasporti spedizioni per Euro 1,65 milioni, commissioni bancarie per Euro 0,7 milioni e servizi di Customer Services per Euro 0,3 milioni. Il decremento è da ricondursi principalmente alla diminuzione dei costi di trasporto e spedizione riconducibile al mancato business derivante dalla vendita delle mascherina, che aveva prodotto nel 2021 oltre un fatturato di 10,4 milioni un incremento significativo dei costi di trasporto per l’importazione della merce dalla Cina.
124 I costi per consulenza e i costi amministrativo-informatici sono prevalentemente riferiti sia alla divisione Corporate che alla divisioneB2C (Ibox e ECO). 26. Costi per godimento beni di terzi Si fornisce l’indicazione della composizione dei costi per godimento beni di terzi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Affitti 100 23 77 Noleggi 59 38 21 Leasing operativo 21 32 (11) Totale 180 93 87 I costi per godimento per beni di terzi fanno riferimento a leasing di beni strumentali il cui valore è inferiore a Euro 5.000 e a noleggi la cui durata è inferiore a 12 mesi per i quali non si applica il principio IFRS 16. 27. Costi del personale I costi del personale si dettagliano come di seguito: 31.12.2021 31.12.2021 Variazione Salari e stipendi 4.285 3.978 307 Oneri sociali 908 931 (23) TFR 209 217 (8) Totale 5.402 5.126 276 Il costo del personale si incrementa rispetto al 31 dicembre 2020 per un totale pari ad Euro 0,3 milioni. L’incremento è principalmente dovuto alla controllata Salotta di Brera Duty Free S.r.l.consolidata a partire da gennaio 2021. 28. Ammortamenti e svalutazioni Di seguito si fornisce il dettaglio della voce: Ammortamenti e svalutazioni 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Ammortamenti imm. Immat. 1.071 1.048 23 Ammortamenti imm. Mat 456 828 (372)
125 Svalutazioni (Rivalutazioni) 647 2.411 (1.764) Totale 2.174 4.287 (2.113) Con riferimento alle voci “Ammortamenti” si rimanda alle note di commento nei paragrafi rispettivamente 1 (“Attività materiali”), 2 (“Attività per diritto d’uso”), 3 (“Attività immateriali”) e 9 (“Crediti commerciali”). 29. Altri costi operativi Di seguito si fornisce il dettaglio della voce: 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Altre imposte e tasse 19 27 (8) Altri oneri 32 109 (77) Sanzioni, multe e ammende 97 82 15 Sopravvenienze 261 25 236 Perdite su crediti - - - Totale 409 244 165 La voce altri costi operativi al 31 dicembre 2021 è in parte dovuta a sopravvenienze chiuse a nel corso dell’anno. 30. Proventi ed oneri finanziari Si fornisce l’indicazione della composizione dei proventi ed oneri finanziari, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente. Proventi ed oneri finanziari 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Interessi attivi c/c bancari 3 588 (585) Utili su cessione titoli - 333 (333) Interessi attivi diversi - - - Utili su cambi 70 621 (551) Proventi finanziari 73 1.542 (1.469) Interessi passivi c/c bancari 50 24 26 Interessi passivi diversi 690 234 456 Interessi passivi su anticipi fatture e factoring 70 80 (10) Interessi passivi su mutui 266 324 (58) Interessi passivi su prestito obbligazionario 281 263 18 Oneri bancari 66 109 (43) Oneri finanziari SIMEST - 20 (20) Oneri finanziari IFRS16 29 36 - Perdite su cambi 208 289 (81) Oneri finanziari 1.660 1.564 96 Totale (1.587) (22) (1.565)
126 Il totale dei proventi ed oneri finanziari al 31 dicembre 2021 risultano essere negativi di Euro 1,6 milioni e presentano uno scostamento di pari importo rispetto all’esercizio precedente. La motivazione è da ricondursi a i proventi finanziari per Euro 600 migliaia a seguito della decisione unilaterale di rinunciare a parte dell’earn-out di E-Commerce Outsourcing S.r.l. , per Euro 581 migliaia per proventi su cambi principalmente calcolati sul finanziamento con la parte correlata Meridiana contratto in Dollari americani e per Euro 133 migliaia a seguito della plusvalenza sulla cessione dei titoli Vertice 360, realizzati nel 2020 Gli oneri finanziari si riducono rispetto al 31 dicembre 2019 principalmente per effetto di minori perdite su cambi relativi all’attività caratteristica. 31. Imposte sul reddito Di seguito si fornisce il dettaglio delle imposte sul reddito: Imposte 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Imposte correnti (208) (270) 62 Imposte differite 399 (14) 413 Totale 191 (284) 475 Le imposte correnti ammontano a Euro 0,2 Milioni (Euro 0,3 Milioni al 31 dicembre 2020). Nel corso dell’esercizio Giglio Group e la controllata E-Commerce Outsourcing hanno stipulato un contratto per disciplinare i reciproci rapporti derivanti dall’esercizio dell’opzione per il Consolidato Fiscale nazionale relativamente al triennio 2020-2022 come disciplinato dagli articoli 117 e 129 del TUIR, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917. L’incremento delle attività per imposte anticipate è dovuto essenzialmente all’incremento degli interessi passivi conferibili al consolidato fiscale deducibili negli esercizi futuri. La tabella sottostante riepiloga il dettaglio delle imposte dell’esercizio: 31.12.2021 Giglio group Ibox SA Giglio USA Media 360 HK Giglio Shanghai eCommerce Outsourcing S.r.l. Salotto di Brera S.r.l. Risultato ante imposte (3.153) (577) 71 (14) (25) (347) (172) Imposta teorica - - - - - - - Imposta effettiva 24 (79) 17 - - (82) (88) Imposte differite 255 0 0 - - 81 0 Utile dopo imposte (2.873) (655) 88 (14) (25) (347) (260)
127 Tax rate teorico 27,90% 19,00% 34,00% 16,50% 34,00% 27,90% 27,90% Tax rate effettivo -0,77% 13,63% 23,30% 0,00% 0,00% 23,54% 51,49% Ai sensi di legge si evidenziano i compensi complessivi spettanti agli Amministratori e ai membri del Collegio sindacale della Controllante Giglio Group S.p.A. Consiglio di amministrazione (valori in migliaia di euro) A. Giglio 200 A. Lezzi 31 S. Olivotto 15 F.Gesualdi 31 S.Armella 13 M. Belloni 79 Totale 369 Nel corso dell’esercizio ha cessato l’incarico, venuto a scadenza, l’amministratore S.Olivotto Nel corso dell’esercizio hanno cessato l’incarico i sindaci C.Tundo, M.Mannino, mentre il sindaco supplente G.Fantini, ha ricoperto temporaneamente il ruolo di sindaco effettivo per il periodo 21 giugno – 20 settembre 2021. Collegio Sindacale (valori in migliaia di euro) C. Tundo (fino al 21/06/2021) 13 M. Centore 27 M. Mannino (fino al 21/06/2021) 10 G. Mosci (dal 20/06/2021) 20 G. Fantini (dal 21/06/2021 al 20/09/2021) 8 L. Tacchino (dal 20/09/2021) 9 Totale 87 Per quanto riguarda i compensi percepiti da amministratori o dirigenti considerati parti correlate della Società, si rimanda alla relazione annuale sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, redatta ai sensi dell’art.123 ter TUF e dell’art.84 quater del Regolamento Emittenti che verrà resa disponibile secondo i termini di legge e di statuto. Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione o da società della rete BDO Italia S.p.A.
128 I compensi alla Società di revisione sono di seguito dettagliati: (valori in migliaia di euro) Servizi ricorrenti Soggetto che ha erogato il servizio destinatario Corrispettivo Revisione contabile limitata della relazione semestrale consolidata EY S.p.A. Capogruppo 55 Revisione contabile del bilancio d'esercizio Giglio Group S.p.a. BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 56 Revisione contabile del bilancio consolidato del gruppo BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 9 Verifiche di conformità bilancio consolidato e civilistico al regolamento Esef BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 5 Verifiche reporting package delle controllate BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 11 Totale servizi 135 Si riporta che in data 9 dicembre 2021 l’assemblea dei soci ha nominato come revisore di Gruppo B.D.O Italia S.p.A., fino a tale data era in carico EY S.p.A. Si riportano inoltre compensi per ODV per Euro 7 migliaia. I compensi agli amministratori, sindaci e alla società di revisione esposti non includono le spese vive addebitate. 32. Operazioni con parti correlate (Art.2427 co.1 n.22 – bis c.c.) La società ha effettuato operazioni con parti correlate (nell’accezione di cui all’art. 2427, comma 2, del Codice Civile) a condizioni che non si discostano da quelle di mercato. I rapporti di natura patrimoniale ed economica con le parti correlate sono dettagliati nel successivo paragrafo 35. 33. Impegni, garanzie e passività potenziali Garanzie Su alcuni Mutui Passivi, al 31 dicembre 2021 è presente la fidejussione personale del Dott. Alessandro Giglio, socio di riferimento della controllante Meridiana Holding S.r.l. Di seguito si espone il dettaglio: Impegni e garanzie (valori in migliaia di euro)
129 Ente Valore garanzia Importo garantito residuo B.POP Sondrio 900 152 Banco BPM 650 650 UNICREDIT 536 536 Totale garanzie bancarie 2.086 1.338 Prestito obbligazionario EBB 1.000 1.000 Totale garanzie 3.086 2.338 Passività potenziali Causa ordinaria (passiva): con atto di citazione notificato in data 18 febbraio 2020, la Servizi Italia Ltd ha convenuto in giudizio la Giglio Group, chiedendo al Tribunale di: “accertare la risoluzione dell’accordo transattivo concluso tra le parti in data 27 giugno 2019 e conseguentemente, accertare la reviviscenza del contratto concluso tra le medesime parti in data 19 maggio 2016 e quindi condannare Giglio Group S.p.A. a pagare a Servizi Italia ltd i compensi maturati e maturandi ai sensi dell’art. 5 del contratto originario nella misura che verrà determinato in corso di causa.” La vicenda trae origine da un accordo di servizi e licenza di marchi concluso con Servizi Italia Ltd, in forza del quale tale società si è impegnata a fornire a Giglio la consulenza per l’ottimizzazione dei processi aziendali e sviluppo del business oltre che la concessione in licenza dei marchi di cui la stessa Servizi Italia era titolare. Il tutto a fronte di un corrispettivo quantificato nella misura del 50% del primo margine come meglio definito e determinato all’art. 5 del contratto medesimo. Successivamente, le parti, in ragione di alcune criticità riscontrate nell’esecuzione del Contratto, hanno sottoscritto un accordo transattivo (Addendum) a mente del quale Giglio Spa avrebbe dovuto produrre e distribuire, su tutti i canali televisivi da essa gestiti, trecento contenuti pubblicitari per Servizi Italia, provvedendo altresì al pagamento, a saldo e stralcio di quanto dovuto a Servizi Italia ai sensi dell’art. 5 del richiamato Contratto, della somma di Euro 120 migliaia, in tre rate consecutive entro l’agosto 2019. In data 5 agosto 2019, Giglio ha contestato a Servizi Italia l’inadempimento grave dell’Addendum, per la prosecuzione illecita dell’utilizzo dei marchi e dei loghi e denominazioni del Gruppo Giglio, con conseguente contestazione di concorrenza illecita e contraffazione di marchio, sospendendo i pagamenti. Con lettera del legale, datata 8 agosto 2019, Servizi Italia, respingendo le contestazioni fatte da Giglio ha intimato il saldo, pari ad € 80.000,00, dell’Addendum. Con lettera datata 4 settembre 2019, Servizi Italia ha ritenuto di intimare a Giglio la risoluzione dell’Addendum, con la conseguente riviviscenza del Contratto. Contratto che prevede il pagamento,
130 in favore di Servizi Italia, di un corrispettivo da determinarsi, in ragione degli artt. 5.1 e 5.2 dello stesso, dei volumi di vendita effettivamente conseguiti e/o dei ricavi generati dalla pubblicità apportata direttamente grazie ai servizi resi da Servizi Italia. Si è costituita in giudizio Giglio eccependo preliminarmente la nullità totale e/o parziale del contratto intercorso tra le parti e/o le sue singole clausole, stante l’assoluta indeterminatezza e/o indeterminabilità dell’oggetto del contratto e/o per assenza di causa e/o, in via subordinata, la nullità parziale del contratto medesimo, per mancanza di causa in ragione del difetto di equivalenza delle prestazioni. Ferma l’eccepita nullità totale e/o parziale del contratto, sebbene la controparte non abbia fornito elementi rilevanti in merito alla effettiva esecuzione delle attività e dei servizi indicati nel contratto relativamente all’attività di consulenza strategico organizzativa, così come assolutamente generiche siano rimaste le argomentazioni svolte in merito al suo concreto intervento per la definizione degli accordi con i clienti dalla stessa citati (accordi che in ogni caso ci è stato comunicato, in larga parte non sarebbero stati mai effettivamente conclusi). Con ordinanza del 20.02.2022 il Giudice ha ordinato a Giglio di esibire: copia delle fatture ricevute dal 2016 al 2021 inerenti ai vari clienti indicati da controparte tra cui, copia delle fatture emesse nel medesimo arco temporale ai seguenti clienti e gli estratti di magazzino. Ha assegnato termine sino al 30.05.2022 per esibire la documentazione richiesta e ha rinviato l’udienza al 13 luglio 2022. Il legale incaricato di difendere Giglio Spa ritiene l’esito della causa possibile. Tuttavia la Società ha mantenuto il debito iscritto pari a Euro 285 migliaia. Causa ordinaria (passiva): nell’ambito dei più articolati accordi sottoscritti nel luglio 2019, fra Giglio Group da una parte e Vertice Trescientos Sesenta Grados S.A. e Squirrel Capital S.L.U. dall’altra (il Contribution Agreement - Contratto), unitamente agli altri accordi esecutivi dell’Head of Term definito fra le stesse società, è stato previsto un closing fissato su sollecitazione di Vertice 360 per il 31.10.2019. Giglio Group, successivamente al closing, sottolineando che, in base al Contratto, la Closing Letter non poteva avere alcun valore novativo del Contratto medesimo, ha contestato la composizione di tale posta debitoria, sia negli addendi che nel totale. Nello specifico, Giglio Group ha contestato la debenza di addendi per complessivi Euro 2.037 migliaia.
131 Le contestazioni in fase stragiudiziale, allo stato non hanno portato ad una soluzione della vicenda tanto che Giglio si è determinata a proporre un giudizio dinnanzi al Tribunale Civile di Milano per chiedere in tale sede di: accertare e dichiarare l’illegittimità della Closing Letter del 30/10/2019, per l’erroneità delle voci di debito a carico di Giglio Group indicate nella stessa e procedere, quindi, alla rettifica della stessa, ex art. 1430 c.c. come esposto in narrativa; in via subordinata, pronunciare l’annullamento della Closing Letter del 30/10/2019, per errore nella sua sottoscrizione, ex art. 1427, 1428, 1429 e 1431 c.c.; in via alternativa e/o gradata, accertare e dichiarare l’illegittimità della Closing Letter, a fronte della nullità degli artt. 2.4.2 e 7.5 del Contribution Agreement, per le ragioni di cui narrativa, ex artt. 1418, 1322 e 1325 c.c.; per l’effetto degli accertamenti di cui sopra, accertare e dichiarare che nulla è dovuto da Giglio Group nei confronti delle società convenute e/o in favore delle società M3 e M360 Italy, a fronte delle somme ad oggi già versate per complessivi Euro 658.979,18; accertare e dichiarare, in ogni caso, l’inadempimento di Vertice 360 e di Squirrel nei confronti di Giglio Group, per le ragioni di cui in narrativa e, per l’effetto, condannare le società convenute, in persona dei loro legali rappresentanti pro tempore, al risarcimento dei danni subiti e subendi in favore della società attrice. Ciò detto, nelle more dell’emergenza sanitaria e della conseguente interruzione dell’attività giudiziaria, in data 29.04.2020 è stato notificato, da Vertice 360, Squirrel Capital SLU, M-Three Satcom S.r.l., Media 360 Italy Corporate Capital S.r.l., e Nautical Channel Limited, a Giglio un atto di citazione con il quale è stato chiesto al Tribunale adito: di accertare e dichiarare l’inadempimento di Giglio, alle proprie obbligazioni ai sensi del Contribution and Investment Agreement stipulato in data 8 luglio 2019 e della Closing Letter stipulata in data 30 ottobre 2019, così come meglio descritte in narrativa, e, per l’effetto, condannare Giglio Group S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, a corrispondere Euro 4.545 migliaia; di accertare e dichiarare la responsabilità risarcitoria di Giglio per inadempimento all’obbligo di conferire le Società Target per un valore complessivo di Euro 12,5 milioni ovvero, comunque, per dolo incidente ex art. 1440 c.c. e/o per violazione delle rappresentazioni e garanzie di cui al Contribution and Investment Agreement dell’8 luglio 2019 ovvero, in
132 subordine, per violazione del dovere di buona fede e correttezza e/o ex art. 2043 c.c. e, per l’effetto, condannare Giglio, a corrispondere a Vertice360 l’importo di Euro 9.523 migliaia. Stato della controversia: Il giudizio ha assunto il N.R.G. 15747/2020 fissando l’udienza di comparizione al 23.02.2021. Giglio si è costituita in giudizio, eccependo e contestando la fondatezza della domanda avversaria e formulando al contempo domanda riconvenzionale. Giglio Group contesta a Vertice 360, in via riconvenzionale l’inveridicità del valore di concambio dichiarato da Vertice 360 a PWC e dalla stessa periziato, alla luce della inattendibilità del Piano Industriale e delle ulteriori assunzioni e dichiarazioni fornite dal suo management. Con la conseguente possibilità per Giglio Group di richiedere a Squirrel e Vertice 360 il risarcimento del danno subito, pari al valore dei conferimenti (Euro 12,5 milioni) meno il valore di borsa delle azioni (circa Euro 3,5 milioni). Alla luce delle considerazioni che precedono Giglio Group, nel costituirsi nel giudizio in esame, ha chiesto al Tribunale adito di voler: accertare e dichiarare l’inadempimento di Vertice 360 e di Squirrel nei confronti di Giglio Group, causativi di un danno ingiusto nei confronti di Giglio Group, che si quantifica in Euro 12.832 migliaia per danno emergente e lucro cessante, Euro 341 migliaia per ritardi nel trasferimento delle azioni di vertice ed Euro 2.564 migliaia per sussistenza di un credito vantato da Giglio Group nei confronti di Nautical Channel Ltd.: rigettare completamente tutte le domande avversarie, perché infondate e non provate, sia in fatto che in diritto, per tutte le ragioni e le eccezioni di cui in narrativa; accertare e dichiarare l’illegittimità della Closing Letter del 30/10/2019, per l’erroneità delle voci di debito a carico di Giglio Group indicate nella stessa. Il Giudice, ha concesso i predetti termini per il deposito di memorie integrative e per l’articolazione dei mezzi istruttori, rinviando per l’eventuale ammissione delle prove all’udienza del 14.12.2021. All’esito di tale udienza, il giudice ha invitato le parti a raggiungere un accordo transattivo. Successivamente, dopo un primo scambio di proposte transattive le Parti hanno sottoscritto un verbale di conciliazione durante l’udienza del 23.02.2022 che prevede il pagamento della somma di Euro 3.000.000,00 in 15 rate, di cui le prime 14 di complessivi Euro 196.666,67 ciascuna e la quindicesima di complessivi Euro 246.666,62. Rischio soccombenza: A fronte della transazione sopra raggiunta la causa ad oggi risulta essere chiusa.
133 34. Analisi dei rischi finanziari (IFRS 7) I rischi finanziari esistenti sono totalmente a carico della controllante GIGLIO GROUP S.P.A. Il presente bilancio è redatto nel rispetto delle disposizioni di cui all’IFRS 7, che richiede informazioni integrative riguardanti la rilevanza degli strumenti finanziari in merito alle performance, alla esposizione finanziaria, al livello di esposizione al rischio derivante dall’utilizzo di strumenti finanziari, nonché una descrizione degli obiettivi, delle politiche e delle procedure poste in atto dal management al fine di gestire tali rischi. Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari. I finanziamenti e crediti sono attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato che maturano interessi a tasso fisso o variabile. Il valore contabile potrebbe essere influenzato da cambiamenti del rischio di credito o di controparte. Il Gruppo non ha in essere strumenti finanziari derivati. Si rileva che il valore contabile delle attività e passività finanziarie iscritte in bilancio approssima il loro fair value. Di seguito si riporta il raffronto tra il valore contabile e il fair value delle attività e passività finanziarie al 31 dicembre 2021. 31.12.2021 31.12.2020 Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata (valori in migliaia di euro) Valore contabile Fair value Valore contabile Fair value Attività non correnti Partecipazioni (5) 8 8 8 8 Crediti (6) 231 231 663 663 Totale attività non correnti 18.488 18.267 Attività correnti Crediti finanziari (10) 2 2 2 2 Disponibilità liquide (13) 2.474 2.474 5.085 5.085 Totale attività correnti 16.887 20.163 Totale Attivo 35.375 38.430 Passività non correnti Debiti finanziari (quota non corrente) (18) 8.933 8.933 12.183 12.183 Totale passività non correnti 10.947 13.455 Passività correnti Debiti finanziari (18) 9.610 9.610 4.096 4.096 Totale passività correnti 26.725 24.650 Totale Passività e Patrimonio Netto 35.375 38.430 Finanziamento a medio termine Il Gruppo presenta, alla data del 31 dicembre 2021, una posizione finanziaria netta negativa pari a
134 circa Euro 17 milioni (per la base di calcolo e la riconciliazione dei dati si rimanda alla apposita tabella esposta in relazione sulla gestione). Tali debiti sono inclusivi anche del Prestito obbligazionario denominato “EBB Export Programme” emesso nel 2019 e di finanziamenti bancari a medio lungo termine chirografari. L’Emittente ha in essere numerosi contratti di finanziamento e, in una parte significativa degli stessi, sono previste clausole di cross default solo interno, negative covenants ed acceleration event in caso di mancato rispetto da parte del Gruppo di alcuni obblighi informativi o di preventiva autorizzazione al compimento di determinate operazioni. I contratti di finanziamento in essere con l’Emittente non prevedono clausole di cross default esterno né obblighi di rispetto di specifici covenants finanziari (questi ultimi si applicano unicamente con riferimento al Bond EBB Export Programme). Nonostante la Società monitori attentamente l’evoluzione della propria esposizione finanziaria, l’eventuale violazione degli impegni contrattuali o il mancato pagamento di rate, eventuali mancati rinnovi o revoche delle linee attualmente in essere, anche per effetto di eventi estranei alla volontà e/o attività dell’Emittente e/o delle società del Gruppo, potrebbero avere un impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Società e del Gruppo. Nella nota 18 sono riepilogati i finanziamenti in essere con riferimento alla società Giglio Group S.p.A.. In data 2 aprile 2019 la società ha emesso un prestito obbligazionario (Bond EBB Export Programme) non convertibile per un importo di Euro 5 milioni in linea capitale, costituito da 50 obbligazioni al portatore aventi ciascuna valore nominale pari a Euro 100.000,00, con le seguenti condizioni: Sottoscrittori: il Prestito Obbligazionario è stato integralmente sottoscritto dalla SPV; Quotazione: le Obbligazioni non saranno quotate su alcun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione; Modalità di emissione: le Obbligazioni sono emesse in un’unica tranche; Prezzo di emissione: il prezzo di emissione è pari al 100% del valore nominale delle Obbligazioni; Interessi: le Obbligazioni saranno fruttifere di interessi al tasso fisso nominale annuo lordo pari a 4,572% da liquidarsi con cedola semestrale posticipata;
135 Durata e Scadenza legale: le Obbligazioni hanno una durata legale di 8 anni e 6 mesi e la data di scadenza sarà l'ultima data di pagamento interessi dell’anno 2027; Rimborso: le Obbligazioni saranno rimborsate alla pari e, dunque, al 100% del valore nominale, secondo il piano di ammortamento previsto dal regolamento, in 13 rate semestrali di capitale, con un periodo di pre-ammortamento di durata pari a 2 anni. In data 26 luglio 2021 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle Date del test 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021. La Società si è attivata per una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari per il 2022, inviando in data 17 marzo 2022 una nuova richiesta di waiver a EBB Export S.r.l.. 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate Le Parti Correlate e le relative operazioni intervenute nel corso dell’esercizio 2021 sono state individuate in applicazione delle disposizioni previste dalla Procedura per le Operazioni con Parti Correlate (“Procedura OPC”), consultabile sul sito internet www.giglio.org , alla sezione Corporate Governance/Sistema e regole di Governance/Procedura parti correlate, redatta e applicata dalla Società in conformità al Regolamento sulle operazioni con parti correlate adottato con delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche (“Regolamento Consob”), nonché ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 2427, comma 2, del Codice Civile e del principio contabile internazionale IAS 24. Di seguito vengono indicate le società definite come parti correlate e il rapporto di correlazione con la Società: Meridiana S.r.l. è l’azionista di maggioranza della Società e possiede a partire dal 21 giugno 2021 il 55,66% del capitale sociale (precedentemente il 56,6%). Inoltre, il capitale sociale della stessa è detenuto al 99% da Alessandro Giglio (consigliere presidente del consiglio di amministrazione della Società) e per il restante 1% dalla signora Yue Zhao. Max Factory S.r.l. è una società controllata al 100% da Meridiana Holding S.r.l. Azo Asia Limited è una società controllata al 100% da Meridiana Holding S.r.l.
136 Si riportano in seguito in forma tabellare, i valori economici e patrimoniali relativi ai rapporti con le Parti Correlate al 31 dicembre 2021. Si evidenzia che i dati indicati nelle seguenti tabelle sono tratti dai bilanci consolidati dell’Emittente e/o da dati di contabilità generale. La voce “Altre parti correlate” fa riferimento alle società Meridiana Holding S.r.l. e Azo Asia Limited Con riferimento alle operazioni con Società controllate, si riporta di seguito un dettaglio della composizione delle stesse per ciascuna tipologia di transazione intervenuta: Operazioni con parti correlate al 31 dicembre 2021 Crediti commercial i Crediti finanziar i Debiti commercial i Debiti finanziar i Ricavi da vendit e Costi operativ i Proventi finanziar i Oneri finanziar i A Società controllate 1.416 2.507 75 1.483 2.691 1.825 B Società controllanti o sottoposte a comune controllo C Società collegate D Partecipate E Joint venture F Dirigenti con responsabilità strategiche, di cui: - - - - - - - - Amministratori esecutivi Amministratori non esecutivi Altri G Altre parti correlate, di cui: - - - 624 - - (54) 14 Collegio Sindacale Joint venture Stretti familiari Altri 624 (54) 14 Totale (A;B;C;D;E;F;G) 1.416 2.507 75 2.108 2.691 1.825 (54) 14 Crediti debiti commerciali Crediti/Debiti Giglio Group Giglio USA Giglio Shanghai Salotto di Brera Ecommerce Outosourcing Ibox SA Giglio Group 1.002 77 195 142 Ecommerce outsourcing 3 4 Giglio USA - Giglio Shanghai
137 Salotto di Brera - IBOX SA 72 26 Crediti debiti finanziari Crediti/Debiti Giglio Group Giglio USA Giglio Shanghai Salotto di Brera Ecommerce Outosourcing Ibox SA Giglio Group 102 - 2.405 Ecommerce outsourcing 1.483 Giglio USA Giglio Shanghai Salotto di Brera IBOX SA - Ricavi-costi commerciali Ricavi/Costi Giglio Group Giglio USA Giglio Shanghai Salotto di Brera Ecommerce Outosourcing Ibox SA Giglio Group 1.741 302 644 4 Ecommerce outsourcing 2 744 Giglio USA Giglio Shanghai 105 Salotto di Brera 1.716 IBOX SA 2 52 La natura delle operazioni intragruppo esposte nella tabella sopra è la seguente: (i) per E-Commerce Outsourcing, Giglio USA e Ibox SA trattasi in generale del ricarico dei costi amministrativi sostenuti dall’Emittente in nome e per conto delle società controllate, (ii) per Giglio USA e Ibox SA trattasi, anche, della fornitura di beni e servizi. Le operazioni con Parti Correlate, ai sensi dell’art. 2427 co.1 n. 22 – bis c.c., risultano essere quelle poste in essere con i seguenti soggetti: Max Factory S.r.l.: società immobiliare di proprietà di Alessandro Giglio, che dà in locazione a Giglio Group i seguenti immobili: o Sede di Genova: Palazzo della Meridiana per un costo complessivo annuo pari ad Euro 90 migliaia; o Sede di Roma: Via dei Volsci per un costo complessivo annuo pari ad Euro 49,8 migliaia; AZO Asia Limited: società di proprietà di Merdiana Holding S.r.l. che ha effettuato un finanziamento al Gruppo. In data 20 dicembre 2020 Azo Asia Limited ha ceduto il proprio credito finanziario a Meridiana Holding S.r.l.. Al 31 dicembre 2021 il debito complessivo ammonta ad Euro 0,6 milioni;
138 I compensi corrisposti nel 2021 al Consiglio di Amministrazione dell’Emittente ammontano a Euro 369 migliaia. 36. Dividendi Contestualmente all’approvazione delle linee guida del piano 2022-2026 il Consiglio ha deliberato di adottare una politica pluriennale di distribuzione di dividendi decisi anno per anno in funzione dei risultati conseguiti e qualora la situazione patrimoniale lo consenta. 37. Utile per azione L’utile base per azione attribuibile ai detentori di azioni ordinarie della società ̀ è calcolato dividendo l’utile per il numero di azioni in essere alla data di chiusura dell’esercizio. 38. Utile diluito per azione Non vi sono effetti diluitivi. 39. Informazioni ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 di cui parti correlate 31.12.2020 di cui parti correlate Attività non correnti Attività materiali (1) 318 404 Attività per diritto d'uso (2) 752 952 Attività immateriali (3) 2.877 3.058 Avviamento (4) 13.353 12.353 Partecipazioni (5) 8 8 Crediti (6) 231 663 Attività fiscali differite (7) 949 829 Totale attività non correnti 18.488 - 18.267 - Attività correnti Rimanenze di magazzino (8) 2.238 1.754 Crediti commerciali (9) 9.928 9.951 51 Crediti finanziari (10) 2 2 Crediti d'imposta (11) 397 1.061 Altre attività (12) 1.848 2.310 Disponibilità liquide (13) 2.474 5.085 Totale attività correnti 16.887 - 20.163 51 Totale Attivo 35.375 - 38.430 51 Patrimonio Netto (14) Capitale sociale 4.394 4.149 Riserve 22.105 20.376 Riserva FTA 5 4 Risultati portati a nuovo (24.167) (21.542) Riserva cambio (10) (15)
139 Utile (perdita) del periodo* (4.623) (2.647) Totale Patrimonio Netto di Gruppo (2.296) - 325 - Patrimonio netto di terzi - - Totale Patrimonio Netto (2.296) - 325 - Passività non correnti Fondi per rischi e oneri (15) 73 155 Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) (16) 673 730 Passività fiscali differite* (17) 192 387 Debiti finanziari (quota non corrente) (18) 8.933 624 12.183 Altre passività non correnti (19) 1.076 Totale passività non correnti 10.947 624 13.455 - Passività correnti Debiti commerciali (20) 10.931 13.591 Debiti finanziari (quota corrente) (18) 9.610 4.096 892 Debiti per imposte (21) 3.192 3.219 Altre passività (19) 2.992 3.744 Totale passività correnti 26.725 - 24.650 892 Totale Passività e Patrimonio Netto 35.375 624 38.430 892 Conto economico consolidato (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 di cui parti correlate 31.12.2020 di cui parti correlate Ricavi totali (22) 38.242 41.291 Altri ricavi (22) 219 696 Costi capitalizzati (23) 302 298 Variazione delle rimanenze (29) (158) Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (24) (22.122) (22.384) Costi per servizi (25) (11.674) (12.334) Costi per godimento beni terzi (26) (180) (93) Altri costi operativi (29) (180) (93) Costi operativi (33.976) 0 (34.811) 0 Salari e stipendi (27) (4.285) (3.978) Oneri sociali (27) (908) (931) TFR (27) (209) (217) Costo del personale (5.402) 0 (5.126) 0 Ammortamenti attività immateriali* (28) (1.071) (1.048) Ammortamenti attività materiali (28) (456) (828) Svalutazioni (28) (647) (2.411) Ammortamenti e svalutazioni (2.174) 0 (4.287) 0 Altri costi operativi (29) (409) (244) Risultato operativo (3.227) 0 (2.341) 0 Proventi finanziari (30) 73 14 1.542 Oneri finanziari netti (30) (1.660) (54) (1.564) (71) Risultato prima delle imposte (4.814) (40) (2.363) (71) Imposte sul reddito* (31) 191 (284) Risultato netto di esercizio (4.623) (40) (2.647) (71) Di cui di terzi 0 0
140 Risultato delle attività destinate a continuare per azione base e diluito (0,2104) (0,1650) Risultato netto per azione base e diluito (0,2873) (0,1269) 40. Valutazione della continuità aziendale Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 del Gruppo è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività, sulla base delle valutazioni fatte dagli Amministratori, così come previsto dallo IAS 1, sulla capacità di continuare ad operare come un’entità in funzionamento, tenendo conto di tutte le informazioni a loro conoscenza sul futuro che è relativo, ma non limitato, ad almeno 12 mesi. Il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2021 ha chiuso con una perdita di Euro 4.623 migliaia, che ha condotto ad un patrimonio netto negativo pari a Euro 2.296 migliaia. Il bilancio della capogruppo Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 evidenzia una perdita di Euro 3.123 migliaia, che ha condotto ad un patrimonio netto pari a Euro 235 migliaia, facendo emergere la fattispecie prevista dall’art. 2446 Codice Civile. In data 28 marzo 2022 il Consiglio di Amministrazione della Società Giglio S.p.A. ha approvato il Piano Industriale 2022 – 2026. Dal mese di novembre 2021 la società si è dotata di un nuovo management commerciale che ha completamente rivisto gli assetti commerciali e le concrete possibilità di sviluppo del business del Gruppo. Il nuovo Piano industriale considera un’accelerazione del GMV (Gross Merchandise Value) ad un tasso di crescita cumulativo di circa il 10% (CAGR), sia per crescita organica, in linea con le aspettative del mercato di riferimento (le vendite on line del fashion di lusso), sia per nuove acquisizioni di brand. Nell’arco del piano, l’obiettivo è un incremento lineare dei ricavi, con una redditività (rapporto Ebitda/Ricavi) sostenibile nel lungo termine, la cui incidenza risulta superiore al 10% nell’ultimo anno di piano. L’obiettivo è ottenere un bilanciamento tra le attività B2B che includono sia la distribuzione ai marketplace digitali (vista in forte sviluppo come canale di smobilizzo di stock, sia l’attività della neoacquisita Salotto di Brera specializzata in forniture c.d. Travel Retail (vendite a bordo di navi crociera e a Duty Free shop di porti e aeroporti) e le attività B2C, con le avanzate soluzioni tecnologiche proposte dalla piattaforma di Terashop (di eCommerce Outsourcing)
141 integrata e personalizzata anche per la clientela di Ibox SA, anche per categorie merceologiche diverse dal fashion, quali il design, l’elettronica, il DIY retail ed il food. Il Piano industriale prevede un miglioramento del profilo finanziario e patrimoniale, contando su una generazione di cassa operativa positiva, un controllo del capitale circolante a supporto delle vendite B2B, fabbisogni per investimenti riparametrati rispetto agli esercizi precedenti, dopo l’acquisizione delle competenze tecnologiche provenienti da ECO e gli investimenti interni effettuati nel corso del 2020 e 2021 sulle piattaforme. Gli amministratori hanno effettuato adeguate analisi di sensitività sulle principali ipotesi del piano. Si evidenzia che il budget 2022 utilizzato dagli Amministratori nella valutazione circa il rispetto del presupposto della continuità aziendale, prevede la generazione di un flusso di cassa positivo con indicatori economici ritornati in positivo. La formulazione di tale previsione include tuttavia alcune assunzioni, la cui eventuale realizzazione non completa (singolarmente e/o cumulativamente), porterebbe una conseguente riduzione del risultato del piano. Di seguito sono riportate le principali assunzioni, utilizzate dagli Amministratori, per la stima del flusso di cassa per l’esercizio 2022: - Crescita organica e commerciale del 3% sui Ricavi e del 10% sul GMV della divisione B2C che ha come caratteristica principale del proprio modello di business l’incasso immediato dagli utenti ed il pagamento differito della merce e dei servizi ai fornitori. Tale crescita, che impatterà sul EBITDA margin in maniera poco significativa è da ricondursi ad un effetto combinato derivante dalla cessione del ramo Incentive & Loyalty (il cui fatturato nel 2021 è di circa Euro 2,4 milioni e un EBITDA di circa 0,3 milioni) e all’acquisizione di due nuovi clienti all’anno; - Crescita commerciale del 20% dei Ricavi della divisione B2B che ha, invece, lo scopo di agevolare le vendite indirette on line da parte dei brand sulle più importanti piattaforme e- commerce a livello globale, offrendo ai brand una distribuzione addizionale alle reti fisiche. Tale crescita, che impatterà sul EBITDA margin del 4% è da ricondursi ad un effetto combinato derivante dalla ripresa degli acquisti post-pandemia e dalla crescita prevista per il 2022 (+30%) della società neo-acquisita, Salotto di Brera S.r.l.. - Miglioramento dei processi e conseguente riduzione dei costi a seguito di un’attività di razionalizzazione del perimetro delle attività aziendali come ad esempio la rideterminazione degli affitti del ufficio a Roma e dell’ufficio a Rho e di altre attività di saving realizzati grazie a sinergie
142 infragruppo (quali ad esempio riduzione costi legali, payroll, costi per consulenze e amministrative…) - Migliore gestione dei tempi medi d’incasso, dovuta contemporaneamente al potenziale ricorso al meccanismo di fattorizzazione pro-soluto del credito risultante dalle vendite ad alcuni grandi clienti attivi nel segmento B2B ed alla migliore gestione dell’affidamento commerciale da parte dei fornitori; In relazione alle assunzioni sopra riportate gli Amministratori evidenziano che: Il budget 2022 ed il piano 2023-2026 sono stati redatti avendo a riferimento azioni concrete e specifiche da intraprendersi nel corso dell’intero periodo di piano, tuttavia per sua natura intrinseca includono assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale legate alle usuali caratteristiche di un piano pluriennale, non potendo escludere che le azioni previste possano realizzarsi in tempi e con effetti diversi da quelli preventivati ma che allo stato attuale non prevedono comunque la mancata esecuzione del piano stesso: 1. Negoziazione con gli istituti bancari di credito a supporto del capitale circolante necessario per alimentare il business dell’e-commerce ed in particolare l’attività di distribuzione di prodotti fashion come dimostrato dall’attivazione di vari contratti di finanziamento sia nel semestre sia nel periodo immediatamente successivo, a tal fine si segnala che a inizio 2022 la controllata Salotto di Brera S.r.l. ha stipulato un contratto di Finanziamento di Euro 150 migliaia con Deutsche Bank ed ha in corso la formalizzazione di un secondo contratto per Euro 1.200 migliaia con Banca Progetto da deliberarsi a seguito del rilascio della garanzia da parte di SACE; 2. Il socio Meridiana Holding S.r.l. ha raggiunto un accordo con la Società tramite il quale il debito residuo relativo ai finanziamenti da essa erogato ripagabile in rate costanti, la cui ultima scadente il 30 settembre 2022, è stato spostato a pagamento in un’unica tranche scadente il 31 gennaio 2023. Ciò finalizzato a permettere all’azienda di completare il proprio percorso di riorganizzazione posticipando al 31 gennaio 2023 i flussi di cassa di rimborso previsti da settembre 2021 a settembre 2022;
143 3. EBB Export S.r.l., sottoscrittore del prestito obbligazionario, ha concesso, in data 26 luglio 2021, il waiver alla misurazione dei covenant in occasione delle scadenze previste nel 2021 (i.e. 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021; La società si è attivata con EBB Export per richiedere una estensione del waiver alla data di test del 30 giugno e 31 dicembre 2022 ed ha una ragionevole aspettativa che tale sospensione venga concessa, avendola già ottenuta per i due passati esercizi. In data 28 marzo 2022 l’azionista di maggioranza, Meridiana Holding S.r.l., ha sottoscritto una lettera di Garanzia per un importo pari a Euro 500 migliaia attivabile unicamente in caso di richiesta anticipata del Bond da parte di EBB, con un periodo di validità fino al 31 dicembre 2022 e con clausola di decadenza nel momento in cui EBB dovesse aderire alla richiesta di waiver per le prossime scadenze 30 giugno 2022 e 31 dicembre 2022; 4. Stipula mediante la controllata Salotto di Brera S.r.l. in data 14 febbraio 2022 di un accordo di Finanziamento per un importo complessivo di Euro 300 migliaia (di cui Euro 75 migliaia a fondo perduto) con SIMEST nel ambito del programma “Sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri (E-commerce)” a valere su risorse PNRR allocate al Fondo 394/81; 5. Il Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2021 come da proposta dell’ordine del giorno, “Attualmente è ancora aperta una delega per aumenti in natura esercitabile per cinque anni dalla data della delibera che consente all’organo ammnistrativo di aumentare il capitale sociale per un importo massimo pari a Euro 366.133,70 (10% del capitale allora esistente) oltre al sovrapprezzo. A questa si dovrà pertanto affiancare una delega per aumenti semplificati fino al 10% del capitale oggi esistente ai sensi dell’art. 2441, quanto comma, secondo periodo, ovvero anche una delega più ampia con procedura ordinaria.”, delibera di attribuire al Presidente del Consiglio di Amministrazione tutti i poteri necessari per dare esecuzione agli aumenti di capitale. Il 2022 si è avviato con la speranza di uscire dalla crisi provocata dal Covid19 e di riprendere una regolare attività economico/finanziaria basata su aspettative di una buona crescita economica. Come ben noto però il quadro generale è divenuto molto complesso a causa delle vicende geopolitiche che hanno caratterizzato i primi mesi dell’anno, segnatamente del conflitto russo- ucraino.
144 L’Unione Europea, come anche il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America, hanno immediatamente inflitto una serie di sanzioni economiche pesantissime. Gli effetti prodotti dai sopradescritti provvedimenti hanno generato un significativo impatto economico e sociale sia per la Russia che per i paesi della NATO. In Italia abbiamo immediatamente registrato un aumento del prezzo delle materie prime nonché significative difficoltà nell’approvvigionamento di taluni prodotti dal mercato russo/ucraino che nel breve periodo porteranno ad una diminuzione dell’offerta e quindi ad un fisiologico incremento dei prezzi. Pertanto, alla luce di quanto sin qui rappresentato appaiono evidenti gli impatti diretti e indiretti che il conflitto Russia – Ucraina potrà portare alle imprese italiane a seconda dei settori in cui operano, tanto in termini di significatività dell'impatto quanto in termini di tendenza negativa/positiva, a seconda del settore di appartenenza, delle caratteristiche, anche geografiche, delle filiere di fornitura nonché dei mercati di sbocco in cui esse si collocano. L'organo amministrativo segnala che l'attività della società non dovrebbe subire degli stravolgimenti tali a livello economico e finanziario in grado di mettere a repentaglio la continuità aziendale. Si segnala tuttavia alcuni rallentamenti nel mese di marzo limitatamente ad alcuni clienti situati in Paesi dell’Est i cui ordini sono slittati nel secondo semestre del 2022. Sarà cura dello stesso, tuttavia, monitorare costantemente l'evolversi della situazione ed intraprendere tempestivamente tutte le iniziative opportune per preservare la continuità aziendale della società. Gli Amministratori, pur in presenza delle incertezze sopra descritte, si ritengono confidenti nel raggiungimento dei risultati previsti nel Piano e ritengono di poter confermare la sussistenza del presupposto della continuità aziendale per l’orizzonte temporale di almeno, ma non limitato a, dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio. La valutazione è naturalmente frutto di un giudizio soggettivo che ha tenuto conto del grado di probabilità di avveramento degli eventi e delle incertezze sopra evidenziati. Da ultimo gli Amministratori, consapevoli dei limiti intrinseci della propria determinazione, garantiscono il mantenimento di un costante monitoraggio sull’evoluzione dei fattori presi in considerazione, così da poter assumere, laddove se ne verificassero i presupposti, i necessari accorgimenti nonché a provvedere, con analoga prontezza, ad assolvere agli obblighi di comunicazione al mercato
Giglio Group S.p.A. Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell’art.10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 CTD/GNT/cbr - RC127132021BD1297
Tel: +39 02 58.20.10 www.bdo.it Viale Abruzzi, 94 20131 Milano Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Verona BDO Italia S.p.A. – Sede Legale: Viale Abruzzi, 94 – 20131 Milano – Capitale Sociale Euro 1.000.000 i.v. Codice Fiscale, Partita IVA e Registro Imprese di Milano n. 07722780967 - R.E.A. Milano 1977842 Iscritta al Registro dei Revisori Legali al n. 167911 con D.M. del 15/03/2013 G.U. n. 26 del 02/04/2013 BDO Italia S.p.A., società per azioni italiana, è membro di BDO International Limited, società di diritto inglese (company limited by guarantee), e fa parte della rete internazionale BDO, network di società indipendenti. Pag. 1 di 6 Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell’art.10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Agli Azionisti di Giglio Group S.p.A. Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato Giudizio Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato di Giglio Group S.p.A. (il Gruppo), costituito dalla situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2021, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l’esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati. A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l’esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art.9 del D.Lgs.38/05. Elementi alla base del giudizio Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Giglio Group S.p.A. (la Società) in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Richiamo di informativa – Continuità aziendale Richiamiamo l’attenzione sulla nota “40. Valutazione della continuità aziendale” relativa al bilancio consolidato al 31 dicembre 2021. Il bilancio consolidato del Gruppo evidenzia una perdita di Euro 4.623 migliaia ed un patrimonio netto negativo pari ad Euro 2.296 migliaia. E’ altresì da rilevare che il patrimonio netto della capogruppo Giglio Group S.p.A. ha subito una riduzione significativa in relazione alle perdite realizzate nel corso dell’esercizio, ciò ha generato la riduzione dello stesso sotto i limiti previsti dall’art.2446 del Codice Civile. In data 28 marzo 2022 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il Piano Industriale 2022-2026. Gli amministratori hanno redatto il bilancio consolidato nella prospettiva della continuità aziendale, pur in presenza di incertezze che potrebbero incidere sulla effettiva realizzazione degli obiettivi economici e finanziari del Piano 2022-2026; è da rilevare che l’eventuale parziale od incompleta realizzazione di tali obiettivi potrebbe generare un impatto negativo sui risultati del Piano nel suo complesso. Gli amministratori, pur in presenza delle incertezze descritte nella nota 40, “si ritengono confidenti nel raggiungimento dei risultati previsti nel Piano e ritengono di poter confermare la sussistenza del presupposto della continuità aziendale per l’orizzonte temporale di almeno, ma non limitato a, dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio”. Il nostro giudizio non è espresso con rilievi in relazione a tale aspetto.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 2 di 6 Aspetti chiave della revisione contabile Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell’ambito della revisione contabile del bilancio consolidato in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell’ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato. Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave VALUTAZIONE DEL PRESUPPOSTO DELLA CONTINUITÀ AZIENDALE PARAGRAFO “NOTA 14 EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE” DELLA RELAZIONE SULLA GESTIONE, E NOTA 40. “CONTINUITÀ AZIENDALE” DELLA NOTA INTEGRATIVA Il Gruppo nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, ha registrato una perdita pari a 4.623 migliaia di euro per effetto della quale il Patrimonio Netto del Gruppo, alla stessa data, risulta essere negativo per 2.296 migliaia di euro; l’indebitamento finanziario netto ammonta a 17.143 migliaia di euro. Il bilancio della Capogruppo Giglio Group S.p.A., per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 presenta un patrimonio netto pari a 235 migliaia di euro, assoggettato alla fattispecie prevista dall’art. 2446 del Codice Civile. Il bilancio consolidato del Gruppo è stato redatto dagli amministratori in base al principio della continuità aziendale in ragione del Piano Industriale 2022-2026 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 28 marzo 2022; tale documento illustra le principali assunzioni utilizzate dagli amministratori nella redazione dello stesso, nonché i principali obiettivi e le tempistiche necessarie al loro raggiungimento. In considerazione della rilevanza di tale documento ai fini della redazione del bilancio consolidato del Gruppo sia per quanto riguarda le valutazioni effettuate dagli amministratori ed il loro possibile effetto sui futuri esercizi, la valutazione del presupposto della continuità aziendale ha rappresentato un aspetto chiave della revisione. Le procedure di revisione applicate in risposta a tale aspetto chiave hanno riguardato, tra l’altro: ▪ comprensione degli elementi e delle incertezze alla base della valutazione degli amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale; ▪ discussione con la Direzione in merito ai fattori che hanno concorso alla determinazione della perdita maturata dal Gruppo nel corso dell’esercizio 2021; ▪ disamina e discussione con la Direzione in merito alle differenze rilevate tra il Piano 2021-2025 predisposto nel precedente esercizio ed il Piano 2022-2026 utilizzato per il bilancio 2021 a supporto dell’adozione del principio della continuità aziendale; ▪ analisi della ragionevolezza delle assunzioni alla base delle valutazioni effettuate dagli amministratori che si sono riverberate nel Piano, anche mediante specifiche discussioni ed approfondimenti critici; ▪ valutazione della capacità sia della società Capogruppo, sia del gruppo nel suo complesso di rispettare gli impegni finanziari per un periodo non inferiore ai 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio; ▪ discussione con la Direzione l’ottenimento e la disamina della documentazione di impegno al sostegno finanziario fornita dalla controllante; ▪ l’ottenimento di formali attestazioni da parte della direzione del Gruppo relative all’esistenza del presupposto della continuità aziendale; ▪ verifica dell’adeguatezza dell’informativa fornita nelle note esplicative al bilancio e la coerenza della stessa all’interno della relazione sulla gestione.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 3 di 6 VALUTAZIONE AVVIAMENTI NOTA 2 “IMPAIRMENT” E NOTA 3 “IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI” Tra le immobilizzazioni immateriali sono iscritti avviamenti per complessivi euro 13.353 mila (di cui euro 6.823 migliaia relativi all’avvenuta acquisizione del Gruppo IBOX, euro 772 migliaia relativi alla fusione della IBOX S.r.l., euro 2.477 migliaia relativi all’acquisizione della Giglio Fashion, euro 2.281 migliaia riferiti all’acquisizione di E-Commerce Outsourcing ed euro 1.000 migliaia relativi all’avvenuta acquisizione di Salotto di Brera). Il valore recuperabile delle attività immateriali in argomento è determinato sulla base del valore d’uso. In particolare, il valore d’uso della CGU è calcolato tramite l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi delle attività del sottogruppo B2C (Business to Consumer) e B2B Business to Business, sia a livello consolidato (TIER 1), sia a livello di singolo sottogruppo (TIER 2). Tali calcoli sono stati oggetto di analisi di sensitività e stress test. Il valore d’uso delle CGU alla quale tali attività sono allocate è confrontato con il loro valore in bilancio. La recuperabilità degli avviamenti ha rappresentato un aspetto chiave nell’ambito della revisione del bilancio consolidato, in considerazione del relativo ammontare e del grado di soggettività insito nella determinazione delle variabili utilizzate per la stima del valore d’uso. Abbiamo compreso e valutato il sistema di controllo interno implementato dal Gruppo a fronte dell’aspetto chiave identificato. Anche mediante il supporto di esperti BDO, abbiamo: ▪ verificato la ragionevolezza delle principali assunzioni ed ipotesi sottostanti le previsioni degli amministratori (piano 2022-2026); ▪ analizzato la procedura di impairment utilizzata dagli amministratori anche mediante l’ausilio dell’esperto indipendente da essi utilizzato; ▪ analizzato gli scostamenti tra le stime effettuate negli anni precedenti e i dati consuntivi, verificandone l’affidabilità e la coerenza con gli andamenti riscontrabili nel mercato; ▪ analizzato il test di impairment predisposto dal Gruppo, riscontrando la conformità dello stesso ai principi contabili di riferimento; ▪ esaminato le assunzioni chiave alla base del modello di impairment, in particolare quelle relative alle proiezioni dei flussi di cassa, ai tassi di crescita e di attualizzazione, oltre alla valorizzazione del terminal value, anche mediante analisi di benchmarking; ▪ eseguito, con l’ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione, un calcolo indipendente corredato da analisi di sensitività in riferimento alle assunzioni chiave; ciò al fine di determinare un’autonoma valutazione della recuperabilità dell’avviamento; ▪ verificato l’accuratezza matematica del modello di calcolo utilizzato. Abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa fornita nelle note al bilancio. Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art.9 del D.Lgs.38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l’appropriatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Giglio Group S.p.A. o per l’interruzione dell’attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 4 di 6 Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell’informativa finanziaria del Gruppo. Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato I nostri obiettivi sono l’acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l’emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio consolidato. Nell’ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre: ▪ abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno; ▪ abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile, allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull’efficacia del controllo interno del Gruppo; ▪ abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati, nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa; ▪ siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio, ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un’entità in funzionamento; ▪ abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione; ▪ abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell’incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato. Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 5 di 6 Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia. Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell’ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione. Altre informazioni comunicate ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 L’assemblea degli azionisti di Giglio Group S.p.A. ci ha conferito in data 9 novembre 2021 l’incarico di revisione legale del bilancio d’esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2029. Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell’art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell’esecuzione della revisione legale. Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell’art. 11 del citato Regolamento. Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/81. Gli amministratori della Giglio Group S.p.A. sono responsabili per l’applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF- European Single Electronic Format) (nel seguito “Regolamento Delegato”) al bilancio consolidato, da includere nella relazione finanziaria annuale. Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio di conformità del bilancio di consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato. A nostro giudizio, il bilancio di consolidato è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato. Giudizio ai sensi dell’art.14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10 e dell’art. 123-bis, comma 4 del D.Lgs. 58/98. Gli amministratori di Giglio Group S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Giglio al 31 dicembre 2021, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge. Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, co. 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio consolidato del Gruppo Giglio al 31 dicembre 2021 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi. A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Giglio al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 6 di 6 Con riferimento alla dichiarazione di cui all’art. 14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell’impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell’attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare. Milano, 8 aprile 2022 BDO Italia S.p.A. Claudio Tedoldi Socio
145 GIGLIO GROUP S.p.A. Sede in Milano, Piazza Diaz 6 - Milano Capitale Sociale sottoscritto e versato Euro 4.393.604 REA n. 1028989 Codice Fiscale 07396371002 Iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 07396371002 Sito Istituzionale www.giglio.org
146 Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2021 PROSPETTI CONTABILI - Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria - Prospetto di conto economico e conto economico complessivo - Rendiconto finanziario - Prospetto dei movimenti di patrimonio netto - Note illustrative al bilancio d’esercizio
147 Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria Situazione patrimoniale - finanziaria (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Attività non correnti Attività materiali (1) 101 162 Attività per diritto d'uso (2) 406 508 Attività immateriali (3) 164 203 Avviamento (4) 3.249 3.249 Partecipazioni (5) 10.876 9.951 Crediti (6) 2.701 2.475 Attività fiscali differite (7) 944 824 Totale attività non correnti 18.441 17.374 Attività correnti Rimanenze di magazzino (8) 1.493 1.596 Crediti commerciali (9) 3.784 4.568 Crediti finanziari (10) 2 2 Crediti d'imposta (11) 434 1.130 Altre attività (12) 232 662 Disponibilità liquide (13) 144 1.141 Totale attività correnti 6.088 9.099 Totale Attivo 24.529 26.473 Patrimonio Netto Capitale sociale (14) 4.394 4.149 Riserve 23.996 22.267 Riserva straordinaria - - Costi di quotazione (541) (541) Riserva FTA 4 4 Risultati portati a nuovo (24.493) (16.074) Riserva cambio - - Utile (perdita) del periodo (3.123) (8.419) Totale Patrimonio Netto 235 1.385 Passività non correnti Fondi per rischi e oneri (15) - 60 Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) (16) 276 329 Passività fiscali differite (17) 1 132 Debiti finanziari non correnti (18) 9.966 12.563 Altre passività non correnti (21) 1.076 Totale passività non correnti 11.318 13.083 Passività correnti Debiti commerciali (19) 2.974 4.498 Debiti finanziari correnti (18) 6.907 4.001 Debiti per imposte (20) 597 484 Altre passività correnti (21) 2.498 3.021 Totale passività correnti 12.976 12.005 Totale Passività e Patrimonio Netto 24.529 26.473
148 Prospetto di Conto economico Prospetto di conto economico complessivo Conto economico (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Ricavi totali (22) 17.591 28.346 Altri ricavi (22) 1.346 1.445 Variazione delle rimanenze (103) (101) Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (23) (14.680) (21.089) Costi per servizi (24) (3.849) (4.780) Costi per godimento beni terzi (25) (116) (124) Costi operativi (18.646) (25.993) Salari e stipendi (26) (1.489) (1.818) Oneri sociali (26) (473) (557) TFR (26) (87) (123) Costo del personale (2.049) (2.497) Ammortamenti attività immateriali (27) (62) (60) Ammortamenti attività materiali (27) (305) (603) Svalutazioni (27) (161) (8.966) Ammortamenti e svalutazioni (528) (9.630) Altri costi operativi (28) (108) (198) Risultato operativo (2.498) (8.628) Proventi finanziari (29) 459 1.527 Oneri finanziari netti (29) (1.364) (1.285) Risultato prima delle imposte (3.403) (8.386) Imposte anticipate (30) 255 (69) Imposte sul reddito (30) 24 36 Risultato netto di esercizio delle attività destinate a continuare (3.123) (8.419) Di cui di terzi - - Risultato delle attività destinate a continuare per azione base e diluito (0,1947) (0,5249) Risultato delle attività destinate alla dismissione per azione base e diluito 0,0000 0,0000 Risultato netto per azione base e diluito (0,1416) (0,4051) CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 31.12.2020 Risultato netto di esercizio (3.123) (8.419) Altre componenti di conto economico complessivo Altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte Riserva Cambi 0 0 Totale altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte 0 0 Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte Perdita Attuariale dei benefici a dipendenti (16) 12 14 Totale altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte 12 14 Risultato complessivo consolidato dell'esercizio (3.111) (8.405) Utile per Azione -0,1416 -0,4051 Prospetto di Patrimonio Netto
149 Descrizione (Valori in migliaia di euro) Capitale sociale Riserve Riserva FTA Alte Riserve Riserva IAS19 Risultati portati a nuovo Utile (perdita) del periodo Totale SALDO AL 31 DICEMBRE 2019 3.661 16.817 4 (541) (86) (7.172) (8.902) 3.781 Aumento capitale 488 4.318 4.806 Avanzo di fusione IBOX SRL 1.421 1.421 Oneri aumento capitale sociale (218) (218) Risultato a nuovo (8.902) 8.902 - Riserva IAS 19 14 14 Effetti cambi - Altri movimenti - - - - Risultato di periodo (8.419) (8.419) SALDO AL 31 DICEMBRE 2020 4.149 22.338 4 (541) (72) (16.074) (8.419) 1.385 Descrizione (Valori in migliaia di euro) Capitale sociale Riserve Riserva FTA Alte Riserve Riserva IAS19 Risultati portati a nuovo Utile (perdita) del periodo Totale SALDO AL 31 DICEMBRE 2020 4.149 22.338 4 (541) (71) (16.074) (8.419) 1.385 Aumento capitale sociale 244 1.930 2.174 Riserva sovrapprezzo (213) (213) Oneri aumento capitale sociale - Risultato a nuovo - 8.419 8.419 Perdite anno 2020 sospese L. 30 dicembre 2020 n.17 (1) (8.419) (8.419) Riserva IAS 19 12 - 12 Effetti cambi - - Altri movimenti - - - - - Risultato di periodo (1) (3.123) (3.123) SALDO AL 31/12/21 4.393 24.055 4 (541) (59) (24.493) (3.123) 235 Le perdite del 2020 e del 2021 sono sospese come disciplinato dalla L.30 dicembre 2020 n.17 e successive modifiche e integrazioni. (1)
150 RENDICONTO FINANZIARIO Importi in migliaia di euro 31.12.2021 31.12.2020 Flussi finanziari derivanti dall'attività operativa Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate a continuare (3.123) (8.419) Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate alla dismissione/dismesse - - Rettifiche per: Ammortamenti di immobilizzazioni materiali 211 72 Ammortamenti attività per diritto d'uso 95 531 Ammortamenti di attività immateriali 62 60 Variazione non monetaria dei fondi (113) 5 Svalutazioni/(Rivalutazioni) 161 8.966 Oneri/(Proventi) finanziari netti 905 (242) Imposte sul reddito (279) 33 Variazioni di: Rimanenze 103 101 Crediti commerciali 623 1.867 Crediti imposta 697 1.481 Crediti finanziari - 4.427 Altre attività 430 17 Passività fiscali differite (131) 129 Debiti commerciali (1.524) (6.344) Debiti d'imposta 392 (438) Variazione Attività per diritto d'uso 8 589 Variazione debiti finanziari IFRS 16 (132) (1.055) Altre passività 553 (472) Variazione del capitale circolante netto 1.018 302 Variazione dei fondi - - Variazioni attività destinate alla dismissione - - Variazioni attività/passività destinate alla dismissione/dismesse - - Disponibilità liquide generate dall'attività operativa (1.063) 1.308 Interessi pagati (382) (347) Imposte sul reddito pagate - - Disponibilità liquide nette generate dall'attività operativa (1.445) 962 Flussi finanziari derivanti dall'attività di investimento Investimenti in immobilizzazioni materiali (149) (18) Investimenti in immobilizzazioni immateriali (23) (34) Fusione Ibox S.r.l. - 3.034 Variazione Altre immobilizzazioni (345) 481 Variazione partecipazioni (925) (1.670) Variazione avviamento - - Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di investimento (1.442) 1.793 Flussi finanziari derivanti dall'attività di finanziamento Aumento di capitale 1.962 3.069 Variazioni di PN 12 14 Accensione nuovi finanziamenti 1.483 8.450 Rimborsi finanziamenti (1.065) (4.170) Variazione indebitamento finanziario (501) (9.204) Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di finanziamento 1.891 (1.841) Incremento (decremento) netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (997) 914 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 1' gennaio 1.141 229 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31 dicembre 144 1.141 144 1.141
151 NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO D’ESERCIZIO INFORMAZIONI GENERALI A. Informazioni societarie Il Consiglio di Amministrazione della Società, tenutosi in data 30 marzo 2022, ha deliberato quanto segue. La società si trova nella situazione di diminuzione oltre un terzo del capitale per perdite prevista dall’art. 2446, comma 1, c.c. La norma richiede di procedere alla convocazione dell’assemblea per gli “opportuni provvedimenti” ma consente di non effettuare interventi immediati sul capitale volti a ripianare la perdita, che sono imposti, dal comma 2 del medesimo articolo, soltanto se la perdita non si riduca entro un terzo del capitale entro l’esercizio successivo. Tale ultimo termine, per le perdite maturate al 31.12.2021, è spostato al quinto esercizio successivo in forza di quanto previsto dal decreto Milleproroghe 2022 (D.L. 228/2021 convertito dalla legge n 15 del 25 febbraio 2022) che ha prolungato le disposizioni introdotte dall’art. 1 comma 266 della Legge 178/2020 che sostituisce l'articolo 6 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, che consente alle società per azioni di sospendere temporaneamente alcune disposizioni in materia di riduzione del capitale per perdite (fra cui l’art 2446, comma 2)., spostando al quinto esercizio successivo l’obbligo di ripianare le perdite. Per ulteriori dettagli si rimanda alla nota 40.Valutazione della continuità aziendale. La sede legale della Giglio Group S.p.A. è a Milano in Piazza Diaz, 6 - Milano. L’attività della Società è descritta nelle presenti note illustrative. Le informazioni sui rapporti della Società con le altre parti correlate sono presentate nella Nota 26. B. Principi di redazione Il bilancio d’esercizio della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards (“EU-IFRS”) emessi dall’International Accounting Standard Board ed omologati dall’Unione Europea. Per EU-IFRS si intendono tutti gli ”International Financial Reporting Standards”, tutti gli ”International Accounting Standards” (IAS), tutte le interpretazioni dell’International Reporting Interpretations Committee’ (IFRIC), precedentemente denominate ‘Standing Interpretations Committee’ (SIC) che, alla data di approvazione dei bilanci d’esercizio, siano state oggetto di omologa da parte dell’Unione Europea secondo la procedura prevista dal Regolamento (CE) n.
152 1606/2002 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo del 19 luglio 2002. In particolare, si rileva che gli EU-IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi presentati nel presente documento. Il bilancio d’esercizio è costituito dal conto economico, dal conto economico complessivo, dalla situazione patrimoniale-finanziaria, dal rendiconto finanziario e dal prospetto delle movimentazioni del patrimonio netto (tutti espressi in migliaia di Euro) e dalle presenti note al bilancio. Il bilancio d’esercizio è presentato in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato. L’Euro rappresenta la valuta funzionale e di presentazione per la Società ed è la valuta nella quale è condotta la maggior parte delle operazioni. Il bilancio d’esercizio fornisce informazioni comparative riferite all’esercizio precedente. Nel proseguo sono descritti i principali principi contabili ed i criteri di valutazione applicati nella redazione del bilancio d’esercizio. I principi risultano conformi a quelli utilizzati per la predisposizione delle situazioni patrimoniali ed economiche di comparazione ad eccezione dei principi di nuova adozione per cui si rinvia al paragrafo “Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2021”. Il bilancio d’esercizio è stato redatto in base al principio del costo storico e nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l’insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità della Società di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi. Si rimanda alla nota 40 per dettagli relativi alla continuità aziendale. In particolare, si segnala che la Società adotta i principi contabili internazionali a partire dall’esercizio 2015, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2014. C. Base di presentazione Il bilancio d’esercizio è composto dal Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria, dal Prospetto di Conto Economico, di Conto Economico Complessivo, dal Rendiconto finanziario, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto e dalle corrispondenti Note illustrative. In particolare: - nello Stato patrimoniale sono esposte separatamente le attività e le passività correnti e non correnti;
153 - nel Conto economico complessivo l’analisi dei costi è effettuata in base alla natura degli stessi; - per il Rendiconto finanziario viene utilizzato il metodo indiretto. In particolare, le attività e passività nel bilancio d’esercizio sono classificate secondo il criterio corrente/non corrente. Un’attività è corrente quando: - si suppone che sia realizzata, oppure è posseduta per la vendita o il consumo, nel normale svolgimento del ciclo operativo; - è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla; - si suppone che sia realizzata entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio; o - è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti a meno che non sia vietato scambiarla o utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio. Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. Una passività è corrente quanto: - è previsto che si estingua nel suo normale ciclo operativo; - è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla; - deve essere estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio; o - l’entità non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio Tutti i valori esposti nei prospetti contabili e nelle note illustrative, laddove non diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro. D. Valutazioni discrezionali e stime contabili significative La redazione del bilancio d’esercizio della Giglio Group S.p.A. richiede l’effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento: conseguentemente i risultati che verranno in seguito conseguiti potrebbero differire da tali stime. In particolare, le stime vengono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, ammortamenti, svalutazioni, benefici ai dipendenti, imposte ed altri accantonamenti a fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico.
154 I principali dati oggetto di stima si riferiscono a: - Identificazione delle Cash Generating Unit (CGU); In applicazione delle disposizioni dello “IAS 36 – Riduzione di valore delle attività”, l’avviamento iscritto nel Bilancio d’esercizio della società, in virtù di operazioni di aggregazione aziendale, è stato allocato a singole CGU o a gruppi di CGU, che si prevede beneficeranno dall’aggregazione. Una CGU rappresenta il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari largamente indipendenti. Nel processo di individuazione delle predette CGU, il management ha tenuto conto della natura specifica dell’attività e del business a cui essa appartiene, verificando che i flussi finanziari derivanti da un gruppo di attività fossero strettamente indipendenti e ampiamente autonomi da quelli derivanti da altre attività (o gruppi di attività). Le attività incluse in ogni CGU sono state individuate anche sulla base delle modalità attraverso le quali il management le gestisce e le monitora. - Partecipazioni: le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture sono iscritte al costo di acquisto, eventualmente ridotto per perdite in conformità a quanto previsto dallo IAS 36. Tali costi sono periodicamente riconsiderati al fine di individuare l’eventuale presenza di impairment indicators che possono suggerire che il loro valore recuperabile sia inferiore al valore di carico. Qualora vengano meno i presupposti che hanno portato ad effettuare una svalutazione in periodi precedenti, il valore contabile della partecipazione viene ripristinato con imputazione a conto economico. La società ha effettuato impairment-test. - Fondo obsolescenza delle rimanenze di materie prime ed accessori e delle rimanenze di prodotti finiti; Poiché la Società tratta prodotti soggetti agli andamenti del mercato e all’influenza della moda, le rimanenze di prodotti possono essere soggette a riduzioni di valore. In particolare, il fondo obsolescenza rimanenze di prodotti finiti riflette pertanto la stima del management circa le perdite di valore attese sui prodotti delle diverse collezioni delle stagioni in giacenza, tenendo in considerazione la capacità di vendere gli stessi attraverso i diversi canali distributivi in cui opera il Gruppo. Indicativamente le assunzioni di svalutazione prevedono comunque percentuali di svalutazione crescenti con l’aumentare dell’anzianità dei prodotti acquistati (si ricorda che il gruppo tratta sia collezioni in season sia per off season distribuendole tra i digital retailers più importanti al mondo) in modo tale da riflettere da un lato la diminuzione dei prezzi di vendita e dall’altro la diminuzione della probabilità di vendita col passare del tempo. Alla base della determinazione di tale percentuale c’è sia un’analisi statistica del variare dell’anzianità del prodotto in giacenza che una valutazione di costanza nel tempo di utilizzo di percentuali. Nel caso venga notata una
155 variazione nelle informazioni a disposizione le percentuali vengono rianalizzate ed eventualmente adeguate. - Svalutazione crediti: La Direzione valuta con attenzione, attraverso lo strumento dell’aging list, sulla base del processo di recupero crediti e sulla base delle valutazioni fornite dalla Direzione Legale, lo stato dei propri crediti e dello scaduto ed effettua un’analisi della recuperabilità; anche queste stime, in quanto soggette ad un naturale grado di incertezza, potrebbero rilevarsi non corrette. La valutazione della recuperabilità dei crediti commerciali è effettuata sulla base del cosiddetto expected credit loss model. In particolare, le perdite attese sono determinate sulla base del prodotto tra: (i) l’esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (c.d. Exposure At Default o EAD); (ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (c.d. Probability of Default o PD); (iii) la stima, in termini percentuali, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (c.d. Loss Given Default o LGD) definita, sulla base delle esperienze pregresse (serie storiche della capacità di recupero) e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali, ecc.). - Pagamenti basati su azioni o opzioni: il costo lavoro include, coerentemente alla natura sostanziale di retribuzione che assume, il costo del piano di incentivazione con pagamento basato su azioni/opzioni. Il costo dell’incentivazione è determinato con riferimento al fair value degli strumenti attribuiti e alla previsione del numero di azioni/opzioni che saranno effettivamente assegnate; la quota di competenza dell’esercizio è determinata pro-rata temporis lungo il vesting period, ossia il periodo intercorrente tra la data dell’attribuzione (cd. grant date) e la data di assegnazione. Il fair value delle azioni/opzioni sottostanti il piano di incentivazione è determinato alla grant date tenendo conto delle previsioni in merito al raggiungimento dei parametri di performance associati a condizioni di mercato e non è oggetto di rettifica negli esercizi successivi; quando l’ottenimento del beneficio è connesso anche a condizioni diverse da quelle di mercato, la stima relativa a tali condizioni è riflessa adeguando, lungo il vesting period, il numero di azioni che si prevede saranno effettivamente assegnate. Al termine del vesting period, nel caso in cui il piano non assegni azioni ai partecipanti per il mancato raggiungimento delle condizioni di performance, la quota del costo afferente le condizioni di mercato non è oggetto di reversal a conto economico. Si specifica che in data 21 giugno 2021 si è tenuta l’assemblea ordinaria e straordinaria della Società.
156 L’Assemblea, in sede ordinaria, ha approvato il Piano di Stock Option 2021-2028 riservato agli amministratori esecutivi e/o dirigenti con responsabilità strategiche della Società o di società controllate che saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione in conformità a quanto previsto dal regolamento del piano di Stock Option. L’Assemblea straordinaria ha attribuito delega al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale di Giglio Group S.p.A., ai sensi dell'articolo 2439 comma 2 del Codice Civile, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, come previsto dall'articolo 2441, comma 8 e - per quanto occorrer possa - comma 5, del Codice Civile, per un importo massimo di Euro 180.000 in valore nominale, mediante emissione, anche in più tranche, di massime n. 900.000 azioni ordinarie prive del valore nominale, al servizio esclusivo del “Piano di Stock Option 2021 – 2028”. Le opzioni assegnate potranno essere esercitate nell’arco di un periodo di vesting triennale suddiviso in tre tranche (fino al 30% il primo anno, fino al 35% il secondo anno, fino al 35% il terzo anno) e matureranno solo qualora vengano raggiunti gli obiettivi (in termini di condizioni di performance) identificati nel piano stesso. Si rileva che gli obiettivi legati al 2021 non sono stati raggiunti e non si è reso necessario alcun accantonamento. - Benefici ai dipendenti, i cui valori sono determinati in base a stime attuariali; per le principali assunzioni attuariali si rinvia alla nota 16; - Avviamento: la recuperabilità dell'Avviamento è testata annualmente e, se necessario, anche nel corso dell'anno. L'allocazione dell'avviamento alle CGU o gruppi di CGU e la determinazione del valore recuperabile di queste ultime comporta l'assunzione di stime che dipendono da valutazioni soggettive nonché da fattori che possono cambiare nel tempo con conseguenti effetti anche significativi rispetto alle valutazioni effettuate dagli Amministratori. Tali valutazioni sono state svolte a livello delle unità generatrici di flussi finanziari alle quali il valore degli avviamenti sono imputati, assumendo, quale valore recuperabile, il maggiore tra il fair value, qualora disponibile o determinabile ed il valore d'uso ricavabile dai piani pluriennali approvati dai Consigli di Amministrazione competenti. Si segnala in particolare che dalle verifiche svolte non è emersa la necessità di effettuare alcune svalutazioni degli avviamenti come meglio descritto nella nota 4; - Diritti immateriali: gli Amministratori non hanno evidenziato potenziali problemi di impairment sul valore di bilancio delle immobilizzazioni immateriali. Si sottolinea al riguardo come le
157 immobilizzazioni immateriali sono testate annualmente per svalutazioni durevoli quando ci sono indicazioni che il valore contabile potrebbe non essere recuperato. Quando vengono predisposti i calcoli del valore in uso, gli Amministratori devono stimare i flussi di cassa attesi dall'attività o dalle unità generatrici di flussi e scegliere un tasso di sconto adeguato in modo da calcolare il valore attuale di tali flussi di cassa. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell'esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando valutazioni e stime effettuate dagli Amministratori; - Attività per imposte differite che sono rilevate nella misura in cui sia probabile l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite fiscali potranno essere utilizzate. A tal riguardo, il management stima la probabile manifestazione temporale e l’ammontare dei futuri utili fiscalmente imponibili; - Passività potenziali: La Società accerta una passività a fronte di contenziosi e rischi derivanti da cause legali in corso quando ritiene probabile il verificarsi di un esborso finanziario e quando l’ammontare delle passività può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l’ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio. E. Gestione del capitale e dei rischi finanziari Obiettivi e criteri di gestione del rischio finanziario Le principali passività finanziarie della Società, diverse dai derivati, comprendono i prestiti e i finanziamenti bancari, i debiti commerciali e i debiti diversi e le garanzie finanziarie. L’obiettivo principale di tali passività è di finanziare le attività operative della Società. La Società ha crediti finanziari e altri crediti, commerciali e non commerciali, disponibilità liquide che si originano direttamente dall’attività operativa. La Società è esposta al rischio di mercato, al rischio di credito ed al rischio di liquidità. Il Management è deputato alla gestione di questi rischi. Il Consiglio d’Amministrazione rivede ed approva le politiche di gestione di ognuno dei rischi di seguito esposti. Si attesta che nella scelta delle operazioni di finanziamento e di investimento la Società ha adottato criteri di prudenza e di rischio limitato e che non sono state poste in essere operazioni di tipo speculativo.
158 I rischi finanziari sono monitorati attraverso un sistema di reporting integrato atto consentire una pianificazione analitica delle attività ̀ future, la Società sta implementando un sistema di controllo di gestione. La società, inoltre, non ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi legati all’approvvigionamento delle risorse finanziarie. Di seguito vengono commentati i diversi rischi finanziari cui è esposto Giglio Group S.p.A. Rischio di mercato Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di cambio, il rischio di tasso e altri rischi di prezzo. Rischio di cambio La Società predispone i propri dati finanziari in Euro e, in relazione al proprio business model, sostiene la maggior parte dei propri costi sempre in Euro. Il business model adottato permette alla Società di ridurre al minimo i rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di cambio. Al 31 dicembre 2021 la Società ha in essere un debito pari a USD 707 migliaia verso AZO Asia Limited, società interamente controllata da Meridiana Holding S.r.l.., finalizzato a far fronte agli impegni finanziari della Società e che verrà rimborsato nel corso del 2023. Rischio di tasso di interesse Le oscillazioni dei tassi di interesse di mercato influiscono sul livello degli oneri finanziari netti e sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie. Il rischio di tasso d’interesse si può classificare in: - flow risk, che si riferisce alla variabilità degli importi di interessi attivi e passivi incassati e pagati a seguito dei movimenti nei livelli dei tassi di interesse di mercato; - price risk, relativo alla sensibilità del valore di mercato delle attività e passività alle variazioni del livello dei tassi di interesse (si riferisce ad attività o passività a tasso fisso). Giglio Group S.p.A. è principalmente esposta al flow risk, o rischio di flusso, cioè al rischio di conseguire
159 a conto economico un aumento dei costi finanziari per effetto di una variazione sfavorevole dei tassi di interesse. La Società utilizza risorse finanziarie di terzi principalmente sotto forma di debito bancario regolato a tasso variabile. Variazioni nei tassi di interesse di mercato incidono solo sul costo dei finanziamenti e sul rendimento delle forme di impiego e quindi sul livello degli oneri e dei proventi finanziari della Società e non anche sul loro fair value. La maggior parte della posizione debitoria onerosa è rappresentata da finanziamenti a tasso variabile e a breve termine. Il costo dell’indebitamento bancario è parametrato al tasso di mercato (generalmente euribor/libor di periodo o il tasso di riferimento sul mercato interbancario specifico della valuta in cui il finanziamento è denominato) di periodo più uno spread che dipende dalla tipologia di linea di credito utilizzata. Si riporta di seguito la tabella in merito all’analisi di sensitività del tasso di interesse sulle poste a tasso variabile. (importi in €'000) Analisi di sensitività del rischio di tasso su poste a tasso variabile Sottostante Incremento/Riduzione dei tassi di interesse sottostanti Utile ante imposte 31 dicembre 2021 (14.962) +1% 150 31 dicembre 2021 (14.962) -1% (150) Rischio di credito Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle sue attività operative (soprattutto per crediti commerciali e note di credito) e dalle sue attività di finanziamento, compresi i depositi presso banche e istituti finanziari. I tempi di pagamento da parte dei maggiori clienti che dettano le condizioni determina la necessità per la società di finanziare il capitale circolante principalmente attraverso l’indebitamento bancario soprattutto per linee autoliquidanti. In particolare, la necessità di finanziare il capitale circolante
160 comporta per la Società differenti tipologie di oneri, quali, principalmente interessi passivi per finanziamenti. Il rischio di mancato incasso viene gestito dal Gruppo Giglio attraverso una serie di politiche commerciali e procedure interne finalizzate, da un lato a ridurre il rischio espositivo nei confronti dei clienti, e dall’altro lato da monitorare l’andamento degli incassi in modo da intervenire tempestivamente con attività ed azioni correttive. Si riporta nel seguito l’aging dei crediti commerciali (terze parti) al 31 dicembre 2021 comparato con il dato al 31 dicembre 2020: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 > 90 gg 79 6% 874 60<> 90 gg 14 1% 0 30<> 60 gg 0 0% 0 0<> 30 gg 12 1% 101 Totale scaduto 104 8% 975 Non scaduto 1.239 92% 749 Totale crediti lordi 1.344 100% 1.725 Fondo svalutazione crediti -35 -479 Inc. fondo su scaduto oltre 90gg -44,3% -54,8% Totale 1.309 1.246 La seguente tabella mostra l’esposizione al rischio di credito della società per area geografica: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 % Europa 1.337 99,5% 1.511 87,6% Asia 1 0,1% 185 10,7% USA 0 0,0% -0,42924 0,0% Resto del mondo 5 0,4% 29 1,7% Totale crediti lordi 1.344 100,0% 1.725 100,0% Fondo svalutazione crediti -35 -479 Totale 1.309 1.246 Il fondo svalutazione crediti è stato determinato attraverso l’elaborazione di una specifica matrice di accantonamento.
161 In particolare, la società, in funzione della varietà della sua clientela, ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating determinato in base all’esperienza storica della società. Ad ogni tipologia di rating è stata applicata una specifica percentuale di svalutazione in funzione della fascia di scaduto, come espresso nella seguente tabella: Le percentuali così indentificate sono poi aggiustate per tenere conto del tasso di recupero in caso di default (loss given default) o di particolari situazioni di credito in contenzioso. Rischio di Liquidità Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che le risorse finanziarie disponibili possano essere insufficienti a coprire le obbligazioni a scadenza. La società gestisce il rischio di liquidità cercando di mantenere un costante equilibrio tra fonti finanziarie, derivanti dalla gestione corrente, e dal ricorso a mezzi finanziari da Istituti di Credito, e impieghi di risorse. I flussi di cassa, le necessità finanziarie e la liquidità sono monitorati costantemente, con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse. Al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, nel caso in cui i flussi di cassa generati dall’ordinaria gestione non si rendessero sufficienti, ovvero in caso di uno sfasamento temporale tra gli stessi, la società ha la possibilità ̀ di porre in essere operazioni volte al reperimento di risorse finanziarie, tramite, ad esempio, anticipazioni bancarie su crediti e finanziamenti bancari. Al 31 dicembre 2021 si segnala la seguente situazione delle linee di credito accordate e i relativi utilizzi: Ente Linea di credito per anticipo fatture Italia e estere Utilizzato per fatture Italia Utilizzato per fatture estere Fido cassa Utilizzato Totale Utilizzato Banco BPM 1.050 91 654 20 - 745 Banca Popolare di Sondrio 190 111 40 - - 151 IFITALIA Factoring - BNL 5.950 1.797 - - 1.797 Unicredit 50 38 - Totale 7.190 202 2.491 70 38 2.693 % Svalutazione IFRS SUP_90 61/90GG 31/60 GG 1/30GG Non scaduto A (rischio basso) 4,4% 3,4% 2,4% 1,4% 0,2% B (rischio medio) 5,4% 4,4% 3,4% 2,4% 0,4% C (rischio alto) 6,4% 5,4% 4,4% 3,4% 0,6%
162 Gestione del capitale Ai fini della gestione del capitale del Gruppo, si è definito che questo comprende il capitale sociale emesso, la riserva sovraprezzo azioni e tutte le altre riserve di capitale attribuibili agli azionisti della capogruppo. Alla chiusura dell’esercizio 2021, la società si trova nella situazione di diminuzione oltre un terzo del capitale per perdite prevista dall’art. 2446, comma 1, c.c.. La norma richiede di procedere alla convocazione dell’assemblea per gli “opportuni provvedimenti” ma consente di non effettuare interventi immediati sul capitale volti a ripianare la perdita, che sono imposti, dal comma 2 del medesimo articolo, soltanto se la perdita non superi un terzo del capitale, entro l’esercizio successivo. Tale ultimo termine, per le perdite maturate al 31.12.2021, è stato spostato al quinto esercizio successivo in forza di quanto previsto dal decreto Milleproroghe 2022 (D.L. 228/2021 trasformato dalla legge n 15 del 25 febbraio 2022) che ha prolungato le disposizioni introdotte dall’art 6 del D.L.8 aprile 2020 n.23, (“decreto liquidità”, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020 n. 40 ) “disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale”, come modificato dalla L. 30 dicembre 2020 n.178, che consente alle società per azioni di sospendere temporaneamente alcune disposizioni in materia di riduzione del capitale per perdite (fra cui l’art 2446, comma 2)., spostando quindi al quinto esercizio successivo l’obbligo di ripianare le perdite. Per la gestione del capitale e dei rischi finanziari si rimanda a quanto descritto nel paragrafo 40. “Valutazione della continuità aziendale”. PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE Conversione delle poste in valuta Il bilancio d’esercizio è presentato in euro che è la valuta funzionale e di presentazione adottata dalla Società. Operazioni e saldi Le operazioni in valuta estera sono rilevate inizialmente nella valuta funzionale, applicando il tasso di cambio a pronti alla data dell’operazione. Le attività e passività monetarie, denominate in valuta estera, sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio alla data del bilancio.
163 Le differenze di cambio realizzate o quelle derivanti dalla conversione di poste monetarie sono rilevate nel conto economico, con l’eccezione degli elementi monetari che costituiscono parte della copertura di un investimento netto in una gestione estera. Tali differenze sono rilevate nel conto economico complessivo fino alla cessione dell’investimento netto, e solo allora l’ammontare complessivo è riclassificato nel conto economico. Le imposte attribuibili alle differenze cambio sugli elementi monetari sono anch’essi essere rilevati nel prospetto di conto economico complessivo. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite ai tassi di cambio alla data di rilevazione iniziale della transazione. Le poste non monetarie iscritte al fair value in valuta estera sono convertite al tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. L’utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie sono trattati coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del fair value delle suddette poste (i.e. le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del fair value è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico). F. Valutazione del fair value La Società non ha altri strumenti finanziari o attività e passività misurate al fair value. Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Una valutazione del fair value suppone che l’operazione di vendita dell’attività o di trasferimento della passività abbia luogo: ► nel mercato principale dell’attività o passività; oppure ► in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso per l’attività o passività. Il mercato principale o il mercato più vantaggioso devono essere accessibili per il Gruppo. Il fair value di un’attività o passività è valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell’attività o passività, presumendo che gli stessi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico. Una valutazione del fair value di un’attività non finanziaria considera la capacità di un operatore di mercato di generare benefici economici impiegando l’attività nel suo massimo e migliore utilizzo o vendendola a un altro operatore di mercato che la impiegherebbe nel suo massimo e miglior utilizzo.
164 Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione che sono adatte alle circostanze e per le quali vi sono sufficienti dati disponibili per valutare il fair value, massimizzando l’utilizzo di input osservabili rilevanti e minimizzando l’uso di input non osservabili. Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta: ► Livello 1 - i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione; ► Livello 2 – Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la passività; ► Livello 3 – tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l’attività o per la passività. La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l’input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione Per le attività e passività rilevate nel bilancio al fair value su base ricorrente, il Gruppo determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull’input di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio. Criteri di valutazione Attività materiali Le immobilizzazioni materiali, iscrivibili in bilancio come attività se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad esse associati affluiranno all’impresa e se il loro costo può essere attendibilmente determinato, sono rilevate al costo storico e sono esposte in bilancio al netto del relativo fondo ammortamento e di eventuali perdite di valore. In particolare, il costo di un’immobilizzazione materiale, acquistata da terzi o costruita in economia, è comprensivo degli oneri di diretta attribuzione ed include tutti i costi necessari alla messa in funzione del bene per l’uso per il quale è stato acquisito. Il valore iniziale del bene viene incrementato del valore attuale degli eventuali costi di smantellamento e rimozione del bene o di ripristino del sito in cui il bene è dislocato, allorquando esista un’obbligazione legale od implicita in tal senso. A fronte dell’onere capitalizzato verrà quindi rilevata una passività a titolo di fondo rischi.
165 Le spese di manutenzione e riparazione non vengono capitalizzate, ma rilevate nel conto economico dell’esercizio di competenza. I costi sostenuti successivamente all’iscrizione iniziale – migliorie, spese di ammodernamento o di ampliamento, ecc. – sono iscritti nell’attivo se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad essi associati affluiranno all’impresa e se si sostanziano in attività identificabili o se riguardano spese finalizzate ad estendere la vita utile dei beni a cui si riferiscono oppure ad aumentarne la capacità produttiva o anche a migliorare la qualità dei prodotti da essi ottenuti. Qualora invece tali spese siano assimilabili ai costi di manutenzione verranno imputate a conto economico nel momento del sostenimento. Le quote di ammortamento, imputate a conto economico, sono state calcolate secondo la durata economico- tecnica dei cespiti, sulla base del criterio della residua possibilità di utilizzazione Le aliquote stimate al fine di ammortizzare sistematicamente i cespiti sono le seguenti: impianti e macchinari: 15% attrezzatura: 15% server: 12,5% mobili e arredi: 15% Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un’indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore di carico ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività o le unità generatrici di flussi finanziari vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo, che coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita del bene ed il suo valore d’uso. Nel definire il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto ante imposte che rifletta la stima corrente di mercato del costo del denaro rapportato al tempo ed ai rischi specifici dell’attività. Per un’attività che non generi flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore di realizzo è determinato in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari cui tale attività appartiene. Leasing La definizione di un accordo contrattuale come operazione di leasing (o contenente un’operazione di leasing) si basa sulla sostanza dell’accordo e richiede di valutare se l’adempimento dell’accordo stesso dipenda dall’utilizzo di una o più attività specifiche o se l’accordo trasferisca il diritto
166 all’utilizzo di tale attività. La verifica che un accordo contenga un leasing viene effettuata all’inizio dell’accordo. Un contratto di leasing viene classificato come leasing finanziario o come leasing operativo all’inizio del leasing stesso. Un contratto di leasing che trasferisce sostanzialmente alla Società tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene locato, è classificato come leasing finanziario. I leasing finanziari sono capitalizzati alla data di inizio del leasing al fair value del bene locato o, se minore, al valore attuale dei canoni. I canoni sono ripartiti fra quota di capitale e quota interessi in modo da ottenere l’applicazione di un tasso di interesse costante sul saldo residuo del debito. Gli oneri finanziari sono imputati al conto economico. I beni in leasing sono ammortizzati sulla base della vita utile del bene. Tuttavia, laddove non vi sia la ragionevole certezza che la Società otterrà la proprietà del bene al termine del contratto, il bene è ammortizzato sul periodo temporale più breve tra la vita utile stimata del bene e la durata del contratto di locazione. Un leasing operativo è un contratto di leasing che non si qualifica come finanziario. I canoni di leasing operativo sono rilevati come costi nel conto economico in quote costanti sulla durata del contratto. Attività immateriali Le attività immateriali, capitalizzabili solo se trattasi di attività identificabili che genereranno futuri benefici economici, sono inizialmente iscritte in bilancio al costo di acquisto, maggiorato di eventuali oneri accessori e di quei costi diretti necessari a predisporre l’attività al suo utilizzo. Tuttavia, le attività acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono iscritte al valore equo alla data di acquisizione. Se il pagamento per l’acquisto dell’attività è differito oltre i normali termini di dilazione del credito, il suo costo è rappresentato dal prezzo per contanti equivalente: la differenza tra questo valore ed il pagamento complessivo viene rilevata come onere finanziario nel periodo di dilazione del pagamento. Le attività generate internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non possono essere rilevate come attività immateriali. L’attività di sviluppo si concretizza nella traduzione dei ritrovati della ricerca o di altre conoscenze in un programma ben definito per la produzione di nuovi prodotti o processi.
167 Il costo di un’attività immateriale generata internamente comprende tutti i costi direttamente attribuibili necessari per creare, produrre e preparare l’attività affinché questa sia in grado di operare nel modo inteso dalla direzione aziendale. Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni immateriali sono iscritte in bilancio al costo al netto dell’ammontare complessivo degli ammortamenti, calcolati a quote costanti sulla base della vita utile stimata dell’attività, e delle perdite per riduzione di valore accumulati. Tuttavia, se un’attività immateriale è caratterizzata da una vita utile indefinita non viene ammortizzata, ma sottoposta periodicamente ad un’analisi di congruità al fine di rilevare eventuali perdite di valore. L’ammortamento inizia quando l’attività è disponibile all’uso, ossia quando è nella posizione e nella condizione necessaria perché sia in grado di operare nella maniera intesa dalla direzione aziendale. Il valore contabile delle attività immateriali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore (c.d. impairment test) quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un’indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo. Tale valore coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita dell’attività ed il suo valore d’uso. Gli utili o le perdite derivanti dall’eliminazione di un’attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio nell’esercizio in cui avviene l’eliminazione. Avviamento Le attività con vita utile indefinita nono sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte, con cadenza almeno annuale, alla verifica della recuperabilità del valore iscritto in bilancio (impairment test). Come precedentemente indicato, l’avviamento è sottoposto a impairment test annualmente o più frequentemente, in presenza di indicatori che possano far ritenere che lo stesso possa aver subito una riduzione di valore. L’impairment test, viene effettuato con riferimento a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari (“Cash Generating Units”, o “CGU”) alle quali è stato allocato l’avviamento e oggetto di monitoraggio da parte del management. L’eventuale riduzione di valore dell’avviamento viene rilevata nel caso in cui il valore recuperabile della CGU cui lo stesso è allocato risulti inferiore al relativo valore di iscrizione in bilancio. Per valore recuperabile si intende il maggiore tra il fair value della CGU, al netto degli oneri di dismissione, e il relativo valore in uso, intendendosi per quest’ultimo il valore attuale dei flussi
168 finanziari futuri stimati per le attività che compongono la CGU. Nel determinare il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell’attività. Nel caso in cui la riduzione di valore derivante dall’Impairment test sia superiore al valore dell’avviamento allocato alla CGU, l’eccedenza residua viene allocata alle attività incluse nella CGU in proporzione al loro valore di carico. Tale allocazione ha come limite minimo l’importo più alto tra: iv. il fair value dell’attività al netto dei costi di dismissione; v. il valore in uso, come sopra definito; vi. zero. Il valore originario dell’avviamento non può essere ripristinato qualora vengano meno le ragioni che ne hanno determinato la riduzione di valore. Attività immateriali e materiali a vita utile definita Per le attività oggetto di ammortamento, a ciascuna data di riferimento del bilancio viene valutata l’eventuale presenza di indicatori, interni ed esterni, che facciano supporre una perdita di valore. Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore di libro a conto economico. Il valore recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi accessori di dismissione, e il relativo valore d’uso, intendendosi per quest’ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Nel determinare il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell’attività. Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato in relazione alla cash generating unit cui tale attività appartiene. Una perdita di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della relativa CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al suo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di CGU sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico che l’attività in
169 oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i relativi ammortamenti. Partecipazioni Le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture sono iscritte al costo di acquisto, eventualmente ridotto per perdite in conformità a quanto previsto dallo IAS 36. Tali costi sono periodicamente riconsiderati al fine di individuare l’eventuale presenza di impairment indicators che possono suggerire che il loro valore recuperabile sia inferiore al valore di carico. Qualora vengono meno i presupposti che hanno portato ad effettuare una svalutazione in periodi precedenti, il valore contabile della partecipazione viene ripristinato con imputazione a conto economico. Crediti e Attività Finanziarie I crediti commerciali e i titoli di debito emessi sono rilevati nel momento in cui vengono originati. Fatta eccezione per i crediti commerciali che non contengono una significativa componente di finanziamento, le attività finanziarie sono valutate inizialmente al fair value più o meno, nel caso di attività o passività finanziarie non valutate al FVTPL, i costi dell'operazione direttamente attribuibili all'acquisizione o all'emissione dell'attività finanziaria. Al momento della rilevazione iniziale, i crediti commerciali che non hanno una significativa componente di finanziamento sono valutati al loro prezzo dell'operazione. Al momento della rilevazione iniziale, un'attività finanziaria viene classificata in base alla sua valutazione: costo ammortizzato; fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (FVOCI) - titolo di debito; FVOCI – titolo di capitale; o al fair value rilevato nell'utile/(perdita) dell’esercizio (FVTPL). Le attività finanziarie non sono riclassificate successivamente alla loro rilevazione iniziale, salvo che il Gruppo modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tal caso, tutte le attività finanziarie interessate sono riclassificate il primo giorno del primo esercizio successivo alla modifica del modello di business. La valutazione di “Finanziamenti e Crediti” è effettuata secondo il criterio del costo ammortizzato, rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo ossia applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Le perdite sono iscritte a conto economico al manifestarsi di perdite di valore o quando
170 i finanziamenti e i crediti sono contabilmente eliminati. I crediti sono assoggettati ad impairment e quindi iscritti al valore di presumibile realizzo (fair value), mediante lo stanziamento di uno specifico fondo svalutazione portato a diretta detrazione del valore dell’attività. I crediti vengono svalutati quando esiste una indicazione oggettiva della probabile inesigibilità del credito ed in base all’esperienza storica e ai dati statistici (expected losses). Qualora nei periodi successivi vengano meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività viene ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall’applicazione del costo ammortizzato, se non fosse stata effettuata la svalutazione. Rimanenze Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore fra il costo, determinato facendo riferimento al metodo del FIFO, e il valore netto di realizzo. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita nel corso della normale gestione, al netto dei costi stimati di completamento e di quelli necessari per realizzare la vendita. Disponibilità Liquide Comprendono denaro, depositi bancari o presso altri istituti di credito disponibili per operazioni correnti, conti correnti postali e altri valori equivalenti nonché investimenti con scadenza entro tre mesi dalla data di acquisto. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti sono iscritti al fair value che, normalmente, coincide con il valore nominale. Costi di transazione connessi all’emissione di strumenti di capitale I costi di transazione connessi all’emissione di strumenti di capitale sono contabilizzati come una diminuzione (al netto di qualsiasi beneficio fiscale connesso) della Riserva sovrapprezzo azioni, generata dalla medesima operazione, nella misura in cui hanno natura di costi marginali direttamente attribuibili all’operazione di capitale che diversamente sarebbero stati evitati. I costi di un’operazione sul capitale che viene abbandonata sono rilevati a conto economico. I costi di quotazione non connessi all’emissione di nuove azioni sono rilevati a conto economico. Nel caso in cui la quotazione coinvolga sia la messa in vendita di azioni esistenti, sia l’emissione di nuove azioni, i costi direttamente attribuibili all’emissione di nuove azioni sono rilevati come una diminuzione della Riserva sovrapprezzo azioni, i costi direttamente attribuibili alla quotazione di azioni esistenti sono rilevati a conto economico. I costi riferibili ad entrambe le operazioni sono
171 portati a riduzione della Riserva sovrapprezzo azioni in relazione al rapporto tra le azioni emesse e le azioni esistenti, il resto è rilevato a conto economico. Debiti e Altre Passività Finanziarie Le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al Fair Value, che sostanzialmente coincide con quanto incassato, al netto dei costi di transazione. Il management determina la classificazione delle passività finanziarie secondo i criteri definiti dall’IFRS 9 e ripresi dall’IFRS 7 al momento della loro prima iscrizione. Successivamente all’iscrizione iniziale, tali passività sono valutate al costo ammortizzato secondo quanto definito dal principio contabile IFRS 9. La valutazione delle “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” è effettuata al costo ammortizzato ossia rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo, applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Nel caso di strumenti con scadenza entro i dodici mesi è adottato il valore nominale come approssimazione del costo ammortizzato. I debiti commerciali e gli altri debiti, sono inizialmente iscritte al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso effettivo d’interesse. Se vi è un cambiamento stimabile nei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno di rendimento inizialmente determinato. Imposte Il carico fiscale della Società è dato dalle imposte correnti e dalle imposte differite. Qualora riferibili a componenti rilevate nei proventi e oneri riconosciuti a patrimonio netto all’interno delle altre componenti del conto economico complessivo, dette imposte sono iscritte con contropartita nella medesima voce. Le imposte correnti sono calcolate sulla base della normativa fiscale in vigore alla data del bilancio; eventuali rischi relativi a differenti interpretazioni di componenti positive o negative di reddito, così come i contenziosi in essere con le autorità fiscali, sono rilevati nelle imposte di conto economico con contropartita i fondi del passivo al fine di adeguare gli stanziamenti iscritti in bilancio. Le imposte differite sono calcolate sulla base delle differenze temporanee che si generano tra il valore contabile delle attività e delle passività e il loro valore ai fini fiscali, nonché sulle perdite fiscali.
172 La valutazione delle attività e delle passività fiscali differite viene effettuata applicando l’aliquota che si prevede in vigore al momento in cui le differenze temporanee si riverseranno; tale previsione viene effettuata sulla base della normativa fiscale vigente o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del periodo. Le imposte differite attive, incluse quelle derivanti da perdite fiscali, vengono rilevate soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali sufficienti per il loro recupero. Benefici per i dipendenti I benefici per i dipendenti a breve termine, ossia dovuti entro dodici mesi dal termine dell’esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato la relativa attività lavorativa, sono contabilizzati come costo e come passività per un importo pari all’ammontare non attualizzato di quanto dovrà essere corrisposto al dipendente in cambio dell’attività lavorativa. I benefici a lungo termine invece, quali ad esempio retribuzioni da corrispondere oltre dodici mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui è stata prestata l’attività lavorativa, sono rilevati come passività per un importo pari al valore attuale dei benefici alla data di bilancio. I benefici dovuti successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, quali i benefici previdenziali o le assicurazioni sulla vita, si suddividono in piani a contribuzione definita o in piani a benefici definiti, a seconda della natura economica del piano. Infatti, nei piani a contribuzione definita, l’obbligazione legale o implicita dell’impresa è limitata all’ammontare dei contributi da versare: di conseguenza il rischio attuariale ed il rischio di investimento ricadono sul dipendente. Al contrario nei piani a benefici definiti l’obbligazione dell’impresa consiste nel concedere ed assicurare i benefici concordati ai dipendenti: conseguentemente il rischio attuariale e di investimento ricadono sull’impresa. In base allo IAS 19, il Trattamento di fine rapporto è classificabile tra i piani a benefici definiti. Quando si è in presenza di un piano a contribuzione definita, l’impresa rileva contabilmente i contributi dovuti come passività e come costo. Qualora tali contributi non siano dovuti interamente entro dodici mesi dal termine dell’esercizio in cui i dipendenti hanno svolto il lavoro relativo, essi vengono attualizzati utilizzando il tasso di rendimento dei titoli di stato. La contabilizzazione di programmi a benefici definiti comporta invece le seguenti fasi: - effettuazione, con l’utilizzo di tecniche attuariali, di una stima realistica dell’ammontare dei benefici che i dipendenti hanno maturato in cambio del lavoro svolto nell’esercizio corrente e in quelli precedenti. Ciò richiede la determinazione di quale percentuale del beneficio è imputabile
173 all’esercizio corrente e quale ai precedenti, nonché l’effettuazione di stime delle variabili demografiche – es. la rotazione dei dipendenti – e di quelle finanziarie – es. incrementi retributivi futuri – che influenzeranno il costo dei benefici; - attualizzazione di quei benefici utilizzando il metodo della proiezione del credito unitario previsto al fine di determinare il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti ed il costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti, utilizzando come tasso di sconto il rendimento dei titoli di stato; - determinazione del valore corrente di eventuali attività del programma; - determinazione dell’ammontare degli utili e delle perdite attuariali; - determinazione del profitto e della perdita risultante dall’eventuale modifica o dall’estinzione del programma. L’importo rilevato contabilmente come passività per benefici definiti è rappresentato dal valore attuale dell’obbligazione alla data di chiusura del bilancio di esercizio, al netto del valore corrente dei beni del programma, se esistenti. L’importo da rilevare come costo a conto economico è formato dai seguenti elementi: - il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti; - il costo degli interessi; - i profitti o le perdite attuariali; - il rendimento atteso dai beni del programma, se esistenti. Le indennità di fine rapporto sono rilevate come passività e costo quando l’impresa si è impegnata ad interrompere il rapporto di lavoro di un dipendente o di un gruppo di dipendenti prima del normale pensionamento oppure si è impegnata ad erogare compensi di fine rapporto a seguito di una proposta per incentivare dimissioni volontarie per esuberi. Fondi per rischi e oneri Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri sono rilevati quando, alla data di riferimento, in presenza di un’obbligazione legale o implicita nei confronti di terzi, derivante da un evento passato, è probabile che per soddisfare l’obbligazione si renda necessario un esborso di risorse il cui ammontare sia stimabile in modo attendibile. Tale ammontare rappresenta il valore attuale, qualora l’effetto finanziario del tempo sia significativo, della migliore stima della spesa richiesta per estinguere l’obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato
174 e include gli effetti ulteriori relativi al rischio specifico associabile a ciascuna passività. Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico dell’esercizio in cui avviene la variazione. Qualora la Società sia sottoposta a rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile, tali rischi vengono descritti nelle presenti note esplicative e non si procede ad alcuno stanziamento. Ricavi I ricavi ed i proventi, sono iscritti in bilancio, in accordo con l’IFRS 15, al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. In particolare, i ricavi per la vendita dei prodotti sono contabilizzati quando viene trasferito il controllo dei beni in capo all’acquirente. Tale momento, sulla base delle clausole contrattuali più frequentemente utilizzate, coincide con la spedizione dei beni stessi. I ricavi relativi alla prestazione di servizi vengono rilevati in base allo stato di effettivo completamento del servizio alla data di riferimento del bilancio e sono rappresentati al netto di sconti e abbuoni. Costi I costi sono iscritti quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell’esercizio o per ripartizione sistematica ovvero quando non si possa identificare l’utilità futura degli stessi. Gli interessi sono rilevati per competenza sulla base del metodo dell’interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza gli incassi futuri, stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario o su un periodo più breve, quando necessario, rispetto al valore netto contabile dell’attività finanziaria. Utile per azione Utile per azione - base L’utile base per azione è calcolato dividendo l’utile di pertinenza della Società per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Utile per azione - diluito L’utile diluito per azione è calcolato dividendo l’utile di pertinenza della Società per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai
175 fini del calcolo dell’utile diluito per azione, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre l’utile di pertinenza del Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte, dell’esercizio di detti diritti. Attività non correnti detenute per la vendita Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti della controllante se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un’operazione di vendita o di distribuzione, anziché tramite il loro uso continuativo. Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono valutate al minore tra il valore contabile e il loro fair value al netto dei costi di vendita o di dismissione. I costi di dismissione sono i costi aggiuntivi direttamente attribuibili alla dismissione, esclusi gli oneri finanziari e le imposte. La condizione per la classificazione come detenuti per la vendita si considera rispettata solo quando la vendita è altamente probabile e l’attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue attuali condizioni. Le azioni richieste per concludere la vendita dovrebbero indicare che è improbabile che possano intervenire cambiamenti significativi nella vendita o che la vendita venga annullata. La Direzione deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione. Simili considerazioni sono valide anche per le attività e i gruppi in dismissione detenuti per la vendita. L’ammortamento degli impianti e dei macchinari e delle attività immateriali cessa nel momento in cui questi sono classificati come disponibili per la vendita o per la distribuzione agli azionisti. Le attività e le passività classificate come detenute per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono presentate separatamente tra le voci correnti nel bilancio. Un gruppo in dismissione si qualifica come attività operativa cessata se è: una componente del Gruppo che rappresenta una CGU o un gruppo di CGU; classificata per la vendita o la distribuzione agli azionisti o è già stata ceduta in tale modo; importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività. Le attività destinate alla dismissione sono escluse dal risultato delle attività operative e sono presentate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio in un’unica riga come utile/(perdita) netto derivante da attività destinate alla dismissione. Pagamenti basati su azioni
176 Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni amministratori, dirigenti, impiegati, consulenti e dipendenti attraverso piani di partecipazione al capitale (Piano di “Stock Option”). Secondo quanto stabilito dall’IFRS 2 – Pagamenti basati su azioni – gli stessi sono da considerarsi del tipo “a regolamento con azioni” (cosiddetto “equity settlement”); pertanto l’ammontare complessivo del valore corrente delle Stock Option alla data di assegnazione è rilevato a conto economico come costo. Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2021 Come richiesto dallo IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori ͟ , di seguito sono indicati gli impatti dei nuovi principi o delle nuove interpretazioni sul bilancio consolidato; tali principi sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2021. Interest Rate Benchmark Reform – Fase 2: Modifiche agli IFRS 9, IAS 39, IFRS 7, IFRS 4 ed IFRS 16 Le modifiche includono il temporaneo alleggerimento dei requisiti con riferimento agli effetti sui bilanci nel momento in cui il tasso di interesse offerto sul mercato interbancario (IBOR) viene sostituito da un tasso alternativo sostanzialmente privo di rischio (Risk Free Rate- RFR): Le modifiche includono le seguenti considerazioni: • La possibilità di considerare i cambiamenti contrattuali, od i cambiamenti nei flussi di cassa che sono direttamente richiesti dalla riforma, di essere trattati come variazioni di un tasso di interesse variabile, equivalente ad un movimento di un tasso di interesse nel mercato; • La possibilità che i cambiamenti richiesti dalla riforma IBOR siano fatti nell’ambito della designazione di copertura e documentazione di copertura senza che la relazione di copertura debba essere discontinuata; • Fornisce temporaneo sollievo alle entità nel dover rispettare i requisiti di identificazione separata quando un RFR viene designato come copertura di una componente di rischio. Queste modifiche non hanno impatto sul bilancio del Gruppo. Conceptual Framework for Financial Reporting emesso il 29 marzo 2018 Il Conceptual Framework non rappresenta uno standard e nessuno dei concetti in esso contenuti ha la precedenza sui concetti o sui requisiti di uno standard. Lo scopo del Conceptual Framework è di supportare lo IASB nello sviluppo di standard, aiutare i redattori a sviluppare politiche contabili
177 omogenee laddove non esistano standard applicabili nelle specifiche circostanze e di aiutare tutte le parti coinvolte a comprendere ed interpretare gli standard. La versione rivista del Conceptual Framework include alcuni nuovi concetti, fornisce definizioni aggiornate e criteri di rilevazione aggiornati per attività e passività e chiarisce alcuni concetti importanti. Tali modifiche non hanno avuto alcun impatto sul bilancio consolidato del Gruppo. Modifica all’ IFRS 16 Covid-19 Related Rent Concessions Il 28 maggio 2020 lo IASB ha pubblicato una modifica al principio IFRS 16. La modifica consentiva ad un locatario di non applicare i requisiti nell’IFRS 16 sugli effetti contabili delle modifiche contrattuali per le riduzioni dei canoni di lease concesse dai locatori che sono diretta conseguenza dell’epidemia da Covid-19. La modifica introduceva un espediente pratico secondo cui un locatario può scegliere di non valutare se le riduzioni dei canoni di lease rappresentano modifiche contrattuali. Un locatario che sceglie di utilizzare questo espediente contabilizza queste riduzioni come se le stesse non fossero modifiche contrattuali nello scopo dell’IFRS 16. Le modifiche erano applicabili ai bilanci il cui periodo contabile inizia il 1° giugno 2020 o successivamente. Era consentita l’adozione anticipata. In data 31 marzo 2021, lo IASB ha emesso l'emendamento "COVID 19- Related Rent Concessions beyond 30 June 2021", che ha esteso il periodo per potersi avvalere dell'espediente pratico dal 30 giugno 2021 al 30 giugno 2022. Tale emendamento è efficace a partire dagli esercizi che iniziano a partire dal 1° aprile 2021. È consentita un'applicazione anticipata, anche per i bilanci la cui pubblicazione non sia ancora stata autorizzata al 31 marzo 2021. La società ha deciso di non avvalersi dell’espediente pratico che consente di disapplicare i requisiti nell’IFRS 16 sugli effetti contabili delle modifiche contrattuali per le riduzioni dei canoni di lease concesse dai locatori che sono diretta conseguenza dell’epidemia da Covid-19. Dati sull’occupazione L'organico aziendale, ripartito per categoria, rispetto al precedente esercizio: Organico 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni Dirigenti 2 2 - Quadri 8 8 - Impiegati 21 27 (6) Operai 0 0 - Altri - - - Totale 31 37 (6) Nel corso dell’anno l’organico è diminuito di sei unità.
178 ATTIVITÀ C) Attività non Correnti 1. Attività materiali Saldo 31.12.2021 101 Saldo 31.12.2020 162 La tabella sotto indica la movimentazione delle attività materiali: (in migliaia di Euro) Attività materiali Impianti Attrezzature Mobili Macchine elettroniche Altri Totale Movimentazione Costo Storico 31 dicembre 2020 1.035 10 261 194 505 2.005 Incrementi 8 8 Aggregazioni aziendali - Cessioni - Riclassifiche 1 (1) - Decrementi - Dismissioni - 30 settembre 2021 1.035 10 261 203 505 2.013 Movimentazione Ammortamenti 31 dicembre 2020 (1.014) (7) (193) (172) (457) (1.843) Ammortamenti (9) (0) (22) (11) (26) (70) Aggregazioni aziendali - Cessioni - Decrementi - Dismissioni - 31 dicembre 2021 (1.023) (8) (215) (183) (483) (1.913) Valore Netto 31 dicembre 2021 12 2 45 20 22 101 Al 31 dicembre 2021 si evidenzia un incremento di Euro 8 migliaia nella categoria Macchine Elettroniche, da ricondursi ad acquisto di PC portatili da dare in dotazione ai dipendenti. La società alla data del bilancio non ha identificato indicatori di impairment relativamente alle citate attività materiali. 2. Attività per diritto d’uso Saldo 31.12.2021 406 Saldo 31.12.2020 508
179 (in migliaia di Euro) Attività per diritto d'uso Immobili Auto Totale Movimentazione Costo Storico Valore Netto 31 dicembre 2020 1.902 214 2.116 Aggregazioni aziendali - - - Acquisizioni 98 4 103 Cessioni - - - Differenze cambio - - - Decrementi (1.309) (214) (1.523) Dismissioni - - - 31 dicembre 691 154 845 Movimentazione Ammortamenti - - - Valore Netto 31 dicembre 2020 (1.495) (112) (1.608) Ammortamenti (183) (53) (236) Aggregazioni aziendali - - - Cessioni - - - Differenze cambio - - - Decrementi 1.277 127 1.404 Dismissioni - - - 31 dicembre 2021 (402) (38) (439) Valore Netto 31 dicembre 2021 290 116 406 Al 31 dicembre 2021 gli ammortamenti delle attività per diritto d’uso ammontano ad Euro 236 migliaia, si evidenzia inoltre la sottoscrizione di contratti che hanno portato all’incremento della voce per Euro 103 migliaia e la rescissione di contratti di leasing auto il cui valore non ancora ammortizzato ammontava ad Euro 87 migliaia. Inoltre, i contratti di locazione in essere con Max Factory (società facente parte del gruppo Meridiana Holding), sono stati prolungati con il parere positivo del Comitato parti Correlate. Nello specifico per la locazione della sede di Roma i canoni pagati nel primo semestre 2021 vengono riconosciuti a favore degli esercizi 2021 e 2022 senza alcun esborso aggiuntivo, mentre per la sede di Genova il contratto in scadenza al 31 dicembre 2021 è stato prorogato senza nessun esborso aggiuntivo fino al 31 dicembre 2023. Al 31 dicembre 2021 non sono stati rilevati indicatori di impairment e conseguentemente non si è proceduto all’effettuazione del test di impairment relativamente alle attività per diritto d’uso. 3. Attività immateriali Saldo 31.12.2021 164 Saldo 31.12.2020 203 La composizione delle attività immateriali e le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio sono evidenziate nel seguente prospetto:
180 (in migliaia di Euro) Immobilizzazioni immateriali Altre attività Immateriali Totale Movimentazione Costo Storico 31 dicembre 2020 3.014 3.014 Incrementi continuing operations 23 - Incrementi discontinued operations - - Riclassifica - - Decrementi - - Dismissioni - - 31 dicembre 2021 3.037 3.037 Movimentazione Ammortamenti 31 dicembre 2020 (2.811) (2.811) Ammortamenti continuing operations (62) (62) Ammortamenti discontinued operations - - Riclassifica - - Decrementi - - Dismissioni - - 31-dicembre 2021 (2.873) (2.873) Valore Netto 164 164 Le altre attività immateriali si riferiscono a marchi e software. Al 31 dicembre 2021 si evidenziano incrementi pari a Euro 23 migliaia riferiti principalmente a costi ad acquisto software Come previsto dallo IAS 36, si è proceduto a valutare l’eventuale esistenza di indicatori di impairment nell’ambito della procedura descritta alla nota 5.Partecipazioni 4. Avviamento Saldo al 31.12.2021 3.249 Saldo al 31.12.2020 3.249 La voce, invariata rispetto al periodo precedente, include: Euro 2.477 migliaia: relativi all’acquisizione della Giglio Fashion avvenuta nel mese di marzo 2016. Euro 772 migliaia: relativi alla fusione della IBOX S.r.l. avvenuta nel mese di giugno 2020 Alla data del 31 dicembre 2021, sulla base degli impairment test effettuati, non si rileva svalutazione di alcun avviamento iscritto. Il Consiglio di Amministrazione al fine di una valutazione più
181 prudenziale ha preferito adottare come criterio di calcolo del terminal value i flussi espliciti di 4 dei 5 anni di piano (FY23-25) non considerando i risultati dell’ultimo anno (FY26). L’applicazione di tale modifica alla procedura ha determinato la svalutazione del valore di carico della partecipata IBOX SA per uro 250.000. Sono state invece mantenute tutte le considerazioni sul capitale circolante e sulla crescita perpetua. Il test di impairment effettuato sul Tier 2 è stato eseguito con riferimento alle unità generatrici di flussi finanziari (CGU) alle quali gli avviamenti risultano iscrivibili. A livello sia di singola CGU gli Unlevered Free Cash Flow (UFCF) di previsione esplicita sono stati determinati utilizzando i dati economico-patrimoniali di piano defiscalizzando l’Ebit con una imposizione fiscale teorica del 24%, mentre il terminal value (TV) è stato calcolato come media degli UFCF del periodo di previsione esplicita degli ultimi due anni di previsione in luogo del flusso di cassa operativo dell’ultimo anno di previsione esplicita. Il tasso di sconto utilizzato è il WACC adjusted del 13,01%. Il piano pluriennale utilizzato 22-26 è stato approvato dagli Amministratori in data 28 marzo 2022. 5. Partecipazioni Saldo al 31.12.2021 10.876 Saldo al 31.12.2020 9.951 Si espone di seguito il dettaglio della voce al 31 dicembre 2021: (in migliaia di Euro) Partecipazioni 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni Giglio USA 18 18 0 IBOX SA 5.869 6.119 -250 Cloud Food 5 5 0 eCommerce Outsourcing s.r.l. 3.769 3.769 0 GIGLIO SHANGAI TECHNOLOGY CO. LTD 40 40 0 Salotto di Brera S.r.l. 1.175 - 1.175 Media 360 HL LTD 0 - 0 Totale 10.876 9.951 925 La variazione rispetto al precedente esercizio è relativa a:
182 all’acquisizione della società Salotto di Brera S.r.l., società attiva nelle forniture B2B di moda, food e gioielleria per i negozi a bordo di navi da crociera e nei negozi duty free in porti ed aeroporti e le basi Nato, avvenuta in data 15 gennaio 2021 per un valore pari a 1.175.000 Euro. alla svalutazione per 250 mila Euro, derivanti dall’impairment test sulla partecipazione in IBOX SA, che, utilizzando flussi espliciti per quattro anni (2022-2025) escludendo il 2026, in uno scenario prudenziale, ha evidenziato una perdita durevole al 31 dicembre 2021 Di seguito si espone il confronto, al 31 dicembre 2021, tra il valore delle partecipazioni e il valore del patrimonio netto di competenza delle società controllate: (in migliaia di Euro) Denominazione Sede Capitale Sociale % detenuta Utile/ (Perdita) al Patrimonio Netto al Quota di PN di competenza Valore di carico in bilancio 31-dic-21 31-dic-21 GIGLIO SHANGAI TECHNOLOGY CO. LTD Shanghai International Finance Center 40 100% -29 -101 -101 40 Century Avenue 8 Room 874, Level 8, Tower II Shanghai, 200120 IBOX SA Galleria 1 Via Cantonale, 1.700 100% -582 -2.587 -2.587 5.869 6928 Manno, Svizzera Giglio USA One Wall Street, 6th Floor 18 100% 88 192 192 18 BURLINGTON, MA 01803 REPRESENTATIVE OFFICE 111 West 19th Street (6th Floor) 10011 New York, NY USA eCommerce Outsourcing s.r.l. Via Sesia, 5 38 100% -356 200 200 3.769 20017RHO Italia Media 360 603 Shung Kwong Comm. Bldg 0 100% -14 -23 -23 8 Des Vouex Road West' 0 Hong Kong Salotto di Brera S.r.l. Piazza Diaz, 6 25 100% 83 261 261 20121 Milano 1.175 Italia Alla data del 31 dicembre 2021, sulla base degli impairment test effettuati, si rileva svalutazione del valore della partecipazione di IBOX SA per Euro 250 migliaia. Il Consiglio di Amministrazione al fine di una valutazione più prudenziale ha preferito adottare come criterio di calcolo del terminal value i flussi espliciti di 4 dei 5 anni di piano (FY23-25) non considerando i risultati dell’ultimo anno
183 (FY26). Sono state invece mantenute tutte le considerazioni sul capitale circolante e sulla crescita perpetua. A livello sia di singola CGU gli Unlevered Free Cash Flow (UFCF) di previsione esplicita sono stati determinati utilizzando i dati economico-patrimoniali di piano defiscalizzando l’Ebit con una imposizione fiscale teorica del 24%, mentre il terminal value (TV) è determinato come la media dei flussi del secondo, terzo e quarto anno di piano (2023-2025). Il tasso di crescita perpetua è stato ipotizzato prudenzialmente pari a 0%. Il tasso di sconto utilizzato è il WACC adjusted del 13,01%. Il piano pluriennale utilizzato 22-26 è stato approvato dagli Amministratori in data 28 marzo 2022. 6. Crediti e altre attività non correnti Saldo al 31.12.2021 2.701 Saldo al 31.12.2020 2.475 La voce crediti e altre attività non correnti è composta da crediti di natura finanziaria, come evidenziato nel prospetto che segue. (in migliaia di Euro) Crediti e attività non correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni Depositi cauzionali 182 199 (17) Crediti finanziari Intercompany 2.519 1.833 686 Altri - 443 (443) Totale 2.701 2.475 226 La voce “Depositi Cauzionali” include i depositi cauzionali versati relativamente ai contratti di affitto per gli immobili di Milano e Roma. La voce “Altri passa da un valore di 443 mila Euro a zero per effetto di: - Chiusura della quota a lungo del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi della autorizzazione di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre, per un importo pari a 142 mila Euro
184 - Chiusura dell’acconto versato in dicembre 2020 per l’acquisto della partecipazione in Salotto di Brera S.r.l., concretizzatosi nel gennaio 2021. La voce “Crediti finanziari Intercompany” comprende principalmente i crediti postergati verso la controllata IBOX SA per Euro 2.405 migliaia. 7. Attività fiscali differite Saldo al 31.12.2021 944 Saldo al 31.12.2020 824 La voce al 31.12.2021 è pari ad 944 mila Euro e si riferisce principalmente alle imposte anticipate calcolate sulle perdite fiscali riferite all’esercizio 2017 (Euro 514 migliaia), successivamente al quale in ottica prudenziale le stesse non sono più state accantonate e all’effetto fiscale relativo agli interessi passivi eccedenti il ROL del 2020 e del 2021 (Euro 296 migliaia). Le imposte anticipate si reputano riassorbibili dagli imponibili futuri derivanti dal piano aziendale. 8. Rimanenze Saldo al 31.12.2021 1.493 Saldo al 31.12.2020 1.596 Le rimanenze di magazzino della società sono costituite da prodotti finiti destinati alla vendita. Al 31 dicembre 2021 il criterio di valutazione utilizzato è il FIFO. Si segnala che le rimanenze, nell’ambito della divisione Fashion B2B, si riferiscono a merce che permane per tempi assai brevi in quanto già preventivamente allocata a clienti finali dai quali si è ricevuto un relativo ordine d’acquisto vincolante. Al 31 dicembre 2021, il fondo obsolescenza magazzino è pari a Euro 107 migliaia e si evidenzia che si è provveduto ad effettuare un ulteriore accantonamento durante il 2021 pari a Euro 54 migliaia da ricondursi principalmente a dispositivi di sicurezza personale non rivendibili poiché danneggiati o non conformi con la normativa vigente. Per una migliore comprensione delle modalità di determinazione dei fondi svalutazione sopra presentato si rimanda alla nota D. Valutazioni discrezionali e stime contabile significative. 9. Crediti commerciali Saldo al 31.12.2021 3.784
185 Saldo al 31.12.2020 4.568 Si riporta di seguito il dettaglio della voce: (in migliaia di Euro) Crediti commerciali 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Crediti verso clienti 2.638 3.425 (787) Anticipi a fornitori 1.181 1.622 (441) Fondo svalutazione crediti (35) (479) 444 Totale 3.784 4.568 (784) Il saldo è in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2021, in linea con la flessione del fatturato. Gli anticipi a fornitori della divisione e-commerce B2B si riferiscono agli acconti sugli ordini della collezione PE e AI 2022. Si riporta di seguito il dettaglio dei crediti commerciali lordi per area geografica al 31 dicembre 2021 confrontato con il 31 dicembre 2020, al netto dei crediti infragruppo: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 % Europa 1.337 99,5% 1.511 87,6% Asia 1 0,1% 185 10,7% USA 0 0,0% -0,42924 0,0% Resto del mondo 5 0,4% 29 1,7% Totale crediti lordi 1.344 100,0% 1.725 100,0% Fondo svalutazione crediti -35 -479 Totale 1.309 1.246 Si riporta nel seguito l’aging dei crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2021 comparato al 31 dicembre 2020, al netto dei crediti infragruppo: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 % Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 > 90 gg 79 6% 874 60<> 90 gg 14 1% 0 30<> 60 gg 0 0% 0 0<> 30 gg 12 1% 101
186 Totale scaduto 104 8% 975 Non scaduto 1.239 92% 749 Totale crediti lordi 1.344 100% 1.725 Fondo svalutazione crediti -35 -479 Inc. fondo su scaduto oltre 90gg -44,3% -54,8% Totale 1.309 1.246 Applicando l’ECL, quale combinazione tra l’anzianità dei crediti e la rischiosità di ogni singolo creditore, nell’esercizio 2021, ad una maggiore anzianità dei crediti è abbinata ad una minore rischiosità degli stessi e ne consegue quindi una minore incidenza del fondo svalutazione crediti sui crediti scaduti oltre i 90 giorni. Con riferimento ai crediti verso clienti di seguito si espone la movimentazione del relativo fondo: (in migliaia di Euro) Fondo svalutazione crediti Saldo al 31 dicembre 2020 479 Accantonamento 28 Utilizzi (420) Rilasci (52) Saldo al 31 dicembre 2021 35 L’utilizzo del fondo svalutazione crediti, per Euro 420 migliaia, riguarda lo stralcio di crediti svalutati negli anni precedenti la cui recuperabilità non risulta più essere probabile alla data di chiusura. Il fondo risulta inoltre essere diminuito a seguito di un rilascio per un importo pari a Euro 52 migliaia, relativo a crediti incassati ma il cui importo era stato svalutato l’anno precedente. L’accantonamento dell’esercizio pari Euro 28 migliaia è composto da svalutazione di posizioni più datate, alla quale va ad aggiungersi l’accantonamento effettuato al fine di adeguare il valore nominale dei crediti al valore di presunto realizzo. Come già evidenziato nella nota E. Gestione del capitale e dei rischi finanziari sul rischio di credito, la società determina il fondo svalutazione crediti attraverso l’elaborazione di una specifica matrice di accantonamento. In particolare, la società, in funzione della varietà della sua clientela ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating, applicando ad essi una specifica percentuale di svalutazione. Si rimanda a tale sezione per maggiori dettagli sulla metodologia applicata in relazione alla valutazione della voce in esame.
187 10. Crediti finanziari Saldo 31.12.2021 2 Saldo 31.12.2020 2 La voce consiste nel controvalore di n.500 azioni di Vértice Trescientos Sesenta Grados SA, società di diritto spagnolo quotata alla Borsa principale di Madrid. 11 Crediti d’imposta Saldo 31.12.2021 434 Saldo 31.12.2020 1.130 I Crediti d’imposta si compongono principalmente come di seguito riportato: (in migliaia di Euro) Crediti per imposte 31.12.2021 31.12.2020 Variazione IRES 109 543 (434) IRAP - 145 (145) Ritenute 1 1 - INPS - - - INAIL - - - IVA 131 273 (142) Crediti per consolidato fiscale 193 168 25 Altri - - - Totale crediti tributari 434 1.130 (696) La voce include tutti i crediti di natura fiscale per acconti pagati o crediti maturati. Il credito per consolidato fiscale pari a Euro 193 migliaia, si riferisce al credito maturato nei confronti delle controllate a seguito dell’accordo di consolidamento fiscale siglato in data 2 novembre 2020 con Ecommerce Outsourcing Il credito IVA, pari a 109 mila Euro si riferisce all’imposta generatasi in virtù della natura di esportatore abituale di Giglio Group S.p.A., con particolare riferimento alla divisione Giglio Fashion. 12. Altre attività e crediti diversi correnti Saldo 31.12.2021 232 Saldo 31.12.2020 662 (in migliaia di Euro)
188 Altre attività 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Ratei e risconti attivi 232 662 (430) Totale 232 662 (430) I ratei e risconti attivi si riferiscono principalmente a costi relativi a canoni di competenza 2022, oltre alle penali su estinzione anticipata finanziamento Unicredit non di competenza per un importo pari a Euro 48 migliaia. 13. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti Saldo 31.12.2021 144 Saldo 31.12.2020 1.141 La voce “Disponibilità liquide” si compone come indicato nella sottostante tabella: (in migliaia di Euro) Disponibilità liquide 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Depositi bancari e postali 143 1.140 (997) Denaro e valori in cassa 1 1 - Totale 144 1.141 (997) Le variazioni intervenute sono relative a normali fatti di gestione e sono connesse alle variazioni evidenziate nel rendiconto finanziario. Non esistono vincoli alla libera disponibilità e non vi sono costi presumibili di smobilizzo. PASSIVITÀ 14. Patrimonio netto Il capitale sociale al 31 dicembre 2021 risulta essere composto da n. 21.968.022 prive del valore nominale. Le movimentazioni intervenute nel 2021 sono riconducibili a: Perdita al 31 dicembre 2020 (il cui effetto risulta essere rimandato al quinto anno successivo a seguito dell’adozione della deroga prevista dall’ex art 6 art 6 del D.L.8 aprile 2020 n.23); Aumento di capitale mediante il collocamento privato di n.1.221.547 azioni ordinarie di nuova emissione, prive dell’indicazione del valore nominale ad un prezzo per azione pari ad Euro 1,78, per un controvalore complessivo di Euro 2,2 milioni. Il valore dell’aumento di capitale,
189 interamente sottoscritto, è pertanto paria Euro 0,2 milioni in valore nominale oltre a Euro 1,9 milioni di sovrapprezzo. Tale valore è rettificato di Euro 0,2 milioni di costi di sottoscrizione direttamente imputabili. Meridiana Holding S.r.l. ha sottoscritto n. 485.547 azioni pari al 39,75% dell’aumento di capitale. La partecipazione all’operazione da parte di Meridiana Holding S.r.l. è da qualificarsi come operazione con parti correlate di minore rilevanza, per maggiori dettagli sul rapporto di correlazione tra la Società e Meridiana Holding S.r.l. si rimanda alla nota 35. • Rilevazione perdita attuariale IAS 19 per un importo pari a 12 mila Euro. Si rimanda al paragrafo 9 della nota integrativa per ulteriori informazioni sulle assunzioni considerate dall’applicazione del principio contabile IAS 19; • Risultato del periodo negativo per 3.123 mila Euro 15. Fondi per rischi e oneri Saldo 31.12.2021 - Saldo 31.12.2020 60 L’accantonamento per un importo pari 60 mila Euro effettuato in data 31 dicembre 2020 a copertura debiti della controllata Giglio TV Hong Kong è stato rilasciato nel corso del 2021 e non si è ritenuto necessario procedere con ulteriori accantonamenti al 31 dicembre 2021. 16. Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) Saldo 31.12.2021 276 Saldo 31.12.2020 329 La movimentazione del Fondo TFR è la seguente: (in migliaia di Euro) Saldo al 31 dicembre 2020 (329) Accantonamento 2021 (87) Anticipi/utilizzi 127 (Utili)/Perdite attuariali 16 Net Interest (3) Saldo al 31 dicembre 2021 (276) Di seguito si indicano le principali basi tecniche demografiche ed economiche adottate ai fini delle valutazioni attuariali: probabilità di eliminazione per morte: tavola ISTAT 2020 (fonte ISTAT – Annuario Statistico Italiano 2020);
190 probabilità di eliminazione per invalidità: nulle; probabilità di eliminazione per cause varie (dimissioni, licenziamenti): pari al 3% annuo per tutto il periodo di valutazione (desunte dai dati rilevati nonché dall’esperienza relativa a realtà similari); pensionamento previsto alla maturazione del primo requisito utile per la pensione I.N.P.S. stabilito dall’art. 24 della legge n. 214/2011 e a quanto previsto dal d.l. n. 4/2019, ipotizzando l’uscita dal servizio dei lavoratori al raggiungimento del primo diritto utile; tasso annuo di inflazione: 1,6% per il 2022, 1,3% per il 2023, 1,5% per il 2024 (fonte: “Nota di aggiornamento del DEF 2021”); dal 2025 in poi è stato ipotizzato un tasso anno dell’1,5%; tasso nominale annuo di incremento delle retribuzioni per sviluppo di carriera e per rinnovi contrattuali: pari all’inflazione per tutto il periodo di valutazione probabilità di richiesta di prima anticipazione: 2,5% per anzianità da 9 anni in poi; numero massimo di anticipazioni: 1; ammontare di anticipazione di TFR: 30% del TFR maturato. Quanto all’ipotesi finanziaria, si fa presente che il tasso di attualizzazione è stato scelto, tenuto conto delle indicazioni dello IAS 19, con riferimento alla curva al 31.12.2021 di titoli AA emessi da emittenti corporate dell’area Euro e in funzione della durata media residua della passività relativa al TFR al 31.12.2021; pertanto, considerando che la durata media residua della passività è risultata pari a circa 16 anni, il tasso nominale annuo di attualizzazione ipotizzato nelle valutazioni è pari all’1,4% (1% al 31.12.2020). L’analisi di sensitività sul tasso di attualizzazione è stata predisposta utilizzando un tasso rispettivamente inferiore e superiore di mezzo punto percentuale rispetto all’1,4%. Nel seguente prospetto si riportano i risultati delle valutazioni in base al tasso dell’0,9% e del 1,9% (in migliaia di Euro): (importi in migliaia di Euro) Tasso -0,5% Tasso +0,5% DBO 300,5 254,2 Inoltre, si rileva che l’aggiornamento delle ipotesi demografiche rispetto al 31.12.2020 (riguardante solo le probabilità di eliminazione per morte) ha prodotto solo un lieve effetto sulle risultanze attuariali (+0,1 migliaia di euro), mentre l’aggiornamento del tasso di attualizzazione (1,4% in luogo dell’1% adottato al 31 dicembre 2020) ha prodotto un aumento del DBO di 19,4 migliaia di Euro 17. Passività fiscali differite Saldo al 31.12.2021 1
191 Saldo al 31.12.2020 131 Al 31 dicembre 2020 il saldo ammontava a 131 mila Euro all’effetto fiscale differito dovuto agli utili su cambi. Tale effetto non si è verificato nel 2021 in quanto la società ha acquistato meno merci dall’estero, soprattutto in seguito alla dismissione del business legato alla vendita dei dispositivi di protezione individuale. 18. Debiti finanziari correnti e non correnti Saldo al 31.12.2021 16.872 Saldo al 31.12.2020 16.563 I debiti finanziari si compongono come riportato nella tabella sottostante: (in migliaia di Euro) Debiti finanziari 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Correnti 6.907 4.001 2.906 Non correnti 9.965 12.563 (2.598) Totale 16.872 16.564 308 Relativamente alla quota corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto: (in migliaia di Euro) Debiti finanziari correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Quota a breve dei mutui 2.702 1.852 850 Totale mutui correnti 2.702 1.852 850 Linee anticipi fatture/Linee di credito 1.244 824 421 C/C passivo 480 2 477 Bond EBB 770 500 270 Earn-out - 12 (12) IFRS 16 212 319 (107) Finanziamenti da parti correlate 16 493 (477) Finanziamenti da controllate 1.483 - 1.483 Totale 6.907 4.001 2.906 I debiti finanziari correnti fanno riferimento principalmente a: Quota a breve termine dei mutui chirografari; le linee di credito autoliquidanti come gli anticipi di fatture; finanziamenti intercompany ricevuti dalla controllata ECOMMERCE OUTSOURCING S.R.L. ;
192 quota a breve del Bond EBB descritto di seguito tra i debiti finanziari non correnti; Quota corrente dei debiti verso parti correlate sottoscritti in dollari. Per ulteriori dettagli si rimanda alla nota 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate. Relativamente alla quota non corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto: (in migliaia di Euro) Debiti finanziari non correnti 31.03.2021 31.12.2020 Variazione Mutui passivi 5.068 6.412 (1.344) Bond EBB 4.056 4.304 (248) Debiti verso società controllate 4 1.194 (1.190) IFRS 16 211 236 (25) Debiti verso parti correlate 626 417 209 Totale 9.965 12.563 (2.598) I debiti finanziari non correnti fano riferimento a: mutui chirografari a lungo termine; Quota non corrente dei debiti verso parti correlate sottoscritti in Dollari. Per ulteriori dettagli si rimanda alla nota 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate. Quota a lungo del Bond EBB. In data 2 aprile 2019 la società ha emesso un prestito obbligazionario non convertibile per un importo di Euro 5 milioni in linea capitale, costituito da 50 obbligazioni al portatore aventi ciascuna valore nominale pari a Euro 100.000,00, con le seguenti condizioni: - Sottoscrittori: il Prestito Obbligazionario è stato integralmente sottoscritto dalla SPV; - Quotazione: le Obbligazioni non saranno quotate su alcun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione; - Modalità di emissione: le Obbligazioni sono emesse in un’unica tranche; - Prezzo di emissione: il prezzo di emissione è pari al 100% del valore nominale delle Obbligazioni; - Interessi: le Obbligazioni saranno fruttifere di interessi al tasso fisso nominale annuo lordo pari a 4,572% da liquidarsi con cedola semestrale posticipata; - Durata e Scadenza legale: le Obbligazioni hanno una durata legale di 8 anni e 6 mesi e la data di scadenza sarà l'ultima data di pagamento interessi dell’anno 2027;
193 - Rimborso: le Obbligazioni saranno rimborsate alla pari e, dunque, al 100% del valore nominale, secondo il piano di ammortamento previsto dal regolamento, in 13 rate semestrali di capitale, con un periodo di pre-ammortamento di durata pari a 2 anni. - il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha concesso, in data 30 giugno 2020, il waiver alla misurazione dei covenant in occasione delle scadenze previste nel 2020 (i.e. 30 giugno 2020 e 31 dicembre 2020); In particolare, il bond holder ha approvato la richiesta della società di consentire, in deroga al regolamento del prestito obbligazionario, la sospensione dell’applicazione delle soglie del parametro finanziario Leverage Ratio e del parametro finanziario Gearing Ratio, limitatamente alle date di verifica del 30 giugno e 31 dicembre 2020. Al fine di consentire tale sospensione, EBB Export S.r.l. ha ricevuto da Meridiana Holding S.r.l., azionista di maggioranza di Giglio Group, un impegno di manleva e garanzia in suo favore, fino ad un importo pari ad Euro 1.000 migliaia. In data 26 luglio 2021 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell'emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle Date del test 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021. La Società si è attivata per una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari per il 2022 inviando in data 17 marzo 2022 una nuova richiesta di waiver a EBB Export S.r.l. Inoltre, sono ricompresi tra i debiti finanziari, quelli riferiti alle passività per leasing operativo risultanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16. Ai sensi delle modifiche apportate allo IAS 7, la tabella seguente mostra le variazioni delle passività iscritte nel prospetto della situazione patrimoniale finanziaria, i cui flussi sono rilevati nel rendiconto finanziario come flussi di cassa da attività di finanziamento (importi in euro migliaia) Valore al 01.01.20 Flusso di cassa Valore al 31.12.21 Debiti finanziari non correnti 12.563 2.598 9.965 Debiti finanziari correnti 4.001 -2.906 6.907
194 Totale passività da attività di finanziamento 16.564 -308 16.872 La seguente tabella riepiloga i mutui della società Giglio Group S.p.A. in essere alla data del 31 dicembre 2021 ed evidenzia la componente entro ed oltre l’esercizio successivo:
SITUAZIONE AL 31/12/2021 società Giglio Group S.p.A. (Valori in Euro migliaia) Banca Tasso di interesse Importo del finanziamento data di sottoscrizione Residuo al 31/12/2021 Scadenza 0<> 12 mesi 1 anno <>2 anni 2 anni <>3 anni Oltre 3 anni INTESA Mutuo Chiro n. 0IC1047064869 Euribor 1 mese + spread 2% 1.000 28/06/2017 477 28/04/2024 202 205 69 - CARIGE Mutuo N.11597713 1,65% (tasso fisso) 550 23/11/2020 550 31/10/2026 22 134 137 257 Banco BPM Mutuo N.11597713 Euribor 1 mese + spread 2,1% 2.000 23/11/2020 1.799 23/11/2026 351 358 366 723 UNICREDIT Mutuo Chiro 8426426 5,9% (tasso fisso) 5.000 23/01/2020 5.000 30/04/2024 2.058 1.957 985 - TOTALE Giglio Group 8.550 7.825 2.633 2.656 1.557 980 Totale complessivo 7.825 - 2.633 2.656 1.557 980
19. Debiti commerciali Saldo 31.12.2021 2.973 Saldo 31.12.2020 4.498 (in migliaia di Euro) Debiti commerciali 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Anticipi da clienti 206 121 85 Fornitori di beni e servizi 2.760 4.281 (1.521) Note di credito da emettere 8 96 (88) Totale 2.973 4.498 (1.524) Si fornisce di seguito il dettaglio dei debiti commerciali scaduti: (in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2021 Periodo chiuso al 31 dicembre 2020 Debiti commerciali 2.364 4.303 - di cui scaduti oltre 60 giorni 943 1.518 - % debiti scaduti sul totale 39,88% 35,29% 20. Debiti tributari Saldo 31.12.2021 597 Saldo 31.12.2020 484 (in migliaia di Euro) Debiti tributari 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Erario c/ritenute 360 122 238 IVA estera 76 76 - Erario C/imposte 62 191 (129) Enti previdenziali 98 95 3 Totale 597 484 112 I debiti tributari fanno riferimento: - ai debiti per ritenute ed imposte conseguenti alla normale operatività della società per rispettivi Euro 360 e 62 migliaia; - a enti previdenziali e assistenziali per 98 mila Euro.
197 - al debito IVA maturato prima della fusione, dalla società Ibox S.r.l. verso i paesi esteri in cui svolgeva la propria attività tramite apposita rappresentanza fiscale 21. Altre passività correnti e non correnti Saldo 31.12.2021 3.574 Saldo 31.12.2020 3.021 Le Altre Passività si compongono come riportato nella tabella sottostante: Relativamente alla quota corrente, il dettaglio è così composto: (in migliaia di Euro) Altre passività correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Debiti v/dipendenti 141 275 (134) Ratei e risconti passivi 209 177 32 Debiti diversi 2.147 2.568 (421) Totale 2.498 3.021 (523) La voce debiti verso dipendenti si riferisce alle ferie maturate dai dipendenti e non ancora godute, mentre la voce risconti passivi si riferisce a ricavi di competenza dell’esercizio successivo. La voce debiti diversi accoglie prevalentemente la parte residua degli importi conseguenti all’accordo finalizzato al conferimento in Vertice 360 degli assets afferenti al business dell’area media di Giglio Group (Euro 2,6 milioni) ed indicato nella Closing Letter sottoscritta in data 31 ottobre 2019. In data 07 marzo 2022 la società Giglio Group S.p.A. ha finalizzato un verbale di conciliazione con le parti davanti al Tribunale di Milano in cui si è impegnata a versare a partire da marzo 2022 un importo complessivo di Euro 3 milioni in 15 rate, di cui 14 costanti di valore costante e ammontante ad Euro 197 migliaia e l’ultima di Euro 247 migliaia (a maggio 2023). La quota non corrente contiene la parte del debito verso Vertice 360 da saldare oltre i dodici mesi, così come da accordo di conciliazione sopra dettagliato. Per maggiori dettagli si rimanda al punto 10. Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio della Relazione sulla Gestione. (in migliaia di Euro) Altre passività non correnti 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Debiti diversi (1.076) - (1.076)
198 Totale (1.076) - (1.076)
199 INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO 22. Ricavi Si fornisce l’indicazione della composizione del valore della produzione, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Ricavi delle vendite e delle prestazioni 17.591 28.346 (10.755) Altri ricavi 1.346 1.445 (99) Totale 18.937 29.791 (10.854) Al 31 dicembre 2021 i ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontano a 18,9 milioni di Euro, in flessione rispetto ai 29,8 milioni di Euro relativi al 31 dicembre 2020. Si riporta che l’anno 2020 includeva ricavi per Euro 10,4 milioni (con una marginalità pari a circa 25%) relativi al fatturato della Divisione Giglio Salute, creata a seguito della pandemia Covid-19 con il fine di trattare materiale denominato DPI (dispositivi di protezione individuali) tramite le proprie piattaforme di e-commerce e il proprio network commerciale in Cina. 23. Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Si fornisce l’indicazione della composizione dei costi per materie prime, sussidiarie di consumo e merci, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: (in migliaia di Euro) Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Costi di acquisto merci 14.670 21.068 (6.398) Materiali di consumo 10 20 (10) Totale 14.680 21.089 (6.409) La voce accoglie prevalentemente i costi sostenuti dal segmento B2B di Giglio Group, la riduzione rispetto all’esercizio precedente è in linea con la riduzione dei ricavi. 24. Costi per servizi Si fornisce l’indicazione della composizione dei costi per servizi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Agenti 381 308 73
200 Altri costi per servizi 90 277 (187) Assicurazioni 127 114 13 Commissioni bancarie, postali, d'incasso 99 137 (38) Compensi amministratori, sindaci, OdV 450 379 71 Consulenze 1.493 1.789 (296) Costi amministrativi 351 415 (64) Magazzinaggio 453 403 50 Manutenzioni 10 19 (9) Pubblicità, promozioni, mostre, fiere 38 16 22 Pulizie e sorveglianza 19 14 5 Trasporti, spedizioni 240 793 (553) Utenze 61 70 (9) Viaggi, soggiorni e spese di rappresentanza 34 45 (11) Totale 3.849 4.780 (932) I costi per servizi pari a 3,8 milioni di Euro sono principalmente riconducibili a consulenze e costi amministrativi riferiti alla divisione Corporate rispettivamente pari a 1,5 milioni di Euro e 0,3 milioni di Euro ai quali vanno ad aggiungersi costi per servizi di trasporto e spedizioni per Euro 0,2 milioni, costi di magazzinaggio per Euro 0,4 milioni e costi per agenti per Euro 0,4 milioni. 25. Costi per godimento beni di terzi Si fornisce l’indicazione della composizione dei costi per godimento beni di terzi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente: (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Affitti 60 78 (18) Noleggi 35 15 21 Leasing operativo 21 32 (10) Totale 116 124 (8) I costi per godimento per beni di terzi fanno riferimento a leasing di beni strumentali il cui valore è inferiore a Euro 5.000 e a noleggi la cui durata è inferiore a 12 mesi per i quali non si applica il principio IFRS 16. 26. Costi del personale I costi del personale si dettagliano come di seguito: (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Salari e stipendi 1.489 1.818 (328)
201 Oneri sociali 473 557 (84) TFR 87 123 (35) Totale 2.049 2.497 (448) Il costo del personale si riduce rispetto all’esercizio precedente, in ragione della riduzione dell’organico registrata in corso d’anno. 27. Ammortamenti e svalutazioni Di seguito si fornisce il dettaglio della voce: (in migliaia di Euro) Ammortamenti e svalutazioni 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni Ammortamenti imm. Immat. 62 60 2 Ammortamenti imm. Mat 305 603 (298) Svalutazioni 161 8.966 (8.805) Totale 528 9.630 (9.102) Con riferimento alle voci “Ammortamenti” si rimanda alle note di commento nei paragrafi rispettivamente 1 (“Attività materiali”) ,2 (“Attività immateriali”) e 5(Partecipazioni) La voce svalutazioni comprende svalutazioni ha un impatto positivo principalmente conseguenza del rilascio di fondi rischi accantonati negli esercizi precedenti. 28. Altri costi operativi Di seguito si fornisce il dettaglio della voce: (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Altre imposte e tasse 5 18 (13) Altri oneri 16 17 (1) Sanzioni, multe e ammende 18 79 (61) Sopravvenienze 69 85 (16) Perdite su crediti - - - Totale 108 198 (90) La voce altri costi operativi al 31 dicembre 2021 è in parte dovuta a sanzioni versate nel corso del 2021 oltre a sopravvenienze rilevate nel corso dell’anno.
202 29. Proventi ed oneri finanziari Si fornisce l’indicazione della composizione dei proventi ed oneri finanziari, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all’esercizio precedente. (in migliaia di Euro) Proventi ed oneri finanziari 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Interessi attivi c/c bancari - - - Proventi su rinuncia Earnout - 588 (588) Dividendi da controllate 445 - 445 Interessi attivi diversi 3 - 3 Utili su cambi 12 606 (594) Utili su cessione titoli - 333 (333) Proventi finanziari 460 1.527 (1.067) Interessi passivi c/c bancari 4 21 (17) Interessi passivi diversi 686 230 456 Interessi passivi su anticipi fatture e factoring 68 80 (12) Interessi passivi su mutui 227 510 (283) Interessi passivi su prestito obbligazionario 281 263 18 Oneri bancari 4 15 (11) Oneri finanziari SIMEST - 20 (20) Oneri finanziari IFRS16 14 27 (13) Perdite su cambi 80 119 (39) Oneri finanziari 1.364 1.285 79 Totale (904) 242 (1.146) I proventi finanziari si riducono rispetto all’esercizio precedente nonostante i dividendi distribuiti dalla controllata eCommmerce Outsourcing nel mese di giugno, per un importo pari a 445 mila Euro. Gli oneri finanziari sono sostanzialmente invariati rispetto al 31 dicembre 2020. 30. Imposte sul reddito (in migliaia di Euro) 31.12.2021 31.12.2020 Variazione Imposte correnti 24 36 (12) Imposte differite 255 (69) 324 Totale 279 (33) 312 Si rilevano imposte differite per un importo pari a 255 mila Euro, prevalentemente calcolate sui rilasci degli utili su cambi realizzati nel corso del 2021 e imposte correnti per 24 mila Euro.
203 Si riportano di seguito gli effetti fiscali di periodo: Imposte (valori in euro migliaia) 31.12.2021 31.12.2020 Risultato ante imposte (3.403) (8.386) Imposta teorica 949 - Imposta effettiva 24 36 Imposte differite 255 (69) Utile dopo imposte (3.123) (8.419) Tax rate teorico 27,9% 27,90% Tax rate effettivo 0,7% 0,4% 31. Compensi Amministratori, Sindaci e società di revisione Ai sensi di legge si evidenziano i compensi complessivi spettanti agli Amministratori e ai membri del Collegio sindacale della Controllante Giglio Group S.p.A. Consiglio di amministrazione (valori in migliaia di euro) A. Giglio 200 A. Lezzi 31 S. Olivotto 15 F.Gesualdi 31 S.Armella 13 M.Belloni 79 Totale 369 Nel corso dell’esercizio ha cessato l’incarico, venuto a scadenza, l’amministratore S.Olivotto Nel corso dell’esercizio hanno cessato l’incarico i sindaci C.Tundo, M.Mannino, mentre il sindaco supplente G.Fantini, ha ricoperto temporaneamente il ruolo di sindaco effettivo per il periodo 21 giugno 20 settembre 2021. Collegio Sindacale (valori in migliaia di euro) C. Tundo (fino al 21/06/2021) 13 M. Centore 27 M. Mannino (fino al 21/06/2021) 10 G. Mosci (dal al 20/06/2021) 20 G. Fantini (dal al 21/06/2021 al 20/09/2021 ) 8 L. Tacchino (dal al 20/09/2021) 9 Totale 87 I compensi alla Società di revisione sono di seguito dettagliati: (valori in migliaia di euro)
204 Servizi ricorrenti Soggetto che ha erogato il servizio destinatario Corrispettivo Revisione contabile limitata della relazione semestrale consolidata EY S.p.A. Capogruppo 55 Revisione contabile del bilancio d'esercizio Giglio Group S.p.a. BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 56 Revisione contabile del bilancio consolidato del gruppo BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 9 Verifiche di conformità bilancio consolidato e civilistico al regolamento Esef BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 5 Verifiche reporting package delle controllate BDO ITALIA S.P.A. Capogruppo 11 Totale servizi 137 Attività relativa all'aumento di capitale EY S.p.A. Capogruppo 50 Servizi diversi dalla revisione iXBRL EY S.p.A. Capogruppo 5 Totale altri servizi di verifica 55 Si riporta che in data 9 dicembre 2021 l’assemblea dei soci ha nominato come revisore di Gruppo B.D.O Italia S.p.A.. Fino a tale data era in carico EY S.p.A. I compensi agli amministratori, sindaci e alla società di revisione esposti non includono le spese vive addebitate. 32. Operazioni con parti correlate (Art.2427 co.1 n.22 – bis c.c.) La società ha effettuato operazioni con parti correlate (nell’accezione prevista dall’art. 2427, comma 2, del Codice Civile) a condizioni che non si discostano da quelle di mercato. I rapporti di natura finanziaria ed economica con le controllate e le parti correlate sono dettagliate nel successivo paragrafo n. 35. 33. Impegni e garanzie, passività ̀ potenziali Garanzie
205 Su alcuni Mutui Passivi, al 31 dicembre 2021 è presente la fidejussione personale del Dott. Alessandro Giglio, socio di riferimento della controllante Meridiana Holding SRL Di seguito si espone il dettaglio: Impegni e garanzie (valori in migliaia di euro) Ente Valore garanzia Importo garantito residuo B.POP Sondrio 900 152 Banco BPM 650 650 UNICREDIT 536 536 Totale garanzie bancarie 2.086 1.338 Prestito obbligazionario EBB 1.000 1.000 Totale garanzie 3.086 2.338 Passività potenziali Causa ordinaria (passiva): con atto di citazione notificato in data 18 febbraio 2020, la Servizi Italia Ltd ha convenuto in giudizio la Giglio Group, chiedendo al Tribunale di: “accertare la risoluzione dell’accordo transattivo concluso tra le parti in data 27 giugno 2019 e conseguentemente, accertare la reviviscenza del contratto concluso tra le medesime parti in data 19 maggio 2016 e quindi condannare Giglio Group S.p.A. a pagare a Servizi Italia ltd i compensi maturati e maturandi ai sensi dell’art. 5 del contratto originario nella misura che verrà determinato in corso di causa.” La vicenda trae origine da un accordo di servizi e licenza di marchi concluso con Servizi Italia Ltd, in forza del quale tale società si è impegnata a fornire a Giglio la consulenza per l’ottimizzazione dei processi aziendali e sviluppo del business oltre che la concessione in licenza dei marchi di cui la stessa Servizi Italia era titolare. Il tutto a fronte di un corrispettivo quantificato nella misura del 50% del primo margine come meglio definito e determinato all’art. 5 del contratto medesimo. Successivamente, le parti, in ragione di alcune criticità riscontrate nell’esecuzione del Contratto, hanno sottoscritto un accordo transattivo (Addendum) a mente del quale Giglio Spa avrebbe dovuto produrre e distribuire, su tutti i canali televisivi da essa gestiti, trecento contenuti pubblicitari per Servizi Italia, provvedendo altresì al pagamento, a saldo e stralcio di quanto dovuto a Servizi Italia ai sensi dell’art. 5 del richiamato Contratto, della somma di Euro 120 migliaia, in tre rate consecutive entro l’agosto 2019. In data 5 agosto 2019, Giglio ha contestato a Servizi Italia l’inadempimento grave dell’Addendum, per la prosecuzione illecita dell’utilizzo dei marchi e dei loghi e denominazioni del Gruppo Giglio, con conseguente contestazione di concorrenza illecita e contraffazione di marchio, sospendendo i pagamenti.
206 Con lettera del legale, datata 8 agosto 2019, Servizi Italia, respingendo le contestazioni fatte da Giglio ha intimato il saldo, pari ad € 80.000,00, dell’Addendum. Con lettera datata 4 settembre 2019, Servizi Italia ha ritenuto di intimare a Giglio la risoluzione dell’Addendum, con la conseguente riviviscenza del Contratto. Contratto che prevede il pagamento, in favore di Servizi Italia, di un corrispettivo da determinarsi, in ragione degli artt. 5.1 e 5.2 dello stesso, dei volumi di vendita effettivamente conseguiti e/o dei ricavi generati dalla pubblicità apportata direttamente grazie ai servizi resi da Servizi Italia. Si è costituita in giudizio Giglio eccependo preliminarmente la nullità totale e/o parziale del contratto intercorso tra le parti e/o le sue singole clausole, stante l’assoluta indeterminatezza e/o indeterminabilità dell’oggetto del contratto e/o per assenza di causa e/o, in via subordinata, la nullità parziale del contratto medesimo, per mancanza di causa in ragione del difetto di equivalenza delle prestazioni. Ferma l’eccepita nullità totale e/o parziale del contratto, sebbene la controparte non abbia fornito elementi rilevanti in merito alla effettiva esecuzione delle attività e dei servizi indicati nel contratto relativamente all’attività di consulenza strategico organizzativa, così come assolutamente generiche siano rimaste le argomentazioni svolte in merito al suo concreto intervento per la definizione degli accordi con i clienti dalla stessa citati (accordi che in ogni caso ci è stato comunicato, in larga parte non sarebbero stati mai effettivamente conclusi). Con ordinanza del 20.02.2022 il Giudice ha ordinato a Giglio di esibire: copia delle fatture ricevute dal 2016 al 2021 inerenti ai vari clienti indicati da controparte tra cui, copia delle fatture emesse nel medesimo arco temporale ai seguenti clienti e gli estratti di magazzino. Ha assegnato termine sino al 30.05.2022 per esibire la documentazione richiesta e ha rinviato l’udienza al 13 luglio 2022. Il legale incaricato di difendere Giglio Spa ritiene l’esito della causa possibile. Tuttavia, la Società ha mantenuto il debito iscritto pari a Euro 285 migliaia. Causa ordinaria (passiva): nell’ambito dei più articolati accordi sottoscritti nel luglio 2019, fra Giglio Group da una parte e Vertice Trescientos Sesenta Grados S.A. e Squirrel Capital S.L.U. dall’altra (il Contribution Agreement - Contratto), unitamente agli altri accordi esecutivi dell’Head of Term definito fra le stesse società, è stato previsto un closing fissato su sollecitazione di Vertice 360 per il 31.10.2019. Giglio Group, successivamente al closing, sottolineando che, in base al Contratto, la Closing Letter non poteva avere alcun valore novativo del Contratto medesimo, ha contestato la composizione di
207 tale posta debitoria, sia negli addendi che nel totale. Nello specifico, Giglio Group ha contestato la debenza di addendi per complessivi Euro 2.037 migliaia. Le contestazioni in fase stragiudiziale, allo stato non hanno portato ad una soluzione della vicenda tanto che Giglio si è determinata a proporre un giudizio dinnanzi al Tribunale Civile di Milano per chiedere in tale sede di: accertare e dichiarare l’illegittimità della Closing Letter del 30/10/2019, per l’erroneità delle voci di debito a carico di Giglio Group indicate nella stessa e procedere, quindi, alla rettifica della stessa, ex art. 1430 c.c. come esposto in narrativa; in via subordinata, pronunciare l’annullamento della Closing Letter del 30/10/2019, per errore nella sua sottoscrizione, ex art. 1427, 1428, 1429 e 1431 c.c.; in via alternativa e/o gradata, accertare e dichiarare l’illegittimità della Closing Letter, a fronte della nullità degli artt. 2.4.2 e 7.5 del Contribution Agreement, per le ragioni di cui narrativa, ex artt. 1418, 1322 e 1325 c.c.; per l’effetto degli accertamenti di cui sopra, accertare e dichiarare che nulla è dovuto da Giglio Group nei confronti delle società convenute e/o in favore delle società M3 e M360 Italy, a fronte delle somme ad oggi già versate per complessivi Euro 658.979,18; accertare e dichiarare, in ogni caso, l’inadempimento di Vertice 360 e di Squirrel nei confronti di Giglio Group, per le ragioni di cui in narrativa e, per l’effetto, condannare le società convenute, in persona dei loro legali rappresentanti pro tempore, al risarcimento dei danni subiti e subendi in favore della società attrice. Ciò detto, nelle more dell’emergenza sanitaria e della conseguente interruzione dell’attività giudiziaria, in data 29.04.2020 è stato notificato, da Vertice 360, Squirrel Capital SLU, M-Three Satcom S.r.l., Media 360 Italy Corporate Capital S.r.l., e Nautical Channel Limited, a Giglio un atto di citazione con il quale è stato chiesto al Tribunale adito: di accertare e dichiarare l’inadempimento di Giglio, alle proprie obbligazioni ai sensi del Contribution and Investment Agreement stipulato in data 8 luglio 2019 e della Closing Letter stipulata in data 30 ottobre 2019, così come meglio descritte in narrativa, e, per l’effetto, condannare Giglio Group S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, a corrispondere Euro 4.545 migliaia; di accertare e dichiarare la responsabilità risarcitoria di Giglio per inadempimento all’obbligo di conferire le Società Target per un valore complessivo di Euro 12,5 milioni ovvero, comunque, per dolo incidente ex art. 1440 c.c. e/o per violazione delle rappresentazioni e
208 garanzie di cui al Contribution and Investment Agreement dell’8 luglio 2019 ovvero, in subordine, per violazione del dovere di buona fede e correttezza e/o ex art. 2043 c.c. e, per l’effetto, condannare Giglio, a corrispondere a Vertice360 l’importo di Euro 9.523 migliaia. Stato della controversia: Il giudizio ha assunto il N.R.G. 15747/2020 fissando l’udienza di comparizione al 23.02.2021. Giglio si è costituita in giudizio, eccependo e contestando la fondatezza della domanda avversaria e formulando al contempo domanda riconvenzionale. Giglio Group contesta a Vertice 360, in via riconvenzionale l’inveridicità del valore di concambio dichiarato da Vertice 360 a PWC e dalla stessa periziato, alla luce della inattendibilità del Piano Industriale e delle ulteriori assunzioni e dichiarazioni fornite dal suo management. Con la conseguente possibilità per Giglio Group di richiedere a Squirrel e Vertice 360 il risarcimento del danno subito, pari al valore dei conferimenti (Euro 12,5 milioni) meno il valore di borsa delle azioni (circa Euro 3,5 milioni). Alla luce delle considerazioni che precedono Giglio Group, nel costituirsi nel giudizio in esame, ha chiesto al Tribunale adito di voler: accertare e dichiarare l’inadempimento di Vertice 360 e di Squirrel nei confronti di Giglio Group, causativi di un danno ingiusto nei confronti di Giglio Group, che si quantifica in Euro 12.832 migliaia per danno emergente e lucro cessante, Euro 341 migliaia per ritardi nel trasferimento delle azioni di vertice ed Euro 2.564 migliaia per sussistenza di un credito vantato da Giglio Group nei confronti di Nautical Channel Ltd.: rigettare completamente tutte le domande avversarie, perché infondate e non provate, sia in fatto che in diritto, per tutte le ragioni e le eccezioni di cui in narrativa; accertare e dichiarare l’illegittimità della Closing Letter del 30/10/2019, per l’erroneità delle voci di debito a carico di Giglio Group indicate nella stessa. Il Giudice, ha concesso i predetti termini per il deposito di memorie integrative e per l’articolazione dei mezzi istruttori, rinviando per l’eventuale ammissione delle prove all’udienza del 14.12.2021. All’esito di tale udienza, il giudice ha invitato le parti a raggiungere un accordo transattivo. Successivamente, dopo un primo scambio di proposte transattive le Parti hanno sottoscritto un verbale di conciliazione durante l’udienza del 23.02.2022 che prevede il pagamento della somma di Euro 3.000.000,00 in 15 rate, di cui le prime 14 di complessivi Euro 196.666,67 ciascuna e la quindicesima di complessivi Euro 246.666,62. Rischio soccombenza: A fronte della transazione sopra raggiunta la causa ad oggi risulta essere chiusa.
209 34. Analisi dei rischi finanziari (IFRS 7) Il presente bilancio è redatto nel rispetto delle disposizioni di cui all’IFRS 7, che richiede informazioni integrative riguardanti la rilevanza degli strumenti finanziari in merito alle performance, alla esposizione finanziaria, al livello di esposizione al rischio derivante dall’utilizzo di strumenti finanziari, nonché una descrizione degli obiettivi, delle politiche e delle procedure poste in atto dal management al fine di gestire tali rischi. Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari. I finanziamenti e crediti sono attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato che maturano interessi a tasso fisso o variabile. Il valore contabile potrebbe essere influenzato da cambiamenti del rischio di credito o di controparte. La Società non ha in essere strumenti finanziari derivati. Si rileva che il valore contabile delle attività e passività finanziarie iscritte in bilancio approssima il loro fair value. Con riferimento al prestito obbligazionario “EBB Export Programme”, la Società si è attivata per una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alla Data del test del 30.06.2022 e 31.12.2022. Di seguito si riporta il raffronto tra il valore contabile e il fair value delle attività e passività finanziarie al 31 dicembre 2021 31.12.2021 31.12.2020 Situazione patrimoniale - finanziaria (valori in migliaia di euro) Valore contabile Fair value Valore contabile Fair value Attività non correnti Attività materiali (1) 101 1.817 Attività per diritto d'uso (2) 406 - Attività immateriali (3) 164 217 di cui Diritti di distribuzione - - di cui Diritti di edizione - - Altre attività immateriali 164 217 Avviamento (4) 3.249 4.084 Partecipazioni (5) 10.876 10.876 9.951 9.951 Crediti (6) 2.701 2.701 2.475 - Attività fiscali differite (7) 944 824 - Totale attività non correnti 18.441 17.373 - - - Attività correnti - - Rimanenze di magazzino (8) 1.493 1.697 Crediti commerciali (9) 3.784 3.785 4.568 4.568 Crediti finanziari (10) 2 4.429 Crediti d'imposta (11) 434 1.730
210 Altre attività (12) 232 678 Disponibilità liquide (13) 144 144 1.141 1.141 Totale attività correnti 6.089 9.099 - Attività destinate alla dismissione/dismesse - - - Totale Attivo 24.529 26.473 - - Patrimonio Netto (14) Capitale sociale 4.394 3.661 Riserve 23.996 16.731 Riserva straordinaria - - Costi di quotazione (541) (541) Riserva FTA 4 4 Risultati portati a nuovo (24.493) (7.172) Riserva cambio - - Utile (perdita) del periodo (3.123) (8.902) Totale Patrimonio Netto 235 3.781 Patrimonio netto di terzi - - Totale Patrimonio Netto 235 3.781 Passività non correnti - - Fondi per rischi e oneri (15) - - Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) (16) 276 324 Passività fiscali differite (17) 1 132 - Debiti finanziari (quota non corrente) (18) 9.965 9.965 12.563 12.563 Altre passività non correnti (21) 1.076 Totale passività non correnti 11.318 13.084 - - - Passività correnti - - Debiti commerciali (19) 2.974 2.974 4.498 4.498 Debiti finanziari (18) 6.907 6.907 18.640 18.640 Debiti per imposte (20) 597 494 Altre passività correnti (21) 2.498 3.021 - Totale passività correnti 12.976 12.004 - Passività destinate alla dismissione/dismesse - - - Totale Passività e Patrimonio Netto 24.529 26.473 Finanziamento a medio termine La Società presenta, alla data del 31 dicembre 2021, una posizione finanziaria netta negativa pari a circa Euro 15,4 milioni (per la base di calcolo e la riconciliazione dei dati si rimanda alla apposita tabella esposta in relazione sulla gestione). Tali debiti sono inclusivi anche del Prestito obbligazionario denominato “EBB Export Programme” emesso nel 2019 e di finanziamenti bancari a medio lungo termine chirografari. L’Emittente ha in essere numerosi contratti di finanziamento e, in una parte significativa degli stessi, sono previste clausole di cross default solo interno, negative covenants ed acceleration event in caso di mancato rispetto da parte del Gruppo di alcuni obblighi informativi o di preventiva
211 autorizzazione al compimento di determinate operazioni. I contratti di finanziamento in essere con l’Emittente non prevedono clausole di cross default esterno né obblighi di rispetto di specifici covenants finanziari (questi ultimi si applicano unicamente con riferimento al Bond EBB Export Programme). Nonostante la Società monitori attentamente l’evoluzione della propria esposizione finanziaria, l’eventuale violazione degli impegni contrattuali o il mancato pagamento di rate, eventuali mancati rinnovi o revoche delle linee attualmente in essere, anche per effetto di eventi estranei alla volontà e/o attività dell’Emittente e/o delle società del Gruppo, potrebbero avere un impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Società e del Gruppo. In data 2 aprile 2019 la società ha emesso un prestito obbligazionario (Bond EBB Export Programme) non convertibile per un importo di Euro 5 milioni in linea capitale, costituito da 50 obbligazioni al portatore aventi ciascuna valore nominale pari a Euro 100.000,00, con le seguenti condizioni: Sottoscrittori: il Prestito Obbligazionario è stato integralmente sottoscritto dalla SPV; Quotazione: le Obbligazioni non saranno quotate su alcun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione; Modalità di emissione: le Obbligazioni sono emesse in un’unica tranche; Prezzo di emissione: il prezzo di emissione è pari al 100% del valore nominale delle Obbligazioni; Interessi: le Obbligazioni saranno fruttifere di interessi al tasso fisso nominale annuo lordo pari a 4,572% da liquidarsi con cedola semestrale posticipata; Durata e Scadenza legale: le Obbligazioni hanno una durata legale di 8 anni e 6 mesi e la data di scadenza sarà l'ultima data di pagamento interessi dell’anno 2027; Rimborso: le Obbligazioni saranno rimborsate alla pari e, dunque, al 100% del valore nominale, secondo il piano di ammortamento previsto dal regolamento, in 13 rate semestrali di capitale, con un periodo di pre-ammortamento di durata pari a 2 anni. In data 26 luglio 2021 EBB S.r.l., il bond holder, a seguito della richiesta ad essa inoltrata da parte di Giglio Group S.p.A di rinunciare alle disposizioni contrattuali dell’emissione obbligazionaria, ha deliberato di autorizzare la sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari con riferimento alle Date del test 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021.
212 La Società si è attivata per una nuova sospensione dell'applicazione delle soglie per i covenant finanziari per il 2022, inviando in data 17 marzo 2022 una nuova richiesta di waiver a EBB Export S.r.l., come avvenuto nel precedente esercizio. 35. Rapporti con imprese controllate e parti correlate Le Parti Correlate e le relative operazioni intervenute nel corso dell’esercizio 2021 sono state individuate in applicazione delle disposizioni previste dalla Procedura per le Operazioni con Parti Correlate (“Procedura OPC”), consultabile sul sito internet www.giglio.org , alla sezione Corporate Governance/Sistema e regole di Governance/Procedura parti correlate, redatta e applicata dalla Società in conformità al Regolamento sulle operazioni con parti correlate adottato con delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche (“Regolamento Consob”), nonché ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 2427, comma 2, del Codice Civile e del principio contabile internazionale IAS 24. Si riportano in seguito in forma tabellare, i valori economici e patrimoniali relativi ai rapporti con le Parti Correlate al 31 dicembre 2021. Si evidenzia che i dati indicati nelle seguenti tabelle sono tratti dai bilanci consolidati dell’Emittente e/o da dati di contabilità generale. In Euro migliaia Operazioni con parti correlate al 31 dicembre 2021 Crediti commerciali Crediti finanziari Debiti commerciali Debiti finanziari Ricavi da vendite Costi operativi Proventi finanziari Oneri finanziari A Società controllate 1.392 2.507 -75 -1.483 -2.691 1.825 B Società controllanti o sottoposte a comune controllo C Società collegate D Partecipate E Joint venture F Dirigenti con responsabilità strategiche, di cui: - - - - - - - - Amministratori esecutivi Amministratori non esecutivi Altri
213 G Altre parti correlate, di cui: - - - -624 - - -54 14 Collegio Sindacale Joint venture Stretti familiari Altri -624 - - -54 14 Totale (A;B;C;D;E;F;G) 1.392 2.507 -75 -2.107 -2.691 1.825 -54 14 La natura delle operazioni intragruppo esposte nella tabella sopra è la seguente: (i) per E-Commerce Outsourcing, Giglio USA e Ibox SA trattasi in generale del ricarico dei costi amministrativi sostenuti dall’Emittente in nome e per conto delle società controllate, (ii) per Giglio USA e Ibox SA trattasi, anche, della fornitura di beni e servizi. Le operazioni con Parti Correlate, ai sensi dell’art. 2427 co.1 n. 22 – bis c.c., risultano essere quelle poste in essere con i seguenti soggetti: Max Factory S.r.l.: società immobiliare di proprietà di Alessandro Giglio, che dà in locazione a Giglio Group i seguenti immobili: o Sede di Genova: Palazzo della Meridiana per un costo complessivo annuo pari ad Euro 90 migliaia; o Sede di Roma: Via dei Volsci per un costo complessivo annuo pari ad Euro 49,8 migliaia; AZO Asia Limited: società di proprietà di Merdiana Holding che ha effettuato un finanziamento al Gruppo. Al 31 dicembre 2021 il debito complessivo ammonta ad Euro 0,6 milioni; I compensi corrisposti nel 2021 al Consiglio di Amministrazione dell’Emittente ammontano a Euro 369 migliaia. 36. Dividendi Contestualmente all’approvazione delle linee guida del piano 2022-2026 il Consiglio ha deliberato di adottare una politica pluriennale di distribuzione di dividendi decisi anno per anno in funzione dei risultati conseguiti e qualora la situazione patrimoniale lo consenta.
214 37. Utile per azione L’utile base per azione attribuibile ai detentori di azioni ordinarie della società ̀ è calcolato dividendo l’utile per il numero di azioni in essere alla data di chiusura dell’esercizio. 38. Utile diluito per azione Non vi sono effetti diluitivi. 39. Informazioni ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata (valori in migliaia di euro) 31.12.2021 di cui parti correlate 31.12.2020 di cui parti correlate Attività non correnti Attività materiali 101 162 Attività per diritto d'uso 406 508 Attività immateriali 164 - 203 - Altre attività immateriali 164 203 Avviamento 3.249 3.249 Partecipazioni 10.876 9.951 Crediti 2.701 2.507 2.475 Attività fiscali differite 944 824 Totale attività non correnti 18.441 2.507 17.374 - Attività correnti Rimanenze di magazzino 1.493 1.596 Crediti commerciali e altri 3.784 1.392 4.568 Crediti finanziari 2 2 Crediti d'imposta 434 1.130 Altre attività 232 662 Disponibilità liquide 144 1.141 Totale attività correnti 6.088 1.392 9.100 - Attività destinate alla dismissione/dismesse - - Totale Attivo 24.529 3.899 26.473 - Patrimonio Netto Capitale sociale 4.394 4.149 Riserve 23.995 22.267 Riserva straordinaria - - Costi di quotazione (541) (541) Riserva FTA 4 4 Risultati portati a nuovo (24.493) (16.074) Riserva cambio - - Utile (perdita) del periodo (3.123) (8.419) Totale Patrimonio Netto 236 - 1.385 - Patrimonio netto di terzi - - Totale Patrimonio Netto 236 - 1.385 - Passività non correnti
215 Fondi per rischi e oneri - 60 Fondi per benefici ai dipendenti (TFR) 276 329 Passività fiscali differite 1 132 Debiti finanziari (quota non corrente) 9.966 - 12.563 - Altre passività non correnti 1.076 Totale passività non correnti 11.319 - 13.084 - Passività correnti Debiti commerciali e altri debiti 2.974 75 4.498 Debiti finanziari (quota corrente) 6.907 2.107 4.001 892 Debiti per imposte 597 484 Altre passività correnti 2.498 3.021 Totale passività correnti 12.976 2.182 12.004 892 Passività destinate alla dismissione/dismesse - - Totale Passività e Patrimonio Netto 24.529 2.182 26.473 892 Conto economico (valori in migliaia di euro) 31.12.20 21 di cui parti correla te di cui non recurri ng 31.12.20 20 di cui parti correla te di cui non recurri ng Ricavi totali 17.591 2.691 28.346 Altri ricavi 1.346 1.445 Variazione delle rimanenze (103) (101) Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (14.680) (1.825) (21.089) Costi per servizi (3.849) (4.780) Costi per godimento beni terzi (116) (124) Costi operativi (18.646) (1.825) (25.993) 0 Salari e stipendi (1.489) (1.818) Oneri sociali (473) (557) TFR (87) (123) Costo del personale (2.049) 0 (2.498) 0 Ammortamenti attività immateriali (62) (60) Ammortamenti attività materiali (305) (603) Svalutazioni (161) (8.966) Ammortamenti e svalutazioni (528) 0 (9.629) 0 Altri costi operativi (108) (198) Risultato operativo (2.498) 866 (8.628) 0 Proventi finanziari 459 54 1.527 501 Oneri finanziari netti (1.364) (14) (1.285) (168) Risultato prima delle imposte (3.403) 906 (8.386) 333 Imposte sul reddito 279 (33) Risultato netto di esercizio delle attività destinate a continuare (3.123) 906 0 (8.419) 333 0 Risultato netto di esercizio delle attività destinate alla dismissione/dismesse 0 0 Risultato netto di esercizio (3.123) 906 0 (8.419) 333 0 40. Valutazione della continuità aziendale
216 In accordo con quanto previsto dallo IAS 1 si riportano di seguito le valutazioni formulate dagli Amministratori in merito alla sussistenza del presupposto della continuità aziendale ai fini della redazione della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2021. Il bilancio di Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 ha chiuso con una perdita di Euro 3.123 migliaia, che ha condotto ad un patrimonio netto pari a Euro 235 migliaia, facendo emergere la fattispecie prevista dall’art. 2446 Codice Civile. Nell’ambito delle misure societarie emergenziali a sostegno delle imprese si segnala invece che il decreto Milleproroghe 2022 (D.L. 228/2021 convertito con modifiche dalla legge n 15 del 25 febbraio 2022) che ha prolungato le disposizioni introdotte dall’art. 1 comma 266 della Legge 178/2020 (in sostituzione dell'articolo 6 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40) ha modificato il regime temporaneo precedentemente in vigore e in risposta ai nuovi sviluppi della pandemia Covid-19 ha ulteriormente sospeso l'applicazione dell’obbligo di adottare provvedimenti a seguito della riduzione del capitale sociale per perdite (artt. 2446 e 2447 del Codice Civile) al verificarsi di alcune condizioni previste dalla legge. In particolare, la normativa attualmente in vigore prevede che: 1. per le perdite emerse nell'esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2021 (non si applicano gli articoli 2446, secondo e terzo comma, 2447, 2482-bis, quarto, quinto e sesto comma, e 2482-ter del codice civile e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4), e 2545-duodecies del codice civile; 2. Il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli articoli 2446, secondo comma, e 2482-bis, quarto comma, del codice civile, è posticipato al quinto esercizio successivo; 3. Si riporta lo schema della movimentazione del patrimonio netto con evidenza delle perdite sospese:
217 Fino alla data di tale assemblea (ossia 2025 e 2026) non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4), e 2545- duodecies del codice civile 4. Le perdite di cui ai commi da 1 a 3 devono essere distintamente indicate nella nota integrativa. In data 28 marzo 2022 il Consiglio di Amministrazione della Società Giglio S.p.A. ha approvato il Piano Industriale 2022 – 2026. Dal mese di novembre 2021 la società si è dotata di un nuovo management commerciale che ha completamente rivisto gli assetti commerciali e le concrete possibilità di sviluppo del business del Gruppo. Il nuovo Piano industriale considera un’accelerazione del GMV (Gross Merchandise Value) ad un tasso di crescita cumulativo di circa il 10% (CAGR), sia per crescita organica, in linea con le aspettative del mercato di riferimento (le vendite on line del fashion di lusso), sia per nuove acquisizioni di brand. Nell’arco del piano, l’obiettivo è un incremento lineare dei ricavi, con una redditività (rapporto Ebitda/Ricavi) sostenibile nel lungo termine, la cui incidenza risulta superiore al 10% nell’ultimo anno di piano. L’obiettivo è ottenere un bilanciamento tra le attività B2B che includono sia la distribuzione ai marketplace digitali (vista in forte sviluppo come canale di smobilizzo di stock, sia l’attività della neoacquisita Salotto di Brera specializzata in forniture c.d. Travel Retail (vendite a bordo di navi crociera e a Duty Free shop di porti e aeroporti) e le attività B2C, con le avanzate soluzioni tecnologiche proposte dalla piattaforma di Terashop (di eCommerce Outsourcing) Descrizione (Valori in migliaia di euro) Capitale sociale Riserve Riserva FTA Alte Riserve Riserva IAS19 Risultati portati a nuovo Utile (perdita) del periodo Totale SALDO AL 31 DICEMBRE 2020 4.149 22.338 4 (541) (71) (16.074) (8.419) 1.385 Aumento capitale sociale 244 1.930 2.174 Riserva sovrapprezzo (213) (213) Oneri aumento capitale sociale 0 Risultato a nuovo 8.419 0 Perdite anno 2020 sospese L. 30 dicembre 2020 n.17 (8.419) 0 Riserva IAS 19 12 12 Effetti cambi 0 Altri movimenti 0 Risultato di periodo (3.123) (3.123) SALDO AL 31/12/2021 4.393 24.055 4 (541) (59) (24.493) (3.123) 235 di cui perdite in regime di sospensione ex art. 6 DL 23/2020 esercizio 2020 8.419 8.419 di cui perdite in regime di sospensione ex art. 6 DL 23/2020 esercizio 2021 3.123 3.123 SALDO AL 31 DICEMBRE 2021 CON SOSPENSIONE PERDITE 4.393 24.055 4 (541) (59) (16.074) 0 11.777
218 integrata e personalizzata anche per la clientela di Ibox SA, anche per categorie merceologiche diverse dal fashion, quali il design, l’elettronica, il DIY retail ed il food. Il Piano industriale prevede un miglioramento del profilo finanziario e patrimoniale, contando su una generazione di cassa operativa positiva, un controllo del capitale circolante a supporto delle vendite B2B, fabbisogni per investimenti riparametrati rispetto agli esercizi precedenti, dopo l’acquisizione delle competenze tecnologiche provenienti da ECO e gli investimenti interni effettuati nel corso del 2020 e 2021 sulle piattaforme. Gli amministratori hanno effettuato adeguate analisi di sensitività sulle principali ipotesi del piano. Si evidenzia che il budget 2022 utilizzato dagli Amministratori nella valutazione circa il rispetto del presupposto della continuità aziendale, prevede la generazione di un flusso di cassa positivo con indicatori economici ritornati in positivo. La formulazione di tale previsione include tuttavia alcune assunzioni, la cui eventuale realizzazione non completa (singolarmente e/o cumulativamente), porterebbe una conseguente riduzione del risultato del piano. Di seguito sono riportate le principali assunzioni, utilizzate dagli Amministratori, per la stima del flusso di cassa per l’esercizio 2022: - Crescita organica e commerciale del 3% sui Ricavi e del 10% sul GMV della divisione B2C che ha come caratteristica principale del proprio modello di business l’incasso immediato dagli utenti ed il pagamento differito della merce e dei servizi ai fornitori. Tale crescita, che impatterà sul EBITDA margin in maniera poco significativa, è da ricondursi ad un effetto combinato derivante dalla cessione del ramo Incentive & Loyalty (il cui fatturato nel 2021 è di circa Euro 2,4 milioni e un EBITDA di circa 0,3 milioni) e all’acquisizione di due nuovi clienti all’anno; - Crescita commerciale del 20% dei Ricavi della divisione B2B che ha, invece, lo scopo di agevolare le vendite indirette on line da parte dei brand sulle più importanti piattaforme e- commerce a livello globale, offrendo ai brand una distribuzione addizionale alle reti fisiche. Tale crescita, che impatterà sul EBITDA margin del 4% è da ricondursi ad un effetto combinato derivante dalla ripresa degli acquisti post-pandemia e dalla crescita prevista per il 2022 (+30%) della società neo-acquisita, Salotto di Brera S.r.l.. - Miglioramento dei processi e conseguente riduzione dei costi a seguito di un’attività di razionalizzazione del perimetro delle attività aziendali come, ad esempio, la rideterminazione dei canoni di locazione degli uffici a Roma e a Rho, nonché, di altre attività di saving realizzati grazie a
219 sinergie infragruppo (quali ad esempio riduzione costi legali, payroll, costi per consulenze e amministrative…) - Migliore gestione dei tempi medi d’incasso, dovuta contemporaneamente al potenziale ricorso al meccanismo di fattorizzazione pro-soluto del credito risultante dalle vendite ad alcuni grandi clienti attivi nel segmento B2B ed alla migliore gestione dell’affidamento commerciale da parte dei fornitori; In relazione alle assunzioni sopra riportate gli Amministratori evidenziano che: Il budget 2022 ed il piano 2023-2026 sono stati redatti avendo a riferimento azioni concrete e specifiche da intraprendersi nel corso dell’intero periodo di piano, tuttavia per sua natura intrinseca includono assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale legate alle usuali caratteristiche di un piano pluriennale, non potendo escludere che le azioni previste possano realizzarsi in tempi e con effetti diversi da quelli preventivati ma che allo stato attuale non prevedono comunque la mancata esecuzione del piano stesso: 1. Negoziazione con gli istituti bancari di credito a supporto del capitale circolante necessario per alimentare il business dell’e-commerce ed in particolare l’attività di distribuzione di prodotti fashion come dimostrato dall’attivazione di vari contratti di finanziamento sia nel semestre sia nel periodo immediatamente successivo, a tal fine si segnala che a inizio 2022 la controllata Salotto di Brera S.r.l. ha stipulato un contratto di Finanziamento di Euro 150 migliaia con Deutsche Bank ed ha in corso la formalizzazione di un secondo contratto per Euro 1.200 migliaia con Banca Progetto da deliberarsi a seguito del rilascio della garanzia da parte di SACE; 2. Il socio Meridiana Holding S.r.l. ha raggiunto un accordo con la Società tramite il quale il debito residuo relativo ai finanziamenti da essa erogato ripagabile in rate costanti, la cui ultima scadente il 30 settembre 2022, è stato spostato a pagamento in un’unica tranche scadente il 31 gennaio 2023. Ciò finalizzato a permettere all’azienda di completare il proprio percorso di riorganizzazione posticipando al 31 gennaio 2023 i flussi di cassa di rimborso previsti da settembre 2021 a settembre 2022; 3. EBB Export S.r.l., sottoscrittore del prestito obbligazionario, ha concesso, in data 26 luglio 2021, il waiver alla misurazione dei covenant in occasione delle scadenze previste nel 2021 (i.e. 30 giugno 2021 e 31 dicembre 2021;
220 La società si è attivata con EBB Export per richiedere una estensione del waiver alla data di test del 30 giugno e 31 dicembre 2022 ed ha una ragionevole aspettativa che tale sospensione venga concessa, avendola già ottenuta per i due passati esercizi. In data 28 marzo 2022 l’azionista di maggioranza, Meridiana Holding S.r.l., ha sottoscritto una lettera di Garanzia per un importo pari a Euro 500 migliaia attivabile unicamente in caso di richiesta anticipata del Bond da parte di EBB, con un periodo di validità fino al 31 dicembre 2022 e con clausola di decadenza nel momento in cui EBB dovesse aderire alla richiesta di waiver per le prossime scadenze 30 giugno 2022 e 31 dicembre 2022; 4. Stipula mediante la controllata Salotto di Brera S.r.l. in data 14 febbraio 2022 di un accordo di Finanziamento per un importo complessivo di Euro 300 migliaia (di cui Euro 75 migliaia a fondo perduto) con SIMEST nell’ambito del programma “Sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri (-commerce)” a valere su risorse PNRR allocate al Fondo 394/81; 5. Il Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2021 come da proposta dell’ordine del giorno, “Attualmente è ancora aperta una delega per aumenti in natura esercitabile per cinque anni dalla data della delibera che consente all’organo ammnistrativo di aumentare il capitale sociale per un importo massimo pari a Euro 366.133,70 (10% del capitale allora esistente) oltre al sovrapprezzo. A questa si dovrà pertanto affiancare una delega per aumenti semplificati fino al 10% del capitale oggi esistente ai sensi dell’art. 2441, quanto comma, secondo periodo, ovvero anche di una ulteriore delega più ampia con procedura ordinaria, delibera di attribuire al Presidente del Consiglio di Amministrazione tutti i poteri necessari per dare esecuzione agli aumenti di capitale. Il 2022 si è avviato con la speranza di uscire dalla crisi provocata dal Covid19 e di riprendere una regolare attività economico/finanziaria basata su aspettative di una buona crescita economica. Come ben noto però il quadro generale è divenuto molto complesso a causa delle vicende geopolitiche che hanno caratterizzato i primi mesi dell’anno, segnatamente del conflitto russo- ucraino. L’Unione Europea, come anche il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America, hanno immediatamente inflitto una serie di sanzioni economiche pesantissime. Gli effetti prodotti dai sopradescritti provvedimenti hanno generato un significativo impatto economico e sociale sia per la Russia che per i paesi della NATO.
221 In Italia abbiamo immediatamente registrato un aumento del prezzo delle materie prime nonché significative difficoltà nell’approvvigionamento di taluni prodotti dal mercato russo/ucraino che nel breve periodo porteranno ad una diminuzione dell’offerta e quindi ad un fisiologico incremento dei prezzi. Pertanto, alla luce di quanto sin qui rappresentato appaiono evidenti gli impatti diretti e indiretti che il conflitto Russia – Ucraina potrà portare alle imprese italiane a seconda dei settori in cui operano, tanto in termini di significatività dell'impatto quanto in termini di tendenza negativa/positiva, a seconda del settore di appartenenza, delle caratteristiche, anche geografiche, delle filiere di fornitura nonché dei mercati di sbocco in cui esse si collocano. L'organo amministrativo segnala che l'attività della società non dovrebbe subire degli stravolgimenti tali a livello economico e finanziario in grado di mettere a repentaglio la continuità aziendale. Si riporta solo un lieve rallentamento nel mese di marzo limitatamente ad alcuni clienti situati in Paesi dell’Est i cui ordini sono slittati nel secondo semestre del 2022. Sarà cura dello stesso, tuttavia, monitorare costantemente l'evolversi della situazione ed intraprendere tempestivamente tutte le iniziative opportune per preservare la continuità aziendale della società. Gli Amministratori, pur in presenza delle incertezze sopra descritte, si ritengono confidenti nel raggiungimento dei risultati previsti nel Piano e ritengono di poter confermare la sussistenza del presupposto della continuità aziendale per l’orizzonte temporale di almeno, ma non limitato a, dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio. La valutazione è naturalmente frutto di un giudizio soggettivo che ha tenuto conto del grado di probabilità di avveramento degli eventi e delle incertezze sopra evidenziati. Da ultimo gli Amministratori, consapevoli dei limiti intrinseci della propria determinazione, garantiscono il mantenimento di un costante monitoraggio sull’evoluzione dei fattori presi in considerazione, così da poter assumere, laddove se ne verificassero i presupposti, i necessari accorgimenti nonché a provvedere, con analoga prontezza, ad assolvere agli obblighi di comunicazione al mercato. 41. Proposta di destinazione Il Consiglio di Amministrazione della Società, in data 30 Marzo 2022 ha deliberato quanto segue. Il bilancio della capogruppo ha chiuso al 31 dicembre 2021 con una perdita di Euro 3.123 migliaia, che ha condotto ad un patrimonio netto pari a Euro 235 migliaia.
222 La società si trova quindi nella situazione di diminuzione oltre un terzo del capitale per perdite prevista dall’art. 2446, comma 1, c.c.. La norma richiede di procedere alla convocazione dell’assemblea per gli “opportuni provvedimenti” ma consente di non effettuare interventi immediati sul capitale volti a ripianare la perdita, che sono imposti, dal comma 2 del medesimo articolo, soltanto se la perdita non superi un terzo del capitale, entro l’esercizio successivo. Tale ultimo termine, per le perdite maturate al 31.12.2021, è spostato al quinto esercizio successivo in forza di quanto previsto dal decreto Milleproroghe 2022 (D.L. 228/2021 convertito con la legge n 15 del 25 febbraio 2022) che ha prolungato le disposizione introdotte dall’art 6 del D.L.8 aprile 2020 n.23, (“decreto liquidità”, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020 n. 40 ) “disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale”, come modificato dalla L. 30 dicembre 2020 n.178, che consente alle società per azioni di sospendere temporaneamente alcune disposizioni in materia di riduzione del capitale per perdite (fra cui l’art 2446, comma 2)., spostando quindi al quinto esercizio successivo l’obbligo di ripianare le perdite Il Consiglio di Amministrazione propone quanto segue: Signori Azionisti, il Consiglio di Amministrazione della Società, tenuto conto che: (i) il bilancio di esercizio di Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 chiude con una perdita di Euro 3.123.461. (ii) il bilancio di esercizio di Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 registra perdite portate a nuovo per Euro -24.493.389,01 di cui 8.419.120 dell’esercizio 2020. (iii) coerentemente con la delibera adottata dall’Assemblea degli Azionisti della Società in data 9 luglio 2021, il Consiglio di Amministrazione della Società ha proposto ad un’Assemblea straordinaria degli Azionisti della Società, da tenere prima dell’adozione della delibera sul bilancio di esercizio, di portare a nuovo fino alla chiusura del quinto esercizio successivo (i.e., 2026) - ai sensi dell’art. 6 del Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 e s.m.i. - le perdite indicate nei punti (i) e (ii) che precedono, essendo la Società nella situazione prevista dall’art. 2447 del Codice Civile, sottopone alla Vostra attenzione la seguente proposta di delibera: "L’Assemblea di Giglio Group S.p.A.: esaminati i dati del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021 con le relative relazioni presentate dal Consiglio di Amministrazione, dal Collegio Sindacale e dalla Società di revisione legale;
223 preso atto del bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 con le relative relazioni presentate dal Consiglio di Amministrazione, dal Collegio Sindacale e dalla Società di revisione legale; preso atto della delibera adottata dall’Assemblea degli Azionisti della Società tenutasi in data odierna ai sensi dell’art. 6 del Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 e s.m.i., delibera di approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021, che chiude con una perdita di Euro 3.123.461, confermando la decisione di portare a nuovo la suddetta perdita, oltre alle perdite già portate a nuovo nei precedenti esercizi, fino alla chiusura del quinto esercizio successivo (i.e., 2026), ai sensi dell’art. 6 del Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 e s.m.i.”.
Giglio Group S.p.A. Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell’art.10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Bilancio civilistico al 31 dicembre 2021 CTD/GNT/cbr - RC127132021BD1296
Tel: +39 02 58.20.10 www.bdo.it Viale Abruzzi, 94 20131 Milano Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Verona BDO Italia S.p.A. – Sede Legale: Viale Abruzzi, 94 – 20131 Milano – Capitale Sociale Euro 1.000.000 i.v. Codice Fiscale, Partita IVA e Registro Imprese di Milano n. 07722780967 - R.E.A. Milano 1977842 Iscritta al Registro dei Revisori Legali al n. 167911 con D.M. del 15/03/2013 G.U. n. 26 del 02/04/2013 BDO Italia S.p.A., società per azioni italiana, è membro di BDO International Limited, società di diritto inglese (company limited by guarantee), e fa parte della rete internazionale BDO, network di società indipendenti. Pag. 1 di 7 Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell’art.10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Agli Azionisti di Giglio Group S.p.A. Relazione sulla revisione contabile del bilancio separato Giudizio Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d’esercizio di Giglio Group S.p.A. (la società), costituito dalla situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2021, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l’esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati. A nostro giudizio, il bilancio d’esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l’esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art.9 del D.Lgs.38/05. Elementi alla base del giudizio Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Giglio Group S.p.A. (la Società) in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Richiamo di informativa – Continuità aziendale Richiamiamo l’attenzione sulla nota “40. Valutazione della continuità aziendale” relativa al bilancio al 31 dicembre 2021. Il bilancio della Giglio Group S.p.A. evidenzia una perdita di Euro 3.123 migliaia ed un patrimonio netto pari ad Euro 235 migliaia. E’ altresì da rilevare che il patrimonio netto della Giglio Group S.p.A. ha subito una riduzione significativa in relazione alle perdite realizzate nel corso dell’esercizio, ciò ha generato la riduzione dello stesso al di sotto dei limiti previsti dall’art.2446 del Codice Civile. In data 28 marzo 2022 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il Piano Industriale 2022- 2026. Gli amministratori hanno redatto il bilancio nella prospettiva della continuità aziendale, pur in presenza di incertezze che potrebbero incidere sulla effettiva realizzazione degli obiettivi economici e finanziari del Piano 2022-2026; è da rilevare che l’eventuale parziale od incompleta realizzazione di tali obiettivi potrebbe generare un impatto negativo sui risultati del Piano nel suo complesso. Gli amministratori, pur in presenza delle incertezze descritte nella nota 40, “si ritengono confidenti nel raggiungimento dei risultati previsti nel Piano e ritengono di poter confermare la sussistenza del presupposto della continuità aziendale per l’orizzonte temporale di almeno, ma non limitato a, dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio”. Tale valutazione è altresì legata all’avvenuta delibera in data 15 dicembre 2021, di attribuzione al Presidente del Consiglio di Amministrazione di tutti i poteri necessari per procedere con la delibera di aumento di capitale semplificato nonché delega per aumenti di capitale con procedura più ampia; posto che attualmente è ancora aperta una delega per aumenti in natura esercitabile sino al 12 novembre 2025 per aumentare del capitale sociale per un importo massimo pari ad euro 366 migliaia oltre al sovrapprezzo. Il nostro giudizio non è espresso con rilievi in relazione a tale aspetto.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 2 di 7 Aspetti chiave della revisione contabile Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell’ambito della revisione contabile del bilancio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell’ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d’esercizio nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato. Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave VALUTAZIONE DEL PRESUPPOSTO DELLA CONTINUITÀ AZIENDALE – PARAGRAFO “NOTA 14 EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE” DELLA RELAZIONE SULLA GESTIONE, E NOTA 40. “CONTINUITÀ AZIENDALE” DELLA NOTA INTEGRATIVA La Giglio Group S.p.A. nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, ha registrato una perdita pari a 3.123 migliaia di euro per effetto della quale il Patrimonio Netto, alla stessa data, risulta essere ridotto a 235 migliaia di euro; mentre indebitamento finanziario netto ammonta ad euro 17.803 migliaia. Il bilancio della Capogruppo Giglio Group S.p.A., per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 presenta un patrimonio netto pari a 235 migliaia di euro, assoggettato alla fattispecie prevista dall’art. 2446 del Codice Civile. Il bilancio della Giglio Group S.p.A. è stato redatto dagli amministratori in base al principio della continuità aziendale in ragione del Piano Industriale 2022-2026 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 28 marzo 2022; tale documento illustra le principali assunzioni utilizzate dagli amministratori nella redazione dello stesso, nonché i principali obiettivi e le tempistiche necessarie al loro raggiungimento. In considerazione della rilevanza di tale documento ai fini della redazione del bilancio della Società per quanto riguarda le valutazioni effettuate dagli amministratori ed il loro possibile effetto sui futuri esercizi, la valutazione del presupposto della continuità aziendale ha rappresentato un aspetto chiave della revisione. Le procedure di revisione applicate in risposta a tale aspetto chiave hanno riguardato, tra l’altro: ▪ comprensione degli elementi e delle incertezze alla base della valutazione degli amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale; ▪ discussione con la Direzione in merito ai fattori che hanno concorso alla determinazione della perdita maturata dalla Giglio Group S.p.A. nel corso dell’esercizio 2021; ▪ la disamina e la discussione con la Direzione in merito alle differenze rilevate tra il Piano 2021- 2025 predisposto nel precedente esercizio ed il Piano 2022-2026 utilizzato per il bilancio 2021 a supporto dell’adozione del principio della continuità aziendale; ▪ analisi della ragionevolezza delle assunzioni alla base delle valutazioni effettuate dagli amministratori che si sono riverberate nel Piano, anche mediante specifiche discussioni ed approfondimenti critici; ▪ valutazione della capacità sia della Società, sia del gruppo nel suo complesso di rispettare gli impegni finanziari per un periodo non inferiore ai 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio; ▪ discussione con la Direzione l’ottenimento e la disamina della documentazione di impegno al sostegno finanziario fornita dalla controllante; ▪ l’ottenimento di formali attestazioni da parte della direzione del Gruppo relative all’esistenza del presupposto della continuità aziendale; ▪ la verifica dell’adeguatezza dell’informativa fornita nelle note esplicative al bilancio e la coerenza della stessa all’interno della relazione sulla gestione.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 3 di 7 VALUTAZIONE AVVIAMENTI NOTA 2 “IMPAIRMENT” E NOTA 3 “IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI” Tra le immobilizzazioni immateriali sono iscritti avviamenti per complessivi euro 3.249 mila (di cui euro 2.477 migliaia relativi all’acquisizione della Giglio Fashion, ed euro 772 migliaia relativi alla fusione della IBOX S.r.l.). Il valore recuperabile delle attività immateriali in argomento è determinato sulla base del valore d’uso. In particolare, il valore d’uso della CGU è calcolato tramite l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi delle attività del sottogruppo B2C (Business to Consumer) e B2B Business to Business, a livello di singolo sottogruppo (TIER 2). Tali calcoli sono stati oggetto di analisi di sensitività e stress test. Il valore d’uso delle CGU alla quale tali attività sono allocate è confrontato con il loro valore in bilancio. La recuperabilità degli avviamenti ha rappresentato un aspetto chiave nell’ambito della revisione del bilancio consolidato, in considerazione del relativo ammontare e del grado di soggettività insito nella determinazione delle variabili utilizzate per la stima del valore d’uso. Abbiamo compreso e valutato il sistema di controllo interno implementato dalla Società a fronte dell’aspetto chiave identificato. Anche mediante il supporto di esperti BDO, abbiamo: ▪ verificato la ragionevolezza delle principali assunzioni ed ipotesi sottostanti le previsioni degli amministratori (Piano 2022-2026); ▪ analizzato la procedura di impairment utilizzata dagli amministratori anche mediante l’ausilio dell’esperto indipendente da essi utilizzato; ▪ analizzato gli scostamenti tra le stime effettuate negli anni precedenti e i dati consuntivi, verificandone l’affidabilità e la coerenza con gli andamenti riscontrabili nel mercato; ▪ analizzato i test di impairment predisposti dalla Società con riguardo alle partecipazioni riscontrando la conformità degli stessi ai principi contabili di riferimento; ▪ esaminato le assunzioni chiave alla base del modello di impairment, in particolare quelle relative alle proiezioni dei flussi di cassa, ai tassi di crescita e di attualizzazione, oltre alla valorizzazione del terminal value, anche mediante analisi di benchmarking; ▪ eseguito, con l’ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione, un calcolo indipendente corredato da analisi di sensitività in riferimento alle assunzioni chiave; ciò al fine di determinare un’autonoma valutazione della recuperabilità dell’avviamento; ▪ verificato l’accuratezza matematica del modello di calcolo utilizzato. Abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa fornita nelle note al bilancio. Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI NOTA 3 “PARTECIPAZIONI IN CONTROLLATE” E NOTA 27 “VALUTAZIONE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE” Le partecipazioni sono iscritte in bilancio al valore complessivo di euro 10.876 mila e sono riferite a società controllate. Abbiamo individuato e compreso i controlli rilevanti implementati dalla Società sul processo di valutazione delle partecipazioni e le modalità di predisposizione del test di recuperabilità del valore delle stesse.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 4 di 7 Tra le controllate, le società IBOX SA, ECommerce Outsourcing S.r.l. e Salotto di Brera S.r.l. presentano differenziali significativi tra il valore di carico nel bilancio della società ed il valore pro quota del patrimonio netto contabile. Gli amministratori valutano, almeno con cadenza annuale l’eventuale esistenza di indicatori di impairment ed in presenza di uno o più dei suddetti indicatori assoggettano ad impairment le partecipazioni. Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 la società ha adeguato il valore complessivo delle partecipazioni effettuando una svalutazione di Euro 250 migliaia; riferita alla partecipazione nella IBOX S.A.. La valutazione delle partecipazioni ha rappresentato un aspetto chiave nell’ambito della revisione del bilancio separato, in considerazione del relativo ammontare, della complessità dei processi connessi e del grado di soggettività insito nella determinazione delle variabili utilizzate per la stima del valore recuperabile. Abbiamo analizzato la movimentazione della voce nel periodo, esaminandone le componenti più significative. Abbiamo verificato la corretta classificazione ed il relativo trattamento contabile sulla base dei principi di riferimento. Abbiamo ottenuto ed analizzato i progetti di bilancio chiusi al 31 dicembre 2021 per tutte le partecipazioni, delle quali effettuiamo direttamente procedure di revisione completa, ovvero procedure limitate, in funzione della rispettiva rilevanza. Per la partecipazione Salotto di Brera S.r.l. il cui incarico di revisione è affidato ad un terzo revisore indipendente abbiamo ottenuto la relazione di revisione sul bilancio chiuso al 31 dicembre 2021. Abbiamo confrontato il valore delle partecipazioni con la percentuale di patrimonio netto detenuta dalla Società e valutato in merito alla necessità di stanziamento di un fondo per perdite su partecipazioni. Con riferimento al test di impairment, anche mediante il supporto di esperti BDO, abbiamo: ▪ verificato la ragionevolezza delle principali assunzioni ed ipotesi sottostanti le previsioni degli amministratori; ▪ analizzato gli scostamenti tra le stime effettuate l’anno precedente e i dati consuntivi, verificandone l’affidabilità e la coerenza con gli andamenti riscontrabili nel mercato; ▪ analizzato i test di impairment predisposti dalla Società con riguardo alle partecipazioni riscontrando la conformità degli stessi ai principi contabili di riferimento; ▪ esaminato le assunzioni chiave alla base del modello di impairment, in particolare quelle relative alle proiezioni dei flussi di cassa, ai tassi di crescita e di attualizzazione, oltre alla valorizzazione del “terminal value”; ▪ verificato l’accuratezza matematica dei modelli di calcolo utilizzati. Abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa fornita nelle note al bilancio. Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d’esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art.9 del D.Lgs.38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 5 di 7 Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d’esercizio, per l’appropriatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d’esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della società Giglio Group S.p.A. o per l’interruzione dell’attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte. Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell’informativa finanziaria della Società. Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio I nostri obiettivi sono l’acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d’esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l’emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio d’esercizio. Nell’ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre: ▪ abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d’esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno; ▪ abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile, allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull’efficacia del controllo interno della Società; ▪ abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati, nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa; ▪ siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio, ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la società cessi di operare come un’entità in funzionamento; ▪ abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d’esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d’esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione; ▪ abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio d’esercizio. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell’incarico di revisione contabile della Società.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 6 di 7 Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile. Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia. Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell’ambito della revisione contabile del bilancio d’esercizio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione. Altre informazioni comunicate ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 L’assemblea degli azionisti di Giglio Group S.p.A. ci ha conferito in data 9 novembre 2021 l’incarico di revisione legale del bilancio d’esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2029. Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell’art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell’esecuzione della revisione legale. Confermiamo che il giudizio sul bilancio d’esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell’art. 11 del citato Regolamento. Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/81. Gli amministratori della Giglio Group S.p.A. sono responsabili per l’applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF- European Single Electronic Format) (nel seguito “Regolamento Delegato”) al bilancio di esercizio, da includere nella relazione finanziaria annuale. Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio di conformità del bilancio di esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato. A nostro giudizio, il bilancio di esercizio è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato. Giudizio ai sensi dell’art.14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10 e dell’art. 123-bis, comma 4 del D.Lgs. 58/98. Gli amministratori di Giglio Group S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d’esercizio e la loro conformità alle norme di legge. Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, co. 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio d’esercizio della Giglio Group S.p.A.al 31 dicembre 2021 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.
Giglio Group S.p.A. | Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014 Pag. 7 di 7 A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio d’esercizio della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge. Con riferimento alla dichiarazione di cui all’art. 14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell’impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell’attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare. Milano, 8 aprile 2022 BDO Italia S.p.A. Claudio Tedoldi Socio