RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE
AL 3I DICEMBRE 2024
Il presente documento costituisce copia, in formato PDF, della Relazione Finanziaria Annuale di Newlat
Food S.p.A. al 31 dicembre 2024 e non costituisce il documento in formato ESEF richiesto dai Technical
Standard ESEF di cui al Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (c.d. “Regolamento ESEF”).
La Relazione Finanziaria Annuale di Newlat Food S.p.A. al 31 dicembre 2024 nel formato ESEF,
richiesto dal Regolamento ESEF, è disponibile sul sito internet della Società
https://corporate.newlat.it/relazione-con-gli-investitori/bilanci-e-relazioni/ e sul meccanismo di
stoccaggio autorizzato eMarket Storage www.emarketstorage.com.
Sommario
LETTERA AGLI STAKEHOLDER ........................................................................................ 1
STORIA DEL GRUPPO...........................................................................................................3
ATTIVITA’ STRATEGICHE ED INIZIATIVE COMMERCIALI 2024-2025 ......................6
ENVIRONMENT, SOCIAL AND GOVERNANCE ........................................................... 10
RELAZIONE SULLA GESTIONE....................................................................................... 13
LA STRUTTURA SOCIETARIA AL 31 DICEMBRE 2024 .................................................. 17
ORGANI SOCIALI................................................................................................................. 19
LA CORPORATE GOVERNANCE...................................................................................... 21
RELAZIONE SULLA GESTIONE.......................................................................................25
INVESTIMENTI....................................................................................................................32
ALTRE INFORMAZIONI.....................................................................................................33
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE.............................................................................. 41
RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ....................................... 43
RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI ......... 179
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE .................................................... 261
BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2024 ..................................................... 261
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA........................... 262
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO ........................................................................ 263
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO............................................ 263
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO... 264
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO.......................................................... 265
NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO.............................................. 267
LA STRUTTURA SOCIETARIA AL 31 DICEMBRE 2024 ................................................ 271
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-
BIS DEL D.LGS 58/98.......................................................................................................... 339
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA SEPARATA ................................... 349
CONTO ECONOMICO SEPARATO................................................................................. 350
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO SEPARATO .................................................... 350
RENDICONTO FINANZIARIO SEPARATO .................................................................. 352
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE............................................................................ 404
SITUAZIONE FINANZIARIA PATRIMONIALE ED ECONOMICA DELLA
CAPOGRUPPO NEWLAT GROUP SA CHE ESERCITA ATTIVITA’ DI DIREZIONE E
COORDINAMENTO........................................................................................................... 409
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEPARATO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.DLGS 58/98.............................................................................................................. 410
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE ...........................................................411
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE E DELL’ASSEMBLEA DEGLI
AZIONISTI........................................................................................................................... 417
Relazione degli amministratori
sull’andamento della gestione
1
LETTERA AGLI STAKEHOLDER
Cari stakeholder,
il 2024 ha segnato per Newlat Food un anno di trasformazione profonda, in cui visione strategica, solidità finanziaria e capacità
di esecuzione si sono intrecciate per dare vita a un nuovo capitolo della nostra storia. Un anno in cui non ci siamo limitati a
consolidare quanto costruito in passato, ma abbiamo gettato le basi per un futuro ancora più ambizioso.
Il momento più significativo di quest’anno è stato il completamento, a fine luglio, dell’
acquisizione di Princes:
una realtà
con una lunga storia, un portafoglio ampio e ben posizionato e una forte presenza nel Regno Unito. Questa operazione ci ha
trasformati in un
gruppo autenticamente internazionale
, con oltre il 50% del nostro fatturato oggi generato proprio
nel mercato UK. È un passaggio strategico che ci proietta su una scala completamente nuova, permettendoci di valorizzare
pienamente le sinergie industriali e commerciali e di affrontare con forza e ambizione le nuove sfide del settore.
È proprio per segnare simbolicamente e concretamente questa nuova fase che a breve il nostro Gruppo verrà rinominato
NewPrinces Group
. Un’identità che sintetizza l’unione di due realtà forti, radicate, complementari, che condividono valori,
visione e ambizione. Il nuovo nome rappresenta il nostro futuro: integrato, solido, internazionale, e soprattutto orientato alla
creazione di valore duraturo per tutti gli stakeholder.
Durante quest’ultimo anno, abbiamo dimostrato di saper generare valore anche in un contesto macroeconomico complesso,
raggiungendo un
fatturato combined di 2,8 miliardi di Euro
, frutto di un modello industriale resiliente, di una
governance efficace e di una visione strategica chiara.
L’
integrazione con Princes
procede con grande efficacia e già oggi vediamo emergere i primi risultati tangibili. Le prime
sinergie stanno già portando effetti positivi sull’EBITDA, grazie all’ottimizzazione della supply chain, alla centralizzazione
degli acquisti, al miglior utilizzo degli asset produttivi e al cross selling tra mercati. Le nostre infrastrutture industriali, moderne
e scalabili, stanno diventando la piattaforma ideale per lo sviluppo di nuove referenze, per l’ampliamento dei formati e per la
penetrazione di nuove categorie.
Il 2024 ha confermato anche la
straordinaria capacità del Gruppo di generare cassa
, con
oltre 197 milioni di
Euro di Free Cash Flow
, che ci hanno consentito di ridurre la
Posizione Finanziaria Netta di oltre 90 milioni
di Euro
. L’emissione del nuovo bond a febbraio 2025 ci permetterà di ridurre sensibilmente il costo medio del debito, con un
impatto positivo sulla redditività e sulla nostra capacità di investimento nei prossimi anni.
Sul fronte del business, il
Regno Unito
rappresenta oggi un driver fondamentale della nostra strategia, con oltre
110 milioni
di sterline di vendite nette potenziali identificate
attraverso leve prioritarie di crescita: dal rafforzamento nel mondo
“Italian” all’ampliamento delle categorie ad alto valore aggiunto come
dairy, baby food e clean & functional
, fino
all’ingresso in nuove aree come il
chilled italiano
e il
pet food
. Un piano concreto, scalabile, e realizzabile senza significativi
investimenti di capitale.
Allo stesso tempo, continuiamo a puntare con convinzione sullo
sviluppo nei nostri mercati storici
. In
Germania
,
stiamo lavorando a un piano di espansione ambizioso per il 2025, con focus sulle categorie strategiche del
pomodoro e del
tonno
, in cui vediamo un potenziale ancora largamente inespresso. Anche in
Italia
, siamo pronti a lanciare nuove referenze su
queste stesse linee e ad arricchire ulteriormente la nostra offerta, rafforzando la presenza in scaffale con prodotti autentici,
convenienti e capaci di interpretare i nuovi trend di consumo.
Ma il valore che stiamo creando va ben oltre i numeri. Stiamo costruendo un gruppo che ha al centro le persone, il pianeta e la
passione per il cibo di qualità. Il nostro percorso è guidato da una purpose chiara: fare le scelte giuste per un’alimentazione
migliore, accessibile, sostenibile. La nostra vision è quella di unire le persone nel piacere di condividere cibo e bevande di qualità.
2
E la nostra missione è continuare a produrre, con orgoglio e integrità, prodotti autentici e accessibili per milioni di famiglie in
tutto il mondo.
Guardando al 2030, abbiamo tracciato una traiettoria ambiziosa ma realistica. Prevediamo di raggiungere 3,3 miliardi di Euro
di ricavi organici, spinti da innovazione di prodotto, crescita del brand e maggiore durata dei contratti di private label.
L’EBITDA adjusted è atteso a 320 milioni, con un miglioramento dei margini sostenuto dalle sinergie, dall’efficienza operativa
e da una struttura di costi sempre più razionale. Puntiamo a una posizione di cassa netta positiva già nel 2027, con oltre un
miliardo di Euro di disponibilità entro il 2030. Sono traguardi sfidanti, ma alla nostra portata.
Tutto questo è possibile perché abbiamo un capitale umano straordinario. Le nostre persone sono il cuore pulsante del Gruppo:
competenti, appassionate, determinate. È grazie a loro se oggi possiamo dire con forza che siamo pronti. Pronti a crescere, a
innovare, a conquistare nuovi spazi. Pronti a scrivere, insieme, il futuro del NewPrinces Group.
Grazie a ciascuno di voi per la fiducia, la collaborazione e il supporto con cui ci accompagnate in questo percorso.
Con stima e gratitudine,
Angelo Mastrolia
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Newlat Food S.p.A.
3
PRINCIPALI HIGHLIGHTS DEL GRUPPO NEL 2024
Key Figures
STORIA DEL GRUPPO
Anno 2004
- Acquisto del Pastificio “Guacci” da parte della Famiglia Mastrolia.
Anno 2005
- Acquisto dello stabilimento di Eboli per la produzione della pasta ed il marchio Pezzullo”.
Anno 2006
- Acquisto degli stabilimenti ed il marchio per la produzione di pasta a marchio “Corticella” da Euricom
Group.
Anno 2008
- Acquisto dello stabilimento di Sansepolcro per la produzione e commercializzazione in licenza a
marchio “Buitoni” di pasta e prodotti da forno;
- Acquisto della società Newlat S.p.A. attiva nella divisione lattiero casearia tramite i marchi “Giglio”,
“Polenghi”, “Torre in Pietra” e “Fior di Salento”.
Anno 2009
- Allargamento dei marchi nella divisione lattiero casearia attraverso l’acquisizione dei marchi “Ala” e
“Optimus”.
Anno 2013
4
- Acquisto della società tedesca per la produzione e la commercializzazione della pasta a marchi Birkel
e 3Glocken
Anno 2014
- Acquisto della società Centrale del Latte di Salerno S.p.A., ed il relativo marchio, attiva nella
produzione e commercializzazione nel mercato lattiero caseario.
Anno 2015
- Acquisto dello stabilimento di Ozzano Taro (PR) per la produzione e la vendita dei prodotti
appartenenti al settore di cibo per l’infanzia, cibi aproteici e senza glutine tramite contratto di co-
packaging con Kraft-Heinz.
Anno 2019
- Acquisto della società Industrie Alimentari Delverde S.p.A. attiva con il marchio “Delverde” nel
mercato della pasta;
- Accesso al mercato dei capitali attraverso collocamento di strumenti azionari per la negoziazione sul
segmento Star del Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.
Anno 2020
- Acquisto della società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. quotata al segmento Star del Mercato
Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.
Anno 2021
- Acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto del Gruppo Symington’s composto da
Symington’s Limited, Symington's (Holdings) Limited e Symington's Australia PTY Limited, Gruppo
operante principalmente nel Regno Unito e che produce, sia con i propri marchi che per marchi di
terzi, una vasta di gamma di instant noodles (Naked) dove è leader di mercato nel segmento authentic
e Asian inspiration -, zuppe e vari piatti ready meal a marchio Mug Shot, piatti pronti a base di riso e
couscous (Twistd), prodotti da forno tra cui crostini (marchio Rochelle), preparati per dolci e torte
(con circa il 75% di quota di mercato nel segmento private label), condimenti a marchio Chicken
Tonight e sughi a marchio Ragu.
Anno 2023
- Acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S. (“EM Foods”), a
seguito dell’esercizio da parte del Venditore della put option sottoscritta tra le parti in data 19 ottobre.
Alsa France, così come previsto dalla normativa francese, ha esercitato l’opzione per la vendita del
100% delle azioni ordinarie e diritti di voto di EM Foods, dopo che il consiglio dei lavoratori della
stessa EM Foods ha espresso formale assenso all’operazione di cessione a Newlat Food. Il closing
dell’operazione è avvenuto in data 2 gennaio 2023. Con l’acquisizione di EM Foods il Gruppo Newlat
entra a pieno titolo nel settore delle miscele da forno e da dessert, un settore particolarmente
interessante e con crescente attenzione da parte dei consumatori. Inoltre, Newlat Food comunica di
aver sottoscritto un contratto di lungo termine con Unilever BV per la produzione di diversi prodotti
legati ad importanti brand come Carte d’Or, Maizena e Mondamin. Questa nuova partnership, di
grande valore strategico, è ulteriore evidenza degli elevati standard degli asset industriali del Gruppo
Newlat e consolida ulteriormente il business generato in partnership con le grandi multinazionali.
5
Tale partnership permetterà alla Società di diventare fornitore di diversi prodotti per marchi molto
conosciuti. L'acquisizione del know-how industriale di EM Foods e l'importante partnership con una
multinazionale consentirà a Newlat Food di entrare, da protagonista, nel segmento crescente delle
miscele da forno e dessert. La Società produrrà una gamma molto ampia di prodotti tra cui brownies,
budini, muffin, lievito in polvere e miscele per torte, facendo leva sulla forte awareness del marchio
“Minuto”, già utilizzato dal Gruppo Newlat in Germania per vendere piatti pronti ben noti e di alta
qualità. Il segmento delle miscele da forno e da dessert è un ambito particolarmente interessante
dell'industria alimentare, in quanto riflette le attuali tendenze e le nuove abitudini di vita. Il Gruppo
Newlat è fortemente impegnato nello sviluppo strategico del marchio “Minuto” nei più importanti
mercati dell'Europa occidentale ed in particolare in Francia, Germania e Italia, avendo in programma
il lancio di nuove ricette e formulazioni per prodotti gustosi ma anche sani, veloci e facili da preparare.
L'acquisizione consentirà inoltre alla Società di sviluppare ulteriori sinergie con la divisione esistente
di Symington’s (leader indiscusso nel segmento delle miscele da forno e dessert nel Regno Unito, con
il 75% di quota di mercato nel settore private label). Symington's rappresenterà una solida piattaforma
di distribuzione per il marchio "Minuto" anche nel Regno Unito.
Anno 2024
- In data 27 maggio 2024 è stato siglato un accordo per l’acquisto del 100% del capitale sociale di
Princes Limited poi perfezionato nel successivo mese di luglio. In data 30 luglio 2024 si sono
perfezionate tutte le condizioni sospensive previste dall’accordo per l’acquisto della Princes Limited
e, pertanto, la Società ha acquistato l’intero capitale sociale di tale gruppo. Con il perfezionamento
dell’accordo, Newlat Group ha anche ceduto nr 9.319.841 di azioni della società, rappresentante il
21,2% del capitale della società, a Mitsubishi Corporation dietro pagamento di circa 58 milioni di
Euro.
Princes Limited è un'azienda prestigiosa e l'integrazione delle sue attività con Newlat permetterà al
Gruppo di consolidare ulteriormente la posizione di leader nel settore alimentare. Con l’acquisitione,
Newlat Food è diventata una delle più grandi aziende alimentari quotate alla Borsa di Milano,
rafforzando il suo ruolo di protagonista internazionale. Il nuovo gruppo potrà offrire così un'ampia
gamma di prodotti di alta qualità, rispondendo alle esigenze di un mercato globale sempre più esigente
e diversificato. Questa transazione permetterà al Gruppo di entrare in nuovi segmenti di mercato e di
servire meglio i clienti con un'offerta di prodotti ancora più completa, innovativa e unica.
L'integrazione tra Newlat Food e Princes Limited rappresenta pertanto un'opportunità significativa
per entrambe le aziende.
6
ATTIVITA’ STRATEGICHE ED INIZIATIVE COMMERCIALI 2024-2025
Italian products (Napolina pasta, tomato sauces and olive oil)
Aumentare le vendite e la frequenza di acquisto tramite attività di marketing e attivazione POS
Obiettivo: mantenere Napolina come marchio "italiano" n. 1 nel Regno Unito
Produzione interna di Napolina avviata e funzionante dall'autunno del '24, con il lancio di altre forme grazie
alle capacità di Newlat
Italian products pasta and tomato sauces (Delverde)
La nuova gamma di pomodori e salse Delverde verrà lanciata ad aprile in Germania con quotazioni già
confermate nei primi tre rivenditori tedeschi. Inoltre, verranno lanciati altri prodotti nello stabilimento di
Foggia, tra cui salse pronte all'uso per cucinare
7
Italian Products Bakery and Milk & Dairy
Restyling dei prodotti da forno e l’utilizzo di una confezione riciclabile in carta.
Lancio del nuovo prodotto “Crostino Dorato Sfoglie” con semi di papavero, sesamo e lino.
Canned foods (Branston)
High impact, on-shelf activation
Optimise promotional frequency
Close range gaps
Maximise off shelf
8
Tinned fish
L’obiettivo è fare in modo che gli acquirenti di tonno preferiscano Princes rispetto ai marchi privati e ai
concorrenti. Aumentare le vendite tramite un miglior imballaggio ed un ampliamento della gamma dei prodotti
premium ed una diversificazione delle ricette in essere.
Instant Foods (Naked and Mugshot)
Associazione di categoria unica per essere un marchio moderno
Lancio previsto per il mese di giugno 2025
Posizionamento del marchio con un ruolo unico nel marcato
Lancio di nuovi prodotti con una nuova e distintiva creatività
Ispirazione al consumo con un nuovo look e prodotti di qualità
The Perfect Pick-Me-Up
Campagna a 360 gradi su digitale, social, influencer e stampa per raggiungere 9,5 milioni di consumatori,
ispirandoli a ricaricarsi e fare rifornimento con una foto segnaletica per un inizio dell'anno pieno di energia.
Migliorare i sapori
Seconda ondata di attività di comunicazione in arrivo nel secondo semestre del 2025
Posizionamento evoluto per reclutare la prossima generazione di acquirenti di prodotti sanitari
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Home baking
Gli shaker sono molto apprezzati e le vendite sono in continua crescita nel mercato tedesco
Dichiarato prodotto dell’anno nel mercato tedesco
10
ENVIRONMENT, SOCIAL AND GOVERNANCE
L’attività del Gruppo è sempre rivolta al rispetto dell’ambiente e alla creazione di valore per i propri
stakeholder. In particolare, i principali traguardi registrati e le principali azioni sono:
1. la presenza di un Comitato Manageriale per tutto il Gruppo, lo “ESG Steering Committee”, che guida
l’integrazione dei principi ESG nelle strategie aziendali
2. è stato sottoposto a SBTi, e da questi approvato, un piano Net Zero per Princes
3. l’attenzione ai rifiuti recuperati e non smaltiti continua ad essere elevata: >95% a livello di Gruppo
4. il proseguimento delle attività formative con le scuole e le collaborazioni con le università di progetti
di ricerca per l’evoluzione dei prodotti e dei processi produttivi
5. una maggiore attenzione al packaging attraverso l’utilizzo sempre più crescente di carta certificata FSC
(Forest Stewarship Council) ed altri materiali a ridotto impatto
6. la progressiva riduzione della plastica vergine e preferenza per i monomateriali per favorire la
riciclabilità delle confezioni
7. l’attenzione alla filiera ittica attraverso l’ottenimento della certificazione MSC sul tonno a marchio
Princes nel Regno Unito
8. la lotta allo spreco alimentare tramite revisione dei processi, donazioni e ri-utilizzo degli scarti di
produzione nel settore zootecnico
9. l’intensità carbonica (rapporto emissioni Scope 1 e Scope 2 / ricavi) e l’intensità energetica (rapporto
energia consumata/fatturato) in calo costante negli ultimi anni
10. nel 2024, per il quarto anno consecutivo, il Gruppo è stato classificato da Statista tra le “aziende più
attente al clima”. Lo studio è pubblicato dal Corriere della Sera in Italia
11. confermato, anche il riconoscimento “Leader della sostenibilità” conferito da Statista. Lo studio è
pubblicato da Il Sole 24 Ore in Italia
12. la quota di forza lavoro femminile risulta in aumento del 57% rispetto all’anno 2023
11
LA CATENA DEL VALORE DEL GRUPPO
Il Gruppo condivide con gli stakeholder i risultati generati dal processo di generazione del valore basato
sull’analisi e la gestione dei fattori critici di successo:
- soddisfacimento delle nuove richieste dei consumatori e degli ultimi trends di mercato;
- raggiungimento di standard internazionali di qualità;
- continui investimenti in ricerca e sviluppo;
- continua ricerca e mantenimento dei migliori fornitori;
- pianificazione della produzione ispirata a principi di tempestività, efficienza e alta qualità;
- logistica integrata ed efficiente;
- dialogo con i principali stakeholder, tra cui clienti e consumatori;
- forte strategia di comunicazione a supporto dei nostri marchi;
- profonda conoscenza e continua analisi del mercato;
- organizzazione capillare della rete vendita e comprovata.
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BUSINESS STRATEGY GUIDELINES
M&A: Crescita per linee esterne attraverso acquisizioni di realtà operanti in settori complementari a quelli già
presidiati;
Focus su prodotti speciali: Incremento della quota di mercato relativa a prodotti speciali (health and wellness) e
prodotti per l’infanzia;
Sviluppo dei marchi: Incremento della capacità comunicativa dei marchi di proprietà;
Crescita internazionale: Consolidamento della presenza sul mercato estero e sviluppo della posizione
competitiva nel mercato tedesco;
Ricerca e sviluppo: Investimenti in nuove tecnologie e nuovi prodotti;
Efficientamento produttivo: Continuo perseguimento di efficienze in tutti i comparti produttivi.
M&A
Focus su
prodotti speciali
Sviluppo dei
marchi
Crescita
internazionale
Ricerca e
sviluppo
Efficientamento
produttivo
Qualità
Sostenibilità
Financial
Performance
13
RELAZIONE SULLA GESTIONE
14
PREMESSA ALLA RELAZIONE SULLA GESTIONE
Acquisizione del Gruppo Princes Limited
In data 17 giugno 2024 è stato stipulato un contratto di acquisto e vendita con Mitsubishi Corporation in
qualità di venditore, in base al quale Newlat ha acquistato il 100% del capitale azionario di Princes Limited (di
seguito anche “Princes” e, insieme alle società da essa controllate il “Gruppo Princes Limited”) per un
corrispettivo netto in contanti di 1 GBP. L’acquisto è stato poi perfezionato alla fine del mese di luglio.
L'Accordo ha stabilito che Newlat dovesse procurare le risorse finanziare necessarie per permettere a Princes
Limited di estinguere il finanziamento in essere verso Mitsubishi Corporation. L'Operazione prevista è stata
finanziata attraverso la liquidità disponibile della Società, il Finanziamento da parte di Newlat Group per un
ammontare complessivo di Euro 200 milioni e un prestito di Euro 300 milioni che è stato erogato da un pool
di primarie banche internazionali.
In data 30 luglio 2024 si sono perfezionate tutte le condizioni sospensive previste dall’accordo per l’acquisto
della Princes Limited e, pertanto, la Società ha acquistato l’intero capitale sociale di tale gruppo.
Aggregazioni aziendali
Le operazioni di aggregazione aziendale (business combination), in forza delle quali viene acquisito il controllo
di un business, sono rilevate in accordo con l’IFRS 3 “Business combination”, applicando il cosiddetto
acquisition method. In particolare, le attività identificabili acquisite, le passività e le passività potenziali assunte
sono iscritte al relativo valore corrente alla data di acquisizione e cioè la data in cui viene acquisito il controllo
(la “Data di Acquisizione”), fatta eccezione per le imposte differite attive e passive, le attività e passività relative
ai benefici per i dipendenti e le attività destinate alla vendita che sono iscritte in base ai relativi principi contabili
di riferimento. La differenza tra il costo di acquisizione e il valore corrente delle attività e passività, se positiva,
è iscritta nelle attività immateriali come avviamento, o, se negativa, dopo aver riverificato la corretta
misurazione dei valori correnti delle attività e passività acquisite e del costo di acquisizione, è contabilizzata
direttamente a conto economico complessivo, come provento. Le quote di interessenze di pertinenza di terzi,
alla data di acquisizione, possono essere valutate al fair value oppure al pro-quota del valore delle attività nette
riconosciute per l’impresa acquisita. La scelta del metodo di valutazione è effettuata transazione per
transazione. Quando la determinazione dei valori delle attività e passività del business acquisito è operata in
via provvisoria, essa deve essere conclusa entro un periodo massimo di dodici mesi dalla data di acquisizione,
tenendo conto delle sole informazioni relative a fatti e circostanze esistenti alla Data di Acquisizione.
Nell’esercizio in cui la summenzionata determinazione è conclusa, i valori provvisoriamente rilevati sono
rettificati con effetto retrospettico. Gli oneri accessori alla transazione sono rilevati nel conto economico nel
momento in cui sono sostenuti. Il costo di acquisizione è rappresentato dal fair value alla Data di Acquisizione
delle attività trasferite, delle passività assunte e degli strumenti di capitale emessi ai fini dell’acquisizione, e
include anche il corrispettivo potenziale, ossia quella parte di corrispettivo il cui ammontare e la cui erogazione
sono dipendenti da eventi futuri. Il corrispettivo potenziale è rilevato in base al relativo fair value alla Data di
Acquisizione e le variazioni successive del fair value sono riconosciute nel conto economico se il corrispettivo
potenziale è un’attività o passività finanziaria, mentre i corrispettivi potenziali classificati come patrimonio
netto non vengono rideterminati e la successiva estinzione è contabilizzata direttamente nel patrimonio netto.
Nel caso di assunzione del controllo in fasi successive, il costo di acquisto è determinato sommando il fair
value della partecipazione precedentemente detenuta nell’acquisita e l’ammontare corrisposto per l’ulteriore
quota. L’eventuale differenza tra il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e il relativo valore
di iscrizione è imputata a conto economico. In sede di assunzione del controllo, eventuali ammontari
15
precedentemente rilevati nelle altre componenti dell’utile complessivo sono imputati a conto economico
complessivo, oppure in un’altra posta del patrimonio netto, nel caso in cui non ne sia prevista la riclassifica a
conto economico complessivo. La tabella che segue riporta i valori contabili delle attività nette acquisite
nell’ambito dell’Acquisizione del Gruppo Princes Limited.
(In migliaia di Euro)
Al 30 luglio
2024
Immobili, impianti e macchinari incluso diritti d’uso 485.933
Attività immateriali
37.876
Attività finanziarie e partecipazioni non di controllo 9.554
Totale attivo non corrente
533.363
Rimanenze 417.416
Crediti commerciali 246.105
Altri
crediti e attività correnti
43.067
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 5.737
Attività fiscali nette correnti 2.007
Totale attivo corrente 714.332
Passività per imposte differite
(
)
Passività finanziarie non correnti (230.216)
Passività per leasing non correnti -(48.749)
Fondi per il personale (4.870)
Totale passivo non corrente (310.011)
Debiti commerciali (312.296)
Passività finanziarie correnti (397.892)
Passività per leasing correnti (12.432)
Altre passività
correnti
(
)
Totale passivo corrente (737.775)
Totale attività nette acquisite (valori determinati in via provvisoria) 199.909
Valore proporzionale interessenze/soci di minoranza alla Data di
Esecuzione
(44.429)
Fair value del
corrispettivo alla data di acquisizione
(
1
)
Provento da business combination determinato in via provvisoria
155.479
L’operazione è stata contabilizzata in base alle disposizioni incluse nel principio contabile IFRS 3 “Business
Combination” in quanto la stessa ha la natura di acquisizione.
Alla data del primo consolidamento non è stata ancora completata la valutazione al fair value delle attività e
passività acquisite. Come previsto dal relativo principio contabile il management finalizzerà le opportune
valutazioni entro 12 mesi dalla data di acquisizione. Il badwill così determinato è stato contabilizzato, in via
provvisoria, nel conto economico consolidato come indicato dalll’IFRS3, paragrafo 34 nella specifica voce
“provento da business combination”. Lo stesso, al di la di eventuali affinamenti a seguito dell’allocazione
definitiva di eventuali plusvalori, rappresenta la disponibilità del venditore a vendere un business, giudicato
eventualmente non sinergico, in ottica di recupero dell’investimento di cassa nello stesso.
Alla luce di quanto descritto precedentemente e al fine di rappresentare l’andamento finanziario, economico
e patrimoniale, nei periodi presi a riferimento nella presente relazione sulla gestione si è reso necessario
includere nelle stesse informazioni finanziarie combined al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2023. I
principali indicatori al 31 dicembre 2024 sono stati ottenuti normalizzando i dati economici dall’effetto del
provento straordinario da business combination.
Il Bilancio Consolidato Combined deriva pertanto dai
dai bilanci consolidati redatti secondo i Principi Contabili Internazionali (“IFRS”) emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea di Newlat
16
Food S.p.A. per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023 e assoggettati a revisione contabile da
parte di PricewaterhouseCoopers S.p.A.;
dai bilanci consolidati redatti secondo i Principi Contabili Internazionali (“IFRS”) emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea di Princes
Limited e resi coerenti con la data di chiusura d’esercizio del Gruppo Newlat ovvero il 31 dicembre;
Si segnala che i dati aggregati riportati nella presente relazione sulla gestione non sono stati soggetti a revisione
contabile da parte di PricewaterhouseCoopers S.p.A.
17
LA STRUTTURA SOCIETARIA AL 31 DICEMBRE 2024
Di seguito viene riportata una rappresentazione grafica delle società facenti parte del Gruppo Newlat alla
data del 31 dicembre 2024:
74.27% voting rights Centrale del Latte d'Italia S.p.A.
67.74 share capital (Italy)
Newlat Gmbh
100% (Germany)
Newlat Food S.p.A. 100% Symington's Ltd
Listed: Stock NWL (UK)
(Italy)
100% EM Foods SA
(France)
100%
PRINCES LIMITED
Classification TRADING AND MANUFACTURING
Foundation 1988.12.15 Location UK
PRINCES HOLDING (ROTTERDAM) B.V.
100% Classification: HOLDING COMPANY
Foundation 1989.1.30 Location Holland
PRINCES FOODS B.V.
100% Classification TRADING COMPANY
Foundation 1989.3.31 Location Holland
PRINCES POLSKA
Classification Branch
Foundation 2010 Location Poland
PRINCES TUNA (MAURITIUS) LTD. 23,38%
51% 20,31%
Foundation 1998.11.16 Location Mauritius 5,31%
INDICO CANNING LIMITED 27,52%
68%
Classification:
MANUFACTURING COMPANY
4,48%
Location Mauritius
MARINE BIOTECHNOLOGYLIMITED
33%
Classification: MANUFACTURING COMPANY
67,00%
Location Mauritius
PRINCES INDUSTRIE ALIMENTARI
100% Classification MANUFACTURING COMPANY
Foundation 2012 Location Italy
West Yorkshire Industrial Estates Management Limited 33%
56% Classification
ESTATEMANAGEMENT COMPANY
11%
Location UK
Edible Oils Ltd
50% Classification TRADING COMPANY 50%
Foundation 2004.12.10 Location UK
EOL Polska Sp.zo.o.
100%
Classification: TRADING COMPANY
Foundation 2010.04.20 Location Poland
Cawston Press Limited
8,11% Classification
MANUFACTURING COMPANY
Location UK
Ireland Blyth Limited
PD Bannister (Haulage) Limited
Seafood Hub Limited
Next Holdings Limited
Pura Foods Ltd
State Investment Co
Talaia (Mauritius) Limited
Seafood Hub Limited
Echebastar Tuna (Mauritius) Limited
18
La tabella di seguito riportata illustra le principali informazioni riguardanti le Società Controllate dalla Newlat:
Denominazione Sede Valuta
Capitale
sociale al
31
dicembre
2024
Percentuale di controllo
Al 31dicembre
2024 2023
Newlat Food S.p.A. Italia - Via J.F. Kennedy 16, Reggio Emilia EUR 43.935.050 Capogruppo Capogruppo
EM Foods Sas 951 Rue Denis Papin, 54710 Ludres, Francia EUR 1.000.000 100% 100%
Symington's Limited 2528254 Dartmouthway, Leeds GBP 100.000 100% 100%
Newlat Deutschland Germania - Fransozenstraβe 9, Mannheim EUR 1.025.000 100% 100%
Centrale Latte d'Italia Italia - Via Filadelfia 220, Torino EUR 28.840.041 67,74% 67,74%
Princes Limited Royal Liver Building Pier Head Liverpool GBP 7.000.000 100% -
Viene inoltre fornita di seguito una tabella che riepiloga il valore di carico di ciascuna controllata iscritto nel
bilancio separato della Società al 31 dicembre 2024 e i dati di patrimonio netto e di utile/perdita di esercizio
per ciascuna controllata:
Denominazione Valore carico
partecipazione (in migliaia di Euro)
Patrimonio netto
(in migliaia di
Euro)
Utile / perdita di
esercizio
(in migliaia di Euro)
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024
Newlat GmbH Deutschland 68.525 40.592 326
EM Foods Sas 5.465 2.898 24
Symington's Limited 63.914 28.681 289
Centrale del Latte d'Italia S.p.A. 25.422 68.881 4.420
Princes Limited 1.023 290.402 2.458
I bilanci delle società controllate sono stati sottoposti a revisione contabile.
Viene fornita di seguito una breve descrizione delle attività svolte dalla società controllante e dalle società
controllate:
Newlat Food S.p.A.: società specializzata nella produzione e vendita di latte fresco e UHT, panna
fresca e UHT, yogurt e differenti tipi di burro e formaggio, mascarpone e prodotti del mondo
caseario, nella produzione e vendita di pasta, inclusa pasta biologica, integrale biologica, pasta lunga
e corta, a nido e lasagne premium, nella produzione di prodotti da forno quali crostini e fette biscottate,
nella produzione di prodotti specialistici e per l’infanzia;
Newlat GmbH Deutschland: società attiva nella produzione e vendita di tradizionali forme di pasta
tedesca come spatzle e pasta aromatizzata, instant cups e sughi nel mercato tedesco;
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.: società specializzata nella produzione e vendita di latte fresco e
UHT, panna fresca e UHT, yogurt e differenti tipi di burro e formaggio, mascarpone e prodotti del
mondo caseario;
Symington's Limited, società specializzata nella produzione e vendita instant noodles.
EM Foods Sas società leader nella produzione di miscele da forno e dessert.
Princes Limited: gruppo operante nella produzione e vendita di prodotti legati al mondo delle
conserve di legumi, tonno, oli, bevande, pomodoro e pasta.
Si precisa che alle date di riferimento del Bilancio Consolidato tutte le società incluse nel perimetro sono state
consolidate con il metodo integrale.
19
La tabella seguente riepiloga, con riferimento alle società (joint operation) incluse proporzionalmente nel
perimetro del Bilancio Consolidato, le informazioni relative alla denominazione sociale, alla sede legale, alla
valuta funzionale e al capitale sociale al 31 dicembre 2024:
Denominazione Sede Valuta
Capitale
sociale al 31
dicembre
2024
Edible Oils Limited
Royal Liver Building Pier Head Liverpool
GBP
8.626.000
Edible Oils Polska SP. Z.O.O. ul. B. Chrobrego 29, 64-500 Szamotuły, POLAND ZL 70.155.000
Le due società di cui sopra derivano da un investimento al 50% da parte del Gruppo in un accordo a controllo
congiunto. L'attività principale di Edible Oils Limited e della sua controllata Edible Oils Polska SP. Z.O.O. è
la lavorazione di oli commestibili. L'accordo contrattuale prevede l’acquisto in esclusiva da parte del Gruppo
dell’intera produzione di olio dalle due società. L’intero output della produzione del sottogruppo Edible Oils
è acquistato dal Gruppo (per poi essere rivenduto a terzi); pertanto, le obbligazioni del sottogruppo Edible
Oils sono soddisfatte esclusivamente grazie alla cassa ricevuta dai partecipanti all’accordo attraverso l’acquisto
dell’output. In conseguenza, il sottogruppo Edible Oils è stato identificato come una joint operation sulla base
degli “altri fatti e cricostanze” disciplinati dall’IFRS 11 B29 B32. Il consolidamento degli attivi, dei passivi
dei costi e dei ricavi del sottogruppo Edible Oils avviene, dunque, in base alla percentuale di possesso,
quest’ultima ritenuta l’indicatore più appropriato nel contesto di una joint operation ove gli accordi sono
configurati attraverso una società a responsabilità limitata e con personalità giuridica.
Nella predisposizione del Bilancio Consolidato tutti i saldi e le operazioni effettuati tra le società incluse nel
relativo perimetro sono stati eliminati e pertanto il Bilancio Consolidato non include alcuna delle operazioni
in esame.
Si precisa, infine, che il Gruppo detiene, direttamente o indirettamente, partecipazioni non di controllo in
Mercarfir, società consortile che gestisce il Centro Alimentare polivalente di Firenze, pari al 25% tramite
la società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. in Mercafir pari al 25% ed è stata valutata con il metodo
del patrimonio netto;
Marine Biotechnology, società specializzata nella produzione di farina e olio di pesce, pari al 33%
tramite la società Princes Tuna Mauritius ed è stata valutata con il metodo del patrimonio netto;
ORGANI SOCIALI
Ai sensi dell’articolo 12 del nuovo statuto, la Newlat Food S.p.A. è amministrata da un Consiglio di
Amministrazione composto da un numero di componenti non inferiore a 3 e non superiore a 15. L’Assemblea
determina il numero dei componenti del Consiglio di volta in volta, prima della loro nomina. Gli
amministratori restano in carica per il periodo fissato dalla deliberazione assembleare di nomina, sino a un
massimo di 3 esercizi e sono rieleggibili. Essi scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione
del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica, salve le cause di cessazione e di decadenza previste
dalla legge e dal nuovo statuto.
Il Consiglio di Amministrazione composto da:
a.
4 membri, in carica con effetto immediato; e
20
b.
3 membri, dotati dei requisiti di indipendenza, in carica a partire dalla data di avvio delle
negoziazioni e rinnovati nel corso del 2022.
La tabella che segue elenca la composizione del Consiglio di Amministrazione:
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita
Angelo Mastrolia Presidente Esecutivo del Consiglio di
Amministrazione e
Consigliere (**)
Campagna (SA), il 5 dicembre 1964
Giuseppe Mastrolia
Amministratore Delegato e Consigliere (**)
Battipaglia (SA), l’11 febbraio 1989
Stefano Cometto Amministratore Delegato e Consigliere (**) Monza, il 25 settembre 1972
Benedetta Mastrolia
Consigliere (***)
Roma, il 18 ottobre 1995
Maria Cristina Zoppo Consigliere (*) (***) Torino, il 14 novembre 1971
Valentina Montanari Consigliere (*) (***) Milano, il 20 marzo 1967
Eric Sandrin Consigliere (*) (***) Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964
(*) Amministratore indipendente ai sensi dell’art. 148 del TUF e dell’art. 3 del Codice di Autodisciplina, la cui carica è iniziata dal 29 ottobre 2019, data di
avvio delle negoziazioni sul MTA segmento STAR.
(**) Amministratore esecutivo.
(***) Amministratore nonesecutivo.
I membri del Collegio Sindacale sono indicati nella tabella che segue:
Nome e
cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Data di prima nomina
Massimo Carlomagno Presidente Agnone (IS), 22 settembre 1965 28.02.2005
Ester Sammartino Sindaco effettivo Agnone (IS), 23 maggio 1966 28.02.2005
Antonio Mucci
Sindaco effettivo
Montelongo (CB), 24 marzo 1946
30.07.2009
Giovanni Rayneri Sindaco supplente Torino (TO), 20 luglio 1963 28.04.2022
Cin
z
ia Voltolina
Sindaco supplente
Moncalieri (TO)
, 2
6 Aprile
19
83
28.04.2022
Comitato controllo e rischi
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita Data di prima nomina
Valentina Montanari Presidente Milano, il 20 marzo 1967 29.10.2019
Maria Cristina Zoppo Membro Torino, il 14 novembre 1971 25.09.2020
Eric Sandrin Membro Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964 29.10.2019
Comitato per le remunerazioni e nomine
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita Data di prima nomina
Eric Sandrin Presidente Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964 29.10.2019
Maria Cristina Zoppo Membro Torino, il 14 novembre 1971 25.09.2020
Valentina Montanari Membro Milano, il 20 marzo 1967 29.10.2019
Comitato per le operazioni con parti correlate
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita Data di prima nomina
Maria Cristina Zoppo Presidente Torino, il 14 novembre 1971 25.09.2020
Valentina Montanari Membro Milano, il 20 marzo 1967 29.10.2019
Eric Sandrin Membro Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964 29.10.2019
Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/01
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita Data di prima nomina
Massimo Carlomagno Presidente Agnone (IS), 22 settembre 1965 27.12.2016
Ester Sammartino Membro Agnone (IS), 23 maggio 1966 27.12.2016
Rocco Sergi è il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
PricewaterhouseCoopers S.p.A. è la società di revisione incaricata per gli esercizi 2019-2027.
21
LA CORPORATE GOVERNANCE
La Governance aziendale rappresenta l’insieme di strumenti, regole e meccanismi finalizzati ad una più efficace
realizzazione dei processi decisionali dell’organizzazione, nell’interesse di tutti gli stakeholders del Gruppo. La
capogruppo Newlat Food S.p.A. aderisce al Codice di Corporate Governance elaborato dal Comitato per la
Corporate Governance delle Società Quotate. Il sistema di amministrazione adottato è quello tradizionale, fondato
sulla presenza di tre organi: l’Assemblea degli Azionisti, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale.
Il Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione è l’organo sociale preposto all’amministrazione della Società e possiede i
poteri allo stesso assegnati dalla normativa e dallo statuto. Esso si organizza e opera in modo da garantire un
effettivo ed efficace svolgimento delle proprie funzioni. I consiglieri agiscono e deliberano, perseguendo
l’obiettivo della creazione di valore per gli azionisti e riferiscono sulla gestione in occasione dell’Assemblea
degli azionisti. Lo statuto della Società, in tema di nomina e sostituzione del Consiglio di Amministrazione
e/o dei suoi membri, prevede che all'elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione si proceda sulla
base di liste di candidati secondo le modalità indicate con maggiore dettaglio nella Relazione sul Governo
Societario e gli Assetti Proprietari (allegato al presente documento) e nel rispetto della disciplina vigente
inerente all’equilibrio tra generi. L’attuale Consiglio di Amministrazione è stato nominato dell’Assemblea degli
azionisti in data 28 aprile 2022 e rimarrà in carica sino all’approvazione del bilancio chiuso al 31.12.2024.
Comitati interni al Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione non ha costituito al suo interno comitati diversi da quelli previsti dal Codice
di Autodisciplina, salvo il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, al fine di ottemperare alle previsioni
di cui al Regolamento Parti Correlate.
La Società ha attribuito ad un unico comitato, precisamente al Comitato Remunerazione e Nomine, le funzioni
previste dagli artt. 4 e 5 del Codice di Corporate Governance.
I comitati interni al Consiglio di Amministrazioni sono i seguenti:
Il Comitato Controllo, e Rischi e Sostenibilità (di seguito anche “Comitato Controllo e Rischi”,
“CCR” o “CCRS”) assiste il Consiglio di Amministrazione nelle valutazioni e decisioni relative al Sistema di
Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, all’approvazione dei bilanci e delle relazioni semestrali ed ai
rapporti tra la Società ed il revisore esterno, onde siano supportate da un’adeguata attività istruttoria. A tal
fine, tale Comitato risulta composto da tre consiglieri con adeguata esperienza in materia contabile e
finanziaria, nelle persone dei Signori Valentina Montanari, in qualità di Presidente, Maria Cristina Zoppo ed
Eric Sandrin, tutti amministratori non esecutivi e indipendenti.
Il Comitato per le Remunerazioni e Nomine svolge un ruolo consultivo e propositivo, con funzioni
istruttorie, nelle valutazioni e nelle decisioni relative alla composizione del Consiglio di Amministrazione ed
alla remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche vigilando sulla loro
applicazione e formulando raccomandazioni generali in materia. Il Comitato per la remunerazione risulta
composto da tre consiglieri, tutti amministratori non esecutivi e indipendenti. Tutti i membri possiedono una
adeguata conoscenza ed esperienza in materia contabile e finanziaria. Per quanto riguarda il processo di
determinazione della remunerazione dei membri del Consiglio di Amministrazione si prevede che venga
attribuito, da parte dell'Assemblea, per il periodo di durata del mandato, un emolumento che può essere
22
formato da una parte fissa e una variabile commisurata al raggiungimento di determinati obiettivi e/o ai
risultati economici conseguiti dalla Società. Il Regolamento di Borsa, ai fini dell'ottenimento della qualifica di
STAR, richiede infatti che il Comitato per la remunerazione abbia previsto che una parte significativa della
remunerazione degli amministratori esecutivi e degli alti dirigenti abbia natura incentivante.
Per ogni informazione riguardante la politica generale per la remunerazione, la remunerazione degli
amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche e degli amministratori non esecutivi si
rinvia alla relazione sulla remunerazione pubblicata ai sensi dell'articolo 123-ter del Testo Unico della Finanza.
A tal fine, tale Comitato risulta composto da tre consiglieri con adeguata esperienza in materia contabile e
finanziaria, nelle persone dei Signori Eric Sandrin, in qualità di Presidente, Maria Cristina Zoppo e Valentina
Montanari, tutti amministratori non esecutivi e indipendenti.
Il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (di seguito anche “Comitato OPC”) ha l’onere di
garantire la correttezza sostanziale dell’operatività con parti correlate, tramite il rilascio di un parere
sull’interesse della società al compimento di una specifica operazione, nonché sulla convenienza e correttezza
delle relative condizioni. Tale comitato è composto dai tre Amministratori non esecutivi e indipendenti, Maria
Cristina Zoppo, nel ruolo di Presidente, Valentina Montanari ed Eric Sandrin.
Collegio Sindacale
I componenti del Collegio Sindacale sono scelti tra coloro che sono in possesso dei requisiti di onorabilità,
professionalità ed indipendenza previsti dalla legge e dalle disposizioni regolamentari. Il Collegio Sindacale
della Società, nominato dall'Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2022, verrà a scadenza con
l'approvazione del bilancio al 2024.
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) è l’insieme delle regole, delle procedure e
delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione,
misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell’impresa corretta e coerente
con gli obiettivi prefissati. Il Consiglio di Amministrazione, nell'ambito della definizione dei piani strategici,
industriali e finanziari, ha individuato la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della
Società, includendo nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della
sostenibilità nel medio- lungo periodo dell'attività della Società e, a supporto del SCIGR, oltre al Comitato
Controllo e Rischi, in data 02 maggio 2022, ha nominato Angelo Mastrolia quale amministratore incaricato
del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi che svolga le funzioni di cui all’art. 6 del Codice di
Corporate Governance. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre definito, con l'assistenza del Comitato
Controllo Rischi, le linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, identificano il
sistema stesso come un processo trasversale ed integrato a tutte le attività aziendali che si ispira ai principi
internazionali dell'Enterprise Risk Management (ERM).
Questo sistema ha come finalità quella di aiutare il Gruppo a realizzare i propri obiettivi di performance e
redditività, ad ottenere informazioni economico-finanziarie affidabili e ad assicurare la conformità alle leggi e
ai regolamenti in vigore, evitando all'azienda danni reputazionali e perdite economiche. In questo processo
assume particolare importanza l'identificazione degli obiettivi aziendali e la classificazione ed il controllo dei
rischi ad essi connessi, mediante l'implementazione di azioni specifiche finalizzate al loro contenimento.
I rischi aziendali, oltre ai rischi strategici, possono avere diversa natura: di carattere operativo (legati all'efficacia
23
e all'efficienza delle operations aziendali), di reporting (legati all'affidabilità delle informazioni economico-
finanziarie) e, infine, di compliance (relativi all'osservanza delle leggi e regolamenti in vigore, evitando all'azienda
danni di immagine e/o perdite economiche). A fronte di ciò, la Funzione di Internal Audit verifica l’idoneità
del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio
di Amministrazione, predisponendo relazioni periodiche contenenti le adeguate informazioni circa lo
svolgimento della sua attività, nonché tempestive relazioni su eventi di particolare importanza.
Il Consiglio di Amministrazione valuta annualmente l'efficacia del Sistema di Controllo Interno e di Gestione
dei Rischi e l'adeguatezza dello stesso rispetto alle caratteristiche dell'impresa sulla base delle informazioni e
delle evidenze ricevute con il supporto dell'attività istruttoria svolta dal Comitato Controllo Rischi, dal
Responsabile della funzione di Internal Audit e dall'Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001.
Modello Organizzativo ex Decreto Legislativo 231/2001, Codice Etico e lotta alla corruzione
Il Consiglio di Amministrazione della Newlat Food S.p.A. ha approvato il proprio “Modello di
organizzazione, gestione e controllo” ai sensi del D. Lgs. 231/2001 in data 30.03.2016, aggiornato da ultimo
in data 13 maggio 2022. Il Modello, redatto in base alle linee guida emanate da Confindustria e nel rispetto
della giurisprudenza in materia, delinea una serie di norme di comportamento, di procedure e di attività di
controllo, nonché un sistema di poteri e deleghe, finalizzate a prevenire la commissione dei reati
espressamente previsti dal D. Lgs. 231/2001.
Il Modello Organizzativo è stato pubblicato e comunicato a tutto il personale, terzi collaboratori, clienti,
fornitori e partner.
Nel corso dell’esercizio non sono pervenute segnalazioni riguardo comportamenti non conformi ovvero
violazioni del Codice Etico.
Al fine di garantire la corretta implementazione del Modello, è stato istituito un Organismo di Vigilanza
(OdV), attualmente costituito dal Dott. Massimo Carlomagno, nel ruolo di Presidente, e dalla Dott.ssa Ester
Sammartino.
L’OdV trasmette al Consiglio di Amministrazione, con cadenza semestrale, un rapporto scritto sull’attuazione
ed effettiva conoscenza del Modello 231 all’interno di ogni comparto aziendale.
L’implementazione di adeguati flussi informativi periodici e/o occasionali verso l’OdV costituisce un ulteriore
importante strumento a supporto dell’assolvimento dei compiti di monitoraggio attribuiti dalla legge alla
competenza dell’OdV e, pertanto, dell’efficacia “esimente” del Modello stesso.
Dall’esame dell’informativa pervenuta dai responsabili delle diverse aree aziendali non sono emersi fatti
censurabili o violazioni del Modello, si è venuti a conoscenza di atti o condotte che comportino una
violazione delle disposizioni contenute nel D. Lgs. 231/2001.
24
FATTI DI RILIEVO DELL’ESERCIZIO
Di seguito vengono illustrati i fatti di rilievo intervenuti durante l’esercizio oggetto di analisi:
In data 17 giugno 2024 è stato stipulato un contratto di acquisto e vendita con Mitsubishi Corporation
in qualità di venditore, in base al quale Newlat ha acquistato il 100% del capitale azionario di Princes
per un corrispettivo netto in contanti di 1 GBP. L’accordo è stato poi perfezionato nel corso del mese
di luglio.
In data 30 luglio 2024 si sono perfezionate tutte le condizioni sospensive previste dall’accordo per
l’acquisto della Princes Limited e, pertanto, la Socie ha acquistato l’intero capitale sociale di tale
gruppo.
AZIONISTI E MERCATI FINANZIARI
Il Gruppo Newlat mantiene un dialogo costante con i propri azionisti, attraverso una responsabile e
trasparente attività di comunicazione svolta dalla funzione di Investor Relations e finalizzata ad agevolare la
comprensione della situazione aziendale, la prevedibile evoluzione della gestione, le strategie del Gruppo e le
prospettive del mercato di riferimento. A tale funzione è, inoltre, affidato il compito di organizzare
presentazioni, eventi e Roadshow che consentano di instaurare una relazione diretta tra la comunità finanziaria
ed il Top Management del Gruppo. Per ulteriori informazioni e per prendere visione dei dati economico-
finanziari, delle presentazioni istituzionali, delle pubblicazioni periodiche, dei comunicati ufficiali e degli
aggiornamenti sul titolo, è possibile visitare la sezione Investor Relations nel sito www.newlat.com.
Di seguito viene data rappresentazione grafica dell’andamento del titolo Newlat Food nel corso del 2024.
La capitalizzazione di Borsa al 31 dicembre 2024 era pari ad Euro 560.611.238
Tutte le azioni emesse sono state interamente versate.
25
RELAZIONE SULLA GESTIONE
Il Gruppo Newlat è un importante player nel settore agro-alimentare italiano ed europeo. In particolare, il
Gruppo vanta un consolidato posizionamento nel mercato domestico e una presenza rilevante sul mercato
tedesco.
Il Gruppo Newlat è attivo principalmente nei settori della pasta, dei prodotti lattiero-caseari, dei prodotti da
forno e dei prodotti speciali, in particolare health & wellness, gluten free e cibo per l’infanzia. L’offerta di prodotti
del Gruppo Newlat si articola nelle seguenti business unit:
Pasta;
Milk Products;
Dairy Products;
Bakery Products;
Special Products;
Instant Noodles & Bakery mixes; e
Foods
Drinks
Fish
Italian Products
Oils
Altri Prodotti.
Nel proseguo della presente relazione sulla gestione vengono esposti numeri “combined” (proforma) che, al
fine di permettere una adeguata comparazione dei numeri del gruppo, considerano:
un aggiustamento dei saldi del periodo 2024 considerando l’inclusione dei saldi economici del gruppo
Princes come se lo stesso fosse controllato per tutto l’esercizio 2024 (dunque aggiungendo ai saldi
economici del sottogruppo Princes gli ulteriori 7 mesi dell’esercizio rispetto ai 5 mesi inclusi nei saldi
di bilancio);
un aggiustamento dei saldi del periodo 2023 considerando l’inclusione dei saldi economici del gruppo
Princes come se lo stesso fosse controllato per tutto l’esercizio 2023 (dunque aggiungendo i saldi
economici del sottogruppo Princes per i 12 mesi dell’esercizio che invece non sono riflessi nei saldi
di bilancio);
La costruzione del conto economico comparativo ha anche considerato una simulazione del gain da
acquisizione come se l’acquisizione fosse avvenuta similmente nel 2023.
26
Nella tabella che segue è riportato il conto economico del Bilancio Consolidato Combined del Gruppo:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui ricavi
da contratti con i clienti)
Conto economico combined da e per l'esercizio chiuso al 31 dicembre
2024
%
2023
%
2024 vs 2023
%
Ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 100,0% 2.778.714 100,0% (2.988) (0,1%)
Costo del venduto (2.311.747) (83,3%) (2.292.943) (82,5%) (18.804) 0,8%
Risultato operativo lordo 463.978 16,7% 485.771 17,5% (21.793) (4,5%)
Spese di vendita e distribuzione (182.975) (6,6%) (189.502) (6,8%) 6.527 (3,4%)
Spese amministrative (241.626) (8,7%) (286.469) (10,3%) 44.844 (15,7%)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
(374)
0,00%
(1.378)
0,00%
1.004
(72,9%)
Altri ricavi e proventi 7.723 0,3% 14.519 0,5% (6.795) (46,8%)
Proventi da business combination 155.479 5,6% 160.272 5,8% (4.793) 100,0%
Altri costi operativi (7.672) (0,3%) (6.496) (0,2%) (1.177) 18,1%
Risultato operativo (EBIT)
194.534
7,0%
176.718
6,4%
17.817
10,1%
Proventi finanziari
12.239
0,4%
9.777
0,4%
2.462
25,2%
Oneri finanziari (63.147) (2,3%) (54.474) (2,0%) (8.674) 15,9%
Risultato prima delle imposte 143.627 5,2% 132.021 4,8% 11.606 8,8%
Imposte sul reddito (1.317) - 3.110 0,1% (4.427) (142,3%)
Risultato netto 142.310 5,1% 135.132 4,9% 7.178 5,3%
Di seguito sono brevemente commentate le variazioni più significative intervenute negli esercizi in esame con
riferimento alle principali voci di conto economico.
Ricavi da contratti con i clienti
I ricavi da contratti con i clienti rappresentano i corrispettivi contrattuali ai quali il Gruppo ha diritto in cambio
del trasferimento ai clienti dei beni o servizi promessi. I corrispettivi contrattuali possono includere importi
fissi, importi variabili oppure entrambi e sono rilevati al netto di ribassi, di sconti e di promozioni, quali i
contributi riconosciuti alla GDO. In particolare, nell’ambito dei rapporti contrattuali in essere con gli operatori
della GDO, è previsto il riconoscimento da parte di Newlat di contributi quali premi di fine anno legati al
raggiungimento di determinati volumi di fatturato o di importi connessi al posizionamento dei prodotti.
INFORMATIVA DI SETTORE
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per business unit così come monitorati
dal management:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Conto economico proforma da e per l'esercizio
chiuso al 31 dicembre
Variazioni
2024 % 2023 % 2024 vs 2023 %
Pasta 193.328 7,0% 212.934 7,7% (19.606) -9%
Milk Products
274.547
9,9%
259.272
9,3%
15.275
6%
Bakery Products 45.177 1,6% 50.327 1,8% (5.150) -10%
Dairy Products 60.139 2,2% 57.189 2,1% 2.950 5%
Special Products 23.620 0,9% 33.947 1,2% (10.327) -30%
Instant noodles
151.512
5,5%
165.414
6,0%
(13.902)
-
8%
Foods 645.292 23,2% 669.127 24,1% (23.835) -4%
Drinks 354.544 12,8% 337.773 12,2% 16.770 5%
Fish 465.026 16,8% 427.450 15,4% 37.575 9%
Italian Products
181.492
6,5%
177.172
6,4%
4.321
2%
Oils 366.023 13,2% 373.852 13,5% (7.830) -2%
Altri Prodotti 15.026 0,5% 14.256 0,5% 770 5%
Ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 100,0% 2.778.714 100,4% (2.988) (0,1%)
I ricavi relativi al segmento Pasta risultano in diminuzione per effetto combinato di una riduzione del prezzo
medio di vendita e di un lieve decremento dei volumi in Germania e nel segmento B2B e PL.
27
I ricavi relativi al segmento Milk Products risultano essere in aumento per un effetto combinato di un
incremento dei prezzi medi di vendita, in particolare nella seconda metà dell’esercizio (+64%), ed un
incremento della domanda, in particolare nel settore tradizionale (+36%).
I ricavi relativi al segmento Bakery Products risultano essere in diminuzione per effetto di una riduzione del
prezzo medio di vendita e di un decremento della domanda nel mercato domestico e in quello delle private
labels.
I ricavi relativi al segmento Dairy Products risultano essere in aumento per effetto di un incremento della
domanda su clientela già esistente e su acquisizione nuova clientela.
I ricavi del settore Special Products registrano una diminuzione per effetto di un decremento dei volumi di
vendita legato agli investimenti effettuati presso lo stabilimento di Ozzano Taro. Si segnala comunque una
netta ripresa rispetto a quanto registrato al 30 settembre ( +17,5%).
I ricavi relativi al segmento Instant noodles & bakery mixes risultano essere in diminuzione per un effetto
combinato di una riduzione del prezzo medio di vendita e di un lieve decremento dei volumi in Regno
Unito e nel segmento Grande Distribuzione Organizzata e Private Labels
I ricavi relativi al segmento Foods risultano essere in diminuzione per reffetto principale di un calo dei volumi
di vendita dovuto alla maggiore concorrenza nel comparto baked beans ed una diminuzione del prezzo medio
di vendita al fine di mantenere alcuni contratti in essere. Le vendite di pasti pronti in scatola sono diminuite
per effetto di un decremento dei volumi di vendita compensate dall'aumento dei prezzi di vendita delle zuppe
pronte.
I ricavi relativi al segmento Drinks risultano in aumento per effetto delle vendite a marchio Capri Sun (nuov
contratto di copack) che ha generato vendite incrementali per circa 3 milioni di Euro. I prezzi inflazionistici
del succo d'arancia, che sono stati trasferiti ai clienti, hanno generato un decremento della domanda.
I ricavi relativi al segmento Fish risultano in incremento per effetto di maggior volumi di vendita nel segmento
del pesce surgelato nel mercato del Regno Unito e in Europa tramite Princes BV.
I ricavi relativi al segmento Italian Products risultano essere in aumento per effetto combinato di una leggera
diminuzione del fatturato a marchio Napolina nel segmento olio d’oliva ed un incremento dei volumi nelle
private lables nel segmento legumi.
I ricavi relativi al segmento Oils risultano in leggera diminuzione per effetto principale di un decremento dei
volumi di vendita in particolare in Polonia compensata da un’ottima performance nel mercato del Regno
Unito.
I ricavi relativi al segmento altre attività risultano essere in aumento rispetto al precedente esercizio per
effetto di un incremento del prezzo medio di vendita.
28
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per canale di distribuzione così come
monitorati dal management.
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Conto economico proforma da e per l'esercizio
chiuso al 31 dicembre
Variazioni
2024 % 2023 % 2024 vs 2023 %
Grande Distribuzione Organizzata 1.003.830 36,2% 998.667 35,9% 5.163 1%
B2B partners 228.474 8,2% 243.102 8,7% (14.629) -6%
Normal trade
90.853
3,3%
94.308
3,4%
(3.454)
-
4%
Private labels 1.225.131 44,1% 1.202.514 43,3% 22.617 2%
Food services 227.437 8,2% 240.122 8,5% (12.685) -5%
Totale ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 100,0% 2.778.714 99,8% (2.988) (0,1%)
I ricavi relativi al canale Grande Distribuzione Organizzata sono in linea rispetto all’esercizio precedente grazie
ad un forte recupero nel corso del quarto trimestre trainati dal settore Fish e Dairy.
I ricavi relativi al canale B2B partners registrano una diminuzione per effetto di una contrazione dei volumi
nel settore Pasta e Foods. Comunque, nel corso del Q4 il canale B2 ha registrato un’ottima performance
(+3%) trainato da un incremento dei volumi nei segmenti drinks and special products
I ricavi relativi al canale Normal Trade registrano un incremento per effetto di un aumento dei volumi di
vendita e di un prezzo medio più alto rispetto alla media del 2023.
I ricavi relativi al canale Private label registrano un incremento per effetto principale di un aumento dei volumi
di vendita nei segmenti Fish e Dairy.
I ricavi relativi al canale Food services sono in decremento quale conseguenza principale di una contrazione
della domanda nel mondo Foods. Da registrare comunque un'ottima performance nel Q4 (+14,4%) trainata
dal settore milk.
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per area geografica così come
monitorati dal management:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Conto economico proforma da e per l'esercizio
chiuso al 31 dicembre
Variazioni
2024 % 2023 % 2024 vs 2023 %
Italia 439.993 15,9% 471.421 17,0% (31.428) -7%
Germania
195.037
7,0%
172.509
6,2%
22.528
13%
Regno Unito 1.488.454 53,6% 1.476.097 53,1% 12.358 1%
Altri Paesi 652.240 23,5% 658.685 23,7% (6.445) -1%
Totale ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 100% 2.778.714 100,0% (2.987) (0,1%)
I ricavi relativi all’Italia diminuiscono, principalmente per effetto di una diminuzione del fatturato nel settore
pasta, bakery e special products. Ottime performances registrare negli ultimi due trimestri trainati da una
ripresa dei volumi.
I ricavi relativi alla Germania si incrementano, per effetto dell’aumento dei volumi di vendita nel settore Dairy
ed Italian Products.
I ricavi relativi al Regno Unito registrano un incremento per effetto dell’ottimo andamento nel settore Fish.
I ricavi relativi agli Altri Paesi si decrementano per effetto principale dell’andamento del settore Pasta e Oils.
Risultato operativo lordo e risultato operativo
La tabella che segue presenta la riconciliazione del ROS per i periodi in esame:
29
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Al 31 dicembre
2024
2023
Risultato Operativo (EBIT) 194.534 176.718
Ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 2.778.714
ROS proforma (*) 7,0% 6,4%
(*) Il ROS (return on sales) è un indicatore alternativo di performance, non identificato come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non deve essere considerata misura alternativa a quelle fornite
dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del Gruppo. L'Ebit è stato normalizzato ovvero non sono stati considerati proventi ed oneri non ricorrenti e/o da business
combination
Il ROS risulta essere in netto aumento rispetto all’esercizio precedente in considerazione di un netto
miglioramento del risultato operativo grazie alla capacità del Gruppo di mantenere alti i livelli di marginalità.
La tabella che segue presenta la riconciliazione del ROI (return on investment) per i periodi in esame:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre Al 31 dicembre
2024 2023
Risultato Operativo (EBIT) 194.534 176.718
Capitale investito netto (*) 948.257 1.343.883
ROI
proforma
(*)
20,
5
%
13,1%
(*) Il Capitale investito netto e il ROI (return on investments) sono indicatori alternativi di performance, non identificati come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non devono essere considerate
misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del Gruppo. L'Ebit è stato normalizzato ovvero non sono stati considerati proventi ed oneri
non ricorrenti e/o da business combination
EBITDA
La tabella che segue presenta la riconciliazione dell’EBITDA, dell’EBITDA Margin e del Cash conversion al 31
dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre Al 31 dicembre
2024 2023
Risultato Operativo (EBIT) 194.534 176.718
Ammortamenti e svalutazioni 100.171 97.656
Svalutazioni nette di attività finanziarie 374 68.314
Proventi da business combination (155.479) (160.272)
EBITDA proforma (*) (A) 139.600 182.415
Ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 2.778.714
EBITDA
Margin
proforma (*) 5,0% 6,6%
investimenti (B) 30.014 25.224
Cash conversion proforma [(A)-(B)]/(A) 78,5% 86,2%
(*) Il Risultato Operativo (EBIT), l’EBITDA; l'EBITDA Margin; e il Cash conversion sono indicatori alternativi di performance, non identificati come misura
contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la
valutazione dell’andamento economico del Gruppo. I dati per l’esercizio 2023 e 2024 riflettono aggiustamenti pro-forma come se il gruppo Princes fosse
stato parte del Gruppo sin dal primo giorno del periodo comparativo.
Al fine di valutare l’andamento del business il management della Società monitora, tra l’altro, l’EBITDA
normalizzato per business unit, così come evidenziato nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre Al 31 dicembre
2024 2023
EBITDA proforma (*) 139.600 182.415
Oneri (proventi) non ricorrenti 37.960 5.113
EBITDA Normalizzato proforma (*) 177.560 187.528
Ricavi da contratti con i clienti 2.775.725 2.778.714
EBITDA Margin Normalizzato (*) 6,4% 6,7%
(*) L’EBITDA, l’EBITDA normalizzato e l'EBITDA Margin normalizzato sono indicatori alternativi di performance, non identificati come misura contabile
nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione
dell’andamento economico del Gruppo. I dati per l’esercizio 2023 e 2024 riflettono aggiustamenti pro-forma come se il gruppo Princes fosse stato parte del
Gruppo sin dal primo giorno del periodo comparativo.
30
Per valutare l’andamento delle attività, il management della Società monitora, tra l’altro, l’EBITDA
normalizzato per business unit, così come evidenziato nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui ricavi da contratti con i
clienti)
Bilancio combined al 31 dicembre Variazioni
2024 % 2023 % 2024 vs 2023 %
Pasta 18.703 9,7% 19.923 9,4% (1.220) (6,1%)
Milk Products 21.028 7,7% 20.675 8,0% 353 1,7%
Bakery Products 6.248 13,8% 8.090 16,1% (1.843) (22,8%)
Dairy Products 5.498 9,1% 4.023 7,0% 1.475 36,7%
Special Products 3.100 13,1% 4.751 14,0% (1.651) (34,7%)
Instant Noodles & Bakery Mixes 11.890 7,8% 12.183 7,4% (293) (2,4%)
Foods 61.981 9,6% 74.961 11,2% (12.980) (17,3%)
Drinks 15.604 4,4% 11.841 3,5% 3.763 31,8%
Fish 21.189 4,6% 19.837 4,6% 1.352 6,8%
Italian Products 12.740 7,0% 14.207 8,0% (1.467) (10,3%)
Oils 8.485 2,3% 3.203 0,9% 5.282 164,9%
Altre attività (8.905) (59,3%) (6.166) (43,3%) (2.739) 44,4%
EBITDA Normalizzato proforma 177.560 6,4% 187.528 6,7% (9.968) (5,3%)
(*) L’EBITDA normalizzato fa parte degli indicatori alternativi di performance, non identificati come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto,
non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del
Gruppo. I dati per l’esercizio 2023 e 2024 riflettono aggiustamenti pro-forma come se il gruppo Princes fosse stato parte del Gruppo sin dal primo giorno
del periodo comparativo.
L’EBITDA relativo al segmento Pasta risulta essere in diminuzione per effetto di un decremento del fatturato.
In termini di incidenza si rileva un miglioramento della marginalità per effetto delle migliori condizioni di
acquisto delle principali componenti del prodotto finito.
L’EBITDA relativo al segmento Milk Products è in linea rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio
sia in termini assoluti che di incidenza sul fatturato. .
L’EBITDA relativo al segmento Bakery Products è in diminuzione per effetto di un decremento del fatturato
e di una riduzione del prezzo medio di vendita rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.
L’EBITDA relativo al segmento Dairy Products è in netto aumento per effetto di un incremento dei volumi
di vendita.
L’EBITDA relativo al segmento Special Products risulta essere in linea con lo stesso periodo del precedente
esercizio. Il decremento in valori assoluti è direttamente correlato alla flessione del fatturato dovuto agli
investimenti che hanno coinvolto lo stabilimento di Ozzano Taro.
L’EBITDA relativo al segmento Instant Noodles & Bakery Mixes registra un adanemtno lineare rispetto allo
stesso periodo del precedente esercizio.
L’EBITDA relativo al segmento Foods registra un decremento legato principalmente ad una diminuzione dei
volumi di vendita del mix di prodotti venduti
L’EBITDA relativo al segmento Drinks registra un incremento legato principalmente alla ri-negozzazione di
alcuni contratti con i clienti.
L’EBITDA relativo al segmento Fish registra un incremento legato principalmente ad un incremento dei
volumi e del prezzo medio di vendita.
L’EBITDA relativo al segmento Italian Products registra un decremento legato principalmente ad una
diminuzione dei volumi e del prezzo medio di vendita.
L’EBITDA relativo al segmento Oils registra un incremento legato principalmente ad un aumento dei volumi
e del prezzo medio di vendita.
31
Risultato netto
La tabella che segue riporta la riconciliazione del ROE al 31 dicembre 2024 e 2023.
La riduzione del ROE è riconducibile principalmente al decremento del risultato netto del Gruppo.
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Al 31 dicembre
2024
2023
Risultato netto 142.310 135.132
Patrimonio netto 395.942 528.205
ROE (*) 35,9% 25,6%
Il ROE (return on equity) è un indicatore alternativo di performance, non identificato come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non deve
essere considerata misura alternativa a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del Gruppo.
Indebitamento finanziario netto
Di seguito si riporta il prospetto di dettaglio della composizione dell’indebitamento finanziario netto del
Gruppo al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2023, determinato secondo quanto previsto dalla
Comunicazione CONSOB DEM/6064293 del 28 luglio 2006 e in conformità a quanto previsto dal paragrafo
175 e seguenti delle raccomandazioni contenute nel documento predisposto dall’ESMA, n. 32-382-1138 del
4 marzo 2021 (orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del Regolamento UE 2017/1129, c.
d. “Regolamento sul Prospetto”):
(In migliaia di Euro) Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto 2024 2023
A. Disponibilità liquide 455.135 103.873
B. Mezzi equivalenti a
disponibilità liquide
-
208.586
C. Altre attività finanziarie correnti 265.351 13.167
D Liquidità (A)+(B)+('C) 720.486 325.626
E. Debiti finanziari correnti (361.009) (29.727)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente (44.708) (42.622)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F) (405.717) (72.349)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D)
314.770
253.277
I. Debiti finanziari non correnti
(461.756)
(128.613)
J. Strumenti di debito (199.231) (199.013)
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti (206.100) -
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(K) (867.087) (327.626)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L) (552.317) (74.348)
Finanziamento Soci 206.100
N. Indebitamento finanziario netto adjusted (346.217) (74.348)
La variazione dell’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2024 rispetto al 31 dicembre 2023 pari
complessivamente a Euro 271.869 migliaia, è principalmente dovuto alla capacità del Gruppo di generare
cassa dall’attività operativa e ad una gestione ottimale del capitale circolante netto.
Al 31 dicembre 2024, senza considerare le passività per leasing, l’indebitamento finanziario netto sarebbe stato
il seguente:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Indebitamento finanziario netto (346.217) (74.348)
Passività per leasing correnti 20.230 7.694
Passività per leasing non correnti 79.758 37.160
Posizione finanziaria netta (246.229) (29.493)
32
La seguente tabella riporta alcuni indicatori di solvibilità del Gruppo al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024
2023
Indebitamento finanziario netto adjusted/patrimonio netto (0,87) (0,43)
Indebitamento finanziario netto adjusted/EBITDA normalizzato (1,98) (0,41)
EBITDA/oneri finanziari (3,44) (4,20)
INVESTIMENTI
La tabella che segue riporta il dettaglio degli investimenti effettuati dal Gruppo in immobilizzazioni materiali
e immateriali, escludendo i diritti d’uso, negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2024 % 2023 %
Terreni e fabbricati 1.196 4,0% 5.633 22,3%
Impianti e macchinari 11.579 38,6% 10.265 40,7%
Attrezzature industriali e commerciali 615 2,0% 2.125 8,4%
Altri beni
34
0,1%
243
1,0%
Attività materiali in corso e acconti 13.158 43,8% 4.827 19,1%
Investimenti in attività materiali 26.581 88,5% 23.092 91,5%
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno 13 0,0% 662 2,6%
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 1.124 3,7% 673 2,7%
Altre immobilizzazioni
2.296
7,7%
796
3,2%
Investimenti in attività immateriali
3.433
3,7%
2.131
8,5%
Investimenti totali
30.014
100,0%
25.224
100,0%
Nel corso del periodo in esame, il Gruppo ha effettuato investimenti per complessivi Euro 30.014 migliaia.
La politica degli investimenti attuata dal Gruppo è volta all’innovazione e alla diversificazione in termini di
offerta dei prodotti. In particolare, per il Gruppo assume rilevanza lo sviluppo di nuovi prodotti, con
l’obiettivo di migliorare continuamente la soddisfazione dei propri clienti.
Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono relativi prevalentemente ad acquisti di impianti e
macchinari, riconducibili principalmente a progetti di aggiornamento e rinnovamento delle linee di
confezionamento
La tabella che segue riporta il dettaglio per business unit degli investimenti effettuati dal Gruppo in
immobilizzazioni materiali e immateriali al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2024 % 2023 %
Special Products 4.234 14,1% 3.102 12,3%
Pasta 2.298 7,7% 10.750 42,6%
Bakery Products 561 1,9% 740 2,9%
Milk Products 3.583 11,9% 2.234 8,9%
Dairy Products 457 1,5% 268 1,1%
Instant Noodles & Bakery Mixes 4.965 16,5% 6.611 26,2%
Fish 7.833 26,1%
Drinks 1.253 4,2%
Oils 3.526 11,7%
Altre attività 1.303 4,3% 1.519 6,0%
Investimenti totali 30.014 100,0% 25.224 100,0%
Gli investimenti nella business unit Milk Products si riferiscono principalmente all’efficientamento di impianti
produttivi presso lo stabilimento di Reggio Emilia e del Gruppo Centrale del Latte d’Italia.
Gli investimenti nella business unit Special Products si riferiscono al nuovo impianto forno presso lo stabilimento
di Ozzano.
33
Gli investimenti nella business unit Dairy si riferiscono principalmente alla nuova linea di produzione presso lo
stabilimento di Lodi
Gli investimenti nella business unit Pasta si riferiscono principalmente a nuovi impianti di confezionamenti in
quasi tutti gli stabilimenti del Gruppo e del nuovo magazzino presso lo stabilimento della controllata Newlat
Gmbh.
Gli investimenti nella business unit Bakery Products i riferiscono principalmente al nuovo impianto di
confezionamento per prodotti da forno, ubicato presso lo stabilimento di Sansepolcro (AR).
Gli investimenti nella business unit Fish si riferiscono principalmente alle linee di produzione e
confenzionamento del tonno presso gli stabilimenti della società Princes Tuna Mauritius
Gli investimenti nella business unit Drinks si riferiscono principalmente alle linee di produzione e
confenzionamento delle bevande presso gli stabilimenti nel Regno Unito
ALTRE INFORMAZIONI
Politica di analisi e gestione dei rischi connessi all’attività del Gruppo
Nella presente sezione vengono fornite informazioni relative all’esposizione ai rischi connessi all’attività del
Gruppo, nonché gli obiettivi, le politiche e i processi di gestione di tali rischi e i metodi utilizzati per valutarli
e mitigarli. Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi del Gruppo, definite
dal Consiglio di Amministrazione, identificano il sistema di controllo interno come un processo trasversale
ed integrato a tutte le attività aziendali. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ha come finalità
quella di aiutare il Gruppo a realizzare i propri obiettivi di performance e redditività, ad ottenere informazioni
economico-finanziarie affidabili e ad assicurare la conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore, evitando
all’azienda danni di immagine e perdite economiche. In questo processo, assume particolare importanza
l’identificazione degli obiettivi aziendali, la classificazione (in base a valutazioni combinate circa la probabilità
e il potenziale impatto) ed il controllo dei rischi ad essi connessi, mediante l’implementazione di azioni
specifiche finalizzate al loro contenimento. I rischi aziendali possono avere diversa natura: rischi di carattere
strategico, operativi (legati all’efficacia e all’efficienza delle operations aziendali), di reporting (legati all’affidabilità
delle informazioni economico-finanziarie), di compliance (relativi all’osservanza delle leggi e regolamenti in
vigore, evitando all’azienda danni di immagine e/o perdite economiche) e, infine, finanziari. I responsabili
delle diverse direzioni aziendali individuano e valutano i rischi di competenza, di provenienza esogena oppure
endogena al Gruppo, e provvedono alla individuazione delle azioni di contenimento e di riduzione degli stessi
(c.d. “controllo primario di linea”).
Alle attività di cui sopra, si aggiungono quelle del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti societari e
del suo staff (c.d. “controllo di secondo livello”) e del Responsabile della funzione di Internal Audit (c.d.
“controllo di terzo livello”), che verifica continuativamente l’effettività e l’efficacia del sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi, attraverso l’attività di risk assessment, lo svolgimento dei controlli e la successiva
gestione del follow up.
I risultati delle procedure di identificazione dei rischi sono riportati e discussi a livello di Top management del
Gruppo, al fine di creare i presupposti per la loro copertura, assicurazione e valutazione del rischio residuale.
Di seguito si riportano i rischi ritenuti significativi e connessi all’attività del Gruppo (l’ordine con il quale essi
sono riportati non implica nessuna classificazione, in termini di probabilità del loro verificarsi in termini
di possibile impatto).
34
RISCHI STRATEGICI
Rischi relativi alla congiuntura macroeconomica e di settore
L’attività del Gruppo è influenzata dalle condizioni generali dell’economia nei vari mercati in cui opera. Una
fase di crisi economica, con il conseguente rallentamento dei consumi, può avere un effetto negativo
sull’andamento delle vendite del Gruppo. Il contesto macroeconomico attuale determina una significativa
incertezza sulle previsioni future, con il conseguente rischio che minori performances potrebbero influenzare
nel breve periodo i margini. Il Gruppo persegue l’obiettivo di incrementare la propria efficienza industriale e
migliorare la propria capacità produttiva, riducendo, nel contempo, i costi di struttura.
Rischi connessi alla strategia di crescita per linee esterne
Il Gruppo ha fondato la propria strategia sulla crescita mediante acquisizioni di altre società, aziende o rami
di azienda; la strategia futura del Gruppo prevede di continuare tale strategia di crescita mediante linee esterne.
Il Gruppo è, quindi, esposto al rischio di non riuscire ad individuare in futuro società o aziende adeguate al
fine di alimentare la propria strategia di crescita per linee esterne, ovvero di non disporre delle risorse
finanziarie necessarie ad acquisire le entità individuate. Il Gruppo è, inoltre, esposto al rischio che le
acquisizioni societarie già effettuate o future non consentano di realizzare gli obiettivi programmati, con
possibili costi e/o passività inattese.
RISCHI OPERATIVI
Rischi connessi all’elevato livello di competitività del settore
Il mercato food&beverage nel quale opera il Gruppo si contraddistingue per un livello di concorrenza,
competitività e dinamismo particolarmente significativo. Tale mercato è caratterizzato in particolare da (i)
crescente competitività delle aziende che realizzano prodotti c.d. private label con prezzi inferiori a quelli
praticati dal Gruppo; (ii) crescente incidenza delle vendite online (ove il Gruppo inizia ad essere presente), con
conseguente decremento dei prezzi dei prodotti, specie nel canale di vendita GDO ( incluse le private lables),
tramite il quale il Gruppo realizza una percentuale significativa dei propri ricavi, pari al 80,3% al 31 dicembre
2024; (iii) campagne promozionali frequenti nel tempo e con scontistiche significative; (iv) consolidamento
degli operatori esistenti (mediante operazioni di M&A), specie nel canale di vendita GDO. Il Gruppo persegue
l’obiettivo di incrementare la propria efficienza industriale e migliorare la propria capacità produttiva,
riducendo nel contempo i costi di struttura, ed essere competitivo sui mercati di riferimento. Inoltre, grazie
alla presenza di alcuni prodotti “unici”, il Gruppo riesce a fronteggiare qualsiasi livello di concorrenza.
RISCHI AMBIENTALI E CLIMATICI
Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali forze dirompenti con il potenziale di determinare
cambiamenti sostanziali nelle operazioni del Gruppo nel breve, medio e lungo termine. Molti dei potenziali
impatti del cambiamento climatico possono essere definiti come rischi: rischi fisici per il nostro ambiente o
rischi legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per perseguire gli obiettivi
dell’Accordo di Parigi. Il rischio climatico può colpire aziende, istituzioni finanziarie, famiglie, paesi e il sistema
finanziario in generale. Tuttavia, potrebbero sorgere opportunità per quelle aziende che favoriscono la
transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio quali una migliore attrattività verso gli investitori,
un rafforzamento della reputazione dell’azienda tra gli stakeholder ed una maggiore sostenibilità del business
a lungo termine.
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Il Gruppo monitora costantemente i rischi legati ai cambiamenti climatici ed effettua regolari valutazioni per
misurare la propria resilienza nei confronti dei rischi ritenuti rilevanti. Tale analisi è stata effettuata anche nel
corso del 2024, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM, ed ha considerato tutte le Società incluse nel
perimetro di consolidamento. Vi sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza di Newlat
Food. Primo tra questi, la solidità finanziaria del Gruppo che consente di ottenere capitali a un costo
sostenibile, facilitando il finanziamento di investimenti strategici e di misure di mitigazione dei rischi senza
compromettere l’equilibrio economico-finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di
adattabilità, permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere
tempestivamente alle evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
L’analisi dei rischi sopra menzionata ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla
catena di approvvigionamento, sugli asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando
anche l’aderenza alle normative ambientali e gli impegni internazionali di transizione verso un’economia a
basse emissioni di carbonio.
Tale valutazione degli impatti derivanti dai cambiamenti climatici sulle nostre operazioni effettuata nel 2024
non ha evidenziato problematiche tali da compromettere l’ordinario svolgimento delle attività o che non siano
affrontabili con le risorse a disposizione e non risulta emersa alcuna questione economica materiale
significativa che abbia avuto effetti sulla redazione del presente bilancio consolidato.
Nello specifico, sono state fatte le seguenti considerazioni:
Il rischio di dipendenze critiche e/o possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento è stato
mitigato mediante l’attivazione di piani di emergenza e di diversificazione geografica dei fornitori.
Per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, non sono
stati riscontrati, negli ultimi anni, problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi.
Il monitoraggio costante di questi aspetti consente l’adozione tempestiva di misure preventive per
minimizzare eventuali impatti.
In materia di conformità normativa, Newlat Food ha istituito un sistema di gestione ambientale con
figure dedicate sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della
normativa europea per garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
In ultimo, il Gruppo ha tenuto conto degli impatti derivanti dal cambiamento climatico con riferimento:
Alle previsioni dei flussi di cassa utilizzate nelle valutazioni di perdita di valore del valore d'uso delle
attività non correnti compreso l'avviamento e le atre attività a vita utile indefinita;
Ai fattori che determinato il valore contabile delle attività non correnti (quali valori residui, vite utili
e metodi ammortamento, accantonamenti e contratti onerosi).
Sulla base di quanto sopra evidenziato il Gruppo non prevede impatti finanziari significativi derivanti dai
rischi ambientali e climatici.
RISCHI INFLAZIONE
Il settore in cui opera il Gruppo è stato esposto alle sfide delle pressioni inflazionistiche incrementali. Sebbene
vi siano alcuni fattori favorevoli per l’economia mondiale derivanti dall’ulteriore allentamento delle pressioni
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sulla catena di approvvigionamento globale dovuto al miglioramento dell’offerta e all’indebolimento della
domanda, persistono rischi al ribasso nella crescita globale. I rischi derivanti dal relativo indebolimento delle
performance dei settori industriali unitamente ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, nonché
l'evoluzione complessiva dello scenario macroeconomico, sono costantemente monitorati dal Gruppo per
mitigare eventuali impatti. Anche nel 2024 l’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche è stato mitigato dal
favorevole mix di vendita e dagli incrementi di prezzo applicati durante tutto l’anno.
RISCHI FINANZIARI
Gestione dei rischi finanziari
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dal Gruppo sono i seguenti:
rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali
opera il Gruppo e dei tassi di interesse;
rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
Obiettivo del Gruppo è il mantenimento, nel tempo, di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio,
e in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle
attività operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente al Gruppo di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria del Gruppo e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e di porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali del Gruppo condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio, con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati consolidati e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui il Gruppo è esposto riguardano:
Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterline.
Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri;
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GBP/AUD, in relazione alle transazioni effettuate dalla controllata Symington’s
GBP/MUR, in relazione alle transazioni effettuate dalla controllata Princes Tuna Mauritius.
Il Gruppo non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio, in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati del Gruppo in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera il
Gruppo non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
Rischio di tasso di interesse
Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito, e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo, pertanto, sul livello degli oneri finanziari netti consolidati.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva
Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi
di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante
negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico consolidato e sul patrimonio netto consolidato che deriverebbe da una ipotetica
variazione positiva e negativa di 50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun
periodo. L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità
liquide equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine. Con riferimento alle
disponibilità liquide ed equivalenti, è stato fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio
del periodo, mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è
stato calcolato in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
(In migliaia di Euro)
Impatto sull'utile al netto dell'effetto
fiscale
Impatto sul patrimonio netto al netto
dell'effetto fiscale
- 50 bps + 50 bps - 50 bps + 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
(1.619) 1.619 (1.619) 1.619
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 (508) 508 (508) 508
Coperture di flussi di cassa (Cash flow hedges)
Nel caso di uno strumento finanziario derivato per il quale è formalmente documentata la relazione di
copertura delle variazioni dei flussi di cassa originati da un’attività o passività o da una futura transazione
(elemento sottostante coperto) ritenuta essere altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto
economico, la porzione efficace, derivante dall’adeguamento dello strumento finanziario derivato al fair value,
è imputata direttamente ad una riserva di patrimonio netto. Quando si manifesta l’elemento sottostante
coperto tale riserva viene rimossa dal patrimonio netto ed attribuita al valore di iscrizione dell’elemento
sottostante. L’eventuale porzione non efficace della variazione di valore dello strumento di copertura è
immediatamente attribuita al conto economico negli oneri e/o proventi finanziari.
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Quando uno strumento finanziario di copertura giunge a scadenza, è venduto o è esercitato oppure la società
cambia la correlazione con l’elemento sottostante, e la prevista transazione originariamente coperta non è
ancora avvenuta, ma è considerata ancora probabile, i relativi utili e perdite derivanti dall’adeguamento dello
strumento finanziario al fair value rimangono nel patrimonio netto e sono imputati a conto economico
quando si manifesterà la transazione secondo quanto descritto precedentemente. Se la probabilità del
manifestarsi dell’operazione sottostante viene meno, i relativi utili e perdite del contratto derivato,
originariamente registrati nel patrimonio netto, sono imputati immediatamente a conto economico.
Coperture di attività e passività monetarie (Fair value hedges)
Quando uno strumento finanziario derivato è utilizzato per coprire le variazioni di valore di un’attività o una
passività monetaria già contabilizzata in bilancio che possono produrre effetti sul conto economico, gli utili e
le perdite relativi alle variazioni di fair value dello strumento finanziario derivato sono immediatamente
imputati a conto economico. Parimenti, gli utili e le perdite relativi alla posta coperta modificano il valore di
carico di tale posta e vengono rilevati a conto economico.
Rischio di credito
Il Gruppo fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela, esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale del Gruppo, le cui controparti sono
prevalentemente operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I
crediti del secondo settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è
caratterizzato da una esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali (da bilancio consolidato) al 31 dicembre
2024 e 2023 raggruppati per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro) A scadere
Scaduti da
1 a 90
giorni
Scaduti da
91 a 180
giorni
Scaduti da
oltre 181
giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2024 225.272 28.707 4.636 20.055 278.670
Fondo svalutazione crediti (176) (166) (1.405) (18.378) (20.125)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2024 225.096 28.541 3.231 1.677 258.545
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2023 43.476 36.641 4.303 20.419 104.839
Fondo svalutazione crediti
-
(166)
(1.405)
(18.634)
(20.205)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2023
43.476
36.475
2.898
1.785
84.634
Per quanto attiene ai crediti finanziari, principalmente riferibili a rapporti di cash-pooling con la controllante,
gli stessi sono tutti “a scadere” e non si ritiene sia necessaria alcuna appostazione di fondi svalutazione.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
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Il rischio di liquidità cui il Gruppo potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati
mezzi finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità del Gruppo è costituito dalle risorse assorbite dall’attività operativa:
il settore in cui il Gruppo opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite, con picchi di fabbisogno di
liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali rispetto al
resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento tra l’area
commerciale e l’area finanza, che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati alle
vendite, attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità: la pianificazione degli acquisti di materie prime per il magazzino
è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle decisioni che
potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari del Gruppo.
L’attività finanziaria del Gruppo comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari del Gruppo.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari della Società al 31
dicembre 2024 e 2023 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(i) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(ii) i flussi di cassa sono imputati alla fascia temporale di riferimento in base alla prima data di
esigibilità prevista dai termini contrattuali;
(iii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell'esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a
bilancio non sono inclusi;
(iv) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è
valutata alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
(v) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
385.486
46.406
552.001
-
983.893
966.715
Passività per leasing 20.230 29.185 44.087 7.660 101.162 99.988
Debiti commerciali 559.229 - - - 559.229 559.229
Altre passività correnti 55.526 - - - 55.526 55.526
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2023
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie 64.653 58.179 256.060 - 378.802 355.119
Passività per leasing 7.694 7.499 20.420 9.840 45.454 44.854
Debiti commerciali
17
2
.198
-
-
-
17
2
.198
17
2
.198
Altre passività correnti 31.630 - - - 31.630 31.630
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I fabbisogni finanziari sono adeguatamente coperti dalle disponibilità liquide e dalle linee di credito in essere
nonché dalle risorse finanziarie che si genereranno in futuro dalla gestione operativa.
Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
Ai sensi della Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006, si segnala che nel corso dell’esercizio
2024 non sono avvenute operazioni atipiche e/o inusuali rispetto alla normale gestione dell’impresa, che
possano dare luogo a dubbi in ordine alla correttezza e completezza dell’informazione in bilancio, al conflitto
d’interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale e alla tutela degli Azionisti di minoranza. Sono
precedentemente stati illustrati gli effetti contabili e finanziari delle operazioni straordinarie avvenute
nell’esercizio.
Azioni proprie e di società controllanti
In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 2428 del Codice Civile, si informa che la Capogruppo detiene
137.063 azioni proprie al 31 dicembre 2024. Le società controllate non detengono azioni della Capogruppo.
Al 28 febbraio 2025 l’ammontare delle azioni proprie detenute dalla Capogruppo è pari a 283.239 equivalente
all’0,64% del capitale sociale.
Sedi secondarie
Il Consiglio di Amministrazione della società controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A., in occasione della
seduta del 16 luglio 2020, ha deliberato di istituire una propria sede secondaria nel Comune di Firenze.
Corporate governance
Le informazioni sul governo societario sono contenute in apposito fascicolo, parte integrante della
documentazione di bilancio, in allegato alla presente Relazione.
Contributi Pubblici
L’attività di ricerca e sviluppo (“R&D”) svolta dalla Newlat Food S.p.A. si sostanzia nella capacità di
sviluppare prodotti innovativi, talvolta evocativi della tradizione locale, nel rispetto dei mercati di riferimento.
A questo proposito la Società ha ricevuto un contributo di Euro 857 migliaia da parte del Ministero per lo
Sviluppo Economico relativi agli accordi per l’innovazione per attività svolte nell’anno 2023
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RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dal Gruppo con le Parti Correlate (di seguito, le Operazioni con Parti
Correlate”), individuate sulla base dei criteri definiti dallo IAS 24 “Informativa di bilancio sulle operazioni
con parti correlate”, sono principalmente di natura commerciale e finanziaria e sono effettuate a normali
condizioni di mercato. La Società ha adottato la propria Procedura per le Operazioni con le Parti Correlate,
la cui ultima versione è stata approvata in data 25 giugno 2021, con efficacia a far data dal luglio 2021,
previo parere favorevole del Comitato OPC espresso durante la riunione del 16 giugno 2021. Tale procedura
è stata elaborata tenendo in considerazione le linee guida fornite dal Regolamento Parti Correlate di
CONSOB, così come da ultimo modificato dalla Delibera n. 22144 del 22 dicembre 2021.
Nelle note esplicative del bilancio consolidato e separato, si riportano i valori economici al 31 dicembre 2024
e 2023, nonché i valori patrimoniali alla stessa data relativi alle operazioni con parti correlate. Tali informazioni
sono state estratte dal Bilancio Consolidato e Separato e da elaborazioni effettuate dalla Società sulla base
delle risultanze della contabilità generale e gestionale.
Il Gruppo non ha posto in essere operazioni con Parti Correlate inusuali per caratteristiche, ovvero
significative per ammontare, diverse da quelle aventi carattere continuativo o già precedentemente illustrate.
Per le informazioni relative ai compensi dei componenti degli organi sociali e degli alti dirigenti, si veda quanto
riportato nelle note esplicative del bilancio separato e consolidato.
Il Gruppo intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
società controllante diretta o indiretta (“Società controllante”);
società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
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EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PERIODO
In data gennaio 2025 la Newlat Food ha ceduto le attività legate alle business unit della pasta, del bakery e
degli special products alla Princes Italia SpA mediante contratto di affitto di ramo d’azienda della durata di 2
anni rinnovabili automaticamente per ulteriori 2.
Sempre con riferimento al gennaio 2025 la società Symington’s Limited ha ceduto le proprie attività legate
alla business unit Instant Noodles alla società Princes Limited mediante contratto di affitto di ramo d’azienda.
In data 7 febbraio 2025 la Società ha emesso un Prestito Obblgazionario per un ammontare complessivo
pari a Euro 350.000.000 a un prezzo di emissione del 100% del valore nominale, rappresentate da n. 350.000
Obbligazioni con un valore nominale di Euro 1.000 ciascuna ad un tasso di interesse del 4,75%. Le
Obbligazioni avranno durata di 6 anni ed è prevista la facoltà di rimborso anticipato volontario a partire dal
quarto anno con scadenza 12 febbraio 2031. Contemporaneamente a tale emissione, la Società ha provveduto
ad estinguere il finanziamento da 300 milioni sottoscritto con un pool di banche per l’acquisizione del gruppo
Princes.
In data 12 febbraio 2025 il Socio Newlat Group SA annuncia di aver completato con successo la procedura
di accelerated bookbuilding avente a oggetto azioni ordinarie di Newlat Food S.p.A. Newlat Group SA ha
ceduto a investitori istituzionali n. 3.000.000 azioni ordinarie di Newlat Food dal medesimo detenute,
corrispondenti a circa il 6,8% del capitale sociale della Società, al prezzo di 12 per azione. Il corrispettivo
complessivo è pari a 36 milioni. Il regolamento dell’operazione è previsto in data 14 febbraio 2025.
I proventi derivanti dall’Offerta, che saranno percepiti esclusivamente dall’Azionista Venditore, verranno
utilizzati, tra l’altro, per dare integrale esecuzione entro il 30 luglio 2025 all’opzione di acquisto concessa da
Mitsubishi Corporation all’Azionista Venditore, ai sensi del patto parasociale sottoscritto in data 30 luglio
2024, avente a oggetto n. 9.319.841 azioni Newlat Food, corrispondenti al 21,2% circa del capitale sociale. Si
segnala che in data 10 febbraio 2025, l’Azionista Venditore ha esercitato una prima tranche dell’opzione di
acquisto per n. 3.000.000 di azioni Newlat Food. A seguito dell’operazione Newlat Group sarà titolare di una
partecipazione rappresentativa del 41,1% del capitale sociale di Newlat Food.
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RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ
Redatta ai sensi del D. Lgs. 125/24
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ESRS 2 - INFORMAZIONI GENERALI
ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la redazione
Predisposizione della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità
La Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità di seguito anche “Rendicontazione”, “Documento” o
“Dichiarazione”) è stata predisposta ai sensi del D.Lgs. 125/2024 e costituisce parte integrante della Relazione
sulla Gestione 2024.
La Dichiarazione è redatta annualmente secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) con
l'obiettivo di fornire una chiara comprensione delle attività aziendali del Gruppo Newlat Food (di seguito
anche “Newlat Food”, “Gruppo” o “Azienda”) e delle sue questioni di sostenibili più rilevanti.
L’analisi di doppia rilevanza, il cui processo e relativi risultati sono illustrati nella sezione “Informativa sul
processo di valutazione della rilevanza” prende in considerazione i data point degli ESRS che ricomprendono,
ove opportuno, considerazioni sulla value chain oltre che sulle operation dirette aziendali.
La Rendicontazione di Sostenibilità è sottoposta a Revisione Limitata da parte di PricewaterhouseCoopers
S.p.A. in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - Standard on
Sustainability Assurance Engagement - SSAE (Italia) e la relazione è disponibile nell’apposita sezione in calce
alla presente Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità.
Struttura della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità
La Rendicontazione è strutturata in quattro sezioni: “Informazioni Generali”, “Informazioni Ambientali”,
“Informazioni Sociali”, “Informazioni sulla Governance”, coerentemente con quanto previsto dall’Appendix
D: Structure of the ESRS sustainability statement dello standard ESRS 1.
Caratteristiche delle disclosure fornite
Le informazioni riportate nella Rendicontazione rispettano le caratteristiche qualitative indicate nell’Appendix
B dello standard ESRS 1, quali: pertinenza, rappresentazione fedele, comparabilità, verificabilità,
comprensibilità.
Gli intervalli per il breve, medio e lungo termine utilizzati da Newlat Food nella Rendicontazione di
Sostenibilità coincidono con gli orizzonti temporali definiti dall'ESRS 1, General requirements Sezione 6.4:
Breve termine: 1 anno dalla fine del periodo di riferimento;
Medio termine: fino a 5 anni dalla fine del periodo di riferimento;
Lungo termine: oltre 5 anni dalla fine del periodo di riferimento.
Dove le metriche presentate sono state ottenute da stime o sono soggette a incertezze di misurazione, Newlat
Food ha segnalato le specifiche assunzioni, approssimazioni e fonti di incertezza con note dedicate. Si precisa
che i dati quantitativi di natura ambientale e sociale non sono stati sottoposti a revisione di terze parti differenti
dalla società di revisione nell’ambito dell’incarico di assurance del presente documento.
Ai fini della rendicontazione delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli amministratori è
richiesta l’elaborazione di tali informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella rendicontazione individuale di
sostenibilità, in merito a eventi che potranno accadere in futuro e a possibili future azioni da parte della Società.
A causa dell’aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il
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concretizzarsi dell’accadimento sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della sua manifestazione, gli
scostamenti fra i valori consuntivi e le informazioni prospettiche potrebbero essere significativi.
La raccolta delle informazioni quantitative e qualitative è avvenuta tramite la condivisione di reporting package
con struttura allineata agli ESRS, al fine di adempiere ai requisiti dei principi di reporting.
Gli Impatti, Rischi e Opportunità (IRO) oggetto di disclosure sono stati individuati attraverso l'analisi della
doppia rilevanza. Ulteriori informazioni sulla metodologia adottata per condurre l'analisi sono disponibili nella
sezione “Informativa sul processo di valutazione della rilevanza”.
Nel valutare impatti, rischi e opportunità, il Gruppo ha considerato l’intera catena del valore.
Ad oggi, la Rendicontazione di Sostenibilità copre solo una parte delle informazioni relative alla catena del
valore a monte e a valle di Newlat Food. Ricorrendo alla disposizione transitoria prevista dall'ESRS 1, Sezione
10.2 “Disposizione transitoria relativa al capitolo 5 Catena del valore”, il Gruppo ha divulgato informazioni
sulla catena del valore a monte e a valle facendo riferimento solo a dati interni o pubblicamente disponibili su
impatti, rischi e opportunità.
Inoltre, essendo il primo anno di rendicontazione in conformità alla CSRD, le informazioni relative alla catena
del valore sono presentate esclusivamente in forma qualitativa. Ciò è dovuto anche al fatto che molti fornitori
del Gruppo sono realtà di medie e piccole dimensioni, ancora non pienamente strutturate per il livello di
rendicontazione richiesto dalla normativa.
La Catena del Valore del Gruppo Newlat Food
Le principali risorse impiegate dal Gruppo per le proprie attività comprendono terreni agricoli, acqua, capitale
umano, risorse energetiche e fossili come petrolio e carburanti, oltre a materie prime industriali quali metalli,
minerali e legname. La catena del valore di Newlat Food ha origine nel settore agricolo, attraverso la
coltivazione di prodotti agroalimentari, l’allevamento di bovini per la produzione di latte e l’acquacoltura e la
pesca per l’approvvigionamento di prodotti ittici. Queste materie prime rappresentano la base per la
produzione del Gruppo e vengono trasformate con l’integrazione di ingredienti di natura chimico-alimentare,
come zucchero, destrosio, sale, oli vegetali, farine, spezie e aromi.
Parallelamente, l’Azienda si approvvigiona di materiali per il packaging primario e secondario, essenziali per
il confezionamento e la conservazione ottimale dei prodotti, tra cui plastica, carta, cartone, vetro, metalli e
materiali poliaccoppiati. Il funzionamento degli impianti produttivi richiede inoltre l’utilizzo di fonti
energetiche come gas metano, energia elettrica, vapore e gasolio, fondamentali per garantire efficienza e
continuità operativa.
Infine, la filiera produttiva si avvale di ulteriori forniture, tra cui componentistica per la manutenzione degli
impianti e dei macchinari, servizi di supporto tecnico e gestionale, oltre a partner logistici che assicurano il
trasporto delle materie prime e degli ingredienti verso gli stabilimenti produttivi. Il valore aggiunto derivante
dalle attività operative aziendali proprie consiste nella trasformazione delle materie prime ed ingredienti utili
a generare prodotti alimentari per i clienti e i consumatori finali.
Una volta completata la produzione, i prodotti vengono distribuiti ai diversi punti vendita. Il prodotto finale
viene quindi consumato, generando rifiuti da imballaggio, mentre l’intero processo produttivo comporta la
produzione di rifiuti industriali, emissioni e il trattamento delle acque reflue, aspetti che richiedono una
gestione attenta per minimizzare l’impatto ambientale.
46
Per quanto riguarda le PAT (Policies, Actions, Targets), alcune di esse si estendono alla catena di fornitura, in
particolare quelle legate a obiettivi di approvvigionamento sostenibile per materie prime critiche, come olio
di palma e tonno. Maggiori dettagli su queste iniziative sono riportati all’interno dei capitoli dedicati alle
questioni di sostenibilità rilevanti.
Infine, il Gruppo non si è avvalso dell’opzione di omettere specifiche informazioni corrispondenti a proprietà
intellettuale, know-how o a risultati dell’innovazione.
Perimetro di consolidamento e approvazione
Per l'anno fiscale 2024 (dal gennaio al 31 dicembre 2024), Newlat Food presenta per la prima volta la sua
Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità seguendo i requisiti stabiliti dagli European Sustainability
Reporting Standards (“ESRS”), in linea con la Direttiva UE 2022/2464, Corporate Sustainability Reporting
Directive (“CSRD”), poiché il quadro di riferimento è cambiato. Pertanto, Newlat Food si avvale della
disposizione transitoria prevista dall’ESRS 1, Sezione 10.3 “Disposizione transitoria relativa alla sezione 7.1
Presentazione delle informazioni comparative” e non saranno presentati confronti con le metriche dei periodi
precedenti, anche in considerazione della sensibile variazione di perimetro rispetto all’anno precedente.
La Rendicontazione assieme all’analisi di doppia materialità è sottoposta ad approvazione del Consiglio di
Amministrazione di Newlat Food S.p.A.
Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità propedeuticamente esamina l’impostazione generale della
Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità, nonché la completezza e la trasparenza dell’informativa,
rilasciando un parere preventivo per l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
Il Documento di Sostenibilità è stato redatto su base consolidata e copre tutte le società operative controllate
da Newlat Food S.p.A. e la joint operation Edible Oil Ltd.
In particolare, il Gruppo consolida le informazioni riguardanti le società:
- Newlat Food S.p.A.
- Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
- Newlat GmbH Deutschland
- Symington’s Ltd.
- Em Foods S.A.S.
- Princes Ltd.
- Princes Italia S.p.A.
- Princes Tuna Mauritius
o Indico Canning Ltd.
- West Yorkshire Industrial Estates Management Limited
- Princes Foods B.V.
- Edible Oil Ltd.
o Edible Oil Ltd. Polska
47
Si segnala che le società del Gruppo Princes (Princes Ltd., West Yorkshire Industrial Estates Management
Limited, Edible Oil Ltd, Edible Oil Ltd. Polska, Princes Foods B.V., Princes Tuna Mauritius, Indico Canning
Ltd, e Princes Italia S.p.A.) sono consolidate a partire dal giorno agosto 2024, a seguito del perfezionamento
dell’acquisizione avvenuta in data 30 luglio 2024. Eventuali eccezioni specifiche a questo ambito di
consolidamento sono segnalate puntualmente con note dedicate all'interno della Rendicontazione di
Sostenibilità.
Evoluzione societaria Stabilimenti (identificati
mediante indicazione
geografica)
2024 2023 2022 2021
Dal 2021
Newlat GmbH Mannheim (Germania) X X X X
Delverde
S.p.A.
Newlat
Food
S.p.A.
Newlat
Food
S.p.A.
Fara San Martino (CH) X X X X
Newlat
Food
S.p.A.
Corte dei Frati (CR) X X X X
Bologna X X X X
Ozzano Taro (PR) X X X X
Sansepolcro (AR) X X X X
Eboli (SA)
1
X X X X
Centrale
del Latte
d’Italia
S.p.A.
Lodi X X X X
Reggio Emilia X X X X
Centrale
del Latte
di
Salerno
S.p.A.
Salerno
2
X X X X
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Torino X X X X
Vicenza X X X X
Rapallo X X X X
Firenze
3
X X X X
1
A Eboli (SA) sono presenti due unità produttive: l’impianto di trasformazione ed il molino.
2
Lo stabilimento di Salerno gestisce anche i depositi di Pozzuoli (NA), Lecce e Roma.
3
Lo stabilimento di Firenze gestisce anche i depositi di Arezzo, Livorno, San Vincenzo, Siena, Massa, Grosseto e dell’Isola d’Elba.
48
Symington’s Limited
Dartmouth Way + Cross
Green | Leeds (Regno
Unito)
X X X X
Bradford (Regno Unito) X X X X
Consett (Regno Unito) X X X X
EM Foods S.A.S. Ludres (Francia) X X
Princes Limited
Bradford (Regno Unito) X
Cardiff (Regno Unito) X
Glasgow (Regno Unito) X
Long Sutton (Regno
Unito)
X
Wisbech (Regno Unito) X
Liverpool (Regno Unito) X
West Yorkshire Industrial Real
Estate Management Limited
Liverpool (Regno Unito) X
Edible Oil Limited
4
Belvedere (Regno Unito) X
Erith (Regno Unito) X
Edible Oil Limited Polska
5
Szamotuly (Polonia) X
Princes Foods BV Rotterdam (Paesi Bassi) X
Princes Tuna Mauritius
Port Louis Riche Terre
(Mauritius)
X
Port Louis Marine Road
(Mauritius)
X
Indico Canning Limited
Port Louis Marine Road
(Mauritius)
X
Princes Italia (ex Princes
Industrie Alimentari
Foggia X
4
Joint operation consolidata al 50%.
5
Joint operation consolidata al 50%.
49
ESRS 2
BP-2 - Informativa in relazione a circostanze specifiche
Come già specificato all’interno del paragrafo sezione “ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la redazione”, il
concetto di breve, medio e lungo termine utilizzato da Newlat Food nel Report di Sostenibilità coincide con
gli orizzonti temporali definiti dall'ESRS 1, Sezione 6.4.
Le informazioni sulla catena del valore sono presentate in forma qualitativa, con l’obiettivo di implementare
progressivamente un processo che consenta la rendicontazione di metriche quantitative su base annuale.
Questo approccio è dovuto al fatto che si tratta del primo anno di rendicontazione in conformità con la CSRD
e che gran parte degli attori coinvolti, soprattutto a monte della catena, sono piccole e medie imprese, molte
delle quali non dispongono ancora di una struttura adeguata ai fini della raccolta di questi dati.
L'unica eccezione riguarda il calcolo delle emissioni di Scope 3, per il quale il Gruppo ha raccolto dati sulla
propria catena del valore utilizzando sia l'approccio spend-based sia quello activity-based, senza ricorrere a stime
basate su medie di settore o altre variabili proxy.
Per quanto riguarda le metriche relative alle attività del Gruppo, laddove siano state ottenute tramite stime o
soggette a incertezze di misurazione, Newlat Food ha indicato nelle note all’interno dei paragrafi rilevanti le
specifiche assunzioni, approssimazioni e fonti di incertezza. Qualora nella presente Rendicontazione siano
state incluse informazioni mediante riferimento, tali inclusioni rispettano le disposizioni definite all’interno di
ESRS 1, sezione 9.1 “Inclusione mediante riferimento.
Non si segnala alcuna modifica nella redazione e nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità. Il
Gruppo ha, infatti, adottato le metriche previste dagli ESRS, senza introdurre indicatori aggiuntivi specifici.
Newlat Food si avvale inoltre della disposizione transitoria prevista dall'ESRS 1, Sezione 10.4, per le seguenti
metriche incluse nell'Appendice C, "Elenco degli obblighi di informativa introdotti gradualmente", contenuta
nel medesimo ESRS 1. Nella seguente tabella sono rendicontati gli obblighi di informativa (DR) e i data point
oggetto di disposizione transitoria e gli obblighi di informativa (DR) e i data point non considerati materiali:
DR DP Motivo
E1-9
Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione
rilevanti e potenziali opportunità legate al clima
64 (a) - 70 Phase-in
E2-6
Effetti finanziari attesi di rischi e opportunità rilevanti
legati all'inquinamento
36 - 41 Phase-in
E3-5
Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità
rilevanti connessi alle acque e alle risorse marine
30 33 (c) Phase-in
E4-6
Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità
rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
42 45 (c) Phase-in
50
E5-6
Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità
rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia
circolare
41 23 (c) Phase-in
S1-7
Forza lavoro propria
(Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza
lavoro propria dell’impresa)
53 - 57 Phase-in
S1-11 Protezione sociale 72 - 76 Phase-in
S1-12 Persone con disabilità 77 80 Phase-in
S1-13
Forza lavoro propria
(Metriche di formazione e sviluppo delle competenze)
81 - 85 Phase-in
S1-14
Forza lavoro propria
(Metriche di salute e sicurezza)
88 e)
88 d)
89
90
Phase-in
S1-15
Forza lavoro propria
(Metriche dell'equilibrio tra vita professionale e vita
privata)
91 - 94 Phase-in
E2-4
Inquinamento di aria, acqua e suolo
(Microplastiche)
28 (b)
Le tematiche sono risultati
non rilevanti per il
Gruppo a seguito
dell’analisi di doppia
materialità
E2-5
Inquinamento di aria, acqua e suolo
(Sostanze preoccupanti e sostanze estremamente
preoccupanti)
32 -35
ESRS 2 GOV-1 - Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Il Gruppo adotta un modello di governance tradizionale, in linea con il Codice di Corporate Governance
elaborato dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate, con un Consiglio di
Amministrazione impegnato nella tutela e nella valorizzazione degli interessi degli stakeholder.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione è l'organo principale di governo della Società Capogruppo Newlat Food
S.p.A. (di seguito anche “Società”), con la responsabilità di supervisionare le attività della direzione e prendere
51
decisioni strategiche di alto livello. Esso opera nel rispetto della normativa vigente, dello statuto societario e
delle raccomandazioni del Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana, garantendo un'efficace gestione
aziendale.
Il Consiglio di Amministrazione agisce perseguendo l'obiettivo della creazione di valore per gli azionisti,
riferendo sulla gestione in occasione dell'Assemblea degli Azionisti. La Società adotta una forma di
amministrazione e controllo di tipo tradizionale, in cui la gestione aziendale è attribuita al Consiglio di
Amministrazione, le funzioni di vigilanza al Collegio Sindacale e la revisione legale dei conti alla società di
revisione nominata dall'Assemblea degli Azionisti.
Ruoli Chiave nel Consiglio di Amministrazione
Presidente del Consiglio: guida le riunioni del Consiglio, facilita le discussioni e garantisce il
funzionamento efficace dell'organo. Inoltre, funge da principale interlocutore tra il Consiglio e la
direzione aziendale.
Amministratori Non Esecutivi: non sono coinvolti nella gestione operativa, ma portano un punto
di vista indipendente e monitorano le performance della direzione.
Amministratori Indipendenti: rappresentano una sottocategoria degli amministratori non esecutivi,
senza legami materiali con la Società o i suoi azionisti di riferimento, assicurando indipendenza e
oggettività nelle decisioni strategiche.
Comitati Interni al Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al suo interno i comitati previsti dal Codice di Corporate
Governance, delegando loro specifiche funzioni di supporto decisionale e controllo:
Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità: assiste il Consiglio nelle valutazioni e decisioni
riguardanti il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, l'approvazione dei bilanci e delle
relazioni finanziarieperiodiche, così come raccomandato all’interno del Codice di Corporate
Governance
6
, nonché nei rapporti con la società di revisione.
Comitato per le Remunerazioni e Nomine: svolge un ruolo consultivo e propositivo nella
determinazione della composizione del Consiglio e della politica di remunerazione degli
amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche. Il Comitato garantisce l'applicazione dei
principi di buona governance e vigila sulla trasparenza del sistema retributivo,
Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (Comitato OPC): garantisce la correttezza delle
operazioni con parti correlate, esprimendo pareri sull'interesse della Società, sulla convenienza e sulla
correttezza delle condizioni contrattuali.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo Newlat Food S.p.A. è composto come segue:
Nome Carica
Esecutivo/Non
Esecutivo
Indipendente
Fascia
d'età
Genere Comitati
Angelo
Mastrolia
Presidente del
CdA e Consigliere
Esecutivo No >50 M
6
Raccomandazione 32 (c), Codice di Corporate Governance, gennaio 2020.
52
Giuseppe
Mastrolia
Amministratore
Delegato e
Consigliere
Esecutivo No 30-50 M
Stefano
Cometto
Amministratore
Delegato e
Consigliere
Esecutivo No 30-50 M
Benedetta
Mastrolia
Consigliere Non Esecutivo No <30 F
Maria
Cristina
Zoppo
Consigliere Non Esecutivo 30-50 F
CCRS
CNR
Presidente
COPC
Valentina
Montanari
Consigliere Non Esecutivo >50 F
Presidente
CCRS
CNR
COPC
Eric
Sandrin
Consigliere Non Esecutivo >50 M
CCRS
Presidente
CNR
COPC
L'analisi della composizione del Consiglio di Amministrazione evidenzia una diversificazione in termini di
genere e indipendenza degli amministratori, in linea con le migliori pratiche di governance aziendale:
Ripartizione per genere:
o Maschi: 4 (57,1%)
o Femmine: 3 (42,9%)
Ripartizione per amministratori indipendenti:
o Indipendenti: 3 (42,9%)
o Non indipendenti: 4 (57,1%)
Ripartizione per amministratori esecutivi e non esecutivi:
o Esecutivi: 3 (42,9%)
o Non esecutivi: 4 (57,1%)
In linea con la normativa vigente, non è prevista la rappresentanza dei dipendenti e degli altri lavoratori
all’interno del CdA.
53
Le responsabilità degli organi di governo in relazione alle tematiche di sostenibilità e al perseguimento della
mission aziendale sono declinate nella Politica di Sostenibilità e nei regolamenti dei comitati endoconsiliari.
I componenti del Consiglio di Amministrazione hanno una equilibrata combinazione di profili manageriali e
professionali, con competenze complementari tra loro tali da garantire il corretto e diligente svolgimento delle
funzioni ad essi spettanti, comprese quelle in ambito ESG.
I Consiglieri hanno una significativa esperienza nei settori industriale, finanziario, contabile, legale, legale, HR,
in materia di Governance e di Sostenibilità. Tali competenze sono state sviluppate anche in contesti
internazionali.
Angelo
Mastrolia
Giuseppe
Mastrolia
Stefano
Cometto
Benedetta
Mastrolia
Maria
Cristina
Zoppo
Valentina
Montanari
Eric
Sandrin
Esperienza nel
settore
industriale
X X X X X X X
Finance,
Accounting and
Risk
Management
X X X X X X
Corporate
Governance
X X X X X X X
Legal &
Compliance
X X X X X
Human Capital X X X X X X
Sostenibilità X X X X X X X
Esperienza
internazionale
X X X X X X
Durante il 2024, non sono state organizzate sessioni specifiche di induction per i membri del Consiglio di
Amministrazione. Tuttavia, i regolari incontri dei comitati endoconsiliari hanno offerto occasioni preziose di
approfondimento e confronto su tematiche e competenze considerate centrali per il Gruppo, incluse quelle
legate agli aspetti ESG, strettamente correlati agli impatti, ai rischi e alle opportuni di rilievo per il Gruppo.
GOVERNANCE DELLA SOSTENIBILITÀ
Nel contesto di una crescente attenzione agli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG), Newlat Food
ha sviluppato un modello di governance che integra la sostenibilità nelle strategie aziendali e nei processi
decisionali. L’obiettivo è garantire una gestione responsabile degli impatti, rischi e opportunità (IROs),
54
attraverso l’approccio metodologico dell’analisi di doppia rilevanza, promuovendo trasparenza, accountability
e coinvolgimento degli stakeholder.
Il Collegio Sindacale, nell’ambito delle ampie funzioni conferitegli dall'ordinamento giuridico, si occupa di
garantire il rispetto delle normative, inclusi gli obblighi relativi alla Rendicontazione di Sostenibilità. Questo
comprende la verifica del rispetto degli standard di rendicontazione, il monitoraggio del processo di
rendicontazione e l'attestazione di conformità.
Sia il Consiglio di Amministrazione che il Collegio Sindacale, in modo autonomo e indipendente, conducono
regolarmente un’autovalutazione del proprio funzionamento e della composizione. Tale processo considera
anche le competenze e le esperienze specifiche presenti all’interno di ciascun organo, incluse quelle
fondamentali per la sostenibilità.
Per assicurare, inoltre, un approccio strutturato e allineato alle migliori pratiche internazionali, Newlat Food
ha istituito specifici organi con ruoli chiave nella supervisione e gestione delle tematiche ESG, tra cui il
Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e il Comitato Manageriale denominato ESG Steering
Committee”. Questi organismi operano in sinergia con il Consiglio di Amministrazione per monitorare i
rischi aziendali, garantire la conformità normativa e favorire il successo sostenibile dell’azienda.
Più nel dettaglio, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità supporta il Consiglio di Amministrazione
nella supervisione del sistema di controllo interno e gestione dei rischi, con particolare attenzione ai rischi
ESG e alla conformità normativa. Le sue principali responsabilità includono:
Valutazione dei rischi aziendali, inclusi quelli ESG, e supporto alle decisioni strategiche del Consiglio
di Amministrazione in merito alla loro gestione;
Esame della rendicontazione periodica, finanziaria e di sostenibilità, per garantire una corretta
rappresentazione del modello di business, delle strategie aziendali, degli impatti e delle performance;
Monitoraggio del sistema di rendicontazione di sostenibilità, con particolare riferimento e ai rischi
connessi;
Revisione e valutazione delle relazioni di audit interno, nonché eventuale affidamento di verifiche su
specifiche aree operative;
Relazione periodica al Consiglio di Amministrazione sull’adeguatezza del sistema di controllo interno
e sulla gestione dei rischi.
Lo ESG Steering Committee, invece, ha il compito di discutere, guidare e monitorare le tematiche
ambientali, sociali e di governance (ESG), garantendo l’integrazione dei relativi principi nelle operazioni
aziendali e nei processi decisionali. Le sue principali responsabilità includono:
Valutazione e monitoraggio degli impatti e rischi ESG, con l’elaborazione di politiche aziendali
dedicate;
Supervisione del sistema di rendicontazione di sostenibilità in conformità alla CSRD, inclusa la
raccolta e validazione dei dati necessari;
Coinvolgimento degli stakeholder e gestione delle relative relazioni;
Definizione e monitoraggio degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas effetto serra dell’Azienda;
Analisi dell’impatto ESG sulle strategie di approvvigionamento.
Lo ESG Steering Committee riferisce periodicamente al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità,
assicurando trasparenza e accountability nei confronti degli stakeholder.
55
Il Dirigente Preposto ai sensi della L. 262/05 è stato identificato come soggetto responsabile
dell'adeguatezza e della conformità del sistema di controllo interno a presidio del sistema di reporting
finanziario. A questo è assegnato anche il compito di responsabilità, introdotto dal D. Lgs. 125/24, per il
sistema di controllo interno a presidio della rendicontazione di sostenibilità al fine di garantire accuratezza,
completezza e tempestività della disclosure, assicurando la trasparenza e la fiducia nei confronti degli
stakeholder.
ESRS 2 GOV-2 - Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo
dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate
Il Consiglio di Amministrazione governa il perseguimento del successo sostenibile. Il CdA e il Collegio
Sindacale, almeno semestralmente, sono informati dal Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità in merito
agli impatti, ai rischi e alle opportunità rilevanti, all'attuazione del dovere di diligenza nonché ai risultati e
all'efficacia delle politiche, delle azioni, delle metriche e degli obiettivi adottati per affrontarli. Il Comitato
Controllo, Rischi e Sostenibilità è, a sua volta, a contatto con lo ESG Steering Committee, composto da
manager delle Società del Gruppo, che ha il compito operativo di supervisionare e di calare nella pratica le
politiche ESG dell’Azienda.
Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità riceve relazioni periodiche almeno semestrali, in materia di impatti
e rischi generati o subiti dall’azienda. Gli interlocutori sono i soggetti preposti al controllo secondo quanto
definito dal sistema di controllo interno e gestione dei rischi, ovvero Risk Management, Internal Audit e
appositi comitati manageriali, tra cui lo ESG Steering Committee.
Vi sono periodici confronti, almeno semestrali, tra lo ESG Steering Committee ed il Comitato Controllo,
Rischi e Sostenibilità. Durante questi incontri vengono discussi ed illustrati i principali impatti, rischi ed
opportunità e vengono valutate variazioni significative all’esercizio di Doppia Rilevanza.
Nell’attuare la strategia aziendale, nonché nell’attuazione dei piani e delle scelte strategiche, il CdA, di concerto
con il management, tiene conto degli impatti, dei rischi e delle opportunità in merito a operazioni importanti.
Le analisi includono le scelte attuate tenendo presente gli impatti, i rischi e le opportunità.
Il Collegio Sindacale, nell’ambito dello svolgimento delle più ampie funzioni ad esso attribuite
dall’ordinamento giuridico, vigila sull’osservanza della legge, inclusi gli obblighi normativi previsti in materia
di sostenibilità, tra cui il rispetto degli standard di rendicontazione, il monitoraggio della Rendicontazione
stessa e della relativa attestazione di conformità.
Durante il periodo di riferimento gli Organi di Amministrazione, Direzione e Controllo ed i relativi Comitati
hanno affrontato gli impatti, i rischi e le opportunità risultati rilevanti. Tali impatti, rischi ed opportunità sono
riportati nel dettaglio all’interno di ogni sezione dedicata alle diverse questioni di sostenibilità.
ESRS 2 GOV-3 - Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di
incentivazione
La Capogruppo Newlat Food S.p.A. ha incluso obiettivi di sostenibilità nella componente variabile delle
politiche retributive del Presidente, degli Amministratori Delegati, degli Amministratori non esecutivi (esclusi
gli indipendenti) e dei Dirigenti con responsabili strategiche.
56
Per queste figure è prevista una componente variabile subordinata al raggiungimento di obiettivi triennali
approvati dal Consiglio di Amministrazione. All'interno di questa quota variabile, gli obiettivi di sostenibilità
incidono per il 30%, di cui:
1. Riduzione del rapporto tra emissioni di CO2 e fatturato (15%);
2. Riutilizzo dello scarto di produzione (15%).
La Politica di Remunerazione viene definita annualmente dal Consiglio di Amministrazione su proposta del
Comitato Nomine e Remunerazione, con il parere del Collegio Sindacale, e successivamente sottoposta
all’approvazione dell’Assemblea ordinaria degli Azionisti.
Il Comitato Nomine e Remunerazione e il Consiglio di Amministrazione sono responsabili dell’attuazione
della Politica di Remunerazione, garantendone la corretta applicazione.
ESRS 2 GOV-4 - Dichiarazione sul dovere di diligenza
Due Diligence
nella Catena del Valore e Dialogo con gli Stakeholder
Il Gruppo adotta un approccio strutturato alla due diligence all'interno della propria Catena del Valore, con
l'obiettivo di identificare, prevenire e mitigare gli impatti e i rischi ESG (ambientali, sociali e di governance)
lungo l'intera filiera.
A tal fine, ha implementato un Codice di Condotta dei Fornitori, applicabile alle entità Newlat Food S.p.A. e
Centrale del Latte d’Italia S.p.A. Parallelamente, le società del gruppo Princes hanno sviluppato processi di
valutazione della catena di fornitura per identificare le principali aree di rischio e verificare il rispetto degli
standard ESG in relazione a materie prime, ingredienti, packaging e servizi.
I fornitori considerati più rilevanti, in base a criteri di rischio e impatto, sono sottoposti a verifiche preventive
e periodiche per garantire la conformità agli standard ESG. Inoltre, il Gruppo assicura un canale di
segnalazione anonima (whistleblowing), attraverso il quale i fornitori possono segnalare eventuali violazioni del
Codice di Condotta e delle normative vigenti, rafforzando così il sistema di controllo e trasparenza lungo la
filiera.
In un'ottica di miglioramento continuo, il Gruppo è impegnato nell'armonizzazione delle politiche e dei
processi di due diligence, al fine di adottare un approccio integrato e uniforme.
Dialogo con gli Stakeholder e Gestione degli Impatti
Per rispondere alle aspettative dei propri portatori di interesse e garantire una gestione efficace della due
diligence nella catena di fornitura, il Gruppo ha avviato e mantiene un dialogo costante con gli stakeholder
individuati. A ciascuna tipologia di stakeholder corrisponde una specifica linea di relazione, volta a garantire
un'interlocuzione mirata e costruttiva.
Questo dialogo consente al Gruppo, da un lato, di migliorare la consapevolezza sugli impatti sia positivi che
negativi nonché sui rischi e sulle opportunità lungo la propria Catena del Valore, con particolare attenzione
ai tier più lontani. Dall’altro, rappresenta uno strumento fondamentale per attuare azioni di miglioramento
laddove emergano criticità. Per un'analisi più approfondita sul coinvolgimento degli stakeholder, si veda la
sezione dedicata allo Stakeholder Engagement nel paragrafo ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori
di interesse.
57
Una panoramica dettagliata sugli impatti, i rischi e le opportunità individuati attraverso il processo di due
diligence e il dialogo con gli stakeholder è disponibile nel paragrafo ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei
portatori di interesse. Inoltre, una visione approfondita sulle azioni adottate per mitigare gli impatti negativi
in ambito di sostenibilità e sul monitoraggio dell'efficacia di tali iniziative è presente nella sezione relativa agli
impegni di sostenibilità, nonché a introduzione di ogni capitolo dedicato ai temi rilevanti trattati nella presente
Rendicontazione.
58
ELEMENTI FONDAMENTALI DEL
DOVERE DI DILIGENZA
PARAGRAFI NELLE DICHIARAZIONI SULLA
SOSTENIBILITÀ
a) Integrare il dovere di diligenza nella
governance, nella strategia e nel modello
aziendale
GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza
b) Coinvolgere i portatori di interessi in tutte
le fasi fondamentali del dovere di diligenza
GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza
c) Individuare e valutare gli impatti negativi
IRO-1 Descrizione del processo per individuare e valutare
gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro
interazione con la strategia e il modello aziendale
d) Intervenire per far fronte agli impatti
negativi
E1-2; E1-3; E2-1; E2-2; E3-1; E3-2; E4-1; E4-2; E5-1; E5-
2; S1-1; S1-3; S1-4; S2-1; S2-3; S2-4; S3-1; S3-3; S3-4; S4-1;
S4-2; S4-4; G1-1
e) Monitorare l'efficacia degli interventi e
comunicare
E1-4; E2-3; E3-3; E4-3; E5-3; S1-5; S2-5; S3-5; S4-5
ESRS 2 GOV-5 - Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità
I rischi legati alla predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità fanno parte integrante dei processi di
controllo interno e di gestione del rischio dell’Impresa.
Pertanto, il Gruppo, su base annuale, identifica e aggiorna i rischi riferiti al processo di predisposizione della
Rendicontazione di Sostenibilità, misurandoli in termini di impatto e probabilità. Già negli scorsi anni Newlat
Food ha iniziato ad impostare un modello di controllo interno, avendo come riferimento quanto già in essere
per i dati finanziari, il cui processo di reporting è generalmente più maturo rispetto a quello dei dati di
sostenibilità. In particolare, per le principali divisioni o legal entity del Gruppo sono stati elaborati documenti
che descrivono i ruoli e le responsabilità in materia di raccolta dei dati e formalizzano i controlli inerenti
necessari a garantire la robustezza del processo. La funzione Internal Audit presidia i rischi legati al reporting
e i processi sottostanti e, insieme al relativo action plan per colmare gli eventuali gap, condivide con il
Dirigente Preposto e con il Comitato endoconsiliare Controllo e Rischi e Sostenibilità le risultanze delle
attività svolte.
Più in generale, Newlat Food ha adottato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR)
che consiste nell’insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso un
adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una
conduzione dell’impresa corretta e coerente con gli obiettivi prefissati.
Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo, nell’ambito della definizione dei piani strategici, industriali e
finanziari, ha individuato la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società,
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includendo nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità
nel breve, medio e lungo periodo dell’attività della Società.
A supporto del SCIGR vi è il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità che assiste il Consiglio di
Amministrazione nell’identificazione di un processo trasversale ed integrato a tutte le attività aziendali
implementando un Modello di Gestione Integrata dei Rischi (Enterprise Risk Management - ERM) al fine di
misurare, monitorare e gestire gli stessi secondo modalità di approccio internazionalmente riconosciute. Il
Modello è uno strumento dell’organo di amministrazione redatto con la collaborazione di tutte le funzioni
aziendali, al fine di avere:
una mappatura completa e aggiornata dei rischi a cui il Gruppo è esposto;
una valutazione e una classificazione degli stessi mediante metriche comuni finalizzate
all’individuazione e alla prioritizzazione di misure per assicurarne una corretta gestione.
All’interno dell’Azienda, inoltre, sono definiti i ruoli e le responsabilità necessari per assicurare la corretta
identificazione e gestione dei principali rischi che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi
aziendali. Il Risk Assessment svolto valuta i rischi Strategici, Operativi, di Reporting e di Compliance,
includendo, come già precedentemente menzionato, anche i rischi di natura ESG. Questo processo supporta
il Gruppo nel raggiungimento dei propri obiettivi di performance e redditività, garantendo informazioni
economico-finanziarie affidabili ed assicurando la conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore. Tale
processo, inoltre, contribuisce a mitigare potenziali danni reputazionali e perdite economiche, rafforzando la
resilienza aziendale. A fronte di ciò, la Funzione di Internal Audit verifica l’idoneità del SCIGR attraverso un
piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, predisponendo relazioni periodiche contenenti
le adeguate informazioni circa lo svolgimento della sua attività, nonché tempestive relazioni su eventi di
particolare importanza. Il Consiglio di Amministrazione valuta annualmente l’efficacia del SCIGR e
l’adeguatezza dello stesso rispetto alle caratteristiche dell’impresa sulla base delle informazioni e delle evidenze
ricevute con il supporto dell’attività istruttoria svolta dal Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, dal
Responsabile della funzione di Internal Audit e, per le Società italiane, dall’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs.
231/2001.
Di seguito si riporta una sintesi dei principali rischi generati e subiti in relazione alle tematiche di sostenibilità.
Sono poi definite anche le modalità di gestione in essere, oltre che le politiche praticate, al fine di mitigare i
rischi identificati, e, quindi, di garantire la continuità operativa e la realizzazione degli obiettivi aziendali.
Rischio
Macro-
argomento
Rischio fisico acuto derivante da eventi meteorologici che possono danneggiare gli
impianti di produzione e interrompere le catene del valore
E
Rischio di interruzione delle catene di approvvigionamento globali: problemi logistici e di
fornitura derivanti da eventi globali come pandemie o disastri naturali
E
Rischio di eventi catastrofici che possono compromettere le operazioni aziendali e causare
la perdita permanente di dati aziendali
E
Rischio fisico cronico dovuto ai cambiamenti climatici a lungo termine (aumento delle
temperature, innalzamento del livello del mare, ridotta disponibilità d'acqua, perdita di
biodiversità, cambiamenti nei suoli e nella loro produttività)
E
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Rischio di aumento dei costi e delle sanzioni legati a normative sempre più stringenti per
la riduzione delle emissioni e degli impatti negativi
E
Rischio legato all’uso di imballaggi non sostenibili: impatto ambientale negativo derivante
dall’uso di imballaggi non riciclati, non riciclabili o non biodegradabili
E
Rischio di non rispettare gli impegni ESG dichiarati pubblicamente G
Rischio di mancato rispetto delle normative sulla sicurezza alimentare e sulla sicurezza
degli approvvigionamenti alimentari
S
Rischio di assenza di un processo di due diligence sulla conformità nella catena di
approvvigionamento
G
Rischio legato a possibili episodi di corruzione che danneggiano l'integrità aziendale G
Rischio di mancato rispetto dei diritti umani nella gestione delle relazioni di lavoro S
Rischi legati alla gestione inadeguata delle relazioni di lavoro e di qualsiasi altra questione
relativa al personale
S
Rischio di scarsa attenzione e mancata tutela e valorizzazione della diversità e
dell’inclusione, garantendo un trattamento equo per tutti i dipendenti
S
ESRS 2 SBM-1 - Strategia, modello aziendale e catena del valore
Oggi, il Gruppo Newlat Food è un importante player nel settore agroalimentare italiano ed europeo. Fin dalla
sua nascita, il Gruppo è stato protagonista di numerose acquisizioni di realtà operanti in mercati
complementari tra loro. Ad oggi, le principali business unit del Gruppo sono:
Pasta
Milk Products
Dairy Products
Bakery Products
Instant Noodles & Bakery Mixes
Special Products
Foods
Drinks
Fish
Italian Products
Oils
Altri Prodotti
La recente acquisizione del Gruppo Princes, perfezionata nel corso del 2024 ha permesso al Gruppo di
ampliare la gamma dei prodotti offerti estendendosi ai prodotti ittici, alle conserve di pomodoro, ai legumi,
agli olii vegetali ed alle bevande analcoliche. Le recenti acquisizioni risultano strategiche anche per la posizione
geografica delle aziende ed i mercati serviti, che consolidano la presenza del Gruppo in quattro dei paesi
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europei di maggiore rilevanza in termini di dimensioni e consumi: Regno Unito, Germania, Francia e Italia,
favorendo così una logistica integrata a livello europeo.
Un dettaglio sui ricavi per paese e per business unit è disponibile all’interno dell’apposita sezione della
Relazione sulla Gestione.
Le catene del valore dei business che compongono il gruppo Newlat Food sono ricche e diversificate,
abbracciando diverse fasi della produzione alimentare e della distribuzione. Per un dettaglio su queste, si
rimanda alla sezione “ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la redazione”.
Newlat Food S.p.A., insieme alle sue società affiliate, opera in molteplici settori del mercato alimentare, tra
cui:
Pasta e prodotti da forno
Latte e latticini
Noodles istantanei e miscele da forno
Prodotti speciali
Bevande
Prodotti ittici
Oli
La filiera produttiva di Newlat Food S.p.A. origina nel settore agricolo, comprendendo:
Coltivazione di prodotti agroalimentari
Allevamento di bovini per la produzione di latte
Pesca e acquacoltura per l'approvvigionamento di prodotti ittici
Questa catena del valore garantisce la produzione di una vasta gamma di alimenti, che spaziano dai prodotti
da forno ai cibi italiani tradizionali.
Questa espansione ha consolidato la posizione del gruppo in quattro dei paesi europei di maggiore rilevanza
in termini di dimensioni e consumi: Regno Unito, Germania, Francia e Italia, favorendo una logistica integrata
a livello europeo.
Il Gruppo Newlat, impiega risorse essenziali per le attività, tra cui:
Terreni agricoli
Acqua
Capitale umano
Risorse energetiche
Materie prime industriali
Questi elementi sono fondamentali per la produzione e la distribuzione dei loro prodotti alimentari.
La value chain di Newlat Food riflette un impegno continuo verso la qualità, l'innovazione e la sostenibilità,
garantendo un'offerta diversificata di prodotti che risponde alle esigenze dei consumatori moderni.
I clienti del Gruppo sono primariamente B2B, sia GDO con marchi del Gruppo, che Private Label e
l’attenzione è verso il consumatore finale, che può acquistare i prodotti direttamente dai clienti di Newlat
Food. I prodotti del Gruppo sono, dunque, utilizzati e consumati dai consumatori in tutto il mondo e
l’obiettivo comune è quello di ridurre gli scarti e i rifiuti focalizzandosi sulla materia organica che è il cuore
del business della Società.
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La maggior parte dei dipendenti si trova nel Regno Unito, sede di Princes Limited, Symington’s e della Società
Edible Oil Limited (EOL), che opera anche a Szamotuly, in Polonia tramite la controllata EOL Polska, nelle
Mauritius dove Princes Tuna Mauritius (PTM) è specializzata nella lavorazione di prodotti ittici e in Italia,
sede sia dell’headquarter del Gruppo che delle società Newlat Food S.p.A., Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e
Princes Italia S.p.A.
I restanti dipendenti sono impiegati in Germania, dove ha sede il pastificio Newlat GmbH, in Francia, sede
della società EM Foods, e nei Paesi Bassi, dove si trova la Società commerciale Princes BV.
Le principali iniziative per la sostenibilità, che si concretizzano attraverso specifici impegni meglio descritti
nelle sezioni relative alle questioni di sostenibilità, includono:
Filiera produttiva responsabile: monitoraggio della provenienza e certificazioni delle materie prime
(es. latte da allevamenti certificati per il benessere animale, utilizzo di pesce certificato MSC);
Riduzione dell'impatto ambientale delle proprie operazioni: ottimizzazione dei processi per
ridurre gli sprechi e favorire il riciclo degli scarti produttivi;
Innovazione nei prodotti: sviluppo di alimenti biologici, integrali, "free-from" e a ridotto impatto
ambientale;
Packaging sostenibile: utilizzo crescente di materiali a minor impatto ambientale;
Efficienza energetica: ottimizzazione dei consumi energetici negli impianti produttivi.
Tali iniziative sono state definite tenendo presenti le aspettative provenienti dalle principali categorie di clienti.
Il Gruppo si posiziona come un attore chiave nell'offerta di prodotti della dieta mediterranea e nella fornitura
di alimenti salutari e sostenibili. Le tendenze emergenti evidenziano un aumento della domanda di prodotti
biologici, proteici e con ingredienti selezionati per ridurre l'impatto ambientale.
Per quanto riguarda il proprio impatto climatico, nel 2024 Newlat Food ha avviato il calcolo delle emissioni
di Scope 3 per l’intero perimetro con l'obiettivo di avviare un piano integrato per la riduzione delle emissioni
di gas effetto serra. Nel 2024, il Gruppo Princes ha g presentato il proprio piano a SBTi con l’obiettivo
NetZero al 2050.
Come già anticipato, dopo la recente acquisizione, il Gruppo è in fase di integrazione delle politiche di
sostenibilità. Le principali sfide a seguito della recente acquisizione, infatti, includono l’integrazione delle
politiche di sostenibilità a livello di Gruppo, il miglioramento della gestione della catena di fornitura, con
maggiore attenzione all’approvvigionamento delle materie prime e l’avvio di una transizione energetica con
conseguente riduzione delle emissioni attraverso investimenti in efficienza energetica.
Impegni di sostenibilità
Si riportano di seguito gli impegni di sostenibilità del Gruppo, considerando che nel 2024, le politiche adottate
hanno coperto ambiti differenti all’interno del Gruppo, a seguito della significativa acquisizione avvenuta nel
corso dell’anno. Gli impegni di sostenibilità prevedono soprattutto un processo di integrazione mirato a
uniformare, per quanto possibile, le politiche in vigore, garantendo coerenza e sinergie all’interno del Gruppo.
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Perimetro Target Deadline
Gruppo
Newlat Food
Integrazione delle ESG policy per gestire gli impatti e i rischi significativi 2026
Gruppo
Newlat Food
Impegno a non causare deforestazione nelle principali materie prime legate
alla deforestazione
2030
Gruppo
Newlat Food
100% olio di palma certificato sostenibile 2028
Princes Ltd 100% elettricità da fonti rinnovabili 2032
Princes Ltd -50,4% emissioni GHG di Scope 1 e Scope 2 2032
Princes Ltd -50,4% di emissioni di GHG Scope 3, derivanti da beni e servizi acquistati,
trasporti e distribuzione a monte e rifiuti generati nelle operazioni
2032
Princes Ltd -90% di emissioni di GHG Scope 1, 2 e 3 derivanti dall'approvvigionamento
energetico, dalle operazioni, dai beni e servizi acquistati, dal trasporto e
distribuzione a monte e dai rifiuti generati nelle operazioni
2050
Princes Ltd 100% approvvigionamento di tonno certificato MSC per il marchio Princes
nel Regno Unito e nei Paesi Bassi
2025
Princes Ltd 100% carta e cartone certificate FSC 2026
Attualmente, il Gruppo è impegnato in un dialogo continuo e proattivo con i propri stakeholder per accrescere
la consapevolezza sulle tematiche di sostenibilità, sugli impatti generati dalle proprie attività e sulle eventuali
criticità da affrontare.
A tal fine, il Gruppo interagisce costantemente con consumatori e clienti per cogliere le tendenze di mercato
e rispondere alle loro aspettative in materia di sostenibilità. Allo stesso tempo, collabora con fornitori e
agricoltori per affrontare insieme le sfide ambientali e sociali lungo l’intera catena di fornitura, promuovendo
pratiche responsabili e sostenibili.
Per garantire la sostenibilità della pesca e dell’intera filiera ittica ed agricola, il Gruppo mantiene un dialogo
attivo con le ONG, lavorando su strategie e iniziative mirate a preservare le risorse marine. Inoltre, è in
costante confronto con i sindacati e i propri dipendenti per assicurare condizioni di lavoro eque, inclusive e
rispettose dei diritti dei lavoratori. Per una panoramica completa sugli stakeholder del Gruppo e sulle modalità
di coinvolgimento adottate, si rimanda alla relativa sezione.
Il Gruppo continuerà a rafforzare la propria strategia di sostenibilità, garantendo trasparenza e monitoraggio
costante del progresso rispetto agli impegni prefissati.
I prodotti e i risultati di Newlat Food offrono benefici concreti per clienti, investitori e stakeholder. In
particolare, ai clienti viene offerto un prodotto di qualità, sicuro dal punto di vista alimentare e oggetto di
frequenti innovazioni, rispondendo, così, alle esigenze di consumatori attenti alla salute e alla responsabilità
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delle proprie scelte. Agli investitori viene proposta una crescita stabile grazie a un modello di business resiliente
e a un impegno rispetto alle tematiche di sostenibilità. Rispetto a tutti gli altri stakeholder, il Gruppo promuove
una filiera responsabile, riducendo l’impatto ambientale e sostenendo progetti ed iniziative per le comunità
locali.
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori di interesse
Il Gruppo Newlat Food interagisce con diverse categorie di soggetti, generando per ciascuno di essi interessi
e aspettative. Tali soggetti, gli Stakeholders, comprendono sia attori interni, come i soci, gli azionisti e i
dipendenti, sia esterni, tra cui fornitori, clienti, consumatori e comunità locali.
Stakeholder Engagement
Il coinvolgimento degli Stakeholder si articola in base alla specificità dei loro interessi e alle aspettative
maturate. A ciascuna categoria di stakeholder viene dedicato un approccio di dialogo differenziato e mirato,
con l’obiettivo di rispondere adeguatamente alle diverse esigenze e di favorire una comunicazione efficace.
Questo approccio è cruciale per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento e potenziamento delle
relazioni, nonché per l’adozione di misure che minimizzino gli impatti negativi e massimizzino quelli positivi,
in linea con le politiche di sostenibilità del Gruppo.
Nel 2024, con l'intento di rafforzare il dialogo con i portatori di interesse e garantire un coinvolgimento
continuativo, il Gruppo ha lanciato un piano pluriennale di Stakeholder Engagement integrato, includendo
anche gli Stakeholder del Gruppo Princes. Tale piano prevede diverse modalità di interazione, tra cui incontri
one-to-one, workshop e survey online, favorendo una comprensione più approfondita delle dinamiche in corso e
permettendo di cogliere tempestivamente eventuali variazioni negli impatti e di adattare le strategie aziendali
di conseguenza. Gli stakeholder sono rappresentati schematicamente nella tabella sottostante, che riflette
l'importanza attribuita a ciascun soggetto coinvolto, considerando la specificità di ciascun gruppo.
Categoria Descrizione dello Stakeholder Metodo di Coinvolgimento
Enti di
certificazione
Collaborano con il Gruppo per garantire la
conformità alle normative e best practice.
Incontri diretti, survey online,
feedback durante audit.
Consumatori
Al centro delle attività del Gruppo. La loro salute,
sicurezza e soddisfazione sono la priorità del
Gruppo.
Panel di valutazione,
interviste, survey, eventi e
open days.
Clienti
Sia grandi rivenditori che normal trade. L'impegno
principale è garantire la qualità e la sicurezza dei
prodotti attraverso controlli rigorosi lungo tutta la
filiera produttiva.
Survey biennali, scorecard
annuali, incontri diretti, tavole
rotonde.
Agricoltori e
produttori
Rapporti essenziali per la qualità e sostenibilità delle
materie prime.
Incontri individuali, survey
online, tavole rotonde.
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Governo e
istituzioni
Dialogo per rappresentare priorità aziendali e
contribuire a politiche sostenibili.
Incontri con policymaker,
gruppi di lavoro istituzionali,
feedback da audit.
Istituti di credito
Relazioni basate su trasparenza e fiducia, possibilità
di finanziamenti sostenibili.
Assemblee, incontri con
azionisti, survey.
Comunità locali
Supporto attraverso iniziative sociali e
collaborazioni con enti di beneficenza.
Interviste, survey online,
incontri diretti, programmi di
volontariato.
Ambiente ed
ecosistemi
Tutela ambientale attraverso approvvigionamento
responsabile e riduzione emissioni.
Collaborazioni con enti di
conservazione, valutazioni
d’impatto, certificazioni.
ONG
Partnership su sostenibilità, diritti umani e pesca
sostenibile.
Collaborazione continua,
espansione del network.
Dipendenti
Programmi di benessere, sviluppo e valorizzazione
del personale.
Survey biennali, incontri
regolari, programmi di
formazione.
Azionisti e
investitori
Dialogo trasparente su performance aziendali e
strategie future.
Assemblee, report finanziari,
roadshow, incontri con
analisti.
Fornitori
Promozione di acquisti responsabili e sostenibilità
nella supply chain.
Survey online, incontri one-
to-one, criteri di sostenibilità
nelle gare d’appalto.
Associazioni di
categoria
Partecipazione a discussioni legislative e best
practice di settore.
Incontri diretti, gruppi di
lavoro tematici.
Sindacati
Dialogo su relazioni industriali e libertà di
associazione.
Incontri costanti, possibilità di
survey online.
Università e
istituzioni
accademiche
Collaborazioni su ricerca e innovazione in ambito
agroalimentare e sostenibilità.
Progetti di ricerca, survey
online, partnership
accademiche.
Stakeholder Engagement e Strategia Aziendale
Newlat Food ha integrato il concetto di Stakeholder Engagement nel proprio modello di business e nella
strategia aziendale. Tale approccio permette al Gruppo di allineare le proprie decisioni aziendali con gli
interessi dei portatori di interesse, facendo in modo che le loro opinioni e aspettative siano adeguatamente
considerate. Il dialogo continuo con gli stakeholder contribuisce, inoltre, ad alimentare un processo di
sviluppo responsabile del business, con un impatto positivo sull’ambiente e sulla società.
Alla luce del piano di stakeholder engagement recentemente definito, le opinioni e gli interessi dei portatori
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di interesse verranno progressivamente analizzate nel corso del processo di due diligence e/o durante l’analisi
di rilevanza prevista per i prossimi esercizi. Questo processo permetterà di identificare le priorità degli
stakeholder e di adattare le strategie aziendali in modo che siano allineate agli interessi comuni.
Tenendo conto degli interessi e delle opinioni raccolte, l’impresa valuta e, se necessario, modifica la propria
strategia e il proprio modello di business.
Lo ESG Steering Committee ha la responsabilità operativa di garantire il coinvolgimento dei portatori di
interesse, lavorando in stretta collaborazione con il CdA e mantenendolo costantemente informato. Gli organi
di amministrazione, direzione e controllo del Gruppo vengono, infatti, regolarmente aggiornati sugli impatti
delle attività aziendali sulla sostenibilità e sugli interessi degli stakeholder. Questo approccio assicura che le
decisioni aziendali siano sempre orientate a rispondere alle esigenze della comunità, dell’ambiente e degli
stakeholder, favorendo una gestione integrata delle risorse e delle relazioni.
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
Una rappresentazione completa degli impatti, rischi ed opportunità rilevanti è fornita, suddivisa per questioni
di sostenibilità, all’interno dei rispettivi capitoli, ovvero E1 Cambiamenti climatici, E4 Biodiversità ed
ecosistemi, S1 Forza lavoro propria, S2 Lavoratori nella catena del valore, S3 Comunità interessate, S4
Consumatori e utilizzatori finali.
Descrizione della resilienza di un’impresa
Parte integrante della strategia di resilienza del Gruppo Newlat Food è il Sistema di Controllo Interno e di
Gestione dei Rischi, già ampiamente descritto all’interno della sezione GOV-5 a cui si rimanda.
Per affrontare i rischi ambientali, tra cui quelli legati al cambiamento climatico e alla transizione verso
un'economia a basse emissioni di carbonio, Newlat Food monitora costantemente l’evoluzione normativa e
adotta strategie per la gestione sostenibile delle risorse. Gli impatti ambientali legati alle proprie operazioni,
invece, sono mitigati attraverso il rispetto rigoroso delle normative ambientali e l’adozione di prassi orientate
alla minimizzazione delle ripercussioni negative sugli ecosistemi.
Sul fronte sociale e in relazione ai consumatori, il Gruppo assicura la qualità e la sicurezza alimentare,
implementando un sistema di valutazione dei fornitori basato anche su criteri etici e ambientali e promuove
il dialogo con le comunità locali.
Per quanto riguarda le tematiche relative al personale, il Gruppo gestisce tali rischi ed impatti impegnandosi a
rispettare le normative vigenti in materia di diritti dei lavoratori, di diversità e inclusione (D&I) e di equilibrio
tra vita lavorativa e personale. L'Azienda assicura l’adeguata applicazione delle disposizioni in tema di salute
e sicurezza sul lavoro, prevenendo potenziali criticità attraverso valutazione dei rischi e promuovendo
ambienti di lavoro conformi agli standard di settore. Inoltre, monitora costantemente l’evoluzione normativa
per adeguare processi e procedure, garantendo pari opportunità e un trattamento equo a tutti i dipendenti nei
diversi Paesi in cui il Gruppo opera.
Un altro aspetto fondamentale per Newlat Food riguarda la gestione degli approvvigionamenti. I rischi legati
alla catena di fornitura sono gestiti grazie a una strategia di diversificazione geografica e di fornitori,
garantendo continuità operativa e riducendo la dipendenza da singoli partner.
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Newlat Food si impegna, inoltre, a favorire il rispetto dei diritti umani all’interno della propria catena del
valore, aderendo a linee guida e standard internazionali. Relativamente a questo, il Gruppo ha redatto un
Codice di Condotta dei Fornitori e sta implementando processi volti a valutare l’adesione agli standard ESG
all’interno della propria catena di fornitura. A tal proposito, i fornitori più rilevanti sono sottoposti a controlli
periodici per assicurare la loro conformità a standard e linee guida in materia di diritti umani e diritti dei
lavoratori.
Infine, il Gruppo implementa misure anticorruzione e garantisce la conformità normativa nelle relazioni con
clienti, fornitori e autorità attraverso l’implementazione di politiche mirate e, per le Società italiane, tramite
l’adozione di un Modello di Organizzazione e Controllo ex D.Lgs. 231/01. Grazie a questi presidi, Newlat
Food è in grado di affrontare i rischi rilevanti e cogliere opportunità strategiche, mantenendo un modello di
business resiliente e sostenibile.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Informativa sul processo di valutazione della rilevanza
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
Processo di Identificazione e Valutazione di Impatti, Rischi e Opportunità nella Rendicontazione di
Sostenibilità
Il processo di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, nonché la
determinazione delle informazioni da includere nella presente Rendicontazione di Sostenibilità per l’anno
2024 si articola in diversi passaggi. Per quanto riguarda il processo di consultazione degli stakeholder (portatori
di interesse), tale attività è stata avviata nell’esercizio di riferimento. Nel corso dei prossimi anni, il processo
di consultazione verrà ulteriormente implementato e sviluppato in coerenza con il piano di stakeholder
engagement definito. Di seguito vengono descritti i principali step adottati per ottenere l’analisi di doppia
rilevanza.
Primo Step: Mappatura delle Catene del Valore
Il primo passaggio ha riguardato la mappatura delle catene del valore delle diverse business unit di Newlat Food.
Per ogni catena individuata, il Gruppo ha identificato:
Le risorse naturali e sociali chiave utilizzate per le proprie operazioni, nonché le dipendenze e
l'influenza esercitata dalla loro disponibilità su prezzi e qualità;
I settori coinvolti, incluso il settore di riferimento per le attività del Gruppo, con i relativi beni e servizi
offerti, operanti nei diversi livelli della catena del valore (a monte e a valle), fino al fine vita del
prodotto.
Secondo Step: Analisi di Impatti, Rischi e Opportunità
Successivamente, al fine di individuare gli impatti, i rischi e le opportunità all’interno della propria catena del
valore, il Gruppo ha valutato attentamente in quali questioni di sostenibilità ritiene probabile che tali impatti,
rischi e opportunità possano manifestarsi, in base alla natura delle attività delle varie industry, dei rapporti
commerciali, delle aree geografiche o di altri fattori considerati critici.
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Per svolgere questa analisi, sono state considerate tutte le questioni di sostenibilità previste dagli ESRS tematici
(RA 16, Appendice A di ESRS 1) valutando il modo in cui ogni settore della catena del valore potesse
impattare ed ottenendo, così, un elenco delle questioni di sostenibilità ordinate per priorità.
Per supportare questa analisi, il Gruppo ha fatto riferimento a diverse fonti, tra queste vi è, ad esempio, il
Working Paper Draft ESRS SEC1 Sector Classification Standard (pubblicato da EFRAG), gli standard SASB,
studi provenienti da organizzazione internazionali quali il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento
Climatico (IPCC) e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), nonché altri studi e ricerche di settore
provenienti da organizzazioni e centri studio internazionali.
Infine, il Gruppo nell’effettuare la suddetta ha preso in considerazione i collegamenti dei suoi impatti e delle
sue dipendenze con i rischi e le opportunità che possono derivare da detti impatti e dipendenze. Tali
collegamenti sono descritti in forma dettagliata all’interno di ogni sezione dedicata alle questioni di
sostenibilità.
A partire da questo elenco, è stata stilata una long-list delle questioni di sostenibilità applicabili per il Gruppo.
Terzo Step: Rilevanza d’Impatto
A partire dalla long-list delle questioni di sostenibilità applicabili per il Gruppo sono stati individuati e descritti
i relativi impatti negativi o positivi, effettivi o potenziali, ovvero gli effetti che il Gruppo Newlat Food,
attraverso le sue operazioni genera sulla società o sull’ambiente (cosiddetto approccio inside-out) in relazione
ad ogni questione. Tali analisi sono state fatte prendendo in considerazione i tre orizzonti temporali previsti
dal paragrafo 6.4 di ESRS 1 ovvero di breve, di medio e di lungo termine, includendo non solo gli impatti
derivanti dalle operazioni dirette del Gruppo ma anche quelli derivanti dai propri rapporti commerciali e dalla
propria catena del valore, sia a monte che a valle.
Per definire le questioni rilevanti in ottica inside-out, ogni impatto è stato valutato attraverso la media dei due
criteri:
Gravità che, che include:
o Entità: severità dell'impatto o benefici apportati;
o Portata: diffusione degli impatti (geografica o sulle persone);
o Irrimediabilità: possibilità di ripristinare la condizione originaria applicabile solo per gli
impatti negativi.
Probabilità: possibilità che l’impatto si verifichi.
Nel caso di impatti sui diritti umani, la gravità è prevalsa sulla probabilità.
A seguito di questa prima valutazione, è stato effettuato un benchmark con i principali competitor per
integrare con eventuali questioni di sostenibilità fino a quel momento non incluse.
È stata, dunque, adottata una soglia per valutare la rilevanza di una questione di sostenibilità in relazione
all'impatto. Di conseguenza, gli impatti, sia positivi che negativi, potenziali o effettivi, con un punteggio
maggiore o uguale a tale soglia sono stati considerati rilevanti per il Gruppo.
Quarto Step: Rilevanza Finanziaria
Un tema di sostenibilità è finanziariamente rilevante quando genera, o si prevede che possa generare, effetti
significativi su:
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Sviluppo aziendale;
Situazione patrimoniale e finanziaria;
Risultati economici;
Flussi di cassa;
Accesso ai finanziamenti;
Costo del capitale.
Per definire la rilevanza finanziaria, similmente a quanto fatto per l’analisi di rilevanza d’impatto, sono stati
associati rischi ed opportunità ad ogni questione di sostenibilità inclusa nella long-list di cui al secondo step.
Per fare ciò, è stato preso in considerazione il Modello di Gestione Integrata dei Rischi (Enterprise Risk
Management - ERM) ed in particolare i rischi di natura ESG già precedentemente integrati all’interno del Risk
Assesment. Tali rischi sono elencati all’interno della sezione GOV-5.
Parallelamente, per individuare le opportunità, sono stati valutati i potenziali benefici economico-finanziari a
vantaggio del Gruppo in relazione alle questioni di sostenibilità.
I rischi e le opportunità individuati possono derivare da eventi passati o futuri e non si limitano agli aspetti
sotto il diretto controllo dell'Azienda, ma includono anche elementi attribuibili alla propria catena del valore
ed ai rapporti commerciali al di fuori dell'ambito di consolidamento del bilancio.
Per ottenere le questioni di sostenibilità rilevanti in ottica outside-in, ogni rischio ed opportunità è stato
valutato attraverso la media dei seguenti criteri:
Magnitudo: l’entità delle conseguenze di un rischio o di un’opportunità;
Probabilità: possibilità che il rischio o l’opportunità si concretizzino sulla base di dati storici, scenari
prospettici o analisi statistiche.
Entrambi i criteri sono stati misurati su una scala da 1 a 5.
È stata, dunque, adottata una soglia per valutare la rilevanza di una questione di sostenibilità rispetto ai rischi
ed alle opportunità. Di conseguenza, i rischi e le opportunità, con un punteggio maggiore o uguale a tale soglia
sono stati considerati rilevanti per il Gruppo.
Anche la valutazione dei rischi e delle opportunità è stata condotta su tre orizzonti temporali (breve, medio e
lungo termine), in linea con il paragrafo 6.4 di ESRS 1.
Quinto step: Doppia Rilevanza
In ultima istanza, l'esito della rilevanza d’impatto e quello della rilevanza finanziaria sono stati integrati per
offrire una visione completa della doppia rilevanza. Questo approccio consente di analizzare in modo olistico
sia gli effetti di un evento o un'azione sull’ambiente e sulla società, sia le relative implicazioni economico-
finanziarie per il Gruppo.
Integrazione del processo di valutazione della Doppia Rilevanza con il Processo Decisionale e le
Procedure di Controllo Interno
Come già menzionato all’interno della sezione GOV-5, Newlat Food ha adottato un Sistema di Controllo
Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR), un insieme strutturato di regole, procedure e strutture organizzative
finalizzato a identificare, misurare, gestire e monitorare i principali rischi aziendali, inclusi quelli di natura
70
ESG. Questo sistema garantisce una gestione dell’impresa coerente con gli obiettivi strategici e operativi,
consentendo un’integrazione efficace della sostenibilità nel processo decisionale e nei controlli interni.
Parallelamente, l’azienda ha implementato presidi specifici per monitorare e gestire gli impatti derivanti dalle
proprie attività. In particolare, Newlat Food si impegna per garantire il rispetto delle normative vigenti, delle
linee guida e degli standard internazionali tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e i principi del Global Compact proposti dalle Nazioni
Unite (ONU);
le Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali;
gli standard contenuti nella Social Accountability 8000 (SA8000);
i core labour standards promossi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO); le Linee Guida
per la costruzione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo di Confindustria.
Tale allineamento è favorito attraverso la redazione di procedure e prassi aziendali che disciplinano le attività
operative, assicurando che l’organizzazione sia conforme agli standard ESG e ai requisiti legali applicabili.
Per un approfondimento sulle politiche, le azioni e gli obiettivi adottati per gestire o mitigare impatti e rischi,
nonché per cogliere le opportunità relative a ciascuna questione di sostenibilità rilevante, si rimanda ai
paragrafi dedicati alle specifiche tematiche. In tali sezioni, è data inoltre disclosure sulle metriche utilizzate.
ESRS 2 IRO-2 - Obbligo di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità
d’impresa
Per il requisito di riferimento si rimanda all’Indice dei Contenuti presente in calce al Documento.
71
INFORMAZIONI AMBIENTALI
Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2020/852
Il 2024 è il quarto anno di applicazione delle disposizioni introdotte dalla Tassonomia Europea, approvata
con il Regolamento 2020/852 (di seguito anche “Regolamento”) ricompreso nel Piano d’Azione per la
Finanza Sostenibile avviato nel 2018 dalla Commissione Europea. Obiettivo del Regolamento, infatti, è
individuare il “grado di ecosostenibilità” di un investimento, aumentando la trasparenza del mercato a
beneficio di consumatori e investitori. Il Regolamento introduce un sistema di classificazione unico a livello
comunitario per l’identificazione di attività economiche ecosostenibili. La normativa, infatti, prevede che, per
stabilire se un’attività sia ecosostenibile, essa deve contribuire al raggiungimento di uno o più dei seguenti sei
obiettivi ambientali:
mitigazione del cambiamento climatico;
adattamento al cambiamento climatico;
uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
transizione verso l’economia circolare, con riferimento anche a riduzione e riciclo dei rifiuti;
prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
protezione e ripristino della biodiversità e della salute degli ecosistemi.
Nel 2021, la Commissione Europea ha adottato il Climate Delegated Act che disciplina i primi due obiettivi
climatici (mitigazione e adattamento), stabilendo i criteri di vaglio tecnico per le attività economiche che
possono contribuire in modo sostanziale al loro raggiungimento senza arrecare danni significativi ai restanti
obiettivi ambientali. Nel corso del 2023 la Commissione ha pubblicato due importanti aggiornamenti relativi
alla tassonomia ed in particolare:
pubblicazione del Regolamento Delegato 2023/2485 (giugno 2023) che modifica il Climate Delegated
Act, il quale ha introdotto delle nuove attività e fissato alcuni criteri di vaglio tecnico supplementari
sui primi due obiettivi esistenti “mitigazione del cambiamento climatico” e “adattamento al
cambiamento climatico”;
adozione dell’Environmental Delegated Act (novembre 2023), che definisce negli allegati I, II, III e
IV, le attività ammissibili rispetto ai quattro obiettivi ambientali della Tassonomia, ovvero: i) uso
sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine ii) transizione verso l’economia circolare iii)
prevenzione e riduzione dell’inquinamento, iv) protezione e ripristino della biodiversità e della salute
degli ecosistemi, ed i relativi criteri di vaglio tecnico.
Oggi la Tassonomia identifica 16 settori che includono un totale di oltre 100 attività economiche. Di tali
attività, 87 possono fornire un contributo sostanziale sia all’obiettivo di mitigazione sia di adattamento al
cambiamento climatico, 14 solo alla mitigazione e 19 solo all’adattamento. In riferimento agli obiettivi
ambientali sono state individuate un totale di 34 attività, due delle quali comuni anche agli obiettivi climatici
e una che può fornire un contributo sostanziale sia all’obiettivo prevenzione e riduzione dell’inquinamento
sia all’obiettivo transizione verso l’economia circolare.
In relazione all’esercizio 2024, le imprese non finanziarie soggette al Regolamento sono tenute a pubblicare
un’informativa relativa alle attività economiche ammissibili e allineate con riferimento ai sei obiettivi
ambientali e agli indicatori quantitativi di prestazione economica (KPI) ossia le quote di fatturato, spese in
conto capitale (CapEx) e spese operative (OpEx) ad esse riconducibili.
Per l’esercizio 2024, Newlat Food ha aggiornato l’analisi di ammissibilità finalizzata a determinare le attività
esercitate dal Gruppo che trovano riscontro con quelle elencate e descritte negli allegati I e II del Climate
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Delegated Act, negli allegati I, II, III, IV dell’Environmental Delegated Act e all’interno dell’Atto Delegato
2023/2485. Inoltre, l’azienda ha anche analizzato le eventuali attività ammissibili con riferimento a CapEx e
OpEx relativi all’acquisto di prodotti derivanti da attività economiche ammissibili e allineate alla tassonomia
e a singole misure che consentono alle attività obiettivo di ridurre il proprio profilo emissivo. Tale analisi ha
portato all’individuazione delle seguenti attività ammissibili.
Obiettivo di mitigazione del cambiamento climatico (CCM)
Con riferimento ai CapEx associati agli output di attività ammissibili o a misure individuali:
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
4.25 Produzione di calore / freddo utilizzando il calore di scarto
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica
Con riferimento agli Opex associati agli output di attività ammissibili o a misure individuali:
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
5.7 Digestione anaerobica di rifiuti organici
7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica
7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici (e
negli spazi adibiti a parcheggio di pertinenza degli edifici)
7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la
regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici
Si specifica che con riferimento al Regolamento Delegato 2022/1214, il quale ha introdotto attività
economiche nel settore energetico, incluso quello nucleare e del gas, il Gruppo ha identificato le seguenti
attività ammissibili per Opex:
4.30 Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili
gassosi fossili
Obiettivo di adattamento al cambiamento climatico (CCA)
Con riferimento all’obiettivo adattamento al cambiamento climatico, la Comunicazione della Commissione
C/2023/305, del 20 Ottobre 2023, ha chiarito che, per quanto concerne le attività adattate, ossia quelle non
abilitanti, per determinare l’ammissibilità, l’impresa comunicante deve aver svolto un climate risk assessment
e dovrebbe implementare le soluzioni di adattamento che potrebbero rendere l’attività economica adattata più
resiliente ai cambiamenti climatici.
73
Sulla base di questo chiarimento, nonostante il Gruppo, svolga un’attività di Risk Assesment sui propri sistemi,
volta primariamente a valutare le possibili cause di discontinuità (tra cui anche quelle legate al cambiamento
climatico) dei propri processi critici, non svolge un’attività di climate change risk assessment ai sensi dei
requisiti del Regolamento tassonomico e non identifica implementa soluzioni di adattamento
corrispondenti ai rischi identificati. Questa interpretazione ha portato la Società a modificare la propria analisi
di ammissibilità all’adattamento ai cambiamenti climatici e a non considerare alcuna delle sue attività
ammissibile a questo obiettivo.
Transizione verso un’economia circolare (CE)
Con riferimento agli Opex associati agli output di attività ammissibili o a misure individuali:
3.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
In ottemperanza alle previsioni del Regolamento, per ciascuna attività ammissibile individuata, con riferimento
ai tre obiettivi climatici, è stato inoltre valutato l’allineamento ai seguenti criteri:
criteri di contributo sostanziale: per ogni attività ammissibile è stata svolta la verifica del rispetto delle
soglie tecniche previste per stabilirne il contributo sostanziale al raggiungimento dell’obiettivo di
mitigazione e/o adattamento;
criteri per “non arrecare un danno significativo” (Do No Significant Harm, o DNSH): verifica dei
requisiti tecnici e normativi volti ad assicurare che l’attività in questione, oltre a fornire un contributo
ad almeno un obiettivo del Regolamento, non arrechi danni significativi agli altri obiettivi ambientali;
garanzie minime di salvaguardia: verifica che l’attività sia svolta nel rispetto delle misure minime di
salvaguardia sociale richiamate dal Regolamento in materia di diritti umani e del lavoro.
Criteri di contributo sostanziale
Ai fini della valutazione di allineamento, per ciascuna delle attività economiche considerate ammissibili è stata
verificata la conformità ai criteri di contributo sostanziale al fine di determinare il contributo sostanziale di
ciascuna attività al raggiungimento degli obiettivi climatici di mitigazione e adattamento.
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
Come descritto, il Gruppo svolge attività che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato
I del Climate Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 4.16 Installazione e funzionamento di
pompe di calore elettriche - e pertanto considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM:
Adottando un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo considera l’attività non conforme ai criteri di
contributo sostanziale in quanto non sono disponibili elementi sufficienti da permettere una completa
valutazione del rispetto del criterio.
4.25 Produzione di calore / freddo utilizzando il calore di scarto
Come descritto, il Gruppo svolge attività che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato
I del Climate Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 4.25 Produzione di calore / freddo
utilizzando il calore di scarto - e pertanto considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
74
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM:
Adottando un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo considera l’attività non conforme ai criteri di
contributo sostanziale in quanto non sono disponibili elementi sufficienti da permettere una completa
valutazione del rispetto del criterio.
4.30 Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili
gassosi fossili
Come descritto, il Gruppo svolge attività che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato
I del Climate Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 4.30 Cogenerazione ad alto rendimento
di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili gassosi fossili - e pertanto considerate, ai fini di
questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM:
Adottando un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo considera l’attività non conforme ai criteri di
contributo sostanziale in quanto non sono disponibili elementi sufficienti da permettere una completa
valutazione del rispetto del criterio.
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
Le spese in conto capitale e le spese operative relative agli interventi volti a recuperare e a ripristinare edifici
di proprietà o in locazione, che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate
Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di
raccolta, trattamento e fornitura di acqua.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: In
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo
sostanziale.
5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
Come descritto, il Gruppo svolge attività che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato
I del Climate Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta,
trattamento e fornitura di acqua - e pertanto considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM:
Adottando un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo considera l’attività non conforme ai criteri di
contributo sostanziale in quanto non sono disponibili elementi sufficienti da permettere una completa
valutazione del rispetto del criterio.
5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
Le spese in conto capitale e le spese operative relative agli interventi volti a recuperare e a ripristinare edifici
di proprietà o in locazione, che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate
Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di
raccolta e trattamento delle acque reflue.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: In
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
75
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo
sostanziale.
5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
Le spese operative relative agli interventi volti a recuperare e a ripristinare edifici di proprietà o in locazione,
che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate Delegated Act (mitigazione
del cambiamento climatico), 5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue - sono pertanto
considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: In
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo
sostanziale.
5.7 Digestione anaerobica di rifiuti organici
Le spese operative relative agli interventi volti a recuperare e a ripristinare edifici di proprietà o in locazione,
che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate Delegated Act (mitigazione
del cambiamento climatico), 5.7 Digestione anaerobica di rifiuti organici - sono pertanto considerate, ai fini
di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: In
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo
sostanziale.
7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
Le spese in conto capitale e le spese operative relative agli interventi volti a recuperare e a ripristinare edifici
di proprietà o in locazione, che corrispondono alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate
Delegated Act (mitigazione del cambiamento climatico), 7.2 - Ristrutturazione di edifici esistenti - sono
pertanto considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: In
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo
sostanziale.
3.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
Le spese operative relative agli interventi volti a recuperare e a ripristinare edifici di proprietà o in locazione,
che corrispondono alla descrizione dell’attività, (Transizione verso un’economia circolare), 3.2 -
Ristrutturazione di edifici esistenti - sono pertanto considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CE: In assenza
di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio
conservativo e prudenziale, la Società ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo sostanziale.
7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica
76
Le spese in conto capitale e le spese operative relative all’intervento di installazione di un nuovo
condizionatore, che corrisponde alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate Delegated
Act (mitigazione del cambiamento climatico), 7.3 - Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi
per l’efficienza energetica - sono pertanto considerate, ai fini di questa analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: I criteri
di contributo sostanziale prevedono che l’attività consista in una misura individuale volta a migliorare
l’efficienza energetica degli edifici, in conformità con la direttiva 2010/31/UE. Tra le misure è inclusa
l’installazione, sostituzione, manutenzione e riparazione di impianti di riscaldamento, ventilazione,
condizionamento dell’aria e riscaldamento dell’acqua con tecnologie ad alta efficienza. Tale misura deve
rispettare i requisiti minimi e le classificazioni di efficienza energetica stabilite nelle normative nazionali e
europee pertinenti. Pertanto, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del
rispetto del criterio, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo sostanziale.
7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici
(e negli spazi adibiti a parcheggio di pertinenza degli edifici)
Le spese in conto capitale relative all’intervento di installazione di una stazione per la ricarica di veicoli elettrici,
che corrisponde alla descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate Delegated Act (mitigazione
del cambiamento climatico), 7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli
elettrici negli edifici (e negli spazi adibiti a parcheggio di pertinenza degli edifici).
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: I criteri
di contributo sostanziale prevedono che l’attività consista nella mera installazione di stazioni per la ricarica di
veicoli elettrici. Dato che, nel presente criterio, non è richiesto un ulteriore allineamento ad alcuna normativa,
il Gruppo ritiene che l’attività possa rispetti il criterio di contributo sostanziale.
7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la
regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici
Le spese operative relative all’intervento di installazione di un nuovo condizionatore, che corrisponde alla
descrizione dell’attività, presente nell’allegato I del Climate Delegated Act (mitigazione del cambiamento
climatico), 7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la
regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici - sono pertanto considerate, ai fini di questa
analisi, ammissibili.
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI CONTRIBUTO SOSTANZIALE ALL’OBIETTIVO CCM: In
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata ai criteri di contributo
sostanziale.
Criteri di Do No Significant Harm
I criteri “Do No Significant Harm” (DNSH) definiscono le condizioni secondo le quali le attività sono svolte
senza arrecare un danno agli altri obiettivi ambientali. Il Gruppo ha verificato, per ciascuna attività ammissibile
rispetto all’obiettivo mitigazione al cambiamento climatico, la relativa conformità a tali criteri.
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 4.16, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto a quattro obiettivi: adattamento ai cambiamenti
77
climatici, uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso un’economia
circolare e prevenzione e riduzione dell’inquinamento. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del
2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio,
secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
4.25 Produzione di calore / freddo utilizzando il calore di scarto
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 4.25, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
transizione verso un’economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e protezione e ripristino
della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di
elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio
conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
4.30 Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili
gassosi fossili
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 4.30, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, e prevenzione e riduzione dell’inquinamento e
protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del
2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio,
secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.1, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una
completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo
ritiene l’attività non allineata.
5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.2, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una
completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo
ritiene l’attività non allineata.
5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.3, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e
ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
78
5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.4, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e
ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in
assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un
approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
5.7 Digestione anaerobica di rifiuti organici
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.7, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e
protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento alle attività svolte nel corso del
2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio,
secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 7.2, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici,
di uso e protezione delle acque e delle risorse marine, di transizione verso un’economia circolare e prevenzione
e riduzione dell’inquinamento. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024 sugli edifici di proprietà
o in locazione, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del
criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene l’attivi non allineata.
3.2 Ristrutturazione di edifici esistenti
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CE: Per l’attività 3.2, sono previsti criteri
di DNSH rispetto agli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti
climatici, di uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, prevenzione e riduzione
dell’inquinamento e protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi
svolti nel corso del 2024 sugli edifici di proprietà o in locazione, in assenza di elementi sufficienti da permettere
una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la Società
ritiene l’attività non allineata.
7.3 - Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per le spese in conto capitale
relative all’attività 7.3, l’allegato I del Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di
adattamento ai cambiamenti climatici e di prevenzione e riduzione dell’inquinamento. Con riferimento agli
investimenti sostenuti nell’anno per l’installazione di impianti per l’efficienza, in assenza di elementi sufficienti
da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e
prudenziale, il Gruppo ritiene l’attività non allineata.
7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici
(e negli spazi adibiti a parcheggio di pertinenza degli edifici)
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per le spese in conto capitale
relative all’attività 7.4, l’allegato I del Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di
79
adattamento ai cambiamenti climatici. Con riferimento agli investimenti sostenuti nell’anno per l’installazione
di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa
valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene
l’attività non allineata.
7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la
regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 7.5, l’allegato I del
Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici.
Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una
completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo
ritiene l’attività non allineata.
In aggiunta a quanto sopra riportato, si richiama il tema del climate change risk assessment, richiesto come
DNSH all’obiettivo di adattamento al cambiamento climatico per ognuna delle attività in oggetto. Come
anticipato, nonostante la Società svolga un’attività di Risk Assesment sui propri sistemi, volta primariamente
a valutare le possibili cause di discontinuità (tra cui anche quelle legate al cambiamento climatico) dei propri
processi critici, non svolge un’attività di climate change risk assessment ai sensi dei requisiti del Regolamento
tassonomico e non identifica implementa soluzioni di adattamento corrispondenti ai rischi identificati.
Questo elemento contribuisce all’impossibilità di decretare l’allinemento delle attività della Società.
Garanzie minime di salvaguardia
Infine, il Gruppo ha analizzato il proprio grado di adesione ai principi richiamati dell’Articolo 18 del
Regolamento, che definisce le misure minime volte a garantire che un’attività economica sia svolta nel rispetto
dei diritti umani e del lavoro in linea con le linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e con i
Principi guida dell’ONU su imprese e diritti umani, compresi quelli stabiliti dalle otto convenzioni
fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), e dalla Carta internazionale dei diritti
dell’uomo. Il Gruppo ha quindi effettuato un’analisi degli elementi esplicitati nei documenti richiamati
nell’Articolo 18, anche sulla base delle indicazioni fornite dalla Platform on Sustainable Finance, e
considerando i chiarimenti forniti dalla Commissione attraverso la Comunicazione (2023/C 211/01).
Tenendo presente questi riferimenti, ha verificato il livello di presidio in essere in tema di diritti umani,
interessi del consumatore, corruzione, concorrenza e fiscalità. La normativa italiana, in materia di diritti umani
e del lavoro, disciplina diversi aspetti richiamati dall’Articolo 18, come, ad esempio la tutela della privacy la
salute e sicurezza, la corruzione, la concorrenza leale, la fiscalità. Il Gruppo Newlat Food, oltre ad agire nel
rispetto delle normative nazionali vigenti nei paesi in cui opera, svolge le proprie attività perseguendo una
crescita sostenibile e inclusiva, operando in linea con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le
Convenzioni ILO e i principi emanati dal Global Compact delle Nazioni Unite (United Nations Global
Compact) cui ha aderito.
Tra gli strumenti che il Gruppo adotta per promuovere il rispetto delle garanzie minime di salvaguardia, sia
all’interno che all’esterno dell’organizzazione, rientra il Codice etico e di condotta. Inoltre, il Gruppo dimostra
di osservare il principio di “non arrecare danno significativo” così come previsto dalla SFDR, art. 2, punto
1736, trattando il tema del gender pay gap e della diversità di genere negli organi di governance e riportando
i rispettivi indicatori all’interno della Rendicontazione. Infine, il Gruppo dichiara di non avere quote di
investimenti nelle imprese beneficiarie di investimenti coinvolte nella fabbricazione o nella vendita di armi
80
controverse. A dimostrazione dell’impegno del Gruppo nel promuovere un comportamento etico e
responsabile, per l’anno di rendicontazione 2024 non si sono registrati casi di non compliance relativi alle
tematiche di diritti umani, interessi del consumatore, corruzione, concorrenza e fiscalità.
Tuttavia, visti i chiarimenti della Commissione, la quale ha specificato che le “garanzie minime di salvaguardia”
prevedono delle “procedure di dovuta diligenza e di riparazione attuate da un’impresa che svolge un’attività
economica; e, considerando gli attuali sviluppi in merito alla Direttiva sul Dovere di Diligenza delle Imprese,
il Gruppo, avendo identificato degli aspetti di miglioramento e di ulteriore formalizzazione in ottica capillare
sul proprio perimetro, secondo un approccio conservativo e prudenziale, ritiene le proprie attività non
allineate alle garanzie minime di salvaguardia. Similarmente Newlat Food secondo un approccio conservativo
e prudenziale, non ritiene sufficienti le attuali pratiche in essere sulla catena di fornitura per poter considerare
allineate ai criteri di minimum safeguards le attività relative all’acquisto di prodotti derivanti da attività
economiche ammissibili e allineate alla tassonomia e a singole misure che consentono di contribuire a uno o
più dei sei obiettivi della Tassonomia. In questo contesto, ritiene infatti che sarebbe opportuno allinearsi alle
buone pratiche di mercato e svolgere una verifica specifica dei minimum safeguards anche sui fornitori delle
singole attività ammissibili.
Metodologia di calcolo dei KPI
Gli allegati del Disclosure Delegated Act (EU) 2021/2178 (di seguito “Disclosure Delegated Act”) richiedono
di calcolare la percentuale di Turnover, CapEx ed OpEx associati ad attività ammissibili ed allineate. Per
rispondere a tale obbligo normativo, come indicato nei paragrafi precedenti, il Gruppo ha individuato le
proprie attività ammissibili e una volta valutate quali di esse fossero in linea con i criteri di allineamento
ha calcolato i KPI previsti dal Regolamento. I paragrafi successivi presentano in dettaglio le analisi svolte per
rispondere ai requisiti informativi del Disclosure Delegated Act, dettagliando le metodologie applicate e le
voci contabili considerate ai fini del calcolo dei KPI.
Turnover
L’attività d’impresa non rientra tra i settori specificamente contemplati dal Regolamento 2020/852, pertanto
per l’anno fiscale 2024 non sono stati registrati ricavi ammissibili allineati.
CapEx
Il Gruppo, per il calcolo del denominatore del KPI di CapEx, ha considerato gli incrementi incorsi nel periodo
di riferimento relativi ad attività materiali, ad attività immateriali e le immobilizzazioni per diritto d’uso.
L’approccio utilizzato per l’estrazione delle suddette numeriche ha previsto un’analisi dei dati contabili,
riportante gli investimenti condotti nel corso dell’esercizio da tutte le società all’interno del perimetro di
consolidamento. In linea con il Disclosure Delegated Act, per il calcolo della quota di CapEx, il Gruppo ha
considerato i seguenti valori:
denominatore: Per il calcolo del denominatore il Gruppo ha considerato le attività materiali contabilizzate
secondo il principio contabile IAS 16, le attività immateriali contabilizzate secondo il principio contabile
IAS 38 e i leasing contabilizzati secondo il principio contabile IFRS 16. Tale analisi ha restituito un valore
totale riferito all’esercizio 2024 pari a: 26.488.000 Euro.
81
numeratore delle attività ammissibili: al fine della determinazione del numeratore, sono stati considerati i
CapEx relativi ad asset o processi associati ad attività ammissibili e all’acquisto di prodotti derivanti da
attività economiche ammissibili alla tassonomia. A questo proposito, il Gruppo ha incluso nel numeratore
del KPI i seguenti valori:
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche 12.400
4.25 Produzione di calore / freddo utilizzando il calore di scarto 1.366.208
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
212.157
5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
78.509
7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti 605.000
7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica 622.591
7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici
(e negli spazi adibiti a parcheggio di pertinenza degli edifici) 5.299,85
Inoltre, si specifica che l’estrazione del dato associato alle categorie ammissibili sopracitate è stata effettuata
in modo puntuale, dove possibile, dalle informazioni disponibili nei sistemi contabili attualmente in uso dalle
legal entity facenti parte del perimetro di consolidamento.
numeratore delle attività allineate: la quota parte degli incrementi relativi alle voci considerate per il calcolo
del denominatore associate ad attività allineate risulta pari a 0 in quanto la società (o i suoi fornitori,
dove applicabile) non rispetta i criteri di vaglio tecnico e le garanzie minime di salvaguardia delle attività
sopracitate. La variazione in diminuzione del numeratore del KPI CapEx relativo ad attività allineate
rispetto al 2023 è dovuta ad un affinamento nella metodologia adottata per lo svolgimento dell’analisi di
allineamento volta a conformarsi alle buone pratiche di mercato.
OpEx
In linea con il Disclosure Delegated Act, per il calcolo della quota di OpEx, il Gruppo ha considerato i seguenti
valori:
denominatore: per il calcolo del denominatore si è proceduto con un’analisi del piano dei conti del
Gruppo, individuando gli item associabili alle categorie di costo citate dal Disclosure Delegated Act.
Il risultato di tali analisi ha determinato un valore pari a 103.606 migliaia di Euro.
numeratore delle attività ammissibili: il Gruppo ha sostenuto le seguenti spese:
o 4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche 34.005
o 4.30 Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili
gassosi fossili 1.086.609
o 5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua 18.992
o 5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua 1.417.607
o 5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue 494.346
o 5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue 6.050
o 5.7 Digestione anaerobica di rifiuti organici 31.823
o 7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti 14.156
o 7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica 310.645
o 7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la
regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici 4.840
82
numeratore delle attività allineate: la quota parte di OpEx associata ad attività allineate risulta pari a 0 in
quanto la società per le attività sopra citate non rispetta i criteri di vaglio tecnico e le garanzie minime di
salvaguardia.
83
E1 - CAMBIAMENTI CLIMATICI
ESRS 2 GOV-3 - Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di
incentivazione
Come illustrato nel paragrafo “GOV-3” della sezione “ESRS 2 Informazioni generali”, la Capogruppo
Newlat Food S.p.A. ha integrato obiettivi di sostenibilità nella componente variabile delle politiche retributive
del Presidente, degli Amministratori Delegati, degli Amministratori non esecutivi (ad eccezione degli
Indipendenti) e dei Dirigenti con responsabilità strategiche.
Per queste figure, parte della retribuzione variabile è subordinata al conseguimento di specifici obiettivi
quantitativi triennali, approvati dal Consiglio di Amministrazione. Tra questi, è incluso un obiettivo mirato
alla riduzione delle emissioni di CO, in particolare alla riduzione del rapporto tra emissioni di CO
(relativamente allo Scope 1 e Scope 2) e fatturato, che incide per il 15% sul totale della remunerazione variabile.
A fronte della recente acquisizione, si prenderà in considerazione l’estensione delle politiche di remunerazione
per l’intero perimetro di consolidamento del Gruppo.
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti i rischi e le
opportunità rilevanti legate al clima
Analisi degli scenari legati al clima
Per valutare l'esposizione del Gruppo ai rischi legati al clima è stata effettuata una valutazione basata su due
scenari: aumento limitato della temperatura (1,5 gradi) aumento elevato della temperatura (3-4 gradi).
I rischi legati al clima sono generalmente suddivisi in due principali categorie:
1. Rischi legati alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, che possono
comportare ampi cambiamenti di policy, legali, tecnologici e di mercato. Questi sono indicati come
rischi di transizione.
2. Rischi legati agli impatti fisici del cambiamento climatico, causati da eventi meteorologici estremi,
come uragani e inondazioni, così come cambiamenti cronici a lungo termine, come l'aumento delle
temperature medie globali e del livello del mare. Questi cambiamenti possono avere impatti ampi sulle
operazioni e sulle catene di approvvigionamento, sulle reti di distribuzione, sui clienti e sui mercati.
Questi sono comunemente indicati come rischi fisici.
RCP 2.6 (transizione accelerata) aumento limitato tra 1.5° C e 2.0° C
In questo scenario, tutte le attuali promesse di zero emissioni nette vengono realizzate completamente e ci
sono sforzi estensivi per raggiungere riduzioni delle emissioni a breve termine. Lo scenario è coerente con il
limite dell'aumento della temperatura globale a meno di 2°C.
RCP 8.5 (business as usual) aumento della temperatura tra 3,3° C e 4.5° C
Questo scenario non è allineato alle promesse delineate nell'Accordo di Parigi e rappresenta un contesto in
cui i paesi non riescono a soddisfare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Essenzialmente
significa che le emissioni continuano a crescere ai tassi storici finora registrati. L'aumento della temperatura
supererà i 4°C entro il 2100, portando ad una elevata perdita di biodiversità ed estinzione delle specie.
84
Nel completare la nostra valutazione del rischio sono stati considerati i seguenti rischi, ritenuti materiali in
termini di impatto e probabilità di accadimento:
Le future risposte politiche normative per affrontare il cambiamento climatico che potrebbero portare
all'imposizione di tasse sul carbonio da parte dei paesi in cui produciamo o acquistiamo beni da terze
parti.
Aumenti dei livelli di stress idrico che potrebbero portare a interruzioni nella fornitura di acqua al
Gruppo e ai siti di fornitura di terze parti.
Aumento della frequenza e dell'impatto degli eventi meteorologici estremi che potrebbero causare
interruzioni ai siti del Gruppo e dei fornitori terzi.
Sono, dunque, stati identificati i seguenti rischi fisici e di transizione legati al clima. Gli orizzonti temporali
considerati dal Gruppo sono breve, medio e lungo, come definito dagli standard ESRS.
Rischi di Transizione
Tema Rischio Orizzonte
temporale
Impatto sul business
Market Competitor più celeri nelle
risposte ai fabbisogni derivanti
dai rischi climatici
Breve Perdita di ricavi ed EBITDA sia per
prodotti realizzati internamente, che per
prodotti realizzati da terzi. Ridotta
efficienza operativa dei macchinari e
aumento dell’impatto dei costi generali e
amministrativi
Policy Aumento degli obblighi di
reporting ESG
Breve Costi di conformità più elevati e di
conseguenza aumento del costo dei
prodotti e dei servizi
Nuovi regolamenti o leggi che
portano ad un aumento delle
imposte su prodotti o servizi e
conseguente aumento degli
oneri
Medio I prodotti principali sono soggetti a
maggiori imposte e quindi ad un aumento
del costo per il consumatore o una
riduzione del margine per il Gruppo
Normative ambientali più
severe possono imporre tasse
sul carbonio e obblighi di
conformità che aumentano i
costi aziendali
Lungo Aumento dei costi operativi a causa di un
aumento dei costi legati alle emissioni di
carbonio
Sanzioni legate al mancato
raggiungimento di obiettivi
climatici di dominio pubblico
Breve Impatto reputazionale, con conseguenza
finanziarie che incidono sulle prestazioni
aziendali
85
Tecnologico Aumento dei costi energetici e
del prezzo del carbonio
Medio Costi operativi e spese più elevati per
condurre le proprie operation e realizzare
i target Net Zero
Mancato monitoraggio dei
consumi energetici
Breve
Un controllo inefficace dei consumi
energetici può portare a sprechi, costi
elevati e una percezione negativa
dell’azienda
Rischi fisici
Tema Rischio Orizzonte
temporale
Impatto sul business
Rischi fisici
sulle
operation
Incremento di costo delle
materie prime e potenziale
interruzione della catena
distributiva
Breve Maggiore spesa per le materie prime a causa
delle fluttuazioni dei prezzi. Instabilità causata
da rischi climatici di transizione nella catena di
distribuzione
Rischi fisici
sulle
operation
Aumento dei costi operativi
per riscaldamento e
raffreddamento;
Aumento della dipendenza
da acqua da aree a stress
idrico;
Potenziale interruzione
della catena distributiva
Lungo Il cambiamento delle temperature o gli estremi
di calore/freddo richiedono costi aggiuntivi
per riscaldare/raffreddare; aumento dei costi
assicurativi in caso di eventi meteorologici
acuti e danni associati al sito e interruzioni
della produzione
Rischi fisici
sulla
supply
chain
Riduzione della resa della
fornitura agricola e ittica
per molteplici cause
(inondazioni, eventi
estremi, parassiti, riduzione
biodiversità, ecc.)
Lungo L'alterazione degli ecosistemi e fenomeni
come aumento delle temperature,
innalzamento del livello del mare, scarsità
d’acqua, perdita di biodiversità, cambiamenti
nella produttività del suolo possono
compromettere la disponibilità di materie
prime e aumentare i costi operativi
Interruzione della catena di
fornitura
Lungo
La dipendenza da fornitori globali può essere
compromessa da eventi imprevisti, causando
ritardi e carenze di materie prime
86
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
A seguito dell'analisi di Doppia Rilevanza, descritta in maniera dettagliata nella sezione "Informativa sul
processo di valutazione della rilevanza”, e considerata l’analisi sugli scenari climatici vengono rappresentati gli
impatti, i rischi e le opportunità associati al tema E1 Cambiamento Climatico.
Impatti rilevanti
Sub-topic Impatto Descrizione dell'Impatto
Posizionamento
nella C.V.
Adattamento
ai
cambiamenti
climatici
Ricollocazione degli
impianti di
produzione in aree
più resilienti
La ricollocazione degli impianti in aree più
resilienti può portare, da un lato, alla
creazione di nuovi posti di lavoro in altre
aree, ma dall'altro comporta la perdita di
occupazione per le persone impiegate
stabilmente nei siti di produzione.
Operazioni
proprie
Mitigazione
dei
cambiamenti
Emissioni di gas
serra legate
all’agricoltura e
all’allevamento (e
relativo
cambiamento
climatico)
Nel settore agricolo e zootecnico, la
maggior parte delle emissioni deriva
direttamente dagli animali, attraverso il
rilascio di metano durante la fermentazione
enterica e dalla gestione e trattamento del
letame. Le emissioni dirette derivanti
dall'allevamento e dalla produzione di
bestiame rappresentano una quota
significativa delle emissioni totali di gas
serra.
Upstream
Mitigazione
dei
cambiamenti
Emissioni di gas
serra derivanti dalle
attività
manifatturiere (e
relativo
cambiamento
climatico)
I produttori del settore Food & Beverage
generano emissioni dirette di gas serra
(GHG) attraverso le operazioni di
trasformazione e trasporto dei beni via terra
e via mare. Le attività di produzione e
trasformazione richiedono un elevato
consumo di energia, prevalentemente da
fonti non rinnovabili, contribuendo così
alle emissioni di GHG e al cambiamento
climatico.
Operazioni
proprie
Downstream
Energia
Processi ad alta
intensità energetica
nelle attività agricole
e di allevamento
I settori agricolo e zootecnico sono ad alta
intensità energetica. L'energia è essenziale
per diverse attività agricole, tra cui il
funzionamento dei macchinari, l'irrigazione,
il riscaldamento e il raffreddamento delle
Upstream
87
serre, nonché la produzione di input come
fertilizzanti e pesticidi.
Energia
Attività ad alta
intensità energetica
nelle operazioni
interne
Nel settore alimentare, la gestione
dell'energia è cruciale a causa degli elevati
consumi richiesti dalla produzione e
trasformazione degli alimenti. Queste
operazioni sono ad alta intensità energetica
e comprendono attività come cottura,
pastorizzazione, sterilizzazione,
refrigerazione e trasporto. Un'efficace
gestione dell'energia può ridurre
significativamente i costi operativi e
l'impatto ambientale.
Operazioni
proprie
L'analisi di rilevanza d’impatto ha evidenziato che le operazioni del Gruppo e la sua catena del valore generano
impatti climatici significativi su orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine, con una crescente
rilevanza nel medio-lungo periodo. In particolare, le emissioni di gas serra derivanti dalle attività agricole e
zootecniche, dai processi di trasformazione e dal trasporto contribuiscono direttamente ai cambiamenti
climatici, aggravando fenomeni come il riscaldamento globale. Inoltre, l’elevata intensità energetica dei
processi produttivi, basata prevalentemente su fonti non rinnovabili, accresce l’impronta carbonica
complessiva. Infine, la rilocalizzazione degli impianti produttivi per adattarsi a condizioni climatiche più
resilienti può influenzare i territori, creando opportunità economiche in alcune aree, ma causando al contempo
la perdita di posti di lavoro in altre.
Rischi rilevanti
Sub-topic Rischio Descrizione del rischio Tipologia
Posizionamento
nella V.C.
Adattamento
ai
cambiamenti
climatici
Rischio fisico acuto
derivante da eventi
meteorologici che
possono danneggiare gli
impianti di produzione e
interrompere le catene del
valore
Eventi estremi come
uragani, alluvioni o
ondate di calore possono
causare danni alle
infrastrutture e
interruzioni operative.
Fisico
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Adattamento
ai
cambiamenti
climatici
Rischio di interruzione
delle catene di
approvvigionamento
globali: problemi logistici
e di fornitura derivanti da
eventi globali come
La dipendenza da
fornitori globali può
essere compromessa da
eventi imprevisti,
causando ritardi e
carenze di materie prime.
Fisico Upstream
88
pandemie o disastri
naturali
Adattamento
ai
cambiamenti
climatici
Rischio di eventi
catastrofici che
potrebbero
compromettere le
operazioni aziendali e
causare la perdita
permanente di dati
aziendali
Terremoti, incendi o altri
eventi estremi possono
mettere a rischio la
continuità operativa e la
sicurezza delle
informazioni aziendali.
Fisico
Operazioni
proprie
Adattamento
ai
cambiamenti
climatici
Rischio fisico cronico
dovuto ai cambiamenti
climatici a lungo termine
L'alterazione degli
ecosistemi e fenomeni
come aumento delle
temperature,
innalzamento del livello
del mare, scarsità
d’acqua, perdita di
biodiversità,
cambiamenti nella
produttività del suolo
possono compromettere
la disponibilità di materie
prime e aumentare i costi
operativi.
Fisico
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Mitigazione
dei
cambiamenti
climatici
Rischio di aumento dei
costi e delle sanzioni a
causa di normative
sempre più stringenti per
ridurre le emissioni e gli
impatti negativi
Normative ambientali
più severe possono
imporre tasse sul
carbonio e obblighi di
conformità che
aumentano i costi
aziendali.
Transizione
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Energia
Rischio di mancato
monitoraggio dei consumi
energetici e degli impatti
ambientali del Gruppo,
con conseguenti
inefficienze nei costi,
possibili sanzioni e danni
reputazionali
Un controllo inefficace
dei consumi energetici
può portare a sprechi,
costi elevati e una
percezione negativa
dell’azienda.
Transizione
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
In termini di rilevanza finanziaria, anche in questo caso, per alcuni dei rischi individuati in relazione ai
cambiamenti climatici si presenta una tendenza di crescita della significatività nel medio-lungo termine. Una
89
descrizione più approfondita sugli effetti negativi che tali rischi potrebbero avere sul business del Gruppo,
nonché delle strategie di resilienza, è fornita all’interno della precedente sezione “ESRS 2 SBM-3 - Impatti,
rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale” paragrafo "Analisi di
resilienza”.
Opportunità rilevanti
Sub-topic Opportunità Descrizione dell’opportunità Posizionamento
nella V.C.
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
Opportunità per migliorare
l’attrattività verso gli investitori
sostenibili e rafforzare la
reputazione dell’azienda tra gli
stakeholder, favorendo al
contempo la sostenibilità a
lungo termine del business.
Adottare strategie climatiche
ambiziose può aumentare la
fiducia degli investitori,
migliorare l'immagine aziendale
e garantire una maggiore
resilienza economica nel lungo
periodo.
Operazioni
proprie
Infine, un posizionamento solido in termini di sostenibilità può facilitare l’accesso a capitali a condizioni più
vantaggiose, ridurre il costo del capitale e migliorare la competitività sul mercato. Inoltre, il rafforzamento
della reputazione aziendale può incrementare la fiducia dei consumatori e dei partner commerciali, favorendo
la crescita delle vendite e la fidelizzazione del cliente. In un contesto di crescente attenzione verso la
sostenibilità, il Gruppo può quindi beneficiare di un vantaggio competitivo duraturo, migliorando la propria
resilienza economica nel lungo periodo.
7
Analisi di resilienza
Il Gruppo monitora costantemente i rischi legati ai cambiamenti climatici ed effettua regolari valutazioni per
misurare la propria resilienza nei confronti dei rischi ritenuti rilevanti. Tale analisi è stata effettuata anche nel
corso del 2024, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM
8
, ed ha considerato tutte le Società incluse
nel perimetro di consolidamento finanziario, tra cui le Società controllate da Princes Ltd., coprendo i tre
orizzonti temporali di breve, medio e lungo periodo come definiti all’interno del paragrafo 6.4 di ESRS 1.
L’analisi ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla catena di approvvigionamento,
sugli asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando anche l’aderenza alle normative
ambientali e gli impegni di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
L’analisi ha evidenziato diversi aspetti rilevanti:
Possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento: operando nel settore alimentare, il Gruppo
dipende fortemente dalle materie prime agroalimentari, la cui disponibilità è strettamente influenzata
dalle condizioni climatiche e dagli eventi meteorologici estremi.
Potenziali danni agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa: alcuni stabilimenti si trovano
in prossimità di corsi d’acqua o bacini artificiali, mentre le sedi alle Mauritius, essendo situate su
7
Per una panoramica approfondita sulla valutazione dei rischi si veda l’apposito paragrafo all’interno della sezione GOV-5 in ESRS 2.
8
Per una panoramica approfondita sulla valutazione dei rischi si veda l’apposito paragrafo all’interno della sezione GOV-5 in ESRS 2.
90
un'isola, sono esposte agli effetti dell’innalzamento del livello del mare. Queste localizzazioni
potrebbero risultare critiche, rispettivamente in caso di precipitazioni particolarmente intense, con il
rischio di esondazioni improvvise o di un progressivo aumento del livello del mare legato al
riscaldamento globale.
Rischi di non conformità normativa in ambito ambientale: in quanto realtà produttiva, il Gruppo è
tenuto a rispettare specifici requisiti e scadenze normative. L’evoluzione costante della
regolamentazione ambientale richiede un monitoraggio continuo per garantire la conformità,
prevenire sanzioni e mitigare eventuali impatti operativi.
In particolare, per mitigare i rischi legati alla catena di approvvigionamento, il Gruppo ha attivato piani di
emergenza e ha diversificato geograficamente i fornitori, evitando dipendenze critiche e riducendo il rischio
di interruzioni.
Per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, negli ultimi anni,
non sono stati riscontrati problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi. Il monitoraggio costante di
questi aspetti consente l’adozione tempestiva di misure preventive per minimizzare eventuali impatti.
Infine, in materia di conformità normativa, Newlat Food ha istituito un sistema di gestione ambientale con
figure dedicate sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della
normativa europea per garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
Vi sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza di Newlat Food. Primo tra questi, la
solidità finanziaria del Gruppo consente di ottenere capitali a un costo sostenibile, facilitando il finanziamento
di investimenti strategici e di misure di mitigazione dei rischi senza compromettere l’equilibrio economico-
finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di
adattabilità, permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere
tempestivamente alle evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
Infine, l’aggiornamento costante dell’offerta e l’integrazione di prodotti e servizi innovativi e sostenibili
permettono al Gruppo di adattarsi alle nuove esigenze del mercato, garantendo competitività e crescita nel
lungo periodo.
E1-1 - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici
Come già anticipato nelle precedenti sezioni, nel corso del 2024, il Gruppo Newlat Food ha affrontato
un’importante acquisizione, che ha reso prioritario il processo di integrazione e armonizzazione delle politiche
ESG a livello di Gruppo. Pertanto, non è stato ancora definito un piano di transizione la mitigazione dei
cambiamenti climatici per il perimetro dell’intero Gruppo. A seguito dell’integrazione, nel corso dei prossimi
esercizi, si valuterà la definizione di tale piano.
In tale contesto, Newlat Food monitora costantemente i propri consumi energetici e calcola le proprie
emissioni di Scope 1 e 2 adottando la metodologia proposta dal GHG Protocol. Per la presente
Rendicontazione, il Gruppo Newlat Food ha effettuato anche la misurazione delle emissioni di gas a effetto
serra (GHG) di Scope 3 su tutto il perimetro di consolidamento, con l’impegno di quantificarle e definire una
strategia mirata di transizione climatica. Una panoramica approfondita sul calcolo delle emissioni totali di
GHG del Gruppo e la metodologia adottata è fornito all’interno della sezione dedicata al requisito E1-6.
91
Il Gruppo Princes, invece, è impegnato sin dagli scorsi esercizi nella definizione di un piano Net-Zero con
orizzonte al 2050. I target di riduzione delle emissioni, sia di breve che di lungo termine, sono stati sottoposti
alla Science Based Target Initiative (SBTi) alla fine del 2024 per valutarne l’allineamento con l’obiettivo di
limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C, in conformità con l’Accordo di Parigi. Gli impegni
assunti sono i seguenti:
Breve termine
o Riduzione delle emissioni assolute di GHG Scope 1 e 2 del 50,4% entro il 2032 rispetto
all’anno base 2022.
o Riduzione delle emissioni assolute di GHG Scope 3, derivanti da beni e servizi acquistati,
trasporti e distribuzione a monte, e rifiuti generati nelle operazioni, del 50,4% entro il 2032
rispetto all’anno base 2022.
o Aumento della quota di approvvigionamento di energia elettrica da fonte rinnovabile dal 40%
nel 2022 al 100% entro il 2030.
Lungo termine
o Riduzione delle emissioni assolute di GHG Scope 1, 2 e 3 derivanti dall'approvvigionamento
energetico, dalle operazioni, dai beni e servizi acquistati, dal trasporto e distribuzione a monte
e dai rifiuti generati nelle operazioni del 90% entro il 2050 rispetto all’anno base 2022.
o Riduzione delle emissioni assolute di GHG Scope 3 derivanti da beni e servizi acquistati del
72% entro il 2050 rispetto all’anno base 2022.
E1-2 - Politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
Per identificare, valutare e gestire i propri impatti, rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici, Newlat
Food ha adottato diversi documenti strategici.
Tra questi, il Codice Etico e di Condotta di Gruppo sancisce tra i suoi valori fondamentali il rispetto e la tutela
dell’ambiente, promuovendo il rigoroso rispetto della normativa vigente e l’adozione di misure preventive per
minimizzare l’impatto ambientale.
Un altro documento di rilievo è il Codice di Condotta Fornitori, che coinvolge l’intera catena di fornitura del
Gruppo. Ai fornitori viene richiesto di operare in modo responsabile, nel rispetto delle normative ambientali
e integrando principi di sostenibilità all’interno delle proprie attività. Tra gli impegni specifici richiesti vi è la
riduzione delle emissioni, il monitoraggio e l’ottimizzazione del consumo energetico.
Oltre a questi, Newlat Food ha adottato una Politica di Sostenibilità e una Politica del Sistema di Gestione
Integrato, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei processi, ridurre i consumi energetici e limitare le
emissioni di CO, contribuendo così alla mitigazione dell’impatto ambientale delle proprie operazioni. Queste
politiche vengono applicate sia dalla capogruppo Newlat Food S.p.A. sia dalle sue controllate.
A seguito dell’importante acquisizione del Gruppo Princes, si rende necessaria un’integrazione delle politiche
ambientali a livello consolidato che avverrà nel corso dei prossimi esercizi. Princes, infatti, adotta già politiche
strategiche mirate alla gestione degli impatti climatici, come la Environmental Sustainability Policy, che
affronta le tematiche della mitigazione al cambiamento climatico, dell’utilizzo di energie rinnovabili e della
decarbonizzazione, sia per le proprie operazioni sia lungo l’intera catena del valore.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
92
Politica Ambito di applicazione Argomento trattato
Stakeholder
beneficiari
Codice Etico e di
Condotta di Gruppo
Newlat Food S.p.A. e le sue
controllate al 1/01/2024
Efficienza energetica
Miglioramento continuo
Salvaguardia delle risorse
Promozione dell’etica
ambientale
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Codice di Condotta
Fornitori
Newlat Food S.p.A. e le sue
controllate al 1/01/2024
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Efficienza energetica
Salvaguardia delle risorse
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Politica di Sostenibilità
Newlat Food S.p.A.
e le sue controllate al
1/01/2024
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Efficienza energetica
Salvaguardia delle risorse
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Politica del Sistema di
Gestione Integrato
Newlat Food S.p.A. e Centrale
del Latte d’Italia S.p.A.
Efficienza energetica
Diffusione delle energie
rinnovabili
Salvaguardia delle risorse
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Environmental
Sustainability Policy
Princes Ltd. e le sue controllate
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Efficienza energetica
Diffusione delle energie
rinnovabili
Decarbonizzazione
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Group EHS Management Princes Ltd. e le sue controllate
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Efficienza energetica
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Dipendenti
Deforestation Policy Princes Ltd. e le sue controllate
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Natura ed
ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
E1-3 - Azioni e risorse in relazione alle politiche sui cambiamenti climatici
Il Gruppo, nel corso del 2024, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri
impatti, rischi e opportunità legati al cambiamento climatico. In particolare:
monitora costantemente i consumi energetici e il mix energetico attraverso specifici KPI
93
calcola le proprie emissioni dirette (Scope 1 e Scope 2)
calcola le proprie emissioni indirette (Scope 3), a partire dal 2024
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia all’intera catena del valore (Scope 3),
considerando le categorie applicabili al business del Gruppo, come riportato all’interno della sezione E1-6. Il
principale stakeholder che beneficia delle azioni elencate è l’ecosistema.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
Princes Ltd. ha anche previsto delle specifiche leve di decarbonizzazione con le relative azioni individuate per
supportare la transizione verso un’economia a ridotte emissioni. Nella seguente tabella vengono riportate tali
informazioni:
Area Leve di decarbonizzazione Azioni Status
Procurement
Catena di fornitura
responsabile
Acquisto di elettricità da fonti
rinnovabili
Ongoing
Approvvigionamenti a basse emissioni
di carbonio
Previsto
Presidio sulla deforestazione all’interno
della catena di fornitura
Previsto
Coinvolgimento dei fornitori sul tema
dei cambiamenti climatici
Previsto
Gestione dei
clienti
Rendere gli impegni verso il
clima attrattivi per il mercato
Collaborazione con i clienti sui progetti
di decarbonizzazione
Ongoing
Coinvolgimento del Procurement sulle
tematiche relative al clima
Previsto
Competitività grazie agli impegni sul
clima
Previsto
Operations Emissioni di Scope 1 & 2
Implementazione di sistemi di
misurazione e gestione energetica
Ongoing
Approfondimento sulle tecnologie a
basse emissioni
Ongoing
Miglioramento dell'efficienza energetica
e nell’uso delle risorse
Ongoing
Risorse Umane
Sviluppare competenze
climatiche
Formazione integrata per rafforzare
consapevolezza e conoscenze sui temi
climatici
Previsto
94
Distribuzione &
Stoccaggio
Decarbonizzare il trasporto dei
prodotti
Definizione di un programma per
ridurre le emissioni della flotta
Previsto
Integrazione dei principi di
decarbonizzazione nei contratti
Previsto
Come già indicato, a seguito dell’acquisizione del Gruppo Princes da parte di Newlat Food, le politiche di
sostenibilità, incluse le iniziative per la transizione verso la mitigazione dei cambiamenti climatici e le relative
azioni, saranno integrate, ove possibile, per coprire l’intero perimetro del Gruppo.
Metriche e obiettivi
E1-4 - Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento degli stessi
A seguito della recente acquisizione del Gruppo Princes, che ha ampliato significativamente il perimetro di
consolidamento, si rende necessaria un’attenta valutazione per l’integrazione delle politiche e,
conseguentemente, di azioni ed obiettivi. Per questo motivo, Newlat Food non ha ancora definito target
specifici per la gestione e la mitigazione degli impatti, rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici per
l’intero perimetro di consolidamento. Tuttavia, il Gruppo monitora costantemente l’implementazione e
l’efficacia delle politiche esistenti attraverso indicatori ambientali, garantendo il pieno rispetto delle normative,
in particolare quelle relative alle emissioni e ai consumi energetici.
Princes Ltd., assieme alle Società controllate, invece, ha definito impegni in materia di cambiamento climatico,
recentemente sottoposti a validazione SBTi, con l’intento di sviluppare un piano Net-Zero nel corso dei
prossimi esercizi. Per un approfondimento su tali impegni, si rimanda alla sezione E1-1 - Piano di transizione
per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
E1-5 - Consumo e mix energetico
Nella tabella sottostante vengono rappresentati i consumi ed il mix energetico del Gruppo Newlat Food nel
corso dell’anno 2024.
Informativa Udm Quantità
1) Consumo di combustibile da carbone e prodotti del carbone MWh 0
2) Consumo di combustibile da petrolio grezzo e prodotti petroliferi
9
MWh 25.070,8
3) Consumo di combustibile da gas naturale
10
MWh 426.712,6
4) Consumo di combustibile da altre fonti non rinnovabili
11
MWh 16.851
9
Il dato in MWh è stato ottenuto a partire dai consumi rilevati in litri, utilizzando i fattori di conversione DEFRA 2024 per gli specifici combustibili.
10
Il dato in MWh è stato ottenuto a partire dai consumi rilevati in metri cubi, utilizzando i fattori di conversione DEFRA 2024.
11
La misurazione è effettuata direttamente in MWh, pertanto non sono stati applicati fattori di conversione.
95
5)
Consumo di energia
elettrica, calore, vapore e raffrescamento da
fonti fossili, acquistati o acquisiti
12
MWh 97.077,0
6) Consumo totale di energia da fonti fossili MWh 565.711,4
Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia % 95,5
7) Consumo da fonti nucleari MWh 2.368
Quota di fonti nucleari sul consumo totale di energia % 0,4
8)
Consumo di combustibili per le fonti rinnovabili, compresa la
biomassa
MWh 0
9)
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da
fonti rinnovabili, acquistati o acquisiti
13
MWh 24.145,0
10)
Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a
combustibili
14
MWh 340,3
11)Consumo totale di energia da fonti rinnovabili MWh 24.485,4
Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia % 4,1
Consumo totale di energia MWh 592.564,8
Produzione di energia MWh 27.944,1
Di cui:
Da fonti rinnovabili MWh 340,3
Da fonti non rinnovabili MWh 27.603,8
Intensità energetica associata ad attività in settori ad alto
impatto climatico
15
Consumi Mwh / Ricavi
in migliaia
0,36
Ricavi netti da attività nei settori ad alto impatto climatico utilizzati
per calcolare l'intensità energetica
16
1.641.109.000
Ricavi netti (altri) 0
Totale ricavi netti (secondo il bilancio) 1.641.109.000
12
La misurazione è effettuata direttamente in MWh, pertanto non sono stati applicati fattori di conversione.
13
La misurazione è effettuata direttamente in MWh, pertanto non sono stati applicati fattori di conversione.
14
La misurazione è effettuata direttamente in MWh, pertanto non sono stati applicati fattori di conversione.
15
L’intero business del Gruppo è da considerarsi associato ad attività in settori ad alto impatto climatico.
16
Corrispondente alla voce di bilancio “Ricavi da contratti con i clienti”.
96
L’energia elettrica viene utilizzata dal Gruppo per alimentare gli impianti, per effettuare trattamenti termici e
per la refrigerazione, il gas naturale è utilizzato prevalentemente per la produzione di calore nei processi di
trasformazione ed i carburanti sono utilizzati per alimentare i mezzi aziendali ed i generatori che devono
garantire la continuità operativa. Tutti i dati sono puntualmente rilevati.
E1-6 - Emissioni di gas effetto serra
Di seguito viene fornito il dato sulle emissioni di gas effetto serra del Gruppo Newlat Food. Si faccia
riferimento alle note a piè di pagina per un dettaglio sulla metodologia.
Le emissioni di Scope 1 sono riconducibili principalmente a consumi di gas naturale e alla movimentazione
dei mezzi aziendali; le emissioni di Scope 2 sono riconducibili ai consumi di energia elettrica. Entrambe queste
sono calcolate in base ai dati presentati all’indicatore E1-5.
Le emissioni di Scope 3 sono per la maggior parte riconducibili alla catena di approvvigionamento e ai
trasporti, per dettagli sulle metodologie di calcolo si rimanda alle note a piè di pagina.
Per quanto riguarda il calcolo delle emissioni di ambito 3, in conformità ai criteri di prioritizzazione definiti
dal GHG Protocol Technical Guidance (sezione “Screening to prioritize data collection”, Tabella II “Criteria
for identifying relevant scope 3 activities”), è stata condotta un’analisi qualitativa attraverso interviste con le
società operative del Gruppo. L’obiettivo di questa analisi è stato individuare possibili hotspot derivanti dalla
catena del valore, nonché la significatività delle singole categorie di ambito 3. Ove possibile, sulla base dei
processi e dei sistemi di gestione dei dati attualmente presenti, è stato attuato il massimo sforzo possibile per
effettuare i calcoli con il metodo Activity data (si faccia riferimento alle note metodologiche di ogni categoria).
Il Gruppo si impegnerà ad affinare il processo di rendicontazione per gli esercizi futuri. In ogni caso, le
metodologie utilizzate prevedono un approccio prudenziale, evitando potenziali sottostime dei valori di
emissione.
Informativa Udm Quantità
Emissioni di GES in ambito 1
a)
Emissioni lorde di GES di ambito 1
17
tCO2eq 86.704,8
Di cui:
Gruppo contabile consolidato tCO2eq 86.629,8
Partecipate, collegate, joint vendute su cui si esercita controllo operativo tCO2eq 75,0
b)
Percentuale di emissioni di GES di ambito 1 coperta da sistemi
regolamentati di scambio di quote di emissioni
% 0
Emissioni di GES in ambito 2
17
Calcolate utilizzando i fattori di emissione (combustibili) e GWP (F-gas) DEFRA 2024.
97
a)
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione
18
tCO2eq 51.981,5
Di cui:
Gruppo contabile consolidato tCO2eq 51.317,8
Partecipate, collegate, joint vendute su cui si esercita controllo operativo tCO2eq 663,7
b)
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato
19
tCO2eq 54.688,7
Di cui:
Gruppo contabile consolidato tCO2eq 54.425,1
Partecipate, collegate, joint vendute su cui si esercita controllo operativo tCO2eq 263,6
Emissioni di GES in ambito 3
Emissioni indirette lorde totali di GES (Ambito 3)
tCO2eq 2.092.845,1
1. Beni e servizi acquistati
20
tCO2eq 1.959.192,4
2. Beni strumentali
21
tCO2eq 8.900,6
3.
Attività legate ai combustibili e all’energia (non incluse nell’ambito
1 o 2)
22
tCO2eq 26.365,1
4. Trasporto e distribuzione a monte
23
tCO2eq 40.745,0
5. Rifiuti generati nel corso delle operazioni
24
tCO2eq 1.430,9
6. Viaggi d’affari
25
tCO2eq 1.207,7
7. Pendolarismo dei dipendenti
26
tCO2eq 10.231,0
8.
Attività in leasing a monte
27
tCO2eq 0
18
Calcolate utilizzando il fattore di conversione AIB 2023 total supplier mix. Per la società del Gruppo Princes Tuna Mauritius, non essendo
disponibili i fattori relativi al paese Mauritius, è stato utilizzato il fattore di emissione reso disponibile da Carbon Footprint (residual emission
factor).
19
Calcolate utilizzando il fattore di conversione AIB 2023 residual mix. Per la società del Gruppo Princes Tuna Mauritius, non essendo disponibili
i fattori relativi al paese Mauritius, è stato utilizzato il fattore di emissione reso disponibile da Carbon Footprint (residual emission factor).
20
Calcolo effettuato con metodologia Activity data o Spend based, a seconda delle tipologie di acquisti. Fattori di emissione utilizzati Agribalyse
v3.2, DEFRA 2024, EPA 2022, Base Empreinte.
21
Calcolo effettuato con metodologia Spend based e fattori di emissione EPA 2022.
22
Calcolo effettuato con metodologia Activity data, applicando i fattori di emissione Carbon footprint 2024 e DEFRA 2024.
23
Calcolo effettuato con metodologia Activity data o Spend based. Fattori di emissione DEFRA 2024 e Base Empreinte.
24
Calcolo effettuato con metodologia Activity data, utilizzando i fattori di emissione DEFRA 2024.
25
Calcolo effettuato con metodologia Spend based, utilizzando i fattori di emissione Exiobase e Base Empreinte.
26
Calcolo effettuato con la metodologia Activity data, utilizzando dati puntuali (ove disponibili) sulle distanze percorse dai dipendenti, oppure stimati
considerando numero di dipendenti, numero di giorni lavorativi, media delle distanze percorse (sulla base di stime di settore e fonti pubbliche).
Sono stati utilizzati i fattori di emissione DEFRA 2024 relativi alle modalità di trasporto utilizzate.
27
Categoria non applicabile in quanto non sono presenti attività in leasing a monte.
98
9. Trasporto a valle
28
tCO2eq 28.309,3
10. Trasformazione dei prodotti venduti
29
tCO2eq 14.825,1
11. Uso dei prodotti venduti
30
tCO2eq 0
12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti
31
tCO2eq 1.314,6
13. Attività in leasing a valle
32
tCO2eq 4,4
14. Franchising
33
tCO2eq 0
15. Investimenti
34
tCO2eq 319,0
Emissioni totali di GES (basate sulla posizione) tCO2eq 2.231.531,4
Emissioni totali di GES (basate sul mercato) tCO2eq 2.234.238,6
Emissioni totali di GES rispetto ai ricavi netti (basate sulla
posizione)
35
tCO2eq / Ricavi in
migliaia
1,36
Emissioni totali di GES rispetto ai ricavi netti (basate sul mercato)
36
tCO2eq / Ricavi in
migliaia
1,36
E1-7 - Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di
carbonio
Il Gruppo non ha previsto progetti relativi all’assorbimento di GES o di mitigazione finanziati attraverso
crediti di carbonio.
E1-8 - Prezzo del carbonio interno
Il Gruppo non porta avanti tale attività.
28
Calcolo effettuato con la metodologia Activity data, utilizzando i fattori di emissione DEFRA 2024. Poiché i dati puntuali relativi al trasporto a
valle sono disponibili solo per alcune società del Gruppo, il calcolo delle emissioni di Gruppo è stato effettuato mediante stime.
29
Calcolo effettuato con la metodologia Activity data. Sono stati utilizzati i dati quantitativi relativi a vendite di prodotti potenzialmente oggetto di
ulteriori trasformazioni industriali, ed applicando i fattori di emissione Agrybalise v3.2 (considerando la sola fase di trasformazione e
processamento dei prodotti).
30
Secondo le linee guida del GHG protocol, considerando la non obbligatorietà nella rendicontazione delle emissioni di prodotti alimentari, la
categoria in oggetto è stata ritenuta non applicabile.
31
Il calcolo è focalizzato sulla componente maggiormente significativa, rappresentata dalla gestione dei fine vita degli imballaggi relativi a prodotti
venduti. Sono stati applicati i fattori di emissione DEFRA 2024.
32
Calcolo effettuato con la metodologia Spend based, applicando al valore monetario dei ricavi generati da asset in leasing a valle, il fattore di
emissione Exiobase specifico per le categorie di asset identificate.
33
Il business del Gruppo non prevede attività in franchising, pertanto tale categoria è ritenuta non applicabile.
34
L’unica attività di investimento all’interno della catena del valore è rappresentata dalla partecipazione nella società Mercafir. Il calcolo è stato
effettuato utilizzando i dati relativi all‘ultimo bilancio disponibile alla data di pubblicazione del presente report, utilizzando la quota di
partecipazione ed applicando il fattore di emissione Exiobase relativo al settore di riferimento.
35
Corrispondente alla voce di bilancio “Ricavi da contratti con i clienti”.
36
Corrispondente alla voce di bilancio “Ricavi da contratti con i clienti”.
99
E2 - INQUINAMENTO
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti legati all'inquinamento
Il processo di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per il Gruppo,
inclusi quelli relativi al tema E2 Inquinamento, è descritto in dettaglio nella sezione Gestione degli Impatti,
dei Rischi e delle Opportunità, a cui si rimanda per un approfondimento.
A supporto dell’analisi di Doppia Rilevanza, il Gruppo ha elaborato un piano di stakeholder engagement per
coinvolgere i principali portatori di interesse nell’identificazione delle questioni di sostenibilità rilevanti.
Sebbene il Gruppo già in passato consultasse gli stakeholder, l’acquisizione del Gruppo Princes ha reso
necessario un aggiornamento del piano, includendo anche i nuovi soggetti coinvolti. Pertanto, le consultazioni
con gli stakeholder sulle questioni relative all’inquinamento, in particolare con le comunità interessate, avranno
luogo a partire dai prossimi esercizi, seguendo le linee guida del piano illustrato nella sezione Stakeholder
Engagement.
Il Gruppo ha passato al vaglio l’ubicazione dei suoi siti e le attività aziendali per individuare gli impatti, i rischi
e le opportunità legati all’inquinamento, sia effettivi che potenziali, nelle operazioni proprie e lungo la catena
del valore a monte e a valle. Di seguito vengono presentati, con una breve descrizione, gli impatti rilevanti
individuati associati ai relativi sottotemi. In relazione al tema E2 Inquinamento, Newlat Food non ha
individuato alcun rischio rilevante alcuna opportunità rilevante.
Impatti rilevanti
Sub-topic Impatto Descrizione dell’Impatto Posizionamento
nella V.C.
Inquinamento
dell’aria
Inquinamento
atmosferico da attività
agricole e di
allevamento
L’agricoltura è una fonte significativa di
vari inquinanti atmosferici, tra cui
ammoniaca, metano e particolato,
generati dall'uso di fertilizzanti e
pesticidi, dalla gestione dei rifiuti
zootecnici e dalla combustione dei
residui colturali.
Upstream
Inquinamento
dell’aria
Aumento
dell'inquinamento
atmosferico dovuto alle
operazioni locali
L’elevato consumo di energia da
combustibili fossili può generare
inquinanti atmosferici, con effetti
negativi sulla qualità dell'aria locale e
possibili problemi respiratori per le
comunità vicine.
Operazioni
proprie
Inquinamento
dell’acqua
Contaminazione dei
corpi idrici dovuta ad
attività agricole e di
allevamento
L’agricoltura e l’allevamento possono
provocare il deflusso di fertilizzanti,
pesticidi e rifiuti animali nelle acque
superficiali, causando inquinamento da
Upstream
100
nutrienti, fioriture algali nocive e zone
morte negli ecosistemi acquatici.
Inquinamento
dell’acqua
Acque reflue derivanti
dalle attività produttive
I processi di produzione generano acque
reflue contenenti sostanze organiche,
prodotti chimici e agenti patogeni, che
possono contaminare i corpi idrici se non
adeguatamente trattate.
Operazioni
proprie
Inquinamento
del suolo
Deflusso di sostanze
chimiche e gestione dei
rifiuti animali
L’uso di pesticidi e fertilizzanti, così
come la gestione dei rifiuti derivanti
dall’allevamento, può causare la
contaminazione del suolo,
compromettendone la salute e riducendo
la produttività agricola.
Upstream
E2-1 - Politiche relative all'inquinamento
Il Codice Etico e di Condotta di Gruppo ribadisce l’impegno per la tutela dell’ambiente, promuovendo il
rispetto rigoroso delle normative vigenti e l’adozione di misure preventive per ridurre al minimo
l’inquinamento generato dalle attività aziendali.
Inoltre, il Codice di Condotta Fornitori impone agli operatori della supply chain di adottare pratiche
responsabili e conformi alla normativa ambientale. A queste iniziative si affiancano la Politica di Sostenibilità
e la Politica del Sistema di Gestione Integrato, finalizzate a migliorare l’efficienza operativa e a limitare
l’impatto ambientale del Gruppo. Queste politiche sono applicate sia da Newlat Food S.p.A. sia dalle società
controllate.
Con l’acquisizione del Gruppo Princes, si rende necessario un processo di integrazione delle politiche
ambientali a livello consolidato, che sarà sviluppato nei prossimi esercizi. Princes, infatti, dispone già di
strategie mirate alla gestione dell’impatto ambientale, tra cui la Environmental Sustainability Policy, che
affronta il tema dell’inquinamento e della sostenibilità sia nelle attività operative che lungo la catena del valore.
A livello operativo, sono inoltre adottate procedure specifiche di sito per la gestione delle emergenze
ambientali, con particolare attenzione a possibili sversamenti o emissioni accidentali. Tali procedure mirano a
contenere rapidamente eventuali impatti, garantendo interventi tempestivi e riducendo il rischio di
contaminazione dell’aria, dell’acqua e del suolo.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
E2-2 - Azioni e risorse connesse all'inquinamento
Il Gruppo, nel corso del 2024, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri
impatti, rischi e opportunità legati all’inquinamento. In particolare:
101
è presente un costante monitoraggio delle emissioni inquinanti, sia attraverso autoanalisi, sia tramite
verifiche condotte da terzi;
presso la sede di Foggia della società Princes Italia, sono stati avviati programmi di formazione per gli
agricoltori e l'adozione di nuove tecnologie sul campo che hanno già permesso di ridurre l’uso di
pesticidi.
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia alla catena di fornitura. I principali
stakeholder beneficiari sono gli agricoltori della filiera del pomodoro, e l’ecosistema.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
Metriche e obiettivi
E2-3 - Obiettivi connessi all'inquinamento
Newlat Food non ha ancora definito obiettivi specifici per la riduzione dell’inquinamento a livello di Gruppo,
ma questi potranno essere stabiliti nei prossimi esercizi, a seguito dell’integrazione del Gruppo Princes.
Tuttavia, grazie a un sistema strutturato di monitoraggio, che include analisi interne e verifiche condotte da
enti terzi, oltre all’implementazione di sistemi di gestione ambientale, il Gruppo si impegna a garantire il
rispetto dei limiti di emissioni inquinanti previsti dalla normativa vigente.
E2-4 - Inquinamento di aria, acqua e suolo
Inquinanti emessi nelle operazioni proprie:
Idrofluorocarburi (HFC)
37
Kg 746,1
Per le emissioni di inquinanti di aria, acqua e suolo, il Gruppo considera unicamente gli F-Gas. L’utilizzo degli
F-Gas è fondamentale per il funzionamento degli impianti di refrigerazione. Il consumo di questi è limitato
ad eventuali rabbocchi degli impianti, registrati di volta in volta e puntualmente rilevati, talvolta fisiologici a
seguito dell’utilizzo continuativo, ed eventuali emissioni sono periodicamente controllate come previsto dai
sistemi di gestione in essere e dalle normative in vigore.
Le Microplastiche, data la natura del business, non sono risultate un tema materiale che necessita di ulteriore
disclosure.
E2-5 - Sostanze preoccupanti e sostanze estremamente preoccupanti
Le sostanze preoccupanti e le sostanze estremamente preoccupanti, così come le microplastiche, non sono
risultate un tema materiale.
37
I consumi di F-Gas nel 2024 hanno riguardato le società Centrale del Latte SpA, Princes Tuna Mauritius, Newlat Food SpA, Princes Ltd, EM
Foods, e sono da ricondursi prevalentemente agli stabilimenti di Rapallo, Marine Road, Sansepolcro.
102
E3 ACQUE E RISORSE MARINE
ESRS 2 - Informazioni generali
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine
L’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per il Gruppo, inclusi quelli legati al tema E3
Acque e Risorse Marine, è illustrata in dettaglio nel paragrafo IRO-1 all’interno della sezione ESRS 2
Informazioni generali. Per rafforzare questa analisi, il Gruppo ha sviluppato un piano di stakeholder
engagement per coinvolgere i principali portatori di interesse nell’individuazione delle tematiche di
sostenibilità più rilevanti. Sebbene Newlat Food avesse già avviato consultazioni con gli stakeholder in
passato, l’acquisizione del Gruppo Princes ha reso necessario un aggiornamento del piano per includere i
nuovi soggetti coinvolti. In particolare, sono stati considerati gli interessi degli stakeholder impattati o
coinvolti nel tema delle risorse marine, legato alla trasformazione dei prodotti ittici da parte di Princes Tuna
Mauritius, parte del Gruppo Princes, coinvolgendo anche realtà del settore, come la Global Tuna Alliance
(GTA) un ente indipendente che riunisce rivenditori e operatori della filiera di approvvigionamento.
Ulteriori consultazioni, in particolare con le comunità direttamente interessate, verranno avviate nei prossimi
esercizi in linea con le indicazioni fornite nella sezione Stakeholder Engagement.
Di seguito sono riportati i principali impatti e rischi individuati per ciascun sottotema. Relativamente al tema
E3 Acque e Risorse Marine, Newlat Food non ha identificato opportunità rilevanti.
Impatti rilevanti
Sotto-tema e
sotto-sotto-
tema
Impatto Descrizione dell’Impatto Posizionamento
nella V.C.
Acqua
Consumo idrico
Utilizzo di acqua per le attività
agricole e di allevamento
L’acqua è essenziale per
l’irrigazione delle colture e il
mantenimento del bestiame,
soprattutto nelle aree aride.
Upstream
Acqua
Consumo idrico
Uso dell'acqua nei processi di
produzione e trasformazione
L’acqua è fondamentale per la
lavorazione alimentare, il
riscaldamento, il
raffreddamento e la
sanificazione.
Operazioni
proprie
Acqua Prelievi
idrici
Depauperamento delle risorse
idriche a causa dell'eccessivo
prelievo per le attività agricole
e di allevamento
L’eccessivo sfruttamento idrico
può ridurre le falde acquifere,
minacciando l’agricoltura e la
disponibilità di acqua potabile.
Upstream
Acqua Prelievi
idrici
Prelievo idrico eccessivo
legato alle attività produttive
L’uso inefficiente dell’acqua
nelle industrie alimentari può
esaurire le risorse idriche e
Operazioni
proprie
103
compromettere le attività
future.
Acqua Scarichi
idrici
Inquinamento delle acque e
eutrofizzazione dovuta agli
scarichi delle attività agricole
Gli scarichi agricoli non trattati
possono contaminare le acque
e causare eutrofizzazione, con
impatti sugli ecosistemi e la
biodiversità.
Upstream
Risorse marine -
Estrazione e
utilizzo delle
risorse marine
Sovrasfruttamento della pesca
e distruzione degli habitat
La pesca eccessiva e i metodi
dannosi minacciano le specie
marine, riducono la biodiversità
e distruggono gli habitat
oceanici.
Upstream
Rischi rilevanti
Sotto-tema e
sotto-sotto-
tema
Rischio Descrizione del rischio Posizionamento
nella V.C.
Risorse marine
Estrazione e
utilizzo delle
risorse marine
Rischio di costi e
sanzioni maggiori a
causa di normative
sempre più stringenti
per ridurre le emissioni
e gli impatti negativi
Il rischio consiste nel non rispettare le
normative, con possibili restrizioni
regolatorie come quote di pesca e
divieti su alcune specie. Ciò potrebbe
portare a una ridotta disponibilità di
pesce, a costi più elevati e a potenziali
danni reputazionali.
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
E3-1 - Politiche connesse alle acque e alle risorse marine
Il Codice Etico e di Condotta di Gruppo ribadisce l’impegno per la tutela dell’ambiente, promuovendo il
rispetto rigoroso delle normative vigenti e l’adozione di misure preventive per ridurre al minimo gli impatti
sull’ambiente, tra cui una eventuale gestione non ottimale delle risorse idriche.
Inoltre, il Codice di Condotta Fornitori richiede agli operatori della supply chain di fare un uso responsabile
della risorsa idrica limitando il più possibile gli sprechi, ottimizzandone l’utilizzo e prevedendo, per quanto
possibile, un sistema di monitoraggio della stessa che permetta una gestione quanto più efficiente. A queste
iniziative si affiancano la Politica di Sostenibilità e la Politica del Sistema di Gestione Integrato, finalizzate a
migliorare l’efficienza attraverso il monitoraggio continuo della risorsa idrica al fine di limitarne il più possibile
gli sprechi. Queste politiche sono applicate sia da Newlat Food S.p.A. sia dalle società controllate.
Con l’acquisizione del Gruppo Princes, è necessario integrare le politiche ambientali a livello consolidato, un
processo che sarà sviluppato nei prossimi esercizi. Princes ha già adottato strategie specifiche per la gestione
dell’impatto ambientale, tra cui la Environmental Sustainability Policy, che promuove l’uso responsabile delle
risorse naturali. In particolare, l’azienda si impegna a coinvolgere la propria catena di fornitura, in particolare
104
i fornitori chiave, per favorire l’adozione di best practice nella gestione sostenibile dell’acqua, monitorando le
fonti idriche, i consumi e gli effluenti nei propri stabilimenti produttivi.
Per quanto riguarda l’estrazione delle risorse marine, il Gruppo Princes ha sviluppato una politica dedicata
all’approvvigionamento sostenibile dei prodotti ittici, sia da pesca che da allevamento. Questa politica tiene
conto delle esigenze dei principali stakeholder sensibili al tema, tra cui clienti, ONG ed altre organizzazioni
ed associazioni attive nel settore. Il documento definisce impegni relativi all’approvvigionamento sostenibile,
trattati in dettaglio nella sezione E3-3 Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine, con particolare
attenzione agli investimenti in progetti di miglioramento delle pratiche di pesca ed al conseguimento di
certificazioni, illustrando gli impegni presi con i fornitori per promuovere pratiche più sostenibili lungo tutta
la filiera e preservare, quindi, le risorse marine.
A livello operativo, sono inoltre adottate procedure specifiche di sito per la gestione delle risorse idriche, con
le quali i vari siti si impegnano a favorire un utilizzo efficiente e sostenibile dell’acqua nei processi produttivi.
Alcuni di questi siti si trovano in aree soggette a stress idrico; sebbene per essi non siano ancora state
implementate politiche dedicate, rientrano comunque nel sistema di gestione ambientale del Gruppo. Di
conseguenza, sono soggetti a procedure e strategie volte all’ottimizzazione delle risorse, inclusa la gestione
responsabile dell’acqua. Newlat Food si impegna ad adottare politiche per un uso sostenibile delle risorse
idriche, con particolare attenzione ai siti a maggiore stress idrico, nei prossimi esercizi.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
E3-2 - Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine
Il Gruppo, nel corso del 2024, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri
impatti, rischi e opportunità legati all’acqua e alle risorse marine. In particolare:
Adozione, per alcuni siti produttivi, di tecnologie per il trattamento delle acque reflue, che permette
di massimizzarne il riutilizzo e ridurre gli scarichi.
Analisi regolari sulle acque trattate e scaricate, sia attraverso autoanalisi sia tramite verifiche di enti
terzi, come le autorità locali, per garantire il pieno rispetto della normativa vigente.
Presso lo stabilimento di Foggia di Princes Italia, sono state avviate collaborazioni con i coltivatori di
pomodoro, introducendo tecnologie avanzate che hanno consentito una riduzione dell’acqua
impiegata per l’irrigazione.
Partecipazione, per il Gruppo Princes, a progetti (Fishery Improvement Projects - FIP) per migliorare la
gestione degli stock ittici e ottenere nuove certificazioni MSC.
Per il Gruppo Princes, tracciabilità completa dei prodotti relativi alla filiera di produzione del pesce,
garantendo che tutta la materia prima sia monitorata dal momento della cattura fino alla distribuzione.
Per il Gruppo Princes, supporto alla creazione di aree marine protette per la conservazione degli
ecosistemi, collaborando con associazioni come la International Seafood Sustainability Foundation (ISSF)
per ridurre le catture accidentali e gestire in modo sostenibile le risorse marine.
Per il Gruppo Princes, in particolare per la filiera di produzione del pesce, impegno a non
commercializzare specie considerate in pericolo o a rischio di estinzione e ad applicare rigorosi
controlli sugli standard di pesca, vietando pratiche dannose per i propri prodotti a marchio.
105
Per il Gruppo Princes, partecipazione attiva ad iniziative globali come la Global Tuna Alliance (GTA)
e la Tuna Protection Alliance (TUPA), attraverso le quali promuove migliori pratiche di gestione della
pesca e la protezione dei diritti dei lavoratori nel settore.
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia alla catena di fornitura. I principali
stakeholder beneficiari delle azioni sono: lavoratori della catena di fornitura, ONG ed ecosistemi.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
Metriche e obiettivi
E3-3 - Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine
Escludendo il Gruppo Princes, Newlat Food e le sue controllate non hanno ancora fissato obiettivi specifici
per l’utilizzo delle risorse idriche. Tuttavia, a seguito dell’integrazione del Gruppo Princes, verranno definiti
obiettivi di efficienza idrica a livello di Gruppo, con particolare attenzione agli stabilimenti situati in aree
caratterizzate da uno stress idrico elevato o molto elevato. In generale, tutte le sedi si pongono come obiettivo
il monitoraggio continuo delle risorse idriche e il rispetto rigoroso delle normative vigenti nei diversi Paesi.
Il Gruppo Princes, invece, ha già stabilito degli impegni per le proprie operazioni interne: ridurre del 25% gli
sprechi idrici entro il 2030 rispetto all’anno base 2018/2019.
Per quanto riguarda l’estrazione di risorse marine, il Gruppo Princes ha definito impegni ambiziosi per favorire
un approvvigionamento sostenibile:
Pesce pescato:
o 100% tonno certificato MSC entro il 2025 per il marchio Princes nel Regno Unito;
o 100% tonno certificato MSC per il marchio Princes nei Paesi Bassi (già raggiunto).
Pesce allevato:
o Certificazione Aquaculture Stewardship Council (ASC), Global GAP o BAP 4 per tutti i
prodotti ittici di acquacoltura.
E3-4 - Consumo idrico
Il Gruppo adotta convenzionalmente i prelievi idrici, rilevati da misurazioni puntuali, come parametro di
riferimento per l'analisi dei consumi, considerandoli l'indicatore più rappresentativo. Questo approccio è
motivato dal fatto che la maggior parte dell'acqua prelevata viene impiegata per il lavaggio degli impianti
(essenziale per garantire la sicurezza alimentare e il rispetto delle normative igienico-sanitarie), per il
raffreddamento degli impianti ed una parte residuale come materia prima nei prodotti. Una parte significativa
di questa acqua, inoltre, torna nell'ambiente attraverso scarichi o per evaporazione. Questo approccio
consente un monitoraggio dettagliato e consapevole, supportando l’adozione di strategie di ottimizzazione
volte a migliorare l’efficienza idrica.
106
Informativa Udm Quantità
Consumo idrico totale Metri cubi 6.152.910
Consumo idrico totale in zone a rischio idrico, comprese
quelle a elevato stress idrico
38
Metri cubi 2.021.898
Volume totale di acqua riciclata e riutilizzata Metri cubi 0
Volume totale di acqua immagazzinata e relative variazioni Metri cubi 0
Consumo idrico totale nelle operazioni proprie
Metri cubi per milione di EUR
di ricavi netti
3,75
38
Per l’identificazioni di tali zone è stato consultato l’Aqueduct Water Risk Altas, messo a disposizione dal World Resources Institute (WRI).
107
E4 - BIODIVERSITÀ ED ECOSISTEMI
Strategia
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
L’unico stabilimento situato all’interno di un’area protetta, il Parco Nazionale della Maiella, è quello di Fara
San Martino (CH), Italia, dedicato alla produzione di pasta. Proprio per la sua collocazione, la gestione di
questo sito è soggetta a confronti con l’Ente Gestore, Ente Parco Nazionale della Maiella, nel caso di richieste
di concessioni o modifiche edilizie, volte a minimizzare qualsiasi possibile impatto negativo sulla biodiversità
dell’area protetta. L'elenco completo dei siti rilevanti per le operazioni del Gruppo è riportato nella sezione
ESRS 2 Informazioni Generali.
Gli impatti più significativi in termini di biodiversità si verificano lungo la catena di approvvigionamento.
Come evidenziato nella sezione dedicata a ESRS 2 BP-1, il Gruppo dipende fortemente dalle attività agricole,
tra cui la coltivazione di prodotti agroalimentari, l’allevamento di bovini per la produzione di latte, nonché
l’acquacoltura e la pesca per l’approvvigionamento di prodotti ittici. Per quanto riguarda le operazioni dirette
del Gruppo, l’intero processo produttivo genera rifiuti industriali, emissioni e richiede il trattamento delle
acque reflue, aspetti che necessitano di una gestione attenta per ridurre eventuali impatti sulla biodiversità.
Tuttavia, tali attività non sono ritenute responsabili di impatti significativi in questo ambito.
Per quanto riguarda gli impatti negativi legati alle attività del Gruppo, sono stati individuati alcuni potenziali
effetti sul degrado del suolo e sulla desertificazione, approfonditi nella sezione successiva. Tali impatti non si
verificano all’interno delle operazioni dirette del Gruppo, ma lungo la catena di fornitura e sono riconducibili
a una gestione non ottimale delle risorse idriche e dei terreni.
Sempre lungo la catena di fornitura, è stato inoltre identificato un impatto sullo stato delle specie, in particolare
in relazione alle attività di pesca dei prodotti ittici. Tuttavia, questo impatto non riguarda le specie minacciate,
poiché il Gruppo opera nel pieno rispetto di normative di pesca che regolano in maniera rigorosa la cattura
di specie a rischio. Non è stato rilevato alcun impatto in relazione all’impermeabilizzazione del suolo. Di
seguito sono riportati i principali impatti e rischi individuati per ciascun sottotema. Relativamente al tema E4
Biodiversità ed Ecosistemi, Newlat Food non ha identificato opportunità specifiche.
Come già anticipato, tutti gli impatti rilevanti individuati riguardano la catena di approvvigionamento. In
particolare, le attività a monte delle operazioni del Gruppo, come l’agricoltura, l’allevamento e la pesca,
possono avere effetti negativi sulla biodiversità se non gestite in modo responsabile. Allo stesso modo, i
principali rischi per il Gruppo provengono dalla catena di fornitura: data la forte dipendenza di queste attività
dagli ecosistemi, tali rischi si concentrano soprattutto nei settori agricolo e ittico.
Impatti rilevanti
Sotto-tema e
sotto-sotto
tema
Impatto Descrizione dell’impatto
Posizionamento
nella V.C.
Fattori diretti di
impatto sulla
perdita di
Attività agricole e
di acquacoltura
che possono
Alcune attività agricole e di acquacoltura
possono portare all’introduzione di specie
non autoctone invasive, come parassiti che
Upstream
108
biodiversità
Specie aliene
invasive
introdurre specie
aliene invasive
causano malattie negli animali o nelle
piante.
Fattori diretti di
impatto sulla
perdita di
biodiversità
Cambiamento
climatico
Deforestazione ed
emissioni di gas
serra
L’industria alimentare e delle bevande
contribuisce significativamente alle
emissioni di gas serra attraverso attività
come la deforestazione per l’agricoltura, la
produzione di bestiame e il consumo
energetico. Questo accelera il
cambiamento climatico, causando la
perdita di habitat e modifiche nella
distribuzione delle specie.
Upstream
Fattori diretti di
impatto sulla
perdita di
biodiversità
Cambiamenti
nell’uso del
suolo, delle
acque dolci e
delle aree marine
Conversione del
suolo e distruzione
degli habitat
La conversione di foreste e habitat naturali
in terreni agricoli provoca una significativa
perdita di biodiversità.
Upstream
Impatti sullo
stato delle specie
Dimensione
della
popolazione
delle specie
Depauperamento
delle popolazioni
ittiche a causa della
pesca eccessiva
Per soddisfare l’elevata domanda di
prodotti ittici, i produttori spesso si
approvvigionano di grandi quantità di
pesce, portando alla pesca eccessiva.
Questo fenomeno riduce le popolazioni
ittiche più rapidamente di quanto possano
riprodursi.
Upstream
Impatti
sull’estensione e
sulle condizioni
degli ecosistemi
Desertificazione
Sfruttamento
eccessivo delle
risorse idriche
L’irrigazione eccessiva e una cattiva
gestione dell’acqua possono esaurire le
risorse idriche, contribuendo alla
desertificazione.
Upstream
Impatti
sull’estensione e
sulle condizioni
degli ecosistemi
Desertificazione
Sfruttamento
eccessivo del suolo
Pratiche di deforestazione e pratiche
agricole non sostenibili possono portare
alla desertificazione, soprattutto nelle
regioni aride e semi-aride.
Upstream
Impatti
sull’estensione e
sulle condizioni
degli ecosistemi
Degrado ed
erosione del suolo
La sovrapproduzione e le pratiche agricole
intensive possono causare erosione e
perdita di fertilità del suolo. Inoltre, l’uso
di fertilizzanti chimici e pesticidi può
Upstream
109
Degrado del
suolo
ridurre la materia organica del suolo,
compromettendone la struttura e la salute.
Impatti e
dipendenze dai
servizi
ecosistemici
Sbilanciamento
ecologico dovuto a
un uso non
sostenibile delle
risorse naturali
L’industria alimentare e delle bevande
dipende fortemente dalle risorse naturali,
come prodotti agricoli, latte e pesce.
Inoltre, utilizza fertilizzanti, pesticidi,
mangimi animali e sostanze chimiche per
conservanti e detergenti. Oltre
all’estrazione di risorse, genera rifiuti ed
emissioni. Se questi output non vengono
gestiti correttamente, possono alterare
l’equilibrio degli ecosistemi, portando al
degrado ambientale.
Upstream
Rischi rilevanti
Sotto
-
tema e
sotto-sotto-
tema
Rischio o Opportunità Descrizione del Rischio
Posizionamento
nella V.C.
Fattori diretti di
impatto sulla
perdita di
biodiversità
Cambiamento
climatico
Rischio fisico cronico dovuto ai
cambiamenti climatici a lungo
termine (aumento delle
temperature, innalzamento del
livello del mare, riduzione della
disponibilità d’acqua, perdita di
biodiversità, cambiamenti nei
suoli e nella loro produttività)
L'alterazione del clima può
compromettere la produttività
agricola, ridurre la disponibilità
di risorse naturali e alterare gli
ecosistemi, con impatti
negativi sulla catena di
approvvigionamento e sulla
stabilità operativa.
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Impatti e
dipendenze dai
servizi
ecosistemici
Rischio di interruzione delle
catene di approvvigionamento
globali: problemi logistici e di
fornitura derivanti da eventi
globali come pandemie o
disastri naturali
Eventi estremi possono
causare carenze di materie
prime, aumentare i costi di
produzione e creare instabilità
nelle operazioni aziendali a
livello globale.
Upstream
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi, le
dipendenze e le opportunità rilevanti relativi alla biodiversità e agli ecosistemi
L’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per il Gruppo, inclusi quelli legati al tema E4
Biodiversità ed Ecosistemi, è illustrata in dettaglio nel paragrafo IRO-1 all’interno della sezione ESRS 2
Informazioni generali.
110
Per rafforzare questa analisi, il Gruppo ha sviluppato un piano di stakeholder engagement per coinvolgere i
principali portatori di interesse nell’individuazione delle tematiche di sostenibilità più rilevanti. Sebbene
Newlat Food avesse già avviato consultazioni con gli stakeholder in passato, l’acquisizione del Gruppo Princes
ha reso necessario un aggiornamento del piano per includere i nuovi soggetti coinvolti. In particolare, sono
stati considerati gli interessi degli stakeholder impattati o coinvolti nel tema delle risorse marine, coinvolgendo
realtà del settore, come la Global Tuna Alliance (GTA). Per quanto riguarda, invece, il sito di Fara San
Martino, ubicato all’interno dell’area protetta, ha contatti e confronti con le autorità e gli enti locali e nazionali.
Ulteriori consultazioni, in particolare con le comunità direttamente interessate, verranno avviate nei prossimi
esercizi in linea con le indicazioni fornite nella sezione Stakeholder Engagement.
Inoltre, al fine di valutare la propria resilienza rispetto alle tematiche di biodiversità, il Gruppo monitora
costantemente i rischi legati alla biodiversità ed effettua regolari valutazioni per misurare la propria capacità
di gestirli. Anche nel 2024, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM, è stata condotta un’analisi
approfondita che ha coinvolto tutte le società incluse nel perimetro di consolidamento finanziario, comprese
le controllate di Princes Ltd., coprendo i tre orizzonti temporali breve, medio e lungo periodo definiti nel
paragrafo 6.4 di ESRS 1.
L’analisi ha valutato l’impatto dei rischi sulla catena di approvvigionamento e sulle performance economico-
finanziarie, evidenziando come il principale fattore di vulnerabilità del Gruppo sia la forte dipendenza della
catena di fornitura dagli ecosistemi naturali. Gli approvvigionamenti dipendono direttamente dalla
produttività del suolo e dalla disponibilità di risorse ittiche, entrambi influenzati non solo dalle condizioni
meteorologiche e dal cambiamento climatico, ma anche da fenomeni di erosione del suolo e
sovrasfruttamento. Una gestione non adeguata di questi aspetti potrebbe compromettere la stabilità
dell’approvvigionamento, con conseguenze lungo l’intera catena produttiva.
Un ulteriore fattore di vulnerabilità è rappresentato dallo stabilimento di Fara San Martino, situato all’interno
di un’area protetta. In questo caso, potenziali eventi accidentali legati alle attività del sito potrebbero avere
ripercussioni sulle aree tutelate, con potenziali impatti in termini di sanzioni, danno reputazionale e restrizioni
operative.
Per mitigare tali rischi, il Gruppo ha adottato strategie mirate, tra cui piani di emergenza e diversificazione
geografica dei fornitori, riducendo così la dipendenza da singole aree e minimizzando il rischio di interruzioni
nella supply chain.
Altri elementi chiave che rafforzano la resilienza di Newlat Food includono la solidità finanziaria, che consente
di accedere a capitali a costi sostenibili, facilitando investimenti strategici e misure di mitigazione dei rischi
senza compromettere l’equilibrio economico-finanziario.
Inoltre, la diversificazione dell’offerta e aggiornamento costante del portafoglio prodotti, che permettono al
Gruppo di adattarsi ai cambiamenti nella disponibilità di materie prime agricole e ittiche, investendo in linee
di prodotti meno esposte alla variabilità delle risorse naturali.
Per garantire, invece, la resilienza delle operazioni all’interno dell’area protetta, il Gruppo ha implementato un
sistema di gestione ambientale che, oltre al rispetto delle autorizzazioni e normative di riferimento, prevede
analisi e monitoraggi costanti, integrati con verifiche da parte di enti terzi.
111
E4-1 - Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel
modello aziendale
Il Gruppo, stante l’attività di integrazione in corso, non ha ancora definito un Piano integrato di transizione
in materia di biodiversità. Valuterà di farlo nel corso dei prossimi esercizi di pari passo al progresso
dell’integrazione.
E4-2 - Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Newlat Food non ha ancora definito politiche che coprano l’intero perimetro di rendicontazione, a seguito
della recente acquisizione del Gruppo Princes, la cui integrazione richiederà un impegno nei prossimi esercizi
per l’allineamento delle politiche a livello di Gruppo.
Da un lato, la Capogruppo Newlat Food S.p.A., insieme alle controllate incluse nel perimetro di
rendicontazione al gennaio 2024, affronta il tema della biodiversità attraverso il Codice Etico e di Condotta,
che sancisce l’impegno nella tutela dell’ambiente per il bene della collettività e delle future generazioni. Inoltre,
il Codice di Condotta per i fornitori richiede pratiche responsabili a tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Ogni sito opera nel rispetto delle normative locali tramite le autorizzazioni e le procedure previste.
Dall’altro, il Gruppo Princes ha definito politiche specifiche per la gestione delle risorse ittiche, già descritte
nella sezione E3 Acque e Risorse Marine. Inoltre, ha adottato una politica sulla deforestazione relativa
all’approvvigionamento di cacao, carne di manzo, olio di palma, soia e carta, materie prime il cui impatto
ambientale è legato alla deforestazione, alla perdita di biodiversità e a problematiche sociali come il lavoro
minorile e la disuguaglianza di genere.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
E4-3 - Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Il Gruppo, nel corso del 2024, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri
impatti, rischi e opportunità legati alla biodiversi e agli ecosistemi. In particolare:
Olio di palma: dal 2013, tutto l’olio di palma, il palmisto e i loro derivati utilizzati nei prodotti del
Gruppo Princes, sia acquistati direttamente sia tramite terzi, sono certificati Roundtable on Sustainable
Palm Oil (RSPO) ai livelli Identity Preserved, Segregated o Mass Balance. Parallelamente, i team coinvolti
nella Qualità e nella Ricerca e Sviluppo lavorano costantemente per individuare alternative o eliminare
l’olio di palma dai prodotti ove possibile.
Soia: il Gruppo Princes incoraggia i propri fornitori ad aderire a iniziative come il UK Soy Manifesto (o
equivalenti regionali) e a collaborare con le rispettive filiere per garantire forniture di soia a
deforestazione e conversione zero (VDCF - Verified Deforestation and Conversion Free).
Risorse ittiche: per l’approvvigionamento di pesce e prodotti ittici, si rimanda alla sezione E3 Acqua
e Risorse Marine, dove sono illustrate nel dettaglio le modalità per mitigare la pesca eccessiva e lo
sfruttamento delle risorse marine.
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia alla catena di fornitura, che alle fasi
downstream. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono: consumatori finali ed ecosistemi.
112
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
Il Gruppo non ha fatto ricorso ad alcuna compensazione della biodiversità, sono stati integrati i pareri e le
conoscenze indigene o soluzioni basate sulla natura. Tuttavia, come descritto all’interno della sezione ESRS
2 (Informazioni generali) IRO 1, nell’ambito dello stakeholder engagement vengono coinvolte le comunità
locali.
Metriche e obiettivi
E4-4 - Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi
Newlat Food non ha ancora definito obiettivi sulla biodiversità che coprano l’intero perimetro di
rendicontazione, a seguito della recente acquisizione del Gruppo Princes. L’integrazione richiederà un
impegno nei prossimi esercizi per definire obiettivi a livello di Gruppo.
Tuttavia, il Gruppo si impegna a operare nel rispetto della biodiversità, conformandosi alle normative
ambientali e alle autorizzazioni locali.
Il Gruppo Princes, invece, ha già adottato impegni specifici per le principali materie prime incluse nelle proprie
politiche ambientali:
Carne di manzo: entro il 2030, l’intera filiera di approvvigionamento in Brasile dovrà essere tracciata
tramite tecnologia blockchain, con una scadenza anticipata al 2025 per il bioma amazzonico. Inoltre,
tutti i fornitori di carne bovina dovranno risultare conformi all’accordo annuale del Cattle Agreement.
Olio di palma: entro il 2027, il 100% dell’olio di palma utilizzato nei prodotti alimentari e negli oli
vegetali dovrà essere certificato RSPO Segregated.
Soia: i firmatari dello UK Soy Manifesto si impegnano affinché tutta la soia nelle loro filiere sia certificata
Verified Deforestation and Conversion Free (VDCF) entro il 2025, con una data limite di deforestazione
fissata a gennaio 2020 o prima.
Cacao: attualmente il Gruppo Princes non acquista cacao direttamente lo utilizza come ingrediente
nei propri prodotti. Qualora ciò cambiasse, il requisito sarà l’adozione esclusiva di cacao certificato
Rainforest Alliance.
Carta: entro il 2026, tutti i materiali in cartone, carta o legno utilizzati negli imballaggi dovranno essere
certificati Forest Stewardship Council (FSC) o Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC).
Infine, il Gruppo ha definito impegni specifici per tutelare la biodiversità negli approvvigionamenti di risorse
marine, come indicato nella politica sull’approvvigionamento sostenibile dei prodotti ittici. Per maggiori
dettagli, si rimanda alla sezione E3 Acque e Risorse Marine.
E4-5 - Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi
Come già anticipato, l’unico sito produttivo situato all’interno di un’area protetta, il Parco Nazionale della
Maiella, è il pastificio di Fara San Martino, la cui superficie di pertinenza copre 3,5467 ettari. Qui si svolge
esclusivamente la produzione di pasta, un processo che comprende:
ricevimento e analisi della semola;
utilizzo di acqua nel processo produttivo;
113
essiccazione del prodotto finito.
Le attività della sede generano emissioni, rifiuti industriali e scarichi idrici gestiti attraverso un impianto di
trattamento delle acque reflue. L’intero processo è regolato dal sistema di gestione ambientale, nel pieno
rispetto delle autorizzazioni e dei controlli previsti dalla normativa. Questo include analisi periodiche e il
rispetto di precisi limiti per le emissioni e gli scarichi idrici.
Poiché la sede è già sottoposta a monitoraggi ambientali rigorosi e dispone di tutte le autorizzazioni necessarie
per operare, non sono state implementate metriche aggiuntive specifiche per la biodiversità.
114
E5 - USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE
ESRS 2 IRO-1 - Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Il processo di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per il Gruppo,
inclusi quelli relativi al tema E5 Uso delle Risorse ed Economia Circolare, è descritto in dettaglio nel paragrafo
IRO-1 all’interno della sezione ESRS 2 Informazioni generali, a cui si rimanda per un approfondimento.
A supporto dell’analisi di Doppia Rilevanza, il Gruppo ha elaborato un piano di stakeholder engagement per
coinvolgere i principali portatori di interesse nell’identificazione delle questioni di sostenibilità rilevanti.
Sebbene il Gruppo già in passato consultasse gli stakeholder, l’acquisizione del Gruppo Princes ha reso
necessario un aggiornamento del piano, includendo anche i nuovi soggetti coinvolti. Pertanto, le consultazioni
con gli stakeholder sulle questioni relative all’inquinamento, in particolare con le comunità interessate, avranno
luogo a partire dai prossimi esercizi, seguendo le linee guida del piano illustrato nella sezione Stakeholder
Engagement.
Di seguito vengo presentati, con una breve descrizione, gli impatti, rischi ed opportunità rilevanti individuati
associati ai relativi sottotemi.
Impatti rilevanti
Sotto-tema Impatto Descrizione degli impatti
Posizionamento
nella V.C.
Flussi in
entrata delle
risorse,
incluso l'uso
delle risorse
Inefficienze,
sprechi e degrado
ambientale dovuti a
un uso lineare delle
risorse
L'uso lineare delle risorse porta a inefficienze
e sprechi, poiché i materiali non vengono
riutilizzati o riciclati in modo efficace. Inoltre,
l’uso eccessivo di acqua, energia e materie
prime può esaurire le risorse naturali e
contribuire al degrado ambientale.
Upstream
Operazioni
proprie
Flussi in
uscita delle
risorse legati
a prodotti e
servizi
Eccesso di rifiuti da
imballaggio e
design inefficiente
dei prodotti
I rifiuti da imballaggio, in particolare la
plastica monouso, contribuiscono
all'inquinamento ambientale e all'aumento dei
materiali di scarto. Inoltre, i prodotti difficili
da riciclare o privi di piani adeguati alla fine
del ciclo di vita aumentano i rifiuti e riducono
la circolarità.
Operazioni
proprie
Downstream
Rifiuti Gestione
inefficiente degli
sprechi alimentari
Pratiche inefficaci nella gestione degli sprechi
alimentari portano a un aumento delle
emissioni di gas serra e alla perdita di materia
organica che può essere reimpiegata.
Operazioni
proprie
Rischi rilevanti
Sotto-tema Rischio Descrizione del rischio
Posizionamento
nella V.C.
115
Flussi in
entrata delle
risorse,
incluso l'uso
delle risorse
Rischio legato agli imballaggi
non sostenibili: impatto
ambientale negativo derivante
dall'uso di imballaggi non
riciclati, non riciclabili o non
biodegradabili
L’uso di imballaggi non sostenibili
può comportare sanzioni
economiche legate a normative
come la plastic tax e generare danni
reputazionali per l’azienda,
influenzando la percezione dei
consumatori e degli stakeholder.
Operazioni
proprie
Opportunità rilevanti
Sotto-
tema Opportunità Descrizione dell'opportunità
Posizionamento
nella V.C.
Flussi in
uscita delle
risorse
relative a
prodotti e
servizi
Opportunità legate agli
investimenti in soluzioni di
imballaggio a minor
impatto, come materiali
biodegradabili, riciclabili o
riutilizzabili, per ridurre i
rifiuti prodotti e le risorse
necessarie per la loro
gestione.
L'adozione di imballaggi sostenibili
permette di ridurre l'impatto ambientale,
migliorare l'efficienza nell'uso delle
risorse e rispondere alle normative
ambientali sempre più stringenti.
Inoltre, investire in soluzioni innovative
può rafforzare la reputazione aziendale,
attrarre consumatori sensibili alla
sostenibilità e generare vantaggi
competitivi nel mercato.
Operazioni
proprie
E5-1 - Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Come già evidenziato nel presente Documento, Newlat Food non ha ancora definito politiche che coprano
l’intero perimetro di rendicontazione. Questo è dovuto alla recente acquisizione del Gruppo Princes, la cui
integrazione richiederà un impegno nei prossimi esercizi per garantire un allineamento delle politiche a livello
di Gruppo.
La Capogruppo Newlat Food S.p.A., insieme alle controllate incluse nel perimetro di rendicontazione al
gennaio 2024, affronta il tema dell’uso delle risorse attraverso il Codice Etico e di Condotta, che sancisce
l’impegno nella tutela dell’ambiente, promuovendo la riduzione di inefficienze e sprechi. Inoltre, il Codice di
Condotta per i fornitori sensibilizza la catena di fornitura nel minimizzare l’impatto ambientale degli
imballaggi, ad esempio privilegiando materiali riciclabili, riciclati, compostabili o provenienti da fonti
rinnovabili, in linea con i principi di economia circolare.
Il Gruppo Princes, invece, ha definito linee guida interne per il packaging sostenibile, con impegni chiari e
resi pubblici, approfonditi nella sezione seguente. Oltre a ciò, Princes si impegna attivamente nella riduzione
dei rifiuti, degli scarti alimentari e delle acque reflue, come dettagliato nelle sezioni E5-2 ed E5-3 sulle azioni
e sugli obiettivi relativi all’uso delle risorse e all’economia circolare.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
116
In questo contesto, Newlat Food dimostra un progressivo orientamento verso una gestione responsabile dei
flussi di scarto. Il Gruppo Princes si concentra sulle pratiche di prevenzione e preparazione al riutilizzo,
mentre le altre società, insieme alla Capogruppo, puntano sul riciclo e, ove non possibile, sullo smaltimento
responsabile.
E5-2 - Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Il Gruppo, nel corso del 2024, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri
impatti, rischi e opportunità legati all’uso delle risorse e all’economia circolare. In particolare:
Per gli imballaggi in materiali plastici relativi alle società del Gruppo Princes, aumento del grado di
riciclabilità dei materiali e dell’uso di materiali da riciclo, riducendo così l’uso di plastica vergine.
Per gli imballaggi a base carta del Gruppo Princes, progressiva adozione delle forniture di materiali
oggetto di certificazione FSC o PEFC, contribuendo alla gestione sostenibile delle risorse forestali.
Per la società Princes Tuna Mauritius, riutilizzo degli scarti di lavorazione del pesce. Gli scarti semi-
solidi e le acque reflue vengono trasformati in biogas tramite digestione anaerobica, mentre altre parti
di scarto, come teste, interiora, pelle e lische, vengono impiegate per la produzione di farina e olio di
pesce destinati all’alimentazione animale. La parte restante viene sottoposta a processi biochimici e
trasformata in materiali di origine biologica.
Per la società, Princes Italia (stabilimento di Foggia), attiva nella produzione di conserve di pomodoro,
utilizzo di bucce e semi di pomodoro, residui vegetali e legumi non idonei alla trasformazione per la
produzione di biogas e mangimi per il settore zootecnico.
Sempre per lo stabilimento di Foggia, recupero integrale di sabbia, terriccio e pietre derivanti dalla
raccolta dei pomodori, insieme agli scarti di depurazione delle acque, destinandoli alla produzione di
fertilizzanti agricoli e agli impianti di compostaggio locali.
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia alla catena di fornitura, che alle fasi
downstream. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono: agricoltori, allevatori, consumatori finali ed
ecosistemi.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
Metriche e obiettivi
E5-3 -Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
Attualmente non sono stati definiti obiettivi integrati che coprano l’intero perimetro di consolidamento.
Tuttavia, la società Princes Ltd., forte delle proprie buone pratiche, ha definito impegni ambiziosi per
migliorare la gestione delle risorse e ridurre l’impatto ambientale.
Entro il 2030, l’azienda si propone di:
Diminuire del 30% la produzione complessiva di rifiuti;
Ridurre del 50% gli sprechi alimentari nei propri stabilimenti produttivi.
Entro il 2026, gli impegni principali includono:
117
Utilizzare, in media, almeno il 40% di plastica riciclata negli imballaggi dei prodotti;
Garantire che gli imballaggi siano ampiamente riciclabili;
Assicurare che il 100% della carta e del cartone impiegati provenga da fonti certificate FSC o PEFC.
I target stabiliti dal Gruppo Princes si concentrano sulle pratiche di prevenzione e preparazione al riutilizzo
e, laddove ciò non sia possibile, sull’incremento del riciclo, garantendo un approccio responsabile alla gestione
delle risorse e alla riduzione dell’impatto ambientale.
E5-4 - Flussi di risorse in entrata
Come già evidenziato nella sezione dedicata alla Catena del Valore, le principali materie prime impiegate nel
processo produttivo di Newlat Food sono prevalentemente di origine agroalimentare. Tra queste, rientrano
la semola di grano duro destinata alla produzione della pasta, oltre a latte, panna e siero di latte per la
realizzazione di prodotti lattiero-caseari. Un altro elemento rilevante è rappresentato dai prodotti ittici, in
particolare il tonno, sia pescato che proveniente da allevamenti, insieme a oli vegetali, legumi e altri alimenti
come pomodori, concentrati di frutta e succhi. A questi si aggiungono farine diverse, spezie, uova, aromi,
conservanti, latte in polvere, zuccheri, cacao, coadiuvanti, vitamine e minerali, lieviti e altri ingredienti chimico-
alimentari impiegati nella produzione di prodotti speciali.
Oltre alle materie prime alimentari, un ruolo fondamentale è svolto dagli imballaggi, che comprendono
plastica, carta, cartone, metalli come alluminio o banda stagnata e materiali poliaccoppiati. Inoltre, il
funzionamento degli impianti richiede l’impiego di risorse energetiche come gas metano, energia elettrica,
vapore e carburanti quali benzina, gasolio e GPL.
L’approvvigionamento di queste risorse è un elemento chiave per la sostenibilità complessiva del Gruppo, in
quanto incide direttamente sui consumi, sulle emissioni e sulla gestione responsabile delle materie prime lungo
l’intera filiera produttiva. Per questo motivo, Newlat Food adotterà nei prossimi esercizi un approccio
integrato esteso a tutto il perimetro di consolidamento, finalizzato a ottimizzare l’approvvigionamento e la
gestione dei flussi in entrata. L’obiettivo sarà quello di minimizzare gli impatti ambientali e i rischi connessi,
promuovendo al contempo un uso più efficiente e sostenibile delle risorse.
Informativa Udm Quantità
Peso totale complessivo dei prodotti e dei materiali tecnici e biologici utilizzati
39
Kg 975.439.300
% di materiali biologici provenienti da filiera sostenibile
40
% 0
Peso totale dei componenti secondari riutilizzati o riciclati e dei prodotti e dei materiali
intermedi secondari utilizzati
41
Kg 0
% dei componenti secondati riutilizzati o riciclati e dei prodotti e dei materiali intermedi secondari utilizzati
% 0
39
Dato relativo alle principali materie prime utilizzate dal Gruppo (olio di semi, tonno, olio di oliva, succhi, legumi latte, semola, pomodoro, panna,
siero), ed ai materiali di packaging. Il calcolo è stato effettuato sia utilizzando dati puntuali (materie prime e, per alcune società del Gruppo -
Newlat Food S.p.A., Centrale del Latte d’Italia S.p.A., Princes Italia S.p.A., ed EM Foods S.A.S., packaging), sia sulla base di stime (packaging
relativamente alle restanti società del Gruppo per le quali non sono disponibili dati puntuali). Per estendere la stima dei dati puntuali a livello di
Gruppo, come parametro è stato utilizzato il fatturato delle singole Società.
40
Pur essendovi approvvigionamenti di materiali da filiere sostenibili all’interno del Gruppo, non è presente un sistema di raccolta dati che consenta
di dichiarare con ragionevole approssimazione il presente data point.
41
Pur essendovi approvvigionamenti di materiali provenienti da riciclo all’interno del Gruppo, non è presente un sistema di raccolta dati che consenta
di dichiarare con ragionevole approssimazione il presente data point.
118
E5-5 - Flussi di risorse in uscita
Si riportano di seguito i rifiuti generati dal gruppo, puntualmente rilevati dalle società. Trattandosi di business
produttivo, le principali tipologie sono rifiuti organici, rifiuti da imballaggi, rifiuti chimici per l’igiene ed il
funzionamento dei macchinari, rifiuti industriali come i fanghi di depurazione e rifiuti derivanti dalle attività
di manutenzione. Non vi sono, tra questi, rifiuti radioattivi.
Informativa Udm Quantità
a) Quantità totale di rifiuti prodotti Kg 37.352.977
b)
Rifiuti non destinati allo smaltimento Kg 34.807.260
Rifiuti pericolosi non destinati allo smaltimento Kg 198.006
di cui:
preparazione per il
riutilizzo Kg 4.569
riciclaggio Kg 15.730
altre operazioni di recupero Kg 177.707
Rifiuti non pericolosi non destinati allo smaltimento Kg 34.609.254
di cui:
preparazione per il riutilizzo
Kg 59.566
riciclaggio Kg 9.523.178
altre operazioni di recupero Kg 25.026.510
c)
Rifiuti destinati allo smaltimento Kg 2.545.717
Rifiuti pericolosi destinati allo smaltimento Kg 31.222
di cui:
incenerimento Kg 5.297
smaltimento in discarica Kg 1.440
altre operazioni di smaltimento Kg 24.485
Rifiuti non pericolosi destinati allo smaltimento Kg 2.514.496
di cui:
incenerimento Kg 221.275
119
smaltimento in discarica Kg 645.870
altre operazioni di smaltimento Kg 1.647.350
d)
Quantità totale di rifiuti non riciclati Kg 27.814.069
Percentuale di rifiuti non riciclati % 74,5
Quantità totale di rifiuti pericolosi Kg 229.228
I principali prodotti e materiali derivanti dal processo produttivo del Gruppo includono alimenti destinati al
consumo. La loro durabilità è regolata da normative rigorose in materia di conservazione e scadenza,
garantendo qualità, sicurezza e conformità agli standard vigenti.
120
INFORMAZIONI SOCIALI
S1 - FORZA LAVORO PROPRIA
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
I portatori d’interesse sono stati coinvolti durante l’esercizio di stakeholder engagement e si rimanda
all’apposita sezione all’interno dell’ESRS 2 per maggiori informazioni.
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
Newlat Food opera principalmente in Paesi europei e nel Regno Unito, contesti caratterizzati da un forte
impegno nella tutela dei diritti umani e dei lavoratori. Oltre a queste sedi, vi sono anche due stabilimenti alle
Mauritius, dove la Società Princes Tuna Mauritius (PTM) opera nella trasformazione dei prodotti ittici, come
il tonno.
Sebbene l’International Labour Organisation (ILO) segnali un rischio più elevato di fenomeni come il lavoro
minorile e forzato in Africa, in particolare nell’Africa sub-sahariana, PTM, controllata da Princes Limited,
adottando lo stesso Codice di Condotta e le medesime politiche in materia di diritti umani e tutela dei
lavoratori della Capogruppo, mira a garantire il rispetto degli standard aziendali e internazionali, in linea con
le sedi europee.
Data la natura produttiva del Gruppo, l’analisi di rilevanza ha evidenziato una forte dipendenza dal capitale
umano. Newlat Food si avvale principalmente di personale dipendente, supportato da una quota minore di
lavoratori non dipendenti, impiegati prevalentemente in attività di pulizia, logistica, gestione dei magazzini e
produzione. La maggior parte dei dipendenti è coinvolta direttamente nelle attività produttive, mentre la
restante parte svolge ruoli amministrativi e gestionali negli uffici. Un'analisi dettagliata delle caratteristiche del
personale dipendente è riportata nelle sezioni successive, in particolare nella S1-6.
Tra i temi più significativi in termini di impatto emergono, in primo luogo, la salute e la sicurezza dei
dipendenti, seguiti da aspetti fondamentali come le pari opportunità, incluse la parità di genere, la diversity &
inclusion, la crescita professionale e la formazione. Altri ambiti cruciali riguardano la tutela dei lavoratori contro
ogni forma di discriminazione o violenza, il bilanciamento tra vita lavorativa e privata, la prevenzione di forme
di lavoro forzato e la protezione della privacy. Un aspetto rilevante è anche la stagionalità del lavoro,
strettamente connesso alla natura delle operazioni dello stabilimento della Società Princes Italia, attiva nella
lavorazione del pomodoro. Gli impatti individuati, strettamente legati alle operazioni proprie del Gruppo,
sono di natura sistemica, ovvero il settore produttivo è potenzialmente interamente coinvolto, da un lato a
causa della forte dipendenza dal capitale umano e dall’altra per la natura delle operazioni che richiedono lavoro
su turni, a stretto contatto con macchinari.
Tali impatti rilevanti sono legati ai principali rischi individuati, i quali, se non gestiti adeguatamente, potrebbero
avere conseguenze sia reputazionali che sanzionatorie. Il mancato rispetto dei diritti umani nei rapporti di
lavoro potrebbe esporre l’azienda a gravi ripercussioni legali e reputazionali. Allo stesso modo, una gestione
inefficace delle risorse umane potrebbe generare insoddisfazione diffusa, aumento del turnover e
deterioramento del clima aziendale, con effetti negativi sulla produttività e sulla capacità di attrarre e trattenere
talenti. Inoltre, una scarsa attenzione alla diversity & inclusion e alla parità di trattamento rappresenterebbe un
ulteriore fattore di rischio, poiché l’assenza di iniziative concrete per favorire un ambiente di lavoro equo e
121
inclusivo potrebbe compromettere il coinvolgimento dei dipendenti, danneggiare la reputazione aziendale ed
esporre l’azienda a potenziali azioni legali per discriminazione. Alcuni di questi rischi si collocano nella fase
upstream della catena del valore del Gruppo, in particolare quelli legati al mancato rispetto dei diritti umani,
che riguardano le aree più remote della catena di fornitura, dove il controllo su queste tematiche è meno
incisivo. Altri rischi, invece, sono presenti anche all'interno delle operazioni del Gruppo, come quelli relativi
alla promozione della diversità e dell'inclusione, nonché alla gestione dei rapporti di lavoro.
S1-1 - Politiche relative alla forza lavoro propria
La Capogruppo Newlat Food S.p.A. ha implementato un Codice Etico e di Condotta, applicato a tutte le
società controllate, ad eccezione del Gruppo Princes, che adotta un proprio codice. Entrambi i documenti si
basano su standard e linee guida internazionali, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, i principi
del Global Compact delle Nazioni Unite e gli standard fondamentali del lavoro promossi dall’Organizzazione
Internazionale del Lavoro (ILO).
Tra i principi comuni a entrambi i codici di condotta vi è il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione,
garantendo pari diritti e opportunità a tutti i lavoratori, indipendentemente da etnia, colore della pelle, credo
religioso, genere, orientamento sessuale, origine nazionale o regionale, età, disabilità o qualsiasi altra
condizione personale.
Oltre al Codice Etico e di Condotta, la capogruppo Newlat Food S.p.A. ha adottato alcune politiche
fondamentali in relazione alla forza lavoro propria, tra queste vi è:
La Politica di Sostenibilità: affronta in modo globale tutte le tematiche ESG, tra cui la salute e la
sicurezza dei dipendenti, la valorizzazione del capitale umano, la tutela dei diritti umani, l’inclusione
e la diversità;
La Politica sui Diritti Umani: si focalizza sulla tutela e il rispetto dei diritti fondamentali, includendo
il contrasto al lavoro minorile e forzato, la promozione di condizioni lavorative e retributive giuste e
dignitose, il rispetto degli orari di lavoro e il diritto alla libertà di associazione;
La Politica sulla Diversità e l’Inclusione: promuove la parità di trattamento e la non discriminazione,
riconoscendo la diversità come un valore strategico per la competitività aziendale. La politica si
concentra sulla parità di genere, la diversità generazionale, l’inclusione delle persone con disabilità e
la valorizzazione delle differenze culturali;
La Politica del Sistema di Gestione Integrato (Qualità, Ambiente, Salute e Sicurezza): sancisce
l’impegno per garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre, sottolineando l'importanza della
corretta applicazione delle normative sulla sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori.
Anche il Gruppo Princes ha sviluppato politiche rilevanti per la propria forza lavoro, tra cui una politica
specifica sulla salute e sicurezza, che definisce il quadro di riferimento per la gestione di questi aspetti in tutte
le sedi operative. L’impegno del Gruppo si concentra sulla conformità alle normative EHS, sul miglioramento
continuo delle performance di sicurezza e sulla prevenzione dei rischi per i lavoratori e l’ambiente.
Inoltre, per il rispetto dei diritti umani, è stato adottato il Modern Slavery Act Statement, un documento che
affronta il tema della schiavitù moderna e sancisce l’impegno del Gruppo nel contrastare il lavoro forzato, sia
all’interno della propria catena di fornitura che nelle attività operative dirette.
Le politiche di Princes Limited trattano anche aspetti specifici legati alla discriminazione e alle molestie sul
luogo di lavoro, con particolare attenzione a fenomeni come la discriminazione di genere, etnica e le molestie
122
sessuali. Inoltre, Princes promuove attivamente le pari opportunità, impegnandosi a creare un ambiente di
lavoro equo e inclusivo, in cui ogni individuo possa esprimere il proprio potenziale senza barriere.
In alcuni paesi in cui opera Princes Limited, sono state implementate politiche aggiuntive per il benessere dei
dipendenti:
Regno Unito e Paesi Bassi: introduzione di misure a supporto dei dipendenti sottoposti a trattamenti
per la fertilità, con l’obiettivo di creare una cultura aziendale inclusiva e solidale.
Regno Unito: implementazione di specifiche politiche a favore dei caregivers, per garantire un ambiente
di lavoro favorevole a chi assiste coniugi, partner, genitori, figli o amici, consentendo loro di conciliare
le responsabilità familiari con il benessere personale e la produttività. Inoltre, sono state implementate
politiche relative ai congedi familiari per permettere ai dipendenti di bilanciare al meglio vita lavorativa
e familiare.
Anche la joint operation situata in Polonia dispone di politiche e procedure con contenuti analoghi emessi dalla
controparte. In particolare, il Codice di Condotta affronta tematiche legate alla salute e sicurezza sul lavoro,
al rifiuto di ogni forma di discriminazione e molestia, alla promozione delle pari opportunità e alla
valorizzazione della diversità e dell’inclusione.
Inoltre, sono presenti due Politiche sui Diritti Umani, una per Newlat Food ed una per Princes (Ethics Trade
and Human Rights), in corso di integrazione, che approfondiscono aspetti quali la libertà di associazione, il
contrasto al lavoro forzato e minorile, la prevenzione di molestie e discriminazioni, l’inclusione e la creazione
di un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso.
Tutte le società e le sedi del Gruppo Newlat Food, dunque, hanno adottato politiche a tutela dei diritti umani
e dei lavoratori in relazione alla propria forza lavoro. L’obiettivo, nei prossimi esercizi, sarà integrare
progressivamente queste politiche, preservando al contempo le specificità richieste da ciascun sito e regione.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
S1-2 - Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in
merito agli impatti
Newlat Food riconosce l'importanza di un dialogo costante e strutturato con i propri dipendenti riguardo agli
impatti rilevanti, effettivi e potenziali. Questo confronto avviene direttamente, ma anche attraverso i
rappresentanti dei lavoratori e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di garantire trasparenza e
coinvolgimento nelle decisioni aziendali. La responsabilità di assicurare che tale coinvolgimento abbia luogo
e che i risultati orientino l’approccio dell’Azienda è in capo all’Organo Dirigente.
La comunicazione con i lavoratori si svolge in diverse modalità: per la semplice condivisione di informazioni,
vengono utilizzate bacheche aziendali e comunicazioni digitali per il personale impiegatizio.
Nei casi in cui sia necessario un coinvolgimento attivo nel processo decisionale, ad esempio per la definizione
di contratti collettivi, premi e benefit aziendali, il dialogo avviene attraverso i rappresentanti dei lavoratori e le
organizzazioni sindacali. Questo approccio assicura che le esigenze e le opinioni dei dipendenti siano ascoltate
e integrate nelle scelte aziendali, promuovendo un ambiente di lavoro equo e partecipativo e favorendo il
rispetto dei diritti umani, già comunque integrato all’interno dei Codici etici di condotta delle Società del
Gruppo.
123
Il dialogo con le organizzazioni sindacali è un elemento centrale delle relazioni industriali del Gruppo. Newlat
Food opera, infatti, in un contesto in cui la consapevolezza dei diritti dei lavoratori è elevata e le
rappresentanze sindacali svolgono un ruolo attivo, favorendo un'interazione trasparente e proattiva. Lo stesso
approccio viene seguito anche per le sedi alle Mauritius, che adottano le medesime politiche a tutela dei diritti
dei lavoratori, garantendo coerenza con gli standard del Gruppo.
S1-3 - Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri
di sollevare preoccupazioni
Il Gruppo ha adottato strumenti formali per consentire alla forza lavoro di segnalare eventuali preoccupazioni,
comportamenti scorretti o violazioni di leggi e regolamenti. Tutti i dipendenti hanno accesso a canali e
meccanismi di reclamo dedicati.
Oltre alla tradizionale cassetta delle segnalazioni, ancora presente in alcune sedi, è disponibile un canale online,
accessibile a tutti i dipendenti nelle diverse Società e sedi del Gruppo. Per le Società italiane, questo sistema è
integrato nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 (di seguito anche “MOG
231”).
Il canale di whistleblowing, gestito da un fornitore terzo e indipendente, è operativo 24 ore su 24, 7 giorni su
7, e rispetta i requisiti della Direttiva UE 2019/1937, in relazione a tematiche quali la riservatezza e protezione
dei dati del segnalante, il rispetto delle tempistiche relative al processo di gestione delle segnalazioni, la
protezione del segnalante verso qualsiasi forma di ritorsione, tra cui licenziamento o altre discriminazioni.
Le segnalazioni vengono esaminate da membri incaricati della gestione, che possono appartenere alla funzione
HR, al dipartimento legale o a Comitati istituiti ad hoc.
Per favorire la trasparenza e l’accessibilità a tali canali nonché la comunicazione alla propria forza lavoro, le
Società del Gruppo hanno adottato politiche e procedure specifiche che informano i dipendenti sull’esistenza
del canale e ne definiscono diritti e doveri in caso di segnalazione. Tali informazioni sono diffuse attraverso
diversi mezzi, tra cui affissioni nelle bacheche aziendali, pubblicazioni sui portali online e comunicazioni via
e-mail.
Inoltre, le Società italiane, dotate di MOG 231, integrano tali informazioni nelle sessioni di formazione
previste dalla normativa, assicurandone la diffusione all’interno della propria forza lavoro.
Attualmente, non esiste un sistema strutturato e formalizzato per valutare il livello di consapevolezza dei
lavoratori riguardo all’esistenza di queste strutture e processi. Tuttavia, l’ampia comunicazione adottata facilita
la diffusione delle informazioni tra le varie funzioni e categorie di dipendenti, permettendo loro di sapere a
chi rivolgersi per eventuali segnalazioni.
S1-4 - Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei
rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria,
nonché efficacia di tali azioni
Tra i temi più significativi in termini di impatto emergono, in primo luogo, la salute e la sicurezza dei
dipendenti, data la centralità del lavoro produttivo nelle attività del Gruppo. Per garantire ambienti di lavoro
sicuri e conformi alle normative vigenti, le diverse società adottano Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza
124
conformi alla normativa di riferimento. In Italia, le sedi sono asseverate al D.Lgs. 81/2008, mentre nel Regno
Unito si fa riferimento all’Health & Safety at Work Act del 1974. In Germania viene applicato
l’Arbeitssicherheitsgesetz, in Francia il Code du Travail e nelle sedi delle Mauritius l’Occupational Health and
Safety Act.
Tra le iniziative che il Gruppo porta avanti, vi sono le seguenti:
Valutazione e gestione dei rischi: l’individuazione e la gestione dei pericoli nei luoghi di lavoro sono
fondamentali per prevenire incidenti e malattie professionali. Questi processi sono condotti
periodicamente e in occasione di modifiche significative alle attività, agli impianti o alle attrezzature;
Monitoraggio sanitario: tutti i dipendenti sono sottoposti a visite mediche periodiche per verificare la
loro idoneità alla mansione. La frequenza di tali controlli è definita in base ai rischi specifici del ruolo
e alle normative vigenti nei diversi Paesi;
Formazione obbligatoria: la formazione in materia di salute e sicurezza è obbligatoria e viene erogata
periodicamente. I corsi sono strutturati in funzione delle mansioni e dei rischi specifici associati a
ciascun ruolo, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei lavoratori e promuovere
comportamenti sicuri;
Segnalazione e gestione degli incidenti: i lavoratori sono attivamente incoraggiati a segnalare situazioni
di pericolo attraverso un sistema strutturato di raccolta e analisi delle segnalazioni;
Monitoraggio e analisi degli infortuni: il Gruppo adotta un sistema di monitoraggio costante della
sicurezza sul lavoro attraverso l’analisi di KPI specifici. Questo approccio consente di valutare
l’andamento degli incidenti, misurare l’efficacia delle misure adottate e identificare eventuali aree di
miglioramento;
Coinvolgimento attivo dei lavoratori: la partecipazione della forza lavoro è garantita attraverso
incontri periodici tra i rappresentanti dei lavoratori ed i responsabili della sicurezza, in cui vengono
discusse criticità, segnalazioni e possibili interventi migliorativi.
Parallelamente, per presidiare o mitigare gli impatti negativi ed i rischi legati alle pari opportunità, alla parità
di genere, alla diversity & inclusion, alla crescita professionale e alla tutela dei lavoratori, il Gruppo, come
approfondito nella sezione precedente, ha istituito un canale di segnalazione dedicato, attraverso il quale i
dipendenti possono riportare eventuali violazioni di legge o comportamenti illeciti, anche in riferimento a
queste tematiche.
Oltre a ciò, il Gruppo adotta le seguenti misure per rafforzare il proprio impegno su questi aspetti:
Prevenzione del lavoro forzato e tutela dei diritti dei lavoratori: il Gruppo applica una politica di
tolleranza zero nei confronti del lavoro forzato e del lavoro minorile, garantendo il pieno rispetto
della normativa sui diritti dei lavoratori. Inoltre, in alcune sedi del Gruppo vengono condotti audit
SMETA per verificare la conformità agli standard lavorativi.
Processi di selezione inclusivi: il Gruppo ha adottato pratiche di assunzione non discriminatorie,
garantendo che i processi di selezione valutino, in aggiunta alle competenze tecniche, anche il rispetto
dei principi di diversità e inclusione, con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro equo e
rappresentativo.
Formazione su inclusione e parità di genere: l’azienda promuove programmi di formazione per ridurre
i bias inconsci e favorire una cultura aziendale inclusiva. Tali iniziative, già attive in alcune sedi della
società Princes Ltd., saranno progressivamente estese anche alle altre sedi del Gruppo.
Sviluppo delle competenze: il Gruppo considera la formazione continua e la crescita professionale
fondamentali per il successo aziendale. Per garantire elevati standard di prodotto e di processo,
125
promuove una cultura basata sullo sviluppo delle competenze attraverso corsi mirati e incentivando
la partecipazione del personale a tutti i livelli.
Protezione della privacy e dei dati personali: il Gruppo assicura il rispetto della normativa in materia
di trattamento dei dati personali, con l’istituzione di registri dedicati alla gestione dei dati. Inoltre,
vengono effettuati investimenti in sistemi di sicurezza e programmi di formazione specifici per
sensibilizzare i dipendenti.
Per Princes Italia (stabilimento di Foggia), copertura del lavoro stagionale mediante forme di
protezione sociale contro la perdita di reddito, in linea con i programmi pubblici previsti.
Per il Gruppo Princes, copertura del 100% dei siti produttivi di proprietà o in joint venture con terze
parti con audit etici indipendenti, quali SEDEX Members Ethical Trade Audit oppure audit SA8000.
Le azioni sopra descritte sono relative alle own operations. I principali stakeholder beneficiari delle azioni
sono i lavoratori propri.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
S1-5 - Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
La recente acquisizione del Gruppo Princes rende necessaria l’integrazione degli obiettivi relativi alla gestione
degli impatti negativi e dei rischi a livello di Gruppo. Questo processo di armonizzazione sarà attuato in modo
progressivo nel corso dei prossimi esercizi.
Metriche
S1-6 - Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
Nel 2024, il personale del Gruppo ha registrato un’evoluzione significativa a seguito dell’importante
acquisizione del Gruppo Princes, passando da un organico di 2.303 lavoratori nel 2023 a 8.443 nel 2024. Le
tabelle seguenti illustrano la composizione del personale, con un dettaglio sul genere, sul paese in cui la forza
lavoro opera e sulle diverse tipologie contrattuali.
Per rappresentare le caratteristiche della forza lavoro è stato considerato il numero di persone (headcount)
presenti nel Gruppo al 31 dicembre 2024
42
.
Genere Numero di dipendenti
Uomini 4807
Donne 3635
Altro 0
42
Il calcolo del numero di persone nella forza lavoro è stato effettuato includendo i lavoratori impiegati nel Gruppo con contratti di lavoro
dipendente o equivalenti nei Paesi al di fuori dell'Italia. Sono state escluse dal computo altre forme contrattuali, quali lavoratori
somministrati, tirocinanti e collaboratori coordinati e continuativi.
126
Non comunicato 1
Totale dipendenti 8443
Paese Numero di dipendenti
Francia 90
Germania 164
Italia 1614
Mauritius 3855
Paesi Bassi 64
Polonia
43
32,5
Regno Unito
44
2623,5
Totale dipendenti 8443
Numero di dipendenti al 31/12/2024
DONNE UOMINI ALTRO NON COMUNICATO TOTALE
Numero di dipendenti
3635 4807 0 1 8443
Numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato
2328,5 3947,5 0 1 6277
Numero di dipendenti con contratto a tempo determinato
1306,5 859,5 0 0 2166
Numero di dipendenti con contratto ad orario non garantito
0 0 0 0 0
43
In Polonia operano alcuni dipendenti del ramo commerciale Princes BV ed i dipendenti della joint operation EOL Polska. Il numero di dipendenti
al 31/12/2024 di quest‘ultima è stato considerato al 50%.
44
Nel Regno Unito operano i dipendenti della joint venture EOL UK, pertanto il numero di dipendenti di quest‘ultima al 31 dicembre 2024 è stato
considerato al 50%.
127
Numero di dipendenti con contratto full-time
3455,5 4702,5 0 1 8159
Numero di dipendenti con contratto part-time
179,5 104,5 0 0 284
Numero di dipendenti al 31/12/2024
Francia Germania Italia Mauritius Paesi Bassi Polonia
45
Regno Unito
46
Totale
Numero di dipendenti
90 164 1614 3855 64 32,5 2623,5 8443
Numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato
90 130 1410 1960 64 32 2591 6277
Numero di dipendenti con contratto a tempo determinato
0 34 204 1895 0 0,5 32,5 2166
Numero di dipendenti con contratto ad orario non garantito
0 0 0 0 0 0 0 0
Numero di dipendenti con contratto full-time
84 159 1564 3746 57 32,5 2516 8159
Numero di dipendenti con contratto part-time
6 5 50 109 7 0 107 284
Tasso di avvicendamento 2024
12
Numero di dipendenti che hanno lasciato l’impresa durante il 2024
47
693,5
Tasso di avvicendamento 8,21
45
I dati relativi ai dipendenti della joint operation EOL Polska, con sede in Polonia, sono stati considerati al 50%.
46
I dati relativi ai dipendenti della joint operation EOL UK, con sede nel Regno Unito, sono stati considerati al 50%.
47
I dati relativi ai dipendenti delle joint operation EOL UK ed EOL Polska sono stati considerati al 50%.
128
S1-8 - Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
Il Gruppo pone grande attenzione alla tutela dei propri dipendenti e garantisce il pieno rispetto delle
normative vigenti. Nel 2024, l’82% della forza lavoro dei lavoratori dipendenti è coperto da un accordo di
contrattazione collettiva. Nel dettaglio, in Italia, Germania, Francia e Paesi Bassi, tutti i dipendenti sono
coperti da un contratto collettivo nazionale, mentre nelle Mauritius la copertura arriva ad oltre il 90% della
forza lavoro. Tale numerica è legata alle normative locali dei Paesi dell'Unione Europea, dove la contrattazione
collettiva è regolamentata e ampiamente diffusa. Analogamente, anche alle Mauritius essa è disciplinata dalla
normativa sul lavoro vigente. Diversamente, nelle società inglesi Symington’s e Princes Limited, così come
nelle joint operation nel Regno Unito ed in Polonia, tale percentuale si riduce: questo è dovuto alle differenti
strutture sindacali e alle specifiche condizioni contrattuali proprie del contesto polacco e anglosassone.
Tuttavia, laddove non vi è un contratto collettivo che regola determinate condizioni, vi è direttamente la
legislazione nazionale, come, ad esempio, per quanto riguarda la remunerazione e le altre tematiche legate ai
diritti dei lavoratori.
Per quanto riguarda il dialogo sociale, come si può evincere dalla tabella sottostante, tutti i dipendenti che
operano nei Paesi appartenenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) sono rappresentati da rappresentanti
dei lavoratori. Infine, nella Società inglese Princes Ltd. Ed in tutte le sue controllate con sede in Europa e nel
Regno Unito è presente un accordo con i propri dipendenti per la rappresentanza da parte di un comitato
aziendale europeo (CAE).
Nel corso del 2024, non è stata ricevuta alcuna validazione da enti esterni sulle informazioni relative alla
presente metrica.
Copertura della
contrattazione collettiva
Copertura della
contrattazione collettiva
Dialogo sociale
Tasso di
copertura
Lavoratori dipendenti
SEE
Lavoratori dipendenti
non SEE
Rappresentanza sul luogo di
lavoro (soltanto SEE)
0-19% Polonia
20-39%
40-59% Regno Unito
60-79%
80-100% Italia
Francia
Germania
Paesi Bassi
Mauritius Italia
Francia
Germania
Paesi Bassi
Polonia
129
S1-9 - Metriche della diversità
Di seguito è presentata la forza lavoro del Gruppo in base alla diversità. Per quanto riguarda la distribuzione
di genere nell'Alta Dirigenza, considerando le diverse nature contrattuali nei vari Paesi in cui il Gruppo opera,
sono stati inclusi tra gli "Alti Dirigenti" i profili assimilabili ai contratti dirigenziali in vigore in Italia.
GenereNumero dei membri dell’Alta Dirigenza
% dei membri dell’Alta Dirigenza
Uomini 45 90%
Donne 5 10%
Totale 50 100%
Per quanto riguarda la distribuzione dei dipendenti per fascia d’età, oltre la metà rientra nella fascia tra i 30 e
i 50 anni, seguita dai dipendenti over 50 e, infine, dalla fascia degli under 30.
Fascia d’etàNumero dei dipendenti% dei dipendenti
<30 1174 14%
30-50 4785 56%
>50 2485 30%
Totale 8443 100%
S1-10 - Salari adeguati
Tutti i dipendenti del Gruppo ricevono una retribuzione equa e in linea con gli standard di settore. Il
compenso è infatti determinato nel pieno rispetto dei contratti collettivi nazionali o, laddove non applicabili
o non presenti, delle normative vigenti nei singoli Paesi. Questo approccio garantisce condizioni salariali
adeguate e coerenti con il contesto normativo.
S1-14 - Metriche di salute e sicurezza
La salute e sicurezza, data la natura manifatturiera del business, è uno degli elementi chiave per la strategia del
Gruppo. Si riportano di seguito le metriche principali calcolate sulla base di dati puntualmente tracciati sui
registri e sui sistemi aziendali. Il tasso di infortuni è calcolato come il numero di infortuni (in sito, durante il
lavoro da casa o durante il tragitto) diviso per il totale delle ore lavorate, moltiplicato per 1.000.000. Il tasso
di infortuni è pari a 15.
130
Informativa Udm Quantità
a)
% di lavoratori coperti dal sistema di gestione della salute e sicurezza
dell'impresa, in base a prescrizioni giuridiche e/o norme od orientamenti
riconosciuti, di cui:
% 100
Lavoratori dipendenti % 100
Lavoratori non dipendenti % 0
b)
Numero di decessi, fra i propri lavoratori, avvenuti nel corso dell'anno di
rendicontazione, di cui:
Numero 0
dovuti a lesioni connesse al lavoro Numero 0
dovuti a malattie connesse al lavoro Numero 0
Numero di decessi
, fra altri lavoratori che operano nei siti dell'impresa, quali
i lavoratori nella catena del valore se operano nei siti dell'impresa, avvenuti
nel corso dell'anno di rendicontazione, di cui:
Numero 0
dovuti a lesioni connesse al lavoro Numero 0
dovuti a malattie connesse al lavoro Numero 0
c)
Numero di infortuni sul lavoro registrabili Numero 134
Numero totale di ore lavorate dai lavoratori propri Numero
8.936.209
Tasso di infortuni sul lavoro
Numero per
milione di ore
lavorate
15
S1-16 - Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione totale)
Date le specificità retributive dei diversi Paesi in cui il Gruppo opera, si è deciso di rappresentare le metriche
relative al divario retributivo ed alla remunerazione totale dettagliate per area geografica.
Area geografica Divario retributivo di genere Tasso di remunerazione annua
Francia 13,85% 4,66
Germania -0,15% 3,94
Italia 5,36% 12,46
Mauritius 25,98% 4,98
131
Paesi Bassi 39,98% 5,00
Polonia -15,92% 4,68
Regno Unito
48
2,17% (Princes Ltd)
7,24% (Symington’s)
4,64
Dato complessivo di Gruppo
49
14,28% 6,28
S1-17 - Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
Nel corso del periodo di reporting, sono emerse alcune segnalazioni riguardanti questioni legate ai diritti
umani. Nessuna di queste risulta grave, dunque relativa a lavoro minorile, tratta di esseri umani o lavoro
forzato. Per determinare il numero totale di segnalazioni ricevute, sono stati presi in considerazione tutti i
canali accessibili alla forza lavoro: si contano 4 segnalazioni interne e 5 esterne, la maggior parte delle quali
nel Regno Unito. Nessuna di queste, avvenute nel periodo oggetto di reporting, ha comportato impatti
finanziari rilevanti per il Gruppo. Newlat Food continua ad incoraggiare attivamente eventuali segnalazioni al
fine di favorire un ambiente di lavoro rispettoso dei diritti umani e prevenire qualsiasi forma di violazione,
adottando misure adeguate per la tutela dei dipendenti.
S2 - LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori d’interessi
Per un dettaglio su tale informativa, si rimanda all’apposita sezione all’interno dell’ESRS 2.
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
La forza lavoro a monte delle operazioni del Gruppo si concentra principalmente nel settore agricolo,
includendo la coltivazione di prodotti agroalimentari, l’allevamento bovino e la pesca, ma coinvolge anche la
silvicoltura, la chimica, la metalmeccanica e il settore minerario. Pertanto, all'interno della catena di fornitura,
possono emergere diverse sfide legate alle condizioni lavorative. La natura agroalimentare degli
approvvigionamenti, infatti, comporta una forte domanda di lavoratori soggetti alla stagionalità di certi settori,
il che può incidere sulla stabilità occupazionale al termine delle stagioni di raccolta o pesca. Inoltre, nei periodi
di picco, vi è il rischio di orari di lavoro prolungati, straordinari non regolamentati e condizioni di lavoro
potenzialmente abusive, tra cui la mancanza di alloggi adeguati, la scarsa qualità dell’acqua e l’insufficienza dei
servizi igienico-sanitari, con possibili ripercussioni sul benessere dei lavoratori, soprattutto in aree con una
minore consapevolezza dei diritti umani e normative meno stringenti.
48
Il divario retributivo di genere è stato determinato secondo l’Equality Act 2010, la cui metodologia risulta sostanzialmente allineata rispetto a
quanto previsto dall’RA 101 degli standard ESRS. Poiché la normativa UK prevede un calcolo suddiviso per società, nel prospetto verranno
riportate separatamente Symington’s e Princes Ltd.
49
I dati complessivi sono stati calcolati tramite media ponderata dei dai puntuali delle aree geografiche riportate in tabella. Il fattore di ponderazione
utilizzato è il numero dei dipendenti per area geografica, riportato all’interno dell’obbligo di informativa S1-6.
132
Alcuni settori della catena di fornitura, come l’agricoltura, la pesca e l’estrazione mineraria, sono soggetti a
forti pressioni sui costi della materia prima prodotta, fattore che potrebbe contribuire a situazioni di
sfruttamento e salari inadeguati, in particolare in contesti dove la regolamentazione nazionale e la
contrattazione collettiva risultano meno stringenti.
Anche la parità di genere e la valorizzazione della diversità rappresentano ambiti di attenzione. Nei settori che
richiedono resistenza fisica, come l’agricoltura, l’allevamento e l’industria mineraria, la forza lavoro è spesso a
prevalenza maschile, mentre le donne tendono a essere impiegate in ruoli con salari inferiori, riflettendo
disparità sia nell’assegnazione delle mansioni sia nella retribuzione. Più in generale, nelle filiere agricole, ittiche,
minerarie e dell’energia, la diversità viene talvolta sottovalutata, soprattutto in regioni ed aree remote con una
minore attenzione ai diritti umani, dove fattori culturali e socioeconomici possono ostacolare una piena
inclusione.
In alcuni contesti critici, come l’agricoltura e la pesca, possono inoltre verificarsi situazioni di vulnerabilità, tra
cui episodi di molestie o violenza sul luogo di lavoro, specialmente nelle aree più isolate. Un’altra potenziale
criticità riguarda il lavoro minorile, che in alcune zone vede i minori impegnati in attività gravose ed in
condizioni difficili e senza adeguate misure di sicurezza, con impatti significativi sul loro sviluppo e benessere,
specialmente nelle aree più remote dei Paesi con una minore tutela dei diritti umani.
Tali impatti rilevanti si posizionano tutti nella fase upstream della catena del valore del Gruppo, essendo
strettamente legati ai settori estrattivo, dell’agricoltura e della pesca.
Questi temi sono strettamente legati ai principali rischi individuati nella gestione della catena di fornitura. Se
non adeguatamente affrontati, potrebbero comportare conseguenze significative sia a livello reputazionale che
sanzionatorio.
In particolare, uno dei principali rischi è la mancanza di un adeguato processo di due diligence sulla conformità
nella supply chain. Un monitoraggio insufficiente delle condizioni di lavoro dei fornitori potrebbe esporre il
Gruppo a criticità legate alla mancata osservanza degli standard etici e normativi, con possibili ripercussioni
in termini di responsabilità legale e perdita di fiducia da parte degli stakeholder.
Un ulteriore rischio è rappresentato dalla non conformità ai diritti umani nella gestione delle relazioni di
lavoro, che può manifestarsi attraverso fenomeni come il lavoro minorile ed il lavoro irregolare. La presenza
di queste problematiche nella catena di fornitura, se non adeguatamente prevenuta e contrastata, potrebbe
compromettere l’integrità del Gruppo, con impatti negativi sulla reputazione aziendale e possibili sanzioni da
parte delle autorità competenti.
I rischi individuati sono generati principalmente nella fase upstream della catena del valore del Gruppo,
tuttavia, alcuni di essi potrebbero avere ripercussioni sulle operazioni proprie, ad esempio con sanzioni o
danni reputazionali, nel caso in cui non vi sia un adeguato presidio.
Il Gruppo genera anche impatti positivi all’interno della propria catena di fornitura, in particolare nel settore
della coltivazione del pomodoro, legato alle operazioni della Società Princes Italia. L’impegno è volto a
garantire condizioni di lavoro eque e stabili lungo la catena di fornitura, attraverso misure concrete a sostegno
dei lavoratori e dei produttori agricoli.
Per assicurare una retribuzione adeguata ai coltivatori, il prezzo del pomodoro viene definito in collaborazione
con l’Università di Foggia, considerando non solo la qualità e le tecniche di coltivazione, ma anche l’adozione
di pratiche sostenibili. Questo approccio consente di garantire un compenso equo ai produttori, contribuendo
alla sostenibilità economica della filiera.
133
A supporto di un'occupazione più sicura e prevedibile, i contratti di fornitura con i coltivatori di pomodoro
hanno una durata triennale e includono un impegno all’acquisto garantito. Volumi e prezzi vengono
concordati con largo anticipo, permettendo ai produttori di pianificare al meglio investimenti e costi di
coltivazione, rafforzando così la stabilità del settore agricolo.
Nell’ambito dell’analisi di Doppia Rilevanza, non sono stati identificati impatti rischi rilevanti sulla forza
lavoro impiegata a valle della catena del valore. Le operazioni a valle del Gruppo si svolgono prevalentemente
in Paesi con un’elevata consapevolezza sui diritti umani e un framework legislativo solido e tutelante in questo
ambito.
Inoltre, i settori coinvolti a valle presentano minori criticità rispetto a quelli agricoli o minerari, poiché
caratterizzati da condizioni di lavoro generalmente più regolamentate e con un rischio inferiore di violazioni
dei diritti umani.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
S2-1 - Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
Il Gruppo Newlat Food ha implementato politiche a tutela dei lavoratori nella propria catena del valore. A
seguito dell'acquisizione del Gruppo Princes, è in corso un processo di integrazione e uniformazione delle
politiche, che verrà progressivamente sviluppato nei prossimi esercizi. Tuttavia, già nel 2024 tutte le Società
del Gruppo disponevano di politiche dedicate a questa tematica.
Da un lato, Newlat Food S.p.A. e le società controllate nell’ambito del perimetro di rendicontazione all’inizio
del 2024 adottano un Codice di Condotta Fornitori ispirato ai principali standard internazionali. Il Codice
disciplina il rispetto dei diritti umani nella catena di fornitura, richiedendo ai fornitori:
Non-discriminazione: pari opportunità per tutti i lavoratori e processi di selezione, assunzione e
retribuzione equi;
Contratti legali: riconoscimento formale dei rapporti di lavoro in conformità con le normative
nazionali;
Divieto di lavoro minorile e forzato: tutela dei minori e rifiuto di qualsiasi forma di lavoro coatto;
Orario di lavoro e retribuzione equa: rispetto delle normative su orari, riposo e compensi adeguati;
Libertà sindacale e contrattazione collettiva: diritto di associazione e negoziazione per condizioni di
lavoro dignitose;
Salute e sicurezza: ambienti di lavoro sicuri, con formazione e misure preventive adeguate.
Parallelamente, il Gruppo Princes adotta una Ethical Trade Policy per i fornitori, allineata agli standard
internazionali, tra cui il Codice Base dell’Ethical Trading Initiative (ETI). Tale politica stabilisce requisiti chiari
per garantire condizioni di lavoro dignitose e promuovere pratiche etiche lungo la catena di fornitura,
affrontando aspetti quali:
Occupazione regolare e volontaria;
Tutela della salute e sicurezza;
Libertà di associazione e diritto alla contrattazione;
Non discriminazione e pari opportunità;
Tolleranza zero verso abusi e molestie;
Lavoro forzato e minorile;
134
Rispetto delle normative su orari e retribuzioni.
Il Gruppo Princes ha, inoltre, adottato un Modern Slavery Act Statement ed ha implementato una Migrant &
Contract Worker Policy, che trattano, tra le altre tematiche anche quella della tratta degli esseri umani, con
l'obiettivo di salvaguardare i diritti e il benessere dei lavoratori migranti e a contratto all'interno delle proprie
operazioni e lungo la catena di fornitura.
Questa politica stabilisce linee guida chiare per i fornitori, richiedendo loro di adottare pratiche etiche nel
reclutamento e nella gestione dei lavoratori migranti e a contratto. Le principali disposizioni includono:
Reclutamento etico;
Condizioni di lavoro eque;
Libertà di movimento e divieto di restrizioni indebite da parte dei datori di lavoro o intermediari;
Accesso ai documenti personali;
Istituzione di meccanismi di segnalazione sicuri e confidenziali che garantiscano la protezione contro
ritorsioni.
Queste politiche, ispirate ai principali standard internazionali, quali -a Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani e i principi del Global Compact proposti dalle Nazioni Unite (ONU), le Linee Guida OCSE per le
Imprese Multinazionali ed i core labour standards promossi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro
(ILO),rafforzano l’impegno del Gruppo nella promozione di una catena di fornitura etica e sostenibile,
tutelando i diritti dei lavoratori e contribuendo a standard di lavoro più equi.
Nel corso del periodo di reporting, non risultano segnalazioni significative riguardanti violazioni degli standard
sopra menzionati.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
S2-2 - Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti
Nell'ambito del piano di stakeholder engagement sviluppato negli scorsi esercizi, il Gruppo ha coinvolto
diversi attori della propria catena del valore, includendo agricoltori, allevatori, rappresentanti delle filiere,
alcuni fornitori e clienti. Questo processo ha permesso di avviare un dialogo strutturato sulle tematiche relative
alla forza lavoro di questi, prendendo in considerazione gli impatti generati dal Gruppo e raccogliendo
riscontri utili per migliorare le pratiche adottate.
Tuttavia, a seguito della recente e significativa acquisizione, si è reso necessario un adeguamento del piano di
coinvolgimento degli stakeholder a livello di Gruppo, ridefinendo le tempistiche e le modalità di consultazione
per garantire un approccio coerente e integrato. Il nuovo piano mira, quindi, a rafforzare il dialogo con gli
attori della catena del valore, promuovendo una maggiore consapevolezza e collaborazione sulle tematiche
legate alla forza lavoro ed agli impatti negativi causati dal Gruppo.
Per un approfondimento sulle strategie di stakeholder engagement, si rimanda alla sezione dedicata all'interno
dell’ESRS 2.
135
S2-3 - Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella
catena del valore di esprimere preoccupazioni
Il Gruppo ha adottato strumenti formali per consentire alla forza lavoro della propria catena del valore di
segnalare preoccupazioni, comportamenti scorretti o violazioni di leggi e regolamenti. Questi canali, descritti
in dettaglio nella sezione S1-3, sono gli stessi utilizzati per la forza lavoro interna e rispettano le normative
sulla protezione dei dati e del segnalante.
Per Newlat Food S.p.A. e Centrale del Latte d’Italia S.p.A. il canale di segnalazione è facilmente accessibile ai
lavoratori della catena del valore tramite il sito corporate aziendale.
Per quanto riguarda il Gruppo Princes, si prevede che i fornitori adottino meccanismi analoghi all'interno
delle proprie organizzazioni, consentendo ai lavoratori di segnalare in sicurezza eventuali violazioni, sospette
o accertate, di leggi o principi etici. Qualora tali meccanismi non fossero presenti, il Gruppo Princes incoraggia
i fornitori a effettuare le segnalazioni direttamente tramite il proprio referente abituale o inviando un’e-mail a
un indirizzo dedicato.
S2-4 - Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la
gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella
catena del valore, nonché efficacia di tali azioni
Il Gruppo ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi e
opportunità legati ai lavoratori nella catena del valore. In particolare:
Vengono condotte valutazioni del rischio sui fornitori di materie prime e/o prodotti finiti,
considerando anche il rispetto dei diritti umani nella forza lavoro impiegata. A tale scopo, vengono
effettuati audit sia in fase di qualifica che di mantenimento dei fornitori, per garantire la conformità
agli standard di tutela dei lavoratori lungo l’intera catena di fornitura. Ai fornitori può essere richiesto
di sottoporsi ad audit di terze parti per verificare il rispetto delle tematiche etiche e dei diritti umani
per la propria forza lavoro, come gli audit SMETA o la certificazione SA8000. Inoltre, per le società
italiane, è richiesta documentazione come il DURC.
Nella filiera del pomodoro, è in essere una partnership triennale (2022-2024) con Oxfam Italia per
contrastare lo sfruttamento lavorativo, in particolare il Caporalato, fenomeno che può generare
condizioni di lavoro irregolari e precarie. Presso lo stabilimento italiano Princes Italia (Foggia), questa
collaborazione ha portato all'implementazione di un monitoraggio indipendente delle condizioni di
lavoro e a programmi di formazione su diritti, pratiche etiche e sicurezza.
Nella filiera dei legumi, il Gruppo Princes ha pubblicato un Human Rights Impact Assessment
(HRIA) sull’approvvigionamento dall’Argentina, da cui proviene circa un quinto dei legumi utilizzati,
principalmente ceci e fagioli cannellini destinati ai prodotti Napolina e private label. L'HRIA,
condotto in conformità con gli United Nations Guiding Principles on Business and Human Rights
(UNGPs), ha analizzato ogni fase della filiera per identificare e mitigare eventuali impatti sui diritti
umani dei lavoratori.
Le azioni sopra descritte sono relative alla catena di fornitura. I principali stakeholder beneficiari delle azioni
sono i fornitori, agricoltori e allevatori.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
136
Nel corso del 2024, non sono stati segnalati gravi problemi o incidenti rilevanti in materia di diritti umani
lungo la catena del valore.
Metriche e obiettivi
S2-5 - Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Il Gruppo è ancora in fase di definizione di obiettivi specifici in materia di diritti umani e diritti dei lavoratori
nella propria catena del valore, un processo che verrà sviluppato progressivamente nei prossimi esercizi.
Tuttavia, il Gruppo Princes ha già stabilito una serie di impegni, tra cui:
Il 100% dei fornitori diretti di prodotti finiti, imballaggi e ingredienti registrati su una piattaforma
etica indipendente e collegati a Princes per la condivisione delle informazioni sugli audit (già raggiunto
nel corso del 2024).
Il 100% dei fornitori diretti di prodotti finiti, imballaggi e ingredienti che hanno completato un Ethical
Self-Assessment Questionnaire (SAQ) visibile a Princes (raggiunto al 96% nel corso del 2024).
Il 100% di prodotti finiti che hanno commissionato e condiviso i risultati di un audit etico di terza
parte nel periodo 2022-2024 (raggiunto al 91% nel corso del 2024).
137
S3 - COMUNITÀ INTERESSATE
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori d’interessi
Per un dettaglio su tale informativa si rimanda all’apposita sezione all’interno dell’ESRS 2.
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
Il Gruppo riconosce che le attività agricole, in particolare la coltivazione di materie prime e l’allevamento,
possono generare potenziali impatti sulle comunità locali e sull’ambiente nelle aree in cui vengono svolte. Pur
non essendo direttamente riconducibili alle operazioni del Gruppo, questi impatti rappresentano fattori di
rischio lungo la catena del valore, soprattutto nelle fasi upstream, ed in regioni dove la regolamentazione locale
e la tutela dei diritti delle comunità possono essere meno consolidate. Tali dinamiche possono influenzare in
particolare l’accesso equo alla terra, la salvaguardia dei diritti culturali, la gestione sostenibile delle risorse
idriche e l’utilizzo responsabile del suolo.
Tra i vari impatti rilevanti, vi sono, ad esempio, quelli legati all’uso intensivo del suolo ed all’espansione delle
coltivazioni e delle attività di allevamento che possono incidere sull’accesso delle comunità locali ai terreni e
sulla produttività degli stessi, soprattutto in aree con minore regolamentazione sui diritti umani e l’uso del
suolo. Anche la gestione delle risorse idriche risente delle attività agricole. L’uso intensivo di acqua per
l’irrigazione può ridurre la disponibilità per le comunità locali, in particolare nelle aree caratterizzate da stress
idrico. Inoltre, eventuali scarichi derivanti dalle operazioni agricole, se non adeguatamente gestiti, possono
compromettere la qualità delle risorse idriche, con possibili conseguenze sulla salute e sulle condizioni di vita
delle popolazioni coinvolte. Tuttavia, le principali materie prime agricole della catena di fornitura del Gruppo,
come grano, olive, pomodori e allevamento bovino, provengono da fornitori operanti in aree con
regolamentazioni avanzate sulla tutela delle comunità locali e dei diritti territoriali, come l’Unione Europea, il
Nord America e l’Italia.
In un'ottica di rilevanza finanziaria, strettamente legato agli impatti sopra menzionati, vi è il rischio che il
Gruppo non riesca a gestire in modo adeguato i rapporti con le comunità locali, con possibili ripercussioni
sulla forza lavoro. La mancata considerazione delle esigenze delle comunità, inclusa la necessità di supportare
lo sviluppo economico locale, potrebbe compromettere il contesto operativo e mettere a rischio la resilienza
delle attività agricole nel lungo periodo, generando non solo danni reputazionali, qualora le operazioni
risultassero collegate alla catena del Gruppo, ma anche impatti economici relativamente alle operazioni del
Gruppo stesso derivanti da difficoltà negli approvvigionamenti.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
S3-1 - Politiche relative alle comunità interessate
All’interno del Codice Etico e di Condotta di Newlat Food, applicato dalla Capogruppo Newlat Food S.p.A.
e dalle società controllate nel perimetro di rendicontazione ad inizio 2024, viene riconosciuta l’attenzione
verso le comunità in cui l’Azienda opera. Il Codice sottolinea l’impegno di Newlat Food nel condurre le
proprie attività e investimenti in modo responsabile, contribuendo allo sviluppo economico e sociale delle
comunità locali e nazionali.
138
Parallelamente, il Codice di Condotta del Gruppo Princes sottolinea l'importanza di rispettare la cultura, le
tradizioni e la lingua delle popolazioni indigene nei Paesi e nelle regioni in cui opera. Princes si impegna a
condurre le proprie attività in armonia con la società locale, valorizzando la diversità culturale e promuovendo
l’integrazione con le comunità del territorio. Tali documenti sono allineati ai principali standard internazionali
in materia di diritti umani, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo i principi guida delle Nazioni Unite
su imprese e diritti umani, i principi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nonché le linee guida
OCSE destinate alle imprese multinazionali.
Attualmente, il Gruppo non dispone di politiche specifiche per la gestione delle relazioni con le comunità
locali. Tuttavia, gli impatti e i rischi rilevanti in questo ambito sono principalmente legati a fattori ambientali,
come la gestione delle risorse idriche e degli scarichi, nonché al rispetto dei diritti umani nella forza lavoro,
sia interna al Gruppo che lungo la catena di fornitura, la quale rappresenta parte integrante delle comunità
locali. Per maggiori dettagli sulle politiche adottate in relazione a questi aspetti, si rimanda alle sezioni
pertinenti sugli indicatori ambientali (E), sulla gestione della forza lavoro diretta (S1) e sulla catena di fornitura
(S2).
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
Nel corso dei prossimi esercizi, tra le attività di integrazione post acquisizione, il Gruppo valuterà la possibilità
di sviluppare politiche dedicate e di rafforzare la collaborazione con la propria catena del valore per migliorare
la gestione dei rapporti con le comunità locali. Tali iniziative potranno includere misure volte a tutelare il
diritto alla terra e a garantire il rispetto dei diritti economici, sociali e culturali delle comunità coinvolte.
S3-2 - Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti
Nell’ambito del piano di stakeholder engagement sviluppato negli ultimi esercizi, il Gruppo ha coinvolto
attivamente le comunità locali, avviando un confronto volto a considerare gli impatti generati e raccogliere
feedback utili per migliorare le proprie pratiche.
Tuttavia, a seguito della recente e significativa acquisizione, si è reso necessario un adeguamento del piano di
coinvolgimento degli stakeholder a livello di Gruppo, ridefinendo tempistiche e modalità di consultazione per
garantire un approccio più coerente e integrato. Il nuovo piano punta a rafforzare il dialogo con gli attori della
comunità locale, favorendo una maggiore consapevolezza e collaborazione sulle tematiche legate agli impatti
potenzialmente negativi associati alle attività del Gruppo.
Per un approfondimento sulle strategie di stakeholder engagement, si rimanda alla sezione dedicata all’interno
dell’ESRS 2.
S3-3 - Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità
interessate di esprimere preoccupazioni
Il Gruppo dispone di strumenti formali che consentono alle comunità locali di segnalare preoccupazioni,
comportamenti scorretti o violazioni di leggi e regolamenti. Questi canali, descritti in dettaglio nella sezione
S1-3, sono condivisi con la forza lavoro interna e sono progettati nel rispetto delle normative sulla protezione
dei dati e del segnalante.
139
Per Newlat Food S.p.A. il canale di segnalazione è facilmente accessibile a tutti gli stakeholder, comprese le
comunità locali, attraverso il sito corporate aziendale.
Nel caso del Gruppo Princes, sebbene non sia ancora stato implementato un canale specifico per le comunità
locali, è stato istituito un indirizzo e-mail dedicato per raccogliere eventuali segnalazioni.
S3-4 - Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi
rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di tali
azioni
Il Gruppo ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi e
opportunità legati alle comunità. In particolare:
Il processo di qualifica e monitoraggio dei fornitori del Gruppo prevede una valutazione del rischio
geografico, considerando fattori ambientali e sociali. Questo approccio consente di privilegiare
fornitori situati in Paesi con solidi meccanismi di tutela dei diritti delle comunità, come il Nord
America, l’Unione Europea e l’Italia, soprattutto per le materie prime che richiedono un ampio
utilizzo di terreni.
Lo stabilimento di Foggia (Princes Italia) ha già implementato iniziative con i coltivatori di pomodoro,
introducendo tecnologie in grado di ridurre il consumo di acqua per l’irrigazione.
Lo stabilimento di Foggia (Princes Italia) ha attuato programmi di formazione per gli agricoltori e
l’implementazione di nuove tecnologie sul campo, che hanno portato a una riduzione nell’uso di
pesticidi, contribuendo così a un minore impatto ambientale sulle comunità locali.
Le azioni sopra descritte sono relative alla catena di fornitura. I principali stakeholder beneficiari delle azioni
sono i fornitori e le comunità locali.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
Metriche e obiettivi
S3-5 - Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Il Gruppo, nell’ambito dell’integrazione seguente all’acquisizione dell’anno 2024, sta valutando le opportunità
migliori a beneficio delle comunità interessate, anche grazie all’esercizio di stakeholder engagement. A seguito
di questo, si valuterà, inoltre, se definire obiettivi di gruppo o di carattere locale.
140
S4 - CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori d’interessi
Per un dettaglio su tale informativa si rimanda all’apposita sezione all’interno dell’ESRS 2 Informazioni
generali.
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
Le attività del Gruppo potrebbero generare impatti negativi potenziali sulla salute e sicurezza dei consumatori,
in particolare per quanto riguarda la qualità e la sicurezza alimentare. Se non adeguatamente gestito lungo
l'intera filiera produttiva, il rischio di contaminazione da agenti patogeni, sostanze pericolose o deterioramento
del prodotto potrebbe manifestarsi in diverse fasi, dalla produzione e trasformazione fino al trasporto, alla
distribuzione e alla vendita al dettaglio.
Un ulteriore rischio potenziale riguarda la possibile presenza accidentale di corpi estranei all'interno dei
prodotti alimentari, come frammenti di plastica o clip metalliche derivanti dagli imballaggi. Tali elementi
potrebbero compromettere la sicurezza dei consumatori, esponendoli a pericoli quali lesioni interne o
contaminazione.
Anche le pratiche di marketing responsabile potrebbero influire sulla fiducia e sulla consapevolezza dei
consumatori. Un’etichettatura poco chiara, incompleta o fuorviante potrebbe ostacolare scelte alimentari
informate, aumentando il rischio di decisioni nutrizionali non consapevoli. In particolare, la mancanza di
trasparenza sulla provenienza degli ingredienti, sulle informazioni nutrizionali o sulla presenza di elementi
controversi, come l’olio di palma o gli OGM, potrebbe generare incertezza e confusione.
In un’ottica di rilevanza finanziaria, questi impatti negativi potenziali comportano un rischio significativo di
non conformità alle normative sulla sicurezza e qualità alimentare. Il mancato rispetto di tali regolamenti
potrebbe esporre il Gruppo a sanzioni economiche, richiami di prodotto e restrizioni commerciali, con
conseguenti perdite finanziarie dirette.
Oltre agli effetti normativi, esiste un elevato rischio reputazionale: episodi di non conformità, soprattutto se
legati alla sicurezza degli alimenti destinati all’infanzia, potrebbero compromettere la fiducia dei consumatori
e danneggiare l’immagine del marchio. Questo scenario potrebbe tradursi in un calo delle vendite e in una
perdita di quote di mercato, con impatti economici rilevanti nel breve e lungo termine.
Accanto ai potenziali impatti negativi, il Gruppo ha identificato anche impatti positivi legati alla salute e
sicurezza dei consumatori. In particolare, l'azienda promuove e sviluppa prodotti alimentari sani, sicuri e poco
processati, ispirati alla dieta mediterranea. L’offerta comprende alimenti come pasta, latte, formaggi freschi,
yogurt, conserve di pomodoro e pesce, con l’obiettivo di garantire un’alimentazione equilibrata e nutriente
per i consumatori.
Un ulteriore impatto positivo riguarda l'attenzione dedicata alle fasce d’età più tenere della popolazione,
attraverso la produzione di alimenti nutrienti e sicuri specificamente formulati per bambini e neonati. Questi
prodotti sono arricchiti con vitamine e minerali essenziali per la crescita e realizzati con materie prime
selezionate secondo criteri rigorosi, nel pieno rispetto delle normative di settore, per tutelare la salute dei più
piccoli.
141
In relazione a questi impatti positivi, il Gruppo ha inoltre identificato un’opportunità strategica nello sviluppo
e nella commercializzazione di prodotti innovativi e più salutari, in risposta alla crescente attenzione dei
consumatori verso un’alimentazione sana e consapevole. Questo trend di mercato rappresenta un'occasione
per ampliare l'offerta con prodotti formulati per rispondere alle esigenze nutrizionali emergenti, garantendo
al contempo elevati standard di sicurezza e qualità.
Infine, il Gruppo limita l’utilizzo di dati personali dei consumatori e pone attenzione al trattamento di questi
e a possibili impatti che possono generare discriminazione o limiti alla libertà di espressione.
S4-1 - Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
Il Codice Etico e di Condotta, adottato dalla Capogruppo Newlat Food S.p.A. e da tutte le società controllate,
ad eccezione del Gruppo Princes che ha implementato un proprio Codice di Condotta, definisce tra i principi
fondamentali l’impegno del Gruppo nel garantire la piena soddisfazione dei consumatori. Questo obiettivo
viene perseguito attraverso l’offerta di prodotti che rispettano rigorosi requisiti di qualità e sicurezza
alimentare, oltre a un costante investimento in ricerca e sviluppo per anticipare e rispondere alle esigenze
emergenti, con particolare attenzione alla salute e al benessere.
Anche la Politica di Sostenibilità di Newlat Food sottolinea l’importanza della tutela del consumatore,
assicurando un controllo continuo su tutti gli aspetti legati alla qualità e alla sicurezza igienico-sanitaria dei
prodotti. In quest’ottica, è stata adottata una specifica Politica sulla Qualità e tutte le sedi italiane del Gruppo
sono certificate secondo lo standard UNI EN ISO 9001:2015, a conferma dell’impegno nell’implementazione
di un sistema di gestione della qualità solido ed efficace.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente
ne definisce anche le modalità di attuazione.
S4-2 - Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti
Il Gruppo riconosce i consumatori come uno dei principali stakeholder e li ha inclusi nel proprio piano di
stakeholder engagement. Sebbene per la presente rendicontazione non sia stato ancora raccolto il loro parere,
a partire dal prossimo esercizio verrà avviato un processo di coinvolgimento progressivo, con l’obiettivo di
valutare gli impatti generati e raccogliere riscontri utili al miglioramento delle pratiche aziendali.
Infatti, a seguito della recente e rilevante acquisizione, si è reso necessario un aggiornamento del piano di
coinvolgimento degli stakeholder a livello di Gruppo, ridefinendo tempistiche e modalità di consultazione per
garantire un approccio più integrato e coerente. Il nuovo piano mira a rafforzare il dialogo con tutti i portatori
di interesse, tra cui i consumatori, promuovendo una maggiore consapevolezza e collaborazione su tematiche
legate agli impatti potenzialmente negativi delle attività del Gruppo.
Per un approfondimento sulle strategie di stakeholder engagement, si rimanda alla sezione dedicata all’interno
dell’ESRS 2.
142
S4-3 - Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e
agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
Il Gruppo mette a disposizione dei consumatori canali formali per segnalare qualsiasi problematica o reclamo
relativo ai prodotti. L’accesso a tali canali è garantito a tutti i consumatori attraverso le pagine online dedicate
ai marchi e ai prodotti, assicurando trasparenza e facilità di utilizzo. Questi strumenti permettono di
raccogliere segnalazioni in modo tempestivo, consentendo al Gruppo di rispondere prontamente e adottare
le misure necessarie per porre rimedio agli eventuali impatti negativi segnalati.
S4-4 - Interventi su impatti rilevanti sui consumatori e gli utilizzatori finali, approcci per gestire
rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori
finali, ed efficacia di tali azioni
Le misure di mitigazione adottate dal Gruppo per prevenire e gestire gli impatti negativi ed i rischi sui
consumatori includono:
Implementazione di procedure rigorose basate sui principi HACCP per identificare e gestire i rischi
lungo tutta la filiera produttiva, supportate da audit interni regolari per garantire il rispetto degli
standard di sicurezza alimentare.
Svolgimento di valutazioni di rischio approfondite e adesione volontaria a certificazioni di qualità e
sicurezza alimentare, come BRCGS e IFS, per validare e rafforzare gli standard applicati.
Selezione attenta dei fornitori attraverso processi di due diligence strutturati, che includono audit e
valutazione del rischio, assicurando una catena di fornitura affidabile e conforme ai requisiti
normativi.
Utilizzo di strumenti avanzati come scanner a raggi X e metal detector per rilevare corpi estranei nei
prodotti e garantire elevati standard di sicurezza. Inoltre, sistemi di tracciabilità robusti consentono
l'identificazione e la risoluzione tempestiva di eventuali problematiche lungo la filiera.
Controllo rigoroso delle etichette da parte delle funzioni marketing e qualità, assicurando che le
informazioni siano accurate, complete e conformi alle normative. Ciò include dettagli chiari sul
contenuto nutrizionale, la provenienza delle materie prime e i processi produttivi.
Gestione trasparente delle tematiche regolatorie e delle preoccupazioni dei consumatori, fornendo
informazioni dettagliate sulle pratiche di approvvigionamento per ingredienti controversi, come l’olio
di palma e gli OGM. Il Gruppo promuove inoltre pratiche di marketing etico e mette a disposizione
canali di feedback per i consumatori, rafforzando la fiducia e garantendo la conformità normativa.
Per quanto riguarda gli impatti positivi e le opportunità rilevanti, il Gruppo, consapevole del crescente
interesse dei consumatori verso un'alimentazione più sana, sostenibile e adatta alle diverse esigenze
nutrizionali, ha investito in progetti di ricerca e sviluppo (R&D) volti a innovare la propria offerta di prodotti.
Questa strategia non solo consente di rispondere alle nuove tendenze di mercato, ma rappresenta anche
un'opportunità per creare valore attraverso lo sviluppo di prodotti ad alto valore aggiunto.
In un contesto in cui i consumatori pongono maggiore attenzione all'impatto ambientale e sociale della propria
dieta, il Gruppo ha ampliato la propria gamma con prodotti biologici, prodotti provenienti da allevamenti
certificati per il benessere animale e da prodotti con materie prime locali, contribuendo alla valorizzazione e
alla tutela del territorio. Allo stesso tempo, le innovazioni nel packaging mirano a ridurre l'impatto ambientale,
allineandosi alle aspettative di un pubblico sempre più attento alla sostenibilità.
143
Dal punto di vista nutrizionale, il Gruppo ha sviluppato linee di prodotti specializzati per diverse esigenze, tra
questi vi sono: infant formula e prodotti per l’infanzia, con ingredienti selezionati e standard di sicurezza più
stringenti rispetto alla normativa vigente; prodotti funzionali e arricchiti con vitamine, minerali ed altri
nutrienti; alimenti per intolleranze ed allergie, come ad esempio i prodotti senza lattosio e senza glutine ed,
infine, alternative vegetali e prodotti per soddisfare specifiche esigenze etiche e religiose, attraverso, ad
esempio l’ottenimento di certificazioni Halal e Kosher per garantire il rispetto delle tradizioni alimentari.
L'integrazione del Gruppo Princes ha ulteriormente ampliato l'offerta, consolidando l'ispirazione alla dieta
mediterranea, con conserve di pomodoro, legumi, pesce azzurro pescato responsabilmente, olio d'oliva e
frutta in scatola.
Le azioni sopra descritte sono relative alle componenti own operations e downstream della catena del valore.
I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono i clienti ed i consumatori finali.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno
valutate e prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione del Gruppo Princes.
S4-5 - Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Il Gruppo, nell’ambito dell’integrazione seguente all’acquisizione dell’anno 2024, sta valutando le opportunità
migliori a beneficio delle comunità interessate, anche grazie all’esercizio di stakeholder engagement. A seguito
di questo, si valuterà, inoltre, se definire obiettivi di gruppo o di carattere locale.
144
INFORMAZIONI SULLA GOVERNANCE
G1 - CONDOTTA DELLE IMPRESE
ESRS 2 GOV-1 - Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Si rimanda alla sezione GOV-1 all’interno della sezione ESRS 2 - Informazioni generali.
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
Un dettaglio sui processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è fornito
all’interno del paragrafo IRO-2 nella sezione ESRS 2.
Per quanto riguarda le tematiche di governance, tra i principali impatti negativi potenziali rientrano quelli legati
al benessere animale, in particolare nei settori della pesca e del lattiero-caseario, collocati, quindi, nella fase
upstream della catena del valore del Gruppo. Un’inadeguata gestione degli approvvigionamenti potrebbe
infatti compromettere l’adozione di pratiche etiche appropriate, con possibili ripercussioni sul benessere degli
animali.
Un altro impatto rilevante, legato alle attività del Gruppo stesso, riguarda la tutela dei segnalanti: in assenza di
adeguate misure di protezione, la propensione a denunciare comportamenti scorretti potrebbe diminuire,
compromettendo la trasparenza aziendale e la fiducia interna, oltre a rendere meno efficace la prevenzione
delle irregolarità.
Anche la gestione delle relazioni con i fornitori può rappresentare un aspetto critico, soprattutto per quanto
riguarda le pratiche di pagamento. Ritardi nei pagamenti o condizioni contrattuali non eque potrebbero
compromettere la stabilità delle imprese più piccole.
Alcuni dei rischi individuati sono strettamente legati agli impatti. Uno tra questi riguarda la mancata adozione
di una due diligence strutturata in grado di garantire la conformità agli standard sul benessere animale lungo
la catena di approvvigionamento, con possibili ripercussioni sulla reputazione aziendale e sulla conformità
normativa. In tema di corruzione, il Gruppo ha evidenziato il rischio di episodi corruttivi che potrebbero
compromettere l’integrità aziendale, con conseguenze non solo reputazionali ma anche sanzionatorie. Infine,
nella gestione delle relazioni con i fornitori, ritardi o mancati pagamenti potrebbero causare interruzioni nelle
forniture, incidendo sulla continuità operativa e sulla stabilità della catena di approvvigionamento.
Altri rischi, non direttamente collegati agli impatti negativi indentificati riguardano, ad esempio, il mancato
rispetto degli impegni ESG dichiarati pubblicamente, che potrebbe influire sulla credibilità aziendale e sulla
fiducia degli stakeholder. Sul piano della corporate governance, una gestione inadeguata delle tematiche di
compliance potrebbe comportare sia danni reputazionali che sanzioni. Infine, in merito alle attività di lobbying
e coinvolgimento politico, il rischio riguarda la possibilità che l’azienda intraprenda iniziative che possano
generare conflitti di interesse o essere associate a episodi di corruzione e altre forme di frode.
Il Gruppo ha inoltre individuato alcuni impatti positivi. Uno di questi riguarda la comunicazione efficace e
trasparente, fondamentale per consentire agli investitori di prendere decisioni consapevoli. Fornire
informazioni chiare e accessibili sulle performance finanziarie, le strategie aziendali, i rischi e le prospettive di
crescita permette agli investitori di valutare i potenziali rendimenti e di allineare i propri investimenti ai propri
valori e obiettivi.
145
Un altro impatto positivo è legato alla capacità di favorire l’innovazione. Investire nella ricerca e sviluppo
consente di introdurre sul mercato prodotti più sani, sostenibili e dal gusto migliorato, rispondendo alle
esigenze in continua evoluzione dei consumatori. Ad esempio, lo sviluppo di prodotti a base vegetale o privi
di allergeni può soddisfare specifiche necessità alimentari ed etiche, mentre innovazioni nel packaging possono
contribuire a ridurre l’impatto ambientale.
Al fine di individuare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti, il Gruppo ha preso in considerazione le
attività della propria catena del valore, nonché le proprie operazioni, le diverse funzioni aziendali e le differenti
ubicazioni dei propri siti.
G1-1 - Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
Il modello del Gruppo Newlat Food per una gestione responsabile del business, ispirato alle migliori prassi
nazionali e internazionali, si basa su codici di condotta interni e un sistema di regole chiare e periodicamente
aggiornate. Questi strumenti, tra cui i Codici Etici e di Condotta, le Politiche Anticorruzione e i Modelli di
Organizzazione, Gestione e Controllo adottati ai sensi del D.Lgs. 231/01 dalle Società italiane, e i programmi
di compliance delle controllate estere conformi alle normative locali, promuovono comportamenti coerenti e
consapevoli.
L'Azienda rafforza la governance e la gestione attraverso la sensibilizzazione continua dei dipendenti, le
attività di due diligence, i controlli interni, le metodologie di valutazione dei rischi e un approccio trasparente
alle informazioni e ai processi aziendali. Questo sistema è volto a prevenire rischi, promuovere una cultura
etica d'impresa e sviluppare una gestione responsabile. La Capogruppo Newlat Food S.p.A. ha inoltre aderito
al Codice di Corporate Governance pubblicato da Borsa Italiana.
Newlat Food ha istituito meccanismi formali per individuare e segnalare possibili comportamenti illeciti,
comprese violazioni di leggi, regolamenti, Modelli Organizzativi ex D. lgs.231/01 (per le società italiane),
Codici di Condotta, pratiche e procedure aziendali. Tra le tematiche monitorate rientrano attività fraudolente,
episodi di corruzione, questioni contabili e rendiconti. All'inizio del 2024, la Capogruppo Newlat Food S.p.A.
e tutte le sue controllate incluse nel perimetro di rendicontazione hanno reso i meccanismi di segnalazione
accessibili non solo a tutti i dipendenti, ma anche a soggetti terzi come fornitori e clienti. Diversamente, il
Gruppo Princes limita l'accesso a tali meccanismi esclusivamente ai propri dipendenti.
Per garantire la tutela dei segnalanti, tutte le società e sedi del Gruppo dispongono di politiche o procedure
dedicate, che assicurano la riservatezza delle informazioni e prevedono misure per garantire la riservatezza.
Le segnalazioni vengono gestite tempestivamente e, per prevenire qualsiasi forma di ritorsione nei confronti
dei whistleblower, è stato istituito un sistema sanzionatorio. La gestione delle segnalazioni avviene in
conformità con le leggi nazionali e con la Direttiva UE 2019/1937.
Per affrontare i principali impatti negativi e i rischi legati alla condotta aziendale e alla cultura d’impresa sono
state adottate specifiche policy. In particolare, in tema di benessere animale, il Gruppo Princes ha
implementato una politica dedicata alla sostenibilità dell’approvvigionamento dei prodotti ittici, sia da pesca
che da allevamento, approfondita nella sezione E3. Nel settore lattiero-caseario, invece, il tema è trattato
all’interno della Politica del Sistema di Gestione Integrato, che promuove rapporti trasparenti con le filiere
agroalimentari per garantire condizioni adeguate all’interno delle stalle.
Il tema della corruzione, dell’etica e dell’integrità è affrontato nei Codici Etici e di Condotta adottati dalle
società del Gruppo, ispirati alle migliori pratiche internazionali e ai principi contro la corruzione, sia attiva che
146
passiva, oltre che ai criteri di equità e trasparenza. Questi principi sono inoltre integrati nei codici che regolano
i rapporti con i fornitori. Inoltre, la capogruppo Newlat Food S.p.A. ha adottato una Politica Anticorruzione.
Oltre a tali politiche, le società italiane si sono dotate di un Modello di Organizzazione e Gestione ex D.lgs.
231/01.
G1-2 - Gestione dei rapporti con i fornitori
Tra i principi presenti nei Codici di Condotta vi è l'impegno a promuovere pratiche commerciali corrette e a
rispettare le normative sul commercio. In particolare, il Gruppo si impegna a garantire correttezza negoziale
e concorrenza leale, evitando di approfittare di eventuali squilibri di forza contrattuale, soprattutto nei
confronti di controparti di dimensioni più ridotte, e astenendosi da comportamenti collusivi, nel rispetto del
valore della libera concorrenza.
Attualmente, non è stata ancora definita una politica specifica riguardante il ritardo nei pagamenti alle PMI.
Tuttavia, il Gruppo adotta un approccio improntato al rispetto dei principi sopra indicati.
Come anticipato nelle sezioni precedenti, infatti, adottare pratiche corrette, comprese quelle relative ai
pagamenti, è essenziale non solo per tutelare i fornitori, in particolare le piccole e medie imprese, dai rischi di
instabilità economica, ma anche per prevenire possibili criticità negli approvvigionamenti. Ritardi nei
pagamenti o pratiche scorrette potrebbero infatti compromettere i rapporti con i fornitori, mettendo a rischio
la continuità della fornitura.
In questo contesto, il processo di valutazione dei fornitori riveste un ruolo cruciale per garantire il rispetto
delle normative vigenti e la conformità ai requisiti autorizzativi. Per ridurre i potenziali rischi sugli
approvvigionamenti e verificare l’idoneità professionale, il Gruppo può richiedere documentazione specifica,
come piani di gestione della sicurezza alimentare, campioni di materiali e materie prime, nonché effettuare
controlli su aspetti contrattuali e assicurativi.
Durante la fase di valutazione vengono inoltre analizzate la qualità e la sicurezza delle forniture, definite
attraverso capitolati e schede tecniche. Questi requisiti possono andare oltre le soglie minime previste dalla
normativa, includendo parametri legati alla sostenibilità ambientale e al rispetto di principi etici e sociali. Gli
audit di qualifica dei fornitori prevedono infatti la verifica di criteri specifici, tra cui, ad esempio, il possesso
di certificazioni ambientali, come la ISO 14001, certificazioni etiche, come la SA8000 e l’audit SMETA, oltre
ad attestazioni relative al benessere animale, alla sicurezza dei lavoratori e alla qualità delle materie prime
fornite.
G1-3 - Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
Per quanto riguarda la prevenzione e l’individuazione della corruzione attiva e passiva, il Gruppo ha
implementato politiche specifiche, tra cui i Codici di Condotta e Modelli di Organizzazione e Gestione
conformi al D.Lgs. 231/01, adottati dalle società italiane. Il sistema è supportato da una serie di procedure e
strumenti, come meccanismi di segnalazione (whistleblowing), valutazioni periodiche dei rischi e soggetti
dedicati, come comitati etici, dedicati alla supervisione della conformità e alla gestione di eventuali violazioni.
La formazione rappresenta un elemento chiave nella prevenzione della corruzione. In questo contesto, le
società italiane hanno avviato programmi di training estesi a tutte le sedi e rivolti a tutti i dipendenti, con un
focus sulle tematiche etiche e anticorruzione, nell’ambito del framework del D.Lgs. 231/01. Parallelamente,
147
il Gruppo Princes ha introdotto un modulo di formazione annuale e obbligatorio per tutti i dipendenti. Tale
formazione copre anche i reparti a maggiore esposizione al rischio, come acquisti, finanza e vendite. Le attività
formative combinano moduli di e-learning e sessioni in presenza, con l’analisi di casi pratici di corruzione. I
contenuti trattano argomenti quali l’individuazione di segnali di allarme, i meccanismi di segnalazione e il
rispetto delle normative interne ed esterne. I membri esecutivi del board rientrano nel piano di formazione e
vi è una frequente interlocuzione tra questi ed i process owner.
Oltre alla formazione, il Gruppo ha implementato ulteriori misure di controllo, tra cui:
1. Valutazione dei rischi: analisi periodiche dei rischi legati alle tematiche di governance e, in particolare,
alla corruzione e alla concussione.
2. Canali di segnalazione cd. Whistleblowing: strumenti accessibili a tutti i dipendenti con protocolli di
indagine specifici, tema ampiamente trattato nelle precedenti sezioni.
3. Monitoraggio continuo: revisioni regolari delle transazioni finanziarie e delle attività dei dipendenti
per individuare eventuali anomalie.
Per tutte le società del gruppo Princes le funzioni considerate a più elevato rischio, ovvero i collaboratori che
svolgono attività d'ufficio, sono parte di un programma di training sulla corruzione. Più è elevato il rischio
nella funzione di pertinenza, più è specifico il contenuto del corso erogato. Allo stesso modo, i dipendenti
delle società italiane del Gruppo sono integralmente inseriti nel piano formativo previsto dal Modello 231 che
contempla anche il reato di Corruzione Attiva e Passiva. Pertanto, è possibile sostenere che il 100% dei
dipendenti delle funzioni considerate a rischio moderato o elevato sono inclusi nei programmi formativi
G1-4 - Casi di corruzione attiva o passiva
Nel 2024 non sono state eseguite condanne commutate multe per incidenti di corruzione. In ogni caso, gli
strumenti normativi interni prevedono l'applicazione di eventuali sanzioni disciplinari - fino anche al
licenziamento per giusta causa - in caso di violazione della politica e delle procedure interne in materia di
anticorruzione, a seconda della gravità della violazione.
G1-5 - Influenza politica e attività di lobbying
Sebbene l’analisi di Doppia Rilevanza abbia evidenziato un rischio significativo rilevante in merito alle attività
di lobbying e al coinvolgimento politico, in particolare per il potenziale insorgere di conflitti di interesse o
associazioni con episodi di corruzione e frode, il Gruppo non svolge attualmente alcuna attività rilevante in
questo ambito.
Nel corso del 2024, non è stato erogato alcun contributo politico, in denaro in natura. Le uniche
donazioni effettuate dall’azienda riguardano sponsorizzazioni, prevalentemente di carattere sportivo, e
contributi a enti caritatevoli e fondazioni, come, ad esempio, la fornitura di ventilatori polmonari per la terapia
neonatale. Tali donazioni sono sempre conformi alle procedure aziendali relative a omaggi, regalie e benefici,
che stabiliscono principi chiari affinché tali contributi non possano risultare sospetti. Tali procedure
prevedono inoltre una struttura approvativa in linea con le procure interne ed il rispetto di queste è verificato
dalle strutture preposte al controllo interno. Nessuna Società del Gruppo è iscritta nel registro dell’UE per la
trasparenza o in un registro per la trasparenza equivalente di uno Stato membro.
Infine, alcune società del Gruppo sono iscritte ad associazioni di categoria.
148
G1-6 - Prassi di pagamento
Il Gruppo, al momento, non è in grado di fornire un dettaglio specifico relativo alle PMI, ma tale informazione
sarà resa disponibile nei prossimi esercizi. Tuttavia, in merito alle prassi di pagamento verso i fornitori, il
tempo medio di pagamento del Gruppo è di 85 giorni. Di seguito, vengono riportate le diverse categorie di
fornitura con i relativi termini di pagamento e la percentuale dei pagamenti che rispettano tali condizioni:
Categoria di fornitori
Termini di
pagamento
% pagamenti in linea con i
termini
Materie prime, ingredienti e prodotti
commercializzati
30-60 giorni 90%
Packaging 60-90 giorni 85%
Manutenzione, servizi ed investimenti 90-120 giorni 80%
Nel 2024 non vi è alcun procedimento giudiziario in corso dovuto a ritardi di pagamento.
149
Allegato 1/A: QUOTA DEL FATTURATO DERIVANTE DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE
ALLA TASSONOMIA INFORMATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2024
Esercizio finanziario N
Attivi economiche (1) Codice (a) (2) Fatturato (3)
Quota del
fatturato,
anno N (4)
Mitigazione dei
cambiamenti climatici (5)
Adattamento ai
cambiamenti climatici (6)
Acqua (7)
Inquinamento (8)
Economia circolare (9)
Biodiversità (10)
Mitigazione dei
cambiamenti climatici (11)
Adattamento ai
cambiamenti climatici (12)
Acqua (13)
Inquinamento (14)
Economia circolare (15)
Biodiversità (16)
Garanzi
e
minime
di
salvagu
ardia
(17)
Quota di
fatturato
allineato (A.1) o
ammissibile (A.2)
alla tassonomia
anno N-1 (18)
Categoria attività
abilitante (19)
Categoria attività
di transizione
(20)
Testo
EUR %
Sì; No;
N/AM
(b) (c)
Sì; No;
N/AM
(b) (c)
Sì; No;
N/AM
(b) (c)
Sì; No;
N/AM
(b) (c)
Sì; No;
N/AM
(b) (c)
Sì; No;
N/AM
(b) (c)
Sì/No /No Sì/No Sì/No /No /No Sì/No % A T
N/A N/A 0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A %
0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0%
0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0% A
0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0% T
AM;
N/AM
(f)
AM;
N/AM
(f)
AM;
N/AM
(f)
AM;
N/AM
(f)
AM;
N/AM
(f)
AM;
N/AM
(f)
N/A N/A 0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0
0,00
0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,00%
0,00 0,0% N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,00%
1.641.109.000,00 100%
1.641.109.000,00
Allineata per
obiettivo
Ammissibile per
obiettivo
CCM 0% 0%
CCA 0% 0%
WTR 0% 0%
CE 0% 0%
PPC 0% 0%
BIO 0% 0%
TOTALE
Quota di fatturato/Fatturato totale
Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili
(attività non allineate alla tassonomia) (A.2)
Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2)
B. ATTIVITA' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
Fatturato delle attività non ammissibili alla tassonomia
Fatturato delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1)
Di cui abilitanti
Di cui di transizione
A.2 Attivi ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attivi non allineate alla tassonomia) (g)
A.1 Attivi ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
2024
Criteri per il contributo sostanziale
Criteri DNSH ("non arrecare un danno significativo")
(h)
A. ATTIVITA' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
150
Allegato 1/B: QUOTA DEI CAPEX DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA
TASSONOMIA INFORMATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2024
Esercizio finanziario N
Attività economiche (1) Codice (a) (2) CapEx (3)
Quota di
CapEx,
anno N (4)
Mitigazione dei cambiamenti
climatici (5)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (6)
Acqua (7)
Inquinamento (8)
Economia circolare (9)
Biodiversità (10)
Mitigazione dei cambiamenti
climatici (11)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (12)
Acqua (13)
Inquinamento (14)
Economia circolare (15)
Biodiversità (16)
Garanzie
minime di
salvaguar
dia (17)
Quota di
CapEx
allineato (A.1)
o
ammissibile
(A.2) alla
tassonomia
anno N-1 (18)
Categoria
attivi
abilitante
(19)
Categoria
attivi di
transizion
e (20)
EUR %
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
/No Sì/No Sì/No /No Sì/No /No Sì/No % A T
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per
l'efficienza energetica 7.3 CCM/CCA 0,00
0,0% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,01%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e
trattamento delle acque reflue
5.3 CCM/CCA 0,00
0,0% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 3,32%
0,00 0,0% N/A N/A N/A N/A N/A N/A 3,33%
0,00 0,0% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A % A
0,00 0,0% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A % T
AM; N/AM
(f)
AM; N/AM
(f)
AM; N/AM
(f)
AM; N/AM
(f)
AM; N/AM
(f)
AM; N/AM
(f)
Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
4.16 CCM/CCA 12.400,00
0,05% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Produzione di calore/freddo utilizzando il calore di scarto
4.25 CCM/CCA 1.366.207,98
5,16% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta,
trattamento e fornitura di acqua
5.1 CCM/CCA 212.156,54
0,80% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e
trattamento delle acque reflue
5.3 CCM/CCA 78.509,00
0,30% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,15%
Ristrutturazione di edifici esistenti
7.2 CCM/CCA 605.000,00
2,28% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per
l'efficienza energetica 7.3 CCM/CCA 664.891,50
2,51% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,86%
Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di
ricarica per veicoli elettrici negli edifici (e negli spazi adibiti
a parcheggio di pertinenza degli edifici)
7.4 CCM/CCA 5.299,85
0,02% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,11%
2.944.464,86 11,12% % % % % % % 1,12%
2.944.464,86 11,12% % % % % % % 4,5%
23.544.535,14 88,88%
26.489.000,00
Allineata per
obiettivo
Ammissibile per
obiettivo
CCM
0,0% 11,12%
CCA
0,0% 0,0%
WTR
0,0% 0,0%
CE
0,0% 0,0%
PPC
0,0% 0,0%
BIO
0,0% 0,0%
2024
Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH ("non arrecare un danno significativo") (h)
A. ATTIVITA' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
CapEx delle attivi ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2)
CapEx delle attivi ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1)
Di cui abilitanti
Di cui di transizione
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (g)
CapEx delle attivi ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili
(attività non allineate alla tassonomia) (A.2)
B. ATTIVITA' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
CapEx delle attivi non ammissibili alla tassonomia
TOTALE
Quota di CapEx/CapEx totale
151
Allegato 1/C: QUOTA DEI OPEX DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA
TASSONOMIA INFORMATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2024
Esercizio finanziario N
Attivi economiche (1) Codice (a) (2) OpEx (3)
Quota di
OpEx, anno
N (4)
Mitigazione dei
cambiamenti climatici (5)
Adattamento ai
cambiamenti climatici (6)
Acqua (7)
Inquinamento (8)
Economia circolare (9)
Biodiversità (10)
Mitigazione dei
cambiamenti climatici (11)
Adattamento ai
cambiamenti climatici (12)
Acqua (13)
Inquinamento (14)
Economia circolare (15)
Biodiversità (16)
Garanzie
minime di
salvaguar
dia (17)
Quota di
OpEx
allineato
(A.1) o
ammissibil
e (A.2) alla
tassonomi
a anno N-
1 (18)
Categoria
attività
abilitante
(19)
Categoria
attività di
transizion
e (20)
EUR %
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
Sì; No;
N/AM (b)
(c)
/No /No Sì/No /No /No Sì/No /No % A T
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta,
trattamento e fornitura di acqua 5.1 CCM 0,00
0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,00% N/A N/A
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta
e trattamento delle acque reflue 5.3 CCM 0,00
0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,02% N/A N/A
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per
l'efficienza energetica 7.3 CCM 0,00
0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,01% N/A N/A
0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A 0,03%
0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A % A
0,00 0,00% N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A N/A % T
AM;
N/AM (f)
AM;
N/AM (f)
AM;
N/AM (f)
AM;
N/AM (f)
AM;
N/AM (f)
AM;
N/AM (f)
Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
4.16 CCM/CCA 34.004,77
0,03% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed
energia elettrica a partire da combustibili gassosi fossili 4.30 CCM/CCA 1.086.608,78
1,01% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta,
trattamento e fornitura di acqua 5.1 CCM/CCA 18.992,00
0,02% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di
acqua 5.2 CCM/CCA 1.417.607,44
1,32% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta
e trattamento delle acque reflue 5.3 CCM/CCA 494.345,75
0,46% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,02%
Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque
reflue 5.4 CCM/CCA 6.050,00
0,01% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi in frazioni
separate alla fonte 5.5 CCM/CCA 0,00
0,00% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Digestione anaerobica di rifiuti organici 5.7 CCM/CCA 31.823,00 0,03% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Ristrutturazione di edifici esistenti 7.2 CCM/CCA/ 3.2 CE 14.156,00 0,01% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per
l'efficienza energetica 7.3 CCM/CCA 310.645,08
0,29% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e
dispositivi per la misurazione, la regolazione e il controllo
delle prestazioni energetiche degli edifici 7.5 CCM/CCA 4.840,00
0,00% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 0,00%
3.419.072,82 3,17% % % % % % % 0,03%
3.419.072,82 3,17% % % % % % % 0,06%
104.285.927,18 96,83%
107.705.000,00
Allineata per obiettivo Ammissibile per obiettivo
CCM
0% 3,17%
CCA
0% 0%
WTR
0% 0%
CE
0% 0%
PPC
0% 0%
BIO
0% 0%
2024 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH ("non arrecare un danno significativo") (h)
A. ATTIVITA' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
OpEx delle attivi ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2)
OpEx delle attivi ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1)
Di cui abilitanti
Di cui di transizione
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili(attivi non allineate alla tassonomia) (g)
OpEx delle attivi ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili
(attività non allineate alla tassonomia) (A.2)
B. ATTIVITA' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
OpEx delle attivi non ammissibili alla tassonomia
TOTALE
Quota di OpEx/OpEx totale
152
Allegato 1/D MODELLO 1 - TABELLA GAS E NUCLEARE
Riga Attività legate all’energia nucleare
1.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la
generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del
combustibile
No
2.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l’esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di
energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e
miglioramenti della loro sicurezza, con l’ausilio delle migliori tecnologie disponibili.
No
3.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l’esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore
di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e
miglioramenti della loro sicurezza.
No
Attività legate ai gas fossili
4.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che
utilizzano combustibili gassosi fossili.
5.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazion
e
combinata di
calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili.
6.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che
producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili.
153
Allegato 1/E MODELLO 4 E MODELLO 5 GAS E NUCLEARE
Modello 4 - Attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia
Riga Attività economiche
Quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) - Opex
CCM + CCA
Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti climatici
(CCA)
Importo % Importo % Importo %
1
Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
1.086.608,78 31,8% 1.086.608,78 31,8% 0,00 0%
2
Importo e quota di altre attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non
allineate alla tassonomia non incluse nella riga 1 al denominatore del KPI
applicabile
2.332.464,04 68,2% 2.332.464,04 68,2% 0,00 0%
3
Importo e quota totali delle attività economiche ammissibili alla tassonomia ma
non allineate alla tassonomia al denominatore del KPI applicabile
3.419.072,82 100,0% 3.419.072,82 100,0% 0,00 0%
154
Modello 5 - Attività economiche non ammissibili alla tassonomia
Riga Attività economiche Importo %
1
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 5 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.30
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
0,00 0%
2
Importo e quota di altre attività economiche non ammissibili alla tassonomia non incluse nella riga 1 al denominatore del KPI
applicabile
100.186.927,18
100%
3 Importo e quota totali delle attività economiche non ammissibili alla tassonomia al denominatore del KPI applicabile
100.186.927,18
100%
155
INDICE DEI CONTENUTI
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
BP 1
Criteri generali per la redazione ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la redazione
BP 2
Informativa in relazione a circostanze
specifiche
ESRS 2 BP-2 - Informativa in relazione a
circostanze specifiche
GOV 1
Ruolo degli organi di amministrazione,
direzione e controllo
ESRS 2 GOV-1 Ruolo degli organi di
amministrazione, direzione e controllo
ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere nel Consiglio paragrafo 21 (d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 13
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS 2 GOV-1 Percentuale di membri indipendenti del consiglio di
amministrazione, paragrafo 21, lettera e)
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE)2020/1816 della Commissione, allegato II
GOV 2
Informazioni fornite agli organi di
amministrazione, direzione e controllo
dell'impresa e questioni di sostenibilità
da questi affrontate
ESRS 2 GOV-2 Informazioni fornite agli organi
di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa
e questioni di sostenibilità da questi affrontate
  
GOV 3
Integrazione delle prestazioni di
sostenibilità nei sistemi di
incentivazione
ESRS 2 GOV-3 Integrazione delle prestazioni in
termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione
  
GOV 4 Dichiarazione sul dovere di diligenza
ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di
diligenza
ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza paragrafo 30
- Riferimento SFDR: allegato I, tabella 3, indicatore n. 10
156
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
GOV 5
Gestione del rischio e controlli interni
sulla rendicontazione di sostenibilità
ESRS 2 GOV-5 Gestione del rischio e controlli
interni sulla rendicontazione di sostenibilità
  
157
SBM 1
Posizione sul mercato, strategia,
modello aziendale e catena del valore
ESRS 2 SBM-1 - Strategia, modello aziendale e
catena del valore
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attivi collegate ad attività nel settore dei
combustibili fossili, paragrafo 40, lettera d), punto i)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 4
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) N 575/2013;
regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, tabella 1 -
Informazioni qualitative sul rischio ambientale e tabella 2 - Informazioni
qualitative sul rischio sociale
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attivi collegate alla produzione di sostanze
chimiche, paragrafo 40, lettera d), punto ii
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 9
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS 2 SBM-
1 Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse, paragrafo
40, lettera d), punto iii)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 14
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE)2020/1818, Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE)
2020/1816, allegato II
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attivi collegate alla coltivazione e alla
produzione di tabacco, paragrafo 40, lettera d), punto iv
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1818, Articolo 12, paragrafo 1, del Regolamento delegato (UE)
2020/1816,Allegato II
158
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
SBM 2
Interessi e opinioni dei portatori di
interessi
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori
d’interessi
  
SBM 3
Impatti, rischi e opportunità rilevanti e
loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità
rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
ESRS 2- SBM3 - S1 Rischio di Lavoro forzato paragrafo 14, lettera f)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13
ESRS 2- SBM3 - S1 Rischio di Lavoro minorile paragrafo 14, lettera g)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 12
ESRS 2- SBM3 S2 Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella
catena del lavoro, paragrafo 11, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 12 e 13
IRO 1
Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli impatti, i rischi
e le opportunità rilevanti relativi al
clima
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli impatti i rischi e le
opportunità rilevanti legate al clima
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti legati all'inquinamento
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse
marine
ESRS 2-IRO 1 - E4 paragrafo 16, lettera a), punto i
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatori n. 7
ESRS 2-IRO 1 - E4 paragrafo 16, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 10
ESRS 2-IRO 1 - E4 paragrafo 16, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 14
159
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli impatti, i rischi, le
dipendenze e le opportunità rilevanti relativi alla
biodiversità e agli ecosistemi
ESRS 2 IRO-1 Gestione degli impatti, dei rischi e
delle opportunità
IRO 2
Obblighi di informativa degli ESRS
oggetto della
dichiarazione sulla sostenibilità
dell'impresa
ESRS 2 IRO-2 - Obbligo di informativa degli
ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità
d’impresa
  
ESRS E1
E1-1 Piano di transizione per la
mitigazione dei cambiamenti climatici
E1-1 - Piano di transizione per la mitigazione dei
cambiamenti climatici
ESRS E1-1 Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il
2050, paragrafo 14
- Riferimento normativa dell'UE sul clima: Articolo 2, paragrafo 1, del
regolamento (UE) 2021/1119
ESRS E1-1 Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di
Parigi, paragrafo 16, lettera g)
- Riferimento terzo pilastro: 575/2013; regolamento di esecuzione (UE)
2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario - Indicatori del
potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità
creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Articolo 12, paragrafo 1,
lettere da d) a g), e paragrafo 2
160
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
E1-2 Politiche relative alla mitigazione
dei cambiamenti climatici e
all'adattamento agli stessi
E1-2 - Politiche di mitigazione e adattamento ai
cambiamenti climatici
  
E1-3 Azioni e risorse relative alle
politiche in materia di cambiamenti
climatici
E1-3 -
Azioni e risorse in relazione alle politiche sui
cambiamenti climatici
  
E1-4 Obiettivi relativi alla mitigazione
dei cambiamenti climatici e
all'adattamento agli stessi
E1-4 - Obiettivi relativi alla mitigazione dei
cambiamenti climatici e all’adattamento degli stessi
ESRS E1-4 Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES, paragrafo 34
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 4
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) n. 575/2013;
regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3:
Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai
cambiamenti climatici: metriche di allineamento
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Articolo 6 del regolamento
delegato (UE) 2020/1818
E1-5 Consumo di energia e mix
energetico
E1-5 - Consumo e mix energetico
ESRS E1-5 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte
(solo settori ad alto impatto climatico), paragrafo 38
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 e allegato I, tabella 2,
indicatore n. 5
ESRS E1-5 Consumo di energia e mix energetico paragrafo 37
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5
ESRS E1-5 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto
climatico, paragrafi da 40 a 43
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 6
161
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
E1-6 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3
ed emissioni totali di GES
E1-6 - Emissioni di gas effetto serra
E1-
7 Assorbimenti di GES e progetti di
mitigazione delle emissioni di GES
finanziati con crediti di
carbonio
E1-7 - Assorbimenti di GES e progetti di
mitigazione delle emissioni di GES finanziati con
crediti di carbonio
ESRS E1-7 Assorbimenti di GES e crediti di carbonio, paragrafo 56
- Riferimento normativa dell'UE sul clima: Articolo 2, paragrafo 1, del
regolamento (UE) 2021/1119
E1-8 Fissazione del prezzo interno del
carbonio
E1-8 - Prezzo del carbonio interno
  
E1-9 Effetti finanziari attesi di rischi
fisici e di transizione rilevanti e
potenziali opportunità legate al clima
Phase-in
ESRS E1-9 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi
fisici
legati al clima, paragrafo 66
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816
ESRS E1-9 Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e
cronico, paragrafo 66, lettera a)
ESRS E1-9 Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante, paragrafo
66, lettera c
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) n. 575/2013;
punti 46 e 47 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione;
modello 5: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio fisico connesso
ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico
ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi
di efficienza energetica, paragrafo 67, lettera c)
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) n. 575/2013;
punto 34 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione;
Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione
162
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili - Efficienza
energetica delle garanzie reali
ESRS E1-9 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al clima,
paragrafo 69
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS E2
E2-1 Politiche relative
all’inquinamento
E2-1 Politiche relative all'inquinamento
  
E2-2 Azioni e risorse connesse
all'inquinamento
E2-2 Azioni e risorse connesse all'inquinamento
  
E2-3 Obiettivi connessi
all'inquinamento
E2-3 Obiettivi connessi all'inquinamento
  
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e
suolo
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e suolo
ESRS E2-4 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del
regolamento E- PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di
sostanze inquinanti) emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo, paragrafo 28
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 8; allegato I, tabella 2,
indicatore n. 2; allegato 1, tabella 2, indicatore n. 1; allegato I, tabella 2, indicatore
n. 3
E2-5 Sostanze preoccupanti e sostanze
estremamente preoccupanti
E2-5 Sostanze preoccupanti e sostanze
estremamente preoccupanti
  
E2-6 Effetti finanziari attesi di impatti,
rischi e opportunità legati
all'inquinamento
Phase-in
  
163
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
ESRS E3
E3-1 Politiche connesse alle acque e
alle risorse marine
E3-1 Politiche connesse alle acque e alle risorse
marine
ESRS E3-1 Acque e risorse marine, paragrafo 9
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 7
ESRS E3-1 Politica dedicata, paragrafo 13
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 8
ESRS E3-1 Sostenibilità degli oceani e dei mari paragrafo 14
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12
E3-2 Azioni e risorse connesse alle
acque e alle risorse marine
E3-2 Azioni e risorse connesse alle acque e alle
risorse marine
  
E3-
3 Obiettivi connessi alle acque e alle
risorse marine
E3-3 Obiettivi connessi alle acque e alle risorse
marine
  
E3-4 Consumo idrico
E3-4 Consumo idrico
ESRS E3-4 Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata, paragrafo 28, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.2
ESRS E3-4 Consumo idrico totale in m3 rispetto ai ricavi netti da operazioni
proprie, paragrafo 29
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.1
E3-5 Effetti finanziari attesi derivanti
da impatti, rischi e opportunità
connessi alle acque e alle risorse
marine
Phase-in
  
ESRS E4
E4-1 Piano di transizione e attenzione
alla biodiversità e agli ecosistemi nella
E4-1 Piano di transizione e attenzione alla
biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel
modello aziendale
  
164
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
strategia e nel
modello aziendale
E4-2 Politiche relative alla
biodiversità e agli ecosistemi
E4-2 Politiche relative alla biodiversità e agli
ecosistemi
ESRS E4-
2 Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili, paragrafo
24, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 11
ESRS E4-2 Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili,
paragrafo 24, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12
ESRS E4-2 Politiche volte ad affrontare la deforestazione, paragrafo 24, lettera d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 15
E4-3 Azioni e risorse relative alla
biodiversità e agli ecosistemi
E4-3 Azioni e risorse relative alla biodiversità e
agli ecosistemi
  
E4-4 Obiettivi
relativi alla biodiversità e
agli
ecosistemi
E4-4 Obiettivi relativi alla biodiversità e agli
ecosistemi
  
E4-5 Metriche d'impatto relative ai
cambiamenti della biodiversità e degli
ecosistemi
E4-5 Metriche d'impatto relative ai
cambiamenti
della biodiversità e degli ecosistemi
  
E4-6 Effetti finanziari attesi derivanti
da rischi e opportunità connessi alla
biodiversità e agli ecosistemi
Phase-in
  
165
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
ESRS E5
E5-1 Politiche relative all'uso delle
risorse e
all'economia circolare
E5-1 Politiche relative all'uso delle risorse e
all'economia circolare
  
E5-2 Azioni e risorse relative all'uso
delle risorse e
all'economia circolare
E5-2
Azioni e risorse relative all'uso delle risorse
e all'economia circolare
  
E5-3 Obiettivi relativi all'uso delle
risorse e
all'economia circolare
E5-3 Obiettivi relativi all'uso delle risorse e
all'economia circolare
  
E5-4 Flussi di risorse in entrata
E5-4 Flussi di risorse in entrata
  
E5-5 Flussi di risorse in uscita
E5-5 Flussi di risorse in uscita
ESRS E5-5 Rifiuti non riciclati, paragrafo 37, lettera d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 13
ESRS E5-5 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi, paragrafo 39
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 9
E5-6 Effetti finanziari attesi derivanti
da impatti, rischi e opportunità
connessi all'uso delle risorse e
all'economia circolare
Phase-in
  
ESRS S1
S1-1 Politiche relative alla forza
lavoro propria
S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria
ESRS S1-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 20
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S1-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle
convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro,
166
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
paragrafo 21
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS S1-1 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani, paragrafo
22
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 11
ESRS S1-1 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro,
paragrafo 23
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 1
S1-2 Processi di coinvolgimento dei
lavoratori propri e dei rappresentanti
dei lavoratori in merito
agli impatti
S1-2 Processi di coinvolgimento della forza lavoro
propria e dei rappresentanti dei lavoratori in merito
agli impatti
  
S1-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che
consentono ai lavoratori propri di
sollevare preoccupazioni
S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti
negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di
sollevare preoccupazioni
ESRS S1-3 Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce, paragrafo 32,
lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 5
S1-4 Interventi su impatti rilevanti
per la forza lavoro propria e approcci
per la mitigazione dei rischi rilevanti e il
perseguimento di opportunità rilevanti
in relazione alla forza lavoro propria,
nonché efficacia di tali azioni
S1-4 Interventi su impatti rilevanti per la forza
lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi
rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in
relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di
tali azioni
  
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti negativi rilevanti, al
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti
negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti
  
167
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
potenziamento degli impatti positivi e
alla gestione dei rischi e delle
opportunità
rilevanti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità
rilevanti
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti
dell'impresa
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
S1-7 Caratteristiche dei lavoratori non
dipendenti nella forza lavoro propria
dell'impresa
Phase-in
S1-8 Copertura della contrattazione
collettiva e dialogo sociale
S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e
dialogo sociale
S1-9 Metriche della diversità S1-9 Metriche della diversità
S1-10 Salari adeguati
S1-10 Salari adeguati
S1-11 Protezione sociale Phase-in
S1-12 Persone con disabilità Phase-in
S1-13 Metriche di formazione e
sviluppo delle
competenze
Phase-in
S1-14 Metriche di salute e sicurezza
S1-14 Metriche di salute e sicurezza
ESRS S1-14 Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro,
paragrafo 88, lettere b) e c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 2
168
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS S1-14 Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti
mortali o malattie, paragrafo 88, lettera e)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 3
S1-15 Metriche dell'equilibrio tra vita
professionale e vita privata
Phase-in
  
S1-16 Metriche di retribuzione
(divario retributivo e retribuzione
totale)
S1-16 Metriche di remunerazione (divario
retributivo e remunerazione totale)
ESRS S1-16 Divario retributivo di genere non corretto, paragrafo 97, lettera a)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 12
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
S1-17 Incidenti, denunce e impatti
gravi in materia di diritti umani
S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in
materia di diritti umani
ESRS S1-17 Incidenti legati alla discriminazione, paragrafo 103, lettera a)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 7
  
ESRS S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e
diritti umani e OCSE, paragrafo 104, lettera a
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 e allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818
ESRS S2
S2-1 Politiche connesse ai lavoratori
nella catena del valore
S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena
del valore
ESRS S2-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 17
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
169
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore, paragrafo 18
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 11 e 4
ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e
diritti umani e delle linee guida dell'OCSE
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818
ESRS S2-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle
convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro,
paragrafo 19
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione, allegato II
S2-2 Processi di coinvolgimento dei
lavoratori nella catena del valore in
merito agli impatti
S2-2
Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella
catena del valore in merito agli impatti
S2-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che
consentono ai lavoratori nella
catena del valore di esprimere
preoccupazioni
S2-3 Processi per porre rimedio agli impatti
negativi e canali che consentono ai lavoratori nella
catena del valore di esprimere preoccupazioni
S2-
4 Interventi su impatti rilevanti per i
lavoratori nella catena del valore e
approcci per la gestione dei rischi
rilevanti e il conseguimento di
opportunità rilevanti per i lavoratori
S2-4
Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori
nella catena del valore e approcci per la gestione dei
rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità
170
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
nella catena
del valore, nonché efficacia
di tali azioni
rilevanti per i lavoratori nella catena del valore,
nonché efficacia di tali azioni
S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti negativi rilevanti, al
potenziamento degli impatti positivi e
alla gestione dei rischi e delle
opportunità rilevanti
S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti
negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità
rilevanti
ESRS S3
S3-1 Politiche relative alle comunità
interessate
S3-1 Politiche relative alle comunità interessate
ESRS S3-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 16
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S3-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e
diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818
S3-2 Processi di coinvolgimento delle
comunità
interessate in merito agli impatti
S3-2 Processi di coinvolgimento delle comunità
interessate in merito agli impatti
  
S3-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che
consentono alle comunità interessate
di esprimere preoccupazioni
S3-3 Processi per porre rimedio agli impatti
negativi e canali che consentono alle comunità
interessate di esprimere preoccupazioni
  
171
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
S3-
4 Interventi su impatti rilevanti sulle
comunità interessate e approcci per
gestire i rischi rilevanti e conseguire
opportunità rilevanti per le comunità
interessate, nonché efficacia di tali
azioni
S3-4 Interventi su impatti rilevanti sulle comunità
interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e
conseguire opportunità rilevanti per le comunità
interessate, nonché efficacia di tali azioni
ESRS S3-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 36
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti rilevanti negativi, al
potenziamento degli impatti positivi e
alla gestione dei rischi e delle
opportunità rilevanti
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti
rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità
rilevanti
  
ESRS S4
S4-1 Politiche connesse ai consumatori
e agli utilizzatori finali
S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli
utilizzatori finali
ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali, paragrafo 16
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S4-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e
diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818
S4-2 Processi di coinvolgimento dei
consumatori e degli utilizzatori finali in
merito agli impatti
S4-2 Processi di coinvolgimento dei consumatori e
degli utilizzatori finali in merito agli impatti
  
172
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
S4-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che
consentono ai consumatori e agli
utilizzatori finali di esprimere
preoccupazioni
S4-3 Processi per porre rimedio agli impatti
negativi e canali che consentono ai consumatori e agli
utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
  
S4-
4 Interventi su impatti rilevanti per i
consumatori e gli utilizzatori finali e
approcci per la mitigazione dei rischi
rilevanti e il conseguimento di
opportunità rilevanti in relazione ai
consumatori e agli utilizzatori finali,
nonché efficacia di tali azioni
S4-4 Interventi su impatti rilevanti sui
consumatori e gli utilizzatori finali, approcci per
gestire rischi rilevanti e conseguire opportunità
rilevanti in relazione ai consumatori e agli
utilizzatori finali, ed efficacia di tali azioni
ESRS S4-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 35
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14
S4-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti rilevanti negativi, al
potenziamento degli impatti positivi e
alla gestione dei rischi e delle
opportunità rilevanti
S4-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti
rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei
rischi e delle opportunità
rilevanti
  
ESRS G1
G1-1 Politiche in materia di cultura
d'impresa e condotta delle imprese
G1-1 Politiche in materia di cultura d'impresa e
condotta delle imprese
ESRS G1-1 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, paragrafo 10,
lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 15
ESRS G1-1 Protezione degli informatori, paragrafo 10, lettera d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 6
G1-2 Gestione dei rapporti con i
fornitori
G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori
  
173
ESRS Obblighi di Informativa
Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE
così come elencati nell’Appendice B, se applicabile
G1-3 Prevenzione e individuazione
della corruzione attiva e passiva
G1-3 Prevenzione e individuazione della
corruzione attiva e passiva
  
G1-4 Casi accertati di corruzione attiva
o passiva
G1-4 Casi di corruzione attiva o passiva
ESRS G1-4 Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva
e passiva, paragrafo 24, lettera a)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 17
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816
ESRS G1-4 Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 16
G1-5 Influenza politica e attività di
lobbying
G1-5 Influenza politica e attività di lobbying
  
G1-6 Prassi di pagamento
G1-6 Prassi di pagamento
  
Attestazione della rendicontazione di sostenibilità
175
Relazione della società di revisione indipendente
176
177
178
179
RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI
ai sensi dell’articolo 123-bis TUF
(modello di amministrazione e controllo tradizionale)
Emittente: Newlat Food S.p.A.
Sito Web: www.newlat.it
Esercizio a cui si riferisce la Relazione: 2024
Data di approvazione della Relazione: 17 marzo 2025
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GLOSSARIO
Assemblea: l’Assemblea dei soci dell’Emittente.
CLI: Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Codice di Corporate Governance: il Codice di Corporate Governance delle società quotate approvato dal
Comitato per la Corporate Governance e pubblicato il 31 gennaio 2020.
Cod. civ./c.c.: il codice civile.
Comitato per la Corporate Governance: il Comitato italiano per la Corporate Governance delle società
quotate, costituito, oltre che da Borsa Italiana S.p.A., da ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria.
Consiglio di Amministrazione: il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente.
Emittente/Newlat/Società: l’emittente valori mobiliari cui si riferisce la Relazione.
Esercizio: l’esercizio 2024 a cui si riferisce la Relazione.
Gruppo Newlat o Gruppo: congiuntamente l’Emittente e le società da questa direttamente e/o
indirettamente controllate ai sensi dell’articolo 2359 del Cod. civ. e dell’articolo 93 del TUF.
Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del
1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.
Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 20249 del 2017
in materia di mercati.
Regolamento Parti Correlate Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221
del 12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.
Relazione: la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari che le società sono tenute a redigere ai
sensi dell’art. 123-bis TUF.
Relazione sulla Remunerazione: la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi
corrisposti che le società sono tenute a redigere e pubblicare ai sensi dell’art. 123-ter TUF e 84-quater
Regolamento Emittenti Consob.
Testo Unico della Finanza/TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
Laddove non diversamente precisato, devono altresì intendersi richiamate by reference le definizioni del
Codice di Corporate Governance relative ad Amministratori, Amministratori Esecutivi, Amministratori
Indipendenti, Azionista Significativo, Chief Executive Officer (CEO), Organo di Controllo, Piano
Industriale e Successo Sostenibile.
Inoltre, laddove non diversamente precisato, nelle sezioni che richiamano il contenuto degli ESRS rilevanti
devono altresì intendersi richiamate by reference le definizioni degli stessi ESRS, in particolare quelle relative
a: attività di lobbying, catena del valore, comunità interessate, corruzione attiva e passiva, cultura
d’impresa, consumatori, dichiarazione sulla sostenibilità, dipendente, discriminazione, fornitori,
181
forza lavoro propria, impatti, impatti legati alla sostenibilità, lavoratori nella catena del valore,
lavoratori non dipendenti, membri indipendenti del consiglio di amministrazione, metriche, modello
aziendale, molestie, obiettivo, opportunità, opportunità legate alla sostenibilità, organi di
amministrazione direzione e controllo, politica, popoli indigenti, portatori di interessi, questioni di
sostenibilità, rilevanza, rischi, rischi legati alla sostenibilità, utilizzatori finali.
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PROFILO DELL’EMITTENTE
Mission dell’Emittente
L’Emittente è a capo del Gruppo Newlat, importante player nel settore agro-alimentare italiano e europeo,
con un consolidato posizionamento nel mercato domestico e una presenza rilevante sul mercato tedesco,
nonché su quello inglese. Il Gruppo Newlat è attivo principalmente nei settori pasta, prodotti da forno,
lattiero-caseari, prodotti speciali, in particolare health & wellness, gluten free, prodotti per l’infanzia, prodotti
istantanei, preparati per dolci e torte, miscele da forno e dessert, nonché dei prodotti legati al mondo delle
conserve di legumi, tonno, olio, bevande e pomodoro. I prodotti del Gruppo sono commercializzati attraverso
numerosi marchi di proprietà, molti dei quali conosciuti a livello nazionale ed internazionale.
Il Gruppo Newlat è cresciuto nel corso degli anni grazie all’implementazione di politiche di crescita organica,
ma, soprattutto, grazie alla crescita per linee esterne, avendo perfezionato nel corso degli ultimi 10 anni
molteplici acquisizioni da controparti di primario standing nazionale ed internazionale nel settore agro-
alimentare.
Per la realizzazione dei suoi prodotti il Gruppo Newlat attualmente si avvale di 31 impianti produttivi, di cui
16 siti in Italia, 1 in Germania, 10 nel Regno Unito, 1 in Francia e 2 alle Mauritius.
L’offerta di prodotti del Gruppo Newlat si articola nelle seguenti business unit: (i) Pasta; (ii) Milk Products;
(iii) Dairy Products (prodotti lattiero-caseari); (iv) Bakery Products (prodotti da forno); (v) Special Products
(prodotti gluten free; prodotti ipoproteici e prodotti per lattanti e bambini fino a 3 anni); (vi) Instant Noodles
& bakery mixes (zuppe, vari piatti ready meal e preparati per dolci), (vii) Foods (conserve di legumi), (viii)
Drinks (succhi e bevande non alcoliche), (ix) Fish (tonno ed altri pesci in scatola), (x) Italian Products
(conserve di pomodoro), (xi) Oils (tutte le tipologie di olio, compresi quelli vegetali) e (xii) Altri Prodotti (quali
sughi, nonché insalate e insaccati). Oltre ai prodotti commercializzati con marchi propri, Newlat produce per
conto terzi e per il mercato del private label.
La mission del Gruppo Newlat è quella di perseguire il benessere del consumatore mediante la realizzazione
di prodotti sani e di qualità, a prezzi accessibili, promuovendo la migliore tradizione italiana e facendo leva su
una piattaforma produttiva e commerciale internazionale.
La visione del Gruppo Newlat è quella di veicolare marchi “Made in Italy” che siano rappresentativi del cibo
sano e che abbiano una diffusione mondiale, nonché di porsi come un player consolidatore nel settore agro-
alimentare. L’attività del Gruppo Newlat poggia altresì sui seguenti valori di riferimento: alimenti sani e
business solido.
In data 29 ottobre 2019, (la “Data di avvio delle negoziazioni”), l’Emittente è stato ammesso alle negoziazioni
sul MTA, segmento STAR (ora ESM Euronext Star Milan), con il Ticker NWL.
In data 30 marzo 2020, Newlat Group S.A., capogruppo della Società Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto un
contratto di compravendita in qualità di acquirente, con Finanziaria Centrale del Latte di Torino S.p.A., Lavia
Società Semplice, Luigi Luzzati, Marco Fausto Luzzati, Carla Luzzati e Sylvia Loew, in qualità di venditori,
in forza del quale Newlat Group S.A. ha acquistato 6.473.122 azioni ordinarie di Centrale del Latte d’Italia
S.p.A., rappresentative del 46,24% del capitale sociale e dei diritti di voto a fronte del pagamento, per ogni tre
azioni di Centrale del Latte d’Italia S.p.A. oggetto di compravendita, di un corrispettivo complessivo pari a
Euro 3,00 e n. 1 azione ordinaria di Newlat Food detenuta da Newlat Group S.A, corrispondente a un
corrispettivo unitario per ciascuna azione oggetto di compravendita pari a Euro 1,00 e n. 0,33 azioni ordinarie
183
Newlat Food S.p.A. L’operazione ha permesso ai venditori di divenire soci di Newlat Food S.p.A. con una
partecipazione complessiva, prima del futuro aumento di capitale sociale, del 5,30%.
L’operazione non è stata subordinata ad alcuna condizione sospensiva. Newlat Group S.A. e i venditori hanno
eseguito il contratto di compravendita in data aprile 2020.
Newlat Group S.A. ha ceduto a Newlat Food S.p.A. le azioni oggetto di compravendita che sono state
acquistate da Newlat Group S.A. ai sensi del precitato contratto, nonché ulteriori n. 187.120 azioni ordinarie
di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., rappresentative dell’1,34% del capitale sociale già detenute da Newlat
Group per un totale di n. 6.660.242 azioni ordinarie, rappresentative del 47,57% del capitale sociale ai
medesimi termini economici del contratto sottoscritto con i precedenti venditori e, pertanto, dietro
pagamento da parte di Newlat Food del corrispettivo in denaro.
Per effetto dell’acquisizione della partecipazione in Centrale del Latte d’Italia S.p.A., Newlat Food ha lanciato
un’offerta pubblica di acquisto e di scambio obbligatoria (l’“OPAS”) sulle rimanenti azioni ordinarie, ai sensi
e in conformità alla normativa applicabile, al medesimo corrispettivo corrisposto a Newlat Group S.A.
(nonché al medesimo corrispettivo corrisposto da Newlat Group S.A. ai Venditori) e, pertanto, pari a n. 0,33
azioni ordinarie Newlat Food di nuova emissione ed Euro 1 per ciascuna azione ordinaria Centrale del Latte
d’Italia S.p.A. portata in adesione all’OPAS.
A fine luglio 2020, si è conclusa l’offerta di adesione promossa da Newlat Food S.p.A. agli azionisti di Centrale
del Latte d’Italia S.p.A. Sulla base di tali risultati, sono state portate in adesione all’offerta n. 2.803.460 azioni
ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., rappresentative del 20,02% del capitale sociale di CLI e pari al
38,19% delle azioni ordinarie oggetto dell’offerta. Sulla base dei risultati definitivi, tenuto conto delle n.
6.660.242 azioni ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., costituenti la partecipazione di maggioranza di
titolarità dell’offerente, al 30 luglio 2020 Newlat Food S.p.A. deteneva complessive n. 9.463.702 azioni
ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., rappresentative del 67,59% del suo capitale sociale. Newlat Food
S.p.A. ha corrisposto a ciascun aderente un corrispettivo pari ad Euro 1 e n. 0,33 azioni ordinarie Newlat
Food S.p.A. di nuova emissione, rivenienti dall’aumento di capitale sociale approvato dall’Assemblea degli
Azionisti di Newlat in data 25 giugno 2020. Il pagamento del corrispettivo per le azioni apportate all’offerta
nel corso del periodo di adesione è avvenuto in data 31 luglio 2020.
In data febbraio 2021, il Consiglio di Amministrazione di Newlat Food S.p.A. ha deliberato l’emissione di
un prestito obbligazionario senior unrated, non garantito, non convertibile e non subordinato per un
controvalore minimo di Euro 150 milioni e massimo di Euro 200 milioni. La durata del prestito
obbligazionario è stabilita in sei anni a decorrere dalla data di emissione.
In data 19 febbraio 2021, è stato emesso con successo il prestito obbligazionario denominato “Up to
200.000.000 Senior Unsecured Fixed Rate Notes due February 2027” al tasso di interesse del 2,625%.
In data 4 agosto 2021, è stato sottoscritto con Speedboat Acquisitionco Limited, in qualità di venditore, un
contratto per l’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto del Gruppo Symington’s (composto
da Symington’s Limited, Symington’s Limited (Holding) e Symington’s Australia PTY Limited), per un
corrispettivo di £ 53 milioni, pari ad Euro 62,13 milioni.
L’operazione, non soggetta ad alcuna condizione sospensiva, ha comportato l'acquisto delle azioni nella stessa
data del 4 agosto 2021.
184
In data 7 dicembre 2022, Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto, con Alsa France (il “Venditore”), un contratto
per l’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S. (ora Princes France
S.A.S.), a seguito dell’esercizio da parte del Venditore della put option sottoscritta tra le parti il 19 ottobre
2022.
Alsa France, così come previsto dalla normativa francese, ha esercitato l’opzione per la vendita del 100% delle
azioni ordinarie e diritti di voto di EM Foods S.A.S. (ora Princes France S.A.S.), dopo che il consiglio dei
lavoratori della stessa EM Foods S.A.S. (ora Princes France S.A.S.) ha espresso formale assenso all’operazione
di cessione a Newlat Food. Il closing dell’operazione si è tenuto in data 2 gennaio 2023.
Con l’acquisizione di EM Foods S.A.S. (ora Princes France S.A.S.), il Gruppo Newlat entra a pieno titolo nel
settore delle miscele da forno e da dessert, un settore particolarmente interessante e con crescente attenzione
da parte dei consumatori.
Contestualmente, Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto un contratto di lungo termine con Unilever BV, per la
produzione di diversi prodotti legati ad importanti brand come Carte d’Or, Maizena e Mondamin. Le firma
di tale accordo costituiva una condizione sospensiva per la conclusione dell’acquisizione di EM Foods S.A.S.
(ora Princes France S.A.S.).
In data 27 maggio 2024, Newlat ha siglato un accordo (di seguito l’“Accordo”) per l’acquisto del 100% del
capitale sociale di Princes Limited (di seguito anche “Princes” e, insieme alle società da essa controllate il
“Gruppo Princes Limited”), detenuto da Mitsubishi Corporation, il cui closing è stato subordinato
all’ottenimento delle autorizzazioni antitrust da parte della autorità competenti ed alla consultazione del
comitato aziendale europeo e olandese all’interno del Gruppo Princes Limited.
In data 30 luglio 2024, a seguito dell’avveramento di tutte le condizioni sospensive in data 12 luglio 2024, la
Società ha annunciato il perfezionamento dell’operazione e, quindi, l’acquisto dell’intero capitale sociale di
Princes.
Nella medesima data del 30 luglio 2024, in conformità di quanto previsto dall’Accordo, Newlat Group ha
ceduto n. 9.319.841 di azioni della Società, rappresentante il 21,2% del capitale dell’Emittente, a Mitsubishi
Corporation, a fronte del pagamento da parte di quest’ultima di un importo in denaro pari a GBP 50 milioni.In
data 12 febbraio 2025, è stato emesso con successo il prestito obbligazionario denominato “Senior Unsecured
Fixed Rate Notes due February 2031” al tasso di interesse del 4,75%.
Sistema di governo societario adottato
Il sistema di corporate governance dell’Emittente riflette lo statuto approvato in data 8 luglio 2019
dall’Assemblea della Società in sede straordinaria al fine di adeguare il sistema di governo societario
dell’Emittente a valle dell’avvio delle negoziazioni delle azioni sull’Euronext Star Milan, così come da ultimo
modificato in data 25 giugno 2020 dall’Assemblea straordinaria della Società in ragione dell’aumento del
capitale sociale, approvato nella medesima riunione (lo “Statuto”).
Il sistema di corporate governance della Società è in linea con i principi contenuti nel Codice di Corporate
Governance, che la Società ha applicato dall’esercizio 2021, dandone informativa al mercato nella presente
Relazione.
185
La Società è organizzata secondo il modello tradizionale con l’Assemblea dei Soci, il Consiglio di
Amministrazione e il Collegio Sindacale. Le caratteristiche di tali organi sono fornite di seguito nell’ambito
delle parti dedicate della Relazione.
L’Assemblea ordinaria dell’Emittente, in data 8 luglio 2019, ha conferito alla società di revisione
PricewaterhouseCoopers S.p.A. (“PwC”), l’incarico di revisione legale dei conti (ivi compresa la verifica della
regolare tenuta della contabilità, nonché della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili)
per gli esercizi 2019-2027, in relazione al bilancio di esercizio dell’Emittente e al bilancio consolidato del
Gruppo Newlat. Sempre con delibera dell’8 luglio 2019, l’Assemblea ordinaria dell’Emittente ha conferito a
PwC, l’incarico per la revisione limitata del bilancio consolidato abbreviato semestrale del Gruppo Newlat per
i semestri al 30 giugno degli esercizi 2020 - 2027.
L’Emittente è soggetta all’attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'articolo 2497 e seguenti del Cod.
civ da parte di Newlat Group S.A. Per ulteriori informazioni sull’attività di direzione e coordinamento si rinvia
al paragrafo 2 (l) della Relazione.
Si precisa che l’Assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 (con conseguente scadenza del mandato conferito al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio
Sindacale) sarà convocata anche in sede straordinaria per approvare l’adozione del sistema di amministrazione
e controllo monistico di cui all’art. 2409 sexiesdecies c.c. e le conseguenti modifiche statutarie, con efficacia a
partire dalla data di scadenza degli organi sociali che verranno nominati dalla medesima Assemblea in sede
ordinaria.
Successo sostenibile
L’Emittente mostra una particolare attenzione alle questioni legate allo sviluppo sostenibile in termini
ambientali, sociali e di governance. Nel corso dell’esercizio 2024 è proseguita l’implementazione di attività
volte al perseguimento di un successo sostenibile.
Al fine di creare valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli
stakeholder rilevanti per la Società, Newlat ha mantenuto un costante dialogo con tali soggetti, avendo cura
di recepire concretamente gli spunti di riflessione sul tema avviando un piano di stakeholder engagement.
L’Emittente, per perseguire l’obiettivo prefissato (i), ha identificato al proprio interno un comitato manageriale
composto dalle strutture principalmente coinvolte nello sviluppo sostenibile con il compito di supportare il
Consiglio di Amministrazione; (ii) ha aggiornato la matrice di materialità che definisce le priorità in termini di
impatto su tematiche ESG; (iii) ha previsto, all’interno della propria politica di remunerazione, dei KPI
quantitativi e qualitativi di natura ESG a fianco degli originari indicatori solo finanziari; (iv) ha rafforzato il
sistema di controllo interno e di gestione dei rischi integrando il modello ERM con i rischi di natura ESG.
Inserendo obiettivi di performance non solo di natura finanziaria, Newlat pone concretamente attenzione al
ruolo ambientale e sociale della propria attività, che tra gli altri traguardi mira a gestire i propri impatti nei
confronti degli stakeholder.
Sin dal primo anno di quotazione, inoltre, la Società redige la Dichiarazione Non Finanziaria ex D.Lgs n.
254/16, in cui vengono illustrati, nella misura necessaria ad assicurare la comprensione dell'attività di impresa,
del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto dalla stessa prodotta, i temi ambientali, sociali, attinenti al
personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva. Dall’anno fiscale 2024,
186
la società redige la Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24 che sostituisce il
documento citato precedentemente secondo quanto previsto dalla Direttiva UE “CSRD”. Tale documento
recepisce anche l’esito di uno screening svolto sulle attività cd. Taxonomy eligible e Taxonomy aligned ai sensi
del Regolamento UE 2020/852.
Come meglio descritto nei paragrafi successivi della presente Relazione, il successo sostenibile viene
perseguito dalla Società attraverso una creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti,
tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti. In particolare, nel prosieguo, verranno
dettagliatamente illustrate (i) le modalità di integrazione di tale obiettivo nelle strategie (Sezione 4.1), nelle
politiche di remunerazione (Sezione 8) e nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi (Sezione 9).
Natura di PMI
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. w-quater .1) del TUF
50
, per “PMI” si intendono: “… le piccole e medie
imprese, emittenti azioni quotate che abbiano una capitalizzazione di mercato inferiore a 1 miliardo di euro.
Non si considerano PMI gli emittenti azioni quotate che abbiano superato tale limite per tre anni consecutivi.”.
La capitalizzazione di mercato dell’Emittente al 31 dicembre 2024 è stata pari ad euro 560.611.238. In
considerazione di quanto sopra l’Emittente rientra nella richiamata definizione di “PMI” per tutti i fini previsti
dalla normativa vigente.
L’Emittente si qualifica, infine, come società a proprietà concentrata.
50
Testo attualmente in vigore (cfr. art. 44-bis del D.L. n. 76 del 16.7.2020, convertito dalla legge n. 120 dell’11.9.2020 che ha soppresso il
parametro del fatturato).
187
INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123-bis, comma 1, TUF) alla data del
17 marzo 2025
Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), TUF)
Alla data della Relazione, il capitale sociale risulta sottoscritto e versato per Euro 43.935.050,00 (quarantatré
milioni novecento trentacinquemila cinquanta/00), suddiviso in n. 43.935.050 azioni ordinarie, prive di
indicazione del valore nominale, corrispondenti a n. 68.665.050 diritti di voto complessivi per effetto della
maturazione del diritto al voto maggiorato di cui alla successiva lettera d).
In data 8 luglio 2019, l’Assemblea straordinaria dell’Emittente ha deliberato di aumentare il capitale sociale a
pagamento e in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2441,
quinto comma, del Cod. civ., da eseguirsi in una o più tranche, entro il termine massimo del 31 dicembre 2020
per un importo massimo di Euro 200.000.000, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione
di massime numero 23.000.000 azioni ordinarie prive dell’indicazione del valore nominale, numero massimo
fissato dal Consiglio di Amministrazione in funzione del loro prezzo di emissione, da offrirsi nell’ambito del
collocamento privato delle azioni rivenienti da tale aumento di capitale, riservato a investitori istituzionali
51
,
funzionale alla Quotazione.
L’aumento di capitale sopra descritto è stato eseguito per Euro 13.780.482, mediante emissione di numero
13.780.482 azioni, come da attestazioni ex art. 2444 del Cod. civ, depositate presso il Registro delle Imprese
di Reggio Emilia rispettivamente in data 29 ottobre 2019 e in data 29 novembre 2019.
Successivamente, in data 25 giugno 2020, l’Assemblea straordinaria della Società ha deliberato un nuovo
aumento di capitale a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e di scambio obbligatoria totalitaria, annunciata
dalla Società in data aprile 2020, avente ad oggetto la totalità delle azioni CLI, dedotte quelle già detenute
dall’Emittente.
Nello specifico la Società ha deliberato un aumento di capitale a pagamento e in via scindibile, con esclusione
del diritto di opzione, ai sensi dell’art. 2441, quarto comma, primo periodo, del Cod. civ., da eseguirsi in una
o più volte e anche in più tranche, per un importo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di Euro
24.080.032, e più precisamente per un importo massimo di Euro 4.666.673, oltre a sovrapprezzo massimo
pari ad Euro 19.413.359, mediante emissione di massime numero 4.666.673 azioni ordinarie prive
dell’indicazione del valore nominale, aventi godimento regolare e le medesime caratteristiche delle azioni
ordinarie già in circolazione, ad un prezzo di emissione per azione pari a Euro 5,16 (imputato per Euro 1 a
capitale ed Euro 4,16 a sovrapprezzo), entro il 31 dicembre 2020 mediante conferimento in natura (i) di
numero 6.660.242 azioni ordinarie di CLI da parte di Newlat Group S.A.; e (ii) delle azioni ordinarie di CLI
portate in adesione dall’OPAS.
L’aumento di capitale è stato eseguito, in due tranche, per complessivi Euro 3.154.568, mediante emissione
di numero 3.154.568 azioni, come da attestazioni ex art. 2444 del codice civile, depositate presso il Registro
delle Imprese di Reggio Emilia rispettivamente in data 31 luglio 2020 e in data 6 agosto 2020.
51
Investitori qualificati come definiti all’articolo 34-ter, comma 1, lett. b), del Regolamento Emittenti e gli investitori istituzionali all’estero
ai sensi della Regulation S dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato, con esclusione degli investitori
negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada, Giappone e qualsiasi altro paese nel quale l’offerta di strumenti finanziari non sia consentita
in assenza di autorizzazione da parte delle competenti autorità.
188
Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), TUF)
Non esiste alcuna limitazione alla libera trasferibilità delle azioni dell’Emittente limiti al possesso delle
stesse, sono previste clausole di gradimento per accedere alla compagine sociale di Newlat, ai sensi di legge
o dello Statuto.
Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), TUF)
Sulla base delle informazioni disponibili alla data della presente Relazione, gli azionisti che detengono
partecipazioni uguali o superiori al 5% del capitale sociale con diritto di voto, direttamente e/o indirettamente,
anche per il tramite di interposte persone, fiduciari e società controllate, sono indicati nella tabella che segue:
Dichiarante
Azionista
diretto
Quota % sul
capitale ordinario
Quota % sul
capitale votante
Angelo Mastrolia
Mitsubishi
Corporation
Helikon Inv.
Newlat Group S.A.
Mitsubishi Corporation
Helikon Inv.
41,14%
14,38%
9,53%
58,25%
10,20%
6,76%
Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), TUF)
Alla data della Relazione non vi sono titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 127-quinquies del TUF e conformemente all’art. 44 del
Provvedimento Unico sul Post Trading, così come modificato con provvedimento della Consob e della Banca
d’Italia del 10 ottobre 2022, ciascuna azione diritto a voto doppio (e dunque a due voti per ogni azione)
qualora l’azione sia appartenuta al medesimo soggetto, in virtù di un diritto reale legittimante l’esercizio del
diritto di voto (piena proprietà con diritto di voto o nuda proprietà con diritto di voto o usufrutto con diritto
di voto) per un periodo continuativo di almeno trentasei mesi a decorrere dall’iscrizione nell’elenco
appositamente istituito (l’“Elenco”), tenuto a cura della Società, nel rispetto della vigente disciplina normativa
e regolamentare.
La Società provvede alle iscrizioni e all’aggiornamento dell’Elenco secondo una periodicità trimestrale ovvero
secondo una diversa periodicità eventualmente prevista dalla normativa di settore e, in ogni caso, entro la
record date relativa all’assemblea dei soci di volta in volta convocata, a condizione che i presupposti per
l’attribuzione del precedente comma si siano verificati prima della record date medesima.
La maggiorazione del diritto di voto si computa anche per la determinazione dei quorum costitutivi e
deliberativi che fanno riferimento ad aliquote del capitale sociale, ma non ha effetto sui diritti, diversi dal voto,
spettanti in forza del possesso di determinate aliquote del capitale sociale.
Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis,
comma 1, lettera e), TUF)
Lo Statuto non prevede particolari disposizioni relative all’esercizio dei diritti di voto dei dipendenti.
189
Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), TUF)
Nello Statuto non vi sono particolari disposizioni che determinino restrizioni o limitazioni al diritto di voto,
i diritti finanziari connessi ai titoli sono separati dal possesso degli stessi.
Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), TUF)
Alla data della Relazione l’Emittente non è a conoscenza dell’esistenza di accordi tra azionisti ai sensi
dell’articolo 122 del TUF aventi ad oggetto le Azioni.
Clausole di change of control (ex art. 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in
materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1, TUF)
Clausole di change of control
In data 7 luglio 2020, CLI ha stipulato con MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. e Deutsche
Bank S.p.A. un nuovo contratto di finanziamento (il “Contratto di Finanziamento”) per un importo massimo
pari a Euro 31.500.000,00, a un tasso Euribor incrementato di un margine pari a 175 punti base, da rimborsarsi
nel termine di 72 mesi dalla data di sottoscrizione del contratto stesso. La Società ha concesso a favore delle
suddette banche finanziatrici una garanzia personale a prima richiesta per l’importo massimo complessivo pari
all’importo capitale del finanziamento, oltre ai relativi interessi, oneri e altri accessori. Ai sensi del Contratto
di Finanziamento, in caso di cambio di controllo
52
, CLI dovrà rimborsare integralmente il finanziamento,
corrispondere gli interessi, nonché ogni altro importo dovuto alle banche entro e non oltre 15 giorni lavorativi
da tale evento.
Disposizioni statutarie in materia di OPA
Lo Statuto non deroga alle disposizioni sulla passivity rule di cui all’art. 104, comma 1 e 1-bis, del TUF e non
prevede l’applicazione delle regole di neutralizzazione contemplate dall’art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF.
Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie (ex art. 123-
bis, comma 1, lettera m), TUF)
Aumentare il capitale sociale
Ai sensi dello Statuto, l’Assemblea, con apposita delibera adottata in sede straordinaria, può attribuire
all’organo amministrativo la facoltà ai sensi dell’articolo 2443 Cod. civ. di aumentare in una o più volte il
capitale sino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di 5 (anni) dalla data della deliberazione,
52
Si ha un “cambio di controllo” ai sensi del Contratto di Finanziamento qualora (i) la Società cessi in qualsiasi momento di detenere il
controllo di diritto di CLI ovvero, in ogni caso, una partecipazione almeno pari al 50% + 1 del capitale sociale con diritti di voto di CLI,
ovvero (ii) Angelo Mastrolia cessi in qualsiasi momento di rivestire la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di CLI.
190
anche con esclusione del diritto di opzione. La delibera di aumento del capitale assunta dall’organo di
amministrazione in esecuzione di detta delega dovrà risultare da verbale redatto da Notaio.
Fermi restando gli altri casi di esclusione o limitazione del diritto di opzione previsti dalla normativa, anche
regolamentare, pro tempore vigente, nelle deliberazioni di aumento del capitale sociale a pagamento il diritto
di opzione può essere escluso nella misura massima del 10% (dieci per cento) del capitale sociale preesistente,
a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in
apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale ai sensi dell’art. 2441, quarto
comma, del Cod. civ.
Lo Statuto prevede che la Società possa emettere strumenti finanziari partecipativi, nell'osservanza delle
disposizioni di legge.
Alla data della Relazione, il Consiglio di Amministrazione non è stato delegato ad aumentare il capitale sociale
ai sensi dell’art. 2443 del Cod. civ. può emettere strumenti finanziari partecipativi.
Autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie
L’Assemblea ordinaria, riunitasi il 29 aprile 2024, ha autorizzato, ai sensi degli artt. 2357 e seguenti del Cod.
civ, nonché del combinato disposto di cui all’art. 132 TUF e all’art. 144-bis del Regolamento Emittenti Consob
n. 11971/99, e, comunque con ogni altra modalità consentita dalle leggi e regolamento vigenti, l’acquisto, in
una o più tranche, di azioni ordinarie di Newlat Food S.p.A. fino ad un numero massimo che, tenuto conto
delle azioni proprie di volta in volta detenute in portafoglio dalla Società e dalle società da essa controllate,
non sia complessivamente superiore alla quinta parte del capitale sociale della Società, ai sensi dell’art. 2357,
comma 3, c.c. o all’eventuale diverso ammontare massimo previsto dalla legge pro tempore vigente.
L’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie è finalizzata a dotare la Società di uno stock di azioni proprie
di cui può disporre, utilizzare, alienare in qualsiasi momento, in tutto o in parte, in una o più volte e senza
limiti temporali, nell’ambito di operazioni straordinarie quali, tra le altre, operazioni di permuta, conferimento,
scambio, di operazioni societarie e/o finanziarie di natura straordinaria sul capitale ovvero ancora di
operazioni di finanziamento e operazioni di natura straordinaria quali, tra le altre, fusioni o simili, cessioni e
progetti di acquisizione e/o di futuri progetti industriali in linea con la strategia di sviluppo aziendale della
Società, nonché nell'ambito di operazioni di scambio e/o cessione di pacchetti azionari e/o per la conclusione
di alleanze commerciali e/o strategiche o per altri impieghi ritenuti di interesse finanziario e/o gestionale per
la Società oltre che per procedere a eventuali atti di disposizione delle azioni proprie acquisite anche per
consentire di cogliere le opportunità di massimizzazione del valore che possano derivare dall’andamento e,
quindi, anche per porre in essere attività di trading.
L’autorizzazione ha una durata pari a 18 mesi a far data dalla delibera dell’Assemblea ordinaria.
Alla data del 31 dicembre 2024 la Società possiede n. 137.063 azioni proprie.
Alla data della Relazione la Società detiene n. 238.239 azioni proprie, pari allo 0,64% del capitale sociale ed al
0,46% in termini di diritto di voto.
La società controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A. al 31 dicembre 2024 possiede n. 771.204 azioni proprie.
191
Attività di direzione e coordinamento (ex. art. 2497 e ss. c.c.)
L’Emittente è soggetto ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 e seguenti del c.c. da
parte di Newlat Group S.A.
* * *
Si precisa altresì che le informazioni richieste dall’articolo 123-bis, comma 1, lettera i) (“gli accordi tra le società
e gli amministratori che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se
il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un’offerta pubblica di acqusito”) sono contenute nella sezione
della presente Relazione dedicata alla remunerazione (Sez. 8).
Le informazioni richieste dall’art. 123-bis, comma 1, lettera l), prima parte (“le norme applicabili alla nomina
e alla sostituzione degli amministratori se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via
suppletiva”) sono illustrate nella sezione della presente Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione
(Sez. 4.2).
Infine, le informazioni richieste dall’art. 123-bis, comma 1, lettera l), seconda parte (“le norme applicabili
alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva”) sono
illustrate nella sezione della Relazione dedicata all’Assemblea (Sez. 13).
192
COMPLIANCE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), prima parte, TUF)
L’Emittente ha aderito al Codice di Corporate Governance, applicandolo a partire dall’esercizio 2021,
accessibile al pubblico sul sito web di Borsa Italiana (https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-
governance/codice/2020.pdf).
Nella presente Relazione si conto secondo il principio “comply or explain” posto a fondamento del
Codice di Corporate Governance e in linea con la Raccomandazione UE n. 208/2014 delle raccomandazioni
alle quali la Società non ha, allo stato, ritenuto di adeguarsi parzialmente o integralmente.
l’Emittente le sue società controllate sono soggette a disposizioni di legge non italiane che influenzano
la struttura di corporate governance dell’Emittente.
193
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Nella presente Sezione 4 si farà riferimento alle disposizioni statutarie vigenti alla data della Relazione e alla
situazione esistente fino alla chiusura dell’Esercizio 2024, salvo ove diversamente indicato. Si rinvia alla
sezione 1 “Profilo dell’Emittente” in relazione alla proposta di adozione del sistema di governance monistico
di cui all’art. 2409-sexiesdecies c.c., che sarà sottoposta alla prossima Assemblea straordinaria dell’Emittente.
RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione:
guida la Società perseguendone il successo sostenibile: (i) mediante l’implementazione di una strategia
volta ad includere anche elementi di natura ambientale, sociale e di governance, (ii) prevedendo,
all’interno delle politiche di remunerazione, anche KPI qualitativi di natura ESG; (iii) rafforzando il
sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso la valutazione, il monitoraggio e la
gestione dei rischi di natura ESG;
definisce le proprie strategie e quelle del Gruppo, volte al perseguimento del successo sostenibile,
mediante la conduzione di una analisi di materialità per le tematiche ESG per identificare i principali
aspetti di rischio e opportunità sulla base degli impatti sui propri stakeholder e identificando modali
di gestione di questi, monitorandone costantemente la corretta attuazione;
definisce il sistema di governo societario più funzionale allo svolgimento delle attività dell’impresa ed
al perseguimento delle sue strategie;
promuove il dialogo con gli azionisti e gli stakeholder rilevanti per la Società, mediante
l’organizzazione e/o la partecipazione a workshop e incontri one-to-one organizzati ad hoc, con
azionisti, investitori, analisti ed altri portatori di interesse, volti a comprendere le richieste del mercato
e i suggerimenti da questi offerti, al fine di creare valore nel lungo periodo.
Ai sensi dell’art. 16 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è investito di tutti i poteri per la gestione
ordinaria e straordinaria della Società.
Sono di competenza del Consiglio di Amministrazione, fatti salvi i limiti di legge e senza facoltà di delega, le
deliberazioni relative: a) alla fusione e alla scissione, nei casi di cui agli articoli 2505 e 2505 bis Cod. civ., anche
quale richiamato dall’art. 2506-ter Cod. civ.; b) all’istituzione e soppressione di sedi secondarie; c)
all’indicazione di quali amministratori hanno la rappresentanza della società; d) all’eventuale riduzione del
capitale in caso di recesso di uno o più soci; e) agli adeguamenti dello statuto a disposizioni normative; f) al
trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale; g) all’emissione di obbligazioni nei limiti previsti dalla
normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
Il Consiglio di Amministrazione, inoltre:
esamina e approva i piani strategici, industriali e finanziari della Società e del Gruppo, monitorandone
periodicamente l’attuazione;
definisce il sistema di governo societario dell’emittente e la struttura del Gruppo;
194
definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società, includendo
nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità nel
medio-lungo periodo;
valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni
ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli
programmati;
valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile dell’emittente nonché
quello delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi;
stabilisce la periodicità, con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l’attività svolta
nell’esercizio delle deleghe loro conferite;
valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni
ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli
programmati;
delibera in merito alle operazioni dell’emittente e delle sue controllate, quando tali operazioni abbiano
un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per l’emittente stesso;
effettua una valutazione sul funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati nonché sulla loro
dimensione e composizione, tenendo anche conto di elementi quali le caratteristiche professionali, di
esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica,
anche in relazione ai criteri di diversità;
al fine di assicurare la corretta gestione delle informazioni societarie, adotta, su proposta
dell’amministratore delegato o del presidente del consiglio di amministrazione, una procedura per la
gestione interna e la comunicazione all’esterno di documenti e informazioni riguardanti l’emittente,
con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.
Il Consiglio di Amministrazione, nel corso dell’Esercizio 2023, non ha ritenuto necessario od opportuno
elaborare motivate proposte da sottoporre all’assemblea dei soci per la definizione di un sistema di governo
societario più funzionale alle esigenze dell’impresa, così come meglio illustrato alla Sez. 13.
Il Consiglio di Amministrazione ha adottato una politica per la gestione del dialogo con la generalità degli
azionisti, di cui si dirà alla successiva Sez. 12.
Per la descrizione dettagliata dei ruoli e delle responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo, anche per le questioni di sostenibilità, si rimanda al paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di
amministrazione direzione e controllo ed al paragrafo GOV-2 Informazioni fornite agli organi di
amministrazione, direzione e controllo dell’impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate, della
Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
195
NOMINA E SOSTITUZIONE (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF)
Nomina
Lo Statuto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 147-ter del TUF, prevede il meccanismo del voto di
lista per la nomina degli amministratori.
La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di componenti non
inferiore a 3 (tre) e non superiore a 15 (quindici).
La nomina del Consiglio di Amministrazione è deliberata dall’Assemblea ordinaria sulla base di liste presentate
dagli azionisti, secondo la procedura descritta nel prosieguo, fatte comunque salve diverse e ulteriori
disposizioni normative e regolamentari inderogabili.
Hanno diritto di presentare le liste gli azionisti che, al momento della presentazione della lista, siano titolari
da soli ovvero insieme ad altri soci presentatori di una partecipazione almeno pari alla quota determinata di
volta in volta dalla Consob ai sensi delle applicabili disposizioni normative e regolamentari. La titolarità della
quota minima è determinata avendo riguardo alle azioni che risultano registrate a favore del socio nel giorno
in cui la lista è depositata presso la Società, fermo restando che la relativa certificazione può essere prodotta
anche successivamente al deposito purché entro il termine previsto per la pubblicazione della lista medesima.
Ogni socio, i soci aderenti a un patto parasociale relativo alla società rilevante ai sensi dell’articolo 122 del
TUF, il soggetto controllante, le società controllate e quelle soggette a comune controllo e gli altri soggetti tra
i quali sussista un rapporto di collegamento, anche indiretto, ai sensi della normativa, anche regolamentare,
pro tempore vigente non possono presentare - o concorrere alla presentazione, neppure per interposta
persona o società fiduciaria - di più di una lista possono votare liste diverse.
Ogni candidato può essere presentato in una sola lista a pena di ineleggibilità.
Ciascuna lista reca i nominativi, contrassegnati da un numero progressivo, di un numero di candidati non
superiore a 15 (quindici).
Ogni lista deve includere almeno un numero di candidati in conformità con quanto stabilito dalla normativa
applicabile - in possesso dei requisiti di indipendenza prescritti dalla legge o dalle disposizioni regolamentari
applicabili (ivi inclusi i regolamenti del mercato di Borsa Italiana S.p.A.) indicandoli distintamente ed
inserendo uno di essi al primo posto della lista.
Per il periodo di applicazione della normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente in materia di
equilibrio tra i generi, ciascuna lista che presenti un numero di candidati pari o superiore a 3 (tre) deve altresì
includere candidati appartenenti a entrambi i generi, almeno nella proporzione minima richiesta dalla
normativa di legge, anche regolamentare, pro tempore vigente.
Unitamente alla presentazione delle liste devono essere depositati:
le informazioni relative ai soci che hanno presentato la lista e l’indicazione della percentuale di
partecipazione al capitale sociale posseduta;
una dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione
di controllo o di maggioranza relativa, attestante l’assenza di rapporti di collegamento, anche indiretto,
ai sensi della normativa anche regolamentare pro tempore vigente, con questi ultimi;
196
il curriculum vitae dei candidati nonché una dichiarazione con cui ciascun candidato attesti, sotto la
propria responsabilità, l’inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità nonché la sussistenza
dei requisiti richiesti per la carica;
una informativa relativa ai candidati e l’eventuale indicazione di idoneità a qualificarsi come
indipendenti ai sensi della normativa vigente e dei codici di comportamento in materia di governo
societario eventualmente adottati dalla Società;
la dichiarazione con la quale ciascun candidato accetta la propria candidatura;
ogni altra ulteriore o diversa dichiarazione, informativa e/o documento previsti dalla normativa,
anche regolamentare, pro tempore vigente.
Le liste sono depositate, entro i termini previsti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente di
cui è data indicazione nell’avviso di convocazione, presso la sede della Società ovvero anche tramite un mezzo
di comunicazione a distanza secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione, e messe a disposizione del
pubblico nei termini e con le modalità previste dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
La lista per la quale non siano osservate le disposizioni di cui sopra è considerata come non presentata.
Ogni avente diritto al voto può votare una sola lista. Il voto di ciascun socio riguarderà la lista e dunque tutti
i candidati in essa indicati, senza possibilità di variazioni o esclusioni.
Risulteranno eletti i candidati delle liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti secondo i seguenti
criteri:
dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti (“Lista di Maggioranza”) sono tratti, in base
all’ordine progressivo con il quale sono stati elencati, tutti gli amministratori da eleggere meno uno;
dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata neppure
indirettamente con i soci che hanno presentato, o con coloro che hanno votato, la Lista di Minoranza
(“Lista di Minoranza”) viene tratto un amministratore, in persona del candidato indicato con il primo
numero nella lista medesima.
In caso di parità di voti tra liste, si procederà a nuova votazione da parte dell’Assemblea, che delibererà
secondo le maggioranze di legge, con riguardo esclusivamente alle liste in parità, risultando prevalente la lista
che abbia ottenuto il maggior numero di voti.
Se, con le modalità sopra indicate, non risultano rispettate le disposizioni in materia dei requisiti di
indipendenza, si procede come segue: il candidato non in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti
secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente applicabile agli amministratori indipendenti
eletto come ultimo in ordine progressivo nella Lista di Maggioranza sarà sostituito dal primo candidato in
possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore
vigente applicabile agli amministratori indipendenti non eletto della stessa lista secondo l’ordine progressivo.
Qualora infine detta procedura non assicuri la presenza del numero necessario di Amministratori in possesso
dei requisiti di indipendenza stabiliti secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente
applicabile agli amministratori indipendenti, la sostituzione avverrà con delibera assunta dall’Assemblea con
le maggioranze previste dalla legge, previa presentazione di candidature di soggetti in possesso dei suddetti
requisiti di indipendenza.
197
Se con le modalità sopra indicate non risultano rispettate le disposizioni in materia di equilibrio tra i generi, i
candidati del genere più rappresentato eletti come ultimi in ordine progressivo dalla Lista di Maggioranza sono
sostituiti con i primi candidati non eletti, tratti dalla medesima lista, appartenenti all’altro genere; nel caso in
cui non sia possibile attuare tale sostituzione, al fine di garantire il rispetto delle disposizioni sopra stabilite in
materia di riparto tra i generi, gli amministratori mancanti saranno eletti dall’assemblea con le modalità e le
maggioranze previste dalla legge, senza l’applicazione del voto di lista.
Non si terrà comunque conto delle liste che non abbiano conseguito una percentuale di voti almeno pari alla
metà di quella richiesta per la presentazione delle medesime.
Qualora sia stata presentata una sola lista, l’Assemblea esprimerà il proprio voto su di essa e qualora la stessa
ottenga la maggioranza relativa, risulteranno eletti amministratori i candidati elencati in ordine progressivo,
fino a concorrenza del numero fissato dall’Assemblea, fermo l’obbligo della nomina di un numero di
amministratori indipendenti ex art. 147-ter TUF pari al numero minimo stabilito dallo Statuto, dalla legge e
dalla disciplina, anche regolamentare, pro tempore vigente, nonché il rispetto dell’equilibrio tra generi, ove
applicabile. Qualora non fosse eletto il numero minimo di amministratori appartenenti al genere meno
rappresentato e indipendenti stabilito dallo Statuto e dalla disciplina, anche regolamentare, pro tempore
vigente, l’Assemblea provvederà a sostituire gli amministratori contraddistinti dal numero progressivo più
basso e privi del requisito o dei requisiti in questione eleggendo i successivi candidati aventi il requisito o i
requisiti richiesti tratti da tale unica lista. Qualora anche applicando tale criterio di sostituzione non fossero
individuati idonei sostituti, l’Assemblea delibererà con le maggioranze previste dalla legge. In tale ipotesi le
sostituzioni verranno effettuate a partire dai candidati contraddistinti dal numero progressivo più basso.
Qualora il numero di candidati inseriti nella Lista di Maggioranza e nella Lista di Minoranza sia inferiore a
quello degli amministratori da eleggere, i restanti amministratori sono eletti dall’Assemblea con le maggioranze
previste dalla legge, fermo l’obbligo della nomina, a cura dell’Assemblea, di un numero di amministratori
appartenenti al genere meno rappresentato e indipendenti non inferiore al minimo stabilito dallo Statuto e
dalla disciplina, anche regolamentare, pro tempore vigente. Con le medesime modalità e maggioranze si
procederà per la nomina di tutti gli amministratori anche in caso non sia presentata alcuna lista.
Sostituzione
Per quanto attiene alla cessazione della carica, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto, il venir meno dei requisiti di
legge o regolamentari richiesti per la carica in capo ad un amministratore ne comporta la decadenza dalla
carica, con la precisazione che il venir meno del requisito di indipendenza comporterà la decadenza dalla
relativa carica.
Inoltre, in caso di cessazione dalla carica, per qualunque causa, di uno o più amministratori, la loro sostituzione
è liberamente effettuata secondo le disposizioni dell’art. 2386 Cod. civ. scegliendo ove possibile tra i candidati
originariamente presentati nella medesima lista di provenienza del componente cessato i quali abbiano
confermato la propria candidatura, fermo l’obbligo di mantenere il numero minimo di amministratori
indipendenti ex art. 147-ter TUF stabilito dallo Statuto e dalla legge, nonché l’obbligo di mantenere l’equilibrio
tra generi in base alla disciplina anche regolamentare pro tempore vigente.
Si precisa che oltre alle norme di legge, del TUF, delle Istruzioni al Regolamento dei Mercati Organizzati e
Gestiti da Borsa Italiana S.p.A. (per gli emittenti aventi la qualifica di STAR) e alle previsioni dello Statuto e
198
del Codice di Corporate Governance, l’Emittente non è soggetto ad altre prescrizioni in materia di
composizione del Consiglio di Amministrazione.
Per quanto riguarda le informazioni sul ruolo del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endoconsiliari
nei processi di autovalutazione, nomina e successione degli amministratori, si rinvia alla successiva Sez. 7.
199
COMPOSIZIONE (ex art. 123-bis, comma 2, lettere d) e d-bis), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione è composto da 3 (tre) amministratori esecutivi e da 4 (quattro) amministratori
non esecutivi, tutti dotati di professionalità e di competenze adeguate ai compiti loro affidati.
Il numero e le competenze degli amministratori non esecutivi sono tali da assicurare loro un peso significativo
nell’assunzione delle delibere consiliari e da garantire un efficace monitoraggio della gestione. Il Consiglio di
Amministrazione è composto da 3 (tre) amministratori non esecutivi indipendenti. Il Consiglio di
Amministrazione dell’Emittente in carica alla data della presente Relazione è composto da 7 membri, secondo
quanto deliberato dall’Assemblea ordinaria dell’Emittente tenutasi in data 28 aprile 2022.
Il Consiglio di Amministrazione resterà in carica per un periodo di 3 esercizi, fino all’approvazione del bilancio
di esercizio al 31 dicembre 2024.
La tabella che segue elenca la composizione del Consiglio di Amministrazione dell’Emittente alla data della
presente Relazione.
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita
Angelo Mastrolia Presidente del Consiglio di
Amministrazione e
Consigliere (**)
Campagna (SA), il 5 dicembre 1964
Giuseppe Mastrolia Amministratore Delegato e
Consigliere (**)
Battipaglia (SA), l’11 febbraio 1989
Stefano Cometto Amministratore Delegato e
Consigliere (**)
Monza, il 25 settembre 1972
Benedetta Mastrolia Consigliere (***) Roma, il 18 ottobre 1995
Maria Cristina Zoppo Consigliere (*) Torino, il 14 novembre 1971
Valentina Montanari Consigliere (*) Milano, il 20 marzo 1967
Eric Sandrin
Consigliere (*)
Saint
-
Amand
-
Montrond, il 13 agosto 1964
(*) Amministratore indipendente ai sensi del combinato disposto degli artt. 147 ter, comma 4, e 148, comma 3, del TUF e dell’art. 2
del Codice di Corporate Governance.
(**) Amministratore esecutivo.
(***) Amministratore non esecutivo.
Di seguito si riporta una sintesi delle caratteristiche personali e professionali dei membri del Consiglio di
Amministrazione.
Angelo Mastrolia - nato a Campagna (SA) il 5 dicembre 1964, ha conseguito il diploma di geometra nel 1982
ed ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno. La sua attività
imprenditoriale inizia negli anni ’80 nel settore del latte e dei suoi derivati, ricoprendo il ruolo di dirigente nella
società di famiglia Piana del Sele Latteria S.p.A. Dopo una parentesi imprenditoriale nei settori dei leasing,
degli investimenti immobiliari e industriali e nella fornitura di arredi per imbarcazioni di lusso, a partire dal
2004, attraverso la società TMT Finance SA (ora Newlat Group), inizia un percorso di acquisizioni nel settore
del food & beverage, tra cui si ricordano l’acquisizione della società Industrie Alimentari Molisane S.r.l.,
produttrice della pasta a marchio Guacci, di Pezzullo, di Corticella per arrivare nel 2008 all’acquisizione di
Newlat S.p.A. da parte di Parmalat S.p.A., dopo aver ottenuto il nulla-osta da parte dell’autorità antitrust. A
seguito dell’acquisizione di Newlat, Angelo Mastrolia ha proseguito, nel suo ruolo di azionista di controllo e
Presidente esecutivo, il percorso di consolidamento e crescita del Gruppo Newlat nel settore del food &
beverage a livello italiano ed internazionale anche mediante le acquisizioni dei marchi Birkel e Drei Glocken,
dello stabilimento produttivo di Ozzano Taro, nel 2019 della società Delverde, nel 2020 di Centrale del Latte
200
d’Italia S.p.A., nel 2021 della società inglese Symington’s Ltd e, infine, nel 2022 della società francese EM
Foods S.A.S. (ora Princes France S.A.S.) e, infine, nel 2024 del Gruppo princes, attraverso l’acquisizione del
100% del capitale sociale di Princes Limited.
Giuseppe Mastrolia nato a Battipaglia (SA) il 11 febbraio 1989, ha conseguito il diploma di ragioneria nel
2007, presso l’Istituto Kennedy di Battipaglia (SA), e a far data dal 2008 è entrato a far parte del Consiglio di
Amministrazione dell’Emittente e ricopre l’incarico di Chief Commercial Officer e Amministratore Delegato
(responsabilità Sales&Marketing). A far data dall’aprile 2020 ricopre inoltre l’incarico di Vice-Presidente del
Consiglio di Amministrazione della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A., dall’agosto 2021, riveste la
posizione di CEO nella controllata inglese Symington’s Ltd e dal 2022 ricopre l’incarico di Managing Director
della controllata francese EM Foods S.A.S. (ora Princes France S.A.S.) e, dal 2024, gli sono stati affidati gli
incarichi di Amministratore di Princes Limited, di Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione di
Princes Italia S.p.A. e di Amministratore di Princes Tuna (Mauritius) Limited (società tutte appartenenti al
Gruppo Newlat).
Stefano Cometto nato a Monza il 25 settembre 1972, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di
Bologna nel 1998 e ha conseguito il titolo di dottore in legge presso la Nebrija Universidad de Madrid nel
2013. Dal 1998 al 1999 è stato Tenente della Guardia di Finanza. Dal 1999 al 2000 ha ricoperto il ruolo di
legale interno nel settore crediti di San Paolo IMI S.p.A. e dal 2000 al 2001 ha ricoperto il ruolo di legale del
personale di Unicredit S.p.A. (all’epoca, Rolo Banca 1473). Dal 2001 al 2007 ha lavorato presso Confindustria
come funzionario addetto alle relazioni industriali e sindacali, nonché come consulente legale per i sindacati.
Nel 2008 è entrato a far parte del Gruppo Newlat e ricopre l’incarico di Amministratore Delegato
dell’Emittente e Chief Operating Officer. A far data dall’aprile 2020 è entrato a far parte del Consiglio di
Amminsitrazione della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A., dove dal mese di luglio 2022– è stato
nominato Amministratore Delegato. Dal 2024 ricorpre la posizione di Amministratore Delegato della socie
Princes Italia S.p.A.
Benedetta Mastrolia nata a Roma il 18 ottobre 1995, ha conseguito un Bachelor Degree in Economics and
Business presso la University of London nel 2017 e un Master in Corporate Finance presso la Cass Business
School, City University London nel 2018. Nel 2014 è entrata a fare parte del Consiglio di Amministrazione
dell’Emittente. A far data dall’aprile 2020 è entrata a far parte del Consiglio di Amminsitrazione della
controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e dall’agosto 2021 ricopre l’incarico di Director nella controllata
inglese Symington’s Ltd. Dal 2024 ricopre gli incarichi di Amministratore di Princes Italia S.p.A. e Princes
Limited, dove riveste anche la carica di Segretaria Societaria.
Maria Cristina Zoppo nata a Torino il 14 novembre 1971, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio
presso l’Università di Torino nel 1995. Dal 1999 è iscritta all’Albo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e
degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino, nonché al Registro dei revisori legali dei conti. Dal 1996 al
2015 ha ricoperto l’incarico di consulente e manager direttivo presso l’ufficio di Torino dello Studio Pirola,
Pennuto, Zei & Associati a Torino. Attualmente è Partner presso la società BDO Tax & Legal S.r.l. Società
tra Professionisti, appartenente al network internazionale di revisione contabile e consulenza BDO e Partner
di BDO Italia S.p.A. Dal 2016, ricopre la posizione di Amministratore Indipendente e membro del Comitato
di Controllo di Gestione di Banca Intesa Sanpaolo S.p.A., dal 2022 ricopre la carica di Sindaco Effettivo di
Michelin Italiana S.A.M.I. S.p.A. e dal 2023 ricopre la carica di Presidente del Collegio Sindacale di Schoeller
Allibert S.p.A.
201
Valentina Montanari nata a Milano il 20 marzo 1967, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio
presso l’Università statale di Pavia nel 1991. Dal 1995 è iscritta all’Albo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti
di Milano presso il Registro del Ministero di Grazia e Giustizia per la funzione di revisore dei conti. Nel 1996
ha conseguito un Master in Direzione e Politica finanziaria e nel 1997 ha conseguito un Master Corporate
Finance, entrambi presso la SDA Bocconi. Ha maturato una significativa esperienza quale chief financial
officer di gruppi italiani quotati e quale consigliere indipendente. Dal 2003 al 2013 ha lavorato presso RCS
MediaGroup S.p.A., ricoprendo gli incarichi di, tra l’altro, consigliere di amministrazione di diverse società
facenti parte del gruppo, direttore amministrazione e fiscale del gruppo e Group CFO. Dal 2012 al 2013 ha
ricoperto l’incarico di Group CFO presso Gefran S.p.A. e dal 2013 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Group
CFO del Sole 24 Ore S.p.A. Dal 2017 al 2018 ha ricoperto il ruolo di Group CFO di AC Milan, dal 2016 al
2021 ha ricoperto la carica di Consigliere Indipendente in Cerved Group. Da gennaio 2013 ricopre la
posizione di Consigliere indipendente in Mediolanum Gestione Fondi SGR p. A. e da ottobre 2021 di membro
del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità nella stessa. Dal 2019 al 2022 ha ricoperto il ruolo di Group
CFO e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari presso FNM Group S.p.A., infine,
da gennaio 2023 ricopre il ruolo di CFO in DRI D’Italia S.p.A. Inoltre, dal 2022 ricopre la posizione di
membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pavia, da luglio 2022 ricopre la carica di
Consigliere nella Fondazione Italia per il Dono (FIDO) e, infine, da dicembre 2022 ricopre la carica di
Consigliere in Impresa Sangalli Giancarlo, nonché la carica di Consigliere indipendente, di Lead Independent
Director, di Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e di membro del Comitato per le
Operazioni con le Parti Correlate di SECO S.p.A.
Eric Sandrin nato a Saint-Amand-Montrond il 13 agosto 1964, nel 1985 ha conseguito la laurea in Scienze
Politiche presso l’Institut d’études politiques de Paris, nel 1990 ha conseguito un master (DEA) in diritto
privato presso l’Università Paris XII (Paris-Est Créteil) e nel 1994 ha conseguito un master presso la Cornell
Law School. Nel 1990 inizia la carriera di avvocato presso lo studio legale Cleary Gottlieb nella sede di New
York. Dal 2000 al 2008 ha ricoperto il ruolo di general counsel presso General Electric e, successivamente dal
2008 al 2011 ha ricoperto il medesimo ruolo presso Atos Origin. Nel 2011 è entrato nel Gruppo SCOR,
ricoprendo l’incarico di general counsel fino al 2014. Dal 2014 ricopre l’incarico di general counsel del Gruppo
Kering.
Si rinvia alla Tabella 2 in appendice per ogni dettaglio sulla composizione del Consiglio di Amministrazione.
Per la descrizione dettagliata della composizione e della diversità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo, anche per ciò che attiene le competenze e le capacità sulle questioni di sostenibilità, si rimanda al
paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo della Rendicontazione
Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
Criteri e politiche di diversità nella composizione del Consiglio e nell’organizzazione aziendale
La Società ha adottato una politica in materia di diversità in relazione alla composizione degli organi di
amministrazione e gestione relativamente ad aspetti quali l’età, il genere ed il percorso formativo e
professionale, consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it.
Tale politica ha come obiettivo quello di individuare l’ottimale composizione quali-quantitativa del Consiglio
di Amministrazione in termini di numero dei componenti, che deve essere adeguato alle dimensioni ed alla
202
complessità dell’assetto organizzativo della Società, nonché in termini di competenze diversificate e di profili
dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire.
In particolare, la politica prefissa alcuni obiettivi in materia di composizione quali-quantitativa del Consiglio
di Amministrazione, quali:
- sotto il profilo quantitativo, il numero dei componenti che deve essere adeguato alle dimensioni ed
alla complessità dell’assetto organizzativo della Società, al fine di assicurare un adeguato bilanciamento
delle competenze e delle esperienze richieste dal business aziendale;
- sotto il profilo qualitativo, per garantire il corretto assolvimento delle funzioni di responsabilità i
componenti del Consiglio di Amministrazione, i quali devono essere:
pienamente consapevoli dei compiti chiamati a svolgere e delle responsabilità eventualmente
derivanti;
dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire, anche nei comitati endoconsiliari, e
calibrate in relazione alle caratteristiche della Società;
in possesso di competenze ed esperienze diversificate e opportunamente distribuite tra i
componenti dell’organo.
Inoltre, tale politica fissa i criteri per la qualificazione di indipendenza e, al fine di perseguire gli obiettivi
strategici della Società, illustra la diversificazione, sia in termini di competenze, sia in termini di genere, età,
anzianità di carica ed esperienza maturate, che i componenti del Consiglio di Amministrazione di Newlat
devono avere.
Per la descrizione dettagliata sulla diversità dei membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo,
si rimanda al paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo ed al paragrafo
S1-1 - Politiche relative alla forza lavoro propria della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs
n. 125/24.
Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società
Nella medesima Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione, di cui al punto che precede,
la Società ha definito, altresì, al fine di garantire un efficace svolgimento della carica di amministratore, che il
numero di incarichi di amministrazione e di controllo in altre società non può essere superiore a 3 (tre) in
società quotate in mercati regolamentati (anche esteri) ovvero in società finanziarie, bancarie, assicurative o di
rilevanti dimensioni.
Ai fini del computo degli incarichi non si dovrà tener conto di quelli eventualmente ricoperti dagli
amministratori di Newlat Food in società del Gruppo. Gli incarichi ricoperti in più società appartenenti al
medesimo gruppo sono considerati quale unico incarico con prevalenza dell’incarico esecutivo su quello non
esecutivo.
203
FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (ex art. 123-bis, comma 2,
lettera d), TUF)
In data 10 settembre 2021, Newlat ha approvato il regolamento del Consiglio di Amministrazione, che
definisce le regole di funzionamento dell’organo stesso e dei suoi comitati, incluse le modalità di
verbalizzazione delle riunioni e le procedure per la gestione dell’informativa agli amministratori.
In particolare, quanto alla verbalizzazione, è previsto che i verbali vengano redatti dal Segretario, il quale ha
facoltà di procedere alla registrazione audio delle riunioni al fine di agevolare la verbalizzazione stessa ovvero
dal Notaio nei casi previsti dalla vigente normativa.
A seguito della riunione, una bozza del verbale viene trasmessa a tutti i consiglieri e sindaci al fine di recepire
eventuali commenti ed osservazioni, che saranno raccolti dalla funzione Corporate & Legal Affairs.
Il testo definitivo del verbale viene trascritto sul libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di
Amministrazione a cura delle competenti strutture aziendali e viene firmato dal Presidente e dal Segretario.
Quanto all’efficace gestione dell’informativa pre-consiliare, il Consiglio di Amministrazione ha previsto che
la documentazione a supporto degli argomenti posti all’ordine del giorno di ciascuna riunione venga trasmessa
ai consiglieri ed ai sindaci con congruo anticipo, di regola entro il secondo giorno anteriore a quello fissto per
la riunione, fatti salvi i casi di urgenza nei quali la documentazione è resa disponibile con la migliore
tempestività. La Società evidenzia che il predetto termine previsto per l’inoltro della documentazione pre-
consiliare è stato sempre rispettato.
Ai sensi dell’art. 17 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito con la presenza
della maggioranza dei suoi componenti in carica e delibera validamente con il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei consiglieri presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente del Consiglio di
Amministrazione.
Ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare, entro i limiti previsti dalla
normativa anche regolamentare pro tempore vigente, parte delle proprie attribuzioni a un comitato esecutivo
composto da alcuni dei suoi componenti o a uno o più dei suoi componenti, determinandone i poteri e, sentito
il parere del Collegio Sindacale, la relativa remunerazione. Il Consiglio di Amministrazione può, altresì,
costituire al proprio interno comitati con funzioni consultive e propositive, determinandone i poteri anche
allo scopo di conformare il sistema di governo societario a codici di comportamento eventualmente adottati
dalla Società.
Il Consiglio di Amministrazione può, inoltre, nominare Direttori Generali e procuratori speciali, per
determinati atti o categorie di atti, attribuendone i relativi poteri.
Il Consiglio di Amministrazione nomina un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari,
previo parere obbligatorio ma non vincolante del Collegio Sindacale e ne dispone, occorrendo, anche la
revoca. Il Consiglio di Amministrazione, ex art. 154-bis, comma 4, del TUF, vigila affinché il dirigente
preposto alla redazione dei documenti contabili societari disponga di adeguati mezzi e poteri per l’esercizio
dei compiti allo stesso attribuiti ai sensi di legge, nonché sul rispetto delle procedure amministrative e contabili.
Ai sensi dell’art. 17 dello Statuto, il Presidente del Consiglio di Amministrazione convoca e presiede le riunioni
consiliari, ne fissa l’ordine del giorno e ne coordina i lavori.
204
La convocazione viene fatta con tutti i mezzi idonei in considerazione dei tempi di preavviso, inviata di regola
almeno 5 (cinque) giorni di calendario prima dell’adunanza a ciascun membro del Consiglio e del Collegio
Sindacale e in caso di urgenza tale termine può essere ridotto fino a 24 (ventiquattro) ore prima dell’adunanza.
Si riterranno comunque validamente costituite le riunioni del Consiglio di Amministrazione, anche in difetto
di formale convocazione, quando sia presente la totalità degli amministratori e la maggioranza dei sindaci
effettivi in carica, e tutti gli aventi diritto siano stati previamente informati della riunione e non si siano opposti
alla trattazione di quanto posto all’ordine del giorno. Il potere di convocare il Consiglio di Amministrazione
spetta altresì al Collegio Sindacale o anche individualmente a ciascun sindaco effettivo, ai sensi dell’art. 151
del TUF.
Le riunioni del Consiglio di Amministrazione si svolgono anche per video o teleconferenza a condizione che
ciascuno dei partecipanti possa essere identificato da tutti gli altri e che ciascuno dei partecipanti sia in grado
di intervenire in tempo reale durante la trattazione degli argomenti esaminati, nonché di ricevere, trasmettere
e visionare documenti. Sussistendo queste condizioni, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trova
il Presidente.
Il Consiglio anche di volta in volta nomina il segretario del Consiglio, scegliendolo anche al di fuori dei
suoi componenti.
Le deliberazioni del Consiglio devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Ai sensi dell’art. 18 dello Statuto, i compensi spettanti agli amministratori sono determinati dall’Assemblea.
Agli amministratori spetta il rimborso delle spese sostenute per l’esercizio del loro ufficio. La remunerazione
degli amministratori investiti di particolari cariche ai sensi dello Statuto è stabilita dal Consiglio di
Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale.
Ai sensi dell’art. 27 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione, nel corso dell’esercizio e quando lo ritenga
opportuno, può distribuire acconti sul dividendo per l’esercizio stesso, nel rispetto delle norme anche
regolamentari pro tempore vigenti.
I dividendi non riscossi entro il quinquennio dal giorno in cui siano diventati esigibili si prescrivono a favore
della Società.
Nell’esercizio 2024 il Consiglio di Amministrazione ha tenuto n. 8 riunioni della durata media di 1 ora ciascuna.
Alla data della presente Relazione, si sono già tenute n. 3 riunioni del Consiglio di Amministrazione, di cui n.
1 precisamente in data 17 marzo 2025 chiamata, inter alia, ad approvare tale Relazione. In aggiunta,
nell’esercizio in corso sono state programmate ulteriori n. 3 riunioni del Consiglio di Amministrazione, volte
all’approvazione della relazione finanziaria semestrale e dei resoconti intermedi trimestrali.
Le informazioni sulla composizione del Consiglio di Amministrazione e sulla partecipazione dei consiglieri
alle riunioni del Consiglio sono indicate nella Tabella 2 allegata alla Relazione.
Alle riunioni consiliari, su invito del Presidente, a seconda degli argomenti all’ordine del giorno, partecipano i
manager della Società al fine di valorizzare le riunioni consiliari quale momento tipico in cui gli amministratori
non esecutivi acquisiscono informative dettagliate su tematiche specifiche che interessano le attività della
Società. In particolare, nel corso dell’Esercizio sono stati invitati a partecipare su punti specifici all’ordine del
giorno: il Group Financial Director, Fabio Fazzari, il Dirigente Preposto, Rocco Sergi, nonché il responsabile
della Funzione di Internal Audit, Fabrizio Carrara.
205
RUOLO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione svolge il ruolo di raccordo tra gli amministratori esecutivi e gli
amministratori non esecutivi, curando l’efficace funzionamento dei lavori consiliari.
In particolare, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, con l’ausilio del Segretario del medesimo
organo:
cura e si accerta che l’informativa pre-consiliare e le informazioni complementari siano trasmesse in modo
completo ed esaustivo, tali da consentire agli amministratori di agire in modo informato nello svolgimento
del loro ruolo;
cura che l’attività dei comitati consiliari con funzioni istruttorie, propositive e consultive sia coordinata con
l’attività del Consiglio di Amministrazione, attraverso la partecipazione alle riunioni dei comitati stessi;
cura, d’intesa con il C.E.O., che i dirigenti della Società e quelli delle società del Gruppo che ad essa fa capo,
responsabili delle funzioni aziendali competenti secondo la materia, intervengano alle riunioni consiliari, anche
su richiesta dei singoli amministratori, per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti
all’ordine del giorno, accertandosi della loro presenza e verificando che i medesimi dirigenti forniscano
informazioni complete e precise. Sul tema, si evidenzia la costante partecipazione dei dirigenti, nei casi in cui
è richiesta la presenza, in ragione degli argomenti di volta in volta posti all’ordine del giorno;
cura e si accerta che tutti i componenti degli organi di amministrazione e controllo possano partecipare,
successivamente alla nomina e durante il mandato, a iniziative finalizzate a fornire loro un’adeguata
conoscenza dei settori di attività in cui opera la Società, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione anche
nell’ottica del successo sostenibile dell’Emittente, nonché dei principi di corretta gestione dei rischi e del
quadro normativo e autoregolamentare di riferimento. Sul punto, si evidenzia le iniziative volte a fornire ai
membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale una completa conoscenza della Società;
cura l’adeguatezza e la trasparenza del processo di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione, con il
supporto del comitato nomine.
Per la descrizione dettagliata delle competenze e delle capacità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo sulle questioni di sostenibilità o all’accesso a tali competenze e capacità, si rimanda al paragrafo
GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo della Rendicontazione Consolidata di
Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
Il Segretario del Consiglio
La Società non ha nominato un Segretario del Consiglio di Amministrazione, il quale viene nominato, di volta
in volta, in occasione di ciascuna riunione, anche all’infuori dei suoi membri ed anche esterno alla Società.
206
CONSIGLIERI ESECUTIVI
Amministratori Delegati
Ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare, entro i limiti previsti dalla
normativa anche regolamentare pro tempore vigente, parte delle proprie attribuzioni a uno o più dei suoi
componenti, determinandone i poteri e, sentito il parere del Collegio Sindacale, la relativa remunerazione.
Con delibera del 2 maggio 2022, il Consiglio di Amministrazione ferme le attribuzioni, i poteri e le facoltà
normativamente e statutariamente riservati al Consiglio di Amministrazione, al Presidente e ad altre funzioni
aziendali, ha delegato agli Amministratori Delegati Giuseppe Mastrolia e Stefano Cometto i seguenti poteri:
Giuseppe Mastrolia:
Tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione:
senza limiti di importo nell’ambito di tutte le operazioni effettuate infragruppo,
fino ad euro 300.000,00 (trecentomila/00) nei confronti dei terzi in autonomia e con firma libera,
senza alcuna limitazione di importo con la firma congiunta con altro componente del consiglio di
amministrazione, fatto salvo per le materie e le attività relative alla sicurezza sul lavoro, ambiente e
salubrità dei prodotti, che sono di esclusiva competenza del/degli amministratori delegati o dei
dirigenti preposti che hanno assunto le specifiche deleghe e responsabilità gestionali, o per quelle
materie che per legge o statuto, sono di esclusiva competenza del consiglio di amministrazione e
dell’assemblea dei soci.
Stefano Cometto:
Tutti i poteri relativi alla funzione di datore di lavoro, per tutte le divisioni, articolazioni aziendali, stabilimenti
e unità locali/depositi della Società, incluse le attività intese a dare attuazione ed adempimento alle norme
previste in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, di tutela della salute dei lavoratori e di protezione
dell’ambiente, con facoltà di delega, nonché tutte le incombenze conseguenti e/o collegate ai poteri ivi
specificati.
In particolare, in qualità di datore di lavoro, a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono attribuiti al dott.
Stefano Cometto, oltre alla firma sociale e al potere di rappresentanza della Società, deleghe negli ambiti di
seguito indicati:
1) contratti di lavoro
2) organizzazione di produzione
3) igiene, sicurezza e sicurezza degli alimenti
4) tutela dell’ambiente
5) poteri di gestione e controllo
6) locazioni, diritti reali
207
7) acquisto e cessione di beni e servizi con i seguenti limiti di importo:
- beni mobili fino al prezzo di Euro 100.000,00 per ogni operazione a firma singola e a firma
congiunta con qualsiasi altro membro del Consiglio di Amministrazione fino ad Euro 300.000,00;
- autoveicoli di ogni genere, aeromobili e natanti fino al prezzo di Euro 100.000,00 a firma singola
e a firma congiunta con qualsiasi altro membro del Consiglio di Amministrazione fino ad Euro
300.000,00 per ogni operazione;
- forniture e somministrazioni per ogni genere di utenza che dovranno avere durata massima
iniziale di un anno, salvo rinnovo, e fino all’importo annuo di Euro 100.000,00;
- contratti d’opera, appalti, consulenze e assumere rapporti di collaborazione autonoma, anche
continuativa, stipulando i relativi contratti, e fino all’importo annuo di Euro 100.000,00.
8) riscossioni, cessioni e ricevute
9) operazioni bancarie e finanziarie, con i seguenti limiti di importo:
- Euro 100.000,00 per: prelievi sui conti bancari della Società e pagamenti verso i creditori della
stessa, trarre o accettare cambiali tratte, richiedere assegni circolari; ritirare libretti di assegni da
emettere sui conti correnti della società e sottoscrivere la relativa richiesta, rilasciare dichiarazioni
di manleva;
- Euro 80.000,00 per: aprire, modificare o estinguere conti correnti postali, compiendo ogni
operazione consentita sui medesimi compresi i prelevamenti e l’emissione di vaglia postali;
riscuotere ed incassare, rilasciandone quietanza e scarico nelle debite forme, somme o quanto
altro comunque dovuto alla Società da privati, ditte, enti, istituti, società di qualsiasi natura,
compagnie di assicurazione, banche e casse
10) assicurazioni
11) appalti, gare e licenze
12) procedure giudiziarie
13) transazioni ed arbitrati
14) adempimenti ed obblighi fiscali
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Con delibera del 28 aprile 2022, l’Assemblea ha nominato Angelo Mastrolia, quale Presidente del Consiglio di
Amministrazione, attribuendo al medesimo tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, salvo
per le materie e le attività relative alla sicurezza sul lavoro, ambiente e salubrità dei prodotti, che sono di
esclusiva competenza del o degli Amministratori Delegati o dei dirigenti preposti che hanno assunto le
specifiche deleghe e responsabilità gestionali, nonché per tutte le materie che per legge o statuto, sono di
esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione o dell’Assemblea dei soci.
Il Presidente, Angelo Mastrolia, è inoltre il socio unico di Newlat Group S.A., che a sua volta possiede una
partecipazione pari al 41,14% del capitale sociale della Società.
208
Informativa al Consiglio da parte dei consiglieri/organi delegati
Gli Amministratori Delegati riferiscono al Consiglio di Amministrazione circa l’attività di maggior rilievo
svolta nell’esercizio delle deleghe loro conferite.
Altri consiglieri esecutivi
Nel Consiglio di Amministrazione della Società non ci sono ulteriori consiglieri esecutivi, oltre a quelli indicati
nei precedenti paragrafi.
209
AMMINISTRATORI INDIPENDENTI E LEAD INDEPENDENT DIRECTOR
Amministratori indipendenti
Il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente alla chiusura dell’esercizio 2023 includeva 3 (tre)
amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’art. 147-ter del TUF e del Codice di
Corporate Governance.
Di seguito sono indicati gli amministratori indipendenti dell’Emittente:
1) Maria Cristina Zoppo
2) Valentina Montanari
3) Eric Sandrin
Il numero e le competenze degli Amministratori Indipendenti sono ritenuti adeguati alle esigenze della Società
ed al funzionamento del Consiglio di Amministrazione, nonché alla costituzione dei relativi comitati.
Si precisa che il Presidente del Consiglio di Amministrazione non è qualificato come indipendente.
L’attuale organo di amministrazione ha provveduto a redigere, con il supporto del Comitato Nomine e
Remunerazioni, una Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione, approvata dal medesimo
organo in data 17 marzo 2023, in cui vengono, altresì, individuati i criteri quantitativi e qualitativi per valutare
la significatività delle circostanze rilevanti ai sensi del Codice di Corporate Governance, ai fini della valutazione
di indipendenza degli amministratori.
In linea di principio, nell’ambito di tale valutazione, di norma, si ritiene non indipendente un Amministratore,
nelle seguenti ipotesi, per altro non tassative:
a) se è un azionista significativo della Società;
b) se l’amministratore è o è stato nei precedenti tre esercizi, un amministratore esecutivo o un dipendente
della Società, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società sottoposta a comune
controllo con la Società, ovvero di un azionista significativo della Società;
c) se, direttamente o indirettamente (ad esempio attraverso società controllate o delle quali sia esponente
di rilievo, ovvero in qualità di partner di uno studio professionale o di una società di consulenza),
l’amministratore ha, o ha avuto nei tre esercizi precedenti, una significativa relazione commerciale,
finanziaria o professionale:
i. con la Società o le società da essa controllate, o con i relativi amministratori esecutivi o il top
management;
ii. con un soggetto che, anche insieme ad altri attraverso un patto parasociale, controlla la Società;
o, se il controllante è una società o ente, con i relativi amministratori esecutivi o il top
management;
d) se riceve, o ha ricevuto nei precedenti tre esercizi, da parte della Società, di una sua controllata o della
società controllante, una significativa remunerazione aggiuntiva rispetto al compenso “fisso”
percepito per la carica di amministratore non esecutivo della Società e al compenso previsto per la
partecipazione ai Comitati raccomandati dal Codice di Coporate Governance o previsti dalla
210
normativa vigente, anche sotto forma di partecipazione a piani di incentivazione legati alla
performance aziendale, anche a base azionaria;
e) se è stato amministratore della Società per più di nove esercizi, anche non consecutivi, negli ultimi
dodici esercizi;
f) se riveste la carica di amministratore esecutivo in un’altra società nella quale un amministratore
esecutivo della Società abbia un incarico di amministratore;
g) se è socio o amministratore di una società, o di un’entità appartenente alla rete della società incaricata
della revisione legale della Società;
h) se è uno stretto familiare (per tale intendendosi il coniuge non separato legalmente, il convivente, i
figli, anche del coniuge, a carico e, se conviventi da almeno un anno, i genitori, i parenti fino al
grado) di una persona che si trovi in una delle situazioni di cui ai precedenti punti.
Il Consiglio di Amministrazione ha stabilito, quale soglia di valutazione delle ipotesi di cui alle precedenti
lettere c) e d), che il valore complessivo delle relazioni e della remunerazione aggiuntiva non devono essere
superiori al 5% del fatturato dell’amministratore in questione.
In ogni caso, il Consiglio di Amministrazione, immediatamente dopo la nomina, durante il corso del mandato,
con cadenza annuale, nonché al ricorrere di circostanze rilevanti, provvede a verificare il possesso dei requisiti
di indipendenza in capo a ciascun dei consiglieri non esecutivi.
La verifica è stata effettuata adottando i criteri sopra evidenziati conformemente a quanto disposto dal
Codice di Corporate Governance e, in particolare, a quanto stabilito nella Raccomandazione 7 in forza dei
quali il Consiglio di Amministrazione ha potuto confermare l’indipendenza di Maria Cristina Zoppo,
Valentina Montanari e Eric Sandrin.
Nell’effettuare la suddetta valutazione, il Consiglio di Amministrazione ha preso in considerazione tutte le
informazioni a disposizione, in particolare quelle fornite dagli amministratori oggetto di valutazione, che sono
state ritenute sufficienti e complete per un puntuale esame di quelle circostanze che potrebbero
compromettere l’indipendenza, così come sottolineato dalla Raccomandazione 6.
Il Collegio sindacale ha preso atto della correttezza dell’applicazione dei criteri e delle procedure di
accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare l’indipendenza dei propri componenti,
nonché della Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione.
Gli Amministratori Indipendenti in carica alla data della presente Relazione non si sono riuniti in assenza degli
altri amministratori ritenendo adeguate le occasioni d’incontro nell’ambito delle riunioni dei comitati
endoconsiliari ai quali partecipano tutti gli amministratori indipendenti.
Lead Independent Director
La Società ha nominato, con delibera del Consiglio di Amministrazione in data 2 maggio 2022,
l’amministratore indipendente Eric Sandrin quale lead independent director.
Al Lead Independent Director è attribuito il compito di coordinare le istanze ed i contributi degli
amministratori non esecutivi ed in particolare di quelli indipendenti.
211
In particolare lo stesso:
collabora con il Presidente del Consiglio di Amministrazione al fine di garantire che gli amministratori
siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi e di definire le iniziative atte a consentire
ad amministratori e sindaci la migliore conoscenza della Società e del Gruppo e delle dinamiche
aziendali;
contribuisce al processo di valutazione del Consiglio di Amminsitrazione;
segnala al Presidente del Consiglio di Amministrazione eventuali argomenti da sottoporre all’esame
ed alla valutazione dell’organo amministrativo;
coordina le riunioni dei soli Amministratori Indipendenti.
212
GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE
Il Consiglio di Amministrazione della Società, nella seduta del 6 settembre 2019, ha deliberato di approvare il
Regolamento per il trattamento delle informazioni rilevanti/privilegiate, l'istituzione e la tenuta della RIL e
dell'Elenco Insider e l'Internal Dealing (“Regolamento”), volto a disciplinare, oltre agli obblighi di riservatezza
e segnalazione, il processo di gestione dei documenti e delle informazioni riguardanti Newlat e le società
appartenenti al relativo gruppo, con particolare riferimento alle Informazioni Riservate e alle Informazioni
Privilegiate, nonché l’istituzione, la tenuta e l’aggiornamento dei registri dei soggetti che hanno accesso alle
predette informazioni e gli obblighi di Internal Dealing.
Tale Regolamento, entrato in vigore alla data di deposito in Borsa Italiana della domanda di ammissione alle
negoziazioni delle azioni dell’Emittente, è pubblicato sul sito dell’Emittente all’indirizzo
https://corporate.newlat.it/wp-content/uploads/2020/04/Regolamento-info-privilegiate-internal-
dealing.DOCX.pdf.
Il Regolamento è finalizzato ad assicurare l'osservanza delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in
materia e assicurare la tempestiva, completa e adeguata comunicazione al mercato da parte della Società delle
informazioni privilegiate del Gruppo, garantendo al tempo stesso la massima riservatezza e confidenzialità
sino al momento della loro diffusione al pubblico.
La gestione delle Informazioni Rilevanti e Privilegiate avviene secondo un processo articolato nelle seguenti
fasi:
a) individuazione e segnalazione alla FGIP (ossia la "Funzione Gestione Informazioni Privilegiate",
identificata nel Presidente del Consiglio di Amministrazione) dell'Informazione Rilevante o Privilegiata da
parte della FOCIP (ossia ciascuna "Funzione Organizzativa Competente Informazioni Privilegiate",
individuata all'interno del Gruppo, che viene a conoscenza in ragione della propria attività di Informazioni
Rilevanti e/o Privilegiate) competente;
b) identificazione dell'Informazione Rilevante o Privilegiata da parte della FGIP e sua registrazione a cura
della stessa FGIP;
c) in caso di Informazione Rilevante, monitoraggio della stessa sulla base delle relative fasi evolutive sino alla
trasformazione in Informazione Privilegiata e annotazione delle ulteriori FOCIP coinvolte nel processo di
volta in volta interessato;
d) eventuale passaggio da Informazione Rilevante a Informazione Privilegiata.
La FGIP è la figura aziendale preposta alla decisione in merito alla natura privilegiata dell'informazione. In
caso affermativo la FGIP si attiva per la comunicazione al pubblico quanto prima possibile, in conformità al
Regolamento ed alla normativa di legge e regolamentare pro-tempore vigente, dell’Informazione Privilegiata
che riguardi direttamente l’Emittente, salvo che ricorrano le condizioni per attivare la procedura del ritardo di
cui all’art. 3.4 del Regolamento.
L'Emittente ha istituito, ai sensi della disciplina di legge e regolamentare pro tempore vigente, in formato
elettronico un registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate ("Elenco Insider") e un
registro delle persone che hanno accesso a Informazioni Rilevanti (“RIL”), la cui tenuta è di responsabilità
della FGIP, con il supporto della funzione Corporate & Legal Affairs per l'alimentazione e la manutenzione
dello stesso.
213
Ai fini del tempestivo aggiornamento dell'Elenco Insider la FGIP si avvale principalmente delle informazioni
contenute nella RIL. Quando un’Informazione diventa Privilegiata, le persone iscritte nella RIL vengono
cancellate dalla RIL e inserite nel Registro Insider.
La Sezione II del Regolamento, in materia di Internal Dealing, disciplina gli obblighi di comunicazione, le
restrizioni e le misure di controllo in relazione alle Operazioni poste in essere dai Soggetti Rilevanti e dalle
Persone Strettamente Associate a loro dell'Emittente e delle Controllate (come definiti nel Regolamento).
In particolare, ai Soggetti Rilevanti Manager è fatto divieto assoluto di effettuare Operazioni per conto proprio
o per conto di terzi, direttamente o indirettamente, nei 30 giorni che precedono la pubblicazione dei risultati
annuali o semestrali o infra-semestrali che l’Emittente è tenuto a, o ha deciso di, rendere pubblici (“Black-Out
Period”), fatto salvo quanto previsto all’art. 8 del Regolamento.
Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente, con apposita deliberazione, può stabilire ulteriori periodi in
cui vige il divieto/la limitazione del compimento di Operazioni su Strumenti di Newlat in concomitanza con
particolari eventi. Resta fermo che sia i Soggetti Rilevanti Manager che tutti i Destinatari in possesso di
Informazioni Privilegiate devono astenersi dal compiere o dal raccomandare a terzi qualsiasi operazione sugli
Strumenti, dall'indurre i terzi ad effettuare operazioni sugli Strumenti o dal comunicare a terzi le Informazioni
Privilegiate, salvo che tale comunicazione avvenga nel normale esercizio del proprio ufficio.
214
COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
Nella presente Sezione 5 si farà riferimento alle disposizioni delle procedure vigenti alla data della Relazione
e alla situazione esistente fino alla chiusura dell’Esercizio 2024, salvo ove diversamente indicato.
In data 2 maggio 2022, il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito al proprio interno comitati
con funzioni istruttorie, propositive e consultive, quali:
un comitato controllo e rischi, meglio illustrato alla successiva Sez. 9.2 (il “Comitato Controllo e
Rischi”);
un comitato per le nomine e la remunerazione, meglio illustrato alle successive Sez. 7.2 e 8.2 (il
“Comitato Nomine e Remunerazione”); e
un comitato per le operazioni con parti correlate, meglio illustrato alla successiva Sez. 10 (il “Comitato
OPC”).
Il Consiglio di Amministrazione ha determinato la composizione dei singoli comitati endoconsiliari
privilegiando la competenza e l’esperienza dei relativi componenti.
Alla data della Relazione i Comitati risultano così composti:
Ruolo Comitato Controllo e
Rischi
Comitato Nomine e
Remunerazione
Comitato OPC
Presidente
Valentina Montanari
Eric Sandrin
Maria Cristina Zoppo
Componente
Eric Sandrin
Valentina Montanari
Valentina Montanari
Componente
Maria Cristina Zoppo
Maria Cristina Zoppo
Eric Sandrin
Il Consiglio di Amministrazione, in occasione della costituzione dei predetti comitati endoconsiliari, ha altresì
adottato i relativi regolamenti che definiscono le regole di funzionamento degli stessi, incluse le modalità di
verbalizzazione delle riunioni e le procedure per la gestione dell’informativa agli amministratori che li
compongono.
In particolare, ciascun regolamento specifica la composizione del relativo comitato, precisando le competenze
richieste a ciascun componente, nonché la modalità con cui deve essere nominato il presidente e la procedura
di sostituzione dei membri.
Il regolamento stabilisce, altresì, la modalità di convocazione delle riunioni del comitato, le relative
tempistiche, precisando i luoghi dove possono essere tenute le riunioni ed i soggetti a cui deve essere inoltrato
l’avviso, nonché determinando la validità di costituzione di ciascuna adunanza e di deliberazione sulle materie
poste all’ordine del giorno.
Inoltre, al fine di assicurare la completezza dei flussi informativi, tutelando allo stesso modo la riservatezza
dei dati e delle informazioni fornite, i regolamenti prevedono che l’eventuale documentazione relativa alle
materie all’ordine del giorno è messa a disposizione di norma entro il secondo giorno anteriore a quello fissato
per la riunione, fatti salvi i casi di urgenza nei quali la documentazione è resa disponibile con la migliore
tempestività.
Infine, specificano i compiti attribuiti a ciascun comitato, indicando i mezzi di cui i componenti si possono
avvalere al fine dello svolgimento delle prorie attività. Il tutto nel rispetto del dovere della riservatezza in
merito alle notizie ed alle informazioni acquisite nell’esercizio delle loro funzioni, anche dopo la scadenza del
mandato dei singoli componenti.
215
Comitati ulteriori (diversi da quelli previsti dalla normativa o raccomandati dal Codice di Corporate
Governance)
Il Consiglio di Amministrazione non ha costituito comitati ulteriori diversi rispetto a quelli previsti dalla
normativa o raccomandati dal Codice di Corporate Governance.
216
AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI COMITATO
NOMINE
Nella presente sezione 7 si farà riferimento alle disposizioni statutarie vigenti alla data della Relazione e alla
situazione esistente fino alla chiusura dell’Esercizio 2024, salvo ove diversamente indicato.
AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Il Consiglio di Amministrazione valuta l’efficacia della propria attività ed il contributo portato dalle sue singole
componenti, attraverso dei questionari predisposti ad hoc da consulenti esterni della Società.
L’Emittente conduce l’autovalutazione ogni anno ed ha ad oggetto dimensione, composizione e concreto
funzionamento, considerando anche il ruolo svolto dal Consiglio di Amministrazione nella definizione delle
strategie e nel monitoraggio dell’andamento della gestione e dell’adeguatezza del sistema di controllo interno
e di gestione dei rischi.
In particolare, il Consiglio di Amministrazione svolge una propria autovalutazione ed esprime un
orientamento sulla sua composizione quantitativa e qualitativa ritenuta ottimale, i cui esiti sono stati pubblicati
sul sito internet della Società www.newlat.com da cui è emerso quanto segue:
appropriatezza dell’attuale numero di 7 (sette) Amministratori per assicurare un adeguato
bilanciamento delle competenze e delle esperienze richieste dal business della Società e del Gruppo,
valutando un rafforzamento della presenza di figure aventi competenze in ambito digital ed
informatico, nonché in materia di ESG e, in particolare, con skill in tema di sostenibilità;
adeguatezza del rapporto attualmente in essere tra Amministratori Esecutivi (3), non-Esecutivi (4) ed
Indipendenti ai sensi del Codice di Corporate Governance (3), in quanto idoneo ad assicurare un
efficace funzionamento del Consiglio di Amministrazione stesso;
idonee le competenze in ambito digital ed informatico, nonché in materia di ESG e, in particolare,
delle skills in tema di sostenibilità dei membri del Consiglio di Amministrazione.
In generale, il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguata la propria composizione sia in termini di
competenze che di diversità, vista la presenza di figure manageriali di taglio internazionale con forti
competenze in materia contabile, finanziaria, nonché di gestione dei rischi, in grado di apportare un concreto
supporto al perseguimento degli obiettivi strategici della Società e dei compiti del Consiglio di
Amministrazione medesimo.
Per quanto attiene al funzionamento dell’organo di amministrazione, gli Amministratori ritengono che
l’organizzazione delle riunioni sia idonea alla struttura della Società, sia in termini di numero di incontri che
di durata delle riunioni stesse, a cui vi è una costante partecipazione, da parte di tutti i membri, nonché dei
soggetti esterni di volta in volta coinvolti in ragione degli argomenti posti all’ordine del giorno di ciascuna
adunanza.
Anche le condizioni in cui si svolgono le riunioni sono state ritenute idonee e soddisfacenti, in termini di
intervento, di approfondimento sui singoli temi, nonché di deliberazioni con cognizione di causa ed in piena
autonomia.
217
Per quanto attiene la composizione e il funzionamento dei comitati interni (Comitato Controllo e Rischi,
Comitato Nomine e Remunerazione e Comitato per le Operazioni con le Parti Correlate), gli stessi sono stati
ritenuti adeguati e idonei alla struttura societaria. Detti comitati endoconsiliari sono infatti tutti composti da
figure dotate di elevata esperienza professionale che consentono uno svolgimento efficace dei compiti che
ciascun Comitato è chiamato a svolgere. Le attività a ciascuno affidate, di tipo istruttorie, consultive e
propositive, in favore del Consiglio di Amministrazione sono state ritenute conformi ed in linea con i principi
e le raccomandazioni fornite dal Codice di Corporate Governance.
In conclusione, il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguata la propria composizione, sia in termini
qualitativi che in termini quantitativi, in ragione (i) della presenza di un elevato grado di diversificazione di
profili, nonché di esperienze professionali maturate; (ii) dell’adeguata modalità di funzionamento dell’organo
stesso, le cui attività vengono svolte in un clima di fiducia, collaborazione e interazione tra i componenti del
Consiglio.
Infine, il Consiglio di Amministrazione uscente propone che il nuovo organo amministrativo resti in carica
per il triennio 2025-2026-2027, ossia sino all’approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2027 da parte
dell’Assemblea degli Azionisti.
Il Consiglio di Amministrazione, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente e dallo Statuto Sociale in
merito all’equilibrio tra i generi, ritiene che sia opportuno assicurare una composizione variegata dell’organo
stesso per competenze, caratteristiche professionali ed età, al fine di apportare un concreto supporto al
perseguimento degli obiettivi strategici della Società e dei compiti del Consiglio medesimo.
Inoltre, fermo restando quanto previsto da più stringenti previsioni normative e/o regolamentari, al fine di
garantire un efficace svolgimento dell’incarico di Amministratore della Società, gli Amministratori non devono
ricoprire oltre a 3 (tre) incarichi di amministrazione e controllo in altre società quotate in mercati regolamentati
(anche esteri) ovvero in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, così come stabilito
nella Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, disponibile sul
sito internet all’indirizzo www.newlat.it nella Sezione “Corporate Governance Procedure e Documenti”.
Ad ogni modo, ai fini del computo degli incarichi non si dovrà tener conto di quelli eventualmente ricoperti
dagli amministratori di Newlat Food in società controllate da Newlat Food stessa;
Il Consiglio di Amministrazione, in particolare, auspica che gli Azionisti valutino e propongano all’Assemblea
candidati idonei ad assicurare adeguata continuità e azione dell’organo amministrativo.
Infine, in ossequio alla politica in materia di remunerazione adottata dalla Società, disponibile sul sito internet
all’indirizzo www.corporate.newlat.it nella Sezione “Corporate Governance Assemblea Azionisti”, il
Consiglio di Amministrazione uscente ha ritenuto che ai componenti l’organo amministrativo sia riconosciuto
un compenso congruo a remunerare il ruolo di Consigliere di Amministrazione in linea con la politica del
Gruppo.
Piani di successione
Alla data della presente Relazione, in ragione del fatto che Newlat è inquadrabile come società non grande ed
a proprietà concentrata, così come definite dal Codice di Corporate Governance, non è stato adottato un
piano per la successione degli amministratori esecutivi.
218
Il Consiglio di Amministrazione si riserva di poter effettuare, in futuro, un’attività di analisi per valutare
l’opportunità di definire misure che consentano di garantire la continuità della gestione, anche attraverso
l’adozione di un piano di successione, fermo restando quanto previsto dal Codice di Corporate Governance.
219
COMITATO NOMINE
Composizione e funzionamento del comitato nomine (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito un unico Comitato Nomine e Remunerazione,
composto esclusivamente da Amministratori indipendenti, nominando quali componenti i consiglieri
Maria Cristina Zoppo e Valentina Montanari, nonché quale suo presidente Eric Sandrin.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni possono, inoltre, partecipare i componenti del Collegio Sindacale, quali invitati permanenti.
Nell’esercizio 2024 il Comitato Nomine e Remunerazione ha tenuto n. 1 riunione della durata media di 1 ora
ciascuna, a cui hanno partecipato tutti i componenti.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Nomine e Remunerazione.
Funzioni del comitato nomine
Il Comitato Nomine:
coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di autovalutazione dell’organo di
amministrazione stesso e dei suoi comitati, supportando il Presidente del Consiglio di
Amministrazione nel curare l’adeguatezza e la trasparenza del processo di autovalutazione;
Coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di definizione della composizione ottimale
dell’organo di amministrazione e dei suoi comitati;
Coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di individuazione dei candidati alla carica di
amministratore in caso di cooptazione.
Qualora la Società si dovesse dotare di un piano di successione degli amministratori esecutivi, al Comitato
Nomine verrà richiesto un supporto nell’attività di predisposizione, aggiornamento ed attuazione di detto
piano.
Il Comitato Nomine svolge un ruolo consultivo e propositivo, ha il compito di assistere il Consiglio di
Amministrazione, con funzioni istruttorie, di natura propositiva e consultiva, nelle valutazioni e nelle decisioni
relative alla composizione del Consiglio di Amministrazione.
Nel corso dell’Esercizio, il Comitato Nomine ha svolto principalmente l’attività legata alla discussione in
merito alle risultanze del questionario di autovalutazione.
Il Comitato Nomine ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali necessarie per
lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti esterni, nei
termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
220
REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI COMITATO REMUNERAZIONI
REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Per le informazioni della presente Sezione si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione, redatta dalla Società,
e disponibile all’indirizzo https://corporate.newlat.it/corporate-governance/assemblea-azionisti/.
Per la descrizione dettagliata delle informazioni riguardanti l’integrazione delle proprie prestazioni in termini
di sostenibilità nei sistemi di incentivazione, si rimanda al paragrafo GOV-3 - Integrazione delle prestazioni
in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex
D.Lgs n. 125/24.
COMITATO REMUNERAZIONI
Composizione e funzionamento del comitato remunerazioni (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)
Come precisato alla precedente Sezione 7.2, il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito un
unico Comitato Nomine e Remunerazione, composto esclusivamente da Amministratori indipendenti,
attualmente composto dai consiglieri Maria Cristina Zoppo e Valentina Montanari quali componenti,
nonché da Eric Sanrdin quale suo presidente.
Tutti i componenti del Comitato Remunerazione possiedono conoscenze ed esperienza in materia finanziaria
o di politiche retributive, che sono state ritenute adeguate dal Consiglio di Amministrazione al momento della
nomina.
Conformemente a quanto previsto dal Codice di Corporate Governance, nessun amminitratore prende parte
alle riunioni del Comitato Remunerazioni in cui vengono formulate le proposte relative alla propria
remunerazione.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni possono, inoltre, partecipare i componenti del Collegio Sindacale, quali invitati permanenti.
Come già indicato nella precedente Sezione 7.2, nell’esercizio 2024 il Comitato Nomine e Remunerazione ha
tenuto n. 1 riunione della durata media di 1 ora ciascuna, a cui hanno partecipato tutti i componenti.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Nomine e Remunerazione.
Funzioni del comitato remunerazioni
Il Comitato Remunerazioni:
coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’elaborazione della politica per la remunerazione;
Presenta proposte ed esprime pareri sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri
amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché sulla fissazione degli obiettivi di
performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione;
221
Monitora la concreta applicazione della politica di remunerazione e verifica, in particolare, l’effettivo
raggiungimento degli obiettivi di performance;
Valuta periodicamente l’adeguatezza e la coerenza complessiva della politica per la remunerazione
degli amministratori e del top management.
Nel corso dell’Esercizio, il Comitato Remunerazioni ha svolto le seguenti attività principali:
discussione in tema di Politica di Remunerazione ed analisi degli obiettivi di performance sia qualitativi
che quantitativi;
discussione in tema di Relazione sulla Remunerazione riferita all’esercizio 2024.
Il Comitato Remunerazioni ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali
necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti
esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Remunerazioni non si è avvalso dei servizi di un consulente al fine di ottenere informazioni sulle
pratiche di mercato in materia di politiche retributive.
222
SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI COMITATO
CONTROLLO E RISCHI
In ottemperanza al Principio XVIII del Codice di Corporate Governance, l’Emittente ha definito le linee di
indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (di seguito anche “SCIGR”) costituito
dall’insieme delle regole, procedure e strutture organizzative finalizzate ad una effettiva ed efficace
identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, al fine di contribuire al successo
sostenibile della Società, in coerenza con le strategie della stessa.
Valutazione di adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Per l’esercizio 2024, la valutazione di adeguatezza complessiva del Sistema di Controllo Interno e di Gestione
dei Rischi è stata espressa sulla base dell’analisi dei seguenti aspetti:
Fatti di rilievo con impatto sul modello di governo e controllo aziendale:
Risk Assessment ERM di Gruppo,
Attività di audit previste dal Piano di Audit 2024;
Piano di Audit relativo all’esercizio 2025,
Variazioni nella composizione degli organi di amministrazione e controllo e nella struttura
organizzativa,
Variazioni nelle deleghe e nelle procure,
Attività finalizzate alla Compliance alla Legge n. 262/05 in materia di documentazione contabile e
societaria,
Sviluppo delle politiche di Sostenibilità del Gruppo,
Sistemi informativi,
Export Compliance,
Operazioni in strumenti finanziari derivati,
Operazioni su azioni proprie,
Operazioni con parti correlate,
Operazioni infragruppo e operazioni in potenziale conflitto,
Operazioni di internal dealing,
Monitoraggio dei Sistemi di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi delle società controllate,
Principali contenziosi in essere,
Situazione dei crediti in sofferenza.
223
Risultati delle attività di verifica svolte dagli organi di controllo interni ed esterni:
Risultati delle attività di monitoraggio svolte dall’Internal Audit,
Incontro tra gli Organi di Controllo,
Informazioni dal Dirigente Preposto,
Risultati delle attività di monitoraggio svolte dall’Organismo di Vigilanza,
Risultati degli audit di terza parte sui sistemi di gestione della qualità, della salute e sicurezza sul lavoro,
e dell’ambiente,
Impatti degli scenari macroeconomici: guerra ed inflazione,
Informazioni dal Servizio di Prevenzione e Protezione e dal presidio ambientale.
Sulla base delle informazioni ed evidenze raccolte, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del
Comitato Controllo e Rischi, ritiene che il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi in essere nel
corso del 2024 sia adeguato ed efficace rispetto alle dimensioni e caratteristiche del Gruppo, e
complessivamente idoneo al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Per la descrizione dettagliata dei ruoli e delle responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo nella sorveglianza sulle procedure volte a gestire i rischi, gli impatti e le opportunità rilevanti, nonchè
del modo in cui tali organi sono informati in merito alle questioni di sostenibilità e come tali questioni vengano
affrontate durante il periodo di riferimento, si rimanda al paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di
amministrazione, direzione e controllo ed al paragrafo GOV-2 Informazioni fornite agli organi di
amministrazione, direzione e controllo dell’impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate, della
Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sull’informativa finanziaria
La Società considera il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sull’informativa finanziaria come
parte integrante del proprio sistema di gestione dei rischi.
Con specifico riferimento al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sul financial reporting, il
Gruppo ha definito un proprio sistema di regole di Controllo Contabile che definisce le regole che il Gruppo
segue.
A tale sistema si aggiungono le istruzioni e le norme interne (tra cui, a titolo esemplificativo, il sistema di
deleghe e procure, le istruzioni di reporting, i sistemi informativi a supporto, le visite presso le sedi delle
società del Gruppo), attraverso cui la Capogruppo assicura un efficiente sistema di scambio di dati con le
Controllate.
La valutazione del 2024 ha evidenziato i processi rilevanti che sono stati sottoposti nel corso dell’esercizio a
interventi di verifica puntuali, in relazione a specifici obiettivi di controllo (esistenza, completezza e
accuratezza, valutazione, diritti e obblighi, presentazione e informativa).
224
Eventuali carenze/azioni di miglioramento identificate in occasione degli interventi di verifica e relazione
come sopra descritto, prevedono una immediata identificazione delle azioni da intraprendere, oltre che un
monitoraggio periodico della loro soluzione.
Di seguito vengono riportate le principali caratteristiche del SCIGR e le modalità di coordinamento tra i
soggetti in esso coinvolti, ispirate ai modelli ed alla best practice nazionale ed internazionale di riferimento.
Gli organi societari e di controllo, facenti parte del SCIGR sono:
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Comitato Controllo e Rischi;
- l’amministratore esecutivo responsabile dell’internal audit;
- il preposto alla funzione di internal audit;
- l’Organismo di Vigilanza ex D.lgs 231/01;
- il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
- il Collegio Sindacale;
- la Società di Revisione.
Il SCIGR della Società si articola su tre livelli di controllo:
Livello di Controllo le strutture operative sono le prime responsabili del processo di SCIGR. Invero,
queste ultime nello svolgimento delle attività giornaliere sono chiamate a identificare, misurare, valutare e
monitorare, nonché attenuare e riportare i rischi derivanti dall’ordinaria attività aziendale in conformità del
SCIGR e delle procedure interne applicabili.
II° Livello di Controllo vengono monitorati i rischi aziendali, vengono proposte le linee guida sui relativi
sistemi di controllo e viene verificata l’adeguatezza degli stessi affinché sia assicurata l’efficienza e l’efficacia
delle operazioni, nonché un adeguato controllo dei rischi, una prudente conduzione del business,
un’affidabilità delle informazioni, oltre che la conformità alle leggi, ai regolamenti ed alle procedure interne.
III° Livello di Controllo il preposto all’internal audit verifica ed assicura l’adeguatezza e l’effettiva operatività
del e del II° Livello di Controllo e in generale del SCIGR, valutandone la completezza, la funzionalità
e l’affidabilità in termini di efficienza ed efficacia, nonché individuando le eventuali violazioni delle procedure
e delle norme applicabili.
Il ruolo centrale nel Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi viene svolto dal Consiglio di
Amministrazione che procede a definire la natura ed il livello di rischio compatibile con gli obiettivi della
Società.
L'effettivo SCIGR della Società garantisce, con ragionevole certezza, il raggiungimento di obiettivi operativi,
di informazione e di conformità. Precisamente:
l'obiettivo operativo del sistema di controllo interno riguarda l'efficacia e l'efficienza della Società
nell'impiegare le risorse, nel proteggersi dalle perdite, nel salvaguardare il patrimonio aziendale. Tale
sistema è volto, inoltre, ad assicurare che il personale operi per il perseguimento degli obiettivi
aziendali, senza anteporre altri interessi a quelli di Newlat;
225
l'obiettivo di informazione si traduce nella predisposizione di rapporti tempestivi ed affidabili per il
processo decisionale all'interno e all'esterno dell'organizzazione aziendale;
l'obiettivo di conformità garantisce, invece, che tutte le operazioni ed azioni siano condotte nel
rispetto delle leggi e dei regolamenti, dei requisiti prudenziali e delle procedure aziendali interne.
Il SCIGR coinvolge ogni settore dell'attività svolta dalla Società, attraverso la distinzione dei compiti operativi
da quelli di controllo, riducendo ragionevolmente ogni possibile conflitto di interesse.
In particolare, il sistema di controllo interno si basa sui seguenti elementi:
sistema organizzativo formalizzato e chiaro nell'attribuzione delle responsabilità;
poteri autorizzativi e di firma assegnati in coerenza con le responsabilità;
sistema di procedure a governo di tutti i processi aziendali;
sistemi informatici orientati alla segregazione delle funzioni;
sistema di controllo di gestione e reporting;
funzioni preposte in maniera strutturata alla comunicazione esterna;
attività periodica di audit sui principali processi aziendali.
Alla base del SCIGR della Società vi sono i seguenti principi:
ogni operazione, transazione ed azione deve essere veritiera, verificabile, coerente e documentata;
nessuno può gestire un intero processo in autonomia (c.d. segregazione dei compiti);
il sistema di controllo interno documenta l'effettuazione dei controlli, anche di supervisione.
La responsabilità, in ordine al corretto funzionamento del sistema di controllo interno, è rimessa a ciascuna
funzione aziendale per tutti i processi di cui essa sia responsabile.
La tipologia di struttura dei controlli aziendali esistente nella Società prevede:
controlli di linea, svolti dalle singole unità operative sui processi di cui hanno la responsabilità
gestionale, finalizzati ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni;
attività di monitoraggio, svolte dai responsabili di ciascun processo e volte a verificare il corretto
svolgimento delle attività sottostanti, sulla base dei controlli di natura gerarchica;
attività di rilevazione, valutazione e monitoraggio del sistema di controllo interno sui processi e sui
sistemi amministrativo-contabili che hanno rilevanza ai fini del bilancio.
In merito al SCIGR si precisa, infine, che nell’esercizio delle sue funzioni il Consiglio di Amministrazione, nel
corso della seduta consiliare del 17 marzo 2025:
ha approvato il piano di internal audit, sentiti il Collegio Sindacale e l’amministratore esecutivo
responsabile dell’internal audit, previo parere del Comitato Controllo e Rischi;
ha valutato, previo parere del Comitato Controllo e Rischi, l’adeguatezza del sistema stesso, rispetto
alle caratteristiche dell’impresa ed al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia.
226
Per la descrizione dettagliata delle caratteristiche principali dei propri sistemi interni di controllo e gestione
del rischio, si rimanda al paragrafo GOV-5 - Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di
sostenibilità, della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
CHIEF EXECUTIVE OFFICER
Il Consiglio di Amministrazione ha individuato nel Presidente esecutivo del C.d.A., Angelo Mastrolia,
l’amministratore incaricato di istituire, mantenere e sovrintendere alla funzionalità del Sistema di Controllo
Interno e di Gestione dei Rischi.
Nell’ambito delle responsabilità affidategli dal Consiglio di Amministrazione, il Presidente ha dato esecuzione
alle linee di indirizzo e attuazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, definite dal
Consiglio di Amministrazione, provvedendo a:
curare l’identificazione dei principali rischi aziendali, da sottoporre periodicamente all’esame del
Consiglio di Amministrazione, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte;
dare esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio, curando la progettazione, la realizzazione
e la gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, verificandone costantemente
l’adeguatezza e l’efficacia;
aggiornare il sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi rispetto alle dinamiche delle
condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare;
affidare alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul
rispetto delle regole e procedure interne nell’esecuzione di operazioni aziendali, dandone contestuale
comunicazione al presidente del Consiglio, al presidente del Comitato Controllo e Rischi e al
presidente del collegio sindacale;
riferire tempestivamente al Comitato Controllo e Rischi in merito a problematiche e criticità emerse
nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il Comitato
possa prendere le opportune iniziative.
COMITATO CONTROLLO E RISCHI
Composizione e funzionamento del Comitato Controllo e Rischi (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d),
TUF)
Il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito il Comitato Controllo e Rischi, composto
unicamente da Amministratori indipendenti, e precisamente dai consiglieri Maria Cristina Zoppo e Eric
Sandrin quali componenti, nonché da Valentina Montanari quale suo presidente.
Tutti i componenti del Comitato Controllo e Rischi possiedono un’adeguata competenza nel settore di attività
in cui opera la Società, funzionale a valutare i relativi rischi e possiedono un’adeguata conoscenza ed
esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.
227
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi ha sempre partecipato il Dirigente Preposto alla redazione dei
documenti contabili societari di Newlat, nonché su invito del presidente del comitato stesso il preposto
alla funzione di internal audit e gli esponenti della società di revisione, in ragione degli argomenti posti
all’ordine del giorno.
Alle riunioni possono, inoltre, partecipare i componenti del Collegio Sindacale, quali invitati permanenti.
Nell’esercizio 2024 il Comitato Controllo e Rischi ha tenuto n. 4 riunioni della durata media di 1 ora ciascuna.
Tali riunioni hanno registrato un’assidua e regolare partecipazione.
Alla data della presente Relazione, si sono già tenute n. 2 riunioni del Comitato Controllo e Rischi.
Funzioni attribuite al Comitato Controllo e Rischi
Il Comitato Controllo e Rischi:
Supporta il Consiglio di Amministrazione nell’espletamento dei compiti in materia di controllo
interno e di gestione dei rischi;
Valuta, sentito il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, la società di
revisione legale ed il collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili, nonché la loro
omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;
Valuta l’idoneità dell’informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare
correttamente il modello di business, le strategie della Società, l’impatto della sua attività e le
performance conseguite;
Esamina il contenuto dell’informazione periodica a carattere non finanziario rilevante ai fini del
sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
Esprime pareri su specifici aspetti inerenti l’identificazione dei principali rischi aziendali e supporta le
valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative alla gestione di rischi derivanti da
fatti pregiudizievoli di cui quest’ultimo sia venuto a conoscenza;
Esamina le relazioni periodiche e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione di internal
audit;
Ove ne ravvisi la necessità, affida alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su
specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;
In occasione dell’approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, riferisce al Consiglio
di Amministrazione sull’attività svolta, nonché sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e di
gestione dei rischi.
Nel corso dell’Esercizio, il Comitato Controllo e Rischi ha svolto le seguenti attività principali:
Analisi dei risultati di Risk Assessment ERM di Gruppo;
analisi dell’attività dell’internal audit nel 2024;
228
analisi dei rischi e piano di audit 2025;
attività istruttorie per la formazione del bilancio 2024;
confronto con Comitato Controllo e Rischi della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A.;
analisi e approvazione della matrice di materialità relativa alla Rendicontazione di Sostenibilità
(“CSRD”);
illustrazione della procedura di impairment test e relativi risultati;
impatti degli scenari macroeconomici: guerra ed inflazione;
aggiornamento con la società di revisione sull’attività di bilancio e sulla Rendicontazione di
Sostenibilità;
avanzamento testing 262 e relativi risultati;
incontro con l’Organismo di Vigilanza;
sviluppo delle politiche di sostenibilità di Gruppo;
analisi della bozza di Relazione sulla Corporate Governance.
Il Comitato Controllo e Rischi ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali
necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti
esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
229
RESPONSABILE DELLA FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT
Il Consiglio di Amministrazione ha nominato, in data 10 settembre 2021, il dott. Fabrizio Carrara, quale
responsabile della funzione Internal Audit, soggetto incaricato di verificare che il sistema di controllo interno
e di gestione dei rischi sia funzionale, adeguato e coerente con le linee di indirizzo definite dal Consiglio di
Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione ha attribuito a Fabrizio Carrara una remunerazione coerente con le politiche
aziendali, assicurando che lo stesso sia dotato di risorse adeguate all’espletamento dei propri compiti.
Il responsabile della funzione di Internal Audit non è responsabile di alcuna area operativa, dipende
gerarchicamente dal Consiglio di Amministrazione ed ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo
svolgimento dell’incarico.
Il Consiglio di Amministrazione, in data 17 marzo 2025, ha approvato il piano di lavoro predisposto dal
responsabile della funzione di Internal Audit, sentiti il Collegio Sindacale ed il C.E.O.
Nel corso dell’Esercizio, il responsabile della funzione di Internal Audit:
Verifica, sia in via continuativa, sia in relazione a specifiche necessità e tenendo conto degli standard
internazionali, l’operatività e l’idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi,
attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, basato su un processo
strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi;
Predispone relazioni periodiche contenenti adeguate informazioni sulla propria attività, sulle modalità
con cui viene condotta la gestione dei rischi, nonché sul rispetto dei piani definiti per il loro
contenimento, oltre che una valutazione sull’idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei
rischi, trasmettendole ai presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e Rischi e del
Consiglio di Amministrazione, nonché al C.E.O., salvo i casi in cui l’oggetto di tali relazioni riguardi
specificamente l’attività di tali soggetti;
Predispone tempestivamente, anche su richiesta del Collegio Sindacale, relazioni su eventi di
particolare rilevanza, trasmettendole ai presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e
Rischi e del Consiglio di Amministrazione, nonché al C.E.O., salvo i casi in cui l’oggetto di tali
relazioni riguardi specificamente l’attività di tali soggetti;
Verifica, secondo quanto previsto del piano di audit, l’affidabilità dei sistemi informativi, inclusi i
sistemi di rilevazione contabile.
Le principali attività svolte dal responsabile della funzione di Internal Audit, nel corso dell’Esercizio, sono
state le seguenti:
redazione della proposta di Piano di Audit basata sulla rilevazione e prioritizzazione dei principali
rischi aziendali presente nell’ERM;
svolgimento del programma di monitoraggio indipendente a supporto del Dirigente Preposto
nell’ambito del Sistema di Controllo sull’Informativa Societaria;
attività inerenti i rapporti con la Società di Revisione Legale,
Attività di verifica sul disegno del sistema di controllo interno a supporto della Rendicontazione di
Sostenibilità.
230
MODELLO ORGANIZZATIVO EX D.LGS 231/2001
La Società ha adottato un modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi e per effetti del D. Lgs. n.
231/2001 (il “Modello 231”), così come aggiornato nel corso dell’esercizio 2022.
Il Modello 231 si compone di: (a) una parte generale, relativa a tematiche inerenti, tra l’altro, la vigenza e
l’applicazione del Decreto Legislativo n. 231/2001, la composizione ed il funzionamento dell’organismo di
vigilanza, nonché il codice sanzionatorio da applicarsi in caso di violazioni dei canoni di condotta del Modello
231; e (b) le parti speciali, contenenti i principi generali di comportamento ed i protocolli di controllo per
ciascuna delle fattispecie di reato presupposto considerate rilevanti per la Società.
In particolare, si evidenzia che il Modello 231 intende prevenire la seguente tipologia di reati:
Reati contro la Pubblica Amministrazione (articoli 24 e 25 del Decreto);
Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (articolo 24-bis del Decreto);
Delitti di criminalità organizzata (articolo 24-ter del Decreto);
Reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Art. 25 septies);
Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico (Art. 25 quater);
Delitti contro l’industria e il commercio (Art. 25 bis.1);
Reati societari (Art. 25 ter);
Delitti contro la personalità individuale (Art. 25 quinquies);
Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (Art. 25 novies);
Reati transnazionali (L.146/2006);
Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Art. 25 duodecies);
Reati di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria
(Art. 25 decies);
Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e autoriciclaggio
(Art.25 octies);
Delitti di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di
riconoscimento (art. 25-bis, del Decreto);
Reati Ambientali (Art. 25 undecies);
Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies del Decreto);
Reati di razzismo e xenofobia (art. 25-terdecies del Decreto);
Delitti in materia di pagamenti con strumenti finanziari diversi dai contanti (art. 25-octies del
Decreto);
Reati tributari (art. 25-quinquiesdecies del Decreto);
Contrabbando (art. 25-sexiesdecies del Decreto).
231
Il Modello 231 della Società è consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it/corporate-
governance/codice-etico-e-modello-231/.
Le funzioni dell’Organismo di Vigilanza sono attribuite al Dott. Massimo Carlomagno, quale Presidente, ed
alla Dott.ssa Ester Sammartino, quale componente, in esercizio della facoltà prevista dalla normativa
applicabile. L’Organismo di Vigilanza così composto possiede i requisiti di autonomia, indipendenza,
professionalità e continuità di azione applicabili.
Per la descrizione degli obblighi di informativa che consentono ai fruitori delle dichiarazioni sulla sostenibilità
dell’impresa di comprendere la strategia e l’approccio, i processi e le procedure dell’impresa, nonchè le sue
prestazioni in materia di condotta, si rimanda alla Sezione GOVERNANCE della Rendicontazione
Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
232
SOCIETA’ DI REVISIONE
Alla data della Relazione, la società incaricata della revisione legale dei conti dell’Emittente è
PricewaterhouseCoopers S.p.A., con sede legale in Milano, Piazza Tre Torri n. 2, iscritta al Registro dei
Revisori Legali tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al n. 119644.
L’Assemblea ordinaria dell’Emittente, in data 8 luglio 2019, ha conferito alla Società di Revisione, con efficacia
subordinata alla Data di Avvio delle Negoziazioni, l’incarico di revisione legale dei conti (ivi compresa la
verifica della regolare tenuta della contabilità nonché della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle
scritture contabili) ai sensi degli articoli 13 e 17 del Decreto Legislativo n. 39 del 2010 per gli esercizi 2019-
2027, in relazione al bilancio di esercizio dell’Emittente e al bilancio consolidato del Gruppo Newlat, in
sostituzione dell’incarico già in corso affidato alla medesima PwC in data 28 giugno 2017. Sempre con delibera
dell’8 luglio 2019, l’Assemblea ordinaria dell’Emittente ha conferito alla Società di Revisione, sempre con
efficacia subordinata alla Data di Avvio delle Negoziazioni, l’incarico per la revisione limitata del bilancio
consolidato abbreviato semestrale del Gruppo Newlat per i semestri al 30 giugno degli esercizi 2020 - 2027.
233
DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI
E ALTRI RUOLI E FUNZIONI AZIENDALI
Il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente, in osservanza a quanto previsto dall’art. 154-bis del TUF e
nel rispetto delle relative modalità di nomina previste dall’art. 19 dello Statuto, in data 9 agosto 2019 ha
deliberato di nominare, con efficacia a decorrere dall’avvio delle negoziazioni sul MTA (ora ESM) delle azioni
della Società, il dott. Rocco Sergi, quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
Per quanto concerne le previsioni statutarie, l’art. 19 dello Statuto dell’Emittente prevede che il dirigente
preposto alla redazione dei documenti contabili societari sia nominato dal Consiglio di Amministrazione,
previo parere obbligatorio, ma non vincolante, del Collegio Sindacale, in conformità alle disposizioni di cui
all’art. 154-bis del TUF. La norma statutaria dispone inoltre che il dirigente preposto alla redazione dei
documenti contabili societari debba aver maturato un’esperienza almeno triennale in materia di
amministrazione, finanza e controllo e possedere i requisiti di onorabilità previsti per gli amministratori. La
perdita dei requisiti comporta la decadenza dalla carica, che deve essere dichiarata dal Consiglio di
Amministrazione entro 30 (trenta) giorni dalla conoscenza del difetto.
Il dirigente preposto, ai sensi dell’art. 154-bis TUF, provvede a:
redigere dichiarazioni scritte di accompagnamento per gli atti e le comunicazioni della Società diffusi
al mercato e relativi all’informativa contabile anche infrannuale;
predisporre adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio
e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario;
attestare con apposita relazione sul bilancio di esercizio, sul bilancio semestrale abbreviato e sul
bilancio consolidato (i) l’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e
contabili per la formazione del bilancio di esercizio; (ii) che i documenti sono redatti in conformità ai
principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; (iii) la
corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; (iv) l’idoneità dei
documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica
e finanziaria dell’Emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento; (v) per il bilancio
d’esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile
dell’andamento e del risultato della gestione, nonc della situazione dell’Emittente e dell’insieme
delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze
cui sono esposti; (vi) per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione
contenga un’analisi attendibile delle informazioni di cui all’art. 154-ter, comma 4, TUF.
234
COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA DI CONTROLLO
INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI
La Società promuove incontri e scambi informativi fra i vari organi preposti alle attività di verifica e
monitoraggio dei sistemi organizzativi, amministrativi, contabili, di controllo interno e gestione dei rischi.
In particolare, fatte salve le disposizioni di legge con riguardo a sindaci e revisori legali dei conti
53
, è tenuta
una riunione collegiale prima dell’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, del Progetto di
bilancio (civilistico e consolidato) e della relazione semestrale della Società fra i seguenti organi:
Comitato Controllo e Rischi,
Collegio Sindacale,
Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001,
Responsabile della Funzione di Internal Audit,
Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari,
Amministratore incaricato del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi,
Revisori legali dei conti,
nel corso della quale sono previsti scambi informativi sulle principali risultanze e/o criticità riscontrate nel
corso delle attività di verifica svolte, con riguardo agli assetti organizzativi, amministrativi, contabili, di
controllo interno e di gestione dei rischi. Gli incontri sono verbalizzati.
Oltre alle riunioni collegiali periodiche sopra richiamate, la continuità e tempestività degli scambi informativi
fra i sopra citati organi di controllo è assicurata da:
la partecipazione del Collegio Sindacale alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi,
la periodica informativa a cura dell’Organismo di Vigilanza verso il Comitato Controllo e Rischi e il
Collegio Sindacale,
la periodica informativa a cura del Responsabile Internal Audit verso il Comitato Controllo e Rischi
e il Collegio Sindacale,
lo scambio di informazioni tra il Comitato Controllo e Rischi, il revisore legale dei conti e il Dirigente
Preposto alla redazione dei documenti contabili societari in merito ai principi contabili applicati e
all’adeguatezza delle procedure amministrativo-contabili applicate per la predisposizione
dell’informativa di natura finanziaria della Società e del Gruppo.
53
Il riferimento è ai seguenti articoli del TUF: art. 150, comma 3 (Il Collegio Sindacale e il revisore legale o la società di revisione legale si
scambiano tempestivamente i dati e le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti) e comma 4 (Coloro che sono preposti
al controllo interno riferiscono anche al collegio sindacale di propria iniziativa o su richiesta anche di uno solo dei sindaci); art. 151, comma
1 (I Sindaci possono, anche individualmente, procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo, nonché chiedere agli
amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, ovvero
rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate) e comma
2 (Il Collegio Sindacale può scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di
amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale. [omissis]).
235
INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Nella presente Sezione 10 si farà riferimento alle disposizioni delle procedure vigenti alla data della Relazione
e alla situazione esistente fino alla chiusura dell’Esercizio 2024, salvo ove diversamente indicato.
In data 26 giugno 2021, il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente ha deliberato le modifiche apportate
alla procedura per la disciplina delle operazioni con parti correlate (di seguito la “Procedura Parti Correlate”),
adottata dalla Società con delibera consiliare del 6 settembre 2019, disponibile all’indirizzo
https://corporate.newlat.it/wp-content/uploads/2021/06/Procedura-OPC-Newlat-2021.pdf
La Procedura Parti Correlate disciplina le modalità di istruzione e di approvazione delle operazioni con parti
correlate definite di maggiore rilevanza sulla base dei criteri indicati dal regolamento adottato da Consob con
delibera n. 17221 in data 12 marzo 2010 e successive modifiche e integrazioni (il “Regolamento Parti
Correlate”) e delle operazioni con parti correlate definite di minore rilevanza, per tali intendendosi quelle
diverse dalle operazioni di maggiore rilevanza e dalle operazioni di importo esiguo (queste ultime sono quelle
operazioni con parti correlate il cui valore non superi Euro 200.000,00 sia che si tratti di una persona fisica
che di una persona giuridica).
La Procedura Parti Correlate definisce come operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate quelle in cui
almeno uno degli indici di rilevanza indicati nell’allegato 3 del Regolamento Parti Correlate risulti superiore
alla soglia del 5% e affida ad uno specifico presidio aziendale costituito dal dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari, a tal fine appositamente supportato dalle competenti funzioni aziendali, il
compito di accertare i termini di applicazione della procedura ad una determinata operazione, tra cui se
un’operazione rientri tra le operazioni di maggiore rilevanza o tra le operazioni di minore rilevanza.
In conformità al Regolamento Parti Correlate, la procedura per le operazioni di minore rilevanza prevede che,
prima dell’approvazione di un’operazione con parti correlate, il Comitato Parti Correlate (il “Comitato OPC”),
composto esclusivamente da amministratori indipendenti (ai sensi del TUF e del Codice di Corporate
Governance) e non correlati, esprima un parere motivato non vincolante sull’interesse della Società al suo
compimento, nonché sulla convenienza e correttezza sostanziale delle condizioni previste. A tale proposito si
rileva che l’Emittente ha individuato nel Comitato OPC l’organo competente in relazione alle operazioni con
parti correlate.
Per quanto riguarda le operazioni di maggiore rilevanza, la Procedura Parti Correlate prevede che il Comitato
OPC venga coinvolto nella fase delle trattative e nella fase istruttoria e, al termine di quest’ultima, esprima il
proprio parere motivato sull’interesse della Società al compimento dell’operazione e sulla convenienza e
correttezza sostanziale delle relative condizioni. Il Comitato OPC effettua le proprie valutazioni e, in caso di
suo parere negativo o condizionato all’accoglimento di determinati rilievi:
ove si tratti di operazione di maggiore rilevanza che non sia di competenza dell’Assemblea dei soci o
che non debba essere da questa autorizzata, il Consiglio di Amministrazione può: (i) approvare
l’operazione, a condizione che la delibera di approvazione recepisca integralmente i rilievi formulati
dal Comitato OPC; oppure (ii) approvare l’operazione nonostante il parere contrario o comunque
senza tener conto dei rilievi del Comitato, a condizione che il compimento dell’operazione sia
autorizzato dall’Assemblea dei soci, ai sensi dell’art. 2364, comma 1, n. 5) del Cod. civ. e
conformemente a quanto previsto dal successivo punto (b); oppure (iii) non dar corso all’operazione;
ove si tratti di operazione di maggiore rilevanza di competenza dell’Assemblea dei soci o che debba
essere da questa autorizzata, fermo quanto previsto dagli articoli 2368, 2369 e 2373 del Cod. civ.,
236
all’Operazione non potrà darsi corso qualora la maggioranza dei soci non correlati (per tali
intendendosi i soggetti ai quali spetta il diritto di voto diversi dalla controparte di una determinata
operazione e dai soggetti correlati sia alla controparte di una determinata operazione, sia alla Società)
votanti esprima voto contrario all’operazione, a condizione che i soci non correlati presenti in
Assemblea rappresentino almeno il 10% del capitale sociale.
Le disposizioni di cui alla Procedura Parti Correlate non si applicano alle operazioni deliberate da Newlat
Food e rivolte a tutti gli azionisti a parità di condizioni, ivi inclusi:
gli aumenti di capitale in opzione, anche al servizio di prestiti obbligazionari convertibili, e gli aumenti
di capitale gratuiti previsti dall’art. 2442 del codice civile;
le scissioni in senso stretto, totali o parziali, con criterio di attribuzione delle azioni proporzionale;
le riduzioni del capitale sociale mediante rimborso ai soci previste dell’art. 2445 del codice civile e gli
acquisti di azioni proprie ai sensi dell’art. 132 del TUF.
Le regole previste dalla Procedura Parti Correlate non trovano applicazione, altresì, nei seguenti casi di
esenzione:
a) deliberazioni assembleari relative ai compensi spettanti ai membri del Consiglio di Amministrazione
ai sensi dell’art. 2389, comma 1, del Cod. civ., nonché deliberazioni sulla remunerazione degli
amministratori investiti di particolari cariche inclusa nell’importo complessivo per la remunerazione
di tutti gli amministratori preventivamente determinato dall’Assemblea ai sensi dell’art. 2389, comma
3, del Cod. civ.;
b) deliberazioni, diverse da quelle indicate sub (a), in materia di remunerazione degli amministratori
investiti di particolari cariche nonché degli altri dirigenti con responsabilità strategiche, a condizione
che:
- la Società abbia adottato una politica di remunerazione approvata dall’Assemblea, nella cui
definizione sia stato coinvolto il Comitato Nomine e Remunerazione;
- sia stata sottoposta all’approvazione o al voto consultivo dell’Assemblea una relazione che illustri
la politica di remunerazione; e
- la remunerazione assegnata sia individuata in conformità con tale politica e quantificata sulla base
di criteri che non comportino valutazioni discrezionali;
c) operazioni di importo esiguo;
d) piani di compensi basati su strumenti finanziari approvati dall’Assemblea ai sensi dell’art. 114-bis del
TUF e le relative operazioni esecutive;
e) operazioni che rientrano nell’ordinario esercizio dell’attività operativa e della connessa attività
finanziaria della Società o della società controllata che compie l’operazione, effettuate a condizioni
analoghe a quelle usualmente praticate nei confronti di parti non correlate per operazioni di
corrispondente natura, enti e rischio, ovvero basate su tariffe regolamentate o su prezzi imposti
ovvero praticate a soggetti con cui la Società sia obbligata per legge a contrarre a un determinato
corrispettivo;
237
f) operazioni compiute dalla Società con società controllate dalla medesima ovvero operazioni compiute
tra tali società controllate, nonché quelle con società collegate, qualora nelle società controllate o
collegate controparti dell’operazione non vi siano interessi significativi di altre parti correlate della
Società;
g) deliberazioni assembleari relative ai compensi spettanti ai membri del Collegio Sindacale ai sensi
dell’art. 2402 del Cod. civ.;
h) operazioni da realizzare sulla base di istruzioni con finalità di stabilità impartite da Autorità di
Vigilanza, ovvero sulla base di disposizioni emanate dalla capogruppo per l’esecuzione di istruzioni
impartite da Autorità di Vigilanza nell’interesse della stabilità del Gruppo.
La procedura ammette l’adozione di delibere quadro relative a serie di operazioni omogenee da compiere da
parte della Società, direttamente ovvero per il tramite di società controllate, con determinate categorie di parti
correlate.
Si segnala che le eventuali decisioni in materia di rinnovo ancorché tacito o automatico dei contratti e
rapporti stipulati con parti correlate dall’Emittente nel periodo antecedente alla formale adozione della
procedura per le operazioni con parti correlate sopra descritta saranno assunte in conformità a tale procedura.
Comitato per le operazioni con parti correlate
Il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito il Comitato OPC, composto unicamente da
Amministratori indipendenti, nominando quali componenti i consiglieri Eric Sandrin e Valentina
Montanari, nonché quale suo presidente Maria Cristina Zoppo.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile. In particolare il Comitato OPC:
formula pareri preventivi sulle procedure che disciplinano l’individuazione e la gestione delle
operazioni con parti correlate poste in essere dall’Emittente e/o dalle società del Gruppo, nonché
sulle relative modifiche;
formula pareri preventivi e motivati, nei casi espressamente previsti, sull’interesse dell’Emittente al
compimento dell’operazione con parti correlate posta in essere, nonché sulla convenienza e
correttezza sostanziale delle relative condizioni; e
nel caso di operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate, il Comitato OPC è coinvolto nella
fase delle trattative e nella fase istruttoria attraverso la ricezione di un flusso informativo completo e
tempestivo, con la facoltà di richiedere informazioni e di formulare osservazioni ai soggetti incaricati
della conduzione delle trattative o dell’istruttoria.
Nell’esercizio 2024 il Comitato OPC ha tenuto n. 3 riunioni della durata di circa 1 ora, a cui hanno partecipato
la totalità dei componenti.
238
COLLEGIO SINDACALE
NOMINA E SOSTITUZIONE
L’Emittente, ai sensi di quanto previsto degli artt. 21, 22 e 23 dello Statuto, ha adottato un procedimento
trasparente per la nomina dei sindaci, che garantisce, tra l’altro, un’informazione adeguata e tempestiva sulle
caratteristiche personali e professionali dei candidati alla carica.
Il Collegio Sindacale viene eletto dall’Assemblea ordinaria sulla base di liste presentate dagli azionisti secondo
quanto di seguito previsto assicurando l’equilibrio tra i generi secondo quanto previsto dalla normativa di
legge e regolamentare pro tempore vigente.
La presentazione delle liste è regolata dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente e dallo
Statuto.
Hanno diritto a presentare le liste gli azionisti che da soli o insieme ad altri rappresentino, al momento della
presentazione della lista, almeno la partecipazione al capitale sociale prevista per la presentazione delle liste
dei candidati alla carica di amministratore.
Le liste sono depositate, entro i termini previsti dalla normativa pro tempore vigente, di cui è data indicazione
nell’avviso di convocazione, presso la sede della Società ovvero anche tramite un mezzo di comunicazione a
distanza secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione, e messe a disposizione del pubblico nei termini
e con le modalità previste dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente. Ogni socio, i soci
aderenti ad un patto parasociale relativo alla Società rilevante ai sensi dell’art. 122 del TUF, il soggetto
controllante, le società controllate e quelle soggette a comune controllo e gli altri soggetti tra i quali sussista
un rapporto di collegamento, anche indiretto, ai sensi della normativa anche regolamentare pro tempore
vigente non possono presentare o concorrere alla presentazione, neppure per interposta persona o società
fiduciaria, di più di una sola lista possono votare liste diverse. Ogni candidato potrà essere presentato in
una sola lista a pena di ineleggibilità.
Ciascuna lista contiene un numero di candidati in numero progressivo non superiore al numero dei
componenti da eleggere.
Le liste si articolano in due sezioni: una per i candidati alla carica di sindaco effettivo, l’altra per i candidati alla
carica di sindaco supplente. Il primo dei candidati di ciascuna sezione deve essere iscritto nel registro dei
revisori legali e avere esercitato attività di controllo legale dei conti per un periodo non inferiore a 3 (tre) anni.
Ciascuna lista che considerando entrambe le sezioni presenti un numero di candidati pari o superiore a 3
(tre) deve altresì includere candidati appartenenti ad entrambi i generi, in modo che appartengano al genere
meno rappresentato almeno due quinti (arrotondato per difetto trattandosi di un organo sociale formato da
tre componenti) dei candidati alla carica di sindaco effettivo e almeno un candidato alla carica di sindaco
supplente (ove la lista includa anche candidati alla carica di sindaco supplente).
Unitamente alla presentazione delle liste devono essere depositati: a) le informazioni relative all’identità dei
soci che hanno presentato la lista e l’indicazione della percentuale di partecipazione al capitale sociale
posseduta, oltre ad una/più certificazione/i da cui risulti la titolarità di tale/i partecipazione/i alla data di
presentazione della lista; b) una dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente,
una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l’assenza di rapporti di collegamento,
anche indiretto, ai sensi della normativa anche regolamentare pro tempore vigente, con questi ultimi; c) il
curriculum vitae dei candidati nonché una dichiarazione con cui ciascun candidato attesti, sotto la propria
239
responsabilità, l’inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità nonché la sussistenza dei requisiti
richiesti per le rispettive cariche; d) una informativa relativa ai candidati con indicazione degli incarichi di
amministrazione e controllo ricoperti in altre società, nonché una dichiarazione dei medesimi candidati
attestante il possesso dei requisiti, ivi inclusi quelli di onorabilità, professionalità, indipendenza e relativi al
cumulo degli incarichi, previsti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente e dallo statuto; e) la
dichiarazione con la quale ciascun candidato accetta la propria candidatura; f) ogni altra ulteriore o diversa
dichiarazione, informativa e/o documento previsti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
La lista per la quale non siano osservate le disposizioni previste e - sopra descritte - è considerata come non
presentata.
I componenti del Collegio Sindacale devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità,
indipendenza e relativi al limite di cumulo degli incarichi previsti dalla normativa anche regolamentare pro
tempore vigente nonché dal Codice di Corporate Governance delle società quotate e in conformità alla politica
adottata dalla Società. Con riferimento ai requisiti di professionalità, si considerano strettamente attinenti
all’ambito di attività della Società le materie inerenti al diritto commerciale, il diritto societario, il diritto dei
mercati finanziari, il diritto tributario, l’economia aziendale, la finanza aziendale, le discipline aventi oggetto
analogo o assimilabile, nonché infine le materie e i settori inerenti al settore di attività della Società.
L’elezione del Collegio Sindacale avviene secondo quanto di seguito disposto: a) dalla lista che ha ottenuto il
maggior numero di voti (“lista di maggioranza”) sono tratti nell’ordine progressivo con il quale sono elencati
nella lista stessa, due membri effettivi e uno supplente; b) dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior
numero di voti dopo la prima (“lista di minoranza”) sono tratti, nell’ordine progressivo con il quale sono
elencati nella lista stessa, il restante membro effettivo, il quale sarà anche nominato Presidente del Collegio
Sindacale, e l’altro membro supplente. Nel caso in cui più liste abbiano ottenuto lo stesso numero di voti, si
procede a una nuova votazione di ballottaggio tra tali liste da parte di tutti gli aventi diritto al voto presenti in
Assemblea, risultando eletti i candidati della lista che ottenga la maggioranza relativa.
Qualora non sia assicurato l’equilibrio tra i generi secondo quanto previsto dalla normativa anche
regolamentare pro tempore vigente, considerati separatamente i sindaci effettivi e i sindaci supplenti, il
candidato appartenente al genere più rappresentato ed eletto, indicato come ultimo in ordine progressivo in
ciascuna sezione della lista di maggioranza, sarà sostituito dal candidato appartenente al genere meno
rappresentato e non eletto tratto dalla medesima sezione della stessa lista secondo l’ordine progressivo di
presentazione. Qualora il numero dei candidati eletti sulla base delle liste presentate sia inferiore a quello dei
sindaci da eleggere, la restante parte verrà eletta dall’Assemblea che delibera a maggioranza relativa e in modo
da assicurare l’equilibrio tra i generi richiesti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
Nel caso di presentazione di un’unica lista, il Collegio Sindacale è tratto per intero dalla stessa nel rispetto
della normativa anche regolamentare pro tempore vigente. Nel caso, invece, non venga presentata alcuna lista,
l’Assemblea delibera a maggioranza relativa in conformità alle disposizioni di legge. In tali ipotesi il presidente
del Collegio Sindacale è nominato dall’Assemblea che delibera con la maggioranza relativa dei voti ivi
rappresentati.
Il Presidente del Collegio Sindacale è individuato nella persona del sindaco effettivo eletto dalla minoranza
salvo il caso in cui sia votata una sola lista o non sia presentata alcuna lista; in tali ipotesi il presidente del
Collegio Sindacale è nominato dall’Assemblea che delibera con la maggioranza relativa dei voti ivi
rappresentati.
240
COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE (ex art. 123-bis,
comma 2, lettere d) e d-bis), TUF)
Ai sensi dell’art. 21 dello Statuto, il Collegio Sindacale si compone di 3 (tre) membri effettivi e 2 (due) membri
supplenti che durano in carica per tre esercizi, con scadenza alla data dell’approvazione del bilancio relativo
al terzo esercizio della carica e sono rieleggibili.
Il Collegio Sindacale dell’Emittente in carica alla data della Relazione è composto da 3 membri effettivi e 2
membri supplenti. Tale Collegio è stato nominato dall’Assemblea ordinaria dell’Emittente del 28 aprile 2022,
per un periodo di 3 esercizi, fino all’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024.
È stata presentata un’unica lista, da parte dell’azionista di maggioranza Newlat Group S.A., titolare alla data
della presentazione della lista di n. 27.084.374 azioni Newlat Food, corrispondenti al 61,65% del capitale
sociale, che ha proposto i seguenti candidati:
Sezione 1. Sindaci Effettivi
- Massimo Carlomagno, nato ad Agnone (IS), il 22.09.1965, C.F. CRLMSM65P22A080Y, genere
maschile;
- Ester Sammartino, nata ad Agnone (IS), il 23.05.1966, C.F. SMMSTR66E63A080O, genere
femminile;
- Antonio Mucci, nato a Montelongo (CB), il 24.03.1946, C.F. MCCNTN46C24F548H, genere
maschile.
Sezione 2. Sindaci Supplenti
- Giovanni Rayneri, nato a Torino (TO), il 20.07.1963, C.F. RYNGNN63L20L219Y, genere maschile;
- Cinzia Voltolina, nata a Moncalieri (TO), il 26.04.1983, C.F. VLTCNZ83D66F335E, genere
femminile.
La predetta lista è stata approvata a maggioranza con favorevoli azioni per n. 51.337.248 diritti di voto,
rappresentanti il 99,95% dei votanti e contrarie azioni per n. 25.222 diritti di voto, rappresentanti lo 0,05%
dei votanti.
Sicchè, il Collegio Sindacale dell’Emittente in carica è composto da:
Nome e cognome Carica Luogo e data di nascita
Massimo Carlomagno Presidente Agnone (IS), 22 settembre 1965
Ester Sammartino Sindaco effettivo Agnone (IS), 23 maggio 1964
Antonio Mucci Sindaco effettivo Montelongo (CB), 24 marzo 1946
Giovanni Rayneri Sindaco supplente Torino (TO), 20 luglio 1963
Cinzia Voltolina Sindaco supplente Moncalieri (TO), 26 aprile 1983
Di seguito si riporta una sintesi delle caratteristiche personali e professionali dei membri del Collegio
Sindacale.
Massimo Carlomagno - nato ad Agnone (IS) il 22 settembre 1965, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università degli Studi di Salerno nel 1990 ed è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti
241
dal 1996. Dal 1999 al 2005 ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio di Amministrazione di Finanziaria
Regionale del Molise S.p.A. Dal 2005 ricopre l’incarico di presidente del Collegio Sindacale dell’Emittente.
Ester Sammartino - nata ad Agnone (IS) il 23 maggio 1966, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio
presso l’Università degli Studi di Chieti nel 1992 ed è iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti dal 2002.
Dal 1990 al 2005 ha ricoperto l’incarico di consigliere presso Lamel Legno S.r.l. Dal 2005 ricopre l’incarico di
membro effettivo del Collegio Sindacale dell’Emittente.
Antonio Mucci nato a Montelongo (CB) il 24 marzo 1946, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università degli Studi di Bari nel 1972 ed è iscritto al Registro dei Dottori Commercialisti
dal 1990 e nel Registro dei Revisori Legali e dei Revisori Contabili. Dal 1991 al 2018 ha ricoperto l’incarico di
revisore legale dei conti in diversi enti pubblici, quali la provincia di Campobasso, i comuni di Termoli, Larino,
Trivento, Riccia, Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Matrice, Montagano, Macchia Valfortore,
Morrone del Sannio e Ururi. Dal 1996 al 2005 ha ricoperto l’incarico di Presidente del Collegio dei Revisori
del Consorzio di Bonifica di Larino. Dal 1996 al 1999 ha ricoperto l’incarico di Presidente del Collegio
Sindacale della Società Cooperativa B&G. Ha fatto parte del Collegio Sindacale della società Piana del Sele
S.r.l. dal 2007 al 2013. Ha ricoperto prima l’incarico di componente del collegio sindacale (dal 2011 al 2013) e
poi di Presidente (dal 2014 al 2016) di Finmolise S.p.A. Dal 2014 ricopre l’incarico di membro effettivo del
Collegio Sindacale dell’Emittente.
Giovanni Rayneri nato a Torino, il 20 luglio 1963, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso
l’Università di Torino nel 1988 ed è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei Revisori Legali dei Conti.
E’ inoltre iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale di Torino. E’ presidente o
membro del collegio sindacale in numerose società e gruppi di medie e grandi dimensioni, anche
internazionali.
Cinzia Voltolina nata a Moncalieri (TO), il 26 aprile 1983, ha conseguito la laurea di primo livello in
Economia aziendale, indirizzo professionale commercialista, nonché la laurea specialistica in professione
contabile, entrambe presso l’Università di Torino. È inoltre iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei
Revisori Legali dei Conti dal 2014.
Il Collegio Sindacale in carica alla data della presente Relazione ha una composizione adeguata ad assicurare
l’indipendenza e la professionalità della propria funzione.
In particolare, non sono state riscontrate situazioni di cui alla Raccomandazione 7 del Codice di Corporate
Governance.
Per la descrizione dettagliata della composizione e della diversità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo, nonchè alle competenze ed alle capacità degli stessi sulle questioni di sostenibilità o l’accesso a tali
competenze e capacità, si rimanda al paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e
controllo, della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
242
Criteri e politiche di diversità
Si segnala che l’Emittente ha adottato una politica in materia di diversità in relazione alla composizione
dell’organo di controllo, che assicuri l’equilibrio tra generi, ai sensi di quanto previsto all’articolo 148, comma
1-bis, del TUF, consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it.
La composizione del Collegio Sindacale alla data della Relazione rispetta tali disposizioni in materia di
equilibrio tra i generi.
Per la descrizione dettagliata delle informazioni sulla diversità dei membri degli organi di amministrazione,
direzione e controllo dell’impresa, si rimanda al paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione,
direzione e controllo, della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
Indipendenza
La predetta Politica sulla Composizione del Collegio Sindacale prevede, altresì, che tutti i componenti
dell’organo di controllo siano in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dall’art. 148, comma 3, del
TUF, nonché dei requisiti di indipendenza previsti, per gli Amministratori, dalla Raccomandazione 7 del
Codice di Corporate Governance.
La verifica di tali requisiti viene svolta subito dopo la loro nomina e, successivamente, con cadenza annuale.
Dall’ultima valutazione effettuata, in data 18 marzo 2024, è stato possibile confermare l’indipendenza di tutti
i componenti del Collegio Sindacale.
Nell’effettuare la suddetta valutazione, sono state prese in considerazione tutte le informazioni a disposizione
da ciascun componente del Collegio Sindacale, applicando tutti i criteri previsti dal Codice di Corporate
Governance con riferimento all’indipendeza degli Amministratori, stabiliti nella Raccomandazione 6.
Remunerazione
Il compenso dei sindaci, deliberato dall’Assemblea del 28 aprile 2022, è adeguato alla competenza, alla
professionalità, all’impegno richiesti dalla rilevanza del ruolo ricoperto, alle caratteristiche dimensionali e
settoriali della Società, nonché alla sua situazione.
Gestione degli interessi
Il sindaco che, per conto proprio o di terzi, abbia un interesse in una determinata operazione della Società è
tenuto ad informare tempestivamente ed in modo esauriente gli altri componenti del Collegio Sindacale,
nonché il Presidente del Consiglio di Amministrazione circa la natura, i termini, l’origine e la portata
dell’interesse stesso.
243
RUOLO
Il Collegio Sindacale, nel corso dell’esercizio 2024, si è riunito n. 7 volte e ha svolto principalmente le seguenti
attività:
vigilato sull’attività degli amministratori;
vigilato affinché la gestione e l’amministrazione della società fosse svolta nel pieno rispetto della legge
e dello Statuto;
verificato che la rendicontazione di sostenibilità abbia rispettato le norma vigenti;
verificato che i rischi ESG siano stati adeguatamente gestiti.
Per la descrizione dettagliata dei ruoli e delle responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo nella sorveglianza sulle procedure volte a gestire i rischi, gli impatti e le opportunità, nonché del
modo in cui tali organi sono informati in merito alle questioni di sostenibilità e come tali questioni vengono
affrontate, si rimanda al paragrafo GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo della
Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
244
RAPPORTI CON GLI AZIONISTI
Accesso alle informazioni
L’Emittente ha istituito un’apposita sezione nell’ambito del proprio sito internet, facilmente individuabile ed
accessibile, nella quale sono messe a disposizione le informazioni concernenti la Società stessa, che rivestono
rilievo per i propri azionisti, in modo da consentire a questi ultimi un esercizio consapevole dei propri diritti.
Tale sezione è consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it/.
L’Emittente ha incaricato un responsabile della gestione dei rapporti con gli azionisti, quale Investor Relator,
nella persona della dott.ssa Benedetta Mastrolia.
L’Emittente ha, inoltre, stipulato un contratto con Barabino & Partners, primaria società di consulenza nel
campo della comunicazione, per veicolare al meglio le informazioni e le notizie rilevanti, sia in termini di
forma che di diffusione attraverso i principali organi di stampa.
Dialogo con gli azionisti
Conformemente alla Raccomandazione 3 del Codice di Corporate Governance, la Società ha adottato una
Politica di Dialogo con gli Azionisti volta a disciplinare le modalità di dialogo, attuali e potenziali di Newlat
Food, al fine di potenziare, assicurare e promuovere, nelle forme più opportune, lo scambio di informazioni
e migliorare il livello di comprensione reciproca tra investitori e Società, nel rispetto della normativa vigente,
anche in tema di abusi di mercato, il tutto per conseguire ed incoraggiare lo scambio di idee e favorire la
generazione di valore nel medio-lungo termine.
In particolare, la predetta Politica, oltre ad indicare i canali di comunicazione attraverso cui la Società
intrattiene l’interlocuzione con il mercato, nonché i temi che possono essere oggetto di tale scambio di
informazioni, prevede la possibilità che il dialogo sia attivato anche su domanda del mercato, disciplinando le
relative modalità di richiesta.
Tale politica è consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it.
Per la descrizione dettagliata delle modalità in cui si tiene contro degli interessi e delle opinioni dei portatori
di interessi nella strategia e nel modello aziendale, si rimanda al paragrafo SBM-2 - Interessi e opinioni dei
portatori di interesse, della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
245
ASSEMBLEE (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l) e comma 2, lettera c), TUF)
Ai sensi delle disposizioni di legge vigenti, l’Assemblea è competente, in sede ordinaria, ad approvare il
bilancio, a nominare e revocare gli amministratori, i sindaci, il Presidente del Collegio Sindacale e a stabilire il
compenso degli amministratori e dei sindaci e delibera su quant’altro di sua competenza ai sensi di legge. In
sede straordinaria l’Assemblea delibererà sulle modificazioni dello statuto, nonché su tutto quanto è riservato
alla sua competenza dalla legge.
L’Assemblea delibera su tutti gli argomenti attribuiti alla sua competenza dalla legge e dallo Statuto; inoltre, è
espressamente investita del potere di revocare gli amministratori della Società, anche in assenza di giusta causa,
qualora sia venuto meno, per qualsivoglia ragione, il rapporto fiduciario tra questi e la Società.
Ogni azione diritto a un voto, salvo per le azioni a voto maggiorato, come dettagliatamente illustrate nella
precedente Sezione 2, lett. (d).
L’Emittente, al fine di ridurre i vincoli e gli adempimenti che rendono difficoltoso e/o oneroso l’intervento
in assemblea e l’esercizio del diritto di voto da parte degli azionisti, ha promosso iniziative volte a favorire la
partecipazione più ampia possibile degli azionisti alle assemblee e a rendere agevole l’esercizio dei diritti dei
soci.
Alla data della presente Relazione, non vi sono stati casi in cui gli azionisti che controllano l’Emittente abbiano
sottosposto all’Assemblea proposte in merito ad argomenti sui quali non era stata formulata dagli
Amministratori una specifica proposta.
L’Emittente, alla data della Relazione, non ha sottoposto all’approvazione dell’Assemblea un regolamento
che disciplini lo svolgimento delle riunioni assembleari.
All’Assemblea del 29 aprile 2024 sono intervenuti tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione.
Atteso che il sistema di governo societario, adottato dall’Emittente, è considerato idoneo e funzionale alle
esigenze della Società stessa, il Consiglio di Amministrazione non ha ritenuto necessario sottoporre
all’approvazione dell’Assemblea ulteriori proposte in merito all’individuazione di un nuovo modello di
amministrazione e di controllo.
Si ricorda che l’Assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 (con conseguente scadenza del mandato conferito al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio
Sindacale) sarà convocata anche in sede straordinaria per approvare l’adozione del sistema di amministrazione
e controllo monistico di cui all’art. 2409-sexiesdecies c.c. e le conseguenti modifiche statutarie, con efficacia a
partire dalla data di scadenza degli organi sociali che verranno nominati dalla medesima Assemblea in sede
ordinaria.
246
ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (ex art. 123-bis, comma 2, lett. a),
seconda parte, TUF)
L’Emittente non ha applicato ulteriori pratiche di governo societario, rispetto a quelle indicate nelle precedenti
sezioni della presente Relazione.
247
CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO DI RIFERIMENTO
A far data dalla chiusura dell’Esercizio non si sono verificati altri cambiamenti nella struttura di corporate
governance rispetto a quelli segnalati nelle specifiche sezioni.
248
CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 17 DICEMBRE 2024 DEL PRESIDENTE DEL
COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE
Il Presidente nella riunione del 17 marzo 2025 ha portato a conoscenza del Consiglio di Amministrazione
e del Collegio Sindacale la lettera del Presidente del Comitato per la Corporate Governance del 17 dicembre
2024.
Si riportano, di seguito, le considerazioni della Società e le iniziative intraprese in merito alle raccomandazioni
del Comitato.
Sul tema della completezza dell’informazione pre-consiliare, il Comitato invita “le società a fornire tutte le
informazioni utili sulle modalità di applicazione della Raccomandazione 11, tenendo conto che la mancata
determinazione dei termini per l’invio preventivo dell’informativa al consiglio e ai comitati e/o la mancata
informazione sull’effettivo rispetto dei termini e/o la previsione, nel regolamento del consiglio o adottata
nelle prassi, della possibilità di derogare alla tempestività dell’informativa per ragioni di riservatezza possono
configurare la disapplicazione della Raccomandazione 11 del Codice. In caso di effettiva disapplicazione, si
invitano pertanto le società a indicarla chiaramente nella relazione sul governo societario, illustrando: i motivi
della disapplicazione, come la decisione di disapplicazione sia stata presa all’interno della società e come si
intenda assicurare il rispetto del Principio IX del Codice.”
Il Consiglio di Amministrazione, in data 10 settembre 2021, ha adottato un proprio regolamento che disciplina
tra l’altro la tempistica relativa alla trasmissione ai membri del Consiglio di Amministrazione della
documentazione a supporto delle riunioni consiliari, tempistica di cui viene dato atto nella Sez. 4.4. e che viene
regolarmente rispettata.
Sul tema della trasparenza ed efficacia della politica di remunerazione, il Comitato invita “le società a fornire
tutte le informazioni utili sulle modalità di applicazione della Raccomandazione 27, tenendo conto che la
previsione nella politica di remunerazione di componenti variabili legate a generici obiettivi di sostenibilità di
cui non si forniscono gli specifici parametri di valutazione e/o di erogazioni straordinarie una tantum di cui
non sono identificati natura e obiettivi e non sono definite adeguate procedure deliberative può configurare
la disapplicazione della Raccomandazione 27 del Codice. In caso di effettiva disapplicazione, si invitano
pertanto le società a indicarla espressamente nella relazione sul governo societario, illustrando: i motivi, come
la decisione di disapplicazione sia stata presa all’interno della società e come si intenda assicurare il rispetto
del Principio XV del Codice.”
Il Consiglio di Amministrazione della Società, sin dall’esercizio 2020, ha individuato su proposta del
Comitato Nomine e Remunerazione chiari e specifici obiettivi di performance qualitativi in tema di
sostenibilità ambientale e sociale, che Newlat si prefigge di raggiungere ogni triennio, legando il
raggiungimento di tali obiettivi alla corresponsione di una parte della componente variabile, come meglio
illustrato nella Politica sulla Remunerazione.
Sul tema del ruolo esecutivo del Presidente, il Comitato invita “le società a fornire tutte le informazioni utili
sulle modalità di applicazione della Raccomandazione 4, tenendo conto che la mancanza di una spiegazione
adeguatamente argomentata della scelta di attribuire al Presidente rilevanti deleghe gestionali (sia esso il CEO
249
o meno) può configurare una disapplicazione della Raccomandazione 4 del Codice. In caso di effettiva
disapplicazione, si invitano pertanto le società a indicarla chiaramente nella relazione sul governo societario,
illustrando: i motivi, come la decisione di disapplicazione sia stata presa all’interno della società e come si
intenda assicurare il rispetto dei Principio V e X del Codice”
L’Emittente, inquadrabile nella categoria di società a proprietà concentrata, ha deciso di attribuire rilevanti
deleghe gestionali al Presidente del Consiglio di Amministrazione in ragione dell’esperienza manageriale
maturata in capo a quest’ultimo nel corso degli anni, nonché in ragione del fatto che il Presidente è il fondatore
del Gruppo Newlat, a cui la Società appartiene, sicché possiede una profonda conoscenza della stessa. In ogni
caso, per una piena ed efficacia operatività, il Presidente viene affiancato da altri due Amministratori Esecutivi.
250
TABELLA 1: INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI
ALLA DATA DEL 17 MARZO 2025
STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
azioni
diritti
di voto
Quotato (indicare
i mercati) / non
quotato
Diritti e obblighi
Azioni
ordinarie
(precisando se
è prevista la
possibilità di
maggiorazione
dei diritti di
voto)
43.935.050 68.665.050
Quotato sul
Euronext Star
Milan
Voto maggiorato ex. art. 6,
comma 9 dello Statuto
54
Azioni
privilegiate
0 0 - -
Azioni a voto
plurimo
0 0 - -
Altre categorie
di azioni con
diritto di voto
0 0 - -
Azioni
risparmio
0 0 - -
Azioni
risparmio
convertibili
0 0 - -
Altre categorie
di azioni senza
diritto di voto
0 0 - -
Altro 0 0 - -
ALTRI STRUMENTI FINANZIARI
(attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione)
Quotato
(indicare i
mercati) / non
quotato
strumenti
in
circolazione
Categoria di azioni al
servizio della
conversione/esercizio
azioni al
servizio della
conversione/
esercizio
Obbligazioni
convertibili
- - - -
Warrant - - - -
54
Cfr. sez. 2 (d) della presente Relazione.
251
PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE
Dichiarante Azionista diretto
Quota % su capitale
ordinario
Quota % su
capitale votante
Angelo Mastrolia Newlat Group S.A. 41,14% 58,25%
Mitsubishi
Corporation
Mitsubishi Corporation 14,38% 10,20%
Helikon Inv. Helikon Inv. 9,53% 6,76%
252
TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ALLA DATA DI CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
Indicare il numero di riunioni svolte durante l’Esercizio: 8
Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l’elezione di uno o più membri (ex art. 147-ter TUF): 2,5%
NOTE
I simboli di seguito indicati devono essere inseriti nella colonna “Carica”:
Questo simbolo indica l’amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
○ Questo simbolo indica il Lead Independent Director (LID).
(*) Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l’amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA dell’Emittente.
Consiglio di Amministrazione
Carica Componenti
Anno di
nascita
Data di
prima
nomina
(*)
In
carica da
In carica fino a
Lista
(presentatori)
(**)
Lista (M/m)
(***)
Esec.
Non
esec.
Indip.
Codice
Indip.
TUF
N. altri
incarichi
(****)
Partecipazione
(*****)
Presidente
Angelo
Mastrolia
1964 30.11.06 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x 17 8/8
Amministratore
delegato
Stefano
Cometto
1972 30.01.13 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x 6 8/8
Amministratore
delegato
Giuseppe
Mastrolia
1989 29.06.11 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x 9 8/8
Amministratore
Benedetta
Mastrolia
1995 05.06.14 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x 6 8/8
Amministratore
Maria Cristina
Zoppo
1971 25.09.20 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x x x 5 8/8
Amministratore
Valentina
Montanari
1967 29.10.19 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x x x 9 8/8
Amministratore ○ Eric Sandrin 1964 29.10.19 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
Azionisti M x x x 17 8/8
---------------AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
Amministratore - - - - - - - - - - - - -
253
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è stata presentata da azionisti (indicando “Azionisti”) ovvero dal CdA (indicando “CdA”).
(***) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate o di rilevanti dimensioni. Nella Relazione sulla corporate
governance gli incarichi sono indicati per esteso.
(*****) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe
potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
254
TABELLA 3: STRUTTURA DEI COMITATI CONSILIARI ALLA DATA DI CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
NOTE
(*) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe
potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(**) In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all’interno del comitato: “P”: presidente; “M”: membro.
C.d.A.
Comitato
Esecutivo
Comitato OPC
Comitato
Controllo e Rischi
Comitato
Remunerazioni
Comitato Nomine Altro comitato Altro comitato
Carica/Qualifica Componenti (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**)
Indipendente da TUF e
da Codice
Maria Cristina
Zoppo
N/A N/A 3/3 P 4/4 M 1/1 M 1/1 M - - - -
Indipendente da TUF e
da Codice
Valentina
Montanari
N/A N/A 3/3 M 4/4 P 1/1 M 1/1 M - - - -
Indipendente da TUF e
da Codice
Eric Sandrin N/A N/A 3/3 M 4/4 M 1/1 P 1/1 P - - - -
---------------AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
- - - - - - - - - - - - - - - -
---------------EVENTUALI MEMBRI CHE NON SONO AMMINISTRATORI---------------
- - - - - - - - - - - - - - - -
255
TABELLA 4: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE ALLA DATA DI CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
Indicare il numero di riunioni svolte durante l’Esercizio: 7
Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l’elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 2,5%
NOTE
(*) Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel collegio sindacale dell’Emittente.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun sindaco è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”),
(***) In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del collegio sindacale (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe
potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell’art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel
Regolamento Emittenti Consob. L’elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell’art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.
Collegio Sindacale
Carica Componenti
Anno di
nascita
Data di prima
nomina
(*)
In
carica da
In carica fino a
Lista (M/m)
(**)
Indip.
Codice
Partecipazioni alle
riunioni del
Collegio (***)
N. altri incarichi
(****)
Presidente
Massimo
Carlomagno
1965 28.02.05 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M x 7/7 6
Sindaco
effettivo
Ester
Sammartino
1966 28.02.05 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M x 7/7 6
Sindaco
effettivo
Antonio Mucci 1946 12.06.09 28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M x 7/7 1
Sindaco supplente Giovanni Rayneri 1963 28.04.22 N/A
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M N/A N/A N/A
Sindaco supplente Cinzia Voltolina 1983 28.04.22 N/A
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M N/A N/A N/A
---------------SINDACI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
- - - - - - - - - -
256
Allegato A - Elenco dei principali incarichi ricoperti dagli Amministratori
Elenco dei principali incarichi ricoperti, alla data della presente relazione, da ciascun Amministratore in altre
società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti
dimensioni.
Nome e cognome Società Carica Status
Angelo Mastrolia Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Limited Presidente In carica
Princes Italia S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Foods B.V. Amministratore In carica
Princes Holding (Rotterdam)
B.V.
Amministratore In carica
New Property S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
TMT Property S.r.l.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Newservice S.r.l.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Symington’s Ltd Managing Director In carica
Princes France S.A.S. Presidente In carica
Newlat GmbH Amministratore In carica
Newlat Group SA Amministratore Unico In carica
Biochemia System S.r.l. Amministratore Unico In carica
ABGM Group S.A. Amministratore Unico In carica
CFR Hypermarché S.A. Amministratore Unico In carica
TMT Group S.A. Amministratore Unico In carica
Latterie Riunite Piana del Sele
S.r.l. in liquidazione
Liquidatore In carica
Giuseppe Mastrolia
Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
New Property S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
257
Princes Tuna (Mauritius)
Limited
Amministratore In carica
Princes Limited Amministratore In carica
Princes Italia S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
TMT Property S.r.l. Consigliere In carica
Symington’s Ltd CEO In carica
Princes France S.A.S. Managing Director In carica
Newlat GmbH CEO In carica
Stefano Cometto Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Amministratore Delegato In carica
New Property S.p.A. Amministratore Delegato In carica
Princes Italia S.p.A. Amministratore Delegato In carica
Newservice S.r.l. Consigliere In carica
RA Creations S.r.l.s in
liquidazione
Liquidatore In carica
Gopura Consulting S.r.l.s. Amministratore Unico In carica
Benedetta Mastrolia Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Consigliere In carica
New Property S.p.A. Consigliere In carica
Princes Italia S.p.A. Consigliere In carica
Princes Limited Consigliere In carica
Segretaria Societaria In carica
Symington’s Ltd Director In carica
Maria Cristina
Zoppo
Banca Intesa Sanpaolo S.p.A. Consigliere In carica
Membro del Comitato di
Controllo di Gestione
In carica
REAM SGR S.p.A. Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Michelin Italiana S.p.A. Sindaco effettivo In carica
258
BDO Tax S.r.l. S.t.p. Procuratore
Valentina Montanari Università degli Studi di Pavia Consigliere In carica
Impresa Sangalli Giancarlo Consigliere In carica
Fondazione Italia per il Dono
(FIDO)
Consigliere In carica
Seco S.p.A. Consigliere indipendente In carica
Lead Independent
Director
In carica
Presidente del Comitato
Controllo, Rischi e
Sostenibilità
In carica
Membro del Comitato
Parti Correlate
In carica
Mediolanum Gestione Fondi
SGR p.A.
Consigliere In carica
Membro del Comitato
Controllo, Rischi e
Sostenibilità
In carica
Eric Sandrin Alexander Mcqueen Trading
Limited Consigliere In carica
Autumnpaper Limited Consigliere In carica
Balenciaga
Membro del Comitato
Strategico In carica
Balenciaga Japan Ltd Consigliere In carica
Balenciaga Opérations
Membro del Comitato
Strategico In carica
Balenciaga Uk Ltd Consigliere In carica
Birdswan Solutions Limited Consigliere In carica
Boucheron (Uk) Limited Consigliere In carica
Boucheron Joaillerie (Usa),
Inc. Consigliere In carica
Boucheron Sas
Membro del Comitato
Strategico In carica
Gg France 13 Presidente In carica
259
Gg France 14 Presidente In carica
Guccio Gucci Spa Consigliere In carica
Immo France 2 Presidente In carica
Immo France 3 Presidente In carica
Immo France 4 Presidente In carica
Immo France 5 Presidente In carica
Alexander Mcqueen Trading
Limited Consigliere In carica
Autumnpaper Limited Consigliere In carica
Balenciaga
Membro del Comitato
Strategico In carica
Balenciaga Japan Ltd Consigliere In carica
260
Allegato B - Elenco dei principali incarichi ricoperti dai Sindaci
Elenco dei principali incarichi ricoperti, alla data della presente relazione, da ciascun Sindaco in altre società
quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti
dimensioni.
Nome e cognome Società Carica Status
Massimo Carlomagno New Property S.p.A. Presidente del Collegio
Sindacale
In carica
Centrale del Latte d’Italia S.p.A. Presidente O.d.V. In carica
Princes Italia S.p.A. Sindaco effettivo In carica
Comune di Esine Revisore unico In carica
Korg Italy S.p.A. Sindaco In carica
Bakoo S.p.A. Sindaco In carica
Ester Sammartino
New Property S.p.A. Sindaco In carica
Centrale del Latte d’Italia S.p.A. Componente O.d.V. In carica
Princes Italia S.p.A. Sindaco effettivo In carica
Comune di Pognana lario Revisore unico In carica
Comune di Caslino D’Erba Revisore unico In carica
Comune di Borghetto Lodigiano Revisore unico In carica
Antonio Mucci New Property S.p.A. Sindaco In carica
Princes Italia S.p.A. Sindaco supplente In carica
261
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE
BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2024
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA
262
(in Euro migliaia) Note
Al 31 dicembre
Al 31 dicembre
2024 2023
Attivi non correnti
Immobili, impianti e macchinari
8.1
580.410
164.732
Attività per diritto d'uso
8.2
96.496
43.773
di cui verso parti correlate
11.488
14.105
Attività immateriali
8.3
129.589
91.548
Partecipazioni in imprese collegate
8.4
10.090
1.401
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico
8.5 2.038 777
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
8.6
803
800
di cui verso parti correlate
735
735
Attività per imposte anticipate
8.7
7.806
6.362
Totale attività non correnti
827.233
309.392
Attivi correnti
Rimanenze
8.8
486.942
74.099
Crediti commerciali
8.9
258.544
84.634
di cui verso parti correlate
6.191
2.493
Attività per imposte correnti
8.10
6.930
1.323
Altri crediti e attività correnti
8.11
53.591
22.529
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
8.12
1.576
69
Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
8.13
263.775
13.099
di cui verso parti correlate
263.775
13.099
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
8.14
455.135
312.459
di cui verso parti correlate
93.586
Totale attività correnti
1.526.493
508.212
TOTALE ATTIVITA'
2.353.726
817.604
Patrimonio netto
Capitale sociale
43.935
43.935
Riserve
126.006
102.079
Riserva di traduzione
2.538
(1.703)
Risultato netto
157.934
14.325
Totale patrimonio netto di pertinenza del Gruppo
8.15
330.412
158.636
Patrimonio netto di terzi
8.15
65.530
16.022
Totale patrimonio netto consolidato
8.15
395.943
174.658
Passività non correnti
Fondi relativi al personale
8.16
13.056
10.951
Fondi per rischi e oneri
8.17
3.723
2.337
Passività per imposte differite
8.7
48.500
22.868
Passività finanziarie non correnti
8.18
581.229
290.466
Passività per leasing non correnti
8.2, 8.18
79.758
37.160
di cui verso parti correlate
8.692
14.092
Finanziamento Soci
8.19
206.100
-
di cui verso parti correlate
(206.100)
-
Totale passività non correnti
932.366
363.783
Passività correnti
Debiti commerciali
8.20
559.229
172.198
di cui verso parti correlate
12.493
823
Passività finanziarie correnti
8.18
385.486
64.653
di cui verso parti correlate
7
3.916
Passività per leasing correnti
8.2, 8.18
20.230
7.694
di cui verso parti correlate
2.554
2.457
Passività per imposte correnti
8.10
4.946
2.988
Altre passività correnti
8.21
55.526
31.630
di cui verso parti correlate
73
0
Totale passività correnti
1.025.418
279.163
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
2.353.726
817.604
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
263
(In migliaia di Euro) Note
Conto economico consolidato
per l'esercizio chiuso al 31
dicembre
2024
2023
Ricavi da contratti con i clienti
9.1
1.641.109
793.339
Costo del venduto
9.2
(1.369.712)
(656.186)
di cui verso parti correlate
(2.644)
(2.839)
Risultato operativo lordo
271.397
137.154
Spese di vendita e distribuzione
9.2
(123.973)
(89.912)
Spese amministrative
9.2
(104.704)
(23.801)
di cui verso parti correlate
(306)
(168)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
9.3
(374)
(1.378)
Altri ricavi e proventi
9.4
7.555
10.920
Proventi da business combination
9.5
155.479
4.793
Altri costi operativi
9.6
(7.673)
(6.496)
Risultato operativo
197.709
31.280
Proventi finanziari
9.7
12.224
9.777
di cui verso parti correlate
3.914
1.501
Oneri finanziari
9.7
(42.432)
(21.341)
di cui verso parti correlate
(6.238)
(493)
Valutazioni società collegate col metodo del patrimonio
9.8
(19)
Risultato prima delle imposte
167.482
19.715
Imposte sul reddito
9.9
(7.240)
(4.203)
Risultato netto
160.241
15.513
Risultato netto di pertinenza dei terzi
2.308
1.188
Risultato netto di Gruppo
157.933
14.325
Risultato netto per azione base
9.10
3,60
0,33
Risultato netto per azione diluito
9.10
3,60
0,33
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO
(In migliaia di Euro) Note
Conto economico
consolidato
per l'esercizio chiuso al 31
dicembre
2024
2023
Risultato netto (A)
160.241
15.513
B) Altre componenti di conto economico complessivo che non
saranno successivamente riclassificate a conto economico:
Utili/(perdite) attuariali
8
391
(78)
Totale altre componenti di conto economico complessivo che non
saranno successivamente riclassificate a conto economico:
391 (78)
C) componenti di conto economico complessivo che
successivamente riclassificate a conto economico
Strumenti di copertura al netto degli effetti fiscali
saranno
8
1.102
(251)
Riserva di traduzione
8.14
3.724
1.315
Totale altre componenti di conto economico complessivo che non
saranno successivamente riclassificate a conto economico
4.826 1.065
D) Totale altre componenti di conto economico complessivo, al
netto dell'effetto fiscale (B+C)
5.218 987
Totale risultato netto complessivo (A)+(D)
165.459
16.500
Risultato netto di pertinenza dei terzi
5.078
1.188
Risultato netto di Gruppo
160.381
15.313
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
264
Totale
patrimonio
Patrimonio
(In migliaia di Euro) Note
Capitale
sociale
Riserve
Risultato
netto
netto di
pertinenza
del
Gruppo
netto di
pertinenza
dei terzi
Totale
Al 31 dicembre 2022 8.14
43.935
74.313
6.223
124.471
14.834
139.306
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio
precedente
6.223 (6.223) - -
Azioni Proprie
18.853
18.853
18.853
Totale azioni proprie
18.853
18.853
18.853
Altre movimentazioni
-
-
-
-
Risultato netto
14.325
14.325
1.188
15.513
Strumenti di copertura al netto degli effetti fiscali
(251)
(251)
(251)
Riserva di traduzione
1.315
1.315
1.315
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo
effetto fiscale
(78) (78) - (78)
Totale risultato netto complessivo
dell'esercizio
987 14.325 15.313 1.188 16.500
Al 31 dicembre 2023 8.14
43.935
100.376
14.325
158.636
16.022
174.658
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio
precedente
14.325 (14.325) -
Azioni Proprie 11.395 11.395 11.395
Totale azioni proprie
11.395
11.395
11.395
Altre movimentazioni
44.430
44.430
44.430
Risultato netto
157.934
157.934
2.308
160.241
Strumenti di copertura al netto degli effetti fiscali
(473)
(473)
1.575
1.102
Riserva di traduzione
2.812
2.812
913
3.725
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo
effetto fiscale
109 109 282 391
Totale risultato netto complessivo
dell'esercizio
2.448 157.934 160.381 5.078 165.459
Al 31 dicembre 2024 8.14
43.935
158.649
172.259
330.412
65.530
395.943
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
265
Variazione di altre attività e passività 29.956 4.026
(In migliaia di Euro) Note
Al 31 di
2024
cembre
2023
Risultato prima delle imposte
167.482
19.715
- Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni
8.1-8.2-8.3
62.890
41.665
Oneri / (proventi) finanziari
9.7
30.227
11.564
di cui verso parti correlate
(2.324)
1.131
Altre variazioni non monetarie da business combination
9.5
(155.479)
(4.793)
Flusso di cassa generato / (assorbito) da attività operativa prima
105 120 68 152
delle variazioni del capitale circolante netto
Variazione delle rimanenze
8.8
3.823
14.231
Variazione dei crediti commerciali
8.9
71.821
11.462
Variazione dei debiti commerciali
8.20
72.800
(29.836)
8.5-8.11-
8.19-8.21
Utilizzo dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per il personale
8.16-8.17
(989)
(1.039)
Imposte pagate
8.10
(3.033)
(4.606)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività operativa
279.498
62.391
Investimenti in immobili, impianti e macchinari
8.1
(23.056)
(22.807)
Investimenti in attività immateriali
8.3
(3.433)
(2.132)
Disinvestimenti di attività finanziarie
8.5-8.11
(240.360)
6.648
Acquisizione di business al netto della cassa in entrata
1.2
5.737
(1.000)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività di
investimento
(261.112) (19.290)
Accensioni di debiti finanziari
8.18
834.609
34.882
Rimborsi di debiti finanziari
8.18
(672.340)
(50.266)
Rimborsi di passività per leasing
8.18
(19.812)
(10.368)
di cui verso parti correlate
(4.470)
(3.601)
Interessi netti pagati
(12.410)
(11.564)
Vendita (acquisto) azioni proprie
(5.758)
18.854
Flusso di cassa netto generato/(assorbito) da attività finanziaria
124.289
(18.463)
Totale variazione disponibili liquide e mezzi equivalenti
142.675
24.637
Disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio
8.14
312.459
287.820
di cui verso parti correlate
93.586
97.909
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti
142.675
24.637
Disponibilità liquide alla fine dell'esercizio
8.14
455.135
312.459
di cui verso parti correlate
0
93.586
266
PROSPETTO DI RACCORDO AL 31 DICEMBRE 2024 CON I VALORI DEL BILANCIO
SEPARATO DELLA CAPOGRUPPO
(In migliaia di Euro) Patrimonio Netto
di cui Utile
netto di
periodo
Saldi risultanti dal Bilancio separato della Capogruppo 171.491 2.015
Effetto del consolidamento integrale: -
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Newlat GmbH e la relativa quota di patrimonio netto (35.693)
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Centrale del Latte d’Italia SpA e la relativa quota di patrimonio netto 33.645
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Symington's limited e la relativa quota di patrimonio netto (6.471)
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Princes's limited e la relativa quota di patrimonio netto 155.479 155.479
- Risultati pro-quota conseguiti dalle partecipate 365 365
- Altre movimentazioni di patrimonio netto 16.637
- Rilevazione interessenze/soci di minoranza 60.489 2.380
Patrimonio netto e risultato di periodo da bilancio consolidato del Gruppo 395.943 160.240
267
NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO
Informazioni generali ed operazioni significative realizzate nell’esercizio 2024
Newlat Food S.p.A. è una società costituita in Italia in forma di società per azioni, che opera in base alla
legislazione italiana. La Società ha sede legale in Reggio Emilia, Via J. F. Kennedy n. 16.
Il Gruppo Newlat è un gruppo operante nel settore alimentare, e vanta un ampio e strutturato portafoglio di
prodotti organizzati nelle seguenti business unit: Pasta, Milk Products, Bakery Products, Dairy Products,
Special Products, Instant Noodles & Bakery Mixes, Foods, Drinks, Fish, Italian products, Oils e Altri Prodotti.
La Società è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte della controllante Newlat Group S.A.
(di seguito Newlat Group”), società che ne detiene direttamente il 41,14% del capitale sociale, il 34,51% è
detenuta dal mercato e retail, il 14,38 è detenuto da Mistubishi corporation, il 9,53% è detenuto da Helikon
mentre la parte restante (0,44%) è detenuta dalla stessa Newlat Food mediante acquisto di azioni proprie.
268
1. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI
Di seguito sono riportati i principi contabili e i criteri di valutazione adottati nella predisposizione e redazione
della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
La relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 è stata redatta nel rispetto dei Principi Contabili
Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione
Europea. Con “IFRS” si intendono anche gli International Accounting Standards (“IAS”) tuttora in vigore, nonché
tutti i documenti interpretativi emessi dall’IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato
International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”) e ancor prima Standing Interpretations Committee
(“SIC”).
La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi,
stime e assunzioni che hanno un effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono
essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una
maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per le quali una modifica
delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono:
l’avviamento, i marchi a vita utile indefinita, l’ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il
fondo svalutazione crediti e il fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi, i piani a benefici definiti a favore
dei dipendenti e i debiti per acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.
In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del
valore recuperabile delle attività non finanziarie calcolato come il maggiore tra il fair value dedotti i costi di
vendita ed il valore d’uso. Il calcolo del valore d’uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di
cassa. Il valore recuperabile dipende sensibilmente tal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione
dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e del tasso di crescita utilizzato. Le assunzioni
chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le due unità generatrici di flussi di cassa, inclusa
un’analisi di sensitività, sono descritte alla Nota 8.3 del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2024.
Inoltre, l’utilizzo di stime contabili ed assunzioni significative riguarda anche la determinazione dei fair value
delle attività e passività acquisite nell’ambito delle aggregazioni aziendali. Infatti, alla data di acquisizione, il
Gruppo deve rilevare separatamente, al loro fair value attività, passività e le passività potenziali identificabili
ed acquisite o assunte nell’ambito dell’aggregazione aziendale, nonché determinare il valore attuale del prezzo
di esercizio delle eventuali opzioni di acquisto sulle quote di minoranza. Tale processo richiede l’elaborazione
di stime, basate su tecniche di valutazione, che richiedono un giudizio nella previsione dei flussi di cassa futuri
nonché lo sviluppo di altre ipotesi quali i tassi di crescita di lungo periodo e i tassi di attualizzazione per i
modelli valutativi sviluppati anche con il ricorso ad esperti esterni alla direzione.
1.1 Base di preparazione
Il Bilancio Consolidato è costituito dagli schemi della situazione patrimoniale e finanziaria, del conto
economico, del conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal
rendiconto finanziario e dalle note illustrative.
Lo schema adottato per la situazione patrimoniale e finanziaria prevede la distinzione delle attività e delle
passività tra correnti e non correnti.
Un’attività è classificata come corrente quando:
269
si suppone che tale attività si realizzi, oppure sia posseduta per la vendita o il consumo, nel normale
svolgimento del ciclo operativo;
è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
si suppone che si realizzi entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti (a meno che non sia vietato scambiarla o
utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio).
Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. In particolare, il principio IAS 1 include tra le attività
non correnti le attività materiali, le attività immateriali e le attività finanziarie aventi natura a lungo termine.
Una passività è classificata come corrente quando:
è previsto che venga estinta nel normale ciclo operativo;
è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
sarà estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
non esiste un diritto incondizionato a differire il suo regolamento per almeno dodici mesi dalla data
di chiusura dell’esercizio. Le clausole di una passività che potrebbero, a scelta della controparte, dar
luogo alla sua estinzione attraverso l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale, non incidono
sulla sua classificazione.
Lo schema di conto economico adottato prevede la classificazione dei costi per destinazione.
Il prospetto del conto economico complessivo include il risultato dell’esercizio e, per categorie omogenee, i
proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, sono imputati direttamente a patrimonio netto.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto include, oltre agli utili / perdite complessivi del periodo, gli
importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve.
Nel rendiconto finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il
metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita d’esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni
di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o
pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di
investimento o dall’attività finanziaria.
Il Bilancio Consolidato è stato redatto in migliaia di Euro, valuta funzionale del Gruppo. Le situazioni
finanziarie, patrimoniali, economiche, le note informative di commento e le tabelle illustrative sono espresse
in migliaia di Euro, salvo ove diversamente indicato.
Il Bilancio Consolidato è stato predisposto:
sulla base delle migliori conoscenze degli IFRS e tenuto conto della migliore dottrina in materia;
nella prospettiva della continuità dell’attività aziendale, secondo il principio della contabilizzazione
per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell’informazione,
della prevalenza della sostanza sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni
future. Le attività e le passività, i costi ed i ricavi non sono fra loro compensati, salvo che ciò sia
ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali;
sulla base del criterio convenzionale del costo storico, fatta eccezione per la valutazione delle attività
e passività finanziarie nei casi in cui è obbligatoria l’applicazione del criterio del fair value.
270
Criteri di redazione del Bilancio Consolidato
Il Bilancio Consolidato è stato predisposto al fine di rappresentare le attività, le passività, i ricavi e i costi
direttamente e indirettamente attribuibili al Gruppo Newlat.
271
LA STRUTTURA SOCIETARIA AL 31 DICEMBRE 2024
Di seguito viene riportata una rappresentazione grafica delle società facenti parte del Gruppo Newlat alla data
del 31 dicembre 2024:
La tabella di seguito riportata illustra le principali informazioni riguardanti le Società controllate direttamente
dalla Newlat:
74.27% voting rights Centrale del Latte d'Italia S.p.A.67.74 share capital (Italy)Newlat Gmbh100% (Germany)Newlat Food S.p.A. 100% Symington's LtdListed: Stock NWL (UK)(Italy)100% EM Foods SA(France)100%PRINCES LIMITEDClassification TRADING AND MANUFACTURINGFoundation 1988.12.15 Location UKPRINCES HOLDING (ROTTERDAM) B.V.100% Classification: HOLDING COMPANYFoundation 1989.1.30 Location HollandPRINCES FOODS B.V.100% Classification TRADING COMPANYFoundation 1989.3.31 Location HollandPRINCES POLSKAClassification BranchFoundation 2010 Location PolandPRINCES TUNA (MAURITIUS) LTD. 23,38%Ireland Blyth Limited51% 20,31%Seafood Hub LimitedFoundation 1998.11.16 Location Mauritius 5,31%State Investment CoINDICO CANNING LIMITED 27,52%Talaia (Mauritius) Limited68%Classification:MANUFACTURING COMPANY4,48%Echebastar Tuna (Mauritius) LimitedLocation MauritiusMARINE BIOTECHNOLOGY LIMITED33%Classification:MANUFACTURING COMPANY67,00%Seafood Hub LimitedLocation MauritiusPRINCES INDUSTRIE ALIMENTARI100% ClassificationMANUFACTURING COMPANYFoundation 2012 Location ItalyWest Yorkshire Industrial Estates Management Limited 33%PD Bannister (Haulage) Limited56% ClassificationESTATEMANAGEMENT COMPANY11%Next Holdings LimitedLocation UKEdible Oils Ltd50% ClassificationTRADING COMPANY50%Pura Foods LtdFoundation 2004.12.10 Location UKEOL Polska Sp.zo.o.100%Classification:TRADING COMPANYFoundation 2010.04.20 Location PolandCawston Press Limited8,11% ClassificationMANUFACTURING COMPANYLocation UK
272
CapitalePercentuale di controllosociale alAl 31dicembreDenominazione Sede Valuta31dicembre2024 20232024Newlat Food S.p.A. Italia - Via J.F. Kennedy 16, Reggio Emilia EUR 43.935.050 Capogruppo CapogruppoEM Foods Sas 951 Rue Denis Papin, 54710 Ludres, Francia EUR 1.000.000 100% 100%Symington's Limited 2528254 Dartmouthway, Leeds GBP 100.000 100% 100%Newlat Deutschland Germania - Fransozenstraβe 9, Mannheim EUR 1.025.000 100% 100%Centrale Latte d'Italia Italia - Via Filadelfia 220, Torino EUR 28.840.041 67,74% 67,74%Princes Limited Royal Liver Building Pier Head Liverpool GBP 7.000.000 100% -
I bilanci delle società controllate sono stati sottoposti a revisione contabile.
Viene fornita di seguito una breve descrizione delle attività svolte dalla società controllante e dalle società
controllate:
Newlat Food S.p.A.: società specializzata nella produzione e vendita di latte fresco e UHT, panna
fresca e UHT, yogurt e differenti tipi di burro e formaggio, mascarpone e prodotti del mondo
caseario, nella produzione e vendita di pasta, inclusa pasta biologica, integrale biologica, pasta lunga
e corta, a nido e lasagne premium, nella produzione di prodotti da forno quali crostini e fette biscottate,
nella produzione di prodotti specialistici e per l’infanzia;
Newlat GmbH Deutschland: società attiva nella produzione e vendita di tradizionali forme di pasta
tedesca come spatzle e pasta aromatizzata, instant cups e sughi nel mercato tedesco;
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.: società specializzata nella produzione e vendita di latte fresco e
UHT, panna fresca e UHT, yogurt e differenti tipi di burro e formaggio, mascarpone e prodotti del
mondo caseario;
Symington's Limited, società specializzata nella produzione e vendita instant noodles.
EM Foods Sas società leader nella produzione di miscele da forno e dessert.
Princes Limited: gruppo operante nella produzione e vendita di prodotti legati al mondo delle
conserve di legumi, tonno, oli, bevande, pomodoro e pasta.
1.2 Criteri e metodologie di consolidamento e variazione dell’area di consolidamento
Il Bilancio Consolidato include la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Newlat Food e delle
società controllate approvate dai rispettivi organi amministrativi, predisposte sulla base delle relative situazioni
contabili e, ove applicabile, opportunamente rettificate per renderle conformi agli IFRS.
La data di chiusura dell’esercizio delle entità consolidate è allineata con quella della Capogruppo.
La tabella seguente riepiloga, con riferimento alle società incluse nel perimetro del Bilancio Consolidato, le
informazioni relative alla denominazione sociale, alla sede legale, alla valuta funzionale e al capitale sociale al
31 dicembre 2024:
273
Capitalesociale al 31Denominazione Sede Valutadicembre2024Newlat Food S.p.A. Italia - Via J.F. Kennedy 16, Reggio Emilia EUR43.935.050Newlat Deutschland Gmbh Germania - Fransozenstraβe 9, Mannheim EUR 1.025.000Centrale del Latte d'Italia S.p.A. Italia - Via Filadelfia 220, 10137 Torino EUR 28.840.041EM Foods Sas951 Rue Denis Papin, 54710 Ludres, FranciaEUR1.000.000Symington's Limited Leeds, 2528254 Dartmouthway GBP 100.000Princes Limited Royal Liver Building Pier Head Liverpool GBP 7.000.000Boompjes 40, PO Box 19157,EUR 1.831.109Princes Holding (Rotterdam) B.V.3001 BD, Rotterdam, HollandBoompjes 40, PO Box 19157,EUR 635.000Princes Foods B.V.3001 BD, Rotterdam, HollandBoompjes 40, PO Box 19157,PLN -Princes Polska3001 BD, Rotterdam, HollandPrinces Italia S.p.A. Italia - Via J.F. Kennedy 16, Reggio Emilia EUR 40.000.000PO Box 131, New Trunk Road,Princes Tuna (Mauritius) Ltd.Riche Terre, Port Louis,EUR 14.512.262Republic of MauritiusMarine Road, Port Louis,EUR 125.397Indico Canning Ltd.Republic of MauritiusWest Royal Liver Building Pier Head Liverpool GBP 100
Si precisa che alle date di riferimento del Bilancio Consolidato tutte le società incluse nel perimetro sono state
consolidate con il metodo integrale.
La tabella seguente riepiloga, con riferimento alle società (joint operation) incluse proporzionalmente nel
perimetro del Bilancio Consolidato, le informazioni relative alla denominazione sociale, alla sede legale, alla
valuta funzionale e al capitale sociale al 31 dicembre 2024:
Capitale socialeDenominazione Sede Valutaal 31 dicembre2024Edible Oils Limited Royal Liver Building Pier Head Liverpool GBP8.626.000Edible Oils Polska SP.ul. B. Chrobrego 29, 64-500 Szamotuły ZL 70.155.000 Z.O.O.
Le due società di cui sopra derivano da un investimento al 50% da parte del Gruppo in un accordo a controllo
congiunto. L'attività principale di Edible Oils Limited e della sua controllata Edible Oils Polska SP. Z.O.O. è
la lavorazione di oli commestibili. L'accordo contrattuale prevede l’acquisto in esclusiva da parte del Gruppo
dell’intera produzione di olio dalle due società. L’intero output della produzione del sottogruppo Edible Oils
è acquistato dal Gruppo (per poi essere rivenduto a terzi); pertanto, le obbligazioni del sottogruppo Edible
Oils sono soddisfatte esclusivamente grazie alla cassa ricevuta dai partecipanti all’accordo attraverso l’acquisto
dell’output. In conseguenza, il sottogruppo Edible Oils è stato identificato come una joint operation sulla base
degli “altri fatti e cricostanze” disciplinati dall’IFRS 11 B29 B32. Il consolidamento degli attivi, dei passivi
dei costi e dei ricavi del sottogruppo Edible Oils avviene, dunque, in base alla percentuale di possesso,
quest’ultima ritenuta l’indicatore più appropriato nel contesto di una joint operation ove gli accordi sono
configurati attraverso una società a responsabilità limitata e con personalità giuridica.
Nella predisposizione del Bilancio Consolidato tutti i saldi e le operazioni effettuati tra le società incluse nel
relativo perimetro sono stati eliminati e pertanto il Bilancio Consolidato non include alcuna delle operazioni
in esame.
Si precisa, infine, che il Gruppo detiene, direttamente o indirettamente, partecipazioni non di controllo in
274
Mercarfir, società consortile che gestisce il Centro Alimentare polivalente di Firenze, pari al 25%
tramite la società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. in Mercafir pari al 25% ed è stata valutata con il
metodo del patrimonio netto;
Marine Biotechnology, società specializzata nella produzione di farina e olio di pesce, pari al 33%
tramite la società Princes Tuna Mauritius ed è stata valutata con il metodo del patrimonio netto;
Società controllate
Un investitore controlla un’entità quando: (i) è esposto, o ha diritto a partecipare, alla variabilità dei relativi
ritorni economici ed (ii) è in grado di esercitare il proprio potere decisionale sulle attività rilevanti dell’entità
stessa in modo da influenzare tali ritorni. L’esistenza del controllo è verificata ogni volta che fatti e/o
circostanze indichino una variazione in uno dei suddetti elementi qualificanti il controllo. Le imprese
controllate sono consolidate con il metodo integrale a partire dalla data in cui il controllo è stato acquisito e
cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito a terzi. I criteri adottati per il
consolidamento integrale sono i seguenti:
le attività e le passività, gli oneri e i proventi delle entità controllate sono assunti linea per linea,
attribuendo ai soci di minoranza, ove applicabile, la quota di patrimonio netto e del risultato netto
del periodo di loro spettanza; tali quote sono evidenziate separatamente nell’ambito del patrimonio
netto e del conto economico complessivo;
gli utili e le perdite, inclusi i relativi effetti fiscali, derivanti da operazioni effettuate tra società
consolidate integralmente e non ancora realizzati nei confronti di terzi, sono eliminati, fatta
eccezione per le perdite che non sono eliminate qualora la transazione fornisca evidenza di una
riduzione di valore dell’attività trasferita. Sono, inoltre, eliminati i reciproci rapporti di debito e
credito, i costi e i ricavi, nonché gli oneri e i proventi finanziari.
Società assoggettate a controllo congiunto
Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo di un accordo, che esiste
unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le
parti che condividono il controllo.
Come previsto dall’IFRS 11, un accordo a controllo congiunto (c.d. joint arrangement) è un accordo nel quale
due o più parti detengono il controllo congiunto, e può essere una attività a controllo congiunto (c.d. joint
operation) o una joint venture. La classificazione in bilancio dipende dalla tipologia dell’accordo a controllo
congiunto.
L’interessenza in una joint venture viene rilevata come partecipazione, e contabilizzata seguendo il metodo
del patrimonio netto. Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione è inizialmente rilevata al costo e
il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante degli utili o
delle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione.
Viceversa, nel caso delle joint operation, vengono rilevate le attività, le passività, i costi e i ricavi relativi alla
propria interessenza nell’attività a controllo congiunto in conformità agli IFRS applicabili alle specifiche
attività, passività, costi e ricavi.
275
Partecipazioni in imprese collegate
Una società collegata è una società sulla quale il Gruppo esercita un’influenza notevole. Per influenza notevole
si intende il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata
senza averne il controllo o il controllo congiunto. Le partecipazioni in imprese collegate sono valutate con il
metodo del Patrimonio Netto. Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una società collegata
è inizialmente rilevata al costo. Il valore contabile della partecipazione è aumentato o diminuito per rilevare la
quota di pertinenza della partecipante degli utili e delle perdite della partecipata realizzati dopo la data di
acquisizione
Conversione delle poste in valuta
Tutte le attività e le passività di imprese estere in moneta diversa dall’Euro (valuta di presentazione) che
rientrano nell’area di consolidamento sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di
riferimento del bilancio (metodo dei cambi correnti); tutte le voci del patrimonio netto sono convertite
utilizzando i cambi storici, mentre i relativi ricavi e costi del conto economico sono convertiti ai tassi di cambio
medi (fonte: Banca d’Italia).
Le differenze cambio da conversione risultanti dall’applicazione di questo metodo sono classificate come voce
di patrimonio netto attribuita in quota parte agli azionisti del Gruppo ed alle interessenze di terzi, sino alla
cessione integrale della partecipazione, ovvero quando la partecipata cessa di essere qualificata come impresa
controllata. All’atto della cessione parziale, senza perdita del controllo, la quota delle differenze cambio relativa
alla frazione di partecipazione dismessa è attribuita al patrimonio netto delle partecipazioni di minoranza.
I bilanci utilizzati per la conversione sono quelli espressi nella moneta funzionale della società estera,
rappresentata dalla moneta locale o dalla diversa moneta nella quale sono denominate la maggior parte delle
transazioni economiche e delle attività e passività.
I principali cambi applicati nella conversione in Euro dei bilanci espressi in moneta estera sono i seguenti:
Cambio alCambio alCambio medioCambio medioValuta Sigla31.12.202431.12.20232024*2023Sterlina Britannica GBP 0,82912 0.86905 0,8377 0,86979Zloty Polacca PLN4,2750 N/A 4,2974 N/ARupia Mauritius MUR48,8335N/A50,1980N/A* Cambio medio 2024 per le società del gruppo Princes, acquisito nell’esercizio, è da intendersi come cambio medio dei 5 mesi dall’acquisizione.
Operazioni infragruppo
Gli utili derivanti da operazioni tra le imprese consolidate e non ancora realizzati nei confronti di terzi sono
eliminati così come sono eliminati i crediti, i debiti, i proventi e gli oneri, le garanzie, gli impegni e i rischi tra
imprese consolidate. Le perdite infragruppo non sono eliminate perché si considerano rappresentative di un
effettivo minor valore del bene ceduto.
Variazione dell’area di consolidamento
In data 17 giugno 2024 è stato stipulato un contratto di acquisto e vendita con Mitsubishi Corporation in
qualità di venditore, in base al quale Newlat ha acquistato il 100% del capitale azionario di Princes per un
276
corrispettivo netto in contanti di 1 GBP. La transazione si è completata, a valle della chiusura delle condizioni
sospensive e della girata delle azioni, in data 30 luglio 2024.
L'Accordo ha stabilito che Newlat dovesse procurare le risorse finanziare necessarie per permettere a Princes
Limited di estinguere il finanziamento in essere verso Mitsubishi Corporation. L'operazione prevista è stata
finanziata attraverso la liquidità disponibile della Società, il Finanziamento da parte della contrallante Newlat
Group S.A. per un ammontare complessivo di Euro 200 milioni e un prestito di Euro 300 milioni che è stato
erogato da un pool di primarie banche internazionali.
I costi e i ricavi del sottogruppo Princes sono stati contabilizzati nel conto economico consolidato a partire
dal mese di agosto 2024 ed hanno contribuito ai ricavi ed al risultato, rispettivamente, per Euro 881 milioni
ed Euro 2,5 milioni (utile). Se il sottogruppo Princes fosse stato incluso per l’intero esercizio lo stesso avrebbe
contribuito ai ricavi ed al risultato, rispettivamente, per Euro 2.010 milioni ed Euro 17,9 milioni (perdita).
I costi accessori all’operazione, contabilizzati a conto economico nell’esercizio, sono stati pari a circa 1 milione
di euro.
La tabella che segue riporta i valori contabili delle attività nette acquisite nell’ambito dell’Acquisizione del
Gruppo Princes Limited.
Al 30 luglio(In migliaia di Euro)2024Immobili, impianti e macchinari incluso diritti d’uso 485.933Attività immateriali37.876Attività finanziarie e partecipazioni non di controllo 9.554Totale attivo noncorrente533.363Rimanenze 417.416Crediti commerciali 246.105Altri crediti e attività correnti43.067Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 5.737Attività fiscali nette correnti 2.007Totale attivo corrente 714.332Passività per impostedifferite(26.176)Passività finanziarie non correnti (230.216)Passività per leasing non correnti (48.749)Fondi per il personale (4.870)Totale passivo non corrente (310.011)Debiti commerciali (312.296)Passività finanziarie correnti (397.892)Passività per leasing correnti (12.432)Altre passività correnti(15.155)Totale passivo corrente (737.775)Totale attività nette acquisite (valori determinati in via provvisoria) 199.909Valore proporzionale interessenze/soci di minoranza alla Data di(44.429)EsecuzioneFair value del corrispettivo alla data di acquisizione(1)Provento da business combination determinato in via provvisoria155.479
L’operazione è stata contabilizzata in base alle disposizioni incluse nel principio contabile IFRS 3 “Business
Combination” in quanto la stessa ha la natura di acquisizione.
Alla data del primo consolidamento non è stata ancora completata la valutazione al fair value delle attività e
passività acquisite in quanto la complessità del gruppo acquisito ha richiesto approfondimenti. In particolare,
i fixed assets, inclusivi dei diritti d’uso, e gli intangible assets sono ancora in fase di analisi ad oggi. Come
previsto dal relativo principio contabile il management finalizzerà le opportune valutazioni entro 12 mesi dalla
277
data di acquisizione. Per quanto attiene i crediti finanziari si ritiene che il valore espresso rappresenti i flussi
attesi da incassare e, dunque, il relativo fair value.
Il badwill così determinato è stato contabilizzato, a valle della verifica dei valori di carico per potenziali
svalutazioni, in via provvisoria, nel conto economico consolidato come indicato dalll’IFRS3, paragrafo 34
nella specifica voce “provento da business combination”. Lo stesso, al di la di eventuali affinamenti a seguito
dell’allocazione definitiva di eventuali plusvalori, ha rappresentato la disponibilità del venditore a vendere un
business, giudicato da loro eventualmente non sinergico, in ottica di recupero dell’investimento di cassa nello
stesso.
1.3 Principi contabili e criteri di valutazione
Principi contabili adottati
Il Bilancio Consolidato è stato predisposto in base ai principi contabili internazionali IFRS in vigore emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea alla data di chiusura di
ciascuno degli esercizi di riferimento.
Si illustrano di seguito i criteri adottati con riferimento alla classificazione, iscrizione, valutazione e
cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, nonché i criteri di rilevazione delle componenti
reddituali.
Aggregazioni aziendali
Le operazioni di aggregazione aziendale (business combination), in forza delle quali viene acquisito il controllo di
un business, sono rilevate in accordo con l’IFRS 3 Business combination”, applicando il cosiddetto acquisition
method. In particolare, le attività identificabili acquisite, le passività e le passività potenziali assunte sono iscritte
al relativo valore corrente alla data di acquisizione e cioè la data in cui viene acquisito il controllo (la “Data di
Acquisizione”), fatta eccezione per le imposte differite attive e passive, le attività e passività relative ai benefici
per i dipendenti e le attività destinate alla vendita che sono iscritte in base ai relativi principi contabili di
riferimento. La differenza tra il costo di acquisizione e il valore corrente delle attività e passività, se positiva,
è iscritta nelle attività immateriali come avviamento, o, se negativa, dopo aver riverificato la corretta
misurazione dei valori correnti delle attività e passività acquisite e del costo di acquisizione, è contabilizzata
direttamente a conto economico complessivo, come provento. Le quote di interessenze di pertinenza di terzi,
alla data di acquisizione, possono essere valutate al fair value oppure al pro-quota del valore delle attività nette
riconosciute per l’impresa acquisita. La scelta del metodo di valutazione è effettuata transazione per
transazione. Quando la determinazione dei valori delle attività e passività del business acquisito è operata in
via provvisoria, essa deve essere conclusa entro un periodo massimo di dodici mesi dalla data di acquisizione,
tenendo conto delle sole informazioni relative a fatti e circostanze esistenti alla Data di Acquisizione.
Nell’esercizio in cui la summenzionata determinazione è conclusa, i valori provvisoriamente rilevati sono
rettificati con effetto retrospettico. Gli oneri accessori alla transazione sono rilevati nel conto economico nel
momento in cui sono sostenuti. Il costo di acquisizione è rappresentato dal fair value alla Data di Acquisizione
delle attività trasferite, delle passività assunte e degli strumenti di capitale emessi ai fini dell’acquisizione, e
include anche il corrispettivo potenziale, ossia quella parte di corrispettivo il cui ammontare e la cui erogazione
sono dipendenti da eventi futuri. Il corrispettivo potenziale è rilevato in base al relativo fair value alla Data di
Acquisizione e le variazioni successive del fair value sono riconosciute nel conto economico se il corrispettivo
potenziale è un’attività o passività finanziaria, mentre i corrispettivi potenziali classificati come patrimonio
278
netto non vengono rideterminati e la successiva estinzione è contabilizzata direttamente nel patrimonio netto.
Nel caso di assunzione del controllo in fasi successive, il costo di acquisto è determinato sommando il fair
value della partecipazione precedentemente detenuta nell’acquisita e l’ammontare corrisposto per l’ulteriore
quota. L’eventuale differenza tra il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e il relativo valore
di iscrizione è imputata ad avviamento. In sede di assunzione del controllo, eventuali ammontari
precedentemente rilevati nelle altre componenti dell’utile complessivo sono imputati a conto economico
complessivo, oppure in un’altra posta del patrimonio netto, nel caso in cui non ne sia prevista la riclassifica a
conto economico complessivo.
Attività materiali
La contabilizzazione di immobili, impianti e macchinari tra le attività materiali avviene solo quando si
verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:
è probabile che i futuri benefici economici riferibili al bene saranno goduti dall’impresa;
il costo può essere determinato in modo attendibile.
Le attività materiali sono inizialmente valutate al costo, definito come l’importo monetario o equivalente
corrisposto o il fair value di altri corrispettivi dati per acquisire un’attività, al momento dell’acquisto o della
sostituzione. Successivamente all’iscrizione iniziale, le attività materiali sono valutate con il metodo del costo,
al netto delle quote di ammortamento contabilizzate e di qualsiasi perdita di valore accumulata.
Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per rendere possibile il loro utilizzo, nonché eventuali oneri
di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che
richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie.
Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente
imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento,
l’ammodernamento o il miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei
limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di un’attività.
Il criterio di ammortamento utilizzato per le attività materiali è il metodo a quote costanti, lungo la vita utile
delle stesse. La vita utile stimata dal Gruppo per le varie categorie di attività materiali è di seguito riportata:
Categoria beni Vita utileTerreni e fabbricati 10-33 anniImpianti e macchinari 4-20 anniAttrezzature industriali ecommerciali 2-9 anniAltri beni5-20 anni
Ad ogni fine esercizio la società verifica se sono intervenuti rilevanti cambiamenti nelle caratteristiche attese
dei benefici economici derivanti dai cespiti capitalizzati e, in tal caso, provvede a modificare il criterio di
ammortamento, che viene considerato come cambiamento di stima secondo quanto previsto dal principio
IAS 8.
Il valore dell’attività materiale viene completamente stornato all’atto della sua dismissione o quando l’impresa
si attende che non possa derivare alcun beneficio economico dalla sua cessione.
I contributi in conto capitale sono contabilizzati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno
ricevuti e che tutte le condizioni ad essi riferite risultino soddisfatte. I contributi sono quindi detratti dal valore
delle attività o sospesi tra le passività e accreditati pro quota al conto economico in relazione alla vita utile dei
relativi cespiti.
279
Attività immateriali
Un’attività immateriale è un’attività che, contemporaneamente, soddisfa le seguenti condizioni:
è identificabile;
è non monetaria;
è priva di consistenza fisica;
è sotto il controllo dell’impresa che redige il bilancio;
si prevede che produca benefici economici futuri per l’impresa.
Se un bene non soddisfa i requisiti sopra indicati per essere definito come attività immateriale, la spesa
sostenuta per acquistare l’attività o per generarla internamente viene contabilizzata come un costo quando è
stata sostenuta.
Le attività immateriali sono rilevate inizialmente al costo. Il costo delle attività immateriali acquisite
dall’esterno comprende il prezzo d’acquisto e qualunque costo direttamente attribuibile.
L’avviamento generato internamente non è rilevato come un’attività così come le attività immateriali derivanti
dalla ricerca (o dalla fase di ricerca di un progetto interno).
Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo o dalla fase di sviluppo di un progetto interno viene rilevata
se viene dimostrato il rispetto delle seguenti condizioni:
la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o per
la vendita;
l’intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla;
la capacità a usare o vendere l’attività immateriale;
il modo in cui l’attività immateriale è in grado di generare i futuri benefici economici ed in particolare
l’esistenza di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività immateriale stessa o,
se deve essere usata per fini interni, la sua utilità;
la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate a completare lo sviluppo e per
l’utilizzo o la vendita del bene;
la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo
sviluppo.
Le attività immateriali sono valutate attraverso l’utilizzo del metodo del costo conformemente ad uno dei due
diversi criteri previsti dallo IAS 38 (modello del costo e modello della rideterminazione del valore). Il modello
del costo prevede che dopo la rilevazione iniziale un’attività immateriale debba essere iscritta al costo al netto
degli ammortamenti accumulati e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulata.
La vita utile stimata dal Gruppo per le varie categorie di attività immateriali è di seguito riportata:
Categoria beni Vita utileAvviamentoindefinitaAlcuni marchi in Germania, Italia e UKindefinitaAltri marchi Italia18 anni25anniAttivita immateriali a vita utile definita SYM ( core brands, other brands, customer15 annirelationships, know how)13 anni
280
Licenze software 5 anniAltre immobilizzazioni5 anni
Nell’ambito del Gruppo sono identificabili le seguenti principali attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento è classificato come attività immateriale a vita utile indefinita ed è inizialmente contabilizzato al
costo, come precedentemente descritto, e successivamente assoggettato a valutazione, almeno annuale, volta
a individuare eventuali perdite di valore (si veda in merito quanto riportato nel successivo paragrafo
“Riduzione di valore dell’Avviamento e delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso”).
Non è consentito il ripristino di valore nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.
Marchi a vita utile indefinita
I marchi, per i quali le condizioni per la classificazione ad attività immateriale a vita utile indefinita sono
rispettate, non sono ammortizzati sistematicamente e sono sottoposti ad impairment test almeno una volta
all’anno e qualora ci siano indicatori di impairment.
Attività immateriali a vita utile definita
Le attività immateriali a vita utile definita sono rilevate al costo, come precedentemente descritto, al netto
degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore.
L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso ed è ripartito sistematicamente
in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile; per il
valore da ammortizzare e la recuperabilità del valore di iscrizione valgono i criteri indicati, rispettivamente, ai
paragrafi “Attività materiali” e “Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e
delle attività per diritto d’uso”.
Contratti di locazione
a) Attività per diritto d’uso e passività per leasing
In accordo con l’IFRS 16, un contratto è, o contiene, un leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il
diritto di controllare l’utilizzo di un’attività specificata per un periodo di tempo. Il contratto viene valutato
nuovamente per verificare se è, o contiene, un leasing solo in caso di modifica dei termini e delle condizioni
del contratto.
Per un contratto che è, o contiene, un leasing, ogni componente leasing è separata dalle componenti non leasing,
a meno che il Gruppo applichi l’espediente pratico di cui al paragrafo 15 dell’IFRS 16. Tale espediente pratico
permette al locatario di scegliere, per ogni classe di attività sottostante, di non separare le componenti non
leasing dalle componenti leasing e di contabilizzare ogni componente leasing e le associate componenti non leasing
come un’unica componente leasing.
La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i
seguenti periodi:
periodi coperti da un’opzione di proroga del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di
esercitare l’opzione; e
periodi coperti dall’opzione di risoluzione del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di non
esercitare l’opzione.
281
Nel valutare se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare l’opzione di proroga del leasing o di non
esercitare l’opzione di risoluzione del leasing, sono considerati tutti i fatti e le circostanze pertinenti che creano
un incentivo economico per il locatario a esercitare l’opzione. Il locatario deve rideterminare la durata del
leasing in caso di cambiamento del periodo non annullabile del leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, il Gruppo rileva l’attività per diritto d’uso e la relativa passività per leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, l’attività per diritto d’uso è valutata al costo. Il costo dell’attività per
diritto d’uso comprende:
l’importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli
incentivi al leasing ricevuti;
i costi iniziali diretti sostenuti dal locatario; e
la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e la rimozione dell’attività
sottostante e per il ripristino del sito in cui è ubicata o per il ripristino dell’attività sottostante nelle
condizioni previste dai termini e dalle condizioni del leasing, a meno che tali costi siano sostenuti per
la produzione delle rimanenze.
Alla data di decorrenza del contratto, il locatario deve valutare la passività per leasing al valore attuale dei
pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti per il leasing includono i seguenti
importi:
i pagamenti fissi, al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere;
i pagamenti variabili dovuti per il leasing che dipendono da un indice o un tasso, valutati inizialmente
utilizzando un indice o un tasso alla data di decorrenza;
gli importi che si prevede il locatario dovrà pagare a titolo di garanzie del valore residuo;
il prezzo di esercizio dell’opzione di acquisto, se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare
l’opzione; e
i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell’esercizio da
parte del locatario dell’opzione di risoluzione del leasing.
I pagamenti dovuti per il leasing devono essere attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing,
se è possibile determinarlo facilmente. Se non è possibile, il locatario deve utilizzare il suo tasso di
finanziamento marginale, ossia il tasso di interesse incrementale che la società dovrebbe pagare per ottenere
un finanziamento della medesima durata e ammontare del contratto di locazione.
Successivamente alla rilevazione iniziale, l’attività per diritto d’uso è valutata al costo:
al netto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore accumulate; e
rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Successivamente alla rilevazione iniziale, la passività per leasing è valutata:
aumentando il valore contabile per tener conto degli interessi sulla passività per leasing;
diminuendo il valore contabile per tener conto dei pagamenti dovuti per i leasing effettuati; e
282
rideterminando il valore contabile per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del
leasing o della revisione dei pagamenti dovuti per i leasing fissi nella sostanza.
In caso di modifiche del leasing che non si configurano come un leasing separato, l’attività per diritto d’uso
viene rideterminata (al rialzo oppure al ribasso), in coerenza con la variazione della passività per leasing alla
data della modifica. La passività per leasing viene rideterminata in base alle nuove condizioni previste dal
contratto di locazione, utilizzando il tasso di attualizzazione alla data della modifica.
Si precisa che il Gruppo si avvale di due esenzioni previste dall’IFRS 16, con riferimento: (i) ai leasing a breve
termine (ossia ai contratti di leasing che hanno una durata pari o inferiore a 12 mesi a partire dalla data di
decorrenza), in relazione ad alcune categorie di immobilizzazioni, e (ii) ai leasing di attività di modesto valore
(ossia quando il valore dell’attività sottostante, se nuovo, è inferiore indicativamente a USD 5.000). In tali casi,
non viene rilevata l’attività consistente nel diritto di utilizzo e la relativa passività per leasing, e i pagamenti
dovuti per il leasing sono rilevati a conto economico.
Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una verifica finalizzata ad accertare l’eventuale esistenza
di indicatori di riduzione del valore delle attività materiali e immateriali non completamente ammortizzate o
a vita utile indefinita.
Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette
attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore contabile a conto economico. Il valore
recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, ridotto dei costi di vendita, e il relativo
valore d’uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività, inclusi, se significativi
e ragionevolmente determinabili, quelli derivanti dalla cessione al termine della relativa vita utile, al netto degli
eventuali oneri di dismissione. Nel determinare il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati
utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo
del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell’attività.
Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato
in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari (Cash generating unit o “CGU”) cui tale attività appartiene.
Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della
CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al relativo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di una CGU
sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa
e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore
recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore
contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico
che l’attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i
relativi ammortamenti. Non è consentito il ripristino di valore dell’avviamento nel caso di una precedente
svalutazione per perdite di valore.
Attività finanziarie
Al momento della loro iniziale rilevazione, le attività finanziarie devono essere classificate come “Attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato”, “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
283
redditività complessiva” o “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” sulla base
dei seguenti elementi:
il modello di business dell’entità per la gestione delle attività finanziarie; e
le caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell’attività finanziaria.
Le attività finanziarie vengono successivamente cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato
il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata
mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste
continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata
effettivamente trasferita.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato al netto del relativo fondo ammortamento
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model “Hold to Collect”); e
i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. SPPI test superato).
All’atto della rilevazione iniziale tali attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi
di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse
effettivo. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività valorizzate al costo storico
la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione della logica dell’attualizzazione, per quelle
senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
Tale categoria include principalmente i crediti commerciali derivanti dal trasferimento di beni e dalla
prestazione di servizi, rilevati secondo i termini previsti dal contratto con il cliente in base alle disposizioni
dell’IFRS 15 e classificati in funzione della natura del debitore e/o della data di scadenza del credito (tale
definizione include le fatture da emettere per servizi già prestati).
Inoltre, poiché generalmente i crediti commerciali sono a breve termine e non prevedono la corresponsione
di interessi, non si procede al calcolo del costo ammortizzato, e vengono contabilizzati sulla base del valore
nominale riportato nelle fatture emesse o nei contratti stipulati con la clientela: questa disposizione è adottata
anche per i crediti commerciali che hanno una durata contrattuale superiore a 12 mesi, a meno che l’effetto
non sia particolarmente significativo. La scelta deriva dal fatto che l’importo dei crediti a breve termine risulta
molto simile applicando il metodo del costo storico o il criterio del costo ammortizzato e l’impatto della logica
di attualizzazione sarebbe dunque del tutto trascurabile.
I crediti commerciali sono soggetti a una verifica per riduzione di valore (c.d. impairment) in base alle
disposizioni dell’IFRS 9. Ai fini del processo di valutazione, i crediti commerciali sono suddivisi per fasce
temporali di scaduto. Per i crediti performing si effettua una valutazione collettiva raggruppando le singole
esposizioni sulla base del rischio di credito similare. La valutazione è effettuata partendo dalle perdite registrate
284
per attività con caratteristiche di rischio di credito simili sulla base di esperienze storiche e tiene conto delle
perdite attese.
a) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente sia mediante la vendita dell’attività
finanziaria (Business model “Hold to Collect and Sell”); e
i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di
transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
interessenze azionarie non di controllo, collegamento e controllo congiunto, sono valutate al fair value, e gli
importi rilevati in contropartita del patrimonio netto non devono essere successivamente trasferiti a conto
economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è
oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.
Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è
utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia quando
le più recenti informazioni per valutare il fair value sono insufficienti, oppure se vi è un’ampia gamma di
possibili valutazioni del fair value e il costo rappresenta la migliore stima del fair value in tale gamma di valori.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
a) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (IFRS 9)
Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le “Attività finanziarie
valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e tra le “Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato”. La voce, in particolare, include esclusivamente gli strumenti di capitale detenuti per finalità
diverse dal trading per i quali il Gruppo non ha optato per la valutazione al fair value con impatto sulla
redditività complessiva e i titoli obbligazionari.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono inizialmente iscritte al fair value,
rappresentato normalmente dal prezzo della transazione.
Dopo la rilevazione iniziale, tali attività finanziarie sono valutate al fair value. Eventuali utili o perdite risultanti
dalla variazione del fair value sono imputati nel conto economico Consolidato.
Attività finanziarie correnti valutate al costo ammortizzato
Al momento della rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono classificate, a seconda dei casi, in base alle
successive modalità di misurazione, cioè al costo ammortizzato, al fair value rilevato nelle altre componenti
di conto economico complessivo o al fair value rilevato nell’utile (perdita) d’esercizio. La classificazione delle
attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi di cassa
285
contrattuali delle attività finanziarie e dal modello di business che il Gruppo usa per la loro gestione. L’attività
finanziaria viene valutata al costo ammortizzato se l’attività è detenuta per incassare i flussi di cassa contrattuali
(Held to Collect), rappresentati unicamente dal pagamento del capitale e degli interessi sull’importo del
capitale da restituire. Tali attività sono valutate al costo ammortizzato, in conformità al criterio dell’interesse
effettivo, diminuito delle perdite per riduzione di valore. Gli interessi attivi, gli utili e le perdite su cambi e le
perdite per riduzione di valore sono rilevati nell’utile (perdita) dell’esercizio così come gli utili o perdite da
derecognition. In conformità all’IFRS 9 il Gruppo ha adottato, un nuovo modello di impairment per le attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico
complessivo, fatta eccezione per i titoli di capitale e le attività derivanti da contratti con i clienti. Un’attività
finanziaria (o, ove applicabile, parte di un’attività finanziaria o parte di un gruppo di attività finanziarie simili)
è cancellata in primo luogo (es. rimossa dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria) quando: - i
diritti a ricevere flussi finanziari dall’attività sono estinti, o - la Società ha trasferito ad una terza parte il diritto
a ricevere flussi finanziari dall’attività o ha assunto l’obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e senza
ritardi e (a) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria, oppure
(b) non ha trasferito trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell’attività, ma ha trasferito il
controllo della stessa. L'utile (perdita) sull'attività finanziaria che è valutata al costo ammortizzato e non fa
parte di una relazione di copertura deve essere rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio quando l'attività
finanziaria è eliminata contabilmente o riclassificata, tramite il processo di ammortamento, o al momento della
rilevazione degli utili o delle perdite per riduzione di valore.
Rimanenze
Le rimanenze sono beni:
posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell’attività;
impiegati nei processi produttivi per la vendita;
sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella
prestazione di servizi.
Le rimanenze sono rilevate e valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo.
Il costo delle rimanenze comprende tutti i costi di acquisto, i costi di trasformazione oltre che gli altri costi
sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali mentre non include le differenze cambio
in caso di rimanenze fatturate in valuta estera. In conformità con quanto previsto dallo IAS 2, per la
determinazione del costo delle rimanenze viene utilizzato il metodo del costo medio ponderato.
Quando il valore netto di realizzo è inferiore al costo, l’eccedenza viene svalutata immediatamente nel conto
economico.
Strumenti finanziari derivati
La policy del Gruppo prevede che non si sottoscrivano strumenti finanziari derivati di carattere speculativo,
tuttavia, nei casi nei quali gli strumenti finanziari derivati non soddisfino tutte le condizioni previste per il
trattamento contabile degli strumenti finanziari derivati di copertura (hedge accounting), le variazioni di fair
value di tali strumenti sono contabilizzate a conto economico come oneri e/o proventi finanziari. Gli
strumenti finanziari derivati sono contabilizzati secondo le regole dell’hedge accounting quando: - all’inizio
della copertura esiste la designazione formale e la documentazione della relazione di copertura stessa; - si
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presume che la copertura sia altamente efficace; - l’efficacia può essere attendibilmente misurata e la copertura
stessa è altamente efficace durante i periodi di designazione.
La modalità di contabilizzazione degli strumenti finanziari derivati cambia a seconda che siano o meno
realizzate le condizioni ed i requisiti richiesti dall’IFRS 9. In particolare:
Coperture di flussi di cassa (Cash flow hedges)
Nel caso di uno strumento finanziario derivato per il quale è formalmente documentata la relazione di
copertura delle variazioni dei flussi di cassa originati da un’attività o passività o da una futura transazione
(elemento sottostante coperto) ritenuta essere altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto
economico, la porzione efficace, derivante dall’adeguamento dello strumento finanziario derivato al fair value,
è imputata direttamente ad una riserva di patrimonio netto. Quando si manifesta l’elemento sottostante
coperto tale riserva viene rimossa dal patrimonio netto ed attribuita al valore di iscrizione dell’elemento
sottostante. L’eventuale porzione non efficace della variazione di valore dello strumento di copertura è
immediatamente attribuita al conto economico negli oneri e/o proventi finanziari. Quando uno strumento
finanziario di copertura giunge a scadenza, è venduto o è esercitato oppure la società cambia la correlazione
con l’elemento sottostante, e la prevista transazione originariamente coperta non è ancora avvenuta, ma è
considerata ancora probabile, i relativi utili e perdite derivanti dall’adeguamento dello strumento finanziario
al fair value rimangono nel patrimonio netto e sono imputati a conto economico quando si manifesterà la
transazione secondo quanto descritto precedentemente. Se la probabilità del manifestarsi dell’operazione
sottostante viene meno, i relativi utili e perdite del contratto derivato, originariamente registrati nel patrimonio
netto, sono imputati immediatamente a conto economico.
Coperture di attività e passività monetarie (Fair value hedges)
Quando uno strumento finanziario derivato è utilizzato per coprire le variazioni di valore di un’attività o una
passività monetaria già contabilizzata in bilancio che possono produrre effetti sul conto economico, gli utili e
le perdite relativi alle variazioni di fair value dello strumento finanziario derivato sono immediatamente
imputati a conto economico. Parimenti, gli utili e le perdite relativi alla posta coperta modificano il valore di
carico di tale posta e vengono rilevati a conto economico.
Le opzioni sono valutate al fair value e questo è imputato a conto economico ad incremento del costo
finanziario dell’operazione sottostante. Il fair value è misurato alla data di assegnazione dell’opzione (grant
date) e imputato a conto economico nel periodo che intercorre fra tale data e quella nella quale le opzioni
diventano esercitabili (vesting period) dopo che sono state soddisfatte le condizioni relative alla maturazione
dell’opzione stessa. Inoltre, si rileva un costo per ogni modifica che comporti un aumento del fair value totale.
L’effetto della diluizione delle opzioni non ancora esercitate è riflesso nel calcolo della diluizione dell’utile per
azione. Il fair value dell’opzione è valutato utilizzando il metodo di valutazione delle opzioni applicabile (nella
fattispecie il binomial lattice model), tenendo in considerazione i termini e le condizioni ai quali le opzioni
sono state concesse.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale
ovvero al costo ammortizzato. Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a
breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un
irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al momento dell’acquisto non
è superiore a 3 mesi.
287
Le normali operazioni finanziarie di acquisito e vendita (regular way purchase or sale) di strumenti finanziari
sono contabilizzate utilizzando come convenzione la data di regolamento (data valuta).
Debiti
Debiti relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
I debiti commerciali e gli altri debiti sono riconosciuti inizialmente al fair value e successivamente sono valutati
in base al metodo del costo ammortizzato.
I debiti verso banche e altri finanziatori sono inizialmente iscritti al fair value, al netto dei costi accessori di
diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso
effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento nella stima dei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è
ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso
interno effettivo determinato inizialmente. I debiti verso banche e altri finanziatori sono classificati fra le
passività correnti, salvo che il Gruppo abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno
dodici mesi dopo la data di riferimento.
I debiti sono rimossi dal bilancio al momento della loro estinzione e quando il Gruppo abbia trasferito tutti i
rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.
Benefici ai dipendenti
I benefici ai dipendenti comprendono benefici erogati ai dipendenti o alle persone a loro carico e possono
essere liquidati per mezzo di pagamenti (o con la fornitura di beni e servizi) effettuati direttamente ai
dipendenti, al coniuge, ai figli o ad altre persone a loro carico o a terzi, quali società assicuratrici e si
suddividono in benefici a breve termine, benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro
e benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.
I benefici a breve termine, che includono anche i programmi di incentivazione rappresentati dai premi annuali,
dagli MBO e dai rinnovi una-tantum dei contratti collettivi nazionali, sono contabilizzati come passività
(accantonamento di costi) dopo aver dedotto qualsiasi importo già corrisposto, e come costo, a meno che
qualche altro principio IFRS richieda o consenta l’inclusione dei benefici nel costo di un’attività (ad esempio
il costo del personale impiegato nello sviluppo di attività immateriali generate internamente).
La categoria dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro include i piani di incentivazione all’esodo,
sorti nel caso di dimissioni volontarie che prevedono l’adesione del dipendente o di un gruppo di dipendenti
ad accordi sindacali per l’attivazione dei cosiddetti fondi di solidarietà, e i piani di licenziamento, che hanno
luogo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di scelta unilaterale da parte dell’impresa.
L’impresa rileva il costo di tali benefici come una passività di bilancio nella data più immediata tra il momento
in cui l’impresa non può ritirare l’offerta di tali benefici e il momento in cui l’impresa rileva i costi di una
ristrutturazione che rientra nell’ambito del principio IAS 37. Gli accantonamenti per esodi sono riesaminati
con periodicità almeno semestrale.
I piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro si dividono in due categorie: i piani a
contribuzione definita e i piani a benefici definiti.
I piani a contribuzione definita comprendono principalmente:
288
i fondi di previdenza integrativa che implicano un ammontare definito di contribuzione da parte
dell’impresa;
il fondo TFR, limitatamente alle quote maturande dal gennaio 2007 per le imprese con oltre 50
dipendenti, qualunque sia l’opzione di destinazione scelta dal dipendente;
le quote del TFR maturate dal gennaio 2007 e destinate alla previdenza complementare, nel caso
di imprese con meno di 50 dipendenti;
le casse di assistenza sanitaria integrativa.
I piani a benefici definiti comprendono, invece:
il TFR, limitatamente alla quota maturata fino al 31 dicembre 2006 per tutte le imprese, nonché le
quote maturate dal gennaio 2007 e non destinate alla previdenza complementare per le imprese
con meno di 50 dipendenti;
i fondi di previdenza integrativa le cui condizioni prevedono la corresponsione agli aderenti di una
prestazione definita;
i premi di anzianità, che prevedono un’erogazione straordinaria al dipendente al raggiungimento di
un certo livello di anzianità lavorativa.
Nei piani a contribuzione definita l’obbligazione dell’impresa che redige il bilancio è determinata sulla base
dei contributi dovuti per quell’esercizio e pertanto la valutazione dell’obbligazione non richiede ipotesi
attuariali e non vi è possibilità di utili o perdite attuariali.
La contabilizzazione dei piani a benefici definiti è caratterizzata dal ricorso ad ipotesi attuariali per determinare
il valore dell’obbligazione. Tale valutazione è affidata ad un attuario esterno e viene effettuata con cadenza
annuale. Ai fini dell’attualizzazione, la società utilizza il metodo della proiezione unitaria del credito che
prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e
l’attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. Gli utili e le perdite
attuariali sono rilevati in contropartita al patrimonio netto così come previsto dal principio contabile IAS 19.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
Le attività e passività potenziali si possono distinguere in più categorie a seconda della natura delle stesse e
dei loro riflessi contabili. In particolare:
i fondi sono obbligazioni effettive di importo e sopravvenienza/scadenza incerta che sorgono da
eventi passati e per le quali è probabile che vi sia un esborso di risorse economiche per le quali sia
possibile effettuare una stima attendibile dell’importo;
le passività potenziali sono obbligazioni possibili per le quali non è remota la probabilità di un
esborso di risorse economiche;
le passività remote sono quelle per le quali l’esborso di risorse economiche è poco probabile;
le attività potenziali sono attività per le quali manca il requisito della certezza e non possono essere
contabilizzate in bilancio;
289
il contratto oneroso è un contratto nel quale i costi non discrezionali necessari per adempiere alle
obbligazioni assunte sono superiori ai benefici economici che si suppone siano ottenibili dal
contratto;
la ristrutturazione è un programma pianificato e controllato dalla Direzione aziendale che modifica
in maniera significativa il campo d’azione di un’attività intrapresa dall’impresa o il modo in cui
l’attività è gestita.
Ai fini della rilevazione contabile dell’onere, si ha una rilevazione di accantonamenti nei casi in cui vi è
incertezza in merito alla scadenza o sull’ammontare del flusso di risorse necessario per adempiere
all’obbligazione o di altre passività ed in particolare debiti commerciali o stanziamenti per debiti presunti.
Gli accantonamenti si distinguono dalle altre passività in quanto non vi è certezza in merito alla scadenza o
all’importo della spesa futura richiesta per l’adempimento. Data la loro diversa natura, gli accantonamenti
sono esposti separatamente dai debiti commerciali e dagli stanziamenti per debiti presunti.
La contabilizzazione di una passività o l’accantonamento ad un fondo avviene quando:
vi è un’obbligazione corrente legale o implicita quale risultato di eventi passati;
è probabile che sia necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
l’obbligazione;
può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
Gli accantonamenti richiedono l’uso di stime. In circostanze estremamente rare in cui non può essere
effettuata una stima attendibile, si è in presenza di una passività che non può essere attendibilmente
determinata e che pertanto è descritta come una passività potenziale.
L’accantonamento ai fondi rischi ed oneri è effettuato per un ammontare che rappresenti la migliore stima
possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione esistente alla data di riferimento del
bilancio e tiene in considerazione i rischi e le incertezze che inevitabilmente circondano molti fatti e
circostanze. L’importo dell’accantonamento riflette gli eventuali eventi futuri che possono condizionare
l’ammontare richiesto per estinguere un’obbligazione se vi è una sufficiente evidenza oggettiva che questi si
verificheranno.
Una volta determinata la migliore stima possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione
esistente alla data di riferimento del bilancio, viene determinato il valore attuale dell’accantonamento, nel caso
in cui l’effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante.
Ricavi da contratti con i clienti
a) Ricavi da contratti con i clienti relativi (IFRS 15)
Il Gruppo applica l’IFRS 15 a partire dal gennaio 2018. In accordo con tale principio, i ricavi da contratti
con i clienti sono rilevati quando si verificano le seguenti condizioni:
è stato identificato il contratto con il cliente;
sono state identificate le obbligazioni contrattuali (“performance obligations”) contenute nel contratto;
è stato determinato il prezzo;
il prezzo è stato allocato alle singole obbligazioni contrattuali contenute nel contratto;
290
è stata soddisfatta l’obbligazione contrattuale contenuta nel contratto.
Il Gruppo rileva i ricavi da contratti con i clienti quando (o man mano che) adempie l’obbligazione
contrattuale trasferendo al cliente il bene o servizio (ossia l’attività) promesso. L’attività è trasferita quando (o
man mano che) il cliente ne acquisisce il controllo.
Il Gruppo trasferisce il controllo del bene o servizio nel corso del tempo, e pertanto adempie l’obbligazione
contrattuale e rileva i ricavi nel corso del tempo, se è soddisfatto uno dei seguenti criteri:
il cliente simultaneamente riceve e utilizza i benefici derivanti dalla prestazione dell’entità man mano
che quest’ultima la effettua;
la prestazione del Gruppo crea o migliora l’attività (per esempio, lavori in corso) che il cliente
controlla man mano che l’attività è creata o migliorata;
la prestazione del Gruppo non crea un’attività che presenta un uso alternativo per il Gruppo e il
Gruppo ha il diritto esigibile al pagamento della prestazione completata fino alla data considerata.
Se l’obbligazione contrattuale non è adempiuta nel corso del tempo, l’obbligazione contrattuale è adempiuta
in un determinato momento. In tal caso, il Gruppo rileva il ricavo nel momento in cui il cliente acquisisce il
controllo dell’attività promessa.
Il corrispettivo contrattuale incluso nel contratto con il cliente può includere importi fissi, importi variabili
oppure entrambi. Se il corrispettivo contrattuale include un importo variabile (es. sconti, concessioni sul
prezzo, incentivi, penalità o altri elementi analoghi), il Gruppo provvede a stimare l’importo del corrispettivo
al quale avrà diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi. Il Gruppo include nel
prezzo dell’operazione l’importo del corrispettivo variabile stimato solo nella misura in cui è altamente
probabile che quando successivamente sarà risolta l’incertezza associata al corrispettivo variabile non si
verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell’importo dei ricavi cumulati rilevati.
I costi incrementali per l’ottenimento dei contratti con i clienti sono contabilizzati come attività e ammortizzati
lungo la durata del contratto sottostante, se il Gruppo prevede il loro recupero. I costi incrementali per
l’ottenimento del contratto sono i costi che il Gruppo sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che
non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. I costi per l’ottenimento del contratto che
sarebbero stati sostenuti anche se il contratto non fosse stato ottenuto devono essere rilevati come costo nel
momento in cui sono sostenuti, a meno che siano esplicitamente addebitabili al cliente anche qualora il
contratto non sia ottenuto.
Riconoscimento dei costi
I costi sono rilevati a conto economico secondo il principio della competenza.
Conversione delle poste in valuta
Le transazioni in valuta diversa dalla valuta funzionale sono rilevate al tasso di cambio in essere alla data
dell’operazione nei singoli bilanci delle società del gruppo. Le attività e le passività monetarie denominate in
valuta diversa dallla valuta funzionale sono successivamente adeguate al tasso di cambio in essere alla data di
chiusura dell’esercizio. Le differenze cambio eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico
all’interno della voce “Utili e perdite su cambi”.
291
Dividendi
I dividendi ricevuti da società non consolidate sono contabilizzati a conto economico secondo il principio
della competenza, ossia nell’esercizio in cui sorge il relativo diritto al credito, a seguito della delibera
assembleare di distribuzione dei dividendi da parte della società partecipata.
I dividendi distribuiti sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono
approvati dall’assemblea degli azionisti.
Imposte sul reddito
Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell’esercizio, applicando le aliquote fiscali
vigenti alla data di bilancio. Le imposte correnti dell’esercizio e di quelli precedenti, nella misura in cui non
siano state pagate, sono rilevate come passività. Le attività e passività fiscali correnti, dell’esercizio in corso e
di quelli precedenti, devono essere determinate al valore che si prevede rispettivamente di recuperare o di
pagare alle autorità fiscali, applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigenti o sostanzialmente
emanate alla data di riferimento del bilancio.
Le imposte differite si distinguono in:
passività fiscali differite, sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri
riferibili alle differenze temporanee imponibili;
attività fiscali anticipate, sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri
riferibili a differenze temporanee deducibili, riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate, riporto
a nuovo di crediti di imposta non utilizzati.
Per calcolare l’importo delle attività e delle passività fiscali differite viene applicata l’aliquota fiscale alle
differenze temporanee, imponibili o deducibili, identificate, ovvero alle perdite fiscali non utilizzate e ai crediti
di imposta non utilizzati.
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una nuova valutazione sia delle attività fiscali differite
non rilevate in bilancio che delle attività fiscali anticipate rilevate in bilancio al fine di verificare la sussistenza
del presupposto della probabilità del recupero delle attività fiscali anticipate.
Risultato netto per azione
Il risultato netto per azione base è calcolato dividendo il risultato netto di pertinenza del Gruppo per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie.
Il risultato netto per azione diluito è calcolato dividendo il risultato di pertinenza del Gruppo per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del
calcolo dell’utile per azione diluito, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo
l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre il
risultato di pertinenza del Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte,
dell’esercizio di detti diritti.
292
Settori operativi
Il settore operativo è una parte del gruppo che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e costi,
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, nella sua
funzione di Chief Operating Decision Maker (CODM), ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da
allocare al settore e della valutazione di risultati, e per il quale sono disponibili informazioni finanziarie.
1.4 Principi contabili di recente emissione
Si riporta di seguito la lista dei Nuovi Principi Contabili, Emendamenti ed Interpretazioni omologati
dall’Unione Europea ed efficaci dal gennaio 2024 e le relative descrizioni:
Data del RegolamentoNuovo principioData di entrata in vigoreomologazione UE (datacontabile/emendamentopubblicazione GUUE)Passività del leasing inun’operazione di vendita e gennaio 202421 Nov 2023 (EU) 2023/2579retrolocazione (Modifiche all’IFRS16)Classificazione delle passivitàcome Correnti e non Correnti gennaio 2024(Modifiche all IAS 1) e Passività20 Dic 2023 (EU) 2023/2822non correnti con clausole(Modifiche all IAS 1)Accordi di finanziamento per le gennaio 2024forniture ( Modifiche allo IAS 7 e15 Mag 2024 (EU) 2024/1317all’IFRS7)
Modifiche all’IFRS 16
1) Con il Regolamento (UE) n. 2023/2579 del 20 novembre 2023, la Commissione Europea ha
omologato (“endorsed”) il documento “Passività del leasing in un’operazione di vendita e
retrolocazione (Modifiche all’IFRS 16 Leasing)”, pubblicato dallo IASB® Board il 22 settembre
2022.
Con le Modifiche all’IFRS 16, lo IASB Board ha chiarito il seguente trattamento contabile per le valutazioni
successive della passività del leasing derivante da un’operazione di vendita e retrolocazione:
- il locatario-venditore applica le disposizioni dei paragrafi IFRS 16.36-46 per la valutazione
successiva delle passività del leasing derivante dalla retrolocazione;
- nell’applicare i suddetti paragrafi dell’IFRS 16, il venditore-locatario deve determinare i “pagamenti
dovuti per il leasing” o i “pagamenti dovuti per il leasing rivisti” in maniera tale da non rilevare
alcun importo degli utili o delle perdite che si riferiscono all’attività per il diritto d’utilizzo dallo
stesso mantenuto. La passività del leasing è quindi ridotta dell’ammontare dei pagamenti dovuti per
leasing stimati inizialmente, rilevando nell’utile/(perdita) dell’esercizio l’eventuale differenza tra il
pagamento stimato e quello effettivo;
- l’applicazione delle disposizioni sopra indicate non impedisce al locatario-venditore di rilevare
nell’utile/(perdita) di esercizio l’utile o la perdita derivante dalla risoluzione parziale o totale del
contratto come previsto dal paragrafo IFRS 16.46, lettera a).
293
ll locatario-venditore deve definire una propria policy contabile per determinare i pagamenti dovuti per leasing
da includere nella stima iniziale della passività del leasing.
2) Con il Regolamento (UE) n. 2023/2822 del 19 dicembre 2023, la Commissione Europea ha
omologato (“endorsed”) i seguenti documenti pubblicati dallo IASB Board:
- Classificazione delle passività come correnti o non correnti (Modifiche allo IAS 1 Presentazione del
bilancio), pubblicato il 23 gennaio 2020;
- Passività non correnti con clausole (Modifiche allo IAS 1 Presentazione del bilancio), pubblicato il
31 ottobre 2022.
Modifiche allo IAS 1
Diritto a differire l’estinzione di una passività per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio
Il primo obiettivo dello IASB Board è stato quello di chiarire i concetti apparentemente discordanti tra di loro
espressi nei paragrafi 69(d) e 73 dello IAS 1.
In particolare, lo IAS 1.69(d) prevedeva come criterio generale per classificare una passività come non corrente
l’esistenza di un “diritto incondizionato dell’entità a differire l’estinzione della passività per almeno 12 mesi
dalla data di chiusura dell’esercizio” e lo IAS 1.73 faceva invece riferimento a “una discrezionalità dell’entità
di rifinanziare o rinnovare l’obbligazione per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio di un accordo
di finanziamento esistente”. Dalla lettura combinata di questi due paragrafi non era quindi chiaro se fosse
sufficiente avere alla data di chiusura dell’esercizio un diritto a differire l’estinzione di una passività per almeno
12 mesi o se fosse invece rilevante ai fini della classificazione di una passività in bilancio anche l’intenzione o
meno da parte dell’entità di esercitare tale diritto.
Con le Modifiche allo IAS 1, lo IASB Board ha chiarito che:
- il diritto a differire l’estinzione di una passività per un periodo di almeno 12 mesi dalla data di
chiusura dell’esercizio, indicato nel paragrafo 69(d), non deve essere incondizionato, ma è
sufficiente che sia “sostanziato e […] deve esistere alla data di chiusura dell’esercizio”;
- la classificazione di una passività come corrente o non corrente non deve essere influenzata dalle
intenzioni dell’entità di esercitare o meno il diritto a differire il pagamento oltre 12 mesi (ad
esempio, l’intenzione di rifinanziare o rinnovare un prestito estendendo la scadenza) e dalle
decisioni assunte tra la data di chiusura del bilancio e la data della sua pubblicazione (ad esempio, la
decisione di rimborsare anticipatamente un finanziamento).
Modalità di estinzione di una passività
Le Modifiche allo IAS 1 hanno chiarito che, ai fini della classificazione di una passività come corrente o non
corrente, il termine estinzione (di cui al paragrafo 69.a), c) e d)) fa riferimento ad un trasferimento alla
controparte che determina l’estinzione della passività. Il trasferimento potrebbe essere di:
a) disponibilità liquide o altre risorse economiche, per esempio beni o servizi; o
b) strumenti rappresentativi di capitale proprio dell’entità, a meno che si applichi quanto illustrato al paragrafo
76B.
294
Le clausole contrattuali di una passività che consentono alla controparte di richiedere l’estinzione della
passività mediante il trasferimento di strumenti rappresentativi di capitale proprio dell’entità (ad esempio, un
prestito obbligazionario convertibile) non incidono sulla classificazione della passività come corrente o non
corrente se, applicando lo IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio”, l’entità classifica l’opzione
come strumento rappresentativo di capitale, rilevandola separatamente dalla passività finanziaria come una
componente di patrimonio netto di uno strumento finanziario composto (ad esempio, l’opzione di
conversione in un numero fisso di azioni di un prestito obbligazionario convertibile).
Informativa di bilancio
L’entità deve fornire l’informativa in bilancio sugli eventi occorsi tra la data di chiusura dell’esercizio e la data
in cui è autorizzata la pubblicazione del bilancio, che sono specificamente definiti dallo IAS 1 come eventi
successivi non-adjusting in accordo alle disposizioni dello IAS 10 “Fatti intervenuti dopo la data di chiusura
dell’esercizio di riferimento”:
a) rifinanziamento a lungo termine di una passività classificata come corrente
b) rettifica della violazione (“breach”) di un contratto di finanziamento a lungo termine classificato come
corrente;
c) concessione da parte del finanziatore di un periodo di tolleranza (“grace period”) per sanare la violazione
di un contratto di finanziamento a lungo termine classificato come corrente;
d) estinzione di una passività classificata come non corrente.
Se la direzione aziendale ha intenzione o prevede di estinguere una passività classificata come non corrente
entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio, non modifica la classificazione in bilancio ma deve
fornire informativa nelle note sulla tempistica di tale estinzione.
Passività derivanti da contratti di finanziamento con clausole (“covenant”)
Lo IASB Board ha chiarito che, qualora il diritto di differire l’estinzione di una passività derivante da un
contratto di finanziamento per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio sia soggetto al rispetto di
specifici covenant, la passività è classificata come non corrente se sono stati rispettati tutti i covenant previsti
contrattualmente fino alla data di chiusura dell’esercizio, anche se il loro calcolo è effettuato nei primi mesi
dell’esercizio successivo.
Il rispetto dei covenant contrattuali da calcolare dopo la data di chiusura del bilancio non è rilevante ai fini
della classificazione della passività nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria.
Informativa di bilancio sulle passività derivanti da contratti di finanziamento con covenant
Le Modifiche allo IAS 1 hanno introdotto i seguenti obblighi informativi con riferimento alle passività
derivanti da contratti di finanziamento, che sono classificati come passività non correnti nel prospetto della
situazione patrimoniale-finanziaria, il cui diritto a differire la loro estinzione per almeno 12 mesi dalla data di
chiusura dell’esercizio è soggetto al rispetto di covenant:
a) informazioni sui covenant (compresa la natura dei covenant e quando l’entità è tenuta a rispettarli) e sul
valore contabile delle relative passività
b) informazioni su fatti e circostanze, se esistenti, che indicano che l’entità potrebbe avere difficoltà a rispettare
i covenant. Tali fatti e circostanze potrebbero riferirsi anche alla situazione in cui i covenant da rispettare nei
295
12 mesi successivi alla data del bilancio non sarebbero rispettati utilizzando i dati alla data di chiusura
dell’esercizio.
Le Modifiche allo IAS 1 entrano in vigore con i bilanci degli esercizi aventi inizio a partire dal gennaio 2024
e devono essere applicate in modo retroattivo in accordo allo IAS 8 Principi contabili, Cambiamenti nelle
stime contabili ed Errori. L’applicazione anticipata è consentita fornendo adeguata informativa nelle note al
bilancio.
Modifiche allo IAS 7 IFRS 7
Con il Regolamento (UE) n. 2023/1317 del 15 maggio 2024, la Commissione Europea ha omologato
(“endorsed”) la modifica di regolamento per quanto riguarda lo IAS 7 e l’ IFRS 7 “Supplier Finance
Arrangements” con il quale si richiede di fornire informazioni sui suoi accordi di finanziamento per le
forniture che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare gli effetti di tali accordi sulle passività e sui
flussi finanziari dell'entità nonché sull'esposizione di quest'ultima al rischio di liquidità.
Gli accordi di finanziamento per le forniture si caratterizzano per il fatto che uno o più finanziatori offrono
di pagare gli importi dovuti da un'entità ai suoi fornitori e che l'entità concorda di pagare secondo i termini e
le condizioni degli accordi alla stessa data in cui si pagano i fornitori o in una data successiva. Tali accordi
garantiscono all'entità la proroga dei termini di pagamento o ai suoi fornitori l'anticipo dei termini di
pagamento rispetto alla data di scadenza del pagamento della fattura. Gli accordi di finanziamento per le
forniture sono spesso denominati accordi di finanziamento per la catena di fornitura, finanziamento dei debiti
verso fornitori o factoring indiretto. Gli accordi che sono esclusivamente strumenti di supporto del credito
per l'entità (ad esempio garanzie finanziarie, comprese le lettere di credito utilizzate come garanzie) o strumenti
utilizzati dall'entità per regolare direttamente con un fornitore gli importi dovuti (ad esempio carte di credito)
non sono accordi di finanziamento per le forniture.
L'entità deve indicare in forma aggregata per i suoi accordi di finanziamento per le forniture:
a) i termini e le condizioni degli accordi (ad esempio la proroga dei termini di pagamento e i titoli o le
garanzie forniti). Tuttavia, in caso di accordi con termini e condizioni diversi, l'entità dovrà indicare
questi ultimi separatamente;
b) alla data di inizio e a quella di chiusura dell'esercizio:
- i valori contabili delle passività finanziarie che fanno parte di un accordo di finanziamento per le
forniture e le voci associate a tali valori contabili presentate nel prospetto della situazione
patrimoniale-finanziaria dell'entità;
- i valori contabili delle passività finanziarie indicate al punto i) per le quali i fornitori hanno già
ricevuto pagamenti dai finanziatori e le voci associate a tali valori contabili;
- l'intervallo delle date di scadenza dei pagamenti (ad esempio 30-40 giorni dopo la data della
fattura) sia per le passività finanziarie indicate al punto i) sia per i debiti commerciali comparabili
che non fanno parte di un accordo di finanziamento per le forniture. Debiti commerciali
comparabili sono, ad esempio, debiti commerciali dell'entità contratti all'interno dello stesso
ramo di attività o nel medesimo ordinamento giuridico delle passività finanziarie indicate al
punto i). Se gli intervalli delle date di scadenza dei pagamenti sono ampi, l'entità deve fornire
informazioni esplicative su tali intervalli o indicare ulteriori intervalli (ad esempio intervalli
stratificati);
296
c) il tipo e l'effetto delle variazioni non in disponibilità liquide dei valori contabili delle passività
finanziarie indicate alla lettera b), punto i). Esempi di variazioni non in disponibilità liquide
comprendono l'effetto di aggregazioni aziendali, differenze di cambio o altre operazioni che non
richiedono l'impiego di disponibilità liquide o mezzi equivalenti.
Altri fattori che l'entità potrebbe considerare al fine di fornire l'informativa richiesta riguardano, tra l'altro, il
fatto che l'entità:
a) abbia sottoscritto accordi di finanziamento (per esempio su carta commerciale) o altre linee di
credito (per esempio, linee di credito stand-by) cui poter accedere per soddisfare esigenze di
liquidità;
b) detenga depositi presso banche centrali per soddisfare esigenze di liquidità;
c) abbia fonti di finanziamento molto differenziate;
d) abbia concentrazioni significative di rischio di liquidità nelle proprie attività o nelle fonti di
finanziamento;
e) abbia processi di controllo interno e piani di emergenza per la gestione del rischio di liquidità;
f) abbia strumenti che includono termini di rimborso accelerati (per esempio, a seguito di un ribasso
del merito creditizio dell'entità);
g) abbia strumenti che potrebbero richiedere la prestazione di garanzie finanziarie (per esempio, le
chiamate di margine per i derivati);
h) abbia strumenti che consentono all'entità di decidere se regolare le passività finanziarie consegnando
contanti (o altra attività finanziaria) oppure consegnando le proprie azioni;
i) abbia strumenti soggetti ad accordi quadro di compensazione o
j) abbia avuto o abbia accesso ad accordi di finanziamento per le forniture (come descritti nello IAS 7)
che garantiscono all'entità la proroga dei termini di pagamento o ai suoi fornitori l'anticipo dei
termini di pagamento.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall’Unione Europea ed efficaci dal 1°
Gennaio 2025Data del RegolamentoNuovo principioData di entrata in vigoreomologazione UE (datacontabile/emendamentopubblicazione GUUE)Impossibilità di cambio gennaio 202513 Nov 2024 (EU) 2024/2862(Modifiche allo IAS 21)
Modifiche allo IAS 21
Con il Regolamento (UE) n. 2024/2862 del 13 novembre 2024, la Commissione Europea ha omologato
(“endorsed”) la modifica di regolamento per quanto riguarda lo IAS 21 The Effects of Changes in Foreign
Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di applicare una metodologia
in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è
possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa.
297
Principi contabili e interpretazioni emessi dallo IASB/IFRIC e non ancora in vigore
Si forniscono di seguito le informazioni rilevanti per valutare i possibili impatti derivanti dall’applicazione di
nuovi principi contabili e interpretazioni già emessi ma non ancora entrati in vigore oppure non ancora
omologati dall’UE e pertanto non applicabili per la redazione del bilancio che chiude al 31 dicembre 2024.
Ove non diversamente indicato, non si ritiene che l’adozione dei seguenti principi potrà comportare impatti
significativi sui risultati economici e finanziari del Gruppo, a parte eventuali ulteriori obblighi di informativa.
Principio, emendamento o interpretazione StatusIFRS 19 Controllate senza responsabilità pubblica:Entrata in vigore dello IASB: gennaio 2027InformativaData di omologazione UE: da verificareEntrata in vigore dello IASB: gennaio 2027IFRS 18 Presentazione e informativa nel bilancioData di omologazione UE: da verificareEmendamento all'IFRS 9 e all'IFRS 7 ContrattiEntrata in vigore (IASB): gennaio 2026relativi alla fornitura di energia elettrica dipendentiData di omologazione UE: da verificaredalla naturaEmendamento all'IFRS 9 Modifiche allaEntrata in vigore (IASB): gennaio 2026classificazione e alla valutazione degli strumentiData di omologazione UE: da verificarefinanziariEmendamento all'IFRS 7 Classificazione eEntrata in vigore (IASB): gennaio 2026valutazione degli strumenti finanziariData di omologazione UE: da verificare
2. STIME E ASSUNZIONI
La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli amministratori l’applicazione di principi e metodologie
contabili che, in talune circostanze, si fondano su valutazioni e stime difficili e soggettive, basate
sull’esperienza storica e su assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in
funzione delle relative circostanze.
L’applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali il
prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, il prospetto di conto economico, il prospetto di conto
economico complessivo, il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di
bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, potrebbero differire, anche
significativamente, da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell’evento oggetto di
stima, a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.
Le aree che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione
delle stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere
un impatto significativo sui risultati finanziari del Gruppo sono le seguenti:
a) Riduzione di valore delle attività materiali e immateriali a vita utile definita: le attività materiali e
immateriali a vita utile definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una
perdita di valore quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del
relativo valore netto contabile tramite l’uso. La verifica dell’esistenza dei suddetti indicatori richiede
da parte degli amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili
sia di fonte interna che esterna, nonché sull’esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato
che possa essersi generata una potenziale perdita di valore, si procede alla determinazione della stessa
298
utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli indicatori di una
potenziale perdita di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da
valutazioni soggettive nonché da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni
e le stime effettuate dal management.
b) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (avviamento): il valore
dell’avviamento è verificato annualmente al fine di accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore
da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta l’allocazione
dell’avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la successiva determinazione del relativo
valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso. Qualora il valore
recuperabile risulti inferiore al valore contabile delle unità generatrici di flussi finanziari, si procede
a una svalutazione dell’avviamento allocato alle stesse. L’avviamento è verificato almeno una volta
l’anno ed in caso di trigger events anche ripetuta nel corso dell’esercizio.
c) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (marchi): il valore dei marchi a vita
utile indefinita è assoggettato a test di impairment almeno annualmente e qualora ci siano indicatori
di impairment. Il valore in uso è determinato sulla base del metodo discounted cash flow (DCF), sulla
base di un tasso di sconto e un periodo di previsione esplicita di 4 anni basato sui piani approvati
dal Gruppo. Successivamente al periodo di previsione esplicita, viene assunto uno specifico tasso di
crescita pari al tasso d’inflazione atteso a lungo termine. I valori previsionali riferiti agli anni futuri e
i parametri determinati con riferimento alle informazioni di mercato correnti sono oggetto di
incertezze dovute a sviluppi legali futuri imprevedibili e possibili sviluppi nel mercato in cui opera il
Gruppo; pertanto, non si esclude che negli anni successivi possa essere necessario apportare
svalutazioni.
d) Fondo svalutazione crediti: la determinazione di tale fondo riflette le stime del management legate alla
solvibilità storica ed attesa degli stessi.
e) Fondi per rischi e oneri: l’identificazione della sussistenza o meno di un’obbligazione corrente (legale
o implicita) è in alcune circostanze di non facile determinazione. Gli amministratori valutano tali
fenomeni di caso in caso, congiuntamente alla stima dell’ammontare delle risorse economiche
richieste per l’adempimento dell’obbligazione. Quando gli amministratori ritengono che il
manifestarsi di una passivi sia soltanto possibile, i rischi vengono indicati nell’apposita sezione
informativa su impegni e rischi, senza dar luogo ad alcuno stanziamento.
f) Vita utile delle attività materiali e immateriali: la vita utile è determinata al momento dell’iscrizione
del bene in bilancio. Le valutazioni sulla durata della vita utile si basano sull’esperienza storica, sulle
condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa,
compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa
differire dalla vita utile stimata.
g) Attività fiscali anticipate: le attività fiscali anticipate sono rilevate nella misura in cui sia probabile
l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite
fiscali potranno essere utilizzate.
h) Rimanenze: le rimanenze finali di prodotti che presentano caratteristiche di obsolescenza o di lento
rigiro sono periodicamente sottoposte a test di valutazione e svalutate nel caso in cui il valore
recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile. Le svalutazioni effettuate si basano
su assunzioni e stime degli amministratori derivanti dall’esperienza degli stessi e dai risultati storici
conseguiti.
299
i) Passività per leasing: l’ammontare della passività per leasing e conseguentemente delle relative attività
per diritto d’uso, dipende dalla determinazione del lease term. Tale determinazione è soggetta a
valutazioni del management, con particolare riferimento all’inclusione o meno dei periodi coperti dalle
opzioni di rinnovo e di risoluzione del leasing previste dai contratti di locazione. Tali valutazioni
saranno riviste al verificarsi di un evento significativo o di un significativo cambiamento delle
circostanze che abbia un’incidenza sulla ragionevole certezza del management di esercitare un’opzione
precedentemente non considerata nella determinazione del lease term o di non esercitare un’opzione
precedentemente considerata nella determinazione del lease term.
j) Strumenti derivati: l’ammontare delle attività e passività per strumenti derivati è soggetto a
valutazione del management in base al loro fair value. Lo stesso dipende dall’andamento di variabili
sottostanti di mercato e, talvolta, da assunzioni su parametri non di mercato.
k) Valutazione attuariale dei piani a benefici definiti e delle relative attività al servizio del piano: i piani
a benefici definiti sono valutati in base ad eventi incerti ed ipotesi attuariali. Le principali assunzioni
includono tassi di sconto, tassi di mortalità, assunzioni demografiche etc.. L’utilizzo di tecniche di
valutazione complesse comportano la stima di tali parametri prospettici.
l) Valutazione del fair value delle attività acquisite attraverso business combinations: l’ammontare delle
attività e passività acquisite attraverso una business combination è soggetto a valutazione del
management in base al loro fair value. Lo stesso dipende dall’andamento di variabili sottostanti di
mercato e, talvolta, da assunzioni su parametri non di mercato in base alla metodologia valtativa
adottata. La valutazione della business combination del gruppo Princes, avvenuta in data 30 luglio
2024, è stata determinata in maniera provvisoria al 31 dicembre 2024 e sarà finalizzata nel corso del
measurement period, ovvero entro 12 mesi dalla data di acquisizione.
3. GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dal Gruppo sono i seguenti:
rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi tra l’Euro e le altre valute nelle quali opera il
Gruppo e dei tassi di interesse;
rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
rischio climatico, derivante sia dai potenziali danni causati dal clima (rischio fisico) che dal potenziale
rischio di transizione legato al passaggio ad un’economia ad emissioni più contenute.
Obiettivo del Gruppo è il mantenimento nel tempo di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio e
in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle attività
operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente al Gruppo di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria del Gruppo e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
300
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
3.1 Rischio di mercato
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali del Gruppo condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati consolidati e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui il Gruppo è esposto riguardano:
Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterlina.
Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri.
GBP/AUD, in relazione alle transazioni effettuate dalla controllata Symington’s.
GBP/MUR, in relazione alle transazioni effettuate dalla controllata Princes Tuna Mauritius.
Il Gruppo non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati del Gruppo in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera il
Gruppo non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
Rischio di tasso di interesse
Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari netti consolidati.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva
Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi
di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante
negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico Consolidato e sul patrimonio netto Consolidato che deriverebbe da una ipotetica
variazione positiva e negativa di 50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun
periodo. L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità
liquide equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine ad esclusione di quelle a tasso
fisso. Con riferimento alle disponibilità liquide ed equivalenti è stato fatto riferimento alla giacenza media e al
301
tasso di rendimento medio del periodo, mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e
medio/lungo termine, l’impatto è stato calcolato in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
Impatto sull’utile al nettoImpatto sul patrimonio netto al(In migliaia di Euro)dell’effetto fiscalenetto dell’effetto fiscale- 50 bps + 50 bps - 50 bps + 50 bpsEsercizio chiuso al 31 dicembre 2024 (1.619) 1.619 (1.619) 1.619Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 (508) 508 (508) 508
3.2 Rischio di credito
Il Gruppo fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale del Gruppo, le cui controparti sono
operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I crediti del secondo
settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è caratterizzato da una
esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
Il Gruppo gestisce il rischio di credito di entrambe le tipologie di clienti attraverso una prassi consolidata, che
prevede una gestione mirata ed oculata con un limite di fido concesso sulla base delle informazioni
commerciali, finanziarie e rischio percepito dal mercato.
Il Gruppo opera in aree di business con bassi livelli di rischio di credito, considerata la natura delle sue attività
e il fatto che la sua esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di clienti. Le attività sono iscritte in
bilancio al netto di eventuali svalutazioni determinate sulla base del rischio di inadempienza delle controparti,
tenendo conto delle informazioni disponibili sulla solvibilità e dei dati storici e prospettici.
Le posizioni sono oggetto di periodico monitoraggio del rispetto delle condizioni di pagamento e le azioni di
sollecito dello scaduto sono condotte in coordinamento con la forza vendita. Nel caso, invece, che a seguito
di un’analisi puntuale della singola fattispecie si rilevi un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale
del credito l’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili. La metodologia di
gestione del credito non è tale per cui sia ritenuto rilevante suddividere l’esposizione della clientela in classi di
rischio differenti.
Inoltre, segnala che il Gruppo ha in essere polizze d’assicurazione del credito con primarie società del settore
al fine di mitigare il rischio connesso alla solvibilità della clientela.
Il rischio di credito derivante da crediti che il Gruppo vanta verso il sistema bancario è invece di moderata
entità e deriva sostanzialmente da momentanee giacenze di liquidità eccedente investite solitamente in depositi
bancari e conti correnti presso gli istituti di credito.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali al 31 dicembre 2024 e 2023 raggruppati
per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
Scaduti daScaduti daScaduti da(In migliaia di Euro) A scadere1 a 9091 a 180oltre 181TotalegiornigiornigiorniCrediti commerciali lordi al 31 dicembre 2024 225.272 28.707 4.636 20.055 278.670Fondo svalutazione crediti (176) (166) (1.405) (18.378) (20.125)Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2024 225.096 28.541 3.231 1.677 258.545Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2023 43.476 36.641 4.303 20.419 104.839Fondo svalutazione crediti - (166) (1.405) (18.634) (20.205)Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2023 43.476 36.475 2.898 1.785 84.634
302
Per quanto attiene ai crediti finanziari, principalmente riferibili a rapporti di cash-pooling con la controllante,
gli stessi sono tutti “a scadere” e non si ritiene sia necessaria alcuna appostazione di fondi svalutazione.
3.3 Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
Il rischio liquidità cui il Gruppo potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati mezzi
finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità del Gruppo è costituito dalle risorse assorbite dall’attività operativa:
il settore in cui il Gruppo opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite con picchi di fabbisogno di
liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali rispetto al
resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento tra l’area
commerciale e l’area finanza che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati alle
vendite attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità. La pianificazione degli acquisti di materie prime per il
magazzino è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle
decisioni che potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari del Gruppo.
L’attività finanziaria del Gruppo comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari del Gruppo.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari del Gruppo al 31
dicembre 2024 e 2023 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(vi) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(vii) i flussi di cassa sono imputati fascia temporale di riferimento in base alla prima data di esigibilità
prevista dai termini contrattuali;
(viii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell’esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a
bilancio non sono inclusi;
(ix) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è
valutata alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
(x) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
(xi)
303
Al 31 dicembre 2024(In migliaia di Euro)entro 1tra 1 e 2tra 3 e 5oltre 5ValoreValoreannoannianniannicontrattualecontabilePassività finanziarie 385.486 46.406 552.001 - 983.893 966.715Finanziamento soci - - - 206.100 206.100 206.100Passività per leasing 20.230 29.185 44.087 7.660 101.162 99.976Debiti commerciali455.135---455.135455.135Altre passività correnti 169.321 - - - 169.321 169.321
Al 31 dicembre 2023(In migliaia di Euro)entro 1tra 1 e 2tra 3 e 5oltre 5ValoreValoreannoannianniannicontrattualecontabilePassività finanziarie64.65358.179256.060-378.802355.119Passività per leasing 7.694 7.499 20.420 9.840 45.454 44.854Debiti commerciali 172.198 - - - 172.198 172.198Altre passività correnti 31.630 - - - 31.630 31.630
Come evidenziato anche nel paragrafo della continuità aziendale, si ritiene che le disponibilità liquide, la
capacità di generare cassa del gruppo e le linee di credito disponibili siano ampiamente sufficienti a garantire
il fabbisogno di liquidità.
3.4 Rischi ambientali e climatici
Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali forze dirompenti con il potenziale di determinare
cambiamenti sostanziali nelle operazioni del Gruppo nel breve, medio e lungo termine. Molti dei potenziali
impatti del cambiamento climatico possono essere definiti come rischi: rischi fisici per il nostro ambiente o
rischi legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per perseguire gli obiettivi
dell’Accordo di Parigi. Il rischio climatico può colpire aziende, istituzioni finanziarie, famiglie, paesi e il sistema
finanziario in generale. Tuttavia, potrebbero sorgere opportunità per quelle aziende che favoriscono la
transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio quali una migliore attrattività verso gli investitori,
un rafforzamento della reputazione dell’azienda tra gli stakeholder ed una maggiore sostenibilità del business
a lungo termine.
Il Gruppo monitora costantemente i rischi legati ai cambiamenti climatici ed effettua regolari valutazioni per
misurare la propria resilienza nei confronti dei rischi ritenuti rilevanti. Tale analisi è stata effettuata anche nel
corso del 2024, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM, ed ha considerato tutte le Società incluse nel
perimetro di consolidamento. Vi sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza di Newlat
Food. Primo tra questi, la solidità finanziaria del Gruppo che consente di ottenere capitali a un costo
sostenibile, facilitando il finanziamento di investimenti strategici e di misure di mitigazione dei rischi senza
compromettere l’equilibrio economico-finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di
adattabilità, permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere
tempestivamente alle evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
L’analisi dei rischi sopra menzionata ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla
catena di approvvigionamento, sugli asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando
anche l’aderenza alle normative ambientali e gli impegni internazionali di transizione verso un’economia a
basse emissioni di carbonio.
304
Tale valutazione degli impatti derivanti dai cambiamenti climatici sulle nostre operazioni effettuata nel 2024
non ha evidenziato problematiche tali da compromettere l’ordinario svolgimento delle attività o che non siano
affrontabili con le risorse a disposizione e non risulta emersa alcuna questione economica materiale
significativa che abbia avuto effetti sulla redazione del presente bilancio consolidato.
Nello specifico, sono state fatte le seguenti considerazioni:
Il rischio di dipendenze critiche e/o possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento è stato
mitigato mediante l’attivazione di piani di emergenza e di diversificazione geografica dei fornitori.
Per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, non sono
stati riscontrati, negli ultimi anni, problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi. Il
monitoraggio costante di questi aspetti consente l’adozione tempestiva di misure preventive per
minimizzare eventuali impatti.
In materia di conformità normativa, Newlat Food ha istituito un sistema di gestione ambientale con
figure dedicate sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della
normativa europea per garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
In ultimo, il Gruppo ha tenuto conto degli impatti derivanti dal cambiamento climatico con riferimento:
Alle previsioni dei flussi di cassa utilizzate nelle valutazioni di perdita di valore del valore d'uso delle
attività non correnti compreso l'avviamento e le atre attività a vita utile indefinita;
Ai fattori che determinato il valore contabile delle attività non correnti (quali valori residui, vite utili e
metodi ammortamento, accantonamenti e contratti onerosi).
Sulla base di quanto sopra evidenziato il Gruppo non prevede impatti finanziari significativi derivanti dai
rischi ambientali e climatici.
4. POLITICA DI GESTIONE DEL CAPITALE
La gestione del capitale del Gruppo è volta a garantire un solido rating creditizio e adeguati livelli degli
indicatori di capitale per supportare i piani di investimento, nel rispetto degli impegni contrattuali assunti con
i finanziatori.
Il Gruppo si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento
operativo; le fonti di finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio e di capitale di
debito, per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale,
con conseguente vantaggio di tutti gli stakeholders.
La remunerazione del capitale di rischio è monitorata sulla base dell’andamento del mercato e delle performance
del business, una volta soddisfatte tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto, al fine di
garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei
business, il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio
netto, all’andamento del business e alle previsioni dei flussi di cassa attesi, nel breve e nel medio/lungo
periodo.
305
5. CATEGORIE DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE E INFORMATIVA SUL
FAIR VALUE
Categorie di attività e passività finanziarie
Le seguenti tabelle forniscono una ripartizione delle attività e passività finanziarie per categoria al 31 dicembre
2024 e 2023:Valore contabile al 31 dicembre(In migliaia di Euro)20242023ATTIVITÀ FINANZIARIE:Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato803800Crediti commerciali258.54484.634Altri crediti e attività correnti (*)33.80110.031Disponibilità liquide e mezzi equivalenti455.135312.459Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato263.77513.0991.012.058 421.023Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a contoeconomico2.038777Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a conto economico1.576693.614 846TOTALE ATTIVITÀ FINANZIARIE 1.015.672 421.869
(In migliaia di Euro) Valore contabile al 31 dicembre2024 2023PASSIVITÀ FINANZIARIE:Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato:Passività finanziarie non correnti 581.229 290.466Finanziamento Soci 206.100Passività per leasing non correnti79.75837.160Debiti commerciali 559.229 172.198Passività finanziarie correnti 370.794 64.653Passività per leasing correnti 20.230 7.694Altre passività correnti (**)19.7278.539PASSIVITÀ FINANZIARIE1.837.068580.711Passività finanziarie correnti14.692Altre passività correnti 2.603Passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 14.692 2.603TOTALE PASSIVITÀ FINANZIARIE 1.851.760 583.314
(*) limitatamente alle voci “Ratei e risconti attivi”, “Acconti” e “Altri Crediti”
(**) limitatamente alle voci “Ratei e risconti passivi” e “Debiti diversi”
Le tabelle sopra esposte evidenziano che la gran parte delle attività e passività finanziarie in essere è
rappresentata da poste finanziarie attive e passive a breve termine. In considerazione della loro natura, per la
maggior parte delle poste, il valore contabile è considerato una ragionevole approssimazione del fair value.
Le attività e passività finanziarie non correnti sono regolate o valutate a tassi di mercato e si ritiene pertanto
che il fair value delle stesse sia sostanzialmente in linea con gli attuali valori contabili.
Si segnala che il prestito obbligazionario, incluso nelle passività non correnti ed avente un valore di carico pari
a Euro 203.544 migliaia di euro, ha alla stessa data un valore di quotazione sul mercato irlandese pari ad Euro
198.020 migliaia.
Informativa sul fair value
In relazione alle attività e passività rilevate nella situazione patrimoniale e finanziaria e valutate al fair value,
l’IFRS 13 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli, che rifletta la
306
significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Di seguito si riporta la classificazione dei
fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:
Livello 1: fair value determinati con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per
strumenti finanziari identici. Pertanto, nel Livello 1 l’enfasi è posta sulla determinazione dei seguenti
elementi: (a) il mercato principale dell’attività o della passività o, in assenza di un mercato principale,
il mercato più vantaggioso dell’attività o della passività; (b) la possibilità per l’entità di effettuare
un’operazione con l’attività o con la passività al prezzo di quel mercato alla data di valutazione.
Livello 2: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su
mercati attivi. Gli input per questo livello comprendono: (a) prezzi quotati per attività o passività
similari in mercati attivi; (b) prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non
attivi; (c) dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività, per esempio: tassi di
interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite,
spread creditizi, input corroborati dal mercato.
Livello 3: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato
non osservabili.
Le seguenti tabelle riepilogano le attività e passività finanziarie valutate al fair value, suddivise sulla base dei
livelli previsti dalla gerarchia, al 31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre 2024(In migliaia di Euro)Livello 1 Livello 2 Livello 3Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con44 - 1.944impatto a conto economicoAttività finanziarie correnti valutate alfair valuecon impatto a- 1.576 -conto economicoTotale attività finanziarie valutate alfair value43 1.576 1.944
Al 31 dicembre 2024(In migliaia di Euro)Livello 1 Livello 2 Livello 3Passività finanziarie correnti- 14.692 -Totale passività finanziarie correnti alfair value- 14.692 -
Al 31 dicembre 2023(In migliaia di Euro)Livello 1 Livello 2 Livello 3Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con43 - 734impatto a conto economicoAttività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a- 69 -conto economicoTotale attività finanziarie valutate alfair value43 69 734
Al 31 dicembre 2023(In migliaia di Euro)Livello 1 Livello 2 Livello 3Altre passività correnti- 2.603 -Totale altre passività correnti alfair value- 2.603 -
Non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value nei periodi considerati. Il livello3
include partecipazioni minoritarie in società non quotate la cui variazione di valore è unicamente legata alla
variazione di fair value. I Il livello 2 include strumenti derivati su cambi (contratti forward) legati ad acquisiti in
valuta.
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6. SETTORI OPERATIVI
L’IFRS 8 Settori operativi definisce un settore operativo come una componente:
che coinvolge attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi;
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale;
per la quale sono disponibili dati economico finanziari separati.
Ai fini dell’IFRS 8, l’attività svolta dal Gruppo è identificabile nei seguenti settori operativi: Pasta, Milk
Products, Bakery Products, Dairy Products, Special Products, Instant Noodles e Altre attività.
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performance del Gruppo al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024,
nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Consolidato:
308
Al 31 dicembre 2024InstantNoodlesTotale(In Euro migliaia)SpecialItalianAltriPasta Milk products Bakery products Dairy products&Foods Drinks FishOilsBilancioproductsProductsProdottiBakeryConsolidatoMixesRicavi da contratti con i clienti verso terzi191.610274.54745.17760.13923.620149.320283.834150.106201.02682.982163.72215.0261.641.109EBITDA (*)14.15819.2396.2485.4982.3889.44028.5716.6468.4842.4654.301(2.318)105.120EBITDA Margin7,39%7,01%13,83%9,14%10,11%6,32%10,07%4,43%4,22%2,97%2,63%-15,42%6,41%Ammortamenti e svalutazioni4.61214.5891.7805871.70212.7349.5507.5002.5453.7204802.71862.517Svalutazioni nette di attività finanziarie374374Proventi da business combination155.479155.479Risultato operativo9.5474.6504.4684.911686(3.294)19.021(854)5.939(1.255)3.821150.071197.709Proventi finanziari-----12.22412.224Oneri finanziari-----(42.451)(42.451)Risultato prima delle imposte9.5474.6504.4684.911686(3.294)19.021(854)5.939(1.255)3.821119.837167.482Imposte sul reddito-----(7.230)(7.240)Risultato netto9.5474.6504.4684.911686(3.294)19.021(854)5.939(1.255)3.821114.465160.241Totale attività137.236155.45221.0209.84026.33258.755259.551199.866427.37470.015253.930734.3572.353.727Totale passività63.73990.59120.71516.22316.79462.349257.816195.830378.87480.094240.674534.0851.957.784Investimenti2.2983.5835614574.2344.9651.2537.833-25.185Dipendenti (numero)467542203651377401.1526593.0186823824038.443(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e svalutazioni.
309
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale operativo al fine di una valutazione delle performances
del Gruppo al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Consolidato:
Al 31 dicembre 2023(In Euro migliaia)BakeryDairySpecialInstant NoodlesPasta Milk productsAltri Prodotti Totale Bilancio Consolidatoproductsproductsproducts& bakery mixesRicavi da contratti con i clienti212.934 259.272 50.327 57.189 33.947 165.414 14.256 793.339verso terziEBITDA (*) 19.923 20.675 8.090 4.023 4.751 10.933 (244) 68.151EBITDA Margin9,36%7,97%16,07%7,03%14,00%6,61%-1,71%8,59%Ammortamenti e svalutazioni6.59214.4622.6374603.24112.56732940.288Svalutazioni nette di attività1.378 1.378finanziarieProventi da business4.793 4.793combinationRisultato operativo13.3316.2135.4533.5631.510(1.634)2.84331.280Proventi finanziari - - - - - 9.777 9.777Oneri finanziari - - - - - (21.341) (21.341)Risultato prima delle imposte 13.331 6.213 5.453 3.563 1.510 (1.634) (8.721) 19.715Imposte sul reddito - - - - - (4.203) (4.203)Risultato netto 13.331 6.213 5.453 3.563 1.510 (1.634) (12.925) 15.513Totale attività 125.278 145.706 22.487 8.073 30.767 67.212 418.081 817.604Totale passività 76.025 90.842 17.721 14.374 16.818 69.308 357.858 642.946Investimenti 10.750 2.234 740 268 3.102 6.611 1.519 25.224Dipendenti (numero) 596 532 188 66 143 717 61 2.303(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e svalutazioni del magazzino e del provento straordinario da business combinations.
310
I ricavi da contratti con clienti derivanti dai settori “Pasta” e Milk Products” ammontano congiuntamente a
Euro 466.157 migliaia ed Euro 472.206 migliaia per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023, pari
rispettivamente al 28,4% e 59,5% dei ricavi da contratti con i clienti.
L’EBITDA relativo ai settori “Pasta” e Milk Products ammonta congiuntamente a Euro 33.397 migliaia ed
Euro 40.598 migliaia rispettivamente per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023, pari rispettivamente
al 32,3% e al 59,6%.
In relazione alla marginalità, il settore Bakery Products” e “Special Prodcuts” presentano le marginalità maggiori
in termini di EBITDA margin nel corso del 2024.
Per quanto concerne il Gruppo Princes (rientranti nel perimetro di consolidamento a partire dal agosto per
cinque mesi) si evidenza come la business unit Foods rappresenta la più rilevante all’interno del Gruppo sia
in termini di fatturato sia in termini di Ebitda.
I ricavi derivanti dal settore “Pasta” sono in diminuzione con il precedente esercizio, passando da Euro
212.934 ad Euro 191.610 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024. L’EBITDA derivante dal settore
“Pasta” risulta essere in diminuzione passando da Euro 19.923 ad Euro 14.158. Il relativo EBITDA margin
registra un decremento, e passa da 9,36% al 31 dicembre 2023 a 7,39% al 31 dicembre 2024 per effetto
principale di un decremento del prezzo medio di vendita e di una diminuzione dei volumi nel mercato tedesco.
I ricavi derivanti dal settore Milk Products si incrementano di Euro 15.275 migliaia, passando da Euro
259.272 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 a Euro 274.547 migliaia nell’esercizio chiuso al 31
dicembre 2024. Tale incremento è principalmente riconducibile ad un aumento dei volumi di vendita ed un
prezzo medio di cessione più elevato rispetto all’esercizio precedente. L’EBITDA derivante dal settore Milk
Products registra un decremento sia in valori assoluti sia come incidenza sul fatturato per effetto di un
peggioramento delle condizioni di acquisto nel comparto materie prime con particolare riferimento al secondo
semestre del 2024.
I ricavi del settore special products registrano una diminuzione per effetto di un decremento del prezzo medio
di vendita e di una diminuzione dei volumi a più bassa marginalità, nonché a causa di alcuni investimenti
impiantistici che hanno rallentato i livelli di produzione, in particolare nel quarto trimestre.
I ricavi derivanti dal settore Instant Noodles si decrementano di Euro 16.094 migliaia, passando da Euro
165.415 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 a Euro 149.320 migliaia nell’esercizio chiuso al 31
dicembre 2024. Tale decremento è principalmente riconducibile ad una diminuzione del prezzo medio di
vendita.
Inoltre, a completamento dell’informativa settoriale, si riportano di seguito le informazioni economiche e
patrimoniali per area geografica richieste dall’IFRS 8 per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Italia398.240397.384Germania146.448140.534Regno Unito721.423155.571Altri Paesi374.99899.850Totale ricavi da contratti con i clienti1.641.109793.339
311
Infine, in accordo con quanto previsto dall’IFRS 8, paragrafo 34, si precisa che per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2024 e 2023 non vi sono clienti per il Gruppo che generino ricavi superiori al 10%.
8. NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA
8.1 Immobili, impianti e macchinari
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Immobili, impianti e macchinari”
per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
AttivitàAttrezzatureTerreni eImpianti emateriali in(In migliaia di Euro)industriali eAltri beniTotalefabbricatimacchinaricorso ecommercialiaccontiCosto storico al 31 dicembre 2023124.437358.95026.0148.9606.967525.327Investimenti1.1968.0536153413.15823.055Dismissioni(988)(576)(28)(1.592)Efetto cambi netto3.2729.6719998514.029Riclassifiche3.98012.067(253)33(15.827)0Variazione nel perimetro di126.667 250.106 29.236 - 18.142 424.151consolidamentoCosto storico al 31 dicembre 2024259.552637.85956.0358.99922.525984.970Fondo ammortamento al 31(49.863) (280.680) (23.025) (7.028) - (360.595)dicembre 2023Ammortamenti(8.022)(27.163)(3.870)(71)(39.126)Dismissioni1.311195281.534Efetto cambi netto(999)(5.459)(315)(6.773)Riclassifiche83316399Fondo ammortamento al 31(58.884) (311.907) (26.699) (7.071) - (404.561)dicembre 2024Valore netto contabile al 3174.574 78.270 2.989 1.932 6.967 164.732dicembre 2023Valore netto contabile al 31200.668 325.952 29.336 1.928 22.525 580.410dicembre 2024
AttivitàAttrezzatureTerreni eImpianti eAltrimateriali in(In migliaia di Euro)industriali eTotalefabbricatimacchinaribenicorso ecommercialiaccontiCosto storico al 31 dicembre 2022106.908319.14327.5577.1032.914463.625Investimenti5.63310.2652.1252434.82723.092Dismissioni(631)(384)(3.689)--(4.704)Effettocambi netto3316121--215Riclassifiche6768--(774)-Variazione nel perimetro diconsolidamento12.48828.997-1.614-43.099Costo storico al 31 dicembre 2023124.437358.95026.0148.9606.967525.327Fondo ammortamento al 31 dicembre 2022(40.594)(238.142)(25.437)(5.347)-(309.520)Ammortamenti(3.094)(18.817)(1.274)(67)-(23.251)Dismissioni6311023.686--4.419Variazione nel perimetro di consolidamento(6.807)(23.824)-(1.614)-(32.245)Fondo ammortamento al 31 dicembre 2023(49.863)(280.680)(23.025)(7.028)-(360.597)Valore netto contabile al 31 dicembre 202266.31481.0012.1191.7562.914154.106Valore netto contabile al 31 dicembre 202374.57478.2702.9891.9326.967164.732
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono stati pari
ad Euro 23.055 migliaia ed includono la quota di Princes Limited a partire dal agosto. Per maggiori
informazioni relativamente agli investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”.
312
Al 31 dicembre 2024, non vi sono contributi in conto capitale a riduzione degli impianti e macchinari di
riferimento.
8.2 Attività per diritto d’uso e passività per
leasing
La seguente tabella riporta la movimentazione della voce “Attività per diritto d’uso” per l’esercizio chiuso al
31 dicembre 2024 e 2023:Attività per diritto(In migliaia di Euro)d'usoCosto storico al 31 dicembre 2023 96.752Incrementi 9.371Decrementi (5.080)Variazione perimetro di consolidamento61.182Effetto cambi 1.928Costo storico al 31 dicembre 2024 164.153Fondo ammortamento al 31 dicembre 2023(52.979)Ammortamenti(18.924)Dismissioni 5.080Effetto cambi (834)Fondo ammortamento al 31 dicembre 2024 (67.658)Valore netto contabile al 31 dicembre 202343.773Valore netto contabile al 31 dicembre 202496.496
Attività per diritto(In migliaia di Euro)d'usoCosto storico al 31 dicembre 2022 90.335Incrementi 9.813Decrementi(3.762)Variazione perimetro di consolidamento 366Costo storico al 31 dicembre 2023 96.752Fondo ammortamento al 31 dicembre 2022 (43.827)Ammortamenti(11.751)Dismissioni 2.599Variazione perimetro di consolidamentoFondo ammortamento al 31 dicembre 2023 (52.979)Valore netto contabile al 31 dicembre 202246.509Valore netto contabile al 31 dicembre 2023 43.773
Al 31 dicembre 2024 il Gruppo non ha individuato indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle
attività per diritto d’uso.
La tabella che segue riporta i valori contrattuali non attualizzati delle passività per leasing del Gruppo al 31
dicembre 2024, a seguito dell’applicazione dell’IFRS 16 già effettuata a partire dal gennaio 2018:
Al 31 dicembre 2024(In migliaia di Euro)tra 1 e 2tra 3 e 5ValoreValoreentro 1 annooltre 5 annianniannicontrattualecontabilePassività perleasing20.23029.18544.0877.660101.16299.988
Al 31 dicembre 2023(In migliaia di Euro)tra 1 e 2tra 3 e 5ValoreValoreentro 1 annooltre 5 annianniannicontrattualecontabilePassività per leasing 7.694 7.499 20.420 9.840 45.454 44.854
313
Il tasso di attualizzazione è stato determinato sulla base del tasso di finanziamento marginale del Gruppo,
ovvero il tasso che il Gruppo dovrebbe pagare per un prestito, con una durata e con garanzie simili, necessario
per ottenere un'attività di valore simile all'attività consistente nel diritto di utilizzo in un contesto economico
simile. Il Gruppo ha deciso di applicare un unico tasso di attualizzazione ad un portafoglio di leasing con
caratteristiche ragionevolmente simili, quali i leasing con una durata residua simile per una classe di attività
sottostante simile, in un contesto economico simile.
Le principali informazioni relative ai contratti di locazione in capo al Gruppo, che agisce principalmente in
veste di locatario, sono riportate nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro) Al 31 dicembre 2024Valore netto contabile attività per diritto d'uso (immobili) 78.896Valore netto contabile attività per diritto d'uso (macchinari) 13.915Valore netto contabile attività perdiritto d'uso (autovetture)3.685Totale valore netto contabile attività per diritto d'uso96.496Passività per leasing correnti 20.230Passività perleasingnon correnti79.758Totale passività per leasing 99.988Ammortamento attivi per diritto d'uso (immobili) (7.907)Ammortamento attivi per diritto d'uso (macchinari) (9.844)Ammortamento attivi per diritto d'uso (autovetture) (1.173)Totale ammortamenti attività per diritto d'uso (18.924)Interessi passivi perleasing1.625
Le attività per diritto d’uso relative a beni immobili si riferiscono prevalentemente alla locazione degli
stabilimenti produttivi di Sansepolcro (AR), Ozzano Taro (PR), Reggio Emilia, Lodi, Lecce ed Eboli (SA),
Bologna e Corte de’ Frati (CR) concessi in conduzione a Newlat e Centrale del Latte d’Italia in forza dei
contratti di locazione stipulati con la società correlata New Property S.p.A. Con riferimento alla
determinazione del lease term, in relazione alla locazione degli immobili sopra riportati, si precisa che lo stesso
è stato quantificato in sei anni, sulla base delle opzioni di recesso previste nei contratti stessi e sulla base delle
valutazioni effettuate dal management considerando il mutevole contesto di mercato e gli obiettivi acquisitivi
del Gruppo. I contratti di affitto stipulati tra le parti risultano avere il medesimo impianto contrattuale e, più
precisamente: (i) una durata stabilita in sei anni ed estendibile automaticamente per ulteriori sei anni, con
eventuali successivi rinnovi taciti di sei anni in sei anni, e (ii) delle opzioni di risoluzione anticipata esercitabili
dal locatore in sede di rinnovo e dal locatario, che potrà recedere in qualsiasi momento e senza causa, con un
preavviso di sei mesi.
Tali locazioni rientrano nell’ambito dei rapporti con parti correlate; al riguardo, si rinvia alla specifica sezione
del presente Bilancio Consolidato.
Le attività per diritto d’uso relative a macchinari si riferiscono prevalentemente alla locazione di beni
strumentali impiegati nel processo produttivo.
314
8.3 Attività immateriali
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Attività immateriali” per gli
esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
Diritti dibrevettoindustriale eConcessioni,AltreImmobilizzaz(In migliaia di Euro) Avviamentodiritti dilicenze, marchi eimmobilizzaziTotaleioni in corsoutilizzazionediritti similionidelle operedell'ingegnoCosto storico al 31 dicembre13.071 6.024 133.091 36.637 26 188.8482023Investimenti131.1242.212843.433Efettocambi netto8353681.203Variazione nel perimetro di21.943 15.809 124 37.876consolidamentoCosto storico al 31 dicembre13.071 27.980 150.858 39.341 110 231.3602024Fondo ammortamento al 31- (4.740) (77.796) (14.764) - (97.300)dicembre 2023Efetto cambi netto(553)(201)(754)Ammortamenti(228)(1.436)(2.053)(3.716)Fondo ammortamento al 31- (4.968) (79.785) (17.018) - (101.770)dicembre 2023Valore netto contabile al 3113.071 1.284 55.295 21.873 26 91.548dicembre 2023Valore netto contabile al 3113.071 23.012 71.073 22.323 110 129.588dicembre 2024
Diritti dibrevettoindustriale eConcessioni,AltreImmobilizzazioni(In migliaia di Euro)Avviamentodiritti dilicenze, marchi eTotaleimmobilizzazioniin corsoutilizzazionediritti similidelle operedell'ingegnoCosto storico al 31 dicembre 202213.0705.237131.82335.721125185.976Investimenti662673770262.131Effetti cambi netto595146741Riclassifiche125(125)-Costo storico al 31 dicembre 202313.2906.024133.09136.63726189.068Fondo ammortamento al 31 dicembre 2022(4.416)(75.638)(13.575)-(93.629)Ammortamenti(324)(2.158)(1.189)(3.671)Fondo ammortamento al 31 dicembre2023(4.740)(77.796)(14.764)-(97.520)Valore netto contabile al 31 dicembre 202213.07082156.18522.14612592.345Valore netto contabile al 31 dicembre 202313.0701.28455.29521.8732691.548
Non sono stati individuati indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle attività immateriali a vita
utile definita per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
Si riporta di seguito una descrizione delle principali voci che compongono le attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento si riferisce:
all'acquisizione della società Centrale del Latte di Salerno S.p.A. fusa per incorporazione in Newlat
Food S.p.A. a partire dal 2019, che rappresenta una cash generating unit (CGU). Tale importo, pari ad
Euro 3.863 migliaia, riflette la differenza tra il prezzo di acquisto e il patrimonio netto di Centrale del
Latte di Salerno alla data di acquisizione, avvenuta nel dicembre 2014.
315
All’acquisizione della Symington’s per un ammontare complessivo di Euro 9.207 a seguito della
definizione del processo di purchase price allocation completato nel corso del 2022.
Il valore di tali avviamenti è stato assoggettato a impairment test, avvalendosi dell’ausilio di un professionista
terzo indipendente.
Ai fini dell’impairment test al 31 dicembre 2024, si è fatto uso del Piano economico-finanziario 2025-2027. Il
Consiglio d’Amministrazione ha approvato tale impairment test, nonché i flussi ivi rappresentati, in data 17
marzo 2025
Ai fini della stima del valore d’uso delle CGU cui è stato allocato l’avviamento:
(i) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi
di risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test
dell’avviamento si è pertanto fatto riferimento ad un piano triennale 2025-2027. Il Consiglio
di Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in
data 17 marzo 2025.
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test dell’avviamento, si è fatto uso di fonti esterne di
informazione ai seguenti fini del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il
calcolo del costo del capitale sono di fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio
ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
delle CGU rappresentate dalla divisione Centrale del Latte di Salerno (“DCF Method”) e della società
Symington’s Limited relativi al periodo di 3 anni successivo alla data di bilancio (2025-2027). Le assunzioni
chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la stima dei livelli
di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita del valore terminale e
del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le performance
economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre considerata una marginalità lineare nei periodi di piano sulla base di quanto avvenuto nei due
esercizi precedenti.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
Avviamento ex CLS Avviamento SYMTasso diWACC Tasso diWACC(In percentuale)crescitacrescitaAl 31 dicembre 2024 1% 7,09% 2% 7,41%Al 31 dicembre 20231%8,81%1%8,47%
Il costo del capitale è stato calcolato considerando la struttura finanziaria di Gruppo corrispondente a 75,5%
equity e 24,5% costo del debito, la stessa considerata come allineata a quella di un partecipante di mercato. I
316
WACC post-tax determinati corrispondono a tassi di sconto ante imposte pari a 10,28% per Symington e
9,65% per CLS.
Il tasso di crescita nel lungo termine per Symington è stato aggiornato per riflettere una maggiore aderenza
alle attese di inflazione di lungo termine nel relativo mercato di riferimento.
In entrambi gli esercizi i livelli di EBITDA e di sviluppo fatturato sono di fatto attesi in lieve incremento
rispetto allo storico.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato eccede il relativo
valore contabile per circa il 30% dello stesso per Symington e per oltre il 174% del suo valore per CLS.
Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati dei test di impairment
della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita, parametri ritenuti
significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini del test in oggetto,
in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al relativo valore
contabile. Per la CGU Symington è stata anche considerata una ulteriore sensitivity sulla marginalità di piano
che condensa gli effetti sugli altri parametri chiave del test. Considerando un 10% di decremento della
marginalità su tale CGU. l’eccedenza di valore recuperabile rispetto al valore di carico diminuirebbe dal 30%
al 19%.
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno
Tale voce è costituita quasi esclusivamente da costi per software.
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili ed altre immobilizzazioni immateriali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili” al
31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Marchi a vita utile indefinita Italia e Germania(a) 44.799 44.799Marchi a vita utile definitaItalia e Uk(b)23.201535Attività a vita utile definita Symington’s (c) 29.513 31.157Totale valore netto contabile 97.513 76.491
L'impairment test sui marchi a vita utile indefinita è effettuato almeno annualmente e qualora ci siano
indicatori di impairment.
a) Marchi a vita utile indefinita
Tale voce si riferisce:
ai marchi “Drei Glocken” e “Birkel” iscritti dalla società Newlat Deutschland per un ammontare
complessivo di Euro 18,8 milioni.
ai marchi Centrale Latte Rapallo-Latte Tigullio, ai marchi Mukki e Centrale del Latte di Vicenza iscritti
nel bilancio separato della società controllata per complessivi Euro 19.132 migliaia e rivalutati in sede
di purchase price allocation per un ammontare complessivo di Euro 6.823 migliaia.
Il valore di tali marchi è stato assoggettato a impairment test, avvalendosi dell’ausilio di un professionista terzo
indipendente per il Gruppo Newlat.
317
Ai fini dell’impairment test al 31 dicembre 2024, si è fatto uso del Piano economico-finanziario 2025-2027. Il
Consiglio d’Amministrazione ha approvato tale impairment test, nonché i flussi ivi rappresentati, in data 17
marzo 2025.
A partire dall’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 il management ha uniformato la metodologia di valutazione
dell’impairment test dei marchi tedeschi allineandola a quanto già effettuato per i marchi italiani della CGU
Centrale del Latte d’Italia e per gli avviamenti precedentemente descritti. Dunque, anche per tutti i marchi, la
configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU rappresentata rispettivamente dalla Newlat Gmbh e dalla Centrale del Latte d’Italia (“DCF
Method”) relativi al periodo di 3 anni successivo alla data di bilancio. Per quanto riguarda la CGU Centrale del
Latte d’Italia i flussi utilizzati dagli Amministratori ai fini del test di impairment non includono le componenti
economico-finanziarie derivanti dall’affitto del ramo d’azienda “Milk & Diary” sottoscritto con la società
controllante Newlat Food S.p.A. in data 21 dicembre 2020, avente scadenza 31 dicembre 2023 e rinnovato
per ulteriori tre anni.
Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la
stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita del
valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione
le performance economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre considerata una marginalità lineare nei periodi di piano sulla base di quanto avvenuto nei due
esercizi precedenti per la CGU Centrale del Latte d’Italia e di poco superiore a quella registrata nel 2024 per
la CGU Newlat Gmbh ed in linea con i precedenti esercizi.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
Marchi Newlat Gmbh Marchi CLITasso diWACC Tasso diWACC(In percentuale)crescitacrescitaAl 31 dicembre 20241%5,88%1%7,09%Al 31 dicembre 2023 1% 7,02% 1% 8,81%
Il costo del capitale è stato calcolato considerando la struttura finanziaria di Gruppo corrispondente
a 75,5% equity e 24,5% costo del debito, la stessa considerata come allineata a quella di un partecipante
di mercato. I WACC post-tax determinati corrispondono a tassi di sconto ante imposte pari a 8,12%
per Newlat GmbH e 9,02% per CLI.
In entrambi gli esercizi i livelli di EBITDA e di sviluppo fatturato sono di fatto attesi in costanza
rispetto ai livelli storici.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato eccede il
relativo valore contabile per oltre il 400% per la CGU tedesca e per oltre il 56% per la CGU CLI.
Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati del test di
impairment della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita,
parametri ritenuti significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati
ai fini del test in oggetto, in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non
inferiore al relativo valore contabile. Per la CGU CLI è stata anche considerata una ulteriore sensitivity
sulla marginalità di piano che condensa gli effetti sugli altri parametri chiave del test. Considerando
318
un 10% di decremento della marginalità su tale CGU. l’eccedenza di valore recuperabile rispetto al
valore di carico diminuirebbe dal 56% al 45%.
b) Marchi a vita utile definita Italia e UK
Tale voce include i marchi di proprietà di Newlat Food S.p.A. e della Princes Limited ed in particolare il brand
Napolinga per un valore pari ad Euro 8.795 migliaia e i brands relativi alla business unit Food per un valore
pari ad Euro 13.935 migliaia, ammortizzati in base alla vita utile residua, stimata sulla base del periodo di
tempo in cui si ritiene che gli stessi garantiscano la generazione di flussi di cassa. Non sono stati individuat
indicatori di impairment in relazione a tali marchi.
c) Attività a vita utile definita Symington’s limited
Tale voce include le allocazioni a marchi a vita utile definita, know how e customer lists, definite nella purchase
price allocation a seguito dell’acquisizione della Symington’s e ammortizzati in base alla vita utile residua
stimata sulla base del periodo di tempo in cui si ritiene che gli stessi garantiscano la generazione di flussi di
cassa. Non sono stati individuati indicatori di impairment in relazione a tali attività.
8.4 Partecipazioni in imprese collegate
Al 31 dicembre 2024 le partecipazioni in imprese collegate pari ad Euro 10.090 migliaia si riferiscono
principalmente alla partecipazione detenuta dalla Centrale del Latte d’Italia S.p.A. in Mercafir Scpa per un
importo pari ad Euro 1.401 migliaia ed alla partecipazione detenute indirettamente dal Gruppo Princes in
Marine Biotechnology Limited per un ammontare pari ad Euro 8.690 migliaia.
8.5 Attività finanziarie non correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
Al 31 dicembre 2024 e 2023, le attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico ammontano rispettivamente ad Euro 2.038 migliaia ed Euro 777 migliaia. Tali saldi, di ammontare
non rilevante, si riferiscono a strumenti di capitale in imprese minori ed in particolare la partecipazione
detenuta dalla Princes Limited in Cawston Press Limited.
8.6 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Al 31 dicembre 2024 e 2023, le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammontano rispettivamente
ad Euro 803 migliaia ed Euro 801 migliaia. Tali saldi si riferiscono ai depositi cauzionali versati a fronte dei
contratti di locazione in essere.
319
8.7 Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite
Le attività per imposte anticipate sono state iscritte in bilancio, in quanto si ritiene probabile che saranno
realizzati redditi imponibili futuri, a fronte dei quali possano essere utilizzate. La seguente tabella riporta il
prospetto di dettaglio della voce “Attività per imposte anticipate” al 31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Fondi 2.956 2.936Perdite fiscali pregresseLeasing 891 613Ammortamenti 327 59Altro 2.046 246Sym Tax losses4171.129PPA effetti 1.169 1.379Attività per imposte anticipate 7.806 6.362
Le passività per imposte differite, derivanti da attività immateriali al 31 dicembre 2023, sono riconducibili
principalmente ai marchi “Drei Glocken” e “Birkel” iscritti in capo a Newlat Deutschland e ai marchi iscritti
nel bilancio della Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e all’effetto fiscale della purchase price allocation della Symington’s
Limited nonché alle differenze temporanee sulle attività materiali del Grupo Princes:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Attività immateriali 15.466 11.745Attività materiali 22.613 1.927Altro 1.572 82Allocazione PPA 8.849 9.114Passività per imposte differite lorde 48.500 22.868
L’incremento rispetto all’esercizio precedente è dovuto essenzialmente alla variazione del perimetro di
consolidamento e l’inclusione dei saldi afferenti al Gruppo Princes derivanti dalla differenza temporanea fra
ammortamenti IFRS e fiscali.
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione del valore lordo delle attività per imposte
anticipate e differite passive per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
TotalePerditeattività(In migliaia di Euro) FondifiscaliLeasing Ammortamenti AltroperpregresseimposteanticipateSaldo al 31 dicembre 20232.9361.129613591.6256.362Accantonamenti (rilasci) a conto economico21(712)278268(243)(388)Variazioni perimetro di consolidamento1.8801.880Accantonamenti (rilasci) aconto economico complessivo(1)---(47)(48)Saldo al 31 dicembre 20242.9564178913273.2157.806
TotaleAttivitàPPApassività per(In migliaia di Euro) MarchiAltrimaterialiAllocationimpostedifferiteSaldo al 31 dicembre 202311.0864642.2049.11422.868Accantonamenti (rilasci) a conto economico249(1)(1.234)(986)Variazioni perimetro di consolidamento26.61726.617Saldo al 31 dicembre 202411.08627.3302.2037.88048.499
320
Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite derivano dalle differenze temporanee tra
il valore attribuito ad un’attività o passività in bilancio e il valore attribuito a quella stessa attività o passività
ai fini fiscali.
Alla data del bilancio, il gruppo ha perdite fiscali inutilizzate per oltre 100 milioni di Euro disponibili per
compensare utili futuri. Prudenzialmente non è stata riconosciuta alcuna attività fiscale differita in relazione
alle perdite in considerazione delle valutazioni ancora in corso della purchase price allocation e delle attese
di utili fiscali a seguito dell’acquisizione del gruppo Princes. Tutte le perdite possono essere riportate a
nuovo indefinitamente.
8.8 Rimanenze
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Rimanenze” al 31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Materie prime, sussidiarie, di consumo e ricambi 151.318 40.949Prodotti finiti e merci334.42535.757Prodotti semilavorati 1.686 2.391Acconti 410 502Totale rimanenze lorde 487.838 79.598Fondo svalutazione rimanenze (896) (5.499)Totale rimanenze 486.942 74.099
Le rimanenze sono iscritte al netto del fondo obsolescenza, di ammontare pari ad Euro 896 migliaia al 31
dicembre 2024, prevalentemente relativo a ricambi di attrezzature a lenta movimentazione. L’incremento
rispetto al precedente esercizio è per effetto dell’inclusione nel perimetro di consolidamento del Gruppo
Princes. Di seguito viene si riporta la movimentazione del fondo svalutazione magazzino nell’esercizio 2024:
(In migliaia di Euro) Fondo svalutazione rimanenzeSaldo al 31 dicembre 2022 1.949Accantonamenti 1.783Utilizzi/Rilasci (144)Variazione petrimetro di consolidamento1.892Effetto Cambi 19Saldo al 31 dicembre 2023 5.499Utilizzi/Rilasci (4.763)Effetto Cambi 160Saldo al 31 dicembre 2024 896
8.9 Crediti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Crediti commerciali” al 31 dicembre 2024
e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Crediti commerciali verso clienti 272.478 102.347Crediti commerciali verso parti correlate 6.191 2.493Crediti commerciali (lordi) 278.669 104.840Fondo svalutazione crediti commerciali (20.125) (20.205)Totale crediti commerciali 258.544 84.635
L’incremento rispetto al precedente esercizio è per effetto dell’inclusione nel perimetro di consolidamento del
Gruppo Princes.
321
La seguente tabella riporta la movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali per l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2024:
(In migliaia di Euro) Fondo svalutazione crediti commercialiSaldo al 31 dicembre 2022 19.737Accantonamenti 1.378Utilizzi(909)RilasciVariazione nel perimetro di consolidamento -Saldo al 31 dicembre 2023 20.205Accantonamenti 374Utilizzi(453)Variazione nel perimetro di consolidamentoSaldo al 31 dicembre 2024 20.125
Il valore netto dei crediti commerciali riferibili a posizioni scadute al 31 dicembre 2024 è pari ad Euro 53.398
migliaia, in diminuzione rispetto l’esercizio precedente a parità di perimetro.
L’analisi del rischio di credito, comprensiva dell’evidenza della copertura del fondo svalutazione crediti sulle
singole fasce di scaduto, è riportata nella precedente sezione “Gestione dei rischi finanziari”.
L’analisi dei crediti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate”.
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.10 Attività e passività per imposte correnti
Le attività per imposte correnti ammontano ad Euro 6.930 migliaia ed Euro 1.323 migliaia rispettivamente al
31 dicembre 2024 e 2023.
Le passività per imposte correnti ammontano ad Euro 4.946 migliaia ed Euro 2.988 migliaia rispettivamente
al 31 dicembre 2024 e 2023.
Le variazioni intervenute nei saldi netti delle attività e passività in esame per l’esercizio al 31 dicembre 2024
riguardano principalmente lo stanziamento di imposte correnti sul reddito e pagamento degli acconti nonché
l’inclusione nel perimetro di consolidamento dei saldi del Gruppo Princes.
8.11 Altri crediti e attività correnti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri crediti e attività correnti” al 31 dicembre
2024 e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Crediti tributari 17.077 11.154Crediti verso istituti previdenziali 2.714 1.344Ratei e risconti attivi14.7401.809Acconti 4.542 1.440Altri crediti 14.518 6.782Totale altri crediti e attività correnti 53.591 22.529
I crediti verso istituti di previdenza al 31 dicembre 2024 e 2023 si riferiscono principalmente a crediti verso
l’INAIL ed isituti di previdenza sociale, rispettivamente pari ad Euro 2.714 migliaia ed Euro 1.344 migliaia.
322
Gli acconti al 31 dicembre 2024 e 2023 si riferiscono prevalentemente a somme versate a fronte di forniture
da ricevere, rispettivamente pari ad Euro 4.542 migliaia ed Euro 1.440 migliaia.
I crediti tributari al 31 dicembre 2024 includono prevalentemente crediti IVA.
L’incremento nell principali voci degli altri crediti ed attività correnti è principalmente dovuto all’inclusione
nel perimetro di consolidamento del Gruppo Princes.
8.12 Attività finanziarie correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce Attività finanziarie correnti valutate al fair value
con impatto a conto economico” al 31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Strumenti finanziari derivati 1.575 68Titoli obbligazionari quotati 1 1Totale attività finanziarie correnti valutate afair valuecon impatto a1.576 69conto economico
Tale voce residua include principalmente strumenti di copertura su valute estere stipulati dalla controllata
Princes limited.
8.13 Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
I crediti finanziari valutati al costo ammortizzato si riferiscono a crediti finanziari vantati nei confronti della
parte correlata Newlat Property S.p.A. per un ammontare complessivo di Euro 12.099 migliaia e della
controllante Newlat Group S.A. per euro 251.675 migliaia, di cui euro 240.453 migliaia relativi ai rapporti di
cash pooling in essere classificati in tale voce a seguito della gestione complessiva della liquidità del gruppo
conseguente alla recente acquisizione del Gruppo Princes Limited ed alle transazioni collegate (tra cui il
finanziamento soci ottenuto dalla stessa Newlat Group S.A. di cui alla relativa nota).
8.14 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti” al 31
dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Depositi bancari e postali 454.958 311.952Denaro e valori in cassa 177 507Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti455.135312.459
I depositi bancari e postali si riferiscono a disponibilità liquide depositate prevalentemente su conti correnti
presso primarie istituzioni bancarie e finanziarie.
Al 31 dicembre 2024 le disponibilità liquide non sono soggette a restrizioni o vincoli.
Si veda lo schema di rendiconto finanziario per le variazioni intervenute nella voce “Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti” nel corso degli esercizi in esame, variazione inclusiva di una compensazione di poste di
credito e debito reciproco con la società controllante nell’esercizio comparativo.
323
8.15 Patrimonio netto
La voce “Patrimonio netto” al 31 dicembre 2024 ammonta ad Euro 395.943 migliaia.
Come riportato nel prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato, i movimenti che hanno
interessato il patrimonio netto per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono relativi a quanto segue:
la rilevazione del risultato netto del gruppo dell’esercizio per Euro 157.933 migliaia;
vendite nette di azioni proprie per euro 8.663 migliaia di cui 5.364 nette per cassa e, per la differenza
attraveso la chiusura di derivati su azioni proprie;
utili attuariali, al netto del relativo effetto fiscale, per Euro 391 migliaia, relative all’attualizzazione del
fondo trattamento di fine rapporto per i lavoratori dipendenti;
riserva di traduzione positiva per Euro 6.457 migliaia;
rilevazioni componenti positivi per Euro 1.102 migliaia, al netto del relativo effetto fiscale, relativi ad
operazioni di hedge accounting:
rilevazione interessenze di terzi per un ammontare complessivo cumulato di Euro 46.774 migliaia (di
cui Euro 2.308 riferibili al risultato attribuibile agli stessi).
Capitale sociale
Al 31 dicembre 2024, il capitale sociale della Società, interamente sottoscritto e versato, è pari ad Euro
43.935.050, suddiviso in n. 43.935.050 azioni ordinarie che sono state dematerializzate a seguito
dell’operazione di IPO.
8.16 Fondi relativi al personale
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi relativi al personale” per
gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
PianoPianoPianoT.F.R.Fondi perpensionisticopensionisticopensionistico(In migliaia di Euro)(societàilPrincesSymington'sNewlatitaliane)personaleLimitedLimitedDeutschlandSaldo al 31 dicembre 2023 10.327 - 199 425 10.951Effetto cambi - 61 10 - 71Service Cost-1.010-111.021Oneri finanziari 307 85 - - 392Perdite/(utili) attuariali (315) (158) - - (473)Benefici pagati (1.142) (573) (121) - (1.836)Variazione perimetro di consolidamento-2.930--2.930Saldo al 31 dicembre 20249.1773.3558843613.056
I fondi relativi al personale rappresentano la stima dell’obbligazione, determinata su base di tecniche attuariali,
relativa all’ammontare da corrispondere ai dipendenti alla data di futura cessazione del rapporto di lavoro.
324
Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
Il valore della passività per il trattamento di fine rapporto relativo alle Società italiane che rientrano nella
definizione di piani a benefici definiti secondo lo IAS 19, è stato determinato secondo logiche attuariali. Si
riportano di seguito le principali ipotesi attuariali, finanziarie e demografiche utilizzate per determinare il
valore della passività al 31 dicembre 2024 e 2023, in accordo alle disposizioni dello IAS 19:
Al 31 dicembre2024 2023Ipotesi finanziarieTasso di attualizzazione 3,29% 3,15%Tasso di inflazione 2,00% 2,25%Tasso annuo di incremento salariale 2,00% 2,25%Ipotesi demograficheDecesso Tavola SIM/SIF2002 ISTAT Tavola SIM/SIF2002 ISTATIl raggiungimento del primo dei requisitiIl raggiungimento del primo deiPensionamentopensionabili secondo la normativarequisiti pensionabili secondo lavigentenormativa vigente
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi relative alla frequenza annua di turnover e alle richieste di
anticipazioni del TFR specifiche adottate per il calcolo dei fondi relativi al personale di Newlat in accordo alle
disposizioni dello IAS 19:
Al 31 dicembre2024 2023Frequenza annua di Turnover e Anticipazioni TFR Italy ItalyFrequenza anticipazioni 1,10% 1,90%Frequenza turnover 2,50% 2,82%
La seguente tabella riepiloga l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale, finanziaria e demografica,
mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariali
ragionevolmente possibili al 31 dicembre 2024 e 2023:
Tasso diVariazione etàTasso di inflazione(In migliaia di Euro)attualizzazionepensionamento+0,50% -0,50% +0,50% 0,50% + 1 anno - 1 annoFondi per il personale (TFR) al 31 dicembre(518) 518 314 (-314) 29 (29)2023Fondi per il personale (TFR) al 31 dicembre(411) 411 275 (275) 41 (41)2024
Piano pensionistico Newlat Deutschland
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi attuariali e finanziarie adottate, in accordo alle disposizioni
dello IAS 19, per determinare il valore della passività riferibile al piano pensionistico relativo al personale di
Newlat Deutschland al 31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31 dicembre2024 2023Tasso di attualizzazione 1,75% 1,75%Tasso di incremento delle pensioni 1,50% 1,50%
Piano pensionistico Princes Limited
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi attuariali e finanziarie adottate, in accordo alle disposizioni
dello IAS 19, per determinare il valore della passività riferibile al piano pensionistico relativo al personale di
Newlat Deutschland al 31 dicembre 2024 e 2023:
325
Al 31 dicembre2024 2023Ipotesi finanziarieTasso di attualizzazione 5,60% N.A.Tasso di inflazione 3,40% N.A.Tasso annuo di incremento salariale 2,00% N.A.
La seguente tabella riepiloga l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale, finanziaria e demografica,
mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariali
ragionevolmente possibili al 31 dicembre 2024 e 2023 per i piani più signi ficativi:
Tasso diVariazione etàTasso di inflazione(In migliaia di Euro)attualizzazionepensionamento+0,50% -0,50% +0,50% 0,50% + 1 anno - 1 annoFondi per il personale (TFR) al 31 dicembre(9.500) (10.590) 9.200 (8.500) - -2024
8.17 Fondi per rischi e oneri
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi per rischi e oneri” per gli
esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
Fondo indennitàAltri fondi perTotale fondo(In migliaia di Euro)Fondi rischi legaliclientela agentirischi e oneririschi e oneriSaldo al 31 dicembre 20231.363 224 749 2.337Accantonamenti144 144Utilizzi(76) (76)Variazione nel perimetro di consolidamento1.318 1.318Saldo al 30 giugno 20241.431 224 2.067 3.723
Il fondo indennità clientela agenti, pari al 31 dicembre 2024 ad Euro 1.431 migliaia, rappresenta una
ragionevole previsione degli oneri che risulterebbero a carico del Gruppo nel caso di futura interruzione dei
rapporti di agenzia.
L’incremento rispetto all’esercizio precedente è dovuto all’inclusione nel perimetro di consolidamento del
Gruppo Princes ed in particolare ad un fondo per il ripristino di assets detenute in leasing per un
ammontare complessivo di euro 1.318 migliaia
8.18 Passività finanziarie (correnti e non correnti)
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Passività finanziarie” (correnti e non correnti)
al 31 dicembre 2024 e 2023
Al 31 dicembre 2024 Al 31 dicembre 2023(In migliaia di Euro)Quota nonQuota nonQuota correnteQuota correntecorrentecorrenteTotale passività finanziarie 385.486 581.229 64.653 304.723
In merito ai principali finanziamenti, in termini di valore assoluto, gli stessi comprendono:
(i) Un prestito obbligazionario quotato sul mercato irlandese con scadenza 2027 (tasso 2,625%) per
Euro 199.231 migliaia interamente classificato a lungo termine;
(ii) Un prestito di Euro 300 milioni che è stato erogato da un pool di primarie banche per finanziare
in parte l’acquisizione del Gruppo Princes (tasso variabile in base al livello di indebitamento del
gruppo, quello iniziale pari a EURIBOR più 300 basis point). Tale finanziamento ha contrattualmente
scadenze di ripagamento definite su base semestrale a partire da giugno 2025 sino al 2029. Dunque,
326
36 milioni sono inclusi come quota corrente e il residuo come quota non corrente. Come meglio
descritto negli eventi successivi, tale finanziamento è stato tuttavia interamente ripagato nel corso dei
primi mesi del 2025;
(iii) Un prestito di Euro 70 milioni sottoscritto a gennaio 2024 e garantito SACE con ripagamenti
trimestrali a partire dal 2025 (tasso pari a EURIBOR più 90 basis point)
La componente residua include una serie di finanziamenti chirografari minori a medio e lungo termine. La
quota corrente include, oltre alle quote pagabili nell’esercizio 2024 degli indebitamenti a medio e lungo
termine, conti anticipi e altri strumenti di finanziamento del circolante.
Alcuni contratti di finanziamento prevedono il rispetto dei parametri finanziari. Al 31 dicembre 2024 i
parametri indicati in precedenza risultano rispettati.
Infine, le passività finanziarie a breve termine includono anche strumenti derivati su cambi su finanziamenti
Intercompany (per Euro 14.692 migliaia) la cui variazione di fair value è stata contabilizzata a conto
economico.
Di seguito si riporta la Posizione Finanziaria Netta, nel formato come da Comunicazione Consob:
(In migliaia di Euro) Al 31 dicembreIndebitamento finanziario netto 2024 2023A. Disponibilità liquide 455.135 103.873B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - 208.586C. Altre attività finanziarie correnti 265.351 13.167D Liquidità (A)+(B)+('C)720.486325.626E. Debiti finanziari correnti(361.009)(29.727)F. Parte corrente del debito finanziario non corrente (44.708) (42.622)G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F) (405.717) (72.349)H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D) 314.770 253.277I. Debiti finanziari non correnti (461.756) (128.613)J. Strumenti di debito (199.231) (199.013)K.Debiti commerciali e altri debiti non correnti(206.100)-L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(K)(867.087)(327.626)M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L) (552.317) (74.348)
Senza considerare gli effetti dell’IFRS 16, la posizione finanziaria netta sarebbe co determinata:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Indebitamento finanziario netto (552.317) (74.348)Passività per leasing correnti 20.230 7.694Passività per leasing non correnti79.75837.160Posizione finanziaria netta (452.329) (29.493)
L’incremento dell’indebitamento è dovuto principalmente all’acquisizione del Gruppo Princes.
La tabella che segue riporta, ai sensi dello IAS 7, le variazioni delle passività finanziarie derivanti dai flussi di
cassa generati e/o assorbiti dell’attività di finanziamento, nonché derivanti da elementi non monetari:
DeltaAl 31VariazioneAl 31Variazionecambi eRiclassif(In migliaia di Euro)dicembrediAccensioni RimborsidicembrFV derivatiint. noniche2023perimetroe 2024pagatiPassività finanziarie290.466 397.892 320.000 (397.892) - 927 (30.164) 581.229non correntiPassività finanziarie correnti64.653230.216314.609(274.448)14.6925.60030.164385.486Totalepassività finanziarie355.119628.108634.609(672.340)14.6926.527-966.715Finanziamento soci--200.000--6.100-206.100Totale355.119628.108834.609(672.340)14.69212.627-1.172.815
327
VariazioneAccensioni /Al 31delAl 31Riclassifich(In migliaia di Euro)dicembreperimetro diRimborsi Delta cambidicembrevar. stimee2023consolidam2024entoPassività per leasing non correnti37.16048.87912.301-(933)(17.519)79.758Passività per leasing correnti7.69412.4322.630(19.812)(233)17.51920.230Totale passività per leasing44.85461.18114.931(19.812)(1.166)-99.988
8.19 Finanziamento Soci
Tale voce include un finanziamento soci erogato da parte della controllante Newlat Group per un ammontare
complessivo di Euro 200 milioni (e relativi interessi) nel contesto della transazione finalizzata all’acquisizione
del gruppo Princes. Tale finanziamento, approvato anche in sedei di comitato parti correlate, ha scadenza
2030 ed è stato sottoscritto alle stesse condizioni e tassi di finanziamento ottenuti per il prestito bancario da
300 milioni di cui alla nota “Passività finanziarie”.
8.20 Debiti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Debiti commerciali” al 31 dicembre 2024 e
2023:
Al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Debiti commerciali verso fornitori 555.447 171.375Debiti commerciali verso parti correlate3.782823Totale debiti commerciali559.229172.198
Tale voce include prevalentemente i debiti relativi al normale svolgimento dell’attività produttiva da parte del
Gruppo.
L’analisi dei debiti commerciali verso parti correlate è riportata nella sezione “Rapporti con parti correlate”
del Bilancio Consolidato.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.21 Altre passività correnti
La seguente tabella riporta il dettaglio della voce “Altre passività correnti” al 31 dicembre 2024 e 2023:
Al 31dicembre(In migliaia di Euro)20242023Debiti verso dipendenti19.29214.449Debiti verso istituti di previdenza 9.846 4.216Debiti tributari 6.660 4.425Ratei e risconti passivi 5.128 4.477Debiti diversi14.5994.062Totale altre passività correnti 55.526 31.629
I debiti verso dipendenti si riferiscono principalmente a retribuzioni da liquidare e oneri differiti quali ferie,
permessi e mensilità aggiuntive.
I debiti verso istituti di previdenza si riferiscono prevalentemente alle passività verso l’INPS ed altri istituti
previdenziali per il versamento di contributi.
328
I debiti tributari al 31 dicembre 2024 includono prevalentemente debiti verso l’erario per ritenute alla fonte.
L’incremento della voce altre passività correnti è dvuto principalmente all’inclusione del gruppo Princes a
partire dal 1°agosto 2024.
9. NOTE AL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
9.1 Ricavi da contratti con i clienti
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti per settore operativo:
Conto economico combined(In migliaia di Euro)dei primi nove mesi2024 2023Pasta 191.610 212.934Milk products 274.547 259.272Bakery products45.17750.327Dairy products 60.139 57.189Special products 23.620 33.947Instant Noodles & Bakery Mixes 149.320 165.414Foods283.834-Drinks 150.106 -Fish 201.026 -Italian Products 82.982 -Oils163.722-Altri Prodotti 15.026 14.256Totale ricavi da contratti con i clienti 1.641.109 793.339
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti per canale distributivo:
Conto economico combined(In migliaia di Euro)dei primi nove mesi2024 2023Grande distribuzione organizzata 592.482 465.266B2B partners 135.213 97.655Normal trade 53.768 88.532Private label725.046121.959Food service 134.599 19.928Totale ricavi da contratti con i clienti 1.641.109 793.339
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti per area geografica:
Conto economico combined(In migliaia di Euro)dei primi nove mesi20242023Italia 398.240 397.384Germania 146.448 140.534Regno Unito 721.423 155.571Altri Paesi374.99899.850Totale ricavi da contratti con iclienti1.641.109793.339
I ricavi da contratti con i clienti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono quasi esclusivamente relativi
alla vendita di beni. I ricavi associati a tali vendite di beni sono rilevati nel momento del trasferimento del
controllo dell’attività al cliente. Nell’esercizio appena concluso il Gruppo ha realizzato ricavi consolidati pari
a Euro 1.641.109 migliaia, in crescita del 107% rispetto a Euro 793.339 migliaia registrati nello stesso periodo
dello scorso esercizio. Tale risultato è riconducibile principalmente alla variazione del perimetro di
consolidamento che vede l’inclusione della controllata Princes Limited a partire dal 30 luglio 2024.
329
9.2 Costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei costi operativi suddivisi sulla base della loro
destinazione per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Costo del venduto (1.369.712) (656.186)Spese di vendita e distribuzione (123.973) (89.912)Spese amministrative (104.704) (23.801)Totale costi operativi(1.598.389)(769.899)
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei medesimi costi operativi suddivisi sulla base della loro
natura per:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 % 2023 %Materie prime e prodotti finiti 1.035.523 63% 425.746 54%Costo del personale 190.849 12% 103.367 13%Packaging66.3654%50.9076%Trasporti 82.377 5% 48.974 6%Utenze 59.544 4% 38.936 5%Ammortamenti 61.767 4% 38.672 5%Provvigioni su vendite9.5301%8.6521%Facchinaggio e magazzinaggio 18.798 1% 7.158 1%Vigilanza e pulizia 7.828 0% 5.431 1%Manutenzione e riparazione 24.022 1% 12.348 2%Royalties passive3740%2.0810%Costo per godimento beni di terzi 11.504 1% 3.184 0%Pubblicità e promozioni 6.030 0% 8.912 1%Consulenze e prestazioni professionali 5.523 0% 4.928 1%Assicurazioni4.0990%2.2250%Analisi e prove di laboratorio 3.286 0% 1.179 0%Servizi relativi agli stabilimenti produttivi 3.013 0% 739 0%Compensi presidente e amministratori 975 0% 1.011 0%Compensi società di revisione1.5170%8730%Compensi organi di controllo 61 0% 59 0%Altri costi minori 5.248 1% 4.516 1%Totale costi operativi 1.598.389 97% 769.899 97%
I costi operativi per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 si incrementano per effetto dell’inclusione del
Gruppo Princes nel perimetro di consolidamento a partire dal agosto.
9.3 Svalutazioni nette di attività finanziarie
La voce “Svalutazioni nette di attività finanziarie”, pari ad Euro 374 migliaia per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2024, si riferisce alla svalutazione di crediti commerciali e altri crediti in sofferenza. Il prospetto di
dettaglio relativo alla movimentazione del fondo svalutazione crediti per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024
e 2023 è riportato nella precedente nota 8.9 - “Crediti commerciali” del Bilancio Consolidato.
9.4 Altri ricavi e proventi
La tabella che segue riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri ricavi e proventi”:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)20242023Rimborsi e risarcimenti 1.290 2.202Locazioni attive 31 30
330
Altri ricavi stabilimento Ozzano 184 1.824Contributo in conto esecizio275336Altro 5.756 6.528Totale altri ricavi e proventi 7.536 10.920
9.5 Proventi da business combination
Si riferisce al provento da business combination a seguito dell’acquisizione del Gruppo Princes Limited. Tale
provento risulta essere ancora provvisorio in quanto il processo di purchase price allocatione e valutazione al
fair value degli assets e liabilities del Gruppo acquisito in data 31 luglio 2024 è in corso e non definito. Si
rimanda al paragrafo dell’acquisizione e della variazione del perimetro di consolidamento per maggiori dettagli.
9.6 Altri costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri costi operativi”:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Bolli, tributi e imposte locali 1.116 1.006Mensa aziendale 156 148Beneficienzee quote associative1520Altro 6.385 5.322Totale altri costi operativi 7.673 6.496
9.7 Proventi e oneri finanziari
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Proventi finanziari”:
Esercizio chiuso al 31dicembre(In migliaia di Euro)20242023Interessi attivi da cash pooling3.9141.501Utili netti su cambi719230Altri proventi finanziari7.5918.046Totale proventi finanziari12.2249.777
Gli altri proventi finanziari includono principalmente interessi attivi derivanti da gestione della liquidità di
Gruppo.
La tabella di seguito riporta il dettaglio della voce “Oneri finanziari”:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)2024 2023Interessi passivi su finanziamenti 24.891 8.263Interessi passivi su passività per leasing512615Commissioni 7.234 705Perdite nette su cambi 360 242Interessi netti su fondi del personale 392 165Altri oneri finanziari3.5185.826Interessi su Prestito Obbligazionario 5.525 5.525Totale oneri finanziari 42.432 21.341
L’incremento rispetto all’esercizio precedente è dovuto principalmente agli interessi e alle commissioni sui
finanziamenti accesi per l’acquisizione del Gruppo Princes.
331
9.8 Valutazioni società collegate col metodo del patrimonio netto
Si riferisce alla valutazione al patrimonio netto della partecipazione detenuta indirettamente da Princes Limited
in Marine Biotechnology Limited.
9.9 Imposte sul reddito
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Imposte sul reddito”:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro e in percentuale sui ricavi da contratti con i clienti)2024 2023Imposte correnti 7.525 3.288Imposte relative a esercizi precedenti3144Totale imposte correnti 7.839 3.292Diminuzione (aumento) di imposte anticipate 388 830Aumento (diminuzione) di imposte differite (986) 82Variazione perimetro di consolidamentoTotale imposte differite (598) 912Totale imposte sul reddito7.2404.203
La tabella che segue riporta la riconciliazione del tasso teorico d’imposizione fiscale con l’effettiva incidenza
sul risultato ante-imposte:
Esercizio chiuso al 31 dicembre(In migliaia di Euro)20242023Risultato prima delle imposte167.48219.715Aliquota teorica27,9%27,9%Onere fiscale teorico 46.385 5.501RettificheImposte relative a esercizi precedenti 314 4Effetto fiscale teorico su provento non ricorrente da business combination (43.379)Differenze di aliquote di imposizione e differenze permanenti 3.578 (1.301)Imposte sul reddito7.2404.204
9.10 Risultato netto per azione
La tabella di seguito riporta il risultato netto per azione, calcolato come rapporto tra il risultato netto e la
media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione nel periodo.
Esercizio chiuso al 31 dicembre2024 2023Utile dell'esercizio di pertinenza del Gruppo in Euro migliaia 157.933 14.324Media ponderata delle azioni in circolazione 43.879.253 42.770.715Utile per azione (in Euro) 3,60 0,33
Nell’esercizio non sono in circolazione opzioni su azioni. Nell’esercizio comparativo, poiché le potenziali
opzioni su azioni proprie in circolazione avevano un effetto anti-diluitivo, l’Utile per azione diluito era stato
indicato uguale all’Utile per azione.
332
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dal Gruppo con le parti correlate, individuate sulla base dei criteri definiti dallo
IAS 24 “Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate”, sono principalmente di natura
commerciale e finanziaria e sono state effettuate a normali condizioni di mercato.
Sebbene le operazioni con parti correlate siano effettuate a normali condizioni di mercato, non vi è garanzia
che, ove le stesse fossero state concluse fra o con terze parti, queste ultime avrebbero negoziato e stipulato i
relativi contratti, ovvero eseguito le operazioni stesse, alle medesime condizioni e con le stesse modalità.
Il Gruppo intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
Newlat Group, società controllante diretta; e
società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
333
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi patrimoniali relativi ai rapporti del Gruppo con
parti correlate al 31 dicembre 2024 e 2023:
Società sottoposte alSocietà controllantecontrollo dellecontrollantiIncidenzaAltreAltre societàTotale voce disulla voce(In migliaia di Euro)societàconsolidateTotalebilanciodiNewsottoposteconsolidateNewlat GroupbilancioPropertyal controllocon metododelleproporzionalecontrollantiAttività per dirittod'usoAl 31dicembre 202411.48811.48896.49611,9%Al 31 dicembre 202314.10514.10543.77332,2%Attività finanziarie noncorrenti valutate alcosto ammortizzatoAl 31 dicembre 202473573580391,5%Al 31 dicembre 202373573580091,9%Crediti commercialiAl 31 dicembre 20246.1916.191258.5442,4%Al 31 dicembre 20232.4932.49384.6342,9%Crediti finanziarivalutati al costoammortizzatoAl 31 dicembre 2024251.67512.100263.775263.775100,0%Al 31dicembre 202313.09913.09913.099100,0%Disponibilità liquide emezzi equivalentiAl 31 dicembre 2024--455.1360,0%Al 31 dicembre 202393.58693.586312.45930,0%Passività per leasingnon correntiAl 31 dicembre 20248.6928.69279.75810,9%Al 31 dicembre 202314.09214.09237.16037,9%Finanziamento sociAl 31 dicembre 2024206.100206.100206.100100,0%Debiti commercialiAl 31 dicembre 20244122.9973738.71112.493445.4342,2%Al 31dicembre 202371533219823172.1980,5%Passività finanziariecorrentiAl 31 dicembre 202477385.4860,0%Al 31 dicembre 20233.9163.91664.6536,1%Passività per leasingcorrentiAl 31 dicembre 20242.5542.55420.23012,6%Al 31 dicembre 20232.4572.4577.69431,9%Altre passività correntiAl 31 dicembre 2024738.784169.3215.20%
334
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi economici relativi ai rapporti del Gruppo con
parti correlate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
Società sottoposte alSocietà controllantecontrollo dellecontrollantiAltreIncidenzaTotale voce(In migliaia di Euro)societàTotalesulla vocedi bilancioNewsottopostedi bilancioNewlat GroupPropertyal controllodellecontrollantiCosto del vendutoAl 31 dicembre 2024-2.2833612.6441.369.7120,2%Al 31 dicembre 2023-2.7403033.043656.1860,5%Spese amministrativeAl 31 dicembre 2024168138-306104.7040,3%Al 31 dicembre 2023168--16823.8010,7%Proventi finanziariAl 31 dicembre 20243.914--3.91412.22432,1%Al 31 dicembre 20231.811--1.8119.77718,5%Oneri finanziariAl 31 dicembre 20245.814424-6.23842.43214,9%Al 31 dicembre 20238693-70121.3413,3%
335
Operazioni con la controllante Newlat Group
I Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato, pari ad Euro 251.675 migliaia al 31 dicembre 2024 sono
riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata con la società controllante per Euro 240.453 classificati in
tale voce rispetto al precedente esercizio per effetto della recente acquisizione del Gruppo Princes Limited,
alle transazioni collegate (finanziamento soci) e alla gestione complessiva della liquidità di Gruppo.
Le spese amministrative al 31 dicembre 2024 sono riconducibili per Euro 168 migliaia a spese di gestione
sostenute da Newlat Food S.p.A., in relazione a contratti di prestazioni di servizi e a commissioni sostenute
in relazione agli accordi di cost sharing.
Operazioni con società sottoposte al controllo delle controllanti
Di seguito si riportano le società soggette al controllo delle controllanti con cui il Gruppo ha intrattenuto
rapporti nel corso dei periodi in esame:
New Property S.p.A., società immobiliare a cui vengono corrisposti canoni relativi a contratti di locazione
immobiliare;
Altre società sottoposte al controllo delle controllanti, quali Newservice S.r.l
New Property S.p.A.
Al 31 dicembre 2024 le attività per diritto d’uso, per Euro 11.488 migliaia, e le passività per leasing correnti e
non correnti, rispettivamente per Euro 2.554 migliaia ed Euro 8.662 migliaia, si riferiscono ai beni immobili,
oggetto della scissione immobiliare a favore della New Property S.p.A. avvenuta nell’esercizio 2017, concessi
in locazione a Newlat successivamente a tale operazione straordinaria. La contabilizzazione di tali contratti in
base all’IFRS 16 ha comportato la rilevazione di ammortamenti, iscritti nel costo del venduto, per Euro 2.283
migliaia, e di oneri finanziari per Euro 424 migliaia per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
10. ALTRE INFORMAZIONI
10.1 Compensi ad Amministratori e Sindaci
I compensi spettanti agli Amministratori e ai Sindaci ammontano rispettivamente ad Euro 1.553 migliaia ed
Euro 59 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
I compensi per i dirigenti con responsabilità strategiche ammontare ad Euro 2.430 migliaia
10.2 Compensi alla società di revisione
I compensi spettanti alle società di revisione a fronte dei servizi forniti alla Società e al Gruppo per l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2024 ammontano complessivamente a Euro 2.320 migliaia e sono così suddivisi:
a) compensi per prestazione di servizi di revisione da parte di PricewaterhouseCoopers S.p.A. per Euro
494 migliaia (di cui Euro 81 migliaia relativi agli incarichi di revisione limitata dei bilanci semestrali);
336
b) compensi per prestazione di servizi di revisione da parte di revisori della rete di
PricewaterhouseCoopers S.p.A. per Euro 882 migliaia;
c) compensi per prestazione di servizi di revisione forniti da società diverse da PricewaterhouseCoopers
S.p.A. e dal suo network per Euro 211 migliaia;
d) compensi per prestazioni di servizi di Assurance diversi dalla revisione e finalizzati all’emissione di
un’attestazione da parte di PricewaterhouseCoopers S.p.A. per Euro 609 migliaia (di cui Euro 240
migliaia relativi all’incarico di revisione limitata della relazione di sostenibilità del Gruppo Newlat e
della controllata Centrale del Latte di Italia SpA e, per la restante parte, servizi legati agli obblighi di
comunicazione a Borsa Italiana a seguito dell’acquisizione del Gruppo Princes e all’emissione di bond
quotati);
e) compensi per prestazioni di servizi di Assurance diversi dalla revisione e finalizzati all’emissione di
un’attestazione da parte della rete di PricewaterhouseCoopers S.p.A. per Euro 119 migliaia (legati agli
obblighi di comunicazione a Borsa Italiana a seguito dell’acquisizione del Gruppo Princes);
f) altri servizi diversi forniti dal network di PricewaterhouseCoopers S.p.A. per Euro 5 migliaia.
10.3 Attività di ricerca e sviluppo
L’attività di ricerca e sviluppo (“R&D”) svolta dalla Newlat Food S.p.A. si sostanzia nella capacità di
sviluppare prodotti innovativi, talvolta evocativi della tradizione locale, nel rispetto dei mercati di riferimento.
A questo proposito la Società ha ricevuto un contributo di Euro 857 migliaia da parte del Ministero per lo
Sviluppo Economico relativi agli accordi per l’innovazione per attività svolte nell’anno 2023.
I costi di ricerca e sviluppo sostenuti negli esercizi 2023 e 2024 in esame sono stati funzionali a perseguire
strategie produttive e commerciali della Società, volte a rendere maggiormente innovativa l’offerta delle linee
di prodotto e a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato.
Si segnala che la Società ha intenzione di avvalersi del credito di imposta ricerca e sviluppo previsto ai sensi
dell'articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e di fruirne in base alle modalità previste dalla
suddetta normativa.
Evoluzione prevedibile della gestione
Considerando il breve lasso di tempo storicamente coperto dal portafoglio ordini del Gruppo e le difficoltà
ed incertezze della attuale situazione economica globale non risulta agevole formulare previsioni
sull’andamento del prossimo esercizio, che appare comunque molto positivo. La società continuerà a prestare
particolare attenzione al controllo dei costi ed alla gestione finanziaria nonché al processo di integrazione delle
attività all’interno dell Gruppo Princes al fine di massimizzare la generazione di free cash flow da destinare
sia alla crescita organica per via esterna che alla remunerazione degli Azionisti.
Tali eventi hanno condizionato e condizionano costantemente le scelte e le politiche commerciali del Gruppo
che si trova di fronte ad un contesto altamente dinamico nel quale è difficile prevedere in quale misura i
suddetti eventi possano avere ripercussioni significative sulle prospettive per il 2025, ma gli Amministratori
ritengono, sulla base delle informazioni disponibili alla data di predisposizione della presente relazione, di
337
escludere ragionevolmente impatti negativi significativi.
Continuità aziendale
Con riferimento a quanto esposto nel precedente paragrafo, pur considerando la complessità di un contesto
di mercato in rapida evoluzione, il Gruppo considera appropriato e corretto il presupposto della continuità
aziendale, tenuto conto della sua capacità di generare flussi di cassa dall’attività operativa e far fronte alle
proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi, sulla base della solidità della
struttura finanziaria del Gruppo, con riferimento alla quale si evidenzia quanto di seguito:
la consistente scorta di liquidità disponibile al 31 dicembre 2024;
la presenza di linee di credito accordate e non utilizzate al 31 dicembre 2024 dal Gruppo Newlat nei
confronti dell’azionista di maggioranza Newlat Group S.A.;
il costante supporto dato delle principali banche al Gruppo Newlat, anche per effetto della sua
posizione di leadership nel settore in cui opera.
Si evidenzia, inoltre, che le disponibilità liquide al 31 dicembre 2024, pari a Euro 455 milioni, le linee di credito
attualmente disponibili e i flussi di cassa che verranno generati dalla gestione operativa, sono ritenuti più che
sufficienti per adempiere alle obbligazioni e a finanziare l’operatività del Gruppo.
Inflazione
Il settore in cui opera il Gruppo è stato esposto alle sfide delle pressioni inflazionistiche incrementali. Sebbene
vi siano alcuni fattori favorevoli per l’economia mondiale derivanti dall’ulteriore allentamento delle pressioni
sulla catena di approvvigionamento globale dovuto al miglioramento dell’offerta e all’indebolimento della
domanda, persistono rischi al ribasso nella crescita globale. I rischi derivanti dal relativo indebolimento delle
performance dei settori industriali unitamente ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, nonché
l'evoluzione complessiva dello scenario macroeconomico, sono costantemente monitorati dal Gruppo per
mitigare eventuali impatti. Anche nel 2024 l’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche è stato mitigato dal
favorevole mix di vendita e dagli incrementi di prezzo applicati durante tutto l’anno.
Eventi successivi alla chiusura del periodo
In data gennaio 2025 la Newlat Food ha ceduto le attività legate alle business unit della pasta, del bakery e
degli special products alla Princes Italia SpA mediante contratto di affitto di ramo d’azienda della durata di 2
anni rinnovabili automaticamente per ulteriori 2.
Sempre con riferimento al gennaio 2025 la società Symington’s Limited ha ceduto le proprie attività legate
alla business unit Instant Noodles alla società Princes Limited mediante contratto di affitto di ramo d’azienda.
In data 7 febbraio 2025, la Società ha emesso un Prestito Obblgazionario per un ammontare complessivo pari
a Euro 350.000.000 a un prezzo di emissione del 100% del valore nominale, rappresentate da n. 350.000
Obbligazioni con un valore nominale di Euro 1.000 ciascuna.ad un tasso di interesse del 4,75%. Le
Obbligazioni avranno durata di 6 anni ed è prevista la facoltà di rimborso anticipato volontario a partire dal
quarto anno con scadenza 12 febbraio 2031.Contemporaneamente all’emissione del Prestito Obbligazionario
la Società ha provveduto ad estinguere il finanziamento da 300 milioni sottoscritto con un pool di banche per
l’acquisizione del Gruppo Princes
338
In data 12 febbraio 2025 il Socio Newlat Group SA annuncia di aver completato con successo la procedura
di accelerated bookbuilding avente a oggetto azioni ordinarie di Newlat Food S.p.A. Newlat Group SA ha
ceduto a investitori istituzionali n. 3.000.000 azioni ordinarie di Newlat Food dal medesimo detenute,
corrispondenti a circa il 6,8% del capitale sociale della Società, al prezzo di 12 per azione. Il corrispettivo
complessivo è pari a 36 milioni. Il regolamento dell’operazione è previsto in data 14 febbraio 2025.
I proventi derivanti dall’Offerta, che saranno percepiti esclusivamente dall’Azionista Venditore, verranno
utilizzati, tra l’altro, per dare integrale esecuzione entro il 30 luglio 2025 all’opzione di acquisto concessa da
Mitsubishi Corporation all’Azionista Venditore, ai sensi del patto parasociale sottoscritto in data 30 luglio
2024, avente a oggetto n. 9.319.841 azioni Newlat Food, corrispondenti al 21,2% circa del capitale sociale. Si
segnala che in data 10 febbraio 2025, l’Azionista Venditore ha esercitato una prima tranche dell’opzione di
acquisto per n. 3.000.000 di azioni Newlat Food. A seguito dell’operazione Newlat Group sarà titolare di una
partecipazione rappresentativa del 41,1% del capitale sociale di Newlat Food.
339
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.LGS 58/98
340
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE
341
342
343
344
345
346
347
348
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE
BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2024
349
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA SEPARATA
(in Euro) Note
Al 31 dicembre
2024
2023
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
8.1
23.968.408
22.292.645
Attività per diritto d'uso
8.2
12.080.825
14.428.585
di cui verso parti correlate
8.611.364
10.576.706
Attività immateriali
8.3
6.336.509
5.242.131
Partecipazioni in imprese controllate
8.4
164.348.455
162.025.904
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico
8.5 74.192 74.192
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
8.6
416.866.201
616.593
di cui verso parti correlate
416.797.937
552.000
Attività per
imposte anticipate
8.7
1.921.305
1.721.764
Totale attività non correnti
625.595.895
206.401.814
Attività correnti
Rimanenze
8.8
27.689.204
24.728.392
Crediti commerciali
8.9
54.696.400
82.460.465
di cui verso parti correlate
18.983.974
49.568.352
Attività per imposte correnti
8.10
1.116.171
1.138.236
Altri crediti e attivi correnti
8.11
14.832.373
10.094.825
di cui verso parti correlate
3.885.641
1.185.131
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto
economico
8.12 4.240 4.240
Crediti finanziari valutari al costo ammortizzato
8.13
326.590.053
12.574.790
di cui verso parti correlate
326.590.053
12.574.790
Disponibili liquide e mezzi equivalenti
8.14
158.528.484
270.674.069
di cui verso
parti correlate
63.108.000
Totale attività correnti
583.456.924
401.675.017
TOTALE ATTIVITA'
1.209.052.819
608.076.831
Patrimonio netto
Capitale sociale
43.935.050
43.935.050
Riserve
127.556.458
108.009.797
Risultato netto
2.185.855
5.752.301
Totale patrimonio netto di pertinenza
8.15
173.677.363
157.697.149
Passività non correnti
Fondi relativi al personale
8.16
4.165.120
4.540.513
Fondi per rischi e oneri
8.17
276.639
268.059
Passività finanziarie non
correnti
8.18
548.129.865
246.812.083
Passività per
leasing
non correnti
8.2
8.043.479
11.154.094
di cui verso parti correlate
6.759.870
11.024.205
Finanziamenti soci
8.19
206.100.154
di cui verso parti correlate
206.100.154
Totale
passività non correnti
766.715.258
262.774.749
Passività correnti
Debiti commerciali
8.20
75.849.088
67.781.265
di cui verso parti correlate
9.792.921
7.679.596
Passività finanziarie correnti
8.18
164.539.960
92.986.665
di cui verso parti
correlate
61.181.981
47.050.580
Passività per
leasing
correnti
8.2
2.605.298
2.513.069
di cui verso parti correlate
1.918.865
1.845.469
Passività per imposte correnti
8.10
4.176.868
1.817.485
Altre passività correnti
8.21
21.488.985
22.506.451
di cui verso parti correlate
5.504.285
5.544.844
Totale passività correnti
268.660.199
187.604.934
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
1.209.052.819
608.076.831
350
CONTO ECONOMICO SEPARATO
(In Euro) Note
Al 31 dicembre
2024 2023
Ricavi da contratti con i clienti 9.1 201.769.020 232.652.425
di cui verso parti correlate
49.173.838
61.801.550
Costo del venduto
9.2
(168.047.853)
(197.496.834)
di cui verso parti correlate
(3.381.531)
(4.533.536)
Risultato operativo lordo 33.721.167 35.155.590
Spese di vendita e distribuzione 9.2 (17.681.933) (17.160.398)
Spese amministrative 9.2 (8.040.441) (10.591.234)
di cui verso parti correlate
(345.217)
(1.477.810)
Svalutazioni nette di attività finanziarie 9.3 (176.797) (446.259)
Altri ricavi e proventi
9.4
7.944.102
8.858.451
di cui verso parti correlate
5.156.086
4.050.224
Altri costi operativi 9.5 (1.552.469) (1.862.407)
Risultato operativo 14.213.629 13.953.743
Proventi finanziari 9.6 28.234.042 8.232.599
di cui verso parti correlate
21.264.694
2.530.263
Oneri finanziari 9.6 (38.217.738) (14.807.211)
di cui verso parti correlate
(7.363.397)
(939.716)
Risultato prima delle imposte 4.229.934 7.379.131
Imposte sul reddito 9.7 (2.044.078) (1.626.829)
Risultato netto
2.185.855
5.752.301
Risultato netto per azione base
9.8
0,05
0,14
Risultato netto per azione diluito 9.8 0,05 0,14
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO SEPARATO
(In Euro) Note
Al 31 dicembre
2024 2023
Risultato netto (A) 2.185.855 5.752.301
a) Altre componenti di conto economico complessivo che
non saranno successivamente riclassificate a conto
economico:
Utili/(perdite) attuariali 8.15 155.298 (84.229)
Effetto fiscale su utili/(perdite attuariali) 8.15 (43.328) 23.500
Currency translation -
Totale altre componenti di conto economico complessivo
che non saranno successivamente riclassificate a conto
economico
111.970 (60.729)
Totale altre componenti di conto
economico complessivo,
al netto dell'effetto fiscale (B)
111.970 (60.729)
Totale risultato netto complessivo (A)+(B) 2.297.825 5.691.572
351
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO SEPARATO
(In Euro) Note
Capitale
sociale
Riserve
Risultato
netto
Totale
patrimonio
netto
Al 31 dicembre 2022 8.15 43.935.050 85.915.982 3.301.855 133.152.888
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio precedente
3.301.855
(3.301.855)
-
-
Azioni Proprie (effetto netto) 18.852.688 18.852.688
Totale azioni proprie 8.15 18.852.688 18.852.688
Risultato netto 5.752.301 5.752.301
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo effetto
fiscale (60.729) (60.729)
Al 31 dicembre 2023 8.15 43.935.050 108.009.797 5.752.301 157.697.149
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio precedente
5.752.301
(5.752.301)
-
-
Azioni Proprie 13.682.389 13.682.389
Totale azioni proprie 8.15 13.682.389 13.682.389
Risultato netto 2.185.855 2.185.855
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo effetto
fiscale 111.970 111.970
Altri movimenti
-
Al 31 dicembre 2024 8.15 43.935.050 127.556.457 2.185.855 173.677.363
352
RENDICONTO FINANZIARIO SEPARATO
(In Euro) Note
Al 31 dicembre
2024 2023
Risultato prima delle imposte 4.229.934 7.379.131
-
Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni 8.1-8.2-8.3 6.969.530 11.587.413
Minusvalenze / (plusvalenze) da alienazione - -
Oneri / (proventi) finanziari 9.6 9.983.696 6.574.613
di cui verso parti correlate
13.901.298
(939.716)
Altre variazioni non monetarie da business combination - -
Altre variazioni non monetarie 8.7-8.8-8.15-8.16 - -
Flusso di cassa generato / (assorbito) da attività
operativa prima delle variazioni del capitale circolante
netto
21.183.159 25.541.157
Variazione delle rimanenze 8.8 (2.960.812) 6.656.292
Variazione dei crediti commerciali 8.9 27.587.269 (8.505.641)
Variazione dei debiti commerciali 8.20 8.067.824 (16.629.720)
Variazione di altre attività e passività
8.5
-
8.10
-
8.18
-
8.20
(592.603) 2.349.966
Utilizzo dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per il personale 8.16-8.17 (211.515) (704.906)
Imposte pagate 8.10 (1.768.630) (858.534)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività
operativa
51.304.692 7.848.613
Investimenti in immobili, impianti e macchinari 8.1-8.2 (5.892.962) (7.318.245)
Investimenti in attività immateriali 8.3 (1.322.151) (635.416)
Investimenti in attività finanziarie 8.4-8.5-8.6 (713.321.822) 2.148.856
Acquisizione di aziende al netto della cassa acquisita
(1.022.551)
(1.000.000)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività di
investimento
(721.559.486) (6.804.805)
Accensioni di debiti finanziari 8.18 603.741.613 29.500.000
Rimborsi di debiti finanziari 8.18 (46.780.583) (22.304.141)
Variazioni debiti finanziari 8.18 - -
Rimborsi di passività per
leasing
8.2
(3.018.386)
(2.432.612)
di cui verso parti correlate (1.769.000) (2.420.000)
Interessi netti pagati 9.6 5.005.516 (6.574.613)
Azioni proprie (838.951) 18.852.688
Flusso di cassa netto generato/(assorbito) da attività
finanziaria
558.109.209 17.041.323
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
(112.145.585) 18.085.131
Disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 270.674.069 252.588.939
di cui verso parti correlate 63.108.000 81.133.033
Compensazione di cash e cash equivalent
-
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti (112.145.585) 18.085.131
Disponibilità liquide alla fine dell'esercizio 158.528.484 270.674.069
di cui verso parti correlate 0 63.108.000
353
NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO SEPARATO
Informazioni generali ed operazioni significative realizzate nell’esercizio 2023
Newlat Food S.p.A. è una società costituita in Italia in forma di società per azioni, che opera in base alla
legislazione italiana. La Società ha sede legale in Reggio Emilia, Via J. F. Kennedy n. 16.
Il Gruppo Newlat è un gruppo operante nel settore alimentare, che vanta un ampio e strutturato portafoglio
di prodotti organizzati nelle seguenti business unit: Pasta, Milk Products, Bakery Products, Dairy Products, Special
Products, Instant Noodles e Altre Attività.
Alle tradizionali business unit a seguito dell’acquisizione di Princes Limited il portofoglio prodotti del Gruppo
si è ampliato nell seguenti business unit: Food, Fish, Oils, Italian Products and drinks
La Società è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte della controllante Newlat Group S.A.
(di seguito Newlat Group”), società che ne detiene direttamente il 41,14% del capitale sociale, il 34,51% è
detenuta dal mercato e retail, il 14,38% è detenuto da Mistubishi corporation, il 9,53% è detenuto da Helikon
mentre la parte restante (0,44%) è detenuta dalla stessa Newlat Food mediante acquisto di azioni proprie.
354
1. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI
Di seguito sono riportati i principi contabili e i criteri di valutazione adottati nella predisposizione e redazione
della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
La relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 è stata redatta nel rispetto dei Principi Contabili
Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione
Europea. Con “IFRS” si intendono anche gli International Accounting Standards (“IAS”) tuttora in vigore, nonché
tutti i documenti interpretativi emessi dall’IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato
International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”) e ancor prima Standing Interpretations Committee
(“SIC”).
La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi,
stime e assunzioni che hanno un effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono
essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una
maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per le quali una modifica
delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono:
l’avviamento, l’ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il fondo svalutazione crediti e il
fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi, i piani a benefici definiti a favore dei dipendenti e i debiti per
acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.
In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del
valore recuperabile delle attività non finanziarie calcolato come il maggiore tra il fair value dedotti i costi di
vendita ed il valore d’uso. Il calcolo del valore d’uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di
cassa. Il valore recuperabile dipende sensibilmente tal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione
dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e del tasso di crescita utilizzato. Le assunzioni
chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le due unità generatrici di flussi di cassa, inclusa
un’analisi di sensitività, sono descritte alla Nota 8.3 del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2024.
Inoltre, l’utilizzo di stime contabili ed assunzioni significative riguarda anche la determinazione dei fair value
delle attività e passività acquisite nell’ambito delle aggregazioni aziendali. Infatti, alla data di acquisizione, il
Gruppo deve rilevare separatamente, al loro fair value attività, passività e le passività potenziali identificabili
ed acquisite o assunte nell’ambito dell’aggregazione aziendale, nonché determinare il valore attuale del prezzo
di esercizio delle eventuali opzioni di acquisto sulle quote di minoranza. Tale processo richiede l’elaborazione
di stime, basate su tecniche di valutazione, che richiedono un giudizio nella previsione dei flussi di cassa futuri
nonché lo sviluppo di altre ipotesi quali i tassi di crescita di lungo periodo e i tassi di attualizzazione per i
modelli valutativi sviluppati anche con il ricorso ad esperti esterni alla direzione. Gli impatti contabili della
determinazione del fair value delle attività acquisite e passività assunte, nonché delle opzioni di acquisto delle
quote di minoranze per le operazioni di aggregazione aziendali intervenute nel corso dell’esercizio sono forniti
al paragrafo precedente della presente Nota.
1.1 Base di preparazione
Il Bilancio Separato è costituito dagli schemi della situazione patrimoniale e finanziaria, del conto economico,
del conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal rendiconto
finanziario e dalle note esplicative.
Lo schema adottato per la situazione patrimoniale e finanziaria prevede la distinzione delle attività e delle
passività tra correnti e non correnti.
355
Un’attività è classificata come corrente quando:
si suppone che tale attività si realizzi, oppure sia posseduta per la vendita o il consumo, nel normale
svolgimento del ciclo operativo;
è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
si suppone che si realizzi entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti (a meno che non sia vietato scambiarla o
utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio).
Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. In particolare, il principio IAS 1 include tra le attività
non correnti le attività materiali, le attività immateriali e le attività finanziarie aventi natura a lungo termine.
Una passività è classificata come corrente quando:
è previsto che venga estinta nel normale ciclo operativo;
è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
sarà estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
non esiste un diritto incondizionato a differire il suo regolamento per almeno dodici mesi dalla data
di chiusura dell’esercizio. Le clausole di una passività che potrebbero, a scelta della controparte, dar
luogo alla sua estinzione attraverso l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale, non incidono
sulla sua classificazione.
Lo schema di conto economico adottato prevede la classificazione dei costi per destinazione.
Il prospetto del conto economico complessivo include il risultato dell’esercizio e, per categorie omogenee, i
proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, sono imputati direttamente a patrimonio netto.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto include, oltre agli utili / perdite complessivi del periodo, gli
importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve.
Nel rendiconto finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il
metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita d’esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni
di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o
pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di
investimento o dall’attività finanziaria.
Il Bilancio Separato è stato redatto in Euro, valuta funzionale della Società. Le situazioni finanziarie,
patrimoniali, economiche, le note informative di commento e le tabelle illustrative sono espresse in migliaia
di Euro, salvo ove diversamente indicato.
Il Bilancio Separato è stato predisposto:
sulla base delle migliori conoscenze degli IFRS e tenuto conto della migliore dottrina in materia;
nella prospettiva della continuità dell’attività aziendale, secondo il principio della contabilizzazione
per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell’informazione,
della prevalenza della sostanza sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni
future. Le attività e le passività, i costi ed i ricavi non sono fra loro compensati, salvo che ciò sia
ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali;
356
sulla base del criterio convenzionale del costo storico, fatta eccezione per la valutazione delle attività
e passività finanziarie nei casi in cui è obbligatoria l’applicazione del criterio del fair value.
Conversione delle poste in valuta
Le transazioni in valuta diversa dalla valuta funzionale sono rilevate al tasso di cambio in essere alla data
dell’operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta diversa dall’Euro sono
successivamente adeguate al tasso di cambio in essere alla data di chiusura dell’esercizio. Le differenze cambio
eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico all’interno della voce “Utili e perdite su cambi”.
1.2 Principi contabili e criteri di valutazione
Principi contabili adottati
Il Bilancio Separato è stato predisposto in base ai principi contabili internazionali IFRS in vigore emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea alla data di chiusura di
ciascuno degli esercizi di riferimento.
Si illustrano di seguito i criteri adottati con riferimento alla classificazione, iscrizione, valutazione e
cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, nonché i criteri di rilevazione delle componenti
reddituali.
Attività materiali
La contabilizzazione di immobili, impianti e macchinari tra le attività materiali avviene solo quando si
verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:
è probabile che i futuri benefici economici riferibili al bene saranno goduti dall’impresa;
il costo può essere determinato in modo attendibile.
Le attività materiali sono inizialmente valutate al costo, definito come l’importo monetario o equivalente
corrisposto o il fair value di altri corrispettivi dati per acquisire un’attività, al momento dell’acquisto o della
sostituzione. Successivamente all’iscrizione iniziale, le attività materiali sono valutate con il metodo del costo,
al netto delle quote di ammortamento contabilizzate e di qualsiasi perdita di valore accumulata.
Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per rendere possibile il loro utilizzo, nonché eventuali oneri
di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che
richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie.
Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente
imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento,
l’ammodernamento o il miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei
limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di un’attività.
Il criterio di ammortamento utilizzato per le attività materiali è il metodo a quote costanti, lungo la vita utile
delle stesse. La vita utile stimata dalla Società per le varie categorie di attività materiali è di seguito riportata:
357
Categoria beni Vita utile
Terreni e fabbricati 10-33 anni
Impianti e macchinari 4-20 anni
Attrezzature industriali e commerciali
2-9 anni
Altri beni
5-20 anni
Ad ogni fine esercizio la società verifica se sono intervenuti rilevanti cambiamenti nelle caratteristiche attese
dei benefici economici derivanti dai cespiti capitalizzati e, in tal caso, provvede a modificare il criterio di
ammortamento, che viene considerato come cambiamento di stima secondo quanto previsto dal principio
IAS 8.
Il valore dell’attività materiale viene completamente stornato all’atto della sua dismissione o quando l’impresa
si attende che non possa derivare alcun beneficio economico dalla sua cessione.
I contributi in conto capitale sono contabilizzati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno
ricevuti e che tutte le condizioni ad essi riferite risultino soddisfatte. I contributi sono quindi detratti dal valore
delle attività o sospesi tra le passività e accreditati pro quota al conto economico in relazione alla vita utile dei
relativi cespiti.
Attività immateriali
Un’attività immateriale è un’attività che, contemporaneamente, soddisfa le seguenti condizioni:
è identificabile;
è non monetaria;
è priva di consistenza fisica;
è sotto il controllo dell’impresa che redige il bilancio;
si prevede che produca benefici economici futuri per l’impresa.
Se un bene non soddisfa i requisiti sopra indicati per essere definito come attività immateriale, la spesa
sostenuta per acquistare l’attività o per generarla internamente viene contabilizzata come un costo quando è
stata sostenuta.
Le attività immateriali sono rilevate inizialmente al costo. Il costo delle attività immateriali acquisite
dall’esterno comprende il prezzo d’acquisto e qualunque costo direttamente attribuibile.
L’avviamento generato internamente non è rilevato come un’attività così come le attività immateriali derivante
dalla ricerca (o dalla fase di ricerca di un progetto interno).
Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo o dalla fase di sviluppo di un progetto interno viene rilevata
se viene dimostrato il rispetto delle seguenti condizioni:
la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o per
la vendita;
l’intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla;
la capacità a usare o vendere l’attività immateriale;
358
il modo in cui l’attività immateriale è in grado di generare i futuri benefici economici ed in particolare
l’esistenza di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività immateriale stessa o,
se deve essere usata per fini interni, la sua utilità;
la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate a completare lo sviluppo e per
l’utilizzo o la vendita del bene;
la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo
sviluppo.
Le attività immateriali sono valutate attraverso l’utilizzo del metodo del costo conformemente ad uno dei due
diversi criteri previsti dallo IAS 38 (modello del costo e modello della rideterminazione del valore). Il modello
del costo prevede che dopo la rilevazione iniziale un’attività immateriale debba essere iscritta al costo al netto
degli ammortamenti accumulati e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulata.
La vita utile stimata dalla Società per le varie categorie di attività immateriali è di seguito riportata:
Categoria beni Vita utile
Avviamento
indefinita
Altri marchi
18 anni
Licenze software
5 anni
Altre
immobilizzazioni
5 anni
Nell’ambito della Società sono identificabili le seguenti principali attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento è classificato come attività immateriale a vita utile indefinita ed è inizialmente contabilizzato al
costo, come precedentemente descritto, e successivamente assoggettato a valutazione, almeno annuale, volta
a individuare eventuali perdite di valore (si veda in merito quanto riportato nel successivo paragrafo
“Riduzione di valore dell’Avviamento e delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso”).
Non è consentito il ripristino di valore nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.
Attività immateriali a vita utile definita
Le attività immateriali a vita utile definita sono rilevate al costo, come precedentemente descritto, al netto
degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore.
L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso ed è ripartito sistematicamente
in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile; per il
valore da ammortizzare e la recuperabilità del valore di iscrizione valgono i criteri indicati, rispettivamente, ai
paragrafi “Attività materiali” e “Riduzione di valore dell’Avviamento”, delle attività materiali e immateriali e
delle attività per diritto d’uso”.
Contratti di locazione
a) Attività per diritto d’uso e passività per leasing (IFRS 16)
La Società si è avvalsa della facoltà di adottare anticipatamente, a partire dal gennaio 2018, il nuovo
principio contabile IFRS 16 Leases”, che sostituisce lo IAS 17 “Leasing” e le relative interpretazioni.
359
In accordo con l’IFRS 16, un contratto è, o contiene, un leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il
diritto di controllare l’utilizzo di un’attività specificata per un periodo di tempo. Il contratto viene valutato
nuovamente per verificare se è, o contiene, un leasing solo in caso di modifica dei termini e delle condizioni
del contratto.
Per un contratto che è, o contiene, un leasing, ogni componente leasing è separata dalle componenti non leasing,
a meno che la Società applichi l’espediente pratico di cui al paragrafo 15 dell’IFRS 16. Tale espediente pratico
permette al locatario di scegliere, per ogni classe di attività sottostante, di non separare le componenti non
leasing dalle componenti leasing e di contabilizzare ogni componente leasing e le associate componenti non leasing
come un'unica componente leasing.
La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i
seguenti periodi:
periodi coperti da un’opzione di proroga del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di
esercitare l’opzione; e
periodi coperti dall’opzione di risoluzione del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di non
esercitare l’opzione.
Nel valutare se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare l'opzione di proroga del leasing o di non
esercitare l'opzione di risoluzione del leasing, sono considerati tutti i fatti e le circostanze pertinenti che creano
un incentivo economico per il locatario a esercitare l'opzione. Il locatario deve rideterminare la durata del
leasing in caso di cambiamento del periodo non annullabile del leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, la Società rileva l’attività per diritto d’uso e la relativa passività per leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, l'attività per diritto d’uso è valutata al costo. Il costo dell'attività per
diritto d’uso comprende:
l'importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli
incentivi al leasing ricevuti;
i costi iniziali diretti sostenuti dal locatario; e
la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e la rimozione dell'attività
sottostante e per il ripristino del sito in cui è ubicata o per il ripristino dell'attività sottostante nelle
condizioni previste dai termini e dalle condizioni del leasing, a meno che tali costi siano sostenuti per
la produzione delle rimanenze.
Alla data di decorrenza del contratto, il locatario deve valutare la passività per leasing al valore attuale dei
pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti per il leasing includono i seguenti
importi:
i pagamenti fissi, al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere;
i pagamenti variabili dovuti per il leasing che dipendono da un indice o un tasso, valutati inizialmente
utilizzando un indice o un tasso alla data di decorrenza;
gli importi che si prevede che il locatario dovrà pagare a titolo di garanzie del valore residuo;
il prezzo di esercizio dell'opzione di acquisto, se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare
l'opzione; e
360
i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell'esercizio da
parte del locatario dell'opzione di risoluzione del leasing.
I pagamenti dovuti per il leasing devono essere attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing,
se è possibile determinarlo facilmente. Se non è possibile, il locatario deve utilizzare il suo tasso di
finanziamento marginale, ossia il tasso di interesse incrementale che la società dovrebbe pagare per ottenere
un finanziamento della medesima durata e ammontare del contratto di locazione.
Successivamente alla rilevazione iniziale, l'attività per diritto d’uso è valutata al costo:
al netto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore accumulate; e
rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Successivamente alla rilevazione iniziale, la passività per leasing è valutata:
aumentando il valore contabile per tener conto degli interessi sulla passività per leasing;
diminuendo il valore contabile per tener conto dei pagamenti dovuti per i leasing effettuati; e
rideterminando il valore contabile per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del
leasing o della revisione dei pagamenti dovuti per i leasing fissi nella sostanza.
In caso di modifiche del leasing che non si configurano come un leasing separato, l’attività per diritto d’uso
viene rideterminata (al rialzo oppure al ribasso), in coerenza con la variazione della passività per leasing alla
data della modifica. La passività per leasing viene rideterminata in base alle nuove condizioni previste dal
contratto di locazione, utilizzando il tasso di attualizzazione alla data della modifica.
Si precisa che la Società si avvale di due esenzioni previste dall’IFRS 16, con riferimento: (i) ai leasing a breve
termine (ossia ai contratti di leasing che hanno una durata pari o inferiore a 12 mesi a partire dalla data di
decorrenza), in relazione ad alcune categorie di immobilizzazioni, e (ii) ai leasing di attività di modesto valore
(ossia quando il valore dell’attività sottostante, se nuovo, è inferiore indicativamente a USD 5.000). In tali casi,
non viene rilevata l’attività consistente nel diritto di utilizzo e la relativa passività per leasing, e i pagamenti
dovuti per il leasing sono rilevati a conto economico.
Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una verifica finalizzata ad accertare l’eventuale esistenza
di indicatori di riduzione del valore delle attività materiali e immateriali non completamente ammortizzate o
a vita utile indefinita.
Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette
attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore contabile a conto economico. Il valore
recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, ridotto dei costi di vendita, e il relativo
valore d'uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività, inclusi, se significativi
e ragionevolmente determinabili, quelli derivanti dalla cessione al termine della relativa vita utile, al netto degli
eventuali oneri di dismissione. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati
utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo
del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell'attività.
Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato
in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari (Cash generating unit o “CGU”) cui tale attività appartiene.
361
Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della
CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al relativo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di una CGU
sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa
e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore
recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore
contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico
che l’attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i
relativi ammortamenti. Non è consentito il ripristino di valore dell’avviamento nel caso di una precedente
svalutazione per perdite di valore.
Attività finanziarie
Al momento della loro iniziale rilevazione, le attività finanziarie devono essere classificate come “Attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato”, “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva” o “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” sulla base
dei seguenti elementi:
il modello di business dell'entità per la gestione delle attività finanziarie; e
le caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria.
Le attività finanziarie vengono successivamente cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato
il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata
mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste
continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata
effettivamente trasferita.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model “Hold to Collect”); e
i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. SPPI test superato).
All’atto della rilevazione iniziale tali attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi
di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse
effettivo. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività valorizzate al costo storico
la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione della logica dell’attualizzazione, per quelle
senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
362
Tale categoria include principalmente i crediti commerciali derivanti dal trasferimento di beni e dalla
prestazione di servizi, rilevati secondo i termini previsti dal contratto con il cliente in base alle disposizioni
dell’IFRS 15 e classificati in funzione della natura del debitore e/o della data di scadenza del credito (tale
definizione include le fatture da emettere per servizi già prestati).
Inoltre, poiché generalmente i crediti commerciali sono a breve termine e non prevedono la corresponsione
di interessi, non si procede al calcolo del costo ammortizzato, e vengono contabilizzati sulla base del valore
nominale riportato nelle fatture emesse o nei contratti stipulati con la clientela: questa disposizione è adottata
anche per i crediti commerciali che hanno una durata contrattuale superiore a 12 mesi, a meno che l’effetto
non sia particolarmente significativo. La scelta deriva dal fatto che l’importo dei crediti a breve termine risulta
molto simile applicando il metodo del costo storico o il criterio del costo ammortizzato e l’impatto della logica
di attualizzazione sarebbe dunque del tutto trascurabile.
I crediti commerciali sono soggetti a una verifica per riduzione di valore (c.d. impairment) in base alle
disposizioni dell’IFRS 9. Ai fini del processo di valutazione, i crediti commerciali sono suddivisi per fasce
temporali di scaduto. Per i crediti performing si effettua una valutazione collettiva raggruppando le singole
esposizioni sulla base del rischio di credito similare. La valutazione è effettuata partendo dalle perdite registrate
per attività con caratteristiche di rischio di credito simili sulla base di esperienze storiche e tiene conto delle
perdite attese.
b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente sia mediante la vendita dell’attività
finanziaria (Business model “Hold to Collect and Sell”); e
i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di
transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
interessenze azionarie non di controllo, collegamento e controllo congiunto, sono valutate al fair value, e gli
importi rilevati in contropartita del patrimonio netto non devono essere successivamente trasferiti a conto
economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è
oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.
Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è
utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia quando
le più recenti informazioni per valutare il fair value sono insufficienti, oppure se vi è un'ampia gamma di
possibili valutazioni del fair value e il costo rappresenta la migliore stima del fair value in tale gamma di valori.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
a) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (IFRS 9)
363
Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le “Attività finanziarie
valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e tra le “Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato”. La voce, in particolare, include esclusivamente gli strumenti di capitale detenuti per finalità
diverse dal trading per i quali la Società non ha optato per la valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e i titoli obbligazionari.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono inizialmente iscritte al fair value,
rappresentato normalmente dal prezzo della transazione.
Dopo la rilevazione iniziale, tali attività finanziarie sono valutate al fair value. Eventuali utili o perdite risultanti
dalla variazione del fair value sono imputati nel conto economico Separato.
Rimanenze
Le rimanenze sono beni:
posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell’attività;
impiegati nei processi produttivi per la vendita;
sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella
prestazione di servizi.
Le rimanenze sono rilevate e valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo.
Il costo delle rimanenze comprende tutti i costi di acquisto, i costi di trasformazione oltre che gli altri costi
sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali mentre non include le differenze cambio
in caso di rimanenze fatturate in valuta estera. In conformità con quanto previsto dallo IAS 2, per la
determinazione del costo delle rimanenze viene utilizzato il metodo del costo medio ponderato.
Quando il valore netto di realizzo è inferiore al costo, l’eccedenza viene svalutata immediatamente nel conto
economico.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale
ovvero al costo ammortizzato. Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a
breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un
irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al momento dell’acquisto non
è superiore a 3 mesi.
Le normali operazioni finanziarie di acquisito e vendita (regular way purchase or sale) di strumenti finanziari
sono contabilizzate utilizzando come convenzione la data di regolamento (data valuta).
Debiti
Debiti relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
I debiti commerciali e gli altri debiti sono riconosciuti inizialmente al fair value e successivamente sono valutati
in base al metodo del costo ammortizzato.
364
I debiti verso banche e altri finanziatori sono inizialmente iscritti al fair value, al netto dei costi accessori di
diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso
effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento nella stima dei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è
ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso
interno effettivo determinato inizialmente. I debiti verso banche e altri finanziatori sono classificati fra le
passività correnti, salvo che la Società abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno
dodici mesi dopo la data di riferimento.
I debiti sono rimossi dal bilancio al momento della loro estinzione e quando la Società abbia trasferito tutti i
rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.
Benefici ai dipendenti
I benefici ai dipendenti comprendono benefici erogati ai dipendenti o alle persone a loro carico e possono
essere liquidati per mezzo di pagamenti (o con la fornitura di beni e servizi) effettuati direttamente ai
dipendenti, al coniuge, ai figli o ad altre persone a loro carico o a terzi, quali società assicuratrici e si
suddividono in benefici a breve termine, benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro
e benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.
I benefici a breve termine, che includono anche i programmi di incentivazione rappresentati dai premi annuali,
dagli MBO e dai rinnovi una-tantum dei contratti collettivi nazionali, sono contabilizzati come passività
(accantonamento di costi) dopo aver dedotto qualsiasi importo già corrisposto, e come costo, a meno che
qualche altro principio IFRS richieda o consenta l’inclusione dei benefici nel costo di un’attività (ad esempio
il costo del personale impiegato nello sviluppo di attività immateriali generate internamente).
La categoria dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro include i piani di incentivazione all’esodo,
sorti nel caso di dimissioni volontarie che prevedono l’adesione del dipendente o di un gruppo di dipendenti
ad accordi sindacali per l’attivazione dei cosiddetti fondi di solidarietà, e i piani di licenziamento, che hanno
luogo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di scelta unilaterale da parte dell’impresa.
L’impresa rileva il costo di tali benefici come una passività di bilancio nella data più immediata tra il momento
in cui l’impresa non può ritirare l’offerta di tali benefici e il momento in cui l’impresa rileva i costi di una
ristrutturazione che rientra nell’ambito del principio IAS 37. Gli accantonamenti per esodi sono riesaminati
con periodicità almeno semestrale.
I piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro si dividono in due categorie: i piani a
contribuzione definita e i piani a benefici definiti.
I piani a contribuzione definita comprendono principalmente:
i fondi di previdenza integrativa che implicano un ammontare definito di contribuzione da parte
dell’impresa;
il fondo TFR, limitatamente alle quote maturande dal gennaio 2007 per le imprese con oltre 50
dipendenti, qualunque sia l’opzione di destinazione scelta dal dipendente;
le quote del TFR maturate dal gennaio 2007 e destinate alla previdenza complementare, nel caso
di imprese con meno di 50 dipendenti;
le casse di assistenza sanitaria integrativa.
I piani a benefici definiti comprendono, invece:
365
il TFR, limitatamente alla quota maturata fino al 31 dicembre 2006 per tutte le imprese, nonché le
quote maturate dal gennaio 2007 e non destinate alla previdenza complementare per le imprese
con meno di 50 dipendenti;
i fondi di previdenza integrativa le cui condizioni prevedono la corresponsione agli aderenti di una
prestazione definita;
i premi di anzianità, che prevedono un’erogazione straordinaria al dipendente al raggiungimento di
un certo livello di anzianità lavorativa.
Nei piani a contribuzione definita l’obbligazione dell’impresa che redige il bilancio è determinata sulla base
dei contributi dovuti per quell’esercizio e pertanto la valutazione dell’obbligazione non richiede ipotesi
attuariali e non vi è possibilità di utili o perdite attuariali.
La contabilizzazione dei piani a benefici definiti è caratterizzata dal ricorso ad ipotesi attuariali per determinare
il valore dell’obbligazione. Tale valutazione è affidata ad un attuario esterno e viene effettuata con cadenza
annuale. Ai fini dell’attualizzazione, la società utilizza il metodo della proiezione unitaria del credito che
prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e
l’attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. Gli utili e le perdite
attuariali sono rilevati in contropartita al patrimonio netto così come previsto dal principio contabile IAS 19.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
Le attività e passività potenziali si possono distinguere in più categorie a seconda della natura delle stesse e
dei loro riflessi contabili. In particolare:
i fondi sono obbligazioni effettive di importo e sopravvenienza/scadenza incerta che sorgono da
eventi passati e per le quali è probabile che vi sia un esborso di risorse economiche per le quali sia
possibile effettuare una stima attendibile dell’importo;
le passività potenziali sono obbligazioni possibili per le quali non è remota la probabilità di un
esborso di risorse economiche;
le passività remote sono quelle per le quali l’esborso di risorse economiche è poco probabile;
le attività potenziali sono attività per le quali manca il requisito della certezza e non possono essere
contabilizzate in bilancio;
il contratto oneroso è un contratto nel quale i costi non discrezionali necessari per adempiere alle
obbligazioni assunte sono superiori ai benefici economici che si suppone siano ottenibili dal
contratto;
la ristrutturazione è un programma pianificato e controllato dalla Direzione aziendale che modifica
in maniera significativa il campo d’azione di un’attività intrapresa dall’impresa o il modo in cui
l’attività è gestita.
Ai fini della rilevazione contabile dell’onere, si ha una rilevazione di accantonamenti nei casi in cui vi è
incertezza in merito alla scadenza o sull’ammontare del flusso di risorse necessario per adempiere
all’obbligazione o di altre passività ed in particolare debiti commerciali o stanziamenti per debiti presunti.
366
Gli accantonamenti si distinguono dalle altre passività in quanto non vi è certezza in merito alla scadenza o
all’importo della spesa futura richiesta per l’adempimento. Data la loro diversa natura, gli accantonamenti
sono esposti separatamente dai debiti commerciali e dagli stanziamenti per debiti presunti.
La contabilizzazione di una passività o l’accantonamento ad un fondo avviene quando:
vi è un’obbligazione corrente legale o implicita quale risultato di eventi passati;
è probabile che sia necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
l’obbligazione;
può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
Gli accantonamenti richiedono l’uso di stime. In circostanze estremamente rare in cui non può essere
effettuata una stima attendibile, si è in presenza di una passività che non può essere attendibilmente
determinata e che pertanto è descritta come una passività potenziale.
L’accantonamento ai fondi rischi ed oneri è effettuato per un ammontare che rappresenti la migliore stima
possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione esistente alla data di riferimento del
bilancio e tiene in considerazione i rischi e le incertezze che inevitabilmente circondano molti fatti e
circostanze. L’importo dell’accantonamento riflette gli eventuali eventi futuri che possono condizionare
l’ammontare richiesto per estinguere un’obbligazione se vi è una sufficiente evidenza oggettiva che questi si
verificheranno.
Una volta determinata la migliore stima possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione
esistente alla data di riferimento del bilancio, viene determinato il valore attuale dell’accantonamento, nel caso
in cui l’effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante.
Ricavi da contratti con i clienti
a) Ricavi da contratti con i clienti relativi (IFRS 15)
La Società applica l’IFRS 15 a partire dal gennaio 2018. In accordo con tale principio, i ricavi da contratti
con i clienti sono rilevati quando si verificano le seguenti condizioni:
è stato identificato il contratto con il cliente;
sono state identificate le obbligazioni contrattuali (“performance obligations”) contenute nel contratto;
è stato determinato il prezzo;
il prezzo è stato allocato alle singole obbligazioni contrattuali contenute nel contratto;
è stata soddisfatta l’obbligazione contrattuale contenuta nel contratto.
La Società rileva i ricavi da contratti con i clienti quando (o man mano che) adempie l'obbligazione contrattuale
trasferendo al cliente il bene o servizio (ossia l'attività) promesso. L'attività è trasferita quando (o man mano
che) il cliente ne acquisisce il controllo.
La Società trasferisce il controllo del bene o servizio nel corso del tempo, e pertanto adempie l'obbligazione
contrattuale e rileva i ricavi nel corso del tempo, se è soddisfatto uno dei seguenti criteri:
il cliente simultaneamente riceve e utilizza i benefici derivanti dalla prestazione dell'entità man mano
che quest'ultima la effettua;
367
la prestazione della Società crea o migliora l'attività (per esempio, lavori in corso) che il cliente
controlla man mano che l'attività è creata o migliorata;
la prestazione della Società non crea un'attività che presenta un uso alternativo e la stessa ha il diritto
esigibile al pagamento della prestazione completata fino alla data considerata.
Se l’obbligazione contrattuale non è adempiuta nel corso del tempo, l’obbligazione contrattuale è adempiuta
in un determinato momento. In tal caso, la Società rileva il ricavo nel momento in cui il cliente acquisisce il
controllo dell’attività promessa.
Il corrispettivo contrattuale incluso nel contratto con il cliente può includere importi fissi, importi variabili
oppure entrambi. Se il corrispettivo contrattuale include un importo variabile (es. sconti, concessioni sul
prezzo, incentivi, penalità o altri elementi analoghi), la Società provvede a stimare l’importo del corrispettivo
al quale avrà diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi. La Società include nel
prezzo dell’operazione l’importo del corrispettivo variabile stimato solo nella misura in cui è altamente
probabile che quando successivamente sarà risolta l'incertezza associata al corrispettivo variabile non si
verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell'importo dei ricavi cumulati rilevati.
I costi incrementali per l’ottenimento dei contratti con i clienti sono contabilizzati come attività e ammortizzati
lungo la durata del contratto sottostante, se la Società prevede il loro recupero. I costi incrementali per
l'ottenimento del contratto sono i costi che la Società sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che
non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. I costi per l'ottenimento del contratto che
sarebbero stati sostenuti anche se il contratto non fosse stato ottenuto devono essere rilevati come costo nel
momento in cui sono sostenuti, a meno che siano esplicitamente addebitabili al cliente anche qualora il
contratto non sia ottenuto.
Riconoscimento dei costi
I costi sono rilevati a conto economico secondo il principio della competenza.
Dividendi
I dividendi ricevuti sono contabilizzati a conto economico secondo il principio della competenza, ossia
nell’esercizio in cui sorge il relativo diritto al credito, a seguito della delibera assembleare di distribuzione dei
dividendi da parte della società partecipata.
I dividendi distribuiti sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono
approvati dall’assemblea degli azionisti.
Imposte sul reddito
Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell’esercizio, applicando le aliquote fiscali
vigenti alla data di bilancio. Le imposte correnti dell’esercizio e di quelli precedenti, nella misura in cui non
siano state pagate, sono rilevate come passività. Le attività e passività fiscali correnti, dell’esercizio in corso e
di quelli precedenti, devono essere determinate al valore che si prevede rispettivamente di recuperare o di
pagare alle autorità fiscali, applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigenti o sostanzialmente
emanate alla data di riferimento del bilancio.
368
Le imposte differite si distinguono in:
passività fiscali differite, sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri
riferibili alle differenze temporanee imponibili;
attività fiscali anticipate, sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri
riferibili a differenze temporanee deducibili, riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate, riporto
a nuovo di crediti di imposta non utilizzati.
Per calcolare l’importo delle attività e delle passività fiscali differite viene applicata l’aliquota fiscale alle
differenze temporanee, imponibili o deducibili, identificate, ovvero alle perdite fiscali non utilizzate e ai crediti
di imposta non utilizzati.
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una nuova valutazione sia delle attività fiscali differite
non rilevate in bilancio che delle attività fiscali anticipate rilevate in bilancio al fine di verificare la sussistenza
del presupposto della probabilità del recupero delle attività fiscali anticipate.
Risultato netto per azione
Il risultato netto per azione base è calcolato dividendo il risultato netto di pertinenza della Società per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie.
Il risultato netto per azione diluito è calcolato dividendo il risultato di pertinenza della Società per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del
calcolo dell’utile per azione diluito, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo
l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre il
risultato di pertinenza della Società è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte,
dell’esercizio di detti diritti.
Settori operativi
Il settore operativo è una parte del gruppo che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e costi,
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, nella sua
funzione di Chief Operating Decision Maker (CODM), ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da
allocare al settore e della valutazione di risultati, e per il quale sono disponibili informazioni finanziarie.
1.3 Principi contabili di recente emissione
Si riporta di seguito la lista dei Nuovi Principi Contabili, Emendamenti ed Interpretazioni omologati
dall’Unione Europea ed efficaci dal gennaio 2024 e le relative descrizioni:
369
Data di entrata in vigore
Nuovo principio
contabile/emendamento
Data del Regolamento
omologazione UE (data
pubblicazione GUUE)
gennaio 2024
Passività del leasing in
un’operazione di vendita e
retrolocazione (Modifiche all’
IFRS16)
21 Nov 2023 (EU) 2023/2579
gennaio 2024
Classificazione delle passività
come Correnti e non Correnti
(Modifiche all IAS 1) e Passività
non correnti con clausole
(Modifiche all IAS 1)
20 Dic 2023 (EU) 2023/2822
gennaio 2024
Accordi di finanziamento per le
forniture ( Modifiche allo IAS 7 e
all’IFRS7)
15 Mag 2024 (EU) 2024/1317
Modifiche all’IFRS 16
3) Con il Regolamento (UE) n. 2023/2579 del 20 novembre 2023, la Commissione Europea ha
omologato (“endorsed”) il documento “Passività del leasing in un’operazione di vendita e
retrolocazione (Modifiche all’IFRS 16 Leasing)”, pubblicato dallo IASB® Board il 22 settembre
2022.
Con le Modifiche all’IFRS 16, lo IASB Board ha chiarito il seguente trattamento contabile per le valutazioni
successive della passività del leasing derivante da un’operazione di vendita e retrolocazione:
- il locatario-venditore applica le disposizioni dei paragrafi IFRS 16.36-46 per la valutazione
successiva delle passività del leasing derivante dalla retrolocazione;
- nell’applicare i suddetti paragrafi dell’IFRS 16, il venditore-locatario deve determinare i “pagamenti
dovuti per il leasing” o i “pagamenti dovuti per il leasing rivisti” in maniera tale da non rilevare
alcun importo degli utili o delle perdite che si riferiscono all’attività per il diritto d’utilizzo dallo
stesso mantenuto. La passività del leasing è quindi ridotta dell’ammontare dei pagamenti dovuti per
leasing stimati inizialmente, rilevando nell’utile/(perdita) dell’esercizio l’eventuale differenza tra il
pagamento stimato e quello effettivo;
- l’applicazione delle disposizioni sopra indicate non impedisce al locatario-venditore di rilevare
nell’utile/(perdita) di esercizio l’utile o la perdita derivante dalla risoluzione parziale o totale del
contratto come previsto dal paragrafo IFRS 16.46, lettera a).
ll locatario-venditore deve definire una propria policy contabile per determinare i pagamenti dovuti per leasing
da includere nella stima iniziale della passività del leasing.
4) Con il Regolamento (UE) n. 2023/2822 del 19 dicembre 2023, la Commissione Europea ha
omologato (“endorsed”) i seguenti documenti pubblicati dallo IASB Board:
- Classificazione delle passività come correnti o non correnti (Modifiche allo IAS 1 Presentazione del
bilancio), pubblicato il 23 gennaio 2020;
370
- Passività non correnti con clausole (Modifiche allo IAS 1 Presentazione del bilancio), pubblicato il
31 ottobre 2022.
Modifiche allo IAS 1
Diritto a differire l’estinzione di una passività per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio
Il primo obiettivo dello IASB Board è stato quello di chiarire i concetti apparentemente discordanti tra di loro
espressi nei paragrafi 69(d) e 73 dello IAS 1.
In particolare, lo IAS 1.69(d) prevedeva come criterio generale per classificare una passività come non corrente
l’esistenza di un “diritto incondizionato dell’entità a differire l’estinzione della passività per almeno 12 mesi
dalla data di chiusura dell’esercizio” e lo IAS 1.73 faceva invece riferimento a “una discrezionalità dell’entità
di rifinanziare o rinnovare l’obbligazione per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio di un accordo
di finanziamento esistente”. Dalla lettura combinata di questi due paragrafi non era quindi chiaro se fosse
sufficiente avere alla data di chiusura dell’esercizio un diritto a differire l’estinzione di una passività per almeno
12 mesi o se fosse invece rilevante ai fini della classificazione di una passività in bilancio anche l’intenzione o
meno da parte dell’entità di esercitare tale diritto.
Con le Modifiche allo IAS 1, lo IASB Board ha chiarito che:
- il diritto a differire l’estinzione di una passività per un periodo di almeno 12 mesi dalla data di
chiusura dell’esercizio, indicato nel paragrafo 69(d), non deve essere incondizionato, ma è
sufficiente che sia “sostanziato e […] deve esistere alla data di chiusura dell’esercizio”;
- la classificazione di una passività come corrente o non corrente non deve essere influenzata dalle
intenzioni dell’entità di esercitare o meno il diritto a differire il pagamento oltre 12 mesi (ad
esempio, l’intenzione di rifinanziare o rinnovare un prestito estendendo la scadenza) e dalle
decisioni assunte tra la data di chiusura del bilancio e la data della sua pubblicazione (ad esempio, la
decisione di rimborsare anticipatamente un finanziamento).
Modalità di estinzione di una passività
Le Modifiche allo IAS 1 hanno chiarito che, ai fini della classificazione di una passività come corrente o non
corrente, il termine estinzione (di cui al paragrafo 69.a), c) e d)) fa riferimento ad un trasferimento alla
controparte che determina l’estinzione della passività. Il trasferimento potrebbe essere di:
a) disponibilità liquide o altre risorse economiche, per esempio beni o servizi; o
b) strumenti rappresentativi di capitale proprio dell’entità, a meno che si applichi quanto illustrato al paragrafo
76B.
Le clausole contrattuali di una passività che consentono alla controparte di richiedere l’estinzione della
passività mediante il trasferimento di strumenti rappresentativi di capitale proprio dell’entità (ad esempio, un
prestito obbligazionario convertibile) non incidono sulla classificazione della passività come corrente o non
corrente se, applicando lo IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio”, l’entità classifica l’opzione
come strumento rappresentativo di capitale, rilevandola separatamente dalla passività finanziaria come una
componente di patrimonio netto di uno strumento finanziario composto (ad esempio, l’opzione di
conversione in un numero fisso di azioni di un prestito obbligazionario convertibile).
371
Informativa di bilancio
L’entità deve fornire l’informativa in bilancio sugli eventi occorsi tra la data di chiusura dell’esercizio e la data
in cui è autorizzata la pubblicazione del bilancio, che sono specificamente definiti dallo IAS 1 come eventi
successivi non-adjusting in accordo alle disposizioni dello IAS 10 “Fatti intervenuti dopo la data di chiusura
dell’esercizio di riferimento”:
a) rifinanziamento a lungo termine di una passività classificata come corrente
b) rettifica della violazione (“breach”) di un contratto di finanziamento a lungo termine classificato come
corrente;
c) concessione da parte del finanziatore di un periodo di tolleranza (“grace period”) per sanare la violazione
di un contratto di finanziamento a lungo termine classificato come corrente;
d) estinzione di una passività classificata come non corrente.
Se la direzione aziendale ha intenzione o prevede di estinguere una passività classificata come non corrente
entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio, non modifica la classificazione in bilancio ma deve
fornire informativa nelle note sulla tempistica di tale estinzione.
Passività derivanti da contratti di finanziamento con clausole (“covenant”)
Lo IASB Board ha chiarito che, qualora il diritto di differire l’estinzione di una passività derivante da un
contratto di finanziamento per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio sia soggetto al rispetto di
specifici covenant, la passività è classificata come non corrente se sono stati rispettati tutti i covenant previsti
contrattualmente fino alla data di chiusura dell’esercizio, anche se il loro calcolo è effettuato nei primi mesi
dell’esercizio successivo.
Il rispetto dei covenant contrattuali da calcolare dopo la data di chiusura del bilancio non è rilevante ai fini
della classificazione della passività nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria.
Informativa di bilancio sulle passività derivanti da contratti di finanziamento con covenant
Le Modifiche allo IAS 1 hanno introdotto i seguenti obblighi informativi con riferimento alle passività
derivanti da contratti di finanziamento, che sono classificati come passività non correnti nel prospetto della
situazione patrimoniale-finanziaria, il cui diritto a differire la loro estinzione per almeno 12 mesi dalla data di
chiusura dell’esercizio è soggetto al rispetto di covenant:
a) informazioni sui covenant (compresa la natura dei covenant e quando l’entità è tenuta a rispettarli) e sul
valore contabile delle relative passività
b) informazioni su fatti e circostanze, se esistenti, che indicano che l’entità potrebbe avere difficoltà a rispettare
i covenant. Tali fatti e circostanze potrebbero riferirsi anche alla situazione in cui i covenant da rispettare nei
12 mesi successivi alla data del bilancio non sarebbero rispettati utilizzando i dati alla data di chiusura
dell’esercizio.
Le Modifiche allo IAS 1 entrano in vigore con i bilanci degli esercizi aventi inizio a partire dal gennaio 2024
e devono essere applicate in modo retroattivo in accordo allo IAS 8 Principi contabili, Cambiamenti nelle
stime contabili ed Errori. L’applicazione anticipata è consentita fornendo adeguata informativa nelle note al
bilancio.
372
Modifiche allo IAS 7 IFRS 7
Con il Regolamento (UE) n. 2023/1317 del 15 maggio 2024, la Commissione Europea ha omologato
(“endorsed”) la modifica di regolamento per quanto riguarda lo IAS 7 e l’ IFRS 7 “Supplier Finance
Arrangements” con il quale si richiede di fornire informazioni sui suoi accordi di finanziamento per le
forniture che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare gli effetti di tali accordi sulle passività e sui
flussi finanziari dell'entità nonché sull'esposizione di quest'ultima al rischio di liquidità.
Gli accordi di finanziamento per le forniture si caratterizzano per il fatto che uno o più finanziatori offrono
di pagare gli importi dovuti da un'entità ai suoi fornitori e che l'entità concorda di pagare secondo i termini e
le condizioni degli accordi alla stessa data in cui si pagano i fornitori o in una data successiva. Tali accordi
garantiscono all'entità la proroga dei termini di pagamento o ai suoi fornitori l'anticipo dei termini di
pagamento rispetto alla data di scadenza del pagamento della fattura. Gli accordi di finanziamento per le
forniture sono spesso denominati accordi di finanziamento per la catena di fornitura, finanziamento dei debiti
verso fornitori o factoring indiretto. Gli accordi che sono esclusivamente strumenti di supporto del credito
per l'entità (ad esempio garanzie finanziarie, comprese le lettere di credito utilizzate come garanzie) o strumenti
utilizzati dall'entità per regolare direttamente con un fornitore gli importi dovuti (ad esempio carte di credito)
non sono accordi di finanziamento per le forniture.
L'entità deve indicare in forma aggregata per i suoi accordi di finanziamento per le forniture:
d) i termini e le condizioni degli accordi (ad esempio la proroga dei termini di pagamento e i titoli o le
garanzie forniti). Tuttavia, in caso di accordi con termini e condizioni diversi, l'entità dovrà indicare
questi ultimi separatamente;
e) alla data di inizio e a quella di chiusura dell'esercizio:
- i valori contabili delle passività finanziarie che fanno parte di un accordo di finanziamento per le
forniture e le voci associate a tali valori contabili presentate nel prospetto della situazione
patrimoniale-finanziaria dell'entità;
- i valori contabili delle passività finanziarie indicate al punto i) per le quali i fornitori hanno già
ricevuto pagamenti dai finanziatori e le voci associate a tali valori contabili;
- l'intervallo delle date di scadenza dei pagamenti (ad esempio 30-40 giorni dopo la data della
fattura) sia per le passività finanziarie indicate al punto i) sia per i debiti commerciali comparabili
che non fanno parte di un accordo di finanziamento per le forniture. Debiti commerciali
comparabili sono, ad esempio, debiti commerciali dell'entità contratti all'interno dello stesso
ramo di attività o nel medesimo ordinamento giuridico delle passività finanziarie indicate al
punto i). Se gli intervalli delle date di scadenza dei pagamenti sono ampi, l'entità deve fornire
informazioni esplicative su tali intervalli o indicare ulteriori intervalli (ad esempio intervalli
stratificati);
f) il tipo e l'effetto delle variazioni non in disponibilità liquide dei valori contabili delle passività
finanziarie indicate alla lettera b), punto i). Esempi di variazioni non in disponibilità liquide
comprendono l'effetto di aggregazioni aziendali, differenze di cambio o altre operazioni che non
richiedono l'impiego di disponibilità liquide o mezzi equivalenti.
Altri fattori che l'entità potrebbe considerare al fine di fornire l'informativa richiesta riguardano, tra l'altro, il
fatto che l'entità:
373
k) abbia sottoscritto accordi di finanziamento (per esempio su carta commerciale) o altre linee di
credito (per esempio, linee di credito stand-by) cui poter accedere per soddisfare esigenze di
liquidità;
l) detenga depositi presso banche centrali per soddisfare esigenze di liquidità;
m) abbia fonti di finanziamento molto differenziate;
n) abbia concentrazioni significative di rischio di liquidità nelle proprie attività o nelle fonti di
finanziamento;
o) abbia processi di controllo interno e piani di emergenza per la gestione del rischio di liquidità;
p) abbia strumenti che includono termini di rimborso accelerati (per esempio, a seguito di un ribasso
del merito creditizio dell'entità);
q) abbia strumenti che potrebbero richiedere la prestazione di garanzie finanziarie (per esempio, le
chiamate di margine per i derivati);
r) abbia strumenti che consentono all'entità di decidere se regolare le passività finanziarie consegnando
contanti (o altra attività finanziaria) oppure consegnando le proprie azioni;
s) abbia strumenti soggetti ad accordi quadro di compensazione o
t) abbia avuto o abbia accesso ad accordi di finanziamento per le forniture (come descritti nello IAS 7)
che garantiscono all'entità la proroga dei termini di pagamento o ai suoi fornitori l'anticipo dei
termini di pagamento.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall’Unione Europea ed efficaci dal 1°
Gennaio 2025
Data di entrata in vigore
Nuovo principio
contabile/emendamento
Data del Regolamento
omologazione UE (data
pubblicazione GUUE)
gennaio 2025
Impossibilità di cambio
(Modifiche allo IAS 21)
13 Nov 2024 (EU) 2024/2862
Modifiche allo IAS 21
Con il Regolamento (UE) n. 2024/2862 del 13 novembre 2024, la Commissione Europea ha omologato
(“endorsed”) la modifica di regolamento per quanto riguarda lo IAS 21 “The Effects of Changes in Foreign
Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di applicare una metodologia
in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è
possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa.
2. STIME E ASSUNZIONI
La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli amministratori l’applicazione di principi e metodologie
contabili che, in talune circostanze, si fondano su valutazioni e stime difficili e soggettive, basate
sull’esperienza storica e su assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in
funzione delle relative circostanze.
374
L’applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali il
prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, il prospetto di conto economico, il prospetto di conto
economico complessivo, il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di
bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, potrebbero differire, anche
significativamente, da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell’evento oggetto di
stima, a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.
Le aree che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione
delle stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere
un impatto significativo sui risultati finanziari della Società sono le seguenti:
a) Riduzione di valore delle attività materiali e immateriali a vita utile definita: le attività materiali e
immateriali a vita utile definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una
perdita di valore quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del
relativo valore netto contabile tramite l’uso. La verifica dell’esistenza dei suddetti indicatori richiede
da parte degli amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili
sia di fonte interna che esterna, nonché sull’esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato
che possa essersi generata una potenziale perdita di valore, si procede alla determinazione della stessa
utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli indicatori di una
potenziale perdita di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da
valutazioni soggettive nonché da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni
e le stime effettuate dal management.
b) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (avviamento): il valore
dell’avviamento è verificato annualmente al fine di accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore
da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta l’allocazione
dell’avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la successiva determinazione del relativo
valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso. Qualora il valore
recuperabile risulti inferiore al valore contabile delle unità generatrici di flussi finanziari, si procede
a una svalutazione dell’avviamento allocato alle stesse.
c) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (marchi): il valore dei marchi a vita
utile indefinita è assoggettato a test di impairment annuale. Il valore in uso è determinato sulla base
del metodo discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di sconto e un periodo di previsione
esplicita di 3 anni basato sui budget approvati dal Gruppo. Successivamente al periodo di previsione
esplicita, viene assunto uno specifico tasso di crescita pari al tasso d’inflazione atteso a lungo termine.
I valori previsionali riferiti agli anni futuri e i parametri determinati con riferimento alle informazioni
di mercato correnti sono oggetto di incertezze dovute a sviluppi legali futuri imprevedibili e possibili
sviluppi nel mercato della pasta; pertanto, non si esclude che negli anni successivi possa essere
necessario apportare svalutazioni.
d) Fondo svalutazione crediti: la determinazione di tale fondo riflette le stime del management legate alla
solvibilità storica ed attesa degli stessi.
e) Fondi per rischi e oneri: l’identificazione della sussistenza o meno di un’obbligazione corrente (legale
o implicita) è in alcune circostanze di non facile determinazione. Gli amministratori valutano tali
fenomeni di caso in caso, congiuntamente alla stima dell’ammontare delle risorse economiche
richieste per l’adempimento dell’obbligazione. Quando gli amministratori ritengono che il
manifestarsi di una passivi sia soltanto possibile, i rischi vengono indicati nell’apposita sezione
informativa su impegni e rischi, senza dar luogo ad alcuno stanziamento.
375
f) Vita utile delle attività materiali e immateriali: la vita utile è determinata al momento dell’iscrizione
del bene in bilancio. Le valutazioni sulla durata della vita utile si basano sull’esperienza storica, sulle
condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa,
compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa
differire dalla vita utile stimata.
g) Attività fiscali anticipate: le attività fiscali anticipate sono rilevate nella misura in cui sia probabile
l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite
fiscali potranno essere utilizzate.
h) Rimanenze: le rimanenze finali di prodotti che presentano caratteristiche di obsolescenza o di lento
rigiro sono periodicamente sottoposte a test di valutazione e svalutate nel caso in cui il valore
recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile. Le svalutazioni effettuate si basano
su assunzioni e stime degli amministratori derivanti dall’esperienza degli stessi e dai risultati storici
conseguiti.
i) Passività per leasing: l’ammontare della passività per leasing e conseguentemente delle relative attività
per diritto d’uso, dipende dalla determinazione del lease term. Tale determinazione è soggetta a
valutazioni del management, con particolare riferimento all’inclusione o meno dei periodi coperti dalle
opzioni di rinnovo e di risoluzione del leasing previste dai contratti di locazione. Tali valutazioni
saranno riviste al verificarsi di un evento significativo o di un significativo cambiamento delle
circostanze che abbia un’incidenza sulla ragionevole certezza del management di esercitare un’opzione
precedentemente non considerata nella determinazione del lease term o di non esercitare un’opzione
precedentemente considerata nella determinazione del lease term.
j) Strumenti derivati: l’ammontare delle attività e passività per strumenti derivati è soggetta a
valutazione del management in base al loro fair value. Lo stesso dipende dall’andamento di variabili
sottostanti di mercato e, tavolta, da assunzioni su parameti non di mercato.
3. GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dalla Società sono i seguenti:
rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali
opera la Società e dei tassi di interesse;
rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
Obiettivo della Società è il mantenimento nel tempo di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio e
in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle attività
operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente alla Società di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria della Società e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
376
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
3.1 Rischio di mercato
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali della Società condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati consolidati e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui la Società è esposta riguardano:
Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterlina.
Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri.
La Società non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati della Società in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera la
Società non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
Rischio di tasso di interesse
La Società utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari netti consolidati.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva
Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi
di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante
negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico Separato e sul patrimonio netto Separato che deriverebbe da una ipotetica variazione
positiva e negativa di 50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun periodo.
L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità liquide
equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine. Con riferimento alle disponibilità
liquide ed equivalenti è stato fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio del periodo,
mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è stato calcolato
in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
377
(In migliaia di Euro)
Impatto sull'utile al netto
dell'effetto fiscale
Impatto sul patrimonio netto al
netto dell'effetto fiscale
- 50 bps + 50 bps - 50 bps + 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 (1.463) 1.463 (1.463) 1.463
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023 (260) 260 (260) 260
Rischio di credito
La Società fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale della Società, le cui controparti sono
operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I crediti del secondo
settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è caratterizzato da una
esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
La Società gestisce il rischio di credito di entrambe le tipologie di clienti attraverso una prassi consolidata, che
prevede una gestione mirata ed oculata con un limite di fido concesso sulla base delle informazioni
commerciali, finanziarie e rischio percepito dal mercato.
La Società opera in aree di business con bassi livelli di rischio di credito, considerata la natura delle sue attività
e il fatto che la sua esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di clienti. Le attività sono iscritte in
bilancio al netto di eventuali svalutazioni determinate sulla base del rischio di inadempienza delle controparti,
tenendo conto delle informazioni disponibili sulla solvibilità e dei dati storici e prospettici.
Le posizioni sono oggetto di periodico monitoraggio del rispetto delle condizioni di pagamento e le azioni di
sollecito dello scaduto sono condotte in coordinamento con la forza vendita. Nel caso, invece, che a seguito
di un’analisi puntuale della singola fattispecie si rilevi un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale
del credito l’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili. La metodologia di
gestione del credito non è tale per cui sia ritenuto rilevante suddividere l’esposizione della clientela in classi di
rischio differenti.
Inoltre, segnala che La Società ha in essere polizze d’assicurazione del credito con primarie società del settore
al fine di mitigare il rischio connesso alla solvibilità della clientela.
Il rischio di credito derivante da crediti che la Società vanta verso il sistema bancario è invece di moderata
entità e deriva sostanzialmente da momentanee giacenze di liquidità eccedente investite solitamente in depositi
bancari e conti correnti presso gli istituti di credito.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali al 31 dicembre 2024 e 2023 raggruppati
per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro) A scadere
Scaduti da
1 a 90
giorni
Scaduti da
91 a 180
giorni
Scaduti da
oltre 181
giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2024 33.946 10.186 2.756 25.022 71.910
Fondo svalutazione crediti - (166) (1.405) (15.643) (17.214)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2024 33.946 10.020 1.351 9.379 54.696
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2023 40.797 19.302 1.762 37.636 99.497
Fondo svalutazione crediti - (166) (1.405) (15.466) (17.037)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2023 40.797 19.136 358 22.170 82.460
Per quanto attiene ai crediti finanziari, principalmente riferibili a rapporti di cash-pooling con la controllante,
gli stessi sono tutti “a scadere” e non si ritiene sia necessaria alcuna appostazione di fondi svalutazione.
378
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, la Società non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
Il rischio liquidità cui la Società potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati mezzi
finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità della Società sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità della Società è costituito dalle risorse assorbite dall’attività
operativa: il settore in cui la Società opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite con picchi di
fabbisogno di liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali
rispetto al resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento
tra l’area commerciale e l’area finanza che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati
alle vendite attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità: la pianificazione degli acquisti di materie prime per il magazzino
è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle decisioni che
potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari della Società.
L’attività finanziaria della Società comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari della Società.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari della Società al 31
dicembre 2024 e 2023 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
-
i flussi di cassa non sono attualizzati;
-
i flussi di cassa sono imputati fascia temporale di riferimento in base alla prima data di esigibilità
prevista dai termini contrattuali;
-
tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell'esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a
bilancio non sono inclusi;
-
quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è
valutata alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
-
i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
379
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie 164.540 29.473 538.339 - 732.352 712.670
Passività per leasing 2.605 3.279 4.765 10.649 10.649
Finanziamento soci - - - 206.100 206.100 206.100
Debiti commerciali 75.849 - - - 75.849 75.849
Altre passività correnti 21.489 - - - 21.489 21.489
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 202
3
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie 92.987 29.473 238.339 - 360.799 339.799
Passività per leasing 2.513 2.611 8.064 1.095 14.283 13.667
Debiti commerciali
67.781
-
-
-
67.781
67.781
Altre passività correnti 22.506 - - - 22.506 22.506
Rischi ambientali e climatici
Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali forze dirompenti con il potenziale di determinare
cambiamenti sostanziali nelle operazioni del Gruppo nel breve, medio e lungo termine. Molti dei potenziali
impatti del cambiamento climatico possono essere definiti come rischi: rischi fisici per il nostro ambiente o
rischi legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per perseguire gli obiettivi
dell’Accordo di Parigi. Il rischio climatico può colpire aziende, istituzioni finanziarie, famiglie, paesi e il sistema
finanziario in generale. Tuttavia, potrebbero sorgere opportunità per quelle aziende che favoriscono la
transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio quali una migliore attrattività verso gli investitori,
un rafforzamento della reputazione dell’azienda tra gli stakeholder ed una maggiore sostenibilità del business
a lungo termine.
Il Gruppo monitora costantemente i rischi legati ai cambiamenti climatici ed effettua regolari valutazioni per
misurare la propria resilienza nei confronti dei rischi ritenuti rilevanti. Tale analisi è stata effettuata anche nel
corso del 2024, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM, ed ha considerato tutte le Società incluse nel
perimetro di consolidamento. Vi sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza di Newlat
Food. Primo tra questi, la solidità finanziaria del Gruppo che consente di ottenere capitali a un costo
sostenibile, facilitando il finanziamento di investimenti strategici e di misure di mitigazione dei rischi senza
compromettere l’equilibrio economico-finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di
adattabilità, permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere
tempestivamente alle evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
L’analisi dei rischi sopra menzionata ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla
catena di approvvigionamento, sugli asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando
anche l’aderenza alle normative ambientali e gli impegni internazionali di transizione verso un’economia a
basse emissioni di carbonio.
Tale valutazione degli impatti derivanti dai cambiamenti climatici sulle nostre operazioni effettuata nel 2024
non ha evidenziato problematiche tali da compromettere l’ordinario svolgimento delle attività o che non siano
affrontabili con le risorse a disposizione e non risulta emersa alcuna questione economica materiale
significativa che abbia avuto effetti sulla redazione del presente bilancio consolidato.
380
Nello specifico, sono state fatte le seguenti considerazioni:
Il rischio di dipendenze critiche e/o possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento è stato
mitigato mediante l’attivazione di piani di emergenza e di diversificazione geografica dei fornitori.
Per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, non sono
stati riscontrati, negli ultimi anni, problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi. Il
monitoraggio costante di questi aspetti consente l’adozione tempestiva di misure preventive per
minimizzare eventuali impatti.
In materia di conformità normativa, Newlat Food ha istituito un sistema di gestione ambientale con
figure dedicate sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della
normativa europea per garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
In ultimo, il Gruppo ha tenuto conto degli impatti derivanti dal cambiamento climatico con riferimento:
Alle previsioni dei flussi di cassa utilizzate nelle valutazioni di perdita di valore del valore d'uso delle
attività non correnti compreso l'avviamento e le atre attività a vita utile indefinita;
Ai fattori che determinato il valore contabile delle attività non correnti (quali valori residui, vite utili e
metodi ammortamento, accantonamenti e contratti onerosi).
Sulla base di quanto sopra evidenziato il Gruppo non prevede impatti finanziari significativi derivanti dai
rischi ambientali e climatici.
4. POLITICA DI GESTIONE DEL CAPITALE
La gestione del capitale della Società è volta a garantire un solido rating creditizio e adeguati livelli degli
indicatori di capitale per supportare i piani di investimento, nel rispetto degli impegni contrattuali assunti con
i finanziatori.
La Società si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento
operativo; le fonti di finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio e di capitale di
debito, per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale,
con conseguente vantaggio di tutti gli stakeholders.
La remunerazione del capitale di rischio è monitorata sulla base dell’andamento del mercato e delle performance
del business, una volta soddisfatte tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto, al fine di
garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei
business, la Società monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio
netto, all’andamento del business e alle previsioni dei flussi di cassa attesi, nel breve e nel medio/lungo
periodo.
381
CATEGORIE DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE E INFORMATIVA SUL FAIR
VALUE
Categorie di attività e passività finanziarie
Le seguenti tabelle forniscono una ripartizione delle attività e passività finanziarie per categoria al 31 dicembre
2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2024
2023
ATTIVITÀ FINANZIARIE:
Attività finanziarie
valutate al costo ammortizzato:
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
416.866 617
Crediti commerciali
5
4
.
696
82.460
Altri crediti e attività correnti
(*)
8.
037
4.885
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
158.528
270.674
Crediti finanziari valutari al costo ammortizzato
326
.
590
12.575
96
4
.
718
371.211
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico
74 74
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
4 4
78
78
TOTALE ATTIVITÀ FINANZIARIE
96
4
.
797
371.289
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2024
2023
PASSIVITÀ FINANZIARIE:
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Passività finanziarie non correnti
548.130
246.812
Passività per leasing non correnti
8.043
11.154
Debiti commerciali
75.849
67.781
Passività finanziarie correnti
153.348
92.987
Passività per leasing correnti
2.605
2.513
Altre passività correnti
8.833
11.938
PASSIVITÀ FINANZIARIE
796.809
433.185
Passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:
Passività finanziarie
correnti
11.192
-
Altre passività correnti
-
2.603
TOTALE PASSIVITÀ FINANZIARIE
808.001
435.788
(*) limitatamente alle voci “Ratei e risconti attivi”, “Acconti” e “Altri Crediti”
(**) limitatamente alle voci “Ratei e risconti passivi” e “Debiti diversi
Le tabelle sopra esposte evidenziano che la gran parte delle attività e passività finanziarie in essere è
rappresentata da poste finanziarie attive e passive a breve termine. In considerazione della loro natura, per la
maggior parte delle poste, il valore contabile è considerato una ragionevole approssimazione del fair value. Le
attività e passività finanziarie non correnti sono regolate o valutate a tassi di mercato e si ritiene pertanto che
il fair value delle stesse sia sostanzialmente in linea con gli attuali valori contabili.
Si segnala che il prestito obbligazionario, incluso nelle passività non correnti ed avente un valore di carico
pari a Euro 203.544 migliaia di euro, ha alla stessa data un valore di quotazione sul mercato irlandese pari ad
Euro 198.020 migliaia.
Informativa sul fair value
In relazione alle attività e passività rilevate nella situazione patrimoniale e finanziaria e valutate al fair value,
l’IFRS 13 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli, che rifletta la
significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Di seguito si riporta la classificazione dei
fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:
382
Livello 1: fair value determinati con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per
strumenti finanziari identici. Pertanto, nel Livello 1 l’enfasi è posta sulla determinazione dei seguenti
elementi: (a) il mercato principale dell’attività o della passività o, in assenza di un mercato principale,
il mercato più vantaggioso dell’attività o della passività; (b) la possibilità per l’entità di effettuare
un’operazione con l’attività o con la passività al prezzo di quel mercato alla data di valutazione.
Livello 2: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su
mercati attivi. Gli input per questo livello comprendono: (a) prezzi quotati per attività o passività
similari in mercati attivi; (b) prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non
attivi; (c) dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività, per esempio: tassi di
interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite,
spread creditizi, input corroborati dal mercato.
Livello 3: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato
non osservabili.
Le seguenti tabelle riepilogano le attività e passività finanziarie valutate al fair value, suddivise sulla base dei
livelli previsti dalla gerarchia, al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia Euro)
Al 31 dicembre 2024
Livello 1 Livello 2 Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
43 - 31
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
- - 4
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
43 - 35
(In migliaia Euro)
Al 31 dicembre 2023
Livello 1 Livello 2 Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
43 - 31
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
- - 4
Totale attività finanziarie valutate al fair value 43 - 35
(In migliaia Euro)
Al 31 dicembre 2024
Livello 1 Livello 2 Livello 3
Passività finanziarie correnti
- 11.192 -
Totale attività finanziarie valutate al fair value - 11.192 -
(In migliaia Euro)
Al 31 dicembre 2023
Livello 1 Livello 2 Livello 3
Altre passività correnti - 2.603 -
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
- 2.603 -
Non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value nei periodi considerati. Il livello
3 include partecipazioni minoritarie in società non quotate.
383
5. SETTORI OPERATIVI
L’IFRS 8 - Settori operativi definisce un settore operativo come una componente:
che coinvolge attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi;
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale;
per la quale sono disponibili dati economico finanziari separati.
Ai fini dell’IFRS 8, l’attività svolta dal Gruppo è identificabile nei seguenti settori operativi: Pasta, Bakery
Products, Special Products e Altre attività.
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performance della Società per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024,
nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Separato:
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2024
Pasta Bakery products
Special
products
Altre attività
Totale
Bilancio
Separato
Ricavi da contratti con i clienti verso terzi 132.973 45.177 23.620 - 201.769
EBITDA (*) 12.547 6.248 2.388 - 21.183
EBITDA Margin 9,44% 13,83% 10,11% - 10,50%
Ammortamenti e svalutazioni
3.117
1.780
1.702
195
6.794
Svalutazioni nette di attività finanziarie 177 177
Risultato operativo 7.730 5.468 1.386 (372) 14.213
Proventi finanziari - - - 28.234 28.234
Oneri finanziari - - - (38.218) (38.218)
Risultato prima delle imposte 7.730 5.468 1.386 (10.355) 4.229
Imposte sul reddito - - - (2.044) (2.044)
Risultato netto 7.730 5.468 1.386 (12.400) 2.186
Totale attività 137.236 21.020 26.332 1.024.466 1.209.053
Totale passività 63.739 20.715 16.794 934.127 1.035.375
Investimenti 2.772 740 3.102 1.340 7.954
Dipendenti (numero) 467 203 137 54 861
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanzia
rie e degli ammortamenti e
svalutazioni.
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performances della Società al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2023, nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Separato:
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2023
Pasta Bakery products
Special
products
Altre attività
Totale
Bilancio
Separato
Ricavi da contratti con i clienti verso terzi 148.380 50.327 33.947 - 232.653
EBITDA (*)
13.300
8.090
4.751
(600)
25.541
EBITDA Margin 8,96% 16,08% 14,00% - 10,98%
Ammortamenti e svalutazioni 5.069 2.637 3.241 195 11.142
Svalutazioni nette di attività finanziarie 446 446
Risultato operativo 8.231 5.453 1.510 (1.241) 13.954
Proventi finanziari - - - 8.233 8.233
Oneri finanziari
-
-
-
(14.807)
(14.807)
Risultato prima delle imposte
8.231
5.453
1.510
(7.816)
7.379
Imposte sul reddito - - - (1.627) (1.627)
Risultato netto 8.231 5.453 1.510 (9.443) 5.752
Totale attività
154.780
22.487
30.767
400.043
608.077
Totale passività
59.470
17.721
16.818
356.371
450.380
Investimenti 2.772 740 3.102 1.340 7.954
384
Dipendenti (numero) 452 188 143 47 830
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e
svalutazioni.
I ricavi da contratti con clienti derivanti dal settore “Pasta” ammontano a Euro 148.380 migliaia ed Euro
125.973 migliaia per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2023 e 2024, pari rispettivamente al 63,8% e 62,4% dei
ricavi da contratti con i clienti. L’EBITDA relativo al settore “Pasta” ammonta ad Euro 13.300 migliaia ed
Euro 10.847 migliaia rispettivamente per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2023 e 2024, pari rispettivamente
al 52,1% e al 51,2%.
In relazione alla marginalità, il settore Bakery Products” e “Special Products” presentano le marginalità maggiori
- in termini di EBITDA margin - nel biennio oggetto di analisi.
Inoltre, a completamento dell’informativa settoriale, si riportano di seguito le informazioni economiche e
patrimoniali per area geografica richieste dall’IFRS 8.
La seguente tabella riporta i ricavi da contratti con i clienti per area geografica per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2024 e 2023.
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Italia 78.897 93.310
Germania 51.641 62.824
Regno Unito 12.314 12.962
Altri Paesi 58.916 63.556
Totale ricavi da contratti con i clienti 201.769 232.652
Infine, in accordo con quanto previsto dall’IFRS 8, paragrafo 34, si precisa che per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2024 e 2023 è presente un cliente che per la Società genera ricavi superiori al 10%.
385
8. NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA SEPARATA
8.1 Immobili, impianti e macchinari
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Immobili, impianti e macchinari”
per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Terreni e
fabbricati
Impianti e
macchinari
Attrezzature
industriali e
commerciali
Altri
beni
Attività
materiali
in corso e
acconti
Totale
Costo storico al 31 dicembre 2023 14.667 134.178 4.744 5.476 2.974 162.039
Investimenti 93 3.116 64 34 2.586 5.893
Riclassifiche 2.919 22 33 (2.974) -
Costo storico al 31 dicembre 2024
14.760
140.213
4.830
5.543
2.586
167.932
Fondo ammortamento al 30 dicembre
2023
(11.037) (119.082) (4.744) (4.884) - (139.746)
Ammortamenti (497) (3.584) (68) (69) (4.217)
Dismissioni
-
Fondo ammortamento al 30 dicembre
2024
(11.533) (122.666) (4.811) (4.953) - (143.964)
Valore netto contabile al 31 dicembre
2023
3.630 15.096 0 592 2.974 22.292
Valore netto contabile al 31
dicembre
2024
3.227 17.547 19 590 2.586 23.968
(In migliaia di Euro)
Terreni e
fabbricati
Impianti e
macchinari
Attrezzature
industriali e
commerciali
Altri
beni
Attività
materiali
in corso e
acconti
Totale
Costo storico al 31 dicembre 2022 14.667 129.122 4.700 5.233 998 154.720
Investimenti - 4.527 44 243 2.504 7.318
Riclassifiche - 528 - - (528) -
Costo storico al 31 dicembre 2023 14.667 134.178 4.744 5.476 2.974 162.039
Fondo ammortamento al 30 dicembre
2022
(10.428) (111.458) (4.602) (4.820) - (131.308)
Ammortamenti (609) (7.624) (142) (64) (8.438)
Fondo ammortamento al 30 dicembre
2023
(11.037) (119.082) (4.744) (4.884) - (139.746)
Valore netto contabile al 31 dicembre
2022
4.239 17.664 98 413 998 23.412
Valore netto contabile al 31 dicembre
2023
3.630 15.096 0 592 2.974 22.292
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono stati pari
ad Euro 7.318 migliaia e sono prevalentemente riconducibili al rinnovamento delle linee di produzione ed alla
nuova linea di biscotto presso lo stabilimento di Ozzano Taro. Per maggiori informazioni relativamente agli
investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”.
Il valore netto delle attività materiali dismesse negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023 è di ammontare
non rilevante.
Al 31 dicembre 2024 non vi sono contributi in conto capitale classificati a riduzione degli impianti e
macchinari di riferimento.
Nel corso dell’esercizio non sono state iscritte dalla Società svalutazioni di attività materiali.
386
Al 31 dicembre 2024, non vi sono beni immobili e strumentali di proprietà gravati da alcun tipo di garanzia
prestata a favore di terzi.
8.2 Attività per diritto d’uso e passività per
leasing
La seguente tabella riporta la movimentazione della voce “Attività per diritto d’uso” per l’esercizio chiuso al
31 dicembre 2024 e 2023:
(In Euro)
Attività per diritto d'uso
Costo storico al 31
dicembre 2023
31.092
Incrementi
Decrementi
Costo storico al 31 dicembre 2024
31.092
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2023 (16.663)
Ammortamenti (2.348)
Dismissioni
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2024 (19.011)
Valore netto contabile al 31 dicembre 2023 14.429
Valore netto contabile al 31 dicembre 2024 12.081
(In migliaia di Euro) Attività per diritto d'uso
Costo storico al 30 dicembre 2022 31.092
Incrementi
Decrementi
Costo storico al 30 dicembre 2023 31.092
Fondo ammortamento al 30 dicembre 2022 (14.285)
Ammortamenti (2.378)
Dismissioni
Fondo ammortamento al 30 dicembre 2023 (16.663)
Valore netto contabile al 31 dicembre 2022 16.807
Valore netto contabile al 31 dicembre 2023 14.429
Al 31 dicembre 2024, la Società non ha individuato indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle
attività per diritto d’uso.
La tabella che segue riporta i valori contrattuali non attualizzati delle passività per leasing della Società al 31
dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per
leasing
2.605
3.279
4.765
10.649
10.649
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2023
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per
leasing
2.513
2.611
8.064
1.095
14.283
13.667
Il tasso di attualizzazione è stato determinato sulla base del tasso di finanziamento marginale della Società,
ovvero il tasso che la Società dovrebbe pagare per un prestito, con una durata e con garanzie simili, necessario
per ottenere un'attività di valore simile all'attività consistente nel diritto di utilizzo in un contesto economico
387
simile. La Società ha deciso di applicare un unico tasso di attualizzazione ad un portafoglio di leasing con
caratteristiche ragionevolmente simili, quali i leasing con una durata residua simile per una classe di attività
sottostante simile in un contesto economico simile.
Le principali informazioni relative ai contratti di locazione in capo alla Società, che agisce principalmente in
veste di locatario, sono riportate nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro) Al 31 dicembre 2024
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (immobili) 11.896
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (macchinari) 185
Totale valore netto contabile attività per diritto d'uso 12.081
Passività per leasing correnti 2.605
Passività per leasing non correnti 8.041
Totale passività per leasing 10.650
Ammortamento attivi per diritto d'uso (immobili) (2.149)
Ammortamento attivi per diritto d'uso
(macchinari)
(185)
Ammortamento attivi per diritto d'uso (autovetture) (14)
Totale ammortamenti attività per diritto d'uso (2.348)
Interessi passivi per
leasing
120
Le attività per diritto d’uso relative a beni immobili si riferiscono prevalentemente alla locazione degli
stabilimenti produttivi di Sansepolcro (AR), Ozzano Taro (PR), ed Eboli (SA), nonché gli stabilimenti di
Bologna e Corte de’ Frati (CR) concessi in conduzione a Newlat in forza dei contratti di locazione stipulati
con la società correlata New Property. Tali locazioni rientrano nell’ambito dei rapporti con parti correlate, al
riguardo si rinvia alla sezione del Bilancio Separato.
Con riferimento alla determinazione del lease term, in relazione alla locazione degli immobili sopra riportati, si
precisa che lo stesso è stato quantificato in sei anni, sulla base delle opzioni di recesso previste nei contratti
stessi e sulla base delle valutazioni effettuate dal management. I contratti di affitto stipulati tra le parti risultano
avere il medesimo impianto contrattuale e, più precisamente: (i) una durata stabilita in sei anni ed estendibile
automaticamente per ulteriori sei anni, con eventuali successivi rinnovi taciti di sei anni in sei anni, e (ii) delle
opzioni di risoluzione anticipata esercitabili dal locatore in sede di rinnovo e dal locatario, che potrà recedere
in qualsiasi momento e senza causa, con un preavviso di sei mesi.
Le attività per diritto d’uso relative a macchinari si riferiscono prevalentemente alla locazione di beni
strumentali impiegati nel processo produttivo.
8.3 Attività immateriali
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Attività immateriali” per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro) Avviamento
Diritti di
brevetto
industriale e
diritti di
utilizzazione
delle opere
dell'ingegno
Concessioni,
licenze,
marchi e
diritti simili
Altre
immobilizzazioni
Immobilizzazioni
in corso
Totale
Costo storico al 31
dicembre 2023
9.376
11.113
43.891
2.666
13
67.059
Investimenti
49
71
1.198
4
1.322
Costo storico al 31 dicembre 2024
9.376
11.162
43.962
3.864
17
68.381
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2023
(5.512)
(9.748)
(43.891)
(2.666)
-
(61.817)
Ammortamenti
(228)
(228)
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2024
(5.512)
(9.976)
(43.891)
(2.666)
-
(62.045)
Valore netto contabile al 31 dicembre 2023
3.864
1.365
-
-
13
5.242
Valore netto contabile al 31 dicembre 2024
3.864
1.186
71
1.198
17
6.336
388
(In migliaia di Euro) Avviamento
Diritti di
brevetto
industriale e
diritti di
utilizzazione
delle opere
dell'ingegno
Concessioni,
licenze,
marchi e
diritti simili
Altre
immobilizzazioni
Immobilizzazioni
in corso
Totale
Costo
storico al 31 dicembre 2022
9.376
20.366
43.891
2.666
125
76.424
Investimenti
622
13
635
Dismissioni
(10.000)
(10.000)
Riclassifiche
125
(125)
-
Costo storico al 31 dicembre 2023
9.376
11.113
43.891
2.666
13
67.059
Fondo
ammortamento al 31 dicembre 2022
(5.512)
(19.424)
(43.891)
(2.666)
-
(71.493)
Ammortamenti
(324)
(324)
Dismissioni
10.000
10.000
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2023
(5.512)
(9.748)
(43.891)
(2.666)
-
(61.817)
Valore netto
contabile al 31 dicembre 2022
3.864
942
-
-
125
4.931
Valore netto contabile al 31 dicembre 2023
3.864
1.365
-
-
13
5.242
Gli investimenti in attività immateriali per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono stati pari ad Euro 1.322
migliaia e sono prevalentemente riconducibili all’acquisto di software. Per maggiori informazioni relativamente
agli investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”.
Non sono stati individuati indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle attività immateriali per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
Si riporta di seguito una descrizione delle principali voci che compongono le attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento si riferisce all'acquisizione della società Centrale del Latte di Salerno S.p.A. fusa per
incorporazione in Newlat Food SpA a partire dal 2019, che rappresenta una cash generating unit (CGU). Tale
importo, pari ad Euro 3.863 migliaia, riflette la differenza tra il prezzo di acquisto e il patrimonio netto di
Centrale del Latte di Salerno alla data di acquisizione, avvenuta nel dicembre 2014.
Il valore dell’avviamento è stato assoggettato a impairment test, avvalendosi dell’ausilio di un professionista
terzo indipendente.
Ai fini dell’impairment test al 31 dicembre 2024, si è fatto uso del Piano economico-finanziario 2025-2027. Il
Consiglio d’Amministrazione ha approvato tale impairment test, nonché i flussi ivi rappresentati, in data 17
marzo 2025
Ai fini della stima del valore d’uso delle CGU cui è stato allocato l’avviamento:
(ii) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi
di risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test
dell’avviamento si è pertanto fatto riferimento ad un piano triennale 2025-2027. Il Consiglio
di Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in
data 17 marzo 2025.
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test dell’avviamento, si è fatto uso di fonti esterne di
informazione ai seguenti fini del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il
389
calcolo del costo del capitale sono di fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio
ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
delle CGU rappresentate dalla divisione Centrale del Latte di Salerno (“DCF Method”). Le assunzioni chiavi
utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la stima dei livelli di
crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita del valore terminale e del
costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le performance
economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre considerata una marginalità lineare nei periodi di piano sulla base di quanto avvenuto nei due
esercizi precedenti.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
Avviamento ex CLS
(In percentuale) Tasso di crescita WACC
Al 31 dicembre 2024 1% 7,09%
Al 31 dicembre 2023 1% 8,81%
Il costo del capitale è stato calcolato considerando la struttura finanziaria di Gruppo corrispondente a 74,5%
equity e 25,5% costo del debito, la stessa considerata come allineata a quella di un partecipante di mercato. I
WACC post-tax determinati corrispondono a tassi di sconto ante imposte pari a 9,75%.
In entrambi gli esercizi i livelli di EBITDA e di sviluppo fatturato sono di fatto attesi in lieve incremento
rispetto allo storico.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato eccede il relativo
valore contabile per oltre 16 milioni di Euro.
Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati dei test di impairment
della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita, parametri ritenuti
significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini del test in oggetto,
in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al relativo valore
contabile.
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno
Tale voce è costituita quasi esclusivamente da costi per software.
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili” al
31 dicembre 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Marchi a vita utile definita 535 535
Totale valore netto contabile 535 535
390
Marchi a vita utile definita
Tale voce include i marchi di proprietà di Newlat, ammortizzati in base alla vita utile residua stimata, sulla
base del periodo di tempo in cui si ritiene che gli stessi garantiscano la generazione di flussi di cassa.
8.4 Partecipazioni in imprese controllate
Tale voce è composta:
dal valore di acquisto della totalità delle azioni della Newlat GmbH in data 29 ottobre 2019 dalla
società controllante Newlat Group S.A. Il corrispettivo finale corrisposto alla Newlat Group è stato
pari ad Euro 68.525 migliaia.
dal valore di acquisto della Centrale del Latte d’Italia per euro 25.405 migliaia
dal valore di acquisto della Symington’s per euro 63.914 migliaia
dal valore di acquisto della Em Foods Sas per euro 5.465 migliaia. Il costo di acquisto originaria pari
ad Euro 1.000 migliaia è stato incremento per effetto della rinuncia parziale ai finanziamenti erogati
nel corso dell’esercizio per euro 3.300 migliaia e all’aggiustamento del prezzo per euro 2.165 migliaia.
dal valore di acquisto della totalità delle azioni della Princes Limited in data 31 luglio 2025 pari a 1
GBP e per euro 1.023 migliaia comprensivo dei costi accessori.
Il valore di carico della partecipazione è significativamente superiore al Patrimonio Netto della Newlat Gmbh.
In linea con quanto richiesto dai principi contabili internazionali, è stato condotto il test di impairment per
accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore del valore di carico della partecipazione. Il test di impairment,
approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17 marzo 2025, è stato predisposto con il supporto di un
professionista indipendente, confrontando il valore contabile della partecipazione con il valore recuperabile
della relativa cash generating unit (CGU) a cui fa riferimento.
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU (“DCF Method”) nella versione unlevered relativi al periodo di 3 anni successivi alla data di bilancio.
Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la
stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita del
valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione
le performances economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre verificata la ragionevolezza delle marginalità nel periodo di previsione esplicito, considerandola
pari a quella registrata per l’esercizio 2024.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (WACC, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
(In percentuale)
Al 31 dicembre
2024
Al 31 dicembre
2023
Tasso di crescita 1,00% 1,00%
WACC 5,88% 7,02%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU, si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
fonti interne la stima del valore d’uso si fonda sulle previsioni dei flussi di risultato più aggiornate
formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test della partecipazione al 31 dicembre 2024, si è
391
pertanto fatto uso del piano economico finanziario 2025-2027 approvato dal Consiglio
d’Amministrazione in data 17 marzo 2025. Il Consiglio d’Amministrazione della Società ha approvato
tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in data 17 marzo 2025. Ai fini dell’impairment test della
partecipazione al 31 dicembre 2024 si è considerata una marginalità superiore rispetto a quella
registrata nel 2024 in considerazione delle storiche performance della Società e degli eventi eccezionali
che hanno caratterizato l’esercizio.
fonti esterne: ai fini dell’impairment test, si è fatto uso di fonti esterne di informazione ai seguenti fini
del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il calcolo del costo del capitale sono di
fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato considerando l’attuale struttura finanziaria del Gruppo
corrispondente a 74,5% equity e 25,5% costo del debito.
si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio annuo dei ricavi del 3,5% annuo dal 2025 al 2027 e
b) EBITDA margin medio negli anni di previsione pari al 6,33%.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo valore contabile per oltre Euro 34 milioni. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo
medio ponderato del capitale (WACC) pari al 5,88% ed un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale (g)
pari allo 1,0%. Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività, per verificare gli effetti sui risultati del
test di impairment della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita,
parametri ritenuti significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini
del test in oggetto, in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al
relativo valore contabile.
Sulla partecipazione detenuta in Centrale del Latte d’Italia non è stato svolto nessun impairment test in
considerazione degli ottimi risultati della Società partecipata. Inoltre, l’impairment test sui marchi della
Centrale del Latte predisposto a livello consolidato è basato sul calcolo del valore d’uso della CGU di Centrale
del Latte d’Italia ante operazione milk&dairy e confrontato con il relativo CIN della CGU oggetto di verifica.
Il valore d’uso è determinato sulla base del metodo del discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di
sconto e un periodo di previsione esplicita di 3 anni basato sul Piano approvato dal Consiglio di
amministrazione della Centrale del Latte d’Italia SpA in data 17 marzo 2025. Il valore della CGU così
determinato risulta essere superiore al valore di carico della partecipazione iscritto nel bilancio separato della
Newlat Food S.p.A.
Sulla partecipazione detenuta in Symington’s Limited non è stato svolto nessun impairment test in
considerazione degli ottimi risultati della Società. Inoltre l’impairment test sul goodwill emerso
dall’acquisizione della Società predisposto a livello consolidato è basato sul calcolo del valore d’uso della CGU
di Symingtonìs Limited e confrontato con il relativo CIN della CGU oggetto di verifica. Il valore d’uso è
determinato sulla base del metodo del discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di sconto e un
periodo di previsione esplicita di 3 anni basato sul Piano approvato dal Consiglio di amministrazione della
Newlat in data 17 marzo 2025. Il valore della CGU così determinato risulta essere superiore al valore di carico
della partecipazione iscritto nel bilancio separato della Newlat Food S.p.A.
392
Sulla partecipazione detenuta in EM Foods Sas non è stato svolto nessun impairment test
8.5 Attività finanziarie non correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
Al 31 dicembre 2024 e 2023 le attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico ammontano pari ad Euro 74 migliaia. Tali saldi, di ammontare non rilevante, si riferiscono a
strumenti di capitale d’imprese minori.
8.6 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Al 31 dicembre 2024 e 2023 le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammontano rispettivamente
ad Euro 416.866 migliaia ed Euro 617 migliaia. Tali saldi si riferiscono principalmente alla quota a medio
lungo termine del finanziamento verso la controllata Princes Limited pari ad Euro 416.246 erogato a seguito
dell’acquisizione del Gruppo da Mitsubishi e necessario per l’estinzione del vecchio finanziamento in capo
alla società inglese ed ai depositi cauzionali versati a fronte dei contratti di locazione in essere.
8.7 Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Attività per imposte anticipate” al 31 dicembre
2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Fondi 1.799 1.847
Leasing - (278)
Altro 122 153
Attività per imposte anticipate lorde
1.
9
21
1.722
Compensazione con le passività per imposte differite
-
-
Totale attività per imposte
anticipate
1.
9
21
1.722
Le attività per imposte anticipate sono state iscritte in quanto si ritiene probabile che saranno realizzati redditi
imponibili futuri, a fronte dei quali possano essere realizzate.
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione del valore lordo delle attività per imposte
anticipate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 3
Le attività per imposte anticipate derivano dalle differenze temporanee tra il valore attribuito ad un’attività o
passività in bilancio e il valore attribuito a quella stessa attività o passività ai fini fiscali.
(In migliaia di Euro) Fondi Leasing Altro
Totale attività per
imposte anticipate
Saldo al 31 dicembre 2023 1.847 (278) 153 1.722
Accantonamenti (rilasci) a conto economico
(
48
)
278
16
246
Accantonamenti (rilasci) a conto economico complessivo (47) (47)
Saldo al 31 dicembre 2024 1.799 - 122 1.921
8.8 Rimanenze
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Rimanenze” al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2023 2023
Materie prime, sussidiarie, di consumo e ricambi 13.992 14.673
393
Prodotti finiti e merci 14.643 11.000
Totale rimanenze lorde
28.635
25.673
Fondo svalutazione rimanenze
(946)
(946)
Totale rimanenze
27.690
24.728
Le rimanenze sono iscritte al netto del fondo obsolescenza, di ammontare pari ad Euro 946 migliaia al 31
dicembre 2024 prevalentemente connesso a ricambi per macchinari, a lenta movimentazione.
8.9 Crediti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Crediti commerciali” al 31 dicembre 2024 e
2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
202
4
2023
Crediti commerciali verso clienti 52.926 49.929
Crediti commerciali verso parti correlate 18.984 49.568
Crediti commerciali (lordi) 71.910 99.497
Fondo svalutazione crediti commerciali (17.214) (17.037)
Totale crediti commerciali 54.697 82.461
La seguente tabella riporta la movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali per l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2024:
(In Euro) Fondo svalutazione crediti commerciali
Saldo al 31 dicembre 2023 (17.039)
Accantonamenti (177)
Saldo al 31 dicembre 2024 (17.214)
Il valore netto dei crediti commerciali riferibile a posizioni scadute al 31 dicembre 2024 è pari a Euro 37.964
migliaia.
L’analisi del rischio di credito, comprensiva dell’evidenza della copertura del fondo svalutazione crediti sulle
singole fasce di scaduto, è riportata nella precedente sezione “Gestione dei rischi finanziari”.
L’analisi dei crediti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate”.
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.10 Attività e passività per imposte correnti
Le attività per imposte correnti ammontano ad Euro 1.116 migliaia ed Euro 1.138 migliaia rispettivamente al
31 dicembre 2024 e 2023.
Le passività per imposte correnti ammontano ad Euro 4.177 migliaia ed Euro 1.817 migliaia rispettivamente
al 31 dicembre 2024 e 2023.
Le variazioni intervenute nei saldi netti delle attività e passività in esame per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 riguardano principalmente lo stanziamento di imposte correnti sul reddito per Euro 2.360 migliaia e
pagamenti per Euro 1.769 migliaia.
394
8.11 Altri crediti e attività correnti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri crediti e attività correnti” al 31 dicembre
2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Crediti tributari 5.658 3.870
Crediti verso istituti previdenziali 1.979 1.340
Ratei e risconti attivi 1.413 330
Acconti 1.610 589
Altri crediti 4.172 3.966
Totale altri crediti e attività correnti 14.832 10.095
I crediti verso istituti di previdenza al 31 dicembre 2024 e 2023 si riferiscono principalmente a crediti verso
l’INAIL, rispettivamente pari ad Euro 1.979 migliaia ed Euro 1.340 migliaia.
Gli acconti al 31 dicembre 2024 e 2023 si riferiscono prevalentemente a somme versate a fronte di forniture
da ricevere.
I crediti tributari al 31 dicembre 2024 includono prevalentemente crediti d’imposta per Euro 174 migliaia,
crediti per IVA pari ad Euro 2.436 migliaia e per consolidato fiscale per Euro 3.048 migliaia.
8.12 Attività finanziarie correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce Attività finanziarie correnti valutate al fair value
con impatto a conto economico” al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Titoli obbligazionari quotati 4 4
Totale attività finanziarie correnti valutate a fair value con impatto a
conto economico
4 4
Tale voce include titoli detenuti per la vendita.
8.13 Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
I crediti finanziari valutati al costo ammortizzato pari ad Euro 326.591 migliaia, si riferiscono a:
crediti finanziari vantati nei confronti della parte correlata New Property pari ad Euro 9.574;
rapporti di cash pooling verso la controllante Newlat Group pari ad Euro 183.331 migliaia riclassificati
rispetto al precedente esercizio per effetto della gestione complessiva della liquidità del Gruppo
conseguente alla recente acquisizione del Gruppo Princes Limited e, alle transazioni collegate
(finanziamento soci in essere al 31 dicembre 2024);
rapporti di cash pooling verso le società controllate Centrale del Latte d’Italia, Newlat Gmbh, Princes
France Sas, Princes Limited e Princes Italia SpA per un ammontare complessivo di Euro 50.876
migliaia riclassificati rispetto al precedente esercizio per effetto della gestione complessiva della
liquidità del Gruppo conseguente alla recente acquisizione del Gruppo Princes Limited e, alle
transazioni collegate (finanziamento soci in essere al 31 dicembre 2024);
crediti finanziaria vantati nei confronti della Newlat Group pari ad Euro 11.222 migliaia per la vendita
di azioni proprie avvenute nel corso dell’esercizio,
395
porzione a breve termine del finanziamento concesso alla Princes Limited per un ammontare pari ad
Euro 70.386 migliaia;
a crediti finanziari vantati nei confronti della controllata Princes France Sas per un ammontare
complessivo pari ad Euro 1.200 migliaia.
8.14 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti” al 31
dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Depositi bancari e postali 158.523 270.669
Denaro e valori in cassa 5 5
Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti 158.528 270.674
I depositi bancari e postali si riferiscono prevalentemente a disponibilità liquide depositate su conti correnti
presso primarie istituzioni bancarie e finanziarie.
Al 31 dicembre 2024, le disponibilità liquide non sono soggette a restrizioni o vincoli.
Si veda lo schema di rendiconto finanziario per le variazioni intervenute nella voce “Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti” nel corso degli esercizi in esame.
8.15 Patrimonio netto
La voce “Patrimonio netto” al 31 dicembre 2024 ammonta ad Euro 173.677 migliaia. Il prospetto delle
variazioni del patrimonio netto è riportato nella relativa sezione.
I movimenti che hanno interessato il patrimonio netto per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono relativi
a quanto segue:
la rilevazione del risultato netto dell’esercizio per Euro 2.186 migliaia;
utile attuariale per Euro 112 migliaia relative all’attualizzazione del fondo trattamento di fine rapporto.
vendite nette di azioni proprie per euro 13.683 migliaia;
Capitale sociale
Al 31 dicembre 2024, il capitale sociale della Società, interamente sottoscritto e versato, è pari ad Euro
43.935.050, suddiviso in n. 43.935.050, azioni ordinarie che sono state dematerializzate a seguito
dell’operazione di IPO.
Riserva legale
La riserva legale al 31 dicembre 2024 è pari ad Euro 3.356 migliaia.
396
Riserve
Si rimanda al prospetto di movimentazione del patrimonio netto, per il dettaglio e la variazione nell’esercizio
2024 delle riserve, delle quali si riporta nel presente prospetto la possibilità di utilizzazione, con riferimento al
31 dicembre 204
Natura / descrizione Importo
Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile
Capitale
43.935.050
B
Riserve di capitale:
Riserva L.413/91
1.314.285
A, B
1.314.285
Riserva FTA 6.937.413 B 6.937.413
Riserva IAS 240.407 240.407
Costi a Patrimonio Netto (4.224.615) (4.224.615)
Riserva sovrapprezzo azioni
81.257.656
A,B,C
81.257.656
Altre riserve non distribuibili 123.110 A, B 123.110
Azioni proprie (1.569.710) (1.569.710)
Riserve di utili:
Riserva legale 3.356.008 B 3.356.008
Riserva straordinaria 36.697.162 A,B,C 36.697.162
Altre riserve
3.424.742
A,B,C
3.424.742
Totale 127.556.458
Quota non distribuibile 11.848.113
Residua quota distribuibile 115.708.345
Note
A Disponibile per aumento di capitale
B Disponibile per copertura di eventuali perdite
C Distribuibile agli Azionisti.
8.16 Fondi relativi al personale
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi relativi al personale” per
gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Fondi per il personale
Saldo al 31 dicembre 2022
4.627
Current
service cost
Oneri finanziari 165
Perdite/(utili) attuariali 84
Benefici pagati (337)
Saldo al 31 dicembre 2023 4.539
Current service cost
Oneri finanziari 137
Perdite/(utili) attuariali
(155)
Benefici pagati (357)
Saldo al 31 dicembre 2024 4.165
I fondi relativi al personale rappresentano la stima dell’obbligazione, determinata su base di tecniche attuariali,
relativa all’ammontare da corrispondere ai dipendenti al momento della futura cessazione del rapporto di
lavoro.
397
Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
Il valore del debito per il trattamento di fine rapporto relativo a Newlat, che rientra nella definizione di piani
a benefici definiti secondo lo IAS 19, è stato determinato secondo logiche attuariali. Si riportano di seguito le
principali ipotesi attuariali, finanziarie e demografiche utilizzate per determinare il valore della passività al 31
dicembre 2024 e 2023, in accordo alle disposizioni dello IAS 19.
Al 31 dicembre
2024 2023
Ipotesi finanziarie
Tasso di attualizzazione 3,29% 3,15%
Tasso di inflazione 2,00% 2,25%
Tasso annuo di incremento salariale 2,00% 2,25%
Ipotesi demografiche
Decesso Tavola SIM/SIF2002 ISTAT Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Pensionamento
Il raggiungimento del primo dei requisiti
pensionabili secondo la normativa
vigente
Il raggiungimento del primo dei
requisiti pensionabili secondo la
normativa vigente
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi relative alla frequenza annua di turnover e alle richieste di
anticipazioni del TFR adottate per il calcolo dei fondi relativi al personale di Newlat, in accordo alle
disposizioni dello IAS 19:
Al 31 dicembre
2024 2023
Frequenza annua di Turnover e Anticipazioni TFR Newlat Food Newlat Food
Frequenza anticipazioni 1,10% 1,10%
Frequenza turnover 2,60% 2,50%
La seguente tabella riepiloga l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale, finanziaria e demografica,
mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariali
ragionevolmente possibili al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Tasso di
attualizzazione
Tasso di
inflazione
Variazione età
pensionamento
+0,50% -0,50% +0,50% -0,50% + 1 anno - 1 anno
Fondi per il personale (TFR) al 31 dicembre
2024
(207) 207 139 (139) 18 (18)
Fondi per il personale (TFR) al 31 dicembre
2023
(255) 254 154 (154) 12 (12)
8.17 Fondi per rischi e oneri
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi per rischi e oneri” per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024:
(In migliaia di Euro)
Fondo indennità
clientela agenti
Fondi rischi
legali
Altri fondi per
rischi e oneri
Totale fondo
rischi e oneri
Saldo al 31 dicembre 2023 122 69 78 268
Accantonamenti 9 - - 9
Rilasci - - - -
Saldo al 31 dicembre 2023 131 69 78 277
Il fondo indennità clientela agenti rappresenta una ragionevole previsione degli oneri che risulterebbero a
carico della Società in caso di futura interruzione dei rapporti di agenzia.
398
8.18 Passività finanziarie (correnti e non correnti)
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio de1la voce “Passività finanziarie” (correnti e non correnti)
al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024 Al 31 dicembre 2023
Quota
corrente
Quota non
corrente
Quota
corrente
Quota non
corrente
Totale passività finanziarie
164.540
548.130
92.987
246.812
In merito ai principali finanziamenti, in termini di valore assoluto, gli stessi comprendono:
un prestito obbligazionario quotato sul mercato irlandese con scadenza 2027 (tasso 2,625%) per
Euro 199.231 migliaia interamente classificato a lungo termine;
un prestito di Euro 300 milioni che è stato erogato da un pool di primarie banche per finanziare in
parte l’acquisizione del Gruppo Princes (tasso variabile in base al livello di indebitamento del gruppo,
quello iniziale pari a EURIBOR più 300 basis point). Tale finanziamento ha contrattualmente
scadenze di ripagamento definite su base semestrale a partire da giugno 2025 sino al 2029. Dunque,
36 milioni sono inclusi come quota corrente e il residuo come quota non corrente. Come meglio
descritto negli eventi successivi, tale finanziamento è stato tuttavia interamente ripagato nel corso dei
primi mesi del 2025;
un prestito di Euro 70 milioni emesso gennaio 2024 e garantito SACE con ripagamenti trimestrali a
partire dal 2025 (tasso pari a EURIBOR più 90 basis point)
La componente residua include una serie di finanziamenti chirografari minori a medio e lungo termine. La
quota corrente include, oltre alle quote pagabili nell’esercizio 2024 degli indebitamenti a medio e lungo
termine, conti anticipi e altri strumenti di finanziamento del circolante.
Alcuni contratti di finanziamento prevedono il rispetto dei parametri finanziari. Al 31 dicembre 2024 i
parametri indicati in precedenza risultano rispettati.
Infine, le passività finanziarie a breve termine includono anche strumenti derivati su cambi per Euro 11 milioni
su finanziamenti intercompany la cui variazione di fair value è stata contabilizzata a conto economico
Di seguito si riporta la Posizione Finanziaria Netta, secondo lo schema di classificazione indicato nella
Comunicazione Consob:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto 2024 2023
A. Disponibilità liquide 158.528 92.566
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - 178.108
C. Altre attività finanziarie correnti 326.590 12.579
D Liquidità (A)+(B)+('C) 485.122 283.253
E. Debiti finanziario corrente
(
130.789
)
(66.496)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente (36.356) (29.004)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F) (167.145) (95.500)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D) 317.977 187.753
I. Debiti finanziari non correnti (356.869) (58.953)
J. Strumenti di debito (199.304) (199.013)
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti
(206.100)
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(K)
(
762
.
2
73)
(257.966)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L)
(
444
.
2
95
)
(70.212)
399
Senza considerare gli effetti dell’IFRS 16, la posizione finanziaria netta sarebbe co determinata:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Indebitamento finanziario netto (444.295) (70.212)
Passività per leasing correnti
2.605
2.513
Passività per leasing non correnti 8.043 11.154
Posizione finanziaria netta (433.647) (56.545)
La tabella che segue riporta, ai sensi dello IAS 7, le variazioni delle passività finanziarie derivanti dai flussi di
cassa generati e/o assorbiti dell’attività di finanziamento, nonché derivanti da elementi non monetari:
(In migliaia di
Euro)
Al 31
dicembre
2023
Accensioni Rimborsi
Variazione
FV
derivati
Delta
cambi e
int. non
pagati
Riclassifiche
Al 31
dicembre
2024
Passività
finanziarie 246.812 320.000 - - - (18.682) 548.130
non correnti
Passività
finanziarie
correnti
92.987 83.742 (46.781) 11.192 4.718 18.682 164.540
Totale passività
finanziarie
339.799 403.742 (46.781) 11.192 4.718 - 712.670
Finanziamento
soci
- 200.000 - - 6.100 - 206.100
Totale 339.799 603.742 (46.781) 11.192 10.818 - 918.770
In merito alle passività per leasing, la variazione dell’anno è relativa ai rimborsi per 3 milioni. Nel corso
dell’anno non sono stati stipulati nuovi contratti di leasing.
8.19 Finanziamento Soci
Tale voce include un finanziamento soci erogato da parte della controllante Newlat Group per un ammontare
complessivo di Euro 200 milioni (e relativi interessi) nel contesto della transazione finalizzata all’acquisizione
del gruppo Princes. Tale finanziamento, approvato anche in sede di comitato parti correlate, ha scadenza 2030
ed è stato sottoscritto alle stesse condizioni e tassi di finanziamento ottenuti per il prestito bancario da 300
milioni di cui alla nota “Passività finanziarie”.
8.20 Debiti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Debiti commerciali” al 31 dicembre 2024 e
2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Debiti commerciali verso fornitori 66.056 60.102
Debiti commerciali verso parti correlate 9.793 7.680
Totale debiti commerciali 75.849 67.782
Tale voce include prevalentemente i debiti relativi al normale svolgimento dell’attività produttiva da parte
della Società.
L’analisi dei debiti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate” del Bilancio Separato.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali approssimi il relativo fair value.
400
8.21 Altre passività correnti
La seguente tabella riporta il dettaglio della voce “Altre passività correnti” al 31 dicembre 2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Debiti verso dipendenti 6.945 6.384
Debiti verso istituti di previdenza 3.255 2.480
Debiti tributari 2.265 1.513
Ratei e risconti passivi
2.727
1.860
Debiti diversi 6.106 10.078
Totale altre passività correnti 21.489 22.506
I debiti verso dipendenti si riferiscono a retribuzioni da liquidare e oneri differiti quali ferie, permessi e
mensilità aggiuntive.
I debiti verso istituti di previdenza si riferiscono prevalentemente alle passività verso l’INPS ed altri istituti
previdenziali per il versamento di contributi.
I debiti tributari al 31 dicembre 2024 includono prevalentemente debiti verso l’erario per ritenute alla fonte,
pari ad Euro 2.046 migliaia.
9. NOTE AL CONTO ECONOMICO SEPARATO
9.1 Ricavi da contratti con i clienti
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti per settore operativo:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Pasta 132.973 148.380
Bakery products 45.177 50.327
Special products 18.540 33.947
Totale ricavi da contratti con i clienti 201.769 232.653
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti per canale distributivo:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Grande distribuzione organizzata
110.904 130.475
B2B partners 46.676 53.773
Normal trade 6.999 7.142
Private label
36.214 40.238
Food service 976 1.025
Totale ricavi da contratti con i clienti
201.769 232.653
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti per area geografica:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Italia 78.897 93.310
Germania 51.641 62.824
Regno Unito
12.314 12.962
Altri Paesi 58.916 63.556
Totale ricavi da contratti con i clienti
201.769
232.653
L’informativa settoriale è riportata nella precedente sezione del Bilancio Separato.
I ricavi da contratti con i clienti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 sono quasi esclusivamente relativi
alla vendita di beni. I ricavi associati a tali vendite di beni sono rilevati nel momento del trasferimento del
controllo dell’attività ai clienti.
401
9.2 Costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei costi operativi suddivisi sulla base della loro
destinazione:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Costo del venduto
(168.048) (197.497)
Spese di vendita e distribuzione (17.682) (17.160)
Spese amministrative
(8.040) (10.591)
Totale costi operativi
(193.770) (225.248)
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei medesimi costi operativi suddivisi sulla base della loro
natura:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Materie prime e prodotti finiti 77.659 105.366
Costo del personale 43.010 40.492
Packaging 18.908 21.351
Trasporti 12.029 12.197
Utenze 14.169 13.631
Ammortamenti 6.793 11.141
Provvigioni su vendite 455 472
Facchinaggio e magazzinaggio 3.699 3.375
Vigilanza e pulizia 1.997 1.688
Manutenzione e riparazione 3.481 2.810
Costo per godimento beni di terzi 3.688 3.317
Pubblicità e promozioni 1.334 1.153
Consulenze e prestazioni professionali 868 2.706
Assicurazioni 725 635
Analisi e prove di laboratorio 963 852
Servizi relativi agli stabilimenti produttivi 220 434
Compensi presidente e amministratori 353 353
Compensi società di revisione 243 248
Compensi sindaci 16 16
Altri costi minori 3.160 3.011
Totale costi operativi 193.770 225.248
9.3 Svalutazioni nette di attività finanziarie
La voce “Svalutazioni nette di attività finanziarie”, pari ad Euro 177 migliaia per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2024, si riferisce alla svalutazione di crediti commerciali. Il prospetto di dettaglio relativo alla
movimentazione del fondo svalutazione crediti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 è riportato nella
precedente Nota 8.9 - “Crediti commerciali” del Bilancio Separato.
9.4 Altri ricavi e proventi
La tabella che segue riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri ricavi e proventi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Rimborsi e risarcimenti 517 870
Locazioni attive 4.190 3.971
Altri ricavi stabilimento Ozzano
184
1.824
Plusvalenze da alienazione 12 1
Altro 3.040 2.191
Totale altri ricavi e proventi 7.944 8.858
402
9.5 Altri costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri costi operativi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Bolli, tributi e imposte locali 441 362
Mensa aziendale
156
148
Rimborsi e risarcimenti
Beneficienze e quote associative 15 20
Minusvalenze
Altro
940
1.332
Totale altri costi operativi 1.552 1.862
9.6 Proventi e oneri finanziari
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Proventi finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Interessi attivi da cash pooling 3.864 2.530
Utili netti su cambi 719 230
Altri proventi finanziari 23.651 5.473
Totale proventi finanziari 28.234 8.233
Gli altri proventi finanziari includono principalmente interessi attivi derivanti da gestione della liquidità di
Gruppo e dal finanziamento erogato a Princes Limited nell’ambito dell’operazione di acquisizione.
La tabella di seguito riporta il dettaglio della voce “Oneri finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Interessi passivi su finanziamenti 22.316 4.376
Interessi passivi su passività per leasing 512 615
Interessi e oneri da cash pooling 1.683 485
Commissioni
6.973
402
Differenze su cambi 343 197
Interessi netti su fondi del personale 137 165
Altri oneri finanziari 711 2.610
Interessi su Prestito Obbligazionario
Svalutazione Titoli
5.542
0
5.532
425
Totale oneri finanziari 38.218 14.807
9.7 Imposte sul reddito
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Imposte sul reddito”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Imposte correnti 2.002 814
Imposte relative a esercizi precedenti 286
Accantonamento per
contenzioso
-
Imposte correnti a Patrimonio Netto
Totale imposte correnti 2.288 814
Diminuzione (aumento) di imposte anticipate (230) 650
Aumento (diminuzione) di imposte differite (13) 164
Totale imposte differite (243) 814
Totale imposte sul
reddito
2.
044
1.627
403
La tabella che segue riporta la riconciliazione del tasso teorico d’imposizione fiscale con l’effettiva incidenza
sul risultato ante imposte:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2024 2023
Risultato prima delle imposte 4.230 7.379
Aliquota teorica 27,9% 27,9%
Onere fiscale teorico 1.180 2.059
Rettifiche
Differenze di aliquote di imposizione e differenze permanenti 864 (432)
Imposte sul reddito 2.044 1.627
9.8 Risultato netto per azione
La tabella di seguito riporta il risultato netto per azione, calcolato come rapporto tra il risultato netto e la
media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione nel periodo:
(In Euro)
Al 31 dicembre
2024 2023
Utile dell'esercizio in Euro migliaia 2.185.855 5.752.301
Media ponderata delle azioni in circolazione 43.797.987 41.292.222
Utile per azione (in Euro) 0,05 0,14
Poiché le potenziali opzioni in circolazione hanno un effetto anti diluitivo, l’Utile per azione diluito è stato
indicato uguale all’Utile per azione.
404
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dalla Società con le parti correlate, individuate sulla base dei criteri definiti dallo
IAS 24 “Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate”, sono principalmente di natura
commerciale e finanziaria e sono effettuate a normali condizioni di mercato. Sebbene le operazioni con parti
correlate siano effettuate a normali condizioni di mercato, non vi è garanzia che, ove le stesse fossero state
concluse fra o con terze parti, queste ultime avrebbero negoziato e stipulato i relativi contratti, ovvero eseguito
le operazioni stesse, alle medesime condizioni e con le stesse modalità.
La Società intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
Newlat Group, società controllante diretta; e
Centrale del Latte d’Italia S.p.A., e Newlat Gmbh, Symington’s Ltd, EM Foods SA e Princes Limited
società controllate dirette;
Princes Italia SpA, società controllata indiretta;
società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi patrimoniali relativi ai rapporti della Società
con parti correlate al 31 dicembre 2024 e 2023:
405
(In migliaia di Euro)
Società
controllante
Società controllate
Società sottoposte al controllo
delle controllanti
Totale
Totale voce
di bilancio
Incidenza
sulla voce di
bilancio
Newlat Group
Princes
Italia SpA
Princes
Limited
Em
Foods Sas
Symington's
Limited
Newlat
Gmbh
Centrale del
Latte
d’Italia
S.p.A.
New
Property
Altre società
sottoposte al
controllo delle
controllanti
Attività per diritto
d'uso
Al 31 dicembre 2024
8.611
8.611
12.081
71,3%
Al 31 dicembre 2023
10.576
10.576
14.429
73,3%
Attività finanziarie
non correnti
valutate al costo
ammortizzato
Al 31 dicembre 2024
416.246
552
416.798
416.866
100,0%
Al 31 dicembre 2023
552
552
617
89,5%
Crediti commerciali
Al 31 dicembre 2024
5.258
390
417
155
10.218
2.546
18.984
54.696
34,
7
%
Al 31 dicembre 2023
2.294
163
150
25.873
21.088
49.568
82.460
60,1%
Altri crediti e
attività correnti
Al 31 dicembre 2024
3.886
3.886
14.832
26,2%
Al 31 dicembre 2023
1.185
1.185
10.095
11,7%
Crediti finanziari
valutari al costo
ammortizzato
Al 31
dicembre 2024
194.553
5.147
7
9.6
8
7
2
.
1
68
19.220
16.239
9.575
326.589
326.589
100,0%
Al 31 dicembre 2023
2.500
10.075
12.575
12.575
100,0%
Disponibilità
liquide e mezzi
equivalenti
Al 31 dicembre 2024
Al 31
dicembre 2023
48.617
9.157
5.334
63.108
270.674
23,3%
Passività per leasing
non correnti
Al 31 dicembre 2024
6.760
6.760
8.043
84,0%
Al 31 dicembre 2023
9.179
9.179
11.154
82,3%
Finanziamenti soci
Al 31
dicembre 2024
206.100
206.100
206.100
100,0%
Debiti commerciali
Al 31 dicembre 2024
400
19
156
58
7.412
1.622
126
9.793
75.849
12,
9
%
Al 31 dicembre 2023
40
167
7
6.877
520
69
7.680
67.781
11,3%
Passività finanziarie
correnti
Al 31 dicembre 2024
(7)
9.924
51.265
61.182
164.540
37,2%
Al 31 dicembre 2023
981
16.742
29.327
47.050
92.987
50,6%
Passività per leasing
correnti
Al 31 dicembre 2024
1.919
1.919
2.605
73,7%
406
Al 31
dicembre 2023
1.846
1.846
2.513
73,5%
Altre passività
correnti
Al 31 dicembre 2024
5.431
73
5.504
21.489
25,6%
Al 31 dicembre 2023
5.472
73
5.545
22.506
24,6%
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi economici relativi ai rapporti della Società con parti correlate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre
2024 e 2023:
(In migliaia di Euro)
Società controllante Società controllate
Società sottoposte al
controllo delle
controllanti
Totale
Totale
voce di
bilancio
Incidenza
sulla voce
di
bilancio
Newlat Group
Princes Italia
SpA
Princes
Limited
Symington's
Limited
EM FOODS
SAS
Newlat
Gmbh
Centrale del
Latte d’Italia
S.p.A.
New
Property
Altre
società
sottoposte
al controllo
delle
controllanti
Ricavi da contratti con i clienti
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
252
513
47.856
553
49.174
201.769
24,4%
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
345
60.757
699
61.801
232.652
26,6%
Costo del
venduto
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
19
605
57
1.163
1.474
63
3.381
168.048
2,0%
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
554
67
1.882
1.965
65
4.534
197.497
2,3%
Altri ricavi e proventi
Esercizio chiuso al 31
dicembre 2024
5.156
5.156
7.944
64,9%
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
4.050
4.050
8.858
45,7%
Spese amministrative
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
120
87
138
345
8.040
4,3%
Esercizio chiuso al 31
dicembre 2023
120
1.262
95
1.477
10.591
13,9%
Proventi finanziari
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
3.140
17.070
331
308
416
21.265
28.234
75,3%
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
1.614
163
516
237
2.530
8.233
30,7%
Oneri finanziari
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
5.407
901
760
295
7.363
38.218
19,3%
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
32
453
455
940
14.807
6,3%
407
Operazioni tesoreria centralizzata
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari ad Euro 50.879 migliaia ed Euro 63.108 migliaia
rispettivamente al 31 dicembre 2024 e 2023, sono riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata di Newlat
Food S.p.A. con le società controllate Princes Limited, EM Foods SA, Newlat GmbH, Centrale del Latte
d’Italia S.p.A. e con la società controllata indirettamente Princes Italia S.p.A. per il 2024 e con la società
controllante e le società controllate Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e Newlat Gmbh per il 2023.
Le passività finanziarie pari ad Euro 61.182 migliaia ed Euro 47.050 migliaia rispettivamente al 31 dicembre
2024 e 2023, sono riconducibili principalmente ai rapporti di tesoreria centralizzata di Newlat Food S.p.A.
con la società controllante e le società controllate Princes Limited, Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e Newlat
Gmbh.
Operazioni con la società controllante per attività di direzione e coordinamento
Le spese amministrative per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2023 sono riconducibili
ai servizi di cost sharing erogati dalla controllante Newlat Group SA.
Operazioni con le controllate Newlat Gmbh e Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Le operazioni con le controllate Newlat Gmbh e Centrale del Latte d’Italia sono di natura commerciali e
regolati da apposti accordi commerciali e di natura finanziaria (cash pooling) regolati da appositi contratti.
Operazioni con le società del Gruppo Princes
Le operazioni con le controllate Princes Limited e Princes Italia SpA sono di natura commerciali e regolati da
apposti accordi commerciali e di natura finanziaria (cash pooling) regolati da appositi contratti
Operazioni con società sottoposte al controllo delle controllanti
Di seguito si riportano le società soggette al controllo delle controllanti con cui la Società ha intrattenuto
rapporti nel corso dei periodi in esame:
New Property S.p.A., società immobiliare a cui vengono corrisposti canoni relativi a contratti di
locazione immobiliare;
altre società sottoposte al controllo delle controllanti, quali Newservice S.r.l.
Al 31 dicembre 2024 le attività per diritto d’uso, per Euro 8.611 migliaia, e le passività per leasing correnti e
non correnti, rispettivamente per Euro 6.760 migliaia ed Euro 1.191 migliaia, si riferiscono ai beni immobili,
oggetto di scissione a favore della New Property S.p.A. avvenuta in data giugno 2017, concessi in locazione
a Newlat a seguito di tale operazione. La contabilizzazione di tali contratti in base all’IFRS 16 ha comportato
la rilevazione di ammortamenti, iscritti nel costo del venduto, per Euro 1.474 migliaia, e di oneri finanziari per
Euro 295 migliaia per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
408
10. ALTRE INFORMAZIONI
10.1 Compensi ad Amministratori e Sindaci
I compensi spettanti agli Amministratori e ai Sindaci ammontano rispettivamente ad Euro 353 migliaia ed
Euro 16 migliaia al 31 dicembre 2024.
I compensi per i dirigenti con responsabilità strategiche ammontare ad Euro 353 migliaia
10.2 Compensi alla società di revisione
I compensi della società di revisione per attività di revisione legale del bilancio separato nell’esercizio 2024
ammontano ad Euro 70 migliaia, per Euro 9 migliaia relativi a compensi per prestazioni di servizi di assurance
diversi dalla revisione e finalizzati all’emissione di un’attestazione e per Euro 301 migliaia in altri servizi diversi
forniti dal network di PricewaterhouseCoopers S.p.A. principalmente relativi a servizi di due diligence e degli
obblighi di comunicazione a Borsa Italiana a seguito dell’acquisizione del Gruppo Princes.
10.3 Attività di ricerca e sviluppo
L’attività di ricerca e sviluppo (“R&D”) svolta dalla Newlat Food S.p.A. si sostanzia nella capacità di
sviluppare prodotti innovativi, talvolta evocativi della tradizione locale, nel rispetto dei mercati di riferimento.
A questo proposito la Società ha ricevuto un contributo di Euro 857 migliaia da parte del Ministero per lo
Sviluppo Economico relativi agli accordi per l’innovazione per attività svolte nell’anno 2023.
I costi di ricerca e sviluppo sostenuti negli esercizi 2023 e 2024 in esame sono stati funzionali a perseguire
strategie produttive e commerciali della Società, volte a rendere maggiormente innovativa l’offerta delle linee
di prodotto e a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato.
Si segnala che la Società ha intenzione di avvalersi del credito di imposta ricerca e sviluppo previsto ai sensi
dell'articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e di fruirne in base alle modalità previste dalla
suddetta normativa.
10.4 Proposta di destinazione del risultato netto
Signori Azionisti, il bilancio separato che sottoponiamo alla Vostra approvazione chiude con un utile netto di
Euro 2.015.178, che proponiamo di destinare per il 5% a riserva legale e per il 95% a riserva straordinaria.
409
SITUAZIONE FINANZIARIA PATRIMONIALE ED ECONOMICA DELLA
CAPOGRUPPO NEWLAT GROUP SA CHE ESERCITA ATTIVITA’ DI DIREZIONE E
COORDINAMENTO
(in migliaia di Euro)
BILANCIO D'ESERCIZIO
AL 31.12.2023
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
Immobilizzazioni Immateriali
-
Immobilizzazioni materiali 43.012
Partecipazioni 30.712
Totale attivo non corrente 73.733
Crediti ed altre voci correnti 200.096
Investimenti e liquidità a breve
101.964
Totale attivo corrente 302.035
Totale attivo 375.768
PASSIVO
Patrimonio Netto
99.198
Fondi per rischi ed oneri 2.393
Totale passività non correnti 2.393
Debiti e passività correnti 274.177
Totale passività correnti 275.674
Totale passivo
375.768
CONTO ECONOMICO
Altri ricavi e proventi 540
Altri costi operativi
(
2.502
)
Proventi/Oneri finanziari 4.186
Risultato prima delle imposte 2.223
Imposte sul reddito (618)
Risultato d'esercizio 1.605
410
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEPARATO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.DLGS 58/98
411
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE
412
413
414
415
416
417
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE E DELL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI
418
419
420
421
422
423
424
425
426
427
428
429
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