
DeA CApitAl - RelAzione FinAnziARiA AnnuAle Al 31 DiCembRe 2021 51
Principali rischi e incertezze cui sono
esposte la Capogruppo e le società
incluse nel Bilancio Consolidato di
Gruppo
La valutazione dei fattori di rischio per il Gruppo DeA Capital
va intesa principalmente in rapporto al loro impatto (i) sui
risultati economici della Piattaforma di Alternative Asset
Management (declinata nelle soluzioni di real estate, credit,
private equity e multi-asset/multi-manager) e delle attività
di investimento perfezionate a supporto dell’attività della
Piattaforma (i c.d. platform investments, riconducibili agli
investimenti in quote minoritarie di parte dei fondi gestiti dalla
Piattaforma e ai co-investimenti in afancamento a detti fondi
o ai lead investment partners nelle iniziative promosse nel real
estate dalle ventures estere del Gruppo) e (ii) sulla capacità
del Gruppo di assicurare uno sviluppo equilibrato e olistico del
complesso di queste attività.
Con riferimento alle attività di Alternative Asset
Management, queste risultano particolarmente sensibili
a tutte le variabili di rischio che possono impattare
l’andamento “organico” degli Assets Under Management
(che rappresentano in sostanza la base di calcolo per le
commissioni di gestione) che, per i fondi chiusi (real estate,
credit, private equity), dipende sostanzialmente dalla (i)
capacità di lancio di nuovi fondi e dal (ii) valore dei beni nei
quali questi risultano investiti ai quali si aggiunge, nel caso
dei fondi aperti cui dovessero accedere le multi-asset / multi-
management investment solutions offerte agli investitori, le
(iii) redemption da parte degli stessi investitori serviti.
L’andamento delle tre principali variabili che condizionano
l’andamento degli Assets Under Management dipende:
– da fattori esogeni di contesto (condizioni economiche
generali, eventi socio-politici, evoluzione normativa,
andamento dei mercati nanziari e dei tassi di interesse,
nonché l’impatto che questi hanno sulla disponibilità e
direzione dei ussi di investimento);
– da fattori endogeni (riassumibili nella credibilità dell’asset
manager in termini di capacità di generare una performance
soddisfacente per gli investitori, di efcacia dei processi
operativi strutturati per regolare il lancio e la gestione dei
prodotti/soluzioni d’investimento, di costante attenzione in
termini di compliance alle stringenti normative dell’industry
e di disponibilità del Gruppo a condividere con gli investitori
il rischio di investimento).
La varietà degli stream di business nei quali la Piattaforma è
operativa è un fattore di mitigazione di tutti i rischi di contesto
che impattano la capacità di lancio di nuovi fondi / soluzioni
di investimento. Per contro, il recente avvio dello sviluppo
internazionale per il lone del real estate, se da un lato
impatta favorevolmente sulla riduzione degli stessi rischi per
effetto della diversicazione che comporta, dall’altro aumenta
detta rischiosità (perché espone agli stessi fattori di contesto
“country-specic” relativi ai nuovi mercati) e al tempo stesso
agisce sui fattori di rischio endogeni tramite l’incremento della
complessità operativa del Gruppo.
Per quanto riguarda l’andamento del portafoglio dei platform
investments, questo dipenderà sia dai citati fattori esogeni
di contesto, sia da quelli endogeni (in particolare, capacità e
timing di selezione, gestione e dismissione degli investimenti).
La mitigazione dell’impatto dei rischi esogeni ed endogeni
ai quali le attività del Gruppo sono sottoposte avviene
principalmente attraverso:
– il monitoraggio sistematico dei mercati di riferimento, del
quadro competitivo e dei principali trend dell’industry di
appartenenza;
– la progressiva diversicazione degli stream di business (sia
di prodotto, ad esempio con l’estensione del portafoglio
dei prodotti offerti ai comparti dell’NPL Management,
dei managed accounts e dei club deal di real estate
internazionale, o con l’ingresso nel segmento delle
soluzioni d’investimento per investitori istituzionali, sia
geograca, con l’avvio di real estate ventures in partnership
con key managers locali prima in Francia e Iberia e,
successivamente, in Polonia e Germania);
– il mantenimento di leve efcaci di governance (anche
se non di controllo) degli investimenti e di meccanismi
di diversicazione del rischio (quali ad esempio i vincoli
di concentrazione di asset nei fondi in gestione) in tutti i
comparti di attività;
– il monitoraggio continuativo dell’andamento dei key
performance indicators dell’alternative asset management e
dei platform investments;
– il mantenimento di un approccio industriale e mai
esclusivamente nanziario alle attività d’investimento e di
rigorosi standard etici in tutta la struttura;
– il crescente orientamento alle tematiche di sostenibilità degli
investimenti con riferimento ad aspetti di environmental,
social e governance, attraverso la denizione di policy,
l’adesione a standard di certicazione internazionali
e il coinvolgimento trasversale delle diverse funzioni
aziendali, denito dapprima a livello delle SGR controllate e
attualmente in via di estensione al Gruppo nel suo insieme;
– il rafforzamento della struttura operativa (in particolare
con l’integrazione di un Chief Operating Ofcer
nell’organigramma aziendale) e di orientamento strategico
(con la recente istituzione dell’Advisory Board a supporto
del business development e del go-to-market per le attività
della Piattaforma di Alternative Asset Management);
– la periodica valutazione e monitoraggio del quadro dei rischi
in cui il Gruppo si trova ad operare attraverso un processo
strutturato di risk assessment e di collegato aggiornamento
delle procedure operative e dei meccanismi di governance.