Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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B.F. S.p.A.
RELAZIONE FINANZIARIA
ANNUALE
CONSOLIDATA
AL 31 DICEMBRE 2023
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LA MISSIONE DAL SEME ALLA TAVOLA
La missione del Gruppo BF è quella di portare sulle tavole dei consumatori un’ampia
gamma di prodotti alimentari di alta qualità, tracciabili fino dal seme, ottenuti
attraverso un’agricoltura innovativa, sostenibile, capace di valorizzare le eccellenze
della filiera agro-alimentare italiana e di tutelare il territorio e le risorse naturali del
Paese. A livello internazionale, BF vuole essere un hub che sviluppa ed esporta
tecnologie innovative per la realizzazione di attività agro-industriali sostenibili.
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LE SEDI OPERATIVE DEL GRUPPO BF
BF
7.546 ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nelle provincie di Ferrara,
Arezzo, Oristano, Bologna e Grosseto;
11 sedi operative;
90.000 ettari di terreni agricoli su cui viene applicata la Precision Farming
CAI
La più grande piattaforma per il collocamento delle produzioni agricole
nazionali;
Assiste oltre 200 mila aziende agricole in Italia;
Attiva in 31 province collocate in 10 regioni
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IL PORTAFOGLIO PRODOTTI
LE STAGIONI D’ITALIA
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IL PORTAFOGLIO PRODOTTI
BIA
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IL PORTAFOGLIO PRODOTTI
FABIANELLI
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INDICE
ORGANI SOCIALI 7
COMPOSIZIONE DEL GRUPPO 9
RELAZIONE SULLA GESTIONE 15
SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA E CONTO ECONOMICO
CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2023 44
NOTE ILLUSTRATIVE ALLA RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE CONSOLIDATA
49
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ART. 154 BIS
DEL D.LGS. 58/98 89
RELAZIONE DI REVISIONE CONTABILE SULLA RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE
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CONSOLIDATA 2023
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Organi Sociali
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Consiglio di Amministrazione
In carica fino all’assemblea di approvazione del bilancio al 31.12.2024
Presidente Michele Pisante*
Amministratore Delegato Federico Vecchioni
Consiglieri Giuseppe Andreano
Maria Teresa Bianchi*
Luigi Ciarrocchi*
Emilio Giorgi*
Gabriella Fantolino*
Gianluca Lelli
Rossella Locatelli
Claudia Sorlini
Barbara Saltamartini*
* Amministratori indipendenti
Comitato Controllo e Rischi Maria Teresa Bianchi (Presidente)
Giuseppe Andreano
Emilio Giorgi
Gabriella Fantolino
Michele Pisante
Comitato per le nomine e la remunerazione Emilio Giorgi (Presidente)
Rossella Locatelli
Maria Teresa Bianchi
Comitato per le operazioni con parti
correlate Maria Teresa Bianchi (Presidente)
Gabriella Fantolino
Michele Pisante
Collegio Sindacale
In carica fino all’assemblea di approvazione del bilancio al 31.12.2025
Sindaci Effettivi Roberto Capone (Presidente)
Guido de Cristofaro
Laura Fabbri
Sindaci Supplenti Raffaele Lerner
Simona Gnudi
Dirigente Preposto alla redazione
dei documenti contabili societari Simone Galbignani
Società di revisione Deloitte & Touche SpA
Fino all’assemblea di approvazione del bilancio al 31.12.2025
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Composizione
del Gruppo
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COMPOSIZIONE DEL GRUPPO
Il Gruppo B.F. (di seguito anche il Gruppo”) è costituito dalla controllante B.F. SpA (di seguito anche la “Controllante”,
Capogruppo”, “BF” o la “Società”) costituita in data 30 maggio 2014 per l’acquisizione della Società per la Bonifica dei
Terreni Ferraresi e per Imprese Agricole SpA Società Agricola (di seguito anche “Bonifiche Ferraresi”). BF, a far data
dal 23 giugno 2017, è quotata presso Borsa Italiana, a seguito del completamento dell’offerta pubblica di acquisto e
scambio (“OPAS”) su Bonifiche Ferraresi.
Di seguito si riporta la struttura societaria del Gruppo, delle sole società controllate operative, alla data di chiusura della
presente Relazione, ossia al 31 dicembre 2023.
Come successivamente esplicitato, l’area di consolidamento non ha subito variazioni significative rispetto al 31 dicembre
2022.
(*) la società controllata BF International, costituita il 30 maggio 2023 non è consolidata al 31 dicembre 2023 in quanto
non significativa.
Bonifiche Ferraresi S.p.A. Società Agricola: storico attore nel panorama italiano del settore agricolo,
Bonifiche Ferraresi ha conferito con effetto dal 1° gennaio 2021 la maggior parte del suo business storico a BF
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Agricola. Ad esito di detto conferimento, Bonifiche Ferraresi attualmente gestisce in piena proprietà l’azienda
agricola della tenuta situata in Sardegna (comune di Marrubbio) e, attraverso concessione ventennale, l’unità
poderale “Le Piane” (sita nei comuni di Massa Marittima e Monterotondo Marittimo). Oltre allo svolgimento di
tale attività, Bonifiche risulta titolare del diritto di nuda proprietà dei terreni concessi in usufrutto alla società BF
Agricola e possiede la piena proprietà di immobili non strumentali all’esercizio dell’attività agricola, detenendo,
pertanto, la proprietà terriera ed immobiliare del Gruppo. Nel corso del 2023, nell’ambito del percorso di
rafforzamento e valorizzazione della controllata Bonifiche Ferraresi avviato nel corso del 2021, BF S.p.A. ha
ceduto complessivamente il 2,88% del capitale sociale detenuto nella controllata, la cui quota di possesso è
pertanto passata dal 78,33% al 31 dicembre 2022 al 75,45% al 31 dicembre 2023.
BF Agricola S.r.l. Società Agricola (“BF Agricola”): società costituita formalmente al termine dell’anno 2020,
ha ricevuto, con effetto dal gennaio 2021 il conferimento di attività precedentemente appartenute a Bonifiche
Ferraresi ed è pertanto attiva nella coltivazione di ortaggi e frutta commercializzati direttamente al cliente finale,
nell’allevamento all’ingrasso di bovini e nella produzione di materie prime agricole, cedute anche a BF Agro-
Industriale Srl per la produzione di prodotti alimentari confezionati di propria filiera. Il ramo d’azienda conferito
ha avuto ad oggetto l’esercizio dell’attività agricola e zootecnica, nonché le attività connesse consistenti nella
trasformazione e valorizzazione dei prodotti agricoli e nell'attività agrituristica, organizzato ed ubicato nelle
cinque tenute agricole site in Jolanda di Savoia, in Poggio Renatico, in Terre del Reno, in Cortona, Castiglione
Fiorentino e in Massa Marittima. L’attività agricola viene condotta in ragione della titolarità del diritto di usufrutto
ventennale da Bonifiche, mentre la piena proprietà delle attività conferite consente di svolgere l’attività di
trasformazione e valorizzazione dei prodotti agricoli.
BF Agro-Industriale S.r.l. (“BF Agro”): costituita in data 13 dicembre 2017 è attiva nell’acquisto, produzione
e commercializzazione di prodotti alimentari confezionati con marchi di proprietà del Gruppo e private label,
primariamente verso la Grande Distribuzione Organizzata (“GDO”) e verso primari canali esteri. A fronte
dell’operazione di riorganizzazione del Polo cerealicolo, meglio descritta nel paragrafo “Effetti di rilievo del 2023”
BF detiene al 31 dicembre 2023 il 77,84% del capitale sociale di BF Agro.
Società Italiana Sementi S.p.A. (“SIS”): SIS è un’azienda leader nel settore delle sementi in Italia e occupa
un ruolo fondamentale nella crescita della produttività e della qualità della cerealicoltura nazionale. L’attività di
SIS è articolata su tutte le fasi del ciclo del seme e si esprime nella costituzione di nuove varietà, nella
moltiplicazione delle sementi e nella loro lavorazione e commercializzazione. L’operazione di acquisizione ha
avuto ad oggetto una partecipazione complessivamente rappresentativa del 41,19% del capitale sociale di SIS
e l’acquisizione del controllo da parte di BF ai sensi dell’IFRS 10 è stata attuata attraverso l’adozione da parte
della stessa SIS di idonee linee di governance. Ai sensi del controllo, l’acquisizione si è perfezionata il 27
novembre 2017. Nel corso dell’esercizio 2018 è stato acquisito un ulteriore 1%, che ha incrementato la quota
di partecipazione fino al 42,18%. A tale partecipazione diretta, nel corso del 2021 ed in particolare a partire dal
mese di ottobre 2021 a seguito del controllo nella partecipata CAI, si è aggiunta la quota di partecipazione
indiretta in SIS per tramite di CAI del 37,16%. Tale quota di partecipazione indiretta si è incrementata nel corso
dell’esercizio 2022 a seguito del conferimento del ramo d’azienda del Consorzio Agrario del Nord Est in CAI
S.p.A., nel cui perimetro di conferimento era ricompresa una quota di partecipazione in SIS pari al 3,44%.
Pertanto al 31 dicembre 2022 la quota di partecipazione di CAI in SIS (indiretta) era pari al 40,59%. Nel corso
del primo semestre 2023, è nato il Polo sementiero quale integrazione di funzioni e competenze tra CAI e SIS.
Gli aumenti di capitale deliberati dall’Assemblea straordinaria di SIS nell’ambito dell’operazione di integrazione,
in natura riservato a CAI e al pagamento in opzione ai Soci (sottoscritto dalla Capogruppo) hanno portato CAI
e BF (la quale ha acquistato da terzi nel corso del secondo semestre 2023 ulteriori quote pari al 5,32%) a
detenere al 31 dicembre 2023 rispettivamente il 55,68% e il 39,77% del capitale sociale di SIS. Maggiori dettagli
verranno forniti al successivo paragrafo “Effetti di rilievo del 2023”.
Quality Seeds S.r.l. (“Quality Seeds"): società costituita in data 2 aprile 1996, il settore di business principale
è la commercializzazione di patate da seme e sementi relative a tutte le colture agricole. La quota posseduta
da SIS è del 72%.
CAI S.p.A. (“CAI”): Nel luglio 2020 B.F. SpA, Consorzi Agrari d’Italia Srl (“CAI”), Società Consortile Consorzi
Agrari d’Italia ScpA (“SCCA”), Consorzio Agrario Adriatico Società Cooperativa (“Consorzio Adriatico”),
Consorzio Agrario Centro Sud Società Cooperativa (“Consorzio Centro Sud”), Consorzio Agrario dell’Emilia
Società Cooperativa (“Consorzio Emilia”), Consorzio Agrario del Tirreno Società Cooperativa (“Consorzio
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Tirreno” e, congiuntamente, i “Consorzi Agrari”) hanno sottoscritto l’accordo di investimento (l’”Accordo”)
recante i termini e le condizioni di una complessiva operazione (l’“Operazione”) avente ad oggetto: (x) il
conferimento da parte dei Consorzi Agrari in CAI dei rispettivi rami d’azienda strumentali alle attività di
commercializzazione, produzione ed erogazione di servizi e di prodotti agricoli, composti in particolare da una
serie di immobili strumentali allo svolgimento dell’attività tipica, impianti e attrezzature, beni immateriali, capitale
circolante, personale e relative passività, disponibilità liquide e indebitamento finanziario (i “Rami d’Azienda”) a
liberazione di altrettanti aumenti di capitale (gli “Aumenti di Capitale Consorzi”); e (y) la sottoscrizione da parte
di BF di un aumento di capitale in denaro alla stessa riservato (l’ “Aumento di Capitale” e, congiuntamente con
gli Aumenti di Capitale Consorzi gli “Aumenti di Capitale”). L’importo complessivo degli Aumenti di Capitale
effettuai nel luglio 2020 è stato pertanto pari a Euro 169.463.000,00
(centosessantanovemilioniquattrocentosessantremila/00), di cui Euro 146.192.000,00
(centoquarantaseimilionicentonovantaduemila/00) quale componente nominale ed Euro 23.271.000,00
(ventitremilioniduecentosettantunomila/00) quale sovrapprezzo. Per effetto della sottoscrizione di tali Aumenti
di Capitale, e fermo restando al meccanismo di aggiustamento, le partecipazioni in CAI risultavano, alla data
del conferimento, pari a: BF 36,79% Consorzio Adriatico 1,84% Consorzio Centro Sud 6,29% Consorzio Emilia
31,10% Consorzio Tirreno 20,02% SCCA 3,96%.
L’Accordo prevedeva che le riserve sovrapprezzo create dai Consorzi Agrari per effetto dei Conferimenti fossero
soggette ad aggiustamenti per tener conto di eventuali differenze che dovessero emergere tra il valore del
patrimonio netto del relativo Ramo d’Azienda quale risultante dalla situazione patrimoniale di riferimento per il
conferimento e il valore del patrimonio netto del relativo Ramo d’Azienda alla data di esecuzione dei
Conferimenti.
A seguito di tali meccanismi di aggiustamento delle riserve targate e all’accordo raggiunto con i Consorzi Agrari
conferenti, a seguito dei conguagli effettivi derivanti dalle operazioni di conferimento, la quota di partecipazione
detenuta dal socio BF S.p.A. è passata nel corso del 2021 dal 36,79% al 38,58%.
In data 13 aprile 2022, inoltre, il Consiglio di Amministrazione di B.F. S.p.A. ha approvato: la complessiva
operazione (l’”Operazione”) avente ad oggetto: (i) il conferimento da parte di Consorzio Agrario Nordest Società
Cooperativa (“Consorzio Nordest”) in CAI del ramo d’azienda costituito dai compendi aziendali strumentali alle
attività di commercializzazione, produzione ed erogazione di servizi e prodotti agricoli (ossia tutte le attività,
materiali e immateriali, relative al core business svolto dal Consorzio Nordest), unitamente ad alcuni immobili
strumentali allo svolgimento dell’attività caratteristica, impianti e attrezzature (ad eccezione delle macchine
relative al settore meccanizzazione), beni immateriali, capitale circolante, personale e relative passività, ed una
parte dell’indebitamento finanziario, a liberazione dell’aumento di capitale sociale allo stesso riservato
(l’“Aumento di Capitale di Consorzio Nordest”); e (ii) la sottoscrizione da parte di BF di un aumento di capitale
sociale in denaro alla stessa riservato di 25 milioni di Euro (l’ “Aumento di Capitale di BF”); e (iii) la sottoscrizione
dell’accordo di investimento tra BF, gli altri soci attuali di CAI (Società Consortile Consorzi Agrari D’Italia
S.c.p.A., Consorzio Agrario dell’Emilia Società Cooperativa, Consorzio Agrario Del Tirreno Società
Cooperativa, Consorzio Agrario Centro Sud Società Cooperativa e Consorzio Agrario Adriatico Società
Cooperativa, i “Consorzi Soci Attuali”), CAI e Consorzio Nordest (l’”Accordo”) recante i termini e le condizioni
dell’Operazione. L’operazione ha avuto esecuzione nel corso del mese di luglio 2022.
In data 28 luglio 2022, il Consorzio Agrario Nordest Società Cooperativa, dando seguito al percorso di
riorganizzazione finalizzato all’integrazione in CAI delle attività sviluppate dai consorzi agrari avviato nel corso
dell’anno 2020, ha conferito nella medesima CAI, con efficacia giuridica postdatata al settembre 2022, il
proprio Ramo di Azienda operativo.
Per effetto di tale operazione la partecipazione di controllo in CAI S.p.A. al 31 dicembre 2022 era pari al 35,89%,
ed è rimasta inalterata nel corso del 2023.
Contestualmente all’operazione sopra descritta è stato sottoscritto un nuovo patto parasociale tra BF e i
Consorzi Soci (di seguito il “Nuovo Patto”), i cui accordi non modificano nella sostanza quanto sottoscritto in
precedenza dai soci e pertanto risulta confermato il controllo di BF di CAI anche a seguito dell’Aumento di
Capitale. Nello specifico si è provveduto a stipulare un nuovo patto parasociale tra gli attuali soci di CAI che
non solo ha confermato tutti gli elementi sopra esposti, ma ha ulteriormente rafforzato i poteri di dirigere le
attività rilevanti a seguito di alcune integrazioni nelle deleghe dell’Amministratore Delegato di CAI di nomina
BF. Il Nuovo Patto, infatti, attribuisce all’Amministratore Delegato di CAI di nomina BF, i seguenti ulteriori poteri,
rispetto al patto parasociale sottoscritto nell’ottobre 2021:
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- dirigere e regolare le attività per la gestione e l’implementazione del Business Plan, selezionando gli
investimenti conseguenti e monitorandone la rispondenza con l’indirizzo strategico della Società;
- sviluppare e promuovere azioni nell’ambito di progetti di sviluppo agro-industriale, di innovazione e sviluppo
tecnologico, di filiera, sia a monte che a valle, definendo opportunità commerciali e societarie con tutti i
potenziali stakeholders;
- rappresentare la società nelle assemblee ordinarie e straordinarie delle società partecipate;
- eseguire operazioni di Merger and Acquisition (M&A) e di relazioni industriali.
Tali integrazioni hanno consentito di rafforzare sia qualitativamente che quantitativamente (non essendovi limiti
di importo) il potere di controllo sulle attività rilevanti a seguito dell’integrazione di diritti esistenti in capo all’AD
di CAI di nomina BF. Inoltre, il Nuovo Patto prevede un ampliamento del perimetro di incremento, rispetto al
patto parasociale sottoscritto nell’ottobre 2021, del meccanismo di adeguamento dei limiti monetari delle
deleghe attribuite all’Amministratore Delegato i cui importi prevedono l’automatico proporzionale incremento
quantitativo al verificarsi dell’incremento del valore della produzione rispetto al valore riportato nel bilancio
chiuso al 31 dicembre 2021.
In considerazione di tali aspetti, formalizzati nella sottoscrizione del Nuovo Patto, la Società ha provveduto in
sede di chiusura del bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 nonchè in sede di chiusura del bilancio
consolidato al 31 dicembre 2023, ad aggiornare l’analisi qualitativa e quantitativa predisposta a fine 2021,
diretta a verificare se tali poteri attribuiti all’Amministratore Delegato di nomina BF continuino ad attribuire a
quest’ultima la capacità di dirigere le attività rilevanti di CAI, ossia quelle attività che incidono in maniera
significativa sui rendimenti dell’entità oggetto di investimento.
Da tale analisi è emerso che:
- la Società ha la sostanziale capacità di nominare tutti i dirigenti apicali di CAI a partire dall’AD e poi,
attraverso lo stesso, il Direttore Generale;
- l’AD ha piena autonomia nella definizione e nell’esecuzione del Budget annuale senza la necessità di
alcuna approvazione in CdA e può individuare o intraprendere operazioni anche significative attraverso
la flessibilità concessa allo stesso di raggiungere scostamenti rilevanti di impegni di spesa rispetto al
Business Plan senza necessità di ratifica da parte del Consiglio di Amministrazione;
- le deleghe attribuite all’AD prevedono che quest’ultimo possa negoziare e sottoscrivere contratti per
l’acquisto, la compravendita e la lavorazione delle merci di qualunque importo, possa stipulare contratti
di acquisto di servizi per importi significativi e possa negoziare e finalizzare numerose altre tipologie
di contratti al di sotto di soglie prestabilite anche per quanto concerne lo sviluppo futuro del CAI,
essendo inclusi contratti di acquisto di immobilizzazioni materiali, di partecipazioni e di finanziamento;
- i principali dirigenti con responsabilità strategiche di CAI, dotati della capacità di condurre le attività
rilevanti, sono anche dipendenti della Società.
Ad esito di tale verifica gli Amministratori della Società hanno nuovamente concluso che il potere e l’esercizio
effettivo del potere da parte dell’Amministratore Delegato di nomina BF è tale da consentirne l’influenza
determinante sulle attività rilevanti e, pertanto, la capacità di esercitare il proprio potere sull’entità per incidere
sull’ammontare dei suoi rendimenti.
In merito a tale ultimo aspetto, e nello specifico con riferimento alla capacità di esercitare il potere per incidere
realmente sui rendimenti di CAI, si conferma che nel Nuovo Patto non è stata apportata alcuna modifica rispetto
alla versione precedente in merito alle clausole concernenti le modalità di esercizio delle opzioni in capo ai soci
Consorzi Agrari per l’acquisto delle quote detenute da BF (che avverrebbero a valori di mercato in base a
modalità prestabilite e con finestre temporali di esercizio predefinite di medio periodo), risultanti circoscritte a
meri diritti di protezione per i soci Consorzi Agrari come indicato in precedenza.
Gli Amministratori infine evidenziano che il progetto CAI nasce dalla volontà di integrare le attività dei Consorzi
Agrari, che si contraddistinguono per essere una realtà unica nel panorama economico italiano, per un
patrimonio storico, per presenza sul territorio, dotazione di impianti, con la capogruppo BF, punto di riferimento
a livello nazionale nel settore agro-industriale e zootecnico nonché nel settore dei servizi alle imprese agricole.
CAI, infatti, si prefigge lo scopo di contribuire all’innovazione e al miglioramento della produzione agricola
mediante la fornitura di beni e servizi per il mondo agricolo.
Eurocap Petroli S.p.A. (“Eurocap”): società costituita il 19 novembre 1991, il settore principale in cui opera la
società è il commercio all’ingrosso di carburanti per autotrazione, per agricoltura e lubrificanti. In data
28/09/2021 con atto n. 39767/26567 del Notaio Maltoni Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. ha acquisto le azioni del
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socio CCFS (Consorzio Cooperativo finanziario per lo Sviluppo Società Cooperativa) salendo ad una
partecipazione totale del 98,65%. In data 22 novembre 2021 con atto del notaio Avv. Marco Maltoni repertorio
40111/ 26811 registrato a Forlì in data 15 novembre 2021 ed effetto dal 22 novembre 2021 Consorzi Agrari
d’Italia S.p.A. ha sottoscritto l’aumento di capitale sociale di Eurocap di n.1.829.630 azioni tramite conferimento
del ramo d’azienda relativo all'esercizio dell'attività di commercializzazione di prodotti carbo-lubrificanti per il
settore agricolo e servizi connessi operante principalmente nelle aree geografiche dell'Adriatico, dell'Emilia, del
Tirreno e del Centro Sud. La quota di partecipazione da parte di CAI ad oggi è pari al 98,65%. In data 9
settembre 2022, in coerenza con l’assetto organizzativo del Gruppo, a seguito dell’efficacia del conferimento
del ramo d’azienda del Consorzio Agrario del Nord Est in CAI, CAI e Eurocap hanno sottoscritto un contratto di
affitto di ramo d’azienda avente per oggetto il ramo “carbo-lubrificanti nord est”. Tale contratto, della durata di
tre anni, ha avuto efficacia il 1° novembre 2022.
Sicap S.r.l. (“Sicap”): società costituita in data 30 luglio 1999, il settore di business è lo stoccaggio, la
movimentazione, la distribuzione, la conservazione, il confezionamento, l’imballaggio, il ritiro, la lavorazione ed
il trasporto di prodotti utili per l’agricoltura e prodotti petroliferi. La quota posseduta è del 80% in via diretta oltre
al 20% indirettamente per tramite di Eurocap Petroli S.p.A.
Italian Tractor S.r.l. (“Italian Tractor”): il settore di business è la vendita, il noleggio e la manutenzione di
macchine trattrici, concessionario New Holland. Il Consorzio Agrario dell’Emilia nel corso dell’esercizio 2021 ha
sottoscritto, con atto del Notaio di Forlì, Avv. Marco Maltoni, rep. 39620/26466, una partecipazione nella società
neocostituita Italian Tractor S.r.l. tramite conferimento del proprio ramo macchine. Il Consorzio Agrario
dell’Emilia in data settembre 2021 ha quindi conferito in Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. la partecipazione
detenuta in Italian tractor S.r.l. per un valore di euro 15.500.000, e successivamente apportato in CAI la
partecipazione acquisita nell’ambito della propria riserva “targata”. A conclusione di dette operazioni CAI è
divenuta titolare della quota di possesso del 100% della partecipazione in Italian Tractor S.r.l.
Cons. Ass S.r.l. (“Cons. Ass.”): società costituita il 12 luglio 2004, il settore di business è l’attività di
intermediazione assicurativa. Agente della Cattolica Assicurazioni. La quota posseduta è del 100%.
Emilcap soc. cons. a r.l. (“Emilcap") ora CAI Nutrizione S.p.A. (“CAI Nutrizione”): società costituita in data
16 dicembre 1999, il settore di business principale è la produzione di mangimi destinati all’alimentazione
animale, prodotti nel proprio stabilimento di Parma. La quota posseduta al 31 dicembre 2023, dopo il processo
di riorganizzazione del settore mangimistico, è del 96,57%. In particolare, in data 11 dicembre 2023 CAI
Nutrizione”) è nata la nuova rete che capitalizza l’esperienza di diverse realtà produttive come Emilcap (Parma),
CALV Alimenta (unità di Valdaro, Mantova e San Pietro in Morubio, Verona) e lo stabilimento di Grosseto.
L’accorpamento delle diverse strutture in CAI Nutrizione permetterà lo sviluppo delle filiere per la fornitura di
prodotti dai soci agricoltori, una maggiore competitività sul fronte degli acquisti, l’efficienza produttiva e lo
sviluppo di mangimi sempre più innovativi e performanti, capaci di fare la differenza in allevamento e di garantire
alla filiera alimentare un controllo qualitativo sempre più elevato.
Consorzio Agrario Assicurazioni S.r.l (“Consorzio Pisa”): società costituita il giugno 2005, il settore di
business è l’attività di intermediazione assicurativa. Agente della Cattolica Assicurazioni. La quota posseduta
è del 100%.
Assicai S.r.l. (“Assicai”): società costituita il 23 novembre 2020, il settore di business è l’attività di
intermediazione assicurativa. Subordinatamente all'iscrizione della delibera di aumento del capitale sociale
risultante dal verbale ai rogiti del Notaio di Forlì, Avv. Marco Maltoni, in data 30 luglio 2021 rep. 39621/26466,
il Consorzio Agrario dell’Emilia in data settembre 2021 ha conferito in CAI le partecipazioni detenute in
Assicai Srl, per un valore di euro 3.000.000. Dal ottobre 2021 Assicai è divenuta operativa con mandato di
agenzia per conto della Cattolica Assicurazioni. La quota posseduta è del 100%.
In data 3 agosto 2022, a seguito del conferimento del ramo operativo (comprensivo fra l’altro dell’attività
assicurativa) del Consorzio Agrario del Nord Est avvenuto in data 28 luglio 2022, l’assemblea dei soci di Assicai
ha deliberato l’aumento di capitale sociale da liberarsi mediante conferimento del Ramo Assicurativo del Nord
Est, prevedendo il termine iniziale di efficacia il giorno 2 settembre 2022.
Anche tale operazione si inserisce nel più ampio progetto di riorganizzazione del gruppo finalizzato alla
verticalizzazione e concentrazione delle business unit in specifiche entità.
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Sicuragri-Tuscia S.r.l. (“Sicuragrituscia”): società costituita il 27 ottobre 2011, il settore di business è l’attività
di intermediazione assicurativa. Agente della Cattolica Assicurazioni. La quota posseduta è del 100%.
Zoo Assets S.r.l. (“Zoo Assets”): In data 16 dicembre 2022 CAI ha acquistato il 52% del capitale sociale della
società Zoo Assets S.r.l. al corrispettivo di euro 2.080 mila. Zoo Assets è attiva nella filiera zootecnica. Con
detta acquisizione CAI integra la gamma dei prodotti e dei servizi agli allevatori, coniugando benessere animale
e sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni in atmosfera e l’utilizzo dei farmaci attraverso prodotti
naturali, 100% vegetali, senza additivi chimici. La partecipata è stata consolidata integralmente a partire dal 31
dicembre 2022.
BIA S.p.A. (“BIA): In data 14 luglio 2022, la capogruppo B.F. S.p.A. ha sottoscritto un contratto per l’acquisto
di una partecipazione pari all’intero capitale sociale di BIA S.p.A. da Alto Partners SGR S.p.A. (proprietaria del
95% del capitale di BIA) e da GESCAD S.p.A. (proprietaria del 5% del capitale di BIA). Il closing dell’operazione
è stato effettuato il 14 ottobre 2022 e si inserisce nel più ampio progetto di sviluppo del polo cerealicolo di
Gruppo. BIA S.p.A. è attiva nella produzione e commercializzazione di couscous da filiera italiana.
Successivamente all’acquisizione, BF S.p.A. ha ceduto il 28,5% del capitale sociale della controllata.
Nell’ambito del processo di riorganizzazione del Gruppo, di cui si darà informativa nel successivo paragrafo
Eventi di rilievo del 2023”, BIA è stata conferita a BF Agro-Industriale con efficacia 1 luglio 2023. Alla data di
chiusura della presente relazione la partecipata è detenuta da BF Agro-Industriale al 71,5%.
Pastificio Fabianelli S.p.A. (“Fabianelli”): In data 28 dicembre 2022, la controllata CAI S.p.A. ha acquistato
per un corrispettivo di 3 MLN di euro il 30% del capitale sociale della società Pastificio Fabianelli S.p.A., già
società collegata a seguito dell’acquisto da parte di BF del 30% del capitale sociale ad un corrispettivo di 3
MLN di euro avvenuto nel corso del mese di aprile dell’anno 2022. Al 31 dicembre 2022 la partecipazione
pertanto era detenuta dalla capogruppo con un’interessenza del 40,77% (30% diretta e 30% indiretta tramite la
controllata CAI). La partecipata è stata consolidata integralmente a partire dal 31 dicembre 2022 a seguito
anche della presenza di accordi tra soci che ne determinano lato BF il controllo ai sensi dell’IFRS 10.
Nell’ambito del processo di riorganizzazione del Gruppo, di cui si darà informativa nel successivo paragrafo
Eventi di rilievo del 2023”, le quote detenute da BF e CAI in Pastificio Fabianelli sono state conferite a BF Agro-
Industriale. BF Agro-Industriale in data 27 dicembre 2023 ha acquisito un ulteriore 34% di Pastificio Fabianelli
arrivando a detenere il 94% del capitale sociale.
BF BIO s.r.l. (“BF BIO”): In data 28 luglio 2023 la controllata Bonifiche Ferraresi S.p.A. ha costituito mediante
il conferimento di ramo d’azienda la società BF BIO S.r.l. La partecipata è consolidata integralmente a partire
dal 31 dicembre 2023. BF BIO e si dedica all’attività zootecnica ed agricola 100% biologica.
Federbio Servizi S.r.l. (“Federbio”): In data 22 dicembre 2023 CAI, nell’ambito di un’operazione di aumento
di capitale, ha sottoscritto il 51% del capitale sociale di Federbio Servizi, società attiva nel settore della
formazione professionale su tematiche di gestione dei processi inerenti il metodo biologico e biodinamico e
delle certificazioni “bio”. La partecipata è consolidata integralmente a partire dal 31 dicembre 2023.
Pertanto, rispetto alla situazione finanziaria consolidata al 31 dicembre 2022 il perimetro di consolidamento si è
modificato per l’ingresso nel Gruppo di BF BIO e Federbio.
Le seguenti società controllate da BF S.p.A. non rientrano nel perimetro di consolidamento in quanto ancora non
operative o comunque non significative.
BF INTERNATIONAL BEST FIELDS BEST FOOD LIMITED (“BF INTERNATIONAL”), in data 13 dicembre
2023 la capogruppo BF S.p.A. ha costituito a Londra, la società BF INTERNATIONAL BEST FIELDS BEST
FOOD LIMITED. BF International è dedicata al progetto di internazionalizzazione del Gruppo BF
rappresentandone la holding internazionale. Percentuale di possesso 100%.
BF Algeria S.a.r.l (“BF Algeria”), in data 6 giugno 2023 è stata costituita d’intesa con il partner algerino
Benmalem Imed Ben Hocine (Copre Sud primario player nella logistica algerina). BF detiene indirettamente
attraverso BF International il 67% del capitale della società. BF Algeria è titolare di una concessione di ca. 900
ettari in Algeria.
BF EDUCATIONAL S.r.l. (“BF EDUCATIONAL”), società costituita in data 6 ottobre 2023 per la creazione di
un’offerta formativa (attraverso la costituenda BF University) e sviluppo della ricerca in ambito agritech per
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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qualificare capitale umano da inserire nel Gruppo BF e presso le aziende partner. Percentuale di possesso
100%.
Il Gruppo detiene inoltre delle partecipazioni a controllo congiunto, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal principio
contabile internazionale IFRS 11. Di seguito i dettagli:
Leopoldine S.p.A. (“Leopoldine”): società costituita in data 17 aprile 2018 per effetto del perfezionamento
dell’operazione di scissione parziale proporzionale di Bonifiche Ferraresi ed in particolare di 21 immobili di
proprietà della stessa, situati in Toscana, della tipologia di tipiche case coloniche toscane; la società ha ad
oggetto lo sviluppo di un progetto immobiliare volto al recupero e valorizzazione di tali immobili, che verranno
ceduti per poi essere utilizzati con finalità residenziali oppure turistiche. Come già evidenziato, in data 28
giugno 2019, BF ha concluso con Lingotto Hotels S.r.l. e con la società controllante IPI S.p.A., un accordo
quadro vincolante avente ad oggetto: i) la cessione a favore della stessa Lingotto Hotels S.r.l di una
partecipazione rappresentativa del 20% del capitale sociale di Leopoldine, composta da complessive n.
222.220 azioni ordinarie; ii) la ridefinizione delle linee di governance di Leopoldine al fine di assicurare a BF e
a IPI S.p.a, direttamente ed indirettamente attraverso la controllata Lingotto Hotels S.r.l., di esercitare il
controllo congiunto sulla stessa Leopoldine S.p.A., ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal principio
contabile internazionale IFRS 11.
GHIGI 1870 S.p.A. (“Ghigi”): primario pastificio industriale italiano situato in provincia di Rimini, che si occupa
della lavorazione della semola e della produzione di diverse qualità di pasta. La partecipazione è stata acquisita
dalla società nell’ultimo periodo dell’anno 2019. Pur essendo la quota di possesso superiore al 50%
(includendo le quota detenute da altre controllate di BF) la partecipata non è stata consolidata in quanto, in
base agli accordi vigenti tra soci, si configura un controllo congiunto con un socio di minoranza.
Milling Hub S.p.A. (“Milling Hub”), detenuta da BF al 51%, nell’ambito del processo di riorganizzazione del
Gruppo, di cui si darà informativa nel successivo paragrafo “Eventi di rilievo del 2023”, Milling Hub è stata
conferita a BF Agro-Industriale con efficacia 1 luglio 2023.
La Società detiene altresì partecipazioni rilievo strategico nella seguente società:
Progetto Benessere S.r.l.: società derivante dal conferimento della società Master Investment S.r.l., quale
holding del gruppo leader nella produzione e vendita di integratori alimentari, alimenti funzionali e biologici e
cosmetici per il benessere, tramite la quale BF S.p.A. ha acquisito nel mese di giugno 2020 il 35% del capitale
sociale.
Rurall S.p.A.: nel corso del 2021 BF spa ha dato seguito alla sottoscrizione di aumento capitale per 1.500
migliaia di Euro acquisendo pertanto il 25%. La società ha per oggetto sociale la realizzazione di un’infrastruttura
digitale dei territori rurali, sfruttando le tecnologie digitali per incrementare la resa e la gestione di terreni su vasta
scala e/o prestare servizi di consulenza dedicati alla digitalizzazione del settore agricolo.
La quota detenuta in Cerea S.r.l., società attiva e specializzata nella realizzazione di piattaforme digitali per la
presentazione, sviluppo e commercializzazione di prodotti e/o servizi e più specificatamente nel commercio di prodotti
della filiera agroalimentare (e-commerce) per il tramite di dette piattaforme, in data 29 dicembre 2023 è stata
integralmente ceduta (unitamente al credito residuo per finanziamento socio pari a 350 migliaia di Euro vantato da BF)
per un corrispettivo pari a circa 3,8 milioni di Euro.
BF, a far data dal 23 giugno 2017, è quotata presso Borsa Italiana, a seguito del completamento dell’offerta pubblica di
acquisto e scambio (“OPAS”) lanciata sulle azioni di Bonifiche Ferraresi allora appartenenti al mercato.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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La Società si occupa, oltre che della gestione operativa delle partecipate, di fornire servizi amministrativi e di consulenza
commerciale alle società del gruppo e a terzi.
In sintesi, il Gruppo è attivo, attraverso le sue controllate, in tutti i comparti della filiera agroindustriale italiana: dalla
selezione, lavorazione e commercializzazione delle sementi (S.I.S. e CAI ), alla proprietà dei terreni dai quali si ricavano
prodotti agricoli 100% Made in Italy (attraverso Bonifiche Ferraresi S.p.A. Società Agricola, la più grande azienda agricola
italiana per SAU Superficie Agricola Utilizzata, BF BIO e BF Agricola S.p.A.), alla loro trasformazione e
commercializzazione attraverso un proprio marchio di distribuzione (Le Stagioni d’Italia, BIA, Maltagliati, Pasta Toscana,
Fabianelli) oppure in partnership con le più importanti catene della GDO, attraverso la fornitura e approvvigionamento di
prodotti al comparto agricolo attraverso le principali linee di business di CAI.
Si tratta, pertanto, di un unico attore per il mondo agricolo e dei servizi nell’agroindustriale, unico nel suo genere, per
dimensione, business model e completezza dei beni e servizi offerti che rendono il gruppo BF il principale attore del
comparto agro-industriale italiano.
Alla data della presente Relazione il Gruppo è strutturato come segue con l’evidenza delle business unit identificate dal
nuovo piano industriale 2023-2027. Rispetto al 31 dicembre 2022 la business unit Carburanti è confluita nella business
unit CAI.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Relazione sulla
gestione
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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1. ANDAMENTO DELLA GESTIONE
Nel corso del 2023 il Gruppo B.F. ha continuato il percorso di rafforzamento delineato nelle linee strategiche di Gruppo
dando piena centralità agli sviluppi del perimetro dei Business, al concetto di filiera, ai servizi di elevata innovazione
tecnologica ed all’ integrazione orizzontale, in un contesto di mercato caratterizzato da elevata variabilità sia nei costi di
fornitura che nelle tempistiche di approvvigionamento dei materiali.
Il progetto industriale disegnato dalle linee strategiche 2021-2023 ed elaborato ad inizio 2021 si fondava sinteticamente
sulle seguenti basi:
- L’attività di trasformazione dei prodotti agricoli;
- Il controllo della filiera nell’attività sementiera;
- Il rafforzamento dell’asset fondiario;
- La fornitura di prodotti e servizi innovativi al mondo agricolo.
In tale logica il Gruppo si pone come principale attore nel settore dell’Agro-business ed ha posto in essere, nel corso del
2021 e del 2022, operazioni coerenti con tale obiettivo dirette a rafforzare il presidio della filiera rafforzandone la
marginalità. Per maggiori informazioni sulle operazioni più rilevanti del 2021/2022 si rimanda alla Relazione finanziaria
annuale dell’esercizio 2022.
La tecnicalità e il know-how acquisito nel settore di operatività, pone il Gruppo in un contesto di presidio delle filiere
chiave, aspetto propedeutico allo sviluppo di azioni per abilitare e agevolare relazioni tra le filiere agroindustriali
disegnando così un vero e proprio modello integrato e replicabile.
Nell’attuale configurazione, rafforzata a partire dal terzo trimestre 2022, per l’integrazione del Consorzio Agrario del Nord
Est, di BIA S.p.A. e del Pastificio Fabianelli S.p.A., il Gruppo al 31 dicembre 2023 realizza complessivi 1.326 milioni di
Euro di ricavi delle vendite ed un valore della produzione di 1.387 milioni di Euro rispetto a 1.062 milioni di Euro di ricavi
e 1.120 milioni di Euro del valore della produzione al 31 dicembre 2022.
Inoltre, in data 21 luglio 2023 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il piano industriale 2023-
2027 che conferma una crescita costante e sostenibile del Gruppo BF, divenuto piattaforma al servizio dell’intera filiera
agroindustriale, costituita da realtà tra loro complementari in forte sinergia, con l’obiettivo di continuare a creare valore
per gli azionisti e tutti gli altri stakeholder.
In particolare, il nuovo Piano Industriale si pone i seguenti obiettivi:
- crescita ed efficientamento dei settori esistenti Agro-Industriale, Polo sementiero e Consorzi Agrari d’Italia
S.p.A. (“CAI”);
- avvio e sviluppo di un percorso di internazionalizzazione, con l’obiettivo di esportare il modello di filiera e
know-how del Gruppo BF, in ambito food e non-food, e di presidiare tutte le fasi produttive e commerciali,
costituendo BF International;
- creazione di un’offerta formativa e sviluppo della ricerca in ambito agritech per qualificare capitale umano
da inserire nel Gruppo BF e presso le aziende partner, costituendo BF University.
Gli investimenti previsti nell’arco di Piano pari a circa 575 milioni di euro consentiranno un progressivo miglioramento
dei principali indicatori economici e finanziari. Il Gruppo prevede di realizzare gli interventi di investimento mediante
utilizzo delle risorse rivenienti dall’operazione di aumento di capitale esaminata in pari data dal Consiglio di
Amministrazione, da operazioni relative a entità del Gruppo e da strumenti di leva finanziaria.
Con riferimento all’implementazione del Piano, il Consiglio di Amministrazione ha approvato di sottoporre all’assemblea
straordinaria degli azionisti, convocata per il 27 settembre 2023, la proposta di attribuire al Consiglio di Amministrazione
medesimo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2443 cod. civ., una delega ad aumentare il capitale sociale, a titolo oneroso,
tramite emissione di azioni da offrire in opzione agli azionisti, per un ammontare massimo di Euro 300.000.000, incluso
eventuale sovrapprezzo.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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La sottoscrizione delle nuove azioni rivenienti dall’aumento di capitale è stata offerta in opzione agli azionisti di BF,
nonché a terzi quanto alle nuove azioni che non sono state sottoscritte in opzione. Si precisa che alcuni azionisti di BF
avevano manifestato il proprio supporto alla sottoscrizione dell’aumento di capitale. In particolare, gli azionisti Dompé
Holdings s.r.l., Intesa Sanpaolo S.p.A. e Arum S.p.A., i quali attualmente detengono complessivamente il 50,18% del
Capitale Sociale di BF, si erano impegnati irrevocabilmente a esercitare integralmente tutti i diritti d’opzione a ciascuno
di essi spettanti nell’ambito dell’aumento di capitale e, quindi, a sottoscrivere azioni di nuova emissione pro quota rispetto
alla propria partecipazione in BF.
L’avvio dell’aumento di capitale in esercizio della Delega era subordinato all’approvazione dell’Assemblea straordinaria,
nonché al rilascio da parte di CONSOB del provvedimento di approvazione del prospetto informativo (ai sensi del
regolamento 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2017) relativo all’offerta stessa. Per
maggiori dettagli si rimanda al paragrafo “Eventi di rilievo del 2023”.
Andamento economico-generale
A livello globale, l’inflazione si sta attenuando grazie alle politiche monetarie più restrittive. Nonostante una crescita del
PIL superiore alle aspettative per il 2023, l’inasprimento delle condizioni finanziarie, la fragilità del commercio, il calo
della fiducia delle imprese e dei consumatori, nonché le crescenti tensioni geopolitiche stanno facendo sentire il loro
peso. Anche i mercati immobiliari e le economie dipendenti dalle banche, soprattutto in Europa, ne stanno risentendo,
aumentando l’incertezza sulle prospettive a breve termine. Le stime più recenti indicano una crescita del PIL del 2,9%
nel 2023, del 2,7% nel 2024 e del 3,0% nel 2025, supportate dalla ripresa del reddito reale e dalla diminuzione dei tassi
di interesse. Nel breve periodo, si prevede un aumento della divergenza tra le economie, con una crescita dei mercati
emergenti generalmente migliore di quella delle economie avanzate. Secondo le proiezioni, l’inflazione annuale dei
prezzi al consumo nelle economie del G20 dovrebbe continuare a diminuire gradualmente, scendendo dal 6,2% del
2023 al 5,8% nel 2024 e al 3,8% nel 2025, tornando così a convergere verso l’obiettivo nella maggior parte delle principali
economie.
Per quanto riguarda l’Eurozona, le ultime stime indicano una crescita del PIL dello 0,6% nel 2023, dello 0,9% nel 2024
e dell’1,5% nel 2025. I consumi privati saranno sostenuti dalla tenuta del mercato del lavoro e dall’aumento dei redditi
reali, grazie alla riduzione dell’inflazione. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi di finanziamento e l’incertezza peseranno
sugli investimenti privati. Secondo le proiezioni, la crescita dei salari si ridurrà solo gradualmente nel periodo considerato.
L’occupazione nei servizi manterrà elevata l’inflazione di fondo fino alla metà del 2025, nonostante la continua riduzione
dell’inflazione complessiva.
I listini delle materie prime energetiche per il momento sembrano mantenersi su un sentiero discendente. La dimensione
dell’offerta e delle scorte ha favorito una diminuzione delle quotazioni negli ultimi due mesi. Il prezzo del Brent a
novembre e dicembre ha continuato a scendere (rispettivamente 83,2 e 77,9 dollari al barile da 91,1 dollari di ottobre) e
anche l’indice del gas naturale si è ridotto (a 110,4 e 93,9 da 114,1). Il tasso di cambio nominale euro dollaro in chiusura
d’anno, invece, è rimasto stabile, segnando solo un lieve deprezzamento della valuta statunitense (1,08 e 1,09 dollari
per euro rispettivamente a novembre e dicembre da 1,06 a ottobre). Al contrario, i listini delle commodity agricole,
misurati dall’indice dei prezzi alimentari FAO, hanno continuato a scendere durante il terzo trimestre del 2023: a
settembre l’indice è variato del -0,1% rispetto al mese precedente, con un valore inferiore dell’11% a quello di settembre
2022 (-24% per l’indice dei prezzi dei lattiero caseari).
Il commercio mondiale di beni in volume è cresciuto a ottobre dello 0,4% in termini congiunturali (+0,3% a settembre)
grazie anche a una maggiore vivacità delle importazioni cinesi. Gli scambi internazionali hanno continuato, tuttavia, a
mostrare una certa debolezza. Il PMI globale sui nuovi ordinativi all’export a novembre e dicembre è rimasto sotto la
soglia di espansione, indicando nuove possibili riduzioni nei prossimi mesi (figura 1).
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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La dinamica dell’economia globale è eterogenea. Nel terzo trimestre, il Pil in Cina e negli Stati Uniti ha segnato una
decisa accelerazione della crescita. L’economia cinese resta tuttavia caratterizzata dalla fragilità del settore immobiliare
e dall’elevato debito del settore privato. Nello stesso periodo, in Europa l’attività economica, su cui ha inciso l’effetto
asimmetrico della crisi energetica legata al conflitto tra Russia e Ucraina, è rimasta stagnante. In tutti i principali paesi si
è continuato ad avere una discesa generalizzata dell’inflazione, che ha riflesso principalmente il calo delle quotazioni
delle materie prime energetiche, accompagnata da condizioni del mercato del lavoro ancora solide, L’inflazione di fondo,
tenuta sotto controllo dalla restrizione delle condizioni monetarie e da una crescita salariale ancora moderata, ha invece
continuato a seguire un percorso di rientro più graduale. La fase di aumento dei tassi di interesse ufficiali da parte della
Federal Reserve e della BCE dovrebbe essere sostanzialmente conclusa. L’incertezza che caratterizza lo scenario
internazionale, tuttavia, resta elevata e non possono escludersi nuovi incrementi dei prezzi qualora il costo dell’energia
torni a essere un fattore di rischio, risentendo anche delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Nell’area euro,
l'inflazione a dicembre ha registrato un aumento e tale tendenza potrebbe protrarsi alla prima parte di quest’anno. Gli
ultimi dati sembrano confermare la previsione della Banca Centrale Europea secondo cui l’indice dei prezzi al consumo
dopo avere raggiunto un minimo a novembre dovrebbe stabilizzarsi nel corso del 2024 ancora al di sopra del target del
2% per poi decelerare nuovamente l’anno successivo. Le prospettive per l’area sono migliorate: l’indice composito di
fiducia economica ESI a novembre e dicembre ha ripreso a crescere (rispettivamente 94 e 96,4 punti da 93,7 di ottobre,
figura 2). In particolare, a dicembre, l’incremento dell’indice è stato guidato dall’aumento della fiducia tra i consumatori,
nel commercio al dettaglio, nei servizi e nelle costruzioni. La fiducia nell’industria è, invece, rimasta sostanzialmente
stabile. A livello nazionale, a dicembre, l’ESI è cresciuto in Italia (+2,6 punti), Spagna (+2,4) e Germania (+2,4), mentre
è diminuito in Francia (-0,5).
La crescita del PIL in Italia dovrebbe rallentare al +0,7% sia nel 2023 sia nel 2024, prima di risalire moderatamente al
+1,2% nel 2025. La bassa crescita dei salari e l’alta inflazione hanno eroso i redditi reali, le condizioni finanziarie si sono
inasprite e la maggior parte del sostegno fiscale eccezionale legato alla crisi energetica è stato ritirato, pesando sui
consumi privati e sugli investimenti. Il previsto calo dell’inflazione, i tagli mirati alle imposte sul reddito e la ripresa degli
investimenti pubblici legati ai fondi Next Generation EU (NGEU) compenseranno solo in parte questi fattori contrari. Il
principale rischio negativo è rappresentato da un inasprimento delle condizioni finanziarie superiore alle aspettative a
causa di una politica monetaria dell’Eurozona più severa o di un aumento del premio di rischio sui titoli di Stato italiani.
Sul versante positivo, una ripresa significativa degli investimenti pubblici legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(PNRR) potrebbe stimolare la crescita nel 2024 e nel 2025
L’inflazione al consumo nel 2023 è stata in media pari a 5,7% in forte diminuzione rispetto all’anno precedente (+8,1%
nel 2022). L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è sceso progressivamente dall’11,6% di
dicembre 2022 allo 0,6% di dicembre 2023, toccando il valore più basso dal primo trimestre del 2021. Il calo è stato
trainato dal forte rallentamento dei prezzi dei beni energetici che hanno registrato una crescita media pari a 1,2% nel
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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2023 (+50,9 nel 2022), manifestando significative contrazioni in termini tendenziali negli ultimi tre mesi dell’anno (-9,7%,
-24,4% e -24,7% rispettivamente). Tale andamento è stato il risultato di una crescita media dei prezzi dei beni energetici
non regolamentati più moderata rispetto all’anno precedente (+7,5% nel 2023, +44,7% nel 2022) e di una significativa
riduzione in media delle quotazioni dei beni energetici regolamentati (-27,8% rispetto a +65,6% nel 2022), in calo sin
dall’inizio dell’anno. Il differenziale inflazionistico tra i due mercati, molto elevato a inizio anno, si è sensibilmente ridotto
da ottobre, a seguito del calo dei listini internazionali dei prodotti energetici.
La dinamica media dei prezzi dei beni alimentari nel 2023 è risultata pari a 9,8% (+8,8% nel 2022), scendendo
progressivamente in termini tendenziali da 12,8% a dicembre 2022 a 5,8% in dicembre 2023. Questa tendenza è stata
il risultato di un calo rispettivamente da 14,9% a 5% per gli alimentari lavorati (+10,9% in media d’anno) e di una
dinamica, per quelli non lavorati, oscillante intorno a una media pari a +8,1%. In particolare, dopo una discesa da agosto
a ottobre, quando la crescita tendenziale ha raggiunto 4,9%, negli ultimi due mesi dell’anno si sono manifestati chiari
segnali di rialzo (rispettivamente +5,6% e +7%). L’inflazione relativa al “carrello della spesa”, sintesi dei prezzi dei beni
alimentari, per la cura della casa e della persona, nel 2023 è stata 9,5% (+8,4% nel 2022), scendendo da 12,6% di
dicembre 2022 a 5,3% a dicembre 2023. A fronte del significativo calo del tasso di inflazione per i beni (da +14,1% in
gennaio a -1,5% in dicembre), i prezzi dei servizi hanno invece registrato nel corso dell’anno una dinamica pressoché
costante intorno a una media del 4,2%, oltre un punto sopra il valore del 2022 (+3,0%). L’inflazione di fondo (beni al
consumo per l’intera collettività nazionale al netto di energetici e alimentari freschi) nel 2023 in media è stata a 5,1%
(+3,8% nel 2022) come risultato di un aumento nei primi mesi, quando è salita da 5,8% di dicembre 2022 a 6,2% in
aprile, e una successiva riduzione fino a 3,1% a dicembre. L’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo
armonizzato (IPCA) è scesa a 5,9% nel 2023 da 8,7% nel 2022, riducendosi in corso d’anno da 12,3% di dicembre 2022
a 0,5% in dicembre. Da ottobre 2023, si è collocata al di sotto di quella media dell’area dell’euro (figura 6), risultando in
dicembre di 2,4 punti più bassa rispetto alla media dell’area (+2,9%), di 3,6 punti rispetto alla Francia (+4,1%) e di 3,3
punti rispetto alla Germania (+3,8%).
Relativamente alle aspettative sull’andamento dei prezzi al consumo, a dicembre hanno continuato a prevalere tra le
famiglie le attese di riduzione dell’inflazione nei prossimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti. Per quanto riguarda le
imprese, si è manifestato a dicembre qualche debole segnale di intenzione di modifica al rialzo dei listini nei successivi
3 mesi.
I prezzi alla produzione dell’industria, in calo in termini tendenziali da aprile, a novembre si sono ridotti di un ulteriore
12,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, registrando una flessione particolarmente marcata sul mercato
interno (-16,3%) e più limitata nei mercati esteri (-1,5% nella zona euro e -1,1% negli altri mercati). Al netto del comparto
energetico, i prezzi sono diminuiti a novembre dell’1,6%, con gli incrementi tendenziali più elevati nei settori farmaceutici
(+2,9%) e mezzi di trasporto (+2%) mentre i settori più energivori hanno registrato le riduzioni più forti (-35,8% attività
estrattive e -41,2% fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata). Nei primi 11 mesi del 2023 i prezzi alla
produzione dell’industria si sono ridotti del 4,6% rispetto al corrispondente periodo del 2022, come risultato di una
contrazione pari a -7,1% nel mercato interno e ad un aumento pari a +2,3% nel mercato estero
Andamento dei mercati in cui opera il Gruppo
Di seguito si fornisce la disanima dettagliata dei mercati diretti in cui opera il Gruppo e afferenti al business agro-
industriale; si rimanda alla tabella in calce al paragrafo, per l’andamento dei prezzi sui mercati correlati ovvero dove il
Gruppo agisce principalmente in qualità di rivenditore con esplicito richiamo ai principali settori di vendita per CAI (fonte:
Report Agri-Mercati n.1 pubblicato da Ismea a marzo 2024). Quanto di seguito esposto, pertanto, rappresenta il contesto
economico nazionale e internazionale nel quale il Gruppo opera direttamente (attraverso l’attività diretta nella divisione
Agro-industriale) ovvero indirettamente (attraverso la fornitura di beni e servizi al settore agricolo, il quale risente
ovviamente del contesto di settore).
Per il settore agricolo il 2023 si chiude in maniera poco esaltante: si registra un calo sia della produzione agricola
nazionale in volume, sia del valore aggiunto. Infatti, se da una parte gli agricoltori hanno beneficiato di una certa flessione
dei costi di produzione, dall’altra parte i risultati dell’annata sono stati penalizzati da condizioni climatiche avverse e da
eventi alluvionali estremi che hanno fortemente danneggiato le produzioni di areali di grande importanza per il settore.
Sul fronte economico, indubbiamente, la crescita dei costi di produzione si attenua nel 2023 rispetto a quanto accaduto
nel 2022, ma i valori delle quotazioni medie dei prezzi dei mezzi correnti si collocano comunque al di sopra del 32%
rispetto al livello pre-Covid. Nel 2023 i prezzi dei prodotti agricoli hanno raggiunto valori record, con l’indice Ismea arrivato
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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al livello più alto di sempre. La produzione dell’industria alimentare nel 2023, secondo l’indice elaborato dall’Istat, perde
l’1,6% rispetto al livello del 2022, una riduzione di poco inferiore rispetto a quella che ha interessato il manifatturiero nel
complesso (-2,2%) Le esportazioni italiane di alimenti e bevande nel 2023 crescono del 5,7% rispetto al 2022, mentre
l’export nazionale complessivo si attesta sugli stessi valori dell’anno passato. Aumentano sia in valore che in volume le
spedizioni all’estero dei prodotti della panetteria e pasticceria, del caffè e dei formaggi, sia stagionati che freschi. Ancora
in calo le esportazioni dei vini fermi in bottiglia. Le importazioni agroalimentari nel 2023 sono aumentate in valore del
5,4% (-10,4% le importazioni totali nazionali), determinando un leggero miglioramento della bilancia commerciale
agroalimentare rispetto al 2022, sebbene il saldo settoriale sia ancora in deficit. Sono aumentate le importazioni di bovini
vivi, di formaggi stagionati e soprattutto di frumento duro.
Il carrello della spesa per i prodotti alimentari da consumare in casa, secondo i dati dell’Osservatorio sui consumi
alimentari Ismea-NielsenIQ, nel 2023 è costato agli italiani l’8,1% in più rispetto al 2022. In termini assoluti l’incremento
supera gli 8,2 miliardi di euro, il più alto degli ultimi anni. Tra i canali distributivi, il supermercato resta il canale
predominante con il 40% di share e con una performance positiva in termini di fatturato rispetto al 2022, mentre restano
stabili i volumi di spesa di buona parte dei prodotti. Aumenta la spesa per tutti i comparti alimentari, in particolare tra i
prodotti in evidenza per l’ampiezza dell’aumento della spesa si trovano: riso (+20%), prodotti per la prima colazione e
latte UHT (+15%), uova (+14%). Per quanto riguarda invece i comparti con crescita della spesa sotto media emergono
i vini (incremento della spesa presso la GDO pari all’1% nel 2023) e il comparto della frutta (soprattutto agrumi, con la
spesa in contrazione sia in valore che in volume).
L’indice del clima fiducia (ICF) dell’agricoltura, elaborato dall’Ismea, nel quarto trimestre del 2023 si colloca su un
valore di -0,6, in un intervallo compreso tra -100 e +100. L’indicatore è sintesi delle opinioni degli operatori
sull’andamento degli affari correnti e di quelli futuri (in un orizzonte di 2-3 anni). Come anticipato, nell’ultimo trimestre
del 2023 l’indice di clima di fiducia degli imprenditori agricoli migliora su base congiunturale (+2,9 punti), confermando
un maggiore ottimismo rispetto a quanto rilevato nel quarto trimestre 2022 (+4,4). Resta ancora negativo il giudizio sul
contesto in cui gli agricoltori si trovano ad operare (-9,7 punti), ma risulta in miglioramento (+4,7 punti rispetto al terzo
trimestre 2023, +6,2 rispetto al quarto trimestre 2022).
Come nel precedente trimestre, sono le imprese del Centro a registrare l’indice di clima di fiducia più basso (-13,8 punti),
mentre l’ICF più elevato si localizza al Nord Est (3,2). Considerando i diversi settori, nel quarto trimestre del 2023 risulta
che gli imprenditori agricoli più pessimisti sono quelli del settore dei seminativi (-7,4), seguiti da quelli che lavorano
nell’ambito della zootecnia da latte (-2,4).
Il 42% delle imprese agricole intervistate sostiene di aver incontrato delle difficoltà nella gestione dell’attività
aziendale nel quarto trimestre, in linea con quanto dichiarato il trimestre precedente; il 31% sostiene che le difficoltà
sono state rilevanti, l’11% che sono state molto rilevanti (in calo del 3% rispetto al terzo trimestre 2023). Come nei
trimestri precedenti, l’aumento dei “costi correnti” e le “condizioni meteorologiche” continuano a essere indicati come i
maggiori fattori di difficoltà nella gestione aziendale, selezionati rispettivamente dal 49% e dal 46% degli imprenditori
coinvolti nell’indagine. L’aumento dei costi correnti viene indicato da circa il 60% degli operatori dei settori zootecnici
come il principale criticità. Dall’inizio del 2022 i problemi nella ricerca del personale sono stabilmente al terzo posto della
graduatoria delle difficoltà. A mancare sono soprattutto gli operai generici (78%), ma anche quelli specializzati nella
guida di mezzi o nell’utilizzo di strumentazione aziendale (38%).
Per quanto riguarda il fatturato, il 38% degli intervistati dichiara che nel corso del 2023 ha registrato una diminuzione,
rispetto al 2022; per le imprese del comparto dei seminativi la percentuale sale al 49%. Al contrario, il 35% degli
intervistati che lavorano nell’ambito della zootecnia da carne sostiene di aver aumentato il proprio fatturato, contro una
media del 20% dell’intero panel del settore agricolo.
Per l’industria alimentare, l’indice di clima di fiducia è diminuito sia su base congiunturale (-11,4 punti rispetto al terzo
trimestre del 2023) che su base tendenziale (-6,6 punti rispetto all’ultimo trimestre del 2022), attestandosi su un valore
di -1,1 punti. L’indicatore è la sintesi dei pareri degli operatori sul livello di ordini ricevuti, sulle scorte del trimestre e sulle
attese di produzione per il trimestre successivo, e nel secondo trimestre 2023 sono proprio queste ultime a minare la
fiducia degli imprenditori intervistati.
Attualmente le imprese dell’industria alimentare meno ottimiste sono quelle del Centro (dove l‘ICF assume un valore di
-8,1), e la componente che maggiormente influisce su questa percezione è quella relativa agli ordini ricevuti. Risultano
pessimisti, soprattutto in relazione alla componente legata agli ordini futuri, gli imprenditori del settore vitivinicolo (-21) e
dell’industria di prima trasformazione delle carni, esclusi i volatili (-17,1).
In media, per il 28% delle imprese nel quarto trimestre 2023 il livello degli ordini è stato inferiore a quello di un anno
prima, ma nell’ambito dell’industria di prima trasformazione delle carni la quota degli operatori che ha registrato un calo
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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degli stessi raggiunge il 63% e nell’ambito dell’industria vitivinicola il 45%. La percezione per la situazione economica
nazionale è migliorata rispetto a quanto rilevato lo scorso trimestre, dato che nel quarto trimestre 2023 solo il 22% degli
intervistati ha detto che c’è stato un peggioramento rispetto al trimestre precedente (nel terzo trimestre 2023 era il 42%),
mentre per il 15% la situazione è migliorata (era l’8% nel precedente trimestre).
A fine 2023, cala anche la percentuale degli imprenditori dell’industria alimentare che dichiara di avere incontrato
difficoltà nella gestione dell’impresa (21% rispetto al 34% del passato trimestre). I principali problemi riscontrati dagli
operatori continuano a essere legati all’incremento dei costi delle materie prime, del materiale di consumo e dei servizi;
altro fattore che genera difficoltà è il reperimento della manodopera, opzione di risposta indicata dal 13% degli intervistati.
Il mercato delle principali filiere agroalimentari nel III trimestre 2023 (ultimo dato a disposizione) come rilevato dai dati
Ismea evidenzia:
Cereali: Dopo la fiammata dei mercati cerealicoli e altre commodity agricole ed energetiche nell’ultimo biennio,
sul finire del 2022 si è innescata una tendenza flessiva dei prezzi che è proseguita per gran parte del
2023; solo negli ultimi mesi dell’anno i prezzi di alcuni prodotti sono aumentati. L’aumento dei listini
del frumento duro si è interrotto nel 2023 grazie alla consistente ripresa dei raccolti canadesi; infatti,
il prezzo medio nazionale della granella è stato di circa 490 euro/t nel 2022 per scendere a 357 euro/t
nel 2023 (-28%). Con l’avvio della campagna 2023/24, sono emersi alcuni elementi di preoccupazione
che hanno reso il mercato piuttosto instabile e tendenzialmente in ripresa: l’offerta mondiale risulta in
flessione annua del 9,3% soprattutto a causa dei risultati in alcuni paesi (Tunisia e Algeria), che sono
anche grandi consumatori, Nord America e UE dove il clima particolarmente secco ha compromesso
i rendimenti unitari. Con riferimento al Canada, primo esportatore, è da evidenziare che per questa
annata si registra ancora un calo consistente (-30%), dopo quello del 2021. Sono stimate in flessione
anche le scorte mondiali che perderebbero circa il 30% dei volumi della precedente campagna
attestandosi a 5 milioni di tonnellate nel 2023/24. Anche a livello nazionale la performance produttiva
nel 2023 è stata deludente, con le superfici in lieve crescita (+2,5% annuo a poco meno di 1,3 milioni
di ettari nel 2023) per un raccolto che dovrebbe rimanere stabile a 3,7 milioni di tonnellate (-0,1%)
rispetto al 2022 che, comunque, non era stato particolarmente generoso a causa delle bassissime
rese. Per quest’annata, inoltre, sussistono problemi di ordine qualitativo della granella nazionale che
potrebbe molto verosimilmente essere oggetto di un significativo declassamento merceologico.
Considerata la strutturale dipendenza nazionale dal prodotto estero, i deludenti risultati quali-
quantitativi dei raccolti giustificano il consistente incremento delle importazioni italiane di granella di
frumento duro, cresciute, nel cumulato gennaio-ottobre 2023, dell’85% su base tendenziale
corrispondente in volume a più di 2,6 milioni di tonnellate; tale crescita è da ricondurre tuttavia anche
alla scarsità di prodotto canadese sui mercati internazionali nei primi mesi del 2022. La campagna
2022/23 aveva chiuso a giugno 2023 con un prezzo medio pari a 319,97 euro/t, la campagna in corso
aveva esordito con un prezzo a luglio 2023 pari a 340,15 euro/t (+6% sul mese precedente) e ha
proseguito nei mesi successivi in maniera piuttosto instabile, con prezzi oscillanti tra i 372,27 euro/t a
agosto 2023 (-24% su ago-22) e 334,01 euro/t a dicembre 2023 (-27% su dic-22); il dato di gennaio
2024 mostra un ulteriore rivalutazione del 2,7% su base congiunturale.
Anche per il frumento tenero i listini si sono ridimensionati nella prima metà del 2023, ma a partire
dalla nuova campagna 2023/24 si è registrata una rivalutazione dei prezzi. Infatti, i fondamentali
evidenziano per il 2023/24 elementi che potenzialmente potrebbero sostenere fenomeni tensivi dei
prezzi, al netto della recente evoluzione del quadro geopolitico: riduzione mondiale dei raccolti (-2% a
788 mln/t, comunque dopo il record superiore a 800 mln/t della precedente annata) e delle scorte (-
10%), con particolare riferimento a quelle detenute dai principali paesi esportatori che dovrebbero
ridursi ai livelli più bassi degli ultimi 15 anni. Riguardo la produzione nazionale, le superfici investite si
attestano a poco più di 598 mila ettari (+11% sul 2022) per volumi di granella pari a 3 milioni di
tonnellate (+10% rispetto ai deludenti quantitativi del 2022 penalizzati dalla marcata flessione delle
rese causata dalla siccità); le rese anche per quest’anno sono indicate in ulteriore calo dell’1% circa.
Come per il frumento duro, anche per il frumento tenero la qualità della granella è stata piuttosto
deludente e una parte significativa dei raccolti potrebbe subire un declassamento merceologico e una
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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quota di prodotto dovrebbe essere destinato all’alimentazione zootecnica. Anche in questo caso, lo
scarso profilo qualitativo del raccolto nazionale sta favorendo l’incremento delle importazioni che
hanno quasi raggiunto 4,5 milioni di tonnellate nei primi dieci mesi dell’anno in corso (+13,5% su base
tendenziale). La campagna in corso aveva esordito a luglio 2023 con un prezzo pari a 231,71 euro/t (-
13% sul mese precedente) per poi proseguire mostrando una lieve ripresa dei listini, i prezzi si sono
attestati a 245,41 euro/t a dicembre 2023 comunque più bassi del 31% rispetto a dicembre 2022; a
gennaio 2024 i prezzi sono aumentati ancora del 6% circa sul mese precedente.
Dopo i prezzi record registrati nella prima metà del 2022 per il mais, dall’autunno 2022 e per tutto il
2023 i listini si sono gradualmente ridimensionati. Per la campagna di commercializzazione 2023/24,
le stime più aggiornate dell’IGC sulla produzione mondiale di mais nel 2023 prefigurano una crescita
annua dell’offerta a 1,23 miliardi di tonnellate (+5,6%), recuperando pienamente la lieve perdita
dell’anno precedente, recuperano anche le scorte globali (+4,4% a 287 mln/t). Riguardo l’Italia, la
produzione di mais è cresciuta nel 2023, dopo la debacle della scorsa stagione caratterizzata da caldo
e siccità e aggravata dall’alta presenza di aflatossine. I raccolti sono aumentati del 14% circa a 5,3
milioni di tonnellate; questo dato è frutto di una dinamica contrapposta tra le superfici investite - che
scendono al minimo storico di 498 mila ettari (-12%) cui è corrisposta una crescita delle rese ad ettaro
(+29% a 10,7 t/ha nel 2023). Durante quest’annata, le condizioni climatiche, pur con molte piogge e
temperature fresche per gran parte del ciclo colturale, non hanno destato particolari criticità, anche se
sono da segnalare fenomeni gravi come l’alluvione in Emilia-Romagna, dove le province
maggiormente colpite rappresentano circa il 6% delle superfici nazionali, le intense grandinate in alcuni
areali nel Nord Ovest mentre in Friuli-Venezia Giulia alcune aree non sono state seminate a causa di
piogge prolungate. Dal punto di vista sanitario, a differenza del 2022, non si è registrata un’elevata
presenza di micotossine, ad eccezione delle aree colpite dalla grandine. In ragione della maggiore
offerta interna, le richieste all’estero di mais risultano in flessione tra gennaio e ottobre 2023 (-9,6% a
5,2 milioni di tonnellate); è tuttavia da considerare che nel 2022 a causa della forte contrazione
produttiva e delle problematiche di ordine sanitario della granella gli approvvigionamenti all’estero
erano cresciuti del 36% annuo arrivando a sfiorare 7,2 milioni di tonnellate. La campagna in corso ha
esordito con un prezzo a luglio 2023 pari a 249,50 euro/t (stabile rispetto al mese precedente) per poi
scendere a 221,88 euro/t a dicembre 2023 (-33% rispetto a dicembre 2022), in ulteriore contrazione
risulta il prezzo di gennaio 2024 (-1,6%).
Ortofrutta: Le anomalie climatiche, la guerra russo-ucraina e il conflitto nella regione medio-orientale hanno
impattato in maniera significativa anche sulla filiera dei prodotti ortofrutticoli. I problemi climatici hanno
condizionato negativamente le rese di produzione in campo, riducendo l’offerta, mentre le azioni militari
in atto hanno determinato l’aumento dei costi di produzione e reso problematici gli scambi
internazionali di materie prime e di prodotti finiti.
Nel quarto trimestre 2023, i prezzi dei mezzi di produzione hanno registrato un lieve incremento su
base annua (+0,7%) ma una lieve flessione (-1,1%) rispetto a quanto osservato nel terzo trimestre
2023. In particolare, su base annua, sono risultati molto dinamici i prezzi dei prodotti energetici con i
carburanti che registrano una flessione del 15% mentre il costo dell’energia elettrica è cresciuto
dell’11%. Inoltre, sono diminuiti i prezzi dei concimi (-4,5%) mentre il costo della manodopera è
aumentato del 7%.
Per gli ortaggi e le patate, l’indice complessivo dei prezzi dei mezzi di produzione è diminuito dell’1,2%
rispetto al terzo trimestre 2023 e dell’1,8% su base annua mentre per la frutta e gli agrumi c’è stata
una riduzione dello 0,9% rispetto al terzo trimestre del 2023 e dello 0,4% su base annua.
Nel quarto trimestre 2023, i prezzi all’origine dei prodotti ortofrutticoli sono aumentati del 30% su base
annua essenzialmente a causa della riduzione dell‘offerta nazionale ed europea. Il tasso annuo di
rivalutazione dei prezzi è simile per i due macro aggregati: +33% per frutta e agrumi e +27% per ortaggi
e patate. Tra i prodotti che registrano i principali rincari ci sono: uve da tavola (+156%), carote (+98%),
pere (+70%), kiwi (+62%), patate (+54%), mele (+28%), insalate (+31%), zucchine (+21%), clementine
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(+16%) e arance (+7%). Di contro, lievi riduzioni di prezzo sono state segnate da peperoni e pomodori
(-2%).
Per quanto concerne gli scambi con l’estero, nei primi dieci mesi del 2023 si registra il miglioramento
su base annua del saldo della bilancia commerciale ortofrutticola che è cresciuto da 2.017 a 2.405
milioni di euro (+19%) soprattutto grazie all’aumento del prezzo medio all’export che ha permesso di
incrementare gli introiti nonostante la stagnazione delle quantità spedite ( -1%). Sul fronte delle
importazioni, è aumentata sia la spesa (+9%) sia i quantitativi importati (+8%).
Per quanto riguarda, infine, le vendite al dettaglio sul mercato domestico, nel quarto trimestre 2023, la
spesa delle famiglie per gli ortofrutticoli ha registrato un aumento del 7% su base annua, a causa
esclusivamente del rincaro dei prezzi medi (+7,8%). Gli incrementi di prezzo su base tendenziale
hanno interessato tutte le categorie e in particolare: patate (+22%), frutta fresca (10%), ortaggi freschi
(8,4%), agrumi (6,8%) e conserve (+4,8%).
In termini di quantità, nel quarto trimestre 2023 c’è stata una riduzione degli acquisti di circa l’1% su
base annua, con una pesante flessione per alcune categorie: agrumi (-5,4%) e patate (-4,3%). In
controtendenza i prodotti trasformati e in particolare i surgelati (+0,5%) e le conserve di pomodoro
(+0,3%).
Vino: Il 2023 è un anno che ha risentito particolarmente delle due diverse campagne che lo hanno
attraversato. All’abbondante produzione 2022, si è avvicendata quella del 2023 che potrebbe essere
una delle più scarse degli ultimi decenni. Questo ha influenzato l’andamento dei listini, in calo nella
prima parte dell’anno a cui sono seguiti aumenti da agosto in poi con decise intensificazioni nell’ultimo
trimestre, soprattutto per i vini da tavola che, però, non sono stati tanto incisivi da impedire all’indice
Ismea dei prezzi di chiudere il 2023 con una lieve flessione (-2%) rispetto all’anno precedente.
Nei vini da tavola, in particolare, l’inizio della nuova campagna ha creato condizioni di mercato
completamente ribaltate rispetto alla precedente. In una situazione di disponibilità non abbondante,
infatti, il mercato ha risposto con una certa vivacità. Gli aumenti registrati sin dalle primissime battute
si sono consolidati in modo sensibile negli ultimi tre mesi dell’anno segnando aumenti a due cifre,
rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, sia nei bianchi che nei rossi. I primi hanno raggiunto in
dicembre, infatti, la quotazione di 5,20 euro l’ettogrado e i secondi i 5,45 euro l’ettogrado. Non si tratta,
comunque, di livelli record dei listini, ma certamente si ha un buon recupero rispetto alle flessioni della
scorsa campagna. Situazione analoga sul mercato spagnolo dei vini comuni che, come tradizione,
rappresenta il maggior competitor dell’Italia in questo segmento. Anche per i vini Igt negli ultimi mesi
dell’anno si sta registrando una decisa spinta verso l’alto delle quotazioni soprattutto nelle regioni che
hanno avuto importanti cali produttivi. In Sicilia ad esempio le Igt, sia bianche che rosse, hanno
mostrando incrementi di oltre il 30% rispetto agli ultimi mesi ai prezzi dei primi dell’estate scorsa,
mentre in Abruzzo sono soprattutto i bianchi a segnare rialzi a due cifre. Decisamente più contenuti
risultano gli aumenti nelle altre regioni. Nonostante questo, però, il 2023 ha segnato una flessione dei
listini delle Igt del 3% rispetto all’anno precedente. Anche i vini Doc-Docg hanno chiuso con una
flessione del 2% su base annua ma, a differenza degli altri segmenti, le flessioni si sono avute nei
bianchi, mentre i rossi sono risultati sostanzialmente più stabili. Questo considerando un indicatore
medio, mentre scendendo nel dettaglio si evidenziano situa-zioni piuttosto diversificate. Nei bianchi le
riduzioni si sono registrate soprattutto nel Prosecco e nel Conegliano Valdobbiadene. Con il segno
meno anche alcune Dop abruzzesi e il Pinot Grigio delle Venezie. I contro si hanno dei lievi incrementi
nelle Dop trentine, altoatesine, friulane e piemontesi. In discesa, invece, alcune Dop siciliane e sarde.
Nei rossi si evidenzia, invece, una buona performance dei grandi rossi da invecchiamento a cui si
contrappone la riduzione delle quotazioni dei Lambruschi, del Chianti e della Doc Sicilia. L’ultimo
trimestre dell’anno, peraltro, poco ha cambiato nella situazione dei vini Dop che, come tradizione, non
hanno un mercato che segue la campagna ma più l’anno solare e quindi sarà probabilmente l’inizio
del 2024 a dare un’impronta più delineata al mercato delle Dop. Da tenere, inoltre, in considerazione
che sono stati proprio i vini Dop ad avere avuto i maggiori problemi di giacenze nella campagna scorsa
per cui bisognerà capire come questo si combinerà con la minor produzione 2023.
Nell’ultimo trimestre dell’anno si segnala una buona tenuta della domanda interna soprattutto rispetto
agli acquisti nei format della Gdo anche se il dato cumulato da inizio anno segna un -3% in volume
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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accompagnato da un incremento della spesa. Anche il commercio con l’estero non brilla sebbene dia
qualche indicazione positiva. Da elaborazioni Ismea su dati Istat risulta, infatti, un volume complessivo
delle esportazioni pari a 17,84 milioni di ettolitri nei primi dieci mesi del 2023, l’1% in più rispetto allo
stesso periodo del 2022, ma in valore i 6,44 miliardi realizzati mostrano una flessione dell’1%. Questo
perché è cambiato il paniere delle esportazioni che hanno visto penalizzate in volume proprio le Dop
(-2,4%) e le Igp (-2%).
Gli operatori italiani sono ben consapevoli di alcune criticità del settore che non si limitano alla
congiuntura, ma che sono diventate strutturali. La flessione della domanda mondiale non è solo il
risultato di una richiesta sovradimensionata durante la pandemia perché gli operatori esteri avevano il
timore di rotture di stock. Bisogna rispondere a un calo dei consumi mondiali unitamente alla
rimodulazione della domanda che, da una parte va verso una polarizzazione dei consumi rispetto ai
prezzi, e dall’altra chiede vini più “facili” e meno strutturati. Ci si interroga inoltre sulla gestione
dell’offerta perché in alcuni anni è evidente una situazione di sovrapproduzione che potrebbe non
essere gestibile sul fronte dei prezzi e quindi della redditività.
Olio: Il mercato dell’olio di oliva vive ancora una fase molto complessa caratterizzata da rialzi dei listini in
ogni fase della filiera e se da un lato, questo sembra soddisfare la parte agricola, dall’altro lascia ampio
spazio alle perplessità rispetto alla tenuta del sistema e soprattutto dei consumi.
Nell’ultimo trimestre dell’anno, infatti, nonostante aspettative di una produzione in crescita rispetto allo
scorso anno, ha continuato, i listini sono restati su livelli molto alti. Solo a novembre è sembrato che si
fosse arrivati a una certa stabilizzazione dei listini e per tutti gli operatori sembrava una situazione
abbastanza prevedibile che con i frantoi a pieno regime, o quasi, le quotazioni si abbassassero un po’,
tenendo anche conto delle previsioni produttive e del fatto inevitabilmente si continuasse a delineare
un calo degli acquisti soprattutto nei canali della Gdo. Ma questa situazione è durata ben poco e già
da dicembre i listini alla produzione hanno ripreso a crescere. Il prezzo medio dell’extravergine italiano
ha superato per la prima volta la soglia dei 9 euro/kg, trascinato verso l’alto in primo luogo dalle piazze
del Nord della Puglia, mentre in Calabria i prezzi sono rimasti poco al di sotto di tale soglia. In Sicilia
le quotazioni hanno oscillato tra i 9 e i 10 euro/kg, mentre in Abruzzo hanno toccato anche gli 11 euro.
In questa situazione di notevole rialzo dei listini sono due gli elementi da sottolineare: il primo è la
riduzione del gap tra l’Evo di origine italiana e quello proveniente dagli altri competitor del bacino del
Mediterraneo e il secondo riguarda l’assottigliarsi delle differenze di prezzo tra il prodotto
convenzionale e il bio o il Dop dello stesso territorio. L’aumento dei listini alla produzione ha provocato,
con una differenza temporale dovuta al rinnovo dei contratti tra imbottigliatori e Gdo, anche ad aumenti
sostanziali dei prezzi al consumo, con una decisa accelerazione proprio nell’ul-timo trimestre dell’anno,
accompagnati da flessioni degli acquisti. E non è andata meglio sul fronte della domanda estera. La
scarsità delle disponibilità della campagna 2022/23 e anche di quella attuale non hanno favorito gli
scambi. L’Italia, primo paese importatore al mondo, nei primi dieci mesi del 2023 ha ridotto la propria
domanda fuori dai confini nazionali del 25% in volume, con un aumento di spesa del 20%. Acquisti
ridotti hanno implicato anche una minore dinamicità dell’export, che ha registrato -17% in volume e
+11% in valore.
Carni bovine: Per il quarto anno consecutivo la produzione di carne bovina europea è prevista in contrazione (-4,2%
a ottobre). La minore offerta, seppur in un contesto di consumi contenuti, mantiene elevati i valori di
scambio. Resta infatti alto il livello dei prezzi dei capi da ristallo in ambito comunitario anche nel finale
d’anno 2023 (+3,3% a dicembre su dicembre 2022), mentre i prezzi europei indicativi per la carne di
capi maschi adulti (categoria ACZ-R3), pur restando per l’intero anno solare 2023 superiori alla media
del triennio precedente, dopo un primo semestre su livelli record, nel secondo semestre registrano un
lieve ridimensionamento rispetto all’analogo periodo del 2022 (-2,9% a dicembre).
La situazione produttiva nazionale segna un ridimensionamento importante (-7% i capi macellati nei
primi nove mesi del 2023): il calo della disponibilità di ristalli francesi, legato alla riduzione delle mandrie
e all'incremento dell’attività di ingrasso in Francia, ha di fatto ridotto, da più di un anno, il numero dei
capi di bestiame in Italia. I prezzi dei vitelloni a fine anno restano su livelli elevati e tendenzialmente al
rialzo (+3% a novembre e +2,4% a dicembre rispetto allo stesso mese dello scorso anno). Flessioni,
invece, si riscontrano per le vacche (-6,5% a dicembre) e le relative carni (-8,2% a dicembre) a causa
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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della pressione esercitata dalla concorrenza delle carni importate. Intanto i costi di produzione
cominciano a ridursi grazie al ridimensionamento dei costi energetici, l’indice dei costi di allevamento
per i bovini di novembre si attesta a 123 punti, segnando un -5,9% rispetto a quello di novembre 2022.
In un quadro di consumi in tenuta e produzione in flessione necessariamente peggiora il saldo della
bilancia commerciale (-21% nel cumulato gennaio-ottobre) con valore delle esportazioni in flessione
del 6% e quello delle importazioni in aumento del 14,6%. In recupero i consumi domestici della carne
nel 2023, che dopo la lieve flessione del 2022 (-0,5%) segnano nel complesso del 2023 una crescita
dell’1,1%. In tale contesto le carni bovine, dopo il pesante calo (-4,4%) dei volumi nel 2022, segnano
un timido +0,6% nel 2023 che si traduce in un +6,4% in termini di spesa. Il livello dei consumi in termini
di volume resta ancora leggermente ridimensionato rispetto al periodo pre-Covid (-0,6% vs 2019) con
una spesa che nel frattempo è cresciuta del 19%.
Uova: La produzione nazionale di uova, dopo la lieve flessione nel 2022 (-0,6% vs 2021), è attesa in leggero
recupero nel 2023 (+0,6%). Nel 2023 i prezzi delle uova hanno continuato a registrare un’evidente
crescita consolidando la rivalutazione dei listini iniziata ad agosto 2021 e protrattasi per tutto il 2022 in
risposta all’ingente incremento dei costi di produzione e favoriti da una domanda vivace. Nello
specifico, a gennaio 2023 i prezzi delle uova “Medie” provenienti da “allevamento a terra” hanno
toccato i 18,4 €/100 pz all’uscita dai magazzini di imballaggio posizionandosi su livelli superiori (+25%)
rispetto allo stesso periodo del precedente anno. Nel mese di aprile i prezzi hanno raggiunto il picco
di 19,2 €/100/pz (+18% vs 2021). Il mercato è stato favorito in questo arco temporale da un
generalizzato calo di offerta in ambito europeo, in conseguenza alle restrizioni messe in atto per il
contenimento dell’influenza aviaria, che hanno favorito le nostre esportazioni. Dal mese di maggio la
normalizzazione dei sistemi produttivi negli altri paesi oltre che nel nostro, ha comportato un aumento
delle disponibilità interne e un conseguente lieve ridimensionamento del prezzo medio. Nel mese di
ottobre 2023 il prezzo delle uova è per la prima volta nell’anno sceso sotto il livello del 2022 (-1%)
attestandosi sui 17,5 €/100pz. Il settore avicolo sembra entrato in una fase di normalizzazione dopo
due anni complessi caratterizzati dalle criticità sul fronte dei costi di produzione e dagli impatti
dell’influenza aviaria. In modo particolare si registra un riassestamento parziale dei prezzi dei mezzi di
produzione, soprattutto per gli energetici (-30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e
per i mangimi. Anche il settore delle uova, così come quello delle carni avicole, aveva infatti subito i
contraccolpi dei rincari sui mangimi d’importazione a base di cereali dovuti al conflitto tra Russia e
Ucraina a cui si era aggiunto l’aumento della domanda cinese di mais e soia. Il costo di alimentazione
- basato principalmente su queste materie prime - rappresenta infatti oltre il 60% dei costi di produzione
delle uova. Le uova rappresentano in volume il 4% dei proteici di origine animale acquistati dalle
famiglie nell’ultimo anno. Tra tutti gli alimenti proteici, le uova sono il prodotto che nell’ultimo anno ha
mostrato la crescita maggiore degli acquisti in volume rispetto all’anno precedente (+3,5%). Insieme
alle carni, le uova sono il prodotto per il quale i consumi hanno registrato il più importante incremento
rispetto all’analogo periodo pre-pandemia: (2019) +5,3%. Volendo tracciare un cambiamento delle
abitudini di acquisto negli ultimi anni si può dire che, pur rimanendo stabile la quota di spesa dedicata
ai proteici di origine animale sul totale agroalimentare (40% della spesa) si evidenziano all’interno del
comparto, propensioni al consumo positive per carni e uova a discapito di lattiero-caseari e ittici. Il
canale di vendita dove sono state esitate la maggior parte delle uova è il Supermercato (39%) con
vendite in aumento del 3,9% in volume (su base annua), seguito dal Discount con una quota del 31%
sul totale delle vendite di uova per consumo domestico (+2% vs ‘22). L’ipermercato dove sono vendute
il 19% delle uova è il canale dove si è avuto il più interessante incremento delle vendite (+6,4%). In
riferimento alla spesa, dopo l’incremento del 12,6% per del 2022, nei primi nove mesi del 2023
l’incremento si accentua, segnando un ulteriore +19,8%, grazie al contemporaneo incremento dei
volumi venduti e dei prezzi medi.
Lattiero caseari: Nonostante le pesanti eredità dell’anno precedente, in termini di aumento dei costi delle materie prime,
inflazione e tassi di interesse elevati che hanno limitato in generale gli investimenti, e l’impegno sempre
maggiore richiesto in termini di sostenibilità ambientale per gli allevamenti, nel corso del 2023 il settore
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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lattiero caseario europeo ha confermato la sua resilienza: nel complesso la produzione di latte ha
tenuto e l’UE ha confermato la sua posizione di leader mondiale nelle esportazioni di prodotti lattiero-
caseari. In dettaglio, le consegne di latte vaccino risultano in lieve aumento nell’UE-27 (+0,4% nel
periodo gennaio-ottobre), come conseguenza di dinamiche contrapposte nei principali paesi produttori:
Germania (+2,0%), Paesi Bassi (+1,7%), Polonia (+1,9%), Francia (-2,7%), Irlanda (-2,1%). I prezzi
del latte alla stalla sono risultati in leggera ripresa in chiusura di anno nella media UE27, ma il valore
stimato per dicembre (46,1 euro/100 kg) è inferiore di oltre il 20% rispetto alle quotazioni di un anno
fa. In Italia le consegne di latte vaccino continuano a diminuire rispetto dello scorso anno e, secondo i
dati Agea, la flessione registrata nel 2023 è dell’1,5%. Nonostante la minore offerta interna, la
pressione competitiva esercitata dai principali fornitori ha spinto al ribasso il prezzo del latte alla stalla
nazionale, arrivato a dicembre a 49,9 euro/100 litri (-15% rispetto a un anno fa). I prezzi degli input
impiegati negli allevamenti bovini da latte, pur restando su livelli sostenuti, hanno iniziato a contrarsi a
partire dall’estate e, secondo l’indice Ismea, nel quarto trimestre è risultata una diminuzione del 14%
su base annua. Nel complesso per il 2023 l’indice ha evidenziato una sostanziale stabilità, soprattutto
come conseguenza del ribasso dei prezzi dei mangimi (-2% rispetto al 2022) e di un rallentamento
della crescita dei prezzi dei prodotti energetici (+16% nel 2023 a fronte del +70% nel 2022). A partire
dalla seconda metà del 2023, le quotazioni dei principali prodotti guida del mercato lattiero caseario
nazionale hanno progressivamente evidenziato segnali di cedimento. L’indice Ismea dei prezzi
all’origine per i lattiero caseari ha complessivamente segnato una crescita del +1% nel 2023, dopo il
+14,6% mediamente registrato nel 2022. In dettaglio, per quanto riguarda i principali prodotti guida si
è registrato nel quarto trimestre un -8,1% su base tendenziale per i listini del Parmigiano reggiano,
-5,5% per il Grana padano, -3,7% per il Gorgonzola maturo dolce, -2,0% per la mozzarella vaccina.
Sul fronte della domanda estera, le esportazioni di formaggi e latticini italiani sono cresciute del 13,7%
in valore e del 5,8% in volume nel periodo gennaio-ottobre 2023, trainate da una vivace domanda
francese e dal recupero del mercato tedesco. Per quanto riguarda il lato passivo della bilancia
commerciale, la minore disponibilità interna sta spingendo le importazioni di latte in cisterna (+57,1%
in volume nei primi dieci mesi del 2023) con la Germania ricollocatasi nello storico ruolo di primo
fornitore.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
31
Di seguito la tendenza delle variazioni del PIL segmentato per settori in termini tendenziali e congiunturali.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
32
Di seguito le dinamiche relative all’andamento del prezzo del petrolio
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
33
di seguito l’indice dei prezzi medi correnti di produzione ISMEA
In merito all’andamento dei principali business del settore agro forniture (comparto nel quale opera la rete CAI) si
riepiloga quanto segue:
Fitofarmaci: il settore fitosanitario italiano ha registrato nel 2023 una performance positiva, con una crescita del fatturato
del 2,5% rispetto al 2022. Questo risultato è stato determinato da una serie di fattori, tra cui, l'aumento dei
prezzi dei prodotti agricoli, che ha portato le aziende agricole a investire maggiormente in difesa fitosanitaria
per garantire la produzione, la diffusione di nuove tecnologie e tecniche di difesa fitosanitaria, che hanno
contribuito a migliorare l'efficacia e l'efficienza dei trattamenti. I consumi di prodotti fitosanitari in Italia nel
2023 si sono concentrati principalmente sulle colture vegetali (77,7%), seguite dalle colture arboree (17,6%)
e dai seminativi (4,7%).
Concimi: Il settore dei concimi in Italia ha registrato nel 2023 un andamento negativo, con un calo del fatturato del
10,5% rispetto al 2022. L'aumento dei costi di produzione è stato un fattore determinante per il calo dei
consumi di concimi nel 2023 infatti, l'aumento dei prezzi delle materie prime, come il gas naturale e il fosforo,
ha portato a un aumento dei costi di produzione dei concimi che è stato trasferito ai consumatori, che hanno
ridotto i consumi di fertilizzanti per risparmiare.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
34
Sementi: il settore delle sementi ha registrato una crescita del 2% nel 2023, rispetto al 2022. Questo risultato è stato
trainato dalla domanda di prodotti per la semina delle colture, in particolare cerealicole, oleaginose e orticole.
La crescita del settore è stata favorita anche dall'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, che ha reso più
redditizio l'utilizzo delle sementi certificate.
Fertilizzanti: Il 2023 ha visto un calo significativo dei prezzi dei fertilizzanti rispetto al 2022, con un dimezzamento dei
prezzi di alcuni prodotti come l'urea e il nitrato ammonico. I principali fattori che hanno contribuito a questa
tendenza sono stati: (1) la diminuzione della domanda da parte degli agricoltori, a causa dell'aumento dei
costi di produzione e della guerra in Ucraina; (2) l'aumento dell'offerta di fertilizzanti, dovuto alla ripresa della
produzione in Cina e ad altri Paesi. Nel 2023 il mercato italiano dei fertilizzanti è calato di oltre il 30%.
In particolare, il prezzo dell'urea è diminuito di circa il 50% rispetto al picco raggiunto nel marzo 2022, il
nitrato ammonico è diminuito di circa il 40% rispetto al picco raggiunto nel marzo 2022 ed il prezzo del
solfato ammonico è diminuito di circa il 30% rispetto al picco raggiunto nel 2022.
Mangimi: la produzione di mangimi composti per animali d’allevamento nell’UE (UE-27) nel 2023 è diminuita del 2%
rispetto al 2022, attestandosi a 144,3 milioni di tonnellate. Il mercato dei mangimi nel 2023 è influenzato
dagli impatti negativi dei cambiamenti climatici, che causano ad esempio siccità e inondazioni, e delle
malattie animali (tra cui l’influenza aviaria e la peste suina africana) sull’approvvigionamento di materie
prime e sulla capacità di produzione degli animali. Altro fattore da considerare sono le politiche nazionali
relative alla riduzione delle emissioni di gas serra e le normative sulle emissioni di nitrati. Inoltre, i
cambiamenti nei metodi di produzione, così come la riduzione o lo spostamento della domanda dovuto ai
mutamenti delle preferenze dei consumatori (l’impatto dell’inflazione dei prezzi alimentari), stanno
influenzando la produzione di mangimi composti in modo differenziale tra gli Stati membri.
Come si vede nel grafico sopra riportato, paesi come Germania, Irlanda, Danimarca e Ungheria hanno
assistito a un calo di circa il 5% nella produzione di mangimi, altri paesi come Austria, Bulgaria, Italia e
Romania hanno registrato un modesto aumento. I restanti Stati membri hanno ridotto marginalmente la
produzione di mangimi o l’hanno mantenuta a un livello simile a quello dell’anno precedente.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
35
Commento ai principali risultati del 2023
Negli ultimi due esercizi il Gruppo B.F. ha avviato un importante percorso di rafforzamento del proprio modello di
business presidiando in termini di controllo l’attività svolta dalla società CAI e della sue controllate nell’ambito di attività
di fornitura di beni e servizi al mondo agricolo; l’integrazione e la complementarietà con il business storico di Bonifiche
Ferraresi ha consentito di dare concretezza ai concetti di filiera, servizi ed integrazione orizzontale espressi dalle linee
strategiche di Gruppo. A seguito della riorganizzazione delle attività operative avviata con il nuovo piano industriale, ad
oggi il Gruppo è organizzato nelle seguenti aree di business e di sviluppo:
Settore Agro-Industriale:
o Lo sviluppo dell’attività di trasformazione della materia prima agricola in pasta, cous cous, riso e legumi
confezionati a marchio “Le Stagioni d’Italia”, “BIA” o Private Label, destinati alla Grande Distribuzione
Organizzata (GDO) con l’obiettivo di consegnare al consumatore finale un prodotto genuino e italiano,
tracciato lungo tutto il suo ciclo di vita.
o Ampliamento della gamma di prodotto offerti a marchio “Le Stagioni d’Italia”, attraverso il lancio di
nuove referenze di prodotti (Panificati, Frozen, Precotti, Cous Cous e Biscotti) con lo scopo di
aumentare la gamma dei prodotti di filiera commercializzati;
o Consolidamento dell’offerta di pasta mediante l’acquisizione del Pastificio Fabianelli, attivo anche nella
produzione di pasta all’uovo e fortemente orientato alla vendita di prodotti a marchio proprio (“Pasta
Toscana”, “Maltagliati”, “Fabianelli”) nei mercati esteri;
o Consolidamento della presenza sul mercato del cous cous attraverso la controllata BIA;
o La programmazione di piani colturali, sviluppati all’interno delle tenute in coerenza con l’attività di
trasformazione della materia agricola in prodotto confezionato. Riportiamo nella tabella di seguito i
piani colturali del 2023 per superficie seminata e confrontati con quelli del 2022.
Tipo raccolto
Descrizione
Superficie 2023
Superficie 2022
1° RACCOLTO
Cereali da granella
1.444
1.018
Foraggere
1.494
1.659
Frutta
116
79
Officinali
4
49
Oleaginose
832
737
Orticole
660
1.040
Prodotti per zootecnia
1.020
785
Risone
456
556
Oliveto
64
64
1° RACCOLTO Totale
6.089
5.987
2° RACCOLTO
Cereali da insilaggio
-
3
Oleaginose
59
79
Orticole
60
27
Prodotti per zootecnia
-
35
Risone
-
10
2° RACCOLTO Totale
120
154
Totale complessivo
6.209
6.141
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
36
Già a partire dal 2020, il programma di piano colturale è stato impostato con la reintroduzione dei secondi
raccolti. Nel corso della campagna agraria 2023, a fronte degli impatti di fenomeni legati al cambiamento
climatico, vi sono state delle riprogrammazioni del piano colturale.
Rispetto alla superficie complessiva di terreni di proprietà, vi sono circa 1.100 ettari che sono utilizzati per la
coltivazione di prodotti agricoli per conto di terzi (principalmente erba medica ed olive), e che pertanto sono
stati indicati nella tabella riferita ai piani colturali del Gruppo nel 2023.
Settore Sementiero
Nel mese di febbraio 2023 ha avuto efficacia il conferimento delle attività sementiere di CAI in SIS dando vita
al Polo Sementiero del Gruppo. Tale aggregazione, ha permesso, di cogliere importanti opportunità di
razionalizzazione dei costi, di potenziamento della struttura di ricerca e sviluppo e di ampliamento dell’offerta
di prodotti.
Settore CAI
La divisione CAI ha contribuito nel corso del 2023 per 1.172 mln di Euro in termini di fatturato. Per divisione
CAI si intende l’apporto da parte della controllata CAI e delle sue controllate.
Al fine di fornire una rappresentazione completa delle attività di ricavi per linea di business insita nella divisione CAI, si
fornisce il relativo dettaglio, al lordo delle elisioni intercompany e pertanto riferito al sub-consolidato CAI al 31 dicembre
2023:
31/12/2023
31/12/2022
Variazione
224.371
138.077
86.294
377.357
335.659
41.698
190.931
225.239
(34.308)
163.623
90.528
73.095
71.230
62.096
9.134
35.690
32.829
2.861
27.818
20.813
7.005
22.994
16.035
6.959
20.681
13.032
7.649
12.928
8.995
3.933
6.083
6.083
10.897
10.897
7.626
12.923
(5.297)
1.172.229
956.226
216.003
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
37
Nelle tabelle seguenti si riportano i Ricavi delle vendite di Gruppo per società e per settore di attività.
Si specifica che, in linea con quanto previsto dal nuovo piano industriale i settori del Gruppo sono stati riorganizzati come
segue:
settore Agroindustriale: comprende tutte le attività agricole ed industriali del Gruppo;
settore CAI: comprende tutte le attività svolte dalla controllata CAI (confrontabile coi settori Carburanti
e CAI delle precedenti relazioni finanziarie);
settore Sementiero: corrispondente all’attività sementiera del Gruppo (corrispondente a SIS ed alla
vendita delle sementi di CAI).
Ricavi per società
31/12/2023
Consolidato
31/12/2022
Consolidato
Variazioni
31/12/2023 -
In % del Tot
31/12/2022 -
In % del Tot
BF
77
166
(89)
0,0%
0,0%
Bonifiche Ferraresi
277
1.198
(921)
0,0%
0,1%
BF Agro-Industriale
31.258
24.152
7.106
2,4%
2,3%
SiS
37.332
39.605
(2.273)
2,8%
3,7%
Bf Agricola
26.453
25.454
999
2,0%
2,4%
BF BIO
5
-
5
0,0%
0,0%
IBF SERVIZI
-
5.090
(5.090)
0,0%
0,5%
FABIANELLI
20.458
-
20.458
1,5%
0,0%
CAI
1.163.731
956.226
207.505
87,7%
90,1%
BIA
46.829
9.987
36.842
3,5%
0,9%
Ricavi delle vendite
1.326.421
1.061.878
264.543
100%
100%
Ricavi di vendita per settore
31/12/2023
Consolidato
31/12/2022
Consolidato
Variazioni
31/12/2023 -
In % del Tot
31/12/2022 -
In % del Tot
Agricolo
21.459
29.691
(8.232)
2%
3%
Zootecnia
18.108
17.892
216
1%
2%
Industriale/Confezionato
100.956
24.946
76.010
8%
2%
Servizi Agricoli (precision farming)
0
7.809
(7.809)
0%
1%
Elisioni intersettoriali
(15.242)
(14.457)
Tot. Agroindustriale
125.280
65.881
59.399
9%
6%
0%
Sementi
108.562
101.701
6.861
8%
10%
CAI
1.092.501
894.130
198.371
82%
84%
Servizi/Altro
77
166
(89)
0%
0%
Ricavi delle vendite
1.326.421
1.061.878
264.543
100%
100%
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
38
Dal punto di vista metodologico, nella prima tabella in alto, che mostra i ricavi per società, le elisioni dei ricavi infragruppo
sono applicate per singola società. Pertanto, i ricavi delle vendite della prima tabella sono al netto delle transazioni
intercompany.
La seconda tabella mostra i ricavi per settore di attività del Gruppo e, anche in tale configurazione i dati sono al netto
delle elisioni intercompany.
Rispetto al 31 dicembre 2022 è stata eliminata la Business Unit “Servizi Agricoli” dal settore Agroindustriale, relativa
all’attività di consulenza relativi ai servizi di agricoltura di precisione, a seguito dell’operazione di valorizzazione della
controllata IBF Servizi avvenuta il 30 dicembre 2022 con il conseguente deconsolidamento della stessa partecipata.
A seguito della riorganizzazione dei settori prevista nel nuovo piano industriale, la Business Unit Carburanti è stata
inglobata nel settore CAI
Il Gruppo ha incrementato i ricavi di circa 264 milioni di Euro, passando dai 1.062 milioni di Euro al 31 dicembre 2022 ai
1.326 milioni di Euro al 31 dicembre 2023.
Il settore che contribuisce maggiormente ai ricavi del Gruppo, con circa 1.163 milioni di Euro, è la divisione CAI, che
costituisce circa all’82% dei ricavi. All’interno di detta voce l’attività dei “concimi e antiparassitari”, “carburanti”, “cereali”,
colture foraggere hanno determinato la contribuzione maggiore. I ricavi di tale settore si incrementano rispetto
all’esercizio precedente principalmente per il consolidamento per un periodo di 12 mesi del ramo d’azienda Consorzio
Agrario del Nord Est conferito in CAI dal 1° settembre 2022.
Il settore sementiero ha registrato nel 2023 una crescita di circa il 6,7% passando dai 102 milioni di Euro del 2022 ai 109
milioni di Euro del 2023, il settore sementiero risente sia dell'andamento meteorologico che ha comportato un ritardo
nelle semine sul frumento tenero che da una contrazione dei prezzi di mercato sul frumento duro.
Il settore Agroindustriale passa dai 66 milioni Euro del 2022 ai 125 milioni Euro del 2023, principalmente per l’apporto
dato dalla controllate BIA e Fabianelli, nella divisione “confezionato/industriale”, in espansione la divisione “zootecnica”
grazie al contributo delle attività della stalla in Sardegna, la divisione “agricola” risente della dinamicità dell’andamento
meteorologico che ha influenzato le rese e del calo dei prezzi delle commodities agricole.
Nelle tabelle seguenti è riportato il Valore della produzione per società e settore di attività, che per costruzione seguono
la stessa metodologia esposta per i ricavi di vendita.
Valore della produzione
per società
31/12/2023
31/12/2022
Variazioni
31/12/2023
- In % del
Tot
31/12/2022
- In % del
Tot
BF
7.414
7.920
(506)
1%
1%
Bonifiche Ferraresi
6.594
1.866
4.728
0%
0%
BF Agro-Industriale
34.086
25.734
8.352
2%
2%
SiS
39.750
39.997
(247)
3%
4%
Bf Agricola
44.734
56.146
(11.412)
3%
5%
BF BIO
(3)
(3)
IBF SERVIZI
8.425
(8.425)
0%
1%
FABIANELLI
20.722
-
20.722
1%
0%
CAI
1.186.498
970.259
216.239
86%
87%
BIA
46.714
10.047
36.667
3%
1%
VdP
1.386.510
1.120.394
266.116
100%
100%
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
39
Valore della produzione per settore
31/12/2023
31/12/2022
Variazioni
31/12/2023
- In % del
Tot
31/12/2022
- In % del
Tot
Agricolo
44.908
46.306
(1.398)
3%
4%
Zootecnia
19.536
21.115
(1.579)
1%
2%
Industriale/Confezionato
104.118
36.602
67.516
8%
3%
Servizi Agricoli
0
10.681
(10.681)
0%
1%
Elisioni intersettoriali
(15.716)
(12.485)
-1%
Tot. Agroindustriale
152.847
102.219
50.628
11%
9%
Sementi
110.980
106.989
3.991
8%
10%
CAI
1.115.268
903.266
212.002
80%
81%
Servizi/Altro
7.414
7.920
(506)
1%
1%
VdP
1.386.510
1.120.394
266.116
100%
100%
Il Valore della Produzione si incrementa rispetto all’esercizio precedente principalmente per il consolidamento per un
periodo di 12 mesi del ramo d’azienda Consorzio Agrario del Nord Est conferito in CAI e delle controllate BIA e Fabianelli,
dall’incremento delle performances della divisione Industriale ed alla crescita nell’area sementi.
2. CONFLITTO RUSSO-UCRAINO E ISRAELO-PALESTINESE
Tra i fatti di maggior rilevanza del 2023 occorre citare anche il recente conflitto israelianopalestinese che potrebbe
avere effetti sulla logistica internazionale e sulla domanda.
In relazione alle valutazioni effettuate sulle prospettive economiche delle società del Gruppo si è tenuto altresì conto
degli impatti conseguenti all'invasione ancora in corso dell’Ucraina da parte della Russia e relativi al conflitto tra Israele
e Hamas, rilevando nelle stime le ripercussioni negative a livello globale sull’andamento dei mercati finanziari dei prezzi
delle commodities, in particolare delle materie prime energetiche, della circolazione dei beni , sulle dinamiche ormai
globali degli approvvigionamenti, e sulla dinamica inflattiva dei prezzi, con conseguenti impatti su attività operative o
pressioni sui margini Si rileva che il Gruppo non opera né direttamente né indirettamente con i mercati russi, ucraini e/o
israelo-palestinese, pertanto, gli effetti sulle performance economiche sono quelli unicamente riconducibili all’evoluzione
del quadro macro economico mondiale.
Tuttavia, il Gruppo ha risentito e risente in tutti i settori del proprio business delle conseguenze indirette del conflitto
russo-ucraino, quali ad esempio l’incremento dei prezzi delle materie prime, l’incremento dei costi energetici,
l’incremento dei tassi di interesse e altri aspetti legati al trend inflazionistico mentre l’integrazione di filiera interna al
Gruppo ha garantito e garantisce l’approvvigionamento delle materie prime destinate alla trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agro-alimentari. Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, l’aumento dei
costi energetici, dei trasporti e delle materie prime è stato sostanzialmente assorbito dall’incremento dei prezzi di vendita
dei beni e servizi prodotti dal Gruppo senza incidere significativamente sulla redditività e sui risultati rilevati rispetto alle
previsioni formulate. Tali circostanze si sono gradualmente ridimensionate nel corso del primo semestre 2023, senza
incidere significativamente sulla redditività e sui risultati rilevati rispetto alle previsioni formulate.
Oltre a quanto descritto allo stato attuale le aree del bilancio che stanno venendo monitorate con maggiore attenzione
sono quelle dei crediti verso clienti (al fine di identificare prontamente eventuali nuove sofferenze, che però al momento
non si sono manifestate in maniera sensibile), e delle rimanenze, per osservare eventuali riduzioni nei tassi di rotazione
dei prodotti, che anche in questo caso non si sono verificati, mettendo al momento in luce una dinamica piuttosto
anticiclica.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
40
Inoltre, gli Amministratori ritengono che le condizioni finanziarie in cui versa allo stato attuale il Gruppo non ne mettano
in discussione la solvibilità nel breve periodo ed anzi garantiscano maggiore autonomia per prendere i provvedimenti
che si riterranno necessari al fine di preservare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Infine, attualmente, malgrado le forti oscillazioni subite dai corsi borsistici mondiali conseguenti alla situazione sopra
descritta ed alla maggior instabilità macroeconomica che il conflitto Russia- Ucraina e Israele-Hamas hanno generato, il
valore attuale di borsa delle azioni di B.F. S.p.A. è superiore ai corrispondenti valori impliciti nel patrimonio netto
consolidato al 31 dicembre 2023.
In ogni caso, la società così come il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione del contesto ed i potenziali impatti sul
business.
3. EVENTI DI RILIEVO DEL 2023
Nel corso del 2023 si sono verificati i seguenti eventi di rilievo:
i. Cessione in più tranche di una quota pari al 2,88 % della società Bonifiche Ferraresi S.p.A. Società
Agricola;
ii. Integrazione Polo sementiero CAI-SIS;
iii. Delibera di approvazione di dividendo di Euro 0,04 per azione;
iv. Nomina del Collegio Sindacale per il triennio 2023 2025 e determinazione del relativo compenso;
v. Costituzione di BF International;
vi. Sottoscritti gli accordi per il rilascio della concessione per la coltivazione in Algeria;
vii. Sottoscrizione azioni di SIS;
viii. Approvazione del piano industriale 2023-2027;
ix. Costituzione di BF BIO;
x. Costituzione del Polo cerealicolo;
xi. Operazione Ecornaturasì S.p.A.;
xii. Aumento di capitale 2023;
xiii. Accordo di partnership strategica Egitto.
Di seguito si illustrano sinteticamente le operazioni indicate.
i. Cessione in più tranche di una quota pari al 2,88% della società Bonifiche Ferraresi S.p.A. Società Agricola;
Nel corso del 2023, nell’ambito del percorso di rafforzamento e valorizzazione della controllata Bonifiche
Ferraresi avviato nel corso del 2021, BF S.p.A. ha ceduto complessivamente il 2,88% del capitale sociale
detenuto nella controllata a soggetti terzi per un controvalore complessivo di Euro 11,5 milioni. Dette operazioni,
ancorché realizzate con soggetti terzi, rientrano nella fattispecie prevista dall’IFRS 10 relative alle variazioni di
interessenza nella controllata che non comportano una perdita di controllo e sono pertanto contabilizzate come
operazioni sul capitale. A valle delle cessioni la quota di possesso è passata dal 78,33% al 31 dicembre 2022
agli attuali 75,45%.
Si sottolinea come le suddette operazioni siano state realizzate in attuazione del piano di valorizzazione della
controllata Bonifiche Ferraresi mediante l’ingresso nel capitale sociale della medesima di uno o più soggetti (a
condizione che BF S.p.A. mantenga il controllo) interessati a condividere lo sviluppo del Gruppo BF nel settore
dell’Agritech & Food e, più in generale, a consolidare e rafforzare il network del Gruppo BF nella filiera
agroalimentare italiana, iniziative nelle quali BF intende investire i proventi derivanti da tale valorizzazione.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
41
ii. Integrazione Polo sementiero CAI-SIS;
In data 01 febbraio 2023 è nato il Polo sementiero quale integrazione di funzioni e competenze tra CAI e SIS;
tale operazione rientra nelle pianificazioni degli assetti societari di Gruppo la cui razionalizzazione mira alla
costituzione di entità tese alla valorizzazione delle competenze di eccellenza;
In sintesi, l’integrazione del Ramo Sementiero Industriale consentirà a SIS di divenire il polo sementiero di più
rilevante dimensione nel territorio nazionale. L’effettiva integrazione in SIS del Ramo Sementiero Industriale
CAI è stato deliberato dall’Assemblea straordinaria in data 23 gennaio 2023 e con efficacia giuridica a far data
dal 01.02.2023. In particolare è stato approvato dagli azionisti di SIS un aumento del capitale sociale a
pagamento, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’articolo 2441, quarto comma, primo periodo, del
Codice Civile liberato da CAI mediante conferimento del citato ramo di azienda e un aumento di capitale sociale
in denaro, scindibile, da offrire in opzione ai soci da realizzare mediante l’emissione di numero azioni 6.950.123,
per complessivi Euro 4.000.000,00 con previsione circa la possibilità di compensare, anche parzialmente, i
debiti derivanti dalla sottoscrizione l’Aumento di Capitale in Denaro con i crediti di natura finanziaria,
eventualmente vantati dai soci sottoscrittori
L’aumento di capitale sociale in natura è avvenuto nei seguenti termini:
(I) aumento di capitale riservato a CAI, mediante l’emissione di numero azioni pari a n. 21.923.077, per
complessivi Euro 23.400.000,00 di cui Euro 11.400.000,00 da imputarsi a capitale sociale ed Euro
12.000.000,00 da imputarsi a riserva sovrapprezzo emissione azioni;
(II) prezzo unitario di emissione delle nuove azioni pari ad Euro 1,0674, di cui Euro 0,52 da imputarsi a
capitale sociale fino totale copertura dell’aumento di capitale, come sopra, fissato ad Euro 11.400.000
e la residua, fino a concorrenza dell’ammontare complessivo della riserva sovraprezzo di emissione
azioni fissata, come sopra, in Euro 12.0000.000, a titolo di sovrapprezzo.
L’aumento di capitale in denaro è stato sottoscritto dalla capogruppo BF S.p.A.
Tale operazione essendo avvenuta tra società facenti parte del Gruppo è risultata neutra in termini di effetti sul
Patrimonio netto e Risultato del bilancio consolidato.
iii. Delibera di approvazione di dividendo di Euro 0,04 per azione.
L’Assemblea degli Azionisti, riunitasi in data 10 maggio 2023, approvando il bilancio d’esercizio della società al
31 dicembre 2022, ha contestualmente deliberato di distribuire un complessivo dividendo pari ad Euro 0,04 per
azione.
Nel dettaglio, l’Assemblea degli Azionisti ha deliberato di destinare l’utile d’esercizio pari ad Euro 8.919.062,74
come segue:
Euro 2.056.102, a “Riserva utili non distribuibili”, indisponibile ai sensi dell’art. 6, comma 1,
lettera a) del D.lgs.38/2005;
Euro 343.148,04 a “Riserva legale”;
Euro 6.519.812,70 agli Azionisti a titolo di dividendo, pari a Euro 0,03485 per azione;
La suddetta assemblea ha altresì deliberato di distribuire un ulteriore dividendo pari a complessivi Euro
962.569,90, mediante utilizzo della “Riserva utili disponibili per la distribuzione” presente nella voce “Utili
indivisi” pari ad ulteriori 0,00515 per azione.
Sulla base di quanto sopra, l’ammontare totale del dividendo risulta pari a 7.482.382,60 ovvero 0,04 per ognuna
delle azioni in circolazione pari a 187.059.565.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
42
Il dividendo è stato messo in pagamento con data di stacco 23 maggio 2023 (stacco cedola numero 7), record
date 23 maggio 2023 e data di pagamento 24 maggio 2023.
iv. Nomina del Collegio Sindacale per il triennio 2023 2025 e determinazione del relativo compenso;
L’Assemblea degli Azionisti, riunitasi in data 10 maggio 2023, approvando il bilancio d’esercizio della società al
31 dicembre 2022, ha contestualmente nominato i sindaci per il triennio 2023-2025, e dunque fino
all’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025, i Signori:
1. Roberto Capone (Presidente)*;
2. Guido De Cristofaro (Sindaco effettivo)**;
3. Laura Fabbri (Sindaco effettivo)*;
4. Raffaele Lerner (Sindaco supplente)**;
5. Simona Gnudi (Sindaco supplente)**;
* tratto dalla lista n.1 presentata dagli azionisti INARCASSA e Fondazione ENPAM, titolari congiuntamente del
4,99% del capitale sociale di BF.
** tratto dalla lista n.2 presentata dall’azionista ARUM S.p.A., titolare del 21,89% del capitale sociale di BF.
L’Assemblea ha deliberato di approvare un emolumento pari a Euro 45.000 per il Presidente e pari a Euro
30.000 ciascuno ai Sindaci effettivi, al lordo delle ritenute ed accessori di legge, ove applicabili, pro rata temporis
ed in costanza di mandato, per ciascun esercizio.
v. Costituzione BF International S.r.l.
In data 30 maggio 2023 è stata costituita la BF International la quale prevede di esportare il modello di filiera e
know how del Gruppo BF per la produzione in ambito di Food e non Food. In particolare, il modello operativo
di BF International in ambito Food prevede l'offerta di due attività distinte in base alla geografia:
(i) gestione dei terreni per produzione locale di colture strategiche per il consumo locale in Africa, Medio
Oriente, Eurasia,
(ii) servizi di attività commerciale /consulenza agronomica per la gestione di terreni/serre
BF International in ambito non Food prevede lo sviluppo di una produzione di colture oleaginose da utilizzare
per la produzione di bio carburanti con focus in area Eurasia e Africa
vi. Sottoscritti gli accordi per il rilascio della concessione per la coltivazione in Algeria
BF Algeria è il veicolo societario costituito ad hoc d’intesa con il partner algerino Benmalem Imed Ben Hocine
(Copre Sud primario player nella logistica algerina) e che sarà controllato da BF. Gli accordi vincolanti
sottoscritti consentiranno a BF Algeria di completare l’iter per il rilascio della concessione per la coltivazione di
aree sud sahariane del territorio, da parte del Governo algerino, che ha già assegnato un’area coltivabile di
circa 900 ettari.
BF Algeria rappresenta un ulteriore passo del Gruppo BF verso la realizzazione del progetto di sviluppo
internazionale, particolarmente focalizzato in questa fase verso il Nordafrica.
vii. Sottoscrizione azioni SIS
In data 11 luglio 2023 BF S.p.A. si è aggiudicata l’asta promossa dal Tribunale di Potenza nell’ambito della
procedura fallimentare del Consorzio Agrario Regionale della Lucania e Taranto avente ad oggetto n. 1.921.946
azioni della SIS Società Italiana Sementi S.p.A. corrispondenti al 2,84% del capitale sociale. Il prezzo di
aggiudicazione è stato pari a 237 migliaia di Euro.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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In data 20 luglio 2023 BF ha acquistato dal Consorzio Agrario di Bolzano n. 1.678.664 azioni di SIS Società
Italiana Sementi S.p.A., corrispondenti al 2,48% del capitale sociale, per un importo pari a 880 migliaia di Euro.
viii. Approvazione piano industriale 2023-2027
In data 21 luglio 2023 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il piano industriale 2023-
2027 (“Piano Industriale” o “Piano”) che conferma una crescita costante e sostenibile del Gruppo BF, divenuto
piattaforma al servizio dell’intera filiera agroindustriale, costituita da realtà tra loro complementari in forte
sinergia, con l’obiettivo di continuare a creare valore per gli azionisti e tutti gli altri stakeholder.
In particolare, il nuovo Piano Industriale si pone i seguenti obiettivi:
- crescita ed efficientamento dei settori esistenti Agro-Industriale, Polo sementiero e Consorzi Agrari d’Italia
S.p.A. (“CAI”);
- avvio e sviluppo di un percorso di internazionalizzazione, con l’obiettivo di esportare il modello di filiera e
know-how del Gruppo BF, in ambito food e non-food, e di presidiare tutte le fasi produttive e commerciali,
costituendo BF International;
- creazione di un’offerta formativa e sviluppo della ricerca in ambito agritech – per qualificare capitale umano
da inserire nel Gruppo BF e presso le aziende partner, costituendo BF University.
Gli investimenti previsti nell’arco di Piano pari a circa 575 milioni di euro consentiranno un progressivo
miglioramento dei principali indicatori economici e finanziari. Il Gruppo prevede di realizzare gli interventi di
investimento mediante utilizzo delle risorse rivenienti dall’operazione di aumento di capitale esaminata in pari
data dal Consiglio di Amministrazione, da operazioni relative a entità del Gruppo e da strumenti di leva
finanziaria.
Con riferimento all’implementazione del Piano, il Consiglio di Amministrazione ha approvato di sottoporre
all’assemblea straordinaria degli azionisti, convocata per il 27 settembre 2023, la proposta di attribuire al
Consiglio di Amministrazione medesimo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2443 cod. civ., una delega ad aumentare
il capitale sociale, a titolo oneroso, tramite emissione di azioni da offrire in opzione agli azionisti, per un
ammontare massimo di Euro 300.000.000, incluso eventuale sovrapprezzo. La sottoscrizione delle nuove azioni
rivenienti dall’aumento di capitale è stata offerta in opzione agli azionisti di BF, nonché a terzi quanto alle nuove
azioni che non sono state sottoscritte in opzione. Si precisa che alcuni azionisti di BF avevano manifestato il
proprio supporto alla sottoscrizione dell’aumento di capitale. In particolare, gli azionisti Dompé Holdings s.r.l.,
Intesa Sanpaolo S.p.A. e Arum S.p.A., i quali attualmente detengono complessivamente il 50,18% del Capitale
Sociale di BF, si erano impegnati irrevocabilmente a esercitare integralmente tutti i diritti d’opzione a ciascuno
di essi spettanti nell’ambito dell’aumento di capitale e, quindi, a sottoscrivere azioni di nuova emissione pro
quota rispetto alla propria partecipazione in BF.
L’avvio dell’aumento di capitale in esercizio della Delega era subordinato all’approvazione dell’Assemblea
straordinaria, nonché al rilascio da parte di CONSOB del provvedimento di approvazione del prospetto
informativo (ai sensi del regolamento n° 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2017)
relativo all’offerta stessa. Per maggiori dettagli si rinvia alla successiva nota xii).
ix. Costituzione di BF BIO
In data 28 luglio 2023 la controllata Bonifiche Ferraresi S.p.A. ha costituito la società B.F. Bio S.r.l. avente per
oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole e delle attività connesse a quelle agricole così come
definite dall’art. 2135 Cod.Civ. Il capitale sociale della neo costituita è pari a 50 migliaia di Euro ed è stato liberato
tramite conferimento del ramo d’azienda esercente le attività di allevamento e di gestione forestale svolte presso
l’unità poderale “Le Piane-Poggione- Macchia al Toro” nei comuni di Massa Marittima e Monterotondo Marittimo
(GR) che la conferente Bonifiche Ferraresi ha in concessione e affitto agrario dal 2020. Il conferimento ha
assunto efficacia il 1° agosto 2023.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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x. Costituzione del Polo cerealicolo
Nell’ambito del percorso di riorganizzazione del Gruppo BF tra le società B.F. Agro Industriale, B.F. Agricola, CAI
e BF si è dato seguito ad un’operazione volta alla creazione di un polo cerealicolo e di lavorazione di prodotti
agricoli di eccellenza al fine di consentire l’efficientamento della rete distributiva, il rafforzamento della ricerca e
sviluppo, l’ottimizzazione della produzione e l’ampliamento della gamma di prodotti.
A tal fine nel primo semestre 2023 è stato avviato un procedimento di integrazione in BF Agro Industriale: (i) del
Ramo di Azienda Lavorazioni Prodotti Agricoli di BF Agricola, (ii) del Ramo di Azienda CAI di San Felice, (iii)
della Partecipazione BF in BIA, (iv) della Partecipazione BF in Pastificio Fabianelli, (v) della Partecipazione CAI
in Pastificio Fabianelli e (vi) della Partecipazione BF in Milling Hub.
Tutto ciò premesso, in data 28 giugno 2023, a seguito del rilascio da parte del Comune di Jolanda di Savoia di
un apposito permesso di cambio d'uso delle aree site in Jolanda di Savoia da aree esclusivamente agricole ad
aree produttive, B.F. Agricola si è scissa mediante assegnazione di parte del suo patrimonio a B.F. Agro
Industriale (entrambe interamente controllate da BF). In particolare alla società beneficiaria è stato assegnato,
in conformità del progetto di scissione, il Ramo di Azienda Lavorazione Prodotti Agricoli.
Il Ramo di Azienda Lavorazioni Prodotti Agricoli oggetto di assegnazione comprende, in sintesi:
- tutti gli elementi attivi (immobilizzazioni materiali, immateriali, crediti, progetti e posizioni contrattuali) connessi
all'attività della riseria, all'attività molitoria, all'attività di lavorazione della frutta secca (i.e. arachidi) e dei legumi;
- gli elementi passivi, rappresentati, in estrema sintesi, da i) fondi di ammortamento di tutte le immobilizzazioni
materiali e immateriali afferenti alle attività del Ramo di Azienda Lavorazione Prodotti Agricoli; ii) i debiti verso il
personale del medesimo ramo di azienda; iii) i debiti verso i fornitori del Ramo di Azienda Lavorazione Prodotti
Agricoli nonché tutti i debiti per finanziamenti contratti per l'esercizio dell'attività del compendio aziendale oggetto
di assegnazione per effetto della scissione.
A fronte del trasferimento dei suddetti elementi patrimoniali, è stato assegnato alla beneficiaria un patrimonio
netto di Euro 29.099.310,38, valore che è stato imputato a capitale sociale della beneficiaria per Euro 500.000,00
(assegnato all’unico socio BF) e per la differenza pari ad Euro 28.599.310,38 a Riserva avanzo di scissione. Il
capitale sociale di B.F. Agro Industriale a fronte dell’assegnazione è, pertanto, pari a 1 milione di Euro.
Per effetto della scissione il patrimonio netto della società scissa B.F. Agricola si è ridotto per complessivi Euro
29.099.310,38, fermo restando il capitale sociale nominale attuale della scissa.
Sempre in data 28 giugno 2023 si sono perfezionati i conferimenti da parte di BF e CAI a favore di BF Agro
Industriale.
In particolare l’assemblea di BF Agro Industriale ha deliberato un aumento del capitale sociale per complessivi
Euro 1.512.506,00 con un sovrapprezzo di Euro 46.087.311,00, riservato per Euro 955.647,00, all'unico socio
B.F. S.P.A., da liberare in natura mediante conferimento della partecipazione BF in BIA, in Pastificio Fabianelli e
in Milling Hub.
La parte residua dell'aumento, pari ad Euro 556.859,00, è stata riservata al terzo non socio CAI al fine di
acquisire il Ramo di Azienda di San Felice (avente ad oggetto la lavorazione e il confezionamento di legumi e di
cereali a destinazione alimentare), e la partecipazione in Pastificio Fabianelli.
La scissione e i conferimenti hanno avuto data di efficacia 1° luglio 2023.
Tale operazione essendo avvenuta tra società facenti parte del Gruppo è risultata neutra in termini di effetti sul
Patrimonio netto e Risultato del bilancio consolidato.
xi. Operazione Ecornaturasì S.p.A.
In data 17 novembre 2023 il Gruppo BF ha sottoscritto un accordo di investimento con EcorNaturaSì S.p.A.
(“Naturasì”) e i suoi azionisti Ulirosa S.p.A. (“Ulirosa”), Alpa s.r.l., Invest Tre s.r.l., Dean Thomas William,
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Luisante S.A., Ernst Schutz e Purpose Evergreen Capital GMBH & Co. KGAA (proprietari rispettivamente del
56,99%, 23,83%, 8,75%, 1,25%, 6,32%, 0,95% e 1,91% del capitale di Naturasì.
L’accordo di investimento prevede (i) la stipula tra BF e Naturasì di un accordo commerciale avente ad oggetto
l’acquisto e la distribuzione, da parte di Naturasì, dei prodotti biologici prodotti e/o commercializzati dal Gruppo
BF; e (ii) la sottoscrizione di un aumento di capitale a pagamento scindibile di Naturasì destinato a BF, o ad una
società dalla stessa controllata, per un importo complessivo di Euro 25 milioni (l’”Aumento di Capitale Naturasì”),
per effetto del quale il Gruppo BF acquisirà una partecipazione rappresentativa del 11,27% del capitale sociale
di Naturasì. Al 31 dicembre 2023 BF ha sottoscritto la prima tranche dell’aumento di capitale per un importo di
5 milioni di Euro e detiene, allo stato, il 2,47% del capitale sociale.
xii. Aumento di capitale 2023
In data 13 dicembre 2023. B.F. S.p.A. si è conclusa con successo l’offerta di massime n. 74.823.826 azioni
ordinarie BF rivenienti dall’aumento di capitale a pagamento, in via scindibile, per un importo massimo
(comprensivo di sovrapprezzo) di Euro 299.295.304, oggetto delle deliberazioni del consiglio di amministrazione
della Società del 16 ottobre e 6 novembre 2023, a valere sulla delega conferita all’organo amministrativo
dall’assemblea straordinaria degli azionisti di BF del 27 settembre 2023 ai sensi dell’art. 2443 c.c. Durante il
periodo di offerta in opzione delle Nuove Azioni ai titolari di azioni ordinarie BF, iniziato il 13 novembre 2023 e
conclusosi il 30 novembre 2023, estremi inclusi, sono stati esercitati n. 148.436.020 diritti di opzione e,
conseguentemente, sono state sottoscritte n. 59.374.408 Nuove Azioni, pari al 79,35% del totale delle Nuove
Azioni offerte, per un ammontare complessivo (comprensivo di sovrapprezzo) pari a Euro 237.497.632. Ai sensi
dell’art. 2441, comma 3, c.c., i residui n. 38.623.545 diritti di opzione non esercitati durante il Periodo di Opzione
(che attribuiscono il diritto a sottoscrivere le residue n. 15.449.418 Nuove Azioni) sono stati offerti sul mercato
regolamentato Euronext Milan, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., e interamente venduti nel corso
delle prime due sedute (i.e., 11 e 12 dicembre 2023) portando alla sottoscrizione integrale dell’aumento
deliberato.
xiii. Accordo di partnership strategica Egitto
In data 14 dicembre 2023 il Gruppo ha sottoscritto al Cairo alla presenza del primo ministro egiziano dr. Mostafa
Madbouli, del Ministro degli Approvvigionamenti, dr. Ali el Moselhi, dell’Ambasciatore della repubblica italiana
in Egitto, il programma strategico pluriennale di sviluppo ed investimento di BF International in Egitto. Il progetto
è caratterizzato da una piena integrazione di filiera, dall’applicazione di tecniche agronomiche a basso impatto
ambientale, da attività di trasferimento tecnologico e formazione ai partners e agli agricoltori egiziani coinvolti.
Il progetto verrà realizzato per il tramite di una joint venture tra BF International e la società locale Future of
Egypt, e interesserà un sito di 15.000 ettari nella regione di Dabaa.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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4. RISULTATI ECONOMICI E FINANZIARI
Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economico-finanziaria le tabelle che seguono
riportano anche alcuni “Indicatori alternativi di performancenon previsti dai principi contabili IFRS. I dati di seguito
riportati sono in migliaia di Euro ove non espressamente specificato.
31/12/2023
31/12/2022
VARIAZIONI
VARIAZIONI
Valori di bilancio ed Indicatori alternativi di performance
Euro/000
Euro/000
Euro/000
%
RICAVI DELLE VENDITE
1.326.421
1.061.878
264.543
25%
VALORE DELLA PRODUZIONE (VdP)
1.386.510
1.120.394
266.116
24%
RISULTATO OPERATIVO LORDO (EBITDA) (1)
74.801
56.804
17.997
32%
RISULTATO OPERATIVO (EBIT) (1)
29.911
20.251
9.660
48%
RISULTATO ANTE IMPOSTE
4.807
13.608
(8.801)
(65%)
RISULTATO DELL’ESERCIZIO
4.198
9.336
(5.139)
(55%)
L’area di consolidamento al 31 dicembre 2023 non ha subito variazioni rispetto alla relazione finanziaria consolidata al
31 dicembre 2022 per quanto concerne le società incluse nell’area, mentre diversi sono i periodi di inclusione.
In particolare, a fini comparativi rispetto ai risultati economici 2022, si segnala che nell’esercizio 2023:
- è presente per 12 mesi il ramo d’azienda del Consorzio Agrario Nordest Società Cooperativa, conferito in
CAI con efficacia dal 1° settembre 2022;
- è stata consolidata per 12 mesi la controllata Zooassets S.p.A., consolidata nel 2022 a far data dal 31
dicembre 2022;
- è stata consolidata per 12 mesi la controllata BIA S.p.A., consolidata nel 2022 a far data dal ottobre
2022;
- è stata consolidata per 12 mesi la controllata Pastifico Fabianelli S.r.l., consolidata nel 2022 a far data dal
31 dicembre 2022;
- risultano deconsolidate per 12 mesi la controllata IBF Servizi S.p.A. e la sua controllata diretta Agronica
S.r.l., deconsolidate nel 2022 a far data dal 31 dicembre 2022.
In merito al parametro dell’Indebitamento finanziario netto, si rinvia alla Nota 18 per l’informativa ed il relativo calcolo.
ROE (Return on Equity) (1)
31/12/2023
31/12/2022
VARIAZIONI
Risultato netto dell’esercizio
4.198
9.336
(5.139)
Patrimonio netto
947.987
698.670
249.317
0,44%
1,34%
Il valore della produzione si è attestato nel 2023 a circa 1.387 milioni di Euro, contro i circa 1.120 milioni di Euro del
2022. La crescita deriva dell’incremento dei volumi, dal consolidamento del ramo ex Nord Est in CAI per 12 mesi, delle
controllate BIA e Fabianelli per 12 mesi e dagli effetti dell’integrazione del Gruppo con le società partecipate.
Il risultato operativo lordo (EBITDA) risulta pari a circa 74,8 milioni di Euro, in crescita rispetto al valore del 2022 per 17,9
milioni di Euro, conseguentemente all’incremento del valore della produzione sopra esposto.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
47
Il settore agroindustriale, che comprende la divisione agricola e la divisione industriale, ha registrato rispetto al 2022 una
crescita del valore della produzione (+41%, pari ad Euro 168,6 milioni nel 2023 rispetto ad Euro 119,4 milioni nel 2022),
per effetto del consolidamento per 12 mesi delle controllate BIA S.p.A. e Pastificio Fabianelli S.r.l., e una diminuzione
della marginalità (EBITDA pari a Euro 19 milioni nel 2023 rispetto a Euro 25 milioni nel 2022) conseguente all’andamento
deflattivo che ha inciso sui prezzi di vendita. I risultati del 2023 sono stati, inoltre, influenzati da operazioni di
valorizzazione a fair value delle partecipazioni detenute in Agri-Holding S.p.A. e La Pioppa s.r.l. Società Agricola per
circa complessivi Euro 17 milioni (nel 2022 l’EBITDA era stato influenzato dalla plusvalenza derivante dalla cessione
della partecipata IBF Servizi S.p.A. per circa Euro 18 milioni).
Il settore sementiero rileva un incremento del valore della produzione (+102%, pari ad Euro 103 milioni nel 2023 rispetto
ad Euro 51 milioni nel 2022) e un miglioramento della marginalità (EBITDA pari a Euro 7,8 milioni nel 2023 rispetto a
Euro 3,1 milioni nel 2022) per effetto dell’integrazione del ramo d’azienda conferito da Consorzi Agrari d’Italia S.p.A.
(“CAI”) con efficacia dal 1° febbraio 2023.
Il settore CAI (che comprende CAI e le sue controllate), in un generale contesto deflattivo dei prezzi agricoli, registra un
incremento del valore della produzione (+22% pari ad Euro 1.192 milioni nel 2023 rispetto ad Euro 976 milioni nel 2022)
e una marginalità in crescita (EBITDA pari a Euro 45,4 milioni nel 2023 rispetto a Euro 31,6 milioni nel 2022), in
conseguenza della presenza per 12 mesi nel 2023 del ramo d’azienda conferito da Consorzio Agrario Nordest Società
Cooperativa in CAI con efficacia dal 1° settembre 2022.
Il risultato operativo netto (EBIT) si attesta, invece, a 30 milioni di Euro rispetto a Euro 20 milioni del 2022, dopo aver
rilevato ammortamenti e svalutazioni per Euro 41,8 milioni, contro Euro 33,4 milioni del 2022, principalmente per effetto
dell’entrata in funzione dei nuovi investimenti.
Il risultato della gestione finanziaria del 2023, negativo per Euro 25,1 milioni (nel 2022 era negativo per Euro 6,6 milioni)
risente del generale incremento dei tassi di interesse e della presenza per 12 mesi nel 2023 del ramo d’azienda conferito
da Consorzio Agrario Nordest Società Cooperativa in CAI, e determina un risultato ante imposte positivo pari a Euro 4,8
milioni contro un risultato ante imposte positivo del 2022 pari a Euro 13,6 milioni.
Il Gruppo chiude il 2023 con un utile di circa 4,2 milioni di Euro contro un utile di 9,3 milioni di Euro del 2022.
L’indebitamento finanziario netto passa da un saldo di circa 180 milioni di Euro a fine 2022 ad un saldo di circa 8 milioni
di Euro al 31 dicembre 2023; i motivi principali della variazione derivano dall’operazione di aumento di capitale di Euro
300 milioni eseguita nel corso del 2023.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
48
5. INFORMAZIONI SOCIETARIE
5.1 NOTIZIE RELATIVE AL CAPITALE SOCIALE
Numero Azioni ordinarie al 31 dicembre 2023 261.883.391 senza valore nominale
Capitale Sociale interamente versato Euro 261.883.391
Azionisti con partecipazioni rilevanti al 31 dicembre 2023
Azionista
%
Dompé Holdings s.r.l.
24,98%
ARUM S.p.A.
22,48%
Fondazione CARIPLO
7,29%
ENI NATURAL ENERGIES SRL
5,32%
FONDAZIONE ENASARCO
4,92%
ISMEA
4,32%
INTESA SAN PAOLO SPA
4,27%
INARCASSA
4,00%
FONDAZIONE ENPAIA
3,71%
TOTALE
81,28%
5.2 SALUTE, SICUREZZA E AMBIENTE
ATTIVITA’ RELATIVE ALLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
Si riportano di seguito le principali attività svolte o avviate nel corso del 2023 da parte del Gruppo.
Il lavoro di riesame ed aggiornamento dei Documenti di Valutazione dei Rischi è proseguito nel 2023. I risultati delle
valutazioni sono stati discussi in occasione delle periodiche riunioni di sicurezza previste dalla normativa vigente (art. 35
D.Lgs. 81/80) durante le quali sono stati anche esaminati gli stati di avanzamento dei processi formativi e i risultati della
sorveglianza sanitaria svolta sui dipendenti.
L’attività formativa è proseguita nel 2023 con particolare riferimento alla formazione obbligatoria in materia di salute e
sicurezza sui luoghi di lavoro sostituendo, dove consentito dalla normativa, i corsi in presenza con corsi in
videoconferenza o e-learning.
È proseguito nel corso dell’esercizio il programma di audit richiesto dall’applicazione del modello organizzativo senza
rilevare eccezioni significative.
ATTIVITA’ RELATIVE ALL’AMBIENTE
Nel 2023 non si sono verificati incidenti con impatti significativi sugli aspetti ambientali (suolo, sottosuolo, acque
superficiali e biodiversità).
È proseguito nel corso dell’esercizio il programma di audit richiesto dall’applicazione del modello organizzativo senza
rilevare eccezioni significative.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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5.3 RISCHI ED INCERTEZZE
GESTIONE DEL RISCHIO
Il Gruppo sopporta essenzialmente i rischi legati all’attività delle controllate le quali, in ogni caso, hanno sviluppato un
modello di gestione dei rischi che si ispira ai principi dell’Enterprise Risk Management (ERM), il cui scopo principale è
quello di adottare un approccio sistematico all’individuazione dei rischi principali delle società, di valutarne i potenziali
effetti negativi e di intraprendere le opportune azioni per attutire i potenziali effetti.
I principali fattori di rischio sono di seguito illustrati.
FATTORI DI RISCHIO
Rischi di volume
I volumi di produzione sono soggetti a variabilità principalmente a causa delle condizioni atmosferiche. I fenomeni
climatici che sono in grado di influenzare il ciclo dell’agricoltura possono infatti determinare significative riduzioni di
produzione, rendendo in tal modo potenzialmente difficile soddisfare le richieste dei clienti e/o rispettare i termini di
fornitura previsti.
Gli Amministratori ritengono di essersi dotati di presidi mitiganti tali rischi, anche grazie alla diversificazione delle colture,
all’utilizzo di tecniche colturali specifiche nelle operazioni agronomiche, quali gli interventi finalizzati a ridurre la diversa
struttura e composizione dei terreni, e alle pratiche volte a ridurre l’impatto degli eventi atmosferici straordinari che
consentono di mitigare la naturale variabilità. Parimenti la programmazione delle scorte e dei volumi nell’ambito dei
diversi magazzini del Gruppo consentono di contenere l’eventuale impatto di eccesso di domanda ovvero contrazione
dei volumi richiesti.
Il Gruppo stipula con continuità coperture assicurative per tutelarsi dai rischi operativi, in particolare dai rischi di danni
derivanti da avversità atmosferiche su tutte le produzioni effettuate nei tenimenti, verificando per ciascuna coltivazione
la tipologia di avversità assicurabile e tenendo conto del periodo di coltivazione e maturazione e della tipologia di terreni.
Rischio di credito
Il Gruppo diversifica la qualità creditizia della controparte sulla base di rating interni o esterni e fissa dei limiti di credito
sottoposti a un monitoraggio regolare.
Rischio di liquidità e di variazione dei flussi finanziari
In considerazione della capacità di generare flussi di cassa positivi dalle attività operative, il Gruppo monitora
costantemente sia le disponibilità di risorse finanziarie sia l’accesso al mercato del credito e alla sua esposizione
finanziaria. A seguito della situazione macroeconomica caratterizzata da forte incertezza sui mercati delle materie prime,
e in generale da instabilità economica diffusa, il Gruppo pone particolare attenzione alla gestione delle proprie
disponibilità finanziarie.
Rischi legati al cambiamento climatico
Il Gruppo, ai fini della rendicontazione relativa all’esercizio 2023, ha effettuato una valutazione di rischio partendo dal
risk assesment condotto con riferimento all’esercizio 2022 ed integrandolo per tener conto delle evoluzioni del business,
degli ulteriori eventi del 2023 e delle evoluzioni normative occorse fino alla data di predisposizione del presente
documento. In particolare, Il Gruppo ha effettuato una mappatura preliminare attraverso l’osservazione del contesto
societario e delle linee guida applicabili ad esso anche in funzione dei settori di business in cui opera l’intero Gruppo,
guardando quindi al ruolo che le società analizzate hanno nella filiera.
Prendendo come riferimento quanto indicato dalle raccomandazioni del TCFD, sono stati individuati i rischi e le
opportunità connessi al cambiamento climatico applicabili alle società nel perimetro di analisi suddivise nelle tre principali
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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aree di business: CAI, Agro-industriale e Sementiero. In particolare, sono stati individuati i potenziali rischi di transizione
e rischi fisici.
I Rischi transazionali o di transizione comprendono i rischi di carattere politico-normativo, tecnologico, di mercato e
di reputazione; nel caso specifico, i rischi principalmente connessi all’attività svolta dal Gruppo si riferiscono
all’eventualità che le condizioni di mercato mutino in ragione della maggiore attenzione dei consumatori e del legislatore
all’inquinamento prodotto da alcune attività produttive o all’inefficiente utilizzo delle risorse impiegate. Tra i primi, sono
stati analizzati e definiti rischi di compliance, di mercato, tecnologici e reputazionali. Altri rischi possono essere quelli
connessi a conflitti (e.g., Russia-Ucraina, Israele-Palestina) con conseguente volatilità dei prezzi di materie prime e
trasporti, oltre che tassi di interesse, trend inflazionistici e costi energetici. Con riferimento a questi ultimi, nell’ambito
della copertura del fabbisogno energetico, il Gruppo continua a perseguire una politica di progressiva transizione verso
l'approvvigionamento da fonti energetiche rinnovabili, attraverso progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici e di
biometano (in proposito si veda quanto riportato alle sezioni “Approccio del Gruppo alla sostenibilità” e “La gestione dei
rischi e il sistema di controllo interno” della DNF), tramite società partecipate ed alla loro valorizzazione mediante
partnership con un importante operatore specializzato nel settore.
I Rischi Fisici connessi al cambiamento climatico, invece, si concretizzano nella sempre più frequente occorrenza di
avversità climatiche acute (quali tempeste alluvionali, ondate di calore, grandinate) e di avversità climatiche croniche
(quali i prolungati periodi di siccità, la perdita di biodiversità o la minore disponibilità idrica a fini irrigui). Tali rischi hanno
un impatto negativo generalizzato sul ciclo produttivo nei settori nei quali il Gruppo opera.
Il Gruppo BF è consapevole delle tendenze globali di mercato, come l'interesse crescente dei consumatori per le
tematiche ESG e di sostenibilità, nonché le preoccupazioni legate all'inquinamento e all'inefficiente utilizzo delle risorse
nei cicli produttivi. Per rispondere a tali tendenze, il Gruppo ha sviluppato un piano strategico di sostenibilità per il periodo
2023-2027 (in proposito si veda quanto riportato alla sezione “Approccio del Gruppo alla sostenibilità” della DNF),
definendo attività e linee guida strategiche con riferimento agli aspetti ESG, inclusi sostenibilità ambientale, biodiversità,
catena di fornitura, sviluppo del capitale umano e supporto delle comunità locali.
In continuità con l’esercizio precedente, gli effetti relativi ai potenziali impatti negativi del cambiamento climatico sono
stati, inoltre, affrontati dal Gruppo nell’ambito della programmazione delle attività economiche relative all’esercizio 2023
e nel piano programmatico pluriennale per la cui descrizione si rimanda al proseguo di tale narrazione.
BUSINESS CAI
Al fine di rappresentare una sintesi circa il business CAI si rileva che l’attività di CAI consiste principalmente nell’acquisto
e vendita di una vasta gamma di prodotti e servizi per gli agricoltori. In tale contesto, dal risk assessment non sono
emersi aspetti rilevanti rispetto al rischio fisico acuto di cambiamento climatico, legato ossia ad eventi meteorologici
estremi e sempre più frequenti. Gli asset di CAI sono prevalentemente di tipo commerciale (es. Agenzie e centri di
logistica e stoccaggio per CAI; magazzini, serbatoi e sedi commerciali per Eurocap). Tali tipologie di asset non hanno in
passato subito danneggiamenti significativi da eventi di questo tipo e le coperture assicurative per fattori esogeni, tra cui
quelli climatici, sono ritenute adeguate a gestire eventuali oneri imprevisti. Per quanto riguarda il rischio fisico cronico
invece, lo stesso rileva indirettamente nella misura in cui possa esserci un depauperamento delle risorse, della materia
prima e quindi dei prodotti commercializzati (es. a causa di prolungata siccità, perdita di biodiversità e minore disponibilità
idrica, etc.). Il rischio di uno spiazzamento di materie prime agricole e di prodotti ad oggi commercializzati da CAI non
viene considerato rilevante se non nel lungo termine. Ulteriore aspetto riguarda invece la considerazione degli impatti
che un evento acuto può avere in termini di rischio di transizione, come la carenza/mancanza di materia prima o
innalzamento repentino e incontrollato del prezzo di acquisto. Di norma, il management considera tuttavia tali impatti
come mediamente rilevanti e comunque gestibili in ragione di:
diversificazione delle zone di provenienza della materia prima, a fronte di eventi esogeni “localizzati”;
la presenza dei contratti di filiera, come “calmiere” alla volatilità dei prezzi;
la contrazione dei volumi è controbilanciata dal ruolo di intermediario nel settore, e quindi da un potenziale
aumento di prezzi e margini.
Il management ha inoltre valutato che i rischi a cui è indirettamente esposto il business CAI sono quelli legati alla
stagionalità intrinseca del settore e alle possibili variazioni dei sussidi e delle disposizioni normative in ambito agricolo
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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da parte di istituzioni europee ed italiane. Quest’ultimo, nello specifico, viene considerato in quanto eventuali
cambiamenti normativi riguardanti l'utilizzo di fitofarmaci e fertilizzanti potrebbero condizionare il valore della produzione
del business CAI.
In termini di opportunità, invece, l’agricoltura di precisione rappresenta una rilevante opportunità per affrontare la fase di
transizione e adattamento ai cambiamenti climatici. In tal senso CAI svolge una funzione di accompagnamento alle
aziende e agli agricoltori, prevedendo tale modello di agricoltura tra le linee strategiche del suo programma pluriennale,
al fine di offrire prospetticamente servizi e tecnologie innovativi, in raccordo in particolare con IBF Servizi in qualità di
privilegiato partner commerciale in cui BF detiene indirettamente una partecipazione di minoranza. Analogamente, in
merito alla transizione energetica, sono già in essere alcuni progetti e studi di fattibilità al fine di ridurre i consumi e
adottare strategie orientate verso la green economy, valutata come opportunità di investimento.
Nello specifico, si rilevano come di particolare interesse i seguenti ambiti:
Efficientamento energetico e adozione di politiche di transizione energetica verso le rinnovabili, prevedendo da
un lato collaborazioni e attivazioni di accordi con primari operatori del mondo energy&utilities (es. mediante BF Energy
e con il ruolo promotore di BF S.p.A.), l’installazione di impianti fotovoltaici e la transizione all’utilizzo di materiali e risorse
sostenibili e, dall’altro, l’avvio di significativi piani di investimento per l’ammodernamento delle infrastrutture e degli asset,
riducendo consumi ed abbattendo le emissioni legato al progetto di riqualificazione del patrimonio immobiliare;
La proattività e la spinta in materia di tecnologia e digitalizzazione, anche grazie alla forte collaborazione e
integrazione nel Gruppo. In particolare, la spinta verso l’utilizzo di tecniche e pratiche attente e supportate da soluzioni
innovative e digitali per incentivare l’agricoltura di precisione, sviluppare metodologie di coltivazione più rispettose del
terreno e meno invasive, l’uso della georeferenziazione, sono un elemento chiave della strategia di business del Gruppo;
Sviluppo mediante Agrienergy, in partnership con ENI, di attività di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello
sviluppo di sementi oleaginose finalizzate all’utilizzo in bioraffinerie;
La possibile attivazione di partnership esterne, accordi di ricerca e l’incremento di attività di R&D, anche
rafforzando la collaborazione tra le diverse anime del Gruppo per sviluppare prodotti e servizi orientati a intercettare
eventuali opportunità di mercato, reagendo in modo proattivo alle evoluzioni normative e al cambio delle
abitudini/preferenze della clientela.
Focus on: Eurocap Petroli
Per quanto riguarda il business Carburanti di Eurocap Petroli, all’interno della business unit CAI, i rischi sono
periodicamente valutati, tramite la definizione/aggiornamento dei piani aziendali, inoltre la stessa, anche nell’ambito della
sua partecipazione a tavoli di lavoro di settore (es. Assopetroli) è parte attiva e integrata nell’ambito delle tematiche di
transizione energetica. Il management ritiene che l'attuale transizione energetica non abbia impatti significativi a breve
o medio termine sul business dei Carburanti, in quanto a livello normativo non c'è alcun cambiamento imminente
connesso al commercio di carburanti per autotrazione e mezzi agricoli che sia in atto e che possa richiedere l'attenzione
di tale società controllata. In riferimento alle ultime evoluzioni normative sullo stop ai motori termici entro il 2035, si
precisa che tali divieti non si applicano ai veicoli commerciali e agricoli, pertanto, non coinvolgono al momento il core
business di Eurocap Petroli.
I rischi più rilevanti a cui è soggetta Eurocap Petroli sono quelli che derivano da eventuali rallentamenti o mutazioni delle
pratiche nel settore agricolo, il quale rappresenta la maggior percentuale di volumi venduti in Extrarete. Il carburante
agricolo, inoltre, gode di un regime di accise (imposte sul prodotto) agevolato rispetto al carburante per autotrazione ed
eventuali variazioni di tali agevolazioni potrebbero causare maggiori difficoltà alle aziende agricole, ripercuotendosi
anche sulle vendite di Eurocap. Si precisa, comunque, che tali agevolazioni sono al momento disponibili e rappresentano
un’opportunità e una forma di tutela per il settore in cui opera tale società controllata. Collegato a questo tema, un aspetto
rilevante è rappresentato dall’evoluzione normativa legata ai requisiti ambientali di prodotti e servizi, alla transizione
energetica e verso un’economia a basso contenuto di carbonio. Per Eurocap, in particolare, è rilevante il monitoraggio
continuo, anche attraverso la partecipazione ad associazioni di categoria e di settore, e nell’ambito dell’interfaccia con i
principali operatori dell’Oil&Gas, delle politiche in merito alla produzione e distribuzione di prodotti fossili. Tuttavia, il
carburante per autotrazione utilizzato in agricoltura e rappresentante il principale prodotto di Eurocap, viene considerato
un prodotto maturo”, rispetto cui la continua ricerca in merito alla composizione “green” e biologica determina un
miglioramento delle caratteristiche ambientali del prodotto, che appare però difficilmente sostituibile in un orizzonte
temporale medio. Eurocap rappresenta il maggior intermediario tra le principali aziende produttrici di carburanti, quali ad
esempio ENI e API, e il settore agricolo svolgendo un ruolo da interlocutore e promotore per la definizione di un
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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carburante con un profilo tecnologico innovativo specifico per l'agricoltura. In generale, Eurocap si presenta come una
realtà consolidata, la cui strategia di mercato si basa su una presenza solida e razionalizzata nel territorio nazionale. I
prodotti che distribuisce sono maturi nel mercato e il management della divisione non prevede cambiamenti radicali che
possano mettere in discussione il proprio business nel prossimo futuro.
In conclusione, per quanto concerne il business di CAI, in generale, la maggior parte dei rischi individuati possono
ritenersi collegati a CAI S.p.A. solo indirettamente: operando prevalentemente come intermediario nella filiera e come
soggetto commerciale, infatti, i rischi/opportunità applicabili sono intrinsecamente riconducibili a quelli a cui è soggetto il
settore agricolo. I rischi a cui è maggiormente esposto questo ramo di business sono principalmente legati alla
stagionalità intrinseca del settore, alle possibili variazioni dei sussidi e delle disposizioni normative, e agli effetti cronici
del cambiamento climatico nel lungo termine. In merito a questi ultimi, tuttavia, il rischio viene considerato dal Gruppo
come remoto rispetto all’orizzonte temporale considerato. In contrasto, un'altra prospettiva emerge riguardo ai
cambiamenti normativi nel settore agricolo promossi dalle istituzioni e all'incremento dell'interesse verso un modello
agricolo orientato a ridurre l'attuale impiego di fitofarmaci e fertilizzanti. Tale modello di agricoltura potrebbe,
potenzialmente, avere un impatto rilevante su una quota della produzione del business CAI rispetto all’orizzonte
temporale considerato nei piani strategici. Allo stesso tempo, risulta opportuno sottolineare la momentanea difficoltà nel
qualificare e quantificare l’effettivo livello di rischio collegato all’evoluzione normativa rispetto all’utilizzo di fitofarmaci e
fertilizzanti nel campo agricolo anche alla luce del fatto che la proposta legislativa europea sugli agrofarmaci (Directive
2009/128/EC Sustainable Use of Pesticides Regulation") è stata per il momento ritirata.
BUSINESS AGROINDUSTRIALE
Per quanto concerne il business Agro-industriale i rischi e le opportunità legate al cambiamento climatico rilevanti per il
Gruppo sono da ritenersi sia di tipo diretto che di tipo indiretto.
In base alle valutazioni emerse dall’ ERM di Gruppo i principali rischi per i business in oggetto sono imputati al generale
innalzamento della temperatura (rischio fisico cronico), al depauperamento e all’inquinamento delle fonti idriche su cui
fa affidamento l’azienda, all’eccessivo sfruttamento del suolo a seguito delle attività di coltivazione e alla non adeguata
riconciliazione tra piano colturale e condizioni climatiche previste. Tali rischi comportano impatti sul business
dell’azienda, quali:
danni materiali alle coltivazioni e ai raccolti;
la diminuzione delle quantità di prodotto disponibile con possibili conseguenze sulla capacità di soddisfare le
esigenze in termini di approvvigionamento e la domanda di mercato;
impatti negativi in termini di qualità dei prodotti commercializzati, sia lato acquisti che lato vendite;
possibili impatti negativi sulla volatilità dei prezzi delle materie prime e dei prezzi dei prodotti legati alla
stagionalità con conseguenti ripercussioni negative sul piano economico finanziario.
In merito a questi aspetti l’attenzione del Gruppo è massima e le misure intraprese hanno portato ad una maggiore
diversificazione geografica delle aziende agricole gestite, ad una diversificazione delle colture e ad un potenziamento
degli impianti idrici per rendere irrigui nuovi terreni. In aggiunta, all'interno del piano industriale è prevista un’attività di
internazionalizzazione dell'attività fondiaria con diversificazione delle colture al di fuori della penisola italiana. Inoltre, i
costi di copertura assicurativa in campo agricolo per il risarcimento di danni da eventi climatici sono stati inseriti nel
Budget annuale e sono presenti nel piano industriale 2023-2027.
Con riferimento ai rischi fisici connessi al cambiamento climatico, taluni anche estremi, che hanno interessato alcune
regioni d’Italia nel corso dei mesi di luglio 2023 hanno avuto impatti limitati su alcune produzioni agricole del Gruppo i
cui effetti economici e finanziari sono risultati, tuttavia, contenuti grazie anche alle coperture assicurative che il Gruppo
aveva avviato. Nella prospettiva di tale possibilità, i costi di copertura assicurativa in campo agricolo per il risarcimento
di danni da eventi climatici erano stati preventivamente inseriti nel Budget annuale, oltre ad essere presenti nel piano
industriale 2023-2027. Per quanto riguarda la minore disponibilità di risorsa idrica si sottolinea l’attenzione complessiva
del Gruppo nell’adottare soluzioni tecniche a favore di un contenimento dei consumi e all’introduzione di tecniche e asset
di irrigazione che minimizzano il prelievo. In tale ambito infatti il Gruppo, grazie a tecnologie innovative introdotte nel
business Agro-industriale, monitora le colture, e in particolare individua quelle più adatte al tipo di suolo, per ottimizzare
l'utilizzo di mezzi tecnici, il piano di concimazione e di semina, e le rese, con conseguenti benefici sulla qualità del
prodotto. Grazie al monitoraggio e l’analisi dei dati climatici, il Gruppo definisce un adeguato approvvigionamento idrico
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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delle colture, ottimizzato anche grazie ai sistemi di irrigazione di precisione, i cui costi di manutenzione e mantenimento
delle banche dati e delle piattaforme sono previsti all’interno del documento di budget e nel Piano Industriale 2023-2027
del Gruppo e del piano industriale 2023-2027.
Altro aspetto considerato riguarda invece la considerazione degli impatti che un evento fisico acuto può avere sull’area
di business in termini di transizione, come la carenza/mancanza di materia prima o innalzamento repentino e
incontrollato del prezzo di acquisto. Di norma, il management considera tuttavia tali impatti come mediamente rilevanti
e comunque gestibili in ragione di diversificazione delle zone di provenienza della materia prima, a fronte di eventi
esogeni “localizzati” e la presenza dei contratti di filiera, come “calmiere” alla volatilità dei prezzi.
Da questo punto di vista i rischi di transizione legati al cambiamento climatico cronico possono trasformarsi in
opportunità. Altro aspetto da considerare, collegato alla divisione industriale, è il rischio associato al crescente interesse
dei consumatori per le tematiche ESG e di sostenibilità, le quali potrebbero avere un impatto rilevante sulla vendita di
prodotti alimentari a marchio proprio o di terzi.
Per il business Agro-Industriale, che è uno dei principali ambiti nella battaglia contro il riscaldamento globale, il Gruppo
considera la possibilità di giungere alla riduzione degli impatti dell’attività agricola attraverso una pluralità di piani,
programmi e azioni. Le strategie di intervento individuate dal Gruppo - previste nel piano colturale 2024, nel suo relativo
budget e nel piano programmatico pluriennale, i cui dati sono stati utilizzati ai fini della predisposizione dei test di
impairment per la cui disamina si rimanda a specifico paragrafo delle note illustrative - per affrontare i problemi connessi
al cambiamento climatico possono essere raggruppate in due principali filoni:
Strategie di mitigazione: capaci di agire sulle cause del fenomeno, mediante la ricerca di una riduzione o di una
stabilizzazione delle emissioni di gas serra. Ne sono un esempio l’utilizzo di fertilizzanti biologici, il miglioramento delle
tecniche di allevamento del bestiame e di gestione del letame. A questo si affiancano pratiche di sostenibilità agronomica,
come la coltivazione di piante (cover crops) che migliorano la fertilità del terreno ed ottimizzano le tecniche di gestione
del suolo, migliorando la fertilità e l’immagazzinamento di C02.
Strategie di adattamento: capaci di agire sugli effetti attraverso piani, programmi e azioni in grado di minimizzare
gli impatti del cambiamento climatico. Ne sono un esempio la ridefinizione del calendario di semina e delle varietà
seminate, il trasferimento delle coltivazioni in altre aree e il miglioramento delle tecniche di gestione del territorio.
Per quanto riguarda, quindi, le attività del settore Agro-Industriale, i cui impatti sono da stimarsi più marcati, il Gruppo
ha sviluppato un piano strategico di sostenibilità per il periodo 2023-2027 (in proposito si veda quanto riportato alla
sezione “Approccio del Gruppo alla sostenibilità”” della DNF) che prevede una serie di attività volte anche a mitigare i
rischi relativi al cambiamento climatico ed adattarsi agli stessi, come ad esempio:
ricerca delle migliori rotazioni colturali finalizzata al contenimento del rischio climatico;
prevista rotazione per migliorare la fertilità (leguminose) nell’ambito di un programma pluriennale;
riduzione nell’utilizzo di sostanze chimiche a vantaggio di sostanze organiche (stalla) ed estratti vegetali;
tecniche di lavorazioni dei terreni volte a ridurre l’utilizzo dei mezzi meccanici;
valorizzazione dell’asset fondiario non solo per attività prettamente agricole ma legate al mondo dell’agri-
business e agri-voltaico;
stima di rese colturali considerando sia la tendenza storica degli anni più recenti, prevedendo inoltre delle
potenziali riduzioni di rese per tener conto di impatti di siccità;
rafforzamento degli investimenti in irrigazione e impiantistica diretti a ridurre la dipendenza delle colture da
eventi di siccità.
Tuttavia, con specifico riferimento all’attività agricola, data la natura del business e l’imprevedibilità dei rischi fisici acuti,
le azioni strategiche previste e le azioni copertura assicurativa preventivate risultano avere un impatto positivo sulla
riduzione del rischio, ma non possono assicurare la copertura completa di quest’ultimo. Per questo motivo i flussi della
divisione agricola risultano essere comunque esposti ai rischi connessi al cambiamento climatico e ambientale che
potrebbero impattare i volumi e la qualità dei raccolti agricoli. In aggiunta, il ramo di business agro-industriale risulta
esposto ai rischi connessi all’attenzione dei consumatori verso le tematiche ESG, essendo l’attività principale di tale
divisione da riferirsi alla vendita di prodotti alimentari a marchio proprio o di terzi e, come tale, è potenzialmente impattato
da cambiamenti improvvisi dei trend e della percezione dei consumatori. Pertanto, il Gruppo stima un rischio mediamente
rilevante rispetto all’orizzonte temporale considerato nei piani strategici aziendali.
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BUSINESS SEMENTIERO
Per quanto concerne l’area di business Sementiero, quest’ultimo presenta un posizionamento analogo al business Agro-
Industriale per quanto riguarda la tipologia di rischi ai quali risulta essere soggetto. Infatti, anche questo business risulta
essere impattato sia direttamente che indirettamente da possibili rischi legati al cambiamento climatico.
Similmente a quanto riportato per le altre aree di business, in considerazione degli impatti che un evento acuto può avere
in termini di transizione, come la carenza/mancanza di materia prima o innalzamento repentino e incontrollato del prezzo
di acquisto, il management considera tali impatti come mediamente rilevanti in ragione di:
diversificazione delle zone di provenienza della materia prima, a fronte di eventi esogeni “localizzati”;
la presenza dei contratti di filiera, come “calmiere” alla volatilità dei prezzi;
la contrazione dei volumi è controbilanciata dal ruolo di intermediario nel settore, e quindi da un potenziale
aumento dei margini.
In tale ambito, SIS appare l’operatore del Gruppo più adatto a farsi soggetto capofila, sperimentando l’introduzione di
sementi resilienti a fenomeni come la siccità o l’inondazione, prodotto particolarmente interessante per mercati esteri e
zone geografiche drammaticamente esposte al rischio fisico cronico e acuto.
In aggiunta, similmente a quanto descritto per il business CAI, il business sementiero è esposto indirettamente ai rischi
derivanti dal cambiamento climatico e ambientale. Tali circostanze potrebbero infatti comportare conseguenti effetti
negativi sugli operatori agricoli che intrattengono col Gruppo rapporti commerciali in quanto clienti del Gruppo con
riferimento a beni e servizi forniti dal business Sementiero.
In conclusione, si valuta per il business Sementiero la presenza di un rischio medio rispetto al cambiamento climatico in
considerazione all’orizzonte temporale riportato dalla società nei piani strategici. Infatti, come per il business Agro-
industriale, in considerazione dell’imprevedibilità dei rischi fisici acuti, le azioni strategiche a copertura di eventuali danni
risultano avere un impatto positivo sulla riduzione del rischio, ma non possono assicurare la copertura completa di
quest’ultimo.
Infine, si precisa che gli eventi climatici, taluni anche estremi, che hanno interessato alcune regioni d’Italia nel corso dei
mesi di luglio 2023 hanno avuto impatti limitati su alcune produzioni agricole del Gruppo i cui effetti economici e finanziari
sono risultati, tuttavia, contenuti grazie alle coperture assicurative che il Gruppo aveva avviato.
Per quanto concerne, gli impatti che gli eventi di calamità alluvionale che ha interessato parte dell’Emilia-Romagna nel
mese di maggio 2023, ha generato sugli operatori agricoli serviti dal Gruppo, si rileva che gli stessi hanno interessato
maggiormente le produzioni di colture agricole (vino, frutta, ortaggi) sulle quali il Gruppo non svolge attività di stoccaggio.
Il servizio di stoccaggio, infatti, riguarda prevalentemente il grano (duro e tenero), l’orzo, il mais e la soia, i quali
cumulativamente rappresentano oltre il 92% dell’ammontare complessivo del servizio di ammasso (dato registrato dal
Gruppo tanto sulla campagna agraria 2020/2021 sia sulla campagna agraria 2021/2022).
Rischi di prezzo e di mercato
Il Gruppo è esposto al rischio derivante dalla variazione del prezzo delle commodities alla cui produzione è dedicata
parte dell’attività del Gruppo (frumento, mais, soia, etc.). I prezzi delle commodities variano di continuo in funzione dei
seguenti principali fattori: disponibilità del prodotto, eventi atmosferici, condizioni attuali del tempo meteorologico nei
luoghi di produzione, report e notizie sulle stime della produzione futura, tensioni geo-politiche, scelte governative quali
incentivi, embarghi, dazi e altre politiche tariffarie. I prezzi non risultano in alcun modo regolamentati, né esistono vincoli
imposti per la determinazione degli stessi.
Questo fa che il prezzo possa considerarsi altamente volatile e caratterizzato da oscillazioni potenzialmente
significative, anche nell’ordine del 70%.
Come richiamato, gli eventi globali che determinano incertezze macroeconomiche, pongono, ad oggi, ancor più
attenzione a tali fattori di rischio.
Per mitigare l’esposizione al rischio di prezzo, il Gruppo ha sviluppato una strategia di stabilizzazione dei margini che
prevede il ricorso ad una contrattualizzazione ripartita nel corso dell’annata, basata su un continuo monitoraggio dei
prezzi, oltre alla diversificazione delle produzioni.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Con riferimento al citato conflitto in corso tra Russia e Ucraina e in Palestina, sono tenute costantemente monitorati gli
andamenti dei prezzi di acquisto dei materiali provenienti dai citati paesi, con particolare riferimento ai fertilizzanti, all’urea
e ai mangimi.
Con riferimento ai rischi correlati alle oscillazioni dei prezzi di mercato e dei fair value impiegati per la valutazione di
talune attività iscritte in bilancio, vengono di seguito elencate le voci di bilancio per la valutazione delle quali viene
impiegato un fair value, assieme alla qualificazione della tipologia di fair value impiegata, secondo le definizioni fornite
dall’FRS 13:
- il fair value degli investimenti immobiliari rientra nel livello 2;
- il fair value delle anticipazioni colturali correnti rientra nel livello 2;
- il fair value degli strumenti finanziari rientra nel livello 3 in riferimento alle altre partecipazioni detenute in società
che non siano quotate e alle altre attività finanziarie correnti.
Rischio di tasso di interesse (di fair value e di cash flow)
Il Gruppo è soggetto al rischio di fluttuazione del tasso di interesse relativo al proprio indebitamento. Eventuali variazioni
dei tassi di interesse (EURIBOR) potrebbero avere effetti sull’aumento o sulla riduzione dei costi dei finanziamenti. Al
fine di mitigare tale rischio, Il Gruppo ha stipulato strumenti derivati di copertura sui tassi di interesse, relativi ai contratti
di finanziamento in essere, in una situazione come quella attuale caratterizzata da un grande aumento dei tassi
d’interesse, tali derivati di copertura potrebbero non sterilizzare completamente il rischio connesso alla fluttuazione.
Il 2023 è stato caratterizzato da continui aumenti dei tassi d’interesse applicati a livello globale dalle diverse banche
centrali, infatti, la BCE ha innalzato i tassi ufficiali di 50 punti base a febbraio, di 50 a marzo e di 25 a maggio, giugno,
luglio e agosto. Si registra dunque un tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali pari a 4,5%; un tasso sulle
operazioni di rifinanziamento marginale pari a 4,75% e un tasso sui depositi overnight presso l’eurosistema a 4%. Anche
la Federal Reserve (FED) e la Bank of England (BOE) hanno adottato politiche monetarie restrittive, portando i tassi di
interesse di riferimento rispettivamente a 5,50% e 5,25%.
La curva dei tassi d’interesse si è attestata ad un livello di circa il 4% negli ultimi mesi del 2023, tali tassi sono previsti in
flessione nel 2024.
Con riferimento all’esposizione alla variabilità dei tassi di interesse, si segnala che, in relazione alla situazione in essere
al 31 dicembre 2023, uno spostamento parallelo della struttura a termine dei tassi di interesse pari a +50 punti base
(+0,5%) produrrebbe un incremento degli oneri finanziari netti di BF, legati alle passività finanziarie a medio-lungo
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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termine a tasso variabile e non coperti da strumenti di copertura per il rischio tasso, pari a 1.311 migliaia di Euro su un
orizzonte temporale di 12 mesi.
5.4 CORRISPETTIVI SOCIETÀ DI REVISIONE
Nella seguente tabella si riportano i compensi percepiti da Deloitte & Touche:
Società
Società
Compensi
BF
Deloitte & Touche S.p.A.
243
Bonifiche Ferraresi
Deloitte & Touche S.p.A.
13
BF Agricola
Deloitte & Touche S.p.A.
46
BF Agroindustriale
Deloitte & Touche S.p.A.
23
SIS
Deloitte & Touche S.p.A.
29
Gruppo Cai
Deloitte & Touche S.p.A.
212
Pastificio Fabianelli
Deloitte & Touche S.p.A.
20
BIA
Deloitte & Touche S.p.A.
27
Totale Audit services
611
BF
Deloitte & Touche S.p.A.
560
Gruppo Cai
Deloitte & Touche S.p.A.
3
SIS
Deloitte & Touche S.p.A.
4
Totale NonAudit services
567
Totale
1.178
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
57
Rischio sicurezza informatica
I principali rischi relativi alla cyber security afferiscono a possibili casi di frodi e attacchi informatici, che vengono condotti
verso le aziende con crescente frequenza e complessità. La protezione dell’integrità e della riservatezza di dati e
informazioni è parte della strategia digitale aziendale ed è stata posta quale obiettivo primario per il settore Information
and Communication Technologies (“ICT”). Durante gli ultimi anni è stato avviato un importante processo di
ammodernamento delle tecnologie, con precise indicazioni di rafforzare la parte relativa alla sicurezza informatica. Dopo
aver realizzato una server-farm di ultima generazione con tecnologia iper-convergente, è stato sottoscritto un servizio di
NOC e SOC con monitoraggio h24/365 con garanzia di pronto intervento in caso di rilevamento di possibili tentativi di
intrusione sulla rete aziendale. Inoltre, è stato inserito un servizio di PT e VA che agisce in tempo reale, tramite una
macchina con IA che tenta continuamente di trovare “falle” di sicurezza e comunica al personale ICT tutti gli interventi
da realizzare per risolvere potenziali problemi. CAI ha avviato nel 2021 e proseguito nel 2022 la dismissione delle server
farm esistenti con l’obiettivo di gestire in cloud gli Enterprise Resource Planning ERP e i sistemi collegati. Con la stessa
“logica” anche l’ERP dell’intero gruppo verrà migrato in cloud ed adottata la soluzione Microsoft Business Center. Le
sale CED esistenti sono dotate di sensori di monitoraggio che rilevano, in tempo reale, temperatura, umidità, presenza
di fumo, raggiungibilità dei server (fisici e virtuali), ed avvisano il personale tecnico ICT in modo da poter intervenire
prima di potenziali danni all’infrastruttura. È presente un sistema di backup, in modo da poter garantire una copia delle
intere macchine virtuali sempre consistente (meccanismo sure-backup). In caso di problemi è possibile ripristinare interi
server. I backup delle macchine virtuali sono stati salvati anche su cloud (con chiave di criptazione), in modo da avere
una copia del dato anche delocalizzata rispetto alle sedi fisiche. Per poter garantire un tempo di ripristino immediato, si
è implementato un sistema di versioning” che garantisce il recupero immediato di uno o più file sia in caso di
cancellazione, che in caso di accidentale sovrascrittura. Infine, è stata ultimata la migrazione totale dell’infrastruttura di
rete in tecnologia Sophos-Central (access point, end point), in modo da poter isolare, in caso di potenziale attacco virus,
il singolo PC o la singola area di rete.CAI ha avviato, a partire dal 2021 e proseguito nel 2022 e nel 2023 la dismissione
delle server farm esistenti con l’obiettivo di gestire in cloud gli Enterprise Resource Planning – ERP e i sistemi collegati.
Con la stessa “logica” anche l’ERP dell’intero gruppo verrà migrato in cloud ed adottata la soluzione Microsoft Business
Center. Tramite questo tipo di tecnologia, anche in caso di evento potenzialmente disastroso (disaster recovery),
l’operatività dell’Azienda viene comunque garantita senza tempi di attesa da parte degli utenti (business continuity). Le
sale CED esistenti sono dotate di sensori di monitoraggio che rilevano, in tempo reale, temperatura, umidità, presenza
di fumo, raggiungibilità dei server (fisici e virtuali), ed avvisano il personale tecnico ICT in modo da poter intervenire
prima di potenziali danni all’infrastruttura. E’ presente un sistema di backup, in modo da poter garantire una copia delle
intere macchine virtuali sempre consistente (meccanismo sure-backup). In caso di problemi è possibile ripristinare interi
server. I backup delle macchine virtuali sono stati salvati anche su cloud (con chiave di criptazione), in modo da avere
una copia del dato anche delocalizzata rispetto alle sedi fisiche. Per poter garantire un tempo di ripristino immediato, si
è implementato un sistema di “versioning” che garantisce il recupero immediato di uno o più file sia in caso di
cancellazione, che in caso di accidentale sovrascrittura. Infine, è stata ultimata la migrazione totale dell’infrastruttura di
rete in tecnologia Sophos-Central (access point, end point), in modo da poter isolare, in caso di potenziale attacco virus,
il singolo PC o la singola area di rete evitando che il potenziale rischio venga isolato e quindi non si possa “diffondere”
a livello aziendale.
5.4. OPERAZIONI ATIPICHE E/O INUSUALI, EVENTI ED OPERAZIONI SIGNIFICATIVI NON RICORRENTI
Nel corso del 2023 non sono state poste in essere operazioni atipiche e/o inusuali vi sono da segnalare eventi ed
operazioni significativi non ricorrenti, così come definiti dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006
né si sono verificati eventi ed operazioni significative ulteriori rispetto a quelle riportate nella sezione dedicati agli Eventi
di rilievo del 2023 della presente Relazione finanziaria annuale consolidata.
5.5. ALTRE INFORMAZIONI
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
58
Ai sensi dell’art. 2428 del Codice civile si precisa che:
A) il Gruppo ha svolto nel 2023, in continuità con il 31 dicembre 2022, attività di ricerca e sviluppo principalmente
su tre ambiti: sviluppo del prodotto confezionato pasta, panificati, riso, tisane e legumi; attività di ricerca e
sviluppo operata dalla controllata SIS anche in collaborazione con strutture internazionali (CIMMYT, ICARDA,
USDA GRIN-XZECK) in materia di germoplasma al fine di migliorare le qualità genetiche dei semi e,
conseguentemente, di creare i presupposti per registrare nuove varietà con riferimento in particolare al grano
tenero, duro, al riso e alla soia; attività di ricerca e sviluppo della divisione CAI che ha come obiettivo principale,
nuove soluzioni tecniche in ambito difesa, fertilizzazione e biostimolazione delle diverse specie vegetali che
vengono coltivate sul territorio di competenza del CAI. Sul dettaglio dei progetti si rimanda alla Relazione
finanziaria consolidata al 31 dicembre 2022 in quanto attività in prosecuzione dei progetti già attivati. Tali
progetti coinvolgono tutto lo staff tecnico agronomico, si avvalgono di collaborazioni tra le varie società del
Gruppo e prevedono altresì collaborazioni con Enti di Ricerca privati e pubblici.
B) al 31 dicembre 2023 non risultano nel portafoglio di BF azioni proprie; nel corso dell’esercizio non sono state
effettuate operazioni relative ad azioni proprie.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
59
6. INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
Nella presente Relazione finanziaria annuale consolidata, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli
IFRS, vengono presentati alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione
dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. Tali indicatori non devono essere
considerati sostitutivi di quelli convenzionali codificati dagli IFRS.
Gli indicatori alternativi di performance utilizzati sono i seguenti:
EBITDA
Questo indicatore è utilizzato dal Gruppo come financial target e rappresenta un’utile unità di misura per la valutazione
delle performance operative del Gruppo in aggiunta all’EBIT (o Risultato operativo).
Questi indicatori vengono determinati come segue:
Risultato Ante Imposte
+ Oneri finanziari
+ Proventi finanziari
Ebit
+ Ammortamenti e Accantonamenti per rischi e crediti
Ebitda
Investimenti tecnici (Capex)
Questo indicatore si riferisce agli investimenti realizzati in attività immobilizzate ed è determinato con la somma
algebrica dei valori di acquisti (INCREMENTI) e di vendite (DECREMENTI al netto dello STORNO DEL FONDO
AMMORTAMENTO) di IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI, INVESTIMENTI IMMOBILIARI e ATTIVITA’ BIOLOGICHE
NON CORRENTI come riportati nelle Note illustrative.
Indebitamento finanziario netto
Questo indicatore rileva la capacità del Gruppo di far fronte alle proprie obbligazioni di natura finanziaria, rappresentate
dal debito finanziario lordo, ridotto del saldo di cassa e altre disponibilità liquide e di altre attività finanziarie come riportati
nelle Note illustrative alla presente Relazione finanziaria. L’Indebitamento finanziario netto viene determinato
conformemente a quanto previsto dal paragrafo 175 delle raccomandazioni contenute nel documento ESMA32-382-
1138 del 4 marzo 2021 (di seguito anche “Orientamento ESMA”), in merito al quale Consob ha diramato in data 29 aprile
2021 il Richiamo di attenzione 5/21.
R.O.E.
Il Return on equity misura la redditività del capitale proprio ed è calcolato rapportando il RISULTATO DELL’ESERCIZIO
(o PERIODO) al PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
60
Sede Legale in Via Cavicchini, 2 Jolanda di Savoia (Ferrara, Italia)
SpA (Società per Azioni)
Capitale Sociale 187.059.565
Iscritta al Registro Imprese di Ferrara C.F. e P.I 08677760962
Iscritta al Rea di Ferrara al n. 217478
Holding di partecipazioni attive in agricoltura e food industry
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
61
SITUAZIONE
PATRIMONIALE-FINANZIARIA
E CONTO ECONOMICO
CONSOLIDATI AL 31 dicembre 2022
SITUAZIONE
PATRIMONIALE-FINANZIARIA
E CONTO ECONOMICO
CONSOLIDATI AL 31 dicembre 2022
SITUAZIONE
PATRIMONIALE-FINANZIARIA
E CONTO ECONOMICO
CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE
2023
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
62
SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA (migliaia di Euro)
31/12/2023
31/12/2022
ATTIVO
ATTIVO NON CORRENTE
Note
Immobilizzazioni materiali
(1)
552.382
550.243
Investimenti immobiliari
(2)
26.374
26.044
Attività biologiche
(3)
5.401
4.969
Immobilizzazioni immateriali
(4)
165.920
163.778
Avviamento
(5)
64.013
64.576
Partecipazioni in JV, società collegate ed altre attività finanziarie
(6)
157.291
118.185
Crediti
(7)
58.178
42.965
TOTALE ATTIVO NON CORRENTE
1.029.559
970.760
ATTIVO CORRENTE
Rimanenze
(8)
287.840
293.355
Attività biologiche Correnti
(3)
14.839
12.774
Crediti verso clienti
(9)
321.665
345.297
Altre attività correnti
(10)
56.492
38.136
Titoli negoziabili e altre attività finanziarie correnti
(11)
15.739
-
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
(12)
346.435
173.731
TOTALE ATTIVO CORRENTE
1.043.010
863.293
ATTIVITA' NON CORRENTI DESTINATE ALLA VENDITA
TOTALE ATTIVITA' NON CORRENTI DESTINATE ALLA VENDITA
(13)
2.415
-
TOTALE ATTIVO
2.074.984
1.834.053
PASSIVO
PATRIMONIO NETTO
Capitale Sociale
261.883
187.060
Altre riserve
(14)
459.170
262.930
Utili indivisi
26.574
37.075
Utile (perdita) dell'esercizio
1.175
4.992
PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA DELLA CAPOGRUPPO
748.802
492.057
Patrimonio netto di terzi
196.162
202.269
Utile (perdita) dell'esercizio di terzi
3.023
4.344
PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA DEI TERZI
199.185
206.613
PATRIMONIO NETTO
947.987
698.670
PASSIVO NON CORRENTE
Fondo Imposte e Imposte differite
(15)
62.524
62.607
Altri fondi
(16)
19.606
19.100
Benefici ai dipendenti
(17)
9.851
10.229
Finanziamenti a lungo termine
(18)
121.833
100.737
Altri debiti non correnti
(19)
119.579
98.253
TOTALE PASSIVO NON CORRENTE
333.393
290.926
PASSIVO CORRENTE
Debiti verso fornitori
(20)
542.840
579.115
Finanziamenti a breve termine
(21)
186.127
185.150
Altri debiti
(22)
64.638
80.192
TOTALE PASSIVO CORRENTE
793.605
844.457
TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
2.074.984
1.834.053
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
63
CONTO ECONOMICO
(migliaia di Euro)
31/12/2023
31/12/2022
VALORE DELLA PRODUZIONE
Ricavi delle vendite
(23)
1.326.421
1.061.878
Variazioni delle rimanenze di prodotti e anticipazioni
(24)
(6.451)
2.434
Altri ricavi
(25)
60.182
47.499
Valutazione delle partecipazioni a PN
(25)
2.845
1.630
Incrementi per lavori interni
(26)
3.513
6.952
TOTALE VALORE DELLA PRODUZIONE
1.386.510
1.120.393
COSTI OPERATIVI
Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
(27)
6.980
(11.865)
Costi per materie prime, sussidiarie, consumo e merci
(28)
1.074.394
903.634
Costi per servizi e godimento beni di terzi
(29)
147.222
108.336
Costi per il personale
(30)
57.964
50.418
Ammortamento e svalutazioni
(31)
41.974
33.391
Accantonamento per rischi e oneri
(31)
2.915
1.503
Altri costi e oneri
(32)
25.149
14.725
TOTALE COSTI OPERATIVI
1.356.598
1.100.142
RISULTATO OPERATIVO
29.911
20.252
Proventi finanziari
(33)
3.739
2.529
Oneri finanziari
(28.844)
(9.173)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE
4.807
13.608
Imposte sul reddito dell'esercizio
(34)
(609)
(4.272)
RISULTATO DELL'ESERCIZIO
4.198
9.336
Utile (perdita) dell'esercizio di pertinenza dei terzi
3.023
4.344
Utile (perdita) dell'esercizio di pertinenza del gruppo
1.175
4.991
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
(in migliaia di Euro)
31/12/2023
31/12/2022
RISULTATO DELL'ESERCIZIO
4.198
9.336
Utile (Perdita) attuariale su piani a benefici definiti”
(28)
523
Utile (Perdita) da rideterminazione F.V. su Strumenti Derivati
(765)
1.870
Totale altri utili/perdite al netto dell'effetto fiscale
(793)
2.393
RISULTATO COMPLESSIVO DELL'ESERCIZIO
3.405
11.729
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio di pertinenza dei terzi
470
4.677
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio di pertinenza del gruppo
2.934
7.052
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
64
RENDICONTO FINANZIARIO AL 31 DICEMBRE 2023
(in migliaia di Euro)
Note
31/12/2023
31/12/2022
ATTIVITA' OPERATIVA
Risultato ante imposte
4.807
13.608
Rettifiche per :
- Ammortamenti
(31)
39.498
30.212
- Accantonamenti a fondi benefici ai dipendenti
(30)
2.059
1.943
- Svalutazioni (Rivalutazioni) di partecipazioni valutate con il metodo del PN e altre attività finanziarie
(25)
(19.341)
2.578
- Svalutazioni (Rivalutazioni) di immobilizzazioni
(25)
(1.900)
1.220
- Altri accantonamenti
(29)(31)
6.809
(18.139)
- Plusvalenze/Minusvalenze derivanti dalla cessione di attività
(25)
(1.487)
(2.376)
- Interessi e oneri finanziari
(33)
25.105
6.644
Flussi di cassa dell’attività operativa ante variazioni del capitale circolante
55.549
35.690
- Variazione netta dei crediti commerciali
(9)
18.617
49.138
- Variazione delle attività biologiche correnti
(8)
(2.065)
(1.470)
- Variazione delle rimanenze finali
(3)
5.515
(13.432)
- Variazione delle altre attività correnti
(10)
(14.898)
(4.613)
- Variazione dei debiti commerciali
(20)
(51.119)
52.802
- Variazione delle altre passività correnti
(22)
(13.274)
(9.618)
Flussi di cassa generati dalla variazione del capitale circolante
(57.224)
72.807
- Pagamento imposte
-34
(4.963)
(4.172)
- Oneri finanziari pagati
(33)
(24.803)
(7.674)
- Variazione fondi
(16)
(963)
(1.488)
- TFR corrisposto ai dipendenti
(17) (30)
(2.465)
(3.318)
A. FLUSSO DI CASSA GENERATO DALL'ATTIVITA' OPERATIVA
(34.870)
91.845
- (Investimenti) / Disinvestimenti immobilizzazioni finanziarie
(6)
(33.296)
(24.093)
- (Investimenti) / Disinvestimenti titoli e altre attività finanziarie
(11)
(4.408)
-
- Dividendi incassati
(6)
875
-
- Interessi incassati
(33)
3.418
-
- Variazioni altri crediti non correnti
(7)
(21.992)
(17.537)
- Variazioni altri debiti non correnti
(19)
5.456
17.521
- (Investimenti) / Disinvestimenti immobilizzazioni materiali
(1)
(21.140)
(25.354)
- (Investimenti) / Disinvestimenti investimenti immobiliari
(2)
(207)
(445)
- (Investimenti) / Disinvestimenti immobilizzazioni immateriali
(4)
(18.055)
(12.129)
- (Investimenti) / Disinvestimenti attività biologiche non correnti
(3)
(497)
(290)
- Variazioni derivanti da rettifiche di consolidamento
PN
(5.939)
10.260
B. VARIAZIONI GENERATE DA ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO
(95.785)
(52.067)
- Aumento capitale sociale
PN
299.295
0
- Accensione linee di cassa a revoca/scadenza
PN
44.591
22.301
- Rimborso linee di cassa a revoca/scadenza
(18)
(45.994)
(60.841)
- Costi per aumento capitale sociale
(18)
(7.968)
(1.121)
- Accensione finanziamenti e altri debiti finanziari correnti
(18)
2.300
0
- Rimborso finanziamenti e altri debiti finanziari correnti
(18)
0
(1.298)
- Accensione finanziamenti e altri debiti finanziari non correnti
(18)
63.286
45.800
- Rimborso finanziamenti e altri debiti finanziari non correnti
(18)
(45.830)
(21.715)
- Dividendi
PN
(9.663)
(8.566)
- Variazione di interessenze in controllate che non comportano la perdita del controllo
PN
10.231
42.444
- Variazione debiti per contratti di noleggio
(18)
(6.893)
(8.102)
C. FLUSSO DI CASSA GENERATO DALL’ATTIVITA’ FINANZIARIA
303.355
8.902
D. INCREMENTO (DECREMENTO) NETTO DELLE DISPONIBILITA’ LIQUIDE (A+B+C)
172.702
48.680
E. DISPONIBILITA' LIQUIDE ALL’INIZIO DEL PERIODO
173.731
125.051
F. DISPONIBILITA' LIQUIDE FINALI (E+D)
(12)
346.435
173.731
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
65
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO
(in migliaia di Euro)
Capitale sociale
Altre Riserve
Risultato del
periodo del
Gruppo
Totale Patrimonio netto
del Gruppo
Capitale e Riserve di
terzi
Risultato del
periodo di terzi
Totale
patrimonio netto
dei terzi
Totale
patrimonio netto
consolidato
Saldi al 1° gennaio 2022
187.060
286.024
(509)
472.574
130.090
1.134
131.224
603.798
Destinazione Risultato 2021
(509)
509
-
1.134
(1.134)
-
-
Operazioni sul capitale sociale - BF SpA:
-
-
-
- Spese sostenute per AUCAP
(1.121)
(1.121)
-
(1.121)
- Distribuzione dividendi
(5.610)
(5.610)
-
(5.610)
- Cessione quota Bonifiche Ferraresi
15.543
15.543
9.233
9.233
24.775
Altri movimenti di patrimonio netto:
- Variazioni di perimetro di consolidamento CAI
1.061
1.061
68.498
68.498
69.559
- Distribuzione dividendi società controllate
(2.956)
(2.956)
(2.956)
- Altre rettifiche di consolidamento
2.556
2.556
(4.060)
(4.060)
(1.504)
Risultato dell'esercizio
- Risultato al 31 dicembre 2022
4.992
4.992
4.344
4.344
9.336
- Redditività complessiva al 31 dicembre 2022
2.061
2.061
332
332
2.393
Saldi al 31 dicembre 2022
187.060
300.005
4.992
492.056
202.271
4.344
206.615
698.670
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
66
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO
(in migliaia di Euro)
Capitale sociale
Altre Riserve
Risultato dell'esercizio
del Gruppo
Totale Patrimonio
netto del Gruppo
Capitale e
Riserve di terzi
Risultato dell'esercizio
di terzi
Totale patrimonio
netto dei terzi
Totale patrimonio
netto consolidato
Saldi all'1 gennaio 2023
187.060
300.005
4.992
492.056
202.271
4.344
206.615
698.670
Destinazione Risultato 2022
4.992
(4.992)
-
4.344
(4.344)
-
-
Operazioni sul capitale sociale - BF SpA:
- Aumento di capitale
74.824
224.471
299.295
299.295
- Spese sostenute per AUCAP
(21.353)
(21.353)
-
(21.353)
- Distribuzione dividendi
(7.480)
(7.480)
-
(7.480)
- Cessione quota Bonifiche Ferraresi
3.646
3.646
6.585
6.585
10.231
Altri movimenti di patrimonio netto:
-
-
- Valutazione LTIP
455
455
455
- Variazioni di perimetro di consolidamento
(15.094)
(15.094)
9.976
9.976
(5.118)
- Contabilizzazione opzioni
-
(21.987)
(21.987)
(21.987)
- Distribuzione dividendi società controllate
-
(3.530)
(3.530)
(3.530)
- Altre rettifiche di consolidamento
(3.194)
(3.194)
(1.409)
(1.409)
(4.603)
Risultato dell'esercizio
-
-
- Risultato al 31 dicembre 2023
1.175
1.175
3.023
3.023
4.198
- Redditività complessiva al 31 dicembre 2023
(704)
(704)
(88)
(88)
(793)
Saldi al 31 dicembre 2023
261.884
485.744
1.175
748.802
196.162
3.023
199.185
947.987
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
67
NOTE ILLUSTRATIVE ALLA RELAZIONE FINANIARIA ANNUALE CONSOLIDATA
PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE
La pubblicazione del bilancio consolidato del Gruppo per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 è stata autorizzata con
delibera del Consiglio di Amministrazione del 15 aprile 2024.
CONTENUTO E FORMA DEL BILANCIO
Il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 è stato predisposto in base ai Principi Contabili
internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione
Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione all’art. 9 del D.Lgs n.38/2005. Per IFRS si intendono
anche tutti i principi contabili internazionali rivisti (“IAS”), tutte le interpretazioni dell’International Financial
Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”), precedentemente denominate Standing Interpretations
Committee (“SIC”). I dati dei bilanci delle società partecipate consolidate sono stati opportunamente riclassificati
e rettificati.
I principi contabili ed i criteri di valutazione applicati nella redazione del bilancio consolidato 2023 sono in
continuità con quelli dell’esercizio precedente.
Con riferimento allo IAS 1 par. 25 gli Amministratori confermano che, in considerazione delle prospettive
economiche, della patrimonializzazione e della posizione finanziaria di Gruppo, lo stesso opera in continuità
aziendale.
Il presente bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2023 è composto dalla Situazione patrimoniale-finanziaria
consolidata, dal Conto Economico consolidato, dal Conto Economico complessivo consolidato, dal Prospetto
delle variazioni del Patrimonio Netto consolidato, dal Rendiconto Finanziario consolidato e dalle presenti Note
illustrative.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
68
AREA DI CONSOLIDAMENTO
Il bilancio consolidato include i dati delle situazioni patrimoniali e reddituali al 31 dicembre 2023 delle seguenti Società:
Denominazione
Sede
Patrimonio Netto
Interessenza
Modalità di
consolidamento
Sociale
B.F. S.p.A.
Jolanda di Savoia (FE)
764.930
Capogruppo
Integrale
Bonifiche Ferraresi S.p.A.
Jolanda di Savoia (FE)
237.387
75,45%
Integrale
B.F. Agro-Industriale S.r.l.
Jolanda di Savoia (FE)
64.304
85,79%
Integrale
B.F. Agricola Srl Società Agricola
Jolanda di Savoia (FE)
72.308
100,00%
Integrale
Società Italiana Sementi S.p.A.
S. Lazzaro di Savena (BO)
48.771
59,75%
Integrale
Consorzi Agrari d’Italia S.p.A.
San Giorgio di Piano (BO)
276.811
35,89%
Integrale
Pastificio Fabianelli S.p.A.
Castiglion Fiorentino (AR)
5.427
80,64%
Integrale
BF BIO S.r.l.
Jolanda di Savoia (FE)
959
75,45%
Integrale
BIA S.p.A.
Argenta (FE)
9.223
61,34%
Integrale
Nella tabella seguente si dettagliano le Società controllate da CAI spa ed oggetto di consolidamento in virtù della
rilevanza apportata nel bilancio consolidato di Gruppo.
Denominazione
Sede
Patrimoni
o Netto
Interessenza
Modalità di
consolidamento
Sociale
Eurocap Petroli S.p.A.
Modena
25.319
98,65%
Integrale
Sicap S.r.l.
S. Giorgio di Piano (Bo)
389
100,00%
Integrale
CAI Nutrizione S.p.A.
Parma
26.165
96,57%
Integrale
Assicai S.r.l.
Roma
4.800
100%
Integrale
Italian Tractor S.r.l.
S. Giorgio di Piano (Bo)
15.248
100%
Integrale
CONS ASS S.r.l.
Pescara
2.271
100%
Integrale
Sicuragri-Tuscia S.r.l.
Viterbo
287
100%
Integrale
Consorzio Agrario
Assicurazioni S.r.l.
Pisa
(18.305)
100%
Integrale
Federbio Servizi S.r.l.
Parma
307
52,61%
Integrale (*)
ZooAsset S.r.l.
Bologna
1.056
52%
Integrale
(*) al 31/12/2023 viene consolidata solo a livello patrimoniale
L’area di consolidamento è variata rispetto al 31 dicembre 2022 per l’ingresso nel Gruppo di BF BIO e Federbio e si
rimanda a quanto riportato nella Relazione finanziaria Consolidata al 31 dicembre 2022 in merito alla variazione del
perimetro di consolidamento intervenuto nel medesimo esercizio. A seguito delle operazioni di Business Combination ivi
descritte e per come previsto dalla lettura congiunta dello IAS 28 e dell’IFRS 3.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
69
Con riferimento a BIA il processo di PPA ha definitivamente riconosciuto e misurato gli asset identificabili e le passività
attribuendo le seguenti rettifiche di fair value:
Immobilizzazioni immateriali per:
- 7.500 migliaia di Euro allocati ad asset immateriali legati alla clientela acquisita ovvero “Customer List”;
- 491 migliaia di Euro allocati quali asset derivante dal marchio BIA.
Passività Fiscali per:
- 2.230 migliaia di Euro quale effetto fiscale delle precedenti attribuzioni di fair value alle singole poste.
Avviamento residuale per:
- 6.974 migliaia di Euro quale goodwill emerso dalla differenza fra prezzo pagato e il fair value delle attività nette
acquisite;
Con riferimento a Fabianelli il processo di PPA ha definitivamente riconosciuto e misurato gli asset identificabili e le
passività attribuendo le seguenti rettifiche di fair value:
Immobilizzazioni immateriali per:
- 1.722 migliaia di Euro allocati ad asset immateriali legati alla clientela acquisita ovvero “Customer List”;
- 808 migliaia di Euro allocati quali asset derivante dal marchio BIA.
Passività Fiscali per:
- 706 migliaia di Euro quale effetto fiscale delle precedenti attribuzioni di fair value alle singole poste.
Fondo rischi su crediti per:
- 200 migliaia di Euro
Attività Fiscali per:
- 56 migliaia di Euro quale effetto fiscale del fondo rischi su crediti.
Avviamento residuale per:
- 2.141 migliaia di Euro quale goodwill emerso dalla differenza fra prezzo pagato e il fair value delle attività nette
acquisite;
Con riferimento a ZooAsset il processo di PPA ha definitivamente riconosciuto e misurato gli asset identificabili e le
passività attribuendo l’intera differenza con il prezzo pagato a goodwill.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
70
PRINCIPI DI CONSOLIDAMENTO
I bilanci utilizzati per il consolidamento sono quelli approvati dagli organi amministrativi competenti delle rispettive
società, opportunamente modificati, ove necessario, per adeguarli ai principi contabili di Gruppo.
Il consolidamento è effettuato con il metodo dell’integrazione globale; le attività e le passività, gli oneri e i proventi delle
imprese consolidate sono assunti integralmente nel bilancio consolidato. Il valore contabile della partecipazione è
eliminato a fronte della corrispondente frazione di patrimonio netto della controllata, attribuendo ai singoli elementi
dell’attivo e del passivo e alle passività potenziali il loro valore corrente alla data di acquisizione del controllo. La
differenza residua positiva è iscritta alla voce dell’attivo non corrente “Avviamento”.
Le quote del patrimonio netto e del risultato dell’esercizio attribuibili ai soci di minoranza sono indicate separatamente,
rispettivamente nello Stato Patrimoniale, nel Conto Economico e nel Conto Economico Complessivo.
I debiti e i crediti, gli oneri e i proventi relativi ad operazioni effettuate tra le imprese incluse nell’area di consolidamento
sono elisi. Gli utili conseguenti a operazioni fra dette imprese e relativi a valori ancora compresi nel patrimonio netto
attribuibile ai soci della controllante sono eliminati.
Le imprese collegate sono le società in cui il Gruppo esercita un ‘influenza notevole così come definita dallo IAS 28, ma
non il controllo, sulle politiche finanziarie ed operative. Le partecipazioni in società collegate sono contabilizzate con il
metodo del patrimonio netto a partire dalla data in cui inizia l’influenza notevole fino al momento in cui la stessa cessa di
esistere.
APPLICAZIONE DI NUOVI PRINCIPI CONTABILI
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2023
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a
partire dal 1° gennaio 2023:
In data 18 maggio 2017 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 17 Insurance Contracts che è destinato a
sostituire il principio IFRS 4 Insurance Contracts. Il principio è stato applicato a partire dal 1° gennaio 2023. L'obiettivo
del nuovo principio è quello di garantire che un'entità fornisca informazioni pertinenti che rappresentano fedelmente i
diritti e gli obblighi derivanti dai contratti assicurativi emessi. L’adozione di tale principio e del relativo emendamento non
ha comportato effetti sul bilancio consolidato.
In data 7 maggio 2021 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 12 Income
Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction”. Il documento chiarisce come
devono essere contabilizzate le imposte differite su alcune operazioni che possono generare attività e passività di pari
ammontare alla data di prima iscrizione, quali il leasing e gli obblighi di smantellamento. Le modifiche sono state applicate
a partire dal 1° gennaio 2023.
L’adozione di tale principio e del relativo emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato.
In data 12 febbraio 2021 lo IASB ha pubblicato due emendamenti denominati “Disclosure of Accounting
Policies—Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2” e “Definition of Accounting EstimatesAmendments
to IAS 8”. Le modifiche riguardanti lo IAS 1 richiedono ad un’entità di indicare le informazioni rilevanti sui principi contabili
applicati dal Gruppo. Le modifiche sono volte a migliorare l’informativa sui principi contabili applicati dalla Società in
modo da fornire informazioni più utili agli investitori e agli altri utilizzatori primari del bilancio nonché ad aiutare le società
a distinguere i cambiamenti nelle stime contabili dai cambiamenti di accounting policy. Le modifiche sono state applicate
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
71
a partire dal gennaio 2023. L’introduzione dell’emendamento allo IAS 1 ha comportato alcuni affinamenti e
precisazioni nell’ambito di alcune descrizioni riportate nei paragrafi che seguono in merito ai principi contabili e alle policy
contabili applicate dal Gruppo. Per dettagli si rimanda a tale sezione. L’introduzione dell’emendamento allo IAS 8 non
ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo.
In data 23 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 12 Income
taxes: International Tax Reform Pillar Two Model Rules”. Il documento introduce un’eccezione temporanea agli obblighi
di rilevazione e di informativa delle attività e passività per imposte differite relative alle Model Rules del Pillar Two (la cui
norma risulta in vigore in Italia al 31 dicembre 2023, ma applicabile dal gennaio 2024) e prevede degli obblighi di
informativa specifica per le entità interessate dalla relativa International Tax Reform.
Il documento prevede l’applicazione immediata dell’eccezione temporanea, mentre gli obblighi di informativa sono
applicabili ai soli bilanci annuali iniziati al 1° gennaio 2023 (o in data successiva) ma non ai bilanci infrannuali aventi una
data chiusura precedente al 31 dicembre 2023. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo 34 della nota.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA AL
31 DICEMBRE 2023, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA
DALLA SOCIETA’ AL 31 DICEMBRE 2023
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati omologati dall’Unione Europea ma non sono
ancora obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dalla Società al 31 dicembre 2023:
In data 23 gennaio 2020 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 1
Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current” ed in data 31 ottobre 2022
ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Non-Current
Liabilities with Covenants”. Tali modifiche hanno l’obiettivo di chiarire come classificare i debiti e le altre passività a breve
o lungo termine. Inoltre, le modifiche migliorano altresì le informazioni che un’entità deve fornire quando il suo diritto di
differire l’estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di determinati parametri (i.e.
covenants). Le modifiche entrano in vigore dal 1° gennaio 2024; è comunque consentita un’applicazione anticipata. Gli
amministratori non si attendono impatti significativi dall’introduzione di questo emendamento sul bilancio.
In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IFRS 16
Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback”. Il documento richiede al venditore-lessee di valutare la passività per
il lease riveniente da una transazione di sale & leaseback in modo da non rilevare un provento o una perdita che si
riferiscano al diritto d’uso trattenuto. Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2024, ma è consentita un’applicazione
anticipata. Gli amministratori non si attendono impatti significativi dall’introduzione di questo emendamento sul bilancio.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS NON ANCORA OMOLOGATI DALL’UNIONE
EUROPEA AL 31 DICEMBRE 2023
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso
il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
In data 25 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 7 Statement
of Cash Flows and IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures: Supplier Finance Arrangements”. Il documento richiede
ad un’entità di fornire informazioni aggiuntive sugli accordi di reverse factoring che permettano agli utilizzatori del bilancio
di valutare in che modo gli accordi finanziari con i fornitori possano influenzare le passività e i flussi finanziari dell’entità
e di comprendere l'effetto di tali accordi sull’esposizione dell’entità al rischio di liquidità. Le modifiche si applicheranno
dal gennaio 2024, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto
significativo sul bilancio consolidato dall’adozione di tale emendamento.
In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 21 The
Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di applicare
una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e,
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
72
quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa.
La modifica si applicherà dal gennaio 2025, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si
attendono un effetto significativo sul bilancio consolidato dall’adozione di tale emendamento.
In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts che consente
solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a
tariffe regolamentate (“Rate Regulation Activities”) secondo i precedenti principi contabili adottati. Non essendo la
Società un first-time adopter, tale principio non risulta applicabile.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
73
REVISIONE CONTABILE
Il bilancio è assoggettato a revisione legale da parte di Deloitte & Touche in base all’incarico di revisione per il periodo
2017-2025 conferito dall’Assemblea degli Azionisti del 8 maggio 2017.
Per gli onorari percepiti dal Revisore Contabile si rimanda alla relazione sulla gestione.
SCHEMI DI BILANCIO
Gli schemi di situazione patrimoniale-finanziaria, conto economico, conto economico complessivo, movimenti di
patrimonio netto e rendiconto finanziario sono redatti in forma estesa e sono gli stessi adottati per il bilancio consolidato
al 31 dicembre 2022.
Le risultanze economiche dell’esercizio 2023 sono presentate a confronto con l’analogo esercizio precedente chiuso al
31 dicembre 2022. La situazione patrimoniale finanziaria è esposta considerando l’esercizio concluso al 31 dicembre
2023 unitamente ai saldi riportati al 31 dicembre 2022.
Gli schemi di bilancio del Gruppo hanno le seguenti caratteristiche:
nella Situazione patrimoniale-finanziaria le attività e le passività sono analizzate per scadenza, separando le
poste correnti e non correnti con scadenza, rispettivamente, entro e oltre 12 mesi dalla data di bilancio;
il Conto economico, in considerazione della specifica attività svolta, è scalare con le singole poste analizzate
per natura; il Conto economico complessivo evidenzia le componenti del risultato sospese a patrimonio netto
ed è presentato come schema separato;
il Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto evidenzia i movimenti delle riserve e dei risultati dell’esercizio;
il Rendiconto finanziario delle disponibilità liquide è predisposto esponendo i flussi finanziari secondo il “metodo
indiretto”, come consentito dallo IAS 7.
La valuta funzionale e di presentazione dei dati del Gruppo è l’Euro.
I valori esposti nelle Note illustrative al Bilancio, ove non diversamente specificato, sono esposti in migliaia di Euro.
CRITERI DI RILEVAZIONE, CLASSIFICAZIONE E VALUTAZIONE
Tenuto conto della solidità patrimoniale e della redditività operativa, gli Amministratori hanno valutato che non sussistono
significative incertezze, così come definite nel par. 25 del Principio IAS 1, circa la capacità dell’azienda di operare, nel
prevedibile futuro, in continuità aziendale.
Inoltre, gli Amministratori ritengono che le condizioni finanziarie in cui versa allo stato attuale il Gruppo, il quale ha anche
beneficiato del recente aumento di capitale, non ne mettano in discussione la solvibilità nel breve e medio periodo ed
anzi garantiscano maggiore autonomia per prendere i provvedimenti che si riterranno necessari al fine di preservare il
raggiungimento degli obiettivi prefissati.
I Criteri di rilevazione, classificazione e valutazione sono i medesimi adottati alla chiusura dell’esercizio precedente.
a) Immobilizzazioni materiali
1) Proprietà fondiaria ed immobiliare
Il Gruppo applica sia la disciplina dello IAS 16 “Immobilizzazioni Materiali”, relativamente a Terreni e Fabbricati
strumentali, sia la disciplina dello IAS 40 “Investimenti Immobiliari”, in quanto detiene Terreni e Fabbricati non strumentali
per i quali percepisce canoni di locazione o procede ad un apprezzamento a lungo termine del capitale investito o alla
vendita nel breve termine nel normale svolgimento dell'attività imprenditoriale.
- Proprietà fondiaria e immobiliare “strumentale” (IAS 16)
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
74
I beni “strumentali” acquisiti sono rilevati al costo di acquisto, al netto dei costi di manutenzione ordinaria e perdite di
valore cumulate. Tali beni vengono ammortizzati sulla base della vita utile stimata e del valore presunto di realizzo al
termine della sua vita utile. I terreni, avendo vita utile illimitata, non sono sottoposti ad ammortamento. In considerazione
della rilevanza che riveste il valore della proprietà fondiaria e immobiliare “strumentale” per la situazione patrimoniale-
finanziaria del Gruppo, la Direzione commissiona annualmente ad un esperto indipendente la predisposizione di una
perizia di stima del valore di mercato del suddetto patrimonio immobiliare, effettuata su base campionaria e finalizzata
all’identificazione di eventuali riduzioni durevoli di valore.
- Proprietà fondiaria e immobiliare “non strumentale” (IAS 40)
I cosiddetti investimenti immobiliari, ovvero i terreni e fabbricati che non rientrano nell’ambito dell’attivicaratteristica
del Gruppo (attività agricola), vengono classificati separatamente da quelli strumentali, sono iscritti inizialmente al costo
storico, comprensivo dei costi di negoziazione, e successivamente valutati al fair value, determinato da un perito
indipendente, in possesso di riconosciute e pertinenti qualifiche professionali.
In particolare, i criteri estimativi adottati fanno riferimento ai metodi più frequentemente utilizzati nella prassi valutativa
per la determinazione del valore di mercato del bene.
Il valore di mercato rappresenta la “stima del prezzo al quale, alla data di riferimento della valutazione, un determinato
immobile dovrebbe essere scambiato, dopo un adeguato periodo di commercializzazione, in una transazione tra due
soggetti bene informati e non vincolati da particolari rapporti, interessati alla transazione ed entrambi in grado di
assumere le decisioni con eguale capacità e senza alcuna costrizione”.
Le variazioni di fair value sono contabilizzate a conto economico nella voce “Altri ricavi”, se positive, e nella voce
“Ammortamenti e svalutazioni”, se negative. Nessuna unità immobiliare ad oggi è detenuta a scopo di vendita.
Le riclassificazioni da o ad investimento immobiliare avvengono quando, e solo quando, vi è cambiamento d’uso. Per le
riclassificazioni da investimenti immobiliari a immobili strumentali, il valore di riferimento dell’immobile per la successiva
contabilizzazione è il valore equo alla data di cambiamento d’uso. Se un immobile strumentale diventa non strumentale,
la Società rileva tale bene conformemente ai criteri specifici degli investimenti strumentali fino alla data di cambiamento
d’uso.
Gli immobili, strumentali e non, sono eliminati dal bilancio quando sono ceduti o quando l’investimento è durevolmente
inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua cessione.
Eventuali utili o perdite derivanti dal ritiro o dismissione di un immobile sono rilevati a conto economico nell’esercizio in
cui avviene il ritiro o dismissione.
2) Impianti e macchinari, attrezzature, mobili e arredi
Vengono iscritti al costo e ammortizzati lungo la relativa vita utile. Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni
materiali sono iscritte al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali perdite di valore. Il valore
ammortizzabile di ciascun componente significativo di un’immobilizzazione materiale, avente differente vita utile, è
ripartito a quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso.
L’ammortamento è calcolato sulla base del differenziale tra valore di carico e valore residuo ed è imputato a conto
economico con quote costanti calcolate sulla vita utile stimata:
Descrizione Vita utile
Fabbricati urbani e rurali strumentali 33 anni
Impianti e macchinari 5 -10 anni
Attrezzature 3 - 5 anni
Altri beni 3 - 5 anni
Un bene materiale viene eliminato dal bilancio al momento della vendita o quando non sussistono benefici economici
futuri attesi dal suo uso o dismissione. Gli utili e le perdite derivanti dall’alienazione sono determinati paragonando il
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
75
corrispettivo con il valore netto contabile. L’importo così determinato è contabilizzato nel conto economico dell’esercizio
di competenza. I costi legati ad eventuali finanziamenti per l’acquisizione di immobilizzazioni sono contabilizzati a conto
economico.
Gli oneri finanziari sostenuti a fronte di investimenti in attività per le quali normalmente trascorre un determinato periodo
di tempo per rendere l’attività pronta per l’uso o per la vendita (12 mesi) sono capitalizzati ed ammortizzati lungo la vita
utile della classe dei beni cui essi si riferiscono.
b) Attività biologiche (non correnti e correnti)
Il Gruppo svolge attività agricola e zootecnica ed applica lo IAS 41 “Agricoltura” alle fattispecie contabili e alle voci di
bilancio che rientrano nell’ambito di applicazione specifico. Lo IAS 41 si applica alle attività biologiche e ai prodotti agricoli
fino al momento del raccolto. Da quel momento in avanti viene applicato lo IAS 2 “Rimanenze” o qualsiasi altro principio
contabile internazionale che risulti opportuno.
Il Gruppo, nella classificazione delle Attività biologiche, distingue tra:
- beni che sono destinati a permanere in azienda per più di un esercizio (es. impianti frutteti, pioppeto ed uliveto);
- “attività biologiche correnti”, che rappresentano il valore alla fine di ogni periodo delle colture che verranno raccolte in
periodi successivi realizzate fino al momento del raccolto (es. campo di frumento seminato immediatamente prima della
data di bilancio), ed il valore dei bovini in crescita presso la stalla gestita dal Gruppo stimato alla data di bilancio.
La distinzione delle Attività biologiche in base alla destinazione economica implica la separata indicazione in bilancio di
Attività biologiche non correnti (es. impianti frutteti, pioppeto ed uliveto) e correnti (es. campi in semina o capi di bestiame
allevati).
Le attività biologiche correnti sono valutate al fair value al netto dei costi stimati al punto vendita. I costi di
commercializzazione sono rappresentativi dei costi incrementali di vendita comprensivi delle commissioni pagate ad
intermediari e rivenditori. Le variazioni nel fair value sono rilevate nel conto economico del periodo a cui si riferiscono.
In alcuni casi il fair value può essere approssimato dai costi sostenuti fino alla data di bilancio per approntare i campi
alla coltivazione o portare a maturazione i prodotti, in particolare quando si sono verificate solo piccole trasformazioni
biologiche dal sostenimento del costo iniziale oppure quando non ci si attende che la trasformazione biologica abbia un
impatto rilevante sul prezzo. A fine esercizio le attività biologiche correnti sono riferibili a piante non ancora sviluppate
ovvero non seminate. La voce comprende pertanto le opere eseguite, avvalendosi di manodopera interna, di lavorazioni
di terzi e di mezzi tecnici, al fine di portare a produzione le colture l’anno successivo, valorizzate al costo sostenuto.
Le attività biologiche non correnti quali i frutteti, il pioppeto e l’uliveto (rientranti nella categoria dei cosiddetti “bearer
plants”), a seguito dell’emendamento allo IAS 41 pubblicato dallo IASB in data 30 giugno 2014, a partire dal 1° gennaio
2016 non rientrano più nell’ambito di applicazione dello IAS 41 ma in quello dello IAS 16. Tali beni sono quindi valutati
al costo ed ammortizzati lungo una vita utile pari a 15 anni, impostazione che peraltro la Società ha storicamente adottato
anche prima dell’introduzione del suddetto emendamento. Tali attività sono eliminate dal bilancio quando sono cedute
o quando l’investimento è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua cessione.
Eventuali utili o perdite derivanti dal ritiro o dismissione di tali attività sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui
avviene il ritiro o dismissione.
c) Immobilizzazioni immateriali
Le attività immateriali acquisite o generate internamente sono iscritte nell’attivo quando è probabile che l’uso della attivi
genererà benefici economici futuri e quando il costo della attività può essere determinato in modo attendibile. Tale attività
sono valutate al costo dell’acquisto o di produzione. Il costo di acquisizione è rappresentato dal prezzo pagato per
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
76
acquisire l’attività e ogni costo diretto sostenuto per predisporre l’attività al suo utilizzo. Il costo, così definito, è
l’equivalente prezzo per contanti alla data di rilevazione; pertanto, qualora il pagamento del prezzo sia differito oltre i
normali termini di dilazione del credito, la differenza rispetto all’equivalente prezzo per contanti è rilevata come interesse
lungo il periodo di dilazione.
Le attività immateriali a vita utile finita sono ammortizzate a quote costanti sulla base della vita utile stimata e sono iscritte
in bilancio al netto degli ammortamenti cumulati, a meno di casi specifici, e delle eventuali perdite di valore.
Gli ammortamenti sono imputati a conto economico in modo sistematico e costante sulla base della vita utile stimata
delle immobilizzazioni, ad eccezione delle immobilizzazioni immateriali aventi vita indefinita le quali, se esistenti, non
sono ammortizzate e sono sistematicamente valutate al fine di verificare l’assenza di perdite di valore al 31 dicembre di
ogni anno. Le immobilizzazioni immateriali sono ammortizzate dal momento nel quale sono utilizzabili.
La vita utile delle immobilizzazioni immateriali iscritta in bilancio è di seguito dettagliata:
Descrizione Vita utile
Diritti varietali 15 anni
Software licenze e altri Da 3 a 10 anni
Costi di sviluppo di nuovi prodotti 5 anni
Marchi Da 10 a 20 anni
Diritti d’uso Durata Contrattuale
L’avviamento, in applicazione del principio contabile IFRS 3, costituisce l’eccedenza del costo dell’aggregazione rispetto
alla quota di pertinenza del Gruppo nel fair value delle attività, passività e passività potenziali acquisite identificabili
individualmente e rilevabili separatamente. Esso rappresenta un’attività immateriale a vita utile indefinita.
L’avviamento non viene ammortizzato, ma allocato alle Cash Generating Units (CGU) e sottoposto annualmente, o più
frequentemente, se determinati eventi o mutate circostanze indicano la sussistenza di una perdita durevole di valore, a
verifiche per identificare eventuali riduzioni di valore secondo quanto previsto dallo IAS 36. Successivamente alla
rilevazione iniziale, l’avviamento è valutato al costo al netto delle perdite durevoli di valore accumulate.
Diritti d’uso (IFRS 16)
I beni detenuti dal Gruppo in forza di contratti di leasing, anche operativi, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16,
sono iscritti nell’attivo con contropartita un debito finanziario. In particolare, i beni sono rilevati ad un valore pari al valore
attuale dei pagamenti futuri alla data di sottoscrizione del contratto, attualizzati utilizzando per ciascun contratto
l’incremental borrowing rate applicabile, e ammortizzati sulla base della durata del contratto sottostante, tenuto conto
degli effetti di eventuali clausole di estensione o terminazione anticipata il cui esercizio è stato ritenuto ragionevolmente
certo. Nel rispetto di quanto previsto dall’IFRS 16il Gruppo identifica come leasing i contratti a fronte dei quali ottiene il
diritto di utilizzo di un bene identificabile per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo.
A fronte di ogni contratto di leasing, a partire dalla data di decorrenza dello stesso (“commencement date”), il Gruppo
iscrive, tra le immobilizzazioni materiali, un’attività (diritto d’uso del bene) in contropartita di una corrispondente passività
finanziaria (debito per leasing), ad eccezione dei seguenti casi: (i) contratti di breve durata (“short term lease”); (ii)
contratti di modesto valore (“low value lease”) applicato alle situazioni in cui il bene oggetto di leasing ha un valore non
superiore ad Euro 25 mila (valore a nuovo).
Per i contratti di breve durata e modesto valore non sono quindi rilevati la passività finanziaria del leasing e il relativo
diritto d’uso, ma i canoni di locazione sono imputati a conto economico su base lineare per la durata dei rispettivi contratti.
Nel caso di un contratto complesso che includa una componente leasing, quest’ultima è sempre gestita separatamente
rispetto agli altri servizi inclusi nel contratto.
I diritti d’uso sono esposti tra le immobilizzazioni immateriali. Al momento della rilevazione iniziale del contratto di leasing,
il diritto d’uso è iscritto ad un valore corrispondente al debito leasing, determinato come sopra descritto, incrementato
dei canoni pagati in anticipo e degli oneri accessori e al netto di eventuali incentivi ricevuti. Ove applicabile, il valore
iniziale dei diritti d’uso include anche i correlati costi di smantellamento e ripristino dell’area.
Le situazioni che comportano la rideterminazione del debito leasing implicano una corrispondente modifica del valore
del diritto d’uso. Dopo l’iscrizione iniziale, il diritto d’uso è oggetto di ammortamento a quote costanti, a partire data di
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decorrenza del leasing (“commencement date”), e soggetto a svalutazioni in caso di perdite di valore. L’ammortamento
è effettuato in base al periodo minore tra la durata del contratto di leasing e la vita utile del bene sottostante; tuttavia,
nel caso in cui il contratto di leasing preveda il passaggio di proprietà, eventualmente anche per effetto di utilizzo di
opzioni di riscatto incluse nel valore del diritto d’uso, l’ammortamento è effettuato in base alla vita utile del bene.
I debiti per leasing sono esposti in bilancio tra le passività finanziarie, correnti e non correnti, insieme agli altri debiti
finanziari del Gruppo. Al momento della rilevazione iniziale, il debito leasing è iscritto in base al valore attuale dei canoni
leasing da liquidare determinato utilizzando il tasso di interesse implicito del contratto (e cioè il tasso di interesse che
rende il valore attuale della somma dei pagamenti e del valore residuo uguale alla somma del fair valuedel bene
sottostante e dei costi diretti iniziali sostenuti dal Gruppo); ove questo tasso non sia indicato nel contratto o agevolmente
determinabile, il valore attuale è determinato utilizzando lo “incremental borrowing rate”, cioè il tasso di interesse
incrementale che, in un analogo contesto economico e al fine di ottenere una somma pari al valore del diritto d’uso, il
Gruppo avrebbe riconosciuto per un finanziamento avente durata e garanzie simili.
I canoni leasing oggetto di attualizzazione comprendono i canoni fissi; i canoni variabili per effetto di un indice o di un
tasso; il prezzo di riscatto, ove esistente e ove il Gruppo sia ragionevolmente certo di utilizzarlo; l’entità del pagamento
previsto a fronte dell’eventuale rilascio di garanzie sul valore residuo del bene; l’entità delle penali da pagare nel caso di
esercizio di opzioni di estinzione anticipata del contratto, laddove il Gruppo sia ragionevolmente certa di esercitarle.
Dopo la rilevazione iniziale, il debito leasing è incrementato per tenere conto degli interessi maturati, determinati in base
al costo ammortizzato, e decrementato a fronte dei canoni leasing pagati.
Inoltre, il debito leasing è oggetto di rideterminazione, in aumento o diminuzione, nei casi di modifica dei contratti o di
altre situazioni previste dall’IFRS 16 che comportino una modifica nell’entità dei canoni e/o nella durata del leasing. In
particolare, in presenza di situazioni che comportino un cambiamento della stima della probabilità di esercizio (o non
esercizio) delle opzioni di rinnovo o di estinzione anticipata del contratto o nelle previsioni di riscatto (o meno) del bene
alla scadenza del contratto, il debito leasing è rideterminato attualizzando il nuovo valore dei canoni da pagare in base
ad un nuovo tasso di attualizzazione.
d) Perdite di valore delle attività non finanziarie
Come sopra indicato, le attività che hanno una vita utile indefinita non vengono sottoposte ad ammortamento ma
vengono sottoposte almeno annualmente ad impairment test volto a verificare se il valore contabile delle stesse si sia
ridotto.
Le attività soggette ad ammortamento vengono sottoposte ad impairment test qualora vi siano eventi o circostanze
indicanti che il valore contabile non può essere recuperato (c.d. trigger event). In entrambi i casi l’eventuale perdita di
valore è contabilizzata per l’importo del valore contabile che eccede il valore recuperabile. Quest’ultimo è dato dal
maggiore tra il fair value dell’asset al netto dei costi di vendita ed il suo valore d’uso. Qualora non sia possibile
determinare il valore d’uso di una attività individualmente, occorre determinare il valore recuperabile dell’unità
generatrice di flussi finanziari (c.d. cash generating units, o “Settori” o ancora “CGU”) cui l’attività appartiene.
Successivamente, se una perdita su attività, diverse dall’avviamento, viene meno o si riduce, il valore contabile
dell’attività o dell’unità generatrice di flussi finanziari è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile che,
tuttavia, non può eccedere il valore che si sarebbe determinato se non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione
di valore.
Il ripristino di una perdita di valore è iscritto immediatamente a conto economico secondo quanto previsto dal modello di
determinazione del valore dello IAS 16 “Immobili, Impianti e macchinari”.
e) Partecipazioni in joint venture, società collegate ed altre attività finanziarie
La voce si riferisce alle partecipazioni in joint ventures e società collegate e, in via residuale, a partecipazioni in società,
cooperative e consorzi, ritenute non funzionali all’attività aziendale.
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Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti
sulle attività nette dell’accordo. Le partecipazioni in joint venture ed in società collegate sono valutate con il metodo del
patrimonio netto. Secondo il metodo del patrimonio netto le partecipazioni sono rilevate nella situazione patrimoniale-
finanziaria al costo, rettificato per le variazioni successive all’acquisizione nelle attività nette, al netto di eventuali perdite
di valore delle singole partecipazioni. Ai sensi del paragrafo 28 e seguenti dello IAS 28, gli utili e le perdite derivanti da
operazioni di conferimento o vendite effettuate a favore delle Joint Ventures e collegate sono rilevati nel bilancio della
Società soltanto limitatamente alla quota d'interessenza di terzi nella joint venture. Lo stesso criterio è adottato nella
rilevazione degli utili e perdite derivanti da operazioni di vendita effettuate dalle Joint Ventures e collegate a favore della
Società.
Con riguardo alle altre partecipazioni di valore residuale e sulle quali il Gruppo non esercita una influenza significativa,
viene determinata la classificazione di tali attività finanziarie all’atto dell’acquisizione in base al business model scelto
tra quelli previsti dal principio IFRS 9.
f) Attività finanziarie
Il principio IFRS 9 prevede le seguenti tipologie di strumenti finanziari: attività finanziarie al costo ammortizzato, attivi
finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico, attività finanziarie al fair value con variazioni imputate
ad altre componenti di conto economico complessivo. Inizialmente tutte le attività finanziarie sono rilevate al fair value,
aumentato, nel caso di attività diverse da quelle al fair value, degli oneri accessori.
Tutti gli acquisti e vendite standardizzati (regular way) di attività finanziarie sono rilevati alla data di negoziazione, ovvero
alla data in cui la società assume l’impegno di acquistare l’attività. Per acquisti e vendite standardizzati si intendono tutte
le operazioni di compravendita su attività finanziarie che prevedono la consegna delle attività nel periodo generalmente
previsto dalla regolamentazione e dalle convenzioni del mercato in cui avviene lo scambio.
Attività finanziarie al costo ammortizzato
Le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni sono valutate con il criterio del costo ammortizzato:
- l’attività finanziaria è posseduta nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività
finanziarie finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali;
- i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati
unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire.
Il costo ammortizzato è calcolato come il valore inizialmente rilevato meno il rimborso delle quote capitale, più o meno
l’ammortamento accumulato usando il metodo del tasso di interesse effettivo di ogni eventuale differenza fra il valore
inizialmente rilevato e l’importo alla scadenza. Tale calcolo comprende tutte le commissioni o punti corrisposti tra le parti
che fanno parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi di transazione ed altri premi o sconti.
Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate ad altre componenti di conto economico complessivo
Le attività finanziarie che soddisfano le seguenti condizioni sono valutate al fair value rilevato tra le altre componenti di
conto economico complessivo:
- l’attività finanziaria è posseduta nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante
la raccolta dei flussi contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie;
- i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati
unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire.
Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico
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Se non è valutata al costo ammortizzato o al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo,
un’attività finanziaria dev’essere valutata al fair value con variazioni rilevate nel conto economico dell’esercizio in cui si
manifestano.
Cancellazione di attività e passività finanziarie
Un’attività finanziaria (o, ove applicabile, parte di un’attività finanziaria o parti di un gruppo di attività finanziarie simili)
viene cancellata dal bilancio quando:
- i diritti a ricevere flussi finanziari dall’attività sono estinti;
- il Gruppo conserva il diritto a ricevere flussi finanziari dall’attività, ma ha assunto l’obbligo contrattuale di
corrisponderli interamente e senza ritardi a una terza parte;
- il Gruppo ha trasferito il diritto a ricevere flussi finanziari dall’attività e (a) ha trasferito sostanzialmente tutti i
rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria oppure (b) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente
tutti i rischi e benefici dell’attività, ma ha trasferito il controllo della stessa.
Nei casi in cui il Gruppo abbia trasferito i diritti a ricevere flussi finanziari da un’attività e non abbia trasferito, né
trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici, o non abbia perso il controllo sulla stessa, l’attività viene rilevata nel
bilancio del Gruppo nella misura del suo coinvolgimento residuo nell’attività stessa. Il coinvolgimento residuo che prende
la forma di una garanzia sull’attività trasferita viene valutato al minore tra il valore contabile iniziale dell’attività e il valore
massimo del corrispettivo che il Gruppo potrebbe essere tenuto a corrispondere.
Nei casi in cui il coinvolgimento residuo prende la forma di un’opzione emessa e/o acquistata sull’attività trasferita
(comprese le opzioni regolate per cassa o simili), la misura del coinvolgimento del Gruppo corrisponde all’importo
dell’attività trasferita che il Gruppo potrà riacquistare; tuttavia nel caso di un’opzione put emessa su un’attività misurata
al fair value (comprese le opzioni regolate per cassa o con disposizioni simili), la misura del coinvolgimento residuo del
Gruppo è limitata al minore tra il fair value dell’attività trasferita e il prezzo di esercizio dell’opzione.
g) Rimanenze
Le rimanenze, appartenenti alla categoria materie prime, merci e prodotti finiti diversi dai prodotti agricoli, sono iscritte
al minore tra il costo di acquisto, determinato secondo il metodo del costo medio ponderato, ed il valore netto di realizzo.
Il costo è rappresentato dal fair value del prezzo pagato e ogni altro costo direttamente attribuibile, eccetto gli oneri
finanziari. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita stimato nella normale attività al netto dei costi di completamento
e delle spese di vendita. L’eventuale svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se ne vengono meno i motivi.
Le rimanenze, appartenenti alla categoria prodotti finiti agricoli, come previsto dallo IAS 41, sono valutate al prezzo di
mercato corrispondente al fair value rilevato nelle borse merci locali alla data di raccolto, al netto dei costi stimati al punto
di vendita. Tale valore rappresenta il costo a partire dalla data del raccolto e viene rettificato qualora il valore di mercato
alla data di bilancio risulti inferiore.
Qualora la loro vendita sia assicurata da un contratto a termine o da un impegno di un ente governativo, oppure esista
un mercato attivo e il rischio di non riuscire a vendere il prodotto risulti trascurabile, le rimanenze sono valutate al valore
netto di realizzo, venendo in tali casi escluse dall’ambito di applicazione dello IAS 2 unicamente per quanto concerne i
criteri di valutazione.
Le rimanenze appartenenti alla categoria prodotti confezionati e semilavorati (i.e. prodotti lavorati) sono valutate al
minore fra il costo ed il valore di presunto realizzo. Il costo è determinato con il criterio della media ponderata ed include:
(i) la valorizzazione dei prodotti agricoli di propria produzione al prezzo di mercato come previsto dallo IAS 41; (ii) tutti i
costi sostenuti per trasformare tali prodotti agricoli alle condizioni della data di riferimento della situazione patrimoniale-
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finanziaria. Il costo dei semilavorati e dei prodotti confezionati include, oltre ai costi diretti di trasformazione, anche una
quota dei costi indiretti, determinata sulla base della normale capacità produttiva.
h) Crediti
I crediti, iscritti nelle attività correnti, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali o che maturano interessi a
valori di mercato, non sono attualizzati e sono iscritti al costo (identificato dal loro valore nominale) al netto di un fondo
svalutazione, esposto a diretta deduzione dei crediti stessi per portare la loro valutazione al fair value. Se esistenti, i
crediti la cui scadenza eccede i normali termini commerciali sono iscritti inizialmente al fair value e successivamente al
costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo, al netto delle eventuali perdite di valore.
Gli accantonamenti per perdita di valore si effettuano quando esistono indicazioni oggettive (quale, ad esempio, la
probabilità di insolvenza o significative difficoltà finanziarie del debitore) che la Società del Gruppo non sarà in grado di
recuperare gli importi dovuti in base alle condizioni contrattuali originali.
i) Contributi pubblici
I contributi pubblici sono rilevati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno ricevuti e tutte le condizioni
ad essi riferite risultano soddisfatte.
1) Contributi in conto esercizio
I contributi in conto esercizio sono rappresentati da contributi pubblici e sovvenzioni ricevuti e finalizzati ad integrare i
ricavi. Il Gruppo contabilizza tali contributi per competenza secondo la previsione dello IAS 20, in quanto erogati a fronte
di attività biologiche valutate al costo.
2) Contributi in conto impianti
Nel caso in cui il contributo sia correlato ad un investimento, l’investimento ed il contributo sono rilevati per i loro valori
nominali ed il rilascio a conto economico avviene progressivamente lungo la vita utile attesa dell’investimento di
riferimento in quote costanti.
l) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti comprendono le esistenze di cassa ed i depositi bancari e postali.
Gli scoperti di conto corrente e gli anticipi salvo buon fine, se esistenti, sono portati a riduzione delle disponibilità liquide
solo ai fini del rendiconto finanziario. Con il termine Disponibilità liquide equivalenti lo IAS 7 intende gli investimenti
finanziari a breve termine e ad alta liquidità. Si tratta di investimenti detenuti per soddisfare impegni di cassa a breve,
cioè somme di denaro investite in strumenti finanziari prontamente convertibili nel momento in cui si verifica l’impegno
di cassa: l’obiettivo di tali investimenti è quello di conciliare l’esigenza di avere somme liquide con quella di evitare di
lasciare infruttifere o quasi tali somme. Lo IAS 7 precisa (par. 7) che affinché uno strumento finanziario possa essere
considerato mezzo equivalente alle disponibilità liquide è necessario che esso sia: (i) prontamente convertibile in un
ammontare noto di denaro, (ii) soggetto ad un irrilevante rischio di variazione del valore. È quindi necessario che lo
strumento finanziario abbia un mercato sufficientemente liquido tale da consentire all’impresa il facile realizzo e,
contemporaneamente, che il valore di realizzo sia sostanzialmente certo, in quanto il rischio di variazione del valore deve
essere irrilevante. Secondo lo IAS, tali caratteristiche si ritrovano negli strumenti finanziari di debito (es.: titoli
obbligazionari privati, titoli pubblici, ecc.) la cui scadenza è compresa entro i tre mesi dalla data d’acquisto.
m) Patrimonio netto
1) Capitale sociale
La posta è rappresentata dal capitale sottoscritto e versato della Capogruppo. I costi relativi all’emissione di nuove azioni
o opzioni sono classificati, se esistenti, nel patrimonio netto a decremento degli importi derivanti dall’emissione di tali
strumenti.
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2) Altre riserve
Si riferiscono a:
riserve a destinazione specifica;
riserve derivanti dalla transizione agli IAS, al netto dell’effetto imposte;
riserva per azioni proprie del Gruppo in portafoglio, generata per effetto delle rettifiche di
consolidamento;
riserva di sovrapprezzo azioni. Dalla riserva in esame sono stati dedotti i costi sostenuti per le
operazioni di Riorganizzazione effettuate nel corso degli anni.
3) Utili indivisi
La posta comprende
riserva legale;
utili riportati a nuovo. Questa ultima voce si riferisce a:
i risultati economici degli esercizi precedenti per la parte non distribuita né accantonata a riserva (in caso di
utili) o ripianata (in caso di perdite);
i trasferimenti da altre riserve di patrimonio quando viene meno il vincolo al quale erano sottoposte;
gli effetti della rilevazione di cambiamenti di principi contabili e di errori rilevanti.
Il patrimonio netto di terzi si riferisce alla quota di competenza degli altri azionisti di SIS che ne detengono il 40,25%, del
Gruppo CAI per una quota pari al 64,11%, di Bia Spa per il 38,36%, di Pastificio Fabianelli per il 19,36%, di BF
Agroindustriale per il 14,21% ed infine per Bonifiche Ferraresi e BF BIO per il 24,25%.
n) Benefici ai dipendenti
1) Trattamento di fine rapporto
Viene determinato applicando una metodologia di tipo attuariale in riferimento al fondo TFR maturato e rimasto in
azienda.
L’applicazione dello IAS 19 revised, obbligatoria a partire dal gennaio 2013, prevede che l’ammontare dei diritti
maturati nell’esercizio dai dipendenti e l’onere finanziario figurativo, che l’impresa sosterrebbe se si chiedesse al mercato
un finanziamento di importo pari al TFR, si imputino al conto economico, mentre gli utili e le perdite attuariali, che
riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali utilizzate, siano rilevati direttamente nel patrimonio netto.
I tassi e le assunzioni utilizzate nel calcolo sono riportati nella seguente tabella:
2023 2022 Tasso annuo tecnico di attualizzazione 3,17% 3,77% Tasso annuo di inflazione 2,00% 5,9% per il 2023, 2,3% per il 2024, 2,0% dal 2025 Tasso incremento TFR 3,00% 5,9% per il 2023, 3,2% per il 2024, 3,0% dal 2025
2) Piano LTI 2023-2025
La Società ha concesso piani d’incentivazione ai sensi dell’articolo 114-bis del TUF, riservato all’amministratore delegato
della società, nonché ad alcuni dirigenti individuati nominativamente dal Consiglio di Amministrazione su proposta
dell’Amministratore Delegato, da attuarsi mediante assegnazione di azioni a fronte del raggiungimento di predeterminati
obiettivi di performance nell’arco temporale degli esercizi 2023-2025. Il piano prevede tre cicli di 3 anni che partiranno
negli esercizi 2023, 2024 e 2025. Il numero massimo di Azioni assegnabili a ciascun Beneficiario sarà calcolato in base
al rapporto tra l’importo massimo di bonus (calcolato in una determinata percentuale della remunerazione annua lorda
ricorrente dei Beneficiari) ed il valore dell’Azione, calcolato come prezzo ufficiale di mercato delle azioni BF alla data di
inizio del primo periodo di vesting del Piano, ossia la data della riunione del consiglio di amministrazione di BF del 30
Marzo 2023. Il numero delle Azioni potrà ridursi fino ad un livello minimo (anch’esso calcolato in percentuale della
remunerazione annua lorda ricorrente), livello sotto il quale non viene assegnata alcuna Azione.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Il numero di Azioni da assegnare a ciascun Beneficiario sarà determinato discrezionalmente ed insindacabilmente
alla fine del triennio di vesting di ciascuna assegnazione dei diritti, a valle di una complessiva verifica del livello di
raggiungimento degli obiettivi, che tenga dunque conto della performance realizzata sulla base di ciascun periodo di
vesting triennale rilevante. Al termine di ciascuno di questi, infatti, il consiglio di amministrazione di BF avrà la facoltà, a
valle della consuntivazione matematica in base alla scala predefinita, di effettuare una valutazione sul livello di
raggiungimento degli indicatori economici costituenti gli obiettivi. Al termine di ciascun triennio di performance, sarà
prevista l’assegnazione del 100% delle azioni maturate sulla base degli obiettivi raggiunti; il 50% (ossia la metà delle
azioni della tranche) sarà immediatamente disponibile (per permettere ai beneficiari di sostenere gli oneri fiscali collegati
all’assegnazione), mentre il restante 50% (ossia la restante metà delle azioni della tranche) sarà sottoposto ad un vincolo
di indisponibilità della durata di due anni dall’assegnazione durante i quali la quota maturata può azzerarsi al verificarsi
di un’ipotesi di malus come prevista dal regolamento. Verificata l’assenza di ipotesi di malus, verrà assegnato il rimanente
50% delle azioni maturate. Il numero massimo di azioni assegnabili nell’ambito del piano è di 631.838. A ogni data di
bilancio la Società rivede le stime che si attende matureranno sulla base delle condizioni di maturazione.
o) Fondi rischi ed oneri
Nei casi nei quali il Gruppo abbia una obbligazione legale o implicita risultante da un evento passato ed è probabile che
si debbano sostenere delle perdite di benefici economici per adempiere a tale obbligazione, viene iscritto un fondo rischi
ed oneri. Se il fattore temporale della prevista perdita di benefici è significativo, l’importo delle future uscite di cassa
viene attualizzato ad un tasso di interesse al lordo delle imposte, che tenga conto dei tassi di interesse di mercato e del
rischio specifico della passività alla quale si riferisce.
Non vengono iscritti fondi per eventuali perdite operative future.
I fondi vengono misurati al valore corrente della migliore stima di spesa fatta dalla direzione per soddisfare l’obbligo
corrente alla data di bilancio. Nel caso di cause legali l’ammontare dei fondi è stato determinato sulla base di stime
eseguite dal Gruppo, unitamente ai propri consulenti legali, al fine di determinare la probabilità, la tempistica e gli importi
coinvolti e la probabile uscita di risorse. L’accantonamento effettuato verrà adeguato sulla base dell’evolversi della
causa. Alla conclusione della controversia, l’ammontare che dovesse eventualmente differire dal fondo accantonato nel
bilancio, verrà imputato nel conto economico.
p) Debiti commerciali, altri debiti e debiti finanziari
I debiti commerciali e gli altri debiti sono valutati al costo, rappresentativo del loro valore di estinzione in quanto l’effetto
attualizzazione risulta non essere significativo. Essi vengono cancellati dal bilancio quando l’obbligo sottostante la
relativa passività è estinta, annullata o adempiuta.
Tutti i finanziamenti sono rilevati inizialmente al fair value del corrispettivo ricevuto al netto degli oneri accessori di
acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato.
Una passività finanziaria viene cancellata dal bilancio quando l’obbligo sottostante è estinto, annullato o adempiuto. Nei
casi in cui una passività finanziaria esistente sia sostituita da un’altra dello stesso prestatore, a condizioni
sostanzialmente diverse, oppure le condizioni di una passività esistente vengano sostanzialmente modificate, tale
operazione viene trattata come una cancellazione contabile della passività originale e l’insorgere di una nuova passività,
con iscrizione a conto economico di eventuali differenze tra i valori contabili.
q) Rilevazione dei ricavi
I ricavi rilevati dal Gruppo si riferiscono principalmente alle seguenti tipologie:
- Vendite di prodotti agricoli;
- Vendite di carni;
- Vendite di sementi;
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- Vendite di prodotti alimentari confezionati;
- Vendite e affitti di immobili;
- Vendita di energia elettrica;
- Erogazione di servizi di consulenza e di servizi specifici;
- Vendite di altri prodotti quali fitofarmaci, materie plastiche e impiantistica, garden, prodotti assicurativi e
petrolchimici.
I ricavi sono misurati in base al corrispettivo previsto contrattualmente con il cliente. Il Gruppo iscrive i ricavi al momento
del trasferimento al cliente del controllo sui beni o servizi promessi.
Il Gruppo vende prodotti ed eroga servizi ad altre aziende agricole ed industriali o ad aziende di distribuzione alimentare
(la c.d. Grande Distribuzione Organizzata - GDO) ed opera quindi principalmente nel B2B, anche se le vendite a marchio
proprio “Le Stagioni d’Italia”, pur se realizzate nei confronti della GDO, rappresentano un avvicinamento lungo la filiera
alimentare al cliente finale.
I ricavi come sopra descritti comprendono di volta in volta un’unica performance obligation che concerne la vendita del
prodotto, non includendo nella vendita servizi o prodotti accessori che, conformemente a quanto disposto dal principio
IFRS 15, dovrebbero costituire performance obligations distinte.
I ricavi sono rilevati al momento del trasferimento del controllo della merce (“at a point in time”), tale condizione dipende
da quanto stabilito con il cliente, nella maggior parte dei casi tale trasferimento del controllo avviene quando la merce è
presa in carico dal trasportatore (che può essere alternativamente un vettore o una nave). Successivamente al
trasferimento del controllo, il cliente ha piena discrezionalità sulla modalità di trasporto e distribuzione dei beni e sul
prezzo di vendita da applicare, ha piena responsabilità sul loro impiego e si assume i rischi dell’obsolescenza e della
eventuale perdita della merce.
Il Gruppo iscrive il credito nel momento in cui avviene il trasferimento del controllo, come indicato nel paragrafo
precedente, in quanto rappresenta il momento in cui il diritto al corrispettivo diventa incondizionato, poiché la scadenza
della fattura è la sola prerogativa che identifica quando il pagamento sia dovuto.
Secondo le condizioni contrattuali standard applicate dal Gruppo, il corrispettivo è certo e non vi sono parti variabili.
Inoltre, non vi sono vendite con diritto al reso stabilito contrattualmente. Il reso viene effettuato solo nel caso in cui vi sia
un errore nella qualità o nella consegna e quindi il bene venduto non ha rispettato le caratteristiche organolettiche
concordate con il cliente al momento dell’ordine.
I ricavi derivanti dalla prestazione di servizi sono rilevati lungo la durata del contratto (“during time”) qualora il contratto
consenta di essere remunerati per i singoli output erogati fino ad una certa data. Qualora questo invece non sia previsto,
il ricavo per l’erogazione del servizio viene contabilizzato nel determinato momento in cui viene erogato il servizio nella
sua interezza.
I contributi pubblici in conto esercizio sono registrati come ricavi nel momento in cui c’è la ragionevole certezza che
saranno concessi e laddove il Gruppo abbia adempiuto a tutte le condizioni necessarie per ottenerli. Quelli erogati in
conto impianti sono registrati al momento nel quale c’è la ragionevole certezza che saranno concessi e nel quale il
Gruppo ha adempiuto a tutte le condizioni necessarie per ottenerli ed il rilascio a conto economico avviene
progressivamente lungo la vita utile attesa dell’investimento di riferimento in quote costanti. Si rimanda alla precedente
nota i) per ulteriori specifiche.
Gli incentivi al settore delle energie rinnovabili vengono rilevati in base alle letture dei contatori di produzione; ai KW
prodotti viene applicato un incentivo come da conto energia.
Le vendite immobiliari vengono rilevate come ricavi nel momento in cui si verificano le seguenti condizioni: viene trasferito
il controllo dell’immobile; viene stabilito un corrispettivo fisso per la compravendita che non risulti modificabile da
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variazioni nelle quotazioni di mercato successive alla vendita; l’acquirente sopporta il rischio derivante da deperimento
del bene oggetto di cessione; il Gruppo non occupa più l’immobile e non ottiene alcuna redditività relativa al bene ceduto;
il Gruppo non ha ulteriori obblighi a cui adempiere dopo la consegna del bene.
r) Costi ed altre componenti di conto economico
I costi sono imputati secondo criteri analoghi a quelli di riconoscimento dei ricavi e comunque secondo il principio della
competenza temporale. Gli interessi attivi e passivi sono rilevati in base al criterio della competenza temporale, tenendo
conto del tasso effettivo applicabile.
s) Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito esposte nel conto economico includono imposte correnti e differite. Le imposte sul reddito sono
generalmente imputate a conto economico, salvo quando sono relative a fattispecie contabilizzate direttamente a
patrimonio netto. In questo caso anche le imposte sul reddito sono imputate direttamente a patrimonio netto.
Le imposte correnti sono le imposte che ci si aspetta di pagare calcolate applicando al reddito fiscale imponibile l’aliquota
fiscale in vigore alla data di riferimento del bilancio e le rettifiche alle imposte di esercizi precedenti.
Le imposte differite sono calcolate usando il cosiddetto "liability method" sulle differenze temporanee risultanti alla data
di bilancio fra i valori fiscali presi a riferimento per le attività e passività e i valori riportati a bilancio. Le imposte differite
attive sono riconosciute soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali
sufficienti per il loro recupero. Tale analisi viene eseguita con periodicità annuale alla data di chiusura del bilancio.
Differenze temporanee, tassabili e deducibili, sorgono quando i criteri di valutazione di attività e passività fanno rilevare
differenze tra bilancio e valutazioni fiscali. Le differenze derivanti dalle rettifiche per la valutazione al fair value, al
momento dell’acquisizione o successivamente, sono trattate come tutte le altre differenze tassabili o deducibili.
t) Utile per azione
1) Base
L’utile base per azione è calcolato dividendo il risultato complessivo del periodo attribuibile ai possessori di azioni
ordinarie della Capogruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo
le azioni proprie.
2) Diluito
L’utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato complessivo del periodo attribuibile ai possessori di azioni
ordinarie della Capogruppo, escludendo le azioni proprie. Ai fini del calcolo dell’utile diluito, la media ponderata delle
azioni in circolazione è modificata assumendo la conversione di tutte le potenziali azioni aventi effetti diluitivi, mentre il
risultato netto della Società è rettificato per tener conto degli effetti, al netto delle imposte, della conversione.
u) Informazioni settoriali
Un settore è definito come un’area di attività o un’area geografica nella quale si svolge l’attività del Gruppo caratterizzato
da condizioni e rischi diversi da quelli degli altri settori.
Un settore operativo, come richiamato dall’IFRS 8, è una componente di un’entità che esercita attività imprenditoriali
generatrici di ricavi e costi, i cui risultati sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo ai fini
dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati. L’obiettivo consiste
quindi nel fornire le dovute informazioni in merito alla natura e gli effetti sul bilancio delle diverse attività imprenditoriali
ed i contesti economici in cui opera.
Nel corso del primo semestre 2023 il Gruppo ha proceduto a una revisione dei settori operativi IFRS 8, riportando nel
Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato 2023 i nuovi settori in cui sono suddivise le attività del Gruppo, che, pertanto,
differiscono rispetto a quelli presenti nel Bilancio Consolidato 2022. Tale rappresentazione risulta, nell’ottica del Gruppo,
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maggiormente aderente alla gestione corrente del business, anche alla luce del nuovo Piano Industriale 2023-2027 e
delle attività di riorganizzazione perfezionate nel corso del 2022 e del 2023
L’attività svolta dal Gruppo è organizzata nei seguenti settori/attività:
(i) “settore Agro-Industriale”, consistente nella conduzione di terreni di proprietà o in concessione allo scopo di
coltivazione, raccolta e successiva lavorazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto agricolo;
(ii) “settore Sementiero”, consistente nell’attività effettuata dalla società SIS e dalla sua controllata Quality Seeds
S.r.l. articolata su tutte le fasi del ciclo del seme agricolo che si estrinseca attraverso: (a) l’attività di ricerca e sviluppo
finalizzata al miglioramento delle varietà esistenti e alla costituzione di nuove varietà, nonché di screening (ossia lo
sviluppo di test varietali su specifici territori al fine di comprendere l’efficacia in termini di germinabilità); (b) l’attività di
produzione che consiste nella moltiplicazione di semi e nella loro successiva lavorazione (sia per varietà di semi di
proprietà del Gruppo sia per varietà di altri costitutori rispetto alle quali il Gruppo vanta diritti di esclusiva); e (c) l’attività
di commercializzazione di semi in modo diretto, ossia attraverso la rete commerciale di Gruppo, ovvero indirettamente
attraverso accordi di riproduzione e/o commercializzazione con società terze per cui il Gruppo riceve delle royalty; e
(iii) “settore CAI”, che si occupa delle attività di (a) commercializzazione di prodotti e di erogazione di servizi
prevalentemente diretti al mondo agricolo e agli imprenditori agricoli; e (b) gestione di centri di stoccaggio.
Inoltre, alcuni settori sono stati raggruppati ulteriormente per misurare i risultati di CGU così per come identificate dal
Gruppo ed evidenziato in apposita tabella informativa settoriale. Il richiamo è altresì riconducibile ai perimetri di
Avviamenti iscritti a bilancio consolidato alla cui apposita sezione si rimanda.
I principali valori attribuiti ai singoli settori sono riconciliati con la situazione patrimoniale-finanziaria ed il conto economico
del Gruppo, rappresentando separatamente le elisioni inter- ed intra-attività. Le transazioni tra attività sono valorizzate
a prezzi di mercato.
In calce al presente documento viene proposta la contribuzione al risultato dei settori.
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v) Stime del fair value
L’IFRS 13 definisce una precisa gerarchia del fair value organizzata su tre livelli, che tengono conto del grado di
osservabilità degli input impiegati per la stima. Essi determinano, di fatto, diversi livelli di attendibilità del fair value.
Gli input rappresentano le assunzioni che gli operatori di mercato farebbero nel determinare il prezzo relativo dell'attività
o passività, incluse le assunzioni relative al rischio.
In termini generali, l’IFRS 13 stabilisce che le tecniche di valutazione utilizzino il livello informativo più elevato ed
attendibile. Gli input del livello 1 sono costituiti dai prezzi quotati in mercati attivi per attività o passività identiche ai quali
il Gruppo può accedere alla data di valutazione. Gli input del livello 2 sono costituiti da prezzi quotati per attività o
passività similari in mercati attivi, prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi, input
diversi dai prezzi quotati osservabili per attività o passività (p.e.: tassi di interessi, spread, …), input corroborati dal
mercato attraverso l’elaborazione di correlazioni o altri mezzi. Gli input del livello 3 sono quelli non osservabili, per i quali
non sono disponibili dati di mercato e che riflettono le assunzioni che un partecipante al mercato farebbe nel cercare di
attribuire un prezzo ad una attività o passività, ivi incluse le assunzioni circa il rischio.
Il fair value degli investimenti immobiliari, come riportato nella nota a.1), rientra nel livello 2.
Il fair value delle anticipazioni colturali correnti, come descritto nella nota b), rientra nel livello 2.
Il fair value delle rimanenze finali di prodotti agricoli (adottato come costo al momento del loro raccolto), come descritto
nella nota g), rientra nel livello 1, facendo riferimento alle quotazioni dei prodotti rilevate presso le Borse Merci di Bologna
e di Milano.
Il fair value degli strumenti finanziari, come riportato nella nota f), rientra nel livello 3 in riferimento alle partecipazioni in
società non quotate.
Uso di stime e assunzioni
La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l’effettuazione di stime ed assunzioni che
hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività
e passività potenziali alla data di riferimento. Nell’effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali
fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.
I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per l’avviamento, per gli investimenti
immobiliari, per le attività biologiche correnti, per i benefici ai dipendenti, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione
crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati e delle partecipazioni in
società collegate e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione
sono immediatamente iscritti a Conto Economico.
Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie
disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa
sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di
mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo del Gruppo. Tali cambiamenti nelle
assunzioni sono anch’essi riflessi in bilancio quando si realizzano.
Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali
perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del
bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un’immediata valutazione di eventuali
perdite di valore.
Di seguito sono elencate le voci di bilancio che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli
amministratori nell’elaborazione delle stime e per le quali un cambiamento delle condizioni sottostanti alla valutazione
può avere un impatto anche significativo sul bilancio del Gruppo:
- Avviamento;
- Investimenti immobiliari;
- Attività biologiche correnti;
- Benefici ai dipendenti;
- Partecipazioni in Joint Ventures;
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- Crediti per imposte anticipate.
Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.
EVENTI DI RILIEVO AVVENUTI DOPO IL 31 DICEMBRE 2023
Di seguito vengono descritti i principali eventi occorsi in data successiva al 31 dicembre 2023.
Partnership in Ghana
In data 16 gennaio 2024 la controllata BF International Best Fields Best Food Limited (“BFI”) ha avviato la partnership
societaria con Musahamat Farms Limited (“MUSAHAMAT”) società di diritto ghanese attiva nel settore agricolo e, tra
l’altro, nella coltivazione e piantagione di banane. In particolare, le parti hanno costituito la società BF GHANA LIMITED
(“BF GHANA”), veicolo societario di diritto inglese controllato da BFI e costituito per lo sviluppo dell’agricoltura in Ghana,
in cui è stato conferito il ramo d’azienda operativo di MUSAHAMAT (per la cui gestione locale è prevista un’apposita
sede secondaria nel territorio della Repubblica del Ghana) che include, tra l’altro, circa 260 lavoratori, nonché
l’assegnazione, per effetto dell’autorizzazione già rilasciata dal governo Ghanese, della concessione per la coltivazione
di un’area sita nella regione del fiume Volta per un’estensione di circa 1.700 ettari. In base agli accordi sottoscritti tra le
parti, BF GHANA diverrà assegnataria di un’ulteriore concessione per la coltivazione di un’area sita nella stessa regione
per un’estensione di circa altri 5.900 ettari. Il piano industriale 2024-2027, approvato dal Consiglio di Amministrazione di
BF GHANA, prevede, tra l’altro, la coltivazione e produzione di mais, soia, grano, riso, pomodoro, destinati al mercato
interno, e banane, nonché investimenti per la costruzione ed implementazione di un sistema di irrigazione che consentirà
l’estrazione dell’acqua dal fiume Volta e includerà linee portanti per trasportare e fornire l'acqua in tutta l’area coltivabile.
Sottoscrizione memorandum per l’avvio di una collaborazione strategica nel settore agricolo in Kazakhstan
In data 18 gennaio 2024 BFI ha sottoscritto con Agrofirma TNK LLP il Memorandum per l’avvio di una partnership
strategica destinata allo sviluppo del settore agricolo in Kazakhstan utilizzando le reciproche esperienze e, in particolare,
il know-how del Gruppo BF in materia di gestione del processo di coltivazione e di semina, anche con l’impiego delle
tecniche di agricoltura di precisione, nonché la realizzazione di progetti di filiera che prevedano investimenti nel settore
agroindustriale così da favorire anche la produzione e distribuzione dei prodotti agricoli del Kazakistan nel mercato
internazionale.
Ingresso del Consorzio Agrario di Siena in CAI
In data 30 gennaio 2024, BF, la controllata Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. (“CAI”), gli altri soci attuali di CAI (i “Consorzi
Soci Attuali”) e Consorzio Agrario di Siena Società Cooperativa (“Consorzio Siena”) hanno dato esecuzione a
un’operazione straordinaria che include (l’“Operazione CAI-Siena”):
(i) il conferimento da parte di Consorzio Siena in CAI di un ramo d’azienda costituito dai compendi aziendali
strumentali alle attività core del consorzio, ossia alla produzione, alla commercializzazione e alla erogazione di
prodotti e servizi agricoli, unitamente ad alcuni immobili, impianti e attrezzature, beni immateriali, capitale
circolante, personale e relative passività, nonché una parte dell’indebitamento finanziario, strumentali allo
svolgimento dell’attività caratteristica (il “Conferimento del Ramo d’Azienda”), mediante sottoscrizione e liberazione
di un aumento di capitale sociale di CAI riservato a Consorzio Siena, per un importo di nominali Euro 21.418.000,
oltre a sovrapprezzo pari a Euro 5.000.000. Il Conferimento del Ramo d’Azienda è divenuto efficace a far data dal
1 marzo 2024;
(ii) la sottoscrizione e liberazione da parte di BF di un aumento del capitale sociale di CAI riservato a BF, in denaro,
per un importo complessivo di Euro 12.500.000 (l’“Aumento di Capitale Riservato”); e
(iii) la sottoscrizione, da parte di BF, dei Consorzi Soci Attuali e del Consorzio Siena, di un patto parasociale recante
termini e condizioni dei reciproci diritti e obblighi quali soci di CAI, avuto particolare riguardo al governo societario
di CAI e la circolazione delle relative partecipazioni, sostanzialmente in linea con il patto parasociale in essere tra
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BF e i Consorzi Soci Attuali,
il tutto in conformità a quanto previsto da un accordo di investimento sottoscritto, sempre in data 30 gennaio 2024, da
BF, CAI e i Consorzi Soci Attuali, da un lato, e il Consorzio Siena, dall’altro lato.
L’Operazione CAI-Siena si inserisce nel percorso di consolidamento della rete di vendita di CAI, nonché di sviluppo del
portafoglio di prodotti e servizi offerti dal Gruppo, secondo le assunzioni sull’evoluzione del business e gli obiettivi
commerciali previsti dal piano industriale di Gruppo per gli esercizi 2023-2027, approvato dal consiglio di
amministrazione di BF in data 21 luglio 2023 (il “Piano Industriale”). L’impatto economico immediato atteso dal
Conferimento del Ramo d’Azienda, su base annua, è un incremento del fatturato di Gruppo di circa Euro 100 milioni. In
ottica strategica e prospettica, l’Operazione CAI-Siena (i) quanto alla produzione, permette di acquisire tra l’altro un
sementificio e un mangimificio e, quindi, di incrementare i prodotti a marchio proprio offerti; (ii) in merito alla distribuzione,
contribuisce alla riorganizzazione e al rafforzamento della rete commerciale e distributiva in Toscana e nell’alto Lazio,
nonché all’efficientamento del magazzino; e (iii) più in generale, per effetto dell’incremento della vendita di prodotti
tradizionali, può contribuire ad un aumento della correlata fornitura di servizi a favore degli operatori del mercato agricolo
(modello as-a-service).
Si prevede che le risorse finanziarie messe a disposizione di CAI da BF - mediante la sottoscrizione dell’Aumento di
Capitale Riservato - siano utilizzate da CAI per dare attuazione a parte degli investimenti per l’efficientamento e lo
sviluppo del settore CAI, sempre secondo quanto previsto dal Piano Industriale. L’Aumento di Capitale Riservato si
qualifica quale operazione con parte correlata, in quanto CAI è controllata da BF - più in particolare come “operazione
con parte correlata di minore rilevanza” - ai sensi del Regolamento CONSOB 17221/2010 e della Procedura per le
operazioni con parti correlate adottata da BF; tale operazione, in quanto infragruppo, è stata qualificata, in conformità
alla Procedura per le operazioni con parti correlate adottata da BF, esente dall’applicazione dei presidi di governance
previsti dalle disposizioni citate.
Per effetto della sottoscrizione dell’Aumento di Capitale di BF, la Società detiene il 36,01% di CAI rispetto al 35,89% al
31 dicembre 2023.
Sempre in esecuzione dell’Accordo, BF, i Consorzi Soci Attuali e Consorzio Siena hanno sottoscritto un patto parasociale
recante termini e condizioni dei reciproci diritti e obblighi quali soci di CAI, avuto particolare riguardo al governo societario
di CAI e la circolazione delle relative partecipazioni societarie (il “Patto Parasociale”), sostanzialmente in linea con il
patto parasociale in essere tra BF e i Consorzi Soci Attuali descritto in precedenza.
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Accordo di investimento di ENI in SIS
In data 19 febbraio 2024, BF, CAI e la controllata S.I.S. - Società Italiana Sementi S.p.A. ( “SIS”), da un lato, e Eni Natural
Energies S.p.A. (società controllata da Eni S.p.A. “ENE”), dall’altro lato, hanno sottoscritto un accordo di investimento
che disciplina i termini e le condizioni di un’operazione volta a consolidare il rapporto di collaborazione avviato tra il
gruppo Eni e il Gruppo con l’obiettivo di sviluppare la produzione di sementi nell’ambito non food per la filiera energetica
(l’“Accordo”). In particolare, l’Accordo:
(i) disciplina l’investimento da parte di ENE in SIS di un importo complessivamente pari a Euro 25.000.000, a fronte
dell’acquisto di una partecipazione rappresentativa di circa il 17% del capitale sociale di SIS, da attuarsi mediante
la sottoscrizione di un aumento di capitale sociale di SIS riservato a ENE e la cessione a ENE, da parte di CAI, di
una partecipazione rappresentativa del 3,45% del capitale sociale di SIS (fully diluted post esecuzione dell’aumento
di capitale di SIS riservato a ENE);
(ii) prevede la sottoscrizione da parte di ENE e SIS di un accordo quadro commerciale, con durata decennale, avente
a oggetto la creazione e l’avvio, entro la fine del mese di giugno 2024, di una divisione di sementi non food all’interno
di SIS (“Divisione Agro-Energie”), nonché reciproci obblighi e diritti in merito all’approvvigionamento di sementi da
parte di ENE; e
(iii) include alcune previsioni di natura parasociale (da recepire nello statuto di SIS) volte a tutelare l’investimento di
ENE in SIS, ossia taluni diritti di governance a favore di ENE e talune limitazioni al trasferimento delle partecipazioni
in CAI, in linea con la prassi di mercato per operazioni similari (nel complesso, l’“Operazione SIS-ENE”).
Allo stato, si prevede che l’Operazione SIS-ENE possa essere perfezionata nei prossimi mesi, subordinatamente a: (i)
la previa verifica della rilevanza dell’Operazione SIS-ENE ai fini dell’applicazione della normativa in tema di golden
power; e (ii) l’assenza di eventi che possano pregiudicare gravemente l’Operazione SIS-ENE.
L’Accordo di Investimento disciplina, altresì, i reciproci rapporti tra BF, CAI ed ENE quali soci di SIS, in particolare, alcuni
diritti di governance di ENE a protezione del proprio investimento, nonché limitazioni al trasferimento delle partecipazioni,
in linea con la prassi di mercato per operazioni similari, e che verranno anche recepiti nello statuto sociale di SIS.
L’Operazione rientra nelle iniziative volte alla crescita del Gruppo BF nel settore sementiero previste nel piano industriale
del Gruppo BF per il periodo 2023-2027, approvato dal Consiglio di Amministrazione di BF lo scorso 21 luglio 2023, e
non determina modifiche rispetto alle prospettive precedentemente indicate al mercato.
È previsto che le risorse rivenienti dall’operazione di investimento siano destinate alla realizzazione della Divisione Agro-
Energie, nonché a possibili operazioni volte ad ampliare la capacità produttiva e il know-how di SIS, il tutto in coerenza
con gli obiettivi del piano industriale.
.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
90
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA E
CONTO ECONOMICO
SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA
ATTIVO NON CORRENTE
(1) IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
Di seguito si riporta la suddivisione delle immobilizzazioni materiali appartenenti al Gruppo con specifica indicazione del
valore contabile lordo e netto per ciascuna categoria.
31/12/2023 31/12/2022 Fondi Fondi Valore Valore CATEGORIA Valore Valore Variazione Ammortamento Ammortamento contabile contabile netto netto lordo lordo Proprietà fondiaria Terreni agricoli 176.861 (3.608) 173.253 173.784 (317) 173.467 (214) Risai, medicai e officinali 1.557 (525) 1.032 1.614 (393) 1.221 (189) Fabbricati 263.296 (30.373) 232.923 250.876 (23.282) 227.594 5.329 Centro aziendale “L. Albertini” 7.121 7.121 7.077 7.077 44 Immobilizzazioni in corso Altri beni Impianti e Macchinari 144.175 (55.268) 88.907 123.342 (34.175) 89.167 (260) Attrezzature 20.635 (12.640) 7.995 18.534 (10.861) 7.673 322 Altri 9.574 (6.022) 3.552 7.262 (4.083) 3.179 373 Immobilizzazioni in corso 37.599 - 37.599 40.863 - 40.863 (3.264) TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 660.818 (108.436) 552.382 623.352 (73.111) 550.241 2.141
Di seguito una descrizione delle movimentazioni avvenute nel corso del 2023 e del 2022:
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Variazioni area Svalutazioni di Riclassifiche Valore netto Ammortamento del Storno fondo Valore netto CONSO Incrementi Decrementi consolidamento 31/12/2022 periodo amm.to 31/12/2023 Proprietà fondiaria Terreni 173.468 36 (117) (415) - - - 282 173.253 Risaie, medicai e officinali 1.220 126 (41) (233) 36 (77) - 0 1.031 Fabbricati 227.594 3.583 (395) (7.414) 190 - 9.363 232.921 Centro aziendale “L. Albertini” 7.077 44 - - - - - 0 7.121 409.360 3.789 (553) (8.062) 226 (77) - 9.645 414.327 Altri beni Impianti e Macchinari 89.167 5.162 (1.443) (8.888) 677 - 4.233 88.908 Attrezzature 7.673 2.465 (1.332) (1.460) 237 - 411 7.994 Altri 3.179 1.105 (25) (846) 6 - 133 3.551 Immobilizzazioni in corso 40.864 12.008 (849) - - (2) (14.421) 37.600 140.883 20.740 (3.649) (11.194) 920 (2) - (9.644) 138.054 TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 550.243 24.529 (4.202) (19.256) 1.146 (79) - 1 552.382
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Valore Storno Incremento Decremento IncrementDecrementAmmortamentSvalutazionRiclassifichnetto Variazioni Valore fondo area di area di netto i i o del periodo i conferimente 31/12/202amm.to consolidamentconsolidament31/12/21 o NE 2 o o CATEGORIA Proprietà fondiaria Terreni agricoli 167.179 41 - (217) - - 6.465 - 173.468 Risaie, medicai e officinali 1.256 209 - (245) - - - - 1.220 Fabbricati 127.326 782 (16) (5.372) - 100.835 1.576 2.465 227.594 Centro aziendale “L. Albertini” 6.945 59 - - - - 73 7.077 Immobilizzazioni in corso - 302.706 1.090 (16) (5.834) - 100.835 8.041 2.538 409.360 Altri beni Impianti e Macchinari 48.529 3.211 (651) (5.452) 139 34.761 8.606 (60) 87 89.167 Attrezzature 7.028 835 (612) (2.358) 112 (7) 721 914 (223) 1.262 7.673 Altri 2.322 619 (45) (586) 13 537 214 (83) 187 3.179 Immobilizzazioni in corso 20.213 19.372 (64) - - 2.393 1.667 - (2.717) 40.864 78.092 24.037 (1.372) (8.396) 264 (7) 38.412 11.400 (367) (1.180) 140.884 TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 380.798 25.127 (1.389) (14.230) 264 (7) 139.246 19.442 (367) 1.358 550.243
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
93
INCREMENTI
Gli incrementi sui fabbricati si riferiscono principalmente ai nuovi centri logistici di CAI (2.863 migliaia di euro) ed agli
interventi eseguiti per la realizzazione (ristrutturazione, demolizione e nuove costruzioni) del centro zootecnico di
Marrubbiu (OR). Per quanto riguarda impianti e macchinari si riferiscono principalmente a nuovi macchinari del polo
mangimistico (3.142 migliaia di euro) all’impianto di irrigazione per l’oliveto della tenuta di Santa Caterina (Cortona) per
255 migliaia di Euro, all’impianto di irrigazione nella tenuta di Arborea per 203 migliaia di Euro, a nuovi impianti per la
stalla di Arborea per 239 migliaia di euro e, per 451 migliaia di Euro, al nuovo pereto realizzato nella tenuta di Jolanda
di Savoia. Con riferimento alle attrezzature gli incrementi si riferiscono principalmente al nuovo impianto antincendio del
Pastificio Fabianelli per 104 migliaia di Euro, a macchinari agricoli per 245 migliaia di Euro e ad attrezzature per il polo
mangimistico di CAI (1.371 migliaia di euro). Con riferimento alle immobilizzazioni in corso gli incrementi sono da
ascriversi principalmente al nuovo magazzino in corso di realizzazione presso BIA per 595 migliaia di Euro, a migliorie
sui terreni in corso di realizzazione sulle varie tenute per 1.070 migliaia di Euro e a ristrutturazioni in corso di realizzazione
sugli immobili di Jolanda di Savoia e di Massa Marittima per 471 migliaia di Euro, al nuovo impianto di selezione del
settore sementiero (517 migliaia di euro), con riferimento al settore CAI si riferiscono principalmente alle attività di
ristrutturazione delle sedi ed ai progetti di sviluppo (3.147 migliaia di euro). Per quanto riguarda Terreni, risaie, medicai
e officinali si riferiscono a migliorie dei fondi agricoli del settore agroindustriale.
Nelle immobilizzazioni in corso, gli incrementi si riferiscono principalmente a: (i) per quanto riguarda il settore CAI, di
spese sostenute con riferimento a progetti di “filiera” che sarà finanziato anche con le misure del PNRR nazionale e
relativo ad interventi da effettuarsi in determinati siti con lo scopo di sviluppare nuovi poli logistici, con riferimento al
settore (3.479 migliaia di euro); (ii) con riferimento al settore agroindustriale riguardano principalmente spese per la
costruzione del campus universitario (5.361 migliaia di euro) e spese per la realizzazione di nuovi impianti produttivi
(2.652 migliaia di euro); (iii) per quanto riguarda il settore sementiero riguardano principalmente gli investimenti legati
alla costruzione del nuovo stabilimento di SIS.
DECREMENTI E RICLASSIFICHE
La variazione in diminuzione delle immobilizzazioni in corso è legata alle operazioni di cespitazione dovute alla messa
in uso dei vari asset nel ciclo produttivo delle singole entità, le restanti variazioni in diminuzione delle varie voci sono
legate ad una normale attività operativa e relativa dismissione.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(2) INVESTIMENTI IMMOBILIARI
La voce in oggetto è composta dagli investimenti immobiliari detenuti dal Gruppo in terreni e fabbricati.
Valore netto Rivalutazioni Svalutazioni Valore netto CATEGORIA Incrementi Decrementi 31/12/22 a CE a CE 31/12/2023 Proprietà fondiaria Terreni 7.290 - - - (350) 6.940 Fabbricati 18.754 208 (2) 1.085 (612) 19.434 TOTALE INVESTIMENTI IMMOB. 26.044 208 (2) 1.085 (962) 26.374
Gli incrementi alla voce Fabbricati si riferiscono a migliorie e manutenzioni straordinarie eseguite su immobili di proprietà
del Gruppo.
Le voci di rivalutazione e svalutazione sono movimentate a seguito della valutazione dei fabbricati IAS 40 al
corrispondente fair value determinato sulla base di una perizia di stima, predisposta annualmente ed a fine esercizio da
primaria società di consulenza nell’ambito real estate.
Come richiesto dall’IFRS 13, si evidenzia che il fair value adottato per la valorizzazione degli investimenti immobiliari
rientra nel livello gerarchico 2, e nella valutazione effettuata dal Gruppo al 31 dicembre 2023 sono stati presi quale
riferimento i valori al metro quadro minimi e massimi per comune utilizzati nella valorizzazione dei fabbricati urbani al 31
dicembre 2022 rimasti pressoché invariati rispetto a tale data e di seguito riportati.
Valore (€/mq) FABBRICATI URBANI Min Max COMUNE DI ROMA 7.500 9.000 COMUNE DI FERRARA 2.000 2.300 COMUNE DI JOLANDA DI SAVOIA 800 1.000 COMUNE DI MESOLA 500 700 COMUNE DI MIRABELLO 900 1.300 COMUNE DI POGGIO RENATICO 900 1.300 COMUNE DI ALTEDO 850 1.850 COMUNE DI CORTONA 1.075 2.460
Valore (€/ha) TERRENI Min Max COMUNE DI ALTEDO 15.000 30.000 COMUNE DI CORTONA 16.000 40.000
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(3) ATTIVITA’ BIOLOGICHE
La voce comprende il valore delle Attività biologiche del Gruppo suddivise in correnti e non correnti.
31/12/2023 31/12/2022 Valore CATEGORIA Variazione Fondi Valore Valore contabile Fondi Valore contabile ammortamento netto lordo ammortamento netto lordo Non correnti 3.347 (354) 2.993 3.340 (290) 3.050 (57) Non correnti in corso 2.408 2.408 1.919 1.919 489 Correnti 14.839 14.839 12.774 12.774 2.065 TOTALE 20.593 (354) 20.241 18.033 (290) 17.743 2.497
ATTIVITA' BIOLOGICHE NON 31/12/2021 Incrementi Decrementi Ammortamento 31/12/2022 CORRENTI Valore contabile lordo 3.340 0 3.340 Fondo ammortamento (226) (64) (290) Non correnti in corso 1.632 287 1.919 TOTALE 4.746 287 0 (64) 4.969
ATTIVITA' BIOLOGICHE NON 31/12/2022 Incrementi Decrementi Ammortamento 31/12/2023 CORRENTI Valore contabile lordo non correnti 3.340 0 3.340 Fondo ammortamento non correnti (290) (64) (354) Non correnti in corso 1.919 496 2.415 TOTALE 4.969 496 0 (64) 5.401
Le Attività biologiche non correnti in corso comprendono il valore dell’impianto in corso di realizzazione dell’oliveto
nella tenuta di S. Caterina nel comune di Cortona.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Nella tabella seguente si riporta una ripartizione delle Attività biologiche correnti per tipologia e natura:
ATTIVITA' BIOLOGICHE CORRENTI 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Anticipazioni colturali al Costo 312 587 (275) Anticipazioni colturali al Fair Value 3.609 2.352 1.257 Zootecniche 10.918 9.835 1.083 TOTALE 14.839 12.774 2.065
Le Attività biologiche correnti comprendono (i) la valorizzazione delle coltivazioni della campagna 2023/2024 che al
31 dicembre 2023, data della presente relazione, non avevano terminato il proprio ciclo colturale con l’attività di raccolta
("Anticipazioni colturali") e (ii) il valore dei capi allevati giacenti in stalla alla data di riferimento.
Le Anticipazioni colturali sono valutate al fair value al netto dei costi di vendita. In alcuni casi il fair value può essere
approssimato dai costi sostenuti per portare a maturazione i prodotti, in particolare quando si sono verificate solo piccole
trasformazioni biologiche dal sostenimento del costo iniziale oppure quando non ci si attende che la trasformazione
biologica abbia un impatto rilevante sul prezzo.
Con riferimento alle Anticipazioni colturali valutate con il metodo del costo le variazioni rilevate nel 2023 sono
relative al settore agroindustriale e sono da considerare quale mero minor numero di colture valutate con tale metodo
rispetto la fine del 2022
Con riferimento alle Anticipazioni colturali valutate con il metodo del Fair Value, l’incremento è legato principalmente
alla differente Piano colturale tra i due esercizi.
Le Attività biologiche Correnti zootecniche si riferiscono ai capi allevati presso la stalla sita in Jolanda di Savoia e
presso quella sarda a Marrubiu; tali attività sono valutate al fair value al netto dei costi di vendita, tenendo in
considerazione l’accrescimento conseguito nell’esercizio in termini di kg (stalla di Jolanda di Savoia, Marrubbiu) e
tipologia di bovino (capi presso la tenuta di Le Piane)
L’incremento del valore di 1.087 migliaia di Euro è legato al mix di bovini presenti in stalla.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(4) IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
Nella tabella seguente si riporta una sintesi dei saldi delle Immobilizzazioni Immateriali ripartite nelle loro principali voci
al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2023 e successivamente la tabella delle relative movimentazioni:
31/12/2022 31/12/2023 Valore Valore Fondi CATEGORIA Fondi Valore Valore contabile contabile Ammorta Ammortamento netto finale netto lordo lordo mento SOFTWARE 2.180 (908) 1.272 3.596 (1.981) 1.616 IMMOB. IMMAT. C.SO 4.181 (4) 4.177 7.517 7.517 IMMOB. IMMAT. C.SO SVILUPPO PRODOTTI 4.597 - 4.597 5.832 (118) 5.714 SVILUPPO PRODOTTI 7.353 (2.789) 4.564 7.434 (4.198) 3.236 DIRITTI VARIETALI 9.329 (3.733) 5.595 9.329 (4.355) 4.973 DIRITTI D'USO 75.228 (10.608) 64.620 77.953 (20.421) 57.532 ALTRE IMMOB. IMMATERIALI 88.786 (9.833) 78.953 109.053 (23.719) 85.334 TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI 191.653 (27.875) 163.778 220.714 (54.793) 165.921
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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StornValore Valore o Incrementi Decrementi Ammortamnetto netto IncremDecremfondConferimRiclassifiarea di da area di CATEGORIA ento del finale 31/12/2enti enti o ento NE che consolidamconsolidamperiodo 31/12/2021 amm.ento ento 022 to SOFTWARE 806 592 (79) (284) 195 42 1.272 IMMOB. IMMAT. C.SO e C.SO 8.284 7.730 (3.099) (4) (1.337) 43 (2.843) 8.773 SVILUPPO PRODOTTI SVILUPPO PRODOTTI 6.894 953 (1.170) 354 1 (2.468) 4.564 DIRITTI VARIETALI 6.217 (622) 5.595 DIRITTI D'USO 16.316 10.611 (2.468) (6.350) 288 43.170 186 2.867 64.620 ALTRE IMMOB. IMMATERIALI 52.349 7.277 (1.245) (7.484) - 16.811 788 10.701 (244) 78.953 TOTALE IMMOBILIZZAZIONI 90.866 27.163 (6.891) (15.914) 288 59.981 186 13.654 (5.555) 163.778 IMMATERIALI
Valore Storno Valore Altri netto IncremenDecremenAmmortamentfondo Riclassifichnetto CATEGORIA movimen31/12/202ti ti o del periodo amm.te 31/12/202ti 2 o 3 SOFTWARE 1.272 715 - (431) - (0) 59 1.616 IMMOB. IMMAT. C.SO e C.SO SVILUPPO PRODOTTI 8.773 7.074 (2.420) (97) - 11 (111) 13.232 SVILUPPO PRODOTTI 4.564 22 - (1.455) - - 105 3.236 DIRITTI VARIETALI 5.595 - - (622) - - - 4.973 DIRITTI D'USO 64.620 4.019 (2.785) (9.237) 784 132 (0) 57.533 ALTRE IMMOB. IMMATERIALI 78.953 16.769 (1.231) (8.337) 22 154 (1.000) 85.331 TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI 163.778 28.600 (6.436) (20.178) 806 297 (948) 165.920
Tra le componenti sopra riportate che rilevano nell’esercizio, vi sono le “Altre Immobilizzazioni immateriali” e i “Diritti
d’uso”;
L’incremento della voce Immobilizzazioni immateriali in corso pari a 7.074 migliaia di Euro riguarda le capitalizzazioni
relative ai diversi progetti di sviluppo posti in essere a sostegno delle attività del Gruppo, volti all’accrescimento di know-
how aziendale nei diversi settori in cui opera il Gruppo stesso ed allo sviluppo di nuovi prodotti a marchio “Le Stagioni
d’italia” A conclusione di tali progetti, ovvero alla commercializzazione dei prodotti stessi, gli importi precedentemente
capitalizzati sono riclassificati alla voce Sviluppo Prodotti a fronte del detto termine della fase di sviluppo ed avvio del
periodo di ammortamento. Tra i diversi progetti si segnala, il progetto riguardante lo sviluppo di un sistema di tracciabilità
e di rilevazione delle informazioni legate alle tematiche di sostenibilità per l’intera filiera agroindustriale. L’incremento
della voce software pari a 715 migliaia di Euro si riferisce al nuovo sistema IT di Gruppo in corso di sviluppo.
L’incremento della voce Diritti d’Uso pari a 4.019 migliaia di è da riferirsi principalmente alla locazione del nuovo ufficio
di Milano ed all’acquisto di nuove trattrici agricole, mentre il decremento di 2.785 migliaia di Euro è ascrivibile alla
chiusura anticipata di numerosi contratti di affitto nel corso dell’anno.
Si riporta per chiarezza espositiva quanto allocato alla Voce Altre Immobilizzazioni Immateriali facendo richiamo a quanto
descritto nella Relazione Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2021 in merito alla PPA di CAI e quanto è emerso dai
processi allocativi delle neo acquisite Bia Spa e Pastificio Fabianelli Spa e dal conferimento del ramo d’azienda dai
Consorzi Agrari del NordEst nella Relazione Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2022. Nello specifico, i valori al lordo
dei rispettivi fondi ammortamento sono:
- 2.796 migliaia di Euro allocati a Diritti contrattuali rivenienti a cascata dai conferimenti (i) della
partecipazione totalitaria di Italian Tractor da Consorzi Agrario dell’Emilia a CAI Spa per 506 migliaia di euro e
(ii) della partecipazione totalitaria di Assicai per 2.288 migliaia di Euro a far data dal 1/10/2021;
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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- 11.720 migliaia di Euro allocati ad attività immateriali legati alla clientela acquisita in ragione
dell’operazione di acquisizione della partecipazione su Eurocap Petroli;
- 12.780 migliaia di Euro allocati quali asset immateriali legati all’insegna “Consorzi Agrari d’Italia” e
quindi al valore della rete commerciale apportata con l’acquisizione;
- 1.799 migliaia di Euro allocati a Diritti contrattuali, quale incremento del 2022, in continuità con quanto
operato in sede di PPA CAI al 31 dicembre 2021;
- 7.500 migliaia di Euro allocati in sede di PPA per BIA quali asset immateriali derivanti da Customer
list;
- 491 migliaia di Euro allocati in sede di PPA per Marchio BIA;
- 13.256 migliaia di Euro in sede di PPA per il conferimento dei Consorzi Agrari del NordEst in CAI Spa
e attribuita al maggior valore apportato dall’insegna ovvero dal valore intrinseco della rete commerciale;
- 1.722 migliaia di Euro in sede di PPA per l’acquisizione del Pastificio Fabianelli ed allocati a Customer
list;
- 808 migliaia di Euro in sede di PPA per l’acquisizione del Pastificio Fabianelli ed allocati a marchio;
- 1.785 migliaia di Euro in sede di PPA per il conferimento dei Consorzi Agrari del Nord Est e nello
specifico per la Customer list legata allo specifico ramo dei carbolubrificanti conferito.
I valori sopra esposti sono al lordo degli effetti fiscali conseguenti; quest’ultimi sono rilevati all’apposito Fondo Imposte
differite.
Nel corso dell’esercizio si è altresì provveduto alla contabilizzazione dei relativi ammortamenti considerando come vita
utile rispettivamente 10 anni per i Diritti contrattuali, 15 anni per Clientela acquisita “Customer List” e 12 anni per l’insegna
“Consorzi Agrari d’Italia” ed insegna “Consorzi Agrari del Nord Est”.
L’incremento della voce altre immobilizzazioni immateriali, con riferimento al settore CAI riguarda principalmente la
capitalizzazione dei costi sostenuti per lo sviluppo di competenze e know how legato per lo sviluppo di nuovi prodotti
(4.361 migliaia di euro), con riferimento al settore Agroindustriale riguardano principalmente i costi sostenuti per la
creazione della nuova piattaforma legata alla tracciabilità (4.221 migliaia di euro), e dal processo di allocazione definitiva
della PPA del Pastificio Fabianelli (2.500 migliaia di euro)
Con riferimento al decremento delle immobilizzazioni immateriali in corso è ascrivibile al processo di cespitazione dei
progetti arrivati a compimento.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
100
(5) AVVIAMENTO
Si riporta in tabella i valori della voce Avviamenti:
Variazione DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Avviamento 64.013 64.576 (563)
Gli importi iscritti in tal voce si riferiscono alle differenze da annullamento, tra il costo d’acquisto delle partecipazioni e la
frazione di patrimonio netto delle società controllate di pertinenza della Controllante al momento dell’acquisto valutato al
fair value e non allocabili a specifici assets.
Nel corso 2023 le variazioni fanno riferimento a:
- Incremento per 746 migliaia di Euro a fronte di maggior valore allocato ad avviamento per l’acquisizione di
BIA nell’ambito della definizione del processo di PPA (Purchase Price Allocation) e quale ulteriore processo
valutativo nella definizione finale del metodo adottato dalla capogruppo in caso di business combination;
- decremento per 2.130 migliaia di Euro a fronte di minore valore allocato ad avviamento per l’acquisizione
del Pastificio Fabianelli nell’ambito del processo di PPA;
- 822 migliaia di Euro a fronte dell’incremento dell’avviamento in Eurocap riconducibili all’acquisto del ramo
d’azienda dalla società Petroltenna S.r.l.
Gli avviamenti al 31 dicembre 2023 sono allocati alle seguenti CGU.
31/12/2022 31/12/2023 Incrementi Decrementi Avviamenti per CGU CGU Agro industriale 41.628 814 (2.198) 40.244 CGU Sementi 3.479 3.479 CGU Carburanti 17.740 822 18.562 CGU ZooAsset 1.727 1.727 64.576 1.636 (2.198) 64.013
Impairment test
Si specifica che al termine di ogni esercizio tale voce è oggetto di apposito impairment test con riferimento alla possibilità
di mantenimento del valore iscritto nel bilancio consolidato, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dallo IAS n. 36. In
particolare, il processo si è sostanziato nella stima del valore recuperabile delle CGU identificate dalla Società ovvero la
CGU Agro-Industriale, la CGU Sementi e la CGU CAI con riferimento al settore carburanti e Zooasset. È altresì stata
assoggettata a impairment test la partecipazione detenuta dal Gruppo nella joint venture Ghigi 1840 di cui si tratterà
nella successiva sezione dedicata alle “Partecipazioni in joint ventures e società collegate”.
Le previsioni dei flussi di cassa si riferiscono a condizioni correnti di esercizio dell’attività; quindi, non includono flussi
finanziari connessi a eventuali interventi di natura straordinaria o progetti di sviluppo. I flussi finanziari sono basati sulle
previsioni contenute nel Piano approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 21 luglio 2023 che copre il periodo
2023-2027.
Nella seduta consiliare del 20 febbraio 2024 sono stati approvati i riferimenti metodologici e applicativi alla base
dell’Impairment test 2023.
La CGU Agroindustriale nell’arco di piano prevede iniziative volte alla forte crescita ed efficientamento di entrambi i core
business (agricolo e industriale) oltre ad una tensione specifica alle sinergie di Gruppo.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
101
I pilastri strategici della CGU sotto il profilo della Divisione Agricola (BF Agricola, Bonifiche Ferraresi e BF Bio) sono
ascrivibili a: (i) sviluppo «as a service» del business agricolo e piano colturale con focus sul mix rotativo del piano
colturale e riduzione delle lavorazioni sui terreni e sviluppo di best practices da mutuare a livello nazionale e
internazionale svolgendo attività di advisory e (ii) sviluppo della leadership fondiaria nel food e non food con investimenti
in nuovi terreni agricoli (e.g., Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna) per il rafforzamento del business agricolo food e
sviluppo di una filiera agroindustriale ad uso energetico in Italia con la messa in produzione dei primi 2.000 ettari nazionali
per coltivazioni di semi oleaginosi.
I pilastri strategici della CGU sotto il profilo della Divisione Industriale (BF Agroindustriale e sue controllate) sono
ascrivibili a: (i) espansione del brand: allargamento portafoglio prodotti, accordi con la GDO e posizionamento
multicanale con prodotti «premium» (variazione di mix); (ii) creazione del Polo Agri-Food e sinergie di Gruppo e (iii)
efficientamento e focus sui costi centrali ovvero ottimizzazione dei costi di acquisto, logistici e focus sui costi centrali
core (accentramento e sistemi integrati).
In riferimento a quanto espresso al paragrafo “Rischio legati al cambiamento climatico” in Relazione sulla Gestione, si
rileva che i flussi di cassa utilizzati nelle stime recepiscono la quantificazione dei rischi identificati in tale ambito e inclusi
nelle previsioni di Budget 2024 e nelle linee di sviluppo economico delineate dal Gruppo nel medio lungo periodo. Nel
Piano Industriale, il Gruppo prevede di continuare a implementare talune misure a presidio dei rischi connessi al
cambiamento climatico e ambientale: (i) la diversificazione geografica e delle colture delle aziende agricole gestite
direttamente; (ii) l’efficientamento degli impianti idrici; (iii) lo sviluppo di metodologie di coltivazione dei prodotti agricoli
più rispettose del terreno e meno invasive (attraverso le pratiche della georeferenziazione e dell’agricoltura di
precisione); (iv) l’installazione di impianti fotovoltaici e la transizione all’utilizzo di materiali e risorse sostenibili (ad
esempio l’utilizzo del Bio-Metano e la sottoscrizione di contratti energetici che prevedono la fornitura di energia derivante
da fonti rinnovabili); (v) lo svolgimento di analisi delle caratteristiche e morfologia dei terreni al fine di definire piani
colturali ad hoc per le aziende agricole e determinare le misure di intervento in caso di avversità climatiche e ambientali
acute; (vi) la stipula di specifiche polizze assicurative a copertura di potenziali danni sulle colture causati da avversità
climatiche e ambientali acute; (vii) la ricerca sulla genetica delle sementi al fine di ottenere sementi in grado di crescere
anche in caso di minor piovosità; (viii) l’implementazione di programmi di ricerca (in futuro anche nell’ambito di BF
University) al fine di ottenere indicatori previsionali / statistici da utilizzare nel mercato.
Per quanto concerne il test approntato al fine di verificare la recuperabilità del valore d’uso del capitale investito afferente
alla CGU del Settore Agro-Industriale, sono stati utilizzati i flussi finanziari attesi dalle single entità determinati a valori
nominali ed applicando un tasso di attualizzazione pari al 6,6% (lo scorso anno pari al 5,7%). Quest’ultimo, rispetto le
ipotesi effettuate in sede di impairment test al 31 dicembre 2022, recepisce altresì la crescita dei tassi di interessi sul
mercato dei capitali attestata nell’anno 2023. Il tasso di crescita (“g”) utilizzato per estrapolare le proiezioni dei flussi
finanziari oltre il periodo di pianificazione esplicita, è pari al 2%, in linea con le aspettative in merito all’inflazione attesa
nel medio periodo di International Monetary Fund (2,0%, ott-23), BCE di lungo termine (2,0%, gen-2024), dell’European
Commission (2,3%, feb-24) e di Consensus Economics (2,0%, feb-24).
Ai fini dell’attualizzazione dei flussi operativi, il tasso è stato individuato nel costo medio ponderato del capitale (wacc)
post tax secondo l’applicazione del modello finanziario del Capital Asset Pricing Model. I parametri utilizzati nella stima
dei tassi di attualizzazione sono stati determinati sulla base di un paniere di società comparabili operanti nei settori di
riferimento.
Il flusso per la stima del terminal value (“TV”) è stato stimato sulla base dei valori di Ebitda e Capex registrati nell’ultimo
anno.
Alla luce delle ipotesi descritte, con l’impiego del tasso di attualizzazione del 6,6% la stima del valore recuperabile della
CGU Agro Industriale risulta pari a 349 milioni di Euro con un headroom rispetto al carrying amount di circa 34 milioni di
Euro. Alla luce del risultato non sono state rilevate perdite di valore.
Infine, è stata effettuata una analisi di sensitività nella quale sono stati ipotizzati dei test che prevedono la combinazione
di decrementi o incrementi del tasso di attualizzazione (WACC) e del tasso di crescita di lungo termine (g) per intervalli
compresi tra +/- 50 bps.
Il WACC che porta a zero l’Headroom risulta pari a 7,06% mentre il g-rate che porta a zero l’Headroom, a parità di
condizioni, risulta pari a 1,47%. Inoltre, da ulteriore analisi effettuata dalla Società, i valori di EBITDA utilizzati nel flusso
terminale dovrebbero essere inferiori del 9,76% rispetto alle stime attuali per comportare un azzeramento della cover
sopradescritta.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
102
La CGU Sementi nell’arco di piano prevede uno sviluppo dell’attività di ricerca e sviluppo, nonché il rafforzamento
dell’attività di fornitura di semi a favore delle società del Gruppo e del partner industriale, e il raggiungimento di una
maggiore efficienza operativa.
In particolare, i pilastri strategici sono rappresentati da:
(i) spinta all’innovazione su prodotti propri o in licenza, anche attraverso la crescita per linee esterne;
(ii) incremento dei volumi della CGU, ovvero:
(a) per quanto attiene all’ambito food, la vendita di tali sementi a BF International e a terzi operatori agricoli
esteri, nonché l’eventuale produzione degli stessi all’estero;
(b) per quanto attiene all’ambito non food, la produzione di sementi oleaginosi e la fornitura al partner
industriale del Gruppo BF per l’impiego, da parte di quest’ultimo, nelle proprie coltivazioni oleaginose
a scopo energetico sia in Italia che all’estero;
(iii) rafforzamento della rete di vendita, ossia sviluppo delle sinergie tra la rete di vendita della CGU e la rete
di vendita del Settore CAI, aumento del personale e dei collaboratori presenti nella rete e potenziamento
della formazione erogata dal Gruppo ai medesimi;
(iv) miglioramento della produttività attraverso investimenti (ad esempio, in nuovi impianti di lavorazione e in
ricerca e sviluppo sulla genetica);
(v) registrazione, approvvigionamento e fornitura del seme tecnico e/o di genetica propria/in licenza per i
mercati internazionali (presidiati tramite BF International).
Per quanto concerne il test approntato al fine di verificare la recuperabilità del valore d’uso del capitale investito afferente
alla CGU del Settore Sementi, sono stati utilizzati i flussi finanziari attesi dalle single entità determinati a valori nominali
ed applicando un tasso di attualizzazione pari al 7,9% per i flussi derivanti dalla attività nazionale e del 9.3% per i flussi
dell’internazionale (lo scorso anno pari al 7,1%). Quest’ultimo, rispetto le ipotesi effettuate in sede di impairment test al
31 dicembre 2022, recepisce altresì la crescita dei tassi di interessi sul mercato dei capitali attestata nell’anno 2023. Il
tasso di crescita (“g”) utilizzato per estrapolare le proiezioni dei flussi finanziari oltre il periodo di pianificazione esplicita,
è pari al 2%, in linea con le aspettative in merito all’inflazione attesa nel medio periodo di International Monetary Fund
(2,0%, ott-23), BCE di lungo termine (2,0%, gen-2024), dell’European Commission (2,3%, feb-24) e di Consensus
Economics (2,0%, feb-24).
Ai fini dell’attualizzazione dei flussi operativi, il tasso è stato individuato nel costo medio ponderato del capitale (wacc)
post tax secondo l’applicazione del modello finanziario del Capital Asset Pricing Model. I parametri utilizzati nella stima
dei tassi di attualizzazione sono stati determinati sulla base di un paniere di società comparabili operanti nei settori di
riferimento.
Il flusso per la stima del terminal value (“TV”) è stato stimato sulla base dei valori di Ebitda e Capex registrati nell’ultimo
anno
Alla luce delle ipotesi descritte, con l’impiego del tasso di attualizzazione del 7,9% per la parte nazionale e del 9.3% per
la parte internazionale la stima del valore recuperabile della CGU Sementi risulta pari a 125 milioni di Euro con un
headroom rispetto al carrying amount di circa 51,2 milioni di Euro. Alla luce del risultato non sono state rilevate perdite
di valore.
Infine, è stata effettuata una analisi di sensitività nella quale sono stati ipotizzati dei test che prevedono la combinazione
di decrementi o incrementi del tasso di attualizzazione (WACC) e del tasso di crescita di lungo termine (g) per intervalli
compresi tra +/- 50 bps.
Il WACC che porta a zero l’Headroom risulta pari a 11,62 % mentre il g-rate che porta a zero l’Headroom, a parità di
condizioni, risulta pari a -2,97%. Inoltre, da ulteriore analisi effettuata dalla Società, i valori di EBITDA utilizzati nel flusso
terminale dovrebbero essere inferiori del 42% rispetto alle stime attuali per comportare un azzeramento della cover
sopradescritta.
Il piano della CGU del Settore Carburanti prevede una crescita in continuità con lo storico.
Per quanto concerne il test approntato al fine di verificare la recuperabilità del valore d’uso del capitale investito afferente
alla CGU del Settore Carburanti, sono stati utilizzati i flussi finanziari attesi dalle single entideterminati a valori nominali
ed applicando un tasso di attualizzazione pari al 7,5% (lo scorso anno pari al 6,3%). Quest’ultimo, rispetto le ipotesi
effettuate in sede di impairment test al 31 dicembre 2022, recepisce altresì la crescita dei tassi di interessi sul mercato
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
103
dei capitali attestata nell’anno 2023. Il tasso di crescita (“g”) utilizzato per estrapolare le proiezioni dei flussi finanziari
oltre il periodo di pianificazione esplicita, è pari al 1%, in considerazione del tasso di crescita del piano inferiore alle
attese di lungo periodo relative all’inflazione (aspettative in merito all’inflazione attesa nel medio periodo di International
Monetary Fund 2,0%).
Ai fini dell’attualizzazione dei flussi operativi, il tasso è stato individuato nel costo medio ponderato del capitale (wacc)
post tax secondo l’applicazione del modello finanziario del Capital Asset Pricing Model. I parametri utilizzati nella stima
dei tassi di attualizzazione sono stati determinati sulla base di un paniere di società comparabili operanti nei settori di
riferimento.
Il flusso per la stima del terminal value (“TV”) è stato stimato sulla base dei valori di Ebitda e Capex registrati nell’ultimo
anno
Alla luce delle ipotesi descritte, con l’impiego del tasso di attualizzazione del 7,5% la stima del valore recuperabile della
CGU Carburanti risulta pari a 144,9 milioni di Euro con un headroom rispetto al carrying amount di circa 88,1 milioni di
Euro. Alla luce del risultato non sono state rilevate perdite di valore.
Infine, è stata effettuata una analisi di sensitività nella quale sono stati ipotizzati dei test che prevedono la combinazione
di decrementi o incrementi del tasso di attualizzazione (WACC) e del tasso di crescita di lungo termine (g) per intervalli
compresi tra +/- 50 bps.
Il WACC che porta a zero l’Headroom risulta pari a 16,05 % mentre il g-rate che porta a zero l’Headroom, a parità di
condizioni, risulta pari a -12,38%. Inoltre, da ulteriore analisi effettuata dalla Società, i valori di EBITDA utilizzati nel
flusso terminale dovrebbero essere inferiori del 62% rispetto alle stime attuali per comportare un azzeramento della
cover sopradescritta.
Per quanto concerne il test approntato al fine di verificare la recuperabilità del valore d’uso del capitale investito afferente
alla CGU Zooasset, sono stati utilizzati i flussi finanziari attesi determinati a valori nominali ed applicando un tasso di
attualizzazione pari al 12,70%. Il tasso di crescita (“g”) utilizzato per estrapolare le proiezioni dei flussi finanziari oltre il
periodo di pianificazione esplicita, è pari al 2%, in linea con aspettative in merito all’inflazione attesa nel medio periodo
di International Monetary Fund 2,0%.
Ai fini dell’attualizzazione dei flussi operativi, il tasso è stato individuato nel costo medio ponderato del capitale (wacc)
post tax secondo l’applicazione del modello finanziario del Capital Asset Pricing Model. I parametri utilizzati nella stima
dei tassi di attualizzazione sono stati determinati sulla base di un paniere di società comparabili operanti nei settori di
riferimento.
Il flusso per la stima del terminal value (“TV”) è stato stimato sulla base dei valori di Ebitda e Capex registrati nell’ultimo
anno
Alla luce delle ipotesi descritte, con l’impiego del tasso di attualizzazione del 12,70% la stima del valore recuperabile
della CGU Zooasset risulta pari a 8,5 milioni di Euro con un headroom rispetto al carrying amount di circa 4,8 milioni di
Euro. Alla luce del risultato non sono state rilevate perdite di valore.
Infine, è stata effettuata una analisi di sensitività nella quale sono stati ipotizzati dei test che prevedono la combinazione
di decrementi o incrementi del tasso di attualizzazione (WACC) e del tasso di crescita di lungo termine (g) per intervalli
compresi tra +/- 50 bps.
Il WACC che porta a zero l’Headroom risulta pari a 25,51 %. Inoltre, da ulteriore analisi effettuata dalla Società, i valori
di EBITDA utilizzati nel flusso terminale dovrebbero essere inferiori del 81% rispetto alle stime attuali per comportare un
azzeramento della cover sopradescritta.
É opportuno, infine, precisare che le stime ed i dati previsionali sono determinati dal management della Capogruppo
sulla base dell’esperienza passata e delle attese circa gli sviluppi dei mercati in cui il Gruppo e le società operano.
Tuttavia, la stima del valore recuperabile delle partecipazioni richiede discrezionalità e uso di stime da parte del
management. La Società non può assicurare che non si verifichi una perdita di valore delle partecipazioni in periodi
futuri. Infatti, diversi fattori legati anche all’evoluzione del contesto di mercato potrebbero richiedere una rideterminazione
del valore delle partecipazioni. Le circostanze e gli eventi che potrebbero causare un’ulteriore verifica dell’esistenza di
perdite di valore saranno monitorate costantemente dalla Società e dal Gruppo.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
104
(6) PARTECIPAZIONI IN JOINT VENTURE, SOCIETÀ COLLEGATE E ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE
Le Partecipazioni in Joint Ventures e società collegate si riferiscono alle partecipazioni detenute dal Gruppo al 31
dicembre 2023. Si rimanda alla tabella successiva per l’elenco puntuale e le variazioni intervenute nell’esercizio. Segue
una breve descrizione delle principali società collegate del Gruppo.
In relazione alla partecipazione in Leopoldine SpA - che ha ad oggetto lo sviluppo di un progetto immobiliare volto al
recupero e valorizzazione degli immobili di proprietà della stessa, situati in Toscana, della tipologia di tipiche case
coloniche toscane - si ricorda che la stessa è stata inserita tra le partecipazioni in società collegate e JV già dal 2019, a
seguito dell’accordo quadro vincolante concluso da BF con la società Lingotto Hotels Srl e con la controllante IPI SpA,
avente ad oggetto la cessione a Lingotto Hotels Srl di una partecipazione rappresentativa del 20% del capitale sociale
di Leopoldine e l’adozione di linee di governance (rese già funzionanti anche nella fase interinale che precede la stipula
definitiva dell’atto di cessione, in base agli accordi presi) volte ad assicurare a BF e ad IPI SpA, direttamente ed
indirettamente attraverso la controllata Lingotto Hotels Srl, di esercitare il controllo congiunto sulla stessa Leopoldine
SpA, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal principio contabile internazionale IFRS 11. Leopoldine si è impegnata
a promuovere la rigenerazione di questo importante storico patrimonio immobiliare, con la loro conseguente
“valorizzazione” anche economica, nell’ambito del progetto di paesaggio “Le Leopoldine in Val di Chiana” promosso
dalla Regione Toscana. In relazione a quanto sopra descritto, la Società, ha avviato un primo intervento concreto che
ha portato alla scelta di realizzare un “Resort” diffuso che interessa la Fattoria e Villa interessando una superficie di mq.
9.800 circa con una realizzazione di 101 camere oltre a ristorante, salus per aquam e percorso benessere, centro
congressi e servizi connessi. In virtù dell’operazione in corso, e a seguito del cambio di destinazione d’uso effettuato nel
primo semestre, Leopoldine ha provveduto a rivalutare, sulla base di una predisposta da un professionista indipendente
e in accordo al principio IAS40 tenuto conto che tale asset è classificato come investimento immobiliare valutato al fair
value, l’immobile che sarà oggetto di riqualificazione e che verrà conferito in un apposito veicolo dedicato. In base ai
risultati ottenuti nel 2023, la valutazione a patrimonio Netto è risultata positiva per 1.785 migliaia di Euro circa.
Milling Hub SpA è una società il cui scopo è quello di realizzare e gestire impianti molitori in JV con la società Ocrim
SpA di Cremona. Milling Hub si propone come polo aggregante per un miglior presidio del territorio, garantendo la
tracciabilità della materia prima italiana dal campo al prodotto finito attraverso il controllo della filiera agroalimentare. Il
progetto prevede la realizzazione di impianti molitori di cui il singolo cliente ne avrà un uso esclusivo, con il duplice
vantaggio di avere un impianto personalizzato e l’assenza dei costi di gestione e conduzione. La chiusura al 31 dicembre
2023 riporta un sostanziale pareggio di risultato economico dell’esercizio; durante il primo semestre la capogruppo ha
effettuato un versamento quale futuro aumento di capitale per 1.030 migliaia di Euro. Al 31 dicembre 2023 la valutazione
della partecipazione a seguito dei risultati conseguiti è variata negativamente di 100 migliaia di Euro.
RurAll S.p.A., è una società il cui scopo è la realizzazione di: (i) un’infrastruttura digitale dei territori rurali, sfruttando le
tecnologie digitali per incrementare la resa e la gestione di terreni su vasta scala e/o prestare servizi di consulenza
dedicati alla digitalizzazione e/o la realizzazione di piattaforme e software DSS e ad altri sistemi dedicati all’analisi ed
alla divulgazione dei dati, la cosiddetta Agricoltura 4.0; (ii) una piattaforma digitale, che attraverso l’impiego delle
tecnologie emergenti quali IOT, AI, Big data, Blockchain, per la tracciabilità end-to-end dei prodotti agroalimentari,
dall’origine delle materie prime, al loro percorso lungo la filiera, fino al consumatore finale, volta ad abilitare l’introduzione
di un’etichetta “parlante” (smart label) in grado di certificare le autentiche produzioni “Made in Italy” e la sostenibilità
dell’intera filiera e dei processi, produttivi e distributivi, dal punto di vista sociale, economico ed ambientale (con criteri
chiari e prestabiliti sugli ingredienti utilizzati e sulle caratteristiche principali che la filiera deve avere soprattutto in termini
di distribuzione del valore e dell’impiego di manodopera ai fini dell’ottenimento del rilascio della garanzia “Made in Italy”).
L’obiettivo di visione è accelerare l’infrastruttura digitale dei territori rurali, sfruttando le tecnologie digitali per
incrementare la resa e la gestione di terreni su vasta scala, favorendo la trasparenza e la sostenibilità delle filiere.
La chiusura del 2023 riporta un sostanziale pareggio del risultato d’esercizio. Al 31 dicembre 2023 la valutazione della
partecipazione a seguito dei risultati è variata positivamente di 41 migliaia di Euro.
Ghigi 1870 SpA (“Ghigi”) è un primario pastificio industriale italiano situato in provincia di Rimini. Ghigi, ormai da tempo
partner industriale del Gruppo in qualità di contoterzista, per la produzione di pasta a marchio Stagioni d’Italia, è entrata
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
105
a far parte del Gruppo quale partecipazione collegata nel 2019, a seguito della sottoscrizione di un aumento di capitale
a pagamento per 3,8 milioni circa e in natura, attraverso crediti commerciali, all’interno di una operazione di
ristrutturazione finanziaria della società, culminata il 21 novembre 2019 con la sottoscrizione dell’accordo interbancario.
La sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte del Gruppo in Ghigi si è perfezionata il giorno 29 novembre 2019 e,
a seguito della stessa, il Gruppo detiene una partecipazione di collegamento in Ghigi pari al 76,7% del capitale (detenuta
nel complesso dalle società BF, SIS e Cai).
Il piano industriale di Ghigi prevede il consolidamento della presenza commerciale nei mercati attualmente presidiati la
crescita nei mercati esteri attraverso le sinergie sviluppate con le altre società del gruppo la crescita nel settore horeca
e il posizionamento su produzioni private label premium.
A livello di Gruppo, la partecipazione totale nella società si attesta al 79,36%; pur eccedendo la quota di possesso del
50%, non si è provveduto al consolidamento in quanto, in base agli accordi vigenti tra soci, si configura un controllo
congiunto con un socio di minoranza.
Al 31 dicembre 2023 BF, con l’ausilio di un esperto indipendente, ha effettuato un imparment test a verifica della tenuta
del valore di carico della partecipazione rispetto l’equity value della società, che ha tenuto conto del valore atteso di due
differenti scenari con uguale probabilità di accadimento, dal quale è emerso un equity value pari a 23,4 milioni di Euro a
fronte di un valore complessivo a livello di Gruppo della partecipazione pari a 24,4 milioni di Euro e conseguentemente
dalla suddetta analisi emerge un differenziale negativo pari a circa 0,9 milioni di Euro.
I flussi finanziari utilizzati sono quelli stimati dalla società su un orizzonte temporale 2024-2027.
Il tasso di crescita di lungo termine è stato considerato pari al 2% in linea con le attese relative all’inflazione di lungo
termine.
Il WACC utilizzato è stato pari al 6,8% per i flussi di piano 2024-2026 e pari all’8,1% per i flussi 2027 e TV. Anche
utilizzando un tasso dell’8,1% per gli anni 2024-2026 il risultato del test non avrebbe avuto esiti significativamente
differenti.
BF Energy Srl nasce da una partnership nel settore delle energie sostenibili tra il Gruppo BF e la società Graded SpA.
In particolare, il Gruppo BF ha costituito una newco mediante conferimento di due impianti fotovoltaici e,
successivamente, la società Graded SpA è entrata nel capitale di BF Energy mediante un Aumento di Capitale riservato
per un valore pari a 2.070 migliaia di Euro, attraverso il quale Graded SpA ha acquisito la titolarità di una partecipazione
pari al 60% del capitale della partecipata. Data la percentuale detenuta dal Gruppo pari al 40% e, stante la bassa
rilevanza dei dati consuntivati nel corso 2023 si è provveduto ad un adeguamento di valutazione a patrimonio netto per
29 migliaia di Euro.
Progetto Benessere Italia Srl: costituita a seguito di un’operazione straordinaria che ha coinvolto la società Master
Investment Srl, holding del gruppo leader nella produzione e vendita di integratori alimentari, alimenti funzionali e
biologici e cosmetici per il benessere. Dai risultati economici conseguiti dalla società è emersa una valutazione di
Patrimonio Netto positiva per 1.368 migliaia di Euro circa al 31 dicembre 2023. Nell’esercizio la società partecipata ha
versato dividendi alla capogruppo BF spa per 875 migliaia di Euro.
Con riferimento alla partecipazione detenuta nella La Pioppa S.r.l. Società Agricola si segnala come il Gruppo, in
un’ottica di valorizzazione degli investimenti fondiari fatti, abbia posto in essere un’operazione di cessione di una quota
di partecipazione pari al 20% della società (su un totale quota detenuta del 48%) al socio di maggioranza della Pioppa,
a valle di tale operazione è venuta meno ogni forma di collegamento con la partecipata portando ad una riclassificazione
della quota in corso di cessione tra le attività non correnti disponibili per la vendita. Si rinvia ai commenti posti sotto la
tabella di dettaglio che segue e al successivo paragrafo “Attività non correnti destinate alla vendita”.
L’Erba del Persico S.r.l e la Terra del Persico S.r.l. sono società attive rispettivamente nel settore dell’essicazione
dell’erba medica per la produzione di mangimi destinati principalmente al settore zootecnico e nella coltivazione dell’erba
medica i risultati 2023 hanno portato ad una variazione in diminuzione di Euro 12 migliaia su Erba del Persico ed in
aumento di Euro 13 migliaia su Terra del Persico producendo un effetto pressoché neutrale.
La partecipazione detenuta in K.Z. srl (ex Agricorporate Finance srl) è stata recepita dal Gruppo quale apporto dal
consolidamento di CAI. A tal proposito si sottolinea che tale partecipazione è pari al 76.2%, ma, ancorché in possesso
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
106
di una quota partecipativa superiore al 50%, il Gruppo non ha provveduto al consolidamento della partecipata in ragione
dell’irrilevanza dei contributi economici, patrimoniali e finanziari dovuta alla sua sostanziale non operatività.
Conseguentemente, l’Assemblea dei soci ha deliberato nel corso dei primi mesi del 2022 la messa in liquidazione della
società; il piano di liquidazione è prevalentemente subordinato alla cessione della partecipazione detenuta a sua volta
da K.Z. in CAI Real Estate Spa sulla quale sono in corso interlocuzioni avanzate con terzi parti al fine di consentirne la
cessione e la conseguente chiusura della liquidazione di K.Z. srl ai valori di iscrizione della partecipazione.
La partecipazione in Sementi Maremma srl pari al 45% è stata ceduta da CAI nel corso del primo semestre 2023 al
socio di maggioranza.
OltreBosco S.r.l. costituita in data 13 ottobre 2023 la società ha per oggetto la gestione dei boschi nonché la
compravendita di legname e biomasse derivanti da prodotti agricoli ed attività similari e connesse. BF, così come CAI,
detengono il 32% del capitale sociale. Alla data del 31 dicembre la parcecipazione non ha subito variazioni di valore.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
107
Nella seguente tabella viene rappresentata la movimentazione delle partecipazioni detenute dal Gruppo in Joint Ventures
e società collegate al 31 dicembre 2023:
Valutazione con metodo % Altre Partecipazione 31/12/2022 del 31/12/2023 Interessenze variazioni Patrimonio Netto Progetto Benessere Italia Srl 35,00% 28.615 1.368 (98) 29.885 Leopoldine SpA 90,00% 10.642 1.785 12.427 Rurall Spa 25,00% 1.500 41 1.541 Milling Hub Sp A 51,00% 3.086 (107) 3.530 6.509 Ghigi S.p.A. 79,36% 25.973 (264) (1.553) 24.156 Erba del Persico Srl 45,00% 2.615 (12) 2.603 Terra del Persico Società Agricola 45,00% 179 13 192 La Pioppa Srl 48,00% 4.357 (4.357) 0 Cerea Srl 60,00% 1.971 (1.971) 0 BF Energy Srl 40,00% 1.416 29 600 2.045 Bio Energy Agriculture 40,00% 10 10 Agri Energy 50,00% 190 (8) 182 Agreen Energy Srl 30,00% 0 150 150 K.Z Srl 76,22% 6.300 6.300 Sementi M. Srl 45,00% 872 (872) 0 AGRI HOLDING SPA 20,00% 8.438 (8.438) 0 Altri titoli e attività finanziarie non correnti 11.410 (4.989) 6.421 Altre partecipazioni 8.534 55.381 63.915 Strumenti finanziari attivi 2.077 (1.123) 954 TOTALE PARTECIPAZIONI IN JV E 118.185 2.845 36.260 157.291 SOC.COLLEGATE
Oltre a quanto già evidenziato nelle precedenti note di seguito alcune informazioni in merito alle altre variazioni
significative registrate nell’esercizio.
Al 31 dicembre 2022 la società collegata La Pioppa S.r.l. (quota detenuta da BF Agricola pari al 48%) era valutata con
il metodo del patrimonio netto ex IAS 28. Nel corso del primo semestre il valore della partecipazione si è incrementato
di 1.440 migliaia di Euro a seguito di un aumento di capitale (al 31 dicembre 2022 era pari a 4.357 migliaia di Euro). A
fronte dell’accordo raggiunto con il socio di maggioranza di La Pioppa al 30 giugno 2023 per la cessione del 20% della
società collegata, nell’ambito del processo di valorizzazione degli investimenti fatti dal Gruppo, si è provveduto a
riclassificare tale quota, ai sensi dell’IFRS5, nella voce “Attività non correnti destinate alla vendita” al minore tra il valore
di carico (2.415 migliaia di Euro) e quello di realizzo pari a ca. 5,1 milioni di Euro. La partecipazione residua pari al 28%,
non si configura come quota di collegamento in quanto il Gruppo a seguito degli accordi stipulati e anche a seguito di
modifiche sostanziali nella governance di tale partecipata, non detiene più un’influenza notevole sulla medesima e
conseguentemente è stata valutata ai sensi dello IAS 28 paragrafo 22 e riclassificata nelle “Altre partecipazioni”. In
particolare (i) a partire dalla data in cui la partecipazione ha cessato di qualificarsi come società collegata si è interrotto
l'utilizzo del metodo del patrimonio netto, (ii) l’interessenza residua in tale società partecipata è valutata al fair
value (valore equo). Considerando il fair value al momento della rilevazione iniziale come attività finanziaria, in
conformità all'IFRS 9. Il Gruppo ha rilevato nel conto economico la differenza tra il fair value (valore equo)
dell’interessenza residua in tale società e il valore contabile della stessa alla data in cui è stato interrotto l'utilizzo del
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
108
metodo del patrimonio netto. A fronte delle predette valutazioni il valore della quota del 28% detenuta nella società La
Pioppa è pari a ca. 7,1 milioni di Euro.
La partecipazione in Agri-Holding S.p.A. al 31 dicembre 2022 per l’importo di 8.438 migliaia di Euro, corrispondente ad
una quota del 20%, è stata acquisita in data 30 dicembre 2022 e nell’ambito della più ampia operazione che ha
interessato la cessione di IBF servizi SpA e la sua controllata Agronica Srl così per come richiamato nella Relazione
sulla gestione al 31 dicembre 2022, cui si rimanda. L’acquisto è nato in una logica coerente con il piano di sviluppo
strategico dell’attività digitalizzazione in ambito agro-business; BF Agricola ha reinvestito parte del corrispettivo ricevuto
per la vendita di IBF servizi in Agri-Holding S.p.A.
Accanto alle operazioni societarie descritte, sono stati stipulati accordi per avviare una partnership commerciale
pluriennale con la quale è stata prevista, tra l’altro, la fornitura da parte di IBF Servizi S.p.A. di contenuti e servizi di
digitalizzazione e agricoltura di precisione a favore del gruppo BF.
Nel corso del 2023 la controllata BF Agricola ha effettuato un versamento di 9.509 migliaia di Euro in Agri-Holding per
un aumento di capitale volto a dotare Agri Holding delle risorse finanziarie necessarie per acquistare una partecipazione
rappresentativa dell’intero capitale di una società operativa nella fornitura di tecnologie verticali per il settore
dell’agricoltura, Abaco Spa con l’obiettivo di integrare quest’ultima in IBF Servizi e attraverso specifiche sinergie creare
il principale player di offerta di software gestionali per azienda agricole a livello internazionale in un mercato con pochi
concorrenti in termini di offerta di prodotti e servizi, fatturato e redditività. Al 31 dicembre 2023 a seguito dell’aumento di
capitale sopradescritto il Gruppo detiene il 19,71% del capitale sociale di Agri-Holding.
A seguito di un’analisi delle regole di governance la partecipazione non si configura come collegata in quanto il Gruppo
non detiene un’influenza notevole sulla medesima a partire dall’ultimo quadrimestre del 2023 a seguito del venire meno
delle deleghe operative date al Direttore Generale di nomina del Gruppo BF, e conseguentemente è stata valutata ai
sensi dello IAS 28 paragrafo 22 e riclassificata nelle “Altre partecipazioni”, in particolare, l’interessenza in tale società
partecipata è valutata al fair value (valore equo). Considerando il fair value al momento della rilevazione iniziale come
attività finanziaria, in conformità all'IFRS 9, il Gruppo ha rilevato nel conto economico la differenza tra il fair value
dell’interessenza in tale società e il valore contabile della stessa, adeguato preliminarmente alla data con il metodo del
patrimonio netto. Il fair value al 31 dicembre 2023 è stato determinato tramite un metodo finanziario in misura pari
all’equity value pro quota di Agri Holding, tenendo conto di uno sconto di minoranza, applicando un Discounted Cash
Flow al piano consolidato della partecipata che copre gli anni espliciti 2023-2030, un WACC pari a 9,18% e tasso di
crescita pari al 2,30%, stimando un terminal value pari ai flussi dell’ultimo anno del piano. Il metodo principale è stato
inoltre corroborato da altri metodii controllo che hanno confortato il range di valori in cui è stato stimato il fair value di
Agri Holding al 31 dicembre 2023. A fronte delle predette valutazioni il valore della quota del 19,71% detenuta nella
società Agri Holding a è pari a 31 milioni di Euro che ha comportato un effetto a conto economico pari a circa 13 milioni
di Euro.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Oltre a quanto sopra riportato in merito alle due partecipate La Pioppa S.r.l. e Agri-Holding S.p.A. la voce “Altre
partecipazioni” include i seguenti investimenti in partecipazioni di minoranza:
Partecipazione 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Agriholding 31.000 - 31.000 La Pioppa 7.077 - 7.077 Physis 4.900 - 4.900 Ecornaturasì 5.000 - 5.000 Naturalia 5.150 - 5.150 Consorzio Casalasco 2.660 2.660 - Hypermeteo 250 - 250 Il Melograno Barrette 715 715 - Happy Pig 383 383 - Ma.Mar 292 292 - Cap Service 662 662 - Edelweiss S.r.l. 3.000 - 3.000 Banca di Cambiano - 1.000 (1.000) Altre minori 2.826 2.822 (4) TOTALE ALTRE PARTECIPAZIONI E ATTIVITA' NON CORRENTI 63.915 8.534 55.381
In data 16 novembre 2023 BF e CAI hanno acquistato rispettivamente una quota del 30% e una quota 19% nella società
Physis S.r.l. attiva nel settore dello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto
valore tecnologico nel settore delle aree verdi urbane e extraurbane, agricoltura, controllo della vegetazione nei settori
stradali, autostradali e ferroviari.
OltreBosco S.r.l. è stata costituita in data 13 ottobre 2023 ed ha per oggetto la gestione dei boschi nonché la
compravendita di legname e biomasse derivanti da prodotti agricoli ed attività similari e connesse. BF, così come CAI,
detengono il 32% del capitale sociale con un investimento di 3 migliaia di Euro ciascuno. Al 31 dicembre 2023, la società
risulta ancora in una fase di start up.
L’accordo di investimento avente ad oggetto Ecornaturasì, meglio descritto nel paragrafo “Eventi di rilievo del 2023”,
prevede la sottoscrizione di un aumento di capitale a pagamento scindibile di Naturasì destinato a BF, o ad una società
dalla stessa controllata, per un importo complessivo di Euro 25 milioni (l’”Aumento di Capitale Naturasì. Al 31 dicembre
2023 BF ha sottoscritto la prima tranche dell’aumento di capitale per un importo di 5 milioni di Euro e detiene, allo stato,
il 2,47% del capitale sociale.
Nella voce è compreso l’investimento in Edelweiss volto a supportare indirettamente mediante l’assunzione di
partecipazioni di minoranza in appositi veicoli societari Banca Cambiano 1884 S.p.A.
L’operazione si inquadra come iniziativa di BF in una attività complementare, prevista dallo Statuto, che lega l’attività di
BF a quella della Banca Cambiano. Quest’ultima, infatti, opera in un territorio in cui è attiva BF, sia direttamente
(attraverso le aziende agricole site nelle province di Arezzo e Grosseto), sia indirettamente, attraverso la controllata CAI.
L’attività di Banca Cambiano, come quella di molte banche di territorio, ha una forte valenza per chi vi opera, in particolare
per la piccola e media impresa. È infatti alle banche di territorio che artigiani e piccoli imprenditori si rivolgono per il
necessario finanziamento della propria attività. Tra questi, assumono particolare rilevanza gli operatori agricoli, categoria
a cui Banca Cambiano presta particolare attenzione. Di qui, l’interesse a che il nesso tra l’attività di BF e quella di Banca
Cambiano, possa porsi in una logica di complementarità.
In data 30 ottobre 2023 BF Agroindustriale e CAI hanno acquistato rispettivamente una quota del 25% e una quota 24%
nella società Naturalia S.r.l. attiva nel settore dello sviluppo, produzione e commercializzazione di zuccheri naturali della
frutta in forma cristallina.
Gli “Altri titoli e altre attività finanziarie non correntinel corso dell’esercizio hanno subito un decremento netto pari a
4.989 migliaia di Euro, principalmente dovuto alla riclassificazione nelle disponibilità liquide di titoli fondo Anima detenuti
da CAI (decrementi per 11.331 migliaia di Euro) ed alla riclassificazione del credito verso Ghigi (incremento per 6.342
migliaia di Euro) .
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
110
In tabella si riportano i principali i dati di bilancio 2023 per le principali partecipazioni in joint-venture e collegate del
Gruppo:
Valore della Partecipazioni in JV e collegate Risultato Patrimonio netto produzione Progetto Benessere Italia S.r.l. 1.500 2.953 12.316 Ghigi 1840 S.p.A. 26.219 (493) 14.196 Leopoldine S.p.A. 3.175 1.983 12.141
(7) CREDITI
Nella seguente tabella sono riportati i valori riferiti alla voce “Crediti” alle rispettive date:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Crediti 58.178 42.965 15.213
Di seguito il dettaglio per l’esercizio 2023 che rileva un incremento pari a 15.213 migliaia di Euro rispetto l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2022 e ricomprende le seguenti voci e relativi importi:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazioni Imposte anticipate 19.035 19.586 (551) Depositi cauzionali 3.705 5.605 (1.900) Risconti attivi 352 214 138 Altri crediti verso terzi 13.512 3.229 10.283 Crediti di imposta pubb ex l 57 7 38 (31) Crediti verso società partecipate 21.566 14.294 7.272 Totale 58.177 42.966 15.211
La voce crediti verso società partecipate include: (i) finanziamenti fruttiferi verso La Pioppa per 9.650 migliaia di Euro
(per maggiori informazioni si rinvia ai paragrafi n.5 e n. 12), (ii) finanziamenti fruttiferi verso Fondazione Bonifiche
Ferraresi per 950 migliaia di Euro (iv) finanziamenti fruttiferi concessi dalla Capogruppo alle società collegate Ghigi, Erba
del Persico, BF Energy, Leopoldine oltre ai crediti verso società collegate in capo a CAI.. la variazione è da iscriversi
principalmente all’incremento dei finanziamenti fruttiferi verso Alimentagri e La Pioppa
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Si seguito il dettaglio dei crediti verso società partecipate
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Crediti finanziari verso Leopoldine 1.000 2.000 (1.000) Crediti finanziari verso Cerea - 300 (300) Crediti finanziari verso Ghigi 4.760 7.480 (2.720) Crediti finanziari verso La Pioppa 9.650 2.650 7.000 Crediti finanziari verso L'Erba del Persico 2.250 1.350 900 Crediti finanziari verso BF Energy 1.000 - 1.000 Crediti finanziari verso BF International 500 - 500 Crediti finanziari verso altre partecipate minori 1.690 514 1.176 TOTALE 25.566 15.944 9.622
Anche in considerazione di quanto già riportato in merito alla valutazione delle partecipazioni in società collegate non si
ravvisano criticità nella recuperabilità dei crediti iscritti nel prevedibile futuro.
Per le imposte anticipate, la cui iscrizione deriva dalle valutazioni di recuperabilità in relazione ai risultati positivi attesi
nelle linee strategiche di Gruppo e confermati dai dati consuntivati nel 2023, si dettaglia quanto segue:
1. 2.799 migliaia di Euro, relativi a perdite fiscali dell’esercizio e di esercizi pregressi e all’eccedenza del beneficio ACE
(Aiuto alla Crescita Economica) generato nel 2017 dalla società BF SpA;
2. 1.703 migliaia di Euro, relativi a perdite fiscali e all’eccedenza del beneficio ACE degli esercizi 2017 e 2018 della
società Bonifiche Ferraresi;
3. 336 migliaia di Euro, relativi principalmente a perdite fiscali e all’eccedenza del beneficio ACE degli esercizi 2017 e
2018 della società BF Agro-Industriale;
4. 764 migliaia di Euro, relativi a differenze temporanee deducibili negli esercizi successivi di SIS, principalmente
riconducibili a fondi accantonamento non riconosciuti fiscalmente;
5. 584 migliaia di Euro, relativi a differenze temporanee deducibili negli esercizi successivi BF Agricola (principalmente
riconducibili: (i) accantonamento a fondo svalutazione crediti e (ii) a costi deducibili in base alle regole del TUIR solo al
momento del pagamento
6. 758 migliaia di Euro relativi a differenze temporanee deducibili negli esercizi successivi per BIA relative a perdite fiscali
e adeguamenti per l’applicazione dell’IFRS16;
7. 12.266 migliaia di Euro relativi a differenze temporanee deducibili negli esercizi successivi per CAI riconducibili
principalmente a fondi accantonamento non riconosciuti fiscalmente;
8. 131 migliaia di Euro relativi a differenze temporanee deducibili negli esercizi successivi per Pastificio Fabianelli;
9. 242 migliaia di Euro relativi a rettifiche di consolidamento.
Infine, sono compresi nella voce altri crediti verso terzi:
gli investimenti effettuati al Fondo Italiano Agri&Food (FIAF) e al Fondo Nextalia Private Equity. Entrambi da
considerarsi quali investimenti strategici posti in essere dalla controllante al fine di perseguire gli obiettivi di sviluppo
e di leadership del Gruppo. In particolare:
(i) Impegno assunto dalla Capogruppo in data 21 novembre 2022, alla sottoscrizione di quote del “Fondo
FIAF” per complessivi Euro 60.000 migliaia, di cui Euro 6.983 migliaia già versati al 31 dicembre 2023. In
data 24 gennaio 2024, a seguito del completamento della terza chiusura parziale delle sottoscrizioni il
Fondo, quale rimborso degli anticipi sui versamenti dovuti, ha versato a BF 2.290 migliaia di Euro.
(ii) impegno assunto dalla Capogruppo in data 13 ottobre 2021, alla sottoscrizione di quote del “Fondo
Nextalia per complessivi Euro 3.000 migliaia, di cui Euro 2.067 migliaia già versati al 31 dicembre 2023.
Finanziamenti verso Alimentagri Piemone 4.717 migliaia di Euro (1.650 migliaia di Euro nel 2022)
Si precisa che i suddetti investimenti, verranno finanziati mediante risorse rivenienti dalle operazioni straordinarie di
cessione di quote di minoranza di Bonifiche Ferraresi da parte della Capogruppo.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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ATTIVO CORRENTE
(8) RIMANENZE
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Materie prime, sussidiarie e di consumo 20.396 12.869 7.527 Prodotti finititi e merci 267.444 280.486 (13.042) TOTALE 287.840 293.355 (5.515)
Le Materie prime, sussidiarie e di consumo vedono un incremento di circa 7.527 migliaia di Euro legato principalmente
alla crescita del volume d’affari.
Il decremento della voce Prodotti finiti e merci pari complessivamente a 13.042 migliaia di Euro è riconducibile
all’effetto combinato: (i) della variazione in diminuzione delle giacenze in capo a CAI (ca. -19,1 milioni di Euro) di cui
15,1 milioni di Euro relativi ai conferimenti dei rami d’azienda in SIS e BF Agroindustriale, la cui consistenza è
rappresentata complessivamente per un 76% circa da prodotti finali quali cereali, antiparassitari, concimi, sementi, e
materiali per irrigazione, (ii) dall’incremento delle rimanenze in capo a SIS (ca. 12,6 milioni di Euro) spiegato in gran
parte dall’operazione di conferimento del ramo sementiero CAI in SIS (ca. 11 milioni di Euro) e (iii) dalla diminuzione
delle rimanenze di BF Agricola (ca. 9,7 milioni di Euro) (iv) incremento delle rimanenze di BF Agroindustriale(ca. 0,5
milioni di Euro) si precisa che, al netto del conferimento del ramo industriale di CAI (ca. 3,3 milioni di Euro) BF
Agroindustriale avrebbe un decremento di ca. 2,8 milioni di Euro. Per le altre società del Gruppo le variazioni di
magazzino non contribuiscono in modo significativo alle variazioni totali.
Inoltre, si rileva che il valore delle rimanze riferibili a CAI pari a 212.229 migliaia di Euro è esposto al netto dei fondi
rettificativi delle giacenze al 31 dicembre 2023 per un valore complessivo pari a 3.674 migliaia di Euro (lo scorso esercizio
pari a 2.275 migliaia di Euro).
(9) CREDITI VERSO CLIENTI
Le variazioni riportate tra i l 31 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 sono di seguito indicate e pari a 24.633 migliaia di
Euro quale somma di entrambe le voci “Crediti verso clienti” e “F.do svalutazione crediti”.
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Crediti verso clienti 354.805 378.288 (23.483) Fondo rischi su crediti (33.139) (32.991) (148) TOTALE 321.665 345.298 (24.633)
Nella tabella sotto riportata sono esaminati gli apporti a tali variazioni per entità inclusa nel perimetro di consolidamento
facendo emergere il significativo apporto di CAI Spa.
31/12/2023 31/12/2022 F.do F.do Descrizione Crediti verso Crediti verso Svalutazione Totale Svalutazione Totale Clienti Clienti crediti crediti BF Spa 7.344 0 7.344 2.939 2.939 Bonifiche ferraresi 3.119 (349) 2.770 2.446 (249) 2.197 BF Agricola 7.061 (1.107) 5.954 6.050 (1.107) 4.943 BFAgro Industriale 13.041 (398) 12.643 9.805 (98) 9.707 BF BIO 17 0 17 SIS spa 23.101 (2.641) 20.460 18.143 (2.550) 15.593 CAI Spa 288.298 (28.012) 260.286 325.650 (28.826) 296.824
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Fabianelli 5.104 (452) 4.652 5.431 5.431 Bia 7.721 (181) 7.540 7.824 (161) 7.663 Totale 354.805 (33.139) 321.665 378.288 (32.991) 345.298
L’incremento del fondo svalutazione crediti, pari a 33.139 migliaia di Euro al 31 dicembre 2023, al netto degli utilizzi
dell’esercizio, deriva dagli accantonamenti operati dal Gruppo e conseguenti all’aumento della stima relativa alla perdite
attese sui crediti in essere ovvero alla probabilità di eventi che possano indicare possibili posizioni in sofferenza in
conformità a quanto disciplinato dal modello semplificato previsto dal principio IFRS9. Tutte le stime effettuate in
applicazione del modello semplificato previsto dall’IFRS9 confortano la valutazione operata e confidano sul fatto che non
vi siano ulteriori elementi informativi su posizioni di dubbia esigibilità non coperte dai fondi rischi su crediti iscritti per ogni
Società.
Le società del Gruppo hanno impostato strumenti di valutazione e di gestione adeguati al monitoraggio dei crediti con
maggior riguardo a quelli con anzianità maggiore con l’obiettivo di massimizzare il recupero delle posizioni obsolete già
note e prevedere eventuali perdite attese assumendo quindi opportuni provvedimenti.
Le Società del Gruppo hanno impostato strumenti di valutazione e di gestione adeguati al monitoraggio dei crediti con
maggior riguardo a quelli relativi la fascia over 90 days” con l’obiettivo di massimizzare il recupero delle posizioni
obsolete già note e prevedere eventuali perdite attese assumendo quindi opportuni provvedimenti.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Come ulteriore dettaglio e analisi si riporta la tabella dei crediti verso clienti suddivisi per fascia di anzianità al lordo del
Fondo Svalutazione Crediti.
Descrizione Not due 0-30 days 31-60 days 61-90 days > 90 days Totale Crediti BF SpA 1.568 3.214 58 6 2.498 7.344 Bonifiche Ferraresi 1.619 64 351 37 1.048 3.119 BF Agricola 4.995 440 444 997 183 7.061 BF Agroindustriale 6.410 149 173 266 6.043 13.041 BIA 4.258 2.839 487 51 86 7.721 SIS 13.977 4.132 894 298 3.800 23.101 Pastificio Fabianelli 2.416 1.043 640 206 800 5.104 CAI 208.374 8.658 11.709 8.700 50.857 288.298 BF BIO 3 - 3 - 10 17 TOTALE 243.619 20.540 14.759 10.560 65.327 354.806
In ultimo, si sottolinea che i crediti iscritti in tal voce hanno scadenze entro 12 mesi rispetto l’esercizio successivo (31
dicembre 2024).
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(10) ALTRE ATTIVITA’ CORRENTI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Crediti tributari 24.354 19.360 4.994 Contributi in c/esercizio 6.308 3.660 2.648 Altri crediti diversi 24.084 11.476 12.608 Risconti attivi a breve 1.753 3.647 (1.894) Sub totale 56.499 38.143 18.356 Fondo rischi su altri crediti (7) (7) - TOTALE 56.492 38.136 18.356
La voce Crediti tributari comprende i crediti e gli acconti IRAP, le ritenute fiscali, i crediti e rimborsi IRES ed i crediti
IVA. L’incremento è dovuto principalmente a maggiori crediti IVA della controllata CAI in considerazione dell’incremento
del suo volume d’affari rispetto al 2022.
I Contributi in c/esercizio comprendono principalmente gli importi dovuti dall'AGREA/AGEA per i contributi PAC e in
generali gli importi erogabili rispetto a richieste di adesione ad agevolazioni per il settore primario da parte delle Società
del Gruppo.
I Risconti e ratei attivi a breve comprendono la quota di competenza di periodi successivi dei contratti pubblicitari per
attività di sponsorizzazione già calendarizzata ma non ancora eseguita, dei premi assicurativi, del canone di
manutenzione degli impianti fotovoltaici e di alcuni altri costi di servizi quali consulenze e spese software non di
competenza.
Negli Altri crediti diversi le voci più rilevanti si riferiscono a Crediti diversi verso terzi ovvero in via generale tutti i crediti
verso altri di natura corrente. La categoria di crediti relativi alla voce in esame deriva principalmente da acconti a fornitori,
dipendenti, agenti, collegate e terzi soggetti con cui le entità intrattengono rapporti di natura contrattuale. L’incremento
è da imputarsi principalmente alla Capogruppo e alla controllata CAI ed è relativo principalmente ad anticipi e acconti a
fornitori.
(11) TITOLI NEGOZIABILI E ALTRE ATTIVITA’ FINANZIARIE CORRENTI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Titoli negoziabili e altre attività finanziarie correnti 15.739 - 15.739 TOTALE 15.739 - 15.739
Alla voce Titoli negoziabili e altre attività finanziarie correnti sono inclusi principalmente i titoli di pronto smobilizzo per
9.515 migliaia di Euro (al 31 dicembre 2022 erano classificati nella voce “Partecipazioni in JV, società collegate e altre
attività finanziarie” nell’attivo non corrente in quanto non liquidabili a breve termine) e titoli, sottoscritti durante il secondo
semestre 2023, per 6.100 migliaia di Euro costituiti da obbligazioni quotate sul Mercato Euronext Access Milan ed iscritte
in bilancio al loro fair value al 31 dicembre 2023.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(12) DISPONIBILITA' LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Disponibilità liquide 240.434 173.729 66.705 Mezzi equivalenti a disponibilità liquide 106.000 - 106.000 TOTALE 346.434 173.729 172.705
La voce comprende le disponibilità liquide iscritte nei bilanci delle imprese incluse nel consolidamento. Per un
approfondimento in merito alla variazione delle risorse finanziarie si rimanda al rendiconto finanziario consolidato
sottolineando che le variazioni più consistenti delle disponibilità liquide nell’esercizio sono principalmente attribuibili alla
capogruppo BF (circa 300 milioni di Euro) e a CAI (circa 38 milioni di Euro). La voce include disponibilità vincolate a 3
mesi per un importo complessivo al 31 dicembre 2023 pari a 106.000 migliaia di Euro
(13) ATTIVITA’ NON CORRENTI DESTINATE ALLA VENDITA
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Attività non correnti destinate alla vendita 2.415 - 2.415
Al 31 dicembre 2023 le “Attività non correnti destinate alla vendita” risultano pari ad 2.415 migliaia di Euro e si riferiscono
alla riclassifica delle attività oggetto di vendita ai sensi dell’IFRS5 ovvero la quota del 20% della società La Pioppa.
In particolare, al 30 giugno 2023 è stato siglato un accordo con il socio di maggioranza de La Pioppa per la cessione del
20% della società (detenuta da BF Agricola al 48% e valutata al 31 dicembre 2022 con il metodo del patrimonio netto ex
IAS 28) da formalizzare entro il 30 giugno 2024, pertanto la quota oggetto di cessione è rappresentata nel presente
Bilancio in linea con quanto previsto dall’IFRS5.
La valutazione della quota di partecipazione riclassificata nella presente voce è stata effettuata al minore tra il costo
storico e valore di presumibile realizzo.
Per la valutazione della quota residua rimasta in capo a BF Agricola si rinvia al precedente paragrafo 6 “Partecipazioni
in Joint Venture, società collegate e altre attività finanziarie.
PATRIMONIO NETTO
Di seguito sono riportate in sintesi le singole voci del Patrimonio netto e si rimanda per il dettaglio della tabella sulle
movimentazioni di patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2023.
In merito al Capitale Sociale lo stesso è variato in virtù dell’operazione di aumento di capitale della capogruppo BF SpA
ed ammonta al 31 dicembre 2023 a 261.883.391Euro.
(14) ALTRE RISERVE E UTILI INDIVISI
La voce “”Altre riserve” comprende principalmente il sovrapprezzo (224.471 migliaia di Euro al 31 dicembre 2023)
versato in sede di costituzione della Controllante prima e in sede di aumento di capitale successivo, al netto dei costi
sostenuti e per l’aumento di capitale 2023 al netto di costi per 21.353 migliaia di Euro. Una riserva negativa di 15.094
migliaia di Euro afferente la variazione dell’area di consolidamento, ai sensi dell’IFRS 10, a seguito della cessione del
2,8% del capitale sociale della controllata Bonifiche Ferraresi S.p.A. Società Agricola per un controvalore complessivo
di Euro 11,5 milioni. Al 31 dicembre 2023 è stata altresì iscritta nella voce in oggetto la Riserva stock option per 455
migliaia di Euro relativa alla valutazione ai sensi dell’IFRS2 della remunerazione variabile dell’Amministratore Delegato
e di taluni dei dirigenti del Gruppo (Long Term Incentive Plan). Per maggiori dettagli in merito al piano di incentivazione
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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si rinvia al documento informativo pubblicato nel sito della Società www.bfspa.it alla sezione Investor
Relation/Assemblee/Assemblea Ordinaria e Straordinaria 10.05.2023.
La voce Utili indivisi comprende la destinazione dei risultati di esercizio pregressi di competenza del Gruppo, al netto
delle rettifiche di consolidamento.
Il patrimonio netto consolidato si è movimentato principalmente per effetto di:
- Distribuzione del dividendo di Euro 0,040 per azione, per 7,48 milioni di Euro da parte della capogruppo;
- Distribuzione del dividendo delle controllate CAI, Bonifiche Ferraresi e BIA con un effetto verso i soci di
minoranza pari a 3,5 milioni di Euro;
- Variazione dell’area di consolidamento, ai sensi dell’IFRS 10, a seguito della cessione del 2,8% del capitale
sociale della controllata Bonifiche Ferraresi S.p.A. Società Agricola per un controvalore complessivo di Euro
11,5 milioni, che ha comportato un incremento, al netto dei costi sostenuti per le operazioni, pari ad Euro 8,2
milioni circa, oltre agli effetti derivanti dalle operazioni di conferimento descritte in precedenza per la creazione
del polo agrifood e sementiero che ha comportato una rideterminazione delle interessenze di terzi;
- dell’imputazione, ai sensi dello IAS 32, dei costi relativi alle operazioni sul capitale, direttamente a riduzione del
patrimonio netto per 21.353 migliaia di Euro nello specifico si riferiscono a costi dell’aumento di capitale del
2023;
- dell’aumento di capitale di 299.295 migliaia di Euro con imputazione di 78.824 migliaia di Euro a capitale sociale
e 224.471 migliaia di Euro a riserva sovrapprezzo;
- segregazione della quota di utile d’esercizio 2023 a Riserva utili non distribuibili indisponibile ai sensi dell’art.
6, comma 1, lettera a) del D.lgs.38/2005 pari a 2.056 migliaia di Euro.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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Di seguito viene riportato il prospetto di raccordo tra patrimonio netto e risultato della controllante con i rispettivi saldi di
consolidato.
PROSPETTO DI RACCORDO TRA IL PATRIMONIO NETTO DELLA CONTROLLANTE RISULTATO PATRIMONIO ED IL PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO NETTO NETTO (in migliaia di Euro) Risultato e patrimonio netto della capogruppo 12.226 764.930 Risultati e patrimoni netti controllate 14.239 715.189 Rettifiche di consolidamento (20.900) (63.244) Valore di carico delle partecipazioni in BF (1.300) (563.184) Differenza di consolidamento allocata a: - Avviamento 39.200 - Valutazione al fair value dei terreni e fabbricati al netto delle 17.376 imposte - Maggior valore delle immobilizzazioni immateriali al netto (2.958) 38.209 delle imposte - Maggior valore del magazzino al netto delle imposte - Fondi Rischi 2.890 (500) Risultato e patrimonio netto consolidato 4.198 947.987 Risultato e patrimonio netto del Gruppo 1.174 748.802 Risultato e patrimonio netto di pertinenza dei terzi 3.023 199.185
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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PASSIVO NON CORRENTE
(15) FONDI PER IMPOSTE E IMPOSTE DIFFERITE
Di seguito è riportato il dettaglio della composizione del Fondo imposte differite al 31 dicembre 2023 confrontato con
quello al 31 dicembre 2022.
31/12/2023 31/12/2022 Ammontare Ammontare DESCRIZIONE differenze Effetto differenze Effetto temporanee temporanee fiscale fiscale Imposte differite passive: Maggior valore immobilizzazioni materiali e investimenti immobiliari 183.561 45.054 178.264 44.584 Maggior valore immobilizzazioni immateriali 60.068 12.122 50.070 13.392 Minor valore TFR 6.779 1.609 6.079 1.758 Ammortamenti sospesi 5.759 1.282 5.759 1.255 Effetto IFRS 16 132 (58) 182 40 Maggior valore rimanenze prodotti/anticipazioni 5.418 2.325 6.699 1.362 Plusvalenze ordinarie tassate in cinque anni 11 3 91 22 Plusvalenze e partecipazioni valutate a PN 1.221 187 803 193 Totale imposte differite 262.950 62.524 247.947 62.607
Il saldo della voce pari a 62.524 migliaia di Euro, riconducibile principalmente a CAI, così per come già rilevato al 31
dicembre 2022 ed è ascrivibile a differenze temporanee tassabili in esercizi successivi suddivise per tipologia così per
come descritte in tabella.
(16) ALTRI FONDI
La voce “Altri Fondi” è dettagliata alla seguente tabella:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione F.do Incentivi e Bonus 667 250 417 F.do FISC 14.303 12.973 1.330 F.do rischi Contenziosi 977 2.062 (1.085) F.do Rischi per tariffe energetiche - 613 (613) Altri Fondi 309 552 (243) F.do Ripristino ambientale 3.350 2.650 700 TOTALE 19.606 19.100 506
I fondi per incentivi e Bonus si riferiscono principalmente agli stanziamenti per MBO dirigenti, il 25% del piano di
incentivazione a breve termine, così come quello a lungo termine, è legato a parametri di performance ESG (i.e. riduzione
consumi gasolio, consumo energetico da fonti rinnovabili).
La variazione alla voce F.do Fisc è principalmente determinata dagli accantonamenti eseguiti nell’esercizio in capo a
CAI che vanta una significativa rete di agenti. Importi residuali, per complessivi 225 migliaia di Euro, sono rilevati in SIS
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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e BIA.
Anche i Fondi per rischi Contenziosi, Rischi per Tariffe Energetiche (aziende energivore) e F.do per rischi di ripristino
ambientale sono da ricondurre principalmente a CAI e nello specifico rispettivamente alle controllate Emilcap ed Eurocap
Petroli.
In merito a quest’ultimo fondo si precisa che lo stanziamento effettuato in esercizi passati è stato eseguito in previsione
della messa a norma di alcune stazioni di stoccaggio del carburante di proprietà di Eurocap e CAI.
Infine, a fronte di un importo complessivo pari a 19.606 migliaia di Euro iscritto alla voce Fondi, il contributo del Gruppo
CAI risulta pari a 19.353 migliaia di Euro.
(17) BENEFICI AI DIPENDENTI
Il debito complessivo nei confronti dei dipendenti al 31 dicembre 2023 si è movimentato come segue rispetto ai saldi
riportati al 31 dicembre 2022:
DESCRIZIONE 31/12/2022 Incrementi Decrementi 31/12/2023 BF Spa 258 128 (37) 349 SIS 526 267 (93) 701 BF Agro Industriale 109 80 (11) 179 Bonifiche Ferraresi - - BF Agricola 137 16 (13) 141 CAI 7.319 1.763 (2.612) 6.470 BIA 716 67 783 BF BIO 0 1 0 1 FABIANELLI 1.165 62 1.227 TOTALE 10.229 2.386 (2.765) 9.851
Di seguito viene riportato il numero dei dipendenti al 31 dicembre 2023 a confronto con il 31 dicembre 2022, ripartito per
categoria ed espresso in unità medie annue (FTE):
CATEGORIA 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Dirigenti 29 28 1 Impiegati 644 546 98 Operai 352 244 108 SUBTOTALE 1.025 818 207 Operai avventizi 82 92 (10) TOTALE 1.107 910 197
La variazione trova ragione nell’allargamento del perimetro di consolidamento avvenuto a fine 2022 ovvero (i) con
l’integrazione in CAI S.p.A. del ramo Consorzio Agrario del Nord Est, (ii) con l’integrazione di Fabianelli S.p.A., (iii) con
l’integrazione di BIA S.p.A. e (iv) con il deconsolidamento IBF Servizi S.p.A.
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(18) FINANZIAMENTI A LUNGO TERMINE
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Finanziamenti a lungo termine 121.833 100.737 21.096 TOTALE 121.833 100.737 21.096
L’incremento della voce Finanziamenti a lungo termine per circa 21.096 migliaia di Euro è spiegato in massima parte
dall’effetto combinato (i) del contributo per i debiti bancari a lungo termine in capo a SIS e CAI incrementatisi nel corso
dell’esercizio, (ii) dalla riclassificazione tra debiti bancari oltre 12 mesi ed entro 12 mesi, (iii) dalla riduzione della
suddetta posta per rimborsi e (iv) dalla quota a lungo degli altri debiti finanziari non correnti; (v) debiti verso compagnie
assicurative per rivalsa.
I finanziamenti sono stati iscritti al costo ammortizzato, vale a dire al valore nominale al netto dei costi sostenuti (spese
notarili e commissioni bancarie). Alla chiusura dell’esercizio, pertanto, il valore dei debiti valutati al costo ammortizzato
è pari al valore attuale dei flussi finanziari futuri al tasso di interesse effettivo.
Nella seguente tabella si riporta la composizione dell’Indebitamento finanziario netto del Gruppo al 31 dicembre 2023
rispetto al 31 dicembre 2022:
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO 31/12/2023 31/12/2022 Variazione A Disponibilità liquide 240.434 173.729 66.705 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide 106.000 - 106.000 C Altre attività finanziarie correnti 15.739 - 15.739 D Liquidità (A+B+C) 362.173 173.729 188.444 Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di E debito ma esclusa la parte corrente del debito (154.160) (149.085) (5.075) finanziario non corrente) F Parte corrente del debito finanziario non corrente (41.718) (45.358) 3.640 G Indebitamento finanziario corrente (E+F) (195.878) (194.443) (1.435) H Indebitamento finanziario corrente netto (G+D) 166.295 (20.714) 187.008 Debito finanziario non corrente (esclusi la parte I (174.162) (159.185) (14.977) corrente e gli strumenti di debito ) J Strumenti di debito - - - K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - - - L Indebitamento finanziario non corrente (I+J+K) (174.162) (159.185) (14.977) M Totale indebitamento finanziario netto (H+L) (7.868) (179.899) 172.031
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Su taluni finanziamenti in essere con primari istituti di credito sono presenti dei covenant calcolati in ragione dei rapporti
in essere tra PFN ed Equity, da un lato, e tra PFN ed EBITDA dall’altro e rispettati al 31 dicembre 2023.
L’indebitamento finanziario del Gruppo è garantito per 49,7 milioni di Euro da garanzie rilasciate da terzi (in particolare
garanzie rilasciate da Mediocredito Centrale S.p.A. e garanzie rilasciate da SACE) e da ipoteche immobiliari per 24,6
milioni di Euro.
L’indebitamento finanziario al 31 dicembre 2023 comprende, in applicazione dell’IFRS16, le quote a breve e il debito a
lungo dei contratti di lease che incidono rispettivamente per 9.751 migliaia di Euro e per 52.330 migliaia di Euro.
Le passività, pari a complessivi 60,59 milioni di Euro, relative ad opzioni put derivanti dall’accordo con ENI, CVA, Equiter
e Regolo susseguenti alle operazioni di cessione della partecipazione della controllata Bonifiche Ferraresi, risultano
iscritte alla voce “Altri debiti” del passivo non corrente come in seguito descritto. Il debito di CAI Spa verso CCFS
(Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo), pari a complessivi 7.939 migliaia di Euro, sulla base degli accordi
siglati per l’acquisto dell’ulteriore partecipazione del 49% di Eurocap Petroli in data 28 settembre 2021, risulta iscritto
per un importo pari a 5.292 migliaia di Euro tra gli “Altri debiti” del passivo non corrente e per un importo pari a 2.647
migliaia di Euro tra gli “Altri debiti” del passivo corrente, come in seguito descritto.
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In applicazione delle disposizioni previste dallo IAS7, si riporta di seguito un prospetto delle movimentazioni
dell’indebitamento finanziario del Gruppo del 2023 rispetto al saldo al 31 dicembre 2022:
MOVIMENTAZIONE INDEBITAMENTO ACCENSIORIMBORSRICLASSIFIC31/12/2022 31/12/2023 FINANZIARIO NI I HE A Disponibilità liquide 173.729 80.700 (13.995) - 240.434 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - 106.000 - - 106.000 C Altre attività finanziarie correnti - 6.508 (2.100) 11.331 15.739 - D Liquidità (A+B+C) 173.729 193.208 (16.095) 11.331 362.173 Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti E di debito ma esclusa la parte corrente del (149.085) (46.891) 51.406 (9.590) (154.160) debito finanziario non corrente) Parte corrente del debito finanziario non F (45.358) - 45.573 (41.932) (41.718) corrente G Indebitamento finanziario corrente (E+F) (194.443) (46.891) 96.979 (51.522) (195.878) H Indebitamento finanziario corrente netto (G+D) (20.714) 146.316 80.884 (40.191) 166.295 Debito finanziario non corrente (esclusi la parte I (159.185) (66.756) 257 51.522 (174.162) corrente e gli strumenti di debito ) J Strumenti di debito - - - - - K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - - - - L Indebitamento finanziario non corrente (I+J+K) (159.185) (66.756) 257 51.522 (174.162) M Totale indebitamento finanziario netto (H+L) (179.899) 79.561 81.141 11.331 (7.867)
Infine, si sottolinea che in linea con le indicazioni contenute nel documento ESMA32-382-1138 del 4 marzo 2021 (di
seguito anche “Orientamento ESMA”), non vi sono ulteriori debiti commerciali e/o altri debiti non correnti con una
significativa componente di finanziamento implicito od esplicito.
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(19) ALTRI DEBITI NON CORRENTI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Depositi cauzionali 1.105 1.094 11 Risconti passivi 2.906 1.223 1.684 Altri debiti diversi 63.237 37.489 25.749 Debiti per contratti di noleggio 52.330 58.447 (6.117) TOTALE 119.579 98.253 21.326
Alla voce Depositi Cauzionali sono iscritte le somme versate dal partner Lingotto Hotels S.r.l., con riferimento
all’accordo raggiunto con il medesimo sulla cessione della partecipazione di Leopoldine; tale valore è iscritto pertanto in
capo alla controllante BF Spa per 998 migliaia di Euro. Gli importi residui si riferiscono più in generali ad acconti ricevuti
da clienti.
Nella voce Risconti passivi è stata rilevata la parte non corrente di competenza di esercizi futuri dei contributi in conto
impianti incassati. Il valore è stato determinato sulla base del piano di ammortamento dei cespiti al quale si riferiscono i
contributi stessi.
La voce Altri Debiti diversi deriva principalmente:
dall’iscrizione dell’opzione Put afferente agli accordi conclusi con il partner Eni Spa nella definizione degli
accordi di Ingresso di Eni nel capitale della controllata Bonifiche Ferraresi per l’operazione conclusa a dicembre
2022 (per 18.303 migliaia di Euro), dall’iscrizione della prima opzione Put sottoscritta con la medesima
operazione conclusa a dicembre 2021 (per 18.791 migliaia di Euro) e dalle valutazioni successive per
complessivi 1.347 migliaia di Euro.
dall’iscrizione dell’opzione Put afferente agli accordi conclusi con CVA per l’ingresso nel capitale della
controllata Bonifiche Ferraresi per 10.662 migliaia di Euro e dalle valutazioni successive per complessivi 80
migliaia di Euro;
dall’iscrizione dell’opzione Put afferente agli accordi conclusi con Equiter per l’ingresso nel capitale della
controllata Bonifiche Ferraresi per 4.698 migliaia di Euro e della Put afferente agli accordi conclusi con Rolli per
l’ingresso nel capitale della controllata Bonifiche Ferraresi per 2.424 migliaia di Euro e dalle valutazioni
successive per complessivi 46 migliaia di Euro;
dall’iscrizione dell’opzione Put afferente agli accordi conclusi con Regolo per l’ingresso nel capitale della
controllata Bonifiche Ferraresi per 4.203 migliaia di Euro e dalle valutazioni successive per complessivi 37
migliaia di Euro.
A fronte di tali precedenti valutazioni, ed in considerazione della classificazione quali opzioni FVTP&L ai sensi dell’IFRS
9, il valore complessivo della rilevazione contabile in sede di consolidato è pari a 60.592 migliaia di Euro.
Inoltre, all’interno della voce è compresa anche la parte non corrente del debito di CAI Spa verso CCFS (Consorzio
Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo) sulla base degli accordi siglati per l’acquisto dell’ulteriore partecipazione del
49% di Eurocap Petroli in data 28 settembre 2021 e per un importo pari a 2.646 migliaia di Euro. Il debito complessivo
e comprendente la quota a breve è pari a 5.292 migliaia di Euro; la quota a breve risulta pertanto pari a 2.646 migliaia
di Euro.
I Debiti per contratti di noleggio si riferiscono al debito oltre i 12 mesi relativo ai contratti di lease ed il decremento è
strettamente correlato a quanto già descritto in merito ai Diritti d’Uso classificati tra le Immobilizzazioni Immateriali. La
voce include i valori iscritti per la concessione ottenuta sui terreni denominati “Le Piane Poggione Macchia al Toro”,
la concessione per terreni in località denominata Laore-Sardegna, altri contratti di locazione per terreni, immobili
(capannoni produttivi) o beni strumentali, ed infine locazioni di uffici diversi dalla sede legale.
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PASSIVO CORRENTE
(20) DEBITI VERSO FORNITORI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Debiti verso fornitori 542.840 579.115 (36.275)
La voce comprende i debiti per approvvigionamenti per la produzione, investimenti in immobilizzazioni materiali e servizi
ricevuti dal Gruppo al 31 dicembre 2023. Il saldo al 31 dicembre 2023 risulta essere in diminuzione, rispetto all’esercizio
2022 per 36.275 migliaia di Euro. La diminuzione è principalmente dovuta ad un contesto deflattivo che ha visto calare
i prezzi delle materie prime rispetto al 2022.
(21) FINANZIAMENTI A BREVE TERMINE
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Linee di credito a breve termine 140.521 138.203 2.318 Quota finanziamenti in scadenza entro i 12 mesi 41.718 45.358 (3.640) Altri debiti finanziari correnti 3.888 1.589 2.299 TOTALE 186.127 185.150 977
La tabella sopra esposta evidenzia la variazione dell’esercizio rispetto la chiusura al 31 dicembre 2022.
(22) ALTRI DEBITI CORRENTI
La voce comprende gli altri debiti suddivisi nelle categorie elencate nella tabella di seguito riportata:
31/12/2023 31/12/2022 Variazione DESCRIZIONE Acconti 7.857 11.707 (3.850) Debiti tributari 4.863 7.145 (2.282) Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale 3.036 3.561 (524) Debiti verso altri 30.617 38.316 (7.699) Ratei e risconti passivi 8.513 10.170 (1.657) Quota a breve contratti di noleggio 9.751 9.293 458 TOTALE 64.638 80.192 (15.555)
Gli Acconti comprendono principalmente acconti da clienti. Il saldo pari a 7,9 milioni di Euro è attribuibile primariamente
a CAI e relativi ad anticipi ricevuti sulla vendita di cereali.
I Debiti tributari comprendono principalmente debiti per ritenute da lavoro dipendente, i debiti IRES e IRAP, i debiti IVA.
Si segnala che in tale posta sono altresì accolti i debiti per Iva generati in capo alla capogruppo BF Spa a seguito
dell’adozione del metodo del pro-rata generale in ragione delle operazioni esenti ai fini Iva poste in essere dalla
Capogruppo (cessioni di partecipazioni in modo sistemico). Si rimanda ai commenti sulle componenti economiche delle
note illustrative per i dettagli dell’effetto dell’esercizio. Il calo è principalmente dovuto al pagamento da parte della
controllata Eurocap Petroli del Contributo di Solidarietà Temporaneo previsto dai commi da 115 a 119 della legge 197
del 2022 stanziato al 31 dicembre 2022 per un importo pari a 1.500 migliaia di Euro, registrando una sopravvenienza
attiva pari a 389 migliaia di Euro.
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I Debiti verso istituti di previdenza comprendono contributi previdenziali ed assistenziali di competenza dell’esercizio.
I Debiti verso Altri comprendono primariamente i debiti per il personale dipendente dell’esercizio di competenza e i
ratei relativi al costo del personale (e.g. ferie, 13° e 14°) per 10.230 migliaia di Euro, il debito verso gli organi societari
aziendali, quali Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale e Organismo di Vigilanza per 537 migliaia di Eruo, il
debito verso enti consortili per 890 migliaia di Euro, i debiti verso agenti per 1.053 migliaia di Euro (CAI) e il restante
sono classificabili quali debiti verso altri.
Inoltre, la voce accoglie altresì il debito di CAI verso CCFS (Consorzio Cooperativo finanziario per lo Sviluppo) per
l’acquisto dell’ulteriore 49% della partecipazione in Eurocap Petroli in data 28 settembre 2021 e pari a 2.646 migliaia di
Euro per la parte corrente.
I Ratei e risconti passivi si riferiscono ai canoni d’affitto e alla parte corrente dei contributi in conto impianti incassati in
esercizi precedenti, ma di competenza di esercizi successivi.
La Quota a breve dei contratti di noleggio si riferisce al debito entro i 12 mesi relativo a tutti i contratti di locazione e
concessione che contengono pertanto la componente di lease per come definita dal principio contabile IFRS 16.
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ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE PER CATEGORIA
Si riporta nella tabella che segue il dettaglio delle “Attività e Passività finanziarie” secondo quanto previsto dall’IFRS 9:
Attività Attività finanziarie Attività finanziarie finanziarie al Importi in migliaia di Euro al costo al FV imputato al 31/12/2023 FV imputato ad ammortizzato conto economico OCI Attività finanziarie non correnti Altre attività finanziarie non correnti (6) 113.386 955 157.291 Crediti (7) 58.178 58.178 Attività finanziarie correnti Crediti verso clienti (9) 321.665 321.665 Altre attività correnti (10) 56.492 56.492 Titoli negoziabili e altre attività finanziarie correnti (11) 15.739 15.739 Totale 436.335 129.125 955 609.364
Passività Passività Passività finanziarie al finanziarie finanziarie al Importi in migliaia di Euro FV imputato al al FV 31/12/2023 costo conto imputato ad ammortizzato economico OCI Passività finanziarie non correnti Finanziamenti a lungo termine (18) 121.833 121.833 Altri debiti non correnti (19) 58.987 60.592 119.579 Passività finanziarie correnti 0 Debiti verso fornitori (19) 542.840 542.843 Finanziamenti a breve (21) 186.127 186.127 Altri debiti (22) 64.638 64.638 Totale 974.425 60.592 - 1.035.020
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CONTO ECONOMICO
Premessa
Occorre ricordare che i dati economici al 31 dicembre 2023 diversamente dall’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022
includono la contribuzione di Consorzio Agrazio del Nord Est (ramo conferito in CAI), di BIA e del Pastificio Fabianelli
incluse nell’area di consolidamento rispettivamente a settembre, ottobre e dicembre 2022. Pertanto, la maggior parte
delle variazioni delle poste economiche oggetto di analisi nel prosieguo è influenzata da quanto sopra.
(23) RICAVI DELLE VENDITE
Nella seguente tabella sono riportati i Ricavi delle vendite suddivisi per tipologia di prodotti:
Ricavi per tipologia di prodotto 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Carburanti 376.685 335.659 41.026 Concimi Antiparassitari 221.744 138.077 83.667 Cereali da granella 191.636 226.796 (35.160) Colture foraggiere e Mangimi 164.637 91.961 72.676 Vendite di sementi 102.055 101.357 698 Prodotto confezionato 100.307 34.889 65.418 Meccanizzazione /Impiantistica 35.352 32.830 2.522 Garden 27.818 20.813 7.005 Materie plastiche / irrigazione 22.994 16.036 6.958 Ortofrutta 20.684 13.624 7.060 Allevamento 18.108 18.035 73 Assicurazioni 12.928 8.995 3.933 Servizi vari 11.304 3.990 7.314 Altri Ricavi 8.580 7.683 897 Cantina 6.083 2.920 3.163 Orticole 2.080 4.527 (2.447) Agriturismo 1.495 1.347 148 Royalties su sementi 1.319 343 976 Oleaginose 586 1.030 (444) Officinali 28 28 Risone - 435 (435) Leguminose - 531 (531) Totale 1.326.421 1.061.878 264.543
L’ incremento dei Ricavi delle vendite registrato nel 2023 rispetto al precedente esercizio, risulta pari a 264.543 migliaia
di Euro, ed è da attribuirsi principalmente ai seguenti fattori:
un incremento sostanziale derivante dagli apporti da consolidamento del ramo del Consorzio Agrario del Nord
Est in CAI S.p.A. per un periodo di 12 mesi, soprattutto per le vendite di Concimi, Antiparassitari, Carburanti,
Assicurazioni, Cereali. Le vendite relative alla divisione Concimi e Antiparassitari presso CAI S.p.A.
rappresentano il 16,72% delle vendite totali di Gruppo;
l’incremento nelle vendite di carburanti risiede nell’apporto della divisione Nord Est di CAI S.p.A. e concorre per
il 28,40% alle vendite totali del gruppo;
la vendita di cereali da granella rappresenta per Il Gruppo il comparto della filiera Agro -industriale di maggior
rilevo rappresentando, al 31 dicembre 2023, il 14,45% delle vendite in calo rispetto al 2022 dovuto
all’andamento dell’annata agraria che ha avuto rese inferiori e prezzi di vendita calanti durante tutto il 2023
comparati a quelli 2022;
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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la produzione di colture foraggere e mangimi e quindi la vendita si è fortemente incrementata, nel corso
dell’esercizio se confrontato con il 31 dicembre 2022, a conferma della strategicità del business per il Gruppo
anche considerando peraltro gli obiettivi di verticalizzazione di filiera Zootecnica grazie all’apporto della
divisione Nord Est di CAI S.p.A.;
le vendite relative al business zootecnia sono in aumento grazie altresì al contributo della stalla della tenuta di
Marrubbiu;
le vendite del prodotto confezionato registrano un aumento pari a 65.418 migliaia di euro principalmente dovuto
all’ampliamento del portafoglio prodotti, ed in particolare, grazie all’ingresso nel mercato del cuscus attraverso
l’acquisizione di BIA (per 44.802 migliaia di euro) ed al rafforzamento della presenza nel mercato della pasta
secca (per 20.616 migliaia di euro) oltre che per effetto di politiche commerciali volte alla promozione del
marchio Stagione d’Italia e al primo posizionamento a scaffale presso la GDO;
le vendite per la divisione sementi risulta la somma tra le vendite effettuate dalla rete commerciale di CAI S.p.A.
(per 28.169 migliaia di Euro), per il polo produttivo sementiero SIS S.p.A. (per 67.678 migliaia di Euro) già al
netto delle elisioni intercompany. L’obiettivo della divisione sementi è stato raggiunto grazie alle sinergie
sviluppate in ambito commerciale tra CAI e SIS, volta ad aumentare la penetrazione di mercato sfruttando la
capillarità della rete distributiva di CAI S.p.A.;
le vendite per Royalties attive per 1.319 migliaia di Euro sono da ascriversi totalmente in capo al settore
sementiero (nello specifico, per SIS Spa);
la diminuzione nelle vendite per Servizi è spiegata dall’operazione di valorizzazione della società IBF Servizi
S.p.A. attuata al 30 dicembre 2022 che ha portato al deconsolidamento della stessa.
Si rileva che le voci di business, “Meccanizzazione e Impiantistica”, “Materie Plastiche”, “Garden”, “Assicurazioni” e “Altri
Ricavi” e “Servizi vari” e relativi importi per Ricavi delle vendite afferiscono totalmente all’apporto di CAI.
Si rimanda alle informazioni settoriali per ulteriori dettagli in merito ai singoli settori operativi in cui opera il Gruppo e per
i quali il Management ha identificato voci di bilancio specifiche così per come definito dall’IFRS 8.
(24) VARIAZIONE RIMANENZE PRODOTTI E ATTIVITA’ BIOLOGICHE
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Prodotti finiti (8.517) 964 (9.481) Anticipazioni colturali agricole e Attività biologiche zootecniche 2.066 1.470 596 TOTALE (6.451) 2.434 (8.885)
La voce Variazione rimanenze di prodotti e anticipazioni colturali nel 2023 rispetto al 2022 registra un decremento,
pari a 8.885 migliaia di Euro, da ricondursi ai seguenti fattori:
le rimanenze di prodotti finiti risentono sia di un effetto prezzo dovuto al contesto deflattivo del 2023, che a
parità di volumi, ha portato ad una valorizzazione inferiore rispetto al 2022 che di un effetto legato ai minori
volumi degli ammassi cerealicoli 2023 dovuti a rese inferiori;
l’incremento delle anticipazioni colturali ed attività biologiche zootecniche è da iscriversi principalmente
all’attività zootecnica che ha visto lo start-up delle attività nella stalla di Marrubbiu nel corso dell’anno;
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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(25) ALTRI RICAVI E VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI A PATRIMONIO NETTO
Di seguito si espone una classificazione degli Altri ricavi al 31 dicembre 2023:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Contributi in c/esercizio 5.847 5.624 223 Rimborsi e recuperi 6.962 2.219 4.744 Proventi immobiliari 2.399 1.394 1.005 Plusvalenze e valutazioni a PN 24.554 20.955 3.599 Sopravvenienze attive 5.271 7.162 (1.892) Proventi e ricavi diversi 18.123 11.776 6.347 TOTALE 63.155 49.129 14.026
Di seguito il dettaglio della voce:
Contributi PAC (Politica Agricola Comune) e altri contributi in conto esercizio richiesti in aderenza a bandi o
agevolazioni pubbliche, si riporta il dettaglio in tabella. Ai sensi della Legge n. 124 del 2017 (Legge annuale
per il mercato e la concorrenza), si espongono di seguito i contributi ricevuti dalle pubbliche amministrazioni e
dagli altri soggetti così come definiti dall’Art. 1, comma 125, Legge 124 del 2017, che le società appartenenti al
Gruppo BF ed incluse nel perimetro di consolidamento hanno contabilizzato nel corso del 2023;
Descrizione Ente Erogatore 31/12/2023 Contributi politica agricola comune (i.e. PAC) 2023-2027 Titoli -Colture AGREA 1.946 Contributi politica agricola comune (i.e. PAC) 2023-2027 Zootecnia AGREA 418 Contributi Comunitari P.A.I. 2023-2027 Colture AGEA 632 Contributi Comunitari P.A.I. 2023-2027 Zootecnia AGEA 7 P.S.R. (FEASR) Misura Agroambiente AGREA 618 Bonus imprese carburante agricolo art. 18 DL21/2022 Agenzia delle Entrate 15 Credito dimposta investimenti transizione 4.0 Agenzia delle Entrate 254 Altri contributi 4.0 anni precdenti Altri 82 Credito inv. Pubblicitari art. 57-bis co. 1 d.l. N. 50/2017 Agenzia delle entrate 28 Bonus imprese prodotti energetici Agenzia delle entrate 1.081 Credito dimposta energia e gas metano Agenzia delle entrate 165 Credito dimposta formazione Agenzia delle entrate 74 Incentivo Fotovoltaico Agenzia delle entrate 75 Credito dimposta industria 4.0 Agenzia delle entrate 127 Credito dimposta industria 4.0 area NE Agenzia delle entrate 125 Contributi in conto capitale AVEPA 1 Credito dimposta beni agevolabili ex art.1 L.16/2019 178/2020 Agenzia delle entrate 199 TOTALE 5.847
Proventi immobiliari: ivi compresi i canoni di affitto su terreni e fabbricati di proprietà del Gruppo, l’incremento
deriva prevalentemente dal conferimento del ramo Consorzio del Nord Est in CAI S.p.A.;
Risarcimenti danni e rimborsi anch’essi incrementati con l’apporto del ramo Consorzio del Nord Est in CAI
S.p.A.;
La voce Plusvalenze e valutazioni a PN” per 24.554 migliaia di Euro si riferisce principalmente (i) per 2.845
migliaia di Euro a valutazioni di partecipazioni a PN come di seguito indicato e (ii) alla plusvalenza ex IAS 28
par.22 realizzata con riferimento alla società La Pioppa per 3.695 migliaia di Euro (i.e. la differenza tra il fair
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
131
value dell’interessenza residua nella società ex collegata e il valore contabile della partecipazione alla data in
cui è stato interrotto lutilizzo del metodo del patrimonio netto) (iii) alla plusvalenza ex IAS 28 par.22 realizzata
con riferimento alla società Agri Holding per 13.053 migliaia (iv) per 1.487 migliaia alla cessione della collegata
Cerea (v) alla plusvalenza sulla vendita del terreno sita in Jolanda di Savoia per 815 migliaia di Euro (vi) alla
plusvalenza sulla rivalutazione di investimenti immobiliari IAS 40 per 1.085 migliaia di Euro;
Ricavi realizzati dalla vendita di servizi di consulenza (Proventi e Ricavi diversi) in ambito agronomico-
industriale offerti a soggetti terzi del mercato agronomico nazionale consulenze in ambito commerciale
specifiche e dedicate allo sviluppo del mercato dei prodotti confezionati in incremento grazie alle attività di
consulenza prestate dal Gruppo a favore del settore agroindustriale.
La voce Valutazione delle partecipazioni a patrimonio netto è composta dai seguenti valori:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Valutazioni partecipazioni a PN 2.845 1.630 1.215
Il dettaglio dei singoli importi per valutazioni a patrimonio netto per singola partecipazione detenuta è puntualmente
esposto nelle tabelle riportate nel paragrafo dedicato alle Partecipazioni (nota 6). Se ne riporta pertanto una breve sintesi;
- 1.368 migliaia di Euro per la partecipata Progetto Benessere;
- 1.784 migliaia di Euro per la partecipata Leopoldine;
- 41 migliaia di Euro per la partecipata RurAll
- 29 migliaia di Euro per la partecipata di BF Agricola, BF Energy;
- 13,5 migliaia di Euro per la partecipata di BF Agricola, Terra del Persico;
- (263,1) migliaia di Euro per la partecipata Ghigi;
- (107,2) migliaia di Euro per la partecipata di BF Agroindustriale, Milling Hub;(12,2) migliaia di Euro per la
partecipata di BF Agricola, Erba del Persico;
- (8) migliaia di Euro per la partecipata di BF Agricola, Agri Energy;
(26) INCREMENTI PER LAVORI INTERNI
Si riferiscono alla valorizzazione e rendicontazione susseguente dei lavori effettuati con mezzi e personale aziendali per
i miglioramenti fondiari e immobiliari, per progetti di sviluppo prodotti e progetti di sviluppo ed innovazione realizzati dalle
società del Gruppo. Di seguito sono esposti i risultati alle date di chiusura dei bilanci consolidati:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Incrementi per lavori interni 3.513 6.952 (3.439)
Il decremento dell’esercizio deriva principalmente dalla valorizzazione della divisione Servizi di Precision Farming e,
quindi, dal deconsolidamento di IBF Servizi S.p.A.
(27) VARIAZIONI RIMANENZE MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Variazione delle rimanenze di materie prime 6.980 (11.865) 18.845
Al 31 dicembre 2023 a livello consolidato si è registrato una variazione del valore delle rimanenze di materie prime,
sussidiarie e di consumo per 18.845 migliaia di Euro da imputarsi principalmente all’inclusione del ramo Consorzio
Agrario Nord Est in CAI per un periodo di 12 mesi.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
132
(28) COSTI PER MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Sementi 69.121 72.365 (3.244) Concimi, Antiparassitari e diserbanti 177.691 106.796 70.895 Ricambi, materiali edili 24.502 26.439 (1.936) Carburanti, lubrificanti, energia elettrica 346.269 314.530 31.739 Consumi essiccatoio 230 149 81 Merci varie 389.336 267.108 122.228 Acquisto materie prime 67.244 116.247 (49.003) TOTALE 1.074.394 903.634 170.760
La totalità della variazione per 170.760 migliaia di Euro per costi di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci varie
rispetto al 2022 è imputabile a CAI e in minor misura a SIS.
Per la voce esaminata necessita ricordare l’incremento dei saldi registrati in ragione dell’apporto delle nuove entità di
cui in premessa.
Per le altre attività ed entità del Gruppo la voce di costo analizzata riporta una sostanziale linearità degli importi iscritti
riferibili alle rispettive date di chiusura dell’esercizio grazie altresì ad una attenta politica di approvvigionamento in un
contesto globale di rialzo dei prezzi delle materie prime.
(29) COSTI PER SERVIZI E GODIMENTO BENI DI TERZI
La voce in oggetto è relativa ai costi per servizi sostenuti dal Gruppo come riportati più dettagliatamente di seguito:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Prestazioni di servizi di produzione 120.177 90.512 29.665 Prestazioni di servizi generali 6.032 4.421 1.611 Spese legali notarili e tecniche 8.092 6.012 2.079 Amministratori e Sindaci 5.971 4.346 1.625 Subtotale costi per servizi 140.271 105.291 34.980 Godimento beni di terzi 6.952 3.046 3.906 TOTALE 147.222 108.336 38.886
Di seguito si fornisce un commento delle voci di maggior rilevanza e che hanno subito le principali variazioni
nell’esercizio.
I costi per Prestazioni di servizi di produzione sono principalmente relativi alla manutenzione degli impianti e
macchinari produttivi, ai costi logistici di movimentazione del prodotto in ingresso ed in uscita nelle aziende del Gruppo,
allo stoccaggio prodotti in caso di esternalizzazione ed a lavori di coltivazione affidati a terzi. L’incremento della voce è
riconducibile al conferimento del ramo Consorzio Agrario del Nord Est in CAI S.p.A.
I costi per Prestazioni di servizi generali includono manutenzioni, consulenze, assicurazioni, ed altri costi di gestione
delle strutture generali aziendali, ossia a supporto delle funzioni di business.
La voce Spese legali, notarili e tecniche includono principalmente spese per consulenze in capo alla capogruppo BF
quale conseguenze delle operazioni straordinarie che interessano il Gruppo e la conseguente dinamicità della sua
conformazione.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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La voce Godimento beni di terzi include primariamente costi per canoni di noleggio per beni strumentali di modico
valore per i quali il Gruppo si è avvalso della facoltà concessa dall’ IFRS 16:5(b) di non rilevare il diritto di uso e di
continuare a contabilizzare i canoni di locazione a conto economico su base lineare per la durata dei rispettivi contratti.
L’incremento della voce è riconducibile al conferimento del ramo Consorzio Agrario del Nord Est in CAI S.p.A.
La voce Amministratori e Sindaci include costi per 116 migliaia di Euro per piano di incentivazione a lungo termine
dell’Amministratore Delegato.
(30) COSTI PER IL PERSONALE
La voce comprende le spese di competenza per l’esercizio 2023:
CATEGORIA 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Salari e Stipendi 40.758 35.943 4.815 Oneri sociali 12.561 10.787 1.774 Benefici ai dipendenti 2.059 2.396 (337) Costi per pagamenti basati su azioni 339 - 339 Altri costi 2.247 1.293 954 TOTALE 57.964 50.418 7.546
Si rimanda alla tabella inserita alla sezione dedicata ai Benefici ai dipendenti per il confronto tra l’esercizio 2023 e 2022
per la ripartizione tra categorie del numero medio dei dipendenti. La variazione trova ragione nell’allargamento del
perimestro di consolidamento avvenuto a fine 2022 ovvero con l’integrazione di Consorzio Agrario Nord Est, BIA e
Pastificio Fabianelli. Si precisa che alla voce Benefici ai dipendenti è stato imputato il costo della valutazione ex IFRS2
del piano di incentivazione variabile di alcuni dirigenti per 611 migliaia di Euro.
(31) AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI, ACCANTONAMENTI RISCHI ED ONERI
Di seguito viene fornita una tabella di riepilogo degli ammortamenti e svalutazioni del 2023 a confronto con il 2022:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Ammortamenti beni immateriali 20.178 15.916 4.262 Ammortamento beni materiali 19.320 14.297 5.023 Svalutazioni 2.477 3.178 (702) TOTALE 41.974 33.391 8.583
L’incremento nel 2023 è da ricondursi ai seguenti primari fattori:
ammortamento dei beni immateriali: l’incremento è da ricondursi sia al normale processo di conclusione di
progetti che nell’esercizio precedente erano classificati come “in corso” e conseguente fase di ammortamento
del cespite sia all’ammortamento degli assets allocati a immobilizzazioni immateriali nell’ambito dell’allocazione
dei prezzi di acquisto delle società controllate (PPA);
apporto dei cespiti in ammortamento conseguenti all’integrazione delle entità indicate in premessa.
La voce svalutazioni per complessivi 2.477 migliaia di Euro si riferisce principalmente agli accantonamenti a fondo
svalutazione crediti operati da tutte le entità del Gruppo.
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Gli accantonamenti per rischi e oneri per 2.915 migliaia di Euro sono principalmente da ricondurre a CAI.
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Accantonamenti a Fisc 1.785 1376 409 Fondo rischi tariffe energetiche 130 107 23 Altri accantonamenti 1.000 20 980 TOTALE 2.915 1.503 1.412
(32) ALTRI COSTI E ONERI
La presente voce è di seguito dettagliata:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Imposte e tasse diverse da quelle sul reddito 5.920 2.873 3.047 Contributi consortili 972 930 42 Spese generali 11.464 6.915 4.549 Altri costi operativi 6.792 4.006 2.786 TOTALE 25.149 14.725 10.424
La voce Imposte e tasse diverse da quelle sul reddito comprende primariamente l’IMU di competenza dell’esercizio
e tutte le tasse e imposte derivante dalla normale gestione operativa delle attività del Gruppo.
I Contributi consortili sono relativi ai contributi pagati ai consorzi che gestiscono le infrastrutture, prevalentemente a
fini irrigui, delle aree dove insistono le tenute agricole di proprietà della società.
Le spese generali sono spese non legate alla gestione caratteristica e tipicamente di componente fissa. Si segnala che,
nel 2023, in continuità con lo scorso esercizio, sono stati iscritti in tale voce gli importi relativi al calcolo dell’Iva indetraibile
misurato secondo il metodo del pro- rata generale per la capogruppo. Il metodo, in prima adozione dalla capogruppo BF
nel 2022, emerge dal diverso trattamento fiscale dell’imposta in ragione del volume d’affari generato dalla Società per
operazioni esenti (i.e. cessioni di partecipazione della controllata Bonifiche Ferraresi). Tali operazioni sono poste in
essere dalla Società in modo sistematico e nell’ambito di attività che prevedono altresì operazioni imponibili, pertanto, a
seguito di diverse analisi e valutazioni effettuate dalla Società capogruppo assistita da advisor fiscalisti di primaria
rilevanza, la stessa ha optato per il trattamento dell’Iva indetraibile con il metodo del pro-rata. L’effetto di tale applicazione
a conto economico per il 2023 è pari a 2.454 migliaia di Euro.
(33) PROVENTI E ONERI FINANZIARI
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Altri proventi finanziari 3.739 2.529 1.210 Interessi e altri proventi finanziari 3.739 2.529 1.210 Interessi passivi ed altri oneri finanziari (28.844) (9.173) (19.670) TOTALE (25.105) (6.644) (18.461)
Gli Altri proventi finanziari comprendono per rilevanza gli interessi su dilazioni concesse a clienti, gli interessi attivi
maturati su titoli iscritti ad attivo circolante ed interessi attivi verso clienti per ribaltamento oneri.
Gli Interessi e altri oneri finanziari si riferiscono agli interessi passivi maturati sulle linee di credito utilizzate e sui
finanziamenti in essere, oltre alle commissioni bancarie. In tale voce è altresì contabilizzato l’effetto economico della
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135
valutazione successiva delle opzioni Put di Eni Spa, per un importo pari a 476 migliaia di Euro.
L’incremento rispetto al 2022 è dovuto principalmente all’incremento dell’indebitamento finanziario a lungo termine a
fronte della variazione del perimetro di consolidamento nonché all’incremento dei tassi di interesse avvenuto nel 2023.
Si precisa che nel corso dell’esercizio gli oneri finanziari pagati dal Gruppo ammontano a circa 8,3 milioni di Euro.
(34) IMPOSTE SUL REDDITO DELL’ESERCIZIO
Le singole entità del Gruppo hanno provveduto alla stima delle imposte dell’esercizio sulla base dell’applicazione delle
norme tributarie vigenti. Le imposte di competenza dell’esercizio sono rappresentate dalle imposte correnti (Ires e Irap),
dalle imposte differite e imposte anticipate, relative a componenti di reddito positivi o negativi rispettivamente soggetti
ad imposizione o a deduzione in esercizi diversi rispetto a quelli di contabilizzazione civilistica oltre alle imposte differite
e anticipate emerse dalle scritture consolidamento.
La composizione della voce Imposte sul reddito dell’esercizio è la seguente:
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Variazione Imposte correnti 3.134 4.177 (1.043) Imposte differite e anticipate e proventi da consolidamento (1.042) 98 (1.140) Imposte esercizi precedenti (1.483) (4) (1.479) TOTALE 609 4.271 (3.662)
La componente IRAP al 31 dicembre 2023 rileva un’iscrizione per 1.243 migliaia di Euro.
Informativa Pillar Two
Il processo di riforma delle regole fiscali internazionali avviato con l’iniziativa Base Erosion and Profit Shifting (“BEPS”),
intrapresa dall’OCSE e dai Paesi del G20, ha condotto all’introduzione del secondo pilastro (c.d. “Pillar 2”), un set di
regole approvato il 14 dicembre 2021 che dispone un sistema coordinato di tassazione volto a garantire che i grandi
gruppi di imprese multinazionali siano soggetti a un livello di imposizione minimo sui redditi in ciascuna delle giurisdizioni
in cui operano (Global Anti-Base Erosion rules (“GloBE”).
A tal riguardo, con il D.Lgs. n. 209/2023 il Legislatore italiano recependo la Direttiva (UE) 2022/2523 del Consiglio del
14 dicembre 2022 ha introdotto le regole GloBE all’interno dell’ordinamento giuridico italiano.
Alla luce delle nuove regole, lo IAS 12 è stato coerentemente emendato prevedendo che, per gli esercizi in cui le regole
GloBE sono vigenti (o sostanzialmente in vigore), ma non producono ancora i propri effetti, un gruppo soggetto a tale
normativa deve fornire informazioni conosciute o ragionevolmente stimabili che aiutino gli utilizzatori del bilancio a
comprendere l’esposizione dell’entità soggetta alle imposte derivanti dal secondo pilastro.
In particolare, poiché il Gruppo BF astrattamente soddisfa i requisiti dimensionali di applicazione delle regole GloBE, la
Società è tenuta a fornire informazioni sulla propria esposizione alle imposte sul reddito del secondo pilastro alla fine del
2023. B.F. S.p.A., ai fini della disciplina Pillar Two, si qualifica come controllante capogruppo (“Ultimate Parent Entity” o
"UPE").
La valutazione della potenziale esposizione alle imposte sul reddito del pri è stata effettuata sulla base delle più recenti
dichiarazioni dei redditi, del country-by-country reporting e dei bilanci delle società che compongono il Gruppo BF alla
data del 31 dicembre 2023. Su tale assunto, la Società non prevede un’esposizione significativa alle imposte sul reddito
del Pillar 2 nelle giurisdizioni in cui opera il proprio Gruppo nel prossimo periodo d’imposta.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
136
Infine, non è ancora chiaro se le regole GloBE creeranno differenze temporali e se (e in quale misura) sarà richiesto il
ricalcolo delle imposte anticipate e delle imposte differite. A questo proposito, lo IAS 12 introduce un’eccezione
temporanea in base alla quale i gruppi non rilevano e non forniscono informazioni sulle imposte anticipate e sulle imposte
differite relative alle Regole GloBE. Sulla base di quanto sopra esposto, la Società applica detta eccezione temporanea
al 31 dicembre 2023.
(35) UTILE (PERDITA) PER AZIONE
DESCRIZIONE 31/12/2023 31/12/2022 Risultato dell’esercizio attribuibile ai possessori di azioni ordinarie della 1.175 4.992 Capogruppo (migliaia di euro) N. medio ponderato di azioni - BASE 261.883.029 187.059.565 - diluito 261.883.029 187.059.565 Utile (perdita) base per azione (all’unità di euro) 0,00448576 0,02668565 TOTALE 0,00448576 0,02668565
L’utile per azione diluito coincide con l’utile per azione base.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Nel corso del 2023 sono state poste in essere operazioni con Parti Correlate, così per come individuate dalle definizioni
delineate dallo IAS 24, ed i valori economici e patrimoniali al 31 dicembre 2023 sono riportati nella seguente tabella:
Ricavi Costi Ricavi Costi Crediti Debiti per per Altri Altri Altri PARTI CORRELATE finanziaper commercommervendite materie costi crediti debiti ri servizi ciali ciali e servizi prime GHIGI 1870 SpA 8.364 49 4.559 108 - 7.589 10.990 4.955 - L'erba del Persico Srl 318 27 71 - - 351 2.250 77 - Terra del Persico Srl 325 - 88 199 - 355 - 301 - BF Energy Srl 1 5 - 23 - 697 1.000 - - Leopoldine Srl 61 17 - - - 320 1.656 - 2 Agri-Energy Srl 833 - - - - 1.637 - - - A&D SpA (39) - - - - 0 - 27 - Milling Hub SpA 166 - - 128 - 430 - 80 - Progetto Benessere Italia Srl - - - - - - - 24 - Rurall Srl 2 - - - - 2 - - 750 B.F. INTERNATIONAL S.R.L. 74 4 - - - 80 502 - - B.F. EDUCATIONAL S.R.L. 61 - - - 736 797 9 - - B.F. INTERNATIONAL LTD 82 - - - 893 975 - - - Happy Pig - - - - - - 1.038 - - 10.247 102 4.719 458 1.629 13.232 17.446 (5.465) (752) TOTALE
Si precisa che le operazioni con le parti correlate ed i rapporti intrattenuti nell’esercizio si riferiscono ad operazioni di
natura commerciale e finanziaria eseguite alle normali condizioni di mercato e non sono state poste in essere operazioni
inusuali per caratteristiche, ovvero significative per ammontare, diverse da quelle aventi carattere continuativo.
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
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INFORMAZIONI SETTORIALI
Descrizione Agroindustria Sementi CAI ELISIONI I/C Struttura Gruppo Consolidato 31/12/2023 31/12/2022 31/12/2023 31/12/2022 31/12/2023 31/12/2022 31/12/2023 31/12/2022 31/12/2023 31/12/2022 31/12/2023 31/12/2022 VdP di Settore 168.690 119.426 103.096 51.039 1.192.196 976.064 (95.785) (28.315) 18.313 2.180 1.386.510 1.120.394 Costi di operativi Settore (149.899) (94.052) (95.317) (47.959) (1.146.780) (944.431) 95.785 28.315 (15.498) (5.464) (1.311.709) (1.063.590) EBITDA di Settore 18.791 25.374 7.779 3.080 45.416 31.633 - - 2.815 (3.284) 74.801 56.804 Ammortamenti/accantonamenti (44.890) (34.790) Oneri integrazione Cons. N.E. (1.763) Risultato di Settore 29.911 20.251 Proventi e Oneri Finanziari (25.104) (6.644) Risultato prima delle imposte 4.807 13.607 Imposte (609) (4.271) Risultato Netto 4.198 9.336
Si rimanda a quanto riportato nella Relazione sulla gestione alla sezione dedicata all’andamento dei risultati d’esercizio per la corretta identificazione dei settori operativi
significativi per il Gruppo e rappresentati dalle CGU ivi descritte.
Jolanda di Savoia, 15 aprile 2024
p. il Consiglio di Amministrazione
L’Amministratore Delegato
Dott. Federico Vecchioni
Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2023
139
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI
DELL’ART. 154 BIS DEL D.LGS. 58/98 E DELL’ART.81 TER DEL
REGOLAMENTO CONSOB 14 MAGGIO 1999, N.11971
1. I sottoscritti Federico Vecchioni, in qualità di Amministratore Delegato, e Simone Galbignani, in qualità di Dirigente
preposto alla redazione dei documenti contabili societari di B.F. SpA, attestano, tenuto conto di quanto previsto dall’art.
154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
- l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
- l’effettiva applicazione
delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso del 2023.
2. Si attesta, inoltre, che:
2.1 Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2023:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nell’Unione Europea, nonché ai
provvedimenti emanati in attuazione del D.Lgs. n. 38/2005;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica
delle imprese incluse nel consolidamento.
2.2 La relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché
della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei
principali rischi ed incertezze cui sono esposti.
Jolanda di Savoia, 15 aprile 2024
L’AMMINISTRATORE DELEGATO
Federico Vecchioni
IL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE
DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI
Simone Galbignani
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