
Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2022
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)
Nel corso del 2022, si sono manifestati diversi indicatori esterni di possibili perdite di valore
(l’aumento dei tassi di interesse bancari che si riflette sul tasso di attualizzazione, il repentino
incremento del tasso di inflazione), oltre a fattori di incertezza geopolitica, derivanti soprattutto dal
conflitto tra Russia e Ucraina. Al 31 dicembre 2022, il Gruppo registra una capitalizzazione di mercato
inferiore al patrimonio netto, che risulta influenzata dai limitati volumi scambiati del titolo.
Dall’altro lato, è proseguito il rafforzamento dei prezzi del gas naturale che si attestano tuttora su livelli
molto elevati, seppur in un quadro di forte incertezza e volatilità, e che contribuiscono positivamente
alla recuperabilità del valore delle attività iscritte, in particolar modo nel settore E&P, i cui risultati
sono stati in sensibile crescita nonostante i contributi una tantum a carico degli operatori del settore.
Le società del settore E&P (CGU E&P Italia) hanno, quindi, rivisto le valutazioni effettuate nei
precedenti esercizi in quanto l’effetto congiunto di tali indicatori poteva determinare il ripristino di
valore di alcune attività precedentemente svalutate. Si ricorda che le altre attività del Gruppo non sono
state oggetto di precedenti svalutazioni e l’effetto congiunto di tali indicatori non fa emergere possibili
perdite del loro valore di iscrizione a bilancio.
In particolare, per quanto concerne le attività E&P si rammenta che, nel 2020, il management aveva
individuato alcuni indicatori di impairment relativamente alla CGU E&P Italia che risultavano
connessi, da un lato, all’evoluzione del quadro normativo avviata con il D.L. 135 del 14/12/18,
convertito con L. 12 del 11/2/19 e proseguita con la presentazione da parte del Ministero dello Sviluppo
Economico, in applicazione delle citata legge nel mese di febbraio del 2021, del documento di
consultazione «Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI)»,
dall’altro, al quadro economico generale e all’andamento degli scenari di prezzo degli idrocarburi che
avevano richiesto una revisione della previsione dei prezzi di lungo termine, nonché alle revisioni
negative delle previsioni di sfruttamento di determinate riserve di idrocarburi.
Le società della CGU E&P Italia avevano quindi valutato i suddetti indicatori di perdite di valore,
rivedendo le modalità e la misura con cui le loro attività avrebbero potuto continuare ad essere
utilizzate e/o essere sviluppate ed avevano ritenuto di effettuare test di impairment sulle singole
rispettive attività.
Ciò aveva comportato l’iscrizione di svalutazioni delle attività materiali e immateriali relative a
specifiche concessioni di coltivazione di idrocarburi della CGU E&P Italia per un ammontare
complessivo di Euro 98.786, oltreché dell’avviamento allocato alla CGU E&P Italia per Euro 750, per
complessivi Euro 99.536.
La significativa ripresa dei prezzi del gas naturale avvenuta nel corso del 2021 e l’attesa di una ripresa
dei prezzi del gas prevista nel corso dei successivi anni, sostenuta dalle dinamiche di mercato, avevano
portato il management a riconsiderare lo scenario dei prezzi degli idrocarburi alla base del precedente
test di impairment. Non erano invece emerse variazioni sostanziali degli altri indicatori di impairment
considerati nell’esercizio precedente.
Pertanto, alla luce delle mutate circostanze, le società del settore E&P (CGU E&P Italia) avevano
rivisto le proprie valutazioni per determinare l’eventuale misura del ripristino di valore delle attività
precedentemente svalutate.
Ciò aveva comportato l’iscrizione di ripristini di valore di alcune attività materiali e immateriali
relative a specifiche concessioni di coltivazione di idrocarburi della CGU E&P Italia per un ammontare
complessivo di Euro 17.122. Poiché, inoltre, a partire dal mese di gennaio 2022 era ripresa la
produzione di gas metano in una concessione di coltivazione operata del Gruppo che si stava tuttavia
attestando su livelli inferiori alle attese, sulle immobilizzazioni immateriali della suddetta concessione
era stata operata una svalutazione di Euro 4.094, al lordo della relativa fiscalità differita.
Come già evidenziato, nel corso del 2022 si sono manifestati diversi indicatori di possibili perdite di
valore (l’aumento dei tassi di interesse bancari che si riflette sul tasso di attualizzazione e quello
dell’inflazione, oltre a fattori di incertezza geopolitica, derivanti dal conflitto tra Russia ed Ucraina).