815600115DA6E507AE33
2024-12-31
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:IssuedCapitalMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:StatutoryReserveMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:ReserveOfExchangeDifferencesOnTranslationMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:ReserveOfCashFlowHedgesMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:MiscellaneousOtherReservesMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
CAREL2024:UtilePerditeEserciziPrecedentiMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
CAREL2024:RisultatoDelPeriodoMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember
815600115DA6E507AE33
2022-12-31
ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:IssuedCapitalMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:StatutoryReserveMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:ReserveOfExchangeDifferencesOnTranslationMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:ReserveOfCashFlowHedgesMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:MiscellaneousOtherReservesMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
CAREL2024:UtilePerditeEserciziPrecedentiMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
CAREL2024:RisultatoDelPeriodoMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember
815600115DA6E507AE33
2023-01-01
2023-12-31
CAREL2024:PatrimonioNettoMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:IssuedCapitalMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:StatutoryReserveMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:ReserveOfExchangeDifferencesOnTranslationMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:ReserveOfCashFlowHedgesMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:MiscellaneousOtherReservesMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
CAREL2024:UtilePerditeEserciziPrecedentiMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
CAREL2024:RisultatoDelPeriodoMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember
815600115DA6E507AE33
2023-12-31
ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:IssuedCapitalMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:StatutoryReserveMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:ReserveOfExchangeDifferencesOnTranslationMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:ReserveOfCashFlowHedgesMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:MiscellaneousOtherReservesMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
CAREL2024:UtilePerditeEserciziPrecedentiMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
CAREL2024:RisultatoDelPeriodoMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember
815600115DA6E507AE33
2024-01-01
2024-12-31
ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:IssuedCapitalMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:StatutoryReserveMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:ReserveOfExchangeDifferencesOnTranslationMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:ReserveOfCashFlowHedgesMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:MiscellaneousOtherReservesMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
CAREL2024:UtilePerditeEserciziPrecedentiMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
CAREL2024:RisultatoDelPeriodoMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember
815600115DA6E507AE33
2024-12-31
ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember
iso4217:EUR
iso4217:EUR
xbrli:shares
BILANCIO CONSOLIDATO 2024

LETTERA AGLI AZIONISTI Cari Azionisti, il 2024 è stato un anno sfidante per CAREL, caratterizzato da uno scenario complesso e da molteplici fattori settoriali e geografici che hanno influenzato i nostri risultati. Dopo essere cresciuti per tre esercizi consecutivi ad un tasso superiore al 20%, l’anno da poco concluso ha segnato un rallentamento dei ricavi legato principalmente a performance non brillanti in Europa, soprattutto in alcuni segmenti, come quello delle pompe di calore. Su quest’ultimo hanno pesato anzitutto elementi macro-economici di grande rilievo, come i tassi di interesse elevati e un tasso di inflazione che fortunatamente si è normalizzato nel corso del 2024. A ciò però si sono aggiunti dei fattori specifici, tra cui l’assenza di un piano europeo organico di rilancio delle pompe di calore, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del continente e la presenza di un notevole stock di unità finali presente in tutta la catena del valore. I risultati, invece, sono stati molto positivi in Nord America sia nella refrigerazione sia nel condizionamento, grazie anche ad una forte contribuzione da parte del segmento dei Data Center. Nonostante il contesto non favorevole, siamo riusciti, comunque, a preservare un’ottima profittabilità (superiore al 18%) attraverso una gestione attenta e disciplinata dei costi e un'efficace ottimizzazione delle risorse. A ciò si è aggiunta una robusta generazione di cassa, che ha ulteriormente rafforzato la nostra posizione finanziaria, confermando la solidità del Gruppo anche in un contesto di incertezza. Questo testimonia la resilienza del nostro modello di business e la nostra capacità di adattarci velocemente a contesti non favorevoli con determinazione e competenza. Proprio nell’ottica, non solo di mantenere ma di incrementare resilienza e velocità di reazione, abbiamo disegnato una nuova organizzazione volta a ridurre le complessità e ottimizzare la catena decisionale. La vicinanza al Cliente sarà ancora di più al centro della nostra strategia, tramite un maggior focus sulle singole realtà regionali e grande enfasi verrà posta sull’innovazione che avrà come obiettivo sia avanzamenti incrementali che soluzioni disruptive. Sul fronte non finanziario, abbiamo raggiunto traguardi di grande rilievo, confermando il nostro impegno verso la sostenibilità e l'inclusione, valori che rappresentano e rappresenteranno i pilastri del nostro sviluppo futuro. Siamo particolarmente orgogliosi dell'approvazione, da parte di Science Based Targets initiative (SBTi), dei nostri ambiziosi obiettivi decennali di decarbonizzazione. Tale riconoscimento internazionale sottolinea il nostro ruolo attivo nella transizione energetica e rafforza la nostra determinazione nel ridurre in modo significativo l'impatto ambientale delle nostre attività produttive e operative. Inoltre, il nostro Headquarters ha ottenuto la prestigiosa certificazione per la parità di genere, un traguardo importante che riflette il nostro impegno per un ambiente di lavoro equo, inclusivo e meritocratico. Quanto appena illustrato è stato possibile grazie all'impegno, alla dedizione e alla passione di tutte le nostre persone. In un periodo complesso come quello appena trascorso, la professionalità, la determinazione e lo spirito di squadra delle donne e degli uomini che lavorano in CAREL hanno fatto la differenza, permettendoci di affrontare le sfide con grande entusiasmo ed efficacia. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a ciascuno di loro per il lavoro straordinario svolto e per il loro costante contributo al successo del Gruppo. Guardiamo al futuro con entusiasmo e fiducia, consapevoli che le sfide rappresentano anche opportunità di crescita, innovazione e trasformazione. Continueremo a lavorare con lo scopo di creare valore sostenibile per tutti i nostri stakeholder, perseguendo con coerenza la nostra
4 strategia di sviluppo e ponendo sempre maggiore attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La nostra visione è chiara: vogliamo essere protagonisti di un futuro più sostenibile e inclusivo, in cui innovazione e responsabilità vadano di pari passo. Grazie per la vostra continua fiducia e per il vostro prezioso supporto. Sono certo che, insieme, sapremo affrontare con successo le sfide che ci attendono e costruire un domani ancora più solido e prospero. Luigi Rossi Luciani (Presidente)

INDICE RELAZIONE SULLA GESTIONE AL BILANCIO Al 31 DICEMBRE 2024 .......................................................................................................7 Struttura del gruppo CAREL INDUSTRIES................................................................................. 9 Organi Sociali ........................................................................................................................... 10 Attività e mercati ....................................................................................................................... 11 Altri fatti di rilievo intervenuti nel corso dell’esercizio................................................................. 17 Sintesi della gestione e andamento economico finanziario del Gruppo .................................... 18 Sintesi andamento economico e finanziario della Società Capogruppo: Carel Industries S.p.A. ..... 22 Risorse umane e organizzazione ............................................................................................. 24 Attività di ricerca e sviluppo 2024 ............................................................................................. 25 Rendicontazione di sostenibilità……………………………………………………………………….29 Prospettive sull'andamento dell'esercizio in corso………………………………………………. 135 Gruppo Carel Industries Prospetti di Bilancio Consolidato e Note Esplicative Al 31 dicembre 2024 ......................................................................................................136 Situazione Patrimoniale e finanziaria consolidata ................................................................... 137 Conto economico consolidato................................................................................................. 138 Conto economico complessivo consolidato ............................................................................ 138 Rendiconto finanziario consolidato ......................................................................................... 139 Variazioni del patrimonio netto consolidato............................................................................. 140 NOTE ESPLICATIVE ............................................................................................................. 141 Attestazione del Bilancio consolidato ai sensi dell’art. 154 bis del D. Lgs. 58/98 e dell’art. 81–ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni ........................................................................................................................ 188 Attestazione della Rendiconrazione di Sostenibilità ai sensi dell’art81-ter, comma1, del regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ..... 189 Relazioni della Società di Revisione ....................................................................................... 190
RELAZIONE SULLA GESTIONE AL BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2024
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 8
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 9 STRUTTURA DEL GRUPPO CAREL INDUSTRIES L’organigramma societario del Gruppo al 31 dicembre 2024 è di seguito rappresentato: *= 1% posseduto da CAREL FRANCE SAS

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 10 ORGANI SOCIALI Consiglio di Amministrazione Presidente Luigi Rossi Luciani Vicepresidente esecutivo Luigi Nalini Amministratore Delegato Francesco Nalini Amministratore Esecutivo Carlotta Rossi Luciani Amministratore Indipendente Cinzia Donalisio Lead Independent Director Mario Cesari Amministratore Indipendente Gianluigi Vittorio Castelli Amministratore Indipendente Marina Manna Amministratore Indipendente Laura Rovizzi Collegio Sindacale Presidente Paolo Prandi Sindaco effettivo Saverio Bozzolan Sindaco effettivo Gianna Adami Sindaco supplente Fabio Gallio Sindaco supplente Elena Angela Maria Valenti Società di revisione Deloitte & Touche SpA Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità Presidente Marina Manna Membro Cinzia Donalisio Membro Mario Cesari Comitato Remunerazione Presidente Cinzia Donalisio Membro Marina Manna Membro Mario Cesari Organismo di vigilanza ex Dlgs 231/2001 Presidente OdV Alberto Berardi Componente OdV Arianna Giglio Componente OdV Alessandro Grassetto

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 11 ATTIVITÀ E MERCATI Fondata nel 1973, CAREL opera nella progettazione, produzione e commercializzazione a livello globale di componenti e soluzioni tecnologicamente avanzate (hardware e software) per raggiungere perfomance di alta efficienza energetica nel controllo e nella regolazione di apparecchiature e impianti nei mercati del condizionamento dell’aria (“HVAC”) e della refrigerazione (complessivamente “HVAC/R”). In questo contesto, CAREL progetta, produce e commercializza soluzioni di controllo e umidificazione nell’ambito dei segmenti applicativi: Con riferimento al settore del condizionamento, mercato HVAC (Heating Ventilation Air Conditioning), CAREL offre soluzioni da integrare sia in singole unità, quali pompe di calore, shelter, rooftop, Computer Room Air Conditioner (cd. CRAC), chiller e centrali di trattamento dell’aria. Le applicazioni principali riguardano i data centers, l’industria di processo, le applicazioni commerciali, che sono principalmente rappresentate dalla fornitura di componenti per i sistemi di condizionamento dell’aria degli edifici commerciali e infine le applicazioni residenziali dove CAREL è focalizzata quasi esclusivamente nelle soluzioni di controllo per le pompe di calore. Di seguito alcuni schemi rappresentativi dei sistemi CAREL: • per applicazioni nel campo del condizionamento dei Data Center:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 12 • per centrali trattamento dell’aria: Nel settore della refrigerazione, invece, l’azienda è specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di controllo nell’ambito dei segmenti applicativi Food Retail e Food Service. L’offerta CAREL è: • per singole unità frigorifere quali beverage cooler, plug-in refrigerator e display cabinets; • per sistemi di refrigerazione commerciale complessi e interconnessi, quali quelli per supermercati di ogni dimensione, convenience store e punti di ristoro; • per sistemi di supervisione per la singola macchina così come per impianti e per centri remoti di supervisione. Esempio di applicazione delle soluzioni CAREL in refrigerazione commerciale Food Retail (Supermarket):

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 13 Esempio di applicazione delle soluzioni CAREL in refrigerazione commerciale Food Service ( Quick Service Restaurant): Esempio di applicazione delle soluzioni CAREL in refrigerazione commerciale Food Service (Beverage Cooler): L’offerta si completa con la fornitura di servizi collegati alle soluzioni CAREL quali per esempio l’attività di commissioning ovvero lavori su commessa, servizio di gestione e monitoraggio da remoto degli impianti e delle componenti applicative HVAC/R del Gruppo, che permette il “dialogo” tra i service center aziendali e i clienti finali, abbonamenti per servizi dedicati alla gestione e controllo da remoto di impianti e macchinari tramite l’elaborazione dei dati raccolti sfruttando le proprietà Internet of Things. La proposta IoT è sviluppata e integra le soluzioni specifiche dei mercati HVAC e Refrigerazione tramite soluzioni sia in cloud che on-premise. Fanno parte della proposta analisi tramite benchmark, statistiche, allarmi e reportistica standard, con cui ciascun utente può ottimizzare le attività quotidiane diventando
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 14 più efficace nel raggiungimento dei propri obiettivi in termini di servizi, energia, qualità e marketing. Lo sviluppo di tali attività costituisce un elemento di rilevanza strategica per CAREL, anche in prospettiva futura. Esempio di soluzioni IoT per i mercati HVAC e Refrigerazione Circa l’80% delle vendite avviene fuori dall’Italia dove il Gruppo dispone di una rete commerciale e di supporto ai clienti molto diffusa e articolata. Nello specifico, CAREL è presente in America (Nord, Centro e Sud), Asia, Australia, Africa ed Europa; è strutturata in 47 filiali commerciali che comprendono 12 stabilimenti produttivi. A questi si aggiungono partner e distributori in altri 75 Paesi.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 15 OVERVIEW DEL BUSINESS L’andamento della gestione 2024 mostra, per il gruppo CAREL, un risultato in contrazione rispetto all’esercizio precedente con un decremento dei ricavi dell’11%; tale risultato deriva in particolare dalla contrazione della domanda sulle componenti destinate al mercato delle Heat Pumps che ha colpito in particolare l’Europa. RICAVI PER SEGMENTO DI BUSINESS Le dinamiche della domanda, specialmente nel settore HVAC in Europa, hanno portato ad una flessione dei ricavi soprattutto nel settore residenziale dovuto ad uno scenario di mercato sfidante principalmente legato ai ritardi nell’attività regolatoria di alcuni stati, che hanno ridotto gli incentivi, alla persistente dinamica non favorevole del rapporto tra il prezzo del gas e dell’energia elettrica e ad un livello di scorte significativo lungo tutta la catena di produzione e distribuzione a valle. Anche la performance nel mercato Refrigerazione è stata in parte influenzata dal rallentamento della domanda in alcuni paesi, in particolare l’Europa, facendo registrare una contrazione dei ricavi del 4% rispetto all’esercizio precedente. Di seguito la tabella mostra per area di Business l’andamento dei ricavi in migliaia di euro: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Delta fx % Ricavi HVAC 409.974 472.144 (13,2%) (13,1%) Ricavi REF 167.879 175.141 (4,1%) (3,9%) Totale Ricavi Core 577.853 647.285 (10,7%) (10,6%) Ricavi No Core 683 2.962 (76,9%) (76,9%) Totale Ricavi 578.536 650.247 (11,0%) (10,9%) RICAVI PER AREA GEOGRAFICA Analizzando le singole aree geografiche, la regione che riveste maggior peso per il Gruppo, l’EMEA (Europa, Medio-Oriente, Africa), da cui deriva circa il 65% dei ricavi, ha registrazione una contrazione dei ricavi a cambi costanti del 16,7% (a perimetro costante il calo sarebbe circa il 20%): a tale risultato contribuisce una generalizzata performance negativa dei verticali nei quali il Gruppo opera, con un marcato decremento nelle pompe di calore. La generale debolezza della domanda in Europa è dovuta ad una serie di elementi principalmente macroeconomici (crescita del PIL molto limitata e tassi di interesse ancora elevati) e regolamentari a cui si sommano alti livelli di scorte lungo la catena di fornitura e distribuzione. Questa contrazione è stata solo in parte compensata dalle buone performance del Gruppo Kiona.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 16 L’APAC (Asia-Pacific), che rappresenta circa il 14% dei ricavi del Gruppo, riporta un calo a cambi costanti pari all’5,8% rispetto a quanto registrato lo scorso esercizio a seguito di uno scenario economico di debolezza della Cina, in particolare nel settore immobiliare solo in parte compensati dai risultati positivi nel settore industriale e dei data center. I ricavi derivanti dal Nord America, che rappresentano circa il 18% del totale, crescono del 6,7% a cambi costanti e beneficiano di eccellenti performance sia nel settore HVAC, in particolare nelle applicazioni legate al raffrescamento dei centri di calcolo, sia nel settore della refrigerazione sempre più orientato all’utilizzo di refrigeranti a basso impatto inquinante. Infine, il Sud America (che rappresenta circa il 3% del totale del volume d’affari del Gruppo) riporta risultati in significativa crescita grazie alle buone performance registrate in Brasile. Di seguito si riporta la suddivisione dei ricavi per area geografica in migliaia di euro: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Delta fx % Europa, Medio Oriente e Africa 376.718 450.231 (16,3%) (16,7%) APAC 83.003 89.310 (7,1%) (5,8%) Nord America 103.600 97.192 6,6% 6,7% Sud America 15.215 13.514 12,6% 19,8% Ricavi netti 578.536 650.247 (11,0%) (10,9%) QUOTAZIONE SUL MERCATO TELEMATICO AZIONARIO (MTA) In data 11 giugno 2018 Carel Industries S.p.A. è stata ammessa alla quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario (MTA) segmento STAR gestito da Borsa Italiana S.p.A.. L’operazione ha comportato l’assegnazione di 35.000.000 di azioni ordinarie successivamente incrementate a 40.250.000 in data 25 giugno 2018 a seguito della c.d. Opzione Greenshoe; il collocamento istituzionale ha pertanto riguardato il 40,25% del capitale sociale e il 25,20% del capitale sociale con diritto di voto. Il 5 gennaio 2021 Luigi Nalini S.a.p.a. ha completato la vendita di complessive n. 3.582.560 azioni ordinarie CAREL Industries S.p.A., pari a circa il 3,6%. Nella seconda parte del 2023 è stato concluso un aumento di capitale che ha portato il numero di azioni costituenti il capitale sociale di CAREL Industries S.p.A. da 100.000.000 a 112.499.205. Nel corso del 2024 il valore del titolo è calato del 25,2% attestandosi a 18,54 euro per azione l’ultimo giorno di contrattazioni dell’anno. Tale performance riflette la riduzione dei ricavi registrata dal Gruppo, principalmente a causa di un mercato sfidante nel settore delle pompe di calore. Il volume medio giornaliero scambiato nel corso del 2024 è stato pari a circa 70.000 azioni, mentre il prezzo massimo raggiunto nello stesso periodo è stato pari a 23,95 euro per azione. IL TITOLO CAREL INDUSTRIES AL 31 DICEMBRE 2024 Quotazione mercato: MTA Segmento STAR di Borsa Italiana Codice Isin: IT005331019 Ticker: CLR Indici: FTSE All-share Capped, FTSE Italia All-Share, FTSE Italia Mid Cap, FTSE Italia Star, FTSE Italia Industria, FTSE Italia Edilizia e Materiali Capitale Sociale Numero di Azioni: 112.499.205 Valore Nominale: non assegnato Utile per azione: 0,56 Dividendo per azione: 0,165
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 17 AZIONISTI RILEVANTI 31.12.2024 Numero azioni % capitale sociale Diritti di voto % diritti di voto Luigi Rossi Luciani S.a.p.a. 38.206.863 33,96% 76.386.882 44,46% Athena FH S.p.A. 21.133.420 18,79% 42.245.840 24,58% Capital Research and Management Company 9.272.559 8.24% 9.272.559 5,40% 7 Industries Holding B.V. 7.377.583 6.56% 7.377.583 4,29% ALTRI FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI NEL CORSO DELL’ESERCIZIO DISTRIBUZIONE DI DIVIDENDI Nel mese di giugno 2024 la Capogruppo ha distribuito dividendi per complessivi 21.374 migliaia di euro come previsto dalla delibera dell’assemblea degli azionisti del 18 aprile 2024. -40% -30% -20% -10% 0% 10% 20% dic-23 mar-24 giu-24 set-24 dic-24 CAREL FTSE AS +12,0% -25,2%

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 18 SINTESI DELLA GESTIONE E ANDAMENTO ECONOMICO FINANZIARIO DEL GRUPPO Di seguito si riportano i principali risultati economici dell’esercizio 2024 confrontati con l’esercizio precedente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta Delta% EBITDA 1 104.871 137.183 (32.313) (23,6%) EBITDA ADJ 105.953 139.854 (33.902) (24,2%) EBIT 66.526 104.400 (37.874) (36,3%) RISULTATO NETTO 63.259 74.473 (11.214) (15,1%) Al 31 dicembre 2024 l’EBITDA ammonta a 104,9 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi pari al 18,1% 2 , in diminuzione in valore assoluto di 32,3 milioni di euro rispetto ai 137,2 milioni di euro dell’esercizio precedente (con un’incidenza sui ricavi del 21,1%); tale contrazione è attribuibile in larga parte alla diminuzione del volume d’affari principalmente nel mercato europeo solo in parte compensato dal contributo per l’intero esercizio del Gruppo Kiona, consolidato nel 2023 a partire dal mese di settembre. Al netto degli effetti non ricorsivi, che nel corso dell’esercizio 2024 hanno pesato per circa 1,1 milioni di euro (2,7 milioni nel 2023) e riferiti a costi sostenuti per attività correlate al processo di M&A, l’EBITDA Adjusted risulterebbe pari a 106,0 milioni di euro con un’incidenza del 18,3% sui ricavi di vendita rispetto al 21,5% dell’esercizio precedente. Il risultato netto ammonta a 63,3 milioni di euro in diminuzione del 15,1% rispetto all’esercizio precedente. L’incidenza del risultato sui ricavi si attesta al 10,9% rispetto al 11,5% del risultato del 2023. Di seguito si riportano i principali indicatori patrimoniali al 31 dicembre 2024 confrontati con l’esercizio precedente: 1 L’EBITDA è definito dal Gruppo come la somma algebrica dell’utile di esercizio al lordo delle imposte sul reddito, del risultato netto delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, utili e perdite su cambi, proventi e oneri finanziari, degli ammortamenti e svalutazioni e rappresenta un’utile unità di misura per la valutazione delle performance operative del Gruppo 2 L’EBITDA Margin è definito dal Gruppo come il rapporto tra l’EBITDA e i ricavi

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 19 (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Delta Delta % Capitale immobilizzato netto 3 508.920 507.725 1.195 0,2% Capitale circolante netto 4 76.909 77.509 (601) (0,8%) Piani a benefici definiti (7.390) (8.479) 1.088 (12,8%) Capitale investito netto 5 578.438 576.755 1.683 0,3% Patrimonio netto 441.535 396.174 45.361 11,4% Debiti per opzioni su quote di minoranza ed earn out 86.714 144.918 (58.205) (40,2%) Posizione finanziaria netta (disponibilità) 50.190 35.664 14.526 40,7% Totale 578.438 576.755 1.683 0,3% . Il Capitale Immobilizzato ammonta a 508,9 milioni di euro in crescita di 1,2 milioni rispetto ai 507,7 milioni di euro dell’esercizio precedente; gli investimenti del Gruppo, al netto dei diritti d’uso iscritti, ammontano a 31,6 milioni di euro rispetto a 27,4 milioni di euro dell’esercizio precedente; in particolare significativi sono stati gli investimenti in impianti e macchinari presso la Capogruppo e l’ampliamento e l’installazione di nuovi macchinari presso il plant polacco. Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali, principalmente realizzati nella Capogruppo e in Kiona, sono stati pari a 10 milioni di euro e si riferiscono principalmente a progetti per la digitalizzazione del Gruppo e alla capitalizzazione di costi di sviluppo. Gli ammortamenti, inclusivi anche degli effetti derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS16, nel corso del 2024 sono stati pari a 38,3 milioni di euro rispetto a 32,8 milioni di euro dell’esercizio precedente e per 11,5 milioni di euro si riferiscono ad ammortamenti relativi alle Purchase Price Allocation (8,1 milioni di euro nel corso del 2023). Il Capitale Circolante Netto ammonta a 76,9 milioni di euro sostanzialmente in linea rispetto all’esercizio precedente, pari a 77,5 milioni di euro. Le scorte di magazzino hanno subito un significativo decremento per effetto sia della politica di riduzione delle stesse messe in atto dal Gruppo sia da maggiori svalutazioni effettuate nell’esercizio a fronte di alcune giacenze a basso indice di rotazione. I Debiti per opzioni ed earn out si riferiscono alle passività generatasi dalle opzioni put/call iscritte sulle società Sauber e Kiona nonché ai debiti per earn out verso il management di Senva. Il decremento è principalmente relativo all’acquisto della quota residua (pari al 49%) del capitale sociale di CFM, avvenuto il 22 marzo 2024, nonché alla variazione in diminuzione del fair value delle rimanenti opzioni ed earn out. Il differenziale tra quando pagato per la quota residua di CFM e la corrispondente passività iscritta al 31 dicembre 2023 nonché la rideterminazione del fair value delle altre passività per opzioni put call ed earn 3 Il Capitale Immobilizzato Netto è definito come somma algebrica delle attività materiali, attività immateriali, partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, altre attività non correnti meno altre passività non correnti 4 Il Capitale Circolante Netto è definito come la somma algebrica dei crediti commerciali, rimanenze, crediti tributari, crediti diversi, attività fiscali differite, debiti commerciali, debiti tributari, altre passività correnti, passività fiscali differite e fondo rischi al netto dei debiti per opzioni su quote di minoranza. 5 Il Capitale Investito Netto è la somma di (i) Capitale Immobilizzato Netto, (ii) Capitale Circolante Netto e (iii) Piani a benefici definiti

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 20 out ammonta a circa 15 milioni di euro ed hanno conseguentemente comportato l’iscrizione di un provento, per pari importo, a conto economico. La Posizione finanziaria netta del Gruppo ammonta a negativi 50,2 milioni rispetto a 35,7 milioni al 31 dicembre 2023 in aumento di 14,5 milioni di euro. Con riferimento alla posizione netta bancaria, la stessa passa da un ammontare positivo 5,2 milioni di euro al 31 dicembre 2023 a negativi per 17,7 milioni di euro al 31 dicembre 2024. Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha sostenuto un’uscita di cassa di circa 21,4 milioni di euro a fronte del pagamento di dividendi (inclusivi dei dividendi alle interessenze di terzi) nonché di 44,3 milioni per l’acquisizione della quota di minoranza in CFM come precedentemente descritto. Si rimanda al Rendiconto Finanziario Consolidato per maggiori informazioni circa la generazione di cassa del periodo. L’Indebitamento Finanziario Netto risulta dettagliato come di seguito riportato: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Passività finanziarie non correnti 84.433 120.432 Passività finanziarie correnti 36.626 39.575 Debiti finanziari non correnti per contratti di lease 24.934 26.958 Debiti finanziari correnti per contratti di lease 6.605 6.406 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (99.119) (154.010) Attività finanziarie correnti (3.290) (3.697) Posizione finanziaria netta 50.190 35.664 Posizione finanziaria netta net ifrs16 18.651 2.300 Posizione finanziaria netta bancaria 17.658 (5.220) L’Indebitamento Finanziario Netto è composto principalmente da: • Passività finanziarie relative a finanziamenti correnti e non correnti verso istituti di credito per complessivi 59,3 milioni di euro (90,7 milioni di euro al 31 dicembre 2023); • Passività finanziarie correnti e non correnti verso obbligazionisti per complessivi 59,9 milioni di euro (59,8 milioni di euro al 31 dicembre 2023); • Passività finanziarie correnti e non correnti verso istituti di credito e altri istituti finanziari per complessivi 0,7 milioni di euro (1,8 milioni di euro al 31 dicembre 2023); • Passività finanziarie correnti e non correnti a fronte delle acquisizioni effettuate per complessivi 0,6 milioni di euro (7,1 milioni di euro al 31 dicembre 2023); • Passività finanziarie correnti e non correnti per contratti di lease per complessivi 31,7 milioni di euro (33,6 milioni al 31 dicembre 2023): • Disponibilità liquide per complessivi 99,1 milioni di euro; • Altre Attività finanziarie correnti per 3,3 milioni di euro. Il Gruppo ha rispettato i covenant finanziari correlati ai contratti di finanziamento. Si rimanda alle Note Esplicative per maggiori dettagli. Le disponibilità liquide ed attività finanziare correnti al 31 dicembre 2024 sono detenute per il 36% presso le società italiane del Gruppo, per circa il 12% presso le società nord americane, per circa il 12% presso la controllata cinese e per il 5% presso il Gruppo Kiona; il rimanente saldo è ripartito tra le altre società del Gruppo. INDICI 2024 2023(*) ROS 6 11,5% 16,1% ROI 7 11,5% 18,1% ROE 8 14,3% 18,8% ROA 9 7,8% 11,3% 6 Il “Return on Sales” (ROS) è definito come il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi. 7 Il “Return on Investment” (ROI) è definito come il rapporto tra il risultato operativo e il Capitale Investito Netto. 8 Il “Return on Equity” (ROE) è definito come il rapporto tra l’utile dell’esercizio e il patrimonio netto consolidato. 9 Il “Return on Assets” (ROA) è definito come il rapporto tra il risultato operativo e il totale attività.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 21 2024 2023(*) Rotazione delle rimanenze 10 2,31 2,6 Durata media incassi commerciali gg 11 63,4 54 Durata media pagamenti commerciali gg 12 81,1 77 Tax rate – Gruppo 13 20,7% 20,1% R&D - investimenti 14 32.652 27.027 R&D % sui ricavi 15 5,6% 4,2% Capex % sui ricavi 16 5,5% 4,2% Cash Conversion Rate 17 65,4% 85,6% (*) Si segnala che l’R&D investimenti e R&D % sui ricavi sono stati riesposti rispetto ai valori pubblicati al 31 dicembre 2023 (rispettivamente 25.865 migliaia di euro e 4,0%) per maggiore comparabilità degli stessi. Di seguito si riporta una sintesi dei flussi finanziari dell’esercizio: FLUSSI FINANZIARI DERIVANTI DALLA GESTIONE REDDITUALE (METODO INDIRETTO) (in migliaia di euro) 2024 2023 Utile (perdita) dell’esercizio 63.259 74.473 Utile (perdita) dell’esercizio al netto di ammortamenti e svalutazioni, accantonamenti, oneri (proventi) finanziari, imposte e cessioni di immobilizzazioni 115.551 145.918 Flusso di cassa dalle variazioni del ccn (7.237) (15.845) Interessi e imposte pagate (22.931) (28.045) Flusso di cassa netto da attività operative 85.384 102.028 Flusso di cassa da attività di investimento (27.647) (197.005) Variazione nel capitale - 195.427 Cessioni (acquisizioni) di interessenze azionarie (44.294) - Dividendi agli azionisti e alle minoranze (21.428) (21.246) Flusso di cassa da attività di finanziamento (46.218) (20.654) Variazione nelle disponibilità liquide (54.202) 58.551 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 153.321 95.459 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio 99.119 154.010 Il flusso di cassa generato dalla gestione operativa netta ammonta a 85,4 milioni di euro in diminuzione di 16,8 milioni di euro rispetto dell’esercizio precedente, principalmente a seguito al decremento del volume d’affari. Complessivamente il Gruppo ha utilizzato cassa per 54,2 milioni di euro dopo aver distribuito dividendi per 21 milioni, aver effettuato attività di investimento per complessivi 27,6 milioni di euro ed acquisito interessenze azionarie (CFM) per 44 milioni di euro. 10 L’”Inventory Turnover”, ossia l’indice di rotazione del magazzino, è calcolato come il rapporto tra (i) acquisti materie prime, consumo, merci e variazione rimanenze e (ii) la media delle rimanenze di fine periodo dell’esercizio precedente e delle rimanenze di fine periodo dell’esercizio di riferimento. Tale rapporto è molti-plicato per 365. 11 I giorni medi di incasso dei crediti commerciali sono definiti come il rapporto tra (i) la media dei crediti commerciali di fine periodo dell’esercizio precedente e dei crediti commerciali di fine periodo dell’esercizio di riferimento, e (ii) i ricavi. Tale rapporto è moltiplicato per 365. 12 I giorni medi di pagamento dei debiti commerciali sono definiti come il rapporto tra (i) la media dei debiti commerciali di fine periodo dell’esercizio precedente e dei debiti commerciali di fine periodo dell’esercizio di riferimento, e (ii) la somma di acquisti materie prime, consumo, merci e varia-zioni rimanenze e costi per servizi. Tale rapporto è moltiplicato per 365. 13 Il “Group Tax Rate” è definito come il rapporto tra le imposte sul reddito e il risultato prima delle imposte 14 Gli “R&D Investments” sono definiti come la somma algebrica degli Opex R&D e dei Capex R&D. 15 L’indice “R&D Investments %” è definito come rapporto tra gli R&D Investments e i ricavi. 16 Il “Capex to Sales Ratio” è definito come rapporto tra il flusso di cassa da attività di investimento e i ricavi. 17 Il “Cash Conversion Rate” è calcolato come il rapporto tra (i) il flusso di cassa operativo al netto del flusso di cassa da attività di investimento e (ii) L’EBITDA.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 22 SINTESI ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO DELLA SOCIETÀ CAPOGRUPPO: CAREL INDUSTRIES S.P.A. La Capogruppo Carel Industries S.p.A. detiene i principali stabilimenti produttivi del Gruppo e ha sede in Brugine (PD). La società svolge sia la produzione che la commercializzazione dei prodotti distribuendo ai clienti finali nei mercati gestiti direttamente (in particolare Italia) e alle proprie filiali estere nei territori presidiati da queste ultime. La società capogruppo svolge anche un ruolo centrale relativamente alla gestione finanziaria del Gruppo ed in particolare le società europee sono vincolate da un mandato di gestione della tesoreria (cash pooling) con Carel Industries S.p.A. come pooler. Al 31 dicembre 2024 la società presentava crediti finanziari relativi al conto corrente di corrispondenza per 5,4 milioni di euro e debiti finanziari sempre relativi ai conti correnti di corrispondenza per 26,8 milioni di euro; rimangono invariati i crediti finanziari a lungo termine verso le società controllate Recuperator e Kiona per complessivi 32 milioni di euro. A partire dal 2022 la Capogruppo ha aderito al consolidato fiscale nazionale ai fini dell’imposta IRES per i periodi di imposta 2022-2024 ai sensi degli articoli 117 e successivi del T.U.I.R. assieme alle partecipate Recuperator S.p.A., Enginia S.r.l. e CRC S.r.l. con le quali sono stati sottoscritti singoli accordi quadro. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2024 risulta negativa per 97,6 milioni di euro (negativa per 55,9 milioni di euro al 31 dicembre 2023). Nel corso dell’esercizio la società inoltre ha distribuito ai soci dividendi per circa 21 milioni di euro. Si riporta di seguito la sintesi delle principali informazioni economiche e patrimoniali del bilancio della Società. CAREL INDUSTRIES S.P.A. (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta% Ricavi verso terzi 109.401 152.009 -28,0% Ricavi infragruppo 122.610 133.259 -8,0% Ricavi diversi 5.727 9.605 -40,4% Costi operativi (225.601) (255.101) -11,6% EBITDA 12.137 39.772 -69,5% Ammortamenti e svalutazioni (11.449) (10.525) 8,8% EBIT (Risultato Operativo) 688 29.247 -97,6% Proventi/(oneri) finanziari netti 24.621 19.965 23,3% EBT (Risultato prima delle imposte) 25.309 49.212 -48,6% Imposte (2.144) (4.698) -54,4% Risultato netto di periodo 23.165 44.515 -48,0% L’andamento della gestione 2024 mostra per la Società ricavi verso terzi pari a 109 milioni di euro in diminuzione del 28% rispetto al 2023 e ricavi verso società del Gruppo anch’essi in diminuzione dell’8%. Tale decremento, in linea con quanto registrato a livello di Gruppo, è riferito principalmente al rallentamento della domanda nei mercati europei, principalmente legati alle pompe di calore. Tra i ricavi diversi figurano principalmente le royalties attive verso società del gruppo relativamente a contratti di licenza del know how e i crediti di imposta per attività di ricerca e sviluppo previsti dalle leggi nazionali. Gli occupati totali passano da 756 di fine 2023 unità a 753 al 31 dicembre 2024. Tra i proventi finanziari nell’esercizio 2024 sono stati contabilizzati dividendi da società estere per 28,1 milioni di euro (29,8 milioni di euro nel 2023) principalmente ricevuti dalle controllate cinese, americana e tedesca (Hygromatik).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 23 Di seguito si riporta la situazione patrimoniale riclassificata al 31 dicembre 2024 comparata con il periodo precedente: CAREL INDUSTIRES S.P.A. (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023(*) Delta % Capitale immobilizzato 460.788 434.505 6,0% Capitale circolante 8.763 12.789 -31,5% Piani a benefici definiti (3.140) (4.319) -27,3% Capitale investito netto 466.411 442.975 5,3% Patrimonio netto 360.536 359.041 0,4% Altre passività / attività per put/call option 8.250 28.033 -70,6% Posizione finanziaria netta (disponibilità) 97.624 55.901 74,6% Totale copertura 466.411 442.975 5,3% (*) si sottolinea che al 31.12.2023 la voce Capitale Circolante e Altre attività e passività per put/call option sono state riesposte per complessivi 12.636 migliaia di euro al fine di includere la passività verso CFM. L’incremento delle immobilizzazioni è principalmente dovuto: • all’attività di investimento in attività materiali per 9,5 milioni di euro (di cui 0,5 milioni di euro relativi alla contabilizzazione di contratti di lease) e in attività immateriali per 6,5 milioni di euro; • all’iscrizione della quota relativa al 49% della partecipazione in CFM. Gli ammortamenti del periodo ammontano a 11,4 milioni di euro Il capitale circolante risulta in diminuzione principalmente per la diminuzione dei crediti commerciali (47,0 milioni di euro rispetto a 56,1 milioni di euro dell’esercizio precedente) e delle rimanenze (27,3 milioni di euro rispetto a 33,6 milioni al 31 dicembre 2023) solo in parte compensata da minori debiti commerciali (59,0 milioni di euro rispetto a 66,8 milioni al 31 dicembre 2023). Infine, la posizione finanziaria espone al 31 dicembre 2024 un saldo negativo di 97,6 milioni di euro rappresentata da disponibilità liquide e attività finanziarie correnti e non correnti per 70,7 milioni (la quota parte delle attività non correnti è classificata all’interno della voce Altre attività non correnti) che si confrontano con passività finanziarie per 168,3 milioni di euro, di cui 14,0 milioni di euro relativi a passività finanziarie su contratti di lease. Di seguito si riporta la riconciliazione del patrimonio netto della Capogruppo con il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Patrimonio netto Risultato del periodo Patrimonio netto Risultato del periodo Carel Industries SpA 360.536 23.165 359.041 44.515 Risultato e Patrimonio netto delle società consolidate 353.835 53.311 310.293 59.357 Eliminazione del valore di carico delle società consolidate (451.949) 9.576 (422.714) (2.288) Eliminazione dividendi infragruppo - (30.130) - (29.827) Eliminazione dei profitti interni su rimanenze di magazzino (10.828) 4.652 (15.480) (2.285) Allocazione del Prezzo delle Acquisizioni aziendali 258.197 (3.689) 260.878 (4.390) Altre rettifiche (74.846) 5.757 (115.595) 5.859 Gruppo Carel Industries 434.944 62.642 376.422 70.942 La voce Altre rettifiche include principalmente la valorizzazione dell’opzione put e call relativa al 17,6% della controllata Kiona e al 30% della controllata Sauber.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 24 SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E AMBIENTE Nel corso dell'anno 2024, in linea con gli esercizi precedenti, non si sono verificati incidenti mortali. A livello di Carel Industries S.p.A. si sono registrate due richieste di malattie professionali. Nel corso del 2024 a livello di Gruppo, si segnalano 17 eventi lievi sul luogo di lavoro (quattordici a carico di dipendenti e tre a carico di lavoratori temporanei), che hanno comportato o un'assenza o una limitazione temporanea dal lavoro per i lavoratori coinvolti. Non si registrano infortuni in itinere con trasporto organizzato dal Gruppo. Si registra un aumento dell'indice di frequenza complessivo (dipendenti e altri lavoratori) del 37% rispetto all'anno precedente a fronte di un incremento del 3% del numero complessivo di ore lavorate nel gruppo. L'assenza dal lavoro è stata molto limitata come rappresentato dall'indice di gravità pari a 0,44 (indice di gravita = giorni complessivi persi/ore lavorate normalizzato su 10.000). L'azienda non ha subito nel corso del 2024 alcuna citazione né tanto meno condanne per reati commessi in violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro né per reati ambientali nell'anno di riferimento. Si segnala che nel corso del 2024 Carel Industries S.p.A. ha confermato le certificazioni sia in ambito salute e sicurezza, secondo la norma internazionale ISO 45001:2018, che ambientale, secondo la norma internazionale ISO 14001:2015. Complessivamente i siti certificati in materia di sicurezza costituiscono il 30% dei siti produttivi (includendo il consolidamento per l’intero anno delle acquisizioni 2023) che in termini di superficie occupata rappresentano il 50% del totale, ovvero il 58% del personale presente nei suddetti siti produttivi. Si rimanda per maggior completezza e approfondimento su tutto quanto sopra esposto, all’informativa sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) redatta secondo gli standard ESRS e riportata nel prosieguo del documento. RISORSE UMANE E ORGANIZZAZIONE Al 31 dicembre 2024 il numero di dipendenti in forza al Gruppo, suddiviso per singole aree geografiche, è il seguente: 31.12.2024 31.12.2023 Delta Europa, Medio Oriente, Africa 1.846 1.901 (55) APAC 398 406 (8) Nord America 285 273 12 Sud America 63 61 2 Totale 2.592 2.641 (49) La struttura organizzativa del Gruppo vede una lieve flessione nel numero dei dipendenti (-1,9%) strettamente legata all’andamento del business e quindi collegata all’interruzione di alcuni contratti a termine nelle strutture produttive. Il mix tra blue collars e white collars è rispettivamente del 35% e 65% come rappresentato dalla tabella sottostante: 2024 Totale % Executive 80 3% Impiegati 1.601 62% Operai 911 35% Totale 2.592 100% L’anno 2024 ha visto l’assunzione di 285 collaboratori, di cui il 36% donne, a fronte dell’uscita di 331 risorse, di cui il 37% donne; tra questi si sono registrati anche un certo numero di casi di dimissione per quiescenza.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 25 FORMAZIONE 2024 La formazione rappresenta uno degli strumenti principali di sviluppo della strategia industriale adottata dal Gruppo, al fine di garantire la massima professionalità all’interno di tutte le aree aziendali ; il Gruppo si è storicamente dotato di avanzati programmi di formazione e sviluppo del personale: nel corso del 2024 sono state erogate complessivamente oltre 42.000 mila ore di formazione che corrispondono a 16 ore medie a dipendente. RELAZIONI INDUSTRIALI A livello di relazioni industriali, il 2024 si è caratterizzato per una costante e costruttiva collaborazione tra gli uffici del personale e le organizzazioni sindacali presenti nei diversi stabilimenti del Gruppo sia in Italia che all’estero. La positività delle relazioni industriali all’interno del Gruppo è altresì confermata dalla scarsa conflittualità nei rapporti sindacali: basti pensare come, nel corso del 2024, si siano svolte presso la Capogruppo 3 giornate di sciopero e uno sciopero da 2 ore, peraltro indette a livello nazionale, nelle quali si è registrato un tasso di adesione medio del 15,7%. Nel corso del 2024 si è concluso un accordo collettivo aziendale in CAREL Adriatic, sito croato del Gruppo, accordo che va ad aggiungersi a quelli in forza in Italia in Carel Industries e Recuperator. A livello Gruppo il tasso di sindacalizzazione ha continuato ad essere molto contenuto a dimostrazione che, in particolare su siti produttivi locali e laddove possibile in base alle normative vigenti, vengono privilegiate le relazioni industriali “dirette”, ovvero senza la mediazione di una rappresentanza sindacale interna o esterna ai lavoratori. Nel corso del 2024 la percentuale di dipendenti del Gruppo CAREL coperti da accordi di contrattazione collettiva è pari al 58%. La restante parte dei dipendenti risulta assunta con contratti aziendali o individuali che hanno come riferimento le norme e le prassi di mercato locali, il Codice Etico e le Policy Diritti Umani, Diversità, Ambiente Salute e Sicurezza del Gruppo. RISORSE IMMATERIALI ESSENZIALI Il Gruppo ritiene che le risorse immateriali essenziali, così come definite dall’art. 1 del D. Lgs. 6 settembre 2024, n. 125 (“D. Lgs. 125”), siano rappresentate dal capitale organizzativo, dal capitale umano e dal capitale relazionale. In merito si rimanda ai paragrafi “Attività di Ricerca e Sviluppo 2024”, “Strategia di Sostenibilità del Gruppo”, “Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori”, “Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti”, “Cultura d’impresa”, “Struttura di corporate governace di Carel” e “Interessi e opinioni degli stakeholder” della presente relazione sulla gestione. ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO 2024 La società attribuisce da sempre alla Ricerca e Sviluppo un ruolo di rilevanza strategica per mantenere la propria posizione di leadership nel mercato HVAC/R, con l’intento di differenziarsi e di fornire ai propri clienti soluzioni tecnologicamente innovative e a costi sempre più competitivi. Le energie dello sviluppo rimangono concentrate su soluzioni per raggiungere sempre maggiore efficienza energetica e sulla possibilità di utilizzare refrigeranti naturali. In Europa il costo dei refrigeranti sta aumentando vertiginosamente per effetto del contingentamento di quelli a maggior impatto ambientale. Notevole anche la crescita in ambito servizi, sia quelli on field, sostenuti dalle competenze del Gruppo nelle diverse applicazioni coperte, che quelli digitali di raccolta delle informazioni dagli impianti con la creazione di reports and descriptive analytics che permettono di migliorare ed ottimizzare la gestione degli impianti di refrigerazione e condizionamento. Ad oggi l’area di Ricerca e Sviluppo è formata da 4 divisioni Digital, Knowledge Center, Humidification, Heat Exchangers and Mechanics.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 26 L’area Ricerca e Sviluppo nel 2024 ha potuto contare, nella sua totalità, su un organico di 318 risorse (di cui 162 presso la capogruppo Carel Industries S.p.A., 12 in Carel USA, 67 in China, 5 in Hygromatik, 5 in Recuperator, 8 in Klingenburg, 18 in Senva e 41 in Kiona). Il personale è altamente qualificato con un livello di scolarizzazione elevato. I costi (costi del personale, spese operative e investimenti in capitale fisso) connessi alla funzione hanno inciso per il 5,6% sul fatturato e in valore assoluto sono stati pari a 32,7 milioni di euro in aumento (+20,8%) rispetto allo scorso anno. Alcuni gruppi di sviluppo della divisione Digital e di R&D hanno iniziato ad utilizzare nuove metodologie di lavoro AGILE per le attività di sviluppo SW ed HW. Questa metodologia ha permesso di avvicinare al team di design le reali esigenze del cliente e dell’applicazione finale tramite continue iterazioni con lo stesso. Un ulteriore ambito di sperimentazione è stata la dinamica di interazione tra le varie figure professionali all’interno del team che a differenza delle metodologie classiche permette un confronto più franco, efficace ed efficiente. Molta attenzione è stata mantenuta nel consolidamento delle competenze di sviluppo negli altri siti di sviluppo mondiali, attraverso le figure di System Managers, al fine di aumentare globalmente la capacità per sostenere le esigenze di design del Gruppo. Processo di sviluppo, metodologie e standard sono mantenuti e diffusi globalmente e sono la guida per ogni attività di design al fine di garantire in ogni sito lo stesso livello di qualità. Si è continuato a lavorare sul processo di Production Part Approval Process (PPAP) verso i fornitori di materiali soprattutto a disegno al fine di elevare il livello di qualità sia con riferimento al design che all’affidabilità del flusso produttivo. Ciò permetterà di aumentare l’affidabilità dei flussi di fornitura con i conseguenti miglioramenti logistici e qualitativi. Parimenti è stato ulteriormente potenziato il processo Production Part Approval Process (PPAP) verso in nostri clienti, sfruttando una evoluzione di mercato verso l’uso di refrigeranti infiammabili, andando ad approfondire tecniche di FEMEA di prodotto e di processo produttivo, nonché la formalizzazione di Process flow, Control Plan di processo. È confermato l’approccio modulare allo sviluppo dei prodotti, nelle diverse aree (elettronica, meccanica e software), con l’obiettivo di favorire quanto più possibile il riutilizzo e la riutilizzabilità dei vari moduli e così permettere una diminuzione del tempo di sviluppo, una maggior affidabilità ed una riduzione del costo dei prodotti. Nel 2024 si è continuato ad investire energie nell’utilizzo del nuovo processo di gestione delle customizzazioni, supportato da un software per la gestione del ciclo di vita dei prodotti (PLM – Product Lifecycle Management) con l’obiettivo di rendere maggiormente efficienti le attività di sviluppo, permettere una semplice configurazione e customizzazione dei prodotti a sostegno del business (valorizzando così sia la struttura altamente modulare che le flessibilità di configurazione e customizzazione previste in linea produttiva), consentire una maggiore integrazione tra le attività di engineering e di industrializzazione di prodotto, nonché strutturare il flusso di informazioni tra i diversi plant del Gruppo dove i prodotti vengono realizzati. L’attività di Ricerca e Sviluppo inoltre cresce anche attraverso rapporti consolidati di collaborazione con l’Università di Padova, il Politecnico di Milano, il Danish Technological Institute, il Fraunhoffer Institute, il Competence Center SMACT e l’Università di Udine (in vari ambiti dall’elettronica analogica e digitale, le architetture di calcolo evolute, all’elettronica di potenza, alla teoria dei sistemi e il controllo, le applicazioni termodinamiche, la fisica tecnica ed i processi produttivi meccanici), il CNR e le più importanti associazioni del settore, come EPEE (European Partnership for Energy and Environment), EUROVENT (che opera a livello Europeo sia su refrigerazione che su riscaldamento e condizionamento con appendici in Medio Oriente e India), EHPA (European Heat Pump Association) AICARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento, Refrigerazione), ASHRAE (American Society of Heating and Air-Conditioning Engineers), AHRI (Air-Conditioning, Heating and Refrigeration Institute), CRAA (China Refrigeration and Air Conditioning Industry Association) e CAR (Chinese Association of Refrigeration). Nel corso del 2024 si sono aggiunte le collaborazioni con le associazioni ANIMA e ASSOCOLD in Italia, che operano rispettivamente nel settore industriale ed in quello della refrigerazione commerciale, e con l’Unione del Caldo e del Freddo Green, coordinata da Legambiente e attiva nel settore delle tecnologie sostenibili basate su refrigeranti naturali.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 27 Nel corso dell’esercizio 2024 i progetti in area Sviluppo Prodotto sono stati indirizzati secondo le quattro direttrici adottate a livello di gruppo: • acquisizione di nuove tecnologie di base e processi • sviluppo di nuovi prodotti/piattaforme di prodotto • miglioramento dei prodotti di piattaforma • sviluppo di nuove soluzioni verticali a partire dai prodotti disponibili. Le 4 direttrici di sviluppo sono state confermate in: • efficienza energetica • refrigeranti naturali • monitoraggio, analisi dati e ottimizzazione d’impianto • rivisitazione e potenziamento delle attuali gamme di prodotto In fase di studio nuove versioni della nuova famiglia di controlli di refrigerazione iJ, caratterizzata da un aspetto molto accattivante, fortemente integrabile nelle unità di refrigerazione, estremamente adattabile in termini di estetica, parametri e funzionalità. La nuova piattaforma è caratterizzata da una elevata connettività (BLE, NFC), un'integrazione spinta con i sistemi di supervisione, la compatibilità con refrigeranti infiammabili ed una resistenza agli agenti ambientali inquinanti particolarmente sviluppata. Per la famiglia di prodotto IJ è disponibile una versione che permette l’utilizzo in ambienti particolarmente ostili in termini di polvere e umidità, con riferimento alla refrigerazione commerciale per cucine professionali. Nel corso del 2024 inoltre, nell’ottica di ampliare le soluzioni a scaffale e rispondere alle esigenze dei clienti con una vista sempre più WW in termini di applicazioni e copertura delle diverse nicchie di mercato, la piattaforma di prodotti iJ è stata oggetto di una significativa azione di sviluppo delle funzionalità del prodotto andando ad ampliare le potenzialità in termini di connettività wireless introducendo la connessione Wi-Fi embeddata nel controllo. Questo ha rappresentato un significativo avanzamento in termini di nuove feature disponibili per la piattaforma. La connettività Wi-Fi infatti consente di abilitare la possibilità di collegarsi in supervisione con i controlli anche nel caso di applicazioni o installazioni dove la soluzione di connettività cablata può risultare difficile o addirittura antieconomica, offrendo quindi una connessione diretta al cloud, facilitando la condivisione dei dati in tempo reale e quindi potenzialmente abilitando per tutte le applicazioni una serie di servizi i cui vantaggi per il cliente finale includono: 1. Possibilità di monitorare da remoto lo stato e le performance del prodotto da qualsiasi luogo, utilizzando un'applicazione mobile o un portale web e quindi permettendo un controllo costante del comportamento della macchina. 2. Raccolta e analisi dei dati in tempo reale consentendo un'ottimizzazione continua delle performance del prodotto, permettendo ai clienti di ricevere suggerimenti per migliorare l'efficienza energetica del sistema e ridurre i costi operativi. 3. Abilitazione di nuovi servizi come la manutenzione predittiva, che aiuta a prevenire guasti e a prolungare la vita utile del prodotto. L'integrazione di queste nuove funzionalità tecniche non solo migliora l'esperienza del cliente, ma rende il prodotto più competitivo e adatto a una varietà di scenari applicativi. Nel 2024 è stato gestito il progetto per lo sviluppo del primo modulo della nuova piattaforma di controlli Mid Size Controller (MSC). L’obiettivo del progetto è stato duplice: 1) abilitare soluzioni tecnologiche e l’architettura da utilizzare in futuro per la creazione di soluzioni di prodotti mid-range e 2) arrivare nel caso

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 28 specifico alla realizzazione di un nuovo controllo elettronico con specializzazione per i banchi frigoriferi canalizzati, celle e banchi plug- in tipiche delle applicazioni del mondo retail. Tra i pillar del progetto è stato considerato come prioritario la possibilità di fornire strategie per l’ottimizzazione diretta del consumo energetico e il supporto alla figura dell’energy manager del building attraverso suggerimenti sui possibili punti di intervento, agevolare l’integrazione con i più moderni sistemi di supervisore per permettere una vista complessiva delle aree di consumo (refrigerazione, illuminazione, condizionamento dell’aria) e un’analisi in merito alla loro concorrenza o sovrapposizione. Per fare questo il nuovo controllo elettronico è stato dotato di un accesso diretto ai consumi dei carichi elettrici tipici di un banco refrigerato (compressori, ventole e resistenze) tramite cui è possibile utilizzare i dati raccolti per intervenire direttamente sulla parametrizzazione o suggerire al manutentore variazioni possibili per il risparmio energetico. I dati raccolti potranno essere veicolati dal monitoraggio continuo verso il sistema di supervisione allo scopo di costruire una vista comparata e intercettare “anomalie” energetiche da segnalare per indirizzare un intervento. Con il passare dei giorni, delle settimane, dei mesi, sarà quindi possibile creare, nel sistema di aggregazione dei dati, un modello di riferimento ottimale a cui fare tendere le singole unità per massimizzare l’efficienza. Questo modello digitale potrebbe in una seconda fase essere un riferimento interno al controllo che autonomamente lavora e si parametrizza per avvicinarsi alla condizione ottima di lavoro sull’impianto. La connettività offerta dal servizio di un monitoraggio locale e cloud, permetterà anche in questo caso di creare dei modelli di riferimento ai cui far tendere tutti i dispositivi controllati appartenenti ad una medesima classe. La nuova piattaforma include anche una porta USB-C che semplifica notevolmente la configurazione iniziale del prodotto. La modalità di utilizzo di questa porta rappresenta infatti una novità rispetto a quanto Carel rende oggi disponibile anche su famiglie di prodotto di fascia superiore. Questa porta permette di effettuare il commissioning anche quando il sistema non è acceso. Questo significa che la parametrizzazione del prodotto, gli aggiornamenti software e la raccolta dei dati possono essere avviati rapidamente senza dover necessariamente accendere il sistema rendendo di fatto l'intero processo di installazione e gestione molto più efficiente, rapido e sicuro. Infine, sfruttando le potenzialità dell’HW messo a disposizione dalla nuova piattaforma, abbiamo in roadmap su questa applicazione specifica l’implementazione di un algoritmo di smart defrost che sarà in grado di regolare in modo intelligente i cicli di sbrinamento del banco frigo, migliorando l'efficienza energetica del sistema e prolungandone la vita. Nel 2024 abbiamo sviluppato una nuova μSOM, ovvero un nuovo sistema miniaturizzato general-purpose su modulo (System On Module) da adottare sulle future piattaforme in via di sviluppo come nuovo core di prodotto, costituito principalmente da un microprocessore, da memorie RAM e da memorie FLASH. Questo oggetto amplia l'attuale portafoglio di μSOM di Carel, preservando alcune caratteristiche comuni al fine di rendere l'integrazione o la migrazione il più semplice possibile sia per i prodotti di nuova generazione che per altri già in produzione di massa, implementando il concetto di modularità nella sua massima declinazione. In secondo luogo, la nuova μSOM rappresenta una strategia di continuità operativa, per ridurre al minimo il rischio di esposizione alle problematiche di

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 29 approvvigionamento, in particolare in un contesto di mercato incerto come quello attuale. Questo grazie alle sue caratteristiche di retrocompatibilità, come lo stesso fattore di forma e la compatibilità pin-to-pin con alcuni prodotti esistenti. Questa nuova μSOM introduce anche degli importanti miglioramenti rispetto ai predecessori: una maggiore potenza computazionale, fino al 68% in più dei predecessori, una maggiore focalizzazione alla cybersecurity, grazie all'adozione dello stato dell'arte dell'architettura ARM e di tutti i metodi che questa fornisce (boot sicuro, trustZone, debug autenticato, anti tampering, etc). Un altro aspetto importante riguarda la possibile introduzione di nuove memorie di massa, grazie alla presenza di nuovi bus di espansione e per ultimo, l'introduzione dell'USB-C. Nel 2024 si è concluso lo sviluppo della nuova valvola E5V-C: con la sua entrata nel mercato questo nuovo modello va a rafforzare e completare la gamma di valvole Carel per applicazioni CO2. Relativamente alla progettazione delle valvole, si conferma che anche nel 2024 si è continuato ad investire in nuove risorse per sviluppare le capacità di simulazione fluidodinamica in modo da anticipare e risolvere le possibili problematiche già in fase di design. Nel 2024, nel laboratorio di ricerca applicata del Knowledge Center di HQs, si è condotto un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, dedicato alle pompe di calore per il mercato residenziale con tecnologie all’avanguardia (compressori a magneti permanenti con capacità variabile, valvole di espansione elettroniche, elettronica top di gamma) e refrigeranti naturali (R-290, propano). Il progetto ha contribuito allo studio e allo sviluppo di sistemi elettronici di analisi e predizione guasti, in particolare il malfunzionamento delle batterie evaporanti a causa di polvere, detriti, fogliame, ghiaccio, e le fughe di refrigerante. Il progetto ha coinvolto competenze e tecnologie quali la modellistica matematica ed il machine learning, e ha unito diverse campagne di test in camera climatica alla generazione di dati sintetici per ampliare le casistiche collaudate. Inoltre, nello stesso laboratorio si è condotto un progetto di ricerca in ambito unità di trattamento d’aria con focus sulle tecnologie e competenze delle diverse aziende del Gruppo (Carel, Enginia, Recuperator, Klingemburg). Durante il progetto, si è condotta un’analisi delle performance e dell’affidabilità dei diversi componenti quali controllo elettronico, umidificatori di varie tipologie, scambiatori di calore a flussi incrociati o a ruota entalpica, serrande e finestre di ispezione visti come insieme. Lo scopo è quello di fornire funzionalità aggiuntive ai clienti che adotteranno tutto il pacchetto di prodotti del Gruppo Carel all’interno di questa applicazione. Il patrimonio di innovazione creato dal gruppo negli anni è tutelato da 87 brevetti (richiesti o concessi), 9 dei quali sono il frutto delle attività di innovazione dell’anno 2024 e vanno a coprire, oltre all’attività inventiva, la novità di applicazioni note in altri ambiti ma applicate da CAREL nelle applicazioni di interesse dei propri clienti.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 30 RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITA’ ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI CRITERI PER LA REDAZIONE La presente Rendicontazione di Sostenibilità (di seguito anche “Rendicontazione”) è redatta su base consolidata con riferimento all’anno di rendicontazione 2024. Il perimetro di consolidamento coincide con quello considerato ai fini del Bilancio Finanziario Consolidato del Gruppo CAREL (di seguito anche “Gruppo” o “CAREL”), la cui Capogruppo è rappresentata da Carel Industries S.p.A (di seguito anche “la Capogruppo”, “la Società” o “Carel Industries”). La presente Rendicontazione è redatta, per la prima volta, in conformità agli ESRS (European Sustainability Reporting Standard) previsti della Direttiva UE CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), recepita in Italia dal D. Lgs. 125/2024 18 . La Rendicontazione di Sostenibilità copre la catena del valore con riferimento alle politiche e alle azioni presentate di seguito nel documento, con cui CAREL gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità che si manifestano nelle attività a monte e a valle, così come identificati nell’ambito dell’analisi di doppia rilevanza (presentata nella sezione “Impatti, rischi e opportunità”-), e in relazione al calcolo delle emissioni di gas ad effetto serra di Scope 3 (presentato nel capitolo E1 – Cambiamenti climatici). 19 Le metriche riportate nella Rendicontazione di Sostenibilità soggette a stima da parte del management, caratterizzate da un elevato livello di incertezza, sono: • tutte le informazioni prospettiche, in quanto fanno riferimento ad eventi futuri, i cui esiti possono differire, anche sostanzialmente, dalle previsioni effettuate; • la metrica E1-6 - Emissioni lorde di GES, con riferimento alle emissioni di Scope 3 (per informazioni di dettaglio di rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici); • le metriche relative all’obbligo di informativa E5-4 - Flussi di risorse in entrata (con specifico riferimento ai requisiti applicativi E5-4 31 a), b), c)); • gli importi CapEx e OpEx identificati quali risorse finanziarie per l’attuazione di azioni future per le quali il Gruppo ha stimato gli investimenti necessari, i cui costi di implementazione, tuttavia, possono sensibilmente variare in considerazione del contesto. Nessuna metrica presentata nel documento è convalidata da un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l’attestazione della conformità. Si segnala che è stato modificato il valore relativo alle emissioni Scope 3 - categoria 11 (Uso dei prodotti venduti) rispetto al dato rendicontato nel 2023, a seguito di un affinamento nella metodologia di calcolo, in allineamento ai requisiti SBTi. Il valore aggiornato è riportato nella sezione “Emissioni indirette (Scope 3)” del Capitolo E1 – Cambiamenti climatici. La Società non si è avvalsa dell'opzione di omettere una specifica informazione corrispondente a proprietà intellettuale, know-how o a risultati dell'innovazione né dell'esenzione dalla comunicazione di informazioni concernenti gli sviluppi imminenti o le questioni oggetto di negoziazione, a norma dall'articolo 19 bis, paragrafo 3, e dell'articolo 29 bis, paragrafo 3, della direttiva 2013/34/UE. Gli orizzonti temporali considerati ai fini della redazione della presente Rendicontazione, che si discostano dagli orizzonti temporali definiti dall'ESRS 1, sono i seguenti: • breve termine: da 0 a 1 anno. L'orizzonte temporale a breve termine è allineato con il periodo di pianificazione del budget finanziario; 18 I Data Point BP-2 13 a), b), c) sono considerati Not Applicable, in quanto la presente Rendicontazione di Sostenibilità rappresenta il primo anno di applicazione degli standard ESRS. 19 Si rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici per indicazione della quota delle emissioni Scope 3 misurata usando input provenienti da attività specifiche lungo la catena del valore a monte e a valle.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 31 • medio termine: da 1 a 4 anni. L'orizzonte temporale a medio termine è allineato con il Piano Industriale e il Piano di Sostenibilità di CAREL; • lungo termine: da 4 a 10 anni. L’orizzonte temporale di lungo termine è in linea con il Piano di Transizione Climatica di CAREL, che include obiettivi di riduzione delle emissioni a dieci anni. La Rendicontazione include informazioni prescritte dal Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio e informazioni relative ai Sistemi di Gestione certificati secondo le seguenti norme: ISO 14001 (Sistema di Gestione Ambientale), ISO 50001 (Sistema di Gestione dell’Energia), ISO 45001 (Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro), UNI/PdR 125:2022 (Sistema di Gestione per la Parità di Genere). Sono inoltre incluse metriche specifiche per l’entità, alcune delle quali fanno riferimento al framework GRI Standards. Gli obblighi d’informativa SBM-1 40 a) i. e SBM-1 42 b) sono rendicontati alla pagina 31 della Rendicontazione di Sostenibilità e integrati con le informazioni presenti alle pagine 11 e seguenti della Relazione Sulla Gestione. MODELLO AZIENDALE E CATENA DEL VALORE Il Gruppo CAREL 20 è da sempre promotore e protagonista di sistemi di controllo evoluti e soluzioni innovative nel settore Heating, Ventilation, Air Conditioning and Refrigeration (di seguito anche “HVAC/R”). Le "high efficiency solutions" rappresentano una risposta alla salvaguardia dell'ambiente mediante sistemi di controllo ottimizzati e integrati, in grado di far ottenere un sensibile risparmio energetico e una conseguente riduzione dell'impatto ambientale. Gli ambiti di applicazione dei prodotti e servizi del Gruppo CAREL sono riportati nella sezione “Attività e Mercati” della Relazione sulla Gestione, a cui si rimanda per maggiori dettagli. CATENA DEL VALORE A VALLE I clienti principali per CAREL sono tradizionalmente rappresentati dagli Original Equipment Manufacturer (OEM), produttori di unità complete per applicazioni nei mercati HVAC/R che rappresentano una quota significativa del fatturato complessivo del Gruppo; tuttavia, nel corso degli ultimi esercizi il Gruppo ha sviluppato significative relazioni commerciali con altre tipologie di clienti, in particolare progettisti, contractor, end user e distributori, che raggiunge attraverso un’estesa rete logistica basata su trasportatori esterni specializzati. Il Gruppo ha instaurato negli anni un rapporto di partnership con i clienti (cosviluppo) che permette una migliore comprensione delle loro esigenze, supporta il primato nell’introduzione di innovazioni e massimizza la durata del rapporto commerciale con il Gruppo CAREL per la fornitura di componenti, valorizzando il Customer Lifetime Value. CATENA DEL VALORE A MONTE La platea di fornitori del gruppo CAREL è molto ampia ed eterogenea, composta da fornitori di materiali, componentistica e prodotti, oltre a una vasta gamma di fornitori di servizi. Si tratta principalmente di distributori globali e, in misura minore, costruttori per la componentistica elettronica e di costruttori di medie e piccole dimensioni per i materiali, la componentistica meccanica, elettro-meccanica e i prodotti finiti. Le principali categorie di acquisto sono rappresentate dai componenti elettronici (e.g. semiconduttori, pcb, resistenze, condensatori, etc.) ed elettromeccanici (e.g. trasformatori, switch, interruttori, etc.), dai componenti meccanici (sia in plastica che in metallo) e dai prodotti finiti che vengono poi rivenduti (e.g. supervisori, display, sensori, accessoristica, etc.). La strategia di approvvigionamento è differenziata in base al segmento di appartenenza del fornitore, definito considerando criteri di impatto e di difficoltà di sostituzione o ripristino della fornitura. Con i fornitori strategici, che sono ad alto impatto e difficili da sostituire, CAREL costruisce relazioni e meccanismi di escalation con i vertici aziendali e valuta periodicamente il rapporto con il fornitore attraverso meeting di 20 Il numero di dipendenti del Gruppo per aree geografiche è riportato nel capitolo S1 - Forza lavoro propria.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 32 allineamento strategico. Con i fornitori a impatto medio ma difficili da sostituire, ccdd. fornitori bottleneck, CAREL implementa politiche di multi-sourcing e monitora la capacità produttiva del fornitore per verificare che riesca a soddisfare la curva di domanda futura del Gruppo. La gestione dei fornitori critici include anche il monitoraggio della stabilità finanziaria del fornitore e lo strumento di vendor rating con cui vengono valutate le sue performance di consegna e qualità. In aggiunta, grazie a uno strumento di misurazione interno, CAREL è in grado di quantificare il rischio associato a ciascun componente utilizzato come input per la produzione dei propri prodotti, in termini di potenziale danno al business. Attraverso questo sistema, CAREL può valutare l’impatto economico di eventuali interruzioni di fornitura, tenendo conto dell'importanza economica di ciascun componente e del fatturato che i prodotti che lo contengono sono in grado di generare. I fornitori ccdd. leverage, a basso rischio di fornitura, sono gestiti tramite gare d'appalto e aste frequenti. Infine, con i fornitori a basso impatto economico e basso rischio di fornitura, CAREL adotta strategie di consolidamento. STRATEGIA DI SOSTENIBILITÀ DEL GRUPPO L’innovazione di prodotto e di processo rappresentano per il Gruppo CAREL due dei principali fattori che hanno contribuito alla sua crescita negli ultimi anni e costituiranno due degli elementi strategici per lo sviluppo dello stesso in futuro. Il Gruppo, infatti, attribuisce da sempre alla Ricerca e Sviluppo un ruolo di rilevanza strategica per mantenere la propria posizione di leadership nel mercato HVAC/R, con l’intento di differenziarsi e di introdurre nel mercato soluzioni tecnologicamente innovative, fornendo ai propri clienti nuovi prodotti, soluzioni e/o servizi che rispondono ed incorporano innovazioni tecnologiche. È la natura stessa dei prodotti e servizi e la loro evoluzione a richiedere, da parte del Gruppo, un continuo potenziamento e miglioramento delle performance dei propri prodotti, delle caratteristiche e dell’affidabilità della propria tecnologia. Uno dei pilastri che guida la strategia di innovazione di prodotto all’interno del Gruppo ha come target principale quello della sostenibilità ambientale, che da diversi anni viene perseguita attraverso due filoni convergenti: da un lato la massimizzazione dell’efficienza energetica con prodotti sempre più smart e interconnessi, e dall’altro l’impiego di gas refrigeranti e fluidi naturali con basso impatto emissivo, favorendo così la transizione energetica anche degli utilizzatori finali dei prodotti CAREL. Ciò è particolarmente importante se si considera che, in Europa, circa il 32% 21 dell’energia consumata negli edifici ogni anno è relativo alle applicazioni di riferimento del Gruppo e che i gas refrigeranti tradizionali (HFC), se dispersi in atmosfera, possono produrre un effetto serra migliaia di volte più dannoso rispetto a quello generato dall’anidride carbonica. Si rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici per informazioni più specifiche circa gli sviluppi in termini di efficienza energetica e ridotto impatto ambientale dei prodotti CAREL. A questi due filoni, su cui CAREL ha fondato la propria strategia da diversi anni, si affianca un terzo ambito, in cui il Gruppo sta progressivamente intensificando il proprio impegno: l’aumento della circolarità dei prodotti. Questo obiettivo viene perseguito attraverso studi e analisi mirati, da un lato, ad aumentare l’utilizzo di materiale riciclato e, dall’altro, ad accrescere la durata dei prodotti, favorendo il loro disassemblaggio, riutilizzo e riciclo al termine del ciclo di vita. Si rimanda al capitolo E5 – Economia circolare per informazioni di maggior dettaglio. Per promuove efficacemente l’innovazione, il Gruppo riconosce il ruolo centrale delle Persone, considerate il motore principale del progresso e dell’innovazione. In quest’ottica la sfida principale per CAREL è quella di essere un polo attrattivo per talenti, in grado di attirare e trattenere le migliori risorse. Per questo motivo, in continuità con quanto fatto negli anni precedenti, CAREL mette al centro delle proprie azioni le Persone che costituiscono la sua forza lavoro, ponendo particolare attenzione alla comprensione delle loro esigenze e allo sviluppo del loro talento, e promuovendo un ambiente di lavoro che favorisca la crescita professionale e personale. Questo modo di operare costituisce asse portante della strategia del Gruppo e leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile. La strategia di CAREL porta quindi con sé gli impatti positivi significativi in termini di contributo allo sviluppo socioeconomico attraverso la creazione di posti di lavoro sicuri, favorendo l’inclusione lavorativa, 21 Fonte: Energy Performance of Building Directive.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 33 e di promozione della creatività e dell’innovazione delle risorse umane e sviluppo delle loro competenze trasversali e tecniche. Al contempo, la strategia si articola in direttrici mirate a gestire e mitigare i potenziali impatti negativi connessi allo svolgimento di un’attività aziendale. Si rimanda al capitolo S1 – Forza lavoro propria per un approfondimento sulle attività che determinano gli impatti positivi rilevanti o che consentono di mitigare i potenziali impatti negativi rilevanti e le tipologie di lavoratori che ne beneficiano. In questo quadro, il CAREL Culture Code assume un ruolo centrale, avendo l’obiettivo di proporre un’identità aziendale forte e condivisa, in grado di alimentare la coesione tra le persone e l’allineamento verso la realizzazione degli obiettivi strategici. L’approccio di CAREL si concentra quindi sul coinvolgimento attivo delle Persone, facendo in modo che i loro interessi siano integrati nella strategia aziendale; solo così si può costruire una relazione solida e duratura, dove il benessere dei dipendenti è la chiave per un successo sostenibile nel lungo periodo. PIANO DI SOSTENIBILITÀ 2025-2028 E PIANO DI TRANSIZIONE CLIMATICA Nel 2024, CAREL ha aggiornato la propria strategia di sostenibilità attraverso la redazione del nuovo Piano di Sostenibilità quadriennale per il periodo 2025-2028. La redazione del nuovo Piano di Sostenibilità ha visto la collaborazione di diverse Funzioni apicali della Capogruppo ciascuna delle quali ha contribuito, per la propria area di operatività, all’identificazione di obiettivi pluriennali anche considerando le istanze dei diversi stakeholder (interni ed esterni). Gli obiettivi e le iniziative di sostenibilità pianificati sono stati infatti definiti considerando i feedback derivanti dai rating di sostenibilità, che tengono in considerazione gli interessi di diverse categorie di stakeholder (e.g. dipendenti, lavoratori nella catena del valore, etc.) 22 , le evidenze emerse da benchmark condotti su best practice di mercato in materia di gestione delle questioni di sostenibilità, nonché le normative vigenti ed emergenti che hanno una connessione con i temi ESG. Il grado di raggiungimento degli obiettivi identificati nel Piano di Sostenibilità, i quali sono presentati nel dettaglio all’interno dei diversi capitoli tematici, consentirò al Gruppo di monitorare le proprie performance in relazione agli impatti, ai rischi e alle opportunità identificati e alle azioni pianificate per la gestione degli stessi. Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, CAREL ha inoltre definito il proprio Piano di Transizione Climatica, identificando obiettivi Near-Term di riduzione delle emissioni, approvati all’inizio del 2025 dalla Science- Based Target iniative (SBTi), al fine di allineare il percorso strategico del Gruppo ai più ampi obiettivi climatici internazionali (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici). Le leve di decarbonizzazione e le specifiche azioni previste dal Piano di Transizione sono state integrate nel nuovo Piano di Sostenibilità, che dettaglia l’implementazione delle stesse per il periodo 2025-2028. INTERESSI E OPINIONI DEGLI STAKEHOLDER Il costante dialogo e il coinvolgimento attivo degli stakeholder interni ed esterni esprimono la responsabilità che il Gruppo CAREL ha nei confronti del contesto sociale ed economico nel quale opera e consentono di individuare e condividere le principali direzioni di sviluppo e i trend di mercato, considerando sia le opportunità che i rischi che derivano dall’evoluzione dell’industria HVAC/R, a valle, e dell’industria elettronica, a monte. L’attenzione della Società alla qualità delle relazioni con gli stakeholder, espressa anche all’interno del Codice Etico, indirizzata alla comprensione delle loro aspettative e delle loro esigenze, si traduce in un approccio proattivo e un’interazione costante. Il Gruppo riconosce che il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale per comprendere gli impatti, positivi e negativi, che le attività aziendali possono generare su di essi e agire, rispettivamente, per valorizzarli o mitigarli, ma che rappresenta anche un’opportunità di crescita e arricchimento reciproco, contribuendo così alla creazione di valore sostenibile nel lungo termine. 22 La forza lavoro propria è stata coinvolta indirettamente nel processo di definizione e monitoraggio del Piano di Sostenibilità tramite il coinvolgimento di tutti i dipartimenti Risorse Umane del Gruppo che hanno fatto sintesi delle istanze dei collaboratori, mentre i rappresentanti dei lavoratori non sono stati coinvolti direttamente nel processo.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 34 Per tale ragione gli stakeholder sono continuamente informati delle attività del Gruppo attraverso canali e strumenti di interazione, come riepilogato nella tabella seguente: TABELLA 1: STRUMENTI E CANALI DI INTERAZIONE A DISPOSIZIONE DEGLI STAKEHOLDER Stakeholder Strumenti e canali di interazione Obiettivi del coinvolgimento Soci, Investitori e analisti Assemblea degli azionisti Comunicati stampa Informativa finanziaria al mercato Sito internet istituzionale Attività di contatto quotidiano via telefono e/o e-mail Conference call Roadshow Garantire trasparenza e accesso alle informazioni sulle strategie, le performance e gli impegni del Gruppo in materia di sostenibilità Favorire una comprensione approfondita dell’integrazione dei criteri ESG nella strategia del Gruppo Consolidare la fiducia del mercato e degli azionisti Istituzioni finanziarie Informativa finanziaria al mercato Incontri periodici con gli istituti di credito Garantire trasparenza e accesso alle informazioni sulle strategie, le performance e gli impegni del Gruppo in materia di sostenibilità Favorire una comprensione approfondita dell’integrazione dei criteri ESG nella strategia del Gruppo Consolidare la fiducia delle istituzioni finanziarie Favorire l’accesso al capitale finanziario Clienti Interazione con il personale di vendita e delle filiali Interazione con le funzioni regionali e di Gruppo (e.g. Top management, S&M, R&D, etc.) Sito internet istituzionale Fiere, eventi, seminari Associazioni di categoria Indagini di soddisfazione dei clienti (Voice of Customer, Net Promoter Score) Analisi della brand reputation online e social media Blog Favorire il cosviluppo del prodotto Garantire l’allineamento degli obiettivi del Gruppo alle esigenze e agli interessi dei Clienti Dipendenti e Rappresentanti dei Lavoratori Programmi inserimento nuovi assunti (CAREL Group Induction Process) Sistema di sviluppo delle performance e delle competenze (Performance Development Intranet aziendale Magazine interno per i dipendenti (Display – CAREL People Magazine) Comunicazione interna tramite meeting e-mail e web media Incontri periodici di confronto con le rappresentanze sindacali Comprendere le esigenze e degli interessi dei lavoratori propri Creare un ambiente di lavoro attento al benessere delle persone e stimolante Assicurare lo sviluppo professionale dei lavoratori propri Aumentare l’attraction e la retention dei talenti Fornitori e partner commerciali • Condivisione del Codice di Condotta Fornitori • Dialogo continuo e trasferimento di buone prassi e competenze • Definizione e condivisione di standard • Visite periodiche negli stabilimenti produttivi • Omologazione e auditing dei fornitori (CAREL Supplier Audit Check-list) • Interazione con il personale del controllo qualità • Software per la gestione degli ordini • Procedura di Vendor Evaluation • Instaurare rapporti commerciali duraturi • Includere aspetti sociali e ambientali nella selezione e valutazione dei fornitori • Mitigare potenziali impatti negativi legati alla catena di approvvigionamento, anche connessi ai lavoratori nella catena del valore • Mitigare i rischi legati ed eventi disruptive nella catena del valore Media e Influencer • Interviste con i vertici aziendali • Fiere ed Eventi • Press Area del Sito Web Istituzionale • Social media, Blog • Interazione con il personale di vendita e delle filiali • Sito internet istituzionale • Fiere, eventi, seminari • Analisi della brand reputation online e social media • Diffondere la Brand Awareness • Instaurare nuovi rapporti commerciali • Comprendere le opinioni degli stakeholder legate al brand • Assicurare una comunicazione continua degli obiettivi del Gruppo Enti e Istituzioni (Enti locali, pubblica • Incontri con rappresentanti delle istituzioni locali • Comprendere gli interessi degli enti locali • Garantire la compliance con le normative locali

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 35 amministrazione, enti regolatori, associazioni di categoria) Collettività e Generazioni Future (Comunità locali e ONG, Scuole e Università) • Sostegno o supporto di iniziative sociali • Interazione con il mondo accademico e scolastico • Comprendere le esigenze e gli interessi della comunità locale • Favorire lo sviluppo del territorio Associazioni di settore • Partecipazioni ad associazioni di settore nazionali ed internazionali • Comprendere i trend di mercato • Monitorare le normative emergenti impattanti il settore HVAC/R Il dialogo costante con gli stakeholder consente al Gruppo di integrare le loro istanze nelle proprie Politiche di impegno, nella strategia e nel modello aziendale, assicurando che siano allineati ai loro interessi e aspettative. In particolare, CAREL tiene in considerazione gli interessi degli stakeholder sia per valutare l'impatto delle proprie attività su di essi, sia per integrare tali interessi nella definizione della strategia di sostenibilità. A tal fine, nel 2022 l’analisi di materialità aveva visto l’ingaggio diretto di stakeholder interni ed esterni mentre le attività di valutazione della rilevanza condotte nel 2024 hanno coinvolto un Gruppo di Lavoro composto da Funzioni aziendali rappresentative di diversi stakeholder chiave, garantendo un'analisi inclusiva dei loro interessi. Inoltre, i fornitori vengono attivamente coinvolti attraverso la valutazione sulla sostenibilità condotta nella fase di phase-in, consentendo a CAREL di comprendere meglio gli impatti delle proprie scelte di approvvigionamento. Gli interessi degli stakeholder sono integrati anche nella definizione della strategia aziendale, come dimostrato dal processo di costruzione del Piano di Sostenibilità 2025-2028, che rappresenta uno strumento di rafforzamento della strategia esistente, i cui obiettivi e iniziative sono stati sviluppati tenendo conto dei feedback derivanti dai rating di sostenibilità, che riflettono le priorità di diverse categorie di stakeholder (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo “Strategia di Sostenibilità del Gruppo” del presente capitolo). L’ESG Team, che è anche incaricato di promuovere il dialogo con gli stakeholder, porta all’attenzione del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, del Comitato Esecutivo e del Sustainability Executive Director (i quali riportano al Consiglio di Amministrazione) le istanze degli stakeholder e i possibili impatti sulla strategia di sostenibilità del Gruppo. GOVERNANCE DELLA SOSTENIBILITÀ STRUTTURA DI CORPORATE GOVERNANCE DI CAREL La struttura di corporate governance di CAREL, che adotta il sistema di amministrazione e controllo tradizionale, si caratterizza per la presenza dei seguenti organi sociali: • il Consiglio di Amministrazione (di seguito anche “CdA”), incaricato di provvedere alla gestione dell’impresa sociale, che ha costituito al proprio interno il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (di seguito anche “CCRS”) e il Comitato Remunerazione; • il Collegio Sindacale, incaricato di vigilare; • l’Assemblea degli azionisti, competente a deliberare sulle materie riservate alla stessa dalla legge o dallo Statuto. CAREL ha applicato criteri di diversità, anche di genere, nella composizione del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dell’obiettivo prioritario di assicurare adeguata competenza e professionalità dei suoi membri. L’Assemblea degli Azionisti del 18 aprile 2024 ha deliberato, tra l’altro, in merito al rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione, in data 6 marzo 2024, tenuto conto degli esiti dell’autovalutazione, ha espresso il proprio orientamento rispetto alla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione, rivolgendo agli Azionisti l’auspicio che, nella presentazione delle liste, venisse mantenuto un analogo livello qualitativo del Consiglio in termini di competenze ed esperienze rappresentate, considerate le caratteristiche, anche di genere, dei candidati ed evidenziando, casomai, comunque l’opportunità per gli Azionisti di valutare, con l’intento di arricchire ulteriormente il Consiglio di personalità/professionalità e conoscenze, il possibile inserimento di figure che avessero maturato

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 36 esperienze di gestione in società quotate o in società analoghe, per dimensione, complessità, internazionalità e/o affinità di business, alla Società. Tenuto conto della struttura e della dimensione della Società, anche in ragione del relativo assetto proprietario, nonché del meccanismo del voto di lista previsto nello Statuto, che assicura una procedura di nomina trasparente e una equilibrata composizione dell’organo amministrativo, il Consiglio di Amministrazione, da ultimo in data 26 febbraio 2025, non ha ritenuto necessaria l’adozione di politiche e/o prassi in materia di diversità in relazione alla composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo relativamente ad aspetti quali età, composizione di genere e percorso formativo e professionale. La composizione dell’attuale Consiglio di Amministrazione è conforme alle disposizioni in materia di quote di genere negli organi sociali delle società quotate. In particolare, almeno due quinti del Consiglio di Amministrazione è costituito da amministratori del genere meno rappresentato in conformità alla disciplina vigente in materia di equilibrio tra i generi negli organi sociali delle società con azioni quotate. L’attuale Consiglio di Amministrazione possiede inoltre competenze specialistiche diversificate, inclusa esperienza nella direzione tecnica e generale di realtà operanti in settori affini, rilevanti per le attività del Gruppo e la sua presenza geografica, nell’ICT e nella trasformazione digitale, nella consulenza strategica con focus sulla Lean Manufacturing, nonché nella gestione di società di servizi software. Si riporta di seguito la composizione del Consiglio di Amministrazione, dei suoi Comitati e del Collegio Sindacale. TABELLA 2: COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E SUOI COMITATI E DEL COLLEGIO SINDACALE 23 2024 Consiglio di Amministrazione Comitato Controllo e rischi Comitato Remunerazione Collegio Sindacale N° Componenti 9 3 3 5 Esecutivi 4 3 3 NA Non esecutivi 5 - NA (di cui Indipendenti) (5) (55%) - NA Donne (44%) (67%) 2 (67%) 2 (40%) Uomini 5 (56%) 1 (33%) 1 (33%) 3 (60%) Indice di diversità di genere 24 0,80 2 2 0,67 < 30 anni - - tra i 30-50 anni (9%) - > di 50 anni 8 (91%) 3 (100%) 3 (100%) 5 (100%) Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità Il Gruppo ha istituito specifici organi e ruoli per la sorveglianza degli impatti, dei rischi e delle opportunità. Il Consiglio di Amministrazione definisce le strategie della Società e del Gruppo in coerenza con il perseguimento del successo sostenibile, monitorandone l’attuazione, nonché il sistema di governo societario più funzionale allo svolgimento dell’attività dell’impresa e al perseguimento delle sue strategie, tenendo conto degli spazi di autonomia offerti dall’ordinamento e, se del caso, valutando e promuovendo le modifiche opportune, sottoponendole, quando di competenza, all’assemblea dei soci. Il Consiglio di Amministrazione definisce la natura e il livello di rischio in linea con gli obiettivi strategici del Gruppo, considerando tutti gli aspetti rilevanti per il suo successo sostenibile. Il Consiglio di Amministrazione è inoltre incaricato di approvare le Politiche di impegno25, l’annuale Rendicontazione di Sostenibilità e il Piano pluriennale di Sostenibilità. Inoltre, nel 2025 il CdA ha preso visione dell’Analisi di Doppia Rilevanza 23 Tra i membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo non vi sono rappresentati dei dipendenti e degli altri lavoratori. 24 L’indice di diversità di genere è calcolato come: numero di membri di genere femminile / numero di membri di genere maschile. 25 Le Politiche di impegno, insieme alle Procedure specifiche ad esse collegate, costituiscono il principale strumento di controllo per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 37 condotta ai fini della presente Rendicontazione di Sostenibilità. Gli aspetti di sostenibilità, oltre che nei compiti attribuiti al CdA, sono anche inseriti nell’ambito del processo annuale di autovalutazione, nel contesto del quale ai membri viene chiesto di valutare se nello svolgimento del loro mandato sono state organizzate iniziative finalizzate a fornire un’adeguata conoscenza del settore di attività in cui opera la Società, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, anche nell’ottica dello sviluppo sostenibile della Società stessa. Al fine di promuovere e implementare al proprio interno le politiche di sviluppo sostenibile, nel 2021 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di attribuire ad un membro del Consiglio, il Sustainability Executive Director, talune deleghe operative in ambito sostenibilità: • definire le politiche aziendali del Gruppo in tema di visione e strategia di Sostenibilità coordinandosi con l’Amministratore Delegato; • definire, coordinandosi con dall’Amministratore Delegato, il sistema di governo della Sostenibilità; • definire, coordinandosi con l’Amministratore Delegato, gli obiettivi di miglioramento periodici verificandone la concreta attuazione mediante un costante monitoraggio; • supportare l’integrazione delle attività di sostenibilità nel piano industriale, nel rispetto del codice etico della Società e del Codice CG, in collaborazione con l’Amministratore Delegato e le funzioni aziendali dedicate (in particolare ESG Team e Legal & Corporate Affairs); • individuare strumenti e modalità di misurazione della creazione di valore, nel medio e lungo termine, conseguente all’attuazione dei piani di sostenibilità; • sovraintendere periodicamente i progressi delle attività aziendali di tema di sostenibilità; • fornire informazioni periodiche al Consiglio di Amministrazione sui temi di sostenibilità; • partecipare su invito al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità ad una valutazione delle attività svolte e in programma, dei rischi di sostenibilità, nonché del relativo assetto organizzativo; • partecipare, su invito del Comitato Remunerazione, alla definizione di obiettivi ESG nelle politiche retributive; • curare la compliance normativa sul tema monitorando l’evoluzione della normativa di legge e le best practice nazionali ed internazionali; • sovraintendere alla predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità; • definire e coordinare le politiche di engagement e i relativi canali di comunicazione (incluso il sito aziendale) con gli stakeholder in termini di sostenibilità in coerenza con la strategia definita; • gestire gli aspetti reputazionali e la valutazione degli stakeholder in tema di sostenibilità. Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (CCRS) è istituito all’interno del Consiglio di Amministrazione (CdA) della Capogruppo. Tale Comitato ha il compito di supportare, con apposita attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del CdA relative al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi nonché l'approvazione della Rendicontazione di Sostenibilità ai sensi del D. Lgs. 125/2024. Il CCRS supporta inoltre il CdA nel presidio delle tematiche di sviluppo sostenibile, inclusa l’attenzione ai cambiamenti climatici, attraverso adeguate attività di indagine, nelle valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi derivanti da eventi avversi di cui il CdA è venuto a conoscenza, compresi i rischi ambientali, sociali e di governance. Inoltre, tale Comitato assiste il CdA con funzioni istruttorie, consultive e propositive, nelle valutazioni e decisioni in materia di sostenibilità, supervisionando anche l'andamento dell'attività del Gruppo e le dinamiche di interazione con gli stakeholder, definendo e proponendo al CdA le linee guida in materia di sostenibilità e sorvegliando il rispetto dei principi di comportamento eventualmente adottati dal Gruppo e dalle sue controllate. Infine, assicura che le modifiche normative e le leggi in materia di sostenibilità siano accuratamente comprese e valutate in termini di potenziale impatto sul business, assegnando specifici compiti e responsabilità per la loro attuazione, e monitora e riferisce al CdA sulle iniziative internazionali di sostenibilità e sulla partecipazione del Gruppo ad esse, al fine di consolidare la propria reputazione sul fronte internazionale. Periodicamente, il CCRS si relaziona con il CdA in merito alle attività di propria competenza. Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità si interfaccia periodicamente con l’ESG Team, così da garantire un corretto allineamento rispetto alle attività in corso, agli sviluppi del Piano di Sostenibilità e ai connessi risultati raggiunti. CAREL è infatti anche dotato di un team multifunzionale incaricato di integrare la gestione della sostenibilità in tutte le aree del Gruppo: l’ESG Team. Il team, guidato dal Group Chief Financial Officer (Group CFO), riporta direttamente all’Amministratore Delegato e al Sustainability Executive Director e supporta il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella definizione di obiettivi e iniziative da

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 38 inserire nel Piano pluriennale di Sostenibilità, nonché nel monitoraggio dei progressi nel raggiungimento di tali obiettivi. L’ESG Team, oltre che interfacciarsi periodicamente con il CCRS, incontra periodicamente anche il top management aziendale per aggiornamenti sul Piano di Sostenibilità e in generale sulle tematiche ESG (tra cui evoluzione normative e rating). Inoltre, L’ESG Team: • ha la responsabilità di coordinare tutte le attività di sostenibilità e si occupa della redazione della Rendicontazione di Sostenibilità, oltre che alla promozione della sostenibilità all’interno del Gruppo; • promuove il dialogo con gli stakeholder e risponde alle richieste delle agenzie di rating di sostenibilità e degli Investitori Socialmente Responsabili (SRI); • si occupa di gestire gli impatti, i rischi e le opportunità legati alle tematiche di sostenibilità, inclusi i rischi e le opportunità connessi al cambiamento climatico, in collaborazione con le funzioni preposte, e supporta le diverse aree aziendali nell’individuazione delle aree di miglioramento, contribuendo così alla creazione di uno sviluppo sostenibile. La varietà di competenze all'interno del Team (composto da Group HSE Manager, HR Controller, IR Manager, Head of Financial Consolidated Statements, Head of Corporate Communication, HVAC/R Corporate Business Manager and General Services Manager) garantisce che le questioni di sostenibilità siano affrontate e gestite da diverse prospettive e che tutti gli impatti, i rischi e le opportunità di sostenibilità siano presi in considerazione. Il Consiglio di Amministrazione si avvale delle competenze e conoscenze dell’ESG Team per affrontare le tematiche legate alla sostenibilità. Tra la fine del 2023 e il 2024 l’ESG Team ha portato all’attenzione del Consiglio di Amministrazione i seguenti temi: il Piano di Decarbonizzazione del Gruppo e la certificazione della Parità di Genere ai sensi della UNI/PdR 125:2022 per CAREL Industries. INTEGRAZIONE DELLE PRESTAZIONI IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ E NEI SISTEMI DI INCENTIVAZIONE La politica di remunerazione del Gruppo CAREL relativa all’esercizio 2024, soggetta all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti, è stata costruita con l’obiettivo di mantenere, in continuità con il passato, un approccio operativo responsabile, orientato verso i principi di competenza, performance e sostenibilità. Il costante impegno della Società su questi obiettivi trova, in particolare, riscontro nell’assegnazione di un peso sempre più significativo non solo ai tradizionali target connessi alle performance economico-finanziarie del business ma anche ai parametri ESG, legati alla valutazione dell’impatto delle attività aziendali sull’ambiente, sugli aspetti sociali e sulla governance dell’Azienda. I principi ai quali si ispira la Politica di Remunerazione, sono i seguenti: Equità, Diversità ed Inclusione, Competitività, Sostenibilità e Trasparenza. Anche nel 2024, è continuato il perseguimento di un miglior bilanciamento dei pay mix coerentemente con una visione di sostenibilità di lungo termine; la Politica di remunerazione prevede infatti indicatori di natura ESG sia per i sistemi di incentivazione di breve (MBO) che di lungo termine (LTI), definiti con target di natura quantitativa e misurabile. Nello specifico, negli MBO (Short Term Incentive), almeno il 30% del valore nominale dei premi complessivi è collegato al raggiungimento di determinati indicatori di sostenibilità interni la cui valutazione a consuntivo è effettuata dal Comitato per la Remunerazione con il supporto della Direzione Risorse Umane. Gli obiettivi ESG individuali sono generalmente assegnati in riferimento allo specifico ruolo ed all’ambito di responsabilità assegnato ai singoli beneficiari ovvero a specifici progetti/attività di natura strategica per i quali gli è stato conferito mandato. Nel 2024 gli obiettivi di performance ESG individuali assegnati all’Amministratore Delegato e ai Direttori con Responsabilità Strategica sono stati: la riduzione delle emissioni dei plant produttivi CAREL e la Certificazione sulla Parità di Genere. Con riferimento agli LTI 2024 – 2028 (Long Term Incentive), il 30% del valore del premio è collegato ad un parametro di sostenibilità costruito come media aritmetica di 2 indicatori volti a misurare gli impegni assunti dalla Società in materia ambientale, sociale e di governance (ESG). In particolare, il 15% del premio è legato “Decarbonization Plan” (riduzione delle emissioni di CO2e dei plant produttivi CAREL in linea con la Strategia di Decarbonizzazione e gli obiettivi di riduzione delle emissioni approvati da SBTi),

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 39 mentre il 15% è legato alla riduzione del “Gender Pay Gap” del personale White Collar di CAREL Industries. SISTEMA DI GESTIONE DEL RISCHIO La capacità di un'azienda di gestire efficacemente i rischi aziendali serve a proteggerne il valore nel tempo e a favorirne la sostenibilità a lungo termine. Il Gruppo CAREL, ispirandosi alle best practice nazionali e internazionali, ha istituito e implementato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR), che costituisce parte integrante della Corporate Governance del Gruppo e indica specifiche regole, procedure e responsabilità organizzative per la corretta identificazione e gestione dei rischi aziendali, mirate a garantire una conduzione dell’impresa coerente con gli obiettivi prefissati dal Consiglio di Amministrazione. Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi consente l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi nonché l’attendibilità, l’accuratezza, l’affidabilità e la tempestività dell’informativa societaria. Inoltre, tale sistema contribuisce alla conduzione delle attività di business in modo coerente rispetto agli obiettivi di Gruppo, anche nell’ottica della sostenibilità nel medio e lungo periodo dell’attività della Società – in termini economici, patrimoniali, finanziari e di impatto prodotto sui fattori Environmental, Social & Governance (ESG) – concorrendo ad assicurare la salvaguardia del patrimonio sociale, l’efficienza e l’efficacia dei processi aziendali, la conformità alle normative di riferimento, così come il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Il modello di gestione integrata dei rischi all’interno del Gruppo CAREL è diretto ad assicurare la mappatura di tutte le tipologie di rischio che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo o danneggiarne la reputazione. La gestione del rischio nel Gruppo CAREL comprende l’identificazione dei rischi, la valutazione, il controllo e monitoraggio dei rischi e il reporting dei medesimi mediante procedure qualitative e/o quantitative. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI • Identificazione da parte del Management dei rischi (Risk Universe) potenzialmente in grado di impattare le strategie e gli obiettivi aziendali attraverso la definizione del Modello dei Rischi di Gruppo. VALUTAZIONE DEI RISCHI • Valutazione dei rischi da parte del Management mediante strumenti di valutazione e secondo i criteri dell’Impatto e della Probabilità di accadimento dell’evento avverso. • L’impatto dei rischi è stato valutato sia quantitativamente (economico/finanziario) che qualitativamente (reputazionale, di compliance normativa e procedurale), con un ulteriore focus sugli impatti ESG e HSE. Sulla base di questi due criteri, è stato valutato, inizialmente, il rischio inerente, definito come massimo livello di rischio ipotizzabile, in assenza di qualsiasi attività di controllo. La successiva valutazione delle azioni di mitigazione poste in essere dall’organizzazione per singolo rischio, ha permesso la definizione del rischio residuo, rimanente dopo l'applicazione di tutte le misure di prevenzione e protezione. CONTROLLO E MONITORAGGIO DEI RISCHI • Definizione, da parte del Management, della strategia e delle attività di risposta ai rischi, in base alla valutazione del rischio (es. eliminare/ridurre, trasferire, monitorare, accettare). • Monitoraggio periodico del portafoglio rischi per valutarne la dinamica e per verificare l’efficacia operativa delle strategie di risposta definite. REPORTING • Flussi di comunicazione continuo dei processi e dei sistemi aziendali posti a presidio dei rischi attraverso un’attività di reportistica periodica.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 40 Il modello viene seguito nelle decisioni strategiche e nei processi decisionali rilevanti, e considera sia i rischi di natura interna sia i rischi di natura esterna della Società. In particolare, i rischi di natura interna sono gestiti tenendo conto della classificazione dei rischi in quattro differenti categorie: finanziari, strategici, operativi, di compliance. L’elenco completo e dettagliato dei rischi e degli impatti riguardanti il Gruppo CAREL è mappato all’interno del registro dei rischi ERM (Enterprise Risk Management). Al fine di favorire l’integrazione della valutazione dei rischi nella definizione delle scelte aziendali ai diversi livelli aziendali, creando e diffondendo una cultura comune di gestione del rischio in tutto il Gruppo, il Modello di Enterprise Risk Management prevede il coinvolgimento di tutto il management aziendale e in particolare di alcuni soggetti specifici. Nel dettaglio, la gestione dei rischi all’interno del Gruppo CAREL coinvolge una pluralità di soggetti/funzioni tutte interconnesse tramite un accurato sistema di flussi informativi: l'Amministratore Delegato, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, il Responsabile del Risk Management, l’Internal Audit e i Process owner. La Funzione Internal Auditing ha la responsabilità di fornire assurance indipendente sull’adeguatezza ed effettiva operatività del SCIGR. A tal fine, annualmente la Funzione predispone un Piano di attività che, dopo la condivisione con l’Amministratore Incaricato del SCIGR e il Comitato Controllo Rischi e sostenibilità, viene approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il perimetro delle attività da svolgere include audit operativi e di compliance sui processi della Capogruppo e delle società del Gruppo secondo le priorità e le criticità emerse dall’attività di risk assessment effettuata all’inizio dell’anno, in fase di predisposizione del Piano, la quale è infatti finalizzata a definire la pianificazione delle attività di internal audit in ottica “risk-based”. L’obiettivo delle attività di auditing è di verificare, da un lato, che le attività operative svolte nelle società siano in linea con le procedure in vigore e, dall’altro, che le procedure stesse siano periodicamente aggiornate e rese disponibili ai diversi enti. A partire dal 2022 è stata programmata ed approvata l’inclusione delle tematiche di sostenibilità all’interno delle attività di audit. In particolare, sono state condotte indagini mirate ad approfondire la conoscenza, la consapevolezza e la diffusione del Piano di Sostenibilità approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nonché il processo di rendicontazione delle informazioni di carattere non finanziario. Durante il 2024 sono state effettuati nr. 4 audit sui processi della Capogruppo e nr. 2 audit nelle società estere del Gruppo, nonché diverse attività di follow-up risultanti dalle attività di audit svolte nel corso degli esercizi precedenti. Le attività di audit del 2024 hanno interessato in particolar modo determinati aspetti

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 41 relativi alle aree e ai processi HSE, ICT/ICS, Marketing (con specifico focus sui rischi di evoluzione del mercato e Innovazione) e Procurement con riferimento alla Capogruppo. Nelle società del Gruppo oggetto di audit per il 2024 sono state condotte attività di general review delle procedure relative ai principali processi in essere. Sono state inoltre condotte specifiche attività mirate alla verifica del rispetto dei principi e dei valori aziendali, con particolare attenzione ai contenuti dichiarati e indicati nelle policy e negli altri documenti diffusi a livello di Gruppo, quali, a titolo esemplificativo e ove applicabili, procedura Anticorruzione, politica sui Diritti Umani, Codice Etico e Modello 231/01. ANALISI DI RISCHI E OPPORTUNITÀ LEGATI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Consapevole della necessità di individuare e gestire le sfide connesse ai cambiamenti climatici, CAREL ha qualificato il climate change quale categoria di rischio esterno che impatta la propria redditività, operatività nonché reputazione. Al fine di valutare la propria resilienza di fronte ai cambiamenti climatici e conseguentemente sviluppare una visione strategica di medio-lungo termine che integri i rischi e le opportunità connesse al cambiamento climatico, nel 2023, nell’ambito del più ampio processo di Risk Management aziendale, il Gruppo ha consolidato il proprio processo di identificazione, valutazione e gestione dei rischi climatici, attraverso lo svolgimento di un'attività di analisi quali-quantitativa degli scenari climatici, ad aggiornamento delle valutazioni qualitative preliminari condotte negli anni precedenti. La necessità di utilizzare specifici strumenti, quali l’analisi di scenario, per integrare adeguatamente le questioni legate al clima nel processo di gestione dei rischi e quindi di identificare, valutare e controllare e monitorare i rischi climate-related deriva dalle caratteristiche peculiari di tali rischi i quali, per esempio, possono manifestarsi su orizzonti temporali più lunghi rispetto a quelli generalmente considerati e con effetti diversi in base alla geografia. Per classificare i rischi rientranti nella categoria climate change, CAREL ha scelto di rifarsi alle raccomandazioni della Task Force on Climate Related Disclosure (TCFD), che suddivide i rischi legati al clima in due macrocategorie, entrambi capaci di influenzare in modo sostanziale le dinamiche aziendali e il contesto operativo: rischi legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e rischi connessi agli impatti fisici dal cambiamento climatico. I rischi di transizione sono associati al passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, che può comportare notevoli cambiamenti a livello normativo, economico, tecnologico e di mercato in risposta alle esigenze di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. A seconda della natura di questi

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 42 cambiamenti e della velocità con cui si realizzano, i rischi di transizione si traducono in impatti finanziari, operativi e reputazionali di diversa entità. Diversamente, i rischi fisici derivanti dai cambiamenti climatici possono essere determinati da eventi (acuti) o da cambiamenti a lungo termine nei modelli climatici (cronici) e possono avere implicazioni finanziarie per le organizzazioni in termini di interruzione delle attività e di danni agli asset aziendali. Al contempo, in questa transizione verso un’economia cosiddetta low-carbon, gli sforzi compiuti dalle organizzazioni per mitigare il, ma anche adattarsi al, cambiamento climatico, possono far emergere delle opportunità per le stesse, per esempio attraverso una gestione più efficiente delle risorse, l’adozione di fonti energetiche a basse emissioni di carbonio, lo sviluppo di prodotti innovativi e di nuovi servizi, l’accesso a nuovi mercati e una maggiore resilienza del business, indispensabile in un mondo caratterizzato da cambiamenti rapidi e costanti. L’individuazione, la valutazione, il controllo e monitoraggio dei rischi climatici hanno seguito il processo di gestione del rischio definito nell’ambito del SCIGR, che è stato talvolta opportunamente adattato per garantire di affrontare in modo adeguato le caratteristiche peculiari di tali rischi. Mentre i rischi di transizione sono stati analizzati a livello di Gruppo, i rischi fisici sono stati considerati a livello di singolo plant produttivo / filiale commerciale (a partire dalle coordinate geografiche degli stessi); il diverso approccio deriva dal fatto che i rischi fisici variano in base all’area geografica mentre i rischi derivanti dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio sono tendenzialmente applicabili su scala globale (con qualche eccezione, come nel caso dei rischi derivanti dalla regolamentazione attuale / emergente) 26 . I risultati ottenuti dall’analisi quali-quantitativa degli scenari climatici sono stati opportunamente aggregati e conseguentemente integrati all’interno del registro dei rischi ERM. Pertanto, coerentemente con quanto previsto dal modello di gestione integrata dei rischi, i rischi climate-related identificati sono stati valutati da parte del Management secondo i criteri dell’Impatto e della Probabilità di accadimento dell’evento di rischio che determina i connessi impatti negativi. Intersecando Impatto e Probabilità di accadimento, CAREL ha valutato la significatività dei rischi connessi al cambiamento climatico rispetto alla propria propensione al rischio, e li ha pertanto prioritizzati. Dalla prioritizzazione ottenuta – basata sulla valutazione di significatività del rischio residuo – il Management ha definito le strategie e le attività di risposta, con particolare attenzione ai rischi più significativi. CAREL manterrà attivo il proprio processo di identificazione e valutazione dei rischi e delle opportunità emergenti connesse al cambiamento climatico, attraverso un aggiornamento annuale, al fine di integrare sempre di più la responsabilità della gestione delle questioni climatiche in Azienda. Rischi e opportunità di transizione Per identificare e valutare i rischi e le opportunità associati al passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, CAREL si è basata sugli scenari climatici di transizione, che presentano ipotesi plausibili diverse sulla probabile tempistica di sviluppo di politiche climatiche e di adozione delle tecnologie per limitare le emissioni di gas serra, sui cambiamenti nel mix energetico, sulle dinamiche di mercato e su altri fattori per raggiungere un'economia rispettosa del clima. Le ipotesi e le assunzioni degli scenari climatici sono state analizzate per identificare i possibili effetti di tali evoluzioni sugli attivi e sulle attività del Gruppo nel breve, medio e lungo periodo. Tra gli scenari considerati nell’analisi dei rischi di transizione si citano 2728 : Scenario NZE (Net Zero) dell’IEA (International Energy Agency): scenario normativo che mostra un possibile percorso per il settore energetico globale per raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2050 ed una temperatura media non superiore a 1,5°C rispetto al livello preindustriale al 2100; 26 l’analisi sui rischi fisici non è stata condotta sulla catena di fornitura; tuttavia, un’interruzione del business conseguente al verificarsi di un evento climatico estremo a danno di siti produttivi di fornitori strategici potrebbe portare alla mancata fornitura di materiale a CAREL, con conseguenti rallentamenti e/o interruzioni dell’attività propria del Gruppo. 27 Gli scenari NZE, APS e STEPS sono stati sviluppati dall'International Energy Agency (IEA) e presentati nel World Energy Outlook 2021. 28 Non sono state effettuate ipotesi relative al clima nel bilancio finanziario.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 43 Scenario APS (Announced Pledge Scenario) dell’IEA: scenario esplorativo che presuppone che tutti gli impegni climatici assunti dai governi e dalle aziende nel mondo, così come gli obiettivi di net-zero a lungo termine saranno raggiunti a pieno e in tempo; Scenario STEPS (Stated Policies Scenario) dell’IEA: scenario esplorativo che fornisce un benchmark conservativo per il futuro, perché non presuppone che i governi raggiungeranno tutti gli obiettivi climatici annunciati. In aggiunta all'analisi degli scenari climatici, sono stati esaminati anche report e studi provenienti da organizzazioni internazionali autorevoli (tra cui, ad esempio, i report IEA “The future of Cooling” e “The future of heat pumps”), al fine di integrare le specificità del settore e il mercato di riferimento in cui opera il Gruppo. Per mappare adeguatamente il rischio derivante dalla regolamentazione in materia di clima, sono state anche esplorate le normative attuali ed in corso di sviluppo, con particolare attenzione a quelle che impattano il settore HVAC/R. Di seguito è presentato brevemente un elenco dei principali rischi ritenuti significativi per CAREL e delle relative implicazioni finanziarie, operative e reputazionali. TABELLA 3: RISCHI DI TRANSIZIONE CONNESSI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Categoria Rischio Descrizione Potenziali impatti Policy and legal Normative sulla regolamentazion e dei prodotti esistenti Le restrizioni sui gas refrigeranti e le regolamentazioni sull'efficientamento energetico sono tra i maggiori cambiamenti normativi in atto. Queste normative potrebbero portare a phase-out e divieti di utilizzo per alcuni prodotti oltre che obblighi di miglioramento delle prestazioni energetiche. CAREL monitora costantemente le normative emergenti e investe in ricerca e sviluppo per adattare i propri prodotti e servizi alle nuove disposizioni, al fine di mitigare potenziali impatti negativi quali una riduzione delle vendite e perdita di competitività. Aumento dei costi operativi (Opex) Necessità di adattamento dei prodotti alle normative Sanzioni per mancata conformità Riduzione delle vendite CBAM e ETS Il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS), che impone il pagamento di una quota basato sulle emissioni aziendali, così come l’ETS 2 ed il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che prevede misure simili per prodotti importati nell’UE, potrebbero rappresentare per CAREL un aumento dei costi diretti ed indiretti di approvvigionamento (secondo l’IEA, in uno scenario NZE, il costo del carbonio potrebbe arrivare a 250$/ton nel 2050). Il Gruppo, oltre a monitorare costantemente le normative, sta sviluppando la propria strategia di decarbonizzazione, al fine di mitigare gli impatti derivanti da tali normative. Aumento dei costi operativi (Opex) Aumento dei costi di approvvigionamento Sanzioni per mancata conformità Esposizione a contenziosi Le modifiche nella conformità normativa riguardante la gestione delle risorse naturali e l'aumento dei contenziosi legali e delle sanzioni legate alla protezione ambientale potrebbero aumentare il rischio di affrontare sanzioni e costi legali più elevati oltre che danni alla reputazione. Di conseguenza, CAREL monitora attentamente le normative ambientali, si avvale di sistemi di gestione certificati ISO 14001 e ISO 50001 e sta considerando l’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) di diversi prodotti. Aumento dei costi operativi (Opex) Sanzioni per mancata conformità Danni reputazionali Market Cambiamento nel comportamento degli stakeholder Le aspettative degli stakeholder rispetto ai temi ESG sono crescenti: i partner commerciali esigono performance sempre migliori nella valutazione dei fornitori, i clienti e le istituzioni richiedono prodotti sempre più efficienti e meno impattanti e gli investitori richiedono una sempre maggiore trasparenza sulle performance ambientali delle aziende. Per mitigare il rischio di perdere quote di mercato e di risultare poco attrattivi, CAREL sta concentrando ingenti investimenti sull'efficienza energetica dei prodotti e sulla riduzione del proprio impatto ambientale, oltre a comunicare tali sforzi attraverso i diversi rating ESG a cui prende parte (e.g. Carbon Disclosure Project, MSCI, Ecovadis). Aumento dei costi operativi (Opex) Perdita di quote di mercato Mancata attrazione di capitali Danni reputazionali

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 44 Categoria Rischio Descrizione Potenziali impatti Aumento del costo delle materie prime e dell’energia Nel corso degli ultimi esercizi, CAREL ha affrontato sfide significative legate all'aumento dei prezzi e alle difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime e componenti critici, che, se considerando anche l'instabilità dei prezzi delle risorse energetiche, potrebbero tradursi in una riduzione della produttività e un aumento dei costi operativi. Il Gruppo sta lavorando al fine di stabilire accordi a lungo termine con i fornitori per garantire stabilità nei prezzi e nelle forniture, rivedendo il design dei prodotti per diversificare le fonti di approvvigionamento, oltre ad investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, in modo da ridurre la propria dipendenza dalle fonti energetiche esterne e l’impatto delle fluttuazioni del prezzo dell’energia. Aumento dei costi operativi (Opex) Difficoltà di approvvigionamento Incapacità di adeguare la produzione all’aumento della domanda Technology Sostituzione dei prodotti e servizi con prodotti più green Tramite processi di innovazione che stimolano la ricerca di soluzioni sempre più competitive e distinte e adattando la propria proposta di valore alle esigenze di nuovi scenari competitivi, CAREL mitiga il rischio derivante dall’offerta di prodotti più performanti ed innovativi dal punto di vista ambientale dai propri competitor, i quali potrebbero sottrarre quote di mercato perché in grado di rispondere meglio alle nuove esigenze del mercato, sempre più connesse alla mitigazione del cambiamento climatico. Perdita di quote di mercato Transizione a tecnologie a basso impatto Al fine di rispondere alle richieste delle istituzioni e di ridurre la propria impronta carbonica, CAREL deve essere in grado di allocare le giuste risorse alla transizione del proprio assetto produttivo. Tali investimenti sono necessari per consentire a CAREL di raggiungere gli obiettivi di neutralità internazionali e adeguarsi alle future richieste di compliance. CAREL investe da anni nel proprio percorso di decarbonizzazione (ad esempio tramite installazione di pompe di calore e pannelli fotovoltaici). Aumento dei costi operativi (OpEx) Aumento dei CapEx Reputation Fallimenti nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni Non riuscire a raggiungere gli obiettivi stabiliti – o comunque non raggiungerli nelle tempistiche stabilite – potrebbe causare una perdita di quote di mercato e compromettere la reputazione del Gruppo. Pertanto, CAREL si sta impegnando attivamente nella definizione di una strategia di decarbonizzazione e nella comunicazione dei propri sforzi per ridurre l'impatto ambientale, prevedendo ingenti investimenti nella transizione dei propri processi produttivi verso un sistema low-carbon. Danni reputazionali Mancata attrattività di capitali Sanzioni per mancata conformità Nel processo di analisi, l’impresa ha condotto una valutazione quantitativa per stimare gli effetti finanziari attesi conseguenti al verificarsi di una selezione dei rischi di transizione, per i quali erano disponibili informazioni e dati sufficienti e adeguati. Il cambiamento climatico non determina solo l’insorgere o l’acuirsi di rischi per CAREL, ma offre anche opportunità che il Gruppo sta attivamente cercando di cogliere, attraverso l'introduzione di prodotti e servizi innovativi e con un ridotto impatto ambientale, l'ottimizzazione dei processi produttivi per ridurre le emissioni di gas effetto serra e l'esplorazione di nuovi mercati emergenti legati alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. In questo modo, il Gruppo cerca attivamente di trasformare le sfide in opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile, rendendosi più resiliente ai cambiamenti climatici. Di seguito sono presentate le principali opportunità che CAREL ha individuato:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 45 TABELLA 4: OPPORTUNITÀ DI TRANSIZIONE CONNESSE AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Categoria (TCFD) Opportunità Descrizione dell’opportunità Potenziali impatti Resource efficiency Efficientamento dei propri edifici e dei propri processi L'implementazione di strategie di efficientamento delle risorse offre molteplici opportunità per mitigare il proprio impatto ambientale e garantire la conformità normativa rispetto alle regolamentazioni emergenti. Attraverso l'ottimizzazione energetica degli edifici e dei processi produttivi, nonché il rinnovo del parco auto, CAREL sta lavorando per ridurre significativamente il consumo di risorse naturali e l'emissione di gas serra. Queste iniziative – descritte nel capitolo “L’attenzione all’ambiente” - non solo si pongono l’obiettivo di mitigare il cambiamento climatico, ma anche di ridurre i costi operativi, posizionando CAREL in linea con le aspettative degli stakeholder e delle normative sempre più stringenti in materia ambientale. Riduzione dei costi operativi (Opex) Adeguamento alle normative emergenti Minore esposizione alle oscillazioni dei prezzi dei combustibili fossili Energy source Approvvigionament o di energia verde e autoproduzione di elettricità CAREL è consapevole dell’impatto in termini di contributo al cambiamento climatico derivante dalla produzione di energia da fonti fossili. Per questo, da diverso tempo il Gruppo da un lato sta incrementando da un lato la quota di energia certificata da fonti rinnovabili, e dall’altro sta implementando - ove possibile - sistemi di autoproduzione di energia elettrica, tramite installazione di pannelli fotovoltaici (per ulteriori informazioni si rimanda al capitolo “L’Attenzione all’Ambiente”). Questo consente a CAREL di aumentare l’indipendenza energetica e quindi essere meno influenzato dalla volatilità del mercato dell’energia, e dall’altro di ridurre significativamente la propria impronta carbonica diretta. Riduzione costi operativi (opex) Riduzione dell'esposizione dai futuri incrementi di prezzo dei combustibili fossili Market Aumento delle vendite dovuto all’aumento della temperatura Secondo l'IEA, l'aumento delle temperature medie dovuto ai cambiamenti climatici porterà ad un aumento significativo dei CDD (cooling degree days) in tutto il mondo, anche se con tassi differenziati a seconda delle regioni. Si calcola che un aumento di 1°C della temperatura media globale entro il 2050 (rispetto a oggi) porterà a un aumento dei CDD del 25% in media tra le regioni. Questo porterà pertanto ad un aumento della domanda di sistemi di condizionamento e raffreddamento, specialmente nelle zone tropicali e subtropicali, dove l'aumento delle temperature unito all'umidità presente nell'aria renderanno necessari tali sistemi. Aumento della domanda di prodotti e servizi Product & Service Vendita di prodotti in linea con le politiche nazionali ed internazionali di efficientamento energetico e decarbonizzazione Grazie alle qualità distintive dei prodotti CAREL, il Gruppo rappresenta un partner commerciale in grado di fornire supporto ai clienti nel percorso di riduzione della propria impronta carbonica; per questo motivo si prevede un incremento della domanda soprattutto per i prodotti a maggiore efficienza energetica. La gamma di prodotti CAREL non solo è altamente efficiente e in grado di ridurre il consumo energetico, ma offre anche soluzioni che consentono una significativa diminuzione dell'impatto ambientale fornendo un’alternativa all’uso di combustibili fossili nel settore del riscaldamento degli ambienti. In particolare, l’integrazione con Kiona consente a CAREL di cogliere le opportunità legate alla crescente digitalizzazione e servitizzazione dell’industria HVAC/R, in particolare rafforzando il proprio posizionamento nel settore dei servizi digitali orientati all’efficientamento energetico. Il Gruppo sta inoltre investendo nella ricerca di prodotti che consentono l’uso di gas refrigeranti alternativi, in linea con le politiche nazionali e internazionali. Aumento della domanda di prodotti e servizi Maggiore competitività L’analisi sui rischi e sulle opportunità di transizione legati al cambiamento climatico ha quindi consentito di indentificare i cambiamenti normativi, le evoluzioni del mercato e le innovazioni tecnologiche che avranno un effetto sui processi operativi del Gruppo, sui prodotti e servizi offerti e sulla gestione della catena del valore, al fine di considerarli nella definizione della strategia di CAREL. In particolare, i rischi legati all’inasprimento delle normative sui gas refrigeranti, all’aumento degli standard di efficienza energetica e alla disponibilità delle risorse, nonché le opportunità derivanti dallo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale e dall’offerta di prodotti in linea con le politiche internazionali di decarbonizzazione, sono stati presi in considerazione nella definizione delle strategie aziendali di breve,

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 46 medio e lungo termine. Nello specifico, i rischi e le opportunità identificati hanno consentito e consentiranno di orientare in maniera oculata le direttive strategiche, e la pianificazione finanziaria a supporto, riflesse all’interno del Piano di Sostenibilità e nel più ampio Piano di Transizione Climatica (che include obiettivi “science-based” di riduzione delle emissioni), relative ai prodotti e servizi offerti e ai processi produttivi interni, anticipando le tendenze emergenti e le evoluzioni normative. Rischi fisici Per identificare e valutare il rischio derivante dai fenomeni fisici (acuti e cronici) connessi al cambiamento climatico, nel 2023 il Gruppo ha condotto un’analisi quantitativa finalizzata a comprendere il grado di esposizione ai fattori di rischio climatico di tutte le sue strutture (sedi produttive, magazzini e filiali commerciali) e a quantificare i potenziali impatti negativi conseguenti al verificarsi degli eventi rischiosi indagati. In totale sono stati considerati cinque rischi fisici acuti - inondazione costiera, inondazione fluviale, precipitazioni estreme, tempesta e ondata di calore - e tre cronici - incendio boschivo, siccità e stress da calore. La resilienza di CAREL rispetto ai fattori di rischio climatico considerati è stata valutata utilizzando i risultati dei modelli climatici globali, sviluppati in relazione ai diversi scenari climatici forniti dall’IPCC (Intergovernamental Panel On Climate Change) 29 , che corrispondono a diverse previsioni di concentrazioni di gas climalteranti connessi ad un aumento della temperatura prevista da 1,5°C (RCP 2.6) a circa 5°C (RCP 8.5 – cd. worst case scenario) al 2100 rispetto ai livelli preindustriali. Ogni fattore di rischio è stato analizzato per tutti gli scenari climatici considerati (RCP 2.6, RCP 4.5, RCP 7.0 e RCP 8.5) e su diversi orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine (2025, 2030, 2040, 2050 e 2080). Gli anni selezionati per l’analisi coprono gli orizzonti temporali delle strategie di medio e lungo periodo, formalizzate nel Piano di Sostenibilità e nel Piano di Transizione Climatico del Gruppo, estendendosi ulteriormente per valutare gli effetti dei rischi fisici sugli attivi immobilizzati materiali, quali stabilimenti produttivi e magazzini. Per ogni struttura del Gruppo sono stati raccolti i dati da includere nel tool di modellazione del rischio fisico (tra cui le coordinate geografiche delle stesse), oltre ad informazioni qualitative quali gli eventi meteorologici estremi storici verificatisi in passato nonché le misure di mitigazione già implementate. Considerato che un'elevata esposizione a un fattore di rischio fisico non si traduce necessariamente in un impatto negativo rilevante, tale raccolta è stata effettuata proprio per valutare la propensione delle strutture ad essere impattate negativamente dal verificarsi di un evento climatico pericoloso. L’analisi condotta ha permesso di ottenere, per ciascuno dei fattori di rischio indagati, il grado di esposizione al rischio su una scala 0 a 100 – di ciascuno dei siti CAREL presenti nel mondo, per ciascuno degli scenari climatici analizzati e per ognuno degli orizzonti temporali considerati. L‘immagine riporta l’esposizione al rischio media di tutti i plant produttivi CAREL 30 , suddivisi per Regioni geografiche, ai diversi fattori di rischio, considerando l’RCP 4.5 (cd. business as usual) 31 , ritenuto dagli esperti come il più probabile, all’anno 2030. 29 Scenari climatici sviluppati per il quinto Rapporto di Valutazione (AR5) dell'IPCC. 30 Si fa riferimento solo ai plant produttivi e non alle filiali commerciali o a società che erogano solo servizi. 31 Si segnala che per il rischio di Tempesta è stato considerato l’RCP 8.5, non essendo disponibili le proiezioni nell’RCP 4.5.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 47 Come mostrato, le precipitazioni estreme rappresentano il fattore di rischio al quale i plant del Gruppo sono maggiormente esposti. Nessun sito produttivo è, invece, esposto al rischio di inondazioni fluviali e costiere. Per tutti gli altri fattori di rischio climatico, l’esposizione risulta da media a moderata. Complessivamente, quindi, l’esposizione dei siti produttivi non è critica. Questo risultato positivo è confermato anche sotto il punto di vista dell’impatto economico derivante dalle classi di rischio tempesta e incendio boschivo. Infatti, osservando le immagini di seguito riportate, si ricava che l’impatto finanziario (definito attraverso una scala da impatto marginale ad impatto critico), al verificarsi degli eventi atmosferici acuti sopracitati, considerando lo scenario RCP 8.5 che fornisce le proiezioni per tutte e tre le categorie di rischio analizzate – in un orizzonte temporale al 2030 32, oscilla da medio/basso a marginale. Risultato molto confortevole tenendo conto che tale valutazione non include le misure di adattamento già implementate dai plant produttivi. 32 Si segnala che non viene riportata l’impatto economico conseguente al verificarsi del rischio di inondazione fluviale poiché tutti i plant produttivi riportano un’esposizione al rischio pari a 0.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 48 L'identificazione di questi rischi e la determinazione dei possibili impatti finanziari derivanti dal loro verificarsi, vengono presi in considerazione in sede di definizione della strategia e degli investimenti del Gruppo in termini di attività di adattamento, con l'obiettivo di aumentare la resilienza delle attività proprie. Negli ultimi anni il Gruppo ha sviluppato una strategia incentrata sull'individuazione di centri di ripristino in caso di catastrofe e sul mirroring della produzione dei prodotti principali. Attualmente il Gruppo è in fase di definizione di opportuni piani di miglioramento per assicurare che le misure di mitigazione in essere o ipotizzate (i.e gruppi elettrogeni) per le varie aree possano considerarsi adeguate in virtù del grado di esposizione ai fattori di rischio climatici e ai conseguenti potenziali impatti finanziari rilevati. PROCESSO PER INDIVIDUARE E VALUTARE GLI IMPATTI, I RISCHI E LE OPPORTUNITÀ RILEVANTI Nella seconda metà del 2024, CAREL ha condotto una valutazione della rilevanza, quale aggiornamento dell’attività effettuata nel 2022 (inclusiva di uno stakeholder engagement che aveva visto l’ingaggio di stakeholder interni ed esterni), adottando un approccio metodologico in linea con i principi contenuti nel Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 della Commissione Europea, emanato il 31 luglio 2023 e articolato negli ESRS. L’Analisi di Doppia Rilevanza è stata condotta attraverso l’individuazione e la successiva valutazione degli Impatti, dei Rischi e delle Opportunità (cc.dd. “IRO”), includendo quelli connessi alle operazioni proprie dell'impresa e alla catena del valore a monte e a valle33, anche attraverso i suoi prodotti e servizi e i suoi rapporti commerciali. L’Analisi di Doppia Rilevanza ha prodotto come risultato finale l'identificazione dei temi e sottotemi che hanno superato la soglia di rilevanza dell’impatto e/o la soglia di rilevanza finanziaria; tale analisi costituisce quindi il fondamento per l’identificazione degli “Standard Tematici”, materiali e pertanto oggetto della presente Rendicontazione di Sostenibilità. Di seguito viene fornita una descrizione del processo di Analisi di Doppia Rilevanza condotto da CAREL nel 2024: 33 L’identificazione degli IRO è stata condotta considerando la catena del valore a monte e a valle, come descritta nella sezione “Modello aziendale e catena del valore” del presente capitolo, per i seguenti temi: E1 – Cambiamenti climatici, E2 – Inquinamento, E3 – Acque e risorse marine, E5 – Uso delle risorse ed economia circolare, S2 – Lavoratori nella catena del valore, S4 – Consumatori e utilizzatori finali, G1 – Condotta delle imprese.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 49 COMPRENSIONE DEL CONTESTO L’analisi del contesto aziendale, del modello di business, delle relazioni commerciali e della catena del valore è stata condotta attraverso uno studio delle attività, dei mercati serviti e dei prodotti e servizi offerti da CAREL, degli stakeholder chiave e della natura delle relazioni commerciali del Gruppo. Questo processo ha previsto inoltre la mappatura della value chain, che ha evidenziato le principali attività svolte dalle diverse società del Gruppo, le relative aree geografiche di operatività e gli attori che si posizionano nella catena del valore del Gruppo, a monte e valle, includendo, laddove conosciuti, anche quelli precedenti il Tier 1 (e.g. gli estrattori di materie prime e le fonderie). La comprensione del contesto si è avvalsa anche dei risultati dell’analisi delle normative emergenti e in fase di sviluppo legate al cambiamento climatico, svolta nel 2023 nell’ambito della valutazione dei rischi climatici. IDENTIFICAZIONE DI IMPATTI, RISCHI ED OPPORTUNITÀ Identificazione impatti Per ciascun “sub-topic” e “sub-sub topic” fornito dagli ESRS, è stata esaminata la presenza di impatti, considerando non solo l'operatività propria del Gruppo ma anche, dove conosciute, le attività nella catena del valore, a monte e a valle (come risultanti dalla mappatura della value chain). Per identificare gli impatti nella catena del valore a monte e a valle è stato considerato l'impatto dell'intero ciclo vita dei prodotti / servizi acquistati e venduti dal Gruppo (e.g. estrazione delle materie prime, smaltimento dei prodotti finiti da parte dell’utilizzatore finale, etc.). Come base di partenza, sono stati considerati gli impatti individuati nell’Analisi di Materialità 2022, condotta mediante il coinvolgimento diretto di Stakeholder interni ed esterni, attraverso workshop interattivi e la somministrazione di questionari online dedicati. Oltre a questi, sono stati identificati ulteriori impatti, legati o a tematiche di sostenibilità emergenti o a segmenti della catena del valore che non erano stati considerati nell’Analisi di Materialità 2022. Identificazione rischi e opportunità L’identificazione dei rischi finanziari legati alle questioni di sostenibilità è stata effettuata partendo dai rischi contenuti nel registro dei rischi ERM di Gruppo, che comprende anche i rischi ESG, inclusi i rischi climatici fisici e di transizione emersi nell’analisi quali-quantitativa degli scenari climatici descritta nella sezione “Analisi dei rischi e delle opportunità climatiche”. Alcuni dei rischi identificati si generano nella catena del valore del Gruppo - a monte o a valle - e si ripercuotono su CAREL con un impatto che può essere del tipo economico, finanziario, operativo e/o reputazionale. Nell'identificazione dei rischi sono stati considerati anche i rischi derivanti da potenziali impatti negativi individuati, il cui concretizzarsi potrebbe esporre il Gruppo a rischi di natura sanzionatoria e/o reputazionale e/o a maggiori costi, nonché le risorse, ambientali e sociali, di cui CAREL necessita, direttamente o indirettamente, per operare, e la cui mancanza potrebbe impattare negativamente la sua continuità, redditività e/o stabilità finanziaria. Dalla sopracitata analisi quali-quantitativa degli scenari climatici derivano anche le opportunità considerate nell’analisi. Ad oggi, la maggior parte delle questioni di sostenibilità è ritenuta fonte di rischi per il Gruppo, in quanto le eventuali opportunità che originano dalle azioni di mitigazione attivate in risposta a determinati rischi non sono state considerate opportunità ai fini della presente analisi. VALUTAZIONE DELLA RILEVANZA D’IMPATTO E DELLA RILEVANZA FINANZIARIA Le attività di valutazione della rilevanza d’impatto e della rilevanza finanziaria hanno visto il coinvolgimento di un Gruppo di Lavoro composto da Funzioni aziendali – la maggior parte delle quali membri dell’ESG Team - con competenze sugli ambiti oggetto di analisi e che rappresentano gli interessi di diversi stakeholder chiave. Valutazione degli impatti La valutazione degli impatti, condotta a partire dalle valutazioni ottenute dalle attività di stakeholder engagement condotte ai fini dell’Analisi di Materialità 2022, ha tenuto conto delle seguenti due dimensioni: • Magnitudo/Beneficio, che considera i seguenti aspetti:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 50 – Entità: intesa come significatività dell’impatto sulle persone o sull’ambiente; – Portata: intesa come estensione dell’impatto; – [In caso di impatti negativi] Natura irrimediabile: se e in che misura gli impatti negativi possono essere rimediati. • [In caso di impatti potenziali] 34 Probabilità di accadimento. • Entrambe le dimensioni considerate sono state valutate su una scala da 1 a 5. La valutazione dell’impatto è poi stata ottenuta moltiplicando la probabilità di accadimento per la magnitudo, ed è stato ottenuto un valore compreso tra 1 e 25. Questo intervallo è stato suddiviso in 4 livelli, denominati Tier (in coerenza con quanto effettuato nell’ERM di Gruppo), in cui il Tier 1 rappresenta il livello più alto, e quindi il più rilevante e Tier 4 il livello più basso, e di conseguenza il meno rilevante. La valutazione degli impatti potenziali non ha tenuto in considerazione le azioni di mitigazione. La gestione di tali impatti, comprese le azioni di mitigazione, fa infatti parte delle politiche, delle azioni e degli obiettivi, ampiamente descritte nei capitoli tematici. In questo modo, viene fornita una comprensione complessiva, sia degli impatti derivanti dalle attività dell’organizzazione e della sua catena del valore al netto delle misure di mitigazione, sia delle modalità con cui l'impresa sta affrontando tali impatti. Gli impatti negativi potenziali relativi ai diritti umani sono stati valutati dando priorità alla magnitudo rispetto alla probabilità di accadimento. Valutazione dei rischi e delle opportunità 35 La valutazione dei rischi e delle opportunità è derivata dall’ERM di Gruppo e, per i rischi e le opportunità climatiche, dall’analisi quali-quantitativa degli scenari climatici, descritta nella sezione “Analisi dei rischi e delle opportunità climatiche”. Nell’ambito delle progettualità, le valutazioni erano state condotte mediante strumenti di valutazione e secondo i criteri dell’Impatto e della Probabilità di accadimento dell’evento avverso. Si rimanda alla sezione “Sistema di gestione del rischio” per un approfondimento circa le metriche di valutazione. Tali valutazioni sono passate al vaglio dal Gruppo di lavoro coinvolto, per confermare la loro validità. DETERMINAZIONE DELLE SOGLIE DI RILEVANZA Sono state definite soglie di materialità per la rilevanza finanziaria e per la rilevanza d’impatto, i.e. le soglie al di sopra delle quali gli IRO sono considerati rilevanti. In linea con le scelte effettuate ai fini dell’ERM, per la materialità finanziaria è stata definita una soglia di materialità in corrispondenza del Tier 2, quindi sono stati considerati materiali i rischi e le opportunità che si posizionano nei Tier 1 e 2. Questo perché i rischi classificati come Tier 1 rappresentano rischi che superano la cd. "risk tolerance", i.e. il livello teorico di rischio che l'organizzazione non è in grado e/o non è disposta a sostenere, poiché il verificarsi di tale rischio minaccerebbe la sua continuità. Invece si posizionano nel Tier 2 i rischi che superano la cd. "risk appetite", i.e. il livello di rischio che l’organizzazione è disposta ad assumere per il perseguimento dei propri obiettivi strategici. I rischi classificati di livello inferiore, sono pertanto rischi aziendali che l'azienda è in grado di sostenere senza che questi possano significativamente influenzare l'operatività del Gruppo. Per la materialità d'impatto è stata definita una soglia di materialità in corrispondenza del Tier 3, quindi sono stati considerati materiali gli impatti che si posizionano nei Tier 1, 2 e 3. Questo approccio, più conservativo, consente di tenere in considerazione non solo impatti che abbiano una magnitudo ragguardevole ed una probabilità media, ma anche impatti che possano avere, da un lato, una probabilità molto limitata ma una magnitudo significativa, e dall'altro, impatti con una magnitudo limitata ma con un'alta probabilità di accadimento. I risultati in termini di rilevanza finanziaria e rilevanza dell’impatto sono stati consolidati per ottenere la lista di temi di sostenibilità rilevanti, che rappresentano la base per la definizione del contenuto della presente Rendicontazione di Sostenibilità. In ottica conservativa, un tema di sostenibilità è considerato materiale se è risultato rilevante secondo la prospettiva della rilevanza finanziaria, secondo la prospettiva 34 Agli impatti attuali è stata attribuita magnitudo massima. 35 Si segnala che il Gruppo non dà priorità ai rischi legati alla sostenibilità rispetto ad altri tipi di rischi.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 51 della rilevanza dell’impatto o secondo entrambe. Un tema o sotto-sotto tema è stato considerato rilevante qualora almeno un IRO al suo interno sia risultato rilevante. IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI Per ciascuno dei temi di sostenibilità risultati come rilevanti a valle dell’Analisi condotta, la tabella di seguito riportata presenta gli Impatti, i Rischi e le Opportunità valutati rilevanti. All’interno dei capitoli tematici vengono descritte le politiche, le azioni (attuali e future) e gli obiettivi che consentono al Gruppo di gestire e monitorare gli IRO rilevanti e gli effetti attuali e previsti degli stessi, mentre nella sezione “Strategia di Sostenibilità del Gruppo” sono riportati gli elementi della strategia collegati. TABELLA 5: IMPATTI RISCHI ED OPPORTUNITÀ RILEVANTI ESRS Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema36 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO3738 +/-, A/P39 U,O,D40 ESRS E1 - Cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici - R Rischio che, a causa di eventi meteorologici avversi o di indisponibilità della rete elettrica, uno o più sistemi e apparecchiature CAREL cessino di funzionare, con conseguente interruzione dell’attività produttiva. O Lungo termine - - Adattamento ai cambiamenti climatici - R Rischio che il Gruppo CAREL sostenga maggiori costi operativi (ad esempio, maggiori costi di conformità, multe, ecc.) a causa del cambiamento delle politiche volte a promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (ad esempio, CSRD, Protocollo di Montreal, Emendamento di Kigali, Regolamento (UE) n. 517/2014, eco-design dei prodotti, requisiti di efficienza energetica, carbon tax, CBAM, ecc.) O Medio termine - - Mitigazione dei cambiamenti climatici - I Emissioni GHG generate direttamente dagli stabilimenti produttivi controllati dal Gruppo Carel, sedi uffici e dalla mobilità dei dipendenti con veicoli aziendali o ad uso promiscuo (Scope 1 e Scope 2), nonché indirettamente dalle operatività del Gruppo Carel nella catena del valore a monte e a valle (Scope 3) -, A U,O,D Breve termine • E1-6 (Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES • KPI Custom (intensità emissiva su m2 e totale dipendenti) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza • Codice di Condotta Fornitori Energia - I Consumo di energia nelle attività produttive legate alla lavorazione delle materie prime, alla realizzazione dei prodotti finali direttamente e indirettamente controllate dal Gruppo Carel -, A U,O,D Breve termine • E1-5 (Consumo di energia e mix energetico) • Metrica specifica per l’entità energetica su m2 e totale dipendenti) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza • Codice di Condotta Fornitori Mitigazione dei cambiamenti climatici / Energia - R Rischio che gli spostamenti della domanda e dell'offerta di determinate materie prime, prodotti e servizi, dovuti a cambiamenti nel comportamento dei clienti o all'aumento del costo delle materie prime come conseguenza della transizione verso un'economia a più basse emissioni di carbonio, portino a una riduzione della domanda di beni e servizi di CAREL o a un aumento dei costi di produzione U,O,D Medio termine - • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza • Codice di Condotta Fornitori Energia - O Aumento delle opportunità di business e del capitale reputazionale grazie allo sviluppo di prodotti caratterizzati da un'elevata efficienza energetica che consentono agli utilizzatori finali di ridurre i propri consumi energetici. O,D Medio termine •Metrica specifica per l’entità (riduzione dei consumi di energia elettrica per famiglie di prodotti) •Politica Ambiente, Salute e Sicurezza ESRS E2 - Inquinamento Inquinamento dell'aria - I Inquinamento dell'aria causato dai camini e bruciatori degli stabilimenti produttivi del Gruppo Carel. -, A O Breve termine • E2-4 (Inquinamento di aria, acqua e suolo) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza 36 CAREL non ha svolto consultazioni in materia di inquinamento, risorse idriche e risorse in entrata e in uscita. 38 Non si segnalano effetti finanziari attuali significativi conseguenti ai rischi e alle opportunità rilevanti identificati 39 Sono contrassegnati con il simbolo “+” gli impatti positivi e con il simbolo “-“ gli impatti negativi. Sono contrassegnati con “A” gli impatti attuali e con “P” gli impatti potenziali. 40 Sono indicati con “U”, “O” e “D” gli IRO che si manifestano rispettivamente nella catena del valore a monte (“Upstream value chain”), nelle operazioni proprie (“Own Operation”) e nella catena del valore a valle (“Downstream value chain”).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 52 -Inquinamento dell'acqua -Inquinamento del suolo - I Inquinamento dell'aria, acqua e del suolo causato dalle attività tipiche delle aziende estrattrici/produttrici di materie prime e di semilavorati. -, A U Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori Inquinamento dell'aria - R Insoddisfazione dei clienti e perdita di opportunità e sviluppo socioeconomico per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell'inquinamento fissati dalla società, anche in virtù della maggiore attenzione alle questioni di sostenibilità da parte degli stakeholder. O,D Medio termine - • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza Sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti - I Produzione e/o utilizzo lungo la catena del valore a monte di componenti e materiali che contengono sostanze chimiche pericolose e/o estremamente pericolose per la salute umana, animale e per l'ambiente. -, A U Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori ESRS E3 - Acque e risorse marine Acqua Prelievo idrico, Consumo idrico I Prelievo e consumo di acqua nelle attività a monte e a valle della catena del valore, con potenziale intensificazione dello stress idrico nelle regioni vulnerabili. -, A U,D Breve termine • E3-4 (Consumo idrico) • Codice di Condotta Fornitori Acqua Scarico idrico I Scarichi di acque contaminate e non opportunamente trattate in acque superficiali e sotterranee, con potenziale inquinamento del suolo e delle acque sotterranee. -, P U Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori ESRS E5 - Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse - I Utilizzo di materie prime o risorse legate ai prodotti e al relativo packaging, contribuendo all'esaurimento e all'eccessivo consumo delle stesse. -, A U, O Breve termine • E5-4 (Flussi di risorse in entrata) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza • Codice di Condotta Fornitori Rifiuti - I Produzione di rifiuti pericolosi e non pericolosi, con potenziale inquinamento dell'ambiente. -, A U,O,D Breve termine • E5-5 (Flussi di risorse in uscita) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza • Codice di Condotta Fornitori ESRS S1 - Forza lavoro propria 41 - Condizioni di lavoro - Parità di trattamento e di opportunità per tutti - Occupazione sicura - Occupazione e inclusione delle persone con disabilità I 42 Contributo allo sviluppo socioeconomico attraverso la creazione di opportunità di impiego, favorendo l’inclusione lavorativa. +, A O Breve termine • S1-6 (Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa) • S1-7 (Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa) • S1-11 (Protezione sociale) • S1-12 (Persone con disabilità) • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani Condizioni di lavoro - Salari adeguati - Dialogo sociale - Contrattazione collettiva, inclusa la percentuale di lavoratori coperti da contratti collettivi I Elargizione di salari non adeguati, anche per effetto di uno scarso dialogo sociale e/o contrattazione collettiva. -, P O Breve termine • S1-10 (Salari adeguati) • S1-8 (Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale) • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani Condizioni di lavoro Salute e sicurezza I Insorgenza di malattie professionali, infortuni e/o danni alla salute dovuti all'esposizione dei dipendenti ai principali rischi presenti in azienda (es. rischi di movimentazione manuale dei carichi, rumore, uso errato della strumentazione, etc.) non correttamente presidiati dal Gruppo tramite le corrette misure di prevenzione. -,P O Breve termine • S1-14 (Metriche di salute e sicurezza) • Metrica specifica per l’entità (indice di gravità) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza Condizioni di lavoro Salute e sicurezza R 43 Rischio che il personale del Gruppo CAREL subisca incidenti causati da comportamenti non sicuri, da procedure o monitoraggi inefficaci o assenti, o da rischi sul luogo di lavoro non adeguatamente valutati, per i quali sono state adottate misure preventive e protettive inadeguate. In caso di infortunio grave, questo rischio può comportare responsabilità penali per il datore di lavoro, impatti sulla pianificazione e O Breve termine • S1-14 (Metriche di salute e sicurezza) • Metrica specifica per l’entità (indice di gravità) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza 41 Tutti i lavoratori propri su cui CAREL potrebbe produrre impatti rilevanti sono inclusi nell'ambito dell'informativa ai sensi dell'ESRS 2. La comprensione del modo in cui i lavoratori con particolari caratteristiche (e.g. quelli che lavorano in particolari contesti o che svolgono determinate attività) possono essere maggiormente esposti a rischi è stata approfondita mediante analisi ad hoc svolte dalla Società (e.g. valutazione dei rischi condotta nell’ambito del Sistema di gestione della Salute e Sicurezza; valutazione del rischio legato alla violenza di genere e alla parità di genere, per la quale si rimanda al Capitolo S1 – Forza lavoro propria). I potenziali impatti negativi riportati non sono generalizzati, bensì connessi a potenziali aspetti incidentali correlati a specifici contesti lavorativi. I rischi individuati con riferimento al sotto-sottotema “Salute e sicurezza” riguardano l’intera forza lavoro, ma in misura maggiore i lavoratori coinvolti in attività operative manufatturiere, mentre il rischio che il Gruppo CAREL possa incorrere in potenziali violazioni delle politiche o normative esterne rispetto al tema dei diritti umani, esponendo il Gruppo a possibili sanzioni, danni reputazionali e impatti negativi sul business riguarda in particolare i lavoratori blue collar in Paesi ritenuti maggiormente a rischio sotto il profilo della violazione dei diritti umani. Nonostante alcune sedi del Gruppo si trovino in aree a rischio di lavoro forzato o coatto o minorile (e.g. India, Cina), si segnala che, ad oggi, non sono state identificate operazioni a rischio di lavoro forzato o coatto o lavoro minorile, per la forza lavoro propria. Non sono stati individuati impatti rilevanti sulla forza lavoro propria derivanti dal Piano di Transizione Climatica del Gruppo. 42 Tutti i lavoratori che compongono la forza lavoro propria risentono già o potrebbero risentire in futuro degli impatti positivi identificati. 43 Il rischio identificato deriva da un potenziale impatto negativo individuato da CAREL, il cui concretizzarsi potrebbe esporre il Gruppo a rischi di natura sanzionatoria e/o reputazionale e/o a maggiori costi.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 53 sull’esecuzione delle attività e sanzioni o interdizioni per il Gruppo, oltre a un aumento dei costi, inclusi quelli per lavori in outsourcing. Condizioni di lavoro Salute e sicurezza R 43 La mancata o inadeguata valutazione di rischi come rumore, stress lavoro-correlato, microclima, movimentazione manuale dei carichi, rischio chimico e meccanico può rappresentare una causa di malattie professionali. Il Gruppo CAREL potrebbe incorrere in sanzioni, sospensioni e costi maggiorati a causa di tali malattie. Questo rischio può anche influire sulla Governance se il Datore di Lavoro non dimostra un impegno concreto nella tutela della salute dei dipendenti e nella prevenzione di ambienti e attività pericolosi. O Breve termine • S1-14 (Metriche di salute e sicurezza) • Metrica specifica per l’entità (indice di gravità) • Politica Ambiente, Salute e Sicurezza Parità di trattamento e di opportunità per tutti - Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore - Inclusione delle persone con disabilità - Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro - Diversità I Verificarsi di episodi di discriminazione basate ad esempio su genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità, età, religione e opinioni politiche nella forza lavoro del Gruppo, dovuti a mancata attenzione alle pari opportunità e all'uguaglianza di trattamento, generando malessere tra i dipendenti. -,P O Breve termine • S1-12 (Persone con disabilità) • S1-9 (Metriche della diversità) • S1-16 (Metriche di remunerazione: divario retributivo e remunerazione totale) • S1-17 (Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani) • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti - Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore - Occupazione e inclusione delle persone con disabilità - Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro - Diversità - Formazione e sviluppo delle competenze R 44 Rischio che il Gruppo CAREL non riesca a garantire un adeguato livello di retention a causa di una scarsa valorizzazione del personale interno o un modello di gestione della diversità e dei diritti umani inadeguato. Ciò potrebbe comportare la perdita di personale in quanto le attività di retention (ad esempio, valutazione, incentivazione e sviluppo, piani di successione/ricollocazione, formazione/riqualificazione, gestione dei contratti di lavoro, gestione della previdenza obbligatoria/complementare, gestione delle retribuzioni e dei piani di welfare aziendale) messe in atto non sono aggiornate rispetto a quelle attualmente applicate in altre società. O Breve termine • S1-12 (Persone con disabilità) • S1-9 (Metriche della diversità) • S1-16 (Metriche di remunerazione: divario retributivo e remunerazione totale) • S1-13 (Metriche di formazione e sviluppo delle competenze) • S1-17 (Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani) • Politica sulla parità di genere • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti /Altri diritti connessi al lavoro - Diversità - Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore - Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro - Lavoro minorile - Lavoro forzato R 43 Rischio che il Gruppo CAREL possa incorrere in potenziali violazioni delle politiche, delle procedure, del Codice Etico o anche di normative esterne rispetto al tema dei diritti umani (diversità, equità, inclusione), esponendo il Gruppo a possibili sanzioni, danni reputazionali e impatti negativi sul business. O Breve termine • S1-12 (Persone con disabilità) • S1-9 (Metriche della diversità) • S1-16 (Metriche di remunerazione: divario retributivo e remunerazione totale) • S1-17 (Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani) • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze I Promozione della creatività e dell'innovazione, sviluppo delle competenze trasversali e tecniche che ampliano hard e soft skills delle risorse umane. +,A O Breve termine • S1-13 (Metriche di formazione e sviluppo delle competenze) • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze R 44 Aumento dei costi operativi derivanti dall'aggiornamento delle competenze, dall'inserimento di nuovo personale o dalla sostituzione dei dipendenti, nonché dovuti a formazione inefficace. O Breve termine • S1-13 (Metriche di formazione e sviluppo delle competenze) • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani ESRS S2 - Lavoratori nella catena del valore 45 Condizioni di lavoro Salute e sicurezza I Infortuni e incidenti sul luogo di lavoro, presso i lavoratori nella catena del valore, dovuto ad un mancato presidio da parte dei partner commerciali delle dovute misure di sicurezza. -,P U,D Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti — Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di I Verificarsi di episodi di violenza e molestie sul lavoro, discriminazioni di genere e disparità retributiva, o discriminazioni verso persone con disabilità presso i lavoratori della catena del valore. -,P U,D Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori • Politica sui diritti umani 44 Il rischio identificato è legato alla dipendenza dalla forza lavoro propria, con particolare riferimento alle figure strategiche, la cui disponibilità e continuità sono elementi critici per il successo del Gruppo. 45 Tutti i lavoratori nella catena del valore su cui CAREL potrebbe produrre impatti rilevanti sono incusi nell'ambito dell'informativa ai sensi dell'ESRS 2. Tutti i potenziali impatti negativi identificati con riferimento ai lavoratori nella catena del valore sono da considerarsi connessi a singoli incidenti, ad eccezione del verificarsi di episodi di violazione dei diritti umani fondamentali quali lavoro minorile, lavoro forzato, che, nel contesto dei cd. Conflict Minerals (che si posiziona nella catena del valore a monte, oltre il Tier 1), qualora si verificasse sarebbe da considerarsi un impatto generalizzato, che emerge nell’ambito delle attività estrattive presenti nella catena di approvvigionamento del Gruppo, come diretta conseguenza del business in cui opera. Il business in cui opera CAREL prevede infatti la realizzazione di alcuni prodotti, i cui componenti contengono minerali e metalli, tra cui oro, stagno, tantalio e tungsteno (3TG), che potrebbero provenire da zone di conflitto o ad alto rischio (Conflict-Affected and High-Risk Areas). L'estrazione e/o la lavorazione di questi minerali potrebbe infatti avere un impatto negativo, sia sociale, sui lavoratori in tali attività, che ambientale, in aree geografiche dove i ricavi derivanti da tali attività possono essere utilizzati per finanziare o favorire gruppi armati, violazioni di leggi internazionali e abusi dei diritti umani. La principale categoria di lavoratori nella catena del valore che potrebbe subire un impatto negativo è pertanto rappresentata dai lavoratori coinvolti nell'estrazione e lavorazione dei minerali 3TG. Come misura strategica, in risposta a tale potenziale impatto negativo, il Gruppo ha implementato un processo di Due Diligence specifico.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 54 pari valore — Occupazione e inclusione delle persone con disabilità — Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro — Diversità • Politica sulla diversità Altri diritti connessi al lavoro — Lavoro minorile — Lavoro forzato — Alloggi adeguati — Acqua e servizi igienico- sanitari I Verificarsi di episodi di violazione dei diritti umani fondamentali quali lavoro minorile, lavoro forzato, mancanza di alloggi adeguati e assenza di servizi igienico sanitari lungo la catena di fornitura, in maniera particolare nel contesto dei cd. Conflict Minerals. -,P U Breve termine • Metrica specifica per l’entità (% di fornitori di 3TG compliant con il CMRT) • Codice di Condotta Fornitori • Politica sulla diversità • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani ESRS G1 - Condotta delle imprese 46 Cultura d'impresa - R Rischio che il Gruppo CAREL possa incorrere in sanzioni/amministrative a causa di una modifica e/o non conformità con il quadro normativo e/o fiscale nazionale e internazionale. O Breve termine NA • Codice Etico • Politica Anticorruzione Cultura d'impresa - R Rischio che il Gruppo CAREL possa non adottare una strategia di comunicazione sulla sostenibilità efficace, riflessa in vari documenti come il Piano di Sostenibilità, la Rendicontazione Non Finanziaria, il Rating CDP e i comunicati stampa relativi alla sostenibilità. Questo rischio potrebbe generare ripercussioni reputazionali aziendali. O Breve termine NA - Protezione degli informatori - I Episodi di ritorsioni, di qualsiasi tipologia, a causa di una mancata protezione, legale e non, e non garanzia dell'anonimato da parte del Gruppo nei confronti di coloro che sollevano preoccupazioni, in seguito alla segnalazione di illeciti. -,P U,O,D Breve termine NA • Procedura Whistleblowing Impegno politico e attività di lobbying - I Attraverso la partecipazione ad organizzazioni e associazioni di categoria internazionali, promozione di innovazioni normative per lo sviluppo sostenibile e la transizione energetica. +,A O Medio termine • G1-5 (Influenza politica e attività di lobbying) - Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento - I Diffusione, gestione e sovra intendimento di buone pratiche ambientali e sociali nella catena di fornitura tramite attività di supplier engagement (e.g. condivisione del Codice di Condotta dei fornitori, implementazione di attività di formazione, avvio di collaborazioni ecc.) +,P U,O Medio termine NA • Codice di Condotta Fornitori • Codice Etico Corruzione attiva e passiva Incidenti R Rischio che il Gruppo CAREL possa essere citato in giudizio per atti illegali commessi da dipendenti/membri dell’organizzazione/consulenti/fornitori/clienti che diventano autori di pratiche illecite/comportamenti corruttivi a favore del Gruppo, esponendo CAREL alle conseguenze delle loro azioni. Questo potrebbe comportare per il Gruppo sanzioni finanziarie, amministrative e penali, perdita di profitti (ad esempio, dare o promettere di dare denaro o altro a funzionari pubblici o simili per ottenere un vantaggio indebito per il Gruppo, modificare i registri contabili per la creazione di risorse utilizzabili per scopi corruttivi, ecc.). U,O,D Breve termine • G1-4 (Casi di corruzione attiva o passiva) • Procedura Whistleblowing • Politica Anticorruzione • Codice di Condotta Fornitori APPROFONDIMENTI Inquinamento Con riferimento alle operazioni proprie, le emissioni in atmosfera del Gruppo sono attribuite ai camini emissivi presenti nei plant produttivi, i quali sono mappati e monitorati in maniera continua prevedendo periodiche analisi per l'individuazione degli inquinanti. Tale aspetto è esteso anche ai siti non ancora certificati, nell’ambito del Sistema di Gestione Ambientale. Per quanto r iguarda la catena del valore, l’inquinamento è principalmente dovuto alle emissioni di sostanze in aria, acqua e suolo dei fornitori lungo la catena di approvvigionamento, e dalla potenziale presenza di sostanze pericolose ed estremamente pericolose all’interno di alcuni componenti acquistati dal Gruppo. Acqua In CAREL, il consumo di acqua nelle proprie attività non rappresenta un tema materiale per le own operations, in quanto i prelievi del Gruppo sono riconducibili all’utilizzo igienico-sanitario piuttosto che a processi industriali. A partire dal 2020 i consumi di tutte le società del Gruppo sono monitorati anche considerando le eventuali aree a stress idrico in cui sorgono i siti stessi, individuate tramite lo strumento 46 Gli IRO relativi alla condotta d’impresa sono stati individuati considerando la severità dei contesti normativi di riferimento, il settore di appartenenza e la sensibilità degli stakeholder del Gruppo alle tematiche di sostenibilità.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 55 WRI Acqueduct. Il prelievo e il consumo idrico sono invece aspetti rilevanti lungo la catena del valore di CAREL. A monte, vi è infatti un consumo idrico significativo nella produzione di alcuni componenti essenziali, come i microprocessori e altri componenti elettronici; mentre a valle, il consumo di acqua è legato all’utilizzo di alcuni prodotti del Gruppo, come gli umidificatori, che necessitano di acqua per il loro funzionamento. Uso delle Risorse ed economia circolare Per produrre i propri beni, il Gruppo si approvvigiona regolarmente di componenti elettronici e meccanici, nonché di prodotti finiti, inclusi i materiali di packaging, contribuendo in parte all’esaurimento delle risorse naturali. Durante i processi di produzione e assemblaggio, le attività del Gruppo generano anche rifiuti, tra cui una piccola parte di rifiuti pericolosi. Per identificare e comprendere i propri impatti negativi e i rischi legati all'uso delle risorse, nonché le opportunità offerte dall'economia circolare, il Gruppo utilizza diversi strumenti, in stretta sinergia con quelli adottati per l'analisi delle emissioni lungo la catena del valore. Dal punto di vista delle risorse in entrata, l'analisi annuale condotta per calcolare le emissioni Scope 3 relative ai prodotti acquistati (categoria 1) consente di esaminare i flussi di risorse in entrata, identificando le diverse tipologie di materiali e i relativi impatti in termini di emissioni di gas serra, e permette altresì di pianificare iniziative di riduzione dell'impatto ambientale, come ad esempio l’acquisto di materiali riciclati. Per quanto riguarda i rifiuti, l’analisi annuale delle emissioni Scope 3 relative ai rifiuti prodotti (Categoria 5) permette di esaminare la composizione dei rifiuti e di valutare gli impatti ambientali derivanti dalla loro gestione. L'analisi dei rifiuti è estesa anche alla catena del valore a valle, in sinergia con il calcolo delle emissioni Scope 3 relative al trattamento a fine vita dei prodotti venduti (Categoria 12), sebbene con un livello di dettaglio differente. Biodiversità ed Ecosistemi Come dichiarato nella Politica Ambientale, CAREL si impegna a limitare gli impatti sul territorio e sulla biodiversità, anche al fine di preservare le risorse naturali. In quest'ottica, nel 2024, ha condotto un'analisi di prossimità al fine di comprendere i potenziali impatti diretti del Gruppo sulla biodiversità. L'analisi, che ha riguardato specificamente i plant produttivi del Gruppo, è stata condotta utilizzando due strumenti di riferimento: Natura 2000 e Protected Planet. A seguito dell'analisi, nessuna sede considerata è risultata ubicata all’interno, o in imminente prossimità, di aree sensibili sotto il profilo della biodiversità; pertanto, ad oggi non si ritiene necessario attuare specifiche misure di mitigazione, a protezione della biodiversità.47 Nonostante il tema della biodiversità non sia risultato materiale, il Gruppo si impegna ad aggiornare ed estendere l'analisi, al fine di identificare e valutare anche potenziali dipendenze, rischi fisici e di transizione, nonché rischi sistemici legati alla biodiversità e agli ecosistemi. DICHIARAZIONE SULLA DUE DILIGENCE La Due Diligence è il processo mediante cui le imprese individuano, prevengono, mitigano e rendono conto del modo in cui affrontano gli impatti negativi, effettivi e potenziali, sull'ambiente e sulle persone connessi alla loro attività, incluse la catena del valore a monte e valle. Di seguito sono riportati i riferimenti alle sezioni della Rendicontazione di Sostenibilità che contengono le politiche, le azioni e gli obiettivi che rappresentano il punto di partenza per la Due Diligence ESG, la quale sarà estesa e strutturata nei prossimi anni al fine coprire tutte le questioni di sostenibilità rilevanti dal punto di vista sociale ad ambientale, anche in considerazione dell’evoluzione della CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence). TABELLA 6: ELEMENTI CHIAVE NELLA DUE DILIGENCE E RIFERIMENTO NELLA RENDICONTAZIONE SULLA SOSTENIBILITÀ 47 Non sono inoltre state condotte consultazioni con le comunità interessate.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 56 Elementi Chiave della Due Diligence Riferimento nella Rendicontazione sulla Sostenibilità Integrazione del dovere di diligenza nella governance, nella strategia e nel modello aziendale. • ESRS 2 SBM-2 Strategia di Sostenibilità del Gruppo • ESRS 2 GOV-2: Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità • ESRS 2 SMB-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti • ESRS E1: Sistema di Gestione Ambientale • ESRS E1, E2, E3, E5: Politica Ambientale della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, Codice di Condotta Fornitori • ESRS S1: Politica sui Diritti Umani, Politica sulla Diversità, Politica sulla Parità di Genere, Politica Ambientale, della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. • ESRS S2: Politica sui Diritti Umani, Politica sui Conflict Minerals, Codice di Condotta Fornitori • ESRS G1: Gestione dei rapporti con i Fornitori, Codice di Condotta Fornitori Coinvolgimento delle parti interessate in tutte le fasi chiave della diligenza • ESRS 2 SBM-2: Interessi ed opinioni dei portatori di interessi • ESRS S1, S2: Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria Identificazione e valutazione degli impatti negativi • ESRS 2 IRO-1: Processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti • ESRS S1: Canali per sollevare preoccupazioni • ESRS S2: Due Diligence sui Conflict Minerals, Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore • ESRS G1: Valutazione della sostenibilità del fornitore Interventi per far fronte agli impatti negativi • ESRS E1: Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici, Leve di Decarbonizzazione • ESRS E2: Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura, Gestione delle sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti • ESRS E3: La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne, La gestione della risorsa idrica nella catena del valore • ESRS E5: Risorse in ingresso ed economia circolare, La gestione dei rifiuti • ESRS S1: Canali per sollevare preoccupazioni • ESRS S2: Due Diligence sui Conflict Minerals • ESRS G1: Procedura Whistleblowing, Monitorare l’efficacia di questi sforzi Target: • ESRS E1: E1-4 Obiettivi relativi alla mitigazione del cambiamento climatico • ESRS E2: Iniziative e obiettivi futuri legati all’inquinamento • ESRS E3: Obiettivi futuri legati all’acqua • ESRS E5: Obiettivi futuri legati alle risorse in entrata, obiettivi futuri legati alla gestione dei rifiuti • ESRS S1: Diritti dei lavoratori (con riferimento all’adeguamento del processo di Due Diligence sui Diritti Umani) ESRS S2: Obiettivi futuri legati ai lavoratori nella catena del valore • ESRS G1: Iniziative e obiettivi futuri legati alla gestione della catena di fornitura (con riferimento all’implementazione del processo di Due Diligence) Metriche • ESRS E1: E1-5 E1-6: Consumi ed emissioni • ESRS E2: E2-4 Inquinamento in aria • ESRS E3: E3-4 Consumo idrico • ESRS E5: E5-4 Flussi di risorse in ingresso, E5-5 Flussi di risorse in uscita (con riferimento ai rifiuti) • ESRS S1-17: Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani Ad oggi, il Gruppo svolge una Due Diligence specifica per gestire gli impatti derivanti dall’approvvigionamento di componenti che contengono minerali e metalli, tra cui oro, stagno, tantalio e tungsteno (3TG), potenzialmente provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio (cc.dd. “Conflict Minerals”). Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo S2 – Lavoratori nella catena del valore.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 57 SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO SULLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ Come precedentemente descritto il Gruppo CAREL ha istituito e implementato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR), che consente una corretta identificazione e gestione dei rischi aziendali. All’interno del registro dei rischi ERM, strumento cardine del modello di gestione integrata dei rischi, il Gruppo ha identificato il rischio che le informazioni non finanziarie preparate per gli stakeholder contengano errori rilevanti (incompletezza dei dati, inesattezza dei dati, non conformità ai requisiti normativi), l’omissione di fatti rilevanti o la non conformità con la regolamentazione in materia di rendicontazione sulla sostenibilità.48 A presidio di tale rischio, il Gruppo è dotato di un processo di reporting strutturato e formalizzato secondo una specifica Procedura interna che definisce ruoli, responsabilità e modalità operative a cui il personale della Capogruppo e delle società controllate deve attenersi in modo da garantire una corretta gestione delle informazioni qualitative e dei dati quantitativi necessari alla redazione della presente Rendicontazione di Sostenibilità. Al fine di rafforzare i presidi a garanzia della completezza e adeguatezza dei dati e delle informazioni contenuti nella Rendicontazione di Sostenibilità, CAREL ha intrapreso un percorso di ampliamento del proprio sistema di controllo interno sulla rendicontazione di sostenibilità nell’ambito del quale verrà aggiornata, nel corso del 2025, la Procedura al fine di tenere in considerazione l’evoluzione normativa rappresentata dalla CSRD e dal Decreto legislativo 125/2024. Il Consiglio di Amministrazione è responsabile dell'approvazione della Rendicontazione di Sostenibilità, supportato dal Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, che è incaricato di verificare la completezza e la conformità normativa del documento. Il Collegio Sindacale assicura che l’intero processo di rendicontazione sia conforme alle disposizioni normative. Il responsabile della predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità è il Group Chief Financial Officer il quale coordina l’intero processo di reporting attraverso i Responsabili di Funzione, o Process Owner, che sono incaricati di raccogliere, consolidare e verificare le informazioni di sostenibilità sia quantitative che qualitative che vengono fornite dai Data Owner. Tipicamente i Process Owner sono responsabili di funzione di Capogruppo, come ad esempio HR o HSE, che coordinano uno specifico processo di raccolta dati dalle singole società rientranti nel perimetro di rendicontazione. Alle singole società di perimetro fanno capo uno o più Data Owner, ovvero responsabili locali individuati da ciascun Responsabile di Funzione, incaricati della raccolta delle informazioni relative alla propria area di competenza. Queste attribuzioni vengono gestite attraverso una matrice che identifica per ogni KPI da rendicontare, il Data Owner e il relativo Process Owner che convalida i dati trasmessi. Questa matrice approvativa rappresenta anche l’albero gerarchico per la segregazione delle informazioni, la raccolta e la loro convalida all’interno del sistema informatico di reporting. I Data Owner ricevono un handbook contenente indicazioni metodologiche e linee guida operative per assicurare l’accuratezza e la completezza dei dati forniti, rafforzando così l'affidabilità del processo di raccolta dati. Inoltre, vengono coinvolti in attività formative, organizzate in occasione di modifiche rilevanti alla raccolta dati, al fine di garantire un'adeguata comprensione dei cambiamenti intervenuti. Ai Responsabili di Funzione sono assegnati i controlli di primo livello ovvero controlli volti a verificare la congruità dei dati raccolti (e.g. controlli di coerenza anche comparativi con altri strumenti informatici in uso all’interno del Gruppo, analisi dei trend storici, etc.) e completezza dei dati ricevuti dai singoli Data Owner. Ai Data Owner invece è attribuita la responsabilità dell’archiviazione delle evidenze documentali sottostanti ai dati trasmessi. Ogni filiale coinvolta nel processo di rendicontazione deve inviare anche una “lettera di attestazione” (Representation letter) in cui il Managing Director e il Finance Manager della filiale attestano la correttezza e completezza delle informazioni fornite. 48 La Società utilizza il registro dei rischi ERM come strumento per mappare i rischi, integrando le risultanze della valutazione dei rischi e dei controlli interni. La valutazione dei rischi è condotta seguendo la metodologia descritta nella sezione “Sistema di gestione del rischio”. Nel contesto del registro dei rischi ERM, non sono stati identificati rischi aggiuntivi relativi alla rendicontazione sulla sostenibilità, oltre a quello già identificato. La Società assicura una rendicontazione almeno biennale delle risultanze della valutazione dei rischi e dei controlli interni agli organi di amministrazione, direzione e controllo attraverso l'analisi delle risk cards e di report di monitoraggio. La periodicità della rendicontazione garantisce un monitoraggio costante e un efficace supporto alle decisioni strategiche.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 58 Un elemento fondamentale del processo di reporting del Gruppo è l’adozione di un software dedicato alla raccolta e al consolidamento dei dati quantitativi finalizzati alla rendicontazione sulla sostenibilità. L’automazione dei processi di raccolta e validazione dei dati quantitativi contribuisce in modo significativo alla riduzione del rischio di errori manuali (per esempio, attraverso regole di formattazione e validazione dei dati, conversione di valute e consumi energetici, calcolo delle emissioni, etc.). Inoltre, la presenza di un sistema di attribuzione delle competenze, la definizione di flussi di approvazione strutturati e la segregazione delle responsabilità consentono di minimizzare il rischio di modifiche non autorizzate, errori o alterazioni dei dati. Un ulteriore vantaggio derivante dall’utilizzo del software è la tracciabilità delle informazioni, attraverso il monitoraggio di ogni input e modifica effettuata nonché la comparabilità dei dati con i periodi precedenti. INDICE DEI CONTENUTI Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) ESRS 2 - Informazioni Generali BP-1 Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Criteri per la redazione BP-2 Informativa in relazione a circostanze specifiche ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Criteri per la redazione GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Struttura di corporate governance di CAREL, Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità) GOV-2 Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità) GOV-3 Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità e nei sistemi di incentivazione) GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Dichiarazione sulla Due Diligence Due Diligence sui Conflict Minerals GOV-5 Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Sistema di Controllo Interno sulla rendicontazione di sostenibilità SBM-1 Strategia, modello aziendale e catena del valore ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S1: FORZA LAVORO PROPRIA Modello aziendale e catena del valore Strategia di Sostenibilità del Gruppo SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori di interessi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Interessi e opinioni degli stakeholder SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Strategia di Sostenibilità del Gruppo Sistema di gestione del rischio Impatti, rischi e opportunità rilevanti IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti Impatti, rischi e opportunità rilevanti IRO-2 Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Indice dei contenuti E1 – Cambiamento Climatico ESRS 2 GOV-3 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità e nei sistemi di incentivazione) E1-1 Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici Leve di decarbonizzazione ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Strategia di Sostenibilità del Gruppo Sistema di gestione del rischio (Analisi di rischi e opportunità legati al cambiamento climatico) ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Sistema di gestione del rischio (Analisi di rischi e opportunità legati al cambiamento climatico)

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 59 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima E1-2 Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Politiche e processi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici (Sistema di Gestione Ambientale, Politica Ambientale, Codice Condotta fornitori) E1-3 Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Leve di decarbonizzazione E1-4 Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici (Obiettivi di riduzione delle emissioni) Obiettivi futuri legati alla mitigazione del cambiamento climatico E1-5 Consumo di energia e mix energetico E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Consumi energetici E1-6 Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Emissioni di Gas a Effetto Serra E2 – Inquinamento ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Inquinamento) E2-1 – Politiche relative all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura Gestione delle sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti E2-2 – Azioni e risorse connesse all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura Gestione delle sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti Obiettivi e iniziative future legate all’inquinamento E2-3 – Obiettivi connessi all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Obiettivi e iniziative future legate all’inquinamento E2-4 – Inquinamento di aria, acqua e suolo E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura E2-6 – Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità legati all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura E3 –Acque e risorse marine ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Acqua) E3-1 – Politiche connesse alle acque e alle risorse marine E3: ACQUA La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne La gestione della risorsa idrica nella catena del valore E3-2 – Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine E3: ACQUA La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne La gestione della risorsa idrica nella catena del valore E3-3 – Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine E3: ACQUA Obiettivi futuri legati all'acqua E3-4 – Consumo idrico E3: ACQUA La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne E4 – Biodiversità ed Ecosistemi ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi, le dipendenze e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Biodiversità ed Ecosistemi) E5 –Uso delle risorse ed economia circolare ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Uso delle risorse ed economia circolare)

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 60 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) E5-1 — Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Politiche di impegno Risorse in ingresso ed economia circolare E5-2 — Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Risorse in ingresso ed economia circolare La gestione dei rifiuti E5-3 – Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Risorse in ingresso ed economia circolare (obiettivi futuri legati alle risorse in entrata) La gestione dei rifiuti (obiettivi futuri legati alla gestione rifiuti) E5-4 – Flussi di risorse in entrata E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Risorse in ingresso ed economia circolare E5-5 – Flussi di risorse in uscita E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE La gestione dei rifiuti S1 – Forza lavoro propria ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Strategia di Sostenibilità del Gruppo Interessi e opinioni degli stakeholder ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S1: FORZA LAVORO PROPRIA Strategia di Sostenibilità del Gruppo Impatti, rischi e opportunità rilevanti Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti Parità di trattamento e di opportunità per tutti S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria S1: FORZA LAVORO PROPRIA Politiche di impegno Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti Parità di trattamento e di opportunità per tutti S1-2 Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti S1: FORZA LAVORO PROPRIA Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria Salute e Sicurezza sul lavoro (Valutazione dei rischi e coinvolgimento della forza lavoro) Parità di trattamento e di opportunità per tutti Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni S1: FORZA LAVORO PROPRIA G1: CONDOTTA D’IMPRESA Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria (Canali per sollevare preoccupazioni) Cultura d’impresa S1-4 Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori, Contrattazione collettiva e libertà di associazione, Remunerazione adeguata e competitiva) Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti (Iniziative di formazione di hard e soft skill) e Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Il Sistema di Gestione per la Parità di Genere, Iniziative e obiettivi futuri legati alla parità di trattamento e opportunità per tutti) Salute e Sicurezza sul lavoro (Formazione in ambito salute e sicurezza, Servizio di Medicina sul lavoro, Iniziative e obiettivi futuri legati alla salute e sicurezza sul lavoro) Politiche di impegno Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria Condizioni di lavoro (Stabilità e benessere occupazionale) Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti (Sviluppo professionale dei dipendenti) Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Azioni e obiettivi future) S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S1: FORZA LAVORO PROPRIA Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti (Obiettivi futuri legati alla formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti) Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Iniziative e obiettivi futuri legati alla parità di trattamento e opportunità per tutti) Salute e Sicurezza sul lavoro (Iniziative e obiettivi futuri legati alla salute e sicurezza sul lavoro) Strategia di Sostenibilità del Gruppo (Interessi e opinioni degli stakeholder) S1-6 Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa S1: FORZA LAVORO PROPRIA Forza lavoro propria Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Stabilità e benessere occupazionale) S1-7 Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa S1: FORZA LAVORO PROPRIA Forza lavoro propria

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 61 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Contrattazione collettiva e libertà di associazione) S1-9 – Metriche della diversità S1: FORZA LAVORO PROPRIA Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Il sistema di gestione per la parità di genere) S1-10 Salari adeguati S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Remunerazione adeguata e competitiva) S1-14 Metriche di salute e sicurezza S1: FORZA LAVORO PROPRIA Salute e Sicurezza sul lavoro (Eventi infortunistici) S1-16 Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale) S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Remunerazione adeguata e competitiva) Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Parità nelle retribuzioni) S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori) S2 – Lavoratori nella catena del valore ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti Interessi e opinioni degli stakeholder ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Sistema di gestione del rischio Impatti, rischi e opportunità rilevanti S2-1 – Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE G1: CONDOTTA D'IMPRESA Politiche di impegno (Politica sui diritti umani, Codice di Condotta Fornitori, Politica sui Conflict Minerals) Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore Procedura Whistleblowing S2-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore S2-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE G1: CONDOTTA D'IMPRESA Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore Procedura Whistleblowing S2-4 – Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE G1: CONDOTTA D'IMPRESA Due Diligence sui Conflict Minerals Gestione dei rapporti con i fornitori (Codice Condotta Fornitori) S2-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Obiettivi futuri legati ai lavoratori nella catena del valore G1 – Condotta delle imprese ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità e nei sistemi di incentivazione, Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità) ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti G1-1 Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Codice Etico, Politica Anticorruzione, Politica Whistleblowing, Formazione sulla cultura d’impresa) Gestione dei rapporti con i fornitori (Codice Condotta Fornitori) G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori G1: CONDOTTA D'IMPRESA Catena di fornitura (Gestione dei rapporti con i fornitori) G1-3 Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Procedura Anticorruzione, Formazione sulla cultura d’impresa)

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 62 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) G1-4 Casi accertati di corruzione attiva o passiva G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Procedura Anticorruzione) G1-5 – Influenza politica e attività di lobbying G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Organizzazioni e Associazioni) APPENDICE B: ELENCO DEGLI ELEMENTI D'INFORMAZIONE DI CUI AI PRINCIPI TRASVERSALI E TEMATICI DERIVANTI DA ALTRI ATTI LEGISLATIVI DELL'UE Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 49 Riferimento terzo pilastro 50 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 51 Riferimento normativa dell'UE sul clima 52 Sezione di riferimento ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere nel consiglio, paragrafo 21, lettera d) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 13 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Governance della Sostenibilità (Struttura di corporate governance di CAREL) ESRS 2 GOV-1 Percentuale di membri indipendenti del consiglio di amministrazione, paragrafo 21, lettera e) Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Governance della Sostenibilità (Struttura di corporate governance di CAREL) ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza, paragrafo 30 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 10 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Dichiarazione sulla Due Diligence ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei combustibili fossili, paragrafo 40, lettera d), punto i) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 4 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione tabella 1 – Informazioni qualitative sul rischio ambientale e tabella 2 – Informazioni qualitative sul rischio sociale Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Non Applicabile ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla produzione di sostanze chimiche, paragrafo 40, lettera d), punto ii) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 9 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Non applicabile ESRS 2 SBM-1 Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse, paragrafo 40, lettera d), punto iii) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 14 Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non applicabile ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla produzione di tabacco, paragrafo 40, lettera d), punto iv) Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non applicabile ESRS E1-1 Articolo 2, E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Piano di 49 Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1). 50 Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (regolamento sui requisiti patrimoniali) (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1). 51 Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1). 52 Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 («Normativa europea sul clima») (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 63 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 49 Riferimento terzo pilastro 50 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 51 Riferimento normativa dell'UE sul clima 52 Sezione di riferimento Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050, paragrafo 14 paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici ESRS E1-1 Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di Parigi, paragrafo 16, lettera g) Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua Articolo 12, paragrafo 1, lettere a d) a g), e paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici ESRS E1-4 Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES, paragrafo 34 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 4 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento Articolo 6 del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici (Obiettivi di riduzione delle emissioni) ESRS E1-5 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte (solo settori ad alto impatto climatico), paragrafo 38 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 e allegato I, tabella 2, indicatore n. 5 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Consumi energetici ESRS E1-5 Consumo di energia e mix energetico, paragrafo 37 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Consumi energetici ESRS E1-5 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto climatico, paragrafi da 40 a 43 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 6 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Consumi energetici (Intensità energetica) ESRS E1-6 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES, paragrafo 44 Allegato I, tabella 1, indicatori n. 1 e 2 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua Articolo 5, paragrafo 1, articolo 6 e articolo 8, paragrafo 1 del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Emissioni di Gas a Effetto Serra ESRS E1-6 Intensità delle emissioni lorde di GES, paragrafi da 53 a 55 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 3 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento Articolo 8, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Emissioni di Gas a Effetto Serra (Intensità emissiva) ESRS E1-7 Assorbimenti di GES e crediti di carbonio, paragrafo 56 Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 Non Applicabile ESRS E1-9 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi fisici legati al clima, paragrafo 66 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E1-9 Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e cronico, paragrafo 66, lettera a) ESRS E1-9 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punti 46 e 47 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; modello 5: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale Obbligo di informativa introdotto gradualmente

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 64 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 49 Riferimento terzo pilastro 50 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 51 Riferimento normativa dell'UE sul clima 52 Sezione di riferimento Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante, paragrafo 66, lettera c) rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energetica, paragrafo 67, lettera c) Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punto 34 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; Modello 2: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili – Efficienza energetica delle garanzie reali Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E1-9 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al clima, paragrafo 69 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E2-4 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del regolamento E-PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti) emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo, paragrafo 28 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 8; allegato I, tabella 2, indicatore n. 2; allegato 1, tabella 2, indicatore n. 1; allegato I, tabella 2, indicatore n. 3 E2: INQUINAMENTO - Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura ESRS E3-1 Acque e risorse marine, paragrafo 9 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 7 E3: ACQUA - La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne, La gestione della risorsa idrica nella catena del valore ESRS E3-1 Politica dedicata, paragrafo 13 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 8 Non Applicabile ESRS E3-1 Sostenibilità degli oceani e dei mari paragrafo 14 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 Non materiale per CAREL ESRS E3-4 Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata, paragrafo 28, lettera c) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.2 E3: ACQUA - La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne ESRS E3-4 Consumo idrico totale in m3 rispetto ai ricavi netti da operazioni proprie, paragrafo 29 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.1 E3: ACQUA - La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera a), punto i) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 7 Non materiale per CAREL ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera b) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 10 Non materiale per CAREL ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera c) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 14 Non materiale per CAREL ESRS E4-2 Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili, paragrafo 24, lettera b) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 11 Non materiale per CAREL ESRS E4-2 Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili, paragrafo 24, lettera c) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 Non materiale per CAREL ESRS E4-2 Politiche volte ad affrontare la deforestazione, paragrafo 24, lettera d) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 15 Non materiale per CAREL ESRS E5-5 Rifiuti non riciclati, paragrafo 37, lettera d) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 13 E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE - La gestione dei rifiuti ESRS E5-5 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi, paragrafo 39 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 9 E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE - La gestione dei rifiuti

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 65 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 49 Riferimento terzo pilastro 50 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 51 Riferimento normativa dell'UE sul clima 52 Sezione di riferimento ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro forzato, paragrafo 14, lettera f) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Impatti, rischi e opportunità rilevanti ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro minorile, paragrafo 14, lettera g) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 12 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Impatti, rischi e opportunità rilevanti ESRS S1-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 20 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Politiche di impegno (Politica sui Diritti Umani) ESRS S1-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, paragrafo 21 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Politiche di impegno (Politica sui Diritti Umani) ESRS S1-1 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani, paragrafo 22 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 11 S1 FORZA LAVORO PROPRIA Politiche di impegno (Politica sui Diritti Umani) ESRS S1-1 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro, paragrafo 23 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 1 S1 FORZA LAVORO PROPRIA Salute e sicurezza sul lavoro ESRS S1-3 Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce, paragrafo 32, lettera c) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 5 G1: CONDOTTA DELLE IMPRESE - Cultura d'Impresa (Procedura Whistleblowing) ESRS S1-14 Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro, paragrafo 88, lettere b) e c) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 2 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Salute e sicurezza sul lavoro (Eventi infortunistici) ESRS S1-14 Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti mortali o malattie, paragrafo 88, lettera e) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 3 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Salute e sicurezza sul lavoro (Eventi infortunistici) ESRS S1-16 Divario retributivo di genere non corretto, paragrafo 97, lettera a) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 12 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Sezione: Parità di trattamento e di opportunità per tutti, sottocapitolo: Parità nelle retribuzioni ESRS S1-16 Eccesso di divario retributivo a favore dell'amministratore delegato, paragrafo 97, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 8 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Remunerazione adeguata e competitiva) ESRS S1-17 Incidenti legati alla discriminazione, paragrafo 103, lettera a) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 7 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori) ESR S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE, paragrafo 104, lettera a) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 e allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori) ESRS 2 SBM-3 – S2 Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella catena del lavoro, paragrafo 11, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatori n. 12 e 13 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Impatti, rischi e opportunità rilevanti S2 LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Due Diligence sui Conflict Minerals ESRS S2-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 17 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Politiche di impegno G1: CONDOTTA D’IMPRESA – Cultura D’impresa, Catena di Fornitura

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 66 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 49 Riferimento terzo pilastro 50 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 51 Riferimento normativa dell'UE sul clima 52 Sezione di riferimento ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore, paragrafo 18 Allegato I, tabella 3, indicatori n. 11 e 4 Sezione: Politiche di impegno, sottocapitolo: Codice di Condotta Fornitori ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 19 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Politiche di impegno (Canali di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore) ESRS S2-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, paragrafo 19 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Politiche di impegno ESRS S2-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani nella sua catena del valore a monte e a valle, paragrafo 36 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore ESRS S3-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 16 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 Non materiale per CAREL ESRS S3-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Non materiale per CAREL ESRS S3-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 36 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Non materiale per CAREL ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali, paragrafo 16 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 Non materiale per CAREL ESRS S4-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Non materiale per CAREL ESRS S4-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 35 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Non materiale per CAREL ESRS G1-1 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, paragrafo 10, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 15 G1: CONDOTTA D'IMPERSA - Cultura d'impresa (Politica Anticorruzione) ESRS G1-1 Protezione degli informatori, paragrafo 10, lettera d) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 6 Non Applicabile ESRS G1-4 Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera a) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 17 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 G1: CONDOTTA D’IMPRESA – Cultura d’impresa (Procedura Anticorruzione) ESRS G1-4 Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 16 Non Applicabile Nel presente documento CAREL rendiconta tutte le informazioni prescritte dagli obblighi d’informativa collegati a questioni di sostenibilità risultati rilevanti dall’Analisi di Doppia Rilevanza, ovvero valutati al di sopra della soglia di materialità d’impatto e/o di materialità finanziaria, come descritto nella sezione “Determinazione delle soglie di rilevanza”. In particolare, relativamente alle metriche, CAREL rendiconta

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 67 tutte le informazioni prescritte dagli obblighi d’informativa quando il tema è ritenuto rilevante per le operazioni proprie del Gruppo e, se del caso, fornisce informative aggiuntive specifiche per l'entità, al fine di fornire una più completa rappresentazione degli impatti, rischi ed opportunità del Gruppo sulle questioni di sostenibilità. Il Gruppo adotta misure transitorie per la rendicontazione dei seguenti obblighi d’informativa collegati rilevanti: E1-9, E2-6, S1-8 (per paesi non SEE), S1-11, S1-12, S1-13, S1-15. Sono adottate misure transitorie anche per la rendicontazione dei seguenti obblighi d’informativa non collegati all’Analisi di Doppia Rilevanza: SBM-1 40 b,c, SBM-3 48 e (informazioni quantitative). E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI POLITICHE E PROCESSI RELATIVI ALLA MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI POLITICA AMBIENTALE Al fine di gestire gli impatti relativi al cambiamento climatico e in conformità ai requisiti del Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, CAREL si è dotata di una Politica Ambiente, Salute e Sicurezza (di seguito anche “Politica Ambientale” o “Politica”), approvata dal Consiglio di Amministrazione nel 2018. L'attuazione degli impegni espressi nella Politica è responsabilità di tutti i livelli organizzativi, a partire dal pieno coinvolgimento del vertice aziendale. La gestione dell'operatività e della messa in atto dei principi in essa delineati è gestita sia a livello centrale, mediante indicazioni della Capogruppo, sia a livello di singola Società controllata e sito operativo. La Politica definisce i principi e gli impegni adottati da CAREL Industries e dalle società da questa controllate, direttamente o indirettamente, al fine di ridurre gli impatti su ambiente e territorio. La Politica deve ritenersi vincolante per i Dipendenti, i Responsabili, i Collaboratori (es. consulenti, agenti) e gli Esponenti Aziendali delle società del Gruppo CAREL, oltre che i principali Stakeholder, intesi come quei soggetti che agiscono in nome e per conto delle società del Gruppo nell’ambito della loro autonoma operatività e, in particolare, dei rapporti con il Gruppo CAREL, per i quali è richiesta una condotta in linea con i principi generali della Politica. In particolare, il Gruppo CAREL condivide l’impegno, gli obiettivi ed i principi espressi nella Politica con i propri fornitori e clienti, intesi come parti fondamentali per lo sviluppo della Società e del Gruppo CAREL. La Politica Ambientale del Gruppo, inoltre, si rivolge a tutti i soggetti a cui si applicano le relative disposizioni invitandoli a tenere anche nella vita di tutti i giorni un comportamento responsabile e sostenibile, in linea con i principi di seguito descritti, al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile e alla diffusione della consapevolezza sulle tematiche relative all’ambiente. Con riferimento al tema del cambiamento climatico, la Politica delinea i seguenti principi 53 : • contribuire, nelle sedi appropriate e nello svolgimento della propria attività industriale, alla promozione dello sviluppo scientifico e tecnologico sostenibile, volto alla protezione ambientale, alla salvaguardia delle risorse ed alla riduzione dei consumi di acqua, energia e combustibili per mitigare i rischi legati al cambiamento climatico; • focalizzare l’impegno, anche dei collaboratori, sugli aspetti di miglioramento della gestione delle proprie emissioni in atmosfera di gas effetto serra; • razionalizzare il consumo energetico attraverso sistemi di produzione sostenibili, promuovendo l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e soluzioni logistiche che ottimizzano la capacità di trasporto; • considerare nella progettazione e nello sviluppo di sistemi, prodotti e processi, gli aspetti connessi alla tutela ambientale valutando il potenziale impatto lungo l’intero ciclo di vita ed in particolare nelle fasi di utilizzo e fine vita. Nell’adottare la Politica, il Gruppo CAREL si è ispirato a: • lo standard internazionale UNI EN ISO 14001 sui Sistemi di Gestione Ambientale; 53 La Politica Ambientale non tratta espressamente il tema dell’adattamento al cambiamento climatico.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 68 • le leggi, le normative e le linee guida di riferimento di ciascuno Stato in cui CAREL è presente. La Politica è stata resa disponibile ai destinatari e alle parti interessate mediante pubblicazione nella intranet aziendale e sul sito web. In aggiunta all’informazione, la Società riconosce la formazione dei dipendenti quale strumento fondamentale per l’attuazione della Politica e si impegna pertanto alla diffusione della stessa anche tramite formazione obbligatoria in fase di assunzione e successivamente con cadenza periodica. SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Da diversi anni CAREL ha implementato, prima in CAREL Industries e in seguito anche in Hygromatik, Recuperator e CAREL Suzhou, Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) certificati secondo lo standard ISO 14001. Il SGA si concretizza in un insieme di processi e procedure finalizzati a monitorare, gestire e migliorare l’impatto ambientale di un’organizzazione e la norma ISO 14001 fornisce un quadro di riferimento per implementare un SGA efficace, garantendo la conformità alle normative e promuovendo la sostenibilità ambientale. L'implementazione di un SGA secondo la ISO 14001 segue un percorso strutturato che vede una valutazione iniziale, in cui si analizzano gli aspetti ambientali rilevanti e si verifica il rispetto delle normative vigenti, seguita dallo sviluppo del Sistema, che prevede la definizione di politiche di impegno, procedure operative e obiettivi per migliorare le prestazioni ambientali dell’organizzazione. Elementi chiave del Sistema sono: • l’audit interno, che consente di valutare periodicamente l’efficacia delle misure adottate e di individuare eventuali aree di miglioramento; • la certificazione esterna, rilasciata da un ente accreditato, che attesta la conformità del Sistema agli standard della ISO 14001; • il principio del miglioramento continuo, fondamentale per garantire l’efficacia del sistema nel tempo, ridurre gli impatti ambientali e identificare nuove opportunità per ottimizzare l’uso delle risorse. A dicembre 2023, al fine di efficientare ulteriormente il consumo energetico degli stabilimenti, è stata ottenuta presso CAREL Industries la certificazione UNI CEI EN ISO 50001:2018 per Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE). Questo importante traguardo ha consentito di introdurre un approccio sistemico alla gestione dell’energia - con particolare riferimento ai processi - e di verificarlo periodicamente mediante audit di terza parte. La scelta di CAREL Industries di impostare e mantenere un SGE si lega strettamente agli obiettivi di sostenibilità del Piano pluriennale, in quanto la migliore gestione delle risorse energetiche e l’ottimizzazione dei consumi contribuiscono indirettamente alla riduzione delle emissioni in atmosfera e alla mitigazione cambiamento climatico. Per garantire un costante monitoraggio dell’applicazione del SGE e delle azioni di miglioramento è stato introdotto, nell’ambito della funzione HSE di Gruppo, anche un Energy Team con la responsabilità di: • assicurare che il Sistema di Gestione Energia aziendale sia stabilito, attuato, mantenuto aggiornato e continuamente migliorato in conformità ai requisiti della norma di riferimento; • raccogliere e analizzare i dati di consumo e di gestione dell’energia; • definire ed aggiornare la baseline e gli Indicatori di Performance Energetica; • valutare la fattibilità tecnica delle opportunità di miglioramento; • attuare i piani d’azione per il miglioramento della prestazione energetica e monitorarne lo stato di avanzamento; • riferire all’Alta Direzione sulle prestazioni del Sistema di Gestione ai fini del riesame dello stesso e su ogni esigenza di miglioramento. A ottobre 2024 è stata superata con successo la prima verifica di sorveglianza, grazie alla quale è stato possibile valorizzare i passi in avanti compiuti nell’ambito dell’efficientamento energetico, legati principalmente al piano di graduale sostituzione dei tradizionali impianti di climatizzazione a gas con moderne pompe di calore.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 69 CODICE CONDOTTA FORNITORI L’impegno di natura politica del Gruppo si estende anche alla catena di fornitura, attraverso la condivisione del Codice di Condotta Fornitori, con cui CAREL promuove i propri principi di comportamento e chiede a tutti i fornitori e ai loro collaboratori, subcontraenti e ad altre parti che lavorano per loro conto di aderire. Tramite il Codice e in relazione al cambiamento climatico, CAREL chiede ai propri fornitori non solo di rispettare le norme e i requisiti vigenti in materia ambientale, ma anche di mettere in atto iniziative volte al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, tra cui ad esempio programmi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni GHG. Nello specifico, il Codice di Condotta richiede ai fornitori di minimizzare le proprie emissioni di gas a effetto serra attraverso attività di monitoraggio e riduzione dei consumi e l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili.54 Infine, il Codice esplicita la necessità di collaborare nel calcolo dell’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva per poterne garantire l’adeguata rendicontazione (e.g. raccolta dei dati per il calcolo e la rendicontazione delle emissioni GHG di Scope 3) e minimizzarne gli effetti negativi. PIANO DI TRANSIZIONE PER LA MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI CAREL è consapevole dell’urgenza con cui è necessario mitigare gli effetti del cambiamento climatico. I rapporti pubblicati da autorevoli istituzioni internazionali che offrono quadri di riferimento sugli scenari climatici, quali l’IPCC, e l’IEA, evidenziano la necessità di un rapido e profondo cambiamento nel sistema economico, in modo da almeno dimezzare le emissioni generate entro il 2030 e raggiungere il Net Zero entro il 2050. Pertanto, in risposta alle crescenti sfide legate al cambiamento climatico, in linea con gli impegni europei e gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, CAREL ha adottato il proprio Piano di Transizione Climatica, che si inserisce nel più ampio percorso strategico del Gruppo, con la finalità trasformare il modello di business in linea con un’economia a basse emissioni di carbonio. Il Piano di Transizione del Gruppo definisce obiettivi di riduzione delle emissioni approvati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), con un orizzonte temporale al 2033. Per il loro raggiungimento sono state individuate specifiche leve di decarbonizzazione, accompagnate da azioni concrete che, attraverso l’innovazione di processo e di prodotto, mirano a ridurre progressivamente l'impatto ambientale delle attività aziendali, in termini sia di emissioni derivanti dalle proprie operazioni (i.e. emissioni Scope 1 e 2), che di emissioni generate lungo l’intera catena del valore (i.e. emissioni Scope 3). Nei prossimi anni, anche in coerenza con l’evoluzione normativa in corso, CAREL intende estendere il propri o Piano al fine di prevedere il raggiungimento di obiettivi Net Zero al 2050, per contribuire con la propria strategia e il proprio modello di business non solo alla limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C, in linea con l'Accordo di Parigi, ma anche all'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, che rappresenta una priorità politica chiave per l’Unione Europea. Le principali leve di decarbonizzazione identificate per l’abbattimento delle emissioni di Scope 1 e 2 includono l'elettrificazione dei sistemi di riscaldamento, il rinnovamento del parco auto aziendale, l'acquisto di una quota sempre maggiore di energia elettrica certificata rinnovabile e l'ampliamento degli impianti fotovoltaici 55 . Le emissioni di Scope 3, che rappresentano più del 99% della Carbon Footprint del Gruppo, saranno ridotte anzitutto attraverso un rafforzamento della strategia di business che il Gruppo sta perseguendo già da diversi anni, ovvero l’impegno nell’efficientamento energetico dei prodotti CAREL e la riduzione – o eliminazione laddove possibile – dell’uso di gas refrigeranti tradizionali a favore di soluzioni a minor impatto ambientale. Inoltre, CAREL ha pianificato di incrementare la quota di materiali riciclati utilizzati e di orientare le attività di trasporto in ingresso e in uscita verso modalità a minor impatto ambientale, come il passaggio da trasporto aereo a trasporto navale, laddove possibile. Per una presentazione più dettagliata delle leve di decarbonizzazione e del loro effetto sulla mitigazione del cambiamento climatico si rimanda alla sezione “Azioni (leve di decarbonizzazione)” del presente capitolo. 54 Il Codice di Condotta Fornitori non tratta espressamente il tema dell’adattamento al cambiamento climatico. 55 Le emissioni di Scope 1 e 2 non sono valutate come locked-in, in considerazione della tipologia dei consumi energetici del Gruppo, per i quali si rimanda alla sezione “Consumi”.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 70 Le emissioni derivanti dall’uso dei prodotti CAREL per tutta la loro vita utile rappresentano il 97,41% della Carbon Footprint56 del Gruppo. CAREL è consapevole che la capacità di ridurre tali emissioni è profondamente connessa sia ad una maggior efficienza energetica dei prodotti - su cui CAREL ha fondato la propria strategia già da diversi anni - che al mix energetico globale. Per delineare una previsione dell’andamento delle emissioni derivanti dall’uso dei propri prodotti, CAREL si è pertanto avvalsa dei trend previsti negli scenari climatici forniti dall’IEA57 relativi all’evoluzione del mix energetico a livello globale58, ai quali sono state aggiunte considerazioni sulle stime di crescita del business del Gruppo. Per l’implementazione del Piano e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione prefissati, per il periodo 2024-2033, il Gruppo ha stimato un profilo di spesa medio annuo valorizzato in circa 530 migliaia di euro, che sarà poi rimodulato in funzione delle risorse annue finanziare. Il Piano di Transizione sviluppato per raggiungere gli obiettivi Near-Term al 2033 è stato approvato sotto l'aspetto tecnico ed economico dal Consiglio di Amministrazione e dagli organi di controllo societario, entrando a far parte delle strategie di sviluppo future del Gruppo e ponendo le basi per un impegno a più lungo termine, con l’intenzione di raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi per il 2050. L’integrazione del Piano di Transizione con le strategie di sviluppo societarie è dimostrata anche dalla connessione tra il piano di sviluppo finanziario per l'ottenimento del Piano e il processo di autorizzazione annuale del piano di investimenti societario. Si sottolinea, infine, che la società non è soggetta ad esclusione dagli indici di riferimento UE allineati con l’accordo di Parigi, conformemente ai criteri di esclusione del regolamento delegato UE sulle norme per gli indici di riferimento climatici (regolamento 2020/1818) della Commissione UE. OBIETTIVI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI Nei primi mesi del 2024, il Gruppo ha ufficialmente sottoscritto il proprio impegno nel definire obiettivi cd. “Near-Term” in linea con i criteri SBTi. La Science Based Target initiative (SBTi) è un'organizzazione di climate-action che consente ad aziende e istituzioni finanziarie di tutto il mondo di fare la loro parte per combattere la crisi climatica. L’organizzazione sviluppa standard, strumenti e linee guida che permettono alle aziende di stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) al fine di mantenere il riscaldamento globale entro i 1,5°C rispetto alle temperature preindustriali e raggiungere la neutralità carbonica al più tardi entro il 2050. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, il Gruppo è stato coinvolto nel percorso di “Target Validation” da parte di SBTi, che ha definitivamente approvato i Near-Term target del Gruppo, di seguito riportati:5960 1) Carel Industries S.p.A. si impegna a ridurre le emissioni assolute di Scope 1 e 2 del 54,6% entro il 2033 a partire dall’anno base 2023; 1) Carel Industries S.p.A. si impegna a ridurre le emissioni assolute di Scope 3 derivanti dall’acquisto di beni e servizi (categoria 1), attività legate ai combustibili e all’energia (categoria 3), trasporto e distribuzione upstream e downstream (categorie 4 e 9), pendolarismo dei dipendenti (categoria 7) e uso dei prodotti venduti (categoria 11) del 32,5% entro il 2033 a partire dall’anno base 2023. Gli obiettivi presentati sono stati identificati e validati tramite gli strumenti forniti da SBTi, e sono pertanto basati su dati scientifici certi. L’obiettivo di riduzione Scope 1 e 2 (market -based) è allineato al mantenimento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, in linea con l’Accordo di Parigi, mentre l’obiettivo relativo allo Scope 3 è allineato al mantenimento della temperatura ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali. 56 Considerata come la somma dello Scope 1, 2 (market based) e Scope 3 57 Scenari considerati: NZE, STEPS, APS. 58 Per quanto riguarda lo Scope 3, le potenziali emissioni locked-in dipendono strettamente dal mix energetico globale. Dagli scenari IEA (NZE, STEPS, APS) emerge un significativo cambiamento nel mix energetico globale, che comporta una diminuzione dell’intensità di CO₂ nella produzione di elettricità e, di conseguenza, delle emissioni conseguenti all’uso dei prodotti CAREL. 59 Gli obiettivi sono coerenti con il perimetro dell’inventario di emissioni di gas effetto serra rendicontato ai fini dell’ESRS E1-6. 60 Si segnala che gli obiettivi di riduzione delle emissioni del Gruppo CAREL fanno riferimento al percorso di decarbonizzazione intersettoriale

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 71 CONSUMI ENERGETICI I consumi energetici del Gruppo derivano da: • funzionamento degli impianti produttivi; • illuminazione; • climatizzazione degli ambienti di lavoro; • consumi di carburante per l’utilizzo del parco mezzi aziendale e dei mezzi logistici di proprietà; • consumi di carburante derivante dalle auto ad uso promiscuo (uso lavorativo e privato dei dipendenti a cui sono assegnate). I consumi energetici sono principalmente attribuibili ai plant produttivi, che contribuiscono ai consumi diretti e indiretti complessivi del Gruppo, rispettivamente, per il 70% e il 93%. TABELLA 7: CONSUMI DIRETTI E INDIRETTI 6162 CONSUMO ENERGETICO u.m. 2023 63 2024 Consumo di carburante da petrolio allo stato naturale e prodotti petroliferi 64 MWh 4.134,13 4.922,28 Consumo di carburante proveniente da gas naturali 5.244,56 4.185,12 Consumo di elettricità, calore, vapore e raffreddamento acquisiti o acquistati da fonti fossili 3.580,90 2.171,39 Consumo totale di energia fossile MWh 12.959,59 11.278,79 Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia % 50,52% 43,29% Consumo di carburante da fonti rinnovabili, compresa la biomassa MWh 0 0 65 Consumo di elettricità, calore, vapore e raffreddamento acquisiti o acquistati da risorse rinnovabili 12.281,17 13.869,30 Consumo di energia rinnovabile non combustibile, autoprodotta 409,30 905,48 Consumo totale di energia rinnovabile MWh 12.690,47 14.774,78 Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia % 49,48% 56,71 % Consumo totale di energia MWh 25.650,06 26.053,57 PRODUZIONE DI ENERGIA u.m. 2023 2024 Produzione di energia non rinnovabile 66 MWh 0 0 Produzione di energia rinnovabile 409,30 905,48 61 Nel 2024 non sono stati rilevati consumi di energia nucleare né energia da carbone. 62 I fattori di conversione utilizzati ai fini del calcolo sono pubblicati dal Department for Business, Energy & Industrial Strategy (DEFRA) 2024 63 I valori per l’anno 2023 sono stati ricalcolati utilizzando il dato di potere calorifico netto dei vettori energetici, al fine di poter effettuare un confronto con il 2024. Si segnala inoltre che i dati del 2024 includono anche le società acquisite durante l’anno fiscale 2023, pertanto il perimetro differisce da quello del 2023. Tuttavia, data la natura delle attività svolte in tali società (società non produttive), non si ritiene necessario effettuare un ricalcolo del 2023, in quanto consumi energetici delle stesse si considerano non significativi rispetto al totale riportato. 64 Si segnala che i consumi di energia da fonti fossili suddivisi per fonte fanno riferimento a tutte le società sia ad alto impatto che non ad alto impatto climatico. 65 Si segnala che, in conformità con le normative vigenti in alcuni Paesi, la benzina e il diesel acquistati presso i punti di distribuzione al momento del rifornimento del parco auto, contengono una quota di biocarburante. Tuttavia, non è attualmente possibile quantificare la percentuale di combustibile da fonte rinnovabile ai fini del calcolo dell'indicatore. 66 Si segnala che la rendicontazione fa riferimento alla produzione di energia elettrica non rinnovabile.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 72 Nel 2024 i consumi energetici totali (che generano emissioni Scope 1 e 2) del Gruppo sono stati complessivamente pari a circa 26.053,57 MWh. A conferma dell’impiego sempre più efficiente delle risorse energetiche, normalizzando i consumi di energia elettrica per unità di superficie, si osserva un consumo di 133,06 kWh/m2, in riduzione dell’1,49% rispetto al 2023 (135,08 kWh/m2). Parallelamente, nel 2024, il Gruppo ha registrato un incremento nell’acquisto di energia elettrica rinnovabile del 12,93%, consolidando il proprio impegno nella scelta di fonti energetiche pulite. A rafforzare ulteriormente questa strategia, l’autoproduzione di energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici ha superato nel 2024 i 905 MWh, più che raddoppiando l’autoproduzione del 2023, con un incremento del 121,23%. Anche i consumi di combustibili utilizzati per la climatizzazione degli ambienti (gas naturale) registrano una riduzione del 20,33% rispetto all’anno precedente. Questo cambiamento riflette la continua transizione del Gruppo verso un modello energetico più sostenibile e con un forte impegno nell'incrementare l'uso di energia pulita e ridurre l'impatto ambientale delle proprie operazioni, così come meglio dettagliato nel paragrafo dedicato alle leve di decarbonizzazione. INTENSITÀ ENERGETICA Nel 2024, per monitorare l'intensità energetica delle proprie attività, CAREL ha adottato la metodologia di calcolo richiesta dagli ESRS. L’intensità energetica, calcolata come il rapporto tra il consumo totale di energia delle attività nei settori ad alto impatto climatico (in MWh) e i ricavi netti derivanti da tali attività, si attesta a 57,06 MWh/€mln.Poiché varie società del Gruppo svol gono più attività - ognuna delle quali associata a un differente codice NACE - per identificare le società incluse nei settori ad alto impatto climatico si è scelto di associare ad ognuna di esse il codice “NACE” rappresentativo dell’attività principale condotta. Ne consegue che l’unica società esclusa dai settori ad alto impatto risulta essere “KIONA” (NACE 62.10 ‘computer and programming activities’) 67 . Per le società che ricadono nel calcolo dell’intensità energetica è stato rilevato un ricavo complessivo di circa 449,6 milioni di euro 68 a cui si sommano ricavi per circa 28,6 milioni di euro che fanno riferimento a codici NACE non ad alto impatto e ricavi per circa 100,8 milioni di euro relativi a prodotti acquistati e rivenduti. Per monitorare in maniera più efficace il trend dell’utilizzo di energia, in continuità con gli anni precedenti, CAREL calcola anche l’intensità energetica rapportando i consumi energetici totali alla superficie lorda delle proprie strutture e al numero di dipendenti. Nel 2024, CAREL ha registrato un valore di intensità energetica per unità di superficie pari a 0,21 MWh/m², mentre rapportando i consumi energetici al numero di dipendenti, l'intensità è risultata pari a 9,45 MWh/dip 69 . L’indicatore sull’intensità energetica è particolarmente rilevante in quanto consente di considerare i consumi in relazione al perimetro di rendicontazione e all’attività che si sono registrati nel corso dell’anno, valorizzando l’impegno del Gruppo nell’efficientamento energetico dei propri processi e delle proprie strutture. EMISSIONI DI GAS A EFFETTO SERRA TABELLA 8: EMISSIONI SCOPE 1,2 E 3 (TCO2EQ) 70 71 72 67 I consumi energetici attribuibili a KIONA nel 2024 ammontano a 399 MWh. 68 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 22 del Conto Economico Consolidato. 69 Si segnala che il valore considera sia i lavoratori dipendenti che i lavoratori non dipendenti. 70 Non vi sono emissioni di gas effetto serra di Scope 1 coperte da sistemi regolamentati di scambio di quote di emissioni. 71 Si segnala che, ai fini della rendicontazione delle emissioni, il controllo finanziario coincide con il controllo operativo. Non vi sono pertanto emissioni Scope 1 o 2 relative a società partecipate, quali collegate, joint venture o imprese figlie non consolidate. 72 Fonte dei fattori di emissione utilizzati per il calcolo delle emissioni dirette (Scope 1): Department for Business, Energy & Industrial Strategy (DEFRA) – 2024 e 2023. Il calcolo include i seguenti gas ad effetto serra: CO2, CH4, N2O, HFC. Fonte fattori di emissione utilizzati per il calcolo delle emissioni indirette (Scope 2): - anno 2024: Location-based, Terna 2019; Market-based, European residual mix 2023 (AIB 2024), laddove disponibili, altrimenti Terna 2019; - anno 2023: Location-based Terna 2019; Market-based, European residual mix 2022 (AIB 2023), laddove disponibili, altrimenti Terna 2019.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 73 Retrospettiva Traguardi e anni-obiettivo Anno base (2023) Dato comparativo (2023) 73 2024 % 2024/2023 2033 Obiettivo % annuale / Anno base 74 Emissioni di GES di ambito 1 Emissioni lorde di GES di ambito 1 (tCO2eq) 2.292,72 2.292,72 2.113,22 75 -7,83 % 1.891 76 5,46% Emissioni di GES di ambito 2 Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione (tCO2eq) 6.288,17 6.288,17 6.334,96 +0,74%% NA NA Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato (tCO2eq) 1.872,63 1.872,63 1.047,95 -44,04% NA NA Emissioni di GES di ambito 3 Emissioni indirette lorde totali di GES (ambito 3) (tCO2eq) 6.599.320,94 6.599.320,94 6.266.064,18 -5,05% 3.073.280,8 77 3,25% 1.Beni e servizi acquistati 126.411,69 126.411,69 106.299,21 -15,91% NA NA 2.Beni strumentali 3.189,78 3.189,78 4.818,08 +51,05% NA NA 3.Attività legate ai combustibili e all'energia (non incluse nell'ambito 1 o 2) 674,19 674,19 597,13 -11,43% NA NA 4.Trasporto e distribuzione a monte 3.832,66 3.832,66 3.201,72 -16,49% NA NA 5.Rifiuti generati nel corso delle operazioni 50,43 50,43 14,18 -71,88% NA NA 6.Viaggi d'affari 2.643,94 2.643,94 1.843,48 -30,27% NA NA 7.Pendolarismo dei dipendenti 2.403,76 2.403,76 2.741,31 +14.04% NA NA Si segnala che i fattori di emissione per il calcolo delle emissioni di Scope 2 non includono gas ad effetto serra diversi dalla CO2 e non distinguono la percentuale di CO2 biogenico. 73 Si segnala che i dati del 2024 includono anche le società acquisite durante l’anno fiscale 2023, pertanto il perimetro differisce da quello del 2023. Tuttavia, data la natura delle attività svolte in tali società (società non produttive), non si ritiene necessario effettuare un ricalcolo del 2023, in quanto le emissioni generate dalle stesse si considerano non significativi rispetto al totale riportato. 74 Si considera una riduzione lineare dall’anno base all’anno target 75 Le emissioni biogeniche cd. “out of scope” relative allo Scope 1 ammontano a 73,43 tCO2. Tali emissioni derivano dalla benzina e il diesel acquistati presso i punti di distribuzione al momento del rifornimento del parco auto, i quali, in conformità con le normative vigenti in alcuni Paesi, contengono una quota di biocarburante. Non è attualmente possibile quantificare la percentuale di combustibile da fonte rinnovabile contenuto; i fattori di emissione utilizzati (DEFRA, 2024) assumono una determinata percentuale di combustibile rinnovabile. 76 Il valore delle emissioni all’anno target tiene in considerazione che il target è fissato sul 100% delle emissioni Scope 1 e Scope 2 Market-based (valore base: 4165 tCO2eq) 77 In linea con i requisiti SBTi, il valore delle emissioni all’anno target tiene in considerazione che il target è fissato sul 70% dello Scope 3 (valore base: 4.553.009 tCO2eq).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 74 Retrospettiva Traguardi e anni-obiettivo Anno base (2023) Dato comparativo (2023) 73 2024 % 2024/2023 2033 Obiettivo % annuale / Anno base 74 9.Trasporto a valle 7.604,43 7.604,43 5.901,75 -22,39% NA NA 11.Uso dei prodotti 6.452.295,42 6.452.295,42 6.140.554,26 -4,83% NA NA 12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti 226,7 226,7 93,06 -58,95% NA NA Emissioni totali di GES Emissioni totali di GES (basate sulla posizione) (tCO2eq) 6.607.901,83 6.607.901,83 6.274.512,36 -5,05% NA NA Emissioni totali di GES (basate sul mercato) (tCO2eq) 6.603.486,29 6.603.486,29 6.269.225,35 -5,06% NA NA EMISSIONI DIRETTE (SCOPE 1 E 2) L’analisi puntuale dei consumi energetici del Gruppo ha consentito di calcolare le relative emissioni dirette di Scope 1 e 2., le quali nel 2024, sono state complessivamente pari a 3.161,17 tCO2eq: 2.113,22 per lo Scope 1 e 1.047,95 tCO2eq per lo Scope 2 (considerando il metodo Market-based che valorizza solo le emissioni generate da fonti non rinnovabili). La riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 rispetto all’anno precedente risulta pari a 24,10%. La riduzione maggiore si riscontra in termini di Scope 2 (riduzione del 44,04%), derivante dall’aumento della quota di energia elettrica acquistata con Certificati di Attribuzione dell’Energia, oltre che dall’aumento di elettricità autoprodotta dai pannelli fotovoltaici installati dal Gruppo. Nello specifico, 13.869,30 MWh (86,46%) sono stati acquistati in abbinamento a Certificati di Attribuzione dell’Energia: GO (Garanzie di Origine) in Italia, Germania e Croazia REC (Renewable Energy Certificate) negli Stati Uniti e I-REC (International Renewable Energy Certificate) in Cina. Si nota, inoltre, una riduzione significativa delle emissioni fuggitive (da 205,63 del 2023 a 70,87 tCO2eq del 2024), raggiunta grazie ad azioni mirate di gestione e contenimento, in particolar modo nel plant di CAREL Suzhou. Di seguito si riporta una rappresentazione delle emissioni di Scope 1 e 2 (Market-based) per area geografica ed una spartizione delle emissioni di Scope 1 per fonte di emissione. TABELLA 9: DISAGGREGAZIONE DELLE EMISSIONI DI GES, DI AMBITO 1 E 2 (MARKET-BASED), PER REGIONE Regione Scope 1 (tCO2eq) Scope 2 (tCO2eq) North America 192,36 199,66 South America 0 35,96 Western Europe 1.374,42 97,91 Rest of Europe 437,06 569,52 Asia North Pacific 34,15 27,61 Asia South Pacific 75,22 117,28 Totale 2.113,22 1.047,95 Il trend delle emissioni Scope 1 e 2 degli ultimi anni conferma gli impegni presi dal Gruppo verso la decarbonizzazione e come l’attenzione alla sostenibilità sia un valore cardine non solo nelle scelte che riguardano i prodotti immessi sul mercato ma anche nella gestione dei propri processi produttivi. EMISSIONI INDIRETTE (SCOPE 3) Nel 2023 CAREL aveva affinato ed esteso il calcolo delle emissioni Scope 3, includendo tutte le entity del Gruppo e consentendo così di qualificare il 2023 quale anno base per la definizione di un obiettivo di

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 75 riduzione delle emissioni Scope 3 - oltre che Scope 1 e 2 - e di identificare potenziali leve di decarbonizzazione per il suo raggiungimento. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, il calcolo delle emissioni Scope 3 è stato sottoposto al processo di Target Validation da parte di SBTi, al fine di validare gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dal Gruppo. Di seguito sono brevemente presentati, per ciascuna categoria applicabile 78 , i valori emissivi e le metodologie di calcolo. Categoria 1: Acquisto di beni e servizi Nel 2024, le emissioni derivanti dall’acquisto di beni e servizi sono state pari a 106.299,21 tCO2eq di cui il 7,93% attribuibile all’acquisto di servizi. Per i beni tangibili si applica il cd. “average-data method, considerando il peso dei prodotti acquistati 79 , mentre per i servizi il cd. “spend-based method”, basato sul valore della spesa per l’acquisto di tali servizi 80 - 81 . Nell’ambito del materiale acquistato dal Gruppo rientra anche il packaging utilizzato per il confezionamento e la spedizione dei prodotti, il cui impatto in termini emissivi è incluso in questa categoria. Categoria 2: Capital goods Nel 2024 le emissioni derivanti dall’acquisto di beni capitali da parte del Gruppo sono state pari a 4.818,08 tCO2eq, in linea con l’anno precedente. Tali emissioni sono state calcolate applicando il cd. “spend-based method”, considerando il valore della spesa per l’acquisto di tali beni 82 . Categoria 3: Combustibili ed Energia Per completare la rendicontazione dell‘impatto derivante dall’utilizzo dell’energia (combustibili ed energia elettrica acquistata) - già incluso negli Scope 1 e 2 con riferimento alle emissioni derivanti dalla combustione - il Gruppo calcola le relative emissioni derivanti da: • estrazione, raffinazione e trasporto dei combustibili al sito di un'organizzazione, prima della combustione; • estrazione, raffinazione e trasporto dei combustibili prima del loro utilizzo nella generazione dell'elettricità acquistata dall'azienda (sia con riferimento all’elettricità utilizzata che all’elettricità persa nei sistemi di trasmissione e distribuzione di elettricità dalla centrale elettrica alle organizzazioni che la acquistano – cd. perdite di rete). Complessivamente le emissioni derivanti dai processi a monte dei combustibili e dell’elettricità acquistata risultano pari a 597,13 tCO2eq (in riduzione dell’11% rispetto al 2023). Le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “average-data method” 83 . Categoria 4 - 9: Trasporti e logistica (upstream e downstream) Complessivamente, nel 2024 le emissioni associate ai trasporti sono state pari a 9.103,46 84 tCO2eq, così distribuite: 78 Sono considerate non applicabili per il Gruppo le seguenti categorie: 8 - Upstream leased assets, 10 - Processing of sold products, 13 - Downstream leased assets, 14 - Franchises, 15 - Investments. Si segnala che i fattori di emissione utilizzati non consentono di distinguere le emissioni biogeniche di CO2 derivanti dalla combustione o dalla biodegradazione della biomassa. 79 Fattori di emissione estratti dal database Ecoinvent (IPCC 2021). Si segnala che il fattore di emissione attribuito ad una categoria di prodotti è stato aggiornato rispetto al 2023. 80 Si segnala che i fattori di emissione utilizzati sono stati aggiornati rispetto al 2023. I fattori di emissione utilizzati sono pubblicati da DEFRA 81 Si segnala che il valore delle emissioni della categoria 1 (con riferimento ai servizi) del 2023 è stato affinato rispetto al valore pubblicato nella DNF 2023; nello specifico, in linea con i requisiti SBTi, sono state rimosse le emissioni derivanti dai servizi di magazzino acquistati, le quali sono state fatte ricadere all’interno della categoria 4 (Upstream Transport & Distribution). 82 Si segnala che i fattori di emissione utilizzati sono stati aggiornati rispetto al 2023. I fattori di emissione utilizzati sono pubblicati da DEFRA 83 I fattori utilizzati per il calcolo sono stati pubblicati dal DEFRA nel 2024. 84 I fattori utilizzati per il calcolo sono stati pubblicati dal DEFRA nel 2024. Il dato sul materiale spedito è estratto dal sistema informativo aziendale (Oracle). Per le spedizioni non dettagliate nel sistema informativo aziendale, è stata stimata la tipologia di trasporto. In particolare, per le diverse modalità di trasporto sono state fatte le seguenti assunzioni:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 76 • 3.201,72 tCO2eq derivanti dai trasporti upstream (categoria 4): per il 57,66% derivante dalle emissioni dei trasporti aerei e per il 37,50 % e 4,84 %, rispettivamente, dai trasporti via terra e via nave; • 5.901,75 tCO2eq derivanti dai trasporti downstream (categoria 9): per l’87,57 % derivante dalle emissioni dei trasporti aerei e per il 7,15 % e 5,28 %, rispettivamente, dai trasporti via terra e via nave. Le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “distance-based method”. Si evidenzia che, in conformità al GHG Protocol, si configura come trasporto upstream, quindi rientrante nella categoria 4, non solo il trasporto del materiale acquistato (quindi il materiale in ingresso) ma anche la logistica infragruppo e la logistica in uscita trasportata a cura del Gruppo con mezzi non di proprietà o sotto il controllo dell’organizzazione. Si configura invece come trasporto downstream, quindi rientrante nella categoria 9, la logistica in uscita trasportata a cura del cliente. Il calcolo delle emissioni derivanti dai trasporti è effettuato applicando il cd. “distance-based method”. In linea con le linee guida del GHG Protocol, sono state calcolate anche le emissioni cd. “Well To Tank (WTT)” del carburante impiegato, ovvero le emissioni derivanti dall’estrazione, raffinazione e trasporto dei combustibili prima del loro utilizzo per alimentare i mezzi di trasporto. Come già osservato negli anni precedenti, l’analisi condotta evidenzia il ruolo preponderante dei trasporti via aerea nell’impatto totale delle emissioni derivanti dalla logistica, e pertanto il Gruppo si sta attivando per sostituire, gradualmente e dove possibile, i trasporti effettuati per Carel Industries via aerea con trasporti via. TABELLA 10: EMISSIONI SCOPE 3, CATEGORIE 4 E 9 (TRASPORTO E DISTRIBUZIONE A MONTE E A VALLE) (TCO2EQ) 85 Modalità di trasporto 2024 2023 Terra 1.622,89 1.624 Aereo 466,40 8.856 Marittimo 7.014,18 939 Totale 9.103,46 11.419 Le spedizioni verso i clienti, così come gli acquisti del materiale impiegato nella produzione, avvengono generalmente mediante trasporto su gomma per il mercato domestico e via mare per le spedizioni extracontinentali. Mentre il trasporto via aerea, che contribuisce alla quota più rilevante delle emissioni prodotte da tutta la logistica (pari al 77% delle emissioni), viene raramente scelto di default (solo il 5% della merce viene trasportata via aerea) ed è influenzato da situazioni geopolitiche o problematiche di shortage del materiale, come accaduto negli ultimi anni. Categoria 5: Rifiuti generati nelle attività operative Dall’analisi sui rifiuti nel 2024 è risultato che l’impatto emissivo derivante dal trattamento dei rifiuti prodotti è di 14,18 tCO2eq, valore diminuito del 71,88% rispetto allo scorso anno, principalmente attribuibile a modifiche significative nei fattori di emissione DEFRA 2024 rispetto a quelli pubblicati nel 2023. Per questo motivo le emissioni associate agli anni 2023 e 2024 non sono confrontabili. Per ulteriori dettagli sulle azioni implementate nella gestione dei rifiuti si rimanda al capitolo E5 - Uso delle Risorse ed Economia Circolare. Le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “waste-type specific method” 86 . - trasporti via terra: è stato assunto il 100% del trasporto mediante mezzi pesanti. Fonte dei fattori di emissione: DEFRA - Freighting Goods - HGV ALL DIESEL - ALL HGVs tonne.km 100% land); - trasporti aerei: le distanze sono state calcolate come distanza in linea d’aria. Fonte dei fattori di emission: DEFRA - Freighting goods - Freight flights - International, to/from non-UK; - trasporti marittimi: le distanze sono state calcolate con il supporto del sito https://sea-distances.org/. Fonte dei fattori di emission: DEFRA - Freighting goods - Freight cargo - container ship 8000+ teu. 86 I fattori utilizzati per il calcolo sono stati pubblicati dal DEFRA nel 2024 e 2023.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 77 TABELLA 11: EMISSIONI SCOPE 3, CATEGORIA 5 (RIFIUTI) (TCO2EQ) Modalità di gestione 2024 2023 Riciclo open-loop 4,82 32,47 Riciclo closed-loop87 5,13 11,74 Combustione con recupero di energia 0,66 3,90 Discarica 3,57 2,32 Totale 14,18 50,43 Categoria 6: Viaggi di lavoro Complessivamente, nel 2024, le emissioni derivanti dai viaggi di lavoro effettuati dai dipendenti dell’intero Gruppo88 utilizzando l’aereo e/o il treno, sono state pari a 1.843,48 tCO2eq, con una riduzione del 30,27% rispetto all’anno precedente. Nello specifico, per le trasferte in aereo sono stati percorsi circa 6.960.000 km che hanno generato emissioni pari a quasi 1.805,12 tCO2eq, mentre in treno sono stati percorsi circa 940.000 km per un totale di emissioni pari a circa 38,36 tCO2eq. La variazione delle quote di aereo e treno dal 2023 al 2024 è dovuta a una rimodulazione dei viaggi d’affari. Per le società che hanno fornito i dati, le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “distance-based method”. Alle società per le quali i dati dei viaggi di lavoro non erano disponibili sono stati applicati dei valori medi in termini di numero di viaggi effettuati e di km percorsi, stimati sulla base dei dati forniti dalle altre società del gruppo. In linea con le linee guida del GHG Protocol, sono state calcolate anche le emissioni cd. “Well To Tank (WTT)” del carburante impiegato. Categoria 7: Commuting del personale Nel 2024 è stata condotta una nuova indagine rivolta a tutti i dipendenti del Gruppo, che ha reso possibile l’aggiornamento del valore delle emissioni generate negli spostamenti casa-lavoro89. Le emissioni derivanti dagli spostamenti dei dipendenti casa-lavoro ammontano a 2.741,31 tCO2eq. Per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti che hanno compilato il questionario, le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “distance-based method”. Sulla base del campione che ha risposto al questionario, sono state individuate delle abitudini di spostamento, in termini di mezzi di trasporto utilizzati e di km medi percorsi, che sono state utilizzate per stimare il dato per i dipendenti che non hanno fornito risposta. Anche per tale categoria sono state calcolate le emissioni cd. “Well To Tank (WTT)” del carburante impiegato. Dall’indagine è emerso che, dal punto di visto emissivo, lo smart working rappresenta un vantaggio nella riduzione delle emissioni. Infatti, grazie allo smart working, si sono registrate emissioni inferiori del 19,12% rispetto a quelle che sarebbero state prodotte in assenza di giornate di lavoro da remoto. Questo saving generato dalla modalità di lavoro ibrido rappresenta un importante elemento positivo nell’azione verso la riduzione dell’impatto ambientale, oltre a favorire il bilanciamento lavoro/vita privata dei dipendenti. Categorie 11 e 12: Utilizzo e trattamento a fine vita dei prodotti venduti La categoria 11 rappresenta per il Gruppo il 97,46% delle emissioni totali Scope 3, in linea con i dati riportati dai peer di settore. Questo deriva dal fatto che i prodotti CAREL consumano energia ed hanno una vita utile tendenzialmente molto estesa. Inoltre, alcuni prodotti contengono gas refrigeranti, i quali, se dispersi nell’ambiente, presentano un impatto rilevante sul cambiamento climatico a causa degli elevati livelli di GWP che li caratterizzano (Global Warming Potential). Come già evidenziato, l’efficienza energetica e l’utilizzo di gas refrigeranti naturali è alla base della strategia del Gruppo, che lavora costantemente per migliorare ulteriormente le prestazioni dei propri prodotti. Dall’analisi condotta è emerso che i circa 19.300.000 prodotti immessi sul mercato nel 2024 genereranno emissioni per 6.140.554,26tCO2, e 90 nell’arco della loro intera vita utile (stimata di circa 5/10 anni in base 87 Sono incluse nella categoria le emissioni derivanti dal trattamento delle acque reflue. 88 I fattori utilizzati per il calcolo sono stati pubblicati dal DEFRA nel 2024. 89 I fattori utilizzati per il calcolo sono stati pubblicati dal DEFRA nel 2024. 90 I fattori utilizzati per il calcolo delle emissioni sono stati pubblicati nel 2023 da IEA (con riferimento all’energia elettrica, ultimo dato disponibile fa riferimento all’anno 2021) e da DEFRA 2024 (con riferimento al gas naturale).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 78 al tipo di prodotto). La categoria presenta una riduzione di circa il 5% rispetto al valore del 2023 (6.452.265,09 tCO2eq 91 ), dovuta a una contrazione di mercato che ha portato a una rimodulazione del mix venduto di prodotti In continuità con quanto effettuato nel 2023, anche nel 2024, per tutti i prodotti CAREL venduti che consumano energia, è stato valutato l’impatto in termini di consumi e di emissioni, considerando la fonte energetica primaria e secondaria utilizzata (energia elettrica e/o gas), la potenza media di utilizzo (kW), il numero di ore all’anno di funzionamento del prodotto e la vita utile stimata dei prodotti. Nel 2024 il valore complessivo delle emissioni connesse al trattamento dei prodotti al termine della loro vita utile, incluso il materiale utilizzato per l’imballaggio degli stessi, è pari a 93,06 tCO2, e. Il metodo utilizzato per il calcolo delle emissioni è il cd. “waste-type-specific method” 92 . Data la diversità dei prodotti immessi sul mercato e delle pratiche di gestione dei prodotti al termine della loro vita utile riscontrabili nelle diverse regioni geografiche in cui vengono utilizzati i prodotti, il calcolo è stato effettuato assumendo un valore medio di riciclabilità dei prodotti elettronici pari al 20% 93 . Le emissioni Scope 3 riguardano la catena del valore a monte e valle e sono frutto di stime basate su fonti dirette e/o indirette. Di seguito si riporta una tabella relativa al grado di accuratezza di ogni categoria dello Scope 3 calcolata. TABELLA 12: GRADO DI ACCURATEZZA DELLE CATEGORIE SCOPE 3 Categoria Livello di accuratezza % di emissioni calcolate a partire da dati primari94 Categoria 1 (in relazione ai prodotti acquistati) Alto 0% Categoria 1 (in relazione ai servizi acquistati) Basso 0% Categoria 2 (Beni strumentali) Basso 0% Categoria 3 (Attività legate ai combustibili e all'energia) Alto 0% Categoria 4 (Trasporto e distribuzione a monte) Medio 100% Categoria 5 (Rifiuti generati nel corso delle operazioni) Medio 100% Categoria 6 (Viaggi d'affari) Medio 80% Categoria 7 (Pendolarismo dei dipendenti) Medio 51% Categoria 9 (Trasporto a valle) Medio 100% Categoria 11 (Uso dei prodotti venduti) Alto 100% Categoria 12 (Trattamento di fine vita dei prodotti venduti) Basso 0% Definizioni di livelli di accuratezza: • Alto: I dati di input derivano dagli attori nella catena del valore. I fattori di emissione utilizzati sono affidabili ed aggiornati. • Medio: I dati di input derivano parzialmente dagli attori nella catena del valore e vengono estesi al 100% della categoria. I fattori utilizzati sono mediamente affidabili ed aggiornati. • Basso: I dati di input di basano sulla spesa effettuata e/o i fattori di emissione presentano un livello di incertezza maggiore. La Società si impegna per migliorare nel tempo l’accuratezza dei calcoli effettuati. 91 Si segnala che il valore delle emissioni riportato differisce dal valore pubblicato nella DNF 2023 in quanto è stato oggetto di affinamento; nello specifico, in linea con i requisiti SBTi, è stato rimosso l’impatto in termini di emissioni WTT. 92 I fattori utilizzati per il calcolo delle emissioni sono stati pubblicati dal DEFRA nel 2024. 93 Poiché quasi l'80% del peso*quantità dei prodotti venduti rientra nella categoria "Electrical items", per individuare la % del peso totale a cui applicare il fattore di emissione dell’operazione di riciclo, è stata considerata la percentuale di riciclo dei rifiuti RAEE a livello mondiale - pari al 20% - (fonte: "A new Circular Vision for Electronics: Time for a Global Reboot" World Economic Forum in support of the United Nation E-waste Coalition). 94 Per la definizione di dati primari si rimanda alle linee guida del GHG Protocol (Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, pagg. 71, 72).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 79 INTENSITÀ EMISSIVA Come per l’intensità energetica, nel 2024 CAREL ha monitorato anche la propria intensità emissiva calcolata come il rapporto tra il totale delle emissioni GES registrate nel 2024, e i ricavi netti derivanti dalle proprie attività (pari a 578.536 migliaia di euro95): tale valore si attesta a 10.845,50 tCO2eq /€milioni e 10.836,36 tCO2eq/€milioni rispettivamente considerando il metodo basato sulla posizione e sul mercato. A differenza di quanto considerato nella metodologia seguita per l’intensità energetica, l’indicatore valutato sui ricavi netti include sia i settori ad alto che a basso impatto. In continuità con gli scorsi anni, CAREL monitora la propria intensità emissiva anche attraverso l’analisi delle tCO2eq di Scope 1 e Scope 2 (market based) emesse per dipendente e per unità di superficie, le quali si attestano rispettivamente a 1,15 tCO2eq /dip96 (- 25,52%rispetto al 2023) e 0,0248 tCO2eq /m2 (- 17,26% rispetto al 2023). LEVE DI DECARBONIZZAZIONE Di seguito sono riportate, suddivise per leva di decarbonizzazione, le azioni che hanno consentito e che consentiranno di mitigare l’impatto del Gruppo sul cambiamento climatico, attraverso la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra sia nelle operazioni proprie (Scope 1 e 2) che nella catena del valore (Scope 3), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi SBTi prefissati. Il monitoraggio dell’efficacia di tali iniziative, come per gli anni precedenti, sarà effettuato attraverso il calcolo e l’analisi della carbon footprint aziendale, secondo le linee guida del GHG Protocol e gli Assessment Criteria di SBTi. SCOPE 1 Elettrificazione dei sistemi di riscaldamento - pompe di calore Al fine di ridurre i consumi di gas naturale presso gli edifici del Gruppo, CAREL ha previsto importanti investimenti per sostituire, ove possibile, i sistemi di riscaldamento a gas con pompe di calore ad alta efficienza. L’attività, già iniziata nel 2023 presso gli edifici di CAREL Industries - dove ha permesso un risparmio in termini di emissioni di 128,35 tCO2eq nel 2024 - si estenderà, tra il 2025 e il 2028, ad altri edifici della Capogruppo e ad altri plant produttivi (Enginia, Recuperator, Hygromatik e CAREL USA). Il rinnovamento dei sistemi di riscaldamento consentirà di ridurre sensibilmente i consumi di gas naturale, sostituendoli con l’impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili, decarbonizzando pertanto un’importante quota delle emissioni derivanti dagli stabilimenti del Gruppo. Nel 2024, la continuazione del progetto che prevede la sostituzione dei sistemi di riscaldamento ha comportato CapEx pari a circa 500 migliaia di euro 97 , mentre gli investimenti per il prossimo quadriennio sono stati stimati, in base agli attuali scenari, in CapEx pari a circa 4.000 migliaia di euro, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Flotta auto aziendale Al fine di ridurre i consumi di combustibile utilizzato per la flotta aziendale (che comprende sia mezzi ad esclusivo uso aziendale che mezzi ad uso promiscuo), CAREL ha pianificato, per il 2025, una mappatura del parco auto con l’obiettivo di redigere, nel 2026, una policy ad hoc per tutto il Gruppo che preveda requisiti specifici per la selezione dei veicoli per promuovere la transizione verso veicoli a ridotte emissioni. Presso CAREL Industries è già stato identificato un’importante obiettivo di transizione delle auto diesel (per maggiori informazioni si rimanda alla sezione Obiettivi futuri). La stima della riduzione delle emissioni prevista grazie all’implementazione della policy sulla flotta aziendale sarà effettuata una volta completata la mappatura. Nel 2026, inoltre, il furgone a diesel attualmente utilizzato per effettuare i trasporti tra i magazzini di CAREL Industries e altri brevi viaggi verrà sostituito con un furgone elettrico. 95 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 22 del Conto Economico Consolidato. 96 Il valore considera sia i lavoratori dipendenti che lavoratori non dipendenti ma il cui lavoro è controllato dall’organizzazione 97 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 1 della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 80 SCOPE 2 Acquisto di energia elettrica rinnovabile Da diversi anni, il Gruppo ha intrapreso un percorso di crescita costante nell’approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile attraverso l’acquisto di Certificati di Attribuzione dell’Energia (GO, i-REC e REC). Nel 2024, a livello di Gruppo è stato raggiunto l’importante traguardo del 86,41% di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi totali di elettricità dell’anno (tra il 2021 e il 2024, l’incremento della percentuale di energia elettrica rinnovabile acquistata è stato in totale del 52%). Attualmente si approvvigionano di energia elettrica 100% rinnovabile i seguenti plant: CAREL Industries, Recuperator, Enginia, CAREL Adratic, Hygromatik, CAREL USA, CAREL Electronic Suzhou, Klingenburg Germania, C.R.C. ed in parte Kiona (il 47,77% dei consumi della società sono certificati rinnovabili). Per il 2024 le emissioni di CO2 evitate grazie all’utilizzo di energia elettrica green rappresentano un complessivo di 7.529,81 98 tCO2eq (in crescita rispetto alle 6289,48 tCO2eq del 2023), valore superiore al totale delle emissioni Scope 1 e 2 del Gruppo. Per il prossimo quadriennio (2025-2028), è stato previsto un ulteriore incremento dell’acquisto di Certificati di Attribuzione dell’Energia presso Arion, Sauber, Klingenburg International, Senva, CAREL Sud America e alcuni uffici commerciali. Per tale attività, nel Piano di Sostenibilità è stato previsto un investimento in OpEx di circa 24 migliaia di euro, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano, e che dipenderà anche dalla disponibilità di Certificati di Attribuzione dell’Energia attendibili. L’attività prevista consentirà di risparmiare circa 30.000 tCO2eq nei prossimi 4 anni. Efficientamento energetico degli edifici e dei processi In continuità con gli anni precedenti, il Gruppo sta implementando una serie di misure volte a migliorare l’efficientamento energetico degli edifici e dei processi produttivi, al fine di ottimizzare l’utilizzo di risorse energetiche. Sistema di Gestione certificato ISO 50001: Come precedentemente menzionato, nel 2023 è stata ottenuta presso CAREL Industries la certificazione ISO 50001:2018. Al fine di rafforzare il proprio impegno nella gestione energetica, nel nuovo Piano di Sostenibilità CAREL ha previsto l’estensione del Sistema di Gestione Ambientale e l’ottenimento della certificazione ISO 50001 anche per i plant produttivi di CAREL USA, CAREL Sud America, CAREL Adriatic, Enginia, Recuperator e Hygromatik, entro il 2028. Per tale attività, il Gruppo ha stimato un investimento in OpEx di circa 88 migliaia di euro, i quali dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Relamping: Tra il 2021 e il 2023, la sostituzione dei sistemi di illuminazione con nuovi sistemi con tecnologia LED nei plant di CAREL Adriatic, Hygromatik e Klingenburg Germania, hanno consentito un risparmio energetico complessivo pari a 409.863,53 kWh. L’attività è proseguita anche nel 2024, con un ulteriore risparmio di 38.380 kWh. Nel complesso, dal 2021 è stato quindi possibile evitare l’emissione di 210,42 tCO2eq grazie ad attività di relamping. Per i prossimi anni, l’impegno è quello di completare la mappatura dei sistemi di illuminazione del Gruppo al fine proseguire, tra il 2025 e il 2028, con la sostituzione delle lampade tradizioni con lampade LED. Per completare l’attività sono stati previsti OpEx non significativi. Razionalizzazione dell’uso energetico di attrezzature e impianti: un importante progetto razionalizzazione dell’uso delle linee produttive è stato portato avanti negli ultimi anni nello stabilimento cinese. Il progetto ha consentito negli ultimi 3 anni di ridurre il consumo di 344.570 kWh di energia complessivamente, con un risparmio stimato di circa 210 tCO2eq Il progetto non ha previsto lo stanziamento di risorse economiche, in quanto è stato completato unicamente grazie a processi gestionali e di ottimizzazione interni, ed è proseguito anche nel 2024 consentendo un ulteriore risparmio di 81.000 kWh. Lo stesso progetto è stato attuato presso il plant di CAREL Industries, dove sono stati analizzati gli orari di accensione e spegnimento delle macchine di produzione per introdurre buone prassi di gestione delle attrezzature. Nel 2024 l’iniziativa ha portato a un risparmio di 13.158 kWh. Inoltre, sempre nel plant della Capogruppo, sono state sostituite alcune pompe di calore obsolete con modelli ad 98 Calcolo effettuato utilizzando la metodologia Market based European residual mix 2023 (AIB 2024) / TERNA 2019.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 81 alta efficienza, consentendo un risparmio di 31.725 kWh pari a 16 tCO2eq . Per questa attività sono stati stanziati circa 100 migliaia di euro 99 di CapEx. Monitoraggio e isolamento termico: CAREL ha pianificato per il prossimo biennio l’installazione di sistemi di monitoraggio continuo dell’elettricità, al fine di identificare in tempo reale eventuali anomalie di consumo, e la conduzione di uno studio per valutare l’isolamento termico degli edifici, che consentirà di capire se e quali investimenti pianificare per migliorare ulteriormente l’efficienza degli stessi. Per portare a termine il progetto, che è stato pianificato tra il 2025 e 2026 e avrà ad oggetto gli edifici della Capogruppo, sono stati preventivamente stanziati un totale di circa 208 migliaia di euro tra CapEx e OpEx, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Autoproduzione di energia elettrica – installazione di pannelli fotovoltaici Dal 2022 il Gruppo ha iniziato ad autorizzare investimenti per l’installazione di impianti fotovoltaici al fine di autogenerare energia elettrica pulita, riducendo pertanto la quota acquistata dalla rete. Nel 2023 sono entrati in funzione i primi impianti in CAREL Suzhou e CAREL Adriatic e, successivamente, anche in Hygromatik e CAREL Industries, consentendo di generare a regime nel 2024 un totale di 905.482 kWh, i quali si traducono in circa 546,59 tCO2eq 100 evitate all’anno. In particolare, nello stabilimento presso la Capogruppo è stato installato un ulteriore impianto fotovoltaico raggiungendo, nel 2024, una potenza di picco totale di 420 kWp. Questo valore permetterà di raggiungere un’autoproduzione teori ca di circa 480.000 kWh all’anno. Il nuovo impianto ha comportato lo stanziamento di 330 migliaia di euro 101 di CapEx. Nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, è stata pianificata un’ulteriore estensione dell’installazione di pannelli fotovoltaici. Nello specifico, a seguito di un’analisi di fattibilità da condurre tra il 2025 e il 2027, è previsto un upgrade degli impianti fotovoltaici presenti presso la Capogruppo e CAREL Suzhou e l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici presso Arion, Klingenburg International e CAREL Industries. Per portare a termine tali progetti, è stato preventivato un investimento in CapEx di circa 930 migliaia di euro, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Inoltre, l’attività dipenderà dall’esito degli studi di fattibilità menzionati. SCOPE 3 Efficientamento prodotti Il continuo efficientamento degli impianti di condizionamento e refrigerazione è uno dei capisaldi delle attività del Gruppo CAREL. In aggiunta all’orientamento verso sistemi meno “energivori”, il focus di CAREL è rivolto anche all’alimentazione degli stessi: la transizione degli impianti per il riscaldamento tradizionali a gas o a combustibile fossile verso soluzioni a pompa di calore elettrica permette un maggiore impiego ed un miglior sfruttamento delle fonti rinnovabili. Le principali progettualità ed innovazioni degli ultimi anni nelle tecnologie HVAC/R hanno riguardato: • l’ottimizzazione degli impianti e dei circuiti frigoriferi sotto forma di algoritmi di regolazione, e design del circuito frigorifero stesso; • il consolidamento dell’uso di compressori a velocità variabile con tecnologia Direct Current (DC), che hanno consentito gradi di efficienza nelle applicazioni come le pompe di calore; • Il consolidamento dell’uso delle valvole di espansione elettroniche, che hanno consentito l’ottimizzazione energetica e l’incremento di affidabilità di tantissime applicazioni, incluse le pompe di calore. CAREL non si è limitata all’ottimizzazione di macchina, ma si è spinta verso soluzioni che permettano l’ottimizzazione di impianto anche modificandone completamente l’architettura tecnologica, come il sistema HEOS (High Efficiency Showcase), in cui la refrigerazione in un supermercato viene radicalmente trasformata da un sistema di produzione centralizzata di liquido refrigerato ad un sistema 99 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 1 della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata. 100 Calcolo effettuato utilizzando la metodologia Market-based - European residual mix 2023 (AIB 2024) / TERNA 2019. 101 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 1 della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 82 distribuito, in cui ogni banco frigorifero può essere ottimizzato per minimizzare il consumo dell’impianto complessivo e la carica del refrigerante, assieme alle emissioni dirette in atmosfera ad esso connesse. Anche in ambito HVAC è rivolta particolare attenzione all’efficienza energetica, sia attraverso gli scambiatori a piastre e rotativi, sia per mezzo dell’umidificazione adiabatica che permette una produzione di umidità con un minor uso di energia rispetto all’umidificazione isotermica. Una delle applicazioni di ricaduta consiste nel raffreddamento evaporativo, con un consistente efficientamento del controllo di temperatura, soprattutto in applicazioni di trattamento dell’aria, anche in combinazione con gli scambiatori a piastre. Con riferimento al tema dell’efficienza energetica, il Gruppo ha svolto un’analisi sul consumo elettrico annuale di un’unità frigorifera che monta un componente CAREL selezionando un panel di soluzioni. Il valore di consumo è calcolato sulla base di criteri di design standard (e.g. refrigerante, ore di lavoro, efficienza, carico medio di lavoro, sovradimensionamento componenti). A tale consumo elettrico si applica il risparmio energetico che è stato ricavato come media dai case study interni per quel dato componente CAREL e per una data applicazione nel settore del freddo alimentare o del condizionamento dell’aria. L’efficienza delle soluzioni CAREL è resa possibile anche al lavoro della divisione IoT ed all’azienda Kiona, da poco acquisita, che permettono al Gruppo di concentrare l’attenzione su soluzioni che consentano, oltre al tradizionale monitoraggio degli impianti e alla gestione dell’allarmistica, anche più evolute soluzioni di ottimizzazione degli apparati. I dati di funzionamento dell’impianto permettono agli energy manager di aumentare la consapevolezza sulle prestazioni degli stessi. Questa, inoltre, consente di valutare eventuali cali di performance, essenziali per attivare sistemi di manutenzione programmata. In tale ambito, si inseriscono anche servizi di monitoraggio ed ottimizzazione di impianto dove i dati provenienti da più apparati simili vengono confrontati per poter allineare gli impianti meno efficienti alle prestazioni dei più performanti. L’ottimizzazione dell’apparato può essere altresì ottenuta coordinando il funzionamento dei vari dispositivi che lo compongono in funzione del suo utilizzo, delle condizioni ambientali o dell’uso degli impianti stessi. Anche nei casi più semplici, l’introduzione di un sistema di controllo evoluto permette una notevole riduzione del fabbisogno energetico di macchine e impianti, grazie a funzioni come, ad esempio, l’ottimizzazione di accensioni e spegnimenti piuttosto che l’utilizzo solo in caso di effettiva necessità. Per il 2025 è stato pianificato uno studio di fattibilità finalizzato ad identificare specifici obiettivi di riduzione del consumo intrinseco dei prodotti elettronici e di altri prodotti elettromeccanici. Per la conduzione dello studio, che sarà effettuato presso CAREL Industries, è stato previsto un investimento in OpEx di circa 50 migliaia di euro, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. L’utilizzo di prodotti CAREL da parte dei clienti ha permesso nel corso del 2024 un risparmio pari a 7.108 GWh. Il metodo di calcolo è comune alle famiglie di prodotto considerate, selezionate tra tutto il portafoglio prodotti CAREL in quanto particolarmente performanti dal punto di vista dell'efficienza energetica. Per ognuno dei prodotti selezionati sono state quindi modellizzate delle condizioni di lavoro di riferimento, ed è stata definita una performance energetica media ottenibile con tecnologie tradizionali equivalenti e, per differenza, il risparmio energetico ottenibile. Nel 2024 circa il 69% dei risparmi energetici è stato ottenuto grazie alle valvole di espansione elettronica (ExV), inclusi gli eiettori modulanti elettronici (Ejector). Si può notare un decremento medio dello 0,7%, derivante da una contrazione del mercato (e non al fatto che i prodotti siano meno efficienti) compensata dall’inclusione degli Heat Exchanger di Klingenburg, non inclusi nei valori del 2023. In particolare, è diminuito il mercato delle pompe di calore, che ha determinato una contrazione del valore associato ai DC Drivers del 50% circa, e, in misura minore, anche le ExV, in quanto si usano anche in prodotti di refrigerazione. Gli Heat Exchanger, invece, sono aumentati sia perché legati all'efficientamento energetico degli edifici e processi industriali in generale, sia perché gli scambiatori di calore di Klingenburg sono ora inclusi nel rendiconto. Di seguito la tabella riepiloga i risparmi energetici registrati nel triennio 2022-2024.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 83 TABELLA 13: RIDUZIONE DEI CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA PER FAMIGLIE DI PRODOTTI 2024 2023 PRODOTTO Applicazione Saving (%) Risparmi Rictotali (GWh/yr) Risparmi totali (GWh/yr) Electronic expansion valve (ExV) HVAC/REF 68,7 4.882 5.221 DC Drive e Heez REF 7,3 521 1.043 Adiabatic system HVAC 0,4 31 42 Heat Exchanger HVAC 23,6 1.674 856 Totale 100 7.108 7.162 Refrigeranti Naturali Gli effetti sull’ambiente dei refrigeranti tradizionali, prodotti per sintesi chimica, e la loro messa al bando in molte aree geografiche, ha reso fondamentale estendere la proposta di CAREL all’uso di refrigeranti naturali, che hanno un basso impatto ambientale, quali propano (R-290), anidride carbonica (R-744: CO2) e ammoniaca (R-717) spesso in combinazione con tecnologie di compressori a velocità variabile. In generale, lo sforzo di CAREL in questi anni è stato quello di sviluppare, in partnership con i principali costruttori di compressori, sistemi di refrigerazione industriale e commerciale in grado di utilizzare refrigeranti naturali in ogni nicchia di applicazione servita. Un’altra area R&D di CAREL si occupa di soluzioni complete che si basano sull’uso dell’anidride carbonica come refrigerante negli impianti di refrigerazione commerciale. Si tratta di soluzioni tecnologicamente avanzate in grado di gestire la complessità del sistema legata alla pressione in gioco, alle condizioni climatiche, alla capacità frigorifera necessaria e alle caratteristiche di questo refrigerante. La CO2 è infatti un refrigerante economico, ampiamente disponibile e facilmente ottenibile dalla combustione degli idrocarburi. È un refrigerante completamente verde: ha un ODP (potenziale di riduzione dell'ozono) pari a 0 e un GWP (potenziale di riscaldamento globale) di 1; infatti, viene utilizzato per il confronto nella valutazione dell'effetto serra dei gas. Il suo utilizzo è fondamentale perché sta sostituendo refrigeranti sintetici con valori di GWP fino a 4000. Questo significa che per raggiungere l’impatto negativo di 1kg di refrigerante sintetico si possono usare sino a 4 tonnellate di CO2. Dal punto di vista della sostenibilità, e a parità di soluzione impiantistica, utilizzare CO2 è quindi una scelta più eco- compatibile rispetto all’impiego di qualsiasi refrigerante sintetico florurato (HFC/HFO). Rispetto ad altri refrigeranti naturali, la CO2 non è infiammabile (a differenza degli idrocarburi, come R-290) e non è tossica (a differenza dell’ammoniaca), anche se è potenzialmente meno efficiente in alcune condizioni quali la refrigerazione in climi caldi. Grazie all'effetto dell'accordo di Kigali e alla conseguente progressiva eliminazione dei gas HFC/HFO, la CO2 diventerà progressivamente il refrigerante standard in alcuni settori. Poiché esperienza, know-how e innovazione sono i valori cardine su cui le soluzioni CAREL fanno perno, la tecnologia di controllo CAREL punta su affidabilità ed efficienza per questo tipo di impianti, con particolare attenzione ai climi più caldi dove l’efficienza energetica risente della bassa temperatura critica della CO2 (≈31°C) e delle pressioni di esercizio, 4 o 5 volte superiori rispetto ad altri refrigeranti naturali. L’impegno di CAREL trova conferma nell’andamento dei progetti per gli impianti di refrigerazione nel food retail che vedono una continua crescita delle soluzioni a CO2 e, tra queste, un deciso spostamento dalle tecnologie tradizionali a quelle più efficienti a velocità variabile. È in continua crescita in tutto il mondo la tendenza verso installazioni con refrigeranti naturali, trainata principalmente dall’Europa, ma con forti drivers anche in Giappone, Nuova Zelanda, Australia e Sud Africa. In tale contesto, negli ultimi anni, CAREL ha aumentato considerevolmente il numero di progetti a CO2 con tecnologia DC inverter garantendo alta efficienza anche con l’utilizzo di refrigeranti naturali. Hecu sistema è la soluzione CAREL ad alta efficienza per unità moto-condensanti per la refrigerazione commerciale, in evoluzione verso i refrigeranti naturali integrando la gestione di compressori inverter DC per CO2. Utilizzando compressori inverter DC, Hecu sistema è in grado di offrire un’effettiva modulazione della capacità frigorifera, che consente di ottenere bassi consumi di energia soprattutto a carichi parziali. Le prestazioni eccellenti raggiungibili con la CO2 permettono di soddisfare sia il regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) sulle prestazioni energetiche, sia di superare i limiti imposti all’uso dei refrigeranti sintetici florurati dal Regolamento F-Gas.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 84 Per quanto concerne il mercato HVAC, si registra la crescente adozione di unità pompa di calore che utilizzano il propano (R-290) come refrigerante soprattutto nel segmento residenziale in Europa. Il propano è un refrigerante altamente efficiente ma presenta il problema di essere infiammabile. Dal punto di vista ambientale è un refrigerante completamente verde: ha un ODP (potenziale di riduzione dell'ozono) pari a 0 e un GWP (potenziale di riscaldamento globale) di 0,02. Anche in questo caso, è forte l’impegno di CAREL nell’abilitare tale transizione, mettendo a disposizione dei propri clienti soluzioni compatibili con tutte le norme di sicurezza internazionali che regolano l’utilizzo di refrigeranti infiammabili. Le risorse finanziarie che hanno consentito e che consentiranno anche in futuro di attivare le leve di decarbonizzazione di efficientamento energetico dei prodotti e di utilizzo di gas refrigeranti naturali sono rappresentante dalle OpEx che il Gruppo investe ogni anno in Ricerca e Sviluppo. Nel 2024, CAREL ha destinato il 5,6% del fatturato alle attività di Ricerca e Sviluppo. Nello specifico, 32.652 migliaia di euro sono stati rivolti alle attività di R&D orientate alla progettazione di soluzioni che riducano l’impatto ambientale di macchine e impianti e che generino risparmio energetico attraverso una maggiore efficienza dei sistemi dei clienti. Acquisto di materiali a minor impatto Per CAREL la seconda categoria di Scope 3 con il maggior impatto in termini di emissioni di gas ad effetto serra è rappresentata dalla categoria 1, nello specifico dall’acquisto di prodotti. Il Gruppo sta pertanto lavorando su diversi fronti per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti che acquista. Da un lato, il Gruppo sta intraprendendo un percorso di coinvolgimento dei fornitori di classe A 102 al fine di ottenere sempre più dati primari (quali ad esempio i risultati di studi LCA, preferibilmente corredati di certificati EPD) utili ad affinare il calcolo della categoria 1 con riferimento all’acquisto dei prodotti, e di conseguenza identificare le tipologie di materiali più impattanti sulle quali sviluppare strategie di acquisto che portino ad un’effettiva riduzione delle emissioni. Questa iniziativa, supportata dal Codice di Condotta Fornitori, che esplicita la necessità di collaborare nel calcolo dell’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva per poterne garantire l’adeguata rendicontazione e minimizzarne gli effetti negativi e richiede la partecipazione attiva dei fornitori alle iniziative di formazione, comunicazione e sviluppo delle opportunità di miglioramento delle performance ambientali avviate da CAREL, è particolarmente rilevante al fine di ridurre non solo l’impatto in termini di emissioni di gas serra, ma anche altri impatti ambientali quali l’inquinamento, l’uso di sostanze pericolose e soprattutto il consumo di risorse naturali. L’iniziativa, che è prevista per il periodo 2026-2028, con un budget stimato in OpEx di circa 20 migliaia di euro per ciascun anno (che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano), sarà integrata nelle diverse attività che coinvolgeranno la catena di fornitura nei prossimi anni (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa). Questa attività è strettamente correlata alle analisi di Life Cycle Assessment, già condotte e pianificate per i prossimi anni, sulle famiglie di prodotto più rilevanti per il Gruppo. Le analisi pianificate permetteranno, infatti, di condurre uno studio di fattibilità per valutare l’utilizzo di materiale riciclato nei prodotti e nel packaging (per maggiori informazioni sugli studi LCA e sulle azioni e obiettivi del Gruppo relativi all’economia circolare, si rimanda al capitolo E5 – Uso delle risorse ed economia circolare). Transizione trasporti aerei verso nave Per CAREL, le emissioni derivanti dai trasporti in ingresso e in uscita dei prodotti (categorie 4 e 9) rappresentano, combinate, la terza categoria per rilevanza. La maggior parte delle emissioni deriva dal trasporto delle merci effettuato via aerea. Per questo motivo, CAREL si sta attivando per sostituire, gradualmente e dove possibile, i trasporti effettuati per CAREL Industries via aerea con trasporti via mare. Il trasporto di una tonnellata per 1000 km via aerea emette infatti oltre il 98% in più della stessa tratta effettuata via nave 103 . 102 Per fornitori di classe A si intendono i fornitori che coprono l’80% del valore di acquisto, secondo un approccio che segue il principio di Pareto. 103 Il valore è stato ottenuto confrontando i fattori di emissione forniti da DEFRA (2024) relativi a “ Freight flights, international, with RF” per il viaggio aereo e “Cargo ship, Container ship, 8000+ TEU” per il viaggio via nave.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 85 La fattibilità dell’iniziativa, che prevede solo il lavoro delle risorse interne dedicate e non ulteriori risorse finanziarie, dipenderà dall’effettiva possibilità di modificare le tratte e dalle esigenze specifiche dei clienti. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI 104 Di seguito si riportano gli obiettivi delineati dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità, il cui raggiungimento consentirà, nel breve termine, di monitorare il grado di completamento delle iniziative di decarbonizzazione pianificate e, nel lungo termine, di contribuire al perseguimento degli obiettivi SBTi prefissati. TABELLA 14: OBIETTIVI FUTURI LEGATI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI # Descrizione dell’obiettivo 105 KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 1 Ridurre dell’80% i consumi di gas naturale presso i plant di CAREL Industries, Enginia, Recuperator, Hygromatik e CAREL USA, entro il 2028. Smc di gas naturale consumati 2023 | 325.000 106 La riduzione del consumo di gas naturale, a favore dell’utilizzo di energia elettrica rinnovabile certificata, consentirà di ridurre le emissioni di Scope 1 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. 2 Sostituire il 70% delle auto a diesel della flotta aziendale (6 in pool, 5 owned) di CAREL Industries con veicoli a basse emissioni 107 , entro il 2027. % di auto sostituite sul totale delle auto diesel della flotta aziendale 2024 | 0% La sostituzione delle auto diesel della flotta aziendale con modelli a ridotto impatto ambientale consentirà di ridurre le emissioni di Scope 1 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. 3 Raggiungere il 100% di energia elettrica acquistata dai plant produttivi come certificata rinnovabile (attraverso l’acquisto di Certificati di Attribuzione dell’Energia), entro il 2028. % di energia elettrica acquistata dai plant produttivi certificata rinnovabile 2024 | 91% L’incremento della quota di energia elettrica certificata rinnovabile consentirà di ridurre le emissioni di Scope 2 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. 4 Raggiungere il 57% dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, entro il 2028. % plant coperti da un Sistema di Gestione ambientale certificato 2024 | 29% L’ampliamento della copertura del Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, consentirà di monitorare e gestire gli impatti ambientali di ogni fase del processo produttivo, in modo da minimizzare le emissioni di gas effetto serra e di sostanze inquinanti, ottimizzare l'uso delle risorse naturali e migliorare la gestione dei rifiuti, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale. 5 Raggiungere il 43% dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione Energetico certificato ISO 50001, entro il 2028. % plant coperti da un Sistema di Gestione energetico certificato 2024 | 14% L’ampliamento della copertura del Sistema di Gestione Energetica certificato ISO 50001, consentirà di incrementare l’efficienza energetica degli edifici e di ogni fase del processo produttivo, in modo da minimizzare i consumi e ridurre le emissioni Scope 2 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. 104 Data la natura degli obiettivi riportati, indirettamente collegati alla riduzione delle emissioni, si ritiene non applicabile indicare se gli stessi sono basati su dati scientifici certi. Gli obiettivi diretti di riduzione delle emissioni precedentemente riportati sono invece basati su dati scientifici certi. A seguito dell’analisi sui rischi fisici (cfr. capitolo ESRS 2) non è stato ritenuto necessario identificare obiettivi legati all’adattamento al cambiamento climatico. 105 Data la natura degli obiettivi riportati, si ritiene non applicabile indicare se gli stessi sono basati su dati scientifici certi. 106 MDR-T 80j: Nel 2024, i plant indicate hanno consumato in totale 258.971,59 Smc di gas naturale, in riduzione del 20,32% rispetto ai consumi del 2023. 107 Con “veicoli a basse emissioni” si intendono veicoli caratterizzati da livelli di emissioni massime pari a 160 gCO2eq /km.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 86 # Descrizione dell’obiettivo 105 KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 6 Raggiungere il 10% di energia elettrica utilizzata da pannelli fotovoltaici installati presso CAREL Industries, Klingenburg International, Arion, CAREL Usa e CAREL Suzhou, entro il 2027. % di kWh autoprodotti da pannelli fotovoltaici sul totale kWh di energia elettrica utilizzata 2023 | 3% 108 L’aumento dell’utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili consentirà di ridurre le emissioni di Scope 2 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. Una maggiore quota di energia elettrica autoprodotta consente al contempo di ridurre il rischio di incremento dei costi di acquisto dell’energia, incluso il costo per l'acquisto dei certificati di energia rinnovabile. 6 Coinvolgere l’80% (in termini di spesa) dei fornitori di classe A al fine di ottenere informazioni utili per affinare il calcolo Scope 3, entro il 2026. % (in termini di spesa) di fornitori classe A coinvolti 2024 | 0% Coinvolgere i fornitori nel calcolo dello Scope 3 permetterà di ingaggiarli nel percorso verso la transizione climatica intrapreso dal Gruppo, nello specifico attraverso l’individuazione di opportunità di miglioramento in termini di impatto emissivo dei prodotti acquistati, che consentiranno di ridurre le emissioni indirette Scope 3, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. 7 Convertire gradualmente il 5% annuo dei trasporti effettuati in ingresso e in uscita (cat. 4 e 9) di CAREL Industries da via aerea a via nave, entro il 2028. % di trasporti via aerei convertiti a via nave 2023 | 0 109 Convertire i trasporti via area in trasporti via nave consente di ridurre le emissioni indirette Scope 3 derivanti dai trasporti, in linea con gli impegni della Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. CAREL E LA TASSONOMIA EUROPEA VERIFICA AMMISSIBILITÀ E ALLINEAMENTO DELLE ATTIVITÀ RISPETTO ALLA NORMATIVA La Tassonomia europea, definita dal Regolamento UE 852/2020 e relativi Atti Delegati, istituisce un sistema per determinare se un’attività economica possa considerarsi ecosostenibile, definendo specifici criteri per l’identificazione di tali attività. Un’attività economica è considerata ecosostenibile se contribuisce in modo sostanziale a raggiungere almeno uno dei sei obiettivi ambientali definiti dalla tassonomia: • mitigazione del cambiamento climatico; • adattamento al cambiamento climatico; • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine; • transizione verso un’economia circolare; • prevenzione e controllo dell’inquinamento; • la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. La regolamentazione prevede il calcolo e la rendicontazione dei seguenti indicatori (KPI): quota di fatturato proveniente da prodotti o servizi, quota delle spese in conto capitale (CapEx) e la quota delle spese operative (OpEx) associati ad attività economiche che potenzialmente contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi ambientali, le cosiddette attività “Taxonomy-Eligible”, cioè ammissibili alla Tassonomia; e la quota delle stesse che contribuiscono in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi ambientali di Mitigazione del cambiamento climatico e/o Adattamento al cambiamento climatico; le cosiddette attività “Taxonomy-Aligned”, cioè allineate alla Tassonomia in quanto rispettano i criteri di vaglio tecnico. L’analisi dei KPI del Gruppo relativi alla c.d. Tassonomia è stata aggiornata con riferimento all’esercizio 2024, quarto anno di applicazione della normativa. Il perimetro di analisi per l’anno 2024 è il perimetro totale di Gruppo, ovvero comprensivo delle società acquisite nel corso del 2023 (Eurotec e sottogruppo Kiona), quest’ultime non ricomprese invece nella rendicontazione per l’anno 2023. L’analisi è stata condotta verificando l’allineamento ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali e nel rispetto degli 108 MDR-T 80j Nel 2024, i plant indicati hanno autoprodotto in totale 659,45 MWh di energia elettrica da pannelli fotovoltaici (valore che corrisponde al 6,29% dei consumi degli stessi). 109 MDR-T 80j: Nel 2024, il peso totale della merce trasportata in ingresso e in uscita da Carel Industries tramite aereo è diminuita del 81,89%.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 87 altri requisiti (DNSH e Garanzie Minime di Salvaguardia). In questo ambito Carel svolge le proprie attività adottando specifiche politiche di condotta (Codice Etico, Politica sui diritti umani, Codice di condotta fornitori); nello specifico la politica sui Diritti Umani definisce i principi in conformità con la Carta Internazionale dei Diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, la Dichiarazione sui Principi e i Diritti fondamentali del Lavoro e la Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo. In particolare, sono stati analizzate le attività economiche del Gruppo con riferimento alla mitigazione del cambiamento climatico, paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” e all’obiettivo della transizione verso un’economia circolare, paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”. L’analisi è stata condotta in 3 fasi, ciascuna riferita ai 3 KPI oggetto di rendicontazione, in linea con quanto fatto nel 2023 in relazione all’obiettivo “Mitigazione dei cambiamenti climatici” in quanto i prodotti del Gruppo sono progettati per ridurre le emissioni dirette ed indirette legate al loro utilizzo attraverso l’efficienza energetica e sfruttando refrigeranti ecocompatibili e pertanto soddisfano i criteri sostanziali dell’obiettivo mitigazione del cambiamento climatico; l’analisi è inoltre stata estesa all’obiettivo “Economia Circolare” per i prodotti rientranti nel capitolo 1.2 Manufacture of electrical and eletronic equipement. DISCLOSURE DELLA METODOLOGIA, DEI RISULTATI E DELLE ASSUNZIONI FATTE PER IL CALCOLO DEI KPI Ricavi Sono stati considerati la totalità dei ricavi per l’esercizio 2024 al netto delle transazioni intercompany. I ricavi del Gruppo sono stati disaggregati per piattaforma (o famiglia di prodotto), ulteriormente sotto articolate nelle c.d. sottofamiglie di prodotto e codici di prodotto. Di seguito vengono riportate le principali piattaforme di prodotto a cui i ricavi fanno riferimento: controlli programmabili, terminali di interfaccia (HMI), controlli parametrici, scambiatori di calore, umidificatori isotermici, umidificatori adiabatici, power solution, sensori, valvole ad espansione elettronica, inverter e controlli di velocità, compressori, sistemi per il controllo a distanza e i servizi. Sono stati esclusi dall’analisi i ricavi generati da prodotti acquistati e rivenduti tra i quali i compressori, i rilevatori di gas e alcuni sensori in linea con quanto stabilito dalla direttiva. Definito quindi il perimetro di analisi, ciascuna sottofamiglia produttiva è stata analizzata per identificarne l’eleggibilità o meno, in alcuni casi, l'analisi è stata estesa al livello del codice prodotto. Le caratteristiche di ogni sottofamiglia eleggibile sono state confrontate con i criteri di vaglio tecnico contenute nell’atto delegato al fine di identificare anche il sottoinsieme dei ricavi per sottofamiglia allineato al Regolamento Europeo Tassonomia. La maggior parte delle famiglie e sottofamiglie rientrano in più di un capitolo del Regolamento Delegato relativo alla mitigazione dei cambiamenti climatici in quanto i prodotti Carel sono progettati e costruiti per diversi tipi di applicazioni, tuttavia, l’analisi è stata svolta con riferimento al paragrafo "3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings" in qualità di "key components". Dall’analisi, in linea con quanto riportato anche negli esercizi precedenti, rientrano tra i ricavi allineati i controlli programmabili, i sensori e le valvole, i controlli elettronici e gli scambiatori di calore; sono ricavi eleggibili ma non allineati i controlli parametrici e parte dei servizi. I ricavi non eleggibili sono per lo più costituiti dagli umidificatori isotermici. L’analisi è stata condotta considerando le attività economiche incluse in tutti e sei gli obiettivi tassonomici, ponendo attenzione ad evitare il rischio di “doppio conteggio”. Sono quindi analizzati con riferimento all’obiettivo dell’economia circolare, paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”, i ricavi non ammissibili nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico, paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings". Sul totale ricavi, pari a 578.500 migliaia di euro, rientrano nell’ambito dell’analisi tassonomica 478.200 migliaia di euro, pari all’82,6% del totale in quanto, come anticipato precedentemente, parte dei ricavi generati dal Gruppo, pari al 17,4% del totale, derivano da prodotti acquistati e rivenduti. Con riferimento al paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” nell’ambito della mitigazione del cambiamento climantico, del totale ricavi il 66,5% dei ricavi risulta eleggibile (69,5% nel 2023) di cui il 44,0% risulta sia eleggibile ed allineato (51,1% nel 2023); la quota residua, pari al 16,1%, è composta da ricavi non eleggibili. Della quota dei ricavi non eleggibile ai fini della mitigazione del cambiamento climatico (16,1%) è stata analizzata la soddisfazione dei criteri per l’economia circolare con riferimento al paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”: il 14,1% dei ricavi risulta eleggibile e non allineato mentre il restante 1,9% è non eleggibile.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 88 OpEx Per quanto concerne il secondo indicatore richiesto dalla Tassonomia, le OpEx (ovvero i costi sostenuti nel corso dell’esercizio) si è proceduto ad un’analisi dei costi consolidati, e quindi al netto dei costi intercompany, sostenuti nell’esercizio da ciascun sito produttivo del Gruppo 110 e dal Sottogruppo Kiona; questo in virtù del fatto che solo i siti produttivi e Kiona sostengono costi ammissibili in quanto relativi a processi produttivi e di ricerca e sviluppo in ottemperanza a quanto disposto dal regolamento europeo. Secondo il Regolamento Europeo UE2021/2178 le spese operative fanno riferimento ai costi diretti non capitalizzati legati alle ristrutturazioni di edifici, i costi di ricerca e sviluppo, le locazioni a breve termine e le manutenzioni e riparazioni. Per l’identificazione delle spese operative sono stati analizzati e rendicontati tutti i costi presenti nel sistema gestionale contabile individuando tutte le voci che afferiscono alle categorie sopra citate. Il totale costi identificato ammonta a circa 32.400 migliaia di euro (21.500 migliaia di euro nel 2023) e la verifica della loro eleggibilità è stata effettuata mediante l’applicazione delle proxy relative ai ricavi considerando i pesi delle piattaforme di prodotto realizzate specificatamente in ogni singolo sito produttivo e da Kiona; le piattaforme di prodotto infatti sono anche la base dati utilizzata per l’analisi dei ricavi. Questa analisi ha consentito di stimare e determinare la frazione di spese operative ammissibili ed eventualmente allineate. Con riferimento al paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico è emerso che il 78,7% dei costi sostenuti ed analizzati risulta essere eleggibile (77,3% nel 2023), ed il 41,9% anche allineato (56,9% nel 2023). Il restante 21,3% risulta non eleggibile. Della quota delle OpEx non eleggibile ai fini della mitigazione del cambiamento climatico (ovvero 21,3%) è stata analizzata la soddisfazione dei criteri per l’economia circolare con riferimento al paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”: il 16,2% del totale costi identificato risulta eleggibile e non allineato mentre il restante 5,1% è non eleggibile. CapEx Infine, con riferimento al terzo KPI, ovvero gli investimenti, sono stati analizzati gli investimenti consoli- dati del Gruppo, pari a 37.200 migliaia di euro inclusivi delle spese sostenute per i leasing e contabilizzati secondo il principio contabile IFRS16. Del totale sono stati analizzati gli investimenti afferenti al processo produttivo e ai costi capitalizzati di ricerca e sviluppo (non considerati nell’analisi del secondo KPI relativo alle OpEx) complessivamente pari a circa 28,9 milioni di euro; sono stati esclusi dall’analisi gli investimenti effettuati nella società controllate commerciali. Come per il secondo KPI al fine di stimare l’eleggibilità o meno di un investimento sono stati utilizzati i ricavi per singola famiglia di prodotto realizzata da ogni sito produttivo come proxy per l’allocazione degli investimenti. Ne risulta che, con riferimento al paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico del totale degli investimenti, il 66,6% risulta eleggibile di cui il 44,8% risulta sia eleggibile che allineato; il 11,1% risulta non eleggibile mentre la quota rimanente, come precedentemente descritto, non è stata oggetto di analisi. Della quota delle CapEx non eleggibile ai fini della mitigazione del cambiamento climatico (ovvero 11,1%) è stata analizzata la soddisfazione dei criteri per l’economia circolare con riferimento al paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”: il 10,1 % dei CapEx risulta eleggibile e non allineato mentre il restante 1% è non eleggibile. 110 Sono considerate quali siti produttivi le seguenti società del Gruppo: Carel Industries, Carel Adriatic, Carel Electronic Suzhou, Carel USA, Carel Sud America, Hygromatic, Recuperator, Enginia, Klingenburg Deutschland, Klingenburg International, Senva e Arion.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 89 MODELLO – QUOTA DI FATTURATO DERIVANTE DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – INFORMATIVA PER L’ANNO 2024 MODELLO – QUOTA DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE (CAPEX) DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – INFORMATIVA PER L’ANNO 2024

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 90 MODELLO – QUOTA DELLE SPESE OPERATIVE (OPEX) DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – INFORMATIVA PER L’ANNO 2024 ATTIVITÀ LEGATE AL NUCLEARE E AI GAS FOSSILI Riga Attività legate all’energia nucleare SI/NO 1 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile. NO 2 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l’esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l’ausilio delle migliori tecnologie disponibili. NO 3 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l’esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza. NO Attività legate ai gas fossili 4 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO 5 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO 6 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili NO

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 91 E2: INQUINAMENTO GESTIONE DELL’INQUINAMENTO NELLE OPERAZIONI PROPRIE E NELLA CATENA DI FORNITURA La Politica Ambientale formalizza l’impegno del Gruppo CAREL a minimizzare gli impatti verso l’ambiente impegnandosi a migliorare continuamente i propri processi al fine di ridurre gli impatti sull’ambiente e sul territorio circostante. Uno dei principi cardine adottato dal Gruppo al fine di minimizzare gli impatti negativi connessi all'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo è quello di garantire la qualità del lavoro identificando in anticipo i potenziali rischi attraverso un sistema di prevenzione dell’inquinamento, degli incidenti ambientali e delle emergenze ambientali. Inoltre, consapevole degli impatti ambientali legati all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo causato dalle attività nella catena di fornitura, CAREL ha dedicato al tema dell’inquinamento anche una sezione del proprio Codice di Condotta Fornitori. Il Codice di Condotta Fornitori richiede infatti a tutti i fornitori di agire, nello svolgimento delle proprie attività, secondo le leggi e le normative vigenti adoperandosi per tutelare l’ambiente. Ciò include, in primis, l’ottenimento e il mantenimento di tutte le autorizzazioni ambientali e approvazioni per lo svolgimento di attività regolamentate. Si sottolinea che nel 2024 non sono stati registrati incidenti con conseguenze ambientali, né episodi di inquinamento che abbiano portato a sanzioni o risarcimenti con successive azioni di mitigazione e/o bonifica. Nell’ambito dell’inquinamento in atmosfera, in linea con gli impegni dichiarati nella Politica Ambientale, CAREL focalizza il proprio impegno sul miglioramento della gestione degli inquinanti e sulla prevenzione del rischio di immissione nell’ambiente di agenti e sostanze pericolose. Tali sostanze possono derivare direttamente dai processi produttivi, ad esempio attraverso l’immissione in atmosfera di sostanze dannose per la salute umana, lo strato di ozono e il cambiamento climatico (le cc.dd. Hazardous Air Pollutants, e.g. PM, NOx, gas refrigeranti), oppure derivanti dal non corretto utilizzo e maneggiamento di sostanze chimiche e rifiuti (sia durante le attività produttive che durante il trasporto) che può comportare la contaminazione di matrici ambientali liquide o solide. Nel corso del 2024, in tutti i plant produttivi del Gruppo con emissioni rilevanti o soggetti ad autorizzazione ambientale, è stata infatti implementata una procedura specifica per lo svolgimento periodico di analisi dei camini di aspirazione, per verificare il rispetto dei limiti normativi previsti per gli stessi. Tale attività permette di migliorare nel continuo la gestione delle emissioni inquinanti in atmosfera e di rispettare ampiamente i limiti imposti dalle normative vigenti. Inoltre, in questi plant vengono svolte simulazioni di emergenza periodiche durante le quali viene condotta anche una prova per la gestione di emergenze ambientali (e.g. sversamento di acidi o prodotti chimici). Per quanto riguarda invece l’inquinamento in acqua, CAREL Industries ha implementato un’ulteriore procedura per lo svolgimento delle analisi chimiche e dei campionamenti dell'acqua di scarico proveniente dal laboratorio in cui si svolgono i test sugli umidificatori, per verificare il rispetto dei limiti normativi per lo scarico in fognatura. Tale attività consente di prevenire potenziali impatti negativi e relativi rischi legati all’immissione nell’ambiente di agenti e sostanze tramite gli scarichi, rispettando ampiamente i limiti imposti dalle normative vigenti. Tutte le analisi sopra descritte vengono condotte annualmente e prevedono OpEx annuali non significativi per l’esecuzione delle analisi da parte di laboratori terzi accreditati. Un’altra iniziativa attivata già da qualche anno nei plant di CAREL Industries e CAREL Adriatic, per ridurre ulteriormente l’impatto sull’ambiente, riguarda il packaging, nello specifico la scelta di utilizzare confezioni colorate con vernici a base acquosa, prive di sostanze acriliche, realizzate utilizzando colle ad amido al posto di colle viniliche. In particolare, i colori rosso e bianco degli imballi CAREL sono garantiti secondo il GREENGUARD Certification Program, che certifica che i prodotti per interni rispettino i limiti di emissioni chimiche stabiliti. In questo modo CAREL contribuisce alla creazione di ambienti più sani per i propri collaboratori e per i clienti.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 92 TABELLA 15: INQUINANTI IN ARIA (KG) Emissioni inquinanti in atmosfera 2024 2023 Ossidi di Azoto (NOx) 537,28 562,81 Ossidi di Zolfo (SOx) 265,59 273,80 Inquinanti organici persistenti (POP) 0,32 0,34 Composti organici volatili (VOC) 564,89 285,77 Inquinanti atmosferici pericolosi (HAP) 25,12 42,91 Particolato (PM) 318,77 429,77 In linea con gli anni precedenti, per i plant non vi sono state emissioni significative di gas fluorati derivanti dal normale funzionamento delle unità di condizionamento. Per tutti gli impianti è svolta la manutenzione periodica, secondo pianificazione annuale, così da garantire i più alti livelli di efficienza e la riduzione dei consumi dei gas lesivi dell’ozono. Nel 2024 si nota un aumento del valore correlato ai VOC in quanto si è deciso di includere nella rendicontazione alcuni plant produttivi che, singolarmente, presentano emissioni scarsamente rilevanti o comunque non soggette ad analisi per cogenza legislativa (Enginia, Recuperator). Miglioramenti nettamente significativi sono stati ottenuti con le emissioni relative al particolato (-25,83%) e agli inquinanti atmosferici pericolosi (-41,46%). Per gli altri valori si riscontra un allineamento ai valori del biennio precedente. Nella lettura dei dati esposti è rilevante considerare i seguenti aspetti: • essendo i campionamenti puntuali e non continui, i risultati potrebbero essere rappresentativi di una specifica fase produttiva che non è costante nel corso dell’anno; • per alcuni inquinanti alcuni valori rilevati risultano al di sotto della soglia di rilevabilità. In tal caso, viene assunta l’ipotesi peggiore al fine di determinare comunque il rispetto del limite normativo. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante in quanto significa che, in alcuni casi, l’emissione riportata è superiore all’emissione effettivamente avvenuta. Le emissioni in atmosfera vengono monitorate con le modalità e le tempistiche prescritte dalle autorizzazioni ambientali rilasciate dalle Autorità locali preposte, che prevedono il campionamento puntuale una o più volte l’anno. Per le Società che rendicontano le proprie emissioni senza essere soggette a specifica Autorizzazione si è scelto di adottare la stessa metodologia. Inoltre, poiché i processi produttivi delle varie Società sono caratterizzati da attività omogenee e ripetitive nel tempo, le emissioni in atmosfera associate sono contraddistinte da regolarità di portata e di tipologia di inquinanti nel corso dell’anno. Sulla base di queste riflessioni si ritiene che la metodologia di calcolo adottata, ovvero calcolo delle emissioni annuali basato sul campionamento puntuale e sulle ore lavorate del singolo sito, sia sufficientemente rappresentativo del quadro annuale delle emissioni in atmosfera. Inoltre, nei plant di CAREL Suzhou e CAREL Industries viene effettuata la regolare sostituzione dei filtri che riducono l’impatto emissivo verso l’esterno così come la regolare manutenzione dei sistemi di aspirazioni, come richiesto, per esempio in Italia, dalle autorizzazioni alle emissioni dai camini. Presso il sito di CAREL Industries, nel 2024 sono stati spesi OpEx non significative per la sostituzione dei filtri e le analisi chimiche periodiche degli inquinanti emessi in atmosfera. Nel 2023, tale processo di affinamento nelle valutazioni è confluito in un Handbook applicato ai diversi siti produttivi del Gruppo che fornisce indicazioni sulle modalità di gestione e raccolta dei relativi dati al fine di facilitare la raccolta di informazioni e poter confrontare i diversi risultati che dovranno tenere conto anche dei vincoli normativi locali. Inoltre, è opportuno sottolineare che: • nella Capogruppo, le analisi delle emissioni dai camini dei reparti produttivi evidenziano livelli di inquinanti emessi in atmosfera molto inferiori ai limiti previsti dalle relative autorizzazioni rinnovate nel corso del 2021; • nel plant in Croazia viene svolta la regolare manutenzione programmata dei bruciatori, oltre che l’analisi periodica delle emissioni dovuta all'obbligo legale in materia di protezione dell'ambiente; • nel plant cinese la rilevazione è stata demandata ad un ufficio competente terzo che effettua test di campionamento; • nei plant di Enginia e Recuperator, non soggetti per legge a campionamenti periodici, si è scelto di implementare un programma di campionamento biennale volontario.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 93 GESTIONE DELLE SOSTANZE PERICOLOSE CONTENUTE NEI PRODOTTI I prodotti CAREL impiegano materiali e componentistica, specialmente quella elettronica, che talvolta può contenere sostanze pericolose, con diversi livelli di rischio (cancerogenicità, mutagenicità, bioaccumulabilità, ecc.). Si cita ad esempio il piombo, elemento che in passato era comunemente utilizzato nelle leghe di saldatura impiegate per la produzione di schede elettroniche, e che ora è stato fortemente ristretto nel suo utilizzo. Per ridurre al minimo il rischio legato alla presenza di queste sostanze pericolose nei prodotti immessi nel mercato, sono state emesse dai vari Paesi legislazioni che vietano o limitano l’utilizzo di certe sostanze pericolose. CAREL, allo scopo di soddisfare questi e altri obblighi legislativi nel campo della sicurezza dei prodotti, ha emesso nel 2023 la Policy sulla Compliance dei Prodotti e Servizi (anche “Policy” nella presente sezione). L’obiettivo finale di questa Policy è assicurare che i processi di sviluppo dei prodotti o servizi adottati dalle società del Gruppo includano criteri e procedure idonei a garantire la massima qualità e il rispetto delle leggi e degli standard internazionali, tenendo conto delle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto (trasporto, installazione, utilizzo, manutenzione, smaltimento) e delle condizioni di servizio concordate con i clienti. La Policy elenca esplicitamente una lunga serie di strumenti legislativi nazionali e internazionali, tra i quali vi sono anche la Direttiva ROHS (Restriction of Hazardous Substances), il Regolamento REACH (Registration, Evaluation and Authorization of Chemical substances) e POP (Persistent Organic Pollutant), il “Proposition 65” ovvero il Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act of 1986 (emesso dallo stato della California), e il Regulation on Persistent, Bioaccumulative, and Toxic (PBT) Chemicals under TSCA Section 6(h) emesso dall’ EPA (U.S. Environmental Protection Agency), oltre a numerose ulteriori legislazioni che coprono ambiti diversi come ad esempio la sicurezza elettrica, la compatibilità elettromagnetica, aspetti di cybersecurity, ecc. Questa Policy si pone inoltre l’obiettivo di rafforzare le azioni del Gruppo nel phase-out delle sostanze pericolose dai propri prodotti. La Policy stessa prevede specifiche attività di monitoraggio, sia per quanto riguarda l’eventuale nuova legislazione cogente emessa, sia con riferimento agli strumenti utilizzati per la sua attuazione, attività in capo alla funzione Quality. La Policy è vincolante per le società del Gruppo CAREL in tutte le aree geografiche in cui queste operano e per tutti i destinatari e utilizzatori, compresi i principali stakeholder, specialmente quelli nella supply chain. La responsabilità di attuazione della presente Policy è in capo al CEO. La Policy è stata divulgata presso tutte le organizzazioni del Gruppo, e recentemente è stata sviluppata un’attività di formazione specifica attraverso la piattaforma di e-learning interna. Tale attività è ancora in corso, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli interessati partendo dai livelli apicali, per arrivare fino al personale più operativo impiegato nel processo di sviluppo dei prodotti, e nella gestione della supply chain. Il regolamento REACH (Regolamento (CE) n. 1907/2006 e successive modifiche) concerne la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione dell'uso di alcune sostanze chimiche in relazione ai loro potenziali impatti sia sulla salute umana che sull'ambiente e ha l’obiettivo di sensibilizzare gli stakeholder circa i rischi e i potenziali pericoli derivanti dall’uso e dall’esposizione a tali sostanze chimiche. In particolare, assumono rilievo per CAREL le c.d. sostanze estremamente preoccupanti (c.d. Substance of Very High Concern - SVHC) essendo, il settore in cui opera, parzialmente dipendente da tali sostanze, e quindi soggetto a molteplici processi di autorizzazione REACH. La procedura di autorizzazione a norma del regolamento REACH mira anche a garantire che le sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) siano progressivamente sostituite (cd. phase-out) da sostanze o tecnologie meno pericolose, qualora alternative possibili dal punto di vista tecnico ed economico siano disponibili. La Società, inoltre, è in grado di dichiarare la propria conformità alla Direttiva Europea 2011/65/EU RoHS e alla direttiva delegata 2015/863/UE del 31 marzo 2015 e s.m.i., sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Attraverso il Codice di Condotta Fornitori, CAREL richiede anzitutto ai fornitori di gestire, misurare e controllare adeguatamente tutte le attività che siano potenzialmente dannose per la salute dell’uomo o per l’ambiente per evitare il rilascio di qualunque sostanza nell’ambiente. I fornitori devono dotarsi di

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 94 strumenti per la prevenzione e riduzione di eventuali perdite e sversamenti accidentali nell’ambiente. In particolare, i fornitori che utilizzano sostanze pericolose sono tenuti ad adottare programmi di sicurezza per gestire e mantenere tutti i processi di produzione e quindi misure appropriate per la gestione, lo stoccaggio e il trasporto delle sostanze pericolose nel rispetto degli standard di sicurezza applicabili e dei requisiti imposti dalla legge, oltre che ad occuparsi del loro potenziale impatto durante tutte le fasi del processo di produzione. Ai fornitori è inoltre richiesto di rendere disponibili, qualora richiesto, le schede di sicurezza delle eventuali sostanze pericolose utilizzate. Per il tramite di un team dedicato alla Chemicals Compliance, CAREL verifica periodicamente l’attuazione delle disposizioni previste dal Regolamento REACH, anche attraverso l’ottenimento della dichiarazione REACH dei diversi produttori coinvolti nella supply chain. Il monitoraggio sulla conformità delle materie prime coinvolte nel business di CAREL, con riferimento alla Candidate List SVHC aggiornata del Regolamento REACH e alle sostanze pericolose ristrette dalla Direttiva RoHS, ha lo scopo di classificare le materie prime come acquistabili e utilizzabili nei prodotti, sulla base delle informazioni sulla conformità alle suddette legislazioni. Per le materie prime, per le quali i costruttori e/o fornitori non hanno provveduto a fornire le informazioni puntualmente richieste, viene temporaneamente congelato l’acquisto fintantoché la documentazione aggiornata non viene fornita. Per le materie prime nel quale viene dichiarata dal costruttore e/o fornitore l’obsolescenza o la non conformità alle legislazioni Reach e RoHS viene inoltre disposta la disapplicazione, evitando quindi la possibilità che tali materiali entrino nel ciclo produttivo. CAREL, nell’ambito del processo interno relativo alla “sicurezza chimica”, richiede a tutti i fornitori prova dell’implementazione di un processo per la gestione di sostanze pericolose in accordo alle suddette legislazioni europee. Inoltre, all’interno del processo di omologazione dei materiali di acquisto, viene sistematicamente richiesta e valutata la documentazione che attesta la conformità e l’eventuale presenza di sostanze pericolose nei materiali, per poter essere impiegati all’interno dei prodotti come componenti o per essere rivenduti in quanto tali. Le informazioni di conformità dei materiali, raccolte dal processo di verifica periodica verso la supply chain e dal processo di omologazione di nuove materie prime, contribuiscono alla creazione della base dati sulla quale vengono prodotte le dichiarazioni da emettere su richiesta dei clienti (come previsto nel Regolamento ReACH) in merito ai prodotti del gruppo CAREL. Oltre alla legislazione europea, CAREL gestisce la compliance dei propri prodotti anche rispetto alla normativa californiana, denominata Proposition 65, che regola l'uso di sostanze tossiche e cancerogene. A tal fine è stato sviluppato uno standard interno, che identifica le attività volte a garantire la conformità alla suddetta normativa applicata ai prodotti. I prodotti che CAREL fornisce ai clienti non contengono sostanze chimiche elencate nella Proposition 65 in una concentrazione idonea a provocare un'esposizione a livelli superiori ai relativi “Safe Harbor Levels”, o altri livelli di sicurezza di riferimento; pertanto, non è richiesta l'applicazione dell'etichetta informativa di avvertenza sui prodotti. CAREL anche nel 2023 e 2024 ha continuato a monitorare le normative della Proposition 65 al fine di individuare le nuove sostanze chimiche aggiunte alla lista pubblicata dall’Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA). Fin dal 2021 CAREL ha approcciato anche il regolamento promulgato dall’Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA, Environmental Protection Agency) nominato “Toxic Substances Control Act (TSCA section 6(h))”. Tale Regolamento copre la produzione, l'importazione, l'uso e lo smaltimento di sostanze chimiche specifiche. La sezione 6(h) della TSCA attribuisce all'EPA l'autorità di vietare o limitare, per un uso particolare o al di sopra di una certa concentrazione, la produzione, il trattamento, la distribuzione commerciale, l'uso o lo smaltimento di una sostanza chimica se definita come pericolosa per la salute dell’uomo o l’ambiente. Inoltre, tale sezione richiede all'EPA di intraprendere un'azione normativa accelerata sulle sostanze chimiche PBT, ovvero le sostanze chimiche che soddisfano i criteri legali per le sostanze chimiche Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche (PBT). Nel 2024 infine, è stata attivata una campagna di raccolta informazioni, come richiesto dal TSCA section 8(a)(7), allo scopo di raccogliere informazioni sulle eventuali sostanze PFAS utilizzate nella componentistica dei prodotti Carel, in modo da permettere a Carel ed eventualmente ai propri clienti di segnalare questi dati all'EPA tramite Central Data Exchange (CDX).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 95 INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALL’INQUINAMENTO Al fine di rafforzare il proprio impegno nella gestione degli impatti ambientali, nel nuovo Piano di Sostenibilità, CAREL ha previsto l’estensione del Sistema di Gestione Ambientale, e l’ottenimento della certificazione ISO 14001, anche ai plant produttivi di Carel USA, Carel Sud America, Carel Adriatic ed Enginia, entro il 2028. Per monitorare l’adeguata implementazione di tali attività, CAREL ha anche fissato uno specifico obiettivo. Si riportano di seguito gli obiettivi dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, in tema di inquinamento e gestione delle sostanze preoccupanti. TABELLA 16: OBIETTIVI111 IN AMBITO INQUINAMENTO E GESTIONE DELLE SOSTANZE PREOCCUPANTI # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 7 Raggiungere il 57 112 % dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, entro il 2028. 113 % plant coperti da un Sistema di Gestione ambientale certificato 2024 | 29% L’implementazione di Sistemi di Gestione Ambientale certificati ISO 14001, permetterà di monitorare e gestire gli impatti ambientali di ogni fase del processo produttivo, in modo da minimizzare le emissioni di sostanze inquinanti, ottimizzare l'uso delle risorse naturali e migliorare la gestione dei rifiuti. 8 Raggiungere il 60% delle categorie di prodotto del Gruppo CAREL valutate attraverso studi Life Cycle (LCA), entro il 2028. % delle categorie di prodotto valutate attraverso studio LCA 2023 | 8% Condurre studi LCA specifici sui prodotti consente di ottenere informazioni fondamentali sui diversi impatti ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, tra cui le emissioni di gas ad effetto serra derivanti dalle materie prime / semilavorati utilizzati e i rifiuti generati, per poter poi effettuare scelte strategiche informate al fine di ridurre tali impatti ambientali tramite l’eco- progettazione e l’utilizzo di materiali alternativi. E3: ACQUA In CAREL, l’utilizzo di acqua non rappresenta una questione rilevante nei propri processi produttivi ma costituisce un impatto significativo nella attività sia a monte che a valle della catena del valore, come spiegato nella sezione “La gestione della risorsa idrica nella catena del valore”. Il Gruppo è comunque impegnato su entrambi i fronti: da un lato, ha definito politiche volte a favorire la gestione efficiente delle risorse idriche in azienda e ha implementato processi di monitoraggio per rilevare costantemente i prelievi interni e, dall’altro, è impegnato per diffondere buone pratiche ambientali lungo la catena di fornitura e per migliorare l'efficienza idrica dei propri prodotti, considerando l'impatto degli stessi lungo l'intero ciclo di vita. LA GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA NELLE OPERAZIONI INTERNE I prelievi del Gruppo, effettuati su concessione dell'autorità pubblica, sono principalmente riconducibili all’utilizzo igienico-sanitario piuttosto che a processi industriali. In CAREL Industries è inoltre presente il laboratorio di ricerca dedicato all'umidificazione, il quale, per condurre test sui prodotti, utilizza risorse idriche. 111 Gli obiettivi riportati fanno riferimento ad obiettivi facoltativi e non imposti dalla normativa. 112 Percentuale target riferita al perimetro 2024. 113 Il SGA prevede la conformità legislativa, quindi per i plant produttivi siti in Europa l’obiettivo consente di monitorare i seguenti aspetti: inquinanti atmosferici e rispettivi carichi specifici; emissioni in acqua e rispettivi carichi specifici, inquinamento del suolo e rispettivi carichi specifici (con riferimento ai carichi specifici si precisa che la quantificazione avviene solo per gli inquinanti atmosferici ed eventuali emissioni in acqua, là dove potenzialmente contaminabile da processi produttivi o attività di laboratorio); sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti. Per Carel USA e Carel Sud America si provvederà, dove necessario, a integrare le richieste della normativa locale al fine di allineare i Sistemi di Gestione ivi implementati agli standard CAREL.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 96 Nonostante i consumi limitati del Gruppo, CAREL ha ritenuto opportuno includere nella propria Politica Ambientale, della Salute e Sicurezza sul Lavoro la questione delle risorse idriche. Come definito nella Politica, il Gruppo presta particolare attenzione alla razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche, soprattutto nelle aree dove queste scarseggiano, con l'obiettivo di eliminare gli sprechi, e alla prevenzione del rischio di immissione nell’ambiente di agenti e sostanze pericolose. Coerentemente con l’impegno espresso nella Politica, l’approccio manageriale è finalizzato al monitoraggio dei prelievi di acqua per scongiurare possibili perdite anomale e salvaguardare le risorse idriche. Il team di produzione, infatti, controlla mensilmente i contatori dell'acqua e verifica la coerenza dei prelievi fatturati, comunicando i dati alla sede centrale. A partire dal 2020 i consumi di tutte le società del Gruppo sono monitorati anche considerando le eventuali aree a stress idrico in cui sorgono i siti stessi, individuate tramite lo strumento WRI Acqueduct. TABELLA 17: PRELIEVO E CONSUMO IDRICO (M 3 ) 114 115 2024 2023 116 Totale acqua prelevata (m3) 26.750 23.514 Di cui da zone a stress idrico (m3) 5.663 5.221 Totale acqua consumata (m3) 2.623,49 2.539,67 Di cui da zone a stress idrico (m3) 535,78 522,79 Totale acqua riciclata o riutilizzata (m3) 150 - Intensità idrica (m3/ €’000.000) 4,53 3,91 Intensità idrica (m3/numero persone117) 0,95 0,94 Nello specifico, nel 2024 l’85% dei prelievi è da attribuirsi ai siti produttivi, i quali rimangono strettamente connessi al numero di persone e alle ore lavorate. Il valore dei prelievi imputabile ad aree a stress idrico è risultato pari a 5.663 m 3 , che rappresentano circa il 21% dei prelievi totali. Per tale motivo, particolare attenzione viene posta nell’analisi di possibili scostamenti nel corso dell’anno al fine di individuare eventuali perdite nel sistema. Nonostante nella Politica CAREL non dichiari espressamente il proprio impegno nel trattamento delle acque come passo verso un approvvigionamento idrico più sostenibile, a partire dal 2023 presso la sede centrale della Capogruppo è stato realizzato un progetto innovativo per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane. Nello specifico, è stato costruito un nuovo edificio dotato di una vasca per la raccolta dell'acqua meteorica, la quale viene poi utilizzata per tutti i servizi idrici per usi igienici non potabili. Un’iniziativa simile è stata applicata nel plant produttivo cinese, che si trova in una zona ad elevato stress idrico, dove è stata predisposta una vasca di raccolta dell’acqua piovana da utilizzare per scopi di irrigazione. Grazie ai due progetti è stato possibile raccogliere e riutilizzare circa 150 m 3 di acqua nel 2024. Attraverso il riutilizzo di risorse idriche in un'ottica di circolarità, questi progetti contribuiscono a ridurre il prelievo di acqua potabile per quei servizi che non ne necessitano. Per garantire il corretto funzionamento dell'impianto presso la sede centrale della Capogruppo, è stata prevista una fase di verifica che include la messa in funzione ed il controllo della funzionalità dello stesso. 114 Sono considerate a stress idrico le aree caratterizzate da un livello di stress idrico estremamente alto (maggiore dell’80%). Fonte: WRI Acqueduct. Per la maggior parte delle sedi del Gruppo, i dati sui prelievi idrici vengono raccolti tramite lettura delle bollette; per le altre, per le quali non è stato possibile effettuare una misurazione diretta, il dato è stato stimato considerando i prelievi medi delle sedi con attività analoghe (i prelievi stimati rappresentano circa il 5% del totale). I dati sui consumi idrici, pertinenti solo per i plant produttivi, sono stati stimati partendo dai prelievi, sulla base di alcune misurazioni effettuate. 115 Nel 2024 Il Gruppo CAREL non ha immagazzinato acqua. 116 Si segnala che i dati del 2024 includono anche le società acquisite durante l’anno fiscale 2023, pertanto il perimetro differisce da quello del 2023. Tuttavia, data la natura delle attività svolte in tali società (società non produttive), non si ritiene necessario effettuare un ricalcolo del 2023, in quanto i prelievi e consumi idrici delle stesse si considerano non significativi rispetto al totale riportato. 117 Il numero di persone include i lavoratori dipendenti e i lavoratori non dipendenti.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 97 LA GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA NELLA CATENA DEL VALORE A differenza delle attività proprie del Gruppo, il consumo idrico rappresenta una questione rilevante lungo la catena del valore di CAREL: a monte, vi è un consumo idrico significativo nella fase di produzione di alcuni componenti essenziali per l’attività del Gruppo, quali i microprocessori e altri componenti elettronici, mentre a valle il consumo di acqua è legato all’utilizzo di alcuni prodotti CAREL, come gli umidificatori, che necessitano di acqua per il funzionamento. NELLA CATENA DEL VALORE A MONTE Al fine di ridurre gli impatti negativi derivanti dall’utilizzo di acqua nella catena del valore, CAREL ha deciso di coinvolgere la propria catena di fornitura promuovendo l’uso efficiente delle risorse idriche all’interno del Codice di Condotta Fornitori. Il Codice richiede infatti ai fornitori di impegnarsi a utilizzare in modo responsabile le risorse necessarie al proprio ciclo produttivo attraverso processi produttivi che mirano alla riduzione degli sprechi delle risorse naturali (con particolare attenzione alla conservazione di risorse energetiche ed idriche) e che promuovono il riciclo e il riutilizzo delle stesse. Ai fornitori è pertanto richiesto impegno nel mettere in atto iniziative volte al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, quali ad esempio programmi di riduzione del consumo idrico, di riutilizzo e riciclo. 118 Per quanto riguarda gli scarichi idrici, il Codice richiede ai fornitori di gestire, misurare e controllare adeguatamente tutte le attività che siano potenzialmente dannose per la salute dell’uomo o per l’ambiente per evitare il rilascio di qualunque sostanza nell’ambiente. Il fornitore deve dotarsi di strumenti per la prevenzione e riduzione di eventuali perdite e sversamenti accidentali nell’ambiente. Inoltre, nel self-assessment di sostenibilità, viene richiesto ai fornitori di indicare se sono impegnati in programmi di riduzione del consumo di acqua, attribuendo un maggior punteggio a coloro che implementano questo tipo di attività. NELLA CATENA DEL VALORE A VALLE Nonostante nella Politica CAREL non dichiari espressamente il proprio impegno nella progettazione di prodotti nell'ottica di affrontare i problemi connessi alla risorsa idrica, il Gruppo CAREL sta lavorando per migliorare, oltre ad altri aspetti di circolarità, anche l’efficienza idrica dei propri prodotti che consumano acqua durante il funzionamento. In linea con i propri Piani di Sostenibilità quadriennali, a cavallo tra il 2024 e il 2025, CAREL Industries ha condotto uno studio LCA strategico sui propri umidificatori isotermici con l’obiettivo di ottenere la certificazione EPD, al fine di comprendere quali sono gli impatti ambientali, tra cui il consumo idrico, di tali prodotti e poter successivamente migliorare la circolarità e l’efficienza degli stessi (per maggiori informazioni sugli studi LCA condotti e pianificati dal Gruppo, si rimanda al capitolo E5 – Uso delle risorse ed economia circolare). Inoltre, per il 2025 è previsto uno studio di fattibilità tecnico-economica per progetti di efficientamento idrico degli umidificatori CAREL, a cui seguirà una fase di sviluppo tecnico tra il 2026 e il 2028. Le risorse finanziarie destinate alla realizzazione della fase di sviluppo tecnico del progetto saranno definite a seguito dell’analisi di fattibilità prevista per il 2025. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALL’ACQUA 119 La tabella seguente riporta in maniera sintetica i target volontari definiti dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028 legati all’utilizzo delle risorse idriche, il cui raggiungimento consentirà di monitorare l’efficace attuazione delle iniziative programmate: 118 Il Codice di Condotta Fornitori non tratta le seguenti tematiche: la progettazione di prodotti e servizi nell’ottica di affrontare i problemi connessi alle acque e l’impegno a ridurre il consumo idrico rilevante nelle zone a rischio idrico. 119 Attraverso il self-assessment di sostenibilità dei fornitori, CAREL monitora le azioni attuate dai fornitori per gestire e mitigare gli impatti legati alle risorse idriche nella catena di fornitura. Non è stato ritenuto necessario identificare ulteriori azioni ed obiettivi specifici connessi al tema degli scarichi idrici.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 98 TABELLA 18: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 120 9 Raggiungere il 60% delle categorie di prodotto del Gruppo CAREL valutate attraverso studi Life Cycle (LCA), tra cui uno o più assessment condotti sulle gamme di umidificatori isotermici e adiabatici, entro il 2028. % di categorie di prodotto valutate attraverso studi LCA 2023 | 8% 121 Condurre studi LCA specifici sui prodotti consente di ottenere informazioni fondamentali sui diversi impatti ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, tra cui il consumo idrico necessario per il loro funzionamento, per poter poi effettuare scelte strategiche informate al fine di ridurre tale impatto ambientale. 10 Raggiungere, entro il 2028, un valore di efficienza idrica degli umidificatori isotermici superiore al 90%. % di efficienza idrica 2024 | 85% 122 L'obiettivo di miglioramento dell’efficienza degli umidificatori ha il fine di ridurre il consumo di acqua conseguente all’utilizzo dei prodotti CAREL. E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE POLITICHE DI IMPEGNO La Politica Ambientale del Gruppo identifica la tutela dell’ambiente e la salvaguardia delle risorse naturali come obiettivi prioritari. Minimizzare gli impatti verso l’ambiente impegnandosi a migliorare continuamente i propri processi al fine di ridurre gli impatti sull’ambiente e sul territorio circostante è infatti centrale nell’attività del Gruppo. Tramite la Politica, CAREL promuove l’ottimizzazione dell’utilizzo di materie prime, riducendo sprechi e rifiuti, e favorisce l'uso di materiali riciclabili; inoltre dichiara l’impegno anche sull'ottimizzazione della gestione dei rifiuti prodotti, con particolare attenzione ai rifiuti pericolosi. CAREL non si limita però a minimizzare gli impatti delle proprie attività produttive, ma vuole contribuire, nello svolgimento della propria attività industriale, alla promozione dello sviluppo scientifico e tecnologico sostenibile, volto alla protezione ambientale e alla salvaguardia delle risorse. Il Gruppo, infatti, considera gli aspetti connessi alla tutela ambientale anche nella progettazione e nello sviluppo di sistemi, prodotti e processi, valutando il potenziale impatto lungo l’intero ciclo di vita ed in particolare nelle fasi di utilizzo e fine vita. L’impegno di natura politica del Gruppo si estende anche alla catena di fornitura, attraverso la condivisione del Codice di Condotta Fornitori, con cui CAREL richiede ai fornitori di mettere in atto iniziative volte al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, quali ad esempio programmi di riutilizzo, riciclo e riduzione dei rifiuti. Nello specifico, il fornitore deve impegnarsi ad utilizzare in modo responsabile le risorse necessarie al proprio ciclo produttivo attraverso processi produttivi che mirano alla riduzione degli sprechi delle risorse naturali e che promuovono il riciclo e il riutilizzo delle stesse oltre che prediligere un approvvigionamento locale quando possibile. I fornitori sono invitati a collaborare riducendo al minimo la produzione di rifiuti attraverso pratiche quali il riutilizzo, il riciclaggio dei materiali e la promozione dell’economia circolare, oltre a gestire in modo responsabile i rifiuti prodotti. Inoltre, ai fornitori è richiesto di identificare, etichettare e gestire le sostanze chimiche, i rifiuti e altri materiali pericolosi per l'uomo o per l'ambiente, garantendo la loro manipolazione, movimentazione, stoccaggio, uso, riciclaggio o riutilizzo e smaltimento in condizioni di sicurezza, nel rispetto della normativa vigente. Infine, CAREL invita i fornitori a partecipare attivamente alle iniziative di formazione, comunicazione e sviluppo delle opportunità di miglioramento delle performance ambientali promosse dall'azienda. 120 Data la natura degli obiettivi riportati, si ritiene non applicabile indicare se gli stessi sono basati su dati scientifici certi. Inoltre, gli obiettivi identificati fanno riferimento a prodotti CAREL che vengono utilizzati in tutto il mondo, incluse pertanto anche zone a stress idrico. 121 Nel 2024, la percentuale di categorie di prodotto valutate attraverso studi LCA è del 15%, grazie alla conclusione dello studio effettuato sugli umidificatori isotermici. 122 Il valore rappresenta una stima basata sui test di laboratorio effettuati in fase di sviluppo e sull’esperienza sul campo.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 99 Inoltre, nel self-assessment di sostenibilità, viene richiesto ai fornitori di indicare se sono impegnati in programmi di riduzione dei rifiuti e del packaging, attribuendo un maggior punteggio a coloro che implementano questo tipo di attività (per maggiori informazioni relative alla valutazione di sostenibilità dei fornitori, si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa). RISORSE IN INGRESSO ED ECONOMIA CIRCOLARE Le principali categorie di acquisto del Gruppo sono rappresentate dai componenti elettronici (e.g. microprocessori, che sono componenti critici; resistenze; condensatori; etc.) ed elettromeccanici (e.g. trasformatori, teleruttori, interruttori, etc.), dai componenti meccanici (componenti sia in plastica che in metallo) ed infine dai prodotti finiti che vengono poi rivenduti (e.g. supervisori, display, sensori, accessoristica, etc.). Nell’ambito del materiale acquistato del Gruppo rientra anche il packaging utilizzato per il confezionamento e la spedizione dei prodotti. Infine, impianti e macchinari utilizzati nelle varie fasi della produzione dei prodotti costituiscono un flusso in ingresso costante e distribuito nel corso dell’anno. Nel 2024, CAREL ha acquistato un totale di circa 14.976 tonnellate di materiali per le sue attività produttive. Di questi, circa 2.719 tonnellate (il 18,16%) è costituito da materiali biologici (e.g. carta e cartone, legno, cotone) 123124 . Tra i flussi di materiali in ingresso non si registrano sovrapposizioni tra le categorie di materiali riutilizzati e riciclati. Per analizzare nello specifico l’incidenza del packaging dei prodotti CAREL e per individuare le aree di miglioramento al fine di garantire prodotti certificati a basso impatto, anche nel 2024 sono state valutate le caratteristiche del packaging per il perimetro della Capogruppo. Dall’analisi è emerso che il 55% del totale del packaging acquistato è costituito in peso da cartone che, oltre ad essere di origine certificata, è costituito in media per il 68% da materiale riciclato. Anche la carta e il legno utilizzati sono totalmente di origine certificata con un contenuto per la carta del 50% di materiale riciclato. Infine, la plastica, che costituisce un elemento residuale in quanto inferiore al 2% in peso del totale, presenta una componente di riciclo medio del 8%. Complessivamente, si conferma quindi la quota minimale di plastica rispetto agli altri imballaggi utilizzati, con l’obiettivo di ridurla ulteriormente a partire dal 2025. Analizzando i plant di CAREL Adriatic, CAREL Sud America, CAREL USA e CAREL Electronic Suzhou, si possono notare andamenti similari alla Capogruppo, con il 100% della carta, cartone e legno acquistati certificati FSC o PEFC. Il cartone acquistato contiene sempre una quota di materiale riciclato (tra il 50 e il 68%) così come la carta (mediamente il 50%). La presenza di imballaggi in plastica varia tra meno dell’1% in CAREL Sud America e CAREL Adriatic fino al 3% circa in CAREL USA e CAREL Suzhou. In linea con l’obiettivo della Politica di considerare gli aspetti connessi alla tutela ambientale anche nella progettazione e nello sviluppo dei prodotti, valutando il potenziale impatto lungo l’intero ciclo di vita, CAREL ha iniziato a condurre analisi LCA (Life Cycle Assessment), che consentono di prendere coscienza dei diversi impatti generati dai prodotti lungo il corso della loro vita, inclusi quelli derivanti dal consumo di materie prime, per prendere poi decisioni informate, mirate a ridurre tali impatti. Gli studi LCA sono infatti uno strumento cruciale, poiché permettono di analizzare e quantificare l’impronta ambientale di un prodotto, dalla fase di estrazione delle materie prime fino alla sua dismissione o riciclo, considerando tutte le fasi intermedie, come la produzione, la distribuzione e l’utilizzo. Questo tipo di valutazione è essenziale per indirizzare le azioni aziendali finalizzate a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti, incluse le scelte allineate ai principi di economia circolare. Nel 2022 è stato condotto uno studio di Lyfe Cycle Assessment su un inverter, che rappresenta un prodotto significativo della gamma di produzione CAREL. L’obiettivo principale dello studio LCA Screening è stato quello di valutare, con il metodo cd. “Cradle-to-Grave” (dalla culla alla tomba), i potenziali benefici e gli impatti ambientali legati all’inverter CAREL. Lo screening LCA eseguito ha compreso gli aspetti relativi all’estrazione delle materie prime, alla produzione dei diversi componenti elettrici, alla fase di produzione dell’Inverter, alle fasi di utilizzo e di fine vita. Nel 2024, sono stati avviati due nuovi studi LCA, che si concluderanno nel 2025, che hanno avuto ad oggetto due gamme di 123 Si segnala che i dati relativi ai materiali acquistati provengono da un’estrazione da gestionale aziendale. Sono stati stimati i dati per i seguenti plant: Alfaco, Arion, Enginia, Hygromatik, Klingenburg, Recuperator, Senva. Si precisa che, ai fini della presente analisi, è stata adottata l'assunzione che il 100% dei prodotti appartenenti alle categorie Carta e Cartone, Legno e Tessuti sia di origine biologica. 124 I dati riportati nel paragrafo si riferiscono agli imballaggi. Per quanto riguarda il totale materiali in ingresso, considerando non biologici e non riciclati tutti i materiali di cui non sono disponibili dati, si stima che a livello di Gruppo la percentuale di materiali biologici provenienti da filiera sostenibile sia di circa il 7% mentre la percentuale di componenti secondari riutilizzati o riciclati sia inferiore al 2% (circa 203 tonnellate).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 100 umidificatori isotermici e un recuperatore di calore. Nel nuovo Piano di Sostenibilità, CAREL ha inoltre pianificato di condurre ulteriori studi LCA tra il 2025 e il 2026 sui seguenti prodotti: valvole e controlli, umidificatori adiabatici, quadri elettrici e serrande. Gli studi consentiranno di identificare le aree critiche nell’intero ciclo di vita dei prodotti, non solo in relazione alle emissioni di gas ad effetto serra generate, ma anche in relazione agli impatti sull’inquinamento, sul consumo idrico e sulla produzione e gestione dei rifiuti. L’obiettivo di tali studi è ottenere una baseline numerica per l’ecodesign ed il confronto con le gamme successive. Per completare gli studi LCA, CAREL ha già destinato, oltre alle risorse interne dedicate al progetto, 45 migliaia di euro 125 in OpEx nel 2024, e ha previsto a Piano una spesa di circa 120 migliaia di euro in OpEx per la realizzazione degli studi nei prossimi 2 anni. Si precisa che gli importi dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Nonostante nella Politica CAREL non dichiari espressamente il proprio impegno nell’abbandono progressivo dell'uso di risorse vergini, sono diverse le iniziative attuate e pianificate che mostrano questo sforzo. Nel Piano di Sostenibilità è stata pianificata un’analisi di fattibilità per la valutazione dell’utilizzo di materiale riciclato nei prodotti e nel packaging. L’analisi, che sarà condotta tra il 2025 e il 2026 presso la Capogruppo, mira all’ottenimento di valori base per poter poi identificare specifici target di aumento del materiale riciclato utilizzato nelle seguenti macrocategorie merceologiche: plastiche, alluminio e packaging. Tale attività, unita agli studi LCA realizzati e pianificati in Carel Industries, Enginia e Recuperator, è alla base dell’eco-progettazione, ovvero un approccio alla progettazione e sviluppo dei prodotti che tiene in considerazione diversi elementi quali l’impatto ambientale dei materiali utilizzati, il riciclaggio e la riparabilità dei prodotti al fine di allungarne la vita utile. Lo studio consentirà anche di sviluppare internamente degli indici di disassemblaggio, riparabilità e rigenerabilità dei prodotti, da utilizzare come base per un miglioramento continuo dell’impatto ambientale dei prodotti, misurabile attraverso la definizione di specifici obiettivi. CAREL ha preventivamente stimato un investimento di circa 50 migliaia di euro in OpEx per il 2026 per portare a termine lo studio di fattibilità, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Per quanto riguarda nello specifico la gestione del packaging, CAREL persegue l’impegno nel diminuire il proprio impatto ambientale, mantenendo il livello di materiale certificato FSC o PEFC, aumentando il contenuto di materiale riciclato utilizzato negli imballaggi e diminuendo costantemente l’uso della plastica, sia non riciclabile che riciclata. Gli imballi green rientrano nell’ambito di un insieme di azioni volte a efficientare le soluzioni CAREL a 360° definendo un continuum tra contenuto e contenitore; è in quest’ottica che, presso gli stabilimenti di CAREL Industries e CAREL Adriatic, molti imballi in plastica sono stati sostituiti da scatole di cartone e legno certificato FSC o PEFC. Insieme ai fornitori è stata studiata una soluzione che consente di avere imballi sicuri e resistenti, e al contempo rispettosi dell’ambiente. L’acquisto di materiale certificato FSC o PEFC dimostra l’impegno concreto di CAREL, anche se non formalizzato all’interno della Politica, nell’approvvigionamento sostenibile delle risorse rinnovabili. A partire dal 2025, in linea con le linee guida e procedure adottate, nei plant di CAREL Industries e CAREL Adriatic vigerà l’obbligo di evitare l’utilizzo della plastica negli imballaggi, salvo casi ove non sia praticabile la sostituzione per motivazioni tecniche. Inoltre, si incentiverà ulteriormente la minimizzazione del quantitativo di aria trasportata e la progettazione di nuovi imballaggi ottimizzati. Queste attività permetteranno di ridurre ulteriormente l’approvvigionamento a monte di materiali plastici e lo smaltimento di rifiuti a valle, riducendo pertanto il relativo impatto ambientale. La minimizzazione dell’aria trasportata porterà inoltre alla riduzione degli ingombri degli imballaggi, consentendo così l’ottimizzazione dei trasporti. Obiettivi futuri legati alle risorse in entrata TABELLA 19: OBIETTIVI IN AMBITO ECONOMIA CIRCOLARE 126 # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 11 Raggiungere il 60% delle categorie di prodotto del Gruppo CAREL valutate % delle categorie di prodotto valutate 2023 | 8% Condurre studi LCA specifici sui prodotti consente di ottenere informazioni fondamentali sui diversi impatti ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, tra cui le emissioni di gas ad effetto 125 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato. 126 Gli obiettivi fissati sono facoltativi e non obbligatori per legge.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 101 attraverso studi LCA, entro il 2028. 127 attraverso studio LCA serra derivanti dalle materie prime / semilavorati utilizzati e i rifiuti generati, per poter poi effettuare scelte strategiche informate al fine di ridurre tali impatti ambientali tramite l’eco-progettazione e l’utilizzo di materiali alternativi. LA GESTIONE DEI RIFIUTI Attraverso la propria Politica e grazie all’implementazione di un sistema di gestione ambientale, CAREL Industries promuove la corretta gestione dei rifiuti, dalla generazione nei reparti produttivi o nelle aree office allo stoccaggio presso i depositi temporanei negli stabilimenti, fino all’esitazione presso impianti di stoccaggio e trattamento esterni. Nonostante nella Politica CAREL non dichiari espressamente la priorità a evitare o ridurre al minimo i rifiuti rispetto al trattamento degli stessi, il Gruppo si impegna a ridurre la quota di rifiuti totali generati dall’attività produttiva e a raggiungere la massima efficienza nella gestione e nell’esitazione dei rifiuti, finalizzate all’aumento della quota di rifiuti riciclati, come dimostrano le diverse iniziative implementate negli anni. Annualmente, i dati relativi ai rifiuti prodotti dai plant produttivi e dai magazzini 128 del Gruppo vengono raccolti ed analizzati dalla Capogruppo, al fine di calcolare l’impatto derivante dalla gestione degli stessi. La raccolta delle informazioni avviene mediante un contatto diretto tra la Capogruppo e i singoli plant al fine di ottenere dati su: • le tipologie di rifiuti prodotti, ovvero il materiale di cui sono composti (es. carta, plastica, RAEE, etc.) e le eventuali caratteristiche di pericolo, che sono determinate dal processo produttivo da cui il rifiuto è generato; • le quantità prodotte per ogni tipologia di rifiuto; • la destinazione a fine vita e le percentuali di riciclo. Per tutto il perimetro considerato, le informazioni sulle tipologie e quantità di rifiuti generati vengono raccolte direttamente dai gestionali aziendali o dai sistemi di archiviazione dati, mentre i dati sulla destinazione a fine vita e i relativi trattamenti vengono richiesti direttamente agli smaltitori ai quali viene affidato il rifiuto 129 . Nel 2024 sono stati prodotti dal Gruppo un totale di circa 2.235 tonnellate di rifiuti. Di questi, sono stati mandati a riciclo 2.086 tonnellate di rifiuti, mentre 148 tonnellate (che rappresentano meno del 7% del totale) sono state destinate ad altre operazioni di recupero o smaltimento. TABELLA 20: RIFIUTI GENERATI E TIPOLOGIA DI SMALTIMENTO (TON) 2024 2023 130 Tipologia Open- loop Close- loop Combust ione Discarica Totale Open- loop Close- loop Combust ione Discarica Totale Carta/Carton e 301,43 78,36 2,04 0,00 381,83 387,17 100,16 13,52 0,00 500,85 Plastica 141,91 182,06 30,93 0,00 354,90 196,91 131,20 46,97 0,00 375,09 Metallo 589,22 388,32 176,6 34,61 1.012,33 694,33 132,15 18,91 2,68 848,08 Legno 106,82 147,85 0,00 0,00 254,67 153,87 185,30 6,46 0,00 345,63 127 Data la natura degli obiettivi riportati, si ritiene non applicabile indicare se gli stessi sono basati su dati scientifici certi. 128 Si segnala che è escluso dall’analisi l’HUB logistico di Vescovana, in quanto – al contrario degli altri magazzini inclusi nel perimetro di rendicontazione – non è di proprietà di CAREL, bensì di terzi, che mettono a disposizione di diverse aziende il servizio di immagazzinamento e smistamento in vista della spedizione. L’HUB dunque non rientra nel perimetro di rendicontazione ed eventuali rifiuti prodotti in loco non sono in carico a CAREL o riconducibili alle sue attività. 129 Là dove gli smaltitori non abbiano fornito risposta relativamente ai rifiuti gestiti nel 2024 si è provveduto a utilizzare le percentuali di avvio a recupero/riciclo/smaltimento del 2023. 130 Si segnala che i dati del 2024 includono anche le società acquisite durante l’anno fiscale 2023, pertanto il perimetro differisce da quello del 2023. Tuttavia, data la natura delle attività svolte in tali società (società non produttive), non si ritiene necessario effettuare un ricalcolo del 2023, in quanto i rifiuti generati dalle stesse si considerano non significativi rispetto al totale riportato.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 102 Altro (include liquidi) 47,01 77,92 62,55 7,83 195,30 47,87 69,72 80,69 4,42 202,69 Mat. Elettrico / Batterie 21,39 4,12 7,97 1,96 35,44 45,53 0,00 16,80 0,05 62,38 Totale 1.207,79 878,63 103,67 44,40 2.234,48 1.525,67 618,54 183,35 7,15 2.334,72 La composizione dei rifiuti è strettamente correlata alle tipologie di prodotti realizzati nei vari plant. Analizzando le categorie principali si trovano dunque: metalli (ferrosi e non, 45% del totale); carta e cartone (17%), plastica (16%) e legno (11%), questi ultimi particolarmente correlati ai rifiuti da imballaggi dei materiali in ingresso. Queste categorie coprono quasi il 90% del totale dei rifiuti. Seguono, in percentuali minori, rifiuti particolari legati a specifiche attività (es. materiali da costruzione, olii, ecc); rifiuti misti (quali ad esempio imballaggi misti o poliaccoppiati); acque di lavaggio o di processo; batterie e RAEE di varie dimensioni (dalla piccola componentistica e cavi a macchinari completi). Dall’analisi è inoltre emerso che poco più del 4% (circa 89 tonnellate) del totale dei rifiuti generati è rappresentato da rifiuti pericolosi, di cui buona parte viene comunque inviata a trattamento di riciclo 131 . TABELLA 21: RIFIUTI GENERATI (TON) 2024 2023 Rifiuti deviati dallo smaltimento Rifiuti totali 2.086,41 2144,22 Rifiuti pericolosi 40,60 39,3 Preparazione per il riutilizzo 0,00 0,00 Riciclaggio 40,60 14,28 Altre operazioni di recupero 0,00 25,02 Rifiuti non pericolosi 2.045,81 2104,92 Preparazione per il riutilizzo 0,00 0,00 Riciclaggio 2.045,81 2068,93 Altre operazioni di recupero 0,00 35,99 Rifiuti destinati allo smaltimento Rifiuti totali 148,07 190,5 Rifiuti pericolosi 58,61 17,24 Incenerimento 55,71 17,01 Smaltimento in discarica 2,90 0,23 Altre operazioni di smaltimento 0,00 0,00 Rifiuti non pericolosi 89,46 173,26 Incenerimento 47,96 166,34 Smaltimento in discarica 41,50 6,92 Altre operazioni di smaltimento 0,00 0,00 Grazie anche alle indicazioni emerse dall’analisi dei rifiuti, nel 2023 è stato possibile rivedere con i fornitori di servizi le modalità di conferimento, richiedendogli di intensificare la separazione e l’invio a recupero (riciclo e incenerimento) piuttosto che l’invio a discarica. Nel 2024 è stato consolidato il progetto di valorizzazione delle plastiche, avviato nel 2022 e finalizzato a migliorare la separazione dei rifiuti plastici dei processi industriali. Grazie alla separazione dei rifiuti plastici in tre stream distinti, è stato possibile valorizzare alcune particolari plastiche (quali rolle e stecche) e ridurre la quota di imballi misti presso la Capogruppo. Nel 2024 la differenziazione è migliorata ulteriormente e ha visto un aumento della frazione della plastica a scapito della frazione mista (rispettivamente, 38% e 62% sul totale dei rifiuti da imballaggio) e una ulteriore valorizzazione della frazione di rolle e stecche (11% dei rifiuti da imballaggio prodotti). La suddivisione delle plastiche attuate presso la Capogruppo ha permesso inoltre di rafforzare la modalità di gestione mediante specifiche aree identificate come “punti di raccolta” e “depositi temporanei” e attraverso l’utilizzo di contenitori segregati, consentendo al contempo di evitare possibili contaminazioni di matrice ambientale. 131 Nel 2024 non sono stati prodotti rifiuti radioattivi.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 103 Nel nuovo Piano di Sostenibilità è stata inoltre pianificato il progetto “Zero Carta”. Il progetto mira a ridurre significativamente i rifiuti di carta da stampa, grazie a diverse iniziative che verranno implementate tra il 2025 e il 2027 e che agiranno su molteplici fronti: • riduzione della grammatura della carta utilizzata presso Carel Industries; • eliminazione completa dei documenti di trasporto non obbligatori per i trasporti dalla Capogruppo all’Hub di Vescovana; • implementazione di un sistema digitale presso CAREL Industries (e svolgimento di un test anche presso i plant in Cina e Croazia) per eliminare gli ODL (Ordini di Lavoro) cartacei. La riduzione del rifiuto cartaceo derivante dalle azioni sopra descritte verrà monitorata tramite il controllo degli acquisti di carta da stampa e i volumi di rifiuti prodotti associati a carta e cartone. In parallelo alle attività sopra riportate, inoltre, entro il 2026 è stata prevista la conduzione di uno studio di fattibilità per indagare la possibilità di digitalizzare le informazioni di prodotto cartacee incluse del packaging dei prodotti, previa verifica delle normative vigenti. La digitalizzazione di tali informazioni consentirebbe di ridurre le quantità di carta contenute nell’imballaggio del prodotto e, di conseguenza, anche l’approvvigionamento di materia prima (carta da stampa) e il flusso di rifiuti che ne deriva a valle. L’esito dello studio di fattibilità determinerà la programmazione operativa e temporale delle azioni successive. Le iniziative di riduzione della grammatura e lo studio di fattibilità per la digitalizzazione delle informazioni di prodotto non richiedono specifici investimenti e sono realizzabili con il solo coinvolgimento del personale dipendente. Per le altre iniziative pianificate è stato invece previsto lo stanziamento di un budget di circa 20 migliaia di euro di OpEx destinati all’adattamento del parco corrieri e al test pilota per l’applicazione degli ODL digitalizzati presso la Capogruppo, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano Obiettivi futuri legati alla gestione dei rifiuti TABELLA 22: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI 132 # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 133 12 Risparmiare almeno 1000 kg di carta all’anno in CAREL Industries tra il 2026 e il 2027134. Kg di carta risparmiati 2024 | 0 La riduzione dell’uso di carta consente di raggiungere un duplice obiettivo: da un lato, ridurre i rifiuti generati, e di conseguenza i consumi energetici e le relative emissioni in atmosfera derivanti dalla gestione degli stessi, e, dall’altro, evitare il consumo di risorse naturali, l’utilizzo del suolo e il consumo energetico necessario per la produzione di carta. S1: FORZA LAVORO PROPRIA Nel 2024 il Gruppo ha impiegato un totale di 2.592 135 lavoratori dipendenti, in aumento di oltre il 5% rispetto all’anno precedente; questo aumento è principalmente dovuto all’inclusione nel perimetro di tutte le società del Gruppo, anche le società acquisite nel corso del 2023. La forza lavoro è composta da dirigenti, impiegati e operai, con il 34% rappresentato da donne. Il Gruppo si avvale inoltre di lavoratori non dipendenti, nello specifico lavoratori in somministrazione, impiegati principalmente in attività di produzione, logistica e magazzino, che nel 2024 sono stati 164 136 : la fluttuazione del numero di lavoratori 132 Gli obiettivi fissati sono facoltativi e non obbligatori per legge. 133 : Non sono stati identificati altri obiettivi relativi alla gestione dei rifiuti. 134 L’obiettivo si riferisce al livello “prevenzione” della gerarchia dei rifiuti. L’obiettivo non si basa su dati scientifici certi. 135 I dati riferiti ai lavoratori dipendenti sono riportati come numero di persone alla fine del periodo di riferimento. 136 I dati riferiti ai lavoratori non dipendenti sono riportati come numero di persone medio nel periodo di riferimento.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 104 non dipendenti è legata all’andamento del carico di lavoro, come conseguenza diretta dell’andamento del business del Gruppo. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, in linea con gli anni precedenti, poco meno della metà dei dipendenti è impiegato in Europa Occidentale (55%), circa il 16% nell’area Europa dell’Est, Medio Oriente e Africa, circa il 15% nell’area APAC e il restante 13% in America del Nord e del Sud. TABELLA 23: NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER GENERE 2024 Donne Uomini Altro Non comunicato Totale Numero totale di dipendenti 872 1.720 0 0 2.592 137 TABELLA 24: NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER GENERE 2024 < 30 30 – 50 > 50 Totale Numero di dipendenti 334 1.524 734 2.592 TABELLA 25: NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER PAESE 138 2024 Numero totale di dipendenti Italia 958 Cina 285 Croazia 266 Stati Uniti 258 Germania 221 Polonia 92 Il numero di dipendenti che hanno lasciato il Gruppo nel 2024 è stato pari a 331; per un tasso di avvicendamento del 13%. POLITICHE DI IMPEGNO Per formalizzare l’impegno verso la diffusione di una cultura basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione della diversità, e al contempo gestire gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alla propria forza lavoro propria nel suo complesso, il Gruppo si è dotato delle seguenti Politiche: Politica sui Diritti Umani, Politica sulla Diversità, Politica sulla Parità di Genere e Politica Ambientale, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di assicurarsi che le proprie pratiche non causino o contribuiscano a causare impatti negativi rilevanti sulla forza lavoro propria. La responsabilità di supervisione sull’attuazione di tali politiche è in capo al Consiglio di Amministrazione, mentre la responsabilità quotidiana di attuare gli impegni assunti tramite le stesse spetta alle Funzioni Risorse Umane e HSE. Infine, la Funzione Legal e l’Organismo di Vigilanza (di seguito anche “OdV”) hanno la responsabilità di verificare la corretta applicazione di tali impegni. Tutti i dipendenti delle società del Gruppo che utilizzano una soluzione digitalizzata per la gestione del personale139, al momento dell’assunzione, ricevono una formazione specifica, erogata attraverso la piattaforma e-learning di Gruppo, sulle presenti politiche140, le quali sono anche rese disponibili nel sito 137 Il numero totale di dipendenti al 31/12/2024 riportato corrisponde al valore presentato alla nota 27 del Conto Economico Consolidato. 138 Il dato è riportato per i paesi in cui sono impiegati 50 o più dipendenti che rappresentano almeno il 10% del numero totale di dipendenti. 139 Le società del gruppo che non utilizzano una soluzione digitalizzata per la gestione del personale sono: Klingenburg Germania, KIONA Group, Arion, Sauber, Klingenburg International, CAREL Ukraine, CFM, Eurotec e Senva. 140 Si segnala che la formazione circa la Politica sulla Parità di Genere è pianificata per il 2025.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 105 aziendale. Inoltre, i partner commerciali e altre terze parti vengono informati e invitati al rispetto di tali politiche attraverso clausole di richiamo riportate nelle condizioni generali di acquisto e vendita e nei contratti. POLITICA SUI DIRITTI UMANI La politica sui Diritti Umani definisce i principi e gli impegni per il rispetto dei diritti umani fondamentali e delle condizioni di lavoro basilari, adottati da Carel Industries e dalle società da questa controllate, al fine di contribuire alla creazione di un valore sostenibile attraverso professionalità, legalità, moralità, dignità ed eguaglianza. Tale politica non è vincolante solo per le società appartenenti al Gruppo CAREL in tutte le aree geografiche in cui queste operano, ma anche per i partner commerciali e fornitori e tutti i principali Stakeholder. I principali Stakeholder sono da intendersi, a titolo non esaustivo, tutti quei soggetti che agiscono in nome e per conto delle imprese collegate, controllate e partecipate in tutte le aree geografiche in cui opera la Società. Si riportano di seguito i principali impegni espressi nel documento: • rifiuto di qualsiasi forma di lavoro minorile, lavoro forzato, molestia o discriminazione141; • promozione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro; • incoraggiamento allo sviluppo e crescita professionale di ciascun dipendente, attraverso la promozione di principi di equità e inclusione; • riconoscimento di condizioni di lavoro adeguate (inclusi una remunerazione adeguata e orari di lavoro dignitosi) e della libertà di associazione; • rispetto della privacy relative alle informazioni personali. Nell’adottare la presente Politica, CAREL definisce i propri principi in conformità con: • la Carta Internazionale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, comprensiva della Dichiarazione Universale dell’ONU sui Diritti Umani, della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e della Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali; • la Dichiarazione sui Principi e i Diritti Fondamentali del Lavoro dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e le relative Convenzioni; • la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo; • il Decreto Legislativo 231/2001. POLITICA SULLA DIVERSITÀ La politica sulla Diversità definisce i principi e gli impegni per il rispetto della diversità, dell’inclusione e delle pari opportunità nei luoghi di lavoro, adottati da CAREL e dalle società da questa controllate, direttamente o indirettamente, per contribuire alla creazione di un valore sostenibile attraverso professionalità, legalità, moralità, dignità ed eguaglianza. Tale politica deve ritenersi vincolante per tutti i Dipendenti, i Responsabili, i Collaboratori (e.g. consulenti, agenti), gli Esponenti Aziendali, nonché gli esponenti aziendali, dipendenti e collaboratori delle società appartenenti al Gruppo CAREL, oltre che i principali Stakeholder, come definiti sopra, inclusi i fornitori significativi. Nell’adottare la presente Politica, il Gruppo CAREL si ispira ai medesimi riferimenti normativi e principi internazionali in materia di diritti umani e lavoro riportati sopra con riferimento alla Politica sui Diritti Umani. Di seguito sono riportati i principi adottati dal Gruppo al fine di promuovere la diversità: • Non discriminazione: il Gruppo non tollera molestie o offese né alcun tipo di discriminazione dovuta a nazionalità, razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, età, religione, opinioni politiche; • pari opportunità: il Gruppo promuove lo sviluppo professionale di ogni dipendente e, ispirandosi ai principi di equità e pari opportunità di fronte a qualsiasi tipo di diversità, garantisce la non discriminazione in tutti gli ambiti lavorativi e agisce nel rispetto dei principi di meritocrazia; 141 A partire dal 2022 Carel UK, in compliance con l’UK Modern Slavery Act - la legge britannica sulla schiavitù moderna –, ha inoltre predisposto una Dichiarazione attraverso la quale descrive le misure adottate per garantire che la schiavitù e la tratta di esseri umani siano assenti dalle attività commerciali e dalla catena di approvvigionamento.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 106 • inclusione: il Gruppo promuove l'inclusione e l'integrazione, focalizzandosi sulle capacità personali senza discriminazioni basate su limitazioni psico-fisiche e non tollerando alcuna forma di esclusione implicita o esplicita basata sulla diversità e i bisogni individuali 142 ; • equilibrio vita-lavoro: il Gruppo promuove un ambiente lavorativo basato su fiducia, dialogo, rispetto reciproco e benessere, riconoscendo le diverse esigenze legate alle fasi della vita e garantendo soluzioni individuali per conciliare lavoro e vita privata. POLITICA SULLA PARITÀ DI GENERE Nel 2024, all’interno del più ampio progetto di implementazione di un Sistema di Gestione per la Parità di Genere conforme alla prassi di riferimento UNI/Pdr 125:2022, Carel Industries si è inoltre dotata di una Politica sulla Parità di Genere, che formalizza l’attenzione dell’azienda verso i temi di diversità, parità di genere, empowerment femminile e pari opportunità. La Politica funge da guida per il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema di Gestione implementato e fornisce il quadro di riferimento per la definizione e il riesame degli obiettivi correlati. Attraverso il documento, la Direzione, con il supporto del Comitato Guida sulle Pari Opportunità (CGPO), formalizza il percorso di cambiamento culturale e organizzativo che dovrà coinvolgere ogni persona che lavora nell’organizzazione e l’azienda nel suo complesso. Tramite l’adozione della Politica sulla Parità di Genere, CAREL formalizza l’approccio strategico e operativo adottato rispetto ai seguenti processi: • reclutamento e selezione: vengono adottate politiche e piani di reclutamento diretti a garantire equità e meritocrazia, valorizzando le diversità e fornendo formazione su parità di genere, bias e stereotipi; • formazione e sviluppo professionale (Gestione Carriera): le opportunità di sviluppo e carriera sono basate su responsabilità, competenze e risultati, promuovendo stili di leadership inclusivi; • remunerazione: la politica di remunerazione rispetta i principi di pari opportunità, valorizzazione delle competenze e della professionalità delle persone, equità e non discriminatoria; • genitorialità: Carel Industries si impegna a tutelare, supportare e valorizzare la genitorialità con soluzioni come part-time reversibile, banca ore solidale e contributi per asilo e studio dei figli; • inclusività e work-life balance: l’organizzazione è impegnata nello sviluppo di un ambiente lavorativo inclusivo che favorisca la diversità, la parità di genere, l’empowerment femminile e tuteli il benessere psico-fisico di chi collabora con l’azienda. Sono promosse misure per garantire l'equilibrio vita-lavoro con un piano di welfare aziendale diversificato; • comunicazione e marketing: il linguaggio e l’intero stile comunicativo di CAREL Industries sono costantemente attenti a rispettare e promuovere la parità di genere, la valorizzazione delle diversità e l'empowerment femminile. La responsabilità dell’attuazione della presente Politica è affidata al Comitato Guida per la Parità di Genere che ne definisce le caratteristiche attuative attraverso la redazione del Piano Strategico. CAREL Industries si impegna a garantire la massima diffusione di questa Politica inserendola sia nella intranet aziendale sia sul proprio sito per far conoscere a tutti gli stakeholder l’impegno assunto verso le pari opportunità, con particolare riferimento a quelle di genere. POLITICA AMBIENTALE, DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO CAREL riconosce l’importanza di garantire la sicurezza sul lavoro e, in quest’ottica, si impegna a migliorare continuamente i propri processi, a rispettare le prescrizioni legali e sottoscritte e ad adottare un sistema di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. La creazione e il mantenimento di 142 Nelle proprie Politiche CAREL non ha formalizzato impegni specifici ulteriori per l'inclusione di persone appartenenti a gruppi particolarmente a rischio di vulnerabilità; tuttavia, in ottemperanza alla legge italiana, la Capogruppo porta avanti la pianificazione di percorsi di inserimento nella forza lavoro di individui in condizioni di particolare vulnerabilità e personale diversamente abile, che, come riportato nella sezione “Parità di trattamento e di opportunità per tutti”, saranno potenziati nei prossimi anni, attraverso l’ingresso di quattro persone in condizioni di vulnerabilità all’interno delle aree operative.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 107 un ambiente di lavoro sicuro e salubre è assicurata da investimenti strutturali e dall'impegno di strutture organizzative di riferimento, sia a livello centrale che a livello di singola società controllata e di sito operativo, con il coinvolgimento pieno del vertice aziendale e di tutta la struttura organizzativa. A livello centrale la funzione HSE è di indirizzo e coordinamento delle diverse strutture produttive appartenenti al Gruppo. Nell’adottare la presente Politica, il Gruppo CAREL si ispira a: • lo standard internazionale ISO 45001:2018 sui Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza dei Lavoratori; • le leggi, le normative e le linee guida di riferimento di ciascuno Stato in cui CAREL è presente; • il Decreto Legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. I principi contenuti nella Politica –applicabili a tutte le società appartenenti al Gruppo CAREL in tutte le aree geografiche in cui queste operano e vincolanti per i comportamenti di tutti i dipendenti, i collaboratori e i principali stakeholder, compresi gli appaltatori e i fornitori significativi della propria catena di valore, riguardano: • l’attuazione continua ed efficace del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza ove applicato, al fine di garantire luoghi e postazioni di lavoro sicuri; • la definizione periodica di obiettivi di sicurezza sul lavoro attraverso piani aziendali per il loro conseguimento; • il perseguimento del miglioramento continuo dei processi al fine di ridurne gli impatti sulla salute e sicurezza sul lavoro; • l’adozione di un sistema prevenzionistico basato sul coinvolgimento di tutti i lavoratori nella segnalazione di mancati infortuni (near-miss) e situazioni sotto standard (unsafe conditions) e nella discussione e proposta di azioni di miglioramento; • la vigilanza continua nei luoghi dei di lavoro, sulle attrezzature e sui processi improntata a implementare miglioramenti che si spingono al più alto livello di rispetto delle vigenti normative di riferimento; • lo sviluppo di studi specifici sull’ergonomia delle postazioni di lavoro, sulla sicurezza intrinseca delle attrezzature di lavoro e delle aree di lavoro per determinare il migliore connubio tra sicurezza ed efficienza. CAREL riconosce la formazione e l’informazione dei dipendenti quali strumenti fondamentali per l’attuazione della Politica e si impegna alla diffusione della stessa a tutti destinatari tramite pubblicazione sul sito aziendale, al fine di garantirne la corretta informazione. Programmi formativi specifici e periodici vengono svolti verso tutti i dipendenti nel rispetto della normativa vigente con l’obiettivo di una diffusione capillare della conoscenza aggiornata sulla tematica. PROCESSI DI COINVOLGIMENTO DELLA FORZA LAVORO PROPRIA Il Gruppo si impegna a mantenere un dialogo costante con i propri lavoratori tramite molteplici canali di comunicazione interna, attivati sia a livello di Gruppo che di singolo sito. La Direzione HR ha la responsabilità di assicurare l’adeguato coinvolgimento dei lavoratori. È stato inoltre creato uno specifico team presso la Capogruppo, che si compone di membri del team HR e del team Communication & Industrial Design, incaricato di gestire la comunicazione interna. Il coinvolgimento dei lavoratori è anzitutto garantito attraverso lo strumento della contrattazione collettiva in Svezia, Croazia, Spagna, Francia, Brasile e Italia, in cui le società operanti aderiscono a contratti nazionali o aziendali. In Italia, oltre ai contratti nazionali, in Carel Industries e Recuperator sono stati conclusi accordi di secondo livello con rappresentanze sindacali locali. In Croazia è stato siglato un accordo aziendale con le rappresentanze. La contrattazione collettiva, che ha l’obiettivo di arrivare alla definizione di accordi reciproci che siano nel miglior interesse sia dei dipendenti che dell'azienda,

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 108 garantendo un approccio equilibrato al benessere dei dipendenti e agli obiettivi organizzativi, facilitano anche la comprensione delle prospettive, dei bisogni e delle condizioni della forza lavoro143. Con le rappresentanze dei lavoratori, avvengono incontri in presenza o da remoto, e il coinvolgimento avviene frequentemente, con tempistiche che possono differire nei diversi siti, durante i processi e fasi di negoziazione degli accordi, e periodicamente, almeno trimestralmente, per incontri informativi su tematiche di andamento aziendale e aggiornamenti. Quale strumento di comunicazione diretto ed accessibile da parte di tutti i dipendenti, si evidenzia inoltre la Intranet del Gruppo e la Intranet italiana, che raccolgono contenuti per offrire ai dipendenti una maggiore condivisione e trasparenza delle informazioni. Il coinvolgimento dei lavoratori è stato favorito anche dal Magazine Interno “Display” redatto dai dipendenti con l’obiettivo di condividere storie, idee e personalità del mondo CAREL. I diversi momenti di dialogo tra impresa e forza lavoro rappresentano anche uno strumento che consente a CAREL di tenere in considerazione gli interessi della propria forza lavoro, indentificando le azioni da implementare al fine di prevenire eventuali impatti negativi e promuovere gli impatti positivi su di essa. L’azienda si impegna a migliorare il coinvolgimento dei dipendenti, ad oggi ritenuto positivo anche data la positività delle relazioni industriali, all’interno del Gruppo altresì confermata dalla scarsa conflittualità nei rapporti sindacali. CANALI PER SOLLEVARE PREOCCUPAZIONI Il Gruppo si è dotato di un importante strumento atto a consentire anche a tutti i lavoratori dipendenti e non dipendenti del Gruppo di sollevare preoccupazioni o segnalare situazioni o episodi di non conformità alle leggi, normative e regolamenti, del Codice Etico, delle Politiche per i Diritti Umani, per la Diversità, per la Parità di Genere e delle procedure interne alla Società, ivi compreso qualsiasi comportamento discriminatorio basato sul sesso, sull'età e su caratteristiche socio-demografiche. Per maggiori informazioni sul canale di segnalazione, sulla Procedura Whistleblowing e sulle attività di formazione erogate in merito, si rimanda alla sezione Procedura Whistleblowing del capitolo G1 – Condotta d’Impresa. CONDIZIONI DI LAVORO E BENESSERE DEI LAVORATORI DIRITTI DEI LAVORATORI Per continuare a concretizzare l’impegno preso circa la diffusione di una cultura basata sul rispetto dei diritti dei lavoratori, CAREL opera in coerenza con il Codice Etico e le Politiche di Gruppo adottate (Politica sui Diritti Umani, Politica sulla Diversità, Politica sulla Parità di Genere), ispirandosi alle normative in materia e ai principi internazionali. Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità in materia di Diritti Umani sono di seguito sinteticamente riportate: • Adeguamento del processo di Due Diligence sui Diritti Umani secondo la CSDDD: tale Direttiva prevede l’obbligo per le imprese di due diligence sull’intera catena del valore in materia di sostenibilità per affrontare l'impatto negativo sui diritti umani e sull'ambiente con riferimento alle proprie operazioni e alla catena del valore. L’iniziativa pianificata – da svolgersi entro il 2028 per il perimetro Gruppo - prevede pertanto l’adeguamento del processo di Due Diligence sui diritti umani della forza lavoro propria ai requisiti della nuova Direttiva. L'obiettivo ultimo è garantire che tutte le pratiche aziendali rispettino i più alti standard di diritti umani, contribuendo a creare un ambiente di lavoro etico e responsabile. • Aggiornamento della Politica sui Diritti Umani: CAREL ha pianificato un aggiornamento della propria Politica sui Diritti Umani al fine di formalizzare il proprio impegno a contrasto della tratta degli esseri umani, descrivere la posizione dell’azienda relativamente all’impiego di lavoratori migranti e 143 Non vi sono in essere accordi quadro globali o accordi con i rappresentanti dei lavoratori specifici per il rispetto dei diritti umani. Tuttavia, la contrattazione collettiva copre aspetti quali: orari di lavoro, retribuzione, flessibilità, benefit ed altri aspetti legati alle condizioni di lavoro.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 109 descrivendo le misure di rimedio a possibili violazioni. L’aggiornamento consentirà di adeguare la Politica alle diverse richieste emerse dagli stakeholder prendendo esplicita posizione su determinati temi, oltre che garantire ulteriormente l’allineamento dei principi di CAREL con i più alti standard di rispetto dei diritti umani, contribuendo a rafforzare la posizione del Gruppo nei confronti di pratiche lavorative scorrette e diffondere un ambiente di lavoro etico e responsabile. L’aggiornamento è previsto entro il 2025. • Sviluppo di un piano di Formazione e Sensibilizzazione su Diversità, Inclusione e Diritti Umani: il Gruppo si impegna ad aumentare la percentuale di dipendenti coinvolti in attività formative riguardanti diversità, inclusione e diritti umani, sviluppando un piano formativo specifico. Questo piano sarà monitorato annualmente fino al 2028, con l’obiettivo di garantire una continua crescita e consapevolezza in queste aree fondamentali. L’azione si colloca nell’intento del Gruppo CAREL di promuovere iniziative di sensibilizzazione su temi di diversità, inclusione e diritti umani, con l'intento di rafforzare l'impegno del Gruppo nella prevenzione di discriminazioni e nel promuovere un trattamento equo per tutti i dipendenti. Nel 2024 è stato segnalato 1 episodio di sospetta discriminazione, che è stato opportunamente verificato, concluso e non identificato come discriminazione. Non sono state ricevute ulteriori denunce presentate attraverso i canali predisposti e/o presso i punti di contatto nazionali per le imprese multinazionali dell’OCSE. Non essendosi verificati casi di violazione dei diritti umani accertati, nel 2024 non si sono registrate sanzioni in merito. Nel 2024 non si sono verificati incidenti gravi in materia di diritti umani. all’interno della forza lavoro di Gruppo. STABILITÀ E BENESSERE OCCUPAZIONALE CAREL punta sull’instaurazione di rapporti di lavoro stabili e duraturi, favorendo così un ambiente professionale sicuro, come confermato dall’elevata percentuale di dipendenti con contratto a tempo indeterminato (pari a 86%), in costante aumento nel triennio. Inoltre, per competere in un mercato del lavoro sempre più dinamico e valorizzare i migliori talenti, CAREL cura iniziative mirate a migliorare sempre di più l’offerta fornita ai propri dipendenti in termini di compensation, reward, work-life balance e well-being. TABELLA 26: NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER TIPO DI CONTRATTO E GENERE 2024 Donne Uomini Altro Non comunicato Totale Numero di dipendenti 872 1.720 0 0 2.592 Numero di dipendenti a tempo indeterminato 723 1.505 0 0 2.228 Numero di dipendenti a tempo determinato 149 215 0 0 364 Numero di dipendenti a orario variabile 0 0 0 0 0 TABELLA 27: NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER REGIONE 2024 N. dipendenti N. dipendenti a tempo indeterminato N. dipendenti a tempo determinato N. dipendenti a orario variabile WE 1.421 1.361 60 0 RE 425 354 71 0 N Am 285 285 0 0 S Am 63 63 0 0 As N 313 80 233 0 As S 85 85 0 0

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 110 Presso la Capogruppo è in vigore un contratto integrativo che garantisce condizioni di maggior favore a tutti i dipendenti, rispetto al CCNL, su temi quali la flessibilità dell’orario lavorativo giornaliero e settimanale, il lavoro part-time e i permessi retribuiti in caso di nascita di un figlio. Il Gruppo si impegna a garantire orari di lavoro conformi con il numero massimo di ore di lavoro stabilito dalle norme applicabili, assicurare la soddisfazione dei bisogni dei lavoratori in tutte le fasi del rapporto di lavoro, riconoscendo l’esistenza di esigenze diversificate nelle varie fasi della vita (come ad esempio: maternità, paternità, salute propria e dei parenti, ecc.). Al fine di riconoscere una maggiore flessibilità, nel 2024, in CAREL, è stato riconosciuto il contratto part- time al 3% della forza lavoro totale, nella maggior parte usufruito da donne. A partire dal 2022, CAREL ha inoltre adottato delle linee guida sul lavoro flessibile valide per tutto il Gruppo, consapevole dell’importanza di offrire strumenti in grado di promuovere il benessere dei dipendenti e migliorare il work-life balance, per favorire l’attraction e la retention dei talenti. Nel 2023, il Gruppo ha allargato ulteriormente le possibilità di lavoro da remoto nella Capogruppo, per favorire un miglior work-life balance dei dipendenti che non vivono in prossimità della sede. Attraverso l’analisi del ricorso al lavoro da remoto, CAREL monitora e valuta l’efficacia di questa iniziativa nel generare risultati concreti per la propria forza lavoro. CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E LIBERTÀ DI ASSOCIAZIONE Nel marzo del 2022, la Capogruppo ha rinnovato l’accordo integrativo aziendale (contrattazione di II° livello) valevole per il triennio 2022-2024, che conserva il focus sui i criteri di riconoscimento dei giorni di congedo parentale, sulla possibilità di accedere alle anticipazioni TFR, sui contributi a sostegno delle rette degli asili nido, della Scuola per l’Infanzia e a sostegno allo studio e sull’integrazione delle indennità per i congedi di maternità facoltativa. Inoltre, è stata garantita la piena detassazione fiscale sull’intera somma erogata a titolo di Premio Di Risultato, che rappresenta un ulteriore vantaggio economico per i lavoratori in conformità alle normative vigenti. Dopo una trattativa svoltasi nel corso della seconda parte del 2023, all’inizio del 2024 è stato rinnovato un accordo aziendale orientato a offrire maggiore flessibilità e trattamenti migliorativi rispetto al CCNL anche in Recuperator, società italiana del Gruppo acquisita nel 2018. Gli incentivi di tipo collettivo, i benefit e le iniziative di welfare definite all’interno degli stessi accordi integrativi sono valevoli sia per il personale dipendente che per quello in somministrazione. Il monitoraggio dell'effettivo utilizzo delle misure previste consente di valutare il loro impatto concreto sulla forza lavoro e quindi la capacità dell’iniziativa di generare benefici tangibili. Nel corso del 2024 la percentuale di dipendenti del Gruppo CAREL coperti da accordi di contrattazione collettiva è pari al 57%. La restante parte dei dipendenti risulta assunta con contratti aziendali o individuali che hanno come riferimento le norme e le prassi di mercato locali, il Codice Etico e le Policy Diritti Umani, Diversità, Ambiente Salute e Sicurezza del Gruppo. TABELLA 28: TASSO DI COPERTURA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E DEL DIALOGO SOCIALE Contrattazione collettiva Dialogo sociale144 Tasso di copertura Paesi SEE in cui sono impiegati 50 o più dipendenti, che rappresentano almeno il 10% degli impiegati totali Paesi SEE in cui sono impiegati 50 o più dipendenti, che rappresentano almeno il 10% degli impiegati totali 0-19% Croazia 20-39% 40-59% Germania 60-79% 80-100% Italia, Croazia Italia In tutte le sedi del Gruppo è inoltre da sempre garantita la libera associazione in organizzazioni sindacali, a tutela del diritto della persona sancito dalle principali convenzioni internazionali, oltre che dalle norme nazionali. Al fine di garantire che le relazioni industriali nel Gruppo vengano intrattenute in un clima di 144 Al momento, non esistono accordi tra CAREL e i propri dipendenti per la rappresentanza da parte di un comitato aziendale europeo (CAE), un comitato aziendale di una Società europea (SE) o un comitato aziendale di una Società cooperativa europea (SCE). 145 Carel Industries, Carel USA, Carel Electronic, Carel APAC, Carel Sud America e Carel Adriatic.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 111 collaborazione trasparente e positiva, il Gruppo prevede che i rapporti e le negoziazioni con le Organizzazioni Sindacali siano gestiti localmente da ogni società del Gruppo. Di seguito sono riportate le azioni e gli obiettivi identificati dal Gruppo all’interno del Piano di Sostenibilità 2025-2028, finalizzati ad accrescere il benessere dei lavoratori: • Implementazione di iniziative per il benessere dei dipendenti: il Gruppo ha pianificato la definizione e successiva implementazione, tra il 2025 e il 2028, di una serie di iniziative, da attuare per migliorare le condizioni di lavoro e il benessere dei dipendenti. La pianificazione delle iniziative è conseguente alle specifiche esigenze che verranno di anno in anno identificate; • tra il 2025 e il 2028, CAREL Industries condurrà uno studio di fattibilità per la riprogettazione del parcheggio principale, con l’obiettivo di trasformarlo in un’area multifunzionale che integri spazi verdi e posti auto. Il progetto mira a migliorare il benessere e l’inclusività, prevedendo aree dedicate alle esigenze specifiche di tutti, inclusi posti riservati a persone con disabilità e donne in gravidanza. Sono inoltre pianificati l’introduzione di zone verdi e aree di aggregazione presso gli edifici della Capogruppo, al fine di migliorare ulteriormente il benessere di tutti i lavoratori. La Società ha preventivamente previsto un investimento di circa 730 migliaia di euro in CapEx per la realizzazione di queste attività, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. REMUNERAZIONE ADEGUATA E COMPETITIVA Il Gruppo si impegna a fornire una remunerazione adeguata garantendo almeno il salario minimo nazionale obbligatorio vigente, come descritto nella Politica sui Diritti Umani del Gruppo. Tutti i dipendenti del Gruppo vengono retribuiti con un salario al di sopra o corrispondente ai minimi nazionali, e quindi percepiscono un salario adeguato in linea con i parametri di riferimento applicabili. Nel dettaglio, meno del 2% dei dipendenti è retribuito con un salario corrispondente al minimo nazionale del Paese di riferimento, la restante parte percepisce una retribuzione superiore allo stesso. Il pacchetto retributivo offerto ai dipendenti include un’ampia serie di benefit, differenziati in base ai ruoli organizzativi di appartenenza, di regola, senza alcuna distinzione tra dipendenti a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato e dipendenti part-time e/o con contratto a tempo determinato. In particolare, negli stabilimenti del Gruppo sono elargiti una serie di benefit volti a migliorare il benessere delle persone nella loro vita lavorativa e privata. Principalmente sono diffuse polizze integrative, assistenza sanitaria, copertura dell'invalidità, congedo parentale da politiche aziendali aggiuntive rispetto a quanto previsto per legge, auto aziendale e altri sistemi di welfare. Il monitoraggio dell'effettivo utilizzo delle misure previste consente di valutare il loro impatto concreto sulla forza lavoro e quindi la capacità dell’iniziativa di generare benefici tangibili. Per costruire politiche retributive competitive, CAREL conduce verifiche strutturate al fine di confrontare le proprie prassi retributive con quelle applicate nel mercato di riferimento, in particolar modo per le figure strategiche, attraverso il supporto di società di consulenza esperte nelle attività di analisi e benchmarking retributivo e nei servizi attuariali e previdenziali. Perseguendo il duplice obiettivo di legare la retribuzione delle figure strategiche alle performance del Gruppo e offrire ai dipendenti un pacchetto retributivo premiante, la Politica Retributiva del Gruppo si ispira ai seguenti principi: Equità, Diversità e Inclusione, Sostenibilità, Competitività e Trasparenza. In generale, per il Gruppo, la Politica di remunerazione prevede, per alcune posizioni - manageriali o a cui siano attribuite specifiche responsabilità -, il collegamento di una parte della retribuzione al raggiungimento di obiettivi di performance, preventivamente indicati e determinati, attraverso l’utilizzo di un sistema di incentivazione annuale o di “Management by Objectives” (MBO) e, per figure apicali o chiave di un piano di incentivazione di lungo termine (LTI). I piani di incentivazione a breve termine – che sono sia di tipo individuale che collettivo - vengono utilizzati dal Gruppo non solo per allineare le prestazioni dei dipendenti al raggiungimento degli obiettivi strategici, ma anche per incrementare la motivazione degli stessi e il coinvolgimento verso i risultati aziendali. Con l’obiettivo di condividere l’impegno preso dal Gruppo con il progetto “Driven by the future” e creare engagement nel percorso intrapreso per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile, i pacchetti retributivi del Top Management e delle risorse chiave sono collegati, accanto agli obiettivi di performance legati alla gestione operativa,

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 112 anche ai target di sviluppo sostenibile, sia nei sistemi di incentivazione di breve (MBO) che di lungo termine (LTI). Il monitoraggio dell’adozione di strumenti incentivanti e della coerenza con il mercato delle retribuzioni permette di verificare l'efficacia delle proprie azioni in merito. Per quanto riguarda la remunerazione totale, il rapporto tra la remunerazione totale annua della persona che percepisce il salario più elevato e la remunerazione totale annua mediana di tutti i dipendenti del Gruppo, esclusa la più pagata, si attesta a 26:1. Nel calcolo sono state incluse le voci retributive fisse e variabili (LTI e MBO) al valore target, dei dipendenti in forza al 31/12/2024, mentre per la persona che percepisce il salario più elevato i variabili sono stati considerati al valore actual. FORMAZIONE DELLE RISORSE E SVILUPPO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI Vista la natura tecnica del business di CAREL, nel 2015 la Società ha creato una struttura organizzativa dedicata esplicitamente a monitorare ed accrescere le competenze tecniche e di applicazione dei propri dipendenti, con un focus particolare sulla popolazione commerciale e di supporto tecnico: il Knowledge Center. Questo coordina la mappatura delle competenze a livello di Gruppo ed è in grado di supportare l’erogazione di formazione sia presso la sede centrale in Italia sia presso la consociata cinese e statunitense. Come indicato nel paragrafo precedente, CAREL sta lavorando per ampliare digitalizzazione e standardizzazione dei processi HR, tra cui l’erogazione di formazione e-learning. Rimane costante l’impegno a formare i dipendenti del Gruppo (che hanno accesso al Learning Management System online) sulle tematiche relative all’anticorruzione tramite un corso dedicato a tutti i neoassunti appartenenti alle categorie White Collar ed Executive (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa). INIZIATIVE DI FORMAZIONE DI HARD E SOFT SKILL Presso la Capogruppo, nel 2024 è proseguito il processo di “orientamento iniziale” dei neoassunti chiamato “Carel Compass”. Questo percorso di 4 mezze giornate è inteso a supportare l’inserimento delle nuove risorse in azienda, accelerando la comprensione del contesto aziendale, della sua cultura e dei suoi processi principali, oltre a favorire il networking e la conoscenza dei referenti aziendali. Tra i diversi temi trattati, che includono la storia aziendale, il business, il portafoglio prodotti e la strategia, viene data anche visibilità all'iniziativa Driven by the Future, il piano di sostenibilità aziendale. Lanciato nel 2023, il programma ha visto la partecipazione di circa 100 White Collars, e ulteriori 35 nel 2024. Il 2024 ha visto inoltre continuare il progetto "Boost Camp". L’iniziativa, della durata di 3 anni, è rivolta ai giovani neoassunti White Collar under-30 di Carel Industries. Lanciato nel 2023, il progetto mira a sviluppare competenze trasversali utili a migliorare la propria performance, come Time & Priority Management, Public Speaking, Cross-cultural Management, Project Management e Problem solving. Il programma si propone di consolidare l’immagine di CAREL come un’azienda particolarmente attrattiva per la popolazione più giovane e di potenziare le competenze dei colleghi under-30 già impiegati. Tale percorso permette inoltre di incrementare il tasso di retention dei giovani talenti in azienda. Tra il 2023 e il 2024, sono stati coinvolti 58 neoassunti. La partecipazione e la soddisfazione rispetto al programma sono monitorati tramite l’erogazione di questionari di feedback, che permettono il miglioramento continuo delle attività proposte nel triennio. Il progetto continuerà nel 2025 con ulteriori attività formative, contribuendo positivamente allo sviluppo professionale e all'inserimento lavorativo dei giovani dipendenti. Per l’implementazione dell’iniziativa è stata prevista una spesa in OpEx di circa 20 migliaia di euro annuali per l’acquisto dei servizi di formazione, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Un altro elemento caratterizzante la formazione in CAREL è la Lean Academy, un percorso di training online disponibile per tutti coloro che hanno accesso al Learning Management System (LMS) aziendale, che mira a promuovere i principi Lean e la filosofia “snella”, considerati da sempre un asset strategico per la crescita del Gruppo e del business. La “Lean Academy” è articolata su quattro livelli, denominati belts, secondo la classica struttura dei corsi di Lean SixSigma. L’obiettivo è avere un percorso di training

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 113 in grado di condividere un framework di riferimento sugli aspetti legati al miglioramento continuo e all’adattabilità del business, in ottica di sviluppo delle persone. Ad oggi, sono stati attivati i percorsi “White Belt” e “Yellow Belt”. Infine, nel 2024 si è svolto il progetto pilota del lancio della piattaforma “LinkedIn Learning” che ha coinvolto 300 utenti in diverse Società del Gruppo 145 per una durata di 9 mesi, offrendo sia contenuti formativi tecnici che contenuti per rafforzare le soft skills. L’iniziativa, che coinvolge diverse aree geografiche, ha permesso di erogare circa 4.000 ore di formazione aggiuntive, promuovendo ulteriormente lo sviluppo delle competenze dei dipendenti coinvolti, a livello globale. Il progetto continuerà anche nei prossimi anni, con un monitoraggio costante delle ore di formazione erogate per utente. L’iniziativa prevederà una spesa di circa 55 migliaia di euro in OpEx tra il 2026 e il 2027 per l’acquisto della piattaforma “LinkedIn Learning”, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. SVILUPPO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI Oltre a investire nella formazione del personale, come dichiarato delle proprie Politiche di impegno, CAREL incoraggia lo sviluppo e la crescita professionale delle proprie risorse, offrendo percorsi di sviluppo che valorizzano competenze e ambizioni. Questo approccio mira non solo a favorire la crescita dei talenti, ma anche a favorirne la permanenza in azienda nel lungo termine. Nel 2024, è stato proposto inoltre il Progetto “i”. L’iniziativa mira a diffondere la conoscenza dei dipendenti sui vari dipartimenti del Gruppo CAREL e, tramite l’organizzazione di eventi, mostrare le posizioni aperte, sponsorizzando la mobilità interna e offrendo ai dipendenti opportunità di crescita in ruoli diversi rispetto a quelli dell'area appartenenza. Nel 2024, sono stati organizzati 3 eventi PATH Finder aperti a tutti i collaboratori White Collars di Carel Industries. Inoltre, sulla pagina intranet del Gruppo, è sempre possibile visualizzare tutte le opportunità di lavoro attualmente disponibili. Questo programma continuerà nel 2025, con ulteriori eventi pianificati per mantenere alto l' engagement e offrire nuove possibilità di sviluppo professionale. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA FORMAZIONE DELLE RISORSE E SVILUPPO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI La tabella seguente riporta in maniera sintetica gli obiettivi definiti dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028 relativi all’ambito formazione e sviluppo: TABELLA 29: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLA FORMAZIONE E SVILUPPO DEI DIPENDENTI # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 13 Ampliare del 30% il numero di dipendenti del Gruppo coinvolti nel processo di performance development, entro il 2028. N° di dipendenti coperti dal processo di performance development 2024 | 785 Estendere il processo di performance development a un numero maggiore di dipendenti permette di valorizzare le risorse interne, offrendo opportunità di sviluppo professionale e riconoscimento, in coerenza con l’impegno dichiarato nella Politica di incoraggiare lo sviluppo e la crescita professionale delle proprie risorse. Questo contribuisce a ridurre il rischio che il Gruppo perda talenti a causa di una percezione di scarso sviluppo professionale, migliorando così il livello di retention. 14 Incrementare annualmente del 2% il totale di ore di formazione erogate presso le società del Gruppo CAREL, entro il 2028. N° di ore di formazione erogate 2024 | 42112 Incrementare le ore di formazione consente di ampliare l’impatto positivo dei programmi di sviluppo delle competenze delle risorse, migliorando le loro hard e soft skill, e quindi favorendo maggiori opportunità di crescita professionale. Questo investimento rappresenta inoltre l’impegno del Gruppo nel valorizzare le proprie risorse, favorendo un ambiente di lavoro più stimolante, e conseguentemente riducendo anche il rischio di perdere talenti a causa di una percezione di scarse prospettive di crescita delle competenze. 145 Carel Industries, Carel USA, Carel Electronic, Carel APAC, Carel Sud America e Carel Adriatic.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 114 PARITÀ DI TRATTAMENTO E DI OPPORTUNITÀ PER TUTTI Come espresso nelle politiche, e confermato dall’implementazione di processi appositi, CAREL dà molta importanza alla parità di trattamento e alla valorizzazione delle diversità. IL SISTEMA DI GESTIONE PER LA PARITÀ DI GENERE Il 2024 ha visto implementazione di un Sistema di Gestione per la Parità di Genere certificato secondo la UNI/PdR 125:2022 presso CAREL Industries, che ha richiesto, oltre alla definizione di una specifica Politica, anche la creazione di un Comitato Guida per la Parità di Genere. Il percorso prevedeva la dimostrazione di conformità di specifici indicatori di prestazione (31 KPI qualitativi e quantitativi) in relazione a sei aree di valutazione che devono caratterizzare un’azienda inclusiva e rispettosa della parità di genere: • Cultura e Strategia • Governance • Processi HR • Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda • Equità remunerativa per genere • Tutela delle genitorialità e conciliazione vita-lavoro Gli indicatori hanno un punteggio da ponderare con il peso di ciascuna area di valutazione; per ottenere la Certificazione del Sistema di Gestione della Parità di Genere, l’azienda deve dimostrare il raggiungimento di un punteggio minimo del 60%. Si è costituito un Comitato Guida per la Parità di Genere composto da professionalità trasversali all’organizzazione coerentemente con le competenze necessarie a supportare le iniziative legate alla certificazione. È stata svolta una valutazione del rischio legato alla violenza di genere e alla parità di genere presso Carel Industries, con l'obiettivo di raccogliere la percezione dei lavoratori sul tema e valutare l'esposizione al rischio di violenze e disuguaglianze. I risultati di questa valutazione aiuteranno a orientare le politiche aziendali e a migliorare le condizioni di lavoro, promuovendo un ambiente più inclusivo e rispettoso. Sono inoltre state definite 2 politiche: Politica Parità di Genere e Politica di Genitorialità. La Politica di Parità di Genere ha guidato la revisione di alcuni Processi HR e alcune iniziative aziendali al fine di supportare il percorso di evoluzione. Nella Politica di Genitorialità si è fatto sintesi delle iniziative aziendali già in essere messe a disposizione dei dipendenti, consapevoli che evolverà negli anni integrando e allargando ad un concetto di Genitorialità e Cura. Il Certificato ha validità triennale dalla data di rilascio ed è soggetto a monitoraggio annuale da parte dall’Organismo di Certificazione terzo, tramite audit di mantenimento per verificare la costante e corretta applicazione nel tempo delle politiche tese alla parità di genere. Nel 2024 è stato inoltre previsto un percorso formativo specifico per il Management sui temi della Diversità, erogato a tutte le Società del Gruppo dotate del Learning Management System. Il corso, della durata di 3 ore, è stato completato da circa 390 persone nel 2024 ed è previsto anche per i prossimi anni. L'obiettivo è quello di sensibilizzare il personale sul valore della diversità non solo di genere, ma anche culturale e generazionale, per creare un ambiente di lavoro inclusivo e quindi evitare il verificarsi di episodi di discriminazione. Tra i temi trattati vi sono infatti Age Diversity, Digital Natives, Reverse Mentoring e Developing Gender Diversity. La partecipazione attiva dei dipendenti a questi eventi e formazione e il costante monitoraggio dello stesso permette di monitorarne l’efficacia. A livello Gruppo la presenza femminile nel 2024 è stata pari al 33,6%. Nello specifico, le donne costituiscono l’8% dell’alta dirigenza (6 donne, 74 uomini), contro il 92% di uomini. La definizione di alta dirigenza (o Executive) utilizzata corrisponde per i contratti italiani ai dipendenti assunti con contratto dirigente e in aggiunta ai dipendenti con ruolo di Managing Director o Amministratore Delegato di una società del Gruppo e membri del board di una società del Gruppo. I dati confermano la difficoltà di impiegare donne in posizioni manageriali e dirigenziali e di conseguenza l’esigenza di continuare con l’impegno di lungo periodo per un riequilibrio di genere nelle posizioni manageriali.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 115 PARITÀ NELLE RETRIBUZIONI La politica di remunerazione di CAREL rispetta i principi di pari opportunità, valorizzazione delle competenze e della professionalità delle persone, equità e non discriminazione. Gli interventi retributivi, i processi e i sistemi di incentivazione di breve e lungo termine, tenendo conto del contesto e dei riferimenti di mercato applicabili, sono ancorati al riconoscimento delle responsabilità, ai risultati conseguiti e alla qualità dell’apporto professionale. L’attenzione all’equità è pertanto dimostrata anche dall’impegno di CAREL verso il contenimento del gender pay-gap: nel 2024, il divario retributivo di genere è stato del 41% 146 . La Società ha analizzato questo divario anche focalizzandosi sui Paesi ove è presente più del 10% della forza lavoro del Gruppo e almeno 50 dipendenti, rilevando come nei paesi europei, ove l'attenzione su queste tematiche è da tempo più presente, vi sia una disparità meno accentuata. TABELLA 30: GENDER PAY-GAP PER PAESE Paese Gender Pay-Gap Cina 45,6% Croazia 14,0% Germania 13,3% Italia 26,1% Stati Uniti 41,7% Una ulteriore analisi effettuata riguarda il GPG per categorie di dipendenti; analisi che mette in luce come i differenziali siano più accentuati per la categoria degli Executive, ove le donne sono meno rappresentate a livello numerico. Il dato è calcolato sul perimetro totale di Gruppo tenendo conto delle retribuzioni fisse e variabili (MBO e LTI) a target, medie orarie, dei dipendenti. TABELLA 31: GENDER PAY-GAP PER CATEGORIA PROFESSIONALE Categoria professionale Gender Pay-Gap Executive 41,1% White Collar 26,1% Blue Collar 27,3% Tale disparità si genera principalmente per il mismatch quantitativo in termini di presenza femminile nel settore in cui opera CAREL, che si riflette nella percentuale di donne, in particolare white collar, presenti nel Gruppo e, più in generale, per la grande difficoltà a reperire profili ingegneristici o con qualifiche STEM e per lo scarso bacino di popolazione femminile da cui attingere anche per le posizioni manageriali ed executives. Per ridurre questo gap, CAREL si è impegnata nell’accrescere la percentuale di assunzioni femminili e sta sviluppando condizioni ad hoc per accrescere la presenza femminile anche nei ruoli manageriali e apicali (attraverso, per esempio, politiche di attraction anche a forte contenuto di flessibilità e iniziative a supporto alla genitorialità, etc.), oltre ad implementare progetti di sviluppo della forza lavoro già interna, come in altri paragrafi indicato. INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA PARITÀ DI TRATTAMENTO E OPPORTUNITÀ PER TUTTI Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità in materia di Parità di trattamento ed opportunità sono di seguito sinteticamente riportate: • Adeguamento alla Direttiva Europea sulla Trasparenza Retributiva (EU Pay Transparency Directive). La EU Pay Transparency Directive mira a prevenire la discriminazione salariale basata su 146 I dati di Gender Pay-Gap, calcolati in conformità con il DR S1-16, non sono confrontabili, nel perimetro e nel metodo di calcolo, con quanto pubblicato nella Dichiarazione Non Finanziaria 2023.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 116 genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità, età, religione e opinioni politiche. CAREL ha definito l’attuazione di specifiche iniziative per garantire la conformità ai requisiti della Direttiva entro il 2026, anno in cui la stessa sarà recepita. L'implementazione delle attività e le risorse finanziarie destinate alle stesse dipenderanno dall’evoluzione del recepimento della Direttiva nei diversi Paesi europei in cui il Gruppo opera; • Redazione di una politica salariale di Gruppo: per rafforzare l'impegno nel prevenire pratiche di discriminazione salariale, per creare un ambiente di lavoro equo, CAREL ha pianificato la redazione di una politica salariale di Gruppo, entro il 2028; • Inclusione di persone in condizioni di vulnerabilità nella forza lavoro: Per i prossimi anni, il Gruppo ha previsto l'inclusione all'interno delle aree operative di 4 persone in condizioni di vulnerabilità. Questo progetto ha l'obiettivo di promuovere l'inclusione lavorativa, arricchendo le dinamiche aziendali con una maggiore diversità e contribuendo al rafforzamento del tessuto sociale delle comunità locali. TABELLA 32: OBIETTIVI PER ACCRESCERE LA PARITÀ DI TRATTAMENTO # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 15 Incrementare del 20% il numero di dipendenti del Gruppo CAREL coperti dal sistema HCM digitalizzato per la gestione base147 delle risorse umane, entro il 2028. N° di dipendenti coperti da sistema HCM digitalizzato base. 2024 | 1379 L'adozione di un sistema digitalizzato ottimizza l'amministrazione dei processi di gestione del personale, favorendo l'ampliamento e il miglioramento delle attività di formazione e sviluppo dei dipendenti e contribuendo a prevenire eventuali episodi di discriminazione nell’accesso a tali opportunità. 16 Raddoppiare il numero di dipendenti del Gruppo CAREL coperti da un sistema HCM digitalizzato avanzato148 per la gestione delle risorse umane, entro il 2028. N° di dipendenti coperti dal sistema HCM digitalizzato avanzato 2024| 520 SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Il Gruppo ritiene che la salute e la sicurezza sul lavoro siano una necessità imprescindibile dal punto di vista etico-sociale, oltre che un elemento fondamentale per lo sviluppo organico del proprio business nei diversi Paesi in cui opera. Pertanto, come dichiarato nella Politica, sopra brevemente descritta, il Gruppo tutela e promuove la salute e la sicurezza dei lavoratori che accedono alle aree di lavoro, adottando misure preventive e diffondendo una cultura aziendale orientata non solo al rispetto delle prescrizioni legali applicabili in materia di sicurezza e igiene sul lavoro ma ai più elevati standard di riferimento e alle migliori tecniche applicabili al fine di ridurre i rischi. La diffusione della cultura aziendale passa anzitutto attraverso la consapevolezza, ma anche e soprattutto attraverso la proattività di ognuno nell’essere un “leader della sicurezza”. Considerata la vocazione internazionale del Gruppo e la relativa frammentazione della normativa applicabile, accanto alla Politica che sintetizza l’insieme dei principi e delle regole comportamentali volte a ridurre e a eliminare la probabilità del verificarsi di infortuni e incidenti, sono state definite delle linee guida comuni per la raccolta e l’analisi dei dati prevenzionistici, finalizzate a rafforzare l’approccio di prevenzione, il quale consente alla Società di identificare in anticipo i potenziali rischi e di conseguenza adottare le più opportune misure di mitigazione. Consapevole dell’importanza di un approccio strutturato dettato dai sistemi di gestione, alcuni plant del Gruppo sono stati certificati secondo lo schema ISO 45001:2018. Complessivamente, i plant produttivi che hanno implementato un Sistema di Gestione certificato costituiscono circa il 30% del totale (includendo le nuove acquisizioni), coprendo però il 50% e il 58%, rispettivamente, della superficie e del numero dei dipendenti dei plant produttivi. Nella tabella di seguito riportata si offre una lettura circa la copertura del Sistema di Gestione considerando il totale dei dipendenti del Gruppo. 147 Per gestione base si intende la gestione digitalizzata dell’anagrafica del personale, della raccolta dei dati ai fini reportistici e della formazione e-learning. 148 Per gestione avanzata si intende la digitalizzazione di tutti i processi relativi alla gestione delle risorse umane (inclusi on- boarding e off-boarding).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 117 Al fine di rafforzare il proprio impegno nell’implementazione di presidi volti a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, nel nuovo Piano di Sostenibilità, CAREL ha previsto l’estensione della copertura del Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro certificato, come descritto nella sezione “Iniziative e obiettivi futuri”. TABELLA 33: LAVORATORI COPERTI DAL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA CERTIFICATO SECONDO LO SCHEMA ISO 45001:2018 – VALUTAZIONE SUL NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI DEL GRUPPO 149 2024 2023 Dipendenti Non dipendenti Dipendenti Non dipendenti Lavoratori coperti dal Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza certificato secondo lo schema ISO 45001:2018 che è stato soggetto ad audit a cura di un soggetto esterno. 45% 55% 36% 50% VALUTAZIONE DEI RISCHI E COINVOLGIMENTO DELLA FORZA LAVORO Nell’ambito della valutazione dei rischi, si evidenzia che tutte le fasi lavorative sono soggette alla valutazione con aggiornamento periodico dei rischi. Oltre alla puntuale analisi di tutti i rischi presenti e delle misure di mitigazione adottate per le aree operative, nella Capogruppo sono state effettuate valutazioni specifiche quali: rischio ergonomico, esplosione, campi elettromagnetici, sostanze pericolose, radiazioni ottiche artificiali, vibrazioni meccaniche e rumore. Nel percorso di miglioramento continuo in termini di salute e sicurezza, la proattività nelle segnalazioni, come ricordato precedentemente, rappresenta l’approccio più efficace per evitare infortuni e migliorare continuamente l’ambiente di lavoro rendendo, al contempo, ogni persona parte attiva di questo processo. Tale processo virtuoso è alimentato anche dal continuo confronto tra i reparti operativi e la funzione HSE e, ove presenti, anche le parti interessate quali i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dal coinvolgimento dei lavoratori, al fine di individuare azioni di miglioramento in modo tempestivo ed evitare potenziali danni. Il Group HSE Manager, che ha responsabilità a livello di Gruppo, è supportato da figure subdelegate incaricate di gestire aree di rischio specifiche, così da garantire la gestione nel rispetto degli standard di salute e sicurezza e la vigilanza capillare nelle diverse aree Il processo di segnalazioni proattive è esteso a tutte le aree di lavoro di Carel Industries, Carel Sud America, Carel USA, Carel Electronic Suzhou, C.R.C., Klingenburg Germania e Klingenburg Polonia, con particolare riferimento ai siti produttivi, e prevede diversi momenti di confronto. Anzitutto le segnalazioni possono essere discusse quotidianamente nell'ambito del ciclo Plan-Do-Check-Act della lean philosophy. Settimanalmente si svolgono incontri tra la funzione HSE di plant e i reparti operativi per fare il punto della situazione di quanto emerso e per stabilire le azioni prioritarie da attuare. A tali incontri partecipano anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (ove previsti). Con i rappresentanti dei lavoratori, nella Capogruppo, vengono organizzati incontri a cadenza periodica mensile per discutere di segnalazioni prevenzionistiche e per monitorare i progressi sull'andamento dei principali KPI rilevanti in materia di salute, sicurezza, ambiente e valutazione dei rischi. Inoltre, presso la Capogruppo su base periodica (mensile per le aree operative e trimestrali per le aree a minor rischio) viene svolto il "Safety Tour" in presenza dei delegati alla sicurezza dell’area specifica con la finalità di valutare le condizioni, il rispetto delle procedure e l’avanzamento dei piani di miglioramento. Oltre a ciò, periodicamente la funzione HSE della Capogruppo provvede ad un'informativa di risalita agli organi societari (tra cui OdV e CCRS) che include una valutazione su tutte le realtà del Gruppo. Nel sito, 149 Le percentuali sono state calcolate considerando il perimetro di rendicontazione 2024, quindi risentono dell’effetto delle operazioni di M&A. La variazione del personale 2024/2022 è stata del 24%.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 118 dove è presente la certificazione ISO 45001, sono previsti ulteriori audit esterni e l'audit di certificazione. Specifiche attività di miglioramento, sebbene organizzate a livello di singolo sito, sono condivise anche con la Capogruppo, la quale raccoglie, analizza e indirizza le diverse azioni. Il monitoraggio dei progressi avviene attraverso le attività di vigilanza nelle aree di lavoro e l’analisi delle segnalazioni di prevenzione (near-miss e unsafe conditions) ricevute. Ogni singolo plant produttivo deve rispettare un numero minimo di segnalazioni prevenzionistiche oltre ad una percentuale di risoluzione delle stesse pari all’80%. Gli obiettivi vengono mensilmente monitorati e rendicontati dai vari siti produttivi. Nel 2024 le segnalazioni prevenzionistiche complessive sono state pari a 1.280 tra near-miss e unsafe conditions, in forte crescita rispetto al 2023 (+60%) con una percentuale di chiusura delle segnalazioni effettuate quasi vicina al 90%, in crescita rispetto all’86% dell’anno precedente. La funzione HSE del sito produttivo provvede ad analizzare: • le segnalazioni tra unsafe conditions e near-miss, per l’individuazione di specifiche aree di miglioramento; • gli eventi incidentali accaduti, individuando le cause radice e le azioni di miglioramento, che sono state tempestivamente attuate, e condividendone l’accaduto e gli esiti con la Capogruppo, per la determinazione di lessons learnt. FORMAZIONE IN AMBITO SALUTE E SICUREZZA Le attività formative sono alla base di una diffusa conoscenza soprattutto delle tematiche di Salute e Sicurezza; per tale motivo, e anche in considerazione del fatto che parte della formazione è un preciso obbligo di legge, è attivo un apposito piano formativo, oggetto di verifiche periodiche. Nel corso del 2024, nella Capogruppo, il piano di formazione ha riguardato sia i dipendenti che i lavoratori non dipendenti, in relazione alle prescrizioni di legge. Sono inoltre previsti incontri formativi brevi (cd. break formativi) periodici, al fine di mantenere i lavoratori aggiornati su tematiche di salute e sicurezza specifiche dell’area. Ad esempio, nella capogruppo nel corso dell’anno in materia di salute e sicurezza sono state erogate circa 3.000 ore coinvolgendo quasi 270 persone. Le diverse attività sopra descritte promosse dalla funzione HSE hanno evidenziato i vantaggi derivanti dall'adozione di sistemi strutturati per la prevenzione non solo in ambito della salute e sicurezza ma anche in quello inerente gli aspetti di impatto ambientale, promuovendo quindi un miglioramento complessivo delle aree lavorative. Inoltre, grazie a delle specifiche iniziative formative di orientamento per i colleghi si è potuto veicolare una formazione sui percorsi che il gruppo sta effettuando in tema di decarbonizzazione e riduzione di specifici impatti derivanti dai propri prodotti e dai propri processi, rendendo partecipi dei traguardi raggiunti, delle azioni in corso e degli obiettivi a medio termine. SERVIZIO DI MEDICINA SUL LAVORO Nel 2024, per le società italiane, in conformità con la normativa in vigore, è stato mantenuto un preciso protocollo sanitario con il Medico Competente, che riguarda tutti i lavoratori (dipendenti e non) e che prevede visite mediche distinte in funzione della specifica attività svolta e del conseguente livello di rischio. Anche per il 2024, nelle società italiane, come previsto dalla legislazione nazionale vigente: • il medico competente ha effettuato un sopralluogo generale, accompagnato dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, e dalle rappresentanze sindacali oltre che dai principali responsabili in ambito operations; • i soggetti del sistema di prevenzione aziendale designati (datore di lavoro, delegato, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medico competente e responsabile del servizio di prevenzione e protezione) hanno partecipano alla riunione periodica prevista dal D. Lgs. 81/2008.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 119 Durante le suddette visite, il Medico Competente, al fine di promuovere il benessere dei lavoratori, offre un servizio di supporto dando indicazioni generali per l’adozione di comportamenti conformi alle linee guida in materia di alimentazione sana e corretta (quali ad esempio consumo di frutta e verdura) e in materia di attività fisica-motoria, generando così un beneficio per i lavoratori, nella loro vita privata e conseguentemente anche nell’ambito lavorativo. Nell’ambito delle attività di sorveglianza, i preposti dell’area vengono particolarmente sensibilizzati sul tema delle prescrizioni mediche. L’RSPP aggiorna i responsabili interessati a seguito della visita medica, approfondendo eventuali limitazioni al fine di individuare la posizione lavorativa idonea. Attraverso l’attività di vigilanza, nel rispetto della privacy e supportati dallo strumento “Diario del Preposto”, sopra menzionato, i preposti assicurano la verifica sul rispetto delle prescrizioni. L’erogazione del servizio di medicina sul lavoro richiede alla Capogruppo OpEx annuali di 50 migliaia di euro150. Infine, con l’obiettivo di promuovere il benessere psico-fisico dei propri dipendenti anche al di fuori del contesto lavorativo nell’ambito della sorveglianza sanitaria il medico veicola importanti messaggi ai lavoratori sulla necessità di adottare un esercizio fisico costante e su un’alimentazione sana basata sui dati medici a sua disposizione. EVENTI INFORTUNISTICI Nel 2024 si segnalano 18 eventi di infortuni lievi sul luogo di lavoro: 15 a carico di dipendenti e 3 a carico lavoratori non dipendenti. Tali eventi hanno comportato o un'assenza o una limitazione temporanea dal lavoro per i lavoratori coinvolti. Gli eventi accaduti sono imputabili principalmente a carenze procedurali (mancata procedura e/o procedura non rispettata dal lavoratore) in quanto sono prevalentemente di tipo attivo (e.g. inciampo, urto, piegamento, spostamento, etc.) ovvero con danno procurato dal lavoratore stesso. Nel 2024 l’indice di gravità 151 è stato pari a 0,43, valore indicativo di eventi molto lievi che hanno comportato una limitata assenza media dal lavoro. TABELLA 34: INFORTUNI SUL LAVORO E TASSO DI INFORTUNI SUL LAVORO 2024 2023 Dipendenti Non dipendenti Dipendenti Non dipendenti Numero di decessi dovuti a lesioni e malattie connesse al lavoro 0 0 0 0 Numero di infortuni sul lavoro registrabili 15 152 3 9 3 Tasso di infortuni sul lavoro registrabili 153 3,28 9,16 2,13 5,74 TABELLA 35: MALATTIE CONNESSE AL LAVORO 2024 Dipendenti Non dipendenti Numero di casi riguardanti malattie connesse al lavoro registrabili 0 0 Numero di casi di malattie connesse al lavoro rilevati durante il periodo di riferimento tra coloro che facevano parte in passato della forza lavoro dell'impresa 1 0 TABELLA 36: GIORNATE PERSE A CAUSA DI INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI 2024 150 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato. 151 L’indice di gravità è calcolato come: (numero di giornate perse sul lavoro / numero totale di ore lavorate) * 10.000. 152 Nel 2024 non si sono registrati infortuni da parte di altri lavoratori che operano nei siti dell’impresa. 153 Il tasso di infortuni sul lavoro registrabili è calcolato come: (numero di infortuni sul lavoro registrabili) / numero totale di ore lavorate) * 1.000.000.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 120 Dipendenti Non dipendenti Numero di giornate perdute a causa di lesioni e decessi sul lavoro dovuti a infortuni sul lavoro, malattie connesse al lavoro e decessi a seguito di malattie 178 33 INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Al fine di rafforzare il proprio impegno nell’implementazione di presidi volti a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, nel nuovo Piano di Sostenibilità, CAREL ha previsto l’estensione del Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro, e l’ottenimento della certificazione ISO 45001, anche ai plant produttivi di Carel USA, Carel Sud America, Carel Adriatic ed Enginia, entro il 2028. Per attuare questa attività, il Gruppo ha preventivamente stimato OpEx di circa 60 migliaia di euro, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Al fine di monitorare l’adeguata implementazione dell’iniziativa pianificata, CAREL ha anche fissato il seguente obiettivo: TABELLA 37: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 17 Raggiungere il 57% dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro certificato ISO 45001, entro il 2028. % plant coperti da un Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro certificato 2024 | 29% L’estensione dei sistemi di gestione certificati ISO 45001 rientra nell’ambito dei miglioramenti continui dei processi al fine di ridurne gli impatti sulla salute e sicurezza sul lavoro, tra i quali infortuni, near miss e malattie professionali, che rappresenta uno dei principi adottati dal Gruppo e dichiarati all’interno della Politica. S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE CAREL è consapevole che i valori in cui crede possono essere pienamente rispettati solo se condivisi con tutti i partner commerciali e perseguiti in tutte le attività quotidiane; pertanto, è impegnata nella costruzione di una supply chain composta da attori che tutelino i diritti e le condizioni sociali dei lavoratori. Questa attenzione non è rivolta solo ai lavoratori dei partner commerciali con cui CAREL intrattiene relazioni contrattuali dirette, ma si estende anche alla forza lavoro dei subfornitori e dei subappaltatori dei suoi fornitori. L’impegno di CAREL per favorire il rispetto dei diritti umani e delle condizioni sociali dei lavoratori della catena del valore si concretizza nei seguenti strumenti: • la definizione e condivisione dei propri impegni sociali attraverso la formalizzazione di documenti, quali la Politica sui Diritti Umani, il Codice di Condotta Fornitori e la Politica relativa ai Conflict Minerals (cfr. sezione “Politiche di impegno”); • la valutazione della sostenibilità del fornitore attraverso la richiesta di compilazione di un questionario in fase di omologazione degli stessi, che include anche richieste relative al rispetto dei diritti dei lavoratori. Qualora un potenziale fornitore non risulti allineato alle richieste ed ai principi di CAREL, lo stesso non viene omologato e non può entrare a far parte del parco fornitori (si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa per maggiori dettagli sulla valutazione della sostenibilità dei fornitori); • l’implementazione di un processo di Due Diligence per l’approvvigionamento di componenti che contengono 3TG (cfr. sezione “Due Diligence sui Conflict Minerals”).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 121 POLITICHE DI IMPEGNO POLITICA SUI DIRITTI UMANI La Politica sui Diritti Umani del Gruppo, richiede che anche i partner commerciali si impegnino ad agire secondo i principi di equità, integrità, al rispetto dei diritti umani di tutti i lavoratori. Il Gruppo, infatti, incoraggia l’introduzione dei principi descritti nella Politica da parte di partner commerciali e fornitori con i quali questi di relazionano lungo l’intera catena di fornitura. In particolare, CAREL si riserva il diritto di interrompere qualsiasi rapporto con quei partner commerciali/fornitori che violino i principi enunciati nel documento. Si rimanda al capitolo S1 – Forza lavoro propria per l’approfondimento sulla Politica sui Diritti Umani. CODICE DI CONDOTTA FORNITORI Tramite la condivisione del Codice di Condotta Fornitori, CAREL richiede a tutti i fornitori e ai loro collaboratori, subcontraenti e ad altre parti che lavorano per loro conto, di aderire ai principi e alle disposizioni in esso contenuti quando operano con il Gruppo. CAREL ritiene fondamentale agire sempre secondo modalità che assicurino la protezione e la promozione dei diritti umani anche nelle proprie collaborazioni, considerando le controparti come professionisti e innanzitutto come esseri umani; pertanto, una sezione del Codice è dedicata alla tutela di tutti i lavoratori nella catena di fornitura e dei loro diritti umani. Il Codice richiede inoltre ai fornitori di utilizzare, nel contesto delle attività a favore di CAREL, soltanto minerali con origine conflict-free e di applicare una ragionevole due diligence per garantire conformità nell'intera catena di fornitura, se si tratta di fornitori di componenti che possono contenere uno o più dei c.d. 3TG. Si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa per l’approfondimento del Codice di Condotta Fornitori. POLITICA SUI CONFLICT MINERALS Il business in cui opera il Gruppo prevede la realizzazione di prodotti utilizzando componenti che contengono minerali e metalli, tra cui oro, stagno, tantalio e tungsteno (3TG), potenzialmente provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio (Conflict-Affected and High-Risk Areas), in quanto, dall’estrazione e/o dalla lavorazione di questi minerali potrebbe derivare un impatto negativo in termini sociali e/o ambientali, in aree geografiche in cui i ricavi connessi a tali attività possono essere utilizzati per finanziare o favorire gruppi armati, violazioni di leggi internazionali e abusi dei diritti umani (i ccdd. Conflict Minerals). Per tale motivo CAREL Industries ha redatto una specifica politica di impegno volta ad attuare una strategia di approvvigionamento socialmente responsabile che rispetti i diritti umani e che eviti di contribuire ai conflitti attraverso le proprie decisioni e pratiche di acquisto indiretto di minerali all'interno della sua catena di fornitura. Attraverso la Politica, Carel Industries e le società italiane del Gruppo si impegnano espressamente a non acquistare consapevolmente componenti che contengano minerali provenienti da zone di conflitto e da impianti situati nella “Conflict Region” non certificate come “conflict- free”. Richiede inoltre a tutti i suoi fornitori di componenti contenenti 3TG di applicare una ragionevole Due Diligence per garantire la stessa conformità nell'intera catena di fornitura. A sostegno di ciò, Carel ha chiesto e continuerà a chiedere dichiarazioni dai fornitori da cui si approvvigiona e che gestisce, al fine di garantire la trasparenza nella propria catena di fornitura. Tutti i fornitori di componenti che contengono metalli derivanti da minerali 3TG devono inoltrare questo requisito a monte della catena di approvvigionamento al fine di determinare l’origine dei minerali specificati. Il responsabile per l’attuazione della Politica è il Group Head of Purchasing and Logistics. - Inoltre, il Gruppo CAREL, su base volontaria, aderisce al framework OECD “Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas”, che permette di dimostrare la conformità alla legislazione Statunitense Dodd-Frank Wall Street Reform Act, la quale regolamenta l’utilizzo di minerali provenienti da Paesi interessati da conflitti o da estese violazioni dei diritti umani. DUE DILIGENCE SUI CONFLICT MINERALS Con specifico riferimento al tema dei Conflict Minerals, il Gruppo si impegna costantemente a monitorare la propria catena di fornitura per ridurre al massimo gli impatti negativi correlati all’acquisto di componenti

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 122 che contengono minerali provenienti da aree di conflitto o da attività estrattive implicate nella violazione dei diritti umani. Per perseguire concretamente gli impegni dichiarati nella politica, CAREL 154 ha implementato un processo annuale di Due Diligence in merito all’approvvigionamento di componenti che contengono 3TG, per garantire che la propria catena di fornitura rispetti i principi di responsabilità sociale e non contribuisca a finanziare, in aree geografiche a rischio, gruppi armati che attuano lo sfruttamento delle persone, in condizioni di lavoro critiche. CAREL ritiene questa attività fondamentale per indirizzarsi verso un approvvigionamento sostenibile e conflict-free. Considerando che l’acquisto di componenti elettronici contenenti 3TG è essenziale per la realizzazione dei prodotti, la Capogruppo (che controlla gli acquisti delle società controllate Carel Adriatic, Carel Suzhou, Carel USA, Recuperator e Hygromatik) ha costituito un comitato interno, il Controversial Sourcing Committee, costituito da membri appartenenti a diverse aree aziendali, il quale ha funzione decisionale riguardo le azioni da intraprendere sui fornitori negligenti che non forniscono supporto nel mappare la catena di fornitura. Dal 2020 il Gruppo è associato alla Responsible Minerals Initiative (RMI, programma gestito da RBA – Responsible Business Alliance), una delle risorse più utilizzate e seguite dalle aziende che si occupano di questioni relative all'approvvigionamento responsabile di minerali nelle loro catene di approvvigionamento. L’adesione a tale iniziativa consente a CAREL un continuo monitoraggio della conformità delle fonderie e raffinerie nella sua supply chain, momento centrale del processo di Due Diligence. Il processo inizia identificando le categorie merceologiche interessate dalla presenza di 3TG (essenzialmente tutti i componenti che contengono metalli), a cui segue la mappatura dei fornitori di materiali che potenzialmente contengono minerali 3TG, che saranno soggetti alla richiesta di documentazione specifica. Una volta identificati i fornitori da coinvolgere, agli stessi viene richiesta la compilazione del Conflict Minerals Reporting Template (CMRT), che raccoglie informazioni relativamente alle fonderie di origine dei minerali interessati. Momenti di formazione vengono inoltre organizzati con i fornitori interessati per spiegare le problematiche connesse ai Conflict Mineral e le azioni da implementare. Qualora un fornitore non fornisca la documentazione richiesta, il Comitato Controversial Sourcing può valutare se applicare il piano di phase-out per tale fornitore. Dopo aver ottenuto i CMRT, CAREL conduce un risk assessment relativo alle fonderie e raffinerie indicate nei template, individuando, grazie alla membership con RBA, quelle classificate come ad alto rischio in base alla posizione geografica e allo stato di conformità rispetto al programma richiesto dall’iniziativa RMI. La piattaforma di RBA (https://www.responsiblemineralsinitiative.org/) fornisce strumenti utili, sottoforma di tabelle/database dove sono mappati e classificati per livello di rischio le fonderie e le raffinerie. Inoltre, sono fornite da RBA anche tabelle più generali di classificazione del livello di rischio per paese. Di seguito un elenco dei Paesi considerati a rischio più elevato secondo i criteri del programma RMI. TABELLA 38: PAESI A RISCHIO PER LIVELLO DI RISCHIO LIVELLO DI RISCHIO PAESI Rischio Alto Algeria, Bolivia (Plurinational State Of), Brazil, China, Colombia, Congo, Democratic Republic Of The, Ethiopia, Indonesia, Iran (Islamic Republic Of), Kazakhstan, Kenya, Korea, Democratic People's Republic Of, Kyrgyzstan, Mauritania, Mexico, Myanmar, Netherlands, North Macedonia, Republic Of, Papua New Guinea, Peru, Philippines, Russian Federation, Rwanda, Saudi Arabia, South Africa, Sudan, Thailand, Turkey, Uganda, Venezuela (Bolivarian Republic Of), Zambia, Zimbabwe Rischio estremo Burundi, Cameroon, Ireland, Malaysia, Morocco, New Zealand, Viet Nam Questi Paesi sono considerati a rischio per: • conflitti armati: presenza di guerre civili, insurrezioni o altre forme di violenza armata; 154 Il perimetro dell’attività di due diligence in tema di Conflict Minerals comprende la capogruppo Carel Industries (Italia), Carel Electronic Suzhou (Cina), Carel Adriatic (Croazia), Carel USA (Stati Uniti), CAREL Sud America (Brasile).

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 123 • violazioni dei diritti umani: abusi sistematici come lavoro forzato, sfruttamento minorile, discriminazione e altre forme di oppressione; • governance debole: corruzione diffusa, mancanza di stato di diritto e istituzioni governative inefficaci; • rischi ambientali: degradazione ambientale significativa che può influire sulla salute e sulla sicurezza delle comunità locali. In seguito all'analisi, vengono contattati i costruttori di componenti che nei CMRT hanno dichiarato di collaborare con fonderie e/o raffinerie critiche, richiedendo formalmente la messa in atto di azioni correttive volte alla dismissione o alla sospensione degli approvvigionamenti di materiale da tali fonderie. Il Comitato Controversial sourcing può valutare l’organizzazione di sessioni di formazione specifiche per i costruttori in questione e/o la temporanea sospensione dell'approvvigionamento di componenti da tali fornitori. Inoltre, i fornitori e i costruttori che presentano casi a rischio sono costantemente monitorati attraverso specifici reminder via mail, e ogni situazione viene discussa durante i meeting periodici del Controversial Sourcing Committee. Anche nel 2024 CAREL ha svolto l’annuale campagna per l’ottenimento dei CMRT dalla propria supply chain prendendo in considerazione l’acquistato degli ultimi 3 anni così da avere una base dati il più completa possibile. I dati di seguito riportati sono stati normalizzati con riferimento all’anno 2023, integrando i dati CAREL con quanto emesso dalle società controllate. Nello specifico, sono stati contattati 447 produttori, per un valore totale equivalente a circa 57 milioni di euro di materiale acquistato nel triennio 2022-2024 per le attività di produzione e rivendita. La Società ha scelto di misurare i progressi dell’indagine svolta nel 2024 nella propria catena di fornitura attraverso due KPI: “valore equivalente acquistato di articoli/materiali contenenti 3TG” e “numero di costruttori di articoli contenenti 3TG”. Entrambi i KPI sono valutati secondo quattro criteri, assegnati in base alle risposte ottenute: Valore equivalente acquistato di articoli/materiali contenenti 3TG Compliant Value Valore acquistato riferito al costruttore conforme, avendo ricevuto il CMRT aggiornato Not Completed Valore acquistato riferito al costruttore che non ha fornito una risposta completa Not satisfying Valore acquistato riferito al costruttore che non ha risposto alla richiesta con documentazione inerente No reply Valore acquistato rispetto al costruttore che non ha fornito feedback Numero di costruttori di articoli contenenti 3TG COMPLETE replies Il costruttore ha fornito il CMRT Not complete replies Il costruttore non ha fornito una risposta completa Not satisfying Documentazione ricevuta dal costruttore non inerente No reply Il costruttore non ha fornito feedback Come si evince dal grafico sottostante, nel 2024 la quasi totalità del valore delle componenti acquistate è stato verso fornitori che hanno dato evidenza delle fonderie coinvolte nella loro produzione. Inoltre, quasi il 99% dei fornitori di componenti ha condiviso il CMRT correttamente compilato, che consente di mappare le fonderie presenti nella propria catena di fornitura, come previsto dagli step 1 e 2 della OECD Due Diligence Guidance for Minerals a cui il Gruppo fa riferimento.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 124 Le risorse economiche impegnate annualmente in tema di Chemical Compliance sono legate alla membership con RMI e ad attività di consulenza fornita da aziende specializzate – risorse non significative - oltre all’impegno delle risorse del team Chemical Compliance. CANALE DI SEGNALAZIONE PER I LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Il processo di gestione delle segnalazioni adottato da CAREL è dedicato al trattamento di tutte le segnalazioni pertinenti ricevute, incluse quelle effettuate dai lavoratori nella catena del valore. Infatti, chiunque sia interessato è invitato a segnalare reati o irregolarità, conclamate o anche solo sospette, incluse le azioni poste in essere in violazione del Codice Etico, delle Politiche per i Diritti Umani, per la Diversità e per la Parità di Genere. Le Segnalazioni che vengono effettuate in buona fede e nell’interesse del bene comune possono consentire a CAREL di individuare per tempo e porre rimedio a comportamenti che violino i principi dei documenti sopracitati, a danno, tra gli altri, dei lavoratori nella catena del valore. L'adozione di più canali di trasmissione delle segnalazioni (i.e. piattaforma raggiungibile dal sito CAREL, servizio postale e oralmente), garantisce un ampio accesso allo strumento, rendendolo efficace e inclusivo. CAREL si impegna ad avvisare il Segnalante entro sette giorni dalla ricezione della Segnalazione e a fornirgli un riscontro entro tre mesi dalla data dell’avviso di ricevimento o, in mancanza di tale avviso, entro tre mesi dalla scadenza del termine di sette giorni dalla presentazione della segnalazione. Si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa per un approfondimento sul processo di segnalazione whistleblowing di CAREL. CAREL non ha adottato un processo per coinvolgere i lavoratori nella catena del valore aggiuntivo rispetto al sistema Whistleblowing. Nel 2024 non stati segnalati gravi problemi o incidenti in materia di diritti umani connessi alla catena del valore a monte e a valle né casi di inosservanza dei principi guida delle Nazioni Unite, dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE. OBIETTIVI FUTURI LEGATI AI LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Gli obiettivi di CAREL per ridurre gli impatti negativi sui lavoratori nella catena di fornitura rientrano nei più ampi obiettivi prefissati in ambito di gestione dei fornitori; pertanto, si rimanda alla sezione G1 – Condotta d’impresa. Gli obiettivi sono stati definiti in modo da consentire l’adeguato monitoraggio delle azioni future previste per gli anni 2025-2028, le quali sono state identificate considerando le best practice definite da EcoVadis che riflettono gli interessi degli stakeholder, inclusi i lavoratori nella catena di fornitura 155 . 155 I lavoratori nella catena di fornitura non sono stati coinvolti nella definizione degli obiettivi.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 125 G1: CONDOTTA D’IMPRESA CULTURA D’IMPRESA L'impresa dedica particolare attenzione alla creazione e al rafforzamento di una cultura aziendale solida, che rispecchi i valori di responsabilità, trasparenza e sostenibilità. Gli organi di amministrazione, direzione e controllo discutono e valutano periodicamente i temi rilevanti per la cultura d'impresa, esaminando gli sviluppi e l'integrazione dei valori aziendali nelle proprie politiche e nelle decisioni strategiche, soffermandosi su tematiche quali: inclusività, responsabilità sociale e ambientale, innovazione ed etica professionale. Con l’obiettivo di promuovere la cultura d’impresa e garantire l’etica e l’integrità di tutte le Società del Gruppo, CAREL ha implementato quattro strumenti ispirati alle principali linee guida e standard internazionali in materia di gestione responsabile del business: il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (in seguito anche “Modello 231”), il Codice Etico, la Procedura Anticorruzione e la Procedura Whistleblowing. Il Modello 231, adottato da CAREL Industries S.p.A. e Recuperator S.p.A., ai sensi del D. Lgs. 231/01, normativa di riferimento italiana in materia di corporate criminal liability, è costituito da una parte generale e più parti speciali. La predisposizione del Modello 231 è avvenuta sulla base dell’analisi delle aree a rischio reato, individuate a seguito dello svolgimento di un’attività di risk self assessment relativa all’organizzazione e di una valutazione dei diversi processi aziendali. Con delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 maggio 2023, è stato effettuato un aggiornamento del Modello 231 e di alcune sue parti speciali. La responsabilità di supervisione sull’attuazione di tali politiche è in capo al Consiglio di Amministrazione. L’Organismo di Vigilanza ha il compito di verificare la corretta applicazione di tali impegni. Tutti i documenti sopracitati sono resi pubblici sul sito internet della Società, al seguente indirizzo: https://www.CAREL.it/legal-notice. Inoltre, i partner commerciali e altre terze parti vengono informati e invitati al rispetto del Codice Etico, del Modello 231 e della Politica anticorruzione, attraverso clausole di richiamo riportate nelle condizioni generali di acquisto e vendita e nei contratti. CODICE ETICO La Società ha approvato un Codice Etico volto a regolare, attraverso l’individuazione di norme comportamentali, l’eticità dell’attività dell’azienda stessa e di tutti coloro che operano in nome e per conto del Gruppo. Il Codice Etico è vincolante per tutte le società del Gruppo e per tutti i loro esponenti aziendali, dipendenti e collaboratori. CAREL richiede inoltre che tutti i propri principali stakeholders (quali, ad esempio, imprese collegate, partecipate, fornitori significativi, etc.), si attengano, nell’ambito della loro autonoma operatività e, in particolare, dei rapporti con CAREL ai principi generali di questo Codice, fermo restando il rispetto delle specificità religiose, culturali, sociali. Il Codice Etico, che costituisce parte integrante del sistema di organizzazione, gestione e controllo della Società, ai sensi del D. Lgs. 231/01, presenta i valori su cui si fonda CAREL e veicola i principi generali - la cui violazione può costituire inadempimento contrattuale e/o illecito disciplinare – alla base di tutte le attività operative del Gruppo e nei rapporti tra i diversi stakeholder, tra cui partner commerciali, istituzioni pubbliche e organizzazioni sindacali: • Legalità: il rispetto delle leggi e dello statuto aziendale è un principio fondamentale per CAREL. Tutti coloro a cui si applica il Codice, inclusi Dipendenti, Responsabili, Collaboratori ed Esponenti Aziendali, devono operare nel rispetto delle normative nazionali e internazionali e impegnarsi a conoscere le leggi applicabili alle proprie funzioni. Devono inoltre seguire i principi di diligenza e fedeltà previsti dal Codice Civile e dalle prescrizioni contrattuali;

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 126 • Moralità: la reputazione e l’efficienza dell’azienda dipendono dal comportamento di ciascun soggetto coinvolto, che deve agire con integrità morale. Sono richiesti onestà, correttezza, trasparenza e responsabilità, garantendo comunicazioni chiare e complete; • Dignità ed eguaglianza: è fondamentale il rispetto della dignità e dei diritti di ogni individuo, senza discriminazioni legate a sesso, età, cultura, religione o altro. Nell’ambiente di lavoro non sono tollerate molestie o offese di alcun tipo, promuovendo un clima inclusivo e rispettoso; • Professionalità: nell’esercizio delle proprie attività, tutti i soggetti coinvolti devono svolgere la propria attività con la professionalità richiesta dalla natura dei compiti e delle funzioni esercitate, adoperando il massimo impegno nel conseguimento degli obiettivi assegnatigli e svolgendo con diligenza le necessarie attività di approfondimento e aggiornamento. Il Codice riporta infine gli impegni politici di CAREL che guidano l’operato della Società e delle sue controllate: la tutela dell’ambiente, la protezione della sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, la protezione della proprietà intellettuale e la responsabilità sociale. Nel 2024, il Codice Etico è stato revisionato per garantire un linguaggio che rispetti il principio di parità di genere. PROCEDURA ANTICORRUZIONE L’Organismo di Vigilanza ha inoltre approvato e diffuso, a livello di Gruppo, una Procedura Anticorruzione, che si ispira ai principi e alle regole di condotta contenuti nel Codice Etico della Società e ha recepito i principi, le previsioni e le prescrizioni in tema di anticorruzione della normativa in materia di Responsabilità amministrativa degli Enti (D. Lgs. 231/01). Tale procedura è inoltre allineata ai principi di cui al Codice penale italiano e alle normative più stringenti a livello internazionale, come il Foreign Corrupt Practices Act (FCPA); il UK Bribery Act, la Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione dei Pubblici Ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali e la Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione. La procedura si applica a CAREL Industries S.p.A. e a tutte le sue Controllate. È inoltre portata a conoscenza delle Società partecipate, al fine di diffondere la cultura della compliance e ottimizzare i flussi informativi in modo almeno analogo a quanto avviene per le Società del Gruppo CAREL. In particolare, attraverso la procedura Anticorruzione, il Gruppo si prefigge di preservare l’integrità e la correttezza nello svolgimento della propria attività, oltre a garantire il rispetto di leggi, regolamenti, linee guida e best practice di settore, applicabili nei diversi Paesi nei quali la Società opera. Tale procedura offre a tutti i suoi destinatari un quadro organico di riferimento delle disposizioni e procedure vigenti in materia di prevenzione dei rischi di pratiche illecite e di contrasto ai fenomeni corruttivi, sia nel settore pubblico che privato. Le Funzioni maggiormente a rischio corruzione attiva e passiva sono coloro che intrattengono rapporti con i fornitori (i.e. Funzione Supply Chain), con gli agenti, i clienti, i distributori, con la pubblica amministrazione (Funzione Sales & Marketing), e la Funzione Finance. Le attività di monitoraggio sull’effettiva applicazione della Procedura Anti-Corruzione del Gruppo CAREL, incluse le attività di gestione di eventuali episodi di violazione della stessa, sono affidate alle Funzioni Internal Audit e, in Italia, anche all’Organismo di Vigilanza, ciascuno secondo le proprie attribuzioni e competenze. In particolare, la Funzione Internal Audit, sulla base del programma di interventi approvato dal Consiglio di Amministrazione, effettua verifiche a campione sui Partner commerciali e sulle funzioni interne operanti nelle principali aree di rischio, agendo in modo indipendente e valutando la concreta efficacia dei presidi previsti. Degli esiti di tali valutazioni dà notizia agli Organi Sociali, alla Funzione Legal & Corporate Affairs e all’Organismo di Vigilanza. La Funzione Legal & Corporate Affairs monitora l’effettiva adozione di tale Procedura e ha la responsabilità di avviare e coordinare le attività di formazione. Su base semestrale, l’Organismo di Vigilanza relaziona, nelle forme più opportune, gli Organi Sociali, segnalando eventuali lacune o criticità del sistema dei controlli, le violazioni identificate e gli strumenti preventivi adottati o di cui si suggerisce l’adozione. Inoltre, nell’ambito delle attività di coordinamento e direzione del Gruppo CAREL, la Funzione Legal & Corporate Affairs è preposta a ricevere le eventuali segnalazioni dei Managing Directors e/o punti di contatto delle società controllate, che raccoglie in un apposito registro, laddove pervenute dagli stessi, ed eventualmente le sottopone agli Organi Sociali e all’Organismo di Vigilanza. La Funzione Internal Audit non è responsabile di alcuna area operativa in quanto dipende

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 127 gerarchicamente dal Consiglio e ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del suo incarico. Infine, l’Organismo di Vigilanza è dotato, nell’esercizio delle sue funzioni, di autonomia e indipendenza dagli organi societari e dagli altri organismi di controllo interno e dispone di autonomi poteri di spesa. Questo assetto garantisce che l’attività investigativa sia condotta in modo imparziale. Nel triennio 2022-2024 non sono state ricevute condanne per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva, né si sono verificati casi accertati di corruzione attiva o passiva. Nel triennio non si sono verificate azioni legali per condotte anticoncorrenziali, né per violazioni in materia di antitrust e monopolio, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. PROCEDURA WHISTLEBLOWING CAREL ha adottato una Procedura Whistleblowing, che si applica all’intero Gruppo, con cui mira a garantire la piena tutela e la massima riservatezza nei confronti di coloro che segnalano reati o irregolarità, conclamate o anche solo sospette, incluse le azioni poste in essere in violazione del Codice Etico, delle Politiche per i Diritti Umani, per la Diversità, per la Parità di Genere, ivi compreso qualsiasi comportamento discriminatorio basato sul sesso, sull'età e su caratteristiche socio-demografiche. È inoltre intenzione di CAREL quella di rimuovere ogni ostacolo che possa disincentivare la segnalazione di reati o irregolarità, quali i dubbi e le incertezze circa le modalità e i canali da utilizzare, ovvero i timori di ritorsioni o discriminazioni. Nel 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato una versione aggiornata della Procedura Whistleblowing della Società, adottata dalla Società nel 2018, adeguandola alle disposizioni del D. Lgs. 10 marzo 2023, n. 24. La precedente versione del Modello 231 già consentiva a chiunque operasse, direttamente o indirettamente, per il Gruppo CAREL di segnalare violazioni o irregolarità riguardanti il Modello 231 o il Codice Etico tramite il sistema di segnalazioni Whistleblowing. La Società e l’Organismo di Vigilanza adottano tutte le misure necessarie per tutelare la riservatezza del soggetto segnalante, in conformità con le normative italiane ed europee in materia (Legge n. 179 del 2017, L. 53/2021, D. Lgs. 24/2023, Direttiva Europea 2019/1937). La Procedura prevede infatti che l’identità del/della segnalante e qualsiasi altra informazione da cui può evincersi, direttamente o indirettamente, tale identità non possono essere rivelate, senza il consenso espresso dello/a stesso/a, a persone diverse da quelle competenti a ricevere o a dare seguito alla segnalazione, espressamente autorizzate a trattare tali dati. È possibile realizzare segnalazioni anche in forma anonima, le quali devono essere trattate come segnalazioni ordinarie. Inoltre, CAREL garantisce a colui/colei che intende palesare la propria identità di ricevere adeguata protezione e di andare esente da atti ritorsivi e/o discriminatori. Le funzioni di controllo svolgono un monitoraggio su efficacia, adeguamento normativo, diffusione e implementazione della Procedura Whistleblowing. In particolare, l’ODV e l’Internal Audit effettuano verifiche in base ai piani di attività annualmente concordati. È volontà di CAREL rivolgere la presente Procedura al più ampio numero possibile di soggetti che, a vario titolo, vengano a contatto con le attività della Società. Per tale ragione, la Procedura è rivolta ai seguenti soggetti: dipendenti di CAREL (a tempo indeterminato o determinato), lavoratori autonomi, collaboratori di imprese esterne che forniscono beni o servizi, liberi professionisti, consulenti, volontari, tirocinanti, persone con ruoli di amministrazione, direzione, controllo o vigilanza, anche se in via di fatto. Le segnalazioni possono essere effettuate utilizzando uno dei seguenti canali: a mezzo di servizio postale, in forma orale e attraverso la piattaforma elettronica web denominata “Convercent”, il canale di segnalazione specifico attivato da CAREL (raggiungibile attraverso il seguente link: https://www.CAREL.it/whistleblowing) 156 . Con riferimento a quest’ultimo, la Procedura prevede che l’Organismo di Vigilanza abbia la responsabilità di assicurare il mantenimento del canale di reporting, garantendone adeguata pubblicità, anche attraverso il sito Internet della Società. L’OdV, composto da figure con competenze specifiche, ha ricevuto adeguata formazione sul funzionamento della piattaforma. 156 Attualmente CAREL non ha implementato un meccanismo per assicurare: i) la disponibilità del canale di segnalazione delle preoccupazioni nei luoghi di lavoro dei lavoratori nella catena del valore e ii) la consapevolezza di tali lavoratori circa l’esistenza del canale.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 128 La Procedura stabilisce che, dopo aver ricevuto una segnalazione, l'Organismo di Vigilanza svolga un primo screening di ammissibilità per verificare se la stessa risulti completa e verificabile, sulla base degli elementi oggetto della segnalazione. Durante l’analisi preliminare può essere valutato il coinvolgimento di altre funzioni/enti aziendali competenti in considerazione della natura della segnalazione (tra cui, a titolo di esempio, la funzione HR per aspetti di gestione del personale, la funzione HSE per aspetti legati alla Salute e Sicurezza dei Lavoratori o la funzione Legal per segnalazioni che richiedono specifiche competenze legali). Se la segnalazione risulta infondata o non verificabile, la stessa viene archiviata. Se la segnalazione risulta invece verificabile, viene avviata un’indagine sui fatti oggetto della stessa, al fine di appurarne la fondatezza, la gravità ed eventualmente l’urgenza. Ferme restando le sanzioni disposte dall’Autorità Giudiziaria, Amministrativa e dall’ANAC, in ottemperanza ai principi definiti nella Procedura, CAREL applica adeguate misure disciplinari rivolte al segnalato/a che risulti responsabile dei fatti denunciati, così come a qualsiasi soggetto che violi le misure di tutela del segnalante. Nel caso in cui il/la segnalato/a sia un terzo, la Società si riserva il diritto di applicare penali o addirittura la risoluzione immediata del contratto, in accordo con quanto previsto dalle clausole contrattuali definite. All’esito delle attività di indagine, l’OdV predispone un report riassuntivo delle verifiche svolte e delle conclusioni raggiunte, provvedendo all’archiviazione di tutta la documentazione pertinente, in modo da evitare l’accesso di terzi alle informazioni raccolte. Una volta completato il processo di accertamento previsto dalla Procedura in merito alla fondatezza della segnalazione, l'OdV - alla prima occasione utile, nel corso delle proprie attività di verifica - accerta l'effettiva adozione di rimedi idonei, mediante intervista della funzione incaricata. Internamente l’efficacia del sistema whistleblowing è garantita, oltre che attraverso l’erogazione di formazione specifica (per cui si rimanda al paragrafo “Formazione sulla cultura d’impresa”), anche mediante il periodico invio di comunicazioni via e-mail ai lavoratori per ricordare l’esistenza della Procedura, della piattaforma e le modalità di accesso. Esternamente, invece, l’efficacia è garantita attraverso il richiamo, nelle clausole contrattuali, del pacchetto normativo a cui gli stakeholder si devono adeguare; all’interno del Modello 231 viene richiamata anche la Procedura whistleblowing con le indicazioni in merito alle modalità di accesso alla piattaforma. Inoltre, nell’etichetta riservata alle notizie legali del sito viene espressamente richiamata la Procedura whistleblowing e nella sezione “contattaci” è presente il link di accesso alla piattaforma Convercent. FORMAZIONE SULLA CULTURA D’IMPRESA Al fine di assicurare la comprensione ed applicazione delle disposizioni del Modello 231, del Codice Etico, della Politica Anticorruzione e della Procedura Whistleblowing, tutti i dipendenti delle società del Gruppo che utilizzano una soluzione digitalizzata per la gestione del personale, al momento dell’assunzione, ricevono una formazione specifica, erogata attraverso la piattaforma e-learning di Gruppo, nella quale vengono illustrati i concetti principali e le informazioni rilevanti in modo chiaro e comprensibile, anche tramite esempi pratici. La formazione viene ripetuta poi annualmente o in occasione di aggiornamenti rilevanti ai documenti menzionati. Al termine dei corsi di formazione, viene inoltre svolto un breve test di verifica, che assicura il corretto recepimento del contenuto dei documenti sopracitati, inclusi l’esistenza e il funzionamento del canale Whistleblowing. Per le Funzioni apicali (i.e. top management) e sub apicali, la cui attività rileva ai fini del Modello 231, viene prevista, in aggiunta alla formazione di base, formazione più specifica erogata in aula, che ha ad oggetto anche il contenuto di tali documenti. Nel 2024 sono stati organizzati corsi di formazione specifici sulla Procedura Whistleblowing, erogati attraverso la piattaforma e-learning, con l’obiettivo di accrescerne la conoscenza tra i dipendenti, in considerazione delle modifiche apportate al documento nel 2023. Il 100% delle funzioni a rischio corruzione attiva e passiva sono state coinvolte in programmi di formazione in tema di anticorruzione. I membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo sono coinvolti in attività di formazione in tema anticorruzione periodica in aula, nell’ambito della formazione sul Modello 231.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 129 ORGANIZZAZIONI E ASSOCIAZIONI 157 Il Gruppo CAREL partecipa ed aderisce alle attività promosse da differenti organizzazioni operanti a livello nazionale e internazionale proponendo il suo punto di vista in termini di innovazione, sviluppo sostenibile, cambiamento climatico e transizione energetica. Di seguito si riportano le principali cui partecipa il Gruppo; • European Partnerships for Energy and the Environment – EPEE; • European Heat Pump Association – EHPA; • American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning System – ASHRAE; • Eurovent • Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione – AICARR • China Refrigeration and Air-conditioning Industry Association CRAA • The China Association of Refrigeration – CAR Attraverso la collaborazione con le diverse associazioni internazionali, CAREL si adopera quindi per il giusto riconoscimento dei mercati della refrigerazione e del condizionamento e promuove una sostenibilità a lungo termine. CAREL ha proseguito la partecipazione ai tavoli di lavoro, in particolare a quelli inerenti alla revisione della normativa F-gas 158 . Tale revisione, proposta in bozza ad aprile 2022 e pubblicata il 20 febbraio 2024, ha catalizzato l’attenzione di tutte le associazioni che hanno aperto tavoli di lavoro al fine di far pervenire la loro posizione in merito. Attraverso la trasversalità dei propri prodotti e la partecipazione a tutte le più importanti associazioni, CAREL ha potuto portare la propria posizione e conoscere quella degli altri membri attivi nelle associazioni. Questo ha potuto direzionare alcuni investimenti verso i refrigeranti naturali, oggetto della revisione che mira ad un loro utilizzo più esteso, consolidando la leadership costruita negli scorsi anni ed oggetto di campagne marketing e linee di prodotto dedicate. Altri temi di interesse costantemente monitorati sono stati l’ LCA, quale strumento di organizzazione aziendale e design di prodotti correlato alle politiche di Circular Economy, e le normative attuali ed emergenti rilevanti per il settore, tra cui si citano: RepowerEU, Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), Ecodesign Directive (in particolare Ecodesign of Sustainable Products Regulation (ESPR)), Code of Conduct on energy management related interoperability of Energy Smart Appliances e la Proposal for a Restriction of PFAS inviata alla European Chemicals Agency (ECHA). CAREL ha inoltre proseguito la collaborazione con l’Unione del Caldo e del Freddo Green, patrocinata da Legambiente, un gruppo di lavoro formato da 15 grandi aziende italiane del settore del caldo e del freddo che si prefigge lo scopo di promuovere l’uso dei refrigeranti naturali attraverso incontri pubblici, formazione ed informazione anche verso le istituzioni ed ha anche partecipato al gruppo di lavoro "Progetto Refrigerazione Sostenibile" finalizzato a raggiungere un pubblico quanto più vasto e non strettamente legato al settore (istituzioni, cittadini, stampa, scuole, ecc.) su temi di sostenibilità, rispetto dell'ambiente e più precisamente l'utilizzo dei refrigeranti naturali nella refrigerazione commerciale. Infine, CAREL è membro di ASSOCOLD dal 2024, un'associazione parte di Anima che vanta tra i membri tutte le più importanti aziende italiane attive nel settore dei componenti e degli impianti per la refrigerazione commerciale. CAREL è iscritta al registro dell’UE per la trasparenza (EU's Transparency Register) 159 . 157 Non sono stati identificati rappresentanti in seno agli organi di amministrazione, direzione e controllo responsabili della sorveglianza delle attività di lobbying connesse. Nel 2024 non sono stati forniti né direttamente né indirettamente contributi politici finanziari o in natura. Non vi sono membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo che, nei due anni precedenti la nomina nel periodo di riferimento attuale, abbiano ricoperto una posizione comparabile nella pubblica amministrazione. 158 Le tematiche oggetto di discussione nell'ambito delle Associazioni a cui CAREL partecipa sono principalmente collegate ai rischi climatici derivanti dall’evoluzione normativa volta a promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e alle opportunità di business conseguenti allo sviluppo di prodotti in linea con le politiche nazionali ed internazionali di decarbonizzazione, che consentono agli utilizzatori finali di ridurre i propri consumi energetici, e di riduzione/eliminazione dell'utilizzo di gas refrigeranti altamente impattanti. 159 Numero di identificazione all’interno del registro: # 274714449276-70.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 130 INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA CULTURA D’IMPRESA Come precedentemente menzionato, nel 2024 il Gruppo ha predisposto un nuovo Piano di Sostenibilità relativo al quadriennio 2025-2028, come evoluzione del precedente Piano di Sostenibilità. Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità in materia di business etico sono di seguito sinteticamente riportate: • Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione: al fine di rafforzare i presidi a prevenzione dei fenomeni corruttivi nello svolgimento delle attività aziendali, è in fase di valutazione l’implementazione in CAREL Industries, tra il 2026 e il 2028, di un Sistema di Gestione per la Prevenzione alla Corruzione. Per monitorare l’adeguata implementazione del Sistema di Gestione, nel nuovo Piano di Sostenibilità è stato indicato come possibile obiettivo l’ottenimento della certificazione dello stesso secondo la norma ISO 37001, entro il 2028. Per attuare questa attività, il Gruppo ha precauzionalmente stimato un investimento di circa 60 migliaia di euro in OpEx, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano; • Aggiornamento del framework normativo interno: CAREL sta valutando di aggiornare e rafforzare le attuali politiche e/o codice di condotta, introducendo nel framework normativo interno di Gruppo: i) entro l’anno 2025, misure contro la contraffazione e l'antifrode, e ii) entro il 2027, misure antitrust e processi aziendali stabili, al fine di prevenire il boicottaggio illegale. Per gli aggiornamenti del framework normativo interno, è in fase di valutazione la scelta tra l'impiego di risorse interne e il ricorso a consulenti esterni. Si riporta di seguito il target definito dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, in tema business etico e lotta alla corruzione: TABELLA 39: OBIETTIVI PER LA LOTTA ALLA CORRUZIONE # Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 18 Ottenere la certificazione ISO 37001 sul Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione da implementare in CAREL Industries entro l'anno 2028. Ottenimento della certificazione 2024 | N/A L’implementazione di un Sistema di Gestione certificato aiuta a ridurre il verificarsi di episodi di corruzione, promuovendo un business etico e trasparente. CATENA DI FORNITURA PROFILO DELLA CATENA DI FORNITURA La strategia di CAREL è costruire supply chain regionali, per cui ciascun stabilimento produttivo ricorre in modo preferenziale a fornitori con basi produttive o logistiche regionali. L’obiettivo è garantire un miglior servizio ma soprattutto la continuità di fornitura, anche a fronte di eventuali problematiche di natura geopolitica, logistica, eventi naturali o lock-down in paesi terzi. Questa politica ha inoltre, come conseguenza positiva diretta, un minore impatto ambientale dei trasporti, ma determina anche la necessità di gestire fonti alternative ed equivalenti su aree geografiche diverse. In parallelo, si è lavorato per rendere ciascun plant indipendente, dal punto di vista del sourcing, rispetto agli altri plant del Gruppo, riducendo così il rischio che eventi di disruption remoti impattino il mercato di destinazione di ciascun plant. GESTIONE DEI RAPPORTI CON I FORNITORI L’impegno di CAREL allo sviluppo di una catena di fornitura più sostenibile si concretizza attraverso due elementi: la condivisione del Codice di Condotta fornitori, con cui il Gruppo diffonde principi socio- ambientali e di etica aziendale, e la valutazione della sostenibilità del fornitore, che consente di identificare e mitigare eventuali rischi ESG connessi ai potenziali fornitori in fase di qualifica. Codice Condotta Fornitori Alla fine del 2022, il Consiglio di Amministrazione ha approvato l’adozione di un Codice di Condotta Fornitori che, insieme al Codice Etico, al Modello Organizzativo ex d.lgs. 231/2001 e alla Procedura

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 131 Anticorruzione, costituisce parte fondamentale dei rapporti contrattuali. Il Codice di Condotta Fornitori si applica a tutti i fornitori di CAREL, i quali devono a loro volta assicurarsi che i loro fornitori – ossia i subfornitori di CAREL -, così come qualsiasi altra terza parte che lavori per loro conto, agiscano nel pieno rispetto del Codice quando coinvolti in attività legate a beni o a servizi da fornire al Gruppo CAREL. Il Codice di Condotta Fornitori, la cui attuazione è in carico alla Direzione Supply Chain, nel 2022 è stato oggetto di una estesa campagna di comunicazione e sensibilizzazione che ha raggiunto buona parte del parco fornitori. Al momento della condivisione, è stato anche chiesto ai fornitori di segnalare a CAREL eventuali incongruenze con le loro pratiche attuali e sono stati valutati i feedback. Il documento è stato inoltre reso pubblico nel sito istituzionale di CAREL così da poter essere consultato anche dai fornitori candidati. Dal 2022 la sottoscrizione del Codice di Condotta Fornitori è un passaggio obbligatorio per l’omologazione di nuovi fornitori di componenti e prodotti per il perimetro dei 5 plant produttivi storici del Gruppo 160 . A partire dal 2023, questo obbligo è stato esteso anche ai fornitori di servizi 161 di CAREL Industries; entro il 2026 la firma sarà richiesta ai fornitori di servizi e per le nuove omologazioni di tutti i plant del Gruppo. Dal 2022, il Codice di Condotta Fornitori (o un documento equivalente) è stato sottoscritto da 215 fornitori. I principi etici e gli standard di comportamento delineati in tale Codice si articolano in tre macro-ambiti: business etico e responsabile, tutela dei lavoratori e dei Diritti Umani e attenzione all’ambiente e alle Comunità. Business etico e responsabile CAREL ritiene che adottare comportamenti ispirati a elevati standard etici nella conduzione della propria attività rappresenti una condizione indispensabile per il suo successo, uno strumento di promozione della propria immagine, nonché un patrimonio essenziale dell’organizzazione. Tramite il Codice di Condotta Fornitori, CAREL chiede ai fornitori di impegnarsi in relazione ai seguenti aspetti: • conformità ai requisiti di legge: rispettare leggi e normative vigenti locali, nazionali e internazionali; • sicurezza e conformità di prodotti e servizi: rispettare le leggi e le norme di qualità e sicurezza, adottando un sistema di gestione per la qualità conforme agli standard internazionali. • Conflitto di interessi: evitare conflitti di interessi e a segnalare prontamente eventuali conflitti a CAREL; • confidenzialità, integrità e riservatezza: trattare con diligenza le informazioni confidenziali, rispettare i diritti di proprietà intellettuale di CAREL e agire secondo le leggi vigenti in materia di protezione dei dati; • lotta alla corruzione: operare nel rispetto della legalità e dei principi etici, evitando pagamenti o benefici impropri; • responsabilità economica: rispettare le leggi in materia di contabilità, fiscalità e trasparenza, astenendosi da illeciti economici e finanziari. Tutela dei lavoratori e dei Diritti Umani CAREL ritiene fondamentale agire sempre secondo modalità che assicurino la protezione e la promozione dei diritti umani anche nelle proprie collaborazioni, considerando le controparti come professionisti e innanzitutto come esseri umani. Per questo motivo, CAREL aderisce ai Dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite e si ispira ai valori degli International Labour Standards contemplati nelle convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Tramite il Codice, CAREL chiede ai fornitori di impegnarsi nei confronti di tutti i lavoratori nella catena del valore, in relazione ai seguenti aspetti: 160 I plant produttivi storici del Gruppo sono: Carel Industries, Carel Sud America, Carel USA, Carel Electronic Suzhou e Carel Adriatic. 161 Ad eccezione delle categorie di acquisto per le quali non è prevista l’emissione di una richiesta di acquisto.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 132 • regolarità dei contratti: garantire condizioni di lavoro conformi alle normative e versare regolarmente i contributi di sicurezza sociale; • salute e sicurezza: operare in ottemperanza alle norme sulla sicurezza e salute, riducendo al minimo incidenti e malattie professionali; • lotta a qualsiasi forma di discriminazione: garantire pari opportunità e trattare i lavoratori con equità, rispetto e dignità; • divieto di lavoro forzato: non avvalersi di lavoro forzato o traffico di esseri umani; • divieto di lavoro minorile: impiegare solo lavoratori con età non inferiore a quella stabilita dalle normative; • remunerazione e orario di lavoro: rispettare le norme sui salari e orari di lavoro, assicurando che il lavoro straordinario sia volontario e retribuito; • sicurezza e protezione dei dati personali: proteggere i dati personali secondo le leggi vigenti; • contrattazione collettiva e libertà di associazione: riconoscere il diritto dei lavoratori di aderire a organizzazioni di lavoratori e alla contrattazione collettiva; • Conflict Minerals: utilizzare solo minerali conflict-free, applicando una due diligence per garantire la conformità nella catena di fornitura (per maggiori informazioni sulla gestione dei Conflict Minerals si rimanda al capitolo S2 – Lavoratori nella catena del valore). Attenzione all’ambiente e alle Comunità CAREL contribuisce, nelle sedi appropriate e nello svolgimento della propria attività, alla promozione dello sviluppo scientifico e tecnologico volto alla protezione ambientale, alla salvaguardia delle risorse naturali e a minimizzare gli impatti. CAREL condivide questo impegno con i propri fornitori e con i propri clienti, parti integranti e fondamentali del suo sviluppo. Tramite il Codice, CAREL chiede ai fornitori di impegnarsi in relazione ai seguenti aspetti: • conformità alle norme ambientali: attenersi e rispettare le norme ambientali vigenti, migliorando le prestazioni ambientali; • impatto ambientale delle sostanze pericolose: gestire, misurare e controllare le attività potenzialmente dannose per evitare il rilascio di sostanze pericolose nell'ambiente; • gestione dei rifiuti: ridurre la produzione di rifiuti attraverso il riutilizzo e il riciclaggio, gestendo responsabilmente i rifiuti prodotti; • uso efficiente delle risorse e salvaguardia del clima: utilizzare le risorse in modo responsabile, minimizzando le emissioni di gas a effetto serra e promuovendo il riciclo; • biodiversità: contribuire alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità; • rispetto delle comunità locali: monitorare e affrontare adeguatamente gli impatti prodotti sul territorio in cui opera. Valutazione della sostenibilità del fornitore Nei 5 plant produttivi storici del Gruppo, CAREL ha implementato una procedura 162 di verifica dei fornitori di materiali in fase di omologazione (Phase-In), che si articola in tre momenti: • valutazione del rischio del fornitore: al fine di garantire continuità nell'approvvigionamento, tutti i fornitori di materiali BOM (Bill Of Materials - Distinta base), ad eccezione di quelli relativi agli acquisti occasionali, sono soggetti ad una preliminare valutazione del rischio; • valutazione del processo di tracciabilità: tutti i fornitori di materiali BOM, che possono essere critici in termini di qualità e/o di sicurezza, devono essere dotati di un processo di tracciabilità, che viene valutato da CAREL attraverso la richiesta di compilazione di un questionario di autovalutazione al fornitore e lo svolgimento di un controllo dell’etichetta del prodotto fornito; • valutazione della sostenibilità del fornitore: al fine di promuovere l'etica aziendale e i principi di sostenibilità sociale e ambientale di CAREL lungo la catena di fornitura, ai fornitori è chiesto di autovalutare i propri processi e le proprie iniziative ambientali e sociali. Una volta che il fornitore candidato ha superato positivamente la fase di pre-omologazione, prosegue la fase di omologazione del fornitore attraverso: la raccolta di informazioni aggiuntive su RoHS, REACH e Conflict Minerals (nel caso di fornitore produttore), il campionamento di materiale (nell’ipotesi di fornitura di un nuovo materiale), la verifica dei suoi processi e procedure, per assicurare che siano coerenti con le 162 La Procedura è certificata dal Sistema di Gestione della Qualità ISO 9001:2015 per Carel Industries e Carel Adriatic.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 133 aspettative di CAREL e con le best practice, nonché l’eventuale conduzione di audit fisici presso le sue strutture. Le performance dei fornitori sono poi oggetto di periodica valutazione (cd. Vendor Evaluation) attraverso lo strumento del Vendor Rating, che si compone di due indicatori principali atti a misurare la qualità e il servizio. Inoltre, negli anni scorsi, un panel di fornitori rappresentativi è stato sottoposto anche alla valutazione di sostenibilità, attraverso la compilazione del questionario di autovalutazione, il medesimo utilizzato in fase di pre-omologazione. Il self assessment di sostenibilità incluso nella procedura di Phase-In si articola in tre macroaree tematiche: la salute e sicurezza, l’ambiente e la responsabilità sociale. In particolare, con riferimento alla prima area tematica, vengono indagati i temi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti, nonché la gestione delle situazioni di emergenza. Sotto il profilo ambientale, vengono verificati i consumi di energia e delle risorse idriche, la riduzione degli sprechi ed il rispetto delle normative internazionali sui prodotti chimici, quali ad esempio REACH e RoHS. Infine, per quanto riguarda la sfera sociale, l’ assessment include i temi dei diritti del lavoro (lavoro minorile, salario, orario, libertà di associazione), le previsioni della policy sui Conflict Minerals, la diversità e l’etica aziendale. Il questionario, di natura qualitativa, è strutturato in quattro sezioni: rispetto delle normative e dei regolamenti applicabili (compliance), esistenza di processi strutturati, presenza di iniziative di miglioramento o di riduzione dell’impatto e coinvolgimento ricorsivo della propria base fornitori. Il punteggio è espresso attraverso una scala da 0 a 100, con una soglia target pari a 60. A partire dal 2019, anno di partenza della Survey di sostenibilità, sono stati coinvolti 148 fornitori attivi del Gruppo, i più rappresentativi in termini di fatturato di acquisto, estendendo progressivamente la copertura alle nuove realtà aziendali integrate nel gruppo. Complessivamente la risposta alla survey è stata soddisfacente, con oltre il 98% di risposte pervenute; lo score medio è stato di 79 su 100. Le risposte hanno evidenziato il rispetto dei requisiti di compliance e una discreta sensibilità ai temi della sostenibilità. Il 49% del valore di acquisto del Gruppo CAREL risulta ad oggi coperto dalla verifica di sostenibilità. INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità in relazione alla Catena di approvvigionamento sono di seguito sinteticamente riportate: • Implementazione di un processo di Due Diligence 163 : il Gruppo si è posto l’importante impegno di implementare entro il 2028 un processo strutturato di Due Diligence nella catena di fornitura per i temi sociali e ambientali. Il processo di Due Diligence permetterà di identificare in maniera più puntuale gli impatti, le dipendenze e i rischi connessi ai temi sociali e ambientali nella catena di fornitura, nell’ambito dell’acquisto dei materiali diretti e indiretti 164 e, conseguentemente, di implementare specifiche azioni per prevenire, mitigare e, se necessario, porre rimedio a tali impatti. L'implementazione di questo processo strutturato prevede lo sviluppo delle seguenti attività, il cui grado di completamento sarà monitorato attraverso il raggiungimento di specifici obiettivi definiti dal Gruppo nel nuovo Piano di Sostenibilità: la mappatura dei fornitori (cfr. target 20 della tabella 41), la definizione di un rating di sostenibilità - nelle versioni “light” e “approfondito”, in base al tipo di fornitore - (cfr. target 21 e 22 della tabella 41), e la conduzione di audit fisici ESG, presso fornitori selezionati sulla base dei risultati ottenuti nelle fasi di mappatura e valutazione (cfr. target 23 della tabella 41). • Formazione specifica del personale della Funzione acquisti sui temi ESG: al fine di implementare al meglio il processo di Due Diligence sopra riportato, il Gruppo ha pianificato di erogare formazione specifica sui temi dell’approvvigionamento sostenibile a tutto il personale delle funzioni acquisti di CAREL Industries, tra il 2025 e il 2026. 163 Il processo di Due Diligence pianificato andrà ad aggiungersi all’attività di Due Diligence attualmente condotta con riferimento ai Conflict Minerals. 164 I materiali diretti sono quelli impiegati nella manifattura del prodotto, mentre i materiali indiretti supportano il processo di produzione senza entrare a far parte del prodotto finale.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 134 • Formazione esterna dei fornitori sui temi ESG: il Gruppo ha previsto di erogare tra il 2026 e il 2027 formazione sui temi ESG ad alcuni fornitori (da selezionare sulla base delle evidenze raccolte nel processo di Due Diligence). Tramite engagement diretto dei fornitori, l’attività ha l’obiettivo di diffondere buone pratiche ambientali e sociali nella catena di fornitura. La scelta dei fornitori da coinvolgere e dei temi da affrontare sarà definita sulla base della mappatura dei rischi nella catena di approvvigionamento prevista per i prossimi anni. Per attuare queste tre attività, il Gruppo ha preventivamente stimato un investimento di circa 80 migliaia di euro in CapEx e 500 migliaia di euro in OpEx, connessi all’implementazione di un software per la gestione documentale dei fornitori, alla sottoscrizione dei servizi forniti da EcoVadis e al ricorso a consulenze ed attività di auditing on-site esterne. Si precisa che gli importi di CapEx e OpEx annuali dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. • Introduzione di un MBO sull’approvvigionamento sostenibile: al fine di favorire acquisti più sostenibili, il Gruppo ha scelto di introdurre entro il 2026 un obiettivo specifico all’interno dell’MBO del personale della Funzione acquisti. La tabella seguente riporta in maniera sintetica i target definiti dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025- 2028, il cui raggiungimento consentirà di attuare e promuovere presso i fornitori gli impegni delineati all’interno del Codice di Condotta Fornitori: TABELLA 40: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA # Descrizione del target165 KPI di monitoraggio Anno e valore di base Gestione dell’IRO e risultati attesi 19 Ottenere la sottoscrizione del Codice di Condotta Fornitori da parte del 95% del valore degli acquisti diretti, entro il 2026. % del valore degli acquisti diretti verso fornitori che hanno sottoscritto il Codice di Condotta Fornitori 2024 | 9% Queste attività favoriranno, da un lato, la scelta di fornitori che adottano migliori pratiche in ambito sociale e ambientale, riducendo così il rischio che una gestione inappropriata dei fornitori da prospettive sociali ed ambientali esponga il Gruppo a possibili sanzioni, danni reputazionali e impatti negativi sul business e, dall’altro, la diffusione di buone pratiche socio-ambientali nella catena di fornitura. 20 Mappare il rischio di sostenibilità di tutti i fornitori di materiali diretti, attraverso l’utilizzo del tool IQPlus di EcoVadis, entro l’anno 2025. % di fornitori di materiali diretti sottoposti a mappatura dei rischi di sostenibilità 2024 | 0% (trattasi di una nuova iniziativa) 21 Effettuare un assessment ESG ‘light’ del 95% delle forniture di materiali diretti, tramite tool EcoVadis, entro l’anno 2026. Tale assessment andrà a sostituire il documento di self assessment di sostenibilità ad oggi utilizzato. % di spesa verso fornitori di materiali diretti coperti da assessment ESG “light” 2024 | 49% (tramite il documento di self assesment) 22 Effettuare un assessment ESG “approfondito” di 100 fornitori critici, tramite tool Ecovadis, entro l’anno 2028. N° di fornitori di materiali diretti sottoposti ad assessment ESG “approfondito” 2026 | 0% (trattasi di una nuova iniziativa) 23 Effettuare almeno 50 audit ESG onsite (attraverso una terza parte specializzata) presso fornitori critici (da selezionare sulla base delle evidenze raccolte nel processo di Due Diligence), entro l’anno 2028. N° di fornitori critici sottoposti a audit onsite 2024 | 0% (trattasi di una nuova iniziativa) 165 Per tutti i target riportati il perimetro è limitato ai 5 plant produttivi storici del Gruppo.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 135 FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI DOPO IL 31 DICEMBRE 2024 Non si rilevano fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio. PROSPETTIVE SULL’ANDAMENTO DELL’ESERCIZIO IN CORSO Tutto il 2024 è stato caratterizzato da una forte instabilità geopolitica principalmente a causa del conflitto tra Russia e Ucraina e di quello israelo-palestinese. In termini macroeconomici, lo scenario non è stato omogeno nelle aree geografiche in cui è maggiore la presenza del Gruppo: Europa, Cina e Stati Uniti. In Europa, la traiettoria dell’inflazione si è sostanzialmente stabilizzata intorno al 2-2,5% mentre, tra giugno e dicembre, sono stati implementati quattro tagli dei tassi per una riduzione complessiva di 100 bps. I segnali arrivati dalla Cina non sono stati particolarmente positivi: è stato sì centrato l’obiettivo di crescita del PIL del 5%, ma questo rimane uno dei tassi di crescita più bassi degli ultimi decenni. Per quanto riguarda, infine, gli Stati Uniti, l’economia ha dimostrato di essere particolarmente resiliente, centrando una crescita vicina al 3%. I primi mesi del 2025 descrivono un anno ancora caratterizzato da forte incertezza, acuita dalle prospettive di guerre commerciali con l’imposizione di significativi dazi reciproci, in particolare tra Stati Uniti e vari paesi. In tale scenario, permane, quindi, una visibilità sui risultati futuri limitata. Tenendo conto di ciò e del fatto che l’andamento positivo del portafoglio ordini, riscontrato nei primi mesi dell’anno, necessita di un certo periodo di tempo per tradursi in risultati, il Gruppo si attende ricavi al 31 marzo 2025 vicini a quelli dello stesso periodo del 2024 e un’accelerazione delle performance a partire dal secondo trimestre. Si sottolinea che, quanto sopra non include l’impatto dei recenti e potenziali futuri sviluppi sui dazi.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 136 GRUPPO CAREL INDUSTRIES PROSPETTI DI BILANCIO CONSOLIDATO E NOTE ESPLICATIVE AL 31 DICEMBRE 2024

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 137 SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA (in migliaia di euro) Note 31.12.2024 31.12.2023 Attività materiali 1 123.124 117.504 Attività immateriali 2 379.745 383.266 Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 3 3.999 2.216 Altre attività non correnti 4 4.468 6.868 Attività fiscali differite 5 14.689 14.399 Attività non correnti 526.025 524.254 Crediti commerciali 6 99.606 101.291 Rimanenze 7 94.206 111.722 Crediti tributari 8 6.238 4.264 Crediti diversi 9 22.540 21.166 Attività finanziarie correnti 10 3.290 3.697 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 11 99.119 154.010 Attività correnti 324.998 396.150 TOTALE ATTIVITA' 851.023 920.404 Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 12 434.944 376.422 Patrimonio netto delle interessenze di terzi 13 6.591 19.751 Patrimonio netto consolidato 441.535 396.174 Passività finanziarie non correnti 14 109.367 147.390 Fondi rischi 15 6.358 5.458 Piani a benefici definiti 16 7.390 8.479 Passività fiscali differite 17 26.185 28.788 Altre passività non correnti 18 87.720 99.566 Passività non correnti 237.020 289.681 Passività finanziarie correnti 14 43.231 45.980 Debiti commerciali 19 62.689 74.931 Debiti tributari 20 6.250 5.184 Fondi rischi 15 5.435 6.191 Altre passività correnti 21 54.863 102.263 Passività correnti 172.468 234.549 TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO 851.023 920.404

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 138 CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO (in migliaia di euro) Note 2024 2023 Ricavi 22 578.536 650.247 Altri ricavi 23 6.272 6.007 Acquisti materie prime, componenti, merci e variazione rimanenze 24 (238.092) (283.634) Costi per servizi 25 (82.104) (83.705) Costi di sviluppo capitalizzati 26 5.628 2.286 Costi del personale 27 (162.205) (149.896) Altri proventi/(oneri) 28 (3.165) (4.121) Ammortamenti e svalutazioni 29 (38.345) (32.783) RISULTATO OPERATIVO 66.526 104.400 Proventi / (oneri) finanziari netti 30 (7.073) (9.705) Utile/(Perdite) su cambi 31 3.183 (3.763) Utili/(Perdite) da valutazioni passività per opzioni su quote di minoranza 32 15.356 1.660 Risultato netto delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 33 1.737 613 RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 79.729 93.205 Imposte sul reddito 34 (16.470) (18.732) UTILE/(PERDITA) DELL'ESERCIZIO 63.259 74.473 Interessenza di terzi 617 3.531 UTILE/(PERDITA) DEL GRUPPO 62.642 70.942 CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO (in migliaia di euro) Note 2024 2023 Utile/(perdita) dell’esercizio 63.259 74.473 Altre componenti dell’utile complessivo che si riverseranno nel conto economico in periodi successivi: - Variazione fair value derivati di copertura al netto dell’effetto fiscale (266) (859) - Differenze cambio da conversione 3.805 (9.716) Altre componenti dell’utile complessivo che non si riverseranno nel conto economico in periodi successivi: - Attualizzazione benefici ai dipendenti al netto dell’effetto fiscale (8) (132) Utile/(perdita) complessivo dell’esercizio 66.789 63.767 di cui attribuibile a: - Soci della controllante 66.021 61.089 - Minoranze 769 2.678 Utile per azione Utile per azione (in unità di euro) 12 0,56 0,70

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 139 RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (in migliaia di euro) Note 2024 2023 Utile/(perdita) netto 63.259 74.473 Aggiustamenti per: Ammortamenti e svalutazioni 29 38.345 32.723 Accantonamento e rilasci fondi 11.821 10.220 Altri oneri e proventi non monetari (14.344) 9.474 Imposte 34 16.470 19.028 - Movimenti di capitale circolante: Variazione crediti commerciali e altri crediti correnti 6-8-9 (1.449) (3.875) Variazione magazzino 7 8.475 (8.999) Variazione debiti commerciali e altri debiti correnti 19-20-21 (12.185) (2.225) Variazione attività non correnti 4-5 (3) (285) Variazione passività non correnti 15-16-17-18 (2.074) (462) Flusso di cassa da attività operative 108.315 130.073 Interessi netti pagati (4.219) (8.133) Imposte pagate (18.712) (19.912) Flusso di cassa netto da attività operative 85.384 102.028 Investimenti in attività materiali 1 (21.480) (20.940) Investimenti in attività immateriali 2 (10.119) (6.468) Investimenti/disinvestimenti in attività finanziarie 10 134 8.048 Disinvestimenti in attività materiali e immateriali 402 537 Interessi incassati 3.415 2.604 Investimenti in partecipazioni valutate a patrimonio netto 3 0 (21) Aggregazioni aziendali al netto della cassa acquisita 2 - (180.765) Flusso di cassa netto da attività di investimento (27.647) (197.005) Cessione (acquisizione) di interessenze di minoranza (44.294) - Aumento di capitale 12 - 196.469 Acquisizione azioni proprie - (1.042) Dividendi agli azionisti 12 (21.374) (17.999) Dividendi alle minoranze 13 (54) (3.247) Accensione passività finanziarie 14 10.500 245.880 Rimborsi passività finanziarie 14 (48.401) (259.182) Rimborsi passività per canoni di leasing 14 (8.317) (7.352) Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (111.939) 153.527 Variazione nelle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (54.202) 58.551 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - iniziali 154.010 96.636 Differenze di conversione (689) (1.177) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - finali 99.119 154.010

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 140 VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO Capitale Sociale Riserva legale Riserva di conversione Riserva di Cash Flow Hedge Altre riserve Utili (perdite) esercizi precedenti Risultato del periodo Patrimonio netto Patrimonio netto di terzi Totale Patrimoni o netto Saldi 1.01.2023 10.000 2.000 5.848 1.252 29.232 94.925 62.124 205.379 15.868 221.247 Operazioni tra azionisti Destinazione del risultato - - - - 44.504 17.620 (62.124) - - - Aumento di capitale 1.250 - - - 195.219 - - 196.469 - 196.469 Acquisto azioni proprie - - - - (1.042) - - (1.042) - (1.042) Distribuzione di dividendi - - - - (17.999) - - (17.999) (3.247) (21.246) Opzioni di acquisto su quote di minoranza - - - - (67.475) - - (67.475) - (67.475) Variazione area di consoli- damento - - - - - - - - 4.453 4.453 Totale operazioni tra azionisti 11.250 2.000 5.848 1.252 182.439 112.544 - 315.333 17.074 332.407 Utile/(perdita) del periodo 70.942 70.942 3.531 74.473 Altre componenti del conto economico complessivo - - (8.863) (859) (132) - - (9.854) (853) (10.707) Totale altre componenti del conto economico complessivo - - (8.863) (859) (132) - 70.942 61.089 2.678 63.767 Saldi 31.12.2023 11.250 2.000 (3.015) 393 182.307 112.544 70.942 376.422 19.751 396.174 Saldi 1.01.2024 11.250 2.000 (3.015) 393 182.307 112.544 70.942 376.422 19.751 396.174 Operazioni tra azionisti Destinazione del risultato - 250 - - 22.770 47.922 (70.942) - - - Aumento di capitale - - - - - - - - - - Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - - Distribuzione di dividendi - - - - - (21.374) - (21.374) (54) (21.428) Opzioni di acquisto su quote di minoranza - - - - - - - - - - Variazione area di consolidamento - - - - - 13.875 - 13.875 (13.875) - Totale operazioni tra azionisti 11.250 2.250 (3.015) 393 205.077 152.967 - 368.923 5.823 374.746 Utile/(perdita) del periodo - - - - - - - 62.642 62.642 617 63.259 Altre componenti del conto economico complessivo - - 3.653 (266) (8) - - 3.379 152 3.531 Totale altre componenti del conto economico complessivo - - 3.653 (266) (8) - 62.642 66.021 769 66.789 Saldi 31.12.2024 11.250 2.250 638 127 205.069 152.967 62.642 434.944 6.591 441.535

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 141 NOTE ESPLICATIVE CONTENUTO E FORMA DEL BILANCIO CONSOLIDATO (“la Società” o “la Capogruppo”), società capogruppo dell’omonimo gruppo con sede legale in
Brugine (PD), via Dell’Industria 11
, è una società per azioni con codice fiscale e P. IVA
04359090281, iscrizione al Registro Imprese di Padova. Il Gruppo opera come fornitore di strumenti di controllo per i mercati del condizionamento dell’aria, della
refrigerazione commerciale e industriale, nella produzione di sistemi per l’umidificazione dell’aria.
Il
Gruppo conta 47 filiali commerciali che includono 12 stabilimenti produttivi (suddivisi in 15 aree produttive) a presidio di tutti i principali mercati. La Società capogruppo, in quanto tenuta alla redazione del bilancio consolidato, ha optato in data 28 novembre 2016 e a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2017 per la predisposizione del bilancio d’esercizio e consolidato utilizzando i principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e adottati dall’Unione Europea come previsto dal Regolamento Europeo n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, recepito in
Italia
dal D.L. 38/2005.
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Carel Industries S.p.A. in data 13 marzo 2025. Il bilancio consolidato dell’esercizio comprende le risultanze economiche della Capogruppo e delle società controllate. Il bilancio consolidato è redatto secondo le scritture contabili aggiornate. DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ E CRITERI DI REDAZIONE Il bilancio consolidato del Gruppo Carel Industries al 31 dicembre 2024 è stato predisposto secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002.
Per IFRS si intendono tutti gli IFRS, tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS IC), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (SIC), omologati dall’Unione Europea alla data del bilancio e contenuti nei relativi Regolamenti UE pubblicati a tale data. Esso è costituito dai prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata, conto economico consolidato, conto economico complessivo consolidato, movimenti del patrimonio netto consolidato, rendiconto finanziario consolidato e dalle presenti note esplicative. Il bilancio è stato redatto sulla base della continuità aziendale. In riferimento a tale presupposto, il Gruppo ha valutato, anche in virtù del forte posizionamento competitivo, della elevata redditività e della solidità della struttura patrimoniale e finanziaria, di operare in base al presupposto della continuità aziendale ai sensi dei paragrafi 25 e 26 del Principio IAS 1. Il presente bilancio è redatto in migliaia di euro, che rappresenta la moneta “funzionale” e “di presentazione” del Gruppo Carel Industries secondo quanto previsto dall’International Accounting Standard IAS 21 “Operazioni in valuta”. Ne potrebbero derivare differenze da arrotondamento qualora vengano sommate singole voci, in quanto il calcolo dei singoli elementi è effettuato in unità di euro. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 142 SCHEMI DI BILANCIO Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata. Nella situazione patrimoniale e finanziaria consolidata è stata adottata la distinzione delle attività e passività tra correnti e non correnti secondo quanto previsto dal paragrafo 60 e seguenti dello IAS 1. Un’attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri: ci si aspetta che sia realizzata/estinta o si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo, oppure è posseduta principalmente per essere negoziata, oppure si prevede che si realizzi/estingua entro dodici mesi dalla data di chiusura del bilancio. In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti. Conto economico consolidato. Il Gruppo Carel Industries ha scelto come schema di presentazione del conto economico consolidato la classificazione per “natura di spesa” in quanto più rappresentativa delle operazioni avvenute nel corso dell’esercizio e della propria struttura di business rispetto alla classificazione “per funzione”. Tale struttura è conforme alle modalità di reporting gestionale interno ed in linea con la prassi internazionale per il settore. Con l’adozione dello IAS 1 Rivisto, la società ha deciso di presentare il conto economico complessivo in due prospetti separati. Conto economico complessivo consolidato. Il “conto economico complessivo consolidato”, redatto secondo i principi contabili IFRS emanati dallo IAS e adottati dall’Unione Europea, evidenzia le altre componenti di conto economico consolidato che transitano direttamente nel patrimonio netto consolidato. Rendiconto finanziario consolidato. Il rendiconto finanziario consolidato è stato redatto applicando il metodo indiretto. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali alla data di riferimento. I costi relativi ad interessi e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi generati dalla gestione operativa mentre gli interessi incassati sono inclusi nei flussi da attività di investimento. Nello schema adottato dal Gruppo sono evidenziati separatamente i flussi di cassa derivanti dalle attività operative, da attività di investimento, la variazione nelle posizioni finanziarie non correnti e dei debiti a breve nonché le attività finanziarie correnti. Ove non specificato, gli utili e le perdite su cambi sono classificati tra le attività operative in quanto si riferiscono alla traduzione in euro di crediti e debiti commerciali.
Prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato. Il prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato illustra le variazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto relative a: • destinazione dell’utile di periodo della Capogruppo e di controllate ad azionisti terzi; • ammontari relativi ad operazioni con gli azionisti (acquisto e vendita di azioni proprie); • ciascuna voce di utile e perdita al netto di eventuali effetti fiscali che, come richiesto dagli IFRS è alternativamente imputata direttamente a patrimonio netto (utili o perdite da compravendita di azioni proprie) o ha contropartita in una riserva di patrimonio netto (pagamenti basati su azioni per piani di stock option); • movimentazione delle riserve da valutazione degli strumenti derivati a copertura dei flussi di cassa futuri al netto dell’eventuale effetto fiscale; • l’effetto derivante da eventuali cambiamenti dei principi contabili. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 143 AREA DI CONSOLIDAMENTO Il Bilancio consolidato del Gruppo Carel Industries include i bilanci al 31 dicembre 2024 della Capogruppo Carel Industries S.p.A. e quelli delle imprese controllate italiane ed estere. Sono considerate controllate le società in cui il Gruppo Carel Industries esercita il controllo, come definito dall’IFRS 10 – “Bilancio Consolidato”. Tale controllo esiste quando il Gruppo ha il potere, direttamente o indirettamente, di determinare le politiche finanziarie ed operative di un’impresa al fine di ottenere benefici dalle sue attività. I bilanci delle imprese controllate sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data in cui si assume il controllo fino al momento in cui tale controllo cessa di esistere. Nella nota [35] “Altre informazioni”, sono dettagliate le Società incluse nell’area di consolidamento al 31 dicembre 2024. CRITERI DI CONSOLIDAMENTO Il bilancio consolidato comprende il bilancio della Carel Industries SpA e delle imprese italiane ed estere sulle quali la Capogruppo esercita direttamente od indirettamente il controllo, in particolare, nell’area di consolidamento rientrano: • le società controllate, sulle quali la Capogruppo ha il potere di esercitare il controllo così come definito dall’IFRS 10 “Bilancio consolidato”: tali società sono consolidate con il metodo del consolidamento integrale; • le società collegate, sulle quali la Capogruppo ha il potere di esercitare un’influenza notevole sulle politiche finanziarie e gestionali, pur non avendone il controllo: tali società sono valutate con il metodo del patrimonio netto. Nella redazione del bilancio consolidato vengono adottati i seguenti principali criteri di consolidamento: • le attività e le passività, i ricavi e i costi, delle società consolidate sono assunti secondo il metodo dell’integrazione globale eliminando il valore di carico delle partecipazioni detenute dalla Capogruppo a fronte del relativo patrimonio netto. Eventuali differenze sono rilevate secondo i dettami dell’IFRS 10 “Bilancio Consolidato” e dell’IFRS 3 “Business Combination”; le eventuali quote attribuibili alle minoranze sono iscritte al valore corrente delle attività e passività acquisite senza rilevazione dell’avviamento; • le società del Gruppo vengono deconsolidate dal momento in cui cessa il controllo con rilevazione di eventuali effetti nel patrimonio netto, tra le operazioni tra azionisti; • nella preparazione del bilancio consolidato sono eliminate le partite di debito e di credito, costi e ricavi e tutte le operazioni di ammontare significativo intercorse tra le società comprese nel perimetro di consolidamento, ivi inclusi i dividendi distri buiti nell’ambito del Gruppo. Vengono inoltre eliminati gli utili non ancora realizzati e le plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni fra società del Gruppo; • la quota di patrimonio netto di competenza di terzi è esposta in una apposita voce del patrimonio netto; nel conto economico è evidenziato il risultato di esercizio di competenza dei terzi medesimi; • la conversione in euro dei bilanci delle società estere consolidate espressi in valute estere è effettuata adottando il cambio medio del periodo per le poste del conto economico, ed il cambio in vigore alla data di chiusura dell’esercizio per le poste dell o stato patrimoniale. La differenza tra il cambio di conversione delle poste economiche ed il cambio di conversione delle poste patrimoniali, oltre che le differenze di conversione derivanti dal mutato rapporto di cambio tra inizio e fine esercizio vengono imputate a variazione del patrimonio netto. Tutte le società consolidate integralmente chiudono il loro esercizio sociale al 31 dicembre, tranne Carel India il cui esercizio sociale si chiude al 31 marzo. Tuttavia, ai fini della predisposizione del bilancio consolidato, la filiale indiana predispone un set di informazioni finanziarie coerenti con l’esercizio della consolidante. Il Gruppo monitora periodicamente ogni evento significativo intercorso tra il 31 dicembre di ogni anno e il 31 marzo al fine di identificare potenziali aggiustamenti.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 144 Aggregazioni aziendali Le aggregazioni aziendali sono rilevate secondo l’ acquisition method. Secondo tale metodo il corrispettivo trasferito in un’aggregazione aziendale è valutato al fair value, calcolato come la somma dei fair value delle attività trasferite e delle passività assunte dal Gruppo alla data di acquisizione e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell’impresa acquisita. Gli oneri accessori alla transazione sono generalmente rilevati nel conto economico nel momento in cui sono sostenuti. Le attività e le passività acquisite sono rilevate al fair value alla data di acquisizione; costituiscono un’eccezione le seguenti poste, che sono invece valutate secondo il loro principio di riferimento: • Imposte differite attive e passive; • Attività e passività per benefici ai dipendenti; • Passività o strumenti di capitale relativi a pagamenti basati su azioni dell’impresa acquisita o pagamenti basati su azioni relativi al Gruppo emessi in sostituzione di contratti dell’impresa acquisita; • Attività destinate alla vendita e attività e passività discontinue. L’avviamento è determinato come l’eccedenza tra la somma dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale, del valore del patrimonio netto di pertinenza di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita rispetto al fair value delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione. Se il valore delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione eccede la somma dei corrispettivi trasferiti, del valore del patrimonio netto di pertinenza di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita, tale eccedenza è rilevata immediatamente nel conto economico come provento derivante dalla transazione conclusa. Le quote del patrimonio netto di pertinenza di terzi, alla data di acquisizione, sono al pro-quota del valore delle attività nette riconosciute per l’impresa acquisita. Eventuali corrispettivi sottoposti a condizioni previste dal contratto di aggregazione aziendale sono valutati al fair value alla data di acquisizione ed inclusi nel valore dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale ai fini della determinazione dell’avviamento. Eventuali variazioni successive di tale fair value, che sono qualificabili come rettifiche sorte nel periodo di misurazione, sono incluse nell’avviamento in modo retrospettico. Le variazioni di fair value qualificabili come rettifiche sorte nel periodo di misurazione sono quelle che derivano da maggiori informazioni su fatti e circostanze che esistevano alla data di acquisizione, ottenute durante il periodo di misurazione (che non può eccedere il periodo di un anno dall’aggregazione aziendale). Eventuali variazioni successive del corrispettivo pagato sono contabilizzate nel conto economico.
INFORMAZIONI RILEVANTI SUI PRINCIPI CONTABILI APPLICABILI DAL GRUPPO Il bilancio consolidato dell’esercizio 2024 è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standard (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) omologati dalla Commissione Europea e in vigore alla data di chiusura dell’esercizio.
È presentato in euro, l
a valuta funzionale del Gruppo in quanto moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente, arrotondando gli importi alle migliaia.
Il bilancio riflette, su base consolidata, le situazioni economiche e patrimoniali della Carel Industries S.p.A. e delle società controllate. I bilanci utilizzati per la stesura del bilancio consolidato sono quelli predisposti dalle società controllate, in conformità ai principi contabili internazionali, con riferimento al 31 dicembre 2024. Il bilancio consolidato è costituito dal conto economico consolidato e dal conto economico complessivo consolidato, dalla situazione patrimoniale e finanziaria consolidata, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle presenti Note esplicative che fanno parte integrante del bilancio consolidato stesso. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 145 Il bilancio consolidato è stato predisposto in applicazione del criterio del costo ad eccezione degli strumenti di finanza derivata a copertura del rischio tasso e cambio e dei titoli disponibili valutati al fair value secondo quanto previsto dallo IFRS9 “Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione”. La predisposizione del bilancio consolidato in conformità con gli IAS/IFRS richiede al management di effettuare delle stime ed assunzioni che hanno impatto sugli importi riportati negli schemi di bilancio e nelle relative note; i risultati consuntivi potrebbero differire dalle stime effettuate. Si rinvia al paragrafo “Utilizzo di stime” per una descrizione delle aree di bilancio più soggette all’uso di stime. Ai fini della predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, il Gruppo Carel Industries, a seguito della decisione di adottare i principi IFRS a partire dal bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2017, ha utilizzato il set di principi IFRS in vigore a partire dal 1 gennaio 2017, in conformità con quanto richiesto dal principio IFRS 1. PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1 GENNAIO 2024 I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dalla Società a partire dal 1° gennaio 2024: • In data 23 gennaio 2020 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current” ed in data 31 ottobre 2022 ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Non-Current Liabilities with Covenants”. Tali modifiche hanno l’obiettivo di chiarire come classificare i debiti e le altre passività a breve o lungo termine. Inoltre, le modifiche migliorano altresì le informazioni che un’entità deve fornire quando il suo diritto di differire l’estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di determinati parametri (i.e. covenants). • In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback”. Il documento richiede al venditore-lessee di valutare la passività per il lease riveniente da una transazione di sale & leaseback in modo da non rilevare un provento o una perdita che si riferiscano al diritto d’uso trattenuto. • In data 25 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 7 Statement of Cash Flows and IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures: Supplier Finance Arrangements”. Il documento richiede ad un’entità di fornire informazioni aggiuntive sugli accordi di reverse factoring che permettano agli utilizzatori del bilancio di valutare in che modo gli accordi finanziari con i fornitori possano influenzare le passività e i flussi finanziari dell’entità e di comprendere l'effetto di tali accordi sull’esposizione dell’entità al rischio di liquidità. Tutte le modifiche sono state applicate a partire dal 1° gennaio 2024. L’adozione di tali principi ed emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio consolidato.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DALLA SOCIETÀ AL 31 DICEMBRE 2024 I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati omologati dall’Unione Europea ma non sono ancora obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2024: • In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di applicare una metodologia in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa. La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2025, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli Amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato dall’adozione di tale emendamento. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 146 PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS NON ANCORA OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA Alla data di riferimento del presente bilancio gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti. • In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio “IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements” che sostituirà il principio “IAS 1 Presentation of Financial Statements”. Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione dei principali schemi di bilancio e introduce importanti modifiche con riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di: • classificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico; • presentare due nuovi sub-totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT). Il nuovo principio inoltre: • richiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management; • introduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e, • introduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l’eliminazione di alcune opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati). Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Al momento gli Amministratori stanno valutando i possibili effetti dell’introduzione di questo nuovo principio sul bilancio separato della Società. • In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio “IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures”. Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta i seguenti requisiti: • non ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli; • la propria società controllante predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS. Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli Amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato dall’adozione di tale emendamento. • In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments—Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post-implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026. Gli Amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato dall’adozione di tale emendamento. • In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Annual Improvements Volume 11”. Il documento include chiarimenti, semplificazioni, correzioni e cambiamenti volti a migliorare la coerenza di diversi IFRS Accounting Standards. I principi modificati sono: • IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards; • IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures e le relative linee guida sull'implementazione dell'IFRS 7; • IFRS 9 Financial Instruments; • IFRS 10 Consolidated Financial Statements; • IAS 7 Statement of Cash Flows.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 147 Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli Amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato dall’adozione di tali emendamenti. CRITERI DI VALUTAZIONE Ricavi e costi I ricavi sono misurati in base al corrispettivo previsto contrattualmente con il cliente e non includono gli ammontari riscossi per conto di terzi. Il Gruppo iscrive i ricavi al momento del trasferimento al cliente del controllo sui beni o servizi promessi. I ricavi sono rilevati nella misura in cui è probabile che al Gruppo affluiranno dei benefici economici e il loro ammontare può essere determinato in modo attendibile. La maggior parte dei contratti con i clienti prevedono sconti commerciali e sconti basati su volumi che vanno a rettificare il valore dei ricavi stessi; il Gruppo, nella definizione dell’ammontare del corrispettivo variabile che può essere incluso nel prezzo della transazione calcola, ad ogni data di bilancio, l’ammontare dei corrispettivi variabili che non possono ancora essere ritenuti realizzati. I ricavi per vendita di prodotti e servizi HVAC sono riferiti a vendite di prodotti per il controllo e l’umidificazione dell’aria nel segmento industriale, residenziale e commerciale (heat ventilation e air conditioning) mentre i ricavi Refrigeration sono riferiti a vendite destinate al food retail e food service. Le vendite in entrambi i mercati possono essere ulteriormente suddivise nei seguenti tre macro canali: OEM (Original Equipment Manufaturer), distributori (Dealers) e singoli progetti specifici (Projects). I ricavi No Core sono caratterizzati sempre da prodotti che tuttavia non rientrano nel Core business del Gruppo. Per quanto concerne il riconoscimento dei ricavi relativi al Gruppo Kiona, gli stessi includono contratti con clienti che comprendono il corrispettivo per la vendita di hardware, per l’installazione e per la fornitura continuativa di servizi. Ai fini della rilevazione dei ricavi, il management ha valutato se alcuni o tutti questi componenti sono considerati come un'obbligazione di prestazione separata ai sensi degli IFRS. Il management ha concluso che i contratti con i clienti comprendono due componenti che rappresentano obblighi di prestazione distinti ai sensi degli IFRS ed in particolare l'hardware e il servizio continuativo fornito nei periodi successivi. Il corrispettivo ricevuto pertanto è ripartito tra queste due obbligazioni di prestazione. Le garanzie relative a queste categorie di prodotti sono garanzie per riparazioni di carattere generale e nella maggior parte dei casi il Gruppo non fornisce garanzie estese pertanto il Gruppo contabilizza le garanzie in conformità allo IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets. Non vi sono significative prestazioni di servizi che hanno durata prolungata nel tempo. I costi di pubblicità e ricerca, in accordo con lo IAS 38 “Attività Immateriali”, sono integralmente imputati a conto economico. I ricavi da prestazioni di servizi sono rilevati quando i servizi sono resi.
Interessi I ricavi e gli oneri sono rilevati per competenza sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività e passività finanziarie, utilizzando il tasso di interesse effettivo.
Dividendi Sono rilevati quando sorge il diritto degli Azionisti a ricevere il pagamento che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione dei dividendi. La distribuzione di dividendi viene quindi registrata come passività nel bilancio del periodo in cui la distribuzione degli stessi viene approvata dall’Assemblea degli Azionisti.
Imposte sul reddito Le imposte riflettono una stima realistica del carico fiscale, determinata applicando la normativa vigente nei Paesi nei quali il Gruppo Carel Industries esercita la sua attività; il debito per imposte correnti viene contabilizzato nella situazione patrimoniale e finanziaria al netto di eventuali acconti di imposta pagati.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 148 Le imposte anticipate e le imposte differite riflettono le differenze temporanee esistenti tra il valore attribuito ad una attività o ad una passività secondo i criteri dettati dai principi internazionali IAS/IFRS ed il valore attribuito alle stesse ai fini fiscali, valorizzate sulla base delle aliquote fiscali attuali o ragionevolmente stimate per gli esercizi futuri. In particolare, le imposte anticipate sono iscritte solo se esiste la probabilità della loro recuperabilità, mentre le imposte differite sono sempre rilevate ad eccezione di talune situazioni che non siano in linea con lo IAS 12 “Imposte” (come nel caso di iscrizione dell’avviamento o nel caso in cui il Gruppo non preveda l’utilizzo di tali imposte differite in un periodo di tempo sufficientemente prevedibile). Il Gruppo non effettua compensazioni tra le imposte anticipate e le imposte differite. Le imposte differite sulle riserve in sospensione di imposta della consolidante sono iscritte nell’esercizio in cui viene contabilizzata la passività relativa al pagamento del dividendo.
Criteri di conversione delle poste in valuta I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell’incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico. I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. A fine esercizio le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni (che rimangono iscritte al valore di cambio della data di transazione), sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico. I principali tassi di cambio (valuta per 1 euro) utilizzati per la traduzione dei bilanci in valuta diversa dall’Euro, per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e 31 dicembre 2023 (dato comparativo) sono di seguito riepilogati: Valute Cambi medi Cambi finali 31.12.2024 31.12.2023 31.12.2024 31.12.2023 Sterlina inglese 0,847 0,870 0,829 0,869 Dollaro Hong Kong 8,445 8,465 8,069 8,631 Real brasiliano 5,828 5,401 6,425 5,362 Dollaro statunitense 1,082 1,081 1,039 1,105 Dollaro australiano 1,640 1,629 1,677 1,626 Renmimbi (Yuan) cinese 7,788 7,660 7,583 7,851 Rupia Indiana 90,556 89,300 88,934 91,905 Rand Sudafricano 19,830 19,955 19,619 20,348 Rublo russo 100,280 92,874 106,103 99,192 Won Sud Coreano 1.475,404 1.412,880 1.532,150 1.433,660 Pesos Messicano 19,831 19,183 21,550 18,723 Corona Svedese 11,433 11,479 11,459 11,096 Yen Giapponese 163,852 151,990 163,060 156,330 Zloty Polacchi 4,306 4,542 4,275 4,340 Bath Tailandese 38,181 37,631 35,676 37,973 Dirham (Emirati Arabi) 3,975 3,971 3,815 4,058 Dollaro di Singapore 1,446 1,452 1,416 1,459 Corona Norvegese 11,629 11,425 11,795 11,241 Franco Svizzero 0,953 0,972 0,941 0,926 Grivnia Ucraina 43,490 39,540 43,686 41,996 Dollaro canadese 1,482 1,460 1,495 1,464 Lira Turca 35,573 25,760 36,737 32,653 Dollaro Neozelandese 1,788 1,762 1,853 1,750 Tenge Kazakistan 507,914 493,570 544,980 502,480 Corona Danese 7,459 7,451 7,458 7,453
Attività materiali Le attività materiali sono rilevate al costo storico, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l’uso per cui è stato acquistato.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 149 Le spese di manutenzione e riparazione, che non siano suscettibili di valorizzare e/o prolungare la vita residua dei beni, sono spesate nell’esercizio in cui sono sostenute, in caso contrario vengono capitalizzate.
Le attività materiali sono esposte al netto dei relativi ammortamenti accumulati e di eventuali perdite di valore determinate secondo le modalità descritte nel seguito. L’ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene per l’impresa, che è riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, se necessari, sono apportati con applicazione prospettica. Le aliquote di ammortamento delle principali classi di immobilizzazioni materiali sono le seguenti: Fabbricati industriali da 3% a 5% Impianti e macchinari da 10% a 15,5% Attrezzature industriali e commerciali da 12% a 40% I terreni hanno vita utile indefinita e pertanto non sono soggetti ad ammortamento. Le attività possedute mediante contratti di lease sono riconosciute come attività al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata in bilancio tra i debiti finanziari. I beni sono ammortizzati in relazione alla durata dei relativi contratti. Per i contratti la cui durata è inferiore ai 12 mesi (short term lease) o il cui valore si configura come low-value asset, i relativi costi sono rilevati a conto economico lungo la durata del contratto. I beni sono ammortizzati secondo le aliquote sopra riportate. Al momento della vendita o quando non sussistono benefici economici futuri, attesi dall’uso di un bene, esso viene eliminato dal bilancio e l’eventuale perdita o utile (calcolata come differenza tra il valore di cessione ed il valore di carico) viene rilevata a conto economico nell’anno della suddetta eliminazione.
Avviamento Rappresenta la differenza tra i) il corrispettivo trasferito per un’acquisizione aziendale, l’importo di qualsiasi partecipazione di minoranza e il fair value alla data di acquisizione di interessenza precedentemente possedute, e ii) il fair value alla data di acquisizione delle attività identificabili e delle
passività assunte.
L’avviamento non viene ammortizzato ma è soggetto a verifica annuale di perdita di
valore ovvero qualora si verificano eventi che ne fanno presupporre una riduzione (“Impairment test”). Altre attività immateriali Sono attività non monetarie identificabili, prive di consistenza fisica, sottoposte al controllo dell’impresa, in grado di far affluire alla società benefici economici futuri. Sono inizialmente rilevate al costo quando esso può essere determinato in modo attendibile secondo le stesse modalità indicate per le attività materiali. Tali attività sono successivamente iscritte al netto dei relativi ammortamenti accumulati e di eventuali perdite di valore. La vita utile viene riesaminata con periodicità ed eventuali cambiamenti, se necessari, sono apportati con applicazione prospettica. Eventuali immobilizzazioni immateriali generate internamente sono capitalizzate, nei limiti e alle condizioni previste dallo IAS 38. La vita utile stimata è compresa tra i 3 e i 15 anni. Gli utili o le perdite derivanti dall’alienazione di una attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione ed il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell’alienazione.
Perdite di valore delle attività non finanziarie Le attività che hanno una vita utile indefinita non vengono sottoposte ad ammortamento ma vengono sottoposte almeno annualmente ad impairment test volto a verificare se il valore contabile delle stesse si sia ridotto. Il Consiglio di Amministrazione ha adottato una policy che definisce i criteri di esecuzione dell’impairment test, i controlli da porre in essere per garantire l’affidabilità del processo e l’iter approvativo del test, in linea con la raccomandazione Consob 0003907 del 15.1.2015. Le attività soggette ad ammortamento vengono sottoposte ad impairment test qualora vi siano eventi o circostanze indicanti che il valore contabile non può essere recuperato (trigger event). In entrambi i casi

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 150 l’eventuale perdita di valore è contabilizzata per l’importo del valore contabile che eccede il valore recuperabile. Quest’ultimo è dato dal maggiore tra il fair value dell’asset al netto dei costi di vendita ed il suo valore d’uso. Qualora non sia possibile determinare il valore d’uso di una attività individualmente, occorre determinare il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi finanziari (“cash generating units” o CGU) cui l’attività appartiene. Gli assets vengono raggruppati al più piccolo livello per il quale ci sono flussi finanziari indipendenti ed il Gruppo provvede poi al computo del valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per la CGU applicando un tasso di sconto che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi dell’attività. Successivamente, se una perdita su attività, diverse dall’avviamento, viene meno o si riduce, il valore contabile dell’attività o dell’unità generatrice di flussi finanziari è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile che, tuttavia, non può eccedere il valore che si sarebbe determinato se non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore. Il ripristino di una perdita di valore è iscritto immediatamente a conto economico secondo quanto previsto dal modello di determinazione del valore dello IAS 16 “Immobili, Impianti e macchinari”.
Partecipazioni Le partecipazioni in società collegate e joint venture sono valutate con il metodo del patrimonio netto, mentre le altre partecipazioni sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a patrimonio netto; quando il fair value non può essere attendibilmente determinato, le partecipazioni sono valutate al costo rettificato per perdite derivanti da impairment, il cui effetto è riconosciuto nel conto economico. Qualora vengano meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le partecipazioni valutate al costo sono rivalutate nei limiti delle svalutazioni effettuate con imputazione dell’effetto a conto economico.
Attività finanziarie Sono iscritte inizialmente al loro fair value e successivamente valutate secondo il loro costo ammortizzato. Inizialmente tutte le attività finanziarie sono rilevate al fair value, aumentato, nel caso di attività diverse da quelle al fair value con variazioni a conto economico, degli oneri accessori. Al momento della sottoscrizione, il Gruppo valuta se un contratto contiene derivati impliciti. I derivati impliciti sono scorporati dal contratto ospite se questo non è valutato al fair value quando l’analisi evidenzia che le caratteristiche economiche ed i rischi del derivato implicito non sono strettamente correlati a quelli del contratto ospite. ll Gruppo determina la classificazione delle proprie attività finanziarie dopo la rilevazione iniziale e, ove adeguato e consentito, rivede tale classificazione alla chiusura del periodo di rendicontazione. Tutti gli acquisti e vendite di attività finanziarie sono rilevati alla data di negoziazione, ovvero alla data in cui il Gruppo assume l’impegno di acquistare o vendere l’attività. Tutte le attività finanziarie rilevate che rientrano nell’ambito di applicazione dell’IFRS 9 sono rilevate al costo ammortizzato o al fair value sulla base del modello di business per la gestione delle attività finanziarie e delle caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell’attività finanziaria. Specificamente: • Strumenti di debito detenuti nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finanziarie finalizzato alla raccolta dei flussi di cassa contrattuali, e che hanno flussi di cassa rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e da interessi sull’importo del capitale da restituire, sono successivamente valutati al costo ammortizzato; • Strumenti di debito detenuti nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie, e che hanno flussi di cassa rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e da interessi sull’importo del capitale da restituire, sono successivamente valutati al fair value con variazioni rilevate nelle altre componenti del conto economico complessivo (FVTOCI); • Tutti gli altri strumenti di debito e gli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale sono successivamente valutati al fair value, con variazioni rilevate nell’utile (perdita) d’esercizio (FVTPL). Quando un investimento in uno strumento di debito misurato come FVTOCI è eliminato, l’utile (perdita) cumulato riconosciuto in precedenza tra le altre componenti del conto economico complessivo è

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 151 riclassificato dal patrimonio netto all’utile (perdita) d’esercizio tramite una rettifica da riclassificazione. Al contrario, quando un investimento in uno strumento rappresentativo di capitale designato come valutato FVTOCI è eliminato, l’utile (perdita) cumulato riconosciuto in precedenza tra le altre componenti del conto economico complessivo è successivamente trasferito negli utili portati a nuovo senza transitare dal conto economico. Gli strumenti di debito successivamente valutati al costo ammortizzato o FVTOCI sono assoggettati ad impairment. Eventuali perdite da impairment sono contabilizzate a conto economico previo utilizzo dell’eventuale riserva di fair value precedentemente accantonata. L’eventuale successivo ripristino di valore è rilevato a conto economico salvo per i titoli azionari per i quali è rilevato nella riserva di patrimonio netto.
Rimanenze Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore tra il costo di acquisto e/o di produzione, determinato secondo il metodo del costo medio ponderato, ed il valore netto di realizzo. Il costo di acquisto è inclusivo degli oneri accessori; il costo di produzione comprende i costi di diretta imputazione ed una quota dei costi indiretti, ragionevolmente imputabili ai prodotti. Per quanto riguarda i prodotti in corso di lavorazione, la valorizzazione è stata effettuata al costo medio effettivo dell’esercizio, tenendo conto dello stato di avanzamento delle lavorazioni eseguite. Le rimanenze obsolete e/o di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro presunta possibilità di utilizzo o di realizzo futuro, mediante l’iscrizione di un apposito fondo rettificativo del valore delle rimanenze. La svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se vengono meno i motivi della stessa.
Crediti commerciali I crediti sono iscritti inizialmente al fair value, che corrisponde al valore nominale e, successivamente, valutati al costo ammortizzato e ridotti in caso di perdite di valore. Inoltre, sono adeguati al loro presumibile valore di realizzo mediante l’iscrizione di un apposito fondo rettificativo. Il Gruppo ha adottato una policy al fine di considerare nel calcolo del fondo svalutazione crediti l’“expected credit losses” considerando sia i trend storici rilevati nel corso degli esercizi precedenti sia le aspettative di realizzo futuro in base alla geografia di iscrizione dei crediti stessi. I crediti in valuta diversa dalla moneta di conto sono iscritti al tasso di cambio del giorno dell’operazione e, successivamente, convertiti al cambio di fine anno. L’utile o la perdita derivante dalla conversione viene imputato a conto economico.
Disponibilità liquide Comprendono i valori numerari, ossia quei valori che possiedono i requisiti della disponibilità a vista od a brevissimo termine (durata originaria fino a tre mesi), del buon esito e dell’assenza di spese per la riscossione.
Benefici ai dipendenti Rientrano in tale voce il Trattamento di fine rapporto (“TFR”) e gli altri fondi per benefici ai dipendenti previsti dallo IAS 19 “benefici ai dipendenti”. Il TFR, in qualità di piano a benefici definiti, è rilevato sulla base di valutazioni effettuate alla fine di ogni esercizio da parte di attuari indipendenti. La passività iscritta nello stato patrimoniale rappresenta il valore attuale dell’obbligazione erogabile al termine del rapporto di lavoro, che i dipendenti hanno maturato alla data di bilancio calcolato tenendo conto dei risultati ottenuti dall’applicazione del metodo della proiezione unitaria del credito.
Fondi per rischi In accordo con lo IAS 37 “Accantonamenti, passività e attività potenziali”, gli accantonamenti sono contabilizzati quando esiste un’obbligazione (legale o implicita) risultante da un evento passato, è probabile l’impiego di risorse per adempiere all’obbligazione e può essere effettuata una stima attendibile dell’importo derivante dall’adempimento dell’obbligazione stessa. Le variazioni di stima tra un esercizio ed il successivo sono imputate a conto economico.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 152 Se l’effetto finanziario legato al tempo risulta essere significativo e le date di pagamento dell’obbligazione sono attendibilmente stimabili, l’accantonamento è esposto al valore attuale. La successiva variazione legata al passare del tempo è iscritta al conto economico tra i componenti finanziari. Per i rischi possibili ma non probabili, non viene effettuato alcuno stanziamento ma viene fornita adeguata descrizione nelle Note Esplicative.
Debiti commerciali ed altre passività correnti I debiti commerciali e le altre passività correnti, le cui scadenze rientrano nei normali termini commerciali, sono iscritte inizialmente al costo, identificato dal valore nominale, e non sono attualizzate. Qualora la scadenza non rientri nei normali termini commerciali, la componente finanziaria viene scorporata impiegando un idoneo tasso di mercato.
Passività finanziarie Sono classificate fra le passività correnti a meno che la società non abbia un diritto incondizionato di differire il loro pagamento per almeno dodici mesi dopo la data di bilancio, e vengono rimosse dal bilancio al momento della loro estinzione nel momento in cui il Gruppo ha trasferito tutti i rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso. Sono iscritte inoltre al fair value iniziale e poi misurate successivamente con il metodo dell’amortized cost.
Strumenti finanziari derivati Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati solamente con l’intento di copertura dei rischi finanziari relativi alle variazioni dei tassi di cambio sulle transazioni commerciali in valuta e dei tassi di interesse sull’indebitamento a medio/lungo termine. Gli strumenti finanziari derivati sono rilevati in bilancio e successivamente valutati al “fair value” applicando i seguenti trattamenti contabili: Fair value hedge – se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alle variazioni del valore corrente di una attività o di una passività di bilancio che può determinare effetti sul conto economico, l’utile o la perdita derivante dalle successive valutazioni del valore corrente dello strumento di copertura sono rilevati a conto economico, come pure l’utile o la perdita sulla posta coperta. Cash flow hedge – se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alla variabilità dei flussi di cassa di una attività o di una passività di bilancio o di un’operazione prevista altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto economico, la porzione efficace degli utili o delle perdite sullo strumento finanziario è rilevata nel patrimonio netto; l’utile o la perdita cumulati sono stornati dal patrimonio netto e contabilizzati a conto economico nello stesso periodo in cui viene rilevata l’operazione oggetto di copertura; l’utile o la perdita associati ad una copertura o a quella parte della copertura diventata inefficace, sono iscritti a conto economico quando l’inefficacia è rilevata. Qualora non ricorrano le condizioni per l’applicazione dell’hedge accounting, gli effetti derivanti dalla valutazione al “fair value” dello strumento finanziario derivato sono imputati direttamente a conto economico.
Utilizzo di stime La predisposizione del bilancio consolidato ha richiesto agli Amministratori l’applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si basano su difficili e soggettive valutazioni ovvero sull’esperienza storica o su assunzioni che vengono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. L’applicazione di tali stime ed assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali la situazione patrimoniale e finanziaria, il conto economico ed il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle valutazioni per le quali sono state utilizzate le suddette stime ed assunzioni possono differire da quelli riportati nei bilanci a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano. Le voci che data la loro natura hanno previsto un maggior ricorso da parte degli Amministratori all’uso di stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate può avere un impatto sul bilancio consolidato sono:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 153 • Fondo obsolescenza magazzino: le giacenze di materie prime e prodotti finiti a lenta rotazione sono periodicamente analizzate sulla base dei dati storici e sulla possibilità di vendita delle stesse a valori inferiori rispetto alle normali transazioni di mercato. Se da queste analisi risulta la necessità di ridurre il valore delle giacenze, viene contabilizzato un apposito fondo svalutazione; la determinazione del fondo obsolescenza magazzino è determinato sulla base di dati storici e di mercato, eventuali cambiamenti negli scenari di riferimento e nell’andamento del mercato possono modificare in maniera anche significativa i criteri utilizzati per la determinazione delle stime sottostanti. • Leases: la determinazione del valore dei diritti d’uso emergenti da contratti di lease, e le relative passività finanziarie, costituisce una stima significativa da parte del management. In particolare, un elevato livello di giudizio è esercitato nella determinazione del lease-term, e nel calcolo dell’incremental borrowing rate. La determinazione del lease term tiene in considerazione le scadenze del contratto sottoscritto nonché delle eventuali clausole di rinnovo che il Gruppo ritiene ragionevolmente certe nel loro esercizio. L’incremental borrowing rate è costruito considerando la tipologia di asset oggetto del contratto di lease, la giurisdizione nella quale lo stesso viene acquisito e la valuta in cui è denominato il contratto. Eventuali cambiamenti negli scenari di riferimento e nell’andamento del mercato potrebbero richiedere la rivisitazione delle componenti descritte.
• Impairment test per l’avviamento: il Gruppo verifica almeno annualmente, tramite “l’impairment test”, l’eventuale perdita di valore dell’avviamento. Ai fini di tale verifica, il valore recuperabile generato dalle unità generatrici di flussi finanziari è stato determinato come valore d’uso tramite il metodo del “discounted cash flow”. Nell’applicare tale metodo il Gruppo utilizza varie assunzioni, inclusa la stima dei futuri incrementi nelle vendite, dei costi operativi, del tasso di crescita dei valori terminali, degli investimenti, delle variazioni nel capitale di funzionamento e del costo medio ponderato del capitale (tasso di sconto). Al variare delle principali stime ed assunzioni effettuate nella predisposizione del piano, e quindi del test di impairment, potrebbe modificarsi il valore d’uso ed il risultato che effettivamente verrà raggiunto circa il valore di realizzo delle attività iscritte.
• Stima del fair value. L’IFRS 13 rappresenta un’unica fonte di riferimento per la valutazione al fair value e per la relativa informativa quando tale valutazione è richiesta o consentita da altri principi contabili. Nello specifico, il principio riunisce la definizione di fair value stabilendo che è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Inoltre, il nuovo principio sostituisce e amplia l’informativa di bilancio richiesta relativamente alle valutazioni al fair value dagli altri principi contabili, compreso l’IFRS 7 “Strumenti finanziari: informazioni integrative”. L’IFRS13 stabilisce una gerarchia che classifica in livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per misurare il fair value. I livelli previsti, disposti in ordine gerarchico, sono i seguenti: • input di livello 1: sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione; • input di livello 2: sono variabili diverse dai prezzi quotati inclusi nel livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per le attività o per le passività; • input di livello 3: sono variabili non osservabili per le attività o per le passività. La metodologia utilizzata per tale stima è stata la seguente: • il fair value dei titoli quotati disponibili per la vendita è calcolato sulla base delle quotazioni di borsa (livello 1); • il fair value dei contratti a copertura del rischio cambio, calcolato sulla base dell’attualizzazione della differenza tra il prezzo a termine a scadenza ed il prezzo a termine per la durata residua alla data di valutazione (fine esercizio) ad un tasso di interesse senza rischio (livello 2); • il fair value dei derivati a copertura del rischio tasso è basato su quotazioni degli intermediari. Tale valore è comunque calcolato sulla base del valore attuale dei flussi di cassa futuri sulla base dei tassi di interesse alla data di bilancio (livello 2). Per ulteriori informazioni sulle assunzioni utilizzate per la determinazione dei valori si rinvia alle specifiche note riportate nei commenti dell’attività o passività. • Il fair value degli strumenti finanziari non quotati in un mercato regolamentato viene determinato sulla base delle tecniche di valutazione generalmente adottate nel settore finanziario ed in particolare: • il fair value degli interst rate swap (IRS) è calcolato sulla base del valore corrente dei flussi di cassa futuri;

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 154 • il fair value dei contratti forward a coperture del rischio cambio è calcolato sulla base del valore corrente della differenza tra il tasso di cambio forward contrattualizzato e il tasso di cambio spot alla data di bilancio; • il fair value delle opzioni sottoscritte a copertura del rischio cambio è calcolato sulla base di modelli matematici che considerano il tasso di cambio forward contrattualizzato, il tasso di cambio spot alla data di bilancio ed il costo sostenuto per sottoscrivere l’opzione.
INFORMATIVA SU RISCHI E STRUMENTI FINANZIARI Il principio contabile internazionale IFRS 7, prescrive alle società di fornire in bilancio informazioni integrative che consentano agli utilizzatori di valutare: • la rilevanza degli strumenti finanziari con riferimento alla situazione patrimoniale e finanziaria e al risultato economico delle società stesse; • la natura e l’entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari cui le società siano esposte nel corso dell’esercizio e alla data di riferimento del bilancio, e il modo in cui questi vengono gestiti. I criteri contenuti nel presente principio integrano i criteri per la rilevazione, la valutazione e l’esposizione in bilancio delle attività e passività finanziarie contenute nello IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio e informazioni integrative” e nell’IFRS9. Nella presente sezione viene quindi riportata l’informativa supplementare prevista dall’IFRS 7. I principi contabili applicati nella preparazione del bilancio consolidato relativamente agli strumenti finanziari sono descritti nella sezione “Criteri di valutazione”. L’attività del Gruppo è esposta ad una serie di rischi finanziari suscettibili di influenzare la situazione patrimoniale/finanziaria, il risultato economico ed i flussi finanziari attraverso il relativo impatto sulle operazioni in strumenti finanziari poste in essere. Tali rischi sono così riassumibili: a. rischio di credito; b. rischio di liquidità; c. rischio di mercato (rischio valutario, rischio di tasso d’interesse e altri rischi di prezzo). La responsabilità complessiva per la creazione e la supervisione di un sistema di gestione dei rischi finanziari del Gruppo compete al Consiglio di Amministrazione cui fanno capo le diverse unità organizzative responsabili funzionalmente della gestione operativa delle singole tipologie di rischio. Tali unità definiscono, nell’ambito delle linee-guida tracciate dall’organo direttivo e per ciascun rischio specifico, gli strumenti e i tecnicismi atti alla relativa copertura e/o trasferimento a terzi (assicurazione) ovvero valutano i rischi non coperti né assicurati. Nel seguito viene commentato il grado di significatività dell’esposizione del Gruppo alle varie categorie di rischio finanziario individuate. RISCHIO DI CREDITO Il Gruppo opera su diversi mercati nazionali con un elevato numero di clienti di medie e grandi dimensioni rappresentati principalmente dai distributori regionali/locali. Di conseguenza il Gruppo è esposto ad un rischio di credito collegato alla capacità dei clienti di ottenere finanziamenti dal sistema bancario. Il Gruppo applica una politica basata sull’attribuzione di rating e limiti di acquisto per la sua base di clienti e al rilascio periodico di report standard, al fine di raggiungere un alto grado di controllo sul recupero crediti. Ogni società del Gruppo si occupa, attraverso un credit manager locale, del recupero dei crediti sulle vendite effettuate nei rispettivi mercati. Il coordinamento tra le società che operano nello stesso mercato (ad esempio, le società italiane) si basa sullo scambio elettronico di informazioni relative ai clienti comuni e attraverso il coordinamento sull’eventuale blocco delle consegne o l’avvio di azioni legali. Il fondo svalutazione crediti è iscritto al valore nominale della quota inesigibile dopo aver dedotto la parte del credito assistito da garanzie bancarie. Tutte le garanzie devono essere valutate criticamente riguardo l’esigibilità. La svalutazione è effettuata in base ad un’analisi puntuale delle partite scadute, dei clienti per i quali si abbiano notizie di difficoltà finanziarie e dei crediti per i quali è stata iniziata un’azione legale.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 155 Inoltre, non sono state modificate le condizioni di pagamento applicate ai clienti né le politiche di gestione del rischio di credito, mentre è stato prudenzialmente elevato il livello di monitoraggio delle posizioni nei confronti dei clienti. La seguente tabella mostra la ripartizione per fascia di scaduto dei crediti commerciali nei confronti di terzi. (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Crediti Fondo Crediti Fondo Crediti a scadere 89.401 (1.562) 90.181 (1.442) Crediti scaduti < 6 mesi 11.523 (241) 11.929 (322) Crediti scaduti > 6 mesi <12 mesi 715 (361) 715 (213) Crediti scaduti > 12 mesi 747 (616) 859 (416) Totale 102.386 (2.780) 103.683 (2.393) RISCHI DI LIQUIDITÀ Il Gruppo presenta un buon livello di liquidità e un indebitamento finanziario netto contenuto; nel corso dell’esercizio ha avuto regolare accesso a fonti di finanziamento a supporto della propria operatività. Come richiesto dall’IFRS 7, la seguente tabella riporta i flussi finanziari relativi alle passività finanziarie del Gruppo per scadenza: (in migliaia di euro) 31.12.2024 TOTALE Totale Flussi Entro 1 anno Da 1 a 5 anni Oltre 5 anni Finanziamenti bancari a lungo termine al costo ammortizzato 24.319 24.779 24.779 Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti 59.508 67.479 26.085 41.394 Debiti finanziari non correnti per contratti di lease 24.934 28.545 17.718 10.827 Strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci - - Debiti finanziari non correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 151 155 155 Altri debiti finanziari non correnti 455 458 458 Passività finanziarie non correnti 109.367 121.416 Finanziamenti bancari a breve termine al costo ammortizzato 34.690 36.195 36.195 Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti 371 1.622 1.622 Debiti finanziari correnti per contratti di lease 6.605 6.953 6.953 Debiti bancari a breve termine al costo ammortizzato 733 733 733 Debiti finanziari correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 289 289 289 Strumenti finanziari derivati di negoziazione al fair value con imputazione a conto economico 6 6 6 Altri debiti finanziari correnti 537 537 537 Passività finanziarie correnti 43.231 46.335 46.335 - -
RISCHIO DI MERCATO Rischi legati al tasso di cambio Il Gruppo, svolgendo le proprie attività attraverso la vendita in vari paesi del mondo, è esposto al rischio derivante dalla fluttuazione del rapporto di cambio. Il rischio di cambio è prevalentemente derivante dalle transazioni di vendita aventi quali valute di riferimento il dollaro statunitense, il renminbi cinese e lo zloty polacco. Inoltre, la società capogruppo detiene partecipazioni in società controllate denominate in valuta estera. Le variazioni del patrimonio netto derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio sono rilevate in una riserva di patrimonio netto denominata “riserva di conversione”. Il rischio derivante dalla conversione del patrimonio netto non è attualmente coperto dal Gruppo. La seguente tabella riepiloga l’esposizione

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 156 relativa ad attività e passività in valuta estera dettagliando le valute maggiormente rilevanti per ciascun esercizio: (in migliaia di euro) 31.12.2024 EUR USD PLN CNY NOK Altre valute Totale Totale attivo 626.640 77.955 32.109 42.331 50.479 21.510 851.023 Totale passivo 263.207 37.437 5.070 9.919 83.437 10.417 409.488 Nella seguente tabella è riportata un’analisi di sensibilità del rischio derivante dalla conversione dei bilanci delle società consolidate redatti in valuta diversa dall’euro, per variazioni in un intorno del + /- 10% rispetto al cambio medio dell’esercizio. L’effetto è determinato in base all’impatto sugli indicatori di performance utilizzati dal management: RICAVI NETTI (in migliaia di euro) 31.12.2024 FX Attuale FX +10% FX -10% USD - Dollari Usa 109.465 120.411 98.518 GBP - Sterlina Inglese 16.619 18.280 14.957 CNY - Renmimbi Cinese 45.103 49.613 40.592 AUD - Dollaro australiano 5.488 6.037 4.939 ZAR - Rand Sudafricano 5.789 6.368 5.210 BRL - Reail Brasiliano 12.326 13.558 11.093 PLN - Zloty Polacco 37.782 41.560 34.004 Altre valute 42.721 n.a n.a Eur 303.244 303.244 303.244 RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (in migliaia di euro) 31.12.2024 FX Attuale FX +10% FX -10% USD - Dollari Usa 42.259 46.485 38.033 GBP - Sterlina Inglese 10.347 11.382 9.313 CNY - Renmimbi Cinese 286 314 257 AUD - Dollaro australiano 2.873 3.161 2.586 ZAR - Rand Sudafricano 4.849 5.334 4.364 BRL - Reail Brasiliano 9.273 10.200 8.345 PLN - Zloty Polacco 19.368 21.305 17.431 Altre valute 11.879 n.a n.a Eur (21.406) (20.962) (20.962) In considerazione delle oscillazioni valutarie a cui è esposto il Gruppo nelle transazioni in valuta, vengono poste in essere operazioni di copertura per definire il tasso di cambio sulla base delle previsioni dei volumi di vendite e acquisti. Le operazioni di copertura vengono effettuate sulle esposizioni nette attraverso strumenti quali le vendite e acquisti a termine di valuta, per coprire il rischio transattivo, e/o opzioni plain vanilla, per coprire il rischio economico, nel rispetto della Policy Finanziaria di Gruppo. Il rischio coperto rappresenta una parte del rischio globale e l’approccio alla copertura è di tipo non speculativo. Tuttavia, predisponendo la Società il proprio bilancio consolidato in euro, le fluttuazioni dei tassi di cambio utilizzati per convertire i dati di bilancio delle società controllate, originariamente espressi in valuta estera, potrebbero influenzare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Nel corso dell’esercizio 2024, come peraltro per l’esercizio 2023, si è osservata una maggiore volatilità dei tassi di cambio e, conseguentemente, valori più elevati delle poste di bilancio correlate alla traduzione in euro. Il management monitora costantemente i tassi di cambio e le esposizioni delle attività e passività correnti in valuta diversa dall’euro al fine di porre in essere opportune operazioni di copertura per mitigare il rischio.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 157 Rischio tasso di interesse Il rischio di tasso d’interesse consiste nel rischio che il valore di uno strumento finanziario, e/o il livello dei flussi finanziari da esso generati, vari in seguito alle fluttuazioni dei tassi d’interesse di mercato. L’esposizione al rischio di tasso di interesse deriva dalla necessità di finanziare le attività operative, sia nella loro componente industriale che in quella finanziaria di acquisizione delle stesse attività, oltre che di impiegare la liquidità disponibile. La variazione dei tassi di interesse di mercato può avere un impatto negativo o positivo sul risultato economico del Gruppo, influenzando indirettamente i costi e i rendimenti delle operazioni di finanziamento e di investimento. Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse e gestisce tali rischi attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito dalla policy Finanziaria di Gruppo. Nell’ambito di tali politiche l’uso di strumenti finanziari derivati è riservato esclusivamente alla gestione dell’esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse connessi con i flussi monetari e non sono poste in essere né consentite attività di tipo speculativo. Gli strumenti utilizzati a tale scopo sono esclusivamente interest rate swap (IRS), cap e collar. L’indebitamento del Gruppo è prevalentemente concentrato sul tasso variabile. Per la gestione di tali rischi, se ritenuti significativi, la società ha posto in essere strumenti di copertura in grado di neutralizzare la variabilità dei tassi assicurando in tal modo un onere futuro certo arrivando a coprire anche il 100% dei flussi futuri. In virtù dell’elevato livello di liquidità disponibile, il Gruppo presenta un limitato rischio con riferimento alle scadenze a breve termine e pertanto il rischio legato all’oscillazione dei tassi di interesse è principalmente legato ai finanziamenti a medio lungo termine. Gli strumenti finanziari derivati utilizzati a copertura di tale rischio sono normalmente designati a copertura dei flussi di cassa con l’obiettivo di predeterminare l’interesse pagato sui finanziamenti, per raggiungere un mix predefinito ottimale tra tassi variabili e tassi fissi nella struttura dei finanziamenti. Le controparti di tali contratti sono primarie istituzioni finanziarie. Gli strumenti derivati sono rilevati al loro fair value. Altri rischi di mercato e/o prezzo Il Gruppo è esposto ad una crescente pressione competitiva derivante dall’ingresso di nuovi operatori rappresentati da grossi gruppi internazionali prima assenti nel mondo OEM e dallo sviluppo di nuovi mercati organizzati che provocano continue spinte verso il basso sul lato dei prezzi del prodotto specialmente nel settore dell’elettronica. La domanda dei prodotti del Gruppo è inoltre influenzata da fluttuazioni che coinvolgono i canali di destinazione dei prodotti e delle applicazioni vendute che, come noto, sono rappresentati in misura rilevante da OEM operanti indirettamente nel settore dell’edilizia e da operatori legati al settore della distribuzione alimentare (per il business della refrigerazione). I rischi di business che derivano dalla naturale partecipazione a mercati che presentano queste caratteristiche, sono stati fronteggiati con una strategia spinta alla sempre maggiore innovazione tecnologica, alla diversificazione e all’espansione geografica che fanno di Carel un Gruppo internazionale presente in tutti i continenti con filiali dirette proprie o distributori terzi esclusivi (affiliati). Sul fronte industriale i siti industriali presenti in Italia, Cina, Brasile, Stati Uniti, Croazia, Germania e Polonia rispondono ad una strategia di ottimizzazione delle fonti produttive ed è considerato inoltre una fonte di potenziale disaster recovery a fronte di eventi “catastrofici” che potrebbero comportare l’interruzione dell’attività produttiva nel sito principale in Italia dove ha sede la Società. La strategia seguita inoltre è quella della vicinanza della produzione ai mercati e ai clienti nell’ottica di fornire sempre più un miglior servizio in termini di time to market e allo scopo di aumentare la capacità produttiva per servire i mercati in forte sviluppo. La strategia di razionalizzazione degli assetti produttivi continua costantemente, la conseguente ottimizzazione della struttura dei costi, la politica di diversificazione geografica e, non per ultimo, il continuo impegno nella ricerca di soluzioni tecnologiche innovative aiutano il Gruppo nel fronteggiare i potenziali effetti derivanti dal contesto competitivo.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 158 Climate change e possibili impatti sul Gruppo Carel Industries Il 2024 ha visto il Gruppo ulteriormente impegnato nella gestione dei temi ESG in particolare andando a redigere il nuovo piano di sostenibilità approvato da Consiglio di Amministrazione in data 19 dicembre 2024 e che copre il periodo 2025-2028. CAREL ha mantenuto attivo anche per il 2024 il proprio processo di identificazione e valutazione dei rischi e delle opportunità emergenti connesse al cambiamento climatico, attraverso un aggiornamento annuale degli stessi. Nel corso dell’esercizio il Gruppo si è focalizzato principalmente nella predisposizione di un piano di riduzione delle emissioni di CO2, sia dirette che indirette con la fissazione di specifici target; questi ultimi sono stati approvati, nei primi mesi del 2025, anche da Science Based Target Initiative (SBTI). Nella sezione CSRD della Relazione sulla gestione, sono più dettagliatamente descritti le analisi ed i risultati sopra esposti.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 159 NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA [1] ATTIVITA’ MATERIALI Le attività materiali ammontano al 31 dicembre 2024 a 123.124 migliaia di euro rispetto ai 117.504 migliaia di euro al 31 dicembre 2023. Sono composte come riportato nelle seguenti tabelle che ne evidenziano la composizione nonché le variazioni degli esercizi. VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2023 (in migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Altre immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni materiali in corso ed acconti Totale Saldo al 31 dicembre 2022 63.067 23.425 11.737 8.249 3.209 109.687 - Costo Storico 40.548 52.287 53.424 20.284 166.543 - Costo Storico diritti d'uso 38.922 - 322 3.829 43.073 - Fondo Ammortamento (7.607) (28.862) (41.869) (14.043) 3.209 (89.172) - Fondo Ammortamento diritti d'uso (8.796) - (140) (1.821) - (10.757) Movimenti 2023 - Investimenti 2.079 4.581 5.195 3.766 5.319 20.940 - Investimenti in diritti d'uso 3.245 48 37 1.803 - 5.133 - Variazione per aggregazioni aziendali costo storico 146 90 731 683 - 1.650 - Variazione per aggregazioni aziendali diritti d'uso 2.874 - - 164 - 3.038 - Riclassifiche costo storico 85 2.861 432 81 (3.461) (2) - Svalutazioni - - - - - - - Cessioni costo storico - (1.622) (774) (1.181) (139) (3.717) - Dismissioni di diritti d'uso costo storico (1.431) - (47) (735) - (2.212) - Differenza di conversione su costo storico (793) (128) (716) (113) 7 (1.743) - Differenza di conversione sul fondo ammortamento 150 (22) 399 71 - 598 - Differenza di conversione su diritti d'uso (73) 1 - (5) - (77) - Ammortamenti (1.572) (4.395) (4.481) (1.951) - (12.399) - Ammortamenti diritti d'uso (5.529) (7) (107) (1.219) - (6.861) - Variazione per aggregazioni aziendali fondo ammortamento (98) (62) (415) (529) - (1.105) - Variazione per aggregazioni aziendali diritti d'uso fondo ammortamento (586) - - - - (586) - Riclassifiche fondo ammortamento 62 (206) 109 24 - (12) - Rideterminazione diritti d'uso (231) - - (45) - (276) - Dismissioni di fondo ammortamento (0) 1.518 632 1.095 - 3.244 - Cessioni diritti d'uso fondo ammortamento 1.435 - 47 724 - 2.206 Totale Movimenti (237) 2.657 1.041 2.631 1.726 7.818 Saldo al 31 Dicembre 2023 62.829 26.083 12.778 10.880 4.935 117.504 di cui:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 160 (in migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Altre immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni materiali in corso ed acconti Totale - Costo Storico 42.118 58.070 58.292 23.513 4.935 186.928 - Costo Storico diritti d'uso 43.182 49 313 5.018 - 48.562 - Fondo Ammortamento (9.119) (32.029) (45.626) (15.336) - (102.110) - Fondo Ammortamento diritti d'uso (13.352) (7) (201) (2.315) - (15.875) VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2024 (in migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Altre immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni materiali in corso ed acconti Totale Saldo al 31 Dicembre 2023 62.829 26.083 12.778 10.880 4.935 117.504 - Costo Storico 42.118 58.070 58.292 23.513 4.935 186.928 - Costo Storico diritti d’uso 43.182 49 313 5.018 48.562 - Fondo Ammortamento (9.119) (32.029) (45.626) (15.336) (102.110) - Fondo ammortamento diritti d’uso (13.352) (7) (201) (2.315) - (15.875) Movimenti 2024 - Investimenti 3.745 5.763 8.247 1.883 1.843 21.480 - Investimenti in diritti d'uso 3.688 - 71 1.883 - 5.642 - Riclassifiche costo storico 216 2.291 1.046 (323) (4.804) (1.574) - Cessioni costo storico (1) (821) (1.104) (878) (158) (2.963) - Dismissioni di diritti d'uso costo storico (3.079) - (87) (1.002) - (4.168) - Differenza di conversione su costo storico 736 269 487 51 11 1.554 - Differenza di conversione sul fondo ammortamento (143) (109) (373) (56) - (681) - Differenza di conversione su diritti d'uso 26 (4) - (0) - 22 - Ammortamenti (1.701) (4.609) (4.975) (2.320) - (13.605) - Ammortamenti diritti d'uso (6.218) (15) (95) (1.400) - (7.728) - Riclassifiche fondo ammortamento 559 77 164 242 - 1.043 - Rideterminazione diritti d'uso 1 - (8) (25) - (33) - Cessioni fondo ammortamento 0 774 955 830 - 2.560 - Dismissioni diritti d'uso fondo ammortamento 2.989 - 87 993 - 4.068 Totale Movimenti 819 3.617 4.413 (122) (3.109) 5.619 Saldo al 31 Dicembre 2024 63.649 29.700 17.191 10.758 1.827 123.124 di cui: - - Costo Storico 46.815 65.573 66.967 24.245 1.827 205.425

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 161 (in migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Altre immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni materiali in corso ed acconti Totale - Costo Storico diritti d’uso 43.818 45 289 5.874 - 50.025 - Fondo Ammortamento (10.403) (35.895) (49.855) (16.639) - (112.792) - Fondo Ammortamento diritti d’uso (16.581) (22) (209) (2.722) - (19.534) Gli investimenti industriali nel 2024 sono stati in larga parte dedicati ad accrescere la capacità produttiva del Gruppo (nuove linee di assemblaggio quadri elettrici presso la Capogruppo, nuove linee di produzione inverters per pompe di calore presso la filiale croata e nuove stazioni di assemblaggio, piega e taglio serrande presso la filiale statunitense), nonché a migliorare i processi produttivi con specifico focus su tracciabilità e qualità della produzione (introduzione della saldatura selettiva per la produzione di inverters, magazzini automatici per lo stoccaggio di componenti elettronici, laser marking per la tracciabilità dei componenti elettronici nonché attrezzature per la riduzione dei tempi di attrezzaggio delle linee SMT). Nel corso dell’esercizio sono, inoltre, terminati i lavori di ampliamento dello stabilimento produttivo in Polonia e dell’installazione di nuovi macchinari per il taglio laser di componentistiche metalliche a supporto delle produzioni del Gruppo in questo verticale. La suddivisione delle attività materiali per area geografica è la seguente: ATTIVITÀ MATERIALI (in migliaia di euro) 2024 2023 Europa, Medio Oriente e Africa 93.306 86.994 APAC 17.927 18.438 Nord America 10.947 10.909 Sud America 944 1.163 Totale 123.124 117.504 Si segnala che per gli esercizi in commento le immobilizzazioni materiali non sono gravate da vincoli di ipoteca o da privilegi. Le immobilizzazioni materiali sono adeguatamente coperte, con polizze assicurative contratte con primarie compagnie, dai rischi derivanti da perdita e/o danneggiamento dei beni. Si segnala, infine, che in accordo con gli esercizi precedenti non sono stati imputati oneri finanziari ai conti sovraesposti.
[2] ATTIVITA’ IMMATERIALI Al 31 dicembre 2024 ammontano a 379.745 migliaia di euro rispetto a 383.266 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. Il dettaglio dei movimenti delle attività in oggetto è così rappresentato: VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2023 (in migliaia di euro) Costi di sviluppo Marchi, diritti di brevetto e software Avviamento Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali in corso ed acconti Totale Saldo al 31 dicembre 2022 Riesposto 5.508 16.715 101.393 69.929 883 194.428 - Costo Storico 28.485 38.696 101.393 82.153 883 251.610 - Fondo Ammortamento (22.977) (21.981) - (12.224) - (57.182) Movimenti 2023 - Investimenti 568 3.101 - 52 2.746 6.468 - Variazione per aggregazioni aziendali costo storico 172 8.300 145.166 48.336 - 201.973

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 162 (in migliaia di euro) Costi di sviluppo Marchi, diritti di brevetto e software Avviamento Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali in corso ed acconti Totale - Riclassifiche costo storico 745 83 - (49) (846) (67) - Svalutazioni - - - - - - - Cessioni costo storico (77) (3) - (6) - (86) - Differenza di conversione su costo storico (26) (679) (2.696) (2.682) (41) (6.163) - Differenza di conversione sul fondo ammortamento 31 56 - 86 - 172 - Ammortamenti (2.205) (4.326) - (6.932) - (13.463) - Variazione per aggregazioni aziendali fondo ammortamento (35) (61) - (44) - (140) - Riclassifiche fondo ammortamento 21 11 - 51 - 82 - Cessioni fondo ammortamento - - - 22 - 22 Totale Movimenti (807) 6.482 142.469 38.834 1.859 188.838 Saldo al 31 Dicembre 2023 4.701 23.198 243.862 108.763 2.742 383.266 di cui: - Costo Storico 29.867 49.498 243.862 127.805 2.742 453.774 - Fondo Ammortamento (25.166) (26.301) - (19.042) - (70.508) VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2024 (in migliaia di euro) Costi di sviluppo Marchi, diritti di brevetto e software Avviamento Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali in corso ed acconti Totale Saldo al 31 dicembre 2023 4.701 23.198 243.862 108.763 2.742 383.266 - Costo Storico 29.867 49.498 243.862 127.805 2.742 453.774 - Fondo Ammortamento (25.166) (26.301) - (19.042) - (70.508) Movimenti 2024 - Investimenti 2.175 3.944 (1) 139 3.862 10.119 - Riclassifiche costo storico 507 1.902 - (2) (1.520) 888 - Cessioni costo storico - (570) - (3) - (573) - Differenza di conversione su costo storico (253) 333 1.649 1.150 45 2.924 - Differenza di conversione sul fondo ammortamento 88 (76) (125) - (113) - Ammortamenti (2.056) (5.369) - (9.557) - (16.982) - Riclassifiche fondo ammortamento - (357) - - - (357) - Cessioni fondo ammortamento - 570 - 3 - 573 Totale Movimenti 461 376 1.648 (8.394) 2.387 (3.521) Saldo al 31 Dicembre 2024 5.163 23.574 245.510 100.369 5.129 379.745 di cui: - Costo Storico 32.296 55.108 245.510 129.090 5.129 467.132 - Fondo Ammortamento (27.133) (31.533) 0 (28.721) - (87.388) La suddivisione delle attività immateriali per area geografica è la seguente:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 163 ATTIVITÀ IMMATERIALI (in migliaia di euro) 2024 2023 Europa, Medio Oriente e Africa 326.380 331.633 APAC 6.145 5.374 Nord America 47.127 46.256 Sud America 93 2 Totale 379.745 383.266 Per quanto concerne le attività immateriali si segnala: • l “Costi di sviluppo” rappresentano la capitalizzazione dei costi relativi a progetti sviluppati dalla Capogruppo, dalla controllata cinese e dal Gruppo Kiona, finalizzati alla realizzazione di prodotti e sistemi innovativi nuovi o per miglioramenti sostanziali di prodotti e servizi esistenti, sostenuti prima dell’inizio della produzione commerciale o dell’utilizzazione. Tali costi sono capitalizzati solo in presenza di tutti i requisiti richiesti dallo IAS 38 par. 57. Gli investimenti degli esercizi 2023 e 2024 rappresentano i progetti sviluppati e divenuti disponibili per l’utilizzo nei medesimi esercizi. Le “Immobilizzazioni immateriali in corso e acconti” rappresentano principalmente costi di medesima natura sostenuti a fronte di progetti non ultimati alla data di chiusura dell’esercizio. Le riclassifiche rappresentano i progetti completati, per i quali pertanto è iniziato il processo di ammortamento; le svalutazioni sono state imputate al conto economico del medesimo esercizio, nella voce “ammortamenti e svalutazioni”. • i “Marchi, diritti di brevetto industriale e software” sono costituiti da software. • “l’Avviamento” rappresenta la differenza tra i) il corrispettivo trasferito per un’acquisizione aziendale, l’importo di qualsiasi partecipazione di minoranza e il fair value alla data di acquisizione dell’interessenza precedentemente posseduta, e ii) il valore netto alla data di acquisizione delle attività identificabili e delle passività assunte. • Le Altre Immobilizzazioni Immateriali sono rappresentate principalmente dai plusvalori emersi in sede di primo consolidamento delle società acquisite e si riferiscono principalmente a liste clienti. Il valore dell’avviamento al 31 dicembre 2024 ammonta a 245.510 migliaia di euro rispetto a 243.862 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. AVVIAMENTO (in migliaia di euro) 31.12.2024 Incremento Altri movimenti Variazione riserva di conversione 31.12.2023 Kiona Holding SA 143.993 - - - 143.993 Hygromatik Gmbh 38.499 - - - 38.499 Enginia S.r.l. 6.644 - - - 6.644 Recuperator S.p.a. 6.326 - - - 6.326 Klingenburg Gmbh 3.503 - - - 3.503 Arion S.r.l. 1.980 - - - 1.980 Sauber S.r.l. 1.264 - - - 1.264 CFM Sogutma ve Otomasyon 11.431 - - - 11.431 Senva Inc 26.310 - - 1.577 24.734 Carel Thailand CO Ltd 2.119 - - 72 2.047 Eurotec Ltd 1.173 - - - 1.173 Altri avviamenti 2.267 - - - 2.267 Totale 245.510 - - 1.650 243.862
La voce Altri avviamenti include importi non significativi singolarmente e in aggregato. Informativa sull’ impairment test Come richiesto dal principio contabile IAS 36, il Gruppo ha sottoposto a verifica di recuperabilità il valore degli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato. In particolare l’avviamento è assoggettato a impairment test anche in assenza di indicatori di perdita almeno una volta l’anno. Gli avviamenti sono stati rilevati in corrispondenza delle acquisizioni riportate nella tabella precedente. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 164 Nel corso del 2024 il top management ha lavorato per progettare la nuova struttura organizzativa del Gruppo che è entrata pienamente a regime a partire dal 1 gennaio 2025; la nuova struttura ha visto l’inserimento di un Regional CEO per l’area Western Europe e della riorganizzazione della prima linea manageriale a riporto diretto del Group CEO. Sono stati altresì conferiti maggiore ambiti di responsabilità, in particolare per l’area sales and marketing, ai quattro Regional CEO responsabili dello sviluppo delle rispettive aree geografiche (Western Europe (WE), East Europe Middle East & Africa (EEMEA), North&South America (SNAM) e Asia Paficic (APAC)), mantenendo, tuttavia, centralizzate alcune aree strategiche quali Operation e Ricerca e Sviluppo. Coerentemente con questa nuova struttura organizzativa, il management ha ridefinito la struttura delle CGU del Gruppo, identificando le 4 aree geografiche sopra riportate come singole unità generatrici di cassa. Le CGU così identificate rappresentano l’aggregazione di ricavi e costi consolidati che insistono su una specifica area territoriale indipendentemente dalle società localizzate nelle medesime aree. La somma delle quattro CGU è coerente con il consolidato del Gruppo Carel. Di seguito si illustrano le principali metodologie utilizzate ai fini degli impairment test effettuati e i risultati relativi alle principali CGU: Western Europe, East Europe Middle East & Africa e North and South America. Il valore recuperabile degli avviamenti di ciascuna CGU è determinato dal calcolo del “valore in uso”. Di seguito si riporta il valore degli avviamenti iscritti per le principali CGU: AVVIAMENTI PER CGU €’000 31.12.2024 Western Europe 202.495 East Europe Middle East & Africa 12.279 North and South America 27.290 Il valore dell’avviamento relativo alla CGU APAC ammonta a 3.4 migliaia di euro. Le metodologie e le assunzioni generali alla base degli impairment test delle diverse CGU sono state: • flussi di cassa derivanti dai piani industriali, utilizzando un periodo di piano (proiezione esplicita) di cinque anni a cui è aggiunto il terminal value. In particolare, il management ha utilizzato quali driver per le predisposizioni dei piani il gross margin sulla base delle performance storiche e delle proprie aspettative sugli sviluppi del mercato in cui opera il Gruppo. Tali piani, redatti a livello di Gruppo, sono stato declinati per le singole CGU. • il tasso “g” di crescita per la determinazione dei flussi di cassa oltre il periodo esplicito è stato determinato in maniera specifica per singola CGU oggetto di analisi; • il tasso di attualizzazione utilizzato per scontare i flussi di cassa operativi è il tasso WACC assunto al lordo delle imposte. Il costo del capitale è stato determinato sulla base dei diversi rendimenti di mercato relativi a titoli di Stato a media-lunga scadenza dei paesi/mercati cui si riferiscono le CGU osservati negli ultimi 6 mesi, aggiustati dal market risk premium di ciascun paese di riferimento che riflette il rischio di investimento. Di seguito si riportano i principali parametri utilizzati per lo svolgimento dei testi per ciascuna CGU: CGU Periodo di piano Tasso g WACC Western Europe 2025-2029 1,9% 9,7% East Europe Middle East & Africa 2025-2029 2,9% 12,6% North and South America 2025-2029 2,3% 10,5% I valori d’uso determinati, basati sui flussi di cassa attualizzati, supportano il mantenimento del valore degli avviamenti iscritti in bilancio. Nonostante gli Amministratori ritengano che le assunzioni utilizzate siano ragionevoli e rappresentino gli scenari più probabili sulla base delle informazioni disponibili, il risultato del test potrebbe essere differente qualora alcune delle assunzioni sopra descritte varino significativamente. Conseguentemente sono stati elaborati degli stress test con riferimento in particolare:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 165 • all’EBITDA stimato nel periodo dei piani (sia esplicito che terminal value), ipotizzando che il possibile deterioramento del quadro macroeconomico si possa riflettere su tale periodo; • ad alcune variabili, quali il rendimento dei titoli di stato ed il market risk premium, utilizzate per la determinazione del tasso di attualizzazione WACC. Da tali stress test emerge che per le seguenti CGU la headroom risulta azzerata nell’ipotesi di riduzione dell’EBITDA o di un aumento del WACC come di seguito riportato: CGU Delta Ebitda Delta WACC Western Europe -6,7% +1,79% East Europe Middle East & Africa -35,7% +8,00% North and South America -18,2% +8,50% Dalle analisi pertanto svolte non sono emersi elementi tali da richiedere svalutazioni degli avviamenti iscritti al 31 dicembre 2024. A seguito della ridefinizione delle CGU, il Gruppo ha effettuato gli impairment test anche sulle CGU così come definite al 31 dicembre 2023 al fine di verificare che, laddove con il precedente assetto fossero emerse svalutazioni, venisse fornita adeguata informativa in merito. Dalle analisi condotte dal Gruppo non è emersa tale fattispecie. Come già riportato nella Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2024, si segnala si è conclusa l’attività di allocazione del prezzo di acquisto di Eurotec e del Gruppo Kiona che ha confermato i valori già esposti nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2023.
[3] PARTECIPAZIONI VALUTATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO Al 31 dicembre 2024 ammontano a 3.999 migliaia di euro rispetto a 2.217 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. Il dettaglio dei movimenti delle partecipazioni in oggetto è il seguente: 2023 (in migliaia di euro) % di partecipazione 31.12.2023 Incremento Variazione riserva di conversione Valutazione a patrimonio netto 31.12.2022 Free Polska s.p.z.o.o. 43,8% 2.106 134 613 1.359 Altre 111 22 2 - 87 Totale 2.217 22 136 613 1.446 2024 (in migliaia di euro) % di partecipazione 31.12.2024 Incremento Variazione riserva di conversione Valutazione a patrimonio netto 31.12.2023 Free Polska s.p.z.o.o. 43,8% 3.888 - 44 1.737 2.106 Altre 111 - - - 111 Totale 3.999 - 44 1.737 2.217 Al 31 dicembre 2023 la società Free Polska ha registrato un utile pari a 3,8 milioni di euro e ha un patrimonio netto pari a 9,4 milioni di euro.
[4] ALTRE ATTIVITA’ NON CORRENTI Al 31 dicembre 2024 ammontano a 4.468 migliaia di euro rispetto a 6.868 migliaia di euro al 31 dicembre 2023; di seguito si riporta il dettaglio della voce per tipologia di attività: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Depositi cauzionali 587 572 Crediti finanziari verso terzi 195 207

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 166 Altri crediti 3.686 6.089 Altre attività non correnti 4.468 6.868 Nella voce Altri Crediti sono inclusi i crediti derivanti dal pagamento da parte della capogruppo Carel Industries S.p.A. e di Recuperator S.p.A. dell’imposta sostitutiva sui plusvalori allocati ed inscritti nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 e sulla partecipazione di Enginia nel bilancio della Recuperator per complessivi 3.681 migliaia di euro. Nel corso dell’esercizio la Capogruppo e Recuperator hanno portato in deduzione, sia ai fini IRES che IRAP gli ammontari sopracitati, conseguentemente quota parte del credito iscritto è stato riversato a conto economico per complessivi 2.278 migliaia di euro. La quota di competenza del 2025 è inoltre stata classificata tra le Attività correnti.
[5] ATTIVITA’ FISCALI DIFFERITE Al 31 dicembre 2024 ammontano a 14.689 migliaia di euro rispetto a 14.399 migliaia di euro del 31 dicembre 2023; il Gruppo ha stanziato le imposte anticipate o differite sulle differenze temporanee tra i valori di bilancio ed i valori fiscali. La fiscalità è stata calcolata in base alle aliquote in vigore nel momento in cui le differenze temporanee si riverseranno nei diversi paesi in cui il gruppo opera. La composizione delle imposte anticipate per anno è il seguente: (in migliaia di euro) Imponibile 2024 Attività fiscali differite 2024 Imponibile 2023 Attività fiscali differite 2023 Fondo svalutazione magazzino 26.345 5.514 16.369 3.688 Accantonamenti non deducibili 5.201 1.407 5.214 1.412 Ammortamento avviamenti 481 111 508 111 Rettifiche di consolidamento magazzino intragruppo 13.535 2.707 19.446 3.966 Perdite Fiscali riportabili 9.537 2.099 10.793 2.386 Altro 12.890 2.851 11.656 2.836 Totale 67.989 14.689 63.985 14.399 La movimentazione delle imposte anticipate e differite viene riportata di seguito: (in migliaia di euro) 31.12.2024 Effetto a conto economico Variazione di perimetro Effetto a Altre componenti del conto economico complessivo Variazione riserva di conversione 31.12.2023 Attività fiscali differite 14.689 460 - (89) (80) 14.399 Passività fiscali differite (26.185) 2.604 - 73 (74) (28.788) Totale (11.495) 3.064 - (16) (155) (14.389) Le imposte anticipate su perdite pregresse ammontano a 2.099 migliaia di euro; il Gruppo ha ritenuto che tali perdite possano essere recuperate in un arco di tempo prevedibile sulla base dei flussi di cassa che si ritiene la filiale possa generare negli esercizi successivi. ATTIVITA’ CORRENTI [6] CREDITI COMMERCIALI Al 31 dicembre 2024 ammontano a 99.606 migliaia di euro rispetto a 101.291 migliaia di euro dell’esercizio precedente. La voce che rappresenta l’esposizione verso terzi è così composta: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Crediti commerciali 102.386 103.683 Fondo svalutazione Crediti (2.780) (2.393) Crediti commerciali 99.606 101.291

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 167 La seguente tabella riporta la suddivisione dei crediti lordi per area geografica: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Europa, Medio Oriente e Africa 67.990 75.455 APAC 14.866 12.422 Nord America 16.498 12.745 Sud America 3.032 3.061 Totale 102.386 103.683 Normalmente non sono addebitati interessi di mora sui crediti scaduti. Per la suddivisione dei crediti a scadere e/o scaduti si rinvia al paragrafo di informativa su rischi e strumenti finanziari. Il Gruppo non presenta una significativa concentrazione dei crediti. Non ci sono clienti che rappresentino singolarmente oltre il 5% del saldo dei crediti a ciascuna scadenza. Il fondo svalutazione crediti riflette la stima del management circa le perdite relative al portafoglio di crediti verso la clientela finale e verso la rete di vendita. L’accantonamento annuo è incluso nella voce “Altri proventi/(oneri)”. Di seguito si riporta il dettaglio della movimentazione del fondo svalutazione crediti: (in migliaia di euro) 31.12.2024 Accantonamento Utilizzi Differenze di conversione Rilasci 31.12.2023 Fondo svalutazione crediti (2.780) (524) 150 (14) - (2.392)
[7] RIMANENZE Al 31 dicembre 2024 ammontano a 94.206 migliaia di euro rispetto a 111.722 migliaia di euro del 31 dicembre 2023; la composizione della voce è la seguente: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Materie prime 66.625 69.517 Fondo obsolescenza materie prime (15.759) (8.050) Semilavorati e prodotti in corso di lavorazione 6.062 5.695 Prodotti finiti 48.323 54.277 Fondo obsolescenza prodotti finiti (11.887) (9.872) Acconti 843 154 Rimanenze 94.206 111.722 Le rimanenze di magazzino, al lordo dei fondi svalutazione, diminuiscono per complessivi 8.479 migliaia di euro. A fronte delle rimanenze obsolete o a lento rigiro è iscritto un fondo svalutazione, complessivamente pari a 27.647 migliaia di euro, che riflette il differenziale tra il valore di costo e quello di presumibile realizzo di materie prime e prodotti finiti obsoleti. L’accantonamento a conto economico, è classificato all’interno della voce “Acquisti materie prime, consumo, merci e variazione rimanenze”.
[8] CREDITI TRIBUTARI I crediti tributari ammontano a 6.238 migliaia di euro rispetto a 4.264 migliaia di euro dell’esercizio precedente. La voce accoglie i crediti per imposte dirette compensate, ove possibile con la posizione debitoria derivante dallo stanziamento delle imposte dell’esercizio in commento.
[9] CREDITI DIVERSI Al 31 dicembre 2024 ammontano a 22.540 migliaia di euro rispetto a 21.166 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. La composizione della voce è la seguente:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 168 (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Acconti a fornitori 1.742 1.258 Altri crediti verso l'erario 6.007 7.265 Crediti per Iva 5.257 2.914 Ratei e risconti attivi 8.225 8.118 Altri 1.310 1.610 Crediti diversi 22.540 21.166 Gli Altri crediti verso l’erario sono composti principalmente da crediti d’imposta a fronte di costi sostenuti per la ricerca e sviluppo nonché dalla quota a breve relativa all’attività sorta a fronte dell’affrancamento dei plusvalori allocati in sede di consolidato così come dettagliato nella nota 4.
[10] ATTIVITA’ FINANZIARIE CORRENTI Al 31 dicembre 2024 ammontano complessivamente a 3.290 migliaia di euro rispetto a 3.697 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. La voce è così composta: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Titoli valutati al FVTPL 2.987 2.927 Strumenti finanziari derivati attivi 193 534 Altri crediti finanziari 41 175 Conti depositi 69 62 Altre attività finanziarie a breve termine 3.290 3.697 La voce Titoli valutati al FVTPL si riferisce ad investimenti, con primarie controparti, finalizzati alla gestione di parte della liquidità del Gruppo. Si tratta di attività finanziarie il cui obiettivo è la raccolta dei flussi finanziari contrattuali rappresentati da pagamenti di capitale e interessi a tasso fisso a determinate scadenze.
Gli strumenti finanziari derivati di negoziazione, sono contratti forward, opzioni su tassi di cambio stipulati con finalità di copertura delle transazioni commerciali, ma non eleggibili per l’applicazione dell’hedge accounting e interest rate swap sottoscritti a copertura delle fluttuazioni dei tassi di interesse sui prestiti finanziari. Le variazioni di fair value sono imputate al conto economico. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo Strumenti Finanziari della nota [35] Altre informazioni.
[11] DISPONIBILITA’ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI Al 31 dicembre 2024 ammontano complessivamente a 99.119 migliaia di euro rispetto ai 154.010 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. Si rimanda al Rendiconto Finanziario per l’analisi delle variazioni delle disponibilità liquide. (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Conti correnti e depositi postali 99.087 153.973 Cassa 32 37 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 99.119 154.010 I conti correnti e depositi postali sono classificati come disponibilità correnti, altamente liquidi e convertibili in denaro contante con un rischio di cambio che è ritenuto non significativo. Alla data di chiusura dell’esercizio non esistono pertanto vincoli alla disponibilità dei conti correnti del Gruppo.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 169 PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA’ [12] PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO Il capitale sociale risulta interamente sottoscritto e versato, composto da 112.499.205 azioni prive di valore nominale per un ammontare complessivo pari a 11.249.921 euro. Il patrimonio netto risulta così composto: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Capitale sociale 11.250 11.250 Riserva legale 2.250 2.000 Riserva di conversione 638 (3.015) Riserva Cash Flow Hedge 127 393 Altre riserve 205.069 182.308 Utile (perdite) esercizi precedenti 152.967 112.544 Risultato del periodo 62.642 70.942 Patrimonio netto 434.944 376.422 La riserva Cash Flow Hedge si riferisce alla valutazione a fair value degli strumenti di copertura del rischio di interesse. La voce Altre riserve si incrementa per effetto della destinazione del risultato dell’esercizio 2023. Alla data di chiusura dell’esercizio la Società ha in portafoglio 6.355 azioni proprie. Nel corso dell’esercizio non sono state acquistate ne vendute ulteriori azioni proprie. L’utile per azione è stato calcolato dividendo l’utile netto di pertinenza degli azionisti della Capogruppo per la media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione. Non esistono potenziali azioni aventi effetti diluitivi (es. stock option, obbligazioni convertibili).
L’utile per azione è il seguente: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Numero di azioni (in migliaia di unità) 112.493 101.026 Utile del periodo (in migliaia di euro) 62.642 70.942 Utile per azione (in unità di euro) 0,56 0,70 In data 18 aprile 2024 è stata deliberata dall’assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 0,19 euro per azione e nel corso del mese di giugno 2024 è stato pagato un dividendo per complessivi 21.374 migliaia di euro. [13] PATRIMONIO NETTO DELLE INTERESSENZE DI TERZI Al 31 dicembre 2024 ammontano a 6.591 migliaia di euro rispetto a 19.751 migliaia di euro del 31 dicembre 2023 ed accolgono la quota di spettanza delle interessenze nella controllata Carel Thailand co Ltd (20%), Sauber (30%) e Kiona (17,6%). (in migliaia di euro) 31.12.2024 Utile del periodo Altre componenti del conto economico complessivo Dividendi distribuiti Variazione Area di consolidamento 31.12.2023 Patrimonio netto delle interessenze di terzi 6.591 617 152 (54) (13.875) 19.751 La voce Variazione area di consolidamento si riferisce alla quota di minoranza della controllata CFM che è stata acquisita interamente dal Gruppo a marzo 2024; il medesimo importo è andato ad incremento della voce Utili e Perdite degli esercizi precedenti relativa al Patrimonio netto di Gruppo.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 170 [14] PASSIVITA’ FINANZIARIE CORRENTI E NON CORRENTI Di seguito viene riportata la composizione della voce: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Finanziamenti bancari a lungo termine al costo ammortizzato 24.319 58.967 Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti 59.508 59.427 Debiti finanziari non correnti per contratti di lease 24.934 26.958 Strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci 0 0 Debiti finanziari non correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 151 407 Altri debiti finanziari non correnti 455 1.632 Passività finanziarie non correnti 109.367 147.390 (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Finanziamenti bancari a breve termine al costo ammortizzato 34.690 31.739 Debiti finanziari correnti per contratti di lease 6.605 6.406 Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti 371 371 Debiti bancari a breve termine al costo ammortizzato 733 1.284 Strumenti finanziari derivati di negoziazione al fair value con imputazione a conto economico 6 5 Debiti finanziari correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 289 287 Altri debiti finanziari correnti 537 5.888 Passività finanziarie correnti 43.231 45.980 I debiti finanziari verso obbligazionisti si riferiscono all’emissione e al collocamento di titoli obbligazionari non convertibili sottoscritti da fondi gestiti da Prudential Insurance Company of America (“Pricoa”); in particolare in data 6 maggio 2022 la Capogruppo ha emesso due prestiti obbligazionari non convertibili per un valore nominale pari a 20.000 migliaia di euro ciascuno di durata decennale con scadenza maggio 2032 e 5 anni di preammortamento. Nel corso del mese di marzo 2023 la Capogruppo ha emesso una ulteriore tranche di titoli obbligazionari per un valore nominale pari a 20.000 migliaia di euro. Le emissioni si collocano in un’operazione di private shelf agreement che offre alla Capogruppo la possibilità di richiedere a Pricoa, su base uncommitted e nell’arco dei prossimi 3 anni, la sottoscrizione di ulteriori prestiti obbligazionari sino ad un ammontare complessivo massimo di 150 milioni di dollari. I titoli sono garantiti dalla Capogruppo e da alcune società controllate. Sulle obbligazioni maturano interessi dalla data di sottoscrizione ad un tasso fisso; il rimborso avverrà annualmente a partire dal quinto anno in quote costanti in linea capitale, la prima delle quali pagata a maggio 2028 e l’ultima a marzo 2033. I titoli obbligazionari non hanno rating e non sono destinati alla quotazione su mercati regolamentati; su tali titoli è prevista una verifica su base semestrale dei parametri di natura finanziaria (covenants): • Posizione finanziaria netta / EBITDA < 3,5; • Posizione finanziaria netta / Patrimonio netto < 1,5 • EBITDA / Oneri finanziari netti > 5. Tali parametri al 31 dicembre 2024 risultano rispettati. (in migliaia di euro) Valuta Importo originario Scadenza Tasso Debito residuo Entro 12 mesi Oltre 12 mesi Obbligazioni Senior A EUR 20.000 2032 Fisso 19.858 54 19.804 Obbligazioni Senior B EUR 20.000 2032 Fisso 19.863 59 19.804 Obbligazioni Senior C EUR 20.000 2033 Fisso 20.156 257 19.899 Totale 370 59.507 Con riferimento al 31 dicembre 2024, si riporta di seguito il dettaglio delle principali caratteristiche dei finanziamenti bancari per scadenza:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 171 COMPOSIZIONE FINANZIAMENTI (in migliaia di euro) Valuta Importo originario Scadenza Tasso Debito residuo Entro 12 mesi Oltre 12 mesi Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. EUR 20.000 2026 Variabile 6.684 4.444 2.240 Intesa San Paolo EUR 10.000 2026 Variabile 4.995 3.333 1.662 Intesa San Paolo EUR 20.000 2026 Variabile 9.990 6.667 3.323 Credem EUR 10.000 2026 Variabile 5.415 3.400 2.015 Intesa San Paolo EUR 5.000 2026 Variabile 3.172 1.818 1.354 Intesa San Paolo EUR 15.000 2026 Variabile 9.515 5.455 4.060 Cassa Depositi e Prestiti EUR 10.000 2026 Variabile 9.979 5.000 4.979 Credem EUR 15.000 2026 Variabile 7.785 3.829 3.956 Bcc Brescia EUR 500 2027 Variabile 487 160 327 Carige EUR 350 2026 Fisso 162 88 74 Carige EUR 250 2027 Fisso 131 62 69 Carige EUR 400 2026 Fisso 158 135 23 MPS EUR 800 2027 Fisso 400 163 237 Banco BPM EUR 500 2025 Variabile 136 136 - Totale 59.009 34.690 24.319 I seguenti contratti di finanziamento prevedono il rispetto di covenant finanziari: • Mediobanca (finanziamento da 20.000 migliaia di euro debito residuo al 31 dicembre 2024 pari a 6.684 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50 e EBITDA / Oneri Finanziari Netti > 5,00. • Intesa Sanpaolo (finanziamenti originari rispettivamente di 20.000 migliaia di euro e di 10.000 migliaia di euro, debito residuo al 31 dicembre 2024 pari a 9.990 migliaia di euro e 4.995 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50. • Intesa Sanpaolo (finanziamenti originari rispettivamente di 15.000 migliaia di euro e di 5.000 migliaia di euro, debito residuo al 31 dicembre 2024 pari a 9.515 migliaia di euro e 3.172 migliaia di Euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50. • Cassa Depositi e Prestiti (finanziamento da 10.000 migliaia di euro, debito residuo al 31 dicembre 2024 pari a 9.979 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50 e Posizione Finanziaria Netta / Patrimonio Netto < 1,5. Con riferimento al 31 dicembre 2024 tali parametri risultano rispettati. Gli strumenti finanziari derivati, inclusi nelle passività finanziarie correnti, sono contratti forward e opzioni su tassi di cambio stipulati con finalità di copertura delle transazioni commerciali, ma non eleggibili per l’applicazione dell’hedge accounting. Gli strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci, includono il fair value del contratto derivato IRS sottoscritto a copertura del rischio di variazione del tasso di interesse del finanziamento bancario con Mediobanca. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo Strumenti Finanziari della nota [35] Altre informazioni.
Il dettaglio della voce “debiti finanziari verso altri finanziatori al costo ammortizzato” è di seguito riportato con l’indicazione della scadenza entro e oltre l’esercizio: (in migliaia di euro) Valuta Importo originario Scadenza Tasso Debito residuo Entro 12 mesi Oltre 12 mesi MedioCredito Centrale Progetto Horizon 2020 EUR 1.241 2026 Fisso 294 196 98 Altri minori 146 93 53 Totale 440 289 151 La voce Altri debiti finanziari correnti e non correnti accolgono principalmente i debiti residui a fronte delle acquisizioni effettuate negli esercizi precedenti. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 172 Le tabelle successive dettagliano le variazioni nelle passività finanziarie correnti e non correnti e nelle passività finanziarie per contratti di lease rappresentando sia i movimenti monetari che quelli non monetari: (in migliaia di euro) 31.12.2024 Cash flow netto Riclassifica Variazione di Fair Value Variazione riserva di conversione 31.12.2023 Finanziamenti bancari a breve termine 34.690 (31.760) 34.710 - - 31.739 Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti 371 - - - - 371 Debiti bancari a breve termine 733 (552) - - - 1.284 Debiti finanziari verso altri finanziatori 289 3 - - - 287 Strumenti finanziari passivi 6 (5) - 6 - 5 Altri debiti finanziari correnti 537 (5.351) - - - 5.888 Passività finanziarie correnti 36.626 (37.665) 34.710 6 - 39.575 (in migliaia di euro) 31.12.2024 Cash flow netto Riclassifica Variazione non monetarie Variazione riserva di conversione 31.12.2023 Finanziamenti bancari a lungo termine 24.319 507 (34.710) (444) - 58.967 Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti 59.508 - - 80 - 59.427 Strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci - - - - - - Debiti finanziari non correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 151 (256) - - 407 Altri debiti finanziari non correnti 455 (1.176) - - 1.632 Passività finanziarie non correnti 84.433 (925) (34.710) (364) 120.432 (in migliaia di euro) 31.12.2024 Incrementi Rideterminazione debiti finanziari Rimborsi Interessi Variazione riserva di conversione Variazione area di consolidamento 31.12.2023 Debiti finanziari per contratti di lease 31.539 5.549 (50) (8.317) 977 16 33.364
Di seguito viene riportata la composizione dell’Indebitamento Finanziario Netto che è stato determinato conformemente a quanto previsto dall’orientamento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021. INDEBITAMENTO FINANZIARIO (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 A Disponibilità liquide 99.119 154.010 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide 0 0 C Altre attività finanziarie correnti 3.290 3.697 D Liquidità (A+ B + C) 102.408 157.707 E Debito finanziario corrente 1.646 7.549 F Parte corrente del debito finanziario non corrente 41.585 38.432 G Indebitamento finanziario corrente (E + F) 43.231 45.980 H Indebitamento finanziario corrente netto (G – D) (59.177) (111.727) I Debiti finanziari non corrente 49.859 87.963 J Strumenti di debito 59.508 59.427 K Debiti commerciali e altri debiti non correnti 23.558 24.213 L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 132.925 171.603 M Totale indebitamento finanziario (H + L) 73.748 59.877 Come richiesto anche dal richiamo di attenzione Consob 5/21 del 29 aprile 2021, si precisa che il Gruppo presenta quale debito soggetto a condizioni le passività relative all’opzione di minoranza di Kiona e Sauber, di cui alla Nota 18, mentre la passività per l’ earn out di Senva è stata inclusa nella sezione K 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 173 della tabella sopra riportata tra gli altri debiti non correnti. In ottemperanza alla medesima comunicazione si indica che lo Stato Patrimoniale presenta accantonamenti per piani a benefici definiti per 7.390 migliaia di euro (Nota 16) e Fondi per rischi e oneri per complessivi 11.793 migliaia di euro (Nota 15).
[15] FONDI PER RISCHI Al 31 dicembre 2024 i fondi per rischi ammontano complessivamente a 11.793 migliaia di euro rispetto a 11.648 migliaia di euro al 31 dicembre 2023 e la loro composizione è la seguente: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Fondo indennità quiescenza agenti 851 815 Fondo reclami commerciali 144 90 Fondo garanzia prodotti 1.995 1.343 Atri fondi 3.368 3.210 Fondi per rischi – non correnti 6.358 5.458 Fondo garanzia prodotti quota corrente 1.023 191 Fondo reclami commerciali quota corrente 2.983 2.950 Altri fondi quota corrente 1.429 3.050 Fondi per rischi – correnti 5.435 6.191 Totale Fondi rischi 11.793 11.648 Nella tabella seguente viene riportata la movimentazione della voce in commento: (in migliaia di euro) 31.12.2024 Accantonamenti Utilizzi Rilasci Riclassifica Diff. di conversione 31.12.2023 Fondo indennità quiescenza agenti 851 31 - - - 5 815 Fondo reclami commerciali 144 46 - - - 8 90 Fondo garanzia prodotti 1.995 357 (256) (239) 789 1 1.343 Atri fondi 3.368 399 (250) - - 17 3.210 Fondi per rischi – non correnti 6.358 833 (506) (239) 789 24 5.458 Fondo garanzia prodotti quota corrente 1.023 - - 832 - 191 Fondo reclami commerciali quota corrente 2.983 978 (944) - - - 2.950 Altri fondi quota corrente 1.429 - - - (1621) - 3.050 Fondi per rischi – correnti 5.435 978 (944) - (798) - 6.191 Totale Fondi rischi 11.793 1.811 (1.450) (239) - - 11.648 Il fondo indennità quiescenza agenti rappresenta la passività stimata derivante dall’applicazione della normativa vigente e delle clausole contrattuali in materia di interruzione dei rapporti di agenzia. L’accantonamento al fondo indennità quiescenza agenti, a differenza degli accantonamenti al fondo rischi, garanzia ed altri fondi, è classificato per natura tra i costi per servizi.
[16] PIANI A BENEFICI DEFINITI La voce include principalmente le passività per il Trattamento di fine rapporto e il Trattamento di fine mandato degli Amministratori, iscritte nelle società Italiane e nella società tedesca Hygromatik; entrambi si qualificano come piani a benefici definiti secondo quanto previsto dallo IAS 19, e pertanto le passività sono state sottoposte a calcolo attuariale da parte di un perito indipendente. Di seguito si riporta la movimentazione delle passività. (in migliaia di euro) 31.12.2024 Saldo iniziale 8.479 Costo per interessi 198 Variazione di perimetro 0 Altre variazioni 29 Benefici erogati ai dipendenti (1.729) Differenza di conversione 30

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 174 Accantonamento 3.364 Giroconto a fondi pensione (3.125) Utili/(perdite) attuariali 144 Saldo finale 7.390 Sono state inoltre effettuate le analisi di sensitività per tener conto delle variazioni ritenute ragionevoli alle principali assunzioni delle rispettive valutazioni attuariali effettuate. In particolare è stata ipotizzata una variazione del tasso di attualizzazione pari a +/- 0,25% e, sulla base di tali variazioni, la passività avrebbe avuto una variazione ritenuta non significativa.
[17] PASSIVITA’ FISCALI DIFFERITE Al 31 dicembre 2024 ammontano a 26.185 migliaia di euro rispetto a 28.788 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. Per la movimentazione complessiva della voce passività fiscali differite si rinvia alla nota [5] Attività fiscali differite. Il dettaglio delle passività fiscali differite è il seguente: (in migliaia di euro) Imponibile 2024 Passività fiscali differite 2024 Imponibile 2023 Passività fiscali differite 2023 Attualizzazione passività non correnti 397 117 370 109 Differenze su allocazioni di consolidato 98.895 23.937 108.449 26.279 Differenze su ammortamenti e altre differenze di principi 3.172 734 6.026 1.122 Altro 8.015 1.397 6.815 1.277 Totale 110.479 26.185 121.660 28.788 La voce principale si riferisce alle allocazioni di valori non fiscalmente riconosciute effettuate in sede di primo consolidamento delle società acquisite.
[18] ALTRE PASSIVITA’ NON CORRENTI Il saldo pari a 87.720 migliaia di euro si riferisce principalmente alla passività derivante dalle opzioni combinate di acquisto e di vendita (Put & Call) sulla quota di minoranza della società acquisita Kiona (per 61.761 migliaia di euro) e sulla passività per earn out di Senva (23.010 migliaia di euro) nonché ad un earn out minore per complessivi 548 migliaia di euro. Si sottolinea che la passività derivante dall’opzione di acquisto e vendita (Put & Call) sulla quota di minoranza della società Sauber (pari a 1.409 migliaia di euro) è stata classificata nella voce Altre passività correnti in virtù del fatto che la stessa opzione Put, concessa al socio di minoranza, può essere esercitata a partire dal 2025. Al 31 dicembre 2024 sono stati rideterminati i fair value delle opzioni combinate di acquisto e vendita di Kiona e Sauber e della passività per earn out di Senva sulle base dei piani prospettici aggiornati e approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione; sulla base dei suddetti piani, i valori hanno subito un decremento rispettivamente di 9.181 migliaia di euro e 2.901 migliaia di euro la cui contropartita è registrata come provento nella voce Utili/(Perdite) da valutazioni passività per opzioni su quote di minoranza. Al 31 dicembre 2024 sono stati contabilizzati interessi passivi per 3.344 migliaia di euro. Il dettaglio della voce è di seguito riepilogato: (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Altre passività non correnti 2.415 2.129 Debiti non correnti per opzioni su quote di minoranza 85.305 97.436 Altre passività non correnti 87.720 99.566 Le altre passività non correnti si riferiscono alla quota non corrente di risconti passivi e a debiti non correnti per i piani di incentivazione LTI.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 175 [19] DEBITI COMMERCIALI I debiti commerciali ammontano a 62.689 migliaia di euro rispetto a 74.931 migliaia di euro del 31 dicembre 2023. Al 31 dicembre 2024 non sono presenti debiti scaduti per valori significativi. [20] DEBITI TRIBUTARI II debiti tributari ammontano a 6.250 migliaia di euro al 31 dicembre 2024 rispetto a 5.184 migliaia di euro al 31 dicembre 2023 e si riferiscono interamente a debiti verso l’Erario per imposte dirette sul reddito.
[21] ALTRE PASSIVITA’ CORRENTI Il saldo di tale voce è dettagliato come riportato nella tabella seguente. I principali debiti si riferiscono a rapporti di lavoro dipendente (salari e stipendi, ritenute fiscali, contributi previdenziali). (in migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 Debiti verso istituti previdenziali 7.035 6.839 Debiti per ritenute 2.820 2.824 Altri debiti verso l'erario 718 716 Debiti per iva 2.502 3.612 Debiti verso personale, bonus e ferie 22.052 22.744 Altri debiti 18.326 18.045 Debiti correnti per opzioni su quote di minoranza 1.409 47.482 Altre passività correnti 54.863 102.263 Come riportato nella Nota 18, la passività relativa all’opzione di acquisto e vendita (Put & Call) sulla quota di minoranza della società Sauber è stata iscritta come passività corrente in considerazione del fatto che l’esercizio della put option da parte del socio di minoranza è atteso nel 2025. L’ammontare di 47.482 migliaia di euro iscritto al 31 dicembre 2023 era riferito alla passività relativa all’opzione di acquisto e vendita di CFM realizzatasi a marzo 2024. La voce Atri debiti comprende principalmente risconti passivi iscritti nel Gruppo Kiona riferiti alle componenti di corrispettivi da riconoscere nell’esercizio successivo.
NOTE AL CONTO ECONOMICO [22] RICAVI I ricavi ammontano a 578.536 migliaia di euro rispetto a 650.247 migliaia di euro del 2023 con un decremento pari all’11%. I ricavi sono esposti al netto degli sconti e abbuoni. Del totale, i ricavi per servizi ammontano a 42.282 migliaia di euro rispetto a 21.412 migliaia di euro del 2023; tale incremento è ascrivibile sia alla crescita organica sia al consolidamento per l’intero esercizio del Gruppo Kiona. Di seguito si riporta la suddivisione dei ricavi per mercato di riferimento: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Ricavi HVAC 409.974 472.144 (13,2%) Ricavi REF 167.879 175.141 (4,1%) Totale Ricavi Core 577.853 647.285 (10,7%) Ricavi No Core 683 2.962 (76,9%) Totale Ricavi 578.536 650.247 (11,0%) Non si segnalano clienti all’interno del gruppo che concentrano ricavi in misura superiore al 5%. La suddivisione dei ricavi per area geografica è riepilogata di seguito:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 176 (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Europa, Medio Oriente e Africa 376.718 450.231 (16,3%) APAC 83.003 89.310 (7,1%) Nord America 103.600 97.192 6,6% Sud America 15.215 13.514 12,6% Ricavi netti 578.536 650.247 (11,0%)
[23] ALTRI RICAVI Gli altri ricavi ammontano a 6.272 migliaia di euro in aumento rispetto a 6.007 migliaia di euro del 2023. Il dettaglio della voce è il seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Contributi ricevuti nell'esercizio 1.505 1.622 (7,2%) Recupero costi di varia natura 3.170 3.184 (0,4%) Altri ricavi e proventi 1.597 1.201 33,0% Altri ricavi 6.272 6.007 4,4% I Contributi in conto esercizio sono relativi principalmente alla rilevazione del credito d’imposta per attività di sviluppo come previsto dalla legge 190 del 23/12/2014 (Legge di stabilità 2015). Nella voce “Recupero costi varia natura” sono principalmente inclusi recuperi di costi di trasporto e di altre spese. Gli “Altri ricavi e proventi” si riferiscono principalmente ad addebiti vari a fornitori e clienti.
[24] ACQUISTO DI MATERIE PRIME, COMPONENTI, MERCI E VARIAZIONE DELLE RIMANENZE La voce ammonta a 238.092 migliaia di euro rispetto a 283.634 migliaia del 2023; il dettaglio della voce è il seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Acquisti materie prime, consumo, merci e variazione rimanenze (238.092) (283.634) (16,1%) % Incidenza sui ricavi (41,2%) (43,6%) (5,7%)
[25] COSTI PER SERVIZI I costi per servizi ammontano a 82.104 migliaia di euro in diminuzione rispetto al 2023 a seguito del contenimento di alcune spese operative a fronte della riduzione del volume d’affari. Il dettaglio della voce è il seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Costi di trasporto (16.830) (19.628) (14,3%) Consulenze (12.388) (13.119) (5,6%) Viaggi e trasferte (4.965) (5.241) (5,3%) Costi godimento beni di terzi (4.652) (2.945) 57,9% Manutenzioni e riparazioni (10.808) (10.333) 4,6% Spese di marketing e pubblicità (2.924) (3.317) (11,8%) Lavorazioni esterne (1.936) (3.601) (46,3%) Provvigioni (1.891) (2.559) (26,1%) Utenze (3.482) (3.847) (9,5%) Compensi ad amministratori, sindaci e revisori (2.913) (2.780) 4,8% Assicurazioni (2.784) (2.468) 12,8% Spese di telefonia e connessioni (1.609) (1.327) 21,3% Altri costi per servizi (14.923) (12.539) 19,0% Costi per servizi (82.104) (83.705) (1,9%)

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 177 I costi per godimento beni di terzi comprendono la componete di noleggio che non ricade nell’ambito di applicazione dell’IFRS16 in quanto short term lease, low value lease e lease a canoni variabili. La voce Altri costi per servizi include principalmente costi per installazioni effettuati da terzi e costi per il personale che non rientrano nei salari e stipendi (costi di trasporto, mensa, etc).
[26] COSTI DI SVILUPPO CAPITALIZZATI La voce “Costi di sviluppo capitalizzati” ammonta a 5.628 migliaia di euro rispetto a 2.286 migliaia di euro del 2023 e si riferiscono a progetti di sviluppo capitalizzati tra le immobilizzazioni immateriali principalmente iscritti presso la Capogruppo, Kiona e la controllata cinese. La composizione della voce è la seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Costi di sviluppo 5.628 1.827 >100% Lavori in economia impianti e macchinari - 459 <100% Totale 5.628 2.286 >100% Complessivamente, negli esercizi 2024 e 2023, il Gruppo ha sostenuto costi per ricerca e sviluppo pari rispettivamente a 32.652 migliaia di euro e 27.027 migliaia di euro. Il dato relativo al 2023 è stato riesposto rispetto a quanto pubblicato al 31 dicembre 2023 (25.865 migliaia di euro) al fine di rendere maggiormente comparabili i due valori. Di tali costi, solamente gli importi descritti sopra sono stati iscritti tra le immobilizzazioni in quanto aventi i requisiti richiesti dallo IAS 24.
[27] COSTI DEL PERSONALE I costi del personale ammontano a 162.205 migliaia di euro rispetto a 149.896 migliaia di euro del 2023. L’incremento deriva principalmente dal consolidamento per l’intero esercizio del Gruppo Kiona. Il dettaglio del costo del personale e degli organici suddivisi per categoria è di seguito riportato: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Salari e stipendi inclusi bonus e accantonamenti (127.376) (119.631) 6,5% Oneri sociali (27.492) (24.169) 13,7% Costi per piani a benefici definiti (3.364) (3.184) 5,6% Altri costi del personale (3.974) (2.912) 36,5% Costi del personale (162.205) (149.896) 8,2% 31.12.2024 31.12.2023 puntuali medi puntuali medi Executive 80 76 71 70 Impiegati 1.601 1.597 1.593 1.454 Operai 911 944 977 946 Totale 2.592 2.617 2.641 2.470
[28] ALTRI PROVENTI / (ONERI) Il saldo netto della voce ammonta a negativi 3.165 migliaia di euro rispetto a negativi 4.121 migliaia di euro del 2023. Il dettaglio della voce è di seguito esposto: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Plusvalenze da alienazione cespiti 97 74 31,9% Sopravvenienze attive 1.118 1.808 (38,2%) Altri proventi diversi 786 - >100% Rilascio fondi rischi 239 - >100% Altri proventi 2.240 1.882 19,0% Minusvalenze su alienazione cespiti (104) (9) >100%

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 178 (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Sopravvenienze passive (560) (410) 36,4% Altre imposte e tasse (1.975) (1.518) 30,1% Accantonamento a fondo svalutazione crediti (524) (718) (27,0%) Accantonamento a fondi rischi (1.408) (2.353) (40,1%) Perdite su crediti (186) (197) (5,6%) Altri costi (647) (798) (18,9%) Altri oneri (5.405) (6.003) (10,0%) Altri proventi/(oneri) (3.165) (4.121) (23,2%) La voce Accantonamento a fondi rischi accoglie principalmente lo stanziamento al fondo reclami commerciali; per maggiori informazioni si rimanda alla nota 15.
[29] AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI Gli ammortamenti totali al 31 dicembre 2024 ammontano a 38.345 migliaia di euro rispetto a 32.783 migliaia di euro del 2023. La voce inoltre include ammortamenti derivanti dalla Purchase Price Allocation per complessivi 11.500 migliaia di euro (8.073 migliaia di euro al 31 dicembre 2023). Il dettaglio della voce è il seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Ammortamento attività immateriali (16.982) (13.463) 26,1% Ammortamento attività materiali (21.333) (19.261) 10,8% Svalutazioni e Impairment (30) (60) (50,4%) Ammortamenti e svalutazioni (38.345) (32.783) 17,0%
[30] PROVENTI / (ONERI) FINANZIARI NETTI La voce ammonta a negativi 7.073 migliaia di euro rispetto a negativi 9.705 migliaia di euro del 2023. Il dettaglio della voce è il seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Proventi da attività finanziarie 849 1.017 (16,5%) Interessi attivi 1.591 763 >100% Proventi da strumenti derivati 0 0 >100% Altri proventi finanziari 1.136 824 37,8% Fair Value su attività e passività finanziarie 60 72 (16,3%) Dividendi ricevuti 203 0 >100% Proventi finanziari 3.840 2.677 43,5% Interessi passivi bancari (4.004) (5.062) (20,9%) Interessi passivi per contratti di lease (977) (852) 14,6% Altri interessi passivi (1.719) (1.560) 10,2% Oneri da strumenti derivati (5) (26) (81,9%) Altri oneri finanziari (865) (1.567) (44,8%) Interessi passivi per opzioni su quote di minoranza (3.344) (3.315) 0,9% Oneri finanziari (10.914) (12.382) (11,9%) Proventi (oneri) finanziati netti (7.073) (9.705) (27,1%) La voce Altri interessi passivi accoglie gli interessi passivi sui prestiti obbligazionari emessi nel corso del 2022 e del 2023.
[31] UTILI / (PERDITE) SU CAMBI La voce ammonta a positivi 3.183 migliaia di euro rispetto a negativi 3.763 migliaia di euro del 2023; la voce accoglie principalmente la componente positiva pari a 3.285 migliaia di euro riferita all’adeguamento cambi della passività relativa all’opzione Put&Call di Kiona che è iscritta in Corone Norvegesi e convertita

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 179 al tasso di cambio di fine periodo (al 31 dicembre 2023 la voce ammontava a negativi 2.052 migliaia di euro). Di seguito si riporta il dettaglio della voce: (in migliaia di euro) 2024 2023 Delta % Perdite su cambi (6.450) (11.667) (45%) Utili su cambi 9.634 7.904 22% Utili/(perdite) su cambi 3.183 (3.763) > 100%
[32] UTILI (PERDITE) DA VALUTAZIONI PASSIVITA’ PER OPZIONI SU QUOTE DI MINORANZA La voce ammonta a positivi 15.356 migliaia di euro rispetto a positivi 1.660 migliaia del 31 dicembre 2023 di euro e si riferisce alla variazione del fair value al 31 dicembre 2024 delle passività iscritte sulle opzioni put/call sulle controllate CFM (chiusasi a marzo 2024), Kiona e Sauber e sull’earn out di Senva. In particolare, le passività relative a Senva, Kiona e CFM hanno avuto una variazione positiva di fair value rispettivamente pari a 2.901 migliaia di euro, 9.181 migliaia di euro e 3.373 migliaia di euro mentre la passività di Sauber ha avuto una variazione negativa per complessivi 98 migliaia di euro.
[33] RISULTATO NETTO DELLE PARTECIPAZIONI VALUTATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO La voce ammonta a positivi 1.737 migliaia di euro rispetto a positivi 613 migliaia di euro del 2023. La voce accoglie principalmente la rivalutazione al fair value della Free Polska. [34] IMPOSTE SUL REDDITO La voce ammonta a 16.470 migliaia di euro rispetto a 18.732 migliaia di euro del 2023. Il dettaglio della voce è il seguente: (in migliaia di euro) 2024 2023 Imposte correnti (18.932) (24.288) Imposte differite/anticipate 3.064 5.194 Imposte esercizi precedenti (602) 362 Imposte sul reddito (16.470) (18.732) Le imposte possono essere riconciliate come segue rispetto al risultato prima delle imposte risultante dal conto economico: (in migliaia di euro) 2024 2023 Risultato prima delle imposte 79.729 93.205 Imposte sul reddito calcolate con l'aliquota teorica IRES (19.135) (22.369) Irap (199) (1.216) Effetto della differente tassazione su società operanti all'estero 6.352 2.391 Ritenuta d'acconto su dividendi (1.349) (2.064) Imposte relative a periodi precedenti (602) 362 Effetto di fiscalità anticipata e differita di società del gruppo e altri movimenti (1.537) 4.164 Imposte sul reddito (16.470) (18.732) Si rimanda alla nota [5] in relazione alla movimentazione delle imposte anticipate e differite nonché alla natura delle stesse. Il tax rate utilizzato per la riconciliazione del carico fiscale corrisponde all’aliquota IRES, pari al 24%, applicabile in Italia giurisdizione nella quale viene principalmente realizzato il reddito imponibile.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 180 [35] ALTRE INFORMAZIONI Informativa di settore L’IFRS 8 richiede che l’informativa di settore sia predisposta in modo da fornire le informazioni necessarie a consentire una valutazione della natura e degli effetti sul bilancio delle attività operate e dei contesti economici di riferimento. In base alla reportistica interna e alle attività societarie operative generatrici di ricavi e costi, i cui risultati sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo ai fini dell’adozione di decisioni in materia di allocazione delle risorse e di valutazione dei risultati, non sono stati identificati segmenti operativi diversi dal Gruppo nel suo complesso.
Strumenti finanziari Il Gruppo, che opera a livello internazionale, è esposto al rischio di cambio su vendite e acquisti e al rischio di tasso di interesse; in particolare le valute che generano tali rischi sono il dollaro americano lo zloty polacco e il renminbi cinese. Al fine di mitigare tali rischi il Gruppo si è dotato di una policy di copertura i cui principali strumenti usati sono strumenti derivati, opzioni e contratti a termine prevalentemente con scadenza entro i 12 mesi. Per quanto concerne gli strumenti di copertura del rischio di cambio, le operazioni in essere a fine esercizio sono le seguenti: (in di euro) 31.12.2024 31.12.2023 forward Acquisti * Vendite * Fair Value attivo ** Fair Value passivo ** Acquisti * Vendite * Fair Value attivo ** Fair Value passivo ** USD/CNY (5.500) - 16 (3) USD/EUR - - - - ZAR/USD (7.000) - 1 - CNY/USD (900) - - (1) EUR/CNY 5.000 25 - - - - THB/EUR 8.500 (6) CNY/EUR 750 0 THB/USD (2.000) - - (1) Totale 26 (6) - 17 (5) * Valore in migliaia in valuta locale ** Valore in migliaia di euro Di seguito si riportano i dettagli relativi agli Interest Rate Swap a copertura del rischio del tasso di interesse: (in migliaia di euro) Nozionale Tasso fisso Scadenza Fair value 31.12.2024 Fair value 31.12.2023 Interest rate swap - Mediobanca 20.000 -0,31% 26/06/2026 167 517 Ai fini del trattamento contabile i derivati a copertura di debiti e crediti in valuta iscritti in bilancio sono iscritti al fair value con imputazione diretta a conto economico. Tali strumenti controbilanciano naturalmente il rischio oggetto di copertura, che ai sensi dello IFRS 9 è già iscritto in bilancio.
Piani retributivi sotto forma di partecipazione al capitale e sotto forma di incentivazione monetaria Piano di Performance Share Si segnala che al 31 dicembre 2024 la Società non ha in essere piani di incentivazione basati su strumenti finanziari del tipo “equity-settled”. Piano di Performance Cash Al 31 dicembre 2024 la Società ha in essere piani di incentivazione monetaria di seguito meglio descritti. • In data 04 marzo 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato un piano di incentivazione monetaria denominato “Piano di Performance Cash 2021-2025”. Il piano è riservato agli amministratori esecutivi, ai dirigenti con responsabilità strategiche e ai dipendenti della Società e delle società da

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 181 questa controllate in qualità di soggetti che rivestono un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi del Gruppo. Il periodo di vesting è suddiviso in tre cicli triennali di attribuzione rolling, e gli obiettivi di performance riguardano l’EBITDA Adjusted cumulato di Gruppo per ciascun periodo di vesting (peso relativo 50%), la Cash Conversion - valore medio sul ciclo dei periodi di vesting – (peso relativo 30%), Target ESG - raggiungimento medio di una serie di indicatori di sostenibilità – (peso relativo 20%). In data 6 marzo 2024 il Consiglio di Amministrazione, con l’approvazione del bilancio consolidato relativo all’anno 2023, ha determinato in 1.649 migliaia di Euro, oltre a contributi previdenziali, l’ammontare del piano di incentivazione spettante ai beneficiari a conclusione del primo ciclo (2021- 2023). Con la mensilità di aprile la Società ha proceduto a liquidare ad ogni beneficiario l’importo monetario spettante al netto della quota soggetta ad un periodo di differimento di due anni come definita dal regolamento del piano. Complessivamente sono stati liquidati 1.213 miglia di Euro, oltre a contributi previdenziali. • In data 06 marzo 2024 il Consiglio di Amministrazione ha approvato: • il regolamento del piano di incentivazione basato su strumenti finanziari avente ad oggetto l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie sella Società, denominato “Piano di Performance Shares 2024-2028”; • il regolamento del piano di incentivazione monetaria denominato “Piano di Performance Cash 2024-2028”. Entrambi i piani sopra descritti sono riservati agli amministratori esecutivi, ai dirigenti con responsabilità strategiche e ai dipendenti della Società e delle società da questa controllate in qualità di soggetti che rivestono un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi del Gruppo. Inoltre, presentano le medesime caratteristiche per quanto concerne la durata, i periodi di vesting (suddivisi in tre cicli di attribuzione rolling), identificazione dei beneficiari e obiettivi di performance (EBITDA Adjusted cumulato di Gruppo per ciascun periodo di vesting (peso relativo 50%), Cash Conversion - valore medio sul ciclo dei periodi di vesting – (peso relativo 20%); Target ESG - raggiungimento medio di una serie di indicatori di sostenibilità – (peso relativo 30%). In data 18 aprile 2024 l’Assemblea dei soci ha approvato l’adozione del piano di compensi basato su strumenti finanziari denominato il “Piano di performance share 2024-2028” avente ad oggetto l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie della Società ai membri degli organi di amministrazione e/o dipendenti della Società, sopra meglio descritto. In data 07 novembre 2024 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato per il periodo di vesting 2024- 2026, di dare attuazione, per tutti i beneficiari individuati, al solo Piano LTI Cash in quanto tale piano si caratterizza per una minor complessità rispetto alla gestione operativa e fiscale del Piano LTI Shares, sia in capo alla Società che ai beneficiari medesimi, stabilendo altresì la percentuale di remunerazione annua lorda base a titolo di incentivo monetario per ciascun beneficiario, il tutto in misura pari complessivamente a circa 2.050 migliaia di Euro per la totalità dei beneficiari. L’importo monetario che verrà effettivamente erogato a ciascun beneficiario sarà determinato al termine del periodo di vesting 2024-2026 sulla base del raggiungimento dei cd. “obiettivi di performance” previsti nel regolamento del piano. Secondo quanto stabilito dallo IAS 19 – Benefici ai dipendenti – i piani di incentivazione monetaria si qualificano come piani a benefici definiti, e pertanto la passività è stata sottoposta a calcolo attuariale da parte di un esperto indipendente mediante il criterio “Projected Unit Credit” (PUC) previsto dallo IAS 19. Tale metodologia si sostanzia in valutazioni che esprimono il valore attuale medio delle obbligazioni maturate in base al servizio che il lavoratore ha prestato fino all’epoca in cui la valutazione stessa è realizzata. In relazione a quanto descritto, nel conto economico dell’esercizio 2024 è stato rilevato, sia per i periodi di vesting conclusi ma con liquidazione differita che per quelli non ancora conclusi di entrambi in piani, un onere pari a complessivi 1.719 migliaia di Euro.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 182 Classi di strumenti finanziari e gerarchia del fair value La tabella sotto riportata mostra la ripartizione delle attività e passività finanziarie prevista dall’IFRS 7, secondo le categorie previste dall’IFRS 9 con riferimento al 31 dicembre 2024, confrontate anche con il relativo fair value: 31.12.2024 31.12.2024 Categoria IFRS 9 Valore contabile Livello 1 Livello 2 Livello 3 Strumenti finanziari derivati attivi FVTPL 193 193 Titoli disponibili per la vendita FVTPL 2.987 2.987 n.a. n.a. Altri crediti finanziari Attività al costo ammortizzato 110 n.a. n.a. n.a. Attività finanziarie a breve termine 3.290 Crediti commerciali Attività al costo ammortizzato 99.606 n.a. n.a. n.a. Totale Attività 102.896 di cui: FVTPL 3.180 Attività al costo ammortizzato 99.716 Debiti bancari a lungo termine Passività al costo ammortizzato 24.319 n.a. n.a. n.a. Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti Passività al costo ammortizzato 59.508 n.a. n.a. n.a. Debiti finanziari verso altri finanziatori Passività al costo ammortizzato 151 n.a. n.a. n.a. Debiti finanziari non correnti per contratti di lease Passività al costo ammortizzato 24.934 n.a. n.a. n.a. Altri debiti finanziari non correnti Passività al costo ammortizzato 455 n.a. n.a. n.a. Passività non correnti 109.367 Debiti bancari a breve termine Passività al costo ammortizzato 733 n.a. n.a. n.a. Finanziamenti bancari a breve termine Passività al costo ammortizzato 34.690 n.a. n.a. n.a. Debiti finanziari correnti per contratti di lease Passività al costo ammortizzato 6.605 n.a. n.a. n.a. Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti Passività al costo ammortizzato 371 n.a. n.a. n.a. Strumenti finanziari passivi FVTPL 6 n.a. 6 n.a. Debiti finanziari verso altri finanziatori Passività al costo ammortizzato 289 n.a. n.a. n.a. Altri debiti finanziari correnti Passività al costo ammortizzato 537 n.a. n.a. n.a. Passività finanziarie correnti 43.231 Debiti commerciali Passività al costo ammortizzato 62.689 n.a. n.a. n.a. Altre passività non correnti * FVTPL 85.305 n.a. n.a. 85.305 Totale passività finanziarie 300.592 di cui Passività al costo ammortizzato 215.282 FVTPL 85.310 * nella voce non sono compresi 1.640 migliaia di euro relativi alla quota non corrente di risconti passivi pluriennali, non in scope IFRS7.
Impegni, garanzie non risultanti dallo stato patrimoniale Al 31 dicembre 2024 la Società ha in essere garanzie per complessivi 1.397 migliaia di Euro relativi a fideiussioni prestate di cui 133 migliaia di Euro in favore di controllate.
Rapporti con parti correlate Nel corso degli esercizi 2024 e 2023 il Gruppo ha intrattenuto rapporti commerciali con alcune parti correlate del Gruppo. Di seguito si riportano i dettagli delle transazioni intercorse nel periodo:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 183 RAPPORTI AL 31.12.2023 (in migliaia di euro) Crediti Crediti finanziari Debiti Debiti finanziari Ricavi Ricavi Finanziari Costi Costi Finanziari Free Polska s.p.z.o.o. 174 (210) 162 (7.721) Totale Imprese collegate 174 - (210) - 162 - (7.721) - RN Real Estate Srl 19 (610) (14.647) 22 (163) Nastrificio Victor SpA (28) (77) Eurotest laboratori Srl 5 (79) 8 (179) Carel Real Estate Adratic d.o.o. 2 (1.824) 2 (1) (72) Eurotec ltd 166 Panther srl (3) (11) Gestion A.Landry Inc (6) (2) (1) Humide Expert (1) (48) Murat Cem Ozdemir (1.290) (29) Bridgport Spa 8 (63) 31 (1.933) Brimind Srl (11) (55) (67) Altre 4 - (655) (1.739) 5 - (334) (83) Totale altre parti correlate 38 - (1.449) (19.562) 234 - (2.652) (348) Totale parti correlate 212 - (1.659) (19.562) 396 - (10.373) (348) RAPPORTI AL 31.12.2024 (in migliaia di euro) Crediti Crediti finanziari Debiti Debiti finanziari Ricavi Ricavi Finanziari Costi Costi Finanziari Free Polska s.p.z.o.o. 714 - (253) - 57 203 (6.254) Totale Imprese collegate 714 - (253) - 57 203 (6.254) - RN Real Estate Srl 16 - (614) (13.221) 18 - (16) (153) Carel Real Estate Adratic d.o.o. 2 - (1.611) 2 - (1) (64) Nastrificio Victor SpA - - (44) - - - (119) - Eurotest laboratori Srl 4 - - 7 - (164) - Murat Cem Ozdemir - - - - - - (17) - Bridgport Spa 7 - (250) - 29 - (1.965) - Leonardo Srl - - (536) - - (15) Byggteknikk Prosjekt AS - - (61) (1.018) - - (117) (195) Altre 93 - (637) (594) 532 - (756) (53) Totale altre parti correlate 122 - (1.606) (16.980) 588 - (3.155) (480) Totale parti correlate 836 - (1.859) (16.980) 645 203 (9.409) (480) Le transazioni con RN Real Estate Srl e Carel Real Estate Adriatic d.o.o. sono rappresentate dagli affitti per gli immobili industriali dove la Capogruppo e la filiale croata esercitano la loro attività. I debiti e i costi finanziari sono iscritti a fronte dell’applicazione del principio contabile IFRS16. I costi da Free Polska sono relativi a prodotti non Carel acquistati e rivenduti dalla controllata Alfaco Polska. Tutte le transazioni sono regolate a condizioni di mercato.
Elenco delle partecipazioni incluse nel bilancio consolidato e delle altre partecipazioni Nella tabella che segue sono elencate le imprese partecipate direttamente e indirettamente dalla Capogruppo Carel Industries S.p.A., a fianco delle quali sono indicate tutte le informazioni richieste dalla legge che disciplina la redazione del bilancio consolidato:

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 184 Denominazione sociale Sede Nazione Valuta Capitale sociale al Capitale sociale al % di partecipazion e di gruppo Quote possedute Criterio di consolida mento Risultato 31/12/2024 Risultato 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2024 Azionista-Socio EURO EURO Capogruppo: Carel Industries S.p.A Brugine (Padova) Italia EUR 11.249.921 11.249.921 14.967.983 51.171.157 Partecipazioni consolidate: C.R.C. S.r.l. Bologna Italia EUR 98.800 98.800 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.560.312 1.728.866 Carel Deutschland Gmbh Francoforte Germania EUR 25.565 25.565 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.083.831 2.866.574 Carel France Sas St. Priest, Rhone Francia EUR 100.000 100.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 436.459 904.779 Carel U.K. Ltd Londra Gran Bretagna GBP 350.000 350.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.241.705 869.313 San Paolo Brasile BRL 31.149.059 31.149.059 53,02% Carel Industries S.p.A. Integrale 46,98% Carel Electronic Suzhou Ltd Carel Usa Inc Pennsylvania Stati Uniti USD 5.000.000 5.000.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 10.212.587 10.130.071 Carel Asia Ltd Hong Kong Honk Kong HKD 15.900.000 15.900.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 644.198 1.063.520 Carel HVAC&R Korea Ltd Seul South Korea KRW 550.500.000 550.500.000 100% Carel Electronic Suzhou Ltd Integrale 465.381 493.838 Carel South East Asia Pte. Ltd. Singapore Singapore SGD 100.000 100.000 100% Carel Asia Ltd Integrale 79.180 40.610 Carel Australia PTY Ltd Sidney Australia AUD 100 100 100% Carel Electronic Suzhou Ltd Integrale 414.345 591.182 Carel Electronic Suzhou Ltd Suzhou Repubblica Pop. Cinese CNY 75.019.566 75.019.566 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 12.945.957 16.390.647 Carel Controls Iberica SI Barcellona Spagna EUR 3.005 3.005 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 916.486 1.210.054 Carel Controls South Africa (Pty) Ltd Johannesburg Sud Africa ZAR 4.000.000 4.000.000 100% Carel Electronic Suzhou Ltd Integrale 383.533 748.870 Mumbai India INR 1.665.340 1.665.340 0,01% Carel France Sas Integrale 99,99% Carel Electronic Suzhou Ltd St. Petersburg Russia RUB 6.600.000 6.600.000 99% Carel Industries S.p.A. Integrale 1% Carel France Sas Carel Nordic AB Hoganas Svezia SEK 550.000 550.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 175.971 862.677 Carel Middle East Dubai Dubai AED 4.333.877 4.333.877 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 156.244 348.673 Carel Mexicana, S. DE R.L. DE C.V. Guerra, Tlalpan Messico MXN 12.441.149 12.441.149 100% Carel Usa Inc Integrale 668.183 (187.146) Carel Adriatic D.o.o. Rijeka Croazia HRK 2022 EUR 2023 7.246.665 7.246.665 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.350.635 9.636.367 Bangkok Tailandia THB 16.000.000 16.000.000 50% Carel Electronic Suzhou Ltd Integrale 30% Carel Australia PTY Ltd Alfaco Polska Sp.z.o.o. Wrocław Polonia PLN 420.000 420.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 3.073.398 2.259.714 Carel Japan Tokyo Giappone JPY 60.000.000 60.000.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 194.693 194.943 Recuperator S.p.A. Rescaldina (MI) Italia EUR 500.000 500.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 509.306 381.206 Hygromatik G.m.b.H. Henstedt- Ulzburg Germania EUR 639.115 639.115 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 3.972.957 3.247.908 Carel Ukraine LLC Kiev Ucraina UAH 700.000 700.000 100% Alfaco Polska Zoo Integrale 165.969 122.614 Enersol Beloeil Canada CAD 100 100 100% Carel Usa Inc Integrale 103.736 (220.539) CFM Sogutma Ve Otomasyon Izmir Turchia EUR 2.473 2.473 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 6.111.006 8.893.241 Enginia Srl Trezzo Sull'Adda (MI) Italia EUR 10.400 10.400 100% Recuperator S.p.A. Integrale 347.600 1.658.837 Arion S.r.l. Bolgare (BG) Italia EUR 100.000 100.000 70% Carel Industries S.p.A. Integrale 54.497 256.112 Sauber S.r.l. Mantova (MN) Italia EUR 100.000 100.000 70% Carel Industries S.p.A. Integrale 612.188 (468.430) Klingenburg GmbH Gladbeck Germania EUR 38.400 38.400 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (2.546.007) 428.916 Klingenburg Usa LLC RALEIGH Stati Uniti USD 699.671 n.d n.d Integrale (71.598) (131.077) Klingenburg Uk Ltd Folkestone Gran Bretagna GBP 100 100 100% Klingenburg Gmbh Integrale 584.769 412.434 Klingenburg Iberica Slu Madrid Spagna EUR 3.500 n.d n.d Integrale (291.429) 921.702 Klingenburg International Sp. z o.o. Św idnica Polonia PLN 50.000 50.000 100% Klingenburg Gmbh Integrale 413.988 561.209 Senva Inc. Oregon Stati Uniti USD - - 100% Carel Usa Inc Integrale 3.657.930 (2.814.679) Eurotec Ltd Auckland Nuova Zelanda NZD 450.000 450.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (68.854) 271.293 Carel Kazakhstan Almaty Kazakistan KZT 10.000 10.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 455.830 526.674 Kiona Holding AS Trondheim Norvegia NOK 666.401 666.401 82,4% Carel Industries S.p.A. Integrale 192.106 (1.466.019) Carel Systems Spzoo Varsavia Polonia PLN 3.100.000 3.100.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (68.791) (14.189) Kiona GmbH Berlino Germania EUR 25.000 25.000 100% Kiona Holding AS Integrale 44.918 (323.457) Kiona A/S - Denmark Copenhagen Danimarca DKK 500.000 500.000 100% Kiona Holding AS Integrale (1.734) 15.191 Kiona AS Trondheim Norvegia NOK 100.000 100.000 100% Kiona Holding AS Integrale 1.034.285 1.844.000 Kiona LT UAB Kaunas Lithuania EUR 2.500 2.500 100% Kiona Holding AS Integrale (18.834) 736 Kiona Oy Helsinky Finlandia EUR 2.500 2.500 100% Kiona Holding AS Integrale 26.243 6.904 Kiona Sárl Givisiez Svizzera CHF 20.000 20.000 100% Kiona Holding AS Integrale 37.409 21.938 Kiona Sp Zoo Gdansk Polonia PLN 500.000 500.000 100% Kiona Holding AS Integrale 9.931 3.705 Kiona Sw eden AB Gothenburg Svezia SEK 200.000 200.000 100% Kiona Holding AS Integrale 306.951 (207.275) 1.277.793 550.167 (1.069.689) 416.564 1.910.514 534.489 (279.499) Carel ACR System India (Pvt) Ltd Carel Sud America Instrumentacao Eletronica Ltda Carel RUS Llc Carel (Thailand) Co. Ltd. 335.949

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 185 ALTRE INFORMAZIONI RELATIVE ALLE SOCIETÀ CONTROLLATE Le società controllate Carel Deutschland Gmbh, Hygromatik Gmbh e Klingenburg Gmbh, consolidate integralmente nel presente bilancio consolidato della Carel Industries S.p.A, si sono avvalse dell’esenzione prevista nella Sezione 264 (3) del German Commercial Code (HGB) per il bilancio chiuso al 31 dicembre 2024 con riferimento all’informativa, alla revisione e alla predisposizione delle note esplicative e del management report.
COMPENSI CORRISPOSTI AD AMMINISTRATORI, SINDACI E DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICA Di seguito si riportano i dati relativi ai compensi corrisposti agli Amministratori, ai Sindaci e ai Dirigenti con Resposanbilità Strategica per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2023: AMMINISTRATORI (in migliaia di euro) 2024 2023 Retribuzioni e compensi a breve termine 1.531 1.521 Altri benefici non monetari 17 25 Altri compensi (Indennità di fine mandato) 1.052 - Totale compensi ad Amministratori 2.600 1.546 SINDACI (in migliaia di euro) 2024 2023 Compensi fissi e per la partecipazione a comitati 122 90 Totale compensi a Sindaci 122 90 DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICA (in migliaia di euro) 2024 2023 Retribuzioni e compensi a breve termine 1.383 1.607 Altri benefici non monetari 25 22 Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro 119 - Totale Dirigenti con responsabilità strategica 1.527 1.629
FATTI DI RILIEVO AVVENUTO DOPO LA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO Non vi sono fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio.
INFORMAZIONI AI SENSI DELL’ART. 149-DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell’art. 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi di competenza dell’esercizio per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 186 SERVIZI (in migliaia di euro) Soggetto Destinatario Corrispettivi 2024 Corrispettivi 2023 Revisione contabile Deloitte & Touche S.p.A. Carel Industries S.p.A. 309 260 Deloitte & Touche S.p.A. Società controllate 67 56 Rete Deloitte Società controllate 192 209 Servizi di attestazione Deloitte & Touche S.p.A. Carel Industries S.p.A. 91 410 Deloitte & Touche S.p.A. Società controllate - 5 Rete Deloitte Società controllate - 22 Totale servizi erogati 659 962
Obblighi di trasparenza previsti dalla Legge n. 124 del 2017 - (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) Si espone di seguito l’elenco delle sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle pubbliche amministrazioni e dagli soggetti così come definiti dall’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017, che le società del Gruppo hanno ricevuto nel corso del 2024: Carel Industries S.p.A.: • oltre al “Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020, Legge 178/2020, “Industria 4.0” – L. 160/2019, “Maxiammortamento – L- 178/2020, “Ecobonus” – L. 296/2006, “Credito d’imposta energia e gas” – D.L. 144/2022 e D.L. 176/2022 spettanti per le quote di competenza dell’esercizio, non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. Recuperator S.p.A.: • oltre al “Credito d’imposta per attività di Ricerca Sviluppo e Innovazione tecnologica” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020. 178/2020, “Industria 4.0” – L. 160/2019, “Maxiammortamento e credito d'imposta Nuovi Beni Strumentali materiali ordinari – L. 178/2020, “Credito d’imposta energia e gas” – D.L. 144/2022 e D.L. 176/2022 spettanti per le quote di competenza dell’esercizio la Società non ha percepito contributi, sovvenzioni, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. Arion S.r.l.: • oltre al “Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica” – Legge 160/2019 e successive modficazioni ed integrazioni non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. C.r.c S.r.l.: • oltre al “Credito di imposta per acquisto di Beni strumentali” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020, Legge 178/2020, spettanti per le quote di competenza dell’esercizio non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. 
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 187 Sauber Sr.l.: • oltre al “Credito di imposta per attività di Ricerca Sviluppo e Innovazione” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020. 178/2020, “Industria 4.0” – L. 160/2019, Superbonus Art 121 dl 34/2022, Ecobonus e Impianti fotovoltaici Art 121 DL 34/2020, Recupero patrimonio edilizio art 121 DL 34/2020 spettanti per le quote di competenza dell’esercizio non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. Enginia S.r.l.: • oltre al ““Credito d’imposta energia e gas” – D.L. 144/2022 e D.L. 176/2022 spettanti per le quote di competenza dell’esercizio, non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017.

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 188 ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ART. 154 BIS DEL D. LGS. 58/98 E DELL’ART. 81–TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI 1. I sottoscritti Francesco Nalini, Amministratore Delegato, e Nicola Biondo, Dirigente Preposto alla redazione di documenti contabili societari della Carel Industries S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis commi 3 e 4 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58: – l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e – l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell’esercizio 2024. 2. Al riguardo non sono emersi aspetti di rilievo da segnalare. 3. Si attesta, inoltre, che: 3.1 il bilancio consolidato al 31 dicembre 2024: a. è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; b. corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; c. è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento; 3.2 la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui il Gruppo è esposto. Brugine, 13 marzo 2025 L’Amministratore Delegato Il Dirigente preposto ________________________________ ________________________________ Francesco Nalini Nicola Biondo

Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 189 ATTESTAZIONE DELLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITA’ AI SENSI DELL’ART 81-TER, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI 1. I sottoscritti Francesco Nalini, Amministratore Delegato, e Nicola Biondo, Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Carel Industries S.p.A., attestano, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la Rendicontazione di Sostenibilità inclusa nella Relazione sulla Gestione è stata redatta: a) Conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125; b) Con le specifiche adottate a norma dell’art. 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020. Brugine, 13 marzo 2025 L’Amministratore Delegato Il Dirigente preposto ________________________________ ________________________________ Francesco Nalini Nicola Biondo
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 190 RELAZIONI DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 191
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 192
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 193
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 194
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 195
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 196
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 197
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 198
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 199
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 200
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2024 201