
[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ] 17
complesso dell’anno, il fatturato consolidato delle attività italiane si è attestato a 818,3 milioni, in
aumento del 12,7%.
In Stati Uniti d’America, nonostante il recupero registrato nel quarto trimestre, le nostre vendite di
cemento hanno chiuso l’anno in lieve calo rispetto al 2022, anche per effetto di alcune criticità logistiche
lungo il fiume Mississippi. È proseguita, invece, la flessione dei volumi di calcestruzzo preconfezionato
negli ultimi mesi dell’anno, penalizzata anche dalla carenza di autisti. Al contrario, i prezzi di vendita
hanno realizzato un solido miglioramento rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato complessivo si è
attestato a 1.742,7 milioni, in aumento (+9,5%) rispetto ai 1.591,8 milioni del 2022. La svalutazione del
dollaro (-2,7%) ha impattato negativamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio i
ricavi netti sarebbero aumentati del 12,4%.
Per quanto riguarda le nazioni dell’Europa Centrale, in Germania, i nostri volumi di vendita sia di leganti
idraulici che di calcestruzzo hanno registrato un andamento piuttosto negativo, chiudendo il 2023 in
decisa contrazione. I prezzi di vendita, dopo l’aumento di inizio anno, hanno mantenuto i livelli del primo
semestre, segnando un sostanziale miglioramento rispetto all’esercizio precedente. In Lussemburgo e
Paesi Bassi, l’indebolimento della domanda domestica e dei paesi confinanti, già evidente a partire dal
primo semestre, si è confermato anche nei trimestri successivi. I volumi di vendita di cemento hanno
chiuso l’anno in forte contrazione rispetto al 2022. Anche le vendite di calcestruzzo hanno seguito una
dinamica simile, ma con tassi leggermente più moderati. I prezzi medi hanno preservato il decisivo
rafforzamento rispetto al 2022, che tuttavia non è riuscito a bilanciare la sfavorevole domanda.
Il fatturato dell’Europa Centrale è aumentato, passando da 993,5 a 1.049,0 milioni (+5,6%): i ricavi netti
sono cresciuti in Germania +9,2% (da 798,8 a 872,0 milioni), mentre in Benelux sono diminuiti del 5,6%
(da 226,9 a 214,1 milioni).
Esaminando i mercati dell’Europa Orientale, in Polonia, i nostri volumi di vendita nel cemento hanno
chiuso l’esercizio in calo a doppia cifra percentuale, in linea con il generalizzato andamento delle
consegne. Anche le vendite di calcestruzzo preconfezionato sono risultate in contrazione, seppur con
un ritmo più favorevole nella seconda parte dell’anno. I prezzi di vendita, invece, hanno mostrato un
solido miglioramento rispetto all’esercizio precedente. In tale contesto, il fatturato in euro ha raggiunto
i 156,7 milioni, in aumento del 10,9% rispetto al 2022; il rafforzamento dello zloty (3,1%) ha comportato
un moderato contributo positivo: a parità di cambio, il fatturato sarebbe cresciuto del 7,5%.
In Repubblica Ceca, le vendite di cemento e calcestruzzo, dopo la flessione nel primo semestre, hanno
continuato a registrare una dinamica debole, chiudendo l’anno in evidente contrazione, in linea con lo
sfavorevole contesto di mercato. Il livello dei prezzi si è consolidato in netto rafforzamento rispetto al
2022. Il fatturato complessivo, grazie anche all’apprezzamento della corona ceca (+2,3%), ha raggiunto
i 204,8 milioni, in miglioramento del 1,8% rispetto al 2022. A parità di cambio, il giro d’affari avrebbe
registrato valori allineati all’esercizio precedente (-0,3%).
In Ucraina, i nostri volumi di vendita di cemento nel 2023 hanno ampiamente recuperato terreno,
soprattutto per effetto del confronto con lo scorso esercizio in cui la produzione aveva subito delle
lunghe fermate, con lo scoppiare del conflitto. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno chiuso
l’anno in rialzo ma lontane dai livelli pre-guerra. I prezzi di vendita si sono confermati in deciso
rafforzamento rispetto al 2022. Il fatturato ha raggiunto i 85,6 milioni, in aumento del 43,2% rispetto al
2022. Il deprezzamento della valuta locale (-16,2%) ha penalizzato la traduzione dei risultati in euro: a
parità di cambio il giro d’affari sarebbe aumentato del 66,4%.
In Russia, le quantità vendute hanno registrato un andamento moderatamente positivo. Anche i prezzi
di vendita in valuta locale hanno consolidato il netto miglioramento rispetto all’esercizio precedente, ma
la svalutazione del rublo (-25,2%) ha gravato sulla traduzione dei risultati in euro. I ricavi netti, infatti, si
sono attestati a 284,6 milioni, in lieve calo rispetto ai 290,4 milioni del precedente esercizio (-2,0%). A
cambi costanti, tuttavia, i ricavi sarebbero aumentati del 22,8%.