1 RELAZIONE E BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2025 AZIMUT HOLDING SPA
Via Cusani, 4 20121 Milano
2 Indice GRUPPO AZIMUT Relazioni e bilancio consolidato 2025 Cariche sociali .............................................................................................................................................. 3 Struttura del Gruppo ................................................................................................................................. 4 Principali indicatori del Gruppo Azimut ............................................................................................ 5 Relazione sulla gestione del Gruppo Azimut .................................................................................... 7 1. Scenario economico mondiale e mercati finanziari ......................................................................................... 7 2. Eventi di rilievo dell’esercizio ................................................................................................................................ 12 3. Risultati del gruppo azimut nel 2025.................................................................................................................. 21 4. Principali aggregati patrimoniali .......................................................................................................................... 25 5. Note informative sulle principali società del Gruppo Azimut................................................................... 29 6. Principali rischi ed incertezze ................................................................................................................................ 35 7. Informativa sulle operazioni con parti correlate ........................................................................................... 43 8. Aspetti organizzativi e corporate governance................................................................................................. 43 9. Risorse umane .............................................................................................................................................................. 43 10. Privacy ........................................................................................................................................................................ 44 11. Attività di ricerca e sviluppo.............................................................................................................................. 44 12. Informativa ai sensi dell’art. 15 d. Lgs 125/2024 ..................................................................................... 44 13. Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio ................................................................... 45 14. Evoluzione prevedibile della gestione........................................................................................................... 47 Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità 2025 ................................................................... 48 Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni.............................................................................................................................................. 183 Schemi di bilancio consolidato ......................................................................................................... 186 1. Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 ................................................................................186 2. Conto economico consolidato al 31 dicembre 2025 ................................................................................... 188 3. Prospetto della redditività consolidata complessiva..................................................................................189 4. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2025 ......................190 5. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024 ......................191 6. Rendiconto finanziario consolidato ................................................................................................................... 192 Nota integrativa consolidata.............................................................................................................. 193 Parte A – Politiche contabili.............................................................................................................................................193 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato .............................................................................238 Parte C -Informazioni sul conto economico consolidato .....................................................................................275 Parte D- Altre informazioni .............................................................................................................................................286 Attestazione del Bilancio consolidato ai sensi dell’art. 81ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ...................................... 303
3 Cariche sociali Consiglio di Amministrazione Pietro Giuliani Presidente Giorgio Medda Amministratore Delegato Alessandro Zambotti Amministratore Delegato Paola Ciaccio 1 Consigliere Monica Liverani Consigliere Fiorenza Dalla Rizza Consigliere Vittoria Scandroglio Consigliere Marcello Foa Consigliere Carlo Bonomi Consigliere Anna Doro Consigliere Collegio Sindacale Stefano Fiorini Presidente Marco Lori Sindaco Effettivo Maria Catalano Sindaco Effettivo Società di Revisione EY SpA Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Alessandro Zambotti 1 in carica per 1 esercizio (2025)
4 Struttura del Gruppo Il Gruppo Azimut opera a livello internazionale in 20 paesi e si compone, oltre alla capogruppo Azimut Holding SpA, di 80 società controllate al 31 Dicembre 2025. Dati aziendali aggiornati al 31/12/2025. La tabella rappresenta unicamente un riepilogo di alcune società controllate del Gruppo Azimut. Per l’elenco completo delle società controllate, direttamente o indirettamente, da Azimut Holding S.p.A., si rimanda al paragrafo “Area e metodi di consolidamento” della presente Relazione e Bilancio consolidato. Nota (1): il 51% è detenuto da Azimut Holding SpA, il 30% è detenuto da Azimut Capital Management SGR SpA e il 19% da Azimut Financial Insurance SpA, entrambe detenute da Azimut Holding SpA. Nota (2): controlla AZ Sinopro Insurance Planning. Nota (3): controlla AZFlow Consultoria, AzimutBrasil Consultoria e Correspondente Bancario, Azimut Brasil Assessores de Investimentos, Azimut Brasil Wealth Management, AZ Guidance Gestão de Patrimônio Ltda e Azimut Knox Holding S.A. Nota (4) controllata da AZ Quest Participações LTDA, a sua volta controllata da AZ Brasile Holding Ltda. Nota (5) precedentemente “Azimut Direct SpA”, ridenominata Azimut Corporate Finance SpA dal 21 gennaio 2026.
5 Principali indicatori del Gruppo Azimut a. Dati di sintesi al 31 dicembre 2025 1990 Anno di fondazione 2004 Anno di quotazione 126,8 miliardi Patrimonio complessivo 20 paesi Presenza geografica 18,0 miliardi Totale raccolta netta 35,74 Prezzo Azione 1.404 milioni Ricavi 526 milioni Utile netto di pertinenza del Gruppo 1.099 Dipendenti 1,8 milioni Clienti totali b. Indicatori finanziari 2021 2022 2023 2024 2025 Indicatori finanziari (milioni di euro) Totale ricavi: 1.449 1.290 1.312 1.470 1.404 di cui commissioni di gestione fisse 966 1.098 1.138 1.217 1.161 Reddito operativo 707 551 587 653 649 Utile netto di pertinenza del Gruppo 605 406 435 576 526 Indicatori di attività Consulenti finanziari Italia 1.840 1.851 1.837 1.806 1.772 Clienti Italia 229mila 238mila 241mila 231mila 242mila Patrimonio totale (miliardi di euro) 83,2 79 90,8 107,5 126,8 1 Raccolta netta totale (miliardi di euro) 18,7 8,5 6,9 18,3 18,0 2 Performance ponderata media netta 3 6,5% -9,1% 5,4% 8,9% 4,6% 1 Il Patrimonio totale non include le masse relative alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital (€ 14.1 miliardi), i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1.1.2026. Il Patrimonio Totale pro-forma comprensivo di dette acquisizioni raggiunge € 140,9 miliardi. 2 Il dato di raccolta totale non include la raccolta relativa alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital (€ 14.1 miliardi), i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1.1.2026. La raccolta totale pro-forma comprensiva di dette acquisizioni è pari a € 32,1 miliardi. 3 Performance media ponderata, al netto delle commissioni, dei fondi UCITS lussemburghesi. c. Ripartizione del patrimonio totale per tipologia e per area geografica al 31 dicembre 2025 Ripartizione del patrimonio totale in percentuale Fondi 36% Fondi alternativi 6% Gestioni Patrimoniali & Advisory 26% Azimut Life & Fondi Pensione 8% Affiliate strategiche 24% Totale 100% Fondi 36% Fondi alternativi 6% Gestioni Patrimoniali & Advisory 26% Azimut Life & Fondi Pensione 8% Affiliate strategiche 24%
6 Ripartizione Patrimonio per area geografica 31/12/2025 (euro/ milioni) % Italia 68.003 54% EMEA 10.636 8% America 13.931 11% Asia-Pacifico 3.954 3% Affiliate strategiche 30.284 24% Patrimonio Totale 126.808 100%
7 Relazione sulla gestione del Gruppo Azimut 1. Scenario economico mondiale e mercati finanziari Scenario macroeconomico L'esercizio 2025 si è aperto nel segno di una marcata continuità con l'anno precedente, confermando la "eccezionalità" dell'economia statunitense rispetto al resto del mondo sviluppato. Se il 2024 si era chiuso smentendo le attese di recessione, il primo trimestre del 2025 ha ribadito la resilienza degli Stati Uniti, che hanno registrato una crescita del PIL annualizzata del 2,3% (riferita al quarto trimestre 2024), sostenuta da un mercato del lavoro ancora in salute e da consumi robusti. Tuttavia, l'insediamento della nuova amministrazione Trump a gennaio ha immediatamente modificato la percezione del rischio globale: l'uso della minaccia tariffaria è stato adottato fin dalle prime battute come strumento negoziale, creando un clima di "equilibrio instabile" che ha inizialmente indebolito il dollaro e aumentato l'incertezza tra i partner commerciali. In Europa, la situazione macroeconomica si è presentata ben più fragile. L'Eurozona è rimasta intrappolata in una crescita stagnante, appesantita dalle difficoltà strutturali della Germania. Il panorama politico tedesco è stato dominato dalle elezioni di febbraio, che hanno visto l'affermazione di Friedrich Merz e aperto un acceso dibattito sulla necessità di riformare il "debt brake" per finanziare un piano storico di investimenti nella difesa e nelle infrastrutture. Questo cambio di paradigma fiscale, spinto anche dalle dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea Von der Leyen sulla clausola di salvaguardia per le spese militari, ha iniziato a erodere lo status di "bene rifugio" del Bund tedesco. Il secondo trimestre ha segnato il vero spartiacque dell'anno con l'evento del 2 aprile, ribattezzato dai mercati "Liberation Day". L'annuncio shock dell'amministrazione USA di dazi fino al 145% sulle merci cinesi, seguito da una ritorsione di Pechino con tariffe del 125%, ha innescato una violenta ondata di volatilità. Questo scontro commerciale ha generato una profonda dicotomia nei dati economici: mentre gli indicatori reali ("hard data") continuavano a segnalare un'economia americana sana, gli indicatori di fiducia ("soft data") di imprese e consumatori sono crollati verticalmente, offuscando la visibilità sulla tenuta ciclica. In risposta a tale incertezza e ai rischi di stagflazione, l'agenzia Moody's ha declassato il rating sovrano degli Stati Uniti ad Aa1 a maggio, citando il peggioramento delle metriche fiscali e la polarizzazione politica. Le banche centrali hanno reagito a questo scenario con tempistiche e strategie divergenti. La BCE, costretta a fronteggiare il rischio di una recessione tecnica e spinte disinflazionistiche, ha anticipato il ciclo di allentamento tagliando i tassi al 2,75% a gennaio e successivamente, concludendo al 2% a giugno. La Federal Reserve, al contrario, vincolata dalla forza del mercato del lavoro interno e dalle pressioni inflazionistiche latenti, ha mantenuto un approccio attendista ("wait and see") per tutto il primo semestre, resistendo alle pressioni politiche della Casa Bianca che attaccavano apertamente l'indipendenza dell'istituto guidato da Jerome Powell. La seconda metà dell'anno è stata caratterizzata da una complessa stabilizzazione. Dopo un'estate di negoziati che ha portato alla firma di accordi commerciali (incluso quello con l'UE a fine luglio), l'attenzione si è spostata sulla politica monetaria americana. A settembre, la Fed ha operato il primo taglio dei tassi di 25 punti base, definendolo una mossa "assicurativa" per proteggere l'occupazione. Tuttavia, l'autunno ha portato nuove turbolenze: lo shutdown del
8 governo federale statunitense, protrattosi tra ottobre e novembre, ha causato un "blackout" statistico, impedendo la pubblicazione di dati cruciali e costringendo la Fed a navigare a vista. In questo contesto, la Fed ha complessivamente tagliato i tassi di 75bps arrivando a dicembre al 3.75%, ma indicando una probabile pausa ad inizio 2026. Nonostante le turbolenze politiche, l'anno si è concluso con una sorpresa macroeconomica estremamente positiva: i dati relativi al terzo trimestre hanno evidenziato per gli USA una crescita del PIL nominale dell'8,1% annualizzato (4,3% reale), trainata da un'impennata della produttività del lavoro (+4%) legata all'adozione massiva dell'Intelligenza Artificiale. Questo shock positivo di produttività ha permesso di sostenere i margini aziendali senza alimentare la spirale prezzi-salari, delineando uno scenario di "no landing". L'Europa ha chiuso l'anno con timidi segnali di ripresa industriale in Germania, legati alle commesse militari, mentre il Giappone ha proseguito il suo isolato percorso di normalizzazione monetaria, con inflazione al 3% e tassi in rialzo ora allo 0,75%. Mercati finanziari internazionali Sui mercati obbligazionari, il 2025 sarà ricordato come l'anno dell'irripidimento delle curve (steepening). A dispetto dell'avvio dei tagli dei tassi ufficiali, i rendimenti a lunga scadenza non sono scesi, ma anzi sono saliti sia negli USA che in Europa. Il mercato ha preteso un premio al rischio fiscale strutturalmente più elevato per detenere debito a lungo termine, a causa dei deficit persistenti e dei nuovi programmi di spesa pubblica (difesa in UE, stimoli fiscali in Giappone). Pertanto, numerosi eventi di natura locale hanno caratterizzato il 2025 e generato episodi di volatilità sui mercati obbligazionari, talvolta con effetti globali. La Francia si è distinta come l'epicentro della fragilità politica europea nel 2025, vivendo una crisi istituzionale che ha avuto ripercussioni dirette e storiche sul mercato dei titoli di stato. Le tensioni sono esplose in autunno: a settembre, la caduta del governo Bayrou e la successiva nomina di Lecornu hanno accentuato le incertezze sulla tenuta fiscale del Paese. Questa instabilità ha innescato una severa reazione delle agenzie di rating: Fitch ha declassato il debito sovrano francese ad A+ (da AA-), determinando un evento senza precedenti dal 1999, ovvero il sorpasso dei rendimenti dei titoli di stato francesi (OAT) su quelli dei BTP italiani. La volatilità è proseguita in ottobre, alimentata dalle dimissioni iniziali del primo ministro e dal successivo declassamento operato anche da S&P, che ha generato forti oscillazioni nello spread con la Germania. Sul fronte azionario, il mercato francese si è dimostrato particolarmente vulnerabile in estate, penalizzato nel comparto delle concessioni per i rischi regolatori, sebbene il settore bancario abbia mostrato una capacità di recupero verso fine anno grazie al contesto dei tassi Il Regno Unito ha attraversato un anno di marcata instabilità finanziaria, con il mercato dei titoli di stato (Gilt) spesso al centro di episodi di volatilità legati alla fragile credibilità fiscale e alle sfide strutturali della crescita post-Brexit. Già a febbraio, il Primo Ministro Starmer aveva annunciato un incremento della spesa militare fino al 2,5% del PIL, segnalando la necessità di finanziare il riarmo tramite tagli ad altre voci di bilancio. Tuttavia, le tensioni si sono acuite durante l'estate: a luglio, le difficoltà politiche legate alla riforma del welfare hanno alimentato timori sulla tenuta del Cancelliere dello Scacchiere, innescando un violento sell-off che ha spinto i rendimenti decennali fino alla soglia del 4,70%. La pressione sui tassi si è rinnovata in autunno, quando l'attesa per la legge di bilancio e la necessità di ingenti emissioni per sostenere la spesa pubblica hanno mantenuto alta la volatilità. Nonostante il contesto macroeconomico complesso, il settore bancario britannico ha mostrato una notevole resilienza, beneficiando, insieme ai titoli legati al settore residenziale, di un contesto di tassi che ha favorito i margini. Il Giappone ha continuato a rappresentare un punto di attenzione cruciale per i mercati globali durante tutto il 2025, mantenendo un ruolo centrale nelle dinamiche dei tassi d'interesse
9 internazionali. Il Paese ha convissuto con un'inflazione persistente prossima al 3%, gestendo un ciclo di normalizzazione della politica monetaria descritto come "graduale ma costante". Tuttavia, la Banca del Giappone ha spesso deluso le aspettative dei "falchi": a fine luglio, ad esempio, il governatore Ueda ha dichiarato di non avere fretta nel proseguire con la stretta monetaria, risultando più accomodante delle attese e indebolendo ulteriormente lo yen. L'autunno ha segnato una svolta politica e fiscale determinante con la nomina in ottobre di Sanae Takaichi a capo del governo. La sua propensione per politiche fiscali espansive, concretizzatasi in novembre con l'annuncio di massicci stimoli per 17 trilioni di yen, ha generato pressioni contrastanti: da un lato ha favorito un indebolimento della valuta (vista la continuità su tassi bassi), dall'altro ha spinto violentemente al rialzo i rendimenti a lungo termine a causa delle maggiori esigenze di finanziamento. A fine anno, i rendimenti dei titoli di stato trentennali hanno raggiunto i massimi in area 3,3%, riducendo a poche decine di punti base il differenziale tra i decennali nipponici e il Bund tedesco e contribuendo a esercitare una pressione rialzista sui tassi globali. Nel 2025 il mercato del credito corporate ha offerto segnali di forza sia negli Stati Uniti che in Europa, con rendimenti positivi in entrambi i segmenti Investment Grade (IG) e High Yield (HY), sebbene su basi differenti e con livelli di volatilità disomogenei. In un contesto macroeconomico segnato dalla discesa graduale dei tassi d’interesse di riferimento e da un’inflazione in progressiva normalizzazione, il credito ha beneficiato di un ritorno strutturale di interesse da parte degli investitori globali, desiderosi di ricostruire esposizioni a reddito fisso con profili di rischio/rendimento più bilanciati. Gli spread tra corporate IG e Treasury si sono mantenuti entro un range contenuto, riflettendo un buon livello di fiducia sulla tenuta dei fondamentali aziendali e sulla stabilità del ciclo economico statunitense. Anche il credito High Yield ha mostrato resilienza, con un rendimento annuale netto positivo, sebbene più volatile, spinto da cedole elevate, da bassi livelli di default e da un ciclo degli utili societari ancora favorevole. In Europa, la traiettoria è stata simile ma più attenuata. I titoli IG hanno beneficiato della progressiva svolta della Banca Centrale Europea verso una politica meno restrittiva. Gli spread IG in euro sono rimasti compressi in modo stabile per gran parte dell’anno, segnalando un ambiente creditizio relativamente benigno. Nel segmento High Yield europeo, la performance è stata positiva ma più contenuta rispetto agli Stati Uniti. Le emissioni speculative in euro hanno goduto di un contesto di rischio sistemico più contenuto e di una selezione creditizia particolarmente attenta da parte degli investitori, che hanno privilegiato i nomi ad alto rendimento ma con fondamentali solidi e bassa leva finanziaria. Nel complesso, il 2025 ha rappresentato un anno di ritorno alla centralità per i mercati del credito, sia IG che HY, con gli Stati Uniti che hanno offerto performance complessivamente più brillanti, mentre l’Europa ha mostrato maggiore stabilità e meno volatilità. Entrambe le regioni hanno beneficiato della convergenza di tre forze fondamentali: la discesa dei tassi di policy, il restringimento degli spread e la ricerca di rendimento in un mondo in cui l’allocazione al rischio torna a essere guidata da una logica di carry, qualità e selettività. I mercati azionari hanno attraversato fasi narrative distinte, chiudendo l'anno in territorio positivo ma con profonde rotazioni interne. L'inizio del 2025 ha visto una rara sovraperformance dell'Europa rispetto agli USA, penalizzati inizialmente da una correzione del settore tecnologico su timori che la concorrenza cinese (più efficiente in termini di costi) potesse erodere il predominio americano nell'AI. Tuttavia, superato lo shock dei dazi di aprile, la leadership è tornata prepotentemente a Wall Street. Tra maggio e luglio, l'entusiasmo per l'Intelligenza Artificiale Generativa ha spinto S&P 500 e
10 Nasdaq a nuovi massimi storici, sostenuti da trimestrali che confermavano la capacità delle "Big Tech" di monetizzare i massicci investimenti in capex. Durante l'estate, le aspettative di tagli dei tassi hanno innescato una rotazione tattica verso le Small Cap (Russell 2000) e i settori sensibili ai tassi come l'immobiliare e le utilities. Il finale d'anno ha mostrato una maturazione del ciclo tecnologico: la spinta propulsiva dei "Magnifici 7" si è frammentata. A novembre, la notizia dello sviluppo di chip proprietari (TPU) da parte di Google ha penalizzato pesantemente Nvidia, evidenziando come la competizione interna al settore stia iniziando a ridisegnare i vincitori. Parallelamente, si è assistito a un allargamento del rally verso settori ciclici (finanziari, industriali) e difensivi (farmaceutico), con le banche europee e britanniche che hanno ben performato grazie a un contesto di tassi che ha favorito il margine di interesse. Il 2025 è stato un anno complesso per il mercato valutario, dominato da volatilità e da frequenti disallineamenti dei prezzi rispetto ai fondamentali economici, spesso innescati dalle decisioni politiche statunitensi. Il dollaro USA ha vissuto un andamento altalenante: l'anno si è aperto con un indebolimento immediato della valuta a seguito dell'insediamento del Presidente Trump, il quale ha utilizzato fin da subito la minaccia dei dazi come strumento negoziale, generando un clima di incertezza. Questa dinamica si è acutizzata in aprile con il cosiddetto "Liberation Day" e l'annuncio di tariffe shock sulla Cina; in quella fase, il biglietto verde ha reagito in modo controintuitivo, deprezzandosi rapidamente nonostante il contesto di avversione al rischio e l'aumento dei rendimenti obbligazionari, scollandosi dalle logiche tradizionali dei differenziali dei tassi. Durante l'estate, l'attenzione si è spostata sul cambio con l'euro, che a luglio ha sfiorato la soglia di 1.20 generando nervosismo, salvo poi ritracciare grazie alla firma di accordi commerciali transatlantici percepiti come favorevoli agli Stati Uniti. Tuttavia, verso la fine dell'anno, il dollaro è tornato a trattare su livelli giudicati eccessivi dagli analisti (intorno a 1.15 contro euro), evidenziando un chiaro disallineamento rispetto ai fondamentali che avrebbero suggerito un valore di equilibrio più debole, tra 1.18 e 1.19. Parallelamente, lo Yen giapponese è stato protagonista di un continuo indebolimento, strettamente legato alle manovre della Bank of Japan e alla politica interna in autunno con la nomina del Primo Ministro Sanae Takaichi, le cui politiche fiscali espansive hanno favorito un nuovo indebolimento della divisa nipponica. Nel 2025, i mercati finanziari hanno evidenziato una dinamica profondamente divergente tra due asset frequentemente messi a confronto dagli investitori: l’oro e Bitcoin. Nonostante entrambi vengano spesso considerati alternative alle valute fiat o strumenti di copertura contro l’inflazione e l’incertezza, la realtà del 2025 ha messo in luce comportamenti assai differenti, riflettendo natura, percezione e contesto macroeconomico ben distinti. L’oro ha vissuto un anno straordinario, affermandosi come uno degli asset più performanti del 2025. La sua corsa è stata favorita da una combinazione potente di fattori macroeconomici e geopolitici. L’instabilità globale, le rinnovate tensioni tra grandi potenze e la crescente percezione di rischio sistemico hanno spinto molti investitori istituzionali e retail a rifugiarsi in asset tangibili. A tutto questo si è aggiunta una crescente aspettativa di un’inversione nella politica monetaria globale, con le principali banche centrali orientate verso una riduzione dei tassi d’interesse. Il risultato è stato un rally dell’oro senza precedenti recenti, con i prezzi spot che hanno superato abbondantemente i 4.000 dollari per oncia, raggiungendo livelli prossimi ai 4.800 dollari entro l’inizio del 2026. A rafforzare questa tendenza ha contribuito anche l’aumento degli acquisti da parte delle banche centrali, che hanno incrementato le loro riserve auree a livelli record.
11 Diversamente, Bitcoin ha vissuto un 2025 molto più complesso e altalenante. Dopo un primo semestre all’insegna dell’ottimismo, culminato con un massimo storico vicino ai 126.000 dollari in ottobre, la criptovaluta ha iniziato a perdere slancio, complice un contesto di crescente avversione al rischio e una diminuzione della liquidità disponibile per gli investimenti più speculativi. Nonostante l’entusiasmo iniziale legato all’approvazione di nuovi ETF spot e a una maggiore adozione da parte di alcune istituzioni, la seconda parte dell’anno ha visto un ritorno della volatilità estrema tipica del comparto crypto. Il risultato finale è stato una performance complessiva negativa o al massimo piatta su base annuale, con una perdita di valore stimata tra il 5% e il 7% rispetto ai livelli di inizio anno. Per gli investitori, questa divergenza rappresenta un chiaro segnale della necessità di valutare con attenzione il ruolo che ciascun asset può giocare all’interno di un portafoglio diversificato e coerente con gli obiettivi di lungo termine. Mercati emergenti e Geopolitica La decisione di Washington di imporre dazi aggressivi ha colpito il cuore del commercio globale. La Cina, rispondendo con tariffe asimmetriche del 125%, ha cercato di difendere la propria economia, ma i listini azionari cinesi hanno continuato a mostrare volatilità, con rally temporanei legati agli annunci di stimoli fiscali (settembre) seguiti da nuove correzioni per la mancanza di una ripresa strutturale dei consumi interni. Nonostante ciò, la Cina ha continuato a rappresentare una minaccia competitiva nel settore tecnologico, con player locali che hanno sfidato la supremazia USA nell'hardware AI. Particolarmente rilevante nel contesto del 2025 è stata la performance della Cina, che ha visto un’inversione di tendenza rispetto alla stagnazione che aveva caratterizzato l’anno precedente. La seconda economia mondiale ha lanciato un piano di stimolo interno orientato al rilancio dei consumi domestici, alla stabilizzazione del settore immobiliare e al rafforzamento della fiducia degli investitori. Queste misure hanno contribuito a migliorare i dati macroeconomici trimestrali, con il PIL in crescita superiore alle attese, e hanno innescato un parziale recupero delle azioni cinesi, soprattutto nei settori tecnologico, dei beni di consumo e dell’energia pulita. Il miglioramento del sentiment verso la Cina ha avuto un effetto positivo su tutto il complesso Asia-Pacifico, restituendo appeal a un’area che negli anni precedenti aveva sofferto per eccesso di incertezza politica e regolatoria. Sul fronte sudamericano, il 2025 ha rappresentato un anno di opportunità ma anche di sfide interne. Brasile e Messico, i principali mercati dell’area, hanno beneficiato dell’andamento positivo delle materie prime, con il rialzo di oro, rame e petrolio che ha sostenuto le bilance commerciali e la fiducia degli investitori. Tuttavia, l’eterogeneità delle politiche economiche ha generato differenze marcate tra i paesi. Il Brasile ha visto un’espansione moderata, con stabilità dei conti pubblici e riduzione graduale dell’inflazione, mentre in Argentina le difficoltà nel gestire il debito e la volatilità dei cambi hanno limitato il pieno recupero degli asset locali. Nel complesso, l’America Latina si è comunque posizionata come una regione chiave per gli investitori alla ricerca di diversificazione geografica, beneficiando dell’attenzione globale per i temi legati all’energia e alle risorse naturali. Complessivamente nel 2025 i mercati emergenti hanno vissuto un anno di svolta, caratterizzato da un rimbalzo significativo dopo anni di performance inferiori rispetto ai mercati sviluppati. L’indice azionario dei paesi emergenti ha mostrato una crescita robusta, segnando rendimenti superiori rispetto a quelli dei principali indici globali, alimentando così la narrativa di un cambiamento di ciclo dopo una lunga fase di sottoperformance relativa. Questa ripresa si è sviluppata in un contesto favorevole, sostenuto dal progressivo allentamento delle condizioni monetarie globali, da una fase di indebolimento del dollaro e da una maggiore propensione al rischio da parte degli investitori. Le valutazioni più attraenti
12 rispetto ai mercati sviluppati, unite a una ripresa degli utili societari e a dinamiche interne più solide, hanno reso molti paesi emergenti una destinazione preferita per capitali internazionali. I mercati azionari hanno beneficiato sia di un’espansione dei multipli di valutazione che di un’accelerazione nella crescita dei profitti. Anche i mercati obbligazionari in valuta locale hanno offerto rendimenti reali interessanti, grazie al calo dei tassi e alla maggiore stabilità delle valute emergenti rispetto al passato recente. In sintesi, il 2025 ha segnato un ritorno in primo piano per i mercati emergenti nel panorama finanziario globale. Supportati da un contesto macroeconomico più favorevole e da dinamiche interne in miglioramento, questi mercati hanno offerto performance interessanti e una prospettiva di lungo termine più equilibrata, pur restando soggetti a rischi idiosincratici e alla necessità di una gestione selettiva a livello geografico e settoriale. 2. Eventi di rilievo dell’esercizio a. Capogruppo – Azimut Holding SpA e sue controllate dirette Operazioni di capitalizzazione effettuate da Azimut Holding SpA e sue controllate Nel corso dell’esercizio 2025 Azimut Holding SpA ha effettuato versamenti a titolo di contributo in conto capitale a favore di: Azimut Enterprises Srl per complessivi 12,6 milioni di euro a seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 7 marzo 2024; AZ International Holdings Sa per complessivi 14,9 milioni di euro di cui n. 176.040 in azioni proprie di Azimut Holding S.p.A. per un controvalore complessivo di 4,4 milioni di euro ed il restante in contanti, al fine di finanziare lo sviluppo estero del Gruppo, a seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 14 dicembre 2023; AZI First Srl per 3,4 milioni di euro a seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 febbraio 2025. Nel corso dell’esercizio 2025, a seguito delle delibere del Consiglio di Amministrazione del 26 febbraio 2024 e del 7 marzo 2024, Azimut Enterprises Srl ha effettuato versamenti a titolo di contributo in conto capitale a favore di AZ Venture Tech Srl per complessivi 1,5 milioni di euro. In data 16 aprile 2025 Azimut Enterprises Srl ha acquisito dai terzi la rimanente quota del 25% di AZ Venture Tech Srl al valore nominale ed ha effettuato versamenti in conto aumento futuro di capitale sociale in favore di Wealthype S.p.A. per complessivi 1,5 milioni di euro. Gli investimenti relativi alle suddette capitalizzazioni sono spiegati rispettivamente nei successivi paragrafi “b” e “c”. b. Operazioni effettuate nel corso dell’esercizio 2025 da Azimut Holding SpA e sue controllate Area Italia Gli investimenti principali posti in essere tramite la controllata Azimut Enterprises Srl hanno riguardato: la sottoscrizione, in data 23 gennaio 2025, di un aumento di capitale nella società Indigo.AI Srl per un importo di 10 milioni di euro. Il 25 luglio 2025 Azimut Enterprises
13 Srl ha acquisito una quota del 3,4% in Indigo.AI S.r.l. per un valore nominale pari a 0,2 milioni di euro, a seguito dell'esecuzione di un accordo di opzione di vendita (put option) esercitata dalle controparti, secondo condizioni contrattualmente definite. La percentuale di possesso al 31 dicembre 2025 è pari al 62,84%; l’erogazione di un finanziamento a favore della società Azimut Corporate Finance SpA (già “Azimut Direct SpA”) per un importo complessivo di 1,5 milioni di euro; l’erogazione di finanziamento fruttifero per complessivi 1,7 milioni di euro alla società Fleap SpA; in data 18 novembre 2025 l’Assemblea dei Soci di Fleap SpA ha deliberato l’aumento di capitale per 1,05 milioni di euro, mediante la conversione in azioni di parte del finanziamento in essere. Si segnala che nel mese di dicembre 2025, la controllata Irlandese Azimut Capital Alternative Limited ha proceduto alla distribuzione di riserve di capitale e di riserve di utili a favore di Azimut Enterprises Srl per 39 milioni di euro. Gli investimenti principali posti in essere tramite la controllata AZI First Srl hanno riguardato: l’acquisizione del 46,70% del capitale sociale di Romeo Founders S.L., con sede in Spagna, per un importo di 2 milioni di euro, avvenuta in data 21 febbraio 2025. c. AZ International Holdings SA, Azimut UK Holdings LTD e loro controllate dirette e/o indirette Area America In data 26 febbraio 2025 il Gruppo Azimut attraverso la sua controllata americana Azimut US Holdings, ha esercitato l’opzione call per aumentare la propria quota dal 35% al 51% di Kennedy Capital Management LLC, società d’investimento specializzata in azioni statunitensi Small e Mid Cap e nella gestione di fondi comuni d’investimento. L’operazione ha comportato un esborso in contanti e con azioni proprie di Azimut Holding per complessivi 12 milioni di euro. Dal punto di vista contabile, l’operazione si è qualificata come aggregazione aziendale. Nel corso del quarto trimestre 2025 è stato completato il processo di Purchase Price Allocation previsto dall’IFRS 3. Per il dettaglio dei criteri di valutazione e delle aliquote di ammortamento applicate, si rimanda a quanto esposto nella sezione 9- 'Immobilizzazioni Immateriali' della nota integrativa del presente bilancio consolidato. In data 6 maggio 2025 il Gruppo attraverso la sua controllata Azimut Alternative Capital Partners LLC ha concluso un accordo per aumentare la sua partecipazione in High Post Capital LLC dal 15% al 56%, raggiungendo così una quota di controllo. Nel corso del terzo trimestre 2025 è stato acquisito un ulteriore 2%, portando la partecipazione al 58%. L’operazione ha comportato un esborso in contanti e con azioni proprie di Azimut Holding SpA per complessivi 37 milioni di euro. Dal punto di vista contabile, l’operazione si è qualificata come aggregazione aziendale; il processo di Purchase Price Allocation previsto dall’IFRS 3 è in fase di completamento. Per il dettaglio dei criteri di valutazione e delle aliquote di ammortamento applicate, si rimanda a quanto esposto nella sezione 9- 'Immobilizzazioni Immateriali' della nota integrativa al bilancio consolidato. In data 22 luglio 2025 il Gruppo Azimut, attraverso Azimut US Holdings Inc., ha firmato un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% di North Square Investments, LLC
14 (“NSI” o “North Square”), una piattaforma di gestione e distribuzione patrimoniale multi-boutique con 13,1 miliardi di euro di masse gestite 2 . Nell’ambito dell’operazione, Azimut ha conferito la propria partecipazione del 51% in Kennedy Capital Management (“KCM”), la quale ha in essere con NSI un accordo di sub-consulenza relativo alla strategia Micro Cap, contribuendo così alla creazione di una piattaforma integrata, è stata ridenominata Azimut NSI. Il closing dell’operazione è avvenuto l’8 gennaio 2026, con data efficacia 1° gennaio 2026. L’operazione prevede un corrispettivo minimo di 110 milioni di dollari (sulla base di un Enterprise Value pari a 165 milioni di dollari), di cui circa 70 milioni di dollari sono stati corrisposti al closing tramite una combinazione di contanti e azioni di Azimut Holding. Il rimanente importo pari a circa 40 milioni di dollari sarà corrisposto nei successivi quattro anni. Inoltre, è previsto un piano di earn-out e di incentivazione per il management, che verrà corrisposto a partire dal quinto anno dalla data del closing. In data 30 luglio 2025 il Gruppo Azimut, ha completato la cessione dell’intera quota pari al 20% di RoundShield Partners LLP, che era detenuta da un fondo d’investimento lussemburghese tramite la società irlandese Azimut Capital Alternative Limited, nell’ambito di un'operazione promossa da RoundShield stessa e finalizzata al trasferimento del controllo della società a Harrison Street. La cessione è avvenuta per un importo complessivo pari a 38 milioni di euro. L’operazione ha generato una plusvalenza pari a 7 milioni di euro. In data 19 dicembre 2025 il Gruppo Azimut ha firmato un accordo per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza dai soci fondatori e da altri soci in Knox Capital, una delle principali società brasiliane di consulenza patrimoniale che opera nell’ecosistema di XP (NASDAQ: XP). A seguito del closing dell’operazione, avvenuto il 16 gennaio 2026 e con efficacia 1° gennaio 2026, il gruppo Azimut tramite la sua controllata Azimut Brasil Wealth Management Holding SA detiene il 50% più una quota della società neocostituita Azimut Knox holding SA che detiene a sua volta il 100% sia Knox Capital Assessoria de Investimentos Ltda sia Knox Capital Servicos Financierios Ltda. L’acquisizione rafforza il posizionamento strategico di Azimut nel segmento Private e Ultra High Net Worth in Brasile. Area Europa & Middle East and Africa In data 25 marzo 2025 il Gruppo Azimut attraverso la sua controllata AZ International Holdings SA ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione di una partecipazione di minoranza in due società appartenenti ad una delle principali banche d’investimento indipendenti del Marocco, la Red Med Capital. In particolare, l’acquisizione ha riguardato una partecipazione del 29% in Red Med Asset Management e una partecipazione del 25% in Red Med Securities. L’operazione si è perfezionata nel corso del mese di luglio 2025 con un esborso pari a 7 milioni di euro. E’ previsto un meccanismo di aggiustamento prezzo per il rimanente saldo (circa 4 milioni di euro) che verrà corrisposto nel corso del 2026. In data 9 aprile 2025 il Gruppo ha ottenuto l’autorizzazione da parte della Capital Market Authority (CMA) dell’Arabia Saudita per operare come gestore patrimoniale autorizzato a livello locale. 2 Dati al 31 dicembre 2025
15 In data 16 aprile 2025 Azimut Fintech Holding Srl ha acquisito una partecipazione del 50% in Azify Brazil Holding LTDA per complessivi 4,4 milioni di euro. Azify è una Infratech brasiliana che offre soluzioni modulari per integrare servizi finanziari nel business delle aziende. Offre principalmente Banking as a Service (BaaS) tramite API, permettendo ad aziende e fintech di integrare conti digitali (per persone fisiche e giuridiche), sistemi di pagamento (come Pix, bonifici e boletos) ed emissione di carte di debito e credito personalizzate. Il 20 novembre 2025, la società partecipata Azimut Marketplace S.r.l. è stata incorporata mediante fusione nella società Step 4 Business S.p.A. In esecuzione del progetto di fusione e del relativo rapporto di cambio, si è proceduto all’annullamento del capitale sociale della fusa e alla contestuale emissione di nuove azioni da parte dell’incorporante Step 4 Business S.p.A. a favore di Azimut Fintech Holding Srl. Successivamente, la controllata Azimut Financial Insurance S.p.A. ha acquisito: - la quota del 41,75% derivante dal suddetto concambio; - un’ulteriore quota del 52,77% da soggetti terzi, per un corrispettivo di 3 milioni di euro. A seguito di tali operazioni, Azimut Financial Insurance S.p.A. detiene al 31 dicembre 2025 una partecipazione complessiva del 94,52% in Step 4 Business S.p.A., che è entrata pertanto nel perimetro di controllo del Gruppo. Si segnala, infine, che la società Step 4 Business S.p.A. rientra tra le attività oggetto di dismissione nell’ambito della più ampia operazione strategica sottoscritta con TNB. d. Altri eventi di rilievo 1.1. Assemblea degli azionisti di Azimut Holding SpA del 30 aprile 2025 Approvazione del bilancio per l’esercizio 2024 e Destinazione dell’utile di esercizio L’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio per l’esercizio 2024 che si è concluso con un utile netto della capogruppo pari a 320,9 milioni di euro. L’Assemblea ha contestualmente approvato la destinazione dell’utile di esercizio al 31 dicembre 2024, inclusa la distribuzione di un dividendo ordinario totale di euro 1,75 per azione (con esclusione delle azioni proprie eventualmente detenute in portafoglio dalla Società il giorno precedente alla data di stacco dividendo) al lordo delle ritenute di legge, con pagamento interamente per cassa il 21 maggio 2025, stacco cedola il 19 maggio 2025 e record date il 20 maggio 2025. L’Assemblea ha inoltre approvato di destinare, in conformità a quanto previsto dallo Statuto, una cifra pari a 8 milioni di euro, corrispondente all’1% dell’utile lordo consolidato, a favore della Fondazione Azimut EFTS. L’Assemblea ha inoltre approvato di destinare, in conformità a quanto previsto dallo Statuto, euro 57,62 per ogni strumento finanziario partecipativo detenuto dai “Top Key People” al momento dell’approvazione del pagamento del dividendo. Nomina del Consiglio di Amministrazione, previa determinazione del numero dei membri e della durata in carica. Nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione. Determinazione dei compensi L’Assemblea ha espresso parere favorevole sul numero dei membri del Consiglio di Amministrazione nonché sulla durata in carica del Consiglio di Amministrazione, confermando l’Ing. Pietro Giuliani come Presidente.
16 Sulla base delle due liste presentate, l'Assemblea degli Azionisti ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, che resterà in carica sino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027, eleggendo: - 9 membri appartenenti alla Lista 1, presentata dall'azionista Timone Fiduciaria S.r.l.; - 1 membro appartenente alla Lista 2, presentata congiuntamente da un gruppo di azionisti riconducibili a società di gestione del risparmio e investitori istituzionali. Il nuovo Consiglio di Amministrazione risulta così composto da 10 membri, di cui 9 membri per la durata di 3 esercizi e 1 membro per la durata di 1 esercizio. L’Assemblea ha inoltre espresso parere favorevole sulla determinazione del compenso del Consiglio di Amministrazione. Nomina del Collegio Sindacale e del suo Presidente per gli esercizi 2025, 2026 e 2027. Determinazione dei compensi. Sulla base delle due liste presentate, l’Assemblea ha nominato il Collegio Sindacale in carica per il prossimo triennio, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027. L’Assemblea ha inoltre approvato il compenso del Collegio Sindacale. Proposta di acquisto e disposizione di azioni proprie e deliberazioni conseguenti L’Assemblea ha approvato l’autorizzazione all’acquisto anche in più tranches fino ad un massimo di n. 14.000.000 di azioni ordinarie Azimut Holding S.p.A. pari al 9,77% dell’attuale capitale sociale (fermo restando che entro questo importo massimo complessivo, massime n. 7.000.000 azioni ordinarie Azimut Holding S.p.A. pari al 4,89% dell’attuale capitale sociale potranno essere destinate alla costituzione della provvista necessaria a dare esecuzione ad eventuali piani di azionariato), tenendo conto delle azioni già in portafoglio al momento dell’acquisto. Il prezzo di acquisto sarà ad un prezzo minimo unitario non inferiore al valore contabile implicito dell’azione ordinaria Azimut Holding S.p.A. e massimo unitario non superiore a euro 40. L'Assemblea ha inoltre approvato il meccanismo di whitewash che esime dall'obbligo di OPA totalitaria nel caso il superamento delle soglie rilevanti (oltre 25%) consegua da acquisti di azioni proprie. Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui Compensi Corrisposti ai sensi dell’art. 123-ter, comma 3-bis e comma 6, D.Lgs. n. 58/98 L’Assemblea ha approvato la prima e la seconda sezione del punto relativo alla politica della Società riguardante la remunerazione dei componenti degli organi di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche, nonché sulle procedure utilizzate per l'adozione e l'attuazione di tale politica. Piano di Incentivazione di Medio e Lungo Termine 2025/2027. L'Assemblea ha approvato con larga maggioranza il piano di incentivazione a medio-lungo termine. Il Piano, basato su una combinazione di incentivi monetari e azionari, è destinato esclusivamente agli Amministratori Delegati della Società e copre il periodo 2025-2027.
17 1.2. Azimut Holding S.p.A. e FSI SGR S.p.A. 3 (“FSI”) hanno firmato un accordo vincolante per la creazione di TNB (“TNB”) In data 22 maggio 2025 Azimut Holding S.p.A. ha siglato un accordo quadro vincolante con FSI SGR S.p.A., per la creazione di TNB, una wealth management bank di nuova generazione. La transazione sarà completata attraverso una serie di operazioni eseguite in modo sostanzialmente contestuale, e segnatamente: l’acquisizione da parte di Azimut Holding S.p.A. di una banca (la “Banca”), identificata insieme a FSI e con cui sono in corso discussioni in fase avanzata, previo completamento di un’operazione societaria riguardante la Banca stessa; il rebranding della Banca in TNB e la scissione parziale a beneficio di TNB di un perimetro selezionato delle attività distributive italiane unitamente ad altri asset di Azimut Capital Management Sgr SpA e Azimut Financial Insurance SpA; la vendita da parte di Azimut Holding S.p.A. dell’80,01% del capitale sociale di TNB a FSI, affiancata da un pool di co-investitori, tra cui i manager e consulenti finanziari coinvolti nel progetto (i “Co-investitori”); l’esecuzione delle Operazioni è soggetta (i) alle autorizzazioni da parte delle Competenti Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia, Banca Centrale Europea), nonché di quelle di controllo (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Presidenza del Consiglio dei ministri), (ii) all’avveramento di condizioni sospensive individuate nell’accordo concluso tra le parti, come di prassi in transazioni di analoghe dimensioni e tipo e (iii) all’attuazione delle misure richieste dall’Autorità di Vigilanza ad Azimut Capital Management SGR SpA come spiegato nel successivo paragrafo “Informazioni sulle attività svolte dalle Autorità di Vigilanza”. La cessione della quota dell’80,01% presenta per Azimut un valore complessivo potenziale pari a circa 1,2 miliardi di euro nel tempo. Oltre al corrispettivo, la partecipazione del 19,99% che Azimut Holding SpA deterrà in TNB rappresenta una leva strategica per mantenere esposizione all’upside derivante dalla crescita attesa e dall’alto potenziale del progetto TNB. L’operazione verrà finanziata attraverso risorse proprie di Azimut Holding SpA e di FSI. L’accordo prevede anche una partnership industriale di lungo periodo tra TNB e Azimut con riguardo alla gestione del risparmio, alla consulenza finanziaria e ai servizi bancari. In relazione alle tempistiche delle suddette operazioni, è da considerare che, in data 18 dicembre 2025 è stato esteso l’accordo vincolante di esclusiva con FSI SGR S.p.A. (“FSI”), in nome e per conto del fondo di investimento FSI II, relativo al progetto TNB. L’accordo, originariamente in scadenza il 28 dicembre 2025, è stato prorogato al 20 giugno 2026, con la possibilità di un’ulteriore estensione fino al 20 dicembre 2026. Tale estensione si inserisce nel percorso già condiviso tra le parti ed è coerente con le tempistiche operative e regolamentari del progetto. Azimut e FSI proseguono in modo coordinato, confermando la solidità del progetto, l’allineamento tra le parti e l’obiettivo di creare valore sostenibile di lungo periodo, verso il completamento dell’operazione nel corso del 2026, fatte salve le necessarie autorizzazioni regolamentari. 3 FSI è il maggiore Fondo di investimento in capitale di rischio interamente dedicato all'Italia. Per maggiori informazioni, si rimanda al sito www.fondofsi.it.
18 Le attività e le passività pertinenti i rami scissi delle attività distributive italiane di Azimut Capital Management Sgr SpA e Azimut Financial Insurance SpA, unitamente ad altri asset in particolare le società Italian Excellence Srl, Step4Business Spa e AZI First Srl, verificata la sussistenza dei requisiti previsti dall’IFRS 5, sono state riclassificate rispettivamente come “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e come “Passività associate ad attività in via di dismissione” all’interno del prospetto di stato patrimoniale e spiegati nella nota integrativa al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 sezione 11 cui si rimanda. 1.3. Informazioni sulle attività svolte dalle Autorità di Vigilanza Azimut Capital Management SGR SpA – Attività delle Autorità di Vigilanza Con comunicazione in data 5 marzo 2025, Banca d’Italia ha sottoposto Azimut Capital Management SGR S.p.A. (“ACM”), società facente parte del Gruppo, ad accertamenti ispettivi di natura ordinaria, avviati in data 10 marzo 2025 e conclusi in data 13 giugno 2025. In data 24 ottobre 2025 la suddetta Autorità ha proceduto alla notifica del rapporto ispettivo. Il verbale ha individuato aree di miglioramento riferite principalmente alla governance, all’assetto organizzativo e al sistema dei controlli interni di ACM. ACM ha quindi avviato la definizione di un piano di azione volto a recepire le misure correttive e di rafforzamento richieste, che è stato trasmesso alle Autorità ad inizio dicembre nei termini concordati ed è stato implementato entro i termini definiti all’interno dello stesso. Tali interventi sono stati finalizzati al rafforzamento delle strutture organizzative e di supervisione, nonché all’evoluzione dei processi di pianificazione e monitoraggio strategico, senza impatti sui portafogli della clientela, sull’integrità dei prodotti né sulla continuità dei servizi core, fermo restando l’adeguamento di alcune modalità operative in linea con le indicazioni di vigilanza. Si segnala inoltre che, ACM sta conducendo il percorso rappresentato nei termini condivisi con l’Autorità con l’obiettivo di completarlo entro la fine di marzo 2026. In data 1° dicembre 2025 ACM ha altresì proceduto a formulare le proprie controdeduzioni al procedimento amministrativo ex art. 195 TUF. L’ispezione è stata condotta da Banca d’Italia anche per conto di CONSOB, e quest’ultima, in data 20 novembre 2025, ha richiesto che la Società formulasse un piano di interventi principalmente in relazione al processo distributivo e di investimento, la cui implementazione è stata completata nel mese di febbraio 2026, in linea con le indicazioni della stessa CONSOB. Parallelamente, in data 22 gennaio 2026, CONSOB ha avviato un procedimento amministrativo, nell’ambito del quale ACM presenterà una proposta recante impegni, ai sensi dell’art. 196-ter del TUF. Tra il 7 ottobre 2025 e il 5 febbraio 2026, ACM, ed in particolare il fondo pensione aperto Azimut Sustainable Future, da questa istituito, è stato oggetto di ispezione da parte della COVIP. L’ispezione si è chiusa con la piena collaborazione di ACM, che resta in attesa delle risultanze ispettive. Azimut Financial Insurance S.p.A. – Attività delle Autorità di Vigilanza Azimut Financial Insurance S.p.A. (“AFI) è stata sottoposta ad accertamento ispettivo da parte dell’Organismo Agenti e Mediatori (“OAM”) dal 16 al 18 settembre 2025, e i relativi approfondimenti istruttori si sono conclusi in data 14 gennaio 2026. L’accertamento ispettivo ha avuto ad oggetto la verifica degli adempimenti in materia di trasparenza nei rapporti con la clientela, dei corretti presidi di separatezza contabile e organizzativa, nonché dell’esercizio dell’attività a contatto con il pubblico. L’OAM ha rilevato dei punti di attenzione in relazione alle
19 attività di AFI connesse con i servizi di pagamento e AFI sta prontamente ponendo in essere quanto richiesto dall’OAM. AFI è stata altresì oggetto di verifica di follow-up da parte di IVASS allo scopo di accertare l’efficacia degli interventi realizzati in esecuzione del piano di rimedio predisposto ad esito dell’ispezione del 2024 in relazione ai presidi organizzativi e di controllo del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Dalle verifiche è emersa la piena attuazione delle azioni correttive che AFI si era impegnata a realizzare. Azimut Direct Finance S.r.l. – Organismo degli Agenti e dei Mediatori (‘OAM’) In data 31 dicembre 2025 Azimut Direct Finance S.r.l. (“ADF”) ha ricevuto da parte di OAM gli esiti dell’accertamento ispettivo condotto presso la società tra il 15 e 18 settembre 2025. L’ispezione ha avuto ad oggetto la verifica relativa al Sistema di controllo interno “SCI” con particolare riguardo alla trasparenza e alle nomine delle funzioni di controllo. ADF ha provveduto a rispondere a OAM nei termini richiesti descrivendo le azioni per conformarsi ai rilievi evidenziati. Azimut Life Dac - Sede secondaria per l’Italia - IVASS Tra il 14 aprile e il 25 luglio 2025 IVASS ha condotto verifiche ispettive presso la sede secondaria per l’Italia di Azimut Life DAC (rispettivamente la “Branch” e “AZLife”) che hanno avuto ad oggetto l’organizzazione, le procedure e i controlli interni adottati dalla Branch per verificare il rispetto della disciplina in materia di prevenzione del riciclaggio e per contrastare il finanziamento del terrorismo, nonché le modalità per adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. IVASS ha consegnato ad AZLife il verbale ispettivo in data 27 gennaio 2026 e nello stesso ha indicato alcune azioni correttive che AZLife dovrà porre in essere in relazione alle tematiche oggetto di ispezione relative alla Branch. La stessa AZLife ha già provveduto ad implementare parte delle azioni richieste e ha sta predisponendo un piano di rimedio che si completerà nei termini richiesti da IVASS. Mamacrowd S.r.l. – Banca d’Italia Mamacrowd S.r.l., società vigilata e autorizzata come fornitore di servizi di crowdfunding, è stata sottoposta ad accertamento ispettivo da parte della Banca d’Italia dal 18 settembre 2025 al 28 novembre 2025; la società è in attesa di conoscere le risultanze ispettive. 1.4. Istanza di rimborso IRAP per dividendi UE – periodi d’imposta 2020- 2021- 2022- 2023 – 2024. Iscrizione crediti d’imposta da parte di Azimut Holding SpA Con riferimento ai crediti per imposte, si informa che la Capogruppo ha provveduto a iscrivere nel bilancio chiuso al 31 dicembre 20205 un credito d’imposta complessivo pari a 26,6 milioni di euro, derivante dalle istanze di rimborso IRAP presentate per i periodi d’imposta 2020-2024 in relazione ai dividendi azionari di fonte UE. Tali istanze traggono fondamento nell’accertata incompatibilità della normativa nazionale con il diritto dell’Unione Europea in materia di tassazione dei dividendi esteri (UE/SEE), come sancito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (sentenza 1° agosto 2025, cause riunite C-92/24 a C-94/24) e definitivamente recepito nell’ordinamento interno dall’art. 1, comma 47, della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Il diritto al rimborso è da considerarsi certo e oggettivamente determinabile, in quanto basato su un preciso atto normativo che ha trasformato la pretesa da potenziale a definita. In ottica di
20 prudenza, e in coerenza con gli orientamenti emersi in sede di conversione della norma, la Capogruppo ha valutato il recupero del credito nella misura del 95% del valore nominale delle istanze prodotte (pari a complessivi 28 milioni di euro). Sotto il profilo della valutazione, si è proceduto alla rilevazione del solo valore capitale: l'effetto degli interessi attivi maturandi non è stato esposto separatamente, in quanto ritenuto compensativo degli oneri derivanti dall'attualizzazione finanziaria del credito, garantendo così una rappresentazione veritiera e corretta della neutralità finanziaria dell’operazione. 1.5. Impatti della crisi geopolitica sul Gruppo A seguito del conflitto derivante dall’invasione militare della Russia in Ucraina, in ottemperanza alle raccomandazioni dell'European Securities and Markets Autority (“ESMA”), alle European common enforcement priorities per la rendicontazione del 2025 di ESMA, nonché al richiamo di attenzione della Consob, il Gruppo si è adoperato al fine di predisporre i presidi ed implementare le azioni necessarie per conformarsi alle disposizioni dell'Unione Europea in materia di restrizioni e sanzioni economiche impartite alla Federazione Russa. Non si evidenziano effetti rilevanti (diretti ed indiretti - attuali e prevedibili) sulle attività di business, sulla situazione finanziaria e sulla performance economica per il Gruppo derivanti dal conflitto in Ucraina. Sono state svolte analisi al fine: (i) di identificare eventuali portafogli gestiti con rilevanti esposizioni ai mercati russo ed ucraino, (ii) di determinare gli impatti dell’oscillazione negativa dei mercati finanziari derivanti dalla crisi, (iii) di valutare eventuali impatti operativi del Gruppo derivanti dalle sanzioni adottate nei confronti della Russia e (iv) di valutare gli impatti economici e finanziari sui risultati prospettici del Gruppo. Sulla base degli elementi e delle informazioni disponibili, regolarmente monitorati, non si prevedono conseguenze di rilievo sull’attività e sulla redditività complessiva del Gruppo. In particolare, con riferimento ai portafogli dei Fondi UCITS istituiti da Azimut Capital Management SGR SpA, da Azimut Investments SA e da Azimut Investments Ltd, ivi compresi i comparti dei Fondi Pensione, le esposizioni dirette a titoli russi o denominati in rubli ammontano complessivamente a euro/migliaia 557,8. Tale ammontare risulta essere residuale sia in rapporto alle masse complessivamente gestite nell’ambito di tale tipologia di prodotti (esposizione pari allo 0,002%) sia in rapporto alle masse dei 16 fondi sui quali tali esposizioni sono presenti (esposizione pari allo 0,01%). Con riferimento ai portafogli dei prodotti assicurativi istituiti da Azimut Life Dac, tali esposizioni ammontano complessivamente a euro 2,35 milioni. Tale ammontare risulta essere residuale sia in rapporto alle masse complessivamente gestite nell’ambito di tale tipologia di prodotti (esposizione pari allo 0,03%) sia in rapporto alle masse delle 6 linee sulle quali tali esposizioni sono presenti (esposizione pari allo 0,20%). Con riferimento ai portafogli delle Gestioni Patrimoniali, tali esposizioni ammontano a circa euro 4,57 milioni, ammontare che risulta essere residuale sia in rapporto all’ammontare complessivamente gestito nell’ambito del servizio delle Gestioni Patrimoniali (esposizione pari allo 0,09%) sia in rapporto alla valorizzazione complessiva dei 45 mandati sui quali tali esposizioni sono presenti (0,75%). Le società monitorano costantemente l’evoluzione del contesto al fine di valutare i potenziali impatti. Fatte le dovute valutazioni sulla base del quadro informativo disponibile alla data di approvazione della presente relazione, non sono stati individuati elementi di criticità tali da pregiudicare la continuità operativa dei prodotti e dei servizi di investimento offerti dalle SGR
21 del Gruppo, sebbene non sia comunque possibile determinare con un sufficiente grado di affidabilità gli eventuali effetti che possano influenzare l’economia e il settore di riferimento. Per le considerazioni fatte in tale ambito ai fini della predisposizione del bilancio consolidato, si rimanda alla voce “Attività immateriali” paragrafo “Impairment Test” delle note integrative. 1.6. Attività in ambito di Sostenibilità La Capogruppo si è avvalsa della facoltà prevista dall’art. dall’art. 41 comma 5 del D.Lgs. 136/2015 di presentare in un unico documento la relazione sulla gestione, il bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato. Inoltre, come consentito dalla normativa, la rendicontazione di sostenibilità è stata predisposta esclusivamente a livello di Gruppo ed è stata inserita in un’apposita sezione della relazione sulla gestione consolidata. 3. Risultati del gruppo azimut nel 2025 Il Gruppo Azimut chiude con un utile netto consolidato di pertinenza del Gruppo pari a 525.666 migliaia di euro (576.165 migliaia di euro al 31 dicembre 2024) ed un utile consolidato dell’attività corrente al lordo delle imposte pari a 672.928 migliaia di euro (804.410 migliaia di euro al 31 dicembre 2024). Si ricorda che il risultato del 31 dicembre 2024 ricomprendeva l’utile da realizzo pari a 151 milioni di euro, a seguito della cessione della collegata Kennedy Lewis. Al 31 dicembre 2025 il patrimonio complessivo raggiunge i 126,8 miliardi di euro (e pari 140,9 miliardi di euro, dato pro-forma inclusivo delle masse relative alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital, i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1° gennaio 2026) con un aumento del 18% rispetto al 31 dicembre 2024. Con una raccolta netta pari a 18,0 miliardi di euro nel 2025 (che diventano pari a 32 miliardi di euro, includendo pro forma la raccolta relativa alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital che verranno consolidate come sopra rappresentato con effetto dal 1° gennaio 2026) è stato raggiunto il risultato più elevato nella storia di Azimut. Questo risultato riflette sia la forza della piattaforma diversificata del Gruppo sia l’efficace attuazione delle strategie nelle varie aree geografiche. Nel corso del 2025 il Gruppo ha ulteriormente accelerato la propria strategia di crescita internazionale e di creazione di valore attraverso una serie di operazioni industriali e strategiche. Negli Stati Uniti, il Gruppo ha rafforzato in modo significativo la propria presenza lungo l’intera catena del valore, diventando azionista di maggioranza del gestore Kennedy Capital Management ed incrementando il controllo in High Post Capital LLC nel private equity e venture capital. In particolare, per quanto riguarda Kennedy Capital Management è stata aumentata la partecipazione dal 35% al 51%, tramite l’esercizio di un’opzione call; in relazione ad High Post Capital LLC, è stata incrementata la partecipazione dal 15% al 56% durante il secondo trimestre 2025 e, un ulteriore 2% è stato acquisito durante il terzo trimestre 2025, raggiungendo la percentuale del 58%. Per effetto di queste operazioni, entrambe le società statunitensi sono divenute controllate. Sul fronte dell’espansione geografica, il Gruppo ha avviato le attività in Marocco attraverso un investimento strategico in Red Med Capital e ha ottenuto l’autorizzazione a operare come gestore patrimoniale locale in Arabia Saudita. Il Gruppo ha inoltre continuato a cristallizzare valore nei mercati privati tramite exit selettive nel corso del 2025, inclusa la cessione della partecipazione in RoundShield Partners, generando ritorni significativi e distribuzioni di capitale ai clienti.
22 Infine, prosegue il percorso del progetto TNB, con l’estensione dell’accordo di esclusiva con FSI, confermando l’obiettivo di completare l’operazione nel corso del 2026, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni regolamentari.
23 a. Il patrimonio (asset under management) Dati in milioni di euro 31/12/2025 31/12/2024 Variazione rispetto al 31/12/2024 Assoluta % Fondi 46.151 34.947 11.204 32% Fondi alternativi 7.138 6.444 694 11% Gestioni Patrimoniali & Advisory 32.863 27.619 5.244 19% Azimut Life & Fondi Pensione 10.372 10.003 369 4% Affiliate strategiche 30.284 28.503 1.781 6% Patrimonio totale 126.808 1 107.516 19.293 18% 1 Il Patrimonio totale non include le masse relative alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital (€ 14.1 miliardi), i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1.1.2026. Il Patrimonio Totale pro-forma comprensivo di dette acquisizioni raggiunge € 140,9 miliardi. b. La raccolta netta Dati in milioni di euro 2025 2024 Variazione assoluta rispetto al periodo 01/01/2024- 31/12/2024 Fondi 9.730 4.896 4.834 Fondi alternativi 1.675 1.093 582 Gestioni Patrimoniali & Advisory 3.420 662 2.758 Azimut Life & Fondi Pensione 216 317 -101 Affiliate strategiche 2.984 11.336 -8.352 Totale raccolta netta 18.025 1 18.304 -279 2 Il dato di raccolta totale non include la raccolta relativa alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital (€ 14.1 miliardi), i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1.1.2026. La raccolta totale pro-forma comprensiva di dette acquisizioni raggiunge € 32,1 miliardi. c. Il conto economico consolidato riclassificato Al fine di fornire una rappresentazione dei risultati economici secondo criteri gestionali è stato redatto un conto economico riclassificato, più idoneo a rappresentare il contenuto delle voci secondo tali criteri gestionali. I principali interventi di riclassificazione hanno riguardato: i recuperi delle spese sulla gestione di portafogli compresi nella voce “Commissioni attive” del bilancio sono stati riallocati nella voce “Altri ricavi” del conto economico riclassificato; il risultato dei servizi assicurativi e il saldo dei ricavi di natura finanziaria relativa alla gestione assicurativa sono stati riallocati nella voce “Ricavi assicurativi”; le commissioni passive pagate alla rete di vendita, ricomprese nel bilancio nella voce “Commissioni passive”, sono state riallocate nella voce “Costi di acquisizione”; analogamente i contributi Enasarco/Firr relativi a tali commissioni passive e gli altri costi commerciali riferibili alla rete di vendita, ricomprese nel bilancio nella voce “Spese amministrative”, sono state riallocate nella voce “Costi di acquisizione”; l’accantonamento al fondo suppletivo di clientela (ISC) ricompreso nel bilancio nella voce “Accantonamenti per rischi ed oneri” è stato riallocato nella voce “Costi di acquisizione”; i recuperi di costi amministrativi, ricompresi nel bilancio nella voce “Altri proventi e oneri di gestione” sono stati portati a riduzione della voce “Costi generali/Spese amministrative”;
24 gli impatti valutativi legati all’applicazione del principio contabile IFRS 17 – Contratti assicurativi ricompresi nella voce “Saldo dei ricavi di natura finanziaria relativa alla gestione assicurativa” sono ricondotti alla voce “Proventi finanziari netti”; gli interessi passivi sui finanziamenti e sui prestiti obbligazionari con riferimento allo scorso esercizio sono stati evidenziati nella specifica voce “Interessi passivi” del conto economico riclassificato. Valori in migliaia di euro 01.01.2025 – 31/12/2025 01/01/2024 – 31/12/2024 4 Commissioni di acquisizione 18.223 13.975 Commissioni ricorrenti 1.160.774 1.216.772 Commissioni di gestione variabili 30.687 47.618 Altri ricavi 44.027 29.888 Ricavi assicurativi 150.712 161.352 Totale ricavi 1.404.422 1.469.604 Costi di acquisizione (460.041) (432.400) Costi generali/Spese amministrative (269.600) (346.714) Ammortamenti/Accantonamenti (25.573) (37.304) Totale costi (755.213) (816.419) Reddito operativo 649.209 653.185 Proventi finanziari netti 40.797 195.329 Proventi (Oneri) netti non ricorrenti (17.079) (18.151) Interessi passivi - (8.192) Utile (perdita) lordo 672.928 822.171 Imposte sul reddito (133.973) (208.655) Imposte differite/anticipate 16.055 (9.032) Utile (perdita) netta 555.009 604.484 Utile(perdita) di pertinenza di terzi 29.343 28.319 Utile netto di pertinenza del gruppo 525.666 576.165 Il reddito operativo consolidato e l’utile netto di pertinenza del gruppo al 31 dicembre 2025 si attestano rispettivamente a 649 milioni di euro (653 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e a 526 milioni di euro (576 milioni al 31 dicembre 2024). Nel 2025 le masse gestite hanno generato commissioni ricorrenti pari a 1.161 milioni di euro, in aumento rispetto al periodo precedente se confrontato con il dato depurato dalle commissioni ricorrenti riconducibili al gruppo australiano AZ Next Generation Advisory LTD ceduto parzialmente a fine 2024 (1.079 milioni di euro). La riduzione dei ricavi assicurativi è imputabile a minori commissioni variabili registrate nel 2025 su tali tipologie di prodotti rispetto al periodo precedente, parzialmente neutralizzata dalla crescita delle commissioni ricorrenti assicurative. I costi di acquisizione riflettono la crescita dei ricavi ricorrenti e l’espansione internazionale del Gruppo, oltre all’impatto di maggiori incentivi variabili e spese straordinarie. L’incremento dei costi generali nel 2025 è pari a 26 milioni di euro se comparato con il dato depurato dei costi generali del gruppo australiano a seguito all’uscita dall’area di consolidamento del gruppo australiano AZ Next Generation Advisory LTD (dato al 31 dicembre 2024 depurato dei costi generali del gruppo australiano: 244 milioni di euro) ed è coerente con la crescita organica ed inorganica internazionale del Gruppo. 4 I dati esposti in tabella con riferimento all’esercizio 2024 comprendono il consolidamento del gruppo australiano AZ Next Generation Advisory Ltd uscito dal Gruppo a far data del 16 dicembre 2024.
25 I proventi finanziari netti accolgono gli effetti positivi: i) della valutazione a fair value degli investimenti del Gruppo e ii) della valutazione delle passività relative al futuro esercizio delle opzioni di acquisto della rimanente quota di capitale di alcune società acquisite, per cui non si detiene l’intero capitale. Sono compresi inoltre i dividendi derivanti dagli investimenti nelle GP Stakes americane, la quota di pertinenza di utili e perdite delle partecipazioni collegate, oltre agli interessi attivi derivanti dalla gestione attiva della liquidità del gruppo e la svalutazione prudenziale di asset proprietari. Si ricorda che la voce al 31 dicembre 2024 ricomprendeva l’utile da realizzo pari a 151 milioni di euro, a seguito della cessione della collegata Kennedy Lewis. Le imposte sul reddito includono l’onere fiscale (imputato direttamente ai singoli paesi) relativo all’applicazione della Global Minimum Tax come previsto dalla legge 11/2023 per le giurisdizioni ove non trova applicazione l’aliquota fiscale del 15%, oltre al credito corrispondente al 95% dell’importo complessivo delle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025. 4. Principali aggregati patrimoniali I principali aggregati patrimoniali del Gruppo sono riportati nel seguente prospetto di sintesi Dati in migliaia di euro 31/12/2025 31/12/2024 Cassa e disponibilità liquide 498.933 394.804 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 8.339.055 8.239.240 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 25.024 19.132 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e partecipazioni 362.255 495.634 Attività materiali e immateriali 715.099 610.526 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 196.870 - Altre attività 516.510 473.916 Totale attività 10.653.746 10.233.252 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 71.332 44.135 Passività assicurative 1.938.085 1.778.608 Passività finanziarie al fair value 6.104.414 6.029.802 Passività associate ad attività in via di dismissione 91.501 - Altre passività e fondi 374.735 432.631 Patrimonio netto 2.073.679 1.948.076 Totale passività e patrimonio netto 10.653.746 10.233.252 La cassa e disponibilità liquide si riferisce a conti correnti bancari a vista e alla cassa contanti in aumento a 499 milioni di euro al 31 dicembre 2025 rispetto ai 395 milioni di euro del 31 dicembre 2024. Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono in lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2024. Tali poste si riferiscono prevalentemente all’attività assicurativa svolta da Azimut Life Dac, principalmente alla liquidità e agli investimenti, valutati al fair value, relativi alle polizze unit-linked per le quali il rischio dell’investimento è sopportato dagli assicurati. Inoltre, le attività finanziarie valutate a fair value con impatto a conto economico includono le quote di OICR e fondi chiusi del Gruppo, che rappresentano l’investimento della liquidità eccedente della gestione e le quote in partecipazioni minori nei confronti delle quali il Gruppo non esercita né il controllo, né un’influenza significativa o un controllo congiunto. Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 e si riferiscono a investimenti in partecipazioni
26 minori nei confronti delle quali il Gruppo non esercita né il controllo, né un’influenza significativa o il controllo congiunto, oltre agli investimenti in Titoli di Stato aventi un Business Model “Hold to Collect and Sell”. Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato comprendono principalmente i crediti per servizi di gestione del patrimonio per 129 milioni di euro, oltre a crediti verso la clientela per servizi di consulenza per 65 milioni di euro, mentre le partecipazioni, passano da 185 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a 160 milioni di euro del 31 dicembre 2025. La movimentazione in diminuzione rispetto all’esercizio precedente include l’effetto combinato derivante dall’acquisto di una partecipazione di minoranza nelle due società collegate in Marocco, Red Med Asset Management e Red Med Securities (rispettivamente pari a 29,35% e 25%), entrambe perfezionate nel corso del mese di luglio 2025. Su tale voce inoltre ha impatto la riclassifica da partecipazioni collegate a controllate delle società americane Kennedy Capital Management LLC e High Post Capital LLC, a seguito dell’aumento della quota di partecipazione. I dettagli di tali operazioni sono riportati nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’EsercizioLe attività materiali e immateriali risultano in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 anche per effetto dell’acquisizione del controllo delle partecipazioni in Kennedy Capital Management e High Post Capital LLC. In conformità ai principi contabili internazionali, è stato effettuato l'esercizio di Purchase Price Allocation (PPA), che ha comportato la rilevazione dei relativi avviamenti (goodwill) e l'identificazione di specifiche attività immateriali a vita utile definita, riferibili in particolare ai mandati di gestione gestiti dalle società acquisite. Per un'analisi dettagliata dei valori iscritti, dei criteri di valutazione adottati e delle dinamiche di ammortamento, si rinvia a quanto illustrato nella Sezione 9 – 'Immobilizzazioni Immateriali' della Nota Integrativa del presente bilancio consolidato. Nella voce è, inoltre, contabilizzato il valore del Right of Use derivante dall’applicazione del principio contabile IFRS16, che al 31 dicembre 2025 è pari a 27 milioni di euro. Le Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione comprendono gli elementi dell’attivo individuati in base a un perimetro selezionato principalmente attribuibile ad alcune attività distributive italiane del Gruppo, unitamente ad altri asset che sono stati definiti anche in relazione all’accordo quadro vincolante che Azimut Holding Spa ha siglato con FSI SGR S.p.A. I dettagli di tale operazione sono riportati nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’Esercizio”. Dal punto di vista numerico, gli impatti principali hanno riguardato le voci “cassa e disponibilità liquide” per 0,8 milioni di euro, “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” per 33 milioni di euro, “Partecipazioni” per 2 milioni di euro, “attività materiali” per 33 milioni di euro, “Attività immateriali” per 16 milioni di euro, “Attività fiscali” per 1 milione di euro e “Altre attività” per 112 milioni di euro. Le altre attività comprendono principalmente crediti verso l’erario per 110 milioni di euro, crediti verso clienti per anticipazioni all’erario dell’imposta di bollo virtuale per 44 milioni di euro. Sono inoltre compresi crediti verso consulenti finanziari per finanziamenti e anticipi provvigionali per circa 7 milioni di euro, nonché i costi per le incentivazioni correlate a obiettivi di raccolta netta, direttamente attribuibili a contratti che presentano i requisiti per la capitalizzazione nella categoria individuata dall’IFRS 15 dei costi sostenuti per l’adempimento di un contratto. Questi ultimi sono ricompresi nella voce risconti attivi e al 31 dicembre 2025 ammontano a 76 milioni di euro. Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato comprendono principalmente i debiti per leasing sorti in applicazione del principio contabile IFRS16 che al 31 dicembre 2025 ammontano a 30 milioni di euro. Le passività assicurative accolgono i contratti assicurativi della compagnia irlandese del Gruppo.
27 Le Passività associate ad attività in via di dismissione comprendono gli elementi del passivo individuati in base a un perimetro selezionato principalmente attribuibile ad alcune attività distributive italiane del Gruppo, unitamente ad altri asset che sono stati definiti anche in relazione all’accordo quadro vincolante che Azimut Holding Spa ha siglato con FSI SGR S.p.A. I dettagli di tale operazione sono riportati nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’Esercizio”. Dal punto di vista numerico, gli impatti principali hanno riguardato le voci “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” per 27 milioni di euro, “Passività fiscali” per 0,3 milioni di euro, “Altre passività” per 35 milioni euro, “Trattamento di fine rapporto del personale” per 0,2, milioni di euro, “Fondi per rischi e oneri” per 29 milioni di euro e “Riserve da valutazione” per euro/migliaia 9. a. Posizione finanziaria consolidata Per le modalità di determinazione della posizione finanziaria netta si è fatto riferimento agli Orientamenti ESMA del 04 marzo 2021, secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. Nella posizione finanziaria netta sono stati inclusi unicamente debiti di natura finanziaria ed esclusi quelli di natura commerciale; sono inoltre inclusi nei mezzi equivalenti a disponibilità liquide i crediti per commissioni verso i fondi gestiti e le gestioni patrimoniali che, essendo incassati dal Gruppo i primi giorni lavorativi del periodo successivo alla data di riferimento, sono assimilabili a disponibilità liquide, oltre agli investimenti in fondi monetari. Dati in migliaia di euro 31/12/2025 31/12/2024 A Disponibilità liquide 498.933 394.804 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide 161.121 156.562 C Altre attività finanziarie correnti 152.917 198.294 D Liquidità (A + B + C) 812.972 749.660 E Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente) - - F Parte corrente del debito finanziario non corrente -93 -66 G Indebitamento finanziario corrente (E + F) -93 -66 H Indebitamento finanziario corrente netto (G - D) 812.879 749.594 I Debito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito) -245 -88 J Strumenti di debito - - K Debiti commerciali e altri debiti non correnti -29.912 -27.671 L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) -30.157 -27.759 M Totale indebitamento finanziario (H + L) 782.722 721.835 Il valore positivo dell'Indebitamento Finanziario Totale al 31 dicembre 2025 (pari a 782,7 milioni di euro) indica una Posizione Finanziaria Netta attiva (cassa netta), in quanto le disponibilità liquide superano ampiamente le passività finanziarie, in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 (722 milioni di euro). Il risultato, al netto della liquidità generata dalla gestione operativa dell’esercizio sconta il pagamento in contanti dei dividendi agli azionisti di Azimut Holding SpA, il pagamento a favore della Fondazione Azimut EFTS, il pagamento degli strumenti finanziari partecipativi detenuti dai “top Key People” per complessivi 331 milioni di euro, il versamento all’erario di 275 milioni di euro a titolo di acconti imposte, bollo virtuale e imposte sulla riserva matematica (queste ultime di pertinenza della società irlandese Azimut Life Dac) e gli investimenti in nuove acquisizioni per complessivi 60 milioni di euro. I dettagli delle acquisizioni sono spiegati nella sezione “Eventi di rilievo dell’Esercizio”, cui si rimanda.
28 b. Azioni proprie Alla data del 31 dicembre 2025 le società controllate da Azimut Holding SpA non detengono azioni proprie o azioni della Capogruppo, né direttamente né per il tramite di società fiduciarie o interposta persona. Nel corso del 2025 sono state effettuate le seguenti operazioni sulle azioni proprie: sono state trasferite a favore di AZ International Holdings Sa n. 176.040 azioni proprie per un controvalore complessivo di 4,4 milioni di euro a titolo di versamento in conto capitale ed utilizzate in pari data per il pagamento della seconda tranche dell’aggiustamento prezzo legato all’acquisizione iniziale della partecipazione in Turchia; sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut US Holding n. 115.000 azioni proprie per un controvalore complessivo di 3 milioni di euro a titolo di versamento in conto capitale, utilizzate per l’esercizio dell’opzione call per aumentare la propria quota di partecipazione di Kennedy Capital Management LLC dal 35% al 51%; sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut Alternative Capital Partners n. 663.196 azioni proprie per un controvalore complessivo di 16 milioni di euro utilizzate in pari data nell’ambito dell’operazione di acquisto di un ulteriore 41% del capitale sociale della società collegata americana High Post Capital LCC e un successivo 2%; sono state acquistate numero 2.324.428 azioni proprie per un controvalore complessivo di 62 milioni di euro. Il portafoglio di azioni proprie di Azimut Holding SpA alla data del 31 dicembre 2025 è costituito da n. 2.026.793 titoli pari allo 1,41% del capitale sociale. Con riferimento all’operatività successiva al 31 dicembre 2025 e fino alla data di approvazione del presente bilancio consolidato si segnalano le seguenti operazioni: nel mese di gennaio 2026 sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut US Holding n. 992.913 azioni per un controvalore di 36 milioni di euro per l’acquisizione del 100% di NSI; in data 4 marzo 2026 sono state trasferite a favore di AZ International Holdings Sa n. 86.293 azioni proprie per un controvalore complessivo di 3,1 milioni di euro ed utilizzate in pari data per il pagamento della terza ed ultima tranche dell’aggiustamento prezzo legato all’acquisizione iniziale della partecipazione in Turchia; sono state acquistate numero 293.700 azioni proprie per un controvalore complessivo di 10 milioni di euro.
29 c. Il prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e il risultato di esercizio di Azimut Holding spa e il patrimonio netto e il risultato di esercizio consolidato Patrimonio Netto di cui Risultato Totale al 31/12/2025 di esercizio Saldi di bilancio Holding 1.360.446 516.827 Rettifiche derivanti dal bilancio solare 2.106 Totale patrimonio netto Holding 1.362.552 516.827 Rettifiche: Risultati conseguiti dalle società consolidate 765.849 736.506 Effetto del consolidamento delle controllate 956.350 148 Eliminazione dividendi (748.578) (748.578) Valutazione al Patrimonio Netto delle Partecipazioni 11.301 20.059 Passività valutate a Fair Value (253.515) (5.267) Rettifiche dovute a mutamenti Principi Ias/IFRS 37.090 (1.628) Customer relationship (1.937) (1.937) Effetti del deconsolidamento di controllate (84.269) Rettifiche fiscali (1.466) 9.536 Totale Patrimonio del Gruppo 2.043.377 525.666 Patrimonio di Terzi 30.302 29.343 Totale PATRIMONIO NETTO 2.073.679 555.009 5. Note informative sulle principali società del Gruppo Azimut Con riferimento alle società direttamente controllate dalla capogruppo di seguito sono indicate informazioni in merito all’attività svolta e ai risultati conseguiti in conformità ai principi contabili di Gruppo. Azimut Investments Sa gestisce i fondi OICVM multi-comparto AZ Fund 1, AZ Multi Asset, AZ Fund 3, un Fondo di Investimento Europeo a lungo termine (ELTIF) chiuso non riservato multi- comparto denominato AZ ELTIF e alcuni fondi di investimento alternativi riservati destinati alla clientela professionale, tra cui i Fondi di Investimento Alternativi Riservati (RAIF) multi- comparto denominati AZ RAIF I, AZ RAIF II e AZ RAIF III. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 199 milioni di euro rispetto ad un utile di 195 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Life Dac è la società irlandese del Gruppo Azimut autorizzata all'esercizio dell'attività assicurativa nel ramo vita in Irlanda con provvedimento della Central Bank of Ireland del 13 gennaio 2004. Azimut Life Dac, che opera anche tramite la sede secondaria di Milano, offre al cliente un'assistenza personalizzata e studiata ad hoc. Essa offre infatti soluzioni differenziate in funzione della tipologia della clientela attraverso polizze Unit Linked differenziate anche in funzione delle strategie di investimento del cliente. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 59 milioni di euro rispetto ad un utile di circa 76 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Capital Management SGR SpA è una società di gestione del risparmio indipendente che gestisce 9 fondi di diritto italiano armonizzati alla direttiva 2009/65/ce, un fondo di investimento alternativo di tipo riservato di diritto italiano, due fondi pensione e 6 fondi chiusi di investimento alternativi non riservati. La società presta inoltre i servizi di gestione su base individuale di portafogli d’investimento per conto terzi, anche in regime di delega nonché
30 attività di consulenza in materia di investimenti. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 97 milioni di euro rispetto ad un utile di 113 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Financial Insurance SpA ha per oggetto l'attività di intermediazione assicurativa, esclusa la mediazione riassicurativa, e l'attività di collocamento e distribuzione di prodotti bancari. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 42 milioni di euro rispetto ad un utile di 48 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Libera Impresa SGR SpA è una società di gestione del risparmio indipendente, specializzata nella gestione di fondi alternativi dedicati a imprenditori e PMI, e di un fondo di investimento alternativo italiano infrastrutturale dedicato agli investimenti nel settore delle Infrastrutture Sociali con uno specifico approccio volto alla creazione di impatti sociali misurabili. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 15 milioni di euro rispetto ad un utile di 14 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Enterprises Srl è una società di servizi che svolge attività di corporate finance per conto di PMI e investe in società non quotate che contribuiscono alla diversificazione delle attività svolte dal Gruppo. Gli investimenti più significativi riguardano le seguenti società: (i) Programma 101 Sicaf SpA che è una Sicaf di venture capital specializzata in investimenti early stage nel settore digitale, (ii) Mamacrowd che svolge attività di “incubatore” di start up e gestisce la piattaforma di crowdfunding “Mamacrowd”, (iii) Cofircont Compagnia Fiduciaria Srl è una società fiduciaria, (iv) Gellify specializzata nella piattaforma di innovazione B2B, (iv) Azimut Capital Tech Srl è una società di servizi specializzata nell’analisi di dati, (v) Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) di cui detiene il 100% del capitale sociale è la Fintech del Gruppo specializzata in minibond, direct lending, private e public equity e supporta la crescita e lo sviluppo delle PMI Italiane, (vi) Electa Venture Srl di cui detiene il 100% del capitale è una società attiva nella gestione di partecipazioni, (vii) Wealthype SpA di cui detiene il 49,19% è una società di servizi specializzata nell’analisi dei dati, (viii) Alps Blockchain SpA di cui detiene il 14,5% è una società che opera nel settore del mining di Bitcoin, (ix) Indigo A.I Srl di cui detiene il 62,84% è una società che opera nel settore dell’intelligenza artificiale, (x) Digital Advisory Srl di cui detiene il 49%, ha sviluppato la piattaforma “Metadvisor” uno strumento al passo con le ultime tecnologie AI e (xi) Azimut Capital Alternative Limited, con sede in Irlanda, di cui detiene il 100%, è un veicolo tramite il quale vengono effettuati investimenti partecipativi sul mercato statunitense, incluso l’acquisto di una partecipazione di circa il 20% in RoundShield attraverso un fondo d’investimento lussemburghese, ceduta nel corso del 2025. Nel corso dell’esercizio la controllata ha effettuato ulteriori investimenti i cui dettagli sono spiegati nel successivo paragrafo “Operazioni di capitalizzazione attuate da Azimut Holding SpA e sue controllate” della presente relazione sulla gestione cui si rimanda. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito una perdita di 7 milioni di euro rispetto ad una perdita di 9 milioni di euro dell’esercizio 2024. AZ International Holdings SA è una holding di partecipazioni di diritto lussemburghese, tramite la quale il Gruppo ha proseguito il proprio percorso di ricerca, sviluppo, acquisizione e gestione di partnership estere. Tramite questa società il Gruppo è presente in Lussemburgo, Cina (Hong Kong e Shanghai), Monaco, Svizzera, Singapore, Brasile, Messico, Taiwan, Cile, Turchia, Egitto e Marocco. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 27 milioni di euro rispetto ad un utile di 3,5 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut UK Holdings Limited è una holding di partecipazioni con sede in Inghilterra. La società affianca la AZ International Holdings Sa nell’attività di ricerca, sviluppo, acquisizione e gestione
31 di partnership estere e detenute le partecipazioni di Australia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 81 milioni di euro rispetto ad un utile di 272 milioni di euro dell’esercizio 2024. Si ricorda che il risultato del 31 dicembre 2024 ricomprendeva l’utile da realizzo pari a 151 milioni di euro, a seguito della cessione della collegata Kennedy Lewis. Azimut Investments Limited è una società di gestione del risparmio con sede in Irlanda. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 54 milioni di euro rispetto ad un utile di 52 milioni di euro dell’esercizio 2024. AZI First Srl è una holding di partecipazioni con sede in Italia, costituita con la finalità specifica di agire quale veicolo societario nell’operazione finalizzata alla creazione di TNB, una wealth management bank di nuova generazione. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito una perdita di 1,7 milioni rispetto ad una perdita di 0,5 milioni di euro dell’esercizio 2024. Con particolare riferimento alle controllate AZ International Holdings SA e Azimut UK Holdings Limited, il Gruppo Azimut, per il tramite delle suddette società, sta perseguendo una strategia di crescita internazionale, che si concretizza prevalentemente attraverso partnership con operatori locali, acquisendo quote di maggioranza in società di gestione del risparmio e/o di consulenza e distribuzione. L’elenco delle partecipazioni detenute da AZ International Holdings SA e da Azimut UK Holdings Limited è fornito di seguito, per area geografica. Area – Europa, Medio Oriente e Africa Europa Azimut Private Capital Management Sarl è una società lussemburghese che agisce come General Partner (GP) per alcuni dei fondi di investimento alternativi gestiti da Azimut Investments SA o da altre società del Gruppo Katarsis Capital Advisors SA, società di diritto svizzero, posseduta al 100% da AZ International Holdings, svolge attività di consulenza attuariale e finanziaria, attualmente in fase di liquidazione. Azimut Switzerland SA, società di diritto svizzero, posseduta al 100% da AZ International Holdings, fornisce servizi finanziari nell’ambito dell’offerta di strumenti finanziari, nonché la gestione patrimoniale individuale e la gestione di investimenti collettivi di capitale. Azimut Fintech Holding Srl posseduta al 100% da AZ International Holdings SA ha lo scopo di gestire partecipazioni e detiene anche il 50% di Azify Brazil Holding S.A. con sede in Brasile, che a sua volta detiene il 100% di Azify Ltda: società specializzata in soluzioni finanziarie e tecnologiche. CGM - Azimut Monaco, posseduta al 100% da AZ International Holdings, svolge attività di gestione del risparmio, consulenza finanziaria e raccolta e trasmissione ordini. Turchia Azimut Portfoy Yonetimi AS, posseduta al 100% da AZ International Holdings, svolge attività di gestione del risparmio. Emirati Arabi Uniti
32 Azimut (DIFC) Limited, controllata direttamente da Azimut UK Holdings Limited al 100%, la società permette di operare localmente tramite una licenza di “categoria 3A” emessa dalla Dubai Financial Services Authority (“DFSA”) e pertanto dà la possibilità di offrire un’ampia gamma di servizi finanziari, tra cui piani collettivi di investimento, gestioni patrimoniali e consulenza finanziaria. Azimut (ME) Limited, società con sede negli Emirati Arabi Uniti detenuta direttamente da Azimut UK Holdings Limited per il 100%. Azimut Crescent Holding Limited, costituita nell’esercizio 2024 è una società con sede negli Emirati Arabi Uniti detenuta direttamente da Azimut UK Holdings Limited per il 100%. Egitto Azimut Egypt Asset Management, con sede a Il Cairo, posseduta al 97,97% da AZ International Holdings Sa, svolge attività di gestione di fondi. Area Asia-Pacifico Sud Est Asiatico An Zhong Investment Management Ltd, con sede a Hong Kong, è posseduta al 100% da AZ International Holdings, svolge attività di gestione di partecipazioni. An Zhong Investment Management Hong Kong Ltd, posseduta al 100%, tramite la società An Zhong Investment Management Ltd è una società di consulenza finanziaria ad Hong Kong. An Zhong Investment Management Co. Ltd., con sede in Cina e posseduta al 100% tramite la società An Zhong Investment Management Hong Kong Ltd, è una società di consulenza finanziaria che opera nel mercato cinese. La società ha ottenuto da parte della Asset Management Association of China (AMAC) - l’associazione che riunisce e rappresenta l’industria del risparmio gestito in Cina – l’autorizzazione a operare come Private Fund Manager (PFM). Nel 2023, ha inoltre conseguito la qualifica di Qualified Domestic Limited Partner (QDLP)." AZ Sinopro Financial Planning Ltd, posseduta al 51% da AZ International Holdings Sa, è una Holding di partecipazioni con sede a Taiwan. AZ Sinopro Insurance Planning Ltd, posseduta al 51% tramite la società AZ Sinopro Investment Planning (a sua volta posseduta al 51% tramite AZ Sinopro Financial Planning), è una Securities Investment Consulting Enterprises attiva nella distribuzione di prodotti di risparmio gestito a Taiwan. AZ Investment Management Singapore Ltd, posseduta al 100% da AZ International Holdings Sa, è una società indipendente con sede a Singapore, che presta servizi di consulenza. Azimut Korea Co., Ltd, posseduta al 100% da Azimut UK Holdings Limited, è una società con sede in Corea del Sud, costituita a fine 2025. Australia AZ Sestante Ltd, controllata direttamente al 100% da Azimut UK Holdings Limited è una società che svolge le funzioni di trustee e manager di fondi comuni di investimento in Australia, necessaria per lanciare e offrire fondi localmente.
33 Area America Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. detenuta al 100% da Azimut UK Holdings Limited controlla: AZ Apice Capital Management LLC, di cui detiene l’83,13%. Tale società svolge attività di pianificazione finanziaria e gestione di portafoglio a cittadini non residenti USA; Azimut Alternative Capital Partners LLC, di cui detiene il 96,5%, è una società con sede negli Stati Uniti che ha lo scopo di detenere partecipazioni in società di gestione alternative operanti nei settori del private debt, private equity, delle infrastrutture e del real estate. La stessa società a sua volta detiene il 57,71% di High Post Capital LLC specializzata nel Private Equity e Venture Capital negli Stai Uniti; Azimut Genesis Holdings LLC, di cui detiene il 69,90%, è una società con sede negli Stati Uniti che detiene a sua volta le società Azimut Genesis Advisors LLC (Genesis Investment Advisors LLC) che si occupa di consulenza finanziaria sul mercato statunitense; AACP Investments LLC - Investment Manager, di cui detiene il 100%, è un veicolo con sede negli Stati Uniti tramite il quale vengono effettuati investimenti partecipativi sul mercato statunitense; AACP SLP di cui detiene il 50% (il restante 50% è detenuto dalla società irlandese Azimut Alternative Capital Management Limited) è un veicolo con sede negli Stati Uniti, tramite il quale vengono effettuati investimenti in fondi alternativi; Kennedy Capital Management LLC, di cui detiene il 51%, è una società di gestione statunitense attiva nel segmento azionario US Small e Mid Cap. AACP General Partner LLC è una società con sede negli Stati Uniti, detenuta dalla società irlandese Azimut Alternative Capital Management Limited per il 100%, ed è un veicolo tramite il quale vengono effettuati investimenti partecipativi sul mercato statunitense. La società detiene a sua volta il 100% di Azimut GP Stakes Fund I General Partner L.P., società veicolo tramite il quale vengono effettuati investimenti in fondi alternativi e ha sede nelle Isole Cayman. America Latina AZ Brasile Holding Ltda, posseduta al 100% da AZ International Holdings Sa è una società di partecipazioni che detiene partecipazioni in Azimut Brasil Wealth Management Holding SA per il 98,25%, AZ Quest Participacoes Ltda per il 100%, AZBR IF Sa per il 100%. AZ Quest Participacoes Ltda detiene per il 75,64% AZ Quest Holdings SA che a sua volta detiene partecipazioni in: - AZ Quest Investimentos Ltda, posseduta al 100%, è una società indipendente brasiliana di gestione degli investimenti che crea e supervisiona un'ampia gamma di fondi e strategie di investimento per clienti nazionali e internazionali. - AZ Quest MZK Investimentos Macro e Credito Ltda, posseduta al 99,65%, è una società indipendente brasiliana attiva nel settore del risparmio gestito. Svolge attività di gestione di portafogli e distribuzione, concentrandosi su strategie macroeconomiche e gestione del credito per fondi e clienti istituzionali; - AZ Quest Agro Ltda posseduta al 99,91%, Az Quest iNFRA Ltda posseduta al 99,87% e AZ Panorama Capital Ltda posseduta al 50%, sempre da parte di AZ Quest Holdings SA. Queste società svolgono attività di gestione di portafogli e distribuzione
34 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA, posseduta al 98,25% da AZ Brasile Holding Ltds, è una società di partecipazioni che detiene a sua volta partecipazioni in: Azimut Brasil Consultoria E Correspondente Bancario Ltda posseduta direttamente al 99,99%, è una società attiva nei servizi di consulenza. AZ Guidance Gestão de Patrimônio Ltda, posseduta al 51%, è una società attiva nella gestione di portafogli, nella pianificazione finanziaria e nell'offerta di servizi di investimento su misura Azimut Brasil Wealth Management Ltda, posseduta al 96,63%, è una società attiva nella distribuzione. Azimut Brasil Assessores de Investimentos LTDA posseduta al 99,97%, e AZFlow Consultoria LTDA, posseduta al 50,00%. Azimut Knox Holding S.A., posseduta al 50% è una società holding, costituita a fine 2025, per perfezionare l’acquisizione di Knox Capital. Azimut Brasil DTVM Ltda, posseduta al 100%, tramite la società holding AZBR IF Sa, è un’istituzione finanziaria, regolata dal Banco Central, autorizzata alla distribuzione di prodotti finanziari. AZ Mexico Holdings S.A. De CV, posseduta al 100% da AZ International Holdings SA, è una holding di partecipazioni di diritto messicano che detiene partecipazioni in: Operadora de Fondos Azimut-Mexico, S.A. de C.V., posseduta al 100% tramite la società AZ Mèxico Holdings S.A., è una società attiva nella distribuzione nel settore del risparmio gestito. KAAN Capital Asesores Indipendientens SAPI de CV, posseduta al 62,60%, è una società attiva nella distribuzione nel settore del risparmio gestito. Azimut Investments SA AGF, posseduta al 100% da AZ International Holdings SA, è una società di consulenza di diritto cileno.
35 6. Principali rischi ed incertezze a. Principali rischi Il Gruppo ha provveduto ad individuare i principali rischi di seguito illustrati ai fini del loro monitoraggio. Si precisa che la situazione contingente di mercato caratterizzata da instabilità del quadro geopolitico e commerciale globale - con specifico riferimento al perdurare del conflitto in Ucraina, all’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente e alla crescente polarizzazione tra blocchi economici che alimenta politiche protezionistiche e restrizioni tecnologiche - ha portato ad una amplificazione generalizzata del complesso dei fattori di rischio di seguito descritti. Tale contesto impone l’adozione di misure atte ad assicurare un monitoraggio costante da parte delle società del Gruppo, pur senza aver generato finora criticità tali da compromettere la continuità operativa, come peraltro già sopra evidenziato. Rischio strategico Il rischio strategico è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata delle decisioni, scarsa reattività al contesto competitivo. Tale rischio dipende innanzitutto dal profilo reddituale derivante dalla distribuzione di servizi e prodotti da parte dei consulenti finanziari, dalla gestione finanziaria dei portafogli afferenti ai diversi prodotti e servizi offerti da parte delle società di gestione del Gruppo, dalla qualità dei servizi di consulenza offerti, da eventuali valutazioni erronee e non prudenziali dell’andamento del mercato in termini di clientela e di prodotti da distribuire. Il monitoraggio dell’attività commerciale è effettuato tramite la produzione di report e/o strumenti di data visualization indicanti l’andamento delle vendite suddivise per area geografica nonché per linea di business. Con Con riferimento alla controllata Azimut Capital Management, sono tenute regolarmente riunioni di consulenti finanziari condotte dai rispettivi Managing di Area (consulenti finanziari aventi la funzione di coordinare specifiche aree territoriali) al fine di valutare costantemente la situazione di mercato e attuare azioni aventi l’obiettivo di mantenere competitiva la propria area geografica. Infine, vengono utilizzate analisi e ricerche di mercato effettuate dall’ufficio studi e dalla direzione marketing per confrontare i risultati aziendali con quelli conseguiti dalla concorrenza e per il monitoraggio delle performance dei fondi. La reportistica periodica dei risultati conseguiti, e in particolare l’andamento della situazione economica, patrimoniale e finanziaria, costituisce un supporto fondamentale per il monitoraggio degli impatti delle decisioni strategiche assunte dagli organi di governo, consentendo di individuare le eventuali azioni correttive da attuare. Rischi connessi alla condotta della rete commerciale Le società facenti parte del Gruppo tendono a reclutare prevalentemente consulenti finanziari con significative esperienze nella propria professione, maturate in società concorrenti o nell'attività commerciale di banche. Il processo di selezione dei singoli consulenti finanziari è accurato e prevede che vengano valutate, oltre all’esperienza professionale precedente, anche la preparazione e le referenze raccolte sul mercato nonché i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza richiesti dalla normativa di settore nelle rispettive giurisdizioni locali.
36 Con riferimento alla controllata Azimut Capital Management la struttura orizzontale richiede una capacità autonoma dei consulenti finanziari di gestire il proprio lavoro; l'attenzione in fase di reclutamento tende ad evitare l'inserimento di soggetti privi della necessaria maturità professionale. La Direzione rete, commerciale e Marketing della controllata collabora strettamente con la funzione di Internal Audit per fornire informazioni utili al controllo e alla verifica del comportamento dei singoli consulenti finanziari. L’attività di controllo interno finalizzata alla verifica dell’operato dei consulenti finanziari è basata sia sull’individuazione e sull’analisi di possibili anomalie riscontrate attraverso il monitoraggio a distanza, sia sulle verifiche ispettive presso gli uffici dei consulenti finanziari. Tali verifiche sono effettuate anche al fine di verificare il rispetto delle norme di presentazione, di corretta tenuta degli archivi e degli adempimenti in capo ai consulenti finanziari nei confronti dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari. Le eventuali anomalie riscontrate, anche attinenti al rispetto delle regole di comportamento, vengono approfondite anche mediante la richiesta di una specifica relazione direttamente ai consulenti finanziari interessati o ai relativi manager responsabili, al fine di chiarire la natura stessa dell’anomalia ed eventualmente adottare gli opportuni provvedimenti. Rischio operativo Il rischio operativo si esprime nella possibilità di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Al fine di rilevare e valutare i rischi operativi, le singole Società del Gruppo si avvalgono di un framework di Risk Self Assessment, che tiene conto della frequenza e dell'impatto degli eventi di rischio rilevati e della valutazione delle mitigazioni individuate. Tale processo permette di definire appropriati strumenti di controllo e monitoraggio, ovvero interventi operativi volti a contenere gli effetti negativi di possibili eventi sfavorevoli a cui le singole società del Gruppo sono esposte. A fronte di tale tipologia di rischio, le Società del Gruppo hanno previsto i seguenti strumenti di controllo e attenuazione: la mappatura dei principali processi aziendali, attraverso un’analisi delle procedure esistenti e la conduzione di interviste con i responsabili delle varie funzioni aziendali; l’identificazione dei rischi rilevanti all’interno dei processi mappati; la valutazione dei presidi di controllo (primo o secondo livello) a fronte delle aree di rischio, evidenziando le situazioni non presidiate; la definizione e l’implementazione di un sistema di reporting verso il Comitato Controllo e Rischi, al fine di riportare le risultanze finali sulle situazioni di rischio non presidiate e sulle azioni intraprese. Rischi connessi alle funzioni delegate in outsourcing Talune Società del Gruppo ricorrono ad esternalizzazioni di funzioni operative, amministrative ed IT. L’affidamento delle attività a fornitori esterni è disciplinato nelle diverse Società del Gruppo da processi strutturati di valutazione preventiva e di controllo continuo volti a garantire la resilienza operativa delle attività esternalizzate. È previsto che in fase di selezione e contrattualizzazione, siano elaborati appositi Service Level Agreement (SLA) al fine di definire in termini oggettivi e misurabili i livelli di servizio attesi. La contrattualistica include clausole che consentono alle Società di rivalersi sul fornitore in caso di danni economici derivanti da anomalie nelle prestazioni. Le funzioni esternalizzate vengono monitorate nel continuo attraverso le seguenti attività che prevedono di:
37 monitorare i livelli di servizio effettuando il confronto con gli standard previsti in contratto ed i relativi KPI; acquisire dal fornitore con cadenza almeno annuale i piani aggiornati di continuità operativa, al fine di valutare la qualità delle misure previste, integrandole eventualmente con le soluzioni di continuità realizzate al proprio interno. In tale ambito il/i Referente/i si avvale del supporto della struttura preposta alla Business Continuity, coerentemente con la normativa interna vigente in materia di continuità operativa; verificare, con cadenza almeno annuale che il fornitore e gli eventuali sub-fornitori mantengano i requisiti richiesti al momento della selezione e rispettino gli obblighi assunti contrattualmente (es. coperture assicurative); svolgere, ove ritenuto opportuno, verifiche dirette sul fornitore, accedendo anche ai dati relativi alle attività esternalizzate e ai locali dello stesso. Rischio reputazionale Il rischio reputazionale viene definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine della Società da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori, Autorità di Vigilanza, con conseguente caduta della fiducia e credibilità. Il rischio reputazionale è legato sia a fattori di rischio quali di compliance, strategico e di outsourcing sia ad altre variabili specifiche quali l’ambiente pubblico, la significatività del marchio e dell’immagine, l’esposizione ai processi di comunicazione. In osservanza degli obblighi normativi relativi alla gestione delle informazioni privilegiate di cui all’art. 115 bis del D.Lgs. 58/98 (TUF), Azimut Holding SpA, anche per conto delle sue controllate, ha istituito un apposito registro (database) per la gestione di tali informazioni avente le caratteristiche tecnico/funzionali necessarie per garantire il rispetto dei requisiti di sicurezza logica e fisica, la immodificabilità delle registrazioni e la facilità di consultazione e di ricerca. Rischio di mancata conformità alla normativa Il rischio di mancata conformità consiste nell’eventualità di incorrere in sanzioni giudiziarie od amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazione di norme cogenti (di legge o regolamenti) ovvero di autoregolamentazione (ad esempio statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina). Poiché tale rischio è fisiologicamente diffuso a tutti i livelli dell’organizzazione aziendale, l’attività di mitigazione consiste primariamente nella diffusione di un’adeguata responsabilizzazione del personale mediante l’adozione di un codice interno di comportamento, di un codice etico e di un adeguato corpo di normativa interna. La funzione di Compliance di Azimut Capital Management SGR SpA, che presta supporto alle strutture di Azimut Holding S.p.A., ha lo scopo di verificare che le procedure interne siano coerenti con l’obiettivo di prevenire la violazione della normativa vigente e dei regolamenti interni. Nello specifico, la funzione di Compliance: propone le modifiche organizzative e procedurali finalizzate ad assicurare un adeguato presidio dei rischi di non conformità individuati; fornisce un’informativa periodica a tutte le strutture interessate, tra le quali l’Organismo di Vigilanza (ex D.Lgs. 231/2001), il Collegio Sindacale e il Comitato Controllo e Rischi; verifica l’efficacia degli adeguamenti organizzativi (strutture, processi, procedure);
38 monitora costantemente l’aggiornamento della normativa di riferimento relativa alla prestazione dei servizi di investimento, provvedendo alla relativa diffusione alle funzioni interessate. Rischi finanziari Nell’ambito dei rischi finanziari, le società del Gruppo sono esposte, attraverso gli investimenti effettuati con il proprio patrimonio, al rischio di mercato, inteso come il rischio che il portafoglio degli investimenti effettuati subisca delle perdite a causa di variazioni avverse nei prezzi delle attività., dei tassi di interesse, dei tassi di cambio o, più in generale, in ragione della volatilità dei mercati nei quali il patrimonio risulta investito. Il patrimonio di proprietà delle Società del Gruppo risulta essere prevalentemente investito in OICR istituiti da Società del Gruppo. Le Società effettuano un attento e costante monitoraggio sull’andamento dei fondi nei quali risulta investito il patrimonio, sia in considerazione delle peculiarità di ciascuna politica di investimento, sia con riferimento alla variazione nel tempo delle valorizzazioni di ciascuna posizione. Per quanto riguarda il rischio di credito, stante la peculiarità dell’attività svolta dal Gruppo, non si rilevano aspetti problematici. Rischio di liquidità Il rischio di liquidità consiste nell’incapacità di reperire, a condizioni economiche sostenibili, le risorse finanziarie necessarie all’operatività aziendale. I principali fattori che determinano il livello di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività amministrative e di investimento e, dall’altra, le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In ragione del modello di business e della struttura finanziaria del Gruppo tale rischio risulta intrinsecamente limitato. Il Gruppo non presenta problematiche di liquidità; si è dotato di una politica di ottimizzazione della gestione delle risorse finanziarie per ridurre il rischio di possibili mismatch nella gestione dei flussi finanziari. In particolare, il Gruppo mantiene un adeguato livello di liquidità disponibile grazie ad una costante generazione di flussi di cassa positivi e ad un attento monitoraggio delle esigenze prospettiche in relazione alla pianificazione finanziaria. Rischi climatici e ambientali Il Gruppo è consapevole dei potenziali impatti diretti e indiretti che può creare con le proprie attività in ambito di sostenibilità. In questo ambito, assumono sempre più rilevanza i rischi climatici e ambientali, fisici e di transizione. In particolare: Il rischio fisico: si riferisce all’impatto economico derivante dall’atteso aumento di eventi naturali che possono causare danni agli asset materiali delle aziende. A sua volta la manifestazione di tali eventi permette di distinguere tra: o Rischi fisici acuti, che dipendono dal verificarsi di fenomeni ambientali estremi (esondazioni costiere, le esondazioni fluviali, i cicloni tropicali, la siccità, gli incendi) legati ai cambiamenti climatici che ne accrescono intensità e frequenza. o Rischi fisici cronici, che sono invece determinati da eventi climatici che si manifestano progressivamente (le ondate di calore estremo, le ondate di freddo estremo, le precipitazioni intense, le nevicate intense, le condizioni di vento forte). Tutte queste tipologie di eventi influenzano il livello dell’attività produttiva e la possono compromettere anche in modo permanente.
39 Il rischio di transizione: si riferisce all’impatto economico derivante dall’adozione di normative atte a ridurre le emissioni di carbonio e a favorire lo sviluppo di energie rinnovabili, dagli sviluppi tecnologici nonché dal mutare delle preferenze dei consumatori e della fiducia dei mercati. In relazione alla prima tipologia di rischio, il Gruppo ritiene poco significativa la sua esposizione a rischi fisici diretti a fronte della tipologia di business in cui la stessa opera. Potrebbe tuttavia essere esposto a rischi fisici indiretti con riferimento all’attività di gestione dei portafogli. Infatti, a seguito di un evento climatico estremo, si potrebbe potenzialmente verificare una perdita di valore degli asset che compongono i portafogli gestiti, con la conseguente riduzione degli Asset Under Management e potenziali impatti reputazionali derivanti da performance poco soddisfacenti. Tuttavia, questa fattispecie si sostanzierebbe in un impatto poco rilevante in considerazione della diversificazione geografica sia in termini di struttura del Gruppo sia in termini di portafogli gestiti Con riferimento alla seconda tipologia di rischio, il Gruppo reputa di essere potenzialmente esposto a rischi di transizione derivanti dalle esigenze di adeguamenti normativi e dalle richieste di clienti sempre più attenti alle caratteristiche ESG dei prodotti sottoscritti, seppur in misura non significativa. Per mitigare tali rischi, il Gruppo effettua un monitoraggio regolare delle evoluzioni normative, al fine di rispondere prontamente alle nuove disposizioni legislative e di adattare tempestivamente la propria offerta di prodotti alle richieste della clientela, e allo stesso tempo monitora costantemente l’andamento degli Asset Under Management e della raccolta netta al fine di intercettare tempestivamente eventuali deflussi legati a tale driver. Per entrambe le tipologie di rischio climatico sopra descritte, eventuali impatti negativi si manifesterebbero in termini di riduzione degli Asset Under Management e di Raccolta Netta negativa: entrambi questi parametri, trattandosi di Key Performance Indicators per il Gruppo, sono monitorati costantemente sia a livello locale che a livello di Gruppo da parte del management. Al 31 dicembre 2025, considerando le caratteristiche specifiche dell’operatività del Gruppo e la natura dei rischi climatici sopra richiamati, non si segnalano impatti rilevanti (ai sensi del principio contabile IAS 1) nel presente Bilancio consolidato. Politica ESG - Environmental, Social, Governance Il Gruppo opera nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG - Environmental, Social, Governance). Al fine di dare evidenza di questo approccio, il Gruppo si è dotato di una Politica ESG, la “Politica di Sostenibilità del Gruppo Azimut”, aggiornata ed approvata dal Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A. da ultimo in data 5 marzo 2026 funzionale all’identificazione, valutazione e gestione dei fattori ESG, che possono comportare sia rischi che opportunità, per il conseguimento degli obiettivi aziendali. Per ulteriori informazioni sulle Politiche di Sostenibilità del Gruppo si rimanda alla Rendicontazione consolidata sulla sostenibilità contenuta in apposita sezione della presente Relazione sulla Gestione. Rischi Informatici La mitigazione dei rischi informatici è un tema di crescente rilevanza nel contesto della sicurezza finanziaria e della protezione dei dati. Nel contesto sempre più interconnesso e digitalizzato dei mercati finanziari rappresenta il fattore essenziale per proteggere dati, sistemi e infrastrutture digitali da potenziali minacce e vulnerabilità. Considerata la rapida evoluzione delle tecnologie digitali le società del Gruppo hanno adottato differenti soluzioni informatiche per mitigare i rischi operativi, reputazionali e finanziari. Nella strategia complessiva si è deciso
40 di aumentare il livello di consapevolezza della sicurezza informatica (Security Awareness) organizzando con cadenza annuale dei corsi di sensibilizzazione ed educazione per i dipendenti. L'efficacia dei programmi di security awareness è regolarmente monitorata attraverso metriche di sicurezza, test di phishing simulati e altri strumenti di valutazione che permettono di ottenere maggiore consapevolezza in merito le aree di formazione che meritano maggiore attenzione. Per quanto concerne la continuità operativa (Business continuity) vengono altresì documentate con cadenza annuale i risultati dell'analisi dell'impatto sul business per identificare i processi critici, le risorse necessarie e i tempi massimi di inattività accettabili in caso di interruzione delle attività. Sulla base delle informazioni ricevute dall’organizzazione viene di conseguenza aggiornato e condotto il test di Disaster Recovery. Quanto sopra riportato costituisce un elemento fondamentale per aggiornare le politiche di sicurezza informatica e la scelta delle tecnologie informatiche da integrare nei processi aziendali. In termini di approccio sono state affiancati specifici servizi / tecnologie ai classici strumenti IT ormai divenuti comuni quali Antivirus e Sistemi Firewall. Di seguito i più rilevati: Data Classification: è stato adottato un sistema per soddisfare i requisiti normativi e di conformità relativi alla protezione dei dati, fornendo report dettagliati sull'accesso ai dati, l'attività degli utenti e altre metriche di sicurezza. Access Controll (MFA): è stato implementato il servizio di Autenticazione Multifattore sia per l’accesso alla posta elettronica e portale Intranet/Extranet aziendale che alle risorse/servizi IT Azimut. La prime (Posta elettronica e Intranet/Extranet) è stata indirizzata tramite Google MFA ed SSO, il resto tramite integrazione del prodotto Cisco Duo per accedere alle risorse VPN utilizzate per erogare i servizi di smart work aziendale. E-mail Protection: è stato implementato il servizio che utilizza tecniche avanzate di rilevamento e analisi per identificare e bloccare le e-mail sospette o dannose prima che raggiungano la casella di posta dell'utente finale. "Detection and Response"(EDR): è stato introdotto un sistema di sicurezza informatica per il rilevamento e risposta agli incidenti integrato con il sistema di informazioni e gestione degli eventi sulla sicurezza (SIEM). Advanced Cyber Security and Intelligence Assessment: è un servizio di recente implementazione, fornisce gli aggiornamenti periodici sulla valutazione dei rischi informatici. Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto Legislativo n. 231 – 2001 Azimut Holding SpA e le controllate aventi rilevanza strategica hanno adottato, ai fini dell’adeguamento a quanto disposto dal D.Lgs. n. 231/01, un modello di organizzazione, gestione e controllo diretto alla prevenzione di quei reati la cui commissione da parte dei dipendenti, collaboratori o amministratori della Società comporti a norma del predetto decreto la responsabilità amministrativa della medesima, da ultimo revisionato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 luglio 2023 al fine di introdurre nuove fattispecie di reato e recepire le novità normative e organizzative sopravvenute.
41 Azimut Holding SpA al riguardo, ha altresì adottato il Codice Etico consultabile, nella versione aggiornata al 27 luglio 2023, sul sito internet della società www.azimut- group.com/governance. Il Modello Organizzativo si compone di due sezioni, la prima delle quali, di carattere generale, volta ad illustrare la funzione ed i principi del Modello, nonché i contenuti del Decreto e delle principali norme di riferimento. La Sezione II illustra in dettaglio l’articolazione del Modello e ne definisce i contenuti: adozione, individuazione delle attività a rischio, definizione dei protocolli, caratteristiche e funzionamento dell’organismo di vigilanza, flussi informativi, attività di formazione e di informazione, linee guida del sistema disciplinare, aggiornamento del Modello. Il Modello si completa con il Catalogo dei reati, il Codice Etico e le Matrici, protocolli di decisione e policy. L’Organismo di Vigilanza ha proceduto nel corso dell’esercizio 2024 ad un ulteriore aggiornamento del Modello organizzativo, per recepire le fattispecie sopra fornite, tenuto conto anche di eventuali mutamenti nella struttura organizzativa. Azimut Holding SpA, ha ulteriormente integrato il framework normativo interno a presidio dei rischi sottesi al fenomeno della corruzione, attraverso l’emanazione di apposite Linee Guida applicabili alla Capogruppo e a tutte le società controllate facenti parte del Gruppo Azimut: le “Linee Guida Anticorruzione di Gruppo”, da ultimo aggiornate in data 6 marzo 2025. Con l’adozione di tali Linee Guida vengono quindi ulteriormente rafforzati: - i concetti già sanciti dal Codice Etico con cui il Gruppo condanna esplicitamente ogni fenomeno di corruzione, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, con l’adozione del “Principio generale della Tolleranza Zero” ove viene stabilito che il Gruppo Azimut “non tollera qualsiasi condotta avente a oggetto l’offerta o l’accettazione di denaro o altra utilità – direttamente o indirettamente – con l’obiettivo di indurre o premiare l’esecuzione di una funzione/attività o l’omissione della stessa per scopi illeciti”, invitando il personale del Gruppo ad astenersi dall’offrire o accettare pagamenti non dovuti, così come regali, forme di intrattenimento o altri benefit indebiti; - le prescrizioni contenute nel Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex d.lgs. n. 231/2001, da tempo adottato dal Gruppo Azimut, con l’assunzione di ulteriori presidi organizzativi anche di controllo preposti ad evitare o mitigare fortemente i rischi legati a fenomeni corruttivi, come ad esempio il rischio reputazionale. A completamento del framework normativo interno a presidio dei rischi di corruzione, oltre alle Linee Guida ed in coordinamento con gli ulteriori riferimenti normativi interni vigenti (Modello 231, Codice Etico, etc.), devono essere definiti ulteriori, specifici ambiti di intervento per ciascuna società del Gruppo, secondo il principio della proporzionalità e tenuto conto del contesto dell’organizzazione, attraverso la predisposizione di un apposito Piano Anticorruzione con la finalità di: i) identificare, analizzare e valutare il rischio di corruzione per ciascun cluster; ii) definire misure e controlli a mitigazione dei rischi, nonché iii) definire un Piano di attività e di monitoraggio. Per ulteriori informazioni in merito al Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 si rinvia alla “Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari” ai sensi dell’art. 123-bis del Testo Unico della Finanza pubblicata sul sito www.azimut-group.com nella sezione Azimut Governance. b. Principali incertezze Le incertezze cui il Gruppo è esposto derivano dalla specifica natura del suo core business, in particolare per quanto concerne la stretta correlazione dei ricavi con alcune tipologie di voci commissionali, il cui andamento è determinato dai risultati della gestione dei prodotti collocati
42 e della performance in termini di raccolta di capitali. Il conseguimento di tali ricavi e il relativo ammontare sono per loro natura volatili e condizionati fortemente dal rendimento eventualmente conseguito dai fondi e dalla propensione al rischio della clientela contingente al periodo considerato. Tali fattori a loro volta risentono dell'andamento dei mercati di riferimento e, più in generale, dell’economia nazionale ed internazionale. Sussiste, dunque, il rischio che i ricavi ed i risultati operativi del Gruppo possano essere influenzati negativamente da prolungate situazioni di crisi dei mercati finanziari. Per ulteriori informazioni in merito ai rischi e alle incertezze a cui il Gruppo è esposto si rimanda a quanto illustrato nel “Bilancio Consolidato di Azimut Holding SpA al 31 dicembre 2025 - Parte D - Altre Informazioni, Sezione 3 - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura”, nonché nella “Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari” ai sensi dell’art. 123-bis del Testo Unico della Finanza pubblicata sul sito www.azimut-group.com nella sezione Azimut Governance.
43 7. Informativa sulle operazioni con parti correlate In attuazione del Regolamento Consob in materia di Parti correlate (CONSOB n. 21396 del 10 giugno 2020), il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding SpA ha approvato le procedure che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate (“Procedura per le Operazioni con Parti Correlate” disponibile sul sito internet di Azimut all’indirizzo www.azimut-group.com). Con riferimento al comma 8 dell’art. 5 del regolamento Consob in materia di informazione periodica sulle operazioni con parti correlate si evidenzia che: - non sono state effettuate operazioni qualificabili come di “maggiore rilevanza”; - non sono state effettuate operazioni atipiche ed inusuali; - l’informativa sulle altre operazioni e sulle operazioni di minore rilevanza con Parti Correlate svolte nell’anno nell’ambito dell’operatività ordinaria è dettagliata nel corrispondente paragrafo della nota integrativa del bilancio consolidato. 8. Aspetti organizzativi e corporate governance Azimut Holding SpA osserva le norme in materia di governo societario vigenti in Italia. Inoltre, il sistema di governo societario tiene conto anche delle raccomandazioni proposte dal Codice di Autodisciplina delle Società quotate pubblicato da Borsa Italiana; per una più dettagliata informativa sull’argomento si rimanda all’allegata Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari redatta ai sensi dell’art.123 bis del Testo Unico della Finanza. Azimut Holding SpA ha definito un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all’informativa finanziaria utilizzando come modello di riferimento il “COSO Report”, secondo il quale il Sistema di Controllo Interno nella sua più ampia accezione è definito come “un processo, svolto dal Consiglio di Amministrazione, dai dirigenti e da altri soggetti della struttura aziendale, finalizzato a fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali; nello specifico, l’obiettivo dell’attendibilità delle informazioni di bilancio. Le principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all’informativa finanziaria adottato sono dettagliate nella predetta “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari”. 9. Risorse umane Alla data del 31 dicembre 2025 le società del Gruppo avevano alle proprie dipendenze n. 1.099 unità, così suddivise: Qualifica 2025 2024 Dirigenti 156 114 Quadri direttivi 350 188 Altro personale 593 589 Totale 1.099 892 L’aumento del numero dei dipendenti nel 2025 è legato alle nuove acquisizioni, tra cui l’ingresso delle società Kennedy Capital Management LLC e High Post Capital LLC. Il Gruppo si impegna costantemente ad aggiornare i propri piani formativi. Nel caso delle Società italiane, nel corso del 2025, la formazione ha visto un approccio blended, con corsi
44 erogati in presenza, in modalità Webinar e tramite la piattaforma informatica LMS (Learning Management System) Azimut Academy. Il Gruppo Azimut, nella Politica di Sostenibilità, si assume l’impegno ad offrire condizioni di lavoro rispettose della dignità personale, dei diritti umani e delle pari opportunità. 10. Privacy Considerata la delicatezza del business in cui Azimut opera, il Gruppo si è dotato di una Policy per la protezione dei dati personali che definisce le linee guida per la gestione delle informazioni relative ai clienti e il trattamento dei dati personali, ai sensi della normativa europea e nazionale applicabile in materia. In linea con i predetti principi, prima della conclusione di un contratto, vengono fornite tutte le indicazioni sulle modalità di trattamento dei dati e, laddove la legge lo preveda, viene richiesto il consenso del cliente al trattamento delle informazioni fornite. Il Data Protection Officer (DPO) delle società italiane si avvale della consulenza di una società internazionale per l’assistenza sui temi inerenti alla privacy e per eventuali nuove iniziative di gestione del rischio in materia, qualora emergessero inadeguatezze rispetto al Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 sulla protezione dei dati (General Data Protection Regulation), entrato in vigore in Italia dal 25 maggio 2018. Il Titolare del Trattamento, con il supporto e la supervisione costante del Data Protection Officer Team, monitora e verifica la conformità alle normative e alle procedure. Il tema del trattamento dei dati è oggetto di specifici corsi di formazione erogati sia ai dipendenti sia ai consulenti finanziari e di attività di sensibilizzazione sull’importanza della protezione dei dati e sui rischi derivanti da attività fraudolente. Alcune unità estere del Gruppo sono dotate di policies e/o procedure sulla privacy aderenti alla normativa vigente in ciascun paese. 11. Attività di ricerca e sviluppo L’attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Azimut è esclusivamente incentrata sulla ricerca di strumenti e servizi di investimento e sulla loro commercializzazione. Il Gruppo è costantemente impegnato nell’ideazione e realizzazione di strumenti di investimento idonei a soddisfare le sempre più sofisticate esigenze della clientela attuale e potenziale. 12. Informativa ai sensi dell’art. 15 d. Lgs 125/2024 Il Gruppo Azimut negli ultimi anni ha posto sempre maggiore attenzione verso soluzioni di investimento innovative e sostenibili, capaci di intercettare i bisogni e le richieste del mercato. Definire un’offerta di prodotti sempre in linea con le esigenze di mercato e distintiva rispetto ai competitor, che integri anche caratteristiche ESG, è oggi una priorità per Azimut. I clienti sono i soggetti ai quali l’organizzazione offre soluzioni di investimento e attività di consulenza continuativa per la gestione del portafoglio di investimento. Il dialogo con gli stakeholder è particolarmente oculato, in quanto i servizi offerti (come la gestione del risparmio) risultano essere, da un lato, intangibili e, dall’altro, di fondamentale rilevanza per i clienti e per la collettività. I dipendenti rappresentano un elemento fondamentale per il successo e la crescita del Gruppo Azimut. Per questo motivo, il Gruppo dedica particolare attenzione a ogni fase del ciclo di vita professionale, dal processo di selezione e onboarding fino allo sviluppo e alla
45 valorizzazione della carriera, con l’obiettivo di offrire un'esperienza lavorativa positiva e stimolante per tutti i collaboratori. Il modello di business di Azimut, incentrato sulla clientela e le esigenze di mercato, trova il proprio sviluppo e successo grazie alle risorse immateriali essenziali del Gruppo. Nello specifico, si distinguono: i) il capitale umano, che include competenze, conoscenze, esperienza, capacità di innovare della forza lavoro propria e ii) il capitale sociale e relazionale, che si fonda sulle relazioni e il dialogo con gli stakeholder. Come descritto nei successivi capitoli della Relazione consolidata di Sostenibilità, tali risorse immateriali costituiscono un elemento distintivo e fondamentale per Azimut, essenziali per la creazione di valore sostenibile e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. 13. Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio Si segnala, come evento successivo alla chiusura del presente bilancio consolidato e che non comporta rettifiche in relazione a quest'ultimo, l’evoluzione della situazione iraniana che pone nuovi rischi nello scenario internazionale. Fermo restando che allo stato attuale non sono prevedibili evoluzioni della situazione in corso e di tutti i suoi possibili riflessi, incluse le conseguenze sugli andamenti dei mercati e sul prezzo del petrolio, dalle analisi preliminari svolte non sono emersi al momento elementi significativi suscettibili di incidere sulle prospettive economico, patrimoniali e finanziarie della Gruppo e dei patrimoni gestiti. Il Gruppo continuerà a monitorare costantemente la situazione, eventualmente intraprendendo tutte le iniziative più appropriate, anche nell'interesse della clientela. a. Operazioni di acquisizione ed espansione geografica Area Italia In data 9 febbraio 2026 Azimut Financial Insurance SpA ha acquisito da terzi le rimanenti quote di Step 4 Business SpA raggiungendo pertanto il 100% del capitale sociale (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 94,52%). Area America In data 8 gennaio 2026 è stato firmato il closing per l’acquisizione del 100% di North Square Investments, LLC (“NSI” o “North Square”), con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2026. In data 16 gennaio 2026 è stato inoltre firmato il closing per l’acquisizione del 50% più una quota di Knox Capital, con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2026. Entrambe le operazioni sono ampliamente descritte nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’esercizio”. In data 19 gennaio 2026, Azimut Group ha annunciato la firma per l’acquisizione in Brasile di una quota di maggioranza in Unifinance Group, realtà con una forte presenza nel wealth management nel segmento Ultra High Net Worth (UHNW) e una significativa penetrazione nel segmento dei clienti istituzionali (fondi pensione chiusi e compagnie di assicurazione). La transazione mira a rafforzare la presenza di Azimut in Brasile, consolidando la strategia globale del Gruppo di espansione nei mercati strategici, mantenendo un forte impegno sulla qualità e sulla creazione di valore a lungo termine. L’operazione prevede l’assegnazione di azioni di Azimut Holding S.p.A., senza esborso iniziale di cassa, e include un meccanismo di earn-out subordinato al conseguimento di specifici target di crescita concordati.
46 Area EMEA A seguito dell’ottenimento nel corso dell’Esercizio 2025 dell’autorizzazione da parte della Capital Market Authority (CMA) dell’Arabia Saudita, in Arabia Saudita è stata costituita nel mese di gennaio 2026 la società Azimut MENA che potrà operare come gestore patrimoniale autorizzato a livello locale. b. Esposizione dei dati Proforma al 31 dicembre 2025 Di seguito vengono esposti i valori di masse e raccolta netta al 31 dicembre 2025 puntuali e proforma per tipologia. I dati proforma sono inclusivi dell’effetto delle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital, i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1° gennaio 2026. Come descritto sopra nel mese di gennaio 2026 sono stati firmati i closing di entrambe le acquisizioni, con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2026. Ripartizione del patrimonio totale per tipologia Dati in milioni di euro 31/12/2025 Proforma NSI & Knox 31/12/2025 Fondi 49.316 3.165 46.151 Fondi alternativi 7.138 - 7.138 Gestioni Patrimoniali & Advisory 43.816 10.953 32.863 Azimut Life & Fondi Pensione 10.372 - 10.372 Affiliate strategiche 30.284 - 30.284 Patrimonio totale 140.926 14.117 126.808 Raccolta netta per tipologia Dati in milioni di euro 2025 Proforma NSI & Knox 2025 Fondi 12.895 3.165 9.730 Fondi alternativi 1.675 - 1.675 Gestioni Patrimoniali & Advisory 14.373 10.953 3.420 Azimut Life & Fondi Pensione 216 - 216 Affiliate strategiche 2.984 - 2.984 Totale raccolta netta 32.142 14.117 18.025 c. Approvazione e pubblicazione del bilancio consolidato Il progetto di bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato approvato e autorizzato alla pubblicazione dal Consiglio di Amministrazione del 5 marzo 2026.
47 14. Evoluzione prevedibile della gestione Alla luce dei risultati conseguiti e dell’impegno a proseguire nella propria strategia di crescita sostenibile, si ritiene che il risultato economico consolidato del Gruppo per l’esercizio 2026 sarà positivo. L’evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo sarà influenzata anche dall’andamento dei mercati finanziari, la cui volatilità risulta essere particolarmente influenzata dalla instabilità del quadro geopolitico e commerciale globale - con specifico riferimento al perdurare del conflitto in Ucraina, all’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente e alla crescente polarizzazione tra blocchi economici che alimenta politiche protezionistiche e restrizioni tecnologiche. Seppure lo scenario economico rimanga ancora incerto nelle prospettive future, la valutazione congiunta della posizione finanziaria, patrimoniale e reddituale storica ed attuale e del modello di business del Gruppo, induce a ritenere che non vi debbano essere incertezze circa la capacità del Gruppo di continuare a generare utili.
48 Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità 2025
49 Indice Informazioni Generali ............................................................................................................................ 52 Criteri generali per la redazione della Rendicontazione consolidata di sostenibilità ............................... 52 Orizzonti temporali ................................................................................................................................................ 53 Stime riguardanti la catena del valore .................................................................................................................. 53 Cause di incertezza nelle stime e nei risultati ....................................................................................................... 54 Modifiche nella redazione e nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità ed errori di rendicontazione in periodi precedenti ................................................................................................................... 54 Informative richieste da altre normative o da disposizioni in materia di rendicontazione di sostenibilità generalmente accettate ......................................................................................................................................... 54 Inclusione mediante riferimento............................................................................................................................ 54 Governance ............................................................................................................................................................................... 54 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate ................ 54 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ...................................... 59 Dichiarazione sul dovere di diligenza .................................................................................................................... 62 Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità...................................................... 62 Strategia, modello aziendale e catena del valore ...................................................................................................... 64 Analisi di doppia materialità ............................................................................................................................................. 73 Interessi e opinioni dei portatori di interessi ........................................................................................................ 73 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale...................... 77 Informazioni Ambientali ....................................................................................................................... 86 ESRS E1 - Cambiamenti Climatici .................................................................................................................................... 86 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ................................. 86 Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici ................................................................... 86 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima ....................................................................................................................................................................... 86 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale................... 87 Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi ............................ 87 Metriche e Azioni ................................................................................................................................................... 89 Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi ............................. 94 Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento Tassonomia (UE) 2020/852 ................................. 95 Informazioni Sociali .............................................................................................................................. 107 ESRS S1 - Forza lavoro propria ......................................................................................................................................107 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi ..................................................................................................... 107 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale................. 107 Politiche relative alla forza lavoro propria ........................................................................................................ 107 Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri ............................................................................................. 114 Processi per porre rimedio agli impatti negativi, compresi i canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni .................................................................................................................................... 115 Metriche e Azioni ................................................................................................................................................. 117 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti ............................................................................................... 129 ESRS S3 - Comunità interessate ..................................................................................................................................... 130 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi ..................................................................................................... 130 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale................. 130 Politiche relative alle comunità interessate ...................................................................................................... 131 Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti ............................................... 132 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni .................................................................................................................................. 134
50 Metriche e Azioni ................................................................................................................................................. 134 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti ............................................................................................... 141 ESRS S4 - Consumatori e utilizzatori finali ................................................................................................................142 Interessi e opinioni dei portatori di interessi .................................................................................................... 142 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale............. 142 Politiche relative ai consumatori e agli utilizzatori finali ................................................................................. 142 Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti ....................... 145 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni .................................................................................................................... 146 Metriche e Azioni ................................................................................................................................................. 147 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti ............................................................................................... 150 Informazioni sulla Governance......................................................................................................... 151 ESRS G1 - Condotta delle imprese.................................................................................................................................151 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo ......................................................................... 151 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti .............. 151 Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese ................................................................ 151 Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva ..................................................................... 154 Metriche e Azioni ................................................................................................................................................. 155 Casi di corruzione attiva o passiva ..................................................................................................................... 156 Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi .................................................. 156 Informazioni Entity Specific............................................................................................................... 157 Finanza sostenibile ..............................................................................................................................................................157 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale............. 157 Politiche in materia di finanza sostenibile......................................................................................................... 157 Metriche e azioni ................................................................................................................................................. 160 Allegati....................................................................................................................................................... 172 Allegato 1: Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell’impresa ............................................................................................................................................................................ 172 Allegato 2: Elenco degli elementi di informazione di cui ai principi trasversali e tematici derivanti da altri atti legislativi dell'UE ................................................................................................................................................177 Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni.............................................................................................................................................. 183
51 Highlights
52 Informazioni Generali Criteri generali per la redazione della Rendicontazione consolidata di sostenibilità Il Gruppo Azimut (di seguito anche “il Gruppo” o “Azimut”) ha redatto la presente Rendicontazione consolidata di Sostenibilità (di seguito anche “Rendicontazione”) ai sensi del D.lgs. 6 settembre 2024, n. 125 che attua nell’ordinamento nazionale la Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD) su base consolidata. La Rendicontazione consolidata di Sostenibilità è stata predisposta in applicazione degli standard ESRS, come definiti dal Regolamento Delegato (UE) 2023/2772. Il perimetro di rendicontazione dei dati e delle informazioni include le società che operano in tutti i Paesi in cui Azimut è presente, al fine di fornire una chiara e trasparente rappresentazione delle performance economiche, sociali e ambientali dell’intero Gruppo. Il perimetro di tale documento è così costituito da Azimut Holding S.p.A. (di seguito anche “Azimut Holding” o la “Holding”) e dalle società da essa controllate e consolidate integralmente al 31 dicembre 2025, come dettagliato all’interno del bilancio consolidato alla medesima data nella Sezione 5 – Area e metodi di consolidamento. In particolare, per la definizione del perimetro di rendicontazione, sono state escluse le società controllate con dipendenti pari a zero, in quanto non si ritiene che generino effetti significativi dal punto di vista ESG. In aggiunta, sono state escluse le società Indigo.AI, AZI First e Step 4 Business SpA. In conformità con quanto previsto dalla CSRD e dagli ESRS, tali esclusioni sono motivate dalla non significatività delle società rispetto al perimetro consolidato del Gruppo, in considerazione del loro ingresso nel Gruppo Azimut nel corso dell’esercizio, per un arco temporale limitato. La loro esclusione è riconducibile anche alle difficoltà operative riscontrate nel reperimento e nella validazione dei dati relativi, nonostante un approccio di best effort. Si evidenzia, inoltre, che, rispetto al perimetro relativo all’esercizio 2024, sono state incluse le società brasiliane Azify Ltda e AZ Quest Consultoria Ltda, in quanto nuove società costituite nel 2025, nonché le società Az Panorama Capital Ltda, Az Quest iNFRA Ltda, Az Quest Agro Ltda, AZ Guidance Gestão de Patrimônio Ltda, Azimut Brasil Assessores de Investimentos LTDA, Azimut Brasil Wealth Management Ltda e AZ Brasile Holding Ltda. L’inclusione di queste ultime società è conseguente a una riorganizzazione interna del personale delle società brasiliane intervenuta nel 2025, che ha comportato la presenza di un numero di dipendenti significativo, in coerenza con i criteri di definizione del perimetro sopra descritti. Si segnala che le informazioni relative alla Fondazione Azimut EFTS (Ente Filantropico del Terzo Settore), entità non inclusa nel perimetro di consolidamento del Gruppo, costituiscono aspetti qualitativi utili alla comprensione dell’interesse del Gruppo per il contesto sociale in cui si inserisce. Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Informazioni Sociali”, capitolo “ESRS S3 – Comunità locali”. Infine, si precisa che all’interno del Gruppo non vi sono società controllate aventi l’obbligo di predisporre una Rendicontazione consolidata di Sostenibilità su base individuale o consolidata, ai sensi degli Articoli 19a o 29a della Direttiva 2013/34/UE. La presente Rendicontazione, suddivisa in cinque sezioni ovvero Informazioni Generali, Informazioni Ambientali, Informazioni Sociali, Informazioni di Governance e Informazioni Entity Specific, presenta i contenuti necessari alla comprensione degli impatti del Gruppo in
53 merito alle questioni di sostenibilità, nonché le informazioni utili alla comprensione del modo in cui le tematiche ambientali, sociali e di governance influiscono sull’andamento del Gruppo, sui suoi risultati e sulla sua situazione patrimoniale. Tali informazioni si riferiscono pertanto alle questioni di sostenibilità ritenute rilevanti per il Gruppo e la propria catena del valore, comprese le informazioni concernenti i propri prodotti e servizi, i rapporti commerciali, il modello di business applicato e le modalità con le quali Azimut crea e conserva il valore generato attraverso i propri servizi, nel breve, medio e lungo periodo. Ciò include la valutazione di materialità degli impatti, rischi e opportunità (IRO) relativamente alle proprie attività e lungo la catena del valore, sia a monte che a valle, rappresentata rispettivamente dai fornitori e dalla clientela/prodotti/servizi del Gruppo. La valutazione è accompagnata da una descrizione delle politiche, delle azioni intraprese per la loro gestione e delle relative metriche, includendo anche gli attori coinvolti lungo catena del valore. Il Gruppo ha fornito informazioni su politiche, azioni e obiettivi relativi alla propria catena del valore utilizzando dati già disponibili internamente o reperibili pubblicamente. Orizzonti temporali Il Gruppo adotta gli orizzonti temporali definiti dall'ESRS 1, sezione 6.4 “Definizione di breve, medio e lungo periodo a fini della rendicontazione”, e quindi definisce: breve periodo: il periodo adottato dall'impresa come periodo di riferimento dei propri bilanci, pari a 12 mesi; medio periodo: fino a cinque anni dalla fine del periodo di riferimento definito al punto precedente; lungo periodo: oltre i cinque anni. Stime riguardanti la catena del valore Il Gruppo Azimut si è avvalso di stime e fonti indirette per la rendicontazione delle metriche relative allo standard ESRS E1, con specifico riferimento ai consumi energetici e alle emissioni di gas ad effetto serra (GES) di Scope 3 afferenti alla catena del valore a valle (i.e. categoria 15 del GHG Protocol). L’utilizzo di stime e fonti indirette è dettato dalla numerosità dei rapporti di business intrattenuti dal Gruppo, dalla complessità generata dalla raccolta di tali dati e dalla relativa attendibilità. Per il calcolo delle emissioni di GES di Scope 3 afferenti alla catena del valore a valle, il Gruppo ha effettuato un esercizio di raccolta e consolidamento dei dati relativi alle emissioni di CO2 delle società detenute nei portafogli dei prodotti e servizi offerti da Azimut, avvalendosi delle informazioni reperite dall’info-provider MSCI ESG Research. Per il calcolo dei consumi energetici si precisa inoltre che il Gruppo Azimut ha fatto ricorso a stime per un numero limitato di entità del Gruppo, in considerazione della presenza di soluzioni di co-working, che comportano la condivisione degli spazi ufficio e rendono complessa l’attribuzione puntuale dei consumi energetici riferibili esclusivamente agli spazi effettivamente occupati e utilizzati dalle entità del Gruppo Azimut. L’utilizzo di standard di calcolo riconosciuti a livello nazionale e internazionale, nonché di specifici approcci settoriali, ha consentito di limitare il rischio di inaccuratezza del dato. Si precisa che, in ogni caso, il ricorso a stime e fonti indirette è stato limitato ai casi sopra descritti; il Gruppo e le proprie funzioni predisposte al calcolo delle metriche di impatto valutano su base continuativa le possibilità di incrementare la qualità dei dati. Maggiori dettagli sono descritti all’interno della sezione “Informazioni ambientali”, capitolo “ESRS E1 – Cambiamenti climatici”.
54 Cause di incertezza nelle stime e nei risultati Si precisa che nella presente Rendicontazione è stato limitato, ove possibile, il ricorso a stime basate su proxy e dati di settore che, se presenti, sono opportunamente segnalate e accompagnate da informazioni contestuali. Modifiche nella redazione e nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità ed errori di rendicontazione in periodi precedenti L’anno fiscale 2024 ha rappresentato il primo anno di applicazione della normativa CSRD e di implementazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità in accordo con gli standard European Sustainability Reporting Standards (ESRS). Per l’esercizio 2025, Azimut ha operato in continuità con l’anno precedente, garantendo la coerenza delle informazioni fornendo dati qualitativi e quantitativi utili a consentire una migliore comprensione dei nuovi temi rilevanti e delle metriche associate. Si sottolinea, inoltre, che all’interno del presente documento per le metriche quantitative è stato reso disponibile il dato comparativo. Informative richieste da altre normative o da disposizioni in materia di rendicontazione di sostenibilità generalmente accettate Il Gruppo Azimut include all’interno della propria Rendicontazione consolidata di Sostenibilità altri quadri normativi in materia di reporting di sostenibilità diversi dalla Direttiva (UE) 2022/2464. In particolare, Azimut è soggetta agli obblighi di informativa richiesti dal Regolamento (UE) 2020/852 del 18 giugno 2020 (cd. Tassonomia Europea) e dai Regolamenti delegati (UE) 2021/2178, (UE) 2021/2139, (UE) 2022/1214, (UE) 2023/2486 ad esso collegati. Tale informativa è riportata all’interno del capitolo “Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento Tassonomia (UE) 2020/852”. Inclusione mediante riferimento Per quanto concerne la Rendicontazione consolidata di Sostenibilità relativa all’anno fiscale 2025, il Gruppo Azimut non si è avvalso dell’opzione di inclusione mediante riferimento, in continuità con l’anno precedente. Governance Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate La Capogruppo Azimut Holding S.p.A. si avvale di una struttura tradizionale di Governance, composta dall’Assemblea degli Azionisti, dal Consiglio di Amministrazione (CdA), al quale sono affidate funzioni amministrative e gestorie, e dal Collegio Sindacale, a cui sono affidate funzioni di controllo sull’amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione, in particolare, è l’organo investito di tutti i più ampi poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Società (con esclusione di quelli riservati per legge all’Assemblea). Il 30 aprile 2025, l’Assemblea degli Azionisti di Azimut Holding ha deliberato la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione in carica per il periodo 2025-2027. Il Consiglio di Amministrazione è composto da 10 membri, 5 donne (50%) e 5 uomini (50%), , con un rapporto di diversità di genere pari al 50%. In aggiunta, il 70% (7 membri) sono membri non- esecutivi, incluso il presidente, mentre 3 membri sono esecutivi. Inoltre, un elemento di grande importanza è rappresentato dalla presenza di metà dei consiglieri, 5 su 10 (50%), in possesso di requisiti di indipendenza. Tutti i consiglieri sono espressione, inoltre, della lista di Timone Fiduciaria, la società che riunisce gli azionisti aderenti al patto di sindacato Azimut Holding, fatta eccezione per un Consigliere Indipendente espressione della lista di minoranza. Un quinto dei membri del Consiglio di Amministrazione sono dipendenti del Gruppo (2 Amministratori
55 Delegati). Inoltre, nel corso di ogni mandato, il Consiglio di Amministrazione include abitualmente due consulenti finanziari della società controllata Azimut Capital Management SGR S.p.A. (di seguito anche “Azimut Capital Management”), in rappresentanza della rete distributiva del Gruppo, uno di essi con durata per un solo esercizio. Le competenze che caratterizzano i membri del CdA sono principalmente di tipo economico- finanziario, con una specializzazione in ambito private equity e investment banking, contabile, legale e in materia di comunicazione. Per ulteriori approfondimenti in merito alle competenze dei membri del CdA, si rimanda alla sezione “Governance” del sito internet del Gruppo (www.azimut-group.com/governance). Il Consiglio di Amministrazione, sempre in linea con il Codice per la Corporate Governance, ha istituito due comitati interni con funzioni propositive e consultive: il Comitato Rischi e Controllo e il Comitato per le Remunerazioni. Ad essi, si aggiunge anche il Comitato di Sostenibilità: ESG, SRI, CSR (di seguito anche “Comitato di Sostenibilità”) che svolge un ruolo propositivo e consultivo verso il CdA per la gestione degli aspetti di sostenibilità. Il Comitato Rischi e Controllo è composto da 3 membri, di cui due donne (67%) e un uomo (33%), tutti indipendenti (100%) e non-esecutivi (100%, con un mandato di carica per 3 anni, e appartenenti alla lista di Timone Fiduciaria. Il Comitato possiede adeguate competenze relativamente al settore di attività ed alle principali aree geografiche in cui opera il Gruppo, finalizzate alla valutazione dei relativi rischi, nonché conoscenze ed esperienze in materia contabile e di gestione finanziaria e/o dei rischi. Anche il Comitato Remunerazioni è composto da 3 membri, di cui 2 donne (67%) e 1 uomo (33%), indipendenti (100%), non-esecutivi (100%) e appartenenti alla lista di Timone Fiduciaria, con competenze adeguate a supportare il Consiglio di Amministrazione nelle politiche di remunerazione. Infine, il Comitato di Sostenibilità è composto da 4 membri, di cui 2 donne (50%) e 2 uomini (50%) di cui un componente indipendente e non esecutivo (25%), in carica per tre esercizi avente competenze adeguate a supportare il Consiglio di Amministrazione nella gestione delle tematiche ambientali, sociali e di governance. Con riferimento al Collegio Sindacale, si precisa che quest’ultimo è composto da 5 membri, di cui 3 donne (60%) e 2 uomini (40%), in carica per 3 esercizi, e si caratterizza per competenze legate alla contabilità e alla revisione finanziaria, in ossequio alle funzioni di controllo attribuite a tale organo societario. Il 60% dei membri appartiene alla lista di Timone Fiduciaria. I presidi di governance sono quelli imposti dalla normativa di settore che è, in materia, molto pervasiva. In particolare, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha adottato una specifica procedura per disciplinare, in conformità a quanto previsto dall’art. 2391-bis del Codice Civile, nonché dal Regolamento e successive modifiche, le Operazioni con Parti Correlate poste in essere direttamente dalla Società o per il tramite di società controllate. Il fine di tale procedura è quello di assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale di tali operazioni. Per ulteriori informazioni circa i presidi adottati si rimanda al Bilancio consolidato, , reperibile alla sezione “Financial Statements And Presentations” contenuta nella pagina “Investor Relations” del sito internet di Gruppo accessibile al seguente link www.azimut- group.com, nonché alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari ai sensi dell’art. 123bis del Testo Unico della Finanza, disponibile in allegato al Bilancio di Esercizio (nonché accessibile alla sezione “About us-Governance” del sito internet del Gruppo: www.azimut- group.com).
56 Per quanto riguarda le modalità di selezione e nomina del Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A., l’art 18. dello Statuto Societario disciplina tali aspetti al fine di garantire una procedura di nomina trasparente e una composizione equilibrata ed indipendente del massimo organo societario in conformità alla normativa vigente. Gli Amministratori sono nominati dall'Assemblea sulla base di liste presentate dagli azionisti che siano complessivamente titolari di azioni con diritto di voto rappresentanti almeno un quarantesimo del capitale sociale o, se inferiore, la diversa percentuale prevista dall'art. 144-quater del Regolamento Emittenti CONSOB e pubblicata dalla CONSOB ai sensi dell'art. 144-septies del medesimo Regolamento. Ciascuna lista deve contenere e indicare espressamente la candidatura di almeno un soggetto in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci e di almeno due soggetti nel caso in cui l'Assemblea determini un numero di Amministratori superiore a sette. Ogni lista deve indicare candidati di entrambi i sessi, ad eccezione delle liste che hanno un numero di candidati inferiore a tre. Il Consiglio di Amministrazione - ai sensi del combinato disposto dell'art. 147-ter, comma 4, dell'art. 148, comma 3, del TUF e dei criteri stabiliti dal Codice di Corporate Governance, sulla base delle informazioni e delle dichiarazioni fornite dagli interessati e delle informazioni a sua disposizione - valuta la sussistenza del requisito di indipendenza (i) dopo la nomina di un nuovo Amministratore che si qualifichi come indipendente; (ii) nel corso del mandato, qualora si verifichino circostanze che incidano sull'indipendenza; (iii) con cadenza annuale per tutti gli Amministratori indipendenti. Prima di procedere all'accertamento del requisito di indipendenza ai sensi dell'art. 148 del TUF e del Codice di Autodisciplina per gli Amministratori che hanno dichiarato di essere indipendenti e per i Sindaci, il Consiglio di Amministrazione ha stabilito i criteri per valutare la rilevanza delle eventuali relazioni commerciali, finanziarie e professionali esistenti tra il soggetto e la Società, in conformità a quanto previsto dalla Raccomandazione n. 7 del Codice. Lo Statuto Sociale prevede anche criteri per la composizione delle liste al fine di garantire il rispetto dell'equilibrio tra i generi. Per maggiori dettagli circa le procedure ed i meccanismi di nomina si rimanda allo Statuto Sociale disponibile alla sezione “Governance” del sito internet del Gruppo al seguente link www.azimut-group.com. Con riferimento al Comitato di Sostenibilità di Azimut Holding S.p.A., il Consiglio di Amministrazione conferisce ruoli propositivi e consultivi per la gestione degli aspetti di sostenibilità (ESG) e ne definisce la periodicità, comunque non inferiore a due volte l’anno, con la quale il Comitato di Sostenibilità deve riferire al CdA circa l’attività svolta nell’esercizio delle proprie funzioni. In particolare, il Comitato di Sostenibilità ha l’obiettivo di coordinare e presidiare le strategie ESG e altri aspetti di sostenibilità all’interno del Gruppo, grazie alle seguenti mansioni: supportare gli Organi Collegiali nella definizione delle politiche e strategie ESG; collaborare con le altre strutture del Gruppo per una adeguata considerazione degli aspetti sociali, ambientali, inclusi quelli legati al cambiamento climatico nello sviluppo dei business; supportare la predisposizione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità del Gruppo Azimut ove necessario, definendo tempistiche e attività propedeutiche; supportare il management nell’individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO) nella catena del valore di Azimut Holding e supervisionare il processo di analisi di doppia materialità, esaminare le tematiche rilevanti da trattare nella Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità individuate sulla base degli IRO rilevanti identificati a valle dell’analisi di doppia materialità;
57 supportare il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A. nell’approvazione della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità; contribuire al dialogo con gli stakeholder sui temi di competenza; supportare il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle linee guida in materia sociale e ambientale elaborando, con le strutture interessate, piani pluriennali di azione e monitorandone l’attuazione; supportare le attività di formazione e comunicazione sui temi sociali e ambientali. Il Comitato è supportato da una struttura operativa denominata Comitato di Supporto alla Sostenibilità, composta da risorse del Gruppo con competenze trasversali che si occupano di aspetti legati alla sostenibilità. Tale struttura supporta operativamente il Comitato di Sostenibilità nella definizione, implementazione e monitoraggio delle iniziative e progettualità identificate in ambito di sostenibilità definite dal Comitato. Nello svolgimento delle proprie attività, il Comitato di Supporto alla Sostenibilità opera in raccordo con le funzioni aziendali competenti e, previa autorizzazione del Comitato di Sostenibilità, può avvalersi del coinvolgimento diretto e/o del supporto di funzioni aziendali di volta in volta funzionali al loro svolgimento. A testimonianza della crescente importanza che i fattori di sostenibilità rivestono per il Gruppo e le sue società controllate, si evidenzia che anche la società Azimut Capital Management, vigilata da Banca d’Italia e Consob, ha istituito un proprio Comitato di Sostenibilità. Il Comitato, nominato dal Consiglio di Amministrazione della società, si riunisce con frequenza almeno trimestrale ed è composto dai rappresentanti delle funzioni investimenti delle gestioni collettive, delle gestioni patrimoniali, dei Fondi Pensione e del Servizio di Consulenza, nonché dai rappresentanti delle funzioni Compliance Risk, Prodotti, IT, Operation, Commerciale e Marketing. Tra i principali compiti e funzioni del Comitato di Sostenibilità di Azimut Capital Management figura il supporto al Consiglio di Amministrazione e al Comitato Investimenti in riferimento alle tematiche ESG connesse alle attività di investimento e alle politiche per l’esercizio dei diritti di voto nei confronti delle società oggetto di investimento. Inoltre, il Comitato esprime pareri rispetto alla Policy ESG della società e ne monitora l’implementazione, proponendo eventuali modifiche alla policy stessa. Esso è incaricato, altresì, di definire ed aggiornare gli approcci e le metodologie adottate in ambito ESG, con il supporto della funzione Risk Management e di proporre al Consiglio di Amministrazione modifiche inerenti ai prodotti che consentano l’inclusione dei medesimi tra quelli che promuovono caratteristiche ambientali e/o sociali ai sensi dell’Art. 8 del Regolamento 2019/2088 (SFDR) o che promuovono investimenti sostenibili ai sensi dell’art. 9 del Regolamento SFDR. In aggiunta, il Comitato ha la facoltà di esprimere pareri sulla valutazione di inclusione ed esclusione di emittenti e fondi, in merito alle valutazioni elaborate internamente dal Comitato Investimenti; i pareri del Comitato, qualora differenti, prevalgono su quelli espressi dai Comitati di investimento di Azimut Capital Management. Si evidenzia che al termine del 2025 si è concluso l’orizzonte temporale dei Piani di Azione ESG triennali vigilati da Banca d’Italia sui rischi climatici e ambientali. Nel triennio di riferimento il Consiglio di Amministrazione di Azimut Capital Management e di Azimut Libera Impresa SGR S.p.A. (di seguito anche “Azimut Libera Impresa”) hanno portato avanti l’obiettivo di procedere all’integrazione dei rischi climatici e ambientali nei sistemi di governo e controllo, nel modello di business e nella strategia aziendale, nel sistema organizzativo e nei processi operativi, nel sistema di gestione dei rischi e nell’informativa al mercato della società. In particolare, i Piani ESG hanno accompagnato l’evoluzione dell’assetto di governance, dei processi di investimento,
58 del sistema di gestione dei rischi e dell’informativa al mercato, consolidando un framework ESG coerente con l’evoluzione del contesto regolamentare e delle prassi di mercato. Con riferimento al processo di predisposizione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, i membri del Consiglio di Amministrazione e del Comitato di Sostenibilità di Azimut Holding S.p.A., insieme ad altri portatori di interesse del Gruppo, partecipano attivamente al processo di analisi di doppia materialità, funzionale all’identificazione e alla gestione degli impatti di Azimut su economia, ambiente e persone, oltre ad essere coinvolti nella valutazione dei rischi e delle opportunità potenzialmente rilevanti. In particolare, i Membri del Comitato di Sostenibilità supervisionano l’intero processo di analisi di doppia materialità, e, a valle del processo, esaminano e approvano gli esisti della valutazione degli IRO, predisposti dal Comitato di supporto alla Sostenibilità, chiedendo integrazioni ove necessario. Successivamente, il Consiglio di Amministrazione è coinvolto nella valutazione delle tematiche materiali e approva, con cadenza annuale, l’analisi condotta e i risultati ottenuti. Per maggiori informazioni in merito all’analisi di materialità, si rimanda al capitolo “Analisi di doppia materialità” della presente sezione, nell’ambito del quale viene illustrato il processo che consente di identificare i temi da rendicontare attraverso la Rendicontazione consolidata di Sostenibilità. Rispetto a quanto sopra descritto, al fine di garantire che gli Amministratori assumano decisioni pienamente consapevoli, il Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione prevede che quest’ultimi - se necessario o opportuno - partecipino a iniziative volte a fornire loro un’adeguata conoscenza dei settori di attività in cui opera la Società, delle dinamiche aziendali e delle tematiche ESG. Pertanto, gli Amministratori e i Sindaci indipendenti sono coinvolti, con cadenza annuale, in specifici programmi di formazione anche su temi di sostenibilità. Inoltre, il Gruppo si impegna a comunicare i principi ambientali, sociali e di governance descritti all’interno della Politica di Sostenibilità, mediante attività di sensibilizzazione, formazione e informazione, agli organi sociali e a tutte le persone legate da rapporti di lavoro con le società del Gruppo, nonché in generale a tutti gli stakeholders. In aggiunta, il Gruppo prevede lo sviluppo di competenze adeguate a supervisionare le questioni di sostenibilità, mediante l’organizzazione da parte delle strutture preposte di sessioni di formazione ad hoc nel corso dell’anno per il personale dipendente. In generale, nel corso del 2025, la Società Up2You ha organizzato alcune sessioni di formazione per i dipendenti di Azimut Holding S.p.A. e delle società controllate soggette alle normative europee in materia di sostenibilità, maggiormente dettagliate nella sezione “Informazioni Sociali”, capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria”. Inoltre, per i membri del consiglio di amministrazione, sindaci e dirigenti delle già menzionate società sono state erogate 3 sessioni formative. Le sessioni di formazione sono state tenute da docenti di Altis Advisory, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed hanno approfondito i seguenti temi (i) ESG Compliance & Strategy (Dal Framework normativo all’Implementazione operativa) (ii) ESG Impact Investing (Strumenti, Metriche e Modelli per Creare Valore) (iii) Climate Risk Management (Strumenti per Investitori e Imprese). In aggiunta, le società del Gruppo si avvalgono di società di consulenza e di ricerca di primario standing, in forza di contratti di assistenza, consulenza e supporto, al fine di sviluppare nell’ambito della forza lavoro propria competenze attinenti alle aree ambientale, sociale e di governance.
59 Infine, con riferimento al processo di predisposizione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, inclusa l’analisi di doppia materialità, il Gruppo ha definito le responsabilità di ciascun organo/funzione nell’ambito della Procedura di reporting di sostenibilità ex D. lgs. 125/2024 del Gruppo Azimut. In particolare, in aggiunta a quanto sopra dettagliato, il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A., tramite l’apposizione della firma del Dirigente Preposto, approva la presente Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, revisionando e validando le informazioni ivi riportate. Per un maggiore dettaglio sulla lista degli impatti, rischi e opportunità affrontati dagli organi di amministrazione, direzione e controllo o dai loro relativi comitati durante il periodo di riferimento, si rimanda alla Tabella 01 – Elenco degli IRO Rilevanti. Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione Azimut Holding S.p.A. si è dotata di una Politica di Remunerazione e incentivazione con l’obiettivo di creare e applicare un corpo procedurale di politiche retributive che - sia a livello di Capogruppo sia a livello di entità sottostanti - sia efficace, efficiente e funzionale, proporzionato alle esigenze delle diverse entità. Tale Politica, che tiene conto anche delle valutazioni e dei voti espressi dagli azionisti nel corso dell’assemblea, è frutto di un processo di miglioramento continuo volto a rafforzare il dialogo con gli investitori, nella consapevolezza dell'importanza che i sistemi di remunerazione e incentivazione rivestono nell'ambito della governance complessiva. Il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A. è responsabile della corretta applicazione della Politica e riesamina la stessa con una cadenza almeno annuale definendo, con il supporto del Comitato per la Remunerazione, delle funzioni aziendali competenti e del Collegio Sindacale, i sistemi di remunerazione degli organi di amministrazione e controllo, dei dirigenti con responsabilità strategiche, includendo gli obiettivi individuali da raggiungere per tali ruoli aziendali. Per maggiori informazioni sul processo di elaborazione delle politiche retributive e di determinazione della retribuzione, e delle sue componenti, si rinvia alla Politica di Remunerazione e incentivazione ed alla Relazione sulla Remunerazione consultabili alla sezione “Governance” del sito internet del Gruppo al seguente link www.azimut-group.com. Nello specifico, la Politica di Remunerazione e incentivazione disciplina i criteri di determinazione dei compensi dei membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale tenendo in considerazione: il bilanciamento e la proporzione tra la componente fissa e quella variabile (legata ai risultati conseguiti, attraverso sistemi di valutazione legati al raggiungimento di obiettivi economico-finanziari e non) della remunerazione; i principi di dettaglio, previsti con riferimento alla remunerazione variabile del “personale più rilevante”, in relazione al pagamento di una quota in strumenti finanziari, ai meccanismi di differimento e di retention; la previsione di clausole di malus/clawback, a fronte delle quali la remunerazione assegnata e/o erogata può essere ridotta, azzerata o richiesta di restituzione in caso, tra l'altro, di eventi avversi relativi all'andamento della società di volta in volta considerata o ai comportamenti tenuti dal personale. A questi si aggiungono i seguenti parametri: la componente variabile collegata ai risultati conseguiti, attraverso sistemi di valutazione connessi al raggiungimento di obiettivi economico/finanziari e non finanziari sia annuali che pluriennali, di sviluppo del business ed operativi, definiti per contribuire alla strategia
60 aziendale, al perseguimento degli interessi e alla sostenibilità della società anche nel lungo termine; la previsione di limiti quantitativi sulle somme da erogarsi in caso di scioglimento anticipato del rapporto o cessazione dalla carica in base alle previsioni di legge. In particolare, il sistema retributivo di Azimut viene definito in coerenza con gli obiettivi ed i valori aziendali, le strategie di lungo periodo e le politiche di gestione del rischio ed è articolato in (i) una componente fissa, che remunera il ruolo, le responsabilità allo stesso attribuite e delle competenze manageriali e tecniche possedute nella copertura dei ruoli assegnati, al fine di garantire la continuità manageriale e di perseguire efficaci politiche di equità retributiva interna e di competitività nei confronti del mercato esterno, e (ii) una componente variabile, valutata - assumendo un periodo di valutazione almeno annuale - con un approccio che tiene conto dei risultati conseguiti dai singoli individui, di quelli ottenuti dalle strutture in cui questi operano e dei risultati del Gruppo nel suo complesso in una prospettiva di lungo termine. Come previsto dalla Politica di Remunerazione di Gruppo, la componente variabile annuale della remunerazione degli Amministratori Delegati include, all’interno di obiettivi qualitativi, anche una componente legata ad obiettivi strategici e ESG, ovvero obiettivi legati alla sostenibilità, intesa come capacità di generare e mantenere valore per tutti gli stakeholder nel medio-lungo periodo. Con riferimento ai piani short-term, a ciascun obiettivo vengono associati dei “pesi”, che ne definiscono la rilevanza rispetto al totale degli obiettivi, e dei livelli di performance (minimi, target e massimi) espressi attraverso parametri appropriati. Vengono inoltre definiti, per ciascun obiettivo, il posizionamento dei risultati attesi rispetto ai livelli di performance previsti. Annualmente, viene verificato il livello di performance raggiunto e ponderato rispetto al peso assegnato all’obiettivo, secondo un modello generale e standardizzato. La misura della componente variabile a breve termine della remunerazione - subordinata, come detto, al conseguimento di un gate d’accesso a livello di Gruppo - è correlata ad indicatori che prendono in considerazione, tra l’altro, la performance a livello complessivo di Gruppo. In una prospettiva di sana e prudente gestione, nonché di ottimale contenimento dei rischi in linea con un obiettivo di crescita sostenibile, i criteri posti a fondamento della misura della componente variabile sono di natura tanto quantitativa (quali obiettivi di budget, riduzione dei costi etc.), quanto qualitativa (quali conformità a codici di condotta e auto-regolamentazione interna, raggiungimento di obiettivi strategici, partecipazione attiva a training professionale, permanenza all’interno del Gruppo, qualità del lavoro, etc.), da valutarsi tenendo conto delle concrete competenze e mansioni attribuite al singolo soggetto all’interno della Holding nonché delle singole società del Gruppo, anche al fine di utilizzare variabili di misurazione della performance il più possibile coerenti con il livello decisionale del medesimo. Gli obiettivi individuali vengono formalizzati annualmente, sia in schede personali che in piani di remunerazione variabile per specifiche attività. Per quanto riguarda le schede personali degli amministratori esecutivi sono stati fissati obiettivi sia quantitativi sia qualitativi. Tra gli obiettivi quantitativi si rilevano: target legato all’utile netto di Gruppo; target legato alle attività di raccolta della rete di Consulenti Finanziari a livello globale; crescita delle masse legate ai private markets. Mentre tra quelli qualitativi si possono annoverare:
61 leadership: espressa attraverso la diffusione dei valori fondativi, la delega e il controllo per la crescita dei collaboratori e il contributo attivo al lavoro di squadra con gli altri Amministratori Delegati. Comprende la gestione delle risorse umane, la comunicazione della strategia del Gruppo e le relazioni con investitori istituzionali, proxy advisor e stakeholder. Infine, si focalizza sul miglioramento continuo dei canali di comunicazione per garantire efficacia e trasparenza; contributo strategico: manifestato nell’innovazione del modello di business, nella diversificazione geografica e nell’evoluzione organizzativa. Inoltre, include il supporto ai cambiamenti del business model e l’avanzamento di progetti in linea con i parametri di sostenibilità ESG; obiettivi di sostenibilità ed ESG: concretizzati attraverso l’assicurazione di pari opportunità di genere e parità retributiva, diffondendo le migliori pratiche ESG all’interno del Gruppo e presso le consociate. Comprendono il rispetto del benessere e della sicurezza dei collaboratori, la promozione delle raccomandazioni del Comitato di Sostenibilità e il monitoraggio dell’aggiornamento delle Policy di Gruppo per garantirne la compliance. Inoltre, mirano al miglioramento dell’indice di sostenibilità MSCI, all’influenza positiva sui business partner internazionali per il rispetto dei criteri ESG e alla formazione continua su questi principi, coinvolgendo l’intera organizzazione e la rete dei Consulenti Finanziari. Anche le condizioni di performance del piano di incentivazione a lungo termine (LTI Plan) degli Amministratori Delegati sono connesse ad obiettivi di sostenibilità. Si specifica che, per quanto riguarda il piano short-term, la componente ESG ha un peso del 15% mentre nel LTI il peso è del 20%. Infine, alcune società del Gruppo Azimut si sono dotate di politiche di remunerazione coerenti con le normative vigenti nei diversi Paesi nei quali il Gruppo opera condividendo valori, principi e punti fermi che hanno guidato la crescita del Gruppo, e continueranno a guidare la sua mission con l’obiettivo di un costante sviluppo: integrità, equilibrio, meritocrazia e creazione di valore. La trasposizione di tali valori nelle realtà aziendali che compongono il Gruppo, rappresenta un elemento imprescindibile per soddisfare al meglio le esigenze di tutti gli stakeholder che gravitano attorno all’universo Azimut, tanto a livello interno, quanto a livello esterno. Per questo motivo, la funzione primaria della Politica di Remunerazione è motivare, incentivare e premiare i soggetti che, a vario titolo, mettono fruttuosamente la propria esperienza e competenza al servizio del Gruppo, in modo tale da essere partecipi, in prima persona, del suo sviluppo. Allo stesso tempo, un adeguato ed equilibrato assetto del sistema remunerativo è parte imprescindibile della complessiva struttura di governance: presidio fondamentale per tutti coloro che percepiscono il Gruppo come un punto di riferimento nel garantire la qualità dell’ampia gamma di servizi prestati, secondo una impostazione avente al proprio centro la tutela, la soddisfazione e la protezione della clientela, e che è sempre più vocata all’internazionalizzazione.
62 Dichiarazione sul dovere di diligenza Elementi chiave della due diligence Paragrafi della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità Integrare il dovere di diligenza nella governance, nella strategia e nel modello aziendale ESRS 2 GOV-2 - Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate ESRS 2 GOV-3 - Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ESRS 2 SBM-1 - Strategia, modello aziendale e catena del valore ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Coinvolgimento dei portatori di interessi ESRS 2 GOV-2 - Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori di interessi ESRS 2 IRO-1 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2 MDR-P - Trattazione delle politiche relative alle tematiche materiali nei vari ESRS tematici ESRS S1 - Forza lavoro propria - Processi per coinvolgere i lavoratori propri ESRS S3 - Comunità interessate - Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti ESRS S4 - Consumatori e utilizzatori finali - Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti Identificare e valutare gli impatti negativi sulle persone e sull’ambiente ESRS 2 IRO-1 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale; E1 - ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima; ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale E1- ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Entity Specific – Finanza Sostenibile Intervenire per far fronte agli impatti negativi sulle persone e sull'ambiente ESRS 2 MDR-A - Trattazione delle azioni relative alle tematiche materiali nei vari ESRS tematici Monitorare l'efficacia di tali sforzi ESRS 2 MDR-T - Trattazione dei target relativi alle tematiche materiali nei vari ESRS tematici ESRS tematici - Trattazione delle metriche nei vari ESRS tematici (“Metriche e Azioni”) Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità Per ottimizzare il processo di controllo interno relativamente alla Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, il Gruppo ha adottato un sistema dedicato. Il Sistema di Controllo Interno
63 sull’Informativa di Sostenibilità (SCIIS) del Gruppo Azimut è un framework strutturato che integra regole, funzioni, strutture organizzative, risorse, processi e procedure, con l'obiettivo di garantire una gestione aziendale responsabile e prudente in materia di sostenibilità. L'obiettivo principale di tale sistema è assicurare il conseguimento di specifiche finalità, tra cui: l’efficacia e l’efficienza dei processi aziendali interni atti alla stesura e predisposizione della Rendicontazione consolidata di sostenibilità; l’affidabilità, la qualità e la sicurezza delle informazioni aziendali da rendicontare; la conformità dell’operatività aziendale alle disposizioni normative e regolamentari in ambito di sostenibilità, nonché alle politiche, ai regolamenti e alle procedure interne. Il Gruppo Azimut ha pertanto identificato i principali rischi (operativo, reputazionale e di conformità) relativi al processo di predisposizione dell’Informativa di Sostenibilità, basandosi sul criterio temporale in cui gli stessi possono manifestarsi durante le fasi del processo di reporting. In conformità alla normativa vigente in materia di sostenibilità, ha adottato un processo volto a istituire e mantenere l’efficacia del Sistema di Controllo Interno sull’Informativa di Sostenibilità (SCIIS), il quale ha l'obiettivo di assicurare l’attendibilità dell’informativa di sostenibilità e la sua aderenza ai principi di rendicontazione di riferimento. Nello specifico, il SCIIS si articola in tre principali tipologie di controllo: 1. controlli sugli elementi strutturali del Sistema dei Controlli Interni, volti a definire un contesto organizzativo che garantisca l’esecuzione e il monitoraggio delle attività di processo in coerenza con gli obiettivi stabiliti dal management; 2. controlli di coerenza e accuratezza, anche tramite l’impiego di strumenti informatici, finalizzati a gestire adeguatamente la predisposizione e redazione del report di sostenibilità; 3. controlli di completezza e presentazione durante tutto il processo di stesura e predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità del Gruppo Azimut. A rafforzare ulteriormente il presidio del sistema di controllo interno concorre il Dirigente Preposto, il cui ruolo è fondamentale per garantire l’affidabilità dell’informativa contabile e finanziaria. Il sistema di controllo interno è inoltre soggetto a un costante aggiornamento e adeguamento, in funzione dell’evoluzione dell’operatività aziendale e del contesto di riferimento. I rischi identificati nell’ambito del processo di predisposizione dell’Informativa di Sostenibilità sono presi in carico attraverso un sistema di controlli interni secondo quanto previsto dalla Procedura di reporting di Gruppo, che coinvolge le funzioni aziendali competenti e si integra nei processi organizzativi atti a predisporre il presente documento. Inoltre, i risultati delle attività di identificazione dei rischi e delle eventuali criticità emerse negli esercizi precedenti vengono considerati ai fini dell’aggiornamento e del rafforzamento del Sistema di Controllo Interno sull’Informativa di Sostenibilità. Tale approccio consente di presidiare in modo continuativo l’affidabilità, la completezza e la coerenza delle informazioni rendicontate, contribuendo ad una Dichiarazione Consolidata di Sostenibilità chiara, trasparente e supportata da adeguati livelli di controllo. Si precisa che il Gruppo ha avviato un percorso di implementazione graduale del Sistema di Controllo Interno sull’Informativa di Sostenibilità (SCIIS), in fase di consolidamento.
64 Strategia, modello aziendale e catena del valore Azimut è un gruppo indipendente e una realtà globale nell’Asset Management, Wealth Management, Investment Banking e nel Fintech, al servizio di privati e imprese, con un portafoglio complessivo di € 126,8 miliardi a fine dicembre 2025 5 . La Capogruppo Azimut Holding S.p.A. è quotata alla Borsa di Milano dal 7 luglio 2004 (AZM.IM) ed è inclusa nell’indice FTSE MIB. Il Gruppo comprende numerose società attive nella promozione, nella gestione e nella distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi, aventi sede in Italia, Arabia Saudita, Australia, Brasile, Cile, Cina e Hong Kong, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Irlanda, Lussemburgo, Marocco, Messico, Monaco, Portogallo, Singapore, Svizzera, Taiwan, Turchia e USA. In Italia, Azimut Capital Management SGR S.p.A. opera nella promozione e gestione di fondi comuni di diritto italiano, di fondi di investimento alternativi di diritto italiano, di fondi pensione aperti e nella gestione, su base individuale, di portafogli di investimento per conto di terzi. Azimut Capital Management cura, inoltre, la distribuzione dei prodotti del Gruppo e di terzi avvalendosi della propria rete di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede ed offre servizi di consulenza per gli investimenti; mentre la controllata italiana Azimut Financial Insurance S.p.A. opera nel collocamento di prodotti assicurativi e bancari, offrendo, per questi ultimi, il relativo servizio di consulenza assicurativa. La società controllata Azimut Libera Impresa è specializzata, invece, nella gestione di fondi di investimento alternativi dedicati anche a imprenditori e PMI. Le principali società estere sono Azimut Investments SA (fondata in Lussemburgo nel 1999) e la società irlandese Azimut Life DAC. La prima gestisce, tra l’altro, 5 Il Patrimonio totale non include le masse relative alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital (€ 14.1 miliardi), i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1.1.2026. Il Patrimonio Totale pro- forma è pari a € 140,9 miliardi.
65 i fondi multi-comparto armonizzati AZ Fund 1, AZ Multi Asset e AZ Fund 3. Inoltre, la società amministra sia fondi di investimento europeo a lungo termine (ELTIF) chiusi non riservati che alcuni prodotti di investimento alternativo riservati destinati principalmente alla clientela professionale, tra cui i Fondi di Investimento Alternativi Riservati (RAIF) multi-comparto denominati AZ RAIF I ed AZ RAIF II. Azimut Life DAC, invece, offre prodotti finanziario- assicurativi nel ramo vita. Si segnala, in aggiunta, la società Azimut Investments Limited, che dal 2023 gestisce il fondo multi-comparto armonizzato aperto di diritto irlandese denominato “Azimut Thematic Fund” nonché dal 2024 il Fondo di Investimento Alternativo multi-comparto denominato Azimut Alternative Ireland. Nel corso del 2025 il Gruppo Azimut ha ulteriormente accelerato la propria strategia di crescita internazionale e di creazione di valore attraverso una serie di operazioni industriali e strategiche. Negli Stati Uniti, Azimut ha rafforzato in modo significativo la propria presenza lungo l’intera catena del valore, diventando azionista di maggioranza sia del gestore Kennedy Capital Management, sia di High Post Capital, società attiva nel private equity e venture capital. Inoltre, a luglio 2025 è stato firmato un accordo per l’acquisizione del 100% di North Square Investments, LLC, una piattaforma di gestione e distribuzione patrimoniale multi-boutique, il cui closing è stato perfezionato a gennaio 2026. Tali operazioni hanno contribuito a rafforzare la presenza del Gruppo negli Stati Uniti, che oggi rappresenta il secondo mercato più rilevante del Gruppo, dopo l’Italia, in termini di masse totali grazie a una piattaforma integrata di gestione, distribuzione, wealth management e investimenti alternativi con circa $ 53 miliardi di masse. In America Latina, Azimut ha firmato l’accordo per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza in Knox Capital, rafforzando il posizionamento nel segmento Private e UHNW in Brasile. Sul fronte dell’espansione geografica, il Gruppo ha avviato le attività in Marocco, attraverso un investimento strategico in due società controllate di Red Med Capital. Inoltre, a seguito dell’ottenimento nel corso dell’Esercizio 2025 dell’autorizzazione da parte della Capital Market Authority (CMA) dell’Arabia Saudita, in Arabia Saudita è stata costituita la società Azimut MENA nel mese di gennaio 2026 che potrà operare come gestore patrimoniale autorizzato a livello locale. Il Gruppo ha inoltre continuato a cristallizzare valore nei mercati privati tramite exit selettive nel corso del 2025, tra cui la cessione della partecipazione in RoundShield Partners, generando ritorni significativi e distribuzioni di capitale ai clienti. Si segnala inoltre che, a maggio 2025, Azimut Holding S.p.A. e FSI SGR S.p.A. hanno siglato un accordo quadro vincolante volto alla creazione di TNB, una realtà di wealth management bank di nuova generazione. La transazione sarà completata attraverso una serie di operazioni eseguite in modo sostanzialmente contestuale descritte nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’esercizio” della relazione di gestione consolidata all’interno di questa relazione al 31 dicembre 2025. A dicembre 2025 è stato esteso l’accordo di esclusiva con FSI, confermando l’obiettivo di completare l’operazione nel corso del 2026, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni regolamentari. Azimut ha proseguito, anche nel 2025, il suo percorso di crescita e consolidamento, registrando risultati significativi che hanno confermato la solidità del suo modello di business e il successo
66 della strategia di espansione globale. L’anno si è chiuso con una raccolta netta di € 18,0 miliardi 6 . Il Gruppo è nato ed è cresciuto sulla base di alcuni caratteri distintivi che hanno contribuito in maniera determinante al suo successo, distinguendosi, in particolare, per l’approccio innovativo e per i valori condivisi a cui si ispira: indipendenza, partnership, semplicità, stabilità, velocità e crescita. Altro punto di forza è l’integrazione tra l’attività di gestione e l’attività di distribuzione. Gestione e distribuzione, identificate come “core” dal Gruppo, operano in stretta sinergia per rispondere in maniera coordinata alle esigenze del cliente. Le funzioni di disegno del prodotto, gestione e consulenza fanno parte dello stesso processo, che ha come fine ultimo la soddisfazione del cliente. Azimut è indipendente da gruppi bancari, assicurativi e industriali. La Capogruppo Azimut Holding, con un flottante pari a circa il 69% del capitale a fine dicembre 2025, è una public company quotata in Borsa Italiana. Il modello di business è innovativo, in grado di far coincidere tutti gli interessi dei gestori, consulenti finanziari, dipendenti e management impegnati nella società in qualità di azionisti. Un patto di sindacato (al 31 dicembre 2025 pari al 20,9% del capitale) raccoglie infatti circa 2.000 azionisti tra dipendenti, consulenti finanziari, gestori e manager. Il restante capitale è suddiviso tra singoli azionisti ed investitori istituzionali soprattutto esteri (fondi comuni, fondi pensione e compagnie assicurative), che credono nel titolo Azimut. I principi che ispirano i rapporti con gli azionisti sono enunciati nella politica "Dialogo con gli azionisti", aggiornata da ultimo a marzo 2025, che mira a disciplinare la gestione del dialogo con gli azionisti e gli altri stakeholder rilevanti per Azimut. Infatti, la Politica stabilisce il framework per la gestione del rapporto con investitori istituzionali, gestori di attivi e azionisti, inclusi i temi e le modalità, nonché l'oggetto del dialogo con i vari stakeholders. Azimut considera di primaria importanza l’instaurazione e il mantenimento di un rapporto costante e continuativo con investitori istituzionali, gestori di attivi e azionisti, attraverso forme di engagement corrette, trasparenti e differenziate, che possano contribuire ad assicurare una migliore comprensione delle reciproche prospettive e ad innalzare il livello di governance della Società e del mercato in generale, nella prospettiva di favorire la creazione di valore nel medio- lungo termine e nel rispetto delle disposizioni normative vigenti e del principio di parità di trattamento degli azionisti che si trovino in identiche condizioni. Azimut ritiene, altresì, che il maggiore coinvolgimento degli azionisti nel governo societario degli emittenti rappresenti una delle leve che possono contribuire a migliorare i risultati finanziari e non finanziari di questi ultimi, anche per quanto riguarda i fattori ambientali, sociali e di governo, potendo costituire un fattore importante per assicurare che le società emittenti adottino un approccio di lungo termine. L’attenzione ai temi ESG è sempre stato un tratto distintivo del Gruppo. Questo è dimostrato anche attraverso l’inclusione del Gruppo nella lista ‘Leader della sostenibilità 2025’, iniziativa promossa dal Sole 24 Ore e Statista che individua le aziende italiane distintesi per le proprie performance ambientali, sociali e di governance, nella quale Azimut Holding è stata selezionata tra le 240 realtà analizzate. Tale riconoscimento si inserisce in un impegno del Gruppo che si è da sempre contraddistinto sia in termini di coinvolgimento di tutti i collaboratori 6 Il dato di raccolta totale non include la raccolta relativa alle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital (€ 14.1 miliardi), i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1.1.2026. La raccolta totale pro-forma è pari a € 32,1 miliardi.
67 nell’azionariato della società, fin dai suoi esordi, sia per l’attenzione verso la collettività. Azimut è stata la prima società di gestione a lanciare un fondo “etico” nel 1995 (Azimut Solidarietà) e da oltre un decennio finanzia con l’1% degli utili annui la Fondazione Azimut, impegnata nella lotta alla povertà. L’integrazione dei criteri ESG nella gestione aziendale e nei processi di investimento rappresenta la naturale evoluzione di un’attitudine presente nel Gruppo fin dalle sue origini. Il Gruppo sì è strutturato per accogliere le tematiche ESG come sfida fondamentale e ricca di opportunità. Tale approccio viene affrontato da differenti prospettive: la politica di prodotto, infatti, pone particolare enfasi al rispetto dei principi di sostenibilità delle decisioni sottostanti la costruzione dei portafogli di investimento, numerose sono anche le iniziative a favore della comunità intraprese da Fondazione Azimut (tenuto conto che Azimut Holding S.p.A. è socio sostenitore della predetta Fondazione) ed, infine, il Gruppo si impegna a garantire la sostenibilità nella gestione aziendale, in termini, ad esempio, di gestione del personale. L’offerta prodotti di Azimut Il Gruppo Azimut offre una gamma completa di prodotti e servizi, che spazia dai fondi comuni armonizzati alla Direttiva UCITS, ai fondi di investimento alternativi, ai fondi pensione aperti, alle gestioni su base individuale di portafogli di investimento per conto di terzi e ai prodotti finanziario-assicurativi. Come indicato in precedenza, negli ultimi anni l’offerta di prodotto di Gruppo si è sempre più indirizzata verso il segmento dei Private Markets dove Azimut ha realizzato nell’anno una raccolta di € 1,7 miliardi e raggiunto asset under management pari a € 7,1 miliardi a fine dicembre 2025 (oltre il 7% delle masse gestite). I prodotti di Private Markets del Gruppo Azimut sono selezionati e ideati per investire in tutte le fasi del ciclo di vita di un’azienda, da una fase di startup fino alla potenziale quotazione investendo in imprese sia sotto forma di equity che di debito, per offrire non solo strumenti di finanziamento alternativi, ma anche supporto nell’implementazione di strategie di sviluppo aziendale. L’offerta del Gruppo Azimut copre tutte le principali asset class dei mercati privati, garantendo che, in base agli obiettivi del prodotto, le aziende ricevano il supporto adeguato nel corso del loro ciclo di vita, tenendo conto delle dimensioni, del settore di appartenenza e di altri fattori rilevanti. Di seguito, viene proposta una rappresentazione grafica delle tipologie di prodotti offerti per ciascuna fase del ciclo di vita delle aziende: Di seguito, invece, viene illustrata una rappresentazione grafica dei principali prodotti europei di Private Markets di Azimut suddivisi per le diverse tipologie di Asset class e clientela target:
68 Innovazione e prodotti sostenibili Nel corso degli anni, il Gruppo Azimut ha progressivamente rafforzato l’innovazione della propria offerta di prodotti, integrando i fattori ESG nei processi di investimento e sviluppando soluzioni che promuovono caratteristiche ambientali e sociali, in coerenza con la propria strategia di investimento responsabile. Il Gruppo ritiene che orientare i propri investimenti verso emittenti che mostrano di avere una buona performance con riferimento ai fattori ESG possa generare profitti sostenibili nel tempo e, conseguentemente, originare una solida prospettiva di creazione di valore per tutti gli stakeholder. Questo permette, altresì, una più efficiente gestione dei rischi, oltre che ambientali e sociali, anche reputazionali. In genere, infatti, maggiori sono i punteggi ESG, maggiori sono gli standard adottati dalla società emittente oggetto d’investimento nella sua attività e minore è il rischio che un evento avverso possa verificarsi e portare a una diminuzione del valore dell’investimento. In tale ottica, Il Gruppo ha declinato i propri impegni ad integrare le pratiche PRIVATE EQUITY PRIVATE EQUITY + VENTURE CAPITAL VENTURE CAPITAL PRIVATE DEBT REAL ASSETS & INFRASTRUTTURE FONDI RISERVATI IPO CLUB AZ RAIF II - PRIVATE EQUITY BROADLIGHT AZIMUT DIGITECH FUND AZ RAIF II - Kennedy Lewis US Credit Opportunities INFRASTRUTTURE PER LA CRESCITA - ESG GLOBALINVEST AZIMUT GLOBAL PRIVATE MARKETS NEXT GEN AZ RAIF II - VENTURE CAPITAL P103 AZ RAIF I - ABSOLUTE PERFORMING ASSETS AZ RAIF II - REAL ESTATE ITALIA AZ RAIF I - YHOX AZIMUT DIRECT INVESTMENT ALPS BLOCKCHAIN I, II SCSP AZ RAIF I - ABSOLUTE NON PERFORMING ASSETS AZ RAIF II - REAL ASSETS ROUNDSHIELD AZ RAIF II - PRIVATE EQUITY BORLETTI INVESTMENT CLUB AZIMUT DIRECT INVESTMENT PLATINUM FIT SCSP AZ RAIF I - PRIVATE DEBT FLEXIBLE CREDIT II AUTOMOBILE HERITAGE ENHANCEMENT AZ RAIF II - BCP ASIA II AZIMUT DIRECT INVESTMENT YOUNG PLATFORM SCSP AZIMUT DIVERSIFIED CORPORATE CREDIT ESG-8 SCSp RAIF AZ RAIF II - PRIVATE EQUITY HIGHPOST AZIMUT DIRECT INVESTMENT NEWCLEO SCSP AZIMUT GLOBAL PRIVATE DEBT EVERGREEN RAIF SCSP AZ RAIF II - PRIVATE EQUITY PENINSULA AZIMUT DIRECT INVESTMENT PLANET FARMS SCSP AZIMUT DIRECT INVESTMENT SPOTTER SCSP AZIMUT DIRECT INVESTMENT VEDRAI SCSP I, II IPO CLUB 2 AZ RAIF II - VENTURE CAPITAL DIGITECH EUROPE AZIMUT GLOBAL GP STAKES RAIF SCSP AZIMUT DIRECT INVESTMENT LIFTT SCSP IMPRESE PER LA CRESCITA 3 AZIMUT DIRECT INVESTMENT NEW ENERGY SOLUTIONS SCSP AZIMUT DEMOS 2 AZIMUT DIRECT INVESTMENT PACKAGING & AUTOMATION I, II SCSP AZ RAIF II - YHOX II AZIMUT DIRECT INVESTMENT SCA -SICAV- RAIF - D-ORBIT AZIMUT DIRECT INVESTMENT SCA -SICAV- RAIF - YOUNG GROUP PRIVATE EQUITY PRIVATE EQUITY + VENTURE CAPITAL VENTURE CAPITAL PRIVATE DEBT REAL ASSETS FONDI NON RISERVATI AZIMUT ELTIF -PRIVATE EQUITY HIGHPOST AZIMUT ELTIF - PRIVATE EQUITY BROADLIGHT AZIMUT ELTIF - VENTURE CAPITAL ALICROWD I, II, III, IV AZIMUT ELTIF - DIGITAL LENDING I, II, III, IV AZIMUT ELTIF - INFRASTRUCTURE & REAL ASSETS - ESG AZIMUT ELTIF - PRIVATE EQUITY OPHELIA AZIMUT ELTIF - VENTURE CAPITAL P103 AZIMUT ELTIF - CAPITAL SOLUTIONS AZIMUT ELTIF - PRIVATE EQUITY VALSABBINA AZIMUT ELTIF - VENTURE CAPITAL HIPSTR AZIMUT PRIVATE DEBT AZIMUT ELTIF - PRIVATE EQUITY PENINSULA TACTICAL OPPORTUNITY ITALIA 500 AZIMUT PRIVATE DEBT MULTISTRATEGY 1, 2, 3 AZIMUT PRIVATE ESCALATOR 1, 2 AZIMUT ELTIF - VENTURE CAPITAL DIGITECH EUROPE AZIMUT PRIVATE DEBT CAPITAL SOLUTIONS II - ELTIF AZIMUT DEMOS 1 AZIMUT ELTIF - VENTURE CAPITAL NEXTON AZIMUT ELTIF - PRIVATE DEBT DIGITAL MULTISTRATEGY AZIMUT ELTIF - PRIVATE EQUITY DEMOS 2.0
69 di investimento responsabile all’interno della sua strategia all’interno della Politica di Sostenibilità di Gruppo e nella Policy ESG dei principali HUB di investimento del Gruppo Azimut, tra cui Azimut Investments SA, Azimut Capital Management SGR S.p.A., Azimut Investments LTD, Azimut Life DAC e Azimut Libera Impresa . I criteri di esclusione, applicati in modo differenziato dalle diverse società del Gruppo, prevedono l’esclusione di investimenti in emittenti esposti in misura significativa a settori e attività considerati controversi o a elevato rischio ESG, tra cui armamenti controversi, armi nucleari, gioco d’azzardo, pornografia, tabacco e carbone termico, sulla base di specifiche soglie di fatturato. Tali criteri sono finalizzati a ridurre l’esposizione dei portafogli a rischi ambientali, sociali, di governance e reputazionali, in coerenza con la strategia di investimento responsabile del Gruppo. Maggiori dettagli sui criteri di esclusione sono presenti nella sezione “Informazioni Entity Specific”, capitolo “Finanza Sostenibile”. L’offerta comprende sia prodotti UCITS sia fondi di investimento alternativi, inclusi strumenti classificati ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento SFDR, con un focus su tematiche quali transizione energetica, inclusione sociale, infrastrutture sostenibili e sviluppo economico responsabile. Con specifico riferimento ai prodotti che promuovono caratteristiche ambientali e/o sociali (prodotti classificati ai sensi dell’art. 8 della normativa SFDR), a seconda della strategia implementata, sono stati previsti ulteriori vincoli di investimento e metodologie oggettive volte a verificare: la percentuale minima degli investimenti allineati alle caratteristiche ambientali e sociali; la percentuale minima in investimenti sostenibili così come definiti dell’art.2 della SFDR; la presenza di prassi di buona Governance; il rispetto di un livello di Rating ESG minimo a livello di portafoglio; la presa in considerazione dei PAI (Principal Adverse Impacts, ossia i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità). Come esplicitato nelle Policy ESG delle sopra citate società del Gruppo, il monitoraggio dei fattori di sostenibilità è parte integrante del framework di Risk Management implementato. In particolare, alla funzione di Gestione del Rischio viene tipicamente attribuito il ruolo di verificare ex-ante ed ex-post il rispetto degli elementi vincolanti stabiliti, nonché il monitoraggio nel continuo della qualità e dei rischi ESG dei portafogli gestiti. Nei paragrafi di seguito vengono descritte le principali novità in merito ai prodotti e servizi offerti da alcune società del Gruppo Azimut nel corso del 2025. Un approfondimento sulla strategia di investimento responsabile del Gruppo e sulle principali tipologie di prodotti sostenibili e innovativi offerti dal Gruppo, con riferimento alle caratteristiche ESG integrate, è presente nella sezione “Informazioni Entity Specific”, capitolo “Finanza Sostenibile”. Prodotti Alternativi Nel corso del 2025, il Gruppo ha proseguito la strategia tesa ad irrobustire la gamma dei prodotti alternativi rivolti all’investimento nei mercati privati. L’offerta si è ampliata, da un lato, con l’avvio di alcuni nuovi comparti del fondo di investimento europeo a lungo termine AZIMUT ELTIF, istituito da Azimut Investments SA e, dall’altro, con il lancio di altri prodotti di investimento alternativi “riservati”.
70 In particolare, per il fondo AZIMUT ELTIF è stata avviata la commercializzazione dei seguenti nuovi comparti, che si qualificano come art 6 ai sensi del regolamento SFDR: Azimut Eltif – Venture Capital NextON: nasce in collaborazione con Eni Next, società di venture capital del gruppo Eni dedicata a promuovere l’innovazione attraverso investimenti in start-up che guidano l’innovazione energetica. La collaborazione combina l’esperienza finanziaria del Gruppo Azimut negli investimenti alternativi con le competenze tecnologiche ed industriali di Eni Next, da sempre all’avanguardia nella promozione di soluzioni innovative in ambito energetico. Il prodotto investe in start-up e scale up innovative ad alta crescita nel campo dell’innovazione energetica e della sostenibilità, e focalizzate su soluzioni energetiche sostenibili, economia circolare e tecnologie abilitanti Azimut Eltif - Private Debt Digital Multistrategy: racchiude le caratteristiche più rilevanti delle strategie di Private Debt Multistrategy e di Digital Lending. Il prodotto investe in entrambe le strategie e ha l’obiettivo potenziale di ottenere un profilo di rischio/rendimento più interessante rispetto al mondo obbligazionario tradizionale, investendo in asset class complesse e parzialmente illiquide. Investe in prestiti performing, crediti commerciali e asset non-performing di aziende principalmente italiane Azimut Eltif – Private Equity Demos 2.0: il prodotto consolida il percorso nel Private Equity italiano da parte del Gruppo Azimut, puntando allo sviluppo strategico ed industriale delle aziende target, guidando le loro crescite con strategie mirate e collaborando sia con le famiglie imprenditoriali che con il top management, in un’ottica di investimento di medio-lungo periodo. Prodotti UCITS Nel corso del 2025 il Gruppo ha proseguito la strategia tesa ad irrobustire la gamma dei prodotti UCITS rivolti principalmente alla clientela retail utili alla costruzione delle complessive asset allocation dei portafogli dei clienti. In particolare, per il fondo di diritto lussemburghese AZ FUND 1 è stata avviata la commercializzazione dei seguenti nuovi comparti, che si qualificano come ex art 6 ai sensi del regolamento SFDR: AZ Bond – Bond Value: è prodotto obbligazionario che mira ad investire in titoli a lunghissimo termine emessi sia da governi di tutto il mondo che da società di qualità, soprattutto durante gli anni di politica monetaria a tassi zero o negativi, i cui titoli presentano in genere basse cedole e basso prezzo nominale. Il prodotto ha un portafoglio di alta qualità incentrato principalmente sul debito governativo delle economie sviluppate, con solido profilo Investment Grade; AZ Allocation – Life Plan 2040: l'obiettivo di investimento del Comparto consiste nel conseguire una crescita del capitale a lungo termine per gli investitori che prevedono di disporre di una quota significativa dei propri investimenti nel 2040. Il Comparto adotta un approccio di risk budgeting, nell'intento di massimizzare il potenziale di crescita nei primi anni per poi passare gradualmente a un'allocazione delle attività più conservativa con l'avvicinarsi della data target. Il Comparto è pensato per offrire uno strumento finanziario che, con un approccio chiaro e disciplinato, associ una dimensione di progettualità e pianificazione dei propri investimenti a lungo termine;
71 AZ Equity – Emerging Markets Technology: è un prodotto azionario che investe in società operanti nei settori tecnologici, di comunicazione e di consumer tech nei paesi emergenti, con un orizzonte temporale di medio/lungo termine. Con riferimento ai nuovi prodotti UCITS ex art 8 SFDR, la cui commercializzazione è stata avviata nel corso del 2025, si rimanda alla sezione “Informazioni Entity Specific”, capitolo “Finanza Sostenibile”. Prodotti finanziario-assicurativi Nel corso del 2025 Azimut Life Dac ha apportato alcune modifiche al contratto Unit Linked denominato AZ Infinity Life. In particolare, con l’obiettivo di una maggiore flessibilità e opportunità, è stato reso disponibile un ampliamento significativo delle opzioni di investimento in grado di intercettare i trend di mercato più innovativi. Con l’occasione la polizza Unit Linked è stata ridenominata “Azimut Life Collection”. Sempre nel corso del 2025 è stata resa disponibile una nuova linea di investimento, denominata “Quantitative Allocation” all’interno della gamma di proposte offerta dal contratto unit linked di Azimut Universal. La nuova linea, particolarmente innovativa rispetto alle tendenze del mercato, realizza l’esposizione alle diverse asset class di mercato attraverso l’utilizzo - in via principale di certificati e di certificati AMC (Actively Managed Certificates). Gestioni individuali di portafoglio Si evidenzia che a partire dal febbraio 2025 è stata resa disponibile, all’interno dei contratti multilinea Azimut Discretionary ed Azimut Exclusive, la nuova linea di gestione “Quantitative Allocation”. La nuova linea realizza l’esposizione alle diverse asset class di mercato attraverso l’utilizzo - in via principale - di certificati e di certificati AMC (Actively Managed Certificates). Servizi Nel corso del 2025 ha preso avvio il nuovo servizio di consulenza avanzata Next Generation Advisory offerto alla clientela congiuntamente da Azimut Capital Management SGR S.p.A. e Azimut Financial Insurance S.p.A. Il servizio amplia il perimetro della consulenza offerta a tutto il patrimonio del cliente includendo polizze assicurative, investimenti alternativi e strumenti previdenziali. Nell’ambito di tale servizio il Cliente può scegliere l’opzione di consulenza più vicina alle sue esigenze tra 4 diverse opzioni che si distinguono per perimetro strumenti/prodotti oggetto di possibili raccomandazioni. Inoltre, sempre nel corso del 2025 Azimut Capital Management ha messo a disposizione il nuovo Corporate Sustainability Advisory. Si tratta di un’attività di consulenza alle imprese sulle tematiche della sostenibilità diretta verso lo stream di prodotti del Gruppo con focus degli investimenti verso le tematiche ambientali. Il servizio è offerto in collaborazione con Up2You Srl Società Benefit, società con la quale già da tempo è in essere una relazione consolidata. L’attività di supporto alle imprese ha ad oggetto (i) il calcolo delle emissioni di Scope 1, 2 e 3. Le emissioni di gas serra costituiscono spesso per le aziende una porzione complessa da quantificare e richiedono una comprensione approfondita della composizione dei portafogli d'investimento. Attraverso una gestione tematica e mirata dei portafogli, è quindi possibile misurare con precisione le emissioni derivanti da asset finanziari, utilizzando anche metodologie riconosciute come il GHG Protocol; (ii) la predisposizione della Dichiarazione di sostenibilità.
72 In un’ottica di diversificazione e sviluppo, a partire dal 2010 ha preso il via una strategia di espansione ed internazionalizzazione in Paesi ritenuti interessanti sotto diversi profili. Azimut ha individuato differenti aree geografiche con il fine di ricercare partner locali in possesso delle medesime caratteristiche del Gruppo (indipendenza, professionalità, specializzazione) e ha costituito una rete di società in grado di distribuire i prodotti della casa madre e/o delle sue società controllate e di conferire al Gruppo un’ampia capacità di gestione sui mercati specifici. In questo modo si è consolidato un team presente in 20 Paesi e 5 continenti. L’ampiezza del raggio d’azione permette al Gruppo di essere operativo 24 ore al giorno, ottenendo così un importante vantaggio strategico e un eccellente livello di know-how. Presenza internazionale del Gruppo Azimut Holding S.p.A. L’attività estera incide sul 52% delle masse totali a fine dicembre 2025. Al 31 dicembre 2025, il numero totale dei dipendenti del Gruppo, per il perimetro di rendicontazione considerato, è pari a 1058 persone. Il dato risulta in aumento rispetto all’esercizio precedente (892 nel 2024), per via del diverso perimetro di rendicontazione. La figura seguente rappresenta la distribuzione percentuale dei dipendenti del Gruppo per Paese, calcolata sul totale dei dipendenti inclusi nel perimetro di rendicontazione.
73 In merito alla catena del valore a monte del Gruppo Azimut, essa include fornitori che supportano diverse aree operative, come consulenze legali e professionali, servizi ICT, gestione dei fondi di investimento, infrastrutture fisiche (pulizia, manutenzione, vigilanza) e digitalizzazione (piattaforme IT, software e servizi cloud). Molte società di Azimut dispongono di una catena di fornitura situata a livello locale, all’interno dello Stato in cui si collocano, usufruendo solo in piccola parte di servizi forniti da fornitori globali (e.g. provider di informazioni). Per quanto concerne la catena del valore a valle, gli asset principali del Gruppo sono la clientela e i prodotti/servizi ad essa offerti. Il Gruppo Azimut negli ultimi anni ha posto sempre maggiore attenzione verso soluzioni di investimento innovative e sostenibili, capaci di intercettare i bisogni e le richieste del mercato. Definire un’offerta di prodotti sempre in linea con le esigenze di mercato e distintiva rispetto ai competitor, che integri anche caratteristiche ESG, è oggi una priorità per Azimut. I clienti sono i soggetti ai quali l’organizzazione offre soluzioni di investimento e attività di consulenza continuativa per la gestione del proprio portafoglio di investimento. Analisi di doppia materialità Interessi e opinioni dei portatori di interessi Nella sua attività, il Gruppo interagisce con una serie di stakeholder interni ed esterni che sono oggetto di specifiche linee di relazione. Il dialogo con gli stakeholder è particolarmente oculato, in quanto i servizi offerti (come la gestione del risparmio) risultano essere, da un lato, intangibili e, dall’altro, di fondamentale rilevanza per i clienti e per la collettività. Si riporta qui di seguito la mappa degli stakeholder del Gruppo Azimut:
74 L’identificazione degli stakeholder principali è stata effettuata sulla base di una valutazione riguardante l’importanza di ciascuna tipologia di portatore di interesse per il business del Gruppo, basandosi su un giudizio derivato dall’esperienza circa la durata e la stabilità del rapporto intrattenuto. Altri stakeholder, quali fornitori e outsourcer, vengono di volta in volta selezionati sulla base delle esigenze del momento, nonché di apposite procedure e la loro attività è disciplinata e monitorata in funzione di specifici accordi contrattuali. CATEGORIA DI STAKEHOLDER MODALITÀ DI RELAZIONE CLIENTI Tutti i soggetti ai quali l’organizzazione offre soluzioni di investimento e attività di consulenza continuativa per la gestione del portafoglio di investimento. I clienti del Gruppo sono assistiti nelle diverse aree geografiche dai soggetti abilitati a fornire consulenza per la gestione di portafoglio. Con particolare riferimento al territorio italiano i clienti sono assistiti in via continuativa dai consulenti finanziari. I consulenti a loro volta utilizzano, tra l’altro, le informazioni quotidiane e la documentazione messa a loro disposizione da Azimut Capital Management ed Azimut Financial Insurance, tramite il portale interno a loro dedicato (intranet aziendale) e il sistema di front-end, che rappresentano un valido supporto per la relazione con i clienti. In aggiunta tali clienti, ove abbiano attivato la funzionalità legata ai servizi digitali, hanno la possibilità di accedere direttamente via web ai dati relativi alle loro posizioni e valutare nel tempo le caratteristiche degli investimenti effettuati, i rendimenti ottenuti e il rischio al quale sono esposti. CONSULENTI FINANZIARI Tutti quei soggetti che svolgono attività di consulenza verso terzi in materia di investimenti. A seconda della normativa I consulenti finanziari vengono selezionati con particolare cura, in quanto rappresentano il Gruppo nei confronti della clientela. Ricevono un costante aggiornamento informativo sui servizi, prodotti e mercati, attraverso il portale interno a loro dedicato e una direct e-mail quotidiana. Per i consulenti è prevista anche una tv aziendale che trasmette interviste e
75 CATEGORIA DI STAKEHOLDER MODALITÀ DI RELAZIONE vigente nei diversi Paesi, possono essere assunti direttamente da una Società del Gruppo (in qualità di dipendenti) o tramite contratti di agenzia/collaborazione. comunicazioni relativamente al mondo degli investimenti. Vengono inoltre organizzate ILR per approfondire contenuti specifici. Tutti i consulenti partecipano a una convention annuale e, per gruppi di area o di tipologia, a incontri specifici nel corso dell’anno. Le occasioni di scambio sistematico di opinioni sono curate con particolare attenzione al fine di monitorare il grado di soddisfazione di questi stakeholder. DIPENDENTI Al 31/12/2025 il numero totale dei dipendenti del Gruppo ammonta a 1058 unità. Tale dato esclude quei consulenti finanziari che non hanno rapporti di subordinazione rispetto alle regolamentazioni del Paese di riferimento. La comunicazione interna risulta essere di fondamentale importanza per favorire il coinvolgimento di dipendenti e collaboratori. Attraverso la intranet aziendale a loro riservata, i dipendenti ricevono le principali informazioni attinenti agli “employee benefits” e alla società, oltre ad opportunità di sviluppo professionale, iniziative di formazione e percorsi di crescita delle competenze. I dipendenti in Italia e all’estero ricevono, inoltre, tramite canale e-mail della Corporate Communications, i comunicati stampa finanziari (es. operazioni di acquisizione, raccolta mensile, risultati consolidati, eventi significativi) e le comunicazioni più rilevanti (es. messaggio dai CEO del Gruppo). COMUNITÀ FINANZIARIA /AZIONISTI Soggetti con i quali l’organizzazione instaura un dialogo continuo per creare valore nel medio lungo termine. Tutta l’attività di Investor Relations e Media Relations è finalizzata a veicolare le informazioni relative alla Holding e al Gruppo verso la comunità finanziaria e agli azionisti. Nel corso del 2025 sono stati diramati circa 45 comunicati stampa relativi, tra l’altro, all’andamento mensile della raccolta, alle rendicontazioni periodiche di tipo finanziario, alle novità corporate del Gruppo e anche inerenti alle attività commerciale. Nell’anno si sono svolti inoltre 270 incontri in persona e conference call con azionisti istituzionali, analisti e potenziali investitori nell’ambito di roadshow ed equity conference. ISTITUZIONI E REGOLATORI Soggetti che svolgono attività di rappresentanza, vigilanza e regolamentazione del settore in cui l’organizzazione opera. Azimut mantiene un rapporto informativo costante con le Autorità di vigilanza di tutti i Paesi nei quali il Gruppo è presente, fermo restando il rispetto degli obblighi normativi. In Italia, dove il Gruppo opera da più tempo, i consulenti finanziari sono membri dell’associazione professionale di categoria (Anasf), rivestendo ruoli dirigenti nell’ambito delle strutture elettive. Azimut Libera Impresa, inoltre, partecipa attivamente alle iniziative di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) COLLETTIVITÀ La diffusione della presenza sul territorio di consulenti finanziari e clienti crea occasioni per la nascita e il rafforzamento di rapporti con le collettività locali, di qualsiasi
76 CATEGORIA DI STAKEHOLDER MODALITÀ DI RELAZIONE Soggetti inclusi in realtà sociali e culturali con i quali l’organizzazione si relaziona nel corso della propria attività. natura questi siano (quali associazioni, enti che rappresentano gli interessi del contesto sociale locale) che si traducono innanzitutto nell’organizzazione di incontri, generalmente di taglio formativo e informativo su temi inerenti ai mercati finanziari, il risparmio, gli investimenti. La partecipazione alla vita delle comunità si traduce nel sostegno a iniziative sociali, culturali e sportive. L’attività della Fondazione Azimut, pur nettamente distinta dagli aspetti di business del Gruppo, nel suo impegno sui temi della povertà e del disagio sociale, interagisce inevitabilmente con istituzioni locali impegnate sullo stesso terreno (soggetti ecclesiastici o municipali). Per integrare in modo continuativo le opinioni degli stakeholder nel piano strategico del Gruppo Azimut vengono adottate diverse modalità di ascolto e confronto, con l’obiettivo di intercettare e monitorare nel tempo le esigenze degli stakeholder, tra cui clienti e comunità. In tale ambito, Azimut organizza periodicamente incontri denominati “ILR – Investment Lounge Room”, ai quali partecipano investitori, consulenti finanziari e altri soggetti interessati. Durante tali appuntamenti vengono approfondite tematiche rilevanti di mercato e di prodotto, favorendo il dialogo diretto e la raccolta di feedback qualificati, utili a orientare le scelte strategiche. Ad esempio, Azimut Capital Management monitora il livello di soddisfazione della clientela attraverso un apposito questionario. Questo progetto prevede che il responsabile dell’area, insieme al consulente di riferimento, sottoponga a un campione di clienti un questionario finalizzato sia a valutare la loro esperienza, sia a individuare eventuali criticità o comportamenti non conformi. Nell’ultima rilevazione, il questionario è stato somministrato a un campione distribuito su diverse aree commerciali, raccogliendo un numero significativo di risposte. I risultati mostrano un alto livello di soddisfazione, con la maggior parte dei clienti che si dichiarano pienamente soddisfatti del servizio offerto. Le risultanze delle attività di stakeholder engagement vengono analizzate dalle funzioni competenti per valutare la necessità di implementare opportune azioni in ottica strategica, operativa o gestionale alla luce degli interessi e delle opinioni raccolte. Maggiori dettagli circa i processi di coinvolgimento di specifiche categorie di stakeholder e le specifiche iniziative implementate sono dettagliate nei capitoli successivi. La comprensione da parte del Gruppo Azimut degli interessi e delle opinioni dei principali portatori di interessi avviene durante l’analisi di doppia materialità, i cui dettagli sono riportati nel prosieguo della presente Rendicontazione. Per ulteriori informazioni, si rimanda al paragrafo “Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”. Gli interessi e le prospettive degli stakeholder, nonché le analisi svolte sono state condivise, per quanto di competenza, inizialmente con i membri del Comitato di Sostenibilità di Azimut Holding, e successivamente sono stati portati all’attenzione degli organi di amministrazione direzione e controllo, e nello specifico del Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding durante i momenti designati, al fine di valutare opportune azioni. Come sopra esplicitato, il CdA
77 è infatti coinvolto nella valutazione delle tematiche materiali e approva con cadenza annuale, l’analisi condotta e i risultati ottenuti. Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale In continuità con le attività svolte in occasione della prima rendicontazione secondo CSRD relativa al 2024, l’analisi di doppia materialità del Gruppo Azimut è stata svolta in conformità con le disposizioni previste dal Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 sui principi di rendicontazione di sostenibilità e dalle linee guida EFARG “EFRAG IG 1: Materiality Assessment Implementation Guidance” (cd. MAIG) 7 , al fine di identificare gli Impatti, Rischi, e Opportunità (IRO) rilevanti per la Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2025. Il Gruppo, che ha svolto la prima analisi di materialità nel 2017 e che nel corso degli anni ha aggiornato i processi sulla base degli standard e delle normative tempo per tempo vigenti, nel corso del 2025 ha analizzato: impatti positivi e negativi, effettivi e potenziali, generati su economia, ambiente, persone e diritti umani, al fine di provvedere alla valutazione della cd. “Impact Materiality”; rischi e opportunità di sostenibilità che influenzano o possono influenzare significativamente i flussi di cassa futuri dell’azienda, con ripercussioni sullo sviluppo, sulle performance e sul posizionamento nel breve, medio o lungo periodo, al fine di provvedere alla valutazione della cd. “Financial Materiality”. Si sottolinea che, a partire dall’analisi di materialità 2022, il Gruppo ha adottato un nuovo approccio metodologico, che tiene conto dei principi e delle linee guida conseguenti all’aggiornamento dei GRI Universal Standards 2021, introducendo, in particolare, il concetto di “impact materiality” o materialità di impatto (prospettiva inside-out). Inoltre, nel corso del 2023 è stato svolto, a titolo volontario, un esercizio preliminare di materialità finanziaria (prospettiva outside-in), in via anticipata rispetto alle richieste normative introdotte con la nuova CSRD. Il processo di analisi si è articolato nei diversi step di seguito riportati. Ciascuna fase è stata svolta in considerazione delle attività specifiche del Gruppo, dei rapporti commerciali, delle geografie e di tutti i potenziali fattori che comportano un rischio accresciuto di impatti negativi. Step A – Comprensione del contesto Sulla base dell’analisi delle attività e delle relazioni di business del Gruppo, con particolare riferimento a: (i) la strategia del Gruppo, il modello di business, le informazioni contenute nel bilancio finanziario e le informazioni fornite agli investitori; (ii) le attività del Gruppo e la relativa ubicazione geografica, i prodotti e servizi offerti; (iii) la catena del valore del Gruppo, a monte e a valle. delle informazioni di contesto, reperite mediante la consultazione di fonti esterne qualificate al fine di individuare i temi di sostenibilità maggiormente rilevanti per il settore finanziario e per il posizionamento del Gruppo, con particolare riferimento a: (i) il benchmark sulle tematiche di sostenibilità ritenute rilevanti da peer e competitor, effettuato mediante la consultazione dei documenti pubblicati dagli 7 Linee guida EFRAG per le Società sull’implementazione dell’analisi di doppia materialità in accordo con le previsioni degli standard ESRS.
78 operatori citati in occasione della prima rendicontazione secondo la nuova normativa CSRD; (ii) le previsioni normative per il settore di riferimento, anche in considerazione delle evoluzioni del contesto regolatorio; (iii) gli studi di settore sugli impatti associati ai business in cui opera il Gruppo; (iv) le tematiche ESG valutate dalle principali agenzie di rating di sostenibilità e dai principali standard / framework di riferimento, quali la SASB Materiality Map e le S&P Materiality Matrices, le raccomandazioni contenute nelle OECD Guidelines for Multinational Enterprises, nonché le principali iniziative e framework internazionali di riferimento per gli operatori finanziari, tra cui CDP e Principles for Responsible Investment (PRI); delle risultanze delle analisi di materialità e degli stakeholder engagement condotti nell’ambito degli esercizi passati, in particolare quella relativa all’esercizio precedente; è stata identificata una lista preliminare di temi di sostenibilità potenzialmente rilevanti per il Gruppo, associati alle questioni di sostenibilità previste dall’ESRS-1 (AR 16). A tal proposito, sono stati considerati tutti i temi, sottotemi, sotto-sottotemi previsti dagli ESRS. Step B – Identificazione degli impatti attuali e potenziali, di rischi e delle opportunità relativi alle questioni di sostenibilità Sulla base delle risultanze emerse dallo Step A, dell’analisi di doppia materialità condotta nel 2024, nonché del coinvolgimento delle principali funzioni del Gruppo responsabili per ciascuna area tematica, in corrispondenza di ogni tema, sottotema, sotto-sottotema ESRS e con riferimento agli orizzonti temporali di breve (1 anno), medio (fino a 5 anni) e lungo periodo (oltre i 5 anni), sono stati individuati: impatti, positivi e negativi, attuali e potenziali (i.e. potenzialmente rilevanti), con riferimento al proprio business model e alla propria catena del valore; rischi potenzialmente rilevanti, identificati in allineamento al sistema di monitoraggio dei rischi del Gruppo, nonché sulla base di eventuali fattispecie specifiche derivanti dagli impatti su ambiente e persone precedentemente individuati e da eventuali dipendenze relative all’utilizzo di risorse naturali, umane, e sociali; opportunità potenzialmente rilevanti, identificate sulla base di iniziative adottate e in corso di pianificazione dal Gruppo e considerando le operations che contraddistinguono il business, attraverso la mappatura della catena del valore, nonché sulla base di eventuali fattispecie specifiche derivanti dagli impatti su ambiente e persone precedentemente individuati e da eventuali dipendenze relative all’utilizzo di risorse naturali, umane, e sociali. Le “dipendenze” si riferiscono alla necessità di risorse fondamentali per l’operatività del Gruppo, come risorse naturali, forza lavoro, relazioni sociali e benessere ambientale. Nella valutazione dei rischi e delle opportunità, esse sono state considerate per comprendere come l’accesso a tali risorse possa influenzare la stabilità e la resilienza del business, tenendo conto dei potenziali impatti derivanti da cambiamenti esterni o crisi legate a queste risorse. Nel 2025, così come nel 2024, l’identificazione deli IRO si è basata su serie storiche di dati e valutazioni prospettiche, condizioni operative specifiche del Gruppo Azimut (es. localizzazione geografica, contesti macroeconomici di riferimento), andamento
79 economico generale, nonché l’analisi degli indicatori di performance sostenibile e finanziaria, specifici per il settore di riferimento. Con particolare riferimento al portafoglio investimenti, Azimut, partendo dall’estrazione dei propri portafogli, ha migliorato l’approccio metodologico del 2024, focalizzando l’analisi sulle esposizioni caratterizzate da un MSCI ESG Rating inferiore a una soglia prestabilita. Così facendo, l’analisi si è concentrata sui portafogli maggiormente esposti a tematiche e controversie ESG. Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Informazioni Ambientali”, capitolo “ESRS E1 - Cambiamenti climatici”. Step C – Valutazione e determinazione degli impatti, rischi e opportunità materiali relativi alle questioni di sostenibilità La lista di impatti, rischi e opportunità potenzialmente materiali è stata sottoposta a valutazione secondo la metodologia di seguito riportata: materialità di impatto: gli impatti sono stati valutati, su una scala da 1 a 5, secondo le variabili di (i) probabilità di accadimento, e (ii) magnitudo, variabile a sua volta articolata in (a) entità, (b) portata e (c) natura irrimediabile (valutata solo per i negativi). Alla luce delle definizioni date dalle MAIG alle fattispecie di impatto attuale e potenziale (attuale: i.e., impatti accaduti o in corso di accadimento durante il periodo di rendicontazione, potenziale: i.e., impatti che è probabile si manifestino nel breve, medio o lungo periodo), per gli impatti attuali, è stata valutata la sola magnitudo, per gli impatti potenziali sono state valutate sia probabilità che magnitudo. La rilevanza degli impatti è stata stabilita sulla base del superamento di una determinata soglia di significatività, definita dal Gruppo. La soglia è stata calibrata in modo da valorizzare gli impatti caratterizzati da elevata magnitudo, pur mantenendo come criterio di valutazione complessiva il prodotto tra probabilità di accadimento e magnitudo. Al fine di garantire un’analisi che tenga sempre in considerazione le aspettative degli stakeholder e le evoluzioni del business, rispetto all’analisi condotta con riferimento all’anno solare 2024 il Gruppo Azimut ha ampliato il numero e le tipologie di stakeholder coinvolti. Nella valutazione sono stati coinvolti: (i) funzioni aziendali competenti, (ii) esperti esterni, (iii) un campione rappresentativo di dipendenti e consulenti finanziari, (iv) un campione rappresentativo di clienti e, in aggiunta rispetto al 2024, (v) comunità esterne e (vi) un panel di investitori.materialità finanziaria: i rischi e le opportunità sono state valutate secondo le variabili di (i) probabilità di accadimento, e (ii) magnitudo, attraverso delle scale di valutazione, costruite considerando differenti criteri qualitativi e/o quantitativi. La valutazione è stata condotta in linea con il sistema di monitoraggio dei rischi del Gruppo. La rilevanza dei rischi e delle opportunità è stata stabilita sulla base del superamento di una determinata soglia di significatività, calcolata come il prodotto tra probabilità e magnitudo. L’attività di valutazione è quindi avvenuta attraverso l’adozione di criteri economico-quantitativi e, laddove non possibile, di criteri economico- qualitativi o anche attraverso la considerazione degli eventuali effetti in termini reputazionali, operativi e legati alla non compliance alle leggi e/o i regolamenti applicabili. Nella valutazione, che ha previsto il coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti, ciascuna interpellata relativamente alle tematiche di pertinenza, sono state utilizzate alcune fonti esterne a supporto della discussione e del
80 consolidamento complessivo dei risultati (es. studi di settore, database internazionali, report su tematiche di sostenibilità). Con riferimento all’esercizio fiscale 2025, il Gruppo non ha riscontrato rischi e opportunità materiali e di conseguenza non si ha evidenza riguardo il manifestarsi di effetti finanziari attuali derivanti da eventi di rischio/opportunità. I risultati dell’analisi di doppia materialità sono stati presentati al Comitato di Sostenibilità e al Consiglio di Amministrazione, i quali ne hanno supervisionato e/o approvato gli esiti. Questo processo, strutturato e trasparente, permette al Gruppo Azimut di individuare le tematiche chiave per la Rendicontazione consolidata di sostenibilità e di integrarle nelle decisioni strategiche e operative, rafforzando così il proprio impegno per uno sviluppo sostenibile e responsabile. Inoltre, si segnala che nell’Allegato 2 “Elenco degli elementi di informazione di cui ai principi trasversali e tematici derivanti da altri atti legislativi dell'UE”, si riportano gli obblighi di informativa che il Gruppo Azimut ha soddisfatto nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, insieme alla tabella di tutti gli elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell’UE elencati nell’Appendice B dell’Allegato II della CSRD. Di seguito si riportano i risultati dell’analisi di doppia materialità svolta dal Gruppo Azimut per il 2025. Tabella 01 – Elenco degli IRO Rilevanti ESRS (SUB- TOPIC) ESRS (SUB- SUBTOPIC) IRO DESCRIZIONE POSITIVO / NEGATIVO ATTUALE / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE OWN OPERATIONS / VALUE CHAIN (UPSTREAM O DOWNSTREAM ) ESRS E1 – CAMBIAMENTO CLIMATICO Mitigazione dei cambiamenti climatici Energia - I Emissioni dirette (Scope 1) e indirette (Scope 2) di GES derivanti dalle attività del Gruppo (consumi energetici delle sedi e degli uffici) Negativo Attuale Breve Termine I Emissioni indirette (Scope 3) di GES e consumi energetici da fonti non rinnovabili derivanti dalle attività del portafoglio Negativo Attuale Breve Termine - I Utilizzo di energia da fonti non rinnovabili per lo svolgimento delle attività del Gruppo (consumi energetici delle sedi e degli uffici) Negativo Attuale Breve Termine ESRS S1 – FORZA LAVORO PROPRIA Legenda: Supply chain Own operations Portafoglio
81 ESRS (SUB- TOPIC) ESRS (SUB- SUBTOPIC) IRO DESCRIZIONE POSITIVO / NEGATIVO ATTUALE / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE OWN OPERATIONS / VALUE CHAIN (UPSTREAM O DOWNSTREAM ) Condizioni di lavoro Occupazione sicura I Occupazione sicura della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Orario di Lavoro I Orario di lavoro equo e corretto carico lavorativo della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Salari Adeguati I Salari adeguati della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Dialogo Sociale I Promozione di un continuo dialogo leadership e dipendenti, assicurando momenti di confronto per favorire una gestione trasparente e collaborativa delle dinamiche aziendali Positivo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine - Libertà di associazione, esistenza di comitati aziendali e diritti di informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori - Contrattazione collettiva, inclusa la percentuale di lavoratori coperti da contratti collettivi I Promozione e tutela del diritto dei dipendenti alla libera associazione, favorendo l'iscrizione a sindacati e la partecipazione attiva alle contrattazioni collettive Positivo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine Equilibrio tra vita professionale e vita privata I Equilibrio tra vita professionale e vita privata della forza lavoro propria del Gruppo (es. congedi, smart working) Positivo Attuale Breve Termine I Potenziale insoddisfazione della forza lavoro propria dovuta ad una mancata attività di ascolto e insufficiente supporto verso iniziative legate alle tematiche di work-life balance Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine
82 ESRS (SUB- TOPIC) ESRS (SUB- SUBTOPIC) IRO DESCRIZIONE POSITIVO / NEGATIVO ATTUALE / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE OWN OPERATIONS / VALUE CHAIN (UPSTREAM O DOWNSTREAM ) Salute e sicurezza I Potenziali incidenti sul luogo di lavoro nelle sedi del Gruppo Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine Parità di trattamento e di opportunità per tutti Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore I Pari opportunità in tutti i processi aziendali, ivi compresi la gestione del personale, la selezione, la formazione, lo sviluppo professionale delle risorse, la retribuzione, per la forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Formazione e sviluppo delle competenze I Formazione e sviluppo professionale della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Occupazione e inclusione delle persone con disabilità I Inclusione sul luogo di lavoro e tutela delle disabilità della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro I Contrasto a episodi di violenza, discriminazione, mobbing o molestia e promozione di un clima di rispetto e comunicazione aperta della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine I Potenziali episodi di molestie, violenza e/o discriminazione sul luogo di lavoro Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine Diversità I Inclusione sul luogo di lavoro e tutela delle diversità (età, religione, geografia) della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza I Impegno verso la tutela dei dati personali dei dipendenti della forza lavoro propria del Gruppo Positivo Attuale Breve Termine I Potenziali episodi di data breach riguardanti i dati personali dei dipendenti della forza lavoro propria del Gruppo Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine ESRS S3 – COMUNITA’ INTERESSATE
83 ESRS (SUB- TOPIC) ESRS (SUB- SUBTOPIC) IRO DESCRIZIONE POSITIVO / NEGATIVO ATTUALE / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE OWN OPERATIONS / VALUE CHAIN (UPSTREAM O DOWNSTREAM ) Diritti economici, sociali e culturali delle comunità Impatti legati al territorio I Sviluppo della comunità locale in cui il Gruppo opera, tramite iniziative di educazione finanziaria, promozione della cultura della sostenibilità e di sostegno sociale Positivo Attuale Breve Termine ESRS S4 – CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI Impatti legati alle informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finali Riservatezza I Perdita di dati personali del cliente finale (data breach) Negativo Attuale Breve Termine Accesso a informazioni (di qualità) I Potenziali asimmetrie informative e scarsa accessibilità o chiarezza delle informazioni sui prodotti e servizi offerti, che possono ostacolare la capacità dei clienti di prendere decisioni finanziarie consapevoli, informate e coerenti con i propri obiettivi Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine Inclusione sociale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali Accesso a prodotti e servizi I Accessibilità di prodotti e servizi per il cliente finale, favorita dall'elevato supporto e da un'ampia rete di consulenti finanziari che promuovono tra l'altro la consapevolezza e l’educazione finanziaria dei clienti Positivo Attuale Breve Termine Pratiche commerciali responsabili I Pratiche commerciali scorrette con potenziale greenwashing sui prodotti offerti e danno per il cliente finale Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine ESRS G1 – CONDOTTA DELLE IMPRESE Cultura d’impresa I Condivisione di valori aziendali fondati su principi di integrità, trasparenza, equità e sostenibilità Positivo Attuale Breve Termine Protezione degli informatori - I Garanzia dell'anonimato e della protezione da ritorsioni personali o professionali dei segnalatori Positivo Attuale Breve Termine
84 ESRS (SUB- TOPIC) ESRS (SUB- SUBTOPIC) IRO DESCRIZIONE POSITIVO / NEGATIVO ATTUALE / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE OWN OPERATIONS / VALUE CHAIN (UPSTREAM O DOWNSTREAM ) Corruzione attiva e passiva - Prevenzione e individuazione compresa la formazione - Incidenti I Potenziali episodi di riciclaggio e corruzione attiva e passiva nelle pratiche del Gruppo Negativo Potenziale Breve, Medio, Lungo Termine ENTITY SPECIFIC – FINANZA SOSTENIBILE Entity specific – Finanza Sostenibile - I Sviluppo e diffusione di prodotti e servizi che integrano fattori ESG nelle scelte di investimento e supportino la transizione verso un'economia più sostenibile Positivo Attuale Breve Termine Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti identificati attraverso l’analisi di doppia materialità influenzano il modello aziendale del Gruppo principalmente con riferimento all’integrazione progressiva dei fattori ESG nei processi di investimento, nello sviluppo dell’offerta prodotti e nella gestione della catena del valore a valle. In particolare, l’introduzione del tema entity- specific relativo alla finanza sostenibile riflette l’evoluzione strategica del Gruppo verso soluzioni di investimento che promuovono caratteristiche ambientali e sociali. Tali elementi sono integrati nei processi decisionali attraverso il coinvolgimento degli organi di governance e dei comitati competenti, contribuendo a indirizzare lo sviluppo dei prodotti/servizi, la gestione dei rischi e le scelte strategiche di medio-lungo periodo. Alla luce delle evidenze emerse, il Gruppo prosegue nel rafforzamento dell’integrazione dei fattori ESG e nella progressiva evoluzione dell’offerta verso modelli di investimento responsabile e sostenibile. Per maggiori dettagli in merito si rimando al capitolo “Strategia, modello aziendale e catena del valore” della presente sezione e alla sezione “Informazioni Entity Specific”, capitolo “Finanza sostenibile”. L’analisi svolta consente al Gruppo di valutare la resilienza della propria strategia e del modello aziendale a sfide ambientali e sociali emergenti, contribuendo a migliorare la capacità di adattamento all’evoluzione del contesto normativo e di mercato. In aggiunta, rispetto all’analisi di doppia materialità condotta nell’esercizio precedente, si evidenziano alcune differenze ottenute a seguito del perfezionamento e affinamento della metodologia adottata, con particolare riferimento al portafoglio investimenti, che ha focalizzato l’analisi sulle esposizioni caratterizzate da un MSCI ESG Rating inferiore a una soglia prestabilita. Nello specifico: con riferimento alla catena del valore a valle (portafoglio investimenti), in continuità con l’analisi di doppia materialità 2024, è stata confermata la materialità della tematica relativa al cambiamento climatico (E1). Diversamente dall’esercizio precedente, le tematiche afferenti alla biodiversità (E4), all’economia circolare (E5) e alla condotta delle imprese (G1), non sono risultate materiali con specifico riferimento al portafoglio investimenti, poiché la soglia applicata permette di focalizzare
85 l’analisi su esposizioni in settori maggiormente esposti a tematiche ESG, escludendo al contrario le esposizioni in settori considerati più “virtuosi”; rispetto all’analisi 2024, è stato introdotto un tema entity-specific relativo alla finanza sostenibile, in coerenza con le evidenze emerse dal benchmark di settore. Tale tematica è stata valorizzata al fine di rappresentare il crescente impegno del Gruppo nello sviluppo e nella diffusione di prodotti e servizi che integrano i fattori ESG nei processi di investimento, contribuendo a orientare le scelte di allocazione del capitale verso modelli economici più sostenibili e a supportare la transizione verso un’economia a minore impatto ambientale e sociale; con riferimento alla catena del valore a monte, le tematiche relative alla forza lavoro nella catena del valore (S2), a differenza di quanto emerso nell’analisi 2024, non sono risultate materiali, alla luce delle considerazioni delle direzioni aziendali di competenza raccolte attraverso le attività di stakeholder engagement condotte nel corso dell’esercizio; con riferimento alle attività proprie (own operations), sono stati integrati ulteriori impatti negativi potenziali relativi alla forza lavoro propria, con l’obiettivo di garantire una rappresentazione più omogenea e coerente con le evidenze di mercato e con le evoluzioni del contesto di riferimento.
86 Informazioni Ambientali ESRS E1 - Cambiamenti Climatici Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione Il Gruppo ha adottato una Politica di Remunerazione che disciplina i sistemi di incentivazione, anche in relazione agli obiettivi legati a tematiche ESG, nella quale tratta l’integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione dei membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo. Tuttavia, con riferimento ai cambiamenti climatici, si precisa che Azimut attualmente non definisce obiettivi specifici in merito alla riduzione delle emissioni di Gas a Effetto Serra (di seguito “GES” o “GHG”) sia rispetto alle attività proprie sia rispetto alla catena del valore. Pertanto, non prevede mirati obiettivi legati al clima nella struttura di remunerazione ed incentivazione dei membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo. Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici Consapevole dell’importanza dei temi ambientali e del cambiamento climatico, il Gruppo Azimut ha intrapreso un processo volto a integrare i principi della sostenibilità nelle attività quotidiane del business, nel processo di investimento e nella erogazione del servizio di consulenza. Attualmente Azimut non ha definito e adottato un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici, né stabilito le relative tempistiche, tenuto conto anche dei recenti sviluppi regolatori e in attesa dei relativi consolidamenti normativi. Il Gruppo è comunque impegnato in iniziative volte a ridurre gli impatti ambientali diretti e indiretti. Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima I processi per individuare e valutare gli impatti, rischi e opportunità sono descritti nel dettaglio nella sezione “Informazioni Generali”, capitolo “Analisi di doppia materialità”. In generale, il processo di valutazione dei rischi e delle opportunità del Gruppo ha preso in considerazione sia gli aspetti fisici che quelli di transizione. I rischi fisici includono rischi fisici acuti (eventi improvvisi come cicloni, uragani o inondazioni) e rischi fisici cronici (cambiamenti climatici a lungo termine come aumenti sostenuti della temperatura). I rischi di transizione riguardano i rischi derivanti dalla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, inclusa l'evoluzione delle normative ambientali che introducono nuovi requisiti ambientali minimi e limiti alle emissioni di gas serra. Per quanto riguarda l’identificazione degli impatti relativi al cambiamento climatico il Gruppo Azimut ha svolto un processo di analisi con riferimento alle proprie attività, alla catena di fornitura a monte e ai prodotti/servizi offerti alla clientela. In particolare, sono state esaminate le operazioni dirette del Gruppo e i principali indicatori di monitoraggio (ad esempio i consumi energetici, le emissioni GHG), al fine di individuare gli impatti potenzialmente materiali derivanti dallo svolgimento delle attività aziendali. L’analisi è stata ampliata anche alla catena del valore del Gruppo. In primo luogo, è stata considerata la catena di fornitura, analizzando i principali attori e le attività svolte, per identificare i potenziali impatti. In aggiunta, è stata esaminata la catena del valore downstream, con focus sul portafoglio gestito, al fine di verificare il possibile insorgere di impatti correlati e materiali.
87 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Come rappresentato nel capitolo “Analisi di doppia materialità” della sezione “Informazioni Generali”, il Gruppo ha condotto l’analisi di materialità secondo la duplice prospettiva (i) inside- out, prendendo in considerazione gli impatti connessi alle operazioni proprie dell’impresa e alla catena del valore a monte e a valle rilevanti per il Gruppo, sia positivi che negativi, che effettivi o potenziali, e (ii) outside-in, individuando i temi di sostenibilità che generano rischi e opportunità che influenzano o possono influenzare lo sviluppo dell’impresa, la sua situazione patrimoniale-finanziaria, il risultato economico, i flussi finanziari, l’accesso ai finanziamenti o il costo del capitale nel breve, medio o lungo termine. Dall’analisi inside-out sono emersi tre impatti negativi effettivi: il primo riguardante le emissioni di gas a effetto serra dirette, in riferimento alle attività proprie del Gruppo, in particolare i consumi energetici di sedi e uffici; il secondo relativo alle emissioni di gas a effetto serra indirette derivanti dalla gestione del portafoglio. Infine, è emerso un impatto legato all’utilizzo di energia da fonti non rinnovabili per lo svolgimento delle attività del Gruppo, anche in questo caso con particolare riferimento ai consumi energetici da fonti non rinnovabili di sedi e uffici. Il Gruppo riconosce quindi l’importanza di questi fattori, che contribuiscono al cambiamento climatico ed evidenziano la necessità di attività di mitigazione. Per quanto riguarda la mitigazione dei cambiamenti climatici e la tematica energia, l’analisi di materialità finanziaria si è focalizzata sul perimetro delle operazioni proprie e della catena del valore a valle. Con particolare riferimento al portafoglio investimenti, migliorando l’approccio metodologico del 2024, Azimut ha focalizzato l’analisi sulle esposizioni caratterizzate da un MSCI ESG Rating inferiore a una soglia prestabilita, così da concentrarsi sui portafogli maggiormente esposti a tematiche e controversie ESG. Tale punto rappresenta un elemento di novità rispetto alla analisi di materialità finanziaria del 2024, in cui tale filtro, rispetto a settori considerati più “virtuosi”, non veniva considerato. Le risultanze di tale attività hanno consentito di indagare il rischio di transizione attraverso la valutazione del rischio potenziale associato alle esposizioni di portafoglio in settori maggiormente esposti utilizzando le matrici UNEPFI (United Nations Environment Programme Finance Initiative). In particolare, l’indicatore utilizzato per il calcolo del rischio di transizione è stato il “Climate stability” (UNEPFI). Nel caso del portafoglio gestito dal Gruppo, nell’ambito del tema “E1 - Cambiamento climatico” non sono emersi rischi e opportunità materiali. Per quanto concerne l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’analisi di materialità finanziaria si è focalizzata sul perimetro delle operazioni proprie, indagando in particolare il rischio fisico associato alle sedi operative del Gruppo Azimut. L’analisi è stata condotta utilizzando il tool ThinkHazard, che consente di calcolare, in base a diverse tipologie di rischio fisico (come incendi, scarsità di acqua, tsunami, etc.), un punteggio di rischio fisico per ciascun Paese. Nel caso delle operazioni proprie del Gruppo Azimut, tali rischi sono risultati non materiali. Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi L’attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico è ormai sensibilità comune e viene esercitata sia dai gestori nella selezione dei portafogli, sia nella gestione degli impatti diretti derivanti dalle attività quotidiane del business. Politica di Sostenibilità L’impegno del Gruppo nei confronti delle tematiche ambientali si è concretizzato nell’adozione della Politica di Sostenibilità di Azimut Holding S.p.A., tramite la quale il Gruppo si impegna a
88 ridurre e ottimizzare l’impatto delle proprie attività, sia dirette che indirette, adottando un approccio sostenibile nel breve e nel lungo periodo. Inoltre, Azimut monitora costantemente i fattori di rischio legati agli aspetti ambientali al fine di garantire una gestione responsabile ed efficace. La Politica di Sostenibilità di Azimut Holding esprime pertanto le tematiche legate agli impatti, rischi e opportunità. Inoltre, i risultati dell’analisi di doppia materialità, che consentono di prendere in considerazione gli interessi degli stakeholder rilevanti per il Gruppo, costituiscono la base per la definizione e l’aggiornamento dei principi chiave della Politica. Il documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A. e reso disponibile sul sito internet del Gruppo, è stato redatto secondo i principi definiti dal Codice Etico, dal Modello Organizzativo 231, ove applicato, e da tutte le politiche, procedure e informative definite a livello di Gruppo e dalle singole società. Tale documento si applica alle attività svolte dal Gruppo e a tutte le sue Società controllate che ne fanno parte. Nel corso del 2025 e durante i primi mesi del 2026, Azimut ha provveduto ad aggiornare la Politica di Sostenibilità del Gruppo, al fine di allinearne i contenuti agli esiti dell'analisi di doppia materialità, ai feedback raccolti dagli stakeholder interni ed esterni, nonché alle evidenze emerse dall'analisi di contesto, ivi incluse previsioni normative e best practice. I contenuti del documento sono stati, inoltre, riformulati al fine di migliorarne chiarezza e leggibilità e di garantirne coerenza con quanto previsto da altri documenti aziendali. La versione aggiornata della Politica è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding in data 5 marzo 2026. La Politica mira a promuovere l’applicazione dei principi in essa contenuti anche nei rapporti commerciali lungo la catena del valore, sia upstream che downstream, includendo collaboratori a vario titolo, consulenti, partner commerciali e finanziari, fornitori, clienti e comunità. I principi elencati sono infatti analogamente recepiti, ove applicabili, dalle società del Gruppo nelle proprie politiche e in linea con le normative locali. I principali obiettivi, valori e relative modalità di gestione definite rispetto alle tematiche ambientali sono: (i) gli investimenti responsabili e (ii) la tutela dell’ambiente, da parte del Gruppo. In particolare, Azimut riconosce l’importanza di includere valutazioni ESG nei processi di investimento. I principi di investimento sostenibile vengono definiti come investimenti in attività economiche che contribuiscono ad obiettivi ambientali (“Environment”) e sociali (“Social”) così come investimenti in società che perseguono politiche di adeguato governo ed organizzazione aziendale (“Governance”). La Politica risulta funzionale all’identificazione, valutazione e gestione dei fattori ESG che possano comportare sia rischi che opportunità per il conseguimento degli obiettivi aziendali. Per quanto riguarda le proprie attività operative il Gruppo si impegna a contribuire, in modo diretto ed indiretto, a minimizzare il proprio impatto sull’ambiente, impegnandosi nella gestione della tematica nel rispetto della normativa vigente in materia, e con quanto previsto dai principali standard, linee guida e principi emanati da organizzazioni nazionali ed internazionali. In particolare, il Gruppo si impegna ad adottare processi e tecnologie finalizzati all’ottimizzazione dei consumi energetici ed emissioni di gas serra, promuovere un uso consapevole delle risorse e dei materiali di consumo sui luoghi di lavoro, sensibilizzare i propri dipendenti a tematiche di sostenibilità ed includere, ove applicabili, valutazioni ESG nei processi di selezione della catena di fornitura. Per monitorare e ridurre il proprio impatto ambientale, nonché per analizzare i rischi e le opportunità ad esso correlati, Azimut ha intrapreso diverse iniziative. Tra queste, la decisione di aderire al CDP (Carbon Disclosure
89 Project) rappresenta un passo fondamentale per comunicare in modo trasparente le proprie performance ambientali. Inoltre, l’adesione ai Principles for Responsible Investment (PRI) consente al Gruppo di integrare i fattori ESG nell’analisi e nelle decisioni d’investimento. In aggiunta, Azimut partecipa attivamente, attraverso la società Azimut Capital Management, al Forum per la Finanza Sostenibile, confermando così il proprio impegno verso l’investimento sostenibile. Policy ESG Le Società Azimut Capital Management SGR S.p.A., Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., Azimut Investments SA, Azimut Life DAC ed Azimut Investments Limited hanno adottato una propria Policy ESG con l’obiettivo di disciplinare i principi e le regole relative all’integrazione dei rischi di sostenibilità nei processi decisionali relativi agli investimenti. Le Politiche sono state predisposte tenendo conto dei servizi e delle attività prestate dalle società nonché del vigente contesto normativo e regolamentare. Le principali disposizioni di riferimento comuni a tutte le policy sono: Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) – Regolamento (UE) 2019/2088: stabilisce obblighi di trasparenza per le società finanziarie riguardo all'integrazione dei fattori ESG nei loro processi decisionali e nei prodotti finanziari; Regulatory Technical Standards (RTS) under SFDR – Regolamento delegato (UE) 2022/1288: specifica i dettagli tecnici e i requisiti di trasparenza previsti dal SFDR, inclusi i modelli per la rendicontazione delle informazioni sulla sostenibilità nei documenti precontrattuali, sui siti web e nei report periodici; EU Taxonomy Regulation – Regolamento (UE) 2020/852: definisce un sistema di classificazione per determinare se un’attività economica può essere considerata ambientalmente sostenibile, facilitando gli investimenti "green". Le Politiche, nonostante siano declinate per le diverse realtà aziendali, presentano una struttura analoga; vengono pubblicate sul sito internet, sono approvate dal Consiglio di Amministrazione e sono applicabili ai membri dello stesso, ai professionisti che agiscono per conto della società e alle funzioni di Gestione del Portafoglio e del Rischio, in relazione ai prodotti/servizi offerti. In riferimento al cambiamento climatico, le predette società del Gruppo adottano, tra l’altro, un approccio strutturato alla gestione dei Principal Adverse Impacts (PAI), integrando i criteri di sostenibilità nei processi di investimento. A tal fine, tramite queste Politiche, le società del Gruppo formalizzano strategie chiare, prevedono tra i vari fattori la riduzione degli impatti ambientali degli investimenti, tramite l’esclusione di controparti attive in settori di attività sensibili sotto il profilo ESG. Inoltre, il Gruppo Azimut monitora costantemente i rischi legati al cambiamento climatico, sia fisici che di transizione, utilizzando metriche ESG specifiche per valutare l’impatto delle decisioni di investimento sulle emissioni di carbonio e sulla resilienza climatica dei portafogli. Questo approccio consente di mitigare i rischi ambientali, limitare gli impatti negativi connessi ai PAI e contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi globali di decarbonizzazione e lotta al cambiamento climatico. Metriche e Azioni Gestione dell’energia e delle emissioni lorde di GES Azimut è consapevole delle sfide legate al cambiamento climatico e si impegna concretamente per ridurre il proprio impatto ambientale. Con riferimento alle operazioni proprie, le attività d’ufficio comportano un impatto limitato, riconducibile principalmente ai consumi di gas
90 naturale e diesel per il riscaldamento degli edifici e di gas refrigeranti per il raffrescamento, oltre al consumo di carburante dei veicoli aziendali. Nonostante ciò, il Gruppo adotta misure continue per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni. Tra le principali azioni messe in campo per contenere i consumi energetici si evidenziano: l’utilizzo di sistemi di illuminazione a LED; l’utilizzo di apparati informatici a basso impatto energetico (AAA) o lo spegnimento degli stessi alla sera e durante i fine settimana/giorni festivi; il mantenimento di soglie di temperatura massima o minima a seconda della stagione, per ridurre al minimo il consumo di energia elettrica; l’adozione di pratiche virtuose promosse tra i dipendenti, volte a incentivare un utilizzo responsabile dell’energia (es. spegnimento delle luci, spegnimento PC a fine giornata). Si ricorda poi, che nel corso degli anni Azimut ha realizzato diverse azioni volte a ridurre l’impatto ambientale, come ad esempio il piano di ristrutturazione degli edifici nelle sedi milanesi di via Cusani, all’interno dei quali sono state apportate alcune soluzioni per l’efficientamento energetico, tra cui ad esempio l’introduzione di prese corrente Wieland con sistema di risparmio energetico “Master & Slave” e la sostituzione dei corpi illuminanti con un sistema di prodotto LED a basso consumo energetico. Anche a livello internazionale, Azimut ha compiuto scelte sostenibili. La società statunitense Kennedy Capital Management ad esempio, ha implementato diverse iniziative in ambito ambientale, tra cui la compensazione totale del consumo di carta tramite progetti di riforestazione, l’installazione di un nuovo sistema HVAC 8 ad alta efficienza con controlli digitali avanzati in grado di diminuire significativamente i consumi energetici, l’adozione di illuminazione a basso consumo con sensori di movimento, nonché il supporto alla mobilità sostenibile attraverso stazioni di ricarica per veicoli elettrici e programmi di riciclo delle batterie. Inoltre, anche altre società hanno adottato diverse misure di efficientamento dei propri uffici, come la società Azimut Genesis (USA), il cui ufficio è certificato LEED Silver 9 , oppure la società lussemburghese che opera in un edificio selezionato anche sulla base di una valutazione delle caratteristiche ambientali della struttura, o ancora, le società irlandesi che risiedono in un green building, caratterizzato da un’alta efficienza energetica e certificato BREEAM. Azimut pone concretamente attenzione alle tematiche ambientali anche tramite una strategia di investimento responsabile. Per questo motivo, da gennaio 2020, Azimut ha deciso, su base volontaria, di sottoscrivere i Principles for Responsible Investment (PRI) delle Nazioni Unite, un set di principi di investimento che promuovono una serie di azioni per incorporare tematiche ESG nelle pratiche di investimento e arricchire l’informativa fornita agli investitori su tale tematica. Al fine di monitorare e mitigare il proprio impatto ambientale, nonché analizzare i rischi e le opportunità ad esso connessi, dal 2019 Azimut è anche firmataria del CDP, con la qualifica di “Investor Signatory”, e dal 2020 partecipa attivamente alla compilazione del questionario di riferimento. Il CDP è un’organizzazione no profit che offre a imprese e governi un sistema di misurazione, rilevazione, gestione e condivisione a livello globale di informazioni riguardanti il cambiamento climatico; la partecipazione di Azimut a questa iniziativa rappresenta anche un’importante opportunità per comunicare in modo trasparente ai propri stakeholder le proprie performance ambientali. Si evidenzia, inoltre, che nel questionario CDP del 2025, è stata 8 Heating, Ventilation and Air Conditioning 9 Leadership in Energy and Environmental Design, il sistema di classificazione degli edifici green più diffuso.
91 inserita la rendicontazione - per tutte le società del Gruppo - delle emissioni dirette di Scope 1, riferite ai consumi di Gas naturale, Gas refrigeranti e carburante dei veicoli aziendali. In aggiunta, a conferma del proprio impegno, per il terzo anno consecutivo Azimut aderisce anche alla Non-Disclosure Campaign (NDC) promossa dal CDP, un’iniziativa collaborativa rivolta ai firmatari del questionario ambientale con l’obiettivo di sollecitare una maggiore trasparenza sugli impatti ambientali e sulle iniziative di mitigazione da parte delle società quotate considerate “high emitters”. Attraverso questa campagna, che coinvolge una rete di investitori istituzionali, il Gruppo partecipa attivamente nel promuovere un dialogo costruttivo con tali società, incoraggiandole a rispondere al questionario CDP inerente al cambiamento climatico. La campagna ha infatti dimostrato che gli emittenti sono più propensi a fornire informazioni complete e trasparenti quando sollecitati direttamente dagli azionisti e da altre istituzioni finanziarie. In aggiunta, il Gruppo, attraverso la società Azimut Capital Management, è socio del Forum per la Finanza Sostenibile, associazione no profit che raduna operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. Attraverso l’adesione, Azimut intende rimarcare il proprio impegno verso l’adozione e promozione di pratiche di investimento responsabile con l’obiettivo di integrare i criteri ambientali, sociali e di governance nei prodotti e nei processi finanziari. Vista anche l’attenzione di Azimut ai temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico lungo l’intera catena del valore, nel 2025, ha continuato l’attività di monitoraggio delle emissioni di GES dei portafogli tramite il supporto dell’info-provider MSCI ESG Research, avviata nel 2022. A complemento di queste iniziative, nel corso del 2025, Azimut Capital Management e Azimut Libera Impresa hanno continuato le attività legate ai presidi sui rischi climatici e ambientali, in linea con le Aspettative di Vigilanza emanate da Banca d’Italia nel 2022. Queste aspettative, analoghe alle iniziative già adottate dalla BCE e da altre autorità di vigilanza nazionali, richiedono agli intermediari vigilati di integrare i rischi climatici e ambientali nelle proprie strategie, nei sistemi di governance, nei processi di controllo e gestione dei rischi, oltre che nelle comunicazioni rivolte al mercato. A fronte delle richieste di Banca d’Italia, Azimut Capital Management e Azimut Libera Impresa hanno predisposto specifici Piani d’Azione dedicati, approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione e Collegi Sindacali e trasmessi a Banca d’Italia entro il 30 marzo 2023. Dopo la prima condivisione del Piano con il regolatore, i rispettivi Consigli di Amministrazione vengono periodicamente aggiornati, in merito all’avanzamento delle iniziative previste. Con riferimento ad Azimut Capital Management, nel corso del 2025, si è operato in continuità con le iniziative attivate nel corso del biennio precedente. Tra le azioni più rilevanti, poste in essere in ottemperanza ai Piani d’Azione, hanno trovato posto la definizione e formalizzazione di deleghe esplicite in materia di sostenibilità e rischi climatici e ambientali da parte dei Consigli di Amministrazione, nonché il potenziamento delle competenze specifiche sugli Organi di amministrazione e controllo attraverso appositi programmi di formazione, rinnovati annualmente, dedicati agli Amministratori, ai Sindaci e al personale dipendente. In parallelo, nell’ambito del sistema di gestione dei rischi, è stato effettuato l’aggiornamento annuale dell’analisi finalizzata a valutare il livello di esposizione dei prodotti finanziari ai rischi climatici e ambientali. Tale esercizio – che, come consueto, ha coinvolto i fondi UCITS, i FIA aperti, i Fondi
92 Pensione e le Gestioni Patrimoniali – ha lo scopo di fornire una sempre maggiore integrazione degli aspetti climatici e ambientali nei processi di analisi e misurazione del rischio. Si segnala, infine, che al termine del 2025 si è concluso l’orizzonte temporale dei Piani di Azione ESG triennali predisposti in risposta alle Aspettative di vigilanza di Banca d’Italia sui rischi climatici e ambientali. Come sopra indicato, nel triennio di riferimento Azimut Capital Management e Azimut Libera Impresa hanno dato attuazione a tale percorso attraverso un processo graduale e strutturato, articolato nelle principali aree individuate dalle Aspettative di Vigilanza, portando a compimento gli obiettivi previsti dai Piani. Le iniziative avviate nel triennio, sopra brevemente descritte, hanno progressivamente rafforzato l’integrazione dei fattori ESG nelle scelte strategiche e operative delle società e presentano, in larga parte, carattere strutturale e continuativo. Metriche sul consumo di energia e mix energetico I dati sui consumi di energia monitorati dal Gruppo si riferiscono principalmente ai consumi di energia elettrica acquistata dalla rete, considerati i più significativi visto il settore di appartenenza e le attività svolte da Azimut. A tali consumi sono associati le emissioni indirette di Scope 2. Nello specifico, per l’anno 2025, i consumi totali di energia del Gruppo Azimut ammontano a 2.843 MWh, riconducibili prevalentemente al consumo di energia elettrica, al consumo di gas per il riscaldamento e raffrescamento degli edifici, oltre al consumo di carburante dei veicoli aziendali. Dalla tabella di dettaglio riportata di seguito emerge che nel 2025 la quota di energia proveniente fonti nucleari e da fonti rinnovabili è aumentata. Nel corso del 2025, Azimut ha consumato complessivamente 1.770 MWh di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento acquistata dalla rete, di cui il consumo associato a contratti di fornitura di energia da fonti rinnovabili certificate è pari a 515 MWh, ovvero il 18% del totale dell’energia consumata dal Gruppo. L’indice di intensità energetica 10 medio per dipendente nel 2025 risulta essere di 2,7 MWh/dipendente, in linea con il dato 2024. Tabella 02 – Consumi totali di energia e mix energetico in megawatt-ora (MWh) 2025 2024 Consumo totale di energia da fonti fossili 2.183 2.183 Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia (%) 77% 91% Consumo totale da fonti nucleari 145 89 Quota di fonti nucleari sul consumo totale di energia (%) 5% 4% Consumo totale di energia da fonti rinnovabili certi�icate 515 132 Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia (%) 18% 5% Consumo totale di energia 2.843 2.404 10 L’indice di intensità energetica è calcolato dividendo i consumi (MWh) per il numero totale dei dipendenti.
93 Si segnala che l’aumento dei consumi energetici, e delle relative emissioni descritte nel paragrafo successivo, rispetto al 2024 è dovuto principalmente all’ampliamento delle società in perimetro. Per maggiori dettagli sul perimetro di rendicontazione e le relative variazioni si rimanda alla sezione “Informazioni Generali”, capitolo “Criteri generali per la redazione della Rendicontazione consolidata di sostenibilità”. Si specifica, inoltre, che Azimut non produce energia, non consuma combustibili da fonti rinnovabili e non opera tramite le sue società in settori ad alto impatto climatico. Metriche sulle emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES Per quanto riguarda le operazioni proprie, nel corso del 2025 il Gruppo Azimut ha generato 260 tCO2eq di emissioni GES Scope 1, dato in diminuzione rispetto al 2024 (268 tCO2eq), riconducibili prevalentemente al consumo di carburante dei veicoli aziendali (i.e. benzina, diesel) e al consumo di gas naturale per il riscaldamento degli uffici del Gruppo. Con riferimento alle emissioni indirette di GES Scope 2, derivanti dal consumo di energia elettrica acquistata dalla rete, queste sono state calcolate secondo la metodologia location-based, che considera un fattore di emissione nazionale che varia in base alla quota di energia rinnovabile della nazione considerata all’interno del mix energetico, e secondo la metodologia market-based, che considera il quantitativo totale di energia elettrica acquistata dalla rete, solo se non rinnovabile. In relazione alle emissioni di Scope 2, per le sole società Wealthype SpA e AZ Apice si è fatto ricorso a stime basate sui consumi medi degli edifici nei rispettivi Paesi di riferimento, in quanto le società operano in spazi condivisi (co-working) e non dispongono di dati puntuali relativi ai propri consumi energetici. Si precisa, inoltre, che i consumi energetici di tutte le altre società in perimetro si basano su dati effettivamente rilevati e raccolti. Nel 2025, le emissioni GES Scope 2 secondo la metodologia location-based ammontano a 476 tCO2eq (328 tCO2eq nel 2024); secondo la metodologia market-based, le emissioni GES Scope 2 risultano pari a 443 tCO2eq (377 tCO2eq nel 2024). L’indice di intensità emissiva 11 per dipendente, con riferimento alle sole emissioni di Scope 1 e 2, per il 2025 risulta essere di 0,7 tCO2eq/dipendente, dato in linea con l’anno precedente. Con riferimento alla catena del valore downstream, anche nel 2025 il Gruppo ha mostrato impegno e interesse nei confronti dell’integrazione delle tematiche ESG nel portafoglio, concretizzatosi, tra le altre iniziative, mediante il monitoraggio delle emissioni GES del proprio portafoglio di investimenti. In continuità con lo scorso anno, infatti, il Gruppo ha effettuato un esercizio di raccolta e calcolo dei dati relativi alle emissioni di CO2eq delle società in portafoglio, avvalendosi delle informazioni reperite dall’info-provider MSCI ESG Research. Si segnala che le emissioni Scope 3 totali del Gruppo legate al portafoglio nell’esercizio 2025 sono pari a 16.965.113 tCO2eq (nel 2024 erano pari a 14.569.160 tCO2eq) 12 . Nello specifico, il leggero incremento è riconducibile principalmente all’aumento delle masse oggetto di analisi, determinato sia dall’ampliamento del perimetro delle società incluse nell’analisi sia dalla crescita della raccolta. Si evidenzia, inoltre, che il numero indicato è riportato al netto di double-counting derivanti da investimenti intra-gruppo. Al pari dell’anno precedente, l’analisi è stata condotta andando in “look through” sui fondi di case terze (attraverso provider Factset, per la quasi totalità delle 11 L’indice di intensità emissiva è calcolato dividendo le emissioni GES Scope 1 e le emissioni GES Scope 2 calcolate secondo metodologia location based (tCO2eq) per il numero totale di dipendenti. 12 Si precisa che, ai fini del calcolo delle emissioni di Scope 3, sono state considerate esclusivamente le emissioni relative alla Categoria 15 “Investimenti”, in quanto ritenuta significativa in relazione al modello di business del Gruppo Azimut.
94 masse investite in fondi di terzi). La percentuale considerata all’interno dell’analisi è pari al 78,41% (78,06% nel 2024) delle masse complessive ed è data dalla percentuale investita in titoli corporate di debito, strumenti corporate rappresentativi di capitale e fondi. Di questa porzione, è stato possibile ricavare i dati relativi alle emissioni attraverso l’info-provider MSCI per il 71,17% (68,51% nel 2024). I dati forniti complessivamente da MSCI coprono il 55,80% del totale delle masse (53,48% nel 2024), per i quali è stato possibile calcolare le emissioni di Scope 3 13 . Le emissioni totali di GES, calcolate con la duplice metodologia location-based e market-based, sono pari rispettivamente a 16.965.849 e 16.965.816 tCO2eq (rispetto a 14.569.756 tCO2eq e 14.569.805 tCO2eq nel 2024). In aggiunta, Azimut ha calcolato l’intensità di emissioni per il 2025, considerando le emissioni totali di GES calcolate con il metodo market-based e location-based, rapportate ai ricavi che ammontano a 1.404.422 migliaia di euro. Tale indice risulta pari a 12,08031 tCO2eq/migliaia di euro con riferimento alle emissioni location-based, e 12,08028 tCO2eq/migliaia di euro con riferimento alle emissioni market-based. Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di carbonio Il Gruppo Azimut non utilizza crediti di carbonio e non è sottoposto a sistemi regolamentati di scambio di emissioni. Fissazione del prezzo interno del carbonio Il Gruppo Azimut non applica sistemi di fissazione del prezzo interno del carbonio. Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi Attualmente, il Gruppo Azimut non ha formalizzato obiettivi specifici per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità in relazione ai cambiamenti climatici. Tuttavia, continua a monitorare questi aspetti nell’ambito delle proprie attività, valutando eventuali iniziative e strategie per rafforzare la competitività e lo sviluppo dei territori, con l’obiettivo di consolidarsi come punto di riferimento per l’innovazione e la sostenibilità. 13 Si specifica che per il restante 44,2% delle masse non è stato possibile calcolare o stimale le emissioni.
95 Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento Tassonomia (UE) 2020/852 In un contesto internazionale di transizione verso un’economia sostenibile, si inserisce una delle misure attuate dell’Unione Europea nel Piano d’Azione per la finanza sostenibile: il Regolamento (UE) 2020/852 (cd. “Regolamento Tassonomia”) che ha l’obiettivo di riorientare i capitali verso le attività economiche considerate ecosostenibili. Il Regolamento pone le basi del funzionamento della tassonomia, che si basa sull’identificazione di sei obiettivi ambientali: 1) mitigazione dei cambiamenti climatici; 2) adattamento ai cambiamenti climatici; 3) uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine; 4) transizione verso un’economia circolare; 5) prevenzione e controllo dell’inquinamento; 6) protezione degli ecosistemi e della biodiversità. Le attività ecosostenibili sono definite come quelle attività economiche che contribuiscono in modo sostanziale al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi ambientali, e che, al contempo, non arrecano un danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali e sono svolte nel rispetto di garanzie minime di salvaguardia 14 . Tale Regolamento è stato integrato da atti delegati quali il Regolamento delegato (UE) 2021/2139 e il Regolamento delegato (UE) 2023/2486 che hanno definito, per ciascun obiettivo ambientale, le attività economiche che hanno il potenziale di contribuire a tali obiettivi (cd. attività “ammissibili alla Tassonomia”) e i criteri di vaglio tecnico per determinare l’effettivo contributo sostanziale di tali attività (cd. attività “allineate alla Tassonomia”). I successivi Regolamenti Delegati (UE) 2021/2178 e (UE) 2022/1214 hanno definito gli specifici indicatori per misurare le prestazioni delle imprese in materia di Tassonomia nonché le relative metodologie, modalità e tempistiche di rendicontazione, distinguendo tra imprese non finanziarie, enti creditizi, gestori di attività finanziarie, imprese assicurative e riassicurative e imprese di investimento. Si specifica inoltre, che nel corso del 2025 il legislatore europeo ha avviato un processo di razionalizzazione del quadro normativo in materia di sostenibilità (c.d. “Omnibus delegated act”), con particolare riferimento agli obblighi di disclosure previsti dalla Tassonomia UE, al fine di ridurre gli oneri di rendicontazione per le imprese e gli intermediari finanziari, nonché salvaguardare trasparenza e attendibilità delle informazioni ambientali fornite al mercato. In questo contesto, l’8 gennaio 2026 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, che modifica il Regolamento Delegato (UE) 2021/2178, introducendo, tra le altre modifiche, una soglia di rilevanza per la rendicontazione dei KPI previsti dal quadro di riferimento e una revisione dei template standard di rendicontazione. Ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento delegato (UE) 2026/73, le disposizioni in esso contenute si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2026 con riferimento all’esercizio finanziario 2025. È tuttavia prevista la facoltà per le imprese di differirne l’applicazione alla rendicontazione relativa all’esercizio finanziario 2026. Tenuto conto di tale opzione, il Gruppo Azimut ha deciso di mantenere un approccio di continuità metodologica per la presente rendicontazione, adottando gli Atti Delegati ante modifica normativa (c.d. pre-amendment), in 14 Le garanzie minime di salvaguardia sono procedure attuate da un’impresa che svolge un’attività economica al fine di garantire che sia in linea con le linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e con i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, inclusi i principi e i diritti stabiliti dalle otto convenzioni fondamentali individuate nella dichiarazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro e dalla Carta internazionale dei diritti dell’uomo.
96 linea con la Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità relativa all’anno 2024. Di conseguenza, il Gruppo Azimut recepirà le novità normative sopra descritte a partire dalla rendicontazione relativa al 2026. Pertanto, in ottemperanza a quanto richiesto dalla normativa sopra descritta, per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 il Gruppo Azimut ha predisposto i seguenti indicatori, utilizzando l’apposito formato tabellare ove previsto: indicatore fondamentale di prestazione dei gestori di attività finanziarie (GIR); informativa su attività economiche legate a gas fossile e nucleare. Rispetto alle tabelle sotto riportate, relative al periodo di rendicontazione 2025 e al periodo di rendicontazione 2024, si segnala che i valori totali potrebbero presentare lievi differenze decimali rispetto alla sommatoria dei valori dei singoli addendi. Tale fattispecie è dovuta agli arrotondamenti applicati agli importi durante la predisposizione dello scenario dati al milione. Inoltre, con riferimento all’economia reale, quest’ultima è stata considerata nel calcolo del denominatore consolidato relativo all’indicatore fondamentale di prestazione dei gestori di attività finanziarie; mentre non si è proceduto a valutare l’allineamento ai fini dell’inclusione nel numeratore, tenuto conto della non rilevanza con riferimento a considerazioni di materialità e copertura da parte dell’infoprovider.
97 Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento Tassonomia (UE) 2020/852 per i gestori di attività finanziarie (importi in milioni di euro) Periodo di Rendicontazione 2025 MODELLO PER L’INDICATORE FONDAMENTALE DI PRESTAZIONE (KPI) DEI GESTORI DI ATTIVITÀ FINANZIARIE Modello standard per l’informativa a norma dell’articolo 8 del regolamento (UE) 2020/852 (gestori di attività �inanziarie) Valore medio ponderato di tutti gli investimenti diretti a �inanziare o associati ad attività economiche allineate alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI, con le seguenti ponderazioni per gli investimenti nell’impresa: sulla base del fatturato: 1,74% sulla base delle spese in conto capitale: 2,79% Valore medio ponderato di tutti gli investimenti diretti a �inanziare o associati ad attività economiche allineate alla tassonomia, con le seguenti ponderazioni per gli investimenti nell’impresa: sulla base del fatturato: 958 sulla base delle spese in conto capitale: 1.537 Percentuale di attivi coperti dal KPI rispetto al totale degli investimenti (totale attività �inanziarie gestite). A esclusione degli investimenti in entità sovrane. Tasso di copertura: 84,98% Valore monetario degli attivi coperti dal KPI. A esclusione degli investimenti in entità sovrane. Copertura: 55.183 Informazioni aggiuntive complementari: scomposizione del denominatore del KPI Percentuale di derivati rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: 1,97% Valore dei derivati in importi monetari: 1.086 Quota di esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie dell’UE non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: 3,10% per le imprese �inanziarie: 0,05% Valore delle esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie dell’UE non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: 1.710 per le imprese �inanziarie: 26 Quota di esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie di paesi terzi non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/ UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: 48,13% per le imprese �inanziarie: 1,94% Valore delle esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie di paesi terzi non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: 26.561 per le imprese �inanziarie: 1.072 Quota di esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: Valore delle esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE:
98 per le imprese non �inanziarie: 11,02% per le imprese �inanziarie: 8,98% per le imprese non �inanziarie: 6.080 per le imprese �inanziarie: 4.955 Quota di esposizioni verso altre controparti e altri attivi rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: 24,81% Valore delle esposizioni verso altre controparti e altri attivi: 13.693 Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche non ammissibili alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI: sulla base del fatturato: 93,87% sulla base delle spese in conto capitale: 92,82% Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche non ammissibili alla tassonomia: sulla base del fatturato: 51.800 sulla base delle spese in conto capitale: 51.222 Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI: sulla base del fatturato: 4,39% sulla base delle spese in conto capitale: 4,39% Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia: sulla base del fatturato: 2.425 sulla base delle spese in conto capitale: 2.424 Informazioni aggiuntive complementari: scomposizione del numeratore del KPI Quota di esposizioni allineate alla tassonomia verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: sulla base del fatturato: 1,47% sulla base delle spese in conto capitale: 2,49% per le imprese �inanziarie: sulla base del fatturato: 0,27% sulla base delle spese in conto capitale: 0,29% Valore delle esposizioni allineate alla tassonomia verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: sulla base del fatturato: 810 sulla base delle spese in conto capitale: 1.374 per le imprese �inanziarie: sulla base del fatturato: 148 sulla base delle spese in conto capitale: 163 Quota di esposizioni allineate alla tassonomia verso altre controparti e altri attivi rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: sulla base del fatturato: 0,00% sulla base delle spese in conto capitale: 0,00% Valore delle esposizioni allineate alla tassonomia verso altre controparti e altri attivi: sulla base del fatturato: 0 sulla base delle spese in conto capitale: 0 Scomposizione del numeratore del KPI per obiettivo ambientale Attività allineate alla tassonomia: 1) Mitigazione dei cambiamenti climatici Fatturato: 1,65% Spese in conto capitale: 2,64% Attività di transizione: 0,16%; 0,19% (fatturato; spese in conto capitale)
99 Attività abilitanti: 0,80%; 1,34% (fatturato; spese in conto capitale) 2) Adattamento ai cambiamenti climatici Fatturato: 0,02% Spese in conto capitale: 0,07% Attività abilitanti: 0,01%; 0,01% (fatturato; spese in conto capitale) 3) Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine Fatturato: 0,01% Spese in conto capitale: 0,03% Attività abilitanti: 0,00%; 0,00% (fatturato; spese in conto capitale) 4) Transizione verso un’economia circolare Fatturato: 0,05% Spese in conto capitale: 0,03% Attività abilitanti: 0,02%; 0,00% (fatturato; spese in conto capitale) 5) Prevenzione e riduzione dell’inquinamento Fatturato: 0,01% Spese in conto capitale: 0,02% Attività abilitanti: 0,00%; 0,00% (fatturato; spese in conto capitale) 6) Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi Fatturato: 0,00% Spese in conto capitale: 0,00% Attività abilitanti: 0,00%; 0,00% (fatturato; spese in conto capitale) (importi in milioni di euro) Periodo di Rendicontazione 2024 MODELLO PER L’INDICATORE FONDAMENTALE DI PRESTAZIONE (KPI) DEI GESTORI DI ATTIVITÀ FINANZIARIE Modello standard per l’informativa a norma dell’articolo 8 del regolamento (UE) 2020/852 (gestori di attività �inanziarie) Valore medio ponderato di tutti gli investimenti diretti a �inanziare o associati ad attività economiche allineate alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI, con le seguenti ponderazioni per gli investimenti nell’impresa: sulla base del fatturato: 1,44% sulla base delle spese in conto capitale: 2,45% Valore medio ponderato di tutti gli investimenti diretti a �inanziare o associati ad attività economiche allineate alla tassonomia, con le seguenti ponderazioni per gli investimenti nell’impresa: sulla base del fatturato: 708 sulla base delle spese in conto capitale: 1.202 Percentuale di attivi coperti dal KPI rispetto al totale degli investimenti (totale attività �inanziarie gestite). A esclusione degli investimenti in entità sovrane. Tasso di copertura: 84,38% Valore monetario degli attivi coperti dal KPI. A esclusione degli investimenti in entità sovrane. Copertura: 49.016
100 Informazioni aggiuntive complementari: scomposizione del denominatore del KPI Percentuale di derivati rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: 2,30% Valore dei derivati in importi monetari: 1.126 Quota di esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie dell’UE non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: 5,40% per le imprese �inanziarie: 1,14% Valore delle esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie dell’UE non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: 2.646 per le imprese �inanziarie: 558 Quota di esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie di paesi terzi non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/ UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: 46,77% per le imprese �inanziarie: 2,50% Valore delle esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie di paesi terzi non soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: 22.923 per le imprese �inanziarie: 1.223 Quota di esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: 8,52% per le imprese �inanziarie: 8,38% Valore delle esposizioni verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: 4.175 per le imprese �inanziarie: 4.105 Quota di esposizioni verso altre controparti e altri attivi rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: 25,01% Valore delle esposizioni verso altre controparti e altri attivi: 12.259 Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche non ammissibili alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI: sulla base del fatturato: 94,86% sulla base delle spese in conto capitale: 94,04% Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche non ammissibili alla tassonomia: sulla base del fatturato: 46.497 sulla base delle spese in conto capitale: 46.095 Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI: sulla base del fatturato: 3,70% sulla base delle spese in conto capitale: 3,51% Valore di tutti gli investimenti che �inanziano attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia: sulla base del fatturato: 1.812 sulla base delle spese in conto capitale: 1.720 Informazioni aggiuntive complementari: scomposizione del numeratore del KPI
101 Quota di esposizioni allineate alla tassonomia verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: per le imprese non �inanziarie: sulla base del fatturato: 1,28% sulla base delle spese in conto capitale: 2,25% per le imprese �inanziarie: sulla base del fatturato: 0,17% sulla base delle spese in conto capitale: 0,20% Valore delle esposizioni allineate alla tassonomia verso imprese �inanziarie e non �inanziarie soggette agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE: per le imprese non �inanziarie: sulla base del fatturato: 626 sulla base delle spese in conto capitale: 1.104 per le imprese �inanziarie: sulla base del fatturato: 81 sulla base delle spese in conto capitale: 98 Quota di esposizioni allineate alla tassonomia verso altre controparti e altri attivi rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI: sulla base del fatturato: 0,00% sulla base delle spese in conto capitale: 0,00% Valore delle esposizioni allineate alla tassonomia verso altre controparti e altri attivi: sulla base del fatturato: 0 sulla base delle spese in conto capitale: 0 Scomposizione del numeratore del KPI per obiettivo ambientale Attività allineate alla tassonomia: 1) Mitigazione dei cambiamenti climatici Fatturato: 1,42% Spese in conto capitale: 2,32% Attività di transizione: 0,14%; 0,17% (fatturato; spese in conto capitale) Attività abilitanti: 0,69%; 1,05% (fatturato; spese in conto capitale) 2) Adattamento ai cambiamenti climatici Fatturato: 0,03% Spese in conto capitale: 0,13% Attività abilitanti: 0,02%; 0,06% (fatturato; spese in conto capitale) 3) Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine Fatturato: Spese in conto capitale: Attività abilitanti: (fatturato; spese in conto capitale) 4) Transizione verso un’economia circolare Fatturato: Spese in conto capitale: Attività abilitanti: (fatturato; spese in conto capitale) 5) Prevenzione e riduzione dell’inquinamento Fatturato: Spese in conto capitale: Attività abilitanti: (fatturato; spese in conto capitale) 6) Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi Fatturato: Spese in conto capitale: Attività abilitanti: (fatturato; spese in conto capitale) Rispetto al precedente anno di rendicontazione, l'indicatore GIR del Gruppo Azimut registra un incremento sia in relazione allo scenario Turnover-based che allo scenario CapEx-based. Nello specifico, con riferimento all’esercizio fiscale 2025, il GIR del Gruppo risulta pari a 1,74%
102 Turnover-based e 2,79% CapEx-based, in aumento rispettivamente di 0,30 e 0,34 punti percentuali rispetto al 2024. L’incremento del GIR è principalmente riconducibile alla crescita del numeratore, che ha registrato un aumento delle esposizioni allineate alla Tassonomia UE, sia verso controparti finanziarie sia verso controparti non finanziarie, in entrambi gli scenari di calcolo (Turnover- based e CapEx-based). La quota di esposizioni ammissibili e allineate è stata identificata considerando le esposizioni in strumenti di debito, strumenti rappresentativi di capitale e fondi di società facenti parte dell’Unione Europea soggette a CSRD e ponderando tali importi con i dati forniti dall’infoprovider MSCI ESG Research. Inoltre, in linea con l’anno precedente, la percentuale di esposizioni in attività economiche allineate alla Tassonomia UE risulta fortemente legata al ristretto bacino di asset rispetto ai quali questa percentuale viene calcolata: infatti, ca. il 53% (circa il 56% nel 2024) delle esposizioni in rapporto al totale degli attivi coperti dal KPI è costituito da esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie UE e/o di paesi terzi non soggette a CSRD (che non dispongono, quindi, di dati di ammissibilità e allineamento alla Tassonomia). Con riferimento al totale degli asset coperti, rispetto ai quali vengono calcolate le esposizioni eligible, risultano pari all’84,98% (84,38% nel 2024) e corrispondo agli asset totali al netto della componente governativa (esposizioni verso governi e amministrazioni centrali), come indicato dall’art.7 paragrafo 1 del Regolamento Delegato (UE) 2021/2178 della Commissione Europea. Il totale degli asset coperti corrisponde al denominatore dei KPI Turnover-based e CapEx-based. Infine, il Gruppo monitora l’allineamento alla Tassonomia UE dei propri investimenti tramite i criteri previsti dai regolamenti, comunicando agli investitori il grado di conformità e il contributo sostanziale del proprio portafoglio. Informativa sulle attività legate al nucleare e al gas fossile Modello 1 – Attività legate al nucleare e ai gas fossili Riga Attività legate all’energia nucleare 1 L’impresa svolge, �inanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di ri�iuti del ciclo del combustibile. SI 2 L’impresa svolge, �inanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l’esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a �ini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l’ausilio delle migliori tecnologie disponibili. SI 3 L’impresa svolge, �inanzia o ha esposizioni verso l’esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza. SI Attività legate ai gas fossili 4 L’impresa svolge, �inanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. SI 5 L’impresa svolge, �inanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riquali�icazione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. SI 6 L’impresa svolge, �inanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riquali�icazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili. SI
103 Modello 2 – Attività economiche allineate alla tassonomia (denominatore) – Turnover (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo e quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) Importo % Importo % Importo % 1 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 2 0,00% 2 0,00% - 0,00% 3 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 39 0,07% 39 0,07% - 0,00% 4 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 4 0,01% 4 0,01% 0 0,00% 5 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 1 0,00% 1 0,00% 0 0,00% 6 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 7 Importo e quota di altre attività economiche allineate alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile 872 1,58% 863 1,56% 9 0,02% 8 KPI applicabile totale 918 1,66% 909 1,65% 9 0,02% Modello 2 – Attività economiche allineate alla tassonomia (denominatore) – CapEx (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo e quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) Importo % Importo % Importo % 1 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 8 0,01% 8 0,01% - 0,00% 3 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 28 0,05% 28 0,05% 0 0,00% 4 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 8 0,01% 8 0,01% 0 0,00% 5 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 2 0,00% 2 0,00% - 0,00% 6 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 7 Importo e quota di altre attività economiche allineate alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile 1.448 2,62% 1.408 2,55% 40 0,07% 8 KPI applicabile totale 1.495 2,71% 1.455 2,64% 40 0,07%
104 Modello 3 – Attività economiche allineate alla tassonomia (numeratore) – Turnover (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo e quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) Importo % Importo % Importo % 1 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 2 0,18% 2 0,18% - 0,00% 3 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 39 4,29% 39 4,29% - 0,00% 4 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 4 0,42% 4 0,42% 0 0,00% 5 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 1 0,15% 1 0,14% 0 0,00% 6 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 0 0,05% 0 0,05% - 0,00% 7 Importo e quota di altre attività economiche allineate alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al numeratore del KPI applicabile 872 94,91% 863 93,94% 9 0,97% 8 Importo e quota totali delle attività economiche allineate alla tassonomia al numeratore del KPI applicabile 918 100,00% 909 99,02% 9 0,98% Modello 3 – Attività economiche allineate alla tassonomia (numeratore) – CapEx (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo e quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) Importo % Importo % Importo % 1 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 8 0,55% 8 0,55% - 0,00% 3 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 28 1,87% 28 1,87% 0 0,00% 4 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 8 0,51% 8 0,51% 0 0,00% 5 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 2 0,16% 2 0,16% - 0,00% 6 Importo e quota dell’attività economica allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/ 2139 al numeratore del KPI applicabile 0 0,03% 0 0,03% - 0,00% 7 Importo e quota di altre attività economiche allineate alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al numeratore del KPI applicabile 1.448 96,88% 1.408 94,20% 40 2,67% 8 Importo e quota totali delle attività economiche allineate alla tassonomia al numeratore del KPI applicabile 1.495 100,00% 1.455 97,32% 40 2,68%
105 Modello 4 – Attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia – Turnover (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo e quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) Importo % Importo % Importo % 1 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 3 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 1 0,00% 1 0,00% - 0,00% 4 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 66 0,12% 62 0,11% 4 0,01% 5 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 151 0,27% 100 0,18% 51 0,09% 6 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 6 0,01% 2 0,00% 4 0,01% 7 Importo e quota di altre attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile 1.699 3,08% 1.678 3,04% 21 0,04% 8 Importo e quota totali delle attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia al denominatore del KPI applicabile 1.922 3,48% 1.842 3,34% 80 0,14% Modello 4 – Attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia – CapEx (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo e quota (presentare le informazioni in importi monetari e percentuali) CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) Importo % Importo % Importo % 1 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,00% 0 0,00% - 0,00% 3 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 0 0,07% 0 0,00% - 0,00% 4 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 40 0,08% 33 0,06% 7 0,01% 5 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 46 0,01% 46 0,08% 0 0,00% 6 Importo e quota dell’attività economica ammissibile alla tassonomia ma non allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 6 0,01% 6 0,01% - 0,00% 7 Importo e quota di altre attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile 2.080 3,77% 1.926 3,49% 154 0,28% 8 Importo e quota totali delle attività economiche ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla tassonomia al denominatore del KPI applicabile 2.172 3,94% 2.011 3,65% 161 0,29%
106 Modello 5 – Attività economiche non ammissibili alla tassonomia – Turnover (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo Percentuale 1 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 1 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 2 0,00% 2 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 2 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 4 0,01% 3 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 3 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 19 0,03% 4 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 4 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 6 0,01% 5 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 5 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 4 0,01% 6 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 6 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 3 0,01% 7 Importo e quota di altre attività economiche non ammissibili alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile 52.304 94,78% 8 Importo e quota totali delle attività economiche non ammissibili alla tassonomia al denominatore del KPI applicabile 52.342 94,85% Modello 5 – Attività economiche non ammissibili alla tassonomia – CapEx (importi in milioni di euro) Riga Attività economiche Importo Percentuale 1 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 1 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 3 0,01% 2 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 2 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 34 0,06% 3 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 3 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 12 0,02% 4 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 4 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 7 0,01% 5 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 5 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 6 0,01% 6 Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 6 del modello 1 che non è ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile 4 0,01% 7 Importo e quota di altre attività economiche non ammissibili alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile 51.451 93,24% 8 Importo e quota totali delle attività economiche non ammissibili alla tassonomia al denominatore del KPI applicabile 51.517 93,36%
107 Informazioni Sociali ESRS S1 - Forza lavoro propria Interessi e opinioni dei portatori d'interessi Azimut pone l'elemento umano al centro del proprio sistema. Le persone che operano nelle società del Gruppo vengono seguite con cura e particolare attenzione durante tutto il loro percorso professionale, indipendentemente dal ruolo o dalla posizione ricoperta. Il Gruppo si impegna a garantire il rispetto della dignità, dell'equità e delle pari opportunità, valorizzando le caratteristiche individuali per creare un ambiente di lavoro inclusivo e accogliente. Questo approccio stimola la collaborazione tra le diverse figure aziendali, migliorando così l'efficacia e la produttività complessiva. + La forza lavoro propria del Gruppo Azimut comprende diverse tipologie di profili: i dipendenti diretti del Gruppo, i consulenti finanziari, ovvero coloro che sono abilitati all'offerta fuori sede e che, a seconda della normativa vigente, possono essere assunti direttamente da una delle società del Gruppo (come dipendenti) o essere impegnati tramite contratti di agenzia o di collaborazione. Rientrano in questa categoria anche i lavoratori autonomi, impiegati tramite contratti individuali, e i lavoratori interinali, forniti da agenzie specializzate nella ricerca, selezione e somministrazione del personale. Come dettagliato nella sezione “Informazioni generali”, capitolo “Analisi di doppia materialità”, nell’ambito della materialità d’impatto, l’attività di stakeholder engagement ha previsto il coinvolgimento di alcuni portatori d’interesse, tra cui un campione rappresentativo, ampliato rispetto al 2024, di dipendenti e consulenti finanziari, selezionati sulla base delle aree geografiche in cui operano e di alcune caratteristiche distintive come sesso ed età. Le loro valutazioni sono state raccolte attraverso questionari (survey online). Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale A seguito dell'analisi di doppia materialità, sono stati identificati impatti positivi e negativi rilevanti con riferimento alle operazioni proprie del Gruppo. Nello specifico, gli impatti positivi attuali e potenziali, risultati materiali, riflettono l'impegno del Gruppo nella tutela delle condizioni di lavoro, nella promozione della parità di trattamento e di opportunità per tutti, e nella salvaguardia dei diritti legati al lavoro, con particolare attenzione alla protezione della riservatezza. Inoltre, il Gruppo riconosce l'importanza di monitorare le aree in cui potrebbero emergere impatti potenzialmente negativi, quali tematiche di work-life balance che potrebbero incidere sul livello di soddisfazione della forza lavoro, aspetti di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, generalmente riconducibili a possibili incidenti isolati, nonché potenziali episodi di molestie o discriminazioni sul luogo di lavoro e possibili violazioni dei dati personali dei dipendenti. È importante sottolineare che, data la natura del business, non sono emerse situazioni relative a rischi significativi di lavoro forzato, coatto o minorile nelle operazioni proprie del Gruppo. Politiche relative alla forza lavoro propria Il Gruppo, consapevole dell'importanza di valorizzare e tutelare la propria forza lavoro, adotta politiche specifiche che riflettono e supportano concretamente i propri impegni in questo ambito. Attraverso queste politiche, il Gruppo si impegna a garantire un ambiente di lavoro inclusivo, sicuro e stimolante, promuovendo il benessere della forza lavoro propria e favorendo lo sviluppo professionale di ciascuno. Inoltre, il Gruppo si impegna ad incentivare la formazione
108 continua, i percorsi di crescita interna e le misure di welfare aziendale, favorendo un equilibrio tra vita lavorativa e personale. Grande attenzione è riservata anche alla diversità e alla parità di opportunità, garantendo ad ogni dipendente e collaboratore la possibilità di esprimere pienamente il proprio potenziale in un contesto equo, meritocratico e rispettoso. Tutte le politiche adottate dal Gruppo, incluse quelle qui descritte, sono disponibili e facilmente accessibili sul sito web di Azimut Holding S.p.A. (www.azimut-group.com) o tramite la intranet aziendale. Codice Etico Nel proprio Codice Etico, Azimut definisce gli impegni e le responsabilità nella gestione degli affari e delle attività aziendali, nonché i valori, principi e linee di comportamento cui devono attenersi i dipendenti e i collaboratori del Gruppo. Il Codice Etico rappresenta un modello di organizzazione, gestione e controllo in conformità con il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Attraverso tale documento, il Gruppo affronta temi fondamentali come la tutela delle condizioni di lavoro, la promozione della parità di trattamento e di opportunità, e la protezione dei diritti connessi al lavoro, con particolare attenzione alla riservatezza. Azimut promuove la conoscenza e l'osservanza del Codice Etico da parte di amministratori, collaboratori, partner commerciali e finanziari, consulenti, clienti e fornitori del Gruppo, prevedendo sanzioni adeguate, di natura disciplinare o contrattuale, in caso di violazione. La vigilanza sull’attuazione e sull’applicazione del Codice Etico è responsabilità degli amministratori e dei dipendenti di ciascuna delle società del Gruppo. Tutti sono tenuti, indistintamente e individualmente, a segnalare eventuali inadempienze o la mancata applicazione del Codice all’Organismo di Vigilanza istituito, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, presso ogni società del Gruppo. La verifica dell’attuazione del Codice Etico e della sua applicazione spetta, in base alle rispettive competenze, all’Organismo di Vigilanza, al Consiglio di Amministrazione e al management di ciascuna società del Gruppo, nonché, ai fini del coordinamento e dell'indirizzo complessivo, ai corrispondenti soggetti della Capogruppo. Ognuno di questi soggetti può proporre modifiche o integrazioni ai contenuti del Codice. È compito del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, anche sulla base degli interventi correttivi o migliorativi eventualmente suggeriti dall’Organismo di Vigilanza presso Azimut, aggiornare il Codice Etico per allinearlo a nuove normative rilevanti e all’evoluzione delle sensibilità civili. Il Codice Etico del Gruppo Azimut si ispira ai principi stabiliti dalla normativa vigente e da standard di riferimento emanati da organizzazioni nazionali e internazionali, come i principi del Global Compact delle Nazioni Unite, la Dichiarazione sui Principi e Diritti Fondamentali del Lavoro, le otto Convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e le successive convenzioni internazionali sui diritti civili e politici, nonché sui diritti economici, sociali e culturali, e le Convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti delle donne. Il Codice promuove l'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, il rispetto dei diritti dell'infanzia e delle persone con disabilità, e si ispira anche all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). In linea con la propria strategia, Azimut aderisce ai Principles for Responsible Investment promossi dalle Nazioni Unite, per supportare scelte di investimento sostenibili e responsabili. La conoscenza del Codice Etico viene costantemente promossa e monitorata attraverso funzioni e risorse dedicate. Ogni società del Gruppo si impegna a garantire la diffusione e la piena comprensione dei protocolli associati e dei loro aggiornamenti. Inoltre, assicura chiarezza sulle aree di attività delle diverse funzioni, definendo responsabilità, linee di
109 dipendenza gerarchica, compiti assegnati e percorsi di formazione del personale. Difatti, l’informazione e la diffusione del Codice Etico e dei protocolli specifici avvengono principalmente tramite la distribuzione di documentazione adeguata a tutti coloro che interagiscono con una società del Gruppo. La conferma della consegna della documentazione deve essere registrata tramite meccanismi idonei, come sistemi informatici, che ne attestino l’effettiva e consapevole ricezione. Inoltre, ogni società del Gruppo organizza programmi di formazione e aggiornamento per i propri dipendenti, gestiti dalle funzioni competenti, sui contenuti del Codice Etico e dei relativi protocolli. Il personale ha comunque la possibilità di rivolgersi in qualsiasi momento ai propri superiori per chiedere chiarimenti o approfondimenti sui contenuti del Codice Etico, dei protocolli e sulle mansioni a loro assegnate. Infine, in occasione dell’avvio di nuovi rapporti di lavoro, consulenza o collaborazione, la società interessata fornirà tempestivamente tutte le informazioni necessarie per garantire una corretta conoscenza del Codice Etico e dei protocolli, con particolare attenzione a quelli relativi alle specifiche mansioni e competenze del dipendente, consulente o collaboratore. Politica di Sostenibilità La Politica di Sostenibilità di Azimut Holding S.p.A., dettagliatamente descritta nella sezione “Informazioni Ambientali”, capitolo “ESRS E1 - Cambiamenti climatici”, nasce dalla volontà di definire linee guida generali per formalizzare in un unico documento i valori e i principi che orientano il Gruppo nelle sue operazioni e nella conduzione dei rapporti, sia al proprio interno che nei confronti di terzi. Attraverso questa politica, il Gruppo affronta tematiche cruciali come la tutela delle condizioni di lavoro, la promozione della parità di trattamento e opportunità per tutti, e la salvaguardia degli altri diritti connessi al lavoro, inclusa la riservatezza. I contenuti della Politica di Sostenibilità sono ispirati alle principali normative e standard internazionali relativi al rispetto della persona e delle condizioni di lavoro, tra cui, ad esempio, i principi del Global Compact delle Nazioni Unite, la Dichiarazione sui Principi e Diritti Fondamentali del Lavoro, le otto Convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e le successive convenzioni internazionali sui diritti civili e politici. Per maggiori dettagli sugli standard internazionali di riferimento si rimanda a quanto descritto con riferimento al Codice Etico. Nell’ambito delle proprie attività e perseguendo i principi precedentemente elencati, Azimut si impegna a contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, dando il proprio contributo in particolare al raggiungimento di alcuni SDGs. Per quanto riguarda la considerazione degli interessi degli stakeholders principali nella definizione e aggiornamento della Politica, l’analisi di doppia materialità, prevista dalla normativa applicabile in materia di rendicontazione di sostenibilità, permette di identificare periodicamente gli ambiti prioritari del Gruppo mediante un dialogo strutturato con gli stakeholder rilevanti, assicurando che i loro interessi e le loro aspettative siano adeguatamente integrati nella definizione e nell’evoluzione dell’approccio strategico del Gruppo ai temi di sostenibilità. Per ulteriori informazioni riguardo la considerazione degli interessi degli stakeholder, si rimanda anche a quanto descritto nel Codice Etico. Come indicato all’interno della Politica di Sostenibilità, il Gruppo Azimut non ammette alcuna forma di discriminazione basata su etnia, identità di genere, orientamento sessuale, religione, età, aspetto fisico, disabilità, condizione di salute, attività sindacale, orientamento politico, stato civile e familiare, cittadinanza, estrazione sociale o qualsiasi altra forma di discriminazione contraria alla legge. Inoltre, il Gruppo pone in essere ogni azione volta a prevenire e contrastare qualsiasi comportamento che possa dare origine a molestie o violenze fisiche, sessuali,
110 psicologiche, verbali qualsiasi altro tipo, nei confronti di dipendenti, collaboratori, consulenti e soggetti esterni, nel rispetto della dignità, della salute, della libertà e dell’uguaglianza delle persone. Il Gruppo Azimut promuove attivamente una cultura aziendale inclusiva, che condanna ogni forma di discriminazione e favorisce la valorizzazione delle diversità e delle caratteristiche individuali. Il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani, sia nelle operazioni interne che nei rapporti con la clientela, è quindi un principio fondamentale per la gestione aziendale. In linea con questo impegno, il Gruppo si adopera per diffondere e applicare questi principi anche nei confronti di collaboratori, partner commerciali e fornitori. L’approccio del Gruppo si concretizza in diversi ambiti di intervento, tra cui la promozione della diversità e dell’inclusione, la garanzia di condizioni di lavoro giuste e favorevoli, e il rispetto della libertà di associazione e della contrattazione collettiva. Viene inoltre assicurato il contrasto al lavoro minorile e forzato, insieme a un forte impegno per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Lo sviluppo del capitale umano e la garanzia di una retribuzione equa rappresentano ulteriori pilastri fondamentali, così come la gestione responsabile delle crisi e delle riorganizzazioni aziendali. Grande attenzione viene riservata alla tutela della privacy e alla sicurezza dei dati dei dipendenti. In aggiunta, il Gruppo garantisce le pari opportunità in tutti i processi aziendali, compresi la gestione del personale, la selezione, la formazione, lo sviluppo professionale e la definizione dei sistemi di remunerazione e welfare, come ribadito anche nel Codice Etico. Carta dei Valori Il Gruppo Azimut considera la propria forza lavoro un elemento fondamentale per la sua esistenza e un fattore cruciale per il successo sul mercato. Per questo motivo, il Gruppo ha adottato una Carta dei Valori, disponibile sul sito di Azimut Holding S.p.A., che tutte le persone appartenenti all’organizzazione sono tenute a rispettare. La Carta dei Valori, insieme al Codice Etico, definisce un insieme di principi prioritari che guidano il modo di operare del Gruppo e promuovono lo sviluppo sostenibile. I principi identificati sono: Equità, Trasparenza, Indipendenza, Libertà, Lealtà, Fiducia, Innovazione e Sostenibilità. In linea con questi principi, il Gruppo si impegna a garantire condizioni di lavoro che rispettino la dignità, i diritti umani e le pari opportunità, creando un ambiente professionale, partecipativo e sicuro. I rapporti tra le persone all'interno del Gruppo si basano su valori di equità, trasparenza, libertà, lealtà e fiducia, e tali pratiche vengono promosse anche nelle interazioni quotidiane con i portatori di interesse coinvolti nelle attività aziendali. Come sottolineato nel Codice Etico e nella Politica di Sostenibilità, il Gruppo si impegna a tutelare la diversità e promuovere l'inclusione, lavorando per creare un ambiente di lavoro equo e privo di discriminazioni. A tal fine, adotta politiche specifiche per prevenire, mitigare e affrontare tempestivamente qualsiasi atto discriminatorio. Inoltre, sostiene attivamente la cultura della diversità e dell'inclusione, garantendo un monitoraggio costante attraverso canali dedicati, come il sistema di Whistleblowing, che consente di segnalare eventuali azioni illegittime o comportamenti inappropriati all’interno del Gruppo. Per quanto riguarda l'evoluzione del rapporto di lavoro, il Gruppo si impegna a creare e mantenere le condizioni necessarie affinché ogni individuo possa sviluppare ulteriormente le proprie competenze e conoscenze. Questo impegno si ispira alla Carta dei Valori e si traduce in una politica basata sul riconoscimento del merito e sulle pari opportunità, supportata da programmi specifici di aggiornamento professionale e di acquisizione di nuove competenze. In quest'ottica, ai dipendenti è richiesto di impegnarsi attivamente nell'acquisizione di nuove abilità, mentre i dirigenti e i responsabili delle funzioni sono chiamati a valorizzare e accrescere
111 la professionalità dei propri collaboratori, creando le condizioni adeguate allo sviluppo delle loro capacità e per il pieno raggiungimento delle loro potenzialità. Politica per la protezione dei dati personali La Politica per la protezione dei dati personali definisce le responsabilità e i doveri delle strutture aziendali in materia di trattamento dei dati personali, stabilendo gli adempimenti a carico della società e delle figure interne designate. Essa prevede inoltre le misure tecniche e organizzative da attuare per garantire la protezione dei dati personali, sia nelle attività interne sia in quelle gestite da soggetti terzi nominati "Responsabili del trattamento dei dati personali". L'obiettivo principale è prevenire la comunicazione o diffusione non autorizzata dei dati, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Questa politica si applica alla società in qualità di titolare del trattamento dei dati personali o, qualora designata, di Responsabile del trattamento, a seconda della nomina ricevuta. Le operazioni di trattamento possono essere eseguite esclusivamente da persone autorizzate, che agiscono sotto la diretta autorità del Titolare del trattamento e in conformità con le istruzioni impartite. A tal fine, la Società provvede alla designazione scritta dei soggetti autorizzati, specificando chiaramente l'ambito del trattamento consentito. Per garantire una governance efficace nella protezione dei dati personali, il Consiglio di Amministrazione può nominare un Delegato del Titolare del trattamento, attribuendogli, mediante atto scritto, specifici poteri decisionali, organizzativi e di spesa relativi alle modalità e finalità del trattamento. In supporto a questo processo, il Data Protection Officer (DPO) gioca un ruolo fondamentale, fornendo consulenza e monitorando l'osservanza del Regolamento all'interno della Società. Il DPO viene designato dal Titolare del trattamento in base alle sue competenze professionali, in particolare per la conoscenza specialistica della normativa sulla protezione dei dati e la familiarità con la struttura organizzativa aziendale. Inoltre, deve essere coinvolto tempestivamente e in modo adeguato in tutte le questioni relative alla protezione dei dati personali. Il quadro normativo di riferimento della Politica è il Regolamento UE 2016/679, adottato il 27 aprile 2016 ed entrato in vigore il 25 maggio 2018, che ha abrogato la precedente Direttiva 95/46/CE. Questo Regolamento, applicabile direttamente in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, impone ai Titolari del trattamento l'adozione di misure normative, organizzative e tecnologiche adeguate, basandosi su un approccio di responsabilizzazione e su una gestione dei rischi (approccio basato sul rischio). IT Security Policy L'IT Security Policy ha l'obiettivo di fornire linee guida chiare e dettagliate riguardanti le disposizioni, i comportamenti e le misure organizzative che i dipendenti e i collaboratori del Gruppo devono adottare per prevenire e contrastare i rischi legati alla sicurezza delle informazioni. In particolare, la Politica tutela la riservatezza, la disponibilità e l'integrità dei dati gestiti all'interno del Gruppo, promuovendo una cultura diffusa della sicurezza. L'intento è prevenire comportamenti inconsapevoli che potrebbero creare vulnerabilità o minacce per i sistemi informativi aziendali. La Politica è definita in riferimento ad altri documenti aziendali, quali la Politica per la protezione dei dati personali e la Politica di sicurezza fisica HQ, oltre che alla normativa ISO/IEC 27001. Il documento viene approvato dal Consiglio di Amministrazione ed è reso disponibile sulla intranet aziendale ai dipendenti del Gruppo. Nella Politica sono specificati i compiti e le responsabilità relative al Sistema di Gestione della Sicurezza delle informazioni, che vengono assegnati ai vari ruoli del personale di Azimut Holding S.p.A. e delle società italiane del Gruppo, che sono rappresentati dai dipendenti e dai collaboratori, a qualsiasi titolo, che abbiano accesso a informazioni aziendali. Questo sistema di
112 gestione è pensato per applicare i controlli necessari a proteggere il patrimonio informativo aziendale. Tutti i dipendenti e collaboratori sono tenuti a conoscere e rispettare le procedure relative alla sicurezza delle informazioni, completando i corsi di formazione e addestramento obbligatori previsti dalla Direzione IT e dalla Direzione Risorse Umane. Inoltre, sono tenuti ad utilizzare le informazioni esclusivamente per le finalità aziendali connesse alle proprie mansioni. Il personale è anche responsabile di garantire l'integrità e la riservatezza dei dati trattati, rispettando le normative vigenti e le istruzioni operative fornite dalle società del Gruppo, sia in relazione alla protezione dei dati personali (Privacy), sia alla gestione di tutte le altre informazioni aziendali riservate. Politiche di Digital Operational Resilience Strategies (DORS) Le società del Gruppo che rientrano nel perimetro del Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), entrato in piena applicazione il 17 gennaio 2025, hanno adottato politiche relative alla strategia di resilienza operativa digitale (DORS) finalizzate a rafforzare il framework normativo interno ed a definire le linee guida strategiche per l’implementazione e attuazione del quadro per la gestione dei rischi informatici. Le varie politiche definiscono gli obiettivi, i principi e le linee guida con cui le diverse Società di Azimut gestiscono i rischi ICT, la sicurezza delle informazioni, la continuità operativa e la resilienza digitale, con riferimento agli impatti potenzialmente critici su servizi, dati e funzioni aziendali. La politica disciplina, inoltre, i processi di identificazione e valutazione dei rischi, la gestione degli incidenti, il ruolo della governance e delle terze parti e prevede un monitoraggio continuo tramite revisioni annuali. Le diverse politiche si applicano e sono diffuse, per quanto di competenza, a tutte le Unità Organizzative delle società che rientrano nel perimetro DORA. I documenti sono approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione delle società Politica di Remunerazione La Politica di Remunerazione adottata da Azimut Holding S.p.A. si fonda sui valori, principi e punti fermi che hanno sostenuto la crescita del Gruppo e continueranno a orientare la sua mission, con l'obiettivo di uno sviluppo costante. Questi principi sono: integrità, equilibrio, meritocrazia e creazione di valore. La concreta trasposizione di tali valori nelle diverse realtà aziendali del Gruppo è un elemento essenziale per soddisfare le esigenze di tutti i portatori di interesse, sia interni che esterni all'universo Azimut. Per questo motivo, molte società del Gruppo si sono dotate di proprie Politiche di remunerazione coerenti con quella della Capogruppo e con le normative vigenti nei diversi Paesi nei quali il Gruppo opera. In un settore altamente competitivo come quello dei servizi di investimento, la Politica di Remunerazione rappresenta un fattore chiave per attrarre le migliori competenze. La funzione principale della Politica è, pertanto, quella di motivare, incentivare e premiare coloro che, con la loro esperienza e competenza, contribuiscono al successo del Gruppo, rendendoli direttamente partecipi al suo sviluppo. Allo stesso tempo, di garantire un processo remunerativo funzionante che sia efficace, efficiente e proporzionato alle esigenze delle sue diverse entità, nonché un sistema retributivo adeguato ed equilibrato che sia parte integrante della struttura di governance, fondamentale per garantire la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, sempre orientati alla tutela, soddisfazione e protezione della clientela, con una crescente attenzione all'internazionalizzazione. Inoltre, nell’ottica di garantire una corretta valorizzazione della diversità, Azimut Holding monitora l’attuazione della politica al fine di prevenire e superare eventuali divari retributivi di genere.
113 La Politica di Remunerazione è resa pubblica attraverso il sito internet della Capogruppo ed è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione, a seguito della redazione del documento da parte del Comitato per la Remunerazione. Il Comitato ha l'obiettivo di migliorare la qualità della divulgazione verso il mercato, cercando un giusto equilibrio tra le esigenze di trasparenza e la necessità di dinamismo, intraprendenza e flessibilità, che rappresentano da sempre un punto di forza per Azimut. I destinatari della Politica sono tutti i componenti degli organi di amministrazione, i membri del collegio sindacale e i dirigenti con responsabilità strategiche. La Politica retributiva attuale è redatta in conformità con i principi di governance aziendale e le normative applicabili, come il Codice di Corporate Governance per le società quotate e il Regolamento Emittenti. Nella sua stesura, si è tenuto conto delle disposizioni del D.lgs. 49/2019, che implementano la Direttiva UE 2017/828, mirata a incoraggiare l'impegno a lungo termine dei portatori di interesse. Politica di Whistleblowing Azimut garantisce a tutti i dipendenti del Gruppo, consulenti finanziari e collaboratori, la possibilità di segnalare comportamenti ritenuti illegittimi all’interno del Gruppo, come stabilito dalla Politica di Whistleblowing, aggiornata a luglio 2023. La Politica istituisce un nuovo meccanismo di segnalazione e prevede misure di protezione per il whistleblower, in conformità con le disposizioni della Direttiva europea 2019/1937 sul whistleblowing e del relativo Decreto Legislativo n. 24/2023. La Politica definisce in modo chiaro le modalità di segnalazione, i canali dedicati e le tutele garantite ai segnalanti, ossia coloro che denunciano violazioni di disposizioni normative nazionali o dell'Unione Europea che possano compromettere l'interesse pubblico o l'integrità dell'amministrazione pubblica o di un ente privato, di cui sono venuti a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato. Il documento è pubblicato sul sito web di Azimut Holding S.p.A. (www.azimut-group.com) ed è reso disponibile a tutti gli stakeholder. Nel rispetto della normativa vigente, la Politica di Whistleblowing definisce adeguati canali di comunicazione per la ricezione, l’analisi e il trattamento delle segnalazioni di comportamenti illegittimi all’interno del Gruppo, in quanto strumento operativo per tutte le società del Gruppo. Ogni modifica e aggiornamento della Politica è approvata dal Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding. In conformità con le disposizioni del Decreto Legislativo n. 24/2023, che ha ampliato il novero dei soggetti legittimati a effettuare segnalazioni interne o esterne, la Politica di Whistleblowing di Azimut Holding si applica a: ai soggetti definiti quali segnalanti ed in particolare: agli azionisti, ai membri degli organi di supervisione strategica, gestione e controllo, vigilanza e rappresentanza, a tutti i dipendenti, ai collaboratori (es. Consulenti Finanziari) anche occasionali del Gruppo e a qualsiasi persona che presti servizi per il Gruppo, inclusi i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i consulenti, i volontari e i tirocinanti (retribuiti e non), i fornitori di servizi in base ad un contratto e/o ad una lettera di incarico; ai soggetti diversi dai segnalanti: ai facilitatori (intendendosi per essi coloro che assistono il segnalante nel processo di segnalazione operanti nel contesto lavorativo del segnalante e la cui assistenza deve rimanere riservata), alle persone del medesimo contesto lavorativo del segnalante legate da uno stabile legame affettivo o di parentela entro il quarto grado, ai colleghi di lavoro del segnalante che lavorano nel medesimo contesto lavorativo della stessa (esclusi gli ex colleghi) e che hanno con detta persona un rapporto abituale e corrente, agli enti di proprietà – in via esclusiva o in compartecipazione maggioritaria di terzi - presso i quali il segnalante lavora, agli enti che operano nel medesimo contesto lavorativo delle predette persone.
114 In relazione al canale per la segnalazione interna, Azimut Holding ha ritenuto opportuno adottare un modello “dualistico” per la gestione delle segnalazioni, nominando soggetti distinti per la ricezione, l'esame e la valutazione delle segnalazioni stesse. Questo approccio garantisce che tali soggetti non siano gerarchicamente o funzionalmente subordinati all'eventuale segnalato, né che siano presunti responsabili della violazione segnalata. Inoltre, i soggetti incaricati non devono avere conflitti di interesse che possano compromettere l'imparzialità e l'indipendenza di giudizio, e sono tenuti a garantire la massima confidenzialità delle informazioni ricevute, compresa l'identità del segnalante. Azimut Holding S.p.A. ha istituito, inoltre, un ufficio interno composto dai “Responsabili dei sistemi interni di segnalazione” (i “Responsabili Whistleblowing”), i quali sono incaricati di assicurare il corretto svolgimento del procedimento. Dopo aver effettuato gli approfondimenti necessari, i Responsabili Whistleblowing provvedono, se necessario, a informare direttamente, per supporto e competenza specialistica, una o più delle seguenti figure all'interno del Gruppo (salvo che la figura stessa sia l’oggetto della segnalazione): gli Amministratori Delegati, il responsabile delle Risorse Umane, il Presidente del Comitato Rischi e Controllo e il Presidente dell’Organismo di Vigilanza di cui al D.Lgs. 231/2001. Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri I dipendenti rappresentano un elemento fondamentale per il successo e la crescita del Gruppo Azimut. Per questo motivo, il Gruppo dedica particolare attenzione a ogni fase del ciclo di vita professionale, dal processo di selezione e onboarding fino allo sviluppo e alla valorizzazione della carriera, con l’obiettivo di offrire un'esperienza lavorativa positiva e stimolante per tutti i collaboratori. La selezione delle risorse avviene con cura, secondo procedure atte a garantire che la scelta sia effettuata sulla base delle necessità aziendali e dell’idoneità tecnica e attitudinale. Il processo avviene in modo trasparente e nel rispetto dei criteri di: professionalità specifica rispetto all’incarico o alle mansioni, uguaglianza di trattamento, condizioni economiche coerenti con la posizione ricoperta/responsabilità assegnate e affidabilità. È stato adottato un protocollo con l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di comportamento e di controllo che Azimut Holding intende osservare, con riferimento alle diverse attività relative all’area di rischio “Selezione, assunzione e gestione del personale”, nel rispetto della normativa vigente e dei principi di trasparenza, oggettività e veridicità delle informazioni e con la finalità di prevenire, nell’esecuzione delle medesime attività, la commissione delle seguenti fattispecie di reato: corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione tra privati, truffa. In questa prospettiva, il Gruppo promuove un dialogo diretto, aperto e continuo con la propria forza lavoro, riconoscendo e tutelando la libertà di associazione sindacale e il diritto alla contrattazione collettiva. Il coinvolgimento attivo dei dipendenti si traduce in iniziative che variano per frequenza e modalità, in base alle diverse attività e aree aziendali, con l’obiettivo di comprendere, gestire e monitorare gli impatti rilevanti sulle persone. Questo approccio permette di minimizzare eventuali effetti negativi e, allo stesso tempo, di massimizzare i benefici derivanti dall’impegno e dalla partecipazione dei collaboratori. Nell’ambito di tale processo il Gruppo Azimut individua eventuali iniziative o azioni al fine di prevenire eventuali impatti negativi e/o per migliorare il rapporto con i dipendenti. Il dialogo si concretizza sia attraverso canali informativi, come il sito aziendale e i media interni, sia grazie ad iniziative partecipative, come programmi di formazione e progetti di sviluppo professionale. Alcune iniziative hanno visto nel 2025 la maggior parte dei dipendenti e consulenti finanziari coinvolti in Convention Locali (ie. Azimut Convention Milano, Riunione di Consultazione del Patto di Sindacato) o Globali (ie. Azimut
115 Global Convention 2025 presso Borgo Egnazia), all’interno delle quali sono stati strutturati momenti dedicati alla condivisione e aggiornamento dei piani del Gruppo, approfondimenti sui prodotti del Gruppo, nonché attività trasversali e di team building per favorire dialogo e collaborazione. A livello centrale, l’efficacia di tali attività nell’orientare l’approccio dell’impresa è garantita dalla Direzione Risorse Umane, che cura la fidelizzazione e la soddisfazione dei dipendenti. In linea con questo modello di coinvolgimento, il Gruppo Azimut investe costantemente nella crescita professionale dei propri dipendenti, offrendo programmi di formazione obbligatoria e volontaria, aggiornamenti normativi e percorsi di sviluppo delle competenze. Tali iniziative includono anche il training on the job e la formazione esperienziale, facilitata da webinar e strumenti digitali. Per favorire una rapida e completa integrazione dei nuovi assunti, sono previsti specifici percorsi di induction, finalizzati a supportare l’inserimento nell’organizzazione e a trasmettere i valori aziendali. Inoltre, per garantire che il coinvolgimento dei dipendenti sia efficace e orienti le strategie aziendali, il Gruppo Azimut ha adottato un sistema strutturato di valutazione delle prestazioni, che consente di monitorare i risultati, raccogliere feedback utili e individuare le necessità di formazione per il futuro. In linea con questo approccio, Azimut intende implementare un processo di aggiornamento della cultura e valori aziendali, nonché monitoraggio della soddisfazione dei dipendenti (Employee Satisfaction), con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente il coinvolgimento della forza lavoro e di garantire un ambiente di lavoro sempre più partecipativo e motivante. Processi per porre rimedio agli impatti negativi, compresi i canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni Come illustrato precedentemente, il Gruppo Azimut ha implementato un sistema di whistleblowing per garantire una gestione efficace dei reclami, provenienti anche dai propri lavoratori. Questo sistema è stato strutturato al fine di assicurare la massima trasparenza e conformità alla normativa vigente. A tal fine, i Responsabili Whistleblowing riferiscono periodicamente al Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A. e ai Consigli di Amministrazione delle singole società del Gruppo sull'andamento del sistema e sulle attività svolte. In caso di evidenti criticità o mancanze gravi rilevate durante le verifiche, i Responsabili possono richiedere la convocazione straordinaria degli organi di governance competenti per discutere gli interventi correttivi necessari. I Responsabili Whistleblowing sono individuati nel Responsabile Internal Audit della società incaricata dei controlli interni (attualmente Azimut Capital Management SGR S.p.A., debitamente nominata responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28 del GDPR) e nel Presidente dell’Organo di Controllo (Collegio Sindacale) della Holding. Il sistema adotta il modello dualistico già descritto, che garantisce un controllo efficace sul processo e un esame imparziale delle segnalazioni ricevute. In caso di disaccordo tra i due Responsabili, è previsto il ricorso a un organismo indipendente, ossia l’Organismo di Vigilanza istituito ai sensi del D.Lgs. 231/2001. La gestione operativa delle segnalazioni avviene attraverso uno specifico tool informatico, accessibile tramite internet, fornito da Azimut Holding S.p.A. anche alle altre società del Gruppo. Le credenziali di accesso sono le stesse per tutti i soggetti destinatari della Politica di Whistleblowing e sono rese disponibili attraverso la sezione dedicata sul sito web istituzionale, nonché tramite la bacheca aziendale e i canali interni del dipartimento Risorse Umane. Ogni società del Gruppo promuove la conoscenza e la comprensione delle Politiche aziendali in
116 materia di whistleblowing, assicurando aggiornamenti costanti sui protocolli e le procedure attraverso funzioni e risorse dedicate. Alla ricezione di una nuova segnalazione, i Responsabili Whistleblowing accedono al sistema informatico per visionare la segnalazione e, dopo aver effettuato gli accertamenti preliminari, informano tempestivamente il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding (e/o, per competenza, i Consigli di Amministrazione delle singole società del Gruppo) e il Presidente dell’Organismo di Vigilanza, ai sensi del Decreto Legislativo 231 del 2001. Qualora non vi siano organi o funzioni preposte, i Consigli di Amministrazione delle società del Gruppo sono direttamente coinvolti nella valutazione dei provvedimenti disciplinari da adottare. Il Gruppo garantisce la riservatezza e l’anonimato del segnalante e delle persone tutelate: l’identità del segnalante, così come qualsiasi altra informazione o elemento della segnalazione, non possono essere divulgate senza il suo espresso consenso, ad eccezione dei soggetti autorizzati alla gestione delle segnalazioni. La divulgazione non autorizzata costituisce una violazione della Politica di Whistleblowing e delle normative applicabili. Azimut adotta una politica di tolleranza zero verso qualsiasi atto di ritorsione o discriminazione nei confronti del segnalante o delle persone che beneficiano di protezione. In caso di sospette discriminazioni o ritorsioni collegate a una segnalazione, nonché in presenza di abusi dello strumento di whistleblowing da parte del segnalante, la Società adotterà i necessari provvedimenti disciplinari, in proporzione alla gravità dei fatti accertati. I segnalanti che ritengano di essere stati oggetto di ritorsioni possono rivolgersi direttamente all’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, la quale, ricevuta la comunicazione, provvederà a informare l’Ispettorato del Lavoro per gli eventuali adempimenti di competenza. Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani In linea con il 2024, nel corso nell’anno 2025, il Gruppo non ha registrato episodi di discriminazione, né sono stati registrati gravi incidenti in materia di diritti umani connessi alla propria forza lavoro.
117 Tabella 03 – Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani 2025 2024 Numero di episodi di discriminazione 0 0 Numero di reclami presentati attraverso i canali che consentono ai propri lavoratori di esprimere le proprie preoccupazioni 0 0 Numero di reclami presentati ai punti di contatto nazionali per le imprese multinazionali dell'OCSE 0 0 Importo delle multe, delle sanzioni e dei risarcimenti per danni a seguito di violazioni di fattori sociali e di diritti umani 0 0 Numero di questioni e incidenti gravi in materia di diritti umani legati alla forza lavoro propria 0 0 Numero di questioni e di incidenti gravi in materia di diritti umani legati alla forza lavoro propria che costituiscono violazioni dei Principi del Global Compact delle Nazioni Unite e delle Linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali 0 0 Importo delle multe, sanzioni e risarcimenti per questioni e incidenti gravi in materia di diritti umani e legati alla forza lavoro propria 0 0 Metriche e Azioni Caratteristiche dei dipendenti dell’impresa Il Gruppo presenta una quota rilevante di dipendenti in Italia, dove vanta più di trent’anni di operatività, e in Europa, dove la presenza in alcuni Paesi come Lussemburgo e Irlanda perdura da oltre quindici anni; tuttavia, un numero significativo di dipendenti è presente anche al di fuori dell’Europa, quale diretta conseguenza dello sforzo di internazionalizzazione del Gruppo. Si segnala che al 31 dicembre 2025, il numero totale dei dipendenti del Gruppo, per il perimetro considerato, è pari a 1058 persone 15 , dato che mostra un aumento del 18,61% rispetto all’esercizio precedente (892 nel 2024) derivante dall’aggiunta di nuove società nel perimetro di rendicontazione 16 . La distribuzione di genere si attesta ad un 64% di dipendenti di genere maschile (in leggero aumento rispetto al 62% nel 2024) e 36% di genere femminile (in calo rispetto al 38% nel 2024). Inoltre, si segnala che tale dato include i consulenti finanziari che hanno rapporti di subordinazione rispetto alle regolamentazioni del Paese di riferimento, mentre esclude i consulenti finanziari che non hanno rapporti di subordinazione con le società del Gruppo. 15 Il numero di dipendenti fa riferimento al numero puntuale dei dipendenti in head count a fine periodo. 16 Il dato consolidato è coerente e riconciliabile con le informazioni riportate nel Bilancio Consolidato di Gruppo, sezione 9 “Spese amministrative”, in cui viene riportato il numero medio di dipendenti per il 2025. Eventuali scostamenti sono riconducibili alle differenze di perimetro tra rendicontazione finanziaria e rendicontazione di sostenibilità, come descritto nella sezione “Informazioni Generali” del presente documento. 1058 dipendenti di cui circa il 36% sono donne
118 Tabella 04 - Numero di dipendenti in base al genere 2025 2024 Uomini 674 554 Donne 384 338 Altro 0 0 Non dichiarato 0 0 Totale dipendenti 1058 892 Tabella 05 - Numero di dipendenti nei Paesi in cui il Gruppo conta almeno 50 dipendenti 2025 2024 Italia 255 264 Brasile 194 105 Turchia 101 92 Messico 83 90 Stati Uniti 83 21 Lussemburgo 60 53 La composizione contrattuale della forza lavoro propria del Gruppo Azimut riflette una struttura occupazionale stabile e orientata alla continuità, come evidenziato dalla tabella sottostante. Circa il 98% dei dipendenti è assunto con un contratto a tempo indeterminato, a testimonianza della solidità e stabilità del Gruppo. Solo il 2% circa dei dipendenti è assunto con contratti a tempo determinato. Inoltre, in linea con il 2024, circa il 98% dei dipendenti è impiegato con contratto a tempo pieno, mentre il 2% circa lavora con contratto part-time. Questa modalità contrattuale è prevalentemente utilizzata dalle dipendenti di sesso femminile, con il 60% di coloro che usufruiscono del part- time appartenenti a tale genere. 98% dei dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato
119 Tabella 06 - Informazioni sui dipendenti in base al tipo di contratto, suddivisi per genere (in numero di persone) 2025 2024 UOMINI DONNE ALTRO NON COMUNICATO TOTALE UOMINI DONNE ALTRO NON COMUNICATO TOTALE Numero di dipendenti Numero di dipendenti 674 384 0 0 1058 554 338 0 0 892 Numero di dipendenti a tempo indeterminato Numero di dipendenti a tempo indeterminato 658 376 0 0 1034 537 330 0 0 867 Numero di dipendenti temporanei Numero di dipendenti temporanei 16 8 0 0 24 17 8 0 0 25 Numero di dipendenti con orario non garantito Numero di dipendenti con orario non garantito 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Numero di dipendenti a tempo pieno Numero di dipendenti a tempo pieno 665 371 0 0 1036 546 326 0 0 872 Numero di dipendenti part-time Numero di dipendenti part-time 9 13 0 0 22 8 12 0 0 20 *Genere specificato dai dipendenti stessi Nel 2025, il turnover in uscita del Gruppo è pari a circa il 15%, il leggero aumento rispetto al 13% nel 2024, con 162 persone che hanno lasciato il Gruppo. Si precisa che il dato riferito dell’anno corrente è espresso in rapporto al totale dei dipendenti registrati al 31 dicembre 2025. In risposta a tale dato e con l’obiettivo di rafforzare la fidelizzazione della propria forza lavoro, il Gruppo offre ai suoi dipendenti e consulenti l’opportunità di partecipare alla gestione della Holding, di cui sono in gran parte azionisti, attraverso il patto di sindacato. Questa configurazione contribuisce in maniera significativa alla stabilità del Gruppo, promuovendo relazioni professionali di lungo termine e determinando un’anzianità media aziendale di circa 10 anni. La stabilità dei rapporti contrattuali si riflette anche nella soddisfazione espressa dai dipendenti riguardo all’ambiente di lavoro e al sistema remunerativo. La fidelizzazione e la soddisfazione dei dipendenti sono monitorate e curate dalla funzione Risorse Umane di Azimut Holding S.p.A., attraverso strumenti come programmi di formazione, coperture sanitarie private finanziate dall’azienda per il top e middle management, e convenzioni con enti esterni a beneficio di tutti i dipendenti, come l’applicazione di tariffe agevolate per l’uso dei mezzi pubblici a Milano. Un altro fattore chiave per il rafforzamento della retention è rappresentato dagli iter interni di carriera, che hanno permesso a diverse figure apicali del Gruppo di essere selezionate tra le professionalità interne, confermando l'esistenza di un sistema di crescita meritocratico e inclusivo. In parallelo, la selezione dei giovani talenti per l'inserimento nel Gruppo avviene in collaborazione con le migliori università italiane e internazionali, offrendo opportunità di stage a studenti e neolaureati. Azimut ha organizzato progetti formativi, seminari, open day e recruiting day in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università Alma Mater di Bologna, l’Università Bocconi e il Politecnico di Milano. L’obiettivo è garantire un’esperienza positiva ai nuovi assunti, accompagnandoli lungo tutto il ciclo di vita professionale, dal processo di selezione all’onboarding, fino allo sviluppo della carriera. Inoltre, durante l’anno 2025, è stata inserita una figura specifica di Talent & Learning Management per guidare i processi di selezione, formazione, sviluppo e performance 15% turnover in uscita
120 management per il Gruppo nel suo insieme. Tra le principali responsabilità, la nuova figura andrà a coordinare: processi di ricerca e selezione per il Gruppo, con l’obiettivo di gestire inserimenti mirati su nuove competenze e su giovani talenti su cui sviluppare piani di crescita e gestirne efficaci piani di onboarding; formazione e sviluppo: con il duplice obiettivo da un lato, di dotare il Gruppo di strumenti idonei che favoriscano una cultura di formazione continua, e dall’altro di garantire un adeguato sviluppo di competenze per processi di crescita interna; sviluppo e crescita manageriale: a favore di una cultura manageriale orientata a confronto e feedback continui; performance Management: definire un processo omogeneo per il Gruppo con strumenti idonei. Un ulteriore elemento di conferma della stabilità del Gruppo è dato dalla capacità di gestire le crisi e le riorganizzazioni aziendali in modo da garantire che i dipendenti siano trattati in modo equo e rispettoso. In tali circostanze, il Gruppo si impegna a garantire ai dipendenti percorsi di ricollocamento e riqualificazione professionale, assicurando continuità e sviluppo nel percorso lavorativo anche durante fasi di transizione. Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa Al 31 dicembre 2025, la forza lavoro non dipendente del Gruppo Azimut ammonta a 1.882 persone (head count). Di queste, 1.878 sono lavoratori autonomi mentre 4 sono lavoratori somministrati. Tabella 07 - Numero di lavoratori non dipendenti del Gruppo 2025 2024 Numero totale di lavoratori non dipendenti nel proprio organico 1.882 1.919 Numero totale di lavoratori non dipendenti nel proprio organico - lavoratori autonomi 1.878 1.918 Numero totale di lavoratori non dipendenti nel proprio organico - lavoratori forniti da imprese che svolgono principalmente attività di lavoro subordinato 4 1 Del totale dei lavoratori non dipendenti, si precisa che 1.772 persone sono consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, operanti in Azimut Capital Management SGR S.p.A., di cui 1.420 uomini (pari al 80,1%) e 352 donne (pari al 19,9%). Questo dato evidenzia una significativa presenza femminile all’interno della rete di consulenti del Gruppo, in linea con la composizione di genere rilevata a livello nazionale nel settore. Secondo le informazioni fornite dall’Organismo di vigilanza e dalla tenuta dell'Albo Unico dei Consulenti Finanziari, infatti, alla fine del 2024 le donne rappresentavano circa il 23% dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, su un totale complessivo di 52.779 iscritti. 17 . I consulenti finanziari rappresentano la componente principale dell’attività di collocamento del Gruppo Azimut e costituiscono un fenomeno peculiare del mercato finanziario italiano. Questi professionisti sono iscritti all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari, previo superamento di un esame di certificazione delle competenze, e sono soggetti alla supervisione di un apposito organismo pubblico (l'Organismo di vigilanza e tenuta dell'Albo unico dei Consulenti 17 Fonte: Relazione annuale 2024 dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari disponibile pubblicamente al seguente link: Relazioni Annuali - PORTALE OCF - OCF 1.882 lavoratori non dipendenti
121 Finanziari). L’attività dei consulenti finanziari è regolata da normative comportamentali molto rigorose, il cui mancato rispetto può comportare sanzioni di diversa entità, fino alla radiazione dall'Albo e, di conseguenza, all’interdizione della professione. È importante sottolineare che questo sistema regolamentare rappresenta un modello specifico del mercato italiano. Nei Paesi in cui il Gruppo Azimut opera, la figura del consulente finanziario è disciplinata da normative differenti, e i rapporti di lavoro tra i consulenti e le società di gestione o di offerta dei servizi di investimento possono variare in base alla giurisdizione locale. In questo contesto, i consulenti finanziari di Azimut operano in Italia tramite un contratto di agenzia con Azimut Capital Management SGR S.p.A. per la consulenza e il collocamento di prodotti e servizi di risparmio gestito, e con Azimut Financial Insurance S.p.A. per la consulenza e il collocamento di prodotti assicurativi, bancari e di pagamento. Sebbene siano tenuti a operare in esclusiva per il Gruppo Azimut, i consulenti non sono inquadrati come dipendenti, ma come agenti autonomi. L’organizzazione dei consulenti finanziari in Italia è suddivisa in aree territoriali, ciascuna delle quali è coordinata da una struttura manageriale di supporto. Questa struttura mantiene un rapporto di agenzia con Azimut Capital Management SGR S.p.A. e Azimut Financial Insurance S.p.A., e viene remunerata, proprio come i consulenti finanziari, su base provvigionale. La struttura manageriale riporta direttamente ai responsabili della Direzione Commerciale, con i quali si confronta settimanalmente per la pianificazione strategica, il monitoraggio dei risultati raggiunti e l’analisi dei feedback provenienti dalla clientela, assicurando un sistema di controllo continuo sull’andamento operativo e sugli obiettivi aziendali. Inoltre, viene continuamente monitorata la qualità del lavoro svolto dal consulente finanziario, la quale si misura secondo dati oggettivi e numerici come il valore medio delle masse affidate in gestione alle società per il suo tramite, la stabilità del rapporto che rappresenta il grado di soddisfazione dei clienti e la conformità dell’operato a norme e politiche interne. Per Azimut, il diffuso azionariato e i vincoli del patto di sindacato sono un ulteriore elemento aggiuntivo di stabilizzazione dei consulenti finanziari, con evidenti vantaggi sia per il Gruppo sia per la clientela. Pertanto, le Politiche di fidelizzazione dei consulenti non si limitano alla partecipazione alle attività del Gruppo e all’assenza di pressioni commerciali derivanti dalla struttura aziendale sopra delineata, ma prevedono anche un’attenzione nel creare un ambiente favorevole alla soddisfazione economica e professionale. Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale A testimonianza dell’impegno di Azimut nel garantire condizioni di impiego e tutele coerenti con le normative locali e con diritti dei lavoratori, al 31 dicembre 2025, il 41,4% dei dipendenti del Gruppo risulta coperto da contratti collettivi di lavoro, percentuale in diminuzione rispetto al dato dell’anno precedente (50,56% nel 2024). Si specifica inoltre che, in quanto realtà multinazionale, il Gruppo applica diversi contratti collettivi in base al Paese e al contesto normativo di riferimento. Questa pluralità di contratti consente di adattare le relazioni di lavoro alle specifiche esigenze dei vari mercati, nel rispetto delle disposizioni legislative e delle prassi locali. Inoltre, il Gruppo si impegna a mantenere un dialogo costante con i dipendenti; per questo motivo, sono presenti rappresentanti dei lavoratori sul luogo di lavoro, con percentuali diverse a seconda del Paese. A livello globale, il 14,08% dei dipendenti è coperto da rappresentanti dei lavoratori, rispetto al 17,71% nel 2024. 41,4% copertura tramite contrattazione collettiva 14,08% copertura tramite rappresentanza dei lavoratori
122 Tabella 08 - Informazioni relative alla contrattazione collettiva e al dialogo sociale 18 Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale 2025 2024 Tasso di copertur a Lavoratori dipendenti – SEE (per i Paesi con > 50 imp. che rappresentano > 10% degli impiegati totali) Dipendenti – Non-SEE (stima per le regioni con > 50 imp. che rappresentano > 10% degli impiegati totali) Rappresentanza sul luogo di lavoro (soltanto SEE) (per i Paesi con > 50 imp. che rappresentano > 10% degli impiegati totali) Lavoratori dipendenti – SEE (per i Paesi con > 50 imp. che rappresentano > 10% degli impiegati totali) Dipendenti – Non-SEE (stima per le regioni con > 50 imp. che rappresentano > 10% degli impiegati totali) Rappresentanza sul luogo di lavoro (soltanto SEE) (per i Paesi con > 50 imp. che rappresentano > 10% degli impiegati totali) 0-19% MESSICO – TURCHIA - STATI UNITI ITALIA MESSICO – TURCHIA ITALIA 20-39% BRASILE 40-59% 60-79% 80- 100% ITALIA – LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO ITALIA – LUSSEMBURGO BRASILE LUSSEMBURGO Salari adeguati In coerenza con i valori di Azimut ed in linea con il 2024, viene fornito a tutti i dipendenti un salario adeguato, nonché in linea con quanto definito dal CCNL di riferimento e dalle normative locali dei Paesi in cui il Gruppo opera. Protezione sociale Il Gruppo garantisce che tutti i dipendenti siano adeguatamente coperti da protezione sociale, sia attraverso programmi pubblici che mediante prestazioni aggiuntive offerte direttamente da Azimut. Questo sistema di protezione assicura un sostegno appropriato in caso di perdita di reddito dovuta a eventi quali malattia, disoccupazione (a partire dal momento in cui il lavoratore inizia a prestare servizio per l’impresa), infortunio sul lavoro, disabilità acquisita, congedo parentale e pensionamento. Metriche della diversità Nel processo di sviluppo di un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, il Gruppo Azimut monitora costantemente le proprie performance in tema di diversità, equità e inclusione, prestando particolare attenzione alla composizione della forza lavoro e alla rappresentanza nelle posizioni chiave. Al 31 dicembre 2025, i membri dell’alta dirigenza risultano pari a 173 persone (head count), con una percentuale di donne all’interno di questa categoria pari a circa il 15%. Il Gruppo adotta la seguente definizione di top management: i dirigenti e i membri che siedono negli organi di amministrazione, direzione e controllo delle società del Gruppo Azimut. L’analisi della distribuzione dei dipendenti per fascia di età evidenzia un equilibrio tra le prospettive di crescita, la presenza di esperienze consolidate e le opportunità di ricambio generazionale. La maggior 18 Considerando le peculiarità del Gruppo Azimut in termini di distribuzione geografica della forza lavoro, la tabella è stata compilata includendo i Paesi presenti nel perimetro di rendicontazione con un numero di dipendenti superiore a 50, indipendentemente dalla loro incidenza sul totale della forza lavoro del Gruppo. 55% dei dipendenti tra i 30 e i 50 anni
123 parte dei dipendenti, circa il 55%, si colloca nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni, il 19% ha meno di 30 anni e il 26% ha un’età superiore ai 50 anni. Questi dati riflettono sia la progressiva transizione del Gruppo verso una forza lavoro sempre più giovane, sia la valorizzazione dell’esperienza. Tabella 09 - Composizione del top management Numero di membri del top management per genere 2025 2024 Donne 27 25 % del totale a livello di top management 15,61% 15,43% Uomini 146 137 % del totale a livello di top management 84,39% 84,57% Altro genere 0 0 % del totale a livello di top management - - Non dichiarato 0 0 % del totale a livello di top management - - Totale 173 162 Tabella 10 - Numero di dipendenti per fascia di età Numero di dipendenti 2025 2024 Sotto i 30 anni 205 191 Percentuale di dipendenti sotto i 30 anni 19,38% 21,41% Tra i 30 e i 50 anni 578 479 Percentuale di dipendenti tra i 30 e i 50 anni 54,63% 53,70% Sopra i 50 anni 275 222 Percentuale di dipendenti sopra i 50 anni 25,99% 24,89% Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione totale) Con riferimento alla remunerazione dei dipendenti è stato calcolato il rapporto, per le diverse categorie professionali, tra lo stipendio base dei dipendenti donna e dei dipendenti uomini, così come il rapporto tra le remunerazioni totali (che tiene conto anche di componenti variabili). Il divario retributivo di genere (gender pay gap) riferito alla remunerazione totale, nel 2025, è pari al 31%, dato in miglioramento rispetto al 2024 (45%). Tale dato è stato calcolato come media ponderata delle retribuzioni orarie medie lorde per ciascuna categoria professionale e viene espresso come differenza, in percentuale, fra la remunerazione delle donne rispetto a quella degli uomini. La metrica risulta condizionata dalla distribuzione della popolazione aziendale (e.g. assenza della rappresentanza femminile in talune categorie professionali) e fa riferimento ad un calcolo condotto a livello globale che non tiene conto dell’analisi di equal pay
124 for equal work, monitorata invece nell’ambito della Politica di Remunerazione di Azimut Holding S.p.A. Nel 2025, è stato inoltre rendicontato il rapporto di retribuzione totale annuale, quale possibile indicatore di situazioni di parità o disparità di trattamento retributivo all’interno del Gruppo. Tale indicatore è stato calcolato con riferimento alle Società italiane e tiene conto del rapporto fra la retribuzione totale annuale della persona che riceve la massima retribuzione (es. CEO) e la retribuzione totale annuale mediana dei dipendenti delle società considerate (esclusa la suddetta persona), che risulta essere pari a circa il 12,3, in lieve aumento rispetto all’anno precedente in cui il valore era 10,9.. Inoltre, è stato avviato nel 2025 un progetto che abbraccia da un lato elementi di strutturazione organizzativa, dall’altro temi di analisi circa la nuova normativa sulla trasparenza retributiva, con l’obiettivo di avere un quadro insieme completo ed indirizzare al meglio le azioni connesse alle politiche di remunerazione. Persone con disabilità Al 31 dicembre 2025, risultano in forza 11 dipendenti appartenenti alle categorie protette, di cui 5 donne e 6 uomini (4 donne e 3 uomini nel 2024). I dipendenti appartenenti alla categoria protetta rappresentano circa l’1% dei dipendenti totali del Gruppo. Questa categoria include i dipendenti con disabilità. Salute e sicurezza Il Gruppo adempie agli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza previsti nei diversi Paesi in cui è presente. Per quanto riguarda l’Italia, con riferimento all’area di rischio “Gestione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro” è attivo da sempre un sistema interno di gestione coordinato da un esperto abilitato e supportato da soggetti interni parimenti qualificati. Il sistema ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di comportamento e di controllo nonché i programmi di formazione per tutti gli addetti. Azimut opera nel rispetto della normativa vigente prevista dal D. Lgs. 81/2008 con l’ulteriore supporto del Modello 231 e sotto il controllo e la supervisione dell’Organismo di Controllo, come previsto dal D. Lgs. 231/2001. In Irlanda e Lussemburgo, ad esempio, le società hanno implementato un sistema di gestione della salute e sicurezza, che si basa su politiche e procedure definite nel rispetto della normativa locale, e che prevede anche la nomina del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il rappresentante partecipa al processo di identificazione e prevenzione dei rischi di salute e sicurezza sul lavoro. Durante l’anno 2025, a livello di Gruppo, non sono stati registrati infortuni, malattie professionali o decessi, sia per i lavoratori dipendenti che non dipendenti. Questo risultato è stato possibile grazie ai sistemi di gestione della salute e della sicurezza, che coprono l’87,4% dei dipendenti e riflettono l’impegno continuo e l’attenzione posta dal Gruppo su queste tematiche. 87,4% dei dipendenti coperti dai sistemi di gestione di salute e sicurezza
125 Tabella 11 – Principali indicatori sulla salute e sicurezza dei dipendenti 2025 2024 Percentuale di lavoratori propri che sono coperti da un sistema di gestione della salute e della sicurezza basato su requisiti legali e/o standard o linee guida riconosciute 87,43% 85,43% Numero di decessi nella propria forza lavoro a causa di infortuni e malattie legate al lavoro 0 0 Numero di decessi nella propria forza lavoro a causa di infortuni 0 0 Numero di decessi nella propria forza lavoro a causa di malattie legate al lavoro 0 0 Numero di infortuni sul lavoro registrabili per la propria forza lavoro 0 0 Tasso di infortuni sul lavoro registrabili per la propria forza lavoro 0 0 Numero di casi di malattie professionali registrabili della propria forza lavoro 0 0 Numero di giorni persi per infortuni sul lavoro e decessi dovuti a infortuni sul lavoro, malattie sul lavoro e decessi dovuti a malattia 0 0 Metriche di formazione e sviluppo e delle competenze I dipendenti, indipendentemente dal livello di responsabilità, sono destinatari di attività formative che coprono sia l’ambito normativo, attraverso corsi di aggiornamento sulle evoluzioni legislative, sia la preparazione necessaria per il mantenimento delle certificazioni acquisite. Oltre alla formazione obbligatoria, diverse società del Gruppo organizzano percorsi formativi finalizzati allo sviluppo di abilità tecniche specifiche in funzione della mansione svolta. Alcune realtà del Gruppo prevedono anche programmi di training on the job, ossia formazione direttamente sul luogo di lavoro, che permette ai dipendenti di familiarizzare con l’ambiente lavorativo e acquisire le competenze necessarie per le diverse figure professionali. All’interno dell'ambiente di lavoro, lo sviluppo formativo è incentivato tramite uno scambio regolare e continuo tra colleghi, gestori, consulenti e clienti, anche grazie a supporti online come i webinar. Azimut gestisce i piani di sviluppo del personale in tutti i Paesi in cui è presente, con l'obiettivo di prevenire impatti negativi e di garantire uno sviluppo omogeneo delle iniziative rivolte ai propri dipendenti. La gestione dei piani di formazione è curata direttamente da Azimut, che sviluppa piani personalizzati per i dipendenti dei vari Paesi in cui opera, al fine di garantire uno sviluppo coerente e omogeneo delle iniziative. Nel 2025, il Gruppo ha erogato un totale di 5.674 ore di formazione, con un numero medio di ore di formazione per dipendente pari a 5,36. In media, le donne partecipano a un numero maggiore di ore di formazione rispetto agli uomini, con una media di 6,32 ore per le dipendenti donne e 4,82 ore per i dipendenti uomini.
126 Nello specifico, nel 2025 in Italia, Irlanda e Lussemburgo sono state erogate 1.961 ore di formazione su tematiche relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro, AML e soft skills (tra cui corsi in lingua). Inoltre, tra queste sono state erogate sessioni specifiche in merito alle tematiche ESG: i dipendenti sono stati attivamente coinvolti in un percorso sui temi della sostenibilità, che è stato anche un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza all’azienda. Le attività sono state organizzate in Partnership con ALTIS, Business School di Alta Direzione dell’Università Cattolica di Milano, attraverso sessioni in presenza e Webinar per il Top Management Europeo e con Up2You attraverso Webinar dedicati ai dipendenti. In tale contesto si inserisce l’iniziativa formativa sviluppata con UptoYou, operatore specializzato in formazione e consulenza sulla sostenibilità, finalizzata a rafforzare le competenze interne sui profili ambientali, sociali e di governance rilevanti per le attività operative del Gruppo. Il percorso ha previsto due masterclass dedicate a diverse tematiche ESG, durante le quali sono stati affrontati temi tra cui l’inquadramento dei fattori ESG nel contesto aziendale, gli aspetti sociali e di diversità e inclusione, le principali tematiche climatiche e i profili regolamentari connessi alla sostenibilità con particolare focus sulla Sustainable Finance Disclosure Regulation, contribuendo a promuovere una maggiore consapevolezza e un’applicazione coerente dei principi ESG da parte delle società coinvolte, in linea con il framework e le caratteristiche ambientali e sociali promosse dal Gruppo. Nel 2025, tra i corsi di formazione erogati, sono state trattate anche le tematiche di fondamentale importanza quali: abuso di mercato, conflitto di interessi, privacy e Cyber Security. In particolare, a fronte dei risultati 2024, il Gruppo Azimut ha avviato la sua sesta campagna dedicata ai temi di Cyber Security Awareness e Phishing Campaign, in linea con i requisiti del Regolamento Europeo sulla Resilienza Operativa Digitale (DORA). Questo programma risponde alle disposizioni che impongono attività di formazione specifiche non solo per il personale, ma anche per i membri dell’organo di gestione dell’entità finanziaria, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e la preparazione sulle problematiche legate alla sicurezza informatica. Il programma ha preso avvio con una valutazione iniziale delle conoscenze e moduli formativi sui principali rischi informatici e seguiranno nuove simulazioni di phishing e nuove sessioni formative personalizzate in base al target e i risultati precedenti. L’iniziativa ha registrato un’elevata partecipazione, contribuendo significativamente a rafforzare la consapevolezza e le competenze del personale in materia di cyber security. Questo testimonia l’impegno del Gruppo Azimut nel garantire la resilienza operativa digitale e nella protezione dei propri sistemi informatici. Inoltre, nell’autunno del 2025 con l’obiettivo di rafforzare elementi di comunicazione e collaborazione è stata avviata una piattaforma dedicata allo sviluppo delle conoscenze linguistiche, sia per rafforzare la conoscenza della lingua inglese, di base disponibile per tutti, sia per facilitare un dialogo quotidiano in ambiti di lavoro e personali, dando l’opportunità a tutti i collaboratori di approfondire ulteriori lingue quali francese, spagnolo, tedesco e italiano per non nativi. Si precisa, infine, che il Gruppo Azimut si impegna costantemente ad aggiornare i propri piani formativi e a monitorare l’efficacia degli stessi e i livelli di partecipazione. Nel caso delle Società italiane, nel corso del 2025, la formazione ha visto un approccio blended, con corsi erogati in presenza, in modalità Webinar e stata tramite la piattaforma informatica LMS (Learning Management System) Azimut Academy. Sviluppo consulenti finanziari Azimut si impegna costantemente non solo nella formazione dei propri dipendenti, ma anche nello sviluppo professionale dei consulenti finanziari, riconoscendo il loro ruolo centrale nel
127 garantire un servizio di consulenza di alta qualità e nel rafforzare la relazione di fiducia con la clientela. La formazione, infatti, ha l’obiettivo di fornire e consolidare le competenze necessarie per rispondere alle molteplici e complesse esigenze della clientela. In un contesto nel quale la consulenza si estende alla gestione del patrimonio nella sua globalità, viene prestata particolare attenzione alla definizione di percorsi formativi personalizzati, basati sulle caratteristiche dei consulenti finanziari e sulle nuove richieste emergenti dal mercato e dal contesto operativo. A conferma di questo impegno, la struttura interna dedicata al mantenimento e allo sviluppo delle competenze offre annualmente ai consulenti, oltre alla formazione obbligatoria, numerosi percorsi formativi su tematiche tecniche, commerciali, relazionali e legati alle tematiche ESG. Come descritto nel capitolo “ESRS S3 – Comunità interessate” della presente sezione, sono stati erogati diversi percorsi di formazione ai Financial Partner al fine di ottenere specifiche certificazioni professionali, come ad esempio la certificazione “ESG Advisory”. In parallelo, nel corso dell’anno sono state erogate complessivamente 50.276 ore di formazione ai consulenti finanziari, di cui 8.113 ore dedicate specificamente alle tematiche ESG. Si specifica che la quasi totalità delle attività formative si è svolta da remoto, attraverso la piattaforma LMS Azimut Academy, garantendo ampia accessibilità ai contenuti. Inoltre, in conformità alle disposizioni del Regolamento Intermediari Consob, tutti i consulenti hanno effettuato una valutazione per rilevare il livello di conoscenza tecnica/specifiche prodotti. A supporto dello sviluppo personale e professionale dei consulenti finanziari, e in considerazione dei risultati positivi conseguiti negli anni precedenti, Azimut ha confermato anche nel 2025 diversi percorsi formativi strategici, tra cui: “Azimut New Generation”: percorso formativo dedicato ai giovani Financial Partner strutturato in 14 giornate in presenza, di cui 3 sui temi dell’IA e un weekend outdoor, oltre a 2 riunioni online e a due eventi organizzati per clienti e prospect; “Boost Project”: per coloro che non hanno ancora raggiunto gli obiettivi di crescita dei portafogli gestiti; corso di preparazione all’esame per la certificazione ESG. Nello specifico, in Italia, la valutazione delle performance dei consulenti viene monitorata con parametri quanti-qualitativi che analizzano aspetti chiave, tra cui l’acquisizione di nuovi clienti, la raccolta di risparmio come indicatore della fiducia del cliente e la stabilità della clientela. L’insieme di questi indicatori contribuisce a definire il profilo della qualità professionale di ciascun consulente. A ulteriore garanzia di integrità, i consulenti sono sottoposti ad analisi tramite appositi indicatori di anomalia elaborati dall’associazione di categoria Assoreti. Qualora emergano sospetti in merito ad un determinato comportamento da parte di un consulente, la Direzione Commerciale effettua opportune segnalazioni alla funzione di Internal Audit, la quale opera al fine di garantire la massima correttezza, l’integrità morale ed il rispetto delle leggi e delle disposizioni interne ed esterne applicabili. L’intero processo è definito e implementato secondo una logica risk-based che consente di identificare gli ambiti di maggior rischio e di concentrare le attività di verifica sugli elementi e sui soggetti più sensibili anche dal punto di vista reputazionale. In quest’ottica, i controlli si sviluppano attraverso la definizione dei profili di rischio dei consulenti, l’esecuzione di visite ispettive in loco, l’analisi sistematica degli indicatori di anomalia e l’esame dei reclami ricevuti dalla clientela. La buona reputazione dei consulenti finanziari di Azimut è confermata dalla rarità delle segnalazioni e dall’efficacia del sistema di sorveglianza interno, che prevede controlli regolari 50.276 ore di formazione erogate ai consulenti finanziari
128 da parte dell’Internal Audit e una pianificazione sistematica delle visite agli uffici. Questo approccio garantisce al Gruppo il mantenimento di elevati standard etici e professionali. Focus: valutazione delle prestazioni A conferma dell’importanza che il Gruppo Azimut attribuisce ai propri dipendenti, è stato implementato un sistema di valutazione delle prestazioni, finalizzato a monitorare le performance, raccogliere spunti di miglioramento continui e identificare le esigenze formative per favorire lo sviluppo professionale futuro. In molti Paesi, è stato definito un sistema di valutazione della performance strutturato, che prevede uno o più momenti di confronto formale con i responsabili diretti. Durante questi incontri, si analizzano le performance in relazione alle aspettative e agli obiettivi di ciascun ruolo. L’obiettivo del programma di valutazione è coinvolgere attivamente le risorse e favorire un dialogo formale, con cadenza semestrale o annuale. In alcuni casi, è stato introdotto un piano di incentivazione basato sui risultati ottenuti tramite la valutazione e che prevede una componente di retribuzione variabile legata alle performance individuali, sia di natura qualitativa che quantitativa. Nel 2025, circa l’83,18% dei dipendenti ha partecipato alle revisioni periodiche delle prestazioni e allo sviluppo della carriera, in aumento rispetto al 2024. In particolare, l’83,5% dei dipendenti di sesso maschile ha preso parte a queste attività, mentre la partecipazione femminile è stata di circa l’82,5%. Tabella 12 - Percentuale di dipendenti con revisioni periodiche delle presentazioni e numero di ore medie di formazione 2025 2024 Donne Uomini Altro Non dichiarato Totale Donne Uomini Altro Non dichiarato Totale Percentuale di dipendenti che hanno partecipato a revisioni periodiche delle prestazioni e dello sviluppo della carriera 82,55% 83,53% - - 83,18% 71,60% 75,99% - - 74,33% Numero medio di ore di formazione per dipendente 6,10 4,77 - - 5,25 8,25 7,61 - - 7,85 Equilibrio tra vita professionale e vita privata Nel periodo 2025, la percentuale di dipendenti che hanno diritto a congedi per motivi familiari è pari al 100%, di cui il 4,91% ne ha usufruito. Questo diritto è garantito a tutti i dipendenti che necessitano di tempo per prendersi cura dei propri familiari in situazioni di emergenza o per altre necessità familiari importanti. Azimut riconosce l'importanza di bilanciare le responsabilità lavorative con quelle familiari, offrendo così un supporto concreto ai propri dipendenti. Tutti i dipendenti hanno diritto a congedi per motivi familiari
129 Tabella 13 - Dipendenti che hanno usufruito di congedi Percentuale di dipendenti aventi diritto che hanno usufruito di congedi per motivi familiari 2025 2024 Donne 5,47% 5,33% Uomini 4,60% 2,35% Altro genere 0 0 Non dichiarato 0 0 Totale 4,91% 3,48% Azimut si impegna a strutturare il lavoro delle proprie persone in modo da evitare carichi eccessivi e assicurare il giusto equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. Gli orari di lavoro vengono gestiti in linea con quanto previsto dalla legge e dagli accordi di contrattazione collettiva, nei Paesi ove applicati, assicurando ai dipendenti i legittimi periodi di riposo settimanali, ferie e festività, così come congedi per maternità/paternità, permessi per malattia e qualsiasi altro permesso nella misura consentita dalla legge. Il Gruppo inoltre favorisce la modalità di lavoro in smart working, inteso come forma di organizzazione del lavoro innovativa, basata sulla flessibilità nella scelta degli orari e luoghi di lavoro. Lo smart working, infatti, consente di svolgere la prestazione lavorativa senza precisi vincoli di orario (nei soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva) e di luogo di lavoro, potendo la prestazione essere eseguita anche al di fuori dei locali aziendali, senza una postazione fissa, con l'utilizzo di strumenti tecnologici, favorendo il giusto equilibrio tra vita privata e lavorativa. Con riferimento al 2025, il Gruppo ha offerto ai propri dipendenti la possibilità di svolgere fino all'80% del proprio lavoro in modalità agile. Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti Attualmente, il Gruppo Azimut non ha definito e formalizzato obiettivi specifici per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità in relazione alla forza lavoro propria. Tuttavia, il Gruppo continua a monitorare gli aspetti legati alla forza lavoro propria nell’ambito delle proprie attività, valutando eventuali iniziative e strategie per rafforzare il dialogo e la collaborazione con le proprie persone.
130 ESRS S3 - Comunità interessate Interessi e opinioni dei portatori d'interessi Il Gruppo Azimut si impegna costantemente nel promuovere un rapporto costruttivo e nel rafforzare un ecosistema di valori contagioso e inarrestabile con le comunità locali, inclusi i singoli individui, le imprese, le associazioni, le università e le scuole di ogni ordine e grado, collaborando attivamente al fine di creare valore condiviso. Questo impegno orienta la strategia d’impresa, e si concretizza attraverso iniziative portate avanti con sistematicità e continuità, sviluppando temi quali la filantropia, l’educazione finanziaria, il sostegno alle fasce deboli della popolazione, la promozione della cultura, dell’arte e delle attività sportive. I professionisti coinvolti nelle iniziative, il cui numero risulta in continua crescita, partecipano attivamente a percorsi formativi dedicati, finalizzati a sviluppare una maggiore sensibilità, tutela e un approccio globale nei confronti dei destinatari delle attività. Il processo di analisi di doppia materialità condotta nel 2025, descritto nel dettaglio nella sezione “Informazioni Generali”, capitolo “Analisi di doppia materialità”, è stato condotto in continuità con l’esercizio precedente, mantenendo le due dimensioni previste: materialità di impatto e finanziaria. L’intero processo nonché i risultati ottenuti dalle interviste agli stakeholder sono stati, poi, condivisi con esperti esterni provenienti dal mondo accademico e da organizzazioni di riferimento nell’ambito della sostenibilità, ad esempio Altis Graduate School of Sustainable Management dell’Università Cattolica, Scuola Superiore S. Anna di Pisa ed il Forum per la Finanzia Sostenibile. Le considerazioni di tali portatori di interesse hanno contribuito all’identificazione delle tematiche materiali per Azimut, orientando la strategia e il modello aziendale. Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale A seguito dell’analisi di doppia materialità e con riferimento alle operazioni proprie, è stato individuato un impatto positivo attuale riguardante lo sviluppo delle comunità nelle quali il Gruppo opera, tramite iniziative di educazione finanziaria, promozione della cultura della sostenibilità e di sostegno sociale. In particolare, le principali tipologie di comunità soggette agli impatti positivi rilevanti generati dalle attività del Gruppo includono singoli individui, imprese, associazioni, università e scuole di ogni ordine e grado. Lo sviluppo delle comunità locali e del territorio costituisce uno dei driver strategici di Azimut, che promuove iniziative volte a favorire la crescita economica, sociale e culturale dei territori in cui opera anche supportando, direttamente o indirettamente, come tramite finanziamento, progetti e iniziative con un impatto positivo. Le attività e le iniziative promosse nascono in risposta alle esigenze locali, individuate dai consulenti finanziari in quanto fortemente radicati sul territorio e integrati nel tessuto socioeconomico locale. Grazie alla loro presenza capillare e alle solide relazioni instaurate, sono in grado di ascoltare le richieste locali per cogliere le necessità emergenti e tradurle in progetti concreti, contribuendo a generare un impatto positivo e duraturo nella società.
131 Politiche relative alle comunità interessate L’impegno del Gruppo nei confronti delle comunità locali viene concretizzato tramite l’adozione di diverse politiche, con l’obiettivo di tutelare e promuovere lo sviluppo della collettività in cui Azimut opera. Codice Etico Il Codice Etico, descritto nel dettaglio all’interno del capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, sottolinea l’impegno di Azimut nel generare esternalità positive, instaurando relazioni con le principali categorie di portatori di interesse presenti sul territorio per promuovere e attivare iniziative rivolte alle comunità territoriali. Il Gruppo si ispira a principi etici fondamentali quali il rispetto delle leggi, la trasparenza, la correttezza gestionale, nonché la fiducia e la cooperazione con i portatori di interesse, in particolare le istituzioni e i soggetti destinatari delle iniziative promosse; da questi valori Azimut deriva i propri modelli di condotta. Politica di Sostenibilità L’impegno e l’interesse del Gruppo nei confronti di tematiche quali la tutela e la valorizzazione delle comunità interessate si è concretizzato nell’adozione della Politica di Sostenibilità, documento descritto nel dettaglio nei capitoli “ESRS E1 – Cambiamenti climatici” e “ESRS S1 – Forza lavoro propria”, che nasce dalla necessitdi definire delle linee guida generali e di formalizzare in un unico documento i valori e i principi che orientano il Gruppo definendo obiettivi e relative modalità di gestione rispetto a diversi ambiti legati alle tematiche ambientali e sociali. Nella Politica di Sostenibilità, il Gruppo si impegna a promuovere lo sviluppo delle realtà territoriali in cui opera attraverso iniziative sociali, umanitarie e culturali. Questo impegno si concretizza tramite il supporto da parte del Gruppo di Lavoro CSR “Azione – Azimut per le Comunità” e della Fondazione Azimut, entrambi descritti nel dettaglio nel paragrafo “Processi di coinvolgimento delle comunità interessate”, del presente capitolo. Azimut instaura relazioni con i portatori di interesse locali per promuovere e attivare progetti che generino un impatto positivo, rispondendo alle necessità territoriali con continuità e secondo principi nazionali e internazionali. Il suo impegno si sostanzia in due ambiti di intervento, ossia (i) il supporto alla collettività, sia attraverso donazioni caritatevoli, sia tramite interventi diretti tra cui collaborazioni con istituzioni locali, con le quali il Gruppo sostiene iniziative contro la povertà e il disagio sociale, oltre a promuovere cultura, sport ed educazione, e (ii) l’educazione finanziaria, con lo scopo di favorire una maggiore consapevolezza finanziaria tramite pubblicazioni, attività di beneficenza, incontri ed eventi, aiutando in tal modo i risparmiatori a prendere scelte di investimento più consapevoli e informate. L’obiettivo è creare un ecosistema di valori condiviso, capace di generare un impatto positivo e duraturo sul territorio. Carta dei Valori La Carta dei Valori, illustrata nel capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, stabilisce i principi fondamentali alla base dell’attività del Gruppo, applicandoli a tutti i portatori di interesse coinvolti. Con riferimento alle comunità interessate, tale documento richiama i valori di equità, libertà, trasparenza, lealtà, fiducia, innovazione e sostenibilità, al fine di garantire il rispetto dei diritti delle comunità locali, tra cui il rispetto della persona, delle tradizioni culturali e della libertà di espressione.
132 Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti Per rispondere alle esigenze locali, Azimut ha identificato un gruppo di lavoro dedicato alla Responsabilità Sociale di Impresa (Corporate Social Responsibility - CSR), denominato “Azione – Azimut per la Comunità”, finalizzato alla promozione della cultura e della responsabilità, nel pieno rispetto della Carta dei Valori di Azimut Holding S.p.A.. Il gruppo di lavoro “Azione – Azimut per la Comunità” nasce dall’esigenza e dal desiderio del Gruppo di convogliare le attività di responsabilità sociale promosse da un numero sempre maggiore di dipendenti e consulenti. Questa volontà si presenta sotto forma di un impegno professionale e personale degli attori del Gruppo, in un progetto organizzato, strutturato e condiviso. Il gruppo di lavoro CSR, costituito nel pieno rispetto della parità di genere e con la consapevolezza dell’importanza dei valori dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità, agisce come un’unica squadra, promuovendo la costante attenzione alla sostenibilità e all’implementazione di iniziative di responsabilità sociale a favore della comunità e del territorio. Nello specifico le attività del gruppo di Lavoro “Azione – Azimut per le Comunità” si basano sulle seguenti principali aree di intervento: iniziative a sostegno della comunità: promuovere lo sviluppo locale ad alto impatto sociale; iniziative di educazione finanziaria: promuovere e diffondere una cultura finanziaria per consentire ai consumatori di effettuare scelte di investimento consapevoli; iniziative a sostegno della comunità e dei territori nelle situazioni di emergenza. In generale, il coinvolgimento delle comunità locali da parte del Gruppo Azimut avviene tramite una valutazione diretta delle necessità espresse dalla collettività territoriale, rilevate grazie all’ascolto e all’interazione costante da parte dei consulenti finanziari con le realtà locali. In particolare, il gruppo “Azione – Azimut per la Comunità” agisce in stretta sinergia con il Comitato di Supporto alla Sostenibilità, nonché con il Comitato di Sostenibilità di Azimut Holding S.p.A., sviluppando iniziative mirate a rispondere alle esigenze della collettività e contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi ESG aziendali. In aggiunta a quanto sopra descritto, l’impegno del Gruppo nella filantropia si concretizza attraverso il supporto alla Fondazione Azimut, costituita nel 2008 ed autorizzata ad operare in qualità di Onlus e successivamente di Ente Filantropico del Terzo Settore, sull’intero territorio nazionale, nel 2012. La nascita della Fondazione, voluta e promossa dai fondatori di Azimut, rappresenta la naturale evoluzione dell’impegno del Gruppo nella filantropia che vede infatti quale principale sostenitore Azimut Holding S.p.A., la quale devolve ogni anno, per clausola statutaria (art. 32 dello Statuto), una somma equivalente all’1% del proprio utile lordo consolidato. L’anima della Fondazione, così come per tutto il Gruppo Azimut, si identifica con la centralità della “persona” quale elemento caratterizzante, ove qualsiasi soggetto appartenente, direttamente o in via indiretta, al Gruppo Azimut può contribuire ad aiutare persone in difficoltà dedicando il proprio tempo e potendo contare sul supporto economico di Fondazione. Fondazione Azimut non dispone, infatti, di una propria autonoma struttura organizzativa, in quanto non impiega dipendenti e non sostiene costi di funzionamento. Tutte le risorse disponibili vengono impiegate a beneficio degli assistiti. I membri del Consiglio di Amministrazione, i dipendenti, i collaboratori e i consulenti finanziari si assumono l’onere di coordinare e gestire le diverse attività, anche di carattere amministrativo, proponendo altresì i progetti di intervento,
133 seguendone la realizzazione e rendicontandone i risultati, su base esclusivamente volontaria e gratuita. La missione esclusiva di Fondazione Azimut è combattere la povertà e contrastare il disagio economico e sociale, evitando l’approccio assistenzialista, ma con l’obiettivo di sostenere le persone a riacquistare la “dignità” che la povertà spesso sottrae, insieme al rispetto di sé. Fondazione Azimut, dunque, interviene direttamente a favore delle comunità, raccogliendo segnalazioni provenienti dalle persone che fanno parte dell’ecosistema in cui opera il Gruppo: consulenti finanziari, dipendenti, dirigenti o amministratori. Lo scopo è mettere a disposizione uno strumento concreto per supportare iniziative di utilità sociale, in particolare per contrastare la povertà. Una volta individuate le opportunità di intervento, i progetti vengono presentati via mail all’account fondazione@azimut.it, valutati da parte del Consiglio e, se del caso, assegnati ad un referente che ne segua personalmente l’attuazione. La responsabilità operativa del processo ricade, dunque, sul Consiglio della Fondazione, che in piena autonomia conduce un’approfondita raccolta di informazioni per valutare la coerenza del progetto con i fini statutari. A tal fine, sul sito (www.fondazione-azimut.it) è disponibile un form che indica le informazioni necessarie per avviare la valutazione. Fondazione Azimut acquisisce tutti gli elementi necessari per verificare: la credibilità del soggetto che formula la proposta di intervento, il quale si propone come referente per seguire lo sviluppo dell’iniziativa; l’affidabilità dell’organizzazione partner (es. un Ente del Terzo Settore) attraverso l’esame di documenti, bilanci, incontri e visite; la presumibile efficacia dell’erogazione e la coerenza con la missione fondamentale della Fondazione. Successivamente, il processo decisionale relativo alla realizzazione dei progetti si distingue in base all’entità dell’impegno economico previsto. Le iniziative che comportano un importo inferiore a € 100.000 possono essere approvate dagli Amministratori all’uopo delegati. Per i progetti che superano tale soglia, invece, la decisione è rimessa all’intero Consiglio di Amministrazione, che delibera in occasione di una riunione collegiale o tramite consultazione scritta, a mezzo posta elettronica. A seguito delle deliberazioni favorevoli, in particolare per gli interventi che comportano impegni di spesa significativi, si procede alla sottoscrizione di una Lettera di Impegno e alla raccolta della documentazione amministrativa necessaria (come preventivi, fatture, ecc.) per l’avvio del supporto finanziario. In caso di esito negativo, invece, il proponente viene informato con comunicazione via e-mail, nella quale sono indicate le motivazioni del rigetto della proposta. Tramite questo processo, la presenza nel Consiglio di figure apicali del Gruppo Azimut, come il Presidente e gli Amministratori Delegati, non solo assicura un elevato livello di competenza, ma garantisce anche una completa circolazione delle informazioni tra la Fondazione e il Gruppo, principale finanziatore delle sue attività. Inoltre, si precisa che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione svolge un ruolo completamente autonomo rispetto agli esponenti aziendali del Gruppo Azimut e non viene in alcun modo influenzato nelle sue scelte. In merito alle iniziative di CSR sviluppate dal gruppo Azione, una volta concluso l’iter di approvazione, viene valutata e monitorata l’efficacia del coinvolgimento sulla base di un riscontro narrativo e qualitativo da parte dei beneficiari dei progetti realizzati. Ad esempio, i referenti degli istituti scolastici, delle associazioni di volontariato e di tutti gli enti del Terzo Settore, con i quali sono state sviluppate le attività, collaborano direttamente e attivamente con
134 i consulenti finanziari sia in fase iniziale di progettazione, sia in fase finale, fornendo i feedback e i riscontri dei partecipanti alle iniziative (es. studenti, fasce deboli della popolazione). Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni Il Gruppo Azimut riconosce l’importanza di una conoscenza approfondita dei contesti nei quali opera, comprese le dinamiche culturali che li caratterizzano. Per questo motivo, ha scelto di sviluppare canali di accesso adeguati e di adottare modalità di dialogo e gestione delle problematiche in modo mirato ed efficace. A tal proposito, la Fondazione Azimut ha attivato un meccanismo di ricezione delle segnalazioni provenienti dalle comunità coinvolte tramite la predisposizione di un indirizzo e-mail, disponibile sul proprio sito web (www.fondazione- azimut.it), tramite cui può ricevere e monitorare periodicamente le osservazioni sollevate Attraverso tale strumento, ogni soggetto interessato può contattare la Fondazione, la quale si propone di gestire eventuali segnalazioni assicurando la massima riservatezza. Metriche e Azioni Sviluppo delle comunità locali Come precedentemente descritto, il gruppo “Azione - Azimut per le Comunità”, insieme al Comitato di Sostenibilità, al Comitato di Supporto alla Sostenibilità e con il sostegno di Fondazione Azimut nell’erogazione dei contributi, svolge un ruolo cruciale nel coordinamento delle attività a favore dei territori e delle comunità. Il Team Azione, grazie al coinvolgimento dei consulenti finanziari che operano sul territorio e che individuano le esigenze delle comunità locali, si occupa di organizzare, sviluppare e monitorare le iniziative implementate. Tra le iniziative più importanti promosse dal gruppo “Azione - Azimut per le Comunità” e dalla Fondazione Azimut EFTS, si annoverano in particolare quelle promosse nelle gravi situazioni di emergenza che hanno colpito l’Italia ed altri paesi negli ultimi anni. Tra queste si evidenziano l’emergenza sanitaria Covid-19 in cui la presenza capillare sul territorio di Azimut ha consentito di creare sinergie tra tutti gli enti coinvolti per rispondere alla situazione e l’emergenza di accoglienza derivante dalla guerra in Ucraina in cui il Gruppo Azimut ha dimostrato il proprio impegno a sostegno dei profughi e delle organizzazioni, sia enti pubblici che associazioni, impegnate nelle attività di accoglienza. In aggiunta, nel corso del 2023, la Fondazione Azimut, con il supporto dei collaboratori e dei colleghi della controllata turca Azimut Portföy, è intervenuta a favore dei territori colpiti dal devastante terremoto in Turchia. In quell’occasione, sono stati destinati beni di prima necessità per un valore complessivo di 350.000 euro, a sostegno delle popolazioni maggiormente colpite dall’emergenza. Sempre nel 2023, in seguito alla grave alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, il Gruppo Azimut ha raccolto le segnalazioni dei propri collaboratori impegnati attivamente nei soccorsi e attivato un’azione di supporto mirata per le aree disastrate. Anche la Fondazione Azimut è intervenuta tempestivamente attraverso la distribuzione di voucher spesa, che hanno raggiunto circa 200 persone, e l’erogazione di fondi destinati al ripristino di strutture sociali gravemente danneggiate, nonché al finanziamento di ulteriori iniziative solidali proposte dai colleghi del Gruppo presenti sul territorio. In tali occasioni, sono state anche aperte campagne di raccolta fondi per raccogliere donazioni da parte dei collaboratori e clienti del Gruppo, in aggiunta alle risorse destinate dal gruppo “Azione - Azimut per le Comunità” e dai contributi erogati da Fondazione Azimut. Il successo ottenuto da tali iniziative è stato tale che numerose associazioni, enti e organizzazioni del
135 territorio si sono rivolte ad Azimut per avere contatti e indicazioni utili per contribuire attivamente ai progetti di sostegno promossi dal Gruppo. In queste iniziative, Azimut ha svolto il ruolo di intermediario tra chi aveva un urgente bisogno di supporto e coloro che, attraverso le proprie donazioni, hanno contribuito ad aiutare le persone in difficoltà. Parallelamente agli interventi diretti, nel corso degli anni e in occasione delle celebrazioni natalizie, il Gruppo e i propri Financial Partners hanno mostrato supporto alle comunità tramite numerose donazioni ad associazioni benefiche. Tra queste si annoverano, a titolo di esempio, le cene di beneficenza sviluppate nel corso degli anni, la cena di Natale 2024 presso le Cucine Popolari di Cesena, nonché la collaborazione con Frolla Cooperativa Sociale, di Osimo (AN), per la realizzazione delle strenne natalizie nel 2025. Si sottolineano anche le donazioni effettuate a favore di alcune associazioni e fondazioni sportive con finalità sociale sul territorio, ad esempio Fondazione per lo Sport Silvia Parente, Fondazione Anderlini, Felsina Calcio, Esplora Rimini, Insuperabili, Dynamo Camp. Inoltre, le società del Gruppo pianificano regolarmente donazioni a favore di ONG locali, che si occupano di tematiche quali la cura dei tumori infantili, l’AIDS, i disturbi dello sviluppo e il sostegno alla povertà. In particolare, si sottolinea che dal 2023 il Gruppo è promotore, insieme ad altri 15 gruppi industriali, della Fondazione Policlinico Sant’Orsola, ente non-profit che fa capo al Policlinico Sant’Orsola di Bologna e che sostiene progetti rivolti all’accoglienza, alla cura e al benessere della persona. In aggiunta alle attività filantropiche descritte, il Gruppo Azimut, in quanto realtà profondamente radicata nel tessuto economico italiano, si impegna concretamente a sostenere la crescita e lo sviluppo delle imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, riconoscendole come motore fondamentale dell’economia nazionale. L’obiettivo è promuovere un ecosistema imprenditoriale dinamico e innovativo, favorendo la competitività, la creazione di occupazione e lo sviluppo sostenibile. In continuità con il proprio impegno a sostegno delle imprese e delle comunità, il Gruppo ha avviato, per la stagione 2024-2025, una partnership strategica con Juventus Football Club, uno dei club calcistici più prestigiosi a livello internazionale. Tale collaborazione ha coinvolto anche Beewise, l’app di investimento del Gruppo pensata per le nuove generazioni, che promuove un approccio responsabile alla gestione del risparmio. Il 2025 ha visto invece la nascita della partnership con Red Bull Italy SailGP, di cui Azimut sarà Global Partner per la stagione 2026. Queste partnership si inseriscono nel percorso di Azimut volto a rafforzare il proprio legame con il territorio e a sostenere, la crescita delle imprese e delle comunità, consolidando valori quali l’eccellenza, il lavoro di squadra, l’innovazione e l’impegno verso un futuro sostenibile. Educazione finanziaria Nel corso del 2025, in continuità con quanto realizzato negli anni precedenti, la vicinanza alle comunità e ai territori si è manifestata anche attraverso le numerose iniziative educative e culturali sviluppate attraverso webinar e seminari online, dedicati non solo ai risparmiatori privati, ma anche a imprese e associazioni. Azimut ha sempre creduto nel valore dell’educazione, con la convinzione che un risparmiatore più evoluto e consapevole possa contribuire alla creazione di valore nell’intero sistema economico.
136 Per questo, nel corso dell’anno ha sviluppato diversi webinar a livello nazionale, ciascuno dei quali finalizzato a rafforzare e implementare la conoscenza di clienti e portatori di interesse riguardo le tematiche finanziarie. I temi principali hanno riguardato, ad esempio, la tutela del patrimonio, il sostegno all’economia reale, la sostenibilità e il welfare; a questi si aggiungono anche i webinar dedicati ai consulenti finanziari e le aule specialistiche a loro dedicate (Il valore della Consulenza, Le Famiglie Multinazionali, Le Dinamiche Economiche Finanziarie d’impresa, I Principi di Valutazione Aziendale, Le Operazioni Straordinarie). Inoltre, di particolare rilievo sono i percorsi di formazione rivolti ai Financial Partner finalizzati all’ottenimento di specifiche certificazioni professionali, tra cui “ESG Advisory”, “Private Markets e Investimenti Alternativi”, nonché il percorso PPF, Processo di Pianificazione Finanziaria e, la certificazione FBA, Financial Behavioral Advisor, promossi dalla European Financial Planning Association (EFPA). Grande partecipazione hanno avuto anche i percorsi formativi dedicati al Wealth Planning: durante l’anno: 420 consulenti si sono certificati con il corso base e 187 nel corso avanzato. Oltre alle attività online, il Gruppo ha promosso numerosi eventi in presenza, con l’obiettivo di diffondere una cultura basata sull’esempio e sull’impegno concreto per la sostenibilità. Tale impegno è dimostrato, nel 2025, anche dalla partecipazione al Progetto di Ricerca “Governance of Sustainable Transition”, finanziato dall’Unione Europea e condotto in collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e LUISS – Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli. Il progetto ha portato alla pubblicazione del volume “Corporate governance e sostenibilità – Il governo della sostenibilità nelle grandi aziende quotate italiane”, all’interno del quale è stato dedicato ad Azimut un capitolo specifico. Le numerose iniziative avviate nel corso degli anni nell’ambito dei programmi di Corporate Social Responsibility del Gruppo e l’impegno nell’educazione finanziaria, sono stati riconosciuti attraverso diversi premi, ad esempio, nel 2024, il Gruppo Azimut ha ricevuto il premio “Social Impact” ai CEOforLIFE Awards, una community che riunisce oltre 300 CEO e presidenti di importanti aziende italiane e multinazionali, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso sinergie e partnership di alto valore. In merito alle attività promosse dal Gruppo di Lavoro “Azione – Azimut per la Comunità” relative ai temi di educazione finanziaria rivolta alle comunità, nel corso degli anni Azimut ha: realizzato pubblicazioni divulgative utilizzando un linguaggio semplice e facilmente comprensibile anche da soggetti diversi dagli operatori del settore; realizzati incontri di educazione finanziaria nelle scuole, in continuità con gli anni precedenti e nell'ambito della programmazione del Mese dell'Educazione Finanziaria, patrocinato dal Comitato EduFin, con l'obiettivo di promuovere la cultura del risparmio e fornire gli strumenti adatti alla costruzione di solide basi per un futuro finanziario stabile e duraturo. Nel 2025, così come nel 2024, sono state raggiunte circa 500 persone per un ammontare di 40 ore formative. In particolare, sono stati organizzati: - laboratori didattici finalizzati a introdurre i primi concetti chiave relativi all'utilizzo delle risorse finanziarie per costruire e progettare il futuro, rivolti alle scuole elementari; Formazione riguardo i temi di educazione finanziaria
137 - lezioni interattive volte ad accrescere le conoscenze economiche e finanziarie degli studenti delle scuole superiori e offrire loro strumenti concreti per una gestione responsabile del proprio denaro; - dopo l’incontro nel 2024 rivolto alle donne e alle famiglie in difficoltà assistite dall'associazione Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio, si è condiviso di proseguire l’impegno di avvicinamento al mondo finanziario delle fasce svantaggiate, avviando nel 2025 uno sportello di ascolto. Per un pomeriggio al mese è stata fornita consulenza finanziaria e formazione con l’obiettivo di favorire una maggiore autonomia economica e contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie seguite dalla Caritas locale. promosso incontri di educazione finanziaria rivolti alle scuole superiori nell’ambito del progetto Scuola 2030, in collaborazione con la Gazzetta di Modena, Reggio e Ferrara, con l’obiettivo di sviluppare conoscenze e competenze finanziarie utili alla gestione consapevole delle risorse, sottolineando come un’attenta pianificazione sia essenziale per il proprio futuro; riconfermato per il quarto anno consecutivo, la partecipazione come sponsor principale a Farete, l’evento organizzato insieme a Confindustria Emilia, dedicato ad imprese e imprenditori. L’evento ha ospitato numerosi workshop e incontri individuali su temi quali la tutela del patrimonio, la sostenibilità d’impresa, il welfare aziendale, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, che hanno visto come relatori alcuni dei gestori e manager di Azimut Holding S.p.A., nonché esperti del settore e imprenditori; partecipato anche nel 2025, in qualità di main partner, alla quinta edizione del Sustainability Award, promosso da Kon Group ed ELITE. L’iniziativa si pone l’obiettivo di favorire lo sviluppo della cultura della sostenibilità nel sistema imprenditoriale italiano e di valorizzare le aziende italiane che si sono distinte nel loro impegno per la sostenibilità. Le imprese che hanno ottenuto i migliori risultati sono state premiate nel corso di un’esclusiva serata, tenutasi in data 14 ottobre 2025, mentre la lista delle migliori 100 aziende che si sono distinte per le proprie performance di sostenibilità è stata pubblicata sul numero di ottobre della rivista Forbes; riconfermato per il terzo anno consecutivo il premio “Finanza e Territorio”, iniziativa dedicata alla valorizzazione delle eccellenze marchigiane nei settori dell’imprenditoria, della cultura e del sociale che si distinguono per innovazione e sostenibilità; promosso iniziative locali, in collaborazione con le Associazioni di Categoria, tra cui a titolo di esempio Confindustria Piacenza, Confindustria Reggio, Confindustria Ancona, Confindustria Pesaro e Urbino, che hanno coinvolto clienti e soggetti interessati principalmente riguardo a tematiche finanziarie e di attualità; sviluppato anche nel 2025, in continuità con gli anni precedenti, numerosi roadshow in tutto il territorio nazionale, grazie alla partecipazione e agli interventi dei gestori del Global Team provenienti da tutto il mondo; organizzato eventi i cui temi conduttori sono stati l’economia reale e la sostenibilità, in continuità con gli anni precedenti: anche nel 2025, infatti, su scala nazionale, si sono svolti diversi eventi dedicati al dialogo tra finanza e impresa, con l’obiettivo di valorizzare l’artigianalità e l’eccellenza italiana, ad esempio la serie di eventi “Velocità e Visione”, un allestimento di opere dedicate al mondo automotive, e il ciclo “The Italian Collection”, format di incontri per raccontare un nuovo modo di investire nell’economia reale, con protagonista il Fondo AHE – Automobile Heritage Enhancement, lanciato nel 2023, che valorizza l’ereditstorica della manifattura automobilistica italiana;
138 partecipato come sponsor ufficiale, in continuità con gli anni precedenti, al Premio Estense che, con il contributo delle eccellenze del giornalismo italiano, favorisce un dibattito costruttivo su temi complessi di attualità. Con questa importante iniziativa si ribadisce l’impegno del Gruppo nel promuovere e riconoscere la centralità della cultura e il valore del dialogo per la diffusione del patrimonio, seguendo i valori di responsabilità sociale d’impresa che guidano il Gruppo nel contribuire al progresso economico e sociale delle comunità in cui opera. Il Gruppo pone particolare attenzione verso le partnership che sviluppa da anni con le università. Tra queste si ricordano quelle intraprese con l’Università Bocconi, l’Università degli Studi di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’ESCP Business School, l’IESEG School of Management, l’Alma Mater Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Parma e l’Università Politecnica delle Marche, con cui vengono organizzati progetti formativi e di stage, seminari, open day e recruiting day. In collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche, Azimut ha sostenuto il progetto internazionale “Circular Learning Hub”, che mira a promuovere e consolidare il pensiero circolare e la sostenibilità, rivolgendosi a investitori e imprese in quanto categorie di portatori di interesse strategici. Sempre in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli studi di Bologna, nel novembre 2022 è stata avviata la ricerca “La Consapevolezza degli investitori: clienti e consulenti a confronto” condotta dall’Osservatorio CoFIR (Osservatorio sulla consulenza finanziaria e gli investitori retail). Lo scopo dello studio è quello di indagare la consapevolezza degli investitori in merito alla composizione e alle caratteristiche del proprio portafoglio, oltre che delle proprie caratteristiche sulle quali vengono effettuati i controlli di adeguatezza (MiFID). Dal 2019 al 2021, la partnership con il Master in Wealth Management con Bologna Business School ha confermato l’impegno di Azimut nel sostenere lo sviluppo futuro della professione. Anche nel 2025, in continuità con gli anni precedenti, sono stati tenuti interventi formativi per gli studenti universitari riguardo le pratiche ESG del Gruppo. In particolare, nel mese di febbraio 2025 e per il quarto anno consecutivo, è stata tenuta una docenza presso l’Università Cattolica di Milano per il Master in Financial Innovation, durante la quale sono state illustrate le strategie di sostenibilità attuate dal Gruppo, con un focus particolare sulla governance, sulla piattaforma prodotti e sulle iniziative di corporate social responsability a favore delle comunità e dei territori. A testimonianza dell’impegno di Azimut nel supporto delle comunità e dell’inclusione sociale, nel 2024 è stato lanciato anche il nuovo comparto lussemburghese di AZ Fund 1 denominato “AZ Equity - Special Needs & Inclusion”, nato con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità. Il prodotto è un’iniziativa unica nel suo genere a livello mondiale ed è stato presentato ufficialmente l'11 febbraio 2025 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'ambito di un convegno dedicato al tema “Disabilità e Lavoro: la sfida possibile. Sviluppare la collaborazione tra pubblico, privato ed enti del Terzo settore: modelli, proposte, testimonianze”. A tal proposito, sono state numerose anche le iniziative di sensibilizzazione sviluppate sul territorio nel corso dell’anno 2025: un esempio è l’incontro tenuto a Modena, presso la “Bottega del Tortellante”, in cui sono interventi, oltre ad Azimut, il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, Massimo Bottura ed Erika Coppelli, Presidente de Il Tortellante, a testimonianza di un percorso che coniuga finanza, partecipazione e valore umano. Per
139 maggiori informazioni si rimanda alla sezione “Informazioni Entity Specific” inerente alle tematiche di Finanza Sostenibile. Ulteriori iniziative di impatto sulle comunità locali sono quelle promosse attraverso alcuni dei prodotti gestiti. Ad esempio, i Comparti lussemburghesi di AZ Fund 1 denominati “AZ Equity- Global ESG Fof” e “AZ Equity – Special Needs & Inclusion” prevedono la possibilità per i clienti di attivare il cosiddetto “servizio solidarietà”, tramite il quale i clienti possono destinare parte degli utili periodicamente distribuiti dai Comparti ad una Organizzazione non Lucrativa di utilità sociale (cd. ONLUS) ovvero ad un Ente iscritto al “Registro Unico Nazionale del Terzo Settore” (cd. RUNTS). Il sostegno all’educazione da parte del Gruppo Azimut si è concretizzato anche attraverso la partecipazione ad eventi di beneficenza e la collaborazione con ONG locali, a favore delle comunità nei Paesi in cui il Gruppo opera. In tale contesto, Azimut Egypt si distingue per un approccio orientato agli Investimenti Socialmente Responsabili (SRI), dichiarando che le società in cui investe rispettano standard di responsabilità sociale e adottando criteri di selezione volti a escludere realtà che possano arrecare danno alla comunità. La filosofia di investimento di Azimut Egypt promuove infatti scelte sostenibili, etiche e attente all’impatto sociale. Tra le iniziative più importanti, Azimut Egypt ha lanciato il fondo “Ataa”, finalizzato a sostenere le persone con disabilità, rafforzando così l’impegno del Gruppo per l’inclusione sociale e il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali. Il fondo “Ataa” opera per garantire pari opportunità educative, empowerment economico e riabilitazione comunitaria, promuovendo iniziative a favore delle persone con disabilità motorie, visive, uditive, intellettuali, autistiche e con difficoltà di apprendimento. Il Fondo collabora con 15 partner principali, tra cui associazioni, istituzioni civili e università pubbliche, oltre a 130 associazioni private, offrendo servizi a studenti con disabilità in 15 università e istituti governativi. Fondazione Azimut In aggiunta alle attività sopra elencate portate avanti dal Gruppo di Lavoro “Azione – Azimut per la Comunità”, nel corso del 2025 la Fondazione Azimut ha seguito 61 progetti in 19 città italiane, tra cui Milano, Napoli, Piacenza, Torino, Padova, Roma, Genova, Bologna, Brescia e Bergamo. Di questi 61 progetti, 33 si possono considerare conclusi nel 2025 mentre gli altri proseguono nel 2026 e negli anni successivi affiancati dai nuovi progetti via via esaminati e approvati. Le attività sono state rese possibili grazie all’impegno volontario di 45 persone del Gruppo Azimut, tra dipendenti del Gruppo, consulenti finanziari, dirigenti e consiglieri della Fondazione, che si sono occupati della presentazione, del monitoraggio e della rendicontazione dei progetti. Tutte le iniziative avviate hanno come obiettivo primario la generazione di un impatto positivo sui beneficiari diretti e in generale sulle comunità e gli ambienti sociali in cui i progetti si sviluppano, con particolare attenzione alle fasce fragili della popolazione, al fine di contrastare svantaggi legati al genere, alle capacità o al contesto sociale di provenienza. Per quanto attiene all’impegno avviato nel 2024 con l’acquisto di un immobile a Chieri da destinare all’accoglienza di soggetti fragili, in particolare donne con bambini, nel corso del 2025 si è avviato il processo di selezione dei professionisti incaricati della progettazione di ristrutturazione e si sono avviate le pratiche burocratiche per l’avvio della ristrutturazione che dovrebbe realizzarsi nel corso del 2026. 61 progetti in 19 città italiane
140 Nell’ambito delle attività ordinarie, la Fondazione Azimut ha stanziato complessivamente oltre € 2 milioni per progetti di contrasto alla povertà. Gli impegni già assunti, sia per completare iniziative avviate sia per progetti già approvati in fase di avvio, ammontano a circa 1.300.000 euro. Dall’inizio della sua piena operatività (2011) al 2025 Fondazione Azimut ha erogato circa 20 milioni nel contrasto alla povertà. Tra i progetti più significativi finanziati nel 2025 si segnalano quelli di seguito elencati. Cascina Rinascita, Milano. Contributo decisivo ai lavori di sistemazione di un’antica cascina milanese che ospiterà donne in un percorso verso l’autonomia e nuove opportunità. Generazione 4C, Roma e Napoli. Avviamento al lavoro per giovani fragili a Napoli e Roma con Cave Canem una fondazione specializzata nella gestione di canili ma che, accanto a questa attività, sviluppa iniziative di formazione sia nell’area specifica di addestramento al rapporto con gli animali, sia nell’area delle iniziative di comunicazione. Villaggio circolare, Danisinni Palermo. Collegamento verso il cuore della città del quartiere di Danisinni alla cui rinascita Fondazione Azimut ha contribuito fin dal 2020. A fianco del parroco di Danisinni Fondazione Azimut ha dato un supporto decisivo alla trasformazione e rinascita di un quartiere problematico del capoluogo siciliano. Luoghi di Rinascita, Padova. Accoglienza in emergenza per donne costrette ad allontanarsi da situazioni di pericolo. Avviamento all’autonomia in collaborazione con Il Centro Veneto Progetti Donna. Credito al Futuro, Milano. Formazione e avviamento al lavoro per giovani in uscita dal carcere minorile. La fabbrica di Olinda, Milano. Avvio della collaborazione con la cooperativa che, negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini nel quartiere Affori, sta realizzando importanti progetti di inserimento lavorativo per soggetti con fragilità psichiche. Casa fra case, Piacenza. Sostegno alla trasformazione di una parte del Convento dei Frati di Santa Maria di Campagna, messo a disposizione dalla Diocesi di Piacenza Bobbio, in abitazioni per soggetti con seri problemi abitativi sperimentando anche forme di co-housing. Casa Taliercio, Venezia Mestre. Ampliamento degli spazi di accoglienza per mamme e bambini. Eccedenze sotto Zero, Vicenza. Contributo per l’acquisto di attrezzature in grado di migliorare la capacità di rifornire gli empori solidali di Villaverla, Schio e Thiene e la distribuzione di alimenti freschi alle migliaia di persone che utilizzano questi servizi. Il Mandorlo, Torino (Susa). Contributo all’allestimento di abitazioni nel monastero delle suore terziarie di San Francesco per l’accoglienza di donne in difficoltà. Cucina Solidale San Bortolo, Rovigo. Aiuto alla Parrocchia di San Bortolo a Rovigo per l’ampliamento della mensa solidale che offre pasti alle persone in difficoltà. Pro Infantia, Torino. Sostegno all’ammodernamento dell’immobile in cui questa istituzione benefica torinese accoglie da oltre un secolo minori senza famiglia. Itaca, seconda chance, Milano e altre città. Avviamento al lavoro di soggetti fragili con disabilità psichiche. Disegnare Futuro, Verona. Finanziamento, con la cooperativa Quid, per l’avvio al lavoro di sartoria di giovani disoccupati. Sono stati inoltre finanziati progetti di durata pluriennale quali l’inserimento di bimbi poveri in asilo (Radici Felici con gli Asili Oasis a Genova), l’affiancamento di mamme adolescenti per superare le difficoltà di una gravidanza in giovanissima età (InBloom con la Cooperativa Zero5 a Milano), l’aiuto economico alle famiglie bisognose per le cure di bimbi autistici (Fondo di Solidarietà della Fondazione Piatti a Milano e Varese) e altre analoghe iniziative. Il monitoraggio dell’efficacia delle azioni intraprese dalla Fondazione Azimut avviene sulla base di un riscontro di tipo narrativo e qualitativo da parte degli interlocutori beneficiari dei progetti
141 realizzati. In particolare, Fondazione Azimut riceve i riscontri tramite e-mail dal referente che ha segnalato l’iniziativa o in alternativa direttamente dall’organizzazione partner che ne ha curato la realizzazione e rendicontazione. Infine, si segnala il completamento delle pratiche necessarie all’iscrizione della Fondazione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Fondazione Azimut ha quindi perso l’originaria qualifica di Onlus ed è qualificata come Ente Filantropico del Terzo Settore (rep. n. 157766) di cui all'art. 45 D.Lgs. del 3 luglio 2017 n. 117. Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti Attualmente, il Gruppo Azimut non ha formalizzato obiettivi specifici per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità in relazione alle comunità interessate. Tuttavia, continua a monitorare questi aspetti nell’ambito delle proprie attività, valutando eventuali iniziative e strategie per rafforzare il dialogo e la collaborazione con le comunità locali.
142 ESRS S4 - Consumatori e utilizzatori finali Interessi e opinioni dei portatori di interessi L’asset principale del Gruppo è rappresentato dalla propria clientela, che guida le scelte strategiche e l’evoluzione del modello aziendale. Negli ultimi anni, Azimut ha rafforzato il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni di investimento innovative e sostenibili, capaci di intercettare i bisogni e le richieste del mercato. Definire un’offerta di prodotti in linea con le esigenze dei clienti e, al contempo, distintiva rispetto ai competitor, è oggi una priorità per Azimut. A questo scopo, il Gruppo integra anche elementi ESG nei prodotti e servizi offerti, promuovendo un approccio responsabile agli investimenti e contribuendo alla crescita sostenibile del settore. Azimut dedica massima attenzione verso i propri clienti, sia in termini di gestione, attraverso la misurazione delle performance, l’innovazione e l’assortimento dei prodotti, sia in termini di consulenza, offrendo assistenza personalizzata di lungo periodo tramite professionisti esperti. Tale impegno si rafforza anche attraverso un dialogo costante e strutturato con la clientela, che consente di comprendere esigenze, aspettative e priorità, favorendo così scelte consapevoli e soluzioni coerenti con gli obiettivi finanziari e valoriali dei clienti. L’obiettivo è, infatti, garantire ai clienti un servizio di alto valore, orientato alla trasparenza, all’efficienza e alla tutela dei loro diritti e interessi. Come illustrato nella sezione “Informazioni generali”, capitolo “Analisi di doppia materialità” nell’ambito della materialità d’impatto, l’attività di stakeholder engagement ha previsto il coinvolgimento di alcuni portatori d’interesse, tra cui un campione rappresentativo di clienti, ampliato rispetto al 2024, differenziati sulla base di alcune caratteristiche distintive (es. sesso, età). Le valutazioni di ciascun impatto sono state raccolte mediante l’utilizzo di questionari (survey online). Impatti, rischi e opportunità rilevanti e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale A seguito dell’analisi di doppia materialità svolta, è stato individuato un impatto positivo attuale con riferimento all’accessibilità di prodotti e servizi per i clienti, favorita in Italia dall’elevato supporto e dall’ampia rete di consulenti finanziari. Il Gruppo Azimut, si impegna a garantire che le proprie soluzioni di investimento siano fruibili da una platea ampia di utenti, promuovendo la trasparenza, la chiarezza informativa e la responsabilità sociale. Inoltre, è emerso un impatto negativo effettivo relativo alla perdita di dati personali della clientela finale. Allo stesso tempo, Il Gruppo riconosce l’importanza di monitorare gli aspetti nell’ambito dei quali potrebbe generare impatti potenzialmente negativi, con particolare attenzione alle tematiche di accesso a informazioni chiare e di qualità, oltre all’adozione di pratiche responsabili di marketing. I clienti del Gruppo, che sono o potrebbero essere soggetti agli impatti derivanti dalle operazioni proprie, comprendono tutte le categorie a cui l’organizzazione offre soluzioni di investimento e attività di consulenza continuativa per la gestione del proprio portafoglio. Politiche relative ai consumatori e agli utilizzatori finali L’impegno del Gruppo nei confronti dei consumatori e utilizzatori finali viene formalizzato in politiche specifiche che supportano concretamente gli impegni in questo ambito. Codice Etico
143 Il Codice Etico, descritto nel dettaglio nel capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, evidenzia come la comunicazione verso l’esterno in merito ai prodotti e ai servizi offerti sia basata sui principi di verità, correttezza, trasparenza e prudenza. Con riferimento al principio della trasparenza, descritto anche all’interno della Carta dei Valori, il Gruppo Azimut si impegna a promuovere stili di comunicazione chiari ed efficaci nei confronti di tutti i portatori di interesse, al fine di massimizzare la soddisfazione della propria clientela. Politica di Sostenibilità Nella Politica di Sostenibilità del Gruppo, descritta nel dettaglio nelle sezioni “Informazioni Ambientali”, capitolo “ESRS E1 – Cambiamenti climatici” ed “Informazioni Sociali”, capitolo “ESRS S1-Forza lavoro propria”, in relazione alla clientela vengono definiti principi, obiettivi e relative modalità di gestione rispetto a diversi ambiti, tra cui pratiche di marketing responsabile, comunicazione trasparente, tutela della privacy e sicurezza dei dati. Azimut considera la trasparenza della comunicazione rivolta al pubblico e ai clienti, al di là degli obblighi di legge, un elemento decisivo nella costruzione di rapporti stabili e positivi con i vari portatori di interesse. A tal proposito, il Gruppo si impegna a definire un modello di comunicazione volto a promuovere la trasparenza, informando in modo chiaro e completo il cliente sui prodotti e servizi offerti e sulle relative condizioni applicate facilitandone la comprensione e favorendo scelte consapevoli, nel rispetto delle normative vigenti. A tal fine, si avvale di apposite strutture a seconda delle specificità dei diversi paesi per favorire l’accesso ai prodotti e servizi, supportando i clienti nel processo di investimento e promuovendo la consapevolezza e l’educazione finanziaria come parte integrante della relazione con la clientela. Il Gruppo si impegna altresì a garantire la soddisfazione della clientela, la quale viene monitorata ad esempio mediante analisi quantitative andamentali (es. relativa ad investimenti/disinvestimenti) per singolo cliente, nonché numero e tipologia di eventuali reclami. In tale ambito, viene posta particolare attenzione affinché ogni informazione venga fornita in modo corretto e chiaro, assicurando coerenza tra le informazioni promozionali e le caratteristiche effettive dei prodotti e servizi offerti. Inoltre, la Politica di Sostenibilità riconosce l’importanza della gestione delle informazioni relative ai clienti, affinché le attività connesse si svolgano nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità degli interessati, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali. Per questo motivo, assicura che i processi di gestione e protezione dei dati siano fondati su principi di liceità, trasparenza e correttezza e promuove, tra l’altro, piani di formazione dedicati alla protezione dei dati personali, nei quali vengono individuati i destinatari e definite le modalità di erogazione delle attività formative. Infine, la Politica di Sostenibilità affronta e definisce anche il tema degli investimenti responsabili, focalizzandosi sull’integrazione dei criteri ESG nei processi di investimento al fine di generare impatti positivi e soddisfare le preferenze della clientela. La Politica, pone, infatti, particolare enfasi nel rispetto dei principi di sostenibilità delle decisioni che guidano la costruzione dei portafogli di investimento. I principi di investimento sostenibile vengono definiti come investimenti in attività economiche che contribuiscono ad obiettivi ambientali (“Environment”) e sociali (“Social”) così come investimenti in società che perseguono politiche di adeguato governo societario ed organizzazione aziendale (“Governance”). Carta dei Valori
144 La Carta dei Valori, illustrata nel capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, stabilisce i principi fondamentali su cui il Gruppo basa la propria attività, applicandoli a tutti i portatori di interesse coinvolti. Con riferimento alla clientela, tale documento richiama i valori di equità, libertà, trasparenza, lealtà, fiducia, innovazione e sostenibilità, al fine di garantire un’offerta adeguata di prodotti e servizi, nonché il rispetto dei diritti dei clienti, instaurando relazioni durature e basate sul rispetto della persona. Politica per la protezione dei dati personali In coerenza con i principi di data protection by design e by default e in attuazione del principio di accountability (cd. “responsabilizzazione”) sancito all’art. 5 del Regolamento (UE) 679/2016 (di seguito anche “GDPR”), il Gruppo Azimut ha strutturato un sistema di governance dei dati personali volto a garantire un trattamento lecito, corretto e sicuro di tali dati e delle informazioni, adeguato alla natura e alla complessità delle attività svolte. Inoltre, considerata la delicatezza del business in cui Azimut opera, le diverse società del Gruppo si sono dotate di specifiche politiche e procedure per la protezione dei dati personali, definendo linee guida per la gestione di informazioni ed il trattamento dei dati personali relativi alla clientela. Tale politica, descritta nel dettaglio nel capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, definisce in modo dettagliato i macro-processi di protezione dei dati personali includendo quelli relativi alla clientela, tra cui, a titolo esemplificativo, disposizioni generali sul trattamento dei dati e la gestione di categorie particolari di dati personali e giudiziari. La Politica definisce, inoltre, le modalità di trattamento e misure di sicurezza tecniche e organizzative, il trasferimento dei dati personali verso paesi extra-UE, la gestione di violazioni dei dati (c.d. data breach), nonché la gestione delle richieste di esercizio dei diritti garantiti ai soggetti interessati dalla normativa vigente in materia (GDPR e D. Lgs 196/2003, come modificato da D. Lgs 101/2018). Inoltre, anche diverse unità estere del Gruppo si sono dotate di politiche e procedure relative alla privacy, aderenti alla normativa vigente in ciascun Paese. IT Security Policy Come dettagliato nel capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, il Gruppo ha adottato una politica per la sicurezza delle informazioni relative al personale e ai clienti. L’obiettivo è fornire linee guida per le disposizioni, comportamenti e misure organizzative richieste ai dipendenti e collaboratori aziendali al fine di prevenire e mitigare i rischi legati alla sicurezza delle informazioni dei clienti, in particolare riguardo alla loro connettività. Politiche di Digital Operational Resilience Strategies (DORS) Alcune società del Gruppo, come descritto nel capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione, hanno adottato politiche relative alla strategia di resilienza operativa (DORS), in conformità al Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), con l’obiettivo di rafforzare il framework normativo interno in merito alla gestione dei rischi informatici che possono riguardare anche i dati della clientela. Politica per la predisposizione del materiale informativo e di marketing Considerata l’importanza della trasparenza e della comunicazione, Azimut Capital Management SGR S.p.A., che si occupa anche della distribuzione sul territorio italiano di prodotti del Gruppo e di terzi attraverso la propria rete di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, ha formalizzato una politica specifica per la predisposizione del materiale informativo e di
145 marketing. Tale politica è stata elaborata con lo scopo di recepire le indicazioni normative relative ai presidi di greenwashing, tutelando l’investitore e garantendo che i destinatari di beni o servizi siano correttamente informati. Il documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione della società, definisce e declina i principi e processi da seguire per la redazione di tutto il materiale di carattere informativo, promozionale e pubblicitario, riguardante la distribuzione di prodotti e/o servizi da parte della SGR sul territorio italiano, affinché le attività connesse si svolgano nel rispetto dei principi dettati dalla normativa di riferimento vigente. Tale politica si applica a tutto il personale e ai collaboratori della SGR, compresi i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. Questi ultimi sono tenuti ad acquisire una conoscenza adeguata della politica, comprese le eventuali modifiche successive, e a rispettare, senza eccezioni, le disposizioni previste. L’approccio del Gruppo, ed in particolare della Politica per la predisposizione del materiale informativo e di marketing, si ispira ai principi previsti dalla normativa e da standard di riferimento emanati da organizzazioni nazionali e internazionali, tra i quali le Linee Guida EBA “Greenwashing monitoring and supervision final report” del 31 maggio 2024 ed il richiamo di attenzione Consob 1/24 “L’adeguamento agli obblighi in materia di “finanza sostenibile” nella prestazione dei servizi di investimento” del 25 luglio 2024. Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti La crescita e la fidelizzazione dei consumatori sono tra gli obiettivi costanti dell’operato del Gruppo a tutti i livelli. A tal proposito, in ottica di monitoraggio della soddisfazione della clientela, Azimut Capital Management sottopone, con cadenza annuale, ai propri clienti un apposito questionario. Il progetto è denominato “Customer Satisfaction” e prevede che il responsabile dell’area, insieme al consulente di riferimento, somministrino un questionario ad un campione di clienti al fine di verificarne la soddisfazione e individuare la presenza di eventuali comportamenti non conformi. Nel 2025 il questionario è stato sottoposto ad un campione di clienti distribuiti in tutte le aree commerciali, con un numero di risposte totali pari a 1.080. Nel 2025, il 65% dei partecipanti dichiara di essere “estremamente soddisfatto” del servizio offerto da Azimut, percentuale in aumento rispetto al 62,5% nel 2024; tale percentuale di gradimento è seguita dal 33% del campione che si dichiara “soddisfatto”; mentre solo l’1,8% “abbastanza soddisfatto” e lo 0,2% degli intervistati si dichiara “poco soddisfatto”. Inoltre, nel 2025, l’88% dei clienti ha affrontato tematiche ESG con il proprio consulente finanziario in fase di sottoscrizione di prodotti o servizi offerti dal Gruppo, dato in aumento rispetto all’82,1% nel 2024 che segnala un crescente interesse da parte dei clienti in merito ai temi ESG. In aggiunta, anche alcune delle società estere, pur non avendo implementato dei sistemi formalizzati di analisi della soddisfazione, raccolgono feedback continui dai propri clienti. Ad esempio, alcune società brasiliane, tra cui ad esempio Azimut Brasil Wealth Management Holding SA, AZ Quest MZK Investimentos Macro e Credito Ltda, Azimut Brasil Assessores de Investimentos LTDA, Azimut Brasil DTVM Ltda, ed altre società quali AZ Investment Management Singapore, KAAN Capital Asesores Independientes SAPI de CV coinvolgono i clienti in diverse fasi del rapporto, come ad esempio nelle fasi di onboarding e consulenza finanziaria, garantendo un'interazione continua e strutturata per comprendere le loro esigenze 65% dei clienti “estremamente soddisfatti”
146 e migliorare i servizi offerti. Prima del lancio di nuovi prodotti o di modifiche significative, le società raccolgono feedback tramite sondaggi, focus group e consulenze individuali, al fine di allineare le proprie offerte alle aspettative dei clienti. Nel corso del tempo, il coinvolgimento avviene attraverso incontri periodici, sessioni di consulenza e moduli di feedback, con l'obiettivo di monitorare la soddisfazione e affrontare tempestivamente eventuali criticità. Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni Il Gruppo Azimut si impegna a gestire e risolvere eventuali criticità che possano emergere nell’erogazione dei propri prodotti e servizi attraverso procedure dedicate all’analisi, alla raccolta delle segnalazioni e all’attuazione di misure correttive. A tal fine, il Gruppo ha istituito una Politica di Whistleblowing, resa pubblica sul loro sito, che definisce in modo chiaro le modalità di segnalazione, i canali dedicati e le tutele garantite ai segnalanti, per maggiori informazioni si rimanda al capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria” della presente sezione. In linea con tale impegno, le società del Gruppo adottano specifici canali al fine di garantire un'interazione efficace e diretta con gli utenti e rispondere prontamente alle loro esigenze. Per quanto riguarda i reclami ricevuti dai clienti residenti in Italia (a livello quantitativo il nucleo più rilevante), nel 2025 sono stati complessivamente 182, con un’incidenza dei reclami sul totale dei clienti pari allo 0,079%. La gestione dei reclami avviene in conformità alle diverse previsioni nazionali, le relative tempistiche e modalità di riscontro sono oggetto di un costante monitoraggio. Con riferimento alla Capogruppo e alle società italiane, Azimut Capital Management SGR S.p.A., Azimut Libera Impresa SGR S.p.A. e Azimut Financial Insurance S.p.A., la gestione dei reclami è affidata alla funzione Internal Audit che cura anche la tenuta di un apposito registro elettronico, in cui sono tempestivamente annotati gli estremi essenziali delle segnalazioni. In particolare, la trattazione dei reclami si articola secondo la seguente modalità: ogni reclamo ricevuto viene analizzato e inserito in un registro, gestito tramite un applicativo web-based dalla funzione Internal Audit. Successivamente, quest’ultima verifica la segnalazione, coinvolgendo gli uffici competenti e i loro outsourcer per formulare una risposta completa. La lettera di risposta viene inviata tramite raccomandata A/R o PEC ed è firmata da un membro dell'Alta Direzione non coinvolto nella gestione del reclamo, garantendo così una valutazione indipendente ed incondizionata. I reclami sono oggetto di costante verifica al fine di individuare eventuali criticità nei processi aziendali, mediante tutta la documentazione relativa che viene archiviata, principalmente in formato elettronico. Infine, la funzione Internal Audit predispone annualmente, una relazione che viene trasmessa alla funzione Compliance per la stesura della relazione annuale sui reclami e trimestralmente un report sulla base dei dati contenuti nel registro dei reclami che condivide con le funzioni Compliance e Risk Management. Inoltre, la funzione Internal Audit sottopone, almeno semestralmente, al Comitato Controllo e Rischi un aggiornamento circa i reclami gestiti, così come, su richiesta, al Collegio Sindacale al fine di favorire il reciproco scambio di informazioni. Nei casi più urgenti, la funzione Internal Audit, si relaziona con le funzioni aziendali interessate, l’Alta Direzione, il Collegio Sindacale e l’Organismo di Vigilanza. Oltre alle società italiane, anche le altre società del Gruppo dispongono di procedure per il trattamento dei reclami, garantendo una gestione chiara ed equa del reclamo e della risposta, tramite appositi canali per la ricezione di eventuali reclami. Ad esempio, la società lussemburghese Azimut Investments SA si è dotata di una politica sui reclami rendendo disponibile un indirizzo mail o di posta al quale rivolgersi, grazie cui ha potuto gestire in modo
147 proattivo l’unico reclamo ricevuto nel 2025. In altri casi, i reclami vengono gestiti da specifiche procedure, come nel caso della società irlandese Azimut Life DAC, la quale si affida alla propria Funzione Legal & Compliance, che ha sviluppato un sistema per tracciare e registrare i dati principali riferiti ai reclami, comprese le motivazioni e le risposte ricevute. Metriche e Azioni Soddisfazione del cliente e vendita responsabile Il Gruppo Azimut, al fine di prevenire e tutelare i potenziali impatti negativi, nonché rispondere efficacemente alle esigenze dei consumatori e degli utilizzatori finali, adotta una serie di iniziative tese a garantire standard elevati di qualità, sicurezza e accessibilità, promuovendo al contempo il miglioramento continuo dell’esperienza degli utenti. Oltre a tutelare la soddisfazione della clientela, monitorata anche attraverso l’analisi dei dati per singolo cliente, il questionario di “customer satisfaction”, numero e tipologia dei reclami, Azimut si impegna a offrire un modello di comunicazione trasparente, chiaro e completo che mira a facilitare le decisioni della clientela, informandola sui propri prodotti e servizi, nonché sulle condizioni applicate agli stessi. Il Gruppo si attiene alla normativa di settore in materia di comunicazione informativa e promozionale relativa ai prodotti istituiti e gestite dalle case prodotto Azimut. In particolare, in coerenza con i principi stabiliti nella Politica di Sostenibilità e con riferimento alla trasparenza della comunicazione rivolta al pubblico e ai clienti, sono svolte verifiche di compliance in materia di informativa, etichettatura e marketing dei prodotti, anche tenuto conto dell’evoluzione del contesto normativo di riferimento e dei chiarimenti e delle aspettative delle Autorità di Vigilanza nazionali e comunitarie, come ad esempio gli Orientamenti ESMA sull’uso di termini ambientali, sociali e di governance (ESG) o legati alla sostenibilità nelle denominazioni dei prodotti finanziari. Le società del Gruppo, in un contesto di relazioni corrette e trasparenti tra intermediari e clienti, rendono chiara e comprensibile l’esposizione delle informazioni destinate al cliente in tutte le fasi della relazione, attraverso semplicità del linguaggio e informative trasparenti. Nell’ambito degli investimenti, i clienti sono assistiti in via continuativa dai consulenti finanziari, abilitati all’offerta fuori sede, sulla base di un rapporto di consulenza personalizzata, che consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate, a seguito di una richiesta o per iniziativa della società, riguardo a una o più operazioni relative a un determinato strumento finanziario. Azimut Capital Management SGR S.p.A. presta il servizio di consulenza - su base non indipendente - abbinato al servizio di commercializzazione, prevedendo inoltre un servizio di consulenza “altamente qualificata” per esigenze più complesse. In generale, i consulenti finanziari utilizzano le informazioni quotidiane e la documentazione messa a loro disposizione da Azimut Capital Management, tramite il portale interno a loro dedicato (intranet aziendale) e il sistema di front-end; questi documenti rappresentano un valido supporto per la relazione con i clienti. A titolo di esempio, nell’ottica di garantire un’informativa trasparente, viene messo a disposizione dei consulenti finanziari un kit, costantemente aggiornato, composto da schede prodotto, commenti, dati di portafoglio (quali andamento, volatilità, metriche di rischio) su tutti i prodotti gestiti dal Gruppo. Inoltre, con cadenza quindicinale, viene redatta la view macro del
148 Gruppo e trimestralmente un focus sui temi di mercato a medio/lungo termine riguardanti mercati pubblici e privati. Questo materiale è successivamente utilizzato dai consulenti per fornire assistenza alla clientela e garantire loro la possibilità di effettuare scelte informate e consapevoli. Sempre in linea con l’obiettivo di trasferire informazioni riguardanti la strategia e l’andamento dei prodotti del Gruppo vengono altresì organizzate delle video call periodiche dedicate ai consulenti finanziari di Azimut, con la presenza di gestori e specialisti. Un altro esempio di un servizio di consulenza verso i clienti sempre più avanzato, nel corso dell’ultimo trimestre del 2024, Azimut ha implementato nuovi strumenti esclusivi per i consulenti finanziari, lanciando il primo servizio del Gruppo basato su un approccio goal-based e sviluppato tramite una piattaforma digitale. “Azimut Goal Based Plan” consente di offrire ai clienti interessati un’analisi del loro portafoglio focalizzata su 10 obiettivi (cd. Goal), suddivisi tra: obiettivi finanziari, obiettivi strategici e stili di investimento. Inoltre, a partire dal 2024 Azimut Capital Management SGR S.p.A. ha adottato un set di domande nella scheda finanziaria MiFID tempo per tempo vigente somministrata alla propria clientela, secondo quanto previsto dal Regolamento Delegato (UE) 2021/1253 CE, che tiene conto delle esigenze e preferenze in materia di sostenibilità della clientela. In questo contesto si garantisce che ogni cliente sia pienamente informato e consapevole delle proprie opzioni in materia di sostenibilità, consentendo di raccogliere in modo dettagliato le preferenze ESG e l’interesse verso specifiche tematiche di investimento responsabile, rilevando con precisione il livello di conoscenza e l’interesse del cliente verso investimenti sostenibili e strumenti finanziari ESG, inclusi quelli che considerano i PAI, gli investimenti sostenibili secondo SFDR e quelli allineati alla Tassonomia UE. A completamento, si segnala che nell’ambito della distribuzione di prodotti/servizi, Azimut Capital Management privilegia strumenti finanziari in linea con le preferenze di sostenibilità della clientela, favorendo ove possibile, prodotti SFDR Art. 9 e, in seconda istanza, Art. 8. Questo approccio garantisce un'offerta trasparente e responsabile, contribuendo alla mitigazione dei Principal Adverse Impacts (PAI) e supportando scelte di investimento più consapevoli. Si precisa infine che nei siti aziendali delle diverse società del Gruppo sono disponibili tutte le informazioni per clienti attuali e potenziali, le quali vengono costantemente revisionate e aggiornate. Ad esempio, con riferimento ai prodotti del Gruppo, viene predisposta sui siti aziendali, ove richiesto, una pagina descrittiva dedicata che ne riporta le caratteristiche peculiari ed i principali documenti di offerta, redatti secondo requisiti di chiarezza e comprensibilità. Inoltre, come richiesto dalla normativa vigente, le società del Gruppo che rientrano nel perimetro di applicazione del Regolamento SFDR hanno previsto una sezione separata dei propri siti web intitolata “Informativa sulla sostenibilità”, contenente informazioni sulla sostenibilità dei prodotti finanziari. Queste informative pubblicate sui siti web hanno lo scopo di approfondire i temi comunicati in maniera concisa nei documenti precontrattuali e fornire ulteriori informazioni agli investitori. Alcune delle società del Gruppo sono inoltre presenti sui social tramite canali ufficiali (e.g. LinkedIn, X, Instagram, ecc.) che vengono utilizzati anche per comunicare i propri valori. Questi canali vengono impiegati anche per promuovere l'identità aziendale, tramite iniziative dedicate. In riferimento ai media e social media, per regolamentarne l'uso, il Gruppo ha adottato specifiche linee guida con l'obiettivo di fornire indicazioni chiare sulle modalità di utilizzo, garantendo trasparenza nella comunicazione verso gli stakeholder esterni, in particolare la clientela. Le Linee Guida Media definiscono le norme di comportamento per le interazioni con i
149 media a nome e per conto di Azimut. Le Linee Guida Social Media mirano invece a ridurre i rischi legali e commerciali legati alla partecipazione dei membri di Azimut ai social media. I clienti che hanno aderito al contratto per l’utilizzo dei servizi digitali hanno a disposizione un’area web riservata che consente di accedere a sezioni dedicate che permettono di: ricevere le comunicazioni, le notifiche, i documenti e le rendicontazioni periodiche relative ai rapporti intercorrenti tra Azimut ed il cliente mediante supporto duraturo non cartaceo; sottoscrivere contratti, attivare servizi e/o impartire ordini e istruzioni, nonché richiedere informazioni; visualizzare informazioni economico-finanziarie attinenti alla sua posizione complessiva presso Azimut; consultare informative di carattere generale sui mercati finanziari nonché newsletter di carattere commerciale e aggiornamenti inerenti a nuovi servizi/prodotti offerti dal Gruppo Azimut; visualizzare video di carattere informativo e promozionale; consultare una lista di domande e risposte attinenti ai servizi offerti da Azimut (FAQ). Protezione dei dati del cliente Tra le varie attività in ambito data protection poste in essere dal Gruppo Azimut, in linea con gli impatti emersi dall’analisi di doppia materialità, rientra anche l’aggiornamento e la revisione, in ottica migliorativa, delle politiche e procedure adottate a livello aziendale. Il Gruppo si è, infatti, dotato di una Procedura di Gestione dei Data Breach in cui delinea il processo, i ruoli e le responsabilità propedeutiche alla gestione centralizzata delle attività relative all’analisi degli eventi di violazione dei dati personali, alla loro comunicazione e alla loro documentazione. In caso di possibili violazioni dei dati personali, le persone autorizzate sono tenute a segnalare tempestivamente l’evento al Process Owner, al Team Privacy e al Data Protection Officer. La segnalazione può avvenire anche da parte di soggetti terzi tramite i canali di contatto aziendali. Una volta ricevuta la segnalazione, il Team Privacy, con il supporto del DPO e del Dipartimento IT, procede a un’analisi dettagliata dell’incidente, raccogliendo tutte le informazioni necessarie per determinare la portata e le implicazioni della violazione. Se il data breach viene confermato, il Titolare del trattamento, attraverso il Team Privacy, effettua la notifica all'autorità di controllo entro 72 ore, come previsto dall’art. 33 del GDPR. In caso di rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, l’evento viene comunicato anche alle persone coinvolte. L’intero processo è documentato in un registro delle violazioni, garantendo tracciabilità e conformità normativa. Per rafforzare la protezione dei dati e migliorare l’efficienza della gestione, le società del Gruppo revisionano periodicamente il proprio Registro dei trattamenti ai sensi dell’art. 30 GDPR. L’attività di aggiornamento consiste in periodici scambi di comunicazioni tramite e-mail o videocall con i referenti dei diversi uffici per raccogliere e inserire le nuove informazioni relative ai trattamenti di dati personali censiti all’interno dei Registri. In aggiunta, il Data Protection Officer (DPO) di 8 società italiane del Gruppo (Azimut Holding S.p.A., Azimut Capital Management SGR S.p.A., Azimut Financial Insurance S.p.A., Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., Azimut Enterprises S.r.l., Italian Excellence S.r.l., AZ Venture Tech S.r.l. e Azimut Direct S.p.A., oggi Azimut Corporate Finance S.p.A.) si avvale della consulenza di una società internazionale per l’assistenza e il supporto sui temi inerenti alla protezione dei dati personali nell’ottica di raggiungere e mantenere il più alto livello di conformità rispetto ai requisiti normativi applicabili. Con riferimento alla gestione degli eventi di sicurezza classificabili come data breach nel periodo di rendicontazione, laddove sono stati rilevati rischi
150 connessi con la protezione dei dati personali, tali eventi sono stati gestiti con il massimo grado di diligenza e con il supporto del DPO nella qualificazione degli eventi e nella valutazione della gravità connessa ai rischi per i diritti e le libertà degli interessati, al fine di stabilire la necessità di notificare la violazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali e, se del caso, procedere con la comunicazione ai soggetti interessati. Si evidenzia, inoltre, che nel corso del periodo di rendicontazione, sono stati registrati due reclami in tema privacy. Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti Attualmente, il Gruppo Azimut non ha formalizzato obiettivi specifici per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità in relazione ai consumatori e agli utilizzatori finali. Tuttavia, continua a monitorare questi aspetti nell’ambito delle proprie attività, valutando eventuali iniziative e strategie per rafforzare il dialogo e la collaborazione con i clienti.
151 Informazioni sulla Governance ESRS G1 - Condotta delle imprese Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo L’ informativa relativa al ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo, anche in relazione alla condotta d’impresa, è descritta nella sezione “Informazioni Generali”, paragrafo “Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate”. Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti Il Gruppo Azimut ha adottato un approccio strutturato per individuare, valutare e gestire gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alla propria condotta, con un’attenzione particolare alla gestione responsabile delle proprie attività. Questo processo si basa, come per le altre tematiche, sull’analisi di doppia materialità svolta dal Gruppo. L’analisi ha preso in considerazione sia le attività dirette di Azimut, che quelle associate alla propria catena del valore, al fine di individuare gli impatti effettivi e potenziali, nonché i rischi e le opportunità, legati alla condotta aziendale. Da tali attività sono emersi due impatti positivi effettivi rilevanti inerenti alle operazioni proprie: il primo legato alla condivisione dei valori aziendali fondati su principi di integrità, trasparenza, equità e sostenibilità dei portatori di interesse coinvolti nelle attività del Gruppo, il secondo inerente alla garanzia dell'anonimato e protezione da ritorsioni personali o professionali per i segnalatori di eventuali pratiche scorrette all’interno del Gruppo. In parallelo, sono stati individuati anche alcuni impatti negativi rilevanti. Inoltre, per quanto riguarda le operazioni proprie, è risultato rilevante un impatto negativo potenziale relativo a possibili episodi di riciclaggio e corruzione attiva e passiva nelle pratiche del Gruppo. Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese Azimut riconosce l'importanza di condurre le proprie attività promuovendo pratiche di business corrette che tengano conto degli impatti sociali e ambientali generati e tutelino gli interessi degli stakeholder. Il Gruppo promuove una cultura della legalità secondo una logica di tolleranza zero verso comportamenti che non rispondono ai principi etici adottati e al rispetto delle normative vigenti. Nel corso degli anni, Azimut ha predisposto e adottato politiche mirate a formalizzare, comunicare e promuovere – sia internamente che esternamente – il proprio impegno in materia di integrità aziendale e contrasto alla corruzione, con l'obiettivo di mitigare i rischi di governance rilevanti. Codice Etico Tutto il personale di Azimut Holding S.p.A. e delle società parte del Gruppo è tenuto al rispetto del Codice Etico, descritto nella sezione “Informazioni Sociali”, capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria”. Questo documento affronta temi legati alla condotta dell’impresa e all’etica di business, con particolare attenzione alla prevenzione di episodi di corruzione attiva e passiva, definendo valori, principi e linee guida che orientano la condotta aziendale. Inoltre, Il Codice Etico si configura anche come modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231.
152 Carta dei Valori La Carta dei Valori del Gruppo Azimut, insieme al Codice Etico, definiscono i principi fondamentali che guidano l'operato del Gruppo e rappresentano i pilastri su cui si basa la propria cultura aziendale. Tali principi sono: Equità, Trasparenza, Indipendenza, Libertà, Lealtà, Fiducia, Innovazione, Sostenibilità. Politica di Sostenibilità La Politica di Sostenibilità del Gruppo, descritta dettagliatamente nella sezione “Informazioni Ambientali”, capitolo “ESRS E1 – Cambiamenti climatici”, fa riferimento ai principi etici relativi alla tutela dei lavoratori e dei diritti umani, al marketing responsabile, al supporto delle comunità, alla strategia di investimento responsabile, alla tutela dell’ambiente ed alla condotta e cultura delle imprese, con un particolare focus su tematiche inerenti la cultura aziendale e la corruzione attiva e passiva. Azimut riconosce, infatti, l’importanza di condurre le proprie attività promuovendo pratiche di business corrette che tengano conto degli impatti sociali e ambientali generati e tutelino gli interessi degli stakeholder. Per questo motivo, il Gruppo promuove una cultura aziendale basata su integrità, equità e trasparenza, ed adotta una logica di tolleranza zero verso comportamenti non conformi ai propri standard etici e alle normative vigenti, come, ad esempio, ogni forma di corruzione, concussione o induzione indebita. Il rispetto di suddetti principi è in linea con i valori richiamati dal Codice Etico, dalla Carta dei Valori e dal Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001, che definiscono i principi di comportamento, le responsabilità e i presidi a tutela dell’integrità aziendale e della reputazione del Gruppo. Politica di Whistleblowing Tramite la propria Politica di Whistleblowing, descritta nella sezione “Informazioni Sociali”, capitolo “ESRS S1 – Forza lavoro propria”, Azimut garantisce a tutti i dipendenti, consulenti finanziari e collaboratori, la possibilità di segnalare comportamenti ritenuti illegittimi all’interno del Gruppo in conformità alle disposizioni della Direttiva europea 2019/1937 sul whistleblowing e relativo Decreto Legislativo n. 24/2023. Al fine di gestire in modo rapido ed efficace i reclami ricevuti tramite il canale di whistleblowing, il Gruppo ha adottato un modello “dualistico” per la gestione delle segnalazioni interne, affidando la ricezione, l’esame e la valutazione a soggetti indipendenti, privi di subordinazione gerarchica rispetto al segnalato, i quali non sono coinvolti nella presunta violazione ma sono vincolati alla riservatezza. L’ufficio interno dei “Responsabili Whistleblowing” assicura, poi, il corretto svolgimento del processo, approfondisce le segnalazioni e, se necessario, informa figure di rilievo nel Gruppo, come Amministratori Delegati, il Responsabile delle Risorse Umane e i Presidenti del Comitato Rischi e Controllo e dell’Organismo di Vigilanza (D. Lgs. 231/2001). I Responsabili riferiscono periodicamente al Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding e delle società del Gruppo e, in caso di gravi criticità, possono richiederne una convocazione straordinaria per valutare le misure da adottare. Attualmente, i Responsabili Whistleblowing sono il Responsabile Internal Audit di Azimut Capital Management SGR S.p.A. e il Presidente del Collegio Sindacale della Holding, con possibilità di ricorrere all’Organismo di Vigilanza in caso di disaccordo. Il processo avviene anche tramite un tool informatico accessibile online, regolato dalla Whistleblowing Policy, attraverso cui i Responsabili monitorano le segnalazioni, effettuano le verifiche necessarie e, se
153 opportuno, informano il CdA di Azimut Holding e/o delle società del Gruppo, adottando eventuali provvedimenti disciplinari in collaborazione con i relativi organi competenti. Per ogni segnalazione, il Gruppo garantisce l’anonimato del segnalante e delle persone coinvolte. L’identità del segnalante, così come qualsiasi altra informazione relativa alla segnalazione, non può essere divulgata senza il suo esplicito consenso, salvo che ai soggetti competenti incaricati di ricevere e gestire le segnalazioni, autorizzati al trattamento di tali dati. Antiriciclaggio Al fine di prevenire ulteriormente comportamenti non in linea con i principi promossi dal Gruppo, è stata adottata la Politica Azimut Group Anti Money Laundering and Counter-Terrorist Financing Guidelines (AML/CTF), da ultimo aggiornata nel dicembre 2025. Questo documento fornisce linee guida generali in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo alle quali tutte le società del Gruppo devono attenersi e definisce ruoli e responsabilità di ciascuna società controllata in riferimento a tali aspetti. Oltre al rispetto delle disposizioni generali, ciascuna società è tenuta a sviluppare politiche e procedure AML/CTF in conformità con le leggi e le normative locali. Le funzioni incaricate del controllo antiriciclaggio in ciascuna delle società rientranti nei parametri definiti dal framework di controllo del Gruppo relazionano trimestralmente al Comitato Controllo e Rischi della Capogruppo, che a sua volta valuta l’attendibilità, l’idoneità e il livello di consapevolezza di ciascuna entità nel fronteggiare i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. I risultati della valutazione vengono poi trasmessi su base periodica al Collegio Sindacale, e al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Per approfondimenti sul modello organizzativo adottato dal Gruppo in relazione alle tematiche di antiriciclaggio, si rimanda alla Relazione sulla Gestione. Linee Guida Anticorruzione di Gruppo Azimut Holding S.p.A. ha rafforzato il proprio framework normativo interno per la gestione dei rischi di corruzione, attraverso l’emanazione, nel luglio del 2021, ed il successivo aggiornamento nel marzo 2025 delle “Linee Guida Anticorruzione di Gruppo”, applicabili alla Capogruppo e a tutte le società controllate. Con l’adozione di tali Linee Guida vengono quindi ulteriormente rafforzati: i concetti già sanciti dal Codice Etico ove il Gruppo condanna esplicitamente ogni fenomeno di corruzione, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità. Azimut adotta il “Principio generale della Tolleranza Zero”, il quale stabilisce che non viene tollerata “qualsiasi condotta avente ad oggetto l’offerta o l’accettazione di denaro o altre utilità - direttamente o indirettamente - con l’obiettivo di indurre o premiare l’esecuzione di una funzione/attività o l’omissione della stessa per scopi illeciti.”, invitando, così, il personale del Gruppo ad astenersi dall’offrire o accettare pagamenti non dovuti, così come regali, forme di intrattenimento o altri benefit indebiti; le prescrizioni del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. n. 231/2001, adottato da tempo dal Gruppo Azimut, insieme a ulteriori presidi organizzativi e di controllo finalizzati a prevenire o ridurre significativamente i rischi legati a fenomeni corruttivi, tra cui il rischio reputazionale. Le Linee Guida Anticorruzione di Gruppo sono state portate a conoscenza di tutti i dipendenti delle società italiane attraverso la pubblicazione del documento sulla intranet aziendale e, contemporaneamente, l’invio dello stesso tramite posta elettronica al personale. Con
154 riferimento alle società estere, le Linee Guida sono state tradotte in inglese e trasmesse a tutte le società del Gruppo. Codici Interni di Comportamento Le società del Gruppo Azimut hanno adottato specifici Codici interni di comportamento per declinare i principi del Codice Etico (lealtà, onestà, competenza, trasparenza) nelle attività quotidiane. Attraverso il “Codice interno di comportamento per dipendenti”, vengono definite le condotte dei dipendenti del Gruppo e vengono trattati, tra i vari argomenti, temi quali l’abuso di informazioni privilegiate, la gestione delle operazioni personali, le disposizioni atte a prevenire potenziali rischi di frode (regolamentazione delle co-intestazioni, delle procure, della domiciliazione e della corrispondenza) o di corruzione (regolamentazione di omaggi e regali). Parallelamente, nel “Codice interno di comportamento per i consulenti finanziari” (destinato e rivolto a tutti i consulenti finanziari nonché ai loro dipendenti e/o collaboratori) vengono illustrate le regole di comportamento nei processi di offerta fuori sede soffermandosi in particolare sugli obblighi di riservatezza, sull’abuso di informazioni privilegiate, sulle operazioni personali e sui conflitti di interesse. Regole precise vengono dettate per quanto concerne le procure, le co-intestazioni e la domiciliazione della corrispondenza dei clienti, considerate tematiche sensibili in un’ottica di prevenzione delle frodi nei confronti dei clienti. Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva In un’ottica di tolleranza zero verso ogni forma di corruzione, il Gruppo condanna e contrasta attivamente qualsiasi pratica corruttiva. A tal fine, si impegna a rispettare rigorosamente la normativa anticorruzione vigente in tutti i Paesi in cui opera, imponendo ai propri stakeholder di agire con onestà e integrità. Azimut Holding, nell’ambito del rafforzamento del proprio framework normativo interno per la gestione dei rischi di corruzione, ha dato attuazione ad un intervento strutturato con il supporto di Deloitte Risk Advisory S.r.l. che si inserisce all’interno dell’“Anti-Corruption & Corporate Liability Framework”. L’intervento si è concentrato su tre aree chiave: Risk Assessment, Controlli Operativi e Piano di Monitoraggio, le cui attività previste e la relativa documentazione hanno riguardato diverse entità e ambiti strategici. Oltre alla Capogruppo, sono state individuate società benchmark per garantire un’analisi comparativa efficace e gli ambiti di applicazione del progetto includono: Cluster Asset Management, Cluster Distribution, Asset Life Insurance e Cluster Private Markets. Nel 2025 sono, poi, proseguite, e sono in fase di definitiva implementazione le attività relative alla predisposizione di un piano programmatico, volto all’individuazione delle attività di controllo da implementare e alla definizione dei flussi informativi dalle strutture aziendali verso il responsabile, valutando possibili sinergie con lo stesso Organismo di Vigilanza. Per quanto riguarda la Capogruppo, sono stati identificati e analizzati i principali processi aziendali e le relative attività sensibili, al fine di valutarne l’esposizione al rischio corruttivo. L’analisi ha considerato dati qualitativi e quantitativi, tra cui la probabilità di accadimento, il potenziale impatto reputazionale e l’efficacia dei presidi di controllo esistenti. Sulla base di questa valutazione, è stato calcolato il rischio inerente e, per mitigare gli effetti dei rischi individuati, sono stati attuati o previsti specifici presidi di controllo, come procedure e principi di comportamento.
155 Nella gestione dei processi operativi, tutte le società del Gruppo devono attenersi alle seguenti regole generali: separazione dei compiti, attraverso una corretta distribuzione delle responsabilità e la previsione di adeguati livelli autorizzativi, al fine di evitare sovrapposizioni funzionali o allocazioni operative che concentrino le attività critiche su un unico soggetto; chiara e formalizzata assegnazione di poteri e responsabilità, con espressa indicazione dei limiti di esercizio, in coerenza con le mansioni attribuite e le posizioni ricoperte nell’ambito della struttura organizzativa; corrette modalità di svolgimento delle attività medesime; tracciabilità degli atti, delle operazioni e delle transazioni attraverso adeguati supporti documentali o informatici; processi decisionali legati a predefiniti criteri oggettivi (ad esempio: esistenza di criteri oggettivi di valutazione e selezione del personale); esistenza e tracciabilità delle attività di controllo e supervisione compiute sulle transazioni aziendali. Per garantire un efficace contrasto alla corruzione, è essenziale il rispetto delle procedure amministrative e contabili, nonché dei controlli interni sui flussi finanziari, assicurando che pagamenti e operazioni siano registrati in modo accurato e trasparente nei libri e registri della società interessata. Il Gruppo adotta tutte le misure necessarie per garantire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria, assicurando la conformità ai principi di integrità e trasparenza. In questo contesto, ciascuna società del Gruppo è tenuta a definire, implementare e mantenere un framework per il contrasto alla corruzione, in linea con le Linee Guida Anticorruzione di Gruppo descritte in precedenza, che prevede l’identificazione di ruoli e responsabilità e, ove possibile, la designazione di un referente responsabile in materia. In assenza di tale figura, la responsabilità del presidio anticorruzione ricade sull’Alta Direzione della singola società del Gruppo. L'obiettivo di questo framework è identificare, analizzare e valutare il rischio di corruzione nel contesto organizzativo, oltre a definire, pianificare e attuare misure e controlli per prevenire fenomeni corruttivi. Ogni società del Gruppo verifica costantemente l’applicazione delle misure adottate e sottopone il proprio framework a un riesame periodico, per garantirne l’efficacia e l’adeguatezza nel tempo. In relazione all’analisi di Risk assessment condotta, il Gruppo ha identificato le funzioni aziendali più esposte al rischio di corruzione, ovvero quelle che, per la loro natura e attività, potrebbero favorire comportamenti corruttivi e richiedono quindi un monitoraggio costante. Metriche e Azioni In linea con le politiche e gli impegni del Gruppo, sono state adottate una serie di iniziative concrete per rafforzare la governance aziendale e promuovere un forte senso di integrità e responsabilità. Queste azioni mirano a trasformare i principi di trasparenza, etica e contrasto alla corruzione in strumenti operativi efficaci, contribuendo a consolidare una cultura aziendale basata sulla gestione responsabile dei rischi. Un elemento centrale di questo impegno è rappresentato dalla formazione annuale tramite percorsi dedicati a tutti i lavoratori del Gruppo su temi chiave quali l’etica aziendale e la prevenzione della corruzione. Per garantire un allineamento omogeneo ai valori espressi nel
156 Codice Etico e nelle altre politiche adottate, vengono organizzati corsi di aggiornamento sui principi di business ethics e sulla lotta alla corruzione attiva e passiva, approfondendo le normative di riferimento e le misure adottate dal Gruppo. Ad esempio, nel 2025, sono stati erogati particolari corsi di formazione in Italia, Irlanda e Lussemburgo relativi, tra l’altro, a tematiche di cultura d’impresa e di Anti-Money Laundering (AML) e Market Abuse. Con riferimento a questi ultimi due, si segnala che gli stessi sono stati erogati esclusivamente a specifici gruppi di dipendenti maggiormente coinvolti nella prevenzione e gestione di tali tematiche. Per maggiori dettagli relativamente alle ore di formazione erogate si rimanda al capitolo “ESRS S1 – Forza Lavoro Propria”, paragrafo “Metriche di formazione e sviluppo e delle competenze”. Particolare attenzione è dedicata alla modalità di fruizione dei corsi, che vengono resi disponibili anche in modalità asincrona per coloro che non sono riusciti a partecipare. Grazie a questa impostazione, Azimut crea le condizioni affinché il maggior numero di dipendenti partecipi ai corsi, assicurando così un elevato livello di consapevolezza e conformità agli standard etici e normativi. In linea con l’anno precedente, relativamente alle segnalazioni di whistleblowing, si segnala che nel corso del 2025 non è stata rilevata tramite i canali predisposti dal Gruppo alcuna segnalazione In aggiunta, a testimonianza dell'impegno del Gruppo nella diffusione dei propri valori promossi attraverso il Codice Etico e la Carta dei Valori, si tiene con cadenza annuale la Convention Internazionale, evento che consiste in un'importante occasione di incontro e condivisione, riunendo centinaia di partecipanti da tutte le società del Gruppo per favorire lo scambio delle migliori pratiche aziendali. Durante la convention, viene dedicato uno spazio speciale alla premiazione dei progetti e dei team che si sono distinti nel corso dell'anno. La decima edizione, intitolata “Azimut Global Convention: Bridge from the Future”, si è svolta tra ottobre e novembre 2025 a Borgo Egnazia e, come nelle precedenti edizioni, ha alternato momenti di presentazione istituzionale, eventi sociali e attività di team building, rafforzando il senso di appartenenza e condivisione all’interno del Gruppo. Casi di corruzione attiva o passiva Non si sono verificate violazioni delle procedure e delle norme in materia di lotta alla corruzione attiva e passiva ed al momento non è stato necessario implementare azioni correttive o di mitigazione a livello di Gruppo. Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi Attualmente, il Gruppo Azimut non ha formalizzato obiettivi specifici per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità in relazione alla condotta dell’impresa. Tuttavia, continua a monitorare questi aspetti nell’ambito delle proprie attività, valutando eventuali iniziative per promuovere la propria cultura aziendale e prevenire comportamenti scorretti da parte del personale del Gruppo.
157 Informazioni Entity Specific Finanza sostenibile Impatti, rischi e opportunità rilevanti e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale Come rappresentato nel capitolo “Analisi di doppia materialità” della sezione “Informazioni Generali”, il Gruppo Azimut ha condotto nel 2025 l’analisi di doppia materialità secondo la duplice prospettiva inside-out e outside-in, individuando, tra i temi rilevanti, il ruolo della finanza sostenibile quale leva strategica in grado di generare impatti positivi sull’ambiente e sulla società, nonché opportunità di sviluppo per il modello di business del Gruppo. In particolare, dall’analisi inside-out è emerso un impatto positivo connesso allo sviluppo e alla diffusione di prodotti e servizi finanziari che integrano i fattori ESG nei processi di investimento, contribuendo a orientare i capitali verso imprese, settori e iniziative a supporto della transizione verso un’economia più sostenibile e inclusiva. Coerentemente con tale risultato, Azimut prosegue nel rafforzamento progressivo dell’integrazione dei fattori ESG nella propria offerta di prodotti, in particolare nell’ambito dei fondi UCITS, adottando metodologie strutturate di analisi ESG e ampliando nel tempo la gamma di strumenti che promuovono caratteristiche ambientali e sociali ai sensi della normativa SFDR, a conferma dell’allineamento tra strategia di sostenibilità, offerta commerciale e aspettative degli investitori. Politiche in materia di finanza sostenibile L’attenzione ai temi della finanza sostenibile e dell’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) si riflette nell’evoluzione progressiva del modello di business del Gruppo Azimut. In tale contesto, il Gruppo è impegnato a rafforzare nel corso degli anni l’integrazione dei criteri ESG nelle decisioni di investimento e di allocazione del capitale, nonché nella gestione dei rischi e delle opportunità connesse alle attività finanziate, in un’ottica di creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo. Politica di Sostenibilità L’impegno del Gruppo Azimut in materia di finanza sostenibile è diffuso anche tramite l’adozione della Politica di Sostenibilità di Azimut Holding S.p.A., adottata a livello di Gruppo e applicabile a tutte le società del Gruppo. Essa definisce le modalità con cui Azimut integra i principi di sostenibilità nei processi di investimento. Tali principi si riflettono in investimenti in attività economiche che contribuiscono ad obiettivi ambientali (“Environment”) e sociali (“Social”), nonché investimenti in società che perseguono politiche di buona governance ed organizzazione aziendale (“Governance”). Tale approccio è utile al fine di adeguare la strategia del Gruppo all’identificazione, valutazione e gestione dei fattori ESG che possono comportare rischi e opportunità rilevanti per il conseguimento degli obiettivi aziendali e per la creazione di valore nel medio-lungo periodo. La Politica, e di conseguenza l’approccio di Azimut, si basa sull’idea che investimenti in emittenti che presentano buone performance in relazione ai fattori ESG, possono favorire una gestione più efficiente dei rischi, non solo di natura ambientale e sociale, ma anche reputazionale e di lungo periodo. La strategia di Investimento Responsabile descritta all’interno della Politica si applica lungo l’intero ciclo di vita dell’investimento e si articola in diverse modalità operative, anche in combinazione tra loro, tra cui, a titolo esemplificativo: criteri di esclusione basati su regole di investimento predefinite, approcci best in class, integrazione dei fattori ESG nella costruzione
158 dei portafogli, investimenti tematici e ad impatto, nonché attività di engagement nei confronti delle società partecipate (per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo successivo “Principi ESG nella strategia d’impresa e nella gestione del proprio portafoglio”, della seguente sezione). Parallelamente, nell’ambito della strategia di investimento responsabile, il Gruppo persegue in modo continuo l’innovazione e l’ampliamento della propria offerta, offrendo sul mercato prodotti e servizi che promuovono caratteristiche ambientali e sociali e di governance, tra cui l’istituzione e la distribuzione dei prodotti ex Art. 8 SFDR. Ai fini dell’attuazione della Politica, il Gruppo si avvale di dati e informazioni forniti da info- provider esterni specializzati in rating ESG, integrati con analisi interne, al fine di monitorare costantemente, laddove richiesto, il livello di rischio ESG dei portafogli e limitarne l’esposizione a esternalità negative. La Politica di Sostenibilità promuove inoltre un approccio strutturato di engagement, inteso come partecipazione attiva volta a sensibilizzare il management delle società in cui il Gruppo investe sui rischi ESG e a favorire il miglioramento delle pratiche di sostenibilità e di governance. In coerenza con tali principi, Azimut aderisce ai Principles for Responsible Investment (PRI) e al Carbon Disclosure Project (CDP), a supporto della trasparenza e della comunicazione delle performance ambientali e dell’approccio adottato in materia di investimento responsabile. La Politica di Sostenibilità, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A., è resa disponibile sul sito internet del Gruppo ed è destinata alle società del Gruppo, agli amministratori, ai dipendenti, ai collaboratori, ai partner commerciali e finanziari, ai consulenti, ai clienti e ai fornitori, secondo quanto applicabile. La Politica è supervisionata dal Comitato di Sostenibilità ESG, SRI e CSR, che ne garantisce la corretta implementazione, coordina le funzioni aziendali competenti e monitora periodicamente lo stato di avanzamento delle attività. Principi ESG nella strategia d’impresa e nella gestione del proprio portafoglio Azimut Holding considera di primaria importanza la gestione dei rapporti con i propri stakeholders, clienti, azionisti, dipendenti, consulenti finanziari, istituzioni e tutti i soggetti che abbiano, a qualsiasi titolo, contatti con il Gruppo stesso o con le società che ne fanno parte e/o abbiano un interesse nelle attività realizzate dal Gruppo o dalle sue società. Consapevole della rilevanza delle proprie attività, il Gruppo ha intrapreso un percorso volto a integrare i propri valori e i principi della sostenibilità nella strategia d’impresa e nell’operato quotidiano, nonché nella gestione del proprio portafoglio. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, la strategia di investimento responsabile del Gruppo prevede che vengano integrati i fattori ESG nel processo di investimento, in funzione dello specifico prodotto/servizio offerto dalle singole società, attraverso una o più delle diverse strategie di gestione sostenibili, tra cui, a titoli esemplificativo: exclusion: selezione negativa basata su regole di investimento predefinite che esclude società le cui attività controverse rappresentano il business principale o società coinvolte in attività o settori che possono comportare significativi rischi ambientali e sociali; best in class: selezione positiva per società che hanno leadership nello sviluppo sostenibile; ESG integration: integrazione di fattori ESG nella costruzione dei portafogli con particolare attenzione al raggiungimento di un equilibrio sostenibile per la complessità degli investimenti degli stessi;
159 sustainability themed and impact investing: investimenti tematici e ad impatto per cui gli investitori sacrificano una parte della potenziale performance per il supporto al raggiungimento degli obiettivi ESG. Con particolare riferimento alla strategia di esclusione, si evidenzia l’adozione di specifici criteri volti ad escludere controparti attive in settori di attività sensibili sotto il profilo ESG. Azimut Investments SA, Azimut Capital Management SGR S.p.A., Azimut Investments LTD, Azimut Life DAC e Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., tra i principali Hub di investimento del Gruppo Azimut, hanno stabilito, ciascuna all’interno della propria Policy ESG, l’esclusione dal proprio perimetro di investimento di emittenti operanti in settori “non socialmente responsabili”, facendo rientrare in tale definizione gli emittenti coinvolti in attività che possono comportare rischi ambientali e sociali significativi. Tra i criteri di esclusione adottati, in modo differenziato da alcune società del Gruppo, si evidenziano: armi nucleari: sono esclusi investimenti in emittenti che generano più del 10%% del fatturato annuale, da attività relative alla produzione di armi nucleari e a sistemi, componenti e servizi ad esse correlati; gioco d’azzardo: sono esclusi investimenti in emittenti che generano più del 5 % del fatturato annuale, da attività legate al gioco d’azzardo; pornografia: sono esclusi investimenti in emittenti che generano più dell’1,5 % del fatturato annuale, da attività relative alla pornografia; tabacco: sono esclusi investimenti in emittenti che generano più del 5,0% del fatturato annuale, da attività relative a produzione e commercializzazione di tabacco; carbone termico: sono esclusi investimenti in emittenti che generano più del 20% del fatturato annuale, da estrazione di carbone termico (compresi lignite, bituminoso, antracite e carbone a vapore) e dalla sua vendita a terzi; armi controverse: sono esclusi investimenti in emittenti che hanno qualsiasi legame con munizioni a grappolo, mine antiuomo, armi biologiche/chimiche, armi all’uranio impoverito, armi laser accecanti, armi incendiarie e/o frammenti non rilevabili. Attraverso l’adozione di tali criteri di esclusione si intende limitare la vulnerabilità dei portafogli alle esternalità negative dei rischi ESG generati dall’investimento nei suddetti settori e dunque, implicitamente, limitare l’impatto che tali esternalità potrebbero avere sul valore degli investimenti. In affiancamento ai criteri di esclusione, le citate società del Gruppo, al fine di integrare i fattori ESG all’interno del processo di investimento, fanno ricorso all’utilizzo di dati e informazioni forniti da info-provider esterni specializzati in rating ESG (e.g. MSCI), e al supporto di Advisor Scientifici. Sulla base delle informazioni ottenute Azimut, laddove richiesto, è in grado di monitorare costantemente, a livello di singola posizione e a livello di portafoglio complessivo, l’esposizione ed il livello di rischio ESG dei prodotti e servizi di investimento offerti alla propria clientela. L’attenzione alle tematiche legate alla sostenibilità è testimoniata dal costante aggiornamento delle policy ESG delle diverse società del gruppo: in tale ottica, nel 2025 la società irlandese Azimut Life DAC, le società italiane Azimut Capital Management ed Azimut Libera Impresa e la società lussemburghese Azimut Investments hanno aggiornato le proprie Policy ESG. Inoltre, diverse società del Gruppo si sono dotate di specifiche “politiche di impegno” che definiscono principi, misure organizzative e modalità di interazione con gli emittenti, al fine di promuovere un confronto costruttivo e favorire l’adozione di pratiche sostenibili e di gestione prudente nel lungo periodo. In particolare, esse disciplinano il monitoraggio e il dialogo con le società
160 partecipate, l’esercizio dei diritti di voto, la collaborazione con altri azionisti, la comunicazione con gli stakeholder e la gestione dei conflitti di interesse. In relazione all’impegno del Gruppo e a quanto dichiarato nelle Politiche, si evidenzia che nel corso dell’anno sono stati sostenuti diversi percorsi di engagement. Il Gruppo prevede, infatti, di proseguire le iniziative di azionariato attivo, privilegiando la forma collettiva, al fine di mitigare i potenziali effetti negativi sulla sostenibilità degli investimenti. In particolare, nel corso del 2025 la controllata Azimut Capital Management SGR S.p.A. ha continuato a sostenere e a partecipare ad attività di engagement collaborativo con l’obiettivo di promuovere tematiche di sostenibilità nei confronti di emittenti e istituzioni. Tramite Azimut Capital Management Sgr, e nell’ambito delle attività organizzate dal Gruppo di Lavoro Permanente in tema di engagement, promosso dal Forum per la Finanza Sostenibile, si è provveduto a supportare le iniziative di dialogo con emittenti italiani durante la Sustainability Week, organizzata da Euronext - Borsa Italiana, contribuendo al confronto con le imprese su temi ESG prioritari quali piani di transizione climatica, gestione dei rischi climatici, sostenibilità della catena del valore, sicurezza sul lavoro, parità di genere e governance responsabile. Nel corso del 2025 sono inoltre proseguite le attività di engagement intraprese con lo Stato italiano, in qualità di emittente di debito green. È stata altresì confermata la partecipazione allo statement condiviso con Enel in tema di modalità di disclosure delle dismissioni degli impianti a carbone, finalizzato a rafforzare la trasparenza sulla strategia di phase-out dal carbone, contribuendo a una maggiore chiarezza sulle tempistiche di chiusura degli impianti e sul percorso di transizione verso il Net Zero. Infine, sempre nel 2025, Azimut è stata coinvolta in una consultazione preliminare promossa da Regione Lombardia, in collaborazione con Etifor, finalizzata allo sviluppo di uno strumento finanziario innovativo volto a creare sinergia tra risorse pubbliche e private per sostenere interventi di ripristino e valorizzazione di aree naturali in Lombardia. Metriche e azioni Innovazione e sostenibilità del portafoglio prodotti Il Gruppo Azimut, da sempre attivo nel perseguire l’innovazione della propria offerta, ha evidenziato il suo impegno per il continuo sviluppo ed ampliamento della gamma dei prodotti che promuovono caratteristiche ambientali e sociali: al 31 dicembre 2025, l’offerta dei prodotti classificati ex art. 8 ai sensi del Regolamento (UE) 2019/2088 (“Regolamento SFDR” o “normativa SFDR”) si compone di un totale di 67 prodotti di diversa tipologia (53 prodotti UCITS, 6 FIA, 3 Comparti di Fondi Pensione, 3 Prodotti assicurativi e 2 Linee di gestione patrimoniale) con un AUM totale di oltre 19,7 miliardi. Il grafico seguente illustra, con riferimento ai prodotti UCITS, la quota di prodotti art. 8 sul totale dei prodotti UCITS gestiti dalle diverse società del Gruppo, alla data del 31 dicembre 2025. La quota dell’AUM classificato ex Art. 8 è rappresentata per oltre il 90% da prodotti UCITS
161 Il paragrafo di seguito presenta una descrizione dei principali prodotti/servizi classificati come ex art. 8 ai sensi del Regolamento SFDR, la cui commercializzazione è stata avviata nel corso del 2025 19 suddivisi per tipologia. Viene inoltre fornito un focus specifico per quei prodotti che rivestono un particolare valore strategico per il Gruppo. Prodotti UCITS Le società prodotto del Gruppo integrano i fattori ESG nel processo di investimento dei prodotti UCITS, avvalendosi della metodologia di MSCI ESG Research che fornisce un punteggio ESG per ogni società partecipata. Di seguito vengono approfonditi i principali prodotti per singola società. Azimut Investments SA Nel corso del 2025, la gamma lussemburghese di Azimut Investments SA ha visto l’avvio di 8 nuovi comparti ex art. 8 SFDR, istituiti nell’ambito del Fondo “AZ Fund 1”, che hanno arricchito l’offerta complessiva di prodotti ESG e che vengono di seguito brevemente descritti. AZ Bond Target 2029 e AZ Bond – Target 2031: si tratta di 2 prodotti obbligazionari che mirano ad ottenere un rendimento positivo, di norma attraverso l’investimento in un portafoglio di bond con vita residua in linea con la rispettiva “data target” dicembre 2029 e del dicembre 2031. AZ Allocation Balanced Plus: è un prodotto bilanciato aggressivo di nuova generazione. La sua strategia si basa sull'analisi dei rischi e delle correlazioni tra i mercati azionari e obbligazionari per individuare il giusto mix tra le diverse asset class. Il comparto si impegna a destinare una quota minima del 5% agli investimenti sostenibili 20 . AZ Equity – Global Dividend: è un prodotto azionario che investe in società che generano flussi di cassa positivi e offrono un rendimento elevato in termini di dividendi. Il comparto si impegna a destinare una quota minima del 5% agli investimenti sostenibili. AZ Allocation – Escalator 2030 e AZ Allocation – Asset Timing 2028: si tratta di due comparti che mirano ad incrementare gradualmente l’esposizione azionaria partendo da un 19 Con riferimento alla società irlandese Azimut Investments Ltd, vengono descritti tutti i prodotti UCITS Ex art. 8 20 Investimenti sostenibili: si intendono, ai sensi dell’art. 2(17) SFDR, investimenti in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, misurato, ad esempio, mediante indicatori chiave di efficienza delle risorse concernenti l’impiego di energia, l’impiego di energie rinnovabili, l’utilizzo di materie prime e di risorse idriche e l’uso del suolo, la produzione di rifiuti, le emissioni di gas a effetto serra nonché l’impatto sulla biodiversità e l’economia circolare o un investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo sociale, in particolare un investimento che contribuisce alla lotta contro la disuguaglianza, o che promuove la coesione sociale, l’integrazione sociale e le relazioni industriali, o un investimento in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate a condizione che tali investimenti non arrechino un danno significativo a nessuno di tali obiettivi e che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance, in particolare per quanto riguarda strutture di gestione solide, relazioni con il personale, remunerazione del personale e rispetto degli obblighi fiscali. 69,1% 51,4% 79,1% Azimut Investments S.A. Azimut Capital Management SGR S.p.A. Azimut Investments Ltd AUM dei prodotti UCITS ex Art. 8 SFDR al 31/12/2025: circa €18 miliardi
162 portafoglio obbligazionario, attraverso un processo di investimento “automatico” e una gestione dinamica del portafoglio. Entrambi i comparti si impegnano a destinare una quota minima del 5% agli investimenti sostenibili. Nel corso del 2025, Azimut Investments ha altresì avviato la commercializzazione dei 2 prodotti UCITS denominati AZ Bond - High Yield Target 2028 Climate Transition e AZ Bond - Short Term Investment Grade Climate Transition, rispetto ai quali si rimanda allo specifico focus sotto riportato. Nel perseguimento delle loro finalità, per i suddetti prodotti vengono adottate le seguenti strategie di gestione sostenibili: (i) esclusione dall’investimento in società operanti in settori considerati non sostenibili e / o che possono comportare rischi ambientali e sociali significativi; (ii) esg integration. Ogni investimento è soggetto a un rating ESG (da “AAA” a “CCC”) fornito dalla metodologia MSCI ESG Research in aggiunta ai criteri di analisi e valutazione tradizionali. Gli investimenti allineati alle caratteristiche ambientali e sociali promosse dal comparto sono quelli con un punteggio minimo pari o superiore a “BB” per il pilastro «E» o «S», calcolato in base ai dati e alla metodologia di MSCI ESG Research. Il rating ESG medio a livello di portafoglio deve essere sempre pari o superiore a “BBB”; (iii) active ownership. Il team di gestione del portafoglio è costantemente coinvolto nel monitoraggio delle società partecipate per quanto riguarda le pratiche ambientali, sociali e di governance sostenibili, attraverso il voto per delega e l'impegno con il management delle società partecipate. Gli investimenti sono inoltre oggetto di monitoraggio rispetto ai Principali Effetti Negativi sui fattori di sostenibilità ai sensi del Regolamento SFDR. I PAI vengono valutati sia a livello di singolo emittente sia su base aggregata di portafoglio, sulla base dei dati forniti dai provider ESG e delle analisi interne, e sono integrati nel processo decisionale di investimento unitamente ai rating ESG e ai tradizionali criteri finanziari. Azimut Capital Management SGR SpA A dimostrazione del costante impegno di Azimut verso la sostenibilità, a decorrere dal 1° gennaio 2025 la società del Gruppo Azimut Capital Management ha modificato la politica di investimento dei 3 fondi “flagship” Azimut Strategic Trend, Azimut Dinamico e Azimut Trend per qualificarli ai sensi dell’art. 8 SFDR. La riclassificazione dei predetti fondi è stata implementata in accordo con quanto previsto dal piano triennale di azione ESG del marzo 2023, all’interno del quale Azimut Capital Management ha programmato - tra le azioni finalizzate a conseguire un miglior grado di allineamento delle proprie prassi aziendali in ambito ESG – di incrementare il numero di fondi UCITS istituiti che promuovono caratteristiche ambientali e/o sociali. Azimut Investments Ltd Nel corso del 2023, anche la società irlandese Azimut Investments Ltd ha avviato tre comparti UCITS, istituiti nell’ambito del fondo Azimut Thematic Fund, particolarmente innovativi. Di seguito ne viene riportata una sintetica descrizione: AZ Equity – New Generations: comparto azionario che mira a società con un elevato potenziale di crescita che sono state fondate dopo l’avvento di Internet e il cui utilizzo, valori, capacità dirompente e innovazione sono allineati con i modelli di consumo della Generazione Z. La Generazione Z è costituita da quella parte della popolazione nata tra la metà e la fine degli anni '90 e l’inizio degli anni 2010. Il comparto si impegna a destinare una quota minima del 5% agli investimenti sostenibili; AZ Equity – Space: comparto azionario tematico che investe in società attive nella Space economy o che ne beneficiano in modo significativo. L’universo investibile comprende un ampio insieme di
163 modelli di business legati all’utilizzo economico dello spazio, includendo società specializzate in dati e comunicazioni satellitari. La strategia integra criteri ESG e si concentra su aziende in grado di generare un impatto ambientale e sociale positivo e misurabile, in particolare attraverso il contributo al monitoraggio ambientale, all’uso efficiente delle risorse naturali, alla gestione dei rischi climatici e alla riduzione del divario digitale. Il comparto si impegna a destinare una quota minima del 5% agli investimenti sostenibili; AZ Allocation-Global Goals: prodotto che si focalizza su investimenti che contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG), promuovendo una crescita economica inclusiva, la tutela dell’ambiente e il progresso sociale. Il portafoglio è costruito a partire da un universo ampio e diversificato, senza vincoli settoriali, selezionando all’interno di ciascun settore le aziende con i profili di sostenibilità più solidi sulla base dei rating ESG, del contributo agli SDG e delle prospettive di crescita economica. La strategia si concentra sulle principali tendenze di sostenibilità, includendo ambiti quali la transizione energetica, la protezione del clima, la salute e il benessere, nonché la tutela degli ecosistemi terrestri e della biodiversità. Il comparto si impegna a destinare una quota minima del 5% agli investimenti sostenibili. Focus: Prodotti UCITS AZ Equity – Special Needs & Inclusion” Nel corso del 2024 Azimut ha lanciato il comparto “AZ Equity – Special Needs & Inclusion” appartenente al fondo multi-comparto armonizzato di diritto lussemburghese AZ Fund 1. Il comparto rappresenta uno dei primi prodotti d’investimento al mondo che investe in aziende che promuovono il miglioramento delle condizioni di vita ed il benessere delle persone con disabilità con un particolare focus sull’inclusione lavorativa. Le persone con disabilità nel mondo sono più di 1,3 miliardi, un numero destinato a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione (fonte: World Health Organization, dato 2020), e gli ultimi dati disponibili indicano che la percentuale di persone attive con disabilità in età lavorativa occupate negli Stati Uniti è pari al 37% (fonte: U.S. Bureau of Labor Statistics, dato 2023) contro un 75% delle persone senza disabilità. Special Needs & Inclusion è parte della più ampia strategia di Azimut, che pone da sempre grande attenzione alle tematiche ESG e di responsabilità sociale come è stato per il lancio del primo fondo etico italiano, Azimut Solidarietà, nel 1995. Il Gruppo, inoltre, da diversi anni ha integrato la sostenibilità nei propri processi di investimento perseguendo il miglioramento delle performance e del profilo di rischio dei portafogli oltre al progresso collettivo sensibilizzando gli investitori italiani verso la salvaguardia ambientale e alle buone pratiche sociali. Il comparto azionario globale Special Needs & Inclusion, che promuove caratteristiche ambientali e sociali ai sensi dell’Articolo 8 del Regolamento SFDR, è stato istituito dal team di gestione del Gruppo Azimut con l’obiettivo di fornire un supporto concreto alla disabilità secondo due modalità, una indiretta ed una diretta. Il contributo indiretto avviene tramite l’investimento nelle migliori aziende su scala globale che dimostrano un chiaro impegno verso la disabilità, promuovendo iniziative in vari ambiti quali occupazione, beni e servizi, ausili, strutture residenziali, farmaci e terapie, e presentano un potenziale di crescita solido e sostenibile nel tempo. Il processo di selezione considera le società che a livello globale aderiscono ad enti e associazioni no profit che promuovono l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, tra i quali Disability IN, The Valuable 500 e Organizzazione Internazionale del Lavoro (The
164 International Labour Organization). Il portafoglio del comparto comprende, ad oggi, un centinaio di gruppi in tutto il mondo ed è stato costruito tenendo in considerazione l’impatto sociale dell’universo di investimento. Il contributo diretto si concretizza, invece, attraverso la classe a distribuzione che offre ai relativi sottoscrittori la possibilità di devolvere una parte (50%) o la totalità (100%) dei proventi distribuiti dal Comparto stesso ad una selezione di primari Enti del Terzo Settore che operano sul territorio italiano nel campo della disabilità. Le Organizzazioni selezionate sono Dynamo Camp ETS, Fondazione Lega del Filo d’Oro ETS – Ente Filantropico, Tortellante APS, e Fondazione Telethon ETS che forniscono rispettivamente: programmi di terapia ricreativa Dynamo, in modo gratuito, a bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità; punti di riferimento in Italia per l’assistenza, la riabilitazione e il sostegno alla ricerca della maggiore autonomia possibile delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali; realtà che promuove l’inserimento sociale e l’autonomia di giovani affetti da autismo tramite il recupero della manualità; ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare per dare risposte concrete ai pazienti in termini di diagnosi, supporto alla qualità della vita e accesso a terapie d’avanguardia. Inoltre, in coerenza con gli obiettivi e i principi che guidano il comparto AZ Equity – Special Needs & Inclusion, nel 2025 Azimut ha organizzato in collaborazione con il Ministro per le Disabilità l’evento istituzionale “Disabilità e lavoro: la sfida possibile”, svoltosi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, imprese, operatori finanziari ed Enti del Terzo Settore volto a favorire la diffusione di modelli concreti e sostenibili di inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Attraverso la presentazione di dati, ricerche e testimonianze, l’evento ha contribuito a rafforzare il dialogo tra gli attori dell’ecosistema dell’inclusione, evidenziando il ruolo che anche la finanza può svolgere come leva di impatto sociale positivo. AZ Bond - High Yield Target 2028 Climate Transition e AZ Bond - Short Term Investment Grade Climate Transition Nel secondo trimestre 2025, in risposta alla crescente domanda di strumenti finanziari focalizzati sulla transizione climatica e alla necessità di allineamento alla Norma Europea sul Clima 21 e alla CSRD, Azimut ha ampliato la propria offerta integrando prodotti UCITS innovativi (Climate Solution). L’obiettivo è fornire agli investitori strumenti concreti per affrontare la transizione verso un’economia a basse emissioni, oggi riconosciuta come un megatrend strutturale destinato a ridisegnare l’economia globale. La transizione energetica rappresenta un tema trasversale che incide direttamente sulla crescita economica, sulla sicurezza energetica e sulla competitività industriale delle singole nazioni. Gli investimenti globali nella transizione hanno raggiunto nel 2024 il livello record di 2,1 trilioni di dollari, raddoppiando rispetto al 2020. La Cina ha rappresentato circa il 40% del CAPEX globale, superando Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito messi insieme. Secondo 21 Normativa europea sul clima (Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 giugno 2021) che (i) istituisce un quadro per il conseguimento della neutralità climatica all’interno dell’Unione europea (Unione) entro il 2050, che consiste nell’equilibrio tra emissioni di gas a effetto serra1 a livello dell’Unione e la loro rimozione come disciplinato nel diritto dell’Unione (ii) comprende, oltre all’obiettivo vincolante della neutralità climatica nell’Unione entro il 2050, lo scopo di raggiungere in seguito emissioni negative nell’Unione (iii) prevede un traguardo unionale vincolante di una riduzione netta interna delle emissioni di gas serra di almeno il 55 % entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e di stabilire un traguardo in materia di clima per il 2040 entro sei mesi dal primo bilancio globale nell’ambito dell’accordo di Parigi (iv) introduce norme a garanzia dei continui progressi verso l’obiettivo di adattamento ai cambiamenti climatici a livello mondiale contemplato nell’accordo di Parigi
165 l’IEA 22 (2024), la spesa in conto capitale destinata alle clean energy è ormai doppia rispetto a quello investita nei combustibili fossili, confermando un cambio strutturale nell’allocazione del capitale a livello globale. In questo contesto, i Paesi OCSE stanno convergendo verso un obiettivo comune: incrementare progressivamente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. L’Europa ha fissato un percorso particolarmente ambizioso verso la neutralità climatica, con obiettivi intermedi chiari: riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 (Fit for 55), dell’80–90% entro il 2040 e raggiungimento della neutralità climatica dell’UE entro il 2050. A rafforzare questo percorso, all’inizio del 2025 è stato varato il Clean Industrial Deal 23 , che identifica esplicitamente la decarbonizzazione come motore di crescita, innovazione e sviluppo del tessuto industriale europeo. Parallelamente, il rischio climatico è ormai riconosciuto come un rischio finanziario di natura sistemica, con impatti potenziali diretti su attivi, portafogli ed economie. La BCE ha confermato nel luglio 2025 che i rischi climatici sono oggi considerati uno short-term risk, con possibili effetti sul PIL dell’area euro fino al 5% entro cinque anni, un ordine di grandezza comparabile alla Crisi Finanziari Globale del 2007. Coerentemente con questa visione, la BCE ha annunciato che, a partire dalla seconda metà del 2026, introdurrà un fattore climatico nella valutazione dei titoli societari utilizzati come collaterale dall’Eurosistema. Il Comparto di AZ FUND 1, AZ Bond – Short Term Investment Grade Climate Transition Fund nasce con l’obiettivo di offrire agli investitori una soluzione obbligazionaria a bassa duration e elevata qualità creditizia, in grado di rafforzare la stabilità complessiva del portafoglio in contesti di incertezza macroeconomica, di rialzo dei tassi o di pressione sulle parti lunghe delle curve. L’approccio short term consente di limitare l’esposizione al rischio di tasso, preservando al contempo un profilo di rischio coerente con il segmento Investment Grade. Il prodotto consente inoltre di partecipare attivamente alla transizione verso un’economia a basse emissioni, allocando il capitale verso emittenti che integrano la riduzione delle emissioni come elemento centrale della propria strategia industriale e finanziaria. Il comparto seleziona società per le quali la transizione climatica rappresenta un fattore chiave di resilienza del modello di business, di gestione dei rischi e di creazione di valore sostenibile nel lungo periodo, in linea con l’evoluzione del contesto macroeconomico, regolamentare e finanziario. Il Comparto AZ Bond – High Yield Target 2028 Climate Transition Fund nasce con l’obiettivo di offrire agli investitori una soluzione obbligazionaria che combini diversificazione e decorrelazione all’interno del portafoglio, sfruttando le caratteristiche del segmento high yield in contesti di tassi stabili o in discesa. Il prodotto consente inoltre di partecipare in modo attivo alla decarbonizzazione dell’economia, allocando il capitale verso emittenti che attribuiscono un valore strategico alla riduzione delle emissioni. Il comparto seleziona società per le quali la transizione climatica rappresenta un fattore chiave di resilienza del modello di business, di gestione dei rischi e di creazione di valore sostenibile per gli azionisti. In questo senso, la riduzione delle emissioni non è considerata solo come vincolo regolamentare, ma come leva competitiva di lungo periodo, coerente con l’evoluzione del contesto macroeconomico, normativo e finanziario. 22 International Energy Agency 23 Clean Industrial Deal: “Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune verso la competitività e la decarbonizzazione”, comunicazione della Commissione Europea del 26 febbraio 2025
166 AZ Equity - Water & Renewable Resources Il comparto “AZ Equity - Water & Renewable Resources”, appartenente al fondo lussemburghese “AZ FUND 1” istituito dalla Società del Gruppo Azimut Investments SA, investe in società coinvolte nello sviluppo, nella produzione o nella vendita di prodotti e servizi per il settore idrico o ad esso collegati, ma anche in società che si concentrano sulla gestione dei rifiuti e/o sulle risorse rinnovabili. Elemento distintivo della strategia è l’attenzione alle conseguenze che l’evoluzione della società in senso ampio e della sua struttura hanno a livello di sostenibilità, ambientale e non solo. Cambiamenti strutturali come crescita della popolazione, urbanizzazione e, più di recente, evoluzione dell’intelligenza artificiale ed importanza dei data center, hanno un notevole impatto sull’impronta sostenibile della collettività. Tali dinamiche influenzano ad esempio l’utilizzo di risorse naturali come l’acqua, la generazione e la gestione di rifiuti, così come l’accesso a fonti di energia sostenibili. La rilevanza ambientale, sanitaria ed economica di una gestione appropriata di queste risorse guida l’evoluzione di investimenti e quadro normativo (pensiamo ad esempio alla qualità dell’acqua), creando i presupposti per la creazione di valore finanziario e, contestualmente, benefici per la collettività. In tale contesto, la strategia ricerca esposizione a questi cambiamenti strutturali, privilegiando tematiche di gestione dell’acqua e sviluppo dell’economia circolare. Il portafoglio mantiene infatti un posizionamento prevalente sulle tematiche “Acqua” e “Rifiuti”, con un peso strutturalmente superiore al 70% dell’investito. La componente restante del portafoglio si focalizza invece sulle tematiche di “Energie rinnovabili e transizione energetica”, scelta che permette di cogliere i driver di crescita legati all’evoluzione sostenibile da un angolo differente, favorendo al contempo una maggiore diversificazione di prodotto. La natura intrinseca dei temi trattati consente, in fase di selezione, un naturale allineamento tra obiettivi finanziari e di sostenibilità, contribuendo alla costruzione di un portafoglio con una solida impronta ESG. Fondi di Investimento Alternativo L’impegno di Azimut verso investimenti sostenibili si manifesta anche attraverso forme ulteriori di investimento, come i fondi di investimento alternativo (FIA). Nel corso del 2025 Azimut ha istituito due FIA si qualificano come ex art 8 SFDR e che, al 31 dicembre 2025 risultano in fase di raccolta ovvero che stanno per avviare la propria operatività. Per tali fondi è stato definito un framework ESG coerente con la Policy ESG della SGR e con gli obblighi di trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR). Il fondo Azimut Demos 2 è un fondo di investimento alternativo mobiliare italiano, di tipo chiuso e riservato, istituito e gestito da Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., con una strategia di investimento generalista orientata a imprese operanti in diversi settori dell’economia reale. Ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento SFDR, il Fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali attraverso l’integrazione dei fattori ESG nel processo di investimento, nel rispetto delle Oltre € 1 miliardo di AUM relativi ai FIA classificati come Art. 8 SFDR
167 prassi di buona governance. Il Piano ESG del Fondo definisce le caratteristiche ambientali e sociali promosse, i criteri di selezione e di esclusione, nonché le modalità di integrazione e monitoraggio dei fattori ESG lungo il ciclo di investimento. Al 31 dicembre 2025, il Fondo non ha ancora effettuato investimenti ed è in fase di raccolta. Il fondo Azimut Agrifood Mezzogiorno SCA-SICAV-RAIF è un fondo di investimento alternativo di diritto lussemburghese, di tipo chiuso e riservato, gestito da Azimut Investments S.A.. La strategia si focalizza sul sostegno alle PMI e Mid-Cap del settore agroalimentare operanti principalmente nel Mezzogiorno d'Italia attraverso strumenti di debito senior. Ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento SFDR, il fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali integrando i fattori ESG e verificando le prassi di buona governance. Il Piano ESG prevede criteri di esclusione e uno screening positivo basato su una soglia minima di punteggio per la selezione delle aziende in portafoglio. Il fondo ha effettuato il primo closing a dicembre 2025. Inoltre, la società lussemburghese Azimut Investments SA ha confermato il proprio impegno nell’ampliare la sua gamma di prodotti ESG. Si segnala infatti che, corso del mese di gennaio 2026, ha preso avvio la commercializzazione di AZIMUT ELTIF – Infrastrutture e Imprese per la Crescita IV. Si tratta è un comparto ELTIF, con una strategia focalizzata su imprese e attivi infrastrutturali, incluse infrastrutture energetiche, digitali e sociali, nonché tecnologie e servizi funzionali allo sviluppo infrastrutturale. Il comparto è classificato ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento SFDR e promuove caratteristiche ambientali e sociali mediante l’integrazione dei fattori ESG nel processo di investimento, in conformità alle prassi di buona governance. Il Piano ESG del comparto definisce il framework metodologico di riferimento, i criteri di esclusione e i presidi di governance ESG applicabili. Alla data di riferimento, il comparto è in fase di raccolta e non ha ancora avviato l’operatività. Inoltre, sempre per Azimut Investments SA è previsto il lancio, nel 2026, indicativamente di due ulteriori nuovi Fondi di Investimento Alternativo ai sensi dell’art. 8 del Regolamento SFDR. Focus: Fondi di investimento alternativo Fondo Infrastrutture per la Crescita – ESG Il Fondo Infrastrutture per la Crescita – ESG (il “Fondo IPC”) è un fondo di investimento alternativo infrastrutturale italiano, di tipo chiuso e riservato, istituito e gestito da Azimut Libera Impresa SGR S.p.A. e classificato ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR). Il Fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali attraverso l’integrazione dei fattori ESG nel processo di investimento, in conformità alle prassi di buona governance applicabili. Il Fondo investe prevalentemente in infrastrutture sociali e in iniziative correlate, mediante investimenti diretti ovvero tramite partecipazioni in società che sviluppano e/o gestiscono tali infrastrutture. Le scelte di investimento sono effettuate in coerenza con la strategia del Fondo e con le caratteristiche ambientali e sociali definite nel Piano ESG adottato dalla SGR. La SGR ha definito un framework metodologico per l’integrazione e la valutazione dei fattori ESG, sviluppato con il supporto di Advisor scientifici indipendenti e coerente con i riferimenti internazionali richiamati nel Piano ESG, inclusi gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il framework si articola in una griglia di sostenibilità che individua criteri e indicatori relativi alle dimensioni ambientale, sociale e di governance, utilizzati a supporto delle decisioni di investimento e delle attività di monitoraggio. Nell’ambito dell’assetto di governance del Fondo, la SGR si avvale di un Comitato Tecnico con funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione nella valutazione dei profili ESG delle operazioni di investimento e nel monitoraggio della coerenza del portafoglio con le
168 caratteristiche ambientali e sociali promosse. Il Piano ESG del Fondo è sottoposto all’approvazione del Comitato Tecnico ed è adottato dal Comitato Consultivo del Fondo IPC. Il processo di investimento prevede l’applicazione di un pre-screening sistematico volto a escludere opportunità non coerenti con il quadro normativo applicabile e con i criteri ESG adottati dalla SGR. In particolare, sono esclusi gli investimenti in società rientranti nelle fattispecie di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettere da a) a g), del Regolamento Delegato (UE) 2020/1818, nonché quelli non conformi ai criteri di esclusione previsti dalla Policy ESG della SGR. Tali criteri, definiti e aggiornati periodicamente, sono applicati in modo coerente lungo l’intero processo di selezione degli investimenti. In fase di due diligence non finanziaria ex ante, ciascuna potenziale operazione è valutata anche con riferimento alla conformità ai criteri ESG e ai requisiti minimi definiti nella griglia di sostenibilità del Fondo. Le iniziative che non soddisfano tali requisiti non accedono alle successive fasi del processo di investimento e non sono incluse nel portafoglio. Il monitoraggio delle caratteristiche ambientali e sociali promosse dal Fondo è effettuato su base periodica sulla base degli indicatori definiti nel Piano ESG. Le informazioni raccolte sono analizzate con il supporto degli Advisor Scientifici al fine di verificare, nel tempo, la coerenza degli investimenti con il framework ESG adottato. Il Fondo IPC investe in infrastrutture e iniziative riconducibili alle aree White & Silver Economy e benessere, Young Economy, Ambiente e Società e Abitare, che includono, a titolo esemplificativo, infrastrutture sanitarie e socio-assistenziali, strutture educative e formative, infrastrutture tecnologiche e digitali, interventi di riqualificazione ambientale ed energetica e progetti di senior living. Nel corso del 2025, tra le iniziative promosse nell’ambito dell’attuazione del Piano ESG, il Fondo ha avviato un progetto strutturato di formazione in ambito ESG rivolto alle società partecipate e ai soggetti responsabili della gestione delle infrastrutture. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con UP2YOU, un primario operatore specializzato in formazione e consulenza sulle tematiche di sostenibilità e ha avuto l’obiettivo di rafforzare le competenze interne su profili ambientali, sociali e di governance rilevanti per le attività operative. Il percorso formativo ha previsto masterclass dedicate su diverse tematiche ESG, tra cui, a titolo esemplificativo, l’inquadramento dei fattori ESG nel contesto aziendale, gli aspetti sociali e di diversità e inclusione, le principali tematiche climatiche e i profili regolamentari connessi alla sostenibilità. L’iniziativa si inserisce nel più ampio approccio del Fondo volto a favorire una maggiore consapevolezza e un’applicazione coerente dei principi ESG da parte delle società coinvolte, in coerenza con il framework e le caratteristiche ambientali e sociali promosse. Al 31 dicembre 2025, il portafoglio del Fondo IPC è costituito da un totale di 26 investimenti: 21 infrastrutture di proprietà diretta (di cui 3 investimenti dove il Fondo IPC ha investito anche indirettamente nel capitale di società che gestiscono e/o sviluppano le infrastrutture di riferimento); 5 investimenti indiretti in società che gestiscono e sviluppano infrastrutture. Nel corso del 2025 il Fondo ha acquisito 2 infrastrutture, rispettivamente riferite alle asset class di investimento: 1. Young Economy: un'infrastruttura dedicata prevalentemente alle attività formative dell'Università degli Studi di Torino; 2. White & Silver Economy e benessere: un impianto termale di nuova apertura a Milano. Parallelamente nel corso del 2025, il Fondo IPC ha proceduto con la dismissione di un’infrastruttura dedicata al settore del Senior Housing riconducibile all’asset class Abitare.
169 AZIMUT ELTIF – Infrastructure & Real Assets ESG Azimut ELTIF – Infrastructure & Real Assets ESG (l’“ELTIF Infra ESG” o il “Comparto”) è un comparto del fondo europeo di investimento a lungo termine AZIMUT ELTIF, istituito da Azimut Investments S.A., con Azimut Libera Impresa SGR S.p.A. quale soggetto delegato per la gestione degli investimenti. Il Comparto è PIR compliant ed è rivolto alla clientela retail. Ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR), il Comparto promuove caratteristiche ambientali e sociali attraverso l’integrazione dei fattori ESG nel processo di investimento, nel rispetto delle prassi di buona governance. Il Comparto investe prevalentemente, in via indiretta, in società non quotate che sviluppano e/o gestiscono infrastrutture e attivi reali, incluse infrastrutture sociali, in conformità alla normativa ELTIF e alla disciplina applicabile ai PIR. La strategia di investimento è orientata al sostegno dell’economia reale e si concentra su iniziative infrastrutturali ritenute coerenti con le caratteristiche ambientali e sociali definite nel Piano ESG del Comparto, con particolare riferimento ai fabbisogni delle comunità e ai principali trend di trasformazione demografica, sociale, tecnologica e ambientale. La SGR ha definito uno specifico framework metodologico per l’integrazione, la valutazione e il monitoraggio dei fattori ESG, sviluppato in coerenza con la Policy ESG del Gruppo Azimut e con il supporto di un Advisor Scientifico indipendente. Il framework si articola in una griglia di sostenibilità che copre le dimensioni ambientale, sociale e di governance e costituisce parte integrante del processo di selezione, gestione e monitoraggio degli investimenti del Comparto. La SGR si avvale di un Comitato Tecnico con funzioni di supporto nella valutazione dei profili ESG delle operazioni di investimento e nella verifica della coerenza degli stessi con il Piano ESG del Comparto. Il Comitato Tecnico esprime il proprio parere in merito all’ammissibilità ESG degli investimenti e contribuisce alla definizione degli indicatori utilizzati per il monitoraggio periodico delle caratteristiche ambientali e sociali promosse. Il processo di investimento prevede l’applicazione di un pre-screening sistematico volto a escludere opportunità non coerenti con il quadro normativo applicabile e con i criteri ESG adottati. In particolare, sono esclusi gli investimenti in società rientranti nelle fattispecie di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettere da a) a g), del Regolamento Delegato (UE) 2020/1818, nonché quelli non conformi ai criteri di esclusione definiti dal Prospetto e dalla Policy ESG della SGR. Ulteriori esclusioni riguardano, tra l’altro, investimenti in materie prime e relativi derivati, operazioni non coerenti con le finalità del Comparto, società coinvolte in settori controversi o che non rispettino requisiti minimi in materia di diritti umani e buona governance, nonché soggetti aventi sede in giurisdizioni ad alto rischio o non cooperative. In fase di due diligence ESG ex ante, ciascuna potenziale operazione è valutata, con il supporto dell’Advisor Scientifico, al fine di verificarne l’aderenza alle caratteristiche ambientali, sociali e di governance del Comparto, secondo i criteri e gli indicatori definiti nel Piano ESG. Le risultanze dell’analisi sono sottoposte al Comitato Tecnico, che valuta la coerenza dell’investimento con il framework ESG adottato e approva gli indicatori di monitoraggio da applicare nel corso del periodo di investimento. Le iniziative che non soddisfano i criteri di ammissibilità ESG non accedono alle successive fasi del processo di investimento. Il monitoraggio delle caratteristiche ambientali e sociali promosse dal Comparto è effettuato su base periodica sulla base di indicatori trasversali e specifici, definiti nel Piano ESG, anche in relazione ai principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità (PAI) considerati rilevanti. Le attività di monitoraggio sono finalizzate a verificare nel tempo la coerenza degli investimenti con le caratteristiche dichiarate e con il framework ESG adottato. Il Comparto opera prevalentemente nelle seguenti aree di investimento: White & Silver Economy e benessere, Young Economy, Ambiente e Società e Abitare / Co-living, che includono,
170 a titolo esemplificativo, infrastrutture sanitarie e socio-assistenziali, infrastrutture tecnologiche e digitali, interventi di miglioramento delle performance ambientali delle infrastrutture e progetti di student housing e co-living. Al 31 dicembre 2025, il portafoglio del Comparto è costituito da un totale di 9 investimenti indiretti in società che gestiscono e sviluppano infrastrutture riconducibili alla totalità di asset class precedentemente descritte. Nel corso del 2025 il Comparto ha perfezionato 3 nuovi investimenti rispettivamente riferite alle asset class di investimento: Abitare: investimento in società impegnata nello sviluppo di soluzioni abitative attraverso la riconversione di immobili in strutture flessibili di co-living e short-term stay principalmente dedicate a student housing; Ambiente e Società: investimento in società impegnata nello sviluppo di servizi di logistica spaziale e in-orbit services; White & Silver Economy e benessere: investimento in società impegnata nello sviluppo di una piattaforma integrata nel settore del medical wellness, basata sulla gestione di asset immobiliari e sull'integrazione di servizi sanitari d'eccellenza attraverso partnership strategiche. Fondo Imprese per la Crescita 3 Il Fondo Imprese per la Crescita 3 (il “Fondo IXC3”) è un fondo di investimento alternativo mobiliare italiano, di tipo chiuso e riservato, istituito e gestito da Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., PIR compliant ai sensi della normativa applicabile. Il Fondo è dedicato a investimenti in imprese con elevate potenzialità di crescita, operanti prevalentemente lungo la filiera infrastrutturale, incluse infrastrutture energetiche e digitali, tecnologie abilitanti e servizi funzionali allo sviluppo infrastrutturale. Ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR), il Fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali attraverso l’integrazione dei fattori ESG nel processo di investimento, nel rispetto delle prassi di buona governance. Il Fondo ha avviato la propria operatività nel luglio 2025 e, nel corso del periodo iniziale di attività, ha effettuato un primo investimento pari a € 37 milioni coerente con la strategia di investimento e con le caratteristiche ambientali e sociali definite nel Piano ESG del Fondo. Alla data attuale, il Fondo è in fase di raccolta, con un target di investimento pari a € 500 milioni. La strategia di investimento del Fondo è orientata al sostegno dell’economia reale e si concentra su imprese attive, in via prevalente, nei settori della transizione energetica, della transizione digitale e della salute e benessere, in coerenza con l’evoluzione del concetto di infrastruttura quale leva di sviluppo industriale, tecnologico e di resilienza sociale. Le decisioni di investimento sono adottate tenendo conto delle caratteristiche ambientali e sociali promosse dal Fondo, come declinate nel Piano ESG, e del rispetto dei requisiti di buona governance da parte delle società target. La SGR ha definito uno specifico framework metodologico per l’integrazione, la valutazione e il monitoraggio dei fattori ESG, sviluppato con il supporto di Advisor ESG indipendenti e coerente con i principali riferimenti internazionali richiamati nel Piano ESG del Fondo, inclusi gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il framework si articola in una griglia di sostenibilità che individua criteri e indicatori ambientali, sociali e di governance utilizzati a supporto delle fasi di selezione, gestione e monitoraggio degli investimenti. Nell’ambito dell’assetto di governance ESG, la SGR si avvale di un Comitato ESG con funzioni di supporto agli organi competenti nella valutazione dei profili ESG delle operazioni di investimento, nella definizione degli indicatori ESG rilevanti e nel monitoraggio della coerenza del portafoglio con il Piano ESG del Fondo.
171 Il processo di investimento prevede l’applicazione di un pre-screening sistematico volto a escludere opportunità non coerenti con il quadro normativo applicabile e con i criteri ESG adottati dalla SGR. In particolare, sono esclusi gli investimenti non conformi alle esclusioni previste dal regolamento di gestione, incluse quelle riconducibili al Climate Transition Benchmark. Il Fondo considera e monitora i principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità (Principal Adverse Impacts – PAI) in coerenza con quanto previsto dal Regolamento SFDR e dalle politiche adottate dalla SGR, integrando tali valutazioni nel processo di investimento e di monitoraggio. In fase di due diligence ESG ex ante, ciascuna potenziale operazione è valutata al fine di verificarne la conformità ai criteri ESG, la coerenza con le caratteristiche ambientali e sociali promosse dal Fondo e il rispetto delle prassi di buona governance e delle liste di esclusione. A seguito dell’investimento, il Fondo prevede l’assegnazione di specifici indicatori ESG e l’attivazione di un processo strutturato di monitoraggio periodico, finalizzato a verificare nel tempo la coerenza delle partecipazioni con il framework ESG adottato. Gestioni patrimoniali L’interesse del Gruppo Azimut per i temi del Climate Risk e della transizione energetica ha condotto, nel corso del 2025, alla realizzazione della linea di gestione individuale denominata “Decarbonization Treasury Solution”. Nell’ambito della gestione patrimoniale, l’attività di investimento è orientata verso la selezione di società che attribuiscono un valore strategico alla riduzione delle emissioni, considerata un elemento determinante per la resilienza dei modelli di business e per la creazione di valore sostenibile a beneficio degli azionisti. L’universo investibile risulta caratterizzato dalla presenza di emittenti che adottano piani di transizione credibili, obiettivi di riduzione delle emissioni fondati su evidenze scientifiche (Science Based Targets) e altri strumenti di transizione riconosciuti dal regolatore con l’obiettivo di contribuire al percorso dell’economia europea verso il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 (“Net Zero 2050”).
172 Allegati Allegato 1: Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell’impresa OBBLIGO DI INFORMATIVA PARAGRAFO PAGINA Informazioni Generali ESRS 2 Informazioni generali ESRS 2 BP-1 – Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità Criteri generali per la redazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 52 ESRS 2 BP-2 – Informativa in relazione a circostanze speci�iche Criteri generali per la redazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 53 ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate 54 ESRS 2 GOV-2 – Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità affrontate 54 ESRS 2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione 59 ESRS 2 GOV-4 – Dichiarazione sul dovere di diligenza Dichiarazione sul dovere di diligenza 62 ESRS 2 GOV-5 – Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità 62 ESRS 2 SBM-1 – Strategia, modello aziendale e catena del valore Strategia, modello aziendale e catena del valore 64 ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori di interessi Interessi e opinioni dei portatori di interessi Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 73 ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 77 ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 77 Informazioni Ambientali E1 Cambiamenti climatici ESRS 2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione 86 E1-1 – Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici 86 ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 87 ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima 86 MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti E1-2 – Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi 87
173 OBBLIGO DI INFORMATIVA PARAGRAFO PAGINA MDR-A – Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti E1-3 – Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici Metriche e Azioni 89 MDR-T – Monitoraggio dell'ef�icacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi E1-4 – Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi 94 E1-5 – Consumo di energia e mix energetico Gestione dell’energia ed emissioni lorde di GES 89 E1-6 – Emissioni lorde di GHG di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GHG Gestione dell’energia ed emissioni lorde di GES 90 E1-7 - Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES �inanziati con crediti di carbonio Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES �inanziati con crediti di carbonio 94 E1-8 – Fissazione del prezzo interno del carbonio Fissazione del prezzo interno del carbonio 94 E1-9 – Effetti �inanziari attesi di rischi �isici e di transizione rilevanti e potenziali opportunità legate al clima Richiesta non materiale - La rendicontazione ai sensi della Tassonomia UE (Regolamento UE 2020/852) Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento Tassonomia (UE) 2020/852 95 Informazioni Sociali S1 Forza lavoro propria ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 107 ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 107 MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti S1-1 – Politiche relative alla forza lavoro propria Politiche relative alla forza lavoro propria 107 S1-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti Processi per coinvolgere i lavoratori propri 114 S1-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni Processi per porre rimedio agli impatti negativi, compresi i canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni 115 MDR-A – Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti S1-4 – Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché ef�icacia di tali azioni Metriche e Azioni 117 MDR-T – Monitoraggio dell'ef�icacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi S1-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti 129 S1-6 – Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa Caratteristiche dei dipendenti 117 S1-7 - Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa 120
174 OBBLIGO DI INFORMATIVA PARAGRAFO PAGINA S1-8 – Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale 121 S1-9 – Metriche della diversità Parità di trattamento e di opportunità per tutti 122 S1-10 – Salari adeguati Salari adeguati 122 S1-11 – Protezione sociale Protezione sociale 122 S1-12 – Persone con disabilità Parità di trattamento e di opportunità per tutti 124 S1-13 – Metriche di formazione e sviluppo delle competenze Formazione, sviluppo e benessere 125 S1-14 – Metriche di salute e sicurezza Formazione, sviluppo e benessere 124 S1-15 – Metriche dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata Formazione, sviluppo e benessere 128 S1-16 – Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale) Parità di trattamento e di opportunità per tutti 123 S1-17 – Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani 116 S3 Comunità interessate ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 130 ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 130 MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti S3-1 – Politiche relative alle comunità interessate Politiche relative alle comunità interessate 131 S3-2 – Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti 132 S3-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni 134 MDR-A – Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti S3-4 – Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché ef�icacia di tali azioni Metriche e Azioni 134 MDR-T – Monitoraggio dell'ef�icacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi S3-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti 141 S4 Consumatori e utilizzatori �inali ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 142 ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 142 MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti S4-1 – Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori �inali Politiche relative ai consumatori e agli utilizzatori �inali 142
175 OBBLIGO DI INFORMATIVA PARAGRAFO PAGINA S4-2 – Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori �inali in merito agli impatti Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori �inali in merito agli Impatti 145 S4-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori �inali di esprimere preoccupazioni Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori �inali di esprimere preoccupazioni 146 MDR-A – Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti S4-4 – Interventi su impatti rilevanti per i consumatori e gli utilizzatori �inali e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori �inali, nonché ef�icacia di tali azioni Metriche e Azioni 147 MDR-T – Monitoraggio dell'ef�icacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi S4-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti 150 Informazioni sulla governance G1 Condotta delle imprese ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo 151 ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti 151 MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti G1-1 – Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese 151 G1-2 – Gestione dei rapporti con i fornitori Richiesta non materiale - MDR-A – Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti Metriche e Azioni 155 G1-3 – Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva 154 MDR-T – Monitoraggio dell'ef�icacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi Monitoraggio dell'ef�icacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi 156 G1-4 – Casi accertati di corruzione attiva o passiva Casi di corruzione attiva o passiva 156 G1-5 – In�luenza politica e attività di lobbying Richiesta non materiale - G1-6 – Prassi di pagamento Richiesta non materiale - Informazioni Entity Speci�ic Finanza sostenibile ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 157 MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti Politiche in materia di �inanza sostenibile 157
176 OBBLIGO DI INFORMATIVA PARAGRAFO PAGINA MDR-A – Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti Metriche e Azioni 160
177 Allegato 2: Elenco degli elementi di informazione di cui ai principi trasversali e tematici derivanti da altri atti legislativi dell'UE OBBLIGO DI INFORMATIVA E INFORMAZIONE CORRISPONDENTE SFDR 24 Terzo Pilastro 25 Regolamento sugli indici di riferimento 26 Normativa dell'UE sul clima 27 PAGINA ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere nel consiglio, paragrafo 21, lettera d) x x 55 ESRS 2 GOV-1 Percentuale di membri indipendenti del consiglio di amministrazione, paragrafo 21, lettera e) x 55 ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza, paragrafo 30 x 62 ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei combustibili fossili, paragrafo 40, lettera d), punto i) x x x Informativa non rendicontata per il 2025 ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla produzione di sostanze chimiche, paragrafo 40, lettera d), punto ii) x x Informativa non rendicontata per il 2025 ESRS 2 SBM-1 Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse, paragrafo 40, lettera d), punto iii) x x Informativa non rendicontata per il 2025 ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla produzione di tabacco, paragrafo 40, lettera d), punto iv) x Informativa non rendicontata per il 2025 ESRS E1-1 Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050, paragrafo 14 x Informativa non rendicontata per il 2025 24 Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1) 25 Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (regolamento sui requisiti patrimoniali) (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1) 26 Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1) 27 Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 («Normativa europea sul clima») (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1)
178 OBBLIGO DI INFORMATIVA E INFORMAZIONE CORRISPONDENTE SFDR 24 Terzo Pilastro 25 Regolamento sugli indici di riferimento 26 Normativa dell'UE sul clima 27 PAGINA ESRS E1-1 Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di Parigi, paragrafo 16, lettera g) x x Informativa non rendicontata per il 2025 ESRS E1-4 Obiettivi di riduzione delle emissioni GHG, paragrafo 34 x x x Informativa non rendicontata per il 2025 ESRS E1-5 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte (solo settori ad alto impatto climatico), paragrafo 38 x Richiesta non materiale ESRS E1-5 Consumo di energia e mix energetico, paragrafo 37 x 92 ESRS E1-5 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto climatico, paragrafi da 40 a 43 x Richiesta non materiale ESRS E1-6 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali GHG, paragrafo 44 x x x 93 ESRS E1-6 Intensità delle emissioni lorde GHG, paragrafi da 53 a 55 x x x 94 ESRS E1-7 Assorbimenti di GHG e crediti di carbonio, paragrafo 56 x 94 ESRS E1-9 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi fisici legati al clima, paragrafo 66 x Richiesta non materiale ESRS E1-9 Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e cronico, paragrafo 66, lettera a) x Richiesta non materiale ESRS E1-9 Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante, paragrafo 66, lettera c) x ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energetica, paragrafo 67, lettera c) x
179 OBBLIGO DI INFORMATIVA E INFORMAZIONE CORRISPONDENTE SFDR 24 Terzo Pilastro 25 Regolamento sugli indici di riferimento 26 Normativa dell'UE sul clima 27 PAGINA ESRS E1-9 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al clima, paragrafo 69 x Richiesta non materiale ESRS E2-4 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del regolamento E-PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti) emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo, paragrafo 28 x Richiesta non materiale ESRS E3-1 Acque e risorse marine, paragrafo 9 x Richiesta non materiale ESRS E3-1 Politica dedicata, paragrafo 13 x Richiesta non materiale ESRS E3-1 Sostenibilità degli oceani e dei mari paragrafo 14 x Richiesta non materiale ESRS E3-4 Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata, paragrafo 28, lettera c) x Richiesta non materiale ESRS E3-4 Consumo idrico totale in m 3 rispetto ai ricavi netti da operazioni proprie, paragrafo 29 x Richiesta non materiale ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera a), punto i) x Richiesta non materiale ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera b) x Richiesta non materiale ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera c) x Richiesta non materiale ESRS E4-2 Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili, paragrafo 24, lettera b) x Richiesta non materiale ESRS E4-2 Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili, paragrafo 24, lettera c) x Richiesta non materiale
180 OBBLIGO DI INFORMATIVA E INFORMAZIONE CORRISPONDENTE SFDR 24 Terzo Pilastro 25 Regolamento sugli indici di riferimento 26 Normativa dell'UE sul clima 27 PAGINA ESRS E4-2 Politiche volte ad affrontare la deforestazione, paragrafo 24, lettera d) x Richiesta non materiale ESRS E5-5 Rifiuti non riciclati, paragrafo 37, lettera d) x Richiesta non materiale ESRS E5-5 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi, paragrafo 39 x Richiesta non materiale ESRS 2- SBM-3 - S1 Rischio di lavoro forzato, paragrafo 14, lettera f) x Richiesta non materiale ESRS 2- SBM-3 - S1 Rischio di lavoro minorile, paragrafo 14, lettera g) x Richiesta non materiale ESRS S1-1 Impegni delle politiche in materia di diritti umani, paragrafo 20 x 109 ESRS S1-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, paragrafo 21 x 109 ESRS S1-1 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani, paragrafo 22 x Richiesta non materiale ESRS S1-1 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro, paragrafo 23 x 124 ESRS S1-3 Meccanismi di trattamento delle segnalazioni / denunce, paragrafo 32, lettera c) x 116 ESRS S1-14 Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro, paragrafo 88, lettere b) e c) x x 124 ESRS S1-14 Numero di giornate perdute a causa di infortuni, incidenti mortali o malattie, paragrafo 88, lettera e) x 124
181 OBBLIGO DI INFORMATIVA E INFORMAZIONE CORRISPONDENTE SFDR 24 Terzo Pilastro 25 Regolamento sugli indici di riferimento 26 Normativa dell'UE sul clima 27 PAGINA ESRS S1-16 Divario retributivo di genere non corretto, paragrafo 97, lettera a) x x 123 ESRS S1-16 Eccesso di divario retributivo a favore della persona più pagata, paragrafo 97, lettera b) x 124 ESRS S1-17 Incidenti legati alla discriminazione, paragrafo 103, lettera a) x 116 ESRS S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE, paragrafo 104, lettera a) x x 116 ESRS 2- SBM3 – S2 Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella catena del lavoro, paragrafo 11, lettera b) x Richiesta non materiale ESRS S2-1 Impegni delle politiche in materia di diritti umani, paragrafo 17 x Richiesta non materiale ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore, paragrafo 18 x Richiesta non materiale ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 19 x x Richiesta non materiale ESRS S2-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, paragrafo 19 x Richiesta non materiale ESRS S2-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani nella sua catena del valore a monte e a valle, paragrafo 36 x Richiesta non materiale ESRS S3-1 Impegni delle politiche in materia di diritti umani, paragrafo 16 x 131
182 OBBLIGO DI INFORMATIVA E INFORMAZIONE CORRISPONDENTE SFDR 24 Terzo Pilastro 25 Regolamento sugli indici di riferimento 26 Normativa dell'UE sul clima 27 PAGINA ESRS S3-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17 x x 13a ESRS S3-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 36 x Richiesta non materiale ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali, paragrafo 16 x 142 ESRS S4-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17 x x 108 ESRS S4-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 35 x Richiesta non materiale ESRS G1-1 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, paragrafo 10, lettera b) x Richiesta non materiale ESRS G1-1 Protezione dei segnalanti, paragrafo 10, lettera d) x Richiesta non materiale ESRS G1-4 Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera a) x x 156 ESRS G1-4 Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera b) x Informativa non rendicontata per il 2025
183 Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni Il sottoscritto Alessandro Zambotti, in qualità di “Amministratore Delegato” e in qualità di “Dirigente Preposto alla Rendicontazione consolidata di Sostenibilità” di Azimut Holding S.p.A. attesta, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la Rendicontazione di Sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione consolidata è stata redatta: a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125; b) con le specifiche adottate a norma dell’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020. Milano, 5 marzo 2026 Amministratore Delegato & Dirigente Preposto alla Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità Alessandro Zambotti
184 GRUPPO AZIMUT BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2025
185 Indice GRUPPO AZIMUT Bilancio consolidato 2025 Schemi di bilancio consolidato ......................................................................................................... 186 1. Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 ................................................................................186 2. Conto economico consolidato al 31 dicembre 2025 ................................................................................... 188 3. Prospetto della redditività consolidata complessiva..................................................................................189 4. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2025 ......................190 5. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024 ......................191 6. Rendiconto finanziario consolidato ................................................................................................................... 192 Nota integrativa consolidata.............................................................................................................. 193 Parte A – Politiche contabili.............................................................................................................................................193 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato .............................................................................238 Parte C -Informazioni sul conto economico consolidato .....................................................................................275 Parte D- Altre informazioni .............................................................................................................................................286 Attestazione del Bilancio consolidato ai sensi dell’art. 81ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ...................................... 303
186 Schemi di bilancio consolidato 1. Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 Valori in migliaia di euro Voci dell'attivo 31/12/2025 31/12/2024 Cassa e disponibilità liquide 498.933 394.804 Attività finanziarie valutate a fair value con impatto a conto economico 8.339.055 8.239.240 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 8.339.055 8.239.240 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 25.024 19.132 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 201.868 310.901 Partecipazioni 160.387 184.733 Attività assicurative 6.129 5.919 b) cessioni in riassicurazioni che costituiscono attività 6.129 5.919 Attività materiali 31.879 29.466 Attività immateriali 683.220 581.060 di cui: - avviamento 584.129 507.998 Attività fiscali 83.119 21.089 a) correnti 68.221 3.106 b) anticipate 14.898 17.983 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 196.870 - Altre attività 427.262 446.908 TOTALE ATTIVO 10.653.746 10.233.252 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
187 Valori in migliaia di euro Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2025 31/12/2024 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 71.332 44.135 a) Debiti 71.332 44.135 Passività Assicurative 1.938.085 1.778.608 Passività finanziarie designate a Fair Value 6.104.414 6.029.802 Passività fiscali: 95.869 129.369 a) correnti 28.353 60.099 b) differite 67.516 69.270 Passività associate ad attività in via di dismissione 91.501 - Altre passività 231.735 229.508 Trattamento di fine rapporto del personale 5.461 4.831 Fondi per rischi e oneri: 41.670 68.923 c) altri fondi per rischi e oneri 41.670 68.923 Capitale 32.324 32.324 Azioni proprie (-) (49.276) (7.513) Strumenti di capitale 36.000 36.000 Sovrapprezzi di emissione 173.987 173.987 Riserve 1.390.758 1.109.917 Riserve da valutazione (66.082) 2.345 Utile (Perdita) d'esercizio 525.666 576.165 Patrimonio di pertinenza di terzi 30.302 24.851 TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 10.653.746 10.233.252 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
188 2. Conto economico consolidato al 31 dicembre 2025 Valori in migliaia di euro Voci 01.01.2025 31/12/2025 01/01/2024 31/12/2024 Commissioni attive 1.370.925 1.299.867 Commissioni passive (397.596) (379.826) COMMISSIONI NETTE 973.329 920.041 Dividendi e proventi assimilati 7.678 6.277 Interessi attivi e proventi assimilati 10.259 21.953 Interessi passivi e oneri assimilati (6.415) (9.323) Utile / Perdita cessione o riacquisto di: 78 734 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 78 734 Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate a fair value con impatto a conto economico 51.002 28.596 a) attività e passività designate al fair value 7.860 15.546 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate a fair value 43.142 13.050 Risultato dei servizi assicurativi 36.445 32.783 Saldo dei ricavi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (365) (567) MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 1.072.011 1.000.494 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (4.450) 0 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (4.450) 0 RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA (4.450) 0 Spese amministrative: (356.038) (308.347) a) spese per il personale (163.424) (134.640) b) altre spese amministrative (192.614) (173.707) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (4.683) (10.883) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (8.989) (8.554) Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (22.942) (20.271) Altri proventi e oneri di gestione 3.442 3.545 COSTI OPERATIVI (389.210) (344.510) Utili (Perdite) delle partecipazioni (5.423) 148.426 UTILE (PERDITA) DELL'ATTIVITA' CORRENTE AL LORDO DELLE IMPOSTE 672.928 804.410 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (117.919) (213.183) UTILE (PERDITA) DELL'ATTIVITA' CORRENTE AL NETTO DELLE IMPOSTE 555.009 591.227 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 0 13.257 UTILE (PERDITA) D'ESERCIZIO 555.009 604.484 Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi 29.343 28.319 Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della Capogruppo 525.666 576.165 Utile base per azione - euro 3,71 4,10 Utile diluito per azione - euro 3,71 4,10 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
189 3. Prospetto della redditività consolidata complessiva Valori in migliaia di euro Voci 2025 2024 Utile (Perdita) d'esercizio 555.009 604.484 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 370 931 Piani a benefici definiti (515) (231) Attività non correnti in via di dismissione (9) 0 Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico Differenze di cambio (68.273) 11.586 Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (68.427) 12.285 Redditività complessiva 486.582 616.769 Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 29.343 28.319 Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 457.239 588.450 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
190 4. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2025 Valori in migliaia di euro Voci Esistenza al 31/12/2024 Modifica saldi di apertura Esistenze al 01.01.25 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio Redditività consolidata complessiva al 31/12/2025 Patrimonio netto del gruppo al 31/12/2025 Patrimonio netto di terzi al 31/12/2025 Variazioni di Riserve Operazioni sul patrimonio netto Riserve Dividendi e altre destinazioni Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Distribuzione Straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Capitale 32.324 32.324 32.324 8.420 Sovrapprezzi di emissione 173.987 173.987 173.987 Altre Riserve: a) di utili 1.218.832 1.218.832 245.004 35.837 1.499.673 (5.801) b) altre (108.915) (108.915) (108.915) Riserve da valutazione 2.345 2.345 (68.427) (66.082) (1.660) Strumenti di Capitale 36.000 36.000 36.000 Azioni Proprie (7.513) (7.513) (61.906) 20.143 (49.276) Utili (perdite) di esercizio 576.165 576.165 (245.004) (331.161) 525.666 525.666 29.343 Patrimonio netto del gruppo 1.923.225 1.923.225 0 (331.161) (61.906) 55.980 457.239 2.043.377 Patrimonio netto di terzi 24.851 24.851 (23.892) 29.343 30.302 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
191 5. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024 Valori in migliaia di euro Voci Esistenza al 31/12/2023 Modifica saldi di apertura Esistenze al 01/01/2024 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio Redditività consolidata complessiva al 31/12/2024 Patrimonio netto del gruppo al 31/12/2024 Patrimonio netto di terzi al 31/12/2024 Variazioni di Riserve Operazioni sul patrimonio netto Riserve Dividendi e altre destinazioni Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Distribuzione Straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Capitale 32.324 32.324 32.324 2.090 Sovrapprezzi di emissione 173.987 173.987 173.987 Altre Riserve: a) di utili 1.047.610 1.047.610 225.077 (53.855) 1.218.832 (4.023) b) altre (108.915) (108.915) (108.915) Riserve da valutazione (9.940) (9.940) 12.285 2.345 (1.535) Strumenti di Capitale 36.000 36.000 36.000 Azioni Proprie (55.069) (55.069) 27.572 (7.513) Utili (perdite) di esercizio 434.567 434.567 (225.077) (209.490) 576.165 576.165 28.319 Patrimonio netto del gruppo 1.550.564 1.550.564 0 (209.490) (26.283) 588.450 1.923.225 Patrimonio netto di terzi 58.739 58.739 (62.207) 28.319 24.851 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
192 6. Rendiconto finanziario consolidato Metodo indiretto Valori in migliaia di euro 2025 2024 A. ATTIVITA' OPERATIVA 1. Gestione 696.740 667.696 - risultato d’esercizio (+/-) 525.666 576.165 - rettifiche di valore nette per rischio di credito (-/+) 4.450 0 - rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 31.931 28.825 - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 4.683 10.883 - imposte e tasse e crediti d'imposta non liquidati (+) 91.348 55.885 - altri aggiustamenti (+/-) 38.662 (4.062) 2. Liquidità generata/(assorbita) dalle attività finanziarie (244.522) (735.809) - attività finanziarie valutate al fair value (180.676) (717.002) - Attività assicurative (210) (285) - altre attività obbligatoriamente detenute a fair value 58.720 50.442 - attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.845 290 -attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 82.619 (52.345) - altre attività (206.821) (16.909) 3. Liquidità generata/(assorbita) dalle passività finanziarie 161.976 (129.366) -passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 22.747 (505.704) - passività finanziarie valutate al fair value 74.612 350.123 - passività assicurative 159.477 273.349 - altre passività (94.860) (247.134) Totale liquidità netta generata/(assorbita) dall’attività operativa 614.195 (197.479) B. ATTIVITA' D'INVESTIMENTO 1. Liquidità generata da 140 428.003 - vendite di partecipazioni 140 79.902 - vendite di attività materiali 0 10.675 - vendite di attività immateriali 0 95.283 - vendite di società controllate e di rami d'azienda 0 242.143 2. Liquidità assorbita da (150.960) (132.888) - acquisti di partecipazioni (14.456) (84.059) - acquisti di attività materiali (11.402) (2.815) - acquisti di attività immateriali (48.972) (45.704) - acquisti di società controllate e di rami d’azienda (76.130) (310) Totale liquidità netta generata/(assorbita) dall’attività d’investimento (150.820) 295.115 C. ATTIVITA' DI PROVVISTA - emissioni/acquisti di azioni proprie (61.906) - distribuzione dividendi e altre finalità (331.161) (209.490) - variazione altre riserve (12.447) 5.986 - vendita/acquisto di controllo di terzi 5.451 (33.888) Totale liquidità netta generata/(assorbita) dall’attività di provvista (400.063) (237.392) LIQUIDITA' NETTA GENERATA/(ASSORBITA) NELL’ESERCIZIO 63.312 (139.756) RICONCILIAZIONE 2025 2024 Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 749.660 889.416 Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 63.312 (139.756) Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 812.972 749.660 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti
193 Nota integrativa consolidata Parte A – Politiche contabili A.1 Parte generale
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità agli IAS/IFRS Il bilancio consolidato è redatto in conformità ai principi contabili IAS/IFRS (International Accounting Standards /International Financial Reporting Standards) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e alle relative interpretazioni emanate dall’IFRS Interpretations Committee (IFRS - IC) omologati dalla Commissione Europea ed in vigore al 31 dicembre 2025, in applicazione del D.Lgs. 38/2005 e conformemente al Regolamento Comunitario 1606/2002. Non sono state effettuate deroghe all’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.
Sezione 2 – Principi generali di redazione Il bilancio consolidato del Gruppo è predisposto volontariamente sulla base delle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia relative al bilancio delle società di gestione del risparmio contenute all’interno del Provvedimento “Il bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari” del 17 novembre 2022, pur non essendo attratto, in quanto rappresentativo delle attività prevalenti del Gruppo. Tali disposizioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione per le società di gestione del risparmio. Il Provvedimento stabilisce inoltre che ove nel perimetro di consolidamento siano ricomprese anche imprese di assicurazione, negli schemi di bilancio vengano inserite apposite voci volte ad accogliere le poste contabili relative ai contratti assicurativi e nella nota integrativa sono descritte le suddette voci. Con riferimento a tali aspetti si applicano le disposizioni riportate nella Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 della Banca d’Italia che a sua volta fa riferimento alle disposizioni emanate dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). Al riguardo si segnala che nello stato patrimoniale e nel conto economico sono state inserite le voci di bilancio atte a rappresentare l’attività assicurativa della società irlandese Azimut Life Dac come indicato nel predetto Provvedimento. Ai fini della predisposizione del bilancio consolidato si è inoltre fatto riferimento ai documenti interpretativi emanati dagli organismi internazionali e di vigilanza italiana. In particolare: - il Public Statement del 14 ottobre 2025 dell’European Securities and Markets Authority (“ESMA”) “European common enforcement priorities for 2025 corporate reporting”. Le priorità di ESMA 2025 concernono: i bilanci secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS): considerazioni su rischi geopolitici, incertezze e segment reporting; la rendicontazione digitale in formato elettronico unico europeo (ESEF): considerazioni su errori comuni nel rendiconto �inanziario consolidato. - il Discussion paper n. 1/2022 “Impairment test dei non �inancial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina” pubblicato il 29 giugno 2022 dall’Organismo Italiano di Valutazione (“OIV”), che riprende i contenuti Public Statement del 13 maggio 2022 dell’ESMA (oggetto del Richiamo di attenzione di Consob del 19 maggio 2022) e fornisce indicazioni operative per trattare l’incertezza dell’attuale contesto nell’ambito dell’eventuale esercizio dell’impairment test.
194
- i documenti interpretativi sull’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS in Italia predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e Consob che richiamano specifici principi o disposizioni dei principi contabili IAS/IFRS. Peraltro, le priorità ESMA 2025 concernono: i bilanci di sostenibilità: considerazioni sulla materialità nel reporting secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS); ambito e struttura dei bilanci di sostenibilità. Il bilancio consolidato è costituito dagli schemi di bilancio (stato patrimoniale consolidato, conto economico consolidato, prospetto della redditività consolidata complessiva, prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato e rendiconto finanziario consolidato, redatto con il metodo indiretto) e dalla nota integrativa ed è inoltre corredato dalla relazione degli amministratori sull’andamento della gestione delle imprese incluse nel perimetro di consolidamento. La nota integrativa è suddivisa in quattro parti: A – Politiche contabili, B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato, C - Informazioni sul conto economico consolidato, D - Altre informazioni. In conformità a quanto disposto dall’art. 5, comma 2 del D.lgs. 38/2005, il bilancio consolidato è redatto utilizzando l’euro come moneta di conto. Gli importi degli schemi di bilancio e della nota integrativa, così come quelli riportati nella relazione sulla gestione, se non diversamente specificato, sono esposti in migliaia di euro. Gli schemi dello Stato Patrimoniale consolidato, del Conto Economico consolidato e del prospetto della redditività consolidata complessiva sono costituiti da voci e sottovoci. I Prospetti contabili di conto economico al 31 dicembre 2024 e i relativi dettagli di nota integrativa presentato le componenti riclassificate relative al gruppo di attività australiane cedute, sussistendone i presupposti ai sensi dell’IFRS 5. Rispetto agli schemi definiti da Banca d’Italia, in tali schemi e nella nota integrativa non sono riportate le voci e le sezioni che non presentano importi né per l’esercizio al quale si riferisce il presente bilancio, né per quello precedente. Il bilancio consolidato è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria, il risultato economico dell’esercizio, la variazione del patrimonio netto ed i flussi di cassa.
Il bilancio consolidato è redatto con l’applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 “Presentazione del bilancio”, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal “Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (c.d. framework) elaborato dallo IASB, con particolare riguardo al principio fondamentale che riguarda la prevalenza della sostanza sulla forma 28 , al concetto della rilevanza e significatività dell’informazione, al principio della competenza economica e nella prospettiva della continuazione dell’attività. Salvo quanto disposto o consentito dai principi contabili IAS/IFRS o da una loro interpretazione oppure dalle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia sui bilanci delle società di gestione del risparmio, le attività e le passività nonché i costi e i ricavi non sono fra loro compensati. 28 Le operazioni e gli altri eventi aziendali sono rilevati e rappresentati in conformità alla loro sostanza e non solamente secondo la loro forma legale.
195
Il bilancio consolidato è redatto nella prospettiva della continuità aziendale. A tale riguardo, sono stati valutati gli indicatori finanziari, gestionali ed altri 29 , che, come anche evidenziato nel documento congiunto emesso in data 6 febbraio 2009 dagli organi di vigilanza Banca d’Italia, Consob e IVASS possono segnalare criticità, che, se non tenute in debita considerazione, potrebbero pregiudicare la stabilità e la continuità aziendale.
Seppure lo scenario economico presenti elementi di complessità nelle prospettive future, legati in particolare all'instabilità del quadro geopolitico e commerciale globale — con specifico riferimento al perdurare del conflitto in Ucraina, all’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente e alla crescente polarizzazione tra blocchi economici che alimenta politiche protezionistiche e restrizioni tecnologiche — la valutazione congiunta, della posizione finanziaria, patrimoniale e reddituale storica ed attuale del Gruppo, delle linee evolutive di gestione, del modello di business delle società partecipate e dei rischi a cui l’attività d’impresa è esposta 30 , induce a ritenere che non vi debbano essere incertezze circa la capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento per un futuro prevedibile.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall’Unione Europea adottati dal Gruppo Il Gruppo ha applicato per la prima volta alcuni principi o modifiche che sono in vigore dal 1° gennaio 2025. Tali modifiche non hanno prodotto un impatto significativo tale da essere riportato nel Bilancio Consolidato annuale del Gruppo. Il Gruppo non ha adottato anticipatamente alcun nuovo principio, interpretazione o modifica emessi ma non ancora in vigore. Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere: Mancanza di scambiabilità [Modifiche allo IAS 21] Il 15 agosto 2023, lo IASB ha emesso le modifiche dello IAS 21 che specifica in che modo un'entità deve valutare se una valuta è scambiabile e come deve determinare un tasso di cambio a pronti quando manca la scambiabilità. Una valuta è considerata scambiabile in un'altra valuta quando l'entità è in grado di ottenere l'altra valuta entro un periodo di tempo che consente un normale ritardo amministrativo e attraverso un mercato o un meccanismo di cambio in cui un'operazione di scambio creerebbe diritti e obbligazioni azionabili. Se una valuta non è scambiabile in un'altra valuta, l'entità è tenuta a stimare il tasso di cambio a pronti alla data di valutazione. L'obiettivo di un'entità nella stima del tasso di cambio a pronti è quello di riflettere il tasso al quale un'operazione di cambio ordinata avrebbe luogo alla data di valutazione tra gli operatori di mercato nelle condizioni economiche prevalenti. Le modifiche rilevano che un'entità può utilizzare un tasso di cambio osservabile senza aggiustamenti o altre tecniche di stima. Quando un'entità stima un tasso di cambio a pronti perché una valuta non è scambiabile in un'altra valuta, essa fornisce informazioni che consentono agli utilizzatori del suo bilancio di comprendere in che modo la valuta non scambiabile nell'altra valuta influisce, o si prevede che influirà, sul risultato economico, sulla situazione finanziaria e sui flussi finanziari dell'entità.
29 Di cui un’esemplificazione è contenuta nel principio di revisione, Documento n. 570 sulla “Continuità aziendale”.
30 Come illustrati all’interno della relazione sulla gestione al presente bilancio consolidato.
196
Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1° gennaio 2025 e non si segnalano impatti rilevanti per il Gruppo. Nuovi principi contabili ed emendamenti non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo Sono di seguito illustrati i principi e le interpretazioni che, alla data di redazione della presente relazione finanziaria, erano già stati emanati, ma che entreranno in vigore successivamente al 31 dicembre 2025. Il Gruppo intende adottare questi principi ed interpretazioni, se applicabili, quando entreranno in vigore. Principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS omologati dall’Unione Europea ma non ancora applicabili / non adottati anticipatamente Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7: Classificazione e valutazione degli strumenti finanziari Il 30 maggio 2024 lo IASB ha emesso le modifiche alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari, e chiarisce che una passività finanziaria è eliminata contabilmente alla «data di regolamento», ossia quando la relativa obbligazione è estinta, cancellata, scade o quando la passività è altrimenti qualificata per l'eliminazione contabile. La modifica introduce, inoltre, un'opzione di politica contabile per eliminare contabilmente le passività finanziarie regolate attraverso un sistema di pagamento elettronico prima della data di regolamento, se sono soddisfatte determinate condizioni. È stato fornito un chiarimento delle modalità di valutazione delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa delle attività finanziarie che includono caratteristiche ambientali, sociali e di governance (ESG) e altre caratteristiche contingenti analoghe. Inoltre, le modifiche chiariscono il trattamento delle attività finanziaria senza diritto di rivalsa e degli strumenti legati contrattualmente. La modifica all'IFRS 7 richiede un'informativa aggiuntiva per le attività e le passività finanziarie con termini contrattuali che fanno riferimento a un evento potenziale (incluse quelle che sono legate ai fattori ESG) e per gli strumenti rappresentativi di capitale classificati al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo. Le modifiche entreranno in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026 o da data successiva. Le entità possono adottare anticipatamente le modifiche relative alla classificazione delle attività finanziarie e alle relative informazioni integrative e applicare le altre modifiche in un secondo momento. I nuovi requisiti saranno applicati retroattivamente ai sensi dello IAS 8, con un adeguamento degli utili portati a nuovo di apertura. Non è previsto l’obbligo di riesposizione del periodo comparativo (come avvenne anche per la prima applicazione dell’IFRS 9). Un'entità è tenuta a fornire informazioni sulle attività finanziarie che cambiano la loro categoria di valutazione a causa delle modifiche. Maggio 2024 1° Gennaio 2026 (data omologazione: Maggio 2025)
197
Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore Modifiche all’IFRS 9 e all’FRS 7: Contratti che fanno riferimento all'elettricità dipendente dalla natura Il 18 dicembre 2024 lo IASB ha emesso le modifiche all'IFRS 9 e all'IFRS 7 con riferimento ai contratti relativi all'energia elettrica dipendente dalla natura. Le modifiche chiariscono l'applicazione dei requisiti per l'uso proprio e consentono l'hedge accounting se tali contratti sono utilizzati come strumenti di copertura. Inoltre, sono stati aggiunti nuovi requisiti di informativa per consentire agli investitori di comprendere l'effetto di questi contratti sulla performance finanziaria e sui flussi di cassa di un'azienda. I chiarimenti relativi ai requisiti relativi all'"uso proprio" devono essere applicati retroattivamente, ma gli orientamenti che consentono la contabilizzazione delle operazioni di copertura devono essere applicati in modo prospettico alle nuove relazioni di copertura designate alla data di applicazione iniziale o successivamente. Le modifiche entreranno in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026 o da data successiva. L'adozione anticipata è consentita, ma deve essere indicata. Dicembre 2024 1° Gennaio 2026 (data omologazione: Giugno 2025) Miglioramenti agli IFRS Il 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato i Miglioramenti annuali ai principi contabili IFRS – Volume 11. I miglioramenti annuali apportano modifiche di portata limitata, ad esempio eliminando incoerenze riscontrate nei principi contabili IFRS oppure inserendo precisazioni di carattere terminologico. L'entità applica le modifiche a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026 o da data successiva. È consentita un'applicazione anticipata. IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standards Hedge Accounting da parte di un’entità che lo adotta per la prima volta I paragrafi B5 e B6 dell'IFRS 1 sono stati modificati per includere riferimenti incrociati ai criteri di qualificazione per la contabilizzazione delle operazioni di copertura di cui al paragrafo 6.4.1, lettere a), b) e c), dell'IFRS 9. Tali modifiche sono intese a risolvere la potenziale confusione derivante da un'incoerenza tra la formulazione dell'IFRS 1 e i requisiti per la contabilizzazione delle operazioni di copertura di cui all'IFRS 9. IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative Utile o perdita in caso di eliminazione contabile Le modifiche aggiornano la formulazione relativa agli input non osservabili di cui al paragrafo B38 dell'IFRS 7 e includono un riferimento incrociato ai paragrafi 72 e 73 dell'IFRS 13. Linee guida per l'attuazione dell'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative Introduzione Le modifiche al paragrafo IG1 delle Linee guida sull'attuazione dell'IFRS 7 chiariscono che le linee guida non illustrano Luglio 2024 1° gennaio 2026 (data omologazione: Luglio 2025)
198
Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore necessariamente tutte le disposizioni di cui ai paragrafi cui si fa riferimento dell'IFRS 7, né creano disposizioni aggiuntive. Informativa sulla differenza differita tra fair value e prezzo dell'operazione Il paragrafo IG14 delle Linee guida sull'attuazione dell'IFRS 7 è stato modificato principalmente per rendere la formulazione coerente con le disposizioni del paragrafo 28 dell'IFRS 7 e con i concetti e la terminologia utilizzati nell'IFRS 9 e nell'IFRS 13. Informativa sul rischio di credito Il paragrafo IG20B delle Linee guida sull'attuazione dell'IFRS 7 è stato modificato per semplificare la spiegazione di quali aspetti delle disposizioni degli IFRS non sono illustrati nell'esempio. IFRS 9 Strumenti finanziari Eliminazione contabile delle passività di leasing da parte del locatario Il paragrafo 2.1 dell'IFRS 9 è stato modificato per chiarire che, quando il locatario ha stabilito che una passività per leasing è stata estinta conformemente all'IFRS 9, il locatario è tenuto ad applicare il paragrafo 3.3.3 e a rilevare nell'utile (perdita) d'esercizio qualsiasi utile o perdita risultante. Tuttavia, l'emendamento non affronta il modo in cui un locatario distingue tra una modifica del leasing come definita nell'IFRS 16 e un'estinzione di una passività del leasing in conformità all'IFRS 9. Prezzo della transazione Il paragrafo 5.1.3 dell'IFRS 9 è stato modificato per sostituire il riferimento al "prezzo dell'operazione come definito dall'IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti" con "l'importo determinato applicando l'IFRS 15". L'uso del termine "prezzo di transazione" in relazione all'IFRS 15 era potenzialmente fonte di confusione e quindi è stato rimosso. Il termine è stato inoltre eliminato dall'Appendice A dell'IFRS 9. IFRS 10 Bilancio consolidato Determinazione di un "agente di fatto" Il paragrafo B74 dell'IFRS 10 è stato modificato per chiarire che la relazione descritta nel paragrafo B74 è solo un esempio delle varie relazioni che potrebbero esistere tra l'investitore e altre parti che agiscono in qualità di agenti di fatto dell'investitore. Le modifiche sono intese a rimuovere l'incoerenza con la disposizione di cui al paragrafo B73 per l'entità di utilizzare il giudizio per determinare se altre parti agiscono in qualità di agenti di fatto. IAS 7 Rendiconto finanziario Metodo del costo Il paragrafo 37 dello IAS 7 è stato modificato per sostituire il termine metodo del costo con al costo, a seguito della precedente eliminazione della definizione di metodo del costo.
199
Principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS non ancora omologati dall’Unione Europea Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements Il 9 aprile 2024 lo IASB ha emesso l'IFRS 18, che sostituirà lo IAS 1 Presentazione del bilancio. L'IFRS 18 introduce nuovi requisiti per la presentazione all'interno del conto economico, inclusi i totali e i subtotali specificati. Inoltre, le entità sono tenute a classificare tutti i proventi e i costi all'interno del conto economico in una delle cinque categorie: operativi, investimenti, finanziamenti, imposte sul reddito e attività operative cessate, di cui le prime tre sono nuove. L’IFRS 18 richiede, inoltre, l'informativa sulle misure di performance definite dalla direzione aziendale, sui totali parziali dei ricavi e dei costi e include nuovi requisiti per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni finanziarie sulla base dei "ruoli" identificati del bilancio primario (PFS) e delle note. Inoltre, sono state apportate modifiche di portata limitata allo IAS 7 Rendiconto finanziario, che includono la modifica del punto di partenza per la determinazione dei flussi finanziari derivanti dalle operazioni con il metodo indiretto, da "utile (perdita) d'esercizio" a "utile (perdita) d'esercizio" e l'eliminazione della facoltà relativa alla classificazione dei flussi finanziari derivanti da dividendi e interessi. Inoltre, ci sono modifiche consequenziali a diversi altri principi contabili. L'IFRS 18 e le modifiche agli altri principi contabili sono in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027 o da data successiva, ma l'applicazione anticipata è consentita e deve essere indicata. L'IFRS 18 si applicherà retroattivamente. Il Gruppo sta attualmente lavorando per identificare tutti gli impatti che le modifiche avranno sul bilancio primario e sulle note al bilancio. Aprile 2024 1° gennaio 2027 IFRS 19 – Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures Il 9 maggio 2024 lo IASB ha emesso l'IFRS 19, che consente alle entità idonee di scegliere di applicare i propri obblighi di informativa in foma ridotta pur continuando ad applicare i requisiti di rilevazione, valutazione e presentazione di altri principi contabili IFRS. Per essere idonea, alla data di chiusura dell'esercizio, un'entità deve essere una controllata ai sensi dell'IFRS 10, non può avere responsabilità pubbliche e deve avere una controllante (ultima o intermedia) che redige il bilancio consolidato, disponibile per l'uso pubblico, conforme ai principi contabili IFRS. L'IFRS 19 entrerà in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027 o da data successiva, con l'applicazione anticipata consentita. Poiché il Gruppo ha responsabilità pubblica, non è idoneo a scegliere di applicare l'IFRS 19. Maggio 2024 1° gennaio 2027 Modifiche all'IFRS 19 - Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures In data 21 agosto 2025, lo IASB ha pubblicato modifiche all’IFRS 19 con cui ha ridotto i requisiti informativi relativi ai nuovi principi contabili IFRS e alle modifiche emesse tra febbraio 2021 e maggio 2024, evitando così che le entità che applicano l’IFRS 19 siano tenute a fornire le stesse informazioni integrative richieste alle entità che non lo applicano. Agosto 2025 1° Gennaio 2027
200
Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore Anche tali integrazioni, così come l’IFRS 19, non risultano in ogni caso applicabili al Gruppo Modifiche allo IAS 21 Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency - Amendments In data 13 novembre 2025, lo IASB ha pubblicato Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency – Amendments to IAS 21. Le modifiche introdotte richiedono che la traduzione da una valuta funzionale non iperinflazionaria a una valuta di presentazione iperinflazionaria sia effettuata utilizzando il tasso di chiusura. Se la valuta funzionale di un’entità è la valuta di un’economia non iperinflazionaria, ma la sua valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionaria, i risultati e la situazione patrimoniale- finanziaria devono essere tradotti nella valuta di presentazione convertendo tutti gli importi (attività, passività, voci di patrimonio netto, ricavi e costi) e tutti i dati comparativi al tasso di chiusura della data dell’ultimo prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria. Un’entità la cui valuta funzionale e valuta di presentazione sono entrambe la valuta di un’economia iperinflazionaria deve rideterminare i dati comparativi di un’operazione estera la cui valuta funzionale appartiene a un’economia non iperinflazionaria, applicando l’indice generale dei prezzi, in conformità con il paragrafo 34 dello IAS 29, alle cifre comparative dell’operazione estera. Le modifiche in oggetto non sono di interesse per la predisposizione del bilancio del Gruppo, redatto in euro. Agosto 2025 1° Gennaio 2027
Global Minimum Tax La legge 11/2023 ha delegato il Governo all’emanazione di normativa attuativa in materia di imposizione minima globale (global minimum tax). Le cosiddette Globe rules si basano sull’iniziativa Base Erosion and Profit Shifting (“Beps”) che prevede al secondo pilastro le regole per una tassazione minima negli Stati in cui è situata la società apicale dei gruppi multinazionali di grandi dimensioni. In particolare, la norma che trova applicazione in Italia dal periodo di imposta 2024, prevede un’imposizione integrativa prelevata attraverso: l’imposta minima integrativa, dovuta dalle società controllanti, tipicamente la capogruppo o entità controllante di ultimo livello di un gruppo multinazionale o di un gruppo nazionale, in relazione alle entità, appartenenti al gruppo, che scontano una tassazione inferiore al 15% nel Paese in cui sono localizzate; l’imposta minima suppletiva, dovuta da una o più imprese del gruppo multinazionale localizzate in Italia, in relazione a quelle imprese del gruppo che sono localizzate in Paesi a bassa imposizione quando non è stata applicata, in tutto o in parte, l’imposta minima integrativa equivalente in altri Paesi. Peraltro, nel caso in cui la controllante capogruppo: i) è localizzata in un Paese terzo che non applica una imposta minima integrativa equivalente oppure ii) si configura come un’entità esclusa, tutte le imprese localizzate nel territorio dello Stato italiano, diverse dalle entità di investimento, sono tra loro solidalmente e congiuntamente responsabili per il pagamento, a titolo di imposta minima suppletiva, di un importo pari all’imposizione integrativa attribuita, per l’esercizio, allo Stato italiano;
201
l’imposta minima nazionale, dovuta in relazione a tutte le imprese di un gruppo multinazionale o nazionale soggette a una bassa imposizione localizzate in Italia. In conformità alle disposizioni del Secondo Pilastro, laddove una giurisdizione estera in cui opera il Gruppo abbia introdotto una propria Imposta Minima Nazionale Qualificata (QDMTT), l'eventuale imposizione integrativa viene assolta direttamente in tale giurisdizione dalle società ivi residenti. Tale meccanismo di priorità della tassa locale evita la duplicazione dell'imposizione in Italia in capo alla controllante. Considerando la complessità e la novità dell'impatto relativo alla determinazione del livello di imposizione effettiva, la nuova normativa del secondo pilastro prevede, per i primi periodi di efficacia (noti come regime transitorio valido per i periodi che iniziano nel 2024 e terminano il 2026), la possibilità di adottare un regime semplificato (noto come “safe harbour” transitorio da rendicontazione paese per paese). Tale regime si basa principalmente sulle informazioni contabili disponibili per ciascuna giurisdizione rilevante e, in caso di superamento di almeno uno dei tre test previsti dalla normativa, comporta la riduzione degli oneri amministrativi e l'eliminazione delle imposte derivanti dal secondo pilastro. In relazione alle società del Gruppo domiciliate in Irlanda e negli Emirati Arabi, si rende noto che sono state stanziate le top up taxes finalizzate a giungere ad un tax rate effettivo pari a 15% in linea con le norme locali di implementazione della cd. QDMTT (Qualified Domestic Minimum Top-up Tax) ai sensi delle Pillar 2 regulations. Per le giurisdizioni che, sulla base delle analisi non dovessero superare i test previsti dal regime semplificato dei Safe Harbour (si specifica che, mentre per l'esercizio 2024 la soglia per il superamento del Simplified ETR Test era fissata al 15%, per il corrente esercizio 2025 tale soglia è incrementata al 16%, come previsto dalle disposizioni transitorie), il Gruppo ha già predisposto l'applicazione del calcolo analitico previsto dalle regole GloBE. Le modifiche allo IAS 12, conformi alla riforma fiscale internazionale, sono state introdotte attraverso il Regolamento n. 2468/2023. Queste modifiche includono un'eccezione temporanea obbligatoria alla contabilizzazione delle imposte differite determinate dall'applicazione delle norme del secondo pilastro dell'OCSE, noto anche come "Pillar Two Model Rules". Inoltre, le modifiche richiedono specifiche informazioni integrative da parte delle società interessate, sia nelle situazioni infrannuali che nel bilancio. Queste disposizioni mirano a garantire una maggiore trasparenza e comprensione dell'esposizione delle entità alle imposte del secondo pilastro. Regolamento ESEF La Direttiva 2013/50/UE, che ha modificato la Direttiva 2004/109/CE (Transparency Directive), ha stabilito che tutte le Relazioni Finanziarie Annuali degli Emittenti, i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, devono essere redatte in un formato elettronico unico di comunicazione. La Commissione Europea ha recepito tali regole nel Regolamento Delegato 2019/815 (European Single Electronic Format - Regolamento ESEF). Ciò al fine di rendere le relazioni finanziarie annuali leggibili sia da utenti umani che da dispositivi automatici e migliorare la comparabilità e l’analisi delle informazioni incluse nelle relazioni finanziarie annuali. Il Regolamento ESEF prevede che, gli emittenti che redigono il bilancio consolidato in conformità ai principi contabili IAS/IFRS debbano redigere e pubblicare la loro relazione finanziaria annuale nel formato eXtensible Hypertext Markup Language (“XHTML”), utilizzando
202
il linguaggio Inline Extensible Business Reporting Language (“iXBRL”) per la marcatura dei Schemi di bilancio Consolidato (Stato Patrimoniale consolidato, Conto Economico consolidato, Prospetto della Redditività complessiva consolidata, Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto consolidato, Rendiconto Finanziario consolidato) e delle informazioni contenute nella nota integrativa consolidata. Aggiornamenti della tassonomia Il Regolamento Delegato (UE) 2022/2553 ha introdotto gli aggiornamenti 2022 della tassonomia IFRS, applicabili alle relazioni finanziarie annuali con esercizi finanziari iniziati dal 1° gennaio 2023. Successivamente, ulteriori aggiornamenti della tassonomia IFRS sono stati introdotti dal Regolamento delegato della Commissione europea n. 2025/19 del 26 settembre 2024 (pubblicato sulla GUUE del 15 gennaio 2025), che modifica il Regolamento delegato (UE) 2019/815 recependo gli aggiornamenti della tassonomia IFRS pubblicati nel 2023 e nel 2024. Questi ultimi aggiornamenti si applicano alle relazioni finanziarie annuali relative agli esercizi finanziari aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2025. Il Gruppo ha pertanto adottato la tassonomia ESEF aggiornata dal Regolamento delegato (UE) 2025/19 per la predisposizione del presente bilancio al 31 dicembre 2025 nel formato elettronico unico di comunicazione ESEF.
Sezione 3 – Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio Si segnala, come evento successivo alla chiusura del presente bilancio consolidato e che non comporta rettifiche in relazione a quest'ultimo, l’evoluzione della situazione iraniana che pone nuovi rischi nello scenario internazionale. Fermo restando che allo stato attuale non sono prevedibili evoluzioni della situazione in corso e di tutti i suoi possibili riflessi, incluse le conseguenze sugli andamenti dei mercati e sul prezzo del petrolio, dalle analisi preliminari svolte non sono emersi al momento elementi significativi suscettibili di incidere sulle prospettive economico, patrimoniali e finanziarie della Gruppo e dei patrimoni gestiti. Il Gruppo continuerà a monitorare costantemente la situazione, eventualmente intraprendendo tutte le iniziative più appropriate, anche nell'interesse della clientela. a. Operazioni di acquisizione ed espansione geografica Area Italia In data 9 febbraio 2026 Azimut Financial Insurance SpA ha acquisito da terzi le rimanenti quote di Step 4 Business SpA raggiungendo pertanto il 100% del capitale sociale (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 94,52%). Area America In data 8 gennaio 2026 è stato firmato il closing per l’acquisizione del 100% di North Square Investments, LLC (“NSI” o “North Square”), con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2026. In data 16 gennaio 2026 è stato inoltre firmato il closing per l’acquisizione del 50% più una quota di Knox Capital, con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2026. Entrambe le operazioni sono
203
ampliamente descritte nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’esercizio” della relazione sulla gestione. In data 19 gennaio 2026, Azimut Group ha annunciato la firma per l’acquisizione in Brasile di una quota di maggioranza in Unifinance Group, realtà con una forte presenza nel wealth management nel segmento Ultra High Net Worth (UHNW) e una significativa penetrazione nel segmento dei clienti istituzionali (fondi pensione chiusi e compagnie di assicurazione). La transazione mira a rafforzare la presenza di Azimut in Brasile, consolidando la strategia globale del Gruppo di espansione nei mercati strategici, mantenendo un forte impegno sulla qualità e sulla creazione di valore a lungo termine. L’operazione prevede l’assegnazione di azioni di Azimut Holding S.p.A., senza esborso iniziale di cassa, e include un meccanismo di earn-out subordinato al conseguimento di specifici target di crescita concordati. Area EMEA A seguito dell’ottenimento nel corso dell’Esercizio 2025 dell’autorizzazione da parte della Capital Market Authority (CMA) dell’Arabia Saudita, in Arabia Saudita è stata costituita nel mese di gennaio 2026 la società Azimut MENA che potrà operare come gestore patrimoniale autorizzato a livello locale. b. Esposizione dei dati Proforma al 31 dicembre 2025 Di seguito vengono esposti i valori di masse e raccolta netta al 31 dicembre 2025 puntuali e proforma per tipologia. I dati proforma sono inclusivi dell’effetto delle acquisizioni di North Square Investments e Knox Capital, i cui benefici economici verranno consolidati con effetto dal 1° gennaio 2026. Come descritto sopra nel mese di gennaio 2026 sono stati firmati i closing di entrambe le acquisizioni, con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2026. Ripartizione del patrimonio totale per tipologia Dati in milioni di euro 31/12/2025 Proforma NSI & Knox 31/12/2025 Fondi 49.316 3.165 46.151 Fondi alternativi 7.138 - 7.138 Gestioni Patrimoniali & Advisory 43.816 10.953 32.863 Azimut Life & Fondi Pensione 10.372 - 10.372 Affiliate strategiche 30.284 - 30.284 Patrimonio totale 140.926 14.117 126.808 Raccolta netta per tipologia Dati in milioni di euro 2025 Proforma NSI & Knox 2025 Fondi 12.895 3.165 9.730 Fondi alternativi 1.675 - 1.675 Gestioni Patrimoniali & Advisory 14.373 10.953 3.420 Azimut Life & Fondi Pensione 216 - 216 Affiliate strategiche 2.984 - 2.984 Totale raccolta netta 32.142 14.117 18.025
204
c. Approvazione e pubblicazione del bilancio consolidato
Il progetto di bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato approvato e autorizzato alla pubblicazione dal Consiglio di Amministrazione del 5 marzo 2026.
Sezione 4 – Altri Aspetti Valutazioni discrezionali Nell’applicare i principi contabili di Gruppo, gli amministratori hanno assunto decisioni basate sulle seguenti valutazioni discrezionali (escluse quelle che comportano delle stime) con un effetto significativo sui valori iscritti a bilancio. Valutazione del controllo o assenza di controllo di una partecipazione Per effetto degli accordi complessivi con Unicredit, il Gruppo ritiene di aver l’influenza notevole su Nova Investments Limited, pur detenendo la maggioranza dei diritti di voto in conformità a quanto previsto dall’IFRS 10.
Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime La redazione del bilancio consolidato richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull’informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull’esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate, che si basano sulle migliori valutazioni disponibili al momento della loro preparazione e sono regolarmente riesaminate, possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Tali stime riguardano principalmente: - le stime e assunzioni sottostanti l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione al fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi (livello 2 e 3 della gerarchia del fair value) rappresentati principalmente dalle opzioni put – call incrociate stipulate con gli azionisti di minoranza, sul capitale residuo delle società acquisite; - la recuperabilità delle imposte anticipate; - l’identificazione e la quantificazione dei fondi per rischi ed oneri da iscrivere in bilancio, principalmente per effetto dei contenziosi in essere al 31 dicembre 2025 nonché degli oneri per indennità suppletiva di clientela da riconoscere ai consulenti finanziari; - le assunzioni utilizzate ai fini della individuazione di eventuali perdite durature di valore sulle attività immateriali e sulle partecipazioni iscritte in bilancio (IAS 36). Gli impatti complessivi del conflitto Russia-Ucraina sull’attività operativa del Gruppo, sulla performance economica di periodo e sulla situazione patrimoniale, nonché gli interventi posti in essere per mitigare gli effetti della crisi sono stati analizzati in un capitolo dedicato della Relazione sulla Gestione.
205
In ottemperanza anche a quanto indicato dai Regulators, il Gruppo ha provveduto a svolgere con particolare attenzione la verifica che vi possa essere una riduzione dei valori di iscrizione degli avviamenti e delle altre attività immateriali a vita utile indefinita rilevati a livello consolidato. Per una più dettagliata analisi delle valutazioni effettuate si rimanda alle presenti Note integrative alla voce "Attività Immateriali". Si evidenzia inoltre che il Gruppo non presenta problematiche di liquidità, in quanto si è dotata di una politica di ottimizzazione della gestione delle risorse finanziarie per ridurre tale rischio. In particolare, il Gruppo mantiene un adeguato livello di liquidità disponibile grazie ad una costante generazione di flussi di cassa positivi e monitorando in maniera tempestiva le esigenze prospettiche in relazione alla pianificazione finanziaria. Non si segnalano altri aspetti utili per l’informativa di bilancio.
Sezione 5 – Area e metodi di consolidamento Il bilancio consolidato include le risultanze patrimoniali ed economiche di Azimut Holding SpA e delle società da questa direttamente o indirettamente controllate.
Società controllate L’area di consolidamento del Gruppo Azimut è determinata in base all’IFRS 10. In particolare, sono considerate controllate le imprese nelle quali il Gruppo Azimut è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità. Il controllo può configurarsi solamente con la presenza contemporanea dei seguenti elementi: (i) il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata; (ii) l’esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di investimento; (iii) la capacità di esercitare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti. Le entità controllate sono consolidate con il metodo del consolidamento integrale a partire dalla data di acquisizione, ovvero dalla data in cui il Gruppo acquisisce il controllo ai sensi dell’IFRS 10, e cessano di essere consolidate alla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.
Società collegate e società a controllo congiunto Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali il Gruppo Azimut, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto “potenziali”) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali in virtù di particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato, o possiede la maggioranza dei diritti di voto ma l’analisi degli accordi parasociali e della ha evidenziato limitazioni al potere di dirigere autonomamente le attività rilevanti della partecipata. Le società a controllo congiunto (“joint venture”) sono soggette a un accordo nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell’accordo. Per controllo congiunto si intende la condivisione su base contrattuale del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando le decisioni sulle attività rilevanti richiedono un consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo. Le società collegate e le società a controllo congiunto sono consolidate con il metodo sintetico del patrimonio netto, il quale prevede l’iscrizione iniziale della partecipazione al costo ed il suo
206
successivo adeguamento di valore sulla base della quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata, utilizzando i bilanci più recenti approvati dalle società. Le differenze tra il valore della partecipazione ed il patrimonio netto della partecipata di pertinenza sono incluse nel valore contabile della partecipata.
Variazioni nel perimetro di consolidamento La variazione nel perimetro di consolidamento delle società rispetto al 31 dicembre 2024 sono di seguito riportate. Ingresso nel perimetro tramite acquisizione delle società: Synodia Spa Benefit con sede in Italia acquisita e detenuta per il 60% da Mamacrowd Srl; Kennedy Capital Management LLC con sede negli Stati Uniti acquisita per un ulteriore 16% da parte di Azimut US Holdings Inc. (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 51%); High Post Capital LLC con sede negli Stati Uniti acquisita per un ulteriore 43% da parte di Azimut Alternative Capital Partners LLC (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 57,71%); Indigo.AI S.r.l. divenuta controllata a ottobre 2025 per cambio governance e detenuta per il 62,84% da Azimut Enterprises Srl; Step 4 Business SpA (già Azimut Market Place Srl) acquisita per un ulteriore 52,77% da parte di Azimut Financial Insurance SpA a novembre 2025 e divenuta controllata. La società rientra tra le attività oggetto di cessione nell’ambito dell’operazione con TNB. Ingresso nel perimetro tramite costituzione delle società: Az Quest Consultoria Ltda con sede in Brasile è stata costituita a luglio 2025 ed è detenuta da AZ Quest Holdings SA (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 99,95%); Azify Brazil Holding S.A. con sede in Brasile è stata costituita ad aprile 2025 ed è detenuta da Azimut Fintech Holding Srl (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 50%); Azify Ltda con sede in Brasile è detenuta da Azify Brazil Holding S.A. (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 100%); Azimut Knox Holding S.A. con sede in Brasile è stata costituita a dicembre 2025 ed è detenuta da Azimut Brasil Wealth Management Holding SA (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 50%); Azimut Korea Co., Ltd con sede in Corea del Sud è stata costituita a dicembre 2025 ed è detenuta da Azimut UK Holdings Limited (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 100%). Uscite dal perimetro di consolidamento delle società: Eskatos Capital Management Sarl con sede in Lussemburgo per cessazione attività; Azimut Direct Solution Srl con sede in Italia per cessazione attività; M&O Consultoria, Planejamento e Análise de Valores Mobiliários Ltda con sede in Brasile per cessazione di attività; AZG Capital LLC con sede negli Stati Uniti per cessazione attività.
207
La voce comprende le attività e le passività pertinenti il perimetro TNB sono state riclassificate rispettivamente come “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate” sussistendone i requisiti previsti dal principio contabile IFRS 5. Come descritto nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’Esercizio” all’interno della relazione sulla gestione della presente Relazione finanziaria annuale consolidata sono state riclassificate rispettivamente come “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate” sussistendone i requisiti previsti dal principio contabile IFRS 5, le seguenti: Step 4 Business SpA (già Azimut Market Place Srl) detenuta da Azimut Financial Insurance SpA (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 94,52%); AZI First Srl detenuta da Azimut Holding SpA (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta al 100%); Italian Excellence Srl detenuta da Azimut Financial Insurance SpA (al 31 dicembre 2025 la percentuale di possesso si attesta all’ 80,91%). Per i dettagli relativi alle acquisizioni effettuate nell’esercizio 2025, con riferimento alla differenza tra il fair value degli attivi e dei passivi patrimoniali acquisiti, si rimanda alla voce “Attività Immateriali” della presente nota illustrativa. Di seguito si riporta l’elenco delle società controllate direttamente e indirettamente da Azimut Holding SpA.
208
Partecipazioni in società controllate in via esclusiva Denominazione Sede Tipo di Rapporto (1) Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti % A. Imprese controllate in via esclusiva consolidate integralmente 1 Azimut Capital Management Sgr SpA Italia 1 Azimut Holding SpA 100 100 2 Azimut Investments SA Lussemburgo 1 Azimut Holding SpA 51 51 Azimut Capital Management Sgr SpA 30 30 Azimut Financial Insurance SpA 19 19 3 Azimut Life DAC Irlanda 1 Azimut Holding SpA 100 100 4 Azimut Enterprises Srl Italia 1 Azimut Holding SpA 100 100 5 Azimut Libera Impresa Sgr Spa Italia 1 Azimut Holding SpA 100 100 6 Azimut Financial Insurance SpA Italia 1 Azimut Holding SpA 100 100 7 AZI First Srl (4) Italia 1 Azimut Holding SpA 100 100 8 Italian Excellence Srl (4) Italia 1 Azimut Financial Insurance SpA 80,91 80,91 9 Azimut Capital Tech Srl Italia 1 Azimut Enterprises Srl 75 75 10 Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) Italia 1 Azimut Enterprises Srl 100 100 11 Azimut Direct Finance Srl Italia 1 Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) 100 100 12 Mamacrowd Srl Italia 1 Azimut Enterprises Srl 55,34 55,34 13 Synodia Spa Benefit (2) Italia 1 Mamacrowd Srl 60,00 33,20 14 AZ Venture Tech Srl Italia 1 Azimut Enterprises Srl 100 100 15 Electa Venture Srl Italia 1 Azimut Enterprises Srl 100 100 16 Electa Italia Srl Italia 1 Electa Venture Srl 100 100 17 Wealthype Spa Italia 1 Azimut Enterprises Srl 49,19 49,19 18 Digital Advisory Srl Italia 1 Azimut Enterprises Srl 49 49 19 GH Investimenti Srl Italia 1 Azimut Enterprises Srl 100 100 20 Azimut Fintech Holding Srl Italia 1 AZ International Holdings SA 100 100 21 Indigo.AI S.r.l. (2) Italia 1 Azimut Enterprises Srl 62,84 62,84 22 Step 4 Business SpA (già Azimut Market Place Srl) (2)(3)(4) Italia 1 Azimut Financial Insurance SpA 94,52 94,52 23 Azimut Investments Limited Irlanda 1 Azimut Holding SpA 100 100 24 Azimut Alternative Capital Management Limited Irlanda 1 Azimut Enterprises Srl 100 100 25 AZ International Holdings SA Lussemburgo 1 Azimut Holding SpA 100 100 26 Azimut Private Capital Management Sarl Lussemburgo 1 AZ International Holdings SA 100 100 27 Azimut UK Holdings Limited Regno Unito 1 Azimut Holding SpA 100 100 28 Azimut (DIFC) Limited Emirati Arabi Uniti 1 Azimut UK Holdings Limited 100 100 29 Azimut (ME) Limited Emirati Arabi Uniti 1 Azimut UK Holdings Limited 100 100 30 Azimut Crescent Holding Limited Emirati Arabi Uniti 1 Azimut UK Holdings Limited 100 100
209
Denominazione Sede Tipo di Rapporto (1) Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti % 31 AZ Sestante Ltd Australia 1 Azimut UK Holdings Limited 100 100 32 AZ Brasile Holding Ltda Brasile 1 AZ International Holdings SA 100 100 33 AZ Quest Holdings SA Brasile 1 AZ Quest Participações LTDA 75,64 75,64 34 AZ Quest Investimentos Ltda Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 100 75,64 35 AZ Quest MZK Investimentos Macro e Credito Ltda Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 99,65 75,38 36 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA Brasile 1 AZ Brasile Holding Ltda 98,25 98,25 37 Azimut Brasil Wealth Management Ltda Brasile 1 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 96,63 94,93 38 Azimut Brasil Assessores de Investimentos LTDA Brasile 1 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 99,97 98,22 39 AZ Guidance Gestão de Patrimônio Ltda Brasile 1 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 51,00 50,11 40 AZ Quest Participações LTDA Brasile 1 AZ Brasile Holding Ltda 100 100 41 AZBR IF SA Brasile 1 AZ Brasile Holding Ltda 100 100 42 Azimut Brasil DTVM Ltda Brasile 1 AZBR IF SA 100 100 43 Azimut Brasil Consultoria e Correspondente Bancario Ltda Brasile 1 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 99,99 98,24 44 AZ Quest Agro LTDA Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 99,91 75,57 45 AZ Quest iNFRA LTDA Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 99,87 75,54 46 AZ Panorama Capital LTDA Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 50,00 37,82 47 Az Quest Prev Ltda Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 99,96 75,61 48 AZFlow Consultoria LTDA Brasile 1 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 50,00 49,12 49 Az Quest Consultoria Ltda (2) Brasile 1 AZ Quest Holdings SA 99,95 75,60 50 Azify Brazil Holding S.A. (2) Brasile 1 Azimut Fintech Holding Srl 50,0 50,00 51 Azify Ltda (2) Brasile 1 Azify Brazil Holding S.A. 100,00 50,00 52 Azimut Knox Holding S.A. (2) Brasile 1 Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 50,00 49,12 53 Azimut Switzerland SA Svizzera 1 AZ International Holdings SA 100 100 54 Katarsis Capital Advisors SA in liquidazione Svizzera 1 AZ International Holdings SA 100 100 55 Azimut Investments SA AGF Cile 1 AZ International Holdings SA 100 100 56 An Zhong (AZ) Investment Management Ltd Hong Kong 1 AZ International Holdings SA 100 100 57 An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd Hong Kong 1 An Zhong (AZ) Investment Management Ltd 100 100 58 An Zhong Investment Management Co. Ltd. Cina 1 An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd 100 100 59 CGM – Azimut Monaco Monaco 1 AZ International Holdings SA 100 100 60 AZ Mexico Holdings SA De CV Messico 1 AZ International Holdings SA 100 100 61 Operadora de Fondos Azimut-Mexico, S.A. de C.V. Messico 1 AZ Mexico Holdings S.A. De CV 100 100 62 KAAN Capital Asesores Independientes SAPI de CV Messico 1 AZ Mexico Holdings S.A. De CV 62,60 62,60 63 AZ Investment Management Singapore Ltd Singapore 1 AZ International Holdings SA 100 100 64 Azimut Portföy Yönetimi A.Ş. Turchia 1 AZ International Holdings SA 100 100 65 AZ Sinopro Financial Planning Ltd Taiwan 1 AZ International Holdings SA 51 51 66 AZ Sinopro Investment Planning Ltd Taiwan 1 AZ Sinopro Financial Planning Ltd 100 51 67 AZ Sinopro Insurance Planning Ltd Taiwan 1 AZ Sinopro Investment Planning Ltd 100 51
210
Denominazione Sede Tipo di Rapporto (1) Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti % 68 Azimut US Holdings Inc. Stati Uniti 1 Azimut UK Holdings Limited 100 100 69 AZ Apice Capital Management LLC Stati Uniti 1 Azimut US Holdings Inc. 83,13 83,13 70 Azimut Alternative Capital Partners LLC Stati Uniti 1 Azimut US Holdings Inc. 96,50 96,50 71 Azimut Genesis Holdings LLC Stati Uniti 1 Azimut US Holdings Inc. 69,90 69,90 72 Azimut Investment Advisors LLC Stati Uniti 1 Azimut Genesis Holdings LLC 100 69,90 73 AACP Investments LLC - Investment Manager Stati Uniti 1 Azimut US Holdings Inc. 100 100 74 AACP General Partner LLC Stati Uniti 1 Azimut Alternative Capital Management Limited 100 100 75 Azimut GP Stakes Fund I General Partner L.P. Isole Cayman 1 AACP General Partner LLC 100 100 76 AACP SLP Stati Uniti 1 Azimut US Holdings Inc. 50 50 1 Azimut Alternative Capital Management Limited 50 50 77 Kennedy Capital Management LLC (3) Stati Uniti 1 Azimut US Holdings Inc. 51 51 78 High Post Capital LLC (3) Stati Uniti 1 Azimut Alternative Capital Partners LLC 57,71 55,69 79 Azimut Egypt Asset Management Egitto 1 AZ International Holdings SA 99,97 99,97 80 Azimut Korea Co., Ltd (2) Corea del Sud 1 Azimut UK Holdings Limited 100 100 (1) Tipo di rapporto: (1) maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria (2) Nuovo ingresso nel perimetro di consolidato rispetto al 31/12/2024 (3) Classificata da collegate a partecipazioni controllate a seguito dell’acquisizione del controllo. (4) Partecipazioni che verranno cedute nell’ambito dell’operazione di TNB e pertanto classificate nelle attività in via di dismissione
211
Partecipazioni in società valutate con il metodo del patrimonio netto Denominazione Sede Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota di partecipazione% Disponibilità voti % Imprese valutate con il metodo del patrimonio netto 1 Cofircont Compagnia Fiduciaria Srl Italia Azimut Enterprises Srl 30,00 30,00 2 P101 SGR SpA Gestore EuVECA Italia Azimut Enterprises Srl 30,00 30,00 3 Valuebiotech Srl Italia Azimut Enterprises Srl 24,90 24,90 4 Romeo Founders S.L. (2)(4) Spagna AZI First Srl 46,70 46,70 5 Fleap SpA (2) Italia Azimut Enterprises Srl 27,75 27,75 6 Shanghai Heyu Information Technology Ltd Cina An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd 12,50 12,50 7 Azimut Peninsula GP S.à r.l. Lussemburgo AZ International Holdings SA 50,00 50,00 8 Sanctuary Wealth Group LLC Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 53,37 53,37 9 Diaman Partners Limited Malta Azimut UK Holdings Limited 20,00 20,00 10 LCP Yonetim Danismanligi Turchia Azimut Portföy Yönetimi A.Ş. 49,90 49,90 11 Nova Investment Limited Irlanda Azimut Holding SpA 100 100 12 AZ Aust Holdings PTY Ltd Australia Azimut UK Holdings Limited 26,25 26,25 13 Red Med Asset Management (2) Marocco AZ International Holdings SA 29,35 29,35 14 Red Med Securities (2) Marocco AZ International Holdings SA 25,00 25,00 (2) Nuovo ingresso nel perimetro di consolidato rispetto al 31/12/2024 (4) Partecipazioni che verranno cedute nell’ambito dell’operazione di TNB e pertanto classificate nelle attività in via di dismissione
212
Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento Nell’applicare i principi contabili di Gruppo, gli amministratori hanno assunto decisioni basate sulle seguenti valutazioni discrezionali (escluse quelle che comportano delle stime) con un effetto significativo sui valori iscritti a bilancio. Unit linked Sono esclusi dall’area di consolidamento integrale i fondi interni assicurativi “Unit Linked Fund”, (di seguito anche “Unit Linked”), nei quali il Gruppo Azimut non detiene alcun investimento azionario per il quale siano soddisfatte le condizioni previste per il controllo dall’IFRS 10. Anche in merito ai fondi comuni di investimento sottostanti i fondi interni assicurativi “Unit Linked Fund”, il Gruppo Azimut valuta che non si applichino tali condizioni, in quanto: - non possiede la maggioranza delle quote in circolazione; - non esercita il pieno potere sull’entità oggetto di investimento (fondi) in quanto limitato dalle prescrizioni previste nei regolamenti dei fondi in termini di asset allocation e politiche di gestione; - non è esposto in maniera significativa ai rendimenti variabili dell’entità oggetto di investimento in quanto gli utili o le perdite relativi alla valutazione degli attivi inclusi nelle Unit Linked sono integralmente riconosciuti agli assicurati tramite la variazione della riserva matematica. L’esposizione alle variazioni di valore dei fondi in capo al Gruppo è limitata alla sola variazione del relativo impatto commissionale. In particolare, il Gruppo risulta esposto al rischio di variabilità delle commissioni di sottoscrizione e dei caricamenti sui premi, legati all’andamento della raccolta, delle commissioni di gestione relative alle masse in gestione e delle commissioni di incentivo legate alle performance dei fondi gestiti. Nova Investment Management Limited Nel valutare la presenza del controllo o assenza del controllo della partecipazione ai sensi dell’IFRS 10, per effetto degli accordi complessivi inerenti meccanismi di governance, il Gruppo ritiene di aver l’influenza notevole su Nova Investments Limited, pur detenendo la maggioranza dei diritti di voto. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative Con riferimento al contratto di acquisizione della società americana Azimut Genesis Holdings LLC, della società Kennedy Capital Management LLC e della società High Post Capital LLC si precisa che contengono diritti di opzione call/put sul rimanente capitale sociale da esercitarsi su un orizzonte di tempo stabilito contrattualmente.
Restrizioni significative All’interno del Gruppo Azimut non vi sono significative restrizioni legali, contrattuali e normative che possono limitare la capacità della capogruppo di trasferire disponibilità liquide o altre attività ad altre entità del Gruppo, né tantomeno garanzie che possono limitare la distribuzione di dividendi, di capitali oppure prestiti e anticipazioni concessi o rimborsati da altre entità del Gruppo.
213
Altre informazioni a. Metodi di consolidamento Le partecipazioni in società controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze in società a controllo congiunto e in società collegate sono valutate in base al metodo del patrimonio netto. Metodo integrale—Il metodo del consolidamento integrale consiste nell'acquisizione "linea per linea" degli aggregati patrimoniali, economici e finanziari di tali società. Dopo l'attribuzione ai terzi delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato d'esercizio in una voce separata, il valore della partecipazione è annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata. Le differenze rivenienti da questa operazione, se positive, sono rilevate - dopo l'eventuale imputazione ad elementi dell'attivo o del passivo della società controllata valutati al Fair Value in sede di acquisizione e di primo consolidamento, - nella voce "Attività immateriali" come avviamento (determinato con il metodo del “partial goodwill”). Le differenze negative sono imputate al conto economico. Ai fini del consolidamento sono stati utilizzati i bilanci al 31 dicembre 2025 delle società incluse nell’area di consolidamento, predisposti in base ai principi contabili internazionali e ai criteri di Gruppo che fanno riferimento agli stessi; i bilanci utilizzati sono quelli predisposti dai Consigli di Amministrazione delle singole società, opportunamente riclassificati e rettificati per adeguarli ai suddetti principi e criteri. I dati dei singoli bilanci sono stati acquisiti attraverso le informazioni riportate nei reporting package delle società oggetto di consolidamento al 31 dicembre 2025. Il consolidamento dei bilanci della capogruppo e delle controllate è stato effettuato secondo il metodo del consolidamento integrale, comprendendo nel perimetro di consolidamento, come previsto dai principi contabili internazionali, tutte le società controllate e assumendo l’intero importo delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi delle singole società controllate, eliminando il valore contabile delle partecipazioni a fronte della relativa quota di pertinenza del patrimonio netto. Le attività, passività, costi e ricavi derivanti da rapporti tra le imprese consolidate sono stati integralmente eliminati, così come gli utili e le perdite emergenti da operazioni tra società consolidate non realizzate attraverso operazioni con terzi. Le differenze positive tra il valore contabile delle partecipazioni consolidate integralmente ed il relativo fair value netto degli attivi e dei passivi patrimoniali acquisiti, in sede di primo consolidamento, sono state considerate differenze positive di consolidamento classificate ad avviamento. Con cadenza annuale tali attività sono sottoposte al processo di valutazione (c.d. impairment test) per verificare l’adeguatezza del loro valore.
Per le società consolidate che presentano il bilancio con valuta funzionale diversa dalla capogruppo, si è proceduto alla conversione degli importi espressi in valuta diversa dell’euro come segue: per lo stato patrimoniale è utilizzato il cambio puntuale al 31 dicembre 2025, mentre per il conto economico, il cambio medio dell’esercizio 2025. Le differenze originate dalla conversione del patrimonio netto iniziale ai cambi di fine esercizio unitamente a quelle che scaturiscono dall’uso dei tassi di cambio di chiusura e della media dell’esercizio sono classificate nella specifica voce differenze cambio della
riserva di valutazione. All’atto della dismissione di una società estera con valuta funzionale
214
diversa dalla capogruppo, la parte di conto economico complessivo relativa alla riserva di valutazione per le differenze cambio riferita a tale società estera è iscritta nel conto economico. Per la società turca la cui valuta funzionale risulta quella di un'economia iperinflazionata, i valori dello stato patrimoniale non ancora espressi nell'unità di misura corrente alla data di chiusura dell'esercizio sono rideterminati applicando un indice generale dei prezzi. Gli elementi non monetari iscritti al costo o al costo al netto degli ammortamenti sono espressi ai valori correnti alla data della loro acquisizione. Ciascuno di questi elementi è adeguato al costo rideterminato o al costo al netto degli ammortamenti ed è determinato applicando al costo storico e agli ammortamenti accumulati la variazione di un indice generale dei prezzi intervenuta tra la data di acquisizione e la data di chiusura del periodo. Gli elementi monetari non sono rideterminati perché essi sono già espressi nell'unità di misura corrente alla data di chiusura dell'esercizio. All'inizio del primo esercizio di applicazione del trattamento contabile di un'economia iperinflazionata i componenti del capitale proprio, eccetto gli utili portati a nuovo, sono rideterminati applicando un indice generale dei prezzi a partire dalle date alle quali i componenti sono stati conferiti o comunque ottenuti. La rideterminazione degli utili portati a nuovo deriva dalla rideterminazione degli altri valori dello stato patrimoniale. Tutte le voci del prospetto di conto economico complessivo sono espresse nell'unità di misura corrente alla data di chiusura dell'esercizio; perciò, tutti i valori sono rideterminati applicando la variazione dell'indice generale dei prezzi intervenuta dalla data alla quale i proventi e i costi furono registrati inizialmente nel bilancio. Metodo del patrimonio netto — Le partecipazioni sulle quali il Gruppo esercita un’influenza notevole o ha il controllo congiunto, come definiti, rispettivamente dallo IAS 28 e l’IFRS 11, sono valutate con il metodo del patrimonio netto. Secondo tale metodo, la partecipazione è inizialmente rilevata al costo e il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante agli utili o alle perdite che la partecipata realizza dopo la data di acquisizione. La quota dei risultati di periodo della partecipata di pertinenza della partecipante è rilevata nel conto economico o nel prospetto della redditività complessiva di quest’ultima. I dividendi
ricevuti da una partecipata riducono il valore contabile della partecipazione; possono inoltre essere necessarie rettifiche di valore contabile anche a seguito di modifica della quota della partecipante nella partecipata, a seguito di variazioni nel patrimonio netto di quest’ultima non rilevate nel conto economico.
Tali modifiche includono variazioni derivanti dalle differenze emergenti dalla conversione di partite in valuta estera. La quota parte di tali variazioni è rilevata direttamente nel patrimonio netto della stessa. In caso di perdite sostenute dalla partecipata, qualora queste superino il valore di carico della partecipazione, il valore di carico della partecipazione viene azzerato e le ulteriori perdite vengono contabilizzate solo se la partecipante ha contratto obbligazioni legali o implicite oppure ha effettuato dei pagamenti per conto della partecipata. Se la partecipata, in seguito, realizza utili, la partecipante rileva nuovamente la quota di utili di sua pertinenza solo dopo aver eguagliato la quota di perdita nel caso non sia rilevata precedentemente. Al fine del consolidamento delle partecipazioni in società collegate e/o controllate congiuntamente, sono assunte le situazioni contabili redatte ed approvate dall’organo amministrativo delle singole società.
215
b.
Operazioni di aggregazione aziendale effettuate nel corso del 2025 In relazione all’applicazione dell’IFRS 3 e alla determinazione del fair value delle attività e delle passività delle società acquisite nel corso del 2025, è stata effettuata un’allocazione del costo di acquisizione, con facoltà di modifica entro i 12 mesi rispetto alla data di acquisizione, come consentito dallo stesso principio contabile. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto successivamente descritto in nota integrativa nella sezione 9 – Attività immateriali.
c. Cessione parziale delle quote di AZ Next Generation Advisory e perdita del controllo nell’Esercizio 2024 In data 16 dicembre 2024 il Gruppo aveva completato l’operazione di cessione delle quote della società australiana AZ Next Generation Advisory. La società AZ Next Generation Advisory è stata fusa nella neocostituita AZ Aust Holdings PTY Ltd e la percentuale di possesso dopo l’operazione è passata dal 56% al 25,77% con la conseguente perdita di controllo. Il Gruppo già nel precedente esercizio 2024 ha pertanto modificato nell’esercizio 2024 il metodo di consolidamento in conformità all'IFRS 10 "Bilancio consolidato" e, a partire da tale data, AZ Next Generation Advisory è stata consolidata utilizzando il metodo del patrimonio netto ai senti dello IAS 28. In base agli accordi contrattuali la società si sostanzia in una Joint Venture, dal momento che le parti detengono diritti esclusivamente sulle attività nette dell’accordo e rispondono esclusivamente nella misura dei loro investimenti, senza detenere interessenze nelle attività o rispondere direttamente delle obbligazioni di AZ Next Generation Advisory. Conseguentemente, in ottemperanza all'IFRS 10, il Gruppo ha effettuato nel bilancio 2024 le principali seguenti attività contabili: 1. Eliminazione di attività e passività: sono state eliminate tutte le attività e passività, incluso l'avviamento, in base ai valori contabili alla data della perdita di controllo. 2. Eliminazione della partecipazione di minoranza: sono stati eliminati i valori contabili della partecipazione di minoranza. 3. Rilevazione del fair value: è stato rilevato il fair value della quota di partecipazione mantenuta nella voce "partecipazioni". La contropartita delle suddette registrazioni è rilevata nel conto economico alla voce “utili da partecipazioni”. 4. Trattamento delle put option: è stata eliminata la passività a fair value relativa al futuro esercizio delle put option concesse sulla rimanente quota di capitale, con contropartita le riserve di patrimonio netto del Gruppo. In particolare, dal punto di vista numerico, gli impatti principali al 31 dicembre 2024 avevano riguardato l’eliminazione delle voci “Avviamento” per euro/migliaia 242.143, “Passività finanziarie valutate a Fair Value” per euro/migliaia 11.205 e l’iscrizione di “Partecipazioni” per euro/migliaia 97.275. Nel prospetto di conto economico dell’esercizio 2024 viene indicato un unico importo nel rigo utili o delle perdite delle attività operative cessate al netto degli effetti fiscali e la plusvalenza, al netto degli effetti fiscali, rilevata a seguito della valutazione al fair value pari a euro/migliaia 13.257.
216
A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio
In questa sezione sono illustrati i principi contabili adottati per la predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi. Gli stessi sono stati applicati uniformemente negli esercizi presentati.
1 - Cassa e disponibilità liquide In questa voce sono classificate le giacenze di valute aventi corso legale, comprese le banconote e le monete divisionali estere (“cassa contante”), nonché le disponibilità dei conti correnti e depositi a vista verso le banche. Tali disponibilità sono iscritte al loro valore nominale.
2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Criteri di classificazione In questa categoria sono classificate le attività finanziarie diverse da quelle classificate nelle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e nelle Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce include: gli strumenti di capitale salvo la possibilità di classificarli nella categoria Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, senza rigiro a conto economico; le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, che non hanno superato i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato; le attività finanziarie che non sono detenute nell’ambito di un modello di business finalizzato all’incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie (Business model “Hold to Collect” o “HTC”) o nell’ambito di modello di business misto, il cui obiettivo venga raggiunto attraverso l’incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio o anche attraverso un’attività di vendita che è parte integrante della strategia (Business model “Hold to Collect and Sell”); le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti;
gli strumenti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo.
La compensazione dei valori positivi e negativi è possibile solo per operazioni poste in essere con la medesima controparte qualora si abbia contrattualmente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione. Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata.
Le riclassificazioni delle attività finanziarie, ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è ammessa alcuna riclassifica, non sono ammesse verso altre categorie di attività finanziarie
217
salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che devono essere assolutamente non frequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell’attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l’allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell’impairment. In particolare, vengono inclusi in questa voce: gli investimenti relativi ai contratti di assicurazione (polizze unit-linked) emessi dalla controllata irlandese Azimut Life Dac per i quali il rischio dell’investimento è sopportato dagli assicurati e costituiti da quote di OICR; le attività finanziarie costitute da quote di OICR e quote di fondi chiusi alternativi detenute dalle società del Gruppo nell’ambito delle proprie politiche di gestione della liquidità. le interessenze azionarie non qualificabili come di controllo, di collegamento o di controllo congiunto. gli strumenti derivati.
Criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. All’atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell’applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico. Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un’ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.
218
Criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari ad esse connessi o quando l’attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e dei diritti contrattuali connessi alla proprietà dell’attività finanziaria stessa.
3 -Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) Criteri di classificazione La presente categoria include le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni: attività finanziaria posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model “Hold to Collect and Sell”); i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire (cd. “SPPI test” superato). Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l’opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva. In particolare, vengono inclusi in questa voce: le interessenze azionarie, non qualificabili come partecipazioni di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l’opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva; titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI.
Le riclassificazioni delle attività finanziarie, ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è ammessa alcuna riclassifica, non sono ammesse verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che devono essere assolutamente non frequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l’utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell’attività finanziaria alla data della riclassificazione.
Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.
219
Criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento sulla base del loro fair value comprensivo dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all’acquisizione dello strumento finanziario. Sono esclusi i costi/ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo. Il fair value iniziale di uno strumento finanziario solitamente equivale al costo sostenuto per l’acquisto. Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono valutate al fair value, con imputazione degli utili o delle perdite derivanti dalle variazioni di fair value, rispetto al costo ammortizzato, in una specifica riserva di patrimonio netto rilevata nel prospetto della redditività complessiva fino a che l’attività finanziaria non viene cancellata, o non viene rilevata una riduzione di valore. Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione (cosiddetta OCI exemption). La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi. Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico. Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un’ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa. Criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari a esse connessi o quando l’attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e i diritti contrattuali connessi alla proprietà dell’attività finanziaria. 4-Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Criteri di classificazione Tale voce include i crediti verso banche, verso gli enti finanziari, verso la clientela e titoli di debito, ovvero tutti quei crediti che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili e che non sono quotati in un mercato attivo.
Criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All’atto della rilevazione iniziale le
220
attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali
Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell’ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza il flusso dei pagamenti futuri stimati per la durata attesa del credito in modo da ottenere esattamente il valore contabile netto all’atto della rilevazione iniziale, che comprende sia i costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili sia tutti i compensi pagati o ricevuti tra i contraenti. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l’effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.
I criteri di valutazione sono strettamente connessi allo stage cui il credito viene assegnato, dove lo Stage 1 accoglie i crediti in bonis, lo stage 2 accoglie i crediti under-performing, ossia i crediti ove vi è stato un aumento significativo del rischio di credito (“significativo deterioramento”) rispetto all’iscrizione iniziale dello strumento e lo stage 3 accoglie non performing, ovvero i crediti che presentano evidenza oggettiva di perdita di valore.
Le rettifiche di valore che sono rilevate a conto economico, per i crediti in bonis classificati in stage 1 sono calcolate prendendo in considerazione una perdita attesa a un anno, mentre i crediti in bonis in stage 2 e crediti in stage 3 prendendo in considerazione le perdite attese riferibili all’intera vita residua prevista contrattualmente per l’attività (Perdita attesa Lifetime).
Criteri di cancellazione I crediti vengono cancellati dal bilancio quando sono considerati definitivamente irrecuperabili oppure in caso di cessione, qualora essa abbia comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi.
5 - Partecipazioni Criteri di classificazione La voce partecipazioni include le interessenze azionarie ritenute investimenti strategici. Si considerano collegate o a controllo congiunto le società nelle quali il Gruppo esercita un’influenza notevole, ma non il controllo o il controllo congiunto sulle loro politiche finanziarie e operative. Si presume che il Gruppo sia in grado di esercitare un’influenza notevole su una società quanto detiene almeno il 20 per cento dei suoi diritto di voto, o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari accordi, salvo sia possibile dimostrare chiaramente il contrario. Nel determinare l’esistenza dell’influenza notevole sulla partecipata si considerano anche i diritti di voto potenziali a condizione che siano già esercitabili o convertibili.
221
Criteri di iscrizione e valutazione Le interessenze azionarie detenute in società collegate o a controllo congiunto vengono iscritte in base al metodo del patrimonio netto che prevede l’iscrizione iniziale della partecipazione al costo. Il valore della partecipazione è successivamente adeguato a rilevare la quota, di pertinenza della partecipante, degli utili o delle perdite realizzati dalla partecipata dopo la data di acquisizione. La quota di pertinenza della partecipante non considera eventuali diritti di voto potenziali. Poiché l’avviamento incluso nel valore contabile di una partecipazione in una collegata non è rilevato separatamente, questo non viene sottoposto separatamente alla verifica della riduzione di valore, in applicazione delle disposizioni di cui allo IAS 36 Riduzione di valore delle attività. L’intero valore contabile della partecipazione, invece, è sottoposto alla verifica della riduzione di valore ai sensi del suddetto IAS 36, tramite il confronto tra il suo valore recuperabile – determinato secondo la metodologia del valore d’uso - e il suo valore contabile, ogniqualvolta l’applicazione delle disposizioni dello IAS 36 indica la possibile riduzione di valore della partecipazione. Le differenze tra il valore della partecipazione ed il patrimonio netto della partecipata sono incluse nel valore contabile della partecipata mentre la quota di pertinenza dei risultati d’esercizio della partecipata stessa è rilevata nel conto economico consolidato nella voce “Utili e perdite delle partecipazioni”. Eventuali riduzioni di valore della partecipazione ai sensi dello IAS 36 sono contabilizzate nel conto economico. Una entità deve interrompere l'utilizzo del metodo del patrimonio netto a partire dalla data in cui la partecipazione cessa di qualificarsi come società collegata nei casi seguenti: a) se la partecipazione diviene una controllata, l'entità deve contabilizzare la propria partecipazione in conformità all'IFRS 3 Aggregazioni aziendali e all'IFRS 10; b) se l'interessenza residua nella ex società collegata è una attività finanziaria, l'entità deve valutare tale interessenza al Fair value. Per determinare il Fair value dell'interessenza residua bisogna considerare il Fair value al momento della rilevazione iniziale come attività finanziaria, in conformità all'IFRS 9. L'entità deve rilevare nel prospetto dell'utile (perdita) d'esercizio qualsiasi differenza tra: i) il Fair value di qualsiasi interessenza residua e i proventi della dismissione parziale di un'interessenza nella società collegata; e ii) il valore contabile della partecipazione alla data in cui è stato interrotto l'utilizzo del metodo del patrimonio netto.
6 - Attività materiali Criteri di classificazione Le attività materiali comprendono gli immobili strumentali, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi, le altre macchine ed attrezzature di qualsiasi tipo e le spese di ristrutturazione degli immobili in affitto. Relativamente agli immobili strumentali lo IAS 16 stabilisce che i terreni debbano essere registrati separatamente rispetto agli immobili in quanto solo questi ultimi sono soggetti ad ammortamento non avendo una vita utile illimitata. Tale scorporo deve avvenire solo nell’ipotesi di fabbricato posseduto “cielo-terra”: nessuno scorporo è necessario se il fabbricato di proprietà consiste in una quota parte del fabbricato (ad esempio un appartamento), in quanto in tal caso, la società non possiede anche il terreno sottostante. A tal fine si evidenzia che il Gruppo Azimut possiede porzioni di immobili e quindi nessuno
scorporo è stato effettuato ai fini della loro valutazione.
222
Sono, inoltre, inclusi i diritti d’uso acquisiti con il leasing e relativi all’utilizzo di un’attività materiale (per le società locatarie), le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici). Criteri di iscrizione e valutazione
Le immobilizzazioni materiali sono inizialmente iscritte al costo comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del bene.
Successivamente le stesse sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore; tali beni vengono ammortizzati in ogni esercizio a quote costanti in relazione alle loro residue possibilità di utilizzazione.
I costi di ristrutturazione relativi agli immobili in affitto sono iscritti tra le attività in considerazione del fatto che il conduttore ha sostanzialmente il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici e sono pertanto ammortizzati per un periodo corrispondente alla durata residua del contratto di locazione.
I leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un’obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.
Quando l’attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l’attività consistente nel diritto di utilizzo. L’attività consistente nel diritto di utilizzo, contabilizzata in base allʼIFRS 16, viene misurata utilizzando il modello del costo secondo lo IAS 16 Immobili, impianti e macchinari; in questo caso l’attività è successivamente ammortizzata e soggetta a un impairment test nel caso emergano degli indicatori di impairment.
Criteri di cancellazione Un’immobilizzazione materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall’uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici futuri.
7 -Attività immateriali Criteri di classificazione Le attività immateriali includono gli avviamenti, il marchio, le customer relationship e il software applicativo ad utilizzazione pluriennale. Criteri di iscrizione Gli avviamenti sono determinati, in sede di primo consolidamento, sulla base della differenza tra il Fair Value del patrimonio netto delle controllate e il valore delle partecipazioni iscritte nel bilancio.
Criteri di valutazione
L’avviamento non è soggetto ad ammortamento sistematico, ma è sottoposto annualmente (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) ad un processo di valutazione (c.d. impairment test) per verificare l’adeguatezza del valore contabile in ottemperanza con quanto stabilito dallo IAS 36 Riduzione di valore durevole delle attività
.
223
Le attività immateriali rappresentate dal software sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammortamenti e perdite di valore; tali attività sono ammortizzate in base alla stima effettuata della loro vita utile residua. Le attività immateriali rappresentate dalle customer relationship sono imputate a conto economico tramite ammortamento lungo un orizzonte pluriennale, determinato sulla base della percentuale storica di decadimento delle masse a cui tale customer relationship fanno riferimento (AUM).
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali L’ammontare dell’eventuale riduzione di valore, determinata sulla base della differenza tra il valore di iscrizione e il suo valore di recupero, se inferiore, viene rilevato a Conto Economico. Criteri di cancellazione Un’immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri.
8 - Attività e passività fiscali Le imposte correnti sono determinate applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigente e, nella misura in cui esse non siano state pagate, sono rilevate come passività. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od accreditate direttamente a patrimonio netto. L’accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base ad una prudenziale previsione dell’onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito.
Per quanto riguarda la fiscalità differita si segnala l'adozione del c.d. balance sheet liability method. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee – senza limiti temporali – tra il valore attribuito ad un’attività o ad una passività secondo i criteri contabili ed i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali. Le imposte differite sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni: (i) le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell’avviamento o di un’attività o passività in una transazione che non rappresenta un’aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale; (ii)il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro. Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l’utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui: (i)l’imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un’attività o passività in una transazione che non rappresenta un’aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale; (ii) nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.
224
Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della società di generare con continuità redditi imponibili positivi. Le imposte anticipate e quelle differite sono misurate in base alle aliquote fiscali che si attende saranno applicate nell’esercizio in cui tali attività si realizzeranno o tali passività si estingueranno, considerando le aliquote in vigore e quelle già emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di bilancio.
9. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e Passività associate ad attività in via di dismissione Il Gruppo classifica nella voce dell’attivo “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e in quella del passivo “Passività associate ad attività in via di dismissione” le attività non correnti o i gruppi di attività/passività per i quali il loro valore contabile sia recuperabile principalmente attraverso una transazione di vendita, anziché mediante l’utilizzo continuativo. Tale classificazione è ritenuta appropriata esclusivamente quando per tali attività non correnti o gruppi di attività/passività è stato avviato un processo di dismissione, la vendita risulta altamente probabile e l’attività o il gruppo di cessione sono disponibili per la vendita immediata nelle condizioni attuali. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto successivamente descritto in nota illustrativa nella sezione dell’Attivo – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e Passività associate ad attività in via di dismissione.
10 - Altre attività In tale voce sono comprese le attività non riconducibili ad altre voci dell’attivo dello stato patrimoniale. Sono ricompresi i risconti attivi relativi agli incentivi corrisposti ai consulenti finanziari ivi inclusi costi per le incentivazioni, che remunerano normalmente l’attività di collocamento svolta su un orizzonte temporale pluriennale, correlate a obiettivi di raccolta netta e direttamente attribuibili a contratti esistenti che hanno i requisiti per la capitalizzazione nella categoria individuata dall’IFRS 15 dei costi incrementativi sostenuti per l’ottenimento di nuovi contratti cd. “Contract Cost”. Per tale fattispecie, è stato definito un periodo di ammortamento, correlato ai tempi di recupero (pay back) dei costi sostenuti ai tempi di trasferimento dei servizi oggetto dei contratti di investimento alla clientela, basato sulla durata contrattuale previsto dal cd. patto di stabilità concordato con il singolo consulente finanziario, ossia l’orizzonte temporale di permanenza minimo entro il quale in caso di uscita il consulente stesso è tenuto a restituire eventuali incentivi percepiti a riguardo. Si precisa che il periodo di ammortamento dei costi per l’ottenimento dei contratti con la clientela è determinato nella misura di 10 anni in base alla durata media dei rapporti contrattuali con la clientela. Tale periodo è ritenuto un orizzonte temporale maggiormente allineato al periodo di prestazione del servizio al cliente. La modifica del periodo di ammortamento, avvenuta a partire dal 2020, si è resa possibile in virtù della disponibilità di dati e di analisi statistiche affidabili in merito alla durata media della permanenza dei clienti sulla base dei dati storici della base clienti del Gruppo Azimut. Tali novità hanno
permesso di rivedere il periodo di ammortamento degli incentivi di reclutamento legati
all’acquisizione di nuova clientela e quello dei costi incrementali riconosciuti alla struttura di vendita in relazione alla crescita organica dei patrimoni in gestione (legati alla raccolta netta generata), assicurando così una più efficace correlazione tra l’intero monte di
225
provvigioni corrisposte ai consulenti finanziari e le commissioni attive generate dai servizi prestati alla clientela. L’intervento ha avuto impatto sulle modalità di contabilizzazione degli incentivi ordinari di vendita legati a obiettivi di raccolta netta corrisposti alla rete di consulenti finanziari per i quali in precedenza la rappresentazione contabile si basava su una stima della vita utile pari al periodo di osservazione (generalmente di 36 mesi) e degli incentivi legati all’acquisizione di nuova clientela che erano ammortizzati lungo un periodo corrispondente al “patto di stabilità” contrattualizzato con il consulente, oltreché costi di incentivazione per il reclutamento di nuovi consulenti finanziari non direttamente collegati a obiettivi di raccolta netta e ammortizzati sulla base della durata contrattuale. In tale voce sono inoltre inclusi i risconti attivi sulle commissioni passive riconosciute alla rete di vendita per il collocamento dei prodotti appartenenti al sistema “no load” che non prevedono una commissione di sottoscrizione e per i quali l’equilibrio economico a copertura dei costi si manifesta in un arco temporale corrispondente al periodo per il quale sono previste le commissioni d’uscita. Tali commissioni sono pertanto contabilizzate a conto economico ripartendole lungo il suddetto periodo nel rispetto del principio di correlazione costi/ricavi. Nelle altre attività sono infine inclusi i risconti attivi rivenienti dal differimento degli oneri provvigionali sostenuti per l’acquisizione delle polizze unit-linked classificate come contratti d’investimento.
11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Criteri di classificazione La voce accoglie i Debiti verso banche, i Debiti verso enti finanziari, i Debiti verso clientela, i Debiti per leasing di cui all’IFRS 16 e i Titoli in circolazione.
11.1 Debiti
Criteri di iscrizione e valutazione
I debiti a breve termine (con scadenza entro i 12 mesi) di natura commerciale sono iscritti per il loro valore nominale.
I debiti rappresentati dai finanziamenti a medio-lungo termine, rilevati inizialmente per l’ammontare incassato al netto degli eventuali costi di transazione, vengono successivamente valutati al costo ammortizzato col metodo del tasso d’interesse effettivo.
I debiti per leasing di cui all’IFRS 16 alla prima iscrizione sono pari al valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione, attualizzati utilizzando per ciascun contratto l’incremental borrowing rate applicabile alla data di transizione. Dopo la valutazione iniziale, il valore contabile viene aumentato degli interessi e ridotto a seguito dei pagamenti effettuati e/o rideterminarlo per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing.
Criteri di cancellazione
I debiti sono cancellati dal bilancio quando risultano estinti, annullati ovvero adempiuti.
12 - Passività Assicurative Gli impegni nei confronti degli assicurati in relazione alle polizze unit linked emesse da Azimut Life Dac, classificate come contratti assicurativi poiché includono un rischio
226
assicurativo significativo, sono valutati sulla base di criteri attuariali, considerando il valore delle attività finanziarie a cui le prestazioni sono collegate. Criteri di iscrizione e valutazione Iscrizione iniziale della passività assicurativa: al momento della sottoscrizione del contratto con il soggetto assicurato, l’impresa riconosce una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa contrattuali attesi (Present value future cash flow – “PVFCF”), attualizzati e inclusivi anche di un opportuno Risk adjustment (“RA”) per i rischi di tipo non finanziario e del margine economico atteso (Contractual Service Margin – “CSM”), che rappresenta il valore attuale degli utili futuri al lordo delle imposte; i modelli di misurazione previsti dal principio tra cui quello denominato General Model (“GM”) è applicabile in linea di principio a tutti i contratti salvo le eccezioni previste dal principio come quelli con partecipazione diretta agli utili, per i quali viene applicato il Variable Fee Approach (“VFA”) cioè l'approccio delle commissioni variabili; Al momento della rilevazione iniziale, la compagnia ha valutato un gruppo di contratti come il totale dei flussi di cassa dell'adempimento, che comprendono le stime dei flussi di cassa futuri, rettificati per riflettere il valore temporale del denaro e i rischi finanziari associati e una rettifica per il rischio non finanziario e il margine di servizio contrattuale (CSM). L'IFRS 17 stabilisce i principi per la rilevazione, la valutazione, la presentazione e l'informativa dei contratti assicurativi, riassicurativi e di investimento con caratteristiche di partecipazione discrezionale (DPF). La compagnia irlandese del Gruppo ha valutato i propri contratti e ha determinato quali rientrano nell'ambito di applicazione del principio. Come modello di valutazione è stato adottato l'approccio delle commissioni variabili. Il raggruppamento dei contratti: l’applicazione dell’IFRS 17 prevede l’identificazione di “portafogli” di contratti assicurativi, ciascun portafoglio viene ulteriormente suddiviso in gruppi composti da contratti con caratteristiche simili in termini di profittabilità attesa, prevedendo pertanto la distinzione tra i contratti profittevoli (con margine economico atteso positivo) e onerosi (con margine economico atteso negativo). Il portafoglio di contatti assicurativi della Compagnia Irlandese è costituito esclusivamente da contratti unit linked, che hanno tutti rischi simili e sono quindi gestiti insieme e raggruppati in un unico portafoglio. La misurazione successiva della passività assicurativa: l’IFRS 17 richiede una misurazione ad ogni reporting period per verificare la congruità delle stime rispetto alle condizioni correnti di mercato; La misurazione del ricavo assicurativo: l’IFRS 17 prevede un’esposizione nel conto economico della redditività “per margini” conseguiti nel corso della vita delle polizze; La misurazione della performance: è prevista una rappresentazione distinta e separata delle due componenti principali che tipicamente concorrono a formare la redditività: la prima, che rappresenta il profitto derivante dall’attività assicurativa prestata (il c.d. “margine tecnico”) e la seconda che raggruppa invece tutte le componenti di carattere “finanziario” (i risultati degli investimenti, gli effetti delle variabili finanziarie utilizzate nelle valutazioni dei contratti, ecc.). Con riferimento invece al Conto economico consolidato, nel risultato intermedio riferito alla gestione assicurativa è prevista la distinzione fra i ricavi/costi per servizi assicurativi
227
e i ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi e alle cessioni in riassicurazione.
13 - Passività finanziarie valutate al fair value
La voce comprende: (i) gli impegni nei confronti degli assicurati che discendono dalle polizze unit linked emesse da Azimut Life Dac, classificate come contratti d’investimento per i quali il rischio dell’investimento è sopportato dagli assicurati; (ii) le passività sorte in relazione al futuro esercizio delle opzioni di acquisto della rimanente quota di capitale di alcune società controllate. Criteri di iscrizione e valutazione La valutazione delle opzioni di acquisto rappresenta il controvalore da corrispondere ai venditori a seguito all’esercizio delle opzioni di acquisto. La valutazione effettuata rappresenta il controvalore stimato da corrispondere al venditore, determinato stimando quei parametri futuri previsti dai contratti di riferimento, tra cui AUM ed utile di bilancio per i quali vengono svolte specifiche analisi di sensitività. Rispetto alla data di prima iscrizione la variazione di valore è riflessa a conto economico. Con riferimento specifico alle opzioni di acquisto e vendita relative alle interessenze di minoranza per alcune delle società controllate per le quali è prevista la possibilità di esercitare tali opzioni mediante l’assegnazione di azioni della Capogruppo, la società ha scelto di considerare tale obbligo contrattuale come un derivato le cui variazioni di fair value sono da imputarsi al conto economico. Si precisa che tale qualificazione è attualmente oggetto, tra l'altro, del progetto Financial Instruments with Characteristics of Equity, Proposed amendments to IAS 32, IFRS 7 and IAS 1 per la quale lo IASB ha già emesso un Exposure Draft con le proposte di modifica ai principi contabili in oggetto e prevede di emanare gli emendamenti definitivi nel corso del 2026.
Criteri di cancellazione Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano estinte, annullate ovvero adempiute.
14 - Altre passività
Criteri di classificazione In tale voce sono comprese le passività non riconducibili ad altre voci del passivo dello stato patrimoniale. Sono incluse in tale voce: (i) i debiti in essere per l’acquisizione delle residue quote di partecipazione in alcune società controllate, secondo quanto previsto dagli accordi contrattuali stipulati. In tale voce sono inoltre inclusi i risconti passivi rivenienti dal differimento delle commissioni attive di acquisizione sui premi delle polizze unit-linked classificate come contratti d’investimento lunga la durata prevista delle polizze; (ii) le passività rappresentate dagli impegni contrattuali per le commissioni, tra cui quelle di fidelizzazione, da corrispondere ai consulenti finanziari nel medio-lungo termine (oltre i 12 mesi) sono calcolate sulla base di criteri attuariali e rappresentano la migliore stima della spesa richiesta per estinguerle. Criteri di iscrizione Le passività a breve termine (con scadenza entro i 12 mesi) e quelle di natura commerciale sono iscritte per il loro valore nominale.
228
Criteri di cancellazione Le altre passività sono cancellate dal bilancio quando risultano estinte.
15 - Fondi per rischi e oneri Criteri di iscrizione Un accantonamento a fondo rischi ed oneri è rilevato in bilancio se e solo se: - vi è un’obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato; - è probabile che per adempiere all’obbligazione si renderà necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e - può essere effettuata una stima attendibile dell’importo derivante dall’adempimento dell’obbligazione. All’interno dei fondi rischi rientra anche il fondo indennità suppletiva di clientela, che accoglie gli oneri riferiti all’indennità contrattuale dei consulenti finanziari legata alle provvigioni maturate e all’anzianità del mandato, la cui valutazione rappresenta la migliore stima dell’onere necessario per estinguere l’obbligazione, tenendo conto delle diverse ipotesi alla base dei presumibili rischi e incertezze e del valore attuale della passività. Criteri di valutazione L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all’obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. L’importo dell’accantonamento è rappresentato dal valore attuale dell’esborso spese che si prevede sarà necessario per estinguere l’obbligazione. I fatti futuri che possono condizionare l’ammontare richiesto per estinguere l’obbligazione sono tenuti in considerazione solo se vi è sufficiente evidenza oggettiva che gli stessi si verificheranno. Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri includono anche il rischio derivante da eventuali contenziosi tributari. Criteri di cancellazione L’accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l’obbligazione o quando l'obbligazione viene estinta attraverso il pagamento.
16 - Costi e ricavi I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all’ottenimento e l’adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi. I ricavi derivanti da contratti con i clienti sono rilevati nel momento in cui viene trasferito il controllo dei beni o servizi al cliente, ad un ammontare che rappresenta l’importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto in cambio di tali beni o servizi. In particolare, la rilevazione dei ricavi avviene tramite l’applicazione di un modello che deve soddisfare i seguenti criteri: - identificazione del contratto, definito come un accordo in cui le parti si sono impegnate ad adempiere alle rispettive obbligazioni;
229
- individuazione delle singole obbligazioni di fare (“performance obligations”) contenute nel contratto; - determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi; - ripartizione del prezzo della transazione a ciascuna “performance obligation”, sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione; - riconoscimento dei ricavi nel momento in cui (o man mano che) l’obbligazione di fare risulta adempiuta trasferendo al cliente il bene o servizio promesso. Il prezzo della transazione rappresenta l’importo del corrispettivo a cui l’entità ritiene di aver diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi. Esso può includere importi fissi, variabili o entrambe le casistiche. Se il corrispettivo promesso nel contratto include un importo variabile, il Gruppo stima l’importo del corrispettivo al quale avrà diritto in cambio al trasferimento dei beni al cliente. Il corrispettivo variabile è stimato al momento della stipula del contratto e non ne è possibile la rilevazione fino a quando non sia altamente probabile che quando successivamente sarà risolta l’incertezza associata al corrispettivo variabile, non si debba rilevare una significativa rettifica in diminuzione all’importo dei ricavi cumulati che sono stati contabilizzati.
17- Utili e (Perdite) di attività operative cessate Viene fornita la disclosure richiesta ai sensi dell’IFRS 5 per un’attività operativa cessata nell’esercizio 2024 in seguito alla perdita del controllo della società australiana AZ Next Generation Advisory e pertanto considerata come dismissione di un «importante area geografica di attività». Nello specifico, ai sensi dell’IFRS 5.33 viene indicato nel prospetto di conto economico un unico importo nel rigo utili o delle perdite delle attività operative cessate al netto degli effetti fiscali e la plusvalenza, al netto degli effetti fiscali, rilevata a seguito della valutazione al fair value. Nella nota integrativa, nella voce “utili o delle perdite delle attività operative cessate al netto degli effetti fiscali” viene fornita disclosure dei ricavi, i costi e gli utili o perdite derivanti da attività operative cessate, le relative imposte sul reddito, la plusvalenza o la minusvalenza rilevata a seguito della valutazione al fair value. I flussi finanziari netti attribuibili all'attività operativa, di investimento e di finanziamento dell'attività operativa cessata sono stati attribuiti alla voce “Partecipazioni”.
18 - Azioni proprie Le azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Gli utili o le perdite conseguenti all'acquisto, vendita, emissione o cancellazione di azioni proprie non sono rilevati a conto economico, ma registrati nel patrimonio netto.
19 - Strumenti finanziari partecipativi Gli strumenti finanziari partecipativi emessi da Azimut Holding SpA in esecuzione della delibera dell’Assemblea degli azionisti del 29 aprile 2010 e delle successive delibere del Consiglio di Amministrazione della capogruppo sono iscritti, per il controvalore incassato dalla sottoscrizione pari al loro fair value, ad incremento del patrimonio netto – alla voce Strumenti di capitale – in quanto gli stessi, secondo quanto previsto dalle disposizioni statutarie, hanno durata illimitata, sono emessi senza obbligo per la capogruppo di
230
rimborso dell’apporto effettuato dai sottoscrittori, partecipano al riparto del patrimonio sociale residuo in sede di liquidazione della capogruppo in via subordinata ai creditori sociali e agli azionisti. Gli strumenti in oggetto non sono trasferibili ad alcun titolo salvo che alla capogruppo stessa (al loro fair value e al verificarsi di determinate condizioni), nel qual caso i relativi diritti patrimoniali restano sospesi. Inoltre, tali strumenti attribuiscono ai possessori il diritto al percepimento di una parte dell’utile della Società secondo quanto previsto dallo Statuto Societario a condizione, tra le altre, che l’Assemblea dei Soci abbia deliberato la distribuzione di un dividendo agli azionisti.
20 - Aggregazioni aziendali e variazioni nelle interessenze partecipative Le operazioni di aggregazione aziendale (“business combinations”) sono contabilizzate secondo il “metodo dell’acquisizione”, previsto dall’IFRS 3, in base al quale le attività identificabili acquisite e le passività identificabili assunte, comprese quelle potenziali, sono rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione (ovvero alla data in cui il Gruppo ottiene effettivamente il controllo della società acquisita). L’identificazione del fair value delle attività acquisite e delle passività assunte è perfezionata entro un anno dall’acquisizione. Per ogni aggregazione aziendale, eventuali quote di minoranza nella società acquisita sono rilevate al fair value o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette a fair value identificabili della società acquisita. L’avviamento è inizialmente valutato al costo che emerge come eccedenza della sommatoria del corrispettivo corrisposto per la partecipazione di controllo e dell’importo delle quote di minoranza rispetto al fair value delle attività nette acquisite dal Gruppo (attività acquisite al netto delle passività assunte). Nel bilancio consolidato viene pertanto rappresentata unicamente la quota parte di goodwill di pertinenza del Gruppo, mentre la quota parte del goodwill spettante alle minoranze non è iscritta in bilancio. Se la sommatoria è inferiore al fair value delle attività nette della società acquisita, la differenza è rilevata nel conto economico. In un’aggregazione aziendale realizzata in più fasi, il Gruppo ricalcola l’interessenza che già deteneva nella società posseduta precedentemente all’acquisizione del controllo al rispettivo fair value determinato alla data di acquisizione del controllo e rileva nel conto economico l’eventuale utile o perdita risultante. Le variazioni nell’interessenza partecipativa in una controllata che non comportano la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni sul patrimonio netto del Gruppo. I costi correlati all’acquisizione sono contabilizzati nel conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti. Non sono considerate aggregazioni aziendali le operazioni realizzate con finalità riorganizzative tra due o più società facenti parte del Gruppo. Le transazioni tra entità sotto comune controllo sono contabilizzate in continuità di valori della società acquisita nel bilancio del Gruppo qualora non presentino una significativa influenza sui flussi di cassa futuri.
231
21 - Turchia - Economia iperinflazionata: impatti per l’applicazione dello IAS 29 A partire dal secondo trimestre del 2022 l’economia turca è considerata iperinflazionata in base ai criteri stabiliti dallo “IAS 29 – Rendicontazione contabile in economie iperinflazionata”. Ai fini della predisposizione del presente Bilancio consolidato e in accordo con quanto disposto dallo IAS 29, talune voci della situazione patrimoniale della società partecipata in Turchia sono state rimisurate applicando l’indice generale dei prezzi al consumo ai dati storici, al fine di riflettere le modifiche al potere di acquisto della lira turca alla data di chiusura del bilancio della stessa. Tenendo presente che il Gruppo Azimut ha acquisito il controllo delle società turca nel 2016, la rimisurazione dei dati patrimoniali non monetari del bilancio è stata effettuata applicando gli indici di inflazione a partire da tale data. Gli effetti contabili di tale adeguamento, oltre a essere già riflessi nella situazione patrimoniale di apertura, recepiscono le variazioni del periodo. In particolare, l’effetto relativo alla rimisurazione delle attività e passività non monetarie, delle poste di patrimonio netto, nonché delle componenti di Conto economico è stato rilevato in contropartita di una apposita voce di Conto economico tra i proventi e oneri finanziari. Per tener poi conto dell’impatto dell’iperinflazione anche sul corso monetario della valuta locale, i saldi dei Conti economici espressi in valuta iperinflazionata sono stati convertiti nella valuta di presentazione del Gruppo applicando, come prevede lo IAS 21, il tasso di cambio finale anziché quello medio del periodo con la finalità di riportare tali ammontare ai valori correnti. Di seguito si riportano i livelli cumulati degli indici generali dei prezzi al consumo: - dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2024: 282,83%; - dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025: 30,90%. Nell’esercizio 2025 l’applicazione dello IAS 29 ha comportato la rilevazione di una perdita finanziaria netta (al lordo delle imposte) pari a euro/migliaia 1.366.
232
A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie A.3.1 Trasferimenti tra portafogli Nel corso dell’esercizio il Gruppo non ha proceduto ad alcun trasferimento di attività finanziarie tra portafogli come effetti di cambiamento di business model.
A.4 - Informativa sul fair value
Informativa di natura qualitativa La determinazione del Fair value delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al Fair value è basata su prezzi rilevati sui rispettivi mercati nell’ultimo giorno di negoziazione del periodo di riferimento. Ad ogni chiusura di bilancio viene effettuata la verifica dell’esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore in relazione alle quali l’attività finanziaria deve essere svalutata. Tale valutazione è effettuata per singolo strumento finanziario considerando gli effetti connessi alla combinazione degli eventi di perdita evidenziati dallo IFRS 9. Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando l’attività finanziaria viene ceduta trasferendo tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria. Informativa di natura quantitativa In accordo alle disposizioni contenute nei principi contabili IFRS 7 e IFRS 13, le società del Gruppo classificano le valutazioni al fair value delle proprie attività e passività finanziarie sulla base di una gerarchia che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. I livelli utilizzati per la classificazione sono i seguenti: Livello 1: prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per attività o passività identiche a quelle oggetto di valutazione; Livello 2: dati di input diversi dai prezzi quotati non rettificati di cui al livello 1 che siano però osservabili sul mercato sia direttamente (come nel caso dei prezzi) sia indirettamente (in quanto derivati da prezzi); Livello 3: dati di input che non sono basati su dati di mercato osservabili. In particolare, il Fair value di uno strumento finanziario valutato al Livello 1 corrisponde al prezzo, non rettificato, al quale lo strumento – o uno strumento identico – è scambiato su di un mercato attivo alla data di riferimento della valutazione. Per la classificazione nel livello 1, i prezzi sono valutati congiuntamente ad ogni altra caratteristica dell’attività o passività finanziaria: se il prezzo quotato è rettificato per tener conto di specifiche condizioni che richiedano tale rettifica, il livello attribuito è diverso dal Livello 1. Le analisi per la classificazione nei diversi livelli della gerarchia del Fair value sono effettuate in modo analitico per ogni singola attività o passività finanziaria detenuta/emessa; tali analisi ed i criteri di valutazione sono applicati in modo uniforme nel tempo. Tra i principali criteri seguiti dal Gruppo, con riferimento agli strumenti finanziari detenuti nell’ambito delle politiche di gestione della liquidità e alle passività finanziarie emesse, si segnala che sono ritenuti:
233
di Livello 1 i titoli di debito governativi, i fondi comuni di investimento aperti il cui Fair value è ritenuto di Livello 1 se rappresentato dal Net Asset Value (NAV) fornito dall’administrator del fondo alla data di valutazione; diversamente nel caso di fondi quotati e Exchange Traded Fund (ETF) il Fair value di Livello 1 è costituito dal prezzo di chiusura del rispettivo mercato di quotazione ed i prestiti obbligazionari emessi; di Livello 2 gli investimenti relativi alle polizze unit linked emesse (per le quali il rischio dell’investimento è sopportato dagli assicurati), le passività finanziarie e i fondi comuni di investimento chiusi la cui valutazione avviene considerando l'ultimo Net Asset Value approvato o altre metodologie che possano intercettare la tipologia dell’investimento anche in base al regolamento del fondo stesso; di Livello 3 i titoli di capitale valutati al costo e le passività finanziarie relative agli impegni per l’acquisizione delle residue quote di partecipazione in alcune società controllate secondo quanto previsto dagli accordi contrattuali in essere. Con riferimento a tali passività, la valutazione effettuata rappresenta il controvalore stimato da corrispondere al venditore, determinato stimando quei parametri futuri previsti dai contratti di riferimento, tra cui AUM e utile di bilancio e per i quali vengono svolte specifiche analisi di sensitività. Rispetto alla data di prima iscrizione la variazione di valore è riflessa a conto economico. Sono classificati inoltre gli strumenti derivati inclusi nelle attività finanziarie valutate al fair value con contropartita conto economico, compresi quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata.
A.4.5 Gerarchia del Fair Value A.4.5.1 Attività e passività valutate a fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli del fair value 31/12/2025 31/12/2024 Attività/Passività finanziarie misurate al fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate a fair value con impatto a conto economico a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione b) Attività finanziarie designate al fair value c) Attività finanziarie obbligatoriamente valutate a fair value 170.200 8.114.578 54.276 190.657 7.963.623 84.961 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 12.920 12.104 5.183 13.949 3. Derivati di copertura 4. Attività materiali 5. Attività immateriali Totale 183.120 8.114.578 66.381 195.840 7.963.623 98.910 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 2. Passività finanziarie designate al fair value 6.055.278 49.136 6.001.820 27.982 3. Derivati di copertura Totale 6.055.278 49.136 6.001.820 27.982
234
A.4.5.2 Variazioni annue delle attività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) ATTIVITA' FINANZIARIE Totale di cui a) attività finanziari e detenute per la negoziazi one di cui: b) attività finanziar ie designat e al fair value di cui: c) altre attività finanziarie obbligatoriame nte valutate a Fair Value Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessi va Derivati di copertu ra Attività materia li Attività immateri ali 1. Esistenze Iniziali 98.910 84.961 13.949 2. Aumenti 17.701 17.280 421 2.1. Acquisti 6.467 6.467 2.2. Profitti imputati a: 11.220 10.799 421 2.2.1 Conto economico 10.799 10.799 di cui: plusvalenze 10.799 10.799 2.2.2 Patrimonio netto 421 421 2.3. Trasferimenti da altri livelli - 2.4. Altre variazioni in aumento 14 14 3. Diminuzioni - 50.231 - 47.964 -2.266 3.1. Vendite - 3.2. Rimborsi - 15.135 - 15.135 3.3. Perdite imputate a: - 23.430 - 23.430 - 3.3.1 Conto economico - 23.430 - 23.430 di cui: minusvalenze - 23.430 - 23.430 - 3.3.2 Patrimonio netto - 3.4. Trasferimenti da altri livelli - 3.5. Altre variazioni in diminuzione - 11.665 -9.399 -2.266 4. Rimanenze Finali 66.380 54.276 12.104 A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie valutate al fair value Derivati di copertura 1. Esistenze iniziali 27.982 2. Aumenti 38.396 2.1. Acquisti 2.2. Perdite imputate a: 38.396 2.2.1 Conto economico 6.791 di cui: minusvalenze 6.791 2.2.2 Patrimonio netto 31.605 2.3. Trasferimenti da altri livelli 2.4. Altre variazioni in aumento 3. Diminuzioni -17.242 3.1. Vendite 3.2. Rimborsi 3.3. Profitti imputati a: -17.242 3.3.1 Conto economico -9.586 di cui: plusvalenze - 9.586 3.3.2 Patrimonio netto -7.656 3.4. Trasferimenti da altri livelli 3.5. Altre variazioni in diminuzione 4. Rimanenze Finali 49.136
235
A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 31/12/2025 31/12/2024 VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3 1.Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 201.868 - - 201.868 310.901 - - 310.901 2.Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - - 3.Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 196.870 - - 196.870 - - - - Totale 398.738 - - 398.738 310.901 - - 310.901 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 71.332 - 71.332 44.135 - 44.135 2. Passività associate ad attività in via di dismissione 91.501 - - 91.501 - - - - Totale 162.833 - - 162.833 44.135 - - 44.135
A.5 - Informativa sul C.D. “Day one profit/loss” Il Gruppo non ha posto in essere operazioni da cui è derivata la contabilizzazione del c.d. “day one profit/loss”.
Informativa sui settori operativi (IFRS 8)
L’attività del Gruppo Azimut è svolta attraverso diverse società, ciascuna specializzata nella distribuzione, nella promozione e gestione di prodotti finanziari e assicurativi essenzialmente unit linked.
La natura dei diversi prodotti e servizi offerti, la struttura dei processi di gestione ed operativi, la tipologia della clientela e le politiche di distribuzione di prodotti e servizi non presentano aspetti di differenziazione tali da determinare rischi o benefici diversi tra le varie società del Gruppo ma, al contrario, sono connotate da molteplici elementi di similitudine e di correlazione tra loro. Il Gruppo pur operando come un’unica struttura, complessivamente dedicata alla gestione del risparmio e al collocamento di strumenti di investimento, nella quale i contributi delle singole componenti appaiono indistinguibili, in applicazione dell’IFRS 8 ha ritenuto che il criterio della ripartizione per aree geografica rappresenti la modalità attraverso la quale è misurata la performance del Gruppo ed assume le decisioni economiche rilevanti.
Il Gruppo ha infatti individuato quattro Aree Geografiche: - la prima Area (Italia) è riconducibile all’attività svolta dalle società italiane direttamente controllate da Azimut Holding SpA, ciascuna specializzata nella distribuzione, nella promozione e gestione di prodotti finanziari e assicurativi (essenzialmente unit linked), che operano come un’unica struttura, complessivamente dedicata alla gestione del risparmio e al collocamento di strumenti di investimento, nella quale i contributi delle singole componenti appaiono indistinguibili e i cui risultati operativi sono ugualmente rivisti periodicamente in modo unitario dal management ai fini dell’adozione delle decisioni delle risorse da allocare e della valutazione dei risultati e delle performance aziendali. Rientrano in tale area anche le società prodotto estere Azimut Investments Sa, Azimut Life Dac e Azimut Investments Limited;
236
- gli altri tre settori sono invece riconducibili all’attività svolta dalle società estere che sono presentate e classificate per Area Geografica (EMEA, America e Asia Pacifico). Le società estere sono anch’esse specializzate nella gestione, promozione e distribuzione di prodotti finanziari e del risparmio gestito, ciascuna nell’area geografica di riferimento, secondo lo stesso modello di business integrato precedentemente descritto. Pertanto, il management ha impostato un sistema di reporting consolidato in capo alla stessa AZ International Holding SA che provvede, a sua volta, ad inviare alla Capogruppo Azimut Holding SpA un reporting consolidato di tutte le società estere suddivise nelle aree geografiche menzionate sopra. Nella presente sezione vengono rappresentati dati consolidati suddivisi per Area Geografica, elaborati secondo il sistema di reporting previsto dal management ed in coerenza con le informazioni fornite al mercato. Di seguito si riportano i dati principali suddivisi per Area Geografica: Valori in milioni di euro Valori in milioni di euro Valori Euro/migliaia Valori Euro/migliaia Valori Euro/migliaia Valori Euro/migliaia Area Patrimonio al 31/12/2025 Patrimonio al 31/12/2024 Commissioni Attive 2025 Commissioni Attive 2024 Margine d'intermediazione 2025 Margine d'intermediazione 2024 Italia 68.003 55.434 1.040.976 1.045.983 732.022 721.474 Europa - Medio Oriente 10.636 9.568 201.766 183.918 201.586 202.997 Americhe 40.494 36.298 103.101 53.724 118.768 66.703 Asia-Pacifico 7.675 6.216 25.082 16.242 15.186 9.321 La composizione per paese delle suddette Aree Geografiche è esplicitata in apposita tabella nel paragrafo Impairment Test nella nota integrativa del presente bilancio consolidato. Relativamente all’informativa di tipo patrimoniale richiesta dall’IFRS 8, si evidenzia che non viene presentata e analizzata dal Management del Gruppo una diversa scomposizione delle Attività e Passività rispetto a quanto approvato con il Bilancio d’esercizio e consolidato. Con riferimento al Disclosure of Revenues and Expenses for Reportable Sergment, si riporta il risultato del segmento operativo attribuibile alla partecipazione detenuta in Australia nel Gruppo AZ Next Generation Advisory 31 che al 31 dicembre 2025 è pari ad una perdita di euro/migliaia 54 (utile pari a euro/migliaia 13.257 al 31 dicembre 2024) elaborato secondo il sistema di reporting previsto dal Management. 31 Si ricorda che a seguito dell’operazione realizzata nello scorso esercizio in data 16 dicembre 2024 con Oaktree, la partecipazione della
società AZ Next Generation Advisory è passata dal 56% al 25,77% divenendo una partecipazione collegata.
237
Utile per azione L’utile base per azione è stato calcolato dividendo l’utile netto dell’esercizio di pertinenza del Gruppo per la media delle azioni ordinarie in circolazione.
Al 31 dicembre 2025 non sussistono operazioni che comportano un effetto diluitivo sull’utile per azione. 2025 2024 Utile netto dell’esercizio base per azione 3,71 4,10 Numero medio azioni in circolazione (*) 141.712.368 140.499.388 Utile netto dell’esercizio diluito per azione 3,71 4,10 Numero medio azioni in circolazione (*) 141.712.368 140.499.388 * le azioni in circolazione si intendono al netto delle azioni proprie detenute da Azimut Holding SpA alla data di riferimento.
238 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato ATTIVO
Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide La voce presenta un saldo di euro/migliaia 498.933 (euro/migliaia 394.804 al 31 dicembre 2024) e si riferisce a conti correnti bancari a vista remunerati a tassi di mercato e alla cassa.
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico La voce presenta un saldo di euro/migliaia 8.339.055 (euro/migliaia 8.239.240 al 31 dicembre 2024).
2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica Voci / Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito - 511 1 15.136 1.1 Titoli Strutturati - - - 1.2 Altri titoli di debito - 511 1 15.136 2. Titoli di capitale 1.683 - 54.275 69.824 3. Quote di O.I.C.R. 168.517 8.114.068 - 190.657 7.963.623 4. Finanziamenti - - - 4.1 Pronti Contro Termine - - - 4.2 Altri - - - Totale 170.200 8.114.578 54.787 190.657 7.963.623 84.960
La voce “Quote di O.I.C.R.” Livello 1 si riferisce alle quote dei fondi comuni d’investimento gestiti dal Gruppo Azimut sottoscritti nell’ambito delle politiche di gestione della liquidità del Gruppo. La voce “Quote di O.I.C.R.” (Livello 2) si riferisce per euro/migliaia 7.981.587 alla liquidità e agli investimenti, valutati al fair value, relativi alle polizze unit-linked emesse da Azimut Life Dac per le quali il rischio dell’investimento è sopportato dagli assicurati. A questo proposito si precisa che i Net Asset Values (NAV) dei Fondi Interni sono calcolati giornalmente (nei giorni lavorativi esclusi i giorni festivi italiani e irlandesi) e si basano sugli ultimi prezzi disponibili, come indicato nei contratti assicurativi. Di conseguenza, la valutazione del portafoglio unit-linked potrebbe non avvenire l'ultimo giorno dell'anno, ma è coerente con la valutazione delle passività. Sono compresi in questa voce gli investimenti in quote di fondi d’investimento alternativi (“FIA”), caratterizzati da strategie di investimento focalizzate su classi di attivo illiquide (quali private equity e private debt), sottoscritti dal Gruppo nell’ambito delle politiche di gestione della liquidità e al 31 dicembre 2025 ammontano a euro/migliaia 132.480. La voce “Titoli di capitale” (Livello 3) si riferisce al fair value del futuro esercizio delle opzioni di acquisto della rimanente quota di capitale per l’acquisizione delle società
239
collegate LCP Yonetim Danismanligi, P101 SGR S.p.A. Gestore EuVECA, Indigo. AI Srl, Diaman Partners Limited, oltre a partecipazioni minori nei confronti delle quali il Gruppo non esercita né il controllo, né un’influenza significativa o il controllo congiunto. La voce “Titoli di debito” (Livello 3) si riferisce all’acquisto un’obbligazione Corporate emessa da Rabobank. 2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti Voci/Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Titoli di capitale 55.959 69.824 di cui: banche 375 - di cui: altre società finanziarie - - di cui: società non finanziarie 55.584 69.824 di cui: imprese di assicurazione - - 3. Titoli di debito 512 15.136 a) Amministrazioni pubbliche - - b) Banche 511 - c) Altre società finanziarie 1 15.136 di cui: imprese di assicurazione - - d) Società non finanziarie - - 3. Quote di O.I.C.R. 8.282.584 8.154.279 4. Finanziamenti - - a) Amministrazioni pubbliche - - b) Banche - - c) Altre società finanziarie - - di cui: imprese di assicurazione - - d) Società non finanziarie - - e) Famiglie - -
Sezione 3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva La voce presenta un saldo di euro/migliaia 25.024 (euro/migliaia 19.132 al 31 dicembre 2024) ed è costituita da partecipazioni minori nei confronti delle quali il Gruppo non esercita né il controllo, né un’influenza significativa o il controllo congiunto per euro/migliaia 12.104 e da Titoli di Stato in portafoglio detenuti nell’ambito della gestione della liquidità di Gruppo per euro/migliaia 12.920.
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica Voci / Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito 12.920 - - 5.183 - - - di cui: Titoli di Stato 12.920 - - 5.183 - - 2. Titoli di capitale - - 12.104 - - 13.949 3. Finanziamenti - - - - - - Totale 12.920 - 12.104 5.183 - 13.949
240
3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittente Voci/Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Titoli di debito 12.920 5.183 a) Amministrazioni pubbliche 12.920 5.183 b) Banche - c) Altre società finanziarie - di cui: imprese di assicurazione - d) Società non finanziarie - 2. Titoli di capitale 12.104 13.949 a) Banche 2.614 2.256 b) Altre società finanziarie - di cui: imprese di assicurazione - c) Società non finanziarie - d) Altri 9.490 11.693 3. Finanziamenti - a) Amministrazioni pubbliche - b) Banche - c) Altre società finanziarie - di cui: imprese di assicurazione - d) Società non finanziarie - e) Famiglie - 3.3. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive Valore lordo Rettifiche di valore complessivo Write-off parziali compless ivi (*) Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio di cui: Strume nti con basso rischio di credito Titoli di debito 12.920 Finanziamenti Totale al 31/12/2025 12.290 Totale al 31/12/2024 5.183 di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate X X X (*) valore da esporre ai fini informativi
241
Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato La voce presenta un saldo di euro/migliaia 201.868 (euro/migliaia 310.901 al 31 dicembre 2024) ed è costituita da crediti per servizi di gestione di patrimoni per euro/migliaia 129.093, crediti per altri servizi per euro/migliaia 61.282, da depositi per euro/migliaia 3.558 e da titoli di debito per euro/migliaia 7.935. Trattandosi di crediti esigibili nel brevissimo termine, per quanto attiene la gestione dei patrimoni e servizi e i crediti verso banche, il costo ammortizzato coincide con il loro valore nominale.
4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica Composizione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Valore di Bilancio Fair Value Valore di Bilancio Fair Value I e II Stadio III Stadio di cui: impaired acquisite o originate L 1 L 2 L 3 I e II Stadio III Stadio di cui: impaired acquisite o originate L 1 L 2 L 3 1. Crediti per servizi di gestione di patrimoni 129.093 - - - - 129.093 158.543 - - - - 158.543 1.1 gestione di O.I.C.R. 121.238 - - - - 121.238 142.893 - - - - 142.893 1.2 gestione individuale 3.596 - - - - 3.596 10.719 - - - - 10.719 1.3 gestione di fondi pensione 4.260 - - - - 4.260 4.931 - - - - 4.931 2. Crediti per altri servizi 61.282 - - - - 61.282 139.674 - - - - 139.674 2.1 consulenze - - - - - - - - - - - - 2.2 funzioni aziendali in outsourcing - - - - - - - - - - - - 2.3 altri 61.282 - - - - 61.282 139.674 - - - - 139.674 3. Altri crediti 3.558 - - - - 3.558 473 - - - - 473 3.1 pronti contro termine - - - - - - - - - - - - di cui: su titoli di Stato - - - - - - - - - - - - di cui: su altri titoli di debito - - - - - - - - - - - - di cui: su titoli di capitale e quote - - - - - - - - - - - - 3.2 depositi e conti correnti 3.558 - - - - 3.558 473 - - - - 473 3.3 altri - - - - - - - - - - - - 4. Titoli di debito 7.935 - - - - 7.935 12.211 - - - - 12.211 - - - - - - - - - Totale 201.868 - - - - 201.868 310.901 - - - - 310.901
La voce “Crediti per servizi di gestione di patrimoni” è rappresentata dai crediti per commissioni attive sui fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali maturate nel mese di dicembre 2025 ed incassate nel corso del mese successivo. La voce “Crediti per altri servizi” comprende principalmente i crediti per commissioni per il collocamento di prodotti di banche terze e i crediti per commissioni attive da incassare per l’attività di collocamento di prodotti assicurativi di società terze.
242
4.2 Crediti: composizione per controparte Composizione / Controparte Banche Enti Finanziari Clientela di cui: del gruppo della SGR di cui: del gruppo della SGR di cui: del gruppo della SGR 1. Crediti per servizi di gestione di patrimoni - - 4.260 - 124.834 - 1.1 gestione di O.I.C.R. - - - - 121.238 - 1.2 gestione individuale - - - - 3.596 - 1.3 gestione di fondi pensione - - 4.260 - - - 2. Crediti per altri servizi 3.423 - 7.725 - 50.135 - 2.1 consulenze - - - - - - 2.2 funzioni aziendali in outsourcing - - - - - - 2.3 altri 3.423 - 7.725 - 50.135 - 3. Altri crediti - - 3.558 - - - 3.1 pronti contro termine - - - - - - di cui: su titoli di Stato - - - - - - di cui: su altri titoli di debito - - - - - - di cui: su titoli di capitale e quote - - - - - - 3.2 depositi e conti correnti - - - - - - 3.3 altri - - 3.558 - - - 4. Titoli di Debito - - 7.935 - - - Totale 31/12/2025 3.423 - 23.478 - 174.968 - Totale 31/12/2024 7.243 - 99.949 - 203.708
Sezione 7 – Partecipazioni
7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi La voce presenta un saldo di euro/migliaia 160.387 (euro/migliaia 184.733 al 31 dicembre 2024). Tale voce include le interessenze azionarie detenute in società collegate.
Denominazione
Sede Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota di partecip azione% Dispo nibilit à voti % Imprese valutate con il metodo del patrimonio netto 1 Cofircont Compagnia Fiduciaria srl Italia Azimut Enterprises Srl 30,00 30,00 2 P101 SGR S.p.A. Gestore EuVECA Italia Azimut Enterprises Srl 30,00 30,00 3 Valuebiotech Srl Italia Azimut Enterprises Srl 24,90 24,90 4 Romeo Founders S.L. (2)(4) Spagna AZI First Srl 46,70 46,70 5 Fleap SpA (2) Italia Azimut Enterprises Srl 27,75 27,75 6 Shanghai Heyu Information Technology Ltd Cina An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd 12,50 12,50 7 Azimut Peninsula GP S.à r.l. Lussemburgo AZ International Holdings SA 50,00 50,00 8 Sanctuary Wealth Group LLC Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 53,37 53,37 9 Diaman Partners Limited Malta Azimut UK Holdings Limited 20,00 20,00 10 LCP Yonetim Danismanligi Turchia Azimut Portföy Yönetimi A.Ş. 49,90 49,90 11 Nova Investment Limited Irlanda Azimut Holding Spa 100 100 12 AZ Aust Holdings PTY Ltd Australia Azimut UK Holdings Limited 26,25 26,25 13 Red Med Asset Management (2) Marocco AZ International Holdings SA 29,35 29,35 14 Red Med Securities (2) Marocco AZ International Holdings SA 25,00 25,00 (2) Nuovo ingresso nel perimetro di consolidato rispetto al 31/12/2024 (4) Partecipazioni che verranno cedute nell’ambito dell’operazione di TNB e pertanto classificate nelle attività in via di dismissione
243
7.2 Variazione annue delle partecipazioni Valore complessivo A. Esistenze iniziali 184.733 B. Aumenti 40.973 B.1 Acquisti 14.456 B.2 Riprese di valore - B.3 Rivalutazioni 25.469 B.4 Altre Variazioni 1.047 C. Diminuzioni -65.317 C.1 Vendite -140 C.2 Rettifiche di valore -10.126 C.3 Altre variazioni -55.051 D. Rimanenze finali 160.387 La variazione in aumento “Acquisti” si riferisce: alla partecipazione Fleap S.p.A., divenuta collegata a seguito della conversione dei finanziamenti erogati negli esercizi 2024 e 2025 che ammontano complessivamente a euro/migliaia 1.055 (la quota di possesso al 31 dicembre 2025 è pari a 27,75% per un valore complessivo di euro/migliaia 2.108); all’acquisizione di una partecipazione del 29% in Red Med Asset Management e del 25% in Red Med Securities. L’operazione si è perfezionata nel corso del mese di luglio 2025 con un esborso pari a 7 milioni di euro. È previsto un meccanismo di aggiustamento prezzo per il rimanente saldo (circa 4,4 milioni di euro) che verrà corrisposto nel corso del 2026; all’acquisizione a febbraio 2025 del 46,70% del capitale sociale di Romeo Founders S.L. con sede in Spagna per un importo di 2 milioni di euro. La suddetta partecipazione verrà ceduta nell’ambito dell’operazione di TNB. La variazione in diminuzione “Vendite” si riferisce alla cessione della partecipazione IPOC 1 Srl. La variazione in diminuzione “Altre variazioni” si riferisce principalmente: alle società americane Kennedy Capital Management LLC e HighPost Capital LLC precedentemente classificate come collegate, e divenute società controllate a seguito dell’aumento della quota di partecipazione; alla partecipazione Alps Blockchain Spa precedentemente classificate come collegata e classificata tra gli investimenti valutati a fair value a seguito della riduzione per diluizione della percentuale di possesso dal 22,47% al 14,5%. alle società Step4Business Spa (già Azimut Market Place Srl) precedentemente classificate come collegate, e divenute società controllate a seguito dell’aumento della quota di partecipazione. Le suddette operazioni sono spiegate nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’esercizio” della relazione sulla gestione del Bilancio consolidato cui si rimanda.
244
7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabile Denominazione Valore di Bilancio Fair Value (*) Dividendi percepiti Cofircont Compagnia Fiduciaria srl 1.082 1.082 P101 SGR S.p.A. Gestore EuVECA 3.505 3.505 Valuebiotech Srl 3.090 3.090 Fleap SpA 2.108 2.108 Shanghai Heyu Information Technology Ltd 7.485 7.485 Azimut Peninsula GP S.à r.l. 25 25 Sanctuary Wealth Group LLC 15.991 15.991 Diaman Partners Limited 1.206 1.206 LCP Yonetim Danismanligi 208 208 Nova Investment Limited 19.583 19.583 AZ Aust Holdings PTY Ltd 92.362 92.362 Red Med Asset Management 11.036 11.036 Red Med Securities 2.706 2.706 Totale 160.387 160.387 (*)
Trattasi di società non quotate per le quali il fair value è stato considerato coincidente con il valore contabile.
Come richiesto dai principi IAS/IFRS per le partecipazioni il Gruppo ha verificato se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: - indicatori qualitativi, quali il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato, l’annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione; - indicatori quantitativi rappresentati dal valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore espresso nel bilancio consolidato delle attività nette della partecipata (incluso l'eventuale avviamento) o dalla distribuzione da parte di quest’ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo. In presenza di indicatori di impairment viene determinato il valore recuperabile, rappresentato dal Valore d’uso, e se quest’ultimo risulta inferiore al valore di iscrizione si procede alla rilevazione dell’impairment. Come descritto nel successivo paragrafo alla voce” Attività Immateriali”, i test di impairment svolti con riferimento alle singole partecipazioni nel Bilancio Consolidato non hanno determinato la necessità di operare svalutazioni, pertanto, non sono state rilevate rettifiche di valore sulle stesse.
Attività Assicurative La voce presenta un saldo di euro/migliaia 6.129 (euro/migliaia 5.919 al 31 dicembre 2024) e si riferisce ai contratti detenuti dalla controllata Azimut Life Dac in base ai quali trasferisce il rischio assicurativo relativo ai contratti assicurativi sottostanti, classificati come contratti di riassicurazione e contabilizzati ai sensi dell’IFRS 17.
245
La tabella seguente riporta le attività per la copertura residua e gli importi recuperabili sui sinistri. Voce Attività per Copertura Residua Attività per Sinistri Maturati Totale 31/12/2025 Attività per Copertura Residua Attività per Sinistri Maturati Totale 31/12/2024 Attività iniziali 5.919 - 5.919 5.634 - 5.634 Passività iniziali - - - - - - Saldo netto iniziale 5.919 - 5.919 5.634 - 5.634 Spese nette da contratti di riassicurazione detenuti -1.975 547 -1428 -1.823 253 -157 Componenti di investimento - - - - Risultato finanziario della riassicurazione 40 - 40 10 - 10 Di cui effetto delle variazioni del rischio di inadempienza dei riassicuratori - - - - - - Effetto delle variazioni dei tassi di cambio - - - - - - Variazioni totali nel conto economico complessivo -1.935 547 -1388 -1.813 253 -1560 Flussi di cassa - - - Premi pagati 2.145 - 2.145 2.098 - 2.098 Flussi di cassa per acquisizioni assicurative pagate - - - - - - Importi ricevuti dalla riassicurazione - -547 -547 - -253 -253 Flussi di cassa totali 2.145 -547 1.598 2.098 -253 1.845 Altre variazioni del valore contabile netto - - - - - - Attività finali 6.129 - 6.129 5.919 - 5.919 Passività finali - - - - - - Saldo netto finale 6.129 - 6.129 5.919 - 5.919
246
La tabella seguente presenta le attività relative ai contratti di riassicurazione vita detenuti, mostrando le stime del valore attuale dei flussi di cassa futuri (PVFCF), l'aggiustamento per il rischio (RA) e il margine di servizio contrattuale (CSM): Voce Stime del PVFCF RA CSM Totale al 31/12/20 25 Stime del PVFCF RA CSM Totale al 31/12/2 024 Attività iniziali -1.004 116 6.807 5.919 -966 116 6.484 5.634 Passività iniziali - - - - - - - - Saldo netto iniziale -1.004 116 6.807 5.919 -966 116 6.484 5.634 Variazioni relative ai servizi futuri - - - - - - - - Contratti inizialmente riconosciuti nel periodo -120 14 106 - -150 18 132 - Variazioni nelle stime che rettificano il CSM -1.329 5 1.324 - -1.296 7 1.289 - Variazioni nelle stime che risultano in perdite e storni di perdite su contratti onerosi - - - - - - - - Variazioni relative ai servizi correnti - - - - - - - - CSM riconosciuto per i servizi forniti - - -1.250 -1.250 - - -1.136 -1.136 Variazione dell'aggiustamento per il rischio per il rischio non finanziario per il rischio scaduto - -28 - -28 - -30 - -30 Rettifiche dell'esperienza -150 - - -150 -404 - - -404 Variazioni relative ai servizi passati - - - 0 Rettifiche delle passività per i sinistri maturati - - - 0 - - - -
Utile
(spese) netto/e da contratti di riassicurazione detenuti -1.599 -9 180 -1428 -185 -5 285 -157 Risultato finanziario della riassicurazione -14 - 54 40 -33 5 38 10 Effetto delle variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - - Effetto delle variazioni del rischio di inadempienza dei riassicuratori - - - - - - - - Variazioni totali nel conto economico complessivo -1613 -9 234 -1388 -1.883 - 323 -1560 Flussi di cassa totali 1598 - - 1.598 1.845 - - 1.845 Altre variazioni del valore contabile netto - - - - - - - - Attività finali -1.019 107 7.041 6.129 -1.004 116 6.807 5.919 Passività finali - - - - - - - - Saldo netto finale -1.019 107 7.041 6.129 -1.004 116 6.807 5.919
247
Sezione 8 - Attività materiali La voce presenta un saldo di euro/migliaia 31.879 (euro/migliaia 29.466 al 31 dicembre 2024). 8.1 Composizione della voce “Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo” Voci/Valutazione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Di proprietà 4.825 3.956 a) terreni - - b) fabbricati 78 87 c) mobili 1.920 1.438 d) impianti elettronici 709 604 e) altre 2.118 1.828 2. Diritti d'uso: Acquisti con leasing 27.054 25.509 a) terreni - - b) fabbricati 26.179 24.356 c) mobili - - d) impianti elettronici - - e) altre 875 1.153 Totale 31.879 29.466
248
8.5 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue Terreni Fabbricati Mobili Impianti Elettronici Altri Totale A. Esistenze iniziali lorde - 99.711 11.597 4.442 41.145 156.895 A. 1 Riduzioni di valore totali nette - 75.268 -10.159 - 3.838 -38.165 -127.429 A. 2 Esistenze iniziali nette 24.443 1.438 604 2.981 29.466 B. Aumenti 30.834 3.559 2 6.367 40.762 B.1 Acquisti 30.834 3.559 2 6.367 40.762 B.2 Spese per migliorie capitalizzate - B.3 Riprese di valore B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico B.5 Differenze positive di cambio B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento X X X B.7 Altre variazioni - C. Diminuzioni - 28.661 -2.973 - 2 -6.713 -38.349 C.1 Vendite - - - - 889 -889 C.2 Ammortamenti -7.128 -415 - 2 -1.444 - 8.989 C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: - a) patrimonio netto b) conto economico - C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: Value imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico C.5 Differenze negative di cambio C.6 Trasferimenti a: a) attività materiali detenute a scopo di investimento X X X b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - 26.994 -537 - -5.381 -32.912 C.7 Altre variazioni 5.461 - 2.021 - 0 1.002 4.441 D. Rimanenze finali lorde - 130.546 15.156 4.444 47.512 197.658 D. 1 Riduzioni di valore totali nette - 103.930 -13.131 - 3.840 -44.877 -165.778 D. 2 Rimanenze finali nette 26.616 2.025 604 2.635 31.879 E. Valutazione al costo 26.616 2.025 604 2.635 31.879
249
Le aliquote di ammortamento utilizzate per i beni di proprietà sono le seguenti: Descrizione Aliquota % Di proprietà Fabbricati 3% Mobili 12% Altre: Impianti 15%-20%-25% Automezzi 25% Macchine ufficio elettroniche 20% Spese per migliorie capitalizzate In base alla durata residua del contratto di locazione Diritti d'uso: Acquisti con leasing Fabbricati In base alla durata del contratto di locazione Spese per migliorie capitalizzate In base alla durata del contratto di locazione Altre: Autovetture In base alla durata del contratto di noleggio
Sezione 9 -Attività immateriali La voce presenta un saldo di euro/migliaia 683.220 (euro/migliaia 581.060 al 31 dicembre 2024). 9.1 Composizione della voce “Attività immateriali” Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Attività valutate al costo Attività valutate al fair value Attività valutate al costo Attività valutate al fair value 1. Avviamento 584.129 507.998 2. Altre attività immateriali 99.092 73.062 2.1 generate internamente 2.2 altre 99.092 73.062 Totale 683.220 581.060
L’avviamento è relativo a: - l’acquisizione da parte di Azimut Holding SpA (già Tumiza SpA), avvenuta in data 12 febbraio 2002, dell’incorporata Azimut Holding SpA che deteneva il 100% (direttamente o indirettamente) di tutte le società del Gruppo Azimut. Tale voce si è determinata come differenza tra il valore di costo iniziale della partecipazione, alla data di acquisizione, e il patrimonio netto delle controllate alla data del 31 dicembre 2001. A seguito della fusione per incorporazione di Azimut Holding SpA in Tumiza SpA, avvenuta con effetto contabile 1° luglio 2002, una quota delle differenze positive di consolidamento, pari a 176,3 milioni di euro ammortizzati ante adozione dei principi contabili internazionali per 26,4 milioni di euro, è confluita nella voce “Avviamento” del bilancio d’esercizio di Azimut Holding SpA; - le acquisizioni realizzate in Italia tramite Azimut Enterprises Srl e all’estero tramite le controllate AZ International Holding SA e Azimut UK Holdings Limited, al fine del conseguimento dell’espansione del Gruppo.
Le Altre Attività immateriali – Altre sono relative a:
250
Marchi per euro/migliaia 37.750, di cui Marchio “Azimut” per euro/migliaia 35.338; Software per euro/migliaia 31.189; Altre attività immateriali per euro/migliaia 32.153. Tra le Altre attività immateriali è incluso il valore delle relazioni contrattuali con la clientela (“Customer relationships”) relativamente a: euro/migliaia 23.111 si riferisce al valore attribuito a Customer relationship relative alla società americana Kennedy Capital Management LLC ed ammortizzate sulla base di una vita utile residua di 15,8 anni; euro/migliaia 6.977 si riferisce al valore attribuito a Customer relationship relative alle società americane HighPost Capital LLC ed ammortizzate sulla base di una vita utile residua di 8,6 anni; euro/migliaia 40 si riferisce al valore attribuito a Customer relationship relative al ramo d’azienda acquisito da Sofia SGR SpA nell’esercizio 2018 ed ammortizzate sulla base di una vita utile residua di 10 anni (euro/migliaia 3.386 classificato nelle attività in via dismissione); euro/migliaia 566 si riferisce al valore attribuito a Customer relationship relative al ramo d’azienda acquisito di P&G SGR ed ammortizzato sulla base della vita utile stimata pari a 10 anni o, se minore, della durata dei fondi di cui è stato acquisito il mandato di gestione. Tali attività costituiscono un’attività immateriale come definita dalla IAS 38 dalla quale è probabile che l’acquirente conseguirà benefici economici futuri.
Di seguito si riporta una tabella di riepilogo degli avviamenti iscritti in bilancio con la relativa movimentazione intercorsa rispetto al precedente esercizio.
251
Società Totale Nuove Altre Totale 31/12/2024 Acquisizioni Cessioni Variazioni 31/12/2025 Azimut Holding Spa 292.145 292.145 Azimut Libera Impresa SGR S.p.A. 6.376 6.376 Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) 15.936 15.936 Manacrowd Srl 10.352 10.352 Electa Venture Srl 61.588 61.588 Wealthtype SpA 4.237 -20 4.217 Synodia Spa 987 987 Indigo.AI Srl 5.272 5.272 Step 4 Business SpA 6.271 -6.271 - - Totale CGU Azimut/Italia 390.634 12.530 -6.271 -20 396.873 CGM - Azimut Monaco 31.732 31.732 Azimut Switzerland 7.490 7.489 Azimut Portfoy 9.232 9.232 Katarsis Capital Advisors 6.756 6.756 Azimut (DIFC) Limited 255 255 Azimut Egypt Asset Management 9.548 9.548 - Totale CGU Europe, Middle East & Africa 65.013 65.013 AZ Sestante 50 50 AZ Sinopro Financial Planning 1.247 1.247 AZ Investment Management Singapore 592 592 - Totale CGU Asia & Pacifico 1.889 1.889 Azimut Brasil Holdings e controllate 31.913 4 31.917 AZ Quest MZK Investimentos Macro e Credito Ltda 11.185 - 11.185 AZ Mexico Holdings S.A. De CV 6.122 7 6.129 KAAN Capital Asesores Independientes SAPI de CV 153 - 153 Kennedy Capital Management 9.735 - - 9.735 HighPost Capital LLC 60.147 - - 60.147 - Totale CGU America 50.462 69.882 - 11 120.354 Totale 507.999 82.412 -6.271 -9 584.129
La voce “Nuove acquisizioni”, si riferisce alle acquisizioni delle società statunitensi Kennedy Capital Management LLC e High Post Capital LLC, oltre all’acquisizione della società Synodia Srl e Indigo.AI Srl. Le suddette acquisizioni sono dettagliate nella seguente tabella, che riassume il valore equo (fair value) delle attività e passività relative alle operazioni di aggregazione aziendale sopra descritte alla data di acquisizione e la determinazione dei relativi avviamenti o liste clienti (in migliaia di euro).
252
Aggregazioni esercizio 2025 Synodia Srl Kennedy Capital LLC High Post Capital LLC Indigo.AI Srl Step4Business Spa Totale Prezzo di acquisto 1.080 30.652 67.262 11.568 8.001 118.563 Totale costo di acquisto (A) 1.080 30.652 67.262 11.568 8.001 110.562 Disponibilità liquide 692 219 9.676 10.587 Altre attività 99 5.265 5.522 2.523 2.423 13.409 Altre passività - 6 - 2.227 - 3.942 - 5.903 - 693 - 12.078 Fondo imposte differite passive - 7.216 - 2.232 - 9.448 Fair Value attività nette acquisite (B) 93 - 3.486 - 433 6.296 1.730 2.470 - Differenza (A – B) di cui allocata: 987 34.138 67.695 5.272 6.271 108.092 - Liste Clienti 24.403 7.548 31.951 - Avviamento (comprensivo delle imposte differite passive) 987 9.735 60.147 5.272 6.271 76.141 Con riferimento alla società Step 4 Business SpA si precisa che l’acquisizione è avvenuta a seguito dell’acquisto della maggioranza da parte di Azimut Financial Insurance Spa e che la stessa è stata classificata fra le Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione in quanto rientra tra gli elementi che verranno ceduti in relazione all’operazione TNB. Allocazione del Prezzo di Acquisto (PPA) Kennedy Capital Management A seguito dell’acquisizione della società Kennedy Capital Management, perfezionatasi in data 28 febbraio 2025, il Gruppo ha proceduto all’allocazione del prezzo di acquisto ai sensi del principio contabile IFRS 3. Nell’ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA), è stata identificata un’attività immateriale a vita definita precedentemente non iscritta nel bilancio della acquisita, riconducibile alla Customer Relationship (Relazioni con i Clienti). Dettagli della Valutazione La valutazione del Fair Value di tale attività è stata effettuata utilizzando il metodo reddituale dei flussi di cassa scontati, basato sui seguenti parametri: Valore Equo (Fair Value): 24,4 milioni di euro, incluso il beneficio fiscale dell'ammortamento o Tax Amortization Benefit). Vita utile stimata: 15,8 anni, determinata sulla base del tasso di abbandono (churn rate) storico e atteso dei clienti. Tasso di attualizzazione (WACC): 14,3%. Il valore attribuito alla Customer Relationship è iscritto tra le attività immateriali del bilancio consolidato e sarà oggetto di ammortamento sistematico lungo la sua vita utile
253
stimata. In contropartita all'iscrizione di tale attività, sono state rilevate passività per imposte differite (DTL) per un importo complessivo pari a circa 7,2 milioni di euro. HighPost Capital LLC A seguito dell’acquisizione della società HighPost Capital LLC, perfezionatasi in data 6 maggio 2025, il Gruppo ha proceduto all’allocazione del prezzo di acquisto ai sensi del principio contabile IFRS 3. Nell’ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA), è stata identificata un’attività immateriale a vita definita precedentemente non iscritta nel bilancio della acquisita, riconducibile ai contratti esistenti alla data di acquisto (Customer Contracts), corrispondenti ai fondi di investimento alternativi chiusi istituiti e gestiti da HighPost. Dettagli della Valutazione La valutazione del Fair Value di tale attività è stata effettuata utilizzando il metodo reddituale dei flussi di cassa scontati, basato sui seguenti parametri: Valore Equo (Fair Value): 7,5 milioni di euro, incluso il beneficio fiscale dell'ammortamento o Tax Amortization Benefit). Vita utile stimata: 8,6 anni, determinata sulla base del piano di investimento e liquidazione dei fondi esistenti al momento dell’operazione. Tasso di attualizzazione (WACC): 14,3%. Il valore attribuito ai Cusotmer Contracts è iscritto tra le attività immateriali del bilancio consolidato e sarà oggetto di ammortamento sistematico lungo la sua vita utile stimata. In contropartita all'iscrizione di tale attività, sono state rilevate passività per imposte differite (DTL) per un importo complessivo pari a circa 2,2 milioni di euro. 9.2 “Attività immateriali”: variazioni annue Totale A. Esistenze Iniziali 581.060 B. Aumenti 131.393 B.1 Acquisti 131.382 B.2 Riprese di valore B.3 Variazioni positive di fair value - a patrimonio netto - a conto economico B.4 Altre variazioni 11 C. Diminuzioni -29.233 C.1 Vendite C.2 Ammortamenti -19.792 C.3 Rettifiche di valore -3.150 - a patrimonio netto - a conto economico -3.150 C.4 Variazioni negative di fair value - a patrimonio netto - a conto economico C.5 Altre variazioni -6.291 D. Rimanenze finali 683.220
254
Le aliquote dell'ammortamento per le attività immateriali a vita utile definita sono le seguenti: Descrizione Aliquota Software applicativi 33% Software Piattaforma IT 20%
Impairment test L’Impairment Test è stato predisposto tenendo in considerazione i diversi documenti, richiami di attenzione e raccomandazioni emanati dalle Autorità di Vigilanza (Es: Consob, ESMA, Banca d’Italia, ecc.) nonché di quelli derivanti dall’attuale contesto di riferimento e che possono avere relazione sulle verifiche relative alla continuità aziendale nonché sulle valutazioni delle attività (cd. impairment test). In merito alla fattispecie dell’esposizione in bilancio di avviamenti e marchi (bene con vita utile indefinita), i principi contabili internazionali, nello specifico lo IAS 36 – “Riduzione di valore delle attività”, prescrivono che le società, annualmente, nell’ambito del complessivo processo di redazione del bilancio sia separato che consolidato, e ogniqualvolta vi sia un'indicazione che vi possa essere una riduzione di valore, sottoponga i relativi saldi contabili ad impairment test. Nel caso di specie del Gruppo tali attività fanno riferimento nello specifico a: Avviamento; Marchio. Il Gruppo opera nel settore del risparmio gestito, in Italia e all’estero, attraverso un modello di gestione e distribuzione cosiddetto “integrato”, che prevede il collocamento diretto dei prodotti del Gruppo alla clientela principalmente tramite la propria rete di vendita. Tale modello tiene conto dei seguenti aspetti: i. nelle singole aree geografiche vi sono strategie comuni; ii. tipicamente, i clienti di ciascun paese sottoscrivono prevalentemente prodotti istituiti e/o gestiti dalle società di gestione del Gruppo e/o gestiti da case terze appartenenti alla medesima area geografica; iii. le relazioni e le transazioni tra le società controllate sono prevalentemente attribuibili a quelle appartenenti alla medesima area geografica. Tenuto conto di quanto rappresentato, il Gruppo ha identificato quattro settori operativi rappresentativi delle aree geografiche in cui il Gruppo opera (Italia, Europa-Medio Oriente, Americhe e Asia-Pacifico), in quanto tale articolazione rappresenta la modalità attraverso la quale è monitorata e misurata la performance del Gruppo e vengono assunte le decisioni economiche rilevanti. Allo stesso modo, ai fini dell’individuazione delle cash generating units a cui allocare l’avviamento, la Direzione ha tenuto in considerazione la strategia di M&A perseguita dal Gruppo. Tale strategia prevede nella sostanza di generare, con l’ingresso all’interno del mercato di un paese oppure con l’ampliamento delle attività svolte nel paese stesso in cui il Gruppo sia già presente, sinergie, principalmente di ricavo, all’interno della stessa area geografica di riferimento, attraverso la possibilità di gestione e collocamento di prodotti del risparmio gestito anche di altri paesi della medesima area geografica.
255
Pertanto, le cash generating units (di seguito le “CGU”) individuate sono rappresentate dalle quattro specifiche aree geografiche in cui il Gruppo opera, come sopra indicato. Tale approccio risulta, peraltro, coerente anche con quanto previsto dallo IAS 36 in quanto: l’area geografica, in coerenza anche con il monitoraggio delle performance del Gruppo e non il singolo paese, rappresenta il livello minimo all'interno del Gruppo in cui l'avviamento è monitorato per finalità gestionali interne; una CGU non può essere più grande di un settore operativo, così come definito dal paragrafo 5 dell’IFRS 8. Conseguentemente, le CGU così identificate sono le seguenti: i. CGU Azimut/Italia; ii. CGU Europe, Middle East & Africa; iii. CGU Asia & Pacifico; iv. CGU America. Tenuto conto di quanto sopra nel corso dell'esercizio 2025 non si sono verificati fatti e circostanze che rendano necessarie variazioni ai criteri di identificazione delle CGU né alle CGU stesse. Nel dettaglio, la prima CGU (Azimut/Italia) è riconducibile all’attività svolta dalle società italiane, lussemburghesi e irlandesi direttamente controllate da Azimut Holding Spa, ciascuna specializzata nella distribuzione, nella promozione e gestione di prodotti finanziari e assicurativi (essenzialmente unit-linked), che operano come un’unica struttura, tipicamente dedicata alla gestione del risparmio e al collocamento di strumenti di investimento, nella quale i contributi delle singole componenti appaiono indistinguibili e i cui risultati operativi sono ugualmente rivisti periodicamente in modo unitario dal management ai fini dell’adozione delle decisioni delle risorse da allocare e della valutazione dei risultati e delle performance aziendali. Oltre le società prodotto italiane, rientrano in tale area quindi le società prodotto estere Azimut Investments S.A. (con sede in Lussemburgo) e la sua Branch in Portogallo, Azimut Life Dac e Azimut Investment Limited (con sedi a Dublino). Le altre tre CGU sono invece riconducibili all’attività svolta dalle società estere che hanno sede ed operano nella rispettiva Area Geografica di pertinenza (America, Asia&Pacifico, EMEA). Le società estere, come sopra riportato, sono anch’esse specializzate nella gestione, promozione e distribuzione di prodotti finanziari e del risparmio gestito, ciascuna nell’area geografiche di riferimento, secondo lo stesso modello di business integrato come precedentemente indicato in merito alla individuazione delle CGU.
256
Tenuto conto di quanto sopra rappresentato, di seguito viene riportata una rappresentazione tabellare dei Paesi appartenenti alle tre CGU estere: America Asia-Pacific EMEA Brasile Australia (Sestante) Egitto Cile Cina - Shangai Monaco Messico Cina - Hong Kong Svizzera USA Singapore Turchia Taiwan Emirati Arabi Uniti Determinazione del valore d’uso di ogni singola CGU In continuità con gli esercizi precedenti, la stima del valore d’uso è stata fatta utilizzando il metodo del Discounted Cash Flow basandosi sui seguenti assunti: 1. Tasso di sconto Calcolato utilizzando come data di riferimento il 31 dicembre 2025 e determinato con una logica di costo medio ponderato del capitale (WACC) per singola CGU: Risk Free: a) CGU Azimut/Italia: tasso BTP a 10 anni, media 2025; b) CGU EMEA: media 2025 dei GovBond a 10 anni dei paesi afferenti la stessa, ponderati per il peso del singolo Paese nell’ambito della CGU stessa. c) CGU Asia Pacific: media 2025 dei GovBond a 10 anni dei paesi afferenti la stessa, ponderati per il peso del singolo Paese nell’ambito della CGU stessa. d) CGU America: media 2025 dei GovBond a 10 anni di USA, Messico e Brasile, ponderati per il peso del singolo Paese nell’ambito della CGU stessa. Costo del capitale Ke determinato utilizzando il metodo del CAPM versione unlevered; Costo del debito, che viene considerato nullo, riflettendo l'estinzione integrale dell'indebitamento obbligazionario avvenuta nel dicembre 2024. Beta levered: calcolato su un orizzonte temporale di 5 anni con rilevazioni giornaliere (Fonte: Bloomberg); Premio per il rischio di Mercato: Rendimento aggiuntivo richiesto per investimenti in azioni piuttosto che in titoli risk free. 2. Flussi di Cassa In linea con l’esercizio precedente, per il calcolo del Cash Flow unlevered si è ritenuto ragionevole approssimare il flusso di cassa atteso con l’utile netto di periodo. Gli utili sono stati determinati sulla base delle linee strategiche che verranno utilizzate per lo sviluppo dei piani pluriennali relativi al periodo 2026 – 2030, partendo dai piani industriali pluriennali approvati o, in alternativa, dai budget dell’esercizio 2026. Per i periodi di osservazione non sottoposti a pianificazione esplicita la crescita dell’esercizio viene assunta con il tasso di crescita g del paese corrispondente.
257
3. Valore Terminale Per il calcolo dei Valori Terminali è stato considerato il flusso di cassa dell’ultimo esercizio di previsione, assumendo un tasso di crescita g medio per singola CGU in linea con le attese dei Paesi appartenenti alla stessa. Calcolo del costo medio ponderato del capitale Il costo medio ponderato del capitale è calcolato ponderando il costo dell’indebitamento ed il costo dell’equity in funzione dell’attuale struttura finanziaria del Gruppo. Si riportano di seguito i valori della sensitivity sviluppati per ognuna CGU riconducibili alle società controllate estere tenuto conto di quanto riportato in premessa A) Sensitivity: Europe, Middle East & Africa B) Sensitivity: Asia & Pacific C) Sensitivity: America
#####
10,4% 10,9% 11,4% 11,93% 12,4% 12,9% 13,4% 13,9% 4,2% 2.175.351.002 2.015.086.692 1.877.133.162 1.757.138.015 1.651.811.729 1.558.621.881 1.475.587.185 1.401.135.302 4,7% 2.325.111.724 2.140.180.503 1.982.908.569 1.847.525.155 1.729.760.365 1.626.387.024 1.534.920.706 1.453.417.673 5,2% 2.503.728.345 2.287.259.354 2.105.772.221 1.951.423.177 1.818.550.330 1.702.964.335 1.601.498.900 1.511.716.461 5,7% 2.720.429.928 2.462.677.361 2.250.228.966 2.072.106.148 1.920.612.434 1.790.192.248 1.676.734.911 1.577.133.579 6,2% 2.988.850.863 2.675.498.316 2.422.519.640 2.213.998.961 2.039.162.891 1.890.458.807 1.762.434.971 1.651.057.529 6,7% 3.330.015.555 2.939.112.449 2.631.546.446 2.383.231.685 2.178.548.403 2.006.923.645 1.860.945.299 1.735.263.044 7,2% 3.778.130.051 3.274.167.664 2.890.460.894 2.588.548.518 2.344.790.720 2.143.856.995 1.975.370.181 1.832.055.423 7,7% 4.392.832.864 3.714.257.459 3.219.542.782 2.842.867.549 2.546.479.526 2.307.174.665 2.109.905.056 1.944.484.819 -17,5% -15,0% -12,5% -10,0% -7,5% -5,0% -2,5% ##### 82,50% 85,00% 87,50% 90,00% 92,50% 95,00% 97,50% 100% 6% 1.834.798.360 1.888.969.874 1.943.141.389 1.997.312.903 2.051.484.418 2.105.655.932 2.159.827.447 2.213.998.961 Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU WACC G Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU - Diminuzione dei Flussi
######
7,7% 8,2% 8,7% 9,24% 9,7% 10,2% 10,7% 11,2% -0,38% 89.381.580 84.648.554 80.436.181 76.663.294 73.264.758 70.187.695 67.388.737 64.831.974 0,12% 93.311.248 88.058.926 83.417.398 79.286.240 75.585.891 72.252.507 69.234.259 66.488.636 0,62% 97.792.351 91.916.487 86.765.478 82.213.251 78.161.361 74.531.817 71.262.032 68.301.201 1,12% 102.949.719 96.315.364 90.552.578 85.500.454 81.035.392 77.060.879 73.500.456 70.292.762 1,62% 108.948.934 101.378.098 94.871.107 89.218.695 84.263.096 79.883.124 75.984.152 72.491.212 2,12% 116.014.439 107.267.230 99.841.367 93.458.702 87.914.035 83.052.669 78.755.772 74.930.555 2,62% 124.458.240 114.203.087 105.622.931 98.338.589 92.077.297 86.637.823 81.868.461 77.652.679 3,12% 134.727.234 122.491.950 112.432.100 104.015.030 96.868.857 90.726.067 85.389.304 80.709.782 -17,5% -15,0% -12,5% -10,0% -7,5% -5,0% -2,5% ####### 82,50% 85,00% 87,50% 90,00% 92,50% 95,00% 97,50% 100% 2% 75.431.409 77.401.022 79.370.634 81.340.246 83.309.858 85.279.470 87.249.083 89.218.695 Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU WACC G Differenza tra Valore d'uso
e Valore contabile della CGU - Diminuzione dei Flussi
258
Si riportano di seguito i valori della sensitivity sviluppati per la CGU Italia Stress Test CGU L’esercizio è mirato a verificare la tenuta stressed, per singola CGU, della differenza tra il valore d’uso e il valore contabile di ogni singola CGU. I parametri utilizzati come variabili fino ad azzerare tale differenza sono: la diminuzione dei flussi di cassa attesi l’aumento del tasso di attualizzazione (ove ritenuto metodologicamente significativo) Di seguito si riepiloga il risultato dell’analisi svolta: GU %Stress Flussi Cassa %stress Tasso WACC Italia 85,67% >20% CGU %Stress Flussi Cassa %Stress Tasso WACC America 47,67% >20% Asia-Pacific 97,32% >20% EMEA 96,61% >20%
######
13,7% 14,2% 14,7% 15,18% 15,7% 16,2% 16,7% 17% 1,9% 157.197.265 145.993.164 135.691.241 126.188.791 117.398.072 109.243.683 101.660.467 94.591.828 2,4% 165.332.781 153.333.743 142.338.214 132.227.531 122.900.974 114.272.501 106.268.167 98.824.074 2,9% 174.226.143 161.327.686 149.551.607 138.759.832 128.835.983 119.681.280 111.211.337 103.353.631 3,4% 183.988.418 170.066.288 157.407.044 145.848.782 135.256.075 125.514.777 116.527.998 108.212.970 3,9% 194.753.491 179.658.683 165.994.238 153.568.700 142.223.254 131.825.058 122.262.142 113.439.465 4,4% 206.684.239 190.236.424 175.420.431 162.007.750 149.810.563 138.673.070 128.464.951 119.076.363 4,9% 219.980.836 201.959.556 185.814.897 171.271.325 158.104.650 146.130.604 135.196.332 125.173.978 5,4% 234.892.068 215.024.768 197.334.910 181.486.470 167.209.099 154.282.828 142.526.854 131.791.201 -17,5% -15,0% -12,5% -10,0% -7,5% -5,0% -2,5% ####### 82,50% 85,00% 87,50% 90,00% 92,50% 95,00% 97,50% 100% 4% 112.311.278 118.205.196 124.099.113 129.993.030 135.886.948 141.780.865 147.674.783 153.568.700 Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU WACC G Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU - Diminuzione dei Flussi
###
8,8% 9,3% 9,8% 10,25% 10,8% 11,3% 11,8% 12,3% 0,0% 3.362.965.222 3.179.217.934 3.014.357.668 2.865.619.689 2.730.753.610 2.607.909.103 2.495.550.788 2.392.393.962 0,5% 3.510.658.011 3.308.550.761 3.128.326.274 2.966.617.429 2.820.714.063 2.688.410.204 2.567.892.039 2.457.654.481 1,0% 3.677.405.381 3.453.558.321 3.255.318.318 3.078.532.618 2.919.900.247 2.776.764.276 2.646.962.058 2.528.715.399 1,5% 3.867.149.095 3.617.274.029 3.397.701.400 3.203.236.597 3.029.808.059 2.874.179.340 2.733.745.445 2.606.385.997 1,8% 3.994.097.968 3.726.050.109 3.491.726.841 3.285.141.891 3.101.646.559 2.937.575.901 2.790.001.576 2.656.555.646 2,3% 4.231.917.859 3.928.208.772 3.665.261.383 3.435.385.656 3.232.711.464 3.052.680.293 2.891.698.294 2.746.893.927 2,8% 4.509.700.506 4.161.704.819 3.863.761.195 3.605.793.559 3.380.260.367 3.181.404.834 3.004.756.456 2.846.790.764 3,3% 4.838.442.738 4.434.437.052 4.093.031.218 3.800.716.923 3.547.611.732 3.326.319.026 3.131.192.638 2.957.847.964 -17,5% -15,0% -12,5% -10,0% -7,5% -5,0% -2,5% #### 82,50% 85,00% 87,50% 90,00% 92,50% 95,00% 97,50% 100% 2% 2.709.872.457 2.792.053.805 2.874.235.153 2.956.416.500 3.038.597.848 3.120.779.195 3.202.960.543 3.285.141.891 Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU WACC G Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU - Diminuzione dei Flussi
259
Valutazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico Il Gruppo è consapevole dei potenziali impatti diretti e indiretti che le proprie attività possono avere sull’ambiente esterno nonché dei rischi a cui il Gruppo stesso è esposto a causa di variabili esterne legate alle conseguenze del cambiamento climatico. Come richiesto dall’ESMA nella comunicazione “European common enforcement priorities for 2023 annual financial reports” del 25 ottobre 2023, il Gruppo monitora costantemente il rischio climatico e ne considera gli impatti sui flussi di cassa ai fini dell’impairment test. Il Gruppo distingue il rischio climatico in due tipologie: - Rischio fisico, relativo all’impatto finanziario derivante dai danni materiali che le aziende possono subire come conseguenza dei cambiamenti climatici, quali ad esempio frequenti eventi meteorologici estremi e mutamenti graduali del clima, nonché il degrado ambientale (inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo, stress idrico, perdita di biodiversità e deforestazione); - Rischio di transizione, relativo alla potenziale perdita finanziaria, sia diretta che indiretta, che potrebbe derivare dal processo di transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2 e più rispettosa verso l’ambiente. Questa perdita potrebbe essere il risultato, ad esempio, della necessità di adeguarsi a nuove disposizioni legislative, di rispondere alla crescente domanda di prodotti o servizi ambientalmente sostenibili da parte dei clienti o consumatori, o dell’esigenza di innovare i propri processi o servizi. In relazione alla prima tipologia di rischio, il Gruppo ritiene poco significativa la sua esposizione a rischi fisici diretti a fronte della tipologia di business in cui la stessa opera. Potrebbe tuttavia essere esposto a rischi fisici indiretti con riferimento all’attività di gestione dei portafogli. Infatti, a seguito di un evento climatico estremo, si potrebbe potenzialmente verificare una perdita di valore degli asset che compongono i portafogli gestiti, con la conseguente riduzione degli Asset under Management e potenziali impatti reputazionali derivanti da performance poco soddisfacenti. Tuttavia, questa fattispecie si sostanzierebbe in un impatto poco rilevante in considerazione della diversificazione geografica sia in termini di struttura del Gruppo sia in termini di portafogli gestiti. Con riferimento alla seconda tipologia di rischio, il Gruppo reputa di essere potenzialmente esposto a rischi di transizione derivanti dalle esigenze di adeguamenti normativi e dalle richieste di clienti sempre più attenti alle caratteristiche ESG dei prodotti sottoscritti, seppur in misura non significativa. Per mitigare tali rischi, il Gruppo effettua un monitoraggio regolare delle evoluzioni normative, al fine di rispondere prontamente alle nuove disposizioni legislative e di adattare tempestivamente la propria offerta di prodotti alle richieste della clientela, e allo stesso tempo monitora costantemente l’andamento degli Asset Under Management e della raccolta netta al fine di intercettare tempestivamente eventuali deflussi legati a tale driver. Per entrambe le tipologie di rischio climatico sopra descritte, eventuali impatti negativi si manifesterebbero in termini di riduzione degli Asset Under Management e di Raccolta Netta negativa: entrambi questi parametri, trattandosi di Key Performance Indicators per
260
il Gruppo, sono monitorati costantemente sia a livello locale sia a livello di Gruppo da parte del management. Dalle analisi di cui sopra non sono stati ravvisati fattori di Impairment; i dati contabili di Stato Patrimoniale utilizzati sono gli ultimi disponibili estraibili dal sistema di reporting, per il 31 dicembre 2025. Inoltre, si evidenzia che la capitalizzazione di borsa dalla quotazione ad oggi non è mai stata inferiore al Patrimonio Netto Contabile.
Sezione 10 - Attività fiscali e Passività fiscali Attività fiscali La voce presenta un saldo di euro/migliaia 83.119 (euro/migliaia 21.089 al 31 dicembre 2024) e risulta così suddivisa: 10.1 Composizione della voce “Attività fiscali: correnti e anticipate” Composizione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Correnti 68.221 3.106 Anticipate 14.898 17.983 Totale 83.119 21.089 La voce “Attività fiscali correnti” è rappresentata principalmente crediti d’imposta per acconti relativi all’anno 2025 non compensati con Fondo imposte correnti, e crediti fiscali iscritti dalla Capogruppo a seguito delle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025. La voce “Attività fiscali anticipate” si riferisce alle differenze temporanee sorte in conseguenza del diverso criterio temporale di deducibilità fiscale IRES e IRAP di alcune componenti di costo rispetto a quanto rilevato a conto economico. Passività fiscali La voce presenta un saldo di euro/migliaia 95.869 (euro/migliaia 129.369 al 31 dicembre 2024) e risulta così composta:
10.2 Composizione della voce “Passività fiscali: correnti e differite”: Composizione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Correnti 28.353 60.099 Differite 67.516 69.270 Totale 95.869 129.369
La voce “Passività fiscale correnti” accoglie il debito al netto degli acconti versati nel corso dell’esercizio e il debito per Ires riveniente dagli imponibili ceduti dalle società che partecipano al consolidato fiscale nazionale, nonché i debiti per imposte delle società estere del Gruppo al netto degli acconti d’imposta versati.
261
La voce include inoltre l’onere fiscale (imputato direttamente ai singoli paesi) relativo all’applicazione della Global Minimum Tax come previsto dalla legge 11/2023 per le giurisdizioni ove non trova applicazione l’aliquota fiscale del 15%.
La voce “Passività Fiscali Differite” accoglie le imposte differite relative alla differenza temporanea fra il valore contabile e il valore fiscale dell’avviamento pari a euro/migliaia 41.645 e del Marchio pari a euro/migliaia 4.512.
Sono altresì comprese le imposte differite iscritte sui costi per le incentivazioni correlate a obiettivi di raccolta netta e direttamente attribuibili a contratti esistenti che presentano i requisiti per il differimento dei costi sostenuti per l’adempimento di un contratto in applicazione del principio contabile IFRS 15. Inoltre, tale voce include le imposte differite IRES e IRAP sugli utili indivisi delle società controllate al 31 dicembre 2025. 10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 17.873 19.305 2. Aumenti 2.584 6.131 2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio: 2.584 6.131 a) relative a precedenti esercizi 3.818 b) dovute al mutamento di criteri contabili c) riprese di valore d) altre 2.584 2.313 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 3. Diminuzioni 5.677 7.564 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 2.174 3.234 a) rigiri 2.174 410 b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità c) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 2.824 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 3.502 4.330 4. Importo finale 14.780 17.873
262
10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 52.150 59.168 2. Aumenti 16.550 7.144 2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: 8.527 7.144 a) relative a precedenti esercizi 5.687 b) dovute al mutamento di criteri contabili c) altre 8.527 1.456 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 8.023 3. Diminuzioni 18.124 14.162 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 17.777 5.268 a) rigiri 17.777 5.268 b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità c) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 347 8.894 4. Importo finale 50.574 52.150 10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 101 63 2. Aumenti 19 38 2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: 19 38 a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 19 38 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 3. Diminuzioni 2 - 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 2 - a) rigiri 2 b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità c) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 4. Importo finale 118 101
263
10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 17.768 15.664 2. Aumenti 4 2.865 2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 4 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 2.865 3. Diminuzioni 826 761 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 96 a) rigiri b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità c) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 96 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 826 665 4. Importo finale 16.942 17.768
Sezione 11 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate La voce comprende le attività e le passività pertinenti il perimetro TNB sono state riclassificate rispettivamente come “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate” sussistendone i requisiti previsti dal principio contabile IFRS 5. Come descritto nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’Esercizio” all’interno della relazione sulla gestione del Gruppo Azimut della presente Relazione finanziaria annuale consolidata, in data 22 maggio 2025 Azimut Holding S.p.A. ha siglato un accordo quadro vincolante con FSI SGR S.p.A., per la creazione di TNB. L’operazione prevede la vendita da parte di Azimut dell’80,01% del capitale sociale di TNB a FSI, affiancata da un pool di co-investitori, tra cui i manager e consulenti finanziari coinvolti nel progetto (i “Co-investitori”). Il closing è previsto entro il 20 giugno 2026, con la possibilità di un’ulteriore estensione fino al 20 dicembre 2026. I risultati economici riconducibili al perimetro TNB sono pari a 42 milioni di euro al lordo delle imposte, riflettendo l'andamento economico delle attività e le passività fino alla data di riferimento del presente bilancio consolidato.
264
11.1 Composizione delle Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione La voce presenta un saldo di euro/migliaia 196.870. Nella tabella in esame figurano le attività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Voci dell'attivo 31/12/2025 Cassa e disponibilità liquide 777 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 32.636 Partecipazioni 2.000 Attività materiali 32.922 Attività immateriali 15.716 Attività fiscali 1.154 Altre attività 111.665 TOTALE ATTIVO 196.870 11.2 Composizione delle Passività associate ad attività in via di dismissione Nella tabella in esame figurano le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2025 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 27.313 Passività fiscali 277 Altre passività 34.835 Trattamento di fine rapporto del personale 153 Fondi per rischi e oneri (Fondo Indennità Suppletiva di Clientela) 28.914 Riserve da valutazione 9 TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 91.501
Sezione 12 - Altre attività La voce presenta un saldo di euro/migliaia 427.262 (euro/migliaia 446.908 al 31 dicembre 2024).
12.1 Composizione della voce “Altre attività” Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Crediti verso erario 110.242 111.784 Crediti verso consulenti finanziari 20.544 19.097 Altri crediti 203.962 137.990 Risconti attivi 92.514 178.038 Totale 427.262 446.908
I crediti verso erario comprendono principalmente i crediti verso erario per riserve matematiche per euro/migliaia 99.773. La voce crediti verso consulenti finanziari è rappresentata principalmente da finanziamenti erogati ai consulenti finanziari per euro/migliaia 5.447 che generano
265
interessi attivi in linea con il tasso euribor maggiorato di uno spread oltre che da anticipi provvigionali corrisposti agli stessi consulenti finanziari per euro/migliaia 1.261. Le condizioni di rimborso dei suddetti finanziamenti variano mediamente tra i 12 e i 36 mesi.
La voce altri crediti accoglie tra l’altro i crediti verso l’erario per il bollo virtuale per euro/migliaia 145.089 e i crediti derivanti dal pagamento di acconti di imposta su Capital Gain per euro/migliaia 19.088.
Nella voce Risconti attivi sono comprese le attività derivanti dal differimento degli oneri d’acquisizione delle polizze unit-linked emesse dalla compagnia assicurativa irlandese del Gruppo classificate come contratti d’investimento. Sono inoltre ricompresi i costi per le incentivazioni correlate a obiettivi di raccolta netta e direttamente attribuibili a contratti esistenti che presentano i requisiti per il differimento nella categoria individuata dall’IFRS 15 dei costi sostenuti per l’adempimento di un contratto nonché i costi per incentivazioni per l’inserimento di nuovi consulenti finanziari non direttamente collegati a obiettivi di raccolta netta e ammortizzati sulla base della durata contrattuale. Al 31 dicembre 2025 ammontano a euro/migliaia 75.791.
266 PASSIVO
Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato La voce presenta un saldo di euro/migliaia 71.332 (euro/migliaia 44.135 al 31 dicembre 2024) ed è così suddivisa:
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti Dettaglio / Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Debiti verso reti di vendita: 114 500 1.1 per attività di collocamento OICR 114 500 1.2 per attività di collocamento di gestioni individuali - 1.3 per attività di collocamento fondi pensione - 2. Debiti per attività di gestione: 15.742 6.171 2.1 per gestioni proprie 15.742 6.171 2.2 per gestioni ricevute in delega - 2.3 per altro - 3. Debiti per altri servizi: 25.226 9.640 3.1 consulenze - 3.2 funzioni aziendali in outsourcing - 3.3 altri 25.226 9.640 4. Altri debiti 30.250 27.825 4.1 pronti contro termine - di cui: su titoli di Stato - di cui: su altri titoli di debito - di cui: su titoli di capitale e quote - 4.2 Debiti per Leasing 29.912 27.671 4.3 Altri Debiti 338 154 Totale 71.332 44.135 Fair Value - Livello 1 - Fair Value - Livello 2 - Fair Value - Livello 3 71.332 44.135 Totale Fair Value 71.332 44.135
La voce “Debiti verso reti di vendita” comprende principalmente le provvigioni maturate e da liquidare relativamente all’attività di collocamento di quote di fondi. La voce “Altri debiti –Debiti per leasing” è costituita dal debito residuo, al 31 dicembre 2025, in relazione ai diritti d’uso iscritti in all’applicazione del principio contabile IFRS 16. Per maggiori informazioni si rimanda alla “Parte D – Altre Informazioni – Sezione 7 – Informativa sul leasing” della presente Nota integrativa consolidata.
La voce “Altri Debiti” comprende: un finanziamento concesso dal Banco BPM nel gennaio 2021 alla controllata Mamacrowd Srl per euro/migliaia 86 e; di due mutui chirografari riconducibili alla controllata Indigo.AI Srl: uno, da euro/migliaia 135, ottenuto nel corso dell'esercizio 2020, garantito al 90% dal Fondo di garanzia gestito dal Mediocredito Centrale Spa, con scadenza dicembre 2026; ed un secondo ottenuto nel corso del 2022, da euro/migliaia 500, con scadenza marzo 2028.
267
1.2 “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” composizione per controparte Composizione / Controparte Banche Società Finanziarie Clientela di cui: del gruppo della SGR di cui: del gruppo della SGR di cui: del gruppo della SGR 1. Debiti verso reti di vendita - - 114 - - - 1.1 per attività di collocamento OICR - - 114 - - - 1.2 per attività di collocamento gestioni individuali - - - - - - 1.3 per attività di collocamento fondi pensione - - - - - - 2. Debiti per attività di gestione: - - - - 15.742 - 2.1 per gestioni proprie - - - - 15.742 - 2.2 per gestioni ricevute in delega - - - - - - 2.3 per altro - - - - - - 3. Debiti per altri servizi: - - 25.226 - - - 3.1 consulenze ricevute - - - - - - 3.2 funzioni aziendali in outsourcing - - - - - - 3.3 altri - - 25.226 - - - 4. Altri debiti 338 - - - 29.912 - 4.1 pronti contro termine - - - - - - di cui: su titoli di Stato - - - - - - di cui: su altri titoli di debito - - - - - - di cui: su titoli di capitale e quote - - - - - - 4.2 Debiti per Leasing - - - - 29.912 - 4.3 Altri Debiti 338 - - - - - Totale 31/12/2025 338 - 25.340 - 45.654 Totale 31/12/2024 294 10.000 33.842
268
1.2 Composizione delle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato": "Titoli in circolazione" Il Gruppo non ha titoli in circolazione fra le passività finanziarie al costo ammortizzato
1.3 Titoli subordinati Il Gruppo non ha emesso titoli subordinati.
Passività Assicurative La voce presenta un saldo di euro/migliaia 1.938.085 (euro/migliaia 1.778.608 al 31 dicembre 2024) e si riferisce agli impegni rivenienti dalle polizze unit-linked emesse dalla controllata Azimut Life Dac classificate come contratti di assicurazione. Composizione della voce Passività assicurative Voci Passività per copertura residua Passività per sinistri maturati Totale 31/12/2025 Attività iniziali al 01/01/2025 - - Passività iniziali al 01/01/2025 1.778.608 0 1.775.881 Saldo iniziale al 01/01/2025 1.778.608 0 1.775.881 Ricavi assicurativi -15.198 0 -15.198 Contratti con approccio interamente retrospettivo -15.198 0 -15.198 Spese per servizi assicurativi 55 1.824 1.879 Sinistri maturati e altre spese per servizi assicurativi 0 1.824 1.824 Ammortamento dei flussi di cassa per acquisizione assicurativa 55 0 55 Perdite e storno di perdite su contratti onerosi 0 0 0 Aggiustamenti alle passività per sinistri maturati 0 0 0 Componenti di investimento -134.191 139.764 5.573 Risultato del servizio assicurativo -149.334 -141.588 -7.746 Proventi/oneri finanziari assicurativi riconosciuti nel conto economico 32.831 0 32.831 Variazioni totali nel conto economico e nell'OCI -116.503 -141.588 25.085 Flussi di cassa 0 0 0 Premi ricevuti 274.680 0 274.680 Sinistri e altre spese per servizi assicurativi pagate 0 -141.588 -141.588 Flussi di cassa per acquisizioni assicurative pagate -328 0 -328 Flussi di cassa totali 274.352 -141.588 132.764 Altre variazioni del valore contabile netto 1.628 0 1.628 Attività finali al 31/12/2025 0 0 0 Passività finali al 31/12/2025 1.938.085 1.938.085 Saldo finale al 31/12/2025 1.938.085 0 1.938.085
269
Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value La voce presenta un saldo di euro/migliaia 6.104.414 (euro/migliaia 6.029.802 al 31 dicembre 2024) e si riferisce: -
per euro/migliaia 6.055.278 agli impegni rivenienti dalle polizze unit-linked emesse dalla controllata Azimut Life Dac classificate come contratti di investimento
(L 2); le passività finanziarie sono designate come al fair value poiché sono implicitamente gestite su base di valore equo e il loro valore è direttamente collegato al valore di mercato del portafoglio di attività sottostanti, secondo il processo di valutazione concordato dai contraenti nella documentazione della polizza. Il valore equo di una passività unit-linked è uguale al valore delle unità (finanziate) allocate ai contratti. Il valore dell'unità si basa sul valore di offerta delle attività del fondo alla data di riferimento, al lordo delle spese di vendita o acquisto delle attività sottostanti; - per euro/ migliaia 49.136 alle passività sorte principalmente in relazione al futuro esercizio delle opzioni di acquisto della rimanente quota di capitale di alcune società acquisite per cui non si detiene l’intero capitale (L 3) e al debito valutato al fair value della restante parte da corrispondere per l’acquisto del 49,9% di Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) agli azionisti di minoranza. a. Composizione della voce Passività finanziarie designate al fair value Passività Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Valore di Bilancio Fair Value Valore di Bilancio Fair Value L1 L2 L3 L1 L2 L3 1. Debiti 6.104.414 6.055.278 49.136 6.029.802 6.001.820 27.982 2. Titoli di debito obbligazioni altri titoli Totale 6.104.414 6.055.278 49.136 6.029.802 6.001.820 27.982 Si riporta di seguito la movimentazione delle passività finanziarie valutate al fair value di L 2: Voci 31/12/2025 31/12/2024 Esistenze iniziali 6.001.820 5.568.660 Premi riscossi 816.334 873.724 Sinistri pagati -935.727 -847.614 Variazione delle passività dei contratti di investimento 172.851 407.050 Esistenze finali 6.055.278 6.001.820
270
Si riporta di seguito dettaglio delle passività finanziarie valutate al fair value di L 3:
Valutazione al Fair Valutazione al Fair
Società Value Value
31/12/2025 31/12/2024
AZ Sinopro Financial Planning Ltd 2.253 2.544
Azimut Genesis Holdings LLC 601 486
KAAN Capital Asesores Independientes SAPI de CV 1.865 2.052
Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) 8.539 16.777
AZ Quest Investimentos Ltda - 6.124
Kennedy Capital Management LLC 12.499 -
High Post Capital LLC 23.379 -
Totale 49.136 27.982
In merito alla valutazione effettuata, si segnala che essa rappresenta il controvalore attualizzato da corrispondere agli azionisti di minoranza a seguito all’esercizio delle opzioni di acquisto. La valutazione effettuata rappresenta il controvalore attualizzato stimato da corrispondere al venditore, determinato sulla base della stima di parametri chiave – corrispondenti a grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie future previsti dai contratti di riferimento - per i quali vengono svolte specifiche analisi di sensitività. Con riferimento alle passività finanziarie al fair value e alla relativa valutazione effettuata al 31 dicembre 2025 sono state rilevate a conto economico nella voce “risultato netto delle attività e delle passività valutate al fair value” plusvalenze nette pari a 7.860 euro/migliaia.
Sezione 6 - Passività fiscali La voce “Passività fiscali” è dettagliatamente illustrata nella sezione 10 dell’attivo della presente nota integrativa alla quale si rimanda.
Sezione 7 – Passività associate ad attività in via di dismissione La voce “Passività associate ad attività in via di dismissione” è dettagliatamente illustrata nella sezione 11 dell’attivo della presente nota integrativa alla quale si rimanda.
271
Sezione 8 -Altre passività
La voce presenta un saldo di euro/migliaia 231.735 (euro/migliaia 229.508 al 31 dicembre 2024) ed è così composta:
Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Debiti verso fornitori 41.473 45.959 Debiti verso erario e Amministrazione Finanziaria 15.302 14.092 Debiti verso personale 32.649 26.016 Debiti verso enti previdenziali 3.790 5.221 Altri debiti 75.649 53.245 Debiti verso Consulenti Finanziari 60.530 83.999 Risconti passivi 2.342 976 Totale 231.735 229.508
La voce “Debiti verso consulenti finanziari” comprende principalmente i debiti per le provvigioni del mese di dicembre 2025 pagate nel successivo mese di gennaio 2026, oltre ad altre competenze relative all’esercizio 2025 che saranno pagate nel corso dell’esercizio successivo e altri impegni contrattuali per commissioni, tra cui quelle di fidelizzazione, da corrispondere ai consulenti finanziari nel medio - lungo termine.
Sezione 9 - Trattamento di fine rapporto del personale La voce presenta un saldo di euro/migliaia 5.461 (euro/migliaia 4.831 al 31 dicembre 2025) a fronte del TFR maturato dai dipendenti in forza alle società del gruppo al 31 dicembre 2025. 9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 A. Esistenze iniziali 4.831 4.328 B. Aumenti 1.188 1.298 B1. Accantonamento dell'esercizio 1.037 1.026 B2. Altre variazioni in aumento 151 272 C. Diminuzioni -558 -796 C1. Liquidazioni effettuate -488 -677 C2. Altre variazioni in diminuzione -70 -119 D. Esistenze finali 5.461 4.831 9.2 Altre informazioni Come dettagliato nelle “Politiche contabili”, il calcolo del TFR è stato effettuato, in accordo con quanto previsto dallo IAS 19, adottando apposite basi tecniche demografiche e finanziarie, di seguito illustrate: Ipotesi demografiche Al fine di determinare le probabilità di eliminazione per morte dalla collettività considerata, è stata presa come tavola di riferimento la SIM/F 2000 (tavola ISTAT della mortalità italiana suddivisa per sesso) abbattuta prudenzialmente del 20%. Le uscite per invalidità sono state quantificate adottando le relative tavole INPS, anch’esse abbattute del 20%. Relativamente alla principale causa di uscita, il pensionamento, è stato considerato
272
un orizzonte temporale di sviluppo pari al raggiungimento del requisito minimo richiesto (anzianità contributiva o vecchiaia), determinato secondo la normativa vigente. Con riferimento alle altre basi tecniche non finanziarie, sono stati utilizzati i seguenti parametri: - Turnover: 1,5% costante; - Anticipazione: 2% costante; - Quota anticipata: 70%. Per quanto riguarda, infine, l’eventuale destinazione del TFR alla previdenza complementare, la valutazione è stata effettuata considerando il comportamento osservato al momento della valutazione (mancata o parziale adesione alla previdenza complementare), senza effettuare alcuna ipotesi sulle scelte future del personale interessato diverse da quelle attuali. Ipotesi finanziarie La metodologia prevista dallo IAS 19 richiede l’adozione di basi tecniche di natura finanziaria. Tali assunzioni riflettono la loro influenza sia sullo sviluppo prospettico dei flussi (a seguito degli incrementi salariali e degli scenari inflazionistici prevedibili), che sull’attualizzazione alla data di valutazione del debito stimato della Società. Il tasso di sconto, infatti, è la principale assunzione finanziaria da cui dipendono in maniera sensibile i risultati dell’elaborazione. - Inflazione: con riferimento allo scenario inflazionistico futuro da applicare ai salari ed alla rivalutazione del TFR, si è utilizzato un tasso costante pari al 2,00%. - Tassi di interesse: l’attualizzazione del debito futuro nei confronti dei propri dipendenti è stata effettuata sulla base della curva dei rendimenti di titoli di debito determinati in base a quanto previsto dallo IAS 19.
Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri La voce presenta un saldo di euro/migliaia 41.670 (euro/migliaia 68.923 al 31 dicembre 2024). 10.1 Composizione della voce “Fondi per rischi ed oneri” Voci/Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Fondo su impegni e garanzie rilasciate - - 2. Fondi di quiescenza aziendali - 3. Altri fondi per rischi ed oneri 41.670 68.923 3.1 controversie legali e fiscali 3.350 9.056 3.2. oneri per il personale - - 3.3 altri 38.321 59.867 Totale 41.670 68.923 La voce è composta principalmente dal Fondo Indennità Suppletiva di Clientela calcolato secondo criteri attuariali per euro/migliaia 35.409 (euro/migliaia 28.914 classificato tra le passività in via di dismissione) e dal Fondo Rischi diversi che rappresentano il valore attuale dell’onere che si stima sarà necessario per estinguere le obbligazioni per euro/migliaia 3.350. Il Fondo rischi diversi comprendeva un accantonamento relativo all’adeguamento delle prestazioni previdenziali da parte degli iscritti al Fondo Pensione Azimut Previdenza gestito da Azimut Capital Management Sgr SpA, che è stato interamente
273
rilasciato nel corso dell’esercizio essendo venuti meno i presupposti che ne avevano richiesto l’iscrizione.
10.2 Variazioni nell’esercizio della voce “Fondi per rischi ed oneri” Altri fondi per rischi ed oneri Importo Importo A. Esistenze iniziali 68.923 61.813 B. Aumenti 13.513 11.971 B.1 Accantonamento dell'esercizio 13.371 11.923 B.2 Variazioni dovute al passare del tempo B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto 142 48 B.4 Altre variazioni C. Diminuzioni 40.766 4.861 C.1 Utilizzo nell'esercizio 3.700 3.967 C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto 140 C.3 Altre variazioni 37.066 754 D. Rimanenze finali 41.670 68.923
Sezione 11 – Patrimonio
11.1 Composizione della voce “Capitale” Tipologie Importo 1. Capitale 32.324 1.1 Azioni ordinarie 32.324 1.2 Altre azioni - Alla data del 31 dicembre 2025 il Capitale Sociale, interamente sottoscritto e versato, risulta suddiviso in numero 143.254.497 azioni ordinarie per un controvalore complessivo di euro/migliaia 32.324.
11.2 Composizione della voce “Azioni Proprie” Tipologie Importo 1. Azioni Proprie -49.276 1.1 Azioni ordinarie -49.276 1.2 Altre azioni - Alla data del 31 dicembre 2025 Azimut Holding SpA detiene n. 2.026.793 azioni proprie ad un valore contabile medio unitario di 24,31 euro.
11.3 Composizione della voce “Strumenti di capitale” La voce al 31 dicembre 2025 presenta un saldo pari a euro/miglia 36.000 ed include il controvalore di emissione, in esecuzione della delibera assembleare del 29 aprile 2010, di n. 1.500.000 di strumenti finanziari partecipativi pari al loro Fair value determinato da primaria società indipendente.
274
11.4 Composizione della voce “Sovrapprezzi di emissione” La voce al 31 dicembre 2025 presenta un saldo di euro/migliaia 173.987, invariato rispetto al 31 dicembre 2024.
11.5 Altre informazioni
Composizione e variazione della voce riserve Legale Altre riserve Totale A. Esistenze iniziali 6.465 1.103.452 1.109.917 B. Aumenti - 280.841 280.841 B.1 Attribuzioni di utili - 245.004 245.004 B.2 Altre variazioni - 35.837 35.837 C. Diminuzioni - - - C.1 Utilizzi - - - - copertura perdite - - - - distribuzione - - - - trasferimento a capitale - - - C.2 Altre variazioni - - - D. Rimanenze finali 6.465 1.384.293 1.390.758
Sezione 12 -Patrimonio di pertinenza di terzi 12.1 Composizione della voce “Patrimonio di pertinenza di terzi” Voci/valori 31/12/2025 31/12/2024 1. Capitale 8.421 2.090 2. Azioni proprie - - 3. Strumenti di capitale - - 4. Sovraprezzi di emissione - - 5. Riserve - 5.802 -4.023 6. Riserve da valutazione - 1.660 -1.535 7. Utile (Perdita) dell'esercizio 29.343 28.319 Totale 30.302 24.851 Il patrimonio di pertinenza di terzi si riferisce alla quota di partecipazione detenuta da terzi. La variazione in aumento si riferisce prevalentemente alle minoranze relative alle nuove società statunitensi divenute controllate durante il 2025.
275 Parte C -Informazioni sul conto economico consolidato
Sezione 1 – Commissioni attive e passive 1.1 Composizione della voce “Commissioni attive” e passive
SERVIZI Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024
Comm. Attive Comm. Passive Comm. Nette Comm. Attive Comm. Passive Comm. Nette
A. GESTIONE DI PATRIMONI 1. Gestioni proprie
1.1 Fondi comuni - Commissioni di gestione 914.113 - 914.113 881.668 - 881.668
- Commissioni di incentivo - Commissioni di sottoscrizione/rimborso - Commissioni di switch 6.047 6.681 6 - - - 6.047 6.681 6 508 5.708 9 - - - 508 5.708 9
- Altre commissioni 1.821 - 1.821 2.112 - 2.112
Totale commissioni da fondi comuni 928.668 - 928.668 890.004 - 890.004
1.2 Gestioni individuali - Commissioni di gestione 54.262 - 54.262 49.982 - 49.982
- Commissioni di incentivo - Commissioni di sottoscrizione/rimborso 19.388 112 - - 19.388 112 29.436 - - - 29.436 -
- Altre commissioni 1.795 - 1.795 1.755 - 1.755
Totale commissioni da gestioni 75.557 - 75.557 81.173 - 81.173
individuali
1.3 Fondi pensione aperti - Commissioni di gestione 34.416 - 34.416 30.686 - 30.686
- Commissioni di incentivo - Commissioni di sottoscrizione/rimborso 4.907 - - - 4.907 - 15.536 - - - 15.536 -
- Altre commissioni 2.319 - 2.319 2.306 - 2.306
Totale commissioni da fondi pensione aperti 41.642 - 41.642 48.528 - 48.528
2. Gestioni ricevute in delega - Commissioni di gestione 2.889 - 2.889 1.323 - 1.323
- Commissioni di incentivo - - - - - -
- Altre commissioni 32.975 - 32.975 1.450 - 1.450
Totale commissioni da gestioni ricevute in delega 35.864 - 35.864 2.773 - 2.773
TOTALE COMMISSIONI PER 1.081.732 1.022.479 - 1.022.479
GESTIONE(A) 1.081.732 -
B. ALTRI SERVIZI 289.193 - 289.193 277.388 - 277.388
- Consulenza 28.359 - 28.359 26.305 - 26.305
- Commissioni di collocamento 50.686 - 50.686 40.707 - 40.707
- Raccolta Ordini 203 - 203 320 - 320
- Prodotti assicurativi 157.313 - 157.313 173.167 - 173.167
- Altri servizi Commissioni passive per collocamento, 52.633 -397.596 - 52.633 - 397.596 36.888 - - 379.826 - 36.888 - 379.826
distribuzione e raccolta ordini -
COMMISSIONI COMPLESSIVE (A+B) 1.370.925 -397.596 973.329 1.299.867 -379.826 920.042
276
1.2 Commissioni passive: composizione per tipologia e controparte
SERVIZI Banche Enti finanziari Altri soggetti Totale
31/12/2025
di cui di cui di cui di cui
del del del del
grup grup grup grupp
po po po o
A. GESTIONE DI PATRIMONI
1. Gestioni proprie
1.1 Commissioni di collocamento
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
1.2 Commissioni di mantenimento
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
1.3 Commissioni di incentivazione
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
1.4 Altre commissioni
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
2. Gestioni ricevute in delega
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
TOTALE COMMISSIONI PER ATTIVITA' DI
GESTIONE (A) 1.018 2.522 - - 397.596 -
B. ALTRI SERVIZI 394.055
- Consulenze - 1.018 - 2.522 - - - 394.055 - - - 397.596 - -
- Altri servizi
TOTALE COMMISSIONI PER ALTRI SERVIZI (B) 1.018 2.522 - 394.055 - 397.596 -
Commissioni passive per collocamento, - - - - - - -
distribuzione e raccolta ordini COMMISSIONI COMPLESSIVE (A+B) 1.018 2.522 - - 397.596 -
394.055
277
SERVIZI Banche Enti finanziari Altri soggetti Totale
31/12/2024
di cui di cui di cui di cui
del del
del del
gruppo grupp grupp gruppo
o o
A. GESTIONE DI PATRIMONI
1. Gestioni proprie
1.1 Commissioni di collocamento
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
1.2 Commissioni di mantenimento
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
1.3 Commissioni di incentivazione
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
1.4 Altre commissioni
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
2. Gestioni ricevute in delega
- OICR
- Gestioni Individuali
- Fondi pensione
TOTALE COMMISSIONI PER ATTIVITA'
DI GESTIONE (A)
B. ALTRI SERVIZI 2.635 2.923 374.268 379.826
- Consulenze
- Altri servizi 2.635 2.923 374.268 379.826
TOTALE COMMISSIONI PER ALTRI 2.635
SERVIZI (B) 2.923 374.268 379.826
Commissioni passive per
collocamento, distribuzione e raccolta
ordini
COMMISSIONI COMPLESSIVE (A+B) 2.635 2.923 374.268 379.826
Sezione 2 - Dividendi e proventi simili 2.1 Composizione della voce “Dividendi e proventi simili”
Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024
Proven Proven
Voci/Proventi Dividendi ti da aliquot Dividendi ti da aliquot
e e
O.I.C.R. O.I.C.R.
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
B. Altre Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 359 160
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività 125 219
complessiva
D. Partecipazioni 7.194 5.898
Totale 7.678 6.277
278
Sezione 3 – Interessi
3.1 Composizione della voce “Interessi attivi e proventi assimilati”
Titoli Pronti Deposit Altre
Voci/Forme tecniche di contro i e Conti operazion Totale Totale
termin Corrent 31/12/2025 31/12/2024
debito i
e i
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 922 - - - 922
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - -
1.2. Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente 922 - - - 922
valutate al fair value
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto 124 - - - 124 35
sula redditività complessiva
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: - - 8.521 - 8.521 21.004
3.1. Crediti verso banche - - 8.521 - 8.521 21.004
3.2. Crediti verso società finanziarie - - - - -
3.3 Crediti verso clientela - - - - -
4. Derivati di copertura - - - - -
5. Altre Attività - - - 692 692 914
6. Passività finanziarie - - - - -
Totale 1.046 - 8.521 692 10.259 21.953
di cui: interessi attivi si attività finanziarie impaired
La voce “Altre Attività” comprende esclusivamente gli interessi maturati sui finanziamenti erogati ai consulenti finanziari.
3.2 Composizione della voce “Interessi passivi e oneri assimilati”
Pront Depos
i
iti e Altre
Finanziam contr Totale Totale
Voci/Forme tecniche Conti operazi
enti o 31/12/2025 31/12/2024
Corre oni
termi
ne nti
1. Passività finanziarie valutate al costo 1.131 - 24 1.155 9.090
ammortizzato
1.1. Debiti 1.131 - 24 1.155 898
1.2. Titoli in circolazione - - - - - 8.192
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - - -
3. Passività finanziarie al fair value - - - - - -
4. Altre Passività 5.260 5.260 233
5. Derivati di copertura - - -
6. Attività finanziarie - -
Totale 1.131 - 24 5.260 6.415 9.323
di cui: interessi passivi relativi ai debiti 1.131 1.131 851
per leasing
279
Sezione 6– Utile (Perdite) da cessione o riacquisto 6.1 Composizione della voce “Utile (perdite) da cessione o riacquisto”
Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024
Voci/Componenti reddituali Utile Perdita Risultato Utile Perdita Risultato
netto netto
1. Attività finanziarie
1.1 Attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato:
- verso banche
- verso società finanziarie
- verso clientela
1.2 Attività finanziarie al fair
value con impatto sulla redditività 80 80 734 734
complessiva
- titoli di debito 80 80 734 734
- finanziamenti
1.3 Altre attività finanziarie
Totale (1) 80 - 80 734 734
2. Passività finanziarie valutate al - -
costo ammortizzato
2.1 Debiti - 2 - 2
2.2 Titoli in circolazione
Totale (2) - - 2 - 2
Totale (1+2) 80 - 2 78 734 734
Sezione 7– Risultato netto delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 7.1 Composizione del risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: attività e passività designate al fair value La voce presenta un saldo positivo di euro/migliaia 7.860 (saldo positivo di euro/migliaia 15.546 al 31 dicembre 2024).
Voci/Componenti Plusvalenze Utili da Minusvalenze Perdite da Risultato netto
reddituali realizzo realizzo
1. Attività finanziarie
1.1 Titoli di debito
1.2 Finanziamenti
2. Attività e passività
finanziarie in valuta:
differenze di cambio
3. Passività finanziarie 10.101 -2.241 7.860
3.1 Debiti
3.2 Titoli di debito
Totale 10.101 - -2.241 - 7.860
Il risultato netto delle passività finanziarie valutate al fair value include l’effetto rilevato a conto economico a seguito della valutazione a Fair value delle opzioni put e call in essere per l’acquisto della rimanente quota di capitale di alcune società controllate per cui non si detiene l’intero capitale sociale.
280
7.2 Composizione del “Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value” con impatto a conto economico: altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value La voce presenta un saldo positivo di euro/migliaia 43.142 (saldo negativo di euro/migliaia 13.050 al 31 dicembre 2024).
Totale 31/12/2025
Plusvale Utili da Perdite da Risultato
Voci/Componenti reddituali realizz Minusvalenze
nze realizzo netto
o
1. Attività finanziarie
1.1 Titoli di debito
di cui titoli di stato
1.2. Titoli di capitale
1.3 Quote di O.I.C.R. 47.952 16.044 -17.195 - 3.659 43.142
di cui: OICR propri 47.952 16.044 - 17.195 -3.659 43.142
1.4 Finanziamenti
2. Attività e passività finanziarie in
valuta: differenze di cambio
Totale 47.952 16.044 -17.195 -3.659 43.142
Risultato dei servizi assicurativi La voce presenta un saldo di euro/migliaia 36.445 (euro/migliaia 32.783 al 31 dicembre 2024) relativo ai ricavi/costi per servizi, relativi alle polizze classificate come contratti assicurativi dalla compagnia assicurativa irlandese Azimut Life Dac. Saldo dei ricavi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa La voce presenta un saldo negativo di euro/migliaia 365 (saldo negativo pari a euro/migliaia 567 al 31 dicembre 2024) e si riferisce ai ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle polizze classificate come contratti assicurativi dalla compagnia assicurativa irlandese Azimut Life Dac.
Sezione 8 - Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito 8.1 Composizione delle “Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” La voce presenta un saldo negativo di euro/migliaia 4.450 (saldo pari a zero al 31 dicembre 2024) e si riferisce alla svalutazione di un titolo obbligazionario in portafoglio della società Azimut Enterprises Srl.
Sezione 9 - Spese amministrative La voce presenta un saldo di euro/migliaia 356.038 (euro/migliaia 308.347 al 31 dicembre 2024) ed è composta come segue:
281
9.1 Composizione della voce “Spese per il personale” Voci Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Personale dipendente 146.097 115.744 a) salari e stipendi 125.859 97.660 b) oneri sociali 13.185 12.517 c) indennità di fine rapporto - - d) spese previdenziali - - e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 1.679
1.621
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - - - a contribuzione definita - - - a benefici definiti - - g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 4 4 - a contribuzione definita 4 4 - a benefici definiti - - h) altri benefici a favore dei dipendenti 5.370 3.942 2. Altro personale in attività 2.339 1.782 3. Amministratori e Sindaci 14.988 17.114 4. Personale collocato a riposo - - 5. Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende - - 6. Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società - - Totale 163.424 134.640
9.2 Numero medio dei dipendenti ripartiti per categoria 2025 2024 Dirigenti 116 213 Quadri direttivi 242 298 Restante personale 582 1.198 Totale 941 1.709
9.3 Composizione della voce “Altre spese amministrative” Voci Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Prestazioni professionali di servizi 35.029 23.668 Pubblicità, promozioni e spese commerciali 24.708 14.733 Spese di comunicazione e trasmissione dati 3.369 2.770 Premi di assicurazione 464 443 Oneri Tributari 1.245 1.667 Contributi Enasarco/Firr 7.854 7.371 Locazioni e noleggi 22.516 22.153 Funzioni in outsourcing 52.286 48.934 Prestazioni diverse IT 17.129 18.185 Spese di manutenzione 1.867 1.765 Altre spese amministrative 26.146 32.018 Totale 192.614 173.707
282
Sezione 10 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 10.1 Composizione della voce “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” La voce presenta un saldo netto negativo di euro/migliaia 4.683 (saldo negativo di euro/migliaia 10.883 al 31 dicembre 2024) e comprende principalmente l’accantonamento per indennità supplettiva per euro/migliaia 8.030 oltre al rilascio positivo del fondo rischi ed oneri diversi relativo a rischi connessi a controversie con la clientela per euro/migliaia 5.601. Il dettaglio del Fondi è specificato nella voce “Fondi per rischi e oneri” Sezione 10 del Passivo.
Sezione 11 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali Le rettifiche di valore su beni materiali costituiti da ammortamenti calcolati al 31 dicembre 2025 sono così suddivisi: 11.1 Composizione della voce “Rettifiche/riprese di valore nette su attività materialiVoci/rettifiche e riprese di valore Ammortamento Rettifiche di valore per deterioramento Riprese di valore Risultato netto Totale 31/12/2025 1. Ad uso funzionale 8.989 - - 8.989 -Di proprietà 1.546 - - 1.546 -Diritti d’uso acquisiti con leasing 7.443 - - 7.443 2. Detenute a scopo di investimento - - - - -Di proprietà - - - - -Diritti d’uso acquisiti con leasing - - - - Totale 8.989 - - 8.989 Sezione 12 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali Le rettifiche di valore su beni immateriali costituiti da ammortamenti calcolati al 31 dicembre 2025 sono così suddivisi: 12.1 Composizione della voce “Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali” Voci/rettifiche e riprese di valore Ammortamento Rettifiche di valore per deterioramento Riprese di valore Risultato netto 1. Avviamento - - - 2. Altre Attività immateriali 19.792 3.150 - 22.942 2.1 di proprietà 19.792 3.150 - 22.942 - generate internamente - - - - - altre 19.792 3.150 - 22.942 (pacchetti software) 16.246 3.150 19.395 (Customer Relationship) 3.546 3.546 2.2 acquisite in leasing finanziario - - - - Totale 19.792 3.150 - 22.942
283
Sezione 13 – Altri proventi e oneri di gestione 13.1 Composizione della voce “Altri proventi e oneri di gestione” La voce presenta un saldo positivo di euro/migliaia 3.442 (positivo il saldo al 31 dicembre 2024 che ammontava a euro/migliaia 3.545) ed è costituita principalmente da costi commerciali, nonché da oneri bancari per spese sui conti correnti, oltre a riaddebiti di costi effettuati ai consulenti finanziari.
Sezione 14 – Utili (Perdite) delle partecipazioni 14.1 Composizione della voce “Utili (Perdite) delle partecipazioni”
Voci Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024
1. Proventi 30.427 154.179
1.1 Rivalutazioni 30.427 2.990
1.2 Utili da cessione 151.189
1.3 Riprese di valore
1.4 Altre variazioni positive
2. Oneri -35.852 -5.753
2.1 Svalutazioni - 20.491
2.2 Perdite da cessione
2.3 Rettifiche di valore da deterioramento - 13.137 -5.753
2.4 Altri oneri -2.224
Risultato netto - 5.423 148.426
La voce “rivalutazioni” comprende la valutazione positiva di alcune partecipazioni in portafoglio valutate con il metodo del patrimonio netto mentre la voce “Rettifiche di valore da deterioramento” comprende la quota parte delle perdite di esercizio su alcune partecipazioni in portafoglio valutate con il metodo del patrimonio netto.
Sezione 18 - Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente 18.1 Composizione della voce “Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente”
Dettaglio Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024
1. Imposte correnti 160.543 202.507
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi - 26.570 -
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio - -
per crediti d'imposta di cui alla legge n. 214/2011 - -
4. Variazione delle imposte anticipate - 5.863 -2.817
5. Variazione delle imposte differite - 10.191 13.493
Totale 117.918 213.183
Le imposte correnti sul reddito dell’esercizio si riferiscono principalmente all’IRAP e IRES delle società italiane del Gruppo, alle imposte di competenza relative alle società estere nonché agli oneri ed ai proventi per l’adesione al consolidato fiscale pari alle imposte rivenienti dagli imponibili positivi e negativi ceduti alla capogruppo dalle società controllate italiane aderenti al “consolidato fiscale nazionale” ai sensi dell’art. 117 del DPR 917/86.
284
Per le società estere del Gruppo il calcolo delle imposte è stato effettuato secondo la normativa vigente nei singoli paesi di residenza. Le imposte sul reddito includono l’onere fiscale (imputato direttamente ai singoli paesi) relativo all’applicazione della Global Minimum Tax come previsto dalla legge 11/2023 per le giurisdizioni ove non trova applicazione l’aliquota fiscale del 15%. La voce “variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi” comprende il credito corrispondente al 95% dell’importo complessivo delle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025. Il presupposto per l’iscrizione del credito nel bilancio 2025 trova definitivo conforto nel testo della bozza della Legge di Bilancio 2026, successivamente convertito in legge (legge bilancio 199/2025, articolo 1 co 47). La voce “Variazione delle imposte anticipate” recepisce l’iscrizione di imposte anticipate relative a differenze temporanee determinatesi in conseguenza del diverso criterio temporale di deducibilità fiscale IRES. La stessa voce comprende inoltre le imposte differite sui dividendi da distribuire da parte delle società controllate incluse nel perimetro di consolidamento. 18.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio Riconciliazione tra aliquota ordinaria e aliquota effettiva 31/12/2025 Risultato ante imposte 672.928 Tasso teorico applicabile 24 Onere fiscale teorico 161.503 Effetto delle variazioni in aumento 4.133 Effetto delle variazioni in diminuzione (143.322) Variazione delle imposte anticipate 1.362 Variazione delle imposte differite (495) Altre variazioni in aumento (diminuzione) 431 Imposte correnti Irap 15.114 Incrementi per società estere escluse dal CNM 115.300 Credito per istanza rimborso Irap su dividendi UE (26.570) Imposte sul consolidato (9.536) Imposte da bilancio 117.919
Sezione 19 – Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto dell’imposta La voce presenta un saldo pari a zero (saldo positivo di 13.257 euro/migliaia al 31 dicembre 2024) che includeva i ricavi, i costi, le relative imposte sul reddito, la plusvalenza o la minusvalenza rilevata a seguito della valutazione al fair value derivanti dalla cessione di un’attività operativa a seguito della perdita del controllo sulla società australiana AZ Next Generation Advisory.
285
19.1 Composizione della voce “Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto dell’imposta” Voci Totale al 31/12/ 2025 Totale al 31/12/2024 Commissioni attive - 136.638 Commissioni passive - - Dividendi - 771 Interessi attivi e proventi assimilati - 1.796 Interessi passivi e oneri assimilati - - 2.860 Risultato netto delle altre attività valutate a Fair value e delle passività valutate a fair value con impatto a conto economico - - 3.761 Spese amministrative - - 109.694 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - - 4.918 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - - 8.815 Altri proventi di gestione - - 956 Utili (Perdite) delle partecipazioni - 9.561 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività - - 4.505 Utile/perdite attività cedute in via di dismissione - 13.257
Sezione 20 – Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi La voce presenta un saldo positivo di euro/migliaia 29.343 (euro/migliaia 28.319 al 31 dicembre 2024) e rappresenta il saldo netto degli utili e perdite delle quote detenute da terzi relative alle società consolidate.
286 Parte D- Altre informazioni
Sezione 1- Riferimenti specifici sulle attività svolte 1.1. Informazioni relative agli impegni, garanzie e beni di terzi 1.1.1 Impegni e garanzie rilasciate a terzi Al 31 dicembre 2025 il Gruppo ha in essere impegni per fidejussioni rilasciate su contratti di locazione per euro 4,9 milioni.
Alla data del 31 dicembre 2025 non risultano rilasciate garanzie reali.
Al 31 dicembre 2025 Azimut Enterprises Srl ha in essere impegni per fidejussioni rilasciate ad un Partner Strategico per 7 milioni di euro con scadenza 06 luglio 2032. Azimut Holding SpA si è impegnata, relativamente all’attività di Azimut Life Dac e fino a che non muta l’attuale assetto partecipativo della stessa, verso l’autorità di vigilanza irlandese IFSRA (Irish Financial Services Regulatory Authority) a fornire alla stessa compagnia assicurativa il capitale necessario laddove questa non sarà in grado di rispettare un soddisfacente margine di solvibilità secondo la normativa di riferimento. 1.1.2 Impegni relativi a fondi pensione gestiti con garanzia di restituzione del capitale La controllata Azimut Capital Management Sgr Spa non ha impegni relativi a fondi pensione gestiti con garanzia di restituzione del capitale. 1.1.4 Titoli di proprietà in deposito c/o terzi Titoli di proprietà c/o terzi 31/12/2025 31/12/2024 Quote di OICR e FIA presso BNP Securities Service SA 136.115 163.748 Quote di OICR e FIA presso Banco BPM SpA 10.995 Quote di OICR presso Banque De Rothshild Luxembourg 18.355 17.975 Quote di OICR presso Itaú Unibanco S.A. 17.265 11.174 Quote di OICR presso Banco S3 2.960 13.325 Quote di OICR presso Takasbank 35.912 61.420 Quote di OICR presso Caceis Bank 9.602 840 Quote di OICR presso US Bank of Morgan Stanley 64.456 102.636 Quote di OICR presso The Bank of New York Mellon (BNY Mellon) 1.111 Quote di OICR presso Banque du Caire 4.226 3.872 Azioni Pharmanutra Spa presso Banco BPM SpA 1.683 Azioni proprie Azimut Holding S.p.A. presso Banco BPM SpA 72.438 39.742 Totale 375.118 414.733 I seguenti Fondi di diritto Lussemburchese sono detenuti in custodia ed amministrati presso BNP Securities Services S.A. (Luxembourg). I seguenti Fondi di diritto italiano sono detenuti in custodia ed amministrati presso BNP Securities Services S.A. (succursale di Milano): Azimut Private Debt, Azimut Private
287
Escalator 1, Azimut Private Escalator 2, Azimut Private Debt Multistrategy 1, Azimut Private Debt Multistrategy 2, Azimut Private Debt Multistrategy 3. Il Fondo AZ Eskatos Multistrategy ILS Fund di diritto lussemburghese è detenuto in custodia ed amministrato presso Banque Edmond de Rothschild Europe.
1.1.5 Beni di terzi c/o l’impresa I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela sono depositati presso BNP Paribas S.A. (succursale di Milano). I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela, relativamente ai fondi lussemburghesi, sono depositati presso la banca depositaria BNP Securities Services S.A. (Luxembourg). I seguenti Fondi di diritto lussemburghese sono detenuti in custodia ed amministrati presso Société Générale Securities Services (Luxembourg): Azimut SCA-SICAV-RAIF Automobile Heritage Enhancement Azimut Direct Investment Packaging & Automation II SCSp. I beni e i valori di terzi affidato dalla clientela, relativamente alle gestioni patrimoniali di Azimut Capital Management Sgr SpA e GCM – Azimut Monaco, sono depositati principalmente presso: Banco BPM SpA, UBS Milano, Banca Generali, Banca BSI Monaco. I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela, relativamente ai fondi turchi, sono depositati presso le banche depositarie Takasbank e Euroclear. I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela di AZ Investment Management sono depositati presso la banca depositaria ICB, Shanghai Branch. I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela, relativamente ai fondi brasiliani, sono depositati presso la banca depositaria Itaú Unibanco S.A. I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela, relativamente ai fondi messicani, sono depositati presso la banca depositaria Banco S3 (JV di Santander+Caceis). I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela, relativamente ai fondi egiziani, sono depositati presso la banca depositaria Banque du Cairo. I beni e i valori di terzi affidati dalla clientela, relativamente ai fondi americani, sono depositati presso la banca depositaria US Bank of Morgan Stanley e The Bank of New York Mellon (BNY Mellon).
288
1.2-Informazioni relative ai patrimoni gestiti 1.2.1. Valore complessivo netto degli OICR (dettaglio per paese) OICR 31/12/2025 31/12/2024 1. Gestioni proprie Italia 4.833.089 4.801.277 Lussemburgo 30.568.864 29.412.559 Irlanda 164.566 102.367 Monaco 104.876 108.502 Svizzera 13.441 626.577 Turchia 3.235.665 3.207.738 Brasile 6.335.700 5.839.831 Cina 11.053 217.934 Messico 468.359 441.769 Singapore 144.463 144.324 Australia 1.510.050 1.311.358 Emirati Arabi 366.708 428.227 Egitto 315.495 134.370 Marocco 670.580 Stati Uniti d'America 682.103 794.569 Totale gestioni proprie 49.425.013 47.571.402 1.2.2 Valore complessivo delle gestioni di portafoglio Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 di cui investiti in fondi della SGR di cui investiti in fondi della SGR 1. Gestioni proprie 15.868.782 14.006.524 2. Gestioni ricevute in delega 9.636.636 5.258.422 3. Gestioni date in delega a terzi - - - -
289
1.2.3 Valore complessivo dei fondi pensione Valore netto dei fondi pensione gestiti da Azimut Capital Management SGR SpA al 31 dicembre 2025: 1.2.3 Valore complessivo netto dei fondi pensione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Gestioni proprie 1.1 Fondi pensione aperti: Azimut Previdenza Comparto Equilibrato 1.097.828 989.372 Azimut Previdenza Comparto Crescita 812.598 710.457 Azimut Previdenza Comparto Obbligazionario 283.303 255.558 Azimut Sustainable Future Accrescitivo 155.993 125.148 Azimut Sustainable Future Conservativo 37.641 31.067 Azimut Sustainable Future Bilanciato 128.126 105.029 Totale gestioni proprie 2.515.490 2.216.631 2. Gestioni ricevute in delega 2.1 Fondi pensione: - aperti - - - chiusi - - Fondo pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo - comparto Azionario 82.331 83.609 Fondo pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo - comparto Bilanciato 102.487 106.019 Fondo pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo - comparto Obbligazionario Breve Termine 14.322 13.537 Fondo Pensione Nazionale per il Personale delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali e Artigiane - 196.740 Telemaco Yellow - 101.537 Telemaco Green - 149.973 - altre forme pensionistiche - - Totale gestioni ricevute in delega 199.140 651.416 3. Gestioni date in delega a terzi 3.1 Fondi pensione: - aperti - - - chiusi - - - altre forme pensionistiche - - Totale gestioni date in delega a terzi - - 1.2.5 Attività di consulenza: numero di contratti di consulenza in essere
290 I contratti in essere a 31 dicembre 2025 sono pari a nr. 308.862.
Sezione 3 – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Premessa Il sistema di controllo interno di Azimut Holding SpA è presidiato dall’operato di: - Consiglio di Amministrazione; - Collegio Sindacale; - Comitato Controllo e Rischi; - Organismo di vigilanza (ai sensi del d.lgs. 231/01); - Responsabile Anticorruzione; - supporto da parte delle funzioni di revisione interna (Internal Audit), gestione del rischio (Risk Management), conformità alle norme (Compliance) e antiriciclaggio svolta in outsourcing da Azimut Capital Management SGR S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione delle singole società delibera le strategie e le politiche, valuta i rischi assunti, stabilisce i livelli accettabili di tali rischi e si assicura che l’Alta Direzione adotti le misure necessarie per individuare, monitorare e controllare i rischi stessi; approva la struttura organizzativa e la struttura del sistema di controllo interno e si assicura che l’Alta Direzione verifichi con continuità, nel tempo, l’efficacia del sistema dei controlli interni. Il Collegio Sindacale ha il compito di verificare il regolare funzionamento complessivo aziendale, valutando inoltre il grado di efficienza e di adeguatezza del sistema dei controlli. Le funzioni aziendali di controllo di Gruppo (Compliance, Internal Audit, Antiriciclaggio e Risk Management) con competenze e responsabilità sono in capo alle società operative controllate. Il Comitato Controllo e Rischi raccoglie i flussi informativi che provengono dalle società controllate, sia italiane, sia estere. I flussi vengono inviati al Comitato e al Consiglio di Amministrazione (di cui il Comitato fa parte). Il Comitato incontra, a sua discrezione, i Responsabili delle Funzioni di Controllo delle singole società controllate, anche al fine di valutare il coordinamento dell’attività delle funzioni medesime e può richiedere alle predette funzioni delle singole società controllate (a seconda delle diverse specifiche competenze) lo svolgimento di verifiche di follow-up su specifiche aree operative qualora dalle verifiche dalle stesse condotte siano emersi profili di rischio per il Gruppo. Azimut Holding SpA riceve le informazioni provenienti dalle società operative (sotto forma di report di sintesi) e procede con la valutazione dei profili di maggior rilievo provenienti dal sistema dei controlli (i.e. quelli che risultano potenzialmente idonei a influire in modo significativo sul profilo di rischio del Gruppo nel suo complesso). In tal senso, il nuovo assetto risulta quindi maggiormente allineato alle tipiche funzioni riconducibili all’attività di direzione e coordinamento propria di una Holding di partecipazioni, distinguendo, da un lato, il profilo operativo (che permane in capo alle società vigilate) e, dall’altro, quello strategico (in capo alla Holding stessa). In ogni caso, Azimut Holding SpA continua ad essere supportata dalle funzioni di controllo di Azimut Capital Management SGR S.p.A. in forza di un accordo di servizio sottoscritto con la suddetta società e avente ad oggetto attività di consulenza e assistenza nell’ambito di tutte le tematiche afferenti all’Emittente relative, inter alia, alla disciplina degli abusi di mercato, degli emittenti quotati, del modello organizzativo.
291
Il Gruppo ha altresì previsto sistemi di segnalazioni interne ed esterne relative alle eventuali irregolarità riscontrate ai sensi delle procedure e policy in essere in materia di Market Abuse, nonché nel modello organizzativo adottato ai sensi del D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231. Azimut Holding SpA è, infine, dotata di una specifica Policy Whistleblowing, aggiornata dal Consiglio di Amministrazione del 27 luglio 2023 alla luce delle novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 24/2023 in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937, che consente di attuare la segnalazione al proprio interno, da parte del personale, di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme disciplinanti l’attività svolta, nonché del Regolamento (UE) n. 596/2014. La policy è stata recepita anche dalle società del Gruppo. Le strutture interne di Azimut Holding SpA si avvalgono del supporto della Funzione di Gestione del Rischio (Risk Management) di Azimut Capital Management SGR S.p.A. per le necessarie attività di controllo in materia, sulla base di uno specifico accordo di servizio. La Funzione relaziona il Comitato Controllo e Rischi circa i rischi operativi e reputazionali di Azimut Capital Management SGR S.p.A., sulla base di uno specifico accordo di servizio, in merito ai rischi operativi e reputazionali delle altre società direttamente controllate da Azimut Holding S.p.A. in base a quanto periodicamente comunicato dalle rispettive funzioni di Risk Management. Le strutture di Risk Management delle diverse società del Gruppo Azimut definiscono e attuano le proprie politiche di governo dei rischi, attraverso un adeguato processo di gestione dei rischi, tenuto conto del principio di proporzionalità, delle differenti aree di rischio cui sono esposte e della disciplina loro applicabile. Il Comitato Controllo e Rischi relaziona periodicamente il Consiglio di Amministrazione con riguardo alle risultanze degli assessment effettuati nel corso dell’anno, nonché nella definizione e formalizzazione delle Linee Guida di Gruppo per le politiche di governo dei rischi operativi e reputazionali. 3.1 Rischi finanziari L’informativa è prevista dall’art. 2428 del Codice civile e dai principi contabili IAS 32 e IFRS 7. I rischi finanziari comprendono: il rischio di liquidità, connesso alla difficoltà di smobilizzare un’attività in tempi rapidi e ad un prezzo di mercato, ovvero di accedere tempestivamente alle risorse finanziarie necessarie all’azienda a costi sostenibili; il rischio di credito, ossia il rischio di incorrere in perdite a causa dell’inadempienza o dell’insolvenza della controparte; il rischio di mercato, legato ad oscillazioni del valore di attività/passività a seguito di variazioni delle condizioni di mercato. Al 31 dicembre 2025, il Gruppo detiene nel portafoglio di proprietà attività finanziarie valutate al fair value per euro 346 milioni, tra cui fondi comuni di investimento aperti gestiti dalla controllata lussemburghese Azimut Investments SA e da alcune controllate del Gruppo, che perseguono un obiettivo di apprezzamento del capitale attraverso investimenti nell’area Euro in ambito obbligazionario ed in liquidità, per i quali esiste, invece, un rischio di mercato nell’ambito delle politiche di gestione della liquidità. Il
292
Gruppo detiene inoltre, fondi chiusi alternativi riservati istituiti e/o gestiti principalmente da società appartenenti al Gruppo, la cui politica di investimento fa riferimento ad asset class di tipo private (Private Equity, Venture Capital, Private Debt). Nell’ambito del rischio di mercato, per questi strumenti rappresenta un elemento mitigante l’esposizione minoritaria a investimenti di natura azionaria e la strategia di investimento di lungo periodo, che viene riflessa anche nella valorizzazione dei sottostanti. Per quanto concerne i rischi finanziari legati all’investimento detenuto in Eskatos Multistrategy ILS Fund, si segnala che tale OICR rappresenta un asset del tutto decorrelato rispetto ai normali rischi cui sono soggetti gli strumenti generalmente presenti sul mercato.
Per quanto riguarda il rischio di credito, stante la peculiarità dell’attività svolta, non si rilevano aspetti problematici.
Il rischio di mercato, in base a quanto previsto dal principio contabile IFRS 7, rappresenta il rischio che il fair value oppure i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario possano subire una fluttuazione in seguito a variazioni dei prezzi di mercato. Il Gruppo, stante il suo modello di business e di gestione delle attività finanziarie, risulta essere esposto al rischio di prezzo, mentre risulta essere esposto in misura marginale al rischio di cambio (in quanto, come detto in precedenza, il Gruppo effettua investimenti in fondi comuni di investimento aperti gestiti dalla controllata lussemburghese Azimut Investments SA che perseguono un obiettivo di apprezzamento del capitale attraverso investimenti nell’area Euro). Il rischio di mercato, per i fondi aperti gestiti dal Gruppo, è principalmente monitorato attraverso l’utilizzo del Value at Risk (“VaR”) quale primaria metrica di valutazione, sulla base di quanto previsto dalle disposizioni della politica interna di gestione del rischio e dalle rispettive normative di riferimento nonché dalle prassi esistenti. In particolare, viene dapprima stabilito internamente un limite di VaR con approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della società di gestione; tale limite è stabilito in base al profilo di rischio, agli strumenti e alle tecniche di gestione adottate. Il limite di VaR viene assegnato al lancio del fondo e aggiornato quando cambia la politica di investimento del fondo o in condizioni di mercato eccezionali. Alcuni limiti sono, peraltro, anche imposti da regolatori esterni a seconda del paese di appartenenza della società di gestione del fondo in cui è investita la liquidità del Gruppo. Nell’ambito del sistema dei controlli in relazione alla gestione finanziaria, la funzione di risk management delle singole società del Gruppo ha il compito di controllare il profilo di rischio del portafoglio gestito e di fornire alle funzioni deputate alla gestione dei portafogli un sistema di valutazione del rischio di mercato. L’attività di controllo si realizza attraverso l’analisi dei portafogli dei singoli fondi ed il loro continuo monitoraggio in relazione ai fattori di rischio rilevanti quali durata media finanziaria, esposizione alle varie asset class e strumenti finanziari, esposizione valutaria e merito creditizio degli emittenti.
293
Informativa prevista dall’IFRS 7 in merito all’indebitamento del Gruppo: Finanziamenti assunti e rimborsati nell’esercizio Le variazioni intervenute nel corso del 2025 nelle voci costituenti l’indebitamento finanziario sono evidenziate in tabella. Tasso di interesse Valore Valori in migliaia di euro Valuta Nominale Effettivo nominale Scadenza Situazione al 01.01.2025 Di cui: Finanziamento bancario Banco BPM SpA Euro 154 2027 Emissioni: Di cui: Finanziamento bancario MCC Euro 27 2026 Finanziamento bancario MCC Euro 229 2028 Rimborsi: Di cui: Finanziamento Banco BPM SpA Euro -72 2025 Al 31 dicembre 2025 il Gruppo presenta la seguente struttura debitoria: Tipologia Valore Nominale Esposizione Debitoria al 31/12/2025 Finanziamento Bancario 338 338 Totale indebitamento 338 338
294
Il profilo di scadenza della struttura nominale debitoria risulta essere: Scadenza Finanziamento Totale Inferiore a 6 mesi Inferiore a 1 anno 109 109 Tra 1 e 3 anni 229 229 Tra 3 e 5 anni Oltre 5 anni Totale 338 338 Il profilo di scadenza delle Passività finanziarie valutate a Fair Value di L 3 risulta essere: Passività finanziarie a fair value Inferiori a 6 mesi Inferiori a 1 anno Tra 1 e 3 anni Tra 3 e 5 anni Oltre i 5 anni Totale AZ Sinopro Financial Planning Ltd 176 189 1.888 2.253 Azimut Genesis Holdings LLC 41 116 444 601 KAAN Capital Asesores Independientes SAPI de CV 606 1.259 1.865 Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) 8.539 8.539 Kennedy Capital Management LLC 4.489 8.010 12.499 High Post Capital LLC 23.378 23.379 Totale 823 189 35.180 4.933 8.010 49.136 3.2 Rischi operativi All’interno di tale fattispecie di rischio vengono inclusi i rischi tipici dei diversi processi operativi aziendali. Nell’ambito più generale delle proprie attività la funzione di Risk Management provvede alla “mappatura” e al monitoraggio dei rischi, tramite apposite analisi basate su un modello sviluppato internamente e approvato dal Comitato per il controllo interno e la gestione dei rischi. Il modello operativo adottato si propone di associare a ciascuna fattispecie di rischio individuata, mediante la combinazione di riscontri empirici, valutazioni teoriche e interviste con gli operatori, un indice numerico che ne sintetizzi la rischiosità. I risultati dell’analisi sono successivamente presentati, analizzati e discussi in sede di Comitato per il controllo interno e la gestione dei rischi, nel cui ambito, in presenza di anomalie rilevanti, sono disposti i provvedimenti necessari. Dalla costituzione della Società Azimut Capital Management SGR SpA le perdite generate dai rischi operativi come sopra identificati, non sono state significative. In relazione alla componente di rischio operativo derivante dalle funzioni affidate in outsourcing a soggetti terzi, si segnala che in sede di stipula del contratto di appalto si è proceduto alla definizione delle modalità di prestazione dei servizi oggetto di esternalizzazione e all’elaborazione di appositi service level agreement che impegnano l’outsourcer alla fornitura di un livello qualitativamente adeguato dei servizi stessi, consentendo alla Società Azimut Capital Management SGR SpA la possibilità di rivalersi sul fornitore in caso di danni economici derivanti da anomalie nelle prestazioni. Le funzioni esternalizzate vengono monitorate nel continuo attraverso le seguenti attività che prevedono di:
295
monitorare i livelli di servizio effettuando il confronto con gli standard previsti in contratto ed i relativi KPI; a questo riguardo, il monitoraggio dovrà essere opportunamente tracciato e rendicontato e dovrà riguardare sia i dati prodotti internamente che quelli eventualmente prodotti dal fornitore, effettuando opportuni raffronti per individuare prontamente i disallineamenti e per far emergere problematiche di qualità del dato; acquisire dal fornitore con cadenza almeno annuale i piani aggiornati di continuità operativa, al fine di valutare la qualità delle misure previste, integrandole eventualmente con le soluzioni di continuità realizzate al proprio interno. In tale ambito il/i Referente/i si avvale del supporto della struttura preposta alla Business Continuity, coerentemente con la normativa interna vigente in materia di continuità operativa; raccogliere, con cadenza almeno annuale, i piani di verifica previsti dal fornitore e, con cadenza almeno semestrale, l’esito dei controlli effettuati dallo stesso, comprese le prove di continuità operativa; verificare, con cadenza almeno annuale che il fornitore e gli eventuali sub- fornitori mantengano i requisiti richiesti al momento della selezione e rispettino gli obblighi assunti contrattualmente (es. coperture assicurative); verificare, ove rilevante per l’attività esternalizzata, il rispetto della normativa interna vigente in materia di sicurezza informatica, avvalendosi a tal fine del supporto della struttura preposta alla Business Continuity; svolgere, ove ritenuto opportuno, verifiche dirette sul fornitore, accedendo anche ai dati relativi alle attività esternalizzate e ai locali dello stesso. La Funzione Risk Management monitora, con cadenza annuale, il profilo di rischio operativo e reputazionale connesso alle attività esternalizzate valutando le perdite operative occorse e, su base annuale, il risultato del processo interno di monitoraggio dei rischi operativi. Gli esiti delle valutazioni sono condivisi con l’Alta Direzione per l’adizione delle eventuali azioni correttive.
Sezione 4 Informazioni sul patrimonio 4.1 Il patrimonio dell’impresa 4.1.1 Informazioni di natura qualitativa Con riferimento alle singole voci del patrimonio netto consolidato si rimanda a quanto descritto nella sezione B della presente nota.
296
4.1.2 Informazioni di natura quantitativa 4.1.2.1 Patrimonio netto di Gruppo: composizione Voci/Valori 31/12/2025 31/12/2024 1. Capitale 32.324 32.324 2. Sovrapprezzi di emissione 173.987 173.987 3. Riserve 1.390.758 1.109.917 di utili 1.499.673 1.218.832 a) legale 6.465 6.465 b) statutaria c) azioni proprie d) altre 1.493.208 1.212.367 altre (108.915) (108.915) 4. (Azioni proprie) (49.276) (7.513) 5. Riserve da valutazione (66.082) 2.345 Attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva (491) (440) Attività materiali Attività immateriali Copertura di investimenti esteri Copertura dei flussi finanziari Differenze di cambio (65.698) 2.154 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (9) Leggi speciali di rivalutazione Utili/perdite attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti 116 631 Quota delle riserve da valutazione relative a partecipazioni valutate al patrimonio netto 6. Strumenti di capitale 36.000 36.000 7. Utile (perdita) d’esercizio 525.666 576.165 Totale 2.043.377 1.923.225
297
Sezione 5 Prospetto analitico della redditività complessiva Voci 2025 2024 10. Utile (Perdita) d'esercizio 555.009 604.484 Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico (154) 700 20. Titoli di capitale al fair value con impatto sulla redditività complessiva: a) variazioni al fair value 370 931 b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazione del proprio merito creditizio) a) variazioni al fair value b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio 40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: a) variazioni al fair value (strumento coperto) variazioni al fair value (strumento di copertura) 50. Attività materiali 60. Attività immateriali 70. Piani a benefici definiti (515) (231) 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (9) 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 110. Copertura di investimenti esteri: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 120. Differenze di cambio: (68.273) 11.585 a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni (68.273) 11.585 130. Copertura dei flussi finanziari: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 140. Strumenti di copertura (elementi non designati) a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: a) variazioni di valore b) rigiro a conto economico - rettifiche per rischio di credito - utili/perdite da realizzo c) altre variazioni 160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: valutate a patrimonio netto: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico - rettifiche da deterioramento - utili/perdite da realizzo c) altre variazioni 180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 190. Totale altre componenti reddituali (68.427) 12.285 200. Redditività complessiva (Voce 10+190) 486.582 616.769 210. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 29.343 28.319 200. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 457.239 588.450
298
Sezione 6 – Operazioni con parti correlate
6.1 Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Sono stati contabilizzati nell’esercizio 2025 emolumenti a favore degli amministratori per euro/migliaia 14.280 e compensi ai componenti del Collegio Sindacale per euro/migliaia 589.
6.2 Informazioni sulle transazioni con parti correlate Le transazioni con parti correlate riguardanti le operazioni commerciali poste in essere da Azimut Holding SpA con le proprie controllate e collegate, nonché tra le controllate e/o collegate stesse nel corso dell’esercizio 2025, rientrano nella gestione ordinaria del Gruppo e risultano regolate da termini e condizioni in linea con quelli di mercato. Inoltre, si segnala che: per l’utilizzo del marchio la società controllata Azimut Capital Management Sgr SpA corrisponde ad Azimut Holding SpA royalties di importo annuo complessivo di euro/migliaia 2.000 stabilito contrattualmente; Azimut Holding SpA, in qualità di controllante, Azimut Capital Management Sgr SpA, Azimut Financial Insurance SpA, Azimut Libera Impresa SGR SpA, Azimut Enterprises Srl, Azimut Capital Tech Srl e AZ Venture Tech Srl in qualità di controllate, hanno aderito all’istituto del consolidato fiscale nazionale; per l’attività di coordinamento svolta da Azimut Holding SpA a favore della società controllata Azimut Capital Management Sgr SpA è previsto un importo annuo complessivo di euro/migliaia 1.000 stabilito contrattualmente; per l’attività di coordinamento svolta dalla società a favore della società controllata Azimut Libera Impresa Sgr SpA è previsto un importo annuo complessivo di euro/migliaia 333 stabilito contrattualmente; Azimut Capital Management Sgr SpA e Azimut Financial Insurance SpA hanno concesso ad alcuni consulenti finanziari, identificati come parti correlate, dei finanziamenti per euro/migliaia 7 per lo sviluppo della loro attività, le cui condizioni e termini sono in linea con quelli di mercato; Si segnala, inoltre, che agli amministratori del Gruppo che rivestono anche il ruolo di gestori dei fondi comuni d’investimento è stata concessa l’esenzione commissionale sugli eventuali investimenti personali effettuati nei fondi da loro gestiti; per le funzioni di controllo di Risk Management, Internal Audit, Compliance e Antiriciclaggio svolte dalla società Azimut Capital Management SGR SpA, a favore di Azimut Holding Spa, Azimut Financial Insurance SpA, Azimut Libera Impresa SGR SpA, Azimut Life Dac (solo per la funzione di Antiriciclaggio) e Azimut Direct Finance Srl è previsto un importo annuo calcolato in base a percentuali stabilite contrattualmente; per le funzioni di It/Operation svolte dalla società Azimut Capital Management SGR SpA, a favore di Azimut Investments Sa è previsto un importo annuo calcolato in base a percentuali stabilite contrattualmente; per l’attività di Consulenza Evoluta tra le società Azimut Capital Management SGR S.p.A. e Azimut Financial Insurance S.p.A. e la società Wealthype SpA è stato sottoscritto un contratto di licenza d’uso. Il contratto prevede un importo fisso mensile di euro/ migliaia 15 e un importo variabile collegato all’utilizzo.
299
per il contratto di licenza d’uso del software per il monitoraggio delle partecipate dei fondi di Venture Capital di Azimut Libera Impresa SGR è stato sottoscritto un contratto tra la società Azimut Libera Impresa SGR e la società Mamacrowd S.r.l. che prevede un importo annuo pari a euro / migliaia 6. per l’attività di segnalazione di Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) è stato sottoscritto un accordo con Azimut Capital Management SGR S.p.A. che prevede una commissione variabile collegata all’attività stessa; per l’attività IT, ICT e Third Party Management in attuazione della normativa di cui al Regolamento UE 2554/2022, sono stati sottoscritti accordi di esternalizzazione con Azimut Capital Management SGR per le società Azimut Financial Insurance S.p.A. e Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., per attività prestate a decorrere dal gennaio 2025 ed è previsto un importo annuo calcolato in base a percentuali stabilite contrattualmente. Con riferimento agli strumenti finanziari partecipativi, conformemente al deliberato assembleare, si precisa che sono stati sottoscritti, 190.000 strumenti mediante versamento dell’importo corrispondente versando l’importo corrispondente. In particolare, il Presidente Ing. Pietro Giuliani 100.000, gli amministratori Paolo Martini 30.000, Alessandro Zambotti 35.000, Giorgio Medda 25.000; 1.043 parti correlate in ragione dell’adesione al Patto di Sindacato riferito ad Azimut Holding SpA hanno sottoscritto complessivamente 1.099.216 strumenti finanziari partecipativi. La Capogruppo alla data del 31 dicembre 2025 detiene 210.784 strumenti finanziari partecipativi. Nell’esercizio 2025, sono state processate due operazioni di minore rilevanza, in relazione al quale si è espresso il Comitato Parti Correlate. Con riferimento alla “Partnership tra Azimut Capital Management SGR e Up2You S.r.l. SB” il Comitato Parti Correlate ha espresso un parere positivo non vincolante circa la correttezza e la convenienza sostanziale dell’operazione. In particolare, la partnership prevede la collaborazione con la società Up2You S.r.l. S.B., finalizzata alla promozione presso la clientela corporate del Gruppo Azimut dei servizi offerti da quest’ultima quali il calcolo e la gestione della carbon footprint e la reportistica ESG. Con riferimento a “Sula Inversiones” la società AZI First S.r.l. controllata al 100% da Azimut Holding è stata coinvolta in un’operazione di investimento nella società di diritto spagnolo Romeo Founders S.L., che vede quale principali investitori: L Invest S.r.l., MJA Holding S.r.l (i cui soci fondatori sono Riccardo Maffiuletti e Jacopo Maffiuletti), Marco Montagnani, LP Investimenti S.R.L. (il cui socio fondatore è Gian Luca Puggioni) e Massimiliano Leali. Con specifico riferimento a Riccardo Maffiuletti e Gianluca Puggioni, in quanto consulenti finanziari di Azimut Capital Management SGR SpA, nonché fiducianti di Timone Fiduciaria quali aderenti al Patto di Sindacato di Azimut Holding S.p.A., in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente in materia e dalla Procedura per le Operazioni con Parti Correlate adottata dalla Capogruppo, da ultimo approvata da Azimut Holding SpA, in data 17 giugno 2021, il Comitato Parti Correlate ha rilasciato un parere positivo non vincolante circa la correttezza e la convenienza sostanziale dell’operazione motivato sull’interesse della Società.
300
Con riferimento alle operazioni di versamento in conto capitale nei confronti delle società controllate si rimanda al precedente paragrafo “Eventi di Rilievo dell’esercizio 2025”, Operazioni di capitalizzazione effettuate da Azimut Holding SpA e sue controllate. Operazione Escluse / Esenti: Si informa che in data 30 aprile 2025 Azimut Enterprises Srl, previa delibera del Consiglio di Amministrazione in data 24 aprile 2025, successivamente al rinnovo delle cariche sociali, ha sottoscritto con Gabriele Blei, precedente Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società e precedente Amministratore Delegato di Azimut Holding un contratto di collaborazione coordinata e continuativa avente ad oggetto la gestione di alcune partecipazioni a supporto dell’attività commerciale in specifici ambiti della durata di 60 mesi e sino al 30 aprile 2030, a fronte di corrispettivo annuo previsto contrattualmente. Al riguardo, si è valutato che si tratti di una operazione rientrante nella seguente tipologia prevista della Procedura per le Operazioni con Parti Correlate: “(a) Mandati di agenzia e accordi commerciali per l’attività di distribuzione di prodotti e strumenti finanziari sottoscritti con i consulenti finanziari/collaboratori aderenti al patto di sindacato Azimut Holding e operanti per le società del Gruppo Azimut” e quindi di un’operazione che per il settore in cui opera Azimut Enterprises Srl si considera secondo la predetta Procedura quale operazione ordinaria conclusa a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard. Trattandosi di un accordo commerciale per attività riferita a strumenti finanziari/partecipazioni della società Azimut Enterprises Srl con un collaboratore aderente al Patto di Sindacato si ritiene che l’operazione rientri in tale casistica e quindi nelle ipotesi di esclusione di cui all’art. 10 della Procedura per le Operazioni con Parti Correlate. Di seguito si riporta l’incidenza che le operazioni o posizioni con parti correlate hanno sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo diverse da quanto sopra specificato:
Totale Parti correlate
Valore
assoluto %
Attivo
Altre attività 427.262 6.707 1,57
Passivo
Altre Passività: 231.735 6.640 2,87
Debiti verso Collegio sindacale 328 0,14
Debiti per Emolumenti Amm. 6.312 2,72
Conto economico
Spese amministrative 356.038 17.021 4,78
Competenze a professionisti 6 0,00
Compensi al Collegio sindacale 589 0,17
Compensi amministratori 14.208 3,99
Iva su Royalties, attività coordinamento, riaddebiti funzioni di 2.218 0,62
controllo e IT/Operation
301
Sezione 7 – Informativa sul Leasing 7.1 - Informativa sul leasing Nella presente parte vengono fornite le informazioni richieste al locatario dall’IFRS 16 che non sono già state fornite in altre parti del Bilancio.
Informazioni qualitative Nella presente voce si forniscono le informazioni di natura qualitativa richieste dall’IFRS 16, paragrafi 51 e ss. I contratti sottoscritti dal Gruppo e rientranti nell’ambito di applicazione del principio contabile IFRS 16 riguardano le seguenti fattispecie: immobili, stampanti e autovetture. I contratti di leasing immobiliare rappresentano l’area d'impatto più significativa, in quanto tali contratti rappresentano circa il 99% dei valori dei diritti d’uso iscritti; risultano invece marginali gli impatti derivanti dal comparto autovetture e stampanti. I costi dei contratti di leasing di beni aventi un modico valore unitario (cioè con valore unitario inferiore a 5.000 euro) e di breve durata (inferiore a 12 mesi) vengono contabilizzati rilevando i pagamenti effettuati come costo di periodo, voce “Altre spese amministrative” del Conto Economico. Tali costi coincidono con la rispettiva fattura relativa al canone di locazione dovuto per il periodo (trimestrale o mensile). Relativamente ai contratti in scope IFRS16 non si è beneficiato di alcuno sconto sui canoni e pertanto non sono state applicate le regole disciplinate dall’emendamento ESMA del 28 ottobre 2020.
Informazioni quantitative Nel 2025, i costi per il leasing di beni di breve durata registrati sono pari a Euro/migliaia 1.920, mentre non risultano costi per i contratti di leasing di beni aventi modico valore. Le informazioni sui diritti d’uso acquisiti con il leasing sono contenute nelle apposite sezioni dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Profilo di scadenza delle passività finanziarie connesse ai contratti di leasing:
Attività / Passività finanziarie valutate al costo Inferiori a Inferiori Tra 1 e 3 Tra 3 e 5 Oltre i 5 Totale
ammortizzato 6 mesi a 1 anno anni anni anni
Attività
Crediti finanziari per contratti di sub-leasing - - - 247 247
immobiliari
Passività
Debiti per leasing - Fabbricati 313 199 1.452 21.147 6.211 29.322
Debiti per leasing - Autovetture 70 65 217 88 - 440
Debiti per leasing - Altri - 61 68 21 - 151
302
Sezione 8 – Altri dettagli informativi 8.1 Numero medio dei consulenti finanziari Il numero medio dei consulenti finanziari della rete italiana nel corso del 2025 è stato pari a 1.785. 8.2 Dividendi pagati Il dividendo unitario distribuito ai possessori di azioni ordinarie nel corso del mese di maggio 2025 è stato pari a 1,75 euro per azione ordinaria corrisposto per contanti. 8.3 Eventi ed operazioni significative non ricorrenti Nel corso del 2025 il Gruppo Azimut non ha posto in essere operazioni patrimoniali non ricorrenti che non siano già illustrate nella nota integrativa. Non vi sono state operazioni atipiche e/o inusuali.
8.4 Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione Come richiesto dall’art. 149 duodecies del Regolamento Consob n. 11971/99 e successive modifiche e integrazioni è fornito il dettaglio dei compensi (al netto di IVA e spese) di competenza dell’esercizio 2025 corrisposti alla società di revisione e alle entità appartenenti alla sua rete per i servizi di revisione e per i servizi diversi.
Tipologia di servizi Soggetto che ha Destinatario Compensi
erogato il servizio
Revisione contabile (*) EY SpA Capogruppo Azimut Holding SpA 137
EY Spa e Network EY Società controllate 3.380
Servizi di attestazione EY SpA Capogruppo Azimut Holding SpA 197
EY SpA e Network EY Società controllate 111
Altri servizi EY Spa e Network EY Società controllate 46
TOTALE GRUPPO dati in euro migliaia 3.871
(*) Include la revisione dei Fondi
303 Attestazione del Bilancio consolidato ai sensi dell’art. 81ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni Il sottoscritto Alessandro Zambotti, in qualità di Amministratore Delegato ed in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Azimut Holding SpA attesta, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e l’effettiva applicazione, delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell’esercizio 2025. 1. La valutazione dell’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 si è basata su un processo definito da Azimut Holding SpA in coerenza con il modello Internal Control – Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO) che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a livello internazionale. 2. Si attesta, inoltre, che: 2.1. il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025: - è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; - corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; - è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento; 2.2. la relazione sulla gestione contiene un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato di gestione consolidato, nonché della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente ad una descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti. Milano, 5 marzo 2026 L’Amministratore Delegato (dott. Alessandro Zambotti) Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (dott. Alessandro Zambotti)
304 RELAZIONE E BILANCIO D’ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2025 AZIMUT HOLDING SPA
305 Indice AZIMUT HOLDING SPA Relazioni e bilancio d’esercizio 2025 Cariche sociali ................................................................................................................................ 306 Relazione sulla gestione di Azimut Holding Spa ................................................................ 307 1. Scenario economico mondiale e mercati finanziari ......................................................................... 307 2. Informazioni generali sulla societa’ ........................................................................................................ 312 3. Azione Azimut .................................................................................................................................................. 313 4. Risultati ............................................................................................................................................................... 314 5. Operazioni societarie ed altri eventi di rilievo dell’esercizio ....................................................... 320 6. Aspetti organizzativi e corporate governance .................................................................................... 327 7. Altre informazioni .......................................................................................................................................... 327 8. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio ................................................................. 329 9. Evoluzione prevedibile della gestione ................................................................................................... 330 Progetto di destinazione dell’utile di esercizio.................................................................. 331 Schemi di bilancio ......................................................................................................................... 333 1. Stato patrimoniale al 31 dicembre 2025 .............................................................................................. 333 2. Conto economico al 31 dicembre 2025 ................................................................................................. 334 3. Prospetto della redditivita' complessiva .............................................................................................. 335 4. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2025 .................................... 336 5. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2024 .................................... 337 6. Rendiconto finanziario ................................................................................................................................. 338 Nota integrativa ............................................................................................................................. 340 Parte A – politiche contabili .................................................................................................................................. 340 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale ........................................................................................... 360 Parte C -Informazioni sul conto economico consolidato .......................................................................... 380 Parte D- Altre informazioni ................................................................................................................................... 386 Attestazione del bilancio d’esercizio ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ......... 400
306 Cariche sociali Consiglio di Amministrazione Pietro Giuliani Presidente Giorgio Medda Amministratore Delegato Alessandro Zambotti Amministratore Delegato Paola Ciaccio 32 Consigliere Monica Liverani Consigliere Fiorenza Dalla Rizza Consigliere Vittoria Scandroglio Consigliere Marcello Foa Consigliere Carlo Bonomi Consigliere Anna Doro Consigliere Collegio Sindacale Stefano Fiorini Presidente Marco Lori Sindaco Effettivo Maria Catalano Sindaco Effettivo Società di Revisione EY SpA Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Alessandro Zambotti 32 in carica per 1 esercizio (2025)
307 Relazione sulla gestione di Azimut Holding Spa Signori azionisti, si sottopone per esame e approvazione il bilancio di Azimut Holding SpA al 31 dicembre 2025 che evidenzia un utile netto di euro 516.827.067 (euro 320.900.780 al 31 dicembre 2024). 1. Scenario economico mondiale e mercati finanziari L'esercizio 2025 si è aperto nel segno di una marcata continuità con l'anno precedente, confermando la "eccezionalità" dell'economia statunitense rispetto al resto del mondo sviluppato. Se il 2024 si era chiuso smentendo le attese di recessione, il primo trimestre del 2025 ha ribadito la resilienza degli Stati Uniti, che hanno registrato una crescita del PIL annualizzata del 2,3% (riferita al quarto trimestre 2024), sostenuta da un mercato del lavoro ancora in salute e da consumi robusti. Tuttavia, l'insediamento della nuova amministrazione Trump a gennaio ha immediatamente modificato la percezione del rischio globale: l'uso della minaccia tariffaria è stato adottato fin dalle prime battute come strumento negoziale, creando un clima di "equilibrio instabile" che ha inizialmente indebolito il dollaro e aumentato l'incertezza tra i partner commerciali. In Europa, la situazione macroeconomica si è presentata ben più fragile. L'Eurozona è rimasta intrappolata in una crescita stagnante, appesantita dalle difficoltà strutturali della Germania. Il panorama politico tedesco è stato dominato dalle elezioni di febbraio, che hanno visto l'affermazione di Friedrich Merz e aperto un acceso dibattito sulla necessità di riformare il "debt brake" per finanziare un piano storico di investimenti nella difesa e nelle infrastrutture. Questo cambio di paradigma fiscale, spinto anche dalle dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea Von der Leyen sulla clausola di salvaguardia per le spese militari, ha iniziato a erodere lo status di "bene rifugio" del Bund tedesco. Il secondo trimestre ha segnato il vero spartiacque dell'anno con l'evento del 2 aprile, ribattezzato dai mercati "Liberation Day". L'annuncio shock dell'amministrazione USA di dazi fino al 145% sulle merci cinesi, seguito da una ritorsione di Pechino con tariffe del 125%, ha innescato una violenta ondata di volatilità. Questo scontro commerciale ha generato una profonda dicotomia nei dati economici: mentre gli indicatori reali ("hard data") continuavano a segnalare un'economia americana sana, gli indicatori di fiducia ("soft data") di imprese e consumatori sono crollati verticalmente, offuscando la visibilità sulla tenuta ciclica. In risposta a tale incertezza e ai rischi di stagflazione, l'agenzia Moody's ha declassato il rating sovrano degli Stati Uniti ad Aa1 a maggio, citando il peggioramento delle metriche fiscali e la polarizzazione politica. Le banche centrali hanno reagito a questo scenario con tempistiche e strategie divergenti. La BCE, costretta a fronteggiare il rischio di una recessione tecnica e spinte disinflazionistiche, ha anticipato il ciclo di allentamento tagliando i tassi al 2,75% a gennaio e successivamente, concludendo al 2% a giugno. La Federal Reserve, al contrario, vincolata dalla forza del mercato del lavoro interno e dalle pressioni inflazionistiche latenti, ha mantenuto un approccio attendista ("wait and see") per tutto il primo semestre, resistendo alle pressioni politiche della Casa Bianca che attaccavano apertamente l'indipendenza dell'istituto guidato da Jerome Powell.
308 La seconda metà dell'anno è stata caratterizzata da una complessa stabilizzazione. Dopo un'estate di negoziati che ha portato alla firma di accordi commerciali (incluso quello con l'UE a fine luglio), l'attenzione si è spostata sulla politica monetaria americana. A settembre, la Fed ha operato il primo taglio dei tassi di 25 punti base, definendolo una mossa "assicurativa" per proteggere l'occupazione. Tuttavia, l'autunno ha portato nuove turbolenze: lo shutdown del governo federale statunitense, protrattosi tra ottobre e novembre, ha causato un "blackout" statistico, impedendo la pubblicazione di dati cruciali e costringendo la Fed a navigare a vista. In questo contesto, la Fed ha complessivamente tagliato i tassi di 75bps arrivando a dicembre al 3.75%, ma indicando una probabile pausa ad inizio 2026. Nonostante le turbolenze politiche, l'anno si è concluso con una sorpresa macroeconomica estremamente positiva: i dati relativi al terzo trimestre hanno evidenziato per gli USA una crescita del PIL nominale dell'8,1% annualizzato (4,3% reale), trainata da un'impennata della produttività del lavoro (+4%) legata all'adozione massiva dell'Intelligenza Artificiale. Questo shock positivo di produttività ha permesso di sostenere i margini aziendali senza alimentare la spirale prezzi-salari, delineando uno scenario di "no landing". L'Europa ha chiuso l'anno con timidi segnali di ripresa industriale in Germania, legati alle commesse militari, mentre il Giappone ha proseguito il suo isolato percorso di normalizzazione monetaria, con inflazione al 3% e tassi in rialzo ora allo 0,75%. Mercati finanziari internazionali Sui mercati obbligazionari, il 2025 sarà ricordato come l'anno dell'irripidimento delle curve (steepening). A dispetto dell'avvio dei tagli dei tassi ufficiali, i rendimenti a lunga scadenza non sono scesi, ma anzi sono saliti sia negli USA che in Europa. Il mercato ha preteso un premio al rischio fiscale strutturalmente più elevato per detenere debito a lungo termine, a causa dei deficit persistenti e dei nuovi programmi di spesa pubblica (difesa in UE, stimoli fiscali in Giappone). Pertanto, numerosi eventi di natura locale hanno caratterizzato il 2025 e generato episodi di volatilità sui mercati obbligazionari, talvolta con effetti globali. La Francia si è distinta come l'epicentro della fragilità politica europea nel 2025, vivendo una crisi istituzionale che ha avuto ripercussioni dirette e storiche sul mercato dei titoli di stato. Le tensioni sono esplose in autunno: a settembre, la caduta del governo Bayrou e la successiva nomina di Lecornu hanno accentuato le incertezze sulla tenuta fiscale del Paese. Questa instabilità ha innescato una severa reazione delle agenzie di rating: Fitch ha declassato il debito sovrano francese ad A+ (da AA-), determinando un evento senza precedenti dal 1999, ovvero il sorpasso dei rendimenti dei titoli di stato francesi (OAT) su quelli dei BTP italiani. La volatilità è proseguita in ottobre, alimentata dalle dimissioni iniziali del primo ministro e dal successivo declassamento operato anche da S&P, che ha generato forti oscillazioni nello spread con la Germania. Sul fronte azionario, il mercato francese si è dimostrato particolarmente vulnerabile in estate, penalizzato nel comparto delle concessioni per i rischi regolatori, sebbene il settore bancario abbia mostrato una capacità di recupero verso fine anno grazie al contesto dei tassi Il Regno Unito ha attraversato un anno di marcata instabilità finanziaria, con il mercato dei titoli di stato (Gilt) spesso al centro di episodi di volatilità legati alla fragile credibilità fiscale e alle sfide strutturali della crescita post-Brexit. Già a febbraio, il Primo Ministro Starmer aveva annunciato un incremento della spesa militare fino al 2,5% del PIL, segnalando la necessità di finanziare il riarmo tramite tagli ad altre voci di bilancio.
309 Tuttavia, le tensioni si sono acuite durante l'estate: a luglio, le difficoltà politiche legate alla riforma del welfare hanno alimentato timori sulla tenuta del Cancelliere dello Scacchiere, innescando un violento sell-off che ha spinto i rendimenti decennali fino alla soglia del 4,70%. La pressione sui tassi si è rinnovata in autunno, quando l'attesa per la legge di bilancio e la necessità di ingenti emissioni per sostenere la spesa pubblica hanno mantenuto alta la volatilità. Nonostante il contesto macroeconomico complesso, il settore bancario britannico ha mostrato una notevole resilienza, beneficiando, insieme ai titoli legati al settore residenziale, di un contesto di tassi che ha favorito i margini. Il Giappone ha continuato a rappresentare un punto di attenzione cruciale per i mercati globali durante tutto il 2025, mantenendo un ruolo centrale nelle dinamiche dei tassi d'interesse internazionali. Il Paese ha convissuto con un'inflazione persistente prossima al 3%, gestendo un ciclo di normalizzazione della politica monetaria descritto come "graduale ma costante". Tuttavia, la Banca del Giappone ha spesso deluso le aspettative dei "falchi": a fine luglio, ad esempio, il governatore Ueda ha dichiarato di non avere fretta nel proseguire con la stretta monetaria, risultando più accomodante delle attese e indebolendo ulteriormente lo yen. L'autunno ha segnato una svolta politica e fiscale determinante con la nomina in ottobre di Sanae Takaichi a capo del governo. La sua propensione per politiche fiscali espansive, concretizzatasi in novembre con l'annuncio di massicci stimoli per 17 trilioni di yen, ha generato pressioni contrastanti: da un lato ha favorito un indebolimento della valuta (vista la continuità su tassi bassi), dall'altro ha spinto violentemente al rialzo i rendimenti a lungo termine a causa delle maggiori esigenze di finanziamento. A fine anno, i rendimenti dei titoli di stato trentennali hanno raggiunto i massimi in area 3,3%, riducendo a poche decine di punti base il differenziale tra i decennali nipponici e il Bund tedesco e contribuendo a esercitare una pressione rialzista sui tassi globali. Nel 2025 il mercato del credito corporate ha offerto segnali di forza sia negli Stati Uniti che in Europa, con rendimenti positivi in entrambi i segmenti Investment Grade (IG) e High Yield (HY), sebbene su basi differenti e con livelli di volatilità disomogenei. In un contesto macroeconomico segnato dalla discesa graduale dei tassi d’interesse di riferimento e da un’inflazione in progressiva normalizzazione, il credito ha beneficiato di un ritorno strutturale di interesse da parte degli investitori globali, desiderosi di ricostruire esposizioni a reddito fisso con profili di rischio/rendimento più bilanciati. Gli spread tra corporate IG e Treasury si sono mantenuti entro un range contenuto, riflettendo un buon livello di fiducia sulla tenuta dei fondamentali aziendali e sulla stabilità del ciclo economico statunitense. Anche il credito High Yield ha mostrato resilienza, con un rendimento annuale netto positivo, sebbene più volatile, spinto da cedole elevate, da bassi livelli di default e da un ciclo degli utili societari ancora favorevole. In Europa, la traiettoria è stata simile ma più attenuata. I titoli IG hanno beneficiato della progressiva svolta della Banca Centrale Europea verso una politica meno restrittiva. Gli spread IG in euro sono rimasti compressi in modo stabile per gran parte dell’anno, segnalando un ambiente creditizio relativamente benigno. Nel segmento High Yield europeo, la performance è stata positiva ma più contenuta rispetto agli Stati Uniti. Le emissioni speculative in euro hanno goduto di un contesto di rischio sistemico più contenuto e di una selezione creditizia particolarmente attenta da parte degli investitori, che hanno privilegiato i nomi ad alto rendimento ma con fondamentali solidi e bassa leva finanziaria.
310 Nel complesso, il 2025 ha rappresentato un anno di ritorno alla centralità per i mercati del credito, sia IG che HY, con gli Stati Uniti che hanno offerto performance complessivamente più brillanti, mentre l’Europa ha mostrato maggiore stabilità e meno volatilità. Entrambe le regioni hanno beneficiato della convergenza di tre forze fondamentali: la discesa dei tassi di policy, il restringimento degli spread e la ricerca di rendimento in un mondo in cui l’allocazione al rischio torna a essere guidata da una logica di carry, qualità e selettività. I mercati azionari hanno attraversato fasi narrative distinte, chiudendo l'anno in territorio positivo ma con profonde rotazioni interne. L'inizio del 2025 ha visto una rara sovraperformance dell'Europa rispetto agli USA, penalizzati inizialmente da una correzione del settore tecnologico su timori che la concorrenza cinese (più efficiente in termini di costi) potesse erodere il predominio americano nell'AI. Tuttavia, superato lo shock dei dazi di aprile, la leadership è tornata prepotentemente a Wall Street. Tra maggio e luglio, l'entusiasmo per l'Intelligenza Artificiale Generativa ha spinto S&P 500 e Nasdaq a nuovi massimi storici, sostenuti da trimestrali che confermavano la capacità delle "Big Tech" di monetizzare i massicci investimenti in capex. Durante l'estate, le aspettative di tagli dei tassi hanno innescato una rotazione tattica verso le Small Cap (Russell 2000) e i settori sensibili ai tassi come l'immobiliare e le utilities. Il finale d'anno ha mostrato una maturazione del ciclo tecnologico: la spinta propulsiva dei "Magnifici 7" si è frammentata. A novembre, la notizia dello sviluppo di chip proprietari (TPU) da parte di Google ha penalizzato pesantemente Nvidia, evidenziando come la competizione interna al settore stia iniziando a ridisegnare i vincitori. Parallelamente, si è assistito a un allargamento del rally verso settori ciclici (finanziari, industriali) e difensivi (farmaceutico), con le banche europee e britanniche che hanno ben performato grazie a un contesto di tassi che ha favorito il margine di interesse. Il 2025 è stato un anno complesso per il mercato valutario, dominato da volatilità e da frequenti disallineamenti dei prezzi rispetto ai fondamentali economici, spesso innescati dalle decisioni politiche statunitensi. Il dollaro USA ha vissuto un andamento altalenante: l'anno si è aperto con un indebolimento immediato della valuta a seguito dell'insediamento del Presidente Trump, il quale ha utilizzato fin da subito la minaccia dei dazi come strumento negoziale, generando un clima di incertezza. Questa dinamica si è acutizzata in aprile con il cosiddetto "Liberation Day" e l'annuncio di tariffe shock sulla Cina; in quella fase, il biglietto verde ha reagito in modo controintuitivo, deprezzandosi rapidamente nonostante il contesto di avversione al rischio e l'aumento dei rendimenti obbligazionari, scollandosi dalle logiche tradizionali dei differenziali dei tassi. Durante l'estate, l'attenzione si è spostata sul cambio con l'euro, che a luglio ha sfiorato la soglia di 1.20 generando nervosismo, salvo poi ritracciare grazie alla firma di accordi commerciali transatlantici percepiti come favorevoli agli Stati Uniti. Tuttavia, verso la fine dell'anno, il dollaro è tornato a trattare su livelli giudicati eccessivi dagli analisti (intorno a 1.15 contro euro), evidenziando un chiaro disallineamento rispetto ai fondamentali che avrebbero suggerito un valore di equilibrio più debole, tra 1.18 e 1.19. Parallelamente, lo Yen giapponese è stato protagonista di un continuo indebolimento, strettamente legato alle manovre della Bank of Japan e alla politica interna in autunno con la nomina del Primo Ministro Sanae Takaichi, le cui politiche fiscali espansive hanno favorito un nuovo indebolimento della divisa nipponica.
311 Nel 2025, i mercati finanziari hanno evidenziato una dinamica profondamente divergente tra due asset frequentemente messi a confronto dagli investitori: l’oro e Bitcoin. Nonostante entrambi vengano spesso considerati alternative alle valute fiat o strumenti di copertura contro l’inflazione e l’incertezza, la realtà del 2025 ha messo in luce comportamenti assai differenti, riflettendo natura, percezione e contesto macroeconomico ben distinti. L’oro ha vissuto un anno straordinario, affermandosi come uno degli asset più performanti del 2025. La sua corsa è stata favorita da una combinazione potente di fattori macroeconomici e geopolitici. L’instabilità globale, le rinnovate tensioni tra grandi potenze e la crescente percezione di rischio sistemico hanno spinto molti investitori istituzionali e retail a rifugiarsi in asset tangibili. A tutto questo si è aggiunta una crescente aspettativa di un’inversione nella politica monetaria globale, con le principali banche centrali orientate verso una riduzione dei tassi d’interesse. Il risultato è stato un rally dell’oro senza precedenti recenti, con i prezzi spot che hanno superato abbondantemente i 4.000 dollari per oncia, raggiungendo livelli prossimi ai 4.800 dollari entro l’inizio del 2026. A rafforzare questa tendenza ha contribuito anche l’aumento degli acquisti da parte delle banche centrali, che hanno incrementato le loro riserve auree a livelli record. Diversamente, Bitcoin ha vissuto un 2025 molto più complesso e altalenante. Dopo un primo semestre all’insegna dell’ottimismo, culminato con un massimo storico vicino ai 126.000 dollari in ottobre, la criptovaluta ha iniziato a perdere slancio, complice un contesto di crescente avversione al rischio e una diminuzione della liquidità disponibile per gli investimenti più speculativi. Nonostante l’entusiasmo iniziale legato all’approvazione di nuovi ETF spot e a una maggiore adozione da parte di alcune istituzioni, la seconda parte dell’anno ha visto un ritorno della volatilità estrema tipica del comparto crypto. Il risultato finale è stato una performance complessiva negativa o al massimo piatta su base annuale, con una perdita di valore stimata tra il 5% e il 7% rispetto ai livelli di inizio anno. Per gli investitori, questa divergenza rappresenta un chiaro segnale della necessità di valutare con attenzione il ruolo che ciascun asset può giocare all’interno di un portafoglio diversificato e coerente con gli obiettivi di lungo termine. Mercati emergenti e Geopolitica La decisione di Washington di imporre dazi aggressivi ha colpito il cuore del commercio globale. La Cina, rispondendo con tariffe asimmetriche del 125%, ha cercato di difendere la propria economia, ma i listini azionari cinesi hanno continuato a mostrare volatilità, con rally temporanei legati agli annunci di stimoli fiscali (settembre) seguiti da nuove correzioni per la mancanza di una ripresa strutturale dei consumi interni. Nonostante ciò, la Cina ha continuato a rappresentare una minaccia competitiva nel settore tecnologico, con player locali che hanno sfidato la supremazia USA nell'hardware AI. Particolarmente rilevante nel contesto del 2025 è stata la performance della Cina, che ha visto un’inversione di tendenza rispetto alla stagnazione che aveva caratterizzato l’anno precedente. La seconda economia mondiale ha lanciato un piano di stimolo interno orientato al rilancio dei consumi domestici, alla stabilizzazione del settore immobiliare e al rafforzamento della fiducia degli investitori. Queste misure hanno contribuito a migliorare i dati macroeconomici trimestrali, con il PIL in crescita superiore alle attese, e hanno innescato un parziale recupero delle azioni cinesi, soprattutto nei settori tecnologico, dei beni di consumo e dell’energia pulita. Il miglioramento del sentiment verso
312 la Cina ha avuto un effetto positivo su tutto il complesso Asia-Pacifico, restituendo appeal a un’area che negli anni precedenti aveva sofferto per eccesso di incertezza politica e regolatoria. Sul fronte sudamericano, il 2025 ha rappresentato un anno di opportunità ma anche di sfide interne. Brasile e Messico, i principali mercati dell’area, hanno beneficiato dell’andamento positivo delle materie prime, con il rialzo di oro, rame e petrolio che ha sostenuto le bilance commerciali e la fiducia degli investitori. Tuttavia, l’eterogeneità delle politiche economiche ha generato differenze marcate tra i paesi. Il Brasile ha visto un’espansione moderata, con stabilità dei conti pubblici e riduzione graduale dell’inflazione, mentre in Argentina le difficoltà nel gestire il debito e la volatilità dei cambi hanno limitato il pieno recupero degli asset locali. Nel complesso, l’America Latina si è comunque posizionata come una regione chiave per gli investitori alla ricerca di diversificazione geografica, beneficiando dell’attenzione globale per i temi legati all’energia e alle risorse naturali. Complessivamente nel 2025 i mercati emergenti hanno vissuto un anno di svolta, caratterizzato da un rimbalzo significativo dopo anni di performance inferiori rispetto ai mercati sviluppati. L’indice azionario dei paesi emergenti ha mostrato una crescita robusta, segnando rendimenti superiori rispetto a quelli dei principali indici globali, alimentando così la narrativa di un cambiamento di ciclo dopo una lunga fase di sottoperformance relativa. Questa ripresa si è sviluppata in un contesto favorevole, sostenuto dal progressivo allentamento delle condizioni monetarie globali, da una fase di indebolimento del dollaro e da una maggiore propensione al rischio da parte degli investitori. Le valutazioni più attraenti rispetto ai mercati sviluppati, unite a una ripresa degli utili societari e a dinamiche interne più solide, hanno reso molti paesi emergenti una destinazione preferita per capitali internazionali. I mercati azionari hanno beneficiato sia di un’espansione dei multipli di valutazione che di un’accelerazione nella crescita dei profitti. Anche i mercati obbligazionari in valuta locale hanno offerto rendimenti reali interessanti, grazie al calo dei tassi e alla maggiore stabilità delle valute emergenti rispetto al passato recente. In sintesi, il 2025 ha segnato un ritorno in primo piano per i mercati emergenti nel panorama finanziario globale. Supportati da un contesto macroeconomico più favorevole e da dinamiche interne in miglioramento, questi mercati hanno offerto performance interessanti e una prospettiva di lungo termine più equilibrata, pur restando soggetti a rischi idiosincratici e alla necessità di una gestione selettiva a livello geografico e settoriale. 2. Informazioni generali sulla società Azimut Holding SpA (“Società”) è la capogruppo del Gruppo Azimut, che rappresenta la più grande realtà finanziaria indipendente nel mercato italiano, con un patrimonio totale di circa 127 miliardi di euro al 31 dicembre 2025. Il Gruppo è specializzato nella gestione del risparmio ed offre servizi di consulenza finanziaria principalmente attraverso la propria rete di consulenti finanziari. La Società è quotata alla Borsa di Milano dal luglio 2004 ed è membro, fra gli altri, dell'indice FTSE MIB e Euro Stoxx 600. L'azionariato vede oltre 2.000 fra gestori, consulenti finanziari e dipendenti uniti in un patto di sindacato che garantisce la stabilità e la qualità della performance ed evidenzia un raro esempio di impegno e indipendenza.
313 La Società svolge attività di direzione e coordinamento e, al 31 dicembre 2025, ha in forza 10 dirigenti, 7 altre risorse tra quadri e impiegati. Per quanto attiene agli ulteriori dettagli numerici del personale dipendente si rimanda alla Parte C, sezione 9 della Nota Integrativa. La Società non ha istituito sedi secondarie sul territorio nazionale né esercita attività attraverso filiali. La Società aderisce, in qualità di consolidante, all’istituto del consolidato fiscale nazionale ex artt. 117 e seguenti del Testo Unico delle Imposte sui Redditi con le controllate Azimut Capital Management SGR SpA, Azimut Financial Insurance SpA, Azimut Libera Impresa SGR SpA, Azimut Enterprises Srl, Azimut Capital Tech Srl e AZ Venture Tech Srl regolando con apposito contratto i rapporti derivanti dal regime di tassazione scelto. 3. Azione Azimut La quotazione (prezzo di riferimento) del titolo Azimut è 35,74 euro al 30 dicembre 2025 rispetto a 23,99 euro al 30 dicembre 2024, rimasta pressoché stabile nel valore di borsa. Alla data del 31 dicembre 2025 il Capitale Sociale, interamente sottoscritto e versato, risulta suddiviso in numero 143.254.497 azioni ordinarie, a tale data, corrispondono ad una capitalizzazione del titolo pari a circa 5,1 miliardi di euro. Il portafoglio di azioni proprie di Azimut Holding SpA alla data del 31 dicembre 2025 è costituito da n. 2.026.793 titoli pari al 1,415% del capitale sociale. Anche nel corso del 2025 sono proseguite le abituali attività dirette allo sviluppo dei rapporti con gli investitori istituzionali, che rappresentano la parte quantitativamente più rilevante dell’azionariato. In occasione dell’approvazione dei risultati di bilancio e delle relazioni periodiche sono state organizzate conference call seguite da road-show nelle principali piazze finanziarie europee e negli Stati Uniti. A marzo 2026, il titolo Azimut Holding SpA è sotto “copertura” da parte degli analisti finanziari di dieci case d'investimento italiane ed estere.
314 4. Risultati a. Risultati economici Dati in euro 2025 2024 Commissioni attive 2.000.000 2.000.000 Commissioni nette 2.000.000 2.000.000 Dividendi e proventi simili 517.753.700 372.373.167 Interessi attivi e proventi assimilati 1.011.926 6.432.933 Interessi passivi e oneri assimilati (2.707.027) (12.723.051) Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (4.933.048) (5.959.613) Margine di intermediazione 513.125.551 362.123.436 Spese amministrative (12.572.696) (15.411.730) a) spese per il personale (3.275.493) (5.570.204) b) altre spese amministrative (9.297.203) (9.841.526) Rettifiche di valore su attività materiali e immateriali (367.587) (345.829) Altri proventi e oneri di gestione 1.323.912 1.438.249 Risultato della gestione operativa 501.509.180 347.804.126 Imposte sul reddito 15.317.887 (26.903.346) Utile d'esercizio 516.827.067 320.900.780 Il risultato della gestione operativa al 31 dicembre 2025 è pari a 502 milioni di euro (348 milioni di euro al 31 dicembre 2024) attribuibile principalmente ai dividendi che per l’esercizio 2025 ammontano a 518 milioni di euro (372 milioni di euro al 31 dicembre 2024). I dividendi ricevuti dalle società partecipate da Azimut Holding SpA includono anche un acconto su dividendi sull’utile 2025 erogato, nel corso del mese di dicembre 2025, dalla controllata Azimut Investments Sa pari a 87 milioni di euro (92 milioni di euro nel mese di dicembre 2024). Gli interessi passivi ammontano a 3 milioni di euro al 31 dicembre 2025, in diminuzione rispetto al dato del 31 dicembre 2024, si riferiscono unicamente agli interessi passivi sul debito per cash pooling verso la controllata Azimut Investments Sa remunerato a tassi di mercato. Le spese amministrative ammontano a 13 milioni di euro al 31 dicembre 2025 in diminuzione rispetto all’esercizio precedente, in relazione soprattutto al dato delle spese del personale che sono impattate dal rilascio di variabili accantonati nei precedenti esercizi e non pagati. Le altre spese amministrative registrano un leggero calo e comprendono spese legali, fiscali e competenze a professionisti sostenute per la realizzazione dell’operazione di scissione parziale della Rete di Consulenti Finanziari di Azimut Capital Management SGR SpA e Azimut Financial Insurance SpA finalizzata alla creazione di TNB, progetto annunciato nello scorso esercizio e proseguito nell’esercizio 2025, come spiegato negli “Eventi di rilievo dell’esercizio” cui si rimanda. Gli ammortamenti, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d’uso acquisiti con il leasing operativo. Le imposte sul reddito includono il credito pari a 26,6 milioni di euro corrispondente al 95% dell’importo complessivo delle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai
315 periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025. b. Aggregati patrimoniali I principali aggregati patrimoniali della Società sono riportati nel seguente prospetto riclassificato. Attività 31/12/2025 31/12/2024 Variazioni Assolute Cassa e disponibilità liquide 17.976.534 11.744.936 6.231.598 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 24.019.755 23.461.874 557.881 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.996.184 19.279 2.976.905 Partecipazioni 1.160.887.540 1.134.074.707 26.812.833 Attività materiali ed immateriali 185.915.137 186.194.545 -279.408 Attività fiscali 38.765.524 4.320.867 34.444.657 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 4.010.000 4.010.000 Altre voci dell'attivo 5.742.720 12.585.330 -6.842.610 Totale attività 1.440.313.394 1.372.401.538 67.911.855 La cassa e disponibilità liquidite sono costituite dalle disponibilità liquide giacenti sui conti correnti bancari e dalla cassa contanti. La Società ha in essere un contratto di servizio di cash pooling nei confronti di alcune sue controllate. Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico in leggero incremento rispetto allo scorso esercizio comprendono principalmente Quote di Fondi OICR del Gruppo. Le partecipazioni registrano una variazione complessiva netta di circa 27 milioni di euro rispetto al dato di fine anno 2024. La variazione netta è composta da incrementi, per complessivi 31 milioni di euro circa, dovuti a: (i) versamenti a titolo di contributo in conto aumento di capitale a favore di AZ International Holdings SA per complessivi 14,9 milioni di euro di cui in azioni proprie di Azimut Holding S.p.A. (n. 176.040) per un controvalore di 4,4 milioni di euro ed il restante in contanti, (ii) versamenti a titolo di contributo in conto capitale a favore di Azimut Enterprises Srl per 12,6 milioni di euro e (iii) versamenti a titolo di contributo in conto capitale a favore di AZI First Srl per 3,4 milioni di euro, e da decrementi per 4 milioni di euro legati alla riclassifica della partecipazione detenuta in AZI First Srl e riclassificata nelle Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Le attività materiali comprendono tra l’altro la contabilizzazione del valore del Right of Use derivante dall’applicazione del principio contabile IFRS16 che al 31 dicembre 2025 è pari a 0,53 milioni di euro; mentre le attività immateriali, che includono avviamenti (circa 150 milioni di euro), software e marchi (circa 36 milioni di euro), non registrano variazioni degne di nota. Le Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione comprendono gli elementi dell’attivo individuati in base a un perimetro selezionato principalmente attribuibile ad alcune attività distributive italiane del Gruppo, unitamente ad altri asset che sono stati definiti anche in relazione all’accordo quadro vincolante che Azimut Holding Spa
316 ha siglato con FSI SGR S.p.A. I dettagli di tale operazione sono riportati nel paragrafo Eventi di rilievo dell’Esercizio”. La variazione in aumento delle attività fiscali è relativa ad acconti d’imposta Ires e Irap versati nel corso dell’esercizio e al credito fiscale riveniente dalle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025, come riportato nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’Esercizio”. La variazione in diminuzione delle altre voci dell’attivo si riferisce alla variazione dei saldi verso le società del Gruppo per effetto del credito IRES ceduto alla società nell’ambito del consolidato fiscale. Passività e patrimonio 31/12/2025 31/12/2024 Variazioni Assolute Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.705.042 133.398.508 -121.693.466 Passività fiscali 47.547.059 62.030.534 -14.483.475 Altre voci del passivo 20.614.807 19.601.620 1.013.187 Capitale 32.324.092 32.324.092 0 Azioni proprie -49.276.231 -7.513.363 -41.762.868 Strumenti di capitale 36.000.000 36.000.000 0 Riserve e sovrapprezzi di emissione 824.571.558 775.659.367 48.912.191 Utile dell'esercizio 516.827.067 320.900.780 195.926.287 Totale passività e patrimonio 1.440.313.394 1.372.401.538 67.911.856 Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato comprendono il debito verso la controllata Azimut Investments Sa per il contratto di cash pooling per 11,3 milioni di euro in diminuzione rispetto allo scorso esercizio e i debiti per leasing sorti in applicazione del principio contabile IFRS 16 per 0,4 milioni di euro. Le Passività Fiscali si riferiscono al debito IRES e IRAP al netto degli acconti versati nel corso dell’esercizio. Il debito per IRES è rappresentato dagli imponibili ceduti dalle società che partecipano al consolidato fiscale nazionale. L’onere fiscale relativo all’applicazione della Global Minimum Tax come previsto dalla legge 11/2023 per periodo di imposta 2024 relativo alle giurisdizioni ove non ha trovato applicazione l’aliquota fiscale del 15% è stato versato nel mese di novembre 2025 l’acconto dell’ammontare dovuto per l’esercizio 2024 per un ammontare di 10,8 milioni, il restante verrà versato nei termini di legge. Per il periodo d’imposta 2025 non è stato fatto alcun accantonamento in quanto l’applicazione della Global Minimum Tax e stato effettuato direttamente nelle giurisdizioni ove non ha trovato applicazione l’aliquota fiscale del 15%. La variazione della voce Azioni Proprie è dovuta alle operazioni spiegate nel successivo paragrafo “Azioni Proprie”, cui si rimanda.
317 c. Posizione finanziaria netta Per le modalità di determinazione della posizione finanziaria netta si è fatto riferimento agli Orientamenti ESMA del 04/03/2021. Si riporta di seguito la posizione finanziaria netta dettagliata della Società: Dati in migliaia di euro 31/12/2025 31/12/2024 A Disponibilità liquide 17.976.534 11.744.936 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide 2.996.184 19.279 C Altre attività finanziarie correnti 18.139.977 11.022.449 D Liquidità (A + B + C) 39.112.695 22.786.664 E Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente) - 11.265.889 - 132.840.201 F Parte corrente del debito finanziario non corrente - - G Indebitamento finanziario corrente (E + F) - 11.265.889 - 132.840.201 H Indebitamento finanziario corrente netto (G - D) 27.846.806 - 110.053.537 I Debito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito) J Strumenti di debito - - K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - 439.153 - 558.307 L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) - 439.153 - 558.307 M Totale indebitamento finanziario (H + L) 27.407.653 - 110.611.844 Il valore positivo dell'Indebitamento Finanziario Totale al 31 dicembre 2025 (pari a 27,4 milioni di euro) indica una Posizione Finanziaria Netta attiva (cassa netta), in quanto le disponibilità liquide superano ampiamente le passività finanziarie, in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 (saldo negativo per 111 milioni di euro). Durante l’esercizio 2025 la Società ha incassato dividendi dalle proprie partecipate pari a 518 milioni di euro e ha provveduto al pagamento in contanti dei dividendi agli azionisti, degli strumenti partecipativi e del contributo a favore della Fondazione Azimut EFTS per complessivi 331 milioni di euro. Le principali operazioni effettuate nel corso dell’esercizio sono le seguenti: - versamento in contanti a titolo di contributo in conto aumento di capitale a favore di AZ International Holdings Sa di 10,5 milioni di euro al fine di finanziare lo sviluppo estero del Gruppo; - versamento in contanti a titolo di contributo in conto capitale a favore di Azimut Enterprises S.r.l. per 12,6 milioni di euro per finanziare gli investimenti in Italia; - versamento a titolo di contributo in conto capitale a favore di AZI First Srl per 3,4 milioni di euro. I dettagli delle suddette operazioni sono spiegati nel paragrafo 5 “Operazioni di capitalizzazione attuate da Azimut Holding SpA” della presente relazione sulla gestione cui si rimanda.
318 Come sopra anticipato la Società ha in essere un contratto di servizio di cash-pooling con le sue controllate Azimut Investments Sa, Azimut Capital Management SGR SpA e Azimut Financial Insurance SpA ai fini di accentrare la tesoreria presso Azimut Holding SpA e rendere più efficiente la gestione della liquidità del Gruppo, pur mantenendo la loro indipendenza giuridica e operativa. Il servizio prestato riguarda esclusivamente l’organizzazione e la gestione delle partite di conto corrente non bancario e la compensazione delle transazioni commerciali infragruppo. Il servizio prevede l’applicazione del tasso Euribor a un mese + spread di 10bs. d. Patrimonio netto, fondi propri e requisiti prudenziali di vigilanza L’evoluzione del patrimonio netto al 31 dicembre 2025 riflette innanzitutto le scelte di destinazione dell’utile effettuate in sede di approvazione del bilancio 2024 che hanno visto il pagamento in contanti per un importo complessivo di 331 milioni di euro, del dividendo, del pagamento degli strumenti finanziari partecipativi detenuti dai “top Key People” e del pagamento alla Fondazione Azimut EFTS del contributo liberale. Per maggiori dettagli si veda la corrispondente sezione di nota integrativa. e. Risultati delle società direttamente controllate Sede Risultato 2025 Risultato 2024 1 Azimut Investments Sa Lussemburgo 199.447.557 194.608.188 2 Azimut Life Dac Irlanda 59.166.567 76.086.049 3 Azimut Capital Management SGR SpA Italia 97.186.503 112.672.068 4 Azimut Enterprises Srl Italia -7.132.474 - 9.021.974 5 AZ International Holdings SA Lussemburgo 27.361.553 3.465.595 6 Azimut Financial Insurance SpA Italia 41.576.660 48.297.259 7 Azimut Libera Impresa SGR SpA Italia 15.315.153 14.450.770 8 Azimut Investments Limited Irlanda 53.871.237 51.844.999 9 Azimut UK Holdings Limited Inghilterra 80.534.839 271.678.317 10 AZI First Srl Italia -1.712.725 - 549.952 Azimut Investments Sa gestisce i fondi OICVM multi-comparto AZ Fund 1, AZ Multi Asset, AZ Fund 3, un Fondo di Investimento Europeo a lungo termine (ELTIF) chiuso non riservato multi-comparto denominato AZ ELTIF e alcuni fondi di investimento alternativi riservati destinati alla clientela professionale, tra cui i Fondi di Investimento Alternativi Riservati (RAIF) multi-comparto denominati AZ RAIF I, AZ RAIF II e AZ RAIF III. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 199 milioni di euro rispetto ad un utile di 195 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Life Dac è la società irlandese del Gruppo Azimut autorizzata all'esercizio dell'attività assicurativa nel ramo vita in Irlanda con provvedimento della Central Bank of Ireland del 13 gennaio 2004. Azimut Life Dac, che opera anche tramite la sede secondaria di Milano, offre al cliente un'assistenza personalizzata e studiata ad hoc. Essa offre infatti soluzioni differenziate in funzione della tipologia della clientela attraverso polizze Unit
319 Linked differenziate anche in funzione delle strategie di investimento del cliente. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 59 milioni di euro rispetto ad un utile di circa 76 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Capital Management SGR SpA è una società di gestione del risparmio indipendente che gestisce 9 fondi di diritto italiano armonizzati alla direttiva 2009/65/ce, un fondo di investimento alternativo di tipo riservato di diritto italiano, due fondi pensione e 6 fondi chiusi di investimento alternativi non riservati. La società presta inoltre i servizi di gestione su base individuale di portafogli d’investimento per conto terzi, anche in regime di delega, nonché attività di consulenza in materia di investimenti. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 97 milioni di euro rispetto ad un utile di 113 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Financial Insurance SpA ha per oggetto l'attività di intermediazione assicurativa, esclusa la mediazione riassicurativa, e l'attività di collocamento e distribuzione di prodotti bancari. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 42 milioni di euro rispetto ad un utile di 48 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Libera Impresa SGR SpA è una società di gestione del risparmio indipendente, specializzata nella gestione di fondi alternativi dedicati a imprenditori e PMI, e di un fondo di investimento alternativo italiano infrastrutturale dedicato agli investimenti nel settore delle Infrastrutture Sociali con uno specifico approccio volto alla creazione di impatti sociali misurabili. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 15 milioni di euro rispetto ad un utile di 14 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut Enterprises Srl è una società di servizi che svolge attività di corporate finance per conto di PMI e investe in società non quotate che contribuiscono alla diversificazione delle attività svolte dal Gruppo. Gli investimenti più significativi riguardano le seguenti società: (i) Programma 101 Sicaf SpA che è una Sicaf di venture capital specializzata in investimenti early stage nel settore digitale, (ii) Mamacrowd che svolge attività di “incubatore” di start up e gestisce la piattaforma di crowdfunding “Mamacrowd”, (iii) Cofircont Compagnia Fiduciaria Srl è una società fiduciaria, (iv) Gellify specializzata nella piattaforma di innovazione B2B, (iv) Azimut Capital Tech Srl è una società di servizi specializzata nell’analisi di dati, (v) Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) di cui detiene il 100% del capitale sociale è la Fintech del Gruppo specializzata in minibond, direct lending, private e public equity e supporta la crescita e lo sviluppo delle PMI Italiane, (vi) Electa Venture Srl di cui detiene il 100% del capitale è una società attiva nella gestione di partecipazioni, (vii) Wealthype SpA di cui detiene il 49,19% è una società di servizi specializzata nell’analisi dei dati, (viii) Alps Blockchain SpA di cui detiene il 14,5% è una società che opera nel settore del mining di Bitcoin, (ix) Indigo A.I Srl di cui detiene il 62,84% è una società che opera nel settore dell’intelligenza artificiale, (x) Digital Advisory di cui detiene il 49% e (xi) Azimut Capital Alternative Limited, con sede in Irlanda, di cui detiene il 100%, è un veicolo tramite il quale vengono effettuati investimenti partecipativi sul mercato statunitense, incluso l’acquisto di una partecipazione di circa il 20% in RoundShield attraverso un fondo d’investimento lussemburghese, poi ceduta nel corso del 2025.
320 Nel corso dell’esercizio la controllata ha effettuato ulteriori investimenti i cui dettagli sono spiegati nel successivo paragrafo 5 “Operazioni di capitalizzazione attuate da Azimut Holding SpA e sue controllate” della presente relazione sulla gestione cui si rimanda. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito una perdita di 7 milioni di euro rispetto ad una perdita di 9 milioni di euro dell’esercizio 2024. AZ International Holdings SA è una holding di partecipazioni di diritto lussemburghese, tramite la quale il Gruppo ha proseguito il proprio percorso di ricerca, sviluppo, acquisizione e gestione di partnership estere. Tramite questa società il Gruppo è presente in Lussemburgo, Cina (Hong Kong e Shanghai), Monaco, Svizzera, Singapore, Brasile, Messico, Taiwan, Cile, Turchia, Egitto e Marocco. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 27 milioni di euro rispetto ad un utile di 3,5 milioni di euro dell’esercizio 2024. Azimut UK Holdings Limited è una holding di partecipazioni con sede in Inghilterra. La società affianca la AZ International Holdings Sa nell’attività di ricerca, sviluppo, acquisizione e gestione di partnership estere e detenute le partecipazioni di Australia, Stati Uniti ed Emirati Arabi. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 81 milioni di euro rispetto ad un utile di 272 milioni di euro dell’esercizio 2024. Si ricorda che il risultato del 31 dicembre 2024 ricomprendeva l’utile da realizzo pari a 151 milioni di euro, a seguito della cessione della collegata Kennedy Lewis. Azimut Investments Limited è una società di gestione del risparmio con sede in Irlanda. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito un utile di 54 milioni di euro rispetto ad un utile di 52 milioni di euro dell’esercizio 2024. AZI First Srl una holding di partecipazioni con sede in Italia e sarà oggetto di cessione nell’ambito dell’operazione di per la creazione di TNB, una wealth management bank di nuova generazione. Nell’esercizio 2025 la controllata ha conseguito una perdita di 1,7 rispetto ad una perdita di 0,5 milioni di euro nell’esercizio 2024. 5. Operazioni societarie ed altri eventi di rilievo dell’esercizio a. Azimut Holding SpA Operazioni di capitalizzazione effettuate da Azimut Holding SpA Nel corso dell’esercizio 2025 Azimut Holding SpA ha effettuato versamenti a titolo di contributo in conto capitale a favore di: - Azimut Enterprises Srl per complessivi 12,6 milioni di euro a seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 7 marzo 2024; - AZ International Holdings Sa per complessivi 14,9 milioni di euro di cui n. 176.040 in azioni proprie di Azimut Holding S.p.A. per un controvalore complessivo di 4,4 milioni di euro ed il restante in contanti, al fine di finanziare lo sviluppo estero del Gruppo, a seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 14 dicembre 2023; - AZI First Srl per 3,4 milioni di euro a seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 febbraio 2025.
321 b. Operazioni di capitalizzazione effettuate dalle controllate dirette di Azimut Holding SpA A seguito delle delibere del Consiglio di Amministrazione del 26 febbraio 2024 e del 7 marzo 2024, Azimut Enterprises Srl ha effettuato versamenti a titolo di contributo a favore di AZ Venture Tech Srl per complessivi 1,5 milioni di euro. In data 16 aprile 2025 Azimut Enterprises Srl ha acquisito dai terzi la rimanente quota del 25% di AZ Venture Tech Srl al valore nominale. In data 14 aprile 2025 e in data 1° dicembre 2025 la Società ha effettuato versamenti in conto aumento futuro di capitale sociale in favore di Wealthype S.p.A. rispettivamente per complessivi 1,5 milioni di euro. c. Operazioni di acquisizioni effettuate nel corso dell’esercizio 2025 da Azimut Holding SpA e sue controllate Area Italia Gli investimenti principali posti in essere tramite la controllata Azimut Enterprises Srl hanno riguardato: la sottoscrizione, in data 23 gennaio 2025, di un aumento di capitale nella società Indigo.AI Srl per un importo di 10 milioni di euro. Il 26 settembre 2025 Azimut Enterprises Srl ha acquisito una quota del 3,4% in Indigo.AI S.r.l. per un valore nominale pari a 0,2 milioni di euro, a seguito dell'esecuzione di un accordo di opzione di vendita (put option) esercitata dalle controparti, secondo condizioni contrattualmente definite. La percentuale di possesso al 31 dicembre 2025 è pari al 62,84%; l’erogazione di un finanziamento a favore della società Azimut Corporate Finance SpA (già “Azimut Direct SpA”) per un importo complessivo di 2,5 milioni di euro; l’erogazione di finanziamento fruttifero per complessivi 1,7 milioni di euro alla società Fleap SpA; in data 18 novembre 2025 l’Assemblea dei Soci di Fleap SpA ha deliberato l’aumento di capitale per 1,05 milioni di euro, mediante la conversione in azioni di parte del finanziamento in essere. Si segnala che nel mese di dicembre 2025, la controllata Irlandese Azimut Capital Alternative Limited ha proceduto alla distribuzione di riserve di capitale e di riserve di utili a favore di Azimut Enterprises Srl per 39 milioni di euro. Gli investimenti posti in essere tramite la controllata AZI First Srl hanno riguardato l’acquisizione del 46,70% del capitale sociale di Romeo Founders S.L., con sede in Spagna, per un importo di 2 milioni di euro, avvenuta in data 21 febbraio 2025. Gli investimenti posti in essere tramite la controllata Azimut Financial Insurance Spa hanno riguardato l’acquisizione della società partecipata Azimut Marketplace S.r.l. incorporata mediante fusione nella società Step 4 Business S.p.A. della quota del 41,75% derivante dal suddetto concambio da Azimut Fintech Holding SpA e di un’ulteriore quota del 52,77% da soggetti terzi, per un corrispettivo di 3 milioni di euro. A seguito di tali
322 operazioni, Azimut Financial Insurance S.p.A. detiene al 31 dicembre 2025 una partecipazione complessiva del 94,52% in Step 4 Business SpA. Si segnala, infine, che le società AZI First Srl e Step 4 Business S.p.A. rientrano tra le attività oggetto di dismissione nell’ambito della più ampia operazione strategica sottoscritta con TNB. d. Altri eventi di rilievo Azimut Capital Management SGR SpA – Attività delle Autorità di Vigilanza Con comunicazione in data 5 marzo 2025, Banca d’Italia ha sottoposto Azimut Capital Management SGR S.p.A. (“ACM”), società facente parte del Gruppo, ad accertamenti ispettivi di natura ordinaria, avviati in data 10 marzo 2025 e conclusi in data 13 giugno 2025. In data 24 ottobre 2025 la suddetta Autorità ha proceduto alla notifica del rapporto ispettivo. Il verbale ha individuato aree di miglioramento riferite principalmente alla governance, all’assetto organizzativo e al sistema dei controlli interni di ACM. ACM ha quindi avviato la definizione di un piano di azione volto a recepire le misure correttive e di rafforzamento richieste, che è stato trasmesso alle Autorità ad inizio dicembre nei termini concordati ed è stato implementato entro i termini definiti all’interno dello stesso. Tali interventi sono stati finalizzati al rafforzamento delle strutture organizzative e di supervisione, nonché all’evoluzione dei processi di pianificazione e monitoraggio strategico, senza impatti sui portafogli della clientela, sull’integrità dei prodotti né sulla continuità dei servizi core, fermo restando l’adeguamento di alcune modalità operative in linea con le indicazioni di vigilanza. Si segnala inoltre che, ACM sta conducendo il percorso rappresentato nei termini condivisi con l’Autorità con l’obiettivo di completarlo entro la fine di marzo 2026. In data 1° dicembre 2025 ACM ha altresì proceduto a formulare le proprie controdeduzioni al procedimento amministrativo ex art. 195 TUF. L’ispezione è stata condotta da Banca d’Italia anche per conto di CONSOB, e quest’ultima, in data 20 novembre 2025, ha richiesto che la Società formulasse un piano di interventi principalmente in relazione al processo distributivo e di investimento, la cui implementazione è stata completata nel mese di febbraio 2026, in linea con le indicazioni della stessa CONSOB. Parallelamente, in data 22 gennaio 2026, CONSOB ha avviato un procedimento amministrativo, nell’ambito del quale ACM presenterà una proposta recante impegni, ai sensi dell’art. 196-ter del TUF. Tra il 7 ottobre 2025 e il 5 febbraio 2026, ACM, ed in particolare il fondo pensione aperto Azimut Sustainable Future, da questa istituito, è stato oggetto di ispezione da parte della COVIP. L’ispezione si è chiusa con la piena collaborazione di ACM, che resta in attesa delle risultanze ispettive. Azimut Financial Insurance S.p.A. – Attività delle Autorità di Vigilanza Azimut Financial Insurance S.p.A. (“AFI) è stata sottoposta ad accertamento ispettivo da parte dell’Organismo Agenti e Mediatori (“OAM”) dal 16 al 18 settembre 2025, e i relativi approfondimenti istruttori si sono conclusi in data 14 gennaio 2026. L’accertamento ispettivo ha avuto ad oggetto la verifica degli adempimenti in materia di trasparenza nei rapporti con la clientela, dei corretti presidi di separatezza contabile e organizzativa, nonché dell’esercizio dell’attività a contatto con il pubblico. L’OAM ha rilevato dei punti di
323 attenzione in relazione alle attività di AFI connesse con i servizi di pagamento e AFI sta prontamente ponendo in essere quanto richiesto dall’OAM. AFI è stata altresì oggetto di verifica di follow-up da parte di IVASS allo scopo di accertare l’efficacia degli interventi realizzati in esecuzione del piano di rimedio predisposto ad esito dell’ispezione del 2024 in relazione ai presidi organizzativi e di controllo del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Dalle verifiche è emersa la piena attuazione delle azioni correttive che AFI si era impegnata a realizzare. Azimut Life Dac - Sede secondaria per l’Italia - IVASS Tra il 14 aprile e il 25 luglio 2025 IVASS ha condotto verifiche ispettive presso la sede secondaria per l’Italia di Azimut Life DAC (rispettivamente la “Branch” e “AZLife”) che hanno avuto ad oggetto l’organizzazione, le procedure e i controlli interni adottati dalla Branch per verificare il rispetto della disciplina in materia di prevenzione del riciclaggio e per contrastare il finanziamento del terrorismo, nonché le modalità per adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. IVASS ha consegnato ad AZLife il verbale ispettivo in data 27 gennaio 2026 e nello stesso ha indicato alcune azioni correttive che AZLife dovrà porre in essere in relazione alle tematiche oggetto di ispezione relative alla Branch. La stessa AZLife ha già provveduto ad implementare parte delle azioni richieste e ha sta predisponendo un piano di rimedio che si completerà nei termini richiesti da IVASS. Azimut Holding S.p.A. e FSI SGR S.p.A. 33 (“FSI”) hanno firmato un accordo vincolante per la creazione di TNB (“TNB”) In data 22 maggio 2025 Azimut Holding S.p.A. ha siglato un accordo quadro vincolante con FSI SGR S.p.A., per la creazione di TNB, una wealth management bank di nuova generazione. La transazione sarà completata attraverso una serie di operazioni eseguite in modo sostanzialmente contestuale, e segnatamente: l’acquisizione da parte di Azimut Holding S.p.A. di una banca (la “Banca”), identificata insieme a FSI e con cui sono in corso discussioni in fase avanzata, previo completamento di un’operazione societaria riguardante la Banca stessa; il rebranding della Banca in TNB e la scissione parziale a beneficio di TNB di un perimetro selezionato delle attività distributive italiane unitamente ad altri asset di Azimut Capital Management Sgr SpA e Azimut Financial Insurance SpA; la vendita da parte di Azimut Holding S.p.A. dell’80,01% del capitale sociale di TNB a FSI, affiancata da un pool di co-investitori, tra cui i manager e consulenti finanziari coinvolti nel progetto (i “Co-investitori”); l’esecuzione delle Operazioni è soggetta (i) alle autorizzazioni da parte delle Competenti Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia, Banca Centrale Europea), nonché di quelle di controllo (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Presidenza del Consiglio dei ministri), (ii) all’avveramento di condizioni sospensive individuate nell’accordo concluso tra le parti, come di prassi in transazioni di analoghe dimensioni e tipo e (iii) all’attuazione delle misure richieste dall’Autorità 33 FSI è il maggiore Fondo di investimento in capitale di rischio interamente dedicato all'Italia. Per maggiori informazioni, si rimanda al sito www.fondofsi.it.
324 di Vigilanza ad Azimut Capital Management SGR SpA come spiegato nel successivo paragrafo “Informazioni sulle attività svolte dalle Autorità di Vigilanza”. La cessione della quota dell’80,01% presenta per Azimut un valore complessivo potenziale pari a circa 1,2 miliardi di euro nel tempo. Oltre al corrispettivo, la partecipazione del 19,99% che Azimut Holding SpA deterrà in TNB rappresenta una leva strategica per mantenere esposizione all’upside derivante dalla crescita attesa e dall’alto potenziale del progetto TNB. L’operazione verrà finanziata attraverso risorse proprie di Azimut Holding SpA e di FSI. L’accordo prevede anche una partnership industriale di lungo periodo tra TNB e Azimut con riguardo alla gestione del risparmio, alla consulenza finanziaria e ai servizi bancari. In relazione alle tempistiche delle suddette operazioni, è da considerare che, in data 18 dicembre 2025 è stato esteso l’accordo vincolante di esclusiva con FSI SGR S.p.A. (“FSI”), in nome e per conto del fondo di investimento FSI II, relativo al progetto TNB. L’accordo, originariamente in scadenza il 28 dicembre 2025, è stato prorogato al 20 giugno 2026, con la possibilità di un’ulteriore estensione fino al 20 dicembre 2026. Tale estensione si inserisce nel percorso già condiviso tra le parti ed è coerente con le tempistiche operative e regolamentari del progetto. Azimut e FSI proseguono in modo coordinato, confermando la solidità del progetto, l’allineamento tra le parti e l’obiettivo di creare valore sostenibile di lungo periodo, verso il completamento dell’operazione nel corso del 2026, fatte salve le necessarie autorizzazioni regolamentari. La partecipazione di AZI FIRST Srl, società costituita a marzo dello scorso anno per la finalità della suddetta operazione rientra tra le attività cedute contestualmente alle attività e passività pertinenti i rami scissi delle attività distributive italiane unitamente ad altri asset di Azimut Capital Management Sgr SpA e Azimut Financial Insurance SpA. Verificata la sussistenza dei requisiti previsti dall’IFRS 5, la partecipazione è stata riclassificata come “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025. Operazioni sulle azioni proprie poste in essere da Azimut Holding SpA Nel corso del 2025 sono state effettuate le seguenti operazioni sulle azioni proprie: sono state trasferite a favore di AZ International Holdings Sa n. 176.040 azioni proprie per un controvalore complessivo di 4,4 milioni di euro a titolo di versamento in conto capitale ed utilizzate in pari data per il pagamento della seconda tranche dell’aggiustamento prezzo legato all’acquisizione iniziale della partecipazione in Turchia; sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut US Holding n. 115.000 azioni proprie per un controvalore complessivo di 3 milioni di euro a titolo di versamento in conto capitale, utilizzate per l’esercizio dell’opzione call per aumentare la propria quota di partecipazione di Kennedy Capital Management LLC dal 35% al 51%; sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut Alternative Capital Partners n. 663.196 azioni proprie per un controvalore complessivo di 16 milioni di
325 euro, utilizzate in pari data nell’ambito dell’operazione di acquisto di un ulteriore 41% del capitale sociale della società collegata americana High Post Capital LCC (in data 30 maggio 2025) e di un successivo 2% nel corso del terzo trimestre; sono state acquistate numero 2.324.428 azioni proprie per un controvalore complessivo di 62 milioni di euro. 1.1. Assemblea degli azionisti di Azimut Holding SpA del 30 aprile 2025 Approvazione del bilancio per l’esercizio 2024 e Destinazione dell’utile di esercizio L’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio per l’esercizio 2024 che si è concluso con un utile netto della capogruppo pari a 320,9 milioni di euro. L’Assemblea ha contestualmente approvato la destinazione dell’utile di esercizio al 31 dicembre 2024, inclusa la distribuzione di un dividendo ordinario totale di euro 1,75 per azione (con esclusione delle azioni proprie eventualmente detenute in portafoglio dalla Società il giorno precedente alla data di stacco dividendo) al lordo delle ritenute di legge, con pagamento interamente per cassa il 21 maggio 2025, stacco cedola il 19 maggio 2025 e record date il 20 maggio 2025. L’Assemblea ha inoltre approvato di destinare, in conformità a quanto previsto dallo Statuto, una cifra pari a € 8,0 milioni, corrispondente all’1% dell’utile lordo consolidato, a favore della Fondazione Azimut EFTS. L’Assemblea ha inoltre approvato di destinare, in conformità a quanto previsto dallo Statuto, euro 57,62 per ogni strumento finanziario partecipativo detenuto dai “Top Key People” al momento dell’approvazione del pagamento del dividendo. Nomina del Consiglio di Amministrazione, previa determinazione del numero dei membri e della durata in carica. Nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione. Determinazione dei compensi L’Assemblea ha espresso parere favorevole sul numero dei membri del Consiglio di Amministrazione nonché sulla durata in carica del Consiglio di Amministrazione, confermando l’Ing. Pietro Giuliani come Presidente. Sulla base delle due liste presentate, l'Assemblea degli Azionisti ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, che resterà in carica sino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027, eleggendo: 9 membri appartenenti alla Lista 1, presentata dall'azionista Timone Fiduciaria S.r.l.; 1 membro appartenente alla Lista 2, presentata congiuntamente da un gruppo di azionisti riconducibili a società di gestione del risparmio e investitori istituzionali. Il nuovo Consiglio di Amministrazione risulta così composto da 10 membri, di cui 9 membri per la durata di 3 esercizi e 1 membro per la durata di 1 esercizio. L’Assemblea ha inoltre espresso parere favorevole sulla determinazione del compenso del Consiglio di Amministrazione. Nomina del Collegio Sindacale e del suo Presidente per gli esercizi 2025, 2026 e 2027. Determinazione dei compensi. Sulla base delle due liste presentate, l’Assemblea ha nominato il Collegio Sindacale in carica per il prossimo triennio, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027. L’Assemblea ha inoltre approvato il compenso del Collegio Sindacale.
326 Proposta di acquisto e disposizione di azioni proprie e deliberazioni conseguenti L’Assemblea ha approvato l’autorizzazione all’acquisto anche in più tranches fino ad un massimo di n. 14.000.000 di azioni ordinarie Azimut Holding S.p.A. pari al 9,77% dell’attuale capitale sociale (fermo restando che entro questo importo massimo complessivo, massime n. 7.000.000 azioni ordinarie Azimut Holding S.p.A. pari al 4,89% dell’attuale capitale sociale potranno essere destinate alla costituzione della provvista necessaria a dare esecuzione ad eventuali piani di azionariato), tenendo conto delle azioni già in portafoglio al momento dell’acquisto. Il prezzo di acquisto sarà ad un prezzo minimo unitario non inferiore al valore contabile implicito dell’azione ordinaria Azimut Holding S.p.A. e massimo unitario non superiore a euro 40. L'Assemblea ha inoltre approvato il meccanismo di whitewash che esime dall'obbligo di OPA totalitaria nel caso il superamento delle soglie rilevanti (oltre 25%) consegua da acquisti di azioni proprie. Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui Compensi Corrisposti ai sensi dell’art. 123-ter, comma 3-bis e comma 6, D.Lgs. n. 58/98 L’Assemblea ha approvato la prima e la seconda sezione del punto relativo alla politica della Società riguardante la remunerazione dei componenti degli organi di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche, nonché sulle procedure utilizzate per l'adozione e l'attuazione di tale politica. Piano di Incentivazione di Medio e Lungo Termine 2025/2027. L'Assemblea ha approvato con larga maggioranza il piano di incentivazione a medio-lungo termine. Il Piano, basato su una combinazione di incentivi monetari e azionari, è destinato esclusivamente agli Amministratori Delegati della Società e copre il periodo 2025-2027. 1.2. Istanza di rimborso IRAP per dividendi UE – periodi d’imposta 2020- 2021- 2022- 2023 – 2024. Iscrizione crediti d’imposta da parte di Azimut Holding SpA Con riferimento ai crediti per imposte, si informa che la Capogruppo ha provveduto a iscrivere nel bilancio chiuso al 31 dicembre 20205 un credito d’imposta complessivo pari a 26,6 milioni di euro, derivante dalle istanze di rimborso IRAP presentate per i periodi d’imposta 2020-2024 in relazione ai dividendi azionari di fonte UE. Tali istanze traggono fondamento nell’accertata incompatibilità della normativa nazionale con il diritto dell’Unione Europea in materia di tassazione dei dividendi esteri (UE/SEE), come sancito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (sentenza 1° agosto 2025, cause riunite C- 92/24 a C-94/24) e definitivamente recepito nell’ordinamento interno dall’art. 1, comma 47, della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Il diritto al rimborso è da considerarsi certo e oggettivamente determinabile, in quanto basato su un preciso atto normativo che ha trasformato la pretesa da potenziale a definita. In ottica di prudenza, e in coerenza con gli orientamenti emersi in sede di conversione della norma, la Capogruppo ha valutato il recupero del credito nella misura del 95% del valore nominale delle istanze prodotte (pari a complessivi 28 milioni di euro). Sotto il profilo della valutazione, si è proceduto alla rilevazione del solo valore capitale: l'effetto degli interessi attivi maturandi non è stato esposto separatamente, in quanto ritenuto compensativo degli oneri derivanti dall'attualizzazione finanziaria del credito, garantendo così una rappresentazione veritiera e corretta della neutralità finanziaria dell’operazione.
327 6. Aspetti organizzativi e corporate governance Azimut Holding SpA osserva le norme in materia di governo societario vigenti in Italia. Inoltre, il sistema di governo societario riprende parzialmente le raccomandazioni proposte dal Codice di Autodisciplina delle Società quotate pubblicato da Borsa Italiana. Azimut Holding SpA ha definito un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all’informativa finanziaria utilizzando come modello di riferimento il “COSO Report”, secondo il quale il Sistema di Controllo Interno nella sua più ampia accezione è definito come “un processo, svolto dal Consiglio di Amministrazione, dai dirigenti e da altri soggetti della struttura aziendale, finalizzato a fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali”, nello specifico, l’obiettivo dell’attendibilità delle informazioni di bilancio. Per una più dettagliata informativa sulla struttura di corporate governance si rimanda alla “Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari” ai sensi dell’art. 123-bis del Testo Unico della Finanza pubblicata sul sito www.azimut-group.com nella sezione Azimut Governance, allegata al bilancio. 7. Altre informazioni a. Gestione e controllo dei rischi Per quanto attiene ai principali rischi cui Azimut Holding SpA e il Gruppo risultano esposti, i rischi sono stati individuati come segue: Rischio strategico Rischi connessi alla condotta delle reti commerciali Rischio operativo Rischi connessi alle funzioni delegate in outsourcing Rischio reputazionale Rischio di mancata compliance alla normativa Rischio finanziario Rischio di liquidità Rischio climatico Rischio Tecnologico Azimut Holding SpA svolge in prevalenza attività di direzione, coordinamento e gestione delle partecipazioni dirette ed indirette e pertanto l’esposizione ai rischi operativi non è significativa. Le società operative del Gruppo provvedono al monitoraggio dei rischi operativi insiti nell’attività specifica delle società di gestione del risparmio. Il processo di monitoraggio dei rischi operativi si articola nelle seguenti attività: mappatura dei rischi, analisi degli eventi di rischio, valutazione dei rischi, gestione dei rischi e reportistica. Per ulteriori informazioni in merito ai rischi e alle incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti si rimanda a quanto illustrato nel “Bilancio Consolidato di Azimut Holding SpA al 31 dicembre 2025 - Relazione Consolidata sulla Gestione” e nella Parte D - Altre Informazioni, Sezione 3 - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” della “Nota Integrativa del Bilancio d’esercizio di Azimut Holding SpA al 31 dicembre 2025”, nonché nella “Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari” ai sensi dell’art. 123-bis del Testo Unico della Finanza pubblicata sul sito www.azimut-group.com nella sezione Azimut Governance.
328 b. Informativa sulle operazioni con parti correlate In attuazione del Regolamento Consob in materia di Parti correlate (CONSOB n. 21396 del 10 giugno 2020), il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding SpA ha approvato le procedure che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate (“Procedura per le Operazioni con Parti Correlate” disponibile sul sito internet di Azimut all’indirizzo www.azimut-group.com. Con riferimento al comma 8 dell’art. 5 del regolamento Consob in materia di informazione periodica sulle operazioni con parti correlate si evidenzia che: - non sono state effettuate operazioni atipiche ed inusuali; - l’informativa sulle altre operazioni e sulle operazioni di minore rilevanza con Parti Correlate si rinvia a quando evidenziato al riguardo nel corrispondente paragrafo delle note integrative del bilancio di esercizio. c. Rapporti verso imprese del gruppo Per quanto riguarda i rapporti verso le imprese del gruppo si rinvia a quanto evidenziato al riguardo nella Parte D, Sezione 5 della Nota Integrativa nell’ambito delle informazioni sulle transazioni con parti correlate. d. Attività di ricerca e sviluppo La Società non svolge attività di ricerca e sviluppo. e. Sedi secondarie e filiali La Società non ha istituito sedi secondarie sul territorio nazionale né esercita attività attraverso filiali. f. Azioni proprie Alla data del 31 dicembre 2025 le società controllate da Azimut Holding SpA non detengono azioni proprie o azioni della Capogruppo, né direttamente né per il tramite di società fiduciarie o interposta persona. Nel corso del 2025 sono state effettuate le seguenti operazioni sulle azioni proprie: sono state trasferite a favore di AZ International Holdings Sa n. 176.040 azioni proprie per un controvalore complessivo di 4,4 milioni di euro a titolo di versamento in conto capitale ed utilizzate in pari data per il pagamento della seconda tranche dell’aggiustamento prezzo legato all’acquisizione iniziale della partecipazione in Turchia; sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut US Holding n. 115.000 azioni proprie per un controvalore complessivo di 3 milioni di euro a titolo di versamento in conto capitale, utilizzate per l’esercizio dell’opzione call per aumentare la propria quota di partecipazione di Kennedy Capital Management LLC dal 35% al 51%; sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut Alternative Capital Partners n. 663.196 azioni proprie per un controvalore complessivo di 16 milioni di euro, utilizzate in pari data nell’ambito dell’operazione di acquisto di un ulteriore 41% del capitale sociale della società collegata americana High Post Capital LCC (in data 30 maggio 2025) e di un successivo 2% nel corso del terzo trimestre;
329 sono state acquistate numero 2.324.428 azioni proprie per un controvalore complessivo di 62 milioni di euro. Il portafoglio di azioni proprie di Azimut Holding SpA alla data del 31 dicembre 2025 è costituito da n. 2.026.793 titoli pari allo 1,41% del capitale sociale. Con riferimento all’operatività successiva al 31 dicembre 2025 e fino alla data di approvazione del presente bilancio di esercizio si segnalano le seguenti operazioni: nel mese di gennaio 2026 sono state trasferite a favore della controllata americana Azimut US Holding n. 992.913 azioni per un controvalore di 36 milioni di euro per l’acquisizione del 100% di NSI; in data 4 marzo 2026 sono state trasferite a favore di AZ International Holdings Sa n. 86.293 azioni proprie per un controvalore complessivo di 3,1 milioni di euro ed utilizzate in pari data per il pagamento della terza ed ultima tranche dell’aggiustamento prezzo legato all’acquisizione iniziale della partecipazione in Turchia; sono state acquistate numero 293.700 azioni proprie per un controvalore complessivo di 10 milioni di euro. g. Attività in ambito di Sostenibilità La società si è avvalsa della facoltà prevista dall’art. dall’art. 41 comma 5 del D.Lgs. 136/2015 di presentare in un unico documento la relazione sulla gestione del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato. Inoltre, come consentito dalla normativa, la rendicontazione di sostenibilità è stata predisposta esclusivamente a livello di Gruppo ed è stata inserita in un’apposita sezione della relazione sulla gestione consolidata. 8. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio Si segnala, come evento successivo alla chiusura del presente bilancio di esercizio e che non comporta rettifiche in relazione a quest'ultimo, l’evoluzione della situazione iraniana che pone nuovi rischi nello scenario internazionale. Fermo restando che allo stato attuale non sono prevedibili evoluzioni della situazione in corso e di tutti i suoi possibili riflessi, incluse le conseguenze sugli andamenti dei mercati e sul prezzo del petrolio, dalle analisi preliminari svolte non sono emersi al momento elementi significativi suscettibili di incidere sulle prospettive economico, patrimoniali e finanziarie della società e dei patrimoni gestiti dalle SGR del Gruppo. La società continuerà a monitorare costantemente la situazione, eventualmente intraprendendo tutte le iniziative più appropriate, anche nell'interesse della clientela del Gruppo. Approvazione e pubblicazione del bilancio di esercizio Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 è stato approvato e autorizzato alla pubblicazione dal Consiglio di Amministrazione del 5 marzo 2026.
330 9. Evoluzione prevedibile della gestione Alla luce dei risultati positivi che le principali società controllate hanno conseguito nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e in virtù dei dividendi proposti in distribuzione dai consigli di amministrazione delle stesse alle relative assemblee, si ritiene che il risultato economico della Società per il prossimo esercizio sarà positivo. L’evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo sarà influenzata anche dall’andamento dei mercati finanziari, la cui volatilità risulta essere particolarmente influenzata dalla instabilità del quadro geopolitico e commerciale globale - con specifico riferimento al perdurare del conflitto in Ucraina, all’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente e alla crescente polarizzazione tra blocchi economici che alimenta politiche protezionistiche e restrizioni tecnologiche. Seppure lo scenario economico rimanga ancora incerto nelle prospettive future, la valutazione congiunta della posizione finanziaria, patrimoniale e reddituale storica ed attuale della Società e del modello di business del Gruppo, induce a ritenere che non vi debbano essere incertezze circa la capacità della Società di continuare a generare utili.
331 Progetto di destinazione dell’utile di esercizio Signori azionisti, il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding SpA sottopone alla Vostra approvazione il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025. Tale bilancio evidenzia un utile d’esercizio di euro 516.827.067, che vi proponiamo di destinare nel seguente modo: euro 6.729.276, corrispondente all’1% dell’utile lordo consolidato, a favore della Fondazione Azimut EFTS ai sensi dell’articolo 32 del vigente Statuto; euro 2,00 lordi in denaro per ogni azione detenuta, con esclusione delle azioni proprie eventualmente detenute in portafoglio dalla Società il giorno precedente alla data di stacco dividendo; euro 52,57 per ogni Strumento Finanziario Partecipativo detenuto dai “Top Key People” al momento dell’approvazione del pagamento del dividendo, corrispondente allo 0,00001% dell’utile consolidato, ai sensi dell’art. 32 del vigente Statuto; il restante utile di esercizio a riserve di utili. Vi proponiamo di porre in pagamento il dividendo a partire dal 20 maggio 2026, con stacco cedola il 18 maggio 2026 e record date il 19 maggio 2026. Milano, 5 marzo 2026 Per il Consiglio d' Amministrazione L’Amministratore delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
332 AZIMUT HOLDING SPA BILANCIO D’ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2025
333 Schemi di bilancio 1. Stato patrimoniale al 31 dicembre 2025 Valori in Euro Voci dell'attivo 31/12/2025 31/12/2024 10. Cassa e disponibilità liquide 17.976.534 11.744.936 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 24.019.755 23.461.874 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 24.019.755 23.461.874 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.996.184 19.279 70. Partecipazioni 1.160.887.540 1.134.074.707 80. Attività materiali 599.316 863.800 90. Attività immateriali 185.315.821 185.330.745 di cui: - avviamento 149.829.432 149.829.432 100. Attività fiscali 38.765.524 4.320.867 a) correnti 35.116.085 - b) anticipate 3.649.439 4.320.867 110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 4.010.000 - 120. Altre attività 5.742.720 12.585.330 TOTALE ATTIVO 1.440.313.394 1.372.401.538 Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2025 31/12/2024 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.705.042 133.398.508 a) Debiti 11.705.042 133.398.508 60. Passività fiscali 47.547.059 62.030.534 a) correnti 1.390.472 16.034.932 b) differite 46.156.587 45.995.602 80. Altre passività 20.182.093 19.208.103 90. Trattamento di fine rapporto del personale 432.714 393.517 110. Capitale 32.324.092 32.324.092 120. Azioni proprie (-) - 49.276.231 - 7.513.363 130. Strumenti di capitale 36.000.000 36.000.000 140. Sovrapprezzi di emissione 173.986.915 173.986.915 150. Riserve 650.460.015 601.553.527 160. Riserve da valutazione 124.628 118.925 170. Utile (Perdita) d'esercizio 516.827.067 320.900.780 TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 1.440.313.394 1.372.401.538
334 2. Conto economico al 31 dicembre 2025 Valori in Euro Voci 31/12/2025 31/12/2024 10. Commissioni attive 2.000.000 2.000.000 30. COMMISSIONI NETTE 2.000.000 2.000.000 40. Dividendi e proventi assimilati 517.753.700 372.373.167 50. Interessi attivi e proventi assimilati 1.011.926 6.432.933 60. Interessi passivi e oneri assimilati (2.707.027) (12.723.051) 100. Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (4.933.048) (5.959.613) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (4.933.048) (5.959.613) 110. MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 513.125.551 362.123.436 140. Spese amministrative: (12.572.696) (15.411.730) a) spese per il personale (3.275.493) (5.570.204) b) altre spese amministrative (9.297.203) (9.841.526) 160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (264.484) (286.426) 170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (103.103) (59.403) 180. Altri proventi e oneri di gestione 1.323.912 1.438.249 190. COSTI OPERATIVI (11.616.371) (14.319.310) 240. UTILE (PERDITA) DELL'ATTIVITA' CORRENTE AL LORDO DELLE IMPOSTE 501.509.180 347.804.126 250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 15.317.887 (26.903.346) 260. UTILE (PERDITA) DELL'ATTIVITA' CORRENTE AL NETTO DELLE IMPOSTE 516.827.067 320.900.780 280. UTILE (PERDITA) D'ESERCIZIO 516.827.067 320.900.780 Per il Consiglio d' Amministrazione L’Amministratore delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
335 3. Prospetto della redditività complessiva Valori in Euro Voci 31/12/2025 31/12/2024 10. Utile (Perdita) d'esercizio 516.827.067 320.900.780 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 5.703 891 70. Piani a benefici definiti 5.703 891 130. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 5.703 891 140. Redditività complessiva (Voce 10+130) 516.832.770 320.901.671 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
336 4. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2025 Valori in Euro Voci Esistenza al 31/12/24 Modifica saldi di apertura Esistenze al 01/01/25 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio Redditività complessiva al 31 dicembre 2025 Patrimonio netto al 31 dicembre 2025 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Riserve Dividendi e altre destinazioni Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Capitale 32.324.092 32.324.092 32.324.092 Sovrapprezzo emissioni 173.986.915 173.986.915 173.986.915 Altre Riserve: a) di utili 602.040.430 602.040.430 (10.260.711) 59.167.198 650.946.918 b) altre (486.903) (486.903) (486.903) Strumenti di capitale 36.000.000 36.000.000 36.000.000 Riserve da Valutazione 118.925 118.925 5.703 124.628 Azioni Proprie (7.513.363) (7.513.363) (61.906.059) 20.143.191 (49.276.231) Utili (perdite) di esercizio 320.900.780 320.900.780 (320.900.780) 516.827.067 516.827.067 Patrimonio netto 1.157.370.876 1.157.370.876 (331.161.491) (61.906.059) 79.310.389 516.832.770 1.360.446.486 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
337 5. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2024 Valori in Euro Voci Esistenza al 31/12/23 Modifica saldi di apertura Esistenze al 01/01/24 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio Redditività complessiva al 31 dicembre 2024 Patrimonio netto al 31 dicembre 2024 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Riserve Dividendi e altre destinazioni Emissione nuove azioni Acquisto azioni Distribuzion e Variazione strumenti di Altre variazioni Capitale 32.324.092 32.324.092 32.324.092 Sovrapprezzo emissioni 173.986.915 173.986.915 173.986.915 Altre Riserve: a) di utili 479.853.263 479.853.263 154.595.155 (32.407.987) 602.040.430 b) altre (486.903) (486.903) (486.903) Strumenti di capitale 36.000.000 36.000.000 36.000.000 Riserve da Valutazione 118.034 118.034 891 118.925 Azioni Proprie (55.069.326) (55.069.326) 47.555.963 (7.513.363) Utili (perdite) di esercizio 364.085.549 364.085.549 (154.595.155) (209.490.394) 320.900.780 320.900.780 Patrimonio netto 1.030.811.624 1.030.811.624 (209.490.394) 15.147.975 320.901.671 1.157.370.876 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
338 6. Rendiconto finanziario Valori in Euro Metodo indiretto A. ATTIVITA' OPERATIVA 2025 2024 1. Gestione 490.624.600 327.238.198 - risultato d’esercizio (+/-) 516.827.067 320.900.780 - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) 0 0 - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) 0 0 - rettifiche di valore nette per rischio di credito (+/-) 0 0 - rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 367.587 345.829 - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 0 - imposte e tasse e crediti d'imposta non liquidati (+) (26.570.054) 5.991.589 - rettifiche di valore nette delle attività operative cessate al netto dell’effetto fiscale (+/-) 0 0 - altri aggiustamenti (+/-) 0 0 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 1.517.654 10.224.144 - attività finanziarie detenute per la negoziazione 0 0 - attività finanziarie designate al fair value 0 0 - altre attività obbligatoriamente valutate a fair value 6.559.647 12.347.643 - altre attività valutate a fair value con impatto sulla redditività complessiva 0 0 - attività valutate al costo ammortizzato 0 0 - altre attività (5.041.993) (2.123.499) 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (135.163.754) (471.345.970) - passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (121.693.466) (486.845.102) - passività finanziarie di negoziazione - passività finanziarie designate al fair value - altre passività (13.470.288) 15.499.132 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa 356.978.500 (133.883.628) B. ATTIVITA' D'INVESTIMENTO 1. Liquidità generata da 0 157.072.987 - vendite di partecipazioni 0 157.072.987 - dividendi incassati su partecipazioni 0 0 - vendite di attività materiali 0 0 - vendite di attività immateriali 0 0 - vendite di rami d'azienda 0 0 2. Liquidità assorbita da (26.901.012) (11.677.840) - acquisti di partecipazioni (26.812.833) (11.412.607) - acquisti di attività materiali 0 (92.872) - acquisti di attività immateriali (88.179) (172.361) - acquisti di rami d’azienda 0 0 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento (26.901.012) 145.395.147 C. ATTIVITA' DI PROVVISTA - emissioni/acquisti di azioni proprie (61.906.059) - variazione altre riserve 79.316.092 15.148.867 - emissioni/acquisti di strumenti di capitale - distribuzione dividendi e altre finalità (331.161.491) (209.490.394) Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista (313.751.457) (194.341.527) LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL’ESERCIZIO 16.326.030 (182.830.008)
339 RICONCILIAZIONE 2025 2024 Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 22.786.665 205.616.673 Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 16.326.030 (182.830.008) Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 39.112.695 22.786.665 Per il dettaglio della voce “Cassa e disponibilità liquide” si rimanda al paragrafo “Posizione Finanziaria Netta” della Relazione sulla gestione. Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
340 Nota integrativa Parte A – politiche contabili A.1 Parte generale Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il bilancio è redatto in conformità ai principi contabili IAS/IFRS (International Accounting Standards / International Financial Reporting Standards) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e alle relative interpretazioni emanate dall’IFRS Interpretations Committee (IFRS -IC) omologati dalla Commissione Europea ed in vigore al 31 dicembre 2025, in applicazione del D.Lgs. 38/2005 e conformemente al Regolamento Comunitario 1606/2002. Non sono state effettuate deroghe all’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS. Nella predisposizione del Bilancio d’esercizio sono stati applicati i principi contabili IAS/IFRS omologati ed applicabili ai bilanci degli esercizi che chiudono il 31 dicembre 2025. Sezione 2 – Principi generali di redazione Il bilancio d’esercizio è predisposto volontariamente sulla base delle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia con le disposizioni relative al bilancio delle società di gestione del risparmio, contenute all’interno del Provvedimento “Il bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari” 17 novembre 2022, anche per rendere coerenti gli schemi del bilancio d’esercizio con quelli del bilancio consolidato. Tali disposizioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della nota integrativa, per le società di gestione del risparmio. Nella redazione del bilancio si è tenuto conto, ove applicabili, dei documenti interpretativi emanati dagli organismi internazionali e di vigilanza italiana. In particolare: - il Public Statement del 14 ottobre 2025 dell’European Securities and Markets Authority (“ESMA”) “European common enforcement priorities for 2025 corporate reporting”. Le priorità di ESMA 2025 concernono: i bilanci secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS): considerazioni su rischi geopolitici, incertezze e segment reporting; la rendicontazione digitale in formato elettronico unico europeo (ESEF): considerazioni su errori comuni nel rendiconto �inanziario consolidato. - il Discussion paper n. 1/2022 “Impairment test dei non �inancial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina” pubblicato il 29 giugno 2022 dall’Organismo Italiano di Valutazione (“OIV”), che riprende i contenuti Public Statement del 13 maggio 2022 dell’ESMA (oggetto del Richiamo di attenzione di Consob del 19 maggio 2022) e fornisce indicazioni operative per trattare l’incertezza dell’attuale contesto nell’ambito dell’eventuale esercizio dell’impairment test. - i documenti interpretativi sull’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS in Italia predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e Consob che richiamano specifici principi o disposizioni dei principi contabili IAS/IFRS.
341 - il Discussion paper n. 1/2022 “Impairment test dei non �inancial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina” pubblicato il 29 giugno 2022 dall’Organismo Italiano di Valutazione (“OIV”), che riprende i contenuti Public Statement del 13 maggio 2022 dell’ESMA (oggetto del Richiamo di attenzione di Consob del 19 maggio 2022) e fornisce indicazioni operative per trattare l’incertezza dell’attuale contesto nell’ambito dell’eventuale esercizio dell’impairment test. Il presente bilancio è costituito dagli schemi di bilancio (stato patrimoniale, conto economico, prospetto della redditività complessiva, prospetto delle variazioni del patrimonio netto e rendiconto finanziario (redatto con il metodo indiretto) e dalla presente nota integrativa. Il bilancio è inoltre corredato dalla relazione degli amministratori sull’andamento della gestione. La nota integrativa è costituita da quattro parti: Parte A – Politiche contabili Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale Parte C - Informazioni sul conto economico Parte D - Altre informazioni In allegato alla presente nota integrativa sono acclusi e ne costituiscono parte integrante: l’elenco delle partecipazioni detenute (allegato A); l’elenco delle partecipazioni rilevanti ex art. 125 del regolamento Consob n. 11971/99 e sue successive modificazioni (allegato B). Il bilancio è redatto in unità di euro. Gli schemi dello Stato Patrimoniale, del Conto Economico e del prospetto della redditività complessiva sono costituiti da voci e sottovoci. Rispetto agli schemi definiti da Banca d’Italia in tali schemi e nella nota integrativa non sono riportate le voci e le sezioni che non presentano importi né per l’esercizio al quale si riferisce il presente bilancio, né per quello precedente. Il bilancio è redatto nella prospettiva della continuità aziendale. A tale riguardo, sono stati valutati gli indicatori finanziari, gestionali ed altri 34 , che, come anche evidenziato nel documento congiunto emesso in data 6 febbraio 2009 dagli organi di vigilanza Banca d’Italia, Consob e IVASS possono segnalare criticità, che, se non tenute in debita considerazione, potrebbero pregiudicare la stabilità e la continuità aziendale. Seppure lo scenario economico presenti elementi di complessità nelle prospettive future, legati in particolare all'instabilità del quadro geopolitico e commerciale globale — con specifico riferimento al perdurare del conflitto in Ucraina, all’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente e alla crescente polarizzazione tra blocchi economici che alimenta politiche protezionistiche e restrizioni tecnologiche — la valutazione congiunta, della posizione finanziaria, patrimoniale e reddituale storica ed attuale della Società, delle linee evolutive di gestione, del modello di business delle società partecipate e dei rischi a cui l’attività d’impresa è esposta 35 , induce a ritenere che non vi debbano essere incertezze circa la capacità della Società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento per un futuro prevedibile. 34 Di cui un’esemplificazione è contenuta nel principio di revisione, Documento n. 570 sulla “Continuità aziendale”. 35 Come illustrati all’interno della relazione sulla gestione al presente bilancio.
342 Il bilancio è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale la situazione finanziaria, il risultato economico dell’esercizio, la variazione del patrimonio netto ed i flussi di cassa della Società. Il bilancio è redatto con l’applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 “Presentazione del bilancio”, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal “Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (c.d. framework) elaborato dallo IASB, con particolare riguardo al principio fondamentale che riguarda la prevalenza della sostanza sulla forma 36 , al concetto della rilevanza e significatività dell’informazione, al principio della competenza economica e nella prospettiva della continuazione dell’attività. Salvo quanto disposto o consentito dai principi contabili IAS/IFRS o da una loro interpretazione oppure dalle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia sui bilanci delle società di gestione del risparmio, le attività e le passività nonché i costi e i ricavi non sono fra loro compensati. Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall’Unione Europea adottati dalla Società La Società ha applicato per la prima volta alcuni principi o modifiche che sono in vigore dal 1° gennaio 2025. La Società non ha adottato anticipatamente alcun nuovo principio, interpretazione o modifica emessi ma non ancora in vigore. Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere: Mancanza di scambiabilità [Modifiche allo IAS 21] Il 15 agosto 2023, lo IASB ha emesso le modifiche dello IAS 21 che specifica in che modo un'entità deve valutare se una valuta è scambiabile e come deve determinare un tasso di cambio a pronti quando manca la scambiabilità. Una valuta è considerata scambiabile in un'altra valuta quando l'entità è in grado di ottenere l'altra valuta entro un periodo di tempo che consente un normale ritardo amministrativo e attraverso un mercato o un meccanismo di cambio in cui un'operazione di scambio creerebbe diritti e obbligazioni azionabili. Se una valuta non è scambiabile in un'altra valuta, l'entità è tenuta a stimare il tasso di cambio a pronti alla data di valutazione. L'obiettivo di un'entità nella stima del tasso di cambio a pronti è quello di riflettere il tasso al quale un'operazione di cambio ordinata avrebbe luogo alla data di valutazione tra gli operatori di mercato nelle condizioni economiche prevalenti. Le modifiche rilevano che un'entità può utilizzare un tasso di cambio osservabile senza aggiustamenti o altre tecniche di stima. Quando un'entità stima un tasso di cambio a pronti perché una valuta non è scambiabile in un'altra valuta, essa fornisce informazioni che consentono agli utilizzatori del suo bilancio di comprendere in che modo la valuta non scambiabile nell'altra valuta influisce, o si prevede che influirà, sul risultato economico, sulla situazione finanziaria e sui flussi finanziari dell'entità. 36 Le operazioni e gli altri eventi aziendali sono rilevati e rappresentati in conformità alla loro sostanza e non solamente secondo la loro forma legale.
343 Nuovi principi contabili ed emendamenti non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dalla Società Sono di seguito illustrati i principi e le interpretazioni che, alla data di redazione della presente relazione finanziaria, erano già stati emanati, ma che entreranno in vigore successivamente al 31 dicembre 2025. La società intende adottare questi principi ed interpretazioni, se applicabili, quando entreranno in vigore. a. Principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS omologati dall’Unione Europea ma non ancora applicabili / non adottati anticipatamente Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7: Classificazione e valutazione degli strumenti finanziari Il 30 maggio 2024 lo IASB ha emesso le modifiche alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari, e chiarisce che una passività finanziaria è eliminata contabilmente alla «data di regolamento», ossia quando la relativa obbligazione è estinta, cancellata, scade o quando la passività è altrimenti qualificata per l'eliminazione contabile. La modifica introduce, inoltre, un'opzione di politica contabile per eliminare contabilmente le passività finanziarie regolate attraverso un sistema di pagamento elettronico prima della data di regolamento, se sono soddisfatte determinate condizioni. È stato fornito un chiarimento delle modalità di valutazione delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa delle attività finanziarie che includono caratteristiche ambientali, sociali e di governance (ESG) e altre caratteristiche contingenti analoghe. Inoltre, le modifiche chiariscono il trattamento delle attività finanziaria senza diritto di rivalsa e degli strumenti legati contrattualmente. La modifica all'IFRS 7 richiede un'informativa aggiuntiva per le attività e le passività finanziarie con termini contrattuali che fanno riferimento a un evento potenziale (incluse quelle che sono legate ai fattori ESG) e per gli strumenti rappresentativi di capitale classificati al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo. Le modifiche entreranno in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026 o da data successiva. Le entità possono adottare anticipatamente le modifiche relative alla classificazione delle attività finanziarie e alle relative informazioni integrative e applicare le altre modifiche in un secondo momento. I nuovi requisiti saranno applicati retroattivamente ai sensi dello IAS 8, con un adeguamento degli utili portati a nuovo di apertura. Non è previsto l’obbligo di riesposizione del periodo comparativo (come avvenne anche per la prima applicazione dell’IFRS 9). Un'entità è tenuta a fornire informazioni sulle attività finanziarie che cambiano la loro categoria di valutazione a causa delle modifiche. Maggio 2024 1° Gennaio 2026 (data omologazione: Maggio 2025)
344 Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore Modifiche all’IFRS 9 e all’FRS 7: Contratti che fanno riferimento all'elettricità dipendente dalla natura Il 18 dicembre 2024 lo IASB ha emesso le modifiche all'IFRS 9 e all'IFRS 7 con riferimento ai contratti relativi all'energia elettrica dipendente dalla natura. Le modifiche chiariscono l'applicazione dei requisiti per l'uso proprio e consentono l'hedge accounting se tali contratti sono utilizzati come strumenti di copertura. Inoltre, sono stati aggiunti nuovi requisiti di informativa per consentire agli investitori di comprendere l'effetto di questi contratti sulla performance finanziaria e sui flussi di cassa di un'azienda. I chiarimenti relativi ai requisiti relativi all'"uso proprio" devono essere applicati retroattivamente, ma gli orientamenti che consentono la contabilizzazione delle operazioni di copertura devono essere applicati in modo prospettico alle nuove relazioni di copertura designate alla data di applicazione iniziale o successivamente. Le modifiche entreranno in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026 o da data successiva. L'adozione anticipata è consentita, ma deve essere indicata. Dicembre 2024 1° Gennaio 2026 (data omologazione: Giugno 2025) Miglioramenti agli IFRS Il 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato i Miglioramenti annuali ai principi contabili IFRS – Volume 11. I miglioramenti annuali apportano modifiche di portata limitata, ad esempio eliminando incoerenze riscontrate nei principi contabili IFRS oppure inserendo precisazioni di carattere terminologico. L'entità applica le modifiche a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026 o da data successiva. È consentita un'applicazione anticipata. IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standards Hedge Accounting da parte di un’entità che lo adotta per la prima volta I paragrafi B5 e B6 dell'IFRS 1 sono stati modificati per includere riferimenti incrociati ai criteri di qualificazione per la contabilizzazione delle operazioni di copertura di cui al paragrafo 6.4.1, lettere a), b) e c), dell'IFRS 9. Tali modifiche sono intese a risolvere la potenziale confusione derivante da un'incoerenza tra la formulazione dell'IFRS 1 e i requisiti per la contabilizzazione delle operazioni di copertura di cui all'IFRS 9. IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative Utile o perdita in caso di eliminazione contabile Le modifiche aggiornano la formulazione relativa agli input non osservabili di cui al paragrafo B38 dell'IFRS 7 e includono un riferimento incrociato ai paragrafi 72 e 73 dell'IFRS 13. Luglio 2024 1° gennaio 2026 (data omologazione: Luglio 2025)
345 Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore Linee guida per l'attuazione dell'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative Introduzione Le modifiche al paragrafo IG1 delle Linee guida sull'attuazione dell'IFRS 7 chiariscono che le linee guida non illustrano necessariamente tutte le disposizioni di cui ai paragrafi cui si fa riferimento dell'IFRS 7, né creano disposizioni aggiuntive. Informativa sulla differenza differita tra fair value e prezzo dell'operazione Il paragrafo IG14 delle Linee guida sull'attuazione dell'IFRS 7 è stato modificato principalmente per rendere la formulazione coerente con le disposizioni del paragrafo 28 dell'IFRS 7 e con i concetti e la terminologia utilizzati nell'IFRS 9 e nell'IFRS 13. Informativa sul rischio di credito Il paragrafo IG20B delle Linee guida sull'attuazione dell'IFRS 7 è stato modificato per semplificare la spiegazione di quali aspetti delle disposizioni degli IFRS non sono illustrati nell'esempio. IFRS 9 Strumenti finanziari Eliminazione contabile delle passività di leasing da parte del locatario Il paragrafo 2.1 dell'IFRS 9 è stato modificato per chiarire che, quando il locatario ha stabilito che una passività per leasing è stata estinta conformemente all'IFRS 9, il locatario è tenuto ad applicare il paragrafo 3.3.3 e a rilevare nell'utile (perdita) d'esercizio qualsiasi utile o perdita risultante. Tuttavia, l'emendamento non affronta il modo in cui un locatario distingue tra una modifica del leasing come definita nell'IFRS 16 e un'estinzione di una passività del leasing in conformità all'IFRS 9. Prezzo della transazione Il paragrafo 5.1.3 dell'IFRS 9 è stato modificato per sostituire il riferimento al "prezzo dell'operazione come definito dall'IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti" con "l'importo determinato applicando l'IFRS 15". L'uso del termine "prezzo di transazione" in relazione all'IFRS 15 era potenzialmente fonte di confusione e quindi è stato rimosso. Il termine è stato inoltre eliminato dall'Appendice A dell'IFRS 9. IFRS 10 Bilancio consolidato Determinazione di un "agente di fatto" Il paragrafo B74 dell'IFRS 10 è stato modificato per chiarire che la relazione descritta nel paragrafo B74 è solo un esempio delle varie relazioni che potrebbero esistere tra l'investitore e altre parti che agiscono in qualità di agenti di fatto dell'investitore. Le modifiche sono intese a rimuovere l'incoerenza con la disposizione di cui al paragrafo B73 per l'entità di utilizzare il giudizio per determinare se altre parti agiscono in qualità di agenti di fatto.
346 Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore IAS 7 Rendiconto finanziario Metodo del costo Il paragrafo 37 dello IAS 7 è stato modificato per sostituire il termine metodo del costo con al costo, a seguito della precedente eliminazione della definizione di metodo del costo. b. Principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS non ancora omologati dall’Unione Europea Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements Il 9 aprile 2024 lo IASB ha emesso l'IFRS 18, che sostituisce lo IAS 1 Presentazione del bilancio. L'IFRS 18 introduce nuovi requisiti per la presentazione all'interno del conto economico, inclusi i totali e i subtotali specificati. Inoltre, le entità sono tenute a classificare tutti i proventi e i costi all'interno del conto economico in una delle cinque categorie: operativi, investimenti, finanziamenti, imposte sul reddito e attività operative cessate, di cui le prime tre sono nuove. L’IFRS 18 richiede, inoltre, l'informativa sulle misure di performance definite dalla direzione aziendale, sui totali parziali dei ricavi e dei costi e include nuovi requisiti per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni finanziarie sulla base dei "ruoli" identificati del bilancio primario (PFS) e delle note. Inoltre, sono state apportate modifiche di portata limitata allo IAS 7 Rendiconto finanziario, che includono la modifica del punto di partenza per la determinazione dei flussi finanziari derivanti dalle operazioni con il metodo indiretto, da "utile (perdita) d'esercizio" a "utile (perdita) d'esercizio" e l'eliminazione della facoltà relativa alla classificazione dei flussi finanziari derivanti da dividendi e interessi. Inoltre, ci sono modifiche consequenziali a diversi altri principi contabili. L'IFRS 18 e le modifiche agli altri principi contabili sono in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027 o da data successiva, ma l'applicazione anticipata è consentita e deve essere indicata. L'IFRS 18 si applicherà retroattivamente. Il Gruppo sta attualmente lavorando per identificare tutti gli impatti che le modifiche avranno sul bilancio primario e sulle note al bilancio. Aprile 2024 1° gennaio 2027 IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures Il 9 maggio 2024 lo IASB ha emesso l'IFRS 19, che consente alle entità idonee di scegliere di applicare i propri obblighi di informativa in foma ridotta pur continuando ad applicare i requisiti di rilevazione, valutazione e presentazione di altri principi contabili IFRS. Per essere idonea, alla data di chiusura dell'esercizio, un'entità deve essere una controllata ai sensi dell'IFRS 10, non può Maggio 2024 1° gennaio 2027
347 Modifiche Data di pubblicazione IASB Data di entrata in vigore avere responsabilità pubbliche e deve avere una controllante (ultima o intermedia) che redige il bilancio consolidato, disponibile per l'uso pubblico, conforme ai principi contabili IFRS. L'IFRS 19 entrerà in vigore a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027 o da data successiva, con l'applicazione anticipata consentita. Poiché il Gruppo ha responsabilità pubblica, non è idoneo a scegliere di applicare l'IFRS 19. Modifiche all'IFRS 19 - Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures In data 21 agosto 2025, lo IASB ha pubblicato modifiche all’IFRS 19 con cui ha ridotto i requisiti informativi relativi ai nuovi principi contabili IFRS e alle modifiche emesse tra febbraio 2021 e maggio 2024, evitando così che le entità che applicano l’IFRS 19 siano tenute a fornire le stesse informazioni integrative richieste alle entità che non lo applicano. Anche tali integrazioni, così come l’IFRS 19, non risultano in ogni caso applicabili al Gruppo. Agosto 2025 1° Gennaio 2027 Modifiche allo IAS 21 Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency – Amendments In data 13 novembre 2025, lo IASB ha pubblicato Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency – Amendments to IAS 21. Le modifiche introdotte richiedono che la traduzione da una valuta funzionale non iperinflazionaria a una valuta di presentazione iperinflazionaria sia effettuata utilizzando il tasso di chiusura. Se la valuta funzionale di un’entità è la valuta di un’economia non iperinflazionaria, ma la sua valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionaria, i risultati e la situazione patrimoniale-finanziaria devono essere tradotti nella valuta di presentazione convertendo tutti gli importi (attività, passività, voci di patrimonio netto, ricavi e costi) e tutti i dati comparativi al tasso di chiusura della data dell’ultimo prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria. Un’entità la cui valuta funzionale e valuta di presentazione sono entrambe la valuta di un’economia iperinflazionaria deve rideterminare i dati comparativi di un’operazione estera la cui valuta funzionale appartiene a un’economia non iperinflazionaria, applicando l’indice generale dei prezzi, in conformità con il paragrafo 34 dello IAS 29, alle cifre comparative dell’operazione estera. Le modifiche in oggetto non sono di interesse per la predisposizione del bilancio del Gruppo, redatto in euro. Agosto 2025 1° Gennaio 2027
348 Sezione 3 – Eventi di rilievo successivi alla data di riferimento del bilancio Si segnala, come evento successivo alla chiusura del presente bilancio di esercizio e che non comporta rettifiche in relazione a quest'ultimo, l’evoluzione della situazione iraniana che pone nuovi rischi nello scenario internazionale. Fermo restando che allo stato attuale non sono prevedibili evoluzioni della situazione in corso e di tutti i suoi possibili riflessi, incluse le conseguenze sugli andamenti dei mercati e sul prezzo del petrolio, dalle analisi preliminari svolte non sono emersi al momento elementi significativi suscettibili di incidere sulle prospettive economico, patrimoniali e finanziarie della società e dei patrimoni gestiti dalle SGR del Gruppo. La società continuerà a monitorare costantemente la situazione, eventualmente intraprendendo tutte le iniziative più appropriate, anche nell'interesse della clientela del Gruppo. Approvazione e pubblicazione del bilancio di esercizio Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 è stato approvato e autorizzato alla pubblicazione dal Consiglio di Amministrazione del 5 marzo 2026. Sezione 4 – Altri aspetti Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime La redazione del bilancio richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull’informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull’esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Tali stime riguardano principalmente: - le stime e assunzioni sottostanti l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione al fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi (livello 2 e 3 della gerarchia del fair value); - la recuperabilità delle imposte anticipate; - le assunzioni utilizzate ai fini della individuazione di eventuali perdite durevoli di valore sulle attività immateriali e sulle partecipazioni iscritte in bilancio (IAS 36). Gli impatti complessivi del conflitto Russia-Ucraina sull’attività operativa della Società, sulla performance economica dell’esercizio e sulla situazione patrimoniale, sono stati analizzati in un capitolo dedicato della Relazione sulla Gestione. In ottemperanza anche a quanto indicato dai Regulators, la società ha provveduto a svolgere con particolare attenzione la verifica che vi possa essere una riduzione dei valori di iscrizione dell’avviamento e delle altre attività immateriali a vita indefinita. Per una più dettagliata analisi delle valutazioni effettuate si rimanda alle presenti Note integrative alla voce "Attività Immateriali". Non si segnalano altri aspetti utili per l’informativa di bilancio.
349 A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio In questa sezione sono illustrati i principi contabili adottati per la predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2025, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi. Gli stessi sono stati applicati uniformemente negli esercizi presentati. 1 - Cassa e disponibilità liquide In questa voce sono classificate le giacenze di valute aventi corso legale, comprese le banconote e le monete divisionali estere (“cassa contante”), nonché le disponibilità dei conti correnti e depositi a vista verso le banche. 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Criteri di classificazione—In questa categoria sono classificate le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include: le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, che non hanno superato i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato; le attività finanziarie che non sono detenute nell’ambito di un modello di business finalizzato all’incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie (Business model “Hold to Collect” o “HTC”) o nell’ambito di modello di business misto, il cui obiettivo venga raggiunto attraverso l’incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio o anche attraverso un’attività di vendita che è parte integrante della strategia (Business model “Hold to Collect and Sell”). Le riclassificazioni delle attività finanziarie, ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è ammessa alcuna riclassifica, non sono ammesse verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che devono essere assolutamente non frequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell’attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l’allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell’impairment. Criteri di iscrizione—L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. All’atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.
350 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali—Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell’applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico. Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un’ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa. Criteri di cancellazione—Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari ad esse connessi o quando l’attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e dei diritti contrattuali connessi alla proprietà dell’attività finanziaria stessa. 3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Criteri di classificazione—Tale voce include i crediti verso banche, verso gli enti finanziari e verso la clientela ovvero tutti quei crediti che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili e che non sono quotati in un mercato attivo. Criteri di iscrizione—L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L’iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all’ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall’origine dell’operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo. Criteri di rilevazione delle componenti reddituali—Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell’ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito.
351 Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza il flusso dei pagamenti futuri stimati per la durata attesa del credito in modo da ottenere esattamente il valore contabile netto all’atto della rilevazione iniziale, che comprende sia i costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili sia tutti i compensi pagati o ricevuti tra i contraenti. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l’effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito. I criteri di valutazione sono strettamente connessi allo stage cui il credito viene assegnato, dove lo Stage 1 accoglie i crediti in bonis, lo stage 2 accoglie i crediti under-performing, ossia i crediti ove vi è stato un aumento significativo del rischio di credito (“significativo deterioramento”) rispetto all’iscrizione iniziale dello strumento e lo stage 3 accoglie non performing, ovvero i crediti che presentano evidenza oggettiva di perdita di valore. Le rettifiche di valore che sono rilevate a conto economico, per i crediti in bonis classificati in stage 1 sono calcolate prendendo in considerazione una perdita attesa a un anno, mentre i crediti in bonis in stage 2 e crediti in stage 3 prendendo in considerazione le perdite attese riferibili all’intera vita residua prevista contrattualmente per l’attività (Perdita attesa Lifetime). Criteri di cancellazione—I crediti vengono cancellati dal bilancio quando sono considerati definitivamente irrecuperabili oppure in caso di cessione, qualora essa abbia comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi. 4 - Partecipazioni Criteri di classificazione—La voce include le partecipazioni detenute in società controllate, controllate in modo congiunto, collegate o comunque sottoposte ad influenza notevole. Si definisce controllata la società nella quale la partecipante possiede direttamente o indirettamente, attraverso le proprie controllate, più della metà dei diritti di voto (51%). Il controllo esiste anche quando la partecipante possiede la metà, o una quota minore, dei voti esercitabili in assemblea se essa ha: a) il controllo di più della metà dei diritti di voto in virtù di un accordo con altri investitori; b) il potere di determinare le politiche finanziarie e operative della partecipata in virtù di una clausola statutaria o di un contratto; c) il potere di nominare o rimuovere la maggioranza dei membri del Consiglio di Amministrazione o dell'equivalente Organo di governo societario, ed il controllo della partecipata è detenuto da quel Consiglio od Organo; d) il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nelle sedute del Consiglio di Amministrazione o dell’equivalente Organo di governo societario, ed il controllo della partecipata è detenuto da quel Consiglio od Organo. Si definisce controllata in modo congiunto la società per la quale sono in essere accordi contrattuali, parasociali o di altra natura per la gestione paritetica dell'attività e la nomina degli amministratori. Si definisce collegata la società in cui si detiene almeno il 20% dei diritti di voto o su cui la partecipante esercita influenza notevole anche per particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato; l'influenza notevole è il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata senza averne il controllo o il controllo congiunto. Criteri di iscrizione e valutazione—Le partecipazioni sono iscritte al costo di acquisizione al netto di eventuali perdite di valore. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore
352 recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell’investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico. Criteri di rilevazione delle componenti reddituali—I dividendi delle partecipate sono contabilizzati come ricavi nel momento in cui sorge il diritto al ricevimento degli stessi, ossia quando ne viene deliberata la distribuzione. Criteri di cancellazione—Le partecipazioni vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle stesse o quando le partecipazioni vengono cedute con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla loro proprietà. 5 - Attività materiali Criteri di classificazione—Le attività materiali comprendono gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi, gli automezzi e le macchine d’ufficio strumentali ed attrezzature di qualsiasi tipo, nonché le attività legate alla ristrutturazione degli immobili in affitto. Sono, inoltre, inclusi i diritti d’uso acquisiti con il leasing e relativi all’utilizzo di un’attività materiale (per le società locatarie), le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici). Criteri di iscrizione e valutazione—Le immobilizzazioni materiali sono inizialmente iscritte al costo comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del bene. Successivamente le stesse sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore; tali beni vengono ammortizzati in ogni esercizio a quote costanti in relazione alle loro residue possibilità di utilizzazione. I costi di ristrutturazione relativi agli immobili in affitto sono iscritti tra le attività in considerazione del fatto che il conduttore ha sostanzialmente il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici e sono pertanto ammortizzati per un periodo corrispondente alla durata residua del contratto di locazione. Secondo lʼIFRS 16, i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un’obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing. Quando l’attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l’attività consistente nel diritto di utilizzo. L’attività consistente nel diritto di utilizzo, contabilizzata in base allʼIFRS 16, viene misurata utilizzando il modello del costo secondo lo IAS 16 Immobili, impianti e macchinari; in questo caso l’attività è successivamente ammortizzata e soggetta a un impairment test nel caso emergano degli indicatori di impairment. Criteri di cancellazione—Un’immobilizzazione materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall’uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici futuri. 6 - Attività immateriali Criteri di classificazione—Le attività immateriali includono l’avviamento, il marchio “Azimut” acquisito al termine del contratto di leasing finanziario e il software applicativo ad utilizzazione pluriennale.
353 Criteri di iscrizione e valutazione—Le attività immateriali rappresentate dal software sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammortamenti e perdite di valore; tali attività sono ammortizzate in base alla stima effettuata della loro vita utile residua. L’avviamento non è soggetto ad ammortamento, ma ad una verifica periodica dell’adeguatezza del valore di iscrizione in bilancio. Con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell’adeguatezza del valore dell’avviamento. A tal fine viene identificata l’unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l’avviamento. L’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell’avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell’unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d’uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico. Criteri di cancellazione—Un’immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri. 7 - Attività e passività fiscali Le imposte correnti sono determinate applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigente e, nella misura in cui esse non siano state pagate, sono rilevate come passività. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od accreditate direttamente a patrimonio netto. L’accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base ad una prudenziale previsione dell’onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. Per quanto riguarda la fiscalità differita si segnala l'adozione del metodo basato sul balance sheet liability method. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee – senza limiti temporali – tra il valore attribuito ad un’attività o ad una passività secondo i criteri contabili ed i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali. Le imposte differite sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni: (i) le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell’avviamento o di un’attività o passività in una transazione che non rappresenta un’aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale; (ii)il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro. Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l’utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui: (i)l’imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un’attività o passività in una transazione che non rappresenta un’aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale; (ii) nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui
354 sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee. Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della Società di generare con continuità redditi imponibili positivi. Le imposte anticipate e quelle differite sono misurate in base alle aliquote fiscali che si attende saranno applicate nell’esercizio in cui tali attività si realizzeranno o tali passività si estingueranno, considerando le aliquote in vigore e quelle già emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di bilancio. 8 -Attività non correnti possedute per la vendita "Le attività non correnti (o i gruppi di dismissione) sono classificati come posseduti per la vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente attraverso una operazione di vendita piuttosto che attraverso il loro uso continuativo. Tale condizione si considera soddisfatta quando la vendita è altamente probabile, l’attività è disponibile per la vendita immediata nel suo stato attuale e il management si è impegnato in un piano di dismissione, il cui completamento è previsto entro un anno dalla data di classificazione. 9 - Altre attività In tale voce sono comprese le attività non riconducibili ad altre voci dell’attivo dello stato patrimoniale. 10 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato Criteri di classificazione—La voce accoglie i Debiti verso banche, i Debiti verso enti finanziari, i Debiti verso clientela, Debiti per leasing di cui all’IFRS 16. 10.1-Debiti Criteri di iscrizione e valutazione—I debiti a breve termine (con scadenza entro i 12 mesi) di natura commerciale sono iscritti per il loro valore nominale. I debiti rappresentati dai finanziamenti a medio-lungo termine sono rilevati inizialmente per l’ammontare incassato al netto di eventuali costi di transazione e successivamente valutati al costo ammortizzato col metodo dell’interesse effettivo. I debiti per leasing di cui all’IFRS 16 alla prima iscrizione sono pari al valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione, attualizzati utilizzando per ciascun contratto l’incremental borrowing rate applicabile alla data di transizione. Dopo la valutazione iniziale, il valore contabile viene aumentato degli interessi e ridotto a seguito dei pagamenti effettuati e/o rideterminarlo per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing. Criteri di cancellazione —I debiti sono cancellati dal bilancio quando risultano estinti, annullati ovvero adempiuti. 11 - Altre passività Criteri di classificazione—In tale voce sono comprese le passività non riconducibili ad altre voci del passivo dello stato patrimoniale. Criteri di iscrizione—Le passività a breve termine (con scadenza entro i 12 mesi) e quelle di natura commerciale sono iscritte per il loro valore nominale. Criteri di cancellazione—Le altre passività sono cancellate dal bilancio quando risultano estinte annullate ovvero adempiute.
355 12 - Costi e ricavi I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all’ottenimento e l’adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi. I ricavi derivanti da contratti con i clienti sono rilevati nel momento in cui viene trasferito il controllo dei beni o servizi al cliente, ad un ammontare che rappresenta l’importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto in cambio di tali beni o servizi. In particolare, la rilevazione dei ricavi avviene tramite l’applicazione di un modello che deve soddisfare i seguenti criteri: - identificazione del contratto, definito come un accordo in cui le parti si sono impegnate ad adempiere alle rispettive obbligazioni; - individuazione delle singole obbligazioni di fare (“performance obligations”) contenute nel contratto; - determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi; - ripartizione del prezzo della transazione a ciascuna “performance obligation”, sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione; - riconoscimento dei ricavi nel momento in cui (o man mano che) l’obbligazione di fare risulta adempiuta trasferendo al cliente il bene o servizio promesso. Il prezzo della transazione rappresenta l’importo del corrispettivo a cui l’entità ritiene di aver diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi. Esso può includere importi fissi, variabili o entrambe le casistiche. Se il corrispettivo promesso nel contratto include un importo variabile, il Gruppo stima l’importo del corrispettivo al quale avrà diritto in cambio al trasferimento dei beni al cliente. Il corrispettivo variabile è stimato al momento della stipula del contratto e non ne è possibile la rilevazione fino a quando non sia altamente probabile che quando successivamente sarà risolta l’incertezza associata al corrispettivo variabile, non si debba rilevare una significativa rettifica in diminuzione all’importo dei ricavi cumulati che sono stati contabilizzati. In particolare: >> gli interessi corrispettivi sono riconosciuti prorata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato; >> i dividendi sono rilevati a Conto economico nel momento in cui ne viene deliberata la distribuzione; >> le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell’esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni di gestione del portafoglio, di consulenza e di gestione sui fondi comuni di investimento sono riconosciute in base alla durata del servizio. 13 - Azioni proprie Le azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Gli utili o le perdite conseguenti all'acquisto, vendita, emissione o cancellazione di azioni proprie non sono rilevati a conto economico, ma registrati nel patrimonio netto. 14 - Strumenti finanziari partecipativi
356 Gli strumenti finanziari partecipativi emessi da Azimut Holding SpA in esecuzione della delibera dell’Assemblea degli azionisti del 29 aprile 2010 e delle successive delibere del Consiglio di Amministrazione della Società sono iscritti, per il controvalore incassato dalla sottoscrizione pari al loro fair value, ad incremento del patrimonio netto – alla voce Strumenti di capitale – in quanto gli stessi, secondo quanto previsto dalle disposizioni statutarie hanno durata illimitata, sono emessi senza obbligo per la Società di rimborso dell’apporto effettuato dai sottoscrittori, partecipano al riparto del patrimonio sociale residuo in sede di liquidazione della Società in via subordinata ai creditori sociali e agli azionisti. Gli strumenti in oggetto non sono trasferibili ad alcun titolo salvo che alla capogruppo stessa (al loro fair value e al verificarsi di determinate condizioni), nel qual caso i relativi diritti patrimoniali restano sospesi. Inoltre, tali strumenti attribuiscono ai possessori il diritto al percepimento di una parte dell’utile della Società secondo quanto previsto dallo Statuto Societario a condizione, tra le altre, che l’Assemblea dei Soci abbia deliberato la distribuzione di un dividendo agli azionisti. A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie Nel corso dell’esercizio la Società non ha proceduto ad alcun trasferimento di attività finanziarie tra portafogli come effetti di cambiamento di business model. A.4 - Informativa sul fair value Informazioni di natura qualitativa La determinazione del Fair value delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al Fair value è basata su prezzi rilevati sui rispettivi mercati nell’ultimo giorno di negoziazione del periodo di riferimento. Ad ogni chiusura di bilancio viene effettuata la verifica dell’esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore in relazione alle quali l’attività finanziaria deve essere svalutata. Tale valutazione è effettuata per singolo strumento finanziario considerando gli effetti connessi alla combinazione degli eventi di perdita evidenziati dallo IFRS 9. Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando l’attività finanziaria viene ceduta trasferendo tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria. Informazioni di natura quantitativa In accordo alle disposizioni contenute nei principi contabili IFRS 7 e IFRS 13, la Società classifica le valutazioni al fair value delle proprie attività e passività finanziarie sulla base di una gerarchia che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. I livelli utilizzati per la classificazione sono i seguenti: livello 1: prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per attività o passività identiche a quelle oggetto di valutazione; livello 2: dati di input diversi dai prezzi quotati non rettificati di cui al livello 1 che siano però osservabili sul mercato sia direttamente (come nel caso dei prezzi) sia indirettamente (in quanto derivati da prezzi); livello 3: dati di input che non sono basati su dati di mercato osservabili.
357 In particolare, il fair value di uno strumento finanziario valutato al livello 1 corrisponde al prezzo, non rettificato, al quale lo strumento – o uno strumento identico – è scambiato su di un mercato attivo alla data di riferimento della valutazione. Per la classificazione nel livello 1, i prezzi sono valutati congiuntamente ad ogni altra caratteristica dell’attività o passività finanziaria: se il prezzo quotato è rettificato per tener conto di specifiche condizioni che richiedano tale rettifica, il livello attribuito è diverso dal livello 1. Le analisi per la classificazione nei diversi livelli della gerarchia del fair value sono effettuate in modo analitico per ogni singola attività o passività finanziaria detenuta/emessa; tali analisi ed i criteri di valutazione sono applicati in modo uniforme nel tempo. Tra i principali criteri seguiti dalla Società, con riferimento agli strumenti finanziari detenuti nell’ambito delle politiche di gestione della liquidità e alle passività finanziarie emesse, si segnala che sono ritenuti di: livello 1 i fondi comuni di investimento aperti il cui fair value è ritenuto di livello 1 se rappresentato dal Net Asset Value (NAV) fornito dall’administrator del fondo alla data di valutazione; diversamente nel caso di fondi quotati ad Exchange Trade Fund (ETF) il fair value di Livello 1 è costituito dal prezzo di chiusura del rispettivo mercato di quotazione. Livello 2 i fondi chiusi di investimento alternativi valutati all’ultimo Net Asset Value (Nav) approvato.
358 Informazioni di natura quantitativa A.4.5 Gerarchia del fair value A.4.5.1 Attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value. 31/12/2025 31/12/2024 Attività/Passività finanziarie misurate al fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate a fair value con impatto a conto economico a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione b) Attività finanziarie designate al fair value c) Attività finanziarie obbligatoriamente valutate a fair value 19.823.277 4.196.478 11.022.449 12.439.425 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3. Derivati di copertura 4. Attività materiali 5. Attività immateriali Totale 19.823.277 4.196.478 11.022.449 12.439.425 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 2. Passività finanziarie designate al fair value 3. Derivati di copertura Totale A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) La Società alla data del presente bilancio non detiene attività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente di livello 3.
359 A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value. Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 31/12/2025 31/12/2024 VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.996.184 2.996.184 19.279 19.279 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 4.010.000 4.010.000 Totale 7.006.184 7.006.184 19.279 19.279 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.705.042 11.265.889 133.398.508 132.840.201 2. Passività associate ad attività in via di dismissione Totale 11.705.042 11.265.889 133.398.508 132.840.201 A.5 - Informativa sul C.D. “Day one profit/loss” La Società non ha realizzato operazioni da cui è derivata la contabilizzazione del c.d. “day one profit/loss”.
360 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale ATTIVO Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10 La voce presenta un saldo di 17.976.533 euro con un incremento di 6.231.597 euro rispetto allo scorso esercizio (11.744.936 euro al 31 dicembre 2024). 1.1 Composizione della “Cassa e disponibilità liquide” Composizione 31/12/2025 31/12/2024 Cassa contanti 4.385 4.385 Depositi e conti correnti a vista 17.972.148 11.740.551 Totale 17.976.533 11.744.936 Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20 La voce presenta un saldo di 24.019.755 euro, con un incremento di 557.881 euro rispetto allo scorso esercizio (23.461.874 euro al 31 dicembre 2024). 2.5 “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica” Voci / Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito 1.1 Titoli strutturati 1.2 Altri titoli di debito 2. Titoli di capitale 3. Quote di O.I.C.R. 19.823.277 4.196.478 11.022.449 12.439.425 4. Finanziamenti 4.1 Pronti contro termine 4.2 Altri Totale 19.823.277 4.196.478 11.022.449 12.439.425 La voce “Quote di OICR” Livello 1 si riferisce alle quote dei fondi comuni d’investimento gestiti dal Gruppo Azimut. La voce “Quote di O.I.C.R.” (Livello 2) si riferisce all’investimento nel veicolo di diritto lussemburghese Azimut Private Equity I SCSp, oltre a investimenti in quote di fondi chiusi di investimento alternativi gestiti da società del Gruppo.
361 La composizione degli investimenti e l’identità dei rischi derivanti dalle suddette attività finanziarie si rinvia al paragrafo sezione 3 parte D “Altre Informazioni – Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura”. 2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti Voci/Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Titoli di capitale 1.683.300 di cui: banche di cui: altre società finanziarie di cui: società non finanziarie 1.683.300 di cui: imprese di assicurazione 3. Titoli di debito a) Amministrazioni pubbliche b) Banche c) Altre società finanziarie di cui: imprese di assicurazione d) Società non finanziarie 3. Quote di O.I.C.R. 22.336.455 23.461.874 4. Finanziamenti a) Amministrazioni pubbliche b) Banche c) Altre società finanziarie di cui: imprese di assicurazione d) Società non finanziarie e) Famiglie Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40 La voce presenta un saldo di 2.996.184 euro con un incremento di 2.976.905 euro rispetto allo scorso esercizio (19.279 euro al 31 dicembre 2024). 4.1 “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica” L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
362 Composizione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Valore di bilancio Fair Value Valore di bilancio Fair Value Primo e secondo stadio Terzo Stadio Impaired acquisite o originate L 1 L 2 L 3 Primo e secondo stadio Terzo Stadio Impaired acquisite o originate L 1 L 2 L 3 1. Crediti per servizi di gestione di patrimoni X X X X X X 1.1 gestione di O.I.C.R. X X X X X X 1.2 gestione individuale X X X X X X 1.3 gestione di fondi pensione X X X 2. Crediti per altri servizi 2.1 consulenze X X X X X X 2.2 funzioni aziendali in outsourcing X X X X X X 2.3 altri X X X X X X 3. Altri crediti 2.996.184 19.279 3.1 pronti contro termine X X X X X X di cui: su titoli di Stato X X X X X X di cui: su altri titoli di debito X X X X X X di cui: su titoli di capitale e quote X X X X X X 3.2 depositi a scadenza e conti correnti 2.996.184 X X X 19.279 X X X 3.3 altri X X X X X X 4. Titoli di debito Totale 2.996.184 19.279
363 4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti Composizione / Controparte Banche Enti Finanziari Clientela di cui: del gruppo della SGR di cui: del gruppo della SGR di cui: del gruppo della SGR 1. Crediti per servizi di gestione di patrimoni 1.1 gestione di O.I.C.R. 1.2 gestione individuale 1.3 gestione di fondi pensione 2. Crediti per altri servizi 2.1 consulenze 2.2 funzioni aziendali in outsourcing 2.3 altri 3. Altri crediti 2.996.184 2.996.184 3.1 pronti contro termine di cui: su titoli di Stato di cui: su altri titoli di debito di cui: su titoli di capitale e quote 3.2 depositi e conti correnti 2.996.184 2.996.184 3.3 altri 4. Titoli di debito Totale 31/12/2025 2.996.184 2.996.184 Totale 31/12/2024 19.279 19.279
364 Sezione 7 - Partecipazioni – Voce 70 La voce presenta un saldo di 1.160.887.540 euro con un incremento di 26.812.833 euro rispetto allo scorso esercizio (1.134.074.707 euro al 31 dicembre 2024). 7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi I dettagli informativi delle partecipazioni detenute dalla Società e le informazioni di natura contabile previste dall’IFRS 12 sono riportati, con riferimento ai bilanci delle società controllate in via esclusiva al 31 dicembre 2025, nell’allegato A alla presente nota integrativa. Ai sensi del principio IAS 36, ad ogni data di bilancio, occorre verificare l’esistenza di indicatori (“trigger events”) di perdite di valore. Al 31 dicembre 2025 la Società non ha rilevato la presenza di trigger events di tale tipologia per le partecipazioni detenute direttamente. Con riferimento alle partecipazioni rientranti nella CGU/Azimut Italia 37 , data la rilevanza del valore di iscrizione nel Bilancio d’esercizio e nonostante non si sia verificato alcun trigger event, la Società ha provveduto a stimare il valore recuperabile delle stesse (“Impairment test”) alla data di riferimento del 31 dicembre 2025. Ai fini del test di impairment su tali partecipazioni, la Società ha utilizzato il metodo del valore d’uso per la verifica della recuperabilità del valore della partecipazione iscritto, tenendo conto anche di quanto raccomandato dalle Autorità di Vigilanza. Per la metodologia utilizzata si veda quanto descritto nell’ambito del paragrafo impairment test” nella successiva sezione 9.1. Per quanto riguarda le holding estere (AZ International Holdings Sa e Azimut UK Holdings Limited) che svolgono solamente l’attività di gestione delle partecipazioni estere in cui opera il gruppo, queste non assumono rilevanza individualmente ai fini dell’effettuazione dell’impairment test nel Bilancio separato ma rientrano nell’ambito delle CGU identificate a livello di Bilancio consolidato. Gli avviamenti relativi alle holding estere ed alle società dalle stesse controllate sono impliciti nei valori di carico delle partecipazioni nel Bilancio separato ed emergono nel Bilancio consolidato a seguito del processo di consolidamento secondo i valori determinati in sede di acquisizione secondo l’IFRS 3. Come descritto nella Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato, i test di impairment svolti con riferimento alle CGU nel Bilancio Consolidato non hanno determinato la necessità di operare svalutazioni dell’avviamento, pertanto, non sono state rilevate rettifiche sul valore di iscrizione delle società sul Bilancio separato di Azimut Holding SpA. 37 Per la definizione di CGU Azimut/Italia e sua composizione si rimanda alla sezione “Attività immateriali” Paragrafo “Impairment Test” della nota integrativa del bilancio di esercizio.
365 7.2 Variazioni annue delle partecipazioni Partecipazioni di gruppo Partecipazioni non di gruppo Totale A. Esistenze iniziali 1.129.574.707 4.500.000 1.134.074.707 B. Aumenti 30.822.833 30.822.833 B.1 Acquisti B.2 Riprese di valore B.3 Rivalutazioni B.4 Altre variazioni 30.822.833 30.822.833 C. Diminuzioni 4.010.000 4.010.000 C.1 Vendite C.2 Rettifiche di valore C.3 Altre variazioni 4.010.000 4.010.000 D. Rimanenze finali 1.156.387.540 4.500.000 1.160.887.540 La voce “aumenti” altre variazioni, si riferisce a: versamento a titolo di contributo in conto aumento di capitale a favore di AZ International Holdings SA con sede in Lussemburgo per 14,9 milioni di euro di cui in azioni proprie di Azimut Holding S.p.A. (n. 176.040) per un controvalore di 4,4 milioni di euro ed il restante in contanti; versamento a titolo di contributo in conto aumento di capitale a favore di Azimut Enterprises S.r.l. per 12,6 milioni di euro; versamento a titolo di contributo in conto aumento di capitale a favore di AZI First Srl con sede in Italia per euro 3,4 milioni; La voce “diminuzione” altre variazioni, si riferisce alla partecipazione detenuta in AZI First Srl e riclassificata nelle Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e che sarà ceduta nell’ambito dell’operazione di TNB. I dettagli dell’operazione sono spiegati nel paragrafo “Eventi di rilievo dell’esercizio”. Sezione 8 - Attività materiali – Voce 80 8.1 “Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo” La voce presenta un saldo di 599.316 euro con un decremento di 264.484 euro rispetto allo scorso esercizio (863.800 euro al 31 dicembre 2024). Voci/Valutazione Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Di proprietà 70.880 184.054 a) terreni b) fabbricati c) mobili 8.970 13.003 d) impianti elettronici e) altre 61.910 171.051 2. Diritti d'uso: Acquisti con leasing 528.436 679.746 a) terreni b) fabbricati 472.732 601.659 c) mobili d) impianti elettronici e) altre 55.704 78.086 Totale 599.316 863.800
366 La voce “Attività di proprietà” comprende le attività materiali ad uso funzionale di proprietà della Società; nell’ambito di questa la sottovoce “altre” è rappresentata da macchine ufficio elettroniche (personal computer, stampanti e monitor) e dall’impianto telefonico. La voce “Diritti d’uso acquisiti con il leasing” comprende i diritti d’uso acquisiti tramite contratti di locazione e noleggio rientranti nel campo di applicazione del principio contabile IFRS 16; le ulteriori informazioni previste dallo stesso principio contabile sono fornite nella “Parte D – Altre Informazioni – Sezione 7 – Informativa sul leasing” della presente Nota integrativa a cui si rimanda per dettaglio. Al 31 dicembre 2025 la Società non detiene attività materiali detenute a scopo di investimento e non ha rivalutato le attività materiali in essere. 8.5 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue Terreni Fabbricati Mobili Impianti Elettronici Altri Totale A. Esistenze iniziali lorde - 1.871.420 209.387 3.102.893 5.183.700 A. 1 Riduzioni di valore totali nette -1.269.761 -196.384 0 -2.853.755 -4.319.900 A. 2 Esistenze iniziali nette 601.659 13.003 249.138 863.800 B. Aumenti B.1 Acquisti B.2 Spese per migliorie capitalizzate B.3 Riprese di valore B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico B.5 Differenze positive di cambio B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento X X X B.7 Altre variazioni C. Diminuzioni -128.927 - 4.033 - 131.524 - 264.484 C.1 Vendite C.2 Ammortamenti -128.927 -4.033 - 131.524 -264.484 C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: Value imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico C.5 Differenze negative di cambio C.6 Trasferimenti a: a) attività materiali detenute a scopo di investimento b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione C.7 Altre variazioni D. Rimanenze finali lorde 1.871.420 209.387 3.102.893 5.183.700 D. 1 Riduzioni di valore totali nette -1.398.688 -200.417 - 2.985.279 -4.584.384 D. 2 Rimanenze finali nette 472.732 8.970 117.614 599.316 E. Valutazione al costo 472.732 8.970 117.614 599.316
367 Gli ammortamenti sono calcolati in base alle aliquote riportate di seguito: Descrizione Aliquota Di proprietà Mobili e arredi 12% Altre: Macchine ufficio elettroniche 20% Impianto Telefonico 20% Autovetture 25% Altri beni 25% Diritti d'uso: Acquisti con leasing Fabbricati In base alla durata del contratto di locazione Spese per migliorie capitalizzate In base alla durata del contratto di locazione Altre: Autovetture In base alla durata del contratto di noleggio Sezione 9 - Attività immateriali – Voce 90 La voce presenta un saldo di 185.315.821 euro, con un decremento di 14.924 euro rispetto allo scorso esercizio (185.330.745 euro al 31 dicembre 2024). La voce è composta come segue: 9.1 “Attività immateriali”: composizione per tipologia di attività Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Attività valutate al costo Attività valutate al fair value Attività valutate al costo Attività valutate al fair value 1. Avviamento 149.829.432 149.829.432 2. Altre attività immateriali 35.486.389 35.501.313 2.1 generate internamente 2.2 altre 35.486.389 35.501.313 Totale 185.315.821 185.330.745 Il valore della voce “Avviamento”, ammontante originariamente a 176,3 milioni di euro, di cui 26,4 milioni di euro ammortizzati ante adozione dei principi contabili internazionali si riferisce al “Goodwill” pagato da Azimut Holding SpA (già Tumiza SpA) per l’acquisizione del Gruppo attraverso l’acquisto, nel corso dell’esercizio 2002, dell’intero capitale sociale della società Azimut Holding SpA incorporata nel dicembre dello stesso anno e non allocato a maggior valore delle partecipazioni. Il valore della voce “Altre attività immateriali - altre” si riferisce al costo di acquisto del software (148.165 euro) e al marchio “Azimut” (35.338.224 euro). Impairment test L’impairment test è stato predisposto tenendo in considerazione i diversi documenti, richiami di attenzione e raccomandazioni emanati dalle Autorità di Vigilanza (Es: Consob, ESMA, Banca d’Italia, ecc.) nonché di quelli derivanti dall’attuale contesto di riferimento e che possono avere relazione sulla continuità aziendale nonché sulle valutazioni delle attività. Con riferimento alle voci avviamento e marchio (qualificato come attività immateriale con vita utile indefinita), come previsto dallo IAS 36 – “Riduzione di valore delle attività”, la
368 Società, annualmente, nell’ambito del complessivo processo di redazione del bilancio, e ogniqualvolta vi sia un'indicazione che vi possa essere una riduzione di valore, sottopone i relativi saldi contabili ad impairment test. La CGU (CGU Azimut/Italia) che comprende l’avviamento iscritto nel bilancio separato, è riconducibile all’attività svolta dalle società italiane direttamente controllate da Azimut Holding SpA, tra cui le società prodotto estere Azimut Investments Sa e la sua Branch in Portogallo, Azimut Life Dac e Azimut Investments Limited, ciascuna specializzata nella distribuzione, nella promozione e gestione di prodotti finanziari e assicurativi (essenzialmente unit-linked), che operano come un’unica struttura, complessivamente dedicata alla gestione del risparmio e al collocamento di strumenti di investimento, nella quale i contributi delle singole componenti appaiono indistinguibili e i cui risultati operativi sono ugualmente rivisti periodicamente in modo unitario dal management ai fini dell’adozione delle decisioni delle risorse da allocare e della valutazione dei risultati e delle performance aziendali. Gli avviamenti relativi alle holding estere ed alle società dalle stesse controllate sono impliciti nei valori di carico delle relative partecipazioni. Determinazione del valore della CGU Azimut/Italia La stima del valore d’uso è stata fatta utilizzando il metodo del Discounted Cash Flow basandosi sui seguenti assunti: 1) Tasso di sconto calcolato utilizzando come data di riferimento il 31 dicembre 2025 e determinato con una logica di costo medio ponderato del capitale (WACC): Risk Free: tasso BTP a 10 anni, media 2025; Costo del capitale Ke determinato utilizzando il metodo del CAPM versione unlevered; Costo del debito, che viene considerato nullo, riflettendo l'estinzione integrale dell'indebitamento obbligazionario avvenuta nel dicembre 2024; Beta levered: calcolato su un orizzonte temporale di 5 anni con rilevazioni giornaliere (Fonte: Bloomberg); Premio per il rischio di Mercato: Rendimento aggiuntivo richiesto per investimenti in azioni piuttosto che in titoli risk free 2) Flussi di Cassa Per il calcolo del Cash Flow unlevered si è ritenuto ragionevole approssimare il flusso di cassa atteso con l’utile netto di periodo. Gli utili sono stati determinati sulla base delle linee strategiche che verranno utilizzate per lo sviluppo dei piani pluriennali relativi al periodo 2026 – 2030, partendo dai piani industriali pluriennali approvati o, in alternativa, dai budget dell’esercizio 2026. Per i periodi di osservazione non sottoposti a pianificazione esplicita la crescita dell’esercizio viene assunta con il tasso di crescita g.
369 3) Valori Terminali Per il calcolo dei Valori Terminali è stato considerato l’utile netto dell’ultimo periodo di previsione, assumendo un tasso di crescita g medio della CGU considerata. Per le Azimut UK holdings Limited e AZ international Holdings è stata fatta una riconciliazione dei valori d’uso delle società appartenenti alle stesse, a supporto e per confronto col valore contabile Controllate Azimut Holding Equity value (Valore d'uso) Valore contabile Totale CGU Estere 2.687.841.029 518.733.799 Azimut UK Holdings Limited 1.597.412.533 148.732.281 AZ International Holdings Sa 1.090.428.495 370.001.518 Risultati relativi alla CGU Italia Impairment Test Sensitivity: CGU Azimut/Italia Stress Test CGU Azimut/Italia L’esercizio è mirato a verificare la tenuta stressed, per singola CGU, della differenza tra il valore d’uso e il valore contabile di ogni singola CGU. I parametri utilizzati come variabili fino ad azzerare tale differenza sono: la diminuzione dei flussi di cassa attesi l’aumento del tasso di attualizzazione (ove ritenuto metodologicamente significativo) Di seguito si riepiloga il risultato dell’analisi svolta: CGU %Stress Flussi Cassa %stress Tasso WACC Italia 85,67% >20% Dalle analisi di cui sopra non sono stati ravvisati fattori di Impairment; i dati contabili di Stato Patrimoniale utilizzati sono gli ultimi disponibili estraibili dal sistema di reporting, per il 31 dicembre 2025. Inoltre, si evidenzia che la capitalizzazione di borsa dalla quotazione ad oggi non è mai stata inferiore al Patrimonio Netto Contabile. ### 8,8% 9,3% 9,8% 10,25% 10,8% 11,3% 11,8% 12,3% 0,0% 3.362.965.222 3.179.217.934 3.014.357.668 2.865.619.689 2.730.753.610 2.607.909.103 2.495.550.788 2.392.393.962 0,5% 3.510.658.011 3.308.550.761 3.128.326.274 2.966.617.429 2.820.714.063 2.688.410.204 2.567.892.039 2.457.654.481 1,0% 3.677.405.381 3.453.558.321 3.255.318.318 3.078.532.618 2.919.900.247 2.776.764.276 2.646.962.058 2.528.715.399 1,5% 3.867.149.095 3.617.274.029 3.397.701.400 3.203.236.597 3.029.808.059 2.874.179.340 2.733.745.445 2.606.385.997 1,8% 3.994.097.968 3.726.050.109 3.491.726.841 3.285.141.891 3.101.646.559 2.937.575.901 2.790.001.576 2.656.555.646 2,3% 4.231.917.859 3.928.208.772 3.665.261.383 3.435.385.656 3.232.711.464 3.052.680.293 2.891.698.294 2.746.893.927 2,8% 4.509.700.506 4.161.704.819 3.863.761.195 3.605.793.559 3.380.260.367 3.181.404.834 3.004.756.456 2.846.790.764 3,3% 4.838.442.738 4.434.437.052 4.093.031.218 3.800.716.923 3.547.611.732 3.326.319.026 3.131.192.638 2.957.847.964 -17,5% -15,0% -12,5% -10,0% -7,5% -5,0% -2,5% #### 82,50% 85,00% 87,50% 90,00% 92,50% 95,00% 97,50% 100% 2% 2.709.872.457 2.792.053.805 2.874.235.153 2.956.416.500 3.038.597.848 3.120.779.195 3.202.960.543 3.285.141.891 Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU WACC G Differenza tra Valore d'uso e Valore contabile della CGU - Diminuzione dei Flussi
370 9.2 Attività immateriali: variazioni annue Totale A. Esistenze Iniziali 185.330.745 B. Aumenti 88.179 B.1 Acquisti 88.179 B.2 Riprese di valore B.3 Variazioni positive di fair value - a patrimonio netto - a conto economico B.4 Altre variazioni C. Diminuzioni 103.103 C.1 Vendite C.2 Ammortamenti 103.103 C.3 Rettifiche di valore - a patrimonio netto - a conto economico C.4 Variazioni negative di fair value - a patrimonio netto - a conto economico C.5 Altre variazioni D. Rimanenze finali 185.315.821 Gli acquisti di cui sopra si riferiscono unicamente a pacchetti software, le cui aliquote di ammortamento sono le seguenti: Descrizione Aliquota Software applicativi 33% Sezione 10 - Attività fiscali e passività fiscali – Voce 100 – Voce 60 Attività fiscali (voce 100) La voce presenta un saldo di 38.765.524 euro con un incremento di 34.444.657 euro rispetto allo scorso esercizio (4.320.867 euro al 31 dicembre 2024). 10.1 “Attività fiscali: correnti e anticipate” composizione Composizione 31/12/2025 31/12/2024 Correnti 35.116.085 Anticipate 3.649.439 4.320.867 Totale 38.765.524 4.320.867 La voce “Attività fiscali correnti” comprende il credito iscritto a seguito delle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025. La voce “Attività fiscali anticipate” si riferisce a differenze temporanee sorte in conseguenza del diverso criterio temporale di deducibilità fiscale IRES di alcune componenti di costo rispetto a quanto rilevato a conto economico.
371 Passività fiscali (voce 60) La voce presenta un saldo di 47.547.059 euro con un decremento di 14.483.475 euro rispetto allo scorso esercizio (62.030.534 euro al 31 dicembre 2024). 10. “Passività fiscali: correnti e differite” composizione Composizione 31/12/2025 31/12/2024 Correnti 1.390.472 16.034.932 Differite 46.156.587 45.995.602 Totale 47.547.059 62.030.534 La voce “Passività fiscale correnti” si riferisce al saldo pari al 10% dell’onere fiscale relativo all’applicazione della Global Minimum riferita al periodo di imposta 2024 per le giurisdizioni ove non ha trovato applicazione l’aliquota fiscale del 15%. L’acconto dell’importo dovuto è stato versato in corso d’anno e il restante verrà versato nei termini di legge. La voce “Passività fiscali differite” accoglie e le imposte differite relative alla differenza temporanea fra il valore contabile e il valore fiscale dell’avviamento pari a 41.644.765 euro e del Marchio pari a 4.511.822 euro. 10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 4.280.421 303.987 2. Aumenti 122.039 3.994.752 2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 122.039 3.994.752 a) relative a precedenti esercizi - 3.818.063 b) dovute al mutamento di criteri contabili c) riprese di valore d) altre 122.039 176.689 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 3. Diminuzioni (791.302) (18.318) 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio (791.302) (18.318) a) rigiri (791.302) (18.318) b) svalutazione per sopravvenuta irrecuperabilità c) mutamento di criteri contabili d) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 4. Importo finale 3.611.158 4.280.421
372 10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 45.995.602 40.147.149 2. Aumenti 160.985 5.848.453 2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 160.985 5.848.453 a) relative a precedenti esercizi - 5.687.468 b) dovute al mutamento di criteri contabili c) altre 160.985 160.985 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti - - 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio - - a) rigiri b) dovute al mutamento di criteri contabili c) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 4. Importo finale 46.156.587 45.995.602 10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto) Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Esistenze iniziali 40.446 33.954 2. Aumenti 6.492 2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio a) relative a precedenti esercizi 4.952 b) dovute al mutamento di criteri contabili c) altre 1.540 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 3. Diminuzioni (2.165) 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio a) rigiri (2.163) b) svalutazione per sopravvenuta irrecuperabilità c) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni (2) 4. Importo finale 38.283 40.446
373 Sezione 12 - Altre attività - Voce 120 La voce presenta un saldo di 5.742.720 euro in decremento di 6.842.611 euro rispetto allo scorso esercizio (12.585.330 euro al 31 dicembre 2024). 12.1 “Altre attività”: composizione Composizione 31/12/2025 31/12/2024 Crediti v/erario per Iva 62.037 0 Altri crediti 2.121.596 125.820 Crediti verso società del Gruppo 3.468.491 12.379.853 Risconti attivi 90.596 79.657 Totale 5.742.720 12.585.330 La voce “Crediti verso società controllate” comprende principalmente: crediti maturati nei confronti della controllata Azimut Capital Management SGR SpA per 2 milioni di euro, per il compenso delle royalties sul marchio “Azimut” dovute per l’anno 2025; crediti verso le controllate Azimut Capital Management Sgr SpA e Azimut Libera Impresa SGR Srl a fronte delle imposte dirette (IRES) cedute alla società al netto degli acconti dovuti per il periodo d’imposta 2025 e trasferite in virtù dell’adesione all’istituto del consolidato fiscale nazionale.
374 PASSIVO Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10 La voce presenta un saldo di 11.705.042 euro in decremento di 121.693.466 euro rispetto all’esercizio precedente (133.398.508 euro al 31 dicembre 2024) conseguente alla riduzione del debito verso la controllata Azimut Investments Sa. 1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti Dettaglio / Valori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Debiti verso reti di vendita: 1.1 per attività di collocamento OICR 1.2 per attività di collocamento di gestioni individuali 1.3 per attività di collocamento fondi pensione 2. Debiti per attività di gestione: 2.1 per gestioni proprie 2.2 per gestioni ricevute in delega 2.3 per altro 3. Debiti per altri servizi: 3.1 consulenze 3.2 funzioni aziendali in outsourcing 3.3 altri 4. Altri debiti 4.1 pronti contro termine di cui: su titoli di Stato di cui: su altri titoli di debito di cui: su titoli di capitale e quote 4.2 Debiti per Leasing 439.153 558.307 4.3 Altri Debiti 11.265.889 132.840.201 Totale 11.705.042 133.398.508 Fair Value - Livello 1 Fair Value - Livello 2 Fair Value - Livello 3 11.705.042 133.398.508 Totale Fair Value 11.705.042 133.398.508 La voce “4.2 Debiti per leasing” è costituita dal debito residuo dei diritti d’uso iscritti in all’applicazione del principio contabile IFRS 16. Per maggiori informazioni si rimanda alla “Parte D – Altre Informazioni – Sezione 7 – Informativa sul leasing” della presente Nota integrativa. La voce “4.3 Altri debiti” si riferisce al debito verso la controllata Azimut Investments SA per utilizzo del cash pooling e comprende la quota degli interessi maturati al 31 dicembre 2025 calcolati in base agli accordi contrattuali.
375 1.5 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: Debiti: composizione per controparte Composizione / Controparte Banche Società Finanziarie Clientela di cui: del grupp o della SGR di cui: del gruppo della SGR di cui: del grupp o della SGR 1. Debiti verso reti di vendita 1.1 per attività di collocamento OICR 1.2 per attività di collocamento gestioni individuali 1.3 per attività di collocamento fondi pensione 2. Debiti per attività di gestione: 2.1 per gestioni proprie 2.2 per gestioni ricevute in delega 2.3 per altro 3. Debiti per altri servizi: 3.1 consulenze ricevute 3.2 funzioni aziendali in outsourcing 3.3 altri 4. Altri debiti 11.265.889 11.265.889 439.153 4.1 pronti contro termine di cui: su titoli di Stato di cui: su altri titoli di debito di cui: su titoli di capitale e quote 4.2 Debiti per Leasing 439.153 4.3 Altri Debiti 11.265.889 11.265.889 Totale 31/12/2025 11.265.889 11.265.889 439.153 Totale 31/12/2024 132.840.201 132.840.201 558.307 Sezione 6 - Passività fiscali – Voce 60 La voce “Passività fiscali” è dettagliatamente illustrata nella sezione 10 dell’attivo della presente nota integrativa, alla quale si rimanda. Sezione 8 - Altre passività – Voce 80 La voce presenta un saldo di 20.182.093 euro in incremento di 973.990 euro rispetto allo scorso esercizio (19.208.103 euro al 31 dicembre 2024). 8.1 Composizione della voce 90 “Altre passività”: 31/12/2025 31/12/2024 Debito verso fornitori 2.373.040 4.167.817 Debiti verso organi sociali 594.761 2.260.358 Debiti verso erario 252.307 269.669 Debiti verso enti previdenziali 131.117 131.630 Debiti verso personale dipendente 1.280.407 1.147.324 Debiti verso società controllate 7.352.290 2.844.989 Altri debiti 8.198.171 8.386.316 Totale 20.182.093 19.208.103
376 La voce “Debiti verso società controllate” comprende il debito IRES ceduto al consolidato fiscale nazionale al netto degli acconti versati in corso d’anno dalle controllate Azimut Financial Insurance SpA, Azimut Enterprises SpA, Azimut Capital Tech Srl e AZ Venture Tech Srl. Sezione 9 - Trattamento di fine rapporto del personale – Voce 90 La voce presenta un saldo di 432.714 euro con un incremento di 39.197 euro rispetto allo scorso esercizio (393.517 euro al 31 dicembre 2024). 9.1 “Trattamento di fine rapporto del personale”: variazioni annue Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 A. Esistenze iniziali 393.517 349.759 B. Aumenti 48.734 50.450 B1. Accantonamento dell'esercizio 48.734 44.849 B2. Altre variazioni in aumento - 5.601 C. Diminuzioni 9.537 6.692 C1. Liquidazioni effettuate 0 5.164 C2. Altre variazioni in diminuzione 9.537 1.528 D. Esistenze finali 432.714 393.517 9.2 “Altre informazioni” Come indicato Parte A - Sezione A.2 relativa ai principi contabili adottati per le singole voci di bilancio, il calcolo del TFR è stato effettuato, in accordo con quanto previsto dallo IAS 19, adottando apposite basi tecniche demografiche e finanziarie, di seguito illustrate: Ipotesi demografiche Al fine di determinare le probabilità di eliminazione per morte dalla collettività considerata, è stata presa come tavola di riferimento la SIM/F 2000 (tavola ISTAT della mortalità italiana suddivisa per sesso) abbattuta prudenzialmente del 20%. Le uscite per invalidità sono state quantificate adottando le relative tavole INPS, anch’esse abbattute del 20%. Relativamente alla principale causa di uscita, il pensionamento, è stato considerato un orizzonte temporale di sviluppo pari al raggiungimento del requisito minimo richiesto (anzianità contributiva o vecchiaia), determinato secondo la normativa vigente. Con riferimento alle altre basi tecniche non finanziarie, sono stati utilizzati i seguenti parametri: - Turnover: 1,5% costante; - Anticipazione: 2% costante; - Quota anticipata: 70%. Per quanto riguarda, infine, l’eventuale destinazione del TFR alla previdenza complementare, la valutazione è stata effettuata considerando il comportamento osservato al momento della valutazione (mancata o parziale adesione alla previdenza complementare), senza effettuare alcuna ipotesi sulle scelte future del personale interessato diverse da quelle attuali. Ipotesi finanziarie La metodologia prevista dallo IAS 19 richiede l’adozione di basi tecniche di natura finanziaria. Tali assunzioni riflettono la loro influenza sia sullo sviluppo prospettico dei flussi (a seguito degli incrementi salariali e degli scenari inflazionistici prevedibili), che sull’attualizzazione alla data di valutazione del debito stimato della Società. Il tasso di
377 sconto, infatti, è la principale assunzione finanziaria da cui dipendono in maniera sensibile i risultati dell’elaborazione. - Inflazione: con riferimento allo scenario inflazionistico futuro da applicare ai salari ed alla rivalutazione del TFR, si è utilizzato un tasso costante pari al 2,00%. - Tassi di interesse: l’attualizzazione del debito futuro nei confronti dei propri dipendenti è stata effettuata sulla base della curva dei rendimenti di titoli di stato al 31 dicembre 2024. - Interest cost: coerentemente con quanto indicato dalla Nota dell’Ordine degli attuari “Calcolo dell’Interest Cost secondo lo IAS 19” è stato utilizzato il metodo 3 della Nota stessa, che prevede il calcolo dell’Interest Cost utilizzando il tasso della curva corrispondente alla duration media della passività. Ai fini del calcolo della passività TFR, la valutazione si riferisce a tutti i dipendenti in forza al 31 dicembre 2025 che non destinato il 100% del proprio TFR alla previdenza complementare o che, in caso contrario, hanno comunque un fondo TFR maturato precedentemente in azienda. Sezione 11 - Patrimonio – Voci 110, 120, 130, 140, 150 e 160 La composizione del patrimonio netto è di seguito dettagliata. 11.1 Composizione del “Capitale” Tipologie Importo 1. Capitale 32.324.092 1.1 Azioni ordinarie 32.324.092 1.2 Altre azioni - Alla data del 31 dicembre 2025 il capitale sociale, interamente sottoscritto e versato, risulta suddiviso in numero 143.254.497 azioni ordinarie per un controvalore complessivo di 32.324.092 euro. 11.2 Composizione delle “Azioni Proprie” Tipologie Importo 1. Azioni Proprie -49.276.231 1.1 Azioni ordinarie -49.276.231 1.2 Altre azioni - Alla data del 31 dicembre 2025 Azimut Holding SpA detiene n. 2.026.793 azioni proprie ad un valore contabile medio unitario di 24,31 euro. 11.3 Composizione degli “Strumenti di capitale” La voce presenta un saldo pari a 36.000.000 euro ed include il controvalore di emissione, in esecuzione della delibera assembleare del 29 aprile 2010, di n. 1.500.000 di strumenti finanziari partecipativi pari al loro fair value determinato da primaria società indipendente. 11.4 Composizione dei “Sovrapprezzi di emissione” La voce al 31 dicembre 2025 presenta un saldo di euro 173.986.915 euro, invariato rispetto al 31 dicembre 2024.
378 11.5 Altre informazioni Composizione delle “Riserve” Legale Altre riserve Totale A. Esistenze iniziali 6.464.818 595.088.709 601.553.527 B. Aumenti 59.167.199 59.167.199 B.1 Attribuzioni di utili 0 B.2 Altre variazioni 59.167.199 59.167.199 C. Diminuzioni -10.260.711 -10.260.711 C.1 Utilizzi - copertura perdite - distribuzione -10.260.711 -10.260.711 - trasferimento a capitale C.2 Altre variazioni D. Rimanenze finali 6.464.818 643.995.197 650.460.015 Di seguito si indica il dettaglio della composizione del patrimonio netto con evidenza dell’origine e del grado di disponibilità e distribuibilità delle diverse poste, come previsto dall’art. 2427 comma 7bis del Codice civile. DETTAGLIO VOCI PATRIMONIO NETTO (Art. 2427 n. 7bis) Natura/descrizione Importo Possibilità di utilizzazion e Quota disponibile Riepilogo delle utilizzazioni effettuate nei tre precedenti esercizi Per copertura perdite Per altre ragioni Capitale 32.324.092 Riserva di capitale: Riserva per azioni proprie -49.276.231 -49.276.231 Riserva per azioni o quote di società controllante Riserva da soprapprezzo azioni 173.986.915 A,B,C 173.986.915 Altre riserve -486.903 Strumenti di capitale 36.000.000 Riserve di utili: 650.946.918 di cui: Riserva legale 6.464.818 B 6.464.818 Riserva utili indivisi 610.274.079 A,B,C 610.274.079 Riserva in sospensione d'imposta 34.208.021 Totale 843.494.790 Quota non distribuibile 108.510.028 Quota distribuibile 734.984.762 A: per aumento di capitale B: per copertura perdite C: per distribuzione soci
379 Composizione della “Riserve da valutazione” Piani a benefici definiti Totale A. Esistenze iniziali 118.925 118.925 B. Aumenti 7.866 7.866 B.1 Variazioni positive di fair value 7.866 7.866 B.2 Altre variazioni 0 C. Diminuzioni -2.163 -2.163 C.1 Variazioni negative di fair value - C.2 Altre variazioni -2.163 -2.163 D. Rimanenze finali 124.628 124.628
380 Parte C -Informazioni sul conto economico Sezione 1 – Commissioni attive e passive–Voce 10 e 20 La voce presenta un saldo di 2.000.000 euro invariato rispetto allo scorso esercizio e si riferisce alle royalties sul marchio “Azimut” di competenza dell’esercizio, addebitate ad Azimut Capital Management SGR SpA. 1.1 “Commissioni attive e passive” SERVIZI Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Comm. Attive Comm. Passive Comm. Nette Comm. Attive Comm. Passive Comm. Nette A. GESTIONE DI PATRIMONI 1. Gestioni proprie 1.1 Fondi comuni - Commissioni di gestione - Commissioni di incentivo - Commissioni di sottoscrizione/rimborso - Commissioni di switch - Altre commissioni Totale commissioni da fondi comuni 1.2 Gestioni individuali - Commissioni di gestione - Commissioni di incentivo - Commissioni di sottoscrizione/rimborso - Altre commissioni Totale commissioni da gestioni individuali 1.3 Fondi pensione aperti - Commissioni di gestione - Commissioni di incentivo - Commissioni di sottoscrizione/rimborso - Altre commissioni Totale commissioni da fondi pensione aperti 2. Gestioni ricevute in delega - Commissioni di gestione - Commissioni di incentivo - Altre commissioni Totale commissioni da gestioni ricevute in delega TOTALE COMMISSIONI PER GESTIONE (A) B. ALTRI SERVIZI - Consulenza - Commissioni Royalties 2.000.000 2.000.000 2.000.000 2.000.000 TOTALE COMMISSIONI PER ALTRI SERVIZI (B) 2.000.000 2.000.000 2.000.000 2.000.000 COMMISSIONI COMPLESSIVE (A+B) 2.000.000 2.000.000 2.000.000 2.000.000
381 Sezione 2 - Dividendi e proventi simili – Voce 40 La voce presenta un saldo di 517.753.700 euro, con un incremento di 145.380.533 euro rispetto allo scorso esercizio (372.373.167 euro al 31 dicembre 2024). 2.1 Composizione dei “Dividendi e proventi simili” Voci/Proventi Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione B. Altre Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva D. Partecipazioni 517.753.700 372.373.167 Totale 517.753.700 372.373.167 Di seguito il dettaglio della voce “dividendi da partecipazioni”: Descrizione 2025 2024 Azimut Capital Management SGR SpA 112.669.200 139.995.000 Azimut Investments Sa 94.136.000 104.850.667 Azimut Financial Insurance SpA 48.297.000 41.116.000 Azimut Life Dac 47.001.500 60.001.500 Azimut Libera Impresa Sgr SpA 14.350.000 4.450.000 Azimut Investments Limited 51.300.000 21.960.000 Azimut UK Holding Limited 150.000.000 Totale 517.753.700 372.373.167 Si precisa che l’importo relativo alla controllata Azimut Investments Sa include anche l’acconto su dividendi 2025 pari a 87 milioni di euro la cui distribuzione è stata deliberata in corso d’anno nel mese di dicembre 2025 e l’importo relativo alla controllata Azimut UK Holding Limited ricomprendeva l’utile da realizzo pari a 151 milioni di euro, a seguito della cessione della collegata Kennedy Lewis. Sezione 3 - Interessi – Voci 50 e 60 Interessi attivi La voce presenta un saldo di 1.011.926 euro con un decremento di -5.421.007 euro rispetto allo scorso esercizio (il saldo della voce era pari a 6.432.933 euro al 31 dicembre 2024). La voce è composta unicamente dagli interessi attivi lordi maturati sui conti correnti.
382 3.1 Composizione degli Interessi attivi e proventi assimilati” Voci/Forme tecniche Titoli di debito Pronti contro termine Depositi e Conti Correnti Altre operazio ni Totale 31/12/20 25 Totale 31/12/20 24 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 1.2. Attività finanziarie designate al fair value 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sula redditività complessiva X 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 3.1. Crediti verso banche - X 1.011.926 6.432.933 3.2. Crediti verso società finanziarie X 3.3 Crediti verso clientela X 4. Derivati di copertura X X X 5. Altre Attività X X X 6. Passività finanziarie X X X X Totale - - - - 1.011.926 6.432.933 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired Interessi passivi La voce presenta un saldo di 2.707.027 euro con un decremento di 10.016.024 euro rispetto allo scorso esercizio (12.723.051 euro al 31 dicembre 2024). 3.2 Composizione degli Interessi passivi e oneri assimilati” Voci/Forme tecniche Finanziame nti Pronti contro termin e Tito li Altre operazio ni Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.1. Debiti 2.707.027 X 2.707.027 4.531.204 1.2. Titoli in circolazione X 8.191.635 2. Passività finanziarie di negoziazione 2. Passività finanziarie al fair value 4. Altre Passività X X X 212 5. Derivati di copertura X X X 6. Attività finanziarie X X X X Totale 2.707.027 2.707.027 12.723.051 di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing 9.992 X X X 9.992 11.737 Sezione 7 - Risultato netto delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico. Voce 100 La voce presenta un saldo negativo di 4.933.048 euro con una variazione netta di 1.026.565 euro rispetto allo scorso esercizio (saldo negativo di 5.959.613 euro al 31 dicembre 2024) e si riferisce agli utili realizzati dai disinvestimenti delle quote di Fondi OICR detenuti dalla società nell’ambito della politica di gestione della liquidità di Gruppo. Sono altresì comprese le valutazioni al fair value al 31 dicembre 2025.
383 7.2 Composizione del “Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value” con impatto a conto economico: altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value Voci/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da realizzo Minusvalenze Perdite da realizzo Risultato netto 1. Attività finanziarie 1.1 Titoli di debito di cui titoli di stato 1.2. Titoli di capitale 67.167 67.167 1.3 Quote di O.I.C.R. 249.328 84.620 - 5.334.163 - - 5.000.215 di cui: OICR propri 249.328 84.620 - 5.334.163 - 5.000.215 1.4 Finanziamenti 2. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X Totale 316.495 84.620 - 5.334.163 - - 4.933.048 Sezione 9 - Spese amministrative – Voce 140 La voce presenta un saldo di 12.572.696 euro, in decremento di 2.839.034 euro rispetto allo scorso esercizio (15.411.730 euro al 31 dicembre 2024). 9.1 Spese per il personale: Composizione Voci/Settori Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Personale dipendente 3.541.231 3.530.048 a) salari e stipendi 2.440.609 2.611.872 b) oneri sociali 764.020 609.454 c) indennità di fine rapporto d) spese previdenziali e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 166.713 152.500 f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - a contribuzione definita - a benefici definiti g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: - a contribuzione definita - a benefici definiti h) altre spese 169.889 156.222 2. Altro personale in attività - - 3. Amministratori e Sindaci (265.738) 2.040.156 4. Personale collocato a riposo - - 5. Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende - - 6. Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società - - Totale 3.275.493 5.570.204 La voce “Amministratori e Sindaci” comprende un rilascio positivo di variabili accantonati nei precedenti esercizi e non pagati. 9.2 Numero medio dei dipendenti ripartiti per categoria Qualifica 31/12/2025 31/12/2024 Dirigenti 9 9 Quadri 5 4 Impiegati 1 1 Totale 15 14
384 9.3 Composizione delle “Altre spese amministrative” 31/12/2025 31/12/2024 Prestazioni professionali di servizi 6.024.632 6.621.871 Premi di assicurazione 152.607 174.131 Imposte indirette 79.792 41.979 Pubblicità, promozioni e spese commerciali 575.561 413.838 Attività di outsourcing e prestazioni diverse IT 1.112.669 1.398.553 Spese per acquisto di beni e servizi non professionali 1.351.942 1.191.154 Totale 9.297.203 9.841.526 La voce “Altre spese amministrative”, in leggero calo rispetto allo scorso esercizio comprendono spese legali, fiscali e competenze a professionisti legate all’operazione TNB. Sezione 11 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 160 11.1 Composizione delle “Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali” Voci/rettifiche e riprese di valore Ammortamento Rettifiche di valore per deterioramento Riprese di valore Risultato netto 1. Ad uso funzionale 264.484 264.484 -Di proprietà 113.175 113.175 -Diritti d’uso acquisiti con leasing 151.309 151.309 2. Detenute a scopo di investimento -Di proprietà -Diritti d’uso acquisiti con leasing Totale 264.484 264.484 Sezione 12 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 170 12.1 Composizione delle “Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali” Voci/Rettifiche e riprese di valore Ammortamento Rettifiche di valore per deterioramento Riprese di valore Risultato netto 1. Avviamento - - 2. Altre Attività immateriali 103.103 103.103 2.1 di proprietà 103.103 103.103 - generate internamente - - - altre (pacchetti software) 103.103 103.103 2.2 acquisite in leasing finanziario - - Totale 103.103 103.103 Sezione 13 - Altri proventi e oneri di gestione - Voce 180 La voce presenta un saldo netto di 1.323.912 euro con un decremento di 114.337 euro rispetto allo scorso esercizio (1.438.249 euro al 31 dicembre 2024) e comprende principalmente riaddebiti per l’attività di coordinamento della Capogruppo. Sezione 18 - Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente – Voce 250 La voce presenta un saldo positivo di 15.317.887 euro con un incremento di 42.221.233 euro rispetto allo scorso esercizio (saldo negativo di 26.903.346 euro al 31 dicembre 2024).
385 18.1 Composizione delle “Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente” Dettaglio Totale 31/12/2025 Totale 31/12/2024 1. Imposte correnti 10.421.917 25.031.327 2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi - 26.570.054 3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio 3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla legge n. 214/2011 4. Variazione delle imposte anticipate 669.263 - 3.976.434 5. Variazione delle imposte differite 160.985 5.848.453 Totale - 15.317.887 26.903.346 Le imposte correnti sul reddito dell’esercizio si riferiscono all’accantonamento IRAP di competenza dell’esercizio calcolato secondo la normativa vigente e all’accantonamento IRES della società oltre alle imposte rivenienti dagli imponibili positivi e negativi ceduti alla capogruppo dalle società controllate italiane aderenti al “consolidato fiscale nazionale” ai sensi dell’art. 117 del DPR 917/86. La voce “variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi” comprende il credito corrispondente al 95% dell’importo complessivo delle istanze di rimborso Irap per dividendi UE relativi ai periodi di imposta 2020- 2021- 2022- 2023 presentate nello scorso esercizio e per il periodo d’imposta 2024, presentata nel novembre del 2025. Il presupposto per l’iscrizione del credito nel bilancio 2025 trova definitivo conforto nel testo della bozza della Legge di Bilancio 2026, successivamente convertito in legge (legge bilancio 199/2025, articolo 1 co 47). 18.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio 2025 Imponibile Imposta Aliquota IRES Risultato ante imposte 501.509.180 Onere fiscale IRES teorico 120.362.203 24,00% Effetto delle variazioni in aumento 1.127.605 270.625 24,05% Effetto delle variazioni in diminuzione 494.504.971 -118.681.193 Di cui: Dividendi 491.866.015 -118.047.844 0,52% Ammortamento marchio 486.802 -116.832 0,49% Altro 2.152.154 -516.517 0,39% Variazione delle imposte anticipate 1.398.731 335.695 0,46% Variazione delle imposte differite 486.802 116.832 0,48% Imposte dell'esercizio IRES 2.404.163 0,48% Aliquota effettiva IRES 0,48% Imponibile IRAP 156.456.211 8.714.611 5,57% Variazione delle imposte differite 486.802 27.115 5,57% Imposte dell'esercizio IRAP 8.741.726 5,59% Totale imposte dell'esercizio 11.145.889 Credito per istanza rimborso Irap su dividendi UE -26.570.054 Altre variazioni -244.329 addizionale IRES 350.607 350.607 totale imposte correnti -15.317.887
386 Parte D- Altre informazioni Sezione 1- Riferimenti specifici sulle attività svolte 1.1. Informazioni relative agli impegni, garanzie e beni di terzi 1.1.1 Impegni e garanzie rilasciate a terzi Al 31 dicembre 2025 la Società ha in essere impegni per fidejussioni rilasciate su contratti di locazione per 1.625.624 euro. Azimut Holding SpA si è impegnata, relativamente all’attività di Azimut Life Dac e fino a che non muta l’attuale assetto partecipativo della stessa, verso l’autorità di vigilanza irlandese IFSRA (Irish Financial Services Regulatory Authority) a fornire alla stessa compagnia assicurativa il capitale necessario laddove questa non sarà in grado di rispettare un soddisfacente margine di solvibilità secondo la normativa di riferimento. 1.1.4 Titoli di proprietà in deposito c/o terzi Titoli di proprietà c/o terzi 31/12/2025 31/12/2024 Quote di OICR presso BNP Paribas 1.843.288 13.881.298 Quote di OICR presso Banco BPM SpA 10.994.882 Quote di OICR presso Banque De Rotshild Luxembourg 9.498.285 9.580.576 Azioni Pharmanutra Spa presso Banco BPM SpA 1.683.300 Azioni proprie Azimut Holding S.p.A. presso Banco BPM SpA 72.437.582 39.741.858 Totale 96.457.337 63.203.732 Sezione 3 - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Premessa Il sistema di controllo interno di Azimut Holding SpA è presidiato dall’operato di: - Consiglio di Amministrazione; - Collegio Sindacale; - Comitato Controllo e Rischi; - Organismo di vigilanza (ai sensi del d.lgs. 231/01); - Responsabile Anticorruzione; - supporto da parte delle funzioni di revisione interna (Internal Audit), gestione del rischio (Risk Management), conformità alle norme (Compliance) e antiriciclaggio di Azimut Capital Management SGR S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione delibera le strategie e le politiche della Società oltre alle linee guida in materia di gestione dei rischi; approva la struttura organizzativa e la struttura del sistema di controllo interno e si assicura che l’Alta Direzione verifichi con continuità, nel tempo, l’efficacia del sistema dei controlli interni. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha definito il framework in materia di gestione dei rischi, al fine di stabilire i livelli accettabili di tali rischi, assicurandosi che l’Alta Direzione adotti le misure necessarie per individuare, monitorare e controllare i rischi stessi. Il Collegio Sindacale ha il compito di verificare il regolare funzionamento complessivo aziendale, valutando inoltre il grado di efficienza e di adeguatezza del sistema dei controlli. Il Comitato Controllo e Rischi della Società svolge una funzione propositiva di supporto al Consiglio di Amministrazione nell’ambito della definizione delle politiche e del framework in materia di gestione dei rischi; quest’ultimo, inoltre, cura l’attuazione degli indirizzi strategici, del framework in parola e delle politiche di governo dei rischi definiti dall’organo con funzione di supervisione strategica, rappresentando il punto di raccordo dei flussi informativi periodici/ad evento provenienti dalle società controllate italiane ed estere.
387 Le strutture interne di Azimut Holding SpA si avvalgono del supporto della Funzione di Gestione del Rischio (Risk Management) di Azimut Capital Management SGR S.p.A. per le necessarie attività di controllo in materia, sulla base di uno specifico accordo di servizio. Il Comitato Controllo e Rischi relaziona periodicamente il Consiglio di Amministrazione con riguardo alle risultanze degli assessment effettuati nel corso dell’anno, nonché nella definizione e formalizzazione delle Linee Guida di Gruppo per le politiche di governo dei rischi operativi e reputazionali.
388 3.1 Rischi finanziari La seguente tabella rappresenta il dettaglio della composizione del portafoglio di proprietà Azimut Holding S.p.A. al 31 dicembre 2025: Denominazione Emittente Società Totale 31/12/2025 Tipologia Eskatos Multistrategy ILS Fund Azimut Investments SA Azimut Investments SA 9.498.285 Fondo comune aperto di diritto lussemburghese AZ Raif - Corporate Cash Azimut Investments SA Azimut Investments SA 8.641.692 Fondo comune di diritto lussemburghese Fondo Antares Azimut Libera Impresa SGR Spa Azimut Libera Impresa SGR Spa 653.453 Fondo comune chiuso di diritto italiano Fondo Ipo Club Azimut Libera Impresa SGR Spa Azimut Libera Impresa SGR Spa 1.001.292 Fondo comune chiuso di diritto italiano AZ RAIF II - ABS Non- Performing Azimut Investments SA Azimut Investments SA 113.825 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ RAIF II FoF I P101 Azimut Investments SA Azimut Investments SA 1.545.500 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ RAIF II YHOX Azimut Investments SA Azimut Investments SA 284.640 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ RAIF II PRIVATE EQUITY PENINSULA- FCC RAIF CL A Azimut Investments SA Azimut Investments SA 106.150 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ RAIF II PRIVATE DEBT -KENNEDY EQUITY-RAIF CL A Azimut Investments SA Azimut Investments SA 105.200 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ RAIF II BCP ASIA II- FCC RAIF - CL B EUR DISTR Azimut Investments SA Azimut Investments SA 103.525 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ RAIF II PRIVATE EQUITY - HIGHPOST- FCC RAIF CL B E Azimut Investments SA Azimut Investments SA 94.350 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese AZ Private Equity Azimut Investments SA Azimut Investments SA 188.543 Fondo comune chiuso di diritto lussemburghese Totale 22.336.455 Il portafoglio di proprietà risulta costituito in via esclusiva da Fondi di Investimento Alternativi (FIA), di tipo aperto o chiuso, istituiti da società appartenenti al Gruppo Azimut. Gli investimenti del patrimonio proprio della Società sono esposti al rischio di mercato, inteso come il rischio che il portafoglio degli investimenti effettuati subisca delle perdite a causa di variazioni avverse nei prezzi delle attività, dei tassi di interesse, dei tassi di cambio o, più in generale, in ragione della volatilità dei mercati nei quali gli OICR detenuti risultano essere esposti. L’investimento effettuato nel FIA Aperto “Eskatos Multistrategy ILS Fund”, con un peso pari a circa il 43%, risulta essere l’investimento più rilevante del portafoglio. Il fondo realizza la propria strategia di investimento attraverso l’esposizione ad un portafoglio diversificato di Insurance-Linked Securities (ILS), quali Cat Bond, Cat Swap e Side-car per i rischi non-vita, oltre a titoli su longevità, mortalità e polizze life settlement per il ramo vita. Il fondo ha storicamente mantenuto una volatilità molto contenuta ed in linea con quella del mercato dei titoli obbligazionari governativi europei a breve-medio termine, pur mantenendo, in virtù della peculiare strategia di investimento perseguita, una decorrelazione strutturale rispetto all’andamento del mercato obbligazionario tradizionale. L’attività di controllo si realizza attraverso la verifica periodica che siano adottate dal management del comparto tecniche di misurazione consone alla specificità del portafoglio e implementati i processi necessari a garantire che i rischi associati agli strumenti investiti dal
389 fondo e le rispettive contribuzioni al rischio complessivo di portafoglio siano individuate sulla base di informazioni quantitative e qualitative il più possibile solide ed affidabili, tenendo in considerazione le specificità anche di natura attuariale degli strumenti insurance-linked securities si verifica altresì che siano condotti stress tests e analisi di scenario volte ad individuare i rischi potenziali associati al verificarsi di eventi rilevanti con riferimento al valore del portafoglio del fondo o di parte di esso. L’investimento nel FIA Aperto Corporate Cash Plus è il secondo investimento per rilevanza con un peso pari a circa il 39% del portafoglio. L’obiettivo del Comparto è quello di raggiungere un tasso di rendimento in linea ma superiore a quello dei mercati monetari, investendo in un portafoglio diversificato di titoli di debito sia investment grade che sub-investment grade, titoli garantiti da attività e investimenti residuali in titoli o strumenti di private debt. Il fondo ha storicamente mantenuto una volatilità molto contenuta ed in linea con quella del mercato monetario europeo. La restante parte del portafoglio, risulta investita in altri 10 fondi di investimento alternativi, tutti afferenti ad asset class di “private markets”, ciascuno dei quali con un peso contenuto. Con riferimento al portafoglio investito la Società effettua un attento e costante monitoraggio sull’andamento dei fondi, sia in considerazione delle peculiarità di ciascuna politica di investimento, sia con riferimento alla variazione nel tempo delle valorizzazioni di ciascuna posizione. Il rischio di mercato, per i fondi aperti gestiti dal Gruppo, è principalmente monitorato attraverso l’utilizzo del Value at Risk (“VaR”) quale primaria metrica di valutazione, sulla base di quanto previsto dalle disposizioni della politica interna di gestione del rischio e dalle rispettive normative di riferimento nonché dalle prassi esistenti. Il VaR è, infatti, considerato una misura di rischio adeguata a tutti i fondi aperti gestiti dal Gruppo, ivi incluso quelli in cui è investita parte della liquidità della società. In particolare, viene dapprima stabilito internamente un limite di VaR con approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della società di gestione; tale limite è stabilito in base al profilo di rischio, agli strumenti e alle tecniche di gestione adottate. Il limite di VaR viene assegnato al lancio del fondo e aggiornato quando cambia la politica di investimento del fondo o in condizioni di mercato eccezionali. Nell’ambito del sistema dei controlli in relazione alla gestione finanziaria, la funzione di risk management delle singole società del Gruppo ha il compito di controllare il profilo di rischio del portafoglio gestito e di fornire alle funzioni deputate alla gestione dei portafogli Direzione Investimenti un sistema di valutazione del rischio di mercato. L’attività di controllo si realizza attraverso l’analisi dei portafogli dei singoli fondi ed il loro continuo monitoraggio in relazione ai fattori di rischio rilevanti quali durata media finanziaria, esposizione alle varie asset class e strumenti finanziari, esposizione valutaria e merito creditizio degli emittenti. Informativa prevista dall’IFRS 7 in merito all’indebitamento della Società: Al 31 dicembre 2025 la Società ha inoltre un debito verso la società Azimut Investments Sa per utilizzo del cash pooling per complessivi 11.705.042 euro compresivi degli interessi maturati al 31 dicembre 2025 calcolati in base al contratto in essere. 3.2 Rischi operativi Informazioni di natura qualitativa All’interno di tale fattispecie di rischio vengono inclusi i rischi tipici dei diversi processi operativi aziendali.
390 Nell’ambito più generale delle proprie attività la funzione di Risk Management provvede alla valutazione e al monitoraggio dei rischi operativi tramite apposite analisi basate su un modello sviluppato internamente. Il modello operativo adottato si propone di associare a ciascuna fattispecie di rischio individuata, mediante la combinazione di riscontri empirici, valutazioni teoriche e interviste con gli operatori, un indice numerico che ne sintetizzi la rischiosità. I risultati dell’analisi sono successivamente presentati, analizzati e discussi in sede di Comitato Controlli e Rischi, ove vengono analizzati i rischi a livello di Gruppo e nel cui ambito, in presenza di anomalie rilevanti, sono disposti i provvedimenti necessari. In relazione alla componente di rischio operativo derivante dalle funzioni affidate in outsourcing a soggetti terzi, si segnala che in sede di stipula del contratto di appalto si è proceduto alla definizione delle modalità di prestazione dei servizi oggetto di esternalizzazione e all’elaborazione di appositi service level agreement che impegnano l’outsourcer alla fornitura di un livello qualitativamente adeguato dei servizi stessi, consentendo alla Società la possibilità di rivalersi sul fornitore in caso di danni economici derivanti da anomalie nelle prestazioni.
391 Sezione 4 - Informazioni sul patrimonio 4.1 Il patrimonio dell’impresa 4.1.1 Informazioni di natura qualitativa Con riferimento alle singole voci del patrimonio netto si rimanda a quanto descritto nella sezione B della presente nota integrativa. 4.1.2 Informazioni di natura quantitativa 4.1.2.1 Patrimonio dell’impresa: composizione Voci/Valori Importo 31/12/2025 Importo 31/12/2024 1. Capitale 32.324.092 32.324.092 2. Sovrapprezzi di emissione 173.986.915 173.986.915 3. Riserve 650.460.015 601.553.527 - di utili a) legale 6.464.818 6.464.818 b) statutaria c) azioni proprie d) altre 644.482.100 595.575.612 - altre - 486.903 - 486.903 4. (Azioni proprie) - 49.276.231 - 7.513.363 5. Riserve da valutazione 124.628 118.925 Attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva Attività materiali Attività immateriali Copertura di investimenti esteri Copertura dei flussi finanziari Differenze di cambio Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Leggi speciali di rivalutazione Utili/perdite attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti 124.628 118.925 Quota delle riserve da valutazione relative a partecipazioni valutate al patrimonio netto 6. Strumenti di capitale 36.000.000 36.000.000 7. Utile (perdita) d’esercizio 516.827.067 320.900.780 Totale 1.360.446.486 1.157.370.876 Sezione 5 - Prospetto analitico della redditività complessiva Voci 31/12/2025 31/12/2024 10. Utile (Perdita) d'esercizio 516.827.067 320.900.780 Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 5.703 891 70. Piani a benefici definiti 5.703 891 190. Totale altre componenti reddituali 5.703 891 200. Redditività complessiva (Voce 10+190) 516.832.770 320.901.671 200. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 516.832.770 320.901.671
392 Sezione 6 – Operazioni con parti correlate 6.1 Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Al 31 dicembre 2025 sono stati contabilizzati emolumenti di competenza dell’esercizio 2025 a favore degli amministratori per 1.248.584 euro e compensi ai componenti del Collegio Sindacale per 208.000 euro (al netto di IVA e spese). Al 31 dicembre 2025 il Consiglio di Amministrazione della Società è composto da n. 10 membri, mentre il Collegio Sindacale è composto da n. 3 membri effettivi. 6.2 Informazioni sulle transazioni con parti correlate Le transazioni con parti correlate riguardano esclusivamente operazioni commerciali poste in essere da Azimut Holding SpA con le proprie controllate nel corso dell’esercizio 2025. Tali operazioni rientrano nella gestione ordinaria della Società e risultano regolate da termini e condizioni in linea con quelli di mercato. La natura dei principali rapporti commerciali è di seguito dettagliata: per l’utilizzo del marchio la società controllata Azimut Capital Management Sgr SpA corrisponde ad Azimut Holding SpA royalties di importo annuo complessivo di 2.000.000 euro stabilito contrattualmente; Azimut Holding SpA, in qualità di controllante, Azimut Capital Management Sgr SpA, Azimut Financial Insurance SpA, Azimut Enterprises Srl, Azimut Libera Impresa Sgr SpA, Azimut Capital Tech Srl e AZ Venture Tech Srl in qualità di controllate, hanno aderito all’istituto del consolidato fiscale nazionale; per l’attività di coordinamento svolta dalla società a favore della società controllata Azimut Capital Management Sgr SpA è previsto un importo annuo complessivo di 1.000.000 euro stabilito contrattualmente; per l’attività di coordinamento svolta dalla società a favore della società controllata Azimut Libera Impresa Sgr SpA è previsto un importo annuo complessivo di euro 272.951 stabilito contrattualmente; per l’attività di Risk Management, Internal Audit e Compliance, svolta da Azimut Capital Management Sgr SpA, la società ha corrisposto nell’anno 2025 l’importo di 62.993 euro; i criteri di calcolo sono stabiliti contrattualmente. Con riferimento alle operazioni di versamento in conto capitale nei confronti delle società controllate si rimanda al precedente paragrafo “Eventi di Rilievo dell’esercizio 2025”, Operazioni di capitalizzazione effettuate da Azimut Holding SpA e sue controllate.
393 Totale Parti correlate Valore assoluto % Attivo Attività valutate al costo ammortizzato: 2.996.184 2.996.184 Crediti per disponibilità liquide sui conti di depositi 2.996.184 100,00% Altre attività: 5.742.720 3.468.491 60,40% Crediti per proventi di adesione al consolidato fiscale 1.429.451 24,89% Fatture da emettere per Attività Coordinamento 39.040 0,68% Fatture da emettere per commissioni Royalties 2.000.000 34,83% Passivo Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.705.042 11.265.889 96,25% Debiti per cash-pooling 11.265.889 96,25% Altre passività: 20.182.093 7.947.051 39,38% Debiti per Ires 7.352.290 36,43% Debiti verso Amministratori 423.473 2,10% Debiti verso collegio sindacale 171.288 0,85% Conto economico Interessi passivi 2.707.027 2.696.823 99,62% Spese amministrative 12.572.696 1.658.789 13,19% Compensi a professionisti 68.076 0,54% Presidente Organo di Vigilanza 25.376 0,20% Compensi collegio sindacale 253.760 2,02% Compensi amministratori 1.248.584 9,93% Riaddebito funzioni di controllo 62.993 2,33% Commissioni attive (royalties) 2.000.000 2.000.000 100% Altri proventi e oneri di gestione 1.323.912 1.304.951 99% Sezione 7 – Informativa sul Leasing Informativa sul leasing Nella presente parte vengono fornite le informazioni richieste al locatario dall’IFRS 16 che non sono già state fornite in altre parti del Bilancio. Informazioni qualitative Nella presente voce si forniscono le informazioni di natura qualitativa richieste dall’IFRS 16, paragrafo 60. I contratti sottoscritti dalla Società e rientranti nell’ambito di applicazione del principio contabile IFRS 16 riguardano le seguenti fattispecie: immobili, stampanti e autovetture. I contratti di leasing immobiliare rappresentano l’area d'impatto più significativa, in quanto tali contratti rappresentano circa il 90% dei valori dei diritti d’uso iscritti; risultano invece marginali gli impatti derivanti dal comparto autovetture e stampanti. I costi dei contratti di leasing di beni aventi un modico valore unitario (cioè con valore unitario inferiore a 5.000 euro) e di breve durata (inferiore a 12 mesi) vengono contabilizzati rilevando i pagamenti effettuati come costo di periodo, voce “Altre spese amministrative” del Conto Economico. Tali costi coincidono con la rispettiva fattura relativa al canone di locazione dovuto per il periodo (trimestrale o mensile). Relativamente ai contratti in scope IFRS16 non si è beneficiato di alcuno sconto sui canoni e pertanto non sono state applicate le regole disciplinate dall’emendamento ESMA del 28 ottobre 2020. Informazioni quantitative Non ci sono costi per il leasing di breve durata registrati al 31 dicembre 2025 e non ci sono costi per i contratti di leasing di beni aventi modico valore unitario. Le informazioni sui diritti d’uso acquisiti con il leasing sono contenute nelle apposite sezioni dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Profilo di scadenza delle attività e passività finanziarie connesse ai contratti di leasing:
394 Scadenza Debiti per leasing su fabbricati Debiti per leasing su altri beni - auto Totale tra 1 e 3 anni 1.698 55.053 56.751 tra 3 e 5 anni 382.402 382.402 Totale 384.100 55.053 439.153 Sezione 8 – Altri dettagli informativi 8.1 Dividendi pagati Il dividendo unitario distribuito ai possessori di azioni ordinarie nel corso del mese di maggio 2025 è stato pari a 1,75 euro per azione ordinaria corrisposto per contanti. 8.2 Eventi ed operazioni significative non ricorrenti Azimut Holding SpA non ha posto in essere nel corso dell’esercizio operazioni patrimoniali non ricorrenti che non siano già illustrate nella nota integrativa. Non vi sono state operazioni atipiche e/o inusuali. 8.3 Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione Come richiesto dall’art. 149 duodecies del Regolamento Consob n. 11971/99 e successive modifiche e integrazioni è fornito il dettaglio dei compensi (al netto di IVA e spese) di competenza dell’esercizio 2025 corrisposti alla società di revisione per i servizi di revisione e alle entità appartenenti alla sua rete per i servizi diversi. Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Compensi (euro) Revisione contabile EY S.p.A. 137.321 Altri servizi EY S.p.A. 197.153 Totale 334.474 Per il Consiglio di Amministrazione L’Amministratore Delegato (Dott. Alessandro Zambotti)
395 Allegato A Denominazione Valore di bilancio al 31/12/2025 Quota di partecipazion e Disponibilità voti Sede Totale attivo Totale ricavi Importo patrimonio netto di cui: Risultato dell'ultimo esercizio Quotazione Attività A. Imprese controllate in via esclusiva Azimut Investments Sa 3.239.925 51% Lussemburgo 261.375.102 756.844.986 80.323.799 199.447.557 NO Fondi Comuni Azimut Life Dac 10.012.150 100% Irlanda 8.273.490.417 376.874.639 210.858.326 59.166.567 NO Assicurazione Vita Azimut Capital Management SGR SpA 346.053.701 100% Italia 545.493.658 532.930.444 344.392.566 97.186.503 NO Gestione Fondi Comuni e Speculativi AZ International Holdings SA 370.001.518 100% Lussemburgo 410.580.049 35.401.320 369.635.651 27.361.553 NO Gestione partecipazioni Azimut Enterprises Srl 240.747.923 100% Italia 258.872.845 9.466.203 249.673.010 -7.132.474 NO Società di servizi Azimut Libera Impresa SGR SpA 20.541.355 100% Italia 47.280.558 42.569.443 33.737.985 15.315.153 NO Fondi Comuni Azimut Financial Insurance SpA 13.458.687 100% Italia 99.028.869 135.705.835 57.730.405 41.576.660 NO Agente assicurativo e distribuzione prodotti bancari Azimut UK Holdings Limited 148.732.281 100% Regno Unito 393.569.656 84.842.673 391.620.770 80.534.839 NO Gestione partecipazioni Azimut Investments Limited 3.600.000 100% Irlanda 64.052.465 70.680.842 59.758.261 53.871.237 NO Fondi Comuni AZI First Srl 4.010.000 100% Italia 8.437.097 32.250 1.747.323 -1.712.725 NO Gestione partecipazioni
396 Imprese sottoposte a influenza notevole Denominazione Sede Rapporto di partecipazione Disponibilità voti % Valore di bilancio al 31/12/2025 Impresa partecipante Quota di partecipazione% 1 Nova Investment Limited Irlanda Azimut Holding Spa 100 4.500.000
397 Allegato B Prospetto delle partecipazioni rilevanti ex art. 125 del regolamento Consob n. 11971/1999 Data di riferimento 31 dicembre 2025 Denominazione Stato di Appartenenza Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota di partecipazione % 38 Modalità di detenzione quota Azimut Capital Management Sgr SpA Italia Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut Investments SA Lussemburgo Azimut Holding SpA 51 Diretta Azimut Capital Management Sgr SpA 30 Indiretta Azimut Financial Insurance SpA 19 Indiretta Azimut Life DAC Irlanda Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut Enterprises Srl Italia Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut Libera Impresa Sgr Spa Italia Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut Financial Insurance SpA Italia Azimut Holding SpA 100 Diretta AZI First Srl Italia Azimut Holding SpA 100 Diretta Italian Excellence Srl Italia Azimut Financial Insurance SpA 80,91 Indiretta Azimut Capital Tech Srl Italia Azimut Enterprises Srl 75 Indiretta Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) Italia Azimut Enterprises Srl 100 Indiretta Azimut Direct Finance Srl Italia Azimut Corporate Finance (già “Azimut Direct SpA”) 100 Indiretta Mamacrowd Srl Italia Azimut Enterprises Srl 55,34 Indiretta Club Acceleratori SpA Italia Mamacrowd Srl 67,91 Indiretta American Startup Club Spa Italia Mamacrowd Srl 81,97 Indiretta Synodia Spa Benefit Italia Mamacrowd Srl 60 Indiretta AZ Venture Tech Srl Italia Azimut Enterprises Srl 100 Indiretta Electa Venture Srl Italia Azimut Enterprises Srl 100 Indiretta Electa Italia Srl Italia Electa Venture Srl 100 Indiretta Wealthype Spa Italia Azimut Enterprises Srl 49,19 Indiretta Digital Advisory Srl Italia Azimut Enterprises Srl 49 Indiretta GH Investimenti Srl Italia Azimut Enterprises Srl 100 Indiretta Indigo.AI Srl Italia Azimut Enterprises Srl 62,84 Indiretta Azimut Fintech Holding Srl Italia AZ International Holdings SA 100 Indiretta Step 4 Business SpA Italia Azimut Financial Insurance SpA 94,52 Indiretta Azimut Investments Limited Irlanda Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut Alternative Capital Management Limited Irlanda Azimut Enterprises Srl 100 Indiretta Nova Investment Limited Irlanda Azimut Holding Spa 100 Diretta AZ International Holdings SA Lussemburgo Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut Private Capital Management Sarl Lussemburgo AZ International Holdings SA 100 Indiretta Azimut Peninsula GP S.à r.l. Lussemburgo AZ International Holdings Sa 50 Indiretta Azimut UK Holdings Ltd Inghilterra Azimut Holding SpA 100 Diretta Azimut (DIFC) Limited Emirati Arabi Azimut UK Holdings Limited 100 Indiretta Azimut (ME) Limited Emirati Arabi Azimut UK Holdings Limited 100 Indiretta Azimut Crescent Holding Limited Emirati Arabi Azimut UK Holdings Limited 100 Indiretta Azimut Korea Co., Ltd Corea del Sud Azimut UK Holdings Limited 100 Indiretta AZ Brasile Holding Ltda Brasile AZ International Holdings SA 100 Indiretta AZ Quest Holdings SA Brasile AZ Quest Participações LTDA 75,64 Indiretta AZ Quest Investimentos Ltda Brasile AZ Quest Holdings SA 100,00 Indiretta AZ Quest MZK Investimentos Macro e Credito Ltda Brasile AZ Quest Holdings SA 99,65 Indiretta Azimut Brasil Wealth Management Holding SA Brasile AZ Brasile Holding Ltda 98,25 Indiretta Azimut Brasil Wealth Management Ltda Brasile Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 96,63 Indiretta 38 La quota di partecipazione è riferita all'interessenza detenuta direttamente da parte delle rispettive società controllanti, cioè l'Impresa partecipante indicata in tabella.
398 Denominazione Stato di Appartenenza Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota di partecipazione % 38 Modalità di detenzione quota Azimut Brasil Assessores de Investimentos LTDA Brasile Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 99,97 Indiretta AZ Guidance Gestão de Patrimônio Ltda Brasile Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 51,00 Indiretta AZ Quest Participacoes Ltda Brasile AZ Brasile Holding Ltda 100,00 Indiretta AZBR IF Sa Brasile AZ Brasile Holding Ltda 100,00 Indiretta Azimut Brasil DTVM Ltda Brasile AZBR IF S.A. 100,00 Indiretta AZIMUT BRASIL CONSULTORIA E CORRESPONDENTE BANCARIO LTDA Brasile Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 99,99 Indiretta AZ Quest Agro LTDA Brasile AZ Quest Holdings SA 99,91 Indiretta AZ Quest iNFRA LTDA Brasile AZ Quest Holdings SA 99,87 Indiretta AZ Panorama Capital LTDA Brasile AZ Quest Holdings SA 50,00 Indiretta Az Quest Prev Ltda Brasile AZ Quest Holdings SA 99,96 Indiretta AZFlow Consultoria LTDA Brasile Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 50,00 Indiretta Az Quest Consultoria Ltda Brasile AZ Quest Holdings SA 99,95 Indiretta Azify Brazil Holding S.A. Brasile Azimut Fintech Holding Srl 50,00 Indiretta Azify Ltda Brasile Azify Brazil Holding S.A. 100,00 Indiretta Azimut Knox Holding S.A. Brasile Azimut Brasil Wealth Management Holding SA 50,00 Indiretta Azimut Switzerland SA Svizzera AZ International Holdings SA 100 Indiretta Katarsis Capital Advisors SA in liquidazione Svizzera AZ International Holdings SA 100 Indiretta Azimut Investments SA AGF Cile AZ International Holdings SA 100 Indiretta An Zhong Investment Management Co. Ltd. Cina An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd 100 Indiretta An Zhong Investment Management Ltd Hong Kong AZ International Holdings SA 100 Indiretta An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd Hong Kong An Zhong (AZ) Investment Management Ltd 100 Indiretta Shangahi Heyu Information Technology Ltd Cina An Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd 12,5 Indiretta CGM – Azimut Monaco Monaco AZ International Holdings SA 100 Indiretta AZ Mexico Holdings S.A. De CV Messico AZ International Holdings SA 100 Indiretta Operadora de Fondos Azimut-Mexico, S.A. de C.V. Messico AZ Mexico Holdings S.A. De CV 100 Indiretta KAAN Capital Asesores Independientes SAPI de CV Messico AZ Mexico Holdings S.A. De CV 62,6 Indiretta AZ Investment Management Singapore Ltd Singapore AZ International Holdings SA 100 Indiretta Azimut Portföy Yönetimi A.Ş. Turchia AZ International Holdings SA 100 Indiretta LCP Yönetim Danışmanlığı A.Ş Turchia Azimut Portföy Yönetimi A.Ş. 49,9 Indiretta AZ Sinopro Financial Planning Ltd Taiwan AZ International Holdings SA 51 Indiretta AZ Sinopro Investment Planning Ltd Taiwan AZ Sinopro Financial Planning Ltd 100 Indiretta AZ Sinopro Insurance Planning Ltd Taiwan AZ Sinopro Investment Planning Ltd 100 Indiretta Azimut US Holdings Inc. Stati Uniti Azimut UK Holdings Limited 100 Indiretta AZ Apice Capital Management LLC Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 83,13 Indiretta Azimut Alternative Capital Partners LLC Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 96,5 Indiretta Azimut Genesis Holdings LLC Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 69,9 Indiretta Azimut Investment Advisors LLC Stati Uniti Azimut Genesis Holdings LLC 100 Indiretta AACP Investments LLC - Investment Manager Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 100 Indiretta AACP General Partner LLC Stati Uniti Azimut Alternative Capital Management Limited 100 Indiretta Azimut GP Stakes Fund I General Partner L.P. Isole Cayman AACP General Partner LLC 100 Indiretta AACP SLP Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 50 Indiretta Stati Uniti Azimut Alternative Capital Management Limited 50 Indiretta Sanctuary Wealth Group LLC Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 53,37 Indiretta
399 Denominazione Stato di Appartenenza Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota di partecipazione % 38 Modalità di detenzione quota Kennedy Capital Management Inc Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 51 Indiretta High Post Capital LLC Stati Uniti Azimut Alternative Capital Partners LLC 57,71 Indiretta BroadLight Holdings, L.P. Stati Uniti Azimut US Holdings Inc. 10 Indiretta Azimut Egypt Asset Management Egitto AZ International Holdings SA 97,97 Indiretta AZ Sestante Ltd Australia Azimut UK Holdings Limited 100 Indiretta AZ Aust Holdings Pty Ltd Australia Azimut UK Holdings Limited 26,25 Indiretta Diaman Partners Limited Malta Azimut UK Holdings Limited 20 Indiretta Azimut Crescimpresa Srl Italia Azimut Enterprises Srl 40,12 Indiretta Cofircont Compagnia Fiduciaria Srl Italia Azimut Enterprises Srl 30 Indiretta Programma 101 Sicaf SpA Italia Azimut Enterprises Srl 22,62 Indiretta GDI Holding SpA Italia Azimut Enterprises Srl 10,18 Indiretta Gellify Group SpA Italia Azimut Enterprises Srl 10,18 Indiretta P101 SGR SpA Gestore EuVECA Italia Azimut Enterprises Srl 30 Indiretta Liftt Spa Italia Azimut Enterprises Srl 10,12 Indiretta New Deal Srl Italia Azimut Enterprises Srl 18,75 Indiretta UP2YOU Srl Italia Azimut Enterprises Srl 10 Indiretta Programma 103 Italia Azimut Enterprises Srl 11,38 Indiretta Fleap SpA Italia Azimut Enterprises Srl 27,75 Indiretta Vedrai Spa Italia Azimut Enterprises Srl 7,57 Indiretta GH Investimenti Srl 5,08 Indiretta Scelte Ambiente Spa Italia Electa Venture Srl 10,65 Indiretta Scelte 1 SpA Italia Electa Venture Srl 11,47 Indiretta Valuebiotech Srl Italia Azimut Enterprises Srl 24,9 Indiretta Alps Blockchain SpA Italia Azimut Enterprises Srl 14,5 Indiretta Abbassabollette Srl Italia Azimut Enterprises Srl 10 Indiretta Red Med Asset Management Marocco AZ International Holdings SA 29,35 Indiretta Red Med Securities Marocco AZ International Holdings SA 25 Indiretta Romeo Founders S.L. Spagna AZI First Srl 46,7 Indiretta
400 Attestazione del bilancio d’esercizio ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni 1. Il sottoscritto Alessandro Zambotti, in qualità di Amministratore Delegato ed in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Azimut Holding SpA attesta, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e l’effettiva applicazione, delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d’esercizio nel corso dell’esercizio 2025. 2. La valutazione dell’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 si è basata su un processo definito da Azimut Holding SpA in coerenza con il modello Internal Control – Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO) che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a livello internazionale. 3. Si attesta, inoltre, che: 3.1 il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025: - è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; - corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; - è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente; 3.2 la relazione sulla gestione contiene un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato di gestione, nonché della situazione dell’emittente, unitamente ad una descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto. Milano, 5 marzo 2026 L’Amministratore Delegato. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (Dott. Alessandro Zambotti) (Dott. Alessandro Zambotti)