Relazione Finanziaria Consolidata | Relazione sulla Gestione
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passando dai 290,92 euro/ton di luglio ai 271,50 euro/ton di settembre, per poi iniziare una lieve ripresa
ad ottobre e stabilizzarsi nella parte finale dell’anno, con valori che raggiungono 274,90 euro/ton a
dicembre 2025. Le importazioni, ridimensionate nel 2024 rispetto ai picchi del 2023, tornano a crescere
nei primi nove mesi 2025, trainate in larga parte dalle maggiori forniture canadesi. Per il frumento
tenero, le stime IGC 2025/26 indicano una produzione mondiale in aumento a circa 793 milioni di
tonnellate (+4,0%), con un forte recupero nell’Unione europea dopo il calo del 2024/25 e buone
performance anche in Russia, Canada e Argentina. I consumi globali crescono dell’1,3%, mentre
l’offerta aumenta del 4%; le scorte finali, in crescita del 3,8%, si mantengono su livelli di sicurezza,
sfiorando 267 milioni di tonnellate. In Italia, la produzione 2025 si attesta a circa 2,5 milioni di tonnellate,
in lieve calo rispetto al 2024. In avvio di campagna 2025/2026 i prezzi nazionali hanno evidenziato una
dinamica complessivamente contenuta, attestandosi su 247,61 euro/ton a luglio 2025 e 248,50
euro/ton ad agosto, per poi registrare lievi aggiustamenti al ribasso tra settembre (245,75 euro/ton) e
ottobre (245,42 euro/ton). Nella parte finale dell’anno, pur in un quadro di sostanziale stabilità, le
quotazioni mostrano un moderato recupero, raggiungendo 246,79 euro/ton a dicembre. Dopo il forte
incremento delle importazioni nel 2024, determinato dalla ridotta disponibilità e dalla qualità non
ottimale della granella nazionale, nei primi nove mesi del 2025 gli acquisti dall’estero mostrano un
ulteriore, seppur moderato, aumento, riconducibile soprattutto alle maggiori forniture proveniente da
Canada, Slovenia e Romania. Facendo riferimento alle più recenti indicazioni dell’IGC nella campagna
2025/26 i raccolti di mais dovrebbero aumentare del 4,8% su base annua arrivando a sfiorare 1,3
miliardi di tonnellate grazie alle buone prospettive per USA, Argentina e Ucraina che aumentano
rispettivamente del 10,8%, 14% e 17,3% la produzione dell’annata precedente. Nello specifico degli
USA, è da segnalare un incremento del 9% delle superfici investite a più di 36 milioni di ettari per
raccolti record pari a 419 milioni di tonnellate. A causa del calo delle superfici coltivate e delle rese, il
raccolto nell'UE sarà uno dei più bassi degli ultimi decenni, con un calo del 4,2% su base annua,
attestandosi a 56,7 milioni di tonnellate. La previsione è conseguenza del clima estivo eccessivamente
caldo e secco che ha danneggiato i raccolti in alcune parti di Francia, Romania e Ungheria, dove una
percentuale di campi superiore alla norma sarà tagliata per la produzione di insilato. La positiva
performance produttiva, unitamente alla stessa dinamica delle scorte globali (+3,4%, 299,5 milioni di
tonnellate), fa intravedere un andamento dei prezzi della granella in flessione nel medio periodo. In
Italia, i dati provvisori evidenziano per il 2025 una superficie investita a mais pari a circa 541 mila ettari,
in aumento del 9,2% rispetto al 2024. Grazie a un lieve recupero delle rese medie, che si attestano a
10,2 t/ha (+2,5% su base annua), la produzione nazionale raggiunge 5,5 milioni di tonnellate, in
crescita dell’11,9% rispetto al 2024, pur rimanendo significativamente al di sotto dei livelli storici (-
19,4% sul 2016). In particolare, il Piemonte e la Lombardia mostrano incrementi produttivi sostenuti
rispetto al 2024, mentre in Veneto l’aumento dei volumi è riconducibile principalmente all’espansione
delle superfici, a fronte di rese sostanzialmente stabili. Segnali positivi emergono anche in Emilia-
Romagna, dove la crescita delle superfici ha compensato un calo delle rese. Permangono tuttavia forti
criticità strutturali in diverse regioni, con rese inferiori alla media nazionale e marcate flessioni di lungo
periodo, soprattutto nel Centro-Sud. In tale contesto, gli operatori del settore confermano una
valutazione prudente, segnalando come la variabilità climatica e le problematiche fitosanitarie
continuino a rappresentare fattori di rischio rilevanti per la stabilità produttiva della coltura. L’avvio della
campagna di commercializzazione 2025/26 del mais ha mostrato una tendenza flessiva del mercato:
il prezzo della granella si è attestato a 238,56 euro/ton a settembre 2025 contro 252,25 euro/ton del
precedente luglio (-5,4%). Il confronto tendenziale, tuttavia, evidenzia che il prezzo di settembre 2025
rimane più elevato del 6,1% rispetto a settembre 2024 (224,88 euro/ton). Nei mesi successivi, tra
ottobre e dicembre 2025, il mercato ha evidenziato un ulteriore ma contenuto ridimensionamento,
seguito da una fase di sostanziale stabilizzazione delle quotazioni. Nel 2024 le importazioni italiane di
mais hanno raggiunto 7,2 milioni di tonnellate (+10,5% su base annua); i Paesi per i quali si sono
registrati gli incrementi più importanti sono: Ucraina (+18,7%, 2,2 milioni di tonnellate), Ungheria
(+67,5, 1,4 milioni di tonnellate), Slovenia (+18,0%, 1,3 milioni di tonnellate) e Croazia (+21,8%, 0,7
milioni di tonnellate); tali paesi hanno soddisfatto l’80% circa delle richieste italiane all’estero. Nei primi
nove mesi del 2025 l’import mostra segnali positivi attestandosi a 5,1 milioni d tonnellate (+2,7%
rispetto allo stesso periodo nel 2024): si sono ridotti gli acquisti da Ungheria (-30,6%) e Slovenia (-
51,1%), mentre sono aumentati quelli da Ucraina, Croazia, Francia, Brasile e soprattutto USA dai quali
tra gennaio e settembre 2025 sono stati acquistate più di 209 mila tonnellate di granella di mais contro
volumi medi nell’ultimo quinquennio di circa 19 mila tonnellate l’anno.