Indice
Guida alla Relazione finanziaria Annuale Integrata 4
Mission e modello di business circolare 7
Andamento del titolo Seri Industrial 16
Strategia del Gruppo e gestione dei rischi 17
Mercati di riferimento del Gruppo 22
Commento ai risultati e altre informazioni 38
Andamento economico consolidato 38
Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata 40
Informativa economica per settore di attività 45
Fatti di rilievo del periodo 50
Eventi successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione 52
Rendicontazione consolidata di sostenibilità 60
Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità 160
Bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025 161
Stato Patrimoniale Consolidato (*) 163
Conto Economico Consolidato (*) 164
Conto Economico Complessivo Consolidato 165
Rendiconto Finanziario Consolidato 166
Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato (Nota 33-34) 167
Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 245
Conto Economico Complessivo 248
Variazioni del Patrimonio Netto (Nota 26) 250
Attestazione del bilancio consolidato annuale 282
Cari azionisti,
chiudiamo un anno con risultati in evidente miglioramento rispetto allo scorso anno.
Continuiamo a essere protagonisti di una delle sfide più rilevanti a livello globale: la transizione verso un futuro sostenibile sotto il profilo ambientale, energetico e della mobilità.
Nell’attuale turbolento contesto geopolitico ed economico, siamo sottoposti alla pressione di dover competere in un mercato globale distorto dai fenomeni di sovraccapacità produttiva cinese, che stanno generando evidenti dinamiche di dumping.
Questa pressione non ci definisce né ci schiaccia: siamo in grado di trasformarla in energia, visione e determinazione. Con l’energia, che trova la giusta direzione, alimentiamo la nostra resilienza. Con la visione affrontiamo con coraggio i rischi di esecuzione. Con la determinazione ci ribelliamo contro chi ha paura di rischiare, dimenticando che il rischio industriale è la materia prima con cui si costruisce valore, senza rischio resta solo la teoria; ritenendo difficile colmare i gap tecnologici si arrende ai competitor; deve indicare la direzione all’Europa in modo deciso, ma poi ha paura di correggere quelle regole che sono necessarie a superare le attuali distorsioni del mercato; non sostiene con convinzione il valore dei prodotti “made in Europe” lamentandosi poi della concorrenza sleale; non promuove una solida sovranità industriale nei settori strategici, tutelando la sicurezza dei dati e delle informazioni sensibili. Infine, contro chi non comprende che una strategia di sopravvivenza non può essere influenzata da mere dinamiche di prezzo o da obbiettivi di breve periodo o da logiche opportunistiche.
Nella storia l’Europa ha dimostrato grandi capacità di reazione nel colmare gap tecnologici. Lo ha fatto solo quando ha promosso una vera cooperazione europea, con investimenti mirati. Basti pensare ai ritardi nel settore aerospazio e all’attuale quota di mercato degli aerei di Airbus o allo sviluppo dello standard GSM, oggi utilizzato dall’80% della telefonia mobile globale. L’Europa non ha vinto sulla velocità iniziale ma sulla visione e la determinazione, che oggi appare, invece, sfocata e debole. La continua ridefinizione delle regole del gioco rischia di indebolire la credibilità di chi ci deve guidare per affrontare una transizione che non può essere ulteriormente rimandata.
Nel corso dell’anno 2025 abbiamo risanato una azienda che a tutti appariva insanabile, riportandola a una condizione di sostenibilità operativa e avviando una nuova fase di sviluppo. Stiamo realizzando, mentre tutti gli altri si fermavano, una gigafactory che presto sarà duplicata. Abbiamo resistito, superando tutti gli ostacoli, per dare avvio a un altro progetto per il riciclo delle materie plastiche. Abbiamo, infine, definito l’accordo con un partner strategico come Eni, che ci consentirà di diventare un player mondiale, nella produzione di accumulatori per storage e trazione industriale.
Abbiamo avuto la visione giusta quando tutti la ritenevano sbagliata: produrre accumulatori al litio con materia attiva LFP, e ora tutti stanno avviando programmi per convertire le loro produzioni con NMC, che ai tempi apparivano più convenienti nella logica di breve periodo; produrre accumulatori per il mercato dello storage e della trazione industriale, respingendo le pressioni di chi riteneva il mercato automotive - passenger car - l’unica possibilità di successo; rifiutare la competizione con i cinesi, concentrandoci sulla nostra offerta, sulla qualità, sull’integrazione fino al battery system, sulla piena compatibilità ambientale, azzardando anche l’utilizzo dell’acqua, e non dei solventi organici, per la materia attiva.
Abbiamo investito e continuiamo a investire centinaia di milioni di euro ma la nostra posizione finanziaria netta, aggiustata per i crediti per contributi a fondo perduto pubblici e per altre operazioni in corso, è tornata, per la prima volta dopo anni, cash positive.
Abbiamo probabilmente commesso un solo errore, ovvero sovrastimare la capacità del mercato borsistico nazionale di valorizzare percorsi industriali innovativi. Un mercato ancorato a logiche tradizionali che non è prudente ma semplicemente fermo.
Voglio ringraziare tutti i nostri collaboratori, che son in grado di agire in “modo diverso” per affrontare le importanti sfide che ci attendono.
Termino come lo scorso anno: noi saremo resilienti e proseguiremo lungo il percorso tracciato, convinti di aver intrapreso la strada giusta.
L’Amministratore Delegato
Ing. Vittorio Civitillo
La Relazione Finanziaria Annuale Integrata, redatta in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 125/2024, attuativo della direttiva europea n. 2022/2464 cd. Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), offre agli stakeholder un quadro completo degli obiettivi e dei risultati conseguiti dal Gruppo Seri Industrial in termini di performance economico-finanziarie, ambientali, sociali e di governance. L’obiettivo è di rappresentare come la strategia, l’impegno per la sostenibilità, la governance e le performance finanziarie e non finanziarie del Gruppo consentono di creare valore condiviso nel tempo per tutti gli stakeholder.
La Relazione Finanziaria Annuale Integrata del Gruppo Seri Industrial si compone:
• della Relazione sulla gestione, integrata sia dell’informativa finanziaria che della Rendicontazione consolidata di sostenibilità, predisposta ai sensi del decreto legislativo n. 125/2024 di recepimento della direttiva (UE) 2464/2022. In particolare, la Rendicontazione consolidata di sostenibilità, che include anche l’informativa sulla Tassonomia dell’Unione Europea, come prevista dal Regolamento (UE) 852/2020, costituisce una specifica sezione della Relazione sulla gestione ed è sottoposta a revisione limitata svolto in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità – SSAE (Italia) da parte della società di revisione Crowe Bompani Assurance Services S.p.A.. La Rendicontazione consolidata di sostenibilità è stata redatta secondo i principi di rendicontazione ESRS European Sustainability Reporting Standards, adottati dalla Commissione Europea il 31 luglio 2023 con relativo Regolamento delegato (UE) 2023/2772, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 22 dicembre 2023, successivamente modificato in aprile e in giugno 2024.
La Relazione sulla gestione è stata redatta come unico documento riferito sia al Bilancio consolidato del Gruppo Seri Industrial, sia al Bilancio separato di Seri Industrial S.p.A., sulla base della facoltà prevista dall’art. 40 comma 2 bis del Decreto legislativo n. 127 del 1991, entrambi predisposti in conformità agli International Financial Reporting Standard (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea. La Relazione sulla gestione, pertanto, fornisce le informazioni sui risultati e sull’andamento del Gruppo e della capogruppo Seri Industrial S.p.A. aggiornati al 31 dicembre 2025, nonché sugli eventi significativi intercorsi nell’esercizio 2025;
• del Bilancio consolidato del Gruppo Seri Industrial che comprende i prospetti contabili consolidati (Stato Patrimoniale, Conto Economico, Conto Economico Complessivo, Rendiconto Finanziario e Variazioni del Patrimonio Netto) e le relative note esplicative;
• del Bilancio d’esercizio di Seri Industrial S.p.A. che comprende i prospetti contabili separati (Stato Patrimoniale, Conto Economico, Conto Economico Complessivo, Rendiconto Finanziario e Variazioni del Patrimonio Netto) e le relative note esplicative; e
• delle attestazioni previste all'articolo 154-bis, commi 5 e 5-ter, del Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria o TUF).
Le informazioni finanziarie e di sostenibilità presentate all’interno della Relazione Finanziaria Annuale Integrata sono selezionate e rendicontate in base alla relativa materialità, determinata sulla base di specifici framework, che tiene conto del fabbisogno informativo degli stakeholder. In particolare, la rendicontazione sugli aspetti di sostenibilità è stata effettuata sulla base del principio della “doppia rilevanza” che comprende due dimensioni, la rilevanza dell’impatto e la rilevanza finanziaria, per i cui dettagli si rinvia alla specifica sezione “Rendicontazione consolidata di Sostenibilità”.
Tale rendicontazione integrata permette di illustrare come il Gruppo Seri Industrial sia attore nel processo di transizione energetica ed ecologica, attraverso il racconto della sua storia, della rilevanza strategica delle tematiche di sostenibilità, non soltanto da una prospettiva regolamentare, ma, soprattutto di modello di business e delle performance, che consentono di generare valore condiviso.
Il presente documento è stato approvato e autorizzato alla pubblicazione dal Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial S.p.A. nella riunione del 17 aprile 2026.
Seri Industrial S.p.A. (“Seri Industrial” o la “Società” e, unitamente alle società controllate, il “Gruppo”) è una società emittente azioni ammesse a negoziazione sul mercato regolamentato Euronext Milan (“EXM”) gestito da Borsa Italiana S.p.A. e opera come holding di controllo delle società industriali del Gruppo.
Negli ultimi anni il Gruppo si è sviluppato sia per effetto di una crescita organica sia per effetto di acquisizioni finalizzate ad ampliare il portafoglio prodotti/servizi e a estendere l’offerta a settori del mercato ritenuti strategici e sinergici.
Il Gruppo opera nelle seguenti tre Linee di Business (o “Settori”):
“Materie plastiche”, gestita attraverso la società Seri Plast S.p.A. (“Seri Plast”), attiva nel riciclo e nella lavorazione di materiali plastici per il mercato (i) delle batterie (produzione di compound speciali e stampaggio di cassette e coperchi per batterie); (ii) automotive (produzione di compound speciali) e (iii) idro-termo sanitario, cantieristica civile e navale (produzione di compound speciali, estrusione e stampaggio di tubi, raccordi e pezzi speciali). Nel prossimo futuro, la Linea di Business, attraverso la joint venture P2P, sarà attiva anche nel settore dei polimeri plastici rigenerati per il mercato consumer ottenuti dal riciclo di imballaggi post-consumo a fine vita;
“Batterie”, gestita attraverso la società FIB S.p.A. (“Fib” o “FIB” o “Faam”), attiva, con il marchio Faam, (i) nella produzione di celle, moduli e sistemi di batterie al litio per applicazioni ESS (Energy Storage System), industriali e speciali (ii) nella produzione di batterie al piombo per applicazioni trazione industriale, avviamento e storage e (iii) nel riciclo di batterie a fine vita, dalla progettazione dell’impianto al recupero di materiali.
“Mobilità sostenibile”, linea di business gestita attraverso la società Menarini S.p.A., attiva con il marchio Menarini nella produzione di autobus per il trasporto pubblico urbano, con una particolare attenzione alla transizione verso la mobilità sostenibile mediante la realizzazione di autobus elettrici. La nuova Linea di Business consentirà al Gruppo di consolidare la direzione intrapresa sulle principali azioni strategiche per favorire la transizione energetica in corso e affrontare le sfide del cambiamento climatico
Localizzazione del Gruppo Seri Industrial
Il Gruppo, presente in 4 Paesi, opera in 20 siti nel mondo, con 1.339 dipendenti.
Nel settore Materie plastiche, il Gruppo è attivo in Italia, Polonia e Francia; nel settore Batterie è attivo in Italia sia per le applicazioni al piombo acido sia, in particolare presso il polo produttivo di Teverola, per lo sviluppo e la produzione di batterie e celle al litio attraverso i siti Teverola 1 (già operativo) e Teverola 2. Nel settore Mobilità sostenibile è attivo in Italia nel sito di Flumeri (AV), il più grande polo produttivo di autobus in Italia e tra i principali in Europa, e nel sito di Bologna, dedicato alle attività di ricerca e sviluppo e prototipazione
La Capogruppo, che svolge attività di direzione e coordinamento delle società controllate, ha sede in Italia, a San Potito Sannitico (CE).
La distribuzione geografica del Gruppo
La nostra Mission è accelerare la transizione energetica ed ecologica
Un nuovo modo di pensare l’economia, con prodotti e processi produttivi virtuosi, innovativi e poco impattanti, supportando la transizione dell’economia da un modello lineare ad un modello circolare.
Seguendo il solco tracciato dalla conferenza sul clima di Parigi COP 21 e dalle recenti COP, il Gruppo Seri Industrial prevede per il suo futuro uno sviluppo sostenibile, fortemente radicato nell’idea di dover partecipare attivamente alla rivoluzione energetica ed ecologica in corso e pienamente consapevole della necessità di dover accelerare i processi di decarbonizzazione per far fronte ai cambiamenti climatici e alle sfide ambientali.
Orgogliosi delle nostre origini italiane e del nostro radicamento nel territorio di appartenenza, promuoviamo collaborazioni con altre imprese che condividono la nostra mission, per creare valore a lungo termine, valorizzando le conoscenze acquisite per cogliere le opportunità del mercato, in questa fase storica di transizione ecologica ed energetica. Siamo pronti ad accettare le sfide e a competere nel contesto internazionale, senza paura e con coraggio, nella consapevolezza della forza delle nostre competenze.
Il modello di business del Gruppo fa leva su una diversificata presenza geografica e su un portafoglio di soluzioni tecnologiche che contribuiscono ad accelerare il processo di transizione energetica ed ecologica incentivando il percorso di decarbonizzazione. Il funzionamento del modello si basa sul migliore utilizzo possibile di tutte le risorse e sulla loro trasformazione in output, mediante l’attuazione della strategia che prevede lo sviluppo di business integrati, basati sul principio cardine dell’economia circolare. L’economia circolare rappresenta per il Gruppo una leva strategica a supporto del percorso verso una transizione equa e inclusiva, con l’obiettivo di applicarla progressivamente a tutto il modello di business in modo da renderlo sempre più sostenibile, resiliente e competitivo.
Seri Industrial fa propri i principi di sostenibilità ambientale e di innovazione articolando le proprie azioni strategiche lungo tre direttrici:
Il modello di business circolare nel segmento batterie al piombo acido e materie plastiche
Nel percorso di transizione energetica ed ecologica, il Gruppo ha adottato fin dall’inizio un modello circolare, orientato da un lato alla progressiva riduzione dell’impiego di nuove risorse vergini e dall’altro all’incremento del recupero e del riciclo di rifiuti. L’elevato grado di integrazione verticale del segmento batterie piombo-acido e materie plastiche, con il controllo di tutte le fasi della filiera produttiva - dalla produzione delle materie prime seconde, all’assemblaggio, fino al riciclo dell’esausto - rappresenta uno dei punti di forza del Gruppo che consente di ridurre gli impatti dell’intero processo produttivo sull’ambiente, massimizzando il valore recuperabile a fine vita dei prodotti.
In particolare, tramite le attività di service after-sales e la capillarità sul territorio nazionale dei servizi FAAM Service, le batterie a fine vita sono recuperate e reinserite nel processo produttivo come materia prima, attraverso l’attività di smelter dell’innovativo impianto di Calitri della Repiombo, che consente il recupero del piombo e degli scarti di plastica. Le plastiche provenienti dallo “scassettamento” delle batterie a fine vita sono trattate dal segmento PP Compound della Linea di Business Materie plastiche, che ha sviluppato un know-how pluriennale nella realizzazione del granulo di polipropilene (100% riciclato da batterie esauste) da reimpiegare nel processo produttivo per la produzione di cassette e coperchi per le batterie avviamento, trazione e stazionario, e parzialmente per lo stampaggio di raccordi per il settore idro-termosanitario, realizzati dalla stessa Linea di Business.
L’integrazione verticale nel segmento batterie al litio e mobilità sostenibile
A differenza del settore automotive – in particolare del segmento passenger cars – dove le batterie sono fortemente standardizzate e i produttori di veicoli si limitano spesso all’acquisto di celle, il Gruppo si distingue per la capacità di offrire soluzioni complete, che integrano l’intero ciclo produttivo dalla cella fino al sistema batteria finito.
Questa scelta strategica consente un’elevata customizzazione dei sistemi batteria in base alle esigenze applicative, permettendo lo sviluppo di soluzioni su misura per il segmento Battery Energy Storage Systems (BESS), per applicazioni commerciali e industriali (Commercial & Industrial, C&I), e per il settore residenziale. Il controllo diretto su tutti i componenti – inclusi formato, chimica, interfacce elettroniche e logiche di gestione energetica – garantisce massima flessibilità progettuale, performance ottimizzate e un’integrazione semplificata con le infrastrutture del cliente.
La tecnologia adottata si basa su una materia attiva catodica a base di litio-ferro-fosfato (LFP) che coniuga la sicurezza alle alte prestazioni e alla sostenibilità dei materiali utilizzati. Oltre alla scelta della chimica LFP, un ulteriore elemento distintivo è l’utilizzo di processi a base d’acqua c.d. “water-based”, evitando l’uso di solventi organici. Tali processi permettono di ridurre le emissioni atmosferiche nell’ambiente sia per i minori consumi energetici dell’impianto, derivanti dall’assenza di un sistema di recovery dei solventi chimici (la soluzione acquosa viene riciclata e reimmessa nel ciclo produttivo), sia per una minore temperatura presente in alcuni processi. Inoltre, l’utilizzo dell’acqua in sostituzione dei solventi permette una maggiore sicurezza e flessibilità nel futuro processo di riciclo della batteria, in quanto non occorrerà trattare il solvente a fine vita.
In un’ottica di ulteriore rafforzamento della filiera delle batterie e di promozione dello sviluppo sostenibile, il Gruppo ha avviato collaborazioni strategiche con primari operatori industriali per consolidare le proprie competenze anche nelle fasi di recupero e rigenerazione delle celle e delle batterie a fine vita, nonché nella produzione interna del litio-ferro-fosfato (LFP), materiale attivo catodico che incide in modo determinante su costi e sulle prestazioni della cella litio-ione e che oggi è prodotto esclusivamente in Asia. L’obiettivo è quello di completare il ciclo produttivo, ridurre la dipendenza da fornitori esterni e promuovere un modello di economia realmente circolare.
A supporto di questa visione strategica, il progetto Teverola 2, sviluppato nell’ambito dell’IPCEI Batterie 1, rappresenta il fulcro dell’espansione industriale del Gruppo.
Potendo contare sulla sinergica integrazione con la Linea di Business Batterie, nel corso del 2024, è nata la nuova Linea di Business Mobilità sostenibile, specializzata nella produzione industriale di autobus per il trasporto pubblico urbano. Sotto il marchio Menarini, progetta, costruisce e commercializza un’ampia gamma di autobus destinati al trasporto pubblico locale, dagli 8 ai 12 metri, tra cui i modelli Citymood e Vivacity, la cui versatilità e modularità ne permettono l’adattamento ai sistemi di trazione a metano liquido (LNG), compresso (CNG) ed elettrico (BEV). Nel corso del 2026 saranno omologati i modelli da 8 e 9 metri elettrici e completata la revisione della gamma da 10 e 12 metri elettrici. Entro la fine del 2026 è prevista inoltre la realizzazione dei prototipi dei modelli da 6 e 18 metri, a completamento della intera gamma. Il focus è sempre più orientato verso la produzione totale di autobus full elettric, in linea con gli obiettivi comunitari di puntare su tecnologie green e sostenibili per il trasporto pubblico. Il Gruppo mantiene una visione comunque pragmatica, offrendo soluzioni tecnologicamente diversificate, ancorché green (come LNG o CNG), per accompagnare le municipalità e gli operatori nella transizione energetica in modo sostenibile e graduale. Questa flessibilità consente di rispondere efficacemente a diversi scenari di mercato e a differenti livelli di maturità delle infrastrutture locali, riducendo al contempo i rischi connessi a una specializzazione esclusiva sull’elettrico. L’obiettivo è inoltre entrare in nuovi segmenti - come quello degli autobus intercity - anche attraverso lo sviluppo di partnership industriali e di sistema.
La nuova Linea di Business consentirà al Gruppo di divenire il primo player europeo totalmente integrato verticalmente: dall’approvvigionamento di materie prime (produzione di batterie e materiali compositi innovativi per ridurre il peso del veicolo), alla progettazione e produzione di veicoli elettrici (dalla carpenteria al montaggio e testing finale, passando per la cataforesi, la verniciatura e l'incollaggio), fino al riciclo delle batterie a fine vita.
La principale sinergia consisterà nell’integrazione delle celle al litio, prodotte dalla Linea di Business Batterie, nei veicoli con un processo cell-to-vehicle battery pack. Questo approccio garantirà maggiore efficienza, sostenibilità e competitività sul mercato.
Highlights
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Ricavi, proventi e incrementi per lavori interni adjusted | Margine Operativo Lordo adjusted | EBITDA margin adjusted |
€ 371.917 migliaia nel 2025 € 267.515 migliaia nel 2024 | € 65.224 migliaia nel 2025 € 37.812 nel 2024 Nel 2025 include accantonamenti per euro 10.805 migliaia | 23,4% nel 2025 18,8% nel 2024 |
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Capitale investito netto | Indebitamento finanziario netto adjusted | Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali |
€ 429.669 migliaia nel 2025 € 288.702 migliaia nel 2024 include (i) Fondi per rischi ed oneri pari a euro 32.209 migliaia (58.413 migliaia nel 2024) (ii) crediti verso il MIMIT per il progetto IPCEI pari a euro 177.855 migliaia (96.289 migliaia nel 2024). | € 227.023 migliaia nel 2025 € 95.198 migliaia nel 2024 non include i crediti verso il MIMIT da incassare per il progetto IPCEI pari a euro 177.855 migliaia (96.289 migliaia nel 2024). | € 88.848 migliaia nel 2025 € 87.528 migliaia nel 2024 Gli investimenti 2025 e 2024 sono riconducibili prevalentemente al settore Batterie. |
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Ricavi, proventi e incrementi per lavori interni | Margine Operativo Lordo adjusted | EBITDA margin adjusted |
€ 97.020 migliaia nel 2025 € 99.493 migliaia nel 2024 | € 11.174 migliaia nel 2025 € 7.873 migliaia nel 2024 | 12,2% nel 2025 8,4% nel 2024 |
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Ricavi, proventi e incrementi per lavori interni | Margine Operativo Lordo adjusted | EBITDA margin adjusted |
€ 114.147 migliaia nel 2025 € 103.668 migliaia nel 2024 | € 46.450 migliaia nel 2025 € 27.818 migliaia nel 2024 | 73,8% nel 2025 42,2% nel 2024 |
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Ricavi, proventi e incrementi per lavori interni | Margine Operativo Lordo adjusted | EBITDA margin adjusted |
€ 163.445 migliaia nel 2025 € 66.594 migliaia nel secondo semestre 2024 | € 8.066 migliaia nel 2025 € 3.548 migliaia nel secondo semestre 2024 | 6,4% nel 2025 8,1% migliaia nel secondo semestre 2024 |
Dati patrimoniali e finanziari
Il conto economico consolidato dell’esercizio 2025 rileva un risultato economico positivo, registrando un utile consolidato di euro 13.629 migliaia; l’utile consolidato adjusted è pari a euro 15.359 migliaia, con un miglioramento di euro 18.575 rispetto al dato dell’esercizio 2024.
I Ricavi, proventi e incrementi per lavori interni del 2025 sono pari a euro 372.970 migliaia e mostrano un incremento del 24%, pari a euro 72.329 migliaia, rispetto al precedente esercizio. Tale incremento è riconducibile principalmente alle linee di business Mobilità sostenibile (+euro 96.851) e Batterie (+euro 10.479), il settore Materie plastiche è sostanzialmente in linea con il 2024.
In termini di redditività, il Margine Operativo Lordo adjusted dell’esercizio 2025 risulta pari a euro 65.224 migliaia, con un EBITDA margin adjusted (Margine Operativo Lordo adjusted/Ricavi da clienti adjusted) pari al 23,4% (rispetto al 18,8% registrato nell’esercizio 2024).
Il Risultato operativo adjusted è pari a euro 22.357 migliaia e registra un significativo aumento rispetto ad euro 3.772 migliaia registrato nel 2024; comprende ammortamenti e svalutazioni pari ad euro 42.867 migliaia, di cui euro 21.451 migliaia per ammortamenti collegati agli investimenti realizzati e in corso di realizzazione Teverola 1 e Teverola 2.
L’indebitamento finanziario netto adjusted al 31 dicembre 2025 è pari a euro 227.023 migliaia rispetto a euro 95.198 migliaia registrati nel 2024. L’incremento, pari a euro 131.825 migliaia, è riconducibile principalmente agli investimenti in corso presso il sito di Teverola 2 e, specificatamente, agli utilizzi pari a euro 150 milioni della linea revolving erogata a supporto del disallineamento temporale tra l’incasso dei contributi a fondo perduto del progetto IPCEI e il pagamento dei fornitori. A tal riguardo, è iscritto un credito verso il MIMIT pari a euro 177.855 migliaia, non incluso tra le attività finanziarie.
Il flusso finanziario da attività di investimento nel periodo è pari a euro 88.848 migliaia ed è riferibile principalmente agli investimenti del progetto Teverola 2 – IPCEI.
I progetti in corso
Batterie - Teverola 1, Teverola 2 e Brindisi
L’impianto di Teverola 1 (300MWh/anno di capacità produttiva) è pienamente operativo e attualmente in produzione, rappresentando il primo impianto attivo in Europa dedicato alla produzione di celle. L’impianto non presenta limitazioni né di natura tecnologica – grazie al corretto settaggio di macchinari e linee produttive – né di natura qualitativa, con un prodotto che risponde pienamente agli standard prestazionali attesi e un processo produttivo altamente innovativo, basato su tecnologia water-based e privo di solventi organici.
L’attività commerciale è orientata alla valorizzazione di prodotto e servizio, privilegiando clienti sensibili all’elevato contenuto tecnologico e qualitativo dell’offerta, interamente prodotta in Europa, evitando politiche di prezzo aggressive in un contesto competitivo caratterizzato dal dumping asiatico. L’approccio privilegia quindi prodotti a maggiore marginalità rispetto alla competizione basata sul prezzo
Parallelamente, prosegue l’attività di sperimentazione e ottimizzazione dei parametri di processo, coerentemente con la natura di linea pilota dell’impianto. Questo lavoro è finalizzato a supportare lo sviluppo e la messa a punto del nuovo impianto Teverola 2, garantendo una mitigazione del rischio di execution e stabilizzando i parametri di processo produttivo. In aggiunta, nel corso del 2025 la linea di Teverola 1 è stata utilizzata per l’avvio delle linee produttive per la realizzazione di celle e batterie speciali.
Per quanto riguarda il progetto di Teverola 2, ad aprile 2025, è stata perfezionata una linea di finanziamento di tipo revolving in linea capitale, per un importo massimo di 150 milioni di euro, messa a disposizione da primari istituti finanziari europei, che consente al Gruppo di avere a disposizione risorse in anticipo rispetto alle agevolazioni che matureranno annualmente a presentazione dei SAL.
Sono stati inoltre sottoscritti i contratti di fornitura degli impianti e dei macchinari con primari fornitori europei, selezionati tra i principali operatori del settore a livello globale. Per tali contratti sono già stati corrisposti gli acconti e i successivi pagamenti a milestone; è stata inoltre completata l’attività di design freeze, che ha consentito di definire il budget finale in linea con le aspettative, nonché la pianificazione delle consegne, coerente con la timeline di progetto che prevede l’avvio delle produzioni durante il mese di giugno 2027.
Nel corso del 2025 è inoltre proseguita l’attività di potenziamento del team tecnico dedicato all’ingegneria di processo e alla ricerca e sviluppo applicata alla produzione, nonché di figure manageriali nelle aree supply chain e sales, con il completamento dei key hirings. Dall’avvio del progetto, tale processo ha portato all’inserimento di oltre 100 professionalità di primissimo livello internazionale, oltre a ulteriori risorse operative.
La tecnologia scelta per Teverola 2 è quella LFP (in linea con Teverola 1) con formato prismatico in tre diverse configurazioni, da 40Ah, 155Ah e 300Ah, a seconda delle applicazioni (ESS – Storage utility scale, ESS – Commerciale & Industriale, ESS-domestico, Motive Power, Mobilità Elettrica per trasporto pubblico e veicoli commerciali). Il mercato di riferimento, da sempre, è quello dello stazionario, in particolare dei sistemi di grandi dimensioni BESS. Le tre configurazioni di cella contribuiscono in modo differenziato al mix produttivo complessivo dell’impianto, con una prevalenza dei formati di maggiore capacità, coerentemente con il focus applicativo sulle BESS.
In tale contesto, prosegue lo sviluppo di una progettualità – anche tramite partnership industriali e commerciali - integrata lungo l’intera catena del valore dell’energy storage, dalla produzione della cella LFP fino alla realizzazione del sistema completo (BESS), in un settore caratterizzato da elevata resilienza e nel quale i prodotti Made in EU presentano maggiori elementi di competitività.
In tale ambito si inserisce anche il progetto sviluppato tramite Eni Storage Systems S.p.A., joint venture con Eni S.p.A. per il tramite di Eni Industrial Evolution S.p.A., che rafforza ulteriormente il posizionamento del Gruppo lungo la filiera integrata dell’energy storage. L’iniziativa è finalizzata allo sviluppo di un polo per la produzione di oltre 8 GWh/anno di batterie litio ferro fosfato su base acquosa, destinate prevalentemente ad accumuli stazionari di energia elettrica. Il progetto, annunciato il 25 ottobre 2024, è parte del piano di trasformazione industriale che Eni sta realizzando per contribuire a uno sviluppo industriale improntato a una sempre maggiore sostenibilità dal punto di vista ambientale, sociale ed economico e conferma la partnership tra Eni e Seri Industrial che prevede la gestione integrata del sito di Brindisi con gli impianti di Teverola. A Brindisi saranno anche concentrate le attività di produzione della materia attiva catodica - il litio-ferro-fosfato che nel catodo immagazzina e rilascia ioni di litio durante i cicli di carica e scarica - e di assemblaggio delle batterie in sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems), a servizio sia della produzione di Brindisi, sia di quella di Teverola. In prospettiva, nel sito di Brindisi si aggiungerà anche l’attività di riciclo delle batterie che, insieme alla produzione della materia attiva catodica, sarà disponibile anche per altri operatori del settore. Obiettivo della partnership è conquistare oltre il 10% del mercato europeo delle batterie stazionarie.
Materie Plastiche - P2P
Per quanto riguarda il progetto P2P, sviluppato in partnership con Unilever B.V., che prevede investimenti complessivi per circa 109 milioni di euro per la realizzazione di una nuova unità produttiva a Pozzilli (Isernia, Molise) destinata al recupero di materiale plastico misto da post-consumo, a seguito della sottoscrizione dell’Accordo di Sviluppo con il Ministero del Made in Italy e Invitalia S.p.A. del 16 giugno 2023, Invitalia SpA, in data 21 gennaio 2026, ha deliberato a favore di P2P la concessione di agevolazioni per complessivi euro 80.909 migliaia, in parte da ricevere a titolo di contributi a fondo perduto, per euro 15.885 migliaia, e in parte attraverso la concessione di un finanziamento a tasso agevolato per euro 65.024 migliaia.
La parte rimanente del fabbisogno finanziario per garantire l’esecuzione del contratto di sviluppo è previsto che venga messa a disposizione dai soci.
Nel corso del 2025 sono stati firmati gli accordi di dettaglio (c.d. "Additional Arrangements") con Unilever, in esecuzione di quanto stabilito nell’Offtake Agreement sottoscritto nel 2021.
È stato inoltre nominato un nuovo Chief Operating Officer, responsabile delle attività progettuali e operative del nuovo sito produttivo. Per la costruzione dell’impianto, P2P ha sottoscritto un contratto di EPC (Engineering, Procurement and Construction) con la società del Gruppo FIB S.p.A. che ha dato già avvio alle attività di progettazione.
Mobilità Sostenibile - Menarini
Infine, per quanto riguarda la linea di business Mobilità sostenibile, che fa riferimento alla controllata Menarini S.p.A., nel corso dell’esercizio è stato completato il piano di risanamento e rilancio definito dal nuovo management.
Il 2025 si è chiuso per Menarini con risultati di rilievo, rappresentando il miglior esercizio della storia recente dell’azienda.
Nel corso dell’anno è stato realizzato un significativo programma di risanamento e rafforzamento aziendale, attraverso la riorganizzazione della supply chain e l’efficientamento dei processi produttivi, accompagnati da una revisione dell’assetto organizzativo che ha valorizzato le competenze interne.
È stato inoltre avviato lo sviluppo della nuova gamma di mezzi elettrici e a metano, caratterizzati da design rinnovato e dall’introduzione di innovazioni tecnologiche, con l’obiettivo di coprire l’intero segmento dai 6 ai 18 metri (classe I). Nei prossimi mesi saranno omologati i modelli da 8 e 9 metri, mentre proseguirà l’evoluzione della gamma da 10 e 12 metri; entro fine 2026 è previsto il completamento dei prototipi da 6 e 18 metri. Il completamento della gamma è uno dei principali obiettivi della società, in forte discontinuità con le precedenti gestioni. Nel corso del 2026 è prevista l’espansione commerciale sui mercati esteri, al fine di diversificare il rischio legato alla domanda domestica e si è dato avvio a nuove collaborazioni, con particolare riferimento al segmento intercity.
Il 2026 si apre in un contesto di mercato più complesso: nonostante il successo nelle principali gare nazionali, si registrano ritardi nella formalizzazione degli ordini, legati in particolare alle tempistiche di rendicontazione del PNRR e alla mancata attuazione delle misure previste dal PSNMS, con un conseguente rallentamento della domanda. Il management ha adottato opportuni provvedimenti per neutralizzare gli effetti economici del calo momentaneo degli ordinativi attivando ammortizzatori sociali.
L’azienda mantiene tuttavia fiducia nella progressiva attivazione degli ordini e nel rafforzamento del portafoglio, anche grazie alla capacità produttiva dello stabilimento di Flumeri.
Menarini dispone oggi delle risorse industriali, tecnologiche e umane necessarie per affrontare un mercato atteso in significativa crescita nei prossimi anni.
Nel corso del 2025, il mercato azionario italiano ha registrato una performance particolarmente positiva, con una crescita prossima al 30%, sostenuta principalmente dai settori finanziario e delle utility. In tale contesto, l’indice FTSE MIB ha evidenziato una significativa sovraperformance rispetto ai segmenti mid e small cap, che hanno invece mostrato un andamento più eterogeneo. Nel dettaglio, le mid cap hanno leggermente sottoperformato il mercato principale, mentre le small cap hanno mostrato una dinamica relativamente migliore nel breve periodo, pur mantenendo un ritardo su base annua. A livello europeo, le società a minore capitalizzazione hanno evidenziato performance complessivamente superiori rispetto al mercato italiano. Dal punto di vista delle stime, nel corso dell’anno si è assistito a una revisione moderatamente negativa delle aspettative sugli utili per azione (EPS) 2025, mentre le previsioni per il 2026 sono rimaste sostanzialmente stabili. Le valutazioni di mercato risultano in aumento, con un significativo re-rating sia per le large cap sia per i segmenti mid e small cap; queste ultime, in particolare, trattano attualmente a multipli superiori alla media storica rispetto alle large cap. Per quanto riguarda la liquidità, il 2025 ha evidenziato un miglioramento per le large e mid cap, mentre permane una debolezza nel comparto small cap, penalizzato da una riduzione dei volumi scambiati nel corso dell’anno. In prospettiva, il contesto macroeconomico atteso per il 2026 appare più stabile rispetto all’anno precedente, che è stato caratterizzato da elevata incertezza, anche legata a dinamiche commerciali e valutarie. Le attese di politiche economiche più espansive in Europa, unitamente al progressivo miglioramento del profilo di rischio Paese dell’Italia, contribuiscono a delineare uno scenario complessivamente favorevole. In tale contesto, si rilevano opportunità selettive in diversi comparti, tra cui il settore tecnologico legato ai processi di digitalizzazione, nonché nei segmenti consumer, industriale e media. Inoltre, si prevede un possibile rafforzamento dell’interesse verso le società a media e piccola capitalizzazione, anche in considerazione di potenziali fattori abilitanti quali la ripresa del mercato delle IPO e l’operatività di nuovi strumenti di investimento dedicati.
Nel corso del 2025, il titolo ha evidenziato un andamento complessivamente volatile, chiudendo l’esercizio sostanzialmente in linea con i livelli di inizio anno (da €2,64 a €2,50). Nel complesso, l’andamento evidenzia una prima fase ribassista, seguita da un recupero significativo nella seconda parte dell’anno e da una successiva normalizzazione dei prezzi.
Quotazione titolo Seri dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025
Nel grafico seguente viene mostrato l’andamento del titolo Seri confrontato con l’indice FTSE MIB, nel periodo dal 30 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025.
Andamento titolo Seri e indice FTSE-MIB dal 30 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025
La capitalizzazione di borsa al 31 dicembre 2025 è pari a circa euro 135 milioni (euro 142 milioni al 30 dicembre 2024).
La strategia sviluppata nel corso degli anni dal Gruppo Seri Industrial ha consentito di disegnare una visione di futuro e progresso incentrata sulla sostenibilità, quale elemento chiave imprescindibile per affrontare le sfide globali della transizione verso un’economia decarbonizzata. L’attualità dei cambiamenti climatici e il ripetuto verificarsi di eventi estremi mettono in luce sempre più l’importanza di accelerare i processi di transizione energetica ed ecologica non più rinviabili.
Tale scenario fa comprendere al meglio la valenza del lavoro svolto fin ad oggi dal Gruppo, che da sempre, fin dalla sua costituzione, ha posto al centro della propria strategia la sostenibilità e la circolarità, anche quando tali temi erano lungi dall’essere al centro dell’attenzione europea e mondiale. Nel corso degli anni, il Gruppo ha costantemente operato con tale visione, fornendo ai propri clienti prodotti innovativi, sicuri ed eco-friendly, con controllo dell’intera filiera produttiva.
Il percorso di transizione verso un’economia circolare rappresenta per il Gruppo una delle principali risposte alle attuali sfide ambientali, attraverso la promozione di un modello di business che applica i principi circolari sia nelle attività tradizionali che nei progetti di investimento in corso.
Proseguendo il cammino di innovazione avviato con il progetto Teverola 1, le azioni strategiche di medio e lungo termine prevedono di rafforzare l’impegno del Gruppo verso la transizione energetica ed ecologica. In particolare, i principali progetti di investimento in corso, “P2P”, in partnership con Unilever (che detiene il 50% delle azioni), e “Teverola 2”, nell’ambito del progetto europeo IPCEI Batterie 1, perseguono gli obiettivi della transizione “Net Zero”, verso un’economia globale a zero emissioni, e sono legati a strategie di riduzione dell’utilizzo di materie prime vergini a favore di materie prime secondarie da riciclo, che consentiranno di ridurre notevolmente l’impronta di carbonio dei prodotti, incrementando la resilienza del Gruppo ai vincoli delle catene di approvvigionamento dei materiali vergini. Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la filiera delle batterie e promuovere uno sviluppo sostenibile, il Gruppo ha avviato collaborazioni strategiche con primari partner industriali per ampliare le proprie competenze nelle fasi di recupero e rigenerazione delle celle e delle batterie a fine vita e nella produzione delle materie prime critiche.
A ulteriore conferma dell’impegno del Gruppo a fronteggiare il cambiamento climatico, è stata recentemente avviata la nuova Linea di Business Mobilità sostenibile, attraverso l’acquisizione della società Menarini, dedicata all’elettrificazione del trasporto pubblico. L’adozione di sistemi di trasporto urbano elettrici, basati sugli e-bus, rappresenta uno degli elementi chiavi per la decarbonizzazione dei consumi, il miglioramento della salute pubblica, la promozione di stili di vita attivi e la riduzione della congestione urbana.
Progetti di investimento e Piano Industriale
Il progetto prevede investimenti e spese per circa 505,8 milioni di euro da realizzare attraverso le agevolazioni concesse dalla Commissione Europea, in forma di contributo alla spesa. A supporto dell’esecuzione del progetto è inoltre prevista una linea di finanziamento di tipo revolving in linea capitale, per un importo massimo di 150 milioni di euro, messa a disposizione da primari istituti finanziari europei nel corso del 2025, che consentirà al Gruppo di anticipare le agevolazioni previste (per maggiori dettagli si veda il paragrafo “Fatti di rilievo del periodo”).
La Gigafactory è in corso di realizzazione presso la medesima area industriale dell’impianto Teverola 1, di complessivi 265 mila mq, dove il Gruppo ha già avviato una linea altamente innovativa per lo sviluppo e la produzione di celle LFP e moduli per batterie al litio, con capacità installata iniziale di circa 300 MWh/annui per applicazioni ESS, Motive Power, Navale e mobilità elettrica, ed è la prima attiva in Europa da aziende europee.
La linea pilota di Teverola 1 rappresenta un elemento chiave per mitigare il rischio di execution legato a Teverola 2, consolida il posizionamento tecnologico dell'impianto lungo la filiera delle batterie al litio-ferro-fosfato - oggi unico produttore europeo attivo nella realizzazione di celle - e rafforza la credibilità tecnologica.
La Gigafactory avrà una capacità produttiva annua in circa 8 GWh, in grado di soddisfare la crescente domanda del mercato. La tecnologia scelta per Teverola 2 è quella LFP (in linea con Teverola 1) con formato prismatico in tre diverse configurazioni, da 40Ah, 155Ah e 300Ah, a seconda delle applicazioni (ESS – Storage utility scale, ESS – Commerciale & Industriale, ESS-domestico, Motive Power, Mobilità Elettrica per trasporto pubblico e veicoli commerciali), con forte focus sulle applicazioni BESS, con la configurazione della cella da 300Ah.
Nell’ambito del progetto, il Gruppo, inoltre, intende promuovere la gestione efficiente delle risorse naturali e lo sviluppo di processi di economia circolare, avviando attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla futura realizzazione di una linea pilota per il riciclo delle batterie esauste al litio e il recupero della materia attiva.
Nel corso del 2025 è continuata l’attività di potenziamento del team tecnico dedicato all’ingegneria di processo e alla ricerca e sviluppo applicato alla produzione, che ha visto dall’avvio del progetto l’inserimento di oltre 100 professionalità di primissimo livello mondiale, oltre 50 blue-collar e altre figure. La strategia del Gruppo di valorizzazione delle persone, volta a costruire un team solido internazionale e altamente qualificato per il cluster di Teverola, prevede un impiego di risorse a regime di oltre 600 nuovi occupati nell’area. Grazie a un team internazionale, eterogeneo e multiculturale, si beneficerà della straordinaria ricchezza di conoscenze, competenze, relazioni e contaminazioni tra le diverse culture. Tale principio rappresenta per il Gruppo un vantaggio competitivo per la crescita, la creazione di sinergie nonché per la comprensione e la capitalizzazione delle sfide del contesto di business.
Un ulteriore obiettivo che si pone il Gruppo è di collaborare il più possibile con fornitori europei al fine sia di valorizzare il tessuto industriale dell’Unione Europea, aumentando la competitività dei Paesi nell’economia globale, sia di ridurre l’impatto globale di CO2 limitando il trasporto di materiali e attrezzature, con ricadute positive anche in termini di sostenibilità. Tale obiettivo risulta pienamente in linea con la politica industriale europea di autonomia strategica e cooperazione, che punta a rafforzare la filiera continentale delle batterie e a promuovere soluzioni tecnologiche sostenibili orientate alla decarbonizzazione. Per il progetto di Teverola 2 sono stati sottoscritti i contratti con i fornitori di impianti e macchinari coinvolti nella realizzazione del progetto, scelti tra i principali operatori del settore a livello globale, per oltre l’80% europei.
Batterie: Partnership con Eni
Lo sviluppo della filiera industriale delle batterie LFP sarà realizzato anche in partnership con primari operatori industriali, rappresentando un importante passo per la promozione e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione.
Nel corso del 2024, Seri Industrial e Eni hanno definito un accordo per il potenziale sviluppo della filiera industriale delle batterie elettrochimiche al litio-ferro-fosfato per applicazioni storage (ESS) e per mobilità elettrica industriale e commerciale. Il progetto, annunciato il 25 ottobre 2024, prevede la gestione integrata del sito di Brindisi con l’impianto che Fib sta realizzando a Teverola, nella provincia di Caserta.
Nel corso del 2025, è stata costituita la società compartecipata Eni Storage Systems, joint venture costituita da Eni, per il tramite della controllata al 100% Eni Industrial Evolution, (50% più un’azione) e la società controllata del Gruppo Fib (50% meno un’azione), che ha come obiettivo la realizzazione di un polo per la produzione di oltre 8 GWh/anno di batterie litio ferro fosfato su base acquosa, destinate prevalentemente ad accumuli stazionari di energia elettrica. A Brindisi saranno anche concentrate le attività di produzione della materia attiva catodica - il litio-ferro-fosfato che nel catodo immagazzina e rilascia ioni di litio durante i cicli di carica e scarica - e di assemblaggio delle batterie in sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems), a servizio sia della produzione di Brindisi, sia di quella di Teverola. In prospettiva, nel sito di Brindisi si aggiungerà anche l’attività di riciclo delle batterie che, insieme alla produzione della materia attiva catodica, sarà disponibile anche per altri operatori del settore. Seri industrial ed Eni aspirano a conquistare oltre il 10% del mercato europeo delle batterie stazionarie, creando un polo integrato tra Brindisi e Teverola all’avanguardia, che punti a una maggiore sostenibilità e proiettato alla transizione energetica.
Questa iniziativa potrà costituire un importante passo per uno sviluppo industriale, in particolare nelle regioni del Sud Italia, coerente con un sistema energetico sostenibile, facendo leva sulle competenze di Seri Industrial nel settore delle batterie e sulla capacità di Eni nel promuovere soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione. Le batterie stazionarie sono infatti indispensabili alla rete elettrica per superare il limite strutturale di programmabilità e di intermittenza delle fonti rinnovabili, favorendone quindi la diffusione.
La società si è attivata per la ricerca delle fonti di finanziamento, anche di natura agevolata.
Il progetto in partnership con Eni, nella logica di integrazione e gestione combinata con gli impianti di Teverola già attivi o in corso di attivazione, abilita la nascita di un player europeo di riferimento nel settore dell’energy storage, con una capacità produttiva complessiva superiore a 16 GWh/anno. L’iniziativa si distingue per una visione industriale di lungo periodo, orientata allo sviluppo di una filiera pienamente integrata – dalla produzione della materia attiva fino al riciclo end-of-life delle celle al litio – con una forte identità manifatturiera italiana e il supporto di partner di primario standing.
Questa configurazione consente di raggiungere una scala competitiva e, al contempo, di rafforzare l’autonomia della supply chain europea, posizionando il Gruppo come protagonista nella transizione energetica globale. Il focus sulle applicazioni stazionarie, segmento caratterizzato da elevata resilienza e da una crescente valorizzazione dei prodotti Made in Europe, rappresenta un ulteriore elemento distintivo e di vantaggio competitivo sui mercati internazionali, in linea con la strategia del Gruppo che, sin dall’avvio della progettualità litio nel 2015, ha scelto di non operare nel segmento automotive passenger cars.
Materie plastiche: P2P
Il progetto P2P, joint venture in partnership con Unilever, prevede un programma di riconversione industriale dello
stabilimento di Pozzilli, che consentirà la realizzazione di uno dei più avanzati siti in Europa per la produzione di plastica riciclata e l’unico nel Sud Italia in grado di recuperare materiale plastico misto da post-consumo, attualmente inviato a discariche, impianti di termovalorizzazione e cementifici.
Il progetto P2P rispecchia appieno la strategia europea per la plastica che si pone l’obiettivo di tutelare l'ambiente e i cittadini e, al tempo stesso, di stimolare una nuova economia delle materie plastiche, in cui la progettazione e la produzione rispettino le necessità del riutilizzo, della riparazione e del riciclo. L’utilizzo di plastica è incluso in un vasto range di applicazioni ed è in continuo aumento, con oltre 430 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, di cui attualmente solo il 10% è riciclato e con oltre 11 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che finiscono negli oceani, inquinando la fauna marina.
Un ulteriore passo in tale direzione è stato fatto con l’approvazione del Regolamento (UE) 2024/1157 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 aprile 2024 relativo alle misure di controllo sui rifiuti plastici, vietando la loro esportazione verso Paesi non OCSE, a partire dalla primavera del 2026. Il Regolamento rivede la disciplina vigente in materia e stabilisce le misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana e a contribuire alla neutralità climatica e al conseguimento di un’economia circolare. In molti casi le spedizioni di rifiuti, oltre a comportare impatti negativi nei paesi di destinazione, rappresentano anche una perdita di risorse e opportunità economiche per l’industria del riciclo dell’UE.
Il progetto P2P prevede un programma di ricerca e sviluppo di tecnologie innovative che garantiranno, dalla selezione dei rifiuti all’estrusione del compound, un’altissima qualità dei granuli immessi sul mercato per la produzione di imballi riciclati. Attraverso un processo di riciclo meccanico, verranno realizzati prodotti rPP, Rhdpe, rPET e rPET food grade.
I tre pilastri chiave che caratterizzeranno l’impianto di riciclo sono:
1. capacità di selezione avanzate: il progetto prevede lo sviluppo di tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) per il riconoscimento e la separazione del rifiuto attraverso lettori ottici all’avanguardia, accoppiati a macchine deep learning che effettueranno il rilevamento del rifiuto mediante apprendimento automatico del riconoscimento delle plastiche a fine vita. L’impianto P2P avrà la possibilità di processare contemporaneamente sia materiale selezionato (tipo CTE Corepla) che balle di plastica mista/plasmix. La connettività cloud contribuirà a creare un pool condiviso di informazioni, consentendo di incorporare i falsi rilevamenti nel processo di apprendimento su più macchine. L’autodiagnosi dei problemi di manutenzione e il pre-ordine di parti di ricambio o di assistenza consentiranno di ridurre al minimo i tempi di fermo macchina;
2. processo ad alta efficienza e flessibilità: la flessibilità dell’impianto consente di ricevere materiali in ingresso di diversa composizione, sia pre-selezionati (Corepla) che materiali misti. Il processo prevede dei passaggi sequenziali dalla selezione meccanica alla macinazione, al lavaggio e alla separazione per colore. Dopo la macinazione e il lavaggio, si ottengono delle scaglie (flakes) che vengono ulteriormente selezionate eliminando eventuali residui di flakes di altre plastiche o di colore diverso da quello che si sta processando;
3. processo di riciclo tra estrusione e granulazione: i flakes, attraverso il passaggio in estrusione a temperatura controllata, vengono tagliati e trasformati in granuli. Ai granuli di Poliolefine e PET vengono attribuite le caratteristiche meccaniche e termiche, utili a soddisfare le diverse richieste tecniche e di performance dei compound. Nello specifico i granuli di poliolefine vengono deodorizzati, mentre quelli in PET vengono anche trattati in modo da non rilasciare sostanze inquinanti e rigradati molecolarmente, restituendo al polimero riciclato le stesse caratteristiche del polimero vergine.
Mobilità sostenibile
Dopo secoli di evoluzione, il sistema dei trasporti si trova oggi ad affrontare una sfida cruciale: realizzare la mobilità sostenibile, ovvero un sistema sicuro, efficiente, equo e accessibile, in grado di contribuire concretamente alla mitigazione del cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni. Per raggiungere tale obiettivo, il settore dei trasporti deve subire una trasformazione che richiederà una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2050. Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente, il settore è responsabile di circa un quarto delle emissioni totali di CO2 in Europa, il 71,7% delle quali viene prodotto dal trasporto stradale. Diventa quindi essenziale promuovere una mobilità basata su soluzioni sostenibili, alternative all’uso dei veicoli privati alimentati a combustibili fossili, che consenta di abbattere queste emissioni, come il trasporto pubblico elettrico e l’elettrificazione del trasporto pesante.
In linea con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, a maggio 2024 l’UE ha adottato il regolamento sulle norme in materia di emissioni CO2 dei veicoli pesanti, incluso gli autobus urbani, introducendo nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030, 2035 e il 2040. La proposta mira a incoraggiare l'aumento della quota di veicoli a emissioni zero nel parco veicoli pesanti a livello dell'UE, garantendo nel contempo il mantenimento e il rafforzamento dell'innovazione del settore e della sua competitività.
In quest’ottica nasce la nuova Linea di Business dedicata alla Mobilità sostenibile, avviata con la recente acquisizione della società Menarini, che pone al centro della propria strategia lo sviluppo di mezzi a basse emissioni, alternative sostenibili agli autobus diesel convenzionali. Sfruttando le sinergie tra i diversi settori in cui opera il Gruppo, si prevede lo sviluppo di un processo cell-to-vehicle battery pack, che permetta l’integrazione diretta delle celle al litio, prodotte presso il cluster tecnologico di Teverola, nel veicolo. Inoltre, il Gruppo intende valorizzare ulteriori sinergie nell'impiego di materiali plastici e compositi per l'architettura del veicolo, con l’obiettivo di ridurne il peso.
Tali sinergie garantiranno un vantaggio competitivo importante, sia in termini di costi che di tecnologia, nel medio periodo, in un settore altamente strategico per la transizione energetica europea.
Piano Industriale
Il management sta predisponendo il Piano Industriale 2026-2030, in base alle linee strategiche del Gruppo che prevedono, come illustrato al paragrafo “I Progetti in corso” cui si rimanda per i dettagli, una rilevantissima partnership con Eni nell’ambito del business Batterie con tecnologia al Litio; ai fini della definizione dei piani il Gruppo si è avvalso dei servizi di primario advisor nell’ambito della consulenza strategica.
In attesa dell’approvazione del Piano Industriale, sono state approvate le proiezioni economiche, finanziarie e patrimoniali delle divisioni Batterie, Materie Plastiche e Mobilità Sostenibile.
Contesto macro-economico
Il quadro macroeconomico internazionale si conferma caratterizzato da un profilo di crescita moderata e da un livello di incertezza ancora elevato, riconducibile al permanere di tensioni geopolitiche, alla frammentazione degli scambi internazionali e alla volatilità delle condizioni finanziarie. Le tensioni commerciali e le incertezze sulle politiche tariffarie hanno contribuito a mantenere instabile il clima di fiducia, pur con alcune iniziative di coordinamento fra i principali partner commerciali per attenuare l’effetto di nuove barriere (ad esempio sospensioni temporanee di alcune misure protezionistiche).
Il conflitto in Iran rappresenta il motore delle instabilità dei mercati globali attuali e ha reso le prospettive economiche significativamente più incerte. Le vicende iraniane stanno generando forte incertezza soprattutto sull’approvvigionamento energetico influenzando le politiche monetarie e spingendo l’inflazione a notevoli rialzi, sebbene gli impatti siano ad oggi considerati gestibili se il conflitto non si estenda ulteriormente.
Secondo le più recenti proiezioni dell’OCSE, il prodotto mondiale è salito del 3,2 per cento nel 2025 (in lieve calo dal 3,3 del 2024) e aumenterà del 2,9 nel 2026. Il principale sostegno alla crescita proviene dalle politiche di bilancio e monetarie più accomodanti nelle maggiori economie, nonché dagli investimenti legati alla IA, soprattutto negli Stati Uniti. I rischi sono al ribasso e sono connessi con rinnovate tensioni commerciali, con gli effetti differiti dei dazi statunitensi e con la possibile correzione nel settore tecnologico americano.
Con riferimento ai prezzi delle commodity energetiche, le più recenti valutazioni incorporate nelle proiezioni della Banca d'Italia e dell’Eurosistema assumono per il 2026 quotazioni del petrolio su livelli medi inferiori rispetto ai picchi registrati nel biennio 2022-2023 e sostanzialmente stabili rispetto al 2025, pur in presenza di episodiche tensioni legate al contesto geopolitico. Le quotazioni del gas naturale europeo (TTF) risultano anch’esse in media inferiori rispetto agli anni precedenti, ma caratterizzate da elevata volatilità.
Per quanto concerne l’Eurozona, il PIL nel 2026 è previsto crescere su ritmi moderati, intorno all’1-1,2 per cento su base annua, secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche dell’Eurosistema diffuse dalla Banca Centrale Europea. La dinamica trimestrale evidenzia un profilo di espansione graduale e disomogeneo tra i principali Stati membri, con un contributo prevalente della domanda interna e un apporto più contenuto della domanda estera netta. I consumi privati risultano sostenuti dal recupero del reddito reale disponibile, favorito dalla moderazione dell’inflazione, mentre gli investimenti beneficiano del progressivo miglioramento delle condizioni finanziarie e dell’attuazione dei programmi europei. Nella riunione del 5 febbraio 2026, il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. A gennaio 2026 l’inflazione è diminuita all’1,7 per cento, dal 2,0 di dicembre e dal 2,1 di novembre. L’inflazione dei beni energetici si è ridotta al -4,1 per cento, dopo il -1,9 di dicembre e il -0,5 di novembre, mentre quella dei beni alimentari è aumentata al 2,7 per cento, dal 2,5 di dicembre e dal 2,4 di novembre.
In Italia, le stime preliminari dell’ISTAT indicano una crescita del PIL moderata nei due anni di previsione: un aumento attorno allo 0,6 % nel 2025 e circa 0,8 % nel 2026, con contributi positivi principalmente dalla domanda interna (consumi e investimenti) mentre la domanda estera netta contribuisce negativamente a causa delle incertezze del commercio internazionale. Le proiezioni macroeconomiche della Banca d’Italia, elaborate nell’ambito degli esercizi coordinati dell’Eurosistema, confermano un’espansione dell’attività economica italiana con crescita modesta nel 2026, mentre l’inflazione media annua è prevista più contenuta rispetto al biennio precedente, attestandosi intorno all’1,4 – 1,5 % nel 2026, con un graduale riallineamento verso valori prossimi al target di medio periodo nel biennio successivo.
Il mercato del lavoro mostra un ulteriore moderato miglioramento, con tasso di disoccupazione in lieve riduzione e crescita dell’occupazione su ritmi più contenuti rispetto alla fase di rimbalzo post-pandemica.
Permangono, tuttavia, rischi al ribasso associati a: (i) eventuale riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche; (ii) ulteriori restrizioni commerciali; (iii) possibili episodi di volatilità finanziaria; (iv) rallentamento più marcato delle principali economie avanzate. In senso opposto, un’accelerazione nell’attuazione degli investimenti pubblici e un rafforzamento della fiducia di famiglie e imprese potrebbero determinare effetti espansivi superiori allo scenario di base.
Nel complesso, il quadro macroeconomico di riferimento per il 2026 risulta coerente con uno scenario di crescita moderata, inflazione sotto controllo e progressiva normalizzazione delle condizioni monetarie, pur in presenza di un contesto esterno ancora incerto e potenzialmente volatile, elementi che richiedono un monitoraggio continuativo ai fini delle valutazioni prospettiche e dell’analisi dei rischi aziendali.
L’analisi degli scenari evolutivi dei mercati delle materie plastiche e delle batterie costituisce un fattore funzionale alla definizione del posizionamento del Gruppo in tali contesti. In particolare, lo scenario di riferimento è così sintetizzabile:
Materie plastiche
Il mercato globale delle materie plastiche per il settore automobilistico si stima possa raggiungere i $75,3 miliardi entro il 2032 con un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 7.2% nel periodo 2025-2032. La crescita delle plastiche nel settore automobilistico è trainata dalla diffusione di materiali sostenibili e leggeri, fondamentali per supportare l’elettrificazione e migliorare l’efficienza dei veicoli. Tuttavia, il mercato è influenzato da incertezze normative e commerciali che ne frenano la stabilità nel breve periodo. Nonostante ciò, il rapido sviluppo dei veicoli elettrici e l’adozione di modelli di economia circolare stanno creando nuove opportunità, rendendo le plastiche avanzate un elemento chiave per il futuro della mobilità. In questo contesto, il polipropilene emerge come il polimero dominante, con una quota prevista del 38,9% nel 2025, grazie alla sua leggerezza, resistenza e versatilità, che lo rendono ideale per numerose applicazioni automobilistiche. Parallelamente, i componenti interni rappresentano il principale ambito di utilizzo, con una quota stimata del 45,5%, sostenuta dalla crescente attenzione verso comfort, sostenibilità e qualità percepita, oltre che dall’impiego di materiali innovativi e riciclati che contribuiscono a migliorare prestazioni ed esperienza d’uso.
In Europa, il mercato delle materie plastiche per l’automotive si distingue per una crescita particolarmente dinamica nel 2025, sostenuta da politiche ambientali stringenti, dall’espansione dei veicoli elettrici e dall’adozione diffusa di materiali leggeri in paesi chiave come Germania, Francia e Italia. Le plastiche svolgono un ruolo centrale nel ridurre peso ed emissioni, mentre innovazioni come i compositi avanzati — ad esempio pannelli significativamente più leggeri rispetto ai materiali tradizionali — stanno trasformando il design dei veicoli. Allo stesso tempo, iniziative legate al riciclo e all’economia circolare, insieme all’aumento della capacità produttiva di polimeri avanzati, rafforzano il percorso europeo verso la neutralità climatica entro il 2050, posizionando la regione come leader nella transizione verso una mobilità più sostenibile e tecnologicamente evoluta.
Il mercato del sustainable packaging è previsto in crescita, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 10% nel periodo di previsione 2025–2035, passando da $98,39 miliardi nel 2025 fino a $1.328,38 miliardi entro il 2035.
Tale comparto sta subendo una forte trasformazione, guidata dalla crescente attenzione dei consumatori verso l’ambiente, dall’evoluzione delle normative e dagli obiettivi di sostenibilità delle aziende. L’adozione di soluzioni ecocompatibili, come materiali biodegradabili e contenuti riciclati, sta diventando sempre più diffusa, supportata anche da innovazioni tecnologiche che migliorano le prestazioni e riducono l’impatto ambientale. La crescita dell’e-commerce e la pressione regolatoria accelerano ulteriormente questa transizione, rendendo il packaging sostenibile un elemento chiave nelle strategie industriali e nelle catene di approvvigionamento globali.
In questo contesto, l’Europa si conferma un’area chiave per lo sviluppo del settore, rappresentando circa il 30% del mercato globale del sustainable packaging. La crescita regionale è trainata da un quadro normativo particolarmente rigoroso, orientato alla riduzione della plastica e alla promozione dei principi di economia circolare, che favorisce l’adozione di soluzioni innovative. Il contesto competitivo europeo è caratterizzato da una forte collaborazione tra imprese e istituzioni pubbliche, che contribuisce a consolidare la leadership della regione nell’innovazione del packaging sostenibile. Le principali multinazionali stanno aumentando i loro impegni verso le nuove soluzioni di packaging sostenibile. In tale contesto, si posiziona la strategia globale di innovazione “Clean Future” progettata da Unilever, nell’ambito della quale si inserisce anche il progetto di riconversione dello stabilimento di Pozzilli attraverso la costituzione della joint venture paritetica P2P, che rappresenta un importante progresso per la transizione verso un’economia circolare, volta a ridurre l’impronta di carbonio dei propri prodotti. L’obiettivo è quello di sostituire il 100% del carbonio proveniente da combustibili fossili nella formulazione dei prodotti, seguendo il principio “ridurre, riutilizzare e riciclare”, piuttosto che “estrarre, produrre e gettare”.
Nei prossimi anni, il mercato dei tubi e raccordi è previsto in crescita costante, con un CAGR del 7,3% fino al 2030. Tale espansione è sostenuta principalmente da significativi investimenti nelle infrastrutture, dalla rapida urbanizzazione e dall’aumento della domanda di sistemi per la gestione dell’acqua, delle acque reflue e dell’energia. Inoltre, l’espansione dei settori residenziale, commerciale e industriale contribuisce a sostenere e consolidare ulteriormente la domanda, mentre i progressi tecnologici nei materiali,consentono di migliorare significativamente l’efficienza e l’affidabilità delle soluzioni disponibili. Allo stesso tempo, normative ambientali sempre più stringenti favoriscono la diffusione di soluzioni sostenibili ed eco-compatibili. Un ulteriore fattore di sviluppo è rappresentato dalla necessità di sostituire le infrastrutture obsolete, che garantisce opportunità di crescita continue nel tempo. In Europa, dopo due anni consecutivi di contrazione, il settore delle costruzioni sta mostrando segnali di stabilizzazione, con una crescita moderata stimata dello 0,3% nel 2025.
Batterie
Il mercato globale delle batterie al piombo acido si stima possa raggiungere $47 miliardi entro il 2030, per volumi pari a 494 GWh, rispetto ai circa $38 miliardi del 2021, di cui circa $18 miliardi relativi alle applicazioni Energy Storage System (ESS), Uninterruptible Power Supply (UPS), Telecom, Forklift (carrelli elevatori), Other Motive – segmenti di riferimento del Gruppo – e Power tools, E-Bikes e altre applicazioni.
Con riferimento al contesto italiano, il mercato nazionale delle batterie al piombo ha registrato nel 2022 un incremento del 32,5% rispetto all’anno precedente, sostenuto da una crescita significativa delle batterie stazionarie (+85,4%), che diventano il primo segmento di mercato grazie ai significativi investimenti in energie rinnovabili, delle batterie avviamento (+6,6%), e delle batterie per trazione (+17,4%). Per il 2023 si prevede una crescita della produzione dell’11,8% rispetto al 2022 benché la prosecuzione del conflitto tra Russia e Ucraina e l’inasprimento della situazione geopolitica globale potrebbero determinare un’attenuazione del trend positivo.
Va evidenziato che l’andamento complessivo del mercato delle batterie al piombo acido è influenzato dalle normative adottate in materia di sostenibilità ed economia circolare, che incentivano sempre più i principali operatori del settore a migliorare la qualità delle batterie per ridurne gli impatti sull’ambiente. A tal fine, le aziende stanno investendo sempre più in ricerca per lo sviluppo e il miglioramento delle batterie al litio in sostituzione di quelle al piombo.
La domanda nel mercato delle batterie L(M)FP (litio-ferro-fosfato e varianti) evidenzia una forte crescita fino al 2035, passando da circa 60 GWh nel 2026 a circa 125 GWh nel 2030, per poi raggiungere circa 195 GWh entro il 2035. Questa crescita è trainata principalmente dai sistemi di accumulo su larga scala (utility-scale), seguiti da applicazioni residenziali, commerciali e industriali. Le previsioni di domanda sono state riviste al rialzo (+5% per il 2030 e +22% per il 2035 rispetto a fine 2024), confermando il ruolo centrale dello storage energetico come motore di mercato.
Il 18 maggio 2022 la Commissione europea ha proposto il pacchetto REPower in risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato energetico mondiale causate dall’invasione russa dell’Ucraina, con l’obiettivo di rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi e dare un ulteriore slancio alla decarbonizzazione. In relazione alle suddette iniziative, si stima che la domanda di energia aumenterà dall’attuale obiettivo del 40% al 45%, registrando una capacità complessiva di 1.236 GWh entro il 2030 a fronte dei 1.067 GWh previsti dal precedente piano europeo “Fit for 55” ( di seguito FF55). Per l’Italia si stima che, per raggiungere gli obiettivi di REPowerEU, sono necessari circa 80 GWh di storage aggiuntivo, dai 60 GWh stabiliti dal FF55.
Per centrare l’obiettivo è necessario installare in Italia 85 nuovi GW di energie rinnovabili e 80 GWh di nuovi sistemi di accumulo, di seguito una rappresentazione grafica del Piano 2030 di sviluppo elettrico REPower per l’Italia.
Fra gli scenari descritti quello FF55 con orizzonte 2030 riveste un ruolo particolare, non solo perché traguarda gli obiettivi di policy al 2030, ma soprattutto perché ipotizza un mix efficiente di investimenti in infrastrutture di rete, fonti rinnovabili, accumuli e nuove tecnologie digitali compatibili con i principali vincoli tecnici, economici ed amministrativi che altrimenti ne potrebbero impedire la realizzabilità in tempi così stretti. In particolare, lo scenario FF55 prevede che per massimizzare l’utilizzo dell’energia elettrica rinnovabile è necessario un’adeguata capacità di accumulo, stimata essere pari a circa 100 GWh, di cui circa 80 GWh – come descritto precedentemente – per le applicazioni utility scale (batterie elettrochimiche con un rapporto energia/potenza piuttosto elevato 8 ore) e capacity market (batterie elettrochimiche con un rapporto energia/potenza pari a 2 o 4 ore) e circa 16 GWh per le applicazioni small scale (batterie elettrochimiche a rapporto energia/potenza di 4 ore pensate per affiancare lo sviluppo del solare fotovoltaico di piccola taglia).
Si stima che l’incremento dell’evoluzione complessiva degli accumuli è piuttosto elevata al Sud Italia, trainato principalmente da impianti di tipo “utility” che rappresentano in media il 90% della nuova capacità di accumulo installata.
In tale contesto, assume un ruolo di primaria importanza la crescita del mercato delle batterie al litio, il cui obiettivo è favorire l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili in alternativa ai combustibili fossili. In particolare, l’IPCEI sulle batterie è la risposta europea al fabbisogno di batterie litio-ione di nuova generazione per supportare la transizione verso un’economia decarbonizzata.
Per quanto riguarda il panorama europeo, la forte crescita registrata nella domanda non trova un corrispondente sviluppo sul lato dell’offerta, che rimane significativamente inferiore, generando un gap crescente stimato intorno a 70 GWh nel 2030 e fino a 125 GWh nel 2035. Una parte del fabbisogno viene attualmente coperta da forniture supportate da operatori asiatici, determinando però un’elevata dipendenza dall’estero. A livello globale, la capacità produttiva di LFP risulta molto più ampia e consente anche un potenziale di esportazione, in particolare dalla Cina, che mantiene una posizione dominante in termini di costo e competitività. Parallelamente, in Europa sta crescendo l’interesse verso lo sviluppo di capacità produttiva locale, sostenuto da politiche più stringenti, incentivi pubblici e obiettivi di decarbonizzazione; tuttavia, la crescita dell’offerta non riesce ancora a tenere il passo dell’espansione della domanda.
La tecnologia LFP è destinata a dominare il mercato dei sistemi di accumulo energetico (ESS), coprendo oltre l’80% della domanda annua entro il 2035, sostituendo progressivamente le tecnologie a base nichel grazie a prestazioni superiori in termini di durata (fino a 5 volte maggiore), costi inferiori del 10–30% e una vita ciclica circa tripla. Parallelamente, le batterie sodio-ione (Na-Ion) rappresentano una delle principali tecnologie emergenti, con una quota prevista superiore al 4% dopo il 2030. Rispetto all’LFP, il Na-Ion si distingue per il potenziale di costi più contenuti grazie alla maggiore disponibilità e al minor prezzo delle materie prime, oltre che per un profilo di sicurezza generalmente migliore; tuttavia, la sua diffusione dipenderà dalla capacità di scalare la produzione industriale e dai progressi ancora necessari in termini di densità energetica e durata nel tempo.
Mobilità sostenibile
Nel triennio appena conclusosi, il mercato degli autobus è stato interessato da una forte spinta verso la transizione energetica e dall’adozione di politiche green, sostenute dallo stanziamento di ingenti risorse attraverso i fondi PNRR. Il 2025 ha registrato una generale contrazione dei mezzi immatricolati rispetto al 2024 (-15,8%), con la quota dei mezzi urbani scesa del 23,9% rispetto all’anno precedente. Nonostante la flessione, il 2025 è stato comunque un’ottima annata per il settore degli autobus: escludendo il 2024 e il 2023, bisogna infatti risalire fino al 2004 per trovare volumi simili. Le immatricolazioni di mezzi a trazione elettrica hanno rappresentato quasi un terzo del mercato, registrando un +20% rispetto al 2024; nel segmento degli urbani hanno superato il 65% dell’immatricolato. Oltre il 60% delle immatricolazioni nazionali si è registrato nel Sud e nelle isole. I principali benefici derivanti dall’utilizzo di bus elettrici presentano sia un carattere ambientale, legato alla minore quantità di emissioni, sia economici, legati ad un minor “Total cost of ownership” inteso come minor costo/chilometro. Sulla base di tali benefici, diversi Governi stanno adottando target sempre più stringenti al fine di accelerare l’adozione di mezzi urbani “clean”, anche in coerenza con l’accordo di Parigi sul clima che affida ai sistemi di trasporto un ruolo chiave nella riduzione di emissioni di carbonio. In particolar modo, la “Clean Bus Deployment Iniziative” è un’iniziativa a livello europeo, lanciata nel 2017, che mira a supportare l'implementazione di tecnologie di autobus puliti in tutta Europa. In tale ambito, nasce la piattaforma “Clean Bus Europe” finanziata dalla Commissione Europea la quale mette a disposizione strumenti come visite, webinar e assistenza tecnica su misura a città europee, autorità e operatori del settore del trasporto pubblico, oltre che a stakeholder vari al fine di promuovere e fornire un supporto nell’implementazione di schemi per la transizione verso autobus più sostenibili.
Sulla base di queste premesse, si prevede che nei prossimi anni la domanda di motori “green” quali ad esempio elettrici o ad idrogeno, aumenterà nettamente a discapito dei motori diesel/tradizionali. In particolar modo, la percentuale dei bus Elettrici/Idrogeno sul totale delle immatricolazioni per il 2028 è attesa pari al 75% con immatricolazioni di motori diesel che conteranno solo il 10% del totale.
A conferma, il report di Bloomberg New Energy Electric Vehicle Outlook 2025 evidenzia come il trend globale verso la decarbonizzazione abbia influenzato notevolmente il segmento dei trasporti pubblici. Nel 2025 la quota di mercato globale degli autobus elettrici è stata pari al 43%, con la Cina a dominare il settore. Si stima che entro il 2030 gli autobus urbani supereranno il 65% delle vendite fino a toccare l’83% entro il 2040. Si prevede che gli autobus elettrici rappresenteranno l’86% della flotta globale nel 2050. Inoltre, il rapporto analizza anche il panorama delle batterie per gli autobus elettrici sottolineando la significativa trasformazione che sta subendo tale settore. Le batterie con tecnologia al litio-ferro-fosfato (LFP) stanno prendendo sempre più piede in questo settore, grazie alla loro maggiore sicurezza, a cicli di vita più lunghi e ai minor costi. Secondo quanto riportato, la chimica LFP raggiungerà oltre il 50% del mercato globale degli electric passenger vehicle i entro i prossimi due anni.
In un contesto macroeconomico caratterizzato da elevata volatilità e incertezza a livello globale, un efficace processo di risk management rappresenta un elemento essenziale per il conseguimento degli obiettivi strategici del Gruppo.
Nello svolgimento delle proprie attività industriali e commerciali, il Gruppo è esposto a una pluralità di rischi che, se non efficacemente monitorati, gestiti e mitigati, potrebbero influenzare negativamente i risultati economici e finanziari. A tal fine, il Gruppo si è dotato di un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR), volto a identificare, analizzare, quantificare e rispondere ai rischi connessi alle attività aziendali e ai processi operativi. Questo sistema contribuisce alla creazione di valore sostenibile, in coerenza con la strategia complessiva del Gruppo.
Di seguito si riportano i rischi ritenuti prioritari dalla Società e dal Gruppo, oggetto di costante monitoraggio, con l’obiettivo di anticiparne i potenziali impatti negativi e attivare tempestivamente le opportune misure di mitigazione.
Rischi strategici | |
Tendenze macroeconomiche e geo-politiche | Rischio L’attuale contesto macroeconomico e geo-politico continua a essere contraddistinto dal protrarsi della guerra in Ucraina, dall’instabilità in Medio Oriente, con particolare riferimento al conflitto in Iran e alle conseguenti criticità rappresentate da possibili shortage nelle catene di fornitura ed in particolare dell’approvvigionamento delle risorse energetiche (olii minerali e gas) e dalle tensioni internazionali, a seguito anche dell’annunciato inasprimento della politica commerciale statunitense da parte della nuova amministrazione. L’introduzione dei nuovi dazi, unita all’incertezza anche sull’effettiva applicazione degli stessi e sulle possibili contromosse dei partner, potrebbe avere profonde e negative ripercussioni sugli scambi commerciali, con effetti che si estenderebbero anche al prossimo anno. L’acuirsi delle tensioni, alimentando incertezza e volatilità nei mercati, può incidere sull’attività produttiva mondiale, sulle catene di fornitura e sulla fiducia dei consumatori, delle imprese e degli investitori con conseguenti ritardi o arresti nelle decisioni di spesa e d’investimento. Tali condizioni potrebbero influenzare negativamente i mercati di riferimento della Società, con ricadute negative sui risultati economici e finanziari. |
Modalità di gestione Per monitorare e gestire efficacemente i rischi legati all’evoluzione del contesto macroeconomico, il Gruppo tiene costantemente sotto controllo l’andamento dei mercati di riferimento nei Paesi in cui opera, analizzando i principali indicatori macroeconomici e l’evoluzione del portafoglio ordini. Con riferimento ai rischi attuali e con particolare riferimento alle tensioni esistenti a livello mondiale dal conflitto in Iran e della relativa chiusura dello stretto di Hormuz, il Gruppo non è direttamente esposto al rischio di interruzione delle catene di fornitura in quanto la materia prima strategica per il Gruppo non transita dal suddetto stretto; permangono i rischi indiretti che coinvolgono l’intera catena del valore. Relativamente al “rischio prezzo”, i contratti commerciali con i nostri clienti prevedono meccanicismi tempestivi di aggiustamento del prezzo dei prodotti rispetto all’incremento dei costi di produzione. In riferimento ai dazi, si precisa che l’organizzazione mostra un’esposizione finanziaria diretta limitata agli impatti tariffari, con vendite annue verso gli Stati Uniti inferiori a 1 milione di dollari e materiali importati soggetti a dazi anch’essi inferiori a 1 milione di dollari, a conferma di una ridotta dipendenza dalle transazioni con il mercato statunitense. Questo basso profilo di esposizione è ulteriormente rafforzato dalla valutazione secondo cui meno del 5% dell’EBITDA sarebbe a rischio in uno scenario di dazi al 15%, indicando una significativa diversificazione dei ricavi, con oltre il 90% generato attraverso canali alternativi al mercato USA. La società continuerà ad aggiornare tali analisi al fine di garantire una gestione tempestiva dei potenziali rischi emergenti. | |
Cambiamento climatico | Rischio/Opportunità I cambiamenti climatici e la transizione energetica influenzano in modo sempre crescente i business in cui opera il Gruppo, generando sia rischi che opportunità. Tali impatti sono indotti i) da scenari di transizione, legati a un possibile inasprimento delle politiche climatiche e ambientali adottate da numerosi Paesi in linea con gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi e aggiornati nelle varie COP, all’evoluzione tecnologica e al cambiamento delle preferenze dei consumatori, sempre più orientati verso prodotti sostenibili e a basso impatto ambientale; ii) da variabili fisiche, connesse al verificarsi di eventi meteoclimatici acuti e cronici, che possono influenzare la continuità operativa, la disponibilità di risorse e la resilienza delle infrastrutture. |
Modalità di gestione I rischi e le opportunità connessi al cambiamento climatico sono oggetto di costante analisi, valutazione e gestione da parte del management, con l’obiettivo di supportare la pianificazione strategica e industriale, nonché la valutazione degli investimenti e delle operazioni straordinarie del Gruppo. Il Gruppo adotta una strategia industriale orientata a cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica ed ecologica, puntando sull’efficientamento continuo e sull’innovazione tecnologica di prodotti e processi, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’impatto ambiente delle proprie attività. In tale contesto, il Gruppo ha scelto di operare sul mercato attraverso un modello di business integrato, ispirato ai principi dell’economia circolare, gestendo l’intera supply chain delle Linee di Business Batterie e Materie plastiche, dal recupero delle materie prime, alla realizzazione dei prodotti finiti, fino alla gestione del fine vita. La recente creazione della nuova Linea di Business Mobilità sostenibile rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno del Gruppo verso una strategia industriale e finanziaria che integra i fattori ESG, con un approccio orientato alla sostenibilità e all’innovazione. Il Gruppo è fortemente impegnato in attività di ricerca e sviluppo tecnologico, finalizzate all’innovazione di processi e prodotti a basso impatto ambientale, in linea con gli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico e di promozione di un’economia sostenibile. Un esempio concreto di questo impegno è rappresentato dal progetto IPCEI Batterie 1, che coinvolge il Gruppo in qualità di attore chiave nello sviluppo e nell’introduzione sul mercato europeo di tecnologie avanzate per la produzione di batterie, altamente sostenibili e sicure, incentivando la mobilità elettrica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni. Per mitigare i potenziali impatti negativi derivanti da fenomeni fisici, il Gruppo ha attivato specifiche coperture assicurative per danni su beni immobili e mobili da eventi naturali. | |
Contesto competitivo | Rischio Il Gruppo è esposto al rischio che eventuali potenziali concorrenti possano entrare nel medesimo mercato, nonché che concorrenti attuali migliorino il proprio posizionamento, attraendo la stessa clientela del Gruppo e privando così lo stesso di quote di mercato. Di recente, la Cina ha adottato una strategia di prezzo particolarmente competitiva in settori strategici, con effetti rilevanti sui mercati di prodotti come veicoli elettrici e pannelli solari. Grazie al sostegno statale e ai sussidi governativi, le aziende cinesi hanno raggiunto livelli di produzione che superano la domanda interna, permettendo loro di offrire prodotti a prezzi significativamente più bassi rispetto alle aziende europee. Questo ha spinto le imprese europee a migliorare l'efficienza e l'innovazione per mantenere la competitività, promuovendo soluzioni più avanzate e sostenibili. Tali trend potrebbero comportare una riduzione dei margini di profitto delle aziende europee con ricadute sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. |
Modalità di gestione Al fine di mitigare i rischi legati alle tendenze evolutive del mercato e orientare al meglio la strategia di business, il Gruppo monitora costantemente le performance industriali e finanziarie del panorama competitivo mediante un approccio volto a: i) identificare i competitor e i peer più rilevanti, ii) analizzarne la strategia industriale e i risultati, iii) comprenderne il posizionamento attuale e prospettico. Il Gruppo persegue una strategia di diversificazione geografica delle vendite e del proprio portafoglio prodotti, caratterizzato da un elevato grado di customizzazione. Tali aspetti, insieme ad un approccio sempre più orientato alla customer satisfatcion e all’innovazione di prodotto, costituiscono un importante fattore di mitigazione dei rischi legati a una maggiore competizione. Inoltre, l'importanza di offrire prodotti Made in Europe e Made in Italy aggiunge valore al portafoglio del Gruppo, poiché garantisce standard di qualità elevati, attenzione alla sostenibilità e rispetto delle normative europee, contribuendo a rafforzare la fiducia dei clienti nei mercati globali. | |
Evoluzione tecnologica | Rischio Il Gruppo è esposto al rischio di obsolescenza di particolari tecnologie e componenti utilizzate per alcuni dei propri prodotti, soggette a continue evoluzioni e innovazioni. Il ciclo di vita dei prodotti del Gruppo, nonché il ciclo produttivo comprensivo dell’eventuale fase di sviluppo pluriennale propedeutica al lancio del prodotto, caratterizzati da un’elevata longevità, accrescono il rischio di obsolescenza. |
Modalità di gestione Al fine di mantenere e rafforzare il proprio vantaggio competitivo, il Gruppo investe in modo strutturale e continuativo in attività di ricerca e sviluppo, sia di prodotto che di processo. Questi investimenti sono finalizzati ad anticipare e rispondere in modo proattivo alle evoluzioni dei mercati e dei modelli di business, consolidando al contempo la propria leadership tecnologica nei settori di riferimento. Nello specifico, il Gruppo è impegnato in investimenti di medio e lungo termine nei business in cui opera, con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti sostenibili e a impatto ambientale sempre più ridotto. Le attività di ricerca e sviluppo si concentrano sia sul miglioramento delle tecnologie esistenti, sia sull’esplorazione di soluzioni innovative e di nuova generazione, attraverso un approccio integrato che combina ricerca di base e applicata. Per un approfondimento dettagliato delle iniziative in corso, si rimanda alla sezione “Progetti di investimento e Piano Industriale". A conferma del proprio impegno verso l’innovazione aperta, il Gruppo promuove collaborazioni con università, centri di ricerca e partner industriali, con l’obiettivo di condividere conoscenze, accelerare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate e favorire la diffusione di competenze strategiche. | |
Evoluzioni legislative e regolatorie | Rischio Il Gruppo opera in settori di attività altamente regolamentati ed è soggetto a normative europee e nazionali che incidono sulle modalità di svolgimento della propria attività industriale. Evoluzioni legislative e regolatorie potrebbero comportare limitazioni all’operatività (ad esempio riconsiderando alcune delle linee produttive attualmente sviluppate) o un incremento dei costi. Particolare rilevanza assume la normativa in materia di batterie, entrata in vigore il 18 febbraio 2024, con il nuovo Regolamento UE 2023/1542, che mira a stabilire requisiti in materia di sostenibilità, sicurezza, etichettatura e informazione delle batterie che dovranno avere una impronta di carbonio ridotta, un utilizzo minimo di sostanze nocive e meno materie prime provenienti da paesi terzi e, soprattutto, dovranno essere raccolte, riutilizzate e riciclate in larga misura in Europa. |
Modalità di gestione Il Gruppo opera in conformità alla normativa vigente, assicurando il costante monitoraggio delle evoluzioni legislative e regolamentari attraverso le proprie strutture interne. Questo presidio consente di garantire la continuità e regolarità delle attività operative e commerciali, anche in contesti normativi in rapido mutamento. A fronte dei rischi che possono derivare dalle evoluzioni legislative e regolatorie, il Gruppo promuove, inoltre, il dialogo e la collaborazione con organismi internazionali di settore, come l’European Battery Alliance (EBA), adottando un approccio improntato alla cooperazione e condivisione di conoscenze. | |
Partner strategici | Rischio Il Gruppo, con particolare riferimento alla società Seri Plast, ha in essere contratti di fornitura per specifici prodotti con alcuni clienti strategici. L’eventuale cessazione di tali accordi, inclusi casi di inadempimento contrattuale o mancato rinnovo, potrebbe incidere sull’attività operativa e sulla sua situazione economica e finanziaria del Gruppo. |
Modalità di gestione Per mitigare tali rischi, il Gruppo è impegnato nel mantenere relazioni solide e durature con i propri clienti strategici. In tale contesto, la presenza attiva del top management nella gestione dei rapporti commerciali rappresenta un elemento chiave per intercettare tempestivamente eventuali criticità, favorire il dialogo e consolidare partnership di lungo periodo. | |
Rischi operativi | |
Andamento dei prezzi delle materie prime e supply chain | Rischio Negli ultimi anni, la stabilità dell’Eurozona è stata messa a dura prova da una serie di eventi avversi, tra cui la crisi pandemica, il conflitto militare tra Russia e Ucraina e le recenti tensioni in Medio Oriente. Questi eventi hanno provocato interruzioni nelle catene globali di approvvigionamento e un significativo aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. L’attività economica ha subito ulteriori pressioni a causa dell’introduzione di dazi da parte dell’amministrazione statunitense, con effetti immediati sui mercati finanziari, in particolare nei settori maggiormente esposti al commercio internazionale. In questo contesto, eventuali interruzioni nelle catene di fornitura o aumenti nei prezzi delle materie prime e dei beni intermedi, derivanti da un possibile intensificarsi delle tensioni geopolitiche, rappresentano fattori di rischio e incertezza che potrebbero incidere negativamente sui risultati economici e finanziari del Gruppo. |
Modalità di gestione Per mitigare tali rischi il Gruppo valuta se adottare, seppur limitatamente, politiche di hedging per il rischio di oscillazione del prezzo delle materie prime, mediante il ricorso a contratti derivati di copertura, al fine di mitigare l’impatto sui margini delle variazioni impreviste dei prezzi di mercato. Al 31 dicembre 2025, il Gruppo non ha in essere strumenti di copertura su commodity, anche in considerazione della difficoltà di individuazione e strutturazione di prodotti finanziari derivati nell’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da incertezza e forte volatilità dei mercati. Il Gruppo monitora costantemente le attività legate alla catena di fornitura, al fine di gestire proattivamente i potenziali rischi derivanti da shortage di mercato, criticità logistiche e interruzioni operative. Il processo di monitoraggio dei fornitori si concentra, in ottica preventiva, sia su aspetti di solidità finanziaria che di disponibilità di capacità produttiva. Le strategie di approvvigionamento integrano gli obiettivi economici di business con il rispetto dei principi fondamentali del Gruppo, quali la responsabilità ambientale e sociale, promuovendo relazioni di fiducia e collaborazioni stabili e costruttive con i partner di fornitura. Già a partire dal 2023, sono state avviate attività di sensibilizzazione sulla sostenibilità della catena di fornitura del Gruppo, con l’obiettivo di incentivare i fornitori ad adottare pratiche volte a migliorare l’impatto ambientale e sociale delle proprie attività, in linea con gli obiettivi e i valori del Gruppo. Il contesto geopolitico internazionale continua a generare incertezza sull’andamento dei prezzi dell’energia elettrica, con il conseguente rischio di potenziali incrementi dei relativi costi. La Società ha tuttavia adottato misure di mitigazione di tale rischio, stipulando contratti di fornitura con primari gestori del settore a condizioni economiche fisse e ritenute vantaggiose, che consentono di garantire stabilità dei costi e una maggiore prevedibilità degli oneri energetici nel breve e medio periodo. Infine, l’adozione di un modello di business integrato, caratteristico del Gruppo, consente di mitigare i potenziali rischi legati alle interruzioni della supply chain, garantendo maggiore visibilità sulle operazioni critiche e riducendo la dipendenza da fornitori esterni. In particolare, con riferimento al conflitto russo-ucraino e al conflitto in Iran con le conseguenti criticità collegate alla contingente chiusura dello stretto di Hormuz, il Gruppo non ha forniture strategiche, né di altro tipo, da Paesi coinvolti nei conflitti, prediligendo, il più possibile, la catena di fornitura europea. | |
Gestione delle gare pubbliche | Rischio Attraverso la Linea di Business Mobilità sostenibile, il Gruppo fornisce prodotti a elevata complessità, caratterizzati da avanzati contenuti tecnologici e da un forte orientamento alla sostenibilità. Tali prodotti vengono assegnati attraverso gare e bandi pubblici, che prevedono condizioni contrattuali stringenti, con requisiti tecnici e tempi di consegna rigorosi, nonché l’applicazione di penali contrattuali in caso di inadempienze. Oltre agli aspetti tecnico-economici, nella fase di valutazione delle offerte assume crescente rilevanza la componente ESG, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e con i meccanismi di finanziamento dedicati. Il mancato possesso dei requisiti di partecipazione alle gare o l’inadempimento degli impegni contrattuali assunti potrebbero incidere negativamente sull’attività del Gruppo e sulla sua situazione economica-finanziaria. |
Modalità di gestione Sebbene ad oggi i requisiti di sostenibilità nell'ambito delle gare d'appalto pubbliche non siano ancora molto stringenti, si osserva una maggiore consapevolezza e una progressiva integrazione dei criteri ESG nei processi di valutazione. Il possesso di credenziali di sostenibilità adeguate - come il rispetto degli standard sui diritti umani, la parità di genere e la trasparenza - rappresenta ormai un fattore abilitante per la partecipazione del Gruppo alle gare pubbliche. In tale contesto, a gennaio 2025, la società Menarini ha ottenuto la certificazione della parità di genere secondo la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, avviando un percorso strutturato di cambiamento culturale volto a promuovere l’equità di genere all’interno dell’organizzazione. Il Gruppo si impegna a migliorare continuamente la propria efficienza industriale e la propria capacità di soddisfare le specifiche dei clienti, anche attraverso (i) il costante monitoraggio delle evoluzioni normative degli enti pubblici che emettono e/o regolano le gare d'appalto, per anticipare e affrontare tempestivamente le nuove richieste, (ii) l'indicizzazione dei contratti sui prezzi delle materie prime o dell'energia, (iii) i canali di whistleblowing aperti sia ai dipendenti che a terzi. | |
Cyber security | Rischio La crescente digitalizzazione e l’adozione diffusa di tecnologie avanzate hanno aumentato significativamente l’esposizione delle aziende a rischi informatici sempre più sofisticati. Tra questi, il rischio di attacchi cyber rappresenta una minaccia concreta, in grado di compromettere i sistemi informativi aziendali e sottrarre dati sensibili, con conseguenze rilevanti sia sul piano economico che reputazionale. In particolare, per la Linea di Business Mobilità Sostenibile, la digitalizzazione dei veicoli e dei sistemi di gestione comporta una vulnerabilità crescente in ambito cybersecurity, rendendo necessario un approccio integrato al tema, che si concentri sull’intero ciclo vita dei mezzi. In tale contesto, le normative in materia di sicurezza digitale si stanno evolvendo rapidamente, imponendo l’adozione di tecnologie e protocolli specifici per garantire la protezione dei passeggeri e il funzionamento sicuro dei servizi essenziali. Il Gruppo è quindi chiamato a rafforzare costantemente le proprie misure di sicurezza, investendo in soluzioni tecnologiche, formazione e monitoraggio continuo delle minacce. |
Modalità di gestione Il Gruppo pone estrema attenzione alla protezione delle reti informatiche, adottando misure preventive e correttive per fronteggiare le principali minacce cyber e minimizzare gli impatti di eventuali attacchi. Per garantire la sicurezza dei sistemi e la protezione dei dati, è stata implementata una strategia di cybersecurity, supportata da un piano di investimento dedicato nell’area IT, che ha previsto l’adozione di un sistema di cybersecurity e il rinnovo delle infrastrutture esistenti. Il Gruppo ha introdotto policy specifiche per la protezione dei server più esposti a potenziali minacce, con l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi di attacchi alla rete o di compromissione dei dati. Con riferimento alla Linea di Business Mobilità Sostenibile, il Gruppo applica procedure e protocolli basati sulle best practice di settore e su standard consolidati e testati, in linea con la normativa vigente, con l'obiettivo di prevenire e mitigare l'esposizione al rischio cyber, oltre che garantire la sicurezza per soddisfare le esigenze dei clienti. La strategia di cyber security fa leva, inoltre, sul fattore umano, promuovendo costantemente una cultura della sicurezza attraverso attività di formazione e sensibilizzazione continua delle persone del Gruppo. Il Gruppo ha adottato per le società FIB e Menarini una policy specifica “Server Critical” applicata ai server che potrebbero essere oggetto di threat. Il sistema consente di minimizzare i rischi di attacchi informatici alla rete o di corruzione di dati. In ottemperanza alla normativa vigente in materia di cybersicurezza, con particolare riferimento alla Direttiva (UE) 2022/2555 (cd. NIS 2), la Società ha completato nel corso dell’esercizio la registrazione presso la piattaforma dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Tale adempimento rappresenta un primo passo nel percorso di adeguamento ai requisiti previsti dalla normativa, finalizzato al rafforzamento delle misure di gestione del rischio e di sicurezza dei sistemi informativi e delle reti utilizzate dalla Società. | |
Responsabilità da prodotto e reputazione | Rischio Il Gruppo, come tutti gli operatori del settore, è esposto al rischio di azioni di responsabilità da prodotto nei Paesi in cui opera, che potrebbe generare impatti reputazionali negativi, compromettendo la percezione dell’immagine aziendale e minando la fiducia di clienti attuale e potenziali. |
Modalità di gestione Il Gruppo si impegna costantemente per la massimizzazione del valore per i clienti attraverso un solido modello di business che punta al miglioramento continuo di efficienza ed efficacia dei propri prodotti, gestendo proattivamente le esigenze dei clienti. Tale impegno si traduce, inoltre, in un monitoraggio costante del livello di soddisfazione della clientela, al fine di anticipare criticità e rafforzare la relazione di fiducia. A tutela dell’attività, il Gruppo ha inoltre sottoscritto specifiche polizze assicurative con primarie compagnie, al fine di mitigare eventuali impatti derivanti da responsabilità professionali e da prodotto. | |
Ambiente, Sicurezza e Salute | Rischio Il Gruppo è esposto a rischi connessi a: i) tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro, da ricondursi allo svolgimento delle attività operative da parte del personale presso gli stabilimenti e i siti delle società; ii) fenomeni di inquinamento ambientale legati, ad esempio, a emissioni incontrollate, a un non adeguato smaltimento di rifiuti o sversamenti di sostanze pericolose. Il verificarsi di tali eventi potrebbe comportare conseguenze rilevanti, tra cui sanzioni amministrative e penali - anche ai sensi del D.Lgs. 231/01 – oltre a danni reputazionali che potrebbero influire negativamente sull’immagine e sulla competitività del Gruppo. |
Modalità di gestione Il Gruppo adotta un approccio proattivo alla prevenzione e mitigazione dei rischi ambientali lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei processi produttivi. Questo impegno si concretizza nell’implementazione di Sistemi di Gestione Ambientale certificati UNI ISO 14001, che garantiscono l’applicazione di politiche e procedure strutturate volte a identificare e gestire i rischi ambientali connessi alle attività aziendali. Un piano di controlli strutturato, integrato da obiettivi di miglioramento continuo, contribuisce a ridurre il rischio di impatti negativi sulla matrice ambientale, di danni reputazionali e di contenziosi legali. Il Gruppo ha, inoltre, definito un sistema di gestione della salute e sicurezza, basato su misure di prevenzione e di protezione, funzionale anche allo sviluppo di una cultura aziendale orientata alla promozione della salute psicofisica e del benessere organizzativo dei lavoratori. Tale sistema include (i) competenze specifiche costantemente aggiornate, (ii) procedure interne e controlli operativi mirati, (iii) regolari interventi di manutenzione di mezzi e attrezzature per garantirne affidabilità e sicurezza, (iv) l’adozione, in alcuni siti, di Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza conformi allo standard internazionale UNI ISO 45001, basati sull’identificazione dei pericoli, sulla valutazione qualitativa e quantitativa dei rischi, sulla pianificazione e attuazione delle misure di prevenzione e protezione, sulla verifica dell’efficacia delle misure adottate e sull’implementazione di eventuali azioni correttive. | |
Persone e organizzazione | Rischio La capacità del Gruppo di competere con successo, di gestire efficacemente il proprio business, di espandere la propria attività e di attuare la propria strategia di crescita dipende, in parte, dalla capacità di attrarre, motivare e trattenere personale qualificato nelle funzioni e nei mercati chiave. Eventuali difficoltà nell’attrarre e trattenere personale qualificato potrebbe compromettere la capacità del Gruppo di attuare la propria strategia e influire negativamente sulla sua attività. |
Modalità di gestione Per l’attuazione della strategia industriale del Gruppo, la gestione del capitale umano e la centralità delle persone assumono un ruolo fondamentale a cui sono legati specifici obiettivi, tra cui: lo sviluppo costante di competenze e capacità, la promozione di programmi di ascolto dei dipendenti per identificare le percezioni attuali, le aree di miglioramento e le opportunità di sviluppo all’interno dell’organizzazione, la diffusione di una cultura organizzativa inclusiva fondata sui principi di non discriminazione e pari opportunità, rappresentano driver fondamentali per attrarre e mantenere talenti. Un esempio significativo è rappresentato dal cluster tecnologico di Teverola, che nel corso degli ultimi anni ha dato vita a un team internazionale, eterogeneo e multiculturale, simbolo di innovazione e collaborazione. | |
Rapporti con parti correlate | Rischio Il Gruppo è esposto al rischio che i rapporti commerciali intrattenuti dalle società del Gruppo con parti correlate non siano regolati secondo condizioni di mercato. Tali situazioni potrebbero generare criticità in termini di trasparenza, conformità normativa e correttezza gestionale, con potenziali impatti negativi sulla reputazione e sull’affidabilità del Gruppo. |
Modalità di gestione Per mitigare il rischio che operazioni con parti correlate possano avvenire a condizioni non di mercato, la Società ha istituito i presidi previsti dalla normativa vigente, volti a prevenire situazioni di conflitto di interessi che potrebbero minare le condizioni di efficienza e profittabilità del business del Gruppo. | |
Coinvolgimento in procedimenti legali | Rischio Il Gruppo è coinvolto in procedimenti civili, amministrativi e in azioni legali connessi al normale svolgimento delle proprie attività. Sebbene tali situazioni siano comuni nel contesto operativo, potrebbero generare impatti reputazionali e compromettere il rapporto di fiducia con gli azionisti. |
Modalità di gestione In presenza di obbligazioni attuali derivanti da eventi passati - di natura legale, contrattuale o basate su comportamenti aziendali che generano aspettative di responsabilità da parte di terzi - il Gruppo effettua regolarmente accantonamenti prudenziali in appositi fondi per rischi e oneri, iscritti tra le passività di bilancio. Lo stato dei procedimenti in corso e le valutazioni sui possibili esiti sono dettagliati nella “Nota 46. Passività e attività potenziali” del Bilancio consolidato, con il supporto dei consulenti legali del Gruppo. | |
Rischi finanziari | |
Per un maggiore approfondimento sulla gestione dei rischi finanziari si rimanda alla “Nota 47. Informativa sui rischi” del Bilancio consolidato. | |
Credito e controparte | Rischio Il rischio di credito è rappresentato dall’esposizione dell’impresa a potenziali perdite derivanti dall’inadempimento degli obblighi contrattuali di pagamento assunti dalla controparte. L’esposizione al rischio di credito del Gruppo è connessa principalmente alle operazioni commerciali svolte nell’ambito dell’attività ordinaria delle società. La massima esposizione teorica al rischio di credito è rappresentata dal valore contabile delle attività iscritte in bilancio. |
Modalità di gestione La politica di gestione del rischio di credito si basa su una valutazione preventiva e su un monitoraggio costante del merito creditizio delle controparti, con l’obiettivo di anticipare eventuali situazioni di insolvenza o ritardi nei pagamenti. Il Gruppo, inoltre, ricorre a operazioni di cessione pro-soluto dei crediti, che consentono l’eliminazione totale del rischio di controparte. | |
Liquidità | Rischio Il rischio di liquidità è il rischio che l’impresa non riesca a far fronte tempestivamente ai propri impegni finanziari, a causa della difficoltà nel reperire fondi o nel convertire rapidamente le attività in liquidità. |
Modalità di gestione La situazione di liquidità del Gruppo è influenzata principalmente da: i) le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, ii) le caratteristiche di scadenza e rinnovo del debito iii) la liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. Il rischio di liquidità è inoltre fortemente influenzato dalla dinamica temporale dei flussi finanziari legati agli investimenti in corso, soprattutto per il sito di Teverola 2, per cui gli investimenti vengono pagati anticipatamente rispetto agli incassi del credito maturato verso il MIMIT. Per garantire una gestione efficace, il Gruppo adotta una strategia di diversificazione delle fonti di finanziamento, cui ricorrere per la copertura degli impegni programmati, caratterizzata da un profilo di scadenze equilibrato. Il management ha definito politiche e processi di monitoraggio prospettico della liquidità, integrati nel processo di pianificazione aziendale e nel reperimento delle risorse finanziarie, che consentono di prevedere i fabbisogni legati agli investimenti, alla gestione del capitale circolante e al rimborso dei debiti, in linea dei piani previsionali. Inoltre, per ottimizzare la gestione dei flussi di cassa e delle eventuali eccedenze, l’attività di tesoreria è accentrata a livello di Capogruppo. Il profilo temporale delle passività finanziarie del Gruppo è illustrato nella “Nota 47. Informativa sui rischi” del Bilancio consolidato, sulla base dei piani di pagamento contrattuali. | |
Tasso di interesse | Rischio Il Gruppo è esposto al rischio che variazioni nei tassi di interesse possano generare impatti inattesi sugli oneri finanziari netti o sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie. L’esposizione deriva principalmente dalla variabilità delle condizioni di finanziamento, in caso di accensione di un nuovo debito, e dalla fluttuazione dei flussi di cassa legati alla componente di debito a tasso variabile. |
Modalità di gestione Il Gruppo monitora costantemente l’andamento dei tassi di interesse per valutare l’opportunità di intervenire sulla struttura dell’indebitamento finanziario, ovvero se convertire una parte del debito da tasso variabile a tasso fisso, al fine di stabilizzare gli esborsi finanziari. La politica di gestione del rischio di tasso di interesse mira a contenere gli oneri finanziari e la loro volatilità, anche attraverso il ricorso a contratti finanziari derivati, in particolare gli “Interest Rate Swap”. Tali strumenti sono misurati al fair value, determinato secondo il valore di mercato (mark to market) e tramite modelli di valutazione riconosciuti. I contratti derivati sono stipulati con primarie controparti bancarie, al fine di ridurre il rischio di inadempienza contrattuale. Nei casi in cui la copertura del tasso variabile sia limitata a soglie prefissate, l’eventuale variazione del fair value non coperta viene imputata direttamente a conto economico. | |
Tasso di cambio | Rischio Operando sui mercati internazionali e concludendo operazioni in valute diverse dall’Euro, in particolare in Dollari USA, il Gruppo è esposto al rischio di fluttuazioni nei tassi di cambio. Tali variazioni possono generare condizioni economiche meno favorevoli, con impatti negativi sui margini e sulla redditività. |
Modalità di gestione La politica di gestione del rischio di cambio è orientata alla copertura sistematica delle esposizioni alle quali sono soggette le società del Gruppo, a eccezione del rischio di conversione. In particolare, il Gruppo può contenere il rischio relativo alle fluttuazioni dei tassi di cambio connesso all’acquisto e alla vendita di beni e servizi fissando, solo ove possibile, in euro il prezzo di acquisto di alcuni componenti dai fornitori, ove il prodotto finito sia destinato all’Europa e, limitatamente, mediante strumenti finanziari derivati di copertura del rischio di cambio quali contratti a termine o opzioni in valuta. | |
Seri Industrial ha strutturato un Modello di Corporate Governance attraverso cui rispondere in maniera efficace agli interessi di tutti gli stakeholder, basato sulle raccomandazioni del Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana. Nel corso degli anni, il Gruppo ha dedicato particolare attenzione all’adeguamento continuo del proprio modello societario, all’aggiornamento dei propri regolamenti interni di riferimento e al miglioramento dei processi per la gestione dei rischi, anche in tema di adempimenti societari, sulla base delle best practice di riferimento. Il Gruppo, al fine di promuovere un modello di governo societario che esprima costante attenzione verso tutti gli stakeholder e, in particolar modo, verso gli investitori istituzionali e il mercato finanziario, monitora costantemente i principi e i modelli di governance adeguando la propria realtà strutturale e organizzativa in una logica di miglioramento continuo.
Seri Industrial ha adottato un modello di corporate governance di tipo tradizionale. Pertanto, la gestione aziendale è attribuita al Consiglio di Amministrazione, le funzioni di vigilanza al Collegio Sindacale e la revisione legale dei conti, nonché il controllo contabile, alla Società di Revisione nominata dall’Assemblea degli Azionisti.
Consiglio di Amministrazione
L’Assemblea degli Azionisti del 18 giugno 2025, nella parte ordinaria, ha rinnovato l’organo amministrativo, composto da dieci componenti, che rimarrà in carica per tre esercizi (2025-2027), fino all’Assemblea che approverà il Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2027. L’attuale Consiglio di Amministrazione è composto da:
Roberto Maviglia - | Presidente e Consigliere indipendente |
Luciano Orsini | Vicepresidente e Consigliere esecutivo |
Vittorio Civitillo | Amministratore Delegato e Consigliere esecutivo |
Andrea Civitillo | Consigliere esecutivo |
Marco Civitillo | Consigliere esecutivo |
Antonio Guglielmi18-19 | Consigliere indipendente |
Annalisa Cuccaro 18-19 | Consigliere indipendente |
Manuela Morgante 19 | Consigliere indipendente |
Rosaria Martucci | Consigliere non esecutivo |
Alessandra Ottaviani | Consigliere non esecutivo |
Ai sensi dell’art. 25 dello statuto sociale la rappresentanza della società di fronte ai terzi e anche in giudizio, con facoltà di rilasciare mandati, spetta: (i) al presidente dell’organo amministrativo; (ii) al vicepresidente in caso di assenza o impedimento da parte del presidente; (iii) agli amministratori muniti di delega, nell’ambito dei poteri loro conferiti; (iv) a uno o più amministratori anche non muniti di particolari incarichi, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione.
Collegio Sindacale
L’Assemblea ordinaria degli Azionisti del 7 maggio 2024 ha nominato il Collegio Sindacale, costituito da tre sindaci effettivi e da due supplenti, che rimarrà in carica per tre esercizi (2024 – 2026), fino all’assemblea che approverà il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2026. Il Collegio Sindacale è composto dai seguenti sindaci effettivi:
Matteo Caratozzolo | Presidente |
Daniele Cauzillo | Sindaco effettivo |
Susanna Russo | Sindaco effettivo |
I poteri, i doveri e la durata dell’incarico dei sindaci sono quelli stabiliti dalla legge e dai regolamenti vigenti.
Società di Revisione
L’incarico alla società di revisione legale EY SpA è stato conferito per nove esercizi (2019-2027) dall’Assemblea degli Azionisti del 3 dicembre 2019.
Di seguito si riporta la situazione economica relativa all’esercizio 2025 del Gruppo confrontata con quella al 31 dicembre dell’esercizio precedente:
La valutazione dell’andamento economico del Gruppo viene svolta considerando anche alcuni indicatori alternativi di performance (Misure Alternative di Performance, di seguito anche “MAP”), così come previsto dalla European Securities and Markets Authority (ESMA) in seguito all’emanazione della Comunicazione Consob del 3 dicembre 2015 n.92543/15, che rende applicabili gli orientamenti pubblicati il 5 ottobre 2015 dall’ESMA circa la loro presentazione nelle informazioni regolamentate diffuse o nei prospetti pubblicati a partire dal 3 luglio 2016.
Il management ritiene che i MAP consentano una migliore analisi dell’andamento del business, assicurando una più chiara comparabilità dei risultati nel tempo, isolando eventi non ricorrenti, in modo anche da rendere la reportistica coerente con gli andamenti previsionali. Tali indicatori non devono essere considerati sostitutivi di quelli convenzionali previsti dagli IFRS. I MAP, infatti non sono previsti dai principi contabili internazionali IFRS e, pur derivando dai bilanci del Gruppo, non sono soggetti a revisione contabile. Pertanto, la lettura dei MAP deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo trattate nei bilanci consolidati.
In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono alla rettifica dei principali indicatori di bilancio dalle partite non ricorrenti e/o non ripetitive, i c.d. special item.
Di seguito si riporta la situazione economica reported e adjusted del Gruppo relativa all’esercizio 2025 confrontata con quella al 31 dicembre dell’esercizio precedente:
L’effetto degli special items sul conto economico risulta positivo, con un miglioramento dell’utile consolidato per euro 1.730 migliaia e del Risultato operativo e del Margine operativo lordo per euro 3.066 migliaia.
Si espone di seguito il dettaglio delle principali voci identificate come special items:
1) Totale ricavi: contribuiscono negativamente al risultato adjusted per euro 1.053 migliaia; si riferiscono prevalentemente a sopravvenienze attive rilevate nel settore Mobilità sostenibile per euro 1.035 migliaia.
2) Costi operativi: contribuiscono positivamente al risultato adjusted per euro 4.119 migliaia; si riferiscono prevalentemente a:
a. rettifiche al valore delle rimanenze per rottamazioni e per differenze inventariali; ammontano complessivamente a euro 1.536 migliaia ed afferiscono interamente al settore Materie plastiche;
b. costi per servizi per euro 637 migliaia, di cui euro 447 migliaia per smaltimento rifiuti, euro 55 migliaia per spese legali da contenzioso ed euro 135 migliaia per costi di trasporto e montaggio nell’ambito di trasferimento di attività su diverso sito; afferiscono per euro 472 migliaia al settore Materie plastiche e per euro 165 al settore Mobilità sostenibile;
c. altri costi operativi per euro 1.253 migliaia, di cui euro 370 migliaia relativi a insussistenze dell’attivo, euro 624 migliaia relativi a claim&litigation ed euro 259 migliaia per sanzioni; afferiscono per 509 migliaia al settore Batterie, per euro 444 migliaia al settore Materie Plastiche, per euro 284 migliaia al settore Mobilità sostenibile ed euro 16 migliaia al settore Corporate;
d. costo del personale per euro 527 migliaia, di cui euro 462 migliaia relativi al settore Mobilità sostenibile nell’ambito della ristrutturazione del sito di Bologna.
3) Imposte: contribuiscono positivamente al risultato adjusted per euro 1.403 e si riferiscono a:
a. reversal delle imposte anticipate iscritte sui saldi attivi di rivalutazioni eliminati in ambito IAS-IFRS;
b. effetto fiscale teorico, sia ai fini Ires che Irap, relativo ai componenti positivi e negativi del risultato adjusted, identificati come special items.
Si segnala che nel 2024 il Gruppo ha rilevato tra gli altri proventi operativi il bargain derivante dall’operazione di acquisto della Menarini per un importo di euro 32.293 migliaia, considerato come special items.
Il seguente prospetto riporta la composizione del capitale investito netto al 31 dicembre 2025 confrontata con quella relativa al precedente esercizio:
(*) La voce “Attività (passività) nette possedute per la vendita” non include (i) disponibilità liquide e mezzi equivalenti per euro 9 migliaia (euro 305 migliaia al 31 dicembre 2024) e (ii) debiti finanziari correnti per euro 1.216 migliaia (euro 1.319 migliaia al 31 dicembre 2024), poiché incluse nell’indebitamento finanziario netto.
Il Capitale investito lordo al 31 dicembre 2025 è pari a euro 441.487 migliaia, in incremento di euro 109.813 migliaia rispetto all'esercizio precedente; tale variazione è riconducibile prevalentemente all’incremento del credito verso il MIMIT per il progetto IPCEI pari a euro 177.855 migliaia (euro 96.289 migliaia nel 2024) a fronte di spese sostenute nell’esercizio per oltre euro 88 milioni. Nei debiti commerciali sono ricompresi importi verso fornitori per attività di investimento del progetto Teverola 2, le cui fatture sono state emesse, come previsto dai contratti, sul finire dell’esercizio, e saldate a inizio 2026. L’incremento dei crediti commerciali, pari a euro 14.870 migliaia, è ascrivibile principalmente all’aumento dei volumi di vendita della società Menarini. Si segnala inoltre che, con riferimento a Menarini, rispetto al 2024 – anno ancora parzialmente influenzato dal precedente management – si registra un significativo miglioramento dei tempi di rotazione e di incasso dei crediti commerciali, sia per l’utilizzo di anticipazioni factoring pro-soluto sia attraverso una più efficiente gestione delle attività di credit management.
Il Capitale investito netto al 31 dicembre 2025 è pari a euro 429.669 migliaia (rispetto ad euro 288.702 migliaia al 31 dicembre 2024). L’importo include, oltre al Capitale investito lordo, principalmente fondi per rischi ed oneri relativi al settore Mobilità sostenibile per euro 31.310 migliaia. Il Capitale investito netto è coperto dal patrimonio netto consolidato per euro (170.247) migliaia e dall’indebitamento finanziario netto per euro (259.422) migliaia.
Di seguito la suddivisione per settori del prospetto del capitale investito netto al 31 dicembre 2025:
(*) La voce “Attività (passività) nette possedute per la vendita” non include (i) disponibilità liquide e mezzi equivalenti per euro 9 migliaia (euro 305 migliaia al 31 dicembre 2024) e (ii) debiti finanziari correnti per euro 1.216 migliaia (euro 1.319 migliaia al 31 dicembre 2024), poiché incluse nell’indebitamento finanziario netto.
Di seguito la suddivisione per settori del prospetto del capitale investito netto al 31 dicembre 2024:
Di seguito si riporta la situazione patrimoniale al 31 dicembre 2025 del Gruppo, confrontata con quella di chiusura del precedente esercizio:
Le attività correnti sono pari a euro 496 milioni al 31 dicembre 2025 rispetto a euro 374 milioni del 31 dicembre 2024, in aumento per euro 122 milioni. L’incremento è ascrivibile principalmente alla variazione delle “Altre attività” per effetto dell’iscrizione del credito verso il MIMIT relativo al progetto IPCEI. Le attività non correnti sono pari a euro 438 milioni al 31 dicembre 2025 rispetto a euro 381 milioni del 31 dicembre 2024, in incremento per euro 57 milioni. L'aumento delle attività non correnti nel 2025 riflette l’attività di investimento in corso.
Le passività correnti sono pari a euro 479 milioni al 31 dicembre 2025 rispetto a euro 332 milioni del 31 dicembre 2024, in incremento per euro 147 milioni. Le passività non correnti sono pari a euro 287 milioni al 31 dicembre 2025 rispetto a euro 270 milioni del 31 dicembre 2024, in incremento per euro 17 milioni. L'incremento complessivo delle passività correnti e non correnti al 31 dicembre 2025 include la quota di tiraggio del finanziamento revolving per euro 150 milioni correlato al progetto Teverola 2.
Il Gruppo ha in dismissione l’attività di produzione delle batterie nell’area geografica asiatica, svolta dalla società YIBF. La valutazione delle attività e delle passività oggetto di dismissione risulta coerente con il valore recuperabile desumibile dall’ultima proposta di acquisto ricevuta; il closing dell’operazione è previsto nel 2026. Al 31 dicembre 2025, le attività e passività sono pari rispettivamente a euro 3 milioni e a euro 1 milioni, in decremento rispetto ai valori del 31 dicembre 2024.
Il patrimonio netto consolidato è pari a euro 170 milioni al 31 dicembre 2025 e si incrementa per euro 14 milioni rispetto a euro 156 milioni del 31 dicembre 2024, in funzione del risultato riveniente dal Conto Economico 2025.
L’attivo corrente è pari a euro 496 milioni a fronte di un passivo corrente pari a euro 479 milioni. Il margine di disponibilità è pari a euro 17 milioni, con un current ratio del 1,04, a dimostrazione della capacità del Gruppo di generare liquidità e far fronte agli impegni a breve.
Si espone di seguito il prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e il risultato di esercizio separato con il consolidato al 31 dicembre 2025:
Di seguito si riporta il prospetto dell’indebitamento finanziario netto (o PFN - Posizione finanziaria netta) adjusted del Gruppo al 31 dicembre 2025, con evidenza delle componenti a breve separatamente esposte da quelle a medio-lungo termine, poste a confronto con le medesime informazioni da ultimo pubblicate nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024:
(*) La posizione finanziaria netta include i saldi finanziari relativi alle attività e passività nette possedute per la vendita di cui (i) disponibilità liquide e mezzi equivalenti per euro 9 migliaia al 31 dicembre 2025 (euro 305 migliaia al 31 dicembre 2024) e (ii) debiti finanziari correnti per euro 1.216 migliaia al 31 dicembre 2025 (euro 1.319 migliaia al 31 dicembre 2024).
L’incremento dell’indebitamento finanziario del Gruppo, prevalentemente di natura corrente, è riconducibile all’utilizzo del finanziamento revolving per euro 150 milioni al 31 dicembre 2025. Tale utilizzo è correlato al diverso timing di incasso dei crediti verso il MIMIT per contributi a fondo perduto, pari a euro 177.855 migliaia (valore non incluso nelle attività finanziarie), il cui incasso è previsto entro i 12 mesi.
La posizione finanziaria netta alla fine del periodo include i debiti per leasing e per diritti di utilizzo derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16, per complessivi euro 32.399 migliaia. Le passività finanziarie per leasing al 31 dicembre 2025 verso PmImmobiliare e Azienda Agricola Quercete sono rispettivamente pari a euro 29.057 migliaia e a euro 568 migliaia.
Con riferimento all’indebitamento indiretto, l’importo complessivo dei fondi per rischi iscritto in bilancio è pari ad euro 32.209 migliaia.
Di seguito il prospetto dell’indebitamento finanziario netto adjusted al 31 dicembre 2025 suddiviso per settori:
Di seguito il prospetto dell’indebitamento finanziario adjusted del Gruppo con evidenza della forma tecnica degli strumenti finanziari:
L’indebitamento finanziario adjusted risulta incremento per euro 131.825 migliaia; relativamente alla parte corrente del debito finanziario non corrente si registra un incremento di euro 165 milioni per effetto dell’utilizzo della linea revolving per euro 150 milioni e contestualmente una riduzione dell’indebitamento finanziario non corrente per il pagamento dei finanziamenti a medio/lungo termine, nonché una riduzione dell’indebitamento a breve per il minor utilizzo di linee di credito bancarie per circa euro 7 milioni.
Si riportano di seguito le tabelle riepilogative dei risultati economici suddivisi per settore relativi all’esercizio 2025:
Il risultato netto delle discontinued operation pari a negativi euro 2.301 migliaia si riferisce alla società controllata YIBF in corso di dismissione.
La colonna effetti di consolidamento include prevalentemente l’elisione dei rapporti economici avuti tra i diversi settori; si segnala in particolare tra i ricavi da clienti le management fees addebitate da Seri Industrial alle controllate per circa euro 5,4 milioni.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa al 31 dicembre 2024:
Nella tabella seguente è esposta la contribuzione dei settori al totale ricavi da clienti, altri proventi operativi e incrementi di immobilizzazioni per lavori interni dell’esercizio 2025:
Settore Materie plastiche
Nella tabella che segue è riportato l’andamento economico del settore Materie plastiche al 31 dicembre 2025 (dati consolidati di settore che non includono le elisioni con i settori Batterie, Mobilità sostenibile, Corporate e Altro) posto a confronto con il 31 dicembre dell’esercizio precedente:
Nel corso del 2025 si è registrata una riduzione dei Ricavi da clienti pari al 2% rispetto al precedente periodo di riferimento, principalmente riconducibile all’effetto netto di (i) una riduzione dei volumi di vendita nel segmento di business PP Compound dovuta a una contrazione della domanda dei clienti automotive, e dei prezzi di vendita (a fronte di volumi perlopiù invariati) nel segmento Pipes&Fittings; (ii) aumento dei volumi di vendita nel segmento Boxes and Lids per batterie.
In termini di redditività il Margine operativo lordo nel 2025 risulta pari ad euro 8.729 migliaia, con una marginalità percentuale pari al 9,5% (6,7% nel 2024). Il miglioramento della redditività è collegato a un più efficace bilanciamento tra i prezzi medi di vendita e i costi, supportato anche da condizioni commerciali più favorevoli, in particolare nel segmento di business Boxes and Lids per batterie e, in misura residuale, nel segmento Pipes and Fittings. Il segmento PP Compound evidenzia un margine operativo lordo sostanzialmente in linea con quello dello scorso esercizio, ma una redditività percentuale maggiore, a fronte di minori ricavi, nonostante il complesso contesto del mercato automotive
Il risultato operativo è pari a negativi euro 619 migliaia, dopo ammortamenti e svalutazioni per euro 9.349 migliaia.
L’impatto degli special item sul Margine Operativo Lordo e sull’Utile (Perdita) prima delle imposte è pari a euro 2.445 migliaia, riconducibile prevalentemente a rettifiche del valore delle rimanenze per rottamazione e differenze inventariali. In tale contesto, in termini di redditività, il Margine Operativo Lordo adjusted del 2025 risulta pari a euro 11.174 migliaia, con un EBITDA adjusted margin pari all’12,17%, dato particolarmente positivo considerato l’attuale contesto di mercato.
Settore Batterie
Nella tabella che segue è riportato l’andamento economico del settore Batterie relativo al 31 dicembre 2025 (dati consolidati di settore che non includono le elisioni con i settori Materie plastiche, Mobilità sostenibile, Corporate e Altro) posto a confronto con il 31 dicembre dell’esercizio precedente:
Nel corso del 2025 il totale ricavi, proventi e incrementi per lavori interni si è incrementato del 10% rispetto al precedente esercizio.
In termini di redditività il Margine Operativo Lordo risulta pari a positivi euro 45.886 migliaia con una marginalità percentuale pari al 72,8% nel 2025 (40,5% nel 2024), in netto miglioramento rispetto ai risultati registrati nel 2024. Il Risultato Operativo è pari a positivi euro 20.262 migliaia, dopo ammortamenti e svalutazioni pari a euro 25.624 migliaia, fortemente impattati dagli ammortamenti correlati all’investimento di Teverola 1 e all’investimento di Teverola 2 per complessivi euro 21.451 migliaia. L’utile dell’esercizio è pari a euro 9.992 migliaia, in netto miglioramento rispetto al precedente esercizio, dove si è registrata una lieve perdita d’esercizio.
I risultati dell’esercizio sono il risultato di un effetto combinato di: (i) una performance positiva del segmento batterie al piombo-acido as is, che continua a dimostrarsi resiliente anche in contesti di mercato complessi; (ii) una redditività significativa correlata alle attività in corso sulla linea di Teverola 1, che nel corso del 2025 ha commercializzato prodotti sul mercato, avviato le linee produttive per batterie speciali e svolto attività di validazione e testing dei processi produttivi per la Gigafactory di Teverola 2, in coerenza con la natura di linea pilota dell’impianto e (iii) incremento dei contributi IPCEI.
L’impatto degli special item sull’Utile (Perdita) prima delle imposte è pari a euro 564 migliaia, riconducibile prevalentemente a insussistenze dell’attivo per euro 510 migliaia. L’impatto sul Margine Operativo Lordo è invece pari a euro 624 migliaia. In tale contesto, in termini di redditività, il Margine Operativo Lordo adjusted del 2025 risulta pari a euro 46.450 migliaia.
Settore Mobilità sostenibile
Nella tabella che segue è riportato l’andamento economico del settore Mobilità sostenibile al 31 dicembre 2025 (dati consolidati di settore che non includono le elisioni con i settori Batterie, Materie plastiche, Corporate e Altro). Si precisa che i dati economici comparativi fanno riferimento al solo secondo semestre dell'esercizio.
I Ricavi da clienti dell’esercizio 2025 sono pari a euro 125.835 migliaia in aumento rispetto allo scorso esercizio per il quale erano computati i dati economici del solo secondo semestre, in virtù dell’acquisizione del controllo del settore mobilità sostenibile a partire dal mese di luglio 2024.
In termini di redditività il Margine Operativo Lordo risulta pari a positivi euro 8.025 migliaia, dopo accantonamenti (non monetari) per euro 10.205 migliaia. La marginalità percentuale è pari al 6,4%. Il Risultato Operativo è pari a positivi euro 353 migliaia, dopo ammortamenti e svalutazioni pari a euro 7.672 migliaia.
La gestione ordinaria mostra di essere impostata su livelli recupero di efficienza e di profittabilità operativa, rispetto ai dati storici negativi di Menarini. L’esercizio 2025, il migliore della storia recente, ha rappresentato per Menarini, e quindi per il settore Mobilità sostenibile, un anno di profondo rilancio industriale e organizzativo, con risultati economici in forte miglioramento e con il completamento del processo di risanamento e rafforzamento avviato negli anni precedenti. L’importante crescita dei ricavi, dei margini operativi e della redditività industriale, unitamente alla razionalizzazione dei costi e alla centralizzazione delle attività produttive nello stabilimento di Flumeri, ha consentito di creare basi solide per la prosecuzione del piano industriale.
L’impatto degli special item sull’Utile (Perdita) prima delle imposte è pari a euro 47 migliaia. L’impatto sul Margine Operativo Lordo è invece pari a euro 41 migliaia. In tale contesto, in termini di redditività, il Margine Operativo Lordo adjusted del 2025 risulta pari a euro 8.066 migliaia, con un EBITDA adjusted margin pari all’6,41%, dato particolarmente positivo considerato l’attuale contesto di mercato.
Holding
La Holding gestisce tutte le attività di direzione e coordinamento del Gruppo. Coordina l’area amministrazione, finanza e controllo, le risorse umane, la comunicazione, la tesoreria, gli affari legali e societari, la qualità, ambiente e sicurezza, le attività di audit e, più in generale, supervisiona le attività produttive e commerciali delegate alle varie unità produttive e definisce le linee guida strategiche.
Si riporta di seguito il conto economico sintetico della Capogruppo:
Dal punto di vista patrimoniale la struttura è la seguente:
La posizione finanziaria netta della Capogruppo, confrontata con quella dell’esercizio precedente, è la seguente:
Corporate - Acquisto e disposizione di azioni proprie
In data 6 marzo 2025, l’Assemblea ordinaria di Seri Industrial ha autorizzato l’acquisto di azioni proprie ai sensi del combinato disposto degli articoli 2357 e 2357-ter del codice civile nonché dell’articolo 132 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e relative disposizioni di attuazione. È stato stabilito che, nei limiti previsti dal Codice Civile, il numero delle azioni ordinarie Seri Industrial, di volta in volta detenute in portafoglio dalla Società e dalle società da essa controllate, non potrà essere complessivamente superiore all’importo di euro 5 milioni, corrispondente al 4,697% circa del capitale sociale.
Batterie - Contratto di finanziamento da 150 milioni di euro per Teverola 2
Nel corso del mese di aprile 2025, la controllata FIB S.p.A. ha perfezionato un contratto di finanziamento revolving a medio-lungo termine per un importo massimo di 150 milioni di euro, con un pool di primari istituti finanziari (UniCredit, Intesa Sanpaolo, BNL BNP Paribas e CDP), assistito dalla garanzia SACE. Il finanziamento è destinato a supportare la realizzazione della Gigafactory di Teverola 2, già beneficiaria di contributi a fondo perduto nell’ambito del programma IPCEI per oltre euro 505 milioni, e garantisce l’esecuzione dell’investimento nei termini previsti.
Nell’ambito dell’operazione di finanziamento di FIB, Seri Industrial e le parti correlate SE.R.I. S.p.A., Pmimmobiliare S.r.l e i fratelli Andrea Civitillo e Vittorio Civitillo si sono costituiti garanti a prima richiesta nell’interesse di FIB e a beneficio delle banche finanziatrici e SACE S.p.A. sottoscrivendo una garanzia autonoma e irrevocabile.
Al 31 dicembre 2025 la linea è stata utilizzata per il valore massimo, pari a euro 150 milioni in linea con l’importante attività di spesa realizzata sul programma Teverola 2 IPCEI avuta nel corso dell’anno.
Batterie - Joint venture tra Eni e la controllata FIB: Costituzione Eni Storage Systems
In data 30 luglio 2025, FIB (50% meno 1 azione) e Eni SpA (50% più 1 azione) hanno costituito in joint venture la società Eni Storage Systems S.p.A. con l’obiettivo di sviluppare un progetto industriale che prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di batterie al litio principalmente per applicazioni stazionarie nell’area di Brindisi (BR). Il progetto si inserisce nel percorso di trasformazione e sviluppo industriale di Eni S.p.A., orientato a una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica nell’ambito della partnership industriale tra Eni S.p.A. e Seri Industrial S.p.A. per la gestione integrata del sito di Brindisi (BR), in coordinamento con l’impianto che FIB S.p.A. sta realizzando a Teverola, in provincia di Caserta (CE). Il progetto è in fase di ingegnerizzazione e di valutazione economico-finanziaria si prevede che tali attività si concluderanno nei primi mesi del 2026, al fine di consentire l’avvio della fase esecutiva. Eni Storage Systems ha come obiettivo la creazione di un polo industriale per la produzione di oltre 8 GWh/anno di batterie litio-ferro-fosfato (LFP) su base acquosa, destinate principalmente a sistemi di accumulo stazionario di energia elettrica. Presso il sito di Brindisi sono inoltre previste le attività di preparazione e formulazione della materia attiva catodica (litio–ferro–fosfato) per l’impiego nei processi di produzione delle celle, a servizio sia della produzione di Brindisi sia dell’impianto di Teverola. In prospettiva, è prevista l’estensione delle attività al riciclo delle batterie, nonché il raggiungimento di una quota superiore al 10% del mercato europeo delle batterie stazionarie, attraverso la realizzazione di un polo industriale integrato tra Brindisi e Teverola, tecnologicamente avanzato e orientato alla transizione energetica. La società si è attivata per la ricerca delle fonti di finanziamento, anche di natura agevolata.
Mobilità sostenibile - Esecuzione del piano di risanamento e rilancio della Menarini
Nel corso dell’esercizio Menarini ha proseguito il processo di razionalizzazione industriale avviato nel 2024, volto alla concentrazione delle attività produttive presso lo stabilimento di Flumeri (AV), anche a seguito della cessazione delle produzioni nel sito di Bologna al 31 dicembre 2024, nell’ambito di un più ampio piano di efficientamento operativo finalizzato all’ottimizzazione della capacità produttiva, all’uniformazione dei processi industriali e al miglioramento della sostenibilità economica della struttura.
A seguito della cessazione delle attività produttive, 69 lavoratori sono stati collocati in CIGS per un periodo massimo di 24 mesi, con contestuale avvio delle procedure di incentivazione all’esodo. Nel corso del 2025 la procedura ha registrato un avanzamento positivo, con uscite, adesioni agli incentivi e ricollocazioni interne in ruoli coerenti con la nuova organizzazione aziendale.
Alla data di chiusura dell’esercizio, la procedura risulta ancora attiva per 25 lavoratori, per i quali proseguono le misure previste dagli accordi. Menarini continuerà nel 2026 l’attuazione delle attività residue, con l’obiettivo di completare il processo nei tempi previsti, assicurando al contempo la piena operatività del nuovo modello industriale basato sul polo di Flumeri.
Mobilità sostenibile - Richieste di indennizzo agli ex soci
In data 22 ottobre 2025, Menarini ha riapprovato il progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024. Le rettifiche apportate non hanno comportato impatti né sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 del Gruppo Seri Industrial, né sul bilancio intermedio al 30 giugno 2025, in quanto riferite a circostanze (errori e cambiamenti di stima) verificatesi antecedentemente all’ingresso di Menarini nell’area di consolidamento; i relativi effetti risultavano già riflessi nel saldo di apertura dei dati patrimoniali alla data di acquisizione da parte della Società.
Le verifiche hanno riguardo poste per le quali la società ha attivato le richieste di indennizzo previste dal contratto, per un importo pari a euro 82.385.000.
La Società ha depositato gli atti presso il Tribunale delle Imprese di Napoli al fine di avviare il riconoscimento del risarcimento nell’ambito di una domanda riconvenzionale sulla impugnativa di bilancio proposta da Invitalia, per la quale i legali ritengono remoto ogni rischio di soccombenza, sia nel merito che nella forma, non essendo riconosciuto ad Invitalia, che detiene il 2% della Menarini, il diritto di impugnativa.
Eventi successivi
P2P: Contratto di Sviluppo Industriale – Delibera Invitalia
o Delibera Invitalia
A seguito della sottoscrizione dell’Accordo di Sviluppo con il Ministero del Made in Italy e Invitalia S.p.A. del 16 giugno 2023, relativo alla realizzazione di un programma di investimenti produttivi e per la ricerca industriale finalizzato alla riconversione industriale del sito di Pozzilli (IS) già di Unilever di complessivi euro 108.740.410 (di cui euro 106.810.060 per investimento produttivo e euro 1.930.350 per ricerca industriale) Invitalia SpA, in data 21 gennaio 2026, ha deliberato a favore di P2P la concessione di agevolazioni in parte da ricevere a titolo di contributi a fondo perduto e in parte attraverso la concessione di un finanziamento a tasso agevolato.
La determina prevede la concessione di:
i. un contributo a fondo perduto in conto impianti fino all’importo massimo di euro 14.665.000 a fronte della realizzazione del Progetto di Investimento Produttivo;
ii. un contributo diretto alla spesa fino all’importo massimo di euro 1.220.000 a fronte della realizzazione del Progetto di Ricerca, Sviluppo e Innovazione;
iii. di un finanziamento agevolato fino all’importo massimo di euro 65.023.700, con concessione delle garanzie ipotecarie.
La parte rimanente del fabbisogno finanziario per garantire la esecuzione del contratto di sviluppo è previsto che venga messa a disposizione dai soci.
o Rafforzamento Patrimoniale
Nelle more della delibera Invitalia, l’Assemblea dei soci in data 18 marzo 2026 ha assunto l’impegno di effettuare un apporto di risorse finanziarie per un importo non inferiore a euro 27.352.145, da realizzarsi in parte mediante aumento di capitale sociale e in parte mediante versamenti in conto futuro aumento di capitale, in coerenza con quanto previsto nell’ambito del Contratto di Sviluppo.
In data 8 aprile 2026, il socio Seri Plast S.p.A. ha effettuato un primo versamento in conto futuro aumento capitale per euro 4.588.036,25.
L’assemblea straordinaria dei soci tenutasi in data 27 marzo 2026 ha esaminato la proposta di aumento di capitale sociale a pagamento per complessivi euro 9.000.000, da offrire in opzione ai soci ai sensi dell’art. 2481-bis cod. civ.
In tale contesto, in data 10 aprile 2026, il socio Seri Plast S.p.A. ha effettuato un ulteriore versamento pari a euro 2.250.000, destinato alla sottoscrizione del suddetto aumento di capitale, in coerenza con gli impegni assunti nell’ambito del programma di investimento e delle condizioni previste dal Contratto di Sviluppo.
I suddetti versamenti rappresentano apporti di mezzi propri effettuati a sostegno del programma di investimento; in tale ambito, il socio Seri Plast S.p.A. ha già effettuato versamenti in coerenza con gli impegni assunti nell’ambito del Contratto di Sviluppo.
Il completamento delle operazioni di rafforzamento patrimoniale, con particolare riferimento all’aumento di capitale sopra descritto, è attualmente in corso di perfezionamento.
Evoluzione prevedibile della gestione
Per le principali evoluzioni di business ed economico-finanziarie si rinvia a quanto descritto in precedenza nelle sezioni “I progetti in corso” e “Strategia del Gruppo e gestione dei rischi”.
Nelle note di commento al Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 si riportano i dati sintetici patrimoniali/finanziari ed economici relativi ai rapporti intercorsi tra le diverse società che fanno parte del Gruppo nel corso del periodo in esame. Si forniscono altresì informazioni in relazione ai rapporti con parti correlate come previsto dal principio contabile internazionale IAS 24.
Procedura relativa alle operazioni con parti correlate
La Società ha adottato una Procedura relativa alla disciplina delle operazioni con parti correlate da ultimo adeguata con delibera di Consiglio di Amministrazione in data 24 ottobre 2024, previo parere del Comitato composto da amministratori indipendenti valutata l’efficacia dimostrata nella prassi applicativa dalle regole e dai presidi adottati allo scopo di assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate.
La procedura, in ossequio anche a quanto proposto in un parere del Comitato composto esclusivamente da amministratori indipendenti, prevede un ampliamento del novero delle operazioni rilevanti e una restrizione della categoria delle operazioni ordinarie rispetto a quelle richieste dal Regolamento Consob n. 17211/2010, come successivamente modificato.
La Società, infatti, in via volontaria ha ampliato il novero delle operazioni da considerarsi Operazioni con Parti Correlate (“OPC”) di Maggiore Rilevanza, includendovi le ipotesi:
in cui almeno uno degli indici di rilevanza applicabili risulti superiore rispettivamente al 5,0%;
relative a locazioni immobiliari poste in essere con la società controllante o con soggetti correlati a quest’ultima, che siano a loro volta correlati alla Società, in cui l’indice di rilevanza del controvalore, risulti superiore al 2,5%;
di operazioni realizzate con la società controllante o con soggetti correlati a quest’ultima che risultino a loro volta correlati alla Società, indipendentemente dalla entità degli indici di rilevanza, applicabili a seconda della specifica operazione, relative a:
(i) l’acquisto o la vendita, in qualsiasi modo effettuati, ovvero il conferimento di aziende, rami d’azienda o partecipazioni in altre società o enti, nonché la stipula di contratti attivi o passivi di affitto o usufrutto d’azienda o di ramo d’azienda;
(ii) la costituzione di società e/o altri enti, ovvero la sottoscrizione di partecipazioni nel capitale di società e/o altri enti;
(iii) le operazioni di fusione o scissione;
(iv) la compravendita di immobili.
Per quanto attiene alle OPC ordinarie, concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard, che sono escluse dall’ambito di applicazione della Procedura OPC in ossequio a quanto previsto dall’art 13 del Regolamento Consob n. 17221/2010, si è stabilito che il Comitato OPC debba valutare preventivamente le OPC di maggiore rilevanza e, in ogni caso, che non possono essere considerate OPC ordinarie, concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard, le operazioni di locazione immobiliare.
Rapporti con imprese controllate
I rapporti intercorsi con le società controllate vengono elisi in sede di predisposizione del bilancio consolidato. Le suddette operazioni con le controllate, principalmente, concernono:
l’erogazione di finanziamenti, la gestione di cash pooling e il rilascio di garanzie, quali la coobbligazione per i rimborsi IVA, il rilascio di lettere di patronage nell’ambito di contratti di leasing, il rilascio di garanzie nell’ambito di accordi di cessione di quote di partecipazione;
l’erogazione di servizi centralizzati per la gestione dell’attività amministrativa, societaria, legale e contrattuale, fiscale e di gestione del personale;
i rapporti con le controllate nell’ambito del consolidato fiscale ai fini IRES.
I rapporti tra società incluse nell’area di consolidamento includono, altresì, a titolo indicativo: (i) rapporti di fornitura di prodotti e semilavorati (tra Seri Plast e Fib e tra Fib e FS/Repiombo); (ii) rapporti di conto lavoro tra Seri Plast e le società controllate Plastam Europe Sas, ICS EU Sas e ICS Poland; (iii) riconoscimento di royalties a FIB dalla società controllata FS per l’utilizzo del marchio “Carbat”; (iv) prestazione di servizi di assistenza post-vendita tra Menarini BUS AS e Menarini S.p.A..
Dette operazioni sono escluse dall’applicazione della disciplina procedurale prevista per le operazioni con parti correlate essendo operazioni con o tra società controllate, anche congiuntamente, da Seri Industrial.
Rapporti con parti correlate
Il Gruppo ha intrattenuto e intrattiene significativi rapporti di natura finanziaria ed economica con parti correlate, queste ultime prevalentemente riferibili alle società riconducibili a Vittorio Civitillo e Andrea Civitillo. Taluni esponenti aziendali di Seri Industrial – segnatamente Vittorio Civitillo, Andrea Civitillo e Marco Civitillo, il padre Giacomo Civitillo (gli “Esponenti Civitillo”) – sono portatori di interessi rilevanti ai sensi dell’art. 2391 del Codice Civile per conto di parti correlate alla Società e al Gruppo (i suddetti soggetti ricoprono cariche o funzioni da amministratori in società facenti parte della catena di controllo della Società e/o in altre parti correlate alla Società).
Nel corso del periodo sono state realizzate due operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate ai sensi del Regolamento Consob n 17221/2010 e della Procedura OPC adottata dalla Società. Per maggiori informazioni in relazione alle suddette operazioni si rimanda alla “Nota 45. Rapporti con parti correlate” del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Le principali Parti Correlate
I seguenti soggetti sono le parti correlate più rilevanti della Società e del Gruppo Seri Industrial:
gli Esponenti Civitillo;
le società che anche indirettamente sono partecipate da Esponenti Civitillo.
L’ingegnere Vittorio Civitillo, Amministratore Delegato, e Andrea Civitillo, al 31 giugno 2025 sono titolari indirettamente, attraverso SE.R.I. S.p.A., di azioni della Società corrispondenti complessivamente al 56,368% del capitale sociale della Società. SE.R.I. è società quest’ultima partecipata al 50,60% da Vittorio Civitillo e al 49,40% da Andrea Civitillo. Vittorio Civitillo è titolare inoltre direttamente di azioni corrispondenti allo 0,099% del capitale sociale della Società.
Le principali operazioni che il Gruppo Seri Industrial ha effettuato con Parti Correlate
Le principali operazioni del Gruppo con le parti correlate riconducibili al socio di controllo e/o sue controllate e ad altre società degli Esponenti Civitillo concernono:
Locazioni immobiliari: la Società e le società del Gruppo hanno in essere contratti di affitto di immobili a uso uffici e industriale con Pmimmobiliare Srl e Azienda Agricola Quercete a r.l., società indirettamente partecipate da Vittorio Civitillo e Andrea Civitillo;
Garanzie e manleve: grazie a garanzie rilasciate da SERI e/o sue controllate e/o gli Esponenti Civitillo a favore di società di factoring e istituti bancari le stesse hanno concesso alle società italiane del Gruppo Seri Industrial possibilità di utilizzo di anticipazioni su crediti e affidamenti a breve termine;
Altri rapporti (quali erogazioni di servizi e/o vendita di beni e sponsorizzazioni).
Per tutte le informazioni di carattere qualitativo e quantitativo sui rapporti con parti correlate si rinvia alla “Nota 45. Rapporti con parti correlate” del Bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025.
Informazioni ai sensi e per gli effetti dell’art. 114, comma 5, D. Lgs. n.° 58/1998
In data 28 luglio 2021, a seguito del provvedimento n. 0838644/21, la Consob ha comunicato il venire meno degli obblighi informativi su base mensile ai sensi dell’art.114, comma 5, del D.Lgs. n. 58/98. Permane l’obbligo di fornire informazioni integrative, ai sensi della norma sopra richiamata, in riferimento alle relazioni finanziarie annuali e semestrali e ai resoconti intermedi di gestione. Si precisa che l’adempimento relativo alle informazioni integrative da riportare, con riferimento al primo e terzo trimestre di ciascun esercizio, potrà essere assolto tramite uno specifico comunicato stampa, ovvero nel resoconto trimestrale, qualora pubblicato su base volontaria.
Considerato quanto precede, di seguito si forniscono informative in ordine a:
(a) la posizione finanziaria netta della Società e del Gruppo ad essa facente capo, con l’evidenziazione delle componenti a breve separatamente da quelle a medio-lungo termine.
Si rimanda alla “Nota 36 Posizione finanziaria netta” del Bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025 e ai precedenti paragrafi “Commenti ai risultati e altre informazioni – Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata” e “Commenti ai risultati e altre informazioni – Informativa economica per settore di attività – Holding”;
(b) le posizioni debitorie scadute della Società e del Gruppo ad essa facente capo, ripartite per natura (finanziaria, commerciale, tributaria, previdenziale e verso dipendenti) e le connesse eventuali iniziative di reazione dei creditori (solleciti, ingiunzioni, sospensioni nella fornitura etc.):
Le ingiunzioni di pagamento al 31 dicembre 2025 ammontano a euro 3.558 migliaia (euro 868 migliaia al 31 dicembre 2024).
(c) le principali variazioni intervenute nei rapporti con parti correlate della Società e del Gruppo ad essa facente capo rispetto all’ultima relazione finanziaria approvata ex art. 154-ter del TUF.
L’informativa sui rapporti con parti correlate è riportata nella “Nota 45. Rapporti con parti correlate” del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025;
(d) l’eventuale mancato rispetto dei covenant, dei negative pledge e di ogni altra clausola dell’indebitamento del Gruppo comportante limiti all’utilizzo delle risorse finanziarie.
Non si rilevano limitazioni all’utilizzo di risorse finanziarie. La verifica dei covenant, coerentemente ai relativi contratti di finanziamento, avviene sulla base dei dati al 31 dicembre di ciascun anno. Nessuna richiesta di attivazione delle clausole è pervenuta dagli istituti bancari e i rimborsi procedono regolarmente.
Al 31 dicembre 2025 risultano non rispettati i covenant finanziari del finanziamento Seri Industrial-CDP, Seri Industrial-Unicredit e del finanziamento revolving FIB-Pool banche.
Lo sforamento del parametro PFN/PN dipende da un effetto contabile collegato all’inserimento del dato consuntivo di patrimonio netto di Menarini S.p.A. che include talune poste contabili a rettifica di errori di bilancio riferibili ad esercizi antecedenti al 2024 da parte del precedente management, in assenza delle quali il parametro sarebbe stato rispettato.
Sono in corso le negoziazioni per il rilascio del waiver per il Finanziamento Seri Industrial-CDP e Finanziamento FIB-Pool banche.
(e) lo stato di implementazione di eventuali piani industriali e finanziari, con l’evidenziazione degli scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti.
Il management sta predisponendo il Piano Industriale 2026-2030, in base alle linee strategiche del Gruppo che prevedono, come illustrato al paragrafo “i Progetti in corso” cui si rimanda per i dettagli, una rilevantissima partnership con Eni nell’ambito del business Batterie con tecnologia al Litio; ai fini della definizione dei piani il Gruppo si è avvalso dei servizi di primario advisor nell’ambito della consulenza strategica.
In attesa dell’approvazione del Piano Industriale, sono state approvate le proiezioni economiche, finanziarie e patrimoniali delle divisioni Batterie, Materie Plastiche e Mobilità Sostenibile.
Capitale sociale
Al 31 dicembre 2025 il capitale sociale è pari a euro 106.456.682,03 suddiviso in n. 53.979.002 azioni ordinarie.
Il capitale sociale (interamente sottoscritto e versato) per effetto di quanto previsto dall’art. 127 quinquies, comma 2, del TUF e dall’art. 44 del Provvedimento Unico sul post-trading Consob Banca d’Italia, nonché di quanto disposto dallo Statuto Sociale all’art. 5 (capitale sociale). A seguito della maggiorazione del diritto di voto, a partire dal 7 agosto 2025 è composto da n. 23.528.932 azioni ordinarie prive di valore nominale a cui spettano due voti per ciascuna azione posseduta e da n. 30.480.070 azioni ordinarie prive di valore nominale a voto singolo per complessivi n. 84.429.072 diritti di voto.
Azioni proprie e azioni o quote di imprese controllanti possedute
La Società non possiede azioni proprie o azioni o quote della società controllante, neppure indirettamente tramite società fiduciarie o per interposta persona; la Società, nel corso del periodo, non ha acquistato o alienato, anche per tramite di società fiduciarie o interposte persone, azioni proprie o azioni o quote della sua controllante.
Per maggiori informazioni si rimanda al precedente paragrafo “Commenti ai risultati e altre informazioni – Fatti di rilievo del periodo” in relazione alla delibera assembleare assunta in ordine all’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie.
Attività di direzione e coordinamento
Si rimanda alla “Nota 6. Attività di direzione e coordinamento” al Bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025.
Sede legale
La sede legale della Seri Industrial S.p.A. è in Via Provinciale per Gioia snc in San Potito Sannitico (CE), presso il Centro Aziendale Quercete.
Operazioni significative non ricorrenti
Nel corso del periodo non si sono verificati eventi od operazioni il cui accadimento risulti non ricorrente, ovvero operazioni o fatti che non si ripetano frequentemente nel consueto svolgimento dell’attività, che hanno avuto impatti sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico, nonché sui flussi finanziari della Società e/o del Gruppo ad eccezione di quanto riportato nel paragrafo “Commento ai risultati e altre informazioni”.
Operazioni atipiche e inusuali
Per operazioni atipiche e/o inusuali si intendono tutte quelle operazioni che per significatività/rilevanza, natura delle controparti, oggetto della transazione, modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e tempistica dell’accadimento (prossimità alla chiusura dell’esercizio-periodo) possono dare luogo a dubbi in ordine: alla correttezza/completezza dell'informazione in bilancio, al conflitto d'interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale, alla tutela degli azionisti di minoranza. Non si sono verificate nel periodo in esame operazioni atipiche e/o inusuali.
Deroga dall’obbligo di mettere a disposizione del pubblico un documento informativo in caso di operazioni significative
In data 18 ottobre 2012, ai sensi dell’art. 3 della Delibera Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012, la Società ha effettuato la scelta prevista dagli artt. 70, comma 8 e 71, comma 1-bis, del Regolamento Consob n. 11971/99 avvalendosi della facoltà di derogare all’obbligo di mettere a disposizione del pubblico un documento informativo in caso di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizione e cessione.
Previsioni articolo 15 del Regolamento Mercati
Con riferimento alle società controllate Yixing Faam Industrial Batteries Limited (YIBF Ltd) (“YIBF”), costituita e regolata dalla legge della Repubblica Popolare Cinese e FAAM Asia Ltd (“FAAM Asia”) costituita e regolata dalla legge di Hong Kong e quindi di Stati non appartenente all’Unione Europea, la Società ha adottato le misure atte a rispettare le previsioni di cui all’articolo 15 del Regolamento Consob n. 16191/2007 (il “Regolamento Mercati”). In particolare, (i) sono a disposizione del pubblico attraverso il deposito presso la sede sociale le situazioni contabili di YIBF e FAAM Asia predisposte ai fini della redazione del bilancio consolidato, comprendenti almeno lo stato patrimoniale e il conto economico; (ii) la Società ha acquisito da YIBF e FAAM Asia lo statuto e la composizione e i poteri degli organi sociali; (iii) la Società ha accertato che YIBF e FAAM Asia abbiano fornito alla Società di Revisione le informazioni a questa necessarie per condurre l’attività di controllo dei conti annuali e infrannuali del Gruppo Seri Industrial e disponga di un sistema amministrativo–contabile idoneo a far pervenire regolarmente alla direzione e alla Società di Revisione i dati economici, patrimoniali e finanziari necessari per la redazione del bilancio consolidato.
Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001
Seri Industrial ha adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001, previa: (i) verifica delle attività svolte da ciascuna funzione aziendale, (ii) studio delle disposizioni organizzative vigenti (iii) conduzione di interviste al personale della Società e (iv) accertamento delle singole attività a rischio reato.
Nella sezione Governance/Sistema di Controllo/Codice Etico e Modello organizzativo, sul sito della Società www.seri-industrial.it, sono disponibili il Codice Etico e l’estratto del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo.
Quadro normativo e regolamentare
Di seguito si riporta una breve descrizione di alcune disposizioni normative e regolamentari ritenute significative dall’Emittente per lo svolgimento dell’attività propria e delle controllate. Il Gruppo ritiene di operare in conformità alla normativa vigente - di seguito illustrata - per quanto ad esso applicabile, fermo restando e dovendosi comunque tenere presente che la normativa richiamata è in continua evoluzione, essendo legata a filo doppio all’interpretazione che ne danno le Autorità competenti nonché ai continui mutamenti giurisprudenziali.
Oltre alla normativa applicabile a tutte le persone giuridiche, il Gruppo è soggetto, tra le altre, alle seguenti disposizioni legislative e regolamentari.
Holding
Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (“TUF”), emanato con il Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e s.m.i. Il TUF disciplina in maniera organica le interazioni tra soggetti che operano sul mercato finanziario, regolando i principali aspetti dell’intermediazione finanziaria, costituendo altresì la principale fonte normativa del diritto dei mercati finanziari nell’ordinamento italiano.
Regolamento Emittenti, adottato dalla Consob con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e s.m.i., di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli emittenti.
Regolamento Operazioni con Parti Correlate, adottato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e s.m.i., recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate. Il Regolamento detta i principi ai quali le società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell’Unione Europea e con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante si attengono al fine di assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate realizzate direttamente o per il tramite di società controllate.
Regolamento dei Mercati e le relative Istruzioni emessi da Borsa Italiana e s.m.i. che disciplinano l’organizzazione e la gestione dei mercati regolamentati stabilendone le condizioni, le modalità di organizzazione e il funzionamento.
Oltre quanto sopra il Gruppo ha volontariamente aderito al “Codice di Corporate Governance” redatto dal Comitato per la Corporate Governance promosso da Borsa Italiana e composto dalle Associazioni di impresa (ABI, ANIA, Assonime, Confindustria), Borsa Italiana S.p.A. e l’Associazione degli investitori professionali (Assogestioni). Il Codice di autodisciplina contiene raccomandazioni che costituiscono un modello di “best practice” per l'organizzazione ed il funzionamento delle società quotate italiane.
Attività Industriali
Relativamente al settore Batterie, in data 12 luglio 2023 l’Unione Europea ha adottato il Regolamento relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE. Il Regolamento persegue tre obiettivi principali: i) rafforzare il funzionamento del mercato interno, garantendo condizioni di parità attraverso un insieme comune di norme; ii) promuovere un’economia circolare, e iii) ridurre gli impatti ambientali e sociali in tutte le fasi del ciclo di vita della batteria. Stante l’ambizioso e sfidante obiettivo di racchiudere in un unico testo disposizioni afferenti all’intero ciclo di vita delle batterie immesse sul mercato nell’Unione, il Legislatore Europeo ha graduato i tempi di applicazione delle diverse prescrizioni, posticipando al 2025 (18 agosto 2025) l’abrogazione della direttiva 2006/66/CE (salvo per alcune prescrizioni che non troveranno applicazione a partire dal 2026 ovvero dal 2027), e differenziando l’applicazione delle singole disposizioni contenute nel Regolamento, con decorrenza a partire dal 18 febbraio 2024 sino a prevedere l’applicazione differita al 2033.
In tale contesto si evidenzia anche che con Decisione Delegata del 5 marzo 2025, l’Unione Europea ha modificato la decisione 2000/532/CE per quanto concerne l’aggiornamento della famiglia dei rifiuti con codice CER 16.06, storicamente riferita alle batterie al piombo, inserendo per la prima volta le batterie al litio o i rifiuti della fabbricazione di batterie al litio. Tale modifica si applicherà in tutti gli stati membri a partire dal mese di novembre 2026.
In tale contesto si evidenzia anche che con Decisione Delegata del 5 marzo 2025, l’Unione Europea ha modificato la decisione 2000/532/CE per quanto concerne l’aggiornamento della famiglia dei rifiuti con codice CER 16.06, storicamente riferita alle batterie al piombo, inserendo per la prima volta le batterie al litio o i rifiuti della fabbricazione di batterie al litio. Tale modifica si applicherà in tutti gli stati membri a partire dal mese di novembre 2026.
Il Gruppo, inoltre, è soggetto alle seguenti disposizioni legislative e regolamentari:
D.lgs. n. 81/08 e s.m.i. – Testo unico sulla sicurezza sul lavoro – Il testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (noto anche con l’acronimo TUSL) è un complesso di norme dell’ordinamento italiano in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e regolamenti conseguenti – Norme in materia ambientale – Il decreto legislativo in oggetto ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione delle risorse naturali.
Direttiva 2014/23/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione.
Direttiva 2014/24/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici.
Direttiva 2014/25/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali.
D.lgs. n. 36/2023, che ha introdotto il nuovo Codice dei contratti pubblici, abrogando il D.lgs. n. 50/2016, in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici.
Regolamento (UE) n. 858/2018, Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche indipendenti destinati a tali veicoli, che modifica i Regolamenti (CE) n. 715/2007 e (CE) n. 595/2009 ed abroga la Direttiva 2007/46/CE. Regolamento (UE) n. 517/2014 e s.m.i. – Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui gas fluorurati a effetto serra, che abroga il Regolamento (CE) n. 842/2006 (Testo rilevante ai fini del SEE – Spazio Economico Europeo), volto a proteggere l’ambiente mediante la riduzione delle emissioni di gas fluorurati a effetto serra. In particolare, il Regolamento in oggetto:
(i) stabilisce disposizioni in tema di contenimento, uso, recupero e distruzione dei gas fluorurati a effetto serra e di provvedimenti accessori connessi;
(ii) impone condizioni per l’immissione in commercio di prodotti e apparecchiature specifici che contengono o il cui funzionamento dipende da gas fluorurati a effetto serra (articolo 11 e allegato III); specifiche disposizioni in materia di apparecchiature precaricate con HFC (articolo 14); nonché la riduzione della quantità di HFC immessa in commercio (meccanismo di assegnazione di quote di HFC);
(iii) impone condizioni per particolari usi di gas fluorurati a effetto serra;
(iv) stabilisce limiti quantitativi per l’immissione in commercio di idro fluorocarburi.
Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2006/42/CE e s.m.i. relativa alle macchine, che modifica la Direttiva 95/16/CE (rifusione). La Direttiva è stata recepita ed attuata in Italia mediante il Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 17 e sostituisce la Direttiva 98/37/CE del Parlamento europeo. La Direttiva definisce i requisiti essenziali in materia di sicurezza e di salute pubblica ai quali devono rispondere le macchine in occasione della loro progettazione, fabbricazione e del loro funzionamento prima dell’immissione sul mercato.
Direttiva 2014/35/UE e s.m.i. cd. Direttiva Bassa Tensione o Direttiva LVD (dall’acronimo inglese Low Voltage Directive) che concerne il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro taluni limiti di tensione. La Direttiva Bassa Tensione non definisce alcuno standard tecnico specifico, ma fa riferimento esplicito alle norme tecniche IEC/ISO EN alle quali i produttori di prodotti elettrici devono attenersi.
Direttiva 2014/30/EU concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica (rifusione), recante la disciplina della compatibilità elettromagnetica delle apparecchiature. Essa mira a garantire il funzionamento del mercato interno prescrivendo che le apparecchiature siano conformi a un livello adeguato di compatibilità elettromagnetica.
Direttiva 2014/68/CE, concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione (testo rilevante ai fini del SEE – Spazio Economico Europeo). La Direttiva si applica alla progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti ad una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar.
Decreto del Ministero della Salute n. 174 del 6 aprile 2004, e s.m.i. – “Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano”. Le disposizioni del regolamento definiscono le condizioni alle quali devono rispondere i materiali e gli oggetti utilizzati negli impianti fissi di captazione, di trattamento, di adduzione e di distribuzione delle acque destinate al consumo umano, di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31. Le presenti disposizioni si applicano ai materiali degli impianti nuovi e a quelli utilizzati per sostituzioni nelle riparazioni, a partire da dodici mesi dalla data di pubblicazione del presente regolamento, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, salvo diverse indicazioni riportate nel testo.
Decreto del Ministero dell’Interno del 24 novembre 1984 e s.m.i. – Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l’accumulo e l’utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8. Il decreto ha lo scopo di regolamentare, ai fini della sicurezza, gli impianti di trasporto e di distribuzione del gas naturale, a mezzo di condotte, dai campi di produzione alle utenze. Esse si applicano inoltre alle installazioni interne delle utenze industriali ed agi impianti di derivazione di utenza a pressione di esercizio superiore a 0,04 bar.
Diritti di privativa industriale
Codice civile, Libro V, Titolo IX e D.lgs. n. 30/2005 s.m.i. – “Codice della proprietà industriale a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273”, come successivamente modificato, che ha complessivamente riformato la normativa previgente introducendo nell’ordinamento una disciplina autonoma ed organica in materia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale. A tale Codice si aggiunge la relativa normativa di attuazione, tra la quale il regolamento di cui al D.M. del 13 gennaio 2010, n. 33 ed il D.M. 11 maggio 2011.
Signori Azionisti,
sottoponiamo alla Vostra approvazione la seguente proposta di deliberazione:
"L'Assemblea della società Seri Industrial S.p.A.,
- esaminati i dati del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 e la relativa relazione sulla gestione predisposta dal Consiglio di Amministrazione, comprensiva della Rendicontazione consolidata di sostenibilità relativa all’esercizio 2025, predisposta ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125,
- preso atto dei dati del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025,
- esaminate le relazioni presentate dal Collegio Sindacale, dalla Società di revisione legale al bilancio di esercizio e al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e dal Revisore di sostenibilità alla Rendicontazione consolidata di sostenibilità relativa all’esercizio 2025;
- constatato che detti documenti sono stati depositati presso la sede della società nei termini di legge e che essi sono stati altresì pubblicati sul sito della società;
delibera
- di approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, unitamente alla relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione, dal quale risulta un utile di esercizio di euro 9.653.780 e
- di destinare l’utile di esercizio per euro 482.689 a Riserva legale e per euro 9.171.091 a Utili a nuovo.
• orizzonte temporale di breve periodo: uno anno;
• orizzonte temporale di medio periodo: da un anno a cinque anni;
• orizzonte temporale di lungo periodo: oltre i cinque anni.
Con una presenza diretta in 4 Paesi nel mondo, 20 siti, 7 centri di Ricerca e Sviluppo e 1.339 dipendenti, il Gruppo Seri Industrial è attivo in tre Linee di Business nell’industria delle Materie plastiche, delle Batterie e della Mobilità sostenibile. La sede del Gruppo è in Italia, a San Potito Sannitico (CE).
Il Gruppo ha origine nel 1999, con la costituzione della società SE.R.I. da parte della famiglia Civitillo. Nel corso degli anni, anche attraverso diverse operazioni societarie straordinarie, si è progressivamente specializzato nella realizzazione di impianti per il recupero e il riciclo di batterie esauste, nella produzione di batterie al piombo e al litio e nella lavorazione di materiali plastici, a partire dalla produzione di granuli in polipropilene rigenerato, ottenuti dagli scarti provenienti dal riciclo di batterie esauste.
Fin dalla sua costituzione, il Gruppo ha posto la sostenibilità e la circolarità al centro della propria strategia, operando costantemente secondo tale visione. L’adozione di un modello circolare si fonda sull’ottimale utilizzo delle risorse e sulla loro trasformazione in output sostenibili, mediante lo sviluppo di business integrati.
Le azioni strategiche del Gruppo si articolano sulle seguenti tre direttrici:
• Sostenibilità: perseguita attraverso lo sviluppo di (i) una piena integrazione verticale della supply chain, (ii) prodotti per applicazioni speciali in grado di innovare le tecnologie di accumulo dell’energia in mercati di nicchia (iii) nuove tecnologie per il recupero degli scarti (iv) soluzioni di mobilità sostenibile volte a favorire un trasporto eco-compatibile (v) di centri di Ricerca e Sviluppo integrati;
• Digitalizzazione: promossa mediante lo sviluppo di tecnologie IT applicate ai sistemi di accumulo, con l’obiettivo di sostenere la transizione energetica, introducendo la tecnologia blockchain negli scambi energetici e sviluppando soluzioni hardware e software dedicate alla Digital Energy;
• Decarbonizzazione: supportata innovando le tecnologie di produzione e offrendo al mercato prodotti a basse emissioni, con l’obiettivo di generare benefici a lungo termine per persone, economia e società.
Sebbene il Gruppo non abbia ancora adottato formalmente un piano di sostenibilità - anche alla luce delle recenti acquisizioni e dei rilevanti sviluppi industriali in corso - tali direttrici guidano da tempo sia le attività di business tradizionali sia i progetti di investimento. In particolare, nel corso del 2024, è stata avviata la nuova Linea di business dedicata alla Mobilità sostenibile, attraverso l’acquisizione della società Menarini S.p.A., attiva nella produzione di autobus per il trasporto pubblico urbano, con un focus crescente sulla transizione verso soluzioni a basse emissioni, in particolare mediante lo sviluppo e la produzione di autobus elettrici.
Nel corso del 2025 è stata costituita la società compartecipata Eni Storage Systems, joint venture tra Eni S.p.A. (50% più un’azione), per il tramite della controllata Eni Industrial Evolution S.p.A., e la società controllata FIB S.p.A. (50% meno un’azione), con l’obiettivo di realizzare un polo industriale per la produzione di oltre 8 GWh/anno di batterie litio-ferro-fosfato (LFP) su base acquosa, destinate principalmente a sistemi di accumulo stazionario di energia elettrica. Questa iniziativa rappresenta un importante passo verso uno sviluppo industriale coerente con un sistema energetico sostenibile, valorizzando competenze e soluzioni tecnologiche a supporto dei processi di decarbonizzazione.
Per una descrizione completa della strategia e del modello di business del Gruppo si rimanda ai paragrafi “Mission e modello di business circolare” e “Strategia del Gruppo” della Relazione sulla gestione.
Le attività del Gruppo sono suddivise in tre Linee di Business:
• Materie plastiche, gestita dalla società Seri Plast, attiva nel riciclo e nella lavorazione di materiali plastici per il mercato (i) delle batterie (produzione di compound speciali e stampaggio di cassette e coperchi per batterie); (ii) automotive (produzione di compound speciali) e (iii) idro-termo sanitario, cantieristica civile e navale (produzione di compound speciali, estrusione e stampaggio di tubi, raccordi e pezzi speciali). Nel prossimo futuro, la Linea di Business, attraverso la joint venture P2P, sarà attiva anche nel settore della trasformazione dei rifiuti da imballaggio post-consumo in materie prime per il mercato consumer;
• Batterie, gestita dalla società FIB, attiva, con il marchio Faam, (i) nella produzione di celle, moduli e sistemi di batterie al litio per il segmento BESS, per applicazioni commerciali e industriali (Commercial & Industrial) e per il settore residenziale (ii) nella produzione di batterie al piombo per applicazioni trazione industriale, avviamento e storage e (iii) nel riciclo di batterie a fine vita, dalla progettazione dell’impianto al recupero di materiali.
• Mobilità sostenibile, linea di business di recente costituzione, gestita dalla società Menarini, attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di autobus per il trasporto pubblico urbano. L’offerta di prodotti comprende autobus alimentati con diverse tecnologie, inclusi veicoli a basse emissioni e a zero emissioni.
Si riporta di seguito il dettaglio dei ricavi del Gruppo divisi per settore, in linea con il principio contabile IFRS 8:
Ricavi da clienti settoriali - IFRS 8 | 2024 | 2025 |
Materie plastiche | 92.406 | 90.601 |
Batterie | 65.446 | 62.417 |
Mobilità sostenibile | 43.583 | 125.835 |
Corporate | 87 | 122 |
Totale Ricavi da clienti | 201.522 | 278.975 |
Si specifica che il Gruppo non opera nei seguenti settori: combustibili fossili, fabbricazione di prodotti chimici, armi cosiddette “controverse” (mine antiuomo, munizioni a grappolo, armi chimiche e armi biologiche) e coltivazione e produzione di tabacco.
Il modello di business del Gruppo si fonda sulle persone, sulle competenze e sulle capacità che il Gruppo mette in campo per affrontare le sfide della transizione energetica, investendo nella crescita e nella formazione continua del capitale umano.
Il Gruppo dedica una forte attenzione all’innovazione tecnologica, svolgendo in modo continuativo attività di ricerca e sviluppo su materiali, prodotti e processi produttivi. I prodotti sono concepiti e realizzati tenendo conto non solo delle richieste del mercato, ma anche della necessità di garantire una maggiore sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita, a partire dalla fase di progettazione - inclusa la scelta dei materiali e del design orientato all’estensione della vita utile - fino alla massimizzazione della stessa, in un’ottica di “chiusura dei cicli”.
La catena del valore del Gruppo è un sistema complesso e integrato che copre tutte le fasi del ciclo produttivo, dalla ricerca e progettazione alla produzione, distribuzione e assistenza post-vendita. I principali elementi della value chain includono:
• Ricerca e sviluppo e design del prodotto: la progettazione e la selezione delle materie prime costituiscono la base per lo sviluppo di prodotti innovativi e competitivi. Le attività di ricerca e sviluppo sono svolte presso sei centri, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di innovazione delle diverse Linee di Business.
• Supply chain: la qualità e la disponibilità delle materie prime rappresentano elementi fondamentali per garantire prodotti finiti in linea con le esigenze dei clienti. La catena di fornitura del Gruppo ha una dimensione globale e comprende fornitori di beni e servizi distribuiti a livello internazionale, con i quali vengono sviluppate relazioni di lungo periodo. In ottica di mitigazione dei rischi, il Gruppo privilegia un approccio di fornitura local-for-local, oltre che applicare e promuovere un modello di economia circolare. Per maggiori informazioni sulla catena di fornitura si rimanda alla sezione “G-Governance”, capitolo “Gestione dei rapporti con i fornitori”.
• Produzione: le attività produttive si svolgono in impianti altamente tecnologici, dotati di soluzioni avanzate per garantire la qualità, l’affidabilità e la sicurezza dei prodotti. L’automazione e l’ottimizzazione dei processi produttivi rappresentano leve fondamentali per il miglioramento dell’efficienza e la riduzione dei costi.
• Logistica: i servizi logistici sono affidati a operatori esterni specializzati, che garantiscono una distribuzione efficiente e tempestiva dei prodotti.
• Servizi di assistenza post-vendita: un elemento distintivo è rappresentato dall’assistenza tecnica offerta ai clienti. Il Gruppo affianca alla vendita dei prodotti servizi di supporto e manutenzione, al fine di garantire la massima efficienza nel tempo. Per maggiori informazioni si rimanda alla sezione “S-Sostenibilità Sociale”, capitolo “Consumatori e utilizzatori finali”.
• Gestione dei cicli di vita: un aspetto fondamentale della catena del valore del Gruppo è l’estensione del ciclo di vita dei prodotti attraverso pratiche di riutilizzo e riciclo, con l’obiettivo di ridurre il consumo di materie prime e favorire l’impiego di input circolari.
Le informazioni relative alla value chain derivano dalle relazioni dirette e dal dialogo continuo con clienti e fornitori, sviluppati attraverso partnership strategiche e contratti a lungo periodo, nonché dalla partecipazione a eventi e fiere internazionali, che favoriscono la creazione e il consolidamento di relazioni funzionali a future collaborazioni.
La strategia generale del Gruppo integra la sostenibilità come principio guida, riflettendosi in tutte le Linee di Business e nell’offerta dei prodotti, che contribuiscono in modo differenziato ma complementare alla transazione verso un modello economico circolare e a basse emissioni.
Figura 1 – Linee di Business e prodotti del Gruppo Seri Industrial
Materie plastiche
Il segmento contribuisce alla sostenibilità attraverso l’utilizzo di materiali riciclati, in particolare polipropilene derivante dal trattamento di batterie esauste, favorendo la riduzione del consumo di materie prime vergini e la valorizzazione dei rifiuti. Le soluzioni sviluppate consentono di estendere il ciclo di vita dei materiali e di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. I compound realizzati sono:
• Serilene: compound sviluppato specificatamente per la produzione di componenti plastici per batterie, che è stato approvato dai principali Tier 1 europei. Il grado serilene è un compound su base riciclata con una qualità costante.
• Serifill: compound sviluppato in sinergia con i maggiori fornitori di primo livello e produttori automobilistici italiani. All’interno di questa famiglia sono realizzati diversi range di prodotti, altamente flessibili, che si adattano su misura alle richieste del cliente finale.
Nel segmento idrotermosanitario, la Linea di business è specializzata nello stampaggio di raccordi e nell’estrusione di tubi in plastica. In particolare, produce: i) sistemi per gli scarichi – impianti utilizzati per lo scarico all’interno dei fabbricati civili e industriali; ii) sistemi per adduzione e riscaldamento utilizzati per impianti sanitari, di riscaldamento (sistemi tradizionali ed a pannello radiante), di condizionamento (acqua refrigerata) e di irrigazione (serre e giardini). Nell’ambito dell’offerta dei prodotti per il mercato Infrastrutture, inoltre, la società sviluppa sistemi a celle per la gestione delle acque meteoriche, che attraverso modalità di drenaggio controllato, contribuiscono a risolvere il problema dei rischi connessi agli allagamenti e da eventi piovosi violenti. Attraverso lo sviluppo di tali sistemi a cella, la società si pone l’obiettivo di: i) stoccare temporaneamente l’acqua in eccesso allo scopo di limitarne l’afflusso violento in fognatura o nei canali di superficie; ii) assorbire l’acqua delle precipitazioni e successivamente disperderla in modo graduale e naturale attraverso il terreno.
Infine, il segmento delle cassette e coperchi per batterie avviamento, trazione e stazionario rappresenta un elemento chiave del modello circolare, garantendo il reimpiego di materiali riciclati all’interno della filiera.
Batterie
Il segmento batterie riveste un ruolo centrale nella transizione energetica. Il modello integrato del segmento piombo consente il recupero e il riutilizzo della materia prima da batterie esauste, riducendo la dipendenza da risorse vergini e promuovendo la circolarità.
Nel segmento litio, lo sviluppo di sistemi di accumulo (BESS) abilita una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica e la stabilità della rete. L’adozione della chimica LFP e di processi produttivi “water-based” consente di ridurre l’impatto ambientale, incrementando al contempo sicurezza e riciclabilità. Le soluzioni sviluppate supportano inoltre modelli energetici decentralizzati, quali smart grid e comunità energetiche, favorendo l’autoproduzione e l’autoconsumo.
L’attività di smelter del sito di Calitri consente il recupero dei materiali contenuti nelle batterie al piombo esauste, minimizzando la generazione di rifiuti. Il processo industriale contribuisce in modo significativo alla chiusura del ciclo dei materiali e alla riduzione degli impatti ambientali lungo la filiera.
Attraverso il marchio Plant Division, la Linea di business si occupa della progettazione e realizzazione di impianti per il riciclo di batterie esauste favorendo la diffusione di tecnologie sostenibili su scala globale. Gli impianti sviluppati sono orientati all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e al recupero completo dei materiali, contribuendo alla transizione verso modelli produttivi circolari.
Mobilità sostenibile
La Linea di business contribuisce alla decarbonizzazione del trasporto pubblico attraverso lo sviluppo di un’ampia gamma di autobus a basse e zero emissioni, dagli 8 ai 12 metri, tra cui i modelli Citymood e Vivacity, la cui versatilità e modularità ne permettono l’adattamento ai sistemi di trazione a metano liquido (LNG), compresso (CNG) ed elettrico (BEV). Il focus è sempre più orientato verso la produzione totale di autobus full elettric, in linea con gli obiettivi comunitari di puntare su tecnologie green e sostenibili per il trasporto pubblico. L’approccio tecnologicamente neutrale (elettrico, LNG, CNG) permette di accompagnare in modo graduale la transizione, tenendo conto delle diverse condizioni infrastrutturali e territoriali.
Il coinvolgimento degli stakeholder rappresenta un pilastro fondamentale della strategia di sostenibilità. Stabilire e mantenere relazioni solide e trasparenti con i propri stakeholder è essenziale per comprendere le aspettative degli interlocutori, raccogliere feedback sulle attività del Gruppo e migliorare continuamente l’impatto complessivo.
Il dialogo costante consente di:
• identificare spunti di miglioramento per l’innovazione di processi e prodotti;
• mappare gli impatti generati e subiti dal Gruppo al fine di garantire una migliore gestione dei rischi e della propria reputazione;
• informare, sensibilizzare e coinvolgere gli stakeholders su diversi aspetti rilevanti sia per il Gruppo che per le comunità in cui esso opera;
• individuare esigenze, criticità e aspettative da parte degli stakeholders al fine di integrarli all’interno della strategia di Gruppo e sviluppare una relazione basata sulla fiducia e la trasparenza.
Il Gruppo considera key stakeholder i propri lavoratori, i fornitori e i clienti, la comunità finanziaria, le istituzioni, le università e le associazioni di categoria, nonché le comunità locali, con cui intrattiene un dialogo continuo e strutturato, volto a garantire un confronto aperto, trasparente e orientato a risultati concreti.
Nel corso dell’anno il Gruppo ha coinvolto le seguenti categorie di stakeholder:
Stakeholder | Tipo di engagement | Scopo dell’engagement |
Clienti | • Incontri e meeting con clienti • Visite ed iniziative ai siti | Rafforzare il legame con i clienti del Gruppo per promuovere la vendita di prodotti e soluzioni a basso impatto ambientale e con tecnologie sostenibili. |
Comunità finanziaria | • Assemblee degli azionisti • Conferenze e riunioni | Dialogo regolare e aperto con gli stakeholder su tematiche ESG come aspetto centrale della strategia integrata e del processo di creazione di valore. |
Istituzioni, università e associazioni di categoria | • Dottorati di ricerca • Accordi di collaborazione • Visite ed iniziative ai siti | Investire e promuovere l’apprendimento e la formazione come principali leve di miglioramento e innovazione, favorendo lo sviluppo di idee innovative che possano concretizzarsi in prodotti reali. |
Comunità locali | • Donazioni • Sponsorizzazioni | Promuovere e contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle comunità in cui il Gruppo è presente. |
Persone del Gruppo | • Iniziative di formazione e sensibilizzazione • Workshop • Incontri con rappresentanti dei lavoratori | Creare e favorire un ambiente lavorativo basato su diversità, inclusione e pari opportunità. |
Fornitori | • Attività di sensibilizzazione sulle tematiche ESG • Partnership per ipotesi di coprogettazione | Promuovere i fattori ESG nella propria supply chain. |
In relazione all’engagement degli stakeholder coinvolti nel processo di analisi di materialità 2025, ovvero degli individui o gruppi di interesse che sono influenzati o potrebbero esserlo dalle attività del Gruppo, è stata aggiornata, con il supporto delle diverse funzioni aziendali responsabili delle relazioni con tali soggetti, la lista delle categorie di stakeholder rilevanti, allo scopo di definire un elenco completo e coerente con il contesto in cui il Gruppo opera. L’analisi ha permesso di identificare gli stakeholder chiave da coinvolgere direttamente nella valutazione della rilevanza degli impatti potenzialmente materiali, in linea con le richieste degli ESRS e delle linee guida EFRAG (Implementation Guidelines IG1).
Le categorie di stakeholder coinvolte sono state: i) Fornitori; ii) Clienti; iii) Istituzioni, università e associazioni di categoria; iv) Comunità finanziaria; v) Persone del Gruppo. Si precisa che i rappresentanti delle comunità locali non sono stati direttamente coinvolti nel processo di analisi di doppia materialità.
Lo stakeholder engagement ha previsto la condivisione di un apposito questionario online che ha reso possibile comprendere la percezione che gli stakeholder hanno sulle questioni di sostenibilità del Gruppo e sulle tematiche più rilevanti da tenere in considerazione durante il processo di valutazione. In generale, gli stakeholder hanno manifestato ottimismo e sostegno per le iniziative del Gruppo, in particolare per quanto riguarda le tematiche di economia circolare, cambiamenti climatici, inclusione e condizioni di lavoro della forza di lavoro. Inoltre, è stato apprezzato il contributo alla soddisfazione dei clienti e la capacità di fare scelte consapevoli tramite canali dedicati e informazioni adeguate sui prodotti.
Seri Industrial, anche nel rispetto della normativa e degli accordi applicabili in materia, prevede modalità di informazione dei rappresentanti dei lavoratori al livello appropriato e discute con loro le informazioni pertinenti e i mezzi per ottenere e verificare le informazioni sulla sostenibilità (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo “Persone del Gruppo”).
Oltre al processo di doppia materialità, il dialogo con gli stakeholder è un processo continuo per il Gruppo, che partecipa attivamente a diverse associazioni, organismi e tavoli tematici, come l’European Battery Alliance (EBA).
Inoltre, il Gruppo considera fondamentale mantenere un rapporto costante e aperto con la generalità degli azionisti e di investitori istutizionali, al fine di accrescere il relativo livello di comprensione circa le attività svolte. Questo approccio non solo costituisce un dovere nei confronti del mercato, ma risponde anche a un interesse strategico per l’azienda. Per regolare tale dialogo, già a partire dal 2022, la Società ha adottato una specifica “Politica per la gestione del dialogo con la generalità degli investitori e degli operatori di mercato”, disponibile sul sito internet della Società (www.seri-industrial.it), che mira a promuovere le occasioni di incontro e di dibattito con tali soggetti, nonché a favorire una comunicazione continuativa, proattiva, chiara e tempestiva, tenuto conto anche delle best practice di engagement sviluppate a livello nazionale e internazionale. Tale Politica individua, tra l’altro, i ruoli e le responsabilità nella gestione del dialogo con gli investitori e gli operatori di mercato, affidando all’Amministratore Delegato (AD) il compito di curare i rapporti e le relazioni con tali soggetti, con il supporto dell’Investor Relations Manager. Quest’ultimo presidia la gestione del dialogo provvedendo ad interagire su base continuativa con gli investitori istituzionali, con gli analisti finanziari e le agenzie di rating. Le informazioni fornite dalla funzione aziendale preposta alla gestione del dialogo, nonché da parte di ogni altro esponente aziendale debitamente autorizzato, rispondono a criteri di veridicità, chiarezza, completezza e simettria informativa, nonché di tempestività. In particolare, la struttura di Investor Relations cura: (i) la gestione ordinaria delle relazioni con la generalità degli azionisti, anche potenziali, con gli investitori istituzionali, gli analisti finanziari, le agenzie di rating e corporate broker; (ii) la raccolta di richieste di dialogo e l’eventuale organizzazione di incontro e conference call; (iii) la pubblicazione sul sito internet della Società di documenti, newsletter, video, estratti di rassegne stampa e altre comunicazioni; (iv) la gestione dei rapporti con i media e con la stampa; (v) la partecipazione a incontri di settore. Lo sviluppo e l’aggiornamento dei contenuti dedicati agli investitori sono disponibili su apposite Sezioni (Investor e Governance) nell’ambito del sito internet aziendale (www.seri-industrial.it), facilmente individuabili e accessibili, nelle quali sono messe a disposizione le informazioni concernenti la Società e il Gruppo che rivestono rilievo per gli azionisti, in modo da consentire a questi ultimi un esercizio consapevole dei propri diritti, nonché per quegli stakeholder ritenuti rilevanti.
Nel corso del 2025, la Società ha mantenuto un dialogo costante con gli investitori istituzionali e gli azionisti, con particolare riferimento a tematiche di Corporate Governance, di sviluppo industriale del Gruppo nonché a temi e profili concernenti la sostenibilità. In particolare, per quanto riguarda gli aspetti di Corporate Governance e le tematiche ESG, i confronti sono avvenuti nel corso di incontri pianificati dalla Società a cui hanno potuto partecipare analisti e investitori, nonché incontri one-to-one e confronti telefonici, curati dall’Investor Relations Manager.
La creazione di valore per tutti gli stakeholder è inoltre rappresentata dall’indicatore sintetico del “valore economico generato e distribuito”. Tale indicatore mostra, partendo dalla riaggregazione dei dati del bilancio finanziario certificati, la misura della ricchezza economica complessiva creata dal Gruppo.
Nel 2025 il valore economico generato è stato pari a € 375.576 migliaia. Per quanto riguarda la distribuzione dello stesso, le categorie di stakeholder maggiormente significative risultano essere i fornitori e i dipendenti, che insieme hanno raccolto il 98% del valore economico distribuito.
VALORE ECONOMICO GENERATO E DISTRIBUITO PER GLI STAKEHOLDER
Migliaia di euro | 2024 | 2025 |
Ricavi da clienti | 201.522 | 278.975 |
Altri proventi operativi | 78.217 | 72.521 |
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni | 20.902 | 21.474 |
Proventi finanziari | 2.135 | 2.606 |
Totale valore economico generato | 302.776 | 375.576 |
Remunerazione ai fornitori | ||
Costi per acquisti di materie | 138.613 | 181.383 |
Variazione delle rimanenze | (8.174) | (5.542) |
Costi per servizi | 49.276 | 53.974 |
Altri costi operativi | 6.215 | 14.971 |
Remunerazione dei dipendenti e collaboratori | ||
Costo del personale | 47.909 | 66.026 |
Remunerazione della Pubblica Amministrazione | ||
Imposte correnti | 724 | 1.309 |
Imposte differite e anticipate | (4.042) | (8.840) |
Remunerazione dei Finanziatori | ||
Oneri finanziari | 11.573 | 13.498 |
Totale Valore economico distribuito | (242.094) | (316.779) |
Risultato delle attività operative in esercizio | 25.698 | 15.930 |
Risultato netto delle discontinued operation | (1.066) | (2.301) |
Svalutazioni/Riprese di valore | 1.580 | 1.561 |
Ammortamenti | 33.404 | 41.306 |
Totale Valore economico trattenuto | 59.616 | 56.496 |
RICAVI CONSOLIDATI | 300.641 | 372.970 |
SPESA PER IL PERSONALE | 47.909 | 66.026 |
Totale Valore economico distribuito | 242.094 | 316.779 |
Remunerazione ai fornitori | 185.930 | 244.786 |
Remunerazione dei dipendenti e collaboratori | 47.909 | 66.026 |
Remunerazione della pubblica amministrazione | (3.318) | (7.531) |
Remunerazione dei finanziatori | 11.573 | 13.498 |
• Analisi del contesto e strategia di stakeholder engagement: l’analisi è stata condotta con un approccio che ha considerato sia le analisi di benchmark che il contesto interno ed esterno, nonché gli aspetti previsti dagli standard ESRS. Sono stati organizzati incontri con le funzioni aziendali che interagiscono con le diverse categorie di stakeholder, per valutare le tematiche di loro interesse. Grazie a questo processo, sono stati individuati i temi potenzialmente rilevanti legati alle attività del Gruppo e alla sua catena del valore, sia a monte che a valle. Inoltre, l’analisi ha preso in considerazione anche le valutazioni di materialità svolte l’anno precedente.
• Identificazione e aggiornamento degli impatti, rischi e opportunità associati ai temi potenzialmente rilevanti: l’analisi del contesto, sia esterno che interno, unita al coinvolgimento dei responsabili interni, ha consentito di identificare gli impatti, rischi e opportunità associati ai temi potenzialmente rilevanti per le attività del Gruppo e lungo la catena del valore. Nel corso dell’analisi, è stata inoltre valutata una disaggregazione degli impatti per individuare specifiche aree di business o aree geografiche in cui tali impatti risultano particolarmente rilevanti.
• Valutazione e prioritizzazione degli impatti, rischi e opportunità: secondo quanto previsto dagli standard ESRS e dalla Linea Guida EFRAG sulla materialità, sono state identificate delle scale di valutazione, basate su specifici driver definiti i) per la materialità d’impatto, in termini di significatività, espressa come combinazione delle valutazioni assegnate a entità (scale), portata (scope) e natura irrimediabile (irremediable character, quest’ultima esclusivamente per gli impatti negativi) di ciascun impatto, e alla probabilità di accadimento (per i soli impatti potenziali); ii) per la materialità finanziaria, la valutazione dei rischi è ottenuta combinando la probabilità di accadimento con la magnitudo degli effetti, misurata sulla base di metriche qualitative. Per entrambe le prospettive, il modello prevede sia valutazioni di probabilità, sia di significatività (materialità d’impatto) e di magnitudo (materialità finanziaria) secondo una scala quantitativa da 1 a 5. In conformità con il requisito ESRS 2 – SBM-2, le risultanze del processo di stakeholder engagement sono state integrate nella fase di valutazione degli IRO. Inoltre, sono state coinvolte le funzioni aziendali competenti sia a livello centrale che di singole società del Gruppo per la valutazione degli IRO. Sulla base delle valutazioni complessive, sono stati selezionati come materiali gli impatti, rischi e opportunità che hanno ottenuto un punteggio superiore a 3, ovvero con un grado di rilevanza “Moderato” e “Significativo”.
• Confronto sui risultati della materialità d’impatto e della materialità finanziaria attraverso il coinvolgimento diretto della Direzione aziendale: gli esiti sono stati analizzati in ottica complessiva al fine di calibrare la lista finale degli impatti, rischi e opportunità, qualora necessario. I risultati dell’analisi sono stati presentati al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità nella riunione dell’10 febbraio 2026, alla quale hanno partecipato il Collegio Sindacale, l’Organismo di Vigilanza, la società di revisione e, al Consiglio di Amministrazione, in sede di approvazione della Rendicontazione di Sostenibilità.
IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITA’ MATERIALI DEL GRUPPO SERI INDUSTRIAL
Posizione nella catena del valore | Orizzonte temporale | ||||||
TEMA MATERIALE: ESRS E1 CAMBIAMENTI CLIMATICI | A monte | Operazioni interne | A valle | Breve termine | Medio termine | Lungo termine | |
MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI |
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Incremento delle emissioni GHG dovuto ai siti del Gruppo e agli attori della propria catena del valore | Impatto negativo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ |
Inasprimento del quadro normativo in materia di lotta al cambiamento climatico | Rischio | ✔ | ✔ | ✔ | |||
Sviluppo di prodotti più efficienti e sostenibili | Impatto positivo effettivo |
| ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | |
Opportunità di coinvolgere investitori e finanziatori interessati alla mitigazione dei cambiamenti climatici | Opportunità | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
Aumento della quota di mercato legato alla capacità di rispondere alle richieste di prodotti a basse emissioni | Opportunità | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
ENERGIA |
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Utilizzo di energia da fonti non rinnovabili da parte dei siti del Gruppo | Impatto negativo effettivo |
| ✔ |
| ✔ | ✔ |
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TEMA MATERIALE: ESRS E2 INQUINAMENTO | |||||||
INQUINAMENTO DELL’ARIA | |||||||
Contributo all’inquinamento al di fuori del perimetro di azione del Gruppo | Impatto negativo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | |||
Posizione nella catena del valore | Orizzonte temporale | ||||||
TEMA MATERIALE: ESRS E4 BIODIVERSITA’ | A monte | Operazioni interne | A valle | Breve termine | Medio termine | Lungo termine | |
FATTORI DI IMPATTO DIRETTO SULLA PERDITA DI BIODIVERSITÀ | |||||||
Danni all’ambiente naturale e alle biodiversità da parte dei fornitori di materie prime, al di fuori del perimetro di azione del Gruppo | Impatto negativo potenziale | ✔ |
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| ✔ | ||
TEMA MATERIALE: ESRS E5 USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE | |||||||
DEFLUSSI DI RISORSE | |||||||
Contributo all'economia circolare grazie allo sviluppo di modelli di business virtuosi | Impatto positivo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ |
Vantaggio competitivo derivante dall’adozione di soluzioni e tecnologie legate all’economia circolare | Opportunità | ✔ |
| ✔ | ✔ | ✔ | |
RIFIUTI | |||||||
Inquinamento e occupazione del suolo causati dalla produzione di rifiuti non riciclabili | Impatto negativo effettivo | ✔ |
| ✔ | ✔ | ||
Rischio di violazione delle normative ambientali | Rischio | ✔ |
| ✔ |
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TEMA MATERIALE: S1 FORZA LAVORO PROPRIA | |||||||
CONDIZIONI DI LAVORO | |||||||
Salute e sicurezza: esposizione a incidenti di salute e sicurezza per la forza lavoro propria | Impatto negativo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
Contenziosi legali dovuti alle condizioni di lavoro | Rischio | ✔ | ✔ | ✔ | |||
Occupazione sicura: contratti di lavoro a tempo indeterminato e stabilità occupazionale | Impatto positivo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
TRATTAMENTO EQUO E OPPORTUNITÀ PER TUTTI | |||||||
Promozione della diversità, equità e inclusione diffondendo i valori del Gruppo e promuovendo iniziative di DE&I | Impatto positivo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
Supporto alla crescita professionale attraverso iniziative formative mirate | Impatto positivo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
TEMA MATERIALE: S4 CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI | |||||||
INFORMAZIONI PER I CONSUMATORI E/O PER GLI UTILIZZATORI FINALI | |||||||
Contributo alla soddisfazione della clientela e alla capacità di fare scelte consapevoli attraverso canali dedicati e informazioni adeguate sui prodotti | Impatto positivo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
Aumento della quota di mercato grazie a prodotti sempre più sicuri e di qualità | Opportunità | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ||
SICUREZZA PERSONALE DEI CONSUMATORI E/O DEGLI UTILIZZATORI FINALI | |||||||
Accadimento di incidenti o danni causati da caratteristiche del prodotto e/o da minacce e rischi cyber | Impatto negativo potenziale | ✔ | ✔ | ✔ | |||
TEMA MATERIALE: G1 CONDOTTA DELLE IMPRESE | |||||||
CULTURA DI IMPRESA | |||||||
Sensibilizzazione e diffusione dei principi dell’azienda con stakeholder interni ed esterni | Impatto positivo effettivo | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ |
Danni al sistema economico derivanti da mancata compliance societaria | Impatto negativo potenziale | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | ✔ | |
Violazioni di leggi | Rischio | ✔ | ✔ | ✔ | |||
GESTIONE DEI RAPPORTI CON I FORNITORI | |||||||
Pratiche ambientali non sostenibili da parte dei fornitori | Impatto negativo potenziale | ✔ | ✔ | ✔ | |||
Danni reputazionali dovuti a pratiche non sostenibili da parte dei fornitori | Rischio | ✔ | ✔ | ✔ | |||
Rischi legati all’aumento dei costi o indisponibilità delle materie prime | Rischio | ✔ | ✔ | ✔ | |||
CORRUZIONE ATTIVA E PASSIVA | |||||||
Pratiche non etiche e comportamenti illeciti nella condotta aziendale | Impatto negativo potenziale |
| ✔ |
| ✔ | ✔ | |
✔ indica la fase della catena del valore coinvolta nonché l’orizzonte temporale coperto.
La valutazione della resilienza della strategia rispetto agli impatti, ai rischi e alle opportunità materiali è integrata nel processo di definizione del Piano Industriale, che viene approvato dal Consiglio di Amministrazione. Quest’ultimo è chiamato a valutare il grado di compatibilità dei rischi con una gestione aziendale coerente con gli obiettivi strategici individuati.
In termini di presidi, la Società adotta una serie di soluzioni volte a mitigare gli impatti rilevanti nonché l’esposizione ai principali rischi a cui è soggetta, descritti in sintesi nel paragrafo “Governance della sostenibilità” e nei singoli capitoli tematici. Per quanto riguarda gli aspetti climatici, sono state condotte analisi di scenario finalizzate a verificare la resilienza della strategia rispetto a impatti e rischi legati al clima, approfondite nel capitolo “Cambiamento climatico”. Infine, in ambito sociale, il Gruppo ha implementato processi e sistemi aziendali che consentono di individuare e gestire gli impatti negativi legati alle proprie operazioni, nonché alle relazioni commerciali.
Seri Industrial ha strutturato un solido sistema di corporate governance basato sul continuo adeguamento del proprio assetto societario alle migliori pratiche nazionali e internazionali attraverso cui rispondere in maniera efficace agli interessi di tutti i propri stakeholder. Il sistema di corporate governance di Seri Industrial è conforme ai principi contenuti nel Codice Italiano di Corporate Governance (“Codice”) pubblicato il 31 gennaio 2020, cui la Società aderisce. Il sistema di governo societario adottato da parte di Seri Industrial risulta orientato all’obiettivo del successo sostenibile, in quanto mira alla creazione di valore per gli azionisti nel lungo periodo, nella consapevolezza della rilevanza del profilo ambientale e sociale delle attività svolte dal Gruppo e della conseguente necessità di considerare adeguatamente, nel relativo svolgimento, tutti gli interessi degli stakeholder rilevanti. Il perseguimento di tali obiettivi da parte della Società si è consolidato in modo sempre più marcato e consapevole durante l’esercizio, nel quale il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial (CdA) ha continuato a dare impulso a una serie di iniziative finalizzate ad un progressivo adeguamento del proprio sistema di governance alle best practice.
La volontà di Seri Industrial di operare in maniera sempre più responsabile e di integrare a tutti gli effetti la sostenibilità nella governance ha portato la Società a implementare un sistema dedicato alla gestione di tali tematiche. Le tematiche di sostenibilità sono integrate in tutti i processi decisionali aziendali rilevanti, secondo un sistema di funzioni e responsabilità che risale sino ai principali organi di governo societario di Seri Industrial. Il Consiglio di Amministrazione riveste un ruolo centrale nell’ambito della governance aziendale, risultando titolare di poteri riguardanti gli indirizzi strategici, organizzativi e di controllo della Società e del Gruppo.
A partire dal 2022, sono stati ampliati i compiti e le responsabilità del Comitato Controllo e Rischi anche in ordine alla gestione delle tematiche legate alla sostenibilità e il Comitato è stato contestualmente ridenominato in Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (“CCRS”). In particolare, relativamente alle tematiche di sostenibilità, il CCRS: i) supporta le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione in materia ESG; ii) esamina e valuta i temi ESG connessi all’esercizio dell’attività d’impresa e alle dinamiche di interazione di quest’ultima con tutti gli stakeholder; iii) monitora l’attuazione delle strategie e il posizionamento della Società nei principali indici di sostenibilità; iv) esamina l’impostazione della rendicontazione sulla sostenibilità, nonché la completezza e la trasparenza dell’informativa fornita; v) formula pareri o proposte dirette al Consiglio dell’amministratore dallo stesso delegato per la materia.
Nel corso del 2023, i poteri conferiti all’Amministratore con delega al Sistema di Controllo Interno e Gestione dei rischi (“Amministratore Incaricato”) sono stati adeguati dal Consiglio di Amministrazione ampliandone le funzioni con riguardo alle tematiche in materia di sostenibilità. In particolare, sono stati conferiti poteri per: i) coordinare l’implementazione di sistemi e procedure e soluzioni organizzative volte a incrementare all’interno dell’organizzazione aziendale la gestione di tematiche quali l'impegno ambientale, il rispetto dei valori aziendali, la promozione dell’uguaglianza di genere e l’agire della Società in modo accurato e trasparente, sottoponendo al Consiglio di amministrazione soluzioni finalizzate alla implementazione del sistema di governance con l’obiettivo di orientare la gestione della Società e del Gruppo allo sviluppo sostenibile e alla generazione di valore di lungo termine a beneficio degli azionisti e dei propri stakeholder; ii) coordinare le attività finalizzate alla predisposizione della Rendicontazione sulla sostenibilità.
A ulteriore presidio di tali tematiche, il 24 luglio 2025 il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial ha istituito un Comitato unico di garanzia per le pari opportunità composto da tre membri, di cui un amministratore non esecutivo e indipendente ai sensi del TUF, individuato dall’organo amministrativo tra i suoi componenti, dal Responsabile delle Risorse Umane di Gruppo e da un rappresentante dei lavoratori con mandato annuale. Il Comitato promuove il benessere dei lavoratori e il contrasto a ogni forma di discriminazione, svolgendo funzioni propositive, consultive e di verifica in merito all’organizzazione e al clima aziendale. In particolare, contribuisce alla definizione di iniziative volte a favorire le pari opportunità, la conciliazione tra vita privata e lavorativa e la diffusione di una cultura inclusiva, supportando anche l’adozione di azioni positive, strumenti di analisi (quali il bilancio di genere) e progetti per il benessere organizzativo. Svolge inoltre un ruolo consultivo su temi quali organizzazione aziendale, formazione, modelli di flessibilità lavorativa, sistemi di valutazione e contrattazione integrativa. Infine, monitora l’efficacia delle iniziative intraprese, verificando i risultati in termini di pari opportunità, benessere organizzativo e prevenzione di comportamenti discriminatori o situazioni di disagio, garantendo il rispetto dei principi di equità e inclusione in tutti gli ambiti lavorativi.
Il sistema di governance di Seri Industrial è basato sul modello organizzativo di tipo tradizionale costituito dall’Assemblea dei Soci, dal Consiglio di Amministrazione, dal Collegio Sindacale, dalle Società di revisione, in ordine alle attività di revisione contabile e alla revisione dell’informativa di sostenibilità, e dall’Organismo di Vigilanza, allo scopo di creare un sistema di regole atte a prevenire l’adozione di comportamenti illeciti rilevanti ai fini dell’applicazione del modello di organizzazione e gestione previsto dal D. Lgs. n. 231 dell’8 giugno 2001, come successivamente modificato di volta in volta (il “Modello 231”).
Il Consiglio di Amministrazione è l’organo amministrativo che guida il Gruppo e a cui compete la gestione della Società, fatto salvo quanto riconducibile alle funzioni assolte dall’Assemblea degli Azionisti, perseguendo il successo sostenibile, così come previsto dal Codice.
Il CdA è responsabile degli indirizzi strategici e organizzativi della Società e del Gruppo, della verifica dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, oltre che dell’idoneità dei controlli necessari per monitorare l’andamento della Società e del Gruppo. Svolge, inoltre, funzioni di analisi e approvazione del Piano industriale ed economico-finanziario annuale (budget) e dei piani previsionali pluriennali con i relativi piani di investimento. Il CdA è chiamato altresì ad assicurare una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo attraverso un adeguato sistema di controllo e gestione dei rischi, inclusi quelli che hanno un impatto sulla sostenibilità, e a garantire massima trasparenza verso il mercato e gli investitori, ponendo particolare attenzione ai cambiamenti significativi delle prospettive di business così come delle situazioni di rischio cui la Società è esposta.
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre istituito al proprio interno comitati consiliari con funzioni istruttorie, propositive e consultive, al fine di assicurare un’adeguata ripartizione interna delle proprie funzioni.
L’Assemblea degli azionisti del 18 giugno 2025 ha deliberato di determinare in dieci il numero dei componenti del Consiglio d’Amministrazione, che resta in carica per tre esercizi fino all’Assemblea chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2027.
Il Consiglio di Amministrazione risulta composto da:
• 4 amministratori esecutivi (40%) e 6 non esecutivi (60%);
• 4 amministratori indipendenti da TUF (40% di cui 3 indipendenti anche da Codice);
• 4 amministratori di genere femminile (40%) e 6 del genere maschile (60%);
• 3 amministratori dipendenti della Società (30%) e che ricoprono ruoli operativi nell’ambito dell’organizzazione aziendale.
Di seguito si riporta la composizione del Consiglio di Amministrazione alla data di chiusura dell’esercizio.
STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI COMITATI AL 31 DICEMBRE 2025
NOTE
• Questo simbolo indica l’amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
(*) Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l’amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA di Seri Industrial.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è stata presentata da azionisti (indicando “Azionisti”) ovvero dal CdA (indicando “CdA”)
(***) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate o di rilevanti dimensioni. Nella Relazione Annuale sul sistema di Corporate Governance e gli assetti proprietari gli incarichi sono indicati per esteso.
(*****) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(a) L’Amministratore dott.ssa Manuela Morgante ricopre anche il ruolo di coordinatrice per le funzioni previste in materia di sostenibilità e ESG.
(P) Questa lettera indica il Presidente del Comitato.
Nel corso del 2025 il Consiglio di Amministrazione ha svolto 18 riunioni, con una percentuale di partecipazione aggregata alle adunanze consiliari pari al 94%, per una durata media delle riunioni pari a 49 minuti.
Seri Industrial applica criteri di diversità, anche di genere, nella composizione del CdA, nel rispetto dell’obiettivo prioritario di assicurare un’adeguata competenza e professionalità dei suoi membri, in considerazione delle dimensioni, del posizionamento, della specificità del settore e delle strategie del Gruppo. In particolare, i criteri di diversità riservano una quota al genere meno rappresentato secondo le disposizioni normative di volta in volta vigenti; alla data di approvazione del presente documento la normativa prevede almeno i 2/5.
In relazione, alle politiche di diversità relative ad aspetti quali l’età, il percorso formativo e professionale, il Consiglio d’Amministrazione non ha formalizzato, per ora, una politica in materia di diversità in relazione alla composizione degli organi di amministrazione non ravvisandone l’esigenza. Si ritiene, in ogni caso, che il tema sia presidiato in quanto la composizione del Consiglio d’Amministrazione risulta adeguatamente diversificata per età, anzianità di carica e percorso formativo e professionale, come si evince dai curricula personali degli amministratori. In particolare, con riferimento alle competenze e professionalità dei suoi membri si annoverano competenze in ambito legale e di gestione societaria, competenze tecniche e industriali nei settori in cui opera il Gruppo e in relazione ai prodotti e servizi sviluppati, nonché competenze nella gestione delle risorse umane e in ambito finanziario e bancario. Tali professionalità sono supportate da un’esperienza consolidata in contesti operativi complessi e in diverse aree geografiche in cui il Gruppo è presente, consentendo un’adeguata comprensione delle specificità normative, di mercato e operative dei diversi territori.
Il processo di autovalutazione relativo alla dimensione, alla composizione e al funzionamento del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati è stato completato nel corso del 2025, prima della scadenza del proprio mandato, con esito positivo, come deliberato dalla riunione del Consiglio di Amministrazione del 24 aprile 2025. Nel corso della seduta collegiale gli Amministratori hanno condiviso le risultanze dell’analisi, concordando sugli elementi emersi. Il Consiglio di Amministrazione uscente si è riconosciuto sostanzialmente adeguato per numero, competenze, incluse quelle della sostenibilità, e professionalità dei componenti. È stato rilevato anche l’equilibrio di generi. Con riferimento al funzionamento, il Consiglio si è attribuito una valutazione positiva relativamente alla frequenza delle riunioni, alla modalità di rappresentazione nonché alla trattazione dei temi più significativi, ed infine, alla completezza e alla trasparenza sia della comunicazione orale che della verbalizzazione scritta. Una valutazione altrettanto positiva è stata attribuita alle modalità di convocazione e alla qualità della partecipazione diversa da quella in presenza e alla nomina ufficiale della figura di un segretario.
Per quanto attiene all’autovalutazione dei Comitati, complessivamente i membri dei Comitati (Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, Comitato Nomine e Remunerazioni e Comitato OPC) hanno ritenuto di aver ben interpretato il proprio ruolo, ritenendo di avere adeguate competenze rispetto al settore in cui opera la Società, di essere in possesso di adeguate conoscenze ed esperienze sui temi di loro competenza. In considerazione dei compiti loro affidati, i componenti dei vari comitati hanno ritenuto utile essere costantemente aggiornati sulle evoluzioni legislative nelle materie di loro competenza.
Si riporta, di seguito, la composizione del CdA per genere e fasce di età al 31 dicembre 2025:
STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PER GENERE E FASCIA DI ETA’
Fascia d'età | Uomo | % | Donna | % | Totale | % |
< 30 anni | 0 | 0% | 0 | 0% | 0 | 0% |
30 - 50 anni | 2 | 33% | 2 | 50% | 4 | 40% |
> 50 anni | 4 | 67% | 2 | 50% | 6 | 60% |
Totale | 6 | 100% | 4 | 100% | 9 | 100% |
In linea con l‘assetto dei poteri attualmente vigenti in ambito aziendale, il Presidente del Consiglio di Amministrazione riveste un ruolo di raccordo tra gli amministratori esecutivi e gli amministratori non esecutivi e cura l’efficace funzionamento dei lavori consiliari. In particolare, nel corso dell’esercizio, il Presidente del Consiglio d’Amministrazione, ha curato d’intesa con l’Amministratore Delegato, l’intervento alle riunioni consiliari - anche su richiesta di singoli amministratori - dei principali responsabili della Società e delle società del Gruppo che ad esso fa capo, per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti all’ordine del giorno, in particolare con riguardo all’informativa finanziaria, a tematiche legali, societarie e a specifici argomenti oggetto di informativa al mercato.
Nel corso dell’esercizio, ai singoli consiglieri sono state segnalate tematiche di interesse e questi ultimi hanno partecipato ad iniziative di formazione con riguardo al quadro normativo di riferimento e alle tematiche legate alla sostenibilità.
In data 10 luglio 2025, il Consiglio di Amministrazione, alla prima riunione utile dopo il suo insediamento, ha istituito al suo interno il Comitato Nomine e Remunerazioni, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e il Comitato per le operazioni con parti correlate. I ruoli, la composizione e il funzionamento dei diversi Comitati sono definiti da specifici Regolamenti. I comitati si riuniscono con frequenza adeguata ad assicurare il corretto svolgimento delle proprie funzioni e dei propri compiti.
Comitati endo-consiliari | Numero riunioni 2025 | Tasso partecipazione |
Comitato Nomine e Remunerazioni | 4 | 100% |
Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità | 5 | 100% |
Comitato per le operazioni con parti correlate | 17 | 100% |
Il Comitato Nomine e Remunerazioni supporta il Consiglio di Amministrazione, tra l’altro, nelle valutazioni e decisioni relative alla dimensione e alla composizione ottimale del Consiglio stesso, assiste l’organo nel processo di autovalutazione periodica, nonché ha il compito di coadiuvarlo nell’elaborazione della politica per la remunerazione degli amministratori e degli alti dirigenti e valutarne periodicamente l’adeguatezza e la concreta applicazione della stessa.
Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità ha il compito di supportare le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché quelle relative all’approvazione delle relazioni periodiche di carattere finanziario. A seguito dell’ampliamento delle funzioni, deliberato del Consiglio di Amministrazione del 15 novembre 2022, il Comitato assiste inoltre il Consiglio nelle valutazioni e decisioni in materia di sostenibilità connesse all’esercizio dell’attività d’impresa. In tale ambito, il Comitato esamina e valuta la politica in materia di sostenibilità adottata dalla Società, monitora l’attuazione delle relative strategie e il posizionamento della Società nei principali indici di sostenibilità, ed esprimere pareri al Consiglio di Amministrazione in merito a iniziative e programmi promossi in tema di responsabilità sociale d’impresa.
Nel corso del 2025, con riferimento alle tematiche ESG, il CCRS: i) ha esaminato preliminarmente l’analisi di materialità predisposta dalla Società propedeutica all’impostazione delle tematiche di sostenibilità rilevanti da rendicontare annualmente; ii) ha esaminato il contenuto dell’informazione periodica a carattere non finanziario rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi; iii) è stato coinvolto nelle valutazioni preliminari finalizzate ad adeguare l’assetto organizzativo sulla base dell’evoluzione normativa e regolamentare in materia di report di sostenibilità.
Inoltre, a seguito del rinnovo del Comitato nel corso del 2025, a uno dei suoi membri è stata attribuito il ruolo di coordinatore per le funzioni previste in materia di sostenibilità e ESG.
Il Comitato per le operazioni con parti correlate svolge le funzioni previste dalla normativa CONSOB di riferimento e dall’apposita procedura Seri Industrial per la disciplina delle operazioni con parti correlate.
Il Collegio Sindacale è l’organo indipendente preposto a vigilare sull’osservanza della legge e dello Statuto sociale, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Società. Nell’ambito delle proprie funzioni, il Collegio esercita attività di vigilanza sul processo di informativa finanziaria e non finanziaria, sull’efficacia del sistema di controllo interno, di revisione interna e di gestione dei rischi, nonché sulla revisione legale del bilancio di esercizio e consolidato, sull’attività di revisione di sostenibilità e sull’indipendenza della società di revisione. Inoltre, ai sensi della Procedura per le operazioni con parti correlate, il Collegio Sindacale è tenuto a vigilare sull’osservanza di quest’ultima e a riferirne all’Assemblea.
Il Collegio Sindacale, nello svolgimento della propria attività, si coordina con il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, con la funzione di Internal Audit, nonché con l’Organismo di Vigilanza, partecipando - alcuni dei suoi membri - alle riunioni indette dal Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.
Nel corso dell’esercizio le riunioni del Collegio Sindacale sono state 24 e la partecipazione aggregata dei suoi componenti alle riunioni è stata pari al 99%.
STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE AL 31 DICEMBRE 2025
Sindaci in carica alla data di chiusura dell’esercizio | |||||||||
Carica | Componenti | Anno di nascita | Data prima nomina (*) | In carica da | In carica fino a | Lista (M/m) (**) | Indip. codice. | N° part. al C.S. (***) | Altri incarichi (****) |
Presidente | Caratozzolo Matteo | 1939 | 31/07/2019 | 07/05/2024 | 31/12/2026 | M | X | 23/24 | 5 |
Sindaco effettivo | Cauzillo Daniele | 1973 | 31/07/2019 | 07/05/2024 | 31/12/2026 | M | X | 24/24 | 9 |
Sindaco effettivo | Russo Susanna | 1961 | 14/05/2021 | 07/05/2024 | 31/12/2026 | M | X | 24/24 | 5 |
Sindaco supplente | Melenchi Anna Maria | 1966 | 18/12/2018 | 07/05/2024 | 31/12/2026 | M | X | 0/0 | 5 |
Sindaco supplente | Cercone Lucio | 1965 | 31/07/2019 | 07/05/2024 | 31/12/2026 | M | X | 0/0 | 10 |
NOTE
(*) Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel collegio sindacale dell’Il Gruppo.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun sindaco è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”).
(***) In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del collegio sindacale (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell’art. 148-bis del TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti. L’elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell’art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti.
Seri Industrial all’atto della nomina del Collegio Sindacale, avvenuta in data 7 maggio 2024, ha applicato criteri di diversità, anche di genere, nella composizione del Collegio Sindacale. Almeno un terzo dei membri effettivi e supplenti del Collegio Sindacale risulta infatti essere costituito da sindaci del genere meno rappresentato. Con riferimento alle competenze possedute dai componenti dell’organo, il Presidente del Collegio Sindacale, considerato il proprio percorso professionale, ha capacità e competenze anche in materia di questioni di sostenibilità.
Il CdA, attraverso una procedura trasparente che coinvolge il Comitato Nomine e Remunerazioni, definisce annualmente la politica in materia di remunerazione degli amministratori, sindaci e del top management. Il compenso base degli amministratori, il compenso degli amministratori a cui conferire cariche particolari e degli amministratori nominati nei comitati interni al CdA è stato stabilito dall’Assemblea che ha definito un importo massimo complessivo. Considerato il limite massimo stabilito dall’Assemblea, il compenso base è stato poi stabilito dal Consiglio d’Amministrazione, su proposta del Comitato Nomine e Remunerazioni, sentito il Collegio Sindacale.
Il Comitato Nomine e Remunerazioni è composto da amministratori indipendenti e non esecutivi e ha il compito di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione in merito all’elaborazione della politica per la remunerazione degli amministratori e degli alti dirigenti, nonché di monitorarne la concreta applicazione e di verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance. Si segnala che la politica per la remunerazione, attualmente applicata, non prevede componenti monetarie variabili, a eccezione di alcuni dirigenti con responsabilità strategiche ai quali sono previsti obiettivi in funzione dello specifico ruolo ricoperto.
La politica per la remunerazione degli amministratori, dei sindaci e del top management definita dal Consiglio di Amministrazione è funzionale al perseguimento del successo sostenibile del Gruppo e tiene conto della necessità di disporre, trattenere e motivare persone dotate della competenza e della professionalità richieste dal ruolo ricoperto nel Gruppo.
La Società ha in corso di esecuzione un piano per la remunerazione basato sulla assegnazione di azioni (“Piano di Stock Option 2022”) per gli amministratori esecutivi e il top management. Tale piano, predisposto a partire da una proposta formulata dal Comitato Nomine e Remunerazioni, è stato approvato dall’Assemblea ordinaria del 6 maggio 2022. Tale strumento si appalesa funzionale al perseguimento del successo sostenibile della Società e del Gruppo, grazie all’allineamento degli interessi individuali dei beneficiari con quelli di lungo periodo della Società stessa.
Il Piano di Stock Option 2022 è riservato agli amministratori esecutivi, ai dirigenti, ai dipendenti, e/o ai collaboratori e/o ai consulenti di Seri Industrial e delle società controllate che rivestono ruoli strategicamente rilevanti. Il Piano ha durata fino al 30 giugno 2031, prevede due cicli di attribuzione, il primo dei quali già eseguito, e un vesting period di 5 anni per le opzioni assegnate ai beneficiari.
Ciascun beneficiario potrà esercitare le opzioni attribuite a condizione che siano raggiunti specifici obiettivi di performance di medio lungo termine connessi in parte:
• all’andamento del Total Shareholder Return (TSR) della Società rispetto alla media dell’andamento del TSR di un panel di riferimento e dell’indice FTSE Star Italia;
• al raggiungimento degli obiettivi di performance ESG, come definiti dal Consiglio di Amministrazione prima della data di attribuzione.
In particolare, gli obiettivi di performance ESG relativi al primo ciclo di attribuzione fanno riferimento:
• per le linee di business tradizionali (escluso quella della produzione di batterie agli ioni di litio), all’impiego nel ciclo produttivo di una determinata percentuale di materiale riciclato rispetto al totale delle materie prime;
• per la produzione di batterie agli ioni di litio, all’utilizzo di criteri di sostenibilità e di contenimento dell’impatto ambientale nella scelta dei materiali/tecnologie da utilizzare e allo sviluppo di tecnologie volte al progressivo riciclo delle batterie esauste al litio in linea con le politiche di economia circolare.
Seppur il piano di incentivazione preveda specifici obiettivi di performance ESG, legati alla riduzione dell’impiego di materie prime e alla promozione di processi di riciclo in linea con le politiche di economia circolare, i relativi risultati non sono valutati direttamente in termini di riduzione delle emissioni di GES, pur potendo contribuire indirettamente a una loro diminuzione, attraverso il minor fabbisogno di risorse vergini e una produzione più efficiente.
Attraverso il Piano di Stock Option 2022, Seri Industrial intende promuovere e perseguire i seguenti obiettivi:
• legare la remunerazione complessiva e in particolare il sistema di incentivazione delle figure manageriali e delle persone chiave del Gruppo, all'effettivo rendimento della Società e alla creazione di nuovo valore per il Gruppo, come anche auspicato nell'ambito del Codice di Corporate Governance delle società quotate;
• orientare le risorse chiave aziendali verso strategie volte al perseguimento di risultati di medio-lungo termine;
• allineare gli interessi di figure manageriali e persone chiave del Gruppo a quelli degli azionisti e degli investitori;
• sviluppare ulteriormente politiche di retention volte a fidelizzare le risorse chiave aziendali ed incentivare la loro permanenza nella Società ovvero nel Gruppo Seri Industrial;
• sviluppare ulteriormente politiche di attraction verso figure manageriali e professionali di talento, al fine del continuo sviluppo e rafforzamento delle competenze chiave e distintive di Seri Industrial.
Elementi principali della due diligence | Paragrafi della Rendicontazione di Sostenibilità |
a) Integrare il dovere di diligenza nella governance, nella strategia e nel modello aziendale | - Informazioni generali ESRS 2 – Governance della sostenibilità – Processo e risultati dell’analisi di doppia materialità- G-Governance ESRS G1 – Gestione dei rapporti con i fornitori |
b) Coinvolgere i portatori di interessi in tutte le fasi fondamentali del dovere di diligenza | - Informazioni generali ESRS 2 – Coinvolgimento degli stakeholder- S-Sostenibilità Sociale ESRS S1 – Coinvolgimento della propria forza lavoro propria e canali di dialogo- S-Sostenibilità Sociale ESRS S4 – Coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali e processi di rimedio e canali di segnalazione |
c) Individuare e valutare gli impatti negativi sulle persone e sull’ambiente | - Informazioni generali ESRS 2 – Processo e risultati dell’analisi di doppia materialità (inclusi i requisiti applicativi relativi a specifiche tematiche di sostenibilità nei rispettivi ESRS) |
d) Intervenire per far fronte agli impatti negativi sulle persone e sull’ambiente | - S-Sostenibilità Ambientale ESRS E1, ESRS E2, ESRS E4, ESRS E5 – Azioni intraprese sugli IRO materiali- S-Sostenibilità Sociale ESRS S1, ESRS S4 – Azioni intraprese sugli IRO materiali |
e) Monitorare l’efficacia degli interventi e comunicare | - S-Sostenibilità Ambientale ESRS E1, ESRS E2, ESRS E4, ESRS E5 – Metriche e obiettivi nei singoli temi materiali- S-Sostenibilità Sociale ESRS S1, ESRS S4 – Metriche e obiettivi nei singoli temi materiali |
|ESRS 2 GOV-5 |
Seri Industrial adotta un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (“SCIGR”) finalizzato ad assicurare che il management assuma decisioni consapevoli, attraverso l’analisi e la valutazione dei rischi, di breve, medio e lungo termine, attuata con una visione integrata, complessiva e prospettica.
Il SCIGR prevede una governance declinata su tre livelli di controllo, che attribuisce al Consiglio di Amministrazione un ruolo centrale nella definizione del livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici, essenziale nell’ottica del successo sostenibile della Società. Con il supporto del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, il CdA definisce le linee guida per la gestione dei rischi, affinché siano correttamente identificati, valutati, gestiti e monitorati.
L’importanza sempre più crescente della sostenibilità ha richiesto alla Società di prevedere una serie di presidi specifici, in chiave strategica, volti a valutare e integrare la gestione dei rischi anche con le tematiche sociali ed ambientali, ritenute elementi qualificanti e di competitività del business. A tale scopo, nel corso del 2022 e del 2023, la Società ha ampliato le funzioni affidate al CCRS e le deleghe conferite all’Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, al fine di prevedere all’interno dell’organizzazione una figura di coordinamento di alto profilo sulle iniziative aziendali in questi ambiti.
Al riguardo, l’Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi assicura l’identificazione, la valutazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi, inclusi quelli connessi a tematiche di sostenibilità, sottoponendoli periodicamente all’esame del Consiglio di Amministrazione, tenendo in considerazione l’operatività e i profili di rischio specifici di ciascuna linea di business, nonché il contesto normativo di riferimento. All’Amministratore Incaricato sono stati, inoltre, conferiti poteri per coordinare l’implementazione di sistemi e procedure e soluzioni organizzative volte a incrementare all’interno dell’organizzazione aziendale la gestione di tematiche quali l’impegno ambientale, il rispetto dei valori aziendali, la promozione dell’uguaglianza di genere e l’agire della Società in modo accurato e trasparente, sottoponendo al Consiglio di Amministrazione soluzioni finalizzate alla implementazione del sistema di governance con l’obiettivo di orientare la gestione della Società e del Gruppo allo sviluppo sostenibile e alla generazione di valore di lungo termine a beneficio degli azionisti e dei propri stakeholder. Inoltre, l’Amministratore Incaricato è chiamato: i) ad affidare alla funzione di Internal Audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell’esecuzione di operazioni aziendali, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Consiglio d’Amministrazione, al Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e al Presidente del Collegio Sindacale; ii) a riferire al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (o al Consiglio d’Amministrazione) in merito a problematiche e criticità emerse nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (o il Consiglio d’Amministrazione) possa prendere le opportune iniziative
Parte integrante del sistema di controllo interno è il sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria, che ha l’obiettivo di fornire la ragionevole certezza sull’attendibilità dell’informativa finanziaria stessa e sulla capacità del processo di redazione del bilancio di produrre tale informativa in accordo con i principi contabili internazionali. La responsabilità di progettare, istituire e mantenere nel tempo il sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria è affidata all’AD e al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. In seguito all’evoluzione del quadro normativo, tali responsabilità sono state integrate prevedendo inoltre l’attestazione periodica, in capo all’Amministratore Incaricato e al Dirigente Preposto, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione sia stata predisposta in conformità al D.Lgs 125/2025 e agli ESRS includendo gli obblighi informativi previsti dall’art. 8 del Regolamento UE 852/2020 (Tassonomia Europea).
Ruolo centrale nell’ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi della Società è svolto dal Collegio Sindacale che, oltre alle funzioni di vigilanza e controllo previste dal Testo Unico della Finanza, è incaricato, tra l’latro, di monitorare il processo di informativa finanziaria e della rendicontazione di sostenibilità.
Il Responsabile della funzione di Internal Audit, il cui incarico è stato rinnovato per il triennio 2023-2025 dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 gennaio 2023, è incaricato di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato. Tale funzione è affidata a un soggetto esterno della Società, dotato di adeguati requisiti di professionalità e indipendenza. La decisione di esternalizzare questa funzione è stata presa per garantire un adeguato livello di indipendenza. La funzione Internal Audit riporta gerarchicamente al Consiglio d’Amministrazione e funzionalmente al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità. Nel corso del 2025, il Responsabile dell’Internal Audit ha predisposto relazioni periodiche contenenti adeguate informazioni sulla propria attività, sulle modalità con cui viene condotta la gestione dei rischi, oltre a una valutazione sul grado di idoneità del sistema di controllo interno. Le relazioni sono state trasmesse al Presidente del Collegio Sindacale, al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, al Presidente del Consiglio d’Amministrazione, nonché all’Amministratore Incaricato, all’Amministratore Delegato e all’Organismo di Vigilanza. Le principali attività svolte dal Responsabile Internal Audit nel corso del 2025 hanno riguardato verifiche sulla gestione di omaggi, sponsorizzazioni e liberalità, nonché verifiche sulla gestione del contenzioso giudiziale e stragiudiziale e sul processo di budgeting e di pianificazione.
Per garantire il rispetto dei principi fondanti, espressi nel Codice Etico, nonché l’efficace attuazione del sistema di controlli dettato dal Modello 231, la Società si avvale dell’Organismo di Vigilanza (OdV), rinnovato nel corso del 2025, composto da un componente esterno, dotato dei requisiti di professionalità e indipendenza necessari per lo svolgimento dell’incarico. Pur prevedendo la costituzione di un organismo in forma monocratica, l’organismo è affiancato da referenti interni dotati di competenze specialistiche rispetto alle attività sociali al fine di permettere all’OdV di poter usufruire di professionalità, anche di natura tecnica, rispetto ai diversi settori e siti produttivi delle società che hanno adottato il Modello 231.
Per assicurare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, l’Organismo di Vigilanza è invitato a partecipare alle riunioni del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità ed è stato previsto che vi sia uno stretto confronto con referenti interni delle diverse realtà. L’Organismo di Vigilanza provvede a fornire al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità un’informativa semestrale avente come oggetto le attività di verifica poste ai sensi del D.Lgs. 231/2001, le eventuali criticità emerse e le relative azioni. L’OdV, inoltre, è tenuto a porre in atto i flussi informativi specifici, indipendentemente dalla previsione di flussi periodici, in presenza di circostanze che rendono opportuna o necessaria l’informativa.
Nel corso degli ultimi anni l’Unione Europea, in linea con gli obiettivi delle principali politiche internazionali in materia di sostenibilità e, più nello specifico, di clima, ha definito una serie di iniziative mirate ad orientare i flussi di capitali verso modelli economici più sostenibili. In questo contesto, il Regolamento UE 852/2020 (di seguito anche il “Regolamento” o la “Tassonomia UE”), entrato in vigore dal 1° gennaio 2022, istituisce un sistema di classificazione unitario delle attività economiche sostenibili al fine di garantire una maggiore comparabilità circa il grado di ecosostenibilità di un investimento. La Tassonomia agisce, pertanto, come un importante fattore abilitante per promuovere gli investimenti sostenibili e accelerare la decarbonizzazione dell’economia europea, creando al contempo affidabilità e trasparenza per gli investitori e supportando le aziende nella pianificazione della transizione Net Zero.
In base al Regolamento un’attività economica è considerata sostenibile, ovvero “allineata” alla Tassonomia se:
i. contribuisce in modo sostanziale a uno o più dei sei obiettivi ambientali;
ii. rispetta il principio del “do no significant harm” (DNSH), cioè di non ledere alcuno degli altri obiettivi;
iii. sia svolta nel rispetto delle Garanzie minime di salvaguardia in materia di diritti umani e condotta responsabile d’impresa;
iv. rispetti i criteri di vaglio tecnico “Technical Screening Criteria - TSC”, definiti dalla Commissione Europea.
Gli obiettivi ambientali previsti dalla Tassonomia sono:
i. la mitigazione dei cambiamenti climatici;
ii. l’adattamento ai cambiamenti climatici;
iii. l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine;
iv. la transizione verso un’economia circolare;
v. la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento;
vi. la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Nel corso del 2025, la Commissione europea ha adottato il Regolamento delegato (UE) 2026/73, entrato in vigore il 1° gennaio 2026, che introduce misure volte a semplificare il sistema di classificazione delle attività economiche e degli investimenti sostenibili e a ridurre l’onere amministrativo per le imprese.
Per l’esercizio 2025, in continuità con il precedente esercizio finanziario e in conformità alla normativa applicabile nel periodo di riferimento, il Gruppo Seri Industrial ha predisposto la disclosure relativa alla Tassonomia UE facendo riferimento al Regolamento (UE) 2021/2178, al Regolamento delegato (UE) 2021/2139 (di seguito anche “Regolamento Delegato sul clima”) e al Regolamento delegato (UE) 2023/2486 (di seguito anche “Regolamento Delegato Ambientale”), nella versione applicabile al 31 dicembre 2025.
Il Gruppo ha condotto l’analisi di ammissibilità e allineamento delle proprie attività con riferimento a tutti e sei gli obiettivi ambientali e considerando il perimetro di rendicontazione delle attività economiche.
Il processo di attuazione adottato dal Gruppo per analizzare l’applicabilità della Tassonomia è articolato nelle seguenti fasi:
1) Identificazione delle attività economiche ammissibili: sono state analizzate le attività svolte dal Gruppo al fine di determinare quali potessero essere ricondotte a quelle presenti nei Regolamenti Delegati sul Clima e sull’Ambiente. In particolare, le attività ammissibili del Gruppo ai fini dell’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici sono:
3.3 Fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti: fabbricazione di autobus per il trasporto pubblico urbano a emissioni ridotte;
3.4 Fabbricazione di batterie: produzione di batterie, dei rispettivi componenti (cassette, coperchi e relativi accessori), nonché riciclaggio delle batterie a fine vita;
3.17 Fabbricazione di materiale plastico in forme primarie: produzione di compound polipropilenici.
L’attività ammissibile del Gruppo che contribuisce all’uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine è:
2.3 Sistemi di drenaggio urbani sostenibili: produzione di sistemi di gestione del drenaggio urbano a celle modulari e componibili.
2) Analisi del contributo sostanziale: le attività ammissibili ai fini dell’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici e all’uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, individuate nella fase precedente, sono state analizzate in dettaglio per verificarne la rispondenza ai relativi criteri tecnici specifici. L’analisi è stata condotta seguendo i criteri presenti nel Regolamento Delegato sul Clima, nel Regolamento Delegato Complementare e nel Regolamento Delegato Ambientale, ovvero:
3.3 Fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti: il Gruppo, attraverso la Linea di business Mobilità sostenibile, realizza un’offerta di autobus per il trasporto pubblico urbano a emissioni ridotte (modelli Vivacity e Citymood), la cui versatilità e modularità ne permette l’adattamento ai sistemi di trazione a metano liquido (LNG), compresso (CNG) ed elettrico (BEV). In particolare, il motore elettrico BEV (Battery Electric Vehicle) alimenta il veicolo senza l’impiego di carburanti fossili, senza emissioni atmosferiche e rumore.
3.4 Fabbricazione di batterie: il Gruppo produce celle, moduli e batterie al piombo e al litio che mirano ad avere la più bassa impronta di carbonio possibile e a fungere da tecnologia abilitante per la riduzione delle emissioni di gas serra in diversi settori. Le batterie per applicazioni Energy Storage sono destinate all'accumulo di energia prodotta da fonti rinnovabili, resa poi fruibile, in un secondo momento, anche quando determinati impianti non sono in funzione. Le batterie Motive Power sono destinate prevalentemente all'industria di macchinari elettrici per sistemi di trazione "leggera" e "pesante". Il Gruppo, inoltre, ricicla le batterie a fine vita attraverso la società Repiombo.
3.17 Fabbricazione di materiale plastico in forme primarie: il Gruppo, attraverso il segmento Compound PP della Linea di business Materie plastiche, realizza compound termoplastici a base di polipropilene e polietilene attraverso il riciclaggio meccanico di rifiuti di plastica.
2.3 Sistemi di drenaggio urbani sostenibili: per l’attività economica ammissibile non è stato possibile verificare i criteri di vaglio tecnico relativi alla progettazione del sistema di drenaggio urbano sostenibile; pertanto, adottando un approccio prudenziale e conservativo è stata esclusa dalle attività allineate.
3) Valutazione del principio di non arrecare danni significativi agli altri obiettivi (Do No Significant Harm - DNSH): è stata effettuata un’analisi delle procedure ambientali esistenti per verificare il rispetto dei criteri requisiti specifici per ciascuno dei seguenti obiettivi ambientali:
• adattamento ai cambiamenti climatici: il Gruppo ha eseguito una valutazione del rischio di esposizione ad eventi metereologici acuti e cronici che riguardano tutte le attività applicabili della fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti, della fabbricazione di batterie e di materiale plastico in forme primarie;
• uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine: è stata effettuata un’analisi delle procedure relative alla gestione delle risorse idriche, delle valutazioni di impatto ambientale (VIA) e delle ulteriori autorizzazioni in tema di gestione delle acque;
• transizione verso un’economia circolare: l’analisi è stata effettuata sia per l’attività di fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti che per l’attività di fabbricazione di batterie ed in particolare relativamente al riutilizzo e l'utilizzo di materie prime secondarie e di componenti riutilizzati nella fabbricazione dei prodotti, ai processi di sviluppo e progettazione dei prodotti che sono concepiti per garantire un’elevata durata, riciclabilità e adattamento degli stessi, nonché ai processi adottati per garantire la tracciabilità delle materie prime utilizzate e una gestione dei rifiuti che privilegia il riciclaggio;
• prevenzione e controllo dell’inquinamento: l’analisi ha riguardato le procedure e la regolamentazione in materia di livelli di emissioni che riguarda le attività di fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti, di fabbricazione di batterie e di materiale plastico in forme primarie;
• protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: l’analisi ha riguardato le procedure e la regolamentazione che copre le attività economiche in oggetto, incluse le valutazioni di impatto ambientale.
4) Valutazione delle Garanzie minime di salvaguardia sociale: il Gruppo ha verificato il rispetto delle garanzie minime di salvaguardia, previste dall'articolo 18 del Regolamento sulla Tassonomia, che definiscono un insieme di misure minime di protezione volte a garantire che un'attività economica sia svolta nel rispetto dei diritti umani e del lavoro in linea con le Linee Guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e con i Principi guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti umani, compresi la dichiarazione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, le otto convenzioni fondamentali dell'ILO e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La valutazione è stata svolta anche sulla base delle raccomandazioni contenute nel documento "Final Report on Minimum Safeguards", pubblicato dalla Platform on Sustainable Finance a ottobre 2022. La valutazione ha tenuto in considerazione anche la diversità di genere nel Consiglio di Amministrazione e il gender pay gap. In particolare, il sistema di corporate governance è conforme ai principi contenuti nel Codice Italiano di Corporate Governance, cui la Società aderisce, ed è inoltre ispirato alle best practice in materia. Per quanto attiene al gender pay gap, la Società è già sensibile a tali aspetti considerato anche che, con cadenza biennale, redige un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile secondo quanto previsto dall’art. 46 del D. Lgs. 11 aprile 2006, n.198, c.d. Codice delle pari opportunità, come modificato dalla L. 5 novembre 2021, n. 162. Detto rapporto è un utile strumento per verificare la composizione per genere dell’occupazione dei vari stabilimenti, rispetto a quella rilevabile nei medesimi settori di attività in cui opera la Società.
I principali standard di riferimento cui si ispira l'impegno del Gruppo sono La Carta internazionale dei Diritti dell’Uomo, inclusa la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite (ONU) e le Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), nonché i principi del Global Compact dell’ONU.
La conformità ai criteri minimi di salvaguardia è stata valutata sulla base delle seguenti categorie:
Diritti umani
L'impegno del Gruppo a tutela dei diritti umani è riflesso nella Politica sui Diritti Umani elaborata e adottata nel corso del 2022. L’ impegno si manifesta anche attraverso il Codice Etico di Gruppo, in cui i diritti umani rappresentano uno dei temi rilevanti. Il Gruppo ha adottato, inoltre, un Codice Etico Fornitori per promuovere la condivisione e il rispetto dei principi fondamentali dei diritti umani anche all’interno della catena di fornitura. Nel rispetto degli interessi dei clienti, il Gruppo si impegna inoltre a monitorare processi produttivi e lavorare in conformità alle normative vigenti relativamente alla sicurezza e qualità dei prodotti che offre, garantendo altresì il rispetto dei requisiti stabiliti dal GDPR, rendendo nota la Privacy Policy mediante pubblicazione sul sito web aziendale.
Corruzione
Il Gruppo rifiuta la corruzione in tutte le sue forme in quanto ritiene che sia uno dei fattori che minano le istituzioni, i valori etici e la giustizia, il benessere e lo sviluppo della società. Le procedure adottate dal Gruppo per mitigare il rischio di corruzione includono l’adozione di una Politica Anti-corruzione, oltre procedure specifiche per la gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e la gestione di omaggi, sponsorizzazioni e liberalità. Il Gruppo si è dotato di un sistema interno di controllo e di gestione dei rischi che vigila sulle procedure e regole organizzative, volto a garantire la tutela del patrimonio sociale e l'affidabilità delle informazioni fornite agli organi sociali e al mercato, nonché il rispetto di leggi e regolamenti. Tra gli strumenti per una gestione etica delle attività rientra l'adozione della piattaforma dedicata al whistleblowing che regola il processo di segnalazione di potenziali comportamenti in contrasto con la legge, i regolamenti e le normative interne.
Strategia Fiscale
L'attività di gestione fiscale del Gruppo si basa sugli obiettivi di (i) corretta e tempestiva determinazione e liquidazione delle imposte dovute per legge ed esecuzione dei connessi adempimenti; e (ii) corretta gestione del rischio fiscale, inteso come rischio di incorrere nella violazione di norme tributarie o nell'abuso dei principi e delle finalità dell'ordinamento tributario.
Competizione leale
Il Gruppo ritiene fondamentale condurre le proprie attività nel rispetto delle leggi, dei regolamenti, delle disposizioni statutarie e dei principi di integrità e correttezza etica. Il Codice Etico vieta tassativamente di intraprendere atti di concorrenza illeciti o che abbiano un impatto negativo sul mercato.
Attraverso i presidi implementati dal Gruppo, nel corso del 2025 non si sono verificati casi di non compliance relativi alle tematiche di diritti umani e corruzione.
5) Calcolo delle metriche finanziarie: per ciascuna attività economica sono stati calcolati i KPI previsti per le imprese non finanziarie dal Regolamento UE sulla Tassonomia, raccogliendo le informazioni finanziarie rilevanti dal sistema contabile del Gruppo, così come descritto nella successiva sezione.
Calcolo dei KPI
Gli indicatori chiave di performance (di seguito anche “KPI”) richiesti dalla Tassonomia comprendono il fatturato (Turnover), le spese in conto capitale (CapEx) e le spese operative (OpEx). I tre KPI sono stati calcolati secondo l’analisi di ammissibilità descritta nella sezione precedente. Nella redazione del Bilancio consolidato, il Gruppo Seri Industrial applica i principi contabili internazionali IFRS, pertanto, i dati utilizzati per il calcolo delle metriche finanziarie, fatturato, OpEx e CapEx, relativi alle attività ammissibili e allineate alla Tassonomia sono gli stessi dati utilizzati nella preparazione del bilancio consolidato del Gruppo.
Le voci di ricavi, costi operativi, incrementi delle immobilizzazioni materiali e immateriali, compresi gli incrementi per contratti di leasing, sono state determinate estraendo le corrispondenti voci dei conti di contabilità generale per le società del Gruppo che svolgono in modo esclusivo un’attività allineata o ammissibile (mono-business), mentre per le società pluri-business si è reso necessario attribuire le voci di contabilità generale alle diverse attività economiche, utilizzando la contabilità analitica che disaggrega i dati della contabilità generale e li attribuisce a più oggetti di reporting: settori contabili di norma corrispondenti a unità di business, piuttosto linee di prodotto che possono avere costi comuni, stabilimenti, unità produttive, commesse di costo/investimento, in funzione delle esigenze del management di comprensione delle modalità di formazione dei risultati, di calcolo di convenienza economica e di controllo dei costi. Questa strutturazione dei flussi amministrativi funzionale alla preparazione del bilancio assicura che i ricavi, le spese in conto capitale e le spese operative siano attribuite a una sola attività economica, evitando doppi conteggi, considerato che le rilevazioni di contabilità analitica sono portate in quadratura con il bilancio civilistico.
KPI Fatturato
Il fatturato totale del Gruppo e i fatturati attribuiti alle attività economiche ammissibili ed allineate sono stati rilevati conformemente al principio contabile (IAS) n,1, punto 82, lettera a). La quota del 65,1% delle attività ammissibili e allineate è calcolata rapportando la somma del fatturato relativo alle attività ammissibili e alle attività allineate, descritte al precedente paragrafo, al fatturato totale del Gruppo che coincide con la voce “Ricavi da clienti” del conto economico del Bilancio consolidato, pari ad euro 278.975 migliaia.
Di seguito la riconciliazione:
KPI Fatturato | (€/000) | Attività allineate | Attività ammissibili | Attività non ammissibili | Totale Gruppo |
Ricavi da clienti | 100.392 | 81.183 | 97.400 | 278.975 | |
La quota del fatturato di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera a), del Regolamento (UE) 2020/852 “KPI fatturato” è calcolata come la parte dei ricavi netti ottenuti da prodotti o servizi associati ad attività economiche allineate alla Tassonomia (numeratore), divisa per i ricavi consolidati del Gruppo (denominatore).
I valori che concorrono al numeratore del KPI relativo al fatturato delle attività allineate derivano da contratti con la clientela rilevati in base all’IFRS 15. L’ammontare totale del numeratore pari a euro 100.392 migliaia è articolato come di seguito:
• euro 32.061 migliaia dalla vendita di autobus per il trasporto pubblico urbano a emissioni ridotte;
• euro 57.562 migliaia dalla vendita di batterie;
• euro 10.769 migliaia dalla vendita di materiale plastico in forme primarie.
L’allocazione dei ricavi netti al numeratore è stata resa possibile dal sistema contabile e gestionale granulare del Gruppo, che ha consentito di individuare i prodotti e i progetti ammissibili/allineati in maniera puntuale e di riconciliarli all’attività di riferimento.
KPI CapEx
Le spese in conto capitale sostenute dal Gruppo e quelle attribuite alle attività economiche ammissibili e allineate comprendono i costi contabilizzati sulla base di:
a) IAS 16 “Immobili, impianti e macchinari”, punto 73, lettera e), sottopunti i) e iii);
b) IAS 38 “Attività immateriali”, punto 118, lettera e), sottopunto i);
c) IFRS 16 “Leasing”, punto 53, lettera h).
La quota del 93,1% delle attività ammissibili e allineate del Gruppo è calcolata rapportando la somma delle spese in conto capitale relative alle attività ammissibili e alle attività allineate, descritte al precedente paragrafo, alle spese in conto capitale totali del Gruppo che corrispondono agli incrementi rilevati nell’esercizio delle voci dell’attivo “Immobilizzazioni immateriali”, “Attività materiali per diritti di utilizzo”, “Immobilizzazioni materiali” di cui è data informativa nelle note n. 14, 15 e 16 al Bilancio consolidato:
KPI CapEx | (€/000) | Attività allineate | Attività ammissibili | Attività non ammissibili | Totale Gruppo |
Acquisizioni immobilizzazioni immateriali | 21.805 | 1.107 | 3.760 | 26.672 | |
Acquisizioni diritti di utilizzo | - | - | 1.313 | 1.313 | |
Acquisizioni immobilizzazioni materiali | 60.547 | 499 | 1.131 | 62.177 | |
Totale Spese c/capitale | 82.352 | 1.606 | 6.204 | 90.162 | |
La quota delle spese in conto capitale di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera b), del Regolamento (UE) 2020/852 è calcolata come il numeratore definito al punto 1.1.2.2 dell’allegato I al Reg. Delegato (UE) 2021/2178 e aggiornato dal Regolamento Delegato (UE) 2023/2486 diviso per il denominatore definito al punto 1.1.2.1 dello stesso allegato.
Le spese in conto capitale del numeratore del KPI delle attività allineate, pari a euro 82.352 migliaia, sono relative alle seguenti attività:
• euro 2.232 migliaia relativi all’attività di produzione di autobus per il trasporto pubblico urbano a emissioni ridotte;
• euro 79.684 migliaia relativi all’attività di produzione di batterie;
• euro 436 migliaia relativi all’attività di produzione di compound.
L’allocazione delle spese in conto capitale relative ad attivi o processi associati ad attività economiche ammissibili/allineate alla tassonomia è avvenuta attraverso un’analisi delle voci di spesa secondo la classificazione adottata per il consolidamento degli investimenti di Gruppo. In particolar modo, nel caso di siti in cui vengono svolte sia attività economiche ammissibili e/o allineate alla tassonomia che non allineate, la quota di CapEx è stata determinata sulla base di una metodologia di allocazione in funzione del fatturato del sito, tenendo conto della quota di fatturato ammissibile/allineata alla tassonomia sul totale fatturato dal sito.
KPI OpEx
La quota del 55,6% delle attività ammissibili ed allineate del Gruppo è calcolata rapportando la somma delle spese operative delle attività ammissibili e allineate, descritte al precedente paragrafo, alle spese operative totali del Gruppo, relativamente ai soli costi non capitalizzati relativi a ricerca e sviluppo, ristrutturazioni di edifici, locazioni a breve termine, manutenzione e riparazione, nonché da altre spese dirette connesse alla manutenzione ordinaria di immobili, impianti e macchinari; pertanto, non è possibile una riconciliazione puntuale con le voci di conto economico.
Di seguito la riconciliazione:
KPI OpEx | (€/000) | Attività allineate | Attività ammissibili | Attività non ammissibili | Totale Gruppo |
Spese di manutenzione, funzionamento e locazioni a breve termine | 2.153 | 540 | 2.150 | 4.843 | |
In particolare, sono stati individuati i costi legati alle attività di manutenzione e funzionamento degli impianti industriali, nonché le locazioni a breve termine, quali voci che rappresentano le spese operative delle attività economiche ammissibili e allineate e in aggregato del denominatore del KPI. Con riferimento alle spese di manutenzione e funzionamento, queste includono il costo lavoro del personale addetto alla manutenzione, funzionamento e servizio degli impianti industriali, le prestazioni esterne, ovvero le manutenzioni effettuate da fornitori terzi, i materiali di consumo, relativi a parti di ricambio e beni per l’ammodernamento degli impianti, nonché eventuali interventi per l’efficienza energetica.
La quota delle spese operative di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera b), del Regolamento (UE) 2020/852 è calcolata come il numeratore definito al punto 1.1.3.2 dell’allegato I al Reg. Delegato (EU) 2021/2178 e aggiornato dal Regolamento Delegato (UE) 2023/2486 diviso per il denominatore definito al punto 1.1.3.1 dello stesso allegato.
Le spese operative incluse nel numeratore del KPI OpEx delle attività allineate pari a euro 2.153 migliaia riguardano principalmente manutenzioni e riparazioni connesse al servizio quotidiano di immobili, impianti e macchinari, a opera dell’impresa o di terzi cui sono esternalizzate tali mansioni, necessarie per garantire il funzionamento continuo ed efficace di tali attivi. Il dettaglio riferito alle principali attività è il seguente:
• euro 207 migliaia sostenuti nell’attività di produzione di autobus per il trasporto pubblico urbano a emissioni ridotte;
• euro 1.782 migliaia sostenuti nell’attività di produzione delle batterie;
• euro 163 migliaia sostenuti nell’attività di produzione di materiale plastico in forme primarie.
L’attualità della sfida dei cambiamenti climatici, il ripetuto verificarsi di eventi estremi, un elevato tasso di perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici rappresentano elementi di estrema attenzione, in termini sia di contrasto sia di adattamento rispetto ai nuovi scenari climatici.
Dal punto di vista meteoclimatico, il 2025 si classifica come il terzo anno più caldo mai registrato, seguendo le temperature senza precedenti osservate nel 2023 e nel 2024. È stato marginalmente un anno più fresco rispetto al 2023, mentre il 2024 rimane l'anno più caldo mai registrato e il primo anno con una temperatura media chiaramente superiore di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Il 2025 ha visto temperature eccezionali sia dell'aria vicino alla superficie che della superficie marina, con eventi estremi, tra cui inondazioni, ondate di calore e incendi. Dati preliminari indicano che le concentrazioni di gas serra hanno continuato ad aumentare nel 2025.
L’UE ha assunto un ruolo da protagonista nella lotta al riscaldamento globale. Con il Green Deal del 2020 si è posta l’ambizioso obiettivo di diventare il primo continente carbon neutral entro il 2050. L’obiettivo è corredato dal target intermedio del “Fit for 55” – che punta alla riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 – e supportato dai pacchetti di investimenti NextGenerationEU, che prevede oltre 800 miliardi di euro di investimenti complessivi, e REPowerEU.
Lo scenario che si pone di fronte è una sfida enorme. È essenziale mobilitarsi per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e studiare strategie di crescita basate su equità sociale e sostenibilità ambientale, al fine di limitare l’aumento della temperatura media mondiale in linea con il percorso 1,5 °C.
Nel dettaglio, la trattazione delle tematiche connesse ai cambiamenti climatici copre le quattro aree approfondite nei paragrafi del presente capitolo secondo lo schema seguente:
• Governance: ruolo del management e integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione (ESRS 2 GOV-3); su tale punto si rimanda alla sezione “Governance della sostenibilità”, paragrafo “Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione”;
• Strategia: piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici; impatti, rischi e opportunità legati al clima nel breve, medio e lungo termine e loro interazione con la strategia e il modello aziendale; resilienza della strategia;
• Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità: processi di identificazione e valutazione degli impatti, rischi e opportunità rilevanti; politiche relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adeguamento degli stessi; processi di gestione e azioni relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici;
• Metriche e obiettivi: metriche utilizzate, emissioni GHG e target.
Strategia
La strategia sviluppata nel corso degli anni dal Gruppo Seri Industrial ha consentito di delineare una visione di futuro e progresso incentrata sulla sostenibilità, considerata un elemento chiave imprescindibile per affrontare le sfide globali della transizione verso un’economia decarbonizzata. Il driver strategico del Gruppo si fonda sullo sviluppo di modelli di business integrati, basati sui principi cardine dell’economia circolare e dell’innovazione. Tali modelli mirano, da un lato, a supportare la realizzazione di un sistema energetico più pulito, attraverso la Linea di business Batterie, e, dall’altro, a promuovere soluzioni di riciclo di materiali plastici, con il contributo della Linea di business Materie plastiche.
Nel corso del 2024, a ulteriore conferma dell’orientamento strategico verso la sostenibilità, il Gruppo ha avviato una nuova Linea di business attraverso l’acquisizione della società Menarini S.p.A., con l’obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile. Questa nuova area di attività pone al centro della propria strategia lo sviluppo di autobus per il trasporto pubblico a basse emissioni. Sfruttando le sinergie tra i settori in cui opera il Gruppo, è previsto lo sviluppo di un processo cell-to-vehicle battery pack, che consentirà l’integrazione diretta delle celle al litio, prodotte presso il cluster tecnologico di Teverola, nel veicolo. Inoltre, il Gruppo intende valorizzare ulteriori sinergie attraverso l’impego di materiali plastici riciclati e compositi innovativi nell'architettura e nell’allestimento dei veicoli, alleggerendone il peso complessivo. Tali sinergie permetteranno di generare, nel medio periodo, un vantaggio competitivo importante sia in termini di costi sia di sviluppo tecnologico, in un settore altamente strategico per la transizione energetica europea.
La decarbonizzazione del settore dei trasporti rappresenta infatti un elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione Europea. Per contribuire a tali traguardi, il settore dovrà affrontare una profonda trasformazione che richiederà una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2050. Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente, il settore dei trasporti è responsabile di circa un quarto delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 71,7% è attribuibile al trasporto stradale. In questo contesto, diventa essenziale promuovere modelli di mobilità basati su soluzioni di trasporto sostenibile, alternative all’utilizzo di veicoli privati alimentati da combustibili fossili, come il trasporto pubblico e i veicoli elettrici.
Sebbene il Gruppo non abbia ancora adottato formalmente un piano di transizione climatica strutturato, anche alla luce delle recenti acquisizioni e dei significanti sviluppi industriali in corso, ha già avviato e sta implementando numerose iniziative di decarbonizzazione integrate nelle decisioni industriali e nei programmi di investimento delle singole Linee di business. La formalizzazione di un piano di transizione climatica organico, prevista entro il 2027 nell’ambito dei prossimi cicli di pianificazione strategica, consentirà di sistematizzare e rendere pienamente tracciabili le iniziative già in corso, definendo in modo strutturato obiettivi, metriche e traiettorie di riduzione coerenti con l’evoluzione industriale del Gruppo.
Tra le principali leve già attivate rientrano interventi di efficientamento energetico, quali la realizzazione periodica di diagnosi energetiche e l’adozione di Sistemi di Gestione Ambientale, investimenti in impianti fotovoltaici e l’ottimizzazione del parco auto aziendale mediante l’introduzione di veicoli elettrici o ibridi.
Parallelamente, il Gruppo opera per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività produttive attraverso scelte progettuali orientate al ciclo di vita dei prodotti, dalla selezione dei materiali di input al design orientato all’estensione della vita utile, fino alla chiusura dei cicli secondo i principi di economia circolare. In questo contesto, l’innovazione rappresenta un fattore chiave della strategia del Gruppo, coinvolgendo sia i business tradizionali sia lo sviluppo di nuovi modelli e tecnologie, come dimostrato anche dai Capex rendicontati nell’ambito della Tassonomia EU, a supporto delle attività di mitigazione dei cambiamenti climatici.
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
E1 Cambiamento climatico | Mitigazione dei cambiamenti climatici | Incremento delle emissioni GHG dovuto ai siti del Gruppo e agli attori della propria catena del valore | Impatto negativo effettivo | Il modello di business del Gruppo si fonda sui principi dell’economia circolare: dalle fasi iniziali di progettazione (eco-design), all’utilizzo, fino alla gestione a fine vita allo scopo di massimizzare, attraverso il riciclo e riuso, il recupero di materiali. Il Gruppo gestisce in maniera integrata l’intera supply chain del business Batterie (segmento batterie al piombo) e Materie plastiche, dalla generazione di materie prime seconde (piombo secondario e materie plastiche riciclate, entrambi recuperati da batterie esauste), alla gestione del fine vita. Il modello di business circolare anima lo sviluppo anche dei principali progetti di investimento in corso, che hanno l’obiettivo di ridurre il consumo di materie prime utilizzando input circolari, ovvero identificare nuove soluzioni che utilizzano materiali alternativi e più sostenibili. |
Inasprimento del quadro normativo in materia di lotta al cambiamento climatico | Rischio | Il Gruppo, al fine di prevenire i potenziali rischi derivanti da fattori normativi, monitora costantemente l’evoluzione della legislazione e attua piani di mitigazione e adattamento della propria strategia aziendale, laddove possibile, oltre a mantenere intensi rapporti con gli organi istituzionali nazionali e comunitari e le principali associazioni di categoria. | ||
Sviluppo di prodotti più efficienti e sostenibili | Impatto positivo effettivo | La domanda dei clienti e i requisiti normativi spingono all'innovazione verso prodotti sempre più efficienti dal punto di vista energetico e con un minore impatto ambientale. Il Gruppo ha definito una strategia orientata a investimenti volti a favorire la transizione energetica e lo sviluppo di tecnologie e prodotti a basse emissioni che promuovono la sostenibilità a lungo termine. | ||
Opportunità di coinvolgere investitori e finanziatori interessati alla mitigazione dei cambiamenti climatici | Opportunità | Il Gruppo sta sviluppando progetti allineati alla strategia di transizione energetica ed ecologica che rappresentano un’opportunità per attrarre investitori e finanziatori interessati alla mitigazione dei cambiamenti climatici. | ||
Aumento della quota di mercato legato alla capacità di rispondere alle richieste di prodotti a basse emissioni | Opportunità | I cambiamenti nel comportamento dei consumatori a favore di soluzioni e prodotti più sostenibili e digitalizzati possono determinare un aumento dei ricavi e della quota di mercato del Gruppo, grazie anche all’alto grado di customizzazione e speciality dei prodotti realizzati. | ||
E1 Cambiamento climatico | Energia | Utilizzo di energia da fonti non rinnovabili da parte dei siti del Gruppo | Impatto negativo effettivo | I settori industriali del Gruppo richiedono grandi quantità di energia per alimentare i propri processi produttivi. L'impegno verso un uso efficiente e sostenibile dell'energia è perseguito attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili (ad esempio, investimenti in impianti fotovoltaici e compensazione attraverso Garanzie di Origine) e l'adozione di misure di ottimizzazione e monitoraggio dei consumi energetici (es. diagnosi energetiche, adozione di tecnologie più efficienti). |
Scenario | Descrizione |
CPS - Current Policies Scenario | Scenario basato esclusivamente sulle politiche energetiche e climatiche già in vigore. Prevede una diffusione più lenta delle tecnologie pulite e un aumento della temperatura globale prossimo ai 3°C entro il 2100. |
STEPS - Stated Policies Scenario | Scenario conservativo per il futuro, basato sull’incertezza che i governi raggiungeranno gli obiettivi prefissati, con temperatura superiore ai 2°C. |
NZE - Net Zero Emissions by 2050 Scenario | Scenario che delinea un percorso per il settore energetico globale per raggiungere emissioni di CO2 nette pari a zero entro il 2050, coerente con la limitazione dell’aumento della temperatura globale a 1,5°C nel lungo periodo. |
ACCESS - Accelerating Clean Cooking and Electricity Services Scenario | Nuovo scenario introdotto nel 2025, analizza il percorso per garantire l’accesso universale all’elettricità entro il 2035 e l’accesso a sistemi di cottura puliti entro il 2040. |
Rischio di transizione | Descrizione | Commento |
Inasprimento del quadro normativo in materia di lotta al cambiamento climatico | Legislazioni più severe e stringenti in materia di lotta al cambiamento climatico, tra cui sistemi di carbon pricing o strumenti di regolazione delle emissioni (es. Carbon Border Adjustment Mechanism – CBAM) potrebbero determinare un incremento dei costi operativi e di produzione. | Il rischio presenta un impatto variabile a seconda dello scenario considerato, risultando più significativo negli scenari di transizione accelerata. Il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione normativa e, nel corso del 2025, ha avviato un processo di assessment volto a valutare i potenziali effetti finanziari di tali rischi, al fine di sviluppare strategie di mitigazione adeguate. |
Catene di approvvigionamento delle rinnovabili e delle tecnologie di accumulo | L’aumento della domanda di elettricità e la crescente elettrificazione dei consumi rendono il sistema energetico più dipendente dalle infrastrutture elettriche e dalla disponibilità di minerali critici. | Gli scenari evidenziano l’importanza crescente della sicurezza delle reti elettriche e delle catene di approvvigionamento dei minerali critici necessari per batterie, rinnovabili e tecnologie di accumulo. |
Le opportunità materiali identificate sono riportate di seguito:
Opportunità | Descrizione | Commento |
Sviluppo di soluzioni e prodotti più sostenibili e digitalizzati in linea con i cambiamenti nel comportamento dei consumatori | L’approccio proattivo alla creazione di tecnologie sostenibili (come sistemi di accumulo e autobus elettrici) consente al Gruppo di rafforzare il proprio market share. | Effetti finanziari prospettici incrementali, con impatti positivi sui ricavi, che nel lungo periodo potrebbero essere rilevanti negli scenari di analisi. |
Coinvolgimento di investitori e finanziatori interessati alla mitigazione dei cambiamenti climatici | La crescente attenzione degli investitori verso progetti che promuovono la sostenibilità ambientale favorisce l'accesso a nuove risorse finanziarie per il Gruppo. | Accesso a capitali per progetti green a lungo termine, migliorando la competitività e la capacità di innovare del Gruppo. |
• la riduzione degli impatti ambientali e il contributo alla lotta al cambiamento climatico;
• il supporto all’innovazione tecnologia;
• l’adozione di criteri di sostenibilità nei processi di selezione e qualifica dei fornitori;
• il continuo miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro;
• la promozione del benessere dei lavoratori.
Di seguito si riportano le principali azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi intraprese dal Gruppo:
Principali azioni | Orizzonte temporale | Breve descrizione | Stato di avanzamento |
Innovazione in ambito Batterie | Medio/Lungo termine | Sviluppo di tecnologie avanzate delle batterie al litio per supportare la transizione verso un’economia decarbonizzata. | In corso |
Innovazione in ambito Mobilità sostenibile | Medio/Lungo termine | Sviluppo di mezzi a basse emissioni per la decarbonizzazione del trasporto pubblico. | In corso |
Innovazione in ambito Materie plastiche | Medio/Lungo termine | Sviluppo di soluzioni sostenibili per il riciclo di plastiche miste post-consumo. | In corso |
Emissioni evitate | Medio/Lungo termine | Le “emissioni evitate” sono riduzioni delle emissioni di gas serra che si verificano come risultato dell’suo di un prodotto o servizio. Questo concetto fa parte di una metodologia per misurare e rappresentare le emissioni evitate che un’azienda può offrire ai suoi clienti attraverso l’uso di tecnologie e soluzioni di efficienza energetica.Nel corso del 2025, il Gruppo ha avviato delle analisi tecnico-metodologiche per verificare la fattibilità della certificazione climatica delle proprie Linee di business. | In corso |
Misure per l’efficientamento energetico | Breve termine | Il Gruppo utilizza diagnosi energetiche periodiche per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di GHG nelle sue unità operative. Le diagnosi sono pianificate periodicamente, allo scopo di ottenere un’analisi approfondita dei consumi energetici e individuare gli obiettivi e le azioni di riduzione. La frequenza delle diagnosi varia in funzione dei requisiti legislativi.Nel corso del 2025, sono state effettuate diverse attività di energy efficiency da parte delle diverse società del Gruppo, tra cui interventi di retrofit degli impianti di illuminazione, monitoraggio dei sistemi di aria compressa, al fine di individuare i punti più critici in termini di air leakages, implementazione di sistemi di monitoraggio in continuo dell’energia elettrica. | In corso |
Ottimizzazioni dei processi produttivi | Breve termine | Adozione di metodi volti a garantire una produzione sempre più efficiente e una minimizzazione degli sprechi. In particolare, lo stabilimento di Flumeri è dotato di un’Area Kaizen che si occupa di realizzare soluzioni meccaniche a supporto della produzione che ne aumentano l’efficienza. Nel 2025, le soluzioni sviluppate dall’Area Kaizen hanno generato un saving cumulato di circa 408 minuti per veicolo prodotto, pari a circa 7 ore. Un’ulteriore iniziativa per efficientare la produzione in ottica di minimizzazione degli sprechi di risorse riguarda l’analisi dell’efficienza delle postazioni produttive con la metodologia MTM-UAS. | In corso |
Investimenti in pannelli fotovoltaici | Medio termine | Installazione di pannelli fotovoltaici presso gli stabilimenti del Gruppo al fine di autoprodurre energia elettrica rinnovabile. Oltre agli impianti fotovoltaici già attivi presso i siti di Gubbio e Monte Sant’Angelo, il Gruppo sta valutando l’installazione di ulteriori impianti per incrementare la capacità di produzione di energia pulita. Nel corso del 2025, il Gruppo ha aderito alla misura Energy Release del Gestore Servizi Energetici (GSE), un’iniziativa che incentiva l’installazione di nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Questa adesione rappresenta un ulteriore passo verso l’obiettivo di aumentare l’autosufficienza energetica. | In corso |
Adozione di sistemi di gestione ambientale | Medio termine | Estensione dei Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001 all’intero ambito delle attività del Gruppo, al fine di valutare i rischi e le opportunità legate agli impatti ambientali. Nel corso del 2025, tre ulteriori siti produttivi delle società controllate FIB e Seri Plast hanno ottenuto la certificazione ISO 14001, portando il totale dei siti certificati del Gruppo a sette. È stato, inoltre, avviato il progetto di certificazione per ulteriori realtà del Gruppo.Considerata la complessità e la varietà delle attività svolte, è stato adottato un approccio modulare, con la definizione di una struttura organizzativa centrale a livello di Capogruppo, che fornisce indirizzo e coordinamento alle Linee di business per la gestione delle tematiche ambientali. | In corso |
Ottimizzazione dei trasporti | Medio termine | Progressiva sostituzione del parco auto del Gruppo con veicoli elettrici e ibridi, contribuendo in modo diretto alla riduzione delle emissioni di Scope 1. In continuità con gli anni precedenti, il trasporto via terra rimane la modalità di spostamento più utilizzata dal personale del Gruppo per le trasferte aziendali. A fine 2025, circa il 19% dei veicoli del parco auto del Gruppo è ad alimentazione elettrica o ibrida, segnando un incremento del 33% rispetto al precedente esercizio. | In corso |
Il progetto prevede investimenti per circa 505,8 milioni di euro da realizzare attraverso le agevolazioni concesse dalla Commissione Europea, in forma di contributo alla spesa.
Lo sviluppo della filiera industriale delle batterie LFP sarà realizzato anche in partnership con primari operatori industriali, rappresentando un importante passo per la promozione e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione. Al riguardo si rimanda alla sezione “Informazioni generali”, paragrafro “Strategia, modello di business e catena del valore”, e al successivo capitolo “Uso risorse ed economia circolare”.
Per sostenere il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, gli investimenti sovranazionali e nazionali sono orientati verso soluzioni di mobilità a basso impatto ambientale, tra cui la trazione elettrica e la più consolidata a metano, a oggi, le principali alternative alla più diffusa motorizzazione diesel.
In questo contesto, la Linea di business Mobilità sostenibile si impegna nello sviluppo di un parco mezzi a ridotto impatto ambientale, garantito dal polo di Ricerca & Sviluppo del sito di Bologna, nonché nel continuo miglioramento dei processi aziendali per renderli sempre più efficienti e sostenibili.
L’offerta di mezzi a emissioni ridotte si basa sui modelli Vivacity e Citymood, caratterizzati da versatilità e modularità che ne permettono l’adattamento a sistemi di trazione a metano liquido (LNG), compresso (CNG) ed elettrico (BEV). In particolare, gli autobus a gas naturale possono essere alimentati con biometano, ottenuto da fonti rinnovabili: in questo modo, le emissioni complessive di CO2 si azzerano, contribuendo anche allo smaltimento dei rifiuti organici e creando nuove opportunità di sviluppo economico, con ulteriori vantaggi per l’ambiente.
Gli autobus equipaggiati con motore elettrico BEV sono progettati per la massima efficienza, garantendo zero emissioni in atmosfera, silenziosità durante il funzionamento e praticità di manovra. Inoltre, si distinguono per l’autonomia, le prestazioni, la capacità di trasporto e l’abitabilità, ponendosi al vertice della categoria.
Questi investimenti in corso rafforzeranno il ruolo del Gruppo come enabler della transizione verso un futuro sostenibile, favorendo un rapido sviluppo dell’elettrificazione dei trasporti e contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici.
Il totale degli investimenti sostenuti dal Gruppo non è reso pubblico ai fini della presente disclosure in quanto considerato un dato sensibile.
La strategia europea per la plastica rappresenta un elemento chiave della transizione verso un’economia circolare e a zero emissioni. L’obiettivo della strategia europea è quello di tutelare l’ambiente e i cittadini e, al tempo stesso, di stimolare una nuova economia delle materie plastiche, in cui la progettazione e la produzione rispettino le necessità del riutilizzo, della riparazione e del riciclaggio e in cui sono sviluppati materiali più sostenibili. Per ripensare e migliorare il funzionamento di una catena del valore così complessa sono necessari sforzi e una maggiore cooperazione da parte di tutti i principali soggetti coinvolti, dai produttori di materie plastiche ai gestori del riciclaggio.
In tale contesto nasce il progetto P2P, joint venture tra due colossi del settore, la società del Gruppo Seri Plast e Unilever. Il progetto, che prevede investimenti complessivi per circa euro 109 milioni, ha come obiettivo la riconversione industriale dello stabilimento di Pozzilli, che consentirà la realizzazione di uno dei più avanzati siti in Europa e l’unico nel Sud Italia in grado di recuperare la frazione mista degli imballaggi da post-consumo, che attualmente viene inviata a discarica, a impianti di termovalorizzazione e cementifici.
L’impianto di Pozzilli sarà realizzato con l’applicazione dei migliori standard tecnologici e permetterà di ridurre la produzione e l’utilizzo di plastica vergine da idrocarburi, aderendo virtuosamente agli orientamenti del Green Deal europeo. Mediante l’utilizzo di polimeri riciclati, i nuovi imballaggi prodotti saranno esentati dalla Plastic Tax e rispetteranno i target qualitativi di performance richiesti dal mercato. Per ulteriori dettagli si rimanda al successivo capitolo “Uso risorse ed economia circolare”.
Obiettivi
|ESRS E1-4 |
Il Gruppo è attualmente impegnato nella definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell’ambito di una più ampia carbon strategy in fase di strutturazione, coerente con il percorso di integrazione strategica conseguente anche alle recenti operazioni di crescita e acquisizione, che hanno ampliato e ridefinito il perimetro di consolidamento.
In tale contesto, nel corso del 2025 è stato avviato un processo di assessment finalizzato alla costruzione di una baseline emissiva solida e alla definizione di target climatici progressivi e misurabili, estesi all’intero profilo emissivo del Gruppo (Scope 1, Scope 2 e Scope 3), in coerenza con il nuovo assetto industriale e con le traiettorie di sviluppo future.
L’approccio metodologico adottato integra analisi di Life Cycle Assessment (LCA), strumenti di carbon accounting e attività di mappatura delle emissioni lungo la value chain, consentendo di identificare le principali leve di decarbonizzazione nelle fasi di approvvigionamento, produzione, logistica e fine vita dei prodotti, nonché di orientare interventi mirati verso modelli operativi a minore intensità carbonica.
Parallelamente, il Gruppo sta sviluppando un sistema di climate risk management (CRM) volto a integrare rischi e opportunità climatiche nei processi decisionali e nella pianificazione industriale, anche attraverso l’adozione progressiva di strumenti di analisi di scenario e metriche dedicate, rafforzando la resilienza del modello di business rispetto all’evoluzione del contesto normativo, tecnologico e di mercato.
Il percorso intrapreso si inserisce in una più ampia strategia di trasformazione industriale e riconversione di asset esistenti, orientata alla progressiva riduzione dell’intensità carbonica e al rafforzamento del posizionamento del Gruppo nel contesto della transizione energetica, con l’obiettivo di convergere progressivamente verso traiettorie di riduzione delle emissioni allineate alle migliori pratiche internazionali e agli scenari climatici di riferimento.
Composizione del consumo di energia (37. AR 34.) – impatto alto MWh | 2024 | 2025 |
38. (a) Consumo di combustibili da carbone e per prodotti del carbone | 0 | 0 |
38. (b) Consumo di combustibili da petrolio e derivati del petrolio | 2.859 | 3.072 |
38. (c) Consumo di combustibili da gas naturali | 22.034 | 34.587 |
38. (d) Consumo di combustibili da altre fonti fossili | 0 | 0 |
38. (e) Consumo di elettricità acquistata, calore, vapore o raffreddamento da fonti fossili | 24.085 | 22.252 |
37. (a) Totale consumo di energia da fonti fossili | 48.977 | 59.911 |
AR 34. Percentuale di fonti fossili sul consumo di energia totale | 59% | 60% |
37. (b) Consumi da fonti nucleari | 0 | 0 |
AR 34. Percentuale di consumo da fonti nucleari sul consumo di energia totale | 0% | 0% |
37. (c) i. Consumo di combustibili da fonti rinnovabili, inclusa la biomassa (comprende anche rifiuti di origine biologica industriali o comunali), biocarburanti, biogas, idrogeno da fonti rinnovabili ecc. | 0 | 0 |
37. (c) ii. Consumo di elettricità acquistata, calore, vapore e raffreddamento da fonti rinnovabili | 33.474 | 38.355 |
37. (c) iii. Consumo di energia rinnovabile autoprodotta e non derivante da combustibili | 880 | 935 |
37. (c) Totale consumo di energia da fonti rinnovabili | 34.354 | 39.290 |
AR 34. Percentuale di consumo da fonti rinnovabili sul consumo di energia totale | 41% | 40% |
37. Totale consumo di energia | 83.331 | 99.201 |
MWh | 2024 | 2025 | |
40. Totale consumo di energia per ricavi netti associati ad attività svolte in settori ad alto impatto climatico | 0,41 | 0,36 | |
41. Totale consumo di energia associato ad attività svolte in settori ad alto impatto climatico | 83.331 | 99.201 | |
Totale ricavi netti (come da Bilancio) migliaia di Euro | 201.522 | 278.975 | |
42. Specificare i settori ad alto impatto climatico che vengono considerati al fine di determinare l’intensità energetica richiesta dal paragrafo 40 | Tutti i settori inclusi nel gruppo | ||
Scope 1, 2, 3 e totale emissioni lorde GHG (48., 49., 51., 52.) tCO2eq | 2024 | 2025 |
Emissioni lorde GHG Scope 1 | ||
48. (a) Emissioni GHG lorde Scope 1 | 5.266 | 7.960 |
48. (b) Percentuale di emissioni GHG Scope 1 | - | - |
Emissioni GHG Scope 2 | ||
49. (a) Emissioni GHG lorde Scope 2 Location-based | 16.397 | 17.278 |
49. (b) Emissioni GHG lorde Scope 2 Market-based | 18.476 | 17.411 |
52. (a) Totale emissioni GHG Scope 1 e 2 (Location based) | 21.663 | 25.239 |
52. (b) Totale emissioni GHG Scope 1 e 2 (Market based) | 23.743 | 25.371 |
Emissioni GHG Scope 3 | ||
51. Totale emissioni GHG lorde indirette (Scope 3) | 100.764 | 168.824 |
Beni e servizi acquistati | 100.764 | 168.824 |
Totale emissioni GHG (Scope 1, 2, 3) | ||
Totale emissioni GHG | 124.506 | 194.196 |
52. (a) Totale emissioni GHG (Location based) | 122.427 | 194.063 |
52. (b) Totale emissioni GHG (Market based) | 124.506 | 194.196 |
Le emissioni di GHG di Scope 1 derivano da fonti di proprietà o controllate dal Gruppo, in particolare gas naturale, per il riscaldamento degli uffici e dei siti produttivi e per alimentare alcuni processi produttivi delle società, e carburante, per l’utilizzo di auto e mezzi aziendali (ad esempio il rifornimento degli autobus che effettuano i test di percorrenza sulle apposite piste a Bologna e Flumeri). La fonte dei fattori di emissione relativi ai combustibili e al gas naturale per il calcolo delle Scope 1 è il DEFRA 2025 “UK Government- GHG Conversion Factors for Company Reporting”.
In merito allo Scope 1 si evidenzia un aumento delle emissioni rispetto al 2024, principalmente dovuto al consolidamento dell’intero anno della Linea di business Mobilità sostenibile, rispetto ai dati di confronto riferiti esclusivamente al secondo semestre del 2024. Inoltre, l’incremento è attribuibile anche alla messa a regime dei nuovi reparti di fusione e raffinazione presso l’impianto di Calitri.
Le emissioni di GHG di Scope 2 derivano dal consumo di energia elettrica, sia acquisita che acquistata esternamente, nei siti produttivi e uffici del Gruppo. Questo include energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ottenuta tramite l’acquisto di certificati di Garanzia d’Origine ed energia elettrica prodotta da combustibili fossili. Le emissioni indirette di Scope 2 sono calcolate moltiplicando la quantità di energia per il relativo fattore di conversione di emissione, secondo due diverse modalità descritte dal GHG Protocol:
• Market-based riflette le emissioni derivanti dall’energia che le aziende hanno scelto intenzionalmente;
• Location-based riflette l’intensità media di emissione delle reti elettriche locali in cui avviene il consumo di energia.
Le emissioni GHG di Scope 2 Market-based relative all’energia elettrica prodotta da energia rinnovabile e coperta dall’acquisto di Garanzie di Origine sono state considerate pari a zero secondo le EECS Rules. Nel 2025, i consumi coperti da tali strumenti rappresentano circa il 24% del consumo totale di energia elettrica acquistata, corrispondente a 14.412 MWh su un totale di circa 60.607 MWh.
• Market-based: AIB European Residual Mix 2024
• Location-based: Terna 2022.
A partire dall’anno 2024, il Gruppo ha ampliato l’inventario delle emissioni GHG includendo anche il calcolo delle altre emissioni indirette di Scope 3. Lo Scope 3 comprende le emissioni di gas serra non direttamente prodotte dall’organizzazione, ma per le quali essa ha una responsabilità indiretta lungo la sua catena del valore. Rientrano in tale ambito tutte le emissioni non incluse negli Scope 1 e Scope 2, ovvero quelle non derivanti direttamente dalle attività del Gruppo o dalla produzione di energia che la società consuma.
Secondo il GHG Protocol, le emissioni di Scope 3 sono suddivise in upstream (a monte) e downstream (a valle), in base alle transazioni finanziarie dell’organizzazione:
• emissioni upstream: sono quelle derivanti da beni e servizi acquistati dall’azienda;
• emissioni downstream: riguardano i beni e servizi venduti.
Nel presente bilancio, sono state considerate esclusivamente le emissioni upstream (a monte), focalizzandosi sulla categoria 1. Beni e servizi acquistati. Tale approccio rappresenta l’avvio di un progressivo percorso di rendicontazione che il Gruppo prevede di ampliare nei successivi anni.
A partire da quest’anno, sulla base delle informazioni a disposizione, il totale delle emissioni indirette di Scope 3 – categoria 1 include anche quelle derivanti dalla Linea di business Mobilità sostenibile (Menarini), spiegando così l’incremento rispetto all’anno precedente.
Le emissioni della categoria 1 riguardano i beni e i servizi acquistati e direttamente associati alla produzione dei prodotti. In particolare, il calcolo prende in considerazione i dati sulle principali materie prime e componenti acquistati. Per le Linee di business Batterie (FIB) e Materie plastiche (Seri Plast) è stato adottato l’approccio activity-based, mentre per la Linea di business Mobilità sostenibile (Menarini) l’approccio spend-based. I fattori di emissione utilizzati per calcolare le GHG di Scope 3 provengono dalle seguenti fonti riconosciute:
• DEFRA 2025 “UK Government- GHG Conversion Factors for Company Reporting”; e
• DEFRA 2022 “UK Footprint Results-Spend Based”.
I fattori di emissione sono specifici per ciascun tipo di bene o servizio acquistato, considerando anche il contenuto di materiale riciclato.
Infine, viene riportata l’intensità di GHG, ovvero il rapporto tra le emissioni totali di GHG e i ricavi netti del Gruppo.
Intensità GHG per ricavi netti | 2024 | 2025 |
Totale emissioni GHG (Location-based) (tCO2eq) | 122.427 | 194.063 |
Totale emissioni GHG (Market-based) (tCO2eq) | 124.506 | 194.196 |
Ricavi netti consolidati (k/€) | 201.522 | 278.975 |
53. Intensità GHG – Location-based | 0,6075 | 0,6956 |
53. Intensità GHG – Market-based | 0,6178 | 0,6961 |
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
E2 Inquinamento | Inquinamento dell’aria | Contributo all’inquinamento al di fuori del perimetro di azione del Gruppo | Impatto negativo effettivo | Gli inquinanti atmosferici derivanti dalla fase di utilizzo degli autobus, tra cui NOx e PM, rappresentano una minaccia per la salute umana e per l’ambiente. Il Gruppo adotta una duplice strategia per ridurre le emissioni. La prima si concentra sullo sviluppo di soluzioni avanzate per ridurre gli inquinanti derivanti dalla combustione di carburanti convenzionali; la seconda strategia mira a sviluppare soluzioni di autobus sostenibili, senza l’impiego di carburanti fossili, rafforzando il proprio impegno verso una mobilità urbana più sostenibile. |
Principali azioni | Orizzonte temporale | Breve descrizione | Stato di avanzamento |
Rendicontazione degli indicatori di inquinamento(perimetro operativo del Gruppo) | Medio termine | Attività di miglioramento della metodologia di calcolo/raccolta dati per aumentare l’accuratezza della rendicontazione degli indicatori di inquinamento. | In corso |
Adozione di sistemi di gestione ambientale (perimetro operativo del Gruppo) | Medio termine | Estensione dei Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001 all’intero ambito delle attività del Gruppo, per la valutazione di rischi e opportunità correlati agli impatti ambientali. | In corso |
Innovazione in ambito Mobilità sostenibile | Medio/Lungo termine | Sviluppo di soluzioni autobus a basse emissioni per la decarbonizzazione del trasporto pubblico. | In corso |
• l’introduzione di sistemi avanzati di trazione elettrica;
• l’adozione di tecnologie innovative di accumulo energetico, essenziali per affrontare le sfide legate ad autonomia, ingombri, affidabilità operativa, particolarmente rilevanti nei servizi ad alta frequenza.
ESRS E2-4 Inquinamento di aria, acqua e suolo | ||
28. (a) Emissioni di agenti inquinanti nell’aria | 2024 | 2025 |
NOx kg | 213 | 18.231 |
SOx kg | 115 | 25.030 |
Le emissioni di NOx derivano dai processi di combustione con aria e includono le emissioni NO2. Le emissioni di SOx comprendono quelle di SO2. La rendicontazione delle emissioni si basa attualmente su una combinazione di misurazioni dirette, laddove presenti sistemi di monitoraggio in continuo, e metodi di stima, basati su valori medi di emissioni dirette per gli effettivi giorni di funzionamento dell’impianto. Le emissioni in aria sono disciplinate da prescrizioni autorizzative che impongono il rispetto di valori limite di emissione e, di conseguenza, sono monitorate secondo le normative di riferimento. L’incremento delle emissioni nell’esercizio è legato alla messa a regime dei nuovi reparti di fusione e raffinazione dell’impianto.
L’acqua è una risorsa fondamentale per molte delle attività e dei processi industriali del Gruppo. La sua gestione responsabile e sostenibile è importante, non solo per ridurre l’impatto ambientale, ma anche per rispondere alle crescenti sfide globali legate alla sua scarsità e qualità.
Seppur la gestione della risorsa idrica non rientri tra i temi materiali dell’analisi di doppia materialità condotta da Seri Industrial per il periodo di rendicontazione, la Società si impegna a monitorare con precisione l’impiego dell’acqua nei propri processi produttivi, al fine di garantire un utilizzo efficiente e responsabile di questa risorsa vitale.
L’approccio del Gruppo alla tematica della gestione dell’acqua è formalizzato attraverso la Politica Ambiente, Energia, Salute e Sicurezza sul Lavoro. All’interno della politica viene sottolineata la priorità del Gruppo di valutare i rischi e gli impatti ambientali delle proprie attività e processi - ivi compresi quelli che attengono ad incidenti sulle matrici di aria, acqua e suolo - nonché gestire gli aspetti ambientali presidiandone i rischi attraverso principi di precauzione e prevenzione.
L’impegno del Gruppo per la tutela e il rispetto dell’ambiente si estende alla propria catena di fornitura, come declinato all’interno del Codice Etico Fornitori e della Politica Acquisti, che prevedono, tra le altre, una gestione sostenibile delle risorse idriche da parte dei fornitori, con l’obiettivo comune di costruire una catena di fornitura che riduca al minimo l’impatto ambientale.
L’approccio del Gruppo alla gestione dell’acqua è incentrato su:
• monitoraggio continuo dell’utilizzo delle risorse idriche nei propri siti produttivi;
• adozione di tecnologie di trattamento delle acque per migliorare l’efficienza e la qualità degli scarichi;
• impegno a prevenire e ridurre l’inquinamento idrico, in linea con gli standard di gestione ambientale (ISO 14001).
Inoltre, in fase di progettazione e sviluppo di nuovi prodotti vengono valutati i potenziali impatti ambientali associati, attraverso analisi LCA (Life Cycle Assessment) eseguite in accordo alla Product Category Rules di settore, attraverso la raccolta e valutazione dei flussi in ingresso e in uscita (materie prime, energia, acqua, emissione e rifiuti) e la loro conversione in indicatori di impatto.
Relativamente alle performance 2025, il prelievo idrico totale del Gruppo è pari a 128.706 m3, registrando un aumento rispetto al 2024. La Linea di business Batterie è quella che influisce maggiormente sui prelievi di acqua, sebbene si registri una tendenza in diminuzione dei consumi rispetto all’esercizio precedente, dovuta alla riduzione della produzione.
L’incremento complessivo dei prelievi idrici dell’esercizio è principalmente legato alla messa a regime dei nuovi reparti di fusione e raffinazione presso l’impianto di Calitri, nonché a una significativa perdita di acqua sotterranea nel sistema antincendio del sito di Pozzilli.
La principale fonte di approvvigionamento è la rete idrica che, oltre ad assicurare un’adeguata qualità, garantisce un approvvigionamento costante nel tempo. Particolare attenzione è posta agli asset presenti in aree a elevato livello di stress idrico, con l’obiettivo di individuare soluzioni tecnologiche per ridurre i consumi.
Non risultano disponibili dati relativi alla durezza dell’acqua in termini di +/- 1.000mg/l di solidi disciolti totali.
Di seguito si riportano i valori dei prelievi idrici del Gruppo per linea di business e per aree water stress:
Prelievo idrico (m3) | 2024 | di cui stress idrico | 2025 | di cui stress idrico | |
Prelievo idrico | 91.162 | 79.026 | 128.706 | 118.559 | |
- di cui Materie plastiche | 13.590 | 1.991 | 50.405 | 40.604 | |
- di cui Batterie | 67.839 | 67.302 | 59.584 | 59.238 | |
- di cui Mobilità sostenibile | 8.936 | 8.936 | 18.060 | 18.060 | |
- di cui Corporate | 797 | 797 | 657 | 657 | |
I valori dei prelievi idrici vengono determinati attraverso modalità specifiche a seconda delle diverse sorgenti e utilizzi. In generale, i prelievi sono determinati attraverso rilevazioni volumetriche dirette; quando ciò non è possibile, sono calcolati sulla base di parametri operativi di impianto.
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
E4 Biodiversità ed ecosistemi | Fattori di impatto diretto sulla perdita di biodiversità | Danni all’ambiente naturale e alle biodiversità da parte dei fornitori di materie prime, al di fuori del perimetro di azione del Gruppo | Impatto negativo potenziale | Con riferimento alla catena di fornitura, gli impatti sulla biodiversità riguardano il potenziale deterioramento di ecosistemi e lo sfruttamento eccessivo del suolo da parte di fornitori di materie prime, in particolare quelle utilizzate nel processo di produzione delle batterie. Per affrontare e mitigare questi impatti, il Gruppo promuove presso i propri fornitori l’adozione delle migliori pratiche in termini di tutela ambientale, effettua audit anche on-site presso i partner strategici e acquisisce dati sulla carbon footprint tramite le informazioni fornite dai supplier stessi. Tutto ciò si inserisce nella strategia del Gruppo, che punta alla circolarità, promuovendo l’uso di materiali riciclati, l’estensione della vita utile e il recupero dei materiali. |
• implementare piani di miglioramento volti al contenimento e alla riduzione delle proprie emissioni, al continuo efficientamento delle prestazioni energetiche aziendali, alla minimizzazione e corretta gestione dei rifiuti;
• perseguire una gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche nelle aree in cui il Gruppo le utilizza con maggiore intensità;
• progettare prodotti all’insegna dei principi della sostenibilità e dell’economia circolare attraverso un uso responsabile delle risorse naturali e un ricorso mirato all’utilizzo di nuove materie prime nei processi produttivi.
È previsto che i fornitori prendano atto e si conformino agli impegni assunti dal Gruppo e ai principi elencati nei propri codici di condotta e politiche attraverso specifiche clausole contrattuali.
Le Politiche sono disponibili al pubblico sul sito web corporate (www.seri-industrial.it) e al personale dipendente tramite intranet aziendale.
Azioni
|ESRS E4-3 |
Per garantire il rispetto dei principi e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nelle proprie politiche aziendali, Seri Industrial interviene tramite iniziative mirate, con il supporto diretto delle funzioni aziendali interessate (Procurement, R&D, etc.) le quali monitorano internamente l’efficacia delle stesse, volte a prevenire e mitigare eventuali impatti negativi rilevanti sulla biodiversità.
Principali azioni | Orizzonte temporale | Breve descrizione | Stato di avanzamento |
Presidio su tematiche ESG dei fornitori | Medio termine | La pervasività ESG nella catena del valore a monte è rappresentata dall’integrazione dei principi di tutela ambientale, crescita sociale e sviluppo economico in ogni fase del processo di procurement. Il Gruppo mira a rafforzare la gestione sostenibile della catena di fornitura, attraverso una maggiore responsabilizzazione dei partner commerciali, incoraggiandoli a presidiare attivamente le tematiche di sostenibilità ambientale e sociale. | In corso |
Inoltre, l’applicazione da parte del Gruppo di un modello di business fondato sui principi dell’economia circolare, che promuove il riuso e il riciclo di materie prime, contribuisce a ridurre l’impatto delle attività industriali sul pianeta. In particolare, sono in corso progetti volti a sviluppare nuove soluzioni di economia circolare nella catena del valore delle batterie al litio, volte a garantire alti tassi di recupero dei materiali critici attraverso metodi idrometallurgici avanzati e di riciclo diretto. Queste iniziative non solo riducono la dipendenza dalle risorse naturali vergini, ma contribuiscono anche a migliorare l'efficienza e la sostenibilità del ciclo produttivo.
In un contesto globale sempre più orientato verso la sostenibilità, l’economia circolare rappresenta una delle principali leve strategiche del modello di business del Gruppo. L’adozione di pratiche che favoriscano la circolarità dei materiali, il riutilizzo delle risorse e la riduzione dei rifiuti è cruciale per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e dei processi produttivi. Attraverso l’innovazione continua, l’ottimizzazione delle risorse e il design di soluzioni più sostenibili, il Gruppo si impegna a promuovere un ciclo virtuoso che non solo supporta l’obiettivo di ridurre le emissioni, ma crea anche valore a lungo termine per tutti gli stakeholder.
Il business del Gruppo è caratterizzato da una forte integrazione verticale, che permette alle diverse società di recuperare i principali materiali che compongono le batterie, ovvero propilene e piombo. Grazie a questa sinergia industriale, una parte significativa degli scarti generati in un processo produttivo viene reimpiegata come materiale di input nel ciclo produttivo di altre società del Gruppo.
In particolare, i principi dell’economia circolare sono integrati sia nel business Materie plastiche, in cui la società controllata Seri Plast è impegnata nello sviluppo di tecnologie di riciclo meccanico di materiali plastici provenienti da scarti industriali, sia nel business Batterie, attraverso il riutilizzo, da parte della società controllata FIB, di materiali recuperati (tra cui il piombo) come nuovi input circolari.
Il modello di business circolare adottato dal Gruppo anima lo sviluppo anche dei principali progetti di investimento in corso, finalizzati alla riduzione del consumo di materie prime mediante l’impiego di input circolari, anche attraverso l’individuazione di soluzioni innovative basate su materiali alternativi e più sostenibili.
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
E5 Uso delle risorse ed economia circolare | Deflussi di risorse | Contributo all'economia circolare grazie allo sviluppo di modelli di business virtuosi | Impatto positivo effettivo | Il modello di business del Gruppo si fonda sui principi dell’economia circolare: dalle fasi iniziali di progettazione (eco-design), all’utilizzo, fino alla gestione a fine vita allo scopo di massimizzare, attraverso il riciclo e riuso, il recupero di materiali. Il Gruppo gestisce in maniera integrata l’intera supply chain del business Batterie (segmento batterie al piombo) e Materie plastiche, dalla generazione di materie prime seconde (piombo secondario e materie plastiche riciclate, entrambi recuperati da batterie esauste), alla gestione del fine vita. Il modello di business circolare anima lo sviluppo anche dei principali progetti di investimento in corso, che hanno l’obiettivo di ridurre il consumo di materie prime utilizzando input circolari, ovvero identificare nuove soluzioni che utilizzano materiali alternativi e più sostenibili |
Vantaggio competitivo derivante dall’adozione di soluzioni e tecnologie legate all’economia circolare | Opportunità | L’adozione di un modello di business circolare che tende a un uso sostenibile delle risorse lungo tutto il ciclo di vita potrebbe generare un miglioramento della reputazione aziendale con impatti economici-finanziari positivi. Inoltre, l’integrazione verticale dei business consente di ridurre i costi di produzione e di mitigare il rischio di approvvigionamento. | ||
E5 Uso delle risorse ed economia circolare | Rifiuti | Inquinamento e occupazione del suolo causati dalla produzione di rifiuti non riciclabili | Impatto negativo effettivo | Le attività operative dei business del Gruppo comportano la produzione di rifiuti potenzialmente dannosi per l’ambientale. Il Gruppo lavora costantemente per mitigare e ridurre l’impatto ambientale derivante dalle attività di gestione dei propri rifiuti, sia attraverso sinergie industriali (gran parte dello scarto di un processo produttivo di una società diventa materiale di input per il sistema produttivo di un’altra società), sia attraverso attività di prevenzione di eventi accidentali che possano causare fenomeni di degrado ambientale. |
Rischio di violazione delle normative ambientali | Rischio | La gestione impropria dei rifiuti pericolosi e non pericolosi del Gruppo potrebbe comportare una maggiore supervisione regolatoria, un aumento dei costi legati a contenziosi legali e danni reputazionali in violazione delle normative ambientali. Il Gruppo adotta una serie di iniziative, tra cui i sistemi di gestione ambientale ISO 14001, al fine di implementare una raccolta, trasporto e trattamento finale dei rifiuti attenta e completa, tramite società esterne qualificate. |
L’approccio del Gruppo all’economia circolare si estende anche alla propria catena di fornitura, attraverso l’integrazione di specifiche prescrizioni nelle condizioni contrattuali con i fornitori. Nel processo di selezione delle materie prime viene prestata particolare attenzione ai potenziali impatti che i materiali possono avere sulla salute di persone e ambiente, anche attraverso analisi LCA, nell’ottica di una progressiva minimizzazione.
In linea con il Codice Etico Fornitori, ai partner è richiesto di sostenere l’uso e lo sviluppo di materie prime riciclate, nonché di adottare processi e prodotti/servizi progettati per ottimizzare l’uso delle risorse naturali e ridurre le emissioni inquinanti e di gas a effetto serra. Il Gruppo incoraggia, inoltre, i propri fornitori a gestire, conservare e smaltire correttamente i materiali, residui di lavorazione e rifiuti pericolosi disponendo di essi in modo sicuro e conferme alle previsioni di legge.
Principali azioni | Orizzonte temporale | Breve descrizione | Stato di avanzamento |
Sviluppo di progetti di economia circolare | Medio/Lungo termine | Il Gruppo è impegnato nello sviluppo di diversi progetti nazionali ed europei per guidare l’innovazione dello stoccaggio sostenibile dell’energia e il riciclo dei mix plastici complessi. I progetti vanno dallo sviluppo di nuove tecnologie alla sperimentazione di materiali riciclati. | In corso |
Materiale riciclato nei processi produttivi | Medio/Lungo termine | Il Gruppo punta ad aumentare gradualmente la percentuale di materiale riciclato nel ciclo produttivo delle sue Linee di business, riducendo così l’impatto ambientale delle proprie attività. | In corso |
Packaging ritornabile | Medio/Lungo termine | Il Gruppo, allo scopo di diminuire sia la quantità di materiale vergine utilizzato per il packaging, sia la quantità di rifiuti generati, ha aumentato l’attenzione sul riutilizzo di casse di legno e pallet attraverso l’avvio di progetti pilota con fornitori italiani ed esteri. | In corso |
Valutazioni LCA | Medio/Lungo termine | Il Gruppo si sta focalizzando sempre più sull’implementazione di valutazioni LCA anche ai fini delle attività di preparazione e validazione delle EPD con l’obiettivo sia di conoscere meglio i risvolti di natura ambientale dei propri prodotti, sia di rispondere alle sempre maggiori richieste del mercato in modo tempestivo ed efficace. | In corso |
Batterie
La crescente domanda di batterie agli ioni di litio, indispensabili per lo sviluppo della mobilità elettrica e per garantire sicurezza e stabilità alla rete elettrica in un contesto di crescente integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili, rende sempre più rilevante il tema del riciclo. L’adozione del Regolamento UE 2023/1542 ha ulteriormente rafforzato questa necessità, introducendo obiettivi minimi di recupero per materiali strategici e sottolineando il ruolo chiave del riciclo nel garantire la resilienza dell’Unione Europea di fronte a potenziali interruzioni nelle catene di approvvigionamento delle materie prime essenziali per la transizione energetica.
In questo contesto, il Gruppo, attraverso la società controllata FIB, partecipa al progetto europeo IPCEI Batterie 1, che mira a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nelle tecnologie avanzate per le batterie, creando una catena del valore completa per le batterie al litio.
Il progetto si concentra sull'innovazione tecnologica, la sostenibilità e l'efficienza produttiva. L’obiettivo è lo sviluppo di celle Li-ion di nuova generazione con materiale attivo al catodo LFP ed elettroliti quasi-solidi (tissotropici), esplorando anche le tecnologie delle batterie al sodio (Na) oltre il litio, con soluzioni di stoccaggio energetico economiche e sostenibili.
Ponendo l'accento su processi sostenibili, il progetto elimina i solventi tossici e utilizza soluzioni a base di acqua per ridurre l'impatto ambientale. L’uso di acqua come solvente è una scelta ecologica che dimostra l’impegno del Gruppo verso pratiche di produzione sostenibili e responsabili. L’acqua utilizzata proviene da un processo di demineralizzazione dell’acqua comune, così da abbattere drasticamente le emissioni di CO2. Come ulteriore vantaggio dell’uso di acqua come solvente per la produzione dei materiali anodici e catodici, il Gruppo propone elettrodi totalmente fluoro-free e liberi anche da sostanze fluorurate. In termini ambientali, l’eliminazione di solventi tossici e sostanze persistenti riduce la contaminazione del suolo e delle risorse idriche, contribuendo a mantenere gli ecosistemi più sani e non inquinati. Inoltre, la produzione a base d’acqua consente un ciclo di vita delle batterie più pulito, dal momento della produzione fino allo smaltimento.
Il progetto affronta il miglioramento dell'efficienza produttiva attraverso nuove soluzioni e processi di riciclo, includendo la progettazione di celle per batterie più facili da trattare a fine vita (ad esempio, smontaggio automatizzato), con un focus su elevati tassi di recupero dei materiali critici tramite metodi idrometallurgici e di riciclo diretto. Il processo idro-metallurgico risulta essere più conveniente rispetto a quello pirometallurgico grazie al basso consumo energetico, alle ridotte emissioni di CO2 e al recupero di Li metallico con una purezza elevata. Le batterie con chimica LFP si prestano all’utilizzo del riciclo diretto poiché non contengono metalli pesanti e mantengono invariata morfologia e struttura cristallina a fine del ciclo di vita della cella. Il riciclo diretto rivitalizza direttamente LFP degradato per formare nuove particelle di LFP che possono essere utilizzate nella produzione di nuove celle, richiedendo meno energia, solventi e precursori chimici.
Nell'ambito delle attività di divulgazione, il Gruppo ha partecipato a eventi e conferenze nazionali e internazionali tra cui, la General Assembly IPCEI, i Battery Innovation Days e la ALKEEMIA Battery Conference.
Il progetto prevede investimenti per circa 505,8 milioni di euro da realizzare attraverso le agevolazioni concesse dalla Commissione Europea, in forma di contributo alla spesa.
Lo sviluppo della filiera delle batterie LFP sarà realizzata anche in partnership con primari operatori industriali. In particolare, attraverso la società compartecipata Eni Storage Systems S.p.A., sarà realizzato , nell’area di Brindisi (BR), un impianto per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) su base acquosa, destinate principalmente a sistemi di accumulo stazionario di energia elettrica. Presso il sito di Brindisi sono inoltre previste le attività di preparazione e formulazione della materia attiva catodica (litio–ferro–fosfato) per l’impiego nei processi di produzione delle celle e di assemblaggio delle batterie in sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems), a servizio sia della produzione di Brindisi sia di quella di Teverola.
In prospettiva, è prevista l’estensione delle attività al riciclo delle batterie, nonché il raggiungimento di una quota superiore al 10% del mercato europeo delle batterie stazionarie, attraverso la realizzazione di un polo industriale integrato tra Brindisi e Teverola, tecnologicamente avanzato e orientato alla transizione energetica.
Nel corso del 2025 è proseguito il progetto Renovate che mira a sviluppare e dimostrare nuove soluzioni di economia circolare per la catena del valore delle batterie in Europa. Tutti i materiali riciclati saranno recuperati su tutte le possibili fonti (scarti pre-cliente e prodotti a fine vita). L’obiettivo è sostenere la trasformazione verde e digitale dell’industria delle batterie europee per aumentare la sua competitività e promuovere il suo percorso di crescita equa.
Nell'ambito delle attività di divulgazione, il Gruppo ha partecipato attivamente con il proprio team R&D a riunioni ed eventi, contribuendo al posizionamento dei risultati del progetto all’interno dell’ecosistema europeo delle batterie, tra cui le conferenze Münster Battery 2030plus (maggio, Münster), GISEL and ACEE (luglio, Padova), UK Faraday Institution (settembre, Warwick), Nanotech Conference (settembre, Roma), Renovate General Assembly and Battery Recycling (ottobre, Milano) e il seminario Future4Battery (giugno, Bruxelles).
Il progetto prevede la collaborazione di 12 partner, tra istituti pubblici e imprese private, con un investimento complessivo previsto pari a euro 4.995 migliaia, di cui circa euro 997 migliaia del Gruppo Seri Industrial.
Nel corso del 2025, è proseguito il progetto Episode che mira a creare una catena del valore europea delle batterie non al litio competitiva dal punto di vista dei costi, concentrandosi sulla produzione industriale di SIBs per garantire l'indipendenza delle risorse. Il progetto privilegia processi produttivi sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico per tutti i componenti, dimostrando la scalabilità per la produzione industriale di massa. EPISODE mira allo sviluppo di un sistema modulare di batterie a costi competitivi e a basso impatto ambientale, adatto a varie applicazioni di stoccaggio dell'energia, dalle installazioni domestiche a quelle su larga scala. L'obiettivo del progetto è quello di creare una catena di fornitura di batterie competitiva in Europa che promuova la crescita economica e sostenga la transizione verso un'economia a zero emissioni, trasformando al contempo la produzione di batterie per garantire la sostenibilità e la resilienza dell'industria europea.
Nell'ambito delle attività di divulgazione, il Gruppo ha partecipato attivamente con il proprio team R&D a riunioni periodiche ed eventi, tra cui l’assemblea generale tenutasi a Karlsruhe presso la sede di EnBW il 25 e 26 settembre 2026.
Il progetto prevede la collaborazione di 12 partner, con un investimento complessivo previsto pari a euro 10.757 migliaia, di cui circa euro 1.944 migliaia del Gruppo Seri Industrial.
Inoltre, nel corso del 2025, la società controllata FIB ha aderito al consorzio AutoMat partecipando al progetto, che mira a sviluppare soluzioni avanzate, automatizzate e digitalizzate per l'economia circolare delle batterie e dei dispositivi con batterie integrate. Il progetto si concentra su catene di processo circolari sicure, conformi e di alto valore, integrando lo smantellamento automatizzato, la selezione intelligente, i passaporti digitali delle batterie e strumenti di supporto decisionale basati sull'intelligenza artificiale, per massimizzare il recupero dei materiali, consentire applicazioni di seconda vita e ridurre l'impatto ambientale.
Nell’ambito delle attività in corso, il Gruppo ha fornito contributi tecnici e partecipato attivamente alle attività di coordinamento del progetto, prendendo parte alle riunioni periodiche online del consorzio e contribuendo alle discussioni sui progressi tecnici e sulle azioni future.
Il progetto prevede la collaborazione di 14 partner, tra istituti pubblici e imprese private, con un investimento complessivo pari a euro 6.050 migliaia, di cui circa euro 510 migliaia del Gruppo Seri Industrial.
Questi progetti sottolineano l’impegno nel promuovere pratiche sostenibili e innovazione nel campo delle tecnologie di accumulo energetico. Attraverso sforzi collaborativi con partner nazionali e internazionali, tra cui università, industrie e istituti di ricerca, il Gruppo si impegna a sviluppare soluzioni all'avanguardia che affrontano le principali sfide nella tecnologia delle batterie, contribuendo a un futuro energetico più verde e resiliente.
Materie plastiche
Il progetto P2P prevede la riconversione industriale dello stabilimento di Pozzilli, che consentirà la realizzazione di uno dei più avanzati siti in Europa e l’unico nel Sud Italia in grado di recuperare la frazione mista degli imballaggi da post-consumo, che attualmente viene inviata a discarica, a impianti di termovalorizzazione e cementifici.
I tre pilastri chiave che caratterizzeranno l’impianto di riciclo sono:
1. capacità di selezione avanzate: il progetto prevede l’utilizzo di tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) per il riconoscimento e la separazione del rifiuto attraverso lettori ottici all’avanguardia, accoppiati a macchine deep learning che effettueranno il rilevamento del rifiuto mediante apprendimento automatico del riconoscimento delle plastiche a fine vita. L’impianto P2P avrà la possibilità di processare contemporaneamente sia materiale selezionato (tipo CTE Corepla) che balle di plastica mista/plasmix. La connettività cloud contribuirà a creare un pool condiviso di informazioni, consentendo di incorporare i falsi rilevamenti nel processo di apprendimento su più macchine. L’autodiagnosi dei problemi di manutenzione e il pre-ordine di parti di ricambio o di assistenza consentiranno di ridurre al minimo i tempi di fermo macchina;
2. processo ad alta efficienza: la flessibilità dell’impianto consente di ricevere materiali in ingresso di diversa composizione, sia pre-selezionati (Corepla) che materiali misti. Il processo prevede dei passaggi sequenziali dalla selezione meccanica alla macinazione, al lavaggio e alla separazione per colore. Dopo la macinazione e il lavaggio, si ottengono delle scaglie (flakes) che vengono ulteriormente selezionate eliminando eventuali residui di flakes di altre plastiche o di colore diverso da quello che si sta processando;
3. processo di riciclo: i flakes, attraverso il passaggio in estrusione a temperatura controllata, vengono tagliati e trasformati in granuli. Ai granuli di Poliolefine e PET vengono attribuite le caratteristiche meccaniche e termiche, utili a soddisfare le diverse richieste tecniche e di performance dei compound. Nello specifico i granuli di poliolefine vengono deodorizzati, mentre quelli in PET vengono anche trattati in modo da non rilasciare sostanze inquinanti e rigradati molecolarmente, restituendo al polimero riciclato le stesse caratteristiche del polimero vergine.
Mobilità sostenibile
Potendo contare sulla sinergica integrazione con le Linee di business del Gruppo, sono in corso progetti di sviluppo finalizzati all’introduzione di materiali riciclati e riciclabili nella realizzazione degli autobus. Oltre all’adozione di motorizzazioni più ecologiche, in grado di ridurre le emissioni di gas climalteranti e inquinanti, uno degli aspetti fondamentali della sostenibilità dei veicoli è rappresentato anche dalla quota di materiali riciclati utilizzati nella produzione e nell’allestimento degli autobus.
Un esempio di questa evoluzione è rappresentato dall’introduzione di materiali riciclati come l’Organo Sheet, che, grazie alle sue proprietà innovative, consente di ottenere componenti più leggeri e performanti. La sostituzione dei materiali tradizionali con soluzioni avanzate permetterà di ridurre del 20% il peso complessivo degli autobus, migliorandone l’efficienza senza compromettere resistenza e performance.
Questo approccio riflette l’impegno del Gruppo nel ridurre l’impatto ambientale e promuovere la circolarità dei materiali, in linea con i suoi principi di sostenibilità a lungo termine.
Materiale riciclato nei processi produttivi
Per la Linea di business Materie plastiche, la produzione di compound nasce in buona parte da materiale riciclato, proveniente sia dai clienti finali che da altri stabilimenti produttivi appartenenti al Gruppo. L’innovazione di Seri Plast risiede nell’aver consolidato tecnologie e processi produttivi che utilizzano componenti plastici usati, poi trattati e rimescolati, generando una materia prima che consente la produzione di compound omologabile al compound vergine. Per lo stabilimento di Canonica d’Adda (stampaggio di cassette, coperchi e accessori per batterie), il riutilizzo di materiale tramite la gestione degli scarti di produzione, ed indirettamente attraverso il compound plastico fornito dall’apposito stabilimento di Alife, è un processo alla base dell’attività produttiva.
Nel corso del 2025, lo stabilimento di Gubbio (specializzato in tubazioni e raccordi in PVC) ha sviluppato diverse attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che hanno portato alla realizzazione di tubi in PVC per scarichi, arricchiti con Plastica Seconda Vita (PSV).
Il marchio Plastica Seconda Vita (PSV) è stato creato su iniziativa della filiera della plastica (produttori, trasformatori, riciclatori) per dare visibilità alle aziende che producono e distribuiscono plastiche da riciclo e relativi prodotti.
In particolare, il marchio PSV-Sottoprodotto mira a premiare le imprese che adottano comportamenti virtuosi nel “riutilizzo” dei residui di lavorazione, sottraendoli al ciclo dei rifiuti. Il marchio PSV è un sistema di certificazione ambientale dedicato ai materiali e ai prodotti ottenuti dalla valorizzazione dei rifiuti plastici, provenienti dalla raccolta differenziata, da circuiti post-consumo o da rifiuti industriali. Questa certificazione attesta la tracciabilità dei materiali e il bilancio di massa, fornendo un utile strumento per dimostrare la conformità ai CAM (Criteri Ambientali Minimi), poiché indica la percentuale di materiale riciclato o recuperato.
Il certificato, riportante il logo dell’Ente di Accreditamento Accredia, è valido in tutti i Paesi aderenti alle stesse reti internazionali di Accredia. Oltre alla validità sui mercati esteri, sancita dal logo di Accredia e dai riferimenti alle norme internazionali (ISO 14021 per il calcolo del contenuto di riciclato e le norme europee sulla plastica riciclata, tra cui la EN 15343), il marchio PSV è entrato a far parte di PolyCert Europe, una piattaforma che riunisce le certificazioni sul contenuto di plastica riciclata esistenti in Europa, tutte caratterizzate da standard di riferimento comuni come le norme sopra citate.
Nel 2025, la società Seri Plast ha impiegato il 48% di materiale riciclato rispetto al totale delle materie prime utilizzate nel processo produttivo, registrando un incremento del 3% rispetto al dato 2024. Anche le due società francesi, ICS EU e Plastam EU, e la società polacca, ICS Poland, si servono di aziende locali per la macinazione degli scarti di produzione, ottimizzando l’attività produttiva e incentivando il saving della materia prima. Nel 2025, le percentuali di impiego di materiale riciclato rispetto al totale delle materie prime utilizzate per le società ICS EU, Plastam EU e ICS Poland sono rispettivamente pari a 42%, 97% e 58%, registrando un incremento complessivo del 5% rispetto ai dati 2024.
Attraverso la Linea di business Batterie, il Gruppo gestisce in maniera integrata l’intera supply chain del segmento piombo, operando sia a monte con la produzione di piombo secondario da riciclo di batterie esauste, grazie all’innovativo impianto di smelter presso il sito di Calitri (Repiombo), sia a valle con la realizzazione del prodotto finito – la batteria (FIB).
In particolare, l’impianto smelter si distingue per la sua innovazione tecnologica, che garantisce un notevole risparmio energetico e un elevato rispetto per l’ambiente. È composto da tre sezioni principali: una per la frantumazione e recupero di batterie esauste, una seconda per la fusione e una terza sezione per la raffinazione e colata del piombo, necessarie per la produzione delle leghe metalliche complesse. Nel 2025, l’impianto ha svolto un ruolo cruciale nel rafforzare il modello di economia circolare della Linea di business, contribuendo in modo significativo alla sostenibilità e all’efficienza del processo produttivo. Infatti, circa il 92% del piombo secondario utilizzato per la produzione delle batterie proviene direttamente dall’impianto di Calitri.
Tramite le attività di service after-sales e la capillarità sul territorio nazionale dei servizi FAAM Service, le batterie esauste sono recuperate e reinserite nel processo produttivo come materia prima.
Le spese sostenute dal Gruppo nel corso del 2025 sono incluse nei costi ordinari gestiti da ciascun sito operativo.
Packaging ritornabile
Nell’ambito della propria strategia di economia circolare, il Gruppo incentiva l’utilizzo di imballi ritornabili e riutilizzabili in sostituzione di soluzioni monouso, in collaborazione con fornitori italiani e partner logistici.
L’adozione di tali modelli consente di ridurre la produzione di rifiuti da imballaggio, quali carta, cartone e pellicola estensibile, di prolungare il ciclo di vita dei materiali e di favorire una gestione più efficiente delle risorse, in linea con i principi di riduzione e riuso. L’iniziativa rappresenta inoltre un fattore abilitante per il contenimento delle emissioni indirette legate al trasporto e alla produzione di nuovi imballaggi.
Le spese sostenute dal Gruppo nel corso del 2025 sono incluse nei costi ordinari gestiti da ciascun sito operativo.
Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha avviato un’analisi di Life Cycle Assessment (LCA) finalizzata alla quantificazione della Product Carbon Footprint (PCF) delle celle litio ferro fosfato (LFP) destinate ai sistemi di accumulo energetico sviluppati nella gigafactory. Lo studio, condotto secondo le norme ISO 14040, ISO 14044 e ISO 14067 con approccio cradle-to-gate, ha stimato per la fase di manufacturing un’impronta climatica pari a circa 148 kgCO₂e per cella, corrispondente a 0,0239 kgCO₂e/kWh di energia erogata nello scenario baseline. L’analisi evidenzia che i principali contributi all’impatto climatico derivano dai materiali attivi della batteria (LFP e grafite) e dal mix energetico utilizzato nei processi produttivi, con un consumo energetico di circa 85,7 kWh per cella prodotta. Le analisi di sensitività indicano che l’incremento della quota di energia rinnovabile e l’ottimizzazione del sourcing delle materie prime possono ridurre l’impronta climatica del prodotto fino a circa -18% rispetto allo scenario baseline. Lo studio rappresenta una base metodologica per l’allineamento ai requisiti europei in materia di carbon footprint delle batterie previsti dal Regolamento (UE) 2023/1542 e supporta le strategie di decarbonizzazione della supply chain e di miglioramento continuo delle prestazioni ambientali del prodotto.
Nel corso del 2025, anche la Linea di business Materie plastiche (segmento Compound) ha condotto analisi del ciclo di vita (LCA) cradle-to-gate di compound di polipropilene, al fine di: i. quantificare e confrontare le emissioni di GHG per compound di PP vergine e compound di PP rigenerato, ii. promuovere l’economia circolare, attraverso lo sviluppo di nuove formulazioni di compound più sostenibili, anche con l’uso di additivi e pigmenti bio-based; iii. sviluppare una metodologia interna per facilitare la raccolta dei dati per future certificazioni LCA, con impatti positivi in termini di competitività e miglioramento dell’immagine aziendale.
Il Gruppo, inoltre, intende in futuro focalizzarsi su attività di preparazione e validazione delle EPD in considerazione delle crescenti richieste, al fine di rispondere tempestivamente e in modo efficace al mercato.
Gli investimenti legati a tali tematiche non sono stati significativi nel corso del 2025.
• per le linee di business tradizionali di Materie plastiche e Batterie (esclusa quella della produzione di batterie agli ioni di litio), l’impiego nel ciclo produttivo di una determinata percentuale di materiale riciclato rispetto al totale delle materie prime. Nel dettaglio, rispettivamente il 51% di materiale plastico riciclato e il 76% di piombo riciclato rispetto al totale delle materie prime utilizzate;
• per la produzione di batterie agli ioni di litio, l’utilizzo di criteri di sostenibilità e di contenimento dell’impatto ambientale nella scelta dei materiali/tecnologie da utilizzare e allo sviluppo di tecnologie volte al progressivo riciclo delle batterie esauste al litio in linea con le politiche di economia circolare.
Deflusso di risorse (t) E5-5 | 2024 | 2025 |
Rifiuti sottratti allo smaltimento |
|
|
37. (b) Totale | 10.696 | 6.237 |
37. (b) Rifiuti pericolosi | 6.018 | 2.819 |
37. (b) i. Preparazione per il riutilizzo |
| 150 |
37. (b) ii. Riciclo | 6.018 | 1.067 |
37. (b) iii. Altre operazioni di recupero |
| 1.602 |
37. (b) Rifiuti non pericolosi | 4.678 | 3.418 |
37. (b) i. Preparazione per il riutilizzo |
| 149 |
37. (b) ii. Riciclo | 4.678 | 1.100 |
37. (b) iii. Altre operazioni di recupero |
| 2.169 |
Rifiuti destinati allo smaltimento |
| |
37. (c) Totale | 1.718 | 4.497 |
37. (c) Rifiuti pericolosi | 1.079 | 2.630 |
37. (c) i. Incenerimento | 61 | 79 |
37. (c) ii. Discarica | 562 | 256 |
37. (c) iii. Altre operazioni di recupero | 456 | 2.295 |
37. (c) Rifiuti non pericolosi | 638 | 1.867 |
37. (c) i. Incenerimento | 1 | 2 |
37. (c) ii. Discarica | 129 | 255 |
37. (c) iii. Altre operazioni di recupero | 508 | 1.610 |
37. (d) Rifiuti non riciclati | 1.718 | 4.497 |
37. (d) Percentuale di rifiuti non riciclati | 14% | 42% |
37. (a) Totale rifiuti | 12.413 | 10.734 |
Deflusso di risorse (t) E5-5 | 2024 | 2025 |
39. Importo totale dei rifiuti pericolosi | 7.097 | 5.450 |
Quota di materie prime riciclate - Divisione Materie plastiche (t) | 2024 | 2025 |
Materie prime utilizzate | 47.793 | 47.477 |
di cui riciclate | 23.006 | 24.388 |
Quota di riciclato/Tot. utilizzato | 48% | 51% |
Quota di materie prime riciclate - Divisione Batterie (t) | 2024 | 2025 |
Piombo utilizzato | 4.094 | 3.986 |
di cui riciclato | 3.180 | 3.678 |
Quota di riciclato/Tot. utilizzato | 78% | 92% |
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
S1 Forza lavoro propria | Condizioni di lavoro | Salute e sicurezza: esposizione a incidenti di salute e sicurezza per la forza lavoro propria | Impatto negativo effettivo | Il Gruppo si impegna a garantire elevati standard di salute e sicurezza attraverso l’adozione di sistemi di gestione HSE, l’implementazione di programmi di formazione e il miglioramento continuo, per aggiornare costantemente il personale sulle migliori pratiche e tecnologie in ambito salute e sicurezza. |
Contenziosi legali dovuti alle condizioni di lavoro | Rischio | Il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori nonché condizioni di lavoro inappropriate potrebbero comportare un impatto negativo sulla reputazione aziendale oltre che un aumento dei costi legato a contenziosi legali e violazioni di legge o regolamenti. Il Gruppo adotta le migliori pratiche per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e si impegna a favorire il dialogo e la risoluzione preventiva di possibili conflitti, promuovendo un ambiente di lavoro positivo e rispettoso. | ||
Occupazione sicura: contratti di lavoro a tempo indeterminato e stabilità occupazionale | Impatto positivo effettivo | Il Gruppo si impegna a garantire condizioni di lavoro eque, inclusive e rispettose delle normative vigenti, promuovendo contratti di lavoro a tempo indeterminato e stabilità occupazionale. | ||
S1 Forza lavoro propria | Trattamento equo e opportunità per tutti | Promozione della diversità, equità e inclusione diffondendo i valori del Gruppo e promuovendo iniziative di DE&I | Impatto positivo effettivo | Il Gruppo promuove e valorizza l'integrazione di diverse culture, nazionalità e genere, così come il rispetto dei diritti umani, considerando la diversità un presupposto fondamentale per favorire l'innovazione in settori altamente tecnologici. Per confermare il proprio impegno su questi temi, il Gruppo adotta politiche inclusive e sistemi di gestione allineati alle migliori prassi. |
Supporto alla crescita professionale attraverso iniziative formative mirate | Impatto positivo effettivo | Il modello di business del Gruppo si basa sulle competenze interne, un patrimonio su cui continua a investire per assicurarne l’allineamento con le esigenze di business, in coerenza con la propria strategia di lungo termine. |
L’esercizio di doppia materialità condotto dal Gruppo, il cui approccio metodologico è descritto nel capitolo “Informazioni generali”, ha permesso di identificare gli impatti principali sulla propria forza lavoro, nonché i rischi e le opportunità ad essi associati. Questi si riflettono sulla strategia aziendale e sul modello operativo del Gruppo, influenzando la gestione stessa delle risorse umane e la resilienza dell’organizzazione. In particolare, la capacità dell’organizzazione di sviluppare e trattenere competenze, al pari dell’adozione di elevati standard di sicurezza per i lavoratori, sono elementi chiave per la continuità operativa, che si traducono in azioni integrate nella strategia, nella gestione del rischio e negli obiettivi societari.
L’analisi di doppia materialità ha considerato tutte le persone che compongono la forza lavoro del Gruppo, indipendentemente dal loro ruolo o posizione, per garantire che tutte le categorie fossero incluse nelle valutazioni e rendicontazioni.
Nello specifico, con particolare riferimento agli impatti negativi in materia di salute e sicurezza, oltre a quanto già descritto, si rileva che i gruppi di lavoratori maggiormente esposti al rischio sono quelli impiegati in contesti industriali, soprattutto nelle attività che comportano l’esposizione ad agenti chimici o a temperature elevate.
Al fine di contenere tali rischi e prevenire il verificarsi di eventi infortunistici, il Gruppo adotta un sistema di monitoraggio, basato sulla definizione di piani di azioni e target specifici in ambito safety. A supporto di questo impegno, il Documento di valutazione dei rischi (DVR), rappresenta uno strumento fondamentale per l’identificazione, la gestione e la mitigazione dei rischi, contribuendo a garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori.
Per quanto riguarda il lavoro forzato e il lavoro minorile, tali rischi non sono stati identificati nell’ambito delle operazioni dirette del Gruppo. Ciò è dovuto sia al fatto che il Gruppo non opera in Paesi considerati a rischio, sia alle misure adottate per monitorare e prevenire eventuali violazioni dei diritti umani all’interno del proprio perimetro operativo.
Politiche
L’importanza dei lavoratori all’interno del Gruppo si traduce in un impegno concreto nella definizione di politiche che considerano impatti, rischi e opportunità legati alla forza lavoro nel suo complesso. Questo approccio viene applicato a tutte le sedi e le attività del Gruppo, con l’obiettivo di promuovere un ambiente lavorativo che rispetti i diritti umani e valorizzi il capitale umano.
Il percorso che ha portato il Gruppo ai risultati odierni sulle politiche delle proprie persone ha avuto inizio con l’adozione del Codice Etico, aggiornato nel 2023, che esplicita i diritti e gli obblighi morali e definisce le responsabilità etiche e sociali di ogni persona nell’ambito dell’organizzazione. Tra i principi etici adottati dal Gruppo figurano l’onestà, l’imparzialità, la non discriminazione, l’equità e un rigoroso impegno morale e professionale.
Il Gruppo promuove inoltre la condivisione e il rispetto dei principi fondamentali dei diritti umani anche all’interno della catena di fornitura, grazie all’adozione nell’anno 2022 del Codice Etico Fornitori. Per maggiori dettagli circa i contenuti del Codice Etico e del Codice Etico Fornitori si rimanda al capitolo “Governance”, paragrafi “Politiche” e “Gestione dei rapporti con i fornitori”. Le politiche del Gruppo sono disponibili sulla intranet aziendale e sui siti internet istituzionali affinché siano accessibili a tutti gli stakeholder.
Di seguito vengono riportati i dettagli delle politiche direttamente collegate ai temi materiali.
Politica sui Diritti Umani
Il rispetto dei diritti umani è l’elemento fondante per perseguire un progresso sostenibile. Questo si traduce nel rifiuto di pratiche come la schiavitù moderna, il lavoro forzato e il traffico di esseri umani, nonché nella promozione della diversità, dell’inclusione, del trattamento equo e delle pari opportunità e nella garanzia che le persone vengano trattate con dignità, siano esse all’interno del Gruppo o lungo la catena del valore in cui il Gruppo opera.
La Politica definisce i valori e i principi di comportamento a cui tutti i destinatari sono tenuti a conformarsi, ribadendo, tra l’altro, l’impegno al rispetto dei principi sanciti dalla Carta internazionale dei Diritti dell’Uomo, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite (ONU) e dalle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).
I principi cardine su cui si sviluppa la Politica e il commitment del Gruppo sono i seguenti:
• eliminazione del lavoro forzato e minorile;
• libertà di associazione e contrattazione collettiva;
• condizioni di lavoro giuste e favorevoli;
• salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro;
• diritti delle comunità locali;
• non discriminazioni e pari opportunità.
Questi principi devono ispirare le scelte e i comportamenti di tutti coloro che lavorano nel Gruppo, a prescindere dal livello, dall’esperienza e dalla posizione ricoperta, siano essi dipendenti di Seri Industrial o delle società controllate, in tutti i Paesi in cui opera, purché entro i confini giuridici del Gruppo.
Nel corso del 2024, la società controllata Menarini ha adottato la Politica per la parità di genere, finalizzata alla promozione e al mantenimento di un Sistema di Gestione allineato alla prassi UNI/PdR 125:2022 (vigente in Italia), che interviene sulle principali aree di miglioramento.
Gli obiettivi che la Politica intende perseguire sono:
• aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro;
• riduzione del divario retributivo e pensionistico fra uomini e donne, anche per combattere la povertà femminile;
• promozione della parità tra uomo e donna nel processo decisionale;
• contrasto agli stereotipi, alla violenza di genere e protezione e sostegno alle vittime.
Per favorire il raggiungimento degli obiettivi e sviluppare un modello organizzativo che promuova la parità di genere e valorizzi l’equità e l’inclusività la società si impegna a:
• adottare strumenti per prevenire ogni forma di discriminazione di genere e per contrastare qualsiasi atto lesivo della dignità del personale, indipendentemente dal ruolo ricoperto e dal livello di responsabilità;
• valorizzare le diversità in ogni processo aziendale: dalla ricerca e selezione delle risorse umane all’accesso alla formazione, dalla definizione delle politiche retributive alla valutazione delle performance e all’attribuzione dei sistemi premianti, dalla selezione dei fornitori all’erogazione dei servizi/fornitura dei prodotti;
• sostenere il welfare familiare dei propri dipendenti attraverso modalità di lavoro tali da favorire la conciliazione tra attività professionale e vita privata;
• favorire azioni di informazione, sensibilizzazione, engagement del personale sui temi delle pari opportunità e dell’empowerment femminile, evitando stereotipi e promuovendo la visibilità del contributo femminile;
• promuovere una comunicazione, anche attraverso attività di marketing e pubblicità, che dichiari in modo trasparente la volontà di conseguire la parità di genere e valorizzare la diversità e supportare l’empowerment femminile.
Politica Ambiente, Energia, Salute e Sicurezza sul Lavoro
La Politica sottolinea l’impegno del Gruppo nel rispettare e proteggere la salute e sicurezza di tutta la propria forza lavoro e di chiunque operi nel contesto dell’organizzazione. Gli obiettivi generali sono tutelare la salute, la sicurezza e il benessere di ogni dipendente, rafforzando costantemente l’attenzione del personale al rispetto delle normative e delle procedure tramite iniziative di sensibilizzazione e divulgazione della cultura della prevenzione.
• valutare costantemente i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, gestendoli con l’obiettivo di prevenire gli incidenti, gli infortuni e le malattie professionali;
• favorire il progressivo miglioramento degli ambienti di lavoro, attraverso la continua ricerca di prodotti e di soluzioni conformi a criteri ergonomici che elevino gli standard di salute e sicurezza sul lavoro;
• assicurare ai lavoratori la formazione e l’informazione necessarie in materia di prevenzione degli infortuni e di gestione delle emergenze;
• richiamare costantemente l’attenzione del personale operante nei propri siti al rispetto delle norme e delle procedure attraverso iniziative di sensibilizzazione e divulgazione, stimolando la crescita della cultura della prevenzione e della protezione e comportamenti individuali sempre più responsabili.
Coinvolgimento della propria forza lavoro propria e canali di dialogo
|ESRS S1-2 | ESRS S1-3 |
Il Gruppo considera il dialogo e il coinvolgimento diretto della propria forza lavoro un aspetto fondamentale per il successo aziendale. La comunicazione interna rappresenta un importante supporto alla creazione della cultura aziendale e alla crescita delle persone e dell’organizzazione, sollecitando e promuovendo lo scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze, nonché costituendo il principale veicolo per la diffusione della strategia del Gruppo e degli obiettivi previsti per il prossimo futuro.
Il Gruppo riconosce come interlocutori le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, nel rispetto di quanto previsto dalle legislazioni nazionali. In questo contesto, i dipendenti e i loro rappresentanti possono avviare contrattazioni collettive secondo le leggi nazionali e le normative contrattuali applicabili, come metodo per stabilire le migliori condizioni lavorative e salariali.
Nel 2025, la percentuale di dipendenti coperti da accordi collettivi a livello di Gruppo si attesta al 100%, a testimonianza del costante impegno a promuovere il dialogo sociale e il rispetto dei diritti dei lavoratori.
Nel corso dell’anno, il Gruppo ha confermato il proprio impegno nel mantenere un dialogo aperto e costruttivo con i dipendenti e le loro rappresentanze, nel rispetto degli standard in materia di relazioni sindacali in tutti i Paesi in cui opera. La conflittualità collettiva si è mantenuta su livelli contenuti, grazie all’efficacia di un modello di relazioni industriali volto a prevenire – attraverso un dialogo costruttivo, accompagnato solitamente da una consultazione sindacale fattiva – qualsiasi fonte di controversia.
Con riferimento al processo di risanamento aziendale della società Menarini, nell’agosto 2024 è stata annunciata la cessazione delle attività produttive dello stabilimento di Bologna. Consapevole delle proprie responsabilità nei confronti del territorio e delle persone coinvolte, l’azienda ha operato in stretta collaborazione con le autorità pubbliche e le rappresentanze sindacali, definendo e negoziando con le parti sociali tutte le soluzioni percorribili volte a mitigare gli impatti occupazionali e sociali sulla comunità locale. Il confronto ha condotto alla definizione di un accordo con le parti sociali che ha previsto: 1) la concentrazione di tutte le attività produttive presso lo stabilimento di Flumeri, 2) l’attivazione di percorsi di riqualificazione professionale per i dipendenti del sito di Bologna, 3) l’introduzione di uscite volontarie incentivate. Nel corso del 2025 si è registrato un avanzamento positivo della procedura con: i) la ricollocazione interna di parte dei lavoratori, resa possibile attraverso la riqualificazione professionale dei dipendenti in ruoli coerenti con la nuova organizzazione aziendale (prototipazione, R&D e After-sales); ii) uscite volontarie, con completa liquidazione degli incentivi previsti dall’accordo.
La partecipazione alla creazione di valore sostenibile nel tempo è anche garantita ai dipendenti attraverso il Piano di Stock Option 2022, che prevede l’attribuzione di azioni ordinarie Seri Industrial al raggiungimento di specifici obiettivi di performance, dai quali dipende il diritto di esercitare le opzioni.
Gli obiettivi di questo Piano sono molteplici: aumentare la partecipazione, il coinvolgimento e il senso di appartenenza dei dipendenti, nonché favorire una maggiore comprensione del business, facendo convergere nel lungo termine gli interessi dei dipendenti a quelli degli azionisti e degli investitori. Inoltre, il Piano si configura come uno strumento altamente efficace per attrarre figure manageriali e professionali di talento, contribuendo al continuo sviluppo e al rafforzamento delle competenze chiave e distintive del Gruppo. Per maggiori dettagli sul Piano di Stock Option 2022 si rimanda al capitolo “Governance sostenibile”, paragrafo “Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione”.
Al fine di promuovere una cultura aperta alle segnalazioni e garantire adeguati livelli di confidenzialità e sicurezza, il Gruppo ha implementato il canale di Whistleblowing accessibile a tutti gli stakeholder, inclusi i dipendenti. Attraverso tale strumento è possibile segnalare eventuali violazioni effettive o potenziali della normativa vigente, del Codice Etico, nonché delle politiche e procedure aziendali.
Nel gennaio 2026, la Procedura Segnalazioni è stata aggiornata in conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022. In particolare, sono stati istituiti canali informativi interni dedicati, idonei a garantire la corretta ricezione, analisi e gestione delle segnalazioni relative a qualsiasi forma di discriminazione e/o episodio di mobbing, molestia, violenza, nonché a violazioni del Sistema di Gestione della Parità di Genere. Il Gruppo si impegna, inoltre, a effettuare campagne di formazione rivolte al personale, al fine di diffondere la conoscenza e l’utilizzo dei suddetti canali di segnalazione. Per ulteriori dettagli si rimanda al capitolo “G-Governance”, paragrafo “Politiche”.
Azioni
|ESRS S1-4 |
Al fine di garantire il rispetto dei principi e il raggiungimento degli obiettivi definiti nelle proprie politiche aziendali, il Gruppo promuove iniziative mirate rivolte alla propria forza lavoro, avvalendosi del supporto diretto delle funzioni aziendali competenti (Risorse umane, Health, Safety and Environment, Qualità, etc.). Questo approccio multidisciplinare assicura una gestione efficace e un continuo miglioramento delle politiche di salute e sicurezza aziendale.
Le funzioni coinvolte sono responsabili del monitoraggio dell’efficacia delle iniziative, con l’obiettivo di identificare eventuali criticità e apportare tempestivamente le necessarie modifiche alle procedure.
Principali azioni | Orizzonte temporale | Breve descrizione | Stato di avanzamento |
Iniziative per l’equità e la diversità | Lungo termine e continuative | Estensione delle iniziative per la parità di genere alle diverse società del Gruppo, inclusa l’adozione di Sistemi di Gestione, al fine di garantire parità nella presenza e nella crescita professionale delle donne, promuovendo una cultura inclusiva e processi di empowerment femminile. | In corso |
Attività di talent attraction | Lungo termine e continuative | Sviluppo di iniziative focalizzate su programmi di recruiting globali e attività di attraction ed employer branding, per migliorare la visibilità dell’azienda nel mercato del lavoro. | In corso |
Programmi di formazione e sviluppo | Lungo termine e continuativi | Miglioramento dell’offerta formativa del Gruppo, al fine di rafforzare le competenze della forza lavoro propria e favorire l’integrazione anche linguistica dei propri dipendenti. | In corso |
Rafforzamento della cultura della salute e sicurezza | Lungo termine e continuativo | Mantenimento ed estensione dei Sistemi di Gestione HSE a tutti i siti del Gruppo, con l’obiettivo di introdurre strumenti che favoriscano il miglioramento continuo della sicurezza, incrementino la consapevolezza sulle tematiche HSE e riducano incidenti e rischi. | In corso |
Iniziative per l’equità e la diversità
Il Gruppo promuove e valorizza la diversità culturale e il rispetto dei diritti umani, riconoscendo nella pluralità di esperienze, competenze e background un elemento chiave per la crescita e l’innovazione. Tale consapevolezza si riflette nella composizione della propria forza lavoro, che conta 1.339 persone, di cui il 94% opera in Italia, il 4% in Francia e il 2% in Polonia. Nel corso dell’anno, questo impegno si è ulteriormente rafforzato, anche grazie al potenziamento del team tecnico dello stabilimento di Teverola, che ha visto l’ingresso di professionisti altamente qualificati provenienti da diversi Paesi europei ed extra-europei.
I dipendenti del Gruppo appartengono a più di 30 nazionalità, contribuendo alla formazione di team internazionali, eterogenei e multiculturali. Questa diversità arricchisce il Gruppo di un ampio patrimonio di conoscenze, competenze e prospettive, favorendo contaminazioni positive e lo sviluppo di soluzioni innovative.
Il Gruppo persegue inoltre il proprio impegno per la promozione dell’equità di genere e della parità retributiva, valorizzando il merito e garantendo pari opportunità di crescita professionale. In tale ambito, si evidenza che:
• il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial è costituito per il 40% da donne;
• le donne in ruoli manageriali (dirigenti e quadri) rappresentano circa il 17% sul totale di queste posizioni;
Nel corso del 2025 sono proseguite le attività DE&I, attraverso programmi e azioni promosse dalle diverse società del Gruppo. In particolare, nel gennaio 2025 la società controllata Menarini ha conseguito per la prima volta la certificazione volontaria per la parità di genere UNI/PdR 125:2022, a seguito di audit di parte terza condotto da IMQ, Organismo di Certificazione accreditato. La certificazione attesta l’adozione di un Sistema di Gestione per la Parità di Genere, basato su politiche formalizzate, un piano strategico e sul monitoraggio di indicatori di performance (KPI) relativi a governance, processi HR, pari opportunità di carriera, equità retributiva e conciliazione vita-lavoro. La certificazione UNI/PdR 125:2022 ha validità triennale ed è soggetta a verifiche annuali di sorveglianza da parte dell’Organismo di Certificazione. A gennaio 2026 è stata effettuata la prima visita di sorveglianza, con esito positivo e mantenimento della certificazione, a conferma della continuità del sistema e del rispetto dei requisiti previsti dalla prassi.
A ulteriore presidio di tali tematiche, il 24 luglio 2025 il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial ha istituito un Comitato unico di garanzia per le pari opportunità composto dal Responsabile HR di Gruppo, da un membro del Consiglio di Amministrazione, individuato dall’organo amministrativo tra i suoi componenti, e da un rappresentante dei lavoratori con mandato annuale.
Il Comitato promuove il benessere dei lavoratori e il contrasto a ogni forma di discriminazione, svolgendo funzioni propositive, consultive e di verifica in merito all’organizzazione e al clima aziendale. In particolare, contribuisce alla definizione di iniziative volte a favorire le pari opportunità, la conciliazione tra vita privata e lavorativa e la diffusione di una cultura inclusiva, supportando anche l’adozione di azioni positive, strumenti di analisi (quali il bilancio di genere) e progetti per il benessere organizzativo. Svolge inoltre un ruolo consultivo su temi quali organizzazione aziendale, formazione, modelli di flessibilità lavorativa, sistemi di valutazione e contrattazione integrativa. Infine, monitora l’efficacia delle iniziative intraprese, verificando i risultati in termini di pari opportunità, benessere organizzativo e prevenzione di comportamenti discriminatori o situazioni di disagio, garantendo il rispetto dei principi di equità e inclusione in tutti gli ambiti lavorativi.
Attività di talent attraction
Attraverso attività strutturate di talent attraction ed employer branding, il Gruppo si pone l’obiettivo di attrarre candidati altamente qualificati e in linea con i propri valori e la propria cultura aziendale, rafforzando al contempo la competitività e la capacità di innovare nel lungo periodo.
Tra le principali iniziative si inserisce il “progetto #FAAMWave” della Linea di business Batterie, ideato nel 2023 e lanciato nel 2024, con l’obiettivo di valorizzare l’identità aziendale attraverso il racconto diretto delle persone che contribuiscono quotidianamente alla crescita del Gruppo.
In un contesto industriale sempre più orientato all’innovazione tecnologica, il progetto mira a riportare al centro il fattore umano, rendendolo protagonista di una narrazione autentica, coerente e credibile.
Nel corso del 2025, il progetto è proseguito attraverso la realizzazione di interviste video e contenuti editoriali pubblicati con cadenza periodica sui canali ufficiali dell’azienda, in particolare su LinkedIn. I contenuti offrono una rappresentazione “dall’interno” dell’organizzazione, raccontata attraverso l’esperienza diretta delle persone. Il format integra una componente narrativa frontale, basata sull’intervista, con una componente dinamica che valorizza il contesto operativo, le attività quotidiane e le interazioni professionali.
I protagonisti del progetto, provenienti da diverse funzioni aziendali (Produzione, Ricerca e Sviluppo, Qualità, Supply Chain, Progettazione, Business Development), offrono una rappresentazione eterogenea ma coerente dell’azienda. I loro percorsi professionali e personali contribuiscono a raccontare non solo le attività svolte, ma anche le modalità e le motivazioni che guidano l’operato del Gruppo.
Attraverso questi progetti, il Gruppo rafforza la propria presenza digitale e consolida il dialogo con i principali stakeholder - tra cui clienti, partner, fornitori, istituzioni e investitori - contribuendo ad accrescere la brand awareness e la riconoscibilità dei propri marchi.
Parallelamente, il Gruppo ha rafforzato le proprie attività di recruiting a livello internazionale, favorendo l’attrazione di talenti anche dall’estero. Il team centrale di recruiting opera in sinergia con consulenti esterni, al fine di ampliare il bacino di candidati attraverso iniziative di scouting e analisi del mercato del lavoro.
L’individuazione e l’attrazione dei profili necessari per il perseguimento degli obiettivi strategici hanno fatto leva anche su un impegno costante nei rapporti con le università e gli istituti professionali.
Programmi di formazione e sviluppo
Il modello di business del Gruppo si fonda sulle competenze interne, considerate un patrimonio su cui continua a investire al fine di garantirne il costante allineamento alle esigenze del business, in coerenza con la strategia di lungo termine.
Per affrontare i rapidi cambiamenti in atto è, infatti, necessario un percorso inclusivo in ambito lavorativo, che punti a valorizzare il capitale umano rendendolo protagonista di un ecosistema in cui apprendimento continuo, benessere, produttività e sicurezza possano rafforzarsi a vicenda, concorrendo alla più piena realizzazione della persona, in un’ottica di sempre maggiore centralità.
Nel 2025, il Gruppo ha confermato il proprio l’impegno nel rafforzare gli investimenti in formazione, sviluppando iniziative con un approccio sempre più inclusivo e globale, volte a favorire l’arricchimento trasversale delle competenze, la collaborazione tra i dipendenti appartenenti a diverse società del Gruppo e il raggiungimento degli obiettivi strategici.
I principali KPI che vengono monitorati sono le ore di formazione pro capite, che nel 2025 hanno raggiunto un valore di 6,58. I programmi formativi hanno riguardato percorsi tecnico-specialistici, tra cui training per auditor interni secondo standard normativi (come ISO 9001 e ISO 14001), corsi obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro, attività di aggiornamento sulle competenze IT e sull’uso di software gestionali, e percorsi di formazione in ambito compliance al Modello 231. In particolare, le attività formative relative al Modello 231, erogate sia in presenza sia in modalità on-line, sono state progettate in modo differenziato in base ai ruoli e al livello di esposizione ai rischi, al fine di garantire una maggiore efficacia e aderenza ai contesti operativi.
Le principali iniziative di formazione in ambito DE&I si sono focalizzate sulla leadership al femminile e sulla promozione della parità di genere all’interno del personale operativo, con un focus specifico sulle dinamiche di rispetto reciproco e collaborazione.
Rafforzamento della cultura della salute e sicurezza
Il top management del Gruppo, supportato dalla funzione Health, Safety and Environment (HSE) e con il coinvolgimento delle funzioni aziendali interessate, svolge un ruolo strategico nella piena implementazione delle politiche e delle azioni in materia di salute e sicurezza. Tale impegno si traduce nella promozione attiva di una cultura condivisa della sicurezza, volta a garantire il coinvolgimento di tutti i lavoratori affinché adottino comportamenti coerenti con i valori e i principi del Gruppo.
In considerazione della complessità e della varietà delle attività svolte, il Gruppo ha adottato un approccio modulare, con la definizione di una funzione HSE centrale a livello di Capogruppo, che fornisce indirizzo e coordinamento alle Linee di business e promuove la diffusione e condivisione delle migliori pratiche in materia di salute e sicurezza.
In tale contesto, il Gruppo sviluppa e applica procedure strutturate per l’identificazione, la valutazione, la mitigazione e la gestione dei rischi per la salute e sicurezza, in conformità a standard e norme di riferimento internazionali che vengono applicate e tradotte in ciascun sito. In particolare, sono adottati e costantemente aggiornati i Sistemi di Gestione conformi allo standard ISO 45001, che consentono di presidiare i requisiti regolamentari in continuo aggiornamento, nonché di promuovere il miglioramento continuo delle performance e la progressiva riduzione dei rischi. Nel corso del 2025, la certificazione ISO 45001 è stata estesa a un ulteriore sito produttivo del Gruppo (Alife- FIB), in linea con gli obiettivi di progressiva diffusione del sistema di gestione.
A livello operativo, ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) dei singoli siti sono attribuite le responsabilità di coordinamento generale delle attività di prevenzione e protezione, incluse l’individuazione dei fattori di rischio, la definizione delle misure preventive e il monitoraggio della loro efficacia. Nel corso del 2025 sono stati inoltre nominati in diverse società del Gruppo gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP), con l’obiettivo di supportare gli RSPP e contribuire a garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative in materia di salute e sicurezza.
La formazione rappresenta un ulteriore pilastro fondamentale per il consolidamento della cultura della sicurezza. Nel 2025 circa il 62% della formazione totale erogata dal Gruppo ha riguardato tematiche di salute e sicurezza sul lavoro, per un totale di 5.430 ore. I programmi formativi sono progettati e realizzati a livello di sito, sotto il coordinamento della funzione HSE centrale, sulla base dei rischi specifici, delle particolari esigenze di aggiornamento, degli obblighi normativi, nonché dell’evoluzione delle attività e dei processi produttivi di sito.
I contenuti formativi coprono sia gli aspetti generali della salute e sicurezza - inclusi gli obblighi, responsabilità e principi di tutela - sia i rischi specifici presenti nei singoli contesti operativi. Particolare attenzione è inoltre dedicata alle procedure operative, alla gestione delle emergenze e ai processi di segnalazione e gestione degli incidenti, al fine di rafforzare la capacità preventiva e la prontezza di risposta dell’organizzazione.
Metriche e obiettivi
|ESRS S1-5 | ESRS S1-6 | ESRS S1-7 | ESRS S1-8 | ESRS S1-9 | ESRS S1-10| ESRS S1-13 | ESRS S1-14 | ESRS S1-15 | ESRS S1-16 | ESRS S1-17|
Sebbene il Gruppo non abbia ancora definito target specifici per il capitale umano, è costantemente impegnato nell’attuazione di iniziative volte a garantire condizioni di lavoro sicure, rispettose e inclusive.
Il Gruppo conta 1.339 persone, che appartengono a più di 30 nazionalità. Nel 2025 si registra un aumento dell’organico di 235 persone principalmente nella Linea di business Batterie e Mobilità sostenibile. Il piano di assunzioni si è concentrato principalmente sull’assunzione di ruoli chiave per gestire la transizione energetica, in linea con gli obiettivi strategici del Gruppo.
Si riportano di seguito le metriche inerenti alla forza lavoro diretta:
Occupazione, Diversity e Relazioni industriali | Unità di misura | 2024 | 2025 |
Dipendenti | (numero) | 1.255 | 1.339 |
Uomini | 1.048 | 1.130 | |
Donne | 207 | 209 | |
Dipendenti per area geografica | |||
Italia | 1.177 | 1.253 | |
Polonia | 26 | 35 | |
Francia | 52 | 51 | |
Lavoratori a tempo indeterminato | 1.246 | 1.243 | |
Uomini | 1.041 | 1.037 | |
Donne | 205 | 206 | |
Lavoratori a tempo determinato | 9 | 96 | |
Uomini | 7 | 93 | |
Donne | 2 | 3 | |
Cooperative | (FTE) | 141,64 | 109,76 |
Uomini | 111,73 | 83,02 | |
Donne | 29,91 | 26,75 | |
Lavoratori part-time | (numero) | 23 | 26 |
Uomini | 5 | 6 | |
Donne | 18 | 20 | |
Lavoratori full-time | 1.232 | 1.313 | |
Uomini | 1.043 | 1.124 | |
Donne | 189 | 189 | |
Assunzioni | 141 | 235 | |
Uomini | 111 | 204 | |
Donne | 30 | 31 | |
Cessazioni | 102 | 154 | |
Uomini | 72 | 125 | |
Donne | 30 | 29 | |
Lavoratori non dipendenti | 36 | 38 | |
Dipendenti per fascia d’età | |||
Under 30 anni | 82 | 132 | |
30-50 | 563 | 571 | |
Over 50 | 610 | 636 | |
Dipendenti in posizione di responsabilità | (numero) (%) | 76 (6,06) | 70 (5,23) |
Uomini | 62 | 58 | |
Donne | 14 | 12 | |
Tasso di turnover | (%) | 8 | 12 |
Dipendenti coperti da contrattazione collettiva | 100 | 100 | |
Dipendenti coperti da rappresentanti dei lavoratori | 85 | 88 | |
Dipendenti che hanno diritto al congedo per motivi familiari | 100 | 100 | |
Dipendenti che hanno usufruito del congedo parentale | 10 | 9 |
Formazione | Unità di misura | 2024 | 2025 |
Ore di formazione totale | (ore) | 6.041 | 8.804 |
Ore di formazione fruite medie per dipendente | 4,81 | 6,58 | |
Uomini | 4,89 | 9,95 | |
Donne | 4,44 | 4,89 |
Salute e sicurezza | Unità di misura | 2024 | 2024 adj | 2025 |
Percentuale di persone in forza lavoro che sono coperte da un sistema di gestione della salute e sicurezza gestita dalla società sulla base delle disposizioni di legge, standard o linee guida | (%) | 100 | 100 | 100 |
Infortuni totali registrabili | (numero) | 15 | 17 | 32 |
Indice di frequenza infortuni totali registrabili | 9,37 | 10,62 | 15,42 | |
Numeri di giorni persi a causa di infortuni sul lavoro | 147 | 219 | 783 | |
Numero di ore lavorate | 1.600.634 | 1.600.634 | 2.075.618 |
Remunerazione | Unità di misura | 2024 | 2025 |
Divario retributivo donna-uomo | (%) | 0,83 | 4,97 |
Rapporto tra la remunerazione totale dell’AD di Seri Industrial e la remunerazione totale annua mediana dei dipendenti del Gruppo | 17,9x | 21,6x |
Con riferimento al rapporto tra la remunerazione totale annuale della persona che riceve la massima retribuzione (AD di Seri Industrial) e la remunerazione totale annua mediana dei dipendenti del Gruppo (escludendo l’individuo più retribuito), nel 2025 questo valore è pari a 18,1. Inoltre, il rapporto tra l’aumento percentuale della retribuzione totale annua dell’AD di Seri Industrial e l’incremento percentuale della retribuzione totale annua mediana per tutti i dipendenti è pari a 27,29.
Per calcolare la retribuzione totale annua mediana si è tenuto conto dei seguenti elementi:
• retribuzione annua lorda, RAL teorica;
• indennità e patto non concorrenza FIB;
• trasferta;
• fringe benefit.
Per calcolare la retribuzione totale annuale della persona che riceve la massima retribuzione, così come per i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, si è tenuto conto:
• compensi fissi (sia compensi della società che redige il bilancio che compensi da controllate e collegate);
• compensi per partecipazione a comitati (sia compensi della società che redige il bilancio che compensi da controllate e collegate).
• Materie plastiche per il settore Automotive: i produttori di veicoli utilizzano i compound sviluppati su misura, progettati in base a specifici requisiti tecnici, per lo stampaggio di componenti plastici destinati ai veicoli;
• Componenti per batterie al piombo (cassette e coperti): i clienti terzi produttori di batterie, nonché la Linea di business Batterie, acquistano cassette e coperchi destinati a batterie per avviamento, trazione e applicazioni stazionarie;
• Tubi in plastica per il settore idrotermosanitario: tramite la società controllata Seri Plast, il Gruppo produce e commercializza tubi e raccordi in PVC e PE destinati ai mercati Building e Infrastrutture. L’offerta comprende sistemi per scarichi, adduzione e riscaldamento, impiegati in impianti sanitari, sistemi di riscaldamento tradizionali, condizionamento e irrigazione;
• Sistemi di accumulo energetico (Battery Energy Storage Systems - BESS): attraverso la società controllata FIB, il Gruppo sviluppa soluzioni basate su batterie al litio altamente personalizzabili, destinate sia ad applicazioni commerciali e industriali (Commercial & Industrial, C&I) sia al settore residenziale;
• Trasporto pubblico: il Gruppo si rivolge a enti locali e aziende del trasporto pubblico, sia municipalizzate sia private, che acquistano autobus per la gestione del trasporto pubblico locale (TPL), in forma diretta o tramite concessione.
Per ulteriori approfondimenti sugli interessi e le opinioni dei consumatori e degli utilizzatori finali, nonché sulle relative modalità di coinvolgimento, si rimanda al paragrafo “Coinvolgimento degli stakeholder” del capitolo “Informazioni generali”.
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
S4 Consumatori e utilizzatori finali | Informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finali | Contributo alla soddisfazione della clientela e alla capacità di fare scelte consapevoli attraverso canali dedicati e informazioni adeguate sui prodotti | Impatto positivo effettivo | La capacità di soddisfare le esigenze dei clienti si riflette nell’alto grado di customizzazione e speciality dei prodotti realizzati dal Gruppo, nonché nella costante collaborazione e nel continuo confronto con i clienti. Attraverso un dialogo diretto, il Gruppo monitora il punto di vista dei consumatori, intercettando i principali trend di mercato e analizzando la percezione dei propri brand anche in relazione al contesto competitivo. |
Aumento quota di mercato grazie a prodotti sempre più sicuri e di qualità | Opportunità | Garantendo standard qualitativi e di sicurezza sempre più elevati dei propri prodotti, il Gruppo potrebbe migliorare la propria reputazione aziendale e i valori dei suoi marchi con impatti positivi sulle vendite nel lungo termine. | ||
S4 Consumatori e utilizzatori finali | Sicurezza personale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali | Accadimento di incidenti o danni causati da caratteristiche del prodotto e/o da minacce e rischi cyber | Impatto negativo potenziale | Il Gruppo monitora attentamente i potenziali impatti negativi legati all’uso dei propri prodotti da parte dei consumatori finali, con particolare attenzione a questione come l’inquinamento ambientale e la sicurezza del prodotto. Per mitigare tali impatti, il Gruppo promuove importanti investimenti in ricerca e sviluppo e, in aggiunta, adotta un rigoroso sistema di gestione della qualità, supportato da certificazioni tra cui ISO 9001, IATF 16949, che garantiscono la conformità dei processi alle più elevate normative internazionali e assicurano che i prodotti rispettino gli standard di sicurezza e prestazioni richiesti. |
• le strutture di vendita operanti sul territorio, che mantengono un contatto diretto con la rete di clienti e che, grazie anche a sistemi di gestione delle informazioni, sono in grado di rispondere alle diverse esigenze informative degli interlocutori;
• i servizi di customer service e di assistenza post-vendita, che si occupano sia della gestione degli ordini sia di fornire supporto informativo e tecnico.
• il miglioramento continuo: le esperienze dei clienti permettono di identificare le aree di forza e possibili criticità, permettendo al Gruppo di apportare aggiornamenti mirati ai prodotti, ai servizi e ai processi operativi;
• l’allineamento alle aspettative: monitorare la soddisfazione dei clienti consente di adattarsi prontamente a eventuali cambiamenti nelle loro preferenze e nel contesto commerciale, sviluppando soluzioni all’avanguardia e mantenendo un posizionamento competitivo;
• la costruzione di relazioni durature: il monitoraggio costante permette al Gruppo di comprendere le dinamiche delle relazioni con i clienti, identificando opportunità per rafforzare la fiducia attraverso un servizio adattato alle esigenze specifiche.
• “H2O Accadueo”, manifestazione internazionale dedicata all’innovazione, alla digitalizzazione e gestione delle risorse idriche;
• “K.EY – The Energy Transition Expo”, evento di riferimento in Italia e all’estero, tenutasi a Rimini, su tecnologie, soluzioni integrate e servizi in grado di guidare la transizione energetica verso un’economia carbon-neutral;
• “The smarter E Europe”, evento internazionale, tenutosi a Monaco di Baviera, che riunisce leader del settore, esperti e appassionati per esplorare i progressi dell’energia solare, dell’accumulo di energia e delle soluzioni energetiche intelligenti;
• “GENERA”, fiera internazionale spagnola su innovazioni in settori quali l'energia solare fotovoltaica, l'efficienza energetica, lo stoccaggio, la mobilità sostenibile e soluzioni digitali per la transizione energetica.
Azioni
Principali azioni | Orizzonte temporale | Breve descrizione | Stato di avanzamento |
Potenziamento della qualità e sicurezza dei prodotti | Medio termine e continuativo | Adozione di certificazioni di qualità, prodotto e sostenibilità, garantendo una maggiore affidabilità dei prodotti, una riduzione delle non conformità, tempi di risposta più rapidi e un miglioramento complessivo della soddisfazione del cliente. | In corso |
Sviluppo di soluzioni innovative per supportare i clienti | Medio termine e continuativo | Sviluppo di soluzioni innovative per supportare i clienti nel monitoraggio dei prodotti, con l’obiettivo di garantire una manutenzione preventiva e migliorare l’efficienza operativa. | In corso |
Rafforzamento della sicurezza informatica | Medio termine e continuativo | Rafforzamento dei presidi di sicurezza informatica, inclusa quella veicolare, e diffusione di una cultura orientata alla sicurezza digitale. | In corso |
Joint Development Partnerships | Continuativo | Collaborazioni di sviluppo congiunto con stakeholder esterni nell’ottica di ricerca, innovazione e migliori pratiche. | In corso |
Seguendo un approccio preventivo e proattivo, il Gruppo è impegnato nell’applicazione degli standard tecnici volontari che enti di normazione nazionali e internazionali sviluppano per definire in dettaglio come realizzare prodotti d’eccellenza e allineare i propri processi produttivi alle migliori pratiche, garantendo sicurezza, qualità, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe.
I principali sistemi di gestione adottati dal Gruppo nell’ambito della gestione della qualità includono l’ISO 9001 e la IATF 16949. Nel corso del 2025, la quota di stabilimenti dotati di certificazione ISO 9001 è salita al 92%, con l’aggiunta del sito di Teverola, raggiungendo un importante traguardo.
Il Sistema di Gestione della Qualità ISO 9001, che aiuta a coordinare e dirigere le attività aziendali per soddisfare i requisiti dei clienti, sia quelli cogenti che quelli delle norme di riferimento. Tale sistema, caratterizzato da linee guida comuni a tutti i siti produttivi del Gruppo, consente di trasferire le best practice da un sito all’altro, nonché di gestire tutti gli impianti produttivi con gli stessi standard e i medesimi indicatori di qualità. Tutti i prodotti devono superare controlli e verifiche atte ad attestarne la qualità e la sicurezza, seguendo la logica del miglioramento continuo, quale leva fondamentale per accrescere la capacità di soddisfare tutti i requisiti, oltre all’efficacia e l’efficienza dei processi, sia propri sia di tutta la catena di fornitura. In quest’ottica, ogni problematica identificata e risolta per uno specifico prodotto viene poi estesa secondo un approccio “lesson learnt” a tutta la famiglia di prodotti, ove opportuno.
Gli stabilimenti del Gruppo di Péronne e Brwinów hanno inoltre conseguito la certificazione del Sistema di Gestione della Qualità secondo lo schema automotive IATF 16949:2016.
Il Gruppo svolge audit di sorveglianza periodici secondo le modalità previste dagli enti terzi preposti, garantendo la continuità delle certificazioni conseguite.
Facendo leva su standard tecnologici all’avanguardia, la funzione Battery System Logics della Linea di business Batterie sta sviluppando soluzioni avanzate di Battery Management System (BMS) basate su modelli predittivi (“NextGen”), finalizzate a migliorare l’efficienza operativa, la sicurezza e la sostenibilità dei sistemi di accumulo energetico (ESS).
Le principali innovazioni includono:
• algoritmi di bilanciamento dinamico delle celle con precisione inferiore all’1% di errore sullo stato di carica (SOC);
• modelli di stima della capacità e dello stato di salute (SOH) senza necessità di cicli completi di carica/scarica;
• sistemi di fault forecasting per l’identificazione anticipata di anomalie e potenziali failure;
• tecniche avanzate di diagnostica di impedenza (EIS) ottimizzate per applicazioni on-board.
L’adozione di tali tecnologie contribuisce a:
• migliorare l’efficienza energetica dei sistemi ESS e la precisione nel dispatch energetico;
• ridurre le perdite operative e le inefficienze di carica/scarica;
• abilitare una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili grazie a sistemi più affidabili e disponibili;
• estendere la vita utile delle batterie, con conseguente riduzione delle emissioni indirette (Scope 3) associate a produzione e sostituzione degli asset.
Rafforzamento della sicurezza informatica
Il Gruppo pone estrema attenzione alla protezione delle reti informatiche dalle principali minacce, adottando misure preventive per ridurre al minimo gli effetti di eventuali attacchi. Per garantire la sicurezza e la protezione dei dati, il Gruppo già da tempo si è dotato del miglior sistema di cybersecurity disponibile, CrowdStrike, avviando un piano di investimento significativi nell’area IT. Inoltre, le società obbligate sono state iscritte presso all’Autorità Nazionale Competente NIS, in linea con l’aggiornamento della normativa da NIS a NIS2, con la nomina dei punti di contatto.
La Direttiva NIS2 introduce obblighi specifici, tra cui:
• adozione di misure tecniche e organizzative per la gestione del rischio cyber,
• gestione e notifica degli incidenti di sicurezza,
• continuità operativa e gestione delle crisi,
• sicurezza della supply chain e dei fornitori critici,
• responsabilità diretta del management nella supervisione dei rischi cyber.
Il Gruppo adotta policy specifiche per i server a rischio, al fine di minimizzare i pericoli di attacchi informatici alla rete o di corruzione di dati. Inoltre, la strategia di cybersecurity fa leva sul fattore umano, promuovendo costantemente la consapevolezza delle persone del Gruppo riguardo ai temi della sicurezza informatica.
Nel contesto della linea di business Mobilità sostenibile, con particolare riferimento al Trasporto Pubblico Locale (TPL), i mezzi di trasporto stradale sono oggi sempre più integrati con sistemi informatici e digitali avanzati, che contribuiscono in modo significativo al miglioramento della sicurezza operativa, dell’affidabilità del servizio e del comfort dei passeggeri. Parallelamente, si stanno affermando ecosistemi digitali per la smart mobility, nei quali autobus e infrastrutture sono connessi a piattaforme centrali in grado di ottimizzare i flussi di traffico, migliorare la gestione delle flotte e ridurre il rischio di incidenti.
Tale evoluzione comporta tuttavia una crescente esposizione ai rischi di cybersecurity, che nel contesto del TPL assumono una rilevanza ancora maggiore in quanto potenziali attacchi informatici possono compromettere la continuità del servizio pubblico, limitare la mobilità dei cittadini e generare impatti rilevanti sulla sicurezza collettiva e sull’operatività urbana.
In questo scenario, il quadro normativo di riferimento si è progressivamente rafforzato sia a livello di prodotto sia di sistema. Da un lato, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) ha introdotto regolamenti vincolanti per l’omologazione dei veicoli, in particolare UNECE R155 e UNECE R156, che impongono ai costruttori l’adozione di sistemi avanzati di gestione della sicurezza digitale. Dall’altro, a livello europeo, la Direttiva (UE) 2022/2555 – NIS2 ha esteso gli obblighi di gestione del rischio cyber e di resilienza operativa agli operatori di servizi essenziali e importanti, tra cui il settore dei trasporti.
In particolare, la normativa UNECE R155 richiede l’implementazione di un CyberSecurity Management System (CSMS), ovvero un sistema olistico di gestione dei rischi cyber che garantisca il monitoraggio continuo delle vulnerabilità e l’integrazione della sicurezza lungo tutto il ciclo di vita del veicolo, secondo il principio di “security by design”. La normativa UNECE R156 disciplina invece la gestione sicura degli aggiornamenti software attraverso l’introduzione di un Software Update Management System (SUMS), volto a garantire aggiornamenti tracciabili, protetti e resilienti rispetto a potenziali attacchi informatici
In continuità con il percorso di adeguamento già avviato, Menarini ha ulteriormente rafforzato il proprio sistema di cybersecurity attraverso l’adozione di soluzioni avanzate basate sulla piattaforma CrowdStrike.
In particolare:
• è stato implementato il servizio Falcon Complete, che consente una gestione completamente gestita delle minacce (managed detection and response), con monitoraggio continuo e risposta agli incidenti h24;
• è stata introdotta la soluzione Identity Threat Protection, finalizzata alla protezione delle identità digitali e alla prevenzione di accessi non autorizzati e movimenti laterali all’interno dei sistemi;
• è stato attivato il servizio Express Support, che rafforza la capacità di risposta rapida agli incidenti e garantisce un supporto prioritario nella gestione delle vulnerabilità.
L’adozione integrata di tali soluzioni consente di estendere il monitoraggio e la protezione all’intero perimetro IT/OT, inclusi i sistemi di bordo e le infrastrutture di supporto alla gestione delle flotte TPL, migliorando significativamente le capacità di prevenzione, rilevazione e risposta agli attacchi informatici, in coerenza con i requisiti UNECE e con gli obblighi di resilienza previsti dalla direttiva NIS2.
L’intero percorso ha coinvolto un ampio ecosistema di fornitori strategici ed è stato sviluppato lungo tutta la catena del valore, includendo la declinazione tecnica dei requisiti normativi, l’aggiornamento dei componenti hardware.
L’importanza di tali interventi è particolarmente rilevante nel contesto del TPL: da un lato garantire la continuità e affidabilità del servizio pubblico, elemento essenziale per la mobilità urbana e per il funzionamento delle città; dall’altro assicurare elevati standard di sicurezza per i passeggeri e per la collettività, proteggendo i sistemi critici del veicolo e della flotta da accessi non autorizzati o malfunzionamenti.
La collaborazione con stakeholder esterni nell’ottica di ricerca, innovazione e migliori pratiche gioca un ruolo particolarmente rilevante a favore dello sviluppo di materiali più sostenibili.
Nel corso del 2025 il Gruppo ha rafforzato il confronto con realtà e figure istituzionali. La costante cooperazione con enti, associazioni industriali e di categoria, unitamente al dialogo con partner universitari e accademici – tra cui l’Università di Bologna e il Politecnico di Torino - rappresenta un’importante leva per affrontare in modo innovativo i temi rilevanti per il business e creare valore condiviso. Le collaborazioni con le Universita sono frequentemente associate anche a cicli di dottorato. Tale cooperazione si traduce nel continuo coinvolgimento del personale tecnico e manageriale del Gruppo in eventi istituzionali e in iniziative organizzate presso i propri plant produttivi. In questo contesto si inserisce, ad esempio, la visita dell’ENAM Lab dell’Università Sapienza di Roma presso il sito di Teverola, che ha rappresentato un’importante occasione di confronto su tematiche legate all’elettrochimica, ai materiali avanzati e alle batterie di nuova generazione, rafforzando il dialogo tra ricerca e industria e contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative per il futuro dell’energia.
Metriche e obiettivi
|ESRS S4-5 |
Sebbene il Gruppo non abbia ancora definito target specifici legati ai temi trattati nel presente capitalo, monitora costantemente l’efficacia delle proprie politiche e azioni attraverso la raccolta di feedback dai clienti e la valutazione della percezione dei consumatori rispetto ai propri brand.
Anche per l’anno 2025 è stato analizzato il numero di reclami delle tre società più rappresentative delle Linee di business Batterie, Materie plastiche e Mobilità sostenibile, rispettivamente le società controllate FIB, Seri Plast e Menarini.
Rispetto all’anno precedente, nel 2025 si evidenzia un andamento stabile dei reclami in rapporto alle componenti vendute nei segmenti Cassette e coperchi e Idrotermosanitario della Linea di business Materie plastiche e nel segmento Batterie al piombo della Linea di business Batterie. I segmenti Compound e Batterie al litio mostrano un incremento fisiologico dovuto rispettivamente all’introduzione di nuove formulazioni di polimeri e alla messa a regime dei nuovi prodotti del sito di Teverola.
Relativamente alla Linea di business Mobilità sostenibile, nel 2025 la rete capillare di centri di assistenza autorizzati, presenti su tutto il territorio nazionale, ha gestito oltre 950 autobus, operativi in tutte le regioni d’Italia. L’andamento dei reclami si è mantenuto complessivamente stabile, nonostante l’incremento dell’età del parco circolante.
In linea con gli anni passati, anche nel 2025 non sono stati registrati reclami relativi alla sicurezza o alla non conformità alle normative e ai regolamenti di riferimento.
Seri Industrial promuove una governance solida e responsabile che sia in grado di pianificare, realizzare e monitorare gli indirizzi strategici del Gruppo nel medio-lungo periodo, incoraggiando comportamenti etici e trasparenti nell’organizzazione e lungo tutta la catena del valore. In coerenza con tale impostazione, dall’analisi di doppia materialità è emersa la rilevanza della diffusione e condivisione di regole e principi con gli stakeholder, sia interni sia esterni, quali leve per un impatto positivo generato da parte del Gruppo.
Il Codice Etico esprime i principi di etica aziendale che il Gruppo riconosce come fondamentali per l’identità e la cultura aziendale delle proprie società. Esso si applica a tutti i componenti degli organi sociali, ai dipendenti, ai collaboratori e, più in generale, a chiunque operi in nome e per conto dell’azienda. Inoltre, il Codice costituisce parte integrante dei rapporti contrattuali con le controparti commerciali.
Seri Industrial ha adottato diverse politiche di gruppo, tra cui la Politica sui Diritti Umani, la Politica Ambiente, Energia, Salute e Sicurezza sul lavoro, la Politica Acquisti e il Codice Etico Fornitori, che mirano a creare un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e rispettoso dei diritti umani. A tali strumenti si affiancano la Politica Anti-Corruzione, il Modello 231 e il canale di Whistleblowing, che costituiscono i pilastri del sistema di prevenzione e controllo in materia di corruzione.
Per quanto riguarda il ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo (ESRS 2 GOV-1), si rimanda al paragrafo “Governance della sostenibilità”.
Di seguito si riportano i risultati di Gruppo del processo di doppia materialità per le tematiche relative alla “Condotta delle imprese”, con il dettaglio degli IRO materiali individuati che hanno guidato l’elaborazione della presente sezione.
ESRS | SOTTOTEMA | IRO | TIPO | GESTIONE IRO |
G1 Condotta delle imprese | Cultura di impresa | Sensibilizzazione e diffusione dei principi dell’azienda con stakeholder interni ed esterni | Impatto positivo effettivo | Il Gruppo incentiva e promuove la diffusione di una cultura di impresa improntata all’integrità e all’etica sia all’interno del Gruppo attraverso iniziative di formazione del personale dipendente che all’esterno, presso i principali partner commerciali, mediante l’impegno di quest’ultimi al rispetto di clausole etiche previste nei relativi contratti. |
Danni al sistema economico derivanti da mancata compliance societaria | Impatto negativo potenziale | Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi (“SCIGR”) del Gruppo, e in particolare il costante monitoraggio dell’evoluzione normativa e regolamentare, assicurano una gestione efficace e un controllo affidabile sulle attività svolte in ambito aziendale. Il Gruppo, inoltre, assicura un rapporto costante con gli azionisti e gli investitori istituzionali, al fine di accrescere il relativo livello di comprensione circa le attività svolte dal Gruppo. | ||
Violazioni di leggi | Rischio | Il Gruppo è esposto a rischi derivanti da potenziali condotte illegali o illecite e da violazioni di legge o regolamenti che potrebbero comportare perdite economico-finanziarie e sanzioni amministrative. Grazie all’adozione di programmi di compliance, il Gruppo garantisce una maggiore integrità etica. | ||
G1 Condotta delle imprese | Gestione dei rapporti con i fornitori | Pratiche ambientali non sostenibili da parte dei fornitori | Impatto negativo potenziale | Il Gruppo si impegna a monitorare le performance dei fornitori, anche in ottica ESG, attraverso un processo strutturato che copre l’intero ciclo di relazione. Tale processo prevede una fase preventiva di qualifica, basata sulla somministrazione di questionari di valutazione, e un monitoraggio continuo lungo tutto il rapporto commerciale, al fine di garantire il rispetto degli standard richiesti e promuovere il miglioramento continuo. |
Danni reputazionali dovuti a pratiche non sostenibili da parte dei fornitori | Rischio | L’adozione da parte dei fornitori di pratiche non sostenibili, riconducibili alla mancata integrazione di principi ESG nelle proprie attività, potrebbe esporre il Gruppo a danni reputazionali. Il Gruppo, pertanto, promuove attivamente presso i propri partner commerciali l’adozione delle migliori pratiche in termini di governance, diritti umani e tutela ambientale, attraverso l’inserimento di specifiche clausole contrattuali che prevedono di rispettare gli standard e i principi del Gruppo. | ||
Rischi legati all’aumento dei costi o indisponibilità delle materie prime | Rischio | L’attuale contesto macroeconomico e geopolitico, caratterizzato da instabilità e incertezze legate al protrarsi dei conflitti internazionali, alle tensioni commerciali, nonché la concentrazione di materie prime critiche in Paesi con sistemi di governance e regolamentazione limitati, potrebbero esporre il Gruppo a rischi di interruzioni della catena di approvvigionamento e di aumento dei costi di produzione, a causa dell’elevata volatilità e dei possibili aumenti dei prezzi delle materie prime. | ||
G1 Condotta delle imprese | Corruzione attiva e passiva | Pratiche non etiche e comportamenti illeciti nella condotta aziendale | Impatto negativo potenziale | Il Gruppo adotta una politica di tolleranza zero nei confronti della corruzione, in qualsiasi forma, sia diretta sia indiretta. Tale impegno è riflesso nella Politica Anti-Corruzione e supportato da specifici programmi di compliance, tra cui il Modello 231. Inoltre, il Gruppo promuove programmi di formazione periodica sui temi dell’etica e dell’integrità, con l’obiettivo di diffondere una cultura aziendale improntata alla trasparenza e al rispetto delle regole. |
Seri Industrial ha implementato un sistema che si fonda su modelli di compliance volti a garantire un elevato standard etico. La Società e le sue controllate aventi rilevanza strategica hanno ottenuto il rating di legalità attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), volto alla promozione di principi di comportamento etico in ambito aziendale e indicativo del rispetto della legalità nella gestione del proprio business. Il punteggio ottenuto conferma e sottolinea l’impegno del Gruppo ad adottare principi di comportamento etico in ambito aziendale.
Le principali politiche attraverso cui Seri Industrial esprime e diffonde la propria cultura d’impresa sono illustrate nei capitoli precedenti, “Sostenibilità Ambientale” e “Sostenibilità Sociale”.
Nel presente capitolo, si fornisce un approfondimento del Codice Etico di Gruppo, della Politica per la gestione del dialogo con la generalità degli investitori e degli operatori di mercato e del canale di Whistleblowing, nonché delle principali iniziative messe in atto per dare attuazione agli impegni declinati in tali politiche.
Codice Etico
La condivisione e la diffusione delle regole e dei principi aziendali nei confronti degli stakeholder, sia interni sia esterni, trovano nel Codice Etico il principale strumento di riferimento, in quanto esso esprime gli impegni e le responsabilità etiche che orientano la gestione delle attività operative.
Il Codice Etico definisce, in particolare, i valori e i principi di comportamento cui tutti i destinatari sono tenuti a conformarsi, ribadendo, tra l’altro, l’impegno al rispetto dei principi sanciti dalla Carta internazionale dei Diritti dell’Uomo, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite (ONU), dalle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), nonché dagli standard internazionalmente applicabili in relazione alle aspettative degli stakeholder.
In particolare, viene ribadito, tra l’altro, l’impegno a:
• operare eticamente, attraverso comportamenti ispirati a trasparenza, buona fede, correttezza, onestà e imparzialità;
• rispettare la Costituzione, le leggi, i regolamenti, i diritti umani e gli standard internazionali;
• garantire la trasparenza nelle informazioni fornite all’esterno, tenuto conto dei diritti alla riservatezza;
• tutelare la salute e la sicurezza di tutti i soggetti interessati, attraverso la promozione di una cultura basata sulla logica della prevenzione e sull’esigenza di gestire con efficacia i rischi professionali;
• rispettare i diritti umani, evitando qualsiasi forma di discriminazione, ritorsione, intimidazione, mobbing e stalking;
• gestire le proprie attività nel rispetto dell’ambiente, in linea con l’obiettivo di realizzare uno sviluppo sostenibile;
• tutelare il patrimonio culturale e paesaggistico.
Al fine di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dello stesso, Seri Industrial e le tre società controllate a rilevanza strategica - FIB, Seri Plast e Menarini - hanno nominato l’Organismo di Vigilanza quale gestore del canale delle segnalazioni interne.
Il Codice Etico è pubblicato sul sito web aziendale, accessibile a tutti gli stakeholder, e sulla intranet aziendale.
La Politica e le informazioni dedicate agli investitori sono disponibili su apposite Sezioni (Investor Relations e Governance) del sito web aziendale (www.seri-industrial.it).
Canale Whistleblowing e segnalazioni degli stakeholder
La Società e le tre società controllate a rilevanza strategica (FIB, Seri Plast e Menarini) hanno implementato un sistema di segnalazione di illeciti (c.d. “Whistleblowing”), regolato dalla Procedura Segnalazioni, attraverso il quale è possibile segnalare ogni violazione o sospetto di violazione che costituisca illecito amministrativo, contabile, civile o penale, atti o omissioni riguardanti normative nazionali o che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea, in linea con quanto previsto dal Decreto Legislativo del 10 marzo 2023, n. 24 (il “D.lgs. 24/2023”), ivi comprese quelle del Codice Etico, del Modello 231 e, più in generale, del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi della Società e delle sue principali controllate.
La Procedura Segnalazioni, di cui se ne riscontra l’utilizzo, è stata aggiornata il 13 gennaio 2026 per gestire le segnalazioni secondo quanto previsto dalla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022. In particolare, sono istituiti canali informativi interni idonei a garantire la ricezione, l’analisi e il trattamento di segnalazioni relative a qualsiasi forma di discriminazione e/o episodio di mobbing, molestia, violenza nonché violazione del Sistema di Gestione della Parità di Genere.
La piattaforma a livello di Gruppo, accessibile dall’indirizzo https://seri-industrial.it/segnalazioni/, pubblicata sul sito web di Seri Industrial e delle società controllate, consente di inviare le segnalazioni nelle seguenti modalità:
• comunicazione verbale;
• in forma scritta, tramite posta ordinaria/posta elettronica;
• via internet, con possibilità di utilizzo di un apposito form.
Le segnalazioni possono essere effettuate da tutti gli stakeholder, interni ed esterni, anche in forma anonima, garantendo la tutela della riservatezza e la tutela contro ogni forma di ritorsione.
La gestione del canale di whistleblowing è affidata al Gestore del canale di segnalazione interna e, in caso di presunte violazioni del Modello e/o del Codice Etico, all’Organismo di Vigilanza, che ricevono e analizzano la segnalazione, assicurando le necessarie attività di verifica e garantendo un trattamento omogeneo, nel rispetto delle politiche aziendali e della normativa di riferimento. Qualora, la segnalazione riguardi presunte violazioni del Sistema di Gestione per la Parità di Genere, il Diversity Manager, unitamente al Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità istituito in capo alla Capogruppo, gestisce la segnalazione prevista dalla prassi di riferimento e procede agli accertamenti e alle verifiche, ferma la competenza dell’Organismo di Vigilanza e/o del Gestore del canale di segnalazione interna per le materie loro affidate dalla legge. Per le segnalazioni di qualsiasi altra natura non di competenza dell’Organismo di Vigilanza o del Gestore del canale di segnalazione interna, dopo aver ricevuto il consenso da parte del segnalante, le stesse vengono indirizzate agli enti aziendali interni competenti
Il Gestore del canale di segnalazione interna e/o l’Organismo di Vigilanza e/o il Diversity Manager (unitamente al Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità) assicurano il monitoraggio di tutte le segnalazioni ricevute tramite il canale di whistleblowing, attraverso i seguenti flussi informativi:
• al Presidente del Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial o della società controllata e al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità di Seri Industrial, con finalità statistica, evidenziando tutte le segnalazioni ricevute e il relativo stato di avanzamento;
• al Presidente del Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial o della società controllata, all’Amministratore Delegato di Seri Industrial o della società controllata, all’Amministratore incaricato del Sistema di Controllo Interno e Gestione Rischi di Seri Industrial, al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità della Capogruppo, a eventuali direttori/responsabili di funzione interessati, nel caso di attivazione di un audit.
A seguito dell’aggiornamento della Procedura Segnalazioni, a gennaio 2026, sono state avviate specifiche sessioni di formazione ai dipendenti, finalizzate alla diffusione della conoscenza del canale whistleblowing.
I fornitori rappresentano partner indispensabili per progredire in maniera sostenibile nel contesto in cui il Gruppo opera. Per creare processi sostenibili, innovativi e circolari la collaborazione con i fornitori rappresenta un fattore chiave per massimizzare i vantaggi economici, produttivi, sociali e ambientali della transizione.
Oltre a garantire i necessari standard qualitativi, le prestazioni dei fornitori devono essere allineate con l’impegno del Gruppo ad adottare le migliori pratiche in termini di governance, diritti umani e ambiente. I criteri che regolano le pratiche di acquisto vengono rivisti periodicamente, in modo da garantirne l’allineamento alle politiche di condotta e all’evoluzione dei requisiti ESG rilevanti per il Gruppo. In particolare, con riferimento alla fase contrattuale, il Gruppo include specifiche clausole che richiedono ai fornitori di prendere atto e conformarsi ai principi del Codice Etico, alle politiche ESG (Codice Etico Fornitori, Politica Acquisti, Politica sui Diritti Umani, Politica Anti-Corruzione, Politica Ambiente, Energia, Salute e Sicurezza sul lavoro), nonché al Modello 231. Tra i principi figurano: Legittimità e integrità, Trasparenza, Lealtà e conflitto d’interessi, Anti-corruzione, Concorrenza leale e conformità antitrust, Sostenibilità e Responsabilità Sociale d’Impresa.
La gestione sostenibile della catena di fornitura è trattata in modo specifico nel Codice Etico Fornitori e nella Politica Acquisti, pubblicate sul sito internet della Società, affinché siano pienamente accessibili alla generalità del pubblico. Con tali documenti, il Gruppo intende accompagnare i propri fornitori verso un approccio al business sempre più sostenibile. In particolare, le tematiche su cui si sofferma il Codice Etico Fornitori riguardano:
• il lavoro e i diritti umani: il Gruppo crede fermamente che la difesa e la valorizzazione dei diritti umani, in particolare in ambito lavorativo, sia prerogativa indispensabile per intraprendere qualsiasi relazione di carattere economico e commerciale. Questo principio si basa sulla tutela dei dipendenti, sia da parte del Gruppo Seri Industrial che da parte dei propri fornitori, i quali devono essere trattati con dignità e rispetto, garantendo che sul luogo di lavoro non subiscano molestie, trattamenti crudeli, violenze, intimidazioni, punizioni corporali, coercizioni fisiche o psicologiche, abusi verbali e discriminazioni;
• la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente: il Gruppo è consapevole dell’importanza della salvaguardia dell’ambiente e per questo si impegna nella tutela delle risorse naturali e fa propri, nelle scelte strategiche e nei processi aziendali, i principi di sostenibilità ambientale nel breve, medio e lungo periodo;
• l’etica e l’integrità del business: nel Gruppo Seri Industrial si agisce in maniera responsabile e si lavora con il massimo impegno attenendosi a principi rigorosi di etica, lealtà e correttezza professionale. Il Gruppo opera in un quadro di concorrenza leale con onestà, integrità, correttezza e buona fede, nel rispetto dei legittimi interessi degli azionisti, dei dipendenti, dei clienti, dei partner commerciali e finanziari e delle collettività e comunità locali in cui il Gruppo è presente con le proprie attività.
Il Codice Etico Fornitori si ispira ai principi stipulati nelle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), nella Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e nei Dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite.
Il Gruppo gestisce la propria catena di fornitura attraverso un sistema strutturato di selezione e qualifica dei fornitori, che mira a garantire il rispetto di criteri qualitativi, economici e sostenibili. Il processo di qualificazione prevede la compilazione di un questionario da parte dei fornitori che include temi tecnici dettagliati e criteri ESG. In particolare, tra i requisiti richiesti figurano: sistemi di gestione certificati, controllo della supply chain, monitoraggio delle risorse ambientali, cultura e formazione in materia cybersecurity. I criteri per valutazione e selezione dei fornitori sono dettati dalle specificità e dalle caratteristiche di ciascun business del Gruppo.
Nel corso del 2025, il sistema di qualificazione è stato ulteriormente rafforzato con l’integrazione di criteri di parità di genere, promuovendo una maggiore attenzione ai temi di inclusione e pari opportunità lungo la supply chain.
Oltre agli aspetti ESG, il Gruppo esegue anche verifiche economico-finanziarie per valutare l’affidabilità dei fornitori. Per categorie merceologiche strategiche o ad alto rischio, vengono condotti audit on-site preliminari presso le sedi o i cantieri del fornitore, eseguiti da staff di auditing o commissionato a professionisti qualificati. Tali audit hanno lo scopo di verificare il livello di compliance del potenziale fornitore e di prevenire potenziali casistiche di “business interruption”. Dove possibile e strategico, il Gruppo preferisce fornitori alternativi per ridurre i rischi di dipendenza da un singolo fornitore. Qualora le analisi e le valutazioni complessive diano esito positivo, i fornitori sono qualificati e possono partecipare alle procedure di approvvigionamento del Gruppo.
Il Gruppo monitora periodicamente il mantenimento dei requisiti di qualifica e la performance dei fornitori durante l’intero rapporto commerciale, al fine di garantire la disponibilità dei materiali per le fasi produttive e avere adeguate garanzie per il rispetto del time to market previsto, permettendo una pianificazione puntuale della produzione.
L’obiettivo principale della funzione acquisti è quello di promuovere le best practice e di acquistare servizi e beni per un efficace ed efficiente funzionamento delle società, assicurando il miglior valore di mercato, qualità, puntualità nella consegna, innovazione, rispetto delle normative locali e internazionali e delle procedure interne.
Per lo svolgimento delle proprie attività, il Gruppo si avvale del contributo di imprese localizzate in oltre 30 Paesi del mondo, che forniscono beni e servizi essenziali per i processi industriali delle società.
Di seguito si evidenzia la percentuale degli acquisti 2025 del Gruppo, suddivisa per “domestic market” e “international market”.
RIPARTIZIONE GEOGRAFICA DELLA CATENA DI FORNITURA DEL GRUPPO
Nel 2025, il 62% dei fornitori ha sede legale in Italia e il 38% all’estero. La significativa incidenza di fornitori nazionali rappresenta un elemento abilitante in termini di maggiore presidio e tempestivo intervento lungo la catena di fornitura, contribuendo alla mitigazione dei rischi connessi a possibili opacità operative o a contesti normativi esteri.
Gli approvvigionamenti di beni e servizi dall’estero risultano prevalentemente concentrati in Paesi dell’Unione Europea, in particolare Francia, Germania, Polonia e Spagna. Tale orientamento riflette la volontà di valorizzare il tessuto industriale europeo e di contribuire al rafforzamento della competitività delle imprese dell’Unione a livello globale.
La strategia si inserisce, inoltre, nel più ampio contesto delle politiche industriali europee volte a promuove l'autonomia strategica e la cooperazione tra Stati membri, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei e sostenendo, al contempo, lo sviluppo di un ecosistema favorevole all’innovazione e alla crescita sostenibile.
RIPARTIZIONE GEOGRAFICA DELLA CATENA DI FORNITURA PER LINEA DI BUSINESS - 2025
Il 2025 ha visto l’estensione di alcuni progetti in materia di packaging ritornabili e riutilizzabili in sostituzione di soluzioni monouso, in collaborazione con fornitori e partner logistici. L’adozione di tali modelli consente di ridurre la produzione di rifiuti da imballaggio, quali carta, cartone e pellicola estensibile, di prolungare il ciclo di vita dei materiali e di favorire una gestione più efficiente delle risorse, in linea con i principi di prevenzione e riuso. L’iniziativa rappresenta inoltre un fattore abilitante per il contenimento delle emissioni indirette legate al trasporto e alla produzione di nuovi imballaggi.
Con riferimento ai processi di pagamento dei fornitori, incluse le PMI, il Gruppo si impegna a garantire la puntualità dei pagamenti e a rafforzare le relazioni commerciali, attraverso anche una struttura organizzativa della tesoreria accentrata a livello di Capogruppo. Sebbene il Gruppo non disponga di linee guida specifiche in merito alle prassi di pagamento, queste sono stabilite nei contratti con i fornitori, i quali prevedono termini di pagamento specifici, chiari e trasparenti fin dall’inizio del rapporto commerciale. I termini di pagamento, che possono variare in base alla negoziazione, vengono concordati e rispettati in modo da evitare qualsiasi incertezza o ritardo.
|ESRS G1-3 | ESRS G1-4 |
Dalle risultanze dell’analisi di doppia materialità, la tematica della corruzione attiva e passiva è emersa come materiale ove si verificassero comportamenti illeciti in tal senso nella condotta aziendale, con annessi potenziali rischi di non-compliance alla normativa anticorruzione e/o normativa penale d’impresa (D. Lgs. 231/2001).
Pertanto, in materia di responsabilità amministrativa a carico delle società, prevista dal D. Lgs. 231/2001, Seri Industrial e le società controllate con rilevanza strategica, FIB, Seri Plast e Menarini, hanno da anni adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo conforme ai requisiti del Decreto, aggiornato costantemente in base al quadro normativo di riferimento e al contesto organizzativo vigente. Il Modello 231 è strutturato in una Parte Generale, che comprende una disamina della disciplina contenuta nel Decreto, dei reati rilevanti per le società del Gruppo e delle modalità di adozione ed attuazione del Modello, e in una Parte Speciale, che indica i processi aziendali e le corrispondenti attività sensibili ai sensi del Decreto, nonché i principi e gli schemi di controllo interno a presidio di tali attività.
Le società hanno predisposto procedure dettagliate per prevenire, individuare e gestire incidenti riguardanti la condotta dell’impresa, inclusi casi di corruzione attiva e passiva. Queste procedure sono parte integrante del Modello 231 e includono, tra le altre:
• la procedura di gestione degli omaggi, sponsorizzazioni e liberalità, che stabilisce che tali atti devono essere mossi esclusivamente da puro spirito liberale, al fine di promuovere i valori della Società e del Gruppo Seri Industrial e la loro immagine nel sociale. È vietato promettere o offrire denaro, benefici, favori, agevolazioni di assunzione o altre utilità a soggetti appartenenti alla Pubblica Amministrazione;
• la procedura per la gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, che definisce le regole per interagire con enti pubblici, nel pieno rispetto delle leggi, dei regolamenti e del Codice Etico. Include norme generali di comportamento, l’attribuzione formale delle deleghe e la tracciabilità delle interazioni con la Pubblica Amministrazione.
Tali procedure consentono di applicare misure preventive specifiche per le aree e le relative funzioni maggiormente a rischio.
I Modelli 231 della Società e delle controllate prevedono specifici flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza, che è incaricato di valutare i comportamenti potenzialmente a rischio, inclusi quelli relativi ai reati di corruzione. L’Organismo di Vigilanza provvede a fornire al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità un’informativa semestrale avente come oggetto le attività di verifica poste ai sensi del D.Lgs. 231/2001, le eventuali criticità emerse e le relative azioni (per ulteriori dettagli, si rimanda al capitolo “Governance della sostenibilità”, paragrafo “Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi”).
Nel corso del 2025, il Gruppo ha avviato un’attività di risk assessment e gap analysis finalizzata all’aggiornamento del Modello 231 e della relativa documentazione, con il supporto di consulenti esterni. Le attività comprendono un’analisi dell’organizzazione aziendale, delle funzioni e dei processi operativi, al fine di individuare le aree e le attività a rischio di commissione dei reati presupposto, con valutazione dei presidi di controllo esistenti e definizione delle azioni di adeguamento necessarie.
La tematica dell’anticorruzione è trattata, oltre che dal Codice Etico, dalla Politica Anti-corruzione, i cui contenuti esplicitano l’impegno del Gruppo nel favorire impatti positivi in termini di prevenzione della corruzione e di comportamenti illeciti nella condotta aziendale. La Politica, approvata dal Consiglio di Amministrazione il 4 ottobre 2022, fornisce indicazioni e regole di condotta per garantire che gli organi sociali delle società del Gruppo, tutti i managers e i dipendenti, nonché i collaboratori e i terzi in rapporti di affari con il Gruppo agiscano con il massimo livello di integrità personale e professionale. La Politica stabilisce l’obbligo di rispettare le leggi anticorruzione, evitare pratiche o comportamenti con finalità corruttive, identificare e segnalare qualsiasi problema legato alla corruzione. La Politica copre aspetti chiave come la gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, la gestione di omaggi, sponsorizzazioni e liberalità, i conflitti di interesse, gli adempimenti in materia di bilanci e di delibere sociali in applicazione del D. Lgs. 231/01, le relazioni d’affari con i nuovi clienti, gli accordi di partnership e joint venture. La Politica, infine, richiama le modalità di segnalazione di eventuali comportamenti corruttivi e le tutele previste per i segnalanti, in conformità con quanto previsto dalla Procedura Segnalazioni.
In relazione ai processi, alle procedure e ai meccanismi in essere, la funzione di Internal Audit svolge attività di audit sull’adeguatezza del sistema di controllo interno, inclusi controlli sul disegno e sull’efficacia operativa delle procedure sopra citate, nell’ambito del proprio programma annuale di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione.
Nel corso del 2025, è proseguita l’attività di formazione e comunicazione sul Modello 231 vigente, coinvolgendo le società del Gruppo. Le sessioni di formazione hanno interessato undici dipendenti, con una media pro capite di 1,3 ore, e sono state rivolte in via prioritaria al personale operante in funzioni identificate come maggiormente esposte a rischio, in relazione alle attività sensibili mappate dal Modello 231, in particolare in ambito ambientale, salute e sicurezza, includendo anche il personale operante negli stabilimenti. Inoltre, a gennaio 2026, è proseguita l’attività formativa sul meccanismo di whistleblowing, per le segnalazioni previste dalla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022.
Per l’informativa relativa alla formazione impartita ai membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo si rimanda al capitolo “Governance della sostenibilità”, paragrafo “Il Consiglio di Amministrazione”.
Nel corso del 2025 e fino alla data di approvazione della presente Rendicontazione consolidata di sostenibilità non si sono registrate condanne per corruzione attiva o passiva.
Per valutare i progressi rispetto agli impegni delle proprie politiche, la Società utilizza indicatori qualitativi e quantitativi, quali i risultati dell’attività di audit e delle valutazioni del rischio, il numero e la tipologia delle segnalazioni ricevute, la partecipazione alla formazione e l’esistenza di procedimenti giudiziari pendenti relativi a tematiche di corruzione. Queste misure consentono di verificare l’adeguatezza e l’efficacia delle politiche interne, promuovendo una cultura aziendale basata sull’etica e sulla responsabilità.
La documentazione relativa alle politiche e ai sistemi in materia di anticorruzione è disponibile sul sito internet della Società e delle controllate con rilevanza strategica.
La Rendicontazione consolidata di Sostenibilità è stata redatta in conformità alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) ed è parte della Relazione Annuale Integrata, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial S.p.A. il 17 aprile 2026, si compone - infatti - della Relazione sulla Gestione (integrata sia dell’informativa finanziaria che della rendicontazione di sostenibilità, che include anche l’informativa sulla Tassonomia dell’Unione Europea come prevista dal Regolamento UE 852/2020), del Bilancio Consolidato e del Bilancio d’esercizio di Seri Industrial S.p.A.
Le informazioni quantitative 2025 sono state individuate a valle dell’analisi di materialità e sono raccolte su base annuale, a eccezione dei casi di acquisizioni societarie avvenute nel corso dell’anno di rendicontazione, dove le informazioni riportate riguardano solo i mesi di effettiva competenza; eventuali ambiti di esclusione sono stati indicati direttamente nei capitoli specifici.
Nell’ambito della Rendicontazione di Sostenibilità, al fine di garantire una rappresentazione completa e trasparente delle informazioni, sono inoltre segnalate eventuali stime o assunzioni utilizzate, nonché possibili limitazioni nella disponibilità dei dati. I dati 2025 costituiscono la migliore valutazione possibile con i dati disponibili al momento della redazione del presente prospetto. Non si riportano inoltre errori (e relative correzioni) da segnalare rispetto all’informativa 2024.
Per quanto riguarda i Minimun Disclosure Requirements (MDR) relativi alle politiche, azioni, target e metriche questi sono approfonditi all’interno dei singoli capitoli tematici.
Al fine di agevolare la consultazione del documento, alcune informazioni sono inoltre fornite mediante rinvio ad altre sezioni della Rendicontazione, con esplicita indicazione dell’elemento specifico di riferimento informativo ESRS.
Standard | Trasversale/ | Disclosure requirement | Paragrafo | |||
ESRS 2 | Informazioni generali | BP-1 | Generale | Criteri generali per la redazione delle rendicontazioni sulla sostenibilità | - Informazioni generali: Base di preparazione | |
ESRS 2 | BP-1 | Informativa in relazione a circostanze specifiche | - Informazioni generali: Base di preparazione (Informativa in relazione a circostanze specifiche) | |||
ESRS 2 | GOV-1 | Governance (GOV) | Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo | - Informazioni generali: Governance della sostenibilità | ||
ESRS 2 | GOV-2 | Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell’impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate | - Informazioni generali: Processo e risultati dell'analisi di doppia materialità - Informazioni generali: Governance della sostenibilità | |||
ESRS 2 | GOV-3 | Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione | - Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione) | |||
ESRS 2 | GOV-4 | Dichiarazione sul dovere di diligenza | - Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Dichiarazione sul dovere di diligenza) | |||
ESRS 2 | GOV-5 | Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità | - Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi) | |||
ESRS 2 | SBM-1 | Strategia (SBM) | Strategia, modello aziendale e catena del valore | - Informazioni generali: Strategia, modello di business e catena del valore | ||
ESRS 2 | SBM-2 | Interessi e opinioni dei portatori di interessi | - Informazioni generali: Coinvolgimento degli stakeholder | |||
ESRS 2 | SBM-3 | Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale | - Informazioni generali: Processo e risultati dell’analisi di doppia materialità | |||
ESRS 2 | IRO-1 | Gestione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) | Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti | - Informazioni generali: Processo e risultati dell’analisi di doppia materialità | ||
ESRS 2 | IRO-2 | Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della rendicontazione sulla sostenibilità dell’impresa | - Appendice: Nota Metodologica della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, Indice dei contenuti ESRS, Elenco dei data points negli standard trasversali e tematici che derivano da altre normative dell’UE | |||
ESRS 2 | MDR-P | Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti | - Sezioni “Politiche” in tutti i capitoli tematici | |||
ESRS 2 | MDR-A | Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti | - Sezioni “Azioni” in tutti i capitoli tematici | |||
ESRS 2 | MDR-M | Metriche e obiettivi (MT) | Metriche relative a questioni di sostenibilità rilevanti | - Sezioni “Metriche e obiettivi” in tutti i capitoli tematici | ||
ESRS 2 | MDR-T | Monitoraggio dell’efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi | - Sezioni “Metriche e obiettivi” in tutti i capitoli tematici | |||
ESRS E1 | Cambiamento climatico | GOV-3 | Governance (GOV) | Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione | - Cambiamento climatico - Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione) | |
ESRS E1 | E1-1 | Strategia (SBM) | Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici | - Cambiamento climatico: Strategia | ||
ESRS E1 | SBM-3 | Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale | - Cambiamento climatico: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi ai cambiamenti climatici | |||
ESRS E1 | IRO-1 | Gestione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) | Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima | - Cambiamento climatico: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi ai cambiamenti climatici | ||
ESRS E1 | E1-2 | Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi | - Cambiamento climatico: Politiche | |||
ESRS E1 | E1-3 | Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici | - Cambiamento climatico: Azioni | |||
ESRS E1 | E1-4 | Metriche e obiettivi (MT | Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi | - Cambiamento climatico: Obiettivi | ||
ESRS E1 | E1-5 | Consumo di energia e mix energetico | - Cambiamento climatico: Metriche (Consumi di energia) | |||
ESRS E1 | E1-6 | Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES | - Cambiamento climatico: Metriche (Emissioni) | |||
ESRS E2 | Inquinamento | IRO-1 | Gestione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) | Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all’inquinamento | - Inquinamento: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all’inquinamento | |
ESRS E2 | E2-1 | Politiche relative all’inquinamento | - Inquinamento: Politiche | |||
ESRS E2 | E2-2 | Azioni e risorse connesse all’inquinamento | - Inquinamento: Azioni | |||
ESRS E2 | E2-3 | Metriche e obiettivi (MT) | Obiettivi connessi all’inquinamento | - Inquinamento: Metriche e obiettivi | ||
ESRS E2 | E2-4 | Inquinamento di aria, acqua e suolo | - Inquinamento: Metriche e obiettivi | |||
ESRS E4 | Biodiversità ed ecosistemi | E4-1 | Strategia (SBM) | Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel modello aziendale | - Biodiversità: Strategia | |
ESRS E4 | SBM-3 | Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale | - Biodiversità: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla biodiversità | |||
ESRS E4 | IRO-1 | Gestione degli impatti, | Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi | - Biodiversità: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla biodiversità | ||
ESRS E4 | E4-2 | Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi | - Biodiversità: Politiche | |||
ESRS E4 | E4-3 | Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi | - Biodiversità: Azioni | |||
ESRS E4 | E4-4 | Metriche e obiettivi (MT) | Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi | - Biodiversità: Metriche e obiettivi | ||
ESRS E5 | Uso delle risorse ed economia circolare | IRO-1 | Gestione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) | Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all’uso delle risorse e all’economia circolare | - Uso delle risorse ed economia circolare: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all’uso delle risorse e all’economia circolare | |
ESRS E5 | E5-1 | Politiche relative all’uso delle risorse e all’economia circolare | - Uso delle risorse ed economia circolare: Politiche | |||
ESRS E5 | E5-2 | Azioni e risorse relative all’uso delle risorse e all’economia circolare | - Uso delle risorse ed economia circolare: Azioni | |||
ESRS E5 | E5-3 | Metriche e obiettivi (MT) | Obiettivi relativi all’uso delle risorse e all’economia circolare | - Uso delle risorse ed economia circolare: Metriche e obiettivi | ||
ESRS E5 | E5-5 | Flussi di risorse in uscita | - Uso delle risorse ed economia circolare: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | Forza lavoro propria | SBM-2 | Strategia (SBM) | Interessi e opinioni dei portatori d’interessi | - Persone del Gruppo: Strategia | |
ESRS S1 | SBM-3 | Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale | - Persone del Gruppo: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla forza lavoro propria | |||
ESRS S1 | S1-1 | Gestione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) | Politiche relative alla forza lavoro propria | - Persone del Gruppo: Politiche | ||
ESRS S1 | S1-2 | Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti | - Persone del Gruppo: Coinvolgimento della propria forza lavoro e canali di dialogo | |||
ESRS S1 | S1-3 | Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni | - Persone del Gruppo: Coinvolgimento della propria forza lavoro e canali di dialogo | |||
ESRS S1 | S1-4 | Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni | - Persone del Gruppo: Azioni | |||
ESRS S1 | S1-5 | Metriche e obiettivi (MT) | Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | ||
ESRS S1 | S1-6 | Caratteristiche dei dipendenti dell’impresa | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-7 | Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell’impresa | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-8 | Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-9 | Metriche della diversità | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-10 | Salari adeguati | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-13 | Metriche di formazione e sviluppo delle competenze | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-14 | Metriche di salute e sicurezza | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-15 | Metriche dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-16 | Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale) | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S1 | S1-17 | Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani | - Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | |||
ESRS S4 | Consumatori e utenti finali | SBM-2 | Strategia (SBM) | Interessi e opinioni dei portatori d’interessi | - Consumatori e utilizzatori finali: Strategia | |
ESRS S4 | SBM-3 | Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale | - Consumatori e utilizzatori finali: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi ai consumatori e agli utilizzatori finali | |||
ESRS S4 | S4-1 | Gestione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) | Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali | - Consumatori e utilizzatori finali: Politiche | ||
ESRS S4 | S4-2 | Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti | - Consumatori e utilizzatori finali: Coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali | |||
ESRS S4 | S4-3 | Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni | - Consumatori e utilizzatori finali: Processi di rimedio e canali di segnalazione | |||
ESRS S4 | S4-4 | Interventi su impatti rilevanti per i consumatori e gli utilizzatori finali e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori finali, nonché efficacia di tali azioni | - Consumatori e utilizzatori finali: Azioni | |||
ESRS S4 | S4-5 | Metriche e obiettivi (MT) | Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti | - Consumatori e utilizzatori finali: Metriche e obiettivi | ||
ESRS G1 | Condotta delle | GOV-1 | Governance (GOV) | Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo | - Informazioni generali: Governance della sostenibilità | |
ESRS G1 | IRO-1 | Gestione degli impatti, | Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti | - Governance: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla condotta delle imprese | ||
ESRS G1 | G1-1 | Politiche in materia di cultura d’impresa e condotta delle imprese | - Governance: Politiche | |||
ESRS G1 | G1-2 | Gestione dei rapporti con i fornitori | - Governance: Gestione dei rapporti con i fornitori | |||
ESRS G1 | G1-3 | Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva | - Governance: Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva | |||
ESRS G1 | G1-4 | Metriche e obiettivi (MT) | Casi accertati di corruzione attiva o passiva | - Governance: Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva | ||
ESRS G1 | G1-5 | Influenza politica e attività di lobbying | - Governance: Influenza politica e attività di lobbying | |||
Disclosure Requirement | Data Point | Riferimento | Riferimento terzo pilastro | Riferimento | Riferimento | Paragrafo | Non materiale indicato con “X” nella tabella |
ESRS 2 GOV-1 | 21 d | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 13 |
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione (5), allegato II |
| Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Il Consiglio di Amministrazione) |
|
ESRS 2 GOV-1 | 21 e |
|
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
| Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Il Consiglio di Amministrazione) |
|
ESRS 2 GOV-4 | 30 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 10 |
|
|
| Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Dichiarazione sul dovere di diligenza) |
|
ESRS 2 SBM-1 | 40 d i | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 4 | Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; | Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
| Informazioni generali: Strategia, modello di business e catena del valore |
|
ESRS 2 SBM-1 | 40d ii | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 9 |
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
| Informazioni generali: Strategia, modello di business e catena del valore |
|
ESRS 2 SBM-1 | 40 d iii | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 14 |
| Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818(7)e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 |
| Informazioni generali: Strategia, modello di business e catena del valore |
|
ESRS 2 SBM-1 | 40 d iv |
|
| Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 |
| Informazioni generali: Strategia, modello di business e catena del valore |
|
ESRS E1-1 | 14 |
|
|
| Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 | Cambiamento climatico: Strategia |
|
ESRS E1-1 | 16 g |
| Articolo 449 bis | Articolo 12, paragrafo 1, lettere a d) a g), e paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
| Cambiamento climatico: Strategia |
|
ESRS E1-4 | 34 | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 4 | Articolo 449 bis | Articolo 6 del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
| Cambiamento climatico: Strategia |
|
ESRS E1-5 | 38 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 e allegato I, tabella 2, indicatore n. 5 |
|
|
| Cambiamento climatico: Metriche (Consumi di energia) |
|
ESRS E1-5 | 37 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 |
|
|
| Cambiamento climatico: Metriche (Consumi di energia) |
|
ESRS E1-5 | 40-43 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 6 |
|
|
| Cambiamento climatico: Metriche (Consumi di energia) |
|
ESRS E1-6 | 44 | Allegato I, tabella 1, indicatori nn. 1 e 2 | Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua | Articolo 5, paragrafo 1, articolo 6 e articolo 8, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
| Cambiamento climatico: Metriche (Emissioni) |
|
ESRS E1-6 | 53-55 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 3 | Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento | Articolo 8, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
| Cambiamento climatico: Metriche (Emissioni) |
|
ESRS E1-7 | 56 |
|
|
| Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 |
| X |
ESRS E1-9 | 66 |
|
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 |
|
| X |
ESRS E1-9 | 66 a) |
| Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punti 46 e 47 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; modello 5: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico |
|
|
| X |
ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energetica | 67 c) |
| Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punto 34 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; Modello 2: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili – Efficienza energetica delle garanzie reali |
|
|
| X |
ESRS E1-9 | 69 |
|
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
|
| X |
ESRS E2-4 | 28 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 8; allegato I, tabella 2, indicatore n. 2; allegato 1, tabella 2, indicatore n. 1; allegato I, tabella 2, indicatore n. 3 |
|
|
| Inquinamento: Metriche e obiettivi |
|
ESRS E3-1 | 9 | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 7 |
|
|
|
| X |
ESRS E3-1 | 13 | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 8 |
|
|
|
| X |
ESRS E3-1 | 14 | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 |
|
|
|
| X |
ESRS E3-4 | 28 c) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.2 |
|
|
|
| X |
ESRS E3-4 | 29 | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.1 |
|
|
|
| X |
ESRS 2 IRO-1 – E4 | 16 a,i) | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 7 |
|
|
| Biodiversità: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla biodiversità |
|
ESRS 2 IRO-1 – E4 | 16 b) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 10 |
|
|
| Biodiversità: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla biodiversità |
|
ESRS 2 IRO-1 – E4 | 16 c) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 14 |
|
|
| Biodiversità: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla biodiversità |
|
ESRS E4-2 | 24 b) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 11 |
|
|
|
| X |
ESRS E4-2 | 24 c) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 |
|
|
|
| X |
ESRS E4-2 | 24 d) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 15 |
|
|
|
| X |
ESRS E5-5 | 37 d) | Allegato I, tabella 2, indicatore n. 13 |
|
|
| Uso delle risorse ed economia circolare: Metriche e obiettivi |
|
ESRS E5-5 | 39 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 9 |
|
|
| Uso delle risorse ed economia circolare: Metriche e obiettivi |
|
ESRS 2 – SBM3 – S1 | 14 f) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13 |
|
|
| Persone del Gruppo: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla forza lavoro propria |
|
ESRS 2 – SBM3 – S1 | 14 g) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 12 |
|
|
| Persone del Gruppo: Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla forza lavoro propria |
|
ESRS S1-1 | 20 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 |
|
|
| Persone del Gruppo: Politiche |
|
ESRS S1-1 | 21 |
|
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
| Persone del Gruppo: Politiche |
|
ESRS S1-1 | 22 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 11 |
|
|
| Persone del Gruppo: Politiche |
|
ESRS S1-1 | 23 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 1 |
|
|
| Persone del Gruppo: Politiche |
|
ESRS S1-3 | 32 c) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 5 |
|
|
| Persone del Gruppo: Coinvolgimento della propria forza lavoro e canali di dialogo |
|
ESRS S1-14 | 88 b) e c) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 2 |
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
| Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi |
|
ESRS S1-14 | 88 e) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 3 |
|
|
| Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi |
|
ESRS S1-16 | 97 a) | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 12 |
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
| Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi |
|
ESRS S1-16 | 97 b) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 8 |
|
|
| Informazioni generali: Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione) |
|
ESRS S1-17 | 103 a) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 7 |
|
|
| Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi |
|
ESR S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE | 104 a) | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 e allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 |
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
| Persone del Gruppo: Metriche e obiettivi | X |
ESRS 2 SBM-3 – S2 | 11 b) | Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 12 e 13 |
|
|
|
| X |
ESRS S2-1 | 17 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 |
|
|
|
| X |
ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore | 18 | Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 11 e 4 |
|
|
|
| X |
ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE | 19 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 |
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
|
| X |
ESRS S2-1 | 19 |
|
| Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II |
|
| X |
ESRS S2-4 | 36 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 |
|
|
|
| X |
ESRS S3-1 | 16 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 |
|
|
|
| X |
ESRS S3-1 | 17 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 |
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
|
| X |
ESRS S3-4 | 36 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 |
|
|
|
| X |
ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali | 16 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 |
|
|
| Consumatori e utilizzatori finali: Politiche |
|
ESRS S4-1 | 17 | Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 |
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 |
| Consumatori e utilizzatori finali: Politiche | X |
ESRS S4-4 | 35 | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 |
|
|
| Consumatori e utilizzatori finali: Politiche | X |
ESRS G1-1 | 10 b) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 15 |
|
|
|
| X |
ESRS G1-1 | 10 d) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 6 |
|
|
| Governance: Politiche |
|
ESRS G1-4 | 24 a) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 17 |
| Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 |
| Governance: Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva | X |
ESRS G1-4 | 24 b) | Allegato I, tabella 3, indicatore n. 16 |
|
|
| Governance: Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva |
|
Le tabelle sotto riportate sono rappresentate secondo quanto richiesto dall’art.8 del Regolamento UE 2020/852, modificato dal Regolamento 2023/2486.
Quota del KPI fatturato
Esercizio finanziario | 2025 | Criteri per il contributo sostanziale | Criteri DNSH («non arrecare danno significativo») |
|
|
|
| |||||||||||||
Attività economiche (1) | Codice (2) (a) | Fatturato (3) | Quota di fatturato, 2025 (4) | Mitigazione dei cambiamenti climatici (5) | Adattamento ai cambiamenti climatici (6) | Acqua (7) | Inquinamento (8) | Economia circolare (9) | Biodiversità (10) | Mitigazione dei cambiamenti climatici (11) | Adattamento ai cambiamenti climatici (12) | Acqua (13) | Inquinamento (14) | Economia circolare (15) | Biodiversità (16) | Garanzie minime di salvaguardia (17) | Quota di fatturato allineata (A.1.) o ammissibile (A.2.) alla tassonomia, 2024 (18) | Categoria attività abilitante (19) | Categoria attività di transizione (20) | |
|
| Euro/ 000 | % | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | % | A | T | |
A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA | ||||||||||||||||||||
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) | ||||||||||||||||||||
3.3 Fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti | CCM 3.3 | 32.061 | 11,5% | Sì | No | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | 1,1% | A |
| |
3.4 Fabbricazione di batterie | CCM 3.4 | 57.562 | 20,6% | Sì | No | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | 27,9% | A |
| |
3.17 Fabbricazione di materiale plastico in forme primarie | CCM 3.17 | 10.769 | 3,9% | Sì | No | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Sì | Sì | 6,1% |
| T | |
Fatturato delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) | 100.392 | 36,0% | 36,0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | 35,1% |
|
| ||
Di cui abilitanti | 89.623 | 32,1% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| 29,0% |
|
| ||
Di cui di transizione | 10.769 | 3,9% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| 6,1% |
|
| ||
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) | ||||||||||||||||||||||
2.3 Sistemi di drenaggio urbani sostenibili | WTR 2.3 | 1.727 | 0,6% | N/AM | N/AM | AM | N/AM | N/AM | N/AM |
|
|
|
|
|
|
| 0,6% |
|
| |||
3.3 Fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti | CCM 3.3 | 79.456 | 28,5% | AM | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM |
|
|
|
|
|
|
| 17,5% |
|
| |||
Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) | 81.183 | 29,1% | 28,5% | 0% | 0,6% | 0% | 0% | 0% |
|
|
|
|
|
|
| 18,1% |
|
| ||||
A. Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2) | 181.574 | 64,5% | 64,5% | 0% | 0,6% | 0% | 0% | 0% |
|
|
|
|
|
|
| 53,2% |
|
| ||||
B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA | ||||||||||||||||||||||
Fatturato delle attività non ammissibili alla tassonomia | 97.401 | 34,9% | ||||||||||||||||||||
TOTALE (A+B) |
| 278.975 | 100% | |||||||||||||||||||
Quota di fatturato/Fatturato totale | ||
Allineata alla tassonomia per obiettivo | Ammissibile alla tassonomia per obiettivo | |
CCM | 36,0% | 28,5% |
CCA | ||
WTR | 0,6% | |
CE | ||
PPC | ||
BIO | ||
Quota del KPI CapEx
Esercizio finanziario | 2025 | Criteri per il contributo sostanziale | Criteri DNSH («non arrecare danno significativo») |
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Attività economiche (1) | Codice (2) | CapEx (3) | Quota di CapEx, 2025 (4) | Mitigazione dei cambiamenti climatici (5) | Adattamento ai cambiamenti climatici (6) | Acqua (7) | Inquinamento (8) | Economia circolare (9) | Biodiversità (10) | Mitigazione dei cambiamenti climatici (11) | Adattamento ai cambiamenti climatici (12) | Acqua (13) | Inquinamento (14) | Economia circolare (15) | Biodiversità (16) | Garanzie minime di salvaguardia (17) | Quota di CapEx allineata (A.1.) o ammissibile (A.2.) alla tassonomia, 2024 (18) | Categoria attività abilitante (19) | Categoria attività di transizione (20) | |
|
| Euro/ 000 | % | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/No | Sì/ No | Sì/ No | Sì/ No | Sì/ No | Sì/ No | Sì/ No | Sì/ No | % | A | T | |
A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA | ||||||||||||||||||||
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) | ||||||||||||||||||||
3.3 Fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti | CCM 3.3 | 2.232 | 2,5% | Sì | No | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | 0,2% | A |
| |
3.4 Fabbricazione di batterie | CCM 3.4 | 79.684 | 88,4% | Sì | No | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | 77,2% | A |
| |
3.17 Fabbricazione di materiale plastico in forme primarie | CCM 3.17 | 436 | 0,5% | Sì | No | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Sì | Sì | 1,2% |
| T | |
CapEx delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) | 82.352 | 91,3% | 91,2% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | 78,5% |
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| ||
Di cui abilitanti | 81.916 | 90,9% |
|
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| 77,3% |
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Di cui di transizione | 436 | 0,5% |
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| 1,2% |
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A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) | ||||||||||||||||||||
2.3 Sistemi di drenaggio urbani sostenibili | WTR 2.3 | 286 | 0,3% | N/AM | N/AM | AM | N/AM | N/AM | N/AM |
|
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| 0,3% |
|
| |
3.3 Fabbricazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio per i trasporti | CCM 3.3 | 1.320 | 1,5% | AM | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM | N/AM |
|
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| 2,4% |
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| |
CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) | 1.606 | 1,8% | 1,5% | 0% | 0,3% | 0% | 0% | 0% |
|
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| 2,7% |
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A. CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2) | 83.958 | 93,1% | 92,8% | 0,0% | 0,3% | 0% | 0% | 0% |
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| 81,2% |
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B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA | ||||||||||||||||||||
CapEx delle attività non ammissibili alla tassonomia | 6.204 | 6,9% | ||||||||||||||||||
TOTALE (A+B) |
| 90.162 | 100% | |||||||||||||||||
Quota di CapEx/ CapEx totale | ||
Allineata alla tassonomia per obiettivo | Ammissibile alla tassonomia per obiettivo | |
CCM | 91,3% | 1,5% |
CCA | ||
WTR | 0,3% | |
CE | ||
PPC | ||
BIO | ||
Quota del KPI OpEx
Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 81-ter, comma 1, del regolamento consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
I sottoscritti Luciano Orsini, in qualità di Amministratore con delega in materia di sostenibilità, e Pasquale Basile, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Seri Industrial S.p.A. attestano, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:
a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;
b) con le specifiche adottate a norma dell’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.
San Potito Sannitico, 17 aprile 2026
| Company Information | ||
| Name of reporting entity | ||
| Principal Activities | ||
| Address of registered office | ||
| Country of incorporation | ||
| Domicile of entity | ||
| Principal place of business | ||
| Legal form of entity | ||
| Name of parent entity | ||
| Name of ultimate parent group | ||
| Description of nature of financial statements | ||
| Date of end of reporting period | ||
| Period covered by financial statements | ||
| Description of presentation currency | ||
| Level of rounding used in financial statements | ||
| Explanations |
Stato Patrimoniale Consolidato (*)
| Euro / 000 | Note | 31-dic-2025 | 31-dic-2024 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 8 | ||
| Attività finanziarie | 9 | ||
| Attività finanziarie a FV a conto economico | |||
| Strumenti finanziari derivati | 10 | ||
| Crediti commerciali | 11 | ||
| Altre attività | 12 | ||
| Rimanenze di magazzino | 13 | ||
| Attività correnti | |||
| Immobilizzazioni immateriali | 14 | ||
| Attività materiali per diritti di utilizzo | 15 | ||
| Immobilizzazioni materiali | 16 | ||
| Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto | 17 | ||
| Altre attività | 18 | ||
| Attività fiscali per imposte anticipate | 19 | ||
| Attività non correnti | |||
| Attività classificate come possedute per la vendita | 33 | ||
| ATTIVO | |||
| Passivo e Patrimonio netto | |||
| Debiti commerciali | 20 | ||
| Altre passività | 21 | ||
| Debiti finanziari | 22 | ||
| Passività finanziarie per leasing | 23 | ||
| Strumenti finanziari derivati | 24 | ||
| Debiti per imposte | 25 | ||
| Fondi | 26 | ||
| Passività correnti | |||
| Debiti finanziari | 27 | ||
| Passività finanziarie per leasing | 28 | ||
| Benefici successivi al rapporto di lavoro e similari | 29 | ||
| Imposte differite | 30 | ||
| Altre passività | 31 | ||
| Fondi | 32 | ||
| Passività non correnti | |||
| Passività direttamente associabili ad attività destinate alla vendita | 33 | ||
| Capitale sociale | |||
| Riserva legale | |||
| Sovrapprezzo azioni | |||
| Altre riserve | ( | ||
| Utile (Perdita) di gruppo | |||
| Patrimonio netto di gruppo | 34 | ||
| Capitale/riserva di terzi | |||
| Utile (Perdita) di terzi | ( | ( | |
| Patrimonio netto di terzi | 35 | ||
| Patrimonio netto consolidato | 34 | ||
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | |||
(*) Ai sensi della Delibera CONSOB n.15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate e degli eventi ed operazioni significative non ricorrenti sullo Stato Patrimoniale sono evidenziati nell’apposito schema di Stato Patrimoniale riportato nell’allegato 4a.
Conto Economico Consolidato (*)
| Euro / 000 | Note | 31-dic-2025 | 31-dic-2024 | ARROTO. | ||
| Ricavi da clienti | 201.522 | |||||
| Altri proventi operativi | 78.217 | |||||
| Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni | 20.902 | |||||
| Totale ricavi, proventi ed incrementi per lavori interni | 38 | 300.641 | ||||
| Costi per acquisti di materie | 138.613 | |||||
| Variazione rimanenze | ( | (8.174) | ||||
| Costi per servizi | 49.276 | |||||
| Altri costi operativi | 6.215 | |||||
| Costo del personale | 47.909 | |||||
| Costi operativi | 39 | 233.839 | ||||
| Margine operativo lordo | 66.802 | |||||
| Ammortamenti | 40 | 33.404 | ||||
| Svalutazioni/riprese di valore | 40 | 1.580 | ||||
| Risultato operativo | 31.818 | |||||
| Proventi finanziari | 41 | 2.135 | ||||
| Oneri finanziari | 41 | 11.573 | ||||
| Proventi (Oneri) da partecipazioni | 41 | 0 | ||||
| Utile (Perdita) prima delle imposte | 22.380 | |||||
| Imposte | 42 | ( | (3.318) | |||
| Risultato netto di attività operative in esercizio | 25.698 | |||||
| Risultato netto delle discontinued operation | 43 | ( | (1.066) | |||
| Utile (Perdita) consolidata | 34 | 24.632 | ||||
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | ( | (469) | ||||
| Utile (Perdita) di pertinenza del gruppo | 34 | 25.101 | ||||
| 31-dic-2025 | 31-dic-2024 | |||||
| Risultato netto base per azione | 0,4453 | |||||
| Risultato netto base per azione delle continuing operation | 0,4650 | |||||
| Risultato netto base per azione delle discontinued operation | - | -0,0197 | ||||
| Risultato netto diluito per azione | 0,4453 | |||||
| Risultato netto diluito per azione delle continuing operation | 0,4650 | |||||
| Risultato netto diluito per azione delle discontinued operation | - | -0,0197 |
(*) Ai sensi della Delibera CONSOB n.15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate e degli eventi ed operazioni significative non ricorrenti sul Conto Economico sono evidenziati nell’apposito schema di Conto Economico riportato nell’allegato 4b.
| Note | 31-dic-2025 | 31-dic-2024 | |
| Utile (Perdita) consolidata | 34 | 24.632 | |
| Altri componenti di conto economico complessivo riclassificati a Conto Economico nei periodi successivi (al netto delle imposte) | |||
| Quota efficace delle variazioni di fair value della copertura di flussi finanziari | 34 | ( | (23) |
| Variazione della riserva di traduzione | 34 | 310 | |
| Altre componenti di Conto economico complessivo cumulate, riclassificabili a Conto economico, relative ad attività non correnti e gruppi di attività in dismissione classificate come possedute per la vendita/attività operative cessate | 34 | (479) | |
| Altri componenti di conto economico complessivo non riclassificabili a Conto Economico (al netto delle imposte) | |||
| Rimisurazione delle passività/attività nette per benefici ai dipendenti | 34 | (64) | |
| Utile (Perdita) rilevata direttamente a patrimonio netto | (256) | ||
| Utile (Perdita) complessiva consolidata | 24.376 | ||
| Utile (Perdita) complessiva di pertinenza di terzi | ( | (469) | |
| Utile (Perdita) complessiva di pertinenza del gruppo | 24.845 | ||
| Euro / 000 | Note | 31-dic-2025 | 31-dic-2024 | |
| Utile netto | 24.632 | |||
| Aggiustamenti per riconciliare l’utile al lordo delle imposte con i flussi finanziari netti | ||||
| Ammortamento e perdita durevole di valore di immobili impianti e macchinari e diritti d’uso | 40 | 21.900 | ||
| Ammortamento e perdita durevole di valore delle attività immateriali | 40 | 11.505 | ||
| Variazioni nette di cambio non realizzate | ||||
| Minus/(Plus) sulla cessione di immobili, impianti e macchinari | 39 | (32.301) | ||
| Proventi finanziari | 41 | 2.029 | ||
| Oneri finanziari | 41 | 11.331 | ||
| Altre variazioni non monetarie | 1.621 | |||
| Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite) | 19-25-30 | ( | (3.763) | |
| Variazione dei fondi e dei benefici futuri ai dipendenti | 26-29-32 | ( | (22.222) | |
| Variazioni del capitale circolante: | ||||
| Variazione dei crediti commerciali | 11 | ( | 3.213 | |
| Variazione delle altre attività | 12-18 | ( | (90.109) | |
| Variazione delle rimanenze | 13 | ( | (4.981) | |
| Variazione dei debiti commerciali | 20 | ( | 51.361 | |
| Variazione delle altre passività | 21-31 | 59.276 | ||
| Interessi incassati | 41 | 2.029 | ||
| Interessi pagati | 41 | 11.331 | ||
| Imposte sui redditi pagate | 42 | 0 | ||
| Flussi finanziari netti da attività operativa | ( | 20.132 | ||
| di cui discontinued operation | 1.700 | |||
| Attività d’investimento | ||||
| Acquisto di attività materiali e diritti d'utilizzo | 16 | ( | (64.011) | |
| Acquisto di attività immateriali | 14 | ( | (23.517) | |
| Spese di sviluppo | ||||
| Attività d’investimento di attività materiali, diritti d'utilizzo e immateriali | ( | (87.528) | ||
| Acquisizioni di società controllate e rami d'azienda al netto delle disponibilità liquide | (46.338) | |||
| Ricavato dalla vendita di immobili, impianti e macchinari | ||||
| Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie | 9-10-17 | ( | 108.870 | |
| Flussi finanziari netti (impieghi) da attività di investimento | ( | (24.996) | ||
| di cui discontinued operation | 0 | |||
| Attività di finanziamento | ||||
| Pagamenti del capitale di passività per leasing | 15-23-28 | ( | (5.937) | |
| Finanziamenti ricevuti | 22-27 | |||
| Finanziamenti rimborsati | 22-27 | ( | (18.253) | |
| Altri flussi da fonti di finanziamento | 34-35 | ( | 11.175 | |
| Flussi finanziari netti (impieghi) da attività di finanziamento | (13.015) | |||
| di cui discontinued operation | 65 | |||
| (Diminuzione) Incremento netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 8 | ( | (17.879) | |
| Differenze di cambio nette | ||||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 1° gennaio | 8 | 64.452 | ||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31 dicembre | 8 | 46.573 | ||
Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato (Nota 33-34)
| Euro / 000 | Capitale sociale | Riserva legale | Sovrapprezzo azioni | Altre riserve | Utile (Perdita) di gruppo | Patrimonio netto di gruppo | Capitale/ riserva di terzi | Utile (Perdita) di terzi | Patrimonio netto di terzi | Patrimonio netto consolidato |
| 31 dicembre 2023 | ( | ( | ( | |||||||
| Risultato a nuovo | ( | ( | ||||||||
| Aumento capitale | ||||||||||
| Altri movimenti di patrimonio netto | ( | ( | ||||||||
| Utile (Perdita) rilevata direttamente a patrimonio netto | ( | ( | ( | |||||||
| Utile (Perdita) consolidata | ( | ( | ||||||||
| 31 dicembre 2024 | ( | ( | ||||||||
| 31 dicembre 2024 | ( | ( | ||||||||
| Risultato a nuovo | ( | ( | ||||||||
| Aumento capitale | ||||||||||
| Altri movimenti di patrimonio netto | ( | ( | ||||||||
| Utile (Perdita) rilevata direttamente a patrimonio netto | ||||||||||
| Utile (Perdita) consolidata | ( | ( | ||||||||
| 31 dicembre 2025 | ( | |||||||||
Nota 1. Forma e Contenuto
Il Bilancio consolidato relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stato predisposto in conformità ai principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS e International Financial Reporting Standards - IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e alle interpretazioni dell’IFRS Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), riconosciuti nell’Unione Europea ai sensi del regolamento (CE) n.1606/2002 e in vigore alla chiusura del periodo. L’insieme di tutti i principi e interpretazioni di riferimento sopraindicati è di seguito definito “IFRS-EU”.
Il Bilancio consolidato è stato autorizzato per la pubblicazione da parte del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 17 aprile 2026.
In particolare, il Bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale consolidato, dal Conto economico consolidato, dal Conto economico complessivo consolidato, dal Rendiconto finanziario consolidato, dalle Variazioni del patrimonio netto consolidato, nonché dalle relative Note di commento.
Nello Stato patrimoniale consolidato la classificazione delle attività e passività è effettuata secondo il criterio “corrente/non corrente” con specifica separazione delle attività classificate come possedute per la vendita e delle passività incluse in un gruppo in dismissione classificato come posseduto per la vendita. Le attività correnti, che includono le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti, sono quelle destinate a essere realizzate, cedute o consumate nel normale ciclo operativo del Gruppo o nei 12 mesi successivi dalla chiusura dell’esercizio; le passività correnti sono quelle per le quali è prevista l’estinzione nel normale ciclo operativo del Gruppo o nei 12 mesi successivi dalla chiusura dell’esercizio e il Gruppo non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.
Il Conto economico consolidato è classificato in base alla natura dei costi, con separata evidenza del risultato netto delle continuing operations e di quello delle discontinued operations attribuibile agli azionisti della capogruppo e ai terzi. Il Conto economico presenta inoltre dei subtotali - quali costi operativi (dati dalla somma di: costi per acquisti di materie, variazione rimanenze, costi per servizi, altri costi operativi e costo del personale) – e risultati parziali – quali Margine Operativo Lordo (pari alla somma algebrica del Risultato Operativo, Ammortamenti e Svalutazioni/Riprese di valore) – in quanto ritenuti significativi ai fini della comprensione della situazione economico-finanziaria del Gruppo. Sia i subtotali che i risultati parziali sono quindi costituiti da voci che consistono in importi rilevati e valutati in conformità agli IFRS.
Il Rendiconto finanziario consolidato è presentato utilizzando il metodo indiretto, con separata evidenza del flusso finanziario netto da attività operativa, da attività di investimento e da attività di finanziamento. In particolare, seppur nella classificazione delle voci il Gruppo non si discosti da quanto previsto dallo IAS 7, si precisa quanto segue:
nei flussi finanziari netti da attività operativa si riportano, oltre ai flussi di cassa rivenienti dalla gestione caratteristica anche gli interessi sui finanziamenti concessi e ottenuti;
le attività di investimento/disinvestimento includono gli investimenti in attività materiali e attività immateriali e le relative dismissioni. Includono altresì gli effetti delle business combination in cui il Gruppo acquisisce o perde il controllo di società o di rami di azienda e la variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie;
nei flussi finanziari netti da attività di finanziamento sono invece inclusi i flussi di cassa originati da operazioni di liability management e leasing, i dividendi pagati a terzi dalla capogruppo o dalle società consolidate.
Per i commenti ai flussi di cassa del Rendiconto finanziario consolidato si rimanda alla sezione “Commento ai risultati e altre informazioni” contenuta nella Relazione sulla gestione.
I prospetti allegati al presente Bilancio consolidato sono i seguenti:
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali;
Prospetto delle variazioni delle Attività materiali per diritti di utilizzo;
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali;
Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006.
Gli schemi del Conto economico e dello Stato patrimoniale evidenziano, nei prospetti in allegato (Allegato 4) alle presenti Note di commento al Bilancio consolidato, le transazioni con parti correlate.
La valuta utilizzata dal Gruppo per la presentazione del Bilancio consolidato è l’euro, valuta funzionale della Seri Industrial SpA. Il presente Bilancio consolidato è espresso in migliaia di euro, tranne quando diversamente indicato e fornisce informazioni comparative con l’esercizio precedente.
Il Bilancio consolidato annuale è redatto nella prospettiva della continuità aziendale applicando il metodo del costo storico, a eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS-EU sono rilevate al fair value, come indicato nei criteri di valutazione delle singole voci.
In particolare, il management ha svolto verifiche sulla sussistenza del presupposto della continuità aziendale nella predisposizione del Bilancio consolidato annuale attraverso un’analisi dei risultati storici del Gruppo ed una stima dei risultati prospettici e dei conseguenti flussi di cassa attesi, considerando i principali rischi e incertezze a cui il Gruppo e le attività dello stesso sono esposti.
Sulla base di tali fattori, il management ritiene che allo stato attuale non vi siano elementi di incertezza sulla prospettiva della continuità aziendale del Gruppo.
Il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è sottoposto a revisione legale da parte di EY SpA.
Nota 2. Principi contabili, uso di stime e giudizi del management
2.1 Principi di consolidamento
Società controllate
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 include i bilanci delle entità controllate, incluse nell’area di consolidamento, predisposti secondo i principi contabili adottati dal Gruppo.
Il controllo si ottiene quando la capogruppo Seri Industrial detiene, direttamente o indirettamente, la maggioranza dei diritti di voto oppure è esposta o ha diritto ai risultati variabili che derivano dal proprio coinvolgimento in un’altra impresa ed ha la possibilità di influenzare tali risultati tramite l’esercizio del proprio potere sull’impresa.
Specificatamente, il Gruppo controlla una partecipata se, e solo se, ha:
il potere sull’entità oggetto di investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell’entità oggetto di investimento);
l’esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di investimento;
la capacità di esercitare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti.
Generalmente, vi è la presunzione che la maggioranza dei diritti di voto comporti il controllo. A supporto di tale presunzione e quando il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto (o diritti simili), il Gruppo considera tutti i fatti e le circostanze rilevanti per stabilire se controlla l’entità oggetto di investimento, inclusi:
accordi contrattuali con altri titolari di diritti di voto;
diritti derivanti da accordi contrattuali;
diritti di voto e diritti di voto potenziali del Gruppo.
Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo. Il consolidamento di una controllata inizia quando il Gruppo ne ottiene il controllo e cessa quando il Gruppo perde il controllo. Le attività, le passività, i ricavi ed i costi della controllata acquisita o ceduta nel corso dell’esercizio sono inclusi nel bilancio consolidato dalla data in cui il Gruppo ottiene il controllo fino alla data in cui il Gruppo non esercita più il controllo sulla società.
L’utile (perdita) d’esercizio e ciascuna delle altre componenti di conto economico complessivo sono attribuite ai soci della controllante e alle partecipazioni di minoranza, anche se ciò implica che le partecipazioni di minoranza hanno un saldo negativo. Quando necessario, vengono apportate le opportune rettifiche ai bilanci delle controllate, al fine di garantire la conformità alle politiche contabili del Gruppo. Tutte le attività e passività, il patrimonio netto, i ricavi, i costi e i flussi finanziari infragruppo relativi a operazioni tra entità del gruppo sono eliminati completamente in fase di consolidamento.
Le variazioni nelle quote di partecipazione in una società controllata che non comportano la perdita di controllo sono contabilizzate a patrimonio netto.
Se il Gruppo perde il controllo di una controllata, deve eliminare le relative attività (incluso l’avviamento), passività, le interessenze delle minoranze e le altre componenti di patrimonio netto, mentre l’eventuale utile o perdita è rilevato a conto economico. La quota di partecipazione eventualmente mantenuta deve essere rilevata al fair value.
Quando non si producono effetti significativi sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo, le società controllate non significative sono escluse dall’aria di consolidamento e valutate al costo rettificato per perdite di valore.
Partecipazioni in società collegate e joint venture
Una collegata è una società sulla quale il Gruppo esercita un’influenza notevole. Per influenza notevole si intende il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata senza averne il controllo o il controllo congiunto.
Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell’accordo. Per controllo congiunto si intende la condivisione su base contrattuale del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando le decisioni sulle attività rilevanti richiedono un consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo. Le considerazioni fatte per determinare l’influenza notevole o il controllo congiunto sono simili a quelle necessarie a determinare il controllo sulle controllate.
Le partecipazioni del Gruppo in società collegate e joint venture sono valutate con il metodo del patrimonio netto.
Con l’applicazione del metodo del patrimonio netto, tali partecipazioni sono rilevate inizialmente al costo allocando nel valore contabile delle stesse l’eventuale avviamento emergente dalla differenza tra il costo della partecipazione e la quota di interessenza del Gruppo nel fair value netto delle attività e delle passività identificabili della società partecipata alla data di acquisizione. Successivamente alla data di acquisizione, il valore contabile della partecipazione è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante degli utili e delle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione.
Il prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio riflette la quota di pertinenza del Gruppo del risultato d’esercizio della società collegata o della joint venture. Ogni cambiamento nelle altre componenti di conto economico complessivo relativo a queste partecipate è presentato come parte del conto economico complessivo del Gruppo. Inoltre, nel caso in cui una società collegata o una joint venture rilevi una variazione con diretta imputazione al patrimonio netto, il Gruppo rileva la sua quota di pertinenza, ove applicabile, nel prospetto delle variazioni nel patrimonio netto. Gli utili e le perdite non realizzate derivanti da transazioni tra il Gruppo e società collegate o joint venture, sono eliminati in proporzione alla quota di partecipazione nelle collegate o joint venture.
La quota aggregata di pertinenza del Gruppo del risultato d’esercizio delle società collegate e delle joint venture è rilevata nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio dopo il risultato operativo e rappresenta il risultato al netto delle imposte e delle quote spettanti agli altri azionisti della collegata o della joint venture.
Il bilancio delle società collegate e della joint venture è predisposto alla stessa data di chiusura del bilancio del Gruppo. Ove necessario, il bilancio è rettificato per uniformarlo ai principi contabili di Gruppo.
Successivamente all’applicazione del metodo del patrimonio netto, il Gruppo valuta se sia necessario riconoscere una perdita di valore della propria partecipazione nelle società collegate o joint venture. Il Gruppo valuta a ogni data di bilancio se vi siano evidenze obiettive che le partecipazioni nelle società collegate o joint venture abbiano subito una perdita di valore. In tal caso, l’intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore in conformità allo IAS 36 come un’unica attività.
All’atto della perdita dell’influenza notevole su una società collegata o del controllo congiunto su una joint venture, il Gruppo valuta e rileva la partecipazione residua al fair value. La differenza tra il valore di carico della partecipazione alla data di perdita dell’influenza notevole o del controllo congiunto e il fair value della partecipazione residua e dei corrispettivi ricevuti è rilevata nel conto economico.
Quando non si producono effetti significativi sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo, le società collegate e le joint venture non significative sono escluse dall’aria di consolidamento e valutate al costo rettificato per perdite di valore.
Conversione dei bilanci in valuta diversa dall’euro
I bilanci delle società partecipate operanti in valuta diversa dall’euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo nonché la valuta di presentazione del Bilancio consolidato, sono convertiti in euro applicando alle voci dell’attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura dell’esercizio, alle voci del patrimonio netto i cambi storici e alle voci del conto economico e del rendiconto finanziario i cambi medi dell’esercizio. Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle società partecipate operanti in valuta diversa dall’euro sono rilevate nella voce di patrimonio netto “Riserva differenze cambio da conversione” per la parte di competenza del Gruppo. La riserva per differenze cambio da conversione è rilevata a conto economico all’atto della dismissione integrale ovvero al momento della perdita del controllo, del controllo congiunto o dell’influenza notevole sulla partecipata.
2.2 Principi contabili rilevanti
Classificazione corrente/non corrente
Le attività e passività nel bilancio del Gruppo sono classificate secondo il criterio corrente/non corrente anche secondo le modifiche allo IAS 1 – Classificazione delle passività come correnti o non correnti.
Un’attività è corrente quando:
si suppone che sia realizzata, oppure è posseduta per la vendita o il consumo, nel normale svolgimento del ciclo operativo;
è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla;
si suppone che sia realizzata entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio; o
è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti a meno che non sia vietato scambiarla o utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.
Tutte le altre attività sono classificate come non correnti.
Una passività è corrente quando:
è previsto che si estingua nel suo normale ciclo operativo;
è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla;
deve essere estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio; o
l’entità non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.
Le condizioni contrattuali della passività che potrebbero, su opzione della controparte, comportare l’estinzione della stessa attraverso l’emissione di strumenti di capitale non ne influenzano la classificazione.
Il Gruppo classifica tutte le altre passività come non correnti.
Attività e passività per imposte anticipate e differite sono classificate tra le attività e le passività non correnti.
Parti correlate
Il Gruppo ha identificato le parti correlate ai sensi dell’art. 4 del Regolamento operazioni con parti correlate adottato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato e integrato.
Ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sulle attività e passività e sulle voci economiche sono evidenziati nell’Allegato 4, al fine di non compromettere la leggibilità complessiva dello stesso. I rapporti con parti correlate sono identificati secondo la definizione estesa prevista dallo IAS 24, ovvero includendo i rapporti con gli organi amministrativi e di controllo nonché con i dirigenti aventi responsabilità strategiche. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto specificato nel paragrafo “Altre informazioni – Rapporti con parti correlate” della Relazione sulla gestione, nonché nella nota di commento “Rapporti con parti correlate” e nell’Allegato 4 del presente Bilancio consolidato.
Informativa per settori operativi
Un settore operativo è una componente di un’entità:
che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi (compresi i ricavi e i costi riguardanti operazioni con altre componenti della medesima entità);
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo dell’entità ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati; e
per la quale sono disponibili informazioni economico-patrimoniali separate.
I settori operativi sono stati identificati dal management, coerentemente con il modello di gestione e controllo utilizzato, con i settori di business nei quali il Gruppo opera (Batterie, Materie Plastiche, Corporate e Altro)
Misurazione del Fair Value
Per le valutazioni al fair value il Gruppo applica l'IFRS 13. Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Una valutazione del fair value suppone che l’operazione di vendita dell’attività o di trasferimento della passività abbia luogo:
nel mercato principale dell’attività o passività, oppure.
in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso per l’attività o passività.
Il mercato principale o il mercato più vantaggioso devono essere accessibili per il Gruppo.
Il fair value di un’attività o passività è valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell’attività o passività, presumendo che gli stessi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico.
Una valutazione del fair value di un’attività non finanziaria considera la capacità di un operatore di mercato di generare benefici economici impiegando l’attività nel suo massimo e migliore utilizzo o vendendola a un altro operatore di mercato che la impiegherebbe nel suo massimo e miglior utilizzo.
Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione che sono adatte alle circostanze e per le quali vi sono sufficienti dati disponibili per valutare il fair value, massimizzando l’utilizzo di input osservabili rilevanti e minimizzando l’uso di input non osservabili.
Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta:
Livello 1 – i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione;
Livello 2 – Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la passività;
Livello 3 – tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l’attività o per la passività.
La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l’input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione.
Per le attività e passività rilevate nel bilancio al fair value su base ricorrente, il Gruppo determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull’input di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio.
Ai fini dell’informativa relativa al fair value, il Gruppo determina le classi di attività e passività sulla base della natura, caratteristiche e rischi dell’attività o della passività ed il livello della gerarchia del fair value come precedentemente illustrato.
Immobilizzazioni immateriali
Avviamento
L‘avviamento rappresenta i futuri benefici economici risultanti da altre attività acquisite in una aggregazione aziendale non individuate singolarmente e rilevate separatamente.
Ai sensi dell’IFRS 3 (Aggregazioni aziendali), l’avviamento viene rilevato nel bilancio alla data di acquisizione del controllo di un business ed è determinato come eccedenza di (a) rispetto a (b), nel seguente modo:
a) la sommatoria di:
corrispettivo pagato (misurato secondo l’IFRS 3 che in genere viene determinato sulla base del fair value alla data di acquisizione);
l’importo di qualsiasi partecipazione di minoranza nell’acquisita valutata in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell’acquisita espresse al relativo fair value;
nel caso di un’aggregazione aziendale realizzata in più fasi, il fair value alla data di acquisizione del controllo della partecipazione già posseduta nell’impresa acquisita;
b) il fair value delle attività identificabili acquisite al netto delle passività identificabili assunte, misurate alla data di acquisizione del controllo.
L’IFRS 3 prevede, tra l’altro:
l’imputazione a conto economico separato dei costi accessori connessi all’operazione di aggregazione aziendale;
nel caso di un’aggregazione aziendale realizzata in più fasi, l’acquirente deve rimisurare il valore della partecipazione che deteneva in precedenza nell’acquisita al fair value alla data di acquisizione del controllo rilevando la differenza nel conto economico separato.
L’avviamento è classificato nella situazione patrimoniale finanziaria come un’attività immateriale a vita utile indefinita. Dopo l’iniziale iscrizione, l’avviamento non è assoggettato ad ammortamento, ma sottoposto a verifica almeno annuale di recuperabilità secondo le modalità descritte nel successivo paragrafo “Impairment delle attività non finanziarie”. Ai fini dell’impairment test, l’avviamento è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa (Cash Generating Unit – CGU) identificata. In caso di cessione del controllo di un’impresa precedentemente acquisita, nella determinazione della plusvalenza o della minusvalenza da cessione si tiene conto del corrispondente valore dell’avviamento.
Altre Immobilizzazioni immateriali a vita utile definita
Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell’ammortamento accumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell’esercizio in cui sono state sostenute. La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita. Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un’attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno ad ogni chiusura d’esercizio. L’ammortamento viene determinato, a quote costanti, applicando le seguenti aliquote:
Marchi e Simili 20%
Licenze d’uso software 20%
Progetti di sviluppo sulla base della durata del singolo progetto
Altre immobilizzazioni 20%
Gli amministratori rivedono annualmente la vita utile al fine di riflettere il periodo di tempo rimanente nel quale ci si attende che un’attività sia utilizzabile.
Un’attività immateriale viene eliminata al momento della dismissione (ossia, alla data in cui l’acquirente ne ottiene il controllo) o quando non ci si attendono benefici economici futuri dal suo utilizzo o dismissione. Qualsiasi utile o perdita derivante dall’eliminazione dell’attività (calcolata come differenza tra il corrispettivo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività) è inclusa nel conto economico.
Costi di ricerca e sviluppo
I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono iscritti al costo di acquisto o di realizzazione comprensivi degli oneri accessori e rilevati come attività immateriale quando il Gruppo è in grado di dimostrare: (i) la possibilità tecnica di completare l’attività immateriale, di modo che sia disponibile all’utilizzo o alla vendita; (ii) l’intenzione di completare l’attività e la propria capacità ed intenzione di utilizzarla o venderla; (iii) le modalità con cui l’attività genererà benefici economici futuri; (iv) la disponibilità di risorse per completare l’attività; (v) la capacità di valutare in modo attendibile il costo attribuibile all’attività durante lo sviluppo. Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L’ammortamento dell’attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l’attività è disponibile all’uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l’attività è oggetto di verifica annuale dell’eventuale perdita di valore (impairment test). I costi di sviluppo sono iscritti previo consenso del Collegio sindacale. I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti.
Immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo di acquisto o di produzione, al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali perdite di valore. Tale costo è comprensivo dei costi accessori attribuibili per portare il bene nel luogo e nelle condizioni necessarie alla sua messa in funzione e per l’uso per cui è stato acquistato. Il costo è inoltre comprensivo dei costi per la sostituzione di parte di macchinari e impianti nel momento in cui sono sostenuti, se conformi ai criteri di rilevazione. Laddove sia necessaria la sostituzione periodica di parti significative di impianti e macchinari, il Gruppo li ammortizza separatamente in base alla specifica vita utile. Allo stesso modo, in occasione di revisioni importanti, il costo è incluso nel valore contabile dell’impianto o del macchinario come nel caso della sostituzione, laddove sia soddisfatto il criterio per la rilevazione. Tutti gli altri costi di riparazione e manutenzione sono rilevati nel conto economico quando sostenuti. Il valore attuale del costo di smantellamento e rimozione del bene al termine del suo utilizzo è incluso nel costo del bene, se sono soddisfatti i criteri di rilevazione per un accantonamento.
Le immobilizzazioni materiali sono esposte al netto dei relativi fondi ammortamento e di eventuali svalutazioni. L’ammortamento è calcolato a decorrere dall’entrata in esercizio del singolo bene in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene per l’impresa. Il valore di presunto realizzo che si ritiene di recuperare al termine della vita utile non è ammortizzato. La vita utile di ogni bene viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, se necessari, sono apportati al fine di una corretta iscrizione del valore del bene stesso.
L’ammortamento delle principali immobilizzazioni materiali è il seguente:
Fabbricati: 3%
Impianti e macchinari: 12,50% - 15%
Attrezzature industriali e commerciali: 30%
Altri beni:
o Mobili e arredi: 12%
o Macchine ufficio elettroniche: 20%
o Autovetture: 25%
o Altri beni materiali: 10%
Qualora il bene oggetto di ammortamento sia composto da elementi distintamente identificabili la cui vita utile differisce significativamente da quella delle altre parti che compongono l’immobilizzazione, l’ammortamento viene calcolato separatamente per ciascuna delle parti che compongono il bene in applicazione del principio del cosiddetto “component approach”.
Il valore contabile di un elemento di immobili, impianti e macchinari ed ogni componente significativo inizialmente rilevato è eliminato al momento della dismissione (cioè, alla data in cui l’acquirente ne ottiene il controllo) o quando non ci si attende alcun beneficio economico futuro dal suo utilizzo o dismissione. L’utile/perdita che emerge al momento dell’eliminazione contabile dell’attività (calcolato come differenza tra il valore netto contabile dell’attività ed il corrispettivo percepito) è rilevato a conto economico quando l’elemento è eliminato contabilmente.
I valori residui, le vite utili ed i metodi di ammortamento di immobili, impianti e macchinari sono rivisti ad ogni chiusura di esercizio e, ove appropriato, corretti prospetticamente.
Oneri finanziari capitalizzati
Gli oneri finanziari direttamente imputabili all’acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all’uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell’esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un’entità sostiene in relazione all’ottenimento di finanziamenti.
Leasing
Il Gruppo valuta all’atto della sottoscrizione di un contratto se è, o contiene, un leasing. In altri termini, se il contratto conferisce il diritto di controllare l’uso di un bene identificato per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo.
Il Gruppo in veste di locatario
Il Gruppo adotta un unico modello di riconoscimento e misurazione per tutti i leasing, eccetto per i leasing di breve termine ed i leasing di beni di modico valore. Il Gruppo riconosce le passività relative ai pagamenti del leasing e l’attività per diritto d’uso che rappresenta il diritto ad utilizzare il bene sottostante il contratto.
Attività per diritti d'uso
In base a quanto previsto dall’IFRS 16, la rappresentazione contabile dei contratti di locazione passiva avviene attraverso l’iscrizione nella situazione patrimoniale-finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a fronte dell’iscrizione nell’attivo del diritto d’uso dell’attività presa in locazione.
Alla data di decorrenza del contratto, il diritto d’uso è iscritto al costo che comprende: l’importo della valutazione iniziale della passività del leasing, eventuali pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza, i costi diretti iniziali sostenuti per la sottoscrizione del contratto e il valore attuale della stima dei costi di ripristino e smantellamento previsti dal contratto, al netto di eventuali incentivi ricevuti.
Successivamente, il diritto d’uso è ammortizzato lungo la durata contrattuale (o la vita utile del bene se inferiore), soggetto a eventuali riduzioni di valore e rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Passività legate al leasing
Alla data di decorrenza del leasing, il Gruppo rileva le passività di leasing misurandole al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti includono i pagamenti fissi (compresi i pagamenti fissi nella sostanza) al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere, i pagamenti variabili di leasing che dipendono da un indice o un tasso, e gli importi che si prevede dovranno essere pagati a titolo di garanzie del valore residuo. I pagamenti del leasing includono anche il prezzo di esercizio di un'opzione di acquisto se si è ragionevolmente certi che tale opzione sarà esercitata dal Gruppo e i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell'esercizio da parte del Gruppo dell'opzione di risoluzione del leasing stesso.
I pagamenti di leasing variabili che non dipendono da un indice o da un tasso vengono rilevati come costi nel periodo in cui si verifica l'evento o la condizione che ha generato il pagamento.
Nel calcolo del valore attuale dei pagamenti dovuti, il Gruppo usa il tasso di finanziamento marginale alla data di inizio se il tasso d’interesse implicito non è determinabile facilmente. Dopo la data di decorrenza, l’importo della passività del leasing si incrementa per tener conto degli interessi sulla passività del leasing e diminuisce per considerare i pagamenti effettuati. Inoltre, il valore contabile dei debiti per leasing è rideterminato nel caso di eventuali modifiche del leasing o per la revisione dei termini contrattuali per la modifica dei pagamenti fissi nella sostanza; è rideterminato, altresì, in presenza di modifiche in merito alla valutazione dell’acquisto dell’attività sottostante o per variazioni dei pagamenti futuri che deriva da una modifica dell’indice o del tasso utilizzato per determinare tali pagamenti.
Leasing di breve durata e Leasing di attività a modesto valore
Il Gruppo applica l'esenzione per la rilevazione di leasing di breve durata relativi ai macchinari ed attrezzature (i.e., i leasing che hanno una durata di 12 mesi o inferiore dalla data di inizio e non contengono un'opzione di acquisto). Il Gruppo ha applicato inoltre l’esenzione per i leasing relativi ad attività a modesto valore in riferimento ai contratti di leasing relativi ad apparecchiature per ufficio o a contratti di locazione mobiliare e immobiliare il cui valore è considerato basso (inferiore ad euro 5.000). I canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di attività a modesto valore sono rilevati come costi in quote costanti lungo la durata leasing.
Operazioni di vendita e retrolocazione
In base a quanto previsto dall’IFRS 16, nel caso in cui si configuri un’operazione di sale and lease-back, ossia quando alla vendita di bene consegue la retrolocazione dello stesso, è necessario in primis stabilire se la cessione può essere qualificata come tale così come definita dall’IFRS 15. In caso affermativo: (i) il locatario-venditore deve valutare l'attività consistente nel diritto di utilizzo derivante dalla retrolocazione alla percentuale del precedente valore contabile dell'attività che si riferisce al diritto di utilizzo che ha mantenuto e conseguentemente deve rilevare solo gli utili o le perdite che si riferiscono ai diritti trasferiti al locatore-acquirente; (ii) il locatore-acquirente deve contabilizzare l'acquisto del bene conformemente ai principi applicabili e per il leasing deve applicare le disposizioni dell’IFRS 16. Se il corrispettivo ricevuto per la vendita dell’asset non equivale al fair value del bene stesso o se i pagamenti dovuti per il leasing non sono a prezzi di mercato, il cedente deve rilevare le seguenti rettifiche per riportare il ricavato della vendita al fair value: (i) le condizioni contrattuali inferiori ai prezzi di mercato vanno rilevate come un pagamento anticipato dei canoni dovuti per il leasing; (ii) le condizioni contrattuali superiori ai prezzi di mercato vanno rilevate come un finanziamento supplementare fornito dall’acquirente al venditore.
Se il trasferimento del bene da parte del locatario-venditore non risponde ai requisiti per essere contabilizzato come una vendita previsti dall'IFRS 15: (i) il locatario-venditore deve continuare a rilevare tra le sue attività il bene trasferito e deve rilevare una passività finanziaria pari al ricavato del trasferimento; (ii) il locatore-acquirente non deve contabilizzare tra le sue attività il bene trasferito, ma deve rilevare un'attività finanziaria pari al ricavato del trasferimento.
Impairment delle attività non finanziarie
Avviamento
Il valore recuperabile delle attività non finanziarie è misurato attraverso stime e assunzioni utilizzate per la determinazione dell’ammontare dei flussi di cassa attesi e ai tassi di attualizzazione applicati.
I flussi finanziari futuri attesi utilizzati per determinare il valore d’uso si basano sul più recente Piano Industriale, approvato dal management. Il tasso di sconto riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività.
L’avviamento è sottoposto a verifica della recuperabilità del valore (c.d. impairment test) annualmente o più frequentemente, se specifici eventi o modificate circostanze indicano la possibilità che abbia subito una riduzione di valore, secondo quanto previsto dallo IAS 36 (Riduzione di valore delle attività); il valore originario non viene comunque ripristinato qualora vengano meno le ragioni che hanno determinato la riduzione di valore.
La verifica viene svolta, di norma, alla fine di ogni esercizio e, pertanto, la data di riferimento per tale verifica è costituita dalla data di chiusura del bilancio. L’avviamento acquisito ed allocato nel corso dell’esercizio è sottoposto a verifica della recuperabilità del valore alla fine dell’esercizio in cui l’acquisizione e l’allocazione sono avvenute.
Al fine della verifica della sua recuperabilità, l’avviamento è allocato, alla data di acquisizione, ad ogni unità o gruppo di unità generatrici di flussi di cassa (Cash Generating Unit – CGU) che beneficiano dell’acquisizione. Se il valore contabile dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) eccede il rispettivo valore recuperabile, si rileva a conto economico separato consolidato una perdita per riduzione di valore. La perdita per riduzione di valore è imputata dapprima a riduzione del valore contabile dell’avviamento allocato all’unità generatrice di flussi di cassa (o al gruppo di unità) e solo successivamente alle altre attività dell’unità in proporzione al loro valore contabile fino all’ammontare del valore recuperabile delle attività a vita utile definita. Il valore recuperabile di un’unità generatrice di flussi di cassa (o di un gruppo di unità) cui è allocato l’avviamento è il maggiore fra il fair value, dedotti i costi di vendita, ed il valore d’uso della stessa unità. Il valore d’uso di un’attività è costituito dal valore attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. I flussi di cassa futuri si riferiscono a quelli previsti su un orizzonte temporale esplicito compreso fra i tre e i cinque anni, nonché a quelli estrapolati dall’ultimo anno dell’orizzonte temporale esplicito per la stima del valore terminale. Il tasso di crescita a lungo termine utilizzato al fine della stima del valore terminale dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) viene assunto in misura non eccedente il tasso medio di crescita a lungo termine del settore, del Paese o del mercato nel quale l’unità generatrice di flussi di cassa (o il gruppo di unità) opera. I flussi di cassa futuri sono stimati facendo riferimento alle condizioni correnti dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) e, pertanto, non si considerano né i benefici derivanti da ristrutturazioni future per le quali l’entità non è ancora impegnata, né gli investimenti futuri di miglioramento o di ottimizzazione dell’unità. Ai fini della verifica della riduzione di valore, il valore contabile di un’unità generatrice di flussi di cassa viene determinato coerentemente con il criterio con cui è determinato il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa, escludendo i c.d. surplus assets (ossia le attività finanziarie, le attività per imposte anticipate e le attività non correnti nette destinate ad essere cedute) e includendo la quota di avviamento attribuibile agli azionisti di minoranza.
Attività (immateriali e materiali) a vita utile definita e diritti d’uso su beni di terzi
Ad ogni data di riferimento del bilancio, il Gruppo verifica se esistono indicazioni che le attività sia immateriali che materiali a vita utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi possano aver subito una riduzione di valore. A tal fine si considerano sia fonti interne che esterne di informazione. Relativamente alle prime (fonti interne) si considera: l’obsolescenza o il deterioramento fisico dell’attività, eventuali cambiamenti significativi nell’uso dell’attività e l’andamento economico dell’attività rispetto a quanto previsto. Relativamente alle fonti esterne, invece, si considera: l’andamento dei prezzi di mercato delle attività, eventuali discontinuità tecnologiche, di mercato o normative, l’andamento dei tassi di interesse di mercato e del costo del capitale utilizzato per valutare gli investimenti ed infine se il valore contabile delle attività nette del Gruppo dovesse risultare superiore alla capitalizzazione di borsa.
Se esistono indicazioni che le attività sia immateriali che materiali a vita utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi abbiano subito una riduzione di valore, il valore di carico è ridotto al relativo valore recuperabile. Il valore recuperabile è definito come il maggiore tra il fair value, al netto dei costi di vendita, ed il suo valore d’uso. Il valore d’uso è costituito dal valore attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività o del diritto. Quando non è possibile stimare il valore recuperabile, il Gruppo stima il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa cui l’attività appartiene. La riduzione di valore è iscritta a conto economico separato consolidato.
Quando successivamente vengono meno i motivi che hanno determinato una riduzione di valore, il valore contabile dell’attività/diritto d’uso o dell’unità generatrice di flussi di cassa è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile che, comunque, non può eccedere il valore che si sarebbe determinato se non fosse stata rilevata alcuna riduzione di valore. Il ripristino di valore è iscritto a conto economico.
Strumenti finanziari
Per strumenti finanziari si intende qualsiasi contratto che dia origine a un’attività finanziaria per un’entità e a una passività finanziaria o a uno strumento rappresentativo di capitale per la controparte.
Attività finanziarie
Rilevazione e valutazione iniziale
Al momento della rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono classificate, a seconda dei casi, in base alle successive modalità di misurazione, cioè al costo ammortizzato, al fair value rilevato nel conto economico complessivo OCI e al fair value rilevato nel conto economico.
La classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie e dal modello di business che il Gruppo usa per la loro gestione. Ad eccezione dei crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa o per i quali il Gruppo ha applicato l’espediente pratico, il Gruppo inizialmente valuta un’attività finanziaria al suo fair value più, nel caso di un’attività finanziaria non al fair value rilevato nel conto economico, i costi di transazione. I crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa o per i quali il Gruppo ha applicato l’espediente pratico sono valutati al prezzo dell’operazione determinato secondo l’IFRS 15. Si rimanda al successivo paragrafo “Riconoscimento dei ricavi” della presente nota di commento.
Affinché un’attività finanziaria possa essere classificata e valutata al costo ammortizzato o al fair value rilevato in OCI, deve generare flussi finanziari che dipendono solamente dal capitale e dagli interessi sull’importo del capitale da restituire (cosiddetto ‘solely payments of principal and interest (SPPI)’). Questa valutazione è indicata come test SPPI e viene eseguita a livello di strumento. Le attività finanziarie i cui flussi di cassa non soddisfano i requisiti sopra indicati (e.g. SPPI) sono classificati e misurati al fair value rilevato a conto economico.
Il modello di business del Gruppo per la gestione delle attività finanziarie si riferisce al modo in cui gestisce le proprie attività finanziarie al fine di generare flussi finanziari. Il modello aziendale determina se i flussi finanziari deriveranno dalla raccolta di flussi finanziari contrattuali, dalla vendita delle attività finanziarie o da entrambi.
L’acquisto o la vendita di un’attività finanziaria che ne richieda la consegna entro un arco di tempo stabilito generalmente da regolamento o convenzioni del mercato (cd. Vendita standardizzata o regular way trade) è rilevata alla data di contrattazione, vale a dire la data in cui il Gruppo si è impegnato ad acquistare o vendere l’attività.
Valutazione successiva
Ai fini della valutazione successiva, le attività finanziarie sono classificate in quattro categorie:
(i) attività finanziarie al costo ammortizzato;
(ii) attività finanziarie al fair value rilevato tra le altre componenti di conto economico complessivo con riciclo degli utili e perdite cumulate;
(iii) attività finanziarie designate al fair value rilevato tra le altre componenti di conto economico complessivo senza riciclo degli utili e perdite cumulate all’atto dell’eliminazione contabile (strumenti di capitale); e
(iv) attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico.
Gli amministratori determinano la classificazione delle stesse al momento della loro prima iscrizione.
Cancellazione
Le attività finanziarie sono eliminate dallo stato patrimoniale quando è estinto il diritto a ricevere i flussi di cassa oppure il Gruppo ha trasferito a una terza parte il diritto a ricevere flussi finanziari dall’attività o ha assunto l’obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e senza ritardi e (a) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria, oppure (b) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell’attività, ma ha trasferito il controllo della stessa. Un’attività finanziaria viene inoltre eliminata quando non vi è nessuna ragionevole aspettativa di recupero dei flussi finanziari contrattuali.
Nei casi in cui il Gruppo abbia trasferito i diritti a ricevere flussi finanziari da un’attività o abbia siglato un accordo in base al quale mantiene i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari dell’attività finanziaria, ma assume un’obbligazione contrattuale a pagare i flussi finanziari a uno o più beneficiari (c.d. pass-through), esso valuta se e in che misura abbia trattenuto i rischi e i benefici inerenti al possesso. Nel caso in cui non abbia né trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici o non abbia perso il controllo sulla stessa, l’attività continua ad essere rilevata nel bilancio del Gruppo nella misura del suo coinvolgimento residuo nell’attività stessa. In questo caso, il Gruppo riconosce inoltre una passività associata. L’attività trasferita e la passività associata sono valutate in modo da riflettere i diritti e le obbligazioni che rimangono di pertinenza del Gruppo.
Attività finanziarie al costo ammortizzato (strumenti di debito)
Le attività finanziarie al costo ammortizzato rappresentano la categoria maggiormente rilevante per il Gruppo.
Il Gruppo valuta le attività finanziarie al costo ammortizzato se entrambi i seguenti requisiti sono soddisfatti:
(i) l’attività finanziaria è posseduta nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finanziarie finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali e
(ii) i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire
Tale attività sono inizialmente rilevate al fair value, eventualmente rettificato dei costi di transazione e, successivamente, valutate al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo e sono soggette ad impairment. Gli utili e le perdite sono rilevati a conto economico quando l’attività è eliminata, modificata o rivalutata.
Tra le attività finanziarie al costo ammortizzato del Gruppo sono inclusi prevalentemente i crediti commerciali.
Attività finanziarie al fair value rilevato in OCI (strumenti di debito)
Per le attività da strumenti di debito valutati al fair value rilevato in OCI, gli interessi attivi, le variazioni per differenze cambio e le perdite di valore, insieme alle riprese, sono rilevati a conto economico e sono calcolati allo stesso modo delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Le rimanenti variazioni del fair value sono rilevate in OCI. Al momento dell'eliminazione, la variazione cumulativa del fair value rilevata in OCI viene riclassificata nel conto economico. Le attività da strumenti di debito del Gruppo valutati al fair value rilevato in OCI comprendono gli investimenti in strumenti di debito quotati inclusi nelle altre attività finanziarie non correnti.
Attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico
Gli strumenti finanziari al fair value con variazioni rilevate nel conto economico sono iscritti nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria al fair value e le variazioni nette del fair value rilevate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio.
In questa categoria rientrano gli strumenti derivati e le partecipazioni quotate che il Gruppo non ha scelto irrevocabilmente di classificare al fair value rilevato in OCI. I dividendi su partecipazioni quotate sono rilevati come altri proventi nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio quando è stato stabilito il diritto al pagamento.
Questa categoria comprende le attività detenute per la negoziazione, le attività designate al momento della prima rilevazione come attività finanziarie al fair value con variazioni rilevate nel conto economico, o le attività finanziarie che obbligatoriamente bisogna valutare al fair value. Le attività detenute per la negoziazione sono tutte quelle attività acquisite per la loro vendita o il loro riacquisto nel breve termine. I derivati, inclusi quelli scorporati, sono classificati come strumenti finanziari detenuti per la negoziazione, salvo che non siano designati come strumenti di copertura efficace. Le attività finanziarie con flussi finanziari che non sono rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell’interesse sono classificate e valutate al fair value rilevato a conto economico, indipendentemente dal modello di business.
Perdita di valore di attività finanziarie
Il Gruppo iscrive una svalutazione per perdite attese (Expected Credit Loss ‘ECL’) per tutte le attività finanziarie rappresentate da strumenti di debito non detenuti al fair value rilevato a conto economico. Le ECL si basano sulla differenza tra i flussi finanziari contrattuali dovuti in conformità al contratto e tutti i flussi finanziari che il Gruppo si aspetta di ricevere, scontati ad una approssimazione del tasso di interesse effettivo originario. I flussi di cassa attesi includeranno i flussi finanziari derivanti dalla escussione delle garanzie reali detenute o di altre garanzie sul credito che sono parte integrante delle condizioni contrattuali.
Le perdite attese sono rilevate in due fasi. Relativamente alle esposizioni creditizie per le quali non vi è stato un aumento significativo del rischio di credito dalla rilevazione iniziale, bisogna rilevare le perdite su crediti che derivano dalla stima di eventi di default che sono possibili entro i successivi 12 mesi (12-month ECL). Per le esposizioni creditizie per le quali vi è stato un significativo aumento del rischio di credito dalla rilevazione iniziale, bisogna rilevare integralmente le perdite attese che si riferiscono alla residua durata dell’esposizione, a prescindere dal momento in cui l’evento di default si prevede che si verifichi (‘’Lifetime ECL’’).
Per i crediti commerciali e le attività derivanti da contratto, il Gruppo applica un approccio semplificato nel calcolo delle perdite attese. Pertanto, il Gruppo non monitora le variazioni del rischio di credito, ma rileva integralmente la perdita attesa a ogni data di riferimento. Il Gruppo ha definito un sistema matriciale basato sulle informazioni storiche, riviste per considerare elementi prospettici con riferimento alle specifiche tipologie di debitori e del loro ambiente economico, come strumento per la determinazione delle perdite attese.
Il Gruppo considera solitamente un’attività finanziaria in default quando i pagamenti contrattuali sono scaduti da 180 giorni. In alcuni casi, il Gruppo può anche considerare che un’attività finanziaria sia in default quando informazioni interne o esterne indicano che è improbabile che il Gruppo recuperi interamente gli importi contrattuali prima di aver considerato le garanzie sul credito detenute dal Gruppo.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti comprendono il denaro in cassa e i depositi a vista e a breve termine, i depositi altamente liquidi con una scadenza non oltre i tre mesi, che sono prontamente convertibili in un dato ammontare di denaro e soggetti ad un rischio significativo di variazione di valore.
Ai fini della rappresentazione nel rendiconto finanziario consolidato, le disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono rappresentati dalle disponibilità liquide come definite sopra, al netto degli scoperti bancari in quanto questi sono considerati parte integrante della gestione di liquidità del Gruppo.
Passività finanziarie
Rilevazione e valutazione iniziale
Le passività finanziarie sono classificate, al momento della rilevazione iniziale, tra le passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico, tra i mutui e finanziamenti, o tra i derivati designati come strumenti di copertura.
Tutte le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value cui si aggiungono, nel caso di mutui, finanziamenti e debiti, i costi di transazione ad essi direttamente attribuibili.
Le passività finanziarie del Gruppo comprendono debiti commerciali e altri debiti, mutui e finanziamenti, inclusi scoperti di conto corrente e strumenti finanziari derivati.
Valutazione successiva
La valutazione delle passività finanziarie dipende dalla loro classificazione. Il Gruppo presenta solo finanziamenti e debiti al costo ammortizzato. Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato usando il metodo del tasso di interesse effettivo. Gli utili e le perdite sono contabilizzati nel conto economico quando la passività è estinta, oltre che attraverso il processo di ammortamento. Il costo ammortizzato è calcolato rilevando lo sconto o il premio sull’acquisizione e gli onorari o costi che fanno parte integrante del tasso di interesse effettivo. L’ammortamento al tasso di interesse effettivo è compreso tra gli oneri finanziari nel prospetto dell’utile/(perdita).
Cancellazione
Una passività finanziaria viene cancellata quando l’obbligazione sottostante la passività è estinta, annullata ovvero adempiuta. Laddove una passività finanziaria esistente fosse sostituita da un’altra dello stesso prestatore, a condizioni sostanzialmente diverse, oppure le condizioni di una passività esistente venissero sostanzialmente modificate, tale scambio o modifica viene trattato come una cancellazione contabile della passività originale, accompagnata dalla rilevazione di una nuova passività, con iscrizione nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio di eventuali differenze tra i valori contabili.
Rimanenze
Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore fra il costo ed il valore netto di realizzo. Il metodo di determinazione del costo adottato dal Gruppo è il costo medio ponderato. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita nel corso della normale gestione, al netto dei costi stimati di completamento e quelli necessari per realizzare la vendita. I rischi di obsolescenza sono fronteggiati con adeguati stanziamenti a rettifica del valore. L’eventuale svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se non ne sussistono più i motivi.
Il Gruppo classifica le rimanenze nelle seguenti categorie:
materie prime;
prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;
prodotti finiti e merci;
acconti.
I prodotti in corso di lavorazione sono valutati al costo di produzione, con esclusione degli oneri finanziari e delle spese generali di struttura.
Attività non correnti classificate come possedute per la vendita e discontinued operation
Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un’operazione di vendita, anziché tramite il loro uso continuativo. Questa condizione si considera rispettata quando la vendita è altamente probabile e l’attività o il gruppo in dismissione è disponibile per una vendita immediata nelle sue attuali condizioni. In presenza di un programma di vendita di una controllata comporta la perdita del controllo, tutte le attività e passività di tale partecipata sono classificate come destinate alla vendita, a prescindere dal fatto che, dopo la cessione, si mantenga o meno una quota di partecipazione non di controllo.
Le attività non correnti destinate alla vendita e i gruppi in dismissione sono rilevati nello Stato patrimoniale separatamente dalle altre attività e passività dell’impresa. Gli importi presentati per le attività non correnti o per le attività e passività di un gruppo in dismissione classificati come posseduti per la vendita non sono riclassificati o ripresentati per i periodi a raffronto.
Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il valore contabile ed il loro fair value al netto dei costi di vendita.
Un gruppo in dismissione si qualifica come attività operativa cessata se è parte di un’entità che è stata dismessa oppure è classificata come detenuta per la vendita, e (i) rappresenta un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività; (ii) fa parte di un unico piano coordinato di dismissione di un importante ramo di attività o area geografica di attività significativa; o (iii) è una controllata acquisita esclusivamente in funzione di una rivendita.
Le attività destinate alla dismissione sono escluse dal risultato delle attività operative e sono presentate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio in un’unica riga come Utile/(perdita) netto derivante da attività destinate alla dismissione. I corrispondenti ammontari sono ripresentati nel Conto economico per i periodi a confronto, cosicché l’informativa si riferisca a tutte le discontinued operation entro la data di riferimento dell’ultimo bilancio presentato.
Quando si verificano eventi che non consentono più di classificare le attività non correnti o i gruppi in dismissione come destinati alla vendita, gli stessi sono riclassificati nelle rispettive voci di stato patrimoniale e rilevati al minore tra: (i) il valore di iscrizione alla data di classificazione come destinati alla vendita, rettificato degli ammortamenti, svalutazioni e riprese di valore che sarebbero stati rilevati qualora le attività o il gruppo in dismissione non fossero stati qualificati come destinati alla vendita; e (ii) il valore recuperabile alla data della riclassifica.
Benefici ai dipendenti
I benefici successivi al rapporto di lavoro possono configurarsi in diversi schemi pensionistici (o integrativi) che nell’ambito degli IFRS sono fatti rientrare nelle seguenti macro-tipologie:
Piani a contribuzione definita in cui l’impresa paga dei contributi fissi a un’entità distinta (es. un fondo) e non avrà una obbligazione legale o implicita a pagare ulteriori contributi qualora l’entità deputata non disponga di attività sufficienti a pagare i benefici in relazione alla prestazione resa durante l’attività lavorativa nell’impresa. L’impresa rileva contabilmente i contributi al piano solo quando i dipendenti abbiano prestato la propria attività in cambio di quei contributi;
Piani a benefici definiti in cui l’impresa si obbliga a concedere i benefici concordati per i dipendenti in servizio assumendo i rischi attuariali e di investimento relativi al piano. Il costo di tale piano non è quindi definito in funzione dei contributi dovuti per l’esercizio, ma è rideterminato sulla base di assunzioni demografiche, statistiche e sulle dinamiche salariali. La metodologia applicata è definita “metodo della proiezione unitaria del credito”. Il Trattamento di Fine Rapporto (T.F.R.), rientra nella definizione di tali piani.
Il Gruppo, in accordo con quanto previsto dallo IAS 19, imputa al conto economico complessivo consolidato (OCI) gli utili e le perdite attuariali relativi ai “Piani a benefici definiti” al momento della loro rilevazione.
Con riferimento alla classificazione dei costi relativi ai piani a benefici definiti, i costi per prestazioni di lavoro (correnti e passati) sono rilevati nella voce “Costo del personale”. Viceversa, gli interest costs, al netto del rendimento atteso sulle attività a servizio del piano, sono classificati fra gli “oneri finanziari”.
Pagamenti basati su azioni
In data 6 maggio 2022 è stata approvata l’introduzione di un piano di stock option avente ad oggetto azioni ordinarie di Seri Industrial, denominato «Piano di Stock Option 2022» destinato agli amministratori esecutivi, dipendenti e collaboratori della Capogruppo e delle sue controllate, che rivestono ruoli strategicamente rilevanti o in grado di apportare un significativo contributo al perseguimento degli obiettivi strategici del Gruppo.
Il piano di incentivazione di lungo termine del Gruppo, Piano di Stock Option 2022, prevede l’assegnazione ai destinatari di diritti d’opzione su azioni Seri Industrial. Per ulteriori dettagli sul piano di incentivazione, si rinvia alla nota di commento “Piani di incentivazione dei dipendenti con azioni Seri Industrial”.
Ai sensi dell’IFRS 2, il costo del Piano di Stock Option viene rilevato in bilancio come costo del personale nel conto economico, imputato proporzionalmente lungo il periodo di maturazione delle opzioni (vesting period) fino alla data di esercizio prevista. I pagamenti basati su azioni sono rilevati al costo, determinato sulla base del fair value alla grant date. La valutazione iniziale del fair value delle stock option è una stima che tiene conto dei dividendi storici e dei dividendi attesi, della volatilità del prezzo delle azioni del Gruppo e dei suoi concorrenti al fine di prevedere il rendimento delle azioni, dal tasso di turnover del personale, della razionalità dei beneficiari in sede di esercizio delle opzioni e dalle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi previsti del Piano di Stock Option 2022.
Fondi, passività e attività potenziali
I fondi per rischi ed oneri sono iscritti a fronte di perdite ed oneri di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali, tuttavia, alla data di rendicontazione non sono determinabili l’ammontare e/o la data di accadimento.
Gli accantonamenti sono rilevati quando in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da un evento passato:
i. è probabile che per soddisfare l’obbligazione si renderà necessario un esborso di risorse;
ii. l’ammontare dell’obbligazione può essere stimato attendibilmente.
Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della migliore stima dell’ammontare che l’impresa razionalmente pagherebbe per estinguere l’obbligazione ovvero per trasferirla a terzi alla data di chiusura dell’esercizio. Quando l’effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l’accantonamento è determinato attualizzando i flussi finanziari futuri attesi a un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente del mercato del costo del denaro in relazione al tempo e, se applicabile, include gli effetti relativi al rischio specifico associabile a ciascuna passività. Quando la passività viene attualizzata, l’incremento dell’accantonamento dovuto al trascorrere del tempo è rilevato come onere finanziario.
Tra le fattispecie di passività e accantonamenti, si segnalano con riferimento al settore Mobilità sostenibile:
i. Penali per ritardata consegna dei beni ai clienti: se contrattualmente previste, sono rilevate come passività quando il ritardo nella consegna si verifica o diventa probabile e il relativo ammontare può essere stimato in modo attendibile. L'accantonamento è calcolato sulla base delle penali definite contrattualmente e dell’eventuale probabilità di riduzione o negoziazione dell'importo.
ii. Penali per mancata esecuzione del servizio di assistenza post-vendita: i contratti cosiddetti di «full service» prevedono un servizio di assistenza secondo determinate modalità e tempistiche; il mancato adempimento comporta il sostenimento di oneri attraverso l’addebito di penali dai clienti. Il Gruppo rileva un accantonamento per il costo stimato della penale, sulla base dell’entità degli inadempimenti previsti e dei parametri contrattuali applicabili.
iii. Fondo garanzia post-vendita: sono rilevate come passività gli interventi di assistenza tecnica e sostituzione di componenti soggetti a usura in garanzia, in base agli obblighi contrattuali assunti con i clienti.
Nelle note al bilancio sono oggetto di illustrazione le passività potenziali rappresentate da: (i) obbligazioni possibili derivanti da eventi passati, la cui esistenza sarà confermata solo al verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti non totalmente sotto il controllo dell’impresa: (ii) obbligazioni attuali derivanti da eventi passati il cui ammontare non può essere stimato attendibilmente o il cui adempimento è probabile che non sia oneroso.
Le attività potenziali, ossia attività possibili che derivano da eventi passati e la cui esistenza sarà confermata solo dal verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti non totalmente sotto il controllo dell’impresa, non sono rilevate in bilancio salvo che l’ottenimento dei relativi benefici sia virtualmente certo. Nel caso in cui l’ottenimento dei benefici sia probabile, le attività potenziali sono illustrate nelle note al bilancio.
Riconoscimento dei ricavi
Il Gruppo rileva i ricavi derivanti da contratti con clienti per un ammontare che riflette il corrispettivo al quale si aspetta di avere diritto in cambio dei beni forniti e servizi erogati, in accordo con il modello a cinque fasi previsto dall’IFRS 15. Il riconoscimento avviene quando (o man mano che) ciascuna obbligazione di fare è soddisfatta con il trasferimento del bene o servizio promesso al cliente, ovvero quando il cliente ne acquisisce il controllo. I criteri di rilevazione, applicati alle principali fattispecie, sono riepilogati come segue:
i. Ricavi dalla vendita di beni: rilevati nel momento in cui il cliente ottiene il controllo dei beni, se il Gruppo considera che la vendita sia adempiuta in un determinato momento (point in time).
ii. Ricavi per la prestazione di servizi: rilevati con riferimento allo stato di completamento della prestazione alla data di chiusura del bilancio, negli esercizi in cui i servizi sono prestati (over time).
iii. Ricavi per lavori su ordinazione: se il contratto soddisfa i criteri per il riconoscimento nel tempo (over time), i ricavi vengono rilevati sulla base dell’avanzamento della commessa (percentuale di completamento). Se il contratto non soddisfa tali criteri, i ricavi sono riconosciuti alla consegna del bene completato (point in time).
I ricavi sono iscritti al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita di beni e la prestazione di servizi. Se il corrispettivo previsto contrattualmente include una componente variabile, il Gruppo ne stima l’importo al momento della stipula del contratto. Il corrispettivo variabile viene rilevato solo se è altamente probabile che non si verifichi una significativa rettifica in diminuzione all’importo dei ricavi cumulati contabilizzati. I diritti di reso e gli sconti sui volumi rientrano tra i corrispettivi variabili.
Passività contrattuali
Una passività contrattuale rappresenta l’obbligazione del Gruppo a trasferire beni o servizi per i quali ha già ricevuto il corrispettivo (o per i quali una quota del corrispettivo è dovuta). Se il cliente paga prima che il Gruppo trasferisca il controllo dei beni o servizi, l’importo ricevuto è rilevato come passività contrattuale e vengono rilevate come ricavo quando il Gruppo soddisfa le relative obbligazioni di fare. Nel caso di lavori su ordinazione, eventuali anticipi ricevuti dal cliente prima della rilevazione dei ricavi vengono iscritti come passività contrattuali, fino a quando il Gruppo non soddisfa le condizioni per il riconoscimento dei ricavi nel tempo o alla consegna.
Contributi pubblici
I contributi pubblici sono rilevati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno ricevuti e che il Gruppo rispetterà tutte le condizioni previste dal Governo, enti governativi e analoghi enti locali, nazionali o internazionali, per la loro erogazione.
Il beneficio di un finanziamento pubblico ad un tasso d’interesse inferiore a quello di mercato è trattato come un contributo pubblico. Il finanziamento è inizialmente rilevato al fair value e il contributo pubblico è misurato come differenza tra il valore contabile iniziale e la provvista ricevuta. Il finanziamento è successivamente valutato conformemente alle disposizioni previste per le passività finanziarie. I contributi pubblici correlati a componenti di costo sono rilevati a Conto economico, con un criterio sistematico, negli esercizi in cui il Gruppo rileva come costi le spese che i contributi intendono compensare. Il contributo correlato ad una attività viene riconosciuto come ricavo in quote costanti, lungo la vita utile attesa dell’attività di riferimento.
Laddove il Gruppo riceva un contributo non monetario, l’attività ed il relativo contributo sono rilevati al valore nominale e rilasciati nel conto economico, in quote costanti, lungo la vita utile attesa dell’attività di riferimento.
Costi
I costi sono iscritti quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell’esercizio o per ripartizione sistematica ovvero quando non si possa identificare l’utilità futura degli stessi. I costi riferiti a prestazioni rientranti nello scopo dell’IFRS 15 sono contabilizzati in ossequio ai requisiti ivi contenuti.
Proventi ed oneri finanziari
Gli interessi sono rilevati per competenza sulla base del metodo degli interessi effettivi, utilizzando cioè il tasso di interesse che rende finanziariamente equivalenti tutti i flussi in entrata ed in uscita (compresi eventuali aggi, disaggi, commissioni, etc.) che compongono una determinata operazione.
Imposte sul reddito
Imposte sul reddito correnti
Le imposte correnti attive e passive dell’esercizio sono valutate per l’importo che ci si attende di recuperare o corrispondere alle autorità fiscali. Le aliquote e la normativa fiscale utilizzate per calcolare l’importo sono quelle emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di chiusura di bilancio nei paesi dove il Gruppo opera e genera il proprio reddito imponibile.
Le imposte correnti relative ad elementi rilevati direttamente a patrimonio netto sono rilevate anch’esse a patrimonio netto e non nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio. Il Management periodicamente valuta la posizione assunta nella dichiarazione dei redditi nei casi in cui le norme fiscali siano soggette ad interpretazioni e, ove appropriato, provvede a stanziare degli accantonamenti.
Imposte sul reddito differite e anticipate
Le imposte differite e anticipate sono calcolate applicando il cosiddetto “liability method” alle differenze temporanee alla data di bilancio tra i valori fiscali delle attività e delle passività e i corrispondenti valori di bilancio.
Le imposte differite sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:
le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell’avviamento o di un’attività o passività in una transazione che non rappresenta un’aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.
Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l’utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:
l’imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un’attività o passività in una transazione che non rappresenta un’aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.
Il valore di carico delle imposte anticipate viene riesaminato a ciascuna data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile che saranno disponibili in futuro sufficienti imponibili fiscali da permettere in tutto o in parte l’utilizzo di tale credito. Le imposte anticipate non rilevate sono riesaminate ad ogni data di bilancio e sono rilevate nella misura in cui diventa probabile che i redditi fiscali saranno sufficienti a consentire il recupero di tali imposte differite attive.
Nel valutare la recuperabilità delle imposte anticipate, il Gruppo si basa sulle stesse assunzioni previsionali utilizzate altrove nel bilancio e nella Relazione sulla gestione.
Le imposte differite e anticipate sono misurate in base alle aliquote fiscali che si attende saranno applicate nell’esercizio in cui tali attività si realizzeranno o tali passività si estingueranno, considerando le aliquote in vigore e quelle già emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di bilancio.
Le imposte differite relative ad elementi rilevati al di fuori del conto economico sono anch’esse rilevate al di fuori del conto economico e, quindi, nel patrimonio netto o nel conto economico complessivo, coerentemente con l’elemento cui si riferiscono.
Il Gruppo compensa imposte differite attive ed imposte differite passive se e solo se esiste un diritto legale che consente di compensare imposte correnti attive e imposte correnti passive e le imposte differite attive e passive facciano riferimento ad imposte sul reddito dovute alla stessa autorità fiscale dallo stesso soggetto contribuente o da soggetti contribuenti diversi che intendono saldare le attività e passività fiscali correnti su base netta o realizzare l’attività e saldare la passività contemporaneamente, con riferimento ad ogni periodo futuro nel quale ci si attende che le attività e passività per imposte differite siano saldate o recuperate.
Conversione delle poste in valuta
Le operazioni in valuta estera sono rilevate inizialmente nella valuta funzionale, applicando il tasso di cambio a pronti alla data dell’operazione.
Le attività e passività monetarie, denominate in valuta estera, sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio alla data del bilancio.
Le differenze di cambio realizzate o quelle derivanti dalla conversione di poste monetarie sono rilevate nel conto economico, con l’eccezione degli elementi monetari che costituiscono parte della copertura di un investimento netto in una gestione estera. Tali differenze sono rilevate nel conto economico complessivo fino alla cessione dell’investimento netto, e solo allora l’ammontare complessivo è riclassificato nel conto economico. Le imposte attribuibili alle differenze cambio sugli elementi monetari sono anch’essi essere rilevati nel prospetto di conto economico complessivo.
Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite ai tassi di cambio alla data di rilevazione iniziale della transazione. Le poste non monetarie iscritte al fair value in valuta estera sono convertite al tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. L’utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie è trattato coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del fair value delle suddette poste (i.e. le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del fair value è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico).
IFRS 3 - Aggregazioni aziendali
Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell’acquisizione previsto dall’IFRS 3. Secondo tale metodo il corrispettivo trasferito in una business combination è valutato al fair value, determinato come somma dei fair value delle attività trasferite e delle passività assunte dal Gruppo alla data di acquisizione e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell’entità acquisita. Gli oneri accessori alla transazione sono rilevati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti. I corrispettivi sottoposti a condizione, considerati parte del prezzo di trasferimento, sono valutati al fair value alla data di acquisizione. Eventuali variazioni successive di fair value, sono rilevate a conto economico. Alla data di acquisizione le attività identificabili acquisite e le passività assunte sono rilevate al fair value. L’avviamento è determinato come l’eccedenza tra la somma dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale, del valore del patrimonio netto di pertinenza di interessenze di minoranza e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita rispetto al fair value delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione. Se il valore delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione eccede la somma dei corrispettivi trasferiti, del valore del patrimonio netto di pertinenza di interessenze di minoranza e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita, tale eccedenza è rilevata immediatamente a conto economico come provento derivante dalla transazione conclusa. Le quote di patrimonio netto di interessenza di minoranza, alla data di acquisizione, possono essere valutate
al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività identificabili dell’entità acquisita. La scelta del metodo di valutazione è effettuata transazione per transazione.
2.3 Uso di stime e giudizi significativi del management
La preparazione del Bilancio consolidato del Gruppo richiede agli amministratori di effettuare valutazioni discrezionali, stime e ipotesi che influenzano i valori di ricavi, costi, attività e passività e l’informativa a questi relativa, nonché l’indicazione di attività e passività potenziali alla data di riferimento. Le stime e i giudizi del management si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie; essi vengono adottati quando il valore contabile delle attività e passività non è facilmente desumibile da altre fonti. I risultati che si consuntiveranno, pertanto, potrebbero differire da tali stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a Conto economico, qualora la revisione interessi solo quell’esercizio. Nel caso in cui, invece, la stessa interessi esercizi sia correnti sia futuri, la variazione e rilevata nell’esercizio in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.
Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell’esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio. Il Gruppo ha basato le proprie stime ed assunzioni su parametri disponibili al momento della preparazione del Bilancio consolidato. Tuttavia, le attuali circostanze ed assunzioni su eventi futuri potrebbero modificarsi a causa di cambiamenti nel mercato o di accadimenti non controllabili dal Gruppo. Tali cambiamenti, qualora avvengano, sono riflessi nelle assunzioni.
Di seguito sono forniti i principali aggiornamenti delle stime e dei giudizi del management:
con riferimento alla recuperabilità delle attività non finanziarie, il Gruppo ha proceduto alla verifica dell’esistenza di indicatori di impairment ai sensi dello IAS 36, paragrafo 9, come successivamente esposto alla nota di commento “Immobilizzazioni immateriali”, cui si rimanda;
con riferimento alle recuperabilità delle attività finanziarie, il Gruppo ha verificato l’aggiornamento dei parametri per la matrice del calcolo delle Expected Credit Loss alla luce del deterioramento di alcune posizioni creditorie;
con riferimento alle imposte differite attive, il Gruppo, ipotizzando degli scenari “di stress”, ha proceduto al monitoraggio delle tempistiche di annullamento delle differenze temporanee deducibili e della conseguente recuperabilità delle imposte anticipate. Dalle attività svolte si ritengono recuperabili le imposte differite attive iscritte al 31 dicembre 2025 sulla base delle proiezioni economiche, patrimoniali e finanziarie per il periodo 2026-2030 approvati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo in data 17 aprile 2026;
Uso di stime
Riduzioni di valore di attività non finanziarie – Impairment test
Una riduzione di valore si verifica quando il valore contabile di un’attività o unità generatrice di flussi di cassa eccede il proprio valore recuperabile, che è il maggiore tra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d’uso. Il fair value meno i costi di vendita è l’ammontare ottenibile dalla vendita di un’attività o di un’unità generatrice di flussi di cassa in una libera transazione fra parti consapevoli e disponibili, dedotti i costi della dismissione. Il calcolo del valore d’uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di cassa.
I flussi di cassa utilizzati per il calcolo del valore d’uso si basano sul più recente Piano Industriale, approvato dal management, e non includono attività di ristrutturazione per i quali il Gruppo non si è ancora impegnato o investimenti futuri rilevanti che incrementeranno i risultati dell’attività inclusa nell’unità generatrice di flussi di cassa oggetto di valutazione.
Il valore recuperabile dipende sensibilmente dal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e del tasso di crescita utilizzato per l’estrapolazione.
Le assunzioni chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le diverse unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un’analisi di sensitività, sono dettagliatamente descritte nella nota di commento “Immobilizzazioni immateriali” del presente Bilancio consolidato.
Contratti di locazione – Stima del tasso di finanziamento marginale
Il Gruppo non può facilmente determinare il tasso di interesse implicito del contratto di locazione e quindi utilizza il tasso di finanziamento marginale per misurare la passività relative ai contratti di locazione. Il tasso di finanziamento marginale è il tasso di interesse che il locatario dovrebbe pagare per un prestito, con una durata e con garanzie simili, necessario per ottenere un'attività di valore simile all'attività consistente nel diritto di utilizzo in un contesto economico simile. Il tasso di finanziamento marginale, quindi riflette cosa il Gruppo avrebbe dovuto pagare, e questo richiede di effettuare una stima quando non esistono dati osservabili o quando i tassi devono essere rettificati per riflettere i termini e le condizioni del contratto di locazione. Il Gruppo stima il tasso di finanziamento marginale utilizzando dati osservabili (quali tassi di interesse di mercato) se disponibili.
Perdite attese su crediti commerciali
Alla fine di ciascuna data di riferimento del bilancio, il Gruppo rileva un fondo per perdite attese su crediti commerciali ed altre attività contrattuali. I fondi per perdite attese sulle attività finanziarie si basano su assunzioni riguardanti il rischio di default e la misurazione delle perdite attese. Nel formulare tali assunzioni e selezionare gli input per il calcolo della perdita attesa, il management utilizza il proprio giudizio professionale, basato sulla esperienza pregressa del Gruppo, sulle condizioni di mercato attuali, oltre che su stime prospettiche alla fine di ciascuna data di riferimento del bilancio.
Il Gruppo utilizza una matrice per calcolare le ECL per i crediti commerciali e le attività contrattuali. Le aliquote di accantonamento si basano sui giorni di scaduto per ogni classe di clienti. La matrice si basa inizialmente sui tassi di insolvenza storici osservati del Gruppo, aggiornati ad ogni data di riferimento del bilancio. La valutazione della correlazione tra i tassi di insolvenza storici e le ECL è una stima significativa. L’ammontare di ECL è sensibile ai cambiamenti delle circostanze e delle condizioni economiche previste. Anche l'esperienza storica sull’andamento delle perdite su credito del Gruppo e la previsione delle condizioni economiche future potrebbero non essere rappresentative dell’insolvenza effettiva del cliente in futuro. Il Gruppo adotta un approccio analitico solo per i crediti commerciali che il management considera singolarmente significativi e in presenza di specifiche informazioni sull’incremento significativo del rischio di credito.
Piani a benefici definiti e pagamenti basati su azioni
Il costo dei piani pensionistici a benefici definiti e degli altri benefici successivi al rapporto di lavoro ed il valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti sono determinati utilizzando valutazioni attuariali. La valutazione attuariale richiede l’elaborazione di varie assunzioni che possono differire dagli effettivi sviluppi futuri. Queste assunzioni includono la determinazione del tasso di sconto, i futuri incrementi salariali, i tassi di mortalità e il futuro incremento delle pensioni. A causa della complessità della valutazione e della sua natura di lungo termine, tali stime sono estremante sensibili a cambiamenti nelle assunzioni. Tutte le assunzioni sono riviste con periodicità semestrale. Il tasso di sconto rappresenta il parametro maggiormente soggetto a variazioni. Nella determinazione del tasso di sconto appropriato, gli amministratori utilizzano come riferimento il tasso di interesse di obbligazioni (corporate bond), in valute coerenti con le valute delle obbligazioni per benefici definiti, che abbiano un rating minimo AA, assegnato da agenzie di rating riconosciute internazionalmente, e con scadenze medie corrispondenti alla durata attesa dell’obbligazione a benefici definiti. Le obbligazioni sono sottoposte a un’ulteriore analisi qualitativa e quelle che presentano uno spread creditizio ritenuto eccessivo sono escluse dal paniere di obbligazioni in base al quale è calcolato il tasso di sconto, in quanto non rappresentano una categoria di obbligazioni di alta qualità. ll tasso di mortalità è basato sulle tavole disponibili sulla mortalità specifica per ogni Paese. Tali tavole tendono a variare solamente in risposta ad una variazione nelle ipotesi demografiche. I futuri incrementi salariali e gli incrementi delle pensioni si basano sui tassi d’inflazione attesi per ciascun Paese.
Il Gruppo ha attentamente analizzato i possibili impatti dell’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da una forte instabilità connessa alle tensioni politiche internazionali, dall’elevata inflazione e dall’incremento dei tassi di interesse, sulle ipotesi attuariali utilizzate nella valutazione delle passività e attività a servizio dei piani.
Ulteriori dettagli, inclusa un’analisi di sensitività, sono forniti nella nota di commento “Benefici successivi al rapporto di lavoro e similari”.
Analogamente a quanto riscontrabile nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, l’utilizzo di tecniche di valutazione complesse e l’identificazione tramite l’esercizio di giudizi articolati e/o soggettivi delle ipotesi da adottare nella valutazione caratterizzano inoltre la stima del valore di mercato degli strumenti rappresentativi di capitale sottostanti i piani di incentivazione. A partire dall’esercizio 2022, l’Assemblea degli azionisti di Seri Industrial ha deliberato l’adozione di un piano di incentivazione di lungo termine - Piano di Stock Option 2022. Le opzioni divengono esercitabili al raggiungimento di specifici obiettivi di performance, suddivisi tra obiettivi TSR e obiettivi ESG. Ai sensi dell’IFRS 2, il costo del Piano di Stock Option viene rilevato in bilancio come costo del personale nel conto economico, imputato proporzionalmente lungo il periodo di maturazione delle opzioni (vesting period) fino alla data di esercizio prevista. I pagamenti basati su azioni sono rilevati al costo, determinato sulla base del fair value alla grant date. La valutazione iniziale del fair value delle stock option è una stima che tiene conto dei dividendi storici e dei dividendi attesi, della volatilità del prezzo delle azioni del Gruppo e dei suoi concorrenti al fine di prevedere il rendimento delle azioni, dal tasso di turnover del personale, della razionalità dei beneficiari in sede di esercizio delle opzioni e dalle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi previsti del Piano di Stock Option 2022.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla nota di commento “Costi operativi - Piani di incentivazione dei dipendenti con azioni Seri Industrial”.
Obsolescenza magazzino e slow-moving
Per la valutazione delle rimanenze di magazzino il Gruppo si basa sulle linee guida dello IAS 2, che stabilisce la valutazione delle rimanenze al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Identificazione dei beni obsoleti o slow-moving: il management è responsabile dell'individuazione delle merci soggette a obsolescenza o a lenta movimentazione. Questo processo può includere l'analisi degli indici di rotazione del magazzino e la classificazione dei prodotti in base alla loro movimentazione. Accantonamenti per obsolescenza: il management stima le perdite attese derivanti dall'obsolescenza o dalla lenta movimentazione delle merci quale differenza tra il valore di carico di tali beni e il loro valore di presumibile realizzo, tenuto conto della possibilità di utilizzazione dei beni nel ciclo produttivo, di vendita a clienti o di recupero di parte dei materiali insita nelle merci.
Fondo penali per ritardata consegna dei beni ai clienti o per mancata esecuzione del servizio di assistenza post-vendita
Il management stima tale fondo per coprire eventuali oneri derivanti dall’applicazione di penali contrattuali legate a ritardi nella consegna dei beni ai clienti o all’eventuale mancata esecuzione del servizio di assistenza post-vendita. L’ammontare del fondo è determinato sulla base di un'analisi delle condizioni contrattuali in essere, della storicità delle penali applicate negli esercizi precedenti e delle previsioni relative alla capacità produttiva e operativa della Società. La stima tiene conto dei seguenti fattori principali: (i) l’incidenza storica dei ritardi nelle consegne e delle relative penalità applicate, (ii) l’andamento della supply chain e la disponibilità di componenti critici per la produzione (iii) il livello di affidabilità della rete di assistenza post vendita e le potenziali richieste di intervento non evase nei tempi contrattualmente previsti (iv) le eventuali segnalazioni da parte dei clienti riguardanti disservizi che potrebbero comportare richieste di risarcimento. Il management riesamina periodicamente l’adeguatezza del fondo, apportando eventuali aggiornamenti sulla base dell’evoluzione delle condizioni operative e delle previsioni di rischio. Eventuali utilizzi del fondo vengono contabilizzati a fronte dell’effettiva applicazione delle penali da parte dei clienti o della necessità di interventi straordinari in ambito post-vendita.
Fondo garanzia post-vendita
Il management stima tale fondo per far fronte agli oneri derivanti dalla manutenzione offerta in garanzia sui beni venduti. Tale servizio include interventi di assistenza tecnica e sostituzione di componenti soggetti a usura, in base agli obblighi contrattuali assunti con i clienti. L’ammontare del fondo è determinato sulla base di (i) l’esperienza storica relativa ai costi di manutenzione sostenuti per modelli simili di autobus, (ii) le condizioni specifiche dei contratti di vendita, che stabiliscono la durata e l’estensione della garanzia (iii) le previsioni di utilizzo degli autobus e il conseguente livello di usura dei componenti coperti, (iv) l’eventuale impatto di variazioni nei costi delle parti di ricambio e della manodopera.
Il management riesamina periodicamente l’adeguatezza del fondo, aggiornandolo in base all’andamento effettivo e previsionale dei costi di manutenzione e all’evoluzione dei contratti in essere.
Perdite attese su attività contrattuali – Contratti onerosi
In applicazione del principio contabile IAS 37 – Accantonamenti, passività e attività potenziali, è stato stanziato un fondo per contratti onerosi al fine di riflettere gli impatti economici derivanti da obbligazioni contrattuali in essere il cui adempimento comporta un costo superiore ai benefici economici attesi.
Il management riesamina periodicamente l’adeguatezza del fondo, aggiornandolo in base all’andamento effettivo dei costi e all’evoluzione dei contratti in essere
Contenziosi
Il Gruppo è parte in diversi procedimenti civili, amministrativi e fiscali, collegati al normale svolgimento delle proprie attività, che potrebbero generare passività di importo significativo, per i quali non è sempre oggettivamente possibile prevedere l’esito finale. La valutazione dei rischi legati ai suddetti procedimenti è basata su elementi complessi, soggetti a un diverso grado di incertezza, che per loro natura richiedono il ricorso del giudizio degli Amministratori, anche tenendo conto dei pareri dei consulenti esterni che assistono il Gruppo. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l’ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l’ammontare, tale fatto è riportato nelle note di commento.
Costi di sviluppo
Il Gruppo capitalizza i costi relativi ai progetti per lo sviluppo di prodotti. La capitalizzazione iniziale dei costi è basata sul fatto che sia confermato il giudizio degli amministratori sulla fattibilità tecnica ed economica del progetto, solitamente quando il progetto stesso ha raggiunto una fase precisa del piano di sviluppo. Per determinare i valori da capitalizzare, gli amministratori elaborano le previsioni dei flussi di cassa futuri attesi dal progetto, i tassi di sconto da applicare e i periodi di manifestazione dei benefici attesi.
Recuperabilità di imposte anticipate
Il Bilancio consolidato comprende attività per imposte anticipate, connesse alla rilevazione di perdite fiscali utilizzabili in esercizi successivi e a componenti di reddito a deducibilità tributaria differita, per un importo il cui recupero negli esercizi futuri è ritenuto dagli Amministratori altamente probabile. La recuperabilità delle suddette imposte anticipate è subordinata al conseguimento di utili imponibili futuri sufficientemente capienti per l’assorbimento delle predette perdite fiscali e per l’utilizzo dei benefici delle altre attività fiscali differite. Una stima del management è richiesta per valutare la probabilità della recuperabilità delle imposte anticipate, considerando tutte le evidenze possibili, sia negative che positive, e per determinarne l’ammontare che può essere rilevato in bilancio, in base alla tempistica e all’ammontare dei redditi imponibili futuri, alle future strategie di pianificazione fiscale nonché alle aliquote fiscali vigenti al momento del loro riversamento. Tuttavia, nel momento in cui si dovesse constatare che il Gruppo non sia in grado di recuperare negli esercizi futuri la totalità o una parte delle imposte anticipate rilevate, la conseguente rettifica verrà imputata al Conto economico dell’esercizio in cui si verifica tale circostanza.
Per ulteriori dettagli sulle imposte anticipate rilevate o non rilevate a bilancio, si rinvia alle note di commento di dettaglio.
Crediti d’imposta e altre agevolazioni fiscali
Talune agevolazioni fiscali possono talvolta presentarsi sotto forma di crediti d'imposta. I crediti d'imposta non sono definiti nell'ambito degli IFRS, ed è richiesto un giudizio nel determinare come l’ottenimento di un credito d'imposta debba essere contabilizzato: come riduzione dell'imposta ai sensi dello IAS 12 Imposte sul reddito o come la ricezione di un contributo pubblico ai sensi dello IAS 20. Quando il beneficio è strutturato come un pagamento per cassa o presenta le caratteristiche di una sovvenzione come nel caso di assenza di condizioni fiscali correlate al beneficio generalmente rilevano i requisiti dello IAS 20. Un credito d'imposta da trattare secondo quanto previsto dallo IAS 20 sarà liquidato per cassa nel caso non vi siano tasse da pagare (o siano in misura non sufficiente per la compensazione) e condizioni collegate di tipo non fiscale. Un credito d'imposta da trattare in conformità allo IAS 12 avrà caratteristiche come la riduzione delle imposte sul reddito (quindi sarà incassato o differito se non vi sono sufficienti imposte da pagare) e con poche, se non nessuna, condizioni di tipo non fiscale collegate. Il Gruppo prende in considerazione tutti i fatti e le circostanze relativi allo specifico beneficio per valutarne la sostanza osservando i seguenti indicatori: metodo di realizzazione, numero di condizioni, restrizioni relativamente alla spesa sostenuta e lo stato impositivo del contributo.
Giudizi del management
Valutazione dell’esistenza dei requisiti del controllo
Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l’esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti. L’esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell’investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti. Ai fini dell’assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali. Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell’ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.
Il Gruppo riesamina l’esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza.
Giudizio significativo nel determinare la durata dei contratti di locazione che contengono un’opzione di proroga o di recesso anticipato – Il Gruppo come locatario
Il Gruppo determina la durata dei contratti di locazione come il periodo non annullabile del contratto di locazione a cui vanno aggiunti sia i periodi coperti dall’opzione di estensione del leasing stesso (o di recesso anticipato), qualora vi sia la ragionevole certezza di esercitare tale opzione, sia i periodi coperti dall’opzione di risoluzione del contratto di locazione qualora vi sia la ragionevole certezza di non esercitare tale opzione.
Il Gruppo ha la possibilità, per alcuni dei suoi contratti di locazione, di prolungare il contratto o di concluderlo anticipatamente. Il Gruppo applica il proprio giudizio nel valutare se vi sia la ragionevole certezza di esercitare le opzioni di rinnovo. Ciò detto, il Gruppo considera tutti i fattori rilevati che possano comportare un incentivo economico ad esercitare le opzioni di rinnovo o a concludere il contratto. Dopo la data di decorrenza, il Gruppo rivede le stime circa la durata del contratto di locazione nel caso in cui si presenti un significativo evento o una significativa modifica in circostanze che sono sotto il proprio controllo e che possono influire sulla capacità di esercitare (o di non esercitare) l’opzione di rinnovo o di cancellazione anticipata (ad esempio, investimenti in migliorie sui beni in locazione o rilevanti modifiche specifiche sul bene in locazione).
Nota 3. Nuovi principi contabili, modifiche e interpretazioni
Di seguito si riportano i nuovi principi contabili, interpretazioni e modifiche entrati in vigore dal 1° gennaio 2025.
Il Gruppo non ha adottato anticipatamente alcun nuovo principio, interpretazione o modifica emessi ma non ancora in vigore.
Le modifiche allo IAS 21, emesse ad agosto 2023, richiedono di applicare un approccio coerente nel valutare se una valuta è scambiabile con un’altra e, quando non lo è, nel determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire.
L’applicazione di tali modifiche non ha comportato impatti significativi nel presente Bilancio consolidato del Gruppo.
3.1 Principi contabili di futura applicazione
Il Gruppo sta valutando i potenziali effetti derivanti dalla futura applicazione delle nuove disposizioni.
Nota 4. Informativa relativa al cambiamento climatico
La lotta ai cambiamenti climatici e la realizzazione di una transizione energetica pulita e giusta rappresentano ormai le principali priorità a livello mondiale. I cambiamenti climatici sono la sfida più grande della nostra epoca ma rappresentano anche un'opportunità per costruire un nuovo modello economico.
Per realizzare questa profonda trasformazione, le linee guida strategiche del Gruppo, pienamente allineate agli obiettivi del Green Deal europeo, prevedono investimenti sostenibili a supporto della realizzazione di un sistema energetico più pulito, di un’economia circolare della plastica e di soluzioni di mobilità sostenibile.
A tal proposito, in conformità a quanto indicato nel documento pubblicato dall’IFRS Foundation il 4 luglio 2023, il Gruppo ha preso in considerazione gli effetti delle tematiche connesse al cambiamento climatico nella predisposizione del presente Bilancio consolidato, tenendo altresì conto dei successivi orientamenti e chiarimenti applicativi diffusi dall’IFRS Foundation nel corso del 2025.
Di seguito si riporta una tabella riepilogativa dei paragrafi in cui si affrontano le tematiche relative al cambiamento climatico.
Argomento | Nota di commento | Contenuto |
Rischi strategici | Relazione sulla gestione sezione “Gestione dei rischi” | • Modalità di gestione dei rischi relativi al cambiamento climatico. |
Investimenti sostenibili | Nota 14 “Immobilizzazioni immateriali” Nota 16 “Immobilizzazioni materiali” | • Focus sugli investimenti per la realizzazione di un sistema energetico più pulito e lo sviluppo di modelli circolari funzionali al raggiungimento degli obiettivi strategici. |
Pagamenti basati su azioni | Nota 39 “Costi operativi” | • Descrizione dei piani di incentivazione ancorati al raggiungimento di specifici obiettivi relativi al clima |
Nota 5. Area di consolidamento
Di seguito sono elencate le società del Gruppo con evidenza della relativa inclusione o esclusione dall’area di consolidamento al 31 dicembre 2025:
Rispetto al 31 dicembre 2024 si segnala che:
• in data 19 maggio 2025 è stata completata la liquidazione della società F&F S.r.l. in liquidazione controllata al 100% da Fib S.p.A. e cancellata dal Registro Imprese.
• In data 30 luglio 2025 è stata costituita la Eni Storage System S.p.A. in joint venture tra Eni (50% più un’azione) e Fib (50% meno un’azione). La partecipazione è valutata al Patrimonio Netto e non modifica il perimetro di consolidamento
Relativamente alla società cinese YIBF, il Gruppo ha deciso di dismettere le attività di produzione e vendita delle batterie; ciò ha comportato la classificazione delle attività tra le discontinued operation ai fini dell’IFRS 5.
Relativamente alla P2P Srl, il management ha analizzato l’esistenza del requisito del controllo, in applicazione dell’IFRS 10, valutando tutti i fatti e le circostanze alla base dell’accordo d’investimento tra i soci. L’esistenza del controllo, difatti, non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma piuttosto, dai diritti sostanziali di ciascun investitore sulla società partecipata. A seguito di suddetta analisi, il Gruppo ha consolidato integralmente la società pur non detenendo la maggioranza dei diritti di voto, valutando quindi l’esistenza di requisiti che hanno portato al riscontro della condizione di controllo sulla società.
La società controllata FAAM Baterias SL con sede in Barcellona (Spagna) non è stata inclusa nell’area di consolidamento in quanto non si sarebbero prodotti effetti significativi sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo considerata anche la sua inattività.
Le società Jujuy Litio SA e Bluecap RL sono escluse dall’area di consolidamento in quanto non si configura l’ipotesi di controllo.
Nota 6. Attività di direzione e coordinamento
La Società, pur essendo direttamente controllata di diritto, ai sensi dell’articolo 2359, comma 1, n. 1 del Codice Civile e dell’articolo 93 del TUF, da SE.R.I. S.p.A., società quest’ultima partecipata interamente da Vittorio Civitillo e Andrea Civitillo, non è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di SE.R.I. S.p.A..
Difatti, in data 28 giugno 2021, il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial, all’esito di un lungo processo di verifica, ha deliberato di accertare che non sono più sussistenti elementi effettivi per considerare la Società assoggettata all’altrui attività di direzione e coordinamento.
Nota 7. Informativa per settori
Al 31 dicembre 2025 il Gruppo Seri Industrial è organizzato in tre Settori di attività, oltre alla funzione di corporate. Tali Linee di Business costituiscono le basi sulle quali il Gruppo riporta le informazioni di settore secondo lo schema primario.
I tre Settori operativi in cui sono suddivise le attività sono i seguenti:
“Materie plastiche” gestita dalla società Seri Plast S.p.A. (“Seri Plast”), attiva nel riciclo e nella lavorazione di materiali plastici per il mercato (i) delle batterie (produzione di compound speciali e stampaggio di cassette e coperchi per batterie); (ii) automotive (produzione di compound speciali) ed (iii) idro-termo sanitario, cantieristica civile e navale (produzione di compound speciali, estrusione e stampaggio di tubi, raccordi e pezzi speciali). Nel prossimo futuro, la Linea di Business, attraverso la joint venture “P2P”, sarà attiva anche nel settore dei polimeri plastici rigenerati per il mercato consumer ottenuti dal riciclo di imballaggi post-consumo a fine vita;
“Batterie”, gestita dalla società FIB S.p.A. (“Fib” o “FIB” o “Faam”), attiva, con il marchio Faam, (i) nella produzione di celle, moduli e sistemi di batterie al litio per applicazioni ESS (Energy Storage System), industriali e speciali; (ii) nella produzione di batterie al piombo per applicazioni trazione industriale, avviamento e storage; (iii) nel riciclo di batterie a fine vita, dalla progettazione dell’impianto al recupero di materiali. Fib, inoltre, detiene il controllo congiunto con Eni Industrial Evolution S.p.A. della società Eni Storage System S.p.A., non inclusa nel perimetro di consolidamento.
“Mobilità sostenibile”, attiva con il marchio Menarini nella produzione di autobus per il trasporto pubblico urbano, con una particolare attenzione alla transizione verso la mobilità sostenibile mediante la realizzazione di autobus elettrici. La nuova Linea di Business consentirà al Gruppo di consolidare la direzione intrapresa sulle principali azioni strategiche per favorire la transizione energetica in corso e affrontare le sfide del cambiamento climatico.
Ai tre settori si aggiunge il settore “Corporate” relativo alle attività svolte attraverso Seri Industrial SpA, la quale nell’ambito della propria funzione di indirizzo e coordinamento, presta nei confronti delle altre società del Gruppo, anche in relazione alla struttura organizzativa adottata, attività di funzioni di Holding, connesse al coordinamento dei processi di governance a livello di Gruppo: Amministrazione, Finanza e Controllo; Risorse Umane e Organizzazione; Comunicazione; Legale e Affari Societari; Sistemi Informativi; Audit.
Nel settore “Altro” sono incluse le attività residue condotte nel corso del primo semestre 2024 attraverso Tolo Energia Srl in liquidazione la cui liquidazione si è perfezionata nel corso del secondo semestre 2024.
L’andamento economico relativo all’esercizio 2025 delle attività suddiviso per settore è il seguente:
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa di confronto relativa al precedente esercizio:
Tra gli effetti di consolidamento sono incluse principalmente tra i Ricavi da clienti le elisioni dei rapporti economici tra settori, riconducibili prevalentemente alle management fees addebitate dalla Capogruppo alle controllate pari a euro 5.372 migliaia nel 2025 (euro 4.832 migliaia nel 2024).
Di seguito si riportano i ricavi, proventi e incrementi per lavori interni, nonché i costi operativi per Linea di Business al fine di evidenziare il peso dei diversi settori sul mercato. Tali valori sono espressi al netto dei rapporti intersettoriali, tenuto conto che il Gruppo è fortemente integrato sull’intera filiera.
Di seguito si riporta la situazione patrimoniale per settore al 31 dicembre 2025:
Di seguito si riporta la situazione patrimoniale di confronto per settore al 31 dicembre 2024:
Commento alle voci dello Stato Patrimoniale Consolidato
Attività correnti
Nota 8. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Le disponibilità liquide, pari a euro 46.160 migliaia, sono relative, prevalentemente, ai saldi attivi di conto corrente e presentano una riduzione di euro 413 migliaia. La voce accoglie per euro 658 migliaia le disponibilità liquide detenute dalla Capogruppo in qualità di pooler nell’ambito della gestione accentrata di tesoreria.
Nota 9. Attività finanziarie
Le attività finanziarie correnti sono iscritte per euro 1.946 migliaia; accolgono prevalentemente crediti vantati verso Invitalia per euro 485 migliaia, crediti vantati verso la controllante SE.R.I. S.p.A. per euro 1.459 migliaia e altre attività residue. Ai fini della valutazione tutte le attività finanziarie sono classificate come “Attività finanziarie al costo ammortizzato” (IFRS9.5.2.1).
Nota 10. Strumenti finanziari derivati
Gli strumenti finanziari derivati sono pari a euro 0 migliaia al 31 dicembre 2025. Il saldo accoglieva la valutazione del derivato di copertura sottoscritto dalla controllata FIB che al 31 dicembre 2025 presenta un mark to market negativo. Si rimanda alla Nota 23 del passivo “Strumenti finanziari derivati”.
Visto che gli elementi portanti dello strumento finanziario sottoscritto e del mutuo sottostante sono strettamente correlati, ai sensi del paragrafo B6.4.4 del principio contabile internazionale IFRS 9 si desume dunque l’esistenza di una relazione economica tra il valore dello strumento di copertura e l’elemento coperto tale da determinarne una reazione analoga al rischio che viene coperto. Ai sensi del paragrafo B6.4.14 del principio contabile internazionale IFRS 9 gli elementi portanti dello strumento di copertura e dell’elemento coperto sono sostanzialmente allineati, per cui è svolta esclusivamente una verifica dal solo punto di vista “qualitativo” con riferimento all’efficacia della copertura.
Nota 11. Crediti commerciali
I crediti commerciali sono iscritti per euro 80.398 migliaia e presentano un incremento di euro 14.871 migliaia rispetto all’esercizio precedente, correlato principalmente all’incremento dei volumi di vendita.
Sono vantati per euro 26.637 migliaia dal settore Batterie, per euro 10.829 migliaia dal settore Materie plastiche, per euro 42.764 migliaia dal settore Mobilità sostenibile e per euro 166 migliaia dal settore Corporate.
Il dato comparativo al 31 dicembre 2024 dei crediti commerciali per settore è il seguente:
Relativamente al settore Batterie e Mobilità sostenibile si evidenzia un incremento dei crediti commerciali mentre per il settore Materie plastiche si evidenzia una riduzione rispetto al precedente esercizio.
Il Gruppo ha in essere contratti di cessione di credito pro-solvendo a favore di società di factoring. Tali anticipazioni finanziarie sono state rimosse dal bilancio in quanto sussistono le condizioni previste dall’IFRS 9 per la cancellazione delle relative passività finanziarie.
I crediti iscritti per nominali euro 85.988 migliaia sono rettificati da un fondo svalutazione crediti pari ad euro 5.590 migliaia, la cui movimentazione nell’esercizio è la seguente:
L’esposizione del Gruppo al rischio di credito è costituita dalle perdite potenziali che potrebbero derivare dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Al fine di misurare tale rischio nel tempo il Gruppo utilizza una matrice per calcolare le Expected Credit Losses (ECL) per i crediti commerciali e le attività contrattuali. La matrice si basa sui tassi di insolvenza storici osservati del Gruppo. L’ammontare di ECL è sensibile ai cambiamenti delle circostanze e delle condizioni economiche previste.
Nota 12. Altre attività
Le altre attività sono iscritte per euro 240.386 migliaia e presentano un incremento di euro 104.209 migliaia rispetto al precedente esercizio.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce e confronto con il precedente esercizio:
La voce accoglie principalmente: i) crediti relativi a contributi a fondo perduto MIMIT per il progetto Teverola 2 per euro 177.855 migliaia (euro 96.289 migliaia al 31 dicembre 2024) - riconosciuti nell'ambito delle iniziative europee IPCEI (Important Projects of Common European Interest) a sostegno dell'innovazione industriale e tecnologica e sono correlati ad investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali; ii) crediti tributari per euro 22.375 migliaia che registrano un incremento netto di euro 6.984 migliaia. I crediti tributari accolgono prevalentemente crediti d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno e altri investimenti per euro 3.230 migliaia (euro 3.707 migliaia al 31 dicembre 2024), crediti d’imposta per attività di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica per euro 793 migliaia (euro 786 migliaia al 31 dicembre 2024), crediti IVA per euro 12.562 migliaia riconducibili a società non rientranti nell’IVA di Gruppo e altri crediti verso l’amministrazione finanziaria acquistati da terzi e maturati ai sensi dell’art. 119 DL n.34/2020 “Sconto Superbonus” per nominali euro 6.280 migliaia rettificati da un fondo time value pari ad euro 1.472 migliaia. La voce Crediti IVA di Gruppo accoglie crediti verso la controllante SE.R.I. SpA per trasferimenti effettuati nell’ambito del regime di Iva di Gruppo che ammontano a euro 5.839 migliaia; a fronte di tali crediti sono iscritti debiti della medesima natura per complessivi euro 1.847 migliaia.
Si segnala che gli “altri crediti vari” sono iscritti per nominali euro 3.582 migliaia, rettificati da un fondo svalutazione crediti di euro 888 migliaia (il fondo non ha subito variazioni rispetto al precedente esercizio). La voce accoglie crediti verso Invitalia per contributi pari a euro 592 migliaia (euro 3.464 migliaia al 31 dicembre 2024) relativi al settore Mobilità sostenibile. Il decremento rispetto al 2024 è riconducibile principalmente agli incassi ricevuti nel corso del 2025 di suddetti crediti.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce con evidenza dei settori di riferimento:
Nel settore Batterie la voce accoglie principalmente (i) crediti per euro 177.855 migliaia relativi a contributi MIMIT per il progetto Teverola 2 (ii) anticipi a fornitori per euro 2.800 migliaia. Nel settore Materie plastiche la voce accoglie principalmente (i) crediti per rimborsi assicurativi per circa euro 520 migliaia (ii) crediti d’imposta bonus sport per euro 141 migliaia e altri crediti verso l’amministrazione finanziaria acquistati da terzi e maturati ai sensi dell’art. 119 DL n.34/2020 “Sconto Superbonus” per nominali euro 6.315 migliaia rettificati da un fondo time value pari ad euro 1.615 migliaia (iii) anticipi a fornitori per euro 2.305 migliaia. Nel settore Mobilità sostenibile la voce accoglie principalmente (i) crediti per IVA per euro 6.166 migliaia (ii) acconti a fornitori per euro 1.468 migliaia.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce al 31 dicembre 2024 con evidenza dei settori di riferimento:
Nota 13. Rimanenze di magazzino
Le rimanenze di magazzino sono iscritte per euro 126.942 migliaia e presentano un incremento di euro 3.611 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
La composizione delle rimanenze suddivisa per settore di attività risulta essere la seguente:
Il dato comparativo al 31 dicembre 2024 delle rimanenze è il seguente:
Le rimanenze di magazzino sono esposte al netto del fondo svalutazione pari a euro 3.943 migliaia. Si espone nella seguente tabella il valore delle rimanenze con evidenza dei relativi appostamenti di fondi svalutazione:
Si espone nella seguente tabella la movimentazione del fondo svalutazione rimanenze:
Il dato comparativo al 31 dicembre 2024 è riportato nella seguente tabella:
Attività non correnti
Nota 14. Immobilizzazioni immateriali
Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte per euro 121.798 migliaia e presentano un incremento di euro 9.702 migliaia. La ripartizione delle immobilizzazioni immateriali suddivisa per tipologia è la seguente:
Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali del periodo ammontano a euro 26.672 migliaia. Le informazioni relative alle variazioni del periodo sono dettagliatamente fornite nell’Allegato 1.
L’incremento dei costi di sviluppo è ascrivibile principalmente alla attività di sviluppo di progetti innovativi per batterie relativi al Progetto IPCEI.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce con evidenza dei settori di riferimento:
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce al 31 dicembre 2024 con evidenza dei settori di riferimento:
Di seguito l’allocazione dell’avviamento alle CGU individuate dal Gruppo.
Impairment test sul valore dell’avviamento e delle immobilizzazioni materiali ed immateriali
L’impairment test condotto ai sensi dello IAS 36 non ha evidenziato perdite di valore tali da richiedere svalutazioni nel corso dell’esercizio. Con particolare riferimento al valore dell’avviamento il test è stato effettuato facendo riferimento alle singole CGU cui esso è attribuito, , sulla base delle scelte strategiche e organizzative attuate dal Gruppo.
L’analisi dei test di impairment è stata condotta attraverso la stima del valore recuperabile fondata sulla configurazione di valore rappresentata dal valore d’uso, ovvero sulla verifica dei flussi finanziari attesi (metodologia del Discounted Cash Flow) dalle CGU e riflessi nei piani previsionali relativi al periodo 2026 -2030 approvati dal Consiglio di Amministrazione in data 17 aprile 2026.
I piani previsionali 2026-2030 riflettono le migliori stime effettuabili in merito alle principali assunzioni, alla base dell’operatività aziendale (andamenti macroeconomici e dei prezzi, ipotesi di funzionamento degli asset produttivi). Le assunzioni in parola e le corrispondenti informazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sono state ritenute idonee ai fini dello svolgimento dell’impairment test dal Consiglio di Amministrazione che ne ha approvato i risultati.
L'esecuzione dei test è stata effettuata sulla base di un orizzonte temporale pari a 5 anni e di un valore terminale basato sul flusso di cassa operativo normalizzato, tenuto conto di un tasso di crescita pari a 2%. I tassi di attualizzazione sono stati stimati mediante la determinazione del costo medio ponderato del capitale.
Il management ha basato la propria stima dei flussi derivanti dai piani previsionali su specifiche assunzioni tenuto anche conto, laddove disponibili, di fonti esterne:
CGU Materie plastiche
Con riferimento ai ricavi, la stima è stata effettuata per ciascuna unità di business tenendo conto dei rapporti con la clientela e dei contratti di lungo termine sottoscritti, nonché delle previsioni dei mercati di sbocco sottostanti che prevedono degli outlook positivi in termini di volumi.
CGU Batterie
Con riferimento ai ricavi, la stima è stata effettuata per ciascuna unità di business tenendo conto delle evoluzioni dei mercati di sbocco, e dei nuovi progetti, che prevedono degli outlook positivi in termini di volumi.
Immobilizzazioni materiali e immateriali Mobilità sostenibile
Con riferimento ai ricavi, la stima è stata in funzione delle evoluzioni dei mercati di sbocco e dei nuovi progetti e tenendo conto della contrazione di ricavi prevista per l’esercizio 2026. L’avvio del corrente esercizio (2026) è caratterizzato da un significativo rallentamento del mercato nazionale del Trasporto Pubblico Locale, principalmente determinato dai ritardi dei processi amministrativi e dalla mancata formalizzazione degli ordini da parte delle aziende pubbliche di trasporto, impegnate nella rendicontazione dei fondi PNRR. Tale dinamica ha determinato una temporanea contrazione del portafoglio ordini, volume non sufficiente a garantire un livello di saturazione adeguato degli impianti produttivi.
In tale contesto, a partire dal 9 febbraio 2026, la Società ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) per una durata di 13 settimane, misura necessaria per fronteggiare il temporaneo calo della domanda preservando al contempo l’integrità della struttura industriale e delle competenze tecniche consolidate.
Contestualmente, prosegue l’attuazione del piano strategico, che prevede la finalizzazione della nuova gamma di autobus elettrici e metano, il completamento dei prototipi e dei processi di omologazione, nonché l’ulteriore sviluppo, a partire dal secondo semestre 2026, delle attività di commercializzazione all’estero. La diversificazione geografica rappresenta un fattore strategico per mitigare l’elevata volatilità del mercato domestico e ampliare il bacino di domanda potenziale.
Il management della Menarini ha aggiornato le proprie proiezioni economico-finanziarie e patrimoniali mediante la predisposizione di un Business Plan 2026-2030 sulla base del quale tenuto conto dei risultati attesi nel piano strategico, delle proiezioni finanziarie dei 12 mesi successivi alla data di approvazione del bilancio e del supporto finanziario dell’azionista di maggioranza, hanno ritenuto ragionevole assumere che la Società possa continuare ad operare in un prevedibile futuro come un'entità in funzionamento.
Il piano strategico ha mostrato soddisfacenti livelli di redditività e di flussi di cassa attesi.
Per la determinazione del valore d’uso delle CGU si è fatto riferimento ad un orizzonte di previsione esplicita dei piani a medio termine e alle previsioni di lungo termine effettuate dalla direzione aziendale. Tali elaborazioni presentano i caratteri di incertezza e di aleatorietà tipici delle previsioni future e delle stime economiche; le stime sono infatti per loro natura soggette a variabili esogene e non governabili dal management che, in talune circostanze, possono influenzare anche significativamente l’accuratezza delle previsioni svolte. Infine, si è tenuto conto dei rischi correlati all’aleatorietà dei flussi di cassa nella determinazione dei saggi di attualizzazione.
Nella seguente tabella sono indicati l’estensione temporale presa a riferimento, l’eventuale applicazione di un valore terminale, relativo tasso di crescita e tasso di attualizzazione (WACC) utilizzati ai fini dell’impairment test per le due CGU:
Per quanto concerne i tassi di attualizzazione, coerenti con i flussi sopra descritti, sono stati stimati mediante la determinazione del costo medio ponderato del capitale. In particolare, per il Risk-Free rate (rf) è stato considerato il rendimento lordo dei BTP del Tesoro a 10 anni, su base semestrale. (Fonte Investing), per il Market Risk Premium (rm – rf) è stato stimato un tasso del 4,23%, sulla base delle proiezioni di Damodaran e per il Beta di settore sono stati presi a riferimento i valori osservati a dicembre 2025 di società comparabili quotate sui mercati regolamentati. Seguendo il processo sopra descritto, sono stati determinati valori recuperabili superiori al valore contabile tali da non comportare l’iscrizione di una svalutazione alla voce avviamento.
Al fine di verificare la robustezza del valore d’uso delle CGU, sono state condotte analisi di sensitività su variazioni delle principali assunzioni quali WACC e g rate, i cui risultati supportano integralmente tale valore.
Di seguito si riporta la riduzione del g rate e l’incremento del WACC che considerati singolarmente comporterebbero l’allineamento del valore recuperabile al valore di carico delle singole CGU:
Con riferimento al cambiamento climatico le assunzioni sottostanti al piano industriale, e quindi le relative ipotesi sulla futura performance finanziaria dell’impresa, sono adeguatamente allineate all’attuale contesto di regulation sulla transizione energetica ed ecologica e non recepiscono eventuali scenari di accelerazione che potrebbero verificarsi laddove il suddetto contesto normativo si modificasse. Nello specifico, sono presi in considerazione gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, gli impegni assunti nelle COP (Conferenze of Parties) in termini di riduzione delle emissioni e gli obiettivi dell’Unione europea che entro il 2030 punta a ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% (Fit for 55), che sarà innalzato a circa il 60% in coerenza con il REPowerEU, come passaggio fondamentale per raggiungere il traguardo net-zero carbon 2050.
L’impatto sui ricavi è stato considerato coerentemente con il progetto di implementare il range di prodotti offerti attraverso prodotti a ridotto impatto ambientale e funzionali al contrasto del cambiamento climatico sempre più sostenibili. Gli impatti sui costi si riflettono nella previsione di investimenti in progetti volti a favorire la mitigazione del climate risk così come nella previsione di maggiori costi fissi attribuibili ad un incremento delle attività, e quindi del personale, di ricerca e sviluppo tecnologico che mirano all’innovazione di processi e prodotti nel settore delle Materie Plastiche, delle Batterie e della Mobilità sostenibile.
Nota 15. Attività materiali per diritti di utilizzo
Le attività materiali per diritti di utilizzo sono iscritte per euro 32.776 migliaia e presentano una riduzione di euro 5.308 migliaia. La ripartizione delle attività materiali per diritti di utilizzo suddivisa tra locazione e leasing finanziari è la seguente:
Le informazioni relative alle variazioni del periodo sono dettagliatamente fornite nell’Allegato 2.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce con evidenza dei settori di riferimento:
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce al 31 dicembre 2024 con evidenza dei settori di riferimento:
I diritti di utilizzo si riferiscono prevalentemente a contratti di locazione di opifici industriali conclusi con le parti correlate Pmimmobiliare e Azienda Agricola Quercete (si rimanda alla Nota 45 per i dettagli sui rapporti di locazione).
Con riferimento alle locazioni, il periodo di valutazione è compreso tra i 3 e i 8 anni, tenuto conto della scadenza dei contratti e degli eventuali periodi di rinnovo. Si precisa che nel corso del periodo non sono intervenute lease modification. Il tasso marginale di finanziamento della Società utilizzato per l’attualizzazione dei canoni è pari al 5%.
I diritti di utilizzo sono iscritti (al netto del relativo fondo ammortamento) per euro 15.716 migliaia nel settore Batterie, per euro 15.855 migliaia nel settore Materie plastiche e per euro 1.202 migliaia nel settore Corporate.
Nota 16. Immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni materiali sono iscritte per euro 235.201 migliaia e presentano un incremento di euro 44.463 migliaia. La ripartizione delle immobilizzazioni materiali suddivisa per tipologia è la seguente:
Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono pari a euro 62.177 migliaia e si riferiscono agli investimenti effettuati prevalentemente nel settore Batterie presso il sito di Teverola 2. Le informazioni relative alle variazioni dell’esercizio sono dettagliatamente fornite nell’Allegato 3.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce con evidenza dei settori di riferimento:
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce al 31 dicembre 2024 con evidenza dei settori di riferimento:
Le immobilizzazioni materiali sono iscritte (al netto del relativo fondo ammortamento), per euro 145.273 migliaia nel settore Batterie, per euro 15.943 migliaia nel settore Materie plastiche, per euro 73.915 nel settore Mobilità sostenibile e per euro 66 migliaia nel settore Corporate.
Nota 17. Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto
Le partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto sono iscritte per euro 497 migliaia.
Di seguito si riporta la composizione della voce, suddivisa per settore di riferimento:
Le variazioni nette sono riconducibili: (i) rilevazione della nuova partecipazione in Eni Storage System, pari ad euro 108 migliaia, avvenuta in data 30 luglio 2025; (ii) svalutazione della partecipazione in Blue Cap pari ad euro 276 migliaia.
Il dato comparativo al 31 dicembre 2024 è il seguente:
Nota 18. Altre attività
Le altre attività non correnti sono iscritte per euro 2.110 migliaia (euro 2.542 migliaia al 31 dicembre 2024) e includono, per quanto riguarda il settore Batterie e Materie Plastiche, i depositi cauzionali costituiti in forza di contratti di locazione, principalmente verso la società correlata PM Immobiliare S.r.l.. Nel settore Mobilità Sostenibile, la voce accoglie invece depositi cauzionali versati nell’ambito dei contratti di vendita degli autobus.
Nota 19. Attività fiscali per imposte anticipate
Le attività fiscali per imposte anticipate sono iscritte per euro 45.779 migliaia (euro 37.116 migliaia al 31 dicembre 2024) e presentano una variazione di euro 8.663 migliaia.
Al 31 dicembre 2025 la voce è costituita principalmente da attività iscritte (i) per euro 2.024 migliaia (euro 2.539 migliaia al 31 dicembre 2024) a fronte dei saldi attivi di rivalutazione, affrancati e con rilevanza fiscale, delle controllate FIB, Seri Plast e Repiombo e riversate nel corso del periodo per euro 515 migliaia (ii) per euro 42.482 migliaia (euro 33.794 migliaia al 31 dicembre 2024) per perdite fiscali iscritte dalla Capogruppo nell’ambito del consolidato fiscale come da seguente tabella:
L’iscrizione delle suddette imposte anticipate è avvenuta in seguito alla verifica della previsione di utili imponibili futuri sufficientemente capienti per l’assorbimento delle stesse e di ulteriori benefici relativi ad altre attività fiscali differite anche in funzione delle proiezioni economiche, patrimoniali e finanziarie per il periodo 2026-2030 approvati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo in data 17 aprile 2026. Si precisa che la Società ha tenuto conto di quanto indicato nelle raccomandazioni ESMA EECS/0126-03 sull’evidenze positive e negative a supporto dell’iscrizione delle imposte anticipate verificando la recuperabilità delle stesse in un arco temporale di 2-5 anni.
Passività correnti
Nota 20. Debiti commerciali
I debiti commerciali sono iscritti per euro 126.145 migliaia (euro 133.055 migliaia al 31 dicembre 2024) e presentano una riduzione di euro 6.910 migliaia rispetto al precedente esercizio prevalentemente riconducibile (i) al settore Batterie dove la riduzione è connessa al pagamento dei fornitori per all'attività di investimento relativa al progetto IPCEI. In particolare, la riduzione riflette il rilevante pagamento di fornitori per gli investimenti (per oltre euro 51 milioni) per l'acquisto di impianti e macchinari da primari fornitori realizzati a fine 2024, i cui pagamenti risultano differiti e avvenuti nel corso del 2025, a seguito dell’accensione del contratto di finanziamento revolving. Nel dettaglio, euro 53.394 migliaia sono relativi al settore Batterie, e presentano un incremento rispetto all’esercizio precedente (euro 75.266 migliaia al 31 dicembre 2024), euro 16.983 migliaia sono relativi al settore Materie plastiche, in riduzione rispetto al precedente esercizio (euro 18.734 migliaia al 31 dicembre 2024) e euro 54.384 migliaia sono relativi al settore Mobilità sostenibile in incremento rispetto all’esercizio precedente (euro 36.832 migliaia al 31 dicembre 2024).
Di seguito si riporta una tabella contenente i dati di confronto relativi al precedente esercizio:
Di seguito si riporta il dettaglio dei debiti commerciali scaduti:
Le consistenze dello scaduto sono prevalentemente riconducibili alla società Menarini S.p.A.. Si rappresenta che l’indebitamento commerciale scaduto da oltre 90 giorni include quote scadute da oltre un anno costituiti prevalentemente da debiti in contenzioso per i quali non sono prevedibili le tempistiche di rientro.
Si prevede un progressivo rientro dello scaduto nel tempo, in concomitanza con il completamento del processo di integrazione e di riallineamento dei flussi operativi ai livelli standard del Gruppo.
Nota 21. Altre passività
Le altre passività sono iscritte per euro 75.964 migliaia (euro 50.360 migliaia al 31 dicembre 2024) e presentano un incremento di euro 25.604 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce e confronto con il precedente esercizio:
Di seguito viene esposta una tabella riepilogativa della composizione della voce suddivisa per settore di riferimento:
La voce include debiti verso il personale dipendente per euro 9.721 migliaia relativi a mensilità correnti, a ferie maturate e non godute e mensilità aggiuntive e verso enti previdenziali e assistenziali per euro 5.663 migliaia.
La voce acconti per contributi IPCEI pari a euro 29.327 migliaia accoglie la quota corrente del debito per acconti ricevuti dal MIMIT nell’ambito del progetto IPCEI (euro 15.877 migliaia al 31 dicembre 2024).
La voce altri debiti verso terzi pari a euro 12.974 migliaia accoglie prevalentemente acconti da clienti, per euro 8.341 migliaia (euro 4.034 migliaia al 31 dicembre 2024), di cui euro 588 migliaia relativi al settore Batterie, euro 444 migliaia relativi al settore Materie Plastiche ed euro 7.309 migliaia al settore Mobilità sostenibile.
La voce ratei e risconti passivi pari a euro 16.318 migliaia registra un incremento pari ad euro 4.100 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024 principalmente riconducibile a risconti passivi iscritti a fronte delle agevolazioni IPCEI. Il saldo risulta composto da risconti passivi iscritti a seguito della rilevazione dei crediti di imposta nonché da risconti iscritti a fronte delle agevolazioni maturate nei confronti di Invitalia e del MIMIT nell’ambito del progetto Teverola 1 e IPCEI e dell’investimento della controllata Seri Plast nel sito di Alife e Menarini nel sito di Flumeri. Le agevolazioni sugli investimenti, così come le agevolazioni fiscali, vengono infatti imputate a conto economico tra i contributi in conto impianti in correlazione agli ammortamenti dei beni per i quali il contributo è ricevuto. Le agevolazioni vengono quindi riscontate per la parte non di competenza. Tali risconti non contengono le quote oltre i dodici mesi che sono esposte nella sezione delle passività non correnti.
La voce debiti IVA di Gruppo accoglie i debiti tributari verso SE.R.I. SpA per euro 1.847 migliaia relativi principalmente al settore Corporate.
Nota 22. Debiti finanziari
I debiti finanziari correnti sono iscritti per euro 238.787 migliaia e presentano un incremento di euro 158.503 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024. L’incremento dei debiti finanziari correnti è riconducibile ai finanziamenti bancari e in particolare all’accensione del finanziamento revolving con pool di banche con esposizione pari a euro 150.000 migliaia.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento rispetto al precedente esercizio:
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento per settore di riferimento:
Gli altri debiti finanziari includono la quota corrente del finanziamento concesso da Leonardo S.p.A. e Invitalia S.p.A., nell’ambito dell’operazione di acquisizione della Menarini S.p.A. pari a complessivi euro 22.726 migliaia
Si rimanda alla “Nota 47. Informativa sui rischi” per maggiori dettagli circa le tempistiche di rimborso dei debiti finanziari.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce al 31 dicembre 2024 con evidenza dei settori di riferimento:
Nota 23. Passività finanziarie per leasing
Le passività finanziarie per leasing correnti sono iscritte per euro 5.327 migliaia e presentano un incremento di euro 115 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento, con evidenza del settore di riferimento:
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento relativa al precedente esercizio, con evidenza del settore di riferimento:
Nota 24. Strumenti finanziari derivati
Gli strumenti finanziari derivati sono iscritti per euro 115 migliaia. Il saldo accoglie la valutazione di 3 contratti IRS (Interest Rate Swap), con scadenza al 3 aprile 2028, in essere con gli istituti di credito sottoscrittori del finanziamento revolving di euro 150 milioni.
Nota 25. Debiti per imposte
I debiti per imposte sono iscritti per euro 7.500 migliaia e rispetto al precedente esercizio presentano un incremento per euro 3.075 migliaia. La voce è composta principalmente (i) per euro 1.813 migliaia da debiti per ritenute su acconti (euro 862 migliaia al 31 dicembre 2024); (ii) per euro 1.225 migliaia da debiti per imposte IRAP (euro 414 migliaia al 31 dicembre 2024); e (iii) per euro 3.362 da altri debiti tributari (euro 2.459 al 31 dicembre 2024). L’incremento complessivo è attribuibile (i) ai debiti verso l’erario per IRPEF lavoratori dipendenti pari a euro 699 migliaia per il settore Batterie e a euro 164 migliaia nel settore Corporate; (ii) ai debiti verso l’erario per IRAP con un incremento pari a euro 812 migliaia riconducibile al settore Batterie; e (iii) agli altri debiti tributari che si incrementano per il settore Mobilità sostenibile di euro 917 migliaia.
Nota 26. Fondi
I fondi correnti sono iscritti per euro 25.026 migliaia e presentano una riduzione di euro 33.219 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
Sono riferibili per euro 172 migliaia al settore Batterie (euro 245 migliaia al 31 dicembre 2024), per euro 24.320 migliaia al settore Mobilità sostenibile (euro 57.732 migliaia al 31 dicembre 2024), per euro 235 migliaia al settore Materie plastiche (pari a zero al 31 dicembre 2024) e per euro 298 migliaia al settore Corporate (euro 269 migliaia al 31 dicembre 2024).
Di seguito è riportata la movimentazione del fondo:
Di seguito si riporta il dettaglio della composizione dei principali fondi:
(a) Fondo Penali per ritardata consegna pari a euro 2.174.047. Il fondo accoglie gli accantonamenti relativi alle penali contrattualmente previste in caso di ritardata consegna degli autobus. Le penali sono rilevate come passività quando il ritardo nella consegna si verifica o diventa probabile e il relativo ammontare può essere stimato in modo attendibile. L’accantonamento è calcolato sulla base delle penali definite contrattualmente e dell’eventuale probabilità di riduzione o negoziazione dell’importo. Il fondo è stato stimato in funzione delle penali per ritardi nelle consegne degli autobus già notificate dai clienti ma non fatturate, nonché dei potenziali oneri stimati per possibili ritardi futuri. Tali stime sono state determinate considerando il piano di produzione nonché la capacità produttiva dell’impianto, in conformità con i principi contabili e al fine di riflettere correttamente le eventuali passività future;
(b) Fondo Garanzia pari a euro 4.225.582. Il fondo è destinato a coprire i costi stimati per l’assistenza in garanzia sui veicoli venduti, per un periodo generalmente pari a 24 mesi, in conformità agli obblighi contrattuali assunti. Le garanzie eccedenti il periodo legale sono iscritte tra i risconti passivi e ammontano complessivamente a euro 4.209.594. L’ammontare del fondo è stato determinato sulla base di (i) l’esperienza storica relativa ai costi sostenuti per modelli simili di autobus, (ii) le condizioni specifiche dei contratti di vendita, che stabiliscono la durata e l’estensione della garanzia (iii) le previsioni di utilizzo degli autobus e il conseguente livello di usura dei componenti coperti, (iv) l’eventuale impatto di variazioni nei costi delle parti di ricambio e della manodopera;
c) Fondo Penali post-vendita pari a euro 14.385.745. Il fondo è relativo ai contratti di assistenza “full service”, che prevedono penali in caso di mancato rispetto delle tempistiche e dei livelli di servizio concordati. Il fondo è pari al costo stimato della penale, sulla base (i) dell’entità degli inadempimenti già notificati ma non ancora fatturati, (ii) al livello di affidabilità della rete di assistenza post-vendita, (iii) alle potenziali richieste di intervento non evase nei tempi contrattualmente previsti e (iv);
(d) Fondo Ristrutturazione sito di Bologna pari a euro 633.218. relativi al processo di riorganizzazione e razionalizzazione del plant di Bologna. Il fondo è connesso al processo di riorganizzazione e razionalizzazione del sito produttivo di Bologna, conclusosi con la cessazione delle attività produttive al 31 dicembre 2024 e la concentrazione delle stesse presso lo stabilimento di Flumeri. Nel corso del 2025 si è registrato un avanzamento positivo della procedura, con numerose cessazioni, riconciliazioni e ricollocazioni interne, che hanno consentito una significativa riduzione dell’esposizione residua. Alla data di chiusura dell’esercizio, la procedura permane attiva per 25 lavoratori.
(e) Fondo Contratti onerosi pari a euro 2.157.560. Il fondo è stato stanziato in applicazione dei principi contabili al fine di coprire le perdite attese su contratti in corso il cui adempimento comporta costi superiori ai benefici economici stimati. Il portafoglio ordini al 31 dicembre 2025 include ancora alcune commesse ereditate caratterizzate da prezzi di vendita non allineati all’attuale struttura dei costi, anche per effetto dell’assenza di meccanismi di revisione prezzi. La valutazione del fondo è effettuata sulla base dei costi consuntivi e delle informazioni disponibili alla data di bilancio.
Passività non correnti
Nota 27. Debiti finanziari
I debiti finanziari non correnti sono iscritti per euro 35.020 migliaia e presentano una riduzione per euro 27.365 migliaia rispetto al precedente esercizio.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento:
Di seguito la tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento per settore di riferimento:
Gli altri debiti finanziari includono la quota non corrente del finanziamento concesso da Leonardo S.p.A. e Invitalia S.p.A., nell’ambito dell’operazione di acquisizione della Menarini S.p.A. pari a complessivi euro 15.000 migliaia.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento relativa al precedente esercizio, con evidenza del settore di riferimento:
Nota 28. Passività finanziarie per leasing
Le passività finanziarie per leasing non correnti sono iscritte per euro 27.072 migliaia e presentano una riduzione di euro 5.350 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024 riconducibile al pagamento dei canoni di locazione/leasing dell’esercizio.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento, con evidenza del settore di riferimento:
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento relativa al precedente esercizio, con evidenza del settore di riferimento:
Nota 29. Benefici successivi al rapporto di lavoro e similari
La voce benefici successivi al rapporto di lavoro e similari, relativa al Fondo TFR e alla indennità di fine rapporto, accoglie il valore del debito verso i dipendenti per il trattamento dovuto al termine del rapporto di lavoro. Al 31 dicembre 2025 è iscritta per euro 5.114 migliaia, in riduzione per euro 150 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
Si riporta di seguito la movimentazione del fondo:
Le principali assunzioni attuariali utilizzate nella valutazione dei piani pensionistici a benefici definiti e della componente del fondo TFR, che ha mantenuto la natura di defined benefit plan, sono le seguenti:
La valorizzazione del tasso medio annuo di attualizzazione ha preso come riferimento l’indice iBoxx Eurozone Corporates AA 10+ alla data di valutazione. Tale scadenza è infatti correlata alla durata media residua di permanenza in azienda dei dipendenti delle società del Gruppo, pesata con i pagamenti attesi.
Per il tasso di inflazione si è fatto riferimento al DEF 2025 pubblicato il 2 ottobre 2025 che riporta il valore del deflatore dei consumi per gli anni 2026, 2027 e 2028 pari rispettivamente al 2,0%, 1,8% e 1,8%. Sulla base di quanto indicato e dell’attuale tendenza inflazionistica si è ritenuto opportuno utilizzare, per il 2025 e successivi esercizi, un tasso di inflazione costante pari al 2,0%. Si riportano le relative sensitivity come previsto dallo IAS19 revised:
Organico
Alla data del 31 dicembre 2025 l’organico del Gruppo è così composto:
Il numero di dipendenti al 31 dicembre 2025 è pari a 1.339 unità, mentre il numero medio è pari a 1.229 unità (1.166 unità al 31 dicembre 2024). L a variazione è ascrivibile principalmente alle assunzioni effettuate in FIB con riferimento al progetto Teverola 2 e alle cessazioni effettuate da Menarini nel sito di Bologna.
Nota 30. Imposte differite
Le imposte differite sono iscritte per euro 15.826 migliaia e presentano una riduzione di euro 199 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024. La variazione deriva prevalentemente dal reversal delle imposte differite iscritte sulle rivalutazioni di Terreni e Fabbricati.
Nota 31. Altre passività
Le altre passività sono iscritte per euro 196.511 migliaia e presentano un incremento di euro 42.441 migliaia rispetto al precedente esercizio.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce e confronto con il precedente periodo di riferimento:
Includono per euro 50.753 migliaia la quota non corrente del debito verso il MIMIT per l’incasso di una prima erogazione di contributi a titolo di acconto.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa con evidenza del settore di riferimento:
Le altre passività sono iscritte per euro 187.069 migliaia nel settore Batterie, per euro 1.527 migliaia nel settore Materie plastiche, per euro 7.903 migliaia nel settore Mobilità sostenibile e per euro 13 migliaia nel settore Corporate.
I risconti passivi per crediti d’imposta sono iscritti per euro 5.163 migliaia nel settore Batterie, per euro 1.099 migliaia nel settore Materie plastiche e per euro 375 migliaia nel settore Mobilità sostenibile e sono riconducibili alla quota non corrente dei risconti passivi iscritti a fronte della rilevazione dei crediti d’imposta per le agevolazioni fiscali.
La voce accoglie, inoltre, altri risconti passivi relativi alla quota non corrente dei contributi (i) del Progetto IPCEI per euro 127.011 migliaia, (ii) Invitalia per euro 2.315 migliaia relativi all’investimento nell’ambito del progetto Litio (iii) euro 250 migliaia relativi all’investimento della controllata Seri Plast nel sito di Alife (iv) euro 2.525 migliaia relativi all’investimento della controllata Menarini nel sito di Flumeri.
Come previsto dallo IAS 20, le agevolazioni IPCEI, Invitalia, al pari delle altre agevolazioni fiscali, sono assimilabili a contributi in conto impianti e pertanto imputate a conto economico in correlazione agli ammortamenti dei beni per i quali il contributo è ricevuto. Le agevolazioni sono quindi riscontate per la parte non di competenza del periodo. Tali risconti contengono le quote non correnti per i proventi riferiti agli ammortamenti previsti oltre i 12 mesi rispetto al 31 dicembre 2025.
Nota 32. Fondi
I fondi non correnti sono iscritti per euro 7.183 migliaia e si incrementano per euro 7.015 migliaia rispetto al precedente esercizio. La voce accoglie stanziamenti effettuati nel settore Batterie, per euro 67 migliaia, nel settore Materie plastiche, per euro 127 migliaia e nel settore Mobilità sostenibile per euro 6.990 migliaia. Nel corso dell’esercizio si è proceduto alla riclassifica del fondo da breve termine a lungo termine, al fine di riflettere in modo puntuale l’effettivo orizzonte temporale di utilizzo delle relative passività.
Di seguito è riportata la movimentazione del fondo nell’esercizio:
Nota 33. Attività e passività incluse in gruppi in dismissione classificate come possedute per la vendita
Il Gruppo ha avviato un processo finalizzato alla ricerca di un potenziale acquirente interessato all’acquisizione delle quote detenute nella società controllata cinese YIBF, poiché l’asset e la relativa area geografica di appartenenza non sono più ritenuti strategici. Le negoziazioni vedono allo stato attuale la ricezione di un’offerta binding e la sottoscrizione di un mandato legale per curare il trasferimento degli asset; tali fattispecie fanno ritenere altamente probabile che la vendita si realizzi nei successivi 12 mesi, pertanto, risultano soddisfatti i requisiti previsti dall’“IFRS 5 – Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate” per la classificazione delle attività nette riferite all’Asia come discontinued operation.
La valutazione delle attività e delle passività oggetto di dismissione risulta coerente con il valore recuperabile desumibile dall’ultima proposta di acquisto ricevuta; il closing dell’operazione è previsto nel 2026.
I saldi delle attività e le passività possedute per la vendita delle discontinued operation al 31 dicembre 2025 ammontano, rispettivamente, a euro 3.194 migliaia (euro 5.175 migliaia al 31 dicembre 2024) ed euro 1.351 migliaia (euro 2.153 migliaia al 31 dicembre 2024).
Di seguito si riporta la composizione delle attività possedute per la vendita:
Di seguito si riporta la composizione delle passività possedute per la vendita:
Nota 36. Posizione finanziaria netta
Di seguito si riporta il prospetto dell’indebitamento finanziario netto (o PFN - Posizione finanziaria netta) del Gruppo al 31 dicembre 2025, redatto così come previsto dal “Richiamo di attenzione 5/21 del 29 aprile 2021” della CONSOB e in conformità alla raccomandazione ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021, con evidenza delle componenti a breve separatamente esposte da quelle a medio-lungo termine, poste a confronto con le medesime informazioni da ultimo pubblicate nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2025, nonché la relativa riconciliazione con l’indebitamento finanziario netto adjusted commentato in relazione sulla gestione al paragrafo “Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata”:
L’indebitamento finanziario netto del Gruppo è pari ad euro 259.422 migliaia (indebitamento finanziario netto pari a euro 132.832 migliaia al 31 dicembre 2024).
Con riferimento all’indebitamento indiretto, l’importo complessivo dei fondi per rischi e oneri iscritto in bilancio è pari a euro 32.209 migliaia. Per maggiori informazioni sulla composizione dei fondi si rimanda alla nota 26 e 32 “Fondi”
Nota 37. Impegni e garanzie
Di seguito si riportano i principali impegni assunti e le garanzie prestate e ricevute.
Garanzie prestate
Nel corso dell’esercizio 2024, la società Repiombo ha rilasciato in favore dell’Agenzia delle Entrate garanzie fideiussorie emesse dalla compagnia assicurativa AXA Assicurazioni SpA con riguardo all’IVA portata a compensazione nell’ambito della gestione dell’IVA di Gruppo relativa all’esercizio fiscale 2024. La compagnia assicurativa ha richiesto che Seri Industrial SpA si costituisse quale coobbligato per complessivi euro 1.268 migliaia.
Nel corso dell’esercizio 2025, la società Menarini SpA ha rilasciato in favore dell’Agenzia delle Entrate garanzie fideiussorie emesse dalla compagnia assicurativa MAG - Gruppo Agenti Zurich con riguardo all’IVA portata a compensazione nell’ambito della gestione dell’IVA di Gruppo relativa all’esercizio fiscale 2025. La compagnia assicurativa ha richiesto che Seri Industrial SpA si costituisse quale coobbligato per complessivi euro 1.541 migliaia.
Garanzie ricevute
Da parti correlate
Vittorio e Andrea Civitillo, SE.R.I. S.p.A. e Pmimmobiliare S.r.l. hanno rilasciato impegni e garanzie a favore di istituti di credito e società di leasing in relazione ad affidamenti concessi, tra l’altro, a società del Gruppo Seri Industrial a beneficio e nell’interesse di Seri Industrial e delle stesse società.
Da terzi
Le garanzie ricevute da terzi afferiscono a finanziamenti ricevuti nell’ambito del Decreto Liquidità. Di seguito il dettaglio delle garanzie ricevute al 31 dicembre 2025 che beneficiano di garanzia SACE:
Garanzie infragruppo
Commento alle voci del Conto Economico Consolidato
Nota 38. Ricavi, proventi e incrementi per lavori interni
Di seguito viene esposta la tabella relativa ai ricavi ed altri proventi operativi per area geografica dell’esercizio 2025 con il corrispondente periodo di confronto:
L’incremento dei ricavi in Europe è riconducibile principalmente alla divisione Mobilità sostenibile. Nel corso del 2025 si è conclusa la fornitura dei 200 Citymood destinati al trasporto pubblico della Grecia, nell’ambito del contratto firmato direttamente con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ellenico. Una commessa complessa e strategica, supervisionata in ogni fase – dalla costruzione della scocca al collaudo finale – sia in Grecia che in Italia, con un livello di attenzione e controllo tra i più alti mai richiesti. Una sfida che Menarini ha affrontato con determinazione, professionalità e una visione chiara: contribuire alla modernizzazione del trasporto pubblico europeo.
Ricavi da clienti
La ripartizione dei ricavi da clienti tra ricavi di vendita di beni e prestazioni di servizi, suddivisi per settore di attività, relativamente al periodo corrente, è la seguente:
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa del precedente periodo di riferimento:
I ricavi di vendita che afferiscono ai contratti stipulati con clienti derivano sia dalle cessioni di beni sia dalle prestazioni di servizi. Il Gruppo utilizza condizioni contrattuali standard a seconda della tipologia di beni venduti e/o servizi offerti.
Nel settore Batterie i ricavi derivano dalla produzione e dal riciclo di batterie al piombo e al litio per diverse applicazioni quali (i) batterie trazione (carrelli elevatori e movimentazione terra), sia, in via prevalente, per l’aftermarket, con i servizi di assistenza e manutenzione diffusi sul mercato, sia per gli OEM (Original Equipment Manufacturer), (ii) batterie storage/stazionarie per centrali di accumulo (principalmente telecomunicazioni, UPS e impianti di energia elettrica) sia per gli OEM sia per l’aftermarket, (iii) batterie avviamento (auto, moto, camion e applicazioni speciali), principalmente per il settore aftermarket. Inoltre, viene svolta un’attività di recupero delle batterie esauste attraverso uno smelter, costituito da una sezione di frantumazione e recupero di batterie esauste, pienamente operativo, e da una sezione di fusione e successiva raffinazione, per la realizzazione delle leghe complesse, della parte metallica. Da ultimo, in questo settore i ricavi derivano anche dalla costruzione di impianti per il recupero delle batterie esauste.
Nel settore Materie plastiche i ricavi derivano dalla produzione di materiali plastici per il mercato (i) delle batterie (produzione di compound speciali e stampaggio di cassette e coperchi per batterie), (ii) dell’automotive (produzione di compound speciali) e (iii) idro-termo sanitario, cantieristica civile e navale (produzione di compound speciali, estrusione e stampaggio di tubi, raccordi e pezzi speciali).
I ricavi derivano inoltre dalla vendita di compound termoplastici sia da polimeri primari che da polimeri riciclati da post consumo (prevalentemente batterie esauste). I compound prodotti vengono proposti al mercato dei produttori di cassette, coperchi e accessori per batterie (prodotto Serilene) e per il mercato automotive (Serifill).
Nel settore Mobilità sostenibile i ricavi derivano dalla vendita di autobus a enti pubblici, dalla vendita di ricambi a terze parti e servizi di manutenzione. Per le unità elementari di contabilizzazione che rappresentano la vendita di beni, i ricavi sono rilevati quando tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte: a) è avvenuto il trasferimento sostanziale dei rischi e dei benefici connessi alla vendita; e b) l’ammontare dei ricavi può essere determinato in modo attendibile. Per le unità elementari di contabilizzazione che rappresentano prestazione di servizi, i ricavi sono rilevati a conto economico in base allo stato di avanzamento se sono rispettate entrambe le seguenti condizioni: a) l’accordo tra le parti prevede che il diritto al corrispettivo per il venditore maturi via via che la prestazione è eseguita; e b) l’ammontare del ricavo di competenza può essere misurato attendibilmente. Ove tali condizioni non siano soddisfatte, il ricavo per il servizio prestato è iscritto a conto economico quando la prestazione è stata definitivamente completata.
Ricavi da vendita ricambi: i ricavi derivanti da vendita ricambi sono riconosciuti nel momento in cui è avvenuto il trasferimento sostanziale dei rischi e dei benefici connessi alla vendita, generalmente al momento della spedizione dei ricambi. Per tale stream di ricavi non vi sono altre vendite o prestazioni nel contratto da cui possono scaturire più diritti e obbligazioni da contabilizzare separatamente sulle quali una parte del corrispettivo della transazione deve essere allocato (ad esempio garanzie, piani fedeltà alla clientela). Nei contratti di vendita non vi sono corrispettivi aggiuntivi (ad esempio incentivi e premi risultato). Sconti, abbuoni, penalità e resi sono contabilizzati in riduzione dei ricavi sulla base della migliore stima del corrispettivo tenendo conto dell’esperienza storica e/o di elaborazioni statistiche.
Ricavi da manutenzione full service: i ricavi derivanti da servizio reso di manutenzione full service sono riconosciuti nel momento in cui è avvenuto il trasferimento sostanziale dei rischi e dei benefici connessi alla vendita, generalmente quando la prestazione è stata completata. Per tale stream di ricavi non vi sono altre vendite o prestazioni nel contratto da cui possono scaturire più diritti e obbligazioni da contabilizzare separatamente sulle quali una parte del corrispettivo della transazione deve essere allocato (ad esempio garanzie, piani fedeltà alla clientela). Nei contratti di vendita non vi sono corrispettivi aggiuntivi (ad esempio incentivi e premi risultato). Sconti, abbuoni, penalità e resi sono contabilizzati in riduzione dei ricavi sulla base della migliore stima del corrispettivo tenendo conto dell’esperienza storica e/o di elaborazioni statistiche.
Ricavi da vendita autobus: i ricavi derivanti da vendita autobus sono riconosciuti nel momento in cui è avvenuto il trasferimento sostanziale dei rischi e dei benefici connessi alla vendita, generalmente al momento del collaudo del prodotto e dell’accettazione dello stesso dal cliente. La società ha considerato che vi sono altre vendite o prestazioni nel contratto da cui possano scaturire più diritti e obbligazioni da contabilizzare separatamente sulle quali una parte del corrispettivo della transazione deve essere allocato (garanzia aggiuntiva). La società fornisce delle garanzie per le riparazioni degli autobus per difetti esistenti al momento della vendita, così come richiesto dalla legge. Queste garanzie non costituiscono una prestazione separabile dal bene venduto e quindi sono trattate come se non fosse una unità elementare di contabilizzazione distinta. In tal caso, la società rileva il ricavo per l’intera vendita e valuta l’iscrizione di un accantonamento a fondo oneri pari al costo di sostituzione e/o riparazione che la società stima di dover sostenere per soddisfare l’impegno assunto. La società offre inoltre garanzie aggiuntive oltre quelle previste per legge. Queste estensioni di assistenza sono vendute insieme alla vendita di autobus. Tali contratti comprendono due unità elementari di contabilizzazione da contabilizzare come un ricavo separato. Utilizzando il metodo del prezzo di vendita a sé stante, una parte del prezzo dell’operazione viene assegnata alla garanzia e riconosciuta come una obbligazione di fare. I ricavi vengono rilevati nel periodo in cui viene fornita la garanzia in base al tempo trascorso.
Nei contratti di vendita non vi sono corrispettivi aggiuntivi (ad esempio incentivi e premi risultato). Sconti, abbuoni, penalità e resi sono contabilizzati in riduzione dei ricavi sulla base della migliore stima del corrispettivo tenendo conto dell’esperienza storica e/o di elaborazioni statistiche.
Altri proventi operativi
La ripartizione degli altri proventi operativi, per settore di attività, relativamente all’esercizio 2025 è la seguente:
I "Contributi IPCEI" afferiscono prevalentemente a contributi in conto esercizio.
Rispetto al precedente periodo si registra una riduzione degli altri proventi operativi pari ad euro 5.696 migliaia.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa del precedente periodo di riferimento:
Incremento di immobilizzazioni per lavori interni
La voce relativa agli incrementi di immobilizzazioni per lavori interni, pari a euro 21.474 migliaia (euro 20.902 migliaia al 31 dicembre 2024), è iscritta per euro 13.913 migliaia nel settore Batterie, per euro 3.761 migliaia nel settore Materie plastiche e per euro 3.800 migliaia nel settore Mobilità sostenibile. La voce è relativa principalmente alla attività di sviluppo di progetti innovativi per batterie nell’ambito del Progetto IPCEI-Teverola 2, materie plastiche e autobus.
Nota 39. Costi operativi
Di seguito vengono commentate le singole voci dei costi operativi, fornendo i relativi dettagli.
Costi per acquisti di materie
I costi per acquisti di materie, pari ad euro 181.383 migliaia, si riferiscono principalmente a materie prime per euro 156.760 migliaia.
I costi per acquisti di materie prime sono riconducibili principalmente per euro 38.572 migliaia relativi al settore Batterie, per euro 48.753 migliaia relativi al settore Materie plastiche e per euro 94.028 migliaia al settore mobilità sostenibile. L’incremento della voce è principalmente riconducibile al settore Mobilità sostenibile non presente nel primo semestre 2024.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa per settore:
Variazione rimanenze
La voce variazione delle rimanenze riflette l’utilizzo delle materie prime, semilavorati, merci, prodotti finiti e dei lavori in corso su ordinazione.
Di seguito il dettaglio della variazione delle rimanenze:
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa per settore:
Costi per servizi
La voce costi per servizi, pari a euro 53.974 migliaia, è così composta:
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa per settore:
Altri costi operativi
Gli altri costi operativi sono iscritti per euro 14.971 migliaia; di seguito la composizione della voce:
L’incremento dei costi operativi è riconducibile all’effetto combinato di: (i) maggiori accantonamenti per euro 8.519, principalmente attribuibili al settore Mobilità sostenibile; e (ii) una riduzione degli oneri diversi di gestione, in particolare delle sopravvenienze passive relative al settore Batterie.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa per settore:
Costo del personale
I costi del personale sono iscritti per euro 66.026 migliaia; di seguito la composizione della voce.
I costi del personale comprendono, oltre ai costi correnti riferiti al personale dipendente e assimilato, anche le quote di competenza dell’esercizio riferite a ferie maturate e non godute, festività, ratei per mensilità aggiuntive e accantonamenti di legge. Le voci salari e stipendi e oneri sociali si riferiscono, oltre che ai costi del personale dipendente, pari a complessivi euro 57.933 migliaia, anche ai compensi degli amministratori e relativi contributi, per complessivi euro 2.488 migliaia. Il trattamento di fine rapporto contiene la quota accantonata di competenza dell’esercizio relativa a benefici futuri che matureranno alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Gli altri costi del personale sono principalmente riferiti al servizio di mensa e all’acquisto di buoni pasto destinati al personale dipendente e altri costi accessori.
L’incremento della voce è principalmente riconducibile al settore Mobilità sostenibile non presente nel primo semestre 2024.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa per settore:
Piani di incentivazione dei dipendenti con azioni Seri Industrial
In data 16 dicembre 2022, il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial S.p.A. ha deliberato l’attribuzione di n. 342.500 opzioni, che danno il diritto a ricevere pari numero di azioni ordinarie Seri Industrial, a valere su un primo ciclo di attribuzione del Piano di Stock Option 2022 approvato dall’Assemblea del 6 maggio 2022. Le opzioni sono state attribuite ad amministratori esecutivi, dipendenti e collaboratori di Seri Industrial, Fib e Seri Plast, che rivestano ruoli strategicamente rilevanti o in grado di apportare un significativo contributo al perseguimento degli obiettivi strategici del Gruppo. Il fair value delle opzioni assegnate è stimato alla data dell’assegnazione utilizzando il modello di simulazione Monte-Carlo, tenendo conto dei termini e delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state concesse. Il modello tiene conto dei dividendi storici e dei dividendi attesi, della volatilità del prezzo delle azioni del Gruppo e dei suoi concorrenti al fine di prevedere il rendimento delle azioni, dal tasso di turnover del personale, dalla razionalità dei beneficiari in sede di esercizio delle opzioni e dalle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi previsti del PSO 2022.
Il Prezzo di esercizio fissato a euro 5,78 è pari alla media aritmetica dei prezzi ufficiali delle azioni della Società sull’Euronext nei trenta giorni di borsa aperta precedenti alla data di attribuzione delle opzioni ai beneficiari.
Il costo rilevato per i servizi ricevuti dai dipendenti nel corso del periodo è pari a euro 145 migliaia ed è attribuito pro-rata temporis a conto economico in funzione della cosiddetta grant date e del periodo di vesting.
La seguente tabella illustra il numero e i prezzi medi ponderati di esercizio (PMPE) delle opzioni al 31 dicembre 2025:
La durata contrattuale residua per le opzioni in circolazione al 31 dicembre 2025 è di 2 anni.
La tabella di seguito riportata elenca le informazioni con le quali sono stati alimentati i modelli utilizzati per il piano di stock options:
La volatilità riportata in tabella indica la volatilità storica del titolo Seri Industrial, nel calcolo del fair value delle opzioni è stato inoltre considerata la volatilità storica dell’indice di riferimento del FTSE Italia STAR ed un panel di 10 comparabili.
Nota 40. Ammortamenti – Svalutazioni/Riprese di valore
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa relativa agli ammortamenti, pari a euro 41.306 migliaia, e svalutazioni/riprese di valore pari a euro 1.561 migliaia:
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa con evidenza del settore di riferimento:
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa con evidenza del settore di riferimento periodo precedente:
Nota 41. Proventi (Oneri) finanziari/ Proventi (Oneri) da partecipazioni
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa relativa all’esercizio 2025 dei proventi e oneri finanziari e dei proventi e oneri da partecipazioni:
Di seguito si riporta la tabella riepilogativa con evidenza del settore di riferimento:
La gestione finanziaria presenta proventi finanziari per euro 2.606 migliaia di cui euro euro 1.166 migliaia afferiscono al settore Materie plastiche per proventi finanziari su crediti d’imposta acquistati da terzi.
Gli oneri finanziari sono iscritti per euro (13.498) migliaia e sono principalmente riconducibili agli interessi sulle fonti di finanziamento accese per far fronte agli investimenti realizzati e alla gestione del circolante. L’incremento della voce è principalmente riconducibile al settore Mobilità sostenibile non presente nel primo semestre 2024. L’indebitamento del Gruppo è in parte regolato da tassi d’interesse variabili ed è pertanto esposto al rischio di fluttuazioni.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa del precedente periodo di riferimento:
Nota 42. Imposte
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa relativa al primo semestre 2025:
Di seguito si riporta la tabella riepilogativa con evidenza del settore di riferimento:
La voce si riferisce principalmente per euro 2.782 migliaia all’iscrizione di imposte anticipate sulle perdite rilevate nel periodo corrente, nonché al rigiro delle attività per imposte anticipate, per euro 257 migliaia, iscritte sui saldi attivi di rivalutazione contabilizzati nei bilanci redatti secondo i principi contabili nazionali OIC della controllata Repiombo e secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS delle controllate FIB e Seri Plast. Per maggiori dettagli si rimanda alla “Nota 19. Attività fiscali per imposte anticipate”.
Di seguito è esposta la tabella riepilogativa del precedente periodo di riferimento:
Nota 43. Risultato netto di attività operative cessate e in corso di dismissione
Il Gruppo Seri Industrial ha deciso di dismettere la società YIBF con riferimento all’area geografica asiatica; ciò ha comportato la classificazione delle loro attività e passività tra le discontinued operation ai fini dell’“IFRS 5 - Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate”. In particolare, nel prospetto di Conto economico consolidato il risultato netto derivante da tali attività cessate è stato riportato in una linea separata del Conto economico denominata “Risultato netto delle discontinued operation”. Secondo quanto previsto dall’IFRS 5, che disciplina la modalità di esposizione in bilancio del risultato economico e delle informazioni da fornire nella nota integrativa delle attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate, le voci economiche del 2025 e 2024 derivanti dalle discontinued operation sono state esposte separatamente nel prospetto di Conto economico. Le voci sono esposte al netto dei rapporti infragruppo che sono stati completamente eliminati.
Nota 44. Erogazioni pubbliche ex art. 1, commi 125‐129, della legge n 124/2017
Di seguito si riportano le sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici ricevuti da pubbliche amministrazioni nazionali e soggetti assimilati. Restano esclusi quelle riconducibili, direttamente o indirettamente, a soggetti pubblici di altri Stati (europei o extraeuropei) e alle istituzioni europee.
Nota 45. Rapporti con parti correlate
In attuazione di quanto disposto dall’art. 2391 bis del codice civile nonché dal Regolamento adottato in materia con delibera CONSOB n.17221 del 12 marzo 2010, e successive modifiche e integrazioni, il 24 ottobre 2024 , il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial SpA ha provveduto a revisionare la procedura che disciplina l’approvazione e l’esecuzione delle operazioni con parti correlate poste in essere da Seri Industrial, direttamente ovvero per il tramite di società controllate. Tale procedura (disponibile sul sito internet della Società all’indirizzo https://www.seri-industrial.it/index.php/procedura-per-le-operazioni-con-le-parti-correlate) individua il set di regole volte ad assicurare la trasparenza e la correttezza, sia sostanziale sia procedurale, delle operazioni con parti correlate.
La procedura, in ossequio anche a quanto proposto in un parere del Comitato composto esclusivamente da amministratori indipendenti, prevede un ampliamento del novero delle operazioni rilevanti e una restrizione della categoria delle operazioni ordinarie rispetto a quelle richieste dal Regolamento Consob n. 17211/2010, come successivamente modificato
Ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sulle attività e passività e sulle voci economiche, sono evidenziati in apposito allegato (Allegato 4), al fine di non compromettere la leggibilità complessiva dello stesso. I rapporti con parti correlate sono identificati secondo la definizione estesa prevista dallo IAS 24, ovvero includendo i rapporti con gli organi amministrativi e di controllo nonché con i dirigenti aventi responsabilità strategiche.
Le principali Parti Correlate
I seguenti soggetti sono le Parti Correlate più rilevanti della Società e del Gruppo Seri Industrial:
gli Esponenti Civitillo;
le società che anche indirettamente sono partecipate o amministrate da Esponenti Civitillo.
L’ingegnere Vittorio Civitillo, Amministratore Delegato, e Andrea Civitillo, al 30 giugno 2025 sono titolari indirettamente, attraverso SE.R.I. S.p.A., di azioni della Società corrispondenti complessivamente al 56,368% del capitale sociale della Società. SE.R.I. è partecipata da Vittorio Civitillo, che ne possiede il 50,60%, mentre Andrea Civitillo ne possiede il 49,40%. Vittorio Civitillo è titolare inoltre direttamente di azioni corrispondenti allo 0,099% del capitale sociale della Società.
Operazioni di maggiore rilevanza
Nel corso dell’esercizio 2025 sono state realizzate quattro operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate.
Il Consiglio di Amministrazione della Società, previo rilascio di un parere favorevole dal Presidio Alternativo, quale presidio equivalente del Comitato OPC, ha autorizzato il compimento delle seguenti operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza:
• relativa alla compravendita di un immobile ubicato a Calitri (AV) tra Repiombo S.r.l., quale cedente, e Pmimmobiliare S.r.l. (“PM”, in veste di acquirente, sul presupposto della contestuale sottoscrizione tra la stessa PM, quale locatrice, e FIB S.p.A., in veste di locataria, di un contratto di locazione, avente ad oggetto il medesimo immobile di Calitri, e dell’attuale altrettanto contestuale sottoscrizione di un contratto di sublocazione tra FIB e Repiombo;
• relativa alla compravendita d i un complesso immobiliare ubicato a Gubbio tra Seri Plast S.p.A., quale cedente, e PM, in veste di acquirente, sul presupposto della contestuale sottoscrizione tra la stessa PM, quale locatrice, e Seri Plast, in veste di locataria, di un contratto di locazione, avente ad oggetto il complesso immobiliare di Gubbio.
• relativa al rilascio di garanzie da parte della SE.R.I. S.p.A. della Pmimmobiliare S.r.l. e dei soci di SE.R.I. S.p.A., Vittorio Civitillo e Andrea Civitillo, nell’interesse di FIB S.p.A. a favore di un Pool di banche nell’ambito della erogazione di un finanziamento revolving di massimi euro 150 milioni.
• relativo a un’operazione di maggiore rilevanza costituita dalla nomina di Pmimmobiliare S.r.l., da parte di Menarini S.p.A., nell’ambito della proposta di acquisto irrevocabile dell’immobile in Bologna, ubicato in zona industriale, di proprietà di Leonardo Global Solutions S.p.A.
Per maggiori informazioni si rimanda al documento informativo, redatto in conformità all’allegato 4 del Regolamento Consob 17221/2010, pubblicato in data 24 dicembre 2024, e al successivo documento informativo, pubblicato in data 7 luglio 2025, disponibili sul sito internet della Società e sul sistema distoccaggio 1Info.
Rapporti con la controllante e altre parti correlate
Di seguito si riportano i principali rapporti con la controllante e le altre società del Gruppo di appartenenza e degli azionisti, nonché società a loro riconducibili, che detengono partecipazioni rilevanti nel capitale della Società:
Locazioni immobiliari
La Società e le società del Gruppo hanno in essere contratti di affitto di immobili ad uso uffici e industriale con Pmimmobiliare Srl e Azienda Agricola Quercete a r.l., società indirettamente controllate da Vittorio Civitillo e Andrea Civitillo.
Utilizzatore | Ubicazione | Parti | Uso | Scadenza | Canone | Depositi |
contrattuali | (mm/aaaa) | Locazione | Cauzionali | |||
FS Srl | Dragoni (CE) | PMI – FIB | Magazzino | 03/2027(1) | 21.038 | 878.309 |
Fib Spa | Monte Sant’Angelo (FG) | PMI – FIB | Industriale | 03/2027(1) | 143.820 | |
Fib Spa | Monterubbiano (FM) | PMI – FIB | Industriale | 03/2027 (1) | 139.173 | |
Fib Spa | Teverola (CE) | PMI – FIB | Industriale | 03/2027 (1) | 1.352.886 | |
Fib Spa | Teverola (CE) | PMI – FIB | Industriale | 03/2027 (1) | 1.684.481 | |
Fib Spa | Alife (CE) | PMI – FIB | Industriale | 03/2027 (1) | 149.524 | |
Repiombo Srl | Calitri (AV) | PMI – FIB | Industriale | 03/2027 (1) | 22.313 | |
Seri Plast Spa | Alife (CE) | PMI – SERI PLAST | Industriale | 03/2027 (1) | 286.667 | 509.511 |
Seri Plast Spa | Pioltello (MI) | PMI – SERI PLAST | Industriale | 03/2027 (1) | 789.075 | |
Seri Plast Spa | Canonica D’Adda (BG) | PMI – SERI PLAST | Industriale | 03/2027 (1) | 665.270 | |
ICS EU Sas | Peronne (Francia) | PMI – SERI PLAST | Industriale | 03/2027 (1) | 207.034 | |
Plastam EU | Arras (Francia) | PMI – SERI PLAST | Industriale | 03/2027 (1) | 90.000 | |
Seri Industrial Spa | San Potito Sannitico (CE) | AAQ – SERI INDUSTRIAL | Uffici | 03/2029 (1) | 91.893 | 22.973 |
Seri Industrial Spa | San Potito Sannitico (CE) | AAQ – SERI INDUSTRIAL | Foresteria | 07/2026(2) | 6.000 | n/a |
P2P Srl | Pozzilli (IS) | PMI – P2P | Industriale | 09/2029(3) | 450.000 | 112.500 |
Totale |
|
|
|
| 6.099.174 | 1.523.293 |
(1) Durata 4 anni con rinnovo automatico per ulteriori 4 anni, salvo disdetta da una delle parti 12 mesi prima.
(2) Durata 4 anni senza rinnovo.
(3) Durata 6 anni con rinnovo automatico per ulteriori 6 anni, salvo disdetta da una delle parti 12 mesi prima.
I contratti di locazione in essere nel corso del periodo rientrano nel framework previsto dall’IFRS 16 in quanto consentono al Gruppo di acquisire il diritto a controllare uno specifico bene (in questo caso immobili), per un determinato periodo di tempo a fronte del riconoscimento al locatario di un corrispettivo.
I contratti di locazione in generale prevedono una durata di 4 anni con rinnovo automatico alla prima scadenza, salvo la facoltà di disdetta da parte del locatario entro i 12 mesi precedenti la scadenza.
Il Gruppo ha valutato la durata dei contratti anche sulla base della ragionevole certezza nell’esercizio dell’opzione per l’estensione della locazione o per la risoluzione del contratto alla prima scadenza (IFRS 16.B37) in considerazione della strategia di medio e lungo termine. Considerando tutti i fatti e le circostanze rilevanti che incentivino l’esercizio o meno dell’opzione, compresi eventuali cambiamenti previsti nei fatti e nelle circostanze dalla data di inizio fino alla data di esercizio dell’opzione e considerati, altresì, il grado di specializzazione e l’importanza delle attività sottostanti (IFRS 16.B37), il Gruppo ha previsto con ragionevole certezza il rinnovo alla prima scadenza di tutti i contratti di locazione degli stabilimenti produttivi.
Garanzie e manleve
Attraverso SE.R.I., rispettivamente, società di factoring e istituti bancari hanno concesso alle società italiane del Gruppo Seri Industrial possibilità di utilizzo di anticipazioni su crediti e affidamenti a breve termine.
SE.R.I. SpA (il “Garante”) ha assunto un impegno di garanzia e manleva, con delegazione cumulativa di debito e pagamento e accollo del debito, nell’ambito di rapporti di fattorizzazione di crediti commerciali da parte del Gruppo.
L’operazione è relativa alla sottoscrizione di due separate scritture private tra SE.R.I. S.p.A., parte correlata, con Menarini S.p.A. e Seri Plast S.p.A. attraverso le quali queste ultime incaricano SE.R.I., ai sensi dell’art 1268 c.c., ad assumere nei confronti di alcune società di factoring il debito da anticipazioni finanziarie concesse in relazione alle cessioni di crediti (ivi inclusi i relativi interessi maturati e maturandi anche se moratori e a ogni altra spesa e onere accessorio) nell’ipotesi in cui le stesse società di factoring non dovessero incassare i crediti loro ceduti.
Per effetto dell’assunzione del debito, Seri Plast e Menarini riconosceranno a SE.R.I. una commissione commisurata al valore complessivo dei Debiti di tempo in tempo assunti nei confronti delle società di factoring;
trasferiranno a SE.R.I. il credito nei confronti delle società di factoring, per un importo pari al debito. Tale cessione darà diritto a SERI, nell’eventualità in cui avvenga la retrocessione a favore di Menarini e Seri Plast dei crediti verso i clienti originariamente ceduti, in ipotesi di mancato incasso da parte delle Società di Factoring, di agire direttamente nei confronti dei suddetti clienti.
Con la sottoscrizione delle scritture private, inoltre, SE.R.I. si assume l’impegno a manlevare fino alla concorrenza del debito, Seri Industrial, in qualità di terzo garante, nell’ipotesi in cui dovesse subire una escussione dalle società di factoring in relazione ai rapporti di factoring.
Le ragioni di fondo di ottenere l’impegno da parte di SE.R.I. è rinvenibile (i) nell’eliminazione del rischio di incasso di crediti commerciali in quanto le società cedenti disponendo dei propri diritti di credito li trasferiscono a terzi soggetti, che in questo modo possono procedere direttamente alla riscossione nei confronti del debitore ceduto e (ii) nella eliminazione del rischio di dover rimborsare i debiti alle società di factoring in quanto le società cedenti vengono completamente liberate dai loro obblighi verso le società di factoring, per effetto delle delegazioni di pagamento, trasferendo interamente i debiti a SE.R.I., ivi inclusi i relativi interessi maturati e maturandi anche se moratori e a ogni altra spesa e onere accessorio.
Per maggiori informazioni si rinvia al Documento Informativo predisposto ai sensi dell’art. 5 del Regolamento OPC e in conformità allo schema di cui al relativo Allegato 4, nonché ai sensi dell’articolo 4.3 della Procedura OPC pubblicato lo scorso 2 aprile 2026.
Infine, l’Ing. Vittorio Civitillo, Andrea Civitillo, SE.R.I. S.p.A. e Pmimmobiliare S.r.l. hanno assunto impegni e/o rilasciato garanzie a favore di istituti di credito, società di leasing e altri operatori finanziari in relazione ad affidamenti e/o crediti concessi a società del Gruppo Seri Industrial a beneficio e nell’interesse di Seri Industrial e delle stesse società.
Ove tali operazioni – considerate cumulativamente – si configurassero operazioni tra parti correlate ai sensi dell’art 13 del Regolamento Consob recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate, le operazioni avrebbero natura di operazioni di maggiore rilevanza ordinarie concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard e pertanto escluse dall’ambito procedurale previsto dalla Procedura OPC adottata dalla Società.
Altri rapporti
IVA di Gruppo
SE.R.I. SpA ha sottoscritto con le società del Gruppo Seri Industrial un contratto per la gestione dell’Iva di Gruppo relativamente alle liquidazioni periodiche e annuali dell’IVA; alla data del 31 dicembre 2025 il Gruppo presenta complessivamente una posizione creditoria per euro 5.839 migliaia ed una posizione debitoria per euro 1.847 migliaia.
Altri rapporti residuali
Infine, sono in essere taluni rapporti con altre società riconducibili alla famiglia Civitillo in relazione a forniture e servizi di natura tecnica e industriale, consulenziale e professionale, regolati a condizioni analoghe a quelle generalmente applicate nel settore in cui le singole società operano per i cui dettagli si rinvia alle tabelle successive, in cui sono riportate le informazioni quantitative sui rapporti patrimoniali ed economici in essere al 31 dicembre 2025 con Parti Correlate.
Di seguito è esposta la tabella sintetica dei rapporti patrimoniali con parti correlate del Gruppo Seri Industrial al 31 dicembre 2025 (ove riportato “0” trattasi di rapporti inferiori a Euro 1 migliaia):
Si rammenta che in applicazione al principio contabile internazionale IFRS 16, le locazioni sono rilevate mediante iscrizione dei “Right of use” e dei debiti finanziari. A tal riguardo, i debiti verso Pmimmobiliare sono riconducibili per euro 29.057 migliaia all’applicazione del principio contabile IFRS 16. I debiti verso Azienda Agricola Quercete sono quasi interamente riconducibili all’applicazione del principio contabile IFRS 16 (pari a euro 568 migliaia).
Con riferimento ai rapporti patrimoniali in essere al 31 dicembre 2025, sono esposti nella seguente tabella i saldi di credito con dettaglio della controparte e per natura del rapporto:
Con riferimento ai rapporti patrimoniali in essere al 31 dicembre 2025, sono esposti nella seguente tabella i saldi di debito con dettaglio della controparte e per natura del rapporto:
Di seguito è esposta la tabella sintetica dei rapporti economici con parti correlate, riferita all’esercizio 2025 (ove riportato “0” trattasi di rapporti inferiori a Euro 1 migliaia):
Si rammenta che in applicazione dell’IFRS 16, le locazioni sono rilevate mediante iscrizione dei “Right of use”, conseguentemente il conto economico risulta impattato dagli oneri finanziari e non anche dal costo dei canoni di locazione. A livello di Gruppo il costo di locazione (considerato ai fini IFRS 16) riconosciuto a parti correlate al 31 dicembre 2025 è stato pari ad euro 6.007 migliaia, gli oneri finanziari correlati ai diritti di utilizzo, iscritti in applicazione del principio contabile IFRS 16, ammontano a euro 1.574 migliaia. Gli altri costi del Gruppo sostenuti con parti correlate concernono principalmente forniture e servizi di natura tecnica ed industriale, consulenziale e professionale, regolati a condizioni analoghe a quelle generalmente applicate nel settore in cui le singole società operano.
Tali rapporti sono principalmente in essere con le seguenti società:
Compensi per servizi tecnici e O&M nell’ambito dei rapporti con le parti correlate nel corso dell’esercizio 2025 in capo alla PMImmobiliare Srl;
Acquisti di beni: Cotton S. Srl fornisce al Gruppo beni e materiali elettrici e informatici;
Pubblicità e marketing: Manita Creative Srl fornisce servizi di marketing e cura la stampa di materiale pubblicitario e di etichette;
Sponsorizzazioni: concesse dalla FS e dalla FIB Spa alla Polisportiva Matese e FC Matese.
In relazione ai profili di correlazione:
Azienda Agricola Quercete a rl è partecipata al 100% da Pmimmobiliare Srl, la quale è a sua volta è controllata al 100% da SE.R.I. S.p.A.. Polisportiva Matese SSD è controllata al 100% da SE.R.I. S.p.A.. Cotton Sport Srl e Manita Creative Srl sono partecipate al 100% da Charity Srl, partecipata, a sua volta, al 50% da Andrea Civitillo.
Rapporti con gli organi amministrativi e di controllo, nonché con i dirigenti aventi responsabilità strategiche
Alla data della presente relazione, Vittorio Civitillo, Amministratore Delegato, e Andrea Civitillo sono titolari indirettamente, attraverso SE.R.I. Spa, di azioni della Seri Industrial corrispondenti complessivamente al 56,368% del capitale sociale della Società.
SE.R.I. Spa è controllata da Vittorio Civitillo, che ne possiede il 50,6%, mentre Andrea Civitillo ne possiede il 49,4%.
Vittorio Civitillo è titolare inoltre direttamente di azioni corrispondenti allo 0,099% del capitale sociale della Società. Si rappresenta che i compensi maturati dai componenti del Consiglio di Amministrazione della Società, dai componenti i Comitati della Società e da un Procuratore in FIB SpA rappresentano un rapporto con parti correlate.
Nota 46. Passività e attività potenziali
Il Gruppo è parte di procedimenti legali di varia natura. Nel caso la rischiosità sia stata valutata probabile si è proceduto a stanziare un apposito fondo rischi, anche sulla base delle valutazioni dei legali che assistono le diverse società del Gruppo.
Passività potenziali
Accertamenti tributari
Processo Verbale di Constatazione relativo alle annualità dal 2012 al 2015 consegnato in data 20 giugno 2017 dal Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta - Sezione Tutela Entrate
FIB ha impugnato avvisi di accertamento dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Caserta per l’annullamento previa sospensione degli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate di Caserta che contestano l’errata imputazione temporale di componenti negativi di reddito con riferimento al periodo di imposta 2013, 2014 e 2015.
I giudizi sono definiti con sentenza di rigetto. FIB ha presentato appello a ciascun giudizio.
La passività potenziale complessiva è pari ad euro 1.296, di cui euro 200 migliaia per Irap ed euro 1.096 per IRES; con il supporto dei propri consulenti, FIB ha ritenuto di non iscrivere alcun fondo rischi per imposte.
Si segnala che l’impatto economico derivante dagli avvisi di accertamento emessi con riferimento ai periodi di imposta 2013, 2014 e 2015, trattandosi esclusivamente di errata imputazione temporale sia di componenti negativi di reddito nonché di maggiori e correlati componenti positivi di reddito, sarebbe limitato alle sanzioni applicabili, valutate dal legale che assiste la società nell’importo ridotto di 250 euro per ciascun giudizio, per evidente assenza di danno erariale. I fondi risultano pertanto iscritti nella misura ridotta delle sanzioni.
Attività potenziali
Le società del Gruppo Seri Industrial sono parte di contenziosi attivi per il ristoro di danni subiti ovvero per il recupero di somme da parte di terzi. Considerata l’incertezza degli esiti di tali contenziosi, le relative attività potenziali non possono essere rilevate in bilancio per assenza dei necessari presupposti previsti dallo IAS 37. Di seguito sono esposte le principali attività potenziali del Gruppo:
Azione di responsabilità deliberata dall’assemblea dei soci di Seri Industrial
L’Assemblea dei soci del 18 dicembre 2018 ha deliberato in senso favorevole sulla proposta di promuovere l’azione di responsabilità, ai sensi degli artt. 2392, 2393 Codice Civile e, per quanto occorra, ai sensi dell’art. 2043 Codice Civile, nei confronti di precedenti amministratori della Società nel periodo 1 gennaio 2015 – 3 agosto 2016, nonché, ai sensi dell’art. 2407 Codice Civile, e, per quanto occorra, ai sensi dell’art. 2043 Codice Civile, nei confronti del presidente del Collegio Sindacale della Società all’epoca dei fatti.
L’azione sociale di responsabilità nei confronti dei sopra citati soggetti in carica nel periodo gennaio 2015 – 3 agosto 2016, ha preso le mosse dalla denuncia formulata ex art. 2408 c.c. dell’11 maggio 2016 da un socio e dal complesso delle verifiche eseguite, sugli atti societari, autonomamente dai nuovi organi sociali e con riferimento alle decisioni assunte nel periodo gennaio 2015 – 3 agosto 2016.
Richiesta di rimborso assicurativo a seguito dell’incendio di Avellino avvenuto nel 2019
L’incendio divampato in data 13 settembre 2019 presso lo stabilimento sito in Avellino in cui la controlla ICS Srl (ora Seri Plast) svolgeva la propria attività, ha comportato ingenti danni diretti e indiretti, tra cui la completa distruzione di molte attrezzature, impianti e macchinari. Seri Plast ha inviato una richiesta di risarcimento danni che ammonta ad euro 2.316 migliaia di cui euro 1.666 migliaia per il magazzino ed euro 650 migliaia per attrezzature, impianti e macchinari alla PMImmobiliare Srl, sublocatore dell’immobile in quanto locatario dello stesso nell’ambito di un contratto di locazione finanziaria con società di leasing. Con atto di citazione promosso innanzi al Tribunale di Bologna, notificato alla Compagnia assicurativa e alla società proprietaria dell’immobile, Seri Plast, oltre a chiedere gli importi indicati innanzi, ha anche avanzato domanda di risarcimento danni per euro 4.272 migliaia per la mancata produzione, euro 217 migliaia a titolo di pagamento dei canoni di locazione, euro 5.000 migliaia per la perdita del contratto di fornitura con primario cliente, oltre a richiedere il risarcimento anche per i danni ancora in essere. Il Giudice di prime cure ha emesso sentenza parziale sulle eccezioni preliminari sollevate dalle controparti, ritenendo la piena legittimazione attiva di Seri Plast alla presentazione della domanda, in quanto soggetto assicurato stante l’autorizzazione alla sublocazione rilasciata dalla proprietaria dell’immobile. Nel merito, dopo il deposito delle memorie istruttorie, con ordinanza dell'8 gennaio 2024 il Tribunale ha ritenuto di disporre la sospensione del giudizio civile in attesa della definizione del procedimento penale pendente, in relazione all'incendio, innanzi al Tribunale di Avellino, ancorché sia stato evidenziato che fra i due giudizi non sussiste un rapporto di pregiudizialità.
Richiesta di risarcimento danni E-distribuzione S.p.A.
Con atto di citazione notificato in data 18 gennaio 2023 FIB S.p.A. ha convenuto in giudizio E-distribuzione S.p.A. per vederne accertare e dichiarare la responsabilità, anche ai sensi degli artt. 2050 e 2051 c.c., in ordine alle innumerevoli anomalie e sbalzi di tensione che si verificano nel servizio di fornitura di energia elettrica dello stabilimento di Teverola (CE). L’azione è stata incardinata nei confronti di E-Distribuzione S.p.A. quale distributore dell’energia elettrica ed effettivo proprietario, titolare dell’esercizio di linee elettriche, degli impianti, delle reti a media e bassa tensione, nonché quale proprietario dei manufatti utilizzati per la trasformazione, per il trasporto e per la distribuzione a media e bassa tensione, oltrechè responsabile della relativa manutenzione.
La Società ha altresì formulato una domanda di risarcimento del danno, inizialmente quantificato in euro 7.554 migliaia, riservandosi di aggiornare in corso di giudizio il maggior danno patito a causa del perdurante stato di grave malfunzionamento, nonché la condanna di E-Distribuzione S.p.A. ad adottare ogni misura necessaria od opportuna per risolvere i problemi lamentati ed evitare che continuino a verificarsi. Durante la fase istruttoria del giudizio la Società ha dato prova dell’ulteriore danno subito, aggiornando il valore del risarcimento inizialmente richiesto, a causa del perdurante malfunzionamento che continua ad arrecare ingenti danni, compromettendo il buon esito dell’attività produttiva. Per ottenere una tutela d’urgenza FIB ha presentato ricorso ex art. 700 cpc, in accoglimento del quale è stata disposta CTU: l’ausiliare del giudice ha confermato l’esistenza di anomalie, precisando che la frequenza e la severità dei buchi di tensione sono rappresentativi di una inadeguatezza infrastrutturale della rete di alimentazione del carico elettrico FIB che richiedono l’adozione di soluzioni strutturali con specifiche attività di manutenzione da parte del distributore.
Richiesta di indennizzo agli ex soci di Menarini S.p.A..
In data 22 ottobre 2025, Menarini ha riapprovato il progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024. Le rettifiche apportate non hanno comportato impatti né sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 del Gruppo Seri Industrial, né sul bilancio intermedio al 30 giugno 2025, in quanto riferite a circostanze (errori e cambiamenti di stima) verificatesi antecedentemente all’ingresso di Menarini nell’area di consolidamento; i relativi effetti risultavano già riflessi nel saldo di apertura dei dati patrimoniali alla data di acquisizione da parte della Società.
Le verifiche hanno riguardo poste per le quali la società ha attivato le richieste di indennizzo previste dal contratto, per un importo pari a euro 82.385.000.
La Società ha depositato gli atti presso il Tribunale delle Imprese di Napoli al fine di avviare il riconoscimento del risarcimento nell’ambito di una domanda riconvenzionale sulla impugnativa di bilancio proposta da Invitalia, per la quale i legali ritengono remoto ogni rischio di soccombenza, sia nel merito che nella forma, non essendo riconosciuto ad Invitalia, che detiene il 2% della Menarini, il diritto di impugnativa.
Nota 47. Informativa sui rischi
Rischio di credito
La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo è rappresentata dal valore contabile delle attività rappresentate in bilancio. Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni per le quali si rileva un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L’ammontare delle svalutazioni tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri.
Di seguito si riporta il dettaglio dell’esposizione al rischio di credito del Gruppo al 31 dicembre 2025, con evidenza della ripartizione delle attività finanziarie per scadenza:
I crediti di natura commerciale maturati dalle società sono ripartiti tra un elevato numero di clienti fatta eccezione per alcuni settori, quale quello della produzione di cassette per batterie dove la clientela è concentrata su un numero molto limitato di clienti, aventi una classe di merito creditizio elevata.
I crediti commerciali scaduti sono oggetto di costante monitoraggio e gli stessi sono stati espressi al valore di presumibile realizzo.
Di seguito si riporta il dettaglio dell’esposizione al rischio di credito del Gruppo al 31 dicembre 2024:
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità è il rischio che l’impresa non sia in grado di far fronte tempestivamente ai propri impegni finanziari a causa della difficoltà di reperire fondi o di liquidare attività sul mercato. I due fattori principali che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. Il Gruppo applica una politica finanziaria mirata a minimizzare il rischio attraverso la diversificazione delle proprie fonti di finanziamento a breve e a lungo termine e delle controparti e si adopera per aver accesso a fonti di finanziamento in grado di soddisfare i fabbisogni programmati.
La liquidità del Gruppo è gestita a livello accentrato dalla Capogruppo al fine di monitorare e ottimizzare la complessiva disponibilità di risorse finanziarie, svolgendo un’attività di direzione e coordinamento per le altre società del Gruppo.
Con riferimento alla capacità del Gruppo di far fronte agli impegni finanziari di breve e medio lungo periodo si segnala che:
alla data del 31 dicembre 2025 le disponibilità liquide ammontano ad euro 46,1 milioni;
risultano disponibili affidamenti accordati e non utilizzati per complessivi euro 5,2 milioni;
La seguente tabella riassume le posizioni debitorie scadute del Gruppo ripartite per natura (commerciale, tributaria, ect):
Nella tabella che segue sono rappresentati i pagamenti contrattualmente dovuti relativi ai debiti finanziari e alle passività per beni in leasing e locazioni finanziarie:
Di seguito sono riepilogati i rapporti in essere alla data del 31 dicembre 2025 suddivisi per forma tecnica.
Finanziamenti bancari
I finanziamenti bancari ammontano a euro 173.538 migliaia al 31 dicembre 2025 (euro 35.388 migliaia al 31 dicembre 2024); di seguito si espongono i rapporti in essere:
Si precisa che il finanziamento Seri Industrial – Leonardo-Invitalia, che al 31 dicembre 2025 è pari a euro 37.276 migliaia, è iscritto tra gli altri debiti finanziari.
Risulta inoltre in essere, tra le “Passività direttamente associabili ad attività destinate alla vendita”, un finanziamento revolving della società controllata cinese YIBF verso Bank of China per residui euro 1.216 migliaia.
La verifica dei covenant, coerentemente ai relativi contratti di finanziamento, avviene sulla base dei dati al 31 dicembre di ciascun anno. Nessuna richiesta di attivazione delle clausole è pervenuta dagli istituti bancari e i rimborsi procedono regolarmente.
Al 31 dicembre 2025 risultano non rispettati i covenant finanziari del finanziamento Seri Industrial-CDP, Seri Industrial-Unicredit e del finanziamento revolving FIB-Pool banche.
Lo sforamento del parametro PFN/PN dipende da un effetto contabile collegato all’inserimento del dato consuntivo di patrimonio netto di Menarini S.p.A. che include talune poste contabili a rettifica di errori di bilancio riferibili ad esercizi antecedenti al 2024 da parte del precedente management, in assenza delle quali il parametro sarebbe stato rispettato.
Sono in corso le negoziazioni per il rilascio del waiver per il Finanziamento Seri Industrial-CDP e Finanziamento FIB-Pool banche.
Finanziamenti agevolati
I finanziamenti agevolati ammontano a euro 13.797 migliaia al 31 dicembre 2025 (euro 15.625 migliaia al 31 dicembre 2024); di seguito si espongono i rapporti in essere:
Trattandosi di finanziamenti agevolati con un tasso d’interesse inferiore a quello di mercato: (i) i finanziamenti sono rilevati e valutati conformemente all’IFRS 9 – Strumenti finanziari utilizzando un tasso marginale di finanziamento identificato dalla Società nel 5% su base annua; (ii) ai sensi del principio contabile internazionale IAS 20 è stata inoltre rilevata la componente di government grants. Il beneficio del tasso d’interesse inferiore a quello di mercato è valutato come la differenza tra il valore contabile iniziale del prestito determinato conformemente all’IFRS 9 e i corrispettivi ricevuti.
Passività per locazioni finanziarie IFRS 16
Le passività per locazioni finanziarie ammontano a euro 34.264 migliaia, di seguito si espongono i rapporti in essere ed il corrispondente debito residuo:
Nota 48. Valutazione degli strumenti finanziari
Di seguito si riporta l’informativa richiesta nell’ambito delle categorie previste dallo IFRS 9. In particolare, si indica quanto richiesto dal principio contabile IFRS 13 che disciplina la misurazione del fair value e la relativa disclosure.
Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato (ossia non in una liquidazione forzosa o in una vendita sottocosto) alla data di valutazione.
Gerarchia del fair value
Il Gruppo deve valutare il fair value di un’attività o passività adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell’attività o passività, presumendo che gli operatori di mercato agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico (livello 1). In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all’utilizzo di tecniche di valutazione aventi l’obiettivo di stabilire il prezzo di un’ipotetica transazione indipendente, motivata da normali considerazioni di mercato, alla data di valutazione. Tali tecniche includono: il riferimento a valori di mercato indirettamente collegabili allo strumento da valutare e desunti da prodotti similari per caratteristiche di rischio (livello 2) e le valutazioni effettuate utilizzando – anche solo in parte – input non desunti da parametri osservabili sul mercato, per i quali si fa ricorso a stime ed assunzioni formulate dal valutatore (livello 3).
La scelta tra le suddette metodologie non è opzionale, dovendo le stesse essere applicate in ordine gerarchico:
(Livello 1) è attribuita assoluta priorità ai prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi per le attività e passività da valutare;
(Livello 2) ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario;
(Livello 3) priorità più bassa ad attività e passività il cui fair value è calcolato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato e, quindi, maggiormente discrezionali.
Il metodo di valutazione definito per uno strumento finanziario viene adottato con continuità nel tempo ed è modificato solo a seguito di variazioni rilevanti nelle condizioni di mercato o soggettive della Società.
L’IFRS 13 richiede che si forniscano informazioni con riferimento alla misurazione del rischio di inadempimento (non performance risk) qualora si stia determinando il fair value dei derivati over the counter (OTC) ossia quel complesso di operazioni che non figurano nei listini di borsa, la cui funzionalità è organizzata da alcuni attori, e le cui caratteristiche contrattuali non sono standardizzate. Tale rischio di inadempimento include sia le variazioni del merito creditizio della controparte che le variazioni del merito di credito della Società stessa (own credit risk). Per adempiere a quanto previsto dal principio, si fa ricorso ad un modello di calcolo, denominato Bilateral Credit Value Adjustment (BVA), che valorizza, oltre che gli effetti delle variazioni del merito creditizio della controparte (prima oggetto della metodologia di aggiustamento della valutazione denominata “credit risk adjustment”), anche le variazioni del proprio merito creditizio (Debt Value Adjustment – DVA). Il BVA è costituito da due addendi, calcolati considerando la possibilità di fallimento di entrambe le controparti, denominati Credit Value Adjustment (CVA) e Debt Value Adjustment (DVA).
Nella tabella che segue le attività e passività finanziarie valutate al fair value sono suddivise tra i diversi livelli della gerarchia di fair value sopra descritti.
Criteri applicati nella valutazione in bilancio delle attività e delle passività | ||||||||||||
| Attività e passività finanziarie valutate a fair value | Attività e passività valutate al costo ammortizzato | Partecipazioni non quotate valutate al costo | Valore di bilancio | ||||||||
con variazione di fair value iscritta a: | totale fair value | gerarchia del fair value | ||||||||||
(A) | (note a, b, c) | |||||||||||
conto economico | patrimonio netto |
| 1 | 2 | 3 | (B) | (C) | (A + B + C) | ||||
a | b | c |
| d | e |
| ||||||
Attività finanziarie correnti | 0 |
|
|
| 1.946 |
| 1.946 | |||||
Crediti commerciali | 0 |
|
|
| 80.398 |
| 80.398 | |||||
Altre attività correnti | 0 |
|
|
| 240.386 |
| 240.386 | |||||
Partecipazioni | 0 |
|
| 497 |
| 497 | 467 | |||||
Altre attività non correnti | 0 |
|
|
| 2.110 |
| 2.110 | |||||
|
|
|
|
|
|
| ||||||
Debiti commerciali | 0 |
|
|
| 126.145 |
| 126.145 | |||||
Altre passività correnti | 0 |
|
|
| 75.963 |
| 75.963 | |||||
Debiti finanziari correnti | 0 |
|
|
| 238.787 |
| 238.787 | |||||
Pass. finanziarie per leasing | 0 |
|
|
| 5.327 |
| 5.327 | |||||
Debiti finanziari non correnti | 0 |
|
|
| 35.020 |
| 35.020 | |||||
Pass. finanziarie per leasing |
|
|
| 0 |
|
|
| 27.072 |
| 27.072 | ||
a. Attività e passività finanziarie valutate a fair value con iscrizione delle variazioni di fair value a conto economico.
b. Derivati di copertura (Cash Flow Hedge).
c. Attività finanziarie disponibili per la vendita valutate al fair value con utili/perdite iscritti a patrimonio netto.
d. Attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
e. Attività finanziarie costituite da partecipazioni non quotate per cui il fair value non è misurabile in modo attendibile, sono valutate al
costo eventualmente ridotto per perdite di valore.
Nota 49. Operazioni atipiche e/o inusuali
Per operazioni atipiche e/o inusuali si intendono tutte quelle operazioni che per significatività/rilevanza, natura delle controparti, oggetto della transazione, modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e tempistica dell’accadimento (prossimità alla chiusura dell’esercizio-periodo) possono dare luogo a dubbi in ordine: alla correttezza/completezza dell'informazione in bilancio, al conflitto d'interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale, alla tutela degli azionisti di minoranza. Non si sono verificate nel periodo in esame operazioni atipiche e/o inusuali.
Nota 50. Operazioni non ricorrenti
Nel corso del periodo non si sono verificati eventi od operazioni il cui accadimento risulti non ricorrente, ovvero operazioni o fatti che non si ripetano frequentemente nel consueto svolgimento dell’attività, che hanno avuto impatti sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico, nonché sui flussi finanziari della Società e/o del Gruppo ad eccezione di quanto riportato in Relazione sulla gestione “Commento ai risultati e altre informazioni”.
Nota 51. Eventi successivi alla chiusura del periodo
Si rimanda a quanto riportato in Relazione sulla gestione “Eventi successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione”.
Nota 52. Corrispettivi della Società di Revisione
Si rinvia a quanto riportato nella Relazione finanziaria annuale integrata al 31 dicembre 2025 nelle note di commento al bilancio di esercizio della Società per quanto riguarda i corrispettivi relativi ai servizi di revisione e agli altri servizi diversi prestati dalla società di revisione di competenza dell’esercizio secondo quanto richiesto dall’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti.
1. Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali
2. Prospetto delle variazioni delle Attività materiali per diritti di utilizzo
3. Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali
4. Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006
All 1. Prospetto delle variazioni delle immobilizzazioni immateriali
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali al 31 dicembre 2025
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali al 31 dicembre 2024
All 2. Prospetto delle variazioni delle Attività materiali per diritti di utilizzo
Prospetto delle variazioni dei diritti di utilizzo al 31 dicembre 2025
Prospetto delle variazioni dei diritti di utilizzo al 31 dicembre 2024
All 3. Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali al 31 dicembre 2025
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali al 31 dicembre 2024
All° 4a. Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006.
Stato Patrimoniale Consolidato
| 31/12/2025 | Parti correlate | % sulla voce | 31/12/2024 | Parti correlate | % sulla voce |
Disp. liquide e mezzi equivalenti | 46.160 |
| 0% | 46.573 |
| 0% |
Attività finanziarie | 1.946 | 1.461 | 75% | 1.902 | 1.377 | 72% |
Attività finanziarie a FV a CE | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Strumenti finanziari derivati | 0 |
| 0% | 8 |
| 0% |
Crediti commerciali | 80.398 | 248 | 0% | 65.527 | 3.358 | 5% |
Altre attività | 240.386 | 29.702 | 12% | 136.177 | 13.823 | 10% |
Rimanenze di magazzino | 126.942 |
| 0% | 123.331 |
| 0% |
Attività correnti | 495.832 | 31.412 | 6% | 373.518 | 18.558 | 5% |
Immobilizzazioni immateriali | 121.798 |
| 0% | 112.096 |
| 0% |
Attività materiali per diritti di utilizzo | 32.776 |
| 0% | 38.084 |
| 0% |
Immobilizzazioni materiali | 235.201 |
| 0% | 190.738 |
| 0% |
Partecipazioni valutate metodo PN | 497 |
| 0% | 666 |
| 0% |
Altre attività | 2.110 |
| 0% | 2.542 |
| 0% |
Attività fiscali per imposte anticipate | 45.779 |
| 0% | 37.116 |
| 0% |
Attività non correnti | 438.161 | 0 | 0% | 381.242 | 0 | 0% |
Att. classificate come poss. vendita | 3.194 |
| 0% | 5.175 |
| 0% |
ATTIVO | 937.187 | 31.412 | 3% | 759.935 | 18.558 | 2% |
Passivo e Patrimonio netto |
|
|
|
|
|
|
Debiti commerciali | 126.145 | 211 | 0% | 133.055 | 195 | 0% |
Altre passività | 75.963 | 1.847 | 2% | 50.359 | 236 | 0% |
Debiti finanziari | 238.787 | 133 | 0% | 80.284 |
| 0% |
Passività finanziarie per leasing | 5.327 | 4.724 | 89% | 5.212 | 4.502 | 86% |
Strumenti finanziari derivati | 115 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Debiti per imposte | 7.500 |
| 0% | 4.425 |
| 0% |
Fondi | 25.026 |
| 0% | 58.245 |
| 0% |
Passività correnti | 478.863 | 6.915 | 1% | 331.580 | 4.933 | 1% |
Debiti finanziari | 35.020 |
| 0% | 62.385 |
| 0% |
Passività finanziarie per leasing | 27.072 | 24.900 | 92% | 32.422 | 29.480 | 91% |
Benefici succ. al rapporto di lavoro | 5.114 |
| 0% | 5.264 |
| 0% |
Imposte differite | 15.826 |
| 0% | 16.025 |
| 0% |
Altre passività | 196.511 |
| 0% | 154.070 |
| 0% |
Fondi | 7.183 |
| 0% | 168 |
| 0% |
Passività non correnti | 286.726 | 24.900 | 9% | 270.334 | 29.480 | 11% |
Pass. associabili ad att. dest. vendita | 1.351 |
| 0% | 2.153 |
| 0% |
Capitale sociale | 106.457 |
| 0% | 106.457 |
| 0% |
Riserva legale | 1.513 |
| 0% | 1.358 |
| 0% |
Sovrapprezzo azioni | 22.562 |
| 0% | 22.562 |
| 0% |
Altre riserve | 23.973 |
| 0% | (1.223) |
| 0% |
Utile (Perdita) di gruppo | 14.218 |
| 0% | 25.101 |
| 0% |
Patrimonio netto di gruppo | 168.723 | 0 | 0% | 154.255 | 0 | 0% |
Capitale/riserva di terzi | 2.113 |
| 0% | 2.082 |
| 0% |
Utile (Perdita) di terzi | (589) |
| 0% | (469) |
| 0% |
Patrimonio netto di terzi | 1.524 | 0 | 0% | 1.613 | 0 | 0% |
Patrimonio netto consolidato | 170.247 | 0 | 0% | 155.868 | 0 | 0% |
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 937.187 | 31.816 | 3% | 759.935 | 34.414 | 5% |
All. 4b. Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006.
Conto economico Consolidato
| 31/12/2025 | Parti correlate | % sulla voce | 31/12/2024 | Parti correlate | % sulla voce |
Ricavi da clienti | 278.975 | 107 | 0% | 201.522 | 89 | 0% |
Altri proventi operativi | 72.521 | 25 | 0% | 78.217 | 10 | 0% |
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni | 21.474 |
| 0% | 20.902 |
| 0% |
Totale ricavi, proventi ed incrementi per lavori interni | 372.970 | 131 | 0% | 300.641 | 100 | 0% |
Costi per acquisti di materie | 181.383 | 521 | 0% | 138.613 | 663 | 0% |
Variazione rimanenze | (5.542) |
| 0% | (8.174) |
| 0% |
Costi per servizi | 53.974 | 1.670 | 3% | 49.276 | 1.653 | 3% |
Altri costi operativi | 14.971 | 85 | 1% | 6.215 | 63 | 1% |
Costo del personale | 66.026 | 2.282 | 3% | 47.909 | 1.932 | 4% |
Costi operativi | 310.812 | 4.558 | 1% | 233.839 | 4.311 | 2% |
Margine operativo lordo | 62.158 | (4.427) | (7%) | 66.802 | (4.212) | (6%) |
Ammortamenti | 41.306 |
| 0% | 33.404 |
| 0% |
Svalutazioni/riprese di valore | 1.561 |
| 0% | 1.580 |
| 0% |
Risultato operativo | 19.291 | (4.427) | (23%) | 31.818 | (4.212) | (13%) |
Proventi finanziari | 2.606 |
| 0% | 2.135 |
| 0% |
Proventi da partecipazioni collegate valutate PN | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Utile (Perdita) prima delle imposte | 8.399 | (5.852) | (70%) | 22.380 | (5.986) | (27%) |
Imposte | (7.531) |
| 0% | (3.318) |
| 0% |
Risultato netto di attività operative in esercizio | 15.930 | (5.852) | (37%) | 25.698 | (5.986) | (23%) |
Risultato netto delle discontinued operation | (2.301) |
| 0% | (1.066) |
| 0% |
Utile (Perdita) consolidata | 13.629 | (5.852) | (43%) | 24.632 | (5.986) | (24%) |
Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | (589) |
| 0% | (469) |
| 0% |
Utile (Perdita) di pertinenza del gruppo | 14.218 | (5.852) | (41%) | 25.101 | (5.986) | (24%) |
Stato Patrimoniale (*)
Note | 31/12/2025 | 31/12/2024 | |
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 6 | 657.391 | 33.898.158 |
Attività finanziarie | 7 | 50.508.169 | 60.974.713 |
Crediti commerciali | 8 | 12.561.673 | 8.487.617 |
Altre attività | 9 | 24.431.996 | 7.242.362 |
Attività correnti |
| 88.159.229 | 110.602.849 |
Immobilizzazioni immateriali | 10 | 5.115 | 19.176 |
Attività materiali per diritti di utilizzo | 11 | 1.202.956 | 511.760 |
Immobilizzazioni materiali | 12 | 67.548 | 96.121 |
Partecipazioni | 13 | 192.100.974 | 191.945.737 |
Altre attività | 14 | 151 | 625.151 |
Attività fiscali per imposte anticipate | 15 | 42.984.594 | 33.794.137 |
Attività non correnti |
| 236.361.338 | 226.992.082 |
ATTIVO |
| 324.520.567 | 337.594.931 |
Debiti commerciali | 16 | 1.937.243 | 2.227.997 |
Altre passività | 17 | 2.397.977 | 1.504.103 |
Debiti finanziari | 18 | 140.420.799 | 167.418.257 |
Passività finanziarie per leasing | 19 | 85.107 | 96.781 |
Debiti per imposte | 20 | 302.969 | 118.639 |
Fondi | 21 | 298.438 | 268.740 |
Passività correnti |
| 145.442.532 | 171.634.517 |
Debiti finanziari | 22 | 15.400.000 | 12.137.500 |
Passività finanziarie per leasing | 23 | 501.525 | 441.944 |
Benefici successivi al rapporto di lavoro e similari | 24 | 960.016 | 969.891 |
Altre passività | 25 | 12.939 | 21.094 |
Passività non correnti |
| 16.874.481 | 13.570.428 |
Capitale sociale |
| 106.456.682 | 106.456.682 |
Riserva legale |
| 1.513.246 | 1.357.865 |
Sovrapprezzo azioni |
| 22.562.317 | 22.562.317 |
Altre riserve |
| 22.017.529 | 18.905.497 |
Utile (Perdita) di esercizio |
| 9.653.780 | 3.107.625 |
Patrimonio netto | 26 | 162.203.554 | 152.389.986 |
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO |
| 324.520.567 | 337.594.931 |
(*) Ai sensi della Delibera CONSOB n.15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate e degli eventi ed operazioni significative non ricorrenti sullo Stato Patrimoniale sono evidenziati nell’apposito schema di Stato Patrimoniale riportato nell’allegato 4a.
Conto Economico (*)
Note | 31/12/2025 | 31/12/2024 | |
Ricavi da clienti |
| 5.493.828 | 4.918.250 |
Altri proventi operativi |
| 157.068 | 121.869 |
Totale ricavi, proventi ed incrementi per lavori interni | 30 | 5.650.897 | 5.040.119 |
Costi per acquisti di materie |
| 27.144 | 18.704 |
Costi per servizi |
| 2.080.389 | 2.982.114 |
Altri costi operativi |
| 248.389 | 298.358 |
Costo del personale |
| 3.668.028 | 3.389.870 |
Costi operativi | 31 | 6.023.950 | 6.689.047 |
Margine operativo lordo |
| (373.053) | (1.648.928) |
Ammortamenti | 32 | 210.242 | 197.602 |
Svalutazioni/riprese di valore | 32 | 18.808 | (229.494) |
Risultato operativo |
| (602.103) | (1.617.036) |
Proventi finanziari | 33 | 154.543 | 1.205.611 |
Oneri finanziari | 33 | 1.060.020 | 1.824.990 |
Utile (Perdita) prima delle imposte |
| (1.507.581) | (2.236.415) |
Imposte | 34 | (11.161.360) | (5.344.040) |
Utile (Perdita) di esercizio |
| 9.653.780 | 3.107.625 |
(*) Ai sensi della Delibera CONSOB n.15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate e degli eventi ed operazioni significative non ricorrenti sul Conto Economico sono evidenziati nell’apposito schema di Conto Economico riportato nell’allegato 4b.
Note | 31/12/2025 | 31/12/2024 | |
Utile (Perdita) di esercizio | 26 | 9.653.780 | 3.107.625 |
Altri componenti di conto economico complessivo non riclassificabili a |
|
|
|
Rimisurazione delle passività/attività nette per benefici ai dipendenti | 26 | 11.659 | (5.000) |
Utile (Perdita) rilevata direttamente a patrimonio netto |
| 11.659 | (5.000) |
Utile (Perdita) di esercizio |
| 9.665.439 | 3.102.625 |
| Note | 31/12/2025 | 31/12/2024 |
Utile netto |
| 9.653.780 | 3.107.625 |
Aggiustamenti per riconciliare l’utile al lordo delle imposte con i flussi finanziari netti |
| ||
Ammortamento e perdita durevole di valore di immobili impianti e macchinari e diritti d’uso | 32 | 196.181 | 47.435 |
Ammortamento e perdita durevole di valore delle attività immateriali | 32 | 14.061 | 150.167 |
Proventi finanziari | 33 | (154.543) | (1.205.372) |
Oneri finanziari | 33 | 1.060.020 | 1.824.990 |
Altre variazioni non monetarie | (655.762) | (31.375) | |
Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite) | 15-20 | (9.006.128) | (5.276.585) |
Variazione dei fondi e dei benefici futuri ai dipendenti | 21-24 | 19.824 | 22.910 |
Variazioni del capitale circolante: |
|
|
|
Variazione dei crediti commerciali | 8 | (4.074.057) | (2.346.688) |
Variazione delle altre attività | 9 | (17.189.634) | (5.885.718) |
Variazione dei debiti commerciali | 16 | (290.753) | 792.577 |
Variazione delle altre passività | 17-25 | 887.456 | 119.393 |
Interessi incassati | 33 | 154.543 | 1.205.372 |
Interessi pagati | 33 | (1.060.020) | (1.824.990) |
Flussi finanziari netti da attività operativa |
| (20.445.032) | (9.300.259) |
Attività d’investimento |
|
|
|
Acquisto di attività materiali | 12 | (7.410) | (23.447) |
Acquisto di attività immateriali | 10 | 0 | (11.150) |
Attività d’investimento di attività materiali e immateriali |
| (7.410) | (34.597) |
Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie e partecipazioni | 7-13 | 11.047.544 | (86.498.598) |
Flussi finanziari netti (impieghi) da attività di investimento |
| 11.040.134 | (86.533.195) |
Attività di finanziamento |
|
|
|
Pagamenti del capitale di passività per leasing | 19-23 | (99.173) | (97.893) |
Finanziamenti ricevuti | 18-22 | 0 | 0 |
Finanziamenti rimborsati | 18-22 | (9.550.000) | (8.632.051) |
Altri flussi da fonti di finanziamento | 18-22-26 | (14.186.695) | 74.310.760 |
Flussi finanziari netti (impieghi) da attività di finanziamento |
| (23.835.868) | 65.580.816 |
(Diminuzione) Incremento netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 6 | (33.240.767) | (30.252.638) |
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 1° gennaio | 6 | 33.898.158 | 64.150.796 |
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31 dicembre | 6 | 657.390 | 33.898.158 |
Variazioni del Patrimonio Netto (Nota 26)
| Capitale sociale | Riserva legale | Riserva Sovrapprezzo azioni | Altre riserve | Utile (Perdita) d'esercizio | Totale Patrimonio netto |
Al 1° gennaio 2024 | 106.456.682 | 995.865 | 22.562.317 | 11.891.429 | 7.234.759 | 149.141.052 |
Destinazione del risultato | 362.000 | 6.872.759 | (7.234.759) | 0 | ||
Aumento di capitale | 0 | |||||
Altre variazioni | 147.011 | 147.011 | ||||
Altre componenti dell'utile complessivo | (5.702) | (5.702) | ||||
Utile (Perdita) di esercizio | 3.107.625 | 3.107.625 | ||||
Al 31 dicembre 2024 | 106.456.682 | 1.357.865 | 22.562.317 | 18.905.497 | 3.107.625 | 152.389.986 |
Al 1° gennaio 2025 | 106.456.682 | 1.357.865 | 22.562.317 | 18.905.497 | 3.107.625 | 152.389.986 |
Destinazione del risultato | 155.381 | 2.952.244 | (3.107.625) | 0 | ||
Aumento di capitale | 0 | |||||
Altre variazioni | 148.129 | 148.129 | ||||
Altre componenti dell'utile complessivo | 11.659 | 11.659 | ||||
Utile (Perdita) di esercizio | 9.653.780 | 9.653.780 | ||||
Al 31 dicembre 2025 | 106.456.682 | 1.513.246 | 22.562.317 | 22.017.529 | 9.653.780 | 162.203.554 |
Nota 1. Premessa
Seri Industrial SpA è una Società per azioni costituita in Italia ed è iscritta presso l’Ufficio del Registro delle imprese di Caserta. Gli indirizzi della sede legale e delle località in cui sono condotte le principali attività della Società sono indicati nella Relazione sulla gestione.
Le attività che Seri Industrial SpA, nell’ambito della propria funzione di indirizzo e coordinamento, presta nei confronti delle altre società del Gruppo, anche in relazione alla struttura organizzativa adottata dalla Società, possono essere così sintetizzate: attività di Funzioni di Holding, connesse al coordinamento dei processi di governance a livello di Gruppo:
Amministrazione, Finanza e Controllo;
Risorse Umane e Organizzazione;
Comunicazione;
Legale e Affari Societari;
Sistemi Informativi;
Audit.
In tale contesto la Società nel suo ruolo di holding di partecipazioni, concentra la sua attività:
sulla direzione e coordinamento delle società del Gruppo;
sull’indirizzo strategico delle attività, remunerate tramite i dividendi percepiti dalle società controllate;
sui servizi istituzionali forniti dalle funzioni di staff di holding a beneficio delle società controllate (remunerati attraverso i contratti di service).
Nell’ambito del Gruppo, Seri Industrial SpA sopperisce ai fabbisogni di liquidità principalmente attraverso i flussi di cassa generati attraverso la gestione accentrata di tesoreria e dalla gestione ordinaria e attraverso l’utilizzo di una pluralità di fonti di finanziamento.
Seri Industrial SpA, in qualità di Capogruppo, ha predisposto il Bilancio consolidato del Gruppo Seri Industrial al 31 dicembre 2025, parte integrante della presente Relazione finanziaria annuale di cui all’art. 154 ter, comma 1, Testo Unico della Finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58).
La pubblicazione del presente bilancio di esercizio è stata autorizzata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 17 aprile 2026.
Il presente bilancio di esercizio di Seri Industrial SpA per l’esercizio 1° gennaio - 31 dicembre 2025 è redatto in euro migliaia. Il presente bilancio è sottoposto a revisione legale da parte della società di revisione EY SpA.
Nota 2. Forma e Contenuto
Il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stato predisposto in conformità ai principi contabili internazionali (International Accounting Standards – IAS e International Financial Reporting Standards – IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e alle interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), riconosciuti nell’Unione Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 e in vigore alla chiusura dell’esercizio. L’insieme di tutti i principi e interpretazioni di riferimento sopraindicati è di seguito definito “IFRS-EU”. Il presente bilancio è stato predisposto in attuazione del comma 3 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005.
Il bilancio di esercizio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Conto economico complessivo rilevato nell’esercizio, dalle Variazioni del Patrimonio Netto, dal Rendiconto Finanziario e dalle relative Note di commento.
Nello Stato patrimoniale la classificazione delle attività e passività è effettuata secondo il criterio “corrente/non corrente” con specifica separazione, qualora presenti, delle attività classificate come possedute per la vendita e delle passività incluse nei gruppi in dismissione classificati come posseduti per la vendita. Le attività correnti, che includono le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, sono quelle destinate a essere realizzate, cedute o consumate nel normale ciclo operativo della Società o nei 12 mesi successivi alla chiusura dell’esercizio; le passività correnti sono quelle per le quali è prevista l’estinzione nel normale ciclo operativo della Società o nei 12 mesi successivi alla chiusura dell’esercizio e la Società non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.
Il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, con separata evidenza del risultato netto delle continuing operations e di quello delle eventuali discontinued operations. Il Conto economico presenta inoltre dei subtotali - quali costi operativi (dati dalla somma di: costi per acquisti di materie, variazione rimanenze, costi per servizi, altri costi operativi e costo del personale) – e risultati parziali – quali Margine Operativo Lordo (pari alla somma algebrica del Risultato Operativo, Ammortamenti e Svalutazioni/Riprese di valore) - in quanto ritenuti significativi ai fini della comprensione della situazione economico-finanziaria del Gruppo. Sia i subtotali che i risultati parziali sono quindi costituiti da voci che consistono in importi rilevati e valutati in conformità agli IFRS.
Il Rendiconto finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto con evidenza dei flussi finanziari netti da attività operativa, da attività di investimento e da attività di finanziamento e, ove esistente, di quello associato alle discontinued operations.
Gli schemi del Conto economico e dello Stato patrimoniale allegati alla nota illustrativa di commento (Allegato 4) evidenziano le transazioni con parti correlate.
Il bilancio è redatto nella prospettiva della continuità aziendale applicando il metodo del costo storico, ad eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS-EU sono rilevate al fair value, come indicato nei criteri di valutazione delle singole voci del bilancio consolidato, a cui si rimanda, e delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita che sono valutate al minore tra il valore contabile e il fair value al netto dei costi di vendita. La valuta utilizzata per la presentazione degli schemi di bilancio è l’euro, valuta funzionale della Società, e i valori riportati nelle Note di commento sono espressi euro migliaia, salvo quando diversamente indicato.
Nota 3. Principi contabili, uso di stime e giudizi significativi del management
3.1 Principi contabili significativi
I principi contabili e i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio di esercizio sono gli stessi, ove applicabili, di quelli adottati per la redazione del bilancio consolidato, cui si rinvia, fatta eccezione per le partecipazioni in società controllate e collegate.
Partecipazioni in imprese controllate e collegate
Il controllo è ottenuto quando la Società è esposta o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l’esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.
Per società collegate si intendono le società su cui la Società esercita un’influenza notevole. L’influenza notevole è il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata senza averne il controllo o il controllo congiunto.
Le partecipazioni in società controllate e collegate sono valutate al costo di acquisto. Il costo è rettificato per eventuali perdite di valore; queste ultime sono successivamente ripristinate qualora vengano meno i presupposti che le hanno determinate; il ripristino di valore non può eccedere il costo originario.
Nel caso in cui la perdita di pertinenza di Seri Industrial S.p.A. ecceda il valore contabile della partecipazione e la partecipante sia obbligata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite dell’impresa partecipata o comunque a coprirne le perdite, l’eventuale eccedenza rispetto al valore contabile è rilevata in un apposito fondo del passivo nell’ambito dei fondi rischi e oneri.
In caso di cessione, senza sostanza economica, di una partecipazione ad una società sotto controllo comune, l’eventuale differenza tra il corrispettivo ricevuto ed il valore di carico della partecipazione è rilevata nell’ambito del patrimonio netto.
Dividendi da società controllate e collegate
I dividendi da partecipazioni sono rilevati a Conto economico quando è stabilito il diritto degli azionisti a ricevere il pagamento. I dividendi pagabili a terzi sono rappresentati come movimento del patrimonio netto alla data in cui sono approvati dall’Assemblea degli Azionisti.
3.2 Uso di stime e giudizi significativi del management
L’uso delle stime e i giudizi del management adottati per la redazione del bilancio di esercizio sono gli stessi, ove applicabili, di quelli adottati per la redazione del bilancio consolidato, cui si rinvia, fatta eccezione per la recuperabilità del valore di carico delle partecipazioni che si riporta nel seguito:
Recuperabilità del valore di carico delle partecipazioni
La Società valuta almeno annualmente la presenza di indicatori di impairment di ciascuna partecipazione, qualora si manifestino, e assoggetta ad impairment test tali attività. I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna partecipazione sono basate su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, in particolare con riferimento all’identificazione di indicatori di impairment, alla previsione della loro redditività futura per il periodo del business plan di Gruppo, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Nota 4. Nuovi principi contabili, modifiche e interpretazioni
Con riferimento ai principi contabili di recente emanazione si rinvia a quanto già indicato nel bilancio consolidato.
Nota 5. Attività di direzione e coordinamento
Con riferimento ai principi contabili di recente emanazione si rinvia a quanto già indicato nel bilancio consolidato.
Commento alle voci dello Stato Patrimoniale
I valori esposti nelle Note di commento, ove non diversamente specificato, sono esposti in migliaia di euro.
I dati patrimoniali presentati nei commenti e nelle tabelle delle Note di commento sono omogenei e confrontabili con i dati al 31 dicembre 2025.
Attività correnti
Nel prospetto che segue si riporta la composizione della voce:
Nota 6. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La voce disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari a euro 658 migliaia, è relativa ai saldi attivi dei conti correnti. La società opera in qualità di pooler nell’ambito dei rapporti di cash pooling in essere con le sue controllate. La riduzione delle consistenze delle disponibilità liquide è riconducibile principalmente agli investimenti effettuati dalla controllata FIB nell’ambito del progetto Teverola 2.
Nota 7. Attività finanziarie
Le attività finanziarie correnti sono iscritte per euro 50.508 migliaia; accolgono prevalentemente crediti di natura finanziaria verso la società controllata Seri Plast Spa per euro 15.557 migliaia, verso la società controllata FIB Spa per euro 33.492 e verso la controllante SE.R.I. S.p.A. per euro 1.459 migliaia.
Ai fini della valutazione tutte le attività finanziarie sono classificate come “Attività finanziarie al costo ammortizzato” (IFRS9.5.2.1).
Nota 8. Crediti commerciali
La voce contiene crediti commerciali verso terzi e società del Gruppo per euro 12.562 migliaia, relativi principalmente:
nominali euro 186 migliaia (pari a nominali euro 191 migliaia al 31 dicembre 2024) principalmente verso società in precedenza appartenenti al Gruppo. La voce è esposta al netto di un fondo svalutazione crediti per euro 176 migliaia (pari ad euro 160 migliaia al 31 dicembre 2024);
euro 8 migliaia verso società correlate (pari a euro 6 migliaia al 31 dicembre 2024);
euro 60 migliaia verso società sottoposte al controllo della controllante SE.R.I. S.p.A.. (euro 39 migliaia al 31 dicembre 2024);
euro 72 migliaia verso la società controllante SE.R.I. S.p.A. (euro 47 migliaia al 31 dicembre 2024);
euro 12.412 migliaia verso società direttamente o indirettamente controllate (euro 8.364 migliaia al 31 dicembre 2024);
Si rimanda a quanto riportato alla “Nota 36 Informativa sui rischi - rischio di credito”, per la ripartizione dei crediti tra scaduti e a scadere.
Nota 9. Altre attività
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce e confronto con il precedente esercizio:
L’incremento rispetto al precedente esercizio per euro 17.192 migliaia è riconducibile principalmente a crediti verso la controllante SE.R.I. S.p.A. sorti nell’ambito del regime IVA di Gruppo. Si rimanda a quanto riportato alla “Nota 36 Informativa sui rischi - rischio di credito”, per la ripartizione dei crediti tra scaduti e a scadere.
Attività non correnti
Nel prospetto che segue si riporta la composizione della voce:
Nota 10. Immobilizzazioni immateriali
La voce comprende licenze d’uso software connesse al sistema informativo e al sito web, nonché marchi registrati.
In relazione alle attività non correnti immateriali non sono stati individuati indicatori che hanno evidenziato la necessità di effettuare test di impairment. Le immobilizzazioni immateriali non sono state oggetto di svalutazioni e rivalutazioni in precedenti esercizi. In allegato alla nota di commento è presente una tabella relativa alle variazioni intervenute nella voce (Allegato 1).
Nota 11. Attività materiali per diritti di utilizzo
La voce comprende la rilevazione, prevista dall’IFRS 16, dei diritti di utilizzo connessi alla locazione della sede sociale, della foresteria e altri leasing finanziari. Il contratto di locazione degli uffici prevede il pagamento di un canone mensile pari ad euro 8 migliaia. L’attività iscritta è pari a euro 1.202 migliaia; il debito, inizialmente iscritto al medesimo valore dell’attività, è attualizzato in funzione di un tasso di sconto del 5,00%. In allegato alla nota di commento è presente una tabella relativa alle variazioni intervenute alle attività materiali per diritti di utilizzo (Allegato 2).
Nota 12. Immobilizzazioni materiali
La voce comprende attrezzature diverse, macchine elettroniche, mobili e arredi e altri beni.
In relazione alle immobilizzazioni materiali non sono stati individuati indicatori che abbiano evidenziato la necessità di effettuare test di impairment. Le immobilizzazioni materiali non sono state oggetto di svalutazioni e rivalutazioni in precedenti esercizi. In allegato alla nota di commento è presente una tabella contenente le variazioni intervenute alle immobilizzazioni materiali (Allegato 3).
Nota 13. Partecipazioni
Nel prospetto che segue si riporta la composizione della voce:
L’elenco contenente i dati essenziali delle società partecipate è contenuto nella tabella allegata alla nota illustrativa di commento (Allegato 5).
Test di impairment
L’impairment test condotto ai sensi dello IAS 36 non ha evidenziato la necessità di operare nel corso dell’esercizio svalutazioni.
L’analisi dei test di impairment è stata condotta attraverso la stima del valore recuperabile fondata sulla configurazione di valore rappresentata dal valore d’uso, ovvero sulla verifica dei flussi finanziari attesi (metodologia del Discounted Cash Flow) delle società partecipate e riflessi nei piani previsionali relativi al periodo 2026 -2030.
I piani previsionali 2026-2030 riflettono le migliori stime effettuabili in merito alle principali assunzioni, alla base dell’operatività aziendale (andamenti macroeconomici e dei prezzi, ipotesi di funzionamento degli asset produttivi). Le assunzioni in parola e le corrispondenti informazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sono state ritenute idonee ai fini dello svolgimento dell’impairment test dal Consiglio di Amministrazione che in data 17 aprile 2026 ne ha approvato i risultati.
L'esecuzione dei test è stata effettuata sulla base di un orizzonte temporale pari a cinque anni e di un valore terminale basato sul flusso di cassa operativo normalizzato, tenuto conto di un tasso di crescita pari a 2%. I tassi di attualizzazione sono stati stimati mediante la determinazione del costo medio ponderato del capitale.
Il management ha basato la propria stima dei flussi derivanti dai piani previsionali su specifiche assunzioni tenuto anche conto, laddove disponibili, di fonti esterne. In particolare, per il Risk-Free rate (rf) è stato considerato il rendimento lordo dei BTP del Tesoro a 10 anni, su base semestrale. (Fonte Investing), per il Market Risk Premium (rm - rf) è stato stimato un tasso del 4,23%, sulla base delle proiezioni di Damodaran e per il Beta di settore sono stati presi a riferimento i valori osservati a dicembre 2025 di società comparabili quotate sui mercati regolamentati.
Seri Plast S.p.A.
Con riferimento ai ricavi, la stima è stata effettuata per ciascuna unità di business tenendo conto dei rapporti con la clientela e dei contratti di lungo termine sottoscritti, nonché delle previsioni dei mercati di sbocco sottostanti che prevedono degli outlook positivi in termini di volumi.
Fib S.p.A.
Con riferimento ai ricavi, la stima è stata effettuata per ciascuna unità di business tenendo conto delle evoluzioni dei mercati di sbocco, e dei nuovi progetti, che prevedono degli outlook positivi in termini di volumi.
Menarini S.p.A.
Con riferimento ai ricavi, la stima è stata in funzione delle evoluzioni dei mercati di sbocco e dei nuovi progetti e tenendo conto della contrazione di ricavi prevista per l’esercizio 2026. L’avvio del corrente esercizio (2026) è caratterizzato da un significativo rallentamento del mercato nazionale del Trasporto Pubblico Locale, principalmente determinato dai ritardi dei processi amministrativi e dalla mancata formalizzazione degli ordini da parte delle aziende pubbliche di trasporto, impegnate nella rendicontazione dei fondi PNRR. Tale dinamica ha determinato una temporanea contrazione del portafoglio ordini, volume non sufficiente a garantire un livello di saturazione adeguato degli impianti produttivi.
In tale contesto, a partire dal 9 febbraio 2026, la Società ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) per una durata di 13 settimane, misura necessaria per fronteggiare il temporaneo calo della domanda preservando al contempo l’integrità della struttura industriale e delle competenze tecniche consolidate.
Contestualmente, prosegue l’attuazione del piano strategico, che prevede la finalizzazione della nuova gamma di autobus elettrici e metano, il completamento dei prototipi e dei processi di omologazione, nonché l’ulteriore sviluppo, a partire dal secondo semestre 2026, delle attività di commercializzazione all’estero. La diversificazione geografica rappresenta un fattore strategico per mitigare l’elevata volatilità del mercato domestico e ampliare il bacino di domanda potenziale. Il management della Menarini ha aggiornato le proprie proiezioni economico-finanziarie e patrimoniali mediante la predisposizione di un Business Plan 2026-2030 sulla base del quale tenuto conto dei risultati attesi nel piano strategico, delle proiezioni finanziarie dei 12 mesi successivi alla data di approvazione del bilancio e del supporto finanziario dell’azionista di maggioranza, hanno ritenuto ragionevole assumere che la Società possa continuare ad operare in un prevedibile futuro come un'entità in funzionamento. Il piano strategico ha mostrato soddisfacenti livelli di redditività e di flussi di cassa attesi.
Per la determinazione del valore d’uso delle partecipazioni si è fatto riferimento ad un orizzonte di previsione esplicita dei piani a medio termine e alle previsioni di lungo termine effettuate dalla direzione aziendale. Tali elaborazioni presentano i caratteri di incertezza e di aleatorietà tipici delle previsioni future e delle stime economiche; le stime sono infatti per loro natura soggette a variabili esogene e non governabili dal management che, in talune circostanze, possono influenzare anche significativamente l’accuratezza delle previsioni svolte. Infine, si è tenuto conto dei rischi correlati all’aleatorietà dei flussi di cassa nella determinazione dei saggi di attualizzazione.
Nella seguente tabella sono indicati l’estensione temporale presa a riferimento, l’eventuale applicazione di un valore terminale, relativo tasso di crescita e tasso di attualizzazione (WACC) utilizzati ai fini dell’impairment test per le due partecipazioni:
Partecipata | Orizzonte temporale | Valore terminale | Tasso di crescita | Tasso di attualizzazione |
Fib S.p.A. | 2026-2030 | Si - Perpetuity | 2% | 10.10% |
Seri Plast S.p.A. | 2026-2030 | Si - Perpetuity | 2% | 9.96% |
Menarini S.p.A. | 2026-2030 | Si - Perpetuity | 2% | 11.14% |
Per quanto concerne i tassi di attualizzazione, coerenti con i flussi sopra descritti, sono stati stimati mediante la determinazione del costo medio ponderato del capitale. Seguendo il processo sopra descritto, sono stati determinati valori recuperabili superiori al valore contabile tali da non comportare l’iscrizione di una svalutazione alla voce partecipazione.
Nella valutazione si è tenuto conto di alcuni fattori che possono incidere, a seconda delle caratteristiche tecnologiche, geografiche e competitive, sulle singole società.
Inoltre, sono state condotte ulteriori analisi e sensitivity sulla base di differenti assunzioni in merito all’andamento degli scenari (tasso di crescita e tasso di attualizzazione). Le analisi di sensitivity sull’impairment test condotto, seguendo il processo precedentemente descritto, applicando un tasso di crescita in più/meno dell’0.5% e un tasso di attualizzazione in più/meno dell’0.5%, non hanno messo in evidenza riduzioni di valore recuperabile rispetto a quello di iscrizione in bilancio.
Sono stati svolti ulteriori sensitivity al fine di determinare gli incrementi nei tassi di attualizzazione e le riduzioni del g rate che comporterebbero, considerati singolarmente, l’allineamento del valore recuperabile al valore di carico delle singole partecipazioni; di seguito le risultanze:
Partecipazione | Variazione g rate | Variazione WACC |
Fib S.p.a | (54,61%) | +15,84% |
Seri Plast S.p.A. | (3,25%) | +2,19% |
Menarini S.p.A. | (25.02%) | +12,96% |
Nota 14. Altre attività
La voce al 31 dicembre 2025 risulta pari a euro 0. Al 31 dicembre 2024 includeva la quota corrente del finanziamento concesso alla controllata Seri Plast per euro 625 migliaia.
Nota 15. Attività fiscali per imposte anticipate
La voce accoglie le attività fiscali per le imposte anticipate determinate su perdite fiscali nell’ambito del consolidato fiscale come da seguente tabella:
L’iscrizione delle suddette imposte anticipate è avvenuta in seguito alla verifica della previsione di utili imponibili futuri sufficientemente capienti per l’assorbimento delle stesse e di ulteriori benefici relativi ad altre attività fiscali differite anche in funzione delle proiezioni economiche, patrimoniali e finanziarie per il periodo 2026-2030 approvati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo in data 17 aprile 2026.
Le società di diritto italiano appartenenti al Gruppo che hanno esercitato, in qualità di società consolidate, l’opzione per il regime del consolidato fiscale nazionale, ai sensi dell’art. 117 e seguenti del DPR 917/86, in virtù del quale gli imponibili fiscali ai fini IRES sono trasferiti alla società consolidante Seri Industrial SpA sono:
Seri Plast Spa, FIB Spa, Repiombo Srl, FS Srl, FLB Srl, Menarini S.p.A. e Menarini BUS AS.
Passività correnti
Nel prospetto che segue si riporta la composizione della voce:
Nota 16. Debiti commerciali
La voce è iscritta per euro 1.936 migliaia e accoglie debiti commerciali verso terzi e verso società del Gruppo, in particolare:
I debiti commerciali scaduti al 31 dicembre 2025 sono pari ad euro 913 migliaia (euro 1.595 migliaia al 31 dicembre 2024).
Nota 17. Altre passività
Le altre passività ammontano a euro 2.400 migliaia in incremento rispetto al precedente esercizio.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce e confronto con il precedente esercizio:
Nota 18. Debiti finanziari
I debiti finanziari correnti sono iscritti per euro 140.421 migliaia e presentano un decremento di euro 26.997 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento, con evidenza della forma tecnica dell’indebitamento rispetto al precedente esercizio:
I finanziamenti bancari accolgono la quota corrente dei finanziamenti bancari non correnti sottoscritti con Unicredit S.p.A, Banca Progetto S.p.A. e Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. rispettivamente per euro 2.500 migliaia, euro 800 migliaia ed euro 8.438. Gli altri debiti finanziari accolgono principalmente debiti di Seri Industrial in qualità di pooler nell’ambito della gestione accentrata della tesoreria derivanti principalmente da (i) un debito finanziario verso la controllata FIB S.p.A. riconducibile al saldo residuo connesso all’incasso, ricevuto ad agosto 2023 dalla controllata FIB nell’ambito del progetto gigafactory Teverola 2, di una prima erogazione di acconti su contributi pari a euro 83,4 milioni (ii) da debiti finanziari verso la controllata Menarini S.p.A. e (iii) da altri debiti finanziari verso Leonardo S.p.A. e Invitalia pari a euro 22.726 migliaia .
Non si rilevano limitazioni all’utilizzo di risorse finanziarie. La verifica dei covenant, coerentemente ai relativi contratti di finanziamento, avviene sulla base dei dati di riferimento al 31 dicembre di ciascun anno. Con riferimento al contratto di finanziamento in essere con Cassa Depositi e Prestiti, nel corso dell’esercizio la Società non ha rispettato alcuni parametri finanziari (covenant) previsti contrattualmente. Il finanziamento ha un importo residuo al 31 dicembre 2025 pari a euro 8.437.500; Seri Industrial non ha fatto richiesta di waiver; pertanto, il debito è esposto interamente nel passivo corrente ancorché, in base al piano ordinario di rimborso del debito, euro 4.687.500 sono esigibili oltre l’esercizio successivo. Il finanziamento prevede il rimborso delle rate su base trimestrale; al 31 marzo Seri Industrial ha provveduto al regolare pagamento della rata in scadenza provvedendo al pagamento dell’importo complessivo di euro 1.004.135,16, di cui euro 937.500,00 in linea capitale. Non sono pervenute richieste di attivazione di clausole contrattuali collegate al mancato rispetto dei covenant.
La Società monitora i rischi finanziari a cui è esposta, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli. Si rimanda alla “Nota 36 Informativa sui rischi - rischio di credito” per maggiori dettagli.
Nota 19. Passività finanziarie per leasing
La voce passività per leasing correnti, pari ad euro 85 migliaia, accoglie la quota corrente dei debiti finanziari, iscritti in conformità al principio contabile internazionale IFRS 16, a fronte del diritto di utilizzo di beni in uso in locazione e leasing.
Nota 20. Debiti per imposte
I debiti per imposte, pari ad euro 303 migliaia sono riferiti principalmente a debiti verso l’erario per ritenute su redditi di lavoratori dipendenti e collaboratori per euro 267 migliaia e a debiti tributari di minor rilevanza per la parte rimanente.
Nota 21. Fondi
Il fondo rischi è stanziato a fronte di procedimenti in corso. Lo stanziamento è stato effettuato tenuto anche conto delle valutazioni fornite dai legali e dai professionisti incaricati. Nel corso dell’esercizio il fondo rischi si è movimentato come segue:
Il fondo rischi si è incrementato per euro 29 migliaia per l’effetto netto di rilasci per euro 1 migliaia e stanziamenti per euro 30 migliaia rilevati nell’esercizio.
Passività non correnti
Nel prospetto che segue si riporta la composizione della voce:
Nota 22. Debiti finanziari
I debiti finanziari correnti sono iscritti per euro 15.400 migliaia e presentano un incremento di euro 3.262 migliaia rispetto al 31 dicembre 2024.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa della tipologia di indebitamento, con evidenza della forma tecnica dell’indebitamento rispetto al precedente esercizio:
I finanziamenti bancari accolgono la quota non corrente dei finanziamenti sottoscritti con Banca Progetto S.p.A. per euro 400 migliaia. Gli altri debiti finanziari accolgono i debiti finanziari verso Leonardo S.p.A. e Invitalia rispettivamente per euro 6.018 migliaia e per euro 8.982 migliaia
Nota 23. Passività finanziarie per leasing
Il saldo, pari ad euro 502 migliaia, si riferisce alla quota non corrente di debiti finanziari a fronte del diritto di utilizzo di beni materiali concessi in locazione e leasing.
Si espone di seguito una tabella riepilogativa delle tipologie di indebitamento:
Nota 24. Benefici successivi al rapporto di lavoro
Il saldo si riferisce interamente al Fondo TFR comprensivo di imposte e contributi. Il debito corrisponde alle obbligazioni assunte dalla Società verso i propri dipendenti derivanti dall'applicazione delle leggi, dei contratti di lavoro e di accordi aziendali in vigore alla data di chiusura dell'esercizio. Tali passività sono state oggetto di valutazione attuariale.
Di seguito la movimentazione del fondo:
| 31/12/2024 | Accantonamenti | Liquidazioni | 31/12/2025 |
Benefici successivi al rapporto di lavoro e similari | 970 | 184 | (194) | 960 |
Totale | 970 | 184 | (194) | 960 |
Le principali assunzioni attuariali utilizzate nella valutazione dei piani pensionistici a benefici definiti e della componente del fondo TFR, che ha mantenuto la natura di defined benefit plan, sono le seguenti:
La valorizzazione del tasso medio annuo di attualizzazione ha preso come riferimento l’indice iBoxx Eurozone Corporates AA 10+ alla data di valutazione. Tale scadenza è infatti correlata alla durata media residua di permanenza in azienda dei dipendenti della Società, pesata con i pagamenti attesi.
Per la scelta del tasso annuo di inflazione si è fatto riferimento al DEF 2025 pubblicato il 2 ottobre 2025 che riporta il valore del deflatore dei consumi per gli anni 2026, 2027 e 2028 pari rispettivamente al 2,0%, 1,8% e 1,8%. Sulla base di quanto indicato e dell’attuale tendenza inflazionistica si è ritenuto opportuno utilizzare un tasso di inflazione costante pari al 2,0%. Si riportano le relative sensitivity sul DBO come previsto dallo IAS 19 revised:
Organico
Alla data del 31 dicembre 2025 l’organico della Società è così composto:
Categoria | Valore iniziale | Assunzioni | Cessazioni | Trasferimenti interni | Valore Finale |
Dirigenti | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
Quadri | 11 | 0 | 0 | 0 | 11 |
Impiegati e apprendisti | 39 | 6 | 4 | 0 | 41 |
Operai | 6 | 1 | 1 | 0 | 6 |
Totale dipendenti | 57 | 7 | 5 | 0 | 59 |
Il numero di dipendenti a fine esercizio è pari a 59 unità, mentre il numero di dipendenti medio dell’esercizio è pari a 54 unità.
Nota 25. Altre passività
Le altre passività sono iscritte per euro 13 migliaia ed accolgono debiti diversi non correnti principalmente verso organismi di vigilanza.
Nota 26. Patrimonio netto
In premessa alle voci di commento sono riepilogati i prospetti con le variazioni intervenute nella consistenza delle voci di patrimonio netto rispetto al precedente esercizio.
Si riporta di seguito la consistenza delle voci al 31 dicembre 2025 ed il confronto con il precedente esercizio:
La Seri Industrial SpA è una società emittente azioni ammesse a negoziazione sul mercato regolamentato EXM gestito da Borsa Italiana SpA, ove è stata ammessa, con provvedimento n. 1513 del 9 febbraio 2001, alle negoziazioni del Nuovo Mercato a far data dal 2 marzo 2001. Le azioni sono dematerializzate.
Le poste del patrimonio netto sono distinte secondo l’origine, la possibilità di utilizzazione, la distribuibilità e l’avvenuta utilizzazione nei tre esercizi precedenti.
Voci del Patrimonio netto (in Euro/000) | Importo | Possibilità di utilizzazione (*) | Quota disponibile |
|
| ||
Capitale sociale | 106.457 | B | |
Riserve: | |||
- Riserva legale | 1.513 | B | 1.513 |
- Riserva sovrapprezzo azioni 1 | 22.562 | A,B,C,D | 22.562 |
- Altre riserve - c/futuro aumenti di capitale FISI | 5.000 | A,B** | 5.000 |
- Riserve IFRS | (7.923) | ||
- Utili/(Perdite) portate a nuovo | 24.940 | A,B,C,D | 24.940 |
Totale | 152.550 | 54.016 | |
Quota non distribuibile | 54.016 | ||
Residua quota distribuibile |
| 0 |
1 Ai sensi dell’articolo 2431 C.C., si può distribuire l’intero ammontare di tale riserva solo a condizione che la riserva legale abbia raggiunto il limite stabilito dall’art.2340 C.C..
(*) Legenda: (A) per aumento di capitale – (B) per copertura perdite – (B**) per copertura perdite nell’ipotesi di integrale azzeramento del capitale sociale - (C) per distribuzione ai soci – (D) per altri vincoli statutari
Nel Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto, previsto dal 4° comma dell’art. 2427 c.c., sono indicate le principali voci che compongono lo stesso.
Capitale sociale
Al 31 dicembre 2025 il capitale sociale è pari ad euro 106.456.682,03 suddiviso in n. 53.979.002 azioni ordinarie.
Azioni proprie
La Società non possiede alla fine dell’esercizio in esame azioni proprie o azioni o quote della società controllante, neppure indirettamente tramite società fiduciarie o per interposta persona. La Società, nel corso dell’esercizio, non ha acquistato o alienato, anche per tramite di società fiduciarie o interposte persone, azioni proprie o azioni o quote della sua controllante.
Riserva legale
La voce contiene la Riserva legale per euro 1.513 migliaia.
Riserva sovrapprezzo azioni
La Riserva Sovraprezzo azioni ammonta a euro 22.562 invariata rispetto al precedente esercizio.
Altre riserve
La voce contiene le altre riserve della Capogruppo oltre agli utili (perdite) indivisi. Risultano inoltre incluse le altre riserve OCI pari a euro 58 migliaia al 31 dicembre 2025 in decremento per euro 11 migliaia rispetto al precedente esercizio. La variazione delle riserve OCI è riconducibile al trattamento ai sensi dello IAS 19 dei Benefici successivi al rapporto di lavoro e similare. Si riporta di seguito la composizione delle voci delle altre riserve OCI al 31 dicembre 2025 ed il confronto con l’esercizio precedente:
Utile (Perdita) di esercizio
ll risultato di esercizio ammonta a positivi euro 9.654 migliaia.
Nota 27. Posizione finanziaria netta
Di seguito si riporta il prospetto dell’indebitamento finanziario netto (o PFN - Posizione finanziaria netta) della Seri Industrial al 31 dicembre 2025, redatto così come previsto dal “Richiamo di attenzione 5/21 del 29 aprile 2021” della CONSOB ed in conformità alla raccomandazione ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021, con evidenza delle componenti a breve separatamente esposte da quelle a medio-lungo termine, poste a confronto con le medesime informazioni da ultimo pubblicate nella relazione finanziaria consolidata annuale al 31 dicembre 2024, nonché la relativa riconciliazione con l’indebitamento finanziario netto adjusted commentato in relazione sulla gestione al paragrafo “Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata”:
L’indebitamento finanziario netto adjusted della Società, pari ad euro 104.655 migliaia (indebitamento finanziario netto adjusted pari ad euro 84.682 migliaia al 31 dicembre 2024).
Con riferimento all’indebitamento indiretto, l’importo complessivo dei fondi per rischi iscritto in bilancio è pari ad euro 298 migliaia.
Nota 28. Altre informazioni
Crediti e debiti oltre cinque anni e debiti assistiti da garanzie
Non sono presenti crediti o debiti di durata superiore ai cinque anni; né debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali ad eccezione di quanto riportato alla nota 38 “Impegni e garanzie” del bilancio consolidato.
Eventuali effetti significativi delle variazioni nei cambi valutari
La Società non intrattiene rapporti in valuta.
Crediti e debiti relativi ad operazioni che prevedono l’obbligo per l’acquirente di retrocessione a termine
Non risultano iscritti crediti e debiti relativi ad operazioni che prevedono l’obbligo per l’acquirente di retrocessione a termine.
Oneri finanziari patrimonializzati
Nel corso dell’esercizio non sono stati imputati oneri finanziari alle voci dell’attivo di stato patrimoniale.
Proventi di partecipazioni diversi dai dividendi
I finanziamenti erogati alle società del Gruppo sono fruttiferi di interessi.
Azioni di godimento e obbligazioni convertibili emesse dalla società
La Società non ha emesso azioni di godimento od obbligazioni convertibili in azioni e titoli o valori simili.
Strumenti finanziari emessi dalla società
Nel corso dell’esercizio 2025 la Società non ha emesso strumenti finanziari. In esercizi precedenti la Società ha emesso opzioni a favore di dipendenti e collaboratori della società e del gruppo che danno diritto a sottoscrivere azioni nell’ambito di un Piano di Stock Option approvato dall’assemblea a maggio 2022, per i cui dettagli si rinvia alla Nota di commento 31 al conto economico “Piani di incentivazione dei dipendenti con azioni Seri Industrial”.
Finanziamenti effettuati dai soci
Al 31 dicembre 2025 non risultano finanziamenti effettuati dai soci.
Patrimoni destinati ad uno specifico affare
La Società non ha costituito patrimoni destinati ad uno specifico affare.
Finanziamenti destinati ad uno specifico affare
La Società non ha emesso finanziamenti destinati ad uno specifico affare.
Nota 29. Impegni e garanzie
Con riferimento agli impegni e garanzie della Società si rinvia a quanto già indicato nel bilancio consolidato.
Commento alle voci del Conto Economico
I dati economici presentati nei commenti e nelle tabelle delle Note di commento sono omogenei e confrontabili con i dati al 31 dicembre 2024.
Nota 30. Ricavi e altri proventi operativi
Di seguito la composizione dei ricavi:
Ricavi da clienti
La voce relativa a ricavi da clienti, iscritta per complessivi euro 5.494 migliaia è riferibile esclusivamente a servizi ed in particolare alle management fees addebitate prevalentemente alla società controllate, nonché ad altre società per servizi centralizzati forniti dalla holding. Trattasi di attività connesse alla gestione amministrativa, legale e dei sistemi informativi forniti ad altre società appartenenti al Gruppo.
Di seguito è esposto un prospetto di dettaglio della voce e confronto con il precedente esercizio:
Altri proventi operativi
La voce relativa ad altri proventi operativi, iscritta per complessivi euro 157 migliaia, accoglie per euro 130 migliaia rivalse di costi sostenuti per le società controllate e recupero interessi e spese legali, per euro 23 migliaia sopravvenienze attive, per euro 2 migliaia ripresa fondo svalutazione crediti e per euro 2 migliaia risarcimenti assicurativi.
Nota 31. Costi operativi
I costi operativi sono così suddivisi:
Costi per acquisti di materie
I costi per acquisti di materie pari a euro 27 migliaia sono riferiti principalmente a costi per cancelleria, stampati, manutenzioni e riparazioni di autovetture aziendali.
Costi per servizi
I costi per servizi sono in linea con quanto sostenuto lo scorso esercizio e risultano così suddivisi:
Altri costi operativi
La voce relativa agli altri costi operativi è così suddivisa:
Gli altri costi operativi sono sostanzialmente in linea con il precedente esercizi. La voce “Godimento beni di terzi” è riferibile ai noleggi per auto aziendali.
Costi del personale
Il costo del personale è così suddiviso:
Le voci comprendono, oltre ai costi correnti riferiti al personale dipendente e assimilato, anche le quote di competenza dell’esercizio riferite a ferie maturate e non godute, festività, ratei di tredicesima, quattordicesima e accantonamenti di legge. Gli altri costi del personale includono il costo di competenza dell’anno relativo al piano di stock options per euro 33 migliaia.
La ripartizione tra costi per salari e stipendi, oneri sociali e accessori e per compensi agli amministratori, secondo quanto previsto dallo IAS 19, è riportata nella tabella che segue:
Piani di incentivazione dei dipendenti con azioni Seri Industrial
In data 16 dicembre 2022, il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial S.p.A. ha deliberato l’attribuzione di n. 342.500 opzioni, che danno il diritto a ricevere pari numero di azioni ordinarie Seri Industrial, a valere su un ciclo di attribuzione del Piano di Stock Option 2022 (“PSO 2022”) approvato dall’Assemblea del 6 maggio 2022. Le opzioni sono state attribuite ad amministratori esecutivi, dipendenti e collaboratori di Seri Industrial, Fib e Seri Plast, che rivestano ruoli strategicamente rilevanti o in grado di apportare un significativo contributo al perseguimento degli obiettivi strategici del Gruppo. Il fair value delle opzioni assegnate è stimato alla data dell’assegnazione utilizzando il modello di simulazione Monte-Carlo, tenendo conto dei termini e delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state concesse. Il modello tiene conto dei dividendi storici e dei dividendi attesi, della volatilità del prezzo delle azioni del Gruppo e dei suoi concorrenti al fine di prevedere il rendimento delle azioni, dal tasso di turnover del personale, dalla razionalità dei beneficiari in sede di esercizio delle opzioni e dalle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi previsti del PSO 2022.
Il Prezzo di esercizio fissato ad euro 5,78 è pari alla media aritmetica dei prezzi ufficiali delle Azioni della Società sull’Euronext nei trenta giorni di borsa aperta precedenti alla data di attribuzione delle opzioni ai beneficiari.
Il costo rilevato per i servizi ricevuti dai dipendenti nel corso del periodo è pari a euro 33 migliaia ed è attribuito pro-rata temporis a conto economico in funzione della cosiddetta grant date e del periodo di vesting.
La seguente tabella illustra il numero e i prezzi medi ponderati di esercizio (PMPE) delle opzioni al 31 dicembre 2025:
31/12/2025 | PMPE | 31/12/2024 | PMPE | |
In circolazione al 1° gennaio | 337.800 | 2,19 € | 337.800 | 2,19 € |
Assegnate durante l’anno | 0 | n.a. | 0 | n.a. |
Annullate durante l’anno | 6.075 | n.a. | 0 | n.a. |
Esercitate durante l’anno | 0 | n.a. | 0 | n.a. |
Scadute durante l’anno | 0 | n.a. | 0 | n.a. |
In circolazione al 31 dicembre | 331.725 | 2,19 € | 337.800 | 2,19 € |
Esercitabili al 31 dicembre | 0 | n.a. | 0 | n.a. |
La durata contrattuale residua per le opzioni in circolazione al 31 dicembre 2025 è di 2 anni.
La tabella di seguito riportata elenca le informazioni con le quali sono stati alimentati i modelli utilizzati per il piano di stock options:
31/12/2025 | 31/12/2024 | |
Fair value ponderato alla grant date | 2,19 € | 2,19 € |
Dividend yield (%) | 0% | 0% |
Volatilità attesa (%) | 52,13% | 52,13% |
Tasso di interesse free risk (%) | 3,2% | 3,2% |
Vita utile attesa delle opzioni (in anni) | 5 | 5 |
Prezzo medio ponderato per azione (€) | 2,19 € | 2,19 € |
Modello adottato | Monte Carlo | Monte Carlo |
La volatilità riportata in tabella indica la volatilità storica del titolo Seri Industrial, nel calcolo del fair value delle opzioni è stato inoltre considerata la volatilità storica dell’indice di riferimento del FTSE Italia STAR ed un panel di 10 comparabili.
Nota 32. Ammortamenti – Svalutazioni/Riprese di valore
Ammortamenti
Gli ammortamenti sono così ripartiti:
Svalutazione/Riprese di valore
La voce Svalutazioni/Riprese di valore si riferisce principalmente (i) alla svalutazione di elementi dell’attivo corrente per euro 19 migliaia, come già descritto nella nota di commento 8 allo stato patrimoniale “Crediti commerciali”.
Nota 33. Proventi finanziari/Oneri finanziari
I proventi finanziari iscritti per euro 155 migliaia accolgono principalmente per euro 34 migliaia interessi attivi maturati sul finanziamento concesso alla controllata Seri Plast Spa, per euro 77 migliaia interessi attivi bancari e per euro 28 migliaia proventi finanziari sui contratti di time deposit.
Gli oneri finanziari iscritti per euro 1.060 migliaia accolgono principalmente interessi passivi maturati sui contratti di finanziamento sottoscritti con Unicredit Spa, Cassa Depositi e Prestiti Spa e Banca Progetto Spa per euro 694 migliaia in riduzione per euro 745 migliaia rispetto al precedente esercizio.
Gli oneri finanziari iscritti a fronte dell’applicazione del principio contabile IFRS 16 sono pari ad euro 29 migliaia, mentre gli oneri finanziari iscritti a fronte dell’applicazione del principio contabile IAS 19 sono pari ad euro 32 migliaia.
Nota 34. Imposte
La composizione della voce imposte è la seguente:
Non sono iscritte imposte correnti in quanto la Società ha conseguito un risultato fiscale negativo. Sono state rilevate imposte anticipate sulle perdite fiscali dell’esercizio per euro 9.190 migliaia; per maggiori dettagli si rinvia alla “Nota 15. Attività fiscali per imposte anticipate”.
Di seguito si riporta una tabella di raccordo tra il risultato ante imposte e il relativo reddito imponibile fiscale ai fine Ires.
Descrizione | Saldo al 31/12/2025 | Imposta IRES |
Risultato d'esercizio | 9.653.780 |
|
Imposta teorica IRES |
|
|
Aliquota teorica IRES |
| 0% |
Variazioni in aumento | 1.211.026 |
|
Variazioni in diminuzione | 11.248.403 |
|
Ace |
|
|
Reddito Imponibile | (383.597) |
|
Imposte effettiva IRES |
| - |
Aliquota effettiva IRES |
| 0% |
Di seguito si riporta una tabella di raccordo tra il risultato civilistico e il relativo reddito imponibile ai fini Irap.
Descrizione | Saldo al 31/12/2025 | Imposta IRAP |
Valore della produzione netta | 2.333.798 |
|
Imposta teorica IRAP |
| 115.990 |
Aliquota teorica IRAP |
| 5% |
Variazioni in aumento | 62.406 |
|
Variazioni in diminuzione | 2.785.811 |
|
Reddito Imponibile | (389.607) |
|
Imposte effettiva IRAP |
| - |
Aliquota effettiva IRAP |
| 0% |
Nota 35. Rapporti con parti correlate
In attuazione di quanto disposto dall’art. 2391 bis del codice civile nonché dal Regolamento adottato in materia con delibera CONSOB n.17221 del 12 marzo 2010, e successive modifiche e integrazioni, nel corso del mese di giugno 2021, il Consiglio di Amministrazione di Seri Industrial SpA ha provveduto ad aggiornare la procedura che disciplina l’approvazione e l’esecuzione delle operazioni con parti correlate poste in essere da Seri Industrial, direttamente ovvero per il tramite di società controllate.
Nelle tabelle che seguono sono riportate le informazioni quantitative sui rapporti patrimoniali ed economici in essere con Parti Correlate intrattenuti dalla Società con le società controllate, la controllante, le altre società del Gruppo di appartenenza e con gli azionisti che detengono partecipazioni rilevanti nel capitale della Società e/o delle società controllate (minorities).
Di seguito è esposta la tabella sintetica dei rapporti patrimoniali con Società controllate e parti correlate al 31 dicembre 2025 (ove riportato “0” trattasi di rapporti inferiori a Euro 1 migliaia):
Rapporti patrimoniali per controparte | 31/12/2025 | 31/12/2024 | ||
Crediti | Debiti | Crediti | Debiti | |
Altre società |
|
|
|
|
Eni Storage Systems S.p.A. | 16 |
| ||
SUB totale | 16 | |||
Società riconducibili a esponenti Civitillo |
|
|
|
|
Cotton Movie & Food Srl | 1 |
| 1 | |
Cotton sport Srl | 0 |
| 1 | |
Eccoci qua srl | 13 |
|
| |
Manita Creative Srl | 0 |
| 3 | |
Seri Lab Srl | 8 | 5 | 6 | 4 |
Società Agricola Quercete Srl | 11 |
| 13 | |
Fondazione Pina | 3 | 2 |
| |
SUB totale | 24 | 17 | 8 | 22 |
Società appartenenti al Gruppo SERI SPA |
|
|
|
|
Arco Felice Srl | 44 | 37 | ||
Azienda Agricola Quercete arl | 569 | 8 | 492 | |
Pmimmobiliare Srl | 2 | 6 | 2 | 22 |
SUB totale | 45 | 575 | 46 | 514 |
Società Controllanti |
|
|
|
|
SE.R.I. SpA | 23.108 | 1.089 | 7.716 | 236 |
SUB totale | 23.108 | 1.089 | 7.716 | 236 |
Società Controllate |
|
|
|
|
FIB SPA | 40.159 | 83.400 | 46.789 | 83.401 |
SERI PLAST SPA | 23.228 | 6 | 21.791 | 12 |
F&F SRL | 6 | |||
FLB SRL | 2 | 2 | ||
Menarini Bus AS | 25 |
|
| |
Menarini SpA (già IIA SpA) | 1 | 23.060 | 1 | 74.466 |
SUB totale | 63.412 | 106.469 | 68.586 | 157.872 |
Totale | 86.606 | 108.151 | 76.357 | 158.644 |
Con riferimento ai rapporti patrimoniali in essere al 31 dicembre 2025, sono esposti nella seguente tabella i saldi con dettaglio della controparte e per natura del rapporto:
Rapporti patrimoniali per controparte | Crediti Comm.li | Crediti Finanziari | Altri crediti | Debiti Comm.li | Debiti Finanziari | Altri debiti |
Altre società |
|
|
|
|
|
|
Eni Storage Systems S.p.A. | 16 | |||||
SUB totale | 16 | |||||
Società riconducibili a esponenti Civitillo |
|
|
|
|
|
|
Cotton Movie & Food Srl | 1 | |||||
Cotton sport Srl | 0 | |||||
Eccoci qua srl | 13 | |||||
Manita Creative Srl | 0 | |||||
Seri Lab Srl | 8 | 5 | ||||
Società Agricola Quercete Srl | 11 | |||||
Fondazione Pina | 3 | |||||
SUB totale | 24 | 18 | ||||
Società appartenenti al Gruppo SERI SPA |
|
|
|
|
|
|
Arco Felice Srl | 44 | |||||
Azienda Agricola Quercete arl | 1 | 568 | ||||
Pmimmobiliare Srl | 2 | 2 | 3 | |||
SUB totale | 45 | 4 | 572 | |||
Società Controllanti |
|
|
|
|
|
|
SE.R.I. SpA | 72 | 1.459 | 21.577 | 1.089 | ||
SUB totale | 72 | 1.459 | 21.577 | 1.089 | ||
Società Controllate |
|
|
|
|
|
|
FIB SPA | 4.724 | 33.492 | 1.942 | 83.400 | 0 | |
SERI PLAST SPA | 7.671 | 15.557 | 4 | 2 | ||
FLB SRL | 2 | |||||
Menarini Bus AS | 0 | 25 | ||||
Menarini SpA (già IIA SpA) | 1 | 549 | 22.511 | |||
SUB totale | 12.396 | 49.049 | 1.967 | 553 | 105.913 | 2 |
Totale | 12.553 | 50.508 | 23.545 | 574 | 106.485 | 1.092 |
Di seguito è esposta la tabella sintetica dei rapporti economici con Società controllate e parti correlate, riferita all’esercizio 2025 (ove riportato “0” trattasi di rapporti inferiori a Euro 1 migliaia):
Costi e Ricavi per controparte | 31/12/2025 | 31/12/2024 | ||
| COSTI | RICAVI | COSTI | RICAVI |
Società riconducibili a esponenti Civitillo |
|
|
|
|
Cotton movie & food Srl | 19 | 13 |
| |
Cotton sport Srl | 1 | 1 |
| |
Fondazione Pina | 1 |
| 2 | |
Manita Creative Srl | 0 | 4 |
| |
Seri Lab Srl | 1 | 0 | 1 | |
Società agricola Quercete Srl | 21 | 54 |
| |
SUB totale | 41 | 2 | 72 | 3 |
Società appartenenti al Gruppo SERI SPA |
|
|
|
|
Arco Felice Srl | 6 |
| 6 | |
Azienda Agricola Quercete arl | 5 | 9 | 16 | 9 |
Deagle Srl | 2 |
| 2 | |
Italo Srl | 2 |
| 2 | |
Clochette Srl | 1 |
| 1 | |
Casertasera Srl | 1 |
| 1 | |
Eccoci Qua Srl | 11 |
|
| |
Electro Srl | 7 |
|
| |
PMImmobiliare Srl | 12 | 26 | 7 | 25 |
Polisportiva Matese | 15 |
| 12 | |
FC Matese | 4 |
| 4 | |
Pugilistica Matesina |
| 2 | ||
SUB totale | 17 | 84 | 23 | 63 |
Società Controllanti |
|
|
|
|
SE.R.I. SpA | 20 |
| 20 | |
SUB totale | 20 | 0 | 20 | |
Società Controllate |
|
|
|
|
Fib Spa | 7 | 1.755 | 11 | 2.121 |
Seri Plast Spa | 12 | 1.589 | 9 | 2.196 |
F&F Srl |
| 7 | ||
FS Srl | 0 | 101 | 1 | 111 |
Repiombo Srl | 171 |
| 211 | |
Plastam Eu Sas | 40 |
| 60 | |
P2P Srl | 31 |
| 26 | |
FLB SRL | 0 | 4 |
| 2 |
ICS Poland Sp. z.o.o. | 46 |
| 64 | |
Menarini SpA (già IIA SpA) | 0 | 1.604 |
| 7 |
Menarini BUS AS S.r.l. | 35 |
|
| |
I.C.S. EU Sas | 70 |
| 100 | |
Tolo Energia Srl in liquidazione | 322 |
| ||
SUB totale | 19 | 5.445 | 344 | 4.904 |
Compensi a amministratori |
|
|
| |
Amministratori | 744 | 653 |
| |
Compensi a comitati | 45 | 50 |
| |
SUB totale | 789 | 703 | 0 | |
Totale | 866 | 5.550 | 1.141 | 4.992 |
Nota 36. Informativa sui rischi
Rischio di credito
La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo è rappresentata dal valore contabile delle attività rappresentate in bilancio. Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni per le quali si rileva un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L’ammontare delle svalutazioni tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri.
Di seguito si riporta il dettaglio dell’esposizione al rischio di credito della Società al 31 dicembre 2025, con evidenza della ripartizione delle attività finanziarie per scadenza:
| 31/12/2025 | A scadere | Scaduto | 30gg | 60gg | 90gg | >90gg |
Attività finanziarie | 50.508 | 50.508 | - | - | - | - | - |
Crediti commerciali | 12.737 | (27) | 12.764 | 11.574 | 1.014 | - | 176 |
- Fondo sval. crediti comm. | (176) | - | (176) | - | - | - | (176) |
Altre attività | 24.491 | 24.446 | 45 | - | - | - | 45 |
- Fondo sval. altri crediti | (5) | - | (5) | - | - | - | (5) |
Attività correnti | 87.555 | 74.927 | 12.628 | 11.574 | 1.014 | - | 40 |
Altre attività | 0 | 0 | - | - | - | - | - |
Attività non correnti | 0 | 0 | - | - | - | - | - |
Totale | 87.555 | 74.927 | 12.628 | 11.574 | 1.014 | - | 40 |
Di seguito si riporta il dettaglio dell’esposizione al rischio di credito del Gruppo al 31 dicembre 2024:
| 31/12/2024 | A scadere | Scaduto | 30gg | 60gg | 90gg | >90gg |
Attività finanziarie | 60.974 | 60.974 | - | - | - | - | - |
Crediti commerciali | 8.647 | 48 | 8.599 | 8.379 | - | 3 | 217 |
- Fondo sval. crediti comm. | (160) | - | (160) | - | - | - | (160) |
Altre attività | 7.252 | 7.212 | 40 | - | - | - | 40 |
- Fondo sval. altri crediti | (5) | - | (5) | - | - | - | (5) |
Attività correnti | 76.708 | 68.233 | 8.474 | 8.379 | - | 3 | 93 |
Altre attività | 625 | 625 | - | - | - | - | - |
Attività non correnti | 625 | 625 | - | - | - | - | - |
Totale | 77.333 | 68.858 | 8.474 | 8.379 | - | 3 | 93 |
I crediti commerciali scaduti sono oggetto di costante monitoraggio e gli stessi sono stati espressi al valore di presumibile realizzo. Per le “attività finanziarie a breve”, quali depositi bancari, il rischio massimo di esposizione è pari al valore contabile.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità è il rischio che l’impresa non sia in grado di far fronte tempestivamente ai propri impegni finanziari a causa della difficoltà di reperire fondi o di liquidare attività sul mercato. I due fattori principali che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. Il Gruppo applica una politica finanziaria mirata a minimizzare il rischio attraverso la diversificazione delle proprie fonti di finanziamento a breve e a lungo termine e delle controparti, e si adopera per aver accesso a fonti di finanziamento in grado di soddisfare i fabbisogni programmati.
La liquidità del Gruppo è gestita a livello accentrato dalla Capogruppo al fine di monitorare e ottimizzare la complessiva disponibilità di risorse finanziarie, svolgendo un’attività di direzione e coordinamento per le altre società del Gruppo.
Con riferimento alla capacità del Gruppo di far fronte agli impegni finanziari di breve e medio lungo periodo si segnala che alla data del 31 dicembre 2025 le disponibilità liquide ammontano ad euro 46,160 milioni;
La seguente tabella riassume le posizioni debitorie scadute del Gruppo ripartite per natura (commerciale, tributaria, ect):
31/12/2025 | 31/12/2024 | |
Debiti commerciali | 940 | 1.595 |
Debiti tributari | 162 | 15 |
Altri debiti | 9 | 32 |
Di seguito sono riepilogati i rapporti in essere alla data del 31 dicembre 2025 suddivisi per forma tecnica.
Finanziamenti
I finanziamenti bancari ammontano a euro 49.864 migliaia; di seguito si espongono i rapporti in essere:
Società | Controparte | Importo residuo | di cui quota corrente | di cui quota non corrente | Covenant finanziari |
Seri Industrial S.p.A. | CDP S.p.A. | 8.438 | 3.750 | 4.688 | Si |
Seri Industrial S.p.A. | UniCredit S.p.A. | 2.500 | 2.500 | 0 | Si |
Seri Industrial S.p.A. | Banca Progetto S.p.A. | 1.200 | 800 | 400 | No |
Seri Industrial S.p.A. | Leonardo-Invitalia | 37.726 | 22.726 | 15.000 | No |
Si precisa che il finanziamento Seri Industrial – Leonardo-Invitalia, che al 31 dicembre 2025 è pari a euro 37.276 migliaia, è iscritto tra gli altri debiti finanziari.
La verifica dei covenant, coerentemente ai relativi contratti di finanziamento, avviene sulla base dei dati al 31 dicembre di ciascun anno. Nessuna richiesta di attivazione delle clausole è pervenuta dagli istituti bancari e i rimborsi procedono regolarmente.
Al 31 dicembre 2025 risultano non rispettati i covenant finanziari del finanziamento Seri Industrial-CDP, Seri Industrial-Unicredit.
Finanziamento Seri Industrial-CDP
Il finanziamento ha un importo residuo al 31 dicembre 2025 pari a euro 8.437.500; Seri Industrial non ha fatto richiesta di waiver; pertanto, il debito è esposto interamente nel passivo corrente ancorché, in base al piano ordinario di rimborso del debito, euro 4.687.500 sono esigibili oltre l’esercizio successivo.
Il finanziamento prevede il rimborso delle rate su base trimestrale; al 31 marzo Seri Industrial ha provveduto al regolare pagamento della rata in scadenza provvedendo al pagamento dell’importo complessivo di euro 1.004.135,16, di cui euro 937.500,00 in linea capitale. Non sono pervenute richieste di attivazione di clausole contrattuali collegate al mancato rispetto dei covenant.
Finanziamento Seri Industrial-Unicredit
l finanziamento ha un importo residuo al 31 dicembre 2025 pari a euro 2.500.000; Seri Industrial non ha fatto richiesta di waiver; il debito, in base alle scadenze contrattuali, è esposto già interamente nel passivo corrente in quanto verrà rimborsato interamente nel 2026 con ultima rata al 30/06/2026.
Il finanziamento prevede il rimborso delle rate su base trimestrale; al 31 marzo 2026 Seri Industrial ha provveduto al regolare pagamento della rata in scadenza provvedendo al pagamento dell’importo complessivo di euro 1.276.663 di cui euro 1.250.000 in linea capitale. Non sono pervenute richieste di attivazione di clausole contrattuali collegate al mancato rispetto dei covenant
Passività per leasing e locazioni finanziarie IFRS 16
In applicazione dell’IFRS 16 sono iscritti i rapporti di debito verso Azienda Agricola Quercete e Pmimmobiliare a fronte dei contratti di locazione in essere per euro 572 migliaia. La quota corrente delle passività IFRS 16 per locazioni è pari ad euro 70 migliaia, mentre la quota non corrente è pari ad euro 502 migliaia.
Le passività per leasing finanziari correnti ammontano a euro 15bmigliaia. Non si rilevano passività finanziarie per leasing finanziari non correnti.
Nota 37. Valutazione degli strumenti finanziari
Di seguito si riporta l’informativa richiesta nell’ambito delle categorie previste dallo IFRS 9. In particolare, si indica quanto richiesto dal principio contabile IFRS 13 che disciplina la misurazione del fair value e la relativa disclosure.
Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato (ossia non in una liquidazione forzosa o in una vendita sottocosto) alla data di valutazione.
Criteri applicati nella valutazione in bilancio delle attività e delle passività | ||||||||||||
| Attività e passività finanziarie valutate a fair value | Attività e passività valutate al costo ammortizzato | Partecipazioni non quotate valutate al costo | Valore di bilancio | ||||||||
con variazione di fair value iscritta a: | totale fair value | gerarchia del fair value | ||||||||||
(A) | (note a, b, c) | |||||||||||
conto economico | patrimonio netto |
| 1 | 2 | 3 | (B) | (C) | (A + B + C) | ||||
a | b | c |
| d | e |
| ||||||
Attività finanziarie correnti | 0 |
|
|
| 50.508 |
| 50.508 | |||||
Crediti commerciali | 0 |
|
|
| 12.562 |
| 12.562 | |||||
Altre attività correnti | 0 |
|
|
| 24.432 |
| 24.432 | |||||
Partecipazioni | 0 |
|
|
| 192.101 | 192.101 | ||||||
Altre attività non correnti | 0 |
|
|
| 0 |
| 0 | |||||
|
|
|
|
|
|
| ||||||
Debiti commerciali | 0 |
|
|
| 1.937 |
| 1.937 | |||||
Altre passività correnti | 0 |
|
|
| 2.398 |
| 2.398 | |||||
Debiti finanziari correnti | 0 |
|
|
| 140.421 |
| 140.421 | |||||
Passività finanziarie per leasing | 0 |
|
|
| 85 |
| 85 | |||||
Debiti finanziari non correnti | 0 |
|
|
| 15.400 |
| 15.400 | |||||
Passività finanziarie per leasing |
|
|
| 0 |
|
|
| 502 |
| 502 | ||
Nota 38. Corrispettivi alla Società di Revisione
Ai sensi dell’art’149 – duodecies del Regolamento Emittenti si forniscono i corrispettivi di competenza dell’esercizio 2025 relativi ai servizi di revisione e agli altri servizi diversi dalla revisione relativi alla Società e alle sue controllate riconosciuti a EY SpA:
Tipologia di servizio | Seri industrial | Controllate |
Revisione contabile | 89 | 194 |
Servizi di attestazione | 0 | 22 |
Altri servizi | 33 | 35 |
Si espone di seguito una tabella riepilogativa dei corrispettivi alla Società di Revisione con riferimento al precedente esercizio:
Tipologia di servizio | Seri industrial | Controllate |
Revisione contabile | 87,5 | 197 |
Servizi di attestazione | 0 | 0 |
Altri servizi | 27 | 0 |
Nota 39. Compensi e partecipazioni di amministratori, dirigenti con responsabilità strategiche e sindaci
Per quanto attiene a:
i compensi ad amministratori e sindaci;
alle partecipazioni detenute da amministratori nella Società;
si rimanda a quanto riportato nella Relazione annuale in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti predisposta ai sensi dell’art. 123-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n.58.
Nota 40. Operazioni atipiche e/o inusuali
Nel corso dell’esercizio non si sono verificati eventi od operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento dell’attività, che hanno avuto impatti sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico nonché sui flussi finanziari della Società.
Nota 41. Operazioni non ricorrenti
Nel corso dell’esercizio non si sono verificati eventi od operazioni il cui accadimento risulti non ricorrente, ovvero operazioni o fatti che non si ripetano frequentemente nel consueto svolgimento dell’attività, che hanno avuto impatti sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico, nonché sui flussi finanziari della Società e/o del Gruppo ad eccezione di quanto riportato in Relazione sulla gestione “Commento ai risultati e altre informazioni”.
Nota 42. Eventi successivi alla chiusura dell’esercizio
Si rimanda a quanto riportato in Relazione sulla gestione “Eventi successivi alla chiusura dell’esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione”.
Signori Azionisti,
sottoponiamo alla Vostra approvazione la seguente proposta di deliberazione:
"L'Assemblea della società Seri Industrial S.p.A.,
- esaminati i dati del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 e la relativa relazione sulla gestione predisposta dal Consiglio di Amministrazione, comprensiva della Rendicontazione consolidata di sostenibilità relativa all’esercizio 2025, predisposta ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125,
- preso atto dei dati del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025,
- esaminate le relazioni presentate dal Collegio Sindacale, dalla Società di revisione legale al bilancio di esercizio e al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e dal Revisore di sostenibilità alla Rendicontazione consolidata di sostenibilità relativa all’esercizio 2025;
- constatato che detti documenti sono stati depositati presso la sede della società nei termini di legge e che essi sono stati altresì pubblicati sul sito della società;
delibera
- di approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, unitamente alla relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione, dal quale risulta un utile di esercizio di euro 9.653.780 e
- di destinare l’utile di esercizio per euro 482.689 a Riserva legale e per euro 9.171.091 a Utili a nuovo.
1. Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali
2. Prospetto delle variazioni delle Attività materiali per diritti di utilizzo
3. Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali
4. Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006
5. Elenco delle partecipazioni
All 1. Prospetto delle variazioni delle immobilizzazioni immateriali
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali al 31 dicembre 2025
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili | Totale | |
Valore iniziale | ||
Costo storico | 427 | 427 |
Ammortamenti cumulati | (407) | (407) |
Valore netto iniziale | 19 | 19 |
Movimenti | ||
Acquisizioni | 0 | 0 |
Riclassifiche | 0 | 0 |
Alienazioni | 0 | 0 |
Ammortamenti | (14) | (14) |
Svalutazioni | 0 | 0 |
Variazioni di periodo | (14) | (14) |
Valore finale | ||
Costo storico | 427 | 427 |
Ammortamenti cumulati | (422) | (422) |
Svalutazioni cumulate | 0 | 0 |
Valore netto finale | 5 | 5 |
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni immateriali al 31 dicembre 2024
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili | Totale | |
Valore iniziale | ||
Costo storico | 416 | 416 |
Ammortamenti cumulati | (380) | (380) |
Valore netto iniziale | 36 | 36 |
Movimenti | ||
Acquisizioni | 11 | 11 |
Riclassifiche | 0 | 0 |
Alienazioni | 0 | 0 |
Ammortamenti | (27) | (27) |
Svalutazioni | 0 | 0 |
Variazioni di periodo | (16) | (16) |
Valore finale | ||
Costo storico | 427 | 427 |
Ammortamenti cumulati | (407) | (407) |
Svalutazioni cumulate | 0 | 0 |
Valore netto finale | 20 | 20 |
All 2. Prospetto delle variazioni delle Attività materiali per diritti di utilizzo
Prospetto delle variazioni dei diritti di utilizzo al 31 dicembre 2025
| Attività materiali per diritti di utilizzo | Totale |
Valore iniziale | ||
Costo storico | 755 | 755 |
Ammortamenti cumulati | (244) | (244) |
Valore netto iniziale | 511 | 511 |
Movimenti | ||
Acquisizioni | 852 | 852 |
Riclassifiche | 0 | 0 |
Alienazioni | 0 | 0 |
Ammortamenti | (161) | (161) |
Svalutazioni | 0 | 0 |
Valore netto alla fine del periodo | 691 | 691 |
Valore finale | ||
Costo storico | 1445 | 1.445 |
Ammortamenti cumulati | (242) | (242) |
Svalutazioni cumulate | 0 | 0 |
Valore netto finale | 1.203 | 1.203 |
Prospetto delle variazioni dei diritti di utilizzo al 31 dicembre 2024
| Attività materiali per diritti di utilizzo | Totale |
Valore iniziale | ||
Costo storico | 458 | 458 |
Ammortamenti cumulati | (121) | (121) |
Valore netto iniziale | 337 | 337 |
Movimenti | ||
Acquisizioni | 297 | 297 |
Riclassifiche | 0 | 0 |
Alienazioni | 0 | 0 |
Ammortamenti | (123) | (123) |
Svalutazioni | 0 | 0 |
Valore netto alla fine del periodo | 174 | 174 |
Valore finale | ||
Costo storico | 755 | 755 |
Ammortamenti cumulati | (244) | (244) |
Svalutazioni cumulate | 0 | 0 |
Valore netto finale | 511 | 511 |
All 3. Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali al 31 dicembre 2025
Altri beni | Totale | |
Valore iniziale | ||
Costo storico | 420 | 420 |
Ammortamenti cumulati | (324) | (324) |
Valore netto iniziale | 96 | 96 |
Movimenti | ||
Acquisizioni | 7 | 7 |
Riclassifiche | 0 | 0 |
Alienazioni | (1) | (1) |
Ammortamenti | (35) | (35) |
Svalutazioni | 0 | 0 |
Valore netto alla fine del periodo | (29) | (29) |
Valore finale | ||
Costo storico | 426 | 426 |
Ammortamenti cumulati | (360) | (360) |
Svalutazioni cumulate | 0 | 0 |
Valore netto finale | 68 | 68 |
Prospetto delle variazioni delle Immobilizzazioni materiali al 31 dicembre 2024
(Euro/000) | Altri beni | Totale |
Valore iniziale | ||
Costo storico | 403 | 403 |
Ammortamenti cumulati | (280) | (280) |
Valore netto iniziale | 123 | 123 |
Movimenti | ||
Acquisizioni | 23 | 23 |
Riclassifiche | 0 | 0 |
Alienazioni | (2) | (2) |
Ammortamenti | (48) | (48) |
Svalutazioni | 0 | 0 |
Valore netto alla fine del periodo | (27) | (27) |
Valore finale | ||
Costo storico | 420 | 420 |
Ammortamenti cumulati | (324) | (324) |
Svalutazioni cumulate | 0 | 0 |
Valore netto finale | 96 | 96 |
All° 4a. Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006.
Stato Patrimoniale
| 31/12/2025 | Parti correlate | % sulla voce | 31/12/2024 | Parti correlate | % sulla voce |
Disp. liquide e mezzi equivalenti | 657 |
| 0% | 33.899 |
| 0% |
Attività finanziarie | 50.508 | 50.508 | 100% | 60.974 | 60.975 | 100% |
Attività finanziarie a FV a CE | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Strumenti finanziari derivati | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Crediti commerciali | 12.562 | 12.553 | 100% | 8.487 | 14.757 | 174% |
Altre attività | 24.432 | 23.545 | 96% | 7.242 | 0 | 0% |
Rimanenze di magazzino | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Attività correnti | 88.159 | 86.606 | 98% | 110.602 | 75.732 | 68% |
Immobilizzazioni immateriali | 5 |
| 0% | 19 |
| 0% |
Attività materiali per diritti di utilizzo | 1.203 |
| 0% | 512 |
| 0% |
Immobilizzazioni materiali | 68 |
| 0% | 97 |
| 0% |
Partecipazioni valutate metodo PN | 192.101 |
| 0% | 191.946 |
| 0% |
Altre attività | 0 |
| 0% | 625 | 625 | 100% |
Attività fiscali per imposte anticipate | 42.985 |
| 0% | 33.794 |
| 0% |
Attività non correnti | 236.361 | 0 | 0% | 226.993 | 625 | 0% |
Att. classificate come poss. vendita | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
ATTIVO | 324.521 | 86.606 | 27% | 337.595 | 76.357 | 23% |
Passivo e Patrimonio netto |
|
|
|
|
|
|
Debiti commerciali | 1.937 | 574 | 30% | 2.228 | 39 | 2% |
Altre passività | 2.398 | 1.092 | 46% | 1.502 | 243 | 16% |
Debiti finanziari | 140.421 | 105.913 | 75% | 167.418 | 157.868 | 94% |
Passività finanziarie per leasing | 85 | 70 | 82% | 97 | 75 | 77% |
Strumenti finanziari derivati | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Debiti per imposte | 303 |
| 0% | 118 |
| 0% |
Fondi | 298 |
| 0% | 269 |
| 0% |
Passività correnti | 145.443 | 107.649 | 74% | 171.632 | 158.224 | 92% |
Debiti finanziari | 15.400 |
| 0% | 12.138 |
| 0% |
Passività finanziarie per leasing | 502 | 502 | 100% | 442 | 427 | 97% |
Benefici succ. al rapporto di lavoro | 960 |
| 0% | 970 |
| 0% |
Imposte differite | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Altre passività | 13 |
| 0% | 21 |
| 0% |
Fondi | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Passività non correnti | 16.874 | 502 | 3% | 13.571 | 427 | 3% |
Pass. associabili ad att. dest. vendita | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Capitale sociale | 106.457 |
| 0% | 106.457 |
| 0% |
Riserva legale | 1.513 |
| 0% | 1.358 |
| 0% |
Sovrapprezzo azioni | 22.562 |
| 0% | 22.562 |
| 0% |
Altre riserve | 22.018 |
| 0% | 18.907 |
| 0% |
Utile (Perdita) di esercizio | 9.654 |
| 0% | 3.108 |
| 0% |
Patrimonio netto | 162.204 | 0 | 0% | 152.392 | 0 | 0% |
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 324.521 | 108.151 | 33% | 337.595 | 158.651 | 47% |
All. 4b. Informativa sui rapporti con parti correlate, in attuazione della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006.
Conto economico
| 31/12/2025 | Parti correlate | % sulla voce | 31/12/2024 | Parti correlate | % sulla voce |
Ricavi da clienti | 5.494 | 5.478 | 100% | 4.919 | 89 | 2% |
Altri proventi operativi | 157 | 38 | 24% | 122 | 10 | 8% |
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Totale ricavi, proventi ed incrementi per lavori interni | 5.651 | 5.516 | 98% | 5.041 | 100 | 2% |
Costi per acquisti di materie | 27 | 0 | 0% | 19 | 663 | >100% |
Variazione rimanenze | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Costi per servizi | 2.080 | 104 | 5% | 2.980 | 1.653 | 55% |
Altri costi operativi | 248 | 8 | 3% | 302 | 63 | 21% |
Costo del personale | 3.668 | 746 | 20% | 3.389 | 1.932 | 57% |
Costi operativi | 6.024 | 857 | 14% | 6.690 | 4.311 | 64% |
Margine operativo lordo | (373) | 4.659 | (>100%) | (1.649) | (4.212) | >100% |
Ammortamenti | 210 |
| 0% | 198 |
| 0% |
Svalutazioni/riprese di valore | 19 |
| 0% | (230) |
| 0% |
Risultato operativo | (602) | 4.659 | (>100%) | (1.617) | (4.212) | >100% |
Proventi finanziari | 155 | 34 | 22% | 1.206 |
| 0% |
Oneri finanziari | 1.060 | 0 | 0% | 1.825 | 1.775 | 97% |
Proventi da partecipazioni collegate valutate PN | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Utile (Perdita) prima delle imposte | (1.508) | 4.693 | (>100%) | (2.236) | (5.986) | >100% |
Imposte | (11.161) |
| 0% | (5.344) |
| 0% |
Risultato netto delle discontinued operation | 0 |
| 0% | 0 |
| 0% |
Utile (Perdita) | 9.654 | 4.693 | 49% | 3.108 | (5.986) | (>100%) |
All 5. Elenco delle partecipazioni
Partecipazione | Patrimonio netto comprensivo del risultato | Risultato ultimo esercizio | ||||||||
Denominazione | Bilancio di riferimento | Quota di possesso | Capitale sociale | Valore quota posseduta | Valore di acquisto | Svalutazioni cumulate | Totale | pro-quota | Totale | pro-quota |
FIB S.p.A. | 31/12/2025 | 100% | 8.000 | 8.000 | 39.006 | 0 | 76.138 | 76.138 | 6.334 | 6.334 |
Seri Plast S.p.A. | 31/12/2025 | 100% | 1.000 | 1.000 | 50.250 | 0 | 6.696 | 6.696 | (2.694) | (2.694) |
Menarini S.p.A. | 31/12/2025 | 98% | 191.337 | 187.510 | 50.001 | 0 | 75.923 | 74.405 | (3.726) | (2.981) |
La sede legale delle società è San Potito Sannitico (CE).
Attestazione del bilancio di esercizio e consolidato ai sensi dell'art 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
1. I sottoscritti Vittorio Civitillo, in qualità di “Amministratore Delegato” e Pasquale Basile, in qualità di “Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari” di Seri Industrial S.p.A., attestano, tenuto conto anche di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
a) l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
b) l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e consolidato nel corso del periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.
2. Si attesta, inoltre, che:
2.1. il bilancio di esercizio e consolidato al 31 dicembre 2025:
a) sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 (International Financial Reporting Standards – IFRS), nonché alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in Italia anche con particolare riferimento ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2005, n. 38;
b) corrispondono alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) sono idonei a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’Emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
2.2. La relazione degli amministratori sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nell’esercizio 2025 e alla loro incidenza sul bilancio di esercizio e consolidato al 31 dicembre 2025, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.
La relazione degli amministratori sulla gestione comprende, altresì, un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
San Potito Sannitico, 17 aprile 2026