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RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE
AL 3I DICEMBRE 2022
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Il presente documento costituisce copia, in formato PDF, della Relazione Finanziaria Annuale
di Newlat Food S.p.A. al 31 dicembre 2022 e non costituisce il documento in formato ESEF
richiesto dai Technical Standard ESEF di cui al Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (c.d.
“Regolamento ESEF”).
La Relazione Finanziaria Annuale di Newlat Food S.p.A. al 31 dicembre 2022 nel formato ESEF,
richiesto dal Regolamento ESEF, è disponibile sul sito internet della Società
https://centralelatteitalia.com/investor-relations/bilanci-e-relazioni/ e sul meccanismo di
stoccaggio autorizzato eMarket Storage www.emarketstorage.com.
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SOMMARIO
LETTERA AGLI AZIONISTI ................................................................................................. 6
ANDAMENTO FATTURATO ALTRI PAESI 2022 vs. 2021 .................................................. 8
STORIA DEL GRUPPO ........................................................................................................... 9
ATTIVITA’ STRATEGICHE ED INIZIATIVE COMMERCIALI 2022-2023 ..................... 11
ENVIRONMENT, SOCIAL AND GOVERNANCE ........................................................... 14
LA STRUTTURA SOCIETARIA AL 31 DICEMBRE 2022 .................................................. 18
ORGANI SOCIALI ................................................................................................................. 20
LA CORPORATE GOVERNANCE ...................................................................................... 22
RELAZIONE SULLA GESTIONE ....................................................................................... 26
INVESTIMENTI ................................................................................................................... 33
ALTRE INFORMAZIONI ..................................................................................................... 34
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE .............................................................................. 41
ALLEGATO A - BILANCIO CONSOLIDATO PROFORMA ............................................. 43
DICHIARAZIONE CONSOLIDATA DI CARATTERE NON FINANZIARIO ............... 44
RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI ......... 132
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE .................................................... 213
BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2022 ..................................................... 214
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA .......................... 214
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO ........................................................................ 215
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO ............................................ 215
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO ... 215
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO .......................................................... 216
NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO .............................................. 219
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ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-
BIS DEL D.LGS 58/98 .......................................................................................................... 283
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA SEPARATA ................................... 291
CONTO ECONOMICO SEPARATO ................................................................................. 292
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO SEPARATO .................................................... 292
RENDICONTO FINANZIARIO SEPARATO .................................................................. 294
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE ............................................................................ 347
SITUAZIONE FINANZIARIA PATRIMONIALE ED ECONOMICA DELLA
CAPOGRUPPO NEWLAT GROUP SA CHE ESERCITA ATTIVITA’ DI DIREZIONE E
COORDINAMENTO .......................................................................................................... 352
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEPARATO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.DLGS 58/98 .............................................................................................................. 353
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE .......................................................... 354
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Relazione degli amministratori
sull’andamento della gestione
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LETTERA AGLI AZIONISTI
Cari stakeholder,
il 2022 è stato per il Gruppo Newlat Food un anno di numerosi successi.
Nonostante le molteplici sfide che il 2022 ci ha presentato in termini di volatilità, instabilità geopolitica e ridotta visibilità,
Newlat Food presenta oggi dei risultati che superano le nostre aspettative.
Quest’anno, il Gruppo Newlat Food ha raggiunto 741,1 milioni di Euro di fatturato, con una crescita del 18,5% rispetto al
2021. Tutti i segmenti hanno registrato crescite eccezionali e, in particolare, il fatturato del segmento pasta è incrementato del
40,8%, eccedendo i 211 milioni di Euro di fatturato totale e realizzando un record di volumi in Germania, dove abbiamo
rilevato una crescita eccezionale del 23,8%.
Siamo orgogliosi di constatare come, a soli tre anni dalla quotazione, il fatturato di Gruppo sia più che raddoppiato e che il
nostro business si sia evoluto, non solo operativamente ma anche culturalmente. Questi risultati sono ancora più significativi se
consideriamo il difficile contesto che abbiamo affrontato per raggiungerli. In questo ultimo anno siamo riusciti a mantenere livelli
di EBIT, EBITDA e Utile Netto sostanzialmente in linea con il precedente, nonostante il forte incremento di costi a cui abbiamo
dovuto fare fronte, a conferma del considerevole lavoro impiegato nelle trattative di aumento prezzi attuate durante il corso
dell’anno.
Il 2022 ha visto il completamento di un’ulteriore acquisizione, quella di EM Foods, che ha permesso al Gruppo di insediarsi in
un nuovo mercato, quello francese, e di ampliare la gamma di preparati per dolci. Questa acquisizione per noi rappresenta una
nuova opportunità per poter presenziare nel mercato francese sia attraverso prodotti e marchi esistenti che con i prodotti della linea
Minuto, già apprezzata in Germania e che prevediamo di lanciare su tutto il territorio europeo. Un mercato interessante per le
prospettive di crescita, che si sposa bene con la categoria di instant products e preparati già presenti in Symington’s. A questo
proposito, quest’anno è stato avviato il progetto di lancio dei prodotti Naked in Italia e in Germania, riscuotendo un indiscusso
successo in entrambi i mercati, con crescite eccezionali e una penetrazione di mercato che ha raggiunto circa il 50% a meno di un
anno dal lancio.
Inoltre, quest’anno sono stati raggiunti nuovi traguardi in ambito ESG, un ambito sempre più importante e centrale per il
Gruppo. Il 2022 ha, infatti, visto il consolidamento della nostra strategia ESG che, per il secondo anno consecutivo, ci ha
permesso di ottenere un riconoscimento come una delle "Aziende più attente al clima" grazie alla significativa riduzione del
rapporto tra emissioni di CO2 e fatturato, risultato che conferma l’efficacia delle politiche adottate e ci incentiva a proseguire nel
percorso di continuo miglioramento.
A questo proposito, abbiamo avviato progetti volti a creare prassi e comportamenti condivisi che permettano di attuare
efficientemente il commitment aziendale, prendendo come punto di riferimento le best practice, le linee guida e le norme nazionali
ed internazionali, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, i Dieci Principi del Global Compact proposti dalle
Nazioni Unite e vediamo negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile un faro verso cui guardare per orientare le nostre strategie di
medio e lungo termine.
Infine, è importante sottolineare come il focus del gruppo sull’attività di M&A continui ad essere molto alto. L’attuale contesto
di mercato caratterizzato da un rialzo dei tassi di interesse e da un credit market meno propenso ad avallare pesanti strutture di
leva finanziaria rende il mercato dell’M&A meno frenetico e più lineare sia in termini di processi che di valutazioni. Newlat
Food è oggi coinvolta in alcuni processi di vendita di elevata importanza. Il primo target per importanza strategica è una società
estera con un fatturato che supera il miliardo e diverse divisioni di business fortemente complementari all’attuale portafoglio di
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Newlat, con considerevoli sinergie immediatamente realizzabili. Questa acquisizione permetterebbe al gruppo di superare i 2
miliardi di fatturato consolidato e di diventare uno dei più importanti player dell’industria alimentare europea. Il secondo processo
riguarda una società con marchio leader nella categoria “special products”. Oltre a consolidare la nostra posizione in alcune
specifiche categorie merceologiche, il gruppo beneficerebbe di importanti sinergie e potenzialità di sviluppo e migliore valorizzazione
di un brand di grande tradizione. Inoltre, rimane ancora in essere il processo che ci ha visti coinvolti per buona parte del 2022 e
riguardante la vendita delle operations di una grande multinazionale europea per una categoria fortemente complementare al
portafoglio esistente del gruppo. I processi in corso e i profili dei target citati ben riassumono la grande determinazione e l’ambizione
di un gruppo fortemente orientato alla crescita e alla creazione di valore.
Le nostre aspettative per il 2023 sono positive e siamo pronti ad affrontarlo con grande determinazione, certi di giungere a fine
anno con nuove e stimolanti prospettive di sviluppo.
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PRINCIPALI HIGHLIGHTS DEL GRUPPO NEL 2022
Key Figures
ANDAMENTO FATTURATO ALTRI PAESI 2022 vs. 2021
EBITDA
norm.
€ 57,5
milioni
Fatturato
Proforma
€ 741.1
milioni
Utile Netto
€6.6milioni
FCF €
16,8
milioni
-1065 tons
CO2e
nel periodo
2022-2023 via
Ferrovia (DB
Cargo)
Dipendenti
>2000
€-
€1,00
€2,00
€3,00
€4,00
€5,00
€6,00
-50% 0% 50% 100% 150% 200% 250% 300%
Crescita valore in € milioni
Crescita valore in percentuale (%)
BELGIO
Francia
ISRAELE
OLANDA
Spagna
STATI UNITI
D'AMERICA
SVEZIA
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STORIA DEL GRUPPO
Anno 2004
- Acquisto del Pastificio “Guacci” da parte della Famiglia Mastrolia.
Anno 2005
- Acquisto dello stabilimento di Eboli per la produzione della pasta ed il marchio “Pezzullo”.
Anno 2006
- Acquisto degli stabilimenti ed il marchio per la produzione di pasta a marchio “Corticella” da Euricom
Group.
Anno 2008
- Acquisto dello stabilimento di Sansepolcro per la produzione e commercializzazione in licenza a
marchio “Buitoni” di pasta e prodotti da forno;
- Acquisto della società Newlat S.p.A. attiva nella divisione lattiero casearia tramite i marchi “Giglio”,
“Polenghi”, “Torre in Pietra” e “Fior di Salento”.
Anno 2009
- Allargamento dei marchi nella divisione lattiero casearia attraverso l’acquisizione dei marchi “Ala” e
“Optimus”.
Anno 2013
- Acquisto della società tedesca per la produzione e la commercializzazione della pasta a marchi Birkel
e 3Glocken
Anno 2014
- Acquisto della società Centrale del Latte di Salerno S.p.A., ed il relativo marchio, attiva nella
produzione e commercializzazione nel mercato lattiero caseario.
Anno 2015
- Acquisto dello stabilimento di Ozzano Taro (PR) per la produzione e la vendita dei prodotti
appartenenti al settore di cibo per l’infanzia, cibi aproteici e senza glutine tramite contratto di co-
packaging con Kraft-Heinz.
Anno 2019
- Acquisto della società Industrie Alimentari Delverde S.p.A. attiva con il marchio “Delverde” nel
mercato della pasta;
- Accesso al mercato dei capitali attraverso collocamento di strumenti azionari per la negoziazione sul
segmento Star del Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.
Anno 2020
- Acquisto della società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. quotata al segmento Star del Mercato
Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.
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Anno 2021
- Acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto del Gruppo Symington’s composto da
Symington’s Limited, Symington's (Holdings) Limited e Symington's Australia PTY Limited, Gruppo
operante principalmente nel Regno Unito e che produce, sia con i propri marchi che per marchi di
terzi, una vasta di gamma di instant noodles (Naked) – dove è leader di mercato nel segmento authentic
e Asian inspiration -, zuppe e vari piatti ready meal a marchio Mug Shot, piatti pronti a base di riso e
couscous (Twistd), prodotti da forno tra cui crostini (marchio Rochelle), preparati per dolci e torte
(con circa il 75% di quota di mercato nel segmento private label), condimenti a marchio Chicken
Tonight e sughi a marchio Ragu.
Anno 2023
- Acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S. (“EM Foods”), a
seguito dell’esercizio da parte del Venditore della put option sottoscritta tra le parti in data 19 ottobre.
Alsa France, così come previsto dalla normativa francese, ha esercitato l’opzione per la vendita del
100% delle azioni ordinarie e diritti di voto di EM Foods, dopo che il consiglio dei lavoratori della
stessa EM Foods ha espresso formale assenso all’operazione di cessione a Newlat Food. Il closing
dell’operazione è avvenuto in data 2 gennaio 2023. Con l’acquisizione di EM Foods il Gruppo Newlat
entra a pieno titolo nel settore delle miscele da forno e da dessert, un settore particolarmente
interessante e con crescente attenzione da parte dei consumatori. Inoltre, Newlat Food comunica di
aver sottoscritto un contratto di lungo termine con Unilever BV per la produzione di diversi prodotti
legati ad importanti brand come Carte d’Or, Maizena e Mondamin. Questa nuova partnership, di
grande valore strategico, è ulteriore evidenza degli elevati standard degli asset industriali del Gruppo
Newlat e consolida ulteriormente il business generato in partnership con le grandi multinazionali.
Tale partnership permetterà alla Società di diventare fornitore di diversi prodotti per marchi molto
conosciuti. L'acquisizione del know-how industriale di EM Foods e l'importante partnership con una
multinazionale consentirà a Newlat Food di entrare, da protagonista, nel segmento crescente delle
miscele da forno e dessert. La Società produrrà una gamma molto ampia di prodotti tra cui brownies,
budini, muffin, lievito in polvere e miscele per torte, facendo leva sulla forte awareness del marchio
“Minuto”, già utilizzato dal Gruppo Newlat in Germania per vendere piatti pronti ben noti e di alta
qualità. Il segmento delle miscele da forno e da dessert è un ambito particolarmente interessante
dell'industria alimentare, in quanto riflette le attuali tendenze e le nuove abitudini di vita. Il Gruppo
Newlat è fortemente impegnato nello sviluppo strategico del marchio “Minuto” nei più importanti
mercati dell'Europa occidentale ed in particolare in Francia, Germania e Italia, avendo in programma
il lancio di nuove ricette e formulazioni per prodotti gustosi ma anche sani, veloci e facili da preparare.
L'acquisizione consentirà inoltre alla Società di sviluppare ulteriori sinergie con la divisione esistente
di Symington’s (leader indiscusso nel segmento delle miscele da forno e dessert nel Regno Unito, con
il 75% di quota di mercato nel settore private label). Symington's rappresenterà una solida piattaforma
di distribuzione per il marchio "Minuto" anche nel Regno Unito.
CONFLITTO IN UCRAINA
Il conflitto in Ucraina ha generato molta incertezza per l’economia mondiale e il progressivo incremento di
costi legati all’approvvigionamento di materie prime ed energetici ha portato a rivedere le condizioni
economiche di vendita. Il management ha fin da subito monitorato attentamente, valutando gli impatti sulle
attività in essere.
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Ad oggi, sulla base delle informazioni disponibili e del fatto che le condizioni di acquisto delle materie prime
e delle utilities stanno registrando delle contrazioni, non vi sono particolari criticità da segnalare, fermo
restando valutare quelli che saranno i prossimi sviluppi e i relativi impatti.
ATTIVITA’ STRATEGICHE ED INIZIATIVE COMMERCIALI 2022-2023
Le attività strategiche nel corso dell’esercizio sono state rivolte a:
- Estensione gamma Crostino Dorato con il lancio di 2 nuove linee: Crostino Dorato al Cubo e
Crostino Dorato Snack. (2022-2023)
- Ingresso di Delverde all’interno del Mercato del senza glutine con il lancio della gamma Delverde
Gluten Free e della gamma Delverde 100% Legumi e nel Mercato dei prodotti iperproteici con il
lancio della nuova referenza Delverde High Protein. (2023)
- Nuovo lancio Naked ULTIMATE, noodles 100% vegani. (2023)
- Attività a supporto del Brand Naked: instore promotion, attività di sampling nelle Università e
presenza durante i principali eventi di gaming. (2022-2023)
- Ingresso mercato Kefir con 3 referenze 250g (naturale, multi frutti, arancia zenzero e cardamomo)
per i principali marchi locali (Mukki, Tapporosso, Centrale del Latte di Vicenza, Tigullio e Centrale
del Latte di Salerno). (2023)
- Lancio crema di latte spalmabile Tigusta. (2023)
- Lancio Cappuccino Lovers Avena. (2023)
- Allargamento linea Mukki Training gusto vaniglia. (2023)
- Ingresso mercato kit merenda (latte + biscotti) marchi Tapporosso, Tigullio, Centrale del Latte
Vicenza, Mukki. (2022 -2023)
- Panna e mascarpone senza lattosio Mukki. (2022 – 23)
- Campagna di comunicazione multibrand sul Latte Fresco. (2023)
- Campagna di product placement in Bake Off Italia prodotti Optimus e Polenghi Lombardo. (2022)
- Attività di activation università Roma, Milano, Bologna e Reggio Emilia. (2022 – 2023)
- Sponsorizzazione “Strade Bianche 2023”. (2023)
- Partecipazione principali fiere commerciali: Cibus, Tutto Food, Marca, PLMA, Gulf Food. (2022 –
2023)
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PRINCIPALI INIZIATIVE COMMERCIALI 2022-2023
Estensione di gamma Delverde
Mercato Glueten Free
Delverde Gluten Free
Delverde 100% Legumi
Estensione di gamma Crostino Dorato
Crostino Dorato al Cubo
Crostino Dorato Snack
MERCATO IPERPROTEICO
Delverde High Protein
Lancio NAKED ULTIMATE
Lancio crema spalmabile TiGusta
Estensione di gamma
Cappuccino Lovers
Avena Biologica
Attivazioni NAKED
Instore Promotion
Attivazioni Università
Partecipazione Eventi
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Ingresso mercato kit-merenda
Estensione di gamma Mukki Training
Sponsorizzazione Strade Bianche 2023
Estensione gamma senza lattosio
Panna fresca e Mascarpone
Campagna ADV Latte Fresco
Campagna ADV per supporto brand locali
Product Placement Bake Off Italia
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ENVIRONMENT, SOCIAL AND GOVERNANCE
L’attività del Gruppo è sempre rivolta al rispetto dell’ambiente e alla creazione di valore per le comunità locali.
In particolare:
1. presenza di un Comitato Strategico di Sostenibilità, a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione,
composto dalle principali funzioni aziendali coinvolte nello sviluppo di politiche e pratiche del business
2. approvato un Piano di Sostenibilità pluriennale
3. sono stati avviati processi di efficientamento energetico anche attraverso l’installazione di fonti alternative
di produzione: è stato, sinora, installato un impianto fotovoltaico dalla potenza di 340kWp grazie al quale
è previsto un risparmio di 180 tonnellate di CO2, pari a 251 alberi piantati
4. è stato installato un impianto di potabilizzazione che permette, in un anno, il recupero di 30.000 m³
d’acqua, pari ad un volume di 12 piscine olimpioniche
5. sono continuate le attività di Life Cycle Assessment e Dichiarazioni Ambientali di Prodotto
6. è stato avviato un processo per l’analisi della Carbon Footprint Organization che ha visto il
completamento su alcuni stabilimenti e l’ottenimento di certificazione dello stabilimento di Firenze
7. 9 stabilimenti con >90% di rifiuti riciclabili
8. sono continuate attività con le scuole di sensibilizzazione per i prodotti e la filiera lattiero casearia e
attività di collaborazione con le università di progetti di ricerca per l’evoluzione dei prodotti e dei processi
produttivi
9. maggiore attenzione al packaging attraverso l’utilizzo sempre più crescente di carta certificata FSC (Forest
Stewarship Council) e rPET
10. progressiva eliminazione della plastica vergine dai processi di confezionamento dei Milk & Dairy e nel
segmento Pasta e Bakery
11. riduzione delle emissioni CO
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in rapporto al fatturato pari a -12,9%
12. lotta allo spreco alimentare tramite donazioni e ri-utilizzo degli scarti di produzione nel settore zootecnico
13. rapporto energia consumata/fatturato in calo costante nell’ultimo triennio
14. nel 2022, il Gruppo è stato classificato da Statista tra le “aziende italiane più attente al clima”, grazie al
miglioramento del rapporto tra le emissioni di CO2 ed il fatturato consolidato dell’ultimo biennio. Lo
studio è stato pubblicato sul quotidiano Corriere della Sera
15. tasso di infortuni sul lavoro -44% rispetto al 2021
16. almeno 788t di CO2e risparmiate privilegiando trasporti su rotaia, equivalente a circa 1100 alberi piantati
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LA CATENA DEL VALORE DEL GRUPPO
Il Gruppo condivide con gli stakeholder i risultati generati dal processo di generazione del valore basato
sull’analisi e la gestione dei fattori critici di successo:
- soddisfacimento delle nuove richieste dei consumatori e degli ultimi trends di mercato;
- raggiungimento di standard internazionali di qualità;
- continui investimenti in ricerca e sviluppo;
- continua ricerca e mantenimento dei migliori fornitori;
- pianificazione della produzione ispirata a principi di tempestività, efficienza e alta qualità;
- logistica integrata ed efficiente;
- dialogo con i principali stakeholder, tra cui clienti e consumatori;
- forte strategia di comunicazione a supporto dei nostri marchi;
- profonda conoscenza e continua analisi del mercato;
- organizzazione capillare della rete vendita e comprovata.
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BUSINESS STRATEGY GUIDELINES
M&A: Crescita per linee esterne attraverso acquisizioni di realtà operanti in settori complementari a quelli già
presidiati;
Focus su prodotti speciali: Incremento della quota di mercato relativa a prodotti speciali (health and wellness) e
prodotti per l’infanzia;
Sviluppo dei marchi: Incremento della capacità comunicativa dei marchi di proprietà;
Crescita internazionale: Consolidamento della presenza sul mercato estero e sviluppo della posizione
competitiva nel mercato tedesco;
Ricerca e sviluppo: Investimenti in nuove tecnologie e nuovi prodotti;
Efficientamento produttivo: Continuo perseguimento di efficienze in tutti i comparti produttivi.
M&A
Focus su
prodotti speciali
Sviluppo dei
marchi
Crescita
internazionale
Ricerca e
sviluppo
Efficientamento
produttivo
Qualità
Sostenibilità
Financial
Performance
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PREMESSA ALLA RELAZIONE SULLA GESTIONE
La continua ricerca di crescita per linee esterne ha portato nel corso del 2023 all’acquisizione del 100% delle
azioni ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S. (“EM Foods”).
Con l’acquisizione di EM Foods il Gruppo Newlat entra a pieno titolo nel settore delle miscele da forno e da
dessert, un settore particolarmente interessante e con crescente attenzione da parte dei consumatori. Newlat
Food sta già rilevando particolare interesse da parte dei principali retailers in tutti i mercati e le basi su cui
sviluppare il brand “Minuto” appaiono molto promettenti già da questa fase preliminare, anche grazie al
portafoglio ricette molto diversificato e al grande know how che EM Foods metterà a disposizione di tutto il
Gruppo per l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti.
Newlat Food comunica, inoltre, di aver sottoscritto un contratto di lungo termine con Unilever BV per la
produzione di diversi prodotti legati ad importanti brand come Carte d’Or, Maizena e Mondamin. Questa
nuova partnership, di grande valore strategico, è ulteriore evidenza degli elevati standard degli asset industriali
del Gruppo Newlat e consolida ulteriormente il business generato in partnership con le grandi multinazionali.
In un contesto di mercato ancora fortemente condizionato da una spinta inflazionistica ed una speculazione
energetica eccezionale, il Gruppo è riuscito a mantenere ottimi livelli di vendita registrando un incremento
record del fatturato +18,5% in quasi tutte le linee di business in cui il Gruppo opera con andamenti record
nel settore della Pasta (+41%), del Dairy (+25%) e degli Special Products (+22%). Tutto questo a dimostrazione
della capacità del Gruppo di ottenere performance eccezionali anche in un contesto di mercato difficile.
Il nuovo comparto instant noodles, acquisito nel corso del 2021, ha registrato un incremento record di +16% (a
parità di perimetro di consolidamento) a fronte di una flessione del 6% registrata nel precedente esercizio
grazie soprattutto alle sinergie create con l’ingresso nel Gruppo.
Confortanti sono anche i dati di crescita per area geografica, dove registriamo un +24% nel mercato tedesco
e un +17% nel mercato italiano, che fan ben sperare anche alla luce della recente acquisizione del Gruppo
Symington’s e l’inserimento dei nuovi prodotti in un contesto in forte espansione. Anche gli Altri Paesi
registrano un incremento record di +19% così come il Regno Unito grazie all’eccezionale performance del
segmento Pasta e Instant Noodles.
I primi mesi del 2023 fanno registrare un incremento del volume d’affari in quasi tutte le business unit sia in
termini quantitativi che di prezzo medio di vendita con un fatturato record di Euro 126,7 milioni in netto
aumento rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio (+23,5%):
• +15% nel segmento milk
• +5% nel segmento dairy
• +25% nel segmento pasta
• +40% nel segmento bakery
• +15% nel segmento instant noodles
In termini di Ebitda il Gruppo registra nei primi mesi del 2023 un netto miglioramento con un 9,45% rispetto
al 7,6% fatto registrare nel corso del 2022.
Questi numeri fanno ben sperare per l’andamento dell’esercizio e costituiscono una base solida per lo sviluppo
delle linee guida del piano industriale e per l’espansione per vie esterne.
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Nella relazione sulla gestione al 31 dicembre 2022 della presente relazione annuale al fine di rappresentare
l’andamento economico e finanziario del Gruppo, si è reso necessario includere nella stessa informazioni
finanziarie comparative pro forma che riflettono i 12 mesi di operatività della controllata Symington’s Limited
acquisita il 4 agosto 2021 e, pertanto, inclusa nel perimetro di consolidamento nell’esercizio 2021 solamente
per gli ultimi 5 mesi.
LA STRUTTURA SOCIETARIA AL 31 DICEMBRE 2022
Di seguito viene riportata una rappresentazione grafica delle società facenti parte del Gruppo Newlat alla data
del 31 dicembre 2022:
La presente struttura ha subito variazioni a partire dal 1°gennaio 2023 a seguito dell’acquisizione del 100%
delle azioni della società EM Foods S.A.S.
La tabella di seguito riportata illustra le principali informazioni riguardanti le Società Controllate dalla Newlat:
Denominazione
Sede
Valuta
Capitale
sociale al
31
Percentuale di controllo
Al 31dicembre
2022
2021
Newlat Food S.p.A.
Newlat GmbH
(Deutschland)
Symington's Ltd
Centrale del Latte
d'Italia S.p.A.
Mercafir S.c.p.a
100%
100%
67,74%
25%
19
dicembre
2022
Newlat Food S.p.A.
Italia - Via J.F. Kennedy 16, Reggio Emilia
EUR
43.935.050
Capogruppo
Capogruppo
Symington's Limited
2528254 Dartmouthway, Leeds
GBP
100.000
100%
100%
Newlat Deutschland
Germania - Fransozenstraβe 9, Mannheim
EUR
1.025.000
100%
100%
Centrale Latte d'Italia
Italia - Via Filadelfia 220, Torino
EUR
28.840.041
67,74%
67,74%
Viene inoltre fornita di seguito una tabella che riepiloga il valore di carico di ciascuna controllata iscritto nel
bilancio separato della Società al 31 dicembre 2022 e i dati di patrimonio netto e di utile/perdita di esercizio
per ciascuna controllata:
Denominazione
Valore carico
partecipazione (in migliaia di Euro)
Patrimonio netto
(in migliaia di
Euro)
Utile / perdita di
esercizio
(in migliaia di Euro)
31/12/2022
31/12/2022
31/12/2022
Newlat GmbH Deutschland
68.525
36.299
3.468
Symington's Limited
63.914
25.085
(930)
Centrale del Latte d'Italia S.p.A.
25.405
63.678
154
I bilanci delle società controllate sono stati sottoposti a revisione contabile.
Viene fornita di seguito una breve descrizione delle attività svolte dalla società controllante e dalle società
controllate:
•
Newlat Food S.p.A.: società specializzata nella produzione e vendita di latte fresco e UHT, panna
fresca e UHT, yogurt e differenti tipi di burro e formaggio, mascarpone e prodotti del mondo
caseario, nella produzione e vendita di pasta, inclusa pasta biologica, integrale biologica, pasta lunga
e corta, a nido e lasagne premium, nella produzione di prodotti da forno quali crostini e fette biscottate,
nella produzione di prodotti specialistici e per l’infanzia;
•
Newlat GmbH Deutschland: società attiva nella produzione e vendita di tradizionali forme di pasta
tedesca come spatzle e pasta aromatizzata, instant cups e sughi nel mercato tedesco;
•
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.: società specializzata nella produzione e vendita di latte fresco e
UHT, panna fresca e UHT, yogurt e differenti tipi di burro e formaggio, mascarpone e prodotti del
mondo caseario;
•
Symington's Limited, società specializzata nella produzione e vendita instant noodles.
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ORGANI SOCIALI
Ai sensi dell’articolo 12 del nuovo statuto, la Newlat Food S.p.A. è amministrata da un Consiglio di
Amministrazione composto da un numero di componenti non inferiore a 3 e non superiore a 15. L’Assemblea
determina il numero dei componenti del Consiglio di volta in volta, prima della loro nomina. Gli
amministratori restano in carica per il periodo fissato dalla deliberazione assembleare di nomina, sino a un
massimo di 3 esercizi e sono rieleggibili. Essi scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione
del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica, salve le cause di cessazione e di decadenza previste
dalla legge e dal nuovo statuto.
Il Consiglio di Amministrazione composto da:
a.
4 membri, in carica con effetto immediato; e
b.
3 membri, dotati dei requisiti di indipendenza, in carica a partire dalla data di avvio delle
negoziazioni e rinnovati nel corso del 2022.
La tabella che segue elenca la composizione del Consiglio di Amministrazione:
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Angelo Mastrolia
Presidente Esecutivo del Consiglio di
Amministrazione e
Consigliere (**)
Campagna (SA), il 5 dicembre 1964
Giuseppe Mastrolia
Amministratore Delegato e Consigliere (**)
Battipaglia (SA), l’11 febbraio 1989
Stefano Cometto
Amministratore Delegato e Consigliere (**)
Monza, il 25 settembre 1972
Benedetta Mastrolia
Consigliere (***)
Roma, il 18 ottobre 1995
Maria Cristina Zoppo
Consigliere (*) (***)
Torino, il 14 novembre 1971
Valentina Montanari
Consigliere (*) (***)
Milano, il 20 marzo 1967
Eric Sandrin
Consigliere (*) (***)
Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964
(*) Amministratore indipendente ai sensi dell’art. 148 del TUF e dell’art. 3 del Codice di Autodisciplina, la cui carica è iniziata dal 29 ottobre 2019, data di
avvio delle negoziazioni sul MTA segmento STAR.
(**) Amministratore esecutivo.
(***) Amministratore non esecutivo.
I membri del Collegio Sindacale sono indicati nella tabella che segue:
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Data di prima nomina
Massimo Carlomagno
Presidente
Agnone (IS), 22 settembre 1965
28.02.2005
Ester Sammartino
Sindaco effettivo
Agnone (IS), 23 maggio 1966
28.02.2005
Antonio Mucci
Sindaco effettivo
Montelongo (CB), 24 marzo 1946
30.07.2009
Giovanni Carlozzi
Sindaco supplente
Matrice (CB), 23 maggio 1942
28.06.2011
Giorgio de Franciscis
Sindaco supplente
Pesaro, 24 luglio 1941
28.06.2011
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Comitato controllo e rischi
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Data di prima nomina
Valentina Montanari
Presidente
Milano, il 20 marzo 1967
29.10.2019
Maria Cristina Zoppo
Membro
Torino, il 14 novembre 1971
25.09.2020
Eric Sandrin
Membro
Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964
29.10.2019
Comitato per le remunerazioni e nomine
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Data di prima nomina
Eric Sandrin
Presidente
Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964
29.10.2019
Maria Cristina Zoppo
Membro
Torino, il 14 novembre 1971
25.09.2020
Valentina Montanari
Membro
Milano, il 20 marzo 1967
29.10.2019
Comitato per le operazioni con parti correlate
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Data di prima nomina
Maria Cristina Zoppo
Presidente
Torino, il 14 novembre 1971
25.09.2020
Valentina Montanari
Membro
Milano, il 20 marzo 1967
29.10.2019
Eric Sandrin
Membro
Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964
29.10.2019
Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/01
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Data di prima nomina
Massimo Carlomagno
Presidente
Agnone (IS), 22 settembre 1965
27.12.2016
Ester Sammartino
Membro
Agnone (IS), 23 maggio 1966
27.12.2016
Rocco Sergi è il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
PricewaterhouseCoopers S.p.A. è la società di revisione incaricata per gli esercizi 2019-2027.
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LA CORPORATE GOVERNANCE
La Governance aziendale rappresenta l’insieme di strumenti, regole e meccanismi finalizzati ad una più efficace
realizzazione dei processi decisionali dell’organizzazione, nell’interesse di tutti gli stakeholders del Gruppo. La
capogruppo Newlat Food S.p.A aderisce al Codice di Corporate Governance elaborato dal Comitato per la
Corporate Governance delle Società Quotate. Il sistema di amministrazione adottato è quello tradizionale, fondato
sulla presenza di tre organi: l’Assemblea degli Azionisti, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale.
Il Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione è l’organo sociale preposto all’amministrazione della Società e possiede i
poteri allo stesso assegnati dalla normativa e dallo statuto. Esso si organizza e opera in modo da garantire un
effettivo ed efficace svolgimento delle proprie funzioni. I consiglieri agiscono e deliberano, perseguendo
l’obiettivo della creazione di valore per gli azionisti e riferiscono sulla gestione in occasione dell’Assemblea
degli azionisti. Lo statuto della Società, in tema di nomina e sostituzione del Consiglio di Amministrazione
e/o dei suoi membri, prevede che all'elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione si proceda sulla
base di liste di candidati secondo le modalità indicate con maggiore dettaglio nella Relazione sul Governo
Societario e gli Assetti Proprietari (allegato al presente documento) e nel rispetto della disciplina vigente
inerente all’equilibrio tra generi. L’attuale Consiglio di Amministrazione è stato nominato dell’Assemblea degli
azionisti in data 28 aprile 2022 e rimarrà in carica sino all’approvazione del bilancio chiuso al 31.12.2024.
Comitati interni al Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione non ha costituito al suo interno comitati diversi da quelli previsti dal Codice
di Autodisciplina, salvo il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, al fine di ottemperare alle previsioni
di cui al Regolamento Parti Correlate.
La Società ha attribuito ad un unico comitato, precisamente al Comitato Remunerazione e Nomine, le funzioni
previste dagli artt. 4 e 5 del Codice di Corporate Governance.
I comitati interni al Consiglio di Amministrazioni sono i seguenti:
• Il Comitato Controllo e Rischi assiste il Consiglio di Amministrazione nelle valutazioni e decisioni
relative al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, all’approvazione dei bilanci e delle relazioni
semestrali ed ai rapporti tra la Società ed il revisore esterno, onde siano supportate da un’adeguata attività
istruttoria. A tal fine, tale Comitato risulta composto da tre consiglieri con adeguata esperienza in materia
contabile e finanziaria, nelle persone dei Signori Valentina Montanari, in qualità di Presidente, Maria Cristina
Zoppo ed Eric Sandrin, tutti amministratori non esecutivi e indipendenti.
• Il Comitato per le Remunerazioni e Nomine svolge un ruolo consultivo e propositivo, con funzioni
istruttorie, nelle valutazioni e nelle decisioni relative alla composizione del Consiglio di Amministrazione ed
alla remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche vigilando sulla loro
applicazione e formulando raccomandazioni generali in materia. Il Comitato per la remunerazione risulta
composto da tre consiglieri, tutti amministratori non esecutivi e indipendenti. Tutti i membri possiedono una
adeguata conoscenza ed esperienza in materia contabile e finanziaria. Per quanto riguarda il processo di
determinazione della remunerazione dei membri del Consiglio di Amministrazione si prevede che venga
attribuito, da parte dell'Assemblea, per il periodo di durata del mandato, un emolumento che può essere
23
formato da una parte fissa e una variabile commisurata al raggiungimento di determinati obiettivi e/o ai
risultati economici conseguiti dalla Società. Il Regolamento di Borsa, ai fini dell'ottenimento della qualifica di
STAR, richiede infatti che il Comitato per la remunerazione abbia previsto che una parte significativa della
remunerazione degli amministratori esecutivi e degli alti dirigenti abbia natura incentivante.
Per ogni informazione riguardante la politica generale per la remunerazione, la remunerazione degli
amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche e degli amministratori non esecutivi si
rinvia alla relazione sulla remunerazione pubblicata ai sensi dell'articolo 123-ter del Testo Unico della Finanza.
A tal fine, tale Comitato risulta composto da tre consiglieri con adeguata esperienza in materia contabile e
finanziaria, nelle persone dei Signori Eric Sandrin, in qualità di Presidente, Maria Cristina Zoppo e Valentina
Montanari, tutti amministratori non esecutivi e indipendenti.
• Il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (di seguito anche “Comitato OPC”) ha l’onere di
garantire la correttezza sostanziale dell’operatività con parti correlate, tramite il rilascio di un parere
sull’interesse della società al compimento di una specifica operazione, nonché sulla convenienza e correttezza
delle relative condizioni. Tale comitato è composto dai tre Amministratori non esecutivi e indipendenti, Maria
Cristina Zoppo, nel ruolo di Presidente, Valentina Montanari ed Eric Sandrin.
Collegio Sindacale
I componenti del Collegio Sindacale sono scelti tra coloro che sono in possesso dei requisiti di onorabilità,
professionalità ed indipendenza previsti dalla legge e dalle disposizioni regolamentari. Il Collegio Sindacale
della Società, nominato dall'Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2022, verrà a scadenza con
l'approvazione del bilancio al 2024.
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) è l’insieme delle regole, delle procedure e
delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione,
misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell’impresa corretta e coerente
con gli obiettivi prefissati. Il Consiglio di Amministrazione, nell'ambito della definizione dei piani strategici,
industriali e finanziari, ha individuato la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della
Società, includendo nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della
sostenibilità nel medio- lungo periodo dell'attività della Società e, a supporto del SCIGR, oltre al Comitato
Controllo e Rischi, in data 02 maggio 2022, ha nominato Angelo Mastrolia quale amministratore incaricato
del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi che svolga le funzioni di cui all’art. 6 del Codice di
Corporate Governance. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre definito, con l'assistenza del Comitato
Controllo Rischi, le linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, identificano il
sistema stesso come un processo trasversale ed integrato a tutte le attività aziendali che si ispira ai principi
internazionali dell'Enterprise Risk Management (ERM).
Questo sistema ha come finalità quella di aiutare il Gruppo a realizzare i propri obiettivi di performance e
redditività, ad ottenere informazioni economico-finanziarie affidabili e ad assicurare la conformità alle leggi e
ai regolamenti in vigore, evitando all'azienda danni reputazionali e perdite economiche. In questo processo
assume particolare importanza l'identificazione degli obiettivi aziendali e la classificazione ed il controllo dei
rischi ad essi connessi, mediante l'implementazione di azioni specifiche finalizzate al loro contenimento.
24
I rischi aziendali, oltre ai rischi strategici, possono avere diversa natura: di carattere operativo (legati all'efficacia
e all'efficienza delle operations aziendali), di reporting (legati all'affidabilità delle informazioni economico-
finanziarie) e, infine, di compliance (relativi all'osservanza delle leggi e regolamenti in vigore, evitando all'azienda
danni di immagine e/o perdite economiche). A fronte di ciò, la Funzione di Internal Audit verifica l’idoneità
del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio
di Amministrazione, predisponendo relazioni periodiche contenenti le adeguate informazioni circa lo
svolgimento della sua attività, nonché tempestive relazioni su eventi di particolare importanza.
Il Consiglio di Amministrazione valuta annualmente l'efficacia del Sistema di Controllo Interno e di Gestione
dei Rischi e l'adeguatezza dello stesso rispetto alle caratteristiche dell'impresa sulla base delle informazioni e
delle evidenze ricevute con il supporto dell'attività istruttoria svolta dal Comitato Controllo Rischi, dal
Responsabile della funzione di Internal Audit e dall'Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001.
Modello Organizzativo ex Decreto Legislativo 231/2001, Codice Etico e lotta alla corruzione
Il Consiglio di Amministrazione della Newlat Food S.p.A. ha approvato il proprio “Modello di
organizzazione, gestione e controllo” ai sensi del D. Lgs. 231/2001 in data 30.03.2016, aggiornato da ultimo
in data 13 maggio 2022. Il Modello, redatto in base alle linee guida emanate da Confindustria e nel rispetto
della giurisprudenza in materia, delinea una serie di norme di comportamento, di procedure e di attività di
controllo, nonché un sistema di poteri e deleghe, finalizzate a prevenire la commissione dei reati
espressamente previsti dal D. Lgs. 231/2001.
Il Modello Organizzativo è stato pubblicato e comunicato a tutto il personale, terzi collaboratori, clienti,
fornitori e partner.
Nel corso dell’esercizio non sono pervenute segnalazioni riguardo comportamenti non conformi ovvero
violazioni del Codice Etico.
Al fine di garantire la corretta implementazione del Modello, è stato istituito un Organismo di Vigilanza
(OdV), attualmente costituito dal Dott. Massimo Carlomagno, nel ruolo di Presidente, e dalla Dott.ssa Ester
Sammartino.
L’OdV trasmette al Consiglio di Amministrazione, con cadenza semestrale, un rapporto scritto sull’attuazione
ed effettiva conoscenza del Modello 231 all’interno di ogni comparto aziendale.
L’implementazione di adeguati flussi informativi periodici e/o occasionali verso l’OdV costituisce un ulteriore
importante strumento a supporto dell’assolvimento dei compiti di monitoraggio attribuiti dalla legge alla
competenza dell’OdV e, pertanto, dell’efficacia “esimente” del Modello stesso.
Dall’esame dell’informativa pervenuta dai responsabili delle diverse aree aziendali non sono emersi fatti
censurabili o violazioni del Modello, né si è venuti a conoscenza di atti o condotte che comportino una
violazione delle disposizioni contenute nel D. Lgs. 231/2001.
25
FATTI DI RILIEVO DELL’ESERCIZIO
Di seguito vengono illustrati i fatti di rilievo intervenuti durante l’esercizio oggetto di analisi:
- Nel mese di giugno sono state costituite le succursali in località Paradiso (CH) per la Newlat Food
SpA e per la Centrale del Latte d’Italia SpA.
- In data 7 dicembre 2022, Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto, con Alsa France (il “Venditore”),
un contratto per l’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S.,
a seguito dell’esercizio da parte del Venditore della put option sottoscritta tra le parti il 19 ottobre
2022. Alsa France, così come previsto dalla normativa francese, ha esercitato l’opzione per la
vendita del 100% delle azioni ordinarie e diritti di voto di EM Foods S.A.S., dopo che il consiglio
dei lavoratori della stessa EM Foods S.A.S. ha espresso formale assenso all’operazione di cessione
a Newlat Food. L’acquisizione è stata poi finalizzata a inizio gennaio 2023.
AZIONISTI E MERCATI FINANZIARI
Il Gruppo Newlat mantiene un dialogo costante con i propri azionisti, attraverso una responsabile e
trasparente attività di comunicazione svolta dalla funzione di Investor Relations e finalizzata ad agevolare la
comprensione della situazione aziendale, la prevedibile evoluzione della gestione, le strategie del Gruppo e le
prospettive del mercato di riferimento. A tale funzione è, inoltre, affidato il compito di organizzare
presentazioni, eventi e Roadshow che consentano di instaurare una relazione diretta tra la comunità finanziaria
ed il Top Management del Gruppo. Per ulteriori informazioni e per prendere visione dei dati economico-
finanziari, delle presentazioni istituzionali, delle pubblicazioni periodiche, dei comunicati ufficiali e degli
aggiornamenti sul titolo, è possibile visitare la sezione Investor Relations nel sito www.newlat.com.
Di seguito viene data rappresentazione grafica dell’andamento del titolo Newlat Food nel corso del 2022.
La capitalizzazione di Borsa al 31 dicembre 2022 era pari ad Euro 190.897.792.
Tutte le azioni emesse sono state interamente versate.
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RELAZIONE SULLA GESTIONE
Il Gruppo Newlat è un importante player nel settore agro-alimentare italiano ed europeo. In particolare, il
Gruppo vanta un consolidato posizionamento nel mercato domestico e una presenza rilevante sul mercato
tedesco.
Il Gruppo Newlat è attivo principalmente nei settori della pasta, dei prodotti lattiero-caseari, dei prodotti da
forno e dei prodotti speciali, in particolare health & wellness, gluten free e cibo per l’infanzia. L’offerta di prodotti
del Gruppo Newlat si articola nelle seguenti business unit:
•
Pasta;
•
Milk Products;
•
Dairy Products;
•
Bakery Products;
•
Special Products;
•
Instant Noodles; e
•
Altri Prodotti.
Il mercato Milk Products e Dairy Products
Contesto globale ed europeo.
Il calo della produzione mondiale di latte ha caratterizzato tutto il 2022 interessando tutti i principali paesi
esportatori, a causa dell'impennata dei prezzi degli input e delle avverse condizioni meteorologiche in alcuni
bacini produttivi. Di fronte alla minore disponibilità di latte si è registrato uno straordinario aumento del
prezzo alla stalla (stima media UE a settembre 53 euro/100 kg) trainato anche dal rialzo dei listini di burro e
polveri magre.
Situazione in Italia.
L'aumento dei costi e le difficoltà di approvvigionamento dei mangimi hanno indotto gli allevatori a frenare
la produzione. Dopo due anni di forti aumenti (+4,5% nel 2020 e +3,3% nel 2021), nel 2022 le consegne di
latte hanno registrato una vera e propria battuta d'arresto (+0,1% rispetto alla stessa frazione dello scorso
anno).
Andamento dei prezzi.
Anche nel mercato nazionale la spinta inflazionistica ha caratterizzato tutto il 2022 (indice Ismea +25% nei
primi nove mesi del 2022). La pressione al rialzo è stata generalizzata con variazioni a due cifre dei listini dei
principali prodotti guida del mercato nazionale. La minore disponibilità di latte e il significativo incremento
dei costi sia a livello nazionale che a livello UE ha fatto aumentare i prezzi alla stalla ad un livello mai raggiunto
nel corso degli esercizi passati.
Commercio estero.
Nel 2022 il saldo della bilancia commerciale, seppure in contrazione, è ancora positivo, come conseguenza di
un aumento delle importazioni (+35% in valore) maggiore rispetto a quello registrato dalle esportazioni
(+22%). In particolare, le esportazioni di formaggi e latticini italiani hanno continuato a crescere anche nelle
27
quantità nel corso del 2022 2022 (+13% in volume e +22% in valore), coinvolgendo tutte le principali
destinazioni. In aumento anche le importazioni di formaggi (+13% in volume e +36% in valore).
Acquisti domestici.
Nel corso del 2022 si inverte completamente la tendenza dei consumi osservata lo scorso anno e la spesa per
i prodotti lattiero caseari risulta in aumento rispetto al 2021, per effetto di un sostenuto aumento dei prezzi
medi al dettaglio. La spinta inflazionistica ha caratterizzato tutte le principali referenze merceologiche nella
misura del 6-10%, colpendo soprattutto alcuni prodotti di base come il latte e la mozzarella.
Scendendo nel dettaglio, la pressione al rialzo è stata generalizzata con variazioni a due cifre dei listini dei
principali prodotti guida del mercato nazionale. In particolare, per il Grana Padano il rialzo dei prezzi
all’ingrosso dei primi nove mesi è stato del 16%, a fronte di una produzione in contrazione (-2,3%); meno
intensa, invece, la variazione registrata dal Parmigiano Reggiano, mediamente stabilizzatosi a 10,73 €/kg nei
primi nove mesi del 2022 (+2,5% rispetto allo stesso periodo del 2021). In rialzo i prezzi anche di altri
formaggi DOP, come il Gorgonzola, il Provolone Valpadana e soprattutto l’Asiago (+25%). In forte aumento
anche i prezzi di prodotti come la mozzarella (+18%). Infine, l’incremento dei listini del burro, che nell’ultimo
mese hanno sfiorato il livello di 4,80 euro/kg per lo zangolato mettendo a segno variazioni addirittura a tre
cifre rispetto al 2021.
Prospettive.
Inflazione, stretta monetaria, guerra in Ucraina e Covid continueranno a mantenere elevata la tensione sul
mercato mondiale nei prossimi mesi. Per il settore lattiero caseario si prospettano ancora mesi difficili sotto il
profilo dei costi di produzione e sul fronte della domanda finale.
Il mercato Pasta e Bakery Products
Nonostante le tante incognite, le aziende hanno infatti trovato il modo per proseguire in un percorso di
crescita che continua da 25 anni.
A crescere in modo deciso è stata la pasta prodotta con grano 100% italiano, che segna un +14% delle vendite
nei primi cinque mesi del 2022. Si tratta di certo di una buona notizia per i nostri pastifici, ma anche per il
comparto agricolo e i mulini specializzati nella prima lavorazione. A favorire il fenomeno c’è il ritorno nei
nostri campi di numerose varietà di grano dimenticate fino a qualche tempo fa, come il Saragollo, la Tumminia
o il Senatore Cappelli.
Produzioni antiche, forti di un’elevata qualità, una maggiore digeribilità e minori alterazioni rispetto ad altre
varietà utilizzate dall’industria.
Tra le mete più profittevoli per l’export di pasta si riconfermano poi Stati Uniti (+45%) Germania (+31%) e
Francia (+25%), come rivelano gli ultimi dati diffusi da Coldiretti.
In un quadro gravato ancora da numerose incognite e dai rincari dei costi di produzione le stradi da percorrere
per mantenere la leadership è la differenziazione.
Al di là di Europa e Nord America, la filiera ha saputo espandersi negli ultimi anni anche nel Middle East e
Far East. Un esempio su tutti è quello del Giappone, secondo mercato di sbocco extraeuropeo dopo gli USA.
Nel Paese del Sol Levante la pasta italiana gode di un fortissimo apprezzamento, soprattutto per quanto
riguarda i formati lunghi.
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Nel Medio Oriente invece, tra le destinazioni già toccate da alcune delle nostre aziende, possiamo segnalare
Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, dove il forte sviluppo di settori come ristorazione e hospitality degli
ultimi anni si è tradotto in ottime opportunità per gli esportatori nostrani.
Qui i margini di crescita non mancano, ma anche altri Paesi si distinguono per il sempre maggiore interesse
nei confronti della pasta italiana.
Una rotta possibile è quella che guarda al Sud del mondo, e in particolare all’Africa.
Andamento dei prezzi delle materie prime
La realizzazione dei prodotti del Gruppo richiede un ampio numero e varietà di materie prime e semi-lavorati
tra i quali, a titolo esemplificativo, latte, semola di grano duro, farina di grano tenero, uova e materiali per il
packaging dei prodotti.
Nel 2022 il costo della materia prima è aumentata in maniera esponenziale favorita da una forte spinta
inflazionistica e dal conflitto Russa-Ucraina ed ha raggiunto livelli mai registrati negli ultimi anni. Una tendenza
questa che sembra essere prevista in diminuzione per il 2023.
Gli incrementi registrati riguardano non solo la materia prima ma anche tutti i costi accessori collegati quali il
trasporto e il nolo dei container.
Forti rincari si sono registrati anche nel mondo della carta e della plastica ed in tutte le componenti legati al
packaging primario e secondario.
Nella tabella che segue è riportato il conto economico del Bilancio Consolidato del Gruppo:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui ricavi
da contratti con i clienti)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
%
2021
%
2022 vs 2021
%
Ricavi da contratti con i clienti
741.094
100,0%
625.226
100,0%
115.867
18,5%
Costo del venduto
(607.693)
(82,0%)
(493.382)
(78,9%)
(114.311)
23,2%
Risultato operativo lordo
133.400
18,0%
131.844
21,1%
1.556
1,2%
Spese di vendita e distribuzione
(89.509)
(12,1%)
(82.231)
(13,2%)
(7.278)
8,9%
Spese amministrative
(21.746)
(2,9%)
(26.414)
(4,2%)
4.669
(17,7%)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
(1.247)
(0,2%)
(1.201)
(0,2%)
(46)
3,8%
Altri ricavi e proventi
5.238
0,7%
5.770
0,9%
(532)
(9,2%)
Altri costi operativi
(6.015)
(0,8%)
(7.295)
(1,2%)
1.280
(17,5%)
Risultato operativo (EBIT)
20.121
2,7%
20.473
3,3%
(352)
(1,7%)
Proventi finanziari
2.058
0,3%
1.157
0,2%
900
77,8%
Oneri finanziari
(12.278)
(1,7%)
(9.210)
(1,5%)
(3.068)
33,3%
Risultato prima delle imposte
9.901
1,3%
12.420
2,0%
(2.519)
(20,3%)
Imposte sul reddito
(3.304)
(0,4%)
(4.454)
(0,7%)
1.150
(25,8%)
Risultato netto
6.597
0,9%
7.966
1,3%
(1.369)
(17,2%)
Di seguito sono brevemente commentate le variazioni più significative intervenute negli esercizi in esame con
riferimento alle principali voci di conto economico.
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Ricavi da contratti con i clienti
I ricavi da contratti con i clienti rappresentano i corrispettivi contrattuali ai quali il Gruppo ha diritto in cambio
del trasferimento ai clienti dei beni o servizi promessi. I corrispettivi contrattuali possono includere importi
fissi, importi variabili oppure entrambi e sono rilevati al netto di ribassi, di sconti e di promozioni, quali i
contributi riconosciuti alla GDO. In particolare, nell’ambito dei rapporti contrattuali in essere con gli operatori
della GDO, è previsto il riconoscimento da parte di Newlat di contributi quali premi di fine anno legati al
raggiungimento di determinati volumi di fatturato o di importi connessi al posizionamento dei prodotti.
INFORMATIVA DI SETTORE
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per business unit così come monitorati
dal management:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Esercizio chiuso 31 dicembre
Variazioni
2022
%
2021
%
2022 vs 2021
%
Pasta
211.464
28,5%
150.184
24,0%
61.280
41%
Milk Products
243.019
32,8%
229.957
36,8%
13.062
6%
Bakery Products
44.519
6,0%
39.467
6,3%
5.052
13%
Dairy Products
50.033
6,8%
40.026
6,4%
10.007
25%
Special Products
42.440
5,7%
34.787
5,6%
7.653
22%
Altre attività
13.681
1,8%
13.413
2,1%
268
2%
Instant noodles
135.939
18,3%
117.393
18,8%
18.546
16%
Ricavi da contratti con i clienti
741.094
100,0%
625.227
100,0%
115.867
18,5%
I ricavi relativi al segmento Pasta risultano in aumento nei periodi in esame per effetto di un incremento dei
volumi di vendita nel settore grande distribuzione organizzata e B2B e di una performance eccezionale nel
mercato tedesco.
I ricavi relativi al segmento Milk Products risultano essere in aumento per effetto dei maggior volumi di vendita
di un incremento del prezzo medio conseguenza della spinta inflazionistica che ha caratterizzato tutto il 2022.
I ricavi relativi al segmento Bakery Products registrano una straordinaria crescita supportata da un incremento
dei volumi e dei prezzi medi di vendita.
I ricavi relativi al segmento Dairy Products risultano essere in aumento come conseguenza di un incremento
dei volumi di vendita ed in particolare in Germania e negli Altri Paesi.
I ricavi relativi al segmento Special Products registrano un incremento del 22% rispetto l’esercizio precedente
per effetto di un aumento dei volumi di vendita.
I ricavi relativi al segmento Instant Noodles registrano un incremento del 16 a parità di perimetro di
consolidamento per effetto combinato di acquisizione nuova clientela e migliori condizioni di vendita.
I ricavi relativi al segmento Altre Attività si riferiscono ai prodotti secondari e registrano una sostanziale
linearità rispetto all’esercizio precedente.
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per canale di distribuzione così come
monitorati dal management.
30
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Esercizio chiuso 31 dicembre
Variazioni
2022
%
2021
%
2022 vs 2021
%
Grande Distribuzione Organizzata
451.195
60,9%
373.389
59,7%
77.806
21%
B2B partners
79.920
10,8%
58.489
9,4%
21.431
37%
Normal trade
79.933
10,8%
71.296
11,4%
8.637
12%
Private labels
110.910
15,0%
109.753
17,6%
1.157
1%
Food services
19.136
2,6%
12.299
1,9%
6.838
56%
Totale ricavi da contratti con i clienti
741.094
100,1%
625.226
100,0%
115.868
18,5%
I ricavi relativi al canale Grande Distribuzione Organizzata aumentano per effetto di un incremento dei
volumi di vendita legati all’acquisizione di nuova clientela ed in generale ad un prezzo medio di cessione più
elevato rispetto all’esercizio precedente. La contribuzione del canale Grande Distribuzione Organizzata passa
dal 59,7% al 60,9%.
I ricavi relativi al canale B2B partners si incrementano per effetto di un aumento della domanda e del prezzo
medio di vendita in particolare nel settore pasta.
I ricavi relativi al canale Normal trade si incrementano per effetto di una ripresa delle attività ed in generale di
un prezzo medio di vendita più elevato rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi relativi al canale Private label registrano una sostanziale linearità rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi relativi al canale Foodservice si incrementano per effetto della ripresa delle attività e dei volumi di vendita
del post COVID-19.
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per area geografica così come
monitorati dal management:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Esercizio chiuso 31 dicembre
Variazioni
2022
%
2021
%
2022 vs 2021
%
Italia
385.421
52,0%
330.419
52,8%
55.002
17%
Germania
132.844
17,9%
107.300
17,2%
25.544
24%
Regno Unito
142.781
19,3%
120.471
19,3%
22.310
19%
Altri Paesi
80.047
10,8%
67.036
10,7%
13.011
19%
Totale ricavi da contratti con i clienti
741.094
100%
625.226
100,0%
115.868
18,5%
I ricavi relativi all’Italia registrano un incremento per effetto combinato di acquisizione nuova clientela e di
un prezzo di cessione più elevato rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi relativi alla Germania aumentano per effetto di un incremento dei volumi di vendita nel settore Pasta.
I ricavi relativi al Regno Unito aumentano per effetto di un incremento dei volumi di vendita nel segmento
instant noodles e pasta.
I ricavi relativi agli Altri Paesi aumentano per effetto di un incremento dei volumi di vendita nel settore Dairy
e Pasta.
Risultato operativo lordo e risultato operativo
La tabella che segue presenta la riconciliazione del ROS per i periodi in esame:
31
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato Operativo (EBIT)
20.121
20.472
Ricavi da contratti con i clienti
741.093
625.227
ROS (*)
2,7%
3,3%
(*) Il ROS (return on sales) è un indicatore alternativo di performance, non identificato come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non deve
essere considerata misura alternativa a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del Gruppo.
Il ROS risulta essere sostanzialmente in linea rispetto all’esercizio precedente.
La tabella che segue presenta la riconciliazione del ROI (return on investment) per i periodi in esame.
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato Operativo (EBIT)
20.121
20.472
Capitale investito netto (*)
249.104
213.152
ROI (*)
8,1%
9,6%
(*) Il Capitale investito netto e il ROI (return on investments) sono indicatori alternativi di performance, non identificati come misura contabile nell’ambito degli
IFRS e, pertanto, non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento
economico del Gruppo.
EBITDA
La tabella che segue presenta la riconciliazione dell’EBITDA, dell’EBITDA Margin e del Cash conversion al 31
dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato Operativo (EBIT)
20.121
20.472
Ammortamenti e svalutazioni
35.036
33.278
Svalutazioni nette di attività finanziarie
1.247
1.201
EBITDA (*) (A)
56.403
54.951
Ricavi da contratti con i clienti
741.093
625.227
EBITDA
Margin
(*)
7,6%
8,8%
Investimenti (B)
15.474
13.316
Cash conversion [(A)-(B)]/(A)
72,6%
75,8%
(*) Il Risultato Operativo (EBIT), l’EBITDA, l'EBITDA Margin e il Cash conversion sono indicatori alternativi di performance, non identificati come
misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio del
Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del Gruppo.
Per valutare l’andamento delle attività, il management della Società monitora, tra l’altro, l’EBITDA per business
unit, così come evidenziato nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui ricavi da contratti con i
clienti)
Esercizio chiuso 31 dicembre
Variazioni
2022
%
2021
%
2022 vs 2021
%
Pasta
12.604
6,0%
12.781
8,5%
(177)
(1,4%)
Milk Products
16.462
6,8%
16.831
7,3%
(369)
(6,6%)
Bakery Products
7.714
17,3%
7.069
17,9%
645
9,1%
Dairy Products
3.599
7,2%
4.720
11,8%
(1.121)
(23,8%)
Special Products
5.165
12,2%
3.752
10,8%
1.413
37,7%
Instant Noodles
10.415
7,7%
9.218
7,9%
1.198
13,0%
Altre attività
443
3,2%
580
4,3%
(137)
(23,6%)
EBITDA
56.403
7,6%
54.951
8,8%
1.452
2,6%
L’EBITDA relativo al segmento Pasta si decrementa per effetto di un peggioramento della supply chain ed in
particolare, per effetto di un incremento del costo di acquisto delle materie prime e del packaging primario e
32
secondario che solo parzialmente sono stati ribaltati sulla clientela. Scelta strategica adottata dal Gruppo per
fidelizzare il cliente in un rapporto di medio-lungo periodo.
L’EBITDA relativo al segmento Milk Products si decrementa, prevalentemente per effetto di un peggioramento
della supply chain ed in particolare dei costi di acquisto della materia prima, del packaging e delle utilities.
L’EBITDA relativo al segmento Bakery Products si incrementa, prevalentemente per l’aumento dei volumi di
vendita a più elevata marginalità.
L’EBITDA relativo al segmento Dairy Products si decrementa, prevalentemente per effetto di un
peggioramento della supply chain ed in particolare dei costi di acquisto della materia prima e del packaging.
L’EBITDA relativo al segmento Special Products si incrementa per effetto combinato di aumento dei volumi di
vendita e prezzi medi più elevati rispetto al precedente esercizio.
L’EBITDA relativo al segmento Instant Noodles risulta in aumento rispetto al precedente esercizio per effetto
combinato di maggior volumi di vendita e di prezzi di cessione più elevati rispetto all’esercizio precedente.
L’EBITDA relativo al segmento Altre Attività risulta sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente.
Risultato netto
La tabella che segue riporta la riconciliazione del ROE al 31 dicembre 2022 e 2021.
La riduzione del ROE è riconducibile principalmente al decremento del risultato netto del Gruppo.
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato netto
6.596
7.966
Patrimonio netto
139.306
144.515
ROE (*)
4,7%
5,5%
(*) Il ROE (return on equity) è un indicatore alternativo di performance, non identificato come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non deve
essere considerata misura alternativa a quelle fornite dagli schemi di bilancio del Gruppo per la valutazione dell’andamento economico del Gruppo.
Indebitamento finanziario netto
Di seguito si riporta il prospetto di dettaglio della composizione dell’indebitamento finanziario netto della
Società 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2021, determinato secondo quanto previsto dalla Comunicazione
CONSOB DEM/6064293 del 28 luglio 2006 e in conformità a quanto previsto dal paragrafo 175 e seguenti
delle raccomandazioni contenute nel documento predisposto dall’ESMA, n. 32-382-1138 del 4 marzo 2021
(orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del Regolamento UE 2017/1129, c. d.
“Regolamento sul Prospetto”):
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto
2022
2021
A. Disponibilità liquide
149.911
247.736
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
137.909
137.152
C. Altre attività finanziarie correnti
19.625
35
D Liquidità (A)+(B)+('C)
307.445
384.923
E. Debiti finanziari correnti
(32.282)
(104.642)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente
(41.067)
(30.525)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F)
(73.349)
(135.167)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D)
234.096
249.756
I. Debiti finanziari non correnti
(144.447)
(119.937)
J. Strumenti di debito
(199.450)
(198.455)
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti
-
-
33
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(K)
(343.897)
(318.392)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L) determinato in conformità
alle comunicazioni CONSOB ed ESMA
(109.799)
(68.636)
Acquisto (valore cumulato) azioni proprie
28.413
15.759
N. Indebitamento finanziario netto Proforma
(81.386)
(52.877)
La variazione dell’indebitamento finanziario netto Proforma al 31 dicembre 2022 rispetto al 31 dicembre 2021
pari complessivamente a Euro 28.509 migliaia, è principalmente dovuto ad un assorbimento della liquidità
legato alla gestione caratteristica causato da effetti inflazionistici di natura straordinaria soprattutto nel corso
dell’ultimo trimestre del 2022 e dal rinnovo di alcuni contratti di locazione operativa ed in particolare quelli
legati agli immobili produttivi.
Al 31 dicembre 2022, senza considerare le passività per leasing, l’indebitamento finanziario netto sarebbe stato
il seguente:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Indebitamento finanziario netto
(81.386)
(52.877)
Passività per leasing correnti
7.567
7.887
Passività per leasing non correnti
39.173
31.175
Posizione finanziaria netta
(34.646)
(13.815)
La seguente tabella riporta alcuni indicatori di solvibilità del Gruppo al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Indebitamento finanziario netto/patrimonio netto
(0,79)
(0,47)
Indebitamento finanziario netto/EBITDA (*) (**)
(1,95)
(1,43)
EBITDA/oneri finanziari (*)
5,52
6,39
INVESTIMENTI
La tabella che segue riporta il dettaglio degli investimenti effettuati dal Gruppo in immobilizzazioni materiali
e immateriali, escludendo i diritti d’uso, negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2022
%
2021
%
Terreni e fabbricati
613
4,0%
37
0,3%
Impianti e macchinari
11.332
73,2%
9.391
74,0%
Attrezzature industriali e commerciali
1.295
8,4%
484
3,8%
Altri beni
49
0,3%
231
1,8%
Attività materiali in corso e acconti
1.205
7,8%
1.434
11,3%
Investimenti in attività materiali
14.494
93,7%
11.577
91,2%
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere
dell'ingegno
112
0,7%
149
1,2%
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
63
0,4%
44
0,3%
Altre immobilizzazioni
804
5,2%
914
7,2%
Investimenti in attività immateriali
979
1,1%
1.107
8,7%
Investimenti totali
15.473
100,0%
12.684
100,0
%
34
Nel corso del periodo in esame, il Gruppo ha effettuato investimenti per complessivi Euro 15.473 migliaia.
La politica degli investimenti attuata dal Gruppo è volta all’innovazione e alla diversificazione in termini di
offerta dei prodotti. In particolare, per il Gruppo assume rilevanza lo sviluppo di nuovi prodotti, con
l’obiettivo di migliorare continuamente la soddisfazione dei propri clienti.
Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono relativi prevalentemente ad acquisti di impianti e
macchinari, riconducibili principalmente a progetti di aggiornamento e rinnovamento delle linee produttive
presso lo stabilimento di Lodi, Ozzano e del comparto Pasta.
Sono stati effettuati investimenti di ammodernamento ed efficientamento degli impianti relativi agli Instant
Noodles.
Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali sono relativi prevalentemente all’acquisto e
all’aggiornamento di software applicativi ed investimenti di natura pluriennale presso la clientela della controllata
Symington’s.
La tabella che segue riporta il dettaglio per business unit degli investimenti effettuati dal Gruppo in
immobilizzazioni materiali e immateriali al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
2022
%
2021
%
Special Products
1.973
12,8%
582
4,6%
Pasta
3.762
24,3%
1.718
13,5%
Bakery Products
1.167
7,5%
561
4,4%
Milk Products
1.752
11,3%
6.823
53,8%
Dairy Products
1.306
8,4%
542
4,3%
Instant Noodles
5.208
33,7%
2.257
17,8%
Altre attività
305
2,0%
201
1,6%
Investimenti totali
15.473
100,0%
12.684
100,0
%
Gli investimenti nella business unit Milk Products si riferiscono principalmente all’efficientamento di impianti
produttivi presso lo stabilimento di Reggio Emilia e del Gruppo Centrale del Latte d’Italia.
Gli investimenti nella business unit Special Products si riferiscono principalmente a nuovi software ed impianti di
produzione e confezionamento presso lo stabilimento di Ozzano.
Gli investimenti nella business unit Dairy si riferiscono principalmente alla nuova linea di produzione presso lo
stabilimento di Lodi
Gli investimenti nella business unit Pasta si riferiscono principalmente a nuovi impianti di confezionamenti in
quasi tutti gli stabilimenti del Gruppo.
Gli investimenti nella business unit Bakery Products i riferiscono principalmente al nuovo impianto di
confezionamento per prodotti da forno, ubicato presso lo stabilimento di Sansepolcro (AR).
ALTRE INFORMAZIONI
Politica di analisi e gestione dei rischi connessi all’attività del Gruppo
Nella presente sezione vengono fornite informazioni relative all’esposizione ai rischi connessi all’attività del
Gruppo, nonché gli obiettivi, le politiche e i processi di gestione di tali rischi e i metodi utilizzati per valutarli
35
e mitigarli. Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi del Gruppo, definite
dal Consiglio di Amministrazione, identificano il sistema di controllo interno come un processo trasversale
ed integrato a tutte le attività aziendali. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ha come finalità
quella di aiutare il Gruppo a realizzare i propri obiettivi di performance e redditività, ad ottenere informazioni
economico-finanziarie affidabili e ad assicurare la conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore, evitando
all’azienda danni di immagine e perdite economiche. In questo processo, assume particolare importanza
l’identificazione degli obiettivi aziendali, la classificazione (in base a valutazioni combinate circa la probabilità
e il potenziale impatto) ed il controllo dei rischi ad essi connessi, mediante l’implementazione di azioni
specifiche finalizzate al loro contenimento. I rischi aziendali possono avere diversa natura: rischi di carattere
strategico, operativi (legati all’efficacia e all’efficienza delle operations aziendali), di reporting (legati all’affidabilità
delle informazioni economico-finanziarie), di compliance (relativi all’osservanza delle leggi e regolamenti in
vigore, evitando all’azienda danni di immagine e/o perdite economiche) e, infine, finanziari. I responsabili
delle diverse direzioni aziendali individuano e valutano i rischi di competenza, di provenienza esogena oppure
endogena al Gruppo, e provvedono alla individuazione delle azioni di contenimento e di riduzione degli stessi
(c.d. “controllo primario di linea”).
Alle attività di cui sopra, si aggiungono quelle del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti societari e
del suo staff (c.d. “controllo di secondo livello”) e del Responsabile della funzione di Internal Audit (c.d.
“controllo di terzo livello”), che verifica continuativamente l’effettività e l’efficacia del sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi, attraverso l’attività di risk assessment, lo svolgimento dei controlli e la successiva
gestione del follow up.
I risultati delle procedure di identificazione dei rischi sono riportati e discussi a livello di Top management del
Gruppo, al fine di creare i presupposti per la loro copertura, assicurazione e valutazione del rischio residuale.
Di seguito si riportano i rischi ritenuti significativi e connessi all’attività del Gruppo (l’ordine con il quale essi
sono riportati non implica nessuna classificazione, né in termini di probabilità del loro verificarsi né in termini
di possibile impatto).
RISCHI STRATEGICI
Rischi relativi alla congiuntura macroeconomica e di settore
L’attività del Gruppo è influenzata dalle condizioni generali dell’economia nei vari mercati in cui opera. Una
fase di crisi economica, con il conseguente rallentamento dei consumi, può avere un effetto negativo
sull’andamento delle vendite del Gruppo. Il contesto macroeconomico attuale determina una significativa
incertezza sulle previsioni future, con il conseguente rischio che minori performances potrebbero influenzare
nel breve periodo i margini. Il Gruppo persegue l’obiettivo di incrementare la propria efficienza industriale e
migliorare la propria capacità produttiva, riducendo, nel contempo, i costi di struttura.
Rischi connessi alla strategia di crescita per linee esterne
Il Gruppo ha fondato la propria strategia sulla crescita mediante acquisizioni di altre società, aziende o rami
di azienda; la strategia futura del Gruppo prevede di continuare tale strategia di crescita mediante linee esterne.
Il Gruppo è, quindi, esposto al rischio di non riuscire ad individuare in futuro società o aziende adeguate al
fine di alimentare la propria strategia di crescita per linee esterne, ovvero di non disporre delle risorse
36
finanziarie necessarie ad acquisire le entità individuate. Il Gruppo è, inoltre, esposto al rischio che le
acquisizioni societarie già effettuate o future non consentano di realizzare gli obiettivi programmati, con
possibili costi e/o passività inattese.
RISCHI OPERATIVI
Rischi connessi all’elevato livello di competitività del settore
Il mercato food&beverage nel quale opera il Gruppo si contraddistingue per un livello di concorrenza,
competitività e dinamismo particolarmente significativo. Tale mercato è caratterizzato in particolare da (i)
crescente competitività delle aziende che realizzano prodotti c.d. private label con prezzi inferiori a quelli
praticati dal Gruppo; (ii) crescente incidenza delle vendite online (ove il Gruppo inizia ad essere presente), con
conseguente decremento dei prezzi dei prodotti, specie nel canale di vendita GDO, tramite il quale il Gruppo
realizza una percentuale significativa dei propri ricavi, pari al 60,9% su base proforma al 31 dicembre 2022;
(iii) campagne promozionali frequenti nel tempo e con scontistiche significative; (iv) consolidamento degli
operatori esistenti (mediante operazioni di M&A), specie nel canale di vendita GDO. Il Gruppo persegue
l’obiettivo di incrementare la propria efficienza industriale e migliorare la propria capacità produttiva,
riducendo nel contempo i costi di struttura, ed essere competitivo sui mercati di riferimento. Inoltre, grazie
alla presenza di alcuni prodotti “unici”, il Gruppo riesce a fronteggiare qualsiasi livello di concorrenza.
RISCHI AMBIENTALI E CLIMATICI
Nell’ambito del modello ERM (Enterprise Risk Management) di Gruppo sono stati valutati i rischi di natura
Operational, Financial, Strategic e Compliance, ivi inclusi i rischi ESG per le quattro tipologie citate. Da questa
valutazione è emerso che, in merito agli impatti relativi ai cambiamenti climatici, il Gruppo in Italia gestisce
uno stabilimento in prossimità di un corso d’acqua ed uno stabilimento posizionato non distante da un bacino
artificiale, che non hanno però causato negli ultimi anni problemi significativi. Maggiori impatti potenziali
relativi ai cambiamenti climatici possono trovarsi a livello di catena di fornitura, dal momento che l’agricoltura
e l’allevamento sono strettamente connessi con le condizioni climatiche delle aree di provenienza della materia
prima.
Altri rischi potenziali, non ritenuti critici, possono riguardare la transizione del business verso una green
economy.
Questi effetti sono stati presi in considerazione anche per l’elaborazione degli impairment test.
Dalle valutazioni svolte non vi sono impatti significativi da rilevare sul business del Gruppo.
RISCHI FINANZIARI
Gestione dei rischi finanziari
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dal Gruppo sono i seguenti:
37
•
rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali
opera il Gruppo e dei tassi di interesse;
•
rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
•
rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
Obiettivo del Gruppo è il mantenimento, nel tempo, di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio,
e in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle
attività operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente al Gruppo di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria del Gruppo e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e di porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali del Gruppo condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio, con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati consolidati e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui il Gruppo è esposto riguardano:
•
Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
•
Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterline.
•
Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri.
•
GBP/AUD, in relazione alle transazioni effettuate dalla controllata Symington’s
Il Gruppo non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio, in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati del Gruppo in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera il
Gruppo non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
38
Rischio di tasso di interesse
Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito, e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo, pertanto, sul livello degli oneri finanziari netti consolidati.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva
Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi
di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante
negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico consolidato e sul patrimonio netto consolidato che deriverebbe da una ipotetica
variazione positiva e negativa di 50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun
periodo. L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità
liquide equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine. Con riferimento alle
disponibilità liquide ed equivalenti, è stato fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio
del periodo, mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è
stato calcolato in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
(In migliaia di Euro)
Impatto sull'utile al netto dell'effetto
fiscale
Impatto sul patrimonio netto al netto
dell'effetto fiscale
- 50 bps
+ 50 bps
- 50 bps
+ 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2022
(251)
251
(251)
251
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2021
(255)
255
(255)
255
Coperture di flussi di cassa (Cash flow hedges)
Nel caso di uno strumento finanziario derivato per il quale è formalmente documentata la relazione di
copertura delle variazioni dei flussi di cassa originati da un’attività o passività o da una futura transazione
(elemento sottostante coperto) ritenuta essere altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto
economico, la porzione efficace, derivante dall’adeguamento dello strumento finanziario derivato al fair value,
è imputata direttamente ad una riserva di patrimonio netto. Quando si manifesta l’elemento sottostante
coperto tale riserva viene rimossa dal patrimonio netto ed attribuita al valore di iscrizione dell’elemento
sottostante. L’eventuale porzione non efficace della variazione di valore dello strumento di copertura è
immediatamente attribuita al conto economico negli oneri e/o proventi finanziari.
Quando uno strumento finanziario di copertura giunge a scadenza, è venduto o è esercitato oppure la società
cambia la correlazione con l’elemento sottostante, e la prevista transazione originariamente coperta non è
ancora avvenuta, ma è considerata ancora probabile, i relativi utili e perdite derivanti dall’adeguamento dello
strumento finanziario al fair value rimangono nel patrimonio netto e sono imputati a conto economico
quando si manifesterà la transazione secondo quanto descritto precedentemente. Se la probabilità del
manifestarsi dell’operazione sottostante viene meno, i relativi utili e perdite del contratto derivato,
originariamente registrati nel patrimonio netto, sono imputati immediatamente a conto economico.
Coperture di attività e passività monetarie (Fair value hedges)
Quando uno strumento finanziario derivato è utilizzato per coprire le variazioni di valore di un’attività o una
passività monetaria già contabilizzata in bilancio che possono produrre effetti sul conto economico, gli utili e
le perdite relativi alle variazioni di fair value dello strumento finanziario derivato sono immediatamente
39
imputati a conto economico. Parimenti, gli utili e le perdite relativi alla posta coperta modificano il valore di
carico di tale posta e vengono rilevati a conto economico
Rischio di credito
Il Gruppo fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela, esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale del Gruppo, le cui controparti sono
prevalentemente operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I
crediti del secondo settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è
caratterizzato da una esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali (da bilancio consolidato) al 31 dicembre
2022 e 2021 raggruppati per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro)
A scadere
Scaduti da 1
a 90 giorni
Scaduti da
91 a 180
giorni
Scaduti da
oltre 181
giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2022
54.712
32.757
3.844
20.407
111.720
Fondo svalutazione crediti
-
(166)
(1.405)
(18.166)
(19.737)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2022
54.712
32.591
2.439
2.241
91.982
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2021
52.423
16.587
862
16.937
86.809
Fondo svalutazione crediti
-
(1.825)
(862)
(16.937)
(19.624)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2021
52.423
14.762
-
(0)
67.185
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
Il rischio di liquidità cui il Gruppo potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati
mezzi finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità del Gruppo è costituito dalle risorse assorbite dall’attività operativa:
il settore in cui il Gruppo opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite, con picchi di fabbisogno di
liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali rispetto al
resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento tra l’area
commerciale e l’area finanza, che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati alle
vendite, attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità: la pianificazione degli acquisti di materie prime per il magazzino
40
è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle decisioni che
potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari del Gruppo.
L’attività finanziaria del Gruppo comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari del Gruppo.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari della Società al 31
dicembre 2022 e 2021 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(i) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(ii) i flussi di cassa sono imputati alla fascia temporale di riferimento in base alla prima data di
esigibilità prevista dai termini contrattuali;
(iii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell'esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a
bilancio non sono inclusi;
(iv) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è
valutata alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
(v) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
65.780
47.653
49.352
221.850
384.635
370.503
Passività per leasing
7.567
9.514
15.486
14.825
47.391
46.740
Debiti commerciali
193.776
-
-
-
193.776
193.776
Altre passività correnti
21.654
-
-
-
21.654
21.654
I fabbisogni finanziari sono adeguatamente coperti dalle disponibilità liquide e dalle linee di credito in essere
nonché dalle risorse finanziarie che si genereranno in futuro dalla gestione operativa.
Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
Ai sensi della Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006, si segnala che nel corso dell’esercizio
2022 non sono avvenute operazioni atipiche e/o inusuali rispetto alla normale gestione dell’impresa, che
possano dare luogo a dubbi in ordine alla correttezza e completezza dell’informazione in bilancio, al conflitto
d’interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale e alla tutela degli Azionisti di minoranza. Sono
precedentemente stati illustrati gli effetti contabili e finanziari delle operazioni straordinarie avvenute
nell’esercizio.
Azioni proprie e di società controllanti
In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 2428 del Codice Civile, si informa che la Capogruppo detiene
4.597.101 azioni proprie al 31 dicembre 2022. Le società controllate non detengono azioni della Capogruppo.
Al 28 febbraio 2023 l’ammontare delle azioni proprie detenute dalla Capogruppo è pari a 4.733.097
41
Sedi secondarie
Il Consiglio di Amministrazione della società controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A., in occasione della
seduta del 16 luglio 2020, ha deliberato di istituire una propria sede secondaria nel Comune di Firenze.
Corporate governance
Le informazioni sul governo societario sono contenute in apposito fascicolo, parte integrante della
documentazione di bilancio, in allegato alla presente Relazione.
Contributi Pubblici
A seguito della sottoscrizione in data 22 dicembre 2017 con Agenzia Nazionale per l’attrazione degli
investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – INVITALIA - del Contratto di Finanziamento agevolato ai
sensi del Decreto del 9 dicembre 2014 del Ministero dello Sviluppo Economico e successive modificazioni e
integrazioni, alla Centrale del Latte d’Italia S.p.A. è stato concesso un finanziamento complessivo di 8.197.945
Euro di cui Euro 745.267 a titolo di contributo a fondo perduto e Euro 7.452.678 a titolo di finanziamento
agevolato.
Nel corso dell’esercizio 2022 la Società ha ricevuto ed iscritto a Bilancio la terza tranche del finanziamento
agevolato pari Euro 3.262.862,63 ed una quota a fondo perduto pari ad Euro 294.000.
Nel corso dell’esercizio 2020 la Società ha ricevuto ed iscritto a Bilancio la seconda tranche del finanziamento
agevolato pari Euro 2.642.373,75.
Nel corso dell’esercizio 2018 la Società ha ricevuto ed iscritto a Bilancio la prima tranche del finanziamento
agevolato, pari a 1.547.441,62 Euro.
Nel corso del 2018 la società ha ricevuto un contributo in conto esercizio pari a 200.00 Euro a seguito
dell’accoglimento della domanda n. 3509007 del 22.12.2016 presentata a AVEPA – Agenzia Veneta per i
Pagamenti in Agricoltura riferita alla misura di investimenti per la trasformazione e commercializzazione
prodotti agricoli – zootecnici di cui al PSR – Programma di Sviluppo Rurale della Regione Veneto REG. UE
n. 1305/2013 Bando DGR n. 1937 del 23 dicembre 2015.
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dal Gruppo con le Parti Correlate (di seguito, le “Operazioni con Parti
Correlate”), individuate sulla base dei criteri definiti dallo IAS 24 – “Informativa di bilancio sulle operazioni
con parti correlate”, sono principalmente di natura commerciale e finanziaria e sono effettuate a normali
condizioni di mercato. La Società ha adottato la propria Procedura per le Operazioni con le Parti Correlate,
la cui ultima versione è stata approvata in data 25 giugno 2021, con efficacia a far data dal 1° luglio 2021,
previo parere favorevole del Comitato OPC espresso durante la riunione del 16 giugno 2021. Tale procedura
è stata elaborata tenendo in considerazione le linee guida fornite dal Regolamento Parti Correlate di
CONSOB, così come da ultimo modificato dalla Delibera n. 22144 del 22 dicembre 2021.
42
Nelle note esplicative del bilancio consolidato e separato, si riportano i valori economici al 31 dicembre 2022
e 2021, nonché i valori patrimoniali alla stessa data relativi alle operazioni con parti correlate. Tali informazioni
sono state estratte dal Bilancio Consolidato e Separato e da elaborazioni effettuate dalla Società sulla base
delle risultanze della contabilità generale e gestionale.
Il Gruppo non ha posto in essere operazioni con Parti Correlate inusuali per caratteristiche, ovvero
significative per ammontare, diverse da quelle aventi carattere continuativo o già precedentemente illustrate.
Per le informazioni relative ai compensi dei componenti degli organi sociali e degli alti dirigenti, si veda quanto
riportato nelle note esplicative del bilancio separato e consolidato.
Il Gruppo intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
•
società controllante diretta o indiretta (“Società controllante”);
•
società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
Eventi successivi alla chiusura del periodo
- In data 2 gennaio 2023 si è tenuto il closing dell’acquisizione di EM Foods S.A.S. Con tale operazione
il Gruppo Newlat entra a pieno titolo nel settore delle miscele da forno e da dessert, un settore
particolarmente interessante e con crescente attenzione da parte dei consumatori.
Contestualmente, Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto un contratto di lungo termine con Unilever BV,
per la produzione di diversi prodotti legati ad importanti brand come Carte d’Or, Maizena e
Mondamin. La firma di tale accordo costituiva una condizione sospensiva per la conclusione
dell’acquisizione di EM Foods S.A.S.
- In data 15 febbraio 2023 il management di Newlat Food S.p.A. ha comunicato ai propri azionisti e
a tutti gli stakeholder del gruppo un ulteriore consolidamento della partnership strategica con il
Gruppo CDP attraverso l’investimento di Euro 10 milioni nel Fondo Corporate Partners I di CDP
Venture Capital e la sottoscrizione di una lettera d’intenti con CDP Venture Capital per studiare
ulteriori iniziative strategiche per l’innovazione nel settore agroalimentare.
Non vi sono ulteriori eventi significativi successivi alla data di chiusura della presente relaziona annuale.
43
ALLEGATO A - BILANCIO CONSOLIDATO PROFORMA
Conto economico consolidato proforma
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre Proforma
2022
2021
Ricavi da contratti con i clienti
741.094
625.226
Costo del venduto
(607.693)
(493.382)
di cui verso parti correlate
(2.235)
(3.581)
Risultato operativo lordo
133.400
131.844
Spese di vendita e distribuzione
(89.509)
(82.231)
Spese amministrative
(21.746)
(26.414)
di cui verso parti correlate
(180)
(180)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
(1.247)
(1.201)
Altri ricavi e proventi
5.238
5.770
Altri costi operativi
(6.015)
(7.295)
Risultato operativo
20.121
20.473
Proventi finanziari
2.058
1.157
di cui verso parti correlate
595
154
Oneri finanziari
(12.278)
(9.210)
di cui verso parti correlate
(796)
(133)
Risultato prima delle imposte
9.901
12.420
Imposte sul reddito
(3.304)
(4.454)
Risultato netto
6.597
7.966
Risultato netto di pertinenza dei terzi
374
1.106
Risultato netto di Gruppo
6.223
6.861
Risultato netto per azione base
0,16
0,17
Risultato netto per azione diluito
0,16
0,17
44
DICHIARAZIONE CONSOLIDATA DI CARATTERE NON FINANZIARIO
Redatto ai sensi del D. Lgs.254/2016
45
NOTA METODOLOGICA
[2-1]; [2-2]; [2-3]; [2-4]; [2-5]
La Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario (di seguito anche “DNF” o “Dichiarazione”) del
Gruppo Newlat Food (di seguito anche “Gruppo” o “Azienda” o “Impresa”) è redatta rispettando quanto
definito dal D. Lgs. 254 del 30 dicembre 2016, di recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva
Europea 2014/95/UE, e sue successive modifiche ed integrazioni.
Gli indicatori riportati prendono come riferimento l’anno di rendicontazione che va dal 1° gennaio al 31
dicembre 2022; ove possibile e per miglior comparazione, sono stati rendicontati anche i dati e le informazioni
del biennio precedente.
Con riferimento alle variazioni della struttura del Gruppo nel corso del triennio rappresentato, si evidenzia
che nel mese di aprile 2020 il Gruppo ha acquisito la società Centrale del Latte d’Italia S.p.A., che contava
quattro stabilimenti operativi: Firenze, Torino, Vicenza e Rapallo (GE). Dall’anno 2021 gli stabilimenti di
Lodi, Reggio Emilia e Salerno sono stati oggetto di un affitto di ramo d’azienda dalla società Newlat Food
S.p.A. alla società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. Infine, nell’agosto 2021 il Gruppo ha acquisito la società
inglese Symington’s Limited. Per maggior chiarezza si rimanda a quanto riportato nella Tabella 1.
Tabella 1 Perimetro di consolidamento
Evoluzione societaria
Stabilimenti (identificati mediante
indicazione geografica)
2022
2021
2020
2019
Dal 2021
Centrale del
Latte di
Salerno S.p.A.
Newlat
Food
S.p.A.
Centrale del
Latte
d’Italia
S.p.A.
Salerno
1
X
X
X
X
Newlat
Food S.p.A.
Reggio Emilia
X
X
X
X
Lodi
X
X
X
X
Newlat
Food S.p.A.
Corte dei Frati (CR)
X
X
X
X
Bologna
X
X
X
X
Ozzano Taro (PR)
X
X
X
X
Sansepolcro (AR)
X
X
X
X
Eboli (SA)
2
X
X
X
X
Delverde S.p.A.
Fara San Martino (CH)
X
X
X
X
Newlat GmbH
Mannheim (Germania)
X
X
X
X
Centrale del latte d’Italia S.p.A.
Torino
X
X
X
Vicenza
X
X
X
Rapallo (GE)
X
X
X
Firenze
3
X
X
X
Symington’s Limited
Dartmouth Way + Cross Green |
Leeds (Regno Unito)
4
X
X
Bradford (Regno Unito)
X
X
Consett (Regno Unito)
X
X
Il perimetro di rendicontazione delle informazioni non finanziarie al 31.12.2022 è, quindi, costituito da Newlat
Food S.p.A. (di seguito anche “Newlat Food”) e dalle società controllate Newlat GmbH Deutschland,
1
Lo stabilimento di Salerno gestisce anche i depositi di Pozzuoli (NA), Lecce e Roma
2
A Eboli (SA) sono presenti due unità produttive: l’impianto di trasformazione ed il molino
3
Lo stabilimento di Firenze gestisce anche i depositi di Arezzo, Livorno, San Vincenzo, Siena, Massa, Grosseto e dell’Isola d’Elba
4
Lo stabilimento di Darthmouth Way gestisce anche un deposito sito a Leeds
46
Centrale del Latte d’Italia S.p.A. (di seguito anche “CLI” o “Centrale del Latte d’Italia”) e Symington’s Limited
(di seguito anche “Symington’s”), consolidate con metodo integrale nel Bilancio Consolidato al 31 dicembre
2022.
La presente Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario è redatta in conformità ai GRI Universal
Standards 2021, pubblicati dal GRI (Global Reporting Initiative) e aggiornati in seguito in ultima versione ad
ottobre 2021 per gli indicatori relativi al GRI 1 Foundation, GRI 2 General Disclosure, GRI 3 Material Topics.
Per la redazione della Dichiarazione sono stati presi in considerazione i seguenti principi di rendicontazione
del GRI necessari alla definizione del contenuto e della qualità del documento, ovvero: accuratezza, equilibrio,
chiarezza, comparabilità, completezza, tempestività e verificabilità fornendo informazioni sui propri impatti
anche in relazione al più ampio contesto di sostenibilità così come riportato all’interno del GRI Standard 1
Foundation.
I riferimenti ai GRI Standards sono riportati ai fini di una maggiore comprensione all’interno del testo
evidenziati con il simbolo [GRI N.].
Questa Dichiarazione riporta le informazioni non finanziarie relative alle tematiche considerate materiali per
il Gruppo, considerando gli stakeholder di riferimento ed il modello di business.
Per fornire una rappresentazione puntuale delle performance ESG raggiunte, è stata privilegiata l’inclusione
di grandezze misurabili direttamente, evitando il più possibile il ricorso a stime, le quali, laddove necessarie, si
basano sulle migliori metodologie disponibili o su rilevazioni campionarie e il loro utilizzo è segnalato
all’interno dei singoli indicatori.
Nel corso del processo di reporting dell’esercizio 2022, si segnala che è stato valutato di aggiornare specifici
dati dell’anno 2021, a seguito di affinamenti intervenuti per il calcolo degli stessi, come riportato in nota alle
tabelle di riferimento. In particolare, i dati aggiornati sono riportati all’interno dei capitoli Tutela dell’occupazione
e Tutela dei diritti umani, riduzione delle disuguaglianze, rispetto della diversità e inclusione.
Il processo di reporting coordinato dalla funzione Amministrazione, Finanza e Controllo ha utilizzato appositi
Reporting Package inviati ai responsabili delle informazioni competenti.
La Dichiarazione è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Newlat Food S.p.A. in data 17 marzo
2023.
La revisione indipendente della Dichiarazione non finanziaria – Limited assurance – è stata affidata a
PricewaterhouseCoopers S.p.A. e si è conclusa con il rilascio della “Relazione della società di revisione
indipendente sulla dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi dell’art. 3.C.10, D.lgs.
254/2016 e dell’art. 5 regolamento Consob adottato con delibera n. 20267 del gennaio 2018”. La Relazione è
disponibile a pag. 129 del presente documento.
Come richiesto dal Regolamento UE 852/2020 (Tassonomia UE), articolo 8 - Trasparenza delle imprese nelle
dichiarazioni di carattere non finanziario, il Gruppo è chiamato a fornire informazioni in merito alle attività
cd. Taxonomy eligible ed in particolare a fatturato, spese in conto capitale e spese operative relativi ad attivi o
processi associati ad attività economiche considerate ecosostenibili secondo quanto previsto dai relativi atti
delegati. Tale informazione, riportata all’interno del capitolo “Regolamento UE 852/2020” non è oggetto
della Limited assurance sopra citata.
Per maggiori informazioni relative alla pubblicazione della Dichiarazione non finanziaria è possibile scrivere
a sostenibilita@newlat.com
47
MODELLO DI BUSINESS E CATENA DEL VALORE
[GRI 2-6];
Il Gruppo Newlat Food nasce nel 2004 a Reggio Emilia, in cui risiede ancora oggi la Sede Legale.
Il Gruppo, ha perseguito e sta perseguendo una crescita continua, grazie anche all’attuazione di una politica
incentrata sulle acquisizioni sia di aziende che di marchi, riconosciuti sia a livello nazionale che a livello
internazionale.
La storia del Gruppo Newlat Food comincia, quindi, con la prima acquisizione relativa al marchio Guacci
avvenuta nel 2004, proseguendo poi nell’anno successivo con l’acquisizione del marchio Pezzullo prima e,
successivamente, dell’intero stabilimento sito in Eboli (allora proprietà di Nestlé).
Negli anni successivi, dal 2008, il Gruppo allarga il proprio portafoglio prodotti acquisendo la Società Giglio,
specializzata nel settore lattiero e caseario.
Sempre nel 2008 le acquisizioni proseguono, dapprima, con l’acquisto dello storico stabilimento Buitoni a
Sansepolcro (Arezzo), appartenente a Nestlé e, successivamente, con il conseguimento della licenza di utilizzo
del marchio Buitoni, concessione mantenuta fino al 1° gennaio 2022. Da quel momento, lo stabilimento di
Sansepolcro continua ad operare realizzando con la medesima attenzione e qualità prodotti con marchi di
proprietà del Gruppo.
Nel 2020, inoltre, il Gruppo ha acquisito la quota di maggioranza della società Centrale del Latte d’Italia.
L’anno successivo ha visto, invece, l’acquisizione del 100% delle azioni ordinarie della società inglese
Symington’s Limited, operante nel settore alimentare con la produzione di Instant Noodles e Ready Food.
Infine, nel 2022, il Gruppo ha avviato il processo di acquisizione, concretizzatosi ad inizio 2023, della
società francese EM Foods, un importante sito produttivo e di ricerca nel settore dei preparati per dolci e
delle miscele da forno, sia per il consumo privato che per il canale Ho.Re.Ca ed industriale.
La recente acquisizione risulta strategica anche per la sua posizione geografica che completa la presenza del
Gruppo nei quattro paesi europei più importanti per dimensioni e consumi: Germania, Regno Unito,
Francia e Italia, favorendo, così, una logistica integrata a livello europeo.
Oggi, infatti, grazie alla strategia perseguita, il Gruppo, oltre alla recente espansione sul territorio francese,
vanta un consolidato posizionamento nel mercato domestico e una presenza rilevante sul mercato tedesco e
sul mercato britannico attraverso le controllate Newlat GmbH e Symington's, quest’ultima presente anche sul
mercato statunitense e su quello australiano.
Di seguito si riporta un elenco dei Marchi e delle Società coinvolte nelle acquisizioni, riportando il dato relativo
all’anno in cui l’operazione si è conclusa.
48
Tabella 2 Acquisizioni di società e marchi
Società/ Marchi
Anno Acquisizione
Guacci
2004
Pezzullo
2005
Corticella
2006
Matese
2008
Giglio
2008
Stabilimento Sansepolcro (Licenza Buitoni fino al 31/12/2021)
2008
Polenghi Lombardo
2009
Optimus
2009
3Glöcken
2013
Birkel
2013
Centrale del Latte di Salerno
2014
Stabilimento di Ozzano Taro (co packing Plasmon)
2015
Delverde
2019
Centrale del Latte D’Italia (Mukki, Tapporosso, Latte Tigullio,
Centrale del Latte Vicenza)
2020
Symington’s (Naked, Mugshot, Ragu, Chicken Tonight)
2021
Come si evince dalla tabella sopra riportata, relativa al perimetro di rendicontazione, il Gruppo opera
attraverso diciotto impianti produttivi, di cui quattordici in Italia, uno in Germania e tre nel Regno Unito, ai
quali si aggiunge uno in Francia dal 2023, suddivisi come di seguito:
• 5 stabilimenti di pasta, di cui uno produttore anche di prodotti da forno;
• 7 stabilimenti di trasformazione del latte;
• 2 molini;
• 1 stabilimento di prodotti senza glutine, aproteici e baby food;
• 3 stabilimenti di zuppe e ready meal.
I dipendenti impiegati dal Gruppo sono più di duemila, e per lo più sono impiegati nei centri produttivi siti
in Italia e in Inghilterra.
Da sottolineare, con riferimento al periodo di rendicontazione in oggetto, il fatto che l’attività svolta
dall’Azienda, essendo legata a beni essenziali, ovvero necessari al consumo quotidiano, non ha subito impatti
significativi sulle vendite, nonostante la condizione macroeconomica segnata da incertezza ed elevata
inflazione. Tale aspetto ha reso visibile la resilienza del modello di business del Gruppo, in un contesto
complesso e difficile come quello venutosi a delineare nel corso degli anni.
L’Azienda è un importante player dell’industria agro-alimentare italiana ed europea e le sue principali attività
consistono nella selezione dei fornitori e nell’acquisto delle materie prime necessarie per l’esercizio del proprio
business e nella produzione, trasformazione, confezionamento, commercializzazione e distribuzione degli
alimenti e delle bevande. Il Gruppo acquista sia materie prime alimentari, sia imballaggi e packaging, essenziali
per confezionare il prodotto e garantire la massima qualità e la corretta conservazione, sia servizi,
indispensabili per assicurare la continuità dei processi produttivi. La tabella che segue mostra la spesa totale e
la quota di acquisti suddivisa per categoria di fornitori.
49
Tabella 3 Spesa totale per categoria di fornitori
Fornitori – spesa (mln)
2022
2021
2020
Tipologia di Fornitura
€
%
€
%
€
%
Beni
439
77%
304
71%
274
74%
Servizi
135
23%
124
29%
98
26%
Totale
574
100%
428
100%
372
100%
La maggior parte degli acquisti è legata alla fornitura di materia prima e prodotti semilavorati, rispecchiando,
quindi, le caratteristiche delle attività aziendali, incentrate sulla produzione di beni alimentari di prima
necessità. È possibile, inoltre, notare un graduale incremento della spesa per beni e servizi, dovuto alla crescita
del Gruppo, avvenuta, principalmente, attraverso le acquisizioni effettuate nell’ultimo triennio, la conseguente
espansione sul mercato e l’ampliamento della gamma di prodotti offerti.
Il Gruppo ha a cuore la qualità e la sicurezza dei propri prodotti al fine di tutelare la salute del consumatore
ed opera in un mercato B2B, i cui principali clienti sono la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ed i
punti vendita tradizionali di generi alimentari che vengono puntualmente riforniti per garantire al cliente finale
un prodotto fresco e sempre disponibile. Qualità, freschezza e sicurezza dei prodotti sono assicurate non solo
attraverso i numerosi controlli effettuati sul prodotto durante tutte le fasi del ciclo produttivo, ma anche grazie
ad un’accurata selezione delle materie prime e dei fornitori, questi ultimi qualificati sulla base di vari elementi,
tra cui: gli elevati standard qualitativi, l’adempimento agli obiettivi di business e di crescita responsabile del
Gruppo e l’ottimizzazione del costo delle materie prime, al fine di mantenere un vantaggio competitivo a
livello di qualità e di servizio complessivo offerto al cliente.
Per rendere possibile tutto ciò, il Gruppo si impegna a tracciare e certificare la provenienza delle materie
prime, privilegiando, ove possibile, fornitori operanti all’interno delle stesse nazioni in cui sono situati gli
stabilimenti produttivi dell’Azienda. Considerato l’alto tasso di deperimento di alcuni ingredienti, come i
prodotti lattiero-caseari, la relativa vicinanza tra i fornitori e le sedi di trasformazione è di fondamentale
importanza per garantire le ottime condizioni qualitative e di sicurezza alimentare lungo tutta la filiera
produttiva, fino al consumatore finale. Il Gruppo ha, infatti, un forte presidio sulla filiera della materia prima
latte, con conferenti locali soprattutto in Piemonte, Veneto, Toscana e Campania, frequentemente controllati
e nei confronti dei quali investe nell’ottica di una valorizzazione reciproca di lungo periodo.
Le seguenti tabelle mostrano la quota di acquisti effettuati da fornitori locali
5
sul totale della spesa del Gruppo,
riportando anche la quantità di spesa su fornitori locali, suddivisa per società e rispettivi paesi di esercizio.
Tabella 4 Percentuale di spesa concentrata su fornitori locali [
GRI 204-1
]
Fornitori – spesa (mln)
2022
2021
2020
mln €
%
mln €
%
mln €
%
Acquisto beni e servizi di Newlat
Food S.p.A. e CLI S.p.A.
489
100%
338
100%
323
100%
di cui acquisto beni e servizi da
ITALIA
461
94%
329
98%
299
92%
5
I fornitori sono considerati locali se aventi sede legale nello stesso Stato in cui la fornitura è acquistata e trasformata da uno degli stabilimenti del Gruppo.
Pertanto, i fornitori locali di Germania e Regno Unito risultano avere sede legale nelle due rispettive nazioni; ugualmente, si considerano fornitori locali per
l’Italia tutti quelli aventi sede in Italia.
50
Fornitori – spesa (mln)
2022
2021
2020
mln €
%
mln €
%
mln €
%
Acquisto beni e servizi di
Newlat GmbH
55
100%
47
100%
49
100%
di cui acquisto beni e servizi
da GERMANIA
50
90%
44
94%
32
66%
Fornitori – spesa (mln)
2022
2021
mln €
%
mln €
%
Acquisto beni e servizi di
Symington’s Ltd
85
100%
43
100%
di cui acquisto beni e servizi da
INGHILTERRA
82
97%
36
84%
A riprova della grande attenzione che l’Azienda pone alla valorizzazione del proprio territorio ed al supporto
all’indotto locale, i dati mostrano l’alta percentuale di beni e servizi acquistati da fornitori situati nella
medesima nazione in cui le diverse società del Gruppo operano. Ben il 95% degli acquisti a valore proviene
da fornitori considerati locali.
51
IL CONTRIBUTO DEL GRUPPO ALL’AGENDA 2030
L’Azienda concorre con il proprio business al raggiungimento di alcuni tra i 17 Obiettivi di Sviluppo
Sostenibile (dall’inglese Sustainable Development Goals – SDGs) identificati dalle Nazioni Unite nell’Agenda
2030.
L’attuazione dell’Agenda 2030 richiede, infatti, un forte coinvolgimento non solo da parte delle istituzioni, ma
da parte di tutti gli attori della comunità, tra cui le imprese. Tra gli obiettivi che la Comunità Internazionale si
è posta, molti sono strettamente connessi agli attuali sistemi alimentari. Circa un terzo delle emissioni di gas
serra globali si devono al sistema agroalimentare
6
, il 70% dei prelievi di acqua dolce mondiali sono indirizzati
all’agricoltura
7
e, solo in Italia, l’impiego nella filiera agroalimentare conta più di 17 milioni di addetti
8
.
Consapevole dei potenziali impatti sulle tematiche di natura ESG, il Gruppo ha avviato un percorso finalizzato
a valorizzare il proprio contributo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Tali Obiettivi
sono stati individuati considerando le specificità del settore alimentare e tenendo conto del modello di
business del Gruppo, del suo Codice Etico, delle pratiche, delle politiche seguite e delle attività svolte. Alla
luce di tali considerazioni, si riportano gli Obiettivi a cui il Gruppo può contribuire.
SDG 2: Il Gruppo riconosce l’importanza di pratiche agricole e sistemi di produzione sostenibili e, nello
svolgimento della propria attività, contribuisce al supporto della produttività agricola grazie ad una continua
collaborazione con le filiere di approvvigionamento.
SDG 3: Tra gli obiettivi che Newlat Food si pone, vi è quello di ascoltare e soddisfare i bisogni e le esigenze
dei consumatori, tra cui la crescente attenzione verso la salute ed il benessere. Il Gruppo adotta azioni volte
al miglioramento dei parametri qualitativi, produttivi e igienico-sanitari, diffondendo ed accrescendo la cultura
della qualità e della sicurezza alimentare lungo tutte le fasi del ciclo di approvvigionamento e produttivo.
Newlat Food, inoltre, ha da sempre promosso uno stile alimentare sano ed equilibrato, basando il proprio
business su alimenti alla base della piramide alimentare e dedicando costanti investimenti in progetti di ricerca
6
Ritchie, H., & Roser, M. (2020). Environmental Impacts of Food Production. Tratto da Our World in Data: https://ourworldindata.org/environmental-
impacts-of-food#breakdown-of-where-food-system-emissions-come-from
7
Ritchie, H., & Roser, M. (2020). Environmental Impacts of Food Production. Tratto da Our World in Data: https://ourworldindata.org/environmental-
impacts-of-food
8
Cirianni, A., Fanfani, R., & Gismondi, R. (2021). Struttura produttiva e performance economica della filiera agroalimentare italiana. Roma: Istat. Tratto da
https://www.istat.it/it/files/2021/06/IWP_4-2021.pd
52
e sviluppo volti a soddisfare i consumatori con precise esigenze nutrizionali legate all’età, a intolleranze o
allergie ed a motivazioni etiche, culturali e religiose.
SDG 8: Il contributo ad una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile avviene attraverso scelte e
strategie di business orientate verso la diversificazione, l'aggiornamento tecnologico, l'innovazione e
l'efficienza delle risorse globali nel consumo e nella produzione nel tentativo di scindere la crescita economica
dal degrado ambientale.
Newlat Food si impegna ad adottare misure immediate ed efficaci per eliminare qualsiasi forma di lavoro
forzato, proteggendo i diritti del lavoro, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i
lavoratori, contribuendo alla piena e produttiva occupazione, ed offrendo un lavoro dignitoso con parità di
retribuzione per lavoro di pari valore.
SDG 10: Lo sviluppo e il potenziamento dell'inclusione sociale ed economica di tutti, a prescindere da età,
sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, status economico o altro avviene supportando le pari
opportunità e riducendo le disuguaglianze di risultato, anche attraverso l’adozione di adeguate procedure di
reclutamento, assunzione, formazione, remunerazione, premiazione e per la valorizzazione delle diversità ed
il rispetto dei diritti umani.
SDG 12: Il Gruppo persegue modelli sostenibili di produzione e di consumo attraverso l'uso efficiente delle
risorse naturali, impegnandosi a contenere lo spreco lungo le filiere di produzione e fornitura, monitorando il
rilascio di inquinanti in aria, acqua e suolo e limitando la produzione di rifiuti favorendo il riciclo di questi
ultimi.
Nell’ottica di una sempre maggiore trasparenza, Newlat Food non solo integra le informazioni sulla
sostenibilità nelle relazioni periodiche, ma attraverso l’organizzazione di seminari, visite e percorsi educativi
contribuisce a divulgare le informazioni rilevanti e diffondere consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile
e stili di vita in armonia con la natura.
SDG 13: La lotta al cambiamento climatico si concretizza integrando nella strategia di Gruppo misure di
contrasto alla propria impronta ambientale. Newlat Food misura e rendiconta sistematicamente i propri
impatti con l’obiettivo di limitarli quanto più possibile.
SDG 15: La tutela della biodiversità, la conservazione e l'uso sostenibile della risorsa idrica e degli ecosistemi
terrestri avviene anche grazie al pieno rispetto degli accordi internazionali e delle regolamentazioni in materia
ambientale attuate nella strategia di Gruppo attraverso l’adozione di specifiche politiche e pratiche ambientali
mirate.
53
Mission e Vision del Gruppo
In virtù dei propri valori, politiche e attività, l’Azienda ha definito una mission e una vision di Gruppo. La
mission è quella di perseguire il benessere del consumatore mediante la realizzazione di prodotti sani e di
qualità, a prezzi accessibili, promuovendo la migliore tradizione italiana, mentre la vision di Gruppo è quella
di veicolare marchi “Made in Italy” che siano rappresentativi del cibo sano e che abbiano una diffusione
mondiale, nonché di porsi come un player consolidato nel settore agro-alimentare.
Per il nostro Gruppo lo sviluppo
responsabile passa attraverso una
conduzione del business che tiene
conto di molteplici aspetti e non
mira soltanto ad offrire un
prodotto con un ridotto impatto
ambientale. Infatti, nelle attività di
Ricerca e Sviluppo si tiene conto
anche – con altrettanta attenzione
– degli impatti che il cibo ha sulla
salute dell’uomo e sulla sicurezza
offerta al consumatore,
dell’accessibilità nei confronti di
tutte le fasce della popolazione e
del rispetto di tutti gli usi e le
abitudini alimentari.
54
IL MODELLO DI CORPORATE GOVERNANCE E LA GESTIONE DELLA
SOSTENIBILITÀ
[2-9]
Newlat Food S.p.A. ha strutturato un Modello di Corporate Governance basato sulle raccomandazioni del
Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana.
Newlat Food S.p.A. ha adottato una forma di amministrazione e controllo di tipo tradizionale. Pertanto, la
gestione aziendale è attribuita al Consiglio di Amministrazione, le funzioni di vigilanza al Collegio Sindacale e
la revisione legale dei conti, nonché il controllo contabile, alla Società di Revisione nominata dall’Assemblea
degli Azionisti.
[2-10]; [2-11] Per una descrizione più approfondita dei componenti del Consiglio di Amministrazione, dei
Comitati Interni e del Collegio Sindacale e del loro processo di selezione e nomina si rimanda alle sezioni
“Relazione degli Amministratori sull’Andamento della Gestione” e “Relazione sul Governo Societario e gli
Assetti Proprietari” contenute nel presente documento.
Il Gruppo sta prestando attenzione all’adeguamento del proprio assetto societario alle migliori pratiche
internazionali, all’aggiornamento dei propri Codici di riferimento e all’implementazione di processi per la
gestione dei rischi secondo i principali framework di riferimento. La gestione della sostenibilità è diventata parte
integrante della strategia del Gruppo a partire dal 2021. Nel corso dello stesso anno è stato costituito anche
un Comitato Direzionale di Sostenibilità, a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione, composto dalle
principali funzioni aziendali coinvolte nello sviluppo di politiche e pratiche del business.
Il Gruppo ha, inoltre, integrato all’interno del proprio modello di Enterprise Risk Management (ERM) i
principali rischi di natura ESG, valutando assieme al management le modalità di gestione di questi e
identificando attività di rimedio laddove ritenute necessarie. Si rimanda alla sezione “Politiche e rischi” per
ulteriori dettagli.
Con l’obiettivo di incrementare la propria trasparenza, il proprio impegno e la propria attenzione nei confronti
delle tematiche ESG, il Gruppo ha definito un Piano di Sostenibilità pluriennale, approvato dal Consiglio di
Amministrazione e illustrato di seguito. Tra gli obiettivi che Newlat Food ha raggiunto nel corso del 2022, vi
sono:
• l’avvio di un percorso di integrazione delle politiche e dei valori grazie alla formalizzazione di politiche
condivise sulle tematiche ESG e la pubblicazione di un Codice Etico e di Condotta unico per il Gruppo;
• l’avanzamento dell’attività di coinvolgimento degli stakeholder, attraverso un coinvolgimento attivo e
l’instaurazione di un canale di dialogo;
• un maggiore presidio sulla propria catena di fornitura, integrando ulteriori elementi di natura ESG nella
valutazione fatta sui fornitori;
• lo sviluppo di un programma formativo sulle tematiche ESG per accrescere la sensibilità tra i dipendenti;
• una costante attenzione verso la salute e sicurezza dei dipendenti attraverso il mantenimento
dell’asseverazione di parte terza sul Sistema di gestione della SSL per gli stabilimenti italiani.
Il Piano di Sostenibilità è oggetto di continui aggiornamenti: nel corso del 2022, sono stati integrati nuovi
obiettivi e target, rappresentati nella tabella sottostante.
55
Tabella 5 Piano di sostenibilità del Gruppo
Obiettivo
Target
Deadline
SDGs
Catena di
fornitura
sostenibile
Pubblicazione di un Codice di Condotta
Fornitori
2023
Mantenere la quota di latte alta qualità da
filiere locali con attestazione benessere
animale pari o superiore al 90%
Perseguimento certificazione SMETA
sulla Società EM Foods
2025
Riduzione degli
impatti
ambientali
Mantenere al di sopra del 80% la quota di
riciclabilità dei rifiuti
2023
Implementazione SGA Certificato ISO
14001 su tutti gli stabilimenti Centrale del
Latte d’Italia
2024
Tutela della
salute e
sicurezza
Mantenere l’asseverazione di parte terza
sul Sistema di gestione della Salute e
sicurezza sul lavoro per gli stabilimenti
italiani
2023
Sviluppo dei
dipendenti e
aumento della
loro sensibilità in
materia ESG
Incremento del 10% della formazione
erogata ai dipendenti del Gruppo su
tematiche relative all’etica,
all’anticorruzione e agli altri aspetti chiave
della sostenibilità
2023
Integrità e
trasparenza
Estensione del Whistleblowing ai Paesi
extra-UE
2023
Definizione di una Politica Anticorruzione
Formalizzazione di una Politica sulla
composizione quali-quantitativa del CdA
Avanzamento
Stakeholder
Engagement
Garantire il coinvolgimento diretto e
l’ascolto di tutte le categorie di stakeholder
individuate
2024
Coesione e clima
aziendale
Avvio di almeno un progetto o iniziativa
volta a coinvolgere attivamente il
personale
2023
[2-12]; [2-13]; [2-14]
Ruoli, responsabilità e competenze in materia di sostenibilità
Il Consiglio di Amministrazione, responsabile, tra le altre cose, per la revisione e l’approvazione delle
informazioni non finanziarie rendicontate, persegue il successo sostenibile mediante l’implementazione di
una strategia volta ad includere elementi di natura ambientale, sociale e di governance considerando nelle
56
proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità nel medio-lungo
periodo.
All’interno del CdA, per aspetti in materia ESG, vi è il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità che
esamina e valuta le politiche di sostenibilità, supporta la definizione degli indirizzi e dei piani di sostenibilità,
monitora l’esposizione della Società ed esamina il contenuto dell’informativa di carattere non finanziario.
A guidare i processi decisionali e le responsabilità delle specifiche iniziative in materia ESG vi è, poi, il
Comitato Direzionale di Sostenibilità, composto dalle principali funzioni aziendali coinvolte nello sviluppo
di politiche e pratiche del business, quali Operations, Risorse Umane, Finance, Investor Relations, Qualità e
R&S, Acquisti e Marketing. La presenza di tale Comitato permette l’interazione trasversale di tutte le realtà
aziendali, ottimizzando, pertanto, il coordinamento di tutte le parti in causa.
A diretto riporto del CdA vi è, infine, la Funzione Sostenibilità che svolge un ruolo di ricerca e
approfondimento sull’evoluzione normativa e di contesto in materia di sviluppo sostenibile, condividendo le
evidenze emerse con le funzioni di volta in volta interessate e provvedendo a suggerire eventuali azioni di
miglioramento sulla base della mappatura e valutazione dei processi, rischi e controlli adottata all’interno del
Gruppo. La funzione sostenibilità supporta, inoltre, tutte le attività volte alla predisposizione della
reportistica e delle informative di carattere non finanziario, tra cui la presente Dichiarazione Consolidata di
Carattere Non Finanziario.
57
Regolamento UE 852/2020
Il Regolamento sulla Tassonomia (di seguito anche “Regolamento”) è una componente chiave del piano
d'azione della Commissione Europea volto a reindirizzare i flussi di capitali verso un'economia più sostenibile.
In seguito all’emanazione di tale documento, dall’anno fiscale 2021, il Gruppo, in quanto realtà soggetta alla
Direttiva Europea 2014/95/UE sulla Dichiarazione Non Finanziaria, è tenuto a divulgare informazioni in
merito all’allineamento alla tassonomia utilizzando specifici indicatori, ovvero la quota di fatturato, le spese in
conto capitale (Capex) e le spese operative (Opex) associate alle attività economiche c.d. taxonomy eligible, ovvero
in grado di generare un potenziale contributo sostanziale ai primi due obiettivi ambientali contenuti nel
Regolamento: la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
In linea con l’articolo 8, comma 2 del Regolamento e sulla base delle attività che il Gruppo svolge quale realtà
attiva nel settore alimentare, sono state esaminate tutte le attività definite taxonomy eligible ed elencate nell'Atto
Delegato (di seguito anche “Atto”).
Dall’anno di rendicontazione 2021, i KPI Ricavi, Capex ed Opex devono essere rendicontati in relazione alle
attività economiche taxonomy eligible ed a quelle non taxonomy eligible. Dopo un'analisi approfondita che
ha coinvolto tutte le divisioni e le funzioni aziendali, una limitata quota delle attività gestite dal Gruppo è
risultata taxonomy eligible. Nessuna di queste, tuttavia, genera ricavi, pertanto sono da considerarsi taxonomy
eligible soltanto spese operative ed in conto capitale.
Capex e Opex taxonomy eligible riguardano la gestione degli immobili di proprietà, l’ampliamento dei siti
produttivi e la gestione o l’installazione degli impianti produttivi, nonché di trattamento acque.
I Ricavi del Gruppo derivano da attività non taxonomy eligible, pertanto non sono coperti dall’attuale Atto
Delegato.
Nella tabella di seguito sono riportate le informazioni su Ricavi, Capex e Opex.
Non è, invece, stato possibile identificare la quota di Capex e Opex taxonomy aligned secondo quanto previsto
dall’Atto Delegato poiché ad oggi non è possibile determinare l’allineamento delle suddette attività in quanto
non si ha la possibilità di garantire criteri minimi di salvaguardia.
Tabella 6 Quota delle attività economiche taxonomy-eligible e non taxonomy-eligible sul totale consolidato di Fatturato,
Capex e Opex
FY2022
Quota delle attività economiche
taxonomy-eligible (in %)
Quota delle attività economiche
non taxonomy-eligible (in %)
Ricavi
0%
100%
Spese in conto capitale (Capex)
4,3%
95,7%
Spese operative (Opex)
0,2%
99,8%
58
STAKEHOLDER ENGAGEMENT
[2-29]
Il Gruppo Newlat Food entra costantemente in contatto con diverse tipologie di soggetti, i quali generano nei
confronti del Gruppo medesimo interessi e aspettative. Tali soggetti sono quindi definibili come stakeholder
e possono riferirsi sia a soggetti interni alla struttura del Gruppo, come i soci e gli azionisti e i dipendenti, sia
all’esterno del medesimo, come accade per i fornitori, i clienti, i consumatori e le comunità locali.
A ogni tipologia di stakeholder corrisponde una differente e specifica linea di relazione. Tale diversità è diretta
conseguenza della differenza sostanziale che si riscontra tra gli interessi e le aspettative maturati dagli stessi.
Ne consegue che il Gruppo, volendo porre sempre maggiore attenzione al dialogo con tali soggetti, dovrà
rivolgersi agli stessi, in maniera differenziata, attraverso un dialogo indirizzato con cura e precisione.
La rilevanza di tale dialogo, infatti, è data principalmente dal fatto che lo stesso permette al Gruppo di
raggiungere obiettivi di miglioramento e potenziamento della conoscenza della propria rete, permettendo, da
un lato, l’aumento degli impatti positivi su di essa generati e, dall’altro, di mitigare gli impatti negativi delle
attività aziendali sull’ambiente e sulla società. Il dialogo consente, infatti, al Gruppo di raccogliere informazioni
importanti sul contesto di riferimento in cui è inserito e di ricevere un costante riscontro sul proprio operato,
facilitando così uno sviluppo responsabile del proprio business e dell’ambiente di riferimento.
Nel 2021, con l’obiettivo di instaurare un dialogo proficuo e costante nel tempo con tutti i portatori
d’interesse, il Gruppo ha avviato un piano pluriennale di Stakeholder Engagement, grazie al quale sono stati
coinvolti numerosi soggetti attraverso incontri one-to-one, workshop e survey online. Tale esercizio permetterà
tempestivamente di cogliere variazioni negli impatti del Gruppo e di evolvere le dinamiche di business di
conseguenza.
Gli stakeholder dell’Azienda vengono rappresentati in forma schematica nella figura 1 dalla quale si evince
che il Gruppo vuole dare ai propri portatori di interesse una uguale, benché specifica, importanza.
Nel seguito del documento viene riportata una breve descrizione per ogni stakeholder, al fine di indicarne gli
aspetti di rilevanza:
• soggetti portatori di interesse;
• interessi specifici per ogni stakeholder;
• tipologia di relazione e obiettivi di dialogo;
• importanza e attenzione riposta dal Gruppo, anche con riferimento agli ambiti rilevanti.
59
Figura 1 Stakeholder del Gruppo
1. Soci e azionisti
Le società Newlat Food e Centrale del Latte d’Italia sono quotate sul segmento Star del Mercato Telematico
Azionario di Borsa Italiana S.p.A. La struttura azionaria delle due società, aggiornata a dicembre 2022, si
presenta come rappresentata all’interno della figura 2.
Figura 2 Distribuzione azioni Newlat Food S.p.A.
Fornitori
Clienti
Soci e
azionisti
Comunità
locale
Enti
certificatori
Dipendenti
Consumatori
Investitori
Istituti di
credito
Sindacati
Allevatori,
agricoltori
e filiere
Finanziatori
Università
ed Enti di
ricerca
60
Figura 3 Distribuzione azioni Centrale del Latte d'Italia S.p.A.
Oltre alle normali forme di comunicazione di natura cogente, il Gruppo vuole porre attenzione ai soci e agli
azionisti, anche attraverso il presente documento e attraverso una rendicontazione interna che sia veritiera,
fruibile e tempestiva.
Al fine di garantire l’impegno in tale obiettivo, il Gruppo ha istituito figure specifiche, quali Investor Relator
(per la comunicazione a soci e azionisti) e il Dirigente Preposto, nonché i consueti organi di controllo interno
ed esterno (per garantire la veridicità dei dati riportati al vertice).
2. Dipendenti
Newlat Group SA
61,65%
Free Float
27,89%
Newlat Food SpA
10,46%
Newlat Group SA Free Float Newlat Food SpA
Free float 14,69%
Comune di Pistoia
5,26%
Comune di Firenze
12,31%
Newlat Food SpA
67,74%
Free float Comune di Pistoia Comune di Firenze Newlat Food SpA
61
L’Azienda considera da sempre il personale come uno tra i più rilevanti asset. Il Gruppo investe costantemente
sui propri dipendenti per garantire la salute e la sicurezza sull’ambiente di lavoro, una continua crescita
professionale e un loro coinvolgimento diretto.
Newlat Food valorizza il proprio rapporto con i lavoratori definendo linee guida di gruppo, volte a definire e
condividere i valori e la mission aziendale.
3. Fornitori
Per la realizzazione dei propri prodotti, l’Azienda si avvale di fornitori che supportino il Gruppo nel
raggiungimento degli obiettivi di business e di sviluppo sostenibile. In particolare, il Gruppo vuole che siano
garantiti, per i propri prodotti, elevati standard qualitativi ottimizzando il costo delle materie prime, al fine di
mantenere un vantaggio competitivo anche sul lato commerciale.
Anche per tale motivo l’Azienda, punta a sviluppare partnership e collaborazioni orientate al lungo periodo.
In tal modo, il Gruppo instaura circoli virtuosi di fornitura, orientati alla fiducia e alla crescita futura.
4. Clienti
La rete commerciale del Gruppo è composta principalmente da agenti, con i quali l’Impresa ha instaurato, nel
tempo, solidi rapporti di collaborazione, al fine di raggiungere in maniera efficiente ed efficace i propri clienti.
Benché la maggior parte dei clienti appartengano alla Grande Distribuzione Organizzata, il Gruppo ha da
sempre mantenuto aperti i canali minori della distribuzione, cercando di favorire anche il raggiungimento più
diretto del consumatore finale.
Il Gruppo effettua attività di promozione e marketing, al fine di instaurare un dialogo diretto con i propri
clienti. Tuttavia, vi è la consapevolezza che lo strumento di dialogo più forte è dato dall’attenzione che
l’Azienda pone sul livello di qualità e di sicurezza alimentare dei propri prodotti. Per tale motivo, il Gruppo,
anche mediante l’ottenimento di diverse certificazioni, ha voluto implementare un sistema di specifici presidi
posti lungo tutte le fasi del ciclo di approvvigionamento e produttivo.
5. Comunità locale
Il Gruppo intende stabilire una chiara e delineata presenza all’interno dell’ambiente in cui è inserito. In tal
senso, l’ambiente è inteso sì come l’area geografica in cui il Gruppo opera, ma anche come insieme degli
elementi che costituiscono tali aree. Tra questi elementi, vi è la comunità locale e lo sviluppo socio economico
di questa. L’Impresa programma e conduce diverse iniziative per il sostegno delle numerose comunità in cui
si inserisce, talvolta di carattere benefico, talvolta volte alla sensibilizzazione, talvolta allo sviluppo.
Da non dimenticare, è, inoltre, l’apporto all’indotto locale che il Gruppo, in quanto realtà positivamente
operativa sul mercato, fornisce su gran parte del territorio.
6. Enti certificatori
Il Gruppo ha voluto, nel tempo, implementare un sistema di gestione delle proprie attività che permettesse il
pieno rispetto delle normative vigenti, oltre che il rispetto delle best practice di riferimento.
Per ottenere un sufficiente grado di adeguamento a tali aspetti, il Gruppo ha investito in alcune delle più
importanti certificazioni relative al settore, ponendo il proprio focus sul garantire elevata qualità nei prodotti
e negli standard applicati nei processi di lavorazione.
62
Informazioni più dettagliate sulle tipologie e sull’applicabilità delle certificazioni per stabilimento, sono
disponibili nel paragrafo “Certificazioni” e nell’Allegato 1, posto in calce al presente documento.
7. Consumatori
La soddisfazione del consumatore è da sempre l’obiettivo primario del Gruppo. L’Impresa, infatti, dedica
grande attenzione per garantire la qualità e la sicurezza dei propri prodotti. Il Gruppo, per perseguire
l’obiettivo, mira ad una continua innovazione attraverso significativi e costanti investimenti nella ricerca e
nello sviluppo, al fine di rispondere alle esigenze crescenti del mercato, tanto a livello nutrizionale, quanto nel
gusto. Inoltre, grazie all’ampia gamma di offerta, il Gruppo si propone di soddisfare particolari fasce di
consumatori con esigenze nutrizionali specifiche dovute all’età, a motivi di salute, a intolleranze alimentari, o
a fattori etici, culturali e religiosi.
8. Sindacati
I sindacati, nel loro ruolo di rappresentanti dei lavoratori, sono gli interlocutori con cui il Gruppo si rapporta
per l'applicazione dei contratti, la gestione delle normative e la definizione di progetti e iniziative riguardanti i
dipendenti in un’ottica di valorizzazione e tutela del lavoro nell’attività dell’impresa.
9. Investitori
Chi sceglie di investire e riporre la propria fiducia nel Gruppo è da sempre alla base dell'operato dell’Azienda.
Il supporto fornito è imprescindibile e la volontà di instaurare un rapporto che guardi al lungo termine è da
sempre un obiettivo comune. Tra questi, oggi vi sono soprattutto soggetti che hanno visto crescere le attività
del Gruppo nel corso del tempo e che perseguono uno sviluppo responsabile.
10. Istituti di credito
Le opportunità di crescita del Gruppo passano attraverso i rapporti con gli istituti di credito, quali partner
insostituibili per la valorizzazione delle risorse e delle capacità finanziarie dell’Impresa. Dimostrarsi un partner
affidabile ed attento al perseguimento di una crescita rispettosa degli interessi di tutti gli stakeholder è un
elemento chiave per il successo condiviso.
11. Agricoltori e filiere
Il rapporto con gli attori del mondo agricolo da cui il Gruppo acquista le materie prime è di fondamentale
importanza per garantire la continuità operativa, la qualità e la sicurezza dei prodotti e per conseguire la
soddisfazione del consumatore. Il Gruppo cura i rapporti con numerosi agricoltori all’interno di varie filiere
e riconosce gli sforzi di questi attraverso attività periodiche di audit in modo da assicurare anche al
consumatore finale elevati standard, non solo da punti di vista qualitativo, ma anche di impatto ambientale e
sociale.
L’Azienda, infatti, favorisce pratiche agricole attente agli impatti sociali ed ambientali, supportando lo sviluppo
degli agricoltori. In particolare, per quanto riguarda la materia prima latte, il Gruppo, tramite la controllata
Centrale del Latte d’Italia, ha sviluppato un esteso presidio sulla filiera di approvvigionamento consentendo
così un congruo riconoscimento ai produttori di latte e la salvaguardia del territorio e del patrimonio
zootecnico tramite, ad esempio, la valorizzazione del rispetto dei principi di benessere animale.
12. Finanziatori
63
I finanziatori contribuiscono allo sviluppo del Gruppo attraverso il prestito di capitali, pertanto, il Gruppo
assicura ai propri finanziatori la trasparenza delle informazioni rendicontate aventi un impatto sulle valutazioni
e sulle decisioni degli stessi. L’Impresa intrattiene con i finanziatori rapporti fondati su correttezza e
trasparenza garantendo stabilità e credibilità. Allo stesso modo, i finanziatori vengono scelti tra quelli che
presentano tutte le necessarie garanzie di solidità, trasparenza e che operano nel mercato con consolidata
esperienza.
13. Università ed enti di ricerca
Le sinergie tra il Gruppo, le Università ed altri Enti di ricerca hanno permesso di intraprendere progetti
orientati all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo di processi e di prodotti volti a soddisfare sempre più i
consumatori. Grazie a tali collaborazioni, il Gruppo porta avanti anche attività formative, legata
principalmente alla promozione di una cultura alimentare corretta.
Tra gli enti e le università con cui il Gruppo collabora vi sono quelle dei territori in cui opera maggiormente,
nell’ottica di consolidare sempre più e valorizzare il rapporto con il territorio.
64
I TEMI MATERIALI PER IL GRUPPO
[GRI 3-1]; [GRI 3-2]
L’individuazione dei temi materiali è il risultato del processo di identificazione, valutazione e classificazione,
in ordine di priorità, degli elementi ESG rilevanti per il Gruppo Newlat Food e per i suoi stakeholder, così
come previsto dalle linee guida internazionali GRI Standards.
Il concetto di “rilevanza” è strettamente legato, tra i vari aspetti, anche alla proprietà di tali temi di influenzare
la capacità del Gruppo di creare valore non solo nel breve, bensì anche nel medio e lungo periodo.
La doppia materialità
Negli ultimi anni è emerso sempre più chiaramente come le questioni di natura ESG creino rischi e
opportunità da un doppio punto di vista: quello finanziario e quello di impatto. In linea con i principali
standard internazionali, si sta passando, quindi, da un concetto di singola materialità, il cui fulcro ed il punto
di partenza era l’attività aziendale stessa, a un concetto di duplice materialità che va a considerare come i temi
rilevanti, con i rischi e le opportunità connesse, possano impattare positivamente o negativamente sul business
e sull’ecosistema nel quale l’azienda opera. Secondo le recenti evoluzioni normative a livello europeo, le
imprese dovrebbero, pertanto, comunicare sia le informazioni necessarie alla comprensione dei propri impatti
sulle persone e sull’ambiente, la cosiddetta materialità d’impatto (con prospettiva “inside-out”) sia le
informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sul business
e sulla performance economico-finanziaria, ovvero la materialità finanziaria (con prospettiva “outside-in”).
Materialità d’impatto (prospettiva inside-out)
Il processo di aggiornamento dell’identificazione dei temi materiali per la presente DNF ha richiesto,
dapprima, la valutazione dei temi rilevanti sia in ottica interna, tramite il coinvolgimento del management, che
in ottica esterna, attraverso il coinvolgimento diretto degli stakeholder. Il Gruppo aveva già introdotto il
concetto di rischio ed opportunità alla base della valutazione nel precedente aggiornamento della matrice di
materialità (FY 2021) per meglio valutare gli impatti generati e subiti nel processo di identificazione dei temi
materiali.
Nel dettaglio, la metodologia utilizzata per l’identificazione e la prioritizzazione delle tematiche materiali ha
ripercorso le seguenti fasi:
• Fase 1 – Identificazione dei temi rilevanti
Sono state identificate possibili tematiche rilevanti per il Gruppo tramite benchmark con i macrotrend
e i principali framework di reporting in ambito di sostenibilità a livello globale, con le richieste degli
investitori e delle società di rating ESG, con gli impegni intrapresi da clienti e fornitori e tramite il
confronto con un panel di imprese ed organizzazioni di settore.
• Fase 2 – Coinvolgimento degli stakeholder
A seguito dell’individuazione dei temi rilevanti, è stato necessario identificare i temi materiali e definire
l’importanza di questi per il Gruppo e per gli stakeholder. I temi rilevanti sono, quindi, stati valutati
sia in ottica interna che in ottica esterna avviando un Piano di Stakeholder Engagement, per definire
la priorità per il Gruppo. Attraverso la somministrazione di survey, incontri one-to-one e workshop,
65
agli stakeholder è stato chiesto di valutare, tra le altre cose, le opportunità ed i rischi derivanti dalla
gestione di ogni tematica.
Le valutazioni sono integrate e ponderate al fine di meglio rappresentare le aspettative degli
stakeholder in riferimento a tematiche a loro più affini.
• Fase 3 – Validazione dei temi materiali
Gli esiti della valutazione sono stati condivisi con i principali stakeholder interni e, successivamente,
da essi approvati. Dato che, nel corso del tempo, vi possono essere cambiamenti sensibili rispetto alla
valutazione e alla priorità di ogni tematica, i temi materiali vengono sistematicamente rivalutati in
modo tale da consentire l’allineamento agli interessi e alle aspettative degli stakeholder.
• Fase 4 – Gestione dei temi materiali
Nella presente Dichiarazione il Gruppo, tra le altre cose, rendiconta le proprie performance, gli
impatti derivanti dalla propria attività e le modalità di gestione di essi. Per ogni area tematica è,
pertanto, individuata una funzione aziendale di riferimento con la cui collaborazione vengono definite
le azioni necessarie alla gestione ed al miglioramento degli aspetti ESG.
Il risultato del processo di analisi di materialità sopra descritto è costituito da 13 temi, oggetto di approvazione
da parte del Consiglio di Amministrazione, ritenuti chiave per lo sviluppo responsabile del business e per
valutarne e gestirne gli impatti.
Figura 4 Matrice di materialità
66
Materialità finanziaria (prospettiva outside-in)
Per evolvere ulteriormente il processo ed allinearsi ai principi GRI Standards 2021 e a quelli della doppia
materialità introdotta dalla CSRD, Newlat Food ha integrato nell’analisi di materialità il concetto di materialità
finanziaria per il quale l’azienda prende in considerazione i rischi e le opportunità derivanti dalla gestione delle
tematiche ESG e l’impatto che questi potrebbero avere sulla performance economico-finanziaria. Partendo,
quindi, dal Risk Assessment, comprensivo dei rischi di natura ESG, sono stati individuati gli impatti (attuali e
potenziali) subiti, e talvolta generati, in relazione alle tematiche rilevanti individuate, ivi inclusi gli impatti
financial. I principali impatti, positivi e negativi sono stati considerati rispettivamente secondo il loro livello di
magnitudo e di probabilità di accadimento. La valutazione effettuata ha dato luogo ai risultati rappresentati
nella tabella sottostante.
Doppia materialità
Integrando i risultati delle valutazioni ottenute dalla materialità d’impatto e dalla materialità finanziaria e le
relative prospettive outside-in e inside-out, i temi materiali sono stati ordinati secondo il valore attribuito in
termini di doppia materialità, come unione olistica delle due viste. Secondo tale criterio, le tematiche
maggiormente impattate ed impattanti risultano essere:
• Qualità, sicurezza e tracciabilità dei prodotti
• Ascolto e tutela del consumatore
• Tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
• Packaging sostenibile
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
IMPORTANZA PER GLI STAKEHOLDER
IMPORTANZA PER IL GRUPPO NEWLAT
1 Packaging sostenibile
2 Pratiche agricole sostenibili, benessere animale e
attenzione alle materie prime
3 Impatto ambientale di processo
4 Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori
5 Istruzione, formazione e valorizzazione delle
persone
6 Tutela dell'occupazione
7 Ascolto e tutela del consumatore
8 Qualità, sicurezza e tracciabilità dei prodotti
9 Valorizzare il territorio e le comunità in cui il
Gruppo opera
10 Tutela dei diritti umani, riduzione delle
disuguaglianze, rispetto della diversità e inclusione
11 Legalità, etica e anticorruzione
12 Governance trasparente e corporate identity
13 Sviluppo e crescita responsabile
67
La seguente tabella mostra i risultati dell’analisi, rappresentando, per ciascuna tematica ESG, i principali
impatti – attuali e potenziali – negativi e positivi subiti e generati dall’Azienda ed il risultante livello di doppia
materialità.
Tabella 7 Doppia materialità
Temi rilevanti
identificati e proposti
per la valutazione
Principali impatti
Materialità
d’impatto
Materialità
finanziaria
Doppia
materialità
Qualità, sicurezza e
tracciabilità dei prodotti
+
Diffusione di pratiche rispettose di norme e
regolamenti lungo la catena del valore e tutela
degli attori coinvolti
♦♦♦
♦♦♦
♦♦♦
-
Potenziali disservizi, contestazioni e resi da
parte di clienti o consumatori per difetti
qualitativi dei prodotti, nonché danni
reputazionali
Ascolto e tutela del
consumatore
+
Tutela della salute del consumatore e
innovazione di prodotto per soddisfare le
esigenze di consumatori e clienti
♦♦
♦♦♦
♦♦♦
-
Disallineamento tra richiesta di mercato e
offerta dovuta a cambiamenti di abitudine da
parte dei consumatori
Tutela della salute e
sicurezza dei lavoratori
+
Tutela della salute e sicurezza dei dipendenti e
dei collaboratori e sviluppo di una cultura
della sicurezza, anche al di fuori degli
ambienti di lavoro
♦♦
♦♦♦
♦♦♦
-
La mancata diffusione ed il mancato rispetto
di buone pratiche possono causare infortuni
ai lavoratori, assenteismo e sanzioni
Packaging sostenibile
+
Anticipare e prevenire normative sulla messa
al bando di materiali impattanti o nocivi
♦♦
♦♦♦
♦♦♦
-
Mancata valutazione d’impatto ambientale ed
economico (in caso di interventi normativi),
nonché oscillazione di prezzi e disponibilità di
materiali
Pratiche agricole
sostenibili, benessere
animale e attenzione
alle materie prime
+
Contributo alla creazione di una catena del
valore sostenibile grazie all'integrazione di
criteri sociali ed ambientali nella selezione dei
fornitori e supporto all’indotto di filiera
♦♦♦
♦♦
♦♦♦
-
Mutamenti climatici come aumento della
temperatura, perdita di biodiversità, minore
disponibilità idrica e/o produttività del suolo,
che possono incidere sulla catena di fornitura
Istruzione, formazione e
valorizzazione delle
persone
+
Fidelizzazione dei dipendenti, aumento
dell’attrattività ed incremento della
competitività e del livello di innovazione
aziendale
♦
♦♦♦
♦♦
-
Potenziale perdita di talenti dovuta alla
mancanza di un’adeguata strategia di crescita
del personale e di pratiche di welfare aziendale
Impatto ambientale di
processo
+
Riduzione dell’impatto sull’ambiente, rispetto
della biodiversità e tutela delle risorse
♦
♦♦♦
♦♦
-
Inquinamento di aria, acqua e terra, nonché
accelerazione dei cambiamenti climatici
Tutela dell'occupazione
+
Creazione di occupazione nei territori dove il
Gruppo opera e promozione di un ambiente
lavorativo rispettoso del bilanciamento tra
vita lavorativa e vita privata
♦♦
♦♦♦
♦♦
68
-
Perdita di know-how e possibile
compromissione dell'efficiente continuità
aziendale
Legalità, etica e
anticorruzione
+
Diffusione della cultura della legalità tra i
dipendenti e promozione del rispetto dell'etica
♦♦
♦♦
♦♦
-
Potenziale violazione delle pratiche e culture
locali derivante dalla conduzione del business
o messa in atto di comportamenti contrari agli
standard etici o alle procedure interne
dell’azienda
Sviluppo e crescita
responsabile
+
Contaminazione positiva di nuove realtà che
entrano nel Gruppo, nonché supporto
all’integrazione ed all’arricchimento derivante
dall’introduzione di nuove culture
♦
♦♦♦
♦♦
-
Instabilità (politica, economica, fiscale,
normativa) del contesto globale e dei Paesi in
cui il Gruppo produce o commercializza
Governance trasparente
e corporate
identity
+
Coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse
per aumentare e garantire la soddisfazione di
questi e per cogliere le opportunità offerte da
un dialogo continuo con gli stakeholder
♦♦
♦♦
♦♦
-
Potenziale non conformità a leggi e
regolamenti e rappresentazione dei fatti non
veritiera ai portatori d’interesse
Tutela dei diritti umani,
riduzione delle
disuguaglianze, rispetto
della diversità e
inclusione
+
Promozione dei diritti umani e delle diversità
grazie alla diffusione di una cultura aziendale
basata sulla promozione di un ambiente privo
di ogni discriminazione
♦
♦♦
♦
-
Favorire pratiche non virtuose in essere lungo
la catena di fornitura e alimentare un
ambiente di lavoro non rispettoso nei
confronti di chi può contribuire alla creazione
di valore
Valorizzare il territorio e
le comunità in cui il
Gruppo opera
+
Sviluppo socio-economico delle comunità
locali e promozione del benessere della
collettività grazie all’implementazione di
iniziative sociali
♦
♦
♦
Di seguito, si riporta, inoltre, la tabella di raccordo tra i temi richiesti dal D. Lgs. 254/16 e gli aspetti materiali
individuati dal Gruppo, i quali troveranno, nelle pagine seguenti, una rendicontazione puntuale e specifica.
Tabella 8 Raccordo tra gli ambiti del D. Lgs. 254/16 e i temi materiali del Gruppo
Ambiti indicati dal
D. Lgs. 254/16
Tema materiale
Descrizione della tematica materiale
Aspetti ambientali
Packaging sostenibile
Tra i materiali utilizzati dal Gruppo, una parte significativa è
legata al packaging, oggetto che deve garantire la qualità e la
soddisfazione al consumatore finale di ogni nostro prodotto.
Nell'ottica di garantire la migliore performance ambientale
possibile la nostra attenzione si concentra su: riduzione in
termini assoluti del materiale di packaging, predilezione per
materiali riciclabili e possibilmente da fonti rinnovabili. Ci
impegniamo inoltre ad adottare e promuovere con i nostri
stakeholder comportamenti volti al miglioramento
dell'impatto ambientale del packaging.
69
Impatto ambientale di processo
L'intera catena del valore del Gruppo ha impatti
sull'ambiente, a partire dagli approvvigionamenti, passando
per la produzione fino alla distribuzione. Le produzioni
attualmente attive e la ricerca e lo sviluppo per nuovi
prodotti e nuove tecnologie devono avere come obiettivo
quello di un miglioramento continuo per limitare l'impatto
ambientale in termini di consumi energetici, emissioni,
produzione di rifiuti e consumo di acqua. Quest'ultima è una
risorsa limitata e fondamentale, che riveste una particolare
importanza per le nostre produzioni. Monitorare ed
efficientare l'utilizzo dell'acqua nei nostri stabilimenti, è un
impegno costante, così come la gestione attenta dei prelievi
e degli scarichi di acqua per ridurre i consumi e gli impatti
sui bacini idrici.
Pratiche agricole sostenibili,
benessere animale e attenzione alle
materie prime
Sostenere un'agricoltura rispettosa dei criteri di sostenibilità
che permetta di soddisfare il fabbisogno alimentare
mondiale garantendo la salvaguardia dell'ambiente e la tutela
di agricoltori e consumatori è un elemento chiave per
garantire una visione di business di lungo periodo.
L'agricoltura sostenibile ha come obiettivo l'aumento della
produttività nei sistemi alimentari, la protezione e il
miglioramento delle risorse naturali, il miglioramento dei
mezzi di sussistenza, l'accrescimento della resilienza e
l'adattamento della governance del settore alle nuove sfide. Il
presidio dell’intera filiera di approvvigionamento consente
la valorizzazione dei produttori di latte promuovendo
iniziative volte alla salvaguardia del territorio e del
patrimonio zootecnico. Il Gruppo si impegna a realizzare
progetti congiunti con i fornitori per elevare gli standard
qualitativi e quantitativi, migliorare il benessere degli animali
e promuovere la produzione di materia prima di massima
qualità.
Aspetti sociali
Qualità, sicurezza e tracciabilità dei
prodotti
Assicurare la massima sicurezza alimentare lungo tutta la
filiera di produzione, dalla selezione della materia prima alla
sua trasformazione e confezionamento fino alla tracciabilità
della distribuzione attraverso un sistema di controllo e
verifica costante e che permetta un rapido intervento in caso
di necessità.
Ascolto e tutela del consumatore
Il consumatore è al centro delle attività dei marchi del
gruppo. In quest'ottica ci impegniamo a garantire la massima
attenzione per assicurare la migliore qualità dei nostri
prodotti e la soddisfazione del consumatore, ascoltando e
rispondendo alle sue richieste e necessità, accogliendo la sua
opinione come possibile spunto di miglioramento e di
innovazione e promovendo occasioni e canali di
comunicazione.
Valorizzare il territorio e le
comunità in cui il Gruppo opera
L'attività industriale del Gruppo non può prescindere dal
territorio a cui appartiene e del quale è al tempo stesso
utilizzatore e parte attiva. In quest'ottica ci impegniamo a
promuovere iniziative di valorizzazione e sviluppo delle
comunità locali e del territorio.
Aspetti attinenti al
personale
Tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori
Garantire il diritto di ogni lavoratore di operare in un luogo
sano e sicuro promuovendo formazione ed iniziative volte
ad assicurare un ambiente sicuro e protetto per tutti i
lavoratori, a prescindere da abilità e tipologia di rapporto
professionale è una priorità. Il Gruppo si impegna
nell'applicazione di un sistema che garantisca un controllo
attivo relativo alla salvaguardia dei lavoratori in
ottemperanza delle norme vigenti.
70
Tutela dell’occupazione
Favorire le condizioni per garantire ai lavoratori un rapporto
di lavoro stabile e duraturo, investendo sulla loro
professionalizzazione e crescita interna, perseguendo la loro
tutela tramite un confronto costante con i sindacati.
Istruzione, formazione e
valorizzazione delle persone
Creare un'organizzazione di persone di valore tramite una
formazione che permetta lo sviluppo di competenze
professionali e trasversali, oltre che alla particolare cura
verso l'istruzione dei neo assunti, perché si crei un sistema
di retention di talenti e di sviluppo del capitale umano
all'interno del Gruppo.
Rispetto dei diritti
umani
Tutela dei diritti umani e riduzione
delle disuguaglianze, rispetto della
diversità e inclusione
Garantire il rispetto della Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani e combattere la discriminazione per ragioni di
genere, età, disabilità, appartenenza etnica, sociale e
geografica, sindacale, lingua, religione, orientamento politico
o sessuale, identità di genere, nazionalità, stato civile,
all’interno delle procedure di reclutamento, assunzione,
formazione, remunerazione, premiazione e licenziamento.
Lotta alla
corruzione attiva e
passiva
Legalità, etica e anticorruzione
Il gruppo opera sulla base di principi etici di legalità e lotta
alla corruzione tramite procedure interne volte al rispetto
delle norme comportamentali per tutti i propri stakeholder.
Governance trasparente e
corporate identity
Rispetto dei valori di integrità, trasparenza, responsabilità e
correttezza che permettano il confronto con tutti gli
stakeholder, migliorandone il dialogo e agevolandone il
coinvolgimento. Rendicontare nel modo più trasparente e
completo possibile le performance sociali, economiche e
ambientali per costruire una corporate identity solida e
obiettivi di miglioramento continuo.
Aspetti trasversali
Sviluppo e crescita responsabile
In linea con le politiche del Gruppo e nel rispetto della
vision aziendale, promuovere l'innovazione attraverso un
sistema di generazione, selezione e sviluppo dei progetti di
nuovi prodotti, valutando la loro realizzabilità all'interno
degli stabilimenti di proprietà o ricercando partnership con
società esterne. Il Gruppo ricerca opportunità di crescita
internazionale per rafforzare la competitività e allargare il
perimetro d'azione in maniera efficiente, responsabile, nel
rispetto delle normative di riferimento e di uno sviluppo
sostenibile.
71
IL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI
Il Gruppo Newlat Food, come già introdotto in precedenza, ha implementato un Modello di Gestione
Integrata dei Rischi (Enterprise Risk Management - ERM) al fine di misurare, monitorare e gestire gli stessi
secondo modalità di approccio internazionalmente riconosciute. Il Modello è uno strumento dell'organo di
amministrazione redatto con la collaborazione di tutte le funzioni aziendali, al fine di avere una mappatura
completa e aggiornata dei rischi a cui il Gruppo è esposto, una valutazione e una classificazione degli stessi
mediante metriche comuni finalizzate all'individuazione e alla prioritizzazione di misure per assicurarne una
corretta gestione.
All'interno dell'Azienda sono definiti i ruoli e le responsabilità necessari per assicurare la corretta
identificazione e gestione dei principali rischi che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi
aziendali.
Il Risk Assessment svolto valuta i rischi Strategici, Operativi, di Reporting e di Compliance, includendo anche i
rischi di natura ESG. Nell’attività di risk assessment si è tenuto, dunque, conto anche degli impatti legati ai
cambiamenti climatici.
L'attività periodica di monitoraggio del modello ERM garantisce un presidio continuo sull’andamento dei
rischi, sullo stato di implementazione dei piani di trattamento e sull’insorgere di nuovi rischi.
Di seguito si riporta una sintesi dei principali rischi generati e subiti nelle aree di attività identificate dal D.lgs.
254/2016. Sono poi definite anche le modalità di gestione in essere, oltre che le politiche praticate, al fine di
mitigare i rischi identificati, e, quindi, di garantire la continuità operativa e la realizzazione degli obiettivi
aziendali.
Rischi relativi ad aspetti ambientali
Il Gruppo è esposto, svolgendo attività produttiva, a specifici rischi ambientali generati e collegati ai seguenti
aspetti:
• consumo energetico;
• produzione di rifiuti;
• gestione di scarti di lavorazione;
• inquinamento acustico derivante da processi produttivi;
• emissioni in atmosfera;
• prelievo, consumo e scarico della risorsa idrica, nonché trattamento della stessa;
• sversamento di sostanze pericolose.
In merito agli impatti relativi ai cambiamenti climatici, il Gruppo ha alcuni stabilimenti in prossimità di corsi
d’acqua ed uno stabilimento posizionato non distante da un bacino artificiale, che non hanno però causato
negli ultimi anni problemi significativi. Maggiori impatti potenziali relativi ai cambiamenti climatici possono
trovarsi a livello di catena di fornitura, dal momento che l’agricoltura e l’allevamento sono strettamente
connessi con le condizioni climatiche delle aree di provenienza della materia prima.
72
Altri rischi potenziali, non ritenuti al momento critici, possono riguardare la transizione del business verso
una green economy.
Rischi relativi ad aspetti sociali
Tra i principali rischi connessi ad aspetti sociali, si possono citare il rischio di mancato rispetto dell’equilibrio
delle risorse ambientali e animali alla base della catena di fornitura di tutti i prodotti del Gruppo, il rischio di
definizione di un sistema di valutazione del fornitore non adeguato in termini di analisi del rispetto delle
tematiche sociali, il rischio di non corretta applicazione della concorrenza e del libero mercato, nonché, il
rischio di mancato supporto alla generazione di sviluppo socio-economico della comunità locale e di quello
relativo alla catena di fornitura.
Strettamente connesso ad aspetti regolamentari, è meritevole di menzione, inoltre, il rischio di produzione e
messa in commercio di prodotti non conformi ai requisiti normativi vigenti in materia di Qualità e Sicurezza
Alimentare.
Per quanto riguarda i rischi subiti, va considerato il rischio di non corretta applicazione della concorrenza e
del libero mercato da parte della catena di fornitura cui il Gruppo si affida. Tale rischio comporterebbe come
conseguenza, la potenziale applicazione da parte dei fornitori di politiche monopolistiche, favorite dalla
ristretta disponibilità di materie prime ed il mancato rispetto, da parte degli stessi, delle tematiche di
sostenibilità ritenute rilevanti dall’Impresa.
Rischi relativi ad aspetti attinenti al personale
Riguardo alla gestione del personale sussistono per il Gruppo i seguenti rischi generati:
• rischio di mancata attrattività e/o incapacità di trattenere risorse e competenze chiave;
• rischio di non intercettare risorse meritevoli o che meglio rispondano alle esigenze richieste dallo
specifico business di riferimento;
• rischio di mancata formazione, anche nella forma dell’aggiornamento continuo, del personale;
• rischio legato alla mancata/non efficace implementazione di attività e progetti volti a sviluppare un
dialogo continuo tra l’azienda e i propri collaboratori.
Ai suddetti rischi, si aggiungono i rischi connessi alla mancata/inadeguata adozione di misure volte ad allineare
le procedure e l’operatività aziendali alle normative vigenti in materia di Salute e Sicurezza dei lavoratori.
Il rischio così descritto è da intendersi, al contempo, anche come rischio subito, qualora le conseguenze
connesse al mancato rispetto delle normative vigenti siano imputabili ad inadempienze/inottemperanze del
lavoratore. Tra i rischi subiti, vanno citati, inoltre, il rischio connesso alla limitata disponibilità e qualità di
manodopera diretta e indiretta, nonché il rischio di perdita di interesse alla vita aziendale con conseguente
discontinuità produttiva per conflittualità e riduzione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi resi.
73
Rischi relativi al rispetto dei diritti umani
Con riferimento al rispetto dei diritti umani, il Gruppo è esposto principalmente ai rischi generati di:
• sfruttamento del lavoro minorile;
• utilizzo di lavoro forzato (o in nero) ed intermediazione illecita;
• violazione dei diritti dei lavoratori e, in generale, della persona (tra cui il principale risulta essere quello
di discriminazione).
Tali rischi assumono rilevanza per il Gruppo anche con riguardo alle ipotesi di finanziamento diretto ed
indiretto di organizzazioni che operano nel mancato rispetto dei diritti umani.
Relativamente ai rischi subiti sono stati identificati i seguenti:
• rischio di essere sottoposti alla direzione e controllo di persone giuridiche/enti che non mirano al
rispetto dei diritti umani;
• rischio di essere finanziati direttamente o indirettamente da organizzazioni che non operano in
conformità con i requisiti di legge.
Rischi relativi alle tematiche di corruzione
Il rischio di corruzione deve essere considerato tenendo conto che il Gruppo opera in Paesi a rischio di
corruzione medio / alto, come l’Italia o medio, come la Germania.
Il rischio di corruzione assume rilevanza per il Gruppo soprattutto con riguardo al rapporto tra privati. Il
rischio di corruzione verso enti/autorità/organi ed organismi pubblici, tenuto conto delle relazioni
complessive del Gruppo, appare come potenziale.
I principali rischi generati individuati sono:
• rischio di corruzione legato alla ordinaria attività aziendale nei rapporti con fornitori, clienti e soggetti
terzi di ogni genere;
• rischio di corruzione legato alla gestione di rapporti e degli adempimenti nei confronti della Pubblica
Amministrazione e delle Autorità di Vigilanza (si pensi ad es. alla gestione di visite ispettive o alla
trasmissione di dati e comunicazioni).
Tra i rischi subiti, troviamo gli stessi rischi sopra identificati, qualora il Gruppo si configurasse come parte
passiva delle condotte corruttive messe in atto.
74
ASPETTI AMBIENTALI
PRATICHE AGRICOLE SOSTENIBILI, BENESSERE ANIMALE E ATTENZIONE ALLE
MATERIE PRIME
L’adozione di pratiche agricole sostenibili, il rispetto e la promozione del benessere animale e l’attenzione alla
selezione delle materie prime rappresentano elementi di fondamentale importanza per il Gruppo. Tali
elementi sono, infatti, strettamente interconnessi: pratiche rispettose dell’ambiente e del benessere degli
animali, permettono una riduzione ed un uso più prudente di sostanze potenzialmente nocive come
fitofarmaci ed antibiotici, procurando, quindi, prodotti di maggiore qualità e più sicuri anche per il
consumatore finale. Da tempo, inoltre, tali elementi hanno assunto una particolare centralità nel settore
agroalimentare, sia per la sua specifica vulnerabilità ad alcuni fattori di rischio, come quello climatico, sia per
la particolare valenza del rapporto di fiducia tra produttori e consumatori rispetto alla qualità, alla sicurezza e
alla sostenibilità delle produzioni agroalimentari.
In tale ottica, ad esempio, la società inglese Symington’s aderendo al Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO),
associazione no profit che promuove la coltivazione e l’uso di olio di palma sostenibile, utilizza per i propri
prodotti olio di palma proveniente esclusivamente da fonti certificate e sostenibili.
Il Gruppo promuove pratiche responsabili e materie prime di alta qualità anche attraverso una continua
collaborazione con le filiere di approvvigionamento. Le materie prime utilizzate come ingredienti nel processo
produttivo sono principalmente: la semola per il mondo pasta secca, la farina per i prodotti da forno ed il latte
per il mondo dei prodotti lattiero-caseari.
Riguardo la filiera della semola è stato realizzato un progetto di Filiera per l’approvvigionamento di grano
100% italiano, proveniente da fornitori certificati secondo la norma ISO 22005 che procurano al Gruppo
materia prima biologica ed integrale per la realizzazione della pasta a marchio Delverde.
Rispetto alla materia prima latte, la società Centrale del Latte d’Italia ha un forte presidio della filiera
produttiva, con la quale, grazie alla collaborazione con aziende agricole ed allevatori conferenti, ha attuato
numerosi progetti ed accordi di filiera orientati al lungo periodo e volti, da un lato, alla valorizzazione della
produzione del latte italiano e dall’altro, alla garanzia di elevati standard di sicurezza e di qualità. Le filiere
gestite sono 11, tra queste si possono citare:
• Filiera del Latte 100% Toscano, alla quale partecipano 49 stalle tutte certificate per il benessere
animale e principalmente a conduzione familiare con una media di circa 40 capi e che, in alcuni casi
contano appena 7 o 8 bovine;
• Filiera del Latte Selezione Mugello, che conta circa 30 allevamenti dell’Appennino Toscano anch’essi
certificati per il benessere animale;
• Filiera del Latte Selezione Maremma, alla quale partecipano 16 aziende agricole con certificazione sul
benessere animale tutte situate nel territorio della provincia di Grosseto;
• Filiere Latte Infanzia 100% italiano e Latte Infanzia Biologico 100% italiano, tutte filiere corte a
conduzione familiare, certificate benessere animale e dalle quali proviene materia prima latte, raccolta
entro 24 ore dalla prima munta, che rispetta specifici requisiti regolati dal disciplinare Sistema
Rintracciabilità Infanzia (SRI). Tutte le stalle appartenenti alle due filiere sono geo localizzate per
assicurare una distanza minima da zone industriali, autostrade ed altre fonti di inquinamento. La filiera
Latte Infanzia Biologico vanta, inoltre, una tra le prime cinque aziende agricole europee ad aver
75
implementato un sistema robotizzato per la distribuzione delle razioni alimentari ai bovini, la stessa
azienda approvvigiona circa l’80% delle razioni alimentari attraverso l’autogestione dei campi di
proprietà, rappresentando, così, un esempio di filiera a ciclo chiuso;
• Filiera del Latte 100% Piemontese, dalla quale si ottiene materia prima proveniente da 33 allevamenti
piemontesi in possesso di attestazione sul benessere animale. Quattro di queste realtà allevano bovine
in possesso del patrimonio genetico originario, selezionate per produrre latte con la proteina Beta-
Caseina A2, che conferisce al latte un alto valore nutrizionale;
• Filiera del Latte del Parco, ottenuto esclusivamente da materia prima proveniente da allevamenti
situati nel territorio del Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni e che operano nel rispetto del
benessere animale.
Progetto Integrato di Filiera (PIF)
L’impegno del Gruppo si è concretizzato nel PIF denominato “Valorizzazione del Latte Bovino Toscano” ed
intrapreso dal marchio Mukki assieme alle aziende agricole toscane conferenti la materia prima. Il progetto è
volto a sviluppare una filiera del latte ben strutturata, a basso impatto ambientale, che permetta di elevare il
benessere animale e la qualità della materia prima. Lo stabilimento produttivo di Firenze e gli allevatori
partecipanti mirano a sviluppare soluzioni finalizzate al miglioramento e all’innovazione su più fronti. Tra
queste, vi sono:
• la promozione delle energie rinnovabili, ottimizzandone e razionalizzandone l’utilizzo;
• l’ammodernamento del parco macchine e delle attrezzature aziendali, riducendo così le emissioni in
atmosfera, incrementando la produzione ed il benessere animale ed accrescendo la sicurezza sui luoghi
di lavoro;
• la realizzazione ed il rinnovo di strutture produttive aziendali, come stalle, concimaie e fienili,
nell’ottica di migliorare il benessere animale e, conseguentemente, la qualità e la quantità della
produzione.
Tra gli obiettivi che Mukki si pone di realizzare all’interno del PIF, vi sono inoltre, progetti volti a ridurre
l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del latte toscano. È stato, così, redatto un innovativo Disciplinare
di Produzione del Latte Toscano che definisce un insieme di regole, buone pratiche, requisiti e modalità di
produzione delle aziende conferenti. È stata intrapresa, inoltre, un’analisi del ciclo di vita (LCA, dall’inglese
Life Cycle Assessment) che ha permesso di ottenere l’Environmental Product Declaration (EPD) sulla linea di Latte
Mukki 100% Toscano in aggiunta a quelle già ottenute in precedenza sulla linea di Latte Selezione Mugello.
È stato avviato, in seguito, un percorso volto all’analisi del latte toscano nell’ottica di perseguire, sia un
continuo miglioramento delle qualità nutrizionali, sia una riduzione delle emissioni di metano in atmosfera.
All’interno del PIF, infine, è stata avviata tra le aziende agricole conferenti una valutazione riguardante il
benessere animale con il metodo Classyfarm.
76
Benessere animale
Da tempo la Comunità Europea, l’opinione pubblica e le associazioni dei consumatori stanno ponendo una
crescente attenzione al tema del benessere animale. Per il Gruppo, il rispetto del benessere animale è un fattore
di fondamentale importanza poiché strettamente legato alla quantità, alla qualità e alla sicurezza della materia
prima latte. Una condizione di stress, infatti, causa nell’animale una modifica degli ormoni responsabili, tra le
altre cose, dell’attività delle ghiandole mammarie: da un lato, l’adrenalina rilasciata in uno stato di scarso
benessere comporta una riduzione del latte ottenuto dal processo di mungitura. Parallelamente, una
condizione di stress può portare alla riduzione del contenuto di proteine e di grassi, alterando, quindi, le
proprietà nutrizionali del prodotto e compromettendo persino il processo di produzione del formaggio
9
. Il
benessere animale si concretizza, inoltre, nel miglioramento dello stato di salute dei bovini e nella riduzione
dell’uso dei farmaci, responsabili del fenomeno dell’antibiotico-resistenza. La presenza degli antibiotici negli
alimenti è, infatti, un argomento di estrema rilevanza per la salute e la sicurezza del consumatore: i medicinali
utilizzati per gli interventi terapeutici operati su un animale possono trasferirsi al latte e, quindi, essere ingeriti
dal consumatore. Il rispetto del benessere animale è dunque un vantaggio sia per gli allevatori, che conseguono
una maggiore produttività, qualità dei prodotti e durata di vita dell’animale, sia per il consumatore, che ottiene
un prodotto più sano e di qualità, sia per l’ambiente, con strutture meno impattanti, più integrate con il
paesaggio circostante e più efficienti dal punto di vista energetico.
L’impegno del Gruppo a tutelare la salute ed il benessere delle bovine da latte presenti negli allevamenti
conferenti è, quindi, un fattore imprescindibile, così come lo è il rispetto dell’ambiente e la cura rivolta al
consumatore. Nell’ottica di un continuo miglioramento della qualità e della sicurezza dei propri prodotti,
l’Azienda ha intrapreso un percorso volto ad incrementare la quota di latte proveniente da fornitori che
garantiscono il benessere animale: il 100% di latte fresco e Alta Qualità dei marchi Tapporosso e Latte Tigullio
proviene da allevamenti piemontesi in possesso di attestazione sul benessere animale, così come il latte fresco
di Alta Qualità a marchio Centrale del Latte di Vicenza. Recentemente, anche Centrale del Latte Salerno ha
avviato un progetto volto a promuovere il benessere animale tra i propri allevatori conferenti: a questo
proposito, la linea Latte del Parco è realizzata unicamente con latte proveniente da stalle con la certificazione
“Gli Allevamenti del Benessere”, riconosciuta dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA).
Attualmente, il 92,5% del latte Alta Qualità da conferenti locali proviene da filiere con attestazione sul
benessere animale. Negli stabilimenti di Torino, Rapallo, Vicenza e Firenze tale quota raggiunge addirittura il
100%.
Selezione dei fornitori
Tra i fornitori del Gruppo, vi sono principalmente quelli di materie prime alimentari, in particolare latte e
semola, di packaging, di prodotti finiti realizzati da terzi, di servizi e di materiali ausiliari di produzione. Tali
materiali, prodotti e servizi possono avere impatti diretti o indiretti sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti
offerti dall’Azienda. Il Gruppo si impegna a richiedere ai propri fornitori ed ai propri collaboratori esterni il
rispetto di principi comportamentali adottati dal Gruppo stesso. Per tale ragione, ogni fornitore, partner
commerciale o collaboratore esterno è informato dell’esistenza del Codice Etico, del Modello Organizzativo
ex D.lgs. 231/01 e dei principi di regolamento adottati dal Gruppo Newlat Food.
9
Pulina, et al. (2016). Sustainable ruminant production to help feed the planet. Italian Journal of Animal Science.
77
[GRI 308-1]; [GRI 414-1] Pertanto, le società italiane del Gruppo oltre a tener conto di alcuni elementi
chiave, come la professionalità e l’esperienza dei fornitori o un rapporto qualità-prezzo che permetta di
soddisfare appieno anche il consumatore finale, hanno implementato un processo strutturato di valutazione
e selezione dei fornitori che assicura sia elevati standard dal punto di vista della qualità e della sicurezza della
fornitura, sia la presa in considerazione di criteri ambientali e sociali. Per gestire correttamente tali requisiti e
promuoverne il miglioramento continuo, l’Azienda applica una Procedura del sistema di gestione integrato
della qualità che il processo di approvvigionamento, qualifica fornitori ed audit, permettendo quindi di
accreditare i fornitori e di monitorare la loro performance nel tempo:
1. Pre-qualifica e valutazione del rischio del fornitore
Il processo di pre-qualifica è essenziale per verificare che il fornitore rispetti tutte le normative nazionali e
comunitarie e che sia in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie. Al fine di valutare l’idoneità
professionale del fornitore, minimizzando gli eventuali rischi legati alla fornitura, il Gruppo può, ad esempio,
richiedere il piano HACCP, la documentazione DURC, campioni preventivi dei materiali e delle materie
prime, oppure verificare la regolare erogazione degli stipendi o, ancora, sottoscrivere un’assicurazione che
copra eventuali danni causati dal fornitore stesso. In tale fase, inoltre, vengono verificate le caratteristiche di
qualità e di sicurezza della materia prima fornita, definite da capitolati e schede tecniche, frutto della
collaborazione e del confronto con i fornitori stessi, che comprendono requisiti ben più ambiziosi di quelli
previsti dalla normativa vigente, come la tutela dell’ambiente ed il rispetto di principi etici e sociali: all’interno
delle checklist utilizzate per gli audit di qualifica dei fornitori, infatti, sono presenti specifici riferimenti a tali
criteri, tra cui il possesso di certificazioni ambientali, come la certificazione ISO 14001, etiche, come la
certificazione SA8000, SMETA, sul benessere animale, sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori e
sulla qualità delle materie prime conferite, valutata anche in base a informazioni sul potenziale rischio di
organismi geneticamente modificati (OGM) o a possibili richiami avvenuti.
Fornitori di materie prime ed ingredienti
A tutti i fornitori di materie prime ed ingredienti viene attribuito un livello di rischio attraverso un modulo di
risk assessment. Nella fase di pre-qualifica, i fornitori di latte crudo e di tutte le materie prime sottoposte a
vincoli da Disciplinari e Contratti di Filiera (ad esempio la Filiera Latte Toscano, Grano Italiano, o la Filiera
Latte Infanzia) sono soggetti ad audit preliminari suddivisi in due fasi complementari: una valutazione delle
strutture e del management dell’allevamento ed un controllo igienico-sanitario finalizzato ad esaminare gli
aspetti igienici e di sicurezza alimentare. Oggetto di tali audit sono sia il sito di trasformazione della materia
prima conferita, sia l’azienda in cui avviene la produzione primaria. Durante le visite e gli interventi presso gli
allevamenti, gli allevatori vengono, inoltre, sensibilizzati sull’importanza di pratiche rispettose dell’ambiente,
dei principi di benessere animale e sull’uso prudente dei farmaci. Da ogni allevamento, inoltre, sono prelevati
sistematicamente campioni di latte sui quali laboratori interni ed esterni accreditati eseguono le dovute analisi
per rilevare il contenuto di grassi, proteine, lattosio, cellule somatiche, carica batterica ed il valore di altri
parametri nutrizionali al fine di verificare la conformità alle normative vigenti e di classificare la qualità del
latte (se, ad esempio, Alta Qualità) determinando, di conseguenza, l’adeguato pagamento secondo tali valori.
Fornitori di packaging primario, di materiali ausiliari, di prodotti finiti realizzati da terzi e di servizi
La classe di rischio di tali categorie di fornitori non è determinata attraverso un modulo di risk assessment,
ma sulla base della rilevanza e dell’impatto del singolo prodotto o servizio sul risultato finale da assicurare. La
valutazione e la selezione dei fornitori può, inoltre, basarsi su ulteriori criteri: nel caso di prodotti finiti
commercializzati la Procedura può, ad esempio, prevedere la richiesta di una campionatura di prodotto che
78
viene sottoposta a valutazione sensoriale e di conformità chimica e microbiologica per accertare gli standard
qualitativi e di sicurezza. Analogamente, la selezione di un fornitore di packaging potrà basarsi, tra le altre
cose, sulla conformità alla scheda tecnica dei materiali, sull’idoneità al contatto con alimenti, sulla performance
dei materiali forniti sulle linee di confezionamento, sulla garanzia di integrità di resistenza e durata dell’imballo,
ecc.
2. Monitoraggio delle performance e mantenimento del fornitore
Se il fornitore rispetta i requisiti previsti dalla Procedura, viene dichiarato idoneo a far parte del parco fornitori
del Gruppo e, successivamente, sono messe in atto le attività volte al monitoraggio della performance. Tale
valutazione viene eseguita con una frequenza stabilita sulla base del livello di rischio attribuito ad ogni
fornitore ed attraverso diversi strumenti, come l’aggiornamento dei documenti informativi, lo svolgimento di
audit e visite di monitoraggio o l’analisi di eventuali reclami ricevuti. L’audit con esito non conforme può
portare a dichiarare il fornitore non più idoneo a conferire al Gruppo. Se, invece, il punteggio è sufficiente
ma inferiore ad una certa soglia, il fornitore riceverà un riscontro sulle problematiche emerse ed un piano di
miglioramento volto a correggere le eventuali non conformità.
79
IMPATTO AMBIENTALE DI PROCESSO
L’obiettivo primario del Gruppo è quello di garantire una continuità dei processi produttivi attraverso una
costante fornitura delle risorse impiegate nelle attività di produzione. La consapevolezza che ogni produzione
possa avere un impatto sul territorio rende necessario il perseguimento di determinate strategie. In tal senso,
il Gruppo ricerca una sempre crescente efficienza di processo nell’ottica di limitare l’impatto ambientale dei
propri stabilimenti. Le scelte che l’Azienda opera in tale direzione sono, ad esempio, l’introduzione di
macchinari più efficienti, la selezione di energia proveniente da fonti rinnovabili o la sensibilizzazione delle
persone nella riduzione dei consumi. Inoltre, nel corso degli anni, alcuni stabilimenti del Gruppo si sono dotati
del Sistema di Gestione Ambientale conforme alla normativa internazionale UNI ISO 14001 e certificato da
parte di un ente terzo. Oggi, tali stabilimenti sono cinque: Ozzano Taro (PR), Torino, Vicenza, Rapallo (GE)
e Firenze. Si sta valutando di estendere tale sistema di gestione anche agli altri stabilimenti italiani del Gruppo
nell’ottica di perseguire un miglioramento continuo nelle proprie pratiche ambientali e di sensibilizzare
maggiormente i lavoratori. In linea con l’impegno rivolto al contenimento dell’uso delle risorse non
rinnovabili, il Gruppo ha ottenuto, per lo stabilimento di Firenze, una certificazione sulla Carbon Footprint
di Organizzazione secondo la norma ISO 14064.
Tutti i consumi, le emissioni in atmosfera, l’utilizzo di risorse idriche e la produzione di rifiuti vengono
sistematicamente monitorati, così da poter determinare i valori relativi a tali dati e quantificare con precisione
i risultati ottenuti a seguito delle migliorie e degli interventi operati. Le principali aree di analisi dell’impatto
ambientale del Gruppo, approfondite nelle seguenti pagine, riguardano:
• i consumi energetici e le emissioni;
• la gestione dell’acqua ed utilizzo delle risorse idriche;
• la gestione dei rifiuti e degli sversamenti.
Consumi energetici ed emissioni
Energia consumata all’interno dell’organizzazione
I consumi energetici del Gruppo provengono da varie fonti. L’energia è utilizzata all’interno del processo
produttivo per alimentare macchinari ed impianti. Per il mondo pasta e prodotti da forno, i consumi energetici
sono, quindi, dovuti ai processi di cottura e di essicazione. Mentre, per il mondo latte, l’energia è
prevalentemente impiegata nei trattamenti termici e per alimentare la catena del freddo, indispensabili per
garantire la sicurezza del prodotto finale. Il Gruppo utilizza anche il gasolio negli stabilimenti produttivi, al
fine di fornire continua alimentazione alle celle frigorifere in caso di emergenza, mediante gruppi elettrogeni.
L’energia è anche, in parte, utilizzata per l’illuminazione e la climatizzazione degli spazi di lavoro, come gli
uffici, i depositi, gli stabilimenti ed i magazzini, nonché per il funzionamento di tutti i dispositivi elettronici e
per alimentare la flotta di proprietà del Gruppo, composta sia da autovetture, sia da mezzi di trasporto merci
per la vendita diretta al cliente.
Le fonti energetiche utilizzate dal Gruppo sono sia di natura rinnovabile che non rinnovabile. Di seguito si
riportano i consumi energetici del Gruppo.
Tabella 9 Consumi di energia all’interno dell’organizzazione, suddivisi per fonte rinnovabile e non rinnovabile
[GRI 302-1]
80
Fonti
UdM
2022
2021
2020
Gas naturale
m3
27.190.918
25.858.068
25.499.402
Gasolio per gruppi elettrogeni o
riscaldamento
l
4.075
6.535
30.308
Gasolio per automezzi
l
281.109
287.385
Benzina per automezzi
l
14.418
13.825
-
GPL per automezzi
l
95.027
48.405
-
Vapore
10
MWh
17.479
19.474
21.189
Energia elettrica acquistata
MWh
83.811
74.992
69.898
di cui da fonte non rinnovabile
MWh
79.779
71.212
67.012
di cui da fonte rinnovabile
MWh
4.032
3.780
2.886
Energia elettrica auto-prodotta
MWh
29.504
25.718
26.234
Energia elettrica a-p venduta
MWh
(847)
(43)
(152)
Fonti
11
UdM
2022
2021
2020
Gas naturale
GJ
959.296
912.273
913.022
Gasolio per gruppi elettrogeni o
riscaldamento
GJ
146
234
1.320
Gasolio per gli automezzi
GJ
10.064
10.289
Benzina per automezzi
GJ
420
403
-
GPL per automezzi
GJ
2.262
1.161
-
Vapore
GJ
62.926
70.105
76.280
Energia elettrica acquistata
GJ
301.719
269.971
251.633
di cui da fonte non rinnovabile
GJ
287.204
256.363
241.243
di cui da fonte rinnovabile
GJ
14.515
13.608
10.390
Energia elettrica auto-prodotta
GJ
106.215
92.585
94.443
Energia elettrica a-p venduta
GJ
(3.050)
(155)
(548)
Totale energia consumata
12
GJ
1.324.086
1.252.583
1.245.389
Dal 2021 il Gruppo ha iniziato a quantificare anche il consumo di carburante degli automezzi di proprietà,
alimentati a gasolio, benzina o GPL. Una quota rilevante di questo consumo è data dai mezzi di proprietà
della società Symington’s che possiede una rilevante parte dei mezzi per la gestione della logistica.
L’aumento del consumo energetico del Gruppo registrato nel 2022 è prevalentemente da imputare
all’inclusione della società inglese Symington’s per l’intero anno nel perimetro di consolidamento, mentre nel
2021 risultava controllata da Newlat Food solo per qualche mese nel corso dell’anno.
Si specifica che ai fini della rendicontazione dei consumi effettivi sono stati presi in considerazione unicamente
gli elementi di proprietà del Gruppo o che comunque sono posti sotto il diretto controllo di quest’ultimo.
La quota di energia autoprodotta dal Gruppo, ad oggi, deriva per la maggior parte da impianti di
cogenerazione, ma anche da un impianto fotovoltaico. Sono allo studio progetti per estendere le fonti
10
Valore relativo al Vapore generato a 16 bar e 200°C dall’impianto di teleriscaldamento.
11
I fattori di conversione utilizzati per calcolare il valore di GJ di energia consumata provengono da “Tabella parametri standard nazionali – ISPRA 2020”
per l’anno 2021 e da “GHG Conversion Factors for Company Reporting” di DEFRA per 2020.
12
Nel totale dell’energia consumata non è incluso il quantitativo di carburante utilizzato per il parco auto riportato nella tabella né il quantitativo di energia
elettrica autoprodotta (né venduta a terzi) dagli impianti di cogenerazione alimentati a gas naturale poiché la quota parte di energia è già inclusa all’interno dei
consumi di gas naturale.
81
alternative di produzione di energia negli stabilimenti e per ridurne i consumi, con l’obiettivo di ridurre
l’impatto ambientale derivante da produzione e consumo.
Intensità energetica
Il Gruppo ha considerato come unità rappresentativa dell’intensità energetica il prodotto realizzato nel relativo
anno di rendicontazione. L’intensità energetica è stata, quindi, ottenuta determinando il rapporto tra energia
consumata, espressa in Giga joule, per ogni tonnellata di prodotto realizzato. Il dato risulta in calo e riflette
efficientamenti produttivi e maggiori volumi gestiti dal Gruppo nell’anno.
Tabella 10 Intensità energetica calcolata come rapporto tra energia consumata e prodotto realizzato [
GRI 302-3
]
Formula
Valori Assoluti
Indice di Intensità
Energetica
FY 2022
Totale energia consumata (GJ)
1.324.086
=
2,84
Totale prodotto realizzato (ton)
466.117
FY 2021
Totale energia consumata (GJ)
1.252.583
=
3,03
Totale prodotto realizzato (ton)
413.279
Monitoriamo, poi, anche il rapporto tra l’energia consumata ed il fatturato, per analizzare l’efficienza
commerciale.
Tabella 11 Intensità energetica calcolata come rapporto tra energia consumata e fatturato [
GRI 302-3
]
Formula
Valori Assoluti
Indice di Intensità
Energetica
% Variazione YoY
FY 2022
Totale energia consumata (TJ)
1.324.086
=
1,79
-10.5%
Fatturato (mln €)
741,094
FY 2021
Totale energia consumata (TJ)
1.252,583
=
2,00
- 17,01%
Fatturato (mln €)
625,226
FY 2020
Totale energia consumata (TJ)
1.245,389
=
2,41
- 23,00%
Fatturato (mln €)
516,943
La tabella mostra una graduale riduzione dell’indice di intensità energetica del Gruppo nel corso dell’ultimo
triennio.
82
Riduzione del consumo di energia
[GRI 302-4]
L’Azienda mira al continuo efficientamento dei propri processi produttivi. Limitare l’impatto ambientale
permette, infatti, di rafforzare la competitività delle imprese, specialmente di quelle che intendono rispondere
alla crescente consapevolezza in materia ambientale dei consumatori, come nel caso del Gruppo.
In tale ottica, nel corso del 2022, sono stati avviati alcuni programmi ed investimenti volti alla riduzione del
consumo di energia. Tra questi, nella sede di Firenze è stato realizzato un impianto fotovoltaico di 2800m²
con potenza di 340kW che consentirà, nel corso del 2023, un risparmio di circa 180 ton CO2. Nello
stabilimento di Fara San Martino, invece, è stato installato un nuovo compressore ad alta efficienza energetica
che permette di ridurre il consumo di energia del 30% e consente, quindi, un risparmio annuale stimato pari
a 282 MWh, rispetto al sistema precedentemente in funzione. Anche nelle sedi di Sansepolcro ed Eboli sono
recentemente stati installati nuovi compressori, grazie ai quali è prevista, in un anno, una riduzione
rispettivamente del 21% e del 7% di CO2 emessa rispetto ai sistemi precedentemente in funzione. In tutti gli
stabilimenti del Gruppo è, inoltre, in corso un piano pluriennale volto ad incrementare l’efficienza energetica
degli impianti di illuminazione tramite l’installazione della tecnologia LED. Nella sede di Vicenza, infine, sono
state recentemente installate nuove caldaie grazie alle quali è stato possibile ottenere una riduzione degli ossidi
di azoto emessi in atmosfera.
Emissioni GHG
13
dirette e indirette
I dati di seguito riportati illustrano la quantità di emissioni di CO2eq prodotte dal Gruppo, sia direttamente
(Scope 1) che indirettamente (Scope 2), nel corso dello svolgimento delle proprie attività produttive. Le
emissioni sono considerate al netto di eventuali scambi di quote con soggetti terzi o acquisti di certificati di
Garanzia di Origine (GO).
Tabella 12 Emissioni di GHG dirette e indirette [
GRI 305-1
]; [
GRI 305-2
]
14
Emissioni – Tco
2
e
2022
2021
2020
Emissioni dirette
Scope 1
15
49.751
47.356
45.964
Emissioni indirette
Scope 2 – market based
41.354
40.888
39.588
Emissioni indirette
Scope 2 – location based
32.048
26.965
26.026
13
Green-house gas – gas ad effetto serra
14
I dati del biennio precedente sono stati aggiornati per renderli comparabili con l’anno 2021 in cui sono state calcolate le emissioni Scope 2 secondo il
metodo Location based ed il metodo Market based. Per il calcolo delle emissioni è stato utilizzato il GHG Emissions Calculation tool, le cui fonti dei fattori
emissivi sono le seguenti:
Scope 1, carburanti: EPA, "Emission Factors for Greenhouse Gas Inventories" 2018;
Scope 1, gas refrigeranti: European regulation Fgas 517-2014;
Scope 2, vapore: EPA, "Emission Factors for Greenhouse Gas Inventories" 2018;
Scope 2, Energia elettrica location based: Isprambiente, "Fattori di emissione atmosferica di gas a effetto serra nel settore elettrico nazionale e nei principali
Paesi Europei", Ed. 2020;
Scope 2 2021, Energia elettrica market based: AIB European Residual Mixes 2018 v1.2 (published July 2019).
Scope 2 2022: Energia elettrica market based: AIB European Residual Mixes 2021 v1.0 (published May 2022);
15
Il dato delle emissioni Scope 1 2021 e 2022 include, a differenza del 2020, la flotta delle auto aziendali e le emissioni dovute all’utilizzo delle sostanze
climalteranti negli impianti di refrigerazione.
83
Totale Emissioni
(market based)
91.105
88.244
85.552
Totale Emissioni
(location based)
81.800
74.321
71.990
Le emissioni in atmosfera prodotte dal Gruppo sono strettamente legate al consumo elettrico, al consumo di
gas naturale, all’utilizzo di combustibili fossili e alle emissioni derivanti dalle sostanze climalteranti presenti
nelle celle frigorifere.
Il totale delle emissioni risulta cresciuto, seguendo un trend costante che va di pari passo con la crescita del
Gruppo. Tra il dato 2021 ed il dato 2022, infatti, l’aumento è giustificato dal consolidamento per l’intero anno
della società inglese Symington’s (in precedenza consolidata soltanto per 5 mesi).
Per fornire una indicazione della performance nel triennio rapportata al fatturato è stata riportata di seguito
l’intensità carbonica, in calo dell’8,6% rispetto al precedente anno.
Intensità carbonica
Tabella 13 Intensità carbonica [
GRI 305-4
]
Formula
Valori Assoluti
Indice di Intensità
Carbonica
% Variazione YoY
FY 2022
Totale emissioni (Tco
2
e)
91.105
=
0,1952
-8,6%
Totale prodotto realizzato
(ton)
466.117
FY 2021
Totale emissioni (Tco
2
e)
88.244
=
0,2135
-
Totale prodotto realizzato
(ton)
413.279
Tabella 14 Intensità carbonica calcolata come rapporto tra energia consumata e fatturato [
GRI 305-4
]
Formula
Valori Assoluti
Indice di Intensità
Energetica
% Variazione YoY
FY 2022
Totale emissioni (Tco2e)
91.105
=
122,93
-12,90%
Fatturato (mln €)
741,094
FY 2021
Totale emissioni (Tco
2
e)
88.244
=
141,14
-14,72%
Fatturato (mln €)
625,226
FY 2020
Totale emissioni (Tco
2
e)
85.552
=
165,50
-13,67%
Fatturato (mln €)
516,943
Per il secondo anno consecutivo, in virtù della condotta ambientale tenuta dal Gruppo tra il 2021 ed il 2022,
è stato anche ottenuto un riconoscimento da un importante studio effettuato da Statista (piattaforma digitale
tedesca che gestisce uno dei principali portali di statistica e business intelligence al mondo) e pubblicato sul
quotidiano Corriere della Sera. Il Gruppo risulta, infatti, essere tra le aziende italiane più attente al clima, grazie
al miglioramento del rapporto tra le emissioni di CO2 ed il fatturato.
84
Piano spostamento casa-lavoro
Il Gruppo, in particolare per i principali stabilimenti italiani a ridosso di aree metropolitane, pone attenzione
agli spostamenti quotidiani dei dipendenti che si recano al lavoro e redige un Piano degli Spostamenti Casa-
Lavoro. Tale Piano mira a promuovere la riduzione dell’uso dei veicoli a motore individuali negli spostamenti
sistematici casa-lavoro, favorendo, quindi, il decongestionamento del traffico veicolare e riducendo il
conseguente impatto ambientale. Il Gruppo, per fare ciò, ha innanzitutto realizzato un’indagine interna
finalizzata a monitorare le abitudini di spostamento casa-lavoro del personale ed a sensibilizzare su tale
tematica. A seguito dell’indagine, sono state prese in considerazione varie iniziative volte a favorire una
mobilità più sostenibile, aggiornate nel corso del tempo sulla base degli esiti di periodiche indagini presso i
dipendenti, con l’obiettivo di monitorare il trend degli spostamenti a seguito delle attività di sensibilizzazione
avviate e delle misure adottate.
Gestione dell’acqua ed utilizzo delle risorse idriche
[GRI 303-1]; [GRI 303-2]
La risorsa idrica è un bene prezioso ed un uso responsabile di questa è tra i principi di base per la tutela e la
salvaguardia dell’ambiente. Il Gruppo utilizza l’acqua sia come materia prima, ad esempio nella produzione di
pasta secca, prodotti da forno ed alcuni piatti pronti, sia per il raffreddamento, il risciacquo ed il lavaggio degli
impianti produttivi e dei macchinari, essenziale per garantire elevati standard igienico-sanitari. In minori
quantità l’acqua è, inoltre, utilizzata per garantire i servizi igienici ai collaboratori. Con la volontà di limitare il
più possibile gli sprechi e di ottimizzare l’utilizzo dell’acqua, le società del gruppo hanno previsto un sistema
di monitoraggio che permetta una gestione quanto più efficiente della risorsa idrica.
Le risorse idriche utilizzate dal Gruppo provengono prevalentemente da acque sotterranee, emunte da pozzi
di proprietà, o da acque fornite dalla rete idrica pubblica. Nel rispetto degli standard normativi per l’industria
alimentare, il Gruppo utilizza unicamente acqua potabile tra gli ingredienti.
Il Gruppo pone particolare attenzione allo smaltimento delle acque reflue per evitare che possano manifestarsi
danni all’ambiente causati da un improprio svolgimento di tale attività. Gli scarichi idrici, infatti, sono gestiti
nel pieno rispetto delle normative in vigore nei vari stati in cui gli stabilimenti sono situati.
La modalità di gestione delle acque reflue si differenzia da sede a sede sulla base dei diversi processi di
produzione e, conseguentemente, delle differenti modalità di gestione. Prima dello scarico, le acque reflue
vengono, all’occorrenza, trattate in impianti di depurazione biologica o chimico-fisica, sia interni al Gruppo
che di enti terzi, al fine di abbattere le impurità e la concentrazione dei parametri di inquinamento. Gli scarichi
idrici industriali, infatti, devono rispettare valori limite previsti dalle normative in vigore.
Le risorse idriche, sia in ingresso che in uscita, sono sottoposte periodicamente a prelievi ed analisi di routine
eseguiti generalmente da laboratori qualificati. Tra gli interventi per efficientare lo sfruttamento idrico, lo
stabilimento di Vicenza ha da tempo implementato un sistema di recupero attraverso l’installazione di due
serbatoi che permettono di recuperare acqua tra i diversi processi di lavaggio, limitando prelievi e scarichi.
Nella sede di Firenze, invece, al fine di ridurre il consumo dell’acqua nei processi di lavorazione del latte è
stato installato un impianto di potabilizzazione che, in un anno, permette il recupero di 30.000 m³ d’acqua,
un volume pari a 12 piscine olimpioniche. Lo stabilimento di Rapallo, in aggiunta alle analisi dell’Ente gestore,
prevede ulteriori controlli periodici in autocontrollo per verificare il rispetto dei parametri delle acque reflue
scaricate nella rete fognaria pubblica.
85
La tabella che segue mostra i prelievi idrici del Gruppo relativi all’anno 2022, suddivisi per tipologia e per
fonte di approvvigionamento. Operando la maggior parte degli stabilimenti in aree considerate dal WRI
(World Resource Institute) a stress idrico alto o estremamente alto, la risorsa idrica proveniente da queste aree
è di 848.035 m³, ovvero circa il 20% del totale delle acque prelevate. Tra gli stabilimenti in tali aree
16
vi sono
quelli di Bologna, Fara San Martino (CH), Corte de Frati (CR), Eboli, Salerno, Sansepolcro, Firenze.
Tabella 15 Prelievo idrico [
GRI 303-3
]
17
Fonti idriche - m3
2022
2021
2020
< 1000 mg/L
< 1000 mg/L
< 1000 mg/L
Acque di superficie
4.477
3.939
34.647
Acque sotterranee
3.314.447
3.007.983
2.779.903
Acquedotto pubblico o acqua fornita da
società di gestione dei servizi idrici
819.941
758.072
464.306
Totale acqua prelevata
4.138.865
3.769.994
3.278.856
Nel 2022, come negli anni precedenti, è stata prelevata esclusivamente acqua dolce (con ≤1.000 mg/l di solidi
disciolti totali). In virtù del consolidamento, per l’interno anno 2022, di Symington’s, il Gruppo ha riscontrato
un aumento dei prelievi d’acqua rispetto al biennio precedente.
16
Tutti gli altri stabilimenti del Gruppo operano in aree considerate a rischio di stress idrico medio-alto o inferiore.
17
A seguito di affinamenti nell’attività di calcolo del prelievo di acqua, le risorse idriche prelevate nel 2020 risultano essere unicamente acque dolci.
86
Gestione dei rifiuti e sversamenti
Al fine di ridurre l’impatto dei rifiuti prodotti dalle attività del Gruppo sull’ambiente ed ottimizzare il recupero
degli scarti di produzione e delle eccedenze, l’Azienda è alla costante ricerca di soluzioni efficaci ed efficienti.
Tra i vari fronti, oltre all’efficientamento del processo industriale, misurato e monitorato costantemente, vi
sono iniziative condotte per valorizzare la circolarità dell’economia del Gruppo, fermo restando l’importanza
di una accurata differenziazione dei rifiuti prodotti per favorirne il riciclo.
In più della metà delle sedi, la quota di rifiuti non destinati a smaltimento, ma riciclata o recuperata è superiore
al 90%. Tale risultato è stato conseguito dagli stabilimenti di:
• Bologna
• Corte de’ Frati (CR)
• Eboli (SA)
• Firenze
• Lodi
• Mannheim
• Ozzano Taro
• Reggio Emilia
• Vicenza
Tra questi, negli stabilimenti di Bologna, Corte de’ Frati (CR), Mannheim e Ozzano Taro la quota di rifiuti
destinati a riciclo o recupero (dunque non destinati allo smaltimento) raggiunge, addirittura, il 100%. Per
diminuire la produzione dei rifiuti, inoltre, la quasi totalità degli scarti e delle eccedenze di origine animale e
vegetale, nel corso del 2022, è stata reimpiegata nella zootecnia per supportare le pratiche di economia
circolare del settore.
I rifiuti smaltiti provengono principalmente dai processi produttivi ed il Gruppo, nell’ottica del miglioramento
continuo, ha implementato nel corso degli anni un sistema di monitoraggio costante e puntuale finalizzato a
quantificare i rifiuti e tracciarne la modalità di recupero e smaltimento. La gestione dello smaltimento si basa
su procedure specifiche, in conformità alle disposizioni di legge dei vari stati in cui gli stabilimenti del Gruppo
sono situati.
La tabella sintetizza la quantità di rifiuti prodotta nel triennio passato e la modalità di smaltimento degli stessi.
Tabella 16 Rifiuti per tipologia e per smaltimento [
GRI 306-3
]
18
Rifiuti –
Tonnellate
2022
2021
2020
Pericolosi
Non
Pericolosi
Totale
Pericolosi
Non
Pericolosi
Totale
Pericolosi
Non
Pericolosi
Totale
Smaltimento
46
2.290
2.336
43
1.588
1.631
32
1.315
1.347
Riciclo
29
10.531
10.560
25
9.050
9.075
21
6.088
6.109
18
I rifiuti presentati nella precedente DNF come destinati a Inceneritore, Discarica e a Depuratore Consortile sono ora stati riclassificati sotto alla voce
Smaltimento.
87
Totale
75
12.821
12.896
68
10.638
10.706
53
7.403
7.456
A seguito degli aggiornamenti degli standard GRI, le voci di rendicontazione dell’indicatore 306-3 sono state
oggetto di modifiche. Per una maggiore comparabilità del dato, le informazioni sono riportate sia secondo la
scorsa edizione degli standard sia secondo l’aggiornamento 2021.
Tabella 17 Rifiuti pericolosi e non pericolosi
[GRI 306-4]; [GRI 306-5]
Rifiuti non pericolosi FY2022
Non destinati a smaltimento
Smaltiti presso sito esterno
Totale
Altre operazioni di recupero
3.747
0
3.747
Altre operazioni di smaltimento
0
1.061
1.061
Conferimento in discarica
0
334
334
Incenerimento (con recupero di energia)
0
0
0
Incenerimento (senza recupero di
energia)
0
895
895
Preparazione per il riutilizzo
0
0
0
Riciclo
6.784
0
6.784
Totale
10.531
2.290
12.821
Rifiuti pericolosi FY2022
Non destinati a smaltimento
Destinati a smaltimento presso
un sito esterno
Totale
Altre operazioni di recupero
0
0
0
Altre operazioni di smaltimento
0
17
17
Conferimento in discarica
0
26
26
Incenerimento (con recupero di energia)
0
0
0
Incenerimento (senza recupero di
energia)
0
3
3
Preparazione per il riutilizzo
0
0
0
Riciclo
29
0
29
Totale
29
46
75
Nel corso del 2022, è stato registrato un incremento dei rifiuti prodotti dal Gruppo dovuto principalmente
all’aumento del perimetro di rendicontazione. Grazie alle pratiche virtuose che favoriscono il riciclo degli
scarti, nonché l’attenzione alla gestione di questi, la quota di rifiuti riciclati o recuperati ammonta all’82%.
[GRI 2-27] Nel corso del 2022, il Gruppo ha registrato quattro sanzioni, per un importo totale di 22.971 €,
a seguito del superamento dei limiti di scarico in pubblica fognatura. Tali sanzioni non hanno comportato
conseguenze rilevanti.
88
LOTTA ALLO SPRECO
La lotta allo spreco alimentare può contribuire in maniera significativa alla riduzione degli impatti ambientali.
Ad esso è, infatti, attribuito il 6% delle emissioni di gas serra globali
19
. Il Gruppo ha intrapreso varie attività
volte alla riduzione degli sprechi alimentari, concorrendo, quindi, alla promozione di comportamenti virtuosi
per favorire l’economia circolare.
Tra queste attività, vi è la partecipazione al progetto TECH4MILK. In collaborazione con l’Università degli
Studi di Torino e l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, Centrale del Latte d’Italia ha messo a
disposizione risorse umane, competenze e avanzati impianti per la sterilizzazione del latte al fine di ottimizzare
i processi di trattamento termico di latte UHT. Tale progetto è finalizzato ad estendere la shelf-life del latte
UHT e di ridurre, quindi, la quantità di bevanda scartata a causa del superamento della data di scadenza.
Il Gruppo, inoltre, nell’ottica di valorizzare i prodotti prossimi alla scadenza, devolve le eccedenze a supporto
delle persone in difficoltà. I prodotti in scadenza, ma ancora perfettamente idonei al consumo, sono donati
gratuitamente ai più bisognosi attraverso associazioni ed enti caritatevoli del territorio come, ad esempio,
Banco Alimentare.
Sempre nell’ottica di contribuire alla lotta agli sprechi, la società Centrale del Latte d’Italia, ha implementato
nuove linee produttive e di confezionamento del latte fresco e UHT che garantiscono la riduzione dei materiali
di scarto e maggiori possibilità di riciclo.
PACKAGING SOSTENIBILE
Per la realizzazione dei propri prodotti, il Gruppo impiega prevalentemente materia prima di origine vegetale
o animale, ad essa si aggiungono i materiali di packaging e gli imballaggi, necessari per preservare i prodotti
durante le fasi di distribuzione e vendita e per assicurare ai consumatori finali la qualità, la sicurezza, la bontà,
e la corretta conservazione nel tempo e contribuiscono, quindi, a ridurre i rifiuti alimentari. Si stima, infatti,
che nei paesi con reddito medio-alto, ben il 67% dello spreco alimentare avvenga nelle case
20
, talvolta per
effetto di una cattiva conservazione dovuta al packaging. Una confezione funzionale allunga la shelf-life
dell’alimento, permette di acquistare la quantità appropriata e aiuta nell’interpretazione della data di scadenza
informando sulla corretta modalità di conservazione. Gli imballi sono, quindi, fondamentali per supportare la
lotta allo spreco alimentare.
Le normative in vigore riguardanti i materiali a contatto con gli alimenti impongono, talvolta, una ridotta
libertà di scelta per il Gruppo, tuttavia, si ritiene che implementare soluzioni sempre più responsabili sia di
fondamentale importanza. In virtù delle crescenti iniziative di consumatori ed enti governativi volte alla
riduzione degli impatti ambientali del packaging e alla luce della Plastics Strategy presentata dall’Unione
Europea, l’adozione di un packaging sostenibile, può creare per il settore privato nuove opportunità di
innovazione e competitività, concorrendo al raggiungimento di un’economia circolare.
In tale contesto, la sostenibilità del packaging rappresenta per il Gruppo un percorso di continuo
miglioramento per limitare il proprio impatto ambientale senza rinunciare alle caratteristiche di sicurezza,
resistenza e durata degli imballi. L’Impresa persegue questo obiettivo attraverso un impegno che si snoda su
più fronti:
19
Ritichie, H. (2020). Food waste is responsible for 6% of global greenhouse gas emissions. Tratto da Our World in Data: https://ourworldindata.org/food-
waste-emissions
20
United Nations Environment Programme (2021). Food Waste Index Report 2021. Nairobi.
89
• utilizzare materiali riciclati, riciclabili e rinnovabili, moderando l’utilizzo di materiali vergini;
• ridurre in termini assoluti la quantità del materiale degli imballaggi;
• ridurre le tipologie di materiale impiegate;
• scegliere i materiali in maniera responsabile.
In quest’ottica, la Centrale del Latte di Torino ha da tempo aderito al CORIPET, un consorzio volontario per
il riciclo di bottiglie in plastica PET. Grazie a questa sinergia, oggi, tutte le bottiglie di latte fresco ed ESL
21
in
plastica PET dei marchi Tapporosso e Latte Tigullio (prodotti nello stabilimento di Torino) provengono da
plastica riciclata rPET, un materiale leggero, ad elevata resistenza e, a sua volta, riciclabile. Anche lo
stabilimento di Vicenza sta introducendo le confezioni in rPET su una selezione di prodotti, come il latte ESL
e l’UHT
22
ad alta digeribilità.
Il Gruppo ha, inoltre, incrementato l’utilizzo di materiali innovativi e rinnovabili per gli imballaggi. Lo
stabilimento di Firenze, per le confezioni da 1 litro di latte fresco ed ESL a marchio Mukki, utilizza il Tetra
Rex Plant Based
23
, materiale rinnovabile composto da cartone e plastica di origine vegetale, ottenuta dalla
canna da zucchero. Anche i marchi Tapporosso e Latte Tigullio hanno lanciato la confezione in Tetra Rex
Plant-based per la linea di latte Bio ESL. Rispetto alle vecchie confezioni, l’adozione del nuovo packaging
permette una riduzione della CO2 emessa. Dal 2021 le confezioni in Tetra Rex Plant-based del marchio Mukki
sono certificate ad emissioni zero da Carbon Trust. Tale riconoscimento è in corso anche per il marchio
Tapporosso. Con l’adozione delle confezioni in Tetra Rex Plant-based, Mukki ha modificato anche gli imballi
secondari, passando dai cestelli in plastica alle scatole in cartone e riducendo così l’utilizzo annuo di plastica.
Tra le varie iniziative volte ad utilizzare materiali alternativi alla plastica, Centrale del Latte d’Italia S.p.A. ha
adottato vasetti in carta completamente riciclabile sulla linea di yogurt 100% naturale (prodotti con i marchi
Mukki, Tapporosso, Latte Tigullio e Centrale del Latte Vicenza). Le confezioni in carta brown, anch’esse
certificate ad emissioni zero, sono un’altra importante novità adottata dal Gruppo. La carta brown, non
sbiancata chimicamente, più leggera e totalmente riciclabile è stata introdotta sulle linee LAATTE (a marchio
Tapporosso e Latte Tigullio) e Latte del Parco (a marchio Centrale del latte Salerno). Su quest’ultima linea,
certificata anch’essa carbon neutral, il packaging svolge anche l’importante funzione di informare il
consumatore sull’origine ed il percorso del latte. Tramite un codice QR si può, infatti, risalire all’orario e alle
stalle di mungitura e conoscere la storia ed il territorio delle aziende agricole conferenti.
Il Gruppo pone particolare attenzione anche alla gestione responsabile delle materie prime del packaging: il
99% delle confezioni utilizzate da Centrale del Latte d’Italia è realizzato con carta certificata FSC e ricavata,
quindi, da foreste gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Anche all’interno del mondo pasta e prodotti da forno, sono attualmente in corso investimenti volti ad
innovare gli attuali imballaggi nell’ottica di una migliore performance ambientale. Tra i vari progetti in fase di
test, vi sono, ad esempio, la realizzazione di un incarto per fette biscottate riciclabile e compostabile e
l’adozione di confezioni per pasta secca di vari formati realizzate con il 30% di materiali plastici riciclati.
Confezioni di carta certificata FSC sono già da tempo utilizzate dal brand Pezzullo su tutte le linee di pasta.
Pezzullo pone attenzione anche alla sostenibilità del packaging secondario: la collaborazione con la rete 100%
21
Extended Shelf Life – Latte a lunga durata
22
Ultra High Temperature – Latte a lunga conservazione
23
Le confezioni Tetra Rex Plant-based sono prodotte dall’azienda Tetra Pak che opera nell’ambito di soluzioni per il trattamento ed il confezionamento
degli alimenti.
90
Campania
24
, ha permesso di utilizzare cartoni per il trasporto della pasta realizzati con carta e cartone
provenienti dalla raccolta differenziata di cittadini e aziende del territorio campano. Recentemente, anche la
controllata inglese Symington’s ha innovato il packaging dei prodotti, passando all’utilizzo di imballaggi
riciclabili sulla linea Sachets di prodotti a marchio Mugshot e su altre linee private label. Nello stesso anno,
Symington’s ha ottenuto la certificazione FSC Chain of Custody per i propri imballaggi in carta.
24
100% Campania è una rete formata da sei aziende campane appartenenti alla filiera della carta e del packaging con l’obiettivo di sviluppare imballaggi e
supporti ecologici e sostenibili a partire dal macero della raccolta differenziata di carta e cartone del territorio.
91
ASPETTI SOCIALI
QUALITÀ, SICUREZZA E TRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI
Da sempre, tra gli obiettivi primari del Gruppo, vi è la garanzia della qualità e della sicurezza dei prodotti
offerti, assicurate grazie ad un’attenta selezione delle materie prime, a numerosi controlli effettuati sul
prodotto durante tutte le fasi del processo produttivo, al controllo approfondito delle modalità di
distribuzione, al coinvolgimento di tutti i collaboratori in attività di sensibilizzazione su tali materie ed a
significativi e costanti investimenti nella ricerca e nello sviluppo, volti a migliorare i prodotti offerti tanto a
livello nutrizionale, quanto nel gusto. Al fine di assicurare il presidio costante di tutti gli aspetti relativi alla
qualità e alla sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, il Gruppo si è dotato di una Politica della Qualità,
supportata da un sistema di gestione e da funzioni interne specifiche incaricate di presidiare il tema.
Le attività di presidio sulla qualità e sulla sicurezza alimentare riguardano tutte le fasi della filiera con azioni di
prevenzione e controllo sugli eventuali rischi, sia già noti che emergenti. L’adozione di un tale sistema di
gestione permette, quindi, al Gruppo, di garantire al consumatore finale un prodotto sicuro, qualitativo e
conforme agli standard e alle normative vigenti in tutti i paesi in cui opera.
L’Azienda assicura la qualità e la sicurezza dei prodotti offerti già a partire dalla fase di selezione dei fornitori,
la cui qualifica si fonda su rigorosi processi di valutazione e selezione, approfonditi anche nella sezione
precedente. L’adeguatezza dei requisiti di approvvigionamento è formalizzata nei capitolati e nei contratti
delineati con i fornitori e verificata tramite continui ed efficaci controlli volti a monitorare gli indicatori di
qualità e di sicurezza alimentare. Nel momento in cui le materie prime arrivano allo stabilimento, infatti,
vengono effettuate le prime analisi sul prodotto, per consentirne l’accettazione o l’eventuale rifiuto qualora
siano presenti difformità rispetto ai parametri previsti. Il Gruppo promuove la qualità e la sicurezza alimentare
dei prodotti offerti anche attraverso regolari audit interni sui processi produttivi, finalizzati ad accertare le
adeguate condizioni igieniche ed i corretti requisiti strutturali dei siti produttivi, identificando prontamente le
potenziali aree di intervento e di miglioramento. In tale ottica, all’interno degli stabilimenti vengono
organizzate quotidianamente valutazioni sulla qualità e sicurezza dei prodotti finiti per verificare che il
processo produttivo abbia rispettato i criteri prestabiliti.
L’elevato livello di sicurezza alimentare è ottenuto anche grazie all’efficace adozione di sistemi di controllo e
protocolli, tra cui la metodologia HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points), che consente di gestire i
potenziali rischi noti e regolati dalle normative derivanti da contaminanti di natura chimica, fisica, biologica e
microbiologica, o il sistematico monitoraggio della sicurezza degli imballaggi, verificata attraverso scrupolosi
controlli sul prodotto finito volti a minimizzare il potenziale rischio di migrazione di sostanze nocive, come
MOSH, MOAH e bisfenolo A. L’Azienda, inoltre, ha delineato, nel corso degli anni, uno strutturato sistema
per la prevenzione ed il contrasto delle frodi alimentari e dei prodotti seguendo le linee guida di alcuni standard
internazionali, tra cui l’International Food Safety Standard (IFS). Il processo si sviluppa su più fasi:
• identificare, lungo tutta la filiera, le potenziali criticità riguardanti le attività fraudolente;
• valutare la vulnerabilità di ogni categoria di materie prime, ingredienti o materiali per il
confezionamento, attribuendo un livello di rischio;
• sviluppare ed implementare un piano per la mitigazione delle frodi, delineando azioni di mitigazione
specifiche per ogni stabilimento e sulla base del livello di rischio;
• revisionare ed aggiornare la vulnerabilità su base annuale o ad ogni modifica dei livelli di rischio
identificati.
92
L’impegno del Gruppo si traduce anche nella costante attenzione alle fasi di lavorazione del prodotto: rispetto
alla trasformazione dei prodotti lattiero-caseari e alla produzione di pasta secca, l’Azienda segue rigorosamente
regolamenti e disciplinari di produzione con l’obiettivo di offrire al consumatore finale un prodotto sicuro,
genuino e rispettoso delle tradizioni. Sulle linee di instant food, baby food e prodotti da forno, invece, vi sono
continue attività di riformulazione delle ricette esistenti e di creazione di nuovi prodotti, finalizzate a ricercare
un continuo miglioramento in termini di sicurezza, qualità e bontà, anche dal punto di vista nutrizionale.
La tracciabilità delle materie prime e degli ingredienti è uno degli altri elementi chiave che assicurano al
Gruppo ed ai consumatori elevati standard di qualità e di sicurezza alimentare. Le filiere, infatti, sono sistemi
complessi ed articolati, pertanto è necessario fornire le opportune garanzie rispetto alle misure di controllo e
gestione implementate per mitigare i rischi a cui le materie prime potrebbero andare incontro lungo il loro
percorso, fino al consumatore finale. Anche in vista delle crescenti richieste del consumatore, sempre più
attento alla tracciabilità e alla sicurezza dei prodotti acquistati, l’Azienda collabora costantemente con i diversi
attori della catena di fornitura al fine di individuare le cause di potenziali rischi e, all’occorrenza, operare
misure adeguate ad evitare che eventuali problemi si presentino.
Certificazioni
Per il Gruppo, l’ottenimento di certificazioni, cogenti o di carattere volontario, rappresenta sia una spinta al
continuo miglioramento, sia un modo per implementare un sistema di specifici presidi lungo tutte le fasi del
ciclo di approvvigionamento e produttivo. L’Azienda, infatti, attraverso le certificazioni, si impegna a
soddisfare le molteplici esigenze dei consumatori rispetto a tematiche sociali ed ambientali ed a ricercare
elevati standard qualitativi e di sicurezza al fine di valorizzare le caratteristiche dei prodotti offerti.
Il Gruppo possiede, in totale, 164 certificazioni. Il numero medio di certificazioni per ogni stabilimento
25
è
9,1.
Tutti gli stabilimenti delle società Newlat Food e Centrale del Latte d’Italia sono in possesso della
certificazione ISO 9001:2015 sul sistema di gestione della qualità, che consente di perseguire il miglioramento
continuo dei processi e delle prestazioni aziendali, permettendo, quindi, all’Azienda, di assicurare ai propri
clienti e consumatori il mantenimento, nel tempo, della qualità dei prodotti offerti. Sempre nell’ottica di
assicurare standard qualitativi ben definiti, più della metà degli stabilimenti del Gruppo ha ottenuto le
certificazioni BRCGS e IFS con l’obiettivo di rafforzare e promuovere la sicurezza alimentare lungo tutta la
catena del valore. Il Gruppo è in possesso, inoltre, di certificazioni “biologico”, che assicurano una
coltivazione priva di pesticidi o agenti chimici, la tracciabilità delle materie prime e processi di lavorazione e
commercializzazione in linea con determinati standard, sia sulla linea latte che sulla linea pasta. Su entrambe
le linee, vi sono anche accreditamenti sulla rintracciabilità di filiera, come la certificazione ISO 22005:2008,
che attesta la provenienza 100% italiana delle materie prime latte e semola. L’Azienda ha, infine, ottenuto la
certificazione Non-GMO Project, che attesta l’assenza di organismi geneticamente modificati (OGM) dalla
linea di bevande vegetali. L’ottenimento di tale certificazione ha permesso all’Azienda, tra le poche realtà
italiane ad esserne in possesso, di configurarsi come un interlocutore di riferimento per i player del settore di
alimenti vegetali. Oltre alle certificazioni sui prodotti e sulla filiera, vi sono accreditamenti ISO 17025:2018 su
tre laboratori del Gruppo, ovvero quelli presso gli stabilimenti di Ozzano Taro, Salerno e Firenze.
Nell’ottica di un continuo miglioramento ed armonizzazione dei processi aziendali, elemento che si rende
necessario dal momento che la crescita del Gruppo ha comportato una crescita dei siti produttivi, ognuno dei
25
Esclusi i Depositi
93
quali già dotato di sistemi di gestione propri, è stata definita una politica di Gruppo ed è in atto un processo
di uniformazione dei sistemi in essere sotto un coordinamento centrale.
[GRI 416-2] L’impegno a garantire elevati standard di qualità e di sicurezza alimentare si riflette, anche, nel
contenuto numero di incidenti di non conformità riguardanti gli impatti sulla salute e sulla sicurezza dei
prodotti offerti. Grazie all’efficacia dei numerosi controlli, nel corso del 2022, sono stati registrati sette episodi
di non conformità a codici volontari, in calo del 56,25% rispetto allo scorso anno. La gran parte di questi
episodi ha dato luogo a ritiri qualitativi effettuati in autocontrollo, mentre l’unico richiamo è avvenuto su un
prodotto commercializzato realizzato da terzi. Data la lieve entità degli episodi di non conformità registrati,
nell’intero triennio, all’Azienda non è stata inflitta alcuna sanzione amministrativa o penale.
94
ASCOLTO E TUTELA DEL CONSUMATORE
Tra gli obiettivi che il Gruppo si pone, vi è quello di ascoltare e soddisfare i bisogni e le esigenze dei
consumatori dal momento che le abitudini di acquisto si stanno spostando verso un consumo più consapevole
e responsabile. Da un lato, alla luce di un contesto in cui si parla sempre di più di sviluppo sostenibile, i
consumatori pongono una crescente attenzione all’impatto ambientale e sociale della propria dieta. Si sta
assistendo, infatti, ad un veloce cambiamento delle abitudini alimentari in virtù di scelte orientate ad una
maggiore consapevolezza riguardo a pratiche agricole rispettose di ambiente e territorio e del benessere
animale. Dall’altro lato, anche in seguito alla condizione pandemica dell’ultimo biennio, vi è una crescente
attenzione alle modalità di produzione del cibo, inteso come fattore determinante della salute e del benessere
di ognuno. Il Gruppo ha da sempre promosso uno stile alimentare sano ed equilibrato, infatti la produzione
dell’Azienda si basa principalmente su alimenti come il latte, prodotti lattiero-caseari non stagionati, pasta ed
altri prodotti da forno poco raffinati: tutti cibi alla base della piramide alimentare, per cui è consigliato il
consumo giornaliero. Oggi, però, i consumatori sono sempre più attenti anche alla provenienza, alla qualità e
agli impatti che generano i prodotti alimentari, pertanto il Gruppo dedica costanti investimenti in progetti
volti a soddisfare consumatori sempre più sensibili alle tematiche ambientali e nutrizionali.
Da un lato, sono state apportate innovazioni sui materiali usati per il packaging dei prodotti, tema
approfondito nei paragrafi precedenti. Parallelamente, sono state realizzate linee di prodotto proveniente da
allevamenti in possesso di attestazione sul benessere animale, biologico, proveniente da materia prima locale,
come riconoscenza dell’impegno per la valorizzazione e la tutela del territorio.
L’ampia gamma di prodotti offerti permette, inoltre, di soddisfare i consumatori con precise esigenze
nutrizionali.
Per le fasce di consumatori che necessitano di specifici nutrienti, il marchio Mukki ha lanciato linee di prodotti
infant formula sviluppate in collaborazione con esperti in nutrizione infantile come Mukki Bimbo, contenente
un mix di ingredienti accuratamente selezionati per la fascia d’età da 1 a 3 anni e realizzato rispettando un
disciplinare ancora più stringente rispetto a quello in essere per la prima infanzia. Si aggiungono a questa altre
linee special, come il latte Mukki Donna, arricchito con vitamine e minerali a supporto delle specifiche
esigenze nutrizionali femminili, ed il latte Mukki Training, ad elevato contenuto di proteine destinato al target
degli sportivi.
Vi sono, poi, prodotti formulati per i consumatori con particolari esigenze nutrizionali dovute a intolleranze
o allergie. Tra questi, la linea LAATTE, realizzata selezionando materia prima esclusivamente con proteina
betacaseina A2, che accresce la naturale digeribilità del latte, linee di prodotti delattosati, come Latte Zero,
pensato per chi è intollerante al lattosio. Per i consumatori che seguono una dieta priva di glutine, tra le ultime
novità, vi è il lancio della gamma Delverde Gluten Free e della gamma Delverde 100% Legumi.
Il Gruppo si propone di soddisfare anche i consumatori con esigenze nutrizionali legate a motivi etici, culturali
e religiosi. La nuova linea Naked ULTIMATE, noodles 100% vegani e la linea di bevande e dessert vegetali
Cuore Veg sono, infatti, pensate per chi predilige un’alternativa ai prodotti di origine animale. Il Gruppo è,
inoltre, in possesso di certificazioni halal e kosher che assicurano il pieno rispetto di regole e tradizioni
alimentari.
Infine, per i consumatori che ricercano il benessere attraverso la propria alimentazione, vi sono prodotti
funzionali, probiotici, integrali, a basso contenuto di grassi e iperproteici. Tra questi, la linea di latte Benessere
a marchio Mukki, arricchita con nutrienti per la salute del cuore e delle ossa, lo yogurt Flora Plus lanciato da
95
Centrale del Latte di Vicenza e contenente la vitamina B6 che contribuisce al buon funzionamento delle difese
immunitarie, la linea di pasta integrale Delverde o i noodle istantanei a marchio Naked realizzati con
ingredienti di origine naturale. Tra le novità di quest’anno vi è il lancio della nuova tipologia di pasta
iperproteica Delverde High Protein.
Tutela del consumatore nel rispetto delle normative vigenti
Un’ampia gamma di prodotti offerti ed una costante ricerca per garantire la massima soddisfazione al cliente
comporta vari rischi, tra questi quelli normativi legati all’etichettatura di numerosi prodotti, così come quelli
legati alla qualità di processo e di prodotto, o quelli legati alla comunicazione nei confronti di clienti e
consumatori per promuovere gli articoli.
[GRI 417-2]; [GRI 417-3] La tutela del consumatore è il risultato di un attento processo che, perseguendo
attività di marketing ed etichettatura responsabili non ha portato a sanzioni nel corso del 2022. Il Gruppo
garantisce informazioni accurate, trasparenti, complete e veritiere, reperibili direttamente sulle confezioni dei
prodotti o sui siti internet del Gruppo e dei vari marchi, in modo da consentire al consumatore una decisione
razionale e consapevole. In particolare, conscio dell’importanza di un corretto uso dei mezzi pubblicitari,
l’Azienda incoraggia l’adozione di standard di elevata responsabilità e di trasparenza nella promozione dei
propri prodotti.
[GRI 418-1] Il Gruppo, infine, pone grande attenzione alla tutela dei dati dei clienti e dei consumatori,
evitando ogni uso improprio di tali informazioni, nel rispetto delle normative di riferimento. Nel corso del
2022 non sono pervenute denunce riguardanti la violazione della privacy dei clienti e/o la perdita di dati dei
clienti.
96
VALORIZZARE IL TERRITORIO E LE COMUNITÀ IN CUI IL GRUPPO OPERA
L’attività industriale del Gruppo è strettamente legata ai territori ed alle comunità in cui è presente. Da sempre,
l’Azienda si impegna a promuovere molteplici iniziative volte alla valorizzazione e allo sviluppo delle comunità
locali e del territorio. Le attività intraprese a supporto della collettività permettono così di rafforzare il legame
con il territorio e di restituire la fiducia che i consumatori ripongono nel marchio. Nel corso del 2022, il
Gruppo ha concretizzato tale legame attraverso numerose iniziative e progetti di varia natura come donazioni,
sponsorizzazioni, omaggi di prodotto e partnership con enti locali o università finalizzati al supporto di
iniziative e attività volte a sensibilizzare e, talvolta anche a formare adulti e bambini, consumatori e non
consumatori.
Il Gruppo collabora, infatti, con enti di beneficienza, parrocchie ed altre associazioni quali Banco Alimentare,
Caritas, Croce Rossa Italiana e Protezione Civile per supportare le persone in difficoltà attraverso l’elargizione
di generi alimentari. Tra gli altri progetti volti al supporto delle comunità locali, Centrale del Latte di Vicenza
ha partecipato alla realizzazione di una Banca del Latte Umano Donato (BLUD) allestendo un laboratorio
specifico per la pastorizzazione ed il congelamento del latte materno umano da destinare ai bambini nati
prematuri della terapia intensiva neonatale dell’Ospedale di S. Bortolo di Vicenza. Inoltre, nel 2022, in seguito
ad un finanziamento erogato dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), lo stabilimento di Reggio
Emilia ha realizzato più di un milione e ottocento mila litri di latte UHT come aiuto alimentare agli indigenti
in Italia.
Nell’ottica di promuovere il benessere, la solidarietà e la coesione sociale, il Gruppo ha supportato iniziative
sociali e culturali quali convegni ed incontri didattici, e manifestazioni sportive locali, come maratone, marce,
tornei e campi estivi attraverso sponsorizzazioni e donazioni di prodotti lattiero-caseari, pasta, prodotti da
forno e ready meals.
Un’ulteriore iniziativa volta alla valorizzazione del territorio si è concretizzata, al termine dell’anno 2020, nella
linea di prodotto Latte del Parco. Tale prodotto è nato da un progetto, intrapreso da Centrale del Latte Salerno
con il patrocinio di Legambiente, finalizzato a promuovere la ricchezza naturalistica e culturale del territorio
del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e a valorizzarne le eccellenze locali limitando anche
l’impatto ambientale. Sempre nell’ottica di consolidare i rapporti con i propri fornitori, rafforzare la filiera
zootecnica ed assicurare stabilità agli allevamenti conferenti, Centrale del Latte d’Italia ha firmato un accordo
con i produttori di latte toscani della filiera Mukki, fissando il prezzo del latte alla stalla per il triennio 2021-
2023.
Nell’ottica di promuovere la valorizzazione e la tutela del territorio locale anche attraverso la sensibilizzazione
dei più piccoli, il marchio Latte Tigullio ha lanciato il prodotto Combomerenda, che prevede la collezione di
card di diversi personaggi, i Combo fighters, amici dell’ambiente e difensori del mare e della natura.
Alle iniziative sul territorio si affiancano le attività svolte in azienda. Da tempo, infatti, Centrale del Latte
d’Italia, organizza visite didattiche gratuite, dedicate sia agli studenti che agli adulti, nelle quali è possibile
scoprire l’intero ciclo di lavorazione del latte, toccando con mano strumenti e tecnologie all’avanguardia
utilizzati per lavorare il latte che ogni giorno si consuma. Recentemente, lo stabilimento di Torino ha lanciato
una nuova offerta formativa dedicata alle scuole dell’infanzia primaria e secondaria: un Virtual Tour della
Centrale del Latte di Torino. Oltre alla scoperta delle fasi di trasformazione del latte, le visite prevedono una
serie di percorsi educativi sulla salute, sul benessere e sulla sana alimentazione. In tale contesto, lo stabilimento
97
di Torino organizza, assieme al MIUR
26
e diversi professionisti del settore alimentare, seminari volti a fornire
agli insegnanti aggiornamenti sull’importanza dell’alimentazione degli alunni, dalle scuole materne alle classi
superiori. Alcuni stabilimenti del Gruppo offrono, inoltre, la possibilità di visitare le aziende agricole e gli
allevamenti da cui proviene la materia prima latte per avvicinare produttore e consumatore.
I numerosi stabilimenti diffusi sul territorio contribuiscono con il proprio indotto al sostegno delle comunità
in cui operano, generando reddito per i propri lavoratori e per i propri fornitori sia diretti che indiretti. Le
numerose filiere gestite dal Gruppo sono, infatti, tra i primi beneficiari del valore generato dall’attività
d’impresa.
Collaborazioni con Università
[2-28] Oltre all’adesione alle associazioni di settore, quali Confindustria, Assolatte ed altre associazioni di
categoria, il Gruppo ha in essere numerose collaborazioni con Università, Istituti ed Enti di Ricerca. Sempre
maggiore è, infatti, la collaborazione tra Newlat Food S.p.A. e Centrale del Latte d’Italia S.p.A. con le
Università italiane, al fine di promuovere i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica
per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle
strutture di ricerca. Tali sinergie sono volte, da un lato, a promuovere iniziative didattiche e formative e,
dall’altro, a stimolare l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo, generando così un circolo virtuoso di creazione
delle conoscenze e delle competenze tecniche.
Oltre alle numerose visite e conferenze volte a far conoscere la realtà aziendale, ogni anno, Centrale del Latte
d’Italia e Newlat Food offrono agli studenti universitari opportunità di inserimento nel contesto aziendale
tramite l’attivazione di stage e tirocini formativi.
Sono state avviate, inoltre, importanti collaborazioni con Enti ed Università, tra cui l’Università degli Studi di
Pisa, la Scuola Superiore Studi Universitari e Perfezionamento “Sant’Anna” ed il Centro Nazionale di Ricerca
(CNR) al fine di incentivare tecnologie e metodi innovativi per il continuo miglioramento della qualità del
latte e per l’adozione di pratiche agricole e produttive più sostenibili.
Tra i progetti principali in corso vi sono:
PIF - Valorizzazione del latte bovino toscano
Il progetto, già citato in precedenza, sarà realizzato unitamente a tutti gli allevatori toscani (100% tra
partecipanti diretti ed indiretti) che storicamente hanno conferito latte presso la Centrale, in collaborazione
con l’Università di Pisa e la Scuola Superiore Studi Universitari e Perfezionamento “S. Anna”.
La Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con Centrale del Latte d’Italia S.p.A., ha effettuato la
valutazione complessiva degli impatti ambientali potenziali associati alla gestione dei quattro sistemi agricoli
a diverso livello di intensificazione ecologica, attraverso l'utilizzo della metodologia dell'analisi del ciclo di vita
o Life Cycle Assessment (LCA). Nel progetto è stato sviluppato un modello integrato di dati raccolti tramite
interviste e di dati elaborati per la modellizzazione degli impatti relativi alla fermentazione enterica delle bovine
e alle escrezioni di azoto e fosforo. La valutazione degli impatti associati alla filiera di produzione del Latte
Toscano sarà basata su un set completo di indicatori di impatto ambientale potenziale, che tengono conto:
del consumo di risorse (energia rinnovabile e non rinnovabile, acqua), della produzione di rifiuti, delle
emissioni nell'ambiente (emissioni di gas serra, potenziale di acidificazione, di eutrofizzazione e produzione
di smog fotochimico) secondo quanto raccomandato dalla Piattaforma Europea per il LCA (ILCD) e dalla
26
Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca
98
PCR (Product Category Rules) "Processed Liquid Milk and cream" e dalle "General Program Instruction" del
sistema EPD (Environmental Product Declaration).
TECH4MILK – tecnologie e soluzioni innovative al servizio della filiera latte piemontese per promuoverne la
competitività e la sostenibilità
TECH4MILK si compone di 5 sotto progetti, i quali hanno l’obiettivo di migliorare la sostenibilità della filiera
dalla produzione primaria alla trasformazione e di promuovere soluzioni concrete e meccanismi di
monitoraggio volti ad aumentare la competitività delle produzioni lattiero-casearie piemontesi sui mercati
nazionali e internazionali, creando valore sociale e ambientale oltre che economico.
L’università coinvolta è l’Università degli studi di Torino – Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e
Alimentari e Dipartimento di Scienze Veterinarie.
Nello specifico lo stabilimento di Torino ha partecipato come Leader nel sotto progetto denominato
“Ottimizzazione di processi produttivi e di trasformazione e messa a punti di nuovi prodotti per aumentare
la competitività della filiera latte piemontese su mercati nazionali”.
“NU.T.RA.PA.C.” – NUove Tecnologie di tRAsformazione PAckaging e Conservazione di prodotti alimentari,
da forno e lattiero caseari
27
In collaborazione con le Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in particolare il Dipartimento di
Scienze della Vita, è nato il progetto NU.T.RA.PA.C. che coinvolge le sedi di Lodi, Ozzano Taro e
Sansepolcro. Il progetto si compone di 6 sotto-progetti, pianificati sui tre diversi stabilimenti:
1. Ricerca di nuove soluzioni di packaging orientate a qualità e sicurezza alimentare – stabilimenti di
Sansepolcro ed Ozzano Taro;
2. Sviluppo di nuovi processi/soluzioni impiantistiche di packaging – stabilimenti di Sansepolcro ed
Ozzano Taro;
3. Ricerca di tecnologie per contenimento contenuti di acrilamide e prevenzione rischio di cross-
contamination degli allergeni, per biscotti destinati a specifici gruppi di consumatori – stabilimento di
Ozzano Taro;
4. Sviluppo di nuovi processi/soluzioni impiantistiche di preparazione, formatura e cottura –
stabilimento di Ozzano Taro;
5. Studio di ricerca di nuove soluzioni tecnologiche, per la trasformazione e conservazione degli alimenti
con riferimento a prodotti lattiero – caseari (mascarpone) – stabilimento di Lodi;
6. Sviluppo di nuovi processi/soluzioni impiantistiche per la trasformazione e conservazione degli
alimenti, con riferimento a prodotti lattiero – caseari (mascarpone) – stabilimento di Lodi.
Grazie all’avvio di questo progetto, saranno implementate varie iniziative finalizzate ad incrementare
ulteriormente la qualità e la sicurezza alimentare e limitare lo spreco alimentare attraverso nuove soluzioni
27
Progetto n. F/170019/00/X42- POSIZIONE 19
CUP B89J22002380005
Durata prevista: dal 01/01/2020 al 08/06/2023
Programma Operativo Nazionale "Imprese e competitività" 2014-2020 FESR
Asse I - Priorità di investimento 1b - Azione 1.1.3
99
volte ad aumentare la conservazione e la freschezza dei prodotti offerti, andando incontro così ai fabbisogni
ed alle esigenze dei consumatori.
Dal food waste allo sviluppo di alimenti funzionali in sinergia tra ricerca ed azienda: i sottoprodotti della lavorazione
lattiero-casearia come fonte di molecole bioattive
Tale progetto prevede la collaborazione tra lo stabilimento di Vicenza e l’Università degli Studi di Padova ed
ha lo scopo di valorizzare gli scarti di produzione del latte con l’obiettivo di ridurre lo spreco, incentivare la
bioeconomia circolare secondo gli obiettivi dello European Green Deal per il recupero degli scarti
dell’industria agro-alimentare e di individuare molecole e peptidi bioattivi con proprietà antiossidanti ed
antiinfiammatorie per la possibile conseguente funzionalizzazione degli alimenti con tali molecole bioattive.
Il progetto si compone delle seguenti fasi:
- Valutazione dei sottoprodotti della lavorazione del latte, sia in termini qualitativi che a livello di
composizione proteica;
- Estrazione delle diverse frazioni peptidiche dalla componente proteica, per l’identificazione dei
peptidi bioattivi dotati di attività antiossidante e/o antinfiammatoria;
- Una volta identificati i peptidi bioattivi, sarà analizzata la loro biodisponibilità usando linee cellulari
che simulano l’epitelio intestinale;
- Valutazione a livello cellulare dell’espressione delle proteine enzimatiche antiossidanti e
antinfiammatorie tramite tecniche di Western blot e di RT PCR per valutarne gli effetti sulla
trascrizione genica;
- Valutazione in vivo dei peptidi di interesse per valutare se gli effetti evidenziati in vitro possano essere
trasferiti anche in un organismo complesso.
Prove di frazionamento di sottoprodotti lattiero caseari mediante tecniche di nanofiltrazione/osmosi-inversa per la
separazione e il recupero di molecole di interesse (lattosio, vitamine, sali minerali)
Il progetto, in collaborazione con il Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali (ENEA),
prevede di utilizzare specifiche tecnologie di filtrazione quali microfiltrazione, ultrafiltrazione, nanofiltrazione
e osmosi inversa al permeato, ovvero ciò che rimane dal processo di lavorazione del mascarpone, per ottenere
proteine (caseine e sieroproteine), zuccheri semplici, sali minerali e vitamine. Così facendo, oltre al recupero
di molecole di interesse, è valorizzato un prodotto che, altrimenti, sarebbe scartato.
100
TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI
[GRI 403-1]; [GRI 403-2]; [GRI 403-3]; [GRI 403-4]; [GRI 403-5]; [GRI 403-6]; [GRI 403-7]
Tra i principali rischi generati dall’attività di impresa vi è quello legato alla salute e alla sicurezza dei lavoratori
che operano prevalentemente in ambito produttivo e la tutela della propria forza lavoro è da sempre in cima
agli impegni del Gruppo.
La salute e la sicurezza del personale è, infatti, un argomento trattato con particolare cura, sensibilità ed
attenzione per garantire e promuovere un ambiente sicuro sul luogo di lavoro. Il Gruppo adotta sistemi di
gestione della salute e della sicurezza che rispettano i dettami delle normative vigenti in materia. Le normative
fanno riferimento alla legislazione degli Stati in cui gli stabilimenti sono situati: il D. Lgs. 81/2008 per le
società situate in Italia, ovvero Centrale del Latte d’Italia e Newlat Food, l’Health & Safety & Work Act del
1974 per il Gruppo Symington’s, sito in Inghilterra e l’Arbeitssicherheitsgesetz per lo stabilimento situato in
Germania.
L’obiettivo costante, vista la crescita del Gruppo tramite acquisizione e integrazione di altre realtà è quello di
efficientare e di rendere più efficace la gestione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro tramite un
percorso di armonizzazione e standardizzazione dei sistemi in essere nelle diverse sedi. Tale percorso è
finalizzato, inoltre, alla pianificazione di un unico piano formativo, diviso per Paese, rivolto a tutti i dipendenti
delle diverse sedi aziendali.
Per il Gruppo, l’identificazione e la valutazione dei pericoli e dei rischi che possono contribuire al potenziale
accadimento di incidenti e/o malattie professionali sui luoghi di lavoro è il primo e più importante
adempimento da ottemperare per garantire la salute e sicurezza dei lavoratori e per identificare le misure da
implementare per tutelarsi. Tutte le strutture, i luoghi di lavoro, le macchine, le attrezzature e le modalità di
lavoro, infatti, sono sottoposte a valutazioni condotte su diverse aree, tra le quali vi sono le attività di
magazzino, le attività di laboratorio, le attività di manutenzione e le attività svolte in aree esterne.
Parallelamente, sono state eseguite valutazioni rispetto ai rischi trasversali, tra cui rischio di incendio, rumore,
vibrazioni, etc. Le valutazioni, eseguite da consulenti con comprovate esperienze professionali, vengono
ripetute sistematicamente e, in occasione dell’introduzione o della modifica di attività, impianti e attrezzature
o in seguito ad eventuali infortuni e incidenti rilevanti, tali valutazioni sono oggetto di riesame. I lavoratori
sono incoraggiati ad allontanarsi da eventuali pericoli o situazioni pericolose sul lavoro ed a segnalarle ai
soggetti preposti. Tutte le segnalazioni pervenute vengono raccolte, valutate e, successivamente, sottoposte al
datore di lavoro o al management durante le riunioni periodiche. In tali riunioni sono evidenziate e discusse
le problematiche che si sono presentate, gli eventuali infortuni e i near miss e, se necessario, sono individuate
e definite le azioni correttive da implementare. A seguito della segnalazione di incidenti o infortuni viene
intrapresa un’apposita procedura per stabilire i dettagli dell'accadimento e le eventuali azioni correttive o
preventive.
Il Gruppo monitora costantemente la situazione sanitaria dei dipendenti grazie al presidio di un medico del
lavoro: tutti i dipendenti sono soggetti ad una visita medica al fine di assicurare le buone condizioni di salute
e l’idoneità alla mansione. L’esame viene ripetuto con frequenza definita dal medico sulla base della mansione
di appartenenza di ogni dipendente e dei conseguenti eventuali rischi. La partecipazione dei lavoratori alle
tematiche di salute e sicurezza sul lavoro è garantita attraverso momenti di confronto periodici tra i principali
attori responsabili della salute e sicurezza e i lavoratori stessi. Inoltre, Symington’s ha messo a disposizione ai
propri lavoratori l’applicazione Engage, che permette una comunicazione diretta rispetto alle tematiche di
salute e sicurezza.
101
Come previsto dalle leggi dei Paesi in cui l’Impresa opera, il Gruppo eroga ai dipendenti una formazione, sia
generica che specifica, sulle tematiche di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. La partecipazione dei
dipendenti alle ore di training è obbligatoria e avviene in orario lavorativo. L’efficacia della formazione erogata
è valutata attraverso i riscontri dei dipendenti e la somministrazione di test finali.
Il Gruppo promuove la salute dei lavoratori con fondi di assistenza sanitaria che permettono il rimborso o la
riduzione delle spese sanitarie attraverso l’accesso agevolato a servizi di sanità privata e di assicurazione sulla
vita.
L’Azienda monitora periodicamente tutti gli incidenti che avvengono sul luogo di lavoro.
[GRI 403-10] Nel corso del 2022, così come nel biennio precedente, non è stata registrata l’insorgenza di
alcun tipo di malattia professionale. Gli infortuni finora registrati sono di portata minore, come piccoli tagli,
contusioni e ustioni. Nella tabella riportata sotto è rappresentata la situazione relativa agli infortuni sul lavoro
del Gruppo.
Tabella 18 Infortuni sul lavoro [
GRI 403-9
]
2022
2021
2020
Numero di decessi a seguito di infortuni sul lavoro
0
0
0
Il numero di infortuni sul lavoro gravi
1
0
0
Il numero di infortuni sul lavoro registrabili
28
44
26
Numero di ore lavorate
3.369.663
2.976.201
2.202.516
Tasso di decessi risultati da infortuni sul lavoro
-
-
-
Tasso di infortuni sul lavoro con gravi
conseguenze
0,3
-
-
Tasso di infortuni sul lavoro registrabili
8,3
14,8
11,8
Rispetto allo scorso anno di rendicontazione, vi è stato un infortunio con conseguenze gravi presso la società
inglese Symington’s dovuto ad una lesione da schiacciamento. Nonostante questo, grazie al costante presidio
delle tematiche di salute e sicurezza dei dipendenti, a livello di Gruppo il tasso di infortuni sul lavoro è
diminuito del 44% rispetto all’anno 2021.
Il sistema di gestione della salute e sicurezza del lavoro, infatti, viene sottoposto a verifiche periodiche da
parte di enti terzi finalizzate ad assicurare l’applicazione e l’efficacia delle procedure adottate e dei presidi di
controllo in essere. Con tali audit, il Gruppo vuole assicurare imparzialità e terzietà nelle verifiche. Il sistema
di gestione della salute e sicurezza del lavoro comprende tutte le attività e le mansioni presenti in azienda e
include tutti i lavoratori, sia dipendenti, che collaboratori esterni. Il business del Gruppo, infatti, non prevede
attività di outsourcing in luoghi dove risulta difficile presidiare e garantire la salute e la sicurezza del personale,
al contrario, negli stabilimenti del Gruppo opera un numero limitato di lavoratori non dipendenti, le cui
condizioni di sicurezza sono valutate congiuntamente dai responsabili di salute e sicurezza dell’Azienda ed i
responsabili dell’Ente da cui tali lavoratori dipendono.
Con riferimento ai lavoratori non dipendenti del Gruppo ma posti comunque sotto il controllo
dell’organizzazione, non è stato ancora predisposto un sistema di monitoraggio delle ore. La tipologia di tali
lavoratori corrisponde prevalentemente a: persone incaricate di effettuare servizi di pulizie, facchinaggio,
portineria o eventuali lavoratori appartenenti a società esterne. Solo per alcuni stabilimenti, sono presenti
lavoratori interinali, comunque in numero limitato.
102
Nel corso dell’ultimo biennio, ai rischi più generali si è aggiunto l'impatto che la diffusione del virus SARS-
CoV-2 ha avuto e sta tuttora avendo su scala globale. Il Gruppo, per fare fronte a ciò, ha messo in atto
determinate misure al fine di tutelare le proprie risorse, in linea con i protocolli in vigore, a partire dal
tempestivo aggiornamento della valutazione dei rischi, al fine di integrare i rischi associati all’evoluzione
pandemica del COVID-19.
103
TUTELA DELL’OCCUPAZIONE
Tra i punti di forza dell’Azienda vi è sicuramente il Capitale Umano, composto da tutti i dipendenti ed i
collaboratori che gravitano attorno al sistema aziendale. Le risorse umane, infatti, rappresentano una risorsa
indispensabile per la creazione di valore garantendo competitività aziendale e sviluppo costante e sostenibile,
assicurando ai clienti ed ai consumatori un prodotto di qualità e permettendo, quindi, al Gruppo di raggiungere
i propri obiettivi nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Il Gruppo, a sua volta, genera opportunità
attraverso la creazione di occupazione nei territori dove opera, l’inserimento e lo sviluppo dei talenti nella
propria attività. La pratica del Gruppo è quella di attrarre risorse, formarle, valorizzarle e consolidare nel
tempo i rapporti con queste. L’Azienda, infatti, pone particolare attenzione fin dalle prime fasi di assunzione,
nelle quali si ricerca la migliore corrispondenza tra le competenze richieste ed il profilo dei candidati. Ciò trova
conferma anche nei dati illustrati di seguito.
Il Gruppo offre, quindi, a tutti i dipendenti un ambiente di lavoro sicuro e stimolante promuovendo il rispetto
degli spazi personali dei lavoratori e consentendo il bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata.
Informazioni sui dipendenti e sugli altri lavoratori
[GRI 2-7]; [GRI 2-8]
Il personale del Gruppo nel triennio 2020 - 2022 varia in modo consistente a fronte delle acquisizioni avvenute
nel corso degli anni oggetto di rendicontazione. Nello specifico, si registra un aumento sia nei contratti a
tempo indeterminato che in quelli a tempo determinato.
Tabella 19 Dipendenti con contratto indeterminato o determinato
Dipendenti
2022
2021
28
2020
Tipologia
Contrattuale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Indeterminato
1.437
565
2.002
1.427
540
1.967
1.040
342
1.382
Determinato
158
29
187
106
21
127
106
17
123
Totale
1.595
594
2.189
1.533
561
2.094
1.146
359
1.505
Tabella 20 Dipendenti con contratto full-time o part-time
Dipendenti
2022
2021
2020
Tipologia
Contrattuale
– FT/PT
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Full - Time
1.562
512
2.074
1.497
469
1.966
1.122
300
1.422
Part-time
33
81
114
37
91
128
24
59
83
28
A seguito di un affinamento dei criteri utilizzati per la rendicontazione dei dipendenti della Società inglese Symington’s, è stato rettificato il numero
dei collaboratori per l’anno 2021.
104
Ad orario
non
garantito
29
-
1
1
-
-
-
-
-
-
Totale
1.595
594
2.189
1.534
560
2.094
1.146
359
1.505
Tabella 21 Dipendenti per area geografica
Dipendenti
2022
2021
2020
Area
Geografica
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Italia
1.076
328
1.404
1.024
316
1.340
1.037
329
1.366
Inghilterra
407
236
643
404
213
617
30
-
-
-
Germania
112
30
142
106
31
137
109
30
139
Totale
1.595
594
2.189
1.528
571
2.094
1.146
359
1.505
Le attività del Gruppo sono in crescita di anno in anno, anche a seguito all’acquisizione della società inglese.
I contratti Full-time, infatti, crescono da 1.966 unità a 2.074, mentre i part time passano da 128 a 114.
[GRI 401-2] Il Gruppo, comunque, non fa differenza tra i dipendenti full-time, i dipendenti part-time, i
dipendenti a tempo determinato o indeterminato per la concessione di benefit, ma tratta tutti in maniera
equivalente.
Più della metà dei soggetti in forza al Gruppo operano sul territorio italiano, dove il Gruppo fonda le proprie
basi, anche se a partire dal 2021 la componente di risorse su suolo estero assume una certa rilevanza: quasi
800 persone sono, infatti, divise tra Inghilterra e Germania, a riprova del processo di internazionalizzazione
che il Gruppo sta conducendo. A queste si aggiungeranno circa 100 persone operanti presso la neo acquisita
società francese.
Accordi di lavoro collettivi
Il Gruppo presta attenzione alla tutela dei propri dipendenti e si impegna a rispettare rigorosamente le
normative vigenti.
In linea con il biennio precedente, anche nel 2022 tutti i dipendenti delle società italiane ed il 90% dei lavoratori
di Newlat GmbH sono coperti da accordi di lavoro collettivo. Tali accordi, anche per la differente
organizzazione sindacale e le diverse condizioni contrattuali presenti nel mondo anglosassone, non sono
previsti nella società inglese Symington’s Ltd.
Tabella 22 Dipendenti coperti da accordi di lavoro collettivi [
GRI 2-30
]
Dipendenti Gruppo Newlat Food
2022
2021
2020
Numero dipendenti – Gruppo
2.189
2.094
1.505
Num. dipendenti coperti da contratti collettivi o integrativi – Gruppo
1.532
1.467
1.491
29
Dato non disponibile per il biennio 2021 - 2020
30
A seguito di un affinamento dei criteri utilizzati per la rendicontazione del personale, è stato modificato il numero dei dipendenti della Società
inglese Symington’s.
105
% dipendenti coperti da contratti collettivi o integrativi – Gruppo
70%
70%
In Italia la totalità dei dipendenti è coperta da un contratto collettivo nazionale (CCNL), a questo si aggiunge
un contratto integrativo, che si applica alla quasi totalità dei dipendenti (99%).
Nuove assunzioni e turnover
[GRI 401-1]
Nelle tabelle sottostanti sono riportati i dati relativi alle dimissioni e alle assunzioni intervenute nel corso del
triennio 2020 - 2022.
Il Gruppo, anche analizzando i dati riportati nelle tabelle sottostanti, è in una fase espansiva, con un tasso di
avvicendamento tipico delle condizioni che vengono a crearsi perseguendo una crescita per linee esterne, pur
mantenendo un saldo entrate – uscite positivo.
Si può osservare, così come negli anni precedenti, come il processo di turnover ed assunzione stia diminuendo
l’età media del personale, infatti è elevato il numero di under 30 inseriti nell’organico, a fronte di una uscita
della fascia più anziana di dipendenti. Il processo di rinnovamento del personale è uno dei pilastri per la
crescita ed il mantenimento del vantaggio competitivo, questo processo è in corso e si cerca di mantenere il
giusto equilibrio tra esperienza ed innovazione, garantendo, quindi, a nuove risorse di poter entrare a far parte
dell’organico.
Tabella 23 Assunzioni Gruppo Newlat Food
Dipendenti -
2022
2021
2020
Assunzioni
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
<30
152
49
201
74
15
89
53
7
60
30-50
131
65
196
41
17
58
31
9
40
>50
31
9
40
16
2
18
6
0
6
Totale
314
123
437
131
34
165
90
16
106
Tabella 24 Turnover Gruppo Newlat Food
Dipendenti -
2022
2021
2020
Turnover
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
<30
78
24
102
46
19
65
15
6
21
30-50
102
54
156
45
30
75
16
8
24
>50
72
12
84
56
15
71
52
12
64
Totale
252
90
342
147
64
211
83
26
109
106
ISTRUZIONE, FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE PERSONE
L’attenzione, la tutela e la valorizzazione delle persone sono elementi alla base della crescita del Gruppo, la
cui importanza è riconosciuta anche dal Codice Etico in vigore. A queste è richiesto di operare in un contesto
di lealtà e fiducia reciproca a beneficio del successo comune.
La professionalità e le competenze sviluppate da tutti i collaboratori rappresentano un importante fattore di
successo per ogni impresa. La continua formazione del personale e l’adozione di una cultura aziendale volta
a sostenere lo sviluppo professionale dei lavoratori sono un requisito fondamentale per assicurare elevati
standard di prodotto e di processo e, conseguentemente, per lo sviluppo responsabile del Gruppo. L’Azienda
promuove, pertanto, la crescita professionale e personale dei dipendenti, diffondendo una cultura fondata
sulla valorizzazione del singolo individuo nei diversi contesti in cui opera.
L’impegno a garantire la crescita del proprio personale va di pari passo con le priorità del Gruppo per il
soddisfacimento delle necessità degli stakeholder, organizzando i corsi di formazione ritenuti prioritari a tale
scopo ed incentivando il personale di ogni livello alla partecipazione agli stessi. Sulla base dei dati di seguito
riportati è possibile notare che il Gruppo non fa differenza di genere negli investimenti in formazione e
sviluppo.
[2-17]
Al fine di coinvolgere attivamente i collaboratori, sensibilizzare sulle tematiche ambientali, etiche e sociali e
stimolare la diffusione di nuovi comportamenti virtuosi, nel corso del 2022 è stato sviluppato un piano
formativo sui temi ESG e, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del massimo organo di governo in
materia di sviluppo sostenibile, la formazione ha coinvolto anche il Top Management. Grazie a tali sessioni,
all’istituzione di un Comitato Direzionale di Sostenibilità che vede coinvolte le principali funzioni aziendali
ed alla presenza di un Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità che permette un costante confronto sulle
tematiche di natura ESG, il massimo organo di governo e tutte le Direzioni di funzione sono coinvolti ed
informati sull’andamento del business rispetto all’attuazione della strategia, al raggiungimento degli obiettivi e
all’implementazione di azioni preventive o correttive per mitigare eventuali e/o attuali impatti del Gruppo,
anche in riferimento agli obiettivi di sviluppo responsabile.
Formazione dei dipendenti
In tale ottica e nel rispetto delle normative dei diversi Stati in cui il Gruppo opera, ai dipendenti è garantito
un processo formativo costante, fin dal momento dell’assunzione.
La formazione erogata verte principalmente su tematiche di sicurezza alimentare, salute e sicurezza sul luogo
di lavoro ed altri aspetti ritenuti ad alto valore aggiunto per il Gruppo e per i propri portatori d’interesse,
l’obiettivo di questa è anche quello di accrescere le competenze tecniche e professionali. La formazione è,
quindi, volta, da un lato a preservare e dall’altro ad ampliare il know how maturato nel tempo dal Gruppo.
107
Tabella 25 Ore medie di formazione annua per dipendente Gruppo Newlat Food [
GRI 404-1
]
Retribuzione e Remunerazione
Dal 2022 il Gruppo ha iniziato a rendicontare il tasso di retribuzione totale annua, riportato nella seguente
tabella suddiviso per paese.
Tabella 26 Rapporto di retribuzione totale annuale
[GRI 2-21]
Tasso della retribuzione totale
annua
32
Italia
Germania
Inghlilterra
2022
2021
2022
2021
2022
2021
Tasso della retribuzione
totale annua
4,23
5,55
3,36
3,62
7,25
-
Rapporto tra l’aumento
percentuale dell’individuo
più pagato e della
retribuzione mediana
-133,54
-
-0,16
-
-
-
Il tasso della retribuzione totale annua rappresenta il rapporto tra il compenso dell’individuo che riceve la
massima retribuzione e la retribuzione annuale mediana tra tutti i dipendenti. Vale a dire che, nelle società
italiane, il compenso dell’individuo che riceve la massima retribuzione è di 4,23 volte più alto dello stipendio
mediano di tutti i dipendenti, lo stesso vale per la società tedesca e per quella inglese, nella quale tale rapporto
è pari, rispettivamente a 3,36 ed a 7,25.
I dati mostrano come, per entrambe le società, vi sia stato un calo del tasso della retribuzione tra il 2021 ed il
2022, trend che rispecchia una diminuzione nella retribuzione dell’individuo più pagato a fronte di un aumento
dello stipendio mediano, talvolta a causa di avvicendamenti di figure apicali.
[2-18]; [2-19]; [2-20]
Un’informativa completa, sia qualitativa sia quantitativa, sulle politiche retributive per la capogruppo, viene
fornita nella Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui Compensi Corrisposti (di seguito anche
“Politica di Remunerazione”), disponibile pubblicamente nell’apposita sezione del sito web della società.
31
Le ore di formazione per la società Symington’s non sono disponibili.
32
Per le società italiane, il tasso della retribuzione annua è stato calcolato tenendo in considerazione il salario base dei dipendenti.
Ore di
Formazione
medie
2022
2021
31
2020
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Uomini
Donne
Totale
Dirigenti
8
7
8
4
11
4
4
3
3
Quadri +
Impiegati
6
6
6
5
4
4
2
3
3
Operai +
Intermedi
7
12
8
15
7
14
13
5
12
Totale
7
9
8
13
6
11
11
4
9
108
Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al proprio interno il Comitato Nomine e Remunerazione, un
comitato indipendente che supporta il CdA stesso nelle valutazioni e decisioni relative alla remunerazione
degli Amministratori e dei Dirigenti con responsabilità strategiche formulando proposte funzionali al
perseguimento del successo sostenibile e dello sviluppo responsabile del Gruppo e tenendo conto della
necessità di assumere, di trattenere e di motivare persone dotate della competenza e della professionalità
richieste dal ruolo ricoperto rafforzando, quindi, l’allineamento tra gli interessi del management, degli azionisti
e degli altri portatori di interesse.
Al riguardo, la Politica di Remunerazione per il 2022, oltre che definire la componente fissa della
remunerazione degli Amministratori e dei Dirigenti con responsabilità strategiche, prevede che una quota
della loro remunerazione variabile, sia di breve che di medio-lungo termine sia legata non solo a parametri
economici, patrimoniali e strategici, ma anche ad obiettivi di performance non finanziaria, concernenti
tematiche di natura ESG. Tra questi vi sono, ad esempio, la riduzione delle emissioni di CO2 nell’ottica di
promuovere la transizione energetica e la promozione dei principi di economia circolare, in linea con la
strategia di sostenibilità definita dal Gruppo.
La performance del top Management in materia di sviluppo responsabile è, pertanto, periodicamente valutata
sia internamente, sulla base degli obiettivi di natura ESG stabiliti, sia esternamente attraverso l’ottenimento
ed il rinnovo di certificazioni ed asseverazioni validate da parte di enti terzi che prevedono il mantenimento
di determinati requisiti e il raggiungimento di eventuali obiettivi di miglioramento. Tra queste vi sono, ad
esempio, il rispetto di standard etici e in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, la validazione dei
propri sistemi di gestione ambientale e della qualità ed altre certificazioni sulla sicurezza alimentare, illustrate
più nel dettaglio nella sezione Certificazioni.
109
TUTELA DEI DIRITTI UMANI, RIDUZIONE DELLE DISUGUAGLIANZE, RISPETTO
DELLA DIVERSITÀ E INCLUSIONE
[GRI 2-23]; [GRI 2-24]; [GRI 2-25]
Lungo tutta la catena del valore vi sono elementi a potenziale rischio di violazione dei diritti umani. Tra le
aree più sensibili vi è la catena di fornitura e la forza lavoro dipendente. Gli impatti dell’operato del Gruppo
su quest’ultima, tuttavia, sono presidiati da una cultura di base forte su questi aspetti, come quella che si trova
in Italia, Germania ed Inghilterra – paesi dove il Gruppo produce e dove opera la totalità della forza lavoro.
In tali paesi, infatti, sono anche in vigore normative che favoriscono la gestione degli impatti sui diritti
inviolabili della persona. Per supportare il proprio impegno, il Gruppo nel 2022 ha emanato una Politica sui
Diritti Umani ed una Politica per la Diversità ed Inclusione prendendo come punto di riferimento le best
practice, le linee guida e le norme nazionali ed internazionali, come la Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani, i Dieci Principi del Global Compact proposti dalle Nazioni Unite e le Convenzioni fondamentali
dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Tutti gli impegni assunti attraverso le politiche sono stati
approvati dal massimo organo di governo, comunicati ai partner e a tutti gli altri portatori di interesse tramite
il proprio sito internet aziendale e diffusi tra i collaboratori attraverso sessioni di formazione.
Fin dal processo di selezione e lungo tutto il percorso di carriera, Il Gruppo adotta e promuove
comportamenti improntati alla correttezza e alla tutela della dignità della persona, tale impegno si traduce
anche nella diffusione di una cultura aziendale basata sulla promozione di un ambiente di lavoro privo di ogni
discriminazione. L’Azienda, infatti, condanna fortemente e si contrappone con azioni positive a qualsiasi
forma diretta o indiretta di discriminazione basata su differenze di sesso, etnia, nazionalità, religione, età,
disabilità, genere, orientamento sessuale, stato civile, appartenenza a partiti politici o associazioni, condizione
fisica e/o economica ed ogni altra possibile forma di intolleranza. Parallelamente, il Gruppo riconosce il
rispetto e la promozione della diversità come valore aggiunto per lo sviluppo di una cultura aziendale di
successo in grado di valorizzare il Capitale Umano.
Nel percorso di internazionalizzazione ed espansione, il personale del Gruppo non si è ampliato solo a livello
di organico, ma si è arricchito anche a livello di nazionalità, cultura e competenza, apportando, quindi, un
contributo positivo alla crescita aziendale. Oltre al supporto a tali diversità, l’Azienda, riconosce, promuove e
difende la piena parità e le medesime opportunità senza differenze tra i propri collaboratori.
Anche nei rapporti con la catena di fornitura, il Gruppo è impegnato ad osservare i principi riportati all’interno
della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, delle leggi di riferimento nazionali e internazionali e del
Codice Etico.
Per comunicare il proprio impegno ai fornitori il Gruppo comunica e diffonde agli stessi, al momento della
stipula degli accordi o dei contratti, il proprio Modello Organizzativo ex D.lgs 231/01 ed il proprio Codice
Etico con l’obiettivo di condividere i propri principi e la propria attenzione nei confronti del rispetto dei diritti
umani e delle disuguaglianze.
[GRI 406-1] A riprova del corretto operato del Gruppo nell’anno, così come nel precedente biennio, non si
è registrato alcun incidente di discriminazione.
110
Diversità tra i dipendenti
La composizione del personale dipendente dimostra come sia in atto un processo di turnaround generazionale
fra i lavoratori in età avanzata e quelli più giovani. La quota di under 30 nell’ultimo triennio è passata da 10%
del 2020 a 11% del 2021 a 14% del 2022, con un aumento relativo del 40% nel triennio.
Come precedentemente indicato, questo processo risulta essere di particolare interesse per la crescita futura
del Gruppo.
Tabella 27 Diversità tra i dipendenti [
GRI 405-1
]
Dipendenti Gruppo
2022
< 30
30 - 50
> 50
Totale
Tot
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Donne
n.
%
Dirigenti
1
-
9
-
15
2
27
1%
Quadri + Impiegati
20
49
111
140
154
85
559
26%
Operai + Intermedi
228
26
569
189
488
103
1.603
73%
Totale
249
75
689
329
657
190
2.189
100%
% per fascia d’età
77%
23%
68%
32%
78%
22%
% sul Totale
11%
3%
31%
15%
30%
9%
Dipendenti Gruppo
2021
< 30
30 - 50
> 50
Totale
Tot
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Donne
n.
%
Dirigenti
1
0
10
0
19
2
32
2%
Quadri + Impiegati
12
32
112
140
154
86
536
26%
Operai + Intermedi
175
19
575
188
476
93
1526
73%
Totale
188
51
697
328
649
181
2094
100%
% per fascia d’età
79%
21%
68%
32%
78%
22%
% sul Totale
9%
2%
33%
16%
31%
9%
Il Gruppo mira a non generare differenza di trattamento tra uomo e donna e non adotta politiche o pratiche
finalizzate a favorire l’uno piuttosto che l’altro.
Dipendenti Gruppo
2020
< 30
30 - 50
> 50
Totale
Tot
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Donne
n.
%
Dirigenti
-
-
9
1
18
2
30
2%
Quadri + Impiegati
6
22
74
89
166
74
431
28%
Operai + Intermedi
112
2
404
103
356
67
1.044
70%
Totale
118
24
487
193
540
143
1.505
100%
% per fascia d’età
83%
17%
72%
28%
79%
21%
% sul Totale
8%
2%
32%
13%
36%
9%
111
GOVERNANCE
GOVERNANCE TRASPARENTE E CORPORATE IDENTITY
La trasparenza e l’integrità sono i valori che guidano il Gruppo nel definire il proprio sistema di Corporate
Governance. Una struttura di governo integra e trasparente e la costante attenzione al rispetto di leggi e
regolamenti, infatti, contribuiscono in maniera decisiva ad accrescere sia la competitività dell’Azienda sia la
sostenibilità del suo sviluppo nel medio e nel lungo termine, promuovendo, tra le altre cose, un rapporto di
fiducia tra l’Azienda ed i propri stakeholder, con cui vi è una comunicazione continua e trasparente. Sulla base
di tali principi e valori di Corporate Governance, il Gruppo definisce l’assetto delle funzioni e delle
responsabilità e sviluppa un appropriato sistema di controllo, assicurando sia scelte gestionali consapevoli che
un efficace monitoraggio della gestione dei rischi d’impresa. Il sistema di controllo in essere è volto, anche, a
garantire una corrispondenza tra la corporate identity ed il modo di operare dell’azienda: tra gli obiettivi vi è,
infatti, anche quello di presidiare l’allineamento tra le pratiche adottate internamente, la mission, la vision e
l’immagine che gli stakeholder hanno del Gruppo.
Nell’ottica di garantire un miglior livello di efficienza e di trasparenza del proprio governo societario, le società
Newlat Food S.p.A. e Centrale del Latte d’Italia S.p.A. hanno aderito al Codice di Corporate Governance per
le società quotate, elaborato dal Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana. La Corporate
Governance del Gruppo è articolata secondo il modello tradizionale, pertanto, l’organo sovrano della società,
titolare della funzione decisionale è l’Assemblea degli Azionisti, la responsabilità della gestione è, invece,
affidata al Consiglio di Amministrazione, le funzioni di vigilanza al Collegio Sindacale, mentre la revisione
legale dei conti è assegnata alla Società di revisione. La composizione dell’organico dei Consigli di
Amministrazione delle società del Gruppo a fine anno è riportata nella seguente tabella.
Tabella 28 Diversità negli organi di governo - CdA [
GRI 405-1
]
Gruppo 2022
< 30
30 - 50
> 50
Totale
Diversità Organi di
Governo - CdA
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Membri Organi di
Governo
-
1
5
1
2
3
12
% Membri Organi di
Governo per fascia età
-
100%
83%
17%
40%
60%
-
% Membri Organi di
Governo sul Totale
-
8%
42%
8%
17%
25%
-
Gruppo 2021
< 30
30 - 50
> 50
Totale
Diversità Organi di
Governo - CdA
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Membri Organi di
Governo
-
1
5
1
2
3
12
% Membri Organi di
Governo per fascia età
-
100%
83%
17%
40%
60%
-
% Membri Organi di
Governo sul Totale
-
8%
42%
8%
17%
25%
-
112
Gestione fiscale
[GRI 207-1; GRI 207-2]; [GRI 207-3]
In linea con i principi definiti all’interno del Codice Etico, il Gruppo, infatti, agisce secondo i valori di
trasparenza ed integrità anche nella gestione dell’attività fiscale. Agire responsabilmente dal punto di vista
fiscale rappresenta un elemento essenziale per la tutela del patrimonio sociale e per la creazione di valore nel
medio e nel lungo periodo. Oltre a ciò, l’Azienda riconosce nel contributo derivante dai tributi versati un
importante canale attraverso cui contribuire allo sviluppo economico e sociale dei paesi in cui è presente.
In tale ottica, il Gruppo, presta grande attenzione all’ottemperanza delle normative fiscali, agendo con estrema
responsabilità ed impegnandosi ad interpretare le norme e i principi fiscali di riferimento nelle singole
giurisdizioni in cui opera, ovvero quella italiana, inglese e tedesca. Non essendo ancora stata formalizzata una
strategia fiscale di Gruppo, il Consiglio di Amministrazione definisce l’approccio da adottare, con l’obiettivo
di assicurare un’uniforme gestione della fiscalità presso tutte le entità interessate. La responsabilità della
compliance è, poi, in capo alle funzioni interne di ogni società controllata, mentre la direzione
Amministrazione, Finanza e Controllo della capogruppo ha il compito di supervisionare e coordinare i
rapporti infragruppo. Tale approccio si ispira a logiche che garantiscano da un lato, la corretta e tempestiva
determinazione e liquidazione delle imposte dovute per legge e l’esecuzione dei connessi adempimenti e,
dall’altro, la corretta gestione del rischio fiscale, inteso come rischio di incorrere nella violazione di norme
tributarie o nell’abuso dei principi e delle finalità dell’ordinamento tributario. Nel dettaglio, i rischi in materia
fiscale sono individuati e gestiti secondo il modello aziendale di Enterprise Risk Management.
L’Azienda, inoltre, si è dotata di un insieme di regole, di procedure e di principi che fanno parte del più ampio
sistema di organizzazione e controllo (MOG) e che sono da considerarsi come i punti di riferimento
fondamentali che tutti i soggetti, in relazione al tipo di rapporto in essere con il Gruppo, sono tenuti a
rispettare.
Il Gruppo mantiene un rapporto collaborativo e trasparente con l’autorità fiscale, le istituzioni e le associazioni
di categoria. L’obiettivo è quello di gestire i rischi di compliance e reputazionali e salvaguardare il patrimonio
sociale, oltre che di perseguire l’interesse primario della creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di
medio-lungo periodo.
Inoltre, il Gruppo non opera con la finalità di trarre beneficio da comportamenti e operazioni, domestiche o
cross-border, che non riflettano la realtà economica e da cui si potrebbero ottenere vantaggi fiscali indebiti,
come, ad esempio, investimenti in o attraverso Paesi considerati a fiscalità privilegiata con l’unico fine di
ridurre il carico tributario. I rapporti infragruppo sono regolati, a fini fiscali, in base all’arm’s length principle,
come definito dall’OCSE (Model Tax Convention e Transfer Pricing Guidelines), perseguendo la finalità di
allineare, quanto possibile, le condizioni e i prezzi di trasferimento.
Gruppo 2020
< 30
30 - 50
> 50
Totale
Diversità Organi di
Governo - CdA
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Membri Organi di
Governo
-
1
2
1
2
1
7
% Membri Organi di
Governo per fascia età
-
100%
66%
33%
66%
33%
-
% Membri Organi di
Governo sul Totale
-
14%
29%
14%
29%
14%
-
113
Il Gruppo si avvale di incentivi fiscali generalmente applicabili a tutti gli operatori, rispettando tutte le
normative specifiche solo laddove gli stessi incentivi siano allineati con i propri obiettivi industriali e operativi
e in coerenza con la sostanza economica dei propri investimenti.
Per il Gruppo l’adempimento fiscale è considerato come uno degli aspetti fondamentali di una gestione etica
e responsabile dell’Azienda. In questo senso, tra le violazioni che possono essere comunicate attraverso i
canali interni all’Azienda, sono considerate anche quelle di rilevanza fiscale. Ad oggi, il Gruppo non ha
ricevuto alcuna sollecitazione da parte dei propri stakeholder su tematiche di natura fiscale.
114
Tabella 29 Rendicontazione paese per paese [
GRI 207-4
]
Nomi delle
entità residenti
Attività principali dell’organizzazione
Numero di
dipendenti
Ricavi da vendite a
terze parti
Ricavi da operazioni
infragruppo con altre
giurisdizioni fiscali
Utile/
perdita ante
imposte
Attività materiali diverse
da disponibilità liquide e
mezzi equivalenti
Imposte sul reddito delle
società maturate sugli
utili/perdite
Italia
Newlat Food
S.p.A.
Realizzazione di pasta secca e prodotti da
forno
799
178.934.294
52.522.854
4.398.900
131.136.670
-1.097.045
Centrale del
Latte d'Italia
S.p.A.
Produzione e trasformazione di prodotti
lattiero-caseari
605
307.456.146
1.510.455
621.068
223.942.849
-466.761
Totale Italia
1.404
486.390.440
54.033.309
5.019.968
355.079.518
-1.563.806
Germania
Newlat GmbH
Produzione di pasta secca
142
118.762.505
-
5.119.679
38.450.738
-1.652.813
Totale Germania
142
118.762.505
-
5.119.679
38.450.738
-1.652.813
Regno Unito
Symington's Ltd
Produzione, di ready meals (Instant
noodles, sughi, zuppe)
643
137.316.478
-
594.540
53.226.046
-112.963
Totale Regno Unito
643
137.316.478
-
594.540
53.226.046
-112.963
115
LEGALITÀ, ETICA E ANTICORRUZIONE
Al fine di operare in maniera corretta, rispettosa della legge ed evitare ogni tipologia di corruzione attiva o
passiva, il Gruppo si impegna a mettere in atto le misure preventive necessarie per mitigare i rischi di mancato
rispetto delle leggi di tutti i paesi in cui opera e, attraverso un Codice Etico, condivide con i propri collaboratori
i valori a cui si ispira ed i principi e le linee guida che orientano il comportamento di tutti gli interlocutori
interni ed esterni all’Azienda.
In conformità al D.lgs. 231/2001, Newlat Food si è dotata, inoltre, di un Modello di Organizzazione, Gestione
e Controllo (MOG) finalizzato a prevenire, fra gli altri, anche i reati di natura corruttiva. Con l’obiettivo di
garantire l’effettiva applicazione del proprio MOG, la società ha previsto ed efficacemente adottato uno
strutturato sistema di procedure ed implementato attività di controllo dedicate. Anche la controllata italiana
Centrale del Latte d’Italia ha adottato un proprio MOG per le medesime finalità.
Entrambe le società hanno, inoltre, nominato un Organismo di Vigilanza (OdV) ad hoc, al quale è stato
affidato il compito di vigilare sulla corretta applicazione ed efficacia del MOG. Tale compito viene garantito
dall’OdV attraverso un apposito piano di verifiche ed attraverso l’esame dei flussi informativi inviati
periodicamente dalle funzioni aziendali competenti.
[2-15] [2-16]; [2-26] Sia Newlat Food che la controllata italiana Centrale del Latte curano l'aggiornamento
dei propri Modelli 231, nonché l'implementazione di un canale di whistleblowing in linea con le disposizioni
contenute nella recente direttiva UE 1937/2019. Tali canali consentono a tutti i soggetti interessati
(dipendenti, clienti, fornitori e partner) o anche terze parti di formulare segnalazioni in forma riservata o
anonima, in ordine a qualunque circostanza, evento e/o azione ritenuti non in linea con i principi adottati dal
Gruppo. Il canale è disponibile in italiano, in inglese e nelle lingue madri dei paesi in cui il gruppo Newlat
Food opera.
L’attenzione costante di Newlat Food verso le tematiche etiche e di responsabilità sociale, ha portato la società
ad identificare all’interno del proprio organico un Responsabile Etico a cui affidare la gestione dei reclami e
delle segnalazioni in materia. Tale scelta è stata supportata dalla previsione di specifici canali e procedure.
Conflitti d’interesse
Al fine di prevenire l’insorgere di conflitti d’interesse, ogni operazione o attività deve essere intrapresa solo
ed esclusivamente nell’interesse del Gruppo in maniera corretta e trasparente come sancito dai principi
contenuti all’interno del Codice Etico e di Condotta di Gruppo. Se si verifica una situazione di conflitto di
interessi o se un collaboratore prevede che una situazione possa condurre a un conflitto di interessi, è tenuto
a segnalarlo in modo che il Gruppo possa adottare comportamenti idonei a mantenere l’indipendenza di
giudizio e di scelta. Per segnalare eventuali criticità rilevanti al Massimo Organo di Governo esistono diversi
canali, tra cui, il canale di whistleblowing sopra menzionato o le cassette di segnalazione anonima presenti
nelle varie sedi del Gruppo.
Si evidenzia che il coordinamento costante tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo, in accordo alle
disposizioni del Codice di Corporate Governance, consente di rispondere al meglio alle aspettative di tutti gli
stakeholder.
[GRI 205-3]; [GRI 206-1]; [GRI 2-27] A seguito delle verifiche e delle indagini svolte, non si registra,
nel corso del 2022, alcun incidente di corruzione sostanziato. Ugualmente, non si sono registrate azioni per
comportamento anticoncorrenziale, antitrust e pratiche monopolistiche né sanzioni per non conformità con
leggi e normative in materia sociale ed economica.
116
La maggior parte degli stabilimenti italiani e la società inglese hanno ottenuto la certificazione SMETA (Sedex
Members Ethical Trade Audit), volta a promuovere la trasparenza e dimostrare le buone pratiche etiche
adottate dal Gruppo, non solo internamente all’Azienda ma anche lungo l’intera catena di fornitura. La
certificazione fonda i suoi criteri di valutazione sul codice ETI (Ethical Trade Initiative), integrandoli con le
leggi nazionali e locali dei paesi di riferimento e basandosi su 4-pillars: Rispetto della normativa del lavoro,
Etica di business, Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e Ambiente.
L’ottenimento della certificazione consente, quindi, da un lato, di rafforzare i sistemi di controllo della filiera
attraverso l’identificazione e la mitigazione di potenziali rischi in maniera efficace e dall’altro, di valorizzare le
buone prassi rilevate tramite un sistematico monitoraggio della propria catena di fornitura. Pertanto, tale
certificazione porta ad ottenere vari benefici, tra cui:
- conoscere, monitorare e valutare le condizioni di lavoro e di salute e sicurezza dei lavoratori applicate
dai propri fornitori, rafforzando le relazioni commerciali con i fornitori che si dimostrano più virtuosi
nell’adozione di buone pratiche e di standard internazionali;
- promuovere il rispetto dei diritti umani e di condizioni di lavoro dignitose, incentivando, quindi, la
conformità a norme, regolamenti e politiche in materia, come, ad esempio il Modern Slavery Act
(2015), e dissuadendo dall’adozione di pratiche illecite, come il subappalto non autorizzato.
117
SVILUPPO E CRESCITA RESPONSABILE
Il Gruppo ha sinora perseguito una costante e significativa crescita, tenendo ben presente e monitorando
sistematicamente non solo la performance economica, ma anche quella ambientale e sociale. Data la crescente
consapevolezza dei consumatori sulle tematiche ESG e la impellente richiesta di prodotti rispettosi di tali
elementi, l’integrazione di strategie ed obiettivi di sostenibilità nelle attività d’impresa non è più solo
un’opzione ma una vera e propria necessità, oltre che un fattore di competitività per tutto il settore privato.
Questa tendenza è ancora più marcata per il settore agroalimentare, particolarmente esposto ad alcuni fattori
di rischio ambientale, come le ondate di calore estremo, la riduzione della disponibilità di risorse idriche, la
diffusione di parassiti e malattie ed altri fenomeni legati al cambiamento climatico.
Per tali motivi, il Gruppo opera affinché il valore creato aumenti non solo nel breve, ma soprattutto nel medio
e lungo periodo, promuovendo una condotta etica, conciliando le aspettative legittime dei diversi stakeholder
e limitando gli impatti ambientali, sia diretti che indiretti, della propria attività produttiva per preservare
l’ambiente a beneficio delle generazioni future e nel rispetto delle normative vigenti. In tale ottica, la divisione
Ricerca e Sviluppo (R&D), anche grazie a costanti investimenti mirati, si impegna ad individuare nuove ed
innovative soluzioni, sia produttive che di processo, ponendo particolare attenzione alla sicurezza e alle
performance ambientali, con l’obiettivo di perseguire uno sviluppo sempre più responsabile.
Tra le strategie di crescita perseguite dal Gruppo, vi è la continua ricerca di occasioni di sviluppo internazionale
con l’obiettivo di rafforzare la competitività, ampliare e differenziare la gamma dei prodotti offerti ed
incrementare la quota di esportazioni dei prodotti italiani sul mercato estero. Considerando, infatti, che le
esportazioni di beni agroalimentari italiani sono in costante aumento, la crescita ed il consolidamento nei
mercati internazionali consente all’Azienda di perseguire i propri obiettivi, promuovendo e supportando la
creazione di valore per tutti i propri stakeholder. Nel corso del 2022, l’impresa ha definito un accordo che
prevede l’ingresso della società EM Foods, sita in Francia, per consolidare la propria posizione nei principali
paesi nella regione europea. L’incidenza del fatturato consolidato derivante dal mercato Italia è in costante
diminuzione, come risultato della strategia del Gruppo di svilupparsi anche sui mercati esteri. L’obiettivo di
espansione, anche su altri mercati come quello asiatico e americano, va comunque di pari passo con gli
investimenti per garantire un elevato livello qualitativo dei prodotti e per ricercare soluzioni sempre più vicine
ai consumatori ed ai bisogni degli stakeholder.
La crescita dell’Azienda, infatti, avviene principalmente attraverso processi di acquisizione di società e marchi,
selezionati non solo sulla base della competitività e della redditività, ma anche rispetto a valori ed obiettivi
condivisi con il Gruppo, tra cui l’integrità, la trasparenza, l’impegno a limitare gli impatti della propria attività
sull’ambiente, l’osservanza di principi e regole in materia di diritti umani e la tutela della collettività.
118
TABELLA DI CORRELAZIONE AL D.LGS. 254/16
Ambito del
D.Lgs
254/2016
Tema materiale
Capitolo di
riferimento
Topic Specific Standard
Limitazioni al
perimetro di
Rendicontazione
2022
33
Ragioni di omissione
e motivazione
GRI STANDARDS 2021
(aggiornata al 2021)
Relazione degli
amministratori
sull’andamento
della gestione –
Lettera agli
azionisti
2-22
Dichiarazione sulla
strategia di sviluppo
sostenibile
-
-
Introduzione –
Nota
metodologica
2-1
Dettagli organizzativi
-
-
2-2
Entità incluse nella
rendicontazione di
sostenibilità
dell’organizzazione
-
-
2-3
Periodo di
rendicontazione, frequenza
e punto di contatto
-
-
2-4
Revisione delle
informazioni
-
-
2-5
Assurance esterna
-
-
Introduzione –
Modello di
Business e
Catena del
Valore
2-6
Attività, catena del valore e
altri rapporti di business
-
-
Introduzione –
Modello di
Corporate
Governance e
gestione della
Sostenibilità
2-9
Struttura e composizione
della governance
-
2-10
Nomina e selezione del
massimo organo di
-
-
2-11
Presidente del massimo
organo di
governo
-
-
2-12
Ruolo del massimo organo
di governo
nel controllo della gestione
degli impatti
-
-
2-13
Delega di responsabilità
per la
gestione di impatti
-
-
2-14
Ruolo del massimo organo
di governo
nella rendicontazione di
sostenibilità
-
-
Introduzione –
Stakeholder
Engagement
2-29
Approccio al
coinvolgimento degli
stakeholder
-
Introduzione –
Materialità
3-1
Processo di
determinazione dei temi
materiali
-
-
3-2
Elenco dei temi materiali
-
-
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
33
Laddove non specificato, si intende comprensivo di tutte le società del Gruppo Newlat Food consolidate integralmente, così come indicato in
Nota Metodologica
119
Ambito del
D.Lgs
254/2016
Tema materiale
Capitolo di
riferimento
Topic Specific Standard
Limitazioni al
perimetro di
Rendicontazione
2022
33
Ragioni di omissione
e motivazione
GRI STANDARDS 2021
(aggiornata al 2021)
Aspetti
ambientali
Pratiche agricole
sostenibili,
benessere
animale e
attenzione alle
materie prime
Pratiche agricole
sostenibili,
benessere
animale e
attenzione alle
materie prime
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
308-1
Nuovi fornitori valutati
secondo criteri ambientali
Relativo solo alle
società: Centrale
del Latte d’Italia e
Newlat Food
Informazioni non
disponibili/incomplete
per le Società estere
Newlat GmbH e
Symington’s in quanto
non è presente una
raccolta dati
strutturata. Il Gruppo
rendiconterà tali dati
nei prossimi esercizi.
414-1
Nuovi fornitori che sono
stati sottoposti a
valutazione attraverso
l'utilizzo di criteri sociali
Relativo solo alle
società: Centrale
del Latte d’Italia e
Newlat Food
Informazioni non
disponibili/incomplete
per le Società estere
Newlat GmbH e
Symington’s in quanto
non è presente una
raccolta dati
strutturata. Il Gruppo
rendiconterà tali dati
nei prossimi esercizi.
Impatto
ambientale di
processo
Impatto
ambientale di
processo
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
Impatto
ambientale di
processo –
Consumi
energetici ed
emissioni
302-1
Energia consumata
all'interno
dell'organizzazione
-
-
302-3
Intensità energetica
-
-
302-4
Riduzione del consumo di
energia
-
-
305-1
Emissioni dirette di GHG
(Scope 1)
-
-
305-2
Emissioni indirette di
GHG da consumi
energetici (Scope 2)
-
-
305-4
Intensità delle emissioni di
GHG
-
-
Impatto
ambientale di
processo –
Gestione
dell’acqua ed
utilizzo delle
risorse idriche
303-1
Interazione con l'acqua
come risorsa condivisa
-
-
303-2
Gestione degli impatti
correlati allo scarico di
acqua
-
-
303-3
Prelievo idrico
-
-
Impatto
ambientale di
processo –
Gestione dei
rifiuti e
sversamenti
306-3
Rifiuti prodotti
-
-
306-4
Rifiuti non conferiti in
discarica
-
-
306-5
Rifiuti conferiti in discarica
-
-
2-27
Conformità a leggi e
regolamenti
-
-
Packaging
sostenibile
Packaging
sostenibile
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
301-1
Materiali utilizzati in base
al peso o al volume
-
Informazioni non
disponibili/incomplete.
Il dato non è trattato in
via quantitiva, ma solo
in via qualitativa. La
Società ha costituito un
120
Ambito del
D.Lgs
254/2016
Tema materiale
Capitolo di
riferimento
Topic Specific Standard
Limitazioni al
perimetro di
Rendicontazione
2022
33
Ragioni di omissione
e motivazione
GRI STANDARDS 2021
(aggiornata al 2021)
Gruppo di lavoro e
rendiconterà su tale
tematica nei prossimi
esercizi.
Aspetti
sociali
Qualità sicurezza
e tracciabilità dei
prodotti
Qualità
sicurezza e
tracciabilità dei
prodotti
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
416-2
Episodi di non conformità
riguardanti impatti sulla
salute e sulla sicurezza di
prodotti e servizi
-
-
Ascolto e tutela
del consumatore
Ascolto e tutela
del consumatore
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
Ascolto e tutela
del consumatore
– Tutela del
consumatore nel
rispetto delle
normative
vigenti
417-2
Episodi di non conformità
in materia di informazione
ed etichettatura di prodotti
e servizi
-
-
417-3
Casi di non conformità
riguardanti comunicazioni
di marketing
-
-
418-1
Denunce comprovate
riguardanti le violazioni
della privacy dei clienti e
perdita di dati dei clienti
-
-
Valorizzare il
territorio e le
comunità in cui il
Gruppo opera
Valorizzare il
territorio e le
comunità in cui
il Gruppo opera
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
2-28
Appartenenza ad
associazioni
-
-
Introduzione –
Modello di
Business e
Catena del
Valore
204-1
Proporzione della spesa
effettuata a favore di
fornitori locali
-
-
Aspetti
attinenti al
personale
Tutela della
salute e della
sicurezza dei
lavoratori
Tutela della
salute e della
sicurezza dei
lavoratori
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
403-1
Sistema di gestione della
salute e sicurezza sul
lavoro
-
-
403-2
Identificazione dei
pericoli, valutazione dei
rischi e indagini sugli
incidenti
-
-
403-3
Servizi di medicina del
lavoro
-
-
403-4
Partecipazione e
consultazione dei
lavoratori e comunicazione
in materia di salute e
sicurezza sul lavoro
-
-
403-5
Formazione dei lavoratori
in materia di salute e
sicurezza sul lavoro
-
-
403-6
Promozione della salute
dei lavoratori
-
-
403-7
Prevenzione e mitigazione
degli impatti in materia di
salute e sicurezza sul
-
-
121
Ambito del
D.Lgs
254/2016
Tema materiale
Capitolo di
riferimento
Topic Specific Standard
Limitazioni al
perimetro di
Rendicontazione
2022
33
Ragioni di omissione
e motivazione
GRI STANDARDS 2021
(aggiornata al 2021)
lavoro all'interno delle
relazioni commerciali
403-9
Infortuni sul lavoro
-
-
403-10
Malattie professionali
-
-
Tutela
dell’occupazione
Tutela
dell’occupazione
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
2-7
Dipendenti
-
-
2-8
Lavoratori non dipendenti
-
Informazioni non
disponibili/incomplete,
il dato è presentato in
via qualitativa. La
Società ha costituito un
Gruppo di lavoro e
rendiconterà su tale
tematica nei prossimi
esercizi
2-30
Accordi di contrattazione
collettiva
-
-
401-1
Nuove assunzioni e
turnover
-
-
401-2
Benefit previsti per i
dipendenti a tempo pieno,
ma non per i dipendenti
part-time o con contratto a
tempo determinato
-
-
Istruzione,
formazione e
valorizzazione
delle persone
Istruzione,
formazione e
valorizzazione
delle persone
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
2-17
Conoscenze collettive del
massimo
organo di governo
-
-
Istruzione,
formazione e
valorizzazione
delle persone –
Formazione dei
dipendenti
404-1
Ore medie di formazione
annua per dipendente
-
-
Istruzione,
formazione e
valorizzazione
delle persone –
Retribuzione e
remunerazione
2-18
Valutazione della
performance del massimo
organo di governo
-
-
2-19
Norme riguardanti le
remunerazioni
-
-
2-20
Procedura di
determinazione della
retribuzione
-
-
2-21
Rapporto di retribuzione
totale annuale
-
-
Diritti
umani
Tutela dei diritti
umani, riduzione
delle
disuguaglianze,
rispetto della
diversità e
inclusione
Tutela dei
diritti umani,
riduzione delle
disuguaglianze,
rispetto della
diversità e
inclusione
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
2-23
Impegno in termini di
policy
-
-
2-24
Integrazione degli impegni
in termini di policy
-
-
406-1
Episodi di discriminazione
e misure correttive
adottate
-
-
122
Ambito del
D.Lgs
254/2016
Tema materiale
Capitolo di
riferimento
Topic Specific Standard
Limitazioni al
perimetro di
Rendicontazione
2022
33
Ragioni di omissione
e motivazione
GRI STANDARDS 2021
(aggiornata al 2021)
405-1
Diversità negli organi di
governo e tra i dipendenti
-
-
Lotta alla
corruzione
Governance
trasparente e
corporate identity
Governance
trasparente e
corporate
identity
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
405-1
Diversità negli organi di
governo e tra i dipendenti
-
-
Governance
trasparente e
corporate
identity –
Gestione fiscale
207-1
Approccio alla fiscalità
-
-
207-2
Governance fiscale,
controllo e gestione del
rischio
-
-
207-3
Coinvolgimento degli
stakeholder e gestione
delle preoccupazioni in
materia fiscale
-
-
207-4
Rendicontazione Paese per
Paese
-
-
Legalità, etica e
anticorruzione
Legalità, etica e
anticorruzione
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
2-15
Conflitti d’interesse
-
-
2-16
Comunicazione delle
criticità
-
-
2-26
Meccanismi per richiedere
chiarimenti e sollevare
preoccupazioni
-
-
205-3
Episodi di corruzione
accertati e azioni intraprese
-
-
206-1
Azioni legali per
comportamento
anticoncorrenziale,
antitrust e pratiche
monopolistiche
-
-
2-27
Conformità a leggi e
regolamenti
-
-
Aspetti
trasversali
Sviluppo e
crescita
responsabile
Sviluppo e
crescita
responsabile
3-3
Gestione dei temi materiali
-
-
2-25
Processi volti a rimediare
gli impatti negativi
-
-
123
ALLEGATI
Allegato 1/a: Certificazioni in possesso della società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. - Stabilimenti
Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Stabilimenti
Certificazione
Torino
Rapallo
Vicenza
Fiirenze
Lodi
Reggio Emilia
Salerno
Asseverazione Sistema di
Gestione SS.LL conforme
art. 30 del D.Lvo 81/2008
e smi)
X
X
X
X
X
X
X
Autorizzazione
stabilimento export in
Corea del Sud
X
X
X
X
Autorizzazione
stabilimento export in
Custom Union
X
Autorizzazione
stabilimento export in
Panama
X
Autorizzazione
stabilimento Export
Brasile
X
X
Autorizzazione
stabilimento export in
Cina
X
X
X
Autorizzazione
stabilimento export in
Arabia Saudita
X
BIOLOGICO (reg UE.
848/2018)
X
X
X
X
X
X
X
124
BRCGS/BRCGS (non
annunciato)
X
X
X
DT 87 - Documento
Tecnico per la
certificazione di Filiera di
latte A2A2
X
X
DT 86: Documento per la
certificazione di prodotti
lattiero-caseari ottenuti
con latte proveniente da
allevamenti in possesso di
attestazione rilasciata dal
CReMBA sul benessere
animale
X
X
Servizio di controllo
applicato al benessere
animale secondo requisiti
più restrittivi rispetto alla
legge, verificati attraverso
Classyfarm e requisiti del
Disciplinare di “Filiera
Sostenibile della
produzione del latte
bovino toscano
X
Registrazione US FDA
X
X
FSSC 22000
X
X
IFS/IFS (non annunciato)
X
X
X
X
UNI EN ISO 14001:2015
X
X
X
X
UNI EN ISO 22005:2008
X
X
X
X
125
UNI EN ISO 14064:2018
X
UNI EN ISO 9001:2015
(multisite)
X
X
X
X
X
X
X
Kosher
X
X
Halal
X
X
X
X
X
NON OGM (solo prodotti
per USA)
X
SMETA
X
X
UNI CEI EN ISO / IEC
17025:2018
X
X
Iscrizione lista regionale
Laboratori HACCP
regione Toscana
X
Vegan
X
Valorizzazione delle
produzioni zootecniche
nazionali “Garanzia del
Benessere Animale
X
Allegato 1/b: Certificazioni in possesso della società Newlat Food S.p.A.
Newlat Food S.p.A.
Stabilimenti
Certificazione
Cremona
Bologna
Sansepolcro
Fara S. Martino
Eboli
Ozzano Taro
AOECS prodotti senza glutine
X
126
AIC
X
Asseverazione Sistema di
Gestione SS.LL conforme art.
30 del D.Lvo 81/2008 e smi)
X
X
X
X
X
X
Autorizzazione stabilimento
export in Cina
X
BIOLOGICO (reg UE.
848/2018)
X
X
X
X
X
BIOLOGICO (JAS –
Japanese Agriculture
Standard)
X
BIOLOGICO (IBD –
Standard Brasile)
X
BRCGS/BRCGS (non
annunciato)
X
X
X
X
X
Registrazione US FDA
X
X
X
X
X
IFS/IFS (non annunciato)
X
X
X
X
X
UNI EN ISO 14001:2015
X
UNI EN ISO 22005:2008
X
UNI EN ISO 9001:2015
(multisite)
X
X
X
X
X
X
Kosher
X
X
X
X
X
X
Halal
X
127
NON OGM (solo prodotti per
USA)
X
SMETA
X
X
X
X
X
X
UNI CEI EN ISO / IEC
17025:2018
X
Vegan
X
Allegato 1/c: Certificazioni in possesso della società Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e Newlat Food S.p.A. - Depositi
Centrale del Latte
d’Italia S.p.A. e
Newlat Food S.p.A
Depositi
Certificazione
San
Vincenzo
Livorno
Grosseto
Massa
Elba
Arezzo
San Pietro
(Rapallo)
Pozzuoli
Roma
Lecce
Biologico (reg UE.
834/2007)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
UNI EN ISO
9001:2015
(multisite)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
UNI EN ISO
14001:2015
X
128
Allegato 1/d: Certificazioni in possesso delle società Newlat Deutschland GmbH e Symington’s Ltd
Newlat GmbH
Stabilimenti
Certificazione
Mannheim
Biologico
X
Gluten-free
X
IFS
X
ISO50001
X
Kosher
X
Schwäbische
Spätzle”
X
Symington’s Ltd.
Stabilimenti
Certificazione
Dartmouth Way - Leeds
Bradford
Consett
BRCGS
X
X
X
RSPO
X
X
X
Rainforest Alliance
X
SMETA
X
Halal
X
129
Relazione della società di revisione indipendente
[GRI 2-5: Assurance esterna]
130
131
132
RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI
ai sensi dell’articolo 123-bis TUF
(modello di amministrazione e controllo tradizionale)
Emittente: Newlat Food S.p.A.
Sito Web: www.newlat.it
Esercizio a cui si riferisce la Relazione: 2022
Data di approvazione della Relazione: 17 marzo 2023
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GLOSSARIO
Assemblea: l’Assemblea dei soci dell’Emittente.
CLI: Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Codice di Corporate Governance: Il Codice di Corporate Governance delle società quotate approvato dal
Comitato per la Corporate Governance e pubblicato il 31 gennaio 2020.
Cod. civ./c.c.: il codice civile.
Comitato per la Corporate Governance: il Comitato italiano per la Corporate Governance delle società
quotate, costituito, oltre che da Borsa Italiana S.p.A., da ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria.
Consiglio di Amministrazione: il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente.
Emittente/Newlat/Società: l’emittente valori mobiliari cui si riferisce la Relazione.
Esercizio: l’esercizio 2022 a cui si riferisce la Relazione.
Gruppo Newlat o Gruppo: congiuntamente l’Emittente e le società da questa direttamente e/o indirettamente
controllate ai sensi dell’articolo 2359 del Cod. civ. e dell’articolo 93 del TUF.
Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999
(come successivamente modificato) in materia di emittenti.
Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 20249 del 2017 in
materia di mercati.
Regolamento Parti Correlate Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del
12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.
Relazione: la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari che le società sono tenute a redigere ai
sensi dell’art. 123-bis TUF.
Relazione sulla Remunerazione: la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi
corrisposti che le società sono tenute a redigere e pubblicare ai sensi dell’art. 123-ter TUF e 84-quater
Regolamento Emittenti Consob.
Testo Unico della Finanza/TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
Laddove non diversamente precisato, devono altresì intendersi richiamate by reference le definizioni del
Codice di Corporate Governance relative ad Amministratori, Amministratori Esecutivi, Amministratori
Indipendenti, Chief Executive Officer (CEO), Organo di Controllo, Piano Industriale e Successo Sostenibile.
134
1. PROFILO DELL’EMITTENTE
Mission dell’Emittente
L’Emittente è a capo del Gruppo Newlat, importante player nel settore agro-alimentare italiano e europeo,
con un consolidato posizionamento nel mercato domestico e una presenza rilevante sul mercato tedesco,
nonché su quello inglese. Il Gruppo Newlat è attivo principalmente nei settori pasta, lattiero-caseari, prodotti
da forno e prodotti speciali, in particolare health & wellness, gluten free e cibo per l’infanzia. I prodotti del
Gruppo sono commercializzati attraverso numerosi marchi di proprietà, molti dei quali conosciuti a livello
nazionale ed internazionale.
Il Gruppo Newlat è cresciuto nel corso degli anni grazie all’implementazione di politiche di crescita organica,
ma, soprattutto, grazie alla crescita per linee esterne, avendo perfezionato nel corso degli ultimi 10 anni
molteplici acquisizioni da controparti di primario standing nazionale ed internazionale nel settore agro-
alimentare.
Per la realizzazione dei suoi prodotti il Gruppo Newlat attualmente si avvale di diciotto impianti produttivi,
di cui quattordici siti in Italia, uno in Germania, tre nel Regno Unito e uno in Francia, quest’ultimo in aggiunta
rispetto allo scorso anno, a seguito del signing dell’accordo per l’acquisizione di EM Foods S.A.S. nel dicembre
2022.
L’offerta di prodotti del Gruppo Newlat si articola nelle seguenti business unit: (i) Pasta; (ii) Milk Products;
(iii) Dairy Products (prodotti lattiero-caseari); (iv) Bakery Products (prodotti da forno); (v) Special Products
(prodotti gluten free; prodotti ipoproteici e prodotti per lattanti e bambini fino a 3 anni); (vi) Instant Noodles
(zuppe e vari piatti ready meal) e (vii) Altri Prodotti (quali sughi, nonché prodotti pronti al consumo (instant
cups), insalate e insaccati). Oltre ai prodotti commercializzati con marchi propri, Newlat produce per conto
terzi e per il mercato del private label.
La mission del Gruppo Newlat è quella di perseguire il benessere del consumatore mediante la realizzazione
di prodotti sani e di qualità, a prezzi accessibili, promuovendo la migliore tradizione italiana e facendo leva su
una piattaforma produttiva e commerciale internazionale.
La visione del Gruppo Newlat è quella di veicolare marchi “Made in Italy” che siano rappresentativi del cibo
sano e che abbiano una diffusione mondiale, nonché di porsi come un player consolidatore nel settore agro-
alimentare. L’attività del Gruppo Newlat poggia altresì sui seguenti valori di riferimento: alimenti sani e
business solido.
In data 29 ottobre 2019 (la “Data di avvio delle negoziazioni”), l’Emittente è stato ammesso alle negoziazioni
sul MTA, segmento STAR (ora ESM – Euronext Star Milan), con il Ticker NWL.
In data 30 marzo 2020, Newlat Group S.A., capogruppo della Società Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto un
contratto di compravendita in qualità di acquirente, con Finanziaria Centrale del Latte di Torino S.p.A., Lavia
– Società Semplice, Luigi Luzzati, Marco Fausto Luzzati, Carla Luzzati e Sylvia Loew, in qualità di venditori,
in forza del quale Newlat Group S.A. ha acquistato 6.473.122 azioni ordinarie di Centrale del Latte d’Italia
S.p.A., rappresentative del 46,24% del capitale sociale e dei diritti di voto a fronte del pagamento, per ogni tre
azioni di Centrale del Latte d’Italia S.p.A. oggetto di compravendita, di un corrispettivo complessivo pari a
Euro 3,00 e n. 1 azione ordinaria di Newlat Food detenuta da Newlat Group S.A, corrispondente a un
corrispettivo unitario per ciascuna azione oggetto di compravendita pari a Euro 1,00 e n. 0,33 azioni ordinarie
135
Newlat Food S.p.A. L’operazione ha permesso ai venditori di divenire soci di Newlat Food S.p.A. con una
partecipazione complessiva, prima del futuro aumento di capitale sociale, del 5,30%.
L’operazione non è stata subordinata ad alcuna condizione sospensiva. Newlat Group S.A. e i venditori hanno
eseguito il contratto di compravendita in data 1° aprile 2020.
Newlat Group S.A. ha ceduto a Newlat Food S.p.A. le azioni oggetto di compravendita che sono state
acquistate da Newlat Group S.A. ai sensi del precitato contratto, nonché ulteriori n. 187.120 azioni ordinarie
di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., rappresentative dell’1,34% del capitale sociale già detenute da Newlat
Group per un totale di n. 6.660.242 azioni ordinarie, rappresentative del 47,57% del capitale sociale ai
medesimi termini economici del contratto sottoscritto con i precedenti venditori e, pertanto, dietro
pagamento da parte di Newlat Food del corrispettivo in denaro.
Per effetto dell’acquisizione della partecipazione in Centrale del Latte d’Italia S.p.A., Newlat Food ha lanciato
un’offerta pubblica di acquisto e di scambio obbligatoria (l’“OPAS”) sulle rimanenti azioni ordinarie, ai sensi
e in conformità alla normativa applicabile, al medesimo corrispettivo corrisposto a Newlat Group S.A.
(nonché al medesimo corrispettivo corrisposto da Newlat Group S.A. ai Venditori) e, pertanto, pari a n. 0,33
azioni ordinarie Newlat Food di nuova emissione ed Euro 1 per ciascuna azione ordinaria Centrale del Latte
d’Italia S.p.A. portata in adesione all’OPAS.
A fine luglio 2020 si è conclusa l’offerta di adesione promossa da Newlat Food S.p.A. agli azionisti di Centrale
del Latte d’Italia S.p.A. Sulla base di tali risultati, sono state portate in adesione all’offerta n. 2.803.460 azioni
ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., rappresentative del 20,02% del capitale sociale di CLI e pari al
38,19% delle azioni ordinarie oggetto dell’offerta. Sulla base dei risultati definitivi, tenuto conto delle n.
6.660.242 azioni ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., costituenti la partecipazione di maggioranza di
titolarità dell’offerente, al 30 luglio 2020 Newlat Food S.p.A. deteneva complessive n. 9.463.702 azioni
ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A., rappresentative del 67,59% del suo capitale sociale. Newlat Food
S.p.A. ha corrisposto a ciascun aderente un corrispettivo pari ad Euro 1 e n. 0,33 azioni ordinarie Newlat
Food S.p.A. di nuova emissione, rivenienti dall’aumento di capitale sociale approvato dall’Assemblea degli
Azionisti di Newlat in data 25 giugno 2020. Il pagamento del corrispettivo per le azioni apportate all’offerta
nel corso del periodo di adesione è avvenuto in data 31 luglio 2020.
In data 1° febbraio 2021 il Consiglio di Amministrazione di Newlat Food S.p.A. ha deliberato l’emissione di
un prestito obbligazionario senior unrated, non garantito, non convertibile e non subordinato per un
controvalore minimo di Euro 150 milioni e massimo di Euro 200 milioni. La durata del prestito
obbligazionario è stabilita in sei anni a decorrere dalla data di emissione.
In data 19 febbraio 2021 è stato emesso con successo il prestito obbligazionario denominato “Up to
€200.000.000 Senior Unsecured Fixed Rate Notes due February 2027” al tasso di interesse del 2,625%.
In data 4 agosto 2021 è stato sottoscritto con Speedboat Acquisitionco Limited, in qualità di venditore, un
contratto per l’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto del Gruppo Symington’s (composto
da Symington’s Limited, Symington’s Limited (Holding) e Symington’s Australia PTY Limited), per un
corrispettivo di £ 53 milioni, pari ad Euro 62,13 milioni.
L’operazione, non soggetta ad alcuna condizione sospensiva, ha comportato l'acquisto delle azioni nella stessa
data del 4 agosto 2021.
136
In data 7 dicembre 2022, Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto, con Alsa France (il “Venditore”), un contratto
per l’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S., a seguito dell’esercizio
da parte del Venditore della put option sottoscritta tra le parti il 19 ottobre 2022.
Alsa France, così come previsto dalla normativa francese, ha esercitato l’opzione per la vendita del 100% delle
azioni ordinarie e diritti di voto di EM Foods S.A.S., dopo che il consiglio dei lavoratori della stessa EM Foods
S.A.S. ha espresso formale assenso all’operazione di cessione a Newlat Food. Il closing dell’operazione si è
tenuto in data 2 gennaio 2023.
Con l’acquisizione di EM Foods S.A.S., il Gruppo Newlat entra a pieno titolo nel settore delle miscele da
forno e da dessert, un settore particolarmente interessante e con crescente attenzione da parte dei
consumatori.
Contestualmente, Newlat Food S.p.A. ha sottoscritto un contratto di lungo termine con Unilever BV, per la
produzione di diversi prodotti legati ad importanti brand come Carte d’Or, Maizena e Mondamin. Le firma
di tale accordo costituiva una condizione sospensiva per la conclusione dell’acquisizione di EM Foods S.A.S.
Sistema di governo societario adottato
Il sistema di corporate governance dell’Emittente riflette lo statuto approvato in data 8 luglio 2019
dall’Assemblea della Società in sede straordinaria al fine di adeguare il sistema di governo societario
dell’Emittente a valle dell’avvio delle negoziazioni delle azioni sull’Euronext Star Milan, così come da ultimo
modificato in data 25 giugno 2020 dall’Assemblea straordinaria della Società in ragione dell’aumento del
capitale sociale, approvato nella medesima riunione (lo “Statuto”).
Il sistema di corporate governance della Società è in linea con i principi contenuti nel Codice di Corporate
Governance, che la Società ha applicato dall’esercizio 2021, dandone informativa al mercato nella presente
Relazione.
La Società è organizzata secondo il modello tradizionale con l’Assemblea dei Soci, il Consiglio di
Amministrazione e il Collegio Sindacale. Le caratteristiche di tali organi sono fornite di seguito nell’ambito
delle parti dedicate della Relazione.
L’Assemblea ordinaria dell’Emittente, in data 8 luglio 2019, ha conferito alla società di revisione
PricewaterhouseCoopers S.p.A. (“PwC”), l’incarico di revisione legale dei conti (ivi compresa la verifica della
regolare tenuta della contabilità, nonché della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili)
per gli esercizi 2019-2027, in relazione al bilancio di esercizio dell’Emittente e al bilancio consolidato del
Gruppo Newlat. Sempre con delibera dell’8 luglio 2019, l’Assemblea ordinaria dell’Emittente ha conferito a
PwC, l’incarico per la revisione limitata del bilancio consolidato abbreviato semestrale del Gruppo Newlat per
i semestri al 30 giugno degli esercizi 2020 - 2027.
L’Emittente è soggetta all’attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'articolo 2497 e seguenti del Cod.
civ da parte di Newlat Group S.A. Per ulteriori informazioni sull’attività di direzione e coordinamento si rinvia
al paragrafo 2 (l) della Relazione.
137
Successo sostenibile
L’Emittente mostra una particolare attenzione alle questioni legate allo sviluppo sostenibile in termini
ambientali, sociali e di governance. Nel corso dell’esercizio 2022 è proseguita l’implementazione di attività
volte al raggiungimento di un successo sostenibile.
Al fine di creare valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli
stakeholder rilevanti per la Società, Newlat ha mantenuto un costante dialogo con tali soggetti, avendo cura
di recepire concretamente gli spunti di riflessione sul tema avviando un piano di stakeholder engagement.
L’Emittente per perseguire l’obiettivo prefissato (i) ha identificato al proprio interno un comitato manageriale
composto dalle strutture principalmente coinvolte nello sviluppo sostenibile con il compito di supportare il
Consiglio di Amministrazione; (ii) ha aggiornato la matrice di materialità che definisce le priorità in termini di
impatto su tematiche ESG; (iii) ha previsto, all’interno della propria politica di remunerazione, dei KPI
quantitativi e qualitativi di natura ESG – a fianco degli originari indicatori solo finanziari; (iv) ha rafforzato il
sistema di controllo interno e di gestione dei rischi integrando il modello ERM con i rischi di natura ESG.
Inserendo obiettivi di performance non solo di natura finanziaria, Newlat pone concretamente attenzione al
ruolo ambientale e sociale della propria attività, che – tra gli altri traguardi – mira a gestire i propri impatti nei
confronti degli stakeholder.
Sin dal primo anno di quotazione, inoltre, la Società redige la Dichiarazione Non Finanziaria ex D.Lgs. n.
254/16, in cui vengono illustrati, nella misura necessaria ad assicurare la comprensione dell'attività di impresa,
del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto dalla stessa prodotta, i temi ambientali, sociali, attinenti al
personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva. Tale documento recepisce
anche l’esito di uno screening svolto sulle attività cd. Taxonomy eligible ai sensi del Regolamento UE
2020/852.
Natura di PMI
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. w-quater 1) del TUF
1
, per “PMI” si intendono: “… le piccole e medie
imprese, emittenti azioni quotate che abbiano una capitalizzazione di mercato inferiore ai 500 milioni di euro.
Non si considerano PMI gli emittenti azioni quotate che abbiano superato tale limite per tre anni consecutivi
…”.
La capitalizzazione di mercato dell’Emittente al 31 dicembre 2022 è stata pari ad euro 190.897.792. In
considerazione di quanto sopra l’Emittente rientra nella richiamata definizione di “PMI” per tutti i fini previsti
dalla normativa vigente.
1
Test attualmente in vigore (cfr. art. 44-bis del D.L. n. 76 del 16.7.2020, convertito dalla legge n. 120 dell’11.9.2020 che ha soppresso il parametro del
fatturato).
138
2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123-bis, comma 1, TUF) alla data
del 17 marzo 2023
a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), TUF)
Alla data della Relazione, il capitale sociale risulta sottoscritto e versato per Euro 43.935.050,00 (quarantatré
milioni novecento trentacinquemila cinquanta/00), suddiviso in n. 43.935.050 azioni ordinarie, prive di
indicazione del valore nominale, corrispondenti a n. 68.665.050 diritti di voto complessivi per effetto della
maturazione del diritto al voto maggiorato di cui alla successiva lettera d).
In data 8 luglio 2019, l’Assemblea straordinaria dell’Emittente ha deliberato di aumentare il capitale sociale a
pagamento e in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2441,
quinto comma, del Cod. civ., da eseguirsi in una o più tranche, entro il termine massimo del 31 dicembre 2020
per un importo massimo di Euro 200.000.000, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione
di massime numero 23.000.000 azioni ordinarie prive dell’indicazione del valore nominale, numero massimo
fissato dal Consiglio di Amministrazione in funzione del loro prezzo di emissione, da offrirsi nell’ambito del
collocamento privato delle azioni rivenienti da tale aumento di capitale, riservato a investitori istituzionali
2
,
funzionale alla Quotazione.
L’aumento di capitale sopra descritto è stato eseguito per Euro 13.780.482, mediante emissione di numero
13.780.482 azioni, come da attestazioni ex art. 2444 del Cod. civ, depositate presso il Registro delle Imprese
di Reggio Emilia rispettivamente in data 29 ottobre 2019 e in data 29 novembre 2019.
Successivamente, in data 25 giugno 2020, l’Assemblea straordinaria della Società ha deliberato un nuovo
aumento di capitale a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e di scambio obbligatoria totalitaria, annunciata
dalla Società in data 1° aprile 2020, avente ad oggetto la totalità delle azioni CLI, dedotte quelle già detenute
dall’Emittente.
Nello specifico la Società ha deliberato un aumento di capitale a pagamento e in via scindibile, con esclusione
del diritto di opzione, ai sensi dell’art. 2441, quarto comma, primo periodo, del Cod. civ., da eseguirsi in una
o più volte e anche in più tranche, per un importo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di Euro
24.080.032, e più precisamente per un importo massimo di Euro 4.666.673, oltre a sovrapprezzo massimo
pari ad Euro 19.413.359, mediante emissione di massime numero 4.666.673 azioni ordinarie prive
dell’indicazione del valore nominale, aventi godimento regolare e le medesime caratteristiche delle azioni
ordinarie già in circolazione, ad un prezzo di emissione per azione pari a Euro 5,16 (imputato per Euro 1 a
capitale ed Euro 4,16 a sovrapprezzo), entro il 31 dicembre 2020 mediante conferimento in natura (i) di
numero 6.660.242 azioni ordinarie di CLI da parte di Newlat Group S.A.; e (ii) delle azioni ordinarie di CLI
portate in adesione dall’OPAS.
L’aumento di capitale è stato eseguito, in due tranche, per complessivi Euro 3.154.568, mediante emissione
di numero 3.154.568 azioni, come da attestazioni ex art. 2444 del codice civile, depositate presso il Registro
delle Imprese di Reggio Emilia rispettivamente in data 31 luglio 2020 e in data 6 agosto 2020.
2
Investitori qualificati come definiti all’articolo 34-ter, comma 1, lett. b), del Regolamento Emittenti e gli investitori istituzionali all’estero ai sensi della
Regulation S dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato, con esclusione degli investitori negli Stati Uniti d’America,
Australia, Canada, Giappone e qualsiasi altro paese nel quale l’offerta di strumenti finanziari non sia consentita in assenza di autorizzazione da parte delle
competenti autorità.
139
b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), TUF)
Non esiste alcuna limitazione alla libera trasferibilità delle azioni dell’Emittente né limiti al possesso delle
stesse, né sono previste clausole di gradimento per accedere alla compagine sociale di Newlat, ai sensi di legge
o dello Statuto.
c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), TUF)
Sulla base delle informazioni disponibili alla data della presente Relazione, gli azionisti che detengono
partecipazioni uguali o superiori al 5% del capitale sociale con diritto di voto, direttamente e/o indirettamente,
anche per il tramite di interposte persone, fiduciari e società controllate, sono indicati nella tabella che segue:
Dichiarante
Azionista
diretto
Quota % sul
capitale ordinario
Quota % sul
capitale votante
Angelo Mastrolia
Newlat Group
S.A.
61,658%
75,455%
d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), TUF)
Alla data della Relazione non vi sono titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 127-quinquies del TUF e conformemente all’art. 44 del
Provvedimento Unico sul Post Trading, così come modificato con provvedimento della Consob e della Banca
d’Italia del 10 ottobre 2022, ciascuna azione dà diritto a voto doppio (e dunque a due voti per ogni azione)
qualora l’azione sia appartenuta al medesimo soggetto, in virtù di un diritto reale legittimante l’esercizio del
diritto di voto (piena proprietà con diritto di voto o nuda proprietà con diritto di voto o usufrutto con diritto
di voto) per un periodo continuativo di almeno trentasei mesi a decorrere dall’iscrizione nell’elenco
appositamente istituito (l’“Elenco”), tenuto a cura della Società, nel rispetto della vigente disciplina normativa
e regolamentare.
La Società provvede alle iscrizioni e all’aggiornamento dell’Elenco secondo una periodicità trimestrale ovvero
secondo una diversa periodicità eventualmente prevista dalla normativa di settore e, in ogni caso, entro la
record date relativa all’assemblea dei soci di volta in volta convocata, a condizione che i presupposti per
l’attribuzione del precedente comma si siano verificati prima della record date medesima.
La maggiorazione del diritto di voto si computa anche per la determinazione dei quorum costitutivi e
deliberativi che fanno riferimento ad aliquote del capitale sociale, ma non ha effetto sui diritti, diversi dal voto,
spettanti in forza del possesso di determinate aliquote del capitale sociale.
e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-
bis, comma 1, lettera e), TUF)
Lo Statuto non prevede particolari disposizioni relative all’esercizio dei diritti di voto dei dipendenti.
140
f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), TUF)
Nello Statuto non vi sono particolari disposizioni che determinino restrizioni o limitazioni al diritto di voto,
né i diritti finanziari connessi ai titoli sono separati dal possesso degli stessi.
g) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), TUF)
Alla data della Relazione l’Emittente non è a conoscenza dell’esistenza di accordi tra azionisti ai sensi
dell’articolo 122 del TUF aventi ad oggetto le Azioni.
h) Clausole di
change of control
(ex art. 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie
in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1, TUF)
Clausole di
change of control
Di seguito si segnalano le clausole di change of control dei contratti di maggior rilevanza:
(i) In data 5 ottobre 2015, Heinz Italia S.p.A., in qualità di cliente, e l’Emittente, in qualità di fornitore, e
Newlat Group S.A., in qualità di garante, hanno sottoscritto un contratto di produzione e fornitura,
successivamente modificato in data 4 novembre 2015, 27 gennaio 2016, 28 aprile 2016, 4 aprile 2017, 27
novembre 2017, 30 aprile 2021 e 23 dicembre 2022 (il “Contratto di Co-Packing”), disciplinante i termini
e le condizioni della produzione, del confezionamento e della fornitura da parte della Società di taluni
prodotti (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, biscotti, pasta, latte in polvere, latte liquido,
liofilizzati, cereali, farine, etc.) in favore di Heinz Italia S.p.A. Ai sensi del Contratto di Co-Packing, Heinz
Italia S.p.A. ha diritto di risolvere il contratto, con un preavviso scritto tra i 60 e i 90 giorni, in talune
ipotesi, tra cui un cambio di controllo della Società
3
.
(ii) In data 7 luglio 2020, CLI ha stipulato con MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. e Deutsche
Bank S.p.A. un nuovo contratto di finanziamento (il “Contratto di Finanziamento”) per un importo
massimo pari a Euro 31.500.000,00, a un tasso Euribor incrementato di un margine pari a 175 punti base,
da rimborsarsi nel termine di 72 mesi dalla data di sottoscrizione del contratto stesso. La Società ha
concesso a favore delle suddette banche finanziatrici una garanzia personale a prima richiesta per
l’importo massimo complessivo pari all’importo capitale del finanziamento, oltre ai relativi interessi, oneri
e altri accessori. Ai sensi del Contratto di Finanziamento, in caso di cambio di controllo
4
, CLI dovrà
rimborsare integralmente il finanziamento, corrispondere gli interessi, nonché ogni altro importo dovuto
alle banche entro e non oltre 15 giorni lavorativi da tale evento.
Disposizioni statutarie in materia di OPA
Lo Statuto non deroga alle disposizioni sulla passivity rule di cui all’art. 104, comma 1 e 1-bis, del TUF e non
prevede l’applicazione delle regole di neutralizzazione contemplate dall’art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF.
(i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis,
comma 1, lettera m), TUF)
3
Per “cambio di controllo” ai sensi del Contratto di Co-Packing si intende il caso in cui il controllo della Società, definito come il potere di dirigere la
gestione e le politiche di un ente, sia tramite il possesso di diritti di voto, sia su base contrattuale o altro, è ottenuto, direttamente o indirettamente, da un
soggetto diverso da quello che alla data del Contratto di Co-Packing detiene il controllo della Società
4
Si ha un “cambio di controllo” ai sensi del Contratto di Finanziamento qualora (i) la Società cessi in qualsiasi momento di detenere il controllo di diritto di
CLI ovvero, in ogni caso, una partecipazione almeno pari al 50% + 1 del capitale sociale con diritti di voto di CLI, ovvero (ii) Angelo Mastrolia cessi in
qualsiasi momento di rivestire la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di CLI.
141
Aumentare il capitale sociale
Ai sensi dello Statuto, l’Assemblea, con apposita delibera adottata in sede straordinaria, può attribuire
all’organo amministrativo la facoltà ai sensi dell’articolo 2443 Cod. civ. di aumentare in una o più volte il
capitale sino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di 5 (anni) dalla data della deliberazione,
anche con esclusione del diritto di opzione. La delibera di aumento del capitale assunta dall’organo di
amministrazione in esecuzione di detta delega dovrà risultare da verbale redatto da Notaio.
Fermi restando gli altri casi di esclusione o limitazione del diritto di opzione previsti dalla normativa, anche
regolamentare, pro tempore vigente, nelle deliberazioni di aumento del capitale sociale a pagamento il diritto
di opzione può essere escluso nella misura massima del 10% (dieci per cento) del capitale sociale preesistente,
a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in
apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale ai sensi dell’art. 2441, quarto
comma, del Cod. civ.
Lo Statuto prevede che la Società possa emettere strumenti finanziari partecipativi, nell'osservanza delle
disposizioni di legge.
Alla data della Relazione, il Consiglio di Amministrazione non è stato delegato ad aumentare il capitale sociale
ai sensi dell’art. 2443 del Cod. civ. né può emettere strumenti finanziari partecipativi.
Autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie
L’Assemblea ordinaria, riunitasi il 28 aprile 2022, ha autorizzato, ai sensi degli artt. 2357 e seguenti del Cod.
civ, nonché del combinato disposto di cui all’art. 132 TUF e all’art. 144-bis del Regolamento Emittenti Consob
n. 11971/99, e, comunque con ogni altra modalità consentita dalle leggi e regolamento vigenti, l’acquisto, in
una o più tranche, di azioni ordinarie di Newlat Food S.p.A. fino ad un numero massimo che, tenuto conto
delle azioni proprie di volta in volta detenute in portafoglio dalla Società e dalle società da essa controllate,
non sia complessivamente superiore alla quinta parte del capitale sociale della Società, ai sensi dell’art. 2357,
comma 3, c.c. o all’eventuale diverso ammontare massimo previsto dalla legge pro tempore vigente.
L’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie è finalizzata a dotare la Società di uno stock di azioni proprie
di cui può disporre, utilizzare, alienare in qualsiasi momento, in tutto o in parte, in una o più volte e senza
limiti temporali, nell’ambito di operazioni straordinarie quali, tra le altre, operazioni di permuta, conferimento,
scambio, di operazioni societarie e/o finanziarie di natura straordinaria sul capitale ovvero ancora di
operazioni di finanziamento e operazioni di natura straordinaria quali, tra le altre, fusioni o simili, cessioni e
progetti di acquisizione e/o di futuri progetti industriali in linea con la strategia di sviluppo aziendale della
Società, nonché nell'ambito di operazioni di scambio e/o cessione di pacchetti azionari e/o per la conclusione
di alleanze commerciali e/o strategiche o per altri impieghi ritenuti di interesse finanziario e/o gestionale per
la Società oltre che per procedere a eventuali atti di disposizione delle azioni proprie acquisite anche per
consentire di cogliere le opportunità di massimizzazione del valore che possano derivare dall’andamento e,
quindi, anche per porre in essere attività di trading.
L’autorizzazione ha una durata pari a 18 mesi a far data dalla delibera dell’Assemblea ordinaria.
Alla data del 31 dicembre 2022 la Società detiene n. 4.597.101 azioni proprie.
Le società controllate non detengono azioni della Società.
142
Alla data della Relazione la Società detiene n. 4.773.097 azioni proprie, pari allo 10,78% del capitale sociale ed
al 6,87% in termini di diritto di voto.
1) Attività di direzione e coordinamento (ex. art. 2497 e ss. c.c.)
L’Emittente è soggetto ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 e seguenti del c.c. da
parte di Newlat Group S.A.
* * *
Si precisa altresì che le informazioni richieste dall’articolo 123-bis, comma 1, lettera i) (“gli accordi tra le società
e gli amministratori … che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se
il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un’offerta pubblica di acqusito”) sono contenute nella sezione
della presente Relazione dedicata alla remunerazione (Sez. 8).
Le informazioni richieste dall’art. 123-bis, comma 1, lettera l), prima parte (“le norme applicabili alla nomina
e alla sostituzione degli amministratori … se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via
suppletiva”) sono illustrate nella sezione della presente Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione
(Sez. 4.2).
Infine, le informazioni richieste dall’art. 123-bis, comma 1, lettera l), seconda parte (“le norme applicabili …
alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva”) sono
illustrate nella sezione della Relazione dedicata all’Assemblea (Sez. 13).
143
3. COMPLIANCE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), prima parte, TUF)
L’Emittente ha aderito al Codice di Corporate Governance, applicandolo a partire dall’esercizio 2021,
accessibile al pubblico sul sito web di Borsa Italiana (https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-
governance/codice/2020.pdf).
Nella presente Relazione si dà conto – secondo il principio “comply or explain” posto a fondamento del
Codice di Corporate Governance e in linea con la Raccomandazione UE n. 208/2014 – delle raccomandazioni
alle quali la Società non ha, allo stato, ritenuto di adeguarsi parzialmente o integralmente.
Né l’Emittente né le sue società controllate sono soggette a disposizioni di legge non italiane che influenzano
la struttura di corporate governance dell’Emittente.
144
4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
4.1 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione:
- guida la Società perseguendone il successo sostenibile: (i) mediante l’implementazione di una strategia
volta ad includere anche elementi di natura ambientale, sociale e di governance, (ii) prevedendo, all’interno
delle politiche di remunerazione, anche KPI qualitativi di natura ESG; (iii) rafforzando il sistema di
controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso la valutazione, il monitoraggio e la gestione dei rischi
di natura ESG;
- definisce le proprie strategie e quelle del Gruppo, volte al perseguimento del successo sostenibile,
mediante la conduzione di una analisi di materialità per le tematiche ESG per identificare i principali
aspetti di rischio e opportunità sulla base degli impatti sui propri stakeholder e identificando modalità di
gestione di questi, monitorandone costantemente la corretta attuazione;
- definisce il sistema di governo societario più funzionale allo svolgimento delle attività dell’impresa ed al
perseguimento delle sue strategie;
- promuove il dialogo con gli azionisti e gli stakeholder rilevanti per la Società, mediante l’organizzazione
e/o la partecipazione a workshop e incontri one-to-one organizzati ad hoc, con azionisti, investitori,
analisti ed altri portatori di interesse, volti a comprendere le richieste del mercato e i suggerimenti da
questi offerti, al fine di creare valore nel lungo periodo.
Ai sensi dell’art. 16 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è investito di tutti i poteri per la gestione
ordinaria e straordinaria della Società.
Sono di competenza del Consiglio di Amministrazione, fatti salvi i limiti di legge e senza facoltà di delega, le
deliberazioni relative: a) alla fusione e alla scissione, nei casi di cui agli articoli 2505 e 2505 bis Cod. civ., anche
quale richiamato dall’art. 2506-ter Cod. civ.; b) all’istituzione e soppressione di sedi secondarie; c)
all’indicazione di quali amministratori hanno la rappresentanza della società; d) all’eventuale riduzione del
capitale in caso di recesso di uno o più soci; e) agli adeguamenti dello statuto a disposizioni normative; f) al
trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale; g) all’emissione di obbligazioni nei limiti previsti dalla
normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
Il Consiglio di Amministrazione, inoltre:
- esamina e approva i piani strategici, industriali e finanziari della Società e del Gruppo, monitorandone
periodicamente l’attuazione;
- definisce il sistema di governo societario dell’emittente e la struttura del Gruppo;
- definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società, includendo
nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità nel
medio-lungo periodo;
- valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni
ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli
programmati;
145
- valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile dell’emittente nonché
quello delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi;
- stabilisce la periodicità, con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l’attività svolta
nell’esercizio delle deleghe loro conferite;
- valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni
ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli
programmati;
- delibera in merito alle operazioni dell’emittente e delle sue controllate, quando tali operazioni abbiano
un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per l’emittente stesso;
- effettua una valutazione sul funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati nonché sulla loro
dimensione e composizione, tenendo anche conto di elementi quali le caratteristiche professionali, di
esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica,
anche in relazione ai criteri di diversità;
- al fine di assicurare la corretta gestione delle informazioni societarie, adotta, su proposta
dell’amministratore delegato o del presidente del consiglio di amministrazione, una procedura per la
gestione interna e la comunicazione all’esterno di documenti e informazioni riguardanti l’emittente,
con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.
Il Consiglio di Amministrazione, nel corso dell’Esercizio 2022, non ha ritenuto necessario od opportuno
elaborare motivate proposte da sottoporre all’assemblea dei soci per la definizione di un sistema di governo
societario più funzionale alle esigenze dell’impresa, così come meglio illustrato alla Sez. 13.
Il Consiglio di Amministrazione ha adottato una politica per la gestione del dialogo con la generalità degli
azionisti, di cui si dirà alla successiva Sez. 12.
146
4.2 NOMINA E SOSTITUZIONE (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF)
Nomina
Lo Statuto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 147-ter del TUF, prevede il meccanismo del voto di
lista per la nomina degli amministratori.
La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di componenti non
inferiore a 3 (tre) e non superiore a 15 (quindici).
La nomina del Consiglio di Amministrazione è deliberata dall’Assemblea ordinaria sulla base di liste presentate
dagli azionisti, secondo la procedura descritta nel prosieguo, fatte comunque salve diverse e ulteriori
disposizioni normative e regolamentari inderogabili.
Hanno diritto di presentare le liste gli azionisti che, al momento della presentazione della lista, siano titolari –
da soli ovvero insieme ad altri soci presentatori – di una partecipazione almeno pari alla quota determinata di
volta in volta dalla Consob ai sensi delle applicabili disposizioni normative e regolamentari. La titolarità della
quota minima è determinata avendo riguardo alle azioni che risultano registrate a favore del socio nel giorno
in cui la lista è depositata presso la Società, fermo restando che la relativa certificazione può essere prodotta
anche successivamente al deposito purché entro il termine previsto per la pubblicazione della lista medesima.
Ogni socio, i soci aderenti a un patto parasociale relativo alla società rilevante ai sensi dell’articolo 122 del
TUF, il soggetto controllante, le società controllate e quelle soggette a comune controllo e gli altri soggetti tra
i quali sussista un rapporto di collegamento, anche indiretto, ai sensi della normativa, anche regolamentare,
pro tempore vigente non possono presentare - o concorrere alla presentazione, neppure per interposta
persona o società fiduciaria - di più di una lista né possono votare liste diverse.
Ogni candidato può essere presentato in una sola lista a pena di ineleggibilità.
Ciascuna lista reca i nominativi, contrassegnati da un numero progressivo, di un numero di candidati non
superiore a 15 (quindici).
Ogni lista deve includere almeno un numero di candidati – in conformità con quanto stabilito dalla normativa
applicabile - in possesso dei requisiti di indipendenza prescritti dalla legge o dalle disposizioni regolamentari
applicabili (ivi inclusi i regolamenti del mercato di Borsa Italiana S.p.A.) indicandoli distintamente ed
inserendo uno di essi al primo posto della lista.
Per il periodo di applicazione della normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente in materia di
equilibrio tra i generi, ciascuna lista che presenti un numero di candidati pari o superiore a 3 (tre) deve altresì
includere candidati appartenenti a entrambi i generi, almeno nella proporzione minima richiesta dalla
normativa di legge, anche regolamentare, pro tempore vigente.
Unitamente alla presentazione delle liste devono essere depositati:
- le informazioni relative ai soci che hanno presentato la lista e l’indicazione della percentuale di
partecipazione al capitale sociale posseduta;
- una dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione
di controllo o di maggioranza relativa, attestante l’assenza di rapporti di collegamento, anche indiretto,
ai sensi della normativa anche regolamentare pro tempore vigente, con questi ultimi;
147
- il curriculum vitae dei candidati nonché una dichiarazione con cui ciascun candidato attesti, sotto la
propria responsabilità, l’inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità nonché la sussistenza
dei requisiti richiesti per la carica;
- una informativa relativa ai candidati e l’eventuale indicazione di idoneità a qualificarsi come
indipendenti ai sensi della normativa vigente e dei codici di comportamento in materia di governo
societario eventualmente adottati dalla Società;
- la dichiarazione con la quale ciascun candidato accetta la propria candidatura;
- ogni altra ulteriore o diversa dichiarazione, informativa e/o documento previsti dalla normativa,
anche regolamentare, pro tempore vigente.
Le liste sono depositate, entro i termini previsti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente di
cui è data indicazione nell’avviso di convocazione, presso la sede della Società ovvero anche tramite un mezzo
di comunicazione a distanza secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione, e messe a disposizione del
pubblico nei termini e con le modalità previste dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
La lista per la quale non siano osservate le disposizioni di cui sopra è considerata come non presentata.
Ogni avente diritto al voto può votare una sola lista. Il voto di ciascun socio riguarderà la lista e dunque tutti
i candidati in essa indicati, senza possibilità di variazioni o esclusioni.
Risulteranno eletti i candidati delle liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti secondo i seguenti
criteri:
a) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti (“Lista di Maggioranza”) sono tratti, in base
all’ordine progressivo con il quale sono stati elencati, tutti gli amministratori da eleggere meno uno;
b) dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata neppure
indirettamente con i soci che hanno presentato, o con coloro che hanno votato, la Lista di Minoranza
(“Lista di Minoranza”) viene tratto un amministratore, in persona del candidato indicato con il primo
numero nella lista medesima.
In caso di parità di voti tra liste, si procederà a nuova votazione da parte dell’Assemblea, che delibererà
secondo le maggioranze di legge, con riguardo esclusivamente alle liste in parità, risultando prevalente la lista
che abbia ottenuto il maggior numero di voti.
Se, con le modalità sopra indicate, non risultano rispettate le disposizioni in materia dei requisiti di
indipendenza, si procede come segue: il candidato non in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti
secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente applicabile agli amministratori indipendenti
eletto come ultimo in ordine progressivo nella Lista di Maggioranza sarà sostituito dal primo candidato in
possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore
vigente applicabile agli amministratori indipendenti non eletto della stessa lista secondo l’ordine progressivo.
Qualora infine detta procedura non assicuri la presenza del numero necessario di Amministratori in possesso
dei requisiti di indipendenza stabiliti secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente
applicabile agli amministratori indipendenti, la sostituzione avverrà con delibera assunta dall’Assemblea con
le maggioranze previste dalla legge, previa presentazione di candidature di soggetti in possesso dei suddetti
requisiti di indipendenza.
148
Se con le modalità sopra indicate non risultano rispettate le disposizioni in materia di equilibrio tra i generi, i
candidati del genere più rappresentato eletti come ultimi in ordine progressivo dalla Lista di Maggioranza sono
sostituiti con i primi candidati non eletti, tratti dalla medesima lista, appartenenti all’altro genere; nel caso in
cui non sia possibile attuare tale sostituzione, al fine di garantire il rispetto delle disposizioni sopra stabilite in
materia di riparto tra i generi, gli amministratori mancanti saranno eletti dall’assemblea con le modalità e le
maggioranze previste dalla legge, senza l’applicazione del voto di lista.
Non si terrà comunque conto delle liste che non abbiano conseguito una percentuale di voti almeno pari alla
metà di quella richiesta per la presentazione delle medesime.
Qualora sia stata presentata una sola lista, l’Assemblea esprimerà il proprio voto su di essa e qualora la stessa
ottenga la maggioranza relativa, risulteranno eletti amministratori i candidati elencati in ordine progressivo,
fino a concorrenza del numero fissato dall’Assemblea, fermo l’obbligo della nomina di un numero di
amministratori indipendenti ex art. 147-ter TUF pari al numero minimo stabilito dallo Statuto, dalla legge e
dalla disciplina, anche regolamentare, pro tempore vigente, nonché il rispetto dell’equilibrio tra generi, ove
applicabile. Qualora non fosse eletto il numero minimo di amministratori appartenenti al genere meno
rappresentato e indipendenti stabilito dallo Statuto e dalla disciplina, anche regolamentare, pro tempore
vigente, l’Assemblea provvederà a sostituire gli amministratori contraddistinti dal numero progressivo più
basso e privi del requisito o dei requisiti in questione eleggendo i successivi candidati aventi il requisito o i
requisiti richiesti tratti da tale unica lista. Qualora anche applicando tale criterio di sostituzione non fossero
individuati idonei sostituti, l’Assemblea delibererà con le maggioranze previste dalla legge. In tale ipotesi le
sostituzioni verranno effettuate a partire dai candidati contraddistinti dal numero progressivo più basso.
Qualora il numero di candidati inseriti nella Lista di Maggioranza e nella Lista di Minoranza sia inferiore a
quello degli amministratori da eleggere, i restanti amministratori sono eletti dall’Assemblea con le maggioranze
previste dalla legge, fermo l’obbligo della nomina, a cura dell’Assemblea, di un numero di amministratori
appartenenti al genere meno rappresentato e indipendenti non inferiore al minimo stabilito dallo Statuto e
dalla disciplina, anche regolamentare, pro tempore vigente. Con le medesime modalità e maggioranze si
procederà per la nomina di tutti gli amministratori anche in caso non sia presentata alcuna lista.
Sostituzione
Per quanto attiene alla cessazione della carica, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto, il venir meno dei requisiti di
legge o regolamentari richiesti per la carica in capo ad un amministratore ne comporta la decadenza dalla
carica, con la precisazione che il venir meno del requisito di indipendenza comporterà la decadenza dalla
relativa carica.
Inoltre, in caso di cessazione dalla carica, per qualunque causa, di uno o più amministratori, la loro sostituzione
è liberamente effettuata secondo le disposizioni dell’art. 2386 Cod. civ. scegliendo ove possibile tra i candidati
originariamente presentati nella medesima lista di provenienza del componente cessato i quali abbiano
confermato la propria candidatura, fermo l’obbligo di mantenere il numero minimo di amministratori
indipendenti ex art. 147-ter TUF stabilito dallo Statuto e dalla legge, nonché l’obbligo di mantenere l’equilibrio
tra generi in base alla disciplina anche regolamentare pro tempore vigente.
Si precisa che oltre alle norme di legge, del TUF, delle Istruzioni al Regolamento dei Mercati Organizzati e
Gestiti da Borsa Italiana S.p.A. (per gli emittenti aventi la qualifica di STAR) e alle previsioni dello Statuto e
149
del Codice di Corporate Governance, l’Emittente non è soggetto ad altre prescrizioni in materia di
composizione del Consiglio di Amministrazione.
Per quanto riguarda le informazioni sul ruolo del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endoconsiliari
nei processi di autovalutazione, nomina e successione degli amministratori, si rinvia alla successiva Sez. 7.
150
4.3 COMPOSIZIONE (ex art. 123-bis, comma 2, lettere d) e d-bis), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione è composto da 3 (tre) amministratori esecutivi e da 4 (quattro) amministratori
non esecutivi, tutti dotati di professionalità e di competenze adeguate ai compiti loro affidati.
Il numero e le competenze degli amministratori non esecutivi sono tali da assicurare loro un peso significativo
nell’assunzione delle delibere consiliari e da garantire un efficace monitoraggio della gestione. Il Consiglio di
Amministrazione è composto da 3 (tre) amministratori non esecutivi indipendenti. Il Consiglio di
Amministrazione dell’Emittente in carica alla data della presente Relazione è composto da 7 membri, secondo
quanto deliberato dall’Assemblea ordinaria dell’Emittente tenutasi in data 28 aprile 2022.
Il Consiglio di Amministrazione resterà in carica per un periodo di 3 esercizi, fino all’approvazione del bilancio
di esercizio al 31 dicembre 2024.
La tabella che segue elenca la composizione del Consiglio di Amministrazione dell’Emittente alla data della
presente Relazione.
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Angelo Mastrolia
Presidente del Consiglio di
Amministrazione e Consigliere
(**)
Campagna (SA), il 5 dicembre 1964
Giuseppe Mastrolia
Amministratore Delegato e
Consigliere (**)
Battipaglia (SA), l’11 febbraio 1989
Stefano Cometto
Amministratore Delegato e
Consigliere (**)
Monza, il 25 settembre 1972
Benedetta Mastrolia
Consigliere (***)
Roma, il 18 ottobre 1995
Maria Cristina Zoppo
Consigliere (*)
Torino, il 14 novembre 1971
Valentina Montanari
Consigliere (*)
Milano, il 20 marzo 1967
Eric Sandrin
Consigliere (*)
Saint-Amand-Montrond, il 13 agosto 1964
(*) Amministratore indipendente ai sensi del combinato disposto degli artt. 147 ter, comma 4, e 148, comma 3, del TUF e dell’art. 2 del Codice di
Corporate Governance.
(**) Amministratore esecutivo.
(***) Amministratore non esecutivo.
Di seguito si riporta una sintesi delle caratteristiche personali e professionali dei membri del Consiglio di
Amministrazione.
Angelo Mastrolia - nato a Campagna (SA) il 5 dicembre 1964, ha conseguito il diploma di geometra nel 1982
ed ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno. La sua attività
imprenditoriale inizia negli anni ’80 nel settore del latte e dei suoi derivati, ricoprendo il ruolo di dirigente nella
società di famiglia Piana del Sele Latteria S.p.A. Dopo una parentesi imprenditoriale nei settori dei leasing,
degli investimenti immobiliari e industriali e nella fornitura di arredi per imbarcazioni di lusso, a partire dal
2004, attraverso la società TMT Finance SA (ora Newlat Group), inizia un percorso di acquisizioni nel settore
del food & beverage, tra cui si ricordano l’acquisizione della società Industrie Alimentari Molisane S.r.l.,
produttrice della pasta a marchio Guacci, di Pezzullo, di Corticella per arrivare nel 2008 all’acquisizione di
Newlat S.p.A. da parte di Parmalat S.p.A., dopo aver ottenuto il nulla-osta da parte dell’autorità antitrust. A
seguito dell’acquisizione di Newlat, Angelo Mastrolia ha proseguito, nel suo ruolo di azionista di controllo e
Presidente esecutivo, il percorso di consolidamento e crescita del Gruppo Newlat nel settore del food &
beverage a livello italiano ed internazionale anche mediante le acquisizioni dei marchi Birkel e Drei Glocken,
151
dello stabilimento produttivo di Ozzano Taro, nel 2019 della società Delverde, nel 2020 di Centrale del Latte
d’Italia S.p.A., nel 2021 della società inglese Symington’s Ltd e, infine, nel 2022 della società francese EM
Foods S.A.S.
Giuseppe Mastrolia – nato a Battipaglia (SA) il 11 febbraio 1989, ha conseguito il diploma di ragioneria nel
2007, presso l’Istituto Kennedy di Battipaglia (SA), e a far data dal 2008 è entrato a far parte del Consiglio di
Amministrazione dell’Emittente e ricopre l’incarico di Chief Commercial Officer e Amministratore Delegato
(responsabilità Sales&Marketing). A far data dall’aprile 2020 ricopre inoltre l’incarico di Vice-Presidente del
Consiglio di Amministrazione della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A., dall’agosto 2021, riveste la
posizione di CEO nella controllata inglese Symington’s Ltd e dal 2022 ricopre l’incarico di Managing Director
della controllata francese EM Foods S.A.S.
Stefano Cometto – nato a Monza il 25 settembre 1972, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di
Bologna nel 1998 e ha conseguito il titolo di dottore in legge presso la Nebrija Universidad de Madrid nel
2013. Dal 1998 al 1999 è stato Tenente della Guardia di Finanza. Dal 1999 al 2000 ha ricoperto il ruolo di
legale interno nel settore crediti di San Paolo IMI S.p.A. e dal 2000 al 2001 ha ricoperto il ruolo di legale del
personale di Unicredit S.p.A. (all’epoca, Rolo Banca 1473). Dal 2001 al 2007 ha lavorato presso Confindustria
come funzionario addetto alle relazioni industriali e sindacali, nonché come consulente legale per i sindacati.
Nel 2008 è entrato a far parte del Gruppo Newlat e ricopre l’incarico di Amministratore Delegato
dell’Emittente e Chief Operating Officer. A far data dall’aprile 2020 è entrato a far parte del Consiglio di
Amminsitrazione della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A., dove – dal mese di luglio 2022– è stato
nominato Amministratore Delegato.
Benedetta Mastrolia – nata a Roma il 18 ottobre 1995, ha conseguito un Bachelor Degree in Economics
and Business presso la University of London nel 2017 e un Master in Corporate Finance presso la Cass
Business School, City University London nel 2018. Nel 2014 è entrata a fare parte del Consiglio di
Amministrazione dell’Emittente. A far data dall’aprile 2020 è entrata a far parte del Consiglio di
Amminsitrazione della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e dall’agosto 2021 ricopre l’incarico di
Director nella controllata inglese Symington’s Ltd.
Maria Cristina Zoppo – nata a Torino il 14 novembre 1971, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università di Torino nel 1995. Dal 1999 è iscritta all’Albo dell’Ordine dei Dottori
Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino, nonché al Registro dei revisori legali dei
conti. Dal 1996 al 2015 ha ricoperto l’incarico di consulente e manager direttivo presso l’ufficio di Torino
dello Studio Pirola, Pennuto, Zei & Associati a Torino. Attualmente è Partner presso la società BDO Tax &
Legal S.r.l. Società tra Professionisti, appartenente al network internazionale di revisione contabile e
consulenza BDO e Partner di BDO Italia S.p.A. Dal 2016, ricopre la posizione di Amministratore
Indipendente e membro del Comitato di Controllo di Gestione di Banca Intesa Sanpaolo S.p.A. e dal 2022
ricopre la carica di Sindaco Effettivo di Michelin Italiana S.A.M.I. S.p.A..
Valentina Montanari – nata a Milano il 20 marzo 1967, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio
presso l’Università statale di Pavia nel 1991. Dal 1995 è iscritta all’Albo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti
di Milano presso il Registro del Ministero di Grazia e Giustizia per la funzione di revisore dei conti. Nel 1996
ha conseguito un Master in Direzione e Politica finanziaria e nel 1997 ha conseguito un Master Corporate
Finance, entrambi presso la SDA Bocconi. Ha maturato una significativa esperienza quale chief financial
officer di gruppi italiani quotati e quale consigliere indipendente. Dal 2003 al 2013 ha lavorato presso RCS
MediaGroup S.p.A., ricoprendo gli incarichi di, tra l’altro, consigliere di amministrazione di diverse società
152
facenti parte del gruppo, direttore amministrazione e fiscale del gruppo e Group CFO. Dal 2012 al 2013 ha
ricoperto l’incarico di Group CFO presso Gefran S.p.A. e dal 2013 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Group
CFO del Sole 24 Ore S.p.A. Dal 2017 al 2018 ha ricoperto il ruolo di Group CFO di AC Milan, dal 2016 al
2021 ha ricoperto la carica di Consigliere Indipendente in Cerved Group. Da gennaio 2013 ricopre la
posizione di Consigliere indipendente in Mediolanum Gestione Fondi SGR p. A. e da ottobre 2021 di membro
del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità nella stessa. Dal 2019 al 2022 ha ricoperto il ruolo di Group
CFO e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari presso FNM Group S.p.A., infine,
da gennaio 2023 ricopre il ruolo di CFO in DRI D’Italia S.p.A. Inoltre, dal 2022 ricopre la posizione di
membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pavia, da luglio 2022 ricopre la carica di
Consigliere nella Fondazione Italia per il Dono (FIDO) e, infine, da dicembre 2022 ricopre la carica di
Consigliere in Impresa Sangalli Giancarlo, nonché la carica di Consigliere indipendente, di Lead Independent
Director, di Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e di membro del Comitato per le
Operazioni con le Parti Correlate di SECO S.p.A.
Eric Sandrin – nato a Saint-Amand-Montrond il 13 agosto 1964, nel 1985 ha conseguito la laurea in Scienze
Politiche presso l’Institut d’études politiques de Paris, nel 1990 ha conseguito un master (DEA) in diritto
privato presso l’Università Paris XII (Paris-Est Créteil) e nel 1994 ha conseguito un master presso la Cornell
Law School. Nel 1990 inizia la carriera di avvocato presso lo studio legale Cleary Gottlieb nella sede di New
York. Dal 2000 al 2008 ha ricoperto il ruolo di general counsel presso General Electric e, successivamente dal
2008 al 2011 ha ricoperto il medesimo ruolo presso Atos Origin. Nel 2011 è entrato nel Gruppo SCOR,
ricoprendo l’incarico di general counsel fino al 2014. Dal 2014 ricopre l’incarico di general counsel del Gruppo
Kering.
Si rinvia alla Tabella 2 in appendice per ogni dettaglio sulla composizione del Consiglio di Amministrazione.
Criteri e politiche di diversità nella composizione del Consiglio e nell’organizzazione aziendale
La Società ha adottato una politica in materia di diversità in relazione alla composizione degli organi di
amministrazione e gestione relativamente ad aspetti quali l’età, il genere ed il percorso formativo e
professionale, consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it.
Tale politica ha come obiettivo quello di individuare l’ottimale composizione quali-quantitativa del Consiglio
di Amministrazione in termini di numero dei componenti, che deve essere adeguato alle dimensioni ed alla
complessità dell’assetto organizzativo della Società, nonché in termini di competenze diversificate e di profili
dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire.
Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società
Nella medesima Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione, di cui al punto che precede,
la Società ha definito, altresì, al fine di garantire un efficace svolgimento della carica di amministratore, che il
numero di incarichi di amministrazione e di controllo in altre società non può essere superiore a 3 (tre) in
società quotate in mercati regolamentati (anche esteri) ovvero in società finanziarie, bancarie, assicurative o di
rilevanti dimensioni.
153
Ai fini del computo degli incarichi non si dovrà tener conto di quelli eventualmente ricoperti dagli
amministratori di Newlat Food in società del Gruppo. Gli incarichi ricoperti in più società appartenenti al
medesimo gruppo sono considerati quale unico incarico con prevalenza dell’incarico esecutivo su quello non
esecutivo.
154
4.4 FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (ex art. 123-bis,
comma 2, lettera d), TUF)
In data 10 settembre 2021, Newlat ha approvato il regolamento del Consiglio di Amministrazione, che
definisce le regole di funzionamento dell’organo stesso e dei suoi comitati, incluse le modalità di
verbalizzazione delle riunioni e le procedure per la gestione dell’informativa agli amministratori.
In particolare, quanto alla verbalizzazione, è previsto che i verbali vengano redatti dal Segretario, il quale ha
facoltà di procedere alla registrazione audio delle riunioni al fine di agevolare la verbalizzazione stessa ovvero
dal Notaio nei casi previsti dalla vigente normativa.
A seguito della riunione, una bozza del verbale viene trasmessa a tutti i consiglieri e sindaci al fine di recepire
eventuali commenti ed osservazioni, che saranno raccolti dalla funzione Corporate & Legal Affairs.
Il testo definitivo del verbale viene trascritto sul libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di
Amministrazione a cura delle competenti strutture aziendali e viene firmato dal Presidente e dal Segretario.
Quanto all’efficace gestione dell’informativa pre-consiliare, il Consiglio di Amministrazione ha previsto che
la documentazione a supporto degli argomenti posti all’ordine del giorno di ciascuna riunione venga trasmessa
ai consiglieri ed ai sindaci con congruo anticipo, di regola entro il secondo giorno anteriore a quello fissto per
la riunione, fatti salvi i casi di urgenza nei quali la documentazione è resa disponibile con la migliore
tempestività. La Società evidenzia che il predetto termine previsto per l’inoltro della documentazione pre-
consiliare è stato sempre rispettato.
Ai sensi dell’art. 17 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito con la presenza
della maggioranza dei suoi componenti in carica e delibera validamente con il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei consiglieri presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente del Consiglio di
Amministrazione.
Ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare, entro i limiti previsti dalla
normativa anche regolamentare pro tempore vigente, parte delle proprie attribuzioni a un comitato esecutivo
composto da alcuni dei suoi componenti o a uno o più dei suoi componenti, determinandone i poteri e, sentito
il parere del Collegio Sindacale, la relativa remunerazione. Il Consiglio di Amministrazione può, altresì,
costituire al proprio interno comitati con funzioni consultive e propositive, determinandone i poteri anche
allo scopo di conformare il sistema di governo societario a codici di comportamento eventualmente adottati
dalla Società.
Il Consiglio di Amministrazione può, inoltre, nominare Direttori Generali e procuratori speciali, per
determinati atti o categorie di atti, attribuendone i relativi poteri.
Il Consiglio di Amministrazione nomina un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari,
previo parere obbligatorio ma non vincolante del Collegio Sindacale e ne dispone, occorrendo, anche la
revoca. Il Consiglio di Amministrazione, ex art. 154-bis, comma 4, del TUF, vigila affinché il dirigente
preposto alla redazione dei documenti contabili societari disponga di adeguati mezzi e poteri per l’esercizio
dei compiti allo stesso attribuiti ai sensi di legge, nonché sul rispetto delle procedure amministrative e contabili.
Ai sensi dell’art. 17 dello Statuto, il Presidente del Consiglio di Amministrazione convoca e presiede le riunioni
consiliari, ne fissa l’ordine del giorno e ne coordina i lavori.
155
La convocazione viene fatta con tutti i mezzi idonei in considerazione dei tempi di preavviso, inviata di regola
almeno 5 (cinque) giorni di calendario prima dell’adunanza a ciascun membro del Consiglio e del Collegio
Sindacale e in caso di urgenza tale termine può essere ridotto fino a 24 (ventiquattro) ore prima dell’adunanza.
Si riterranno comunque validamente costituite le riunioni del Consiglio di Amministrazione, anche in difetto
di formale convocazione, quando sia presente la totalità degli amministratori e la maggioranza dei sindaci
effettivi in carica, e tutti gli aventi diritto siano stati previamente informati della riunione e non si siano opposti
alla trattazione di quanto posto all’ordine del giorno. Il potere di convocare il Consiglio di Amministrazione
spetta altresì al Collegio Sindacale o anche individualmente a ciascun sindaco effettivo, ai sensi dell’art. 151
del TUF.
Le riunioni del Consiglio di Amministrazione si svolgono anche per video o teleconferenza a condizione che
ciascuno dei partecipanti possa essere identificato da tutti gli altri e che ciascuno dei partecipanti sia in grado
di intervenire in tempo reale durante la trattazione degli argomenti esaminati, nonché di ricevere, trasmettere
e visionare documenti. Sussistendo queste condizioni, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trova
il Presidente.
Il Consiglio – anche di volta in volta – nomina il segretario del Consiglio, scegliendolo anche al di fuori dei
suoi componenti.
Le deliberazioni del Consiglio devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Ai sensi dell’art. 18 dello Statuto, i compensi spettanti agli amministratori sono determinati dall’Assemblea.
Agli amministratori spetta il rimborso delle spese sostenute per l’esercizio del loro ufficio. La remunerazione
degli amministratori investiti di particolari cariche ai sensi dello Statuto è stabilita dal Consiglio di
Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale.
Ai sensi dell’art. 27 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione, nel corso dell’esercizio e quando lo ritenga
opportuno, può distribuire acconti sul dividendo per l’esercizio stesso, nel rispetto delle norme anche
regolamentari pro tempore vigenti.
I dividendi non riscossi entro il quinquennio dal giorno in cui siano diventati esigibili si prescrivono a favore
della Società.
Nell’esercizio 2022 il Consiglio di Amministrazione ha tenuto n. 5 riunioni della durata media di 1 ora ciascuna.
Le riunioni hanno registrato un’assidua e regolare partecipazione degli amministratori.
Alla data della presente Relazione, si sono già tenute n. 2 riunioni del Consiglio di Amministrazione, di cui n.
1 – precisamente in data 17 marzo 2023 – chiamata, inter alia, ad approvare tale Relazione. In aggiunta,
nell’esercizio in corso sono state programmate ulteriori n. 3 riunioni del Consiglio di Amministrazione, volte
all’approvazione della relazione finanziaria semestrale e dei resoconti intermedi trimestrali.
Le informazioni sulla composizione del Consiglio di Amministrazione e sulla partecipazione dei consiglieri
alle riunioni del Consiglio sono indicate nella Tabella 2 allegata alla Relazione.
Alle riunioni consiliari, su invito del Presidente, a seconda degli argomenti all’ordine del giorno, partecipano i
manager della Società al fine di valorizzare le riunioni consiliari quale momento tipico in cui gli amministratori
non esecutivi acquisiscono informative dettagliate su tematiche specifiche che interessano le attività della
Società. In particolare, nel corso dell’Esercizio sono stati invitati a partecipare su punti specifici all’ordine del
156
giorno: il Group Financial Director, Fabio Fazzari, il Dirigente Preposto, Rocco Sergi, nonché il responsabile
della Funzione di Internal Audit, Fabrizio Carrara.
157
4.5 RUOLO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione svolge il ruolo di raccordo tra gli amministratori esecutivi e gli
amministratori non esecutivi, curando l’efficace funzionamento dei lavori consiliari.
In particolare, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, con l’ausilio del Segretario del medesimo
organo:
cura e si accerta che l’informativa pre-consiliare e le informazioni complementari siano trasmesse in modo
completo ed esaustivo, tali da consentire agli amministratori di agire in modo informato nello svolgimento
del loro ruolo;
cura che l’attività dei comitati consiliari con funzioni istruttorie, propositive e consultive sia coordinata con
l’attività del Consiglio di Amministrazione, attraverso la partecipazione alle riunioni dei comitati stessi;
cura, d’intesa con il C.E.O., che i dirigenti della Società e quelli delle società del Gruppo che ad essa fa capo,
responsabili delle funzioni aziendali competenti secondo la materia, intervengano alle riunioni consiliari, anche
su richiesta dei singoli amministratori, per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti
all’ordine del giorno, accertandosi della loro presenza e verificando che i medesimi dirigenti forniscano
informazioni complete e precise. Sul tema, si evidenzia la costante partecipazione dei dirigenti, nei casi in cui
è richiesta la presenza, in ragione degli argomenti di volta in volta posti all’ordine del giorno;
cura e si accerta che tutti i componenti degli organi di amministrazione e controllo possano partecipare,
successivamente alla nomina e durante il mandato, a iniziative finalizzate a fornire loro un’adeguata
conoscenza dei settori di attività in cui opera la Società, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione anche
nell’ottica del successo sostenibile dell’Emittente, nonché dei principi di corretta gestione dei rischi e del
quadro normativo e autoregolamentare di riferimento. Sul punto, si evidenzia le iniziative volte a fornire ai
membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale una completa conoscenza della Società;
cura l’adeguatezza e la trasparenza del processo di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione, con il
supporto del comitato nomine.
Il Segretario del Consiglio
La Società non ha nominato un Segretario del Consiglio di Amministrazione, il quale viene nominato, di volta
in volta, in occasione di ciascuna riunione, anche all’infuori dei suoi membri ed anche esterno alla Società.
158
4.6 CONSIGLIERI ESECUTIVI
Amministratori Delegati
Ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare, entro i limiti previsti dalla
normativa anche regolamentare pro tempore vigente, parte delle proprie attribuzioni a uno o più dei suoi
componenti, determinandone i poteri e, sentito il parere del Collegio Sindacale, la relativa remunerazione.
Con delibera del 2 maggio 2022, il Consiglio di Amministrazione ferme le attribuzioni, i poteri e le facoltà
normativamente e statutariamente riservati al Consiglio di Amministrazione, al Presidente e ad altre funzioni
aziendali, ha delegato agli Amministratori Delegati Giuseppe Mastrolia e Stefano Cometto i seguenti poteri:
Giuseppe Mastrolia:
Tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione:
senza limiti di importo nell’ambito di tutte le operazioni effettuate infragruppo,
fino ad euro 300.000,00 (trecentomila/00) nei confronti dei terzi in autonomia e con firma libera,
senza alcuna limitazione di importo con la firma congiunta con altro componente del consiglio di
amministrazione, fatto salvo per le materie e le attività relative alla sicurezza sul lavoro, ambiente e salubrità
dei prodotti, che sono di esclusiva competenza del/degli amministratori delegati o dei dirigenti preposti che
hanno assunto le specifiche deleghe e responsabilità gestionali, o per quelle materie che per legge o statuto,
sono di esclusiva competenza del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci
Stefano Cometto:
Tutti i poteri relativi alla funzione di datore di lavoro, per tutte le divisioni, articolazioni aziendali, stabilimenti
e unità locali/depositi della Società, incluse le attività intese a dare attuazione ed adempimento alle norme
previste in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, di tutela della salute dei lavoratori e di protezione
dell’ambiente, con facoltà di delega, nonché tutte le incombenze conseguenti e/o collegate ai poteri ivi
specificati.
In particolare, in qualità di datore di lavoro, a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono attribuiti al dott.
Stefano Cometto, oltre alla firma sociale e al potere di rappresentanza della Società, deleghe negli ambiti di
seguito indicati:
- contratti di lavoro
- organizzazione di produzione
- igiene, sicurezza e sicurezza degli alimenti
- tutela dell’ambiente
- poteri di gestione e controllo
159
- locazioni, diritti reali
acquisto e cessione di beni e servizi con i seguenti limiti di importo:
- beni mobili fino al prezzo di Euro 100.000,00 per ogni operazione a firma singola e a firma congiunta
con qualsiasi altro membro del Consiglio di Amministrazione fino ad Euro 300.000,00;
- autoveicoli di ogni genere, aeromobili e natanti fino al prezzo di Euro 100.000,00 a firma singola e a
firma congiunta con qualsiasi altro membro del Consiglio di Amministrazione fino ad Euro
300.000,00 per ogni operazione;
- forniture e somministrazioni per ogni genere di utenza che dovranno avere durata massima iniziale di
un anno, salvo rinnovo, e fino all’importo annuo di Euro 100.000,00;
- contratti d’opera, appalti, consulenze e assumere rapporti di collaborazione autonoma, anche
continuativa, stipulando i relativi contratti, e fino all’importo annuo di Euro 100.000,00
riscossioni, cessioni e ricevute
operazioni bancarie e finanziarie, con i seguenti limiti di importo:
- Euro 100.000,00 per: prelievi sui conti bancari della Società e pagamenti verso i creditori della stessa,
trarre o accettare cambiali tratte, richiedere assegni circolari; ritirare libretti di assegni da emettere sui
conti correnti della società e sottoscrivere la relativa richiesta, rilasciare dichiarazioni di manleva;
- Euro 80.000,00 per: aprire, modificare o estinguere conti correnti postali, compiendo ogni operazione
consentita sui medesimi compresi i prelevamenti e l’emissione di vaglia postali; riscuotere ed incassare,
rilasciandone quietanza e scarico nelle debite forme, somme o quanto altro comunque dovuto alla
Società da privati, ditte, enti, istituti, società di qualsiasi natura, compagnie di assicurazione, banche e
casse
assicurazioni
appalti, gare e licenze
procedure giudiziarie
transazioni ed arbitrati
adempimenti ed obblighi fiscali
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Con delibera del 28 aprile 2022, l’Assemblea ha nominato Angelo Mastrolia, quale Presidente del Consiglio di
Amministrazione, attribuendo al medesimo tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, salvo
per le materie e le attività relative alla sicurezza sul lavoro, ambiente e salubrità dei prodotti, che sono di
esclusiva competenza del o degli Amministratori Delegati o dei dirigenti preposti che hanno assunto le
specifiche deleghe e responsabilità gestionali, nonché per tutte le materie che per legge o statuto, sono di
esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione o dell’Assemblea dei soci.
160
Il Presidente, Angelo Mastrolia, è inoltre il socio unico di Newlat Group S.A., che a sua volta possiede una
partecipazione pari al 61,65% del capitale sociale della Società.
Informativa al Consiglio da parte dei consiglieri/organi delegati
Gli Amministratori Delegati riferiscono al Consiglio di Amministrazione circa l’attività di maggior rilievo
svolta nell’esercizio delle deleghe loro conferite.
Altri consiglieri esecutivi
Nel Consiglio di Amministrazione della Società non ci sono ulteriori consiglieri esecutivi, oltre a quelli indicati
nei precedenti paragrafi.
161
4.7 AMMINISTRATORI INDIPENDENTI E LEAD INDEPENDENT DIRECTOR
Amministratori indipendenti
Il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente alla chiusura dell’esercizio 2022 includeva 3 (tre)
amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’art. 147-ter del TUF e del Codice di
Corporate Governance.
Di seguito sono indicati gli amministratori indipendenti dell’Emittente:
- Maria Cristina Zoppo
- Valentina Montanari
- Eric Sandrin
Il numero e le competenze degli Amministratori Indipendenti sono ritenuti adeguati alle esigenze della Società
ed al funzionamento del Consiglio di Amministrazione, nonché alla costituzione dei relativi comitati.
Si precisa che il Presidente del Consiglio di Amministrazione non è qualificato come indipendente.
L’attuale organo di amministrazione ha provveduto a redigere, con il supporto del Comitato Nomine e
Remunerazioni, una Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione, approvata dal medesimo
organo in data 17 marzo 2023, in cui vengono, altresì, individuati i criteri quantitativi e qualitativi per valutare
la significatività delle circostanze rilevanti ai sensi del Codice di Corporate Governance, ai fini della valutazione
di indipendenza degli amministratori.
In linea di principio, nell’ambito di tale valutazione, di norma, si ritiene non indipendente un Amministratore,
nelle seguenti ipotesi, per altro non tassative:
- se è un azionista significativo della Società;
- se l’amministratore è o è stato nei precedenti tre esercizi, un amministratore esecutivo o un dipendente
della Società, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società sottoposta a comune
controllo con la Società, ovvero di un azionista significativo della Società;
- se, direttamente o indirettamente (ad esempio attraverso società controllate o delle quali sia esponente
di rilievo, ovvero in qualità di partner di uno studio professionale o di una società di consulenza),
l’amministratore ha, o ha avuto nei tre esercizi precedenti, una significativa relazione commerciale,
finanziaria o professionale:
a) con la Società o le società da essa controllate, o con i relativi amministratori esecutivi o il top
management;
b) con un soggetto che, anche insieme ad altri attraverso un patto parasociale, controlla la Società;
o, se il controllante è una società o ente, con i relativi amministratori esecutivi o il top
management;
- se riceve, o ha ricevuto nei precedenti tre esercizi, da parte della Società, di una sua controllata o della
società controllante, una significativa remunerazione aggiuntiva rispetto al compenso “fisso”
percepito per la carica di amministratore non esecutivo della Società e al compenso previsto per la
162
partecipazione ai Comitati raccomandati dal Codice di Corporate Governance o previsti dalla
normativa vigente, anche sotto forma di partecipazione a piani di incentivazione legati alla
performance aziendale, anche a base azionaria;
- se è stato amministratore della Società per più di nove esercizi, anche non consecutivi, negli ultimi
dodici esercizi;
- se riveste la carica di amministratore esecutivo in un’altra società nella quale un amministratore
esecutivo della Società abbia un incarico di amministratore;
- se è socio o amministratore di una società, o di un’entità appartenente alla rete della società incaricata
della revisione legale della Società;
- se è uno stretto familiare (per tale intendendosi il coniuge non separato legalmente, il convivente, i
figli, anche del coniuge, a carico e, se conviventi da almeno un anno, i genitori, i parenti fino al 4°
grado) di una persona che si trovi in una delle situazioni di cui ai precedenti punti.
Il Consiglio di Amministrazione ha stabilito, quale soglia di valutazione delle ipotesi di cui alle precedenti
lettere c) e d), che il valore complessivo delle relazioni e della remunerazione aggiuntiva non devono essere
superiori al 5% del fatturato dell’amministratore in questione.
In ogni caso, il Consiglio di Amministrazione, immediatamente dopo la nomina, durante il corso del mandato,
con cadenza annuale, nonché al ricorrere di circostanze rilevanti, provvede a verificare il possesso dei requisiti
di indipendenza in capo a ciascun dei consiglieri non esecutivi.
La verifica è stata effettuata adottando i criteri sopra evidenziati – conformemente a quanto disposto dal
Codice di Corporate Governance e, in particolare, a quanto stabilito nella Raccomandazione 7 – in forza dei
quali il Consiglio di Amministrazione ha potuto confermare l’indipendenza di Maria Cristina Zoppo,
Valentina Montanari e Eric Sandrin.
Nell’effettuare la suddetta valutazione, il Consiglio di Amministrazione ha preso in considerazione tutte le
informazioni a disposizione, in particolare quelle fornite dagli amministratori oggetto di valutazione, che sono
state ritenute sufficienti e complete per un puntuale esame di quelle circostanze che potrebbero
compromettere l’indipendenza, così come sottolineato dalla Raccomandazione 6.
Il Collegio sindacale ha preso atto della correttezza dell’applicazione dei criteri e delle procedure di
accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare l’indipendenza dei propri componenti,
nonché della Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione.
Gli Amministratori Indipendenti in carica alla data della presente Relazione non si sono riuniti in assenza degli
altri amministratori ritenendo adeguate le occasioni d’incontro nell’ambito delle riunioni dei comitati
endoconsiliari ai quali partecipano tutti gli amministratori indipendenti.
Lead Independent Director
La Società ha nominato, con delibera del Consiglio di Amministrazione in data 2 maggio 2022,
l’amministratore indipendente Eric Sandrin quale lead independent director.
163
Al Lead Independent Director è attribuito il compito di coordinare le istanze ed i contributi degli
amministratori non esecutivi ed in particolare di quelli indipendenti.
In particolare lo stesso:
- collabora con il Presidente del Consiglio di Amministrazione al fine di garantire che gli amministratori
siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi e di definire le iniziative atte a consentire
ad amministratori e sindaci la migliore conoscenza della Società e del Gruppo e delle dinamiche
aziendali;
- contribuisce al processo di valutazione del Consiglio di Amminsitrazione;
- segnala al Presidente del Consiglio di Amministrazione eventuali argomenti da sottoporre all’esame
ed alla valutazione dell’organo amministrativo;
- coordina le riunioni dei soli Amministratori Indipendenti.
164
5. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE
Il Consiglio di Amministrazione della Società, nella seduta del 6 settembre 2019, ha deliberato di approvare il
Regolamento per il trattamento delle informazioni rilevanti/privilegiate, l'istituzione e la tenuta della RIL e
dell'Elenco Insider e l'Internal Dealing (“Regolamento”), volto a disciplinare, oltre agli obblighi di riservatezza
e segnalazione, il processo di gestione dei documenti e delle informazioni riguardanti Newlat e le società
appartenenti al relativo gruppo, con particolare riferimento alle Informazioni Riservate e alle Informazioni
Privilegiate, nonché l’istituzione, la tenuta e l’aggiornamento dei registri dei soggetti che hanno accesso alle
predette informazioni e gli obblighi di Internal Dealing.
Tale Regolamento, entrato in vigore alla data di deposito in Borsa Italiana della domanda di ammissione alle
negoziazioni delle azioni dell’Emittente, è pubblicato sul sito dell’Emittente all’indirizzo
https://corporate.newlat.it/wp-content/uploads/2020/04/Regolamento-info-privilegiate-internal-
dealing.DOCX.pdf.
Il Regolamento è finalizzato ad assicurare l'osservanza delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in
materia e assicurare la tempestiva, completa e adeguata comunicazione al mercato da parte della Società delle
informazioni privilegiate del Gruppo, garantendo al tempo stesso la massima riservatezza e confidenzialità
sino al momento della loro diffusione al pubblico.
La gestione delle Informazioni Rilevanti e Privilegiate avviene secondo un processo articolato nelle seguenti
fasi:
a) individuazione e segnalazione alla FGIP (ossia la "Funzione Gestione Informazioni Privilegiate",
identificata nel Presidente del Consiglio di Amministrazione) dell'Informazione Rilevante o Privilegiata da
parte della FOCIP (ossia ciascuna "Funzione Organizzativa Competente Informazioni Privilegiate",
individuata all'interno del Gruppo, che viene a conoscenza in ragione della propria attività di Informazioni
Rilevanti e/o Privilegiate) competente;
b) identificazione dell'Informazione Rilevante o Privilegiata da parte della FGIP e sua registrazione a cura
della stessa FGIP;
c) in caso di Informazione Rilevante, monitoraggio della stessa sulla base delle relative fasi evolutive sino alla
trasformazione in Informazione Privilegiata e annotazione delle ulteriori FOCIP coinvolte nel processo di
volta in volta interessato;
d) eventuale passaggio da Informazione Rilevante a Informazione Privilegiata.
La FGIP è la figura aziendale preposta alla decisione in merito alla natura privilegiata dell'informazione. In
caso affermativo la FGIP si attiva per la comunicazione al pubblico quanto prima possibile, in conformità al
Regolamento ed alla normativa di legge e regolamentare pro-tempore vigente, dell’Informazione Privilegiata
che riguardi direttamente l’Emittente, salvo che ricorrano le condizioni per attivare la procedura del ritardo di
cui all’art. 3.4 del Regolamento.
L'Emittente ha istituito, ai sensi della disciplina di legge e regolamentare pro tempore vigente, in formato
elettronico un registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate ("Elenco Insider") e un
registro delle persone che hanno accesso a Informazioni Rilevanti (“RIL”), la cui tenuta è di responsabilità
della FGIP, con il supporto della funzione Corporate & Legal Affairs per l'alimentazione e la manutenzione
dello stesso.
165
Ai fini del tempestivo aggiornamento dell'Elenco Insider la FGIP si avvale principalmente delle informazioni
contenute nella RIL. Quando un’Informazione diventa Privilegiata, le persone iscritte nella RIL vengono
cancellate dalla RIL e inserite nel Registro Insider.
La Sezione II del Regolamento, in materia di Internal Dealing, disciplina gli obblighi di comunicazione, le
restrizioni e le misure di controllo in relazione alle Operazioni poste in essere dai Soggetti Rilevanti e dalle
Persone Strettamente Associate a loro dell'Emittente e delle Controllate (come definiti nel Regolamento).
In particolare, ai Soggetti Rilevanti Manager è fatto divieto assoluto di effettuare Operazioni per conto proprio
o per conto di terzi, direttamente o indirettamente, nei 30 giorni che precedono la pubblicazione dei risultati
annuali o semestrali o infra-semestrali che l’Emittente è tenuto a, o ha deciso di, rendere pubblici (“Black-Out
Period”), fatto salvo quanto previsto all’art. 8 del Regolamento.
Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente, con apposita deliberazione, può stabilire ulteriori periodi in
cui vige il divieto/la limitazione del compimento di Operazioni su Strumenti di Newlat in concomitanza con
particolari eventi. Resta fermo che sia i Soggetti Rilevanti Manager che tutti i Destinatari in possesso di
Informazioni Privilegiate devono astenersi dal compiere o dal raccomandare a terzi qualsiasi operazione sugli
Strumenti, dall'indurre i terzi ad effettuare operazioni sugli Strumenti o dal comunicare a terzi le Informazioni
Privilegiate, salvo che tale comunicazione avvenga nel normale esercizio del proprio ufficio.
166
6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
In data 2 maggio 2022, il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito al proprio interno comitati
con funzioni istruttorie, propositive e consultive, quali:
- un comitato controllo e rischi, meglio illustrato alla successiva Sez. 9.2 (il “Comitato Controllo e
Rischi”);
- un comitato per le nomine e la remunerazione, meglio illustrato alle successive Sez. 7.2 e 8.2 (il
“Comitato Nomine e Remunerazione”); e
- un comitato per le operazioni con parti correlate, meglio illustrato alla successiva Sez. 10 (il “Comitato
OPC”).
Il Consiglio di Amministrazione ha determinato la composizione dei singoli comitati endoconsiliari
privilegiando la competenza e l’esperienza dei relativi componenti.
Alla data della Relazione i Comitati risultano così composti:
Ruolo
Comitato Controllo e
Rischi
Comitato Nomine
e Remunerazione
Comitato OPC
Presidente
Valentina Montanari
Eric Sandrin
Maria Cristina Zoppo
Componente
Eric Sandrin
Valentina Montanari
Valentina Montanari
Componente
Maria Cristina Zoppo
Maria Cristina Zoppo
Eric Sandrin
Il Consiglio di Amministrazione, in occasione della costituzione dei predetti comitati endoconsiliari, ha altresì
adottato i relativi regolamenti che definiscono le regole di funzionamento degli stessi, incluse le modalità di
verbalizzazione delle riunioni e le procedure per la gestione dell’informativa agli amministratori che li
compongono.
In particolare, ciascun regolamento specifica la composizione del relativo comitato, precisando le competenze
richieste a ciascun componente, nonché la modalità con cui deve essere nominato il presidente e la procedura
di sostituzione dei membri.
Il regolamento stabilisce, altresì, la modalità di convocazione delle riunioni del comitato, le relative
tempistiche, precisando i luoghi dove possono essere tenute le riunioni ed i soggetti a cui deve essere inoltrato
l’avviso, nonché determinando la validità di costituzione di ciascuna adunanza e di deliberazione sulle materie
poste all’ordine del giorno.
Inoltre, al fine di assicurare la completezza dei flussi informativi, tutelando allo stesso modo la riservatezza
dei dati e delle informazioni fornite, i regolamenti prevedono che l’eventuale documentazione relativa alle
materie all’ordine del giorno è messa a disposizione di norma entro il secondo giorno anteriore a quello fissato
per la riunione, fatti salvi i casi di urgenza nei quali la documentazione è resa disponibile con la migliore
tempestività.
Infine, specificano i compiti attribuiti a ciascun comitato, indicando i mezzi di cui i componenti si possono
avvalere al fine dello svolgimento delle proprie attività. Il tutto nel rispetto del dovere della riservatezza in
merito alle notizie ed alle informazioni acquisite nell’esercizio delle loro funzioni, anche dopo la scadenza del
mandato dei singoli componenti.
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Comitati ulteriori (diversi da quelli previsti dalla normativa o raccomandati dal Codice di Corporate
Governance)
Il Consiglio di Amministrazione non ha costituito comitati ulteriori – diversi rispetto a quelli previsti dalla
normativa o raccomandati dal Codice di Corporate Governance.
168
7. AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI – COMITATO
NOMINE
7.1 AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Il Consiglio di Amministrazione valuta l’efficacia della propria attività ed il contributo portato dalle sue singole
componenti, attraverso dei questionari predisposti ad hoc da consulenti esterni della Società.
L’Emittente conduce l’autovalutazione ogni anno ed ha ad oggetto dimensione, composizione e concreto
funzionamento, considerando anche il ruolo svolto dal Consiglio di Amministrazione nella definizione delle
strategie e nel monitoraggio dell’andamento della gestione e dell’adeguatezza del sistema di controllo interno
e di gestione dei rischi.
In particolare, il Consiglio di Amministrazione svolge una propria autovalutazione ed esprime un
orientamento sulla sua composizione quantitativa e qualitativa ritenuta ottimale, i cui esiti sono stati pubblicati
sul sito internet della Società www.newlat.com da cui è emerso quanto segue:
- appropriatezza dell’attuale numero di 7 (sette) Amministratori per assicurare un adeguato
bilanciamento delle competenze e delle esperienze richieste dal business della Società e del Gruppo,
valutando un rafforzamento della presenza di figure aventi competenze in ambito digital ed
informatico, nonché in materia di ESG e, in particolare, con skill in tema di sostenibilità;
- adeguatezza del rapporto attualmente in essere tra Amministratori Esecutivi (3), non-Esecutivi (4) ed
Indipendenti ai sensi del Codice di Corporate Governance (3), in quanto idoneo ad assicurare un
efficace funzionamento del Consiglio di Amministrazione stesso.
In generale, il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguata la propria composizione sia in termini di
competenze che di diversità, vista la presenza di figure manageriali di taglio internazionale con forti
competenze in materia contabile, finanziaria, nonché di gestione dei rischi, in grado di apportare un concreto
supporto al perseguimento degli obiettivi strategici della Società e dei compiti del Consiglio medesimo.
Per quanto attiene al funzionamento dell’organo di amministrazione, i Consiglieri ritengono che
l’organizzazione delle riunioni sia idonea alla struttura della Società, sia in termini di numero di incontri che
di durata delle riunioni stesse, a cui vi è una costante partecipazione, da parte di tutti i membri, nonché dei
soggetti esterni – di volta in volta – coinvolti in ragione degli argomenti posti all’ordine del giorno di ciascuna
adunanza.
Anche le condizioni in cui si svolgono le riunioni sono state ritenute idonee e soddisfacenti, in termini di
intervento, di approfondimento sui singoli temi, nonché di deliberazioni con cognizione di causa ed in piena
autonomia.
Per quanto attiene la composizione e il funzionamento dei comitati interni (Comitato Controllo e Rischi,
Comitato Nomine e Remunerazione e Comitato per le Operazioni con le Parti Correlate), gli stessi sono stati
ritenuti adeguati e idonei alla struttura societaria. Detti comitati endoconsiliari sono infatti tutti composti da
figure dotate di elevata esperienza professionale che consentono uno svolgimento efficace dei compiti che
ciascun Comitato è chiamato a svolgere. Le attività a ciascuno affidate, di tipo istruttorie, consultive e
propositive, in favore del Consiglio di Amministrazione sono state ritenute conformi ed in linea con i principi
e le raccomandazioni fornite dal Codice di Corporate Governance.
169
In conclusione, il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguata la propria composizione, sia in termini
qualitativi che in termini quantitativi, in ragione (i) della presenza di un elevato grado di diversificazione di
profili, nonché di esperienze professionali maturate; (ii) dell’adeguata modalità di funzionamento dell’organo
stesso, le cui attività vengono svolte in un clima di fiducia, collaborazione e interazione tra i componenti del
Consiglio.
Piani di successione
Alla data della presente Relazione, in ragione del fatto che Newlat è inquadrabile come società non grande ed
a proprietà concentrata, così come definite dal Codice di Corporate Governance, non è stato adottato un
piano per la successione degli amministratori esecutivi.
Il Consiglio di Amministrazione si riserva di poter effettuare, in futuro, un’attività di analisi per valutare
l’opportunità di definire misure che consentano di garantire la continuità della gestione, anche attraverso
l’adozione di un piano di successione, fermo restando quanto previsto dal Codice di Corporate Governance.
170
7.2 COMITATO NOMINE
Composizione e funzionamento del comitato nomine (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito un unico Comitato Nomine e Remunerazione,
composto esclusivamente da Amministratori indipendenti, nominando – quali componenti – i consiglieri
Maria Cristina Zoppo e Valentina Montanari, nonché – quale suo presidente – Eric Sandrin.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni possono, inoltre, partecipare i componenti del Collegio Sindacale, quali invitati permanenti.
Nell’esercizio 2022 il Comitato Nomine e Remunerazione ha tenuto n. 2 riunioni della durata media di 1 ora
ciascuna, a cui hanno partecipato tutti i componenti.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Nomine e Remunerazione.
Funzioni del comitato nomine
Il Comitato Nomine:
- Ha coadiuvato il Consiglio di Amministrazione nell’attività di autovalutazione dell’organo di
amministrazione stesso e dei suoi comitati, supportando il Presidente del Consiglio di
Amministrazione nel curare l’adeguatezza e la trasparenza del processo di autovalutazione;
- Coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di definizione della composizione ottimale
dell’organo di amministrazione e dei suoi comitati;
- Coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di individuazione dei candidati alla carica di
amministratore in caso di cooptazione.
Qualora la Società si dovesse dotare di un piano di successione degli amministratori esecutivi, al Comitato
Nomine verrà richiesto un supporto nell’attività di predisposizione, aggiornamento ed attuazione di detto
piano.
Il Comitato Nomine svolge un ruolo consultivo e propositivo, ha il compito di assistere il Consiglio di
Amministrazione, con funzioni istruttorie, di natura propositiva e consultiva, nelle valutazioni e nelle decisioni
relative alla composizione del Consiglio di Amministrazione.
Nel corso dell’Esercizio, il Comitato Nomine ha svolto le seguenti attività principali:
- discussione in merito alle risultanze del questionario di autovalutazione;
- analisi della Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Nomine ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali necessarie per
lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti esterni, nei
termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
171
8. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI – COMITATO REMUNERAZIONI
8.1 REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Per le informazioni della presente Sezione si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione, redatta dalla Società,
e disponibile all’indirizzo https://corporate.newlat.it/corporate-governance/assemblea-azionisti/.
8.2 COMITATO REMUNERAZIONI
Composizione e funzionamento del comitato remunerazioni (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)
Come precisato alla precedente Sez. 7.2, il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito un unico
Comitato Nomine e Remunerazione, composto esclusivamente da Amministratori indipendenti, attualmente
composto dai consiglieri Maria Cristina Zoppo e Valentina Montanari – quali componenti, nonché da Eric
Sanrdin – quale suo presidente.
Tutti i componenti del Comitato Remunerazione possiedono conoscenze ed esperienza in materia finanziaria
o di politiche retributive, che sono state ritenute adeguate dal Consiglio di Amministrazione al momento della
nomina.
Conformemente a quanto previsto dal Codice di Corporate Governance, nessun amministratore prende parte
alle riunioni del Comitato Remunerazioni in cui vengono formulate le proposte relative alla propria
remunerazione.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni possono, inoltre, partecipare i componenti del Collegio Sindacale, quali invitati permanenti.
Come già indicato nella precedente Sez. 7.2, nell’esercizio 2022 il Comitato Nomine e Remunerazione ha
tenuto n. 2 riunioni della durata media di 1 ora ciascuna, a cui hanno partecipato tutti i componenti.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Nomine e Remunerazione.
Funzioni del comitato remunerazioni
Il Comitato Remunerazioni:
- Ha coadiuvato il Consiglio di Amministrazione nell’elaborazone della politica per la remunerazione;
- Presenta proposte ed esprime pareri sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri
amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché sulla fissazione degli obiettivi di
performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione;
- Monitora la concreta applicazione della politica di remunerazione e verifica, in particolare, l’effettivo
raggiungimento degli obiettivi di performance;
172
Valuta periodicamente l’adeguatezza e la coerenza complessiva della politica per la remunerazione degli
amministratori e del top management.
Nel corso dell’Esercizio, il Comitato Remunerazioni ha svolto le seguenti attività principali:
- discussione in tema di Politica di Remunerazione ed analisi degli obiettivi di performance sia qualitativi
che quantitativi;
- discussione in tema di Relazione sulla Remunerazione riferita all’esercizio 2022.
Il Comitato Remunerazioni ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali
necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti
esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Remunerazioni non si è avvalso dei servizi di un consulente al fine di ottenere informazioni sulle
pratiche di mercato in materia di politiche retributive.
173
9. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI – COMITATO
CONTROLLO E RISCHI
In ottemperanza al Principio XVIII del Codice di Corporate Governance, l’Emittente ha definito le linee di
indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (di seguito anche “SCIGR”) costituito
dall’insieme delle regole, procedure e strutture organizzative finalizzate ad una effettiva ed efficace
identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, al fine di contribuire al successo
sostenibile della Società, in coerenza con le strategie della stessa.
Valutazione di adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Per l’esercizio 2022, la valutazione di adeguatezza complessiva del Sistema di Controllo Interno e di Gestione
dei Rischi è stata espressa sulla base dell’analisi dei seguenti aspetti:
- Fatti di rilievo con impatto sul modello di governo e controllo aziendale;
- Risk Assessment ERM di Gruppo;
- Procedura ERM;
- Piano di Audit relativo all’esercizio 2023;
- Variazioni nella composizione degli organi di amministrazione e controllo e nella struttura
organizzativa;
- Variazioni nelle deleghe e nelle procure;
- Compliance alla Legge n. 262/05 in materia di documentazione contabile e societaria;
- Sostenibilità del Gruppo;
- Sistemi informativi;
- Export Compliance;
- Operazioni in strumenti finanziari derivati;
- Operazioni su azioni proprie;
- Operazioni con parti correlate;
- Operazioni infragruppo e operazioni in potenziale conflitto;
- Operazioni di internal dealing;
- Monitoraggio dei Sistemi di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi delle società controllate;
- Principali contenziosi in essere;
- Situazione dei crediti in sofferenza.
174
Risultati delle attività di verifica svolte dagli organi di controllo interni ed esterni:
- Risultati delle attività di monitoraggio svolte dall’Internal Audit;
- Incontro tra gli Organi di Controllo;
- Informazioni dal Dirigente Preposto;
- Risultati delle attività di monitoraggio svolte dall’Organismo di Vigilanza;
- Risultati degli audit di terza parte sui sistemi di gestione della qualità, della salute e sicurezza sul lavoro,
e dell’ambiente;
- Impatti degli scenari macroeconomici: guerra ed inflazione;
- Informazioni dal Servizio di Prevenzione e Protezione e dal presidio ambientale.
Sulla base delle informazioni ed evidenze raccolte, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del
Comitato Controllo e Rischi, ritiene che il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi in essere nel
corso del 2022 sia adeguato ed efficace rispetto alle dimensioni e caratteristiche del Gruppo, e
complessivamente idoneo al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sull’informativa finanziaria
La Società considera il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sull’informativa finanziaria come
parte integrante del proprio sistema di gestione dei rischi.
Con specifico riferimento al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sul financial reporting, il
Gruppo ha definito un proprio sistema di regole di Controllo Contabile che definisce le regole che il Gruppo
segue.
A tale sistema si aggiungono le istruzioni e le norme interne (tra cui, a titolo esemplificativo, il sistema di
deleghe e procure, le istruzioni di reporting, i sistemi informativi a supporto, le visite presso le sedi delle
società del Gruppo), attraverso cui la Capogruppo assicura un efficiente sistema di scambio di dati con le
Controllate.
La valutazione del 2022 ha evidenziato i processi rilevanti che sono stati sottoposti nel corso dell’esercizio a
interventi di verifica puntuali, in relazione a specifici obiettivi di controllo (esistenza, completezza e
accuratezza, valutazione, diritti e obblighi, presentazione e informativa).
Eventuali carenze/azioni di miglioramento identificate in occasione degli interventi di verifica e relazione
come sopra descritto, prevedono una immediata identificazione delle azioni da intraprendere, oltre che un
monitoraggio periodico della loro soluzione.
Di seguito vengono riportate le principali caratteristiche del SCIGR e le modalità di coordinamento tra i
soggetti in esso coinvolti, ispirate ai modelli ed alla best practice nazionale ed internazionale di riferimento.
Gli organi societari e di controllo, facenti parte del SCIGR sono:
175
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Comitato Controllo e Rischi;
- l’amministratore esecutivo responsabile dell’internal audit;
- il preposto alla funzione di internal audit;
- l’Organismo di Vigilanza ex D.lgs 231/01;
- il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
- il Collegio Sindacale;
- la Società di Revisione.
Il SCIGR della Società si articola su tre livelli di controllo:
I° Livello di Controllo – le strutture operative sono le prime responsabili del processo di SCIGR. Invero,
queste ultime – nello svolgimento delle attività giornaliere – sono chiamate a identificare, misurare, valutare e
monitorare, nonché attenuare e riportare i rischi derivanti dall’ordinaria attività aziendale in conformità del
SCIGR e delle procedure interne applicabili.
II° Livello di Controllo – vengono monitorati i rischi aziendali, vengono proposte le linee guida sui relativi
sistemi di controllo e viene verificata l’adeguatezza degli stessi affinché sia assicurata l’efficienza e l’efficacia
delle operazioni, nonché un adeguato controllo dei rischi, una prudente conduzione del business,
un’affidabilità delle informazioni, oltre che la conformità alle leggi, ai regolamenti ed alle procedure interne.
III° Livello di Controllo – il preposto all’internal audit verifica ed assicura l’adeguatezza e l’effettiva operatività
del I° e del II° Livello di Controllo e – in generale – del SCIGR, valutandone la completezza, la funzionalità
e l’affidabilità in termini di efficienza ed efficacia, nonché individuando le eventuali violazioni delle procedure
e delle norme applicabili.
Il ruolo centrale nel Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi viene svolto dal Consiglio di
Amministrazione che procede a definire la natura ed il livello di rischio compatibile con gli obiettivi della
Società.
L'effettivo SCIGR della Società garantisce, con ragionevole certezza, il raggiungimento di obiettivi operativi,
di informazione e di conformità. Precisamente:
- l'obiettivo operativo del sistema di controllo interno riguarda l'efficacia e l'efficienza della Società
nell'impiegare le risorse, nel proteggersi dalle perdite, nel salvaguardare il patrimonio aziendale. Tale
sistema è volto, inoltre, ad assicurare che il personale operi per il perseguimento degli obiettivi aziendali,
senza anteporre altri interessi a quelli di Newlat;
- l'obiettivo di informazione si traduce nella predisposizione di rapporti tempestivi ed affidabili per il
processo decisionale all'interno e all'esterno dell'organizzazione aziendale;
- l'obiettivo di conformità garantisce, invece, che tutte le operazioni ed azioni siano condotte nel rispetto
delle leggi e dei regolamenti, dei requisiti prudenziali e delle procedure aziendali interne.
176
Il SCIGR coinvolge ogni settore dell'attività svolta dalla Società, attraverso la distinzione dei compiti operativi
da quelli di controllo, riducendo ragionevolmente ogni possibile conflitto di interesse.
In particolare, il sistema di controllo interno si basa sui seguenti elementi:
- sistema organizzativo formalizzato e chiaro nell'attribuzione delle responsabilità;
- poteri autorizzativi e di firma assegnati in coerenza con le responsabilità;
- sistema di procedure a governo di tutti i processi aziendali;
- sistemi informatici orientati alla segregazione delle funzioni;
- sistema di controllo di gestione e reporting;
- funzioni preposte in maniera strutturata alla comunicazione esterna;
- attività periodica di audit sui principali processi aziendali.
Alla base del SCIGR della Società vi sono i seguenti principi:
- ogni operazione, transazione ed azione deve essere veritiera, verificabile, coerente e documentata;
- nessuno può gestire un intero processo in autonomia (c.d. segregazione dei compiti);
- il sistema di controllo interno documenta l'effettuazione dei controlli, anche di supervisione.
La responsabilità, in ordine al corretto funzionamento del sistema di controllo interno, è rimessa a ciascuna
funzione aziendale per tutti i processi di cui essa sia responsabile.
La tipologia di struttura dei controlli aziendali esistente nella Società prevede:
- controlli di linea, svolti dalle singole unità operative sui processi di cui hanno la responsabilità
gestionale, finalizzati ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni;
- attività di monitoraggio, svolte dai responsabili di ciascun processo e volte a verificare il corretto
svolgimento delle attività sottostanti, sulla base dei controlli di natura gerarchica;
- attività di rilevazione, valutazione e monitoraggio del sistema di controllo interno sui processi e sui
sistemi amministrativo-contabili che hanno rilevanza ai fini del bilancio.
In merito al SCIGR si precisa, infine, che nell’esercizio delle sue funzioni il Consiglio di Amministrazione, nel
corso della seduta consiliare del 17 marzo 2023:
- ha approvato il piano di internal audit, sentiti il Collegio Sindacale e l’amministratore esecutivo
responsabile dell’internal audit, previo parere del Comitato Controllo e Rischi;
- ha valutato, previo parere del Comitato Controllo e Rischi, l’adeguatezza del sistema stesso, rispetto
alle caratteristiche dell’impresa ed al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia.
177
9.1 CHIEF EXECUTIVE OFFICER
Il Consiglio di Amministrazione ha individuato nel Presidente esecutivo del C.d.A., Angelo Mastrolia,
l’amministratore incaricato di istituire, mantenere e sovrintendere alla funzionalità del Sistema di Controllo
Interno e di Gestione dei Rischi.
Nell’ambito delle responsabilità affidategli dal Consiglio di Amministrazione, il Presidente ha dato esecuzione
alle linee di indirizzo e attuazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, definite dal
Consiglio di Amministrazione, provvedendo a:
- curare l’identificazione dei principali rischi aziendali, da sottoporre periodicamente all’esame del
Consiglio di Amministrazione, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte;
- dare esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio, curando la progettazione, la realizzazione
e la gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, verificandone costantemente
l’adeguatezza e l’efficacia;
- aggiornare il sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi rispetto alle dinamiche delle
condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare;
- affidare alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul
rispetto delle regole e procedure interne nell’esecuzione di operazioni aziendali, dandone contestuale
comunicazione al presidente del Consiglio, al presidente del Comitato Controllo e Rischi e al
presidente del collegio sindacale;
- riferire tempestivamente al Comitato Controllo e Rischi in merito a problematiche e criticità emerse
nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il Comitato
possa prendere le opportune iniziative.
9.2 COMITATO CONTROLLO E RISCHI
Composizione e funzionamento del Comitato Controllo e Rischi (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d),
TUF)
Il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito il Comitato Controllo e Rischi, composto
unicamente da Amministratori indipendenti, e precisamente dai consiglieri Maria Cristina Zoppo e Eric
Sandrin – quali componenti, nonché da Valentina Montanari – quale suo presidente.
Tutti i componenti del Comitato Controllo e Rischi possiedono un’adeguata competenza nel settore di attività
in cui opera la Società, funzionale a valutare i relativi rischi e possiedono un’adeguata conoscenza ed
esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi ha sempre partecipato il Dirigente Preposto alla redazione dei
documenti contabili societari di Newlat, nonché – su invito del presidente del comitato stesso – il preposto
178
alla funzione di internal audit e gli esponenti della società di revisione, in ragione degli argomenti posti
all’ordine del giorno.
Alle riunioni possono, inoltre, partecipare i componenti del Collegio Sindacale, quali invitati permanenti.
Nell’esercizio 2022 il Comitato Controllo e Rischi ha tenuto n. 6 riunioni della durata media di 1 ora ciascuna.
Tali riunioni hanno registrato un’assidua e regolare partecipazione.
Alla data della presente Relazione, si sono già tenute n. 2 riunione del Comitato Controllo e Rischi.
Funzioni attribuite al Comitato Controllo e Rischi
Il Comitato Controllo e Rischi:
- Supporta il Consiglio di Amministrazione nell’espletamento dei compiti in materia di controllo
interno e di gestione dei rischi;
- Valuta, sentito il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, la società di
revisione legale ed il collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili, nonché la loro
omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;
- Valuta l’idoneità dell’informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare
correttamente il modello di business, le strategie della Società, l’impatto della sua attività e le
performance conseguite;
- Esamina il contenuto dell’informazione periodica a carattere non finanziario rilevante ai fini del
sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
- Esprime pareri su specifici aspetti inerenti l’identificazione dei principali rischi aziendali e supporta le
valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative alla gestione di rischi derivanti da
fatti pregiudizievoli di cui quest’ultimo sia venuto a conoscenza;
- Esamina le relazioni periodiche e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione di internal
audit;
- Ove ne ravvisi la necessità, affida alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su
specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;
- In occasione dell’approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, riferisce al Consiglio
di Amministrazione sull’attività svolta, nonché sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e di
gestione dei rischi.
Nel corso dell’Esercizio, il Comitato Controllo e Rischi ha svolto le seguenti attività principali:
- Analisi dei risultati di Risk Assessment ERM di Gruppo;
- Analisi della procudera di ERM;
- analisi dell’attività dell’internal audit nel 2022;
179
- analisi dei rischi e piano di audit 2023;
- attività istruttorie per la formazione del bilancio 2022;
- confronto con Comitato Controllo e Rischi della controllata Centrale del Latte d’Italia S.p.A.;
- analisi e approvazione della matrice di materialità relativa alla Dichiarazione Non Finanziaria
(“DNF”);
- illustrazione della procedura di impairment test e relativi risultati;
- impatti del COVID sul business e sulle valutazioni di bilancio;
- impatti degli scenari macroeconomici: guerra ed inflazione;
- aggiornamento con la società di revisione sull’attività di bilancio e sulla DNF;
- avanzamento testing 262 e relativi risultati;
- incontro con l’Organismo di Vigilanza;
- programma di Stakeholder Engagement;
- sostenibilità di Gruppo;
- analisi della bozza di Relazione sulla Corporate Governance.
Il Comitato Controllo e Rischi ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali
necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti
esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
180
9.3 RESPONSABILE DELLA FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT
Il Consiglio di Amministrazione ha nominato, in data 10 settembre 2021, il dott. Fabrizio Carrara, quale
responsabile della funzione Internal Audit, soggetto incaricato di verificare che il sistema di controllo interno
e di gestione dei rischi sia funzionale, adeguato e coerente con le linee di indirizzo definite dal Consiglio di
Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione ha attribuito a Fabrizio Carrara una remunerazione coerente con le politiche
aziendali, assicurando che lo stesso sia dotato di risorse adeguate all’espletamento dei propri compiti.
Il responsabile della funzione di Internal Audit non è responsabile di alcuna area operativa, dipende
gerarchicamente dal Consiglio di Amministrazione ed ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo
svolgimento dell’incarico.
Il Consiglio di Amministrazione, in data 17 marzo 2023, ha approvato il piano di lavoro predisposto dal
responsabile della funzione di Internal Audit, sentiti il Collegio Sindacale ed il C.E.O.
Nel corso dell’Esercizio, il responsabile della funzione di Internal Audit:
- Verifica, sia in via continuativa, sia in relazione a specifiche necessità e nel rispetto degli standard
internazionali, l’operatività e l’idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi,
attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, basato su un processo
strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi;
- Predispone relazioni periodiche contenenti adeguate informazioni sulla propria attività, sulle modalità
con cui viene condotta la gestione dei rischi, nonché sul rispetto dei piani definiti per il loro
contenimento, oltre che una valutazione sull’idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei
rischi, trasmettendole ai presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e Rischi e del
Consiglio di Amministrazione, nonché al C.E.O., salvo i casi in cui l’oggetto di tali relazioni riguardi
specificamente l’attività di tali soggetti;
- Predispone tempestivamente, anche su richiesta del Collegio Sindacale, relazioni su eventi di
particolare rilevanza, trasmettendole ai presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e
Rischi e del Consiglio di Amministrazione, nonché al C.E.O., salvo i casi in cui l’oggetto di tali
relazioni riguardi specificamente l’attività di tali soggetti;
- Verifica, nell’ambito del piano di audit, l’affidabilità dei sistemi informativi, inclusi i sistemi di
rilevazione contabile.
Le principali attività svolte dal responsabile della funzione di Internal Audit, nel corso dell’Esercizio, sono
state le seguenti:
- Redazione della proposta di Piano di Audit basata sulla rilevazione e prioritizzazione dei principali
rischi aziendali presente nell’ERM;
- Svolgimento del programma di monitoraggio indipendente definito col Dirigente Preposto
nell’ambito del Sistema di Controllo sull’Informativa Societaria;
- Attività inerenti i rapporti con la Società di Revisione Legale,
181
- Attività di verifica sul disegno del sistema di controllo interno a supporto dell’informativa non
finanziaria (DNF).
182
9.4 MODELLO ORGANIZZATIVO EX D.LGS 231/2001
La Società ha adottato un modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi e per effetti del D. Lgs. n.
231/2001 (il “Modello 231”), così come aggiornato nel corso dell’esercizio 2022.
Il Modello 231 si compone di: (a) una parte generale, relativa a tematiche inerenti, tra l’altro, la vigenza e
l’applicazione del Decreto Legislativo n. 231/2001, la composizione ed il funzionamento dell’organismo di
vigilanza, nonché il codice sanzionatorio da applicarsi in caso di violazioni dei canoni di condotta del Modello
231; e (b) le parti speciali, contenenti i principi generali di comportamento ed i protocolli di controllo per
ciascuna delle fattispecie di reato presupposto considerate rilevanti per la Società.
In particolare, si evidenzia che il Modello 231 intende prevenire la seguente tipologia di reati:
- Reati contro la Pubblica Amministrazione (articoli 24 e 25 del Decreto);
- Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (articolo 24-bis del Decreto);
- Delitti di criminalità organizzata (articolo 24-ter del Decreto);
- Reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Art. 25 septies);
- Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico (Art. 25 quater);
- Delitti contro l’industria e il commercio (Art. 25 bis.1);
- Reati societari (Art. 25 ter);
- Delitti contro la personalità individuale (Art. 25 quinquies);
- Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (Art. 25 novies);
- Reati transnazionali (L.146/2006);
- Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Art. 25 duodecies);
- Reati di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria
(Art. 25 decies);
- Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e autoriciclaggio
(Art.25 octies);
- Delitti di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di
riconoscimento (art. 25-bis, del Decreto);
- Reati Ambientali (Art. 25 undecies);
- Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies del Decreto);
- Reati di razzismo e xenofobia (art. 25-terdecies del Decreto);
- Delitti in materia di pagamenti con strumenti finanziari diversi dai contanti (art. 25-octies del
Decreto);
183
- Reati tributari (art. 25-quinquiesdecies del Decreto);
- Contrabbando (art. 25-sexiesdecies del Decreto).
Il Modello 231 della Società è consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it/corporate-
governance/codice-etico-e-modello-231/.
Le funzioni dell’Organismo di Vigilanza sono attribuite al Dott. Massimo Carlomagno, quale Presidente, ed
alla Dott.ssa Ester Sammartino, quale componente, in esercizio della facoltà prevista dalla normativa
applicabile. L’Organismo di Vigilanza così composto possiede i requisiti di autonomia, indipendenza,
professionalità e continuità di azione applicabili.
184
9.5 SOCIETA’ DI REVISIONE
Alla data della Relazione, la società incaricata della revisione legale dei conti dell’Emittente è
PricewaterhouseCoopers S.p.A., con sede legale in Milano, Piazza Tre Torri n. 2, iscritta al Registro dei
Revisori Legali tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al n. 119644.
L’Assemblea ordinaria dell’Emittente, in data 8 luglio 2019, ha conferito alla Società di Revisione, con efficacia
subordinata alla Data di Avvio delle Negoziazioni, l’incarico di revisione legale dei conti (ivi compresa la
verifica della regolare tenuta della contabilità nonché della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle
scritture contabili) ai sensi degli articoli 13 e 17 del Decreto Legislativo n. 39 del 2010 per gli esercizi 2019-
2027, in relazione al bilancio di esercizio dell’Emittente e al bilancio consolidato del Gruppo Newlat, in
sostituzione dell’incarico già in corso affidato alla medesima PwC in data 28 giugno 2017. Sempre con delibera
dell’8 luglio 2019, l’Assemblea ordinaria dell’Emittente ha conferito alla Società di Revisione, sempre con
efficacia subordinata alla Data di Avvio delle Negoziazioni, l’incarico per la revisione limitata del bilancio
consolidato abbreviato semestrale del Gruppo Newlat per i semestri al 30 giugno degli esercizi 2020 - 2027.
185
9.6 DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI
SOCIETARI E ALTRI RUOLI E FUNZIONI AZIENDALI
Il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente, in osservanza a quanto previsto dall’art. 154-bis del TUF e
nel rispetto delle relative modalità di nomina previste dall’art. 19 dello Statuto, in data 9 agosto 2019 ha
deliberato di nominare, con efficacia a decorrere dall’avvio delle negoziazioni sul MTA (ora ESM) delle azioni
della Società, il dott. Rocco Sergi, quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
Per quanto concerne le previsioni statutarie, l’art. 19 dello Statuto dell’Emittente prevede che il dirigente
preposto alla redazione dei documenti contabili societari sia nominato dal Consiglio di Amministrazione,
previo parere obbligatorio, ma non vincolante, del Collegio Sindacale, in conformità alle disposizioni di cui
all’art. 154-bis del TUF. La norma statutaria dispone inoltre che il dirigente preposto alla redazione dei
documenti contabili societari debba aver maturato un’esperienza almeno triennale in materia di
amministrazione, finanza e controllo e possedere i requisiti di onorabilità previsti per gli amministratori. La
perdita dei requisiti comporta la decadenza dalla carica, che deve essere dichiarata dal Consiglio di
Amministrazione entro 30 (trenta) giorni dalla conoscenza del difetto.
Il dirigente preposto, ai sensi dell’art. 154-bis TUF, provvede a:
- redigere dichiarazioni scritte di accompagnamento per gli atti e le comunicazioni della Società diffusi
al mercato e relativi all’informativa contabile anche infrannuale;
- predisporre adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio
e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario;
- attestare con apposita relazione sul bilancio di esercizio, sul bilancio semestrale abbreviato e sul
bilancio consolidato (i) l’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e
contabili per la formazione del bilancio di esercizio; (ii) che i documenti sono redatti in conformità ai
principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; (iii) la
corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; (iv) l’idoneità dei
documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica
e finanziaria dell’Emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento; (v) per il bilancio
d’esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile
dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’Emittente e dell’insieme
delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze
cui sono esposti; (vi) per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione
contenga un’analisi attendibile delle informazioni di cui all’art. 154-ter, comma 4, TUF.
186
9.7 COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA DI
CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI
La Società promuove incontri e scambi informativi fra i vari organi preposti alle attività di verifica e
monitoraggio dei sistemi organizzativi, amministrativi, contabili, di controllo interno e gestione dei rischi.
In particolare, fatte salve le disposizioni di legge con riguardo a sindaci e revisori legali dei conti
5
, è tenuta una
riunione collegiale prima dell’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, del Progetto di
bilancio (civilistico e consolidato) e della relazione semestrale della Società fra i seguenti organi:
- Comitato Controllo e Rischi,
- Collegio Sindacale,
- Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001,
- Responsabile della Funzione di Internal Audit,
- Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari,
- Amministratore incaricato del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi,
- Revisori legali dei conti,
nel corso della quale sono previsti scambi informativi sulle principali risultanze e/o criticità riscontrate nel
corso delle attività di verifica svolte, con riguardo agli assetti organizzativi, amministrativi, contabili, di
controllo interno e di gestione dei rischi. Gli incontri sono verbalizzati.
Oltre alle riunioni collegiali periodiche sopra richiamate, la continuità e tempestività degli scambi informativi
fra i sopra citati organi di controllo è assicurata da:
- la partecipazione del Collegio Sindacale alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi,
- la periodica informativa a cura dell’Organismo di Vigilanza verso il Comitato Controllo e Rischi e il
Collegio Sindacale,
- la periodica informativa a cura del Responsabile Internal Audit verso il Comitato Controllo e Rischi
e il Collegio Sindacale,
- lo scambio di informazioni tra il Comitato Controllo e Rischi, il revisore legale dei conti e il Dirigente
Preposto alla redazione dei documenti contabili societari in merito ai principi contabili applicati e
all’adeguatezza delle procedure amministrativo-contabili applicate per la predisposizione
dell’informativa di natura finanziaria della Società e del Gruppo.
5
Il riferimento è ai seguenti articoli del TUF: art. 150, comma 3 (Il Collegio Sindacale e il revisore legale o la società di revisione legale si scambiano
tempestivamente i dati e le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti) e comma 4 (Coloro che sono preposti al controllo interno
riferiscono anche al collegio sindacale di propria iniziativa o su richiesta anche di uno solo dei sindaci); art. 151, comma 1 (I Sindaci possono, anche
individualmente, procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo, nonché chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a
società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli
organi di amministrazione e di controllo delle società controllate) e comma 2 (Il Collegio Sindacale può scambiare informazioni con i corrispondenti organi
delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale. [omissis]).
187
10. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
In data 26 giugno 2021, il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente ha deliberato le modifiche apportate
alla procedura per la disciplina delle operazioni con parti correlate (di seguito la “Procedura Parti Correlate”),
adottata dalla Società con delibera consiliare del 6 settembre 2019, disponibile all’indirizzo
https://corporate.newlat.it/wp-content/uploads/2021/06/Procedura-OPC-Newlat-2021.pdf
La Procedura Parti Correlate disciplina le modalità di istruzione e di approvazione delle operazioni con parti
correlate definite di maggiore rilevanza sulla base dei criteri indicati dal regolamento adottato da Consob con
delibera n. 17221 in data 12 marzo 2010 e successive modifiche e integrazioni (il “Regolamento Parti
Correlate”) e delle operazioni con parti correlate definite di minore rilevanza, per tali intendendosi quelle
diverse dalle operazioni di maggiore rilevanza e dalle operazioni di importo esiguo (queste ultime sono quelle
operazioni con parti correlate il cui valore non superi Euro 200.000,00 sia che si tratti di una persona fisica
che di una persona giuridica).
La Procedura Parti Correlate definisce come operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate quelle in cui
almeno uno degli indici di rilevanza indicati nell’allegato 3 del Regolamento Parti Correlate risulti superiore
alla soglia del 5% e affida ad uno specifico presidio aziendale costituito dal dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari, a tal fine appositamente supportato dalle competenti funzioni aziendali, il
compito di accertare i termini di applicazione della procedura ad una determinata operazione, tra cui se
un’operazione rientri tra le operazioni di maggiore rilevanza o tra le operazioni di minore rilevanza.
In conformità al Regolamento Parti Correlate, la procedura per le operazioni di minore rilevanza prevede che,
prima dell’approvazione di un’operazione con parti correlate, il Comitato Parti Correlate, composto
esclusivamente da amministratori indipendenti (ai sensi del TUF e del Codice di Corporate Governance) e
non correlati, esprima un parere motivato non vincolante sull’interesse della Società al suo compimento,
nonché sulla convenienza e correttezza sostanziale delle condizioni previste. A tale proposito si rileva che
l’Emittente ha individuato nel Comitato OPC l’organo competente in relazione alle operazioni con parti
correlate.
Per quanto riguarda le operazioni di maggiore rilevanza, la Procedura Parti Correlate prevede che il Comitato
OPC venga coinvolto nella fase delle trattative e nella fase istruttoria e, al termine di quest’ultima, esprima il
proprio parere motivato sull’interesse della Società al compimento dell’operazione e sulla convenienza e
correttezza sostanziale delle relative condizioni. Il Comitato OPC effettua le proprie valutazioni e, in caso di
suo parere negativo o condizionato all’accoglimento di determinati rilievi:
a) ove si tratti di operazione di maggiore rilevanza che non sia di competenza dell’Assemblea dei soci o
che non debba essere da questa autorizzata, il Consiglio di Amministrazione può: (i) approvare
l’operazione, a condizione che la delibera di approvazione recepisca integralmente i rilievi formulati
dal Comitato OPC; oppure (ii) approvare l’operazione nonostante il parere contrario o comunque
senza tener conto dei rilievi del Comitato, a condizione che il compimento dell’operazione sia
autorizzato dall’Assemblea dei soci, ai sensi dell’art. 2364, comma 1, n. 5) del Cod. civ. e
conformemente a quanto previsto dal successivo punto (b); oppure (iii) non dar corso all’operazione;
b) ove si tratti di operazione di maggiore rilevanza di competenza dell’Assemblea dei soci o che debba
essere da questa autorizzata, fermo quanto previsto dagli articoli 2368, 2369 e 2373 del Cod. civ.,
all’Operazione non potrà darsi corso qualora la maggioranza dei soci non correlati (per tali
intendendosi i soggetti ai quali spetta il diritto di voto diversi dalla controparte di una determinata
188
operazione e dai soggetti correlati sia alla controparte di una determinata operazione, sia alla Società)
votanti esprima voto contrario all’operazione, a condizione che i soci non correlati presenti in
Assemblea rappresentino almeno il 10% del capitale sociale.
Le disposizioni di cui alla Procedura Parti Correlate non si applicano alle operazioni deliberate da Newlat
Food e rivolte a tutti gli azionisti a parità di condizioni, ivi inclusi:
a) gli aumenti di capitale in opzione, anche al servizio di prestiti obbligazionari convertibili, e gli aumenti
di capitale gratuiti previsti dall’art. 2442 del codice civile;
b) le scissioni in senso stretto, totali o parziali, con criterio di attribuzione delle azioni proporzionale;
c) le riduzioni del capitale sociale mediante rimborso ai soci previste dell’art. 2445 del codice civile e gli
acquisti di azioni proprie ai sensi dell’art. 132 del TUF.
Le regole previste dalla Procedura Parti Correlate non trovano applicazione, altresì, nei seguenti casi di
esenzione:
a) deliberazioni assembleari relative ai compensi spettanti ai membri del Consiglio di Amministrazione
ai sensi dell’art. 2389, comma 1, del Cod. civ., nonché deliberazioni sulla remunerazione degli
amministratori investiti di particolari cariche inclusa nell’importo complessivo per la remunerazione
di tutti gli amministratori preventivamente determinato dall’Assemblea ai sensi dell’art. 2389, comma
3, del Cod. civ.;
b) deliberazioni, diverse da quelle indicate sub (a), in materia di remunerazione degli amministratori
investiti di particolari cariche nonché degli altri dirigenti con responsabilità strategiche, a condizione
che:
- la Società abbia adottato una politica di remunerazione approvata dall’Assemblea, nella cui definizione
sia stato coinvolto il Comitato Nomine e Remunerazione;
- sia stata sottoposta all’approvazione o al voto consultivo dell’Assemblea una relazione che illustri la
politica di remunerazione; e
- la remunerazione assegnata sia individuata in conformità con tale politica e quantificata sulla base di
criteri che non comportino valutazioni discrezionali;
c) operazioni di importo esiguo;
d) piani di compensi basati su strumenti finanziari approvati dall’Assemblea ai sensi dell’art. 114-bis del
TUF e le relative operazioni esecutive;
e) operazioni che rientrano nell’ordinario esercizio dell’attività operativa e della connessa attività
finanziaria della Società o della società controllata che compie l’operazione, effettuate a condizioni
analoghe a quelle usualmente praticate nei confronti di parti non correlate per operazioni di
corrispondente natura, entità e rischio, ovvero basate su tariffe regolamentate o su prezzi imposti
ovvero praticate a soggetti con cui la Società sia obbligata per legge a contrarre a un determinato
corrispettivo;
189
f) operazioni compiute dalla Società con società controllate dalla medesima ovvero operazioni compiute
tra tali società controllate, nonché quelle con società collegate, qualora nelle società controllate o
collegate controparti dell’operazione non vi siano interessi significativi di altre parti correlate della
Società;
g) deliberazioni assembleari relative ai compensi spettanti ai membri del Collegio Sindacale ai sensi
dell’art. 2402 del Cod. civ.;
h) operazioni da realizzare sulla base di istruzioni con finalità di stabilità impartite da Autorità di
Vigilanza, ovvero sulla base di disposizioni emanate dalla capogruppo per l’esecuzione di istruzioni
impartite da Autorità di Vigilanza nell’interesse della stabilità del Gruppo.
La procedura ammette l’adozione di delibere quadro relative a serie di operazioni omogenee da compiere da
parte della Società, direttamente ovvero per il tramite di società controllate, con determinate categorie di parti
correlate.
Si segnala che le eventuali decisioni in materia di rinnovo – ancorché tacito o automatico – dei contratti e
rapporti stipulati con parti correlate dall’Emittente nel periodo antecedente alla formale adozione della
procedura per le operazioni con parti correlate sopra descritta saranno assunte in conformità a tale procedura.
Comitato per le operazioni con parti correlate
Il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito il Comitato Parti Correlate, composto unicamente
da Amministratori indipendenti, nominando – quali componenti – i consiglieri Eric Sandrin e Valentina
Montanari, nonché – quale suo presidente – Maria Cristina Zoppo.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione al
primo Consiglio di Amministrazione utile. In particolare il Comitato Parti Correlate:
formula pareri preventivi sulle procedure che disciplinano l’individuazione e la gestione delle operazioni con
parti correlate poste in essere dall’Emittente e/o dalle società del Gruppo, nonché sulle relative modifiche;
formula pareri preventivi e motivati, nei casi espressamente previsti, sull’interesse dell’Emittente al
compimento dell’operazione con parti correlate posta in essere, nonché sulla convenienza e correttezza
sostanziale delle relative condizioni; e
nel caso di operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate, il Comitato OPC è coinvolto nella fase delle
trattative e nella fase istruttoria attraverso la ricezione di un flusso informativo completo e tempestivo, con la
facoltà di richiedere informazioni e di formulare osservazioni ai soggetti incaricati della conduzione delle
trattative o dell’istruttoria.
Nell’esercizio 2022 il Comitato Parti Correlate ha tenuto n. 1 riunioni della durata di circa 30 minuti, a cui
hanno partecipato la totalità dei componenti.
Alla data della presente Relazione, il Comitato Parti Correlate non ha ravvisato la necessità di riunirsi.
190
11. COLLEGIO SINDACALE
11.1 NOMINA E SOSTITUZIONE
L’Emittente, ai sensi di quanto previsto degli artt. 21, 22 e 23 dello Statuto, ha adottato un procedimento
trasparente per la nomina dei sindaci, che garantisce, tra l’altro, un’informazione adeguata e tempestiva sulle
caratteristiche personali e professionali dei candidati alla carica.
Il Collegio Sindacale viene eletto dall’Assemblea ordinaria sulla base di liste presentate dagli azionisti secondo
quanto di seguito previsto assicurando l’equilibrio tra i generi secondo quanto previsto dalla normativa di
legge e regolamentare pro tempore vigente.
La presentazione delle liste è regolata dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente e dallo
Statuto.
Hanno diritto a presentare le liste gli azionisti che da soli o insieme ad altri rappresentino, al momento della
presentazione della lista, almeno la partecipazione al capitale sociale prevista per la presentazione delle liste
dei candidati alla carica di amministratore.
Le liste sono depositate, entro i termini previsti dalla normativa pro tempore vigente, di cui è data indicazione
nell’avviso di convocazione, presso la sede della Società ovvero anche tramite un mezzo di comunicazione a
distanza secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione, e messe a disposizione del pubblico nei termini
e con le modalità previste dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente. Ogni socio, i soci
aderenti ad un patto parasociale relativo alla Società rilevante ai sensi dell’art. 122 del TUF, il soggetto
controllante, le società controllate e quelle soggette a comune controllo e gli altri soggetti tra i quali sussista
un rapporto di collegamento, anche indiretto, ai sensi della normativa anche regolamentare pro tempore
vigente non possono presentare o concorrere alla presentazione, neppure per interposta persona o società
fiduciaria, di più di una sola lista né possono votare liste diverse. Ogni candidato potrà essere presentato in
una sola lista a pena di ineleggibilità.
Ciascuna lista contiene un numero di candidati in numero progressivo non superiore al numero dei
componenti da eleggere.
Le liste si articolano in due sezioni: una per i candidati alla carica di sindaco effettivo, l’altra per i candidati alla
carica di sindaco supplente. Il primo dei candidati di ciascuna sezione deve essere iscritto nel registro dei
revisori legali e avere esercitato attività di controllo legale dei conti per un periodo non inferiore a 3 (tre) anni.
Ciascuna lista che – considerando entrambe le sezioni – presenti un numero di candidati pari o superiore a 3
(tre) deve altresì includere candidati appartenenti ad entrambi i generi, in modo che appartengano al genere
meno rappresentato almeno due quinti (arrotondato per difetto trattandosi di un organo sociale formato da
tre componenti) dei candidati alla carica di sindaco effettivo e almeno un candidato alla carica di sindaco
supplente (ove la lista includa anche candidati alla carica di sindaco supplente).
Unitamente alla presentazione delle liste devono essere depositati: a) le informazioni relative all’identità dei
soci che hanno presentato la lista e l’indicazione della percentuale di partecipazione al capitale sociale
posseduta, oltre ad una/più certificazione/i da cui risulti la titolarità di tale/i partecipazione/i alla data di
presentazione della lista; b) una dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente,
una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l’assenza di rapporti di collegamento,
anche indiretto, ai sensi della normativa anche regolamentare pro tempore vigente, con questi ultimi; c) il
191
curriculum vitae dei candidati nonché una dichiarazione con cui ciascun candidato attesti, sotto la propria
responsabilità, l’inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità nonché la sussistenza dei requisiti
richiesti per le rispettive cariche; d) una informativa relativa ai candidati con indicazione degli incarichi di
amministrazione e controllo ricoperti in altre società, nonché una dichiarazione dei medesimi candidati
attestante il possesso dei requisiti, ivi inclusi quelli di onorabilità, professionalità, indipendenza e relativi al
cumulo degli incarichi, previsti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente e dallo statuto; e) la
dichiarazione con la quale ciascun candidato accetta la propria candidatura; f) ogni altra ulteriore o diversa
dichiarazione, informativa e/o documento previsti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
La lista per la quale non siano osservate le disposizioni previste e - sopra descritte - è considerata come non
presentata.
I componenti del Collegio Sindacale devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità,
indipendenza e relativi al limite di cumulo degli incarichi previsti dalla normativa anche regolamentare pro
tempore vigente nonché dal Codice di Corporate Governance delle società quotate e in conformità alla politica
adottata dalla Società. Con riferimento ai requisiti di professionalità, si considerano strettamente attinenti
all’ambito di attività della Società le materie inerenti al diritto commerciale, il diritto societario, il diritto dei
mercati finanziari, il diritto tributario, l’economia aziendale, la finanza aziendale, le discipline aventi oggetto
analogo o assimilabile, nonché infine le materie e i settori inerenti al settore di attività della Società.
L’elezione del Collegio Sindacale avviene secondo quanto di seguito disposto: a) dalla lista che ha ottenuto il
maggior numero di voti (“lista di maggioranza”) sono tratti nell’ordine progressivo con il quale sono elencati
nella lista stessa, due membri effettivi e uno supplente; b) dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior
numero di voti dopo la prima (“lista di minoranza”) sono tratti, nell’ordine progressivo con il quale sono
elencati nella lista stessa, il restante membro effettivo, il quale sarà anche nominato Presidente del Collegio
Sindacale, e l’altro membro supplente. Nel caso in cui più liste abbiano ottenuto lo stesso numero di voti, si
procede a una nuova votazione di ballottaggio tra tali liste da parte di tutti gli aventi diritto al voto presenti in
Assemblea, risultando eletti i candidati della lista che ottenga la maggioranza relativa.
Qualora non sia assicurato l’equilibrio tra i generi secondo quanto previsto dalla normativa anche
regolamentare pro tempore vigente, considerati separatamente i sindaci effettivi e i sindaci supplenti, il
candidato appartenente al genere più rappresentato ed eletto, indicato come ultimo in ordine progressivo in
ciascuna sezione della lista di maggioranza, sarà sostituito dal candidato appartenente al genere meno
rappresentato e non eletto tratto dalla medesima sezione della stessa lista secondo l’ordine progressivo di
presentazione. Qualora il numero dei candidati eletti sulla base delle liste presentate sia inferiore a quello dei
sindaci da eleggere, la restante parte verrà eletta dall’Assemblea che delibera a maggioranza relativa e in modo
da assicurare l’equilibrio tra i generi richiesti dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente.
Nel caso di presentazione di un’unica lista, il Collegio Sindacale è tratto per intero dalla stessa nel rispetto
della normativa anche regolamentare pro tempore vigente. Nel caso, invece, non venga presentata alcuna lista,
l’Assemblea delibera a maggioranza relativa in conformità alle disposizioni di legge. In tali ipotesi il presidente
del Collegio Sindacale è nominato dall’Assemblea che delibera con la maggioranza relativa dei voti ivi
rappresentati.
Il Presidente del Collegio Sindacale è individuato nella persona del sindaco effettivo eletto dalla minoranza
salvo il caso in cui sia votata una sola lista o non sia presentata alcuna lista; in tali ipotesi il presidente del
192
Collegio Sindacale è nominato dall’Assemblea che delibera con la maggioranza relativa dei voti ivi
rappresentati.
11.2 COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE (ex art. 123-
bis, comma 2, lettere d) e d-bis), TUF)
Ai sensi dell’art. 21 dello Statuto, il Collegio Sindacale si compone di 3 (tre) membri effettivi e 2 (due) membri
supplenti che durano in carica per tre esercizi, con scadenza alla data dell’approvazione del bilancio relativo
al terzo esercizio della carica e sono rieleggibili.
Il Collegio Sindacale dell’Emittente in carica alla data della Relazione è composto da 3 membri effettivi e 2
membri supplenti. Tale Collegio è stato nominato dall’Assemblea ordinaria dell’Emittente del 28 aprile 2022,
per un periodo di 3 esercizi, fino all’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024.
E’ stata presentata un’unica lista, da parte dell’azionista di maggioranza Newlat Group S.A., titolare alla data
della presente di n. 27.084.374 azioni Newlat Food, corrispondenti al 61,65% del capitale sociale, che ha
proposto i seguenti candidati:
Sezione 1. Sindaci Effettivi
a) Massimo Carlomagno, nato ad Agnone (IS), il 22.09.1965, C.F. CRLMSM65P22A080Y, genere
maschile;
b) Ester Sammartino, nata ad Agnone (IS), il 23.05.1966, C.F. SMMSTR66E63A080O, genere
femminile;
c) Antonio Mucci, nato a Montelongo (CB), il 24.03.1946, C.F. MCCNTN46C24F548H, genere
maschile.
Sezione 2. Sindaci Supplenti
a) Giovanni Rayneri, nato a Torino (TO), il 20.07.1963, C.F. RYNGNN63L20L219Y, genere maschile;
b) Cinzia Voltolina, nata a Moncalieri (TO), il 26.04.1983, C.F. VLTCNZ83D66F335E, genere
femminile.
La predetta lista è stata approvata a maggioranza con favorevoli azioni per n. 51.337.248 diritti di voto,
rappresentanti il 99,95% dei votanti e contrarie azioni per n. 25.222 diritti di voto, rappresentanti lo 0,05%
dei votanti.
Sicchè, il Collegio Sindacale dell’Emittente in carica è composto da:
Nome e cognome
Carica
Luogo e data di nascita
Massimo Carlomagno
Presidente
Agnone (IS), 22 settembre 1965
Ester Sammartino
Sindaco effettivo
Agnone (IS), 23 maggio 1964
Antonio Mucci
Sindaco effettivo
Montelongo (CB), 24 marzo 1946
Giovanni Rayneri
Sindaco supplente
Torino (TO), 20 luglio 1963
193
Cinzia Voltolina
Sindaco supplente
Moncalieri (TO), 26 aprile 1983
Di seguito si riporta una sintesi delle caratteristiche personali e professionali dei membri del Collegio
Sindacale.
Massimo Carlomagno - nato ad Agnone (IS) il 22 settembre 1965, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università degli Studi di Salerno nel 1990 ed è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti
dal 1996. Dal 1999 al 2005 ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio di Amministrazione di Finanziaria
Regionale del Molise S.p.A. Dal 2005 ricopre l’incarico di presidente del Collegio Sindacale dell’Emittente.
Ester Sammartino - nata ad Agnone (IS) il 23 maggio 1966, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università degli Studi di Chieti nel 1992 ed è iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti
dal 2002. Dal 1990 al 2005 ha ricoperto l’incarico di consigliere presso Lamel Legno S.r.l. Dal 2005 ricopre
l’incarico di membro effettivo del Collegio Sindacale dell’Emittente e dal 2021 ricopre l’incarico di Sindaco
Effettivo in Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Antonio Mucci – nato a Montelongo (CB) il 24 marzo 1946, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università degli Studi di Bari nel 1972 ed è iscritto al Registro dei Dottori Commercialisti
dal 1990 e nel Registro dei Revisori Legali e dei Revisori Contabili. Dal 1991 al 2018 ha ricoperto l’incarico di
revisore legale dei conti in diversi enti pubblici, quali la provincia di Campobasso, i comuni di Termoli, Larino,
Trivento, Riccia, Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Matrice, Montagano, Macchia Valfortore,
Morrone del Sannio e Ururi. Dal 1996 al 2005 ha ricoperto l’incarico di Presidente del Collegio dei Revisori
del Consorzio di Bonifica di Larino. Dal 1996 al 1999 ha ricoperto l’incarico di Presidente del Collegio
Sindacale della Società Cooperativa B&G. Ha fatto parte del Collegio Sindacale della società Piana del Sele
S.r.l. dal 2007 al 2013. Ha ricoperto prima l’incarico di componente del collegio sindacale (dal 2011 al 2013) e
poi di Presidente (dal 2014 al 2016) di Finmolise S.p.A. Dal 2014 ricopre l’incarico di membro effettivo del
Collegio Sindacale dell’Emittente.
Giovanni Rayneri – nato a Torino, il 20 luglio 1963, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio
presso l’Università di Torino nel 1988 ed è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei Revisori Legali
dei Conti. E’ inoltre iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale di Torino. E’
presidente o membro del collegio sindacale in numerose società e gruppi di medie e grandi dimensioni, anche
internazionali.
Cinzia Voltolina – nata a Moncalieri (TO), il 26 aprile 1983, ha conseguito la laurea di primo livello in
Economia aziendale, indirizzo professionale commercialista, nonché la laurea specialistica in professione
contabile, entrambe presso l’Università di Torino. E’ inoltre iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei
Revisori Legali dei Conti dal 2014.
Il Collegio Sindacale in carica alla data della presente Relazione ha una composizione adeguata ad assicurare
l’indipendenza e la professionalità della propria funzione.
In particolare, non sono state riscontrate situazioni di cui alla Raccomandazione 7 del Codice di Corporate
Governance.
Criteri e politiche di diversità
194
Si segnala che l’Emittente ha adottato una politica in materia di diversità in relazione alla composizione
dell’organo di controllo, che assicuri l’equilibrio tra generi, ai sensi di quanto previsto all’articolo 148, comma
1-bis, del TUF, consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it.
La composizione del Collegio Sindacale alla data della Relazione rispetta tali disposizioni in materia di
equilibrio tra i generi.
Indipendenza
La predetta Politica sulla Composizione del Collegio Sindacale prevede, altresì, che tutti i componenti
dell’organo di controllo siano in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dall’art. 148, comma 3, del
TUF, nonché dei requisiti di indipendenza previsti, per gli Amministratori, dalla Raccomandazione 7 del
Codice di Corporate Governance.
La verifica di tali requisiti viene svolta subito dopo la loro nomina e, successivamente, con cadenza annuale.
Dall’ultima valutazione effettuata, in data 17 marzo 2023, è stato possibile confermare l’indipendenza di tutti
i componenti del Collegio Sindacale.
Nell’effettuare la suddetta valutazione, sono state prese in considerazione tutte le informazioni a disposizione
da ciascun componente del Collegio Sindacale, applicando tutti i criteri previsti dal Codice di Corporate
Governance con riferimento all’indipendeza degli Amministratori, stabiliti nella Raccomandazione 6.
Remunerazione
Il compenso dei sindaci, deliberato dall’Assemblea del 28 aprile 2022, è adeguato alla competenza, alla
professionalità, all’impegno richiesti dalla rilevanza del ruolo ricoperto, alle caratteristiche dimensionali e
settoriali della Società, nonché alla sua situazione.
Gestione degli interessi
Il sindaco che, per conto proprio o di terzi, abbia un interesse in una determinata operazione della Società è
tenuto ad informare tempestivamente ed in modo esauriente gli altri componenti del Collegio Sindacale,
nonché il Presidente del Consiglio di Amministrazione circa la natura, i termini, l’origine e la portata
dell’interesse stesso.
195
12. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI
Accesso alle informazioni
L’Emittente ha istituito un’apposita sezione nell’ambito del proprio sito internet, facilmente individuabile ed
accessibile, nella quale sono messe a disposizione le informazioni concernenti la Società stessa, che rivestono
rilievo per i propri azionisti, in modo da consentire a questi ultimi un esercizio consapevole dei propri diritti.
Tale sezione è consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it/.
L’Emittente ha incaricato un responsabile della gestione dei rapporti con gli azionisti, quale Investor Relator,
nella persona della dott.ssa Benedetta Mastrolia.
L’Emittente ha, inoltre, stipulato un contratto con Barabino & Partners, primaria società di consulenza nel
campo della comunicazione, per veicolare al meglio le informazioni e le notizie rilevanti, sia in termini di
forma che di diffusione attraverso i principali organi di stampa.
Dialogo con gli azionisti
Conformemente alla Raccomandazione 3 del Codice di Corporate Governance, la Società ha adottato una
Politica di Dialogo con gli Azionisti volta a disciplinare le modalità di dialogo, attuali e potenziali di Newlat
Food, al fine di potenziare, assicurare e promuovere, nelle forme più opportune, lo scambio di informazioni
e migliorare il livello di comprensione reciproca tra investitori e Società, nel rispetto della normativa vigente,
anche in tema di abusi di mercato, il tutto per conseguire ed incoraggiare lo scambio di idee e favorire la
generazione di valore nel medio-lungo termine.
In particolare, la predetta Politica, oltre ad indicare i canali di comunicazione attraverso cui la Società
intrattiene l’interlocuzione con il mercato, nonché i temi che possono essere oggetto di tale scambio di
informazioni, prevede la possibilità che il dialogo sia attivato anche su domanda del mercato, disciplinando le
relative modalità di richiesta.
Tale politica è consultabile all’indirizzo https://corporate.newlat.it.
196
13. ASSEMBLEE
Ai sensi delle disposizioni di legge vigenti, l’Assemblea è competente, in sede ordinaria, ad approvare il
bilancio, a nominare e revocare gli amministratori, i sindaci, il Presidente del Collegio Sindacale e a stabilire il
compenso degli amministratori e dei sindaci e delibera su quant’altro di sua competenza ai sensi di legge. In
sede straordinaria l’Assemblea delibererà sulle modificazioni dello statuto, nonché su tutto quanto è riservato
alla sua competenza dalla legge.
L’Assemblea delibera su tutti gli argomenti attribuiti alla sua competenza dalla legge e dallo Statuto; inoltre, è
espressamente investita del potere di revocare gli amministratori della Società, anche in assenza di giusta causa,
qualora sia venuto meno, per qualsivoglia ragione, il rapporto fiduciario tra questi e la Società.
Ogni azione dà diritto a un voto, salvo per le azioni a voto maggiorato, come dettagliatamente illustrate nella
precedente Sezione 2, lett. (d).
L’Emittente, al fine di ridurre i vincoli e gli adempimenti che rendono difficoltoso e/o oneroso l’intervento
in assemblea e l’esercizio del diritto di voto da parte degli azionisti, ha promosso iniziative volte a favorire la
partecipazione più ampia possibile degli azionisti alle assemblee e a rendere agevole l’esercizio dei diritti dei
soci.
Alla data della presente Relazione, non vi sono stati casi in cui gli azionisti che controllano l’Emittente abbiano
sottosposto all’Assemblea proposte in merito ad argomenti sui quali non era stata formulata dagli
Amministratori una specifica proposta.
L’Emittente, alla data della Relazione, non ha sottoposto – all’approvazione dell’Assemblea – un regolamento
che disciplini lo svolgimento delle riunioni assembleari.
All’Assemblea del 28 aprile 2022 sono intervenuti tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione.
Atteso che il sistema di governo societario, adottato dall’Emittente, è considerato idoneo e funzionale alle
esigenze della Società stessa, il Consiglio di Amminsitrazione non ha ritenuto necessario sottoporre
all’approvazione dell’Assemblea ulteriori proposte in merito all’individuazione di un nuovo modello di
amministrazione e di controllo.
197
14. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (ex art. 123-bis, comma 2, lett. a),
seconda parte, TUF)
L’Emittente non ha applicato ulteriori pratiche di governo societario, rispetto a quelle indicate nelle precedenti
sezioni della presente Relazione.
198
15. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO DI RIFERIMENTO
A far data dalla chiusura dell’Esercizio non si sono verificati altri cambiamenti nella struttura di corporate
governance rispetto a quelli segnalati nelle specifiche sezioni.
199
16. CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 25 GENNAIO 2023 DEL PRESIDENTE
DEL COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE
Il Presidente – nella riunione del 17 marzo 2023 – ha portato a conoscenza del Consiglio di Amministrazione
e del Collegio Sindacale la lettera del Presidente del Comitato per la Corporate Governance del 25 gennaio
2023.
Si riportano, di seguito, le considerazioni della Società e le iniziative intraprese in merito alle raccomandazioni
del Comitato.
Sul tema del dialogo con gli azionisti, il Comitato “invita le società ad adottare una politica di dialogo con gli
azionisti che preveda anche la possibilità che questo sia avviato su iniziativa degli investitori, definendone modalità e procedure
graduate, sulla base del principio di proporzionalità, in funzione delle caratteristiche della società in termini di dimensione e di
struttura proprietaria”, nonché a “valutare l’opportunità di fornire informazioni, nella propria relazione sul governo societario,
sui temi più rilevanti che sono stati oggetto del dialogo con gli azionisti e sulle eventuali iniziative adottate per tener conto delle
indicazioni emerse.”
Conformemente alla Raccomandazione 3 del Codice di Corporate Governance, e come dettagliatamente
descritto nel precedente paragrafo 12, la Società ha adottato una Politica di Dialogo con gli Azionisti che –
oltre potenziare, assicurare e promuovere, nelle forme più opportune, lo scambio di informazioni e migliorare
il livello di comprensione reciproca tra investitori e Società, nel rispetto della normativa vigente, affinché vi
sia un proficuo scambio di idee che permetta di generare valore nel medio-lungo termine – prevede la
possibilità che siano gli stessi investitori a richiedere l’attivazione di un dialogo con l’Emittente, su svariati
temi predeterminati, con le modalità descritte nella medesima Politica.
Considerando che detta Politica è stata approvata nel corso della seduta consiliare del 17 marzo 2023, la
Società monitora costantemente l’effettiva e concreta attuazione della medesima policy, di cui ne verrà dato
riscontro nella prossima Relazione sul Governo Societario.
Sul tema del dialogo con gli altri stakeholder rilevanti, il Comitato “invita le società a fornire, nella propria
Relazione di Corporate Governance, adeguate informazioni sui criteri e sulle modalità con cui l’organo di amministrazione ha
promosso il dialogo con gli altri stakeholder rilevanti.”
La Società ha identificato gli stakeholder rilevanti ed ha avviato una pratica di dialogo con questi finalizzata a
raccogliere pareri sulle tematiche di natura finanziaria e non finanziaria al fine di indirizzare le proprie scelte
strategiche di business, considerando i rischi generati e subiti in essere e le seguenti opportunità.
Il dialogo avviene tramite workshop, incontri one-to-one e compilazione di questionari ad hoc per la raccolta
dei contributi dei portatori d’interesse. Questi elementi concorrono alla identificazione delle tematiche
cosiddette materiali nella predisposizone dei piani operativiti della società, oggetto di rendicontazione
periodica all’interno della Relazione sulla gestione.
200
Sul tema dell’attribuzione di deleghe gestionali al presidente, il Comitato “invita le società nelle quali al
presidente siano attribuite rilevanti deleghe gestionali a fornire, nella Relazione di Corporate Governance, adeguate motivazioni
di tale scelta, anche qualora il presidente non sia qualificato come CEO.”
La Società ha attribuito deleghe gestionali al Presidente del Consiglio di Amministrazione, nonostante il
medesimo non sia qualificato come CEO.
Tale scelta è dettata dalla esperienza e dalla sensibilità sviluppata nel corso del tempo da questa figura,
operativamente coinvolta nei principali processi aziendali a presidio e garanzia delle scelte strategiche.
Sul tema dell’informativa pre-consiliare, il Comitato “invita gli organi di amministrazione a prevedere procedure per
la gestione dell’informativa pre-consiliare che non contemplino generiche esimenti alla tempestività dell’informativa per ragioni di
riservatezza dei dati e delle informazioni e a fornire, nella relazione sul governo societario, informazioni dettagliate sull’eventuale
mancato rispetto del termine di preavviso indicato nelle procedure per l’invio della documentazione consiliare, motivandone le
ragioni e illustrando come siano stati garantiti adeguati approfondimenti in sede consiliare.”
Il Consiglio di Amministrazione, in data 10 settembre 2021, ha adottato un proprio regolamento che disciplina
– tra l’altro – la tempistica relativa alla trasmissione ai membri del Consiglio e del Collegio Sindacale della
documentazione a supporto delle riunioni consiliari.
Sul tema della partecipazione dei manager alle riunioni del consiglio, il Comitato “invita le società a
definire, nei regolamenti adottati per il funzionamento dell’organo di amministrazione e dei suoi comitati, le modalità con cui detti
organi possano accedere alle funzioni aziendali competenti secondo la materia trattata, sotto il coordinamento del presidente del
consiglio di amministrazione o del comitato, rispettivamente d’intesa con o informandone il CEO. Il Comitato invita inoltre le
società a fornire, nella relazione sul governo societario, informazioni sull’effettiva partecipazione dei manager alle riunioni del
consiglio e dei comitati, indicando le funzioni coinvolte e la frequenza del coinvolgimento.”
Il regolamento del Consiglio di Amministrazione della Società prevede che il Presidente, anche su richiesta di
uno o più consiglieri, può invitare a partecipare alla singola riunione consiliare dirigenti della Società ovvero
delle società del Gruppo, nonché altri soggetti o consulenti esterni, la cui presenza sia ritenuta utile in relazione
agli argomenti posti all’ordine del giorno. Tali soggetti saranno, comunque, tenuti all’osservanza dei medesimi
obblighi di riservatezza previsti per i consiglieri e i sindaci.
Allo stesso modo, anche i regolamenti dei comitati endoconsiliari prevedono che il singolo comitato possa
invitare a partecipare alle riunioni qualsiasi soggetto la cui presenza sia ritenuta di ausilio al migliore
svolgimento delle funzioni del comitato stesso con riferimento a tutti o alcuni argomenti all’ordine del giorno.
Sul tema sulla composizione ottimale, il Comitato “ribadisce l’importanza che l’organo di amministrazione, almeno
nelle società diverse da quelle a proprietà concentrata, esprima, in vista del suo rinnovo, un orientamento sulla composizione
ottimale dell’organo e invita le società a pubblicare tale orientamento con un congruo anticipo, tale da consentire a chi presenta le
liste di candidati di poterne tenere conto ai fini della composizione della lista.”
201
L’Emittente, nonostante appartenga alla categoria di società a proprietà concentrata, ha espresso – in vista del
suo rinnovo – un orientamento sulla composizione ottimale del Consiglio di Amministrazione, mettendolo a
disposizione del mercato, attraverso la pubblicazione di tale documento sul proprio sito internet, all’indirizzo
https://corporate.newlat.it/corporate-governance/assemblea-azionisti/.
L’orientamento è stato reso pubblico con un anticipo ritenuto congruo e, comunque, tale da consentire a chi
presenta le liste di candidati di poterne tener conto ai fini della composizione della propria lista.
Sul tema dei criteri per la valutazione della significatività della relazione che può influenzare
l’indipendenza del consigliere, il Comitato “ribadisce l’importanza di definire ex-ante e rendere noti nella relazione
sul governo societario i parametri quantitativi e i criteri qualitativi per valutare la significatività delle eventuali relazioni
commerciali, finanziarie o professionali e delle eventuali remunerazioni aggiuntive ai fini dell’indipendenza di un amministratore.
Il Comitato invita le società a valutare l’opportunità di prevedere parametri quantitativi, anche definiti in termini monetari o in
percentuale della remunerazione attribuita per la carica e per la partecipazione a comitati raccomandati dal Codice.”
La Società, nel corso della seduta consiliare del 17 marzo 2023, ha approvato la Politica sulla Composizione
del Consiglio di Amministrazione, al cui interno vengono stabiliti – tra l’altro – i parametri quantitativi ed i
criteri utilizzati al fine di valutare la significatività di determinate relazione commerciali, finanziarie o
professionali, nonché l’impatto che tali relazioni potrebbero avere sull’indipendenza del singolo
amministratore.
I parametri quantitativi sono stati individuati in termini di percentuale della remunerazione percepita
dall’amministratore, il tutto come meglio specificato nella Politica, pubblicata all’indirizzo
https://corporate.newlat.it/corporate-governance/corporate-governance/procedure-e-documenti/.
Sul tema della trasparenza delle politiche di remunerazione sul peso delle componenti variabili, il
Comitato “invita le società a inserire nella politica di remunerazione del CEO e degli altri amministratori esecutivi un executive
summary, in forma tabellare, da cui risulti la composizione del pacchetto retributivo, con indicazione delle caratteristiche e del
peso delle componenti fisse, variabili di breve e variabili di lugno termine rispetto alla remunerazione complessiva, almeno con
riferimento al raggiungimento dell’obiettivo target delle componenti variabili.”
La Società espone, ogni anno, nella propria relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi
corrisposti la composizione del pacchetto retributivo, indicando – in particolare – la componente fissa,
nonché le caratteristiche ed il peso della componente variabile di lungo termine, erogabile al raggiungimento
degli obiettivi sia quantitativi che qualitativi, approvati dal Consiglio di Amminsitrazione.
Sul tema degli orizzonti di lungo periodo nelle politiche di remunerazione, il Comitato “invita le società
a prevedere nelle politiche per la remunerazione una componente variabile avente un orizzonte pluriennale, in coerenza con gli
obiettivi strategici della società e con il perseguimento del successo sostenibile.”
La Società conferma di aver previsto una componente variabile avente un orizzonte pluriennale, nello
specifico triennale, erogabile al raggiungimento di parametri sia quantitativi, che qualitativi, in coerenza con
gli obiettivi strategici e con il perseguimento del successo sostenibile.
202
Invero, i target quantitativi sono legati al raggiungimento di determinati obiettivi indicati nel piano predisposto
ai fini della procedura di impairment test, mentre i target qualitativi sono legati al raggiungimento di obiettivi
che attengono alla riduzione del rapporto tra emissioni di CO2 e fatturato, oltre che al riutilizzo dello scarto
di produzione.
Sul tema dei parametri ESG per le remunerazioni degli amministratori, il Comitato “invita le società che
prevedono meccanismi di incentivazione del CEO e di altri amministratori esecutivi legati a obiettivi di sostenibilità a fornire una
chiara indicazione degli specifici obiettivi di performance da raggiungere.”Come precisato al punto precedente, la Società
fornisce una chiara indicazione degli specifici obiettivi di performance, legati a target ESG, nella propria
relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, annualmente messa a
disposizione del pubblico, conformemente alla normativa vigente.
203
TABELLA 1: INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI
ALLA DATA DEL 17 MARZO 2023
STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
N° azioni
N° diritti di
voto
Quotato (indicare i
mercati) / non
quotato
Diritti e obblighi
Azioni ordinarie
(precisando se è
prevista la
possibilità di
maggiorazione
dei diritti di voto)
43.935.050
68.665.050
Quotato sul
Euronext – Star
Milan
Voto maggiorato ex. art. 6, comma
9 dello Statuto6
Azioni
privilegiate
0
0
-
-
Azioni a voto
plurimo
0
0
-
-
Altre categorie di
azioni con diritto
di voto
0
0
-
-
Azioni risparmio
0
0
-
-
Azioni risparmio
convertibili
0
0
-
-
Altre categorie di
azioni senza
diritto di voto
0
0
-
-
Altro
0
0
-
-
6
Cfr. sez. 2 (d) della presente Relazione.
204
ALTRI STRUMENTI FINANZIARI
(attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione)
Quotato (indicare
i mercati) / non
quotato
N° strumenti
in
circolazione
Categoria di azioni al
servizio della
conversione/esercizio
N° azioni al
servizio della
conversione/
esercizio
Obbligazioni
convertibili
-
-
-
-
Warrant
-
-
-
-
PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE
Dichiarante
Azionista diretto
Quota % su capitale
ordinario
Quota % su capitale
votante
Angelo Mastrolia
Newlat Group S.A.
61,65%
75,46%
205
TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ALLA DATA DI
CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
Indicare il numero di riunioni svolte durante l’Esercizio: 5
Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l’elezione di uno o più membri (ex art. 147-ter TUF):
2,5%
Consiglio di Amministrazione
Carica
Componen
ti
Anno
di
nascit
a
Data di
prima
nomina
(*)
In
carica
da
In carica
fino a
Lista
(presentator
i)
(**)
Lista
(M/m
)
(***)
Esec
.
No
n
esec
.
Indip.
Codic
e
Indip
.
TUF
N. altri
incarich
i
(****)
Partecipazion
e (*****)
Presidente •
Angelo
Mastrolia
1964
30.11.0
6
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
13
5/5
Amministrator
e delegato
Stefano
Cometto
1972
30.01.1
3
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
5
5/5
Amministrator
e
delegato
Giuseppe
Mastrolia
1989
29.06.1
1
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
6
5/5
Amministrator
e
Benedetta
Mastrolia
1995
05.06.1
4
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
3
5/5
Amministrator
e
Maria
Cristina
Zoppo
1971
25.09.2
0
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
x
x
4
5/5
Amministrator
e
Valentina
Montanari
1967
29.10.1
9
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
x
x
9
5/5
Amministrator
e ○
Eric
Sandrin
1964
29.10.1
9
28.04.2
2
Assemblea
di
approvazion
e bilancio
2024
Azionisti
M
x
x
x
21
5/5
---------------AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
Amministrator
e
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
206
NOTE
I simboli di seguito indicati devono essere inseriti nella colonna “Carica”:
• Questo simbolo indica l’amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
○ Questo simbolo indica il Lead Independent Director (LID).
(*) Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l’amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA
dell’Emittente.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è stata presentata da azionisti (indicando “Azionisti”) ovvero dal CdA
(indicando “CdA”).
(***) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza”
(indicando “m”).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate o di rilevanti
dimensioni. Nella Relazione sulla corporate governance gli incarichi sono indicati per esteso.
(*****) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al
numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
207
TABELLA 3: STRUTTURA DEI COMITATI CONSILIARI ALLA DATA DI CHIUSURA
DELL’ESERCIZIO
NOTE
(*) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al
numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(**) In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all’interno del comitato: “P”: presidente; “M”: membro.
C.d.A.
Comitato
Esecutivo
Comitat
o OPC
Comitat
o
Control
lo e
Rischi
Comitato
Remunerazi
oni
Comitat
o
Nomine
Altro
comitat
o
Altro
comitat
o
Carica/Quali
fica
Compone
nti
(*)
(**)
(*)
(*
*)
(*)
(*
*)
(*)
(**)
(*)
(*
*)
(*
)
(*
*)
(*
)
(*
*)
Indipendent
e da TUF e
da Codice
Maria
Cristina
Zoppo
N/
A
N/
A
1/
1
P
6/
6
M
2/2
M
2/
2
M
-
-
-
-
Indipendent
e da TUF e
da Codice
Valentina
Montanar
i
N/
A
N/
A
1/
1
M
6/
6
P
2/2
M
2/
2
M
-
-
-
-
Indipendent
e da TUF e
da Codice
Eric
Sandrin
N/
A
N/
A
1/
1
M
6/
6
M
2/2
P
2/
2
P
-
-
-
-
---------------AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
---------------EVENTUALI MEMBRI CHE NON SONO AMMINISTRATORI---------------
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
208
TABELLA 4: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE ALLA DATA DI CHIUSURA
DELL’ESERCIZIO
Indicare il numero di riunioni svolte durante l’Esercizio: 7
Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l’elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 2,5%
NOTE
(*) Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel collegio sindacale
dell’Emittente.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun sindaco è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”),
(***) In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del collegio sindacale (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al
numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell’art. 148-bis TUF e delle
relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L’elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito
internet ai sensi dell’art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.
Collegio Sindacale
Carica
Componenti
Anno di
nascita
Data di
prima
nomina
(*)
In
carica da
In carica fino a
Lista
(M/m)
(**)
Indip.
Codice
Partecipazioni
alle riunioni del
Collegio (***)
N. altri
incarichi
(****)
Presidente
Massimo
Carlomagno
1965
28.02.05
28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M
x
7/7
6
Sindaco
effettivo
Ester
Sammartino
1966
28.02.05
28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M
x
7/7
6
Sindaco
effettivo
Antonio Mucci
1946
12.06.09
28.04.22
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M
x
7/7
1
Sindaco
supplente
Giovanni
Rayneri
1963
28.04.22
N/A
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M
N/A
N/A
N/A
Sindaco
supplente
Cinzia
Voltolina
1983
28.04.22
N/A
Assemblea di
approvazione
bilancio 2024
M
N/A
N/A
N/A
---------------SINDACI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
209
Allegato A - Elenco dei principali incarichi ricoperti dagli Amministratori
Elenco dei principali incarichi ricoperti, alla data della presente relazione, da ciascun Amministratore in altre
società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti
dimensioni.
Nome e cognome
Società
Carica
Status
Angelo Mastrolia
TMT Property S.r.l.
Presidente del Consiglio di
Amministrazione
In carica
Symington’s Ltd
Managing Director
In carica
EM Foods S.A.S.
Presidente
In carica
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Presidente del Consiglio di
Amministrazione
In carica
Newservice S.r.l.
Presidente del Consiglio di
Amministrazione
In carica
New Property S.p.A.
Presidente del Consiglio di
Amministrazione
In carica
Newlat Group SA
Amministratore Unico
In carica
Newlat GmbH
Amministratore
In carica
Latterie Riunite Piana del Sele S.r.l. in
liquidazione
Liquidatore
In carica
Biochemia System S.r.l.
Amministratore Unico
In carica
ABGM Group S.A.
Amministratore Unico
In carica
CFR Hypermarché S.A.
Amministratore Unico
In carica
TMT Group S.A.
Amministratore Unico
In carica
Giuseppe Mastrolia
New Property S.p.A.
Vice-Presidente
del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Symington’s Ltd
CEO
In carica
EM Foods S.A.S.
Managing Director
In carica
Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Vice-Presidente
del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Newlat GmbH
CEO
In carica
TMT Property S.r.l.
Consigliere
In carica
210
Stefano Cometto
Newservice S.r.l.
Vicepresidente e
Amministratore Delegato
In carica
Centrale del Latte d’Italia
S.p.A.
Consigliere
In carica
New Property S.p.A.
Amministratore Delegato
In carica
RA Creations S.r.l.s in liquidazione
Liquidatore
In carica
Gopura Consulting S.r.l.s.
Amministratore Unico
In carica
Benedetta Mastrolia
New Property S.p.A.
Consigliere
In carica
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Consigliere
In carica
Symington’s Ltd
Director
In carica
Maria Cristina
Zoppo
Banca Intesa Sanpaolo S.p.A.
Consigliere
In carica
Membro del Comitato di
Controllo di Gestione
In carica
Michelin Italiana S.p.A.
Sindaco effettivo
In carica
BDO Tax S.r.l. S.t.p.
Procuratore
Valentina Montanari
Università degli Studi di Pavia
Consigliere
In carica
Impresa Sangalli Giancarlo
Consigliere
In carica
Fondazione Italia per il Dono (FIDO)
Consigliere
In carica
Seco S.p.A.
Consigliere indipendente
In carica
Lead Independent Director
In carica
Presidente del Comitato
Controllo, Rischi e Sostenibilità
In carica
Membro del Comitato Parti
Correlate
In carica
Mediolanum Gestione Fondi SGR
p.A.
Consigliere
In carica
Membro del Comitato
Controllo, Rischi e Sostenibilità
In carica
Eric Sandrin
Gucci (China) Trading Limited
Shareholder representative
In carica
Kering Investment Management
Group Co. Limited
Consigliere
In carica
Kering Tokyo Investment Limited
Consigliere
In carica
211
Kering Investment SA
Amministratore Delegato
In carica
Kering RE
Amministratore Delegato
In carica
Kering Studio
Direttore Generale (Directeur
Général)
In carica
Boucheron Uk Limited
Consigliere
In carica
Bottega Veneta International Sarl
Consigliere
In carica
Autumnpaper Limited
Consigliere
In carica
Birdswan Solutions Limited
Consigliere
In carica
Alexander Mcqueen Trading Limited
Consigliere
In carica
Balenciaga Uk LTD
Consigliere
In carica
Balenciaga Japan LTD
Consigliere
In carica
Boucheron Holding SAS
Membro del comitato strategico
(comité stratégique)
In carica
Kering Eyewear Apac Limited
Consigliere
In carica
Kering Holland NV
Consigliere
In carica
Balenciaga SA
Consigliere
In carica
GG France 14
Presidente
In carica
Boucheron Joaillerie (Usa), INC
Consigliere
In carica
Kering (China) Enterprise
Management Limited
Consigliere
In carica
GG France 13
Presidente
In carica
212
Allegato B - Elenco dei principali incarichi ricoperti dai Sindaci
Elenco dei principali incarichi ricoperti, alla data della presente relazione, da ciascun Sindaco in altre società
quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti
dimensioni.
Nome e cognome
Società
Carica
Status
Massimo Carlomagno
New Property S.p.A
Presidente del Collegio Sindacale
In carica
Korg Italy S.p.A.
Sindaco
In carica
Bakoo S.p.A.
Sindaco
In carica
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Sindaco supplente
In carica
Presidente O.d.V.
In carica
Comune di Esine
Revisore unico
In carica
Ester Sammartino
New Property S.p.A.
Sindaco
In carica
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Sindaco
In carica
Componente O.d.V.
In carica
Comune di Pognana lario
Revisore unico
In carica
Comune di Caslino D’Erba
Revisore unico
In carica
Comune di Borghetto Lodigiano
Revisore unico
In carcia
Antonio Mucci
New Property S.p.A.
Sindaco
In carica
213
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE
214
BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2022
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA
(In migliaia di Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
8.1
154.106
157.417
Attività per diritto d'uso
8.2
46.509
38.572
di cui verso parti correlate
16.722
3.948
Attività immateriali
8.3
92.345
97.824
Partecipazioni in imprese collegate
8.4
1.401
1.401
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
8.5
1.213
731
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
8.6
801
801
di cui verso parti correlate
735
735
Attività per imposte anticipate
8.7
7.148
7.580
Totale attività non correnti
303.522
304.326
Attività correnti
Rimanenze
8.8
85.213
63.881
Crediti commerciali
8.9
91.982
67.184
di cui verso parti correlate
681
19
Attività per imposte correnti
8.10
1.889
3.324
Altri crediti e attività correnti
8.11
19.045
11.262
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
8.12
6.525
34
Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
8.13
13.099
-
di cui verso parti correlate
13.099
-
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
8.14
287.820
384.888
di cui verso parti correlate
97.909
126.552
Totale attività correnti
505.573
530.574
TOTALE ATTIVITA'
809.094
834.900
Patrimonio netto
Capitale sociale
43.935
43.935
Riserve
77.296
81.447
Riserva di traduzione
(2.982)
(478)
Risultato netto
6.223
5.134
Totale patrimonio netto di pertinenza del Gruppo
8.15
124.471
130.038
Patrimonio netto di terzi
8.15
14.834
14.477
Totale patrimonio netto consolidato
8.15
139.306
144.515
Passività non correnti
Fondi relativi al personale
8.16
11.399
14.223
Fondi per rischi e oneri
8.17
2.038
2.030
Passività per imposte differite
8.7
19.991
19.097
Passività finanziarie non correnti
8.18
304.723
287.216
Passività per leasing non correnti
8.2
39.173
31.175
di cui verso parti correlate
14.703
1.261
Totale passività non correnti
377.324
353.741
Passività correnti
Debiti commerciali
8.19
193.776
179.024
di cui verso parti correlate
0
163
Passività finanziarie correnti
8.18
65.780
127.280
di cui verso parti correlate
8.929
40.435
Passività per leasing correnti
8.2
7.567
7.887
di cui verso parti correlate
2.356
2.881
Passività per imposte correnti
8.10
3.688
3.364
Altre passività correnti
8.20
21.654
19.087
di cui verso parti correlate
0
411
Totale passività correnti
292.466
336.643
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
809.094
834.900
215
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
(In migliaia di Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Ricavi da contratti con i clienti
9.1
741.094
555.863
Costo del venduto
9.2
(607.693)
(440.414)
di cui verso parti correlate
(2.235)
(3.052)
Risultato operativo lordo
133.400
115.449
Spese di vendita e distribuzione
9.2
(89.509)
(74.137)
Spese amministrative
9.2
(21.746)
(22.460)
di cui verso parti correlate
(215)
268
Svalutazioni nette di attività finanziarie
9.3
(1.247)
(1.201)
Altri ricavi e proventi
9.4
5.238
7.839
Altri costi operativi
9.5
(6.015)
(8.436)
Risultato operativo
20.121
17.054
Proventi finanziari
9.6
2.058
1.157
di cui verso parti correlate
595
154
Oneri finanziari
9.6
(12.278)
(8.658)
di cui verso parti correlate
(796)
(133)
Risultato prima delle imposte
9.901
9.555
Imposte sul reddito
9.7
(3.304)
(3.317)
Risultato netto
6.597
6.239
Risultato netto di pertinenza dei terzi
374
1.106
Risultato netto di Gruppo
6.223
5.134
Risultato netto per azione base
9.8
0,16
0,12
Risultato netto per azione diluito
9.8
0,16
0,12
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO
(In migliaia di Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato netto (A)
6.597
6.239
a) Altre componenti di conto economico
complessivo che non saranno successivamente
riclassificate a conto economico:
Utili/(perdite) attuariali al netto degli effetti fiscali
8.15
1.534
(159)
Totale altre componenti di conto economico
complessivo che non saranno successivamente
riclassificate a conto economico:
1.534
(159)
b) componenti di conto economico complessivo
che non saranno successivamente riclassificate
a conto economico:
Strumenti di copertura al netto degli effetti fiscali
8.15
583
(778)
Riserva di traduzione
8.14
(2.628)
(478)
Totale altre componenti di conto economico
complessivo che non saranno successivamente
riclassificate a conto economico
(2.045)
(1.256)
Totale altre componenti di conto economico
complessivo, al netto dell'effetto fiscale (a+b)
(511)
(1.415)
Totale risultato netto complessivo (A)+(B)
6.086
4.824
Risultato netto di pertinenza dei terzi
374
1.113
Risultato netto di Gruppo
5.712
3.711
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
216
(In migliaia di Euro)
Note
Capital
e
sociale
Riserve
Risultato
netto
Totale
patrimonio
netto di
pertinenza
del Gruppo
Patrimo
nio netto
di
pertinen
za dei
terzi
Totale
Al 31 dicembre 2020
8.14
43.935
61.136
37.555
142.626
13.431
156.057
Attribuzione del risultato netto
dell'esercizio precedente
37.555
(37.555)
-
-
Azioni Proprie
(15.759)
(15.759)
(15.759)
Totale azioni proprie
(15.759)
(15.759)
(15.759)
Altre movimentazioni
(541)
(541)
(67)
(608)
Risultato netto
5.134
5.134
1.106
6.239
Strumenti di copertura al netto degli
effetti fiscali
(779)
(779)
(779)
Riserva di traduzione
(478)
(478)
(478)
Utili/(perdite) attuariali, al netto di
effetti fiscali
(166)
(166)
7
(159)
Totale risultato netto complessivo
dell'esercizio
(1.423)
5.134
3.711
1.113
4.824
Al 31 dicembre 2021
8.14
43.935
80.968
5.134
130.038
14.477
144.515
Attribuzione del risultato netto
dell'esercizio precedente
5.134
(5.134)
-
-
Azioni Proprie
(11.731)
(11.731)
(11.731)
Totale azioni proprie
(11.731)
(11.731)
(11.731)
Altre movimentazioni
453
453
(17)
436
Risultato netto
6.223
6.223
374
6.597
Strumenti di copertura al netto di effetti
fiscali
583
583
583
Riserva di traduzione
(2.628)
(2.628)
(2.628)
Utili/(perdite) attuariali, al netto di
effetti fiscali
1.534
1.534
-
1.534
Totale risultato netto complessivo
dell'esercizio
(511)
6.223
5.712
374
6.086
Al 31 dicembre 2022
8.14
43.935
74.313
6.223
124.472
14.834
139.306
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
(In migliaia di Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato prima delle imposte
9.901
9.555
- Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni
8.1-8.2-8.3
36.283
30.843
Minusvalenze / (plusvalenze) da alienazione
-
-
Oneri / (proventi) finanziari
9.7
10.220
7.500
di cui verso parti correlate
(201)
21
217
Flusso di cassa generato / (assorbito) da
attività operativa prima delle variazioni del
capitale circolante netto
56.404
47.898
Variazione delle rimanenze
8.8
(21.332)
(4.413)
Variazione dei crediti commerciali
8.9
(26.397)
14.848
Variazione dei debiti commerciali
8.19
15.826
5.315
Variazione di altre attività e passività
8.5-8.10-8.18-8.20
(5.215)
2.872
Utilizzo dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per
il personale
8.16-8.17
(678)
(744)
Imposte pagate
8.10
(824)
(4.539)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da
attività operativa
17.784
61.236
Investimenti in immobili, impianti e macchinari
8.1-8.2
(14.477)
(12.936)
Investimenti in attività immateriali
8.3
(979)
(380)
Investimenti di attività finanziarie
8.5-8.11
(6.390)
(19)
Corrispettivo differito per acquisizioni
8.17-8.20
(600)
Acquisizione al netto della cassa acquisita
(300)
(63.914)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da
attività di investimento
(22.146)
(77.849)
Accensioni di debiti finanziari
8.18
73.241
82.976
Rimborsi di debiti finanziari
8.18
(117.234)
(24.866)
Emissione Prestito Obbligazionario
8.18
-
198.455
Rimborsi di passività per leasing
8.2
(13.645)
(13.865)
di cui verso parti correlate
(2.980)
(2.814)
Interessi netti pagati
9.6
(10.220)
(7.500)
Acquisto interessenze di terzi
(17)
(67)
Acquisto azioni proprie
(11.732)
(15.759)
Flusso di cassa netto generato/(assorbito) da
attività finanziaria
(79.607)
219.374
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
(83.969)
202.760
Disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio
384.888
182.127
di cui verso parti correlate
126.552
69.351
Compensazione di cash e cash equivalent
8.14
(13.099)
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
8.14
(83.969)
202.760
Disponibilità liquide alla fine dell'esercizio
287.820
384.888
di cui verso parti correlate
97.909
126.552
218
PROSPETTO DI RACCORDO AL 31 DICEMBRE 2022 CON I VALORI DEL BILANCIO
SEPARATO DELLA CAPOGRUPPO
(In migliaia di Euro)
Patrimonio Netto
di cui Utile
netto di
periodo
Saldi risultanti dal Bilancio separato della Capogruppo
129.851
3.302
Effetto del consolidamento integrale: -
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Newlat GmbH e la relativa quota di patrimonio netto
(35.693)
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Centrale del Latte d’Italia SpA e la relativa quota di patrimonio netto
36.857
- Differenza tra il valore di carico contabile della controllata consolidata
Symington's limited e la relativa quota di patrimonio netto
(6.471)
- Risultati pro-quota conseguiti dalle partecipate
2.925
2.925
- Altre movimentazioni di patrimonio netto
(2.628)
- Rilevazione interessenze/soci di minoranza
14.464
370
Patrimonio netto e risultato di periodo da bilancio consolidato del Gruppo
139.306
6.597
219
NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO
Informazioni generali ed operazioni significative realizzate nell’esercizio 2022
Newlat Food S.p.A. è una società costituita in Italia in forma di società per azioni, che opera in base alla
legislazione italiana. La Società ha sede legale in Reggio Emilia, Via J. F. Kennedy n. 16.
Il Gruppo Newlat è un gruppo operante nel settore alimentare, che vanta un ampio e strutturato portafoglio
di prodotti organizzati nelle seguenti business unit: Pasta, Milk Products, Bakery Products, Dairy Products, Special
Products, Instant Noodles e Altre Attività.
La Società è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte della controllante Newlat Group S.A.
(di seguito “Newlat Group”), società che ne detiene direttamente il 61,66% del capitale sociale, il 27,9% è
detenuta da investitori istituzionali mentre la parte restante (10,46%) è detenuta dalla stessa Newlat Food
mediante acquisto di azioni proprie.
220
1. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI
Di seguito sono riportati i principi contabili e i criteri di valutazione adottati nella predisposizione e redazione
della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2022.
La relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2022 è stata redatta nel rispetto dei Principi Contabili
Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione
Europea. Con “IFRS” si intendono anche gli International Accounting Standards (“IAS”) tuttora in vigore, nonché
tutti i documenti interpretativi emessi dall’IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato
International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”) e ancor prima Standing Interpretations Committee
(“SIC”).
La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi,
stime e assunzioni che hanno un effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono
essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una
maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per le quali una modifica
delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono:
l’avviamento, i marchi a vita utile indefinita, l’ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il
fondo svalutazione crediti e il fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi, i piani a benefici definiti a favore
dei dipendenti e i debiti per acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.
In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del
valore recuperabile delle attività non finanziarie calcolato come il maggiore tra il fair value dedotti i costi di
vendita ed il valore d’uso. Il calcolo del valore d’uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di
cassa. Il valore recuperabile dipende sensibilmente tal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione
dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e del tasso di crescita utilizzato. Le assunzioni
chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le due unità generatrici di flussi di cassa, inclusa
un’analisi di sensitività, sono descritte alla Nota 8.3 del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022.
Inoltre, l’utilizzo di stime contabili ed assunzioni significative riguarda anche la determinazione dei fair value
delle attività e passività acquisite nell’ambito delle aggregazioni aziendali. Infatti, alla data di acquisizione, il
Gruppo deve rilevare separatamente, al loro fair value attività, passività e le passività potenziali identificabili
ed acquisite o assunte nell’ambito dell’aggregazione aziendale, nonché determinare il valore attuale del prezzo
di esercizio delle eventuali opzioni di acquisto sulle quote di minoranza. Tale processo richiede l’elaborazione
di stime, basate su tecniche di valutazione, che richiedono un giudizio nella previsione dei flussi di cassa futuri
nonché lo sviluppo di altre ipotesi quali i tassi di crescita di lungo periodo e i tassi di attualizzazione per i
modelli valutativi sviluppati anche con il ricorso ad esperti esterni alla direzione.
221
1.1 Base di preparazione
Il Bilancio Consolidato è costituito dagli schemi della situazione patrimoniale e finanziaria, del conto
economico, del conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal
rendiconto finanziario e dalle note illustrative.
Lo schema adottato per la situazione patrimoniale e finanziaria prevede la distinzione delle attività e delle
passività tra correnti e non correnti.
Un’attività è classificata come corrente quando:
• si suppone che tale attività si realizzi, oppure sia posseduta per la vendita o il consumo, nel normale
svolgimento del ciclo operativo;
• è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
• si suppone che si realizzi entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
• è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti (a meno che non sia vietato scambiarla o
utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio).
Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. In particolare, il principio IAS 1 include tra le attività
non correnti le attività materiali, le attività immateriali e le attività finanziarie aventi natura a lungo termine.
Una passività è classificata come corrente quando:
• è previsto che venga estinta nel normale ciclo operativo;
• è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
• sarà estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
• non esiste un diritto incondizionato a differire il suo regolamento per almeno dodici mesi dalla data
di chiusura dell’esercizio. Le clausole di una passività che potrebbero, a scelta della controparte, dar
luogo alla sua estinzione attraverso l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale, non incidono
sulla sua classificazione.
Lo schema di conto economico adottato prevede la classificazione dei costi per destinazione.
Il prospetto del conto economico complessivo include il risultato dell’esercizio e, per categorie omogenee, i
proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, sono imputati direttamente a patrimonio netto.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto include, oltre agli utili / perdite complessivi del periodo, gli
importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve.
Nel rendiconto finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il
metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita d’esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni
di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o
pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di
investimento o dall’attività finanziaria.
Il Bilancio Consolidato è stato redatto in migliaia di Euro, valuta funzionale del Gruppo. Le situazioni
finanziarie, patrimoniali, economiche, le note informative di commento e le tabelle illustrative sono espresse
in migliaia di Euro, salvo ove diversamente indicato.
222
Il Bilancio Consolidato è stato predisposto:
• sulla base delle migliori conoscenze degli IFRS e tenuto conto della migliore dottrina in materia;
• nella prospettiva della continuità dell’attività aziendale, secondo il principio della contabilizzazione
per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell’informazione,
della prevalenza della sostanza sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni
future. Le attività e le passività, i costi ed i ricavi non sono fra loro compensati, salvo che ciò sia
ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali;
• sulla base del criterio convenzionale del costo storico, fatta eccezione per la valutazione delle attività
e passività finanziarie nei casi in cui è obbligatoria l’applicazione del criterio del fair value.
Criteri di redazione del Bilancio Consolidato
Il Bilancio Consolidato è stato predisposto al fine di rappresentare le attività, le passività, i ricavi e i costi
direttamente e indirettamente attribuibili al Gruppo Newlat.
1.2 Criteri e metodologie di consolidamento
Il Bilancio Consolidato include la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Newlat Food e delle
società controllate approvate dai rispettivi organi amministrativi, predisposte sulla base delle relative situazioni
contabili e, ove applicabile, opportunamente rettificate per renderle conformi agli IFRS.
La data di chiusura dell’esercizio delle entità consolidate è allineata con quella della Capogruppo.
La tabella seguente riepiloga, con riferimento alle società incluse nel perimetro del Bilancio Consolidato, le
informazioni relative alla denominazione sociale, alla sede legale, alla valuta funzionale e al capitale sociale al
31 dicembre 2022:
Denominazione
Sede
Valuta
Capitale sociale al
31 dicembre 2022
Newlat Food S.p.A.
Italia - Via J.F. Kennedy 16, Reggio Emilia
EUR
43.935.050
Newlat Deutschland Gmbh
Germania - Fransozenstraβe 9, Mannheim
EUR
1.025.000
Centrale del Latte d'Italia SpA
Italia - Via Filadelfia 220, 10137 Torino
EUR
28.840.041
Symington's Limited
Leeds, 2528254 Dartmouthway
GBP
100.000
Si precisa che alle date di riferimento del Bilancio Consolidato tutte le società incluse nel perimetro sono state
consolidate con il metodo integrale.
Si precisa inoltre che la partecipazione detenuta da Centrale del Latte d’Italia SpA in Mercafir pari al 25% è
stata valutata con il metodo del patrimonio netto
Nella predisposizione del Bilancio Consolidato tutti i saldi e le operazioni effettuati tra le società incluse nel
relativo perimetro sono stati eliminati e pertanto il Bilancio Consolidato non include alcuna delle operazioni
in esame.
223
Società controllate
Un investitore controlla un’entità quando: (i) è esposto, o ha diritto a partecipare, alla variabilità dei relativi
ritorni economici ed (ii) è in grado di esercitare il proprio potere decisionale sulle attività rilevanti dell’entità
stessa in modo da influenzare tali ritorni. L’esistenza del controllo è verificata ogni volta che fatti e/o
circostanze indichino una variazione in uno dei suddetti elementi qualificanti il controllo. Le imprese
controllate sono consolidate con il metodo integrale a partire dalla data in cui il controllo è stato acquisito e
cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito a terzi. I criteri adottati per il
consolidamento integrale sono i seguenti:
• le attività e le passività, gli oneri e i proventi delle entità controllate sono assunti linea per linea,
attribuendo ai soci di minoranza, ove applicabile, la quota di patrimonio netto e del risultato netto
del periodo di loro spettanza; tali quote sono evidenziate separatamente nell’ambito del patrimonio
netto e del conto economico complessivo;
• gli utili e le perdite, inclusi i relativi effetti fiscali, derivanti da operazioni effettuate tra società
consolidate integralmente e non ancora realizzati nei confronti di terzi, sono eliminati, fatta
eccezione per le perdite che non sono eliminate qualora la transazione fornisca evidenza di una
riduzione di valore dell’attività trasferita. Sono, inoltre, eliminati i reciproci rapporti di debito e
credito, i costi e i ricavi, nonché gli oneri e i proventi finanziari.
Partecipazioni in imprese collegate
Una società collegata è una società sulla quale il Gruppo esercita un’influenza notevole. Per influenza notevole
si intende il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata
senza averne il controllo o il controllo congiunto. Le partecipazioni in imprese collegate sono valutate con il
metodo del Patrimonio Netto. Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una società collegata
è inizialmente rilevata al costo. Il valore contabile della partecipazione è aumentato o diminuito per rilevare la
quota di pertinenza della partecipante degli utili e delle perdite della partecipata realizzati dopo la data di
acquisizione
Conversione delle poste in valuta
Le transazioni in valuta diversa dalla valuta funzionale sono rilevate al tasso di cambio in essere alla data
dell’operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta diversa dall’Euro sono
successivamente adeguate al tasso di cambio in essere alla data di chiusura dell’esercizio. Le differenze cambio
eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico all’interno della voce “Utili e perdite su cambi”.
Operazioni infragruppo
Gli utili derivanti da operazioni tra le imprese consolidate e non ancora realizzati nei confronti di terzi sono
eliminati così come sono eliminati i crediti, i debiti, i proventi e gli oneri, le garanzie, gli impegni e i rischi tra
224
imprese consolidate. Le perdite infragruppo non sono eliminate perché si considerano rappresentative di un
effettivo minor valore del bene ceduto.
1.3 Principi contabili e criteri di valutazione
Principi contabili adottati
Il Bilancio Consolidato è stato predisposto in base ai principi contabili internazionali IFRS in vigore emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea alla data di chiusura di
ciascuno degli esercizi di riferimento.
Si illustrano di seguito i criteri adottati con riferimento alla classificazione, iscrizione, valutazione e
cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, nonché i criteri di rilevazione delle componenti
reddituali.
Attività materiali
La contabilizzazione di immobili, impianti e macchinari tra le attività materiali avviene solo quando si
verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:
• è probabile che i futuri benefici economici riferibili al bene saranno goduti dall’impresa;
• il costo può essere determinato in modo attendibile.
Le attività materiali sono inizialmente valutate al costo, definito come l’importo monetario o equivalente
corrisposto o il fair value di altri corrispettivi dati per acquisire un’attività, al momento dell’acquisto o della
sostituzione. Successivamente all’iscrizione iniziale, le attività materiali sono valutate con il metodo del costo,
al netto delle quote di ammortamento contabilizzate e di qualsiasi perdita di valore accumulata.
Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per rendere possibile il loro utilizzo, nonché eventuali oneri
di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che
richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie.
Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente
imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento,
l’ammodernamento o il miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei
limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di un’attività.
Il criterio di ammortamento utilizzato per le attività materiali è il metodo a quote costanti, lungo la vita utile
delle stesse. La vita utile stimata dal Gruppo per le varie categorie di attività materiali è di seguito riportata:
Categoria beni
Vita utile
Terreni e fabbricati
10-33 anni
Impianti e macchinari
4-20 anni
Attrezzature industriali e commerciali
2-9 anni
Altri beni
5-20 anni
Ad ogni fine esercizio la società verifica se sono intervenuti rilevanti cambiamenti nelle caratteristiche attese
dei benefici economici derivanti dai cespiti capitalizzati e, in tal caso, provvede a modificare il criterio di
ammortamento, che viene considerato come cambiamento di stima secondo quanto previsto dal principio
IAS 8.
225
Il valore dell’attività materiale viene completamente stornato all’atto della sua dismissione o quando l’impresa
si attende che non possa derivare alcun beneficio economico dalla sua cessione.
I contributi in conto capitale sono contabilizzati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno
ricevuti e che tutte le condizioni ad essi riferite risultino soddisfatte. I contributi sono quindi detratti dal valore
delle attività o sospesi tra le passività e accreditati pro quota al conto economico in relazione alla vita utile dei
relativi cespiti.
Attività immateriali
Un’attività immateriale è un’attività che, contemporaneamente, soddisfa le seguenti condizioni:
• è identificabile;
• è non monetaria;
• è priva di consistenza fisica;
• è sotto il controllo dell’impresa che redige il bilancio;
• si prevede che produca benefici economici futuri per l’impresa.
Se un bene non soddisfa i requisiti sopra indicati per essere definito come attività immateriale, la spesa
sostenuta per acquistare l’attività o per generarla internamente viene contabilizzata come un costo quando è
stata sostenuta.
Le attività immateriali sono rilevate inizialmente al costo. Il costo delle attività immateriali acquisite
dall’esterno comprende il prezzo d’acquisto e qualunque costo direttamente attribuibile.
L’avviamento generato internamente non è rilevato come un’attività così come le attività immateriali derivanti
dalla ricerca (o dalla fase di ricerca di un progetto interno).
Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo o dalla fase di sviluppo di un progetto interno viene rilevata
se viene dimostrato il rispetto delle seguenti condizioni:
• la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o per
la vendita;
• l’intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla;
• la capacità a usare o vendere l’attività immateriale;
• il modo in cui l’attività immateriale è in grado di generare i futuri benefici economici ed in particolare
l’esistenza di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività immateriale stessa o,
se deve essere usata per fini interni, la sua utilità;
• la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate a completare lo sviluppo e per
l’utilizzo o la vendita del bene;
• la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo
sviluppo.
226
Le attività immateriali sono valutate attraverso l’utilizzo del metodo del costo conformemente ad uno dei due
diversi criteri previsti dallo IAS 38 (modello del costo e modello della rideterminazione del valore). Il modello
del costo prevede che dopo la rilevazione iniziale un’attività immateriale debba essere iscritta al costo al netto
degli ammortamenti accumulati e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulata.
La vita utile stimata dal Gruppo per le varie categorie di attività immateriali è di seguito riportata:
Categoria beni
Vita utile
Avviamento
indefinita
Marchi Drei Glocken e Birkel
indefinita
Altri marchi ITALIA
18 anni
Attivita immateriali a vita utile definita SYM ( core brands, other brands, customer
relationships, know how)
25 anni
15 anni
13 anni
Licenze software
5 anni
Altre immobilizzazioni
5 anni
Nell’ambito del Gruppo sono identificabili le seguenti principali attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento è classificato come attività immateriale a vita utile indefinita ed è inizialmente contabilizzato al
costo, come precedentemente descritto, e successivamente assoggettato a valutazione, almeno annuale, volta
a individuare eventuali perdite di valore (si veda in merito quanto riportato nel successivo paragrafo
“Riduzione di valore dell’Avviamento e delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso”).
Non è consentito il ripristino di valore nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.
Marchi a vita utile indefinita
I marchi, per i quali le condizioni per la classificazione ad attività immateriale a vita utile indefinita sono
rispettate, non sono ammortizzati sistematicamente e sono sottoposti ad impairment test almeno una volta
all’anno e qualora ci siano indicatori di impairment.
Attività immateriali a vita utile definita
Le attività immateriali a vita utile definita sono rilevate al costo, come precedentemente descritto, al netto
degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore.
L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso ed è ripartito sistematicamente
in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile; per il
valore da ammortizzare e la recuperabilità del valore di iscrizione valgono i criteri indicati, rispettivamente, ai
paragrafi “Attività materiali” e “Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e
delle attività per diritto d’uso”.
Contratti di locazione
a) Attività per diritto d’uso e passività per leasing – 31 dicembre 2022 (IFRS 16)
227
Il Gruppo si è avvalso della facoltà di adottare anticipatamente, a partire dal 1° gennaio 2018, il nuovo
principio contabile IFRS 16 “Leases”, che sostituisce lo IAS 17 “Leasing” e le relative interpretazioni.
In accordo con l’IFRS 16, un contratto è, o contiene, un leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il
diritto di controllare l’utilizzo di un’attività specificata per un periodo di tempo. Il contratto viene valutato
nuovamente per verificare se è, o contiene, un leasing solo in caso di modifica dei termini e delle condizioni
del contratto.
Per un contratto che è, o contiene, un leasing, ogni componente leasing è separata dalle componenti non leasing,
a meno che il Gruppo applichi l’espediente pratico di cui al paragrafo 15 dell’IFRS 16. Tale espediente pratico
permette al locatario di scegliere, per ogni classe di attività sottostante, di non separare le componenti non
leasing dalle componenti leasing e di contabilizzare ogni componente leasing e le associate componenti non leasing
come un’unica componente leasing.
La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i
seguenti periodi:
• periodi coperti da un’opzione di proroga del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di
esercitare l’opzione; e
• periodi coperti dall’opzione di risoluzione del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di non
esercitare l’opzione.
Nel valutare se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare l’opzione di proroga del leasing o di non
esercitare l’opzione di risoluzione del leasing, sono considerati tutti i fatti e le circostanze pertinenti che creano
un incentivo economico per il locatario a esercitare l’opzione. Il locatario deve rideterminare la durata del
leasing in caso di cambiamento del periodo non annullabile del leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, il Gruppo rileva l’attività per diritto d’uso e la relativa passività per leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, l’attività per diritto d’uso è valutata al costo. Il costo dell’attività per
diritto d’uso comprende:
• l’importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
• i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli
incentivi al leasing ricevuti;
• i costi iniziali diretti sostenuti dal locatario; e
• la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e la rimozione dell’attività
sottostante e per il ripristino del sito in cui è ubicata o per il ripristino dell’attività sottostante nelle
condizioni previste dai termini e dalle condizioni del leasing, a meno che tali costi siano sostenuti per
la produzione delle rimanenze.
Alla data di decorrenza del contratto, il locatario deve valutare la passività per leasing al valore attuale dei
pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti per il leasing includono i seguenti
importi:
• i pagamenti fissi, al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere;
228
• i pagamenti variabili dovuti per il leasing che dipendono da un indice o un tasso, valutati inizialmente
utilizzando un indice o un tasso alla data di decorrenza;
• gli importi che si prevede il locatario dovrà pagare a titolo di garanzie del valore residuo;
• il prezzo di esercizio dell’opzione di acquisto, se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare
l’opzione; e
• i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell’esercizio da
parte del locatario dell’opzione di risoluzione del leasing.
I pagamenti dovuti per il leasing devono essere attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing,
se è possibile determinarlo facilmente. Se non è possibile, il locatario deve utilizzare il suo tasso di
finanziamento marginale, ossia il tasso di interesse incrementale che la società dovrebbe pagare per ottenere
un finanziamento della medesima durata e ammontare del contratto di locazione.
Successivamente alla rilevazione iniziale, l’attività per diritto d’uso è valutata al costo:
• al netto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore accumulate; e
• rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Successivamente alla rilevazione iniziale, la passività per leasing è valutata:
• aumentando il valore contabile per tener conto degli interessi sulla passività per leasing;
• diminuendo il valore contabile per tener conto dei pagamenti dovuti per i leasing effettuati; e
• rideterminando il valore contabile per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del
leasing o della revisione dei pagamenti dovuti per i leasing fissi nella sostanza.
In caso di modifiche del leasing che non si configurano come un leasing separato, l’attività per diritto d’uso
viene rideterminata (al rialzo oppure al ribasso), in coerenza con la variazione della passività per leasing alla
data della modifica. La passività per leasing viene rideterminata in base alle nuove condizioni previste dal
contratto di locazione, utilizzando il tasso di attualizzazione alla data della modifica.
Si precisa che il Gruppo si avvale di due esenzioni previste dall’IFRS 16, con riferimento: (i) ai leasing a breve
termine (ossia ai contratti di leasing che hanno una durata pari o inferiore a 12 mesi a partire dalla data di
decorrenza), in relazione ad alcune categorie di immobilizzazioni, e (ii) ai leasing di attività di modesto valore
(ossia quando il valore dell’attività sottostante, se nuovo, è inferiore indicativamente a USD 5.000). In tali casi,
non viene rilevata l’attività consistente nel diritto di utilizzo e la relativa passività per leasing, e i pagamenti
dovuti per il leasing sono rilevati a conto economico.
Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una verifica finalizzata ad accertare l’eventuale esistenza
di indicatori di riduzione del valore delle attività materiali e immateriali non completamente ammortizzate o
a vita utile indefinita.
Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette
attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore contabile a conto economico. Il valore
229
recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, ridotto dei costi di vendita, e il relativo
valore d’uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività, inclusi, se significativi
e ragionevolmente determinabili, quelli derivanti dalla cessione al termine della relativa vita utile, al netto degli
eventuali oneri di dismissione. Nel determinare il valore d’uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati
utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo
del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell’attività.
Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato
in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari (“Cash generating unit” o “CGU”) cui tale attività appartiene.
Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della
CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al relativo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di una CGU
sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa
e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore
recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore
contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico
che l’attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i
relativi ammortamenti. Non è consentito il ripristino di valore dell’avviamento nel caso di una precedente
svalutazione per perdite di valore.
Attività finanziarie
Al momento della loro iniziale rilevazione, le attività finanziarie devono essere classificate come “Attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato”, “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva” o “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” sulla base
dei seguenti elementi:
• il modello di business dell’entità per la gestione delle attività finanziarie; e
• le caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell’attività finanziaria.
Le attività finanziarie vengono successivamente cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato
il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata
mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste
continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata
effettivamente trasferita.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato al netto del relativo fondo ammortamento
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – 31 dicembre 2022 (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
• l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model “Hold to Collect”); e
230
• i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale tali attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi
di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse
effettivo. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico –
la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione della logica dell’attualizzazione, per quelle
senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
Tale categoria include principalmente i crediti commerciali derivanti dal trasferimento di beni e dalla
prestazione di servizi, rilevati secondo i termini previsti dal contratto con il cliente in base alle disposizioni
dell’IFRS 15 e classificati in funzione della natura del debitore e/o della data di scadenza del credito (tale
definizione include le fatture da emettere per servizi già prestati).
Inoltre, poiché generalmente i crediti commerciali sono a breve termine e non prevedono la corresponsione
di interessi, non si procede al calcolo del costo ammortizzato, e vengono contabilizzati sulla base del valore
nominale riportato nelle fatture emesse o nei contratti stipulati con la clientela: questa disposizione è adottata
anche per i crediti commerciali che hanno una durata contrattuale superiore a 12 mesi, a meno che l’effetto
non sia particolarmente significativo. La scelta deriva dal fatto che l’importo dei crediti a breve termine risulta
molto simile applicando il metodo del costo storico o il criterio del costo ammortizzato e l’impatto della logica
di attualizzazione sarebbe dunque del tutto trascurabile.
I crediti commerciali sono soggetti a una verifica per riduzione di valore (c.d. impairment) in base alle
disposizioni dell’IFRS 9. Ai fini del processo di valutazione, i crediti commerciali sono suddivisi per fasce
temporali di scaduto. Per i crediti performing si effettua una valutazione collettiva raggruppando le singole
esposizioni sulla base del rischio di credito similare. La valutazione è effettuata partendo dalle perdite registrate
per attività con caratteristiche di rischio di credito simili sulla base di esperienze storiche e tiene conto delle
perdite attese.
a) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – 31 dicembre 2022 (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
• l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente sia mediante la vendita dell’attività
finanziaria (Business model “Hold to Collect and Sell”); e
• i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di
transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
interessenze azionarie non di controllo, collegamento e controllo congiunto, sono valutate al fair value, e gli
importi rilevati in contropartita del patrimonio netto non devono essere successivamente trasferiti a conto
231
economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è
oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.
Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è
utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia quando
le più recenti informazioni per valutare il fair value sono insufficienti, oppure se vi è un’ampia gamma di
possibili valutazioni del fair value e il costo rappresenta la migliore stima del fair value in tale gamma di valori.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
a) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – 31 dicembre 2022 (IFRS 9)
Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le “Attività finanziarie
valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e tra le “Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato”. La voce, in particolare, include esclusivamente gli strumenti di capitale detenuti per finalità
diverse dal trading per i quali il Gruppo non ha optato per la valutazione al fair value con impatto sulla
redditività complessiva e i titoli obbligazionari.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono inizialmente iscritte al fair value,
rappresentato normalmente dal prezzo della transazione.
Dopo la rilevazione iniziale, tali attività finanziarie sono valutate al fair value. Eventuali utili o perdite risultanti
dalla variazione del fair value sono imputati nel conto economico Consolidato.
Attività finanziarie correnti valutate al costo ammortizzato
Al momento della rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono classificate, a seconda dei casi, in base
alle successive modalità di misurazione, cioè al costo ammortizzato, al fair value rilevato nelle altre
componenti di conto economico complessivo o al fair value rilevato nell’utile (perdita) d’esercizio. La
classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche
dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie e dal modello di business che il Gruppo usa per la
loro gestione. L’attività finanziaria viene valutata al costo ammortizzato se l’attività è detenuta per
incassare i flussi di cassa contrattuali (Held to Collect), rappresentati unicamente dal pagamento del
capitale e degli interessi sull’importo del capitale da restituire. Tali attività sono valutate al costo
ammortizzato, in conformità al criterio dell’interesse effettivo, diminuito delle perdite per riduzione di
valore. Gli interessi attivi, gli utili e le perdite su cambi e le perdite per riduzione di valore sono rilevati
nell’utile (perdita) dell’esercizio così come gli utili o perdite da derecognition. In conformità all’IFRS 9 il
Gruppo ha adottato, un nuovo modello di impairment per le attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato o al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, fatta
eccezione per i titoli di capitale e le attività derivanti da contratti con i clienti. Un’attività finanziaria (o,
ove applicabile, parte di un’attività finanziaria o parte di un gruppo di attività finanziarie simili) è cancellata
in primo luogo (es. rimossa dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria) quando: - i diritti a
ricevere flussi finanziari dall’attività sono estinti, o - la Società ha trasferito ad una terza parte il diritto a
ricevere flussi finanziari dall’attività o ha assunto l’obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e
senza ritardi e (a) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività
finanziaria, oppure (b) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell’attività,
232
ma ha trasferito il controllo della stessa. L'utile (perdita) sull'attività finanziaria che è valutata al costo
ammortizzato e non fa parte di una relazione di copertura deve essere rilevato nell'utile (perdita)
d'esercizio quando l'attività finanziaria è eliminata contabilmente o riclassificata, tramite il processo di
ammortamento, o al momento della rilevazione degli utili o delle perdite per riduzione di valore.
Rimanenze
Le rimanenze sono beni:
• posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell’attività;
• impiegati nei processi produttivi per la vendita;
• sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella
prestazione di servizi.
Le rimanenze sono rilevate e valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo.
Il costo delle rimanenze comprende tutti i costi di acquisto, i costi di trasformazione oltre che gli altri costi
sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali mentre non include le differenze cambio
in caso di rimanenze fatturate in valuta estera. In conformità con quanto previsto dallo IAS 2, per la
determinazione del costo delle rimanenze viene utilizzato il metodo del costo medio ponderato.
Quando il valore netto di realizzo è inferiore al costo, l’eccedenza viene svalutata immediatamente nel conto
economico.
Strumenti finanziari derivati
La policy del Gruppo prevede che non si sottoscrivano strumenti finanziari derivati di carattere speculativo,
tuttavia, nei casi nei quali gli strumenti finanziari derivati non soddisfino tutte le condizioni previste per il
trattamento contabile degli strumenti finanziari derivati di copertura (hedge accounting), le variazioni di fair
value di tali strumenti sono contabilizzate a conto economico come oneri e/o proventi finanziari. Gli
strumenti finanziari derivati sono contabilizzati secondo le regole dell’hedge accounting quando: - all’inizio
della copertura esiste la designazione formale e la documentazione della relazione di copertura stessa; - si
presume che la copertura sia altamente efficace; - l’efficacia può essere attendibilmente misurata e la copertura
stessa è altamente efficace durante i periodi di designazione.
La modalità di contabilizzazione degli strumenti finanziari derivati cambia a seconda che siano o meno
realizzate le condizioni ed i requisiti richiesti dall’IFRS 9. In particolare:
• Coperture di flussi di cassa (Cash flow hedges)
Nel caso di uno strumento finanziario derivato per il quale è formalmente documentata la relazione di
copertura delle variazioni dei flussi di cassa originati da un’attività o passività o da una futura transazione
(elemento sottostante coperto) ritenuta essere altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto
economico, la porzione efficace, derivante dall’adeguamento dello strumento finanziario derivato al fair value,
è imputata direttamente ad una riserva di patrimonio netto. Quando si manifesta l’elemento sottostante
coperto tale riserva viene rimossa dal patrimonio netto ed attribuita al valore di iscrizione dell’elemento
sottostante. L’eventuale porzione non efficace della variazione di valore dello strumento di copertura è
immediatamente attribuita al conto economico negli oneri e/o proventi finanziari. Quando uno strumento
finanziario di copertura giunge a scadenza, è venduto o è esercitato oppure la società cambia la correlazione
233
con l’elemento sottostante, e la prevista transazione originariamente coperta non è ancora avvenuta, ma è
considerata ancora probabile, i relativi utili e perdite derivanti dall’adeguamento dello strumento finanziario
al fair value rimangono nel patrimonio netto e sono imputati a conto economico quando si manifesterà la
transazione secondo quanto descritto precedentemente. Se la probabilità del manifestarsi dell’operazione
sottostante viene meno, i relativi utili e perdite del contratto derivato, originariamente registrati nel patrimonio
netto, sono imputati immediatamente a conto economico.
• Coperture di attività e passività monetarie (Fair value hedges)
Quando uno strumento finanziario derivato è utilizzato per coprire le variazioni di valore di un’attività o una
passività monetaria già contabilizzata in bilancio che possono produrre effetti sul conto economico, gli utili e
le perdite relativi alle variazioni di fair value dello strumento finanziario derivato sono immediatamente
imputati a conto economico. Parimenti, gli utili e le perdite relativi alla posta coperta modificano il valore di
carico di tale posta e vengono rilevati a conto economico.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale
ovvero al costo ammortizzato. Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a
breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un
irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al momento dell’acquisto non
è superiore a 3 mesi.
Debiti
Debiti relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
I debiti commerciali e gli altri debiti sono riconosciuti inizialmente al fair value e successivamente sono valutati
in base al metodo del costo ammortizzato.
I debiti verso banche e altri finanziatori sono inizialmente iscritti al fair value, al netto dei costi accessori di
diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso
effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento nella stima dei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è
ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso
interno effettivo determinato inizialmente. I debiti verso banche e altri finanziatori sono classificati fra le
passività correnti, salvo che il Gruppo abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno
dodici mesi dopo la data di riferimento.
I debiti sono rimossi dal bilancio al momento della loro estinzione e quando il Gruppo abbia trasferito tutti i
rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.
Benefici ai dipendenti
I benefici ai dipendenti comprendono benefici erogati ai dipendenti o alle persone a loro carico e possono
essere liquidati per mezzo di pagamenti (o con la fornitura di beni e servizi) effettuati direttamente ai
dipendenti, al coniuge, ai figli o ad altre persone a loro carico o a terzi, quali società assicuratrici e si
234
suddividono in benefici a breve termine, benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro
e benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.
I benefici a breve termine, che includono anche i programmi di incentivazione rappresentati dai premi annuali,
dagli MBO e dai rinnovi una-tantum dei contratti collettivi nazionali, sono contabilizzati come passività
(accantonamento di costi) dopo aver dedotto qualsiasi importo già corrisposto, e come costo, a meno che
qualche altro principio IFRS richieda o consenta l’inclusione dei benefici nel costo di un’attività (ad esempio
il costo del personale impiegato nello sviluppo di attività immateriali generate internamente).
La categoria dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro include i piani di incentivazione all’esodo,
sorti nel caso di dimissioni volontarie che prevedono l’adesione del dipendente o di un gruppo di dipendenti
ad accordi sindacali per l’attivazione dei cosiddetti fondi di solidarietà, e i piani di licenziamento, che hanno
luogo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di scelta unilaterale da parte dell’impresa.
L’impresa rileva il costo di tali benefici come una passività di bilancio nella data più immediata tra il momento
in cui l’impresa non può ritirare l’offerta di tali benefici e il momento in cui l’impresa rileva i costi di una
ristrutturazione che rientra nell’ambito del principio IAS 37. Gli accantonamenti per esodi sono riesaminati
con periodicità almeno semestrale.
I piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro si dividono in due categorie: i piani a
contribuzione definita e i piani a benefici definiti.
I piani a contribuzione definita comprendono principalmente:
• i fondi di previdenza integrativa che implicano un ammontare definito di contribuzione da parte
dell’impresa;
• il fondo TFR, limitatamente alle quote maturande dal 1° gennaio 2007 per le imprese con oltre 50
dipendenti, qualunque sia l’opzione di destinazione scelta dal dipendente;
• le quote del TFR maturate dal 1° gennaio 2007 e destinate alla previdenza complementare, nel caso
di imprese con meno di 50 dipendenti;
• le casse di assistenza sanitaria integrativa.
I piani a benefici definiti comprendono, invece:
• il TFR, limitatamente alla quota maturata fino al 31 dicembre 2006 per tutte le imprese, nonché le
quote maturate dal 1° gennaio 2007 e non destinate alla previdenza complementare per le imprese
con meno di 50 dipendenti;
• i fondi di previdenza integrativa le cui condizioni prevedono la corresponsione agli aderenti di una
prestazione definita;
• i premi di anzianità, che prevedono un’erogazione straordinaria al dipendente al raggiungimento di
un certo livello di anzianità lavorativa.
Nei piani a contribuzione definita l’obbligazione dell’impresa che redige il bilancio è determinata sulla base
dei contributi dovuti per quell’esercizio e pertanto la valutazione dell’obbligazione non richiede ipotesi
attuariali e non vi è possibilità di utili o perdite attuariali.
La contabilizzazione dei piani a benefici definiti è caratterizzata dal ricorso ad ipotesi attuariali per determinare
il valore dell’obbligazione. Tale valutazione è affidata ad un attuario esterno e viene effettuata con cadenza
235
annuale. Ai fini dell’attualizzazione, la società utilizza il metodo della proiezione unitaria del credito che
prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e
l’attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. Gli utili e le perdite
attuariali sono rilevati in contropartita al patrimonio netto così come previsto dal principio contabile IAS 19.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
Le attività e passività potenziali si possono distinguere in più categorie a seconda della natura delle stesse e
dei loro riflessi contabili. In particolare:
• i fondi sono obbligazioni effettive di importo e sopravvenienza/scadenza incerta che sorgono da
eventi passati e per le quali è probabile che vi sia un esborso di risorse economiche per le quali sia
possibile effettuare una stima attendibile dell’importo;
• le passività potenziali sono obbligazioni possibili per le quali non è remota la probabilità di un
esborso di risorse economiche;
• le passività remote sono quelle per le quali l’esborso di risorse economiche è poco probabile;
• le attività potenziali sono attività per le quali manca il requisito della certezza e non possono essere
contabilizzate in bilancio;
• il contratto oneroso è un contratto nel quale i costi non discrezionali necessari per adempiere alle
obbligazioni assunte sono superiori ai benefici economici che si suppone siano ottenibili dal
contratto;
• la ristrutturazione è un programma pianificato e controllato dalla Direzione aziendale che modifica
in maniera significativa il campo d’azione di un’attività intrapresa dall’impresa o il modo in cui
l’attività è gestita.
Ai fini della rilevazione contabile dell’onere, si ha una rilevazione di accantonamenti nei casi in cui vi è
incertezza in merito alla scadenza o sull’ammontare del flusso di risorse necessario per adempiere
all’obbligazione o di altre passività ed in particolare debiti commerciali o stanziamenti per debiti presunti.
Gli accantonamenti si distinguono dalle altre passività in quanto non vi è certezza in merito alla scadenza o
all’importo della spesa futura richiesta per l’adempimento. Data la loro diversa natura, gli accantonamenti
sono esposti separatamente dai debiti commerciali e dagli stanziamenti per debiti presunti.
La contabilizzazione di una passività o l’accantonamento ad un fondo avviene quando:
• vi è un’obbligazione corrente legale o implicita quale risultato di eventi passati;
• è probabile che sia necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
l’obbligazione;
• può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
Gli accantonamenti richiedono l’uso di stime. In circostanze estremamente rare in cui non può essere
effettuata una stima attendibile, si è in presenza di una passività che non può essere attendibilmente
determinata e che pertanto è descritta come una passività potenziale.
236
L’accantonamento ai fondi rischi ed oneri è effettuato per un ammontare che rappresenti la migliore stima
possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione esistente alla data di riferimento del
bilancio e tiene in considerazione i rischi e le incertezze che inevitabilmente circondano molti fatti e
circostanze. L’importo dell’accantonamento riflette gli eventuali eventi futuri che possono condizionare
l’ammontare richiesto per estinguere un’obbligazione se vi è una sufficiente evidenza oggettiva che questi si
verificheranno.
Una volta determinata la migliore stima possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione
esistente alla data di riferimento del bilancio, viene determinato il valore attuale dell’accantonamento, nel caso
in cui l’effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante.
Ricavi da contratti con i clienti
a) Ricavi da contratti con i clienti relativi – esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 (IFRS 15)
Il Gruppo applica l’IFRS 15 a partire dal 1° gennaio 2018. In accordo con tale principio, i ricavi da contratti
con i clienti sono rilevati quando si verificano le seguenti condizioni:
• è stato identificato il contratto con il cliente;
• sono state identificate le obbligazioni contrattuali (“performance obligations”) contenute nel contratto;
• è stato determinato il prezzo;
• il prezzo è stato allocato alle singole obbligazioni contrattuali contenute nel contratto;
• è stata soddisfatta l’obbligazione contrattuale contenuta nel contratto.
Il Gruppo rileva i ricavi da contratti con i clienti quando (o man mano che) adempie l’obbligazione
contrattuale trasferendo al cliente il bene o servizio (ossia l’attività) promesso. L’attività è trasferita quando (o
man mano che) il cliente ne acquisisce il controllo.
Il Gruppo trasferisce il controllo del bene o servizio nel corso del tempo, e pertanto adempie l’obbligazione
contrattuale e rileva i ricavi nel corso del tempo, se è soddisfatto uno dei seguenti criteri:
• il cliente simultaneamente riceve e utilizza i benefici derivanti dalla prestazione dell’entità man mano
che quest’ultima la effettua;
• la prestazione del Gruppo crea o migliora l’attività (per esempio, lavori in corso) che il cliente
controlla man mano che l’attività è creata o migliorata;
• la prestazione del Gruppo non crea un’attività che presenta un uso alternativo per il Gruppo e il
Gruppo ha il diritto esigibile al pagamento della prestazione completata fino alla data considerata.
Se l’obbligazione contrattuale non è adempiuta nel corso del tempo, l’obbligazione contrattuale è adempiuta
in un determinato momento. In tal caso, il Gruppo rileva il ricavo nel momento in cui il cliente acquisisce il
controllo dell’attività promessa.
Il corrispettivo contrattuale incluso nel contratto con il cliente può includere importi fissi, importi variabili
oppure entrambi. Se il corrispettivo contrattuale include un importo variabile (es. sconti, concessioni sul
prezzo, incentivi, penalità o altri elementi analoghi), il Gruppo provvede a stimare l’importo del corrispettivo
237
al quale avrà diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi. Il Gruppo include nel
prezzo dell’operazione l’importo del corrispettivo variabile stimato solo nella misura in cui è altamente
probabile che quando successivamente sarà risolta l’incertezza associata al corrispettivo variabile non si
verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell’importo dei ricavi cumulati rilevati.
I costi incrementali per l’ottenimento dei contratti con i clienti sono contabilizzati come attività e ammortizzati
lungo la durata del contratto sottostante, se il Gruppo prevede il loro recupero. I costi incrementali per
l’ottenimento del contratto sono i costi che il Gruppo sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che
non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. I costi per l’ottenimento del contratto che
sarebbero stati sostenuti anche se il contratto non fosse stato ottenuto devono essere rilevati come costo nel
momento in cui sono sostenuti, a meno che siano esplicitamente addebitabili al cliente anche qualora il
contratto non sia ottenuto.
Riconoscimento dei costi
I costi sono rilevati a conto economico secondo il principio della competenza.
Dividendi
I dividendi ricevuti sono contabilizzati a conto economico secondo il principio della competenza, ossia
nell’esercizio in cui sorge il relativo diritto al credito, a seguito della delibera assembleare di distribuzione dei
dividendi da parte della società partecipata.
I dividendi distribuiti sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono
approvati dall’assemblea degli azionisti.
Imposte sul reddito
Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell’esercizio, applicando le aliquote fiscali
vigenti alla data di bilancio. Le imposte correnti dell’esercizio e di quelli precedenti, nella misura in cui non
siano state pagate, sono rilevate come passività. Le attività e passività fiscali correnti, dell’esercizio in corso e
di quelli precedenti, devono essere determinate al valore che si prevede rispettivamente di recuperare o di
pagare alle autorità fiscali, applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigenti o sostanzialmente
emanate alla data di riferimento del bilancio.
Le imposte differite si distinguono in:
• passività fiscali differite, sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri
riferibili alle differenze temporanee imponibili;
• attività fiscali anticipate, sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri
riferibili a differenze temporanee deducibili, riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate, riporto
a nuovo di crediti di imposta non utilizzati.
238
Per calcolare l’importo delle attività e delle passività fiscali differite viene applicata l’aliquota fiscale alle
differenze temporanee, imponibili o deducibili, identificate, ovvero alle perdite fiscali non utilizzate e ai crediti
di imposta non utilizzati.
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una nuova valutazione sia delle attività fiscali differite
non rilevate in bilancio che delle attività fiscali anticipate rilevate in bilancio al fine di verificare la sussistenza
del presupposto della probabilità del recupero delle attività fiscali anticipate.
Sono stati considerati i dettami dell’IFRIC 12 senza rilevare impatti significativi
Risultato netto per azione
Il risultato netto per azione base è calcolato dividendo il risultato netto di pertinenza del Gruppo per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie.
Il risultato netto per azione diluito è calcolato dividendo il risultato di pertinenza del Gruppo per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del
calcolo dell’utile per azione diluito, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo
l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre il
risultato di pertinenza del Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte,
dell’esercizio di detti diritti.
Settori operativi
Il settore operativo è una parte del gruppo che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e costi,
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, nella sua
funzione di Chief Operating Decision Maker (CODM), ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da
allocare al settore e della valutazione di risultati, e per il quale sono disponibili informazioni finanziarie.
1.4 Principi contabili di recente emissione
I seguenti nuovi principi, emendamenti ed interpretazioni sono stati emessi dall'International Accounting
Standards Board ("IASB") e non sono stati adottati dall'Unione Europea. I seguenti nuovi principi,
emendamenti e interpretazioni non sono stati applicati nella preparazione del bilancio.
Alla data del bilancio, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di
omologazione necessario per l’adozione dei seguenti principi contabili ed emendamenti:
Amendments to IAS 1 —
Presentation of Financial
Statements: Classification
of Liabilities as Current or
Non-Current
Nel gennaio 2020 lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 1 - Presentazione
del bilancio: Classificazione delle passività come correnti o non correnti per
chiarire come classificare i debiti e le altre passività come correnti o non correnti,
e in particolare come classificare le passività con data di regolamento incerta e
le passività che possono essere regolate mediante conversione a patrimonio
netto. Queste modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio 2024.
239
IFRS 16 – Leasing:
Liability in a Sale and
Leaseback
Nel settembre 2022 lo IASB ha apportato delle modifiche all'IFRS 16 – Leasing:
Liability in a Sale and Leaseback per fornire linee guida per la valutazione della
passività derivante da un'operazione di vendita e retrolocazione, volte a
garantire che il venditore-locatario non riconosca alcun importo di utile o
perdita relativamente al diritto d'uso conservato. Queste modifiche sono efficaci
a partire dal 1° gennaio 2024. Il Gruppo non prevede impatti significativi
dall'adozione di queste modifiche.
IAS 1 – Presentation of
Financial Statements:
Non-current Liabilities
with Covenants
Nell'ottobre 2022 lo IASB ha apportato delle modifiche allo IAS 1 – Presentation
of Financial Statements: Non-current Liabilities with Covenants per chiarire come le
condizioni che un'entità deve rispettare entro dodici mesi dall'esercizio di
riferimento influenzano la classificazione di una passività. Queste modifiche
entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2024. Il Gruppo non si aspetta
alcun impatto significativo dall'adozione di queste modifiche.
Il Gruppo valuterà gli eventuali potenziali impatti sul Bilancio, quando tali nuovi principi saranno omologati
dall’Unione Europea.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora adottati, ma applicabili in via
anticipata
Alla data del bilancio gli organi competenti dell’Unione Europea hanno approvato l’adozione dei seguenti
principi contabili ed emendamenti, ancora non adottati dalla società:
Amendments to IFRS 17
— Insurance Contracts:
Initial Application of
IFRS 17 and IFRS 9 -
Comparative Information
A dicembre 2021, lo IASB ha emesso delle modifiche all'IFRS 17 — Contratti
assicurativi: Applicazione Iniziale dell’IFRS 17 e dell’IFRS 9 - Informativa
Comparativa, che prevede un'opzione transitoria relativa alle informazioni
comparative sulle attività finanziarie presentate al momento dell'adozione
iniziale dell'IFRS 17. Le modifiche sono finalizzate ad aiutare le società ad
evitare disallineamenti contabili temporanei tra attività finanziarie e passività da
contratti assicurativi, quindi a migliorare l'utilità dell'informativa per gli
utilizzatori del bilancio. Queste modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio
2023.
Amendments to IAS 12
Income Taxes: Deferred
Tax related to Assets and
Liabilities arising from a
Single Transaction
Nel maggio 2021, lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 12 - Imposte sul
reddito: Imposte Differite relative ad Attività e Passività derivanti da un’unica
operazione, per specificare come le società dovrebbero contabilizzare la fiscalità
differita su transazioni quali leasing e obblighi di smantellamento, operazioni
per le quali le società riconoscono sia un’attività che una passività. In particolare,
è stato chiarito che l’esenzione non si applica e che le società sono tenute a
rilevare la fiscalità differita su tali operazioni. Queste modifiche sono efficaci a
partire dal 1° gennaio 2023, con applicazione anticipata consentita.
240
IFRS 17 — Insurance
Contracts
Nel maggio 2017 lo IASB ha emesso l'IFRS 17 - Contratti assicurativi che
stabilisce i principi per la rilevazione, la misurazione, la presentazione e
l'informativa dei contratti assicurativi emessi, nonché la guida relativa ai contratti
di riassicurazione detenuti e ai contratti di investimento con caratteristiche di
partecipazione discrezionale emessi. Nel giugno 2020 lo IASB ha emesso delle
modifiche all'IFRS 17 volte ad aiutare le aziende ad implementare l'IFRS 17 e a
rendere più facile per le aziende spiegare le loro performance finanziarie. Il
nuovo principio e le modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio 2023.
Amendments to IAS 1 —
Presentation of Financial
Statements and IFRS
Practice Statement 2:
Disclosure of Accounting
policies
Nel febbraio 2021 lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 1 - Presentazione
del bilancio e all'IFRS Practice Statement 2: Informativa sulle politiche contabili
che richiedono alle società di indicare le informazioni relative ai loro principi
contabili rilevanti piuttosto che i loro principi contabili significativi e forniscono
una guida su come applicare il concetto di rilevanza all'informativa sui principi
contabili. Queste modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio 2023.
Amendments to IAS 8 —
Accounting Policies,
Changes in Accounting
Estimates and Errors:
Definition of Accounting
Estimates
Nel febbraio 2021 lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 8 - Principi
contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori: Definizione delle stime
contabili che chiarisce come le società debbano distinguere i cambiamenti nei
principi contabili dai cambiamenti nelle stime contabili. Queste modifiche sono
efficaci a partire dal 1° gennaio 2023.
Il Gruppo non si aspetta impatti economici e patrimoniali significativi con riferimento alle disposizioni
derivanti dall’entrata in vigore dei sopra citati principi.
In ogni caso, il Gruppo non ha adottato, in via anticipata, principi contabili ed emendamenti aventi data di
efficacia in esercizi successivi.
Nuovi principi contabili, emendamenti ed interpretazioni adottati dalla Società
I seguenti standard ed emendamenti in vigore al 1° gennaio 2022 sono stati adottati dalla Società.
La Società ha adottato le modifiche all'IFRS 3 - Aggregazioni aziendali, contenenti un aggiornamento a un
riferimento nell'IFRS 3 al Conceptual Framework for Financial Reporting che non ha comportato
cambiamenti nei requisiti contabili per le aggregazioni aziendali. L'adozione di queste modifiche non ha
prodotto effetto significativi.
La Società ha adottato le modifiche allo IAS 37, che chiariscono la natura dei costi relativi direttamente al
contratto, consistenti sia nei costi incrementali dell'esecuzione del contratto, sia negli altri costi direttamente
connessi all'esecuzione dei contratti. L'adozione di queste modifiche non ha prodotto effetto significativi.
La Società ha adottato le modifiche allo IAS 16, che vieta all'entità di dedurre dal costo di un elemento di
PP&E qualsiasi ricavo ricevuto dalla vendita di elementi prodotti mentre l'entità prepara l'attività per l'uso
previsto. Tali modifiche non hanno avuto alcun impatto sul bilancio di fine esercizio della Società, in quanto
241
non vi sono state vendite di tali beni prodotti da immobili, impianti e macchinari messi a disposizione per
l'utilizzo all'inizio o dopo l'inizio del primo periodo presentato.
Nel maggio 2020 lo IASB ha pubblicato i Miglioramenti annuali agli IFRS del ciclo 2018-2020. I miglioramenti
hanno modificato quattro principi: i) IFRS 1 — First-time Adoption of International Financial Reporting
Standards, in relazione alla possibilità per una controllata di valutare le differenze cumulative di conversione
utilizzando gli importi riportati dalla sua controllante; ii) IFRS 9 — Financial Instruments, in relazione a quali
commissioni un'entità include quando applica il test del "10%" per l'eliminazione delle passività finanziarie,
iii) IAS 41 — Agricolture, in relazione all'esclusione dei flussi di cassa fiscali nella valutazione del fair value di
un'attività biologica; iv) IFRS 16 — Leasing, in relazione a un esempio illustrativo di rimborso per i
miglioramenti di una locazione. L'adozione di queste modifiche non ha prodotto effetti significativi.
242
2. STIME E ASSUNZIONI
La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli amministratori l’applicazione di principi e metodologie
contabili che, in talune circostanze, si fondano su valutazioni e stime difficili e soggettive, basate
sull’esperienza storica e su assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in
funzione delle relative circostanze.
L’applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali il
prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, il prospetto di conto economico, il prospetto di conto
economico complessivo, il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di
bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, potrebbero differire, anche
significativamente, da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell’evento oggetto di
stima, a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.
Le aree che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione
delle stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere
un impatto significativo sui risultati finanziari del Gruppo sono le seguenti:
a) Riduzione di valore delle attività materiali e immateriali a vita utile definita: le attività materiali e
immateriali a vita utile definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una
perdita di valore quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del
relativo valore netto contabile tramite l’uso. La verifica dell’esistenza dei suddetti indicatori richiede
da parte degli amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili
sia di fonte interna che esterna, nonché sull’esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato
che possa essersi generata una potenziale perdita di valore, si procede alla determinazione della stessa
utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli indicatori di una
potenziale perdita di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da
valutazioni soggettive nonché da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni
e le stime effettuate dal management.
b) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (avviamento): il valore
dell’avviamento è verificato annualmente al fine di accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore
da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta l’allocazione
dell’avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la successiva determinazione del relativo
valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso. Qualora il valore
recuperabile risulti inferiore al valore contabile delle unità generatrici di flussi finanziari, si procede
a una svalutazione dell’avviamento allocato alle stesse. L’avviamento è verificato almeno una volta
l’anno ed in caso di trigger events anche ripetuta nel corso dell’esercizio.
c) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (marchi): il valore dei marchi a vita
utile indefinita è assoggettato a test di impairment almeno annualmente e qualora ci siano indicatori
di impairment. Il valore in uso è determinato sulla base del metodo discounted cash flow (DCF), sulla
base di un tasso di sconto e un periodo di previsione esplicita di 4 anni basato sui piani approvati
dal Gruppo. Successivamente al periodo di previsione esplicita, viene assunto uno specifico tasso di
crescita pari al tasso d’inflazione atteso a lungo termine. I valori previsionali riferiti agli anni futuri e
i parametri determinati con riferimento alle informazioni di mercato correnti sono oggetto di
incertezze dovute a sviluppi legali futuri imprevedibili e possibili sviluppi nel mercato in cui opera il
243
Gruppo; pertanto, non si esclude che negli anni successivi possa essere necessario apportare
svalutazioni.
d) Fondo svalutazione crediti: la determinazione di tale fondo riflette le stime del management legate alla
solvibilità storica ed attesa degli stessi.
e) Fondi per rischi e oneri: l’identificazione della sussistenza o meno di un’obbligazione corrente (legale
o implicita) è in alcune circostanze di non facile determinazione. Gli amministratori valutano tali
fenomeni di caso in caso, congiuntamente alla stima dell’ammontare delle risorse economiche
richieste per l’adempimento dell’obbligazione. Quando gli amministratori ritengono che il
manifestarsi di una passività sia soltanto possibile, i rischi vengono indicati nell’apposita sezione
informativa su impegni e rischi, senza dar luogo ad alcuno stanziamento.
f) Vita utile delle attività materiali e immateriali: la vita utile è determinata al momento dell’iscrizione
del bene in bilancio. Le valutazioni sulla durata della vita utile si basano sull’esperienza storica, sulle
condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa,
compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa
differire dalla vita utile stimata.
g) Attività fiscali anticipate: le attività fiscali anticipate sono rilevate nella misura in cui sia probabile
l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite
fiscali potranno essere utilizzate.
h) Rimanenze: le rimanenze finali di prodotti che presentano caratteristiche di obsolescenza o di lento
rigiro sono periodicamente sottoposte a test di valutazione e svalutate nel caso in cui il valore
recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile. Le svalutazioni effettuate si basano
su assunzioni e stime degli amministratori derivanti dall’esperienza degli stessi e dai risultati storici
conseguiti.
i) Passività per leasing: l’ammontare della passività per leasing e conseguentemente delle relative attività
per diritto d’uso, dipende dalla determinazione del lease term. Tale determinazione è soggetta a
valutazioni del management, con particolare riferimento all’inclusione o meno dei periodi coperti dalle
opzioni di rinnovo e di risoluzione del leasing previste dai contratti di locazione. Tali valutazioni
saranno riviste al verificarsi di un evento significativo o di un significativo cambiamento delle
circostanze che abbia un’incidenza sulla ragionevole certezza del management di esercitare un’opzione
precedentemente non considerata nella determinazione del lease term o di non esercitare un’opzione
precedentemente considerata nella determinazione del lease term.
244
3. GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dal Gruppo sono i seguenti:
• rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali
opera il Gruppo e dei tassi di interesse;
• rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
• rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
Obiettivo del Gruppo è il mantenimento nel tempo di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio e
in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle attività
operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente al Gruppo di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria del Gruppo e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
3.1 Rischio di mercato
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali del Gruppo condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati consolidati e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui il Gruppo è esposto riguardano:
• Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
• Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterlina.
• Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri.
• GBP/AUD, in relazione alle transazioni effettuate dalla controllata Symington’s
Il Gruppo non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati del Gruppo in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
245
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera il
Gruppo non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
Rischio di tasso di interesse
Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari netti consolidati.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva
Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi
di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante
negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico Consolidato e sul patrimonio netto Consolidato che deriverebbe da una ipotetica
variazione positiva e negativa di 50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun
periodo. L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità
liquide equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine. Con riferimento alle
disponibilità liquide ed equivalenti è stato fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio
del periodo, mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è
stato calcolato in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
(In migliaia di Euro)
Impatto sull’utile al netto
dell’effetto fiscale
Impatto sul patrimonio netto al
netto dell’effetto fiscale
- 50 bps
+ 50 bps
- 50 bps
+ 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2022
(251)
251
(251)
255
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2021
(255)
255
(255)
255
3.2 Rischio di credito
Il Gruppo fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale del Gruppo, le cui controparti sono
operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I crediti del secondo
settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è caratterizzato da una
esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
Il Gruppo gestisce il rischio di credito di entrambe le tipologie di clienti attraverso una prassi consolidata, che
prevede una gestione mirata ed oculata con un limite di fido concesso sulla base delle informazioni
commerciali, finanziarie e rischio percepito dal mercato.
Il Gruppo opera in aree di business con bassi livelli di rischio di credito, considerata la natura delle sue attività
e il fatto che la sua esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di clienti. Le attività sono iscritte in
bilancio al netto di eventuali svalutazioni determinate sulla base del rischio di inadempienza delle controparti,
tenendo conto delle informazioni disponibili sulla solvibilità e dei dati storici e prospettici.
246
Le posizioni sono oggetto di periodico monitoraggio del rispetto delle condizioni di pagamento e le azioni di
sollecito dello scaduto sono condotte in coordinamento con la forza vendita. Nel caso, invece, che a seguito
di un’analisi puntuale della singola fattispecie si rilevi un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale
del credito l’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili. La metodologia di
gestione del credito non è tale per cui sia ritenuto rilevante suddividere l’esposizione della clientela in classi di
rischio differenti.
Inoltre, segnala che il Gruppo ha in essere polizze d’assicurazione del credito con primarie società del settore
al fine di mitigare il rischio connesso alla solvibilità della clientela.
Il rischio di credito derivante da crediti che il Gruppo vanta verso il sistema bancario è invece di moderata
entità e deriva sostanzialmente da momentanee giacenze di liquidità eccedente investite solitamente in depositi
bancari e conti correnti presso gli istituti di credito.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali al 31 dicembre 2022 e 2021 raggruppati
per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro)
A scadere
Scaduti da
1 a 90
giorni
Scaduti da
91 a 180
giorni
Scaduti da
oltre 181
giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2022
54.712
32.757
3.844
20.407
111.720
Fondo svalutazione crediti
-
(166)
(1.405)
(18.166)
(19.737)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2022
54.712
32.591
2.439
2.241
91.982
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2021
52.423
16.587
862
16.937
86.809
Fondo svalutazione crediti
-
(1.825)
(862)
(16.937)
(19.624)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2021
52.423
14.762
-
(0)
67.184
3.3 Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
Il rischio liquidità cui il Gruppo potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati mezzi
finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità del Gruppo è costituito dalle risorse assorbite dall’attività operativa:
il settore in cui il Gruppo opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite con picchi di fabbisogno di
liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali rispetto al
resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento tra l’area
commerciale e l’area finanza che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati alle
vendite attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità. La pianificazione degli acquisti di materie prime per il
247
magazzino è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle
decisioni che potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari del Gruppo.
L’attività finanziaria del Gruppo comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari del Gruppo.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari del Gruppo al 31
dicembre 2022 e 2021 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(vi) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(vii) i flussi di cassa sono imputati fascia temporale di riferimento in base alla prima data di esigibilità
prevista dai termini contrattuali;
(viii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell’esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a
bilancio non sono inclusi;
(ix) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è
valutata alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
(x) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
65.780
47.653
49.352
221.850
384.635
370.503
Passività per leasing
7.567
9.514
15.486
14.825
47.391
46.740
Debiti commerciali
193.776
-
-
-
193.776
193.776
Altre passività correnti
21.654
-
-
-
21.654
21.654
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2021
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
136.648
39.302
44.013
219.652
439.615
414.496
Passività per leasing
6.973
10.777
8.550
13.205
39.505
39.062
Debiti commerciali
179.024
-
-
-
179.024
179.024
Altre passività correnti
19.087
-
-
-
19.087
19.087
Come evidenziato anche nel paragrafo della continuità aziendale, si ritiene che le disponibilità liquide, la
capacità di generare cassa del gruppo e le linee di credito disponibili siano ampiamente sufficienti a garantire
il fabbisogno di liquidità.
248
4. POLITICA DI GESTIONE DEL CAPITALE
La gestione del capitale del Gruppo è volta a garantire un solido rating creditizio e adeguati livelli degli
indicatori di capitale per supportare i piani di investimento, nel rispetto degli impegni contrattuali assunti con
i finanziatori.
Il Gruppo si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento
operativo; le fonti di finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio e di capitale di
debito, per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale,
con conseguente vantaggio di tutti gli stakeholders.
La remunerazione del capitale di rischio è monitorata sulla base dell’andamento del mercato e delle performance
del business, una volta soddisfatte tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto, al fine di
garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei
business, il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio
netto, all’andamento del business e alle previsioni dei flussi di cassa attesi, nel breve e nel medio/lungo
periodo.
249
5. CATEGORIE DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE E INFORMATIVA SUL
FAIR VALUE
Categorie di attività e passività finanziarie
Le seguenti tabelle forniscono una ripartizione delle attività e passività finanziarie per categoria al 31 dicembre
2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2022
2021
ATTIVITÀ FINANZIARIE:
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
801
801
Crediti commerciali
91.982
67.184
Altri crediti e attività correnti
19.045
11.262
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
287.820
384.888
Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
13.099
-
412.748
464.136
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico
1.213
731
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
6.525
34
7.738
765
TOTALE ATTIVITÀ FINANZIARIE
420.485
464.901
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2022
2021
PASSIVITÀ FINANZIARIE:
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Passività finanziarie non correnti
304.723
287.216
Passività per leasing non correnti
39.173
31.175
Debiti commerciali
193.776
179.024
Passività finanziarie correnti
65.780
127.280
Passività per leasing correnti
7.567
7.887
Altre passività correnti
21.654
19.087
TOTALE PASSIVITÀ FINANZIARIE
632.674
651.670
Le tabelle sopra esposte evidenziano che la gran parte delle attività e passività finanziarie in essere è
rappresentata da poste finanziarie attive e passive a breve termine. In considerazione della loro natura, per la
maggior parte delle poste, il valore contabile è considerato una ragionevole approssimazione del fair value.
Le attività e passività finanziarie non correnti sono regolate o valutate a tassi di mercato e si ritiene pertanto
che il fair value delle stesse sia sostanzialmente in linea con gli attuali valori contabili.
Si segnala che il prestito obbligazionario, incluso nelle passività non correnti ed avente un valore di carico pari
a Euro 199.450 migliaia di euro, ha alla stessa data un valore di quotazione sul mercato irlandese pari ad Euro
190.600 migliaia.
250
Informativa sul fair value
In relazione alle attività e passività rilevate nella situazione patrimoniale e finanziaria e valutate al fair value,
l’IFRS 13 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli, che rifletta la
significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Di seguito si riporta la classificazione dei
fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:
• Livello 1: fair value determinati con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per
strumenti finanziari identici. Pertanto, nel Livello 1 l’enfasi è posta sulla determinazione dei seguenti
elementi: (a) il mercato principale dell’attività o della passività o, in assenza di un mercato principale,
il mercato più vantaggioso dell’attività o della passività; (b) la possibilità per l’entità di effettuare
un’operazione con l’attività o con la passività al prezzo di quel mercato alla data di valutazione.
• Livello 2: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su
mercati attivi. Gli input per questo livello comprendono: (a) prezzi quotati per attività o passività
similari in mercati attivi; (b) prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non
attivi; (c) dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività, per esempio: tassi di
interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite,
spread creditizi, input corroborati dal mercato.
• Livello 3: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato
non osservabili.
Le seguenti tabelle riepilogano le attività e passività finanziarie valutate al fair value, suddivise sulla base dei
livelli previsti dalla gerarchia, al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
477
-
736
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
6.209
316
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
6.686
316
736
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2021
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto
a conto economico
-
-
731
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
-
34
-
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
-
34
731
Non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value nei periodi considerati.
251
6. SETTORI OPERATIVI
L’IFRS 8 – Settori operativi definisce un settore operativo come una componente:
• che coinvolge attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi;
• i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale;
• per la quale sono disponibili dati economico finanziari separati.
Ai fini dell’IFRS 8, l’attività svolta dal Gruppo è identificabile nei seguenti settori operativi: Pasta, Milk
Products, Bakery Products, Dairy Products, Special Products, Instant Noodles e Altre attività.
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performance del Gruppo al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022,
nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Consolidato:
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2022
Pasta
Milk
products
Bakery
products
Dairy
products
Special
products
Instant
Noodles
Altre
attività
Totale
Bilancio
Consolidato
Ricavi da contratti con
i clienti verso terzi
211.464
243.019
44.519
50.033
42.440
135.939
13.681
741.094
EBITDA (*)
12.604
16.462
7.714
3.599
5.165
10.415
443
56.403
EBITDA Margin
5,96%
6,77%
17,33%
7,19%
12,17%
7,66%
3,24%
7,61%
Ammortamenti e
svalutazioni
4.497
15.794
1.650
316
1.912
10.710
157
35.036
Svalutazioni nette di
attività finanziarie
-
-
-
-
-
-
1.247
1.247
Risultato operativo
8.107
668
6.065
3.283
3.253
(295)
(961)
20.121
Proventi finanziari
-
-
-
-
-
-
2.058
2.058
Oneri finanziari
-
-
-
-
-
-
(12.278)
(12.278)
Risultato prima delle
imposte
8.107
668
6.065
3.283
3.253
(295)
(11.181)
9.901
Imposte sul reddito
-
-
-
-
-
-
(3.304)
(3.304)
Risultato netto
8.107
668
6.065
3.283
3.253
(295)
(14.485)
6.597
Totale attività
88.107
197.184
21.322
8.911
34.048
55.954
403.567
809.094
Totale passività
72.482
104.715
20.004
8.458
20.500
62.424
381.208
669.790
Investimenti
3.762
1.752
1.167
1.306
1.973
5.208
305
15.473
Dipendenti (numero)
501
524
194
63
155
643
73
2.153
252
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performances del Gruppo al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2021 nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Consolidato:
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2021
Pasta
Milk
products
Bakery
products
Dairy
products
Special
products
Instant
Noodles
Altre
attività
Totale
Bilancio
Ricavi da contratti con
i clienti verso terzi
150.184
229.957
39.467
40.026
34.787
48.030
13.413
555.863
EBITDA (*)
12.781
16.831
7.069
4.720
3.752
2.165
580
47.898
EBITDA Margin
8,51%
7,32%
17,91%
11,79%
10,79%
4,51%
4,32%
8,62%
Ammortamenti e
svalutazioni
4.386
15.841
1.871
334
2.286
4.384
541
29.643
Svalutazioni nette di
attività finanziarie
-
-
-
-
-
-
1.201
1.201
Risultato operativo
8.395
990
5.199
4.386
1.466
(2.219)
(1.162)
17.055
Proventi finanziari
-
-
-
-
-
1.157
1.157
Oneri finanziari
-
-
-
-
-
(8.658)
(8.658)
Risultato prima delle
imposte
8.395
990
5.199
4.386
1.466
(2.219)
(8.663)
9.555
Imposte sul reddito
-
-
-
-
-
(3.316)
(3.316)
Risultato netto
8.395
990
5.199
4.386
1.466
(2.219)
(11.979)
6.239
Totale attività
109.960
244.525
16.017
942
16.814
54.548
392.094
834.900
Totale passività
90.480
185.627
18.661
588
10.287
24.098
360.644
690.384
Investimenti
1.718
6.823
561
542
582
2.257
201
12.684
Dipendenti (numero)
502
589
196
72
167
622
72
2.220
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e
svalutazioni.
I ricavi da contratti con clienti derivanti dai settori “Pasta” e “Milk Products” ammontano congiuntamente a
Euro 454.483 migliaia ed Euro 380.141 migliaia per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021, pari
rispettivamente al 61,3% e 68% dei ricavi da contratti con i clienti.
L’EBITDA relativo ai settori “Pasta” e “Milk Products” ammonta congiuntamente a Euro 29.066 migliaia ed
Euro 29.612 migliaia rispettivamente per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021, pari rispettivamente
al 51,5% e al 61,8%
In relazione alla marginalità, il settore “Bakery Products” e “Special Prodcuts” presentano le marginalità maggiori
in termini di EBITDA margin nel corso del 2022.
In particolare, i ricavi derivanti dal settore “Pasta” si incrementano di Euro 61.280 migliaia, passando da Euro
150.184 ad Euro 211.464 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022. L’EBITDA derivante dal settore
“Pasta” risulta essere sostanzialmente in linea con il precedente esercizio passando da Euro 12.781 ad Euro
12.604. Il relativo EBITDA margin registra un decremento, e passa da 8,5% al 31 dicembre 2021 a 6,0% al 31
dicembre 2022 per effetto principale della forte spinta inflazionistica che ha caratterizzato il corso
dell’esercizio.
I ricavi derivanti dal settore “Milk Products” si incrementano di Euro 13.062 migliaia, passando da Euro
229.957 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 a Euro 243.019 migliaia nell’esercizio chiuso al 31
dicembre 2022. Tale incremento è principalmente riconducibile ad un aumento dei volumi di vendita ed un
prezzo medio di cessione più elevato rispetto all’esercizio precedente. L’EBITDA derivante dal settore “Milk
Products” registra una diminuzione sia in valori assoluti sia come incidenza sul fatturato per effetto di un
peggioramento delle condizioni di acquisto nel comparto materie prime e packaging.
253
I ricavi derivanti dal settore “Special Products” si incrementano di Euro 7.653 migliaia, passando da Euro 34.787
migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 a Euro 42.440 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre
2022. Tale incremento è principalmente riconducibile ad un aumento dei volumi di vendita ed un prezzo
medio di cessione più elevato rispetto all’esercizio precedente. L’EBITDA registra un incremento sia in
termini assoluti che di incidenza sul fatturato per effetto di un incremento dei volumi di vendita a più ampia
marginalità.
I ricavi derivanti dal settore “Instant Noodles” si incrementano di Euro 87.909 migliaia, passando da Euro
48.030 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 a Euro 135.939 migliaia nell’esercizio chiuso al 31
dicembre 2022. Tale incremento è principalmente riconducibile al fatto che la società Symington’s limited è stata
inclusa nel perimetro di consolidamento solo a partire dalla seconda metà del 2021. L’EBITDA registra
pertanto un incremento sia in termini assoluti che di incidenza sul fatturato-
Inoltre, a completamento dell’informativa settoriale, si riportano di seguito le informazioni economiche e
patrimoniali per area geografica richieste dall’IFRS 8.
La seguente tabella riporta i ricavi da contratti con i clienti per area geografica per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Italia
385.421
303.719
Germania
132.844
103.188
Regno Unito
142.781
51.108
Altri Paesi
80.047
67.036
Totale ricavi da contratti con i clienti
741.094
555.863
Infine, in accordo con quanto previsto dall’IFRS 8, paragrafo 34, si precisa che per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2022 e 2021 non vi sono clienti per il Gruppo che generino ricavi superiori al 10%.
254
8. NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA
8.1 Immobili, impianti e macchinari
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Immobili, impianti e macchinari”
per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Terreni e
fabbricati
Impianti e
macchinari
Attrezzature
industriali e
commerciali
Altri beni
Attività
materiali in
corso e
acconti
Totale
Costo storico al 31 dicembre 2021
106.393
307.293
26.335
7.054
2.630
449.705
Investimenti
613
11.332
1.295
49
1.205
14.494
Dismissioni
-
(275)
(80)
-
-
(355)
Effetto cambi netto
(98)
(340)
(21)
-
-
(459)
Riclassifiche
-
921
-
-
(921)
-
Variazione nel perimetro di consolidamento
-
212
27
-
-
239
Costo storico al 31 dicembre 2022
106.908
319.143
27.557
7.103
2.914
463.625
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2021
(37.866)
(224.869)
(24.329)
(5.226)
-
(292.290)
Ammortamenti
(2.728)
(13.373)
(1.167)
(121)
-
(17.389)
Dismissioni
-
258
80
-
-
338
Variazione nel perimetro di consolidamento
-
(158)
(21)
-
-
(179)
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2022
(40.594)
(238.142)
(25.437)
(5.347)
-
(309.520)
Valore netto contabile al 31 dicembre 2021
68.527
82.424
2.006
1.828
2.630
157.417
Valore netto contabile al 31 dicembre 2022
66.314
81.001
2.119
1.756
2.914
154.106
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono stati pari
ad Euro 14.494 migliaia e sono prevalentemente riconducibili al rinnovamento delle linee di produzione nel
comparto Dairy e Milk e, soprattutto, nel comparto Pasta e Special Products. Per maggiori informazioni
relativamente agli investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”.
Il valore netto delle attività materiali dismesse negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021 è di ammontare
non rilevante.
Al 31 dicembre 2022, non vi sono contributi in conto capitale a riduzione degli impianti e macchinari di
riferimento.
Al 31 dicembre 2022 non sono state iscritte dal Gruppo svalutazioni di attività materiali.
255
8.2 Attività per diritto d’uso e passività per
leasing
La seguente tabella riporta la movimentazione della voce “Attività per diritto d’uso” per l’esercizio chiuso al
31 dicembre 2022:
(In migliaia di Euro)
Attività per diritto
d'uso
Costo storico al 31 dicembre 2021
71.601
Incrementi e ri-misurazioni
22.488
Decrementi
(2.420)
Effetto cambi
(1.334)
Costo storico al 31 dicembre 2022
90.335
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2021
(33.029)
Ammortamenti
(13.115)
Dismissioni
2.317
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2022
(43.827)
Valore netto contabile al 31 dicembre 2021
38.572
Valore netto contabile al 31 dicembre 2022
46.509
Al 31 dicembre 2022 il Gruppo non ha individuato indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle
attività per diritto d’uso.
La tabella che segue riporta i valori contrattuali non attualizzati delle passività per leasing del Gruppo al 31
dicembre 2022, a seguito dell’applicazione dell’IFRS 16 già effettuata a partire dal 1° gennaio 2018:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
entro 1 anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per leasing
7.567
9.514
15.486
14.825
47.391
46.740
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2021
entro 1 anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per leasing
6.973
10.777
8.550
13.205
39.505
39.062
Il tasso di attualizzazione è stato determinato sulla base del tasso di finanziamento marginale del Gruppo,
ovvero il tasso che il Gruppo dovrebbe pagare per un prestito, con una durata e con garanzie simili, necessario
per ottenere un'attività di valore simile all'attività consistente nel diritto di utilizzo in un contesto economico
simile. Il Gruppo ha deciso di applicare un unico tasso di attualizzazione ad un portafoglio di leasing con
caratteristiche ragionevolmente simili, quali i leasing con una durata residua simile per una classe di attività
sottostante simile, in un contesto economico simile.
Le principali informazioni relative ai contratti di locazione in capo al Gruppo, che agisce principalmente in
veste di locatario, sono riportate nella seguente tabella:
256
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (immobili)
41.409
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (macchinari)
2.530
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (autovetture)
2.570
Totale valore netto contabile attività per diritto d'uso
46.509
Passività per leasing correnti
7.567
Passività per leasing non correnti
39.173
Totale passività per leasing
46.740
Ammortamento attività per diritto d'uso (immobili)
(8.997)
Ammortamento attività per diritto d'uso (macchinari)
(3.206)
Ammortamento attività per diritto d'uso (autovetture)
(912)
Totale ammortamenti attività per diritto d'uso
(13.115)
Interessi passivi per
leasing
1.442
Le attività per diritto d’uso relative a beni immobili si riferiscono prevalentemente alla locazione degli
stabilimenti produttivi di Sansepolcro (AR), Ozzano Taro (PR), Reggio Emilia, Lodi, Lecce ed Eboli (SA),
Bologna e Corte de’ Frati (CR) concessi in conduzione a Newlat in forza dei contratti di locazione stipulati
con la società correlata New Property S.p.A. Con riferimento alla determinazione del lease term, in relazione
alla locazione degli immobili sopra riportati, si precisa che lo stesso è stato quantificato in sei anni, sulla base
delle opzioni di recesso previste nei contratti stessi e sulla base delle valutazioni effettuate dal management. I
contratti di affitto stipulati tra le parti risultano avere il medesimo impianto contrattuale e, più precisamente:
(i) una durata stabilita in sei anni ed estendibile automaticamente per ulteriori sei anni, con eventuali successivi
rinnovi taciti di sei anni in sei anni, e (ii) delle opzioni di risoluzione anticipata esercitabili dal locatore in sede
di rinnovo e dal locatario, che potrà recedere in qualsiasi momento e senza causa, con un preavviso di sei
mesi. Il management, sulla base delle valutazioni effettuate ed in linea con quanto previsto dall’IFRS 16, dopo
aver valutato le possibili opzioni alternative, ha determinato nell’esercizio di essere ragionevolmente certo di
estendere i contratti per gli stabilimenti aventi contratti in scadenza a metà 2023 per ulteriori 6 anni. Si è
dunque provveduto ad estendere i lease term rimisurando i relativi contratti. L’effetto della ri-misurazione
incluso negli incrementi dell’esercizio è pari ad Euro 16.938 migliaia. .
Tali locazioni rientrano nell’ambito dei rapporti con parti correlate; al riguardo, si rinvia alla specifica sezione
del presente Bilancio Consolidato.
Le attività per diritto d’uso relative a macchinari si riferiscono prevalentemente alla locazione di beni
strumentali impiegati nel processo produttivo.
257
8.3 Attività immateriali
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Attività immateriali” per gli
esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021.
(In migliaia di Euro)
Avviamento
Diritti di brevetto
industriale e diritti di
utilizzazione delle opere
dell'ingegno
Concession
i, licenze,
marchi e
diritti
simili
Altre
immobilizzazio
ni
Immobilizza
zioni in corso
Totale
Costo storico al 31
dicembre 2021
13.701
5.125
132.499
36.061
26
187.412
Investimenti
112
63
705
99
979
Efetto cambi netto
(631)
-
(749)
(1.054)
-
(2.434)
Variazione nel perimetro di
consolidamento
220
-
10
10
-
240
Costo storico al 31
dicembre 2022
13.290
5.237
131.823
35.721
125
186.196
Fondo ammortamento al
31 dicembre 2021
-
(4.226)
(73.157)
(12.203)
-
(89.586)
Variazione nel perimetro di
consolidamento
(220)
-
-
-
-
(220)
Ammortamenti
-
(190)
(2.481)
(1.372)
(4.044)
Fondo ammortamento al
31 dicembre 2022
(220)
(4.416)
(75.638)
(13.575)
-
(93.850)
Valore netto contabile al
31 dicembre 2021
13.701
899
59.342
23.858
26
97.824
Valore netto contabile al
31 dicembre 2022
13.070
821
56.185
22.146
125
92.345
Gli investimenti in attività immateriali per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono stati pari ad Euro 979
migliaia e sono prevalentemente riconducibili ad investimenti presso la clientela della controllata Symington’s.
Per maggiori informazioni relativamente agli investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”
incluso nella Relazione sulla gestione.
Non sono stati individuati indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle attività immateriali a vita
utile definita per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
Si riporta di seguito una descrizione delle principali voci che compongono le attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento si riferisce:
• all'acquisizione della società Centrale del Latte di Salerno S.p.A. fusa per incorporazione in Newlat
Food SpA a partire dal 2019, che rappresenta una cash generating unit (CGU). Tale importo, pari ad
Euro 3.863 migliaia, riflette la differenza tra il prezzo di acquisto e il patrimonio netto di Centrale del
Latte di Salerno alla data di acquisizione, avvenuta nel dicembre 2014.
Il test di impairment, approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17 marzo 2023, è stato predisposto
con il supporto di un professionista indipendente, confrontando il valore contabile dell’avviamento con il
valore recuperabile della relativa cash generating unit (CGU) a cui fa riferimento.
258
L'impairment test è effettuato almeno annualmente e qualora ci siano indicatori di impairment.
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU rappresentata dalla divisione Centrale del Latte di Salerno (“DCF Method”) relativi al periodo di 4
anni successivo alla data di bilancio. Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei
dati previsionali della CGU sono la stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa
operativi, del tasso di crescita del valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di
attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre verificata la ragionevolezza delle marginalità nel periodo di previsione esplicita, considerandola
di poco superiore rispetto a quella registrata nell’esercizio 2022.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
(In percentuale)
Al 31 dicembre
2022
Al 31 dicembre
2021
Tasso di crescita
0,5%
0,5%
WACC
8,8%
8,23%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU cui è allocato l’avviamento:
(i) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi
di risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test
dell’avviamento si è pertanto fatto riferimento ad un piano triennale 2023-2025. Il Consiglio
di Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in
data 17 marzo 2023.
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test dell’avviamento, si è fatto uso di fonti esterne di
informazione ai seguenti fini del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il
calcolo del costo del capitale sono di fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio
ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato considerando la struttura finanziaria di Gruppo
corrispondente a 81% equity e 19% costo del debito.
(ii) si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio dei ricavi del 2 % annuo dal 2023 al 2025; e
b) EBITDA margin negli anni di previsione pari al 21,7%.
La crescita dei ricavi assunta per gli anni del periodo esplicito è in linea con la crescita attesa del mercato
italiano, in considerazione del buon posizionamento competitivo della società controllata, ma soprattutto in
259
considerazione (i) delle previste strategie di crescita della società, focalizzate sulle attività di R&D (tra cui latte
high protein); (ii) di una filiera garantita e fortemente collegata al territorio; (iii) dello sviluppo di nuovi prodotti
del Gruppo.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo valore contabile per oltre Euro 10 milioni. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo
medio ponderato del capitale (WACC) pari all’8,80%, ed un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale
(g) pari a 0,5%. Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati del
test di impairment della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita,
parametri ritenuti significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini
del test in oggetto, in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al
relativo valore contabile.
• All’acquisizione della Symington’s per un ammontare complessivo di Euro 9.207 a seguito della
definizione del processo di purchase price allocation.
Il test di impairment, approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17 marzo 2023, è stato predisposto
con il supporto di un professionista indipendente, confrontando il valore contabile dell’avviamento con il
valore recuperabile della relativa cash generating unit (CGU) a cui fa riferimento
L'impairment test è effettuato almeno annualmente e qualora ci siano indicatori di impairment.
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU rappresentata dalla società Symington’s Limited (“DCF Method”) relativi al periodo di 4 anni
successivo alla data di bilancio. Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati
previsionali della CGU sono la stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa
operativi, del tasso di crescita del valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di
attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico-reddituali passate e le aspettative future.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
(In percentuale)
Al 31 dicembre 2022
Tasso di crescita
0,5%
WACC
8,51%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU cui è allocato l’avviamento:
(iii) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi
di risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test
dell’avviamento si è pertanto fatto riferimento ad un piano triennale 2023-2026. Il Consiglio
di Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in
data 17 marzo 2023.
260
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test dell’avviamento, si è fatto uso di fonti esterne di
informazione ai seguenti fini del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il
calcolo del costo del capitale sono di fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio
ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato considerando la struttura finanziaria di Gruppo
corrispondente a 81% equity e 19% costo del debito.
(iv) si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio dei ricavi del 10,4 % annuo dal 2023 al 2026; e
b) EBITDA margin negli anni di previsione pari al 11,3%.
La crescita dei ricavi assunta per gli anni del periodo esplicito è in linea con la crescita attuale della società
(+16% al 31 dicembre 2022) nonché con i programmi di sviluppo nel mercato.
L’ebitda risulta essere in linea con quanto registrato nel corso del 2022.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo valore contabile per oltre Euro 15 milioni. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo
medio ponderato del capitale (WACC) pari all’8,51%, ed un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale
(g) pari a 0,5%. Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati del
test di impairment della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita,
parametri ritenuti significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini
del test in oggetto, in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al
relativo valore contabile.
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno
Tale voce è costituita quasi esclusivamente da costi per software.
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili ed altre immobilizzazioni immateriali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili” al
31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Marchi a vita utile indefinita (a)
44.799
44.799
Marchi a vita utile definita (b)
600
695
Attività a vita utile definita Symington’s (c)
33.404
36.444
Totale valore netto contabile
78.803
81.938
L'impairment test sui marchi a vita utile indefinita è effettuato almeno annualmente e qualora ci siano
indicatori di impairment.
a) Marchi a vita utile indefinita
261
Tale voce si riferisce:
• ai marchi “Drei Glocken” e “Birkel” iscritti dalla società Newlat Deutschland per un ammontare
complessivo di Euro 18,8 milioni. Il valore di tali marchi è stato assoggettato a impairment test,
avvalendosi dell’ausilio di un professionista terzo indipendente. Ai fini dell’impairment test al 31
dicembre 2022, si è fatto uso del Piano economico-finanziario 2023-2025. Il Consiglio
d’Amministrazione ha approvato tale impairment test, nonché i flussi ivi rappresentati, in data 17 marzo
2023.
L’impairment test è stato effettuato utilizzando il metodo del Relief-From-Royalty. Tale tecnica di valutazione, in
linea con la dottrina e la prassi valutativa, consiste nello stimare i costi addizionali che si avrebbero nel caso
in cui la società fosse sprovvista di uno specifico asset e dovesse ottenerlo in licenza da terzi. Sono stati in
primo luogo presi in considerazione dei tassi di royalty in linea con il settore di riferimento. Tali tassi sono poi
stati applicati non solo ai ricavi attesi generati dai marchi nell'orizzonte di Piano, ma anche ad un flusso
normalizzato, considerando di fatto una rendita perpetua alla stregua di un valore terminale, in coerenza con
l’orizzonte temporale indeterminato della vita utile dei marchi. Coerentemente con la prassi valutativa, è stato
inoltre considerato un valore di TAB (Tax Amortization Benefit), rappresentante il beneficio fiscale connesso
alla deducibilità degli ammortamenti relativi all’asset oggetto di analisi, che costituisce un ulteriore elemento
per la determinazione del valore attribuibile ai marchi stessi.
La valutazione dei marchi mediante il metodo del Relief-From-Royalty è stata condotta utilizzando un periodo
di previsione esplicita pari a 3 anni, che riflette le assunzioni in merito agli sviluppi a breve e medio termine
del mercato di riferimento. Successivamente al periodo di previsione esplicita, il valore terminale degli assets
è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua, assumendo uno specifico tasso di crescita di
lungo periodo definito in funzione del tasso d’inflazione atteso a lungo termine e delle caratteristiche del
settore. Le informazioni relative al periodo di previsione esplicita utilizzato per la determinazione del valore
in uso si basano su ipotesi basate sull’esperienza passata, integrate dagli attuali sviluppi interni e verificate
mediante dati di mercato e analisi esterne. A tal riguardo, le ipotesi più importanti includono: (i) lo sviluppo
dei prezzi di vendita, dei ricavi e dei costi futuri; (ii) l’influenza del contesto normativo del mercato; (iii) gli
investimenti attesi e le quote di mercato attese; e (iv) i tassi di cambio e tassi di crescita. Per i ricavi degli
esercizi 2024 e 2025, è stato invece ipotizzato un incremento medio annuo (CAGR) dei ricavi pari al 3%, in
linea con le prospettive di crescita del settore pasta nel mercato tedesco nonché ai dati storici della Società,
sia la posizione di leadership che rivestono i marchi “Birkel” e “Drei Glocken”. Eventuali modifiche
significative delle ipotesi sopra descritte influenzerebbero la determinazione del valore in uso.
I tassi di sconto applicati sono determinati sulla base di fattori esterni derivanti dal mercato e rettificati sulla
base dei rischi predominanti delle unità generatrici di flussi finanziari.
Le principali assunzioni utilizzate ai fini dell’impairment test sono di seguito riepilogate:
(In percentuale)
Al 31 dicembre 2022
Al 31 dicembre 2021
WACC
8,04%
6,6%
Tasso di crescita a lungo termine (tasso di inflazione
atteso a lungo termine)
0,5%
0,5%
Nella determinazione del valore dei marchi è stato inoltre ipotizzato:
• un tasso di crescita (g) pari allo 0,5%, che risulta essere prudenziale rispetto alle stime di inflazione a
medio-lungo termine per la Germania.
262
• un TAB, pari ad Euro 3,7 milioni, determinato in funzione del valore originale dell’attività, assumendo un
arco temporale di riferimento pari a 15 esercizi a partire dalla data di riferimento dell’impairment e
utilizzando un’aliquota fiscale del 31%.
Al 31 dicembre 2022, dalle risultanze degli impairment test effettuati è emerso che il valore recuperabile di ogni
asset eccede il relativo valore contabile a ciascuna data di riferimento. In particolare, il valore recuperabile
nell’ambito dell’impairment test, condotto con riferimento all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, è stato
stimato pari ad Euro 21,5 milioni, a fronte di un valore contabile pari a circa Euro 18,9 milioni, evidenziando
un’eccedenza pari ad Euro 2,6 milioni.
Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività, per verificare gli effetti sui risultati dell’impairment test
della variazione di alcuni parametri ritenuti significativi.
Sono state effettuate analisi di sensitività volta a verificare la variazione del valore dei 3 marchi al variare di
alcune variabili critiche. Le variabili prese in considerazione sono il tasso di attualizzazione e il coefficiente di
crescita post periodo esplicito. Per entrambe le variabili è stato creato un intorno +/- 0,5% per il WACC +/-
0 25% per «g.
Inoltre è stata condotta un’analisi di sensitività sui flussi attesi dei ricavi. Per questa variabile è stato considerato
un flusso atteso dei ricavi inferiore del 5% rispetto ai dati di piano utilizzati ai fini dell’impairment test.
Dall’analisi effettuata emerge che l’impariment test risulta essere soddisfatto anche in presenza di una riduzione
dei flussi di ricavo pari al 5%.
• ai marchi Centrale Latte Rapallo-Latte Tigullio, ai marchi Mukki e Centrale del Latte di Vicenza iscritti
nel bilancio separato della società controllata per complessivi Euro 19.132 migliaia e rivalutati in sede
di purchase price allocation per un ammontare complessivo di Euro 6.823 migliaia.
Di seguito si riportano i valori di carico dei marchi della Centrale del Latte d’Italia SpA a seguito della purchase
price allocation:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
MUKKI
9.206
CENTRALE LATTE DI VICENZA
5.395
RAPALLO – LATTE TIGULLIO
5.897
TAPPO ROSSO
5.372
Totale attività immateriali a vita utile indefinita nette acquisite
25.870
Sulla base delle indicazioni previste dallo IAS 36 i marchi a vita utile indefinita sono sottoposti a test di
impairment almeno su base annuale.
Considerando il livello di interconnessione dei fattori produttivi nella società controllata, lIl test di impairment
a tal fine predisposto è basato sul calcolo del valore d’uso della CGU di Centrale del Latte d’Italia e confrontato
con il relativo CIN della CGU oggetto di verifica.
Il valore d’uso è determinato sulla base del metodo del discounted cash flow (DCF), utilizzando un tasso di sconto
e un periodo di previsione esplicita di 5 anni basato sull’aggiornamento del Piano industriale approvato dal
Consiglio di amministrazione in data 17 marzo 2023.
263
I flussi utilizzati dagli Amministratori ai fini del test di impairment non includono le componenti economico-
finanziarie derivanti dall’affitto del ramo d’azienda “Milk & Diary” sottoscritto con la società controllante
Newlat Food S.p.A. in data 21 dicembre 2020, avente scadenza 31 dicembre 2023.
Successivamente al periodo di previsione esplicita, viene assunto uno specifico tasso di crescita pari al tasso
d’inflazione atteso a lungo termine. I valori previsionali riferiti agli anni futuri e i parametri determinati con
riferimento alle informazioni di mercato correnti sono oggetto di incertezze dovute a sviluppi legali futuri
imprevedibili e possibili sviluppi nel mercato in cui opera la Società, pertanto, non si esclude che negli anni
successivi possa essere necessario apportare svalutazioni.
L’analisi richiesta dallo IAS 36 circa la determinazione delle unità generatrici di flussi finanziari, ha condotto
gli Amministratori all’identificazione di un’unica CGU, coincidente con il perimetro societario, in linea, tra
l’altro, con la struttura di gestione e del processo decisionale e di pianificazione strategica nonché con il
modello di verifica delle performance aziendali.
Il test di impairment, approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17 marzo 2023, è stato predisposto
con il supporto di un professionista indipendente, confrontando il valore contabile con il valore recuperabile
della relativa cash generating unit (CGU) a cui fa riferimento.
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU (“DCF Method”) relativi al periodo di 5 anni successivo alla data di bilancio.
Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la
stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita del
valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione
le performance economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre verificata la ragionevolezza delle marginalità nel periodo di previsione esplicita, di fatto allineata
a quella registrata nell’esercizio 2022.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita pari a zero e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il
costo del capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
(In percentuale)
Al 31 dicembre 2022
Al 31 dicembre 2021
WACC
8,8%
6,6%
Tasso di crescita a lungo termine (tasso di inflazione
atteso a lungo termine)
0,5%
0%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU:
(i) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi di
risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test delle attività a vita utile
indefinita al 31 dicembre 2022, si è pertanto fatto riferimento all’aggiornamento del Piano industriale
2023/2027, stimando i flussi di risultato in modo omogeneo per gli anni successivi. Il Consiglio di
Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in data 17 marzo 2023.
Ai fini della stima del valore d’uso, sono stati previsti investimenti di “mantenimento” per circa Euro 4,7
milioni. Ai fini dell’impairment test al 31 dicembre 2022, non sono prudenzialmente previste ottimizzazioni
264
dei costi operativi, oltre a quelli già realizzati nel corrente esercizio, e pertanto si è considerata una marginalità
sostanzialmente costante nel periodo.
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test, si è fatto uso di fonti esterne di informazione ai fini del
calcolo del costo del capitale, la cui stima si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC per la stima del costo medio ponderato del capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato usando la struttura finanziaria del panel di comparable considerati nel
contesto di analisi.
(ii) si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio dei ricavi del 1,1% annuo dal 2023 al 2027; e
b) EBITDA margin negli anni di previsione pari al 8,5%.
La crescita dei ricavi assunta per gli anni del periodo esplicito è sostanzialmente in linea con le attese di crescita
del mercato italiano, in considerazione del buon posizionamento competitivo della società, ma soprattutto in
considerazione (i) delle previste strategie di crescita della società; (ii) di una filiera garantita e fortemente
collegata al territorio.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo capitale investito netto per oltre Euro 5,5 milioni.
Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo medio ponderato del capitale (WACC) pari al 8,8%, ed
un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale (g) pari a 0,5%.
Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati del test di impairment
della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita, parametri ritenuti
significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini del test in oggetto,
in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al relativo valore
contabile.
Inoltre è stata condotta un’analisi di sensitività sui flussi attesi. Per questa variabile è stato considerato un
flusso di margini futuro atteso inferiore del 5% rispetto ai dati di piano utilizzati ai fini dell’impairment test.
Dall’analisi effettuata emerge che l’impariment test risulta essere soddisfatto anche in presenza di una riduzione
dei flussi del 5%.
b) Marchi a vita utile definita
Tale voce include i marchi di proprietà di Newlat Food S.p.A., ammortizzati in base alla vita utile residua,
stimata sulla base del periodo di tempo in cui si ritiene che gli stessi garantiscano la generazione di flussi di
cassa.
c) Attività a vita utile definita Symington’s limited
265
Tale voce include le allocazioni a marchi a vita utile definita, know how e customer lists, definite nella purchase
price allocation a seguito dell’acquisizione della Symington’s e ammortizzati in base alla vita utile residua
stimata sulla base del periodo di tempo in cui si ritiene che gli stessi garantiscano la generazione di flussi di
cassa.
8.4 Partecipazioni in imprese collegate
Al 31 dicembre 2022 le partecipazioni in imprese collegate pari ad Euro 1.401 migliaia si riferiscono
principalmente alla partecipazione detenuta dalla Centrale del Latte d’Italia SpA in Mercafir Scpa.
8.5 Attività finanziarie non correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
Al 31 dicembre 2022 e 2021, le attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico ammontano rispettivamente ad Euro 1.213 migliaia ed Euro 731 migliaia. Tali saldi, di ammontare
non rilevante, si riferiscono a strumenti di capitale di ’imprese minori. L’incremento è dovuto ad investimenti
di minoranza effettuati in titoli azionari.
8.6 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Al 31 dicembre 2022 e 2021, le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammontano ad Euro 801
migliaia. Tali saldi si riferiscono ai depositi cauzionali versati a fronte dei contratti di locazione in essere.
8.7 Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite
Le attività per imposte anticipate sono state iscritte in bilancio, in quanto si ritiene probabile che saranno
realizzati redditi imponibili futuri, a fronte dei quali possano essere utilizzate.
Al 31 dicembre 2022 non sono state rilevate imposte anticipate relative a perdite fiscali dell’incorporata
Delverde Industrie Alimentari S.p.A. nel corso del 2019 in quanto le stesse sono state oggetto di un interpello
presso l’Agenzia delle Entrate per la relativa riconoscibilità e la disapplicazione della limitazione della
riportabilità nel limite del patrimonio netto dell’incorporata. L’ammontare di tali perdite fiscali, non
riconosciute in bilancio, risulta pari a circa Euro 30,6 milioni.
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Attività per imposte anticipate” al 31 dicembre
2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Fondi
3.003
3.008
Perdite fiscali pregresse
32
107
Leasing
64
80
Ammortamenti
526
682
Altro
(9)
743
Sym Tax losses
1.365
1.607
PPA effetti
1.276
1.353
266
Attività per imposte anticipate lorde
6.257
7.580
Riclassifica
891
-
Totale attività per imposte anticipate
7.148
7.580
Le passività per imposte differite, derivanti da attività immateriali al 31 dicembre 2022, sono riconducibili ai
marchi “Drei Glocken” e “Birkel” iscritti in capo a Newlat Deutschland e all’effetto fiscale della purchase price
allocation:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Attività immateriali
11.566
11.086
Attività materiali
1.911
464
Altro
24
622
PPA Allocation
6.490
6.925
Passività per imposte differite lorde
19.991
19.097
Compensazione con le attività per imposte anticipate
-
-
Totale passività per imposte differite
19.991
19.097
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione del valore lordo delle attività per imposte
anticipate e differite passive per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Fondi
Perdite
fiscali
pregresse
Leasing
Ammortament
i
Riclassifich
e
Altro
Totale
attività
per
imposte
anticipate
Saldo al 31 dicembre 2021
3.008
1.714
80
682
-
2.09
6
7.580
Accantonamenti (rilasci) a
conto economico
(5)
(353)
(16)
(155)
-
(99)
(628)
Altre variazioni
-
36
-
-
-
(358)
(322)
Riclassifiche
-
-
-
-
891
-
891
Accantonamenti (rilasci) a
conto economico complessivo
-
-
-
-
-
(373)
(373)
Saldo al 31 dicembre 2022
3.003
1.397
64
527
891
1.266
7.148
(In migliaia di Euro)
Marchi
Terreni
Altri
PPA Allocation
Totale passività per
imposte differite
Saldo al 31 dicembre 2021
11.086
464
622
6.925
19.097
Accantonamenti (rilasci) a conto
economico
-
-
(70)
(435)
(505)
Accantonamenti (rilasci) a conto
economico complessivo
-
-
149
-
149
Altre variazioni
-
-
359
-
359
Riclassifiche
-
-
891
-
891
Saldo al 31 dicembre 2022
11.086
464
1.060
6.490
19.991
Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite derivano dalle differenze temporanee tra
il valore attribuito ad un’attività o passività in bilancio e il valore attribuito a quella stessa attività o passività
ai fini fiscali.
8.8 Rimanenze
267
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Rimanenze” al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Materie prime, sussidiarie, di consumo e ricambi
49.478
34.353
Prodotti finiti e merci
34.795
29.850
Prodotti semilavorati
2.862
2.535
Acconti
26
26
Totale rimanenze lorde
87.162
66.764
Fondo svalutazione rimanenze
(1.949)
(2.883)
Totale rimanenze
85.213
63.881
Le rimanenze sono iscritte al netto del fondo obsolescenza, di ammontare pari ad Euro 1.949 migliaia al 31
dicembre 2022, prevalentemente relativo a ricambi di attrezzature, a lenta movimentazione. Di seguito viene
si riporta la movimentazione del fondo svalutazione magazzino nell’esercizio 2022:
(In migliaia di Euro)
Fondo svalutazione rimanenze
Saldo al 31 dicembre 2020
1.013
Utilizzi/Rilasci
(45)
Variazione nel perimetro di consolidamento
1.916
Saldo al 31 dicembre 2021
2.883
Accantonamenti
96
Utilizzi/Rilasci
(1.112)
Effetto Cambi
82
Saldo al 31 dicembre 2022
1.949
8.9 Crediti commerciale
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Crediti commerciali” al 31 dicembre 2022
e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Crediti commerciali verso clienti
111.038
86.790
Crediti commerciali verso parti correlate
681
19
Crediti commerciali (lordi)
111.719
86.809
Fondo svalutazione crediti commerciali
(19.737)
(19.624)
Totale crediti commerciali
91.982
67.185
La seguente tabella riporta la movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali per l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2022:
(In migliaia di Euro)
Fondo svalutazione crediti commerciali
Saldo al 31 dicembre 2020
18.677
Accantonamenti
1.201
Utilizzi
(317)
Variazione nel perimetro di consolidamento
63
Saldo al 31 dicembre 2021
19.624
268
Accantonamenti
1.027
Utilizzi
(914)
Saldo al 31 dicembre 2022
19.737
Il valore netto dei crediti commerciali riferibili a posizioni scadute al 31 dicembre 2022 è pari ad Euro 58.378
migliaia, in aumento rispetto l’esercizio precedente.
L’analisi del rischio di credito, comprensiva dell’evidenza della copertura del fondo svalutazione crediti sulle
singole fasce di scaduto, è riportata nella precedente sezione “Gestione dei rischi finanziari”.
L’analisi dei crediti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate”.
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.10 Attività e passività per imposte correnti
Le attività per imposte correnti ammontano ad Euro 1.889 migliaia ed Euro 3.324 migliaia rispettivamente al
31 dicembre 2022 e 2021.
Le passività per imposte correnti ammontano ad Euro 3.688 migliaia ed Euro 3.364 migliaia rispettivamente
al 31 dicembre 2022 e 2021.
Le variazioni intervenute nei saldi netti delle attività e passività in esame per l’esercizio al 31 dicembre 2022
riguardano principalmente lo stanziamento di imposte correnti sul reddito, pari ad Euro 2.949 migliaia e
compensazioni per Euro 1.287 migliaia.
8.11 Altri crediti e attività correnti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri crediti e attività correnti” al 31 dicembre
2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Crediti tributari
9.615
2.573
Crediti verso istituti previdenziali
691
3
Ratei e risconti attivi
834
3.270
Acconti
2.322
1.936
Altri crediti
5.584
3.480
Totale altri crediti e attività correnti
19.045
11.262
I crediti verso istituti di previdenza al 31 dicembre 2022 e 2021 si riferiscono principalmente a crediti verso
l’INAIL, rispettivamente pari ad Euro 691 migliaia ed Euro 3 migliaia.
Gli acconti al 31 dicembre 2022 e 2021 si riferiscono prevalentemente a somme versate a fronte di forniture
da ricevere, rispettivamente pari ad Euro 2.322 migliaia ed Euro 1.936 migliaia.
I crediti tributari al 31 dicembre 2022 includono prevalentemente crediti IVA.
269
8.12 Attività finanziarie correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Attività finanziarie correnti valutate al fair value
con impatto a conto economico” al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Strumenti finanziari derivati
316
20
Titoli obbligazionari quotati
6.209
14
Totale attività finanziarie correnti valutate a
fair value
con impatto a
conto economico
6.525
34
Tale voce include principalmente titoli di stato detenuti per la gestione temporanea di eccessi di liquidità e in
ottica di vendita.
8.13 Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
I crediti finanziari valutati al costo ammortizzato si riferiscono a crediti finanziari vantati nei confronti della
parte correlata Newlat Property SpA per un ammontare complessivo di Euro 13.099 migliaia.
8.14 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti” al 31
dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Depositi bancari e postali
287.386
384.534
Denaro e valori in cassa
434
354
Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti
287.820
384.888
I depositi bancari e postali si riferiscono a disponibilità liquide depositate prevalentemente su conti correnti
presso primarie istituzioni bancarie e finanziarie.
Al 31 dicembre 2022 le disponibilità liquide non sono soggette a restrizioni o vincoli.
Parte delle sopra citate disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari ad Euro 126.552 migliaia ed Euro 97.909
migliaia rispettivamente al 31 dicembre 2021 e 2022, sono riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata di
Newlat Food e Newlat Gmbh con la società controllante Newlat Group S.A.
Si veda lo schema di rendiconto finanziario per le variazioni intervenute nella voce “Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti” nel corso degli esercizi in esame, variazione inclusiva di una compensazione di poste di
credito e debito reciproco con la società controllante.
8.15 Patrimonio netto
La voce “Patrimonio netto” al 31 dicembre 2022 ammonta ad Euro 139.306 migliaia.
Come riportato nel prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato, i movimenti che hanno
interessato il patrimonio netto per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono relativi a quanto segue:
270
• la rilevazione del risultato netto del gruppo dell’esercizio per Euro 6.223 migliaia;
• acquisto di azioni proprie per euro 11.731 migliaia;
• le perdite attuariali , al netto del relativo effetto fiscale, per Euro 1.534 migliaia, relative
all’attualizzazione del fondo trattamento di fine rapporto per i lavoratori dipendenti;
• riserva di traduzione negativa per Euro 2.628 migliaia;
• rilevazioni componenti positivi per Euro 583 migliaia , al netto del relativo effetto fiscale, relativi ad
operazioni di hedge accounting:
• altri movimenti per Euro 453 migliaia;
• rilevazione interessenze di terzi per un ammontare complessivo cumulato di Euro 14.834 migliaia.
Capitale sociale
Al 31 dicembre 2022, il capitale sociale della Società, interamente sottoscritto e versato, è pari ad Euro
43.935.050, suddiviso in n. 43.935.050 azioni ordinarie che sono state dematerializzate a seguito
dell’operazione di IPO.
8.16 Fondi relativi al personale
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi relativi al personale” per
gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
T.F.R. (società
italiane)
Piano
pensionistico
Newlat
Deutschland
Fondi per il
personale
Saldo al 31 dicembre 2021
13.578
646
14.223
Oneri finanziari
74
34
108
Perdite/(utili) attuariali
(1.874)
(186)
(2.060)
Benefici pagati
(872)
-
(872)
Saldo al 31 dicembre 2022
10.906
494
11.399
I fondi relativi al personale rappresentano la stima dell’obbligazione, determinata su base di tecniche attuariali,
relativa all’ammontare da corrispondere ai dipendenti alla data di futura cessazione del rapporto di lavoro.
Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
Il valore della passività per il trattamento di fine rapporto relativo a Newlat, che rientra nella definizione di
piani a benefici definiti secondo lo IAS 19, è stato determinato secondo logiche attuariali. Si riportano di
seguito le principali ipotesi attuariali, finanziarie e demografiche utilizzate per determinare il valore della
passività al 31 dicembre 2022 e 2021, in accordo alle disposizioni dello IAS 19:
Al 31 dicembre
2022
2021
Ipotesi finanziarie
Tasso di attualizzazione
3,70%
0,56%
Tasso di inflazione
2,70%
1,75%
Tasso annuo di incremento salariale
2,70%
1,75%
271
Ipotesi demografiche
Decesso
Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Pensionamento
Il raggiungimento del primo dei requisiti
pensionabili secondo la normativa
vigente
Il raggiungimento del primo dei
requisiti pensionabili secondo la
normativa vigente
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi relative alla frequenza annua di turnover e alle richieste di
anticipazioni del TFR specifiche adottate per il calcolo dei fondi relativi al personale di Newlat in accordo alle
disposizioni dello IAS 19:
Al 31 dicembre
2022
2021
Frequenza annua di Turnover e Anticipazioni TFR
Italy
Italy
Frequenza anticipazioni
1,90%
1,90%
Frequenza turnover
2,82%
1,90%
La seguente tabella riepiloga l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale, finanziaria e demografica,
mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariali
ragionevolmente possibili al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Tasso di
attualizzazione
Tasso di
inflazione
Tasso di incremento
salariale
Variazione età
pensionamento
+0,50%
-0,50%
+0,50
%
0,50
%
+0,50%
-0,50%
+ 1 anno
- 1 anno
Fondi per il personale (TFR) al 31
dicembre 2022
(488)
524
327
(327)
-
-
20
(20)
Fondi per il personale (TFR) al 31
dicembre 2021
(629)
678
371
(371)
-
-
176
(156)
Piano pensionistico Newlat Deutschland
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi attuariali e finanziarie adottate, in accordo alle disposizioni
dello IAS 19, per determinare il valore della passività riferibile al piano pensionistico relativo al personale di
Newlat Deutschland al 31 dicembre 2022 e 2021:
Al 31 dicembre
2022
2021
Tasso di attualizzazione
2,02%
2,02%
Tasso di incremento delle pensioni
1,70%
1,70%
8.17 Fondi per rischi e oneri
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi per rischi e oneri” per gli
esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Fondo indennità
clientela agenti
Fondi rischi
legali
Altri fondi per
rischi e oneri
Totale fondo
rischi e oneri
Saldo al 31 dicembre 2021
1.212
690
127
2.030
Accantonamenti
98
-
-
98
Utilizzi
(90)
-
-
(90)
272
Saldo al 31 dicembre 2022
1.220
690
127
2.038
Il fondo indennità clientela agenti, pari al 31 dicembre 2022 ad Euro 1.220 migliaia, rappresenta una
ragionevole previsione degli oneri che risulterebbero a carico del Gruppo nel caso di futura interruzione dei
rapporti di agenzia.
Il fondo rischi legali si riferisce alla passività potenziale a seguito di verifica della guardia di finanza per gli
esercizi 2016 e 2017. Il management della Società, prudenzialmente, ha deciso di procedere ad iscrivere in un
apposito fondo l’accantonamento che rappresenta il rischio massimo potenziale.
8.18 Passività finanziarie (correnti e non correnti)
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Passività finanziarie” (correnti e non correnti)
al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
Al 31 dicembre 2021
Quota corrente
Quota non
corrente
Quota corrente
Quota non
corrente
Totale passività finanziarie
65.780
304.723
127.280
287.216
Alcuni contratti di finanziamento prevedono il rispetto dei parametri finanziari. Al 31 dicembre 2022 i
parametri indicati in precedenza risultano rispettati.
Di seguito si riporta la Posizione Finanziaria Netta, nel formato come da Comunicazione Consob:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto
2022
2021
A. Disponibilità liquide
149.911
247.736
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
137.909
137.152
C. Altre attività finanziarie correnti
19.625
35
D Liquidità (A)+(B)+('C)
307.445
384.923
E. Debiti finanziari correnti
(32.282)
(104.642)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente
(41.067)
(30.525)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F)
(73.349)
(135.167)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D)
234.096
249.756
I. Debiti finanziari non correnti
(144.447)
(119.937)
J. Strumenti di debito
(199.450)
(198.455)
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti
-
-
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(K)
(343.897)
(318.392)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L)
(109.799)
(68.636)
Acquisto azioni proprie
28.413
15.759
N. Indebitamento finanziario netto Proforma
(81.386)
(52.877)
Senza considerare gli effetti dell’IFRS 16, la posizione finanziaria netta sarebbe così determinata:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Indebitamento finanziario netto
(81.386)
(52.877)
Passività per leasing correnti
7.567
7.887
Passività per leasing non correnti
39.173
31.175
Posizione finanziaria netta
(34.646)
(13.815)
La tabella che segue riporta, ai sensi dello IAS 7, le variazioni delle passività finanziarie derivanti dai flussi di
cassa generati e/o assorbiti dell’attività di finanziamento, nonché derivanti da elementi non monetari:
273
(In migliaia di Euro)
Al 31
dicembre
2021
Variazione del
perimetro di
consolidamento
Accensioni
Rimborsi
Riclassifiche
Al 31
dicembre
2022
Passività finanziarie non correnti
287.216
-
49.212
-
(31.705)
304.723
Passività finanziarie correnti
127.280
-
24.029
(117.234)
31.705
65.780
Totale passività finanziarie
414.496
-
73.241
(117.234)
-
370.503
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2021
Accensioni
Rimborsi
Al 31 dicembre
2022
Passività per leasing non correnti
31.175
21.062
(13.064)
39.173
Passività per leasing correnti
7.887
(321)
7.566
Totale passività per leasing
39.062
21.062
(13.385)
46.740
8.19 Debiti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Debiti commerciali” al 31 dicembre 2022 e
2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Debiti commerciali verso fornitori
193.776
178.861
Debiti commerciali verso parti correlate
-
163
Totale debiti commerciali
193.776
179.024
Tale voce include prevalentemente i debiti relativi al normale svolgimento dell’attività produttiva da parte del
Gruppo.
L’analisi dei debiti commerciali verso parti correlate è riportata nella sezione “Rapporti con parti correlate”
del Bilancio Consolidato.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.20 Altre passività correnti
La seguente tabella riporta il dettaglio della voce “Altre passività correnti” al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Debiti verso dipendenti
11.131
9.263
Debiti verso istituti di previdenza
3.481
3.606
Debiti tributari
3.783
2.200
Ratei e risconti passivi
3.021
2.407
Debiti diversi
237
1.610
Totale altre passività correnti
21.654
19.087
I debiti verso dipendenti si riferiscono principalmente a retribuzioni da liquidare e oneri differiti quali ferie,
permessi e mensilità aggiuntive.
I debiti verso istituti di previdenza si riferiscono prevalentemente alle passività verso l’INPS ed altri istituti
previdenziali per il versamento di contributi.
274
I debiti tributari al 31 dicembre 2022 includono prevalentemente debiti verso l’erario per ritenute alla fonte,
pari a Euro 3.783 migliaia.
9. NOTE AL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
9.1 Ricavi da contratti con i clienti
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per settore operativo:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Pasta
211.464
150.137
Milk products
243.019
230.004
Bakery products
44.519
39.467
Dairy products
50.033
40.026
Special products
42.440
34.787
Instant noodles
135.939
13.413
Altre attività
13.681
48.030
Totale ricavi da contratti con i clienti
741.094
555.863
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per canale distributivo:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Grande distribuzione organizzata
451.195
358.731
B2B partners
79.920
50.489
Normal trade
79.933
71.296
Private label
110.910
63.048
Food service
19.136
12.299
Totale ricavi da contratti con i clienti
741.094
555.863
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per area geografica:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Italia
385.421
330.419
Germania
132.844
107.300
Regno Unito
142.781
51.108
Altri Paesi
80.047
67.036
Totale ricavi da contratti con i clienti
741.094
555.863
I ricavi da contratti con i clienti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono quasi esclusivamente relativi
alla vendita di beni. I ricavi associati a tali vendite di beni sono rilevati nel momento del trasferimento del
controllo dell’attività al cliente.
Nell’esercizio appena concluso Il Gruppo ha realizzato ricavi consolidati pari a Euro 741.094 migliaia, in
crescita del 33% rispetto a Euro 555.863 migliaia registrati nello stesso periodo dello scorso esercizio. Tale
risultato è riconducibile principalmente all’andamento del business già precedentemente analizzato nella
relazione sulla gestione e alla variazione del perimetro di consolidamento che vede l’inclusione della
controllata Symington’s Limited a partire dal 1° gennaio 2022 rispetto ai 5 mesi del 2021.
9.2 Costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei costi operativi suddivisi sulla base della loro
destinazione per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
275
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Costo del venduto
(607.693)
(440.414)
Spese di vendita e distribuzione
(89.509)
(74.137)
Spese amministrative
(21.746)
(22.460)
Totale costi operativi
(718.948)
(537.011)
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei medesimi costi operativi suddivisi sulla base della loro
natura per:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
%
2021
%
Materie prime e prodotti finiti
403.230
54%
276.151
44%
Costo del personale
93.445
13%
82.090
13%
Packaging
55.107
7%
42.024
7%
Trasporti
49.646
7%
28.108
4%
Utenze
26.482
4%
17.832
3%
Ammortamenti
34.548
5%
27.465
4%
Provvigioni su vendite
8.834
1%
16.433
3%
Facchinaggio e magazzinaggio
6.436
1%
7.501
1%
Vigilanza e pulizia
4.911
1%
3.837
1%
Manutenzione e riparazione
11.871
2%
10.211
2%
Royalties passive
1.880
0%
1.923
0%
Costo per godimento beni di terzi
3.655
0%
4.115
1%
Pubblicità e promozioni
7.444
1%
7.639
1%
Consulenze e prestazioni professionali
1.380
0%
2.135
0%
Assicurazioni
2.032
0%
1.361
0%
Analisi e prove di laboratorio
989
0%
1.584
0%
Servizi relativi agli stabilimenti produttivi
403
0%
359
0%
Compensi presidente e amministratori
638
0%
995
0%
Compensi società di revisione
397
0%
371
0%
Compensi sindaci
59
0%
81
0%
Altri costi minori
5.561
1%
4.796
1%
Totale costi operativi
718.949
537.011
I costi operativi per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 si incrementano per effetto dell’inclusione della
Symingtons’ Limited nel perimetro di consolidamento a partire dal 1° gennaio e per gli effetti inflazionistici
evidenziati nella relazione sulla gestione. Per un’analisi maggiormente rappresentativa si rimanda a quanto
riportato in relazione sulla gestione.
9.3 Svalutazioni nette di attività finanziarie
La voce “Svalutazioni nette di attività finanziarie”, pari ad Euro 1.247 migliaia per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2022, si riferisce alla svalutazione di crediti commerciali e altri crediti in sofferenza. Il prospetto di
dettaglio relativo alla movimentazione del fondo svalutazione crediti per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022
e 2021 è riportato nella precedente nota 8.9 - “Crediti commerciali” del Bilancio Consolidato.
9.4 Altri ricavi e proventi
La tabella che segue riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri ricavi e proventi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
276
2022
2021
Rimborsi e risarcimenti
2.975
3.788
Locazioni attive
30
60
Altri ricavi stabilimento Ozzano
555
1.063
Contributo in conto esercizio
334
362
Altro
1.344
2.567
Totale altri ricavi e proventi
5.238
7.839
9.5 Altri costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri costi operativi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Bolli, tributi e imposte locali
968
1.837
Mensa aziendale
152
140
Rimborsi e risarcimenti
-
447
Beneficienze e quote associative
21
61
Altro
4.874
5.952
Totale altri costi operativi
6.015
8.436
9.6 Proventi e oneri finanziari
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Proventi finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Interessi attivi da cash pooling
845
-
Utili netti su cambi
-
855
Altri proventi finanziari
1.213
302
Totale proventi finanziari
2.058
1.157
La tabella di seguito riporta il dettaglio della voce “Oneri finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Interessi passivi su finanziamenti
1.800
2.112
Interessi passivi su passività per leasing
807
435
Commissioni
1.035
401
Perdite nette su cambi
730
562
Interessi netti su fondi del personale
34
38
Altri oneri finanziari
2.346
347
Interessi su Prestito Obbligazionario
5.525
4.763
Totale oneri finanziari
12.278
8.658
9.7 Imposte sul reddito
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Imposte sul reddito”:
277
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Imposte correnti
2.893
2.857
Imposte relative a esercizi precedenti
134
63
Imposte correnti a Patrimonio Netto
469
Totale imposte correnti
2.929
3.389
Diminuzione (aumento) di imposte anticipate
783
774
Aumento (diminuzione) di imposte differite
(505)
292
Variazione perimetro di consolidamento
(1.138)
Totale imposte differite
278
(72)
Totale imposte sul reddito
3.304
3.317
La tabella che segue riporta la riconciliazione del tasso teorico d’imposizione fiscale con l’effettiva incidenza
sul risultato ante-imposte:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Risultato prima delle imposte
9.901
9.555
Aliquota teorica
27,9%
27,9%
Onere fiscale teorico
2.762
2.666
Rettifiche
Imposte relative a esercizi precedenti
134
Fondo imposte contenzioso
469
Altro
408
182
Imposte sul reddito
3.304
3.317
9.8 Risultato netto per azione
La tabella di seguito riporta il risultato netto per azione, calcolato come rapporto tra il risultato netto e la
media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione nel periodo.
Al 31 dicembre
2022
2021
Utile dell'esercizio di pertinenza del Gruppo in Euro migliaia
6.223
5.133
Media ponderata delle azioni in circolazione
39.337.949
41.292.222
Utile per azione (in Euro)
0,16
0,12
Il risultato netto diluito per azione è uguale al risultato netto per azione, in quanto non vi sono in essere
strumenti finanziari con potenziali effetti diluitivi.
278
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dal Gruppo con le parti correlate, individuate sulla base dei criteri definiti dallo
IAS 24 – “Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate”, sono principalmente di natura
commerciale e finanziaria e sono state effettuate a normali condizioni di mercato.
Sebbene le operazioni con parti correlate siano effettuate a normali condizioni di mercato, non vi è garanzia
che, ove le stesse fossero state concluse fra o con terze parti, queste ultime avrebbero negoziato e stipulato i
relativi contratti, ovvero eseguito le operazioni stesse, alle medesime condizioni e con le stesse modalità.
Il Gruppo intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
• Newlat Group, società controllante diretta; e
• società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi patrimoniali relativi ai rapporti del Gruppo con
parti correlate al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Società controllante
Società sottoposte al controllo
delle controllanti
Totale
Totale voce di
bilancio
Incidenza
sulla voce
di bilancio
Newlat Group
New Property
Altre società
sottoposte al
controllo
delle
controllanti
Attività per diritto d'uso
Al 31 dicembre 2022
-
16.722
-
16.722
46.509
36,0%
Al 31 dicembre 2021
-
3.948
-
3.948
38.572
10,2%
Attività finanziarie non
correnti valutate al costo
ammortizzato
Al 31 dicembre 2022
-
735
-
735
801
91,8%
Al 31 dicembre 2021
-
735
-
735
801
91,7%
Crediti commerciali
Al 31 dicembre 2022
681
-
-
681
91.854
0,7%
Al 31 dicembre 2021
-
-
19
19
67.184
0,0%
Crediti finanziari valutati
al costo ammortizzato
Al 31 dicembre 2022
-
13.099
-
13.099
13.099
100,0%
Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti
Al 31 dicembre 2022
97.909
-
-
97.909
287.820
34,0%
Al 31 dicembre 2021
126.552
-
-
126.552
384.888
32,9%
Passività per leasing non
correnti
Al 31 dicembre 2022
-
14.703
-
14.703
39.173
37,5%
Al 31 dicembre 2021
-
1.261
-
1.261
31.175
4,0%
Debiti commerciali
Al 31 dicembre 2022
25
(194)
169
-
193.776
-
Al 31 dicembre 2021
105
58
163
179.024
0,1%
279
Passività finanziarie
correnti
Al 31 dicembre 2022
8.929
-
-
8.929
65.780
13,6%
Al 31 dicembre 2021
40.435
-
-
40.435
127.280
31,8%
Passività per leasing
correnti
Al 31 dicembre 2022
-
2.356
-
2.356
7.567
31,1%
Al 31 dicembre 2021
-
2.881
-
2.881
7.887
36,5%
Altre passività correnti
Al 31 dicembre 2022
-
-
-
-
21.654
0,0%
Al 31 dicembre 2021
-
411
-
411
19.087
2,2%
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi economici relativi ai rapporti del Gruppo con
parti correlate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Società controllante
Società sottoposte al
controllo delle
controllanti
Totale
Totale voce
di bilancio
Incidenza
sulla voce
di bilancio
Newlat Group
New
Property
Altre
società
sottoposte
al controllo
delle
controllanti
Costo del venduto
Al 31 dicembre 2022
2.235
-
2.235
607.693
0,4%
Al 31 dicembre 2021
-
2.760
292
3.052
440.414
0,7%
Spese amministrative
Al 31 dicembre 2022
215
215
21.746
1,0%
Al 31 dicembre 2021
268
-
-
268
22.460
1,2%
Proventi finanziari
Al 31 dicembre 2022
595
595
2.058
28,9%
Al 31 dicembre 2021
154
154
1.157
13,3%
Oneri finanziari
Al 31 dicembre 2022
99
697
796
12.278
6,5%
Al 31 dicembre 2021
-
133
-
133
8.658
1,5%
Operazioni con la controllante Newlat Group
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari ad Euro 97.909 migliaia ed Euro 126.552 migliaia
rispettivamente al 31 dicembre 2022 e 2021, nonché le passività finanziarie per Euro 8.929 migliaia ed Euro
40.435 migliaia sono riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata con la società controllante. Le spese
amministrative al 31 dicembre 2022 sono riconducibili per Euro 215 migliaia a spese di gestione sostenute da
Newlat Food SpA, in relazione a contratti di prestazioni di servizi e a commissioni sostenute in relazione agli
accordi di cost sharing.
280
Operazioni con società sottoposte al controllo delle controllanti
Di seguito si riportano le società soggette al controllo delle controllanti con cui il Gruppo ha intrattenuto
rapporti nel corso dei periodi in esame:
• New Property S.p.A., società immobiliare a cui vengono corrisposti canoni relativi a contratti di locazione
immobiliare;
• Altre società sottoposte al controllo delle controllanti, quali Newservice S.r.l., Latterie Riunite Piana del
Sele S.r.l. e Piana del Sele Latteria Sociale S.p.A.
New Property S.p.A.
Al 31 dicembre 2022 le attività per diritto d’uso, per Euro 16.722 migliaia, e le passività per leasing correnti e
non correnti, rispettivamente per Euro 2.356 migliaia ed Euro 14.703 migliaia, si riferiscono ai beni immobili,
oggetto della scissione immobiliare a favore della New Property S.p.A. avvenuta nell’esercizio 2017, concessi
in locazione a Newlat successivamente a tale operazione straordinaria. La contabilizzazione di tali contratti in
base all’IFRS 16 ha comportato la rilevazione di ammortamenti, iscritti nel costo del venduto, per Euro 2.235
migliaia, e di oneri finanziari per Euro 697 migliaia per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
10. ALTRE INFORMAZIONI
10.1 Compensi ad Amministratori e Sindaci
I compensi spettanti agli Amministratori e ai Sindaci ammontano rispettivamente ad Euro 638 migliaia ed
Euro 59 migliaia nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
I compensi per i dirigenti con responsabilità strategiche ammontare ad Euro 394 migliaia
10.2 Compensi alla società di revisione
I compensi spettanti alla società di revisione a fronte dei servizi forniti alla Società e al Gruppo per l'esercizio
chiuso al 31 dicembre 2022 ammontano complessivamente a Euro 422 migliaia e sono così suddivisi:
a) compensi per prestazione di servizi di revisione per Euro 279 migliaia
b) compensi per prestazioni di servizi diversi dalla revisione e finalizzati all'emissione di un'attestazione per
Euro 46 migliaia.
c) compensi per prestazione di servizi di revisione forniti da società diverse da PricewaterhouseCoopers SpA
per Euro 97 migliaia.
10.3 Attività di ricerca e sviluppo
L’attività di ricerca e sviluppo (“R&D”), svolta all’interno del Gruppo, si sostanzia nella capacità di sviluppare
prodotti innovativi, talvolta evocativi della tradizione locale, nel rispetto dei mercati di sbocco per i prodotti.
281
I costi di ricerca e sviluppo sostenuti nel triennio in esame sono stati funzionali a perseguire strategie
produttive e commerciali del Gruppo, volte a rendere maggiormente innovativa l’offerta delle linee di
prodotto e rafforzare il proprio posizionamento nel mercato.
Le spese in ricerca e sviluppo sono state complessivamente pari ad Euro 7.637 migliaia per l’esercizio chiuso
al 31 dicembre 2022, corrispondenti all’1,03% dei ricavi da contratti con i clienti del Gruppo, interamente
spesate a conto economico.
Si segnala che la Società ha intenzione di avvalersi per l’esercizio 2022 del credito di imposta per ricerca e
sviluppo previsto ai sensi dell'articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e di fruirne in base
alle modalità previste dalla suddetta normativa.
Evoluzione prevedibile della gestione
Considerando il breve lasso di tempo storicamente coperto dal portafoglio ordini del Gruppo e le difficoltà
ed incertezze dell’attuale situazione economica globale non risulta agevole formulare previsioni
sull’andamento economico finanziario. Il Gruppo continuerà a prestare particolare attenzione al controllo dei
costi ed alla gestione finanziaria, al fine di massimizzare la generazione di free cash flow da destinare sia alla
crescita organica per via esterna che alla remunerazione degli Azionisti.
Alla data di approvazione della presente relazione annuale è ancora forte la spinta inflazionistica che coinvolge
in particolare materia prima ed utilities. La speculazione nel settore ”Oil & Gas” e nell’approvvigionamento
delle materie prime, ha causato molta incertezza sull’andamento dell’economia mondiale oltre ad aver
determinato un progressivo incremento dei prezzi delle materie prime, del packaging (sia primario che
secondario), dei trasporti e dell’energia elettrica, che sta condizionando le politiche commerciali del Gruppo
che ha provveduto già a ridefinire con i principali clienti le condizioni di vendita.
In ragione di quanto esposto, il Gruppo non ha possibilità di prevedere in quale misura i suddetti eventi
possano avere ripercussioni significative sulle prospettive per i prossimi esercizi, ma gli Amministratori
ritengono, sulla base delle informazioni disponibili alla data di predisposizione della presente relazione, di
escludere ragionevolmente impatti negativi significativi.
Su queste basi e nonostante il difficile contesto di mercato, tutte le azioni poste in essere dal management ci
permettono di avere sufficiente flessibilità per confermare il nostro obiettivo di ottenere per l’anno fiscale
2023:
- una continua crescita organica
- un recupero della marginalità attraverso l’ottimizzazione della supply chain;
- una ripresa della generazione di cassa attraverso il recupero di marginalità e l’efficientamento di alcuni
processi aziendali.
Continuità aziendale
Con riferimento a quanto esposto nel precedente paragrafo, pur considerando la complessità di un contesto
di mercato in rapida evoluzione, il Gruppo considera appropriato e corretto il presupposto della continuità
aziendale, tenuto conto della sua capacità di generare flussi di cassa dall’attività operativa e far fronte alle
282
proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi, sulla base della solidità della
struttura finanziaria del Gruppo, con riferimento alla quale si evidenzia quanto di seguito:
• la consistente scorta di liquidità disponibile al 31 dicembre 2022;
• la presenza di linee di credito accordate e non utilizzate al 31 dicembre 2022 dal Gruppo Newlat nei
confronti dell’azionista di maggioranza Newlat Group S.A.;
• il costante supporto dato delle principali banche al Gruppo Newlat, anche per effetto della sua
posizione di leadership nel settore in cui opera.
Si evidenzia che la performance economica e finanziaria del Gruppo registrata nell’esercizio 2022 è risultata
superiore rispetto alle previsioni di budget. Si evidenzia, inoltre, che le disponibilità liquide al 31 dicembre
2022, pari a Euro 307 milioni, le linee di credito attualmente disponibili e i flussi di cassa che verranno generati
dalla gestione operativa, sono ritenuti più che sufficienti per adempiere alle obbligazioni e a finanziare
l’operatività del Gruppo.
Eventi successivi alla chiusura del periodo
In data 2 gennaio 2023 si è perfezionato il contratto di acquisto e il trasferimento del 100% delle azioni
ordinarie e dei diritti di voto di EM Foods S.A.S. (“EM Foods”) a favore di Newlat Food SpA. Per maggiori
dettagli si rimanda alla premessa alla relazione sulla gestione del seguente documento.
In data 15 febbraio 2023 il management di Newlat Food S.p.A. ha comunicato ai propri azionisti e a tutti gli
stakeholder del gruppo un ulteriore consolidamento della partnership strategica con il Gruppo CDP attraverso
l’investimento di Euro 10 milioni nel Fondo Corporate Partners I di CDP Venture Capital e la sottoscrizione
di una lettera d’intenti con CDP Venture Capital per studiare ulteriori iniziative strategiche per l’innovazione
nel settore agroalimentare.
Non vi sono ulteriori eventi significativi successivi alla data di chiusura della presente relaziona annuale.
283
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.LGS 58/98
284
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE
285
286
287
288
289
290
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE
291
BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2022
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA SEPARATA
(In Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
8.1
23.412.571
24.004.976
Attività per diritto d'uso
8.2
16.807.267
7.713.708
di cui verso parti correlate
12.542.047
2.964.000
Attività immateriali
8.3
4.931.097
4.992.992
Partecipazioni in imprese controllate
8.4
157.860.987
158.192.025
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
8.5
509.210
31.746
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
8.6
622.055
618.104
di cui verso parti correlate
552.000
552.000
Attività per imposte anticipate
8.7
2.510.854
3.518.246
Totale attività non correnti
206.654.041
199.071.798
Attività correnti
Rimanenze
8.8
31.384.683
20.737.505
Crediti commerciali
8.9
74.401.083
57.223.671
di cui verso parti correlate
28.728.329
19.060.000
Attività per imposte correnti
8.10
1.569.541
3.008.076
Altri crediti e attività correnti
8.11
7.494.040
3.138.940
di cui verso parti correlate
235.963
124.348
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
8.12
6.212.532
4.240
Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
8.13
10.074.790
-
di cui verso parti correlate
10.074.790
-
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
8.14
252.588.939
318.854.380
di cui verso parti correlate
81.133.033
116.018.042
Totale attività correnti
383.725.608
402.966.811
TOTALE ATTIVITA'
590.379.650
602.038.609
Patrimonio netto
Capitale sociale
43.935.050
43.935.050
Riserve
85.915.983
95.822.604
Risultato netto
3.301.855
860.156
Totale patrimonio netto di pertinenza
8.15
133.152.888
140.617.810
Passività non correnti
Fondi relativi al personale
8.16
4.627.591
6.092.874
Fondi per rischi e oneri
8.17
801.658
846.480
Passività finanziarie non correnti
8.18
252.632.617
223.437.672
Passività per leasing non correnti
8.2
13.672.481
4.550.759
di cui verso parti correlate
11.024.204
954.000
Totale passività non correnti
271.734.347
234.927.784
Passività correnti
Debiti commerciali
8.19
84.410.985
71.624.270
di cui verso parti correlate
2.982.958
883.418
Passività finanziarie correnti
8.18
79.970.272
135.182.447
di cui verso parti correlate
41.051.575
64.682.572
Passività per leasing correnti
8.2
2.427.374
2.834.796
di cui verso parti correlate
1.774.887
2.156.000
Passività per imposte correnti
8.10
2.293.085
1.590.031
Altre passività correnti
8.20
16.390.700
15.261.472
di cui verso parti correlate
5.390.107
6.293.246
Totale passività correnti
185.492.415
226.493.015
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
590.379.650
602.038.609
292
CONTO ECONOMICO SEPARATO
(In Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Ricavi da contratti con i clienti
9.1
231.457.149
157.079.788
di cui verso parti correlate
52.522.854
20.191.000
Costo del venduto
9.2
(200.604.877)
(134.509.452)
di cui verso parti correlate
(4.854.324)
(5.768.432)
Risultato operativo lordo
30.852.272
22.570.336
Spese di vendita e distribuzione
9.2
(17.145.295)
(13.125.333)
Spese amministrative
9.2
(8.129.277)
(8.384.321)
di cui verso parti correlate
(120.000)
(180.000)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
9.3
(616.404)
(446.906)
Altri ricavi e proventi
9.4
8.906.711
13.108.624
di cui verso parti correlate
7.185.691
6.777.000
Altri costi operativi
9.5
(2.632.331)
(6.546.288)
Risultato operativo
11.235.675
7.176.114
Proventi finanziari
9.6
1.728.042
1.024.357
di cui verso parti correlate
755.367
52.000
Oneri finanziari
9.6
(8.564.818)
(6.189.483)
di cui verso parti correlate
(520.583)
(101.000)
Risultato prima delle imposte
4.398.900
2.010.987
Imposte sul reddito
9.7
(1.097.045)
(1.150.832)
Risultato netto
3.301.855
860.155
Risultato netto per azione base
9.8
0,08
0,02
Risultato netto per azione diluito
9.8
0,08
0,02
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO SEPARATO
(In Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato netto (A)
3.301.855
860.155
a) Altre componenti di conto economico complessivo che
non saranno successivamente riclassificate a conto
economico:
Utili/(perdite) attuariali
8.15
1.337.904
(297.000)
Effetto fiscale su utili/(perdite attuariali)
8.15
(373.275)
82.875
Totale altre componenti di conto economico complessivo
che non saranno successivamente riclassificate a conto
economico
964.629
(214.125)
Totale altre componenti di conto economico complessivo,
al netto dell'effetto fiscale (B)
964.629
(214.125)
Totale risultato netto complessivo (A)+(B)
4.266.484
646.030
293
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO SEPARATO
(In Euro)
Note
Capitale
sociale
Riserve
Risultato
netto
Totale
patrimonio
netto
Al 31 dicembre 2020
43.935.050
104.279.104
7.254.348
155.468.502
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio precedente
-
7.254.348
(7.254.348)
-
Azioni Proprie
-
(15.759.634)
-
(15.759.634)
Totale azioni proprie
8.15
-
(15.759.634)
-
(15.759.634)
Risultato netto
-
-
860.155
860.155
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo effetto
fiscale
-
(214.125)
-
(214.125)
Altri movimenti
-
262.912
-
262.912
Al 31 dicembre 2021
8.15
43.935.050
95.822.605
860.155
140.617.810
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio precedente
-
860.155
(860.155)
-
Azioni Proprie
-
(11.731.406)
-
(11.731.406)
Totale azioni proprie
8.15
(11.731.406)
(11.731.406)
Risultato netto
-
-
3.301.855
3.301.855
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo effetto
fiscale
-
964.629
-
964.629
Al 31 dicembre 2022
8.15
43.935.050
85.915.983
3.301.855
133.152.888
294
RENDICONTO FINANZIARIO SEPARATO
(In Euro)
Note
Al 31 dicembre
2022
2021
Risultato prima delle imposte
4.398.900
2.010.987
- Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni
8.1-8.2-8.3
8.504.076
9.198.906
Oneri / (proventi) finanziari
9.6
6.836.775
5.165.127
di cui verso parti correlate
234.784
(49.000)
Flusso di cassa generato / (assorbito) da attività
operativa prima delle variazioni del capitale
circolante netto
19.739.751
16.375.019
Variazione delle rimanenze
8.8
(10.647.178)
6.388.522
Variazione dei crediti commerciali
8.9
(17.793.816)
(4.217.838)
Variazione dei debiti commerciali
8.18
12.786.715
(14.485.359)
Variazione di altre attività e passività
8.5-8.11-8.19
(1.630.063)
(1.444.390)
Utilizzo dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per il
personale
8.16-8.15
(172.201)
261.312
Imposte pagate
8.10
82.852
(4.106.572)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da
attività operativa
2.366.060
(1.229.307)
Investimenti in immobili, impianti e macchinari
8.1-8.2
(4.565.021)
(2.237.892)
Investimenti in attività immateriali
8.3
(257.319)
(129.866)
Investimenti in attività finanziarie
8.4-8.5-8.6
(6.358.670)
(418.922)
Acquisizione SYMG
-
(63.914.054)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da
attività di investimento
(11.181.010)
(66.700.734)
Accensioni di debiti finanziari a lungo termine
8.17
72.241.775
118.000.000
Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine
8.17
(98.259.005)
(5.481.196)
Emissione Prestito Obbligazionario
8.17
-
198.455.261
Rimborsi di passività per leasing
8.2
(2.790.290)
(3.589.074)
di cui verso parti correlate
(2.240.195)
(2.200.000)
Interessi netti pagati
9.6
(6.836.775)
(5.165.127)
Azioni proprie
(11.731.406)
(15.759.634)
Flusso di cassa netto generato/(assorbito) da
attività finanziaria
(47.375.701)
286.460.230
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
(56.190.651)
218.530.189
Disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio
318.854.380
100.324.191
di cui verso parti correlate
116.018.042
21.428.029
Compensazione di cash e cash equivalent
(10.074.790)
-
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
(56.190.651)
218.530.189
Disponibilità liquide alla fine dell'esercizio
252.588.939
318.854.380
di cui verso parti correlate
81.133.033
116.018.042
295
NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO SEPARATO
Informazioni generali ed operazioni significative realizzate nell’esercizio 2022
Newlat Food S.p.A. è una società costituita in Italia in forma di società per azioni, che opera in base alla
legislazione italiana. La Società ha sede legale in Reggio Emilia, Via J. F. Kennedy n. 16.
Il Gruppo Newlat è un gruppo operante nel settore alimentare, che vanta un ampio e strutturato portafoglio
di prodotti organizzati nelle seguenti business unit: Pasta, Milk Products, Bakery Products, Dairy Products, Special
Products, Instant Noodles e Altre Attività.
La Società è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte della controllante Newlat Group S.A.
(di seguito “Newlat Group”), società che ne detiene direttamente il 61,66% del capitale sociale, il 27,9% è
detenuta da investitori istituzionali mentre la parte restante (10,46%) è detenuta dalla stessa Newlat Food
mediante acquisto di azioni proprie.
296
1. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI
Di seguito sono riportati i principi contabili e i criteri di valutazione adottati nella predisposizione e redazione
della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2022.
La relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2022 è stata redatta nel rispetto dei Principi Contabili
Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione
Europea. Con “IFRS” si intendono anche gli International Accounting Standards (“IAS”) tuttora in vigore, nonché
tutti i documenti interpretativi emessi dall’IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato
International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”) e ancor prima Standing Interpretations Committee
(“SIC”).
La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi,
stime e assunzioni che hanno un effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono
essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una
maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per le quali una modifica
delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono:
l’avviamento, l’ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il fondo svalutazione crediti e il
fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi, i piani a benefici definiti a favore dei dipendenti e i debiti per
acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.
In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del
valore recuperabile delle attività non finanziarie calcolato come il maggiore tra il fair value dedotti i costi di
vendita ed il valore d’uso. Il calcolo del valore d’uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di
cassa. Il valore recuperabile dipende sensibilmente tal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione
dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e del tasso di crescita utilizzato. Le assunzioni
chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le due unità generatrici di flussi di cassa, inclusa
un’analisi di sensitività, sono descritte alla Nota 8.3 del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022
Inoltre, l’utilizzo di stime contabili ed assunzioni significative riguarda anche la determinazione dei fair value
delle attività e passività acquisite nell’ambito delle aggregazioni aziendali. Infatti, alla data di acquisizione, il
Gruppo deve rilevare separatamente, al loro fair value attività, passività e le passività potenziali identificabili
ed acquisite o assunte nell’ambito dell’aggregazione aziendale, nonché determinare il valore attuale del prezzo
di esercizio delle eventuali opzioni di acquisto sulle quote di minoranza. Tale processo richiede l’elaborazione
di stime, basate su tecniche di valutazione, che richiedono un giudizio nella previsione dei flussi di cassa futuri
nonché lo sviluppo di altre ipotesi quali i tassi di crescita di lungo periodo e i tassi di attualizzazione per i
modelli valutativi sviluppati anche con il ricorso ad esperti esterni alla direzione. Gli impatti contabili della
determinazione del fair value delle attività acquisite e passività assunte, nonché delle opzioni di acquisto delle
quote di minoranze per le operazioni di aggregazione aziendali intervenute nel corso dell’esercizio sono forniti
al paragrafo precedente della presente Nota.
1.1 Base di preparazione
Il Bilancio Separato è costituito dagli schemi della situazione patrimoniale e finanziaria, del conto economico,
del conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal rendiconto
finanziario e dalle note esplicative.
297
Lo schema adottato per la situazione patrimoniale e finanziaria prevede la distinzione delle attività e delle
passività tra correnti e non correnti.
Un’attività è classificata come corrente quando:
• si suppone che tale attività si realizzi, oppure sia posseduta per la vendita o il consumo, nel normale
svolgimento del ciclo operativo;
• è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
• si suppone che si realizzi entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
• è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti (a meno che non sia vietato scambiarla o
utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio).
Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. In particolare, il principio IAS 1 include tra le attività
non correnti le attività materiali, le attività immateriali e le attività finanziarie aventi natura a lungo termine.
Una passività è classificata come corrente quando:
• è previsto che venga estinta nel normale ciclo operativo;
• è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
• sarà estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
• non esiste un diritto incondizionato a differire il suo regolamento per almeno dodici mesi dalla data
di chiusura dell’esercizio. Le clausole di una passività che potrebbero, a scelta della controparte, dar
luogo alla sua estinzione attraverso l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale, non incidono
sulla sua classificazione.
Lo schema di conto economico adottato prevede la classificazione dei costi per destinazione.
Il prospetto del conto economico complessivo include il risultato dell’esercizio e, per categorie omogenee, i
proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, sono imputati direttamente a patrimonio netto.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto include, oltre agli utili / perdite complessivi del periodo, gli
importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve.
Nel rendiconto finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il
metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita d’esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni
di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o
pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di
investimento o dall’attività finanziaria.
Il Bilancio Separato è stato redatto in Euro, valuta funzionale della Società. Le situazioni finanziarie,
patrimoniali, economiche, le note informative di commento e le tabelle illustrative sono espresse in migliaia
di Euro, salvo ove diversamente indicato.
Il Bilancio Separato è stato predisposto:
• sulla base delle migliori conoscenze degli IFRS e tenuto conto della migliore dottrina in materia;
298
• nella prospettiva della continuità dell’attività aziendale, secondo il principio della contabilizzazione
per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell’informazione,
della prevalenza della sostanza sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni
future. Le attività e le passività, i costi ed i ricavi non sono fra loro compensati, salvo che ciò sia
ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali;
• sulla base del criterio convenzionale del costo storico, fatta eccezione per la valutazione delle attività
e passività finanziarie nei casi in cui è obbligatoria l’applicazione del criterio del fair value.
Conversione delle poste in valuta
Le transazioni in valuta diversa dalla valuta funzionale sono rilevate al tasso di cambio in essere alla data
dell’operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta diversa dall’Euro sono
successivamente adeguate al tasso di cambio in essere alla data di chiusura dell’esercizio. Le differenze cambio
eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico all’interno della voce “Utili e perdite su cambi”.
1.2 Principi contabili e criteri di valutazione
Principi contabili adottati
Il Bilancio Separato è stato predisposto in base ai principi contabili internazionali IFRS in vigore emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea alla data di chiusura di
ciascuno degli esercizi di riferimento.
Si illustrano di seguito i criteri adottati con riferimento alla classificazione, iscrizione, valutazione e
cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, nonché i criteri di rilevazione delle componenti
reddituali.
Attività materiali
La contabilizzazione di immobili, impianti e macchinari tra le attività materiali avviene solo quando si
verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:
• è probabile che i futuri benefici economici riferibili al bene saranno goduti dall’impresa;
• il costo può essere determinato in modo attendibile.
Le attività materiali sono inizialmente valutate al costo, definito come l’importo monetario o equivalente
corrisposto o il fair value di altri corrispettivi dati per acquisire un’attività, al momento dell’acquisto o della
sostituzione. Successivamente all’iscrizione iniziale, le attività materiali sono valutate con il metodo del costo,
al netto delle quote di ammortamento contabilizzate e di qualsiasi perdita di valore accumulata.
Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per rendere possibile il loro utilizzo, nonché eventuali oneri
di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che
richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie.
Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente
imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento,
299
l’ammodernamento o il miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei
limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di un’attività.
Il criterio di ammortamento utilizzato per le attività materiali è il metodo a quote costanti, lungo la vita utile
delle stesse. La vita utile stimata dalla Società per le varie categorie di attività materiali è di seguito riportata:
Categoria beni
Vita utile
Terreni e fabbricati
10-33 anni
Impianti e macchinari
4-20 anni
Attrezzature industriali e commerciali
2-9 anni
Altri beni
5-20 anni
Ad ogni fine esercizio la società verifica se sono intervenuti rilevanti cambiamenti nelle caratteristiche attese
dei benefici economici derivanti dai cespiti capitalizzati e, in tal caso, provvede a modificare il criterio di
ammortamento, che viene considerato come cambiamento di stima secondo quanto previsto dal principio
IAS 8.
Il valore dell’attività materiale viene completamente stornato all’atto della sua dismissione o quando l’impresa
si attende che non possa derivare alcun beneficio economico dalla sua cessione.
I contributi in conto capitale sono contabilizzati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno
ricevuti e che tutte le condizioni ad essi riferite risultino soddisfatte. I contributi sono quindi detratti dal valore
delle attività o sospesi tra le passività e accreditati pro quota al conto economico in relazione alla vita utile dei
relativi cespiti.
Attività immateriali
Un’attività immateriale è un’attività che, contemporaneamente, soddisfa le seguenti condizioni:
• è identificabile;
• è non monetaria;
• è priva di consistenza fisica;
• è sotto il controllo dell’impresa che redige il bilancio;
• si prevede che produca benefici economici futuri per l’impresa.
Se un bene non soddisfa i requisiti sopra indicati per essere definito come attività immateriale, la spesa
sostenuta per acquistare l’attività o per generarla internamente viene contabilizzata come un costo quando è
stata sostenuta.
Le attività immateriali sono rilevate inizialmente al costo. Il costo delle attività immateriali acquisite
dall’esterno comprende il prezzo d’acquisto e qualunque costo direttamente attribuibile.
L’avviamento generato internamente non è rilevato come un’attività così come le attività immateriali derivante
dalla ricerca (o dalla fase di ricerca di un progetto interno).
Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo o dalla fase di sviluppo di un progetto interno viene rilevata
se viene dimostrato il rispetto delle seguenti condizioni:
300
• la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o per
la vendita;
• l’intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla;
• la capacità a usare o vendere l’attività immateriale;
• il modo in cui l’attività immateriale è in grado di generare i futuri benefici economici ed in particolare
l’esistenza di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività immateriale stessa o,
se deve essere usata per fini interni, la sua utilità;
• la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate a completare lo sviluppo e per
l’utilizzo o la vendita del bene;
• la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo
sviluppo.
Le attività immateriali sono valutate attraverso l’utilizzo del metodo del costo conformemente ad uno dei due
diversi criteri previsti dallo IAS 38 (modello del costo e modello della rideterminazione del valore). Il modello
del costo prevede che dopo la rilevazione iniziale un’attività immateriale debba essere iscritta al costo al netto
degli ammortamenti accumulati e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulata.
La vita utile stimata dal Gruppo per le varie categorie di attività immateriali è di seguito riportata:
Categoria beni
Vita utile
Avviamento
indefinita
Altri marchi
18 anni
Licenze software
5 anni
Altre immobilizzazioni
5 anni
Nell’ambito della Società sono identificabili le seguenti principali attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento è classificato come attività immateriale a vita utile indefinita ed è inizialmente contabilizzato al
costo, come precedentemente descritto, e successivamente assoggettato a valutazione, almeno annuale, volta
a individuare eventuali perdite di valore (si veda in merito quanto riportato nel successivo paragrafo
“Riduzione di valore dell’Avviamento e delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso”).
Non è consentito il ripristino di valore nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.
Attività immateriali a vita utile definita
Le attività immateriali a vita utile definita sono rilevate al costo, come precedentemente descritto, al netto
degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore.
L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso ed è ripartito sistematicamente
in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile; per il
valore da ammortizzare e la recuperabilità del valore di iscrizione valgono i criteri indicati, rispettivamente, ai
paragrafi “Attività materiali” e “Riduzione di valore dell’Avviamento”, delle attività materiali e immateriali e
delle attività per diritto d’uso”.
301
Contratti di locazione
a) Attività per diritto d’uso e passività per leasing – 31 dicembre 2022 (IFRS 16)
La Società si è avvalsa della facoltà di adottare anticipatamente, a partire dal 1° gennaio 2018, il nuovo
principio contabile IFRS 16 “Leases”, che sostituisce lo IAS 17 “Leasing” e le relative interpretazioni.
In accordo con l’IFRS 16, un contratto è, o contiene, un leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il
diritto di controllare l’utilizzo di un’attività specificata per un periodo di tempo. Il contratto viene valutato
nuovamente per verificare se è, o contiene, un leasing solo in caso di modifica dei termini e delle condizioni
del contratto.
Per un contratto che è, o contiene, un leasing, ogni componente leasing è separata dalle componenti non leasing,
a meno che la Società applichi l’espediente pratico di cui al paragrafo 15 dell’IFRS 16. Tale espediente pratico
permette al locatario di scegliere, per ogni classe di attività sottostante, di non separare le componenti non
leasing dalle componenti leasing e di contabilizzare ogni componente leasing e le associate componenti non leasing
come un'unica componente leasing.
La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i
seguenti periodi:
• periodi coperti da un’opzione di proroga del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di
esercitare l’opzione; e
• periodi coperti dall’opzione di risoluzione del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di non
esercitare l’opzione.
Nel valutare se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare l'opzione di proroga del leasing o di non
esercitare l'opzione di risoluzione del leasing, sono considerati tutti i fatti e le circostanze pertinenti che creano
un incentivo economico per il locatario a esercitare l'opzione. Il locatario deve rideterminare la durata del
leasing in caso di cambiamento del periodo non annullabile del leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, il Gruppo rileva l’attività per diritto d’uso e la relativa passività per leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, l'attività per diritto d’uso è valutata al costo. Il costo dell'attività per
diritto d’uso comprende:
• l'importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
• i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli
incentivi al leasing ricevuti;
• i costi iniziali diretti sostenuti dal locatario; e
• la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e la rimozione dell'attività
sottostante e per il ripristino del sito in cui è ubicata o per il ripristino dell'attività sottostante nelle
condizioni previste dai termini e dalle condizioni del leasing, a meno che tali costi siano sostenuti per
la produzione delle rimanenze.
302
Alla data di decorrenza del contratto, il locatario deve valutare la passività per leasing al valore attuale dei
pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti per il leasing includono i seguenti
importi:
• i pagamenti fissi, al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere;
• i pagamenti variabili dovuti per il leasing che dipendono da un indice o un tasso, valutati inizialmente
utilizzando un indice o un tasso alla data di decorrenza;
• gli importi che si prevede che il locatario dovrà pagare a titolo di garanzie del valore residuo;
• il prezzo di esercizio dell'opzione di acquisto, se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare
l'opzione; e
• i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell'esercizio da
parte del locatario dell'opzione di risoluzione del leasing.
I pagamenti dovuti per il leasing devono essere attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing,
se è possibile determinarlo facilmente. Se non è possibile, il locatario deve utilizzare il suo tasso di
finanziamento marginale, ossia il tasso di interesse incrementale che la società dovrebbe pagare per ottenere
un finanziamento della medesima durata e ammontare del contratto di locazione.
Successivamente alla rilevazione iniziale, l'attività per diritto d’uso è valutata al costo:
• al netto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore accumulate; e
• rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Successivamente alla rilevazione iniziale, la passività per leasing è valutata:
• aumentando il valore contabile per tener conto degli interessi sulla passività per leasing;
• diminuendo il valore contabile per tener conto dei pagamenti dovuti per i leasing effettuati; e
• rideterminando il valore contabile per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del
leasing o della revisione dei pagamenti dovuti per i leasing fissi nella sostanza.
In caso di modifiche del leasing che non si configurano come un leasing separato, l’attività per diritto d’uso
viene rideterminata (al rialzo oppure al ribasso), in coerenza con la variazione della passività per leasing alla
data della modifica. La passività per leasing viene rideterminata in base alle nuove condizioni previste dal
contratto di locazione, utilizzando il tasso di attualizzazione alla data della modifica.
Si precisa che la Società si avvale di due esenzioni previste dall’IFRS 16, con riferimento: (i) ai leasing a breve
termine (ossia ai contratti di leasing che hanno una durata pari o inferiore a 12 mesi a partire dalla data di
decorrenza), in relazione ad alcune categorie di immobilizzazioni, e (ii) ai leasing di attività di modesto valore
(ossia quando il valore dell’attività sottostante, se nuovo, è inferiore indicativamente a USD 5.000). In tali casi,
non viene rilevata l’attività consistente nel diritto di utilizzo e la relativa passività per leasing, e i pagamenti
dovuti per il leasing sono rilevati a conto economico.
303
Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una verifica finalizzata ad accertare l’eventuale esistenza
di indicatori di riduzione del valore delle attività materiali e immateriali non completamente ammortizzate o
a vita utile indefinita.
Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette
attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore contabile a conto economico. Il valore
recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, ridotto dei costi di vendita, e il relativo
valore d'uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività, inclusi, se significativi
e ragionevolmente determinabili, quelli derivanti dalla cessione al termine della relativa vita utile, al netto degli
eventuali oneri di dismissione. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati
utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo
del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell'attività.
Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato
in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari (“Cash generating unit” o “CGU”) cui tale attività appartiene.
Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della
CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al relativo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di una CGU
sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa
e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore
recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore
contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico
che l’attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i
relativi ammortamenti. Non è consentito il ripristino di valore dell’avviamento nel caso di una precedente
svalutazione per perdite di valore.
Attività finanziarie
Al momento della loro iniziale rilevazione, le attività finanziarie devono essere classificate come “Attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato”, “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva” o “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” sulla base
dei seguenti elementi:
• il modello di business dell'entità per la gestione delle attività finanziarie; e
• le caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria.
Le attività finanziarie vengono successivamente cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato
il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata
mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste
continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata
effettivamente trasferita.
304
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – 31 dicembre 2022 (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
• l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model “Hold to Collect”); e
• i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale tali attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi
di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse
effettivo. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico –
la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione della logica dell’attualizzazione, per quelle
senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
Tale categoria include principalmente i crediti commerciali derivanti dal trasferimento di beni e dalla
prestazione di servizi, rilevati secondo i termini previsti dal contratto con il cliente in base alle disposizioni
dell’IFRS 15 e classificati in funzione della natura del debitore e/o della data di scadenza del credito (tale
definizione include le fatture da emettere per servizi già prestati).
Inoltre, poiché generalmente i crediti commerciali sono a breve termine e non prevedono la corresponsione
di interessi, non si procede al calcolo del costo ammortizzato, e vengono contabilizzati sulla base del valore
nominale riportato nelle fatture emesse o nei contratti stipulati con la clientela: questa disposizione è adottata
anche per i crediti commerciali che hanno una durata contrattuale superiore a 12 mesi, a meno che l’effetto
non sia particolarmente significativo. La scelta deriva dal fatto che l’importo dei crediti a breve termine risulta
molto simile applicando il metodo del costo storico o il criterio del costo ammortizzato e l’impatto della logica
di attualizzazione sarebbe dunque del tutto trascurabile.
I crediti commerciali sono soggetti a una verifica per riduzione di valore (c.d. impairment) in base alle
disposizioni dell’IFRS 9. Ai fini del processo di valutazione, i crediti commerciali sono suddivisi per fasce
temporali di scaduto. Per i crediti performing si effettua una valutazione collettiva raggruppando le singole
esposizioni sulla base del rischio di credito similare. La valutazione è effettuata partendo dalle perdite registrate
per attività con caratteristiche di rischio di credito simili sulla base di esperienze storiche e tiene conto delle
perdite attese.
b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – 31 dicembre 2022 (IFRS 9)
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
• l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente sia mediante la vendita dell’attività
finanziaria (Business model “Hold to Collect and Sell”); e
305
• i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di
transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
interessenze azionarie non di controllo, collegamento e controllo congiunto, sono valutate al fair value, e gli
importi rilevati in contropartita del patrimonio netto non devono essere successivamente trasferiti a conto
economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è
oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.
Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è
utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia quando
le più recenti informazioni per valutare il fair value sono insufficienti, oppure se vi è un'ampia gamma di
possibili valutazioni del fair value e il costo rappresenta la migliore stima del fair value in tale gamma di valori.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
a) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – 31 dicembre 2022 (IFRS 9)
Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le “Attività finanziarie
valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e tra le “Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato”. La voce, in particolare, include esclusivamente gli strumenti di capitale detenuti per finalità
diverse dal trading per i quali la Società non ha optato per la valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e i titoli obbligazionari.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono inizialmente iscritte al fair value,
rappresentato normalmente dal prezzo della transazione.
Dopo la rilevazione iniziale, tali attività finanziarie sono valutate al fair value. Eventuali utili o perdite risultanti
dalla variazione del fair value sono imputati nel conto economico Separato.
Rimanenze
Le rimanenze sono beni:
• posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell’attività;
• impiegati nei processi produttivi per la vendita;
• sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella
prestazione di servizi.
Le rimanenze sono rilevate e valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo.
Il costo delle rimanenze comprende tutti i costi di acquisto, i costi di trasformazione oltre che gli altri costi
sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali mentre non include le differenze cambio
in caso di rimanenze fatturate in valuta estera. In conformità con quanto previsto dallo IAS 2, per la
determinazione del costo delle rimanenze viene utilizzato il metodo del costo medio ponderato.
306
Quando il valore netto di realizzo è inferiore al costo, l’eccedenza viene svalutata immediatamente nel conto
economico.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale
ovvero al costo ammortizzato. Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a
breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un
irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al momento dell’acquisto non
è superiore a 3 mesi.
Debiti
Debiti relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
I debiti commerciali e gli altri debiti sono riconosciuti inizialmente al fair value e successivamente sono valutati
in base al metodo del costo ammortizzato.
I debiti verso banche e altri finanziatori sono inizialmente iscritti al fair value, al netto dei costi accessori di
diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso
effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento nella stima dei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è
ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso
interno effettivo determinato inizialmente. I debiti verso banche e altri finanziatori sono classificati fra le
passività correnti, salvo che la Società abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno
dodici mesi dopo la data di riferimento.
I debiti sono rimossi dal bilancio al momento della loro estinzione e quando il Gruppo abbia trasferito tutti i
rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.
Benefici ai dipendenti
I benefici ai dipendenti comprendono benefici erogati ai dipendenti o alle persone a loro carico e possono
essere liquidati per mezzo di pagamenti (o con la fornitura di beni e servizi) effettuati direttamente ai
dipendenti, al coniuge, ai figli o ad altre persone a loro carico o a terzi, quali società assicuratrici e si
suddividono in benefici a breve termine, benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro
e benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.
I benefici a breve termine, che includono anche i programmi di incentivazione rappresentati dai premi annuali,
dagli MBO e dai rinnovi una-tantum dei contratti collettivi nazionali, sono contabilizzati come passività
(accantonamento di costi) dopo aver dedotto qualsiasi importo già corrisposto, e come costo, a meno che
qualche altro principio IFRS richieda o consenta l’inclusione dei benefici nel costo di un’attività (ad esempio
il costo del personale impiegato nello sviluppo di attività immateriali generate internamente).
La categoria dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro include i piani di incentivazione all’esodo,
sorti nel caso di dimissioni volontarie che prevedono l’adesione del dipendente o di un gruppo di dipendenti
ad accordi sindacali per l’attivazione dei cosiddetti fondi di solidarietà, e i piani di licenziamento, che hanno
307
luogo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di scelta unilaterale da parte dell’impresa.
L’impresa rileva il costo di tali benefici come una passività di bilancio nella data più immediata tra il momento
in cui l’impresa non può ritirare l’offerta di tali benefici e il momento in cui l’impresa rileva i costi di una
ristrutturazione che rientra nell’ambito del principio IAS 37. Gli accantonamenti per esodi sono riesaminati
con periodicità almeno semestrale.
I piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro si dividono in due categorie: i piani a
contribuzione definita e i piani a benefici definiti.
I piani a contribuzione definita comprendono principalmente:
• i fondi di previdenza integrativa che implicano un ammontare definito di contribuzione da parte
dell’impresa;
• il fondo TFR, limitatamente alle quote maturande dal 1° gennaio 2007 per le imprese con oltre 50
dipendenti, qualunque sia l’opzione di destinazione scelta dal dipendente;
• le quote del TFR maturate dal 1° gennaio 2007 e destinate alla previdenza complementare, nel caso
di imprese con meno di 50 dipendenti;
• le casse di assistenza sanitaria integrativa.
I piani a benefici definiti comprendono, invece:
• il TFR, limitatamente alla quota maturata fino al 31 dicembre 2006 per tutte le imprese, nonché le
quote maturate dal 1° gennaio 2007 e non destinate alla previdenza complementare per le imprese
con meno di 50 dipendenti;
• i fondi di previdenza integrativa le cui condizioni prevedono la corresponsione agli aderenti di una
prestazione definita;
• i premi di anzianità, che prevedono un’erogazione straordinaria al dipendente al raggiungimento di
un certo livello di anzianità lavorativa.
Nei piani a contribuzione definita l’obbligazione dell’impresa che redige il bilancio è determinata sulla base
dei contributi dovuti per quell’esercizio e pertanto la valutazione dell’obbligazione non richiede ipotesi
attuariali e non vi è possibilità di utili o perdite attuariali.
La contabilizzazione dei piani a benefici definiti è caratterizzata dal ricorso ad ipotesi attuariali per determinare
il valore dell’obbligazione. Tale valutazione è affidata ad un attuario esterno e viene effettuata con cadenza
annuale. Ai fini dell’attualizzazione, la società utilizza il metodo della proiezione unitaria del credito che
prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e
l’attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. Gli utili e le perdite
attuariali sono rilevati in contropartita al patrimonio netto così come previsto dal principio contabile IAS 19.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
Le attività e passività potenziali si possono distinguere in più categorie a seconda della natura delle stesse e
dei loro riflessi contabili. In particolare:
308
• i fondi sono obbligazioni effettive di importo e sopravvenienza/scadenza incerta che sorgono da
eventi passati e per le quali è probabile che vi sia un esborso di risorse economiche per le quali sia
possibile effettuare una stima attendibile dell’importo;
• le passività potenziali sono obbligazioni possibili per le quali non è remota la probabilità di un
esborso di risorse economiche;
• le passività remote sono quelle per le quali l’esborso di risorse economiche è poco probabile;
• le attività potenziali sono attività per le quali manca il requisito della certezza e non possono essere
contabilizzate in bilancio;
• il contratto oneroso è un contratto nel quale i costi non discrezionali necessari per adempiere alle
obbligazioni assunte sono superiori ai benefici economici che si suppone siano ottenibili dal
contratto;
• la ristrutturazione è un programma pianificato e controllato dalla Direzione aziendale che modifica
in maniera significativa il campo d’azione di un’attività intrapresa dall’impresa o il modo in cui
l’attività è gestita.
Ai fini della rilevazione contabile dell’onere, si ha una rilevazione di accantonamenti nei casi in cui vi è
incertezza in merito alla scadenza o sull’ammontare del flusso di risorse necessario per adempiere
all’obbligazione o di altre passività ed in particolare debiti commerciali o stanziamenti per debiti presunti.
Gli accantonamenti si distinguono dalle altre passività in quanto non vi è certezza in merito alla scadenza o
all’importo della spesa futura richiesta per l’adempimento. Data la loro diversa natura, gli accantonamenti
sono esposti separatamente dai debiti commerciali e dagli stanziamenti per debiti presunti.
La contabilizzazione di una passività o l’accantonamento ad un fondo avviene quando:
• vi è un’obbligazione corrente legale o implicita quale risultato di eventi passati;
• è probabile che sia necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
l’obbligazione;
• può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
Gli accantonamenti richiedono l’uso di stime. In circostanze estremamente rare in cui non può essere
effettuata una stima attendibile, si è in presenza di una passività che non può essere attendibilmente
determinata e che pertanto è descritta come una passività potenziale.
L’accantonamento ai fondi rischi ed oneri è effettuato per un ammontare che rappresenti la migliore stima
possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione esistente alla data di riferimento del
bilancio e tiene in considerazione i rischi e le incertezze che inevitabilmente circondano molti fatti e
circostanze. L’importo dell’accantonamento riflette gli eventuali eventi futuri che possono condizionare
l’ammontare richiesto per estinguere un’obbligazione se vi è una sufficiente evidenza oggettiva che questi si
verificheranno.
Una volta determinata la migliore stima possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione
esistente alla data di riferimento del bilancio, viene determinato il valore attuale dell’accantonamento, nel caso
in cui l’effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante.
309
Ricavi da contratti con i clienti
a) Ricavi da contratti con i clienti relativi - esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 (IFRS 15)
La Società applica l’IFRS 15 a partire dal 1° gennaio 2018. In accordo con tale principio, i ricavi da contratti
con i clienti sono rilevati quando si verificano le seguenti condizioni:
• è stato identificato il contratto con il cliente;
• sono state identificate le obbligazioni contrattuali (“performance obligations”) contenute nel contratto;
• è stato determinato il prezzo;
• il prezzo è stato allocato alle singole obbligazioni contrattuali contenute nel contratto;
• è stata soddisfatta l’obbligazione contrattuale contenuta nel contratto.
La Società rileva i ricavi da contratti con i clienti quando (o man mano che) adempie l'obbligazione contrattuale
trasferendo al cliente il bene o servizio (ossia l'attività) promesso. L'attività è trasferita quando (o man mano
che) il cliente ne acquisisce il controllo.
La Società trasferisce il controllo del bene o servizio nel corso del tempo, e pertanto adempie l'obbligazione
contrattuale e rileva i ricavi nel corso del tempo, se è soddisfatto uno dei seguenti criteri:
• il cliente simultaneamente riceve e utilizza i benefici derivanti dalla prestazione dell'entità man mano
che quest'ultima la effettua;
• la prestazione della Società crea o migliora l'attività (per esempio, lavori in corso) che il cliente
controlla man mano che l'attività è creata o migliorata;
• la prestazione della Società non crea un'attività che presenta un uso alternativo e la stessa ha il diritto
esigibile al pagamento della prestazione completata fino alla data considerata.
Se l’obbligazione contrattuale non è adempiuta nel corso del tempo, l’obbligazione contrattuale è adempiuta
in un determinato momento. In tal caso, la Società rileva il ricavo nel momento in cui il cliente acquisisce il
controllo dell’attività promessa.
Il corrispettivo contrattuale incluso nel contratto con il cliente può includere importi fissi, importi variabili
oppure entrambi. Se il corrispettivo contrattuale include un importo variabile (es. sconti, concessioni sul
prezzo, incentivi, penalità o altri elementi analoghi), la Società provvede a stimare l’importo del corrispettivo
al quale avrà diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi. La Società include nel
prezzo dell’operazione l’importo del corrispettivo variabile stimato solo nella misura in cui è altamente
probabile che quando successivamente sarà risolta l'incertezza associata al corrispettivo variabile non si
verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell'importo dei ricavi cumulati rilevati.
I costi incrementali per l’ottenimento dei contratti con i clienti sono contabilizzati come attività e ammortizzati
lungo la durata del contratto sottostante, se la Società prevede il loro recupero. I costi incrementali per
l'ottenimento del contratto sono i costi che la Società sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che
non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. I costi per l'ottenimento del contratto che
sarebbero stati sostenuti anche se il contratto non fosse stato ottenuto devono essere rilevati come costo nel
momento in cui sono sostenuti, a meno che siano esplicitamente addebitabili al cliente anche qualora il
contratto non sia ottenuto.
310
Riconoscimento dei costi
I costi sono rilevati a conto economico secondo il principio della competenza.
Dividendi
I dividendi ricevuti sono contabilizzati a conto economico secondo il principio della competenza, ossia
nell’esercizio in cui sorge il relativo diritto al credito, a seguito della delibera assembleare di distribuzione dei
dividendi da parte della società partecipata.
I dividendi distribuiti sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono
approvati dall’assemblea degli azionisti.
Imposte sul reddito
Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell’esercizio, applicando le aliquote fiscali
vigenti alla data di bilancio. Le imposte correnti dell’esercizio e di quelli precedenti, nella misura in cui non
siano state pagate, sono rilevate come passività. Le attività e passività fiscali correnti, dell’esercizio in corso e
di quelli precedenti, devono essere determinate al valore che si prevede rispettivamente di recuperare o di
pagare alle autorità fiscali, applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigenti o sostanzialmente
emanate alla data di riferimento del bilancio.
Le imposte differite si distinguono in:
• passività fiscali differite, sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri
riferibili alle differenze temporanee imponibili;
• attività fiscali anticipate, sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri
riferibili a differenze temporanee deducibili, riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate, riporto
a nuovo di crediti di imposta non utilizzati.
Per calcolare l’importo delle attività e delle passività fiscali differite viene applicata l’aliquota fiscale alle
differenze temporanee, imponibili o deducibili, identificate, ovvero alle perdite fiscali non utilizzate e ai crediti
di imposta non utilizzati.
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una nuova valutazione sia delle attività fiscali differite
non rilevate in bilancio che delle attività fiscali anticipate rilevate in bilancio al fine di verificare la sussistenza
del presupposto della probabilità del recupero delle attività fiscali anticipate.
Risultato netto per azione
Il risultato netto per azione base è calcolato dividendo il risultato netto di pertinenza della Società per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie.
Il risultato netto per azione diluito è calcolato dividendo il risultato di pertinenza della Società per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del
calcolo dell’utile per azione diluito, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo
l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre il
311
risultato di pertinenza della Società è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte,
dell’esercizio di detti diritti.
Settori operativi
Il settore operativo è una parte del gruppo che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e costi,
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, nella sua
funzione di Chief Operating Decision Maker (CODM), ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da
allocare al settore e della valutazione di risultati, e per il quale sono disponibili informazioni finanziarie.
312
1.3 Principi contabili di recente emissione
I seguenti nuovi principi, emendamenti ed interpretazioni sono stati emessi dall'International Accounting
Standards Board ("IASB") e non sono stati adottati dall'Unione Europea. I seguenti nuovi principi,
emendamenti e interpretazioni non sono stati applicati nella preparazione del bilancio.
Alla data del bilancio, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di
omologazione necessario per l’adozione dei seguenti principi contabili ed emendamenti:
Amendments to IAS 1 —
Presentation of Financial
Statements: Classification
of Liabilities as Current or
Non-Current
Nel gennaio 2020 lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 1 - Presentazione
del bilancio: Classificazione delle passività come correnti o non correnti per
chiarire come classificare i debiti e le altre passività come correnti o non correnti,
e in particolare come classificare le passività con data di regolamento incerta e
le passività che possono essere regolate mediante conversione a patrimonio
netto. Queste modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio 2023.
IFRS 16 – Leasing:
Liability in a Sale and
Leaseback
Nel settembre 2022 lo IASB ha apportato delle modifiche all'IFRS 16 – Leasing:
Liability in a Sale and Leaseback per fornire linee guida per la valutazione della
passività derivante da un'operazione di vendita e retrolocazione, volte a
garantire che il venditore-locatario non riconosca alcun importo di utile o
perdita relativamente al diritto d'uso conservato. Queste modifiche sono efficaci
a partire dal 1° gennaio 2024. La Società non prevede impatti significativi
dall'adozione di queste modifiche.
IAS 1 – Presentation of
Financial Statements:
Non-current Liabilities
with Covenants
Nell'ottobre 2022 lo IASB ha apportato delle modifiche allo IAS 1 – Presentation
of Financial Statements: Non-current Liabilities with Covenants per chiarire come le
condizioni che un'entità deve rispettare entro dodici mesi dall'esercizio di
riferimento influenzano la classificazione di una passività. Queste modifiche
entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2024. La Società non si aspetta
alcun impatto significativo dall'adozione di queste modifiche.
La Società valuterà gli eventuali potenziali impatti sul Bilancio, quando tali nuovi principi saranno omologati
dall’Unione Europea.
313
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora adottati, ma applicabili in via
anticipata
Alla data del bilancio gli organi competenti dell’Unione Europea hanno approvato l’adozione dei seguenti
principi contabili ed emendamenti, ancora non adottati dalla società:
Amendments to IFRS 17
— Insurance Contracts:
Initial Application of
IFRS 17 and IFRS 9 -
Comparative Information
A dicembre 2021, lo IASB ha emesso delle modifiche all'IFRS 17 — Contratti
assicurativi: Applicazione Iniziale dell’IFRS 17 e dell’IFRS 9 - Informativa
Comparativa, che prevede un'opzione transitoria relativa alle informazioni
comparative sulle attività finanziarie presentate al momento dell'adozione
iniziale dell'IFRS 17. Le modifiche sono finalizzate ad aiutare le società ad
evitare disallineamenti contabili temporanei tra attività finanziarie e passività da
contratti assicurativi, quindi a migliorare l'utilità dell'informativa per gli
utilizzatori del bilancio. Queste modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio
2023.
Amendments to IAS 12
Income Taxes: Deferred
Tax related to Assets and
Liabilities arising from a
Single Transaction
Nel maggio 2021, lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 12 - Imposte sul
reddito: Imposte Differite relative ad Attività e Passività derivanti da un’unica
operazione, per specificare come le società dovrebbero contabilizzare la fiscalità
differita su transazioni quali leasing e obblighi di smantellamento, operazioni
per le quali le società riconoscono sia un’attività che una passività. In particolare,
è stato chiarito che l’esenzione non si applica e che le società sono tenute a
rilevare la fiscalità differita su tali operazioni. Queste modifiche sono efficaci a
partire dal 1° gennaio 2023, con applicazione anticipata consentita.
IFRS 17 — Insurance
Contracts
Nel maggio 2017 lo IASB ha emesso l'IFRS 17 - Contratti assicurativi che
stabilisce i principi per la rilevazione, la misurazione, la presentazione e
l'informativa dei contratti assicurativi emessi, nonché la guida relativa ai contratti
di riassicurazione detenuti e ai contratti di investimento con caratteristiche di
partecipazione discrezionale emessi. Nel giugno 2020 lo IASB ha emesso delle
modifiche all'IFRS 17 volte ad aiutare le aziende ad implementare l'IFRS 17 e a
rendere più facile per le aziende spiegare le loro performance finanziarie. Il
nuovo principio e le modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio 2023.
Amendments to IAS 1 —
Presentation of Financial
Statements and IFRS
Practice Statement 2:
Disclosure of Accounting
policies
Nel febbraio 2021 lo IASB ha emesso delle modifiche allo IAS 1 - Presentazione
del bilancio e all'IFRS Practice Statement 2: Informativa sulle politiche contabili
che richiedono alle società di indicare le informazioni relative ai loro principi
contabili rilevanti piuttosto che i loro principi contabili significativi e forniscono
una guida su come applicare il concetto di rilevanza all'informativa sui principi
contabili. Queste modifiche sono efficaci a partire dal 1° gennaio 2024.
La Società non si aspetta impatti economici e patrimoniali significativi con riferimento alle disposizioni
derivanti dall’entrata in vigore dei sopra citati principi.
In ogni caso, la Società non ha adottato, in via anticipata, principi contabili ed emendamenti aventi data di
efficacia in esercizi successivi.
314
Nuovi principi contabili, emendamenti ed interpretazioni adottati dalla Società
I seguenti standard ed emendamenti in vigore al 1° gennaio 2022 sono stati adottati dalla Società.
La Società ha adottato le modifiche all'IFRS 3 - Aggregazioni aziendali, contenenti un aggiornamento a un
riferimento nell'IFRS 3 al Conceptual Framework for Financial Reporting che non ha comportato
cambiamenti nei requisiti contabili per le aggregazioni aziendali. L'adozione di queste modifiche non ha
prodotto effetto significativi.
La Società ha adottato le modifiche allo IAS 37, che chiariscono la natura dei costi relativi direttamente al
contratto, consistenti sia nei costi incrementali dell'esecuzione del contratto, sia negli altri costi direttamente
connessi all'esecuzione dei contratti. L'adozione di queste modifiche non ha prodotto effetto significativi.
La Società ha adottato le modifiche allo IAS 16, che vieta all'entità di dedurre dal costo di un elemento di
PP&E qualsiasi ricavo ricevuto dalla vendita di elementi prodotti mentre l'entità prepara l'attività per l'uso
previsto. Tali modifiche non hanno avuto alcun impatto sul bilancio di fine esercizio della Società, in quanto
non vi sono state vendite di tali beni prodotti da immobili, impianti e macchinari messi a disposizione per
l'utilizzo all'inizio o dopo l'inizio del primo periodo presentato.
Nel maggio 2020 lo IASB ha pubblicato i Miglioramenti annuali agli IFRS del ciclo 2018-2020. I miglioramenti
hanno modificato quattro principi: i) IFRS 1 — First-time Adoption of International Financial Reporting
Standards, in relazione alla possibilità per una controllata di valutare le differenze cumulative di conversione
utilizzando gli importi riportati dalla sua controllante; ii) IFRS 9 — Financial Instruments, in relazione a quali
commissioni un'entità include quando applica il test del "10%" per l'eliminazione delle passività finanziarie,
iii) IAS 41 — Agricolture, in relazione all'esclusione dei flussi di cassa fiscali nella valutazione del fair value di
un'attività biologica; iv) IFRS 16 — Leasing, in relazione a un esempio illustrativo di rimborso per i
miglioramenti di una locazione. L'adozione di queste modifiche non ha prodotto effetti significativi.
315
2. STIME E ASSUNZIONI
La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli amministratori l’applicazione di principi e metodologie
contabili che, in talune circostanze, si fondano su valutazioni e stime difficili e soggettive, basate
sull’esperienza storica e su assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in
funzione delle relative circostanze.
L’applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali il
prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, il prospetto di conto economico, il prospetto di conto
economico complessivo, il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di
bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, potrebbero differire, anche
significativamente, da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell’evento oggetto di
stima, a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.
Le aree che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione
delle stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere
un impatto significativo sui risultati finanziari del Gruppo sono le seguenti:
a) Riduzione di valore delle attività materiali e immateriali a vita utile definita: le attività materiali e
immateriali a vita utile definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una
perdita di valore quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del
relativo valore netto contabile tramite l’uso. La verifica dell’esistenza dei suddetti indicatori richiede
da parte degli amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili
sia di fonte interna che esterna, nonché sull’esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato
che possa essersi generata una potenziale perdita di valore, si procede alla determinazione della stessa
utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli indicatori di una
potenziale perdita di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da
valutazioni soggettive nonché da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni
e le stime effettuate dal management.
b) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (avviamento): il valore
dell’avviamento è verificato annualmente al fine di accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore
da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta l’allocazione
dell’avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la successiva determinazione del relativo
valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso. Qualora il valore
recuperabile risulti inferiore al valore contabile delle unità generatrici di flussi finanziari, si procede
a una svalutazione dell’avviamento allocato alle stesse.
c) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (marchi): il valore dei marchi a vita
utile indefinita è assoggettato a test di impairment annuale. Il valore in uso è determinato sulla base
del metodo discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di sconto e un periodo di previsione
esplicita di 3 anni basato sui budget approvati dal Gruppo. Successivamente al periodo di previsione
esplicita, viene assunto uno specifico tasso di crescita pari al tasso d’inflazione atteso a lungo termine.
I valori previsionali riferiti agli anni futuri e i parametri determinati con riferimento alle informazioni
di mercato correnti sono oggetto di incertezze dovute a sviluppi legali futuri imprevedibili e possibili
sviluppi nel mercato della pasta; pertanto, non si esclude che negli anni successivi possa essere
necessario apportare svalutazioni.
316
d) Fondo svalutazione crediti: la determinazione di tale fondo riflette le stime del management legate alla
solvibilità storica ed attesa degli stessi.
e) Fondi per rischi e oneri: l’identificazione della sussistenza o meno di un’obbligazione corrente (legale
o implicita) è in alcune circostanze di non facile determinazione. Gli amministratori valutano tali
fenomeni di caso in caso, congiuntamente alla stima dell’ammontare delle risorse economiche
richieste per l’adempimento dell’obbligazione. Quando gli amministratori ritengono che il
manifestarsi di una passività sia soltanto possibile, i rischi vengono indicati nell’apposita sezione
informativa su impegni e rischi, senza dar luogo ad alcuno stanziamento.
f) Vita utile delle attività materiali e immateriali: la vita utile è determinata al momento dell’iscrizione
del bene in bilancio. Le valutazioni sulla durata della vita utile si basano sull’esperienza storica, sulle
condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa,
compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa
differire dalla vita utile stimata.
g) Attività fiscali anticipate: le attività fiscali anticipate sono rilevate nella misura in cui sia probabile
l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite
fiscali potranno essere utilizzate.
h) Rimanenze: le rimanenze finali di prodotti che presentano caratteristiche di obsolescenza o di lento
rigiro sono periodicamente sottoposte a test di valutazione e svalutate nel caso in cui il valore
recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile. Le svalutazioni effettuate si basano
su assunzioni e stime degli amministratori derivanti dall’esperienza degli stessi e dai risultati storici
conseguiti.
i) Passività per leasing: l’ammontare della passività per leasing e conseguentemente delle relative attività
per diritto d’uso, dipende dalla determinazione del lease term. Tale determinazione è soggetta a
valutazioni del management, con particolare riferimento all’inclusione o meno dei periodi coperti dalle
opzioni di rinnovo e di risoluzione del leasing previste dai contratti di locazione. Tali valutazioni
saranno riviste al verificarsi di un evento significativo o di un significativo cambiamento delle
circostanze che abbia un’incidenza sulla ragionevole certezza del management di esercitare un’opzione
precedentemente non considerata nella determinazione del lease term o di non esercitare un’opzione
precedentemente considerata nella determinazione del lease term.
317
3. GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dalla Società sono i seguenti:
• rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali
opera la Società e dei tassi di interesse;
• rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
• rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
Obiettivo della Società è il mantenimento nel tempo di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio e
in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle attività
operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente alla Società di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria della Società e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
3.1 Rischio di mercato
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali del Gruppo condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati consolidati e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui la Società è esposta riguardano:
• Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
• Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterlina.
La Società non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati della Società in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera la
Società non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
318
Rischio di tasso di interesse
La Società utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari netti consolidati.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva
Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi
di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante
negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico Separato e sul patrimonio netto Separato che deriverebbe da una ipotetica variazione
positiva e negativa di 50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun periodo.
L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità liquide
equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine. Con riferimento alle disponibilità
liquide ed equivalenti è stato fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio del periodo,
mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è stato calcolato
in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
(In migliaia di Euro)
Impatto sull'utile al netto
dell'effetto fiscale
Impatto sul patrimonio netto al
netto dell'effetto fiscale
- 50 bps
+ 50 bps
- 50 bps
+ 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2022
(43)
43
(43)
43
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2021
(40)
40
(40)
40
3.2 Rischio di credito
La Società fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale della Società, le cui controparti sono
operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I crediti del secondo
settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è caratterizzato da una
esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
La Società gestisce il rischio di credito di entrambe le tipologie di clienti attraverso una prassi consolidata, che
prevede una gestione mirata ed oculata con un limite di fido concesso sulla base delle informazioni
commerciali, finanziarie e rischio percepito dal mercato.
La Società opera in aree di business con bassi livelli di rischio di credito, considerata la natura delle sue attività
e il fatto che la sua esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di clienti. Le attività sono iscritte in
bilancio al netto di eventuali svalutazioni determinate sulla base del rischio di inadempienza delle controparti,
tenendo conto delle informazioni disponibili sulla solvibilità e dei dati storici e prospettici.
Le posizioni sono oggetto di periodico monitoraggio del rispetto delle condizioni di pagamento e le azioni di
sollecito dello scaduto sono condotte in coordinamento con la forza vendita. Nel caso, invece, che a seguito
di un’analisi puntuale della singola fattispecie si rilevi un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale
319
del credito l’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili. La metodologia di
gestione del credito non è tale per cui sia ritenuto rilevante suddividere l’esposizione della clientela in classi di
rischio differenti.
Inoltre, segnala che La Società ha in essere polizze d’assicurazione del credito con primarie società del settore
al fine di mitigare il rischio connesso alla solvibilità della clientela.
Il rischio di credito derivante da crediti che la Società vanta verso il sistema bancario è invece di moderata
entità e deriva sostanzialmente da momentanee giacenze di liquidità eccedente investite solitamente in depositi
bancari e conti correnti presso gli istituti di credito.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali al 31 dicembre 2022 e 2021raggruppati
per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro)
A scadere
Scaduti da 1
a 90 giorni
Scaduti da
91 a 180
giorni
Scaduti da
oltre 181
giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2022
44.482
28.056
2.685
15.769
90.993
Fondo svalutazione crediti
(166)
(1.405)
(15.020)
(16.592)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2022
44.482
27.890
1.281
748.585
74.401
Crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2021
41.876
15.107
1.243
15.769
73.996
Fondo svalutazione crediti
(166)
(837)
(15.769)
(16.772)
Crediti commerciali netti al 31 dicembre 2021
41.876
14.941
406
-
57.224
3.3 Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, la Società non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
Il rischio liquidità cui la Società potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati mezzi
finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità della Società sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità della Società è costituito dalle risorse assorbite dall’attività
operativa: il settore in cui la Società opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite con picchi di
fabbisogno di liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali
rispetto al resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento
tra l’area commerciale e l’area finanza che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati
alle vendite attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità: la pianificazione degli acquisti di materie prime per il magazzino
è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle decisioni che
potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari della Società.
320
L’attività finanziaria della Società comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari della Società.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari della Società al 31
dicembre 2022 e 2021 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(xi) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(xii) i flussi di cassa sono imputati fascia temporale di riferimento in base alla prima data di esigibilità
prevista dai termini contrattuali;
(xiii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell'esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a
bilancio non sono inclusi;
(xiv) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è
valutata alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
(xv) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
79.970
20.197
28.146
220.040
348.353
332.603
Passività per leasing
2.427
5.209
6.079
3.257
16.972
16.100
Debiti commerciali
84.411
-
-
-
84.411
84.411
Altre passività correnti
16.391
-
-
-
16.391
16.391
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2021
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
135.182
20.951
19.782
198.455
374.370
358.620
Passività per leasing
2.835
3.747
1.154
-
7.736
7.386
Debiti commerciali
71.624
-
-
-
71.624
71.624
Altre passività correnti
15.261
-
-
-
15.261
15.261
321
4. POLITICA DI GESTIONE DEL CAPITALE
La gestione del capitale della Società è volta a garantire un solido rating creditizio e adeguati livelli degli
indicatori di capitale per supportare i piani di investimento, nel rispetto degli impegni contrattuali assunti con
i finanziatori.
La Società si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento
operativo; le fonti di finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio e di capitale di
debito, per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale,
con conseguente vantaggio di tutti gli stakeholders.
La remunerazione del capitale di rischio è monitorata sulla base dell’andamento del mercato e delle performance
del business, una volta soddisfatte tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto, al fine di
garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei
business, la Società monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio
netto, all’andamento del business e alle previsioni dei flussi di cassa attesi, nel breve e nel medio/lungo
periodo.
322
CATEGORIE DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE E INFORMATIVA SUL FAIR
VALUE
Categorie di attività e passività finanziarie
Le seguenti tabelle forniscono una ripartizione delle attività e passività finanziarie per categoria al 31 dicembre
2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2022
2021
ATTIVITÀ FINANZIARIE:
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
622
618
Crediti commerciali
74.401
57.224
Altri crediti e attività correnti
7.494
3.139
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
252.589
318.854
Crediti finanziari valutari al costo ammortizzato
10.075
345.181
379.835
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico
509
32
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
6.213
4
6.722
36
TOTALE ATTIVITÀ FINANZIARIE
351.903
379.871
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2022
2021
PASSIVITÀ FINANZIARIE:
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Passività finanziarie non correnti
252.633
223.438
Passività per leasing non correnti
13.672
4.551
Debiti commerciali
84.411
71.624
Passività finanziarie correnti
79.970
135.182
Passività per leasing correnti
2.427
2.835
Altre passività correnti
16.391
15.261
TOTALE PASSIVITÀ FINANZIARIE
449.504
452.891
Le tabelle sopra esposte evidenziano che la gran parte delle attività e passività finanziarie in essere è
rappresentata da poste finanziarie attive e passive a breve termine. In considerazione della loro natura, per la
maggior parte delle poste, il valore contabile è considerato una ragionevole approssimazione del fair value. Le
attività e passività finanziarie non correnti sono regolate o valutate a tassi di mercato e si ritiene pertanto che
il fair value delle stesse sia sostanzialmente in linea con gli attuali valori contabili.
Si segnala che il prestito obbligazionario, incluso nelle passività non correnti ed avente un valore di carico pari
a Euro 199.450 migliaia di euro, ha alla stessa data un valore di quotazione sul mercato irlandese pari ad Euro
190.600 migliaia.
323
Informativa sul fair value
In relazione alle attività e passività rilevate nella situazione patrimoniale e finanziaria e valutate al fair value,
l’IFRS 13 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli, che rifletta la
significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Di seguito si riporta la classificazione dei
fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:
• Livello 1: fair value determinati con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per
strumenti finanziari identici. Pertanto, nel Livello 1 l’enfasi è posta sulla determinazione dei seguenti
elementi: (a) il mercato principale dell’attività o della passività o, in assenza di un mercato principale,
il mercato più vantaggioso dell’attività o della passività; (b) la possibilità per l’entità di effettuare
un’operazione con l’attività o con la passività al prezzo di quel mercato alla data di valutazione.
• Livello 2: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su
mercati attivi. Gli input per questo livello comprendono: (a) prezzi quotati per attività o passività
similari in mercati attivi; (b) prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non
attivi; (c) dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività, per esempio: tassi di
interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite,
spread creditizi, input corroborati dal mercato.
• Livello 3: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato
non osservabili.
Le seguenti tabelle riepilogano le attività e passività finanziarie valutate al fair value, suddivise sulla base dei
livelli previsti dalla gerarchia, al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia Euro)
Al 31 dicembre 2022
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
477
-
32
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
6.209
-
4
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
6.686
-
36
(In migliaia Euro)
Al 31 dicembre 2021
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
-
-
32
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
-
-
4
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
-
-
36
Non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value nei periodi considerati.
324
5. SETTORI OPERATIVI
L’IFRS 8 - Settori operativi definisce un settore operativo come una componente:
• che coinvolge attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi;
• i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale;
• per la quale sono disponibili dati economico finanziari separati.
Ai fini dell’IFRS 8, l’attività svolta dal Gruppo è identificabile nei seguenti settori operativi: Pasta, Milk
Products, Bakery Products, Dairy Products, Special Products e Altre attività.
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performance della Società per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022,
nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Separato:
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2022
Pasta
Bakery products
Special
products
Altre attività
Totale
Bilancio
Separato
Ricavi da contratti con i clienti verso terzi
144.500
44.519
42.440
-
231.458
EBITDA (*)
6.858
7.715
5.166
-
19.739
EBITDA Margin
4,75%
17,33%
12,17%
-
8,53%
Ammortamenti e svalutazioni
3.798
1.908
1.728
456
7.890
Svalutazioni nette di attività finanziarie
616
616
Risultato operativo
3.060
5.808
3.438
(1.072)
11.234
Proventi finanziari
-
-
-
1.728
1.728
Oneri finanziari
-
-
-
(8.565)
(8.565)
Risultato prima delle imposte
3.060
5.808
3.438
(7.909)
4.398
Imposte sul reddito
-
-
-
(1.097)
(1.097)
Risultato netto
3.060
5.808
3.438
(9.006)
3.301
Totale attività
156.632
21.322
34.171
378.255
590.380
Totale passività
72.644
20.309
21.162
343.113
457.227
Investimenti
1.401
1.167
1.973
281
4.822
Dipendenti (numero)
359
194
155
51
759
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e
svalutazioni.
325
La tabella di seguito riporta le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performances della Società al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2021, nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio Separato:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2021
Pasta
Bakery products
Special
products
Altre attività
Totale
Bilancio
Separato
Ricavi da contratti con i clienti verso terzi
75.140
39.467
34.787
7.687
157.080
EBITDA (*)
5.553
7.069
3.752
-
16.374
EBITDA Margin
7,38%
17,91%
10,79%
0,00%
10,42%
Ammortamenti e svalutazioni
4.055
1.871
2.286
541
8.753
Svalutazioni nette di attività finanziarie
447
447
Proventi da business combination
-
-
Risultato operativo
1.498
5.199
1.466
(988)
7.176
Proventi finanziari
-
-
-
1.024
1.024
Oneri finanziari
-
-
-
(6.189)
(6.189)
Risultato prima delle imposte
1.498
5.199
1.466
(6.153)
2.011
Imposte sul reddito
-
-
-
(1.151)
(1.151)
Risultato netto
1.498
5.199
1.466
(7.304)
860
Totale attività
63.428
16.017
16.814
505.780
602.039
Totale passività
75.249
18.661
10.287
357.224
461.421
Investimenti
1.093
561
582
131
2.367
Dipendenti (numero)
502
196
167
72
937
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e
svalutazioni.
I ricavi da contratti con clienti derivanti dal settore “Pasta” ammontano a Euro 75.140 migliaia ed Euro
144.500 migliaia per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2021 e 2022, pari rispettivamente al 47,9% e 62,4% dei
ricavi da contratti con i clienti. L’EBITDA relativo al settore “Pasta” ammonta ad Euro 5.553 migliaia ed
Euro 6.858 migliaia rispettivamente per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2021 e 2022, pari rispettivamente al
33,9% e al 34,7%.
In relazione alla marginalità, il settore “Bakery Products” e “Special Products” presentano le marginalità maggiori
- in termini di EBITDA margin - nel biennio oggetto di analisi.
Inoltre, a completamento dell’informativa settoriale, si riportano di seguito le informazioni economiche e
patrimoniali per area geografica richieste dall’IFRS 8.
La seguente tabella riporta i ricavi da contratti con i clienti per area geografica per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2022 e 2021.
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Italia
111.823
107.400
Germania
51.415
12.134
Regno Unito
11.720
3.078
Altri Paesi
56.499
34.468
Totale ricavi da contratti con i clienti
231.458
157.080
Infine, in accordo con quanto previsto dall’IFRS 8, paragrafo 34, si precisa che per gli esercizi chiusi al 31
dicembre 2022 e 2021 è presente un cliente che per la Società genera ricavi superiori al 10%.
326
8. NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA SEPARATA
8.1 Immobili, impianti e macchinari
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Immobili, impianti e macchinari”
per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Terreni e
fabbricati
Impianti e
macchinari
Attrezzature
industriali e
commerciali
Altri
beni
Attività
materiali
in corso e
acconti
Totale
Costo storico al 31 dicembre 2021
14.609
125.764
4.622
5.202
165
150.362
Investimenti
58
3.474
78
31
924
4.565
Dismissioni
(207)
(207)
Riclassifiche
91
(91)
-
Costo storico al 31 dicembre 2022
14.667
129.122
4.700
5.233
998
154.720
Fondo ammortamento al 30 dicembre
2021
(9.957)
(107.182)
(4.499)
(4.719)
-
(126.357)
Ammortamenti
(471)
(4.482)
(103)
(101)
(5.157)
Dismissioni
206
206
Fondo ammortamento al 30 dicembre
2022
(10.428)
(111.458)
(4.602)
(4.820)
-
(131.308)
Valore netto contabile al 31 dicembre
2021
4.652
18.582
123
483
165
24.005
Valore netto contabile al 31 dicembre
2022
4.239
17.664
98
413
998
23.412
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono stati pari
ad Euro 4.565 migliaia e sono prevalentemente riconducibili al rinnovamento delle linee di produzione. Per
maggiori informazioni relativamente agli investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”.
Il valore netto delle attività materiali dismesse negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021 è di ammontare
non rilevante.
Al 31 dicembre 2022 non vi sono contributi in conto capitale classificati a riduzione degli impianti e
macchinari di riferimento.
Nel corso dell’esercizio non sono state iscritte dalla Società svalutazioni di attività materiali.
Al 31 dicembre 2022, non vi sono beni immobili e strumentali di proprietà gravati da alcun tipo di garanzia
prestata a favore di terzi.
327
8.2 Attività per diritto d’uso e passività per
leasing
La seguente tabella riporta la movimentazione della voce “Attività per diritto d’uso” per l’esercizio chiuso al
31 dicembre 2022:
(In Euro)
Attività per diritto d'uso
Costo storico al 30 dicembre 2021
19.588
Incrementi
11.504
Decrementi
Costo storico al 30 dicembre 2022
31.092
Fondo ammortamento al 30 dicembre 2021
(11.874)
Ammortamenti
(2.411)
Dismissioni
Fondo ammortamento al 30 dicembre 2022
(14.285)
Valore netto contabile al 31 dicembre 2021
7.714
Valore netto contabile al 31 dicembre 2022
16.807
Al 31 dicembre 2022, la Società non ha individuato indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle
attività per diritto d’uso.
La tabella che segue riporta i valori contrattuali non attualizzati delle passività per leasing della Società al 31
dicembre 2022:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per leasing
2.427
5.209
6.079
3.257
16.972
16.100
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2021
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per leasing
2.835
3.747
1.154
7.736
7.386
Il tasso di attualizzazione è stato determinato sulla base del tasso di finanziamento marginale della Società,
ovvero il tasso che la Società dovrebbe pagare per un prestito, con una durata e con garanzie simili, necessario
per ottenere un'attività di valore simile all'attività consistente nel diritto di utilizzo in un contesto economico
simile. La Società ha deciso di applicare un unico tasso di attualizzazione ad un portafoglio di leasing con
caratteristiche ragionevolmente simili, quali i leasing con una durata residua simile per una classe di attività
sottostante simile in un contesto economico simile.
Le principali informazioni relative ai contratti di locazione in capo alla Società, che agisce principalmente in
veste di locatario, sono riportate nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (immobili)
16.209
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (macchinari)
556
328
Valore netto contabile attività per diritto d'uso (autovetture)
42
Totale valore netto contabile attività per diritto d'uso
16.807
Passività per leasing correnti
2.427
Passività per leasing non correnti
13.672
Totale passività per leasing
16.100
Ammortamento attività per diritto d'uso (immobili)
(2.145)
Ammortamento attività per diritto d'uso (macchinari)
(233)
Ammortamento attività per diritto d'uso (autovetture)
(33)
Totale ammortamenti attività per diritto d'uso
(2.411)
Interessi passivi per
leasing
712
Le attività per diritto d’uso relative a beni immobili si riferiscono prevalentemente alla locazione degli
stabilimenti produttivi di Sansepolcro (AR), Ozzano Taro (PR), ed Eboli (SA), nonché gli stabilimenti di
Bologna e Corte de’ Frati (CR) concessi in conduzione a Newlat in forza dei contratti di locazione stipulati
con la società correlata New Property. Con riferimento alla determinazione del lease term, in relazione alla
locazione degli immobili sopra riportati, si precisa che lo stesso è stato quantificato in sei anni, sulla base delle
opzioni di recesso previste nei contratti stessi e sulla base delle valutazioni effettuate dal management. I contratti
di affitto stipulati tra le parti risultano avere il medesimo impianto contrattuale e, più precisamente: (i) una
durata stabilita in sei anni ed estendibile automaticamente per ulteriori sei anni, con eventuali successivi
rinnovi taciti di sei anni in sei anni, e (ii) delle opzioni di risoluzione anticipata esercitabili dal locatore in sede
di rinnovo e dal locatario, che potrà recedere in qualsiasi momento e senza causa, con un preavviso di sei
mesi. Il management, sulla base delle valutazioni effettuate ed in linea con quanto previsto dall’IFRS 16, dopo
aver valutato le possibili opzioni alternative, ha determinato nell’esercizio di essere ragionevolmente certo di
estendere i contratti per gli stabilimenti aventi contratti in scadenza a metà 2023 per ulteriori 6 anni. Si è
dunque provveduto ad estendere i lease term rimisurando i relativi contratti. L’effetto della ri-misurazione è
incluso negli incrementi dell’esercizio. Tali locazioni rientrano nell’ambito dei rapporti con parti correlate, al
riguardo si rinvia alla successiva sezione 10 del Bilancio Separato.
Le attività per diritto d’uso relative a macchinari si riferiscono prevalentemente alla locazione di beni
strumentali impiegati nel processo produttivo.
329
8.3 Attività immateriali
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Attività immateriali” per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022:
(In migliaia di Euro)
Avviamento
Diritti di brevetto
industriale e diritti di
utilizzazione delle
opere dell'ingegno
Concessioni,
licenze,
marchi e
diritti simili
Altre
immobilizzazioni
Immobilizzaz
ioni in corso
Totale
Costo storico al 31
dicembre 2021
9.376
20.254
43.845
2.666
26
76.167
Investimenti
112
46
99
257
Dismissioni
-
Riclassifiche
-
Costo storico al 31
dicembre 2022
9.376
20.366
43.891
2.666
125
76.424
Fondo
ammortamento al 31
dicembre 2021
(5.512)
(19.151)
(43.845)
(2.666)
-
(71.174)
Ammortamenti
(273)
(46)
(319)
Dismissioni
-
Fondo
ammortamento al 31
dicembre 2022
(5.512)
(19.341)
(43.974)
(2.666)
-
(71.493)
Valore netto
contabile al 31
dicembre 2021
3.864
1.103
-
-
26
4.993
Valore netto
contabile al 31
dicembre 2022
3.864
942
-
-
125
4.931
Gli investimenti in attività immateriali per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono stati pari ad Euro 257
migliaia e sono prevalentemente riconducibili all’acquisto di software. Per maggiori informazioni relativamente
agli investimenti, si rimanda allo specifico capitolo “Investimenti”.
Non sono stati individuati indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle attività immateriali per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
Si riporta di seguito una descrizione delle principali voci che compongono le attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento si riferisce all'acquisizione della società Centrale del Latte di Salerno S.p.A. fusa per
incorporazione in Newlat Food SpA a partire dal 2019, che rappresenta una cash generating unit (CGU). Tale
importo, pari ad Euro 3.863 migliaia, riflette la differenza tra il prezzo di acquisto e il patrimonio netto di
Centrale del Latte di Salerno alla data di acquisizione, avvenuta nel dicembre 2014.
Il test di impairment, approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17 marzo 2023, è stato predisposto
con il supporto di un professionista indipendente, confrontando il valore contabile dell’avviamento con il
valore recuperabile della relativa cash generating unit (CGU) a cui fa riferimento.
L'impairment test è effettuato almeno annualmente e qualora ci siano indicatori di impairment.
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU rappresentata dalla divisione Centrale del Latte di Salerno (“DCF Method”) relativi al periodo di 4
330
anni successivo alla data di bilancio. Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei
dati previsionali della CGU sono la stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa
operativi, del tasso di crescita del valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di
attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre verificata la ragionevolezza delle marginalità nel periodo di previsione esplicita, considerandola
di poco superiore rispetto a quella registrata nell’esercizio 2022.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
(In percentuale)
Al 31 dicembre
2022
Al 31 dicembre
2021
Tasso di crescita
0,5%
0,5%
WACC
8,8%
8,23%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU cui è allocato l’avviamento:
(v) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi
di risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test
dell’avviamento si è pertanto fatto riferimento ad un piano triennale 2023-2025. Il Consiglio
di Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati, in
data 17 marzo 2023.
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test dell’avviamento, si è fatto uso di fonti esterne di
informazione ai seguenti fini del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il
calcolo del costo del capitale sono di fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio
ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato considerando la struttura finanziaria di Gruppo
corrispondente a 81% equity e 19% costo del debito.
(vi) si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio dei ricavi del 2 % annuo dal 2023 al 2025; e
b) EBITDA margin negli anni di previsione pari al 21,7%.
La crescita dei ricavi assunta per gli anni del periodo esplicito è in linea con la crescita attesa del mercato
italiano, in considerazione del buon posizionamento competitivo della società controllata, ma soprattutto in
considerazione (i) delle previste strategie di crescita della società, focalizzate sulle attività di R&D (tra cui latte
high protein); (ii) di una filiera garantita e fortemente collegata al territorio; (iii) dello sviluppo di nuovi prodotti
del Gruppo.
331
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo valore contabile per oltre Euro 10 milioni. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo
medio ponderato del capitale (WACC) pari all’8,80%, ed un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale
(g) pari a 0,5%. Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati del
test di impairment della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita,
parametri ritenuti significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini
del test in oggetto, in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al
relativo valore contabile.
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno
Tale voce è costituita quasi esclusivamente da costi per software.
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili” al
31 dicembre 2022:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Marchi a vita utile definita
600
695
Totale valore netto contabile
600
695
Marchi a vita utile definita
Tale voce include i marchi di proprietà di Newlat, ammortizzati in base alla vita utile residua stimata, sulla
base del periodo di tempo in cui si ritiene che gli stessi garantiscano la generazione di flussi di cassa.
8.4 Partecipazioni in imprese controllate
Tale voce è composta:
• dal valore di acquisto della totalità delle azioni della Newlat GmbH in data 29 ottobre 2019 dalla
società controllante Newlat Group S.A. Il corrispettivo finale corrisposto alla Newlat Group è stato
pari ad Euro 68.525 migliaia.
• dal valore di acquisto della Centrale del Latte d’Italia per euro 25.405 migliaia
• dal valore di acquisto della Symington’s per euro 63.914 migliaia
Il valore di carico della partecipazione è significativamente superiore al Patrimonio Netto della Newlat Gmbh.
In linea con quanto richiesto dai principi contabili internazionali, è stato condotto il test di impairment per
accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore del valore di carico della partecipazione. Il test di impairment,
approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17 marzo 2023, è stato predisposto con il supporto di un
professionista indipendente, confrontando il valore contabile della partecipazione con il valore recuperabile
della relativa cash generating unit (CGU) a cui fa riferimento.
332
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU (“DCF Method”) nella versione unlevered relativi al periodo di 3 anni successivi alla data di bilancio.
Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la
stima dei livelli di crescita del fatturato, dell’EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita del
valore terminale e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione
le performances economico-reddituali passate e le aspettative future.
È stata inoltre verificata la ragionevolezza delle marginalità nel periodo di previsione esplicito, considerandola
pari a quella registrata per l’esercizio 2022.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita e un tasso di attualizzazione (WACC, che rappresenta la media ponderata tra il costo del
capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito rappresentato:
(In percentuale)
Al 31 dicembre
2022
Al 31 dicembre
2021
Tasso di crescita
0,50%
0,50%
WACC
7,54%
6,13%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU, si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
• fonti interne la stima del valore d’uso si fonda sulle previsioni dei flussi di risultato più aggiornate
formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test della partecipazione al 31 dicembre 2022, si è
pertanto fatto uso del piano economico – finanziario 2023/2025 redatto ai fini dell’operazione di
quotazione, presentato in Borsa Italiana e approvato dal Consiglio d’Amministrazione in data 17
marzo 2023. Il Consiglio d’Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi
rappresentati, in data 17 marzo 2023. Ai fini della stima del valore d’uso, sono stati previsti
investimenti per circa Euro 1,2 milioni per il triennio 2023-2025. Ai fini dell’impairment test della
partecipazione al 31 dicembre 2022, non sono previste ottimizzazioni dei costi operativi e pertanto si
è considerata una marginalità costante nel periodo (EBITDA margin del 6,35%).
• fonti esterne: ai fini dell’impairment test, si è fatto uso di fonti esterne di informazione ai seguenti fini
del calcolo del costo del capitale. Tutte le informazioni per il calcolo del costo del capitale sono di
fonte esterna. La stima del calcolo del costo medio ponderato del capitale si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC (Modigliani Miller) per la stima del costo medio ponderato del
capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato considerando l’attuale struttura finanziaria del Gruppo
corrispondente a 81% equity e 19% costo del debito.
• si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio annuo dei ricavi del 3% annuo dal 2023 al 2025 e
b) EBITDA margin negli anni di previsione pari al 5,1%.
Per i ricavi degli esercizi 2022 e 2023, è stato invece ipotizzato un incremento medio annuo (“CAGR”) dei
ricavi pari al 3%, prudenziale rispetto sia alle prospettive del settore pasta nel mercato tedesco sia alla posizione
333
di leadership che rivestono i marchi “Birkel” e “Drei Glocken” nonché all’andamento storico della società con
tassi di crescita ben al di sopra del 3%. Eventuali modifiche significative delle ipotesi sopra descritte
influenzerebbero la determinazione del valore in uso.
Dopo un 2022 con i positivi trend registrati, il Gruppo ha stimato i flussi di piano utilizzati per l’impairment
test prevedendo per gli anni successivi un consolidamento dei risultati raggiunti e una transizione alla nuova
normalità, con una progressiva sostituzione dei volumi generati dalla pandemia con volumi strutturali.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo valore contabile per oltre Euro 34 milioni. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo
medio ponderato del capitale (WACC) pari al 7,57% ed un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale (g)
pari allo 0,5%. Sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitività, per verificare gli effetti sui risultati del
test di impairment della variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita,
parametri ritenuti significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini
del test in oggetto, in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al
relativo valore contabile.
Sulla partecipazione detenuta in Centrale del Latte d’Italia non è stato svolto nessun impairment test in
considerazione degli ottimi risultati della Società partecipata. Inoltre, l’impairment test sui marchi della
Centrale del Latte predisposto a livello consolidato è basato sul calcolo del valore d’uso della CGU di Centrale
del Latte d’Italia ante operazione milk&dairy e confrontato con il relativo CIN della CGU oggetto di verifica.
Il valore d’uso è determinato sulla base del metodo del discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di
sconto e un periodo di previsione esplicita di 5 anni basato sul Piano approvato dal Consiglio di
amministrazione della Centrale del Latte d’Italia SpA in data 17 marzo 2023. Il valore della CGU così
determinato risulta essere superiore al valore di carico della partecipazione iscritto nel bilancio separato della
Newlat Food S.p.A.
Sulla partecipazione detenuta in Symington’s Limited non è stato svolto nessun impairment test in
considerazione degli ottimi risultati della Società. Inoltre l’impairment test sul goodwill emerso
dall’acquisizione della Società predisposto a livello consolidato è basato sul calcolo del valore d’uso della CGU
di Symingtonìs Limited e confrontato con il relativo CIN della CGU oggetto di verifica. Il valore d’uso è
determinato sulla base del metodo del discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di sconto e un
periodo di previsione esplicita di 4 anni basato sul Piano approvato dal Consiglio di amministrazione della
Newlat in data 17 marzo 2023. Il valore della CGU così determinato risulta essere superiore al valore di carico
della partecipazione iscritto nel bilancio separato della Newlat Food S.p.A.
8.5 Attività finanziarie non correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
Al 31 dicembre 2022 e 2021 le attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto
economico ammontano rispettivamente ad Euro 509 migliaia ed Euro 32 migliaia. Tali saldi, di ammontare
non rilevante, si riferiscono a strumenti di capitale d’imprese minori.
8.6 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
334
Al 31 dicembre 2022 e 2021 le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammontano rispettivamente
ad Euro 622 migliaia ed Euro 618 migliaia. Tali saldi si riferiscono ai depositi cauzionali versati a fronte dei
contratti di locazione in essere.
8.7 Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Attività per imposte anticipate” al 31 dicembre
2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Fondi
2.000
2.080
Perdite fiscali pregresse
32
165
Leasing
64
79
Ammortamenti
465
620
Altro
(50)
574
Attività per imposte anticipate lorde
2.511
3.518
Compensazione con le passività per imposte differite
-
-
Totale attività per imposte anticipate
2.511
3.518
Le attività per imposte anticipate sono state iscritte in quanto si ritiene probabile che saranno realizzati redditi
imponibili futuri, a fronte dei quali possano essere realizzate.
Al 31 dicembre 2022, la Società non ha rilevato imposte anticipate relative alle perdite fiscali dell’incorporata
Delverde Industrie Alimentari Riunite S.p.A., in quanto le stesse saranno oggetto di un futuro interpello presso
l’Agenzia delle Entrate per la relativa riconoscibilità e disapplicazione della limitazione della riportabilità nel
limite del patrimonio netto dell’incorporata. L’ammontare di tali perdite fiscali non contabilizzate risulta pari
a circa Euro 30,6 milioni.
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione del valore lordo delle attività per imposte
anticipate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Fondi
Perdite
fiscali
pregresse
Leasing
Ammortamenti
Altro
Totale
attività
per
imposte
anticipate
Saldo al 31 dicembre 2021
2.080
165
79
620
574
3.518
Accantonamenti (rilasci) a conto economico
(80)
(133)
(170)
(155)
(99)
(637)
Altri variazioni
155
(152)
3
Accantonamenti (rilasci) a conto economico complessivo
-
-
-
-
(373)
(373)
Saldo al 31 dicembre 2022
2.000
32
64
465
(50)
2.511
Le attività per imposte anticipate derivano dalle differenze temporanee tra il valore attribuito ad un’attività o
passività in bilancio e il valore attribuito a quella stessa attività o passività ai fini fiscali.
8.8 Rimanenze
335
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Rimanenze” al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Materie prime, sussidiarie, di consumo e ricambi
20.527
12.277
Prodotti finiti e merci
11.803
9.407
Totale rimanenze lorde
32.330
21.684
Fondo svalutazione rimanenze
(946)
(946)
Totale rimanenze
31.385
20.738
Le rimanenze sono iscritte al netto del fondo obsolescenza, di ammontare pari ad Euro 946 migliaia al 31
dicembre 2022 prevalentemente connesso a ricambi per macchinari, a lenta movimentazione.
8.9 Crediti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Crediti commerciali” al 31 dicembre 2022 e
2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Crediti commerciali verso clienti
62.265
54.936
Crediti commerciali verso parti correlate
28.728
19.060
Crediti commerciali (lordi)
90.993
73.996
Fondo svalutazione crediti commerciali
(16.592)
(16.772)
Totale crediti commerciali
74.401
57.224
La seguente tabella riporta la movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali per l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2022:
(In Euro)
Fondo svalutazione crediti commerciali
Saldo al 31 dicembre 2021
(16.772)
Accantonamenti
(616)
Utilizzi
797
Saldo al 31 dicembre 2022
(16.592)
Il valore netto dei crediti commerciali riferibile a posizioni scadute al 31 dicembre 2022 è pari a Euro 29.919
migliaia.
L’analisi del rischio di credito, comprensiva dell’evidenza della copertura del fondo svalutazione crediti sulle
singole fasce di scaduto, è riportata nella precedente sezione “Gestione dei rischi finanziari”.
L’analisi dei crediti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate”.
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.10 Attività e passività per imposte correnti
336
Le attività per imposte correnti ammontano ad Euro 1.569 migliaia ed Euro 3.009 migliaia rispettivamente al
31 dicembre 2022 e 2021.
Le passività per imposte correnti ammontano ad Euro 2.427 migliaia ed Euro 2.835 migliaia rispettivamente
al 31 dicembre 2022 e 2021.
Le variazioni intervenute nei saldi netti delle attività e passività in esame per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2022 riguardano principalmente lo stanziamento di imposte correnti sul reddito per Euro 459 migliaia e
pagamenti per Euro 2.307 migliaia.
8.11 Altri crediti e attività correnti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri crediti e attività correnti” al 31 dicembre
2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Crediti tributari
1.922
457
Crediti verso istituti previdenziali
686
789
Ratei e risconti attivi
355
284
Acconti
433
1.130
Altri crediti
4.098
479
Totale altri crediti e attività correnti
7.494
3.139
I crediti verso istituti di previdenza al 31 dicembre 2022 e 2021 si riferiscono principalmente a crediti verso
l’INAIL, rispettivamente pari ad Euro 686 migliaia ed Euro 789 migliaia.
Gli acconti al 31 dicembre 2022 e 2021 si riferiscono prevalentemente a somme versate a fronte di forniture
da ricevere.
I crediti tributari al 31 dicembre 2022 includono prevalentemente crediti d’imposta per energia e gas pari ad
Euro 1.336 migliaia, crediti per IVA pari ad Euro 661 migliaia e per consolidato fiscale per Euro 236 migliaia.
8.12 Attività finanziarie correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Attività finanziarie correnti valutate al fair value
con impatto a conto economico” al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Titoli obbligazionari quotati
6.213
4
Totale attività finanziarie correnti valutate a fair value con impatto a
conto economico
6.213
4
Tale voce include titoli obbligazionari detenuti per la vendita.
8.13 Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
337
I crediti finanziari valutati al costo ammortizzato pari ad Euro 10.075 migliaia, si riferiscono a crediti finanziari
vantati nei confronti della parte correlata New Property.
8.14 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti” al 31
dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Depositi bancari e postali
252.584
318.849
Denaro e valori in cassa
5
5
Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti
252.589
318.854
I depositi bancari e postali si riferiscono prevalentemente a disponibilità liquide depositate su conti correnti
presso primarie istituzioni bancarie e finanziarie.
Al 31 dicembre 2022, le disponibilità liquide non sono soggette a restrizioni o vincoli.
Parte delle sopraccitate disponibilità liquide e mezzi equivalenti, per Euro 81.133 migliaia ed Euro 116.018
migliaia rispettivamente al 31 dicembre 2022 e 2021, sono riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata di
Newlat Food SpA con la società controllante Newlat Group S.A. e con le società controllate Centrale del
Latte d’Italia S.p.A. e Newlat Gmbh.
Si veda lo schema di rendiconto finanziario per le variazioni intervenute nella voce “Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti” nel corso degli esercizi in esame.
8.15 Patrimonio netto
La voce “Patrimonio netto” al 31 dicembre 2022 ammonta ad Euro 133.153 migliaia. Il prospetto delle
variazioni del patrimonio netto è riportato nella relativa sezione.
I movimenti che hanno interessato il patrimonio netto per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono relativi
a quanto segue:
• la rilevazione del risultato netto dell’esercizio per Euro 3.302 migliaia;
• gli utili attuariali per Euro 965 migliaia relative all’attualizzazione del fondo trattamento di fine
rapporto.
• acquisto azioni proprie per Euro 11.731 migliaia
Capitale sociale
Al 31 dicembre 2022, il capitale sociale della Società, interamente sottoscritto e versato, è pari ad Euro
43.935.050, suddiviso in n. 43.935.050, azioni ordinarie che sono state dematerializzate a seguito
dell’operazione di IPO.
Riserva legale
338
La riserva legale al 31 dicembre 2022 è pari ad Euro 2.903 migliaia.
Riserve
Si rimanda al prospetto di movimentazione del patrimonio netto, per il dettaglio e la variazione nell’esercizio
2022 delle riserve, delle quali si riporta nel presente prospetto la possibilità di utilizzazione, con riferimento al
31 dicembre 2022
Natura / descrizione
Importo
Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile
Capitale
43.935.050
B
Riserve di capitale:
Riserva L.413/91
1.314.285
A, B
1.314.285
Riserva FTA
6.937.413
B
6.937.413
Riserva IAS
189.166
189.166
Costi a Patrimonio Netto
(4.224.615)
(4.224.615)
Riserva sovrapprezzo azioni
78.865.110
A,B,C
78.865.110
Altre riserve non distribuibili
123.110
A, B
123.110
Azioni proprie
(28.412.962)
(28.412.962)
Riserve di utili:
Riserva legale
2.903.300
B
2.903.300
Riserva straordinaria
28.095.712
A,B,C
28.095.712
Altre riserve
125.463
A,B,C
125.463
Totale
85.915.982
Quota non distribuibile
11.344.164
Residua quota distribuibile
74.571.818
Note
A Disponibile per aumento di capitale
B Disponibile per copertura di eventuali perdite
C Distribuibile agli Azionisti.
8.16 Fondi relativi al personale
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi relativi al personale” per
gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Fondi per il personale
Saldo al 31 dicembre 2020
10.059
Current service cost
-
Oneri finanziari
27
Perdite/(utili) attuariali
297
Benefici pagati
(420)
Variazione per operazione milk & dairy
(3.871)
Saldo al 31 dicembre 2021
6.092
Current service cost
-
Oneri finanziari
34
Perdite/(utili) attuariali
(1.338)
Benefici pagati
(161)
Saldo al 31 dicembre 2022
4.627
I fondi relativi al personale rappresentano la stima dell’obbligazione, determinata su base di tecniche attuariali,
relativa all’ammontare da corrispondere ai dipendenti al momento della futura cessazione del rapporto di
lavoro.
339
Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
Il valore del debito per il trattamento di fine rapporto relativo a Newlat, che rientra nella definizione di piani
a benefici definiti secondo lo IAS 19, è stato determinato secondo logiche attuariali. Si riportano di seguito le
principali ipotesi attuariali, finanziarie e demografiche utilizzate per determinare il valore della passività al 31
dicembre 2022 e 2021, in accordo alle disposizioni dello IAS 19.
Al 31 dicembre
2022
2021
Ipotesi finanziarie
Tasso di attualizzazione
3,70%
0,56%
Tasso di inflazione
2,70%
1,75%
Tasso annuo di incremento salariale
2,70%
1,75%
Ipotesi demografiche
Decesso
Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Pensionamento
Il raggiungimento del primo dei requisiti
pensionabili secondo la normativa
vigente
Il raggiungimento del primo dei
requisiti pensionabili secondo la
normativa vigente
La seguente tabella riepiloga le principali ipotesi relative alla frequenza annua di turnover e alle richieste di
anticipazioni del TFR adottate per il calcolo dei fondi relativi al personale di Newlat, in accordo alle
disposizioni dello IAS 19:
Al 31 dicembre
2022
2021
Frequenza annua di Turnover e Anticipazioni TFR
Newlat Food
Newlat Food
Frequenza anticipazioni
1,00%
1,90%
Frequenza turnover
2,10%
1,90%
La seguente tabella riepiloga l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale, finanziaria e demografica,
mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariali
ragionevolmente possibili al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Tasso di
attualizzazione
Tasso di
inflazione
Tasso di incremento
salariale
Variazione età
pensionamento
+0,50%
-0,50%
+0,50%
0,50%
+0,50%
-0,50%
+ 1 anno
- 1 anno
Fondi per il personale
(TFR) al 31 dicembre 2022
(251)
271
164
(164)
-
-
-
-
Fondi per il personale
(TFR) al 31 dicembre 2021
(398)
435
304
(245)
-
-
107
(71)
8.17 Fondi per rischi e oneri
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi per rischi e oneri” per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022:
(In migliaia di Euro)
Fondo indennità
clientela agenti
Fondi rischi legali
Altri fondi per
rischi e oneri
Totale fondo
rischi e oneri
Saldo al 31 dicembre 2021
155
535
157
846
Rilasci
(43)
(1)
(44)
Saldo al 31 dicembre 2022
112
535
156
802
Il fondo indennità clientela agenti rappresenta una ragionevole previsione degli oneri che risulterebbero a
carico della Società in caso di futura interruzione dei rapporti di agenzia.
340
Il fondo rischi legali si riferisce alla passività potenziale a seguito di verifica della guardia di finanza per gli
esercizi 2016 e 2017. Il management della Società, prudenzialmente, ha deciso di procedere ad iscrivere in un
apposito fondo l’accantonamento che rappresenta il rischio massimo potenziale.
8.18 Passività finanziarie (correnti e non correnti)
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio de1la voce “Passività finanziarie” (correnti e non correnti)
al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2022
Al 31 dicembre 2021
Quota
corrente
Quota non
corrente
Quota
corrente
Quota non
corrente
Totale passività finanziarie
79.970
252.633
135.182
223.437
Prestito Obbligazionario: l'Emittente farà in modo che nessuna delle sue Controllate sosterrà alcun
Indebitamento aggiuntivo (diverso dall'Indebitamento Consentito) a condizione tuttavia che, a partire dal
Periodo Rilevante che termina il 30 giugno 2021, ciascuno dell'Emittente e una qualsiasi delle sue Controllate
possono incorrere in un Indebitamento aggiuntivo se, alla data di tale insorgere, sono soddisfatti i seguenti
requisiti (ciascuno un "Requisito di Indebitamento"):
o (i) il Rapporto di Leva Netto Consolidato è uguale o inferiore a 3:1, e (2) il Rapporto di
Patrimonio Netto è uguale o inferiore a 1,5:1, in ogni caso come indicato nel Certificato di
periodo di riferimento precedente; o
o (ii) nella misura in cui l'Emittente o una delle sue Controllate abbia completato in un Periodo
Rilevante l'acquisizione di una società o di un ramo d'azienda avente un Enterprise Value di
almeno € 100.000.000 (l'"Acquisizione Rilevante"), (1) la Leva Netta Consolidata Il Rapporto
è uguale o inferiore a 4:1 e (2) il Rapporto di Patrimonio Netto è uguale o inferiore a 2:1, in
ogni caso come indicato nel Certificato di Conformità relativo al Periodo Rilevante
immediatamente precedente, tale rapporto da applicare fino alla fine del secondo Periodo
Rilevante successivo all'Acquisizione Rilevante,
Fermo restando quanto sopra, dopo che si è verificato un Indebitamento Attivato, quale risultante dal
Certificato di Conformità consegnato a una Data di Reporting, l'Emittente può notificare che tale
Indebitamento Trigger è risolto consegnando ad una Data di Bilancio Intermedio un Certificato di Conformità
Interinale ai sensi della Condizione 4(b) (Certificato di conformità) di seguito. Al momento della consegna di
tale Certificato di conformità provvisorio, il requisito di indebitamento si considera soddisfatto ai fini della
presente Condizione 4(a).
341
Di seguito si riporta la Posizione Finanziaria Netta, secondo lo schema di classificazione indicato nella
Comunicazione Consob:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto
2022
2021
A. Disponibilità liquide
131.457
192.236
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
121.132
126.618
C. Altre attività finanziarie correnti
16.287
4
D Liquidità (A)+(B)+('C)
268.876
318.858
E. Debiti finanziari correnti
(57.598)
(122.374)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente
(24.800)
(15.643)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F)
(82.398)
(138.017)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D)
186.479
180.841
I. Debiti finanziari non correnti
(53.183)
(24.983)
J. Strumenti di debito
(199.450)
(198.455)
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti
(13.672)
(4.551)
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(K)
(266.305)
(227.988)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L)
(79.825)
(47.147)
Acquisto azioni proprie
28.413
15.759
N. Indebitamento finanziario netto Proforma
(51.412)
(31.388)
Senza considerare gli effetti dell’IFRS 16, la posizione finanziaria netta sarebbe così determinata:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Indebitamento finanziario netto proforma
(51.412)
(31.388)
Passività per leasing correnti
2.427
2.835
Passività per leasing non correnti
13.672
4.551
Posizione finanziaria netta proforma
(35.313)
(24.003)
La tabella che segue riporta, ai sensi dello IAS 7, le variazioni delle passività finanziarie derivanti dai flussi di
cassa generati e/o assorbiti dell’attività di finanziamento, nonché derivanti da elementi non monetari.
(In migliaia di Euro)
Al 31
dicembre
2021
Accensioni
Rimborsi
Riclassifiche
Al 31
dicembre
2022
Passività finanziarie non correnti
223.438
49.212
-
(31.305)
252.633
Passività finanziarie correnti
135.182
23.030
(98.258)
(55.211)
79.970
Totale passività finanziarie
358.620
72.242
(98.258)
(86.516)
332.603
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2021
Accensioni/
Ri-misurazioni
Rimborsi
Al 31 dicembre
2022
Passività per leasing non correnti
4.551
11.506
(2.384)
13.673
Passività per leasing correnti
2.835
(406)
2.428
Totale passività per leasing
7.386
11.506
(2.790)
16.101
8.19 Debiti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Debiti commerciali” al 31 dicembre 2022 e
2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Debiti commerciali verso fornitori
81.428
70.741
Debiti commerciali verso parti correlate
2.983
883
Totale debiti commerciali
84.411
71.624
342
Tale voce include prevalentemente i debiti relativi al normale svolgimento dell’attività produttiva da parte
della Società.
L’analisi dei debiti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate” del Bilancio Separato.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.20 Altre passività correnti
La seguente tabella riporta il dettaglio della voce “Altre passività correnti” al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2022
2021
Debiti verso dipendenti
5.886
5.102
Debiti verso istituti di previdenza
1.955
1.780
Debiti tributari
1.905
1.606
Ratei e risconti passivi
631
673
Debiti diversi
5.822
5.909
Totale altre passività correnti
16.391
15.261
I debiti verso dipendenti si riferiscono a retribuzioni da liquidare e oneri differiti quali ferie, permessi e
mensilità aggiuntive.
I debiti verso istituti di previdenza si riferiscono prevalentemente alle passività verso l’INPS ed altri istituti
previdenziali per il versamento di contributi.
I debiti tributari al 31 dicembre 2022 includono prevalentemente debiti verso l’erario per ritenute alla fonte,
pari ad Euro 1.876 migliaia.
343
9. NOTE AL CONTO ECONOMICO SEPARATO
9.1 Ricavi da contratti con i clienti
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per settore operativo:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Pasta
144.500
75.140
Bakery products
44.519
39.467
Special products
42.440
34.787
Altri prodotti
-
7.687
Totale ricavi da contratti con i clienti
231.457
157.080
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per canale distributivo:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Grande distribuzione organizzata
124.262
75.732
B2B partners
61.588
49.270
Normal trade
6.210
5.400
Private label
38.322
25.548
Food service
1.076
1.130
Totale ricavi da contratti con i clienti
231.457
157.080
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per area geografica:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Italia
111.823
107.400
Germania
51.415
12.134
Regno Unito
11.720
3.078
Altri Paesi
56.499
34.468
Totale ricavi da contratti con i clienti
231.457
157.080
L’informativa settoriale è riportata nella precedente sezione 7 del Bilancio Separato.
I ricavi da contratti con i clienti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 sono quasi esclusivamente relativi
alla vendita di beni. I ricavi associati a tali vendite di beni sono rilevati nel momento del trasferimento del
controllo dell’attività ai clienti.
9.2 Costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei costi operativi suddivisi sulla base della loro
destinazione:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Costo del venduto
(200.605)
(134.509)
Spese di vendita e distribuzione
(17.145)
(13.125)
Spese amministrative
(8.129)
(8.384)
Totale costi operativi
(225.879)
(156.019)
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei medesimi costi operativi suddivisi sulla base della loro
natura:
344
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Materie prime e prodotti finiti
121.415
69.546
Costo del personale
37.162
33.100
Packaging
23.017
12.460
Trasporti
12.801
7.139
Utenze
7.691
7.799
Ammortamenti
7.888
8.751
Provvigioni su vendite
574
518
Facchinaggio e magazzinaggio
2.703
2.133
Vigilanza e pulizia
1.568
2.093
Manutenzione e riparazione
2.579
2.462
Royalties passive
-
1.837
Costo per godimento beni di terzi
2.984
2.061
Pubblicità e promozioni
928
699
Consulenze e prestazioni professionali
467
750
Assicurazioni
580
644
Analisi e prove di laboratorio
629
676
Servizi relativi agli stabilimenti produttivi
247
300
Compensi presidente e amministratori
353
353
Compensi società di revisione
248
241
Compensi sindaci
16
16
Altri costi minori
2.032
2.442
Totale costi operativi
225.879
156.019
9.3 Svalutazioni nette di attività finanziarie
La voce “Svalutazioni nette di attività finanziarie”, pari ad Euro 616 migliaia per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2022, si riferisce alla svalutazione di crediti commerciali. Il prospetto di dettaglio relativo alla
movimentazione del fondo svalutazione crediti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 è riportato nella
precedente Nota 8.9 - “Crediti commerciali” del Bilancio Separato.
9.4 Altri ricavi e proventi
La tabella che segue riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri ricavi e proventi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Rimborsi e risarcimenti
3.683
5.665
Ricavi pubblicitari e contributi promozionali
-
-
Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo
-
-
Locazioni attive
3.823
3.699
Altri ricavi stabilimento Ozzano
555
873
Plusvalenze da alienazione
23
4
Royalties verso GmbH
-
1.391
Altro
822
1.477
Totale altri ricavi e proventi
8.907
13.109
9.5 Altri costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri costi operativi”:
345
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Bolli, tributi e imposte locali
334
419
Mensa aziendale
152
140
Rimborsi e risarcimenti
-
447
Beneficienze e quote associative
21
61
Minusvalenze
Altro
2.125
5.479
Totale altri costi operativi
2.632
6.546
9.6 Proventi e oneri finanziari
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Proventi finanziari”:
(In Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Interessi attivi da cash pooling
755
Utili netti su cambi
-
855
Altri proventi finanziari
973
169
Totale proventi finanziari
1.728
1.024
La tabella di seguito riporta il dettaglio della voce “Oneri finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Interessi passivi su finanziamenti
493
559
Interessi passivi su passività per leasing
712
273
Interessi e oneri verso Newlat Group
Commissioni
554
191
Perdite nette su cambi
717
359
Interessi netti su fondi del personale
34
27
Altri oneri finanziari
529
16
Interessi su Prestito Obbligazionario
5.525
4.763
Totale oneri finanziari
8.565
6.189
9.7 Imposte sul reddito
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Imposte sul reddito”:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui ricavi da contratti con i clienti)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Imposte correnti
459
446
Imposte relative a esercizi precedenti
-
8
Accantonamento per contenzioso
-
469
Totale imposte correnti
459
923
Diminuzione (aumento) di imposte anticipate
368
(54)
Aumento (diminuzione) di imposte differite
271
283
Totale imposte differite
639
229
Totale imposte sul reddito
1.097
1.151
La tabella che segue riporta la riconciliazione del tasso teorico d’imposizione fiscale con l’effettiva incidenza
sul risultato ante imposte:
346
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2022
2021
Risultato prima delle imposte
4.399
2.011
Aliquota teorica
27,9%
27,9%
Onere fiscale teorico
1.227
561
Rettifiche
Incentivo Fiscale
Altro (riprese permanenti)
(130)
590
Imposte sul reddito
1.097
1.151
9.8 Risultato netto per azione
La tabella di seguito riporta il risultato netto per azione, calcolato come rapporto tra il risultato netto e la
media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione nel periodo:
(I
n Euro
)
Al 31 dicembre
2022
2021
Utile dell'esercizio di pertinenza del Gruppo in Euro migliaia
3.301.855
860.155
Media ponderata delle azioni in circolazione
39.337.949
41.292.222
Utile per azione (in Euro)
0,08
0,02
Il risultato netto diluito per azione è uguale al risultato netto per azione, in quanto non vi sono in essere
strumenti finanziari con potenziali effetti diluitivi.
347
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dalla Società con le parti correlate, individuate sulla base dei criteri definiti dallo
IAS 24 – “Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate”, sono principalmente di natura
commerciale e finanziaria e sono effettuate a normali condizioni di mercato. Sebbene le operazioni con parti
correlate siano effettuate a normali condizioni di mercato, non vi è garanzia che, ove le stesse fossero state
concluse fra o con terze parti, queste ultime avrebbero negoziato e stipulato i relativi contratti, ovvero eseguito
le operazioni stesse, alle medesime condizioni e con le stesse modalità.
La Società intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
• Newlat Group, società controllante diretta; e
• Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e Newlat Gmbh società controllate dirette
• società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
348
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi patrimoniali relativi ai rapporti della Società
con parti correlate al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Società controllate
Società sottoposte al
controllo delle
controllanti
Totale
Totale
voce di
bilancio
Incidenza
sulla voce di
bilancio
Newlat
Group
Symington'
s Limited
Newlat
Gmbh
Centrale
del Latte
d'Italia
S.p.A.
New
Property
Altre società
sottoposte al
controllo
delle
controllanti
Attività per diritto d'uso
Al 31 dicembre 2022
12.542
12.542
16.807
74,6%
Al 31 dicembre 2021
2.964
2.964
7.714
38,4%
Attività finanziarie non
correnti valutate al
costo ammortizzato
Al 31 dicembre 2022
552
552
622
88,7%
Al 31 dicembre 2021
552
552
618
89,3%
Crediti commerciali
Al 31 dicembre 2022
681
239
12.903
14.905
28.728
74.401
38,6%
Al 31 dicembre 2021
13.278
5.763
19
19.060
57.224
33,3%
Altri crediti e attività
correnti
Al 31 dicembre 2022
235
235
7.494
3,1%
Al 31 dicembre 2021
124
124
3.139
4,0%
Crediti finanziari
valutari al costo
ammortizzato
Al 31 dicembre 2022
10.075
10.075
10.075
100%
Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti
Al 31 dicembre 2022
52.940
18.288
9.906
81.134
252.589
32,1%
Al 31 dicembre 2021
81.583
30.058
4.377
116.018
318.854
36,4%
Passività per leasing
non correnti
Al 31 dicembre 2022
11.024
11.024
13.672
80,6%
Al 31 dicembre 2021
954
954
4.551
21,0%
Debiti commerciali
Al 31 dicembre 2022
13
349
243
2.419
-
194
153
2.983
84.411
3,5%
Al 31 dicembre 2021
100
725
58
883
71.624
1,2%
Passività finanziarie
correnti
Al 31 dicembre 2022
981
12.887
27.183
41.051
79.970
51,3%
Al 31 dicembre 2021
15.981
25.926
22.776
64.683
135.182
47,8%
Passività per leasing
correnti
Al 31 dicembre 2022
1.775
1.775
2.427
73,1%
Al 31 dicembre 2021
2.156
2.156
2.835
76,1%
Altre passività correnti
Al 31 dicembre 2022
5.390
5.390
16.391
32,9%
Al 31 dicembre 2021
5.882
411
6.293
15.261
41,2%
349
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi economici relativi ai rapporti della Società con
parti correlate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e 2021:
(In migliaia di Euro)
Società
controllante
Società controllate
Società sottoposte al
controllo delle
controllanti
Totale
Totale
voce di
bilancio
Incidenza
sulla voce
di bilancio
Newlat
Group
Symington's
Limited
Newlat
Gmbh
Centrale
del Latte
d'Italia
S.p.A.
New
Property
Altre società
sottoposte al
controllo delle
controllanti
Ricavi da contratti
con i clienti
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2022
2.724
49.075
724
52.523
231.457
22,7%
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2021
12.353
7.838
20.191
157.080
12,9%
Costo del venduto
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2022
754
701
1.455
1.944
4.855
200.605
2,4%
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2021
-
677
2.039
2.760
292
5.768
134.509
4,3%
Altri ricavi e
proventi
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2022
7.186
7.186
8.907
80,7%
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2021
6.777
6.777
13.109
51,7%
Spese
amministrative
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2022
120
120
8.129
1,5%
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2021
180
-
-
180
8.384
2,1%
Proventi finanziari
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2022
595
112
48
755
1.728
43,7%
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2021
52
-
-
52
1.024
5,1%
Oneri finanziari
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2022
-
521
521
8.565
6,1%
Esercizio chiuso al
31 dicembre 2021
-
101
-
101
6.189
1,6%
Operazioni tesoreria centralizzata
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari ad Euro 81.134 migliaia ed Euro 116.019 migliaia
rispettivamente al 31 dicembre 2022 e 2021, sono riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata di Newlat
Food S.p.A. con la società controllante e le società controllate Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e Newlat
Gmbh.
Le passività finanziarie pari ad Euro 41.051 migliaia ed Euro 64.683 migliaia rispettivamente al 31 dicembre
2022 e 2021, sono riconducibili principalmente ai rapporti di tesoreria centralizzata di Newlat Food S.p.A.
con la società controllante e le società controllate Centrale del Latte d’Italia S.p.A. e Newlat Gmbh.
350
Operazioni con la società controllante per attività di direzione e coordinamento
Le spese amministrative per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2021 sono riconducibili
ai servizi di cost sharing erogati dalla controllante Newlat Group SA.
Operazioni con le controllate Newlat Gmbh e Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Le operazioni con le controllate Newlat Gmbh e Centrale del Latte d’Italia sono di natura commerciali e
regolati da apposti accordi commerciali.
Operazioni con società sottoposte al controllo delle controllanti
Di seguito si riportano le società soggette al controllo delle controllanti con cui la Società ha intrattenuto
rapporti nel corso dei periodi in esame:
• New Property S.p.A., società immobiliare a cui vengono corrisposti canoni relativi a contratti di
locazione immobiliare;
• altre società sottoposte al controllo delle controllanti, quali Newservice S.r.l., Latterie Riunite Piana
del Sele S.r.l. e Piana del Sele Latteria Sociale S.p.A.
Al 31 dicembre 2022 le attività per diritto d’uso, per Euro 12.542 migliaia, e le passività per leasing correnti e
non correnti, rispettivamente per Euro 11.024 migliaia ed Euro 1.775 migliaia, si riferiscono ai beni immobili,
oggetto di scissione a favore della New Property S.p.A. avvenuta in data 1° giugno 2017, concessi in locazione
a Newlat a seguito di tale operazione. La contabilizzazione di tali contratti in base all’IFRS 16 ha comportato
la rilevazione di ammortamenti, iscritti nel costo del venduto, per Euro 1.944 migliaia, e di oneri finanziari per
Euro 521 migliaia per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.
351
10. ALTRE INFORMAZIONI
10.1 Compensi ad Amministratori e Sindaci
I compensi spettanti agli Amministratori e ai Sindaci ammontano rispettivamente ad Euro 353 migliaia ed
Euro 15,6 migliaia al 31 dicembre 2022.
I compensi per i dirigenti con responsabilità strategiche ammontare ad Euro 394 migliaia
10.2 Compensi alla società di revisione
I compensi della società di revisione per attività di revisione legale del bilancio separato nell’esercizio 2022
ammontano ad Euro 70 migliaia. Si rinvia al bilancio consolidato per ulteriori informazioni.
10.3 Attività di ricerca e sviluppo
L’attività di ricerca e sviluppo (“R&D”) svolta dalla Newlat Food S.p.A. si sostanzia nella capacità di
sviluppare prodotti innovativi, talvolta evocativi della tradizione locale, nel rispetto dei mercati di riferimento.
I costi di ricerca e sviluppo sostenuti negli esercizi 2022 e 2021 in esame sono stati funzionali a perseguire
strategie produttive e commerciali della Società, volte a rendere maggiormente innovativa l’offerta delle linee
di prodotto e a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato.
Le spese in ricerca e sviluppo sono state complessivamente pari ad Euro 3.685 migliaia per l’esercizio chiuso
al 31 dicembre 2022, interamente spesate a conto economico, e corrispondenti all’1,6% dei ricavi da contratti
con i clienti della Società per l’esercizio 2022.
Si segnala che la Società ha intenzione di avvalersi del credito di imposta ricerca e sviluppo previsto ai sensi
dell'articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e di fruirne in base alle modalità previste dalla
suddetta normativa.
10.4 Proposta di destinazione del risultato netto
Signori Azionisti, il bilancio separato che sottoponiamo alla Vostra approvazione chiude con un utile netto di
Euro 3.301.855, che proponiamo di destinare per il 5% a riserva legale e per il 95% a riserva straordinaria.
352
SITUAZIONE FINANZIARIA PATRIMONIALE ED ECONOMICA DELLA
CAPOGRUPPO NEWLAT GROUP SA CHE ESERCITA ATTIVITA’ DI DIREZIONE E
COORDINAMENTO
(in migliaia di Euro)
BILANCIO D'ESERCIZIO
AL 31.12.2021
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
Immobilizzazioni Immateriali
2
Immobilizzazioni materiali
29.932
Partecipazioni
27.650
Altri crediti non correnti
2
Totale attivo non corrente
57.584
Crediti ed altre voci correnti
118.560
Investimenti e liquidità a breve
78.685
Totale attivo corrente
197.245
Totale attivo
254.829
PASSIVO
Patrimonio Netto
90.314
Fondi per rischi ed oneri
3.004
Totale passività non correnti
3.004
Debiti e passività correnti
161.511
Totale passività correnti
161.511
Totale passivo
254.829
CONTO ECONOMICO
Altri ricavi e proventi
224
Altri costi operativi
(2.491)
Proventi/Oneri finanziari
(1.341)
Plusvalenze da titoli
16.659
Risultato prima delle imposte
13.051
Imposte sul reddito
(934)
Risultato d'esercizio
12.117
353
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEPARATO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.DLGS 58/98
354
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE
355
356
357
358
359
360
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE E DELL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI
361
362
363
364
365
366
367
368
369
370
815600511D7D0F6A59552022-12-31815600511D7D0F6A59552022-12-31ifrs-full:RelatedPartiesMember815600511D7D0F6A59552021-12-31815600511D7D0F6A59552021-12-31ifrs-full:RelatedPartiesMember815600511D7D0F6A59552022-01-012022-12-31815600511D7D0F6A59552022-01-012022-12-31ifrs-full:RelatedPartiesMember815600511D7D0F6A59552021-01-012021-12-31815600511D7D0F6A59552021-01-012021-12-31ifrs-full:RelatedPartiesMember815600511D7D0F6A59552020-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600511D7D0F6A59552021-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600511D7D0F6A59552020-12-31NEW:OtherReservesAndRetainedEarningsExcludingProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552021-01-012021-12-31NEW:OtherReservesAndRetainedEarningsExcludingProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552021-12-31NEW:OtherReservesAndRetainedEarningsExcludingProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552020-12-31ifrs-full:RetainedEarningsProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552021-01-012021-12-31ifrs-full:RetainedEarningsProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552021-12-31ifrs-full:RetainedEarningsProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552020-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600511D7D0F6A59552021-01-012021-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600511D7D0F6A59552021-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600511D7D0F6A59552020-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600511D7D0F6A59552021-01-012021-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600511D7D0F6A59552021-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600511D7D0F6A59552020-12-31815600511D7D0F6A59552022-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600511D7D0F6A59552022-01-012022-12-31NEW:OtherReservesAndRetainedEarningsExcludingProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552022-12-31NEW:OtherReservesAndRetainedEarningsExcludingProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552022-01-012022-12-31ifrs-full:RetainedEarningsProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552022-12-31ifrs-full:RetainedEarningsProfitLossForReportingPeriodMember815600511D7D0F6A59552022-01-012022-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600511D7D0F6A59552022-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600511D7D0F6A59552022-01-012022-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600511D7D0F6A59552022-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600511D7D0F6A59552020-12-31ifrs-full:RelatedPartiesMemberiso4217:EURiso4217:EURxbrli:shares