Relazione Finanziaria Annuale 2022 – Vianini SpA 43
La passività del leasing viene valutata al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non
versati alla data di decorrenza. Ai fini dell’attualizzazione la società utilizza, quando possibile e
se evincibile dal contratto, il tasso di interesse implicito del leasing o, in alternativa, il tasso di
finanziamento marginale (incremental borrowing rate – IBR). I pagamenti dovuti per il leasing
inclusi nella valutazione della passività comprendono i pagamenti fissi, i pagamenti variabili che
dipendono da un indice o un tasso, gli importi che si prevede di pagare a titolo di garanzia sul
valore residuo, il prezzo di esercizio di un’opzione di acquisto (che la società ha la ragionevole
certezza di esercitare), i pagamenti dovuti in un periodo di rinnovo facoltativo (se la società ha
la ragionevole certezza di esercitare l’opzione di rinnovo) e le penalità di risoluzione anticipata
(a meno che la società non abbia la ragionevole certezza di non risolvere anticipatamente il
leasing).
Successivamente, l’attività per il diritto di utilizzo viene ammortizzata a quote costanti per l’intera
durata del contratto, a meno che il contratto stesso non preveda il trasferimento della proprietà
al termine della durata del leasing ovvero il costo del leasing rifletta il fatto che il locatario
eserciterà l’opzione di acquisto. In tale ultima fattispecie l’ammortamento dovrà essere il più
breve tra la vita utile del bene e la durata del contratto. Le vite utili stimate delle attività per il
diritto di utilizzo sono calcolate secondo il medesimo criterio applicato alle voci di
immobilizzazioni di riferimento. Inoltre, l'attività per il diritto di utilizzo viene diminuita delle
eventuali perdite per riduzione di valore (impairment) e rettificata al fine di riflettere le
rimisurazioni della passività del leasing.
La passività del leasing, successivamente alla valutazione iniziale alla data di decorrenza, è
valutata al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo ed è rimisurata in caso
di modifica dei futuri pagamenti dovuti per il leasing derivanti da una variazione dell'indice o
tasso, in caso di modifica dell'importo che la società prevede di dover pagare a titolo di garanzia
sul valore residuo o quando la società modifica la sua valutazione con riferimento all'esercizio o
meno di un'opzione di acquisto, proroga o risoluzione. Quando la passività del leasing viene
rimisurata, il locatario procede ad una corrispondente modifica dell'attività per il diritto di utilizzo.
Se il valore contabile dell'attività per il diritto di utilizzo è ridotto a zero, la modifica viene rilevata
nell'utile/(perdita) dell’esercizio.
Nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, la società espone le attività per il diritto di
utilizzo tra le immobilizzazioni, nella stessa voce nella quale sarebbero esposte tali attività, se
fossero di proprietà; e le passività del leasing tra le passività finanziarie. A conto economico gli
interessi passivi sulle passività del leasing costituiscono una componente degli oneri finanziari e
sono esposti separatamente dalle quote di ammortamento delle attività per il diritto di utilizzo.